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Riforma dello Sport

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RIFORMA DELLO SPORT: PROBLEMATICHE e NODI IRRISOLTI 2 Il nostro Decalogo di possibili soluzioni

PREMESSA

La riforma dello Sport è stata avviata con la legge delega n. 86 del 2019 che, all’ar9colo 5, ha conferito una delega al Governo per l’adozione di uno o più decre9 legisla9vi per il riordino e la riforma delle disposizioni in materia di en9 spor9vi professionis9ci e dile@an9s9ci, nonché per la disciplina del rapporto di lavoro spor9vo. La delega è stata finalizzata a garan9re l’osservanza dei principi di parità di tra@amento e di non discriminazione nel lavoro spor9vo, sia nel se@ore dile@an9s9co che in quello professionis9co, nonché ad assicurare la stabilità e la sostenibilità del sistema dello sport. L’ar9colo 5 sopramenzionato stabilisce i seguen9 principi e criteri direGvi:

➢ riconoscimento del cara@ere sociale e preven9vo-sanitario dell’aGvità spor9va, quale strumento di miglioramento della qualità della vita e della salute, nonché quale mezzo di educazione e di sviluppo sociale;

➢ riconoscimento del principio della specificità dello sport e del rapporto di lavoro spor9vo come definito a livello nazionale e dell'Unione europea, nonché del principio delle pari opportunità anche per i diversamente abili, nella pra9ca spor9va e nell'accesso al lavoro spor9vo sia nel se@ore dile@an9s9co sia nel se@ore professionis9co;

➢ individuazione, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica della figura del lavoratore spor9vo, ivi compresa la figura del dire@ore di gara, senza alcuna dis9nzione di genere, indipendentemente dalla natura dile@an9s9ca o professionis9ca dell’aGvità spor9va svolta, e definizione della rela9va disciplina in materia assicura9va, previdenziale e fiscale e delle regole di ges9one del rela9vo fondo di previdenza;

➢ tutela della salute e della sicurezza dei minori che svolgono aGvità spor9va, con la previsione di specifici adempimen9 e obblighi informa9vi da parte delle società e delle associazioni spor9ve con le quali i medesimi svolgono aGvità;

➢ valorizzazione della formazione dei lavoratori spor9vi, in par9colare dei giovani atle9, al fine di garan9re loro una crescita non solo spor9va, ma anche culturale ed educa9va nonché una preparazione professionale che favorisca l'accesso all'aGvità lavora9va anche alla fine della carriera spor9va;

➢ disciplina dei rappor9 di collaborazione di cara@ere amministra9vo ges9onale di natura non professionale per le prestazioni rese in favore delle società e associazioni spor9ve dile@an9s9che, tenendo conto delle peculiarità di queste ul9me e del loro fine non lucra9vo;

➢ riconoscimento giuridico della figura del laureato in scienze motorie e dei soggeG forni9 di 9toli equipollen9 di cui al decreto legisla9vo 8 maggio 1998, n. 178;

➢ riordino della norma9va applicabile alle discipline spor9ve che prevedono l'impiego di animali, avendo riguardo, in par9colare, agli aspeG sanitari, al trasporto, alla tutela e al benessere degli animali impiega9 in aGvità spor9ve.

Ne sono deriva9 ben 5 decre9 legisla9vi, data9 28 febbraio 2021, ovvero i DecreJ legislaJvi numero 36/37/38/39/40. Successivamente, il D.L.gs n. 1631 del 5 oRobre 2022 recante “Disposizioni integra/ve e corre2ve del decreto legisla/vo 28 febbraio 2021, n. 36”, il D.L. 29/12/2022 n. 198 (c.d. “milleproroghe”) che all’ar9colo 16

1 pubblicato in Gazze@a Ufficiale n. 256 del 02.11.2022

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“Proroga di termini in materia di sport” che ha previsto il rinvio al 1° luglio 2023 dell’entrata in vigore delle disposizioni di cui al d.lgs. n. 36/2021 rela9ve alla nuova disciplina degli en9 spor9vi professionis9ci e dile@an9s9ci e del lavoro spor9vo, il D.Lgs 29 agosto 2023, n. 1202 recante “Disposizioni integra/ve e corre2ve dei decre/ legisla/vi 28 febbraio 2021, nn. 36, 37, 38, 39 e 40”, (entrato in vigore il 05/09/2023) e il D.L. maggio 2024, n. 713 “Disposizioni urgen/ in materia di sport”, (conver9to con modificazioni dalla L. 29 luglio 2024, n. 1064, che ha is9tuito la commissione per il controllo dell’equilibrio economico finanziario delle società spor9ve professionis9che ed è intervenuto su alcuni rilevan9 aspeG connessi alla disciplina del lavoro e del volontariato spor9vo nonchè la Legge datata 8 agosto 2025 n. 119 di conversione del Decreto legge del 30.06.2025 n. 96 recante "Disposizioni urgen/ per l’organizzazione e lo svolgimento di grandi even/ spor/vi, nonché ulteriori disposizioni urgen/ in materia di sport" hanno apportato notevoli e sostanziali modifiche i suddeG 5 decre9 legisla9vi delega9 ovvero:

✓ Il D.lgs. 36 del 28.02.2021: disciplina delle associazioni e società spor9ve dile@an9s9che e professionis9che e del lavoro spor9vo

✓ Il D.lgs. 37 del 28.02.2021: disciplina in materia di rappor9 di rappresentanza degli atle9 e delle società spor9ve e di accesso ed esercizio della professione di agente spor9vo

✓ Il D.lgs. 38 del 28.02.2021: riordino e riforma delle norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impian9 spor9vi e della norma9va in materia di ammodernamento o costruzione di impian9 spor9vi

✓ Il D.lgs. 39 del 28.02.2021: registro delle aGvità spor9ve dile@an9s9che

✓ Il D.lgs. 40 del 28.02.2021: norme di sicurezza nelle discipline spor9ve invernali.

Nello stesso frangente, il 20 se@embre 2023, lo sport è entrato in CosJtuzione: la nostra carta cos9tuzionale riconosce "il valore educaJvo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'a]vità sporJva in tuRe le sue forme". E’ stato inserito un nuovo comma all’art. 33 nel quale viene previsto che: «La Repubblica riconosce il valore educaJvo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’a]vità sporJva in tuRe le sue forme».

2 pubblicato in G.U. n.206 del 04-09-2023 ed

3 pubblicata in GU n.126 del 31-05-2024

4 Pubblicata in G.U. del 30/07/2024

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Di seguito ripor9amo il DECALOGO che la Commissione Sport di Azione ha individuato in tema di semplificazione e superamento delle cri9cità nascen9 con la cosidde@a Riforma dello Sport: 10 pun9 nevralgici per i quali vengono illustrate le contestuali proposte di soluzione fi nalizzate alla sempli fi cazione e alla razionalizzazione di alcune delle problema9che opera9ve riscontrate dal mondo spor9vo nazionale, a 24 mesi dall’entrata in vigore dei decre9 di riforma dello sport.

1) Semplificazioni tributarie, norma9ve e giuslavoris9che in tema di sport e rinvio del passaggio dal regime di non applicazione IVA al regime di esenzione IVA per i corrispeGvi paga9 per la pra9ca spor9va ad Associazioni e Società Spor9ve Dile@an9s9che; Perimetrazione società spor9ve di piccole dimensioni.

2) Sinergia scuola sport anche per la lo@a contro bullismo e cyberbullismo.

3) Intelligenza Ar9ficiale e Sport

4) Sviluppo dell’impian9s9ca spor9va anche per sport minori (ciclodromi ecc.);

5) Sviluppo di poli9che spor9ve aGve per i soggeG diversamente abili;

6) Ius soli spor9vo per tutelare il talento di chi è italiano ma di genitori stranieri;

7) Integrazione e allineamento delle norme che disciplinano gli agen9 spor9vi;

8) Prescrizione Medica dell’AGvità motoria e spor9va finalizzata al benessere;

9) Agevolazioni fiscali per la pra9ca spor9va;

10)Rappresentanza dei dirigen9 spor9vi nelle varie governance (Federazioni Spor9ve Nazionali e Discipline Spor9ve Associate risconosciute dal CONI e, ove paralimpiche dal CIP, CONI, CIP, Sport e Salute Spa);

11)Regolamentazione ben definita della formazione in campo spor9vo sia per i tecnici che per i dirigen9;

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ProblemaJche e Nodi IrrisolJ: Proposte di Soluzioni dd EmendamenJ

1) Semplificazioni tributarie, normaJve e giuslavorisJche in tema di sport e rinvio del passaggio dal regime di non applicazione IVA al regime di esenzione IVA per i corrispe]vi pagaJ per la praJca sporJva ad Associazioni e Società SporJve DileRanJsJche;

A) Sicurezza sul lavoro e D.Lgs. 36 del 28 febbraio 2021

L’entrata in vigore delle norme in materia di lavoro spor9vo di cui al D.Lgs. n. 36/2021 comporta rilevan9 novità in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Prima della riforma, ai sensi dell’art. 3, comma 12-bis, d.Lgs. 81/2008, ai soggeG di cui all’art. 67, comma 1, le@. m), TUIR (tra i quali vi erano i perce@ori di premi, rimborsi forfetari di spesa e compensi eroga9 nell’esercizio dire@o di aGvità spor9ve dile@an9s9che, nonché i collaboratori coordina9 e con9nua9vi di cara@ere amministra9vo-ges9onale di natura non professionale), erano applicabili le disposizioni di cui all’art. 21, D.Lgs. 81/2008 (Disposizioni rela9ve ai componen9 dell'impresa familiare di cui all'ar9colo 230-bis del codice civile e ai lavoratori autonomi che compiono opere o servizi ai sensi dell'ar9colo 2222 del codice civile). Ai collaboratori spor9vi ed amministra9vo-ges9onali si applicavano pertanto le medesimo regole previste, in tema di sicurezza sul lavoro, per i lavoratori autonomi (nonché per i volontari).

Era pertanto sufficiente che i collaboratori spor9vi ed amministra9vo-ges9onali: a) u9lizzassero a@rezzature di lavoro conformi alle disposizioni di cui al 9tolo III, D.Lgs. 81/2008, nonché idonee opere provvisionali in conformità alle disposizioni di cui al successivo 9tolo IV;

b) si munissero di disposi9vi di protezione individuale (da u9lizzare conformemente alle disposizioni di cui al 9tolo III, D.Lgs. 81/2008);

c) si munissero di apposita tessera di riconoscimento (qualora la loro prestazione fosse effe@uata in un luogo di lavoro in cui si svolgevano aGvità in regime di appalto o subappalto).

