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La solitudine dello spazio Preview

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IN D IC E rn a rd In tro du zi on e di W a rr e n Be La fin e de ll’estate . . .

6

Am o qu esta pa r te . . . 84 Un a città de nt ro . . .

148

Fume tti di Tillie Wald en dai 16 ai 20 anni

Splendere . . . Mi chiamo . . .

204 220

Slumberland . . . 222 Soffocante . . .

224


Diar io . . .

226

Il diplo ma . . .

228

Ghib li. . . 230 Albe ri perd uti. . .

232

Sogn are . . . 236 Il sole nei miei occh i. . . 252 Nel palm o della tua man o . . . La donn a del mete o. . . Lars

Nem o. . .

Viva . . .

256

272

274

288

Com ’è esser e gay in una scuo la medi a di sole raga zze. . . 292 Q&A . . . 298 The Fade r. . . 306

Gallery . . .

310


Introduzione di Warren Bernard Andate a prendere la vostra bevanda da lettura preferita, raggiungete il posto speciale dove vi piace rilassarvi e preparatevi per un viaggio attraverso la mente sorprendente e talentuosa di Tillie Walden. Mettiamo da parte i suoi talenti nella musica (suona il violoncello), nell’atletica (è una grande pattinatrice sul ghiaccio) e nella danza (ha gareggiato nel pattinaggio su ghiaccio sincronizzato). La solitudine dello spazio è un compendio dei suoi primi lavori a fumetti. Approfondiamo così un’area molto specifica delle sinapsi e dei neuroni di Tillie per guardare i suoi prodigiosi talenti nel mondo visivo dei fumetti. Alla tenera età di sei anni o giù di lì, il papà molto figo di Tillie le regalava manga e altri fumetti per stimolare il suo interesse. Tra questi, una raccolta delle pagine domenicali di Little Nemo del famoso fumettista Winsor McCay che furono pubblicate dal 1905 al 1912. I libri erano talmente grandi che lei si sedeva su di essi mentre leggeva, in modo da assorbire tutte le fantastiche visualizzazioni di McCay. Una volta ha detto dei fumetti di McCay: “Penso di aver capito in quel momento che si poteva giocare con lo spazio, la geografia, le persone e relazioni, non c’era nulla che dovesse esistere esattamente com’era in realtà.” Quando leggerete Amo questa parte, il modo in cui Tillie ha assorbito la Scuola d’Arte di Winsor McCay vi sarà evidente: la storia si inserisce perfettamente tra le sue fantasiose prospettive, influenzate da quelle ricche di dettagli architettonici di McCay. E, dal momento che la realizzazione di Amo questa parte avviene parecchi anni dopo la lettura e l’osservazione dei libri di McCay, si può dire che Tillie Walden abbia fatto grande sfoggio della sua memoria visiva. Lo stesso avviene in Slumberland, il cui layout è identico della striscia di Little Nemo datata 5 dicembre 1905. L’incredibile memoria di Tillie unita alla sua innata sintesi dell’esperienza colpisce di nuovo in La fine dell’estate. La prima vignetta è in realtà il ricordo di Tillie di un viaggio con la sua orchestra scolastica a Washington. Tillie si separò dal gruppo (e sì, si perse) perché stava guardando intensamente le pareti e i soffitti della Great Hall del Jefferson Building alla Biblioteca del Congresso, uno dei più grandi capolavori dell’architettura al mondo. Questo ricordo è rimasto nel suo cervello fino a quando non l’ha fuso con il suo ricordo d’infanzia delle fantasie di McCay come base per la svettante casa della storia. A proposito, non è una coincidenza che il nome del gatto sia Nemo. Fumetti, arte e architettura non sono gli unici alimenti che Tillie assume per nutrire i suoi poliedrici interessi visivi. L’amore per i film emerge dall’approccio cinematogra-


