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'l cunàth 20 2000

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Supplemento al numero 90 de «l’Artugna»

Periodico giovanile · Anno 7 · agosto 2000 · Numero 20

L’ITALIA, IERI PAESE DI EMIGRANTI OGGI PAESE DI IMMIGRATI.

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e difficoltà economiche e l’alto accrescimento demografico dei Paesi del Sud del mondo determinano mortalità più alte rispetto ai Paesi del Nord e condizioni di vita misere. Questa situazione spinge molti abitanti dei Paesi poveri a cercare nuove possibilità di lavoro e sostentamento nei Paesi del Nord. Tutti i Paesi ricchi sono interessati in modo crescente da flussi migratori piuttosto rilevanti. Non sempre le economie dei Paesi sviluppati, caratterizzate da una forte disoccupazione, riescono ad assorbire completamente la manodopera costituita dagli immigrati. Costoro si trovano spesso ad

affrontare la disoccupazione, oltre ad altri problemi di integrazione sociale. Di fronte a queste difficoltà, le legislazioni degli stati a economia avanzata si sono indirizzate verso una limitazione dei flussi immigratori. La conseguenza di questa restrizione è stata l’immigrazione clandestina, che oggi interessa molti Paesi. L’Italia, anche per la sua posizione geografica, si trova in prima linea nell’affrontare i problemi dell’immigrazione clandestina. Il territorio italiano è in molti casi una porta d’entrata non solo per immigrati che intendono stabilirsi, ma anche per il flusso diretto verso il resto dell’Europa.

SOMMARIO

’l cunàth Paolo Signora

L’ITALIA, IERI PAESE DI EMIGRANTI, OGGI PAESE DI IMMIGRATI

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Lorenzo Smrekar

UN DARDAGHESE TRA I COSCRITTI UDINESI DEL 1833

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Marta Zambon

L’ARTUGNA IN UNGHERIA

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Gruppo A.C.G.

FESTA DIOCESANA DELL’A.C. A CONCORDIA

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FESTA DEL BAMBINO IN CARINZIA

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Marina, Alessia, Elena

A GARDALAND CON L’ARCO IRIS

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Laura e Sara

QUATTRO CHIACCHIERE CON ELENA

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Hanno collaborato Marianna Busetti, Michela Busetti Marcello Callegari, Paolo Signora, Lisa Zambon, Marta Zambon, Stefano Zambon

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L’ITALIA, IERI PAESE DI EMIGRANTI... Gli anni Novanta sono stati segnati da drammatici eventi relativi all’immigrazione di decine di migliaia di persone provenienti dall’Albania dai Paesi della sponda sud del Mediterraneo, dal Medio Oriente e dall’Asia. Questi eventi finora ci sono sembrati abbastanza lontani, perchè filtrati dai mass-media e perchè nei nostri paesi non assumono le dimensioni tipiche dei centri maggiori. Tuttavia qualche famiglia di extra comunitari si è stabilita anche nel comune di Budoia. Poichè la conoscenza può favorire l’integrazione sarà interessante pubblicare nei prossimi numeri l’esperienza di qualcuno di questi immigrati, non dimenticando che i nostri nonni sono stati a loro volta emigranti. Paolo Signora

«...In queste valli aspre, un tempo fra le più povere del povero Friuli pedemontano, gli uomini emigravano, andavano a scavare miniere o a costruire strade e ferrovie in Francia o in Siberia... ma la meta del viaggio era per tutti, ogni volta, il breve ritorno». Claudio Magris (Microcosmi), riferendosi alla Valcellina.

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Immigrati di oggi, emigranti di ieri: attratti dal miraggio di un paese ricco, intravisto sugli schermi televisivi, migliaia di albanesi si sono imbarcati alla volta delle coste italiane. Nella foto sopra il drammatico approdo nel porto di Bari della nave Vlora, con circa 10.000 persone a bordo. Un secolo fa erano gli italiani che conoscevano la durezza dell’emigrazione, cercando fortuna in Europa e in America.


