LA RIVISTA ITALIANA PER L’INDUSTRIA MOLITORIA dal 1 9 5 0
L'unico progetto di formulati fitosanitari, biocidi, PMC, accessori e attrezzature per la disinfestazione dei cereali post-raccolta e dei magazzini e silos di stoccaggio
Anno LXXVII June Giugno 2026
La rinnovata norma sul cosiddetto “shrinkflation” The updated italian rule on so-called “shrinkflation” IN QUESTO
Bakery Arena a TuttoFood
2026: i commenti dei partecipanti Bakery Arena at TuttoFood 2026: feedback from participants
Carte da forno, packaging industriale e shelf-life. Le proposte di delfort
Baking paper, industrial packaging and shelf-life. Delfort’s proposals
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Capriccio (1942) Non-finito di Dante Ru ni
Molinid’Italia
LA RIVISTA ITALIANA PER L’INDUSTRIA MOLITORIA dal 1950
PROPRIETARIO
Associazione Industriali Mugnai d’Italia Via Lovanio, 6 - 00198 Roma
DIRETTORE EDITORIALE
Vincenzo Martinelli
Presidente Italmopa
DIRETTORE RESPONSABILE
Claudio Vercellone
DIRETTORE TECNICO
Lorenzo Cavalli
Presidente Antim
COMITATO TECNICO EDITORIALE
Carlo Brera Esperto in sicurezza alimentare
Marina Carcea
già Dirigente Tecnologo, Centro di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione del CREA, Roma
Giuseppe Maria Durazzo Avvocato, esperto in diritto dell’alimentazione
Luigi Pelliccia Responsabile Ufficio Studi e Mercato di Federalimentare
Giovanni Battista Quaglia Tecnologie alimentari
COMITATO DI REDAZIONE
Piero Luigi Pianu
Laura Pierandrei
RELAZIONI INTERNAZIONALI
Alfredo Tesio
COORDINAMENTO REDAZIONALE
Lorenzo Bellei Mussini ufficiostampa@avenue-media.eu Tel. +39 051 6564337
STAMPA: MIG - Moderna Industrie Grafiche Via dei Fornaciai, 4 - 40129 Bologna
ABBONAMENTO
€ 45,00
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RIVISTA FONDATA NEL 1950
Registrazione Tribunale di Bologna del 31 luglio 1992 n. 6129
Trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento Ue 679/2016. L’informativa Privacy è disponibile sul sito di Avenue media www.avenue-media.eu alla pagina “Informativa Privacy Editoria” www.avenue-media.eu/informativa-privacy-editoria
Editorial EDITORIALE
TEA: COMUNICARLE CORRETTAMENTE, SUPERANDO OGNI LOGICA DI CONTRAPPOSIZIONE 5
Ngt: communicating them accurately, beyond any logic of confrontation di V. Martinelli
Features ARTICOLI
Le pagine Italmopa Italmopa’s pages UNO SPAZIO ESPOSITIVO PER CHI AMA
An exhibition space for lovers of Italian flours and semolina di L. Bellei Mussini
Intervista Interview UN APPROCCIO SU MISURA PER IL SETTORE DEL BAKERY 50 A tailor‑made approach for the Bakery sector a cura della redazione
Associazione Industriali Mugnai d’Italia
120-150-200-250-300 mm e nei vari componenti quali tubi, settori, settori girevoli, valvole, giunzioni.
COMPONENTI PER L’ASPIRAZIONE MOLITORIA COMPONENTS FOR MILLING SYSTEM
Utilizzati nel settore Molitorio e Generico Industriale, vengono realizzati in Acciaio Zincato Gr.ra Z200 o a richiesta in Acciaio Inox aisi 304 2b nei spessori
6-8-10-12/10 nei vari Diametri e dimensioni sia per i prodotti standard Seven che per le richieste personalizzate da parte del Cliente.
mm diameters and a range of components including tubes, fixedsegments and rotatable segments, valves, splices.
COMPONENTS
COMPONENTS FOR THE TRANSPORT OF SEMOLINA AND FLOUR
Used in the Milling and General Industrial fields. Made from Z200 basis weight galvanised steel or, on request, AISI 304 2b stainless steel with thicknesses of 6-8-10-12/10 and various diameters and sizes for both standard Seven products and for customised productions.
Used in the milling sector to convey the product (durum wheat flour, ), these items are made of 10-12/10 gauge 304 BA grade stainless steel, electrically and TIG welded and polished externally; available in 105-120-150-200-250-300 mm diameters and a range of components including tubes, fixedsegments and rotatable segments, valves, splices.
COMPONENTS FOR THE TRANSPORT OF SEMOLINA AND FLOUR
COMPONENTI
PER L’ASPIRAZIONE
MOLITORIA COMPONENTS FOR MILLING SYSTEM
Utilizzati nel settore Molitorio e Gene rico Industriale, vengono realizzati in Acciaio Zincato Gr.ra Z200 o a richiesta in Acciaio Inox aisi 304 2b nei spessori
Used in the milling sector to convey the product (durum wheat flour, ), these items are made of 10-12/10 gauge 304 BA grade stainless steel, electrically and TIG welded and polished externally; available in 105-120-150-200-250-300 mm diameters and a range of components including tubes, fixedsegments and rotatable segments, valves, splices.
STEEL
performance. ITALY
FOR THE OF SEMOLINA AND FLOUR
Used in the (durum wheat 10-12/10 gauge electrically
ternally; available mm diameters including tubes, segments,
6-8-10-12/10 nei vari Diametri e dimensioni sia per i prodotti standard Seven che per le richieste personalizzate da parte del Cliente.
PER L’ASPIRAZIONE MOLITORIA COMPONENTS FOR MILLING SYSTEM
Utilizzati nel settore Molitorio e Gene rico Industriale, vengono realizzati in Acciaio Zincato Gr.ra Z200 o a richiesta in Acciaio Inox aisi 304 2b nei spessori 6-8-10-12/10 nei vari Diametri e di mensioni sia per i prodotti standard Seven che per le richieste personalizzate da parte del Cliente.
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Tea: comunicarle correttamente, superando ogni logica di contrapposizione
Ngt:
communicating them accurately, beyond any logic of confrontation
The European Parliament’s final vote in mid‑June concluded the legislative process approving the new regulation on the cultivation, marketing and consumption of plant varieties obtained through New Genomic Techniques (NGTs), known in Italy as Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea). The reform
marks a turning point for EU agriculture, enabling the development of climate‑ and pest‑resistant crops with higher yields and reduced pesticide needs. The approval, however, exposed a divide between major farming organisations supporting Tea and environmental groups warning of commercial and ecological risks.
MIGLIORAMENTO GENETICO DELLE PIANTE COME LEVA STRATEGICA PER TUTELARE SICUREZZA ALIMENTARE E SOSTENIBILITÀ GLOBALE
PLANT BREEDING AS A STRATEGIC LEVER TO SAFEGUARD FOOD SECURITY AND GLOBAL SUSTAINABILITY
Con il voto finale del Parlamento europeo verificatosi a metà giugno si è concluso il lungo iter legislativo che ha portato all’approvazione del nuovo regolamento di coltivazione, commercio e consumo delle varietà vegetali ottenute mediante nuove Tecniche Genomiche (NGT, New Genomic Techniques), note in Italia anche come Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea).
L’approvazione rappresenta una svolta storica per l’agricoltura europea tenuto conto che le nuove
di Vincenzo Martinelli Presidente Italmopa
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norme dovrebbero, secondo quanto sottolineato dall’EuroParlamento, agevolare lo sviluppo di nuove piante resistenti al clima e ai parassiti che offrono rese più elevate e richiedono meno fitofarmaci. Davanti alle attuali instabilità geopolitiche e climatiche, il miglioramento genetico delle piante si propone come una leva strategica per tutelare la sicurezza alimentare e la sostenibilità globale. L’approvazione del regolamento ha visto tuttavia una spaccatura all’interno delle rappresentanze agricole: da un lato, le maggiori rappresentanze
della produzione primaria Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri che hanno firmato un manifesto a favore delle Tea, dall’altro Associazioni, spesso ambientaliste, che hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta contro la loro deregolamentazione adducendo, in particolare ma non esclusivamente, ai rischi di natura commerciale (monopolio dei brevetti) e ambientali (assenza di studi definitivi sugli effetti biologici a lungo termine nell’interazione con l’ambiente e rischio di contaminazione con le coltivazioni bio) delle Tea.
VALORIZZARE LA COMPLEMENTARITÀ TRA EVOLUZIONE TECNOLOGICA E SOSTENIBILITÀ
A questo punto, possiamo fin da ora intuire che il dibattito si sposterà molto rapidamente sul piano, particolarmente delicato, della corretta informazione al consumatore. L’approvazione delle Tea da parte dei consumatori sarà infatti probabilmente subordinata all’adozione di una visione sistemica del comparto primario, volta a valorizzare la complementarità tra evoluzione tecnologica e sostenibilità, superando ogni logica di contrapposizione. L’obiettivo è pertanto quello di trasformare la ricerca scientifica in vantaggi reali sia per la filiera, sia per l’ecosistema, guidando la transizione verso un’agricoltura più ecologica, robusta e competitiva, maggiormente in grado di rispondere alle esigenze dell’Industria della trasformazione. Essendo comunque inteso che, in questo caso come in altri, lo sviluppo della produzione primaria, in particolare nazionale, passa anche attraverso il superamento di altre criticità che non possono avere risposta attraverso lo sviluppo della ricerca.
Vincenzo Martinelli
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BARILLA HA CELEBRATO LA GIORNATA INTERNAZIONALE DEGLI ARCHIVI
Nel cuore della sede Barilla di Parma, c’è l’Archivio Storico Barilla: non solo la me moria di un’azienda, ma uno specchio di co me l’Italia è cambiata nel corso di un secolo e mezzo. In occasione della Giornata Inter nazionale degli Archivi, istituita dall’Unesco e celebrata ogni anno il 9 giugno, Barilla ha rilanciato il valore di questo patrimonio uni co nel suo genere, composto da una docu mentazione che parte dalla fine del XIX se colo e arriva fino a oggi. oltre 60.000 docu menti fotografie, filmati, manifesti, ogget ti, trafile organizzati in 20 diverse tipolo gie e distribuiti in circa 200 mq, snodandosi per oltre due chilometri lineari. Fondato nel 1987 per volontà di Pietro Barilla, l’Archivio Storico è stato ufficialmente riconosciuto dal Ministero della Cultura come “sito di note vole interesse storico” perché racconta l’e voluzione del costume italiano.
