Alzai il volume per coprire quello che stavo facendo perchĂŠ...
... sarebbe stato davvero tremendo se...
... mama fosse entrata e mi avesse beccato a farlo...
... ma cominciai a gemere forte, come deeze quando aveva i suoi “sogni da maschi�...
Le mie ossa divennero più lunghe e schioccarono in nuove forme. Come larry talbot ne “l’uomo lupo”. Pelle e legamenti si ispessirono, stiracchiandosi. I denti mi divennero lunghi un dito, aguzzi. La camicia da notte che mama era così fiera di aver trovato per due soldi era a brandelli. Era un peccato, perché anche se non ne andavo pazza sapevo che mama ci sarebbe rimasta male perché non mi ero “presa cura delle mie cose”. Anche se era ancora lontana, sentivo che la folla si avvicinava sempre di più.
... e anche se faceva male, ero felice e rovesciai la testa all’indietro...
Mentre ridevo, con la testa sfregavo il soffitto del nostro appartamento nel seminterrato. Quello che mi usciva di bocca però era un acuto ululato. In tutta uptown, scheletrici pastori tedeschi e chihuahua sdentati - risvegliati da un ricordo atavico dei lupi nel loro sangue - si univano a me nel grido.
Anche gli umani mi sentivano ululare. Uscivano dalle stazioni della sopraelevata di lawrence e wilson...
va abbattuto.
... correvano fuori dai grattacieli di marine drive...
... e marciavano lungo broadway... Dove state ANDANDO? Forse non può farci niente se è diverso e forse non dovreste andare a infastidirlo
nella sua tana.
UCCIDETE IL MOSTRO!
GUARDATE !
Eh?!
... e fu allora che sentii l’odore: argento temperato, puro come raggi di luna, che veniva infilato nel caricatore di una pistola. Non avrei dovuto, ma guardai dalla finestra del nostro seminterrato. Fu la paura a rallentare quel tizio. Nonostante fosse febbraio, scure gocce di sudore gli colavano dall’attaccatura dei capelli freschi di tintura e giù lungo gli occhi. Cincischiò con la pistola e ammetto che mi dispiacque per lui. Gli umani temono la morte e questo li rende goffi. visto che quando sarò grande mi unirò ai non morti (fatti di tenebra ed eternitudine e cose così), non occorre che io tema la morte. La gente non morta non ha “problemi di autostima” per il fatto di essere non morta. Siamo così oscuri che la “luce” non ci pare poi questo granché. Se siete mai rimasti in piedi in attesa nel baluginare florescente della cantina dei goldblatt mentre vostra mamma e un mucchio di altre signore si bisticciano bricchi scheggiati da caffè e set di mutandine con i giorni della settimana scritti sbagliati (matredì, vernedì), allora avete provato sulla vostra pelle come la “luce” faccia capire quanto la vita umana è sudata e incasinata...
Però l’uomo con la pistola mi sembrò bellissimo, per un istante. Aveva il colpo in canna. Mi rava al mio cuore. La folla aveva gli occhi strabuzzati. I cani del quartiere tacevano, in ascolto. Perfi no la luna voleva che mi dessi una mossa. Sospi rai.
Sì , i n f o n d o s o n o ve n ut i q u i p e r fa r m i a p e z z i . . .
La f o l la f e ste g g i ava . . .
... il mio petto bruciava per l’argento...
... cercai i l sangu e, ma n o n ce n’era. La mi a sottoveste n o n era rovi nata. Che solli evo, IMM A GINO . Co sì accesi le la mpade n ella mi a stanza e afferrai Blemmy. Per un poco copi ai la coperti na dell’ulti m o Ghastly che Deeze mi aveva dato...
. . . m a po i s e n t i i l ’a r b u sto sp i n ato
Ancora il sogno del v i l la g g i o , Karen?
f u o r i da l la m i a f i n estr a . . .
Anche se ero sveglia, sapevo che la g.e.n.t.e. Mi dava la caccia e che un giorno sarebbe calato il sipario, per me. Non che abbia paura che mi uccidano. No, la cosa che mi manda ai pazzi è che potrebbero farmi diventare come loro: g.e.n.t.e. = grigi, egoisti, noiosi, tristi ed ebeti. E non sono i lavori che fanno, come friggitore, infermiera o contadino che li rendono g.e.n.t.e., no! È il fatto che il più delle volte credono solo in ciò che vedono, annusano, gustano, toccano, sentono o comprano. Dicono “poiché non è possibile che i mostri siano veri, allora non sono veri.” Il dizionario dice che la parola mostro viene dal latino “monstrum”, che significa “far vedere” (come dimostrare), ma la g.e.n.t.e. Dice “non abbiamo mai visto un mostro, quindi non esistono”... la verità è che ci sono tante cose che non vediamo normalmente, ma che sono proprio sotto al nostro naso, come i germi, l’elettricità e forse
ANCHE I MOSTRI SONO SOTTO AL NOSTRO NASO...
Ma ma è per metà irlandese degli appa lachi e in parte indiana a mericana di... chi-sa-dove... si definisce “una zingara fricchettona” e i suoi occhi gri gi son o un misto tra la n ebbia di Dublin o e i l fu mo dei ca lu met della pace...
... nell’occhio sinistro ha una macchia di verde intenso... che io chiamo l’ISOLA VERDE.
... mi faccio largo nel grigiume fino ad arrivare all’isola verde nell’occhio di mama. È coperto di alberi e arbusti e odora di terra. È come se mia madre avesse fatto un posto sull’isola verde per tutto ciò che sono (anche le cose segrete) e mi sdraio su un soffice letto di muschio, alla base del pino molto alto, e mi addormento.
Ogni mese Deeze mi compra copie di Dread, Spectral e Ghastly.
14 febbraio 1968 Oggi la nostra vicina del piano di sopra, la signora anka silverberg, è morta in ci rcostanze misteriose. Le hanno sparato al cuore in salotto, ma è stata trovata a letto con le coperte in ordine, come se si fosse messa a dormi re.
n a p i ùs i n o d E r a laa c h e a v e s b e l l v i s to . . . mai il signor sam silverberg, (marito di anka e batterista) ha detto alla
Non era
davvero
polizia che quando anka è morta lui suonava a peoria. Il signor S. dice di non aver mai visto la pistola che ha ucciso sua moglie.
così scura in volto... ma sembrava sempre pronta a cominciare a piangere.
GATTO TUT
A
Nella sua vita nk a anka silverberg ne aveva schivate se l i i n d o s s a va mpre di pallottole... allora perché avrebbe scelto di morire . stando ferma sulla traiettoria di quella lì? Ma poiché le due porte di casa erano chiuse dall’interno la polizia ha detto che si è suicidata... ma io non ci credo!
... certo, non sapevo niente di tutto questo stamatti na, quando sono andata a scuola. Non sapevo che oggi la signora S. sarebbe morta. La porta anteriore di casa nostra dà sull’atrio. Da lì una rampa di scale porta a casa dei silverberg, al pri mo piano e altre scale portano dai gronan, al secondo. Come sempre quando andavo a scuola, la mia amica, la signora S., mi aspettava sul pian erottolo. Sono salita (come quasi ogni giorno fi n dall’asilo) e la signora S. mi ha schiacciato 2 pezzi di pane di segale morbido n ella mano. (Ammetto di averlo sempre chiamato il panino “fuori di segale”.) Mi ha preso per le spalle e mi ha fatto promettere di non di re a n essuno chi mi avesse dato il pane... PRESTO, PICCOLA ARTISTA!
Poi, come sempre, si è guardata intorno Mettilo in tasca... con occhi da PAZZA, come se la polizia del pane stesse per fare una retata. Il pane che la signora S. mi ha dato in tutti questi anni è quasi sempre stato di segale, molto scuro. Siccome io lo lancio agli scoiattoli del quartiere, potrebbe essere il motivo per cui uptown è la sola parte di chicago dove gli scoiattoli sono neri.
Che cosa stai guardando?
Pe rc h é n o n fa i u n a f oto ? Dura di più!
... ma oggi la signora silverberg non mi ha guardata dalla finestra facendomi “shh” con il dito sulle labbra. Era come se si fosse dimenticata di me... ora non riesco a togliermi dalla testa che ci fosse QUALCUNO CON ANKA... UN’ OMBRA ... o forse era... come se aspettasse qualcosa o qualcuno... e c’era una specie di COSA MORTA vicino a lei. Mi ricordava un dipin to spaventoso del museo. Non che anka sembrasse o si comportasse come maddalena con il teschio in grembo... NO... era qualcosa nelle tenebre... le OMBRE che incombevano su di loro. Mi fece sentire l’odore umido della cantina... i segreti di ossa e altre
cose nascoste.
Devo dire che questa cosa di vedere/annusare mi succede spesso. Ho imparato a prestarci attenzione. Percepisco che c’è qualcos’altro in quel quadro che devo vedere, qualcosa che ho dimenticato...
un indizio.
... quanto sarei voluta andar e al museo per veder e il dipinto di delva ux...
guarda, bill! Ăˆ ka re n!
K a r e n!
ehi, judy, di’ a karen di tornare da noi per un po’
s c usate, ragazzi, m a de vo a n da r e a s c uola...
... per far visita agli amici, ma...
f r e a k
maniaca puzzolente
r i d i c o l a
pazza
ugh
s c e m a
c e s s a
bleah
A scuola mia nessuno sale mai sul gradino lebbroso. Qualunque bambino lo calpesti prende una lebbra incurabile. Io stavo sempre attentissima a non salirci sopra, ma il fatto che non l’avessi mai toccato non cambiava le cose che gli altri mi dicevano e non mi rendeva più popolare. Un giorno sorella barbara convocò un’assemblea di istituto. Tutti gli insegnanti erano sul gradino lebbroso. Sorella barbara disse: “se questo gradino desse la lebbra ora noi avremmo tutti la lebbra” e così fu chiaro a tutti. Nessuno ci voleva salire. Quando fu il mio turno io ci salii. Il gradino lebbroso è il solo a essere di colore verdastro. Ora gli altri dicono che ho la lebbra terminale, ma ho un amico:
i l p e sta p e st e
cagna
malata
sf igata
schif o
guarda, la signora beastly salirà sul PESTA peste!
eww!
idiota
stup ida
mia mam ma d i ce ch e ti devo da re u na d i queste val e n ti ne pe r via d i... sì, i nsomma... tua mam ma.
Io ho portato a scuola le valentine che avevo preparato sul tavolo da cucina con mio fratello. Avevamo incollato un maccherone crudo dentro ogni biglietto e poi ci avevamo fatto colare sopra colorante alimentare rosso. l’unico cui è piaciuto il mio biglietto è stato questo ragazzo alto e inquietante
Missy non mi ha voluto spiegare cosa intendesse
Come ho detto, questa mattina era quasi normale, perché oggi era san valentino. Ci siamo scambiati biglietti melensi. Io di solito non ne ricevo mai, tranne da Missy, ma Missy è cambiata un sacco. Le piacevano i mostri, quindi eravamo migliori amiche, ma adesso le piacciono i ragazzi (pessima scelta).
heh
heh
heh
Mal ata !
Cos’è un VENTRICOLO ? Schifo!
ew! Sce m a
si chiama
FRAN K LIN
Sorella, ma è permesso?
oso! d isgust
e ha un sacco di brutte cicatrici. Mette il profumo taboo e non parla
MAI
mai.