Gli stessi soggeG, rela9vamente ai rischi propri delle aGvità svolte e con oneri a proprio carico, avevano facoltà di beneficiare della sorveglianza sanitaria di cui all’art. 41, D.Lgs. 81/2008; partecipare a corsi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentra9 sui rischi propri delle aGvità svolte, secondo quanto disposto dall’art. 37, D.Lgs. 81/2008.

Unico adempimento a carico dell’ente spor9vo dile@an9s9co (ai sensi dell’art. 3, comma 12-bis, D.Lgs. 81/2008) era rappresentato dall’obbligo, qualora la prestazione del collaboratore spor9vo o dell’amministra9vo-ges9onale fosse svolta “nell’ambito di un’organizzazione di un datore di lavoro”, di fornire a tale sogge@o “deIagliate informazioni sui rischi specifici esisten/ negli ambien/ nei quali [era] chiamato ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adoIate in relazione alla sua a2vità” e di “adoIare le misure u/li a eliminare o, ove ciò non fosse possibile, a ridurre al minimo i rischi da interferenze tra la prestazione del soggeIo e altre a2vità che si svolgevano nell’ambito della medesima organizzazione”. Con l’entrata in vigore del d.lgs. n. 36/2021 la situazione sembra essere profondamente cambiata e i rappor9 sia di collaborazione sporJva che amministraJvo-gesJonale sono staJ ricondo] al novero dei contra] di collaborazione coordinata e conJnuaJva di cui all’art. 409, comma 1, n. 3), c.p.c. Ai fini della sicurezza sul lavoro, tali rappor9 di collaborazione, (ai sensi dell’art. 3, comma 7, D.Lgs. 81/2008), benché inquadra9 dal medesimo d.lgs. 36/2021 come di lavoro autonomo, sono equipara9 ai rappor9 di lavoro dipendente, qualora la prestazione lavora9va si svolga nei luoghi di lavoro del commi@ente. Fanno eccezione i soli co.co.co. operan9 nell’ambito dello sport dile@an9s9co, ma non di quelli di 9po amministra9vo-ges9onale, che percepiscano compensi inferiori ad euro 5.000,00 annui, per i quali, ai sensi

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del comma 1 dell’art. 33, del d.lgs. n. 36/2021, con9nuano ad applicarsi le disposizioni di cui all’art. 21, comma 2, del d.lgs 81/2008 rela9ve ai componen9 dell'impresa familiare di cui all'ar9colo 230-bis del codice civile e ai lavoratori autonomi5. L’art. 21 del d.lgs. 81/2008 è applicabile anche ai volontari. Ai sensi dell’art. 3, comma 12-bis, D.Lgs. 81/20086, gli en9 spor9vi dile@an9s9ci devono inoltre fornire ai volontari de@agliate informazioni sui rischi specifici esisten9 negli ambien9 nei quali sono chiama9 ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza ado@ate in relazione alla loro aGvità, nonché ado@are misure u9li a eliminare, o a ridurre al minimo, i rischi da interferenze tra la prestazione dei volontari e le altre aGvità che si svolgano nell’ambito della medesima organizzazione (a prescindere da quali soggeG, lavoratori dipenden9 o autonomi, svolgano tali aGvità). Gli en9 spor9vi dile@an9s9ci che, a par9re dal 1° luglio 2023, si avvalgano invece di co.co.co. spor9vi con compenso annuo superiore ad € 5.000,00 o di co.co.co. di 9po amministra9vo-ges9onale, a prescindere dall’ammontare dei compensi ad essi corrispos9, dovranno adeguarsi alle disposizioni contenute nel d.lgs. 81/2008 dovendo o@emperare ad adempimen9 di notevole portata quali:

a) predisporre il Documento di Valutazione dei Rischi – DVR (negli en9 con meno di 10 dipenden9 può essere fa@o ricorso a procedure standardizzate);

b) nominare il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione – RSPP (negli en9 con meno di 200 dipenden9 può coincidere con il datore di lavoro, il quale può altresì svolgere dire@amente i compi9 propri del servizio di primo soccorso, nonché di prevenzione incendi e di evacuazione);

c) nominare il medico competente (qualora si renda necessaria la sorveglianza sanitaria);

d) far eleggere il Rappresentante dei lavori per la sicurezza;

e) adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento;

f) ado@are le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro;

g) prendere i provvedimen9 necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza;

h) fornire ai lavoratori i necessari e idonei disposi9vi di protezione individuale. Ricordiamo che l’importo dei compensi percepi9 dai co.co.co. operan9 nell’ambito dello sport dile@an9s9co vanno considera9 nel loro complesso, sommando gli impor9 delle diverse eventuali collaborazioni in essere per il singolo collaboratore per cui si arriva al paradosso che un collaboratore che abbia in essere 3 collaborazioni con 3 En9 Spor9vi Dile@an9s9ci, ognuna dell’importo di 2.000 euro annui, por9 lo stesso collaboratore a superare la franchigia dei 5.000 euro annui e por9 tuG e tre i sodalizi spor9vi a dover o@emperare ai notevoli e “costosi” adempimen9 sopra menziona9 ai pun9 da a) ad h).

Proposta di semplificazione

Si propone di innalzare l’importo dei compensi percepi9 dai co.co.co. operan9 nell’ambito dello sport dile@an9s9co, ad euro 15.000,00 annui, affinchè agli stessi, ai sensi del comma 1 dell’art. 33, del d.lgs. n.

5 Art. 21 - Disposizioni rela9ve ai componen9 dell'impresa familiare di cui all'ar9colo 230-bis del codice civile e ai lavoratori autonomi 1. I componen9 dell'impresa familiare di cui all'ar9colo 230-bis del codice civile, i lavoratori autonomi che compiono opere o servizi ai sensi dell'ar9colo 2222 del codice civile, i col9vatori direG del fondo, i soci delle società semplici operan9 nel se@ore agricolo, gli ar9giani e i piccoli commercian9 devono: a) u9lizzare a@rezzature di lavoro in conformità alle disposizioni di cui al 9tolo III, nonché idonee opere provvisionali in conformità alle disposizioni di cui al 9tolo IV; b) munirsi di disposi9vi di protezione individuale ed u9lizzarli conformemente alle disposizioni di cui al 9tolo III; c) munirsi di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le proprie generalità, qualora effe@uino la loro prestazione in un luogo di lavoro nel quale si svolgano aGvità in regime di appalto o subappalto.

2. I soggeG di cui al comma 1, rela9vamente ai rischi propri delle aGvità svolte e con oneri a proprio carico hanno facoltà di: a) beneficiare della sorveglianza sanitaria secondo le previsioni di cui all'ar9colo 41, fermi restando gli obblighi previs9 da norme speciali; b) partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentra9 sui rischi propri delle aGvità svolte, secondo le previsioni di cui all'ar9colo 37, fermi restando gli obblighi previs9 da norme speciali.

6 12-bis. Nei confron9 dei volontari di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, dei volontari che effe@uano servizio civile, dei soggeG che svolgono aGvità' di volontariato in favore delle associazioni di promozione sociale di cui alla L. 383/2000, delle associazioni spor9ve dile@an9s9che di cui alla L. 398/1991, e all'ar9colo 90 della L. 289/2002, e delle associazioni religiose, dei volontari accol9 nell'ambito dei programmi internazionali di educazione non formale, (19) nonché' nei confron9 di tuG i soggeG di cui all'ar9colo 67, comma 1, le@era m), del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, si applicano le disposizioni di cui all'ar9colo 21 del presente decreto. Con accordi tra i soggeG e le associazioni o gli en9 di servizio civile possono essere individuate le modalità' di a@uazione della tutela di cui al primo periodo. Ove uno dei soggeG di cui al primo periodo svolga la sua prestazione nell'ambito di un'organizzazione di un datore di lavoro, ques9 è tenuto a fornire al sogge@o de@agliate informazioni sui rischi specifici esisten9 negli ambien9 nei quali e' chiamato ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza ado@ate in relazione alla sua aGvità'. Egli è altresì tenuto ad ado@are le misure u9li a eliminare o, ove ciò non sia possibile, a ridurre al minimo i rischi da interferenze tra la prestazione del sogge@o e altre aGvità' che si svolgano nell'ambito della medesima organizzazione.

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36/2021, si applichino le disposizioni di cui all’art. 21, comma 2, del d.lgs 81/2008 rela9ve ai componen9 dell'impresa familiare di cui all'ar9colo 230-bis del codice civile e ai lavoratori autonomi (obblighi informa9vi). Proposta emendamento: all’ar9colo 33 comma 1 ul9mo capoverso del decreto legisla9vo n. 36/2021, le parole “Ai lavoratori spor/vi che ricevono compensi annualmente non superiori ai cinquemila euro si applicano le disposizioni dell'ar/colo 21, comma 2, del decreto legisla/vo 9 aprile 2008, n. 81.” – sono sos9tuite da “Ai lavoratori spor/vi che ricevono compensi annualmente non superiori ai quindicimila euro si applicano le disposizioni dell'ar/colo 21, comma 2, del decreto legisla/vo 9 aprile 2008, n. 81.”.

B) Passaggio dal regime di Esclusione Iva a quello di Esenzione Iva

1) Il quadro normaJvo

A@ualmente, l’art. 4 del DPR 633/72 prevede l’esclusione da IVA di una serie di operazioni effe@uate dalle ASD e, per estensione, delle SSDaRL, anche se rese a 9tolo oneroso, purché in conformità alle finalità is9tuzionali, verso pagamento di corrispeGvi specifici o di contribu9 supplementari (es. non si applica l’IVA nei confron9 delle quote mensili versate da soci associa9, tessera9 per la pra9ca spor9va).

2) La procedura di infrazione comunitaria

Nel 2010 la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione nei confron9 dell’Italia in quanto la disposizione dell’art. 4 sopra citata violerebbe la norma9va comunitaria, perché in base alla norma9va comunitaria (e ricordiamo che l’IVA è un tributo comunitario, quindi le DireGve comunitarie sono di rango superiore a quelle dei singoli Sta9, e sono di dire@a applicazione nei Paesi membri): Le prestazioni di servizi sono soggeRe a IVA, salva la possibilità degli Sta9 membri di considerarle esenJ.

3) Il Decreto Legge 146/2021

E’ intervenuto il DL 146/2021 che ha previsto l’assoggeRamento di queste operazioni all’IVA, apportando modifiche all’art. 4 del DPR 633/72. L’obie]vo è conformare la normaJva nazionale alla Dire]va UE 2006/112/CE, che ammeRe l’esenzione ma non l’esclusione da IVA per tali operazioni.

