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ACCADEMIA DEL LEGNO

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PROGETTO PER UN’ACCADEMIA DEL LEGNO

Gruppo di lavoro: Prof. Arch. Giuseppe Pasquali Prof. Felice Ragazzo Arch. Valeria Penna


PREMESSA Atelier Appennini è un’associazione culturale che cerca di ragionare sui luoghi, di elaborare progetti e promuovere attività di ricerca che si confrontino con la tradizione e la contemporaneità. L’obiettivo è quello di evidenziare le eccellenze del nostro paese e gli elementi appartenenti alla nostra tradizione per proporre soluzioni per la valorizzazione e rivitalizzazione del territorio degli Appennini. L’Accademia del legno è uno dei progetti legati alla formazione su cui l’associazione punta per dare nuova vitalità al settore dell’artigianato, da sempre espressione del “saper fare” italiano, che in questi ultimi anni è stato poco valorizzato. Soprattutto quello che manca è un’offerta formativa in grado di trasmettere ai giovani la cultura e la preparazione necessaria ad intraprendere oggi un mestiere in maniera competitiva. Per questo l’Accademia del legno si propone di formare delle maestranze qualificate, trasmettendo non solo le conoscenze specifiche di un nobile materiale quale il legno, ma anche la passione e il valore del sapere artigianale. Una “scuola di arti e mestieri” aperta a giovani studenti, ma anche ad artigiani ed aziende già formate, che intendando conoscere tutte le possibilità offerte oggi dalle nuove tecniche di lavorazione del legno e le potenzialità reali di questo materiale. L’offerta formativa comprende vari aspetti che insieme concorrono alla realizzazione del progetto: storia del materiale e del design, conoscenza dei software per la progettazione e la prototipazione, analisi e progettazione architettonica e del design, applicazione pratica ed utilizzo dei macchinari, laboratori specifici delle lavorazioni, ecc... Un luogo creativo in cui i giovani possano creare il proprio futuro.


IDEE PER UN ACCADEMIA DELLE LAVORAZIONI DEL LEGNO Oggi il legno lo si torna ad usare per realizzare case, e non cala il suo interesse nei tradizionali settori dell’arredo e degli oggetti. I trend economici di questo settore, fortemente penalizzati dalla crisi in atto, evidenziano tuttavia tendenze positive proprio grazie alla riscoperta del legno per costruire case. Ma a fronte di tanto rinnovato fermento è calata notevolmente l’offerta formativa in grado di creare nuovi soggetti, a vario titolo impegnati, per rimpiazzare quelli che per motivi biologici escono di scena. I pochi Corsi di Laurea in Tecnologia del legno a suo tempo istituiti, sono chiusi da anni, pertanto chi ambisca una formazione specialistica di alto profilo ha difficoltà ad essere soddisfatto, se non rivolgendosi a sedi straniere. Esistono, è vero, una miriade di corsi promossi da varie associazioni di categoria, ma pur quanto talvolta siano esse pregevoli e lodevoli, si tratta pur sempre di iniziative di breve periodo, caratterizzate per circoscritte finalizzazioni, prive pertanto di quel carattere strategico che appartiene ad un livello accademico. Insegnamenti sull’applicazione del legno sono anche talvolta sfiorati la dove si insegna architettura o design, ma se nel caso dei vecchi Corsi di Laurea in Tecnologia del legno l’approccio progettuale, in senso compositivo, poteva risultare labile e incerto, qui dove si insegna architettura e design è labile e incerto il versante propriamente tecnologico del legno. Insomma, si può fotografare la situazione con le seguenti tre emergenze: - Generale affievolimento e frammentazione dell’offerta formativa legata al legno; - Forte diminuzione di un’offerta formativa di livello accademico a carattere tecnologico volta specificamente alle applicazioni del legno in architettura e design; - Evanescente offerta formativa di livello accademico la dove si insegna architettura e design in termini di legno applicato. È sulla base di queste considerazioni che si giustifica l’elaborazione di idee indirizzate a verificare l’opportunità che sorga una Accademia finalizzata a rilanciare l’interesse cognitivo in merito al legno e le sue possibili applicazioni. Gli sviluppi recenti della scienza e della tecnologia, sia in generale, sia riferendosi al materiale-legno, nonché gli sviluppi recenti in seno al mondo progettuale, sia di stampo architettonico, sia inerente al design, illuminano spazi nuovi di percorribilità che con i vecchi e consumati stereotipi sono preclusi. Per di più non è raro assistere al paradosso di illuminate ed innovative progettazioni male assecondate da rozze e inadeguate tecnologie e, viceversa, innovative tecnologie gravide di potenziali energie creative non valorizzate sul versante progettuale, se non addirittura misconosciute e snobbate. È evidente che si è di fronte ad una spaccatura che produce danni su tutti i fronti e soltanto con una unità cognitiva di ordine nuovo può essere risarcita. Così ci perde il progettista in senso creativo, ci perde il tecnologo specializzato, ci perde il produttore, ci perde il fruitore, in definitiva, per motivi più ampi, ci perde l’intera collettività. L’unità cognitiva appena accennata può essere conquistata con un soggetto formativo capace di produrre una nuova sintesi in sintonia con l’evoluzione dei tempi, ma ancora di più con l’ambizione di gettare nuova luce sui futuri assetti laddove si amministra immaginazione e si realizza produttività. Si tratterebbe di una sintesi rara, poiché orientata in direzione opposta all’ottusa tendenza alle rigide specializzazioni dei saperi universalmente deprecate. Lo scenario di un nuovo soggetto formativo lo si può delineare in molti modi. Qui, per esempio, al posto di una ortodossa relazione programmatica si è scelto la forma del dialogo tra due immaginari e innominati soggetti sensibili all’argomento. Quando sarà l’ora dell’azione certamente una circostanziata ed ortodossa relazione si imporrà. Intanto, si può assaporare l’idea immedesimandosi nelle domande e nelle risposte, per forza di cose evocative ed erratiche, di due immaginari soggetti. Per prima cosa è postulato un titolo che l’impianto formativo dovrebbe assumere. Ciò per la semplice ragione che già dal titolo molte cose possono affiorare in superficie.