UN DARDAGHESE TRA I COSCRITTI UDINESI DEL 1833

Lorenzo Smrekar si è laureato nel 1998 in Economia e Commercio presso l’Università di Udine. Nella sua tesi, intitolata «Caratteristiche biodemografiche dei coscritti udinesi nati nel 1833-1834», emergono interessanti informazioni sul servizio militare dell’epoca, e tra le liste dei coscritti si trova il nome di un nostro compaesano.

La

coscrizione obbligatoria, intesa come obbligo militare individuale, viene introdotta per la prima volta nel 1798 in Francia, in un clima di cambiamenti epocali indotto dalla rivoluzione. Le liste di leva costituiscono lo strumento per identificare i soggetti in possesso dei requisiti formali fissati dalla legge per il reclutamento e verificare la compatibilità delle loro caratteristiche (fisiche, di salute, sociali) con quelle richieste per l’assolvimento del servizio militare; la quantità e la qualità delle informazioni

inerenti i singoli coscritti sono pertanto strettamente legate alle disposizioni legislative in materia. Le più antiche liste di leva riguardanti il comune di Udine sono conservate presso l’Archivio di Stato e risalgono al periodo della Restaurazione, quando il Friuli era inglobato nel Regno LombardoVeneto, a sua volta appartenente all’Impero Asburgico. Da tale fonte, cercando di cogliere alcuni aspetti della popolazione chiamata ad assolvere gli ob-

blighi di leva, sono state prese in considerazione due coorti di giovani udinesi, i nati del 1833 e nel 1834. Analizzando i dati in possesso è emerso il nome di un nostro compaesano: Bardusco Francesco Giovanni, appartenente alla coscrizione di Sacile, nato il 20 gennaio 1833 a Dardago, figlio di Giovanni e Paolina Fran cescato «Spin». È grazie all’obbligatorietà del servizio militare se disponiamo di un censimento, le liste di leva, degli individui chiamati dalla legge alla difesa del loro stato. La coscrizione obbligatoria fu introdotta in Italia da parte francese man mano che procedevano le annessioni territoriali della Repubblica prima e dell’impero poi. Erano tenuti al servizio militare tutti i cittadini di età compresa tra i vent’anni compiuti e i venticinque ancora da compiere, e la durata della leva era di otto anni. Lorenzo Smrekar

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L’ARTUGNA IN UNGHERIA

I n occasione del ponte del primo maggio l’Artugna ha colto l’opportunità di tornare in Un ghe ria, terra già familiare, visto che alcuni anni fa siamo stati a Szombathely. Questa volta però la nostra meta non era a pochi chilometri dal confine austriaco, bensì a breve distanza dalla Romania e dall’Ucraina! Spezzare il viaggio era quindi un’esigenza improrogabile, così, dopo una nottata trascorsa in corriera, abbiamo dedicato la prima mattina ad una veloce visita alla città di Budapest. La capitale è divisa in due parti dal Danubio: da una parte sorge Buda, sede del Palazzo Reale e del Parlamento, sull’altra sponda si è sviluppata Pest, dove prevalentemente si svol ge la vita economica della città. Il pullman si è fermato nella scenografica piazza degli Eroi, dove sorge il monumento eretto nel

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1896 a ricordo della nascita della patria ungherese. Per ammirare il panorama della città siamo saliti sul bastione dei pescatori, sulla collina della Fortezza di Buda: da qui si vedono tutti e sei i ponti che collegano come altrettanti nastri le due parti della capitale.

Dopo aver pranzato in un locale tipico, accompagnati dalla mu sica di una romantica orchestrina, abbiamo affrontato le ultime quattro ore che ci dividevano da Debrecen. Abbiamo così percorso sconfinate pianure e attraversato il Tibisco, fiume che nelle settimane precedenti era stato sulle prime pagine dei giornali a causa delle inondazioni e dell’inquinamento da cianuro conseguente a un incidente in una miniera. Arrivati a destinazione, abbiamo conosciuto le nostre due accompagnatrici e ci siamo sistemati in un collegio. In serata il grup po ospitante ha organizzato una festa di benvenuto, occasione per conoscerci e danzare insieme. Domenica mattina siamo stati condotti in un mercato, dove ben pochi di noi hanno acquistato


