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Supplemento al numero 91 de «l’Artugna»

Periodico giovanile · Anno 7 · dicembre 2000 · Numero 21

IL TESORO DI ALBERTINA

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a alcuni anni a Budoia vive una persona che tutti ormai conoscono, visto che subito è diventata una delle più attive e impegnate in parrocchia. Albertina, arrivata dallo Zaire, appartiene ad un gruppo di volontari inizialmente operanti solo nella terra d’origine: questa nazione, sconvolta dalla guerra, negli ultimi anni è caratterizzata da una crescente povertà, anche se gli abitanti cercano di vivere con dignità senza rivelare la propria condizione. In realtà c’è bisogno di aiuto: il gruppo di Albertina si impegna a garantire assistenza e istruzione ai bambini, permettendo così alle mamme di andare a lavorare. Alla base del l’at tività c’è una profonda spiritualità:

sono ritenute fondamentali la preghiera e la penitenza per aiutare Cristo a sorreggere la Croce dei numerosi mali che affliggono il mondo. Ciò però non genera tristezza, ma gioia e operosità. Albertina ci ha descritto i progetti per il futuro: in Zaire è stato acquistato un terreno, dove, con l’aiuto della Provvidenza, verranno edificati una scuola e un ambulatorio, nei quali i volontari metteranno a servizio la loro professionalità. Inoltre il grup po vuole portare la sua opera anche fuori dai confini dello Zaire, anche nei paesi sviluppati, man tenendo l’at ten zione per i più bisognosi, dedicandosi all’assistenza degli anziani, dei bambini

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SOMMARIO Marta Zambon

IL TESORO DI ALBERTINA

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Milena Bocus

DENIS, CAMPIONE DEL MONDO DI BOCCE

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Sara Zambon

ROMANIA, UN SALTO NEL TEMPO

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Chiara e Laura Janna

BARI, NON C’È DUE SENZA TRE

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I ragazzi del Progetto Giovani

LA LUNGA ESTATE DEL PROGETTO GIOVANI

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LA POSTA DE ’L CUNÀTH

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Hanno collaborato Milena Bocus, Chiara e Laura Janna, Marta Zambon, Sara Zambon, Stefano Zambon

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Le nostre comunità sono liete di accoglierli, visto che essi vogliono integrarsi e partecipare alla vita delle parrocchie dell’unità pastorale, trasmettendo la loro gioia e il loro entusiasmo. Albertina il 15 agosto è stata protagonista della cerimonia della Vestizione, per compiere la sua opera donandosi incondizionatamente a Dio. Marta Zambon

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con genitori che devono lavorare e non si possono permettere la spesa di un asilo nido, ecc. Per avere una buona formazione teologica o professionale Albertina ha pensato all’opportunità di far soggiornare alcuni giovani componenti del gruppo in Italia: nonostante gli ostacoli che pragmaticamente sembravano insuperabili, presto arriveranno a Budoia 5 ragazze, e alla Santissima 5 ragazzi.

Albertina, nel giorno della Vestizione, assieme ai parenti.

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DENIS, CAMPIONE DEL MONDO DI BOCCE

Il suo nome è presente sempre più spesso nelle cronache sportive dei nostri giornali, ma per la sua riservatezza, in paese non si vede di frequente. Siccome a Dardago si sta facendo strada un vero e proprio campione, abbiamo deciso di intervistarlo.

A quanti anni hai cominciato a giocare a bocce? Ho incominciato a giocare nel 1987 all’età di 6 anni. Come mai hai scelto proprio questo sport? Ho scelto lo sport delle bocce perché seguivo mio fratello che giocava con la società Da Renè di Budoia. Potresti descrivere il cammino che hai fatto? Nel 1987 sono arrivato 2° al campionato italiano categoria

«esordienti» a Fossano (Cn). Nel 1990 3° ai campionati italiani categoria «esordienti» a La Spezia e Fossano (Cn). Nel 1993 sono stato il 1° classificato al campionato italiano di società categoria «ragazzi» a Aosta. Nel 1994 sono arrivato 3° a Sassari e sono stato convocato in nazionale categoria «ragazzi». Nel 1997 al campionato italiano a Saluzzo mi sono classificato 1° nel tiro a coppie categoria «al-

lievi» e 2° nel tiro a terne e pta. Inoltre sono arrivato 3° al campionato italiano navette a Conegliano, e 1° all’Umbria Giovani (Terni). Nel 1998 ho conquistato il 1° posto al campionato italiano coppie categoria «allievi» a Saluzzo e al campionato italiano di società categoria «allievi» a Genova; al campionato italiano di Fagagna mi sono classificato 2° nel tiro tecnico e 3° nelle navette categoria «allievi». Ho anche ricevuto la convocazione nella nazionale allievi. Nel 1999 sono stato il 1° classificato al campionato italiano tiro tecnico a Ventimiglia, e il 2° al campionato italiano individuale a Chieti; a febbraio ad Asti ho segnato il record mondiale tiro tecnico punti 58 categoria «allievi». In novembre sono diventato campione mondiale nel tiro a coppie e mi sono classificato 2° nel tiro

Denis (a sinistra) assieme al cugino, anche lui giovane talento.

