Skip to main content

Molini_4_2026_ISS

Page 1


Molinid’Italia

Bakery Arena: uno spazio unico di eventi e iniziative a cura di Italmopa

Bakery Arena: a unique space for events and initiatives organized by Italmopa

Cereali tra mercato globale, sicurezza e innovazione

Cereals between global markets, safety and innovation

Il crescente interesse per i pani arricchiti con farine proteiche

The growing interest in breads enriched with protein flours

F r egio de i Mesi ,

P r oti r o del l a Cattedrale di C r emon a

Industria Mangimistica

Molinid’Italia

LA RIVISTA ITALIANA PER L’INDUSTRIA MOLITORIA dal 1950

PROPRIETARIO

Associazione Industriali Mugnai d’Italia Via Lovanio, 6 - 00198 Roma

DIRETTORE EDITORIALE

Vincenzo Martinelli

Presidente Italmopa

DIRETTORE RESPONSABILE

Claudio Vercellone

DIRETTORE TECNICO

Lorenzo Cavalli

Presidente Antim

COMITATO TECNICO EDITORIALE

Carlo Brera Esperto in sicurezza alimentare

Marina Carcea

già Dirigente Tecnologo, Centro di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione del CREA, Roma

Giuseppe Maria Durazzo Avvocato, esperto in diritto dell’alimentazione

Luigi Pelliccia Responsabile Ufficio Studi e Mercato di Federalimentare

Giovanni Battista Quaglia Tecnologie alimentari

COMITATO DI REDAZIONE

Piero Luigi Pianu

Laura Pierandrei

RELAZIONI INTERNAZIONALI

Alfredo Tesio

COORDINAMENTO REDAZIONALE

Lorenzo Bellei Mussini ufficiostampa@avenue-media.eu Tel. +39 051 6564337

PUBBLICITÀ

Paola Zerbini pizeta@avenue-media.eu Tel. +39 051 6564348 / +39 339 2381497

EDIZIONE, DIREZIONE, REDAZIONE, PUBBLICITÀ E AMMINISTRAZIONE

Edizioni Avenue media®

Viale Antonio Aldini, 222/4 - 40136 Bologna Tel. +39 051 6564311

STAMPA: MIG - Moderna Industrie Grafiche Via dei Fornaciai, 4 - 40129 Bologna

ABBONAMENTO

€ 45,00

e-mail: dir@avenue-media.eu Tel: +39 051 6564352

RIVISTA FONDATA NEL 1950

Registrazione Tribunale di Bologna del 31 luglio 1992 n. 6129

Trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento Ue 679/2016. L’informativa Privacy è disponibile sul sito di Avenue media www.avenue-media.eu alla pagina “Informativa Privacy Editoria” www.avenue-media.eu/informativa-privacy-editoria

Managing shock risks is essential to build an even more resilient Europe di V. Martinelli

Associazione Industriali Mugnai d’Italia

CRESCERE È INVESTIRE IN PERFEZIONE

Realizziamo e miglioriamo impianti di produzione agroalimentare.

Da oltre 60 anni offriamo soluzioni su misura realizzando impianti in grado di migliorare l’efficienza produttiva, integrare innovazioni tecnologiche e ridurre l’impatto ambientale.

Meccanizzazione avanzata e personalizzazione degli impianti con un approccio pensato per soddisfare ogni esigenza produttiva.

Che tu abbia bisogno di una macchina specifica o di un impianto completo, siamo pronti a supportarti con competenza, velocità e flessibilità.

Indispensabile gestire i rischi shock e costruire un’Europa ancor più resiliente

Managing shock risks is essential to build an

more resilient Europe

The current geopolitical crisis - particularly the conflicts in Eastern Europe and the Middle East - is driving alarming increases in energy, logistics and transport costs, with cascading effects on all production factors. These pressures weigh heavily on global growth, especially in Europe and Italy, where energy-intensive industries face mounting challenges. Italy is particularly exposed, and the surge in costs threatens both social cohesion and the stability of sectors with traditionally low margins, such as milling. The country must therefore address increasingly frequent and unpredictable shocks through long-term industrial and energy strategies, while contributing to a more resilient and strategically autonomous Europe.

even

LA COMPLESSA

SITUAZIONE ATTUALE

NECESSITA DI UNA RIFLESSIONE PROFONDA E CONDIVISA

TODAY’S COMPLEX SITUATION REQUIRES DEEP AND SHARED REFLECTION

La crisi geopolitica, con particolare riferimento ai conflitti in essere nell’Est Europa e in Medio Oriente, sta generando una sempre più allarmante pressione sui costi dell’energia da un lato e della logistica e dei trasporti dall’altro - nonché indirettamente, su tutti i fattori di produzione che impattano sugli operatori della filiera, quali i fertilizzanti usati dagli imprenditori agricoli - con risvolto marcatamente negativo sulla crescita dell’economia mondiale in generale, europea e italiana in particolare.

Soluzioni efficaci contro i parassiti dei cereali stoccati

Derrate sane a vantaggio dell’intera filiera

CONSERVE® GRAIN a base di spinosad

K-OBIOL® ULV 6

Conserve® Grain è la nuova registrazione a base di spinosad, in grado di controllare efficacemente insetti adulti e larve.

Gli insetti possono causare ingenti danni che si traducono in elevate perdite quantitative: fino ad un 50% della massa.*

*Insorgono inoltre significative perdite qualitative che influiscono negativamente su umidità, temperatura e caratteristiche organolettiche con rilascio massivo di allergeni e “agenti carcinogeni”.

Gli stoccatori più attenti e lungimiranti adottano metodologie preventive che permettono di evitare gravi perdite proteggendo le derrate.

Usare i prodotti fi tosanitari con precauzione. Prima dell’uso leggere sempre l’etichetta e le informazioni riportate sul prodotto. Agrofarmaci autorizzati dal Ministero della Salute; p er relativa composizione e numero di registrazione si rinvia al catalogo dei prodotti o al sito internet del produtto re; leggere attentamente le istruzioni.

IL SETTORE MOLITORIO

È CARATTERIZZATO

Appare ancora prematuro esercitarsi in una proiezione dei costi totali che risulteranno comunque a carico del comparto manifatturiero, e in particolare delle aziende energivore, ma possiamo sin da ora affermare che essi si sommeranno ai successivi incrementi registrati a decorrere dal 2021 e assorbiti essenzialmente,

e responsabilmente, dall’Industria nazionale.

L’Italia appare particolarmente esposta e l’esplosione dei costi rischia di costituire una vera bomba per la nostra coesione sociale ma anche per il sistema industriale italiano e in particolare per quei settori, quale quello molitorio, tradizionalmente caratterizzati da una redditività marginale.

Per il nostro Paese, pertanto, la sfida è duplice: gestire il rischio degli shock, ormai sempre più ricorrenti e imprevedibili, attraverso lo sviluppo di una politica industriale e di una politica energetica di ampio respiro, respingendo il solito ricorso a pannicelli caldi da un lato e contribuire alla costruzione di un’Europa più resiliente e dotata di maggiore autonomia strategica dall’altro. Energia e industria sono leve inscindibili della proiezione europea e ogni ritardo nel definire e nell’attuare politiche condivise non appare ormai più accettabile.

AGUGIARO & FIGNA MOLINI PARTNER DEL CAMPIONATO MONDIALE DELLA PIZZA

Dal 14 al 16 aprile si è tenuto a Parma l’appuntamento con più di 770 maestri pizzaioli e chef da tutti i continenti per confrontarsi e sfidarsi sul piatto più amato al mondo. Margherita, marinara, con ingredienti ricercati o tradizionali, senza glutine o con prodotti bio, in Teglia o in Pala, quando si parla di pizza le declinazioni sono tantissime. E in tale occasione Agugiaro & Figna Molini ha consolidato la sua leadership mondiale nel settore partecipando come partner storico alla 33ª edizione del Campionato Mondiale della Pizza a Parma. Attraverso il brand Le 5 Stagioni, l’azienda ha saputo trasformare la farina da semplice commodity in uno strumento tecnico d’eccellenza, diventando il punto di riferimento per i professionisti in 96 Paesi. Un percorso che celebra oltre quarant’anni di innovazione e una visione pionieristica che ha ridefinito l’intera categoria di mercato.

BARILLA SI CONFERMA PRIMA

FOOD AL MONDO PER REPUTAZIONE

Barilla si conferma, per il terzo anno consecutivo, la prima azienda al mondo nel settore alimentare per reputazione nel Global RepTrak® 100 condotto da RepTrak, che dal 1999 analizza ogni anno le aziende con la migliore reputazione a livello globale. Nel ranking 2026, il Gruppo raggiunge il 9° posto complessivo, guadagnando 16 posizioni rispetto al 2025 (quando era al 25° posto) ed entrando così nella top 10 globale, a conferma del percorso di crescita reputazionale costruito negli anni. Il risultato riflette la capacità di Barilla di coniugare qualità dei prodotti, visione industriale e responsabilità sociale, elementi sempre più centrali nella valutazione della reputazione aziendale. Lo studio considera, infatti, dimensioni chiave come performance, innovazione, governance, sostenibilità e capacità di generare fiducia nel tempo.

NASCE “DALLAGIOVANNA PARTNER”

“Dallagiovanna

Partner” è il nuovo progetto di Molino Dallagiovanna che riunisce un network selezionato di professionisti dell’arte bianca, tra pizzaioli, pastai, panificatori, pasticceri, ristoratori e pastry chef, scelti ogni anno in tutta Italia insieme ai principali distributori del molino piacentino, sulla base di criteri quali: materie prime utilizzate, qualità dei prodotti realizzati, estetica, creatività, spirito di innovazione e varietà dell’offerta. Un’iniziativa che punta a valorizzare i migliori clienti di Molino Dallagiovanna e a creare una rete di ambasciatori del brand, capaci di interpretare e diffondere una cultura dell’artigianalità italiana contemporanea, orientata all’eccellenza e all’innovazione. Cuore del progetto è un appuntamento annuale esclusivo dedicato ai “Dallagiovanna Partner”: una giornata di formazione e di confronto pensata per generare contenuti e nuove opportunità.

The Mark of Quality on Every Piece of Pasta

AXOR technology leaves its signature on perfection

With over 35 years of experience and more than 200 installations worldwide, AXOR brings Italian precision to pasta manufacturing across the world. From Short-Cut Pasta to Gluten-Free, from Instant Noodles to Snacks, AXOR delivers cutting-edge technology for superior dough homogenization, easy maintenance, and maximum efficiency.