DE CECCO PRONTA AD ACQUISIRE ROSSOGARGANO
De Cecco è pronta ad acquisire l’intero capitale sociale di RossoGargano, che si occupa di at tività di produzione e trasformazione di prodotti a base di pomodoro e conserve alimenta ri e vegetali. Lo fa sapere, in una nota, la stessa società che informa di aver raggiunto un accor do vincolante con la società consortile agricola per azioni di Foggia. “RossoGargano si legge è un primario operatore sul mercato italiano e opera da anni con successo su tre dei principa li mercati internazionali di De Cecco. L’operazione consentirà di beneficiare del pieno controllo della filiera produttiva di RossoGargano in un settore strategico per la società e di una rilevan te qualità strutturale e logistica, assicurata da tecnologie recentemente rinnovate. L’esecuzio ne dell’accordo è subordinata all’ottenimento di tutte le necessarie autorizzazioni regolamen tari. Si prevede che il perfezionamento dell’operazione avvenga entro il mese di luglio 2026”.
LA MOLISANA PROSSIMA A ENTRARE NELLA PRODUZIONE DI CONSERVE DI POMODORO
La Molisana è prossima all’acquisto di un’a zienda conserviere tutta molisana. Un’ope razione di diversificazione in piena regola con il debutto, quindi, in un settore completamen te nuovo. L’investimento sarà supplementare rispetto al piano già comunicato dall’azienda che prevede uno stanziamento di 100 milio ni per raddoppiare il pastificio e il molino nel quartier generale alle porte di Campobasso. L’investimento sull’industria conserviera at tualmente nella fase conclusiva della due dili gence e che, a breve, dovrebbe giungere al clo sing dovrebbe richiedere complessivamente un esborso di 27 milioni.
CRESCERE È INVESTIRE IN PERFEZIONE
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PIVETTI ACQUISISCE LA MAGGIORANZA DI PIZZA LEGGERA
E
AMPLIA L’OFFERTA PER LA PIZZA PROFESSIONALE
Holding
Pivetti S.p.A. rafforza la propria presenza nel set tore della pizza professionale con l’ingresso di Pizza Leg gera nel gruppo. Lo scorso 30 aprile la holding ha infatti acquisito una quota di maggioranza della società emilia na specializzata nella produzione di impasti crudi surgela ti destinati alle pizzerie. Un’operazione molto importante per il percorso di crescita del Gruppo e pienamente coeren te con la strategia che sta portando avanti da tempo: di ventare sempre più un punto di riferimento completo per il mondo della pizza e del pizzaiolo, ampliando la gamma di prodotti e servizi dedicati a questo comparto, affiancando così alla storica attività nel mondo delle farine nuove solu zioni ad alto valore aggiunto.
TEA IN AGRICOLTURA: VIA LIBERA
AL NUOVO REGOLAMENTO
L’approvazione da parte dell’Europar lamento del nuovo regolamento sul le Tea (Tecniche di evoluzione assistita) rappresenta una pietra miliare per il fu turo dell’agricoltura italiana ed europea. Le associazioni di categoria plaudono al risultato e ribadiscono l’obiettivo di dota re le imprese agricole di strumenti all’a vanguardia per contrastare gli effetti del cambiamento climatico e ridurre la di pendenza dagli input chimici. In un con testo geopolitico complesso, la disponi bilità delle Tea diventa un asset strate gico per garantire la sicurezza degli ap provvigionamenti e rafforzare la sovra nità alimentare.
STOP AI DAZI UE SUI FERTILIZZANTI
Sospensione, in Europa, dei dazi sui principali fertilizzanti azotati utilizzati in agricoltura e, a livello nazionale, stanziamento da 100 milioni di euro da destinare alle aziende agricole sottoforma di credito di imposta per l’acquisto di fertilizzanti e carburanti. Sono le misure adottate subito dopo la riunione straordinaria dei ministri dell’Agri coltura del G7, l’8 giugno scorso a Parigi, sulle conseguenze del con flitto in Medio Oriente e in particolare sui prezzi dei fertilizzanti. La riunione puntava a tracciare un bilancio delle attuali difficoltà degli agricoltori e a valutare “azioni comuni’’, in un contesto di fiammata dei prezzi dei fertilizzanti dall’inizio del conflitto in Iran, a inizio feb braio e il blocco quasi totale dello stretto di Hormuz, da cui transita circa il 30% dei fertilizzanti mondiali. Alla riunione promossa dalla pre sidenza di turno francese del G7 hanno preso parte anche esponenti dell’Ocse, della Fao e del sistema di informazione sui mercati agricoli.
Da sinistra Gianluca Pivetti, Amministratore delegato di Molini Pivetti
S.p.A., e Filippo Panini, Amministratore delegato di Pizza Leggera
CONCLUSA LA II EDIZIONE DE
“LE
GIORNATE DELLA PASTA SICILIANA”
Si è conclusa la II edizione de “Le giornate della Pasta Siciliana” lanciata due anni fa per valorizzare la filiera della Pasta Siciliana. L’evento è stato promosso da Giuseppe Russo Consorzio di Ricer ca Gian Pietro Ballatore e Presidente del Distretto Produttivo Cereali Sicilia insieme ai due punti di riferimento Istituzionali: Assessorato all’Agricoltura della Regione con l’Assessore Luca Sammartino a ga ranzia e rappresentanza della materia prima “grano”, e l’Assessore alla Attività produttive, Edy Tamaio insieme al Direttore Generale Da rio Cartabellotta, per la parte della filiera dedicata alla produzione ar tigianale e industriale e alla distribuzione al consumatore. Su questa base Paolo De Castro nel suo intervento ha lanciato la sfida per un obiettivo di grande successo: fondare la DOP per la pasta siciliana. Tra i presenti, anche Paolo Gallo, presidente Gruppo Giovani Italmopa.
VOLA L’EXPORT DEL BAKERY SALATO ITALIANO
Il contributo del bakery salato al saldo finale della bilancia alimentare italiana è diventato positivo nel tempo, grazie al progressivo rafforzamento della presenza di questi prodotti sui mercati esteri, sia comunitari che extra Ue. L’analisi del periodo 2015/25 mostra che solo dieci anni fa il saldo export import della bilancia commerciale era negativo, a causa del predominio degli arrivi sulle esportazioni. Il deficit commerciale, pari a circa una decina di milioni di euro, rifletteva anche i quantitativi movimentati. Oggi, la situazione si è completamente invertita: nel 2025 il saldo export è diventato attivo, superando il miliardo di euro, con una movimenta zione complessiva di prodotti che ha oltrepassato le 174.000 tonnellate.
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World News è la rassegna delle notizie dall’Europa e dal mondo sull’agroalimentare. Un punto di vista aggiornato e puntuale su quanto accade in sede comunitaria ed extra comunitaria, per essere sempre informati sulle dinamiche internazionali in ambito politico, economico e scientifico. Brevi flash che possono risultare di interesse per la filiera italiana ma non solo della trasformazione dei cereali.
LNUOVO PRESIDENTE PER GLI EUROPEAN FLOUR MILLERS
o scorso 5 giugno, in occasione dell’assemblea degli European Flower Millers a Marsiglia, Jan Cordesmeyer è stato eletto presidente dell’Asso ciazione per un mandato di due anni. Cordesmeyer, amministratore delega to della Hemelter Mühle in Germania, sarà affiancato da due vicepresiden ti: Francesco Vacondio della Molini Industriali in Italia e Gary Sharkey della Hovis nel Regno Unito. Cordesmeyer ha sottolineato il ruolo essenziale del settore nel sistema alimentare europeo, esprimendo altresì la sua intenzio ne di contribuire a rafforzare il riconoscimento dello stesso. Il neoeletto pre sidente guiderà l’EFM in un momento in cui il settore si trova ad affronta re sfide e opportunità significative, tra cui la transizione verso la sostenibili tà e la necessità di mantenere la competitività, garantendo al contempo un accesso sicuro e continuo a grano di alta qualità, in particolare nel contesto dell’attuale crisi dei fertilizzanti.
PREVISTO CALO DEI RACCOLTI INVERNALI AUSTRALIANI PER IL 2026/27
Secondo un rapporto trimestrale dell’Australian Bureau of Agricultural and Resource Economics and Sciences (Aba res), a causa dell’aumento dei costi dei fattori di produzione e delle condizioni climatiche secche a livello regionale, la super ficie coltivata a colture invernali in Australia dovrebbe scende re a 23,6 milioni di ettari nel 2026/27, con un calo del 7% ri spetto all’anno precedente. La produzione delle principali col ture grano, orzo e colza seguirà lo stesso andamento. No nostante il calo su base annua, la produzione dovrebbe rima nere superiore del 4% rispetto alla media decennale e rappre senterebbe la settima produzione di colture invernali più gran de mai registrata.
TURCHIA: PRODUZIONE DI CEREALI POSITIVA, ATTENZIONE A QUALITÀ E MERCATO
Il settore cerealicolo turco si appresta ad affrontare la stagione del raccolto 2026 con prospettive di produzione nettamente migliori rispetto allo scorso anno, grazie a precipitazioni favorevoli, all’espansione delle superfici coltivate e al miglioramento delle previsioni di resa nelle regioni chiave. Tuttavia, i rela tori dell’XI Conferenza internazionale sui cereali “Verso il raccolto del 2026 in Turchia e nel mondo”, organizzata dall’Associazione turca dei fornitori di ce reali (Hubuder) ad Ankara, hanno avvertito che la sfida principale di questa stagione sarà gestire le dinamiche dell’offerta nel Mar Nero, i saldi del grano duro, la competitività delle esportazioni di farina, il regime di perfezionamen to attivo, la politica delle importazioni, il finanziamento del raccolto, lo stoc caggio autorizzato e sulla necessità di strumenti più efficaci per la gestione del rischio nei mercati agricoli.
PROFESSIONALE
SINCREMENTO DI IMPORTAZIONE DI FARINA DA PARTE DELLA FRANCIA
econdo il “Brussels Time” nel 2025, la Francia ha prodotto quasi 4 milioni di tonnel late di farina utilizzando esclusivamente grano francese. Ciò ha rappresentato l’11% della produzione europea di farina, rendendo la Francia il terzo produttore del continen te dopo la Germania e l’Italia. L’anno scorso, la Francia ha esportato 204.000 tonnella te di farina, ma ne ha importate 420.000, principalmente dalla Germania e dal Belgio. Le importazioni sono aumentate del 45% negli ultimi due anni, secondo quanto riferito dai mugnai francesi. Come detto, nel 2025, la farina importata rappresentava l’11% del consumo francese, una tendenza che, secondo i mugnai, potrebbe minacciare la reddi tività delle attività di macinazione nazionali a causa delle pressioni sui prezzi.