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tecnico ai campionati mondiali categoria «allievi» in Francia. Quest’anno sono stato campione mondiale nel tiro tecnico (novembre) a Aosta. Qual è oggi la tua squadra, quando ti alleni, in quanti siete? La mia squadra è la Qua drifoglio di Fagagna (Ud), mi alleno una volta alla settimana il giovedì dalle ore 19,30 alle ore 22,30; gli iscritti alla società tra le varie categorie - femminile, A,B,C, allievi e ragazzi - sono 78 di cui 15 tra i 10-23 anni. Quali sono le più grandi soddisfazioni che ti hanno dato le bocce, le esperienze e i ricordi più belli? Ogni gara vinta è una soddisfazione e le più importanti sono state tutti i campionati italiani e l’aver sentito l’inno d’Italia che suonava per le mie vittorie nei due titoli mondiali. Il ricordo più interessante è stato l’anno scorso al mondiale allievi: è iniziato a Casablanca, in Marocco, ma per la morte del re è stato sospeso, e ripreso in Francia ho vinto il mondiale in casa dei francesi, che sono gli eterni rivali degli italiani. C’è qualche sacrificio che devi fare per questo sport? Cosa ti costa di più? Quando si raggiungono dei traguardi importanti i sacrifici passano in secondo piano. Sei appassionato anche di altri sport? Quali? Sono un appassionato di tutti

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gli sport in generale, calcio, tennis, ciclismo, ecc. I successi che hai ottenuto hanno influito in qualche modo sul tuo carattere? Come? Il partecipare alle competizioni nazionali ed internazionali mi ha insegnato ad effettuare delle scelte con maggior sicurezza. Qual è il tuo rapporto con il pubblico e i mass media? Il gioco delle bocce è uno sport minore e il rapporto con i mass media è limitato a qualche evento eccezionale, mentre con il pubblico ho un ottimo feeling. Ti sembra che le bocce meriterebbero maggior interesse da parte dei mass media? I mass media seguono gli sport dove c’è un giro di denaro di svariati miliardi, pertanto è impensabile che intervangano in uno sport minore come le bocce: noi dobbiamo accontentarci che ne parlino i giornali e le televisioni locali. Che progetti o sogni hai per il futuro? Per il futuro spero di entrare a far parte della nazionale maggiore e vincere qualche titolo mondiale. Quando hai cominciato questo sport l’hai preso per gioco o subito aspiravi a quello che sei diventato ora? Quando ho incominciato a giocare a bocce l’ho fatto solo per gioco. a cura di Milena Bocus

Nella pagina accanto: il gruppo Artugna e la piazza di Cluj Napoca.


ROMANIA, UN SALTO NEL TEMPO

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erso la metà di agosto noi dell’Artugna siamo arrivati a portare il folklore friulano addirittura in Transilvania, regione centrale della Romania. Siamo partiti nel tardo pomeriggio dell’11 agosto alla volta di Tarvisio, Graz, Budapest; all’ora di pranzo del giorno seguente siamo giunti a Cluj Napoca dove ci siamo rifocillati ed infine, siamo arrivati alla nostra destinazione finale: Campia Turzii. Il viaggio è durato più di venti ore, incorporando in queste le diverse tappe e la lunghissima sosta alla frontiera tra l’Ungheria e la Romania. Nella serata del 12 agosto non erano previste esibizioni così abbiamo potuto riposarci (cosa molto rara nelle trasferte dell’Artugna!). Nella mattinata di domenica ci siamo recati nella città di Cluj Napoca dove abbiamo accompagnato la messa con i nostri canti, nella chiesa dei Frati Cappuccini. In Romania i cristiani cattolici sono una minoranza perché le religioni prevalenti sono quella ortodossa o quella protestante. Quindi nel pomeriggio abbiamo visitato la grotta salina di Ludus. È documentato che la grotta veniva usufruita già dal tempo dei romani. Ora, dall’inizio del secolo, ha solamente lo scopo turistico e… d’intrattenimento, infatti, in una delle campane, dove si estraeva il sale a 90 metri di profondità, vengono svolti