MOLINO PASINI: IL BAR COME GRAMMATICA DEL VIVERE ALL’ITALIANA

Dopo aver definito la propria identità attraverso “Proud to be Pasini”, l’azienda lombarda amplia oggi lo sguardo con “Proud to be Italian”, una riflessione sulla quotidianità come sistema culturale. Non un’operazione nostalgica, ma un lavoro di osservazione: rendere visibile ciò che esiste già. All’interno di questo percorso, il bar diventa il punto di partenza. Un luogo democratico, dove convivono tempi diversi, persone diverse, occasioni diverse. Uno spazio conviviale e informale in cui la farina è sempre presente, anche quando non si vede: nella brioche, nel panino, nella pizza consumata in piedi. È in questa prospettiva che si inserisce la riflessione più ampia dell’azienda. Negli ultimi anni Molino Pasini ha lavorato per ridefinire il ruolo della farina, da commodity a elemento centrale nella costruzione della qualità.

IL DDL “TUTELA AGROALIMENTARE” ITALIANO È LEGGE

La Camera dei deputati, con 154 voti a favore, 1 contrario e 110 astenuti ha approvato il 15 aprile, in seconda lettura, il testo della legge che garantirà più trasparenza e sicurezza ai prodotti alimentari acquistati dagli italiani. Il testo di legge rafforza la trasparenza e la tracciabilità dei prodotti lungo tutta la filiera perché è essenziale fornire informazioni quanto più esaustive possibili al cittadino anche al fine di tutelare la salute. Di conseguenza vengono inseriti nel Codice penale meccanismi di deterrenza con l’introduzione di due reati e l’aggravante. Il Ddl prevede poi misure più severe per la tutela e la protezione delle Dop e Igp, con sanzioni specifiche contro la contraffazione e l’uso improprio dei marchi. In particolare, sono introdotte nuove disposizioni per garantire che i prodotti con Dop e Igp siano effettivamente realizzati in conformità alle normative nazionali ed europee.

CONSORZI AGRARI D’ITALIA ADOTTA I LISTINI DELLA CUN

Cai, punto di riferimento per migliaia di imprese agricole italiane che veicola attraverso lo strumento dei contratti di filiera oltre un terzo del grano duro commercializzato, annuncia di aver recepito le indicazioni della Cun del grano duro, applicando da subito i relativi listini come riferimento nella determinazione del prezzo riconosciuto ai propri soci e conferitori. La decisione, operativa dal 13 aprile 2026, rappresenta un passo concreto nella direzione della trasparenza del mercato e della tutela del valore generato dagli agricoltori, sottolinea una nota. I prezzi elaborati in sede Cun costituiscono infatti un riferimento nazionale costruito in modo paritetico tra le componenti della filiera e consentono di superare frammentazioni e disomogeneità territoriali, offrendo un criterio più chiaro, leggibile e coerente per la valorizzazione del grano duro italiano.

PALERMO: A GIUGNO LA XV EDIZIONE DELL’INTERNATIONAL GLUTEN WORKSHOP

IlXV International Gluten Workshop (IGW) rappresenta una preziosa opportunità per la comunità scientifica di riunirsi, condividere competenze ed esplorare nuovi approcci alle questioni più urgenti del momento. Il workshop, che si terrà a Palermo dall’1 al 3 giugno 2026, costituirà un’importante piattaforma per far progredire la ricerca sul glutine e sulla qualità del grano workshop. I partecipanti approfondiranno le ultime ricerche sui cereali contenenti glutine, con sessioni dedicate alla macinazione, alla pasta e ai prodotti da forno, nonché ai progressi nel miglioramento genetico, nella trasformazione alimentare e nella nutrizione. L’evento mira a promuovere la collaborazione e lo scambio di conoscenze tra ricercatori, professionisti del settore e responsabili politici per affrontare le sfide relative alla qualità alimentare e alla nutrizione a livello globale.

IN CRESCITA IL VALORE AGGIUNTO DELL’AGRICOLTURA

NAZIONALE NELL’ULTIMO TRIMESTRE 2025

Nel

quarto trimestre del 2025, a fronte di un aumento del Pil dello o,8% rispetto allo stesso periodo del 2024, è cresciuto il valore aggiunto nei principali settori: industria (+1,7%), agricoltura (+0,6%) e servizi (+0,4%). Lo indica il bollettino trimestrale messo a punto dal Centro ricerca politiche e bioeconomia del Crea. Le esportazioni agroalimentari continuano ad aumentare (+3% in valore rispetto periodo dell’anno precedente) nonostante l’aumento dei dazi Usa e le tensioni internazionali. Il segno positivo contraddistingue quasi tutti i principali partner commerciali (a eccezione degli Stati Uniti con un -13,3%), primi tra tutti, con numeri importanti, Spagna (+8,2%) e Polonia (+13%). Le vendite sono diversificate in base ai comparti: in espansione prodotti dolciari (+13,7%) e carni fresche e congelate (+16,5%), in calo, invece, il vino (-7,8%).

miozzosrl.com

Curve e accessori per il trasporto pneumatico

GRANDI MINACCE:

elimina ogni traccia di insetti delle derrate alimentari in modo rapido, sicuro e senza l'uso di sostanze chimiche, garantendo la massima igiene nel pieno rispetto degli standard agroalimentari.

World News è la rassegna delle notizie dall’Europa e dal mondo sull’agroalimentare. Un punto di vista aggiornato e puntuale su quanto accade in sede comunitaria ed extra-comunitaria, per essere sempre informati sulle dinamiche internazionali in ambito politico, economico e scientifico. Brevi flash che possono risultare di interesse per la filiera - italiana ma non solo - della trasformazione dei cereali.

LA PRODUZIONE TOTALE DI CEREALI IN BRASILE IN COSTANTE CRESCITA

Secondo le ultime previsioni della Società Nazionale di Approvvigionamento (Conab), la produzione cerealicola in Brasile potrebbe raggiungere i 356,3 milioni di tonnellate nella campagna agricola 2025/26, con un aumento di 4,1 milioni di tonnellate rispetto all’anno precedente. Nel suo settimo Bollettino sulle colture cerealicole pubblicato il 14 aprile, la Conab ha rivisto al rialzo le sue previsioni di produzione di 2,9 milioni di tonnellate rispetto al rapporto di marzo e, se realizzate, queste cifre stabilirebbero un nuovo record di produzione. La superficie coltivata nell’attuale ciclo è stimata a 83,3 milioni di ettari, con un aumento del 2%.

POSSIBILE RECORD PER IL RACCOLTO DI GRANO IN TURCHIA

Secondo un rapporto del Fas del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, grazie all’aumento delle precipitazioni, la produzione di grano in Turchia dovrebbe registrare un’impennata del 20% nella campagna agricola 2026/27 e avvicinarsi al precedente record stabilito tre anni fa. La superficie di raccolta prevista di 7,45 milioni di ettari sarebbe la più estesa degli ultimi otto anni, secondo il rapporto. A detta del Fas, secondo fonti del settore, molti agricoltori hanno seminato più grano invernale lo scorso autunno, prevedendo che avrebbe offerto rendimenti più elevati e più prevedibili rispetto ad altre colture a filari. Pertanto si prevede che la produzione di grano raggiunga i 19,8 milioni di tonnellate, il che rappresenterebbe il secondo totale più alto mai registrato.

DALL’INGHILTERRA UNA VARIETÀ DI GRANO

CON RIDOTTI LIVELLI DI ASPARAGINA

Gli scienziati del Rothamsted Research (Hertfordshire, Inghilterra) sono riusciti a sviluppare una varietà di grano con livelli di asparagina drasticamente ridotti, senza comprometterne la resa, utilizzando tecniche di editing genetico, aprendo così una strada promettente verso una produzione alimentare più sicura e una migliore conformità normativa. I risultati di due anni di prove sul campo dimostrano che il grano prodotto utilizzando l’editing genomico Crispr può ridurre significativamente le concentrazioni di asparagina libera (amminoacido che si converte in acrilammide), un composto tossico che si forma durante le normali operazioni di cottura al forno, frittura e tostatura. Lo studio, condotto in collaborazione con partner quali l’Istituto di Tecnologia di Karlsruhe, l’Istituto Leibniz per la Biologia dei Sistemi Alimentari, l’Università Tecnica di Monaco, l’Università di Reading e Curtis Analytics Ltd., ha messo a confronto linee di grano modificate con Crispr con linee mutagenizzate in modo convenzionale.

PROFOSS™ 2

ANALISI DI PROCESSO PER FARINE E CEREALI INTERI

ProFoss™ 2 misura parametri critici come Ceneri, Proteine e Umidità per il controllo delle materie prime in ingresso e nelle fasi finali del processo di mol itura.

Robusto, resistente alla polvere ed alle vibrazioni

Analisi ogni 3 sec. in continuo direttamente in lin ea Regolazioni immediate di processo Rapido ritorno dell’investimento

ProFoss™ 2 per cereali interi

ProFoss™ 2 per farine e semole

Scopri di più!

DOPPIO PROBLEMA PER IL RACCOLTO DI GRANO IN KANSAS

IgoverniLa siccità e le condizioni di aridità nelle zone di produzione occidentali hanno compromesso le prospettive di un raccolto di grano duro rosso invernale del 2026, un tempo promettente. Le precipitazioni previste per la prima metà di aprile non si sono verificate o hanno apportato una quantità d’acqua molto inferiore alle aspettative, scoraggiando gli agricoltori dell’Oklahoma, del Texas, del Colorado, del Nebraska e del Kansas - lo Stato numero uno nella produzione di grano duro rosso invernale - dove un’ondata di gelo primaverile ha ulteriormente minacciato il raccolto. Il 6 aprile scorso l’Usda ha ripreso il suo rapporto settimanale nazionale sull’andamento e le condizioni dei raccolti per la stagione 2026. Al suo interno, il Dipartimento ha indicato che si era verificato un drastico deterioramento delle condizioni del grano invernale da quando il rapporto era stato sospeso alla fine di novembre.

UCRAINA E CINA FIRMANO UN ACCORDO PER L’EXPORT DI FARINA

dell’Ucraina e della Cina hanno firmato un accordo che aprirà le porte alle esportazioni di farina ucraina verso il mercato cinese. Il protocollo relativo ai requisiti di ispezione, fitosanitari e sanitari per la farina di grano definisce le condizioni per la produzione, il controllo, la certificazione e la fornitura dei prodotti alla Cina. Il documento, annunciato il 6 aprile scorso, è stato firmato da Serhii Tkachuk, capo del Servizio statale ucraino per la sicurezza alimentare e la tutela dei consumatori, e dall’ambasciatore cinese in Ucraina Ma Shengkun a nome dell’Amministrazione generale delle dogane della Cina, secondo quanto riferito dal Ministero dell’Economia, dell’Ambiente e dell’Agricoltura ucraino. Il protocollo prevede la supervisione e il controllo da parte dello Stato in tutte le fasi, dalla coltivazione del grano all’esportazione dei prodotti finiti, comprese la produzione, lo stoccaggio e il trasporto.

NOVITÀ!