4) La proroga al 1 gennaio 2026

Originariamente le novità del DL 146/2021 sarebbero dovute entrare in vigore il 1° gennaio 2023. La Legge di Bilancio 2023 ha però previsto uno sli@amento al 1° luglio 2024. Successivamente, il Ddl di conversione del DL 215/2023, il cosidde@o decreto “Milleproroghe”, ha ulteriormente pos9cipato l’efficacia delle disposizioni al 1° gennaio 2025. Infine, l’ar9colo 3 del decreto legge 202 del 27 dicembre 2024, conver9to con modificazioni dalla L. 21 febbraio 2025, n. 15 (in G.U. 24/02/2025, n. 45), ha previsto il rinvio al 1° gennaio 2026 dell’applicazione del nuovo regime di esenzione (e non più di esclusione) Iva per le aGvità corrispeGve rese dagli en9 associa9vi non commerciali ai propri associa9 di cui all’ar9colo 5, comma 15-quater del decreto-legge 21 o@obre 2021, n. 146.

A@enzione - L’art. 5 del D.L. 146/2021 riguarda tuG gli en9 non commerciali prevedendo l’espressa abrogazione dell’art. 4 del decreto IVA (dpr 633/1972) (regime di non assogge@amento ad imposta sul valore aggiunto) introducendo nel contempo l’esenzione all’interno dell’art. 10 del DPR 633/72 delle prestazioni “stre@amente connesse con la pra9ca dello sport o dell'educazione fisica rese da ASD (la norma non declina l’esenzione nei confron9 di tuG gli en9 spor9vi dile@an9s9ci iscriG nel Registro nazionale delle AGvità Spor9ve Dile@an9s9che) alle persone che esercitano lo sport o l'educazione fisica” ovvero nei confron9 di associazioni che svolgono le medesime aGvità e che per legge, regolamento o statuto fanno parte di un'unica organizzazione locale o nazionale, nonché dei rispeGvi soci, associa9 o partecipan9 e dei tessera9 dalle rispeGve organizzazioni nazionali” a condizione di non provocare distorsioni della concorrenza a danno delle imprese commerciali sogge@e all'iva.

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L’aver voluto subordinare l’esenzione IVA alla circostanza che tale regime agevolato non determini “distorsioni della concorrenza” a danno degli operatori commerciali che svolgono le loro aGvità in regime Iva potrebbe portare al paradosso di valutazioni aleatorie che implicherebbero la possibilità che due organizzazioni iden9che, ma operan9 in contes9 territoriali diversi, potrebbero essere in un caso esen9 IVA, nell’altro sogge@e. C’è peraltro da evidenziare che non è l’Unione Europea ad imporre l’adozione di questo vincolo. La procedura di infrazione (n. 2008/2010) emessa dalla Commissione Europea nei confron9 del nostro Paese per il non corre@o recepimento della DireGva IVA, affinchè si applichi la DireGva comunitaria che impone l'IVA a tu@e le cessioni di beni e le erogazioni di servizi eseguite, dietro corrispeGvo, da un sogge@o "passivo", inteso come l'esercente di un'aGvità oggeGvamente economica, risultando indifferente lo scopo, lucra9vo o meno, della stessa aGvità, fa@a salva la possibilità per alcune prestazioni –tassa9vamente elencate – di beneficiare del regime di esenzione IVA. Si ricorda infaG che l’ar9colo 132 della DireGva 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006, rela9va al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, prevede che “1. Gli Sta/ membri esentano le operazioni seguen/: (…) m) talune prestazioni di servizi streIamente connesse con la pra/ca dello sport o dell'educazione fisica, fornite da organismi senza fini di lucro alle persone che esercitano lo sport o l'educazione fisica”. L’ar9colo 133 prevede inoltre che “Gli Sta9 membri possono subordinare, caso per caso, la concessione, ad organismi diversi dagli en9 di diri@o pubblico, di ciascuna delle esenzioni previste all'ar9colo 132, paragrafo 1, le@ere b), g), h), i), l), m) e n), all'osservanza di una o più delle seguen9 condizioni: “a) gli organismi in ques/one non devono avere per fine la ricerca sistema/ca del profiIo: gli eventuali profi2 non dovranno mai essere distribui/ ma dovranno essere des/na/ al mantenimento o al miglioramento delle prestazioni fornite; b) gli organismi in ques/one devono essere ges// ed amministra/ a /tolo essenzialmente gratuito da persone che non hanno di per sé o per interposta persona alcun interesse direIo o indireIo ai risulta/ della ges/one; c) gli organismi in ques/one devono pra/care prezzi approva/ dalle autorità pubbliche o che non superino de2 prezzi ovvero, per le operazioni i cui prezzi non sono soIopos/ ad approvazione, pra/care prezzi inferiori a quelli richies/ per operazioni analoghe da imprese commerciali soggeIe all'IVA; d) le esenzioni non devono essere tali da provocare distorsioni della concorrenza a danno delle imprese commerciali soggeIe all'IVA”. Poiché l’IVA è una imposta di matrice comunitaria è diventato obbligatorio adeguarsi ma sarebbe sufficiente - ai fini dell’esenzione IVA - che i servizi spor9vi siano offer9 da organismi che non abbiano per fine la ricerca sistema9ca del profi@o nei termini sopra descriG. Sul punto si ricorda che secondo la Corte di gius9zia europea , il fa@o che de@o organismo realizzi successivamente profiG, anche se da esso persegui9 o genera9 sistema9camente, non può porre in discussione la qualificazione iniziale di tale organismo, fintanto che tali u9li non siano distribui9 ai suoi membri.

Pertanto la norma9va recante l’esenzione IVA potrebbe limitarsi a chiedere che l’ASD/SSD non abbia per fine la ricerca sistema9ca del profi@o, requisito che si ri9ene possa essere assolto dal rispe@o dell’art. 8 del DLgs 36/2021.

5) Operazioni da escluse a esenJ

Le principali operazioni degli en9 associa9vi che beneficeranno dell’esenzione IVA sono:

• Prestazioni di servizi stre@amente connesse con la pra9ca dello sport o dell’educazione fisica, rese da organismi senza fine di lucro (inclusi en9 spor9vi dile@an9s9ci) alle persone che esercitano lo sport (art. 36-bis DL 75/2023);

• Le prestazioni didaGche e forma9ve connesse allo sport, rese da organismi senza fine di lucro;

• Le prestazioni spor9ve rese da ASD e SSD nei confron9 di soci, associa9 o tessera9;

• Le prestazioni di servizi stre@amente connesse con la pra9ca dello sport rese da ASD e SSD alle persone che esercitano lo sport;

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• Potenzialmente, anche la messa a disposizione di spazi e a@rezzature spor9ve (es. affi@o campi);

6) AdempimenJ contabili e dichiaraJvi

Il passaggio al regime di esenzione IVA per le prestazioni spor9ve dile@an9s9che comporterà per ASD/SSD, a par9re dal 1 gennaio 2026, una serie di nuovi adempimen9 contabili e dichiara9vi, a par9re dagli obblighi di cer9ficazione dei corrispeGvi.

a) Registrazione delle operazioni esen9 nei libri contabili IVA, in par9colare nel registro delle fa@ure emesse o dei corrispeGvi.

b) Liquidazioni periodiche IVA per ASD/SSD (modelli Li.Pe.), anche se, tra@andosi di operazioni esen9, non ci sarà imposta da versare.

c) Obbligo presentazione della dichiarazione IVA annuale, includendo le operazioni esen9

d) Obblighi di fa@urazione ele@ronica: le ASD e SSD saranno tenute a eme@ere fa@ura Ele@ronica per tu@e le prestazioni di servizi stre@amente connesse con la pra9ca dello sport o dell’educazione fisica rese alle persone che esercitano lo sport, inclusi i servizi didaGci e forma9vi. Questo obbligo si applica sia per le prestazioni rese a soci e tessera9, sia per quelle fornite a clien9 occasionali o non tessera9. Le associazioni dovranno dotarsi di soqware adegua9 e assicurarsi che il personale sia adeguatamente formato per ges9re il nuovo sistema di fa@urazione. È importante so@olineare che l’adozione di sistemi di fa@urazione ele@ronica richiederebbe un adeguamento tecnologico e forma9vo del personale amministra9vo che non crediamo sia possibile per le piccole e piccolissime associazioni.

e) L’obbligo di memorizzazione e trasmissione telema9ca: Con il nuovo regime di esenzione IVA, le ASD e SSD saranno tenute, in linea generale, a cer9ficare i corrispeGvi ricevu9 per le prestazioni di servizi stre@amente connesse con la pra9ca dello sport. Questo obbligo si concre9zza nella memorizzazione ele@ronica e nella trasmissione telema9ca dei da9 dei corrispeGvi giornalieri all’Agenzia delle Entrate. Per adempiere a questo obbligo, le associazioni dovranno dotarsi di un registratore telema9co o u9lizzare la procedura web messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Questo rappresenta un cambiamento significa9vo rispe@o al passato, quando molte associazioni potevano limitarsi a rilasciare semplici ricevute cartacee.

Proposte di semplificazione:

1. Si propone una soluzione che preveda un ulteriore sli@amento di almeno 10 anni ovvero al 1 gennaio 2036 dell’entrata in vigore del regime di Esenzione IVA di cui al comma 15 quater dell’art. 5 del D.L. 21 o@obre 2021 n. 146, conver9to, con modificazioni, dalla L. 17 dicembre 2021, n. 215. Proposta emendamento: “le disposizioni di cui al comma 15-quater dell'ar/colo 5 del decreto-legge 21 oIobre 2021, n. 146, conver/to, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2021, n. 215, si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2036”.

2. Si propone che il regime di Esenzione IVA di cui al comma 15 quater dell’art. 5 del D.L. 21 o@obre 2021 n. 146, conver9to, con modificazioni, dalla L. 17 dicembre 2021, n. 215, si applichi sia alle associazioni spor9ve dile@an9s9che che alle società spor9ve dile@an9s9che di cui all’ar9colo 5 del D.Lgs n. 36 del 28 febbraio 2021. Proposta emendamento: “al punto b) 2) del comma 15-quater dell'ar/colo 5 del decreto-legge 21 oIobre 2021, n. 146, conver/to, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2021, n. 215, le parole “Associazioni Spor/ve DileIan/s/che” – sono sos/tuite da “Associazioni e Società spor/ve dileIan/s/che cui all’ar/colo 5 del D.Lgs n. 36 del 28 febbraio 2021”. 3. Si propone che il regime di Esenzione IVA di cui al comma 15 quater dell’art. 5 del D.L. 21 o@obre 2021 n. 146, conver9to, con modificazioni, dalla L. 17 dicembre 2021, n. 215, non sia subordinato alla circostanza che tale regime agevolato non determini “distorsioni della concorrenza” a danno degli operatori commerciali che svolgono le loro aGvità in regime Iva al fine di evitare valutazioni aleatorie che implichino la possibilità che due organizzazioni iden9che, ma operan9 in contes9 territoriali diversi, possano essere in

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un caso esen9 IVA, nell’altro sogge@e. Proposta emendamento: “al punto b) del comma 15-quater dell'ar/colo 5 del decreto-legge 21 oIobre 2021, n. 146, conver/to, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2021, n. 215, le parole “a condizione di non provocare distorsioni della concorrenza a danno delle imprese commerciali soggeIe all'IVA” – sono sos/tuite da “a condizione che le associazioni e società spor/ve dileIan/s/che di cui all’ar/colo 5 del D.Lgs n. 36 del 28 febbraio 2021 prevedano nei propri statu/ e perseguano l’Assenza di fine di lucro, aIraverso il rispeIo dell’art. 8 del D. Lgs n. 36 del 28 febbraio 2021”.

