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Molini d'Italia Aprile 2019

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ITALMOPA

ANTIM

ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI MUGNAI D’ITALIA WWW.ITALMOPA.COM

ASSOCIAZIONE NAZIONALE TECNICI DELL’INDUSTRIA MOLITORIA

Molini THE ITALIAN MAGAZINE FOR THE MILLING INDUSTRY

d’Italia

LA RIVISTA ITALIANA PER L’INDUSTRIA MOLITORIA

04 Anno LXX Aprile April

2019

Mensile Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale - 70% CN/BO D.L. 353/2003 (conv. L. 46/2004) art. 1 c. 1 DCB Bologna Aut. Trib. Bo n. 6129 del 31/7/1992

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Guida pratica per ristrutturare un molino Procedures to restore industrial plants

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La nuova generazione di semolatrici

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Intervista a Ivano Vacondio sul futuro del settore Ivano Vacondio’s opinion about food industry Speciale Molini a porte aperte II Edizione Open Mills II Edition


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ITALMOPA ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI MUGNAI D’ITALIA WWW.ITALMOPA.COM

ORGANO UFFICIALE

ANTIM ASSOCIAZIONE NAZIONALE TECNICI DELL’INDUSTRIA MOLITORIA

Molini THE ITALIAN MAGAZINE FOR THE MILLING INDUSTRY

d’Italia

LA RIVISTA ITALIANA PER L’INDUSTRIA MOLITORIA

ProPrietario

sOmmARIO

Summary

N. 04 APRILE April 2019

Associazione Industriali Mugnai d’Italia Via Lovanio, 6 - 00198 Roma

Associazione Industriali Mugnai d’Italia

Direttore eDitoriale Cosimo De Sortis Presidente Italmopa

Direttore resPonsabile Claudio Vercellone

Direttore teCniCo

EDITORIALE Editorial Italmopa a Bruxelles con il programma “pro pane” Italmopa in Brussels for the “pro pane” program

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di C. De Sortis

lorenzo Cavalli Presidente Antim

Comitato teCniCo eDitoriale

Carlo Brera Dip. di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare; Reparto OGM e Micotossine; Istituto Superiore di Sanità - Roma Marina Carcea Ricercatrice per gli alimenti e la nutrizione; CREA - Roma Giuseppe Maria Durazzo Avvocato, esperto in diritto dell’alimentazione Maurizio Monti Miller’s Mastery - Tecniche di macinazione Luigi Pelliccia Responsabile Ufficio Studi, Mercato e Ufficio Stampa di Federalimentare Giovanni Battista Quaglia Tecnologie alimentari Andrea Villani A.G.E.R. - Borsa Merci Bologna; Qualità cereali, mercato e strumenti di commercializzazione

Comitato Di reDazione Piero luigi Pianu tullio Pandolfi laura Pierandrei

relazioni internazionali alfredo tesio

CoorDinamento reDazionale

ARTICOLI Features L’INTERVISTA The interview Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare

La nostra forza? La trasformazione di qualità Our strength is high-quality processing

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di D. M. Sebelin

SPECIALE Special edition “MOLINI A PORTE APERTE” - II EDIZIONE

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I mugnai industriali d’Italia si raccontano Italian millers describe their mills a cura di Italmopa

SANIFICAZIONE Sanitation Molini a prova di degrado Degradation-proof mills

Delia maria sebelin - ufficiostampa@avenuemedia.eu

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di D. Saccon

resPonsabile PubbliCità

massimo Carpanelli - carpa@avenuemedia.eu eDizione, Direzione, reDazione, PubbliCità e amministrazione

Edizioni Avenue media® Via Riva di Reno, 61 - 40122 Bologna

Tipografia MIG - Moderna Industrie Grafiche Via dei Fornaciai, 4 - 40129 Bologna abbonamenTo annuale (12 numeri)

Italia € 45,00 - Copia € 4,50 Estero € 96,00 Copie arretrate (se disponibili) € 9,00 cad. esclusa spedizione

Registrazione Tribunale di Bologna del 31 luglio 1992 n. 6129 Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale - 70% CN/BO D.L. 353/2003 (conv. L. 46/2004) art. 1c. 1 DCB Bologna” Informativa ex D.Lgs 196/2003 (tutela della privacy)

RUBRICHE Departements LA VIGNETTA DI SERGIO CRIMINISI Sergio Criminisi’s comic strip

FATTI E NOTIZIE Fact & News wORLD NEwS PANORAMA NORMATIVO Laws & Rules FOCUS ECONOMIA Focus on economics LE AZIENDE INFORMANO Supplier news AGENDA

Trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento UE 679/2016. L’informativa Privacy è disponibile sul sito di Avenue media www.avenuemedia.eu alla pagina “Informativa Privacy Editoria” www.avenuemedia.eu/informativa-privacy-editoria

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EDITORIALE Editorial

Italmopa a Bruxelles con il programma “pro pane” Italmopa in Brussels for the “pro pane” program

di Cosimo De sortis Presidente di Italmopa

PROMUOvERNE IL CONsUMO è L’OBIETTIvO CHE CI UNIsCE AD AssITOL E CONfAGRICOLTURA PROMOTING ITs CONsUMPTION Is A COMMON GOAL fOR AssITOL AND CONfAGRICOLTURA

Italmopa have decided to focus its energy to present, at the EU level, along with Assitol and Confagricoltura, a three-year program to promote the consumption of bread on the domestic market. In fact, over the last few decades, there has been a continuous and particularly worrying decrease in bread consumption. To tell the truth, some positive signs seem to emerge - albeit timid - in contrast with the bread consumption trend: they certainly do not make a summer, but they could anticipate, if confirmed, a trend that would be less dark than the recent one. This is certainly due to an offer that has considerably expanded and that includes a range of types of bread,

and therefore flours, able to respond to the most varied needs of consumers, particularly health-wise. However, it is also worth pointing out that, fortunately, this baked product is no longer eaten only within the family, at home. Today bread also means conviviality, because it is increasingly taking on a “social” meaning, as shown by the opening of new places, such as bakery-cafés and bakeries-delicatessen. The goal of making bread “fashionable” again has not been achieved yet, but it is getting closer and closer. This is what we hope to reach with the three-year programme that we will present at the EU level, being well aware that we will also have positive feedback through consumers’ choices.

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li sforzi messi in campo da Italmopa per promuovere una corretta informazione circa le filiere dei cereali non si fermano mai. Infatti, non appagati dall’articolata organizzazione della seconda giornata “Molini a porte aperte” - che si svolgerà l’11 maggio prossimo - abbiamo deciso di indirizzare le nostre energie anche alla predisposizione e alla presentazione, in sede comunitaria, di un programma triennale di promozione del consumo di pane sul mercato nazionale. Si tratta di una nuova avventura della quale Italmopa si è fatta promotrice, insieme agli amici di Assitol e di Confagricoltura, perché siamo consapevoli della

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I NOSTRI CLIENTI:

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EDITORIALE Editorial

necessità di rilanciare il consumo di questo alimento, in particolare tra i ragazzi. Nel corso degli ultimi decenni, infatti, si è verificata una contrazione continua e particolarmente preoccupante: di pane, se ne mangia sempre meno. E così, il nostro Paese - che vanta una straordinaria diversità di tipologie tra panini, pagnotte e sfilatini (a testimonianza della nostra impareggiabile cultura gastronomica) è lentamente diventato fanalino di coda nell’Unione europea per quanto concerne il consumo pro-capite di quello che è considerato, da sempre e per tutte le ci-

viltà, il cibo per eccellenza. A onore del vero, sembrano emergere alcuni, seppur timidi, positivi segnali in controtendenza sull’andamento del consumo di pane: non fanno certamente primavera ma potrebbero, se confermati, anticipare un trend meno buio rispetto a quello constatato nell’ultimo periodo. Merito, certamente, di un’offerta che si è notevolmente ampliata e che contempla una gamma di tipologie di pane, e quindi di farine, in grado di rispondere alle più svariate esigenze dei consumatori, in particolare, in ambito salutistico.

I BAkERy-CAfÉ DIMOsTRANO CHE IL PANE PUò EssERE “DI MODA” Ma è anche opportuno evidenziare che, fortunatamente, il consumo di questo prodotto da forno non avviene più solo in ambito famigliare, all’interno delle mura domestiche. Pane oggi significa anche “convivialità”, perché sta assumendo, sempre di più, un connotato “social”, come dimostrano le numerose aperture di locali come i bakery-café e le panetterie-gastronomia. Il “bread point” potrebbe così diventare un luogo “in” dove poter consumare, in mille modi, un prodotto - il pane - che sta tornando di moda (e non solo per le sue virtù nutrizionali e per l’impatto ambientale, perfettamente sostenibile, della filiera). Un traguardo importante, dopo essere stato bistrattato per molto, troppo tempo. L’obiettivo di renderlo “di moda” non è ancora raggiunto ma è sempre più vicino. Ed è questo quanto ci auguriamo di perseguire con il programma triennale che presenteremo in sede europea, consapevoli che troveremo riscontro positivo anche nelle scelte dei consumatori. Cosimo De sortis

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Noi della ASB Automation siamo in continuo miglioramento e aggiornamento per sviluppare impianti industriali, quadri elettrici, cabine di trasformazione e software d’automazione che vengono realizzati su misura per rispondere alle esigenze della clientela, attraverso l’utilizzo della più avanzata tecnologia e dei migliori componenti presenti sul mercato. Progettate da tecnici qualificati secondo i più aggiornati standard in fatto di tecnologia e sicurezza e nel pieno rispetto delle normative europee ed americane di riferimento, le realizzazioni ASB sono il frutto di una competente e rigorosa professionalità.

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LA vIGNETTA DI sERGIO CRIMINIsI Sergio Criminisi’s comic strip

I prodotti con glutine? Ricchi di nutrienti e con pochi grassi Products with gluten? High in nutrients and low in fats

N

Many consumers believe that eating gluten-free food is unhealthy. We must be clear on this. There are diseases such as coeliac disease or gluten sensitivity that justify the elimination of this protein - permanently or for a limited period - from foods containing it. Otherwise, if you are not suffering from dysfunctions related to gluten, it is advisable to eat foods with gluten, so as not to deprive yourself of the nutrients

contained in these foods. Gluten-free products, in fact, generally contain fewer fibres, vitamins, proteins and minerals (iron, zinc, magnesium), but they are characterized by a higher amount of fat and salt. Therefore, the elimination of cereals containing gluten and the use of gluten-free products should be strictly limited to people who have been diagnosed with celiac disease.

el nostro Paese, una percentuale non indifferente di consumatori è convinta che i cibi senza glutine (che ricordiamo essere un complesso proteico) sono più salutari. Tale convinzione è il risultato della diffusione di teorie pseudoscientifiche che hanno identificato nel glutine una minaccia al nostro benessere. Su questo punto è doveroso essere chiari. Patologie come la celiachia (che riguarda circa l’1% della popolazione), oppure la sensibilità al glutine, giustificano l’eliminazione di questa proteina - in via permanente o per un periodo limitato dai cibi che la contengono. In caso contrario, ovvero se non si è affetti da disfunzioni correlate al glutine, è invece consigliabile assumere alimenti in cui è presente, per non privarsi dei nutrienti contenuti in questi cibi. I prodotti senza glutine, infatti, presentano generalmente un minore contenuto di fibre, vitamine, proteine e sali minerali (ferro, zinco, magnesio), ma sono caratterizzati da un quantitativo più elevato di grassi e sale. A confermarlo, l’Istituto Superiore di Sanità: nel suo portale dedicato alle fake news (https://www.issalute.it/index.php/ falsi-miti-e-bufale/l-alimentazione) ricorda che l’eliminazione dei cereali che contengono glutine e l’utilizzo di prodotti gluten free dovrebbero essere rigorosamente limitati alle persone a cui è stata diagnosticata la celiachia, mentre per le altre privarsi della proteina, eliminando gli alimenti in cui è presente, è una scelta immotivata e, soprattutto, poco salutare. E, quindi, come illustra l’amico Criminisi nella vignetta, sdoganiamo definitivamente il glutine e accogliamolo senza alcuna remora nella nostra dieta quotidiana.

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fAttI E notIzIE Fact & News

INCENTIvI.GOv.IT, IL PORTALE PER L’INNOvAZIONE DELLE IMPREsE

È

online incentivi.gov.it, il portale che consente alle aziende di accedere a un vademecum con le misure più favorevoli messe a disposizione dalla pubblica amministrazione. Gli incentivi riguardano l’avvio di una nuova impresa, gli investimenti in innovazione, la crescita, il rafforzamento patrimoniale, gli investimenti in macchinari, impianti e software, l’internazionalizzazione, gli investimenti in formazione, in Ricerca & Sviluppo, in efficienza energetica, in nuove assunzioni, fino ad arrivare agli sgravi fiscali. Non ultimo quello connesso al reddito di cittadinanza. Il vademecum sarà aggiornato periodicamente ed è prevista un’implementazione della parte “web oriented” con un sistema che risponderà a domande specifiche dell’imprenditore. Alla realizzazione del portale hanno contribuito, oltre al ministero dello Sviluppo Economico e al ministero del Lavoro, an-

che l’Agenzia delle Entrate, la Cassa Depositi e Prestiti, il Gse, l’Enea, l’Invitalia, l’Inps, l’Ice, Unioncamere, la Sace, la Simest e la SofiCoop.

vOLA L’EXPORT DELLE fARINE ITALIANE

«I

l trend di crescita delle esportazioni delle farine di frumento tenero, registrato nel corso degli ultimi anni e confermatosi anche nel 2018, dimostra la competitività della nostra industria molitoria e la sua capacità di offrire prodotti in

grado di rispondere alle esigenze del mercato internazionale». Così, il presidente di Italmopa, Cosimo De Sortis, a commento degli ultimi dati Istat. Secondo l’Istituto, infatti, nel 2018 il settore ha registrato un incremento delle esportazioni del 9% in volume e del 10% in valore rispetto al 2017. Le tonnellate di farina di grano tenero esportate annualmente dal nostro Paese sono ormai più di 180 mila - essenzialmente verso gli Stati Uniti (15.396 t), la Francia (13.744 t), la Germania (9.354 t), il Regno Unito (9.196 t) e la Spagna (7.229 t) - con una crescita complessiva del 350% in 10 anni. Merito di questo risultato, «il bagaglio di conoscenza dei nostri mugnai, frutto di una lunga tradizione - evidenzia il presidente della Sezione molini a frumento tenero di Italmopa, Giorgio Agugiaro - e la capacità di investire in innovazioni tecnologiche all’avanguardia per ottenere sempre farine di eccellenza». Oggi il fatturato del comparto a tenero sfiora 1,8 miliardi di euro e i prodotti, per quanto riguarda il mercato interno, sono destinati essenzialmente alla panificazione artigianale e industriale, alla produzione di pizza e di prodotti dolciari, e a un crescente uso domestico.

A PARIGI LA PROssIMA CONfERENZA DELL’INDUsTRIA MOLITORIA EUROPEA

I

l 14 giugno si svolgerà a Parigi la conferenza biennale dell’Associazione dell’industria molitoria europea (Efm, European flour millers). Tema di questa edizione: “Trasformare le aspettative dei nuovi consumatori in un bene competitivo per l’industria molitoria”. Tra i relatori, esponenti del mondo accademico, degli istituti di ricerca, operatori dell’industria alimentare e rappresentanti istituzionali. Inoltre, un noto scienziato farà conoscere i risultati del suo ultimo studio: “Le abitudini alimentari durante l’infanzia: come si acquisiscono e quale ruolo ha il pane?” Per ulteriori informazioni, aggiornamenti e iscrizioni si può consultare il sito dell’Associazione: www.flourmillers.eu.