TELAI IN ALLUMINIO PER OGNI MODELLO DI PLANSICHTER

Il 2026 profila una congiuntura faticosa e complessa 2026 shapes up as a difficult and complex economic phase

Italy enters 2026 facing mounting pressures from global geopolitical tensions, rising energy prices, and renewed inflationary dynamics. The Middle East crisis and U.S. tariff policies are straining growth prospects, with GDP forecasts cut to just +0.4%. At the same time, food exports show early signs of contraction, while domestic

consumption remains weak in volume despite nominal increases. Confidence indicators reveal a fragile underlying environment for both firms and households. Overall, the sector begins the year with structural vulnerabilities, making the risk of stagnation - or even recession - more likely than sustained growth.

SONO VARIE LE PROBLEMATICHE CHE IL SETTORE DEVE AFFRONTARE NEL PROSSIMO PERIODO

MULTIPLE CHALLENGES AWAIT THE SECTOR IN THE COMING PERIOD

La politica movimentista e muscolare dell’Amministrazione Trump non finisce di stressare e di proporre nuove, ardue scommesse di scenario. La crisi medio-orientale non impatta solo sul fronte energetico. Le corpose spinte di prezzo di gas e petrolio pongono all’Italia nuovi ostacoli al contenimento dell’inflazione e all’impegno per la crescita, dopo lo scalino daziario Usa con cui il Paese si è già dovuto misurare dall’agosto scorso. I dati dei prezzi al consumo di marzo diffusi dall’Istat indicano una risalita dell’inflazione al +1,7%, dopo il +1,5% di febbraio. La spinta aggiuntiva si deve soprattutto, com’è intuibile, a quella dei beni energetici, ma anche a quella dell’“alimentare non lavorato”, che raggiunge un tendenziale

di Luigi Pelliccia
Responsabile Ufficio Studi e Mercato di Federalimentare

del +4,4% dopo il +3,7% di febbraio. L’“alimentare lavorato” rimane invece stabile al +1,4% come a febbraio. E questo, grazie al trend virtuoso a monte dei prezzi alla produzione dell’industria alimentare, sceso in pochi mesi dal +0,4% di ottobre al -0,8% di febbraio.

Quali prospettive per l’Italia?

L’affiorante tensione inflativa rappresenta un fenomeno grave per un Paese a bassissima crescita come il nostro. Le prospettive del Pil 2026 sono già state “potate” al +0,4%: una soglia in frustrante discesa dopo il +0,9% del 2023, il +0,8% del 2024 e il +0,5% del 2025. Ne deriva che un’inflazione attorno al 2,5%, come quella attesa a consuntivo 2026 secondo le ultime proiezioni, “ci può stare” con un tasso di crescita del Pil analogo, ma stride con un Pil atteso a consuntivo a un quinto della velocità rispetto ai prezzi. Ne nasce un “combinato disposto” tipico per l’avvio di un processo,

CRISI MEDIO-ORIENTALE

nella migliore delle ipotesi, di forte stagnazione, anticamera di una recessione strisciante.

Intanto, le criticità innescate dalla crisi medio-orientale impattano non solo sul fronte energetico e inflativo, ma anche su quello commerciale. La tabella allegata mostra che i nove paesi dell’Area del Golfo coprono l’1,8% dell’export alimentare italiano e il 3,2% dell’export complessivo. Ed è facile ipotizzare che il “fall out” del conflitto di marzo aprile possa incidere sulla capacità di assorbimento di questi mercati. Non è una preoccupazione marginale. L’impatto di una flessione commerciale dell’area del Golfo, anche se fosse quantificabile “solo” in una manciata di decimali di punto del nostro export complessivo, andrebbe a incidere su un quadro commerciale internazionale già indebolito.

Fonte: elaborazione Federalimentare su dati Istat

L’andamento dell’export alimentare

L’export alimentare del gennaio scorso infatti, secondo le anticipazioni aggregate disponibili, mostra già una flessione tendenziale del -9,2%. È un calo maggiore rispetto a quello evidenziato dall’export nel suo insieme, che nel mese si ferma al -4,6%. Mentre le successive anticipazioni dell’export “extra Ue” di febbraio indicano per i “beni di consumo non durevole” (rappresentati in larga misura dall’alimentare) un tendenziale flettente del -4,0%. La produzione alimentare di

febbraio, d’altra parte, segna un -0,5%, che rappresenta il quarto segno “meno” consecutivo e porta il bilancio tendenziale del bimestre sul -0,6%. Il trend è indicativo, in costanza della forte rigidità e della tendenziale erosione del mercato interno, dell’affiorare di un indebolimento del sostegno recato al settore dalla spinta espansiva dell’export. Al suo interno, la produzione molitoria ha fatto peggio, con un -1,0% tendenziale a febbraio, cui si è affiancato un -1,7% nel confronto bimestrale.

D’altra parte, la produzione complessiva ha segnato a febbraio un aumento

PRODUZIONE MOLITORIA -1,0% TENDENZIALE A FEBBRAIO

tendenziale del +0,5%, portando sul +0,0% il confronto sul gennaio-febbraio 2026/25 del grande aggregato industriale. E se questo si pone tutto sommato sulla scia del -0,2% recato dal consuntivo 2025, il calo della produzione alimentare stride nettamente col +1,6% che essa ha portato a casa l’anno scorso. Significa in buona sostanza che il settore e il sistema hanno cominciato l’anno, prima ancora della crisi medio-orientale, con un chiaro problema di “tenuta”. Che non è chiaramente il contesto migliore in cui inserire ulteriori spunti esogeni di crisi in chiave commerciale e inflativa.

Gli scenari futuri

Può essere utile ricordare, a questo proposito, i dati Istat di febbraio concernenti il mercato (alimentare e non) e il clima di fiducia. Essi sono indicativi infatti della “situazione di base” del Paese su cui poi ha impattato in modo anomalo la crisi del Golfo. Ebbene, a febbraio 2026 le vendite al dettaglio complessive hanno registrato una crescita tendenziale del +1,6% in valore e un calo del -0,1% in volume. Al loro interno, il tendenziale specifico delle vendite di beni alimentari è aumentato in valore del +1,8% e diminuito in volume del

Un Gruppo.

Una Identità.

CESCO EPC Italia Srl e TECHNOBINS Srl hanno unito le forze per creare

CESCO EPC Srl.

Una nuova realtà industriale che integra ingegneria, produzione e project management per impianti di stoccaggio e movimentazione dei cereali.

www.cesco-group.com

PROBLEMA DI “TENUTA” PER SETTORE E SISTEMA A INIZIO 2026

-0,5%, mentre i beni non alimentari sono risultati in crescita rispettivamente del +1,4% in valore e del +0,2% in volume. Febbraio ha mostrato perciò il perpetuarsi di due fenomeni: un’inflazione aggiuntiva alimentare e lo strabismo del trend di vendite tra i due perimetri, alimentare e non alimentare, a svantaggio del primo. Si aggiunge che, a febbraio 2026, l’“indice di fiducia” delle imprese è diminuito lievemente rispetto al mese precedente, rimanendo comunque ampiamente al di sopra della media del 2025. La flessione è stata determinata dal generale peggioramento delle opinioni degli imprenditori del comparto manifatturiero e, in misura più contenuta, del comparto dei servizi di mercato, mentre le costruzioni sono risultate in crescita tornando sui livelli di ottobre 2025.

A fianco, l’“indice di fiducia” di febbraio dei consumatori è cresciuto per il terzo mese consecutivo. Esso ha mostrato un generale miglioramento delle componenti, a eccezione delle valutazioni (giudizi e aspettative) sulla situazione economica personale e di quelle sull’opportunità di risparmiare nella fase attuale. Insomma, il settore e il sistema hanno cominciato l’anno, prima ancora della crisi medio-orientale, con prevalenti profili di criticità. Non è chiaramente il contesto

migliore in cui inserire ulteriori spunti esogeni di crisi in chiave commerciale e inflativa. Per cui è chiaro che il dilemma poco esaltante che affiora per la congiuntura 2026, proprio sulla base degli input emersi a inizio anno e degli sviluppi internazionali successivi, non è fra crescita e rischio stagnazione-recessione. Ma si pone tra “faticosa tenuta”, nella migliore delle ipotesi, e probabile “stagnazione-recessione”.

Divieto d’uso di termini quali “artigiano” e “artigianale” per prodotti non fabbricati da artigiani

Ban on the use of terms such as

“artisan”
not

and

“artisanal”

for products

manufactured by artisans

Since 7 April 2026, Law 34/2026 regulates the use of terms referring to artisans and artisanal production, restricting them to businesses registered in the official artisans’ register and to goods actually made by artisans. The rule applies fully to the food sector, affecting both production practices and all forms of consumer communication, including labels and online marketing. This marks a major shift from previous interpretations, which often linked “artisanal” to hand-processing or product characteristics rather than legal status. The new framework interacts with existing national and EU rules, raising potential conflicts - especially for traditional foods and cross-border trade.

LA NUOVA FORMA DI TUTELA HA APPLICAZIONE ANCHE

NEL SETTORE ALIMENTARE

THE NEW FORM OF PROTECTION ALSO APPLIES TO THE FOOD SECTOR

Dallo scorso 7 aprile 2026 la L. 34/2026, art. 16 disciplina l’uso di denominazioni che fanno riferimento all’artigianato e all’artigianalità dei prodotti e dei servizi. Termini e dizioni che sono riservati alle sole imprese iscritte all’albo delle imprese artigiane (art. 5, L. 443/1985). La riserva non riguarda esclusivamente la denominazione dell’attività, dei prodotti e dei servizi erogati, ma anche il nome della ditta, l’insegna, il marchio, la promozione dei prodotti dell’artigiano. Il riferimento alla artigianalità del bene o del servizio per essere legittimo necessita non solo che il produttore sia iscritto

di Giuseppe Maria Durazzo Avvocato, esperto in diritto dell’alimentazione

LA NUOVA FORMA DI TUTELA

RIGUARDA ANCHE LA COMUNICAZIONE AL PUBBLICO

nell’albo delle imprese artigiane, ma che il prodotto o servizio erogato sia direttamente realizzato direttamente dall’artigiano. Sono equiparati i consorzi di artigiani che siano come tali iscritti nell’albo citato. La nuova forma di tutela ha applicazione anche nel settore alimentare, sia in relazione alla produzione che per quanto riguarda la comunicazione al pubblico nelle sue diverse forme: quindi, non esclusivamente l’etichetta del preimballato, ma anche la comunicazione commerciale e i siti di vendita online.

L’artigianalità del prodotto nel settore alimentare

Nel settore alimentare l’artigianalità del prodotto, piuttosto che l’informazione circa la modalità artigiana della produzione sono sovente elementi forniti nella comunicazione al cliente e in generale al consumatore.