C) Armonizzazione normaJva in tema di lucraJvità aRenuata per SSDaRL

Le società spor9ve dile@an9s9che di capitali sono disciplinate, per quanto concerne il contenuto statutario, dalle disposizioni del codice civile, escludendo espressamente la possibilità di distribuire, anche in forme indire@e u9li e avanzi di ges9one nonché del patrimonio residuo in caso di scioglimento, fa@a eccezione per quanto previsto all’ar9colo 8, commi 3, 4 e 4-bis del D.lgs. 36/2021 che perme@erebbero l’inserimento di clausole volte:

• Alla possibilità di distribuire, entro cer9 limi9, degli u9li, la cui previsione dovrebbe servire ad incen9vare l’ingresso di imprenditori ed inves9tori nel mondo dell’impian9s9ca spor9va;

• Alla possibilità di rimborso al socio della quota so@oscri@a;

• Alla possibilità di distribuzione del patrimonio residuo. InfaG il prede@o comma 3 prevede che “Se cos/tui/ nelle forme di società di capitali e coopera/ve di cui al Libro V, Titoli V e VI,)), del codice civile, gli en/ dileIan/s/ci possono des/nare una quota inferiore al 50% degli u/li e degli avanzi di ges/one annuali, dedoIe eventuali perdite maturate negli esercizi preceden/, ad aumento gratuito del capitale sociale soIoscriIo e versato dai soci, nei limi/ delle variazioni dell'indice nazionale generale annuo dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiega/, calcolate dall'Is/tuto nazionale di sta/s/ca (ISTAT) per il periodo corrispondente a quello dell'esercizio sociale in cui gli u/li e gli avanzi di ges/one sono sta/ prodo2, oppure alla distribuzione, anche mediante aumento gratuito del capitale sociale o l'emissione di strumen/ finanziari, di dividendi ai soci, in misura comunque non superiore all'interesse massimo dei buoni postali fru2feri, aumentato di due pun/ e mezzo rispeIo al capitale effe2vamente versato. Le disposizioni di cui al primo periodo non si applicano agli en/ cos/tui/ nelle forme delle società coopera/ve a mutualità prevalente di cui all'ar/colo 2512 del codice civile”.

Il successivo comma 4 prevede altresì che “Negli en/ dileIan/s/ci che assumono le forme di società di capitali e coopera/ve di cui al Libro V, Titoli V e VI,)) del codice civile è ammesso il rimborso al socio del capitale effe2vamente versato ed eventualmente rivalutato o aumentato nei limi/ di cui al comma 3”.

Infine, il comma 4-bis stabilisce che: “Al fine di incoraggiare l'a2vità di avviamento e di promozione dello sport e delle a2vità motorie, la quota di cui al comma 3 è aumentata fino all'oIanta per cento per gli en/ dileIan/s/ci di cui al medesimo comma 3 diversi dalle società coopera/ve a mutualità prevalente di cui all'ar/colo 2512 del codice civile che ges/scono piscine, palestre o impian/ spor/vi in qualità di proprietari, conduIori o concessionari. L'efficacia di tale misura è subordinata, ai sensi dell'ar/colo 108, paragrafo 3, del TraIato sul funzionamento dell'Unione europea, all'autorizzazione della Commissione europea”.

Problema: Restano aper9 problemi di compa9bilità poiché l’applicazione di queste nuove possibilità impedirebbe l’applicazione alle SSDaRL della cosidde@a de-commercializzazione speciale dei corrispeGvi specifici (es. per le affiliate ad una FSN/DSA/EPS la de-commercializzazione delle quote mensili per i corsi spor9vi versate da soci o ai tessera9 FSN/DSA/EPS) poiché contrasta con le previsioni contenute nell’ar9colo

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148 comma 8 del TUIR (di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917) ove viene stabilito che stabilisce che “Le disposizioni di cui ai commi 3 (de-commercializzazione speciale corrispe2vi specifici), 5 (somministrazione), 6 (turismo sociale) si applicano a condizione che le associazioni interessate si conformino alle seguen/ clausole, da inserire nei rela/vi a2 cos/tu/vi o statu/ reda2 nella forma dell'aIo pubblico o della scriIura privata auten/cata o registrata: ……… a) divieto di distribuire anche in modo indireIo, u/li o avanzi di ges/one nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell'associazione, salvo che la des/nazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge; f) intrasmissibilità della quota o contributo associa/vo ad eccezione dei trasferimen/ a causa di morte e non rivalutabilità della stessa”.

Inoltre, l’eventuale inserimento, negli statu9 delle sudde@e clausole impedirebbe l’u9lizzo del regime forfetario previsto dalla Legge n. 398/91 applicabile alle sole associazioni e società spor9ve dile@an9s9che senza scopo di lucro (nel caso delle SSDaRL implica la impossibilità di distribuire u9li o avanzi di ges9one né in modo dire@o né indire@o).

Tali problema9che di compa9bilità tra norma9va prevista dall’ar9colo 8 comma 3, 4, 4bis del decreto legisla9vo n. 36/2021 e la norma9va tributaria prevista dall’ar9colo 148 del testo unico imposte sui reddi9 di cui al DPR 917/86 sono state segnalate altresì nello studio a cura del Consiglio Nazionale del Notariato Studio n. 29-2023/CTS, a firma del Notaio Rocco Guglielmo, recante “Gli adeguamen/ statutari degli en/ spor/vi dileIan/s/ci nella riforma dello sport”.

Proposta di semplificazione: Armonizzare la cosidde@a Lucra9vità a@enuata prevista dai commi 3, 4, 4bis dell’ar9colo 8 del D.Lgs. n. 36 del 28 febbraio 2021 e le norma9ve tributarie previste dall’ar9colo 148 comma 3 del TUIR di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 ovvero le Disposizioni tributarie previste per le Associazioni e Società Spor9ve Dile@an9s9che dalla L. 16 dicembre 1991, n. 398.

Proposta emendamento: all’ar9colo 8 del D.Lgs. n. 36 del 28 febbraio 2021 recante “Assenza di fine di lucro”, aggiungere il seguente comma 5: “Per gli en/ spor/vi dileIan/s/ci cos/tui/ nelle forme di società di capitali e coopera/ve di cui al Libro V, Titoli V e VI, del codice civile che optassero per l’inserimento nei propri statu/ delle clausole previste ai commi 3, 4, 4-bis del presente ar/colo, si presume piena compa/bilità con le previsioni contenute nell'ar/colo 148 comma 3 del Testo Unico delle Imposte sui Reddi/, di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917, nonchè con le Disposizioni tributarie previste per le Associazioni e Società Spor/ve DileIan/s/che dalla Legge 16 dicembre 1991, n. 398”.

d) Interpretazione AutenJca che permeRa la piena compaJbilità tra reddiJ da lavoro sporJvo e la cosiddeRa “quota 100”

La c.d. “quota 100” è una misura pensionis9ca speciale che ha consen9to per il triennio 2019-2021 il riJro dal lavoro all’età di 62 anni, con un’anzianità contribu9va di almeno 38 anni, senza penalizzazioni nel calcolo della rendita. Stante la natura di pensione anJcipata – finalizzata all’uscita del pensionato dal mercato del lavoro, anche al fine di creare il ricambio generazionale – l’art. 14, comma 3, del D.L. 28 gennaio 2019, n. 4 conver9to, con modificazioni, nella L. 28 marzo 2019, n. 26 prevede che essa “non è cumulabile, a far data dal primo giorno di decorrenza della pensione e fino alla maturazione dei requisi/ per l’accesso alla pensione di vecchiaia, con i reddi/ da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivan/ da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 Euro lordi annui“. È evidente pertanto che con l’avvento della riforma – a par9re dal 1 luglio 2023 il nuovo inquadramento sia degli spor9vi dile@an9 oggi qualifica9 dall’art. 25 come lavoratori spor9vi, sia degli addeG alle aGvità amministra9vo ges9onali, determinerà il divieto di cumulo dei reddiJ conseguiJ a fronte di tali a]vità lavoraJve con la pensione “quota 100”. E’ stato un cambiamento sostanziale per tali pensiona9, visto che nel sistema antecedente si amme@eva invece la piena compa9bilità dei compensi spor9vi e dei compensi per aGvità amministra9vo ges9onale di cui all’art. 67 co.1

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le@. m) T.U.I.R., anche superiori all’importo di euro 5.000, proprio in ragione della loro natura di reddiJ diversi e non di reddiJ da lavoro Gli interessa9 dovranno pertanto verificare se l’instaurazione di un eventuale rapporto di lavoro spor9vo, e il rela9vo reddito, ricada nell’arco temporale previsto dalla norma in relazione al divieto di cumulo, pena la sospensione del traRamento pensionisJco per l’intero anno di produzione del suddeRo reddito. Come chiarito da INPS con la Circolare n. 117 del 09/08/2019, i reddi9 derivan9 da aGvità lavora9va che rilevano ai fini dell’incumulabilità sono quelli percepi9 nel periodo compreso tra la data di decorrenza del tra@amento pensionis9co e la data del compimento dell’età richiesta per la pensione di vecchiaia e riconducibili al medesimo periodo; sono esclusi dal divieto esclusivamente i reddi9 da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5.000 euro lordi annui che sono cumulabili con la “quota 100”. Per la verifica del superamento del prede@o limite, precisa INPS, rileva il reddito annuo derivante da lavoro autonomo occasionale, compreso, pertanto, quello riconducibile all’aGvità svolta nei mesi dell’anno preceden9 la decorrenza della pensione e/ o successivi al compimento dell’età richiesta per la pensione di vecchiaia. Il superamento del limite reddituale annuo comporta la sospensione del tra@amento pensionis9co per l’intero anno di produzione del sudde@o reddito, al pari di quanto previsto per ogni altro reddito da lavoro, incompa9bile e quindi non cumulabile a prescindere dall’importo (e quindi anche per impor9 inferiori a euro 5.000).

