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Umbrella Academy - La suite dell'Apocalisse Preview

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VOLUME 1: la suite dell’apocalisse

storia GERARD WAY disegni GABRIEL BÁ colori DAVE STEWART lettering originale NATE PIEKOS DI BLAMBOT ®

copertine albi singoli JAMES JEAN copertine volumi GABRIEL BÁ


Un ringraziamento speciale a Jim Krueger, Jeffery Pereira, Philip Simon, Eric Wiler, Brian Schecter, Jonathan Rivera, Stacy Fass e Elizabeth Steiner, M.D.

Traduzione Leonardo Favia Lettering e impaginazione Officine Bolzoni con Vanessa Nascimbene Supervisione Francesco Savino Proofreading Andrea Petronio e Teresa de Pasquale

Per Dark Horse Comics: Presidente ed Editore Mike Richardson Editor Scott Allie

Via Leopardi 8 – 20123 Milano chiedi@baopublishing.it – www.baopublishing.it Il logo di BAO Publishing è stato creato da Cliff Chiang. Titolo originale dell’opera: The Umbrella Academy - Apocalypse Suite The Umbrella Academy™ Volume One: Apocalypse Suite © 2008, 2017 Gerard Way. Dark Horse Books® and the Dark Horse logo are trademarks of Dark Horse Comics, Inc., registered in various categories and countries. All rights reserved. For the Italian edition: Copyright © 2017 BAO Publishing. All Rights Reserved. Per l’edizione italiana: © 2017 BAO Publishing. Tutti i diritti riservati. ISBN: 978-88-6543-915-9 PRIMA EDIZIONE


Introduzione Iniziò nella migliore maniera possibile, con una gomitata atomica volante... Ho incontrato Gerard Way a Glasgow alla fine del 2006, poco dopo la pubblicazione di The Black Parade da parte della sua band, i My Chemical Romance. Il video del singolo “Welcome to the Black Parade” mi era sembrato la perfetta rappresentazione di un genere, be’, definiamolo “necrodelico”, corrente che speravo si potesse affacciare nella cultura popolare, quindi ero felice di fare la sua conoscenza. Quegli echi punk e post-apocalittici di Sgt. Pepper, le chitarre che risuonavano in maniera elegiaca e i giovani soldati ormai condannati, la baldanza alla Freddie Mercury che sintetizzava gli estremi polarizzati dell’emo e del macho militare alla perfezione: quel mix era elettrizzante e mostrava un gruppo pop con un’ambizione, una visione e una portata che aveva immediatamente attirato la mia attenzione. Avevo ascoltato The Black Parade a ripetizione mentre scrivevo la psicotica prosa del Joker per l’episodio 663 di Batman, e per il resto delle fredde notti senza fine e le giornate nicotiniche del miserabile inverno scozzese. Quindi, quando io e Gerard ci incontrammo, sapevo già che sarebbe stato un incontro pieno di ammirazione. Aveva la famosa zazzera argentea, ma la tintura gli faceva pizzicare la cute, quindi stava pensando di cambiare look. Chiacchierammo come amici di vecchia data e passammo il pomeriggio prima del sound check della band a parlare di fumetti, viaggi, rock and roll, vita, morte, Malcolm McDowell e così via. Mi raccontò che stava scrivendo un fumetto, intitolato Umbrella Academy, e visto che ormai conoscevo lui e le sue influenze un po’ di più, dissi sinceramente che mi sarebbe piaciuto leggere il risultato finale. Non c’è niente di peggio che simulare entusiasmo per evitare di urtare i sentimenti di un amico, ma Gerard non era una celebrità in visita nel mondo dei fumetti: li conosceva e li adorava, e aveva una chiarissima idea di cosa volesse realizzare. Nonostante ciò, non avevo idea di cosa aspettarmi, forse un qualche proseguimento dei temi di The Black Parade: cancro, cabaret e caos. A dire il vero, non sapevo se sarebbe riuscito a gestire la cadenza di scrittura richiesta per questo tipo di lavoro sull’autobus del tour tra uno spettacolo e l’altro. Era già difficile farlo tra le comodità di casa, ma lui aveva un’etica del lavoro ben precisa. E così, con i suoi adoranti riferimenti a Il Prigioniero, al surrealismo francese, alla storia della musica, agli echi involontari di vecchie serie televisive britanniche e ai suoi film preferiti, Umbrella Academy arrivò assolutamente completo, un albo dopo l’altro, e non aveva niente a che vedere con quello che immaginavo. Il ritmo rapido e sicuro, lo humour e le invenzioni, i testi che invadono la tavola interrompendo le battute con cupa ironia sembrano frutto di un veterano del mestiere. Aggiungeteci i chiaroscuri spigolosi e tortuosi dei disegni di Gabriel Bá e i colori evocativi di Dave Stewart, e vi accorgerete di quanto la storia e i personaggi di Gerard prendano vita ed esplodano sulla pagina, albo dopo albo, dando origine a un mondo ben definito che si rifiuta di star fermo mentre gli eroi e i criminali affrontano tradimenti, massacri, umiliazioni, gioie, fallimenti, cuori spezzati e morte. Insieme alle fantastiche copertine di James Jean, tutto questo porta a uno dei migliori e più innovativi fumetti di questo decennio. Umbrella Academy non assomiglia per niente a ciò che Gerard realizza con la sua band e la sua voce, ma se ascoltate da vicino ne riconoscerete gli aspetti fondamentali. Qui trovate i primi sei episodi di Umbrella Academy, che raccolgono la storyline della “Suite dell’Apocalisse”. Comincia con una gomitata e termina con un panino. E tra l’una e l’altro, sentirete musica di un tipo totalmente nuovo.