ACCADEMIA PER IL LEGNO APPLICATO C’è una domanda di prodotti lignei finiti che non è adeguatamente sostenuta da un luogo formativo di alto profilo, capace di integrare l’intero arco di discipline che stanno a fondamento di questo materiale e delle sue derivazioni applicative, specialmente nel senso delle costruzioni! La contemporaneità dilata a dismisura il dato cognitivo primigenio in una selva di discipline specialistiche: biologia, botanica; dendrocronologia; entomologia; micologia; selvicoltura; sistemica; tecnologia; architettura; ingegneria; design …, determinando uno scenario via via più esteso tanto da apparire eterogeneo e dispersivo, ma che è essenziale dominare secondo una visione cognitiva unitaria. La contemporaneità, a fronte di tanta vastità, rende arduo il dominio della conseguente complessità, tanto da ridurre paradossalmente ai minimi termini la comprensione dell’intima relazione tra materia-legno e costruzione. Nel passato recente la teoria del costruire ha oscurato il legno in favore di altri materiali, i quali non sempre hanno dato risposte adeguate alle esigenze. La contemporaneità vede di nuovo il legno in una posizione di favore in virtù di una molteplicità di fattori quali: disponibilità di prodotti coltivati; tecnologie più efficienti; migliorato soddisfacimento di requisiti ambientali. E poi, le materie xilologiche, in simbiosi a quelle biologiche, assumono via via caratteri sempre più approfonditi e specialistici, quanto più si procede verso i fondamenti della conoscenza dell’esistente e ciò conferisce un carattere strategico agli studi sull’antico materiale. Il legno investe nel tempo immemorabile della conoscenza consapevole gli immaginari del pianeta a tutte le latitudini e longitudini. Gli studi storici ci mettono a disposizione una vastità di esperienze, espressione di saggezza cognitiva ed applicativa che, oltretutto, potrebbero fungere da fonte per nuovi illuminanti ed imprevedibili sviluppi applicativi che darebbero il segno di una autentica conquista di modernità. Una mappa un po’ a scala globale, un po’ incentrata sull’Italia, limitata alle sole architettura e ingegneria civile potrebbe, senza pretesa di rigore scientifico, essere così accennata: - Relazione tra legno e tempio Proto Dorico nell’antica Grecia; - Vitruvio, Trattato - Relazione tra legno e costruzioni nel vasto Mondo orientale; - Il trattato Ying zao fa shi, periodo Sung (XII sec.) ad opera di Li Jie; - L’avvio più o meno contemporaneo in Nord Europa delle Stav Chirche; - Villard de Honnecourt (solaio a pezzi corti); - Leon Battista Alberti, Trattato; - Donato Bramante, Trattato; - Vignola, Trattato; - Andrea Palladio, Trattato; - Il trattato di architettura a pezzi lignei corti Nouvelles Inventions di Philibert de l’Orme, Francia XVI secolo; - Il trattato di Carpinteria de Lazo di Diego Lopez de Arena, Spagna XVII sec.; - Vincenzo Scamozzi, Trattato; - Blondel, Trattato; - Milizia, Trattato; - Niccolò Zabaglia, Castelli e Ponti; - Trattazione del legno e le sue tecniche nell’Encyclopédie di Diderot e D’Alembert; - Nicola Cavalieri San-Bertolo, Istituzioni di Architettura statica e idraulica; - Mattia Giuseppe Sganzin, Nuovo corso completo di pubbliche costruzioni; - Giovanni Curioni, L’arte di fabbricare; - Giuseppe Musso e Giuseppe Copperi, Particolari di costruzioni murali e finimenti di fabbricati; - Luigi Cattaneo, L’arte muratoria; - Rubò, Trattato; - Jean-Baptiste Rondelet, Traité theorique et pratique de l’Art de Bâtir; - Jacques-François Blondel, Trattato; - Gustav Adolf Breymann, Trattato generale di costruzioni civili; - Togu na, la casa della parola, Repubblica del Mali; - Masciari Genoese, Trattato; - Mauale dell’Architetto; - Guglielmo Giordano, Tecnologia del legno.