Anche nel caso dei compensi per lavoro spor9vo fino a 5.000 euro prevista dall’art. 35 co. 8-bis del d.lgs. n. 36/21, simile all’esenzione contribu9va per il lavoro autonomo occasionale, nonostante una iden9tà di tra@amento a fini contribu9vi, diversa appare la natura del rapporto e quindi dei rela9vi reddi9 (reddi9 da lavoro autonomo nel lavoro autonomo occasionale e reddi9 assimila9 a quelli da lavoro dipendente per le co.co.co). L’INPS, conformemente a quanto stabilito dall’art. 14, comma 3, del D.L. n. 4/2019, ha iniziato a contestare ai pensiona9 quota 100 che hanno s9pulato contraG di co.co.co. rese in ambito spor9vo dile@an9s9co, l’incompa9bilità dei rela9vi compensi percepi9 con la pensione, arrivando a revocare il tra@amento pensionis9co con la richiesta di res9tuzione delle somme erogate a 9tolo di pensione.

Con la sentenza n. 19 del 16 gennaio 2025 la Corte dei con9 del Veneto ha sostenuto che quando i compensi spor9vi dile@an9s9ci sono compa9bili con la pensione quota 100 stabilendo che per le collaborazioni coordinate e con9nua9ve spor9ve instaurate ai sensi del decreto di riforma dello sport (D.Lgs. 36/2021) i cui compensi non superano la soglia dei 5.000 euro è possibile mantenere il diri@o alla pensione an9cipata senza incorrere in contestazioni da parte dell’INPS. La Corte dei Con9 giunge a tale conclusione in conformità al principio già affermato dalla Corte Cos9tuzionale con sentenza n. 234 del 24 novembre 2022 chiarendo che l’obieGvo del divieto di cumulo è quello di garan9re che il beneficiario dell’agevolazione esca defini9vamente dal mercato del lavoro. La Corte amme@e la compa9bilità della pensione “quota 100” esclusivamente con il lavoro autonomo occasionale entro la soglia massima di 5.000 euro lordi annui (art. 44, comma 2, del D.L. n. 269/2003 come conver9to) in quanto non cos9tuisce “nuova immissione” nel mercato del lavoro (prestazione di lavoro occasionale) non incide sul sistema pensionis9co e previdenziale (non superando 5.000 euro).

Purtroppo la circolare INPS n. 127/2025 del 22 se@embre 2025, recante “Misure previdenziali di cui al decreto legisla/vo 28 febbraio 2021, n. 36, come integrate e modificate dal decreto legisla/vo 5 oIobre 2022, n. 163, in merito al riordino e alla riforma delle disposizioni in materia di en/ spor/vi professionis/ci e dileIan/s/ci, nonché di lavoro spor/vo, ai fini della tutela previdenziale. TraIamento pensionis/co a carico del Fondo Pensione dei Lavoratori Spor/vi”, ha stabilito un Divieto di cumulo generalizzato che riguarda i pensiona9 9tolari di specifici tra@amen9 an9cipa9 o agevola9 (Quota 100, Quota 103, pensione an9cipata flessibile, pensioni precoci, assegni ordinari di invalidità e pensioni di privilegio). In tali casi non è consen9to cumulare i reddi9 derivan9 da lavoro spor9vo, sia subordinato che parasubordinato (co.co.co.), anche se l’aGvità è prestata all’estero Pertanto, le Collaborazioni coordinate e con9nua9ve sono sempre incompa9bili, indipendentemente dall’ammontare del reddito prodo@o Unica deroga ammessa: I pensiona9 possono percepire compensi da lavoro spor9vo autonomo occasionale entro il limite di 5.000 euro lordi annui. Oltre tale soglia si determina l’incumulabilità con conseguente recupero delle somme percepite.

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Proposta semplificazione: rendere compa9bile la norma9va su “quota 100” con il reddito prodo@o da co.co.co. spor9ve qualora l’ammontare si mantenga nell’alveo dei 5.000 euro annui. Proposta emendamento: all’art. 14, comma 3, del D.L. 28 gennaio 2019, n. 4 conver9to, con modificazioni, nella L. 28 marzo 2019, n. 26 inserire, dopo le parole “ad eccezione di quelli derivan/ da lavoro autonomo occasionale“ le parole “e di quelli da contra2 di collaborazioni coordinate e con/nua/ve ai sensi dell'ar/colo 409, comma 1, n. 3 del codice di procedura civile”. Il nuovo testo diventerebbe il seguente: “non è cumulabile, a far data dal primo giorno di decorrenza della pensione e fino alla maturazione dei requisi/ per l’accesso alla pensione di vecchiaia, con i reddi/ da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivan/ da lavoro autonomo occasionale e di quelli da contra2 di collaborazioni coordinate e con/nua/ve ai sensi dell'ar/colo 409, comma 1, n. 3 del codice di procedura civile, nel limite di 5.000 Euro lordi annui“

e) Perimetrazione società spor&ve di piccole dimensioni

E’ oramai di tu@a evidenza la necessità di un intervento norma9vo affinchè i sodalizi spor9vi di piccole e piccolissime dimensioni possano godere di una semplificazione delle incombenze plurime nascen9 dai decre9 di riforma dello sport. Tali incombenze hanno risvol9 economici tali da incidere in modo assolutamente non di poco conto su associazioni che spesso registrano entrate globali di qualunque genere di modeste dimensioni. Occorre garan9re che tali realtà spor9ve che, sopra@u@o nei piccoli contes9 fungono da baluardi di socialità e legalità possano con9nuare a svolgere il ruolo che la stessa Cos9tuzione ha recentemente ribadito con l’approvazione “bipar9san” del Parlamento del comma 7 dell’art. 33 : «La Repubblica riconosce il valore educa&vo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’a@vità spor&va in tuAe le sue forme». Nessun dubbio dunque sui principi generali genera9 dalle Riforma, ma, parallelamente, occorre ascoltare il grido di dolore dei dirigen9 spor9vi di tali sodalizi che, ad alta voce e unanimemente chiedono regole più snelle ed incombenze con minore impa@o economico, anche a vantaggio del cambiamento in a@o.

La nostra proposta potrebbe essere mutuata su quanto già previsto dalla cosidde@a riforma del Terzo Se@ore (di cui al decreto legisla9vo n. 117/2017 e successive modificazioni ed integrazioni). InfaG, una modifica apportata dalla Legge 4 luglio 2024, n. 104, pubblicata sulla G.U. n. 168 del 19 luglio 2024, ha riguardato, in par9colare, aspeG contabili degli ETS che hanno puntato a semplificare gli adempimen9 amministra9vi, specialmente per gli en9 di dimensioni più piccole. InfaG sono state introdo@e semplificazioni per gli En9 che, nell’anno precedente abbiano registrato entrate inferiori a 60.000 euro. La ra9o è stata quella di ridurre al minimo gli oneri amministra9vi per gli en9 più piccoli. Tale schema potrebbe essere mutuato per le Associazioni Spor9ve Dile@an9s9che iscri@e al Registro Nazionale delle AGvità Spor9ve Dile@an9s9che.

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2) Scuola e Sport: impa] e riflessi

Il tema all’ogge@o è un tema ampio che parte dalla semplificazione e snellimento dei regolamen9 riguardan9 l’assegnazione e ges9one alle Associazioni e Società Spor9ve degli impian9 spor9vi scolas9ci sicuri (soAo il profilo norma&vo) e accoglien& e necessita del rafforzamento di un’ alleanza tra i due organismi sia priva9 che pubblici, che abbiano come obieGvo comune la maggiore partecipazione dei giovani allo sport ed il rafforzamento della tutela dei minori contro ogni forma di emarginazione, discriminazione, violenza, bullismo e cyber bullismo. ObieGvo da raggiungere è la riduzione se non l’azzeramento del drop-out da parte dei giovani dallo sport. Sappiamo che nella fascia di età 11-14 anni gli indici di abbandono dallo sport in Italia sono ancora molto al9. Azione sport si porrà come obieGvo il rafforzamento e lo sviluppo concreto della collaborazione stabile tra scuola e sport che rappresentano una strategia educaJva indispensabile per la crescita armonica dei giovani e per la prevenzione dei fenomeni di devianza e abbandono. Bisognerà quindi realizzare una sinergia reale a@raverso progeG comuni, alleanze territoriali e formazione condivisa — affinchè lo lo sport si trasformi in concreto strumento di inclusione, emancipazione e partecipazione, capace di contrastare le forme di violenza, bullismo e discriminazione. La sfida del futuro, che il Dipar9mento Sport di Azione intraprenderà, consisterà nel cercare di realizzare in ogni palestra, campo o aula un luogo dove l’apprendimento cogni9vo e quello spor9vo si fondano per costruire una comunità educante, coesa e responsabile, in cui ogni giovane possa sen9rsi accolto, rispe@ato e valorizzato.

Per quanto riguarda le norma9ve che disciplinano l’assegnazione e la ges9one degli impian9 di scuole pubbliche, Azione, nel rispe@o delle regole a@uali, si pone l’obieGvo di proporre soluzione a@e a snellire ed uniformare i rela9vi regolamen9, rendendoli più accessibili, fruibili e trasparen9

3) AI e Sport

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L’Intelligenza Ar9ficiale (IA) rappresenta oggi una delle leve più poten9 della trasformazione digitale in tuG i se@ori della società contemporanea e lo sport non fa eccezione. Dai grandi even9 olimpici alle piccole realtà dile@an9s9che, la progressiva introduzione di sistemi di analisi automa9ca dei da9, algoritmi prediGvi e tecnologie di machine learning sta modificando profondamente le modalità di allenamento, ges9one, comunicazione e governance spor9va. Questa rivoluzione, parte integrante del paradigma dell’“Industria 5.0” e dello “Sport 5.0”, apre nuove opportunità ma anche sfide e9che e regolamentari molto importan9 , che richiedono un quadro normaJvo di riferimento chiaro da parte di federazioni, enJ sporJvi e isJtuzioni pubbliche.

A@ualmente le principali aree di applicazione dell’IA nello sport sono:

a) Analisi delle prestazioni e preparazione atleJca: le pia@aforme di AI performance analy9cs consentono oggi di raccogliere e interpretare in tempo reale enormi quan9tà di da9 biometrici, cine9ci e taGci.

b) ScouJng e analisi dei talenJ: gli algoritmi di machine learning perme@ono di individuare e valutare nuovi talen9 incrociando migliaia di variabili.

c) Arbitraggi e giusJzia sporJva: l’IA è alla base di tecnologie come VAR etc.

d) GesJone organizzaJva e markeJng: l’IA supporta la pianificazione di even9, l’engagement dei 9fosi, la ges9one contabile delle ASD/SSD, la redazione di bilancio sociale.

e) Medicina sporJva: gli algoritmi di deep learning aiutano nella diagnosi precoce di infortuni e nel monitoraggio del recupero.

Sappiamo però che lo sviluppo di questa nuova tecnologia, applicata anche allo sport, avviene non di giorno in giorno ma di minuto in minuto.