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fAttI E notIzIE Fact & News

L’ALIMENTARE INvEsTE IN sOfTWARE DI GEsTIONE

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omisma e Crif hanno realizzato un’indagine per analizzare i vantaggi e i limiti dell’adozione del 4.0 nella filiera agroalimentare, che ha coinvolto più di 1.000 aziende agricole italiane e oltre 50 contoterzisti. È emerso che, negli ultimi 3 anni, il 22% delle imprese ha investito in nuove tecnologie e la propensione all’investimento è maggiore nelle aziende del Nord specializzate nei settori dell’allevamento, cerealicolo e delle colture industriali con una classe di fatturato di oltre 50 mila euro e un organico composto prevalentemente da Millennials (18-35 anni). Tra gli strumenti 4.0 che hanno dato più soddisfazione: le macchine operatrici a dosaggio variabile (33%), i software di gestione aziendale e altri software (9%), le centraline meteo (6,3%). I maggiori benefici portati dall’adozione di queste tecnologie risultano: la riduzione delle quantità di fitofarmaci, concimi e acqua distribuiti per ettaro (31%), la riduzione dell’impatto ambientale e il miglioramento della qualità del prodotto (24%),

seguiti dall’abbattimento dei costi di produzione e dall’incremento delle rese per ettaro/capo (20%), e da una riduzione dei tempi di lavoro (16%). Tra le motivazioni che, invece, hanno portato il 78% delle aziende italiane a non investire nelle tecnologie di agricoltura 4.0, l’importanza del contributo economico richiesto (35,8% dei casi) e le piccole dimensioni dell’impresa (31,9%).

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fAttI E notIzIE Fact & News

MERCATO DEL BIOLOGICO: PREZZI ALLA PRODUZIONE +150%

C

resce il mercato del biologico in Europa, con 34,3 miliardi di vendite al dettaglio e un aumento delle superfici coltivate del 70% tra il 2009 e il 2017. E la forte domanda porterà a un incremento della produzione interna e delle importazioni. È questo il quadro che emerge dal rapporto della Commissione europea sull’agricoltura biologica. Spagna e Italia si confermano i Paesi con le superfici a biologico più estese, Germania e Danimarca i mercati più grandi in termini assoluti e relativi. Le aziende certificate bio sono in media due volte più grandi e hanno rese inferiori dal 40 all’85% rispetto alle convenzionali, a seconda del prodotto. Il divario tra le rese è compensato con sovrapprezzi alla produzione più alti, in media del 150% rispetto ai prezzi standard. Le importazioni nell’Unione europea di alimenti biologici hanno totalizzato 3,4 milioni di tonnellate nel 2018, principalmente in materie prime, con la Cina principale fornitore (oltre 415 mila tonnellate, il 12,7% del totale).

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L’AssOCIAZIONE EUROPEA DELLE INDUsTRIE ALIMENTARI CONTRO LE ETICHETTE A sEMAfORO

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utelare il mercato interno dei prodotti alimentari, fermando la pubblicazione di etichette nazionali come quelle “a semaforo”; evitare la ri-nazionalizzazione degli aiuti diretti della Politica agricola comune e negoziare un periodo di transizione per la Brexit. Sono alcune priorità dell’industria alimentare dell’Unione europea stabilite in un rapporto della FoodDrinkEurope, l’organizzazione di rappresentanza del settore. Il documento, che si riferisce agli interventi da effettuare durante la prossima legislatura europea (2019-2024), incoraggia i legislatori a dare risalto al settore food anche all’interno delle istituzioni, con la creazione di una direzione generale per l’alimentazione nella Commissione europea e un inter-gruppo dedicato all’alimentazione nel Parlamento europeo.

PIÙ TRAsPARENZA sULLE sOsTANZE CHIMICHE PER ALIMENTI

A

ccesso automatico agli studi scientifici e alle informazioni presentate dall’industria chimica nel processo di valutazione del rischio dei propri prodotti (ad esempio, pesticidi o additivi alimentari). Inoltre, le ricerche dovranno offrire maggiori garanzie di indipendenza e, per i casi controversi, potranno essere condotte direttamente dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa). Sono alcune delle novità del pacchetto trasparenza sul processo di valutazione delle sostanze chimiche per alimenti, sul quale si sono accordate le istituzioni europee. Le nuove regole intervengono su diversi temi, dagli Ogm agli additivi alimentari, e prevedono una maggiore partecipazione degli esperti nazionali al board dell’Efsa, cui va anche la responsabilità di valutare con grande attenzione quali informazioni scientifiche debbano eventualmente restare confidenziali su richiesta dell’industria.

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CONfAGRICOLTURA PLAUDE ALLO sTUDIO UsA CHE RICONOsCE I BENEfICI DELLA DIETA MEDITERRANEA

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agli Stati Uniti arriva un grande riconoscimento sui benefici che la dieta mediterranea assicura ai consumatori. Lo rende noto Confagricoltura, sulla base della classifica stilata dalla Us News and World Report, autorità a livello mondiale nella consulenza ai consumatori, sulla base dei pareri resi da un gruppo di esperti sanitari indipendenti che hanno esaminato più di 40 regimi alimentari. Seguendo la dieta mediterranea, secondo gli esperti americani è possibile aumentare la longevità e prevenire una serie di malattie croniche non trasmissibili. «Il riconoscimento giunto dagli Stati Uniti - chiarisce il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti - conferma l’assoluta mancanza di fondamento delle indicazioni di nocività dei prodotti destinati all’alimentazione basate sul contenuto di grassi, zucchero e sale. Mi riferisco - prosegue Giansanti - ai sistemi di etichettatura cosiddetti “a semaforo” e “nutriscore” in vigore in alcuni Stati membri dell’Unione europea».

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PAnoRAmA noRmAtIvo Laws & Rules

a cura di Tullio Pandolfi e Laura Pierandrei Italmopa

Meno burocrazia per l’export di pasta e sfarinati

R

iportiamo le disposizioni di semplificazione delle imprese (Legge n. 12 dell’11 febbraio 2019) che ha convertito in legge, con modifiche, il Dl. n. 135 del 14 dicembre 2018. • Soppressione dell’obbligo di comunicazione al Mipaaft per la produzione di paste alimentari e sfarinati con requisiti diversi da quelli previsti dal Dpr. n. 187/2001 per successiva spedizione verso Paesi Ue, See e per l’esportazione. L’articolo 3 della Legge n. 12 dell’11 febbraio 2019, che ha convertito in legge, con modifiche, il Dl. n. 135 del 14 dicembre 2018, al comma 1-novies prevede la soppressione del secondo periodo del comma 1 dell’articolo 12 del Dpr. 187/2001. Quest’ultimo - con riferimento alla produzione di sfarinati e paste alimentari aventi requisiti diversi da quelli prescritti dal capo I e II del Dpr. n. 187/2001, quando la spedizione è diretta verso altri Paesi dell’Unione europea e verso gli altri Paesi contraenti l’accordo sul See, nonché destinata all’esportazione - prevedeva gli obblighi di comunicazione verso il ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali secondo le modalità di trasmissione stabilite con apposito decreto del ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, di concerto con i ministri dello Sviluppo economico, della Salute e dell’Economia e delle finanze. Nella sostanza, scompare l’obbligo di comunicazione previsto nella nuova formulazione dell’articolo 12 del Dpr. n. 187, fino ad oggi vigente, contenuta nell’articolo 5 del Dpr. 5 marzo 2013, n. 41. Si ricorda che, a norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri), le modifiche apportate dalla legge di conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della loro pubblicazione, e pertanto dal 13 febbraio 2019.

Abrogazione dell’obbligo di tenuta del registro di carico e scarico di sfarinati e paste alimentari. Nella medesima legge n. 12 dell’11 febbraio 2019 sono state inserite alcune disposizioni sull’eliminazione o sulla modifica di alcune normative relative all’obbligo della tenuta dei registri telematici. In particolare, nell’articolo 3 è prevista l’eliminazione dell’obbligo della tenuta del registro di carico e scarico degli “sfarinati e paste alimentari”. I commi 1-novies e 1-decies hanno abrogato i commi 3 e 5 dell’articolo 12 del Dpr. 187/2001 e il comma 6 dell’articolo 1-bis del Dl. 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, nonché i Ddmm. 17 dicembre 2013 e n. 10 dell’8 gennaio 2015, recanti “Disposizioni relative alla dematerializzazione del registro di carico e scarico degli sfarinati e delle paste alimentari”. Il ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, mediante un avviso pubblicato sul proprio portale, ha riportato alcune istruzioni per la chiusura del registro telematico per le aziende non più assoggettate all’obbligo. Per chiudere il registro telematico, si deve procedere nel modo seguente: 1. azzerare le giacenze (per effettuare tale operazione registrare, per ciascuna tipologia di prodotto gestita nel registro, le corrispondenti operazioni di scarico utilizzando il codice “Opge” e specificando nel campo “Note” l’indicazione seguente “Azzeramento giacenze per chiusura registro”); 2. procedere con la chiusura del registro (solo quando tutte le giacenze sono a zero) accedendo al menu “Applicazioni” del registro posto in alto a destra e selezionando la voce “Chiusura definitiva”, specificare data e motivo (esente tenuta registro L. 12/2019) e confermare l’operazione.

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PAnoRAmA noRmAtIvo Laws & Rules

Modificata la normativa sui livelli massimi residui di antiparassitari nei prodotti alimentari e nei mangimi

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ono stati pubblicati alcuni regolamenti comunitari che modificano gli allegati del Reg. (Ce) n. 396/2005. Li riportiamo qui di seguito. • Reg. (Ue) 2019/5014 della Commissione dell’11 gennaio 2019, che modifica gli allegati II, III, IV e V del Reg. (Ce) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i livelli massimi di residui di: clorantraniliprolo, clomazone, cyclaniliprole, fenazaquin, fenpicoxamid, fluoxastrobin, lambda-cialotrina, mepiquat, olio di cipolla, tiacloprid e velifenalato in o su determinati prodotti. • Reg. (Ue) 2019/38 della Commissione del 10 gennaio 2019, che modifica gli allegati II e IV del Reg. (Ce) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i livelli massimi di residui di iprodione in o su determinati prodotti.

Reg. (Ue) 2019/58 della Commissione del 14 gennaio 2019, che modifica gli allegati II, III e V del Reg. (Ce) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i livelli massimi di residui di linuron in o su determinati prodotti. • Reg. (Ue) 2019/88 della Commissione del 18 gennaio 2019, che modifica l’allegato II del Reg. (Ce) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i livelli massimi di residui di acetamiprid in o su determinati prodotti. • Reg. (Ue) 2019/89 della Commissione del 18 gennaio 2019, che modifica gli allegati II, III e V del Reg. (Ce) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i livelli massimi di residui di: bromadiolone, etofenprox, paclobutrazol e penconazolo in o su determinati prodotti; • Reg. (Ue) 2019/90 della Commissione del 18 gennaio 2019, che modifica gli allegati II, III e V del Reg. (Ce) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i livelli massimi di residui di: bromuconazolo, carbossina, fenbutatin ossido, fenpirazamina e piridaben in o su determinati prodotti; • Reg. (Ue) 2019/91 della Commissione del 18 gennaio 2019, che modifica gli allegati II, III e V del Reg. (Ce) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i livelli massimi di residui di: buprofezin, diflubenzurom, etossisulfuron, ioxynil, molinate, picoxystrobin e tepralossidim in o su determinati prodotti. •

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FOCUS ECONOMIA Focus on economics

L’alimentare è competitivo ma il sistema arranca While the food industry is competitive, the system lags behind

di Luigi Pelliccia Responsabile Ufficio Studi e Mercato di Federalimentare

The end of 2018 saw the reemergence of a highly uncertain economic situation, while the growth trends that had emerged in 2017 were expected to become stronger or, at least, solid. Anyhow, the food industry is trying to react. Data from January 2019 on food sales showed unexpectedly positive figures. In fact, it showed a +2.3% increase in value and +1.9% in volume compared to January 2019/2018. Internally, the milling sector continued its mitigated trend that characterized it in 2018: with -1.1% compared to January 2019/18, it mitigated the -4.7% fall suffered by the trend of December and confirmed -1.1% with which it had closed its 2108 final balance for production. The trend is clearly affected by weaker exports, which stopped growing in 2018 and fell -1.7%. On the other hand, in 2017, the sector production recorded a brilliant +4.8%, supported

by an export trend up to +9.5%. It is clear, however, how hard going the economic situation is in 2019. The country is still stuck in a complex situation, with a competitive industry, which generally fights and exports, but which, alone, fails to release the country from the inefficiency of the Italian system that is lagging behind. The basic problem is the public debt: a nightmare of 2,317 billion euros as indicated in the Monthly Statistical Bulletin prepared by Bankitalia at the end of 2018. An incidence on the GDP equal to 131.2% and, above all, interests weighing on the debt for around 70 billion euros per year. This amount can cover three financial manoeuvers and is unlikely to be reduced in the short term. Actually, it leads us to the launch of those manoeuvers of strong public investment and powerful anti-cyclical recovery that the country needs so badly.

sERvE UNA MANOvRA ECONOMICA CAPACE DI sANARE IL DEBITO PUBBLICO WE NEED A fINANCIAL MANEUvER TO IMPROvE THE PUBLIC DEBT

L

a chiusura del 2018 ha visto il riaffacciarsi di una situazione congiunturale di spiccata precarietà, quando si sperava invece in un rafforzamento o, quanto meno, nel consolidamento dei trend di crescita che si erano profilati nel 2017. La produzione dell’industria alimentare del dicembre 2018 ha accusato, infatti, un -4,0% sullo stesso mese 2017, portando il consuntivo dell’anno di questo aggregato, a parità di giornate lavorative, sul +1,1%, dopo il +1,7% del 2017.

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PRODUzIONE DELLE INDUsTRIE ALImENTARI Var. % Var. % Var. % Var. % Var. % Var. % Var. % Var. % Var. % GennAIO 2011-2010 2012-2011 2013-2012 2014-2013 2015-2014 2016-2015 2017-2016 2018-2017 2019-2018

IndustrIe Produzione lavorazione conservazione carne Lavorazione carne, esclusi i volatili Prodotti a base di carne (incl. la carne di volatili) Lavorazione conserv. pesce, crostacei e molluschi Lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi Succhi di frutta e ortaggi Altra lavorazione e conservazione di frutta e di ortaggi Fabbr. oli e grassi veget. e animali Industria lattiero-casearia Industria lattiero-casearia, trattamento igienico, conservazione del latte Lavorazione granaglie e prod. amidacei Lavorazione delle granaglie Prodotti da forno e farinacei Pane, prodotti di pasticceria freschi Fette biscottate e biscotti, prodotti di pasticceria conservati Paste alimentari, cuscus e prodotti farinacei simili Produzione di altri prodotti alimentari Zucchero Lavorazione del tè e del caffè Condimenti e spezie Piatti preparati Preparati omogeneizzati e alimenti dietetici Prodotti per l'alimentazione degli animali Industria delle bevande Vini da uve Birra Bibite analcoliche, acque minerali e altre acque in bottiglia totale Industria alimentare, bevande e tabacco totale industria (escl. costruzioni)

0,2 -4,0 2,4 11,1 0,6 -0,2 0,7 -2,7 0,6

-0,1 0,4 -1,0 -9,5 -2,4 3,5 -4,3 -7,3 -1,0

1,9 1,0 2,5 -5,0 0,3 2,0 0,9 -7,5 -1,8

-4,3 -13,0 0,0 1,5 5,5 -1,1 6,8 -1,6 0,1

1,4 5,1 -0,3 5,0 -2,6 -7,1 -1,9 -3,9 2,3

1,7 0,0 3,0 2,0 -0,8 -5,9 0,1 2,2 0,9

-1,2 -1,4 -1,1 -4,7 1,8 -5,0 3,0 -8,1 2,3

1,7 1,1 2,1 -7,7 -4,0 5,7 -5,6 -0,9 2,2

0,6 -0,4 1,5 -7,2 -2,8 10,5 -5,6 -7,2 0,7

2,7

-1,7

-1,2

0,8

1,4

3,3

1,5

2,9

1,1

-1,2 -1,2 -3,0 -7,3

-0,6 -0,6 -1,0 -3,1

-1,8 -1,8 1,6 -0,6

2,2 2,2 1,2 1,5

-1,8 -1,8 -1,4 -0,1

-0,3 0,3 2,4 2,0

4,8 4,8 1,1 -0,3

-1,1 -1,1 0,3 1,2

-1,1 -1,1 -3,1 -6,3

2,5

1,2

5,6

0,8

-2,7

0,3

4,4

0,2

0,0

1,1 -0,1 -28,9 -0,8 7,7 -5,1 -1,1 -3,2 2,8 4,5 4,1 2,5 -1,3 1,1

1,0 0,8 3,2 2,2 5,1 2,4 2,1 0,5 -0,5 -2,0 2,6 0,2 -0,9 -6,5

1,7 -2,0 -15,8 3,4 0,2 -10,2 -1,6 0,4 -3,5 -4,8 -1,5 -6,0 -0,7 -2,9

1,0 3,7 53,7 4,0 -3,1 1,4 0,4 -2,8 -1,4 -0,5 2,3 -2,5 0,6 -0,8

-2,4 -1,9 -62,7 -3,3 -6,5 -6,6 -7,8 -6,0 0,8 -0,9 2,6 5,6 -0,6 1,0

5,6 1,7 -13,2 11,7 -3,4 -2,8 -16,4 4,9 -0,1 0,1 2,6 -3,3 1,1 1,6

0,0 2,4 20,7 -0,5 -2,6 6,1 3,2 0,1 4,4 0,7 9,3 2,6 1,7 3,0

-0,6 4,0 -19,6 4,2 -1,0 9,9 -5,3 0,3 3,8 0,9 4,6 -1,5 1,1 0,8

-0,5 2,2 27,6 1,7 -8,5 5,4 -7,4 10,1 7,3 4,5 6,5 3,1 0,5 -0,8

Numeri indici “a parità di giorni di calendario” - base 2010 = 100 e var.% sull’anno precedente; le voci evidenziate rappresentano i macro-settori censiti dall’Istat, le altre indicano i singoli comparti di ciascun settore. Fonte: elaborazione Federalimentare su dati Istat