Fino a oggi i riferimenti all’artigianalità sono stati non solo lo statuto giuridico del produttore, ma anche elementi come

la parziale lavorazione a mano, l’imperfezione stilistica delle varie unità di prodotto mai uguali, piuttosto che la lista degli ingredienti corta; la novella legislativa impone, dunque, un cambio radicale in materia rispetto ai criteri usati fino a oggi. La giurisprudenza precedente la novella ha ritenuto incompatibile con la definizione di artigianale un alimento acquistato surgelato1. In altra pronunzia la “lavorazione di tipo artigianale” si scontra con la circostanza che “la società non rende alcuna evidenza documentale circa la reale diversificazione dell’impianto e della procedura utilizzati rispetto al procedimento standard - del tutto meccanizzato e su vasta scala - di lavorazione in uso per le diverse tipologie di chips commercializzate”2. Anche una fondamentale circolare

del Ministero della Attività produttive3 si occupò dell’uso e dell’abuso del termine “artigianale” e il tema fu ripreso e aggiornato con le “Linee guida sulla dichiarazione della quantità degli ingredienti (art. 22 del regolamento (Ue) n. 1169/2011), nonché ulteriori informazioni per la corretta applicazione delle disposizioni riguardanti l’etichettatura di taluni prodotti alimentari” del 20244 .

Cosa dice il legislatore italiano

Il Legislatore italiano è già intervenuto in materia: si pensi alla L. 16 agosto 1962, n. 1354, art. 2, 4bis che definisce la “birra artigianale”. Va notato che la “birra artigianale” prevede criteri qualificativi differenti

Alla ricerca del livello?

Il radar misura l’impossibile.

Indipendentemente dal fatto che i vostri prodotti siano liquidi o solidi, caldi, freddi o corrosivi, la nostra tecnologia di livello radar definisce standard da decenni, anche nell’automazione di processo. Forniamo valori di misura precisi e affidabili esattamente dove sono necessari, con il risultato di processi più stabili, maggiore sicurezza e massima qualità del prodotto. Con le nostre soluzioni radar, l’innovazione non conosce limiti.

Tutto è possibile – con VEGA

dalla qualifica del soggetto produttore5 di cui alla L.34/20266. Un capitolo a parte riguarda la relazione tra la novella e la norma che disciplina, ai sensi dell’articolo 12, comma 1, della legge 12 dicembre 2016, n. 238, i prodotti agroalimentari tradizionali (p.a.t.)7. Il corposo elenco degli alimenti inclusi nei p.a.t. comprende anche alcune denominazioni contenenti il temine artigianale. Dal combinato delle due norme nazionali italiane, i p.a.t. denominati come artigianali potranno o potrebbero essere fabbricati esclusivamente da artigiani ex L. 34/2026, il che pone un’evidente criticità legale visto che si crea una limitazione, pare ingiustificata, alla libertà economica. Interessante è anche la possibile interazione della novella col disposto, in tema di esonero dall’obbligo della dichiarazione nutrizionale così come enunciato dal Regolamento Ue sull’informazione al consumatore e che riguarda “gli alimenti, anche confezionati in maniera artigianale, forniti direttamente dal fabbricante di piccole quantità di prodotti al consumatore finale o a strutture locali di vendita al dettaglio che forniscono direttamente al consumatore finale” (Allegato V, punto 19, del Reg. Ue n. 1169/2011). Quanto sopra apre all’ipotesi di un confezionamento in maniera artigianale da parte di un fabbricante che il Legislatore dell’Ue non definisce come artigiano, quanto piuttosto come un operatore che fornisca direttamente piccole quantità di alimento al consumatore.

L’inclusione del prodotto artigianale come ingrediente di quello industriale e la relativa comunicazione al consumatore può costituire terreno di discussione. Una sorta, mutatis mutandis, di quid dell’ingrediente artigianale potrebbe doversi collocare tra una legittima comunicazione della specificità dell’alimento finale (con l’ingrediente artigianale) e il divieto di appropriarsi da parte del prodotto non artigianale del termine artigianale con un trascinamento della positività da quello indotta. Va notata, la probabilmente fortuita, quasi sovrapposizione dell’entrata in vigore della L. 34/26 e del Regolamento (Ue) 2024/1143, dal 14 maggio 2026, che impone l’obbligo di indicare il nome del produttore o operatore in etichetta per i

LA NOVELLA IMPONE

UN CAMBIO RADICALE

IN MATERIA

prodotti Dop e Igp. Mentre il Legislatore Ue impone l’informazione del pubblico consumatore di Dop e Igp circa il produttore alimentare, a prescindere dalla sua qualifica giuridica (artigianale, industriale, cooperativa ecc.), quello nazionale mira all’inquadramento del termine artigiano secondo l’iscrizione a un albo. La novella spingerà a una migliore chiarezza della comunicazione ad esempio nei casi la produzione non artigianale preveda comunque un intervento manuale che conferisca all’alimento una determinata qualità o specificità.

In conclusione

Rimangono escluse dalle limitazioni introdotte dalla L. 34/2026 altre possibili qualificazioni o descrizioni del prodotto che, seppure utili, suggestive, corrette (o non), raccontano qualche elemento relativo alla produzione o del produttore in maniera non troppo dissimile da quelle di artigiano/artigianale. Fuori dalla nuova tutela resta, infatti, tutto il contesto della comunicazione che è sottoposto alle consuete norme in tema di informazione al consumatore, del codice del consumo e degli strumenti di

Gli impianti uovo Fava Storci offrono soluzioni su misura per ogni esigenza produttiva: manuale, semiautomatica o automatica. Garantiscono un rapporto semola/uovo e additivi costante, con sistemi di dosaggio separati e sanificabilità certificata, rispettando le normative HACCP.

DOSAGGIO PERFETTO TECNOLOGIA D’AVANGUARDIA

L’INTERVENTO DEL LEGISLATORE PONE UN LIMITE

A UN DIFFUSO

ABUSO

COMUNICATIVO

autodisciplina privata, quale quello del Codice dello IAP8

La nuova disposizione prevede la sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma di denaro pari all’1% del fatturato dell’impresa. La sanzione non può comunque essere inferiore a euro 25.000 per ogni violazione. Accanto alla vigente sanzione amministrativa pecuniaria, con uno sguardo rivolto al progetto di riforma delle “Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani”9, e in particolare all’art. 21 apprendiamo che esso estenderà la disciplina prescritta dall’art. 517-quater c.p.10, attualmente circoscritta ai soli prodotti alimentari, anche ai prodotti artigianali e industriali.

La L. 34/2026 non può di sua natura intralciare il prodotto d’importazione o comunque non può porsi come una barriera de facto all’introduzione sul mercato nazionale del prodotto legalmente fabbricato e denominato artigianale nel Paese Ue d’origine. In questa prospettiva occorre

osservare che in Francia il prodotto “artisanal”: è il prodotto che deve essere fabbricato da un artigiano, iscritto nel registro dei mestieri, che si differenzia dall’alimento “maison” o da quello “a’ l’ancienne”11. La Spagna prevede, ad esempio, l’“elaboración artesana de los derivados

Integrated Automation

Sviluppiamo soluzioni che permettano di ottimizzare i processi produttivi, integrando ogni componente dell’impianto all’interno di un sistema di automazione efficiente e performante. Applichiamo i principi dell’ Industria 5.0 a tutti i livelli aziendali per rendere il tuo impianto sempre più sostenibile ed innovativo.

cárnicos”12. In Belgio il prodotto può dirsi artigianale in funzione degli ingredienti, delle materie prime e del processo di fabbricazione13, dunque sulla base di criteri diversi da quelli introdotti dalla novella italica. Si tratta di approcci non sovrapponibili gli uni agli altri ma che non debbono creare una barriera alla libera circolazione interna alla Ue.

L’intervento del Legislatore pone un limite a un diffuso abuso comunicativo, ma non può risolvere la ragione che ha sovente alimentato l’esaltazione dell’artigianalità: un non raro pregiudizio sfavorevole alla produzione industriale posto sovente come contraltare a una lavorazione artigianale, spesso idealizzata o ideologizzata in maniera apodittica. Specificità e valori imprenditoriali e sociali valgono per

1. C. Cass. Sez. 3 Num. 5731 Anno 2023.

2. A.G.C.M. adunanza del 3 febbraio 2015, e altre conformi.

3. Circolare Min. Industria 10 novembre 2003, n. 168 Etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari.

4. Mimit. AOO_PI. Registro Ufficiale I.0031577.19-09-2024. Così sul punto d’interesse: “PRODOTTI ARTIGIANALI” “Nella commercializzazione di taluni prodotti artigianali, quali le paste alimentari di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 187/2001, talvolta viene messo in evidenza un riferimento alla “produzione artigianale”, come se si trattasse di una garanzia di qualità organolettica, nutritiva o sanitaria superiore. L’uso di diciture quali “lavorato a mano” e similari è ingannevole qualora soltanto alcune fasi secondarie e collaterali della produzione siano effettuate a mano. Nel comparto delle paste alimentari, ad esempio, le diciture “lavorato a mano” e simili potranno essere apposte unicamente qualora le fasi di impasto, trafilatura, taglio e essiccazione della pasta siano state effettuate in tutto o per la maggior parte a mano e non anche quando la manualità abbia riguardato unicamente fasi secondarie come lo svuotamento dei sacchi di semola, il riempimento delle tramogge, il dosaggio degli ingredienti o il confezionamento. Sebbene l’uso di diciture concernenti le caratteristiche del metodo di produzione costituisca una garanzia fornita al consumatore sul metodo, questo non si traduce, di regola, anche in un aumento della qualità del prodotto finito in termini di caratteristiche ingredientistiche, nutrizionali, chimico-fisiche, organolettiche e igienico-sanitarie.Delle metodologie artigianali viene fornito un elenco, non esaustivo ma di rilievo, nella pronuncia n. 8884 del 9 novembre 2000 dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che si può così riassumere: la presenza di una struttura organizzativa tipicamente artigianale e/o familiare è caratterizzata

entrambe e per le altre forme di produzione alimentare - come è ben noto a chi conosca e frequenti il settore alimentare - ma visto che sovente certi abiti mentali

NOTE

dal basso numero di addetti e soprattutto dall’incidenza dell’apporto umano e personale nella produzione. Questo aspetto concerne, ovviamente e unicamente, le caratteristiche dell’azienda. Pertanto, non può in alcun modo essere utilizzato per presentare i prodotti come superiori nella qualità. L’azienda artigianale non può, cioè, trasformare la sua qualifica giuridica in un elemento di qualità dei prodotti finiti. In tale contesto non si può non tener conto anche di quanto previsto dall’art. 5 del decreto legislativo n. 145/2007 che, anche se di portata generale, vieta ogni forma di pubblicità subliminale e subordina l’uso dei termini “garantito” e “garanzia” e simili, quali “selezionato e scelto”, alla precisazione in etichetta del contenuto e delle modalità della garanzia offerta”.