GRANO ARGENTINO: IL CAMBIAMENTO DELLA MAPPA
DELLE ESPORTAZIONI
L’attuale ciclo del grano sta evidenziando un netto cambiamento nella matrice delle esportazioni argentine: minore dipendenza dal Brasile e maggiore presenza in Asia e nel Nord Africa. Tuttavia, in un mercato dominato dai fornitori del Mar Nero e in un con testo caratterizzato da problemi di qualità a livello locale, la questione fondamentale non è più rappresentata dai volumi di vendita iniziali, bensì dal mantenimento dello slancio delle esportazioni per tutta la stagione. L’attuale campagna del grano sta inviando un se gnale diverso rispetto agli anni precedenti. L’Argentina è riuscita a collocare il cereale in una gamma più ampia di destinazioni (Vietnam, Bangladesh, Indonesia e Thailandia) e ha guadagnato terreno in mercati in cui storicamente deteneva una quota minore (come quelli nordafricani). Da un punto di vista commerciale, ciò rappresenta un progresso, poi ché amplia la base di clienti e riduce la dipendenza da un unico mercato.
- Homogenity of the sampled product
- Quick and precise analysis
- Quick sampling
- Quick and fluid movements (Hydraulic system)
- Random sampling upon request
- Special flour collection system
Il primato calmieratore dell’industria alimentare
The food industry’s stabilising primacy
The latest Istat data reveal an unexpectedly strong stabilising role played by Italy’s food industry in the face of renewed inflationary pressures. Producer prices in April remained flat month‑on‑month and deepened their year‑on‑year decline, in stark contrast with the sharp acceleration recorded across the wider industrial sector. This capacity to absorb energy‑cost shocks has not yet translated
downstream, where retail prices especially for unprocessed foods continue to rise unevenly. Early‑2026 production trends appear subdued, partly reflecting weaker exports, while domestic food sales show tentative signs of recovery. The sector’s overall performance confirms its central role as a buffer against inflation and its structural reliance on export dynamics.
UN SETTORE DALLE LODEVOLI CAPACITÀ DI RESILIENZA
A SECTOR WITH REMARKABLE RESILIENCE
L’Istat ha diffuso a fine maggio i trend dei prezzi alla produzione dell’indu stria alimentare di aprile e quelli dei prezzi alimentari al consumo di maggio. Diciamo subito che ne sono usciti fenome ni francamente inattesi, che riguardano la lodevole capacità di resilienza del settore alle spinte inflazionistiche.
I prezzi alla produzione
Guardiamo i numeri. I prezzi alla produ zione di aprile del settore sono risulta ti completamente piatti rispetto al me se precedente (+0,0%). Non solo: han no mostrato addirittura una accentua zione di frenata del tendenziale. Il quale ha segnato, infatti, un calo del 1,5% ri spetto all’aprile 2025, dopo il 1,1% regi strato a marzo. Il fenomeno dimostra una grande capacità del settore di arginare il primo impatto dei costi energetici, tan to più rimarchevole considerando che, a fianco, l’aggregato industriale complessi vo ha confermato invece i timori e le atte se. Esso infatti ha nettamente accelerato
di Luigi Pelliccia
Responsabile Ufficio Studi e Mercato di Federalimentare
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le proprie spinte inflazionistiche, segnan do un +0,3% nel confronto congiunturale aprile 2025/marzo25 e, soprattutto, un vi stoso +6,8% in quello tendenziale aprile 2025/24, con una netta accelerazione ri spetto alla variazione di marzo (+4,2%). Va sottolineato che i settori che hanno mostrato ad aprile tendenziali in flessio ne dei propri prezzi alla produzione sono solo tre. Il settore è in cima: “alimentare e bevande” ( 1,5%); “computer e prodotti di elettronica” ( 1,3%); “tessile” ( 0,3%). Sul fronte opposto si distinguono: “coke e prodotti petroliferi raffinati” (+70,8%); “attività estrattive” (+16,2%); “fornitura
di energia elettrica, gas, vapore e aria con dizionata” (+10,3%); “riparazione e in stallazione di macchine e apparecchiatu re” (+6,1%). D’altra parte, se l’alimenta re non è strutturalmente in cima alla lista dei settori più energivori, non è nemmeno in fondo. E questo aumenta i suoi meriti. La classifica in proposito è articolata co sì: Metallurgia (produzione di acciaio, fer ro e alluminio); Chimica e Petrolchimica; Materiali da costruzione (cemento, vetro, ceramica e mattoni); Industria cartaria (la vorazione della cellulosa e produzione di carta); Alimentare e bevande (processi di cottura, sterilizzazione e refrigerazione);
QUANTO TERRÀ LA “DIGA” OPPOSTA
DALL’INDUSTRIA ALIMENTARE ALL’INFLAZIONE?
Tessile (fasi di tintura e finissaggio dei tes suti). È da valutare adesso quanto terrà la “diga” opposta dall’industria alimen tare all’inflazione. Intanto e comunque, va sottolineato che alla vigilia dell’esta te, con alle spalle le tensioni dello scac chiere medio orientale partite il 28 feb braio scorso, essa è riuscita ad assorbire oltre ogni attesa l’impatto dei costi ener getici e merita il podio in fatto di capaci tà calmieratrice.
I prezzi al consumo provvisori
Guardiamo adesso ai prezzi al consu mo provvisori di maggio diffusi dall’I stat. L’inflazione generale, come previ sto, ha accelerato, ponendosi sul +3,2% dopo il +2,7% di aprile. Al suo interno l’”alimentare lavorato” sale di 0,3 punti su aprile e segna un tendenziale davvero esiguo, pari al +0,6%, sullo stesso mese dell’anno precedente, erodendo un deci male rispetto al +0,7% di aprile. Ne esce tuttavia una forbice in crescita col cita to delta dei prezzi alimentari alla produ zione del mese precedente ( 1,5%). Essa
Fonte: elaborazione Federalimentare su dati Istat
AFFATICATA
infatti raggiunge 2,2 punti dopo gli 1,8 punti di aprile. Pesano certamente a valle fattori come il magazzino ecc., ma intanto l’effetto calmieratore dell’alimentare tra sformato rimane tutto a monte e non si trasferisce tempestivamente nel momen to distributivo. L’“alimentare non lavora to”, infine, a maggio continua a svettare,
segnando un tendenziale del +5,8% e un marginale assestamento dopo il +5,9% di aprile. Sul fronte delle grandi catego rie di spesa censite dall’Istat si pone co me l’aumento più elevato del mese, do po il +12,0% segnato dai “beni energe tici”. È evidente che all’interno del “car rello della spesa” si evidenzia e perpetua un clamoroso strabismo. I prezzi al det taglio dell’”alimentare lavorato” cammi nano con un passo che è meno di 1/6 di quello dell’inflazione. Mentre quelli del l’”alimentare non lavorato” la supera no di oltre l’80%. Perciò, quando si leg ge sulla stampa che il carrello della spe sa (che include beni alimentari, per la cu ra della casa e della persona) a maggio
TABELLA 2 EVOLUZIONE 2019/26 VENDITE ALIMENTARI
ha frenato gli aumenti, mantenendosi su base annua stabile al +2,3%, sappiamo di chi è il merito.
La produzione dell’industria alimentare
In questo quadro, la produzione dell’in dustria alimentare di avvio 2026 è ap parsa quanto meno riflessiva, con un ca lo del 1,0% nel confronto gennaio mar zo 2026/25, dopo il +1,6% segnato a con suntivo 2025. Al suo interno, la produ zione molitoria si è praticamente allinea ta con un trend trimestrale del 0,9%. In effetti, la produzione del perimetro pro duttivo di sbocco del comparto, quello
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dei “prodotti da forno e farinacei”, è ri sultata affaticata, con un trimestrale del 1,3%. Nello specifico, sono emersi i se guenti trimestrali: “pane e prodotti di pa sticceria freschi” ( 3,4%); “fette biscotta te, biscotti e prodotti di pasticceria conser vata” (+1,2%); “pastaio” (+0,8%). Eppu re, i dati di avvio d’anno delle vendite ali mentari sono apparsi in ripresa, con ten denziali a marzo (ultimo mese disponibile)
del +4,3% in valuta e del +1,5% in quan tità. Quest’ultimo dato, soprattutto, appa re significativo: fa affiorare infatti il se gno “più” (come a gennaio) dopo un qua driennio ininterrotto caratterizzato da consuntivi con segni “meno”. C’è da te mere tuttavia che questo rimbalzo risul ti fragile, ove la crisi medio orientale do vesse prolungarsi, per via della segnala ta accelerazione dell’inflazione nazionale
LA FATICA DELL’ALIMENTARE SI LEGA
ALLA FLESSIONE DEI FLUSSI DI ESPORTAZIONE
emergente nei mesi successivi. Va precisa to infine, sulla scorta della recente, leggera ripresa del mercato interno, che la cennata fatica produttiva di inizio 2026 dall’indu stria alimentare si lega con tutta eviden za alla flessione dei flussi di esportazione. Essi hanno esordito infatti con segni ten denziali anomali, pari in valuta al 9,1% a gennaio e al 5,1% nel bimestre. Le an ticipazioni dei mesi successivi sembrano riportare in linea il commercio estero del settore. Ce n’è assoluto bisogno. I dati de gli ultimi anni dimostrano che lo svilup po del nostro “food and beverage” è at taccato, per intero e invariabilmente, alla stampella dell’export.