fico delle sue storie e dal modo in cui posiziona “l’occhio” della sua cinepresa. Si può vedere quell’“occhio” mentre corre attraverso la foresta in Alberi perduti. O il cambio di prospettiva visiva della conversazione tra i due protagonisti in Splendere. Film noir, espressionismo tedesco, Alfred Hitchcock, Orson Welles: Tillie li padroneggia tutti. Il regista che chiaramente la influenza di più è Hayao Miyazaki e le opere dello Studio Ghibli. Miyazaki e McCay hanno molti elementi in comune: bestie fantastiche, prospettive gigantesche e il senso di un mondo fantastico autonomo in cui ci si potrebbe facilmente ritrovare. La Principessa Mononoke e La città incantata in particolare lasciano la loro impronta sul lavoro di Tillie. Tillie ha detto che porta queste influenze visive dentro di sé per il legame emotivo che prova verso di esse. Accendono qualcosa dentro di lei che fa sì che quel fantastico cervello trattenga le immagini che ha letto e sperimentato fino a quando inconsciamente le recupera sintetizzandole nella sequenza di vignette generata dalla sua penna a inchiostro. Queste tavole stabiliscono un senso dei luoghi molto reale, si può sentire la foresta che viene attraversata, le strade che vengono percorse, le stanze vissute e i paesaggi urbani scrutati. Ma a cosa servirebbe tutta questa stimolazione visiva legata alle emozioni se non ci fosse una storia? Be’, non c’è bisogno di preoccuparsene, perché quell’incredibile testolina che siede sulle spalle di Tillie ha molto da dire su amore, relazioni, morte, alienazione e sessualità, il tutto raccontato con quelle immagini incredibili. L’emozione non solo governa la sua memoria visiva, ma anche la sua narrazione. Sia che i protagonisti siano innamorati, che si lascino, che litighino o semplicemente vivano una giornata insieme, c’è una reale, palpabile connessione emotiva tra di loro. L’emozione pervade anche i disordini nei quali lei e i suoi personaggi si trovano, sia che si perdano nella foresta o che cerchino di adattarsi alle norme sociali e sessuali previste. Il grande cervello di Tillie ha messo insieme per noi le immagini, la narrazione e le emozioni nelle opere di La solitudine dello spazio. Quindi sedetevi in quel posto speciale dove vi piace rilassarvi, sorseggiate una bevanda e leggete queste storie per ottenere alcune di quelle connessioni visive ed emotive. Warren è uno storico del Fumetto e un autore due volte candidato al prestigioso Eisner Award. Ha contribuito a numerosi libri e a una serie di mostre sulla storia del Fumetto. Oltre ad aver curato retrospettive, ha tenuto conferenze sui fumetti presso il Center for Cartoon Studies, la Parsons School of Design e altre scuole di istruzione superiore. Warren ha organizzato due collezioni istituzionali dedicate alla conservazione dei fumetti indipendenti alla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, ed è anche il direttore esecutivo della Small Press Expo, uno dei festival di fumetti indie più influenti al mondo.


Morirò prima che finisca l’inverno.

È il mio cuore. Perché è impolverato?

assicuratevi che queste finestre siano sigillate.

mi scusi, signora.

mhm

Non credo di essere triste. dov’è Lars?!

È ancora con il Dottor Kraus.

le porte si chiuderanno tra 10 minuti!

Preparate i bambini!

Vorrei solo che la smettesse di toccarmi la spalla.

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Mi dispiace, signorino.


LARS, forza, ti stiamo aspettando.

Sta arrivando!

dovevi portare Nemo!

È la ragione per cui Padre l’ha preso!

Nemo.

Non dovrebbe sforzarsi, signore.

PERCHÉ?

Ti ho preso.

Ho sempre pensato che sarei morto per una piaga.

ERA ORA. Preparatevi.

Ehi.

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Ehi.


La mia pelle si sarebbe imputridita, avrei vomitato sangue.

E ho sempre immaginato di morire in un giorno nuvoloso. Come se il mondo non potesse sopportare il sole nel momento in cui mi stava perdendo.

Queste porte si apriranno di nuovo tra tre anni. Forse riusciremo a gestire l’inverno senza problemi come la scorsa volta.

Abbiamo chiesto agli Dei di poter avere calore in questi tempi gelidi.

Ma non penso che mi interessi così tanto che il meteo mi pianga. Grazie! Grazi

Forse… Dovrei leggere di più.

Lars?

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Madre mangia come un uccellino.

Perry si gratta i denti con la forchetta. E mi guarda.

Nikolaus organizza il suo cibo. In una griglia.

Hedda mangia veloce, poi fissa il suo piatto vuoto.

Padre fuma due pipe e ha sempre un pudding al cioccolato.

Maja.

Maja chiude gli occhi quando beve il suo tè.

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Signorino, si sente bene?

frastornato

dolorante

provato

Lars? Maja?

Tu e Nemo state legando.

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Non c’è abbastanza tempo.

Hai paura?

Tre anni è un lungo periodo per stare al chiuso. Di cosa?

Probabile. Di diventare MATTO.

Pensaci! Avremo 14 anni quando usciremo la prossima volta.

Come faccio a dirglielo?

Maja, ti voglio bene. Posso cavalcare Nemo, qualche volta? Sembra divertente.

Penso che i primi a perdere la testa saranno Perry e Madre.

Oh, ma hai sentito che Padre ci ha preso una nuova barca per la piscina?

Certo.

Maja, ti voglio bene e non voglio lasciarti. Sembri stanco. Dovresti riposare.