5. “Si definisce birra artigianale la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e di microfiltrazione. Ai fini del presente comma si intende per piccolo birrificio indipendente un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio, che utilizzi impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio, che non operi sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale altrui e la cui produzione annua non superi 200.000 ettolitri, includendo in questo quantitativo le quantità di birra prodotte per conto di terzi”.

6. Va ricordato anche il Decreto Legislativo 27 dicembre 2024, n. 219 “Costituzione dell’Albo nazionale delle attività commerciali, delle botteghe artigiane e degli esercizi pubblici, tipizzati sotto il profilo storico-culturale o commerciale”.

7. https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/24151, questo e altri link consultati da ultimo il 11/04/26.

8. https://www.iap.it/codice-e-altre-fonti/ilcodice/

9. Progetti di legge n. 466/2, disegno di legge

esistono a prescindere dalla fattualità, ecco che la comunicazione talvolta li cavalca.

di iniziativa governativa, collegato alla manovra di finanza pubblica, A.C. 2721 e proposta di legge di iniziativa parlamentare A.C. 1919.

10. Art. 517- quater - Contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari.

1. Chiunque contraffà o comunque altera indicazioni geografiche o denominazioni di origine di prodotti agroalimentari è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a euro 20.000.

2. Alla stessa pena soggiace chi, al fine di trarne profitto, introduce nel territorio dello Stato, detiene per la vendita, pone in vendita con offerta diretta ai consumatori o mette comunque in circolazione i medesimi prodotti con le indicazioni o denominazioni contraffatte.

3. Si applicano le disposizioni di cui agli articoli 474-bis, 474-ter, secondo comma, e 517-bis, secondo comma.

4. I delitti previsti dai commi primo e secondo sono punibili a condizione che siano state osservate le norme delle leggi interne, dei regolamenti comunitari e delle convenzioni internazionali in materia di tutela delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari.

11. “Maison” ou “fait maison”: si le produit est préparé de manière non industrielle, sur le lieu de vente.

“À l’ancienne”, “traditionnel”: produits fabriqués selon des usages anciens répertoriés. Pas d’additifs.

“Du terroir”: implique l’utilisation de matières premières obtenues à partir de procédés de fabrication, issues d’une aire géographique restreinte. Privilégier l’origine géographique ou le terme “fermier”. Fonte Ministero dell’Economia e finanza, État des lieux de la réglementation encadrant l’information du consommateur, 2012; DGCCRF 2016.

12. Real Decreto 142/2026.

13. L. 19 marzo 2014 relativa alla definizione legale di artigiano.

Giuseppe Maria Durazzo

Un’arena del bakery a TuttoFood 2026 A

“Bakery Arena” at TuttoFood 2026

UNO SPAZIO PER PROMUOVERE

L’ASSOLUTA ECCELLENZA DEI PRODOTTI REALIZZATI DALL’INDUSTRIA MOLITORIA NAZIONALE

A SPACE DEDICATED TO SHOWCASING THE OUTSTANDING EXCELLENCE OF PRODUCTS CRAFTED BY ITALY’S MILLING INDUSTRY

a cura di Italmopa

Italmopa and Fiere di Parma have signed a cooperation agreement to enhance the presence and visibility of the Italian milling industry at TuttoFood 2026 and Cibus 2027. As part of this partnership, TuttoFood will host the new Bakery Arena, a 110 m² space within Pavilion 8 dedicated to demonstrations, institutional meetings, workshops, and show cooking curated

companies. The initiative aims to highlight the excellence of Italian flours and semolina - key ingredients of iconic Made in Italy foods - to both Italian and international visitors. The program will also feature a special event by the Italmopa Young Millers Group, offering an updated overview of the European milling sector with contributions from Italy, France, Germany, and the

Come ormai ampiamente noto, Italmopa-Associazione Industriali Mugnai d’Italia (FederPrima/Confindustria) e Fiere di Parma hanno concluso, lo scorso 1° ottobre, un Accordo di collaborazione in vista delle prossime edizioni di Tuttofood e Cibus che si terranno rispettivamente a Milano dall’11 al 14 maggio 2026 e a Parma dal 4 al 6 maggio 2027. Con tale Accordo Italmopa, che rappresenta in via esclusiva l’Industria molitoria italiana, e

LA “BAKERY ARENA” SI PRESENTA

CON UNO SPAZIO DI CIRCA 110 M2

Fiere di Parma, principale polo fieristico italiano dell’agroalimentare, si propongono di offrire ai visitatori la possibilità di scoprire o di conoscere più da vicino il settore molitorio italiano, leader in Europa con oltre 12 milioni di tonnellate di frumento annualmente trasformate in farine e semole alla base dei prodotti simbolo del “Made in Italy” alimentare quali: pizza, pasta, pane, prodotti dolciari e della pasticceria. Con l’Accordo, Italmopa, oltre a concedere in via esclusiva il proprio patrocinio a entrambe le manifestazioni, prevederà, nell’ambito delle stesse, un denso programma di eventi con lo scopo di promuovere l’assoluta eccellenza delle farine e delle semole prodotte dall’Industria molitoria italiana e dei prodotti da esse derivati.

La “Bakery Arena”

Un programma che si svilupperà all’interno della “Bakery Arena”, un accogliente spazio di circa 110 m2, cuore pulsante del padiglione 8 “Bakery & Snack” della Fiera. Uno spazio nel quale si alterneranno, senza soluzione di continuità, numerose iniziative - dagli incontri istituzionali, quale quello promosso dal Gruppo Giovani Italmopa sull’industria molitoria europea, ai laboratori e show cooking - curati da Italmopa e da alcune delle Aziende associate espositrici con l’obiettivo di stuzzicare l’interesse (e le papille gustative) dei visitatori: Molini Pivetti, Agugiaro & Figna Molini, Semolificio Loiudice, Molino Merano, Molino Grassi, Gruppo Casillo, Molino Rieper, Mulino Caputo, Industria molitoria Denti, Molino F.lli Chiavazza… Un’immersione nei concetti di qualità e squisitezza da non perdere assolutamente.

L’incontro del Gruppo Giovani Italmopa

Il momento curato dal Gruppo Giovani Italmopa, incentrato sull’industria molitoria europea, vedrà la partecipazione

GLI EVENTI IN PROGRAMMA

1° giorno - LUNEDÌ 11 MAGGIO

12:30-14:00 Molini Pivetti SpA

Show cooking “World Bakery Tour: dall’Italia al mondo”

14:30-16:00/ 16:00-17:00 Agugiaro & Figna Molini SpA 1° Campionato italiano Under 30 giovani lievitisti

17:00-18:00 Semolificio Loiudice S.r.l.

Show cooking “C’era una volta la semola: una favola da sud a nord, dal salato al dolce”

2° giorno - MARTEDÌ 12 MAGGIO

10:30-12:00 Molino Merano S.r.l.

Show cooking “La nuova era del senza glutine con Fabio Nazzari”

12:30-14:00 Evento Gruppo Giovani Italmopa L’industria Molitoria europea

14:30-16:00 Molino Grassi S.p.A.

Show cooking “La focaccia ligure come eccellenza italiana”

16:30-18:00 Casillo S.p.A. Società Benefit

Show cooking “La Rivoluzione degli sfarinati tra nutrizione e benessere” 3° giorno - MERCOLEDÌ 13 MAGGIO

10:30-11:30 A. Rieper AG

Show cooking “Farina in azione: lo strudel che stupisce”

12:00-14:00 Antimo Caputo S.r.l.

Show cooking “Mani in pasta con i maestri della Pizza Napoletana”

14:30-16:00 Industria Molitoria Denti

Show cooking “La salute sa di buono: più fibre, più gusto, più benessere, più mercato”

4° giorno - GIOVEDÌ 14 MAGGIO

12:30-14:00 Molino F.lli Chiavazza SpA

Show cooking “Rinascimento al tegamino: struttura, idratazione e croccantezza”

di Vito Martielli, Senior Analyst Grains & Oilseeds - RaboResearch Food & Agribusiness che, a introduzione dell’evento, illustrerà un quadro aggiornato della struttura dell’Industria Molitoria europea. Al dottor Martielli farà seguito il Presidente dei Giovani Italmopa, Paolo Gallo che illustrerà invece l’evoluzione e l’attuale situazione dell’Industria Molitoria italiana. A seguire, interverranno una

rappresentante del Gruppo Giovani francese, Claire Trottin, e un rappresentante del Gruppo Giovani tedesco, Jan Cordesmeyer, che offriranno una panoramica dello stato dell’Industria molitoria nei rispettivi Paesi. All’evento interverrà altresì il Presidente EFM-European Flour Millers, Francesco Vacondio.

Italmopa

Cereali tra mercato globale, sicurezza e innovazione Cereals between global markets, safety and innovation

This article reports on the March 12, 2026 event in Bologna, where experts discussed how the cereal supply chain is evolving amid global instability and stricter regulations. Speakers highlighted how geopolitical tensions along key maritime routes “can have immediate repercussions on the availability of raw materials”, making quality preservation even more crucial for import-dependent countries like Italy. The core challenge emerges in storage, where insects, humidity and temperature fluctuations threaten both quantity and quality. With fewer active substances allowed in the EU, operators must rely on targeted strategies, resistance management and compliance with diverse international standards.

A BOLOGNA IL PUNTO SULLA FILIERA DEL FUTURO

IN BOLOGNA, A CLOSER

LOOK AT THE SUPPLY CHAIN OF THE FUTURE

Il 12 marzo 2026, nella cornice del Grand Tour Italia di Bologna, si è tenuto un incontro dedicato al mondo dei cereali che ha riunito operatori della filiera, tecnici ed esperti con un obiettivo chiaro: comprendere come sta cambiando la gestione delle derrate, tra nuove sfide globali e soluzioni sempre più evolute.

L’evento ha offerto un racconto articolato ma coerente di una filiera che oggi si trova a operare in un contesto complesso, dove fattori economici, normativi e tecnici si intrecciano sempre più strettamente. Ad aprire i lavori, in un confronto ricco e articolato, si sono susseguiti gli interventi

di Valentina Pellati (Amministratore Pellati Informa), Erika Saccoccia (Regulatory Affairs Manager Newpharm), Massimo Toscano Pecorella (Giurista presso Il Ministero della Salute), Enrico Bagarollo (General Manager Newpharm), Matteo Ceruti (Marketing Manager Corteva), Matteo Riva (Matteo Riva, Sales Manager Envu), Elia Gianotti (Technical Solutions Endura) e Alessandro Santi (Amministratore Delegato SAGEM Past Presidente Federagenti), offrendo una visione completa che ha spaziato dai mercati globali fino alle soluzioni più innovative per la gestione e la protezione delle derrate cerealicole.

