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Un romantico a Milano Preview

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Lettering e impaginazione Officine Bolzoni con Vanessa Nascimbene Supervisione Michele Foschini Proofreading Francesco Savino, Leonardo Favia e Andrea Petronio

Precipito! Guarda come brillo mentre scendo. Precipito! Incandescente come una cometa, risplendo. Precipito! Giù come un fulmine a ciel sereno. Se non sarà sereno, tanto meglio. Giù, vertiginosamente giù, senza dimenticarti di girarti verso le telecamere. Guarda come sono telegenico mentre mi schianto. Giorgio Canali

Via Leopardi 8 – 20123 Milano chiedi@baopublishing.it – www.baopublishing.it Il logo di BAO Publishing è stato creato da Cliff Chiang. Un romantico a Milano è © 2018 Sergio Gerasi. Per l’edizione italiana: © 2018 BAO Publishing. Tutti i diritti riservati. ISBN: 978-88-6543-987-6 ISBN Variant: 978-88-3273-080-7 PRIMA EDIZIONE


Drogo Colombo. Che razza di nome è?

Sai, i miei erano appassionati di letteratura e...

Sì, sì, per carità. Non vorrai raccontarci tutta la tua vita, per caso?

Be’, non tutta... una piccola parte.

Dai per scontato che ci sia qualcuno cui interessi.

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Dicevamo...

Drogo Colombo, troppo vecchio per uscire a bere tutte le sere...

… sufficientemente giovane per non doversi preoccupare della prostata.

Anche se, fammelo dire, non sembra. Ma non sei qui per questo, giusto? Sei qui perché oggi è successo.

Mhm, in effetti non mi curo moltissimo... Odio anche specchiarmi.

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Ora puoi fare tutto ciò che vuoi.

Finalmente sei libero, di nuovo.

Ma cosa vuoi davvero, Drogo?

Il mare?

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E tu, Fermo... Cosa vuoi davvero?

Io devo vivere per sempre. Ormai, arrivato a questo punto, è diventata una necessità .

Io... io vorrei vivere per sempre.

Mi capisci?

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Certo, sono un gatto, non uno scemo. Vuoi vivere per sempre?

Allora salta.

Salta giù.

Non è l’unico modo. Ma almeno così vai sul sicuro.

Vuoi mettere?

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Non ci credo. Oggi l’ho cercato davvero.

“Il senso della vita.”

Credi di conoscere davvero te stesso?

L’ho cercato su Google.

Ti sei mai sentito come uno strumento che produce solo dissonanze? www.ilsensodellavita.it

Forse cercavi i Monty Python?

Chiediti piuttosto qual è il senso della domanda.

Cosa rappresenta il cerchio rosso più piccolo? Cosa metti al centro della tua vita?

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BLlNG! Rimorchia subito ragazze brutte!


Lacerba. Cocktail bar futurista.

Barman giovani, ma preparati. Ottimi drink. Attualmente molto frequentato, soprattutto nei weekend.

Quando per la prima volta, incuriosito, entrai, non c’era nessuno. Ero l’unico cliente.

Perfetto, quella sera dovevo festeggiarmi.

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Il giorno seguente sarei diventato grande: lì finiva la mia giovinezza.

L’indomani, un bruttissimo giorno freddo con il cielo bianco...

… come sono tutti i giorni di febbraio a Milano...

… avrei firmato il mutuo per la casa.

Era il 2003.

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Oh, be’, cosa vuole che le dica. Una casa ci vuole, dopotutto... o no? Dico bene?

Questo sicuramente, signora Merini.

Alda Merini. È stata poetessa italiana: nata e morta a Milano, inizia la sua attività di scrittrice molto giovane, all’eta di 15 anni. Mi ha sempre dato l’impressione che la sua vita scorresse lenta, come i navigli, dove ho sempre vissuto. Un talento poetico profondo. Sono quasi certo di averla incontrata, da piccolo, quando bigiavo a scuola e andavo a comprare i fumetti sui navigli. Ma questo è probabilmente frutto della mia immaginazione. Alda Merini ha amato molto, nella sua vita. Ha amato uomini, i suoi figli, quattro (mi sembra), forse ha amato anche altre donne. Ha amato da poetessa. Ha amato anche l’uomo che l’ha fatta rinchiudere in manicomio per buona parte della sua vita.

PIMM’s: Pimm’s n°1 Ginger Ale, rafforzare con zenzero fresco, se gradito, cetriolo, limone, menta. Mescolare e servire in tumbler Collins.

Insomma, questa casa è bella? In che zona l’ha presa?

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Sì, è bella... Da solo ci stavo bene, anzi, benissimo.

E ora? In quanti siete lì dentro? Non avrà mica aperto una comune...

Eh eh, no, no... Sono passate di moda. Ho, diciamo, aperto una famiglia. Un piccolo delirio quotidiano.

Un delirio... ma cosa è veramente il delirio? Quando uno c’è dentro, sta male.

E cosa ha perso?

Quando ne esce, sta bene. Però ha perso qualcosa... no? Dico bene?

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Non lo so...

Ma qualcosa ha perso lungo la strada, mi creda.

Senta, le devo fare una domanda...

Io me ne intendo.

Dica.

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Lei parla spesso da solo?


SĂŹ, spesso. Lo faccio fin da piccolo. Immagino dialoghi con persone famose come lei. Famose per me, perlomeno.

Altre volte, immagino anche di essere ripreso perennemente da telecamere, come se fossi il protagonista di un film. Un Truman Show consapevole. E mi comporto di conseguenza... A modo mio, recito. Ah, certo. Ne ho conosciute di persone come lei, sa?

Allora non sono cosĂŹ strano come pensavo...

Mh...

Intendevo che le ho conosciute quando mi hanno rinchiusa in manicomio.

Altra domanda, ma lei va sempre in giro con un gatto sotto braccio?

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Non sempre. Solo nelle occasioni importanti.

E in questo caso?

Lo è. È l’ultimo giorno che resterò in questa città. La mia città...

Finalmente sono libero, signora Merini, vado a vivere dove ho sempre sognato...

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Al mare!

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Drogo, amore, lo senti? Ăˆ il suono delle onde...

Io vorrei un peluche... Ringrazia il signore, da bravo.

Un peluche...

Grazie, signore. Grazie.

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Lo senti?

Non li ho, i peluche.

Ăˆ il suono del mare.

Mamma, ma quando ci andiamo al mare?

Hai fretta, amore?

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