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Molini d'Italia Agosto 2019

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ITALMOPA ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI MUGNAI D’ITALIA WWW.ITALMOPA.COM

ANTIM ASSOCIAZIONE NAZIONALE TECNICI DELL’INDUSTRIA MOLITORIA

Molini THE ITALIAN MAGAZINE FOR THE MILLING INDUSTRY

d’Italia

LA RIVISTA ITALIANA PER L’INDUSTRIA MOLITORIA

08 Anno LXX

August

Agosto 2019

Mensile Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale - 70% CN/BO D.L. 353/2003 (conv. L. 46/2004) art. 1 c. 1 DCB Bologna Aut. Trib. Bo n. 6129 del 31/7/1992

IN QUESTO NUMERO IN THIS ISSUE

campbelladv.com

Industria molitoria, i dati di Italmopa Milling industry, Italmopa last data Produttività al top a costi più bassi Top productivity with lower costs I molini italiani leader all’estero Italian mills leaders abroad


Sicurezza Alimentare. Conoscenza di processo ed innovazione Bühler. Bühler sfrutta scienza e tecnologia per garantire la produzione di alimenti sicuri lungo l’intera catena del valore. Forniamo soluzioni per migliorare la qualità delle materie prime, eliminare i rischi ed assicurare un processo ad alta sanficazione. Domande? Parliamone. food.safety@buhlergroup.com Sapeva che Bühler fornisce approfonditi corsi di formazione in merito alla sicurezza alimentare?

Tracciabilità e Rimozione dei Validazione e Tecnologie di Macchine ed Controllo della soluzioni Controllo delle monitoraggio inattivazione impianti ad alta contaminazione materiali digitali dei processi micotossine estranei microbica sanificazione incrociata

Lavorazione Catena di Raccolta Gestione delle delle materie approvvigionamento materie prime prime delle materie agricole

Innovations for a better world.

Kill step

Sistema di allarme rapido

Processi di lavorazione ed Trasporto e Distribuzione Consumatore imballaggio stoccaggio


TRANCIATRICI SFOGLIA 1300 GRUPPO DI TAGLIO PRESSTRAPEN

Presstrapen & Sfoglia 1300: la giusta ricetta per un impianto

FLESSIBILE NICCOLAI TRAFILE WWW.NICCOLAI.COM


ITALMOPA ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI MUGNAI D’ITALIA WWW.ITALMOPA.COM

ORGANO UFFICIALE

ANTIM ASSOCIAZIONE NAZIONALE TECNICI DELL’INDUSTRIA MOLITORIA

Molini THE ITALIAN MAGAZINE FOR THE MILLING INDUSTRY

d’Italia

LA RIVISTA ITALIANA PER L’INDUSTRIA MOLITORIA

ProPrietario

Summary sOmmARIO N. 08 August AGOSTO 2019

Associazione Industriali Mugnai d’Italia Via Lovanio, 6 - 00198 Roma

Associazione Industriali Mugnai d’Italia

Direttore eDitoriale Cosimo De Sortis Presidente Italmopa

Direttore resPonsabile Claudio Vercellone

Direttore teCniCo lorenzo Cavalli Presidente Antim

Comitato teCniCo eDitoriale

Carlo Brera Dip. di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare; Reparto OGM e Micotossine; Istituto Superiore di Sanità - Roma Marina Carcea Ricercatrice per gli alimenti e la nutrizione; CREA - Roma Giuseppe Maria Durazzo Avvocato, esperto in diritto dell’alimentazione Maurizio Monti Miller’s Mastery - Tecniche di macinazione Luigi Pelliccia Responsabile Ufficio Studi, Mercato e Ufficio Stampa di Federalimentare Giovanni Battista Quaglia Tecnologie alimentari Andrea Villani A.G.E.R. - Borsa Merci Bologna; Qualità cereali, mercato e strumenti di commercializzazione

Comitato Di reDazione Piero luigi Pianu tullio Pandolfi laura Pierandrei

relazioni internazionali

Editorial EDITORIALE Il mInIstero della salute valIda Il manuale dI Italmopa The ministry of Health validates the Italmopa manual di C. De Sortis

Departements RUBRICHE LA VIGNETTA DI SERGIO CRIMINISI Sergio Criminisi’s comic strip Fact & News fATTI E NOTIzIE wORLD NEwS Laws & Rules PANORAMA NORMATIVO Focus on economics fOCuS ECONOMIA

grano ItalIano per la pasta? Basta per pochI mesI all’anno Italian wheat for pasta? It is enough just for a few months a year

CoorDinamento reDazionale

Events Eventi

massimo Carpanelli - carpa@avenuemedia.eu eDizione, Direzione, reDazione, PubbliCità e amministrazione

Edizioni Avenue media® Via Riva di Reno, 61 - 40122 Bologna

Tipografia MIG - Moderna Industrie Grafiche

Via dei Fornaciai, 4 - 40129 Bologna

abbonamenTo annuale (12 numeri)

Italia € 45,00 - Copia € 4,50 Estero € 96,00 Copie arretrate (se disponibili) € 9,00 cad. esclusa spedizione

Registrazione Tribunale di Bologna del 31 luglio 1992 n. 6129 Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale - 70% CN/BO D.L. 353/2003 (conv. L. 46/2004) art. 1c. 1 DCB Bologna” Informativa ex D.Lgs 196/2003 (tutela della privacy)

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Market Mercato

di D. M. Sebelin

resPonsabile PubbliCità

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Features ARTICOLI

alfredo tesio

Delia maria sebelin - ufficiostampa@avenuemedia.eu

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oltre Il genoma del grano duro, rIcercatorI e stakeholder a confronto Beyond the durum wheat genome, researchers meet stakeholders

34

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di D. M. Sebelin

Antim’s pages Le pagine Antim

come rIsparmIare sull’energIa elettrIca mIglIorando la produttIvItà deglI ImpIantI Power-saving solutions by improving plant productivity

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di R. Scarcelli

BUyER’s gUIDE AGENDA

Trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento UE 679/2016. L’informativa Privacy è disponibile sul sito di Avenue media www.avenuemedia.eu alla pagina “Informativa Privacy Editoria” www.avenuemedia.eu/informativa-privacy-editoria

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imeco


Editorial EDItoRIaLE

Il ministero della salute valida il manuale di Italmopa The ministry of Health validates the Italmopa manual By its letter dated 1 July 2019, the ministry of Health announced the validation of the manual on good hygiene practice and Haccp in the milling industry, since the manual was drawn up in accordance with Regulation 852/2004/EC on the hygiene of foodstuffs. We are really pleased about. The structure of the manual, although modified, and especially expanded in several parts, has remained substantially unchanged. The first part contains the Code of Good Hygiene Practice; it provides guidance on the measures necessary to ensure that each stage of the milling process is regulated by appropriate standards of hygiene and food safety. The second part sets out the guidelines to which milling companies can refer in order to comply with the obligation to identify critical points in the grain milling process and the consequent setting up of a suitable system for their control (Haccp). In the third part we find a new, important chapter: “Management and communication policies”, which includes the description of the procedures to ensure traceability, the recall/withdrawal of products and the provision of information (labelling).

AppROvATO IL TEsTO pER LA CORRETTA pRAssI IgIEnICA E HACCp nELL’InDUsTRIA mOLITORIA THE BOOk On gOOD HygIEnE pRACTICEs AnD HACCp In THE mILLs HAs BEEn AppROvED

C

on lettera del 1o luglio 2019, il ministero della Salute ha comunicato la validazione del manuale di corretta prassi igienica e Haccp nell’industria molitoria, perché redatto in conformità al Regolamento 852/2004/CE sull’igiene dei prodotti alimentari.

di Cosimo De sortis Presidente di Italmopa

Un obiettivo, questo, raggiunto al termine di una lunga istruttoria da parte dello stesso dicastero e dell’Istituto Superiore di Sanità, nel corso della quale sono state formulate alcune osservazioni e relative richieste di modifica del volume. Si ricorda che alla stesura di questa

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Editorial EDItoRIaLE

ALLA sTEsURA DEL mAnUALE HA COnTRIBUITO Un TEAm DI EspERTI nuova versione, come per le due precedenti (che risalgono rispettivamente al 1998 e al 2008), un gruppo di esperti aziendali del Gruppo Tecnico Igiene e controlli di Italmopa, coordinati dalla struttura dell’Associazione, ha fornito un significativo contributo. La struttura del manuale, pur modificata e soprattutto ampliata in diverse sue sezioni, è rimasta sostanzialmente invariata. La prima parte contiene il Codice di corretta prassi igienica, lavoro a suo tempo realizzato da un team di esperti dell’industria molitoria europea, che è poi stato oggetto di approfondito esame e di un adattamento alla realtà tecnica e normativa dell’industria molitoria italiana, da parte del Gruppo Tecnico di Italmopa. Il Codice fornisce indicazioni, sia generali che specifiche, sulle misure necessarie ad assicurare che ogni fase del processo di macinazione sia regolata da appropriati standard di igiene e di sicurezza alimentare. La seconda parte riporta le Linee guida alle quali le imprese molitorie possono fare riferimento per ottemperare all’obbligo dell’identificazione dei punti critici

nel processo di macinazione del grano e alla conseguente predisposizione di un adeguato sistema per il loro controllo (Haccp). L’applicazione di queste Linee guida varierà nelle differenti realtà aziendali a seconda delle loro specificità; sarà responsabilità delle singole imprese sia l’individuazione degli Oprp e dei punti critici di controllo (Ccp), sia la definizione delle misure per assicurare una loro efficace gestione. Rispetto alla precedente versione del 2008, diverse sono le novità introdotte nel manuale e nelle relative schede. Tra l’altro, sono state prese a riferimento le Linee guida ministeriali per l’elaborazione dello sviluppo

dei manuali di corretta prassi operativa pubblicate sul sito del ministero della Salute il 28 febbraio 2017, nonché la Comunicazione della Commissione Ue del 30 luglio 2016.

È pREvIsTO Un nUOvO CApITOLO sULLE pOLITICHE DI gEsTIOnE Nella terza parte, infine, troviamo un nuovo capitolo: “Politiche di gestione e comunicazione”, che comprende la descrizione delle procedure per assicurare la rintracciabilità, il richiamo/ritiro dei prodotti e la fornitura di informazioni (etichettatura). Con questa nuova versione del manuale, Italmopa conferma il proprio impegno per la produzione e la pubblicazione di uno strumento operativo di riferimento aggiornato, destinato all’applicazione dei principi generali di igiene e del sistema Haccp nell’ambito delle singole aziende, così da favorire, attraverso un linguaggio e criteri di valutazione comuni, un’effettiva crescita culturale dell’intero settore molitorio. Cosimo De sortis

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Sergio Criminisi’s comic strip LA vIgnETTA DI sERgIO CRImInIsI

L’arte del mugnaio non va in vacanza miller’s art doesn’t go on holiday

August, vacation time, sunshine, sea time. Still, the mills do not close and the plants keep going: no shortage of bread is allowed. The operators of the supply chain take it for granted, whereas those who are not familiar with this sector do not probably think about it. If there were no flour, in Romagna you could not have breakfast with “bombolone (doughnut) and cappuccino”, nor a slice of pizza in Capri or a focaccia in Cinque Terre. So, under the sun umbrella or during your picnic in the mountains, remember that the credit of a good sandwich also goes to the miller who has ground the right flour to make sure that the sandwich is perfect and your holiday ... tasty! Enjoy your holiday!

A

gosto, tempo di ferie, di sole, di mare. Ma i molini non chiudono, non fermano gli impianti, perché il pane non può mai mancare. Gli operatori della filiera lo danno per scontato, chi invece non è dell’ambiente forse non ci ha mai pensato. Il mestiere del mugnaio (come tutti i mestieri) richiede molti sacrifici, ma spesso è sentito come una missione: quella di assicurare che di farina ce ne sia sempre e che sia sicura dal punto di vista igienico sanitario. Se manca, addio a pane,

pasta e dolci. Se non ci fosse, in spiaggia in Romagna non si potrebbe fare colazione con “bombolone e cappuccino”, né a Capri pranzare sotto l’ombrellone con un trancio di pizza, o fare merenda con una focaccia alle Cinque Terre. Quindi, mentre vi godete il sacrosanto riposo, ricordate che il merito di un buon panino va anche al mugnaio. È lui ad aver macinato la farina giusta per fare in modo che il sandwich sia perfetto e le vostre vacanze... saporite! Buone ferie!