Dalle rotte globali ai silos: un sistema sempre più interconnesso

Uno dei passaggi più interessanti è stato quello dedicato alle catene di approvvigionamento globali, oggi sempre più esposte a tensioni geopolitiche e criticità logistiche. Le grandi rotte marittime internazionali, dal Mar Rosso allo Stretto di Hormuz fino al Canale di Panama, rappresentano snodi strategici da cui dipendono tempi, costi e continuità degli approvvigionamenti.

In questo scenario, anche variazioni improvvise possono avere ripercussioni immediate sulla disponibilità delle materie prime. Per un Paese importatore come l’Italia, questo rende ancora più evidente quanto sia fondamentale preservare al meglio la qualità del cereale una volta entrato nella filiera.

Il vero campo di battaglia: lo stoccaggio

Se il mercato globale definisce il contesto, è nello stoccaggio che si gioca una partita decisiva. Le derrate, infatti, restano vulnerabili lungo tutto il loro percorso: dal campo al trasporto, fino ai silos. Gli insetti infestanti trovano proprio nello stoccaggio condizioni ideali per proliferare, con conseguenze che non riguardano solo la quantità, ma anche la qualità del prodotto. Alterazioni di umidità e temperatura, contaminazioni e perdita delle caratteristiche organolettiche rappresentano rischi concreti per tutta la filiera. È qui che

emerge con forza un concetto condiviso da tutti i relatori: la protezione del cereale deve essere pensata come un processo continuo, non come un intervento isolato.

Meno sostanze disponibili, più competenza

A rendere ancora più complessa la gestione interviene il quadro normativo europeo, sempre più restrittivo. La riduzione delle sostanze attive disponibili ha cambiato profondamente l’approccio degli operatori, che oggi devono puntare su strategie più mirate, sull’uso corretto dei prodotti e su una gestione attenta delle

resistenze. Allo stesso tempo, le differenze tra normative europee e richieste dei mercati esteri aggiungono ulteriori elementi di complessità, soprattutto per chi opera nell’export.

Innovazione: nuove soluzioni per una protezione più sostenibile

In questo contesto, l’innovazione rappresenta una leva fondamentale. Le nuove generazioni di prodotti, come Conserve Grain a base di spinosad, segnano un’evoluzione importante nella difesa delle derrate: efficaci, con un profilo tossicologico

ESSENZIALE PRESERVARE

LA QUALITÀ DEL CEREALE UNA VOLTA

NELLA FILIERA

favorevole e compatibili anche con l’agricoltura biologica. Accanto ai prodotti, resta centrale l’attenzione alle pratiche operative. La pulizia degli ambienti e la corretta preparazione della derrata, ad esempio, sono elementi determinanti per garantire l’efficacia dei trattamenti e prevenire le infestazioni.

Un approccio integrato per una sfida complessa

Un filo conduttore ha attraversato tutti gli interventi: la consapevolezza che oggi non esista una soluzione unica. La difesa delle derrate richiede un approccio integrato, in cui prevenzione, monitoraggio e intervento si combinano in modo equilibrato. La gestione delle condizioni ambientali, la pulizia degli impianti, il controllo degli insetti e l’uso mirato dei prodotti diventano parte di un’unica strategia. In questo scenario, anche strumenti come i

L’introduzione al convegno di Claudio Vercellone, direttore responsabile di “Molini d’Italia”

PISA srl

s.p. Andria-Trani km 1,500

Andria (BT)

0883.251661

info@pi-sa.it www.pi-sa.it

Rivestimenti di celle e silos con resine epossidiche cer tificate per il contatto con alimenti

Rivestimenti di pavimenti con resine mul tistrato e autolivellanti

Tinteggiatura super fici interne ed esterne di opifici industriali

Impermeabilizzazione con poliurea

sinergici - tra cui il piperonil butossidoassumono un ruolo sempre più importante, contribuendo ad aumentare l’efficacia dei trattamenti e a ridurre l’impiego complessivo di insetticidi.

La tavola rotonda: il valore del pest control lungo tutta la filiera

A chiudere l’evento è stata una tavola rotonda che ha messo a confronto rappresentanti delle principali realtà della filiera, offrendo uno sguardo concreto sulle responsabilità e sulle sfide quotidiane del settore.

È emerso con chiarezza, dalle parole di Marco Benedetti (A.N.I.D.), come il ruolo del disinfestatore sia oggi centrale nella filiera agroalimentare. Non si tratta più solo di intervenire in presenza di infestazioni, ma di contribuire attivamente alla salubrità del prodotto finale attraverso attività di consulenza, prevenzione e applicazione di protocolli strutturati come l’IPM. Il rispetto degli standard - dalle certificazioni fino alle norme ISO - rende questa figura sempre più strategica.

Un concetto ribadito anche parlando della fase di stoccaggio, dove il pest control rappresenta un presidio fondamentale: la conoscenza delle tecniche di difesa e l’attenzione ai metodi preventivi consentono non

LA PROTEZIONE DEL CEREALE VA PENSATA COME UN PROCESSO CONTINUO

solo di contenere gli infestanti, ma anche di ridurre gli sprechi alimentari. Il confronto si è allargato poi al mondo delle materie prime, con Roberto Magnaghi (Ente Nazionale Risi) che ha richiamato l’attenzione sulle dinamiche di consumo del riso in Italia e sulle difficoltà che il mercato sta attraversando, sottolineando la necessità di trovare nuovi equilibri tra domanda, produzione e valorizzazione del prodotto.

Dal punto di vista dell’industria molitoria, Lorenzo Cavalli (Antim) ha evidenziato quanto il pest control sia un elemento imprescindibile per garantire standard qualitativi elevati. Per le aziende, operare nel rispetto delle normative non è solo un obbligo, ma una condizione essenziale per evitare rischi reputazionali, blocchi produttivi o ritiri di prodotto.

Un tema ripreso anche da Fabio Manara (Compag), che ha sottolineato come, nello stoccaggio, la natura della derrata resti sostanzialmente la stessa

indipendentemente dalla destinazione finale, che sia alimentare, zootecnica o sementiera. Proprio nel settore del seme, la sicurezza assume un valore ancora più critico: trattamenti preventivi ben eseguiti permettono di garantire protezione lungo tutto il ciclo di vita, senza compromettere la germinabilità, elemento fondamentale per il comparto. Infine, tornando alla dimensione internazionale, Alessandro Santi (Sagem) ha richiamato l’attenzione sull’importanza di flessibilità, tracciabilità e sicurezza nelle operazioni di import-export. In un contesto globale instabile, poter contare su derrate adeguatamente protette consente di

Enrico Bagarollo
I protagonisti della tavola rotonda

Impianto automatico d’insacco della serie FUTURA completo di Paletizzazione WINTECH per sacchi a bocca aperta da kg. 10-25

Chiusura con Cucitura o Saldatura per sacchi di Carta o Polietilene Sistema inserimento gas inerte all’interno della confezione e aspirazione aria dentro al sacco prima della saldatura Cambio formato totalmente automatico.

RISPETTARE

LE NORMATIVE CONDIZIONE

ESSENZIALE

PER EVITARE

RISCHI

REPUTAZIONALI

rispondere con maggiore rapidità alle richieste del mercato. Allo stesso tempo, la gestione dei residui dei prodotti fitosanitari diventa un tema strategico, soprattutto per garantire l’accesso ai diversi mercati senza ostacoli normativi.

Il ruolo di Newpharm: creare valore attraverso conoscenza e innovazione

A rendere possibile questo momento di confronto è stata Newpharm, promotrice e sponsor dell’evento, che ha saputo riunire attorno a un unico tavolo competenze diverse ma complementari. L’azienda,

da anni attiva nello sviluppo di soluzioni per la protezione delle derrate post-raccolta, ha presentato un approccio integrato che combina prodotti, tecnologie e supporto tecnico, con l’obiettivo di accompagnare gli operatori della filiera in un contesto sempre più complesso. Eventi come quello di Bologna rappresentano non solo un’occasione di aggiornamento, ma anche

un momento di condivisione e crescita per tutto il settore. Perché, come emerso chiaramente durante la giornata, la qualità del cereale non dipende da un singolo fattore, ma dalla capacità di tutta la filiera di lavorare in modo coordinato, consapevole e innovativo.

La redazione
Chiusura della giornata affidata al presidente di Newpharm, Dionisio Bagarollo

Farine proteiche nel pane professionale Protein flours in professional breadmaking

OPPORTUNITÀ REALE

O MODA DEL MOMENTO?

REAL OPPORTUNITY OR PASSING TREND?

This article examines the growing interest in proteinenriched breads and clarifies the gap between marketing claims and real dough behavior. It explains that although legume flours contain 20/30% protein, “they do not form any gluten network” and therefore weaken dough structure when used in high percentages. Their strong water absorption, impact on fermentation dynamics, and influence on crumb color and shelf life require careful process adjustments. The piece also analyzes einkorn wheat, whose high protein content is misleading because its gluten is dominated by gliadins, resulting in weak dough performance. Research on its “digestibility” is contextualized, noting that it is not suitable for celiac individuals.

Il mercato spinge verso il pane proteico. I social ne parlano, i clienti lo chiedono, le aziende molitorie iniziano a proporre blend appositi. Ma cosa cambia davvero sul banco dell’impasto quando si introducono farine di legumi o di grani antichi ad alto contenuto proteico? È tempo di separare la narrativa commerciale dalla realtà del laboratorio.

Il mito delle “proteine che fanno bene all’impasto”

Quando si parla di farine proteiche in panificazione, il primo errore da sfatare è concettuale: non tutte le proteine svolgono la stessa funzione tecnologica nell’impasto. Nel frumento, la qualità panificatoria dipende quasi interamente da gliadine e glutenine, le frazioni proteiche che in

presenza di acqua e azione meccanica formano il glutine. Tutto il resto, per quanto nutrizionalmente prezioso, è tecnologicamente inerte o addirittura disorientante. Le farine di legumi, ceci, lenticchie, piselli sono effettivamente ricche di proteine, il loro contenuto si aggira tra il 20 e il 30% del peso secco, praticamente il doppio rispetto al grano tenero. Ma queste proteine non sono gliadine né glutenine, sono albumine, globuline, lectine, proteine di riserva del legume. Non formano alcuna maglia glutinica, non trattengono CO2 e non danno elasticità né estensibilità all’impasto. Il risultato pratico è immediato: più farina di legume si aggiunge all’impasto, più la struttura glutinica del frumento si “diluisce”. Si introduce una quota proteica elevata in termini numerici, ma contemporaneamente

YLATINI

50ANNI DI INNOVA

si indebolisce l’unico sistema proteico che fa lievitare il pane, è un paradosso che il marketing non racconta mai. Ma cosa succede davvero in lavorazione con le farine di legumi?

Assorbimento idrico e comportamento dell’impasto

La farina di ceci, così come quella di lenticchie e piselli, ha un comportamento idrico radicalmente diverso dalla farina di frumento. Le fibre presenti nel legume, abbondanti e molto igroscopiche, assorbono acqua in modo massivo, ma non la cedono all’impasto nello stesso modo in cui la cede un amido danneggiato.