L’export alimentare, nel confronto dicembre 2018/17, ha segnato un calo del -3,0%, portando il consuntivo sui dodici mesi sul +3,0%, dopo il +7,4% del 2017. Le vendite alimentari del Paese hanno registrato, nello stesso confronto dicembre 2018/17, un -0,8% in valore e un -1,3% in volume, facendo scivolare il consuntivo 2018 sul +0,6% in valore e sul -0,5% in volume. Infine, il valore aggiunto dell’agricoltura e dell’industria hanno mostrato andamenti congiunturali negativi, nel quarto trimestre, con cali, rispettivamente, del -1,1% e del -0,5%. Non a caso, le previsioni sul trend 2019 del Pil nazionale oscillano, dal +0,2% della Commissione Ue, al -0,2% dell’Ocse. E questo, dopo il +0,9% con cui ha chiuso il 2018 e dopo il +1,6% (rivalutato) del 2017 (stime Istat). L’alimentare, comunque, si sta sforzando per uscire fuori dal pantano. I dati del gennaio 2019 sulle vendite alimentari hanno evidenziato dati inaspettatamen-

te positivi. È infatti emerso un aumento del +2,3% in valore e del +1,9% in volume nel confronto gennaio 2019/2018. Per di più, questi trend sono migliori di quelli evidenziati in parallelo dalle vendite totali del Paese, che si sono fermate sul +1,3% in valore e il +1,5% in volume. Va sottolineato l’effetto prezzi, divergente fra i due aggregati. Il differenziale fra i trend in valore e in volume premia, infatti, l’alimentare con una forbice di 0,4 punti a favore di quello in valuta. E questo è un indizio di salute del mercato. Mentre le vendite totali mostrano, al contrario, un trend in valore più basso di 0,2 punti rispetto a quello in volume: significa compressione dei valori unitari. A spingere il fenomeno è l’andamento depresso dello specifico segmento “non alimentare”, che mostra a gennaio un trend in valore del +0,5%, più basso di ben 0,7 punti rispetto al +1,2% in volume. Diciamo subito, tuttavia, che questi numeri vanno presi con cautela.

È molto probabile che rappresentino solo un rimbalzo dopo il negativo andamento delle vendite di dicembre. La cautela è confermata dal fatto che i discount alimentari hanno evidenziato, a gennaio, un balzo del +6,2% rispetto a gennaio 2018. È una spinta senza precedenti, che supera di slancio il +4,4% con cui questo segmento aveva chiuso il 2018. Ed è una conferma della grande prudenza che ispira il consumatore, il quale continua a privilegiare essenzialmente la stella polare del risparmio. Ma qualcosa di più affidabile, a gennaio, è avvenuto forse su un altro fronte: quello della produzione. Anch’essa è risalita, con un +0,5%, a parità di giornate lavorative, rispetto a gennaio 2018, a fronte del -0,8% accusato in parallelo dall’aggregato industriale complessivo. Si può dire perciò che il “food & beverage” ha “resistito”, a inizio anno, ponendosi fra i tredici macro-settori censiti dall’Istat, tra i cinque (poco più di un terzo) che sono

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FOCUS ECONOMIA Focus on economics

riusciti a portare a casa un segno di produzione positivo. Al suo interno, il comparto molitorio ha proseguito l’andamento riflessivo che l’ha caratterizzato nel 2018: con un -1,1% nel confronto gennaio 2019/18, ha attenuato la scivolata del -4,7% accusata dal tendenziale di dicembre e ha confermato il -1,1% con cui aveva chiuso il consuntivo di produzione 2018. Il trend risente evidentemente della minore spinta dell’export, che nel 2018 ha cessato di crescere e ha accusato un -1,7%. Nel 2017, invece, la produzione di comparto aveva registrato un brillante +4,8%, sostenuta da una dinamica delle esportazioni pari al +9,5%. È chiaro, comunque, il quadro faticoso nel quale ha cominciato a muoversi la congiuntura 2019. Il Paese rimane inchiodato a una situazione complessa, tra una industria competitiva, che nel complesso combatte ed esporta, ma che, da sola, non riesce a riscattare l’inefficienza di un Sistema Italia che invece arranca. Può essere interessante ricordare che, se si guarda ai singoli settori, emergono primati inediti. Per esempio, nel campo del-

la green economy, dove operano quasi tre milioni di occupati, e in quello dell’economia circolare siamo leader europei con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti (meglio di Germania, Francia e Regno Unito). Oppure emergono eccellenze in settori non convenzionali del made in Italy, come nell’industria farmaceutica, dove siamo il primo Paese dell’Unione europea, anche in questo caso precedendo la Germania, con 31,2 miliardi di valore della produzione. O, ancora, siamo primi nella sostenibilità in agricoltura, con l’emissione di quasi il 50% di gas serra in meno rispetto alla media dell’Ue. Insomma, dove si muovono le imprese, singole o aggregate, l’Italia corre per vincere o per il podio. Guardando al Sistema, invece, il discorso cambia repentinamente. Le stime sul trend del Pil italiano atteso nel 2019 ci pongono all’ultimo posto nell’Unione, Grecia compresa. Questa fatica nel passo della crescita è spiegata dall’Ocse, nel suo “Compendio degli indicatori sulla produttività”. Ne emergono indicatori impietosi. Fra questi, il fatto che, tra il 2010 e il 2016, la produttività italiana, intesa co-

me Pil per ora lavorata, è aumentata appena dello +0,14% medio annuo: dato peggiore in assoluto dopo quello della Grecia (-1,09%). Ma anche prima della grande crisi, tra il 2001 e il 2007, il nostro Paese in questa classifica era ultimo in assoluto, con una flessione dello -0,01% annuo: unico segno meno tra la quarantina di Paesi considerati dallo studio Ocse. I nodi, quindi, vengono da lontano e, per questo, recano una inerzia assai difficile da invertire. Il problema di base riporta al debito pubblico: un incubo che il Bollettino Statistico mensile elaborato da Bankitalia ha indicato, a fine 2018, quota 2.317 miliardi di euro. Significa una incidenza sul Pil pari al 131,2% e, soprattutto, un peso degli interessi sul debito che naviga attorno ai 70 miliardi di euro all’anno. È un importo pari a tre manovre economiche, che difficilmente potrà essere ridimensionato a breve. E che, nei fatti, ci lega al varo di quelle manovre di forte investimento pubblico e di poderoso rilancio anticiclico di cui il Paese ha assoluto bisogno. Luigi Pelliccia

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L’INTERvIsTA The interview

Ivano vacondio, presidente di federalimentare

La nostra forza? La trasformazione di qualità Our strength is high-quality processing «In the Italian agri-food sector, over 80% of exports come from the industry. It means that in 2018, out of 40 billion exports, 32 came from the food industry and 8 from the primary sector». The president of Federalimentare, Ivano Vacondio, relies on the numbers to highlight that the strength of made-in-Italy food is high-quality processing. With all due respect to our producers of raw materials («The alliance between farmers and industrialists to do business is positive and is the way forward»). In short, a “culture of suspicion” prevails with regard to industrial products, which is “difficult to overturn”, because it is deeply rooted. However, self-pity is useless: through a communication policy that respects the intelligence of consumers, it is our duty to explain why Italian food products are envied all over the world and what the concept of quality means for us». It should be pointed out, for instance, that raw materials «are not alternatives but, rather, complementary to domestic production. Promoting Italian raw materials is a primary goal for all the components of the supply chain, but it would be a mistake to think of achieving this goal through a strategy aimed at demonizing imports, especially if they are essential to meet the quantitative needs of the industry». For the milling industry, «the margins for growth are still significant, particularly for those who will be able to offer innovative products that meet the increasingly diverse needs of consumers. Certainly, the efforts of companies will have to go together with policies and tools capable of effectively supporting the Italian presence abroad. With regard to this aspect, I believe that there is still a long way to go».

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L’INTERvIsTA The interview

PER fARE BUsINEss è fONDAMENTALE UNA fORTE COLLABORAZIONE TRA AGRICOLTURA E INDUsTRIA

di Delia Maria sebelin

THE COLLABORATION BETWEEN AGRICULTURE AND INDUsTRy Is A MUsT

«N

ell’agroalimentare italiano più dell’80% dell’export è generato dal mondo dell’industria. Significa che, nel 2018, su 40 miliardi di export 32 sono arrivati dall’industria alimentare e 8 dal settore primario». Il presidente di Federalimentare, Ivano Vacondio, si affida ai numeri per evidenziare che la forza del food made in Italy è la trasformazione di qualità. E questo, con tutto rispetto dei nostri produttori di materie prime («L’alleanza tra agricoltori e industriali per fare business è positiva ed è la strada del futuro»). Tuttavia, a livello di rappresentanza, «le istituzioni non devono confondere i ruoli». Il riferimento è a Filiera Italia, la nuova associazione che unisce il mondo dell’agricoltura e dell’industria alimentare: «è benvenuta - aggiunge Vacondio - ma gli industriali si riconoscono in Confindustria».

Il presidente di Federalimentare, Ivano Vacondio

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L’INTERvIsTA The interview

Figlio di agricoltori e oggi alla guida di una delle industrie molitorie più importanti del Paese, il presidente di Federalimentare ha le idee chiare e si esprime senza remore. Servono interventi su più fronti, affinché l’agroalimentare italiano, che il mondo ci invidia, non resti al palo di un Sistema Paese che non brilla.

PER LA NOsTRA ECONOMIA L’INDUsTRIA ALIMENTARE è UNA RIsORsA

Presidente Vacondio, di questi tempi si punta molto sull’origine delle materie prime. Ci si dimentica, o si fa finta di non sapere, che l’immagine del made in Italy agroalimentare è legata al prodotto trasformato. Come si può intervenire per ridare dignità e un giusto valore all’industria, pur considerando che anche la parte agricola italiana va sostenuta? Da un punto di vista generale, si è progressivamente affermata, nel nostro Paese, una preoccupante deriva anti-industriale che non ha risparmiato nemmeno l’industria alimentare. Eppure, è il secondo comparto manifatturiero nazionale, con eccellenze nei vari comparti merceo-

logici, ma raramente è rappresentata come una risorsa e un patrimonio dell’Italia e della sua economia. Invece, pregiudizi aprioristici, basati sull’uso di stereotipi, hanno purtroppo condizionato, qualche volta pesantemente, le scelte sia dei consumatori, sia - per altri motivi - delle stesse istituzioni. nei confronti dei prodotti industriali prevale, quindi, una ingiustificata “cultura del sospetto”… Esattamente, ed è difficile da ribaltare, quanto meno in tempi brevi, perché ha radici ormai molto profonde. E riguarda, purtroppo, alcuni dei più importanti driver che orientano le scelte dei consuma-

tori: dalla sicurezza alimentare alla qualità della materia prima, dalla trasparenza dell’informazione alla tutela ambientale. Ma piangersi addosso non serve: è nostro dovere, attraverso una politica di comunicazione rispettosa dell’intelligenza dei consumatori, spiegare per quali motivi i prodotti alimentari made in Italy sono invidiati dal mondo intero e cosa significa per noi il concetto di qualità. L’industria pastaria italiana si è “costruita” importando frumento duro dall’estero. Fin dagli inizi utilizzava, ad esempio, il taganrog del Kazan. eppure, oggi, molti preferiscono comprare 100% italiano. Frutto della “cultura del sospetto”, è vero, ma diversi pastifici hanno risposto sottoscrivendo con gli agricoltori contratti di filiera per garantirsi materie prime locali di qualità. Quindi, il consumatore ha sempre ragione e basta vendere? Il consumatore ha sempre ragione, ma è necessario metterlo in condizione di sviluppare una riflessione autonoma evi-

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L’intERvista The interview

LE faKE nEws si ContRastano Con una poLitiCa di ComuniCazionE RispEttosa dELL’intELLigEnza dEL ConsumatoRE denziando, in questo caso, per quali motivi l’industria molitoria ricorre alle importazioni. E andrebbe sottolineato che le materie prime importate non sono alternative ma, piuttosto, complementari alle produzioni nazionali. La politica dello slogan, del quale si fa ormai largo uso, è certamente efficace dal punto di vista della strategia di comunicazione, ma è irrispettosa nei riguardi del consumatore che ha il diritto di essere informato su tutte le questioni che possono influire sulle sue scelte. Incredibili, quindi, le accuse che hanno sommerso l’industria alimentare per aver espresso dubbi sull’etichettatura di origine, dubbi che non riguardavano in alcun modo il principio stesso, ma la necessità di distinguere il concetto di origine da quello relativo al-

la qualità e alla sicurezza alimentare. Valorizzare la materia prima nazionale è un obiettivo primario per tutti i componenti della filiera, ma sarebbe un errore gravissimo pensare che tale obiettivo si può raggiungere, anche solo in parte, attraverso una strategia volta alla demonizzazione delle importazioni, soprattutto

LE matERiE pRimE di impoRtazionE non sono in CompEtizionE ma CompLEmEntaRi aLLE pRoduzioni nazionaLi se assolutamente indispensabili per far fronte al fabbisogno sia qualitativo che quantitativo dell’industria. Lei è anche un importante imprenditore mugnaio. L’industria della trasformazione dei cereali sta vivendo un ottimo momento all’estero, mentre in Italia è stabile. Cosa si dovrebbe fare per garantire ai molini un maggior riscontro sul nostro mercato? È vero, da anni si registra una crescita costante delle esportazioni di farine italiane, con percentuali superiori alla media del comparto alimentare, già molto soddisfacenti. È un grande risultato per un prodotto, la farina, con poco valore aggiunto e penalizzato da costi di trasporto che influiscono significativamente sul prezzo finale. È la dimostrazione che le nostre farine sono di altissima qualità, grazie alla capacità dei nostri

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L’INTERvIsTA The interview

mugnai di individuare, selezionare e miscelare i migliori grani, a prescindere dalle loro origini. Gli spazi di crescita sono, a mio parere, ancora significativi, in particolare per coloro che saranno in grado di proporre prodotti innovativi in risposta alle nuove esigenze dei consumatori. Gli sforzi delle aziende dovranno però essere accompagnati da politiche e da strumenti in grado di sostenere efficacemente la presenza italiana all’estero. Per quest’ultimo aspetto, ritengo sia ancora molta la strada da percorrere. Le nostre imprese sono moderne, ingegnerizzate e investono continuamente in innovazione e ricerca. Allora perché spesso si promuovono mostrando molini d’altri tempi e fornai improbabili? Il processo di macinazione è rimasto sostanzialmente invariato nel tempo, anche se ora si avvale di moderne tecnologie in grado di garantire un prodotto di assoluta qualità, in particolare sotto l’aspetto igienico-sanitario. Detto questo, i molini sono, nella maggior parte dei casi, aziende famigliari con una lunga storia alle spalle.