No, io… Non…

tre anni… Comunque ha ragione.

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è un periodo molto lungo.


Specialmente se lo conti in giorni.

O in ore.

minuti.

Secondi.

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Vorrei solo avere la loro energia.

Riesco a malapena a stare sveglio con così poche cose da fare.

Il primo che trova la palla nei tunnel vince!

Ma tu bari.

Non lo farò, giuro!

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Ondeggio andando alla deriva.


Lars, sei sicuro di poter giocare?

Perderai, Per!

Sto bene, sto bene.

Non hai speranze!

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No. Non di nuovo.

Tutto inizia a girare.

TROVATA!

PER! FERMO!

Non riesco a resistere.

La mia testa è piena di gelatina.

Gira. Ho vinto. nnn

MAJA!

Stai bene?!

Davvero. Sto bene.

Basta piagnistei, facciamoci un giro.

Sì.

18


19


Io… non so come muovere, Nik.

usa il tuo esercito per attaccare il mio, Lars.

Lars, hai già vinto? Quindi, vado lì?

Vedi? sono nello stesso percorso di battaglia.

Penso che Nik sia più bravo di me.

No. Non c’è ancora nessuno sulle montagne.

Almeno sei più divertente di Per. Tutto quello che sa fare è rubare i pezzi.

il che è un peccato, perché non sono niente male.

forza, Lars. Vengo ad aiutarti. Va bene.

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A chi tocca?


oh, signora, il pranzo è pronto.

Va bene. Tenete lontano da questa stanza la servitù mentre Lars riposa.

Sì, signora.

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Olle! Smettila!

La tua grafia è sciatta, Lars.

Vattene, Olle!

il mio posto segreto.

il nostro posto segreto.

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Con Nemo, il buio non fa così paura.


Mentre diventava buio, avrei iniziato a urlare.

Quando avevo 7 anni, pensavo che la mia anima mi avrebbe abbandonato al tramonto.

Ma il mattino dopo

a implorare.

a supplicare.

che mi dispiaceva

le avrei chiesto di non lasciarmi

mi sentivo bene.

Alla fine ho capito che non dovevo avere paura del buio.

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Era l’idea che qualcuno o qualcosa avrebbe preso una parte di me e che sarei stato troppo debole per oppormi.

Quella paura non se ne è mai andata.

Quattro giri in due minuti.

Devi scendere a un minuto.

Per sta lavorando sodo, padre.

Maja, hai intenzione di mangiare?

mm

Ecco a lei, Padron Nikolaus.

Maja? Vuoi…

Grazie, Hans…

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Anche il quadro di Hedda ha un bellissimo aspetto. Oh, grazie, Nik.

Vuoi che lo mangi io per te?


Mi dispiace, Maja.

NON ESSERE STUPIDO, LARS.

Va tutto bene. Mangerò…

… ogni singolo…

Oh, mi dispiace tanto, Madre. È tutto troppo, per te?

NON TOCCATEMI

… boccone.

Maja. Ne ho abbastanza.

Oh, Padre, è carino che si stia unendo a noi.

Portatela fuori da qui!

MAJA! Ma cosa?!

Questo deve essere veramente troppo per voi. Dio non voglia che una giovane dama apra la bocca. Altro tè, mamma?

qualcosa non va in Maja.

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L’ha vista? Sì. Sembra… preoccupata.

Hector, non guardarmi così.

Sta bene? Cosa? Sì.

È quasi passato un anno. È sicuro di non volerglielo dire?

Lo sanno che sono malato.

la mia gola…

si sta… Maja… si sta…

Penso davvero c

Non voglio che altri facciano il conto alla rovescia.

… si sta chiudendo… stava bene…

LARS! Rimanga con me!

… Lars?

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LARS

È di sopra

Calore.

HO BISOGNO DEL DOTTOR KRAUS.

Hector

Soffocare pronto

S

tieni ques è qui! Fa male. Fa male. Mettilo seduto.

un attacco

Hector, fallo smettere.

dentro…

Rimani con me, Lars.

Non voglio andarmene. Sta mollando

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Sto cavalcando Nemo.

infiniti corridoi freddi

finestre impossibili

e sto bene.

stanze che urlano

non sappiamo dove siamo

e c’è un sacco di tempo. Hector?

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Ha bisogno di riposo.

mi fanno male i muscoli.

Rimango con lui.

il mio respiro è debole.

e sono Signora, mi dispiace svegliarla…

stanco.

incredibilmente lei non è in camera, ma abbiamo trovato i suoi… capelli.

Trovatela! Non mi importa se dobbiamo svegliare l’intera casa!

Hector?

chk

29


Lars… Mi dispiace tanto…

Maja?

30


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