Sport e Salute, CONI e CIP stanno introducendo pia@aforme basate su big data e intelligenza ar9ficiale per la ges9one di tesseramen9 nonché analisi prediGve del drop-out giovanile. Si diffondono anche assisten9 virtuali e strumen9 di formazione automa9zzata per allenatori e dirigen9

Occorrerà affrontare sfide e9che e regolamentari. L’uso dell’IA nello sport solleva interroga9vi su tutela dei da9 personali (GDPR), trasparenza algoritmica, responsabilità decisionale e uguaglianza di accesso.

Peraltro l’AI Act europeo (Reg. UE 2024/1689) impone l’obbligo di supervisione umana e la tracciabilità degli algoritmi. L’obieGvo di Azione sarà volto verso il potenziamento delle capacità umane, non certo la loro sos9tuzione. L’ AI è ormai una realtà nello sport. Per sfru@arla appieno servono formazione digitale, equità di accesso e governance e9ca. L’intelligenza ar9ficiale può diventare un mezzo di emancipazione e innovazione sociale, coerente con la missione educa9va dello sport. Azione si impegnerà a monitorare l’andamento di queste sfide, ma sarà protagonista e impegnata nel sollecitare e proporre inizia9ve anche normaJve che possano aiutare a raggiungere gli obieGvi sopra enuncia9 a par9re dalle modalità di educazione nell’ acqusizione delle competenze sia di ges9one che di sviluppo di questo nuovo strumento.

Altre inizia&ve

Incen9vare le aggregazioni delle piccole realtà spor9ve (consorzi) per poter fruire di ruoli e servizi comuni a bassi cos9 e condivisi ( nomina safeguarding, applicazione norme sicurezza, etc..)

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4) Sviluppo dell’impian&s&ca spor&va, sia di livello locale, che nazionale e internazionale

Promozione del potenziamento e della diffusione dell’impian9s9ca spor9va, sia indoor (mul9disciplinare, per ciclismo, atle9ca, ecc.), sia all’aperto: per es. ciclodromi e anche mini-impian9 all’aperto sopra@u@o scolas9ci (per es., dove possibile, con piste da 200 metri per l’atle9ca come quelle indoor - occupano ¼ della superficie necessaria per una pista regolamentare da 400 metri - ma anche con altre 9pologie d’impian9).

La promozione degli impian9 cita9 si lega anche al tema del “più impian/, più a2vità spor/va, meno spesa sanitaria”.

Agli impian9 di cara@ere locale, è necessario affiancare anche un’adeguata impian9s9ca di livello nazionale e internazionale, sia outdoor, sia indoor. La sinergia tra le due 9pologie creerebbe le migliori condizioni per una diffusione della pra9ca spor9va e per alimentare e migliorare ancor di più i risulta9 dello sport italiano nel mondo.

Per esempio in Italia, per rimanere all’atle9ca e al ciclismo (due sport molto pra9ca9, ma si potrebbero portare esempi anche di altre discipline), a@ualmente abbiamo solo due impian9 indoor regolamentari per l’atle9ca leggera con pista da 200 metri, uno ad Ancona e uno a Padova (nessuno con capienza di pubblico omologfabile per campiona9 europei, o mondiali) e solo un velodromo coperto, con pista da 250 metri, a Mon9chiari (BS), mentre è in fase di realizzazione il velodromo di Spresiano (TV) dove sono programma9 i mondiali di ciclismo del 2031. Il confronto con altri Paesi europei sarebbe impietoso.

Come si vede, ques9 9pi di impian9 sono pochi e mostrano anche una grande carenza al centro-sud. Oltre tu@o, le piste per velodromi e quelle per l’atle9ca indoor, date le loro dimensioni, possono coesistere in un unico impianto, rendendolo ancor più mul9disciplinare e quindi con cos9 di realizzazione e, sopra@u@o, di ges9one molto più sostenibili.

Per Roma in par9colare, nel caso di un’eventuale e auspicabile candidatura per le Olimpiadi del 2040, oltre a sostenere questa candidatura in generale, sarà ancora più importante la promozione dell’impian9s9ca indoor di cui sopra (per es. a Roma manca un velodromo coperto necessario per le gare olimpiche e mondiali).

5) Sviluppo di poliJche sporJve a]ve per i sogge] diversamente abili

La disabilità è un fa@ore di enorme impa@o sulla vita quo9diana, le relazioni e le condizioni psicologiche delle persone che ne sono colpite ma anche dei loro familiari.

Peraltro se la disabilità congenita, seppur spaventosamente impa@ante sui nuclei familiari è, però, per cer9 versi collegata ad un percorso di consapevolezza che parte sin dalla nascita, forse ancor più violento è l’impa@o psicologico delle disabilità che colpiscono soggeG già grandi a causa di malaGe sopraggiunte o di inciden9.

In tali casi, infaG, le persone perdono improvvisamente capacità che avevano pienamente acquisito e devono, quindi, ridisegnare completamente la loro esistenza, spesso con devastan9 effeG in termini di forme depressive o, comunque, di disagio psicologico.

Quasi sempre tali sofferenze, ovviamente, impa@ano enormemente sui familiari delle viGme che, a loro volta, devono fronteggiare il cambiamento e spesso non riescono ad essere sufficientemente prepara9 e psicologicamente for9 per supportare il disabile e per non subire a loro volta le ripercussioni di even9 così gravi e trauma9ci.

E se il conce@o è valido in generale lo è ancora di più per gli adolescen9 che si trovino, per inciden9 o malaGe sopravvenute, ad essere menoma9.

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L’esperienza e la casis9ca, purtroppo, dimostrano che la fragilità già connaturata al periodo di crescita si trasforma spesso, in tali casi, in vero e proprio dramma esistenziale che né i ragazzi né i loro genitori riescono ad affrontare.

Lo sport, che è per sua natura fonte di vigore, gioia e benessere ha la potenzialità di cos9tuire per i ragazzi in tali condizioni una risorsa per fronteggiare e possibilmente superare il disagio.

E’ necessario, però, che la possibilità della pra9ca dello sport anche per i disabili venga adeguatamente prospe@ata e fa@a conoscere non solo ai ragazzi interessa9 ma anche alle loro famiglie perché solo con un delicato e a@ento lavoro di ascolto e a@enzione al tema si potrà superare la barriera della paura, della difficoltà di amme@ere la condizione di disabilità, della vergogna e del disagio.

Azione Sport, quindi, ha pensato ad un programma in più fasi finalizzato proprio alla rimozione delle barriere culturali, psicologiche e relazionali che quasi fisiologicamente impediscono ai ragazzi disabili e alle loro famiglie di approcciare in maniera serena lo sport al fine di trarne gli enormi benefici che comporta.

1) Incontri preliminari con il CIP, con le federazioni spor9ve nazionali, discipline spor9ve associate ed en9 di promozione spor9va riconosciu9 dal CIP nonchè con società spor9ve che si occupano di sport paralimpico per una fase di ascolto delle problema9che riscontrate e delle proposte;

2) Creazione di uno o più team di professionis9 che siano in grado di esaminare ed illustrare i benefici della pra9ca spor9va a famiglie e ragazzi e rispondere alle loro perplessità, paure ed esigenze

3) Predisposizione di un calendario di incontri nelle scuole, nei centri di aggregazione, negli ospedali per la presentazione dello sport per disabili con il supporto di psicologi e terapis9 che offrano spazi di confronto singolo con ragazzi e famiglie

4) Individuazione di benefit per i ragazzi disabili che decidano di pra9care aGvità spor9va (accessi privilegia9 a grandi even9 spor9vi, musicali e culturali, partecipazione gratuita a corsi o inizia9ve organizzate da en9 pubblici o priva9 in convenzione)

5) Creazione di percorsi lavora9vi connessi al se@ore.

La fase 1 potrà essere posta in essere dal dipar9mento Sport di Azione; all’esito lo stesso gruppo, di concerto con i nostri rappresentan9 nelle is9tuzioni, potrà predisporre una bozza di disegno di legge (regionale o nazionale) che stru@uri ed esplici9 anali9camente i successivi pun9 da 2 a 5.

6) Ius Soli SporJvo: Protezione del Talento

L’ar9colo 16, commi 3 e 4 del decreto legisla9vo n. 36/2021 prevede che i minori di anni dicio@o che non sono ci@adini italiani, anche non in regola con le norme rela9ve all'ingresso e al soggiorno, laddove siano iscriG da almeno un anno a una qualsiasi classe dell'ordinamento scolas9co italiano, possono essere tessera9 presso società o associazioni affiliate alle Federazioni Spor9ve Nazionali, alle Discipline Spor9ve Associate o agli En9 di Promozione Spor9va, anche paralimpici, con le stesse procedure previste per il tesseramento dei ci@adini italiani di cui ai commi 1 e 2 dello stesso ar9colo 16. Il tesseramento resta valido, dopo il compimento del dicio@esimo anno di età, fino al completamento delle procedure per l'acquisizione della ci@adinanza italiana da parte dei soggeG che, ricorrendo i presuppos9 di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, hanno presentato tale richiesta.

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Il Dipar9mento Sport di Azione crede doveroso andare oltre con il riconoscimento del conce@o di "ius soli spor9vo". Quest’ul9mo si riferisce all'idea di riconoscere la nazionalità spor9va per i giovani atle9 na9 in Italia da genitori stranieri. L’obieGvo è quello di tutelare e valorizzare il talento di ques9 giovani, perme@endo loro di rappresentare l'Italia nelle compe9zioni spor9ve.

Vantaggi dello Ius Soli Spor9vo:

• Inclusione: Favorisce l'inclusione di atle9 di diverse origini, promuovendo la diversità nel mondo dello sport.

• Sviluppo del Talento: Perme@e di scoprire e col9vare talen9 che altrimen9 potrebbero rimanere in ombra.

• Rappresentanza Nazionale: Aumenta la possibilità di avere atle9 italiani nelle compe9zioni internazionali.

È importante che sia impostata una norma9va che regolamen9 questo diri@o anche per garan9re chiarezza ed equità. Occorre stabilire criteri specifici per il riconoscimento della nazionalità spor9va per garan9re che tuG gli atle9, indipendentemente dalla loro origine, abbiano pari opportunità.

Concludendo, l'implementazione dello ius soli spor9vo potrebbe rivoluzionare il panorama spor9vo italiano, rendendolo più inclusivo e compe99vo. È necessaria una collaborazione tra is9tuzioni spor9ve, legali e sociali per realizzare questa inizia9va.

7) Integrazione e allineamento delle norme che disciplinano gli agenJ sporJvi

Dopo un periodo di “deregula9on” la materia degli agen9 spor9vi è a@ualmente disciplinata dal Regolamento degli Agen9 Spor9vi emanato da Coni, su delega del Governo, come previsto dall’ art 1 comma 373 della legge n 205 del 2017, abrogato a seguito della emanazione del decreto legisla9vo n 37 del 28 febbraio 2021.