L’INDUsTRIA MOLITORIA HA AMPI sPAZI DI CREsCITA MA è NECEssARIO OffRIRE PRODOTTI INNOvATIvI E penso che molte siano orgogliose di mostrare le origini della loro attività molitoria. Ma sono le stesse aziende che poi aprono le porte dei loro impianti per consentire al consumatore di conoscere la realtà del “molino moderno”. si riferisce alla giornata “Molini a porte aperte”? Esatto. Mi sono rallegrato nel vedere, durante la prima edizione dell’anno scorso, come scompariva dai volti dei partecipanti la loro iniziale perplessità, man mano che visitavano l’impianto. Avevano varcato i cancelli convinti di vedere una realtà simile al loro immagina-

rio, ma poi sono rimasti entusiasti nello scoprire un mondo nuovo, non meno affascinante di quello idealizzato ma in grado di rispondere a tutte le loro esigenze. Ed è uno dei motivi per cui Italmopa, spinta anche dalle imprese associate, ha deciso di riproporre l’iniziativa anche quest’anno. È una scelta vincente: dobbiamo fare informazione garantendo la massima trasparenza. Solo così sarà possibile sfatare, ci auguriamo sempre di più, il tourbillon di fake news che costituiscono, nel nostro settore come in altri, una vera e propria emergenza. Delia Maria sebelin

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Associazione Industriali Mugnai d’Italia

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molini a PortE aPErtE II Edizione | sabato 11 maggio 2019

I mugnaI IndustrIalI d’ItalIa sI raccontano Edizioni Avenue media®


SPECIALE MOLINI A PORTE APERTE 2019

I molInI d’ItalIa cHE PartEcIPano alla II EdIZIonE dI

molini a PortE aPErtE

agugIaro & FIgna molInI

collecchio (Pr)

molino a grano tenero e duro

agugIaro & FIgna molInI

curtarolo (Pd)

molino a grano tenero

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antImo caPuto

campobasso

molino a grano tenero

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BElottI

coccaglio (Bs)

molino a grano tenero

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molIno dE sortIs

cerignola (Fg)

molino a grano duro

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F. dIVElla

rutigliano (Ba)

molino a grano tenero e duro

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grandI molInI ItalIanI

coriano Veronese (Vr)

molino a grano tenero

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macInaZIonE lEndInara

lendinara (ro)

molino a grano tenero

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molInI BongIoVannI

cambiano (to)

molino a grano tenero

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molInI FagIolI

magione (Pg)

molino a grano tenero

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molInI IndustrIalI

modena

molino a grano tenero

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molIno ansElmo colomBo

Paderno d’adda (lc)

molino a grano tenero

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molIno ansElmo taVano

andezeno (to)

molino a grano tenero

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molIno a. rIEPEr

Vandoies (Bz)

molino a grano tenero

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molIno BIgaZZI

castiglione della Valle (Pg)

molino a grano tenero

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molIno cosma

san martino di lupari (Pd)

molino a grano tenero

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molIno dallagIoVanna

gragnano trebbiense (Pc)

molino a grano tenero

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molIno dEll’adrIatIco - casIllo grouP ortona (ch)

molino a grano tenero

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molIno dE VIta

casalvecchio di Puglia (Fg)

molino a grano duro

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molIno grassI

Fraore (Pr)

molino a grano tenero e duro

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molIno ParrI

sinalunga (si)

molino a grano tenero

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molIno s. Paolo

Palazzolo acreide (sr)

molino a grano duro

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noVa IndustrIa molItorIa

Felizzano (al)

molino a grano tenero

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molIno sImEc

santa giusta (or)

molino a grano tenero e duro

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sPa socIEtÀ dI macInaZIonE molIno dI PordEnonE

Pordenone

molino a grano tenero

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L’indice riporta le imprese aderenti all’iniziativa in ordine alfabetico per ragione sociale

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OGGI L’INNOVAZIONE E’ GPL 180 Espressione della più avanzata tecnologia e meccanica


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SPECIALE MOLINI A PORTE APERTE 2019

“molini a porte aperte”, le imprese accolgono i consumatori

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opo il successo della prima edizione, tenutasi ad aprile dello scorso anno, sabato 11 maggio torna “Molini a porte aperte”. Una manifestazione estremamente significativa per la nostra Associazione, in occasione della quale diverse aziende associate aprono le loro porte a consumatori, food blogger, clienti, fornitori o semplici curiosi, per mostrare da vicino come si svolge l’attività all’interno di un Molino. Abbiamo portato avanti un’attenta riflessione prima di decidere se riproporre fin da subito una seconda edizione di questa giornata dedicata al pubblico, in quanto un evento di questo tipo comporta, inevitabilmente, un’attività organizzativa molto intensa sia da parte dell’Associazione che, ovviamente, delle aziende coinvolte. Quello che ci ha convinto, al di là degli ottimi risultati ottenuti dalla prima edizione, è stato il desiderio di continuare a raccontare il settore molitorio, del quale il più delle volte non si ha una conoscenza approfondita e, anche per questo, risente in modo particolare di una disinformazione ormai all’ordine del giorno, in particolare sui temi della nutrizione e della sicurezza alimentare. Del resto, “Molini a porte aperte” nasce nell’ambito di un’attività di corretta comunicazione e informazione che Italmopa sta portando avanti ormai da diverso tempo e che sta dando risultati significativi, come testimonia la fiducia dei tantissimi che, anche per questa seconda edizione, hanno deciso di cogliere il nostro invito e visitare uno degli impianti molitori aderenti. Nel lasciare spazio alle aziende associate a frumento tenero e, a partire da quest’anno, anche a frumento duro che hanno aderito alla seconda edizione di “Molini a porte aperte”, permetteteci di ringraziarle per l’impegno, la disponibilità e l’entusiasmo dimostrati nel corso di questi mesi, dove abbiamo lavorato fianco a fianco affinché la manifestazione potesse risultare ancora più di impatto. Al contempo, ringraziamo tutti coloro che hanno scelto di prenotare la propria visita presso uno dei nostri molini associati, confermando così l’interesse a voler conoscere più concretamente la realtà dell’industria molitoria. Laura Pierandrei

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1895 2015

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SPECIALE MOLINI A PORTE APERTE 2019

agugIaro & FIgna

collecchio (Pr) - curtarolo (Pd)

MOLINO collEccHIo strada dei notari, 25/27 43044 collecchio (Pr) - tel. 0521/301701 www.agugiarofigna.com collecchio@agugiarofigna.com

• Potenzialità t /24 h: 500 • molino a grano tenero e a grano duro • linea di macinazione integrata • Farine personalizzate per industrie e artigiani • Farine per pizza “le 5 stagioni” • Farine per pasticceria “le sinfonie” • Farine per ristorazione “alta cucina & Farina” • Farine per vendita al consumatore

molIno curtarolo Via monte nero, 111 - 35010 curtarolo (Pd) tel. 049/9624611 www.agugiarofigna.com curtarolo@agugiarofigna.com

• Potenzialità t /24 h: 400 • molino a grano tenero • Farine personalizzate per industrie e artigiani • Farine per pizza “le 5 stagioni” • Farine per pasticceria “le sinfonie” • Farine per ristorazione “alta cucina & Farina” • Farine per vendita al consumatore Agugiaro&Figna è l’azienda molitoria italiana che prosegue le storiche attività del Molino di Villa Bozza a Curtarolo nel padovano, risalente al XIV secolo, e del Molino Figna, trasferitosi a Parma nel 1874. Nasce per volontà di due famiglie di mugnai, impegnate singolarmente da generazioni a prendersi cura del grano, che con l’inizio del nuovo millennio hanno deciso di condividere competenze ed esperienza e di interpretare con rinnovata lungimiranza il futuro della farina. La visione aziendale punta a conciliare la qualità e la stabilità della farina con il rispetto della materia prima, a favore di tutti gli attori di filiera, nella salvaguardia

dei fattori che concorrono al risultato finale. Con il pre-requisito essenziale della salubrità, l’impresa ottiene farine dalle caratteristiche funzionali e, al contempo, persegue un’idea di farina gentile, rispettosa di ogni singola varietà, che tuteli la qualità naturale, valorizzi le caratteristiche native, preservi gusto e biodiversità. L’azienda, riconoscendo le proprie responsabilità in termini di ambiente, di lavoro e di salute, si impegna a fare impresa in maniera sostenibile: ha sottoscritto un codice etico per la tutela del lavoro, del lavoratore e dei fornitori, acquista soltanto energia proveniente da fonti rinnovabili, predilige attività di comunicazione e marketing che abbiano riflessi benefici

o di impatto sociale e si attiva a sostegno del lavoro artigiano. Crede nei valori del buono, pulito e giusto e per questo ha deciso di diventare partner sostenitore del movimento Slow Food, con cui ripensare il futuro del cibo a partire dal campo. Agugiaro&Figna partecipa a “Molini a porte aperte” sospinto dal crescente interesse del grande pubblico per i requisiti qualitativi delle farine e di come il loro utilizzo riverberi valore nel prodotto finito. «Siamo un Molino fortemente radicato nel territorio: vogliamo offrire un momento di approfondimento, di svago e di incontro intorno ad un ingrediente vivo come è la farina, per conoscersi e conoscere meglio».

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SPECIALE MOLINI A PORTE APERTE 2019

molIno antImo caPuto

campobasso

antImo caPuto srl c.da colle delle api, 100 86100 campobasso tel. 081/7520566 www.mulinocaputo.it info@molinocaputo.it

• Potenzialità t/24 h: 300 • molino a grano tenero • Farine per pizza, pane e dolci

Caputo è un’azienda di origine famigliare dal profilo internazionale, fortemente radicata nel territorio di Napoli. Dal 1924, ovvero dall’anno di fondazione dell’attività, tre generazioni di Caputo producono la farina secondo i principi dell’antica arte bianca napoletana. Fedeli alle origini ma an-

che attenti osservatori dello sviluppo del mercato, hanno sviluppato la loro attività commerciale prima coprendo in maniera capillare il territorio campano poi, crescendo a livello nazionale e internazionale. «Partecipare alla seconda edizione di “Molini a porte aperte” significa aprire le

molIno BElottI

porte al pubblico, raccontando l’arte della molitura antica e moderna e la “trasformazione” del mestiere del mugnaio nel tempo. Sarà nuovamente un’occasione per spiegare ai consumatori la realtà del Molino, valorizzando ciò che facciamo per garantire sempre la sicurezza alimentare e la qualità».

coccaglio (Bs)

BElottI srl Via san Pietro, 14 - 25030 coccaglio (Bs) - tel. 030/7721124 www.molinobelotti.com - info@molinobelotti.com

• Potenzialità t/24 h: 70 • molino a grano tenero • linea pane • linea pizza • linea pasta • linea dolci • linea integrale • Prodotti funzionali È il 1956. Lodovico Belotti, da sempre mugnaio, acquisisce il Molino con frantoio di Coccaglio. Nel 1972, purtroppo, un incendio colpisce e distrugge il Molino, segnando un punto di svolta nell’attività della famiglia Belotti. Da allora, le nuove generazioni conducono il Molino a una rinascita: la linea di produzione dedicata al grano tenero diventa centrale, e a essa si affiancano laboratori e macchinari volti in primis alla ricerca della massima sicurezza e salubrità delle materie prime. Nel 1994 la famiglia Belotti inaugura una nuova realtà per integrare le attività dell’azienda: “Non Solo Pane”, panificio

dove trovano forma compiuta, e perfetta declinazione, i prodotti da forno concepiti nel Molino. La forneria e i locali attrezzati, inoltre, sono la sede opportuna per corsi di formazione e laboratori di ricerca e sperimentazione nella definizione di nuovi tipi di farina, al fianco di partner e clienti da tutto il mondo. «Le “bufale” o fake news sono sempre esistite - chiarisce Giorgio Belotti - però, nel contesto attuale, hanno molta più opportunità di diffondersi e diventare virali. Il nostro compito è di combatterle facendo una corretta informazione, che sia supportata da dati oggettivi e verificabili dal consumatore finale. Dare, quindi, del-

le basi - che permettano di poter verificare l’attendibilità o meno delle fonti di informazione riguardanti il nostro settore è fondamentale per raggiungere questo obiettivo. Cosa c’è di più trasparente se non aprire i nostri impianti e far vedere come nasce la farina?».

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PAgALI grAzIe AL PIANO NAzIONALe INdUSTrIA 4.0 I nostri Laminatoi corrispondono ai requisiti richiesti dal Piano nazionale Industria 4.0 per iperammortizzare il costo sostenuto fino al 250% dell’investimento stesso. Chiedici come.

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SPECIALE MOLINI A PORTE APERTE 2019

molIno dE sortIs

cerignola (Fg)

dE sortIs IndustrIE sEmolIErE srl s.P. 77 (ex s.s. 545) Km. 3,300 Zona Industriale - 71042 cerignola (Fg) tel. 0885/449016-449017 - www.desortis.it - deis@desortis.it

• Potenzialità t /24 h: 200 • molino a grano duro • s emole di grano duro per pastifici industriali e artigianali • s emola per pasta fresca • semola integrale • s emola biologica • semola rimacinata L’attuale società nasce nel 1974, animata dalla passione per la tecnica di macinazione di Gennaro De Sortis, esponente della terza generazione di una famiglia attiva nel settore dei cereali e delle farine sin dal 1898. Prima di localizzarsi in Puglia, i fratelli De Sortis avevano gestito impianti industriali in Basilicata, trasformando l’azienda nel secondo dopoguerra da impresa artigianale a impresa industriale. Alla fine degli anni ’50 la famiglia decise di ac-

quistare un Molino a Cerignola, nel cuore del Tavoliere delle Puglie, ancora oggi definito “il granaio d’Italia”, che fu ampliato più volte fino a quando, negli anni ’90, fu decisa la costruzione dell’attuale sito produttivo localizzato nella zona industriale di Cerignola. Nel tempo è stata ampliata la gamma dei prodotti e adeguato l’impianto alle stringenti normative di sicurezza alimentare, come testimoniano le sei certificazioni attive, tra cui quella per le produzioni biologiche.

molIno dIVElla

«“Molini a porte aperte” è una opportunità unica per raccontare al pubblico il legame secolare tra il nostro territorio e la coltura del grano duro, un viaggio alla scoperta di uno dei processi di produzione più affascinanti di tutta l’industria alimentare, tra moderne tecnologie e rigorosi controlli».

rutigliano (Ba)

F. dIVElla sPa largo domenico divella, 1 70018 rutigliano (Ba) tel. 080/4779111 www.divella.it divella@divella.it

• Potenzialità t/24 h grano duro: 600 • Potenzialità t/24 h grano tenero: 320 • stoccaggio pari a 75 mila tonnellate di grano • semola per i nostri pastifici • semola rimacinata • Farine per uso domestico e professionale In seguito al grande successo della prima edizione, la F. Divella partecipa alla seconda manifestazione nazionale con un obiettivo strategico: mostrare gli impianti, quotidianamente frequenta-

ti solo da personale esperto e qualificato, ai consumatori, per consentire loro di entrare in contatto con la realtà produttiva e gli ambienti di lavoro soggetti a rigide norme di prevenzione e controllo alimentare. Il Molino a tenero, nato nel 1996, è passato da una produzione di 230 tonnellate al giorno alle attuali 320; invece il Molino a duro, sorto nel 1997, è passato dalle 350 alle 600 tonnellate al giorno. A Noicattaro è in funzione dal 1927 un altro Molino a duro che contribuisce al fabbisogno quotidiano del Pastificio.

«Quest’iniziativa permetterà di far conoscere ai visitatori l’impegno e la passione quotidiana degli uomini e delle donne della Divella, che dura da quattro generazioni: valori aggiunti fondamentali per offrire sul mercato prodotti di altissimo valore qualitativo, nel pieno rispetto dei parametri igienico-sanitari imposti sia a livello nazionale, sia europeo, attraverso le numerose certificazioni di qualità che impongono rigidi standard di sicurezza alimentare lungo tutta la filiera».

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SPECIALE MOLINI A PORTE APERTE 2019

grandI molInI ItalIanI

coriano Veronese (Vr)

grandI molInI ItalIanI sPa Via Zurlare, 21 37041 coriano Veronese (Vr) tel. 045/6629111 www.grandimolini.it info@grandimolini.it

• Potenzialità t/24 h: 400 • molino a grano tenero • Farina di grano tenero e semola di grano duro, mix funzionali in pacchetti da 0,5-1 kg Il Molino di Coriano nasce nelle campagne veronesi di fine ‘700. Il canale Serega è la culla dell’impianto e il lento fluire delle acque è l’unico “paio di braccia” a muovere le macine. Dai primi del ‘900 l’arrivo dell’energia elettrica sostiene lo sviluppo della capacità produttiva dell’opificio, attorniato presto da un

panificio, una riseria e un biscottificio. Il complesso è una presenza materna tra gli appezzamenti di terreno, un punto di riferimento visibile. Il Molino si evolve, prosegue nella sua metamorfosi allineandosi sempre ai nuovi sistemi di processo, sino ad occupare tutti gli spazi prima condivisi. Oggi è un gioiello di tecnologia immerso nel verde delle campagne veronesi, una vera e propria oasi in un mare di campi fertili. La famiglia Costato alimenta da sei generazioni la grande tradizione molitoria italiana, con immutata passione e competenza crescente. «Siamo quello che mangiamo: è questo oggi il principio che orienta ogni azione aziendale.

macInaZIonE lEndInara

Nella convinzione che la qualità del cibo è parte essenziale della qualità della vita, ci prendiamo cura di ogni singolo chicco e di ogni specifica fase di lavorazione, per ottenere sempre prodotti orientati al benessere». Grandi Molini Italiani è il pioniere di un nuovo modo di concepire e produrre farine, prodotti complementari e preparati. A partire da una gamma di grani pressoché infinita, ottenuta dai migliori raccolti di tutto il mondo, Grandi Molini Italiani ricerca nuove soluzioni che, oltre a migliorare continuamente le performance per i professionisti e l’industria, mettono al centro la sicurezza alimentare e il benessere delle persone.

arcole (Vr)

macInaZIonE lEndInara sPa Via Padovana, 123 - 37040 arcole (Vr) - tel. 045/7636531 www.macinazionelendinara.it - info@macinazionelendinara.it

• Potenzialità t/24 h: 450 • molino a grano tenero • Farina per industria alimentare • Farina per professionisti dell’arte bianca Macinazione Lendinara è il Molino di proprietà della famiglia Cavallari, nato nel 1937 e apprezzato sia dagli operatori professionali che dalle aziende alimentari, specialmente per la qualità delle proprie farine e per la capacità di rispondere ai clienti in maniera flessibile, articolata e su misura. La sede legale dell’azienda è rimasta a Lendinara (Ro), mentre il nuovo impianto produttivo costruito negli anni Duemila è situato ad Arcole (Vr), una struttura all’avanguardia che si è appena ampliata con un nuovo laboratorio dimostrati-

vo, “Cereal Lab”, un acceleratore di competenze sulla cultura della farina, degli impasti ma anche sul management e il marketing delle principali professioni del comparto dell’Arte Bianca. Spiega il titolare, Pier Massimo Cavallari: «È arrivato il tempo di aprire le porte per raccontare in maniera semplice e chiara qual è il nostro lavoro, un lavoro svolto ogni giorno con passione e competenza, soggetto a una normativa ferrea e ad accurati controlli. Abbiamo deciso di partecipare a “Molini a porte aperte” per poter dire la nostra sulle tante informazioni

che circolano sulle farine e sul grano, informazioni spesso senza fondamento, che danneggiano però la percezione di quello che per secoli è stato “il nostro pane quotidiano”. Vogliamo essere presenti l’11 maggio per comunicare tutta la bontà e la sicurezza di una farina ben fatta e di prodotti da forno lavorati secondo le regole».

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SPECIALE MOLINI A PORTE APERTE 2019

molInI BongIoVannI

cambiano (to)

molInI BongIoVannI sPa Via Volta, 9 - 10020 cambiano (to) tel. 011/9442292 www.bongiovannitorino.it info@bongiovannitorino.it

• Potenzialità t /24 h: 350 • molino a grano tenero • “antiqua”, pregiata farina macinata a pietra • linea “Il molino di torino” Molini Bongiovanni sceglie, controlla e macina solo i migliori grani teneri italiani e comunitari, nel rispetto della filiera, della salute e dell’ambiente, per creare farine professionali di alta qualità, performanti, riconoscibili, in grado di soddisfare le esigenze di ogni tipo di cliente, dall’industria alimentare al piccolo artigiano. Nata nel 2003 alle porte di Torino, in seguito al raggruppamento di diversi storici mulini piemontesi, a

pochi anni dalla fondazione è un’azienda affermata, giovane e fortemente legata al proprio territorio, tradizionalmente vocato alla coltivazione e trasformazione del frumento. «Dal nostro punto di vista la giornata “Molini a porte aperte” è un’ottima occasione per i consumatori di scoprire il mondo che si cela dietro al chicco di grano: la macinazione è solo l’ultimo passaggio per ottenere la farina, il mugnaio deve prima

molInI FagIolI

magione (Pg)

molInI FagIolI srl Via della Pace, 2 06063 magione (Pg) tel. 075/8474401 www.molinifagioli.it magione@molinifagioli.it

• Potenzialità t/24 h: 250 • molino a grano tenero • Farine per panificazione artigianale e industria La storia della Molini Fagioli ha inizio nel 1947, per opera del fondatore, Marco Fagioli, che inaugurò un nuovo impianto molitorio capace di introdursi velocemente nel mercato della commercializzazione di cereali e mangimistica. A maggio 2003 la società entra a far parte del Gruppo Agugiaro & Figna, operazione che ha consentito la predisposizione di un piano di investimenti che hanno incre-

preoccuparsi della selezione dei grani, della tracciabilità, della pulitura, della decorticazione. Noi siamo i garanti della filiera, l’anello di congiunzione tra il mondo agricolo e il consumatore finale, che merita di essere incluso, istruito e reso capace di scegliere. La curiosità e l’entusiasmo dimostratoci dai quasi 800 partecipanti della scorsa edizione sono le ragioni per cui parteciperemo orgogliosamente a “Molini a porte aperte” 2019».

mentato in maniera significativa la capacità di stoccaggio dei prodotti e l’automazione della fase distributiva. La visione aziendale punta a conciliare la qualità e la stabilità della farina con il rispetto della materia prima, a favore di tutti gli attori della filiera, nella salvaguardia dei fattori che concorrono al risultato finale. Con il pre-requisito essenziale della salubrità, ottiene farine dalle caratteristiche funzionali e, al contempo, persegue un’idea di farina gentile, rispettosa di ogni singola varietà, che tuteli la qualità naturale, valorizzi le caratteristiche native,

preservi gusto e biodiversità. L’azienda, riconoscendo le proprie responsabilità in termini di ambiente, di lavoro, di salute, si impegna a fare impresa in maniera sostenibile: acquista soltanto energia proveniente da fonti rinnovabili, predilige attività di comunicazione e marketing che abbiano riflessi benefici o di impatto sociale e si attiva a sostegno del lavoro artigiano. Si distingue per la produzione di farine dedicate al baby food con grani di filiera, e per la particolare attenzione alla valorizzazione del territorio. Molini Fagioli partecipa all’evento “Molini a porte aperte” sospinto dal crescente interesse del grande pubblico per i requisiti qualitativi delle farine e di come il loro utilizzo si riscontri nel valore del prodotto finito. «Siamo un Molino fortemente radicato nel territorio: vogliamo offrire un momento di approfondimento, di svago e di incontro intorno ad un ingrediente vivo come è la farina, per conoscersi e conoscere al meglio».

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ANNI

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SPECIALE MOLINI A PORTE APERTE 2019

molInI IndustrIalI

modena

molInI IndustrIalI sPa strada attiraglio, 133 41122 modena tel. 059/31610 www.moliniindustriali.it info@moliniindustriali.it

• Potenzialità t/24 h: 380 • Farine di grano tenero da filiera certificata In un Molino del diciannovesimo secolo, produciamo farine di alta qualità dal 1956, nel rispetto dell’antica arte molitoria ma con tecnologie di ultima generazione, a tutto vantaggio del cliente. Produciamo in Italia, esportiamo in tutto il mondo. Sul territorio nazionale abbiamo piattaforme di distribuzione che garantiscono consegne tempestive in ogni momento

dell’anno. All’estero, la qualità del servizio è assicurata da partner, agenti e importatori di fiducia che operano in tutti i cinque continenti. «Dopo il grande successo dell’edizione 2018, con piacere aderiamo alla giornata

molIno ansElmo colomBo molIno colomBo srl Via Edison, 34 - 23877 Paderno d’adda ( lc) tel. 039/9515129 www.molinocolombo.it accademia@molinocolombo.it

• Potenzialità t/24 h: 130 • molino a grano tenero • Farine per i lievitati • “le rustiche”, farine con germe di grano • Farina intera, la rivoluzione delle farine bianche Nasce nel 1882 il primo Molino azionato in Italia ad energia elettrica da Federico Wyttembach, nel 1920 passa alla famiglia Colombo. Nel 1968 Anselmo Colombo contribuisce a valorizzarne il marchio attraverso la creazione di una farina particolarmente adatta alle lunghe lievitazioni, diventando un punto di riferimento per il settore. «Coniugare i

più alti valori dell’arte molitoria con l’innovazione tecnologica sono i valori che ispirano la nostra mission aziendale. Un diagramma di macinazione particolarmente lungo che permette di macinare il grano lentamente, accarezzando il chicco preservandone le caratteristiche qualitative, rappresentano la peculiarità del nostro impianto». Nel 1989 viene inaugurato il panificio sperimentale, strumento indispensabile per la customer satisfaction della clientela per la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti, sempre in linea con le

“Molini a porte aperte” anche per questo 2019, per accogliere amici, clienti, collaboratori e chiunque abbia la curiosità di vedere di persona la trasparenza e passione che mettiamo ogni giorno nel nostro lavoro».

Paderno d’adda (lc) nuove tendenze alimentari. Nel 2014 il panificio sperimentale e interamente rinnovato e nasce “L’Accademia della Farina 1882”, una sala multimediale dove poter incontrare e confrontarsi con i professionisti del settore, formare la propria rete di vendita e incontrare i consumatori. «Aprire le porte della propria azienda è importante per creare un legame forte con il territorio e per accrescere il brand, ed è particolarmente utile per far conoscere al consumatore la passione, la professionalità e l’attenzione che poniamo nel nostro lavoro. È utile per confrontarsi con i consumatori per combattere le loro paure, causate da un disinformazione imperante. “Molini a porte aperte” è un’iniziativa che raggiunge tutti questi obiettivi e valorizza l’industria molitoria, che rappresenta un eccellenza nel panorama dell’industria alimentare Italiana».

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SPECIALE MOLINI A PORTE APERTE 2019

molIno ansElmo taVano

andezeno (to)

molIno taVano sPa corso Vittorio Emanuele, 63 - 10020 andezeno (to) tel. 011/9434201 www.molinotavano.it - info@molinotavano.it

• Potenzialità t/24 h: 160 • molino a grano tenero • Farina per lieviti e farina per impasti • lievitati da forno • Farina oro Biove per panificatori • Farina fette e grissini • Farina baby food La Molino Anselmo Tavano nasce nei primi anni ’60 e, con i successivi numerosi ammodernamenti, si annovera oggi tra le eccellenze molitorie del nostro Paese. Le trasformazioni strutturali e societarie la portano a compiere scelte di mercato precise, consentendo all’azienda di collocarsi nel segmento della produzione di farine di grano tenero di elevata qualità reologica e tecnologica, destinate prevalentemente alla produzione di prodotti lievitati da forno (panettoni, pandoro, colombe, croissant, brioches, fette biscottate, pani speciali).

Un particolare settore in cui l’azienda trova specializzazione è quello delle farine per baby-food. Per diventare un punto di riferimento dei principali produttori europei di alimenti per la prima infanzia, la Molino Tavano ha implementato una linea di macinazione espressamente dedicata, al fine di garantirne la totale separazione dalle farine convenzionali. L’impatto ambientale del sito produttivo è da sempre un tema al centro delle scelte aziendali, per questo l’impresa è certificata secondo la norma Iso 14001:2015.

molIno a. rIEPEr a. rIEPEr sPa Via B.-v.-guggenberg, 6 39030 Vandoies (Bz) tel. 0472/867900 www.rieper.com info@rieper.com

• Potenzialità t/24 h: 240 • molino combinato a tenero e segale • Farine speciali di grano tenero, segale, farro, Kamut, convenzionali e biologiche L’attività imprenditoriale della famiglia Rieper nasce nel 1860, anno in cui Alois Anton Rieper acquistò una tenuta a Vandoies, in Val Pusteria, dove si trovavano anche un impianto per la lavorazione di cereali e un Molino ad acqua.

Dal 1919, quando il figlio avviò uno dei primi Molini industriali dell’Italia settentrionale, l’azienda ha continuato a investire con scrupolo nello sviluppo tecnologico di ogni fase produttiva. Grazie alla gestione prudente e all’affinità verso le

Inoltre, ha conseguito la certificazione per la sicurezza alimentare FSSC22000, Certificazione QS, Kosher e, non ultimo, Certificazione Biologica. «L’obiettivo della ricerca e della realizzazione della “Qualità” nella sua accezione più completa, nonché la soddisfazione finale del cliente sono gli aspetti primari attorno ai quali si sono sviluppati, e continuano a svilupparsi, tutte le attività aziendali. Ed è per questo che la direzione ha deciso di condividere con tutti questo pensiero, partecipando all’evento “Molini a porte aperte” 2019».

Vandoies (Bz) nuove tecnologie, l’impresa dispone oggi di un impianto moderno che consente la produzione dei più svariati tipi di farina di alta qualità. ll meglio in fatto di qualità e sicurezza dei prodotti realizzati, affidabilità e senso di responsabilità sono i pilastri del successo del Molino. L’azienda è oggi leader di mercato in Trentino-Alto Adige e può contare sulla fiducia di innumerevoli clienti. «Da oltre cent’anni siamo il partner di riferimento nella Regione per tutto il comparto produttivo di lavorazione delle farine. Grazie ai nostri impianti produttivi all’avanguardia e alla particolare attenzione rivolta alla selezione delle materie prime, siamo in grado di offrire ai nostri clienti una vasta gamma di prodotti di qualità e in continuo sviluppo».

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SPECIALE MOLINI A PORTE APERTE 2019

molIno BIgaZZI

marsciano (Pg) Il Molino della famiglia Bigazzi nasce nel 1870. «Fin dall’inizio dell’attività molitoria, i nostri avi si sono prodigati a soddisfare le richieste della clientela con la maggior cura possibile». La famiglia Bigazzi, continuando in questa direzione, ancora oggi investe continuamente nel proprio impianto, seguendo le più sane e moderne tecnologie e producendo farine destinate ad una pregiata clientela. Inoltre, collabora nello sviluppare nuovi prodotti per nuove ricette, tenendo così, sempre in primo piano, il nome della famiglia. «L’azienda è in Umbria cuore verde d’Italia - e chi, meglio di noi, può garantire farine naturalmente sane e prodotte con grani italiani? Nel produrre la farina ci “mettiamo la faccia” e, per la seconda volta, sabato 11 maggio vi apriamo con grande gioia e orgoglio le porte del nostro stabilimento».

molIno BIgaZZI srl strada Provinciale, 315 06072 castiglione della Valle - marsciano (Pg) tel. 075/8787125 Fax 075/8787243 www.molinobigazzi.it amministrazione@molinobigazzi.it

• Potenzialità t/24 h: 280 • molino a grano tenero • Farine per uso professionale destinate all’industria dolciaria e della panificazione • confezioni da kg 1 e kg 5 per gdo

molIno cosma

san martino di lupari (Pd)

molIno cosma snc Via antonelli, 29 - 35018 s. martino di lupari (Pd) tel. 049/5952065 www.molinocosma.com - info@molinocosma.it

• Potenzialità t/24: 180 • molino a grano tenero • Farine ad alto contenuto di fibre • Farina integrale a foglia larga • Farine biologiche

Siamo alla quarta generazione: Marta, Rosanna, Paola e Piero (foto) gestiscono l’azienda di famiglia guardando al futuro con ottimismo e spirito d’innovazione. Per questo, continui investimenti hanno permesso all’azienda di dotarsi di impianti di produzione, di miscelazione e di linee di confezionamento che permettono al Molino di essere presente in tutti i comparti d’utilizzo: dall’industria, alla Gdo, al mondo Horeca, agli artigiani. «D’altronde, accettare le sfide dell’innovazione è stata sempre una prerogativa

della nostra famiglia, già nonno Giovanni, nel 1930, aveva costruito il primo Molino elettrico della provincia, dando una prima importante svolta all’antico mestiere del mugnaio. Con entusiasmo stiamo preparando questa seconda edizione di “Molini a porte aperte”, in quanto la prima ha visto una nutrita partecipazione di pubblico: molte persone, per motivi di overbooking non hanno potuto partecipare lo scorso anno, quindi le aspettiamo l’11 maggio, come le numerose associazioni legate al mondo del food che ci hanno interpellato per visitare gli im-

pianti e avvicinarsi al mondo dell’arte bianca, che sta suscitando molta curiosità nel pubblico. Attraverso questa iniziativa l’azienda si rende protagonista di una corretta informazione sulla produzione e sull’utilizzazione di una materia prima così importante com’è la farina. L’iniziativa s’inserisce perfettamente nella linea di comunicazione avviata dalla nostra impresa, che apre le porte ai clienti attraverso un’Accademy dove l’esperienza dell’utilizzo dei prodotti si concretizza con workshop dedicati alle diverse fasce di clientela».