L’impasto risulta inizialmente compatto e gestibile, per poi diventare progressivamente appiccicoso man mano che le fibre cedono umidità durante la puntata. L’aspetto cromatico è un’altra variabile concreta perché la farina di ceci tende al giallo ocra, quella di lenticchie rosse al beige rosato.

Percentuali superiori al 15/20% iniziano a modificare visibilmente il colore della mollica, spesso percepito come un difetto dal consumatore abituato al bianco del pane convenzionale, a meno che il prodotto non sia esplicitamente posizionato come “pane di legumi”.

Fermentazione: un sistema da ricalibrare

La flora batterica del lievito madre è selezionata su substrati cerealicoli. Quando

PIÙ FARINA DI LEGUME NELL’IMPASTO, PIÙ LA STRUTTURA GLUTINICA

DEL GRANO SI “DILUISCE”

si introduce una percentuale significativa di farina di legumi, cambiano gli zuccheri fermentabili disponibili, cambia il profilo degli amminoacidi liberi e cambiano le condizioni per l’attività proteolitica. Alcuni panificatori riportano una fermentazione

apparentemente più vivace: in realtà spesso si tratta di una produzione irregolare di gas che non viene trattenuta dalla maglia glutinica indebolita, con effetti negativi sull’alveolatura finale. La raccomandazione pratica, per chi decide di lavorare con questi blend, è di ridurre la quota di inoculo del lievito madre e allungare leggermente i tempi di puntata, monitorando la tenuta dell’impasto, percentuali oltre il 25/30% di farina di legumi richiedono una revisione completa del processo, non un semplice aggiustamento.

Cottura e shelf life

Le proteine dei legumi hanno temperature di denaturazione diverse da quelle del glutine. Questo influisce sulla struttura della mollica in cottura: il pane tende a una crosta meno croccante, una mollica più umida e una vita commerciale più breve a causa della maggiore ritenzione idrica. Non si tratta di difetti assoluti, ma di caratteristiche da gestire consapevolmente e da comunicare correttamente al cliente finale.

Farro monococco: il caso più complesso. Un profilo proteico che non è quello che sembra

Il farro monococco (Triticum monococcum) sta vivendo una stagione di grande attenzione, spesso associato all’idea di un “alto contenuto proteico” che ne

PERCENTUALI FUNZIONALI

TRA IL 10 E IL 20%

SUL TOTALE

DELLA FARINA

giustificherebbe l’uso in chiave nutrizionale e tecnologica. La realtà è più articolata! Il monococco contiene effettivamente una percentuale proteica elevata, intorno al 19% sul peso totale della farina, superiore al grano tenero moderno. La composizione di queste proteine è sfavorevole per la panificazione, studi comparativi condotti su diverse specie di frumento mostrano che il rapporto gliadine/glutenine nel monococco è notevolmente più alto rispetto al grano tenero. Questo significa un glutine dominato dalle gliadine con carenza delle componenti strutturali, le glutenine che conferiscono tenacità ed elasticità. Il risultato sul banco di lavoro è un glutine che si forma lentamente, cede facilmente, ha scarsa capacità di trattenere i gas di lievitazione e produce pani con volume ridotto e alveolatura irregolare. La farina di monococco, in purezza, lievita poco questo è un dato tecnico consolidato, non un’opinione.

La questione della “digeribilità”: cosa dice davvero la ricerca

Uno degli argomenti più utilizzati per valorizzare il monococco è la sua presunta maggiore digeribilità. E qui la ricerca scientifica dice qualcosa di interessante, ma che va letto con precisione. Ricercatori del CNR (Mamone, Gianfrani e collaboratori, pubblicato su “Molecular Nutrition and Food Research”) hanno dimostrato che la componente immunogenica del glutine del monococco viene in buona parte degradata durante la digestione gastroenterica in vitro, riducendo la sua capacità di scatenare risposte infiammatorie in soggetti predisposti. Questo è un dato rilevante per la prevenzione della celiachia in soggetti ad alto rischio (familiari di celiaci), non per i celiaci conclamati, per i quali il monococco rimane un alimento controindicato. Estendere questa evidenza scientifica a un’affermazione generica di “pane più digeribile per

tutti” è una forzatura comunicativa che il panificatore professionista dovrebbe evitare - sia per correttezza verso il consumatore, sia per tutelarsi da eventuali problemi normativi legati alle dichiarazioni nutrizionali.

Come usarli in modo professionale: indicazioni operative (blend ragionati di farine di legumi)

L’uso delle farine di legumi in panificazione ha senso quando è progettato come tale non come aggiunta improvvisata per cavalcare un trend.

Percentuali funzionali si collocano

generalmente tra il 10 e il 20% sul totale della farina, oltre questa soglia, i problemi strutturali superano i benefici nutrizionali percepiti.

La farina di ceci intera (non l’isolato proteico) è la scelta più versatile perché conserva amidi fermentabili, fibre e un profilo nutrizionale bilanciato, ed è compatibile con la fermentazione naturale.

L’isolato proteico di ceci, invece, può essere utile in formulazioni specifiche per sportivi o diete iperproteiche, ma richiede aggiustamenti idraulici significativi e una gestione molto attenta della lievitazione. La farina di lenticchie, specialmente quella rossa decorticata, ha un comportamento più “neutro” in termini di sapore rispetto alla farina di ceci, ma è ancora più igroscopica. La farina di piselli tende a dare un retrogusto erbaceo che risulta gradito in alcuni prodotti regionali ma penalizzante in produzioni di largo consumo.

Farro monococco: gestire la debolezza strutturale

Il monococco funziona meglio in blend con farine di forza medio-alta. Il mix ottimale per un pane con presenza di monococco rilevante (40/50%) prevede l’abbinamento con una farina di grano tenero di forza W 280/320, che compensi la scarsa quantità di glutenina e garantisca una struttura sufficiente a sostenere la lievitazione.

Con il lievito madre, il monococco richiede attenzione alle lunghe fermentazioni

• EDILIZIA INDUSTRIALE

• SILOS IN CALCESTRUZZO

• MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA DI EDIFICI CIVILI E INDUSTRIALI

• EDILIZIA CIVILE

• PITTURAZIONI AIRLESS

• SABBIATURA ECOLOGICA CERTIFICATA

Via San Tommaso, 61 - Altamura - Bari

+39.080.914 06 13 - info@cegliacostruzioni.it

Geom. Giangrazio Ceglia 340/9846919

www.cegliacostruzioni.it

Tempi di fermentazione lunghi a temperatura elevata possono compromettere irrimediabilmente la maglia. La raccomandazione è di privilegiare fermentazioni fredde (4/6 °C) con impasti ben strutturati, limitando la puntata a temperatura ambiente.

Un’opportunità concreta è l’uso in prodotti da forno dove la struttura non è il parametro critico: crackers, grissini, taralli, biscotteria salata, pane piatto. In questi formati, la debolezza glutinica del monococco diventa gestibile, e il suo profilo aromatico ricco con note burrose e di nocciola tostate può essere valorizzato pienamente.

Comunicare bene al consumatore: una responsabilità del professionista

Il tema delle farine proteiche pone al panificatore una questione che va oltre la tecnologia di processo: come comunicare onestamente un prodotto in un mercato saturo di promesse nutrizionali? Il consumatore che acquista un pane “proteico” si aspetta benefici concreti. Spetta al professionista distinguere tra ciò che è supportato da evidenza e ciò che è narrativa di marketing.

Un pane con il 15% di farina di ceci ha effettivamente più proteine del pane comune - e questo è comunicabile. Ha anche più fibre, un indice glicemico tendenzialmente più basso, e un gusto diverso che può diventare un elemento identitario del

prodotto. Queste sono caratteristiche reali e vendibili, senza bisogno di esagerare. Un pane di farro monococco ha un profilo proteico interessante, un glutine strutturalmente diverso e un valore storico-culturale autentico. Ma non è un pane per celiaci, non è un pane “senza glutine”, e la sua “maggiore digeribilità” è un dato da contestualizzare, non uno slogan assoluto. Il panificatore che sa spiegare queste differenze ai propri clienti con competenza, senza iperboli, costruisce credibilità professionale duratura.

Conclusioni

Le farine proteiche non frumentacee rappresentano un’opportunità reale per

MONOCOCCO

FUNZIONA MEGLIO IN BLEND

CON FARINE DI FORZA MEDIO-ALTA

ampliare la gamma e rispondere a una domanda di mercato in crescita. Ma questa opportunità si realizza solo se il professionista le conosce in profondità, sa quali percentuali sono tecnologicamente sostenibili, sa come ricalibrare il processo fermentativo, sa distinguere tra le caratteristiche nutrizioni effettive e quelle percepite.

Il rischio opposto è ignorarle per principio, liquidandole come moda passeggera è altrettanto miope. Il mercato del pane funzionale e ad alto valore nutrizionale è reale e in espansione. Il panificatore che lo conosce tecnicamente prima dei concorrenti ha un vantaggio competitivo concreto. La risposta alla domanda del titolo, quindi, è: entrambe le cose. È una moda, per come viene comunicata e venduta da buona parte del mercato. Ed è un’opportunità reale, per chi ha la preparazione tecnica per trasformarla in prodotto professionale.

Una nuova linea che segna un altro traguardo per Ocrim e Molini Valente

AFelizzano, in provincia di Alessandria, c’è un edificio multipiano che racconta una lunga storia industriale: sei livelli dedicati alla trasformazione del grano, un luogo in cui la tecnologia è parte integrante del lavoro quotidiano. È qui che Molini Valente S.p.A. ha deciso di affidare a Ocrim S.p.A. un nuovo capitolo della propria evoluzione: una linea di macinazione a grano tenero da 250 tonnellate ogni 24 ore, entrata in funzione nel mese di dicembre 2025. Il nuovo impianto è una struttura pensata per integrarsi nell’architettura produttiva esistente. Riceve il grano proveniente dalla sezione di pulitura già operativa e potenziata circa un anno fa, lo accompagna

nella nuova linea di macinazione fino alle celle di stoccaggio. Il tutto con un obiettivo chiaro: consentire la produzione flessibile di farine diverse con un differente diagramma rispetto a quello della sezione esistente, organizzando il tutto in lotti specifici da insilare. L’impianto produce farine di alta qualità per l’utilizzo di molteplici prodotti da forno garantendo la massima sicurezza alimentare e tracciabilità. Andrea Valente, amministratore delegato di Molini Valente e past President di Italmopa, ci tiene a precisare che “Questo nuovo passo nell’incremento produttivo rappresenta il completamento di un percorso di crescita che ha riguardato non solo i volumi, ma anche il valore e la qualità

dei nostri prodotti. Un percorso che era stato già delineato in fase di progettazione dell’azienda, fin dalla costruzione del molino di Felizzano nel 2000. Oggi questo traguardo conferma la bontà e la lungimiranza del progetto iniziale e costituisce al tempo stesso la base su cui costruire le prossime fasi di sviluppo, orientate all’innovazione e al miglioramento continuo”.