Luigi Pelliccia
Ri-porzionamento dei prodotti preconfezionati
Re-portioning of pre-packaged products
The article analyses Italy’s proposed amendments to Article 15‑bis of the Consumer Code, aimed at strengthening consumer information in cases of reduced product quantity at unchanged price. The new draft shifts the disclosure obligation from producers to retailers, requiring clear in‑store or online notices
Tfor at least three months after the quantity change. It also clarifies exclusions, such as genuine product improvements that maintain overall use‑value. The text highlights interpretative uncertainties around the notion of “previous packaging” and the practical implications for operators.
orno sul tema1 perché il progetto di norma proposto dall’Italia2, modifica il vigente (ma non ancora operante) art. 15 bis del Codice del Consumo intro dotto dall’art. 23 della Legge 16/12/2024, n. 193, più volte modificato. Il tema “poli tico” è la protezione del consumatore che, in talune circostanze, potrebbe non accor gersi dell’aumento del prezzo di vendita
LA RINNOVATA NORMA SUL COSIDDETTO
“SHRINKFLATION” THE UPDATED ITALIAN
RULE ON SO-CALLED
“SHRINKFLATION”
per unità di peso di una certa confezione di prodotto (non solo alimentare), allor quando essa contenga meno contenuto della precedente a parità di prezzo d’ac quisto. Quindi, la misura non incide sul la libertà della determinazione dei prez zi, ma mira a rafforzare gli strumenti d’in formazione del consumatore. Il Legislato re, dunque, reputa non sia sufficiente la
di Giuseppe Maria Durazzo Avvocato, esperto in diritto alimentare
generale tutela offerta dall’obbligo lega le di indicare il prezzo per unità di misu ra3. Il provvedimento nazionale italiano va detto che è sulla stessa linea di quel lo francese4
La norma vigente e quella che probabilmente seguirà
Nel momento in cui scrivo questa nota è vigente il citato art. 15 bis del Codice del Consumo che si applicherà a decorrere dal 1° luglio 2026. Ma la norma vigente, non fu a suo tempo notificata alla Commissio ne europea per cui non potrà essere op ponibile, quindi in pratica eventuali san zioni per la sua supposta violazione po trebbero essere favorevolmente impugna te. Anche per far fronte a tale carenza pro cedurale, il Legislatore italiano ha deposi tato alla Commissione europea un nuovo progetto5 che introduce alcune modifiche rispetto all’attuale testo in tema di ri por zionamento dei prodotti preconfezionati. Il vigente art. 15 bis del Codice del Consu mo dispone che i produttori “informano
il consumatore dell’avvenuta riduzione della quantità, tramite l’apposizione, nel campo visivo principale della confezione di vendita o in un’etichetta adesiva, del la seguente dicitura: ‘Questa confezione contiene un prodotto inferiore di X (unità di misura) rispetto alla precedente quan tità’”. Il nuovo testo impone ai produt tori, “anche per il tramite dei distributori all’ingrosso operanti in Italia”, che met tano a disposizione dei commercianti al dettaglio, attraverso modalità certe che ne assicurino il tracciamento, la seguente comunicazione: “La confezione X contie ne un prodotto inferiore di X (unità di mi sura) rispetto alla precedente quantità”. Il produttore del preconfezionato trasmet te l’informazione alla filiera e sempre che non sia egli stesso a procedere alla ven dita finale (come ad esempio negli spac ci aziendali), essa sarà veicolata ai con sumatori dai commercianti al dettaglio. La comunicazione sarà esposta dal com merciante al dettaglio, nel punto vendita con modalità chiaramente visibili e leg gibili per il consumatore. Nel caso delle vendite on line, la comunicazione è re sa disponibile all’atto della presentazione del prodotto in modo da consentire che la scelta e l’acquisto siano altrettanto in formati. Differentemente da quello che è già legge (art. 15 bis del Codice del con sumo), secondo il progetto l’informazio ne sarà mantenuta per (almeno) 3 me si (e non più per 6) a partire dal momen to del cambio peso (senza riduzione del prezzo, ovviamente). Ma la novità più importante è certamente l’attribuzione
RESPONSABILITÀ
DEL VENDITORE
FINALE
DI INFORMARE
IL CONSUMATORE
della responsabilità al venditore finale di informare il consumatore. Ovviamente se l’informazione fosse posta direttamen te sull’etichettatura dell’alimento nessun adempimento ricadrebbe sul dettaglian te. Al momento non è previsto un perio do transitorio, ma non posso escludere che poi venga in qualche modo previsto; dun que, terminando il 15 luglio prossimo il periodo (minimo) di notifica del progetto a Bruxelles, ammettendo una immedia ta pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, l’impianto legislativo entrerebbe in vigo re non prima di ulteriori 15 giorni, ma nel momento in cui scrivo si parla di un prova bile rinvio a ottobre. Sebbene la tempisti ca sia di grande interesse per gli operatori, al momento, vista l’incertezza, mi permet to di riflettere su altri aspetti del progetto di norma. La variazione del prezzo al pub blico, in un sistema di prezzi liberi (e quin di non imposti) ha necessitato la traspo sizione dell’obbligo informativo in capo al dettagliante visto che, pur nell’ipotesi di una variazione quantità/prezzo “dipen dente dai produttori”, il dettagliante po trebbe agire autonomamente circa la de terminazione del prezzo di vendita finale. La futura norma non trova applicazione
laddove la riduzione della quantità no minale consegua a una modifica della formulazione del prodotto che ne incre menti la resa o l’efficacia d’uso, mante nendo invariato il valore d’uso comples sivo per il consumatore. Come a esclude re dall’applicabilità della novella una mo difica del prezzo a fronte di un migliora mento del prodotto nella prospettiva del consumatore, il che, se da un lato costi tuisce un incentivo all’innovazione indu striale, dall’altro paradossalmente nascon derebbe al consumatore un vantaggio se avvenisse senza una opportuna etichet tatura. Si tratta, a mio parere, di ipotesi piuttosto difficili da immaginare nel set tore alimentare. La norma non parla di prodotto nuovo per distinguerlo da quel lo non “sgrammato”, ma semplicemente di prodotti che hanno “subìto una riduzio ne della quantità nominale e un correla to aumento del prezzo per unità di misu ra” pur mantenendo il “precedente con fezionamento”. Poiché la “sgrammatura” avvenga, non solo cambia il quantitativo del riempimento dell’imballaggio, ma de ve essere necessariamente modificata l’e tichettatura del prodotto alimentare, se non altro per indicare la nuova quanti tà: per cui a mio avviso è utile considera re in qualche maniera diversi il vecchio e il nuovo prodotto, non solo per la riduzio ne del prodotto, ma per l’inevitabile mo difica del preimballato.
La lettura pedissequa della novella com porta che ogni modifica del prezzo per unità di misura del preimballato (sal vo il caso dell’incremento della resa o
YLATINI
50ANNI DI INNOVA
dell’efficacia d’uso) determini l’obbligo d’informazione a condizione che si man tenga il “precedente confezionamento”. Espressione, quella di “precedente con fezionamento” che certamente coglie un linguaggio diffuso, ma pone alcuni dubbi in tema di determinazione giuridica. Il Le gislatore si è riferito al confezionamento o invece, ad esempio, alla confezione? Il confezionamento è quello riferito al sog getto che compie il confezionamento6, di cui anche l’incauto obbligo italico dell’in dicazione dell’indirizzo del luogo di con fezionamento7; o è la condizione dei ma teriali a contatto che determina i crite ri per individuare la shelf life dell’alimen to8; o il confezionamento costituisce il ri ferimento temporale utile a determinare il punto di partenza del periodo di consu mabilità dell’alimento9; o indica il Paese di produzione10. Insomma il nuovo confe zionamento è da intendersi compiuto, se l’azienda cambi l’impresa confezionatri ce, se cambi l’indirizzo del confezionatore, se cambi il materiale a contatto e quindi la prestazione della conservazione dell’a limento, se cambi la data nella quale la confezione è stata chiusa e resa non ma nomissibile fino al consumo, o se cambi il Paese d’origine della materia prima? In somma, giuridicamente il termine “confe zionamento” ha diversi significati. Anche il termine “precedente” pone, per il vero, alcune legittime domande. Il precedente
confezionamento si riferisce a quello avve nuto senza soluzione di continuità rispet to a quello “sgrammato”, o a quello av venuto entro 3 mesi (il periodo di obbligo d’informazione del consumatore), o il Le gislatore si riferisce al “confezionamento” avvenuto in qualsiasi periodo preceden te? Se il tempo precedente fosse illimita to condizione illogica in sé visto che l’o biettivo è il consumatore del tempo odier no , verrebbero coinvolti anche, ad esem pio, i prodotti di ricorrenza che di massi ma sono sul mercato una volta all’anno.
Un indirizzo per gli operatori alimentari
Da cui, visti i paradossi che una lettura le galmente coerente del termine confezio namento (e di quello “precedente”), così come definito nell’ordinamento giuridico italiano, comporterebbe in questo conte sto, appare utile, e non solo un esercizio di studio, provare a fornire qui uno stru mento interpretativo, se non di futura dot trina, ma almeno di possibile indirizzo agli operatori alimentari. Se, teleologicamen te, la norma mira a tutelare il consumato re distratto e che comunque ignori il car tellino prezzo per unità di misura (comun que presente nei punti vendita, visto che, come ricordato prima, è obbligatorio), il riferimento al vecchio confezionamento appare più da intendersi con riferimento
alla precedente confezione, o imballag gio (a vista del consumatore), nel suo le game (fisico e logico) con l’etichettatu ra. E ciò vale anche per la vendita a di stanza, in pratica quella via i sistemi digi tali. Appare comprensibile che da un la to la modifica della sola indicazione della quantità del prodotto comporti il sostan ziale mantenimento del “precedente con fezionamento” (e quindi gli obblighi del la novella), mentre dall’altro molte delle possibili modifiche alla presentazione al consumatore sembrano, invece, escludere l’applicabilità della nuova disposizione. La modifica della grafica, dei colori, della for ma dell’etichetta, piuttosto che del mate riale d’imballaggio (in epoca di rifacimen to degli stessi per ragioni ambientali co stituisce un fatto frequente) sembrano, di massima, integrare quelle modifiche che escludono il “precedente confezionamen to”. L’imprecisione del Legislatore sembra lasciare spazio, ad esempio, all’interpre tazione dell’organo di controllo e a quel li, se autonomi, di sanzionamento, come
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DEL PRECONFEZIONATO TRASMETTE L’INFORMAZIONE ALLA FILIERA
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LA NORMA NON PARLA DI PRODOTTO NUOVO RISPETTO ALLO “SGRAMMATO”
alle emozioni provenienti dal mondo “so cial”, così contraddicendo quella certezza del diritto tante volte evocata. Quindi, se la nuova confezione, seppure “sgramma ta” fosse visibilmente differente da quella pre riduzione, non sembra, a mio parere, che essa ricadrebbe nella disciplina in esa me. E così altre tecniche, di aumento del prezzo per unità di misura, che interrom pono l’abitudine d’acquisto del consuma tore (ad esempio rendendo indisponibile il prodotto per un tempo significativo) po trebbero determinare l’esclusione del pro dotto dall’ambito applicativo della novel la, sulla base del fatto che quello col prez zo aumentato sia presentato un nuovo o diverso prodotto. L’applicabilità della nor ma deriva dal comportamento “dipenden te dai produttori”: questo punto relativo
alla valutazione del comportamento del soggetto (i produttori) pone alcuni dubbi interpretativi. Poiché il produttore è nor malmente il responsabile della propria at tività, il ri porzionamento del preconfezio nato, nell’accezione di cui alla novella, do vrebbe essere compreso in quell’ambito di potere. Se il produttore, fosse inteso,
come anche nello stesso Codice del Con sumo, quale “il fabbricante di un bene, o qualsiasi altra persona che si presenta co me produttore apponendo sul bene il suo nome, marchio o altro segno distintivo”11 , potremmo avere un fabbricante che operi fisicamente la produzione della confezio ne “sgrammata” senza contestualmente
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agire sul prezzo, essendo quello determi nato (o meglio suggerito) da un diverso operatore. Questa seconda ipotesi si por rebbe, a mio avviso, come un caso parti colare, bisognevole di una modifica nor mativa per essere incluso nel meccanismo in esame. Nell’ordinamento francese, al quale possiamo guardare con interesse, ma senza pretesa di vederlo come un dato giuridicamente dirimente rispetto alla nor ma nazionale italiano, viene chiarito12 che “se il nuovo formato è sufficientemente diverso dal precedente da escludere qual siasi confusione (ad esempio, una bottiglia d’acqua da un litro sostituita da una bot tiglia da 50 centilitri), è improbabile che il consumatore venga tratto in inganno”. E ancora, in tema di innovazione del pro dotto, rilevano “Le condizioni di commer cializzazione di un prodotto che ha subi to una modifica sostanziale, ne sottoline ano la novità o lo presentano, pur essendo