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TECNOLOGIE PER L’INDUSTRIA DELLO STOCCAGGIO

Technobins è specializzata nella realizzazione di impianti per lo stoccaggio di prodotti alla rinfusa in granuli e in polvere per l’industria alimentare, molitoria, selezione sementi, birrerie, industria ceramica, lavorazione della plastica e stoccaggio inerti. In particolare nell’industria molitoria relizza sili per materie prime, prodotti finiti, sottoprodotti di macinazione e scarti.

Technobins s.r.l. Via P. Nenni, 4 42048 Rubiera (RE) Tel. 0522 943002 www.technobins.it Email: techbins@tin.it


SPECIALE MOLINI A PORTE APERTE 2019

molIno dallagIoVanna

gragnano trebbiense (Pc)

molInI dallagIoVanna g.r.V. srl Via madonna del Pilastro, 2 - 29010 gragnano trebbiense (Pc) tel. 0523/787155 - www.dallagiovanna.it - commerciale@dallagiovanna.it

• Potenzialità t/24 h: 350 • molino a grano tenero • “le dolcissime”: per pasticceria; “uniqua”: ricche di nutrienti; “ledivine”: da grano italiano; “Farine su misura”: studiate per le esigenze dei professionisti Nel 1832 la famiglia Dallagiovanna avvia l’attività di macinazione dei cereali, inizialmente con un Molino ad acqua e, successivamente, a pietra alimentato ad acqua. Nel 1949 venne installato il primo Molino a cilindri, al quale ne seguì un secondo, nel 1960, e poi un terzo, fino ad arrivare all’ultramoderno impianto Bühler, installato nel 2001. A inizio 2016 si sono conclusi i lavori di ampliamento di una nuova torre di miscelazione, con 25 silos, dando così la possibilità di miscelare 23 tipi di farine da grani macinati in purezza, e dove tutta la movimentazione è ad aria; nello stesso anno, viene ultimato il nuovo magazzino, strut-

turato per essere automatizzato, e nel 2018 viene inaugurato il nuovo impianto di macinazione, che permette così all’azienda di duplicare la produzione. Anche la rete di distribuzione migliora nel tempo,

sia per quanto riguarda la logistica, sia grazie ad una rete commerciale di agenti e grossisti che lavorano fianco a fianco alla famiglia Dallagiovanna e, spesso, ne diventano una parte integrante. Negli anni l’azienda ha subito profonde trasformazioni e oggi, guidata dai cugini Andrea, Pier Luigi e Sergio Dallagiovanna assieme ai figli, sta vivendo una forte crescita, facendo conoscere in tutta Italia e in oltre 50 Paesi al mondo la qualità delle sue farine. «”Molini a porte aperte” è l’occasione per farvi toccare con mano l’impegno e il valore di un prodotto così “semplice” come la farina - sostiene la responsabile commerciale e marketing, Sabrina Dallagiovanna - Un prodotto che rappresenta la base, le fondamenta di ogni singolo prodotto della cucina e della panificazione mondiale. Apriamo le porte della nostra azienda, che per noi è anche la nostra casa, per rispondere a tutte le vostre curiosità e per farvi scoprire tutte le fasi di lavorazione di un prodotto per noi così importante, che racchiude tutta la nostra passione».

molIno dEll’adrIatIco - casIllo grouP ortona (ch) molIno dEll’adrIatIco srl località cucullo 66026 ortona (ch) tel. 080/9172505 www.casillogroup.it marketing@casillogroup.it

• Potenzialità t/24 h: 500 • molino a grano tenero • Farine linea Pizzeria • Farine integrali Il Molino di Ortona, ex Molino Alimonti, dal 2015 è entrato a far parte degli impiati molitori del gruppo Casillo. Si caratterizza per un’alta capacità di stoccaggio di materia prima, pari a 60 mila tm e una capacità di macinazione giornaliera di 500 tm. L’impianto è dedi-

cato alla produzione di farine per uso professionale (panificazione, pasticceria e pizzeria), industriale e domestico. Il mercato di riferimento è l’Italia centrale e il Nord Est. L’impianto produttivo, grazie alla sua struttura tecnica, è predisposto anche per la produzione di farine bio, farine integrali e semi integrali. «Informare, far conoscere, incuriosire è ciò che ci spinge per il secondo anno a partecipare all’iniziativa “Molini a porte aperte”. Un appuntamento da non perdere per

chi vuole informarsi sull’affascinante mondo degli sfarinati. Il nostro obiettivo è quello di raccontare in maniera chiara e trasparente, attraverso la visita del Molino e di tutti gli impianti, i segreti dell’arte della produzione, di come selezionare e miscelare le migliori varietà di frumento tenero, di spiegare le loro origini e come avviene la trasformazione in farine con le loro diverse caratteristiche a seconda dei vari usi, accomunate da straordinarie proprietà salutistiche e nutrizionali».

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TECNOGRAIN CARLINI S.r.l. Refrigerazione, essiccazione, stoccaggio cereali

Via Aldo Moro, 23 46010 Curtatone (MN) Italy Tel.: +39 0376.478584-5 Fax: +39 0376.478530 E-mail: info@tecnograin.com www.tecnograin.com Cesac Medicina

Consorzio agrario Cremona

Coop. Maiscoltori Villadose

Nuova Coop.Cavarzere

Coop. Pantano

Coop. Quadrifoglio

Soc. Agr. Coop. Asola

50 anni di progettazione e realizzazione di impianti di stoccaggio cereali Avanzate tecnologie di processo

Dal 1987 Tecnograin Carlini srl studia, progetta e realizza qualsiasi tipo di struttura adibita all’impiantistica e alla refrigerazione di cereali e oleaginose allo scopo di conservare il Vostro prodotto a tempo indeterminato nelle migliori condizioni, garantendone al contempo la conformità alle normative europee.


SPECIALE MOLINI A PORTE APERTE 2019

molIno dE VIta

casalvecchio di Puglia (Fg)

molIno dE VIta s.P. 11 km, 14 - 71030 casalvecchio di Puglia (Fg) tel. 0881/558556 - Fax 0881/558451 www.molinidevita.it - info@molinidevita.it

• Potenzialità t/24 h: 380 • molino a grano duro • s emole Bio • semole Integrali • semole da Filiere Italia 100% • sfarinati di farro • semole cappelli • Kamut mix ai cereali • mix funzionali Il Molino De Vita ha la sua origine in un territorio a vocazione agricola notoriamente definito “Il granaio d‘Italia”, sulle colline della Daunia sovrastanti l’area pianeggiante della provincia di Foggia, tra gli antichi centri agricoli di Casalvecchio di Puglia e Torremaggiore. Proprio qui, la natura esprime da sempre la sua generosità nelle favorevoli condizioni climatiche e per la fertilità del terreno. È qui che si concentra la produzione

italiana di grano duro. Ed è proprio qui che sorge il complesso industriale De Vita e dove, nel XIII secolo, esisteva l’antico monastero dei monaci Benedettini di “San Matteo di Sculgola”, i primi coltivatori dei migliori grani precursori dello storico grano Cappelli, che fino a pochi anni fa ha colorato di biondo dorato le colline circostanti. La famiglia De Vita si inserisce in questo contesto forte dell’amore tramandato da

molIno grassI molIno grassI sPa Via Emilia ovest, 347 43126 Fraore (Pr) tel. 0521/662511 www.molinograssi.it info@molinograssi.it

• Potenzialità t/24 h: 440 • molino a grano duro e tenero • s emole e farine biologiche • Filiere di grani antichi e sfarinati di farro: monococco, dicocco e spelta

Molino Grassi nasce nel 1934 come trasformatore di grano tenero destinato alla panificazione. Negli anni ’60, la famiglia dà il via alla produzione di semola, installando una delle prime linee di trasformazione del grano duro nel nord Italia. Ma è negli an-

generazioni per un mestiere antico fatto di grande passione e dedizione, coniugando con maniacale discrezione la vocazione con la necessaria innovazione tecnologica. «La storia, la responsabilità dei primi... la passione che trasferisci... una scelta naturale per le semole del Molino De Vita: questa la motivazione che ci spinge ad aprire le porte della nostra azienda e a partecipare a “Molini a porte aperte”».

Fraore (Pr) ni ’90 che i Grassi riescono, tra i primi, a cogliere l’importanza del biologico, aprendosi a nuovi mercati e a collaborazioni stabili con marchi internazionali. Da allora, l’impresa ricerca e utilizza soltanto le migliori materie prime per offrire sempre prodotti superiori, sia in termini di qualità che di valori nutrizionali. Giunto alla quarta generazione, oggi

Molino Grassi è uno dei leader nel biologico, oltre che un riconosciuto punto di riferimento per la sperimentazione di nuove varietà di grano e tipologie di prodotto. Un’attitudine all’innovazione che ha coinvolto anche il rapporto con il mondo agricolo, ridefinito attraverso un approccio di filiera nuovo, più collaborativo e meno competitivo. Ogni anno Molino Grassi trasforma oltre 120 mila tonnellate di cereali: 70 mila di grano duro, per la produzione di pasta secca e fresca, e 50 mila di grano tenero, per la produzione di pane, pizza, prodotti dolciari e pasta fresca. «Abbiamo deciso di aderire alla seconda edizione di “Molini a porte aperte” perché ci ha stupito l’interesse mostrato dalle persone alla prima edizione. È una bellissima opportunità per far conoscere il nostro lavoro e far comprendere meglio due degli ingredienti più usati sulle nostre tavole».

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Marzo 2009 / MOLINI

d’Italia


SPECIALE MOLINI A PORTE APERTE 2019

molIno ParrI molIno ParrI srl Via siena-Perugia, 164 53048 rigomagno (si) tel. 0577/663636 www.molinoparri.com molinoparri@inwind.it

• Potenzialità t /24 h: 150 • molino a grano tenero • tutte farine senza additivi • Farine di grani antichi • Farine classiche 100% italiane • Farine BIo 100% italiane • Farine macinate a pietra • Farine speciali per pizzerie, paste fresche e pasticcerie

rigomagno (si) Il Molino Parri si occupa dal 1700 della produzione di farina di grano tenero, così come risulta dagli scritti dell’epoca. Il mestiere di mugnai si è tramandato nei secoli e continua in modo fiorente nella famiglia Parri che, nel 1948, si trasferì dallo stabilimento attiguo al fiume Foenna delle Folci all’attuale stabilimento che da allora gode di con-

molIno s. Paolo molIno s. Paolo sPa Via Purbella, 20 - 96010 Palazzolo acreide (sr) - tel. 0931/881369 www.molinosanpaolo.it - gallo@molinosanpaolo.it

• molino a grano duro • s emole di grano duro convenzionali, biologiche e integrali • s emole rimacinate di grano duro Il Molino S. Paolo nasce ad opera della famiglia Gallo nel 1955, nella cittadina di Palazzolo Acreide (Sr), posizione strategica per l’approvvigiona-

mento del grano duro coltivato nelle campagne circostanti. L’attività iniziale, focalizzata principalmente sulla produzione di semole rimacinate per panificazione, si è estesa, nel corso dei primi anni di attività, alla produzione di semole di grano duro destinate alla pastificazione. La continua e meticolosa ricerca dei migliori grani duri, gli importanti investimenti sostenuti nel corso di più di 60 anni di attività e il continuo accrescimento delle competenze, ci consentono oggi di soddisfare ogni requisito ed ogni esigenza dei nostri clienti.

tinue trasformazioni e aggiornamenti per migliorare il livello qualitativo e produttivo della macinazione del grano. Nei primi anni 2000 si decise di rimettere in funzione un vecchio Molino a pietra, per far tornare la gente ad apprezzare i sapori di una volta. Sono così tornate nella gamma le farine macinate a pietra di grano tenero, di grani antichi e di cereali, farine cosiddette di nicchia, con materie prime per gran parte provenienti da Toscana e Umbria, tutte senza additivi, di grande qualità e con filiera certificata. La passione e la serietà con cui i Parri svolgono questo mestiere hanno fatto sì che oggi l’azienda goda di grande stima e sia in continua ascesa. «Partecipiamo a “Molini a porte aperte” per dare la possibilità a tutti di vedere come si svolge la nostra attività dall’interno, per trasparenza, e per far capire alla gente la passione e l’attenzione alla qualità che ci contraddistinguono».

Palazzolo acreide (sr) La qualità è garantita in termini nutrizionali e di sicurezza alimentare, dall’utilizzo di grani selezionati, dalla presenza di personale formato e qualificato, dal rispetto delle più severe norme igieniche e dall’adozione di tecniche e tecnologie innovative, in grado di garantire la costanza delle caratteristiche organolettiche delle semole. Oggi il Molino San Paolo offre i suoi prodotti a varie tipologie di clientela: pastifici e panifici industriali e artigianali, distributori, grossisti, Gdo, retail e industrie zootecniche. «Con grande piacere parteciperemo alla seconda edizione di “Molini a porte aperte”. Sarà l’occasione per far conoscere ai visitatori come è strutturato un moderno impianto molitorio e come effettuiamo scrupolosamente continui controlli su tutto il grano entrante, sulla produzione e sulle semole prodotte. È una grande opportunità per accrescere la consapevolezza nel consumatore che l’industria molitoria italiana, in ambito di sicurezza alimentare e qualitativo, è una delle più avanzate al mondo, se non la migliore!».

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SPECIALE MOLINI A PORTE APERTE 2019

noVa IndustrIa molItorIa noVa sPa regione mulini 26 15023 Felizzano (al) tel. 0131/791680 www.novaindustriamolitoria.it info@molinivalente.it

• Potenzialità t/24h: 380 • molino a grano tenero • Farine per grandi lievitati • Farine tipo 2 “Vitala” La Nova Industria Molitoria, società fondata nel 1925, fa capo ad Andrea Valente, mugnaio la cui famiglia si tramanda il mestiere di padre in figlio da oltre due secoli. È del 2000 la costruzione di un Molino completamente nuovo, a fianco di quello storico, con impianti all’avanguardia e di nuova generazione.

Lo stabilimento è raccordato con la rete ferroviaria per ricevere treni completi, dispone di ampi stoccaggi, di impianti di ventilazione per la conservazione del grano, di un impianto totalmente automatizzato e di un magazzino automatico robotizzato, che consente lo stoccaggio dei numerosissimi prodotti in sacchi. Il Laboratorio di controllo qualità e il Laboratorio di panificazione garantiscono standard igienico sanitari e qualitativi di alto livello.

molIno sImEc

Felizzano (al) Si producono farine per ogni destinazione d’uso e farine di cereali minori. Si commercializzano, inoltre, semole di grano duro, farine di riso, mais, segale, ceci, khorasan kamut®. Le farine Nova sono sul mercato con i marchi Molini Valente, Molino Novelli, Vitala e Vitala+. La Nova è certificata da Dnv secondo le Norme Uni En Iso 9001 per il Sistema Qualità, Ohsas 18001 per il Sistema di gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro, e Fssc 22000 per il sistema di Sicurezza Alimentare. «Aderiamo a “Molini a porte aperte” perché è un’iniziativa davvero pregevole per contrastare la confusione dovuta ad informazioni spesso parziali che molti media diffondono. Raccontiamo l’arte della molitura antica e moderna, mostrando al consumatore l’impegno delle tante persone che quotidianamente operano per garantire un prodotto sano e controllato».

santa giusta (or)

sImEc sPa loc. cirras c/o Porto Industriale 09096 santa giusta (or) tel. 0783376060 www.molinosimec.it marketing@pastacellino.it

• Potenzialità t/24 h grano duro: 380 • Potenzialità t/24 h grano tenero: 400 • Kg 25 stella rossa • Kg 1 pizza e dolci Negli anni ’60 Ercole Cellino arrivò in Sardegna. Fin da subito si innamorò di questa terra, dei suoi profumi, dei suoi valori e delle persone che la abitavano. Fiutò le concrete possibilità di sviluppo che offriva il settore cerealicolo e decise, con grande amore e passione, di dedicarsi al suo sviluppo. Nel 1968 nasceva la Stipar, la prima azienda di famiglia. Negli anni successivi,

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intuizioni e grande tenacia portarono alla diversificazione progressiva dell’attività, attraverso la creazione di aziende che oggi formano il “Gruppo Cellino”. Nel 1994 nasceva la Simec, un Molino a tenero e a duro, con al suo interno un laboratorio che garantiva un risultato eccellente per caratteristiche organolettiche e affidabilità del prodotto. La profonda conoscenza del mercato stimolò l’azienda nel realizzare un antico sogno: utilizzare la profonda esperienza acquisita nel settore cerealicolo nella produzione della pasta. Nasce così, nel 2001, il Pastificio F.lli Cellino. Nel 2014 venne inaugurata la società “Fette di Sole”, biscottificio all’avanguardia per la produzione di fette biscottate, che diver-

sifica ulteriormente la gamma di prodotti derivati dalla macinazione. Il “Gruppo Cellino” è il risultato dell’esperienza di una famiglia che, seguendo le orme del padre Ercole Cellino, è riuscita a crescere mettendosi in gioco con nuove sfide e obiettivi. «La nostra azienda è lieta di partecipare all’evento “Molini a porte aperte” per far sì che tutti gli interessati possano conoscere la nostra realtà, ma soprattutto per rassicurare il consumatore, attuale o potenziale, sulla sicurezza e salubrità dei nostri prodotti. Nello specifico vogliamo trasmettere chi siamo, cosa facciamo, come lavoriamo, quali sono i nostri prodotti, valorizzando la nostra terra in termini di qualità alimentare e di risorse umane».


SPECIALE MOLINI A PORTE APERTE 2019

molIno dI PordEnonE

Pordenone

sPa socIEtÀ dI macInaZIonE largo san giacomo, 1 33170 Pordenone tel. 0434/362421 www.molinopn.com marketing@molinopn.com

• Potenzialità t /24 h: 300 • molino a grano tenero • Farine tipo 00, 0, 1, 2, integrale e miscele speciali, per la panificazione, la pizzeria e la pasticceria Maciniamo esperienza dal 1923, quando a Pordenone viene fondata la “Società di Macinazione”, primo Molino elettrico in Friuli Venezia Giulia. A partire dagli anni 1950 la famiglia Zuzzi rileva l’azienda e dà inizio a un percorso di miglioramento continuo, basato su

investimenti in nuove tecnologie e su una rigorosa selezione dei fornitori. Lo stabilimento in mattoni rossi, un patrimonio architettonico perfettamente conservato, comprende un laboratorio di analisi che assicura il rispetto di tutti gli standard di sicurezza e consente di creare prodotti ad hoc per ogni esigenza, e un nuovo ambiente dedicato alle dimostrazioni dei prodotti per i professionisti.

«Riteniamo che partecipare all’iniziativa “Molini a porte aperte” sia un’ottima occasione per fare una corretta informazione riguardo a un settore che è sulla bocca di tutti, spesso senza la giusta conoscenza. Sono troppe le notizie non vere o, purtroppo, incomplete, che suscitano clamori non utili a una materia prima alla base della nutrizione e della dieta mediterranea».

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sANIfICAZIONE Sanitation

Molini a prova di degrado Degradation-proof mills

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sANIfICAZIONE Sanitation

The structural conditions of milling plants must be constantly monitored, not only for safety reasons, but also for the protection of food produced. Degraded structures of food storage silos and areas used as product containers can, in fact, create a suitable and favorable environment for the development of pests. This can cause significant damage to production, as there is a risk of dispersal of contaminants and pests in food. Flours, cereals, foodstuffs for human or animal consumption are generally stored in steel or reinforced concrete silos. These materials are resistant over time, if they undergo proper

protective cycles and periodic maintenance. In fact, they are subject to aging and weather conditions, which can lead to deterioration. Clear alterations, such as portions of concrete that detach from the structure and fall, should not be underestimated, as they can be due to deterioration. Under these circumstances, periodic inspections are therefore necessary to fully assess the condition of the structures. The right procedure to restore silos and industrial plants is to plan “turnkey” interventions, entrusting them to specialized professionals who are able to guarantee all the services

required for a complete and optimal work. Based on the surveys, in fact, the complete project is drawn up, which states the activities that are essential for structural recovery, which will be followed by the practical and operational phase. Obviously, the interventions must be carried out in full compliance with current safety regulations. The first step is the preparation of the surfaces, by removing the elements during the detachment phase. This can be done by supplementing and increasing structural products based on pre-mixed mortars and resins; or by applying high-strength materials, such as carbon fibers.

DAI RILIEvI sULLO sTATO DELLE sTRUTTURE ALL’ADEGUAMENTO RIsOLUTIvO fROM sTRUCTURE CONDITION sURvEys TO CRUCIAL ADjUsTMENT

di Daniel saccon Italsave

L

e condizioni strutturali degli impianti molitori, delle imprese alimentari, dei sili e dei mangimifici vanno tenute costantemente sotto controllo, non solo per ragioni legate alla sicurezza, alla base di qualunque tipo di edificio, ma anche per tutelare gli almenti prodotti da tali attività. Strutture degradate adibite allo stoccaggio alimentare e aree utilizzate come contenitori dei prodotti possono, infatti, favorire un ambiente idoneo allo sviluppo di organismi infestanti, con

danni ingenti sulle produzioni a causa di dispersione di contaminanti e infestanti nei cibi stessi. Farine, cereali, alimenti food e feed vengono generalmente stoccati in silos in acciaio o cemento armato. Sono materiali che resistono al tempo, se sottoposti a corretti cicli protettivi e manutenzioni periodiche, perché l’invecchiamento e le condizioni meteorologiche possono favorirne, purtroppo, il deterioramento. Da non sottovalutare fenomeni di alterazioni evidenti, come porzioni di cemento

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sANIfICAZIONE Sanitation

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Calcestruzzo in fase di distacco

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Strutture in calcestruzzo in stato di forte degrado

che si staccano dalla struttura e cadono (fOTO 1), perché possono essere causati da stati di degrado avanzati o, addirittura, molto avanzati (fOTO 2).

L’importanza delle ispezioni Il distacco del cemento o la manifestazione di crepe, fessure, lesioni particolari o lesioni passanti rappresentano un potenziale campanello d’allarme sulla condizione di instabilità delle strutture. È, dunque, necessario procedere con l’analisi del loro stato incaricando dei professionisti della materia almeno una volta all’anno. Nei casi di manifestazioni a vista di distacchi e lesioni, bisogna invece ricorrere immediatamente alla programmazione di un’indagine con monitoraggio per valutare l’entità di tali fenomeni (fOTO 3).

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Rilievo della profondità della lesione

Ispezione tecnica

Un’ispezione approfondita verifica lo stato delle strutture, individua le parti degradate e l’eventuale stato di ammaloramento. Nei casi di lesioni, inoltre, ne valuta la profondità (fOTO 4). In questa fase si devono svolgere analisi e saggi anche sulle aree sane, per capire se sono sicure oppure no e agire di conseguenza con interventi localizzati o ad ampio raggio. Purtroppo, a volte ci si limita a chiedere un’analisi o un’opinione a profili non specializzati sugli interventi di ripristino. Sbagliato: sono valutazioni delicate, per cui è necessario rivolgersi ad esperti preparati, in grado di effettuare indagini diagnostiche con strumentazioni specifiche. Solo in questo modo, in base ai ri-


sANIfICAZIONE Sanitation

lievi, si può essere certi di risalire alle cause del degrado e di risolvere il problema alla radice. Gli strumenti utilizzati per la “diagnosi” devono essere di ultima generazione, per mappare approfonditamente le zone sottoposte a ispezione e individuare con esattezza le aree degradate e la gravità del danno. Solo rivolgendosi a tecnici qualificati si ha la garanzia di ottenere ispezioni appropriate, sulla base delle quali è poi possibile stabilire le linee guida per un corretto risanamento e recupero delle strutture.

sia per recuperare strutture ammalorate - ove si manifestino distacchi o lesioni sia per esigenze di ampliamento delle aree di produzione o di sostituzione dei macchinari. I molini molto datati, ad esempio, erano progettati per sopportare carichi sulla base dei macchinari che avrebbero utiliz-

zato allora. Ma come avviene in ogni settore, con il passare degli anni è necessario aggiornare o integrare i macchinari. Da qui, nasce la necessità di adeguare gli impianti ove si renda necessario calcolare l’entità dei nuovi carichi e progettare il rinforzo dei piani (fOTO 5 e 6), per adattarli secondo le normative vigenti.

Quando gli interventi sono necessari In linea generale, sulla base del tipo di impianto, del materiale di cui è composto, delle tecniche usate al momento della costruzione e del periodo in cui è stato fabbricato, si definiscono i programmi periodici di manutenzione delle strutture a lungo termine. Tuttavia, alcune situazioni richiedono interventi di rinforzo particolari. Le attività di manutenzione possono risultare necessarie

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Rinforzo di travi e pilastri

Pilastro rinforzato

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87722 1 2 5 0 9 3 it - tel. + molitoria . i n a r a www.m i per l’industria t i . i n a r t info@ma revisioni, impian io, commerc

IMPIANTI BUHLER DISPONIBILI ALLA VENDITA: impianto di decorticazione orzo impianto di decorticazione avena impianto di stabilizzazzione impianto di micronizzazione farine

Marani_2018.indd 1

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sANIfICAZIONE Sanitation

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Risanamento in corso di una trave in calcestruzzo

Programmazioni sicure

Fasi di rinforzo

La procedura per risanare sili e impianti industriali consiste nel pianificare interventi “chiavi in mano”, affidandoli a professionisti specializzati (consulenti, studi ingegneristici, progettisti, squadre di specialisti) per un lavoro completo e ottimale e ad imprese che si avvalgono di figure qualificate per pianificare le corrette linee guida e seguire il progetto dall’inizio alla fine, assicurando la risoluzione del problema. Sulla base delle indagini, infatti, si redige il progetto completo, che stabilisce le attività indispensabili per il recupero strutturale, a cui seguirà la fase pratica e operativa. Ovviamente, gli interventi vanno eseguiti nel pieno rispetto delle normative vigenti sulla sicurezza.

Dopo aver predisposto le superfici si procede con il rinforzo delle strutture. Ciò potrà avvenire con integrazioni e in-

Inghisaggio dei ferri durante le operazioni di adeguamento e miglioramento sismico

crementi di prodotti strutturali a base di apposite malte premiscelate e resine; oppure con l’applicazione di materiali ad alta resistenza come, ad esempio, le fibre in carbonio.

Passaggi base Individuate le aree degradate e stabilite le corrette linee guida, si procede con la parte operativa. La prima fase è la preparazione delle superfici, che consiste nella rimozione e nell’asportazione degli elementi in fase di distacco, incoerenti, e dei depositi di corpi estranei e contaminanti. Sono operazioni che vanno eseguite con tecniche sicure e all’avanguardia (come sabbiatura e idroscarifica), per ottenere superfici pronte per una corretta adesione dei rivestimenti protettivi successivi (fOTO 7).

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Attività di rinforzo a partire dalle travi di fondazione


sANIfICAZIONE Sanitation

Adeguamenti sismici Le operazioni di rinforzo possono comprendere anche attività di miglioramento o adeguamento sismico (fOTO 8). Infatti, se viene rilevato un indebolimento strutturale che potrebbe peggiorare a causa di un sisma, le normative vigenti impongono di intervenire preventivamente. Inoltre, nelle strutture datate gli interventi di adeguamento o miglioramento sismico possono risultare indispensabili per esigenze di produzione, se si vogliono effettuare incrementi di carico che inficerebbero il grado originario di resistenza delle strutture. Qualora dovessero essere previste modifiche pesanti, sarà necessario un progetto di adeguamento che parta dal rinforzo delle fondazioni (fOTO 9 e 10) fino ad adeguare tutti i singoli piani. Nei casi, invece, di modifiche leggere, potrebbe bastare un intervento più semplice. Individuati i carichi presenti o previsti sui vari piani di fabbricati e stabilimenti e il fattore sismico dell’area in cui è ubicato l’impianto, va stabilito un progetto adeguato. Si consideri che, in caso di un e-

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Rinforzo di un pilastro originariamente rivestito in acciaio

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sANIfICAZIONE Sanitation

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Pittura di una torre in cemento durante l’opera di risanamento

vento imprevedibile come il sisma, rischiare che l’impianto sia dichiarato inagibile significa bloccare la produttività, con conseguenti danni economici e perdita di clienti.

La messa in protezione delle strutture La stesura di rivestimenti protettivi sulle superfici non ha un ruolo meramente e-

13 Ciclo anticorrosivo effettuato su un gruppo sili

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Trave risanata e pitturata

stetico, ma serve anche per conservare e preservare nel tempo le strutture (fOTO 11 e 12), soggette alle azioni metereologiche (troppo caldo, troppo freddo, intemperie) e alle aggressioni ambientali. Senza una corretta azione protettiva, queste strutture sono destinate a deteriorarsi in tempi brevi. Vanno, quindi, identificati i trattamenti più idonei, in base alla classificazione dell’ambiente (secondo la normativa ISO 12944), per predisporre un trattamento in grado di resistere all’ambiente specifico. Si pensi, ad esempio, al tipo di aggressività a cui sono costantemente sottoposte le strutture situate in aree marittime, a causa della salsedine. Oltre al tipo di protezione, anche lo spessore di applicazione rende i cicli protettivi idonei alle esposizioni agli ambienti esterni. Stabilire e programmare nel tempo cicli protettivi e anticorrosivi consente di tutelare le strutture, evitando di sostenere in seguito costi ben più onerosi di ripristino e manutenzione degli impianti. Questa è, dunque, una fase fondamentale del progetto, per ottenere strutture resistenti nel tempo (fOTO 13). Per quanto riguarda il recupero degli interni, è importante utilizzare rivestimenti protettivi composti da materie prime igienicamente sicure e idonee al contatto con le sostanze alimentari.


sANIfICAZIONE Sanitation

Manutenzione e rifacimento delle strutture esterne Nei molini rivestono notevole importanza anche le attività di recupero e manutenzione delle facciate esterne: sostituzione di pannelli coibentati (fOTO 14 e 15), impermeabilizzazioni delle coperture con membrane impermeabilizzanti, serramentistica, tinteggiatura ed elementi di lattoneria. Con tali attività si ripristina anche l’aspetto estetico dell’edificio.

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Rivestimento di una torre con pannelli isolanti

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Torre rivestita con pannelli isolanti

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Conviene di più recuperare o sostituire? Il recupero di sili e di impianti industriali esistenti presenta notevoli vantaggi rispetto alla loro sostituzione, sia in termini di sicurezza che economici. Ricordo che i sili sono realizzati e trattati per singoli pezzi in officina e, solo successivamente, vengono trasportati per essere assemblati in loco. Perciò, la loro installazione prevede delle fasi (trasporto, montaggio…) che li espone a rischio danneggiamento ancor prima di entrare in funzione nella sede dell’impresa. Il progetto di recupero e ripristino, invece, parte dall’anima delle superfici, per una corretta adesione dei successivi rivestimenti protettivi. L’implementazione di tutte le attività post produzione sono fondamentali per garantire una struttura resistente nel tempo. Le attività di recupero, infatti, sono eseguite in opera in maniera completa, senza tralasciare alcuna zona. Altro fattore è il ritorno in termini economici: le operazioni di manutenzione e rinforzo delle strutture possono essere pianificate in modo tale da limitare i fermi impianto, così da evitare il blocco totale delle produzioni.

A chi affidarsi? 16

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Recupero di una batteria di silos

La batteria di silos dopo l’intervento di recupero

I lavori di ripristino e recupero strutturale devono essere eseguiti in modo da garantirne l’efficacia a lungo termine (fOTO 16 e 17). Pertanto, come accennato, è fondamentale affidarsi a professionisti con comprovata esperienza, capaci di gestire un progetto completo che parta dalle indagini iniziali fino alla realizzazione delle attività di ripristino. Durante le attività dovranno essere: • osservate tutte le normative vigenti in materia di sicurezza; • utilizzati dispositivi e materiali a norma di legge; • utilizzati metodi e materiali con elevate prestazioni e a basso impatto. Un progetto ben articolato prevede la pianificazione delle attività per lotti, per piani e per aree, per uno svolgimento del lavoro in totale sicurezza. Daniel saccon


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Le linee per piatti pronti storci soddisfano le esigenze di tutti i clienti

O

ggi lo stile di vita frenetico e denso di impegni ci porta a ridurre sempre più il tempo da dedicare al pranzo inteso come momento conviviale, a vantaggio di una maggiore attenzione verso altri interessi. Per questo motivo sentiamo la necessità di pasti veloci, bilanciati, comodi, e spesso cerchiamo un’alternativa al classico panino, magari in un piatto di pasta ma che sia già pronta al consumo. Piatti pronti a base di pasta vuol dire lasagne, cannelloni, paste cotte e condite in vaschetta o nel moderno pasta-cup. Storci ha da tempo compreso questa esigenza e ha deciso di unire le proprie forze con quelle della B.S. di Parma, azienda presente dal 1980 nei principali mercati dei piatti pronti, fast food, gelati e dolciumi, dando vita a un rete di impresa che opera nel settore delle linee dei piatti pronti. Sistemi completi per la produzione di paste corte, lunghe, ripiene e sfoglia, per la cottura di tutti i formati, per il dosaggio di condimenti e di paste, compongono le linee per piatti pronti Storci-B.S. Network: il cliente può così disporre di impianti con performance elevate e costanti nel tempo. Per produrre lasagne e cannelloni è possibile scegliere tra linee semiautomatiche

o automatiche e diverse capacità produttive (tutte di semplice gestione, automatismi di primo livello, facilità di pulizia e manutenzione, tecnologia sottovuoto per la produzione di sfoglia sia con sfogliatrice che con pressa): da 600 vaschette/ora fino a circa 4.500 kg/h. Di recente è stata installata una linea per lasagne pronte surgelate tra le più grandi d’Europa, per la quale, grazie alla sua consolidata esperienza, Storci ha contribuito nella realizzazione dei sistemi di produzione e cottura della sfoglia per una capacità di 4.500

kg/h di lasagne condite. La pressa, dotata di un premiscelatore Premix per ingredienti solidi e liquidi, abbinato a un dosatore gravimetrico per ingredienti caratterizzanti la sfoglia (come gli spinaci in polvere), ha un diametro della vite di compressione di 135 mm ed è provvisto di una testata circolare per sfoglia da 400 mm; i successivi gruppi di laminazione e di cottura permettono di lavorare con una sfoglia da 1.060 mm di larghezza. Se invece l’interesse è per la produzione di piatti pronti a base di pasta ripiena corta e lunga, la proposta è la linea multiprodotto R2E (sinonimo di “ready to eat”), che permette di ottenere una vasta scelta di formati, capacità di produzione e di cottura in spazi ridotti, massima semplicità di utilizzo e pulizia. La linea multiprodotto ha una capacità produttiva da 600 a 5.000 vaschette/ora e l’elevata adattabilità del sistema di cottura ai diversi prodotti consente di cuocere anche paste secche, carni, riso, pesce e verdure. Gli impianti per la produzione di piatti pronti Storci-B.S. garantiscono una notevole flessibilità di produzione, grandi capacità produttive in spazi ridotti, facilità di utilizzo e pulizia, il tutto con un ragguardevole rendimento energetico.

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Modular Mill Concept: l’approccio avveniristico Ocrim

L

a manutenzione ordinaria di un impianto molitorio e la riduzione dei costi di produzione sono problematiche, legate l’una all’altra, che chi lavora in un molino deve affrontare tutti i giorni. Inoltre, l’esigenza di impianti sempre più grandi e performanti, per sfruttare al massimo l’economia di scala senza dover rinunciare a una funzionale gestione del quotidiano, è un altro fattore che ha portato gli esperti di Ocrim a offrire soluzioni che soddisfino in toto queste richieste. Oggi, in molti Paesi, la tendenza è di impianti con elevata capacità, che le nuove tecnologie consentono di realizzare. Un tempo parlare di molini con capacità di 500 TpD era impensabile, mentre ora Ocrim progetta e costruisce impianti da 1.200 TpD proprio per soddisfare la domanda di grosse produzioni. Domanda giustificata da un minore CAPEX (spese in conto capitale) iniziale, in confronto alla stessa potenzialità ottenuta da più sezioni. Infatti, il costo dell’impianto per tonnellata diminuisce con l’aumentare della portata, perché si riescono a otti-

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mizzare tutte le apparecchiature dell’impianto evitando potenziali sprechi. Ma anche i benefici che derivano dal minor consumo energetico e dal ridotto impiego di personale sono molto importanti. Basti pensare che con lo stesso numero di addetti si può gestire e controllare un impianto da 400 TpD, così come uno da 1.000 TpD. Ovviamente, un impianto di queste dimensioni, anche con le tecnologie attuali, può presentare alcuni limiti se per la sua progettazione non sono state considerate, a priori, tutta una serie di aspetti. Pensiamo, ad esempio, alle fermate per le manutenzioni ordinarie e straordinarie. Se consideriamo il costo di una fermata in un molino da 1.200 TpD, causata dalla mancata produzione per la manutenzione programmata dei sifter o per il cambio dei rulli di macinazione, è facile comprendere l’impatto che ciò può comportare sul bilancio economico dell’impianto. Per risolvere questo tipo di problematica e, al contempo, garantire il rispetto dei tempi di manutenzione secondo gli inter-

valli previsti, Ocrim ha sviluppato il “Modular Mill Concept”. Questa innovativa tecnologia consente di fermare parti della sezione di macinazione e lasciarne in funzione altre. I vantaggi sono evidenti: il primo riguarda la produzione quando sono previste e/o necessarie delle fermate che, anche se ridotta, è comunque assicurata. Questa tecnologia, infatti, consente di recuperare almeno il 50% di produzione durante le fermate della sezione di macinazione. Il secondo vantaggio lo si riscontra a livello di manutenzione nella sezione di macinazione, che oggi è necessario fermare per poter intervenire. Molto spesso, purtroppo, la manutenzione è sacrificata a beneficio della produzione. Con l’applicazione di questa tecnologia i tempi e le modalità di manutenzione possono essere rispettati, in quanto l’impatto sulla produzione risulta molto ridotto. È noto che un impianto ben manutenuto è senza alcun dubbio più efficiente e produttivo, quindi tutte le soluzioni che consentono una manutenzione ottimale sono ben accette.


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Ma su cosa si basa questa tecnologia? E come viene realizzata? Gli elementi che la caratterizzano sono quattro: 1. Diagramma. Fin dal suo sviluppo, il diagramma deve essere concepito per consentire la divisone in sezioni indipendenti, che potranno lavorare anche in modo autonomo. È indispensabile, inoltre, che queste scelte non impattino sulla qualità del prodotto finale e che la sezione di macinazione possa lavorare sia in modalità “full load” che “half load”. L’esperienza e la competenza dei mugnai di Ocrim sono elementi basilari per ottenere questi risultati; 2. Layout. Per concretizzare il concetto modulare l’impiantistica è fondamentale. La distribuzione dei carichi e il posizionamento delle macchine sono il passaggio obbligato per la realizzazione di quanto previsto dal diagramma. Ciò è possibile solo grazie a una profonda conoscenza della materia e della tecnologia applicata; 3. Automazione. Senza voler sminuire gli altri elementi, l’automazione è forse quello più importante per il successo di questa tecnologia. Sapere quando (e cosa) fermare in funzione delle varie situazioni che si vanno a creare all’interno della sezione di macinazione, consente di limitare le fermate inutili e, soprattutto, garantisce la possibilità di avere sempre una parte di sezione funzionante. Il vantaggio di poter sviluppare il software di gestione in “House” e di essere sempre a contatto con i mugnai

che poi lo utilizzeranno sull’impianto, facilita, e non poco, l’identificazione di tutta una serie di logiche fondamentali per il suo corretto funzionamento; 4. Equipment. Tutto questo non sarebbe possibile se le macchine, ad esempio i laminatoi, non potessero comunicare con il sistema di gestione centrale e da questo ricevere gli input su come agire in caso di allarmi relativi alla sezione di macinazione e/o semplicemente in occasione di fermate parziali programmate. Inoltre, le macchine dovranno prevedere tutti gli accorgimenti di sicurezza necessari per prevenire potenziali incidenti nel caso di accesso per interventi manutentivi, considerando che una parte di impianto potrebbe essere in funzione.

In linea di principio, questa tecnologia può essere applicata anche a impianti esistenti e quindi “retrofittata”. È però necessaria un’attenta analisi per valutare la condizione dei macchinari presenti e il livello di automazione applicata, così come dell’impiantistica per capire se e quali punti dovranno essere modificati per essere adeguati a questa nuova tecnologia. Oggi si parla molto di Industria 4.0 e di come applicare questo concetto al settore molitorio. Il “Modular Mill Concept” di Ocrim è un esempio concreto di Industria (molitoria) 4.0, perché un impianto che lavora in autonomia e che effettua le fermate senza compromettere la totalità della produzione non può che definirsi tale. In conclusione, prendendo come punto di riferimento impianti che già usano questa tecnologia, la riduzione del tempo di fermata totale per manutenzione prevista e/o imprevista, così come per le fermate occasionali nella sezione di macinazione, è stimata su valori compresi tra il 30 e il 50% rispetto a quelli riscontrati in situazioni prive del concetto modulare: un risparmio economico considerevole a livello di OpEX (spesa operativa), che questa tecnologia può assicurare a qualsiasi impianto. A fronte di questi risultati, oggi Ocrim applica il “Modular Mill Concept” a tutti gli impianti con capacità superiore a 600 TpD. a cura del Dip. Tecnologico e del Dip. Comunicazione Ocrim

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Da Newpharm le strategie per la conservazione a medio e lungo periodo dei cereali

N

ewpharm ha maturato un’esperienza trentennale in ricerca e sviluppo di formulati e soluzioni innovative per la conservazione di tutti i cereali stoccati, che ne preservano la qualità e migliorano in termini di sicurezza e redditività l’attività dei clienti, così da aumentare il valore del loro business. Attraverso una rete vendita capillare e tecnici specializzati, l’azienda offre un servizio di consulenza alle imprese e agli stoccatori per ridurre i rischi

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di infestazioni, diminuire i tempi di intervento e testare la qualità dei trattamenti nel rispetto degli standard normativi di sicurezza. Newpharm propone due soluzioni per la protezione delle derrate a medio e lungo periodo, in grado di garantire un’efficacia senza precedenti grazie alla sinergia tra i principi attivi. La base di entrambe è costituita da talisma uL, una formulazione pronta all’impiego la cui sostanza attiva è la Cipermetrina, un piretroide di

sintesi di quarta generazione ad ampio spettro d’azione. Il suo spiccato potere snidante costringe gli insetti a muoversi e, di conseguenza, a soccombere sotto gli effetti neurotossici del principio attivo, che agisce sia per contatto che per ingestione verso tutti gli insetti che infestano grano, orzo, avena, segale, triticale e farro in granella. Oltre alle canoniche criticità che determinano la complessità della fase di stoccaggio, gli stoccatori sono chiamati


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a valutare, in questo caso non per mero calcolo economico, la durata complessiva della permanenza delle derrate negli impianti che, convenzionalmente, si definisce in un periodo compreso fra i 4 e i 10 mesi.

soluzione per il medio periodo Una strategia efficace per la protezione a medio termine delle granaglie è costituita da due formulazioni di spicco del catalogo Newpharm: Talisma UL e K-Obiol uLV6. La prima, come detto, è a base di Cipermetrina, mentre la seconda di Deltametrina, e rappresentano il connubio ideale per preservare i cereali dagli attacchi dei parassiti, senza alterare le loro proprietà merceologiche. L’associazione di due differenti sostanze attive antiparassitarie garantisce una totale copertura contro gli infestanti tipici dei cereali (insetti e acari), una buona persistenza e un marcato effetto repulsivo. Le formulazioni, pronte all’impiego, quando vengono miscelate sono perfettamente stabili, assicurando un intervento uniforme e di effetto garantito su tutti i cereali immagazzinati escluso mais e riso.

soluzione per il lungo periodo Se la partita di cereale risulta pesantemente infestata già in accettazione, o si prevede una lunga durata dello stoccaggio o, semplicemente, si cerca una soluzione definitiva, Newpharm soddisfa anche gli stoccatori più esigenti. Alle proprietà antiparassitarie di Talisma UL e K-Obuiol ULV6, viene aggiunta una componente fondamentale per ottenere un effetto stabile nel tempo: il Pirimifos metile contenuto in Actellic 5. Sebbene ad effetto immediato sulle entomofaune infestanti, acari compresi, Actellic 5 in miscela conferisce alla derrata immagazzinata anche una notevole finestra temporale di protezione, superiore a 12 mesi, che definisce il concetto di stoccaggio lungo. Non vanno poi sottovalutate le proprietà acaricide intrinseche del Pirimifos metile, imprescindibili qualora lo stoccaggio comprenda anche i mesi estivi più caldi. Tre sostanze attive, due famiglie chimiche differenti e una sinergia impareggiabile per il controllo di tutti i parassiti dei cereali stoccati e la certezza di merci sane, con cariossidi integre e non danneg-

giate dagli infestanti, a vantaggio di tutta la filiera e per la massima sicurezza del consumatore finale. È importante sottolineare che ogni sostanza attiva presente nel catalogo Newpharm è descritta in modo dettagliato e che per ognuna sono disponibili dati a conferma della sicurezza per gli operatori al momento della manipolazione e per gli alimenti prodotti con cereali disinfestati. A conforto, un portale dedicato dell’Unione europea, dove sono riportati i limiti massimi per ciascun cereale e per ogni molecola fitosanitaria, predisposti in seguito ad approfonditi esami e ricerche. Per ulteriori informazioni: Dott. Stefano Cherubin, Dip. Ricerca & Sviluppo Newpharm; Dott.ssa Laura Pattuzzi, Dip. Marketing & Comunicazione Newpharm newpharm srl Via Tremarende, 24/b 35010 S. Giustina in Colle (Pd) Tel. 049 9302876 - Fax 049 9320087 info@newpharm.it - www.newpharm.it www.protezionecereali.it

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11/12 giugno 2019

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IGC GRAIN CONfERENCE

Conferenza internazionale per il settore cerealicolo www.igc.int

12/14 giugno 2019

Colonia (GerMania)

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26/28 giugno 2019

leuven (BelGio)

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Simposio internazionale sui prodotti a base di cereali e bevande senza glutine www.gf19.icc.or.at

17/20 giugno 2019

napoli

sLIM

Convegno internazionale sulla shelf life degli alimenti www.slim2019.org

27/28 giugno 2019

BarCellona (SpaGna)

sNACkEX

Salone internazionale per l’industria degli snack salati www.snackex.com

8/11 settembre 2019

laS veGaS (uSa)

IBIE

Salone internazionale dei prodotti da forno www.ibie2019.com

17/18 ottobre 2019

vienna (auStria)

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