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Fact & News fatti e notizie

COn mOLInI pIvETTI LA TRADIZIOnE DIvEnTA 4.0

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a più di 140 anni la ricerca dell’eccellenza è uno dei valori fondanti di Molini Pivetti. Sempre al passo con i tempi, l’impresa investe costantemente in innovazione. Si pensi agli oltre 7 milioni di euro per realizzare il magazzino automatizzato: un progetto da Industria 4.0 per le sue caratteristiche di conservazione del prodotto, in grado di assicurare ai clienti un servizio moderno, veloce ed efficiente. Oggi, Molini Pivetti amplia la sua offerta di farine, presentando quattro nuove linee per uso domestico: “Every Day”, ideale per la cucina di tutti i giorni, “Special Day”, preparati esclusi con eccellenti proprietà nutrizionali, “Gran Riserva”, con solo grani dei Campi Protetti Pivetti (100% emiliani) e “Biologica”, 100% italiana ottenuta da grani coltivati con metodi conformi alle norme di produzione bio.

LE “sCELTE DI CAmpO” DI mULInO pADAnO

S

i chiama “Scelte di Campo” la linea di farine a filiera certificata lanciata sul mercato da Mulino Padano. Integrali, macinate a pietra e prodotte “come una volta”, sono destinate all’industria alimentare e ai professionisti dell’Arte bianca, della pasticceria e della pizza. Inoltre, sono ottenute esclusivamente da grani teneri nazionali: «Con il progetto “Scelte di Campo” abbiamo sposato la logica della filiera corta - spiega il general manager di Mulino Padano, Marco Cavallari - in quanto coinvolge i coltivatori di grano tenero nel raggio di 50 km dal nostro impianto. È una scelta identitaria: operiamo nel rodigino, un territorio molto fertile con una vocazione importante per la produzione di grani teneri, eccellenti sia per qualità - li considero i migliori d’Italia - che per quantità». Chilometro zero, qualità ma anche sostenibilità; “Scelte di Campo” è un progetto eco-friendly perché «riducendo la distanza tra campo e molino ottimizza i trasporti su gomma, contenendo le emissioni di anidride carbonica».

RIsO, ORgOgLIO ITALIAnO

A

Bologna si è tenuto un incontro per fare il punto sul mercato del riso. L’evento rientra ne “I mercoledì dell’Archiginnasio”, ciclo di conferenze dedicato all’agroalimentare italiano, organizzato dall’Accademia Nazionale di Agricoltura, dalle delegazioni dell’Accademia Italiana della Cucina e dalla Società Medica Chirurgica di Bologna. Incontri di grande valore, grazie al coordinamento scientifico della professoressa Rosanna Scipioni, rappresentante di entrambe le accademie. «Nel nostro Paese - chiarisce Ercole Borasio, accademico ordinario dell’Accademia Nazionale di Agricoltura - si coltivano circa 230 mila ettari di riso, circa il 52% della produzione totale europea e lo 0,13% di quella mondiale. Noi italiani non siamo grossi consumatori di riso (circa 5,8 kg pro capite annuo), ma gli unici al mondo a trasformarlo in qualcosa di specifico. In Asia - sostiene Borasio - questo cereale è usato come da noi il pane, in Italia, invece, è diventato un vero piatto di portata con una sua identità. Il risotto, infatti, può essere preparato solo con riso italiano, che può vantare due certificazione Igp, il Riso del Delta del Po e il Vialone nano veronese, e una Dop, il Riso della Baraggia biellese e vercellese».

Ercole Borasio, accademico ordinario ANA

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Fact & News fatti e notizie

COnAD RILEvA I sUpERmERCATI AUCHAn

pUBBLICATO IL “pOsITIOn pApER sULLE AgROEnERgIE”

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er poco meno di un miliardo di euro, Conad ha portato a termine l’acquisizione della quasi totalità delle attività in Italia di Auchan Retail. Entrano così nella cooperativa una parte importante dei 1.600 punti vendita di Auchan Retail Italia: ipermercati, supermercati e negozi di prossimità con i marchi Auchan e Simply presenti sul territorio nazionale. Tale acquisizione proietta Conad in vetta alla classifica della grande distribuzione in Italia.

sIgEp 2020 LAnCIA L’InnOvATIOn pLAZA

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er il 41° Sigep si prevede il tutto esaurito. Infatti, il Salone internazionale della gelateria, pasticceria, panificazione artigianali e caffè, a Rimini dal 18 al 22 gennaio prossimi, non solo sarà arricchito dalla contemporanea A. B. Tech Expo, 6° Salone Internazionale delle tecnologie e prodotti per la panificazione, pasticceria e dolciario, ma anche dall’Innovation Plaza. Allestita nella hall centrale del quartiere fieristico, l’area è un think-tank in cui autorevoli speaker e opinion leader presenteranno le loro valutazioni sul futuro del settore. I temi dell’Innovation Plaza saranno all’insegna delle quattro “I”: Ispira, Influenza, Informa, Innova.

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laborato dal ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo e dal Crea, insieme a Coldiretti, Confagricoltura e Cia, il “Position Paper sulle agroenergie” vuole dare risalto al contributo delle biomasse di origine agricola sul piano nazionale Energia-Clima e focalizzare gli adempimenti relativi al recepimento della direttiva RED II sulle energie rinnovabili. «Occorre promuovere le bioenergie - sostiene il ministro del Mipaaft, Gian Marco Centinaio - perché sono fondamentali per il futuro dell’agricoltura italiana, tenendo conto anche dell’ampia disponibilità di biomasse e dell’opportunità di una loro valorizzazione energetica sia per quanto riguarda le biomasse residuali, agricole e forestali, che le colture». È utile ricordare, in tal senso, che diversi molini italiani sono già dotati di impianti a energia green.

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Proteine?

Umidità?

DA 7250 Il valore delle analisi Glutine?? Glutine Falling Number? Number Ceneri? Ceneri

Assorbimento acqua?

• 6 secondi per analizzare frumento, farine, semola, sottoprodotti • Umidità, proteine, ceneri, glutine, amido, fibra ed altro Il DA 7250 stabilisce un nuovo standard nelle analisi NIR e gestione dei dati.

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Fact & News fatti e notizie

ALLARmE pER IL FABBIsOgnO DI mATERIE pRImE pER mAngImI

P

er il comparto mangimistico italiano la dipendenza dall’import di materie prime alimentari ha raggiunto un livello allarmante. Infatti, le risorse interne sono insufficienti a rispondere alla domanda delle aziende zootecniche e quasi il 60% dei cereali e delle farine proteiche impiegate per produrre mangimi composti sono di importazione (TABELLA), con un impatto economico negativo di quasi 3 miliardi di euro. Il caso più eclatante è quello del mais, dove si è passati dall’autosufficienza di una decina di anni fa a un deficit del 50%. Questa l’analisi emersa nel corso dell’Assemblea annuale di Assalzoo, l’Associazione mATERIE pRImE

nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici. «Si tratta di una situazione che genera preoccupazione - evidenzia il presidente Assalzoo, Marcello Veronesi - perché la sostanziale dipendenza dalle importazioni espone il settore mangimistico, tra le altre cose, alle fluttuazioni dei mercati e alla difficoltà di impostare politiche industriali di lungo periodo. È un trend, quello della riduzione della produzione agricola italiana, che continua da anni e che necessita di uno shock per invertire la tendenza. Per rilanciare l’agricoltura del nostro Paese servono politiche nuove, spinta innovativa e spirito di filiera».

pRODUZIOnE (T)

ImpORT (T)

EXpORT (T)

DIspOnIBILITà (T)

LIvELLO AUTOAppROvv.

Mais

6.283.109

5.744.579

40.508

11.987.180

52,4%

Grano tenero

2.788.936

5.652.012

46.880

8.394.068

33,2%

Orzo

1.022.220

575.206

3.234

1.594.192

64,1%

Farina di soia

660.960

3.181.862

89.167

3.753.655

17,6%

Farina di girasole

95.491

825.227

48.198

872.570

10,9%

10.850.743

15.978.886

227.991

26.602.638

40,8%

Totale

BY HIGHTEC

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world news

World News è la rassegna delle notizie dall’Europa e dal mondo sull’agroalimentare. Un punto di vista aggiornato e puntuale su quanto accade in sede comunitaria ed extra-comunitaria, per essere sempre informati sulle dinamiche internazionali in ambito politico, economico e scientifico. Brevi flash che possono risultare di interesse per la filiera - italiana ma non solo - della trasformazione dei cereali.

È sUpER pARTEs LA QUALITà ALImEnTARE TRA EsT E OvEsT EUROpA

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on esiste un “doppio standard” di qualità degli alimenti tra Europa dell’Est e dell’Ovest. Queste le conclusioni dello studio della Commissione europea e del Centro comune di ricerca, che hanno controllato quasi 1.400 prodotti in 19 Paesi (tra cui l’Italia) per verificare se, come per mesi sostenuto dai Governi del gruppo di Visegrad, la qualità di alcuni prodotti venduti nei mercati dei nuovi Paesi membri fosse più bassa rispetto a quella della stessa marca e confezione venduti negli altri Paesi Ue. Secondo i risultati dello studio, solo il 9% dei cibi offerti come uguali in tutta l’Ue, in alcuni Paesi avevano un pack identico ma una composizione diversa. «Il problema esiste a livello Ue ma, a seconda dei casi, possono esserci giustificazioni. Con i dati raccolti abbiamo una base per concordare con le autorità nazionali le opportune modalità di intervento», spiegano fonti della Commissione.

AL vIA In FRAnCIA, BELgIO E svIZZERA LE ETICHETTE A sEmAFORO sUI pRODOTTI nEsTLÉ

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ntro il 2019 tutti i prodotti venduti in Europa dal gigante alimentare svizzero Nestlé avranno l’etichettatura a semaforo Nutriscore, sistema da sempre contrastato dalle associazioni di rappresentanza dell’agroalimentare italiano. Il sistema si basa su cinque lettere (A, B, C, D, E) e un codice di cinque colori dal verde al rosso, a seconda della qualità nutrizionale del cibo. È una sorta di bussola per orientare gli acquisti in virtù del loro contenuto di ingredienti “buoni” (fibre, frutta) o “cattivi” (grassi, zuccheri). Nestlé comincerà da Francia, Belgio e Svizzera, dove le autorità sanitarie già raccomandano il bollino che classifica gli alimenti: «Una scelta dovuta al fatto che gli euro-

pei vogliono sapere sempre di più cosa c’è negli alimenti e nelle bevande che consumano», fanno sapere dalla multinazionale svizzera. Immediate le reazioni dell’Italia, che già a fine 2018 era riuscita a sventare il tentativo dell’Onu di promuovere “bollini” allarmistici che avrebbero colpito le tipicità made in Italy. «Un sistema che va contro una dieta sana ed equilibrata, anche perché - sostiene Federalimentare - è fuorviante classificare gli alimenti e una buona dieta si ottiene attraverso un’alimentazione varia e bilanciata». Per Cia-Agricoltori Italiani, «il semaforo concorre a confondere i consumatori in quanto esprime un giudizio semplicistico e distorto sul singolo alimento».

FOnDI UE: In vIgORE LA nUOvA DIRETTIvA AnTI-FRODI

È

entrata in vigore la nuova direttiva europea sulla lotta alle frodi al bilancio dell’Ue. Sono, infatti, arrivati a scadenza i due anni che gli Stati membri avevano a disposizione per recepire il testo del 2017 che armonizza le definizioni, le sanzioni e i periodi di prescrizione per i reati che hanno un impatto sul budget comunitario. La nuova normativa pone anche le basi per il lavoro del procuratore europeo (Eppo), che avrà competenza su 22 Sta-

ti dell’Ue, fra cui l’Italia. «I soldi dei contribuenti devono essere adeguatamente protetti dai criminali - ha dichiarato la Commissaria Ue alla giustizia, Vera Jourova - La direttiva è parte della strategia della Commissione per rafforzare la protezione del bilancio Ue». La procura europea, che avrà sede in Lussemburgo, dovrebbe diventare operativa alla fine del 2020 in tutta Europa, tranne in Svezia, Ungheria, Polonia, Irlanda e Danimarca.

