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Vincenzo Aversa Professore Nerd

Ritenendosi da sempre uno dei cinque migliori giocatori al mondo di Tetris, il Dr. Vitoiuvara ha deciso di condividere con il mondo le sue conoscenze e abilità portando avanti su youtube quel “Corso per Videogiocatori Professionisti” che oltre a renderlo famoso, lo ha definitivamente consacrato al ruolo di pagliaccio. Vive

solo e abbandonato in compagnia del suo fidato quaranta pollici ma, come ama ripetere, risparmia un sacco sui preservativi. Nonostante attualmente passi tutto il suo tempo libero a videogiocare, è fermamente convinto che, nell’arco di massimo cinque anni, sarà fuori da questo ambiente di sfigati.

esco di rADo (ma gioco pure troppo) L’ultimo dei nerd

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vete presente i Mii? Quei pupazzoli brutti e deformi che tanto piacciono ai possessori inebetiti del Wii? Ecco, io li odio. Ma non è nemmeno colpa loro, semplicemente sono un uomo all’antica. Giocare ai cowboy è da maschi, collezionare robot è da maschi, picchiare prostitute è da maschi, pettinare le bambole è da femmine. E me li immagino spesso quei piccoli nintendari felici, mentre scelgono la pettinatura per il proprio fantoccio. Checche. Ma il Wii è una console fuori dalle logiche, almeno così credevo. C’è un sacco di brava gente che conosco che, remote e nunchuk in mano, ha smarrito improvvisamente il cervello. Gente che un giorno viveva felice nelle praterie del poligono e che di colpo si commuove nel vedere la nonna ridere con il bowling. Complimenti alla nonna, per carità, le voglio anche un filino di bene, ma chi se la incula in fondo in fondo? I primi sentori di questa isteria collettiva si erano avuti quando Sony, giusto un attimo dopo il ballo di Final Fantasy VIII, presentò al mondo il suo biglietto d’ingresso per il futuro. Home è una dashboard in 3D nella quale gli utenti possono parlare tra di loro, condividere foto, spettegolare sulle tette di questa e quell’altra e vantarsi dei propri successi nei videogiochi. In Home il giocatore, o quello che rimane di lui, impersona un avatar da vestire, pettinare, e stirargli le camicie. La reazione del pubblico Sony fu sbalorditiva. Per me senza dubbio. Invece di

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progettare della sana devastazione di massa, gli hardcore gamer si dissero felici e soddisfatti, quasi impazienti. “Sai che bello arredare la mia stanzina con il mio mobilino e con il mio quadrettino!”. “Sai che gioia incontrarsi tutti nella finta casa di uno per parlare per ore dei giochi che nel frattempo non giocheremo!” Sai che palle, dico io, ma dove sono finiti i vostri poderosi testicoli? Quelle palle enormi che vi hanno permesso di abbattere galline con lanciamissili e distruggere castelli con vinavil e fil di ferro? Dove siete finiti veri videogiocatori? Ma il dramma si è consumato solo qualche settimana fa. Microsoft aggiorna la sua console tra il malumore generale dell’ultima nicchia di virilità del settore. Nessuno, e dico nessuno, fino al giorno prima del lancio aveva mai lontanamente pensato di rivelare la sua tolleranza per quei cosi brutti della Rare. Nemmeno Rare, che li odia, e che si vergogna di essere passata dalle gloriose piñate a degli omuncoli senza spessore. Eppure, cinque minuti dopo la loro prima apparizione ufficiale, i forum italiani - e immagino del mondo - erano in pieno fermento. Qualcuno si chiedeva se il cappellino a quadri stonasse con i calzoncini merlettati. Qualcuno si lamentava dell’assenza di lingerie di marca e qualcuno, come me, urlava forte forte la sua depressione. Che in fondo non son nemmeno problemi miei. Ho creato il mio profilo, messo in piedi qualcosa con la mia faccia e ho abbandonato per

sempre il tizio simpatia. Fastidio non ne dà, ma non è bello sapere che nella tua console da 400 euro ci sia qualcuno che rutta e fa le smorfie. Il vero problema è che non si va ad aggiungere niente ai videogiochi in carne ed ossa. Nessun titolo sarà più divertente con scarabocchi al posto di omaccioni. Nessuna serie venderà più copie perché il pilota numero uno della Ferrari è pinco pallino e indossa camice a fiori. E se non aggiungi nulla, è fuffa, solo fuffa. Scene IT 2, primo gioco a sfruttare le potenzialità dei bambocci sul Live, ne è la dimostrazione più concreta. Quattro cretini a fare facce buffe per le solite domande. Brrrrrr. Vedo un futuro grigio. Un futuro fatto di giochi senza personaggi, ma con le facce da cazzo dei tuoi amici a farti compagnia. Un futuro dove intere famiglie di immigrati vengono rovinate dall’acquisto compulsivo di scarpette e calzini. Vedo un futuro disperato nel quale la pubblicità diventa piacevole e a pagamento. Polsini della Nike, occhialini della Ray-Ban, parastinchi della Umbro. Tutto può avere un prezzo se c’è qualche imbecille disposto a comprarlo. Un futuro terribile nel quale i Microsoft Point non sono mai abbastanza e dove una t-shirt digitale può sostituire un lancer in scala reale nelle limited edition. Perché potete starne certi, se vi piacciono i pacioccotti, di qualsiasi razza essi siano, finirete con lo spenderci dei soldi. E allora, con tutto il rispetto, andatevene a pettinare le bambole.


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