LEGNO APPLICATO Il materiale legno si presta per una grande varietà di utilizzazioni: dall’uso diretto nelle costruzioni; alla realizzazione di oggetti; a vari processi chimici di estrazione (cellulosa, tannino, altri estrattivi …); a vari processi fisici di ricavo di prodotti di base per altre lavorazioni (chips, fibre, scaglie, piallacci, lane …); motivo per cui, dovendosi principalmente concernere i magisteri del progetto e del manufatto, si rende subito più chiaro il nesso tra il materiale e lo scopo formativo. Applicare il legno - disporre e comporre frammenti lignei per ogni sorta di scopo - è già in sé e per sé una chiara pulsione progettuale e costruttiva, anticipatrice di architettura, ingegneria e design. La “domanda di prodotti lignei” è da intendersi come uno spazio di mercato in cui possono trovare posizione varie gamme di prodotti lignei finiti tra cui: - Architetture integrali di legno; - Organismi architettonici parziali (pareti, solai, scale, coperture …); - Componenti mobili a scala d’architettura (infissi, serramenti …); - Componenti fissi d’arredo; - Componenti mobili d’arredo; - Oggetti. Per “prodotti lignei finiti” si deve intendere una tipologia di prodotti idonea a svolgere una funzione d’uso finale, ovvero esterna alla filiera produttiva finalizzata alle varie fasi trasformative del materiale. Si può ottenere un “prodotto ligneo finito” con molteplici modi, per esempio: - Realizzando organismi tecnologici con legno massello; - Realizzando organismi tecnologici con componenti di tipo lamellare; - Realizzando organismi tecnologici con prodotti derivati dal legno (compensati, listellati, truciolati, sfibrati, scaglie orientate, piallacci mono-orientati …); - Realizzando organismi tecnologici con componenti tipo X-Lam.


