I QUADERNI DI ATELIER APPENNINI
LABORATORIO CAPRESE MICHELANGELO 2022
N°7
I QUADERNI DI ATELIER APPENNINI
LABORATORIO CAPRESE MICHELANGELO 2022
N°7
I QUADERNI DI ATELIER APPENNINI N°7 Questo numero esce in occasione dell’evento: Laboratorio Caprese Michelangelo 2022 [Caprese Michelangelo 22-25 settembre 2022] organizzato da: Atelier Appennini a cura di: Pino Pasquali e Valeria Penna con la collaborazione di: Gabriele Mazzi Direttore del Museo Casa Natale Michelangelo Buonarroti, Comune di Caprese Michelangelo, Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Arezzo
I laboratori si sono svolti con il contributo di: Buca di Michelangelo, Giovanni Raspini Gioielli
Stampato a novembre 2022
Progetto grafico ed editoriale a cura di: Atelier Appennini Pino Pasquali e Valeria Penna www.atelierappennini.it info@atelier appennini.it 2
Laboratorio Caprese Michelangelo Caprese Michelangelo
22-25 settembre 2022
A cura di Pino Pasquali Valeria Penna
Coordinatori Pino Pasquali Pietro Carlo Pellegrini Beniamino Servino Nicola G. Tramonte Gruppo di lavoro Paolo Costanzo Marco D’Ottavi Elena Fiori Federica Gabrieli Sandra Maria Galbo Ernesto Iacangelo Chiara Livi Alice Luciano Cecilia Marcheschi Andrea Martini Francesca Molle Massimo Palumbo Rossella Pellicani Valeria Penna Lidia Rovini
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UN PROGETTO PER IL MUSEO CASA NATALE DI MICHELANGELO BUONARROTI Gabriele Mazzi
Quando si parla di un progetto riferito ad un luogo, comunemente pensiamo ad una realizzazione architettonica, urbanistica, in sintesi all’aspetto pratico del costruire. Ci sono dei luoghi che più di altri hanno meno bisogno di intervenire sulle strutture, oppure sulla sistemazione urbana. Si potrebbe dire che, per assurdo, si annovera fra questi luoghi il castello di Caprese. Non per spirito romantico, bensì per rispetto alla storicità dell’oblio in cui questo luogo è rimasto per secoli, in una dura, dignitosa, vita di mezza montagna che caratterizzava e caratterizza buona parte del territorio peninsulare.
Non è questa una premessa intransigente, bensì quella necessaria costatazione con la quale ci siamo tutti confrontati mettendo lo sguardo dentro alla «Betlemme dell’arte e dell’architettura» (cit.). Costatazione che porta alla consapevolezza che molte sono le cose da fare, ad incominciare dall’esplicitare il significato che quel luogo ha. Il castello di Caprese è quindi una grande opportunità per il territorio montano italiano, se si può inquadrare nell’ottica della best practice, considerando quanta economia è integrata con l’aspetto turistico della casa natale di Michelangelo Buonarroti. Sintetizzando, è quell’equilibrio fra spiritualità, storicità, autenticità, accoglienza, che esprime il valore di Caprese, inteso non come cluster culturale-turistico ma come luogo vitale, dove le persone vivono, visitano e si emozionano.
Ripercorrendo quello che Caprese ha fatto e vissuto per la valorizzazione di sé, quale luogo di nascita di Michelangelo Buonarroti, si constata facilmente come ci siano state delle fasi alterne e anche, si può dire, alternative. Grandi impegni, iniziati nel 1875, con la prima celebrazione della nascita; grandi litigi con la vicina Chiusi, stemperati nel 1913 con le denominazioni governative “Michelangelo” e “della Verna”; altrettanto grandi impegni fra gli anni ’60 e ’70 del Novecento e nei primi anni 2000; ma anche grandi rilassamenti nell’attenzione verso il luogo, il suo valore identitario, nocivi non solo per la comunità capresana e delle città circonvicine, ma per chi ha a cuore la storia e la storia dell’arte, il bello ed il pensiero, l’umanesimo nella sua forma più pura. Ed è qui che insiste il valore del laboratorio di Atelier Appennini, indulgere sul pensiero, sui procedimenti logici dell’intelletto, per riempire i luoghi con la più concreta delle cose, il ragionamento. Caprese, il suo effimero Castello, con i suoi spazi spolpati dalla storia e insieme intrisi di una suggestione quasi spirituale che pochi non avvertono, è quel luogo puro, quasi ideale, per l’esercizio della mente. Una casa, come casa è stata per il nascituro che il 6 marzo 1475 lì ebbe i natali.
«Un monumento alla genesi dell’intelletto» è la nuova definizione del Museo casa natale di Michelangelo Buonarroti, il suo nuovo manifesto intellettuale. Lì dove tutto è purezza, dall’aria alle fronde, alle montagne, alla luce, si riscopre la necessità filosofica della scuola di Atene
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Ritratto di Michelangelo Jacopino del Conte Casa Buonarroti, Florence, Italy
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Pino Pasquali
con Sandra Maria Galbo, Massimo Palumbo, Rossella Pellicani, Valeria Penna, Lidia Rovini METAVERSO / META’ VERO Entrare nella Casa Natale di Michelangelo e non ritrovare neanche lontanamente qualcosa che ti fa rivivere l’atmosfera riconducibile al 1475, a ciò che poteva ricordare il primo vagito, il primo pianto e il primo respiro della vita di un genio dell’umanità, è il presupposto al progetto da noi elaborato. Altresì sarebbe stato alquanto velleitario cercare, come farebbe uno scenografo cinematografico, ricostruire fedelmente una cosa di cui si può solo intuire la distribuzione degli ambienti e, d’altronde, sarebbe una finzione eccessiva. Da queste considerazioni emerge la necessità di una ricostruzione virtuale. Il tema del progetto cerca di coniugare due aspetti: quello delle nuove tecnologie (metaverso) all’interno della casa e del luogo di lavoro di Ludovico Buonarroti e le opere di Michelangelo nella loro realtà materica, vedi i calchi delle due Pietà presenti nella gipsoteca, come monumento simbolico di tutto il complesso del Museo Casa di Michelangelo. Per la ricostruzione virtuale della casa abbiamo usato alcune figure di artisti che hanno segnato la storia della pittura come Piero della Francesca, Antonello da Messina, Vermeer, Caravaggio fino a Van Gogh, prendendo in prestito figure che in una dimensione ATEMPORALE e con i nuovi strumenti della tecnologia virtuale ci immerge in atmosfere reinterpretate ma abbastanza veritiere. All’esterno al centro del complesso architettonico le due Pietà che concentrano la straordinaria Genialità di Michelangelo in una sorta di sintesi di una vita che raggiunge livelli artistici ineguagliabili.