–GRANT MORRISON

Los Angeles, marzo 2008


A mia moglie, Lindsey, perché è il mio ombrello. Gerard La mia gioia più grande quando finivo di disegnare una pagina di Umbrella Academy era farla vedere a mio fratello, perché mi aiutasse a credere che ero riuscito a portarla a termine. Questo libro è dedicato a Fábio... non sarebbe stato possibile senza di lui. Gabriel


CAPIT O L O U N O


Fu lo stesso anno in cui Tom “Zuffa” Gurney mise al tappeto il calamaro spaziale di Rigel x-9...

Accadde alle 9:38 di sera...

Cominciò con una gomitata atomica volante.

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E in quel momento...

... senza preavviso...

... e per puro caso...

... nacquero 43 bambini straordinari...

... perlopiÚ da madri single che non avevano mostrato segni di gravidanza, in luoghi all’apparenza casuali del mondo.

I bambini vennero abbandonati o dati in adozione...

... quelli che sopravvissero.

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Questo invece è Sir Reginald Hargreeves, detto Il Monocolo.

Scienziato di fama mondiale e ricco imprenditore.

Inventore del Televatore, del Levitatore, del Comunicatore Mobile a Ombrello e dei cereali Clever Crisp.

Medaglia d’oro olimpionica e Premio Nobel per il suo lavoro riguardante lo sviluppo cerebrale degli scimpanzÊ.

E alieno.

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Per motivi sconosciuti, Sir Reginald partì con la sua guardia del corpo Abhijat sul suo vascello privato, La Minerva... che si diceva fosse alimentato dai resti del Re Amen-Kharej IV. Utilizzando metodi sconosciuti, riuscì a rintracciare e ad adottare quanti più bambini poté.

Ne trovò solo sette...

Dopo aver cancellato le loro identità e averli nascosti al mondo, Sir Reginald tenne una conferenza stampa a Stoccolma, dove il giornalista Cosimo De’ Lostrono di Milano gli chiese: “Perché ha adottato quei sette bambini? ”

A questo, Hargreeves rispose...

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per salvare il mondo, ovviamente.

Al che il mondo domandò:

Non ricevemmo risposta.

Quella fu l’ultima volta che Sir Reginald e i bambini vennero visti. Fino a quel giorno...

Fino a...


L’UMBRELLA ACADEMY FEAT. SIR REGINALD HARGREEVES DETTO IL MONOCOLO IN...

IL GIORNO IN CUI LA TORRE EIFFEL andò in DIECI ANNI DOPO. 6:23


BERSERK PARTE UNO DI SEI DELLA STORIA: LA SUITE DELL’APOCALISSE


è arrivato dal cielo?

sì!

non crede che sia saltato?

ma è no. è stato spinto.

ridicolo...!


mandate altri...

mi scusi, agente...

e io cosa dovrei fare, ora?! è un manicomio!

ma credo che noi potremmo aiutarla.

e voi chi diavolo siete?

... è impazzita...

... e deve essere fermata a ogni costo.

è la vostra torre eiffel...

cosa...? siete voi bambini a essere impazziti!

mi permetta di presentarle la mia subordinata, numero tre...

cittadini di parigi... ho sentito dire che il museo d’orsay sta regalando i suoi dipinti migliori.

e fanno anche le crepes.


ottimo lavoro nel disperdere la folla, numero tre... sebbene ora dovremo recuperare quei dipinti...

numero uno...?

sparpagliatevi e attaccate!


papà...?

perché non posso giocare con gli altri?

dov’è numero cinque? non lo vedo laggiù...

cioè... signor monocolo, signore?

be’, numero sette... tu non hai niente di speciale.

perché non vai a nel futuro, imsuonare il magino... scappato violino? di casa, senza dubbio. non posso esserne sicuro... non che mi interessi.

Oh.


qualche idea brillante, impavido leader?

numero cinque, sto perdendo...

non lasciarmi andare... !

perchĂŠ non te ne stai zitto?

numero uno!

sto cercando di contattare un ingegnere morto dal mondo degli spiriti... potrebbe dirci come fermarla!

risparmiate il fiato! moriremo

tutti!


alla torre di controllo! ho un presentimento...

esibizionista.

come sospettavo...

gustave eiffel zombi robot!

è vivo! dopo tutti questi anni...


non per molto!

numero due...

initier la sĂŠquence de lancement!

tutti fuori!

ora!!!

no!

che succede?

ma perchĂŠ? credo che stia decollando.


... è un’astronave.

perché non è un monumento, bambini...

non chiamatemi papà. e, sebbene abbiate perso la torre eiffel, avete salvato parigi. e sapete cosa significa...

papà !

le chiavi della città!

cosa c’è, numero uno?

e gelato per tutti! un cono a testa!

signor monocolo... quando sarò cresciuto... voglio andare nello spazio.

yay!

e così farai, numero uno...

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... così farai.


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