Oltre vent’anni di collaborazione autentica

Per Ocrim, l’impianto di Felizzano non è semplicemente un sito produttivo: dal 1999 - anno in cui venne realizzato il primo impianto molitorio da 400 tonnellate

nelle 24 ore, completo di edificio - rappresenta un punto di riferimento. Nel tempo è diventato anche una tappa frequente per i visitatori tecnici e per i clienti che Ocrim accompagna alla scoperta dei propri progetti più significativi.

La gestione operativa, affidata a Lorenzo Cavalli, mantiene viva una tradizione fatta di precisione e continuità. Ma l’aspetto più interessante è il rapporto - solido, discreto, concreto - tra Andrea Valente e Alberto Antolini, amministratore delegato di Ocrim. Una relazione proficua che ha saputo costruire nel tempo un terreno comune fatto di visione, lungimiranza e affidabilità.

Un

progetto che parla di metodo e di potenza

La linea da 250 tonnellate/24 ore non colpisce solo per la sua capacità produttiva. La sua particolarità sta nel modo in cui è stata integrata: come un nuovo movimento all’interno di un organismo già complesso. È una struttura che si inserisce in un flusso collaudato, e allo stesso tempo lo potenzia e lo migliora. Rappresenta la somma di molte cose: know how, dialogo tecnico, storia condivisa e una continuità professionale che, nel settore molitorio, vale quanto una certificazione ufficiale.

Uno sguardo che procede nella stessa direzione

Questa nuova linea di macinazione è un segnale forte. Non tanto di cambiamento, quanto di continuità evolutiva. Molini Valente incrementa e affina la propria capacità produttiva; Ocrim conferma un approccio progettuale che valorizza prima di tutto la relazione con il cliente.

E quando un rapporto dura oltre vent’anni, non serve celebrarlo: basta costruirci sopra, pezzo dopo pezzo, come si fa con gli impianti che sono destinati a rimanere.

◊ Siamo specializzati nell’installazione di impianti molitori e stoccaggio cereali, riserie, oleifici, mangimifici, sementifici, birrerie e pastifici

◊ Utilizziamo solo le soluzioni tecnologiche più avanzate anche per l’ammodernamento e l’ampliamento degli impianti

◊ Collaboriamo con le più importanti aziende del settore

BAVUSO IMPIANTI SRL

Via La Carrera, 140 70022 Altamura (Ba) - ITALY Ph. +39 080 316 30 32 info@bavusoimpianti.it BAVUSO MEUNERIE SPRL Avenue de Vilvoorde 302 1130 Bruxelles - BELGIUM bavusomeunerie@gmail.com www.bavusoimpianti.com

Nasce Cesco Epc Srl: integrazione tra Cesco Epc

Italia e Technobins

Cesco Srl, la holding del gruppo Cesco, annuncia la nascita di Cesco Epc Srl, la nuova società italiana risultante dalla fusione tra Cesco Epc Italia e Technobins, due realtà con una lunga esperienza nella progettazione e realizzazione di impianti per lo stoccaggio, la movimentazione e la lavorazione dei cereali. L’operazione rappresenta un passo strategico volto a rafforzare la presenza industriale e ingegneristica del gruppo in Italia. La nuova società integra le competenze di project management e realizzazione di impianti su larga scala

sviluppate da Cesco Epc GmbH con il know-how di Technobins nella progettazione e produzione di silos e strutture metalliche per l’industria molitoria e agroalimentare.

“La fusione nasce da un percorso di collaborazione sempre più stretto sviluppato negli ultimi anni”, commenta Luca Celeghini, fondatore di Cesco. “Unire competenze, capacità produttive ed esperienza progettuale all’interno di una struttura unica ci consente di affrontare con maggiore efficienza le sfide dei mercati nazionali e internazionali.”

Fondata nel 1995, Technobins si è affermata nel tempo come partner tecnico specializzato nella progettazione e produzione di silos di processo e sistemi di stoccaggio. L’integrazione con Cesco Epc consente oggi di offrire soluzioni sempre più complete, che spaziano dall’ingegneria fino alla realizzazione di impianti chiavi in mano. La nuova Cesco Epc Srl rappresenta il cuore industriale e produttivo del gruppo in Italia e opererà in stretta sinergia con Cesco Epc GmbH, che continuerà a sviluppare e gestire i progetti sui mercati internazionali.

Il gruppo ha inoltre recentemente investito in una nuova sede di circa 5.000 m² a Reggio Emilia dedicata a ingegneria, produzione e procurement, dotata di macchine automatiche e robotizzate per la lavorazione della lamiera. Questo investimento rafforza ulteriormente la capacità produttiva e ingegneristica del gruppo, supportando lo sviluppo di grandi progetti destinati ai mercati in crescita come Africa, Medio Oriente, Sud America ed Europa orientale.

Con questa integrazione, Cesco EPC consolida ulteriormente la propria posizione come partner ingegneristico per progetti complessi di movimentazione, stoccaggio e trasformazione di cereali, combinando la competenza ingegneristica europea con solide capacità industriali.

Informazioni su Cesco Epc

Cesco Epc è una società di ingegneria internazionale specializzata nella progettazione e costruzione di impianti industriali per la movimentazione, lo stoccaggio e la trasformazione di cereali. Operando a livello globale, l’azienda fornisce soluzioni Epc per progetti complessi nei settori cerealicolo, molitorio e agro-industriale.

7/13 maggio 2026 DÜSSELDorF (gErMA niA) INTERPACK

Salone dell’imballaggio www.interpack.com

11/14 maggio 2026 MiLA no TUTTOFOOD

Fiera internazionale di riferimento del settore agroalimentare www.tuttofood.it

26/28 maggio 2026 PArMA SPS ITALIA

Salone dell’automazione www.spsitalia.it

5/10 giugno 2026 riYADH (ArABiA SAUD i TA)

SAUDIFOOD MANUFACTURING

Salone dell’industria alimentare www.saudifoodmanufacturing.com

12/15 luglio 2026 CHiCAgo (USA) IFT EXPO

Mostra-convegno dei tecnologi alimentari www.iftevent.org

6/9 ottobre 2026 BArCELLonA (SPAgnA) ALIMENTARIA FOODTECH

Salone dell'industria alimentare www.alimentariafoodtech.com

17/21 ottobre 2026 PArigi (FrA nC iA) SIAL

Salone dell'alimentazione www.sialparis.com

25/29 ottobre 2026 KAoHSiUng (TAi WA n)

IUFOST

Congresso mondiale di scienza e tecnologia alimentare www.iufost.org

27/30 ottobre 2026 PArMA CIBUSTEC

Salone dell'industria alimentare www.cibustec.it

24/26 novembre 2026 PArigi (FrA nC iA) ALL4PACK

Salone dell’imballaggio www.all4pack.com

Molinid’Italia

Molinid’Italia

MODALITÀ DI ACQUISTO:

• Online su www.moliniditalia.it

L’informazione professionale specializzata per:

✓ gli imprenditori, gli operatori e i tecnici della prima e seconda trasformazione dei cereali

✓ i produttori di farine e semole

✓ gli esperti della panificazione e del dolce

✓ i produttori di pasta

✓ gli esperti della mangimistica

✓ i costruttori di macchine e impianti

✓ i tecnici alimentari

✓ i fornitori di materie prime

✓ i ricercatori

✓ i tecnici di laboratorio

ABBONAMENTO ITALIA € 45,00

ABBONAMENTO ESTERO € 96,00

• Compilando e inviando a dir@avenue-media.eu il seguente coupon

Viale Aldini Antonio, 222/4 - 40136 Bologna - Tel. 051 65 64 311

ABBONAMENTO ANNUALE

(11 numeri)

Molini

d’Italia

Proprietario: Italmopa

Abbonamento Italia € 45,00    Abbonamento estero € 96,00

Versamento con carta di credito (dati criptati) dal sito www.avenuemedia.eu - riviste di settore

Bonifico bancario intestato ad Avenue media srl, Viale Aldini Antonio 222/4, 40136 Bologna. Banca d’appoggio: Banca Popolare Emilia Romagna Ag. 7 Bologna, IBAN: IT15V0538702406000000437531

Versamento su ccp n. 18182402 intestato ad Avenue media srl, Viale Aldini Antonio 222/4, 40136 Bologna. Si allega il bollettino di ricevuta con specificata la causale di versamento: in busta chiusa via e-mail a dir@avenue-media.eu

La rivista va spedita a (scrivere in stampatello):

Nome Cognome Azienda

Codice fiscale/P. Iva (obbligatorio) Via N°

CAP Città Prov. Tel. Fax

E-mail per ottenere la password che consente di accedere alla rivista online (si suggerisce di inserire quella personale)

LEGGE PRIVACY - Tutti i dati rilasciati verranno raccolti e trattati (in modalità manuale ed informatica) nel rispetto del D.lgs 196/03 anche per l’eventuale invio di materiale informativo e/o promozionale. I dati non verranno diffusi a soggetti esterni ad eccezione di istituti bancari, società di recapito corrispondenza, aziende da noi incaricate per la gestione dei servizi. È Suo diritto chiedere l’aggiornamento o la cancellazione dei Suoi dati, od opporsi al loro utilizzo scrivendo al titolare del trattamento: Avenue media srl, Viale Aldini Antonio 222/4, 40136 Bologna. Può trovare il testo integrale della legge con

di

i Suoi diritti (titolo II) sul sito www.avenuemedia.eu al link Legge privacy.

RIVISTA ITALIANA PER L’INDUSTRIA MOLITORIA

Qualità e controllo sulla linea INFINITY SMART AI SYSTEM

ANALIZZATORE

OTTICO MAGIC BOX

ingresso campione da analizzare invio report

trasferimento informazioni settaggio macchine

ANALIZZATORE

analisi prodotto in uscita

OTTICO MAGIC BOX invio report

Posizionando l’analizzatore ottico MAGIC BOX AI prima della selezionatrice ottica INFINITY PLUS avremo un’analisi precisa del prodotto in ingresso con relativo report ed in base ai risultati ottenuti sarà in grado di impostare nella maniera più corretta i parametri della selezionatrice al fine di rispettare la qualità del prodotto in uscita. Allo stesso modo si potranno tenere sotto controllo gli scarti impedendo di scartare più del necessario. La MAGIC BOX installata dopo la selezionatrice farà un’analisi del prodotto lavorato per un controllo qualità con relativo report. Tutti i report verranno salvati sia in PDF che in file Excel sul vostro PC.

SELEZIONATRICE OTTICA INFINITY PLUS-8

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Molini_4_2026_ISS by Avenue media - Issuu