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#CONOSCENZA “IN OGNI RAMO DELLA CONOSCENZA IL PROGRESSO È PROPORZIONALE ALLA QUANTITÀ DI ELEMENTI SU CUI È POSSIBILE COSTRUIRE, E QUINDI ALLA FACILITÀ DI OTTENERE DATI.” JAMES CLERK MAXWELL Matematico e Fisico

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world news

gEnOmA DELL’ORZO, svELATO pERCHÉ CREsCE In TUTTO IL mOnDO

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erché l’orzo è l’unica pianta, tra le specie coltivate, a crescere in Islanda, in Lapponia, a nord del circolo polare artico, o in pieno campo in Tibet ad oltre 4 mila metri di quota, ma è anche l’ultima coltura prima del deserto nella regione del Medio Oriente, in aree con una piovosità inferiore a 250 mm all’anno? La risposta arriva dallo studio “Exome sequences and multi-environment field trials elucidate the genetic basis of adaptation in barley”, pubblicato su The Plant Journal e realizzato dal consorzio europeo Whealby (Wheat and barley legacy for breeding improvement) con il contributo italiano dell’Università degli Studi di Milano, del CREA-Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, e PTP Science Park. Integrando i dati di una rete internazionale di campi con quelli acquisiti dalla sequenza parziale del genoma di circa 400 varietà provenienti da più di 70 Paesi, i ricercatori hanno identificato decine di geni che controllano i meccanismi grazie ai quali la pianta dell’orzo “legge” le condizioni ambientali e adatta il proprio ciclo vitale ai diversi ambienti. «Di fronte ai cambiamenti climatici in atto, comprendere la straordinaria capacità di adattamento dell’orzo è fondamentale per selezionare le piante da coltivare nei prossimi anni - afferma Luigi Cattivelli, direttore del Centro di ricerca Genomica e Bioinformatica del CREA - Il clima cambia e l’agricoltura globale deve saper rispondere a questa sfida con piante che sappiano modificarsi di conseguenza, per garantire il fabbisogno di cibo e di altri prodotti di origine agricola».

Spighe di varietà diverse di orzo

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Laws & Rules panorama normativo

a cura di Tullio pandolfi e Laura pierandrei Italmopa

prodotti biologici da paesi terzi: serve il certificato di ispezione

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ulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea n. L. 77 del 20 marzo 2019, è stato pubblicato il Regolamento di esecuzione (Ue) 2019/446 della Commissione del 19 marzo 2019, che modifica e rettifica il Reg. (Ce) n. 1235/2008 recante le modalità di applicazione del Reg. (Ce) n. 834/2017 del Consiglio, per quanto riguarda il regime di importazione di prodotti biologici da Paesi terzi. I prodotti importati da un Paese terzo possono essere immessi sul mercato dell’Unione come prodotti biologici solo se coperti da un certificato di ispezione rilasciato dalle autorità competenti, da quelle controllo o dagli organismi di controllo di un Paese terzo riconosciuto o da un’autorità o un organismo di controllo riconosciuti. Conformemente all’azione 12 del “Piano d’azione per il futuro della produzione biologica nell’Unione europea”, la Commissione ha elaborato un sistema di certificazione elettronica per le importazioni di prodotti biologici, attraverso un modulo integrato nel sistema informatico veterinario TRACeS (Trade Control and Expert System) istituito dalla decisione 2003/24/Ce della Commissione. Per migliorare il funzionamento di tale sistema, è opportuno utilizzare il sigillo elettronico qualificato in

TRACeS per la vidimazione dei certificati di ispezione, ai fini del Reg. (Ce) n. 1235/2008 della Commissione. Le altre parti del regolamento riguardano, in particolare, informazioni sugli organi di controllo già autorizzati in Paesi terzi (Allegati III e IV del Reg. n. 1235/2008, come modificati dagli allegati I e II del Reg. (Ue) 2019/446).

Regole più severe sull’igiene dei mangimi

C

on nota del ministero della Salute, si è provveduto alla modifica e alla sostituzione del modello 3 (Domanda di registrazione allegato alle LL.GG. 28 dicembre 2005) utilizzato dall’operatore del settore dei mangimi (Osm) per notificare la propria attività all’autorità competente e richiedere la registrazione (ai sensi dell’art. 9 del Reg. (Ce) 183/2005 sull’igie-

ne dei mangimi, conformemente a quanto previsto dalle Linee Guida del 2005 e relativa modulistica). L’obiettivo è ottenere maggiori dettagli sulle attività svolte dall’operatore del settore dei mangimi rispetto alle precedenti, più generiche, denominazioni e di garantire l’allineamento tra il modello 3, la classificazione delle attività degli Osm inseriti nel Sinvsa (Sistema Informativo Veterinario), il verbale di ispezione del Piano Nazionale Alimentazione Animale e la relativa scheda di rendicontazione (“Scheda ispezioni”). Tra le attività previste dal modello 3, relativamente all’articolo 5 comma 2 del Reg. 183/2005, appaiono le voci: “Produzione di materie prime di origine animale ai sensi del Reg. 1069/2009” e “Fornitura di sottoprodotti alimentari e agroalimentari (Reg. 852/2004, Reg. 853/2004 e Reg. 197/2006)”; mentre nella precedente versione del modello appariva la voce “Fabbricazione materie prime (prodotti della lavorazione alimentare, minerali)”.

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Laws & Rules panorama normativo

sistema a tutela dei consumatori dai pericoli chimici negli alimenti: l’Audit della Corte dei Conti Ue

S

econdo la relazione speciale della Corte dei conti europea n. 02/2019, il sistema europeo che tutela i consumatori dai pericoli chimici negli alimenti oggi è sottoposto a forti pressioni. Infatti, sebbene sia scaturito da basi solide e venga rispettato in tutto il mondo, la Commissione europea e gli Stati membri non avrebbero la capacità di applicare questo sistema nella sua interezza. Vediamo di chiarire. Come è noto, l’obiettivo delle normative europee in materia di sicurezza alimentare è di assicurare un livello elevato di tutela della vita e della salute umana e di proteggere i cittadini da tre tipi di pericoli che gli alimenti possono comportare: fisici, biologici e chimici. L’audit della Corte si è concentrato sui pericoli chimici, con l’intento di verificare se, relativamente ad essi, il modello di sicurezza alimentare dell’Ue è attuato in modo da garantire la sicurezza dei prodotti alimentari consumati all’interno dell’Unione. Iniziata nel novembre del 2017, l’indagine si è formalmente conclusa dopo un anno, con l’adozione della relazione finale che ha fatto seguito al contraddittorio con la Commissione europea. La Corte dei Conti europea ha constatato che il modello di sicurezza alimentare dell’Ue garantisce livelli di sicurezza più alti rispetto al passato (con riferimento al 2002, anno di emanazione del Reg. (Ce) 178/2002), ed è non solo in linea con i più elevati standard a livello internazionale, ma addirittura un punto di riferimento mondiale. A conferma di ciò, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) «i cittadini dell’Ue beneficiano dei più elevati livelli di garanzia al mondo in materia di sicurezza alimentare». Elementi vincenti di tale modello giuridico e organizzativo sono stati individuati: • nella struttura di governance, con una ripartizione delle responsabilità nell’analisi del rischio tra la Commissione e l’Efsa, cui spetta la fase di valutazione scientifica del rischio; • nel principio di precauzione, che permette l’adozione di atteggiamenti prudenti laddove esistano incertezze scientifiche

•

nella valutazione della pericolosità delle sostanze chimiche; nella chiara attribuzione delle responsabilità tra settore privato e autorità di controllo pubblico, dove il primo è responsabile del rispetto della legislazione alimentare e dell’esecuzione dei controlli interni in regime di autocontrollo, e il secondo dell’esecuzione dei controlli ufficiali. Tale ripartizione ha consentito alle autorità pubbliche di esercitare una tipologia di controllo più mirato basato sui rischi, tenendo conto dei controlli privati se questi risultano affidabili.

Rispetto a quest’ultimo punto, la Corte ha preso atto delle verifiche condotte nel 2016 dalla Commissione in merito a possibili sinergie tra i controlli ufficiali, quelli interni degli operatori del settore (in particolare mangimistico) e i regimi di certificazione privati, raccomandando di proseguire in questa direzione per migliorare l’efficienza dei controlli. In effetti, proprio rispetto ai controlli, la Corte ha rilevato le maggiori criticità sia relativamente ai prodotti di importazione (il 13% degli alimenti consumati nell’Unione europea) che rispetto a quelli realizzati negli Stati membri. Tali controlli non sempre coprono in maniera uniforme tutti i gruppi di sostanze chimiche e, in generale, alcune sostanze chimiche sono ricercate più frequentemente di altre senza che sia stata effettuata un’approfondita valutazione del rischio che giustifichi tale approccio. Il quadro giuridico che disciplina le sostanze chimiche in alimenti, mangimi, vegetali e animali è tuttora in corso di elaborazione - afferma la Corte - e non ha ancora raggiunto il livello di attuazione previsto dalla legislazione dell’Ue sulla produzione di alimenti. Inoltre, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, che fornisce consulenza scientifica per la definizione delle politiche europee, è in ritardo negli studi sulle sostanze chimiche. Ciò incide negativamente sul funzionamento di parti del sistema e sulla sostenibilità del modello nel suo insieme. La sicurezza alimentare è un tema

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Laws & Rules panorama normativo

altamente prioritario per l’Ue; ha un impatto su tutti i cittadini ed è strettamente collegato al commercio. L’attuale sistema però evidenzia incongruenze e problemi. In diversi Stati membri i controlli per alcuni gruppi di sostanze chimiche sono più frequenti che per altri e il relativo quadro normativo è talmente esteso che le autorità pubbliche trovano difficile adempiere a tutti i compiti. A giudizio della Corte, i controlli eseguiti dagli organismi pubblici possono costituire solo una piccola parte di quelli totali: la credibilità del modello Ue può essere preservata al meglio solo affiancando ai sistemi di controllo pubblici quelli del settore privato. Ma le considerazioni su possibili sinergie tra i due sistemi sono appena iniziate. L’Ue ha limitato l’uso di determinati antiparassitari sulla base di criteri di pericolo. Ciononostante, spiega la Corte, i residui di questi potrebbero essere tollerati in prodotti importati nell’Ue se una valutazione del rischio ha indicato che non esistono rischi per i consumatori. La Corte ha inoltre rilevato alcuni limiti nel sistema di controllo, poiché gli Stati membri hanno difficoltà nello stabilire quali misure esecutive adottare in caso di mancato rispetto delle norme. La Corte raccomanda quindi alla Commissione europea: • di valutare potenziali modifiche alla normativa che disciplina i pericoli chimici, alla luce della capacità di applicarla in modo uniforme; • di stimolare ulteriormente la complementarità, in modo che le autorità pubbliche degli Stati membri possano fare maggiore affidamento sui controlli svolti dal settore privato;

di spiegare quali misure intende adottare per i residui di antiparassitari presenti negli alimenti, al fine di mantenere lo stesso livello di garanzia sia per gli alimenti prodotti nell’Ue che per quelli importati, senza violare le norme dell’Organizzazione mondiale del commercio; • di fornire agli Stati membri ulteriori istruzioni sull’applicazione di misure esecutive e rafforzare le proprie procedure atte a monitorare la conformità con la legislazione alimentare dell’Ue. •

Inoltre, la Corte ha evidenziato che, a fronte dell’incessante sviluppo del settore chimico e delle sempre più numerose richieste di autorizzazione di nuove sostanze, l’Efsa non riesce a gestire al meglio la crescente mole di lavoro, con conseguente ritardo da parte del legislatore nell’adottare nuove leggi o a modificare quelle esistenti.

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COMPONENTI PER L’ASPIRAZIONE MOLITORIA Utilizzata nel settore molitorio per il passaggio del prodotto (semola, farina etc.) viene realizzata in acciaio inox aisi 304 BA sp. 10-12/10 elettrosaldata e saldata a tig con trattamento di lucidatura esterna, nei diametri 105-120-150200-250-300 mm e nei vari componenti quali tubi, settori, settori girevoli, valvole, giunzioni.