dei concerti. Per lasciare un segno anche a tali profondità anche noi abbiamo effettuato un’improvvisazione e ci siamo esibiti con alcuni canti. Nella serata eravamo impegnati in una rassegna folkloristica assieme al gruppo rumeno. Il giorno seguente abbiamo sfilato per le vie di Campia Turzii e abbiamo concluso con uno spettacolo. Quindi siamo ripartiti per la via di casa, dopo aver sostato in uno dei tanti poveri mercatini ai bordi della strada. La cosa che più ci ha colpito, in questo viaggio, era l’estrema povertà che regnava in quelle cittadine lontane dalla più moderna Cluj Napoca. Sembrava, infatti, di essere ritornati indietro nella storia italiana di circa 50 anni, dove la gente aveva perso le proprie ricchezze durante la seconda guerra mondiale. Un «mezzo di traspor-

to» piuttosto diffuso era un carretto, con sopra un’intera famiglia, trainato da un cavallo. Ancora più sconcertante era vedere come i bambini affamati se ne stavano fuori dai ristoranti ad aspettare gli avanzi di pane che la gente lasciava sui tavoli. Era anche triste vedere come i bambini ci guardavano e guardavano la nostra corriera come se non avessero mai visto nulla di simile. Certo questa trasferta è stata molto importante per noi se non altro perché ci ha dato e ci dà uno spunto per riflettere. Sara Zambon

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BARI: NON C’È DUE SENZA TRE

Quando ci è stato proposto di scrivere questo articolo sulla trasferta, ormai quasi usuale, dell’Artugna a Bari in occasione dei festeggiamenti per la Madonna del Rosario, abbiamo pensato di provare a trasmettere le sensazioni derivanti dallo stare in gruppo, e soprattutto in un gruppo come l’Artugna: questo forse nella speranza di invitare i «piccoli», ma anche i ragazzi e i genitori di Dardago, Budoia e Santa Lucia, ad iniziare un’avventura che li farebbe senz’altro diventare più ricchi interiormente. Siamo partiti venerdì 29 settembre dai classici punti di ritrovo di Roveredo e Budoia, preparati ad affrontare la notte, sicuramente insonne, in corriera. Le nostre aspettative si sono infatti rivelate giuste, anche perché quando si viaggia con i propri amici, chi ha voglia di dormire? La mattina, arrivati ormai in Puglia, abbiamo sostato nel magnifico paese di Alberobello, in cui si possono ammirare delle antiche e particolari costruzioni: i «trulli», oggi monumenti nazionali e ormai quasi tutti adibiti alla vendita di souvenirs, vendita alla quale, come di rito, noi «artugnosi» non ci siamo sottratti, anche per poter portare a casa una piccola parte della nostra visita. Arrivati a Bari per ora di pranzo, siamo stati accolti da Mon signor Talacci e ci siamo successivamente recati alla casa dei

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Missionari Comboniani dove siamo stati alloggiati. Nel tardo pomeriggio, prendendo parte ai Vespri e a una particolare processione in onore della Madonna del Rosario, abbiamo notato con quanta devozione i baresi si rivolgano alla loro Patrona. Fatta una veloce cena e le rituali prove, ci siamo esibiti nel nostro repertorio di danze folcloristiche nel parco di fronte alla chiesa di S. Maria. Al di là del successo ottenuto nella nostra esibizione e del calore che il pubblico ci ha riservato, anche in questa occasione ci siamo sentiti orgogliosi di portare il folclore fuori dai nostri confini regionali. La domenica mattina abbiamo

partecipato con i nostri canti alla Messa Solenne all’aperto, al termine della quale abbiamo riproposto due balli per salutare i numerosi fedeli che si sono fermati sotto il palco allestito per la cerimonia. Dopo pranzo siamo ripartiti alla volta del Friuli, dove ci aspettavano le nostre famiglie… e purtroppo anche la scuola! Concludendo, speriamo di essere riuscite, almeno in minima parte, a trasmettervi le sensazioni importanti che l’Artugna ci ha regalato e, senz’altro, continuerà a regalare. Per riallacciarci alla precedente considerazione, diciamo ai nostri coetanei: «Provare (con pazienza e continuità) per credere!». Chiara e Laura Janna

Veduta di Alberobello


LA LUNGA ESTATE DEL PROGETTO GIOVANI

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’estate del Progetto Giovani è iniziata con i «Tornei Esportati» che, quest’anno, si sono svolti a Fiaschetti di Caneva sabato 24 giugno 2000. Oltre alle nostre squadre di calcetto a 5 under ed over 15 anni e a quella di ping pong, c’erano quelle dei Progetti Giovani di Aviano, Caneva, Polcenigo e Sacile. Una «valanga» sono state le coppe vinte: primi nel calcetto over 15; terzi nel calcetto under 15 e secondi nel torneo di ping pong. Per l’occasione sono state realizzate delle magliette con il computer sia per i giocatori delle squadre che per le «tifose!». I «Tornei Esportati» sono ormai diventati un appuntamento annuale tra tutti i Progetti Giovani dell’Ambito; esso è itinerante poiché si sposta da Comune a Comune per favorire la partecipazione di molti giovani di questi paesi. Dopo una pausa per le vacanