Skip to main content

Appunti di vita 2 Preview

Page 1

Traduzione Giulia Scatizzi Lettering e impaginazione Cosimo Torsoli con Officine Bolzoni Supervisione Leonardo Favia Proofreading Francesco Savino e Andrea Petronio

english.bouletcorp.com Prefazione e note finali di Zerocalcare

Via Leopardi 8 – 20123 Milano chiedi@baopublishing.it – www.baopublishing.it Il logo di BAO Publishing è stato creato da Cliff Chiang. Titolo originale dell’opera: Notes, volume 2 © Editions Delcourt - 2008 All rights reserved. Per l’edizione italiana: © 2016 BAO Publishing. Tutti i diritti riservati. ISBN: 978-88-6543-529-8 PRIMA EDIZIONE


Prefazione

a fumetti di


Prefazione

a fumetti di


Grazie a Nicolas Wild per avermi prestato le prime due pagine del suo Kabul Disco (001 Edizioni) per l’inizio del volume 2. E ancora grazie ai miei webmaster Alexis e David (http://www.koxigru.org)


Parigi Ménilmontant, 21 gennaio 2005, ore 12 del mattino.

Uh! Uh! Ho appena finito il mio dodicesimo libro!

Già sveglio?

Ancora sveglio…

Devo solo farne una copia, poi lo manderò all’editore.

E tu, pigrone? Quando ricominci con i fumetti?

Non lo so. Non ne ho idea. Aspetto l’ispirazione.

Hai un nuovo messaggio.

7


L’ispirazione? Ti ci vorrebbe un ceffone!

Vado a farmi un caffè e poi comincio il mio tredicesimo libro.

Ah. Ah. Viva Boulet. L’uomo più divertente della galassia.

Aaah, cazzo.

Sì, pronto? Sì? Boulet? Sono JeanMichel di Aubusson! Abbiamo parlato a Saint-Malo. Vorremmo farla venire a giugno, ci aveva detto che era d’accordo.

A proposito, il mio vero coinquilino torna la settimana prossima. Tu dove vai a vivere?

Eh? Un momento, scusi…

Ehm… forse qualcuno mi ospita…

Be’, senta, è tra sei mesi, adesso proprio non so… risentiamoci tra un po’ di tempo, che ne dice? È meglio!

È arrivata la bolletta di internet e dell’elettricità. Ti sei ricordato di fare il bonifico per l’affitto?

Signor Spidault, mi chiamo Nicolas Wild e fin da piccolo nutro una passione incandescente per l’Afghanistan. Accetto l’incarico senza esitazioni.

Okay.

Sì, ecco. Grazie.

E fu così che 6 mesi dopo… 8


Buongiorno, sono Jean-Michel, del Festival “Creuse ta bulle” di Aubusson, l’avevo invitata quando ci siamo visti a Saint-Malo. Eh? Ehm… buongiorno. Le ho appena spedito i biglietti! Mi sono permesso di farla arrivare già il giovedì sera, per la serata della flognarde!

Eh? Ma giovedì questo? Dopodomani?!

Certo! Non mi dica che ci darà buca! In più quest’anno il presidente è Béhèf!

Ehm… chi?

Oooh! “Le avventure di Billy l’intrepido Clown” su Vaillant! L’avrà letto di sicuro!

Bene, allora contiamo su di lei! Io…

Chantal verrà a prenderla in stazione!

9

Uhm… aaah, sì, sì…


AAAH! MA HO GIÀ DETTO DI SÌ. COSA FACCIO ADESSO?

Bene. Calma. È una semplice scelta morale. Ci vado o no?

10


Be’, allora, la Creuse…

Non è detto! Di sicuro ci sarà gente simpatica, laggiù!

La Creuse, amico! Ti fracasserai le palle! Pfff.

Ci sono solo vecchi! E niente da fare, alla sera.

…

…

Aspetta! Ci saranno delle volontarie!

Detto questo, è anche vero che devi lavorare… quindi…

Demon’s flame!

Angel kick!

Be’, allora… cosa faccio?

Resta! vacci!

Ci avevo anche fatto una striscia… mi sembra che fosse il 2005.

Così non mi aiutate!

È sempre la stessa storia… non riesco mai a prendere una decisione! Ogni volta è un tormento! 11

“L’amico immaginario.”


Gli amici nella mia testa Quindi nel mio eterno cruccio di essere alla moda, mi sono detto che potrei anch’io avere la mia “cattiva coscienza”.

Molti disegnatori si servono di un amico immaginario per raccontare la loro vita: Din e il suo orsacchiotto, Frantico e il suo gatto…

Non dovresti lavorare, invece di leggere queste stronzate?

Chiudi il becco.

… che litigherebbe con la mia buona volontà.

Per essere onesto, però, dovrei aggiungere anche la mia pigrizia…

Cavolo, muoviti! Forza! Dai che facciamo un cazzo di capolavoro!

Abbiamo teeempo.

Probabilmente andrebbe di pari passo con le angosce…

E che dire della mia voglia di uscire, di vedere gente? Dai, filiamo!

Ohhh…

Prima di impazzire!

E l’affitto? Dobbiamo mandare le pagine, prima di restare a secco!

Gn.

Ma io…

Ah, sicuro!

nooo

!

12

Più lontano! Più veloce!


Insieme alle pulsioni e, ovviamente, alla timidezza… Hai visto la tipa?

Che tette!

Basta! Ho visto!

No ose n abborrdò mai arla!

Sarà propriro d’aiuto, pe. il lavoro

Quando torniamo a casa?

E a dire il vero la violenza, la gioia di vivere, le paure, le piccole debolezze, la stupidità e un altro migliaio di difetti, di piccole qualità, insieme a tonnellate di preoccupazioni e piaceri…

Ho ! a paur

Vuoi una foto, coglione?

o Siam i! ser

o al iam And inema? c

tte Raclele vuo ! vivere

Hai pagato la bolletta?

Oh, che bello! Ci siamo persi?

Più ! ce velo

Iuppi! La vita è bella!

Ho ! fame

Ho sonno!

Dovrei rimettermi al lavoro!

Cazzo, ero pronto per il best-seller!

T-tipaaa!

Alla fine, è più semplice restare da soli! Vedo che hai capito!

E soprattutto è più facile da disegnare!

13


Tutto ciò non mi dice cosa devo fare.

Potrei restare tranquillamente a Paname e fare un sacco di cose.

Voi a che punto siete?

Un week-end a Paname in cui faccio un sacco di cose (simulazione).

Ha invocato le potenze dell’inframondo, per cui sono diventato un super sayan.

Mmh…

È il problema del lavoro… … Viene realizzato qui…

Il lavoro entra da lì…

14

… Ed esce finito da là.


Grande paradosso: un lavoro interessante ma che implica parecchio isolamento.

Camus ha comparato il lavoro al mito di Sisifo: tutti i giorni spingiamo il nostro carico in cima a una collina.

… e tutte le sere la roccia scivola giù, e l’indomani è tutto da rifare:

Oh, ! issa

Quindi è normale chiedersi: perché? Dopotutto nessuno lo obbliga, potrebbe mettersi tranquillo e cazzeggiare. Aaaah!

Il Tartaro dopo le 19 è un mortorio.

Per i lavori artistici c’è una sfumatura: Wow, sei forte!

Troppo fico!

Secondo Camus, Sisifo è un eroe dell’assurdo: in poche parole lo fa semplicemente per tenersi occupato perché non ha nient’altro da fare.

Ah! Ah! Grazie.

Utile o no, il lavoro di Sisifo è apprezzato. Siete pronti? Lascio!

Bello! Vieni a vedere la mia roccia? Sì, io…

Eccellente! Sììì! A quando un libro sulle rocce?

15

Affinché l’allegoria regga per gli umani, il lavoro dovrebbe essere la condizione sine qua non per la sopravvivenza (mi sembra). Sisifo! La roccia o l’inferno?

Qu… questa roccia?

Ma per la vita di tutti i giorni, l’immagine che rende meglio l’idea è quella più scientifica.


Piccolo corso ludico di fisica quantistica La teoria del gatto di Schrödinger è la seguente: se chiudiamo un gatto in una scatola e gli togliamo ogni possibilità di comunicazione verso l’esterno, allo scopo di non sapere nulla del suo stato…

oulet? Pronto, B r quelpe o m ia Ti ch che dole pagine gnarci se on c vevi ri… l’altro ie

Nella scatola c’è un sistema aleatorio che ha esattamente le stesse probabilità di lasciare vivere l’animale o di causarne la morte…

È un universo chiuso. Quindi per l’esterno è indeterminato: nella scatola ci sono due universi che coabitano… Ci abita qualcuno, qui? Non so… è sempre chiuso…

16


Di conseguenza è l’osservatore esterno, aprendo la scatola, che “deciderà” se il gatto è vivo o morto.

In effetti è questo l’atto che determinerà tutto: in assenza di un osservatore il gatto non è né vivo, né morto, ma piuttosto…

Polpetta*? Ci sei?

vivo e morto allo stesso tempo. Miaoo?

*In francese, polpetta si dice “Boulette”, da cui il soprannome dell’autore. Ndt

17


A u c h

Anf Anf

Ba… bastardo!

Ah! Ah! Non puoi più muoverti!

Questo attacco sarà l’ultimo!

Bene, ho deciso… ci vado.

Potrò incontrare i vecchi maestri e consultarmi con loro… Ma no, Jean! Ascolta, nell’Incal dovresti togliere le cazzate mistiche e metterci un po’ di dinosauri!

Ridurrò questo pianeta in cenere!

Così mi distraggo un po’! bisogna fare delle pause!

… e a volte si fanno begli incontri. Buongiorno, mi occuperò dei suoi spostamenti.

Bella idea!

18

E poi un festival! La festa! Si mangia e si beve a sbafo! Aaah… Jean-Michel, mio rude amico campagnolo! È buona, la tua fougnarde!

Flognarde! Tieni, assaggia la “démoulette”!

Non vedo perché dovrei preoccuparmi. Angoulême, la Creuse… i festival sono tutti uguali.


Okay, d’accordo.

I festival non sono esattamente tutti uguali.

19


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Appunti di vita 2 Preview by BAO Publishing - Issuu