1. Misure per il mantenimento dei prezzi di vendita al consumatore, “Molini d’Italia” 3 (2022).
2. Notificato alla Commissione EU il 14 aprile 2026.
3. D. Lgs 31 marzo 1998, n. 114, Art. 14, Pubblicità dei prezzi: “1. I prodotti esposti per la vendita al dettaglio nelle vetrine esterne o all’ingresso del locale e nelle immediate adiacenze dell’esercizio o su aree pubbliche o sui banchi di vendita, ovunque collocati, debbono indicare, in modo chiaro e ben leggibile, il prezzo di vendita al pubblico, mediante l’uso di un cartello o con altre modalità idonee allo scopo”. D. Lgs 6 settembre 2005, n. 206, “Art. 14 Campo di applicazione: 1. Al fine di migliorare l’informazione del consumatore e di agevolare il raffronto dei prezzi, i prodotti offerti dai commercianti ai consumatori recano, oltre alla
stato oggetto di una modifica sostanziale, come sufficientemente diverso nelle sue qualità e caratteristiche essenziali rispetto a una versione precedente” con ciò esclu dendo l’applicazione della norma transal pina. La sensibilità del Legislatore, perce pendo o una maggiore fragilità del con sumatore del prodotto preconfezionato, o una maggiore attenzione del consuma tore (o entrambe le tendenze), interviene dunque anche attraverso una misura le gislativa di pressione, verso una parte del la filiera alimentare, volta al contenimen to dei prezzi di vendita. Inevitabilmente determina l’aumento dei costi d’impresa legati alle modifiche, pressoché continue delle grafiche, delle confezioni, degli im ballaggi con evidenti aggravi che, perce piti come di contorno dal consumatore, sono invece significativi per l’operatore del settore alimentare e incidono sensi bilmente sul prezzo finale. E al contempo,
NOTE
indicazione del prezzo di vendita, secondo le disposizioni vigenti, l’indicazione del prezzo per unità di misura”.
4. Arrêté du 16 avril 2024, Réduflation: réglementant l’information des consommateurs sur l’augmentation des prix des produits dont la quantité a diminué.
5. Progetto 2026/0188/IT, Data di ricezione: 14/04/2026: Modifiche alla disciplina in materia di ri porzionamento dei prodotti preconfezionati”, riguardante la modifica del Codice del Consumo, art. 15 bis (Misure di contrasto alle prassi commerciali di ri porzionamento dei prodotti preconfezionati).
6. Dir. 2011/91/UE, in tema di identificazione della partita della derrata alimentare, art. 2, 2), a).
7. Decreto Legislativo 15 settembre 2017, n. 145.
8. Mimit. A00 PI. Registro Ufficiale.I.0031577.19 09 2024, Linee guida
il Legislatore sembra non mettere a fuo co che il prodotto alimentare, specie nel la contemporaneità, assorbe i costi della filiera e delle rinnovate esigenze che an che lo stesso Regolatore introduce e modi fica a ritmo continuo. Un certo margine di illogicità per l’aspetto della discriminato rietà, potrebbe essere individuato nell’im porre il nuovo obbligo per il solo prodotto preconfezionato (qui limitandomi a esa minare il prodotto alimentare), escluden do pertanto la vendita dell’alimento sfu so. In pratica, se nel banco di vendita ser vito, o in quello self service dei preincar tati nel luogo di vendita, il venditore de cide di aumentare il prezzo, egli cambia la tabella obbligatoria del prezzo per uni tà di misura e in quella operazione il Le gislatore non individua un rischio per il consumatore distratto. Mentre, il Regola tore interviene con una norma ad hoc per evidenziare una fattispecie (tra le tante) di aumento del prezzo quale è il ri por zionamento di cui trattiamo qui. Difficile appare valutare la diversa insidiosità, ri spetto al consumatore, dell’aumento del prezzo nelle due modalità di vendita viste sopra e pertanto la significatività di una speciale tutela in un caso e non nell’al tro. Il Legislatore che individua nel “pro duttore”, inteso come il confezionatore, il soggetto attivo che, attraverso il ri por zionamento sfavorevole al consumatore, aumenta i prezzi in maniera poco chia ra, agisce e individua solo quel sogget to, tra i tanti fattori di costo e di qualità del prodotto alimentare.
Giuseppe Maria Durazzo
sulla dichiarazione della quantità degli ingredienti (art. 22 del regolamento (UE) n. 1169/2011), nonché ulteriori informazioni per la corretta applicazione delle disposizioni riguardanti l’etichettatura di taluni prodotti alimentari, pag. 19. Nella medesima ottica: Circ. Minsalute 0040033 13/11/2020 DGISAN MDS P; circ. Mipaaf 0000391 del 08/05/2018.
9. D. Lgs 15 dicembre 2017, n. 231, art. 30.
10. Ad esempio con riferimento all’indicazione del luogo di produzione presente nei marchi (Reg d’Esec. (UE) 2018/775, considerando 7.
11. Art. 45, c 1, come modificato da D.L.gs 20 febbraio 2026, n. 30.
12. https://www.economie.gouv.fr/dgccrf/les fiches pratiques/faq sur la mise en oeuvre de larrete du 16 avril 2024 relatif linformation des consommateurs sur le prix des produits consultato da ultimo il 10/5/26.
Uno spazio espositivo per chi ama farine e semole italiane
An exhibition space for lovers of Italian flours and semolina
The first Bakery Arena by Italmopa drew strong curiosity and engagement at TuttoFood, the major international B2B showcase of Italian agri‑food. The space, presented as “the home of those who love Italian flours and semolina”, hosted a rich program of events highlighting the quality and versatility of Italian milling products. Numerous associated mills alternated with show‑cookings and demonstrations, showcasing innovative flours, blends and applications. An institutional panel featuring Italian, French and German representatives explored the outlook of the European milling industry.
GRANDE INTERESSE E PARTECIPAZIONE A TUTTOFOOD
PER LA PRIMA BAKERY
ARENA DI ITALMOPA
STRONG INTEREST AT TUTTOFOOD FOR ITALMOPA’S
FIRST BAKERY ARENA
La prima Bakery Arena di Italmopa ha suscitato grande curiosità e interes se tra i visitatori di TuttoFood, la più grande vetrina internazionale B2B dell’a groalimentare italiano che il 14 maggio ha chiuso i battenti dopo quattro giorni di grande successo, consolidando l’even to come uno degli hub agroalimentari più importanti al mondo. Lo spazio espositi vo, battezzato come “la casa di chi ama le farine e semole italiane”, è stata una vera e propria fucina di eventi che si so no alternati e che hanno permesso, an cora una volta, di evidenziare l’assoluta
di Lorenzo Bellei Mussini, coordinatore editoriale di Molini d’Italia
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Un momento conviviale nella Bakery Arena Italmopa
e incomparabile qualità e versatilità de gli sfarinati, spesso innovativi, prodotti dall’Industria molitoria italiana, leader in Europa con oltre 12 milioni di tonnellate di frumento annualmente trasformate in fa rine e semole che costituiscono i principali ingredienti di prodotti simbolo del “Made in Italy” alimentare quali: pane, pizza, pa sta o prodotti dolciari e della pasticceria. Particolarmente apprezzati gli show coo king proposti da alcune Aziende associa te a Italmopa che si sono alternate ai forni e ai banchi da lavoro presenti nella Bake ry Arena: Molini Pivetti, Agugiaro & Figna Molini, Semolificio Loiudice, Molino Me rano, Molino Grassi, Molino Casillo, Mo lino Rieper, Mulino Caputo, Molino Den ti e Molino F.lli Chiavazza. E altrettanto graditi gli aperitivi offerti, al termine del le impegnative giornate di Fiera, da Mo lino Colombo, Molino Grassi, e Semolifi cio Loiudice, oltre che da Fiere di Parma.
Il momento istituzionale
Di notevole interesse, infine, è risulta to l’evento istituzionale organizzato dal Gruppo Giovani Industriali Italmopa che
OLTRE 12MIL/TON DI FRUMENTO
ANNUALMENTE
TRASFORMATE
IN FARINE E SEMOLE
ha visto confrontarsi, in merito alle pro spettive dell’Industria molitoria europea, rappresentanti italiani, francesi e tedeschi. Il dibattito moderato da Marta Bom mezzadri di Gruppo Food introdotto da Francesco Vacondio, presidente Europe an Flour Millers (Efm), ha visto in aper tura l’intervento di Vito Martielli, Senior Analyst Grains & Oilseeds RaboRese arch Food & Agribusiness che ha fornito un quadro della struttura dell’Industria molitoria europea. All’intervento di Mar tielli ha fatto seguito Paolo Gallo, presi dente dei Giovani Industriali Italmopa, che ha illustrato l’evoluzione e l’attuale situa zione dell’Industria molitoria italiana. Suc cessivamente, si sono succeduti gli inter venti di Claire Trottin, quale rappresentan te del Gruppo Giovani francese, e di Jan
Cordesmeyer, rappresentante del Gruppo Giovani tedesco, che hanno offerto una panoramica dello stato dell’Industria mo litoria nei rispettivi Paesi.