qualcosa: qui ci siamo resi conto che, nonostante in questi ultimi anni l’Ungheria stia facendo passi da gigante per modernizzare la sua economia, permangono ancora larghe fasce di povertà, tant’è che nei mercati come questo, la gente può comprare scarpe e vestiti usati, pezzi di ricambio ottenuti da elettrodomestici non più funzionanti, ecc. Nel primo pomeriggio, sotto un sole degno dei più caldi giorni d’estate, ci siamo esibiti in una sagra locale: è stata un’esibizione un po’ rocambolesca, visto che ai nostri passi le tavole del palco dondolavano come se si fosse in barca e l’aria girava le pagine ai musicisti. In serata abbiamo can tato la Messa, a cui abbiamo partecipato più attivamente visto che il giovane sacerdote ci ha tradotto il Vangelo e le parole del Credo e del Padre Nostro erano proiettate su uno schermo a mo’ di karaoke. Così è velocemente arrivata l’ultima serata, nella quale i ragazzi di Debrecen per salutarci ci hanno portato a cena in un ristorante «italiano»: cena squisita, ma senza dubbio ungherese, cosicché alcuni nostalgici poi hanno ordinato anche una pizza. Dopo la cena e l’interminabile scambio di doni e di baci, si sono abbassate le luci e la sala si è trasformata in discoteca e anche i più restii alla fine si sono lasciati coinvolgere dal ritmo. Presto però è arrivato il coprifuoco perché l’indomani… sveglia di buonora, che si riparte! Guardando fuori dal finestrino

Nella pagina accanto. Foto sopra: l’arrivo a Budapest in Piazza degli Eroi; Foto sotto: veduta dal Bastione dei Pescatori, verso il Parlamento, sull’altra sponda del Danubio.

pensiamo che probabilmente rivedremo presto queste strade, perché in agosto ci aspetta la Romania!

Foto in alto: i ragazzi dell’Artugna come turisti e... in costume dopo aver cantato la Messa.

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FESTA DIOCESANA DELL’A.C. A CONCORDIA

Anche il gruppo giovanissimi delle nostre parrocchie ha partecipato alla festa diocesana che ogni anno conclude le attività dell’Azione Cattolica. In occasione del Giubileo, la festa aveva carattere unitario, cioè coinvolgeva ragazzi, giovani e adulti, e si è svolta a Concordia dal 26 al 28 maggio, anche se noi siamo stati presenti solo la domenica. Durante la mattinata i vari gruppi sono stati impegnati in una «Caccia al testimone», cioè

nella ricerca di persone in grado di trasmetterci la loro esperienza in svariati campi della vita, dal lavoro allo sport, dalla vita di coppia, al volontariato: si trattava di testimonianze diverse, ma tutte accomunate dalla gioia con cui queste attività vengono vissute, gioia che proviene dalla presenza di Dio in ogni aspetto della vita. Dopo la Messa, celebrata davanti alla Cattedrale, abbiamo fatto appena in tempo a consumare il pranzo al sacco, che un improvviso acquazzone ci ha costretti a

precipitarci verso il Pa lazzetto dello Sport: qui erano organizzate una tombola, i cui premi erano buoni acquisto per prodotti del Commercio equo e solidale, e una lotteria per raccogliere fondi per la costruzione di una cappella presso la casa alpina di Cimolais, dove usualmente si svolgono i campi estivi dell’ A. C. Gruppo A.C.G.

FESTA DEL BAMBINO IN CARINZIA

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abato 18 giugno centinaia di bambini di varie nazionalità si sono incontrati nella pittoresca città di Portschach, sulla riva del lago di Velden (Austria), per divertirsi insieme e mostrare le tradizioni dei rispettivi paesi. Tra gli Italiani c’erano anche i componenti più giovani del gruppo Artugna, orgogliosi di sfilare con la bandiera italiana, quella del Friuli e il nostro stendardo. Alla manifestazione ha presenziato anche il presidente della Carinzia, Joerge Haider, che ha posato in una foto ricordo insieme a noi. La stupenda giornata di sole ci ha lasciati senza parole davanti all’incantevole bellezza del lago. Nel pomeriggio abbiamo lasciato

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a malincuore questo paesaggio da favola, dove ognuno avrebbe voluto essere al posto dei numerosi turisti che si godevano le vacanze.