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Pietro Carlo Pellegrini
con Federica Gabrieli, Ernesto Iacangelo, Alice Luciano MICHELANGELO caprese La figura di Michelangelo è legata non solo ai luoghi fisici in cui ha vissuto, ma anche e soprattutto alla cultura di questi luoghi. Agli usi e alle abitudini, alle tradizioni, al modo di vivere e di sentire, all’arte, alle persone e all’architettura. Il nostro progetto è un percorso che intende ricreare queste sensazioni attraverso tutte queste tappe. Le fotografie di Amendola, le frasi importanti del grande artista, insieme ad un allestimento contemporaneo, accompagnano il visitatore in una “degustazione artistica e culturale”. Lo avvicinano al mondo di cui si è nutrito Michelangelo e giungeranno al termine del percorso alla scoperta della sua casa natale. Dimora all’interno del Castello, un luogo dove l’architettura si unisce con il meraviglioso paesaggio della Val Tiberina, guardando da una parte Firenze e da una parte a Roma, le città di Michelangelo.
MICHELANGELO CAPRESE 43°38'26"88 N 11°59'8"88 E
FIRENZE
LA SPEZIA
125 KM
RAVENNA
131 KM
257 KM
PISA LIVORNO
MICHELANGELO C. 190 KM
225 KM
38 KM
AREZZO
290 KM
ROMA
MICHELANGELO C.
ANCONA
PERCORSO ESPOSITIVO 1 - PANNELLO FOTOGRAFICO 1 - TOTEM 2 - TOTEM 3 - PANNELLO ESPOSITIVO 4 - PANNELLO ESPOSITIVO 5 - SALA MULTIMEDIALE BELVEDERE 6 - CAMERE
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Beniamino Servino
con Elena Fiori, Cecilia Marcheschi, Francesca Molle PADIGLIONE DI MEZZOGIORNO Verso la costruzione di una Forma, familiare e meravigliosa. Un Castello smisurato [senza misura], vuoto. A mezzogiorno la luce del sole si proietta a terra zenitale, a piombo, attraverso i camini della copertura gugliata, disegnando una scacchiera di luce. Fuori scuro, brunito, duro. Dentro aureo.
Una soglia verso il giardino segreto, verso la valle rinascimentale.
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Nicola G. Tramonte
con Marco D’Ottavi, Chiara Livi, Andrea Martini UNA CASSA ARMONICA PER CAPRESE MICHELANGELO Per il Laboratorio di Atelier Appennini 2022 svolto a Caprese Michelangelo ho proposto un progetto di una Cassa Armonica da collocare nei mesi estivi tra il Palazzo del Podestà (casa natale di Michelangelo Buonarroti ), e Palazzo Clusini di una Luminaria che segna la strada che sale al castello e di un Baldacchino Luminario da installare all’ingresso del castello. La Cassa Armonica è architettura delle emozioni, è bellezza e identità, è l’icona di una delle grandi tradizioni italiane basti pensare alle immagini e alle sensazioni suscitate dalle Bande Musicali. Cos’ erano le bande musicali? Erano la possibilità di portare per strada un sogno, quello della grande musica dei maestri eterni, e di far portare quel sogno dal cielo della cultura alta, alle piazze della cultura popolare. La cassa armonica era l’epicentro della festa. Era posizionata al centro del paese. Sia materialmente che simbolicamente, metteva la musica al centro della comunità. Questo aveva un significato preciso. La musica era di tutti. Del signore e del contadino. Entrambi erano in piazza ad ascoltare opere che, trasversalmente, e in modo del tutto interclassista, celebravano e rinvigorivano un patrimonio culturale comune. Con la cassa armonica, si poteva avere la sensazione, per un attimo, che fosse la periferia a essere il centro e la spina dorsale del Paese. In parte, era proprio così. Questo perché la cassa armonica era il Teatro dei complessi bandistici. E lì sopra, sul palco più democratico al mondo, i talenti cresciuti in periferia cominciavano ad assaporare le vertigini degli applausi che alcuni di loro avrebbero poi ricevuto entrando a far parte delle grandi orchestre che si esibivano nei teatri delle grandi città. Per questo motivo amiamo la cassa armonica. Perché è sempre stata un’architettura portatrice di valori e incubatrice di sogni che potevano davvero realizzarsi. Per Caprese Michelangelo ho pensato ad una cassa armonica che possa ospitare, durante le serate estive, le bande musicali di tutta Italia per celebrare la figura del sommo artista.
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ispirazione
geometrie
progetto
La lanterna
Il baldacchino
La cassa armonica 60
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Io sto ancora imparando Michelangelo