Sono finita nei guai perché i miei biglietti erano “troppo strani e troppo macabri”. OK . Due settimane fa abbiamo studiato i santi “cefalofori ” come San Dionigi, qui , cioè quelli che portano in mano la loro testa... se vi piace la roba che piace a me è una figata essere c atto l i c i ... cioè... tranne per le suore. Hanno detto che le mie valentine non seguivano la trad izi on e d i san val e n ti no ... Ammetto che non mi interesso a questa festa, perché non ci sono mostri a san valentino. Halloween è grandioso... il coniglietto pasquale è uno spaventoso mutante... il giorno di san patrizio ha quell’inquietante leprecauno. Perfino natale ha quei piccoli elfi che sono un po’... creatureschi, ma san valentino ha solo quel bambinetto nudo che ammicca, “cupido”, con il piccolo arco e la freccia. PATET I CO e anche malato, un po’ alla chester the molester, secondo me. Quando sono tornata dal bagno ho trovato un mistero sul mio banco. Una valentina fatta a mano che diceva “Karen, sei spaventosamente forte” all’interno. Non c’è nome sul biglietto... quindi viene da un A M M IRATORE
Ai magri scoiattoli neri i miei biglietti sono PIACIUTI da matti.
SEGRETO !
Buon san valentino, piccoletto
Durante le lezioni ho rischiato che mi confiscassero il quaderno perché ci stavo disegnando dei mostri e, mentre tornavo a casa, ho ripensato alle mascotte molto più belle che avevo inventato per san valentino...
AX
CARDI
CHERUBINO SPAVENTINO
Dolci per le persone dolci
viola del cattivo pensiero
vi va un “a pp un ta me nto al bu io” co n il mio am ico zo mb i jim ?
Mentre tornavo a casa ripensavo alle mie idee per migliorare il san valentino e mi sono resa conto che il mondo sarebbe molto noioso senza i suoi mostri...
ma poi sono arrivata al nostro palazzo e ho scoperto che la giornata era stata molto meno noiosa di quanto immaginassi...
Quando sono arrivata a casa, davanti al palazzo c’erano le auto della polizia. c ’ è stato u n i n c i d en t e , k a r e n . La po l i z i a v u o l e c h e la s c i a m o l ’ e d i f i c i o . A s p e tte r e m o d e ez e a l r i sto r a n te .
mi sono subito gasata, anche se ho notato che le rughe tra le sopracciglia di mama erano più profonde del solito.
Era o io che era preoccupata per qualcosa...
tutto ben e a scuola? le mie valentine hanno fatto
schifo
dovresti mettere un berretto.
... av re bb e un de ci no ?
NO
Uno sconosciuto con gli occhi incrociati sono guai assicurati
togliti il guanto e sputati nel palmo.
A quanto pare deeze non è ancora arrivato. Kare, prendiamo un tavolo alla finestra, così ci vede.
entrare in un caldo, umido diner durante l’inverno di chicago è come passare dall’alaska a un paese tropicale dove il presidente è un gigantesco anello di cipolla che ti avvolge in un abbraccio unticcio mentre fuma una sigaretta dopo l’altra.
Vi eni qui,
te s o ro!
dalle rosse valentine umide appese ai vetri colava inchiostro. Il nostro vicino, il signor chugg, che vive nell’appartamento interrato sul retro, era già lÏ. Notai che aveva portato il suo pupazzo da ventriloquo, C.J.
Mentre dall’alto arrivava la musica metallica del piano e sentivo cozzare le posate, scelsi tra il panino reuben melt e l’hamburger. Ero ancora eccitata perché eravamo venute al ristorante, quando mama mi diede la notizia...
Karen,
la signora silverberg è venuta a mancare, oggi.
NO! Oh, d io... le voglio... le volevo bene... ma...
-NON diciamo
il nome del signore invano.
n o,
karen.
N o n s i g i ud i ca u n a
pe r s o n a s e n o n s i è v i sto i l m o n d o attr av e r s o i suoi occhi.
... ma l’ho
v i sta stamatti n a... come ha...?
... ma insomma, era u n po ’ m at - -
proprio in quel momento mio fratell o deeze è arrivato al ristora nte.
ehi, s e ñ o r , questo non è posto per quelli c o m e l e i. Vada a passo di fla m e n c o fi no alla bancarella dei taco.
C e r to , signora, c om e di c e l ei.
deeze si becca sempre commenti sgarbati di questo tipo perché somiglia tanto a mio padre, che è messicano. Il nome di mio fratello in realtà è “diego zapata” reyes. Fin da quando era piccolo la gente lo ha accorciato in d.z. da piccola io lo chiamavo “deezy” o “Deeze” e gli è rimasto.