Con l’emanazione delle norma9ve richiamate (cosidde@a riforma dello sport) l’aGvità di agente spor9vo ha subito una profonda modifica dal momento che è annoverata tra le professioni regolamentate.

Nel sistema spor9vo, sopra@u@o nel mondo del calcio, l’agente spor9vo (più comunemente denominato “procuratore spor/vo”) è senza dubbio una figura professionale di fondamentale importanza, per quanto sia sempre stata ogge@o di a@enzione da parte delle is9tuzioni per l’indubbio impa@o dal punto di vista economico, e non solo.

Ai sensi del combinato disposto degli ar@. 1 e 2 del Reg. Coni , (il cui contenuto è poi stato via via recepito all’interno dei Regolamen9 delle singole federazioni spor9ve professionisJche) l’agente spor9vo è per definizione il sogge@o abilitato che, in forza di un incarico, reda@o in forma scri@a me@e in relazione due o più par9 ai fini: i) della cos9tuzione, della modificazione o della es9nzione di un rapporto avente per ogge@o una prestazione spor9va professionisJca; ii) del tesseramento presso una federazione spor9va nazionale professionis9ca. Della professione degli agen9 spor9vi si è anche occupata la legge 86/19 sul riordino dell’ordinamento spor9vo e delle professioni spor9ve e nello specifico il decreto legisla9vo 37/2021, che, ai fini della concreta opera9vità, a@ende l’approvazione di un apposito decreto a@ua9vo, così come contemplato all’art. 12 dello stesso decreto.

Il decreto legisla9vo 37/2021 fornisce una definizione di agente spor9vo decisamente più ampia rispe@o a quella che ne dà il CONI, vale a dire: “il soggeIo che, in esecuzione del contraIo di mandato spor/vo, meIe in contaIo due o più sogge2 operan/ nell'ambito di una disciplina spor/va riconosciuta dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano e dal Comitato Internazionale Olimpico, siano essi lavoratori spor/vi o Società o

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Associazioni Spor/ve, ai fini della conclusione, della risoluzione o del rinnovo di un contraIo di lavoro spor/vo, del trasferimento della prestazione spor/va mediante cessione del rela/vo contraIo di lavoro, del tesseramento di uno spor/vo presso una Federazione Spor/va Nazionale, fornendo servizi professionali di assistenza e consulenza, mediazione”.

Il dipar9mento sport di Azione suggerisce la necessità di allineamento tra le diverse disposizioni regolamentari e le norme aven9 fonte primaria.

Di seguito vengono indica9 i pun9 su cui dovrebbe orientarsi il legislatore:

a) Chiarire più de@agliatamente che l’agente spor9vo è quel professionista abilitato che, in forza di un incarico, reda@o in forma scri@a me@e in relazione due o più par9 ai fini: i) della cos9tuzione, della modificazione o della es9nzione di un rapporto avente per ogge@o una prestazione spor9va ai sensi di quanto previsto dal decreto lgs 36/21 sul lavoro sporJvo, sia in ambito dileRanJsJco che professionisJco;

ii) del tesseramento presso una federazione spor9va nazionale, sia dileRanJsJca che professionisJca

b) Definire il perimetro di applicazione ai “lavoratori spor9vi”: occorre cioè escludere alcune figure incluse nella definizione del decreto legisla9vo n 36/21 che a@ualmente sono : l'atleta, l'allenatore, l'istruAore, il direAore tecnico, il direAore spor&vo, il preparatore atle&co e il direAore di gara ((e ogni altro tesserato)) che, senza alcuna dis&nzione di genere e indipendentemente dal seAore professionis&co o dileAan&s&co, esercitano l'a@vità spor&va verso un corrispe@vo. Il rischio consiste nel poter rappresentare anche figure di lavoratori spor9vi che, per la loro specifica natura, non consentono di avere dei rappresentan9 come gli agen9 spor9vi (come i dire@ori di gara)

c) Contemplare nel decreto a@ua9vo dell’is9tuto della domiciliazione, vale a dire il sogge@o che, contestualmente: (i) sia residente da almeno un anno in uno Stato diverso dall’Italia (da San Marino e dalla CiIà del Va/cano); (ii) sia abilitato da almeno un anno ad operare quale agente spor/vo dalla corrispondente federazione spor/va nazionale di tale diverso Stato, nel cui Registro risulta regolarmente iscriIo, ovvero dalla Federazione internazionale di riferimento; (iii) nel corso dell’ul/mo anno, abbia ricevuto e effe2vamente eseguito almeno due manda/. Vi è la necessità di rendere omogeneo il prede@o is9tuto dal momento che a@ualmente vi è discordanza tra il CONI e la FIGC sul punto, che determina uno stallo (e rela9va confusione) nelle iscrizioni da parte degli agen9.

d) In tema dell’accesso alla professione occorrerebbe prevedere che gli avvoca9 regolarmente iscriG al proprio Albo professionale possano iscriversi all’apposito registro senza sostenere l’esame, sempre ovviamente nel rispe@o delle regole e dei codici di condo@a professionali propri dell’albo degli Avvoca9 La norma regolamentare lascia spazio a interpretazioni piu@osto “pericolose” per gli avvoca9 dal momento che l’ar9colo 21 del Reg. Coni così recita: FaAe salve le competenze professionali riconosciute per legge, nonché quanto previsto dall’art. 348 cod. pen.

8) Prescrizione Medica dell’A]vità motoria e sporJva finalizzata al benessere; AGvità fisica, esercizio fisico, sport sono locuzioni abitualmente u9lizzate per riferirsi ad una vita aGva. Scien9ficamente, tu@avia, hanno un significato leggermente diverso.

Il termine a]vità fisica comprende tuG i movimen9 del corpo che comportano un dispendio energe9co, incluse le aGvità quo9diane, le faccende domes9che, la spesa, il lavoro, fare le scale, ecc.

L'esercizio fisico invece prevede movimen9 ripe99vi, programma9 e stru@ura9 specificamente des9na9 al miglioramento della forma fisica e della salute; può comprendere aGvità come camminare a ritmo sostenuto, andare in bicicle@a, fare ginnas9ca aerobica ed anche gli hobbies di natura aGva, come il giardinaggio.

Lo sport comporta situazioni compe99ve, stru@urate e so@oposte a regole.

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Sulla base di tali considerazioni fondate sui benefici che può trarre l'individuo da un sano s9le di vita correlato ad una corre@a alimentazione ed un programma adeguato di movimento è nata l'idea di proporre al personale sanitario la prescrizione dell'esercizio fisico come farmaco e di affidare alla figura professionale del laureato in Scienze Motorie la sua somministrazione in luoghi adegua9 e sicuri L'introduzione dell'esercizio fisico nella pra9ca clinica e l'individuazione dei ruoli e delle professionalità chiave come a@ori principali della prescrizione e somministrazione richiede però la stru@urazione di concrete modalità organizza9ve all'interno delle quali possano avvenire sia la prescrizione di aGvità fisica, personalizzata sulle cara@eris9che del singolo, sia la sua somministrazione tutorata, a@raverso percorsi che garan9scano il raggiungimento e il mantenimento nel tempo dei livelli di aGvità prescri@a.

Le cosidde@e palestre della salute sono nate in Italia con un percorso iniziale sviluppatosi a livello regionale. La Regione Veneto è stata la prima ad introdurre la definizione di palestre della salute con la L.R. 8 del 2015; di questa, l'ar9colo 21 c.1 rubricato "Palestre della salute", recita: "La Regione promuove l'esercizio fisico struIurato e adaIato come strumento di prevenzione e terapia in persone affeIe da patologie croniche non trasmissibili, in condizioni cliniche stabili"

Successivamente in Umbria, l'ar9colo 17 della L.R. n. 5/2017, ha modificato l'ar9colo 15 della L.R. n. 19/2009 e ha introdo@o anch'essa la previsione delle palestre della salute.

Con riferimento al sogge@o supervisore, la Regione Veneto ha richiesto "il controllo di un laureato magistrale in scienze motorie con indirizzo in aGvità motoria preven9va e ada@ata" (art. 21 c. 2 LR 8/2015) mentre la Regione Umbria ha ado@ato un approccio più flessibile e ha richiesto che i programmi di esercizio fisico nelle palestre della salute venissero "…somministra9 esclusivamente da operatori in possesso di:

a) laurea magistrale in scienze motorie con indirizzo in aGvità motorie preven9ve e ada@ate;

b) laurea in scienze motorie di durata triennale o ex diploma ISEF con master universitari in aGvità motorie preven9ve e ada@ate;

c) ogni altro 9tolo di studio equipollente conseguito all'estero".

L'orientamento previgente la Riforma dello Sport risulta, dunque, quello di individuare il professionista supervisore in un sogge@o in possesso di laurea - specialis9ca o triennale - in scienze motorie.

Con la Riforma dello Sport, è stata introdo@a una definizione di palestre della salute nonché l'individuazione del professionista supervisore e delle cara@eris9che che ques9 deve avere.

Il D.lgs. 36/2021 all' art. 2 (Definizioni) (ff ) offre la definizione di palestra della salute: tra@asi di "struAura di natura non sanitaria, sia pubblica che privata, dove sono svol& programmi di esercizio fisico struAurato e programmi di a@vità fisica adaAata".

Il D.Lgs. 36/2021 definisce l'"esercizio fisico stru@urato" e l'"aGvità fisica ada@ata" con l'indicazione del professionista supervisore:

Art. 2 t) esercizio fisico struIurato: programmi di a2vità fisica pianificata e ripe//va specificamente defini/ aIraverso l'integrazione professionale e organizza/va tra medici di medicina generale (MMG), pediatri di libera scelta (PLS) e medici specialis/, sulla base delle condizioni cliniche dei singoli sogge2 cui sono des/na/, che presentano patologie o faIori di rischio per la salute e che li eseguono individualmente soIo la supervisione di un professionista munito di specifiche competenze, in luoghi e in struIure di natura non sanitaria, come le «palestre della salute», al fine di migliorare o mantenere la forma fisica, le prestazioni fisiche e lo stato di salute.

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Art. 2 e) A2vità Fisica AdaIata (AFA): programmi di esercizi fisici, la cui /pologia e la cui intensità sono definite mediante l'integrazione professionale e organizza/va tra medici di medicina generale (MMG), pediatri di libera scelta (PLS) e medici specialis/ e calibrate in ragione delle condizioni funzionali delle persone cui sono des/na/, che hanno patologie croniche clinicamente controllate e stabilizzate o disabilità fisiche e che li eseguono in gruppo soIo la supervisione di un professionista dotato di specifiche competenze, in luoghi e in struIure di natura non sanitaria, come le «palestre della salute», al fine di migliorare il livello di a2vità fisica, il benessere e la qualità della vita e favorire la socializzazione.