I commenti degli associati alla Bakery Arena
A margine di ogni performance dei Moli ni all’interno della Bakery Arena, la reda zione di Molini d’Italia ha voluto racco gliere le impressioni sull’opportunità che una vetrina internazionale B2B come quel lo offerta da Italmopa ha rappresentato, nonché sulla fiera e sulle novità presen tate durante gli show cooking. La prima azienda associata a intrattenere i presenti con uno show cooking dal tito lo “World Bakery Tour, dall’Italia al mon do” è stata l’emiliana Molini Pivetti. Giu lia Chessa, Marketing Manager del moli no, ha voluto sottolineare che nell’ambi to della Bakery Arena hanno voluto pre sentare “il concetto del valore del futuro” che, per Molini Pivetti, parte “dal nostro approccio al mondo dell’agricoltura: quel lo 4.0, dell’agricoltura rigenerativa che si concretizza sulla nostra filiera ‘Campi
Protetti Pivetti’. Ma il futuro riguarda le nuove generazioni ed è per questo che ab biamo ospiti in questi giorni di fiera rap presentanti dell’Istituto Vergani Navarra di Ferrara con cui abbiamo intrapreso una proficua collaborazione. E però, il futuro di cui parliamo è anche quello del food e delle sue espressioni culinarie.
Così, abbiamo proposto per la Bakery Are na la Farina Tipo 1 con germe di grano del la Linea Professional ideale per pizzeria, panificazione e pasticceria, altamente ver satile, oltre all’altra novità 2026, Misce la 45, la miscela ideale per pizza e focac ce. Le aspettative sono alte, perché ci at tendiamo grandi connessioni, nuove idee
VERSATILITÀ: CARATTERISTICA PRINCIPALE
DELLE FARINE DI DURO E TENERO
e partnership per questo percorso all’a vanguardia”.
Con Agugiaro & Figna, la Bakery Arena è diventata il palcoscenico del “Primo cam pionato italiano Under 30 giovani lieviti sti”. Nell’occasione, Lorenza Dalla Pozza che cura la comunicazione, le PR e l’or ganizzazione di eventi strategici per l’a zienda, ha così commentato la presenza allo spazio di Italmopa: “La progettuali tà che stiamo costruendo insieme all’Ac cademia dei Maestri del Lievito Madre e del Panettone Italiano è molto importan te, non è solo sponsorizzazione. Quindi nel momento in cui abbiamo avuto da par te di Italmopa l’opportunità di realizzare questo evento abbiamo pensato ai giova ni. Un elemento del resto nel Dna dell’a zienda. Vogliamo pertanto guardare con visione al futuro e questo concorso punta a costruire progettualità per le nuove ge nerazioni che si stanno esprimendo mol to bene nel mondo dei grandi lievitati”.
Preparazione ingredienti
I protagonisti dell’incontro del Gruppo Giovani Italmopa
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PROFESSIONALITÀ ANIMA
PRODUTTORI E PRINCIPALI UTILIZZATORI
La prima giornata alla Bakery Arena (lu nedì 11 maggio) si è chiusa con lo show cooking a cura del Semolificio Loiudice dal titolo “C’era una volta la semola: una favola da sud a nord, dal salato al dolce”. Il commento post esibizione è stato affi dato a Clelia Loiudice, vice presidente di Italmopa e past president del Gruppo Gio vani. “Abbiamo avuto” ha esordito “que sta bella opportunità grazie a Italmopa per offrire un quadro del mondo delle se mole rimacinate, che spesso è meno co nosciuto rispetto a quello delle farine di frumento tenero. Questo show cooking rappresenta quindi un esempio e una di mostrazione di come il mondo del grano duro sia altrettanto versatile e quindi si presti con ricette sia tipiche sia innova tive, sia salate sia dolci per tutti i palati. Questo mondo rappresenta una nicchia nel mondo delle farine, quindi speriamo di aver suscitato l’interesse dei presenti. È sempre entusiasmante essere qui a Mi lano perché si incontrano nuovi clienti e
si trovano quelli consolidati; inoltre, si fa rete e soprattutto si è presenti per il mer cato del nostro settore”.
L’apertura del secondo giorno della Bake ry Arena è stata affidata a Molino Mera no che ha presentato uno show cooking dal titolo “La nuova era del senza glutine con Fabio Nazzari”. Alexandra Tancevski, direttore vendite e marketing dell’azien da altoatesina ha così commentato la pre sentazione: “Il contesto, quello della fie ra, sta andando molto bene, in termini so prattutto quantitativi, sia per B2B sia per
Gdo. Tra le varie novità del Molino, ab biamo presentato PanPro+, miscela svi luppata in più di due anni, ad alto conte nuto proteico pensata per chi cerca pre stazioni tecniche senza rinunciare al gu sto. In merito invece all’evento all’arena, con Fabio Nazzari si è pensato di riflet tere sul ‘senza glutine,’ proponendo dei maritozzi gluten free e del pane bianco anch’esso privo di glutine, realizzati con due miscele particolari (Mirum e il Maxi mo). Questo per sottolineare la bontà di un prodotto, ma soprattutto lo studio che c’è dietro ogni miscela e l’ampiezza di ap plicazione”.
Federica Grassi, anche lei vice presidente di Italmopa, è intervenuta a margine del lo show cooking curato dal Molino di fa miglia, dal titolo “La focaccia ligure come eccellenza italiana”. Le sue prime parole sono state di soddisfazione per lo spazio della Bakery Arena: “abbiamo organizza to uno spazio associativo per promuove re le eccellenze delle farine e delle semole italiane”. Di seguito si è concentrata sullo show cooking: “abbiamo deciso di porta re come eccellenza italiana la focaccia li gure, presentata da un nostro consulente tecnico. Per fare questo prodotto occor re una farina con caratteristiche partico lari ed è appunto questo che rappresenta una delle eccellenze di cui si parlava pri ma e che dobbiamo promuovere. Quanto alla fiera, poi, abbiamo notato un’affluen za maggiore rispetto agli anni precedenti; soprattutto molto estero, che da sempre apprezza le farine per pizza”.
Uno Show Cooking
Panificatori in azione
Chiusura di giornata affidata allo show co oking di Molino Casillo intitolato “La ri voluzione degli sfarinati tra nutrizione be nessere”. Un’esposizione concreta di tut to quello che è stato il lavoro di ricerca su AltoGrano®.
Molino Rieper ha inaugurato il terzo gior no in Bakery Arena con un’esibizione in centrata sul dolce simbolo dell’Alto Adi ge: lo strudel. E infatti, lo show cooking, intitolato “Farina in azione: lo strudel che stupisce” ha coinvolto astanti e passan ti, come ha sottolineato anche Katrin Ri eper, direttrice insieme al fratello Alexan der del Molino di Vandoies (Bolzano). “In una fiera che sta andando molto positi vamente abbiamo voluto cogliere l’occa sione di presentarci alla Bakery Arena per presentare un classico della nostra zona lo strudel di mele tradizionale alla pasta frolla che sa coniugare tradizione e ne cessità di una farina ‘sensibile’ (farina 00 di grano tenero), dando anche prova di co me il grano possa risultare più versatile di quel che può sembrare, grazie a un gela to e a una chips realizzati con frumento”. Il prosieguo della mattinata è stato affi dato a Mulino Caputo che ha portato in scena lo show cooking “Mani in pasta con i maestri della pizza napoletana”, quin di grano tenero protagonista di uno dei piatti più celebri al mondo. “Mulino Ca puto ha accolto con entusiasmo l’invito
alla Bakery Arena di Italmopa, approfit tando dell’opportunità per portare sul pal co e sul bancone il racconto della pizza napoletana, insieme al maestro piazzaio lo Davide Civitiello. È stata un’occasione per parlare di impasti, lievitazioni, idrata zione, ma anche di tradizione e innova zione nel mondo della pizza che sta cam biando e si sta adattando ai trend della gastronomia moderna”, così Antimo Ca puto, Ceo dell’Azienda.
Molino Denti ha chiuso un denso terzo giorno di presentazioni in Bakery Arena con uno show cooking incentrato su “La salute sa di buono: più fibre, più gusto, più benessere, più mercato”. Fabio Notari, re sponsabile vendite dell’impianto reggiano, ha commentato l’esibizione sottolineando come l’obiettivo fosse quello di “presenta re uno studio realizzato per portare avan ti un progetto su farine con fibre in colla borazione con l’università. Nello specifico, il ruolo del germe di grano che noi tostia mo direttamente in azienda grazie a un si stema da noi inventato per la tostatura a bassa temperatura delle fibre che poi an diamo a reinserire nella farina. Questo per proporre a un consumatore sempre più esi gente prodotti che soddisfino la crescente attenzione per salute e benessere”. La giornata di chiusura ha infine visto pro tagonista Molino Fratelli Chiavazza con un’esibizione intitolata “Rinascimento al
tegamino: struttura, idratazione e croc cantezza”. Così Filippo Chiavazza, com ponente del Gruppo Giovani Italmopa e cotitolare del Molino insieme al fratello Andrea: “La fiera si conferma un appun tamento da non perdere per lo sviluppo di nuove relazioni. Quest’anno poi possia mo promuovere il nostro settore molito rio grazie alla Bakery Arena di Italmopa, che è un’ottima iniziativa per spiegare le peculiarità e le varie sfaccettature del set tore grazie alla presentazione di prodotti. Come Molino Chiavazza siamo molto con tenti di prendere parte a questa iniziativa e di aver promosso con il nostro show co oking il settore di cui siamo parte”.
La casa di chi ama le farine e le semole italiane
L’obiettivo è stato centrato: comunicare la complessità che si cela dietro un prodot to finito (sia esso farina o semola) di così ampio utilizzo. Ma accanto a ciò, si è volu to sottolineare la professionalità che ani ma i produttori e i principali utilizzatori. La collocazione di uno spazio autorevole all’interno di una delle principali fiere del food in Italia ha dato ulteriore struttura a un progetto che ha visto la prima tappa del proprio percorso.
Lorenzo Bellei Mussini
Maestro paticciere Benjamin Sellemond in opera
Un approccio su misura per il settore del Bakery
A tailor-made approach for the Bakery sector
Delfort, a global leader in high‑performance specialty papers, discusses the evolution of the food‑packaging market and its growing focus on innovation and sustainability. In this interview, Sales Director Fortunato Staropoli explains how the group has expanded internationally while maintaining strong technical expertise and customer‑driven development. Delfort’s tailored solutions for the bakery sector ranging from functional papers to barrier technologies and recyclable materials reflect the company’s commitment to performance, process efficiency and circular design.