LAVORAZIONE DEL LEGNO Esistono differenze tra il legno che costituisce la materia di un albero e quello idoneo ad essere utilizzato; non tutto di un albero può essere utilizzato per costruire: va scartata la corteccia, l’alburno, i rami piccoli, le foglie, le radici, eventuali parti ammalorate o cresciute male …; ciò detto, il legno che forma un albero e che in seguito potrà essere utilizzato per costruire è “materia” composta di cellule “morte”, ma facenti parti di un organismo “vivente”; invece il materiale ligneo che dà luogo ad un prodotto finito, oggetto di una costruzione, è un materiale che deriva dal legno e, per tale ragione, definito “prodotto derivato dal legno”. I pannelli lignei che si trovano in commercio sono tipicamente dei prodotti derivati dal legno; si può fare la seguente sommaria suddivisione: - Pannelli compensati, composti da piallacci srotolati ed incollati a strati incrociati; - Pannelli detti paniforti, composti da un corpo listellare foderato da strati di piallacci srotolati; - Pannelli da piallacci mono-orientati (LVL), piallacci incollati nella stessa direzione; - Pannelli truciolari, composti di chips e resina; - Pannelli detti sfibrati (MDF, HDF), composti di fibre e resina; - Pannelli di scaglie (OSB), composti di scaglie da piallacci e resina; - Ogni sorta di tavolato, o segato; pertanto, il legno massello, per coerenza logica, va assimilato ad un prodotto derivato; - Per coerenza, vanno poi fatti rientrare nella categoria anche tutti quei prodotti speciali come p. es. i compensati curvati. Il legno si lavora in tante maniere e con svariati strumenti, ma rispettando sempre due essenziali criteri diametralmente opposti: la stereotomia e l’adduzione. La stereotomia è la pratica di lavorare il legno per asportazione di materiale tramite strumenti da taglio, come seghe, scalpelli, pialle, trapani, torni e, oggi, CNC ; l’adduzione è l’associazione permanente di più pezzi per mezzo di un collante. Si pratica la stereotomia per dimensionare i pezzi e per realizzare le giunzioni; l’adduzione è un fenomeno più complesso che comprende tanto il semplice incollaggio di pochi elementi atti a realizzare una suppellettile, quanto i più impegnativi incollaggi per realizzare pannelli di piallacci o listelli, quanto le strutture a base di lamelle, ma anche i vari tipi di pannelli composti di chips, fibre, scaglie.... Per molti lavorare il legno per molti è sinonimo di manualità ma il discorso va articolato in più punti: - È saggio coltivare elevate le capacità manuali in ragione del mantenimento di un equilibrio psico-fisico, oltre che per motivi di vantaggio operativo; - Un processo costruttivo è sempre un algoritmo operativo e le mani in tutto ciò giocano sempre un ruolo logistico essenziale; - Talvolta però dette operazioni manuali sono faticose, noiose ed anche pericolose, specialmente se sono relazionate a dispositivi meccanici, ecco allora che bisogna cautelarsi con metodi di lavoro sicuro e ciò ha avviato un processo di inseguimento della tecnica sempre più specializzato e che per svariati motivi ha introdotto concetti di automazione; - Oggi siamo al punto che se si fanno manovre sbagliate il sistema si blocca o addirittura non parte; - Nei casi più avanzati l’intera lavorazione o, addirittura, l’intero processo si sviluppa sulla base di dispositivi elettronici controllati numericamente.


“Controllati numericamente” significa che ogni azione, ogni spostamento avviene sulla base di un programma prestabilito. Per la prima volta si ottiene qualcosa di inusitato assolutamente impensabile, qualcosa che si può restringere con la semplice locuzione: “stereotomia del positivo e del negativo”. In altre parole, scavando (elettro-fresando) si può fare il concavo in un pezzo e il convesso in un altro con elevata precisione. In questo modo, per esempio, si possono fare giunzioni prima impensabili, per efficienza, per eleganza, per originalità. Si capisce al volo che così la tecnologia non costituisce un fattore ostico da mal sopportare o furbescamente aggirare, ma un potente strumento per liberare energie creative su terreni mai esplorati.

Ad esempio se in un oggetto, da un tavolo ad una casa, anziché fare giunzioni a geometria “poliedrica” come si è sempre stati costretti a fare, comunque contemplando passaggi a curvatura zero da una superficie all’altre, le si fa a geometria “a-poliedrica”, si ottiene il risultato che con l’eliminazione degli spigoli si vengono a ridurre, se non ad eliminare, le cosiddette concentrazioni di sforzo, ciò inevitabilmente porta a realizzare strutture che a parità di legno impiegato sono più robuste, oppure che a parità di resistenza sono più leggere, sottili, eleganti e, pertanto, più probabilmente belle … Questo tipo di lavorazione però per adesso non viene fatta da nessuna parte ed anche per questo l’Accademia del legno che propone Atelier Appennini è fondamentale per partire dalla conoscenza della nostra storia e progettare con gli strumenti del nostro tempo.


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ACCADEMIA DEL LEGNO by Atelier Appennini - Issuu