COMPONENTS FOR MILLING SYSTEMS Used in the milling sector to convey the product (durum wheat flour, ), these items are made of 10-12/10 gauge 304 BA grade stainless steel, electrically and TIG welded and polished externally; available in 105-120-150-200-250300 mm diameters and a range of components including tubes, fixed segments and rotatable segments, valves, splices.

COMPONENTI PER L’ASPIRAZIONE INDUSTRIALE COMPONENTS FOR EXHAUST Utilizzati nel settore Molitorio e Generico Industriale, vengono realizzati in Acciaio Zincato Gr.ra Z200 o a richiesta in Acciaio Inox aisi 304 2b nei spessori 6-8-10-12/10 nei vari Diametri e dimensioni sia per i prodotti standard Seven che per le richieste personalizzate da parte del Cliente.

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Focus on economics FoCUs ECoNoMIa

It is becoming increasingly clear that Italy’s industrial development relies on exports. Therefore, it is important to keep an eye on the pace of our exports by looking not only at their dynamics, but also at their position with respect to international competition. This is what we have tried to do with reference to 23 food products and 16 destinations over the period 2014-2017. Among the product categories, we have obviously considered milling, in addition to the related pasta and confectionery sectors. The results were flattering. Among the 16 countries concerned, with reference to 2017, milling was among the top 5 foreign suppliers in 11 markets. For pasta it is very simple: the product is first almost everywhere. Among the 16 countries concerned, there are only 4 in which Italian pasta is not in the lead. And in these countries the product drops slightly: it is second, and ranks third only in China. In the confectionery sector, the ranking is more varied. The excellence positions in the area of the top 5 suppliers appear in fact in 7 countries: almost half of the basket under examination. In the first three months of 2019, exports for the milling sector reached 96.5 millions, with a -3.1% against January-March 2018. Actually, in volumes, it dropped even more, i.e. -12.1%. It means that the unit value has strengthened. It is no coincidence that in the first ten markets, the sector recorded, with just one exception, all positive variations, even in currency. We find in order: Germany (+8.6%), France (+10.5%), United States (+6.2%), United Kingdom (+22.6%), Spain (+1.1%), Yemen (+330.2%), Netherlands (+21.5%), Bangladesh (+306.8%), Belgium (-25.7%) and Israel (+28.4%).

I molini italiani leader all’estero Our mills are leaders in the world LE nOsTRE FARInE sOnO TRA LE pIù RICHIEsTE AL mOnDO

di Luigi pelliccia Responsabile Ufficio Studi e Mercato di Federalimentare

È

ITALIAn FLOURs ARE THE mOsT sOUgHT-AFTER wORLDwIDE

sempre più chiaro che il cappello dello sviluppo industriale del Paese è appeso all’export. È importante, perciò, tenere sotto osservazione il passo delle nostre esportazioni, guardando non solo alle loro dinamiche, ma anche al loro posizionamento rispetto alla concorrenza internazionale. È quello che abbiamo tentato di fare con riferimento a 23 prodotti alimentari e a 16 destinazioni nell’arco di tempo 2014-2017.

L’obiettivo era di arrivare al 2018, ma i dati della Banca Mondiale, a cui si è attinto, non fornivano ancora dati completi e attendibili per tale anno. Comunque il quadriennio, anche se non aggiornatissimo, è utile per inquadrare il posizionamento e l’evoluzione di fondo dei prodotti esaminati. È emerso, in linea generale e con riferimento al 2017, che l’industria alimentare italiana è fra i primi tre fornitori in 5 dei 16 Paesi esaminati.

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FOCUS ECONOMIA Focus on economics

Un bel risultato. Sul versante opposto, spicca la classifica assai deludente del settore (18° posto) sul mercato cinese, ben dietro a concorrenti europei come Francia, Paesi Bassi, Germania, Irlanda e Spagna. Fra le varie categorie di prodotto abbiamo considerato, ovviamente, il “molitorio”, oltre ai comparti collegati della “pasta” e del “dolciario”, e i risultati usciti sono lusinghieri. Fra i 16 Paesi presi in esame, con riferimento al 2017, il “molitorio” si è piazzato fra i primi 5 fornitori esteri in 11 piazze. Per la “pasta” si fa presto: il prodotto è primo quasi ovunque; sono solo 4 i Paesi in cui la pasta italiana non è in testa ma scende al secondo posto e scivola al terzo in Cina. Nel “dolciario” il posizionamento è più variegato: le posizioni di eccellenza, nell’area dei primi 5 fornitori, compaiono infatti in 7 Paesi, quasi la metà del paniere in esame. Guardiamo ora all’attualità. Il comparto molitorio, nei primi tre mesi del 2019, ha raggiunto una quota export di 96,5 milioni di euro, con un -3,1% su gennaio-

marzo 2018. Mentre in quantità è sceso di più, segnando un -12,1%. Significa che il valore unitario si è apprezzato. Non a caso, nei primi dieci sbocchi il settore ha registrato, con una sola eccezione, tutte variazioni positive, anche in valuta.

Nell’ordine troviamo: Germania (+8,6%), Francia (+10,5%), Stati Uniti (+6,2%), Regno Unito (+22,6%), Spagna (+1,1%), Yemen (+330,2%), Paesi Bassi (+21,5%), Bangladesh (+306,8%), Belgio (-25,7%), Israele (+28,4%).

PosizionAmento comPetitivo dell’AgroAlimentAre itAliAno nel mondo PAese imPortAtore AnnAte di riFerimento

Australia

Belgio

Brasile

canada

cina

Francia

germania

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2017

2014

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2017

2014

2017

2014

2017

2014

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2014

2017

19 5 8 1 9 8 3 11 1 8 3 3 4 21 4 2 3 9 6 3 3 4 5

18 5 6 1 7 4 3 12 1 12 3 3 5 20 4 2 3 6 6 3 5 4 5

14 2 5 1 4 4 4 7 3 7 5 4 6 5 4 3 2 14 5 5 12 5 6

13 2 4 1 4 4 4 6 4 6 6 4 7 7 5 3 2 12 5 7 13 4 5

14 4 7 1 4 5 1 7 5 6 8 4 7 10 5 3 4 12 10 2 3 7 8

11 2 3 1 5 4 1 8 5 5 8 4 7 13 5 2 4 18 8 1 2 6 8

19 5 6 2 9 12 4 10 3 13 2 2 2 23 3 2 2 12 7 4 3 2 4

18 5 4 2 6 8 3 9 3 14 2 2 2 12 3 2 2 10 7 4 4 2 4

28 8 17 2 7 1 17 18 4 5 16 5 14 9 6 2 5 19 12 2 6 16 22

28 10 24 3 14 2 16 27 4 10 12 6 15 8 6 2 5 12 14 6 4 18 23

7 1 5 1 3 4 3 10 4 5 4 1 5 6 3 2 3 8 4 2 5 4 5

7 1 5 1 3 4 3 14 4 5 4 1 5 7 3 1 2 8 4 1 4 4 5

7 1 5 1 7 8 2 8 2 4 4 3 3 11 1 2 1 18 4 5 5 2 3

5 1 4 1 6 6 1 7 2 4 5 3 3 11 1 2 1 18 3 4 4 2 2

cAtegorie di Prodotto

Primario Riso Molitorio Pasta Dolciario: dolci a base di cacao Carni preparate Ittico Trasformazione ortaggi Trasformazione frutta Lattiero-caseario: formaggi Oli e grassi Industria mangimistica Enologico: spumanti vini certificati e speciali Birra Acquaviti e liquori Acque minerali e gassose Caffè Totale industria alimentare Totale agroalimentare

Fonte: elaborazione Federalimentare su banca dati Format Research

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Focus on economics FoCUs ECoNoMIa

Insomma, il “molitorio” è solido nei mercati maturi e si affaccia in modo interessante anche verso nuovi sbocchi. Ma a questo punto, come si diceva una volta, la domanda sorge spontanea: con i chiari di luna dei conflitti commerciali in corso, quanto durerà la luna di miele dell’export? Saperlo è per noi vitale, stante la inossidabile stagnazione del Pil nazionale e, conseguentemente, del mercato interno. È utile guardare lo scenario. Ricordiamo, perciò, che il deficit commerciale 2018 degli Usa è volato ai massimi storici. L’anno scorso ha toccato la bella quota di 621 miliardi di dollari (il 3% del Pil rispetto al 2,8% dell’anno precedente). E ciò spiega, in gran parte, l’attenzione, in tema daziario, dell’amministrazione Trump. A giugno si è aggiunto il confronto UsaIndia, con il forte incremento dei dazi imposto dall’India su 28 prodotti americani, dopo il ritiro da parte Usa di alcuni privilegi commerciali. Non vanno poi dimenticate le forti tensioni con l’Iran, foriere di sviluppi imprevedibili. Al di là dei possibili rimbalzi, anche positivi, che certi intrecci commerciali possono innescare nelle

il molitorio è solido nei mercAti mAtUri giappone

Paesi Bassi

Polonia

regno Unito

russia

spagna

traiettorie dei nostri prodotti agroalimentari, il clima di fondo rimane oggettivamente pericoloso. Un recente studio del Fondo Monetario Internazionale ha evidenziato che, in una prima fase dell’attuale guerra commerciale Usa-Cina, le imprese commerciali americane (che avrebbero dovuto essere i soggetti vincenti) sono state obbligate a ridurre i prezzi al consumo per assorbire l’aumento dei dazi sui prodotti importati coinvolti da tali aumenti. In altre parole, per non perdere quote di mercato interno hanno contratto i margini di profitto. È chiaro che ulteriori incrementi daziari finiranno inevitabilmente con lo scaricarsi sui consumi e diventeranno una sorta di tassa che, alla fine della fiera, non graverà solo sui beni del Paese esportatore ma anche sugli acquisti di quello importatore. Secondo la Federal Reserve di New York, l’aumento dei dazi potrebbe arrivare a costare ai consumatori americani circa 800 dollari all’anno per nucleo familiare. È vero: oggi i consumi Usa sono in crescita, anche per l’aumento della spesa pubblica. Ma se questa situazione dovesse permanere e aggravarsi rischierebbe di

svezia

svizzera

Usa

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2014

2017

25 7 14 1 11 10 5 13 3 6 5 4 2 13 3 3 2 10 10 3 14 6 14

23 6 13 1 11 9 4 16 3 9 5 5 4 15 4 3 3 9 9 3 13 6 16

14 3 6 2 5 5 6 15 3 7 8 6 11 8 5 2 2 6 7 6 5 6 9

14 5 8 2 6 6 5 12 3 9 5 5 11 7 4 2 3 5 7 6 7 6 8

10 1 4 1 4 4 8 9 3 8 6 2 5 8 2 1 1 13 7 4 7 3 6

9 1 5 2 3 3 9 8 2 7 5 3 5 10 2 1 2 13 9 6 5 3 6

14 3 6 1 7 7 8 19 2 6 6 4 6 12 2 2 2 3 4 7 5 5 6

15 2 5 1 7 7 8 18 2 6 6 3 7 14 2 2 2 5 6 6 7 5 6

22 7 13 1 4 5 3 8 5 10 12 9 4 4 1 1 1 15 10 3 5 2 5

24 6 9 1 3 5 2 8 6 12 19 11 5 4 1 1 1 17 10 3 6 3 7

11 3 5 1 3 3 4 15 7 8 5 4 9 5 2 2 1 11 5 6 5 6 7

11 2 4 1 3 3 3 11 7 10 4 4 8 5 2 2 1 9 5 7 5 5 6

8 3 10 1 8 12 3 16 2 10 6 5 7 15 2 2 1 13 10 12 7 4 5

7 1 5 1 8 9 3 18 2 11 6 5 7 14 2 2 1 8 11 13 9 4 5

4 1 3 1 4 4 1 6 1 4 1 1 2 5 1 2 1 9 2 1 2 1 2

4 1 3 1 4 4 1 7 1 4 1 1 2 6 1 2 1 7 2 1 2 1 1

25 5 9 1 7 12 3 16 5 12 2 1 4 10 2 2 1 8 9 4 7 4 7

25 3 5 1 7 12 3 21 5 14 1 1 3 15 2 2 1 8 8 3 8 4 6

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Focus on economics FoCUs ECoNoMIa