A cura della Redazione
DELFORT ILLUSTRA A MOLINI
D’ITALIA L’ANDAMENTO
DEL MERCATO DEL PACKAGING
ALIMENTARE ATTRAVERSO
LA PROPRIA ESPERIENZA
DELFORT OUTLINES FOR MOLINI
D’ITALIA THE TRENDS SHAPING
THE FOOD-PACKAGING MARKET THROUGH ITS DIRECT EXPERIENCE
Delfort è un gruppo industriale internazionale leader nel la produzione di carte speciali ad alte prestazioni, desti nate a settori esigenti come il packaging,l’industria e ap plicazioni tecniche.L’azienda si distingue per innovazione continua, elevati standard qualitativi e un forte impegno verso la sostenibilità. Anche in virtù della collaborazio ne mostrata da delfort nella predisposizione della Bakery Arena a TuttoFood 2026, Molini d’Italia ha voluto intervi stare Fortunato Staropoli,HBD Sales Director dell’azien da. Staropoli guida lo sviluppo commerciale e le relazio ni strategiche con i clienti. È focalizzato sulla crescita del business, sull’espansione dei mercati e sul coordinamen to efficace delle attività di vendita a livello internazionale.
La redazione
PISA srl
s.p. Andria-Trani km 1,500
Andria (BT)
0883.251661
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Rivestimenti di celle e silos con resine epossidiche cer tificate per il contatto con alimenti
Rivestimenti di pavimenti con resine mul tistrato e autolivellanti
Tinteggiatura super fici interne ed esterne di opifici industriali
Impermeabilizzazione con poliurea
Come è nata delfort e come si è evoluta fino a oggi?
“20 anni fa, delfort è nata come evoluzio ne industriale di diverse cartiere europee, alcune con oltre un secolo di esperienza, progressivamente integrate sotto una vi sione condivisa: rivoluzionare la carta. Del fort guida questa rivoluzione creando car te speciali leggere, funzionali e responsa bili. Questi principi fondamentali guida no lo sviluppo di prodotti ad alte presta zioni, l’innovazione tecnologica e la col laborazione con una rete diversificata di stakeholder. Dalla creazione del marchio ombrello delfort, l’azienda è cresciuta at traverso sviluppo organico, acquisizioni e l’integrazione di siti produttivi specializzati in Europa, Stati Uniti e Asia, preservando
DELFORT GUIDA
UNA RIVOLUZIONE
CON CARTE LEGGERE, FUNZIONALI E RESPONSABILI
il know how locale e allineandolo a una strategia comune. Fin dall’inizio, il Grup po si è distinto concentrandosi su cate gorie ad alto valore aggiunto come carte per packaging alimentare, soluzioni bar riera, applicazioni tecniche a base fibra e prodotti riciclabili. Parallelamente, delfort ha costruito una forte presenza interna zionale, servendo clienti globali e svilup pando una rete commerciale avanzata. Sin
dall’inizio, innovazione e sostenibilità so no state centrali nella strategia di delfort, con investimenti in soluzioni riciclabili e nello sviluppo di materiali avanzati. Oggi, delfort è una multinazionale integrata con una holding strategica, stabilimenti spe cializzati e una struttura che combina co ordinamento centrale e autonomia opera tiva locale, garantendo flessibilità, compe tenza tecnica e vicinanza al cliente”.
Come sono strutturate le vostre attività per il settore bakery?
“Le attività di delfort nel settore bakery sono progettate per rispondere pienamen te alle esigenze dei produttori, combinan do competenze tecniche, capacità indu striali e supporto applicativo.
1. Sviluppo prodotto e competenze tec niche.
Delfort sviluppa carte speciali per applica zioni bakery come incarto diretto, pirottini e carte da forno. Questi materiali garan tiscono resistenza ai grassi, sicurezza ali mentare, performance in cottura e com patibilità con linee automatizzate, assicu rando costanza e affidabilità lungo tutto il processo produttivo.
2. Struttura industriale specializzata. La produzione è distribuita tra diversi sta bilimenti europei, ciascuno focalizzato su specifiche applicazioni. Questo consente elevati standard qualitativi, continuità di fornitura e flessibilità nel servire sia ope ratori industriali sia clienti artigianali.
3. Approccio commerciale e sostenibilità. Il Gruppo opera attraverso una rete commerciale internazionale con forte
Fortunato Staropoli, HBD - Sales Director di delfort
La carta forno delfort offre un supporto altamente performante e resistente al grasso per prodotti da forno come la pizza
• EDILIZIA INDUSTRIALE
• SILOS IN CALCESTRUZZO
• MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA DI EDIFICI CIVILI E INDUSTRIALI
• EDILIZIA CIVILE
• PITTURAZIONI AIRLESS
• SABBIATURA ECOLOGICA CERTIFICATA
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attenzione alla collaborazione con il clien te. Particolare focus è dedicato alle solu zioni sostenibili, incluse carte riciclabili e compostabili, in linea con le aspettative di mercato e i requisiti normativi.
4. Delfort si posiziona come partner tec nico per l’industria bakery, offrendo solu zioni ad alte prestazioni guidate dall’in novazione”.
Il settore bakery, pizza e pasticceria è in continua evoluzione. Avete sviluppato soluzioni su misura?
“Il settore bakery è in costante evoluzio ne, guidato da nuove ricette, processi in dustriali più avanzati e crescenti requisi ti di sostenibilità. In questo contesto, del fort ha sviluppato un approccio su misura, lavorando a stretto contatto con i clien ti per creare soluzioni personalizzate. Un primo esempio è lo sviluppo di carte con proprietà funzionali specifiche adattate al le caratteristiche del prodotto come con tenuto di grassi, temperature di cottura e shelf life. Questo consente di ottimizzare carte da forno e soluzioni di incarto ga rantendo prestazioni costanti anche con impasti ricchi o delicati. Una seconda area riguarda la compatibilità con le linee pro duttive. Delfort progetta materiali calibra ti su velocità macchina, formati e requi siti tecnici, migliorando l’efficienza e ri ducendo sprechi e tempi di fermo. Infine,
SVILUPPO
DI CARTE
CON PROPRIETÀ FUNZIONALI
PER LA SHELF-LIFE
un’area chiave di crescita è lo sviluppo di soluzioni sostenibili personalizzate, come carte riciclabili e compostabili progettate per mantenere le prestazioni tecniche ri chieste nelle applicazioni bakery. In sinte si, “su misura” significa un processo col laborativo in cui il prodotto finale è il ri sultato di competenze applicative, test e co sviluppo continuo”.
La shelf-life è un tema cruciale. Quali soluzioni offrite?
“La shelf life è un fattore chiave nel set tore bakery e food, dove la protezione da umidità, ossidazione e contaminazione è essenziale. Delfort affronta questo tema con soluzioni che combinano prestazioni tecniche, sicurezza e riciclabilità. Un pri mo livello riguarda carte funzionali bar riera progettate per offrire una protezio ne calibrata contro umidità e agenti ester ni, contribuendo a preservare qualità, fre schezza e stabilità del prodotto lungo tut ta la filiera. Un secondo aspetto è la perso nalizzazione: le proprietà della carta ven gono adattate al tipo di prodotto, al for mato di confezionamento e alle condizio ni di stoccaggio e distribuzione, ottimiz zando la conservazione senza compro metterne resistenza o macchinabilità. È inoltre fondamentale che le carte offrano eccellenti performance di stampabilità e
I coloratissimi pirottini in carta delfort, realizzati in carta ad alta densità
La carta forno naturale delfort
garantiscano la piena conformità alle nor mative vigenti per il contatto alimenta re. In sintesi, sviluppiamo soluzioni tailor made fondate su progettazione funziona le dei materiali, per massimizzare la shelf life tramite proprietà barriera mirate, assi curando al contempo performance di pro cesso e sostenibilità”.
I vostri prodotti rispondono a criteri di sostenibilità. Potete descrivere il vostro approccio?
“Le carte delfort soddisfano i criteri di so stenibilità attraverso un processo struttu rato che combina innovazione, controllo e collaborazione con i clienti. Si parte dalla ricerca e sviluppo, per progettare prodotti che tengano conto dell’efficienza dei ma teriali e del design circolare. Viene appli cato un modello di progettazione respon sabile dei prodotti, che considera tutte le fasi della catena del valore. Questo inclu de l’analisi dell’intero ciclo di vita, dalla progettazione delle carte speciali alla pro duzione e trasformazione efficienti, fino
LE SOLUZIONI SOSTENIBILI DERIVANO
DA UN PROCESSO INTEGRATO
all’utilizzo finale e allo smaltimento. Se gue la validazione industriale, in cui i ma teriali vengono testati per comportamen to, resistenza e compatibilità con le linee produttive, garantendo efficienza opera tiva e qualità costante. Un passaggio fon damentale è la conformità e certificazio ne, che garantisce sicurezza, tracciabilità e trasparenza lungo l’intera filiera. Infine, delfort adotta un approccio di co svilup po con i clienti, personalizzando ogni solu zione in base alle specifiche esigenze ap plicative e agli obiettivi di sostenibilità. In sintesi, le soluzioni sostenibili derivano da
un processo integrato che combina mate riali responsabili, affidabilità industriale e sviluppo condiviso. Anche quest’anno, del fort ha ottenuto nuovamente lo status Pla tinum dalla piattaforma di rating EcoVadis per la quinta volta consecutiva. Questo riconoscimento è assegnato solo all’1% delle aziende valutate a livello mondia le. Con un punteggio di 89 su un massi mo di 100 punti, delfort conferma il pro prio impegno verso pratiche aziendali re sponsabili e sostenibili”.
La redazione
Produzione di carte speciali su una macchina continua delfort
Macchina per la produzione di carta presso delfort
La protezione dei cereali immagazzinati: un pilastro fondamentale della sicurezza alimentare globale
Con la continua crescita della popola zione mondiale e la crescente pres sione sui sistemi alimentari, la sfi da di garantire la sicurezza alimentare va ben oltre la produzione agricola nei cam pi. Una delle fasi più critiche della cate na di approvvigionamento alimentare è lo stoccaggio (post raccolta). La protezione dei cereali immagazzinati non è solo una necessità, ma è un pilastro fondamenta le della sicurezza alimentare globale, della stabilità economica e della sostenibilità. Secondo stime internazionali, le perdite post raccolta rappresentano una quota significativa dello spreco alimentare to tale a livello mondiale, e l’infestazione da insetti nei cereali immagazzinati ne è una delle principali cause. Queste perdi te incidono direttamente sui redditi degli
agricoltori, interrompono le catene di ap provvigionamento, aumentano i prezzi dei prodotti alimentari e riducono la disponi bilità di alimenti sicuri e di alta qualità per i consumatori.