Nella foto: in posa sulla suggestiva cornice del lago di Velden.


A GARDALAND CON L’ARCO IRIS

P er un’idea nata dal coro «Arco Iris» è stata organizzata una gita a Gardaland. Hanno partecipato alcuni ragazzi del coro, genitori e amici. Si è così formato un gruppo di 50 persone che, nel primo mattino di sabato 8 luglio, si è radunato in piazza a Budoia per partire in corriera alla volta del Parco. Dopo circa due ore e mezza di viaggio, siamo arrivati alla meta tanto attesa. Qui il gruppo si è diviso ed ognuno ha raggiunto l’attrazione che preferiva; ci siamo ritrovati all’ora di pranzo. Tutti sono stati subito coinvolti dalla magica atmosfera di Gardaland e ben presto, sia grandi

che piccoli, si sono lasciati trasportare dalle incredibili emozioni che le attrazioni regalavano. Anche la fortuna è stata dalla nostra par te, infatti il sole ci ha fatto compagnia fino all’ora della partenza, quando un temporale ci ha accompagnati nel viaggio di ritorno. Per noi Gardaland è stato un luogo di incontro in cui, oltre a divertirci tantissimo, abbiamo potuto conoscerci meglio.

Un’avventura così non potremo dimenticarla facilmente. Ci auguriamo che questo tipo di iniziative si ripetano più spesso. Marina, Alessia, Elena

Nella foto: alcuni bambini del coro davanti al mitico orologio di Gardaland, dove si vorrebbe che il tempo non passasse mai.

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QUATTRO CHIACCHIERE CON ELENA

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uriose delle attività svolte al Progetto Giovani di Budoia, abbiamo intervistato la responsabile Elena Sanchini. Elena si è presentata come una ragazza di 26 anni di Polcenigo, che dall’ottobre del ‘96 ha dato il via al Progetto nel nostro comune. Quello di fare l’animatrice al Progetto Giovani non è il suo unico lavoro, infatti è maestra. Il programma delle iniziative che si sono svolte da Pasqua fino ad ora è stato molto intenso. A giugno hanno avuto luogo i tornei di «Progetto Esportati» con la partecipazione dei PG di Aviano, Budoia, Caneva, Polcenigo, Sacile; i ragazzi di Budoia si incontravano ogni mercoledì per prepararsi al meglio negli sport: basket, calcio, pallavolo e ping-pong. Per formare una vera squadra sono state realizzate dai ragazzi delle magliette. Il Progetto metteva a disposizione le magliette, l’uso del computer e delle mascherine da stencil per dar sfogo alla creatività degli improvvisati artisti. Nel torneo di Fiaschetti del 24 giugno i nostri giovani si sono classificati al primo posto nel calcio dei più grandi e al terzo posto in quello dei più piccoli; inoltre Fabio Del Maschio si è aggiudicato il secondo posto nel gioco del ping-pong. Oltre a ciò nei mesi di maggio-giugno è stato allestito un cinema dove sono stati proiettati i film «Il sesto senso», «Mai stata baciata» e «Star Warsla minaccia fantasma».

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Nei giorni degli Europei il Progetto mandava in onda tutte le partite dell’Italia mescolando in un’unica stanza tutte le emozioni, i sorrisi ma anche le lacrime (ahimè), dei giovani che si ritrovavano per passare qualche ora in compagnia. Le idee in cantiere per un prossimo futuro sono quelle di fare altre magliette, di trascorrere una giornata insieme a Gardaland alla fine di agosto e assistere ai con certi or ganizzati dai PG di A v i a n o, Budoia, Ca neva, Pol ce nigo e Sa cile. Come ultima cosa Elena ci ha ricordato gli orari del Progetto: il lunedì, il merco-

ledì e il giovedì dalle 17.00 alle 19.00 dove si può giocare, utilizzare il computer, fare diverse attività, come quella di creare magliette, chiacchierare e soprattutto divertirsi. Laura e Sara


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