indebolire una delle componenti della domanda interna che spiegano la stessa, buona performance del Pil americano, intaccandone la crescita. La vera posta in gioco è, in realtà, la leadership tecnologica, con la rivoluzione industriale 4.0 in corso, anche se accompagnata da motivazioni nazionalistiche e di protezione. Alcuni dati aiutano a capire. Nelle alte tecnologie la bilancia commerciale americana ha un passivo in continuo peggioramento: dal deficit di 84 miliardi di dollari del 2016 è arrivata a 129 miliardi nel 2018. L’unico grande settore in attivo è rimasto quello aerospaziale, con 86 miliardi di dollari, mentre nell’ICT (Tecnologie per l’informazione e la comunicazione) il saldo è stato passivo per 173 miliardi. Gli Usa hanno registrato risultati negativi anche in altri comparti di punta, come le biotecnologie e la optoelettronica. Insomma, l’industria statunitense, primo motore di innovazione, sta cedendo spazio a vantaggio dei servizi. Per cui, la spinta endogena, complessiva all’innovazione del Paese, viene progressivamente rallentata e, con essa, rischia di compromettere la futura leadership mondiale degli Stati Uniti. Le conseguenze del clima commerciale che si va allargando sono, in ogni caso, già evidenti. Il Fondo Monetario Internazionale ha stimato una contrazione del Pil mondiale del -0,5% nel 2020 (circa 455 miliardi di dollari). Mentre la Banca d’Inghilterra ha valutato nel medio periodo una perdita di 2,5 punti, a seguito di una espansione ritorsiva dei dazi. C’è poi l’incertezza, tal quale, che deriva dalle politiche commerciali di “stop and go”, che rende molto volatili le aspettative future e, quindi, incide sulle scelte di investimento internazionale di medio periodo delle imprese. Nello specifico, va ricordato che il Tesoro americano ha inserito l’Italia nella lista dei partner commerciali sotto osservazione, insieme a Cina, Giappone, Germania, Corea del Sud, Irlanda, Vietnam, Singapore e Malesia. Il saldo attivo 2018 del nostro Paese con gli Usa ha raggiunto i 26,4 miliardi di euro, superando la soglia di attenzione fissata dalle autorità americane. Questo sbilancio può essere l’anticamera di misure mirate di raffredda-

mento e riequilibrio degli scambi da parte americana, che per noi sarebbero micidiali. Basta dire che le ultime anticipazioni Istat sul commercio estero del primo quadrimestre, indicano una crescita a due cifre delle nostre esportazioni alimentari negli Usa (+12,1%), che si avvicina a quella di un Paese emergente. Il forte rischio, in autunno, di una Brexit no deal (e in ogni caso dell’arresto nei prossimi mesi del “tiro” anomalo per “effetto scorte” dell’export alimentare oltre Manica), insieme al possibile infittirsi delle guerre commerciali, sono rischi potenti di indebolimento degli scambi. C’è da dire che un fatto nuovo e assai significativo è rappresentato dalla firma, a fine giugno, dell’intesa commerciale tra Ue e Mercosur. Un traguardo fortemente voluto da entrambe le parti dopo anni di stand by, proprio per dare un segnale in controtendenza. In compenso, nel solco della guerra Boeing-Airbus, sono arrivate, all’inizio di luglio, nuove minacce da oltre Atlantico di appesantimento dei dazi su un folto gruppo di prodotti alimentari europei, fra cui molte specialità italiane. Non c’è da meravigliarsi, perciò, se il pas-

InTEREssAnTI LE pROspETTIvE pER L’EXpORT DI FARInE E sEmOLE nEI mERCATI EmERgEnTI so del commercio globale sta scendendo dal +4,8% del 2018 al +2,8% atteso quest’anno (quando ci si aspettava, ancora pochi mesi fa, un assestamento attorno al +4%). Non è un elemento incoraggiante, perché parliamo del primo driver in assoluto dello sviluppo mondiale. Un fatto è certo. Le politiche di ritorsione daziaria e finanziaria, in una economia globale fortemente interconnessa, finiscono con l’innescare danni diffusi, tutt’altro che selettivi, che coinvolgono anche effetti boomerang. C’è da auspicare che questa consapevolezza eviti il rischio più grande e incombente: quello che le attuali derive conflittuali sfuggano di mano. Luigi pelliccia

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grano italiano per la pasta? Basta per pochi mesi all’anno Italian wheat for pasta? It is enough just for a few months a year

Cosimo De Sortis has been reconfirmed as President of Italmopa for the two-year period 2019-2020 (Giorgio Agugiaro, Francesco Divella, Silvio Grassi and Andrea Valente also remain in office as Vice-Presidents). At the annual general meeting, data relating to the milling industry in 2018 were also presented: stable production compared to 2017, +2.1% turnover, growth rates of more than 10% for whole and organic flours. The volume of flour, semolina and milling by-products exceeded, in 2018 once again, 11 million tons, a substantially stable quantity (-0.1%) compared to the previous year, while turnover is estimated at about 3.539 billion euros (+2.1% compared to 2017). As to the soft wheat flour sector, the domestic market was substantially stable in 2018. The decline (-1.8%) in bread flour was almost entirely offset by increased demand for flour intended for the production of bread substitutes.

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AGOSTO 2019 August

In the durum wheat semolina sector, the domestic market recorded a decline in 2018 due to a slowdown in demand from the pasta industry (-0.9%), while consumption of semolina for bread production (+1.1%) and for domestic use (+1.4%) increased. As to the flour intended for fresh or dried pasta production - for domestic or export consumption, in 2018 there was an increase of about 1.15%, thanks to the positive trend of exports of stuffed pasta. In 2018, in both the soft and durum wheat sectors, demand was confirmed between 5 and 20%, depending on the type of product - for foods considered as healthy by consumers (based on organic or whole grain flour/semolina), for foods with a high content of “service” or innovation and, to a lesser extent, for products obtained from regional or local wheat. The offer is essentially meant for the domestic market.


mercAto Market

All’AssemBleA AnnUAle di itAlmoPA il Presidente de sortis diFende le imPortAzioni di FrUmento At the itAlmoPA event, President de sortis deFends wheAt imPorts di delia maria sebelin

«P

er garantire una costante fornitura di pasta negli scaffali dei supermercati, dobbiamo per forza importare grano. Se dovessimo utilizzare solo quello di produzione italiana, la pasta sarebbe in vendita solo per pochi mesi all’anno». Parla chiaro alla stampa Cosimo De Sortis, appena riconfermato alla presidenza di Italmopa per il biennio 20192020 (restano in carica, come vicepresi-

denti, anche Giorgio Agugiaro, Francesco Divella, Silvio Grassi e Andrea Valente). L’occasione è stata l’Assemblea generale annuale di Italmopa, nel corso della quale l’Associazione ha reso noto i risultati 2018 dell’industria molitoria italiana: produzione stabile rispetto al 2017, aumento del fatturato del 2,1%, tassi di crescita superiori al 10% per farine e semole sia integrali che biologiche.

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Th

120

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5


mERCATO Market

Comparti a confronto Il volume di farine, semole e sottoprodotti della macinazione ha superato, anche nel 2018, 11 milioni di tonnellate, quindi un quantitativo sostanzialmente stabile (-0,1%) rispetto all’anno precedente, mentre il fatturato è stimato in circa 3,539 miliardi di euro di cui: • 1,667 miliardi di euro (-0,4%) nel comparto della trasformazione del frumento duro; • 1,872 miliardi di euro (+4,4%) nel comparto della trasformazione del frumento tenero. Per quanto riguarda l’utilizzo di farine di frumento tenero e di semole di frumento duro, si stima che, complessivamente, sia stata pari a 7.778.500 t: • 4.005.000 t per quanto riguarda le farine di frumento tenero (+0,2% rispetto al 2017); • 3.773.500 t per quanto riguarda le semole di frumento duro (-0,4% rispetto al 2017). Nel 2018 l’utilizzo di sfarinati di frumento tenero ha fatto registrare una crescita dello 0,18% rispetto al 2017, frutto di una frazionale frenata sul mercato in-

nEL 2018 IL mOLITORIO HA sEgnATO Un AnDAmEnTO LIEvEmEnTE pOsITIvO

Il presidente del Gruppo Giovani, Giorgio Belotti (a sinistra), con Cosimo De Sortis, riconfermato alla presidenza di Italmopa per il biennio 2019-2020

terno (-0,23%), fortunatamente più che compensata da un incremento delle esportazioni (+9,82%). Il volume totale di sfarinati di frumento tenero si è così attestato, nel 2018, su 4.005.000 t, di cui 3.826.000 t (95,53% del totale) destinate al mercato interno e 179.000 t (4,47% del totale) per le esportazioni verso Paesi comunitari o, anche, Paesi terzi.

Flessione dei consumi di pane e pasta Per quanto riguarda il comparto delle farine di frumento tenero, nel 2018 il mercato interno ha mostrato una sostanziale stabilità. La contrazione relativa alle farine destinate alla panificazione (-1,8%), è stata pressoché interamente compensata da una maggiore domanda di farine destinate alla produzione di: • sostituti del pane, quali cracker, taralli, grissini (+3,8%); • pizza e prodotti salati da forno (+1,6%); • biscotti, lievitati, prodotti dolci da forno, pasticceria (+2,6%). Relativamente al mercato estero, nel 2018 si è registrato un incremento del 10% circa dei volumi delle esportazioni di farine di frumento tenero le quali, pur posizionandosi su livelli quantitativi ancora non significativi, hanno beneficiato, nel corso degli ultimi anni, di un trend in costante crescita. Nel 2018 il mercato interno delle semole di grano duro ha evidenziato una moderata flessione riconducibile alla frenata

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mERCATO Market

della domanda dell’industria della pasta (-0,9%), mentre risulta in crescita il consumo di semola per la produzione di pane (+1,1%) e per uso domestico (+1,4% ).

Una filiera di “sistema” «Nel 2018 - evidenzia De Sortis - il comparto molitorio ha segnato, complessivamente, un andamento moderatamente positivo, anche se permangono alcune criticità legate alla nuova contrazione dei consumi interni di pane e pasta». Italmopa sta fornendo «in modo fattivo e responsabile il proprio contributo rispetto a iniziative politiche che appaiono orientate a riportare al centro del dibattito l’intera filiera e non solo le esigenze di singoli attori. Alla politica chiediamo scelte coraggiose e lungimiranti. La logica del provvedimento estempo-

CREsCE L’UTILIZZO DEgLI sFARInATI A TEnERO

raneo va bene se confinata alle emergenze, mentre qui c’è una filiera da riorganizzare in un’ottica di sistema e con una visione di medio-lungo periodo. Il rischio è di avvitarsi in inutili contrapposizioni interne, trascurando la crescente

pressione competitiva che arriva da Paesi che iniziano a presidiare in maniera preoccupante mercati tradizionalmente dominati dal made in Italy». E conclude: «Occorre, pertanto, ripensare in maniera sistemica l’intera filiera per migliorarne la competitività, evitare di disorientare il consumatore con una informazione strumentale e incontrollata - che deprime i consumi interni di pane e pasta - e ambire a una maggiore coesione tra gli attori a sostegno di obiettivi condivisi, affinché ciascuna componente della filiera possa ottenere la giusta remunerazione e riappropriarsi dell’orgoglio del proprio lavoro».