Cereali come grano, riso, mais sono la spina dorsale dell’alimentazione globa le. Una volta raccolti, il loro viaggio è ben lungi dall’essere finito. Durante lo stoc caggio, i cereali sono esposti a una serie complessa di rischi: infestazioni da inset ti, contaminazione, degrado della qualità e perdita di valore commerciale. Gli insetti dei cereali immagazzinati pos sono compromettere rapidamente la qua lità della granella:
• riducendo il peso e il valore nutrizionale;
• aumentando i tassi di contaminazione e di scarto;
• limitando l’accesso al mercato a cau sa di preoccupazioni relative alla qua lità e ai residui;
• accelerando le perdite economiche lun go tutta la catena di approvvigionamen to.
In regioni con infrastrutture limitate o lun ghi periodi di stoccaggio, questi rischi so no amplificati. Una protezione efficace del grano immagazzinato non è quindi solo una sfida operativa, ma anche un impe rativo sociale ed economico legato alla disponibilità e all’accessibilità economi ca del cibo.
Dalla protezione alla conservazione: ripensare la gestione dei cereali immagazzinati
Gli approcci tradizionali alla protezione dei cereali immagazzinati si sono spesso concentrati su singoli interventi o tratta menti curativi. Tuttavia, le sfide odierne richiedono strategie più integrate e lun gimiranti che siano efficaci, sostenibili e in linea con le aspettative normative e di mercato, come ad esempio:
• rispondere alle esigenze sia preventive che curative;
• gestire il rischio di resistenza attraverso meccanismi d’azione diversificati;
• preservare la qualità, la sicurezza e l’u tilizzo del cereale;
• supportare gli obiettivi di sostenibilità a lungo termine.
Riconoscendo queste esigenze, Envu e Newpharm hanno sviluppato un approc cio integrato che riflette un nuovo stan dard nella gestione dei cereali immagaz zinati.
La soluzione completa
Actellic® e K-Obiol®: un approccio integrato alla protezione dei cereali immagazzinati
La soluzione completa, che combina Actel lic® e K Obiol®, rappresenta una strate gia completa e complementare progetta ta per proteggere i cereali immagazzina ti durante l’intero periodo dello stoccag gio. Anziché affidarsi a un’unica modali tà d’azione, questa soluzione riunisce due tecnologie distinte e complementari, of frendo una risposta più ampia e resilien te agli infestanti dei cereali immagazzina ti. Due soluzioni complementari:
• Actellic® a base di pirimifos metile, pos siede un ampio spettro d’azione ed esercita una lunga persistenza. Appli cato per la difesa dei cereali e degli am bienti di stoccaggio agisce per contat to e asfissia senza alterare le cariossi di o le superfici.
• K Obiol®, a base di deltametrina, forni sce una protezione preventiva di lunga durata. Applicato ai cereali o alle super fici, rimane sulla superficie esterna del chicco, garantendo un controllo residua le prolungato e preservando al contem po la qualità e la sicurezza del cereale. Sono prodotti fitosanitari autorizzati dal Ministero della Salute. Insieme, queste so luzioni affrontano sia le sfide immediate legate alle infestazioni sia le esigenze di
protezione a lungo termine, riducendo il rischio di reinfestazione e garantendo una qualità costante del cereale nel tempo.
Vantaggi tecnici con impatto concreto
La complementarità tecnica della soluzio ne completa si traduce in vantaggi tangi bili in tutto il sistema alimentare:
• controllo ad ampio spettro degli infe stanti delle derrate immagazzinate;
• azione preventiva e curativa nell’ambito di un’unica strategia integrata;
• protezione di lunga durata, che riduce la necessità di interventi ripetuti;
• gestione della resistenza, attraverso l’u so di diversi meccanismi d’azione;
• protezione della qualità e del valore dei cereali, a sostegno della sicurezza ali mentare e dell’accettazione da parte del mercato.
Per gli agricoltori e gli operatori del set tore dello stoccaggio, ciò significa mino ri perdite, maggiore efficienza operativa e maggiore fiducia nello stoccaggio a lun go termine. Per i trasformatori e i distri butori, garantisce una qualità costante e la conformità alle normative. Per i consu matori, contribuisce a un approvvigiona mento alimentare più sicuro e affidabile.
Innovazione, sostenibilità e responsabilità
Al di là dell’efficacia, la protezione dei cereali immagazzinati deve allinearsi a obiettivi di sostenibilità più ampi. La ridu zione delle perdite post raccolta è uno dei modi più efficaci per migliorare la sosteni bilità del sistema alimentare, poiché mas simizza il valore della produzione agrico la esistente senza richiedere ulteriori ter reni o risorse. Contribuendo a preservare la qualità del grano e a ridurre gli sprechi, la soluzione completa supporta:
• un uso più efficiente dei fattori di pro duzione agricoli;
• un minore impatto ambientale per uni tà di alimento prodotta;
• una maggiore resilienza nelle cate ne di approvvigionamento alimenta re globali.
Infestanti delle derrate: alte temperature e trattamenti in atmosfera modificata
La presenza di infestanti nelle derrate alimentari continua a rappresentare una delle principali criticità per l’inte ra filiera agroalimentare. Non si tratta sol tanto di una questione operativa, ma di un rischio che può compromettere sicurezza alimentare, continuità produttiva, certifi cazioni e reputazione aziendale.
A confermarlo è la recente ricerca realizza ta da Rentokil, azienda specializzata nella gestione degli infestanti del gruppo Ren tokil Initial, in collaborazione con mUp Re search, che ha analizzato il punto di vista dei Quality Manager delle aziende agro alimentari italiane, per comprendere co me venga gestito il rischio infestazioni e quali siano oggi i principali sistemi di pre venzione e controllo adottati dalle azien de italiane.
Secondo i dati emersi, un’azienda su dieci ha registrato episodi di infestazione del le derrate alimentari negli ultimi tre anni.
Il fenomeno risulta particolarmente signi ficativo nei comparti della logistica e di stribuzione, dove l’incidenza raggiunge il 14,1%. Anche la dimensione azienda le rappresenta un fattore di rischio: le im prese con almeno dieci dipendenti mostra no infatti una maggiore incidenza di in festazioni rispetto alle realtà più piccole, confermando come l’aumento della com plessità organizzativa possa aumentare i fattori di vulnerabilità.
La consapevolezza delle conseguenze as sociate alle infestazioni è particolarmen te elevata. Il 92,5% delle aziende indivi dua nel danno reputazionale il principale elemento di criticità, seguito dai rischi per la sicurezza alimentare (87,6%), dagli im patti sulla continuità operativa (86,4%) e dalla possibile perdita delle certificazioni (77,8%). Per questo motivo il settore sta adottando approcci sempre più struttura ti e preventivi: oggi il 77% delle aziende
dispone di un piano continuativo di mo nitoraggio e disinfestazione, mentre il 70,2% effettua controlli periodici regolari. Per anni il contrasto agli infestanti alimen tari si è basato principalmente sull’utiliz zo di pesticidi chimici. Un approccio che oggi presenta limiti sempre più evidenti: da un lato i parassiti sviluppano rapida mente resistenze ai trattamenti tradizio nali; dall’altro le aziende sono chiamate a garantire elevati standard di sicurezza ali mentare, sostenibilità ambientale e con formità normativa.
In questo contesto, il trattamento ad al te temperature rappresenta un’evoluzio ne significativa rispetto ai metodi tradi zionali.
Questo trattamento, introdotto in Italia per la prima volta nel 2007, rappresenta una delle soluzioni più efficaci per l’elimi nazione degli infestanti in ambienti pro duttivi, silos, impianti di lavorazione e aree
Transizione ecologica in agricoltura
Laguida peradeguare laproduzioneagricola alla transizione ecologica
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Come rendere sostenibile la filiera agroalimentare?
In questo volume l’Autore affronta il tema del momento: la transizione dei sistemi agricoli verso nuovi modelli produttivi.
Vengono esposti concetti come biodiversità , ecosistema , farming e definiti gli strumenti per la valorizzazione del paesaggio e del territorio rurale. Un richiamo è anche alle nuove frontiere dell’agricoltura, al suo futuro smart e al cibo che verrà.
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Causale: Acquisto e spese di spedizione 1 copia “Transizione
di stoccaggio. Attraverso l’innalzamento controllato della temperatura (tra i 45 °C e i 55 °C) è possibile raggiungere tutti gli stadi vitali degli insetti, comprese uova e larve, senza ricorrere a prodotti chimici. Si tratta pertanto di una soluzione forte mente efficace che consente il riutilizzo in tempi contenuti dei locali trattati, garan tendo la continuità operativa, vista come una delle principali criticità da fronteggia re per l’86,4% delle aziende. Accanto ai trattamenti a calore, la prote zione delle derrate alimentari si avvale dei trattamenti in atmosfera modificata, una metodologia che prevede l’introduzione di gas inerti (como l’azoto) all’interno di strutture a tenuta stagna per eliminare gli infestanti in modo biologico, senza lascia re residui chimici e senza alterare le pro prietà organolettiche delle materie prime. Tuttavia, l’eradicazione del problema è so lo l’ultimo miglio di una strategia che, per essere davvero efficace, deve basarsi sul la prevenzione e sulla capacità di antici pare l’infestazione.
Per il comparto molitorio, dove la quali tà delle materie prime e la sicurezza delle farine rappresentano requisiti imprescin dibili, la disponibilità di tecnologie non
chimiche costituisce un vantaggio com petitivo sempre più importante.
L’integrazione di sistemi avanzati di mo nitoraggio, trattamenti termici e anossia controllata consente infatti di sviluppare strategie di pest management moderne, capaci di ridurre il rischio infestazioni lun go tutta la filiera, proteggere il valore del le derrate e supportare il mantenimento
degli standard qualitativi richiesti dal mer cato.
In uno scenario caratterizzato da crescen te attenzione verso sicurezza alimentare, sostenibilità e tutela della reputazione aziendale, l’approccio integrato promosso da Rentokil rappresenta una risposta con creta alle esigenze delle aziende agroali mentari e dell’industria molitoria italiana.
12/15 luglio 2026
CHICAGO (USA)
IFT EXPO
Mostra-convegno dei tecnologi alimentari www.iftevent.org
14/ 16 settembre 2026
29 settembre/ 1 ottobre 2026
CASABLANCA (MAROCCO) SIEMA
Salone dell’industria alimentare e imballaggio www.siemamaroc.com
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Versamento su ccp n. 18182402 intestato ad Avenue media srl, Viale Aldini Antonio 222/4, 40136 Bologna. Si allega il bollettino di ricevuta con specificata la causale di versamento: in busta chiusa via e mail a dir@avenue media.eu
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