Il professionista supervisore si cara@erizza in quanto gli viene richiesto il possesso di "specifiche competenze". Rispe@o alle previsioni di cui alle previgen9 leggi regionali di Veneto e Umbria, la laurea in scienze motorie - magistrale piu@osto che triennale - non sembra essere considerato un requisito essenziale. L'ar9colo 41 c 8 della Riforma dello Sport, iden9fica tale sogge@o per le palestre della salute "…per l'offerta di programmi di a@vità fisica adaAata e di esercizio fisico struAurato," nel "chinesiologo delle a@vità motorie preven&ve ed adaAate" in collaborazione con medici specialis& in medicina dello sport e dell'esercizio fisico, in medicina fisica e riabilita&va e in scienze dell'alimentazione e professionis& sanitari, come il fisioterapista e il die&sta".

La Riforma dello Sport ha previsto all'ar9colo 41 c. 9 quanto segue: "Le Regioni e le Province autonome stabiliscono i requisi& struAurali e organici per la realizzazione dei percorsi, dei parchi e delle palestre della salute". Interessante è il caso della Liguria che, rispe@o a Veneto e Umbria, ha regolamentato le palestre della salute successivamente all'entrata in vigore del D.Lgs. 36/2021 avvenuta, come noto, dal 1 luglio 2023. Con la Legge Regionale 30 luglio 2024 n. 14, la Liguria ha previsto la disciplina regionale delle palestre della salute in linea con la Riforma dello Sport. Con riferimento al supervisore delle aGvità che si svolgono nelle palestre della salute, l'art. 2 comma 3 della L.R. 14/2024 individua tale sogge@o nel "…chinesiologo delle aGvità preven9ve e ada@ate o altro professionista dotato di specifiche competenze ai sensi dell'art. 41del decreto legisla9vo n. 36/2021". Del sudde@o ar9colo rileva il comma 8bis che fa riferimento al "… chinesiologo delle aGvità motorie preven9ve e ada@ate, o altro professionista dotato di specifiche competenze" senza, tu@avia, che vengano fornite indicazioni sulle specifiche competenze richieste al professionista che supervisiona l'AFA o l'esercizio fisico stru@urato.

La Riforma dello Sport ha qualificato il professionista supervisore come sogge@o che, sia pur in possesso di specifiche competenze, non debba necessariamente essere munito di un 9tolo accademico preroga9va, questa, limitata alle scelte operate a livello regionale. InfaG il professionista potrebbe iden9ficarsi nell' "… istru@ore di specifica disciplina in possesso di una equipollente abilitazione professionale" di cui all'ar9colo 42 della Riforma dello Sport. Tu@avia il prede@o istru@ore coordina i corsi di aGvità motoria defini9 all'ar9colo 2 f) come "qualunque movimento esercitato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un dispendio energe9co superiore a quello richiesto in condizioni di riposo" che, in sé e per sé, riveste una portata più generica rispe@o all'esercizio fisico stru@urato e all'AFA pra9ca9 nelle palestre della salute. In mancanza di indicazioni più specifiche e nel rispe@o delle soluzioni ado@ate a livello regionale in linea con l'art. 41 comma 9, è ragionevole supporre che un Jtolo di istruzione superiore in scienze motorie possa rivelarsi necessario per supervisionare i sogge] che praJcano individualmente l'esercizio fisico struRurato o in gruppo l'AFA. La presenza degli MMG o dei PLS o dei medici specialis9, garan9sce ai soggeG con patologie croniche un percorso organizzato con un programma di esercizi fisici focalizzato su quella par9colare patologia che il professionista supervisore dovrà seguire limitatamente all'aGvità motoria.

In questo senso, crediamo che la Riforma dello Sport debba intendere di aver aderito alle soluzioni ado@ate dalle regioni antesignane - Veneto e Umbria - e lascia intendere che, in mancanza di soluzioni alterna9ve, le

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"specifiche competenze" del professionista supervisore si iden9fichino nel possesso della laurea in scienze motorie o 9tolo equivalente.

9) Agevolazioni fiscali per la praJca sporJva

La ricerca scien9fica negli ul9mi decenni ha raccolto una grande quan9tà di da9 in base ai quali si può affermare in modo defini9vo che l'aGvità fisica regolare e di intensità adeguata è un fa@ore di cruciale importanza per il mantenimento di un buono stato di salute e per la prevenzione di numerose malaGe croniche non trasmissibili, con par9colare riguardo alla patologia cardiovascolare.

Si può quindi oggi sostenere che l'aGvità fisica svolta con regolarità ed a@enzione alle capacità individuali riduce la morbilità e la mortalità per diverse malaGe di grande rilevanza socio-sanitaria, tra cui la cardiopa9a ischemica, l'ipertensione, il diabete, l'obesità, l'osteoporosi, la depressione ed alcune forme tumorali. In quasi tu@o il mondo la rido@a o assente aGvità fisica è una delle maggiori cause di morte, malaGe e disabilità.

Lo svolgere un'aGvità fisica con regolarità ed intensità correlata alle proprie possibilità e condizioni di salute è quindi consigliabile a tuG, ma in par9colare ai soggeG sedentari, tenendo conto che la tendenza alla sedentarietà comincia a manifestarsi fin dall'adolescenza per raggiungere il suo massimo nella terza età. I benefici di una regolare aGvità fisica interessano sia dire@amente il singolo individuo che indire@amente la colleGvità; la sedentarietà ha infaG una notevole importanza nella diminuzione dell'autonomia delle persone e nell'insorgenza e/o aggravamento di numerose patologie croniche con conseguente ricaduta sui cos9 per l'assistenza sia sociale che sanitaria.

Tra gli effeG posi9vi dell'aGvità fisica è possibile annoverare, tra gli altri:

➢ i sostanziali e duraturi miglioramen9 della funzione cardiaca;

➢ la regolarizzazione e stabilizzazione dei valori della pressione arteriosa;

➢ la regolarizzazione del metabolismo lipidico e glucidico;

➢ la normalizzazione del rapporto tra massa muscolare e massa adiposa;

➢ il miglioramento del tono muscolare e della capacità di equilibrio;

➢ gli importan9 effeG benefici a livello psicologico, con miglioramento in par9colare dell'umore e dell'auto-s9ma.

L'aGvità fisica, sopra@u@o quando viene esercitata all'aperto e ancor più quando si svolge a gruppi, contribuisce in modo rilevante all'integrazione sociale e alla socializzazione.

L’impaRo sociale dello sport è tale che un euro invesJto nello sport genera €5,86 risparmiaJ sul Sistema Sanitario Nazionale

La ricerca sull’impa@o sociale dello sport della Scuola Regionale dello Sport CONI Emilia Romagna ha visto l’analisi di più di due milioni di da9 ed un anno di lavoro con la collaborazione delle università della regione. Mol9 gli apprezzamen9, a par9re dal presidente del CONI Giovanni Malagò “questo elaborato segna la storia del Comitato Regionale e della Scuola Regionale dello Sport, realtà composta da professionis9 di primissimo livello”, e dal Ministro della Salute, prof. Orazio Schillaci “inizia9va di grande valore, non solo per la mole di da9 raccol9 e l’accuratezza delle analisi, … un contributo u9le per tuG gli operatori del se@ore e per le poli9che pubbliche in materia di sport e salute”.

Il mol9plicatore di un Euro inves9to nello sport equivale a €5,86 risparmia9 dal Sistema Sanitario Nazionale. non vuole essere un dato assoluto e tantomeno un invito a spendere di meno nel comparto salute, bensì un indicatore di quanto lo sport, e gli organismi spor9vi, possano essere u9li alla società – un tesserato, infaG, si so@opone a visite mediche periodiche ed ha una copertura assicura9va – liberando risorse da des9nare all’efficientamento del sistema.

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Venendo alle agevolazioni fiscali per la pra9ca spor9va, sappiamo che ad oggi, per i bambini/ragazzi di età compresa fra i 5 e i 18 anni è riconosciuta una detrazione d’imposta sulle spese sostenute per l’iscrizione annuale e l’abbonamento ad associazioni sporJve, palestre, piscine ed altre struRure ed impianJ desJnaJ alla praJca sporJva dileRanJsJca. Per godere della detrazione è necessario che il requisito dell’età ricorra almeno per una sola parte del periodo d’imposta. Le stru@ure spor9ve devono rispondere alle cara@eris9che individuate dal decreto del 28 marzo 2007 emanato dal Ministero delle poli9che giovanili, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze.

Si tra@a quindi di:

• società e associazioni dile@an9s9che che nella propria denominazione sociale indicano la finalità spor9va e la ragione o denominazione sociale dile@an9s9ca;

• palestre, piscine e altre stru@ure e impian9 spor9vi des9na9 alla pra9ca spor9va dile@an9s9ca, che esercitano pra9ca spor9va non professionale, agonis9ca e non agonis9ca, compresi gli impian9 polispor9vi ges99 da soggeG pubblici o priva9, anche in forma di impresa, individuale o societaria, secondo le norme del codice civile.

La detrazione è ammessa nella percentuale del 19% su un importo non superiore a 210 euro Lo “sconto”, quindi, spe@erà al massimo nella misura di 40 euro (cioè il 19% di 210 euro). La detrazione spe@a anche se la spesa è stata sostenuta nell’interesse di familiari a carico.

Stante l’importanza che una praJca sporJva diffusa può portare ai fini del risparmio sulla spesa sanitaria nazionale, la nostra proposta è quella di allargare la detrazione del 19% agli sporJvi di tuRe le fasce d’età, nell’o]ca dello “sport per tu]”.

10) Rappresentanza dei DirigenJ SporJvi negli organi dire]vi nazionali del Coni e delle FSN

La “Legge Melandri” (D.Lgs. 242/1999) ha stravolto il sistema spor9vo italiano, modificando, tra le altre cose, la natura giuridica del Coni e del FSN rendendo quest’ul9me en9 di diri@o privato. La riforma che ha interessato la riorganizzazione del Coni (ente di diri@o pubblico) ha favorito l’introduzione di norme che garan9scono rappresentanze di almeno il 30% per atleJ e tecnici negli organi dire]vi nazionali del Coni stesso e delle FSN affiliate. Si s9ma che in Italia, nel se@ore spor9vo, operano più di 500.000 dirigenJ con varie qualifiche professionali (DireRori Generali, DireRori SporJvi, Segretari, Team Manager, Collaboratori vari, ecc.). Ques9 numeri meritano di essere presi seriamente in considerazione e pertanto anche per i dirigenJ sporJvi è giunto il momento di avere la propria rappresentanza nelle governance di cui sopra, come già avviene per atle9 e tecnici. La “Legge Melandri”, come già annunciato dal Ministro Andrea Abodi verrà rivista e pertanto questo dipar9mento avanzerà la sua proposta per dare rilevanza a chi quo9dianamente, sia come volontario o come lavoratore sporJvo, dedica parte della sua vita all’interno di associazioni e società sporJve.

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