Farine di grano tenero: bene quelle per pizza e snack Per quanto concerne la farina destinata alla produzione di pasta fresca o secca - per consumo interno o per l’export nel 2018 si è registrata una crescita dell’1,15% circa, ottenuta grazie al po-

AUmEnTA LA RICHIEsTA DI FARInE pER pRODOTTI DA FORnO E LIEvITATI August agosto 2019

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mercAto Market

ottimo l’AndAmento delle vendite di semole integrAli e Bio

sitivo andamento delle esportazioni di pasta alimentare farcita. L’utilizzo di sfarinati per la produzione di prodotti della biscotteria, lievitati, monodose da forno e pasticceria ha segnato, nel 2018, un incremento del 2,59%. La

tABellA 1

domanda ha premiato soprattutto le farine per uso pasticceria e, in percentuali meno marcate, quelle destinate ai prodotti per la prima colazione e ai dolci da ricorrenza. La farina di frumento tenero per uso do-

mestico ha mostrato, nel 2018, una nuova contrazione del 3,60% circa rispetto all’anno precedente, anche come conseguenza dell’incremento, per motivi salutistici o organolettici, del consumo di farine alternative. Si è confermato, anche nel 2018, l’aumento (+1,62%) dell’utilizzo di farine per la produzione di pizza e prodotti salati da forno (pizzette, focaccine…), con una crescita che ha interessato tutte le principali categorie di prodotto: +0,82% per la pizza artigianale (pizzerie tradizionali e take away), +4,21% per i prodotti salati da forno e +1,34% per il settore dei surgelati. Nel 2018 si è osservato, inoltre, un incremento del 9,82% dei volumi di farina destinati all’esportazione che, pur attestandosi su livelli quantitativi ancora non significativi, nel corso degli ultimi anni hanno fatto registrare un trend in costante crescita (tABellA 1).

Utilizzo degli sFArinAti di FrUmento tenero 2017 ton.

2018 ton. (provv.)

per pane e sostituti del pane

2.476.000

2.445.000

- pane

2.242.000

2.202.000

- prodotti sostitutivi del pane

234.000

243.000

•

per pasta

87.000

88.000

•

per biscotteria/lievitati/monodose da forno

695.000

713.000

•

per usi domestici

222.000

214.000

•

per pizze ed altri usi

371.000

377.000

•

import farine

- 16.000

- 11.000

3.835.000

3.826.000

163.000

179.000

5.400.000

5.410.000

destinAzioni d’Uso Mercato interno: •

Totale mercato interno Esportazioni Equivalente frumento Fonte: Italmopa, 2019

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AGOSTO 2019 August


mERCATO Market

TABELLA 2

UTILIZZO DEgLI sFARInATI DI FRUmEnTO DURO DEsTInAZIOnI D’UsO

2017 ton.

2018 ton. (provv.)

Mercato interno: •

per pasta

3.450.000

3.420.000

•

per pane

178.000

180.000

•

per usi domestici

37.000

37.500

3.665.000

3.637.500

122.000

136.000

Totale semole

3.787.000

3.773.500

Equivalente frumento

5.680.000

5.660.000

Totale mercato interno Esportazioni semole

Fonte: Italmopa, 2019

In calo gli sfarinati di frumento duro Nel 2018 il livello di utilizzazione degli sfarinati di frumento duro ha segnato, rispetto all’anno precedente, una riduzione dello 0,36% riconducibile a una minore domanda dell’industria della pasta, causata da una nuova frenata dei consumi sul mercato interno, non sufficientemente controbilanciata dal positivo, ma non particolarmente significativo, andamento delle esportazioni. Viene invece riscontrato un trend positivo per quanto concerne la richiesta di sfarinati di frumento duro per uso domestico, per la produzione di pane e per l’esportazione. Da notare, a prescindere dalla destinazione finale, l’ottima performance delle vendite di semole integrali che avrebbe registrato, rispetto al 2017, una crescita superiore al 10%. Il quantitativo di semola di frumento duro destinato alla produzione di pasta alimentare risulterebbe di 3.420.000 t, rispetto a un utilizzo totale di semola di frumento duro sul mercato interno pari a 3.638.000 t circa (TABELLA 2).

Cresce l’appeal delle farine “salutistiche” Nei comparti sia del frumento tenero che del frumento duro, il 2018 ha confermato la richiesta - compresa, secondo la tipologia di prodotto, tra il 5 e il 20% - di alimenti considerati salutistici (a base di farine/semole bio o integrali), di cibi con alto

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mercAto Market

tenore della componente “servizio” o innovativi e, in misura minore, per prodotti ottenuti con frumento regionale o locale. Tale offerta si rivolge essenzialmente al mercato nazionale. Questi alimenti, in grado di ritagliarsi uno spazio sempre più rilevante sul mercato, non possono più essere considerati di nicchia - quanto meno per alcuni comparti (bio e integrale in primis) - sia alla luce dei volumi commercializzati, sia per il numero di referenze, sia per la percentuale che rappresentano nei fatturati dell’industria molitoria. Il costante aumento, seppur in timido rallentamento rispetto al passato, di questa propensione al consumo new trend, si manifesta in parallelo alla crescita della ricerca di prodotti “low price”, a testimonianza della generale polarizzazione economica e sociale che oggi caratterizza il nostro Paese. All’interno del comparto salutistico, da segnalare gli andamenti particolarmente positivi, con crescita a doppia cifra, che hanno contraddistinto il settore farine e semole integrali da un lato e biologiche dall’altro. delia maria sebelin

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EvEnTI Events

Oltre il genoma del grano duro, ricercatori e stakeholder a confronto Beyond the durum wheat genome, researchers meet stakeholders

di Delia maria sebelin

AL COnvEgnO pROmOssO DA CnR, CREA E UnIvERsITà DI BOLOgnA, ILLUsTRATE LE nUOvE OppORTUnITà pER LA FILIERA DELLA pAsTA AT THE CnR, CREA AnD UnIvERsITy OF BOLOgnA COnFEREnCE, nEw OppORTUnITIEs FOR THE pAsTA sUppLy CHAIn

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AGOSTO 2019 August


EvEnTI Events

Gian Marco Centinaio, the Minister, Gian Luca Calvi, the Special Commissioner CREA, Massimo Inguscio, the President of the CNR: they were all present at the conference “Beyond the genome: new opportunities for the durum wheat chain”, held in Rome, at the headquarters of the CNR. A unique opportunity in which the world of research has discussed with the supply chain stakeholders to illustrate the practical effects that are available today for those working to process this precious cereal, thanks to the latest knowledge on the wheat Dna. Therefore, knowledge becomes an instrument of innovation, allowing the launch of projects that can be translated into concrete action right from the start (new seeds), while others will be feasible only in the

medium or long term, after further academic studies (for example, the creation of improved varieties, carriers of tailor-made quality according to the needs of the pasta industry). Those who will seize these opportunities first may be one step ahead of competitors. Some people have already guessed this, taking part in this meeting, organized by CNR, CREA, the University of Bologna with the collaboration of Avenue media and Assosementi. In the conference hall, industrial giants such as Barilla, seed industries, industry associations (like the Association of technicians of the milling industry - Antim), technologists and specialists of the agri-food industry. According to Luigi Cattivelli, director of CREA Genomics and Bioinformatics and coordinator of the study, there are

three effects of the sequenced genome on the supply chain that will change the way of “doing agribusiness”, no longer in an empirical way but anchored to real knowledge. «The first is for the seed industry which, from the very beginning, by using these data, can work for new varieties that are resistant to diseases such as rust and fusarium. The second is for the processing industry, since, knowing all the genes that are responsible for quality, it will be able in the medium term to have raw materials that are increasingly calibrated and functional to its production needs and consumers’ tastes. The third, which takes longer, will lead to better management of biodiversity, thanks to the genetic recognition of the different types of durum wheat, be it spelt, ancient or modern wheat».

I

l ministro del Mipaaft, Gian Marco Centinaio, il commissario straordinario del CREA, Gian Luca Calvi, il presidente del CNR, Massimo Inguscio: c’erano tutti al convegno “Oltre il genoma: nuove opportunità per la filiera del frumento duro”, che si è tenuto nella sede del CNR a Roma. Un’occasione unica, in cui il mondo della ricerca si è confrontato con gli stakeholder della filiera per illustrare i nuovi scenari che da oggi si aprono per chi opera nel mondo della trasformazione, grazie alle ultime conoscenze sul Dna del frumento.

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EvEnTI Events

Da sinistra: Il ministro Gian Marco Centinaio, il presidente del CNR, Massimo Inguscio, e il commissario straordinario del CREA, Gian Luca Calvi

Il sapere diventa strumento di innovazione, permettendo così l’avvio di una serie di progetti che si potranno tradurre in concreto fin da subito (nuove sementi), mentre altri saranno realizzabili solo nel

medio-lungo termine, dopo ulteriori approfondimenti accademici (ad esempio, la costituzione di varietà migliorate, portatrici di qualità tailor made per le esigenze dell’industria della pasta).

Chi coglierà per primo queste opportunità, potrà essere un passo avanti rispetto alla concorrenza. Alcuni lo hanno già capito, partecipando a questo meeting promosso da CNR, CREA e Università di Bo-

Il genoma del grano duro (qui schematizzato) è quattro volte più grande di quello umano

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EvEnTI Events

logna, realizzato in collaborazione con Avenue Media e Assosementi. In sala, giganti dell’industria come Barilla, imprese sementiere, associazioni di settore (vedi Antim, l’Associazione dei tecnici dell’industria molitoria), tecnologi e specialisti dell’agroalimentare.

Dallo studio alla pratica Il sequenziamento del genoma del grano duro è stato pubblicato, sulla rivista scientifica Nature Genetics, solo pochi mesi fa, così il convegno ha voluto chiarire come questa conoscenza può tradursi in applicazioni concrete a vantaggio di produttori, trasformatori e consumatori. La realizzazione dello studio era già stata anticipata al Congresso internazionale “From Seed to Pasta III” lo scorso settembre, ma la pubblicazione lo ha “ufficializzato” al mondo scientifico. Ma quali sono i reali termini di applicazione di questa conoscenza nel mondo industriale? Indubbiamente, il risultato (ottenuto da un consorzio internazionale di 60 autori da 7 Paesi coordinato dal CREA) - ossia la sequenza completa dei 14 cromosomi della varietà di frumento duro Svevo con i suoi 66 mila geni - apre orizzonti fino a ie-

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ri impensabili. Lo studio del genoma, infatti, ha consentito di identificare centinaia di migliaia di marcatori molecolari che potranno essere utilizzati per la selezione di varietà migliorate. Un riferimento fondamentale per tutta la futura attività di miglioramento genetico e per l’identificazione e la tutela delle diverse tipologie di frumento attraverso tecniche di tracciabilità molecolare. Secondo Luigi Cattivelli, direttore del CREA Genomica e Bioinformatica e coordinatore dello studio, sono sostanzialmente tre le ricadute del genoma sequenziato sulla filiera che cambieranno il modo di “fare agroalimentare”, non più in modo empirico ma ancorato ad una concreta conoscenza. «La prima è per l’industria sementiera che, da subito, utilizzando questi dati potrà lavorare per nuove varietà resistenti a malattie come le ruggini e la fusariosi. La seconda è per l’industria della trasformazione in quanto, conoscendo ora tutti i geni responsabili della qualità, a medio termine potrà contare su una materia prima sempre più calibrata e funzionale alle proprie esigenze produttive e ai gusti dei consumatori. La terza, che richiede tempi più lunghi, porterà a una migliore gestione della biodiversità, grazie al riconoscimento su basi genetiche delle di-

Luigi Cattivelli (CREA)

verse tipologie di frumento duro, sia esso farro, grano antico o moderno». Questi risultati scientifici - raggiunti anche grazie ai nostri ricercatori - portano l’Italia a far parte della ristretta rosa dei Paesi protagonisti nella genetica dedicata all’agricoltura. Saperi molto preziosi per il

L’ITALIA È LEADER nEgLI sTUDI sULLA gEnETICA DEDICATI ALL’AgRICOLTURA


EvEnTI Events

sERvOnO REgOLE CHIARE pER gARAnTIRE gLI InvEsTImEnTI A sOsTEgnO DELL’InnOvAZIOnE vEgETALE mondo accademico, che si traducono in vantaggi anche per quello commerciale, con l’obiettivo di rendere più competitivo il nostro grano e assicurare la leadership della pasta italiana anche in futuro.

A sostegno del grano nazionale «La filiera del frumento duro rappresenta un’autentica eccellenza del comparto agroalimentare del nostro Paese - ha sottolineato il ministro Gian Marco Centinaio, intervenendo all’apertura dei lavori - Circa 3 piatti di pasta su 4 consumati nel Vecchio Continente provengono da un pastificio italiano. Dobbiamo lavorare per difendere questo settore e affrontare le prossime sfide. Il risultato di questo lavoro è un passo importantissimo per il sostegno della filiera nazionale, perché apre nuovi scenari che consentiranno di far fronte ai cambiamenti climatici e di garantire una migliore qualità dei prodotti. Manteniamo quindi alta la bandiera del nostro made in Italy in tutto il mondo». «La conoscenza genetica è un asset strategico non solo per l’agricoltura ma per il Sistema Paese - conferma Gian Luca Calvi, commissario straordinario del CREA - Molte delle specie coltivate in Italia, tra cui anche diverse colture alla base di prodotti tipici, derivano da varietà, ibridi o portinnesti importati o realizzati in Italia con conoscenze e tecnologie sviluppate all’estero, una condizione di strutturale fragilità per il nostro made in Italy, che deve essere superata con la ricerca. E come CREA - ha concluso Calvi intendiamo ribadire tutto il nostro impegno per costruire un know-how scientifico che contribuisca a trasformare le conoscenze relative ai genomi delle diverse specie in prodotti migliorati, sempre più

competitivi ed autenticamente italiani». Per concretizzare tutto ciò servono però regolamenti “ad hoc”: è l’opinione di Assosementi per voce del suo segretario, Alberto Lipparini: «La pubblicazione su Nature Genetics di questo studio è un grande risultato della ricerca italiana, ma deve essere un punto di partenza per l’innovazione vegetale. E per mettere a disposizione della filiera le conoscenze derivanti dal sequenziamento del genoma del grano duro, sono necessarie regole chiare e in grado di garantire gli investimenti del settore sementiero a sostegno dell’innovazione vegetale». La resistenza alle malattie, la selezione di varietà più adattabili agli stress climatici e capaci di assicurare contenuti proteici sempre più elevati e di qualità, sono tra i principali obiettivi futuri. «È di fondamentale impor-

tanza un quadro normativo che ci permetta di mantenere questo vantaggio competitivo, per consentirci di fare ricerca alle stesse condizioni dei nostri concorrenti extra-europei».

Varietà resistenti alle malattie Nel corso del lavoro di ricerca, le conoscenze sul genoma sono state utilizzate per comprendere il processo evolutivo che ha portato dal farro selvatico (il progenitore del farro coltivato) al moderno frumento duro; inoltre, sono servite per isolare un nuovo gene capace di limitare l’accumulo di cadmio nei semi: un chiaro esempio di come lo studio dei genomi possa aiutare la scoperta di fattori che aumentano ulteriormente la salubrità e

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EvEnTI Events

Il presidente Antim, Lorenzo Cavalli

la qualità del frumento duro e, di conseguenza, della pasta. «Con la sequenza del genoma ora abbiamo il panorama completo dei geni che codificano per le proteine del glutine in una varietà importante di frumento duro. Queste informazioni saranno molto utili per comprendere i fattori che determinano la qualità tecnologica e nutrizionale delle semole», spiega Aldo Ceriotti del Cnr.

«Come mugnai contiamo molto sulla ricerca genetica - chiarisce il presidente dell’Associazione dei tecnici mugnai (Antim), Lorenzo Cavalli - Visto il continuo aumento del consumo di prodotti integrali, è necessario prestare particolare attenzione alla salubrità della materia prima. Sarà senza dubbio proficuo selezionare varietà resistenti al Don o ad altre micotossine o contaminanti».

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Crisi climatica sI pUò RIspARmIARE e sicurezza alimentare

EnERgIA Conoscere il corredo genetico del grano COn Un sIsTEmA segna anche un passo in avanti per la sicurezza alimentare: «La disponibilità delDI COnTROLLO la sequenza genomica facilita l’identificaDELLA zione dei geni vELOCITà che regolano la risposta adattativa della pianta alla siccità e la sua sUI mOTORI capacità di assorbire acqua e fertilizzanti -DI precisa Roberto Tuberosa dell’UniverpOmpE E vEnTILATORI di ritorno economici dell’investimento. Le ipotesi considerate sono quelle riportate in TABELLA 4. In base a ciò si ottiene un tempo di ritorno dell’investimento previsto in 3 anni e 5 mesi. L’installazione di un sistema di controllo mediante inverter consente di ottenere significativi risparmi nelle applicazioni in cui è richiesta una regolazione della portata. Nell’ambito molitorio permette di andare ad adeguare l’effettiva esigenza di aria dell’impianto, riuscendo a recuperare energia altrimenti dispersa in perdite di carico applicate sul fluido.

sità di Bologna - consentendo quindi l’utilizzo della 4selezione assistita con marcaTABELLA EFFICIEnZA DEI mOTORI tori, per costituire in tempi brevi nuove cultivarValore più resilienti medio dialle potenza avversità assorbita clima-prima e dopo l’installazione dell’inverter tiche e più ecocompatibili». Con inverter LaAzionamento crisi climatica è un tema cruciale tra i Senza inverter banchi ricerca come della politica: Classedella efficienza motore IE3 IE3 «Il Consiglio nazionale delle ricerche, Potenza 75 con le sue[kw] competenze, svolge indagini sui cambiamenti climatici in tutto lo Rendimento sistema di controllo 100% 96% spettro multidisciplinare - sottolinea il Ore di lavoro [h] 7.200

LE ULTImE Potenza media misurata [kw] COnOsCEnZE Costo sistema di controllo [€] FACILITAnO Energia annua [kwh] L’IDEnTIFICAZIOnE Costo energetico annuo [€] DEI gEnI Riduzione degli sprechi CHE REgOLAnO In conclusione, efficientare un impianto LA RIspOsTA non è un semplice obbligo burocratico ADATTATIvA previsto da norme e regolamenti a volte lontani dalla realtà, ma significa ridurre DELLA pIAnTA gli sprechi di energia e di denaro manteALLA sICCITà nendo stabile e sicuro il processo di tra-

66,5

60,8

–

12.000,00

Roberto Tuberosa dell’Università di Bologna

478.800 456.000 presidente CNR, Massimo Inguscio 74.214 70.680 La genomica avrà un ruolo fondamentale nello sviluppo di un’agricoltura sostenibile e di tutta bio-economia. Il trasformazione dellalamateria prima. Sapenguardo rappresentato dal sequenziado, inoltre, che una riduzione dei consumento del genoma puòun e deve diventare mi energetici può dare contributo imilportante punto di partenza per un rilancio della all’ambiente. ricerca su una coltura fondamentale per l’economia nazionale». Riccardo scarcelli Relazione presentata alla Giornata Tecnica Antim di Corato (Ba) Delia maria sebelin

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LE pAgInE AnTIm Antim’s pages

Come risparmiare sull’energia elettrica migliorando la produttività degli impianti power-saving solutions by improving plant productivity RAM Elettronica has taken up the challenge of finding solutions for energy efficiency in milling industry in order to achieve different goals: reduction of operational costs, increasing attention of consumers to environmental concerns and last but not least to follow Eu directives of energy saving as key factor to reduce energy imports. The focus point to successfully face this challenge is to apply serious methods of analysis using tools such as the Lcca and Ipmvp. First of all we have analysed the real status of electrical installation, having done so, we found out that the more significant weakness is related to electric motors load factor derived from old criteria of installation design: only acting on this weak point is possible to easily produce saving up to 5%. The second step to increase the percentage of energy saving was implemented on the heart of the whole milling installation: the motor of the fan part of pneumatic circuit. By replacing existing big power motor with similar but highly efficient, we could only save up to 1% of electrical consumption. But is by installing variable speed drive with pressure monitoring system that we can obtain more meaningful saving, we monitored about 10% of power reduction. The combination of these different interventions has to be considered the best strategy, ensuring about 20% energy saving. These improvements have been possible thanks to continuous monitoring and analysis of installation.

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Antim’s pages LE pAgInE AnTIm

OTTImIZZARE L’EFFICIEnZA DEI mOTORI E REgOLARnE LA vELOCITà pER Un pRODOTTO TOp ED ECO-FRIEnDLy ImpROvIng EFFICIEnCy FOR A TOp AnD ECO-FRIEnDLy pRODUCT di Riccardo scarcelli Direttore tecnico RAM Elettronica

L’

Unione europea, con l’emanazione della direttiva 2012/27/Ue, ha indicato l’obiettivo della riduzione del 20% delle emissioni entro il 2020, decisa con il protocollo di Kyoto, aprendo la strada verso il contenimento dell’innalzamento climatico al di sotto di 2o C, stabilito dalla conferenza di Parigi del 2015. Secondo tale direttiva, è importante operare nella direzione del miglioramento dell’efficienza energetica, poiché rappresenta uno strumento utile sia sul piano ambientale che industriale. L’efficienza energetica consente, infatti, notevoli abbattimenti dei costi lasciando inalterate o, addirittura, migliorando le caratteristiche degli impianti. RAM Elettronica è da tempo attiva nel campo dell’efficienza energetica, applicando pratiche di buona tecnica nelle industrie del comparto molitorio.

Strumenti di intervento La “Life Cycle Cost Analysis”, letteralmente “Analisi del costo nel ciclo di vita”, è uno strumento che permette di inglobare all’interno dell’investimento tutti i costi operativi dello stesso. È un approccio che consente di valutare gli investimenti in fase preventiva, con l’obiettivo di estendere l’analisi dei costi oltre il momento dell’acquisto, considerando tutti gli oneri che l’acquirente sosterrà nell’arco della vita utile del bene. Il Protocollo Ipmvp (International Performance Measurement and Verification Protocol) è un’iniziativa della Evo (Efficiency Valuation Organization), un’organizzazione che si occupa di incoraggiare un mondo più sostenibile, fornendo gratuitamente risorse e conoscenze. Tale protocollo fornisce una presentazione strutturata dei principi e dei termini comuni che sono alla base di qualsiasi processo di misura e di verifica. Lo scopo è promuovere lo studio di ogni progetto di efficientamento per soddisfare gli obiettivi delle varie azioni che inducono al risparmio energetico, sfruttando i principi di accuratezza, completezza, prudenza, coerenza, pertinenza e trasparenza.

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Marzo 2009 / MOLINI

d’Italia


Antim’s pages LE pAgInE AnTIm

Sostituzione di motori ad alta efficienza L’Unione europea, nell’ambito dell’applicazione della direttiva 2009/125/Ce Energy-related-Products (ErP), ha emanato una serie di regolamenti che riportano i requisiti di efficienza per tutti i dispositivi che utilizzano energia. Il Reg. (Ce) 640/2009 specifica i requisiti minimi dei motori elettrici in ambito di efficienza, introducendo degli obblighi per i motori commercializzati all’interno dell’Ue. Tali obblighi hanno imposto dal 1° gennaio 2017 l’appartenenza alla classe di efficienza IE3 (IE2 se alimentati tramite inverter) per tutti i motori con potenza compresa tra 0,75 e 375 kw. Dal regolamento sono esclusi alcuni tipi di motori, tra i quali le unità operanti in atmosfere potenzialmente esplosive, come definite dalle norme Atex. Sebbene il comparto molitorio presenti molti motori che operano in ambienti Atex, le case costruttrici si stanno adoperando per efficientarli: sul mercato sono disponibili motori Atex sia IE2 che IE3, mentre per i prodotti non Atex si è arrivati a IE4.

Il ritorno dell’investimento Per comprendere i vantaggi dell’aumento dell’efficienza dei motori elettrici si riporta una semplice analisi economica di investimento fatta per la sostituzione di un motore da 75 kw a 2 poli in efficienza Eff (IE1), con un motore di pari taglia ma in efficienza IE3 (TABELLA 1). Il tempo di rientro dell’investimento è di appena 2 anni e 10 mesi. RAM Elettronica ha realizzato, in collaborazione con l’Industria Molitoria Mininni, il medesimo cambio motori, andando poi a valutare l’efficacia reale tramite un sistema di monitoraggio dei consumi installato sul motore (TABELLA 2). In questo modo, il tempo di ritorno economico si allunga fino a 9 anni, rendendo poco vantaggioso l’investimento. Come visto dall’analisi delle differenze tra la teoria e la pratica, il cambio di un motore a più alta efficienza va ponderata nell’ipotesi di cambiarlo prima della fine del suo ciclo di vita, soprattutto per motori di grossa taglia: il differenziale di rendimento teorico, già risicato per i mo-

tori di grossa potenza, scende in condizioni reali, rendendo il tempo di ritorno molto lungo. A ciò vanno aggiunti la qualità del motore inizialmente installato e il buono stato di conservazione del motore stesso, che ha consentito un mantenimento dell’efficienza a livelli ottimali nonostante fosse obsoleto.

Efficienza del parco motori Un tempo la grande maggioranza degli stabilimenti molitori veniva realizzata seguendo la logica del sovradimensionamento dei motori per favorire la continuità di servizio, in un’epoca in cui il costo dell’energia era marginale. TABELLA 1

I mOTORI COmmERCIALIZZATI ALL’InTERnO DELL’UE DEvOnO AppARTEnERE ALLA CLAssE DI EFFICIEnZA IE3 O IE2

EFFICIEnZA DEI mOTORI Sostituzione di un motore da 75 kw a 2 poli in efficienza con un motore di pari taglia ma in efficienza IE3

Classe efficienza motore

IE1

Potenza [kw] Rendimento

IE3 75

92,70%

94,70%

Ore di lavoro [h]

7.500

Fattore di carico

75%

Costo motore [€]

–

4.200,00

Energia annua [kwh]

455.097

445.486

Costo energetico annuo [€]

70.540

69.050

Risparmio annuo [€]

TABELLA 2

1.490

EFFICIEnZA DEI mOTORI

Sostituzione di un motore da 75 kw a 2 poli in efficienza con un motore di pari taglia ma in efficienza IE3: efficacia reale tramite un sistema di monitoraggio dei consumi installato sul motore Classe efficienza motore

IE1

Potenza [kw] Rendimento

75 92,70%

Ore di lavoro [h] Potenza misurata [kw]

IE3

94,70% 7.500

66,1

65,7

–

4.200,00

Energia annua [kwh]

495.750

492.750

Costo energetico annuo [€]

76.841

76.376

Costo motore [€]

Risparmio effettivo [€]

465,00

August agosto 2019

57


LE pAgInE AnTIm Antim’s pages

gRAFICO 1

EFFICIEnZA DEI mOTORI

Percent full load efficiency

L’efficienza dei motori è massima quando il motore lavora tra il 45 e il 110% della sua potenza nominale, mentre decresce fuori da tale range

Percent full load Oltre a ciò, la decorticazione ha ulteriormente alleggerito il reparto di macinazione costituito dai laminatoi. L’accrescere delle tematiche ambientali e l’innalzamento del costo dell’energia elettrica ha fatto emergere i limiti di tale approccio: motori che lavorano ben al di sotto delle loro possibilità rischiano di pesare sul costo dell’energia. RAM Elettronica è in grado di analizzare e valutare tali parametri sull’intero parco motori per intervenire ove necessario. L’analisi che si esegue sui motori dello stabilimento si basa sulla caratteristica per cui l’efficienza di un motore elettrico varia in base al fattore di carico. L’efficienza dei motori, a parità di altre condizioni, è massima quando il motore lavora tra il 45 e il 110% della sua potenza nominale, mentre decresce fuori da tale range. Il decremento è tanto più evidente quanto minore è la grandezza del motore (gRAFICO 1).

L’analisi sul fattore di carico ha evidenziato la distribuzione della potenza installata nel comparto macinazione come riportato nel gRAFICO 2. Nella fase di previsione abbiamo scelto di ipotizzare un intervento con le seguenti logiche: • il passaggio a una classe di efficienza superiore mantenendo inalterata la gRAFICO 2

grandezza per i motori con fattore di carico superiore al 50%; • il passaggio a una classe di efficienza superiore abbassando la potenza nominale del motore di una o due taglie per i motori con fattore di carico inferiore al 50%. Nelle suddette condizioni è stato poi ricalcolato il nuovo fattore di carico per

AnALIsI DELL’EFFICIEnZA DEI mOTORI AppLICATA AL mOLInO sAn pAOLO

Applicazione reale: Molino San Paolo Questa analisi è stata applicata al Molino San Paolo. L’intervento ha compreso due fasi: una di rilievi sul campo, l’altra di analisi.

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AGOSTO 2019 August

Carico maggiore del 50% della potenza nominale Carico compreso tra il 30 e il 50% della potenza nominale Carico inferiore al 30% della potenza nominale


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TABELLA 3

AnALIsI DELL’EFFICIEnZA DEI mOTORI AppLICATA AL mOLInO sAn pAOLO Calcolo del nuovo fattore di carico: ipotesi di utenze in funzione per un totale di 7.200 ore annue. Il tempo di ritorno dell’investimento stimato è di 2 anni e 1 mese

Costo sostituzione motori

kWh/anno risparmiati

€/anno risparmiati

€ 20.728

65.542

€ 10.004

I mOTORI CHE LAvORAnO AL DI sOTTO DELLE LORO pOssIBILITà RIsCHIAnO DI pEsARE sUL COsTO DELL’EnERgIA poter ottenere il rendimento effettivo. In tale previsione si è considerata l’ipotesi per la quale le utenze sono in funzione

per un totale di 7.200 ore annue e, appurati i risparmi ottenuti, è stata eseguita un’analisi sul tempo di ritorno dell’investimento di ciascun motore. Quest’ultimo è stato stimato in 2 anni e 1 mese (TABELLA 3). Un approccio di questo tipo consente di analizzare molto velocemente e in tutta sicurezza l’intero parco motori e di aumentare l’efficienza conservando abbondanti margini di manovra sul carico massimo ancora applicabile.

Regolatori di velocità Un motore elettrico asincrono collegato direttamente alla rete, a regime girerà

Tempo di ritorno Anni

Mesi

2

1

costantemente alla velocità nominale. Questa caratteristica rende il motore ideale per applicazioni a carico fisso come i laminatoi. Per i carichi variabili questo è uno svantaggio. In passato le regolazioni avvenivano a valle del carico applicato al motore: un tipico caso è un motore che aziona un ventilatore o una pompa a portata variabile. La regolazione avviene sul fluido utilizzato con dispositivi che immettono perdite di carico (valvole di strozzamento, serrande, sistemi di bypass). Questi sistemi di regolazione sono inefficienti. L’ideale sarebbe regolare l’alimentazione del motore in modo che il carico richiesto sia quello erogato dall’aziona-

August agosto 2019

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LE pAgInE AnTIm Antim’s pages

gRAFICO 3

AppLICAZIOnE DI InvERTER L’energia che l’inverter non eroga è quella che l’azionamento è in grado di risparmiare (area verde)

mento. Ciò è possibile utilizzando i regolatori di velocità, detti anche inverter.

Utilizzo di inverter

l’efficacia reale che un simile intervento ha avuto sui consumi. Il motore soggetto a tale implementazione è quello del ventilatore del circuito

pneumatico principale della parte di impianto denominata “Molino B”, che presenta le seguenti caratteristiche: • potenza nominale 75 kw; • numero di poli 2; • velocità di rotazione albero motore 2.975 giri/min; • tensione nominale 400 v; • corrente nominale 128 a; • cosφ = 0,89 a carico nominale; • classe di efficienza IE3. Nelle settimane precedenti all’intervento è stato installato un sistema di misurazione dei consumi per monitorare e registrare l’andamento delle grandezze elettriche del motore. Il sistema di controllo installato è costituito da un inverter Danfoss FC103 della medesima potenza del motore, che viene controllato tramite plc Siemens. Il controllo è realizzato da un sensore di depressione montato in aspirazione al ventilatore (FOTO ). Andando a comparare il valore medio di potenza assorbita prima e dopo l’installazione, è stato possibile prevedere i tempi

Il risparmio, con l’introduzione di un sistema di controllo della velocità sui motori di pompe e ventilatori, è determinato dalla caratteristica di coppia tipico di tale utilizzo, cioè di tipo quadratico: la resistenza aumenta con il quadrato della velocità (gRAFICO 3). Mentre la regolazione eseguita con serrande o valvole di strozzamento è lineare (linea blu), andando a variare il fluido richiesto ma dissipando energia ormai fornita dal motore, il regolatore di velocità adatta le performance del motore alle necessità dell’applicazione, erogando solo la potenza reale richiesta (linea grigia). Tutta l’energia che l’inverter non eroga è quella che l’azionamento è in grado di risparmiare (area verde). Bisogna inoltre ricordare che la dinamica dei fluidi gassosi è legata alla temperatura e all’umidità, consentendo di adeguare il punto di lavoro anche a questi parametri.

Applicazione reale: Industria Molitoria Mininni RAM Elettronica ha realizzato, in collaborazione con l’Industria Molitoria Mininni, un monitoraggio puntuale dei consumi, considerando l’installazione di un regolatore di velocità e andando poi a valutare

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AGOSTO 2019 August

Inverter Danfoss FC103 controllato tramite plc Siemens. Il controllo è realizzato da un sensore di depressione installato in aspirazione al ventilatore


Antim’s pages LE pAgInE EvEnTI AnTIm Events

Crisi climatica sI pUò RIspARmIARE e sicurezza alimentare

EnERgIA Conoscere il corredo genetico del grano COn Un sIsTEmA segna anche un passo in avanti per la sicurezza alimentare: «La disponibilità delDI COnTROLLO la sequenza genomica facilita l’identificaDELLA zione dei geni vELOCITà che regolano la risposta adattativa della pianta alla siccità e la sua sUI mOTORI capacità di assorbire acqua e fertilizzanti -DI precisa Roberto Tuberosa dell’UniverpOmpE E vEnTILATORI di ritorno economici dell’investimento. Le ipotesi considerate sono quelle riportate in TABELLA 4. In base a ciò si ottiene un tempo di ritorno dell’investimento previsto in 3 anni e 5 mesi. L’installazione di un sistema di controllo mediante inverter consente di ottenere significativi risparmi nelle applicazioni in cui è richiesta una regolazione della portata. Nell’ambito molitorio permette di andare ad adeguare l’effettiva esigenza di aria dell’impianto, riuscendo a recuperare energia altrimenti dispersa in perdite di carico applicate sul fluido.

sità di Bologna - consentendo quindi l’utilizzo della 4selezione assistita con marcaTABELLA EFFICIEnZA DEI mOTORI tori, per costituire in tempi brevi nuove cultivarValore più resilienti medio dialle potenza avversità assorbita clima-prima e dopo l’installazione dell’inverter tiche e più ecocompatibili». Con inverter LaAzionamento crisi climatica è un tema cruciale tra i Senza inverter banchi ricerca come della politica: Classedella efficienza motore IE3 IE3 «Il Consiglio nazionale delle ricerche, Potenza 75 con le sue[kw] competenze, svolge indagini sui cambiamenti climatici in tutto lo Rendimento sistema di controllo 100% 96% spettro multidisciplinare - sottolinea il Ore di lavoro [h] 7.200

LE ULTImE Potenza media misurata [kw] COnOsCEnZE Costo sistema di controllo [€] FACILITAnO Energia annua [kwh] L’IDEnTIFICAZIOnE Costo energetico annuo [€] DEI gEnI Riduzione degli sprechi CHE REgOLAnO In conclusione, efficientare un impianto LA RIspOsTA non è un semplice obbligo burocratico ADATTATIvA previsto da norme e regolamenti a volte lontani dalla realtà, ma significa ridurre DELLA pIAnTA gli sprechi di energia e di denaro manteALLA sICCITà nendo stabile e sicuro il processo di tra-

66,5

60,8

–

12.000,00

Roberto Tuberosa dell’Università di Bologna

478.800 456.000 presidente CNR, Massimo Inguscio 74.214 70.680 La genomica avrà un ruolo fondamentale nello sviluppo di un’agricoltura sostenibile e di tutta bio-economia. Il trasformazione dellalamateria prima. Sapenguardo rappresentato dal sequenziado, inoltre, che una riduzione dei consumento del genoma puòun e deve diventare mi energetici può dare contributo imilportante punto di partenza per un rilancio della all’ambiente. ricerca su una coltura fondamentale per l’economia nazionale». Riccardo scarcelli Relazione presentata alla Giornata Tecnica Antim di Corato (Ba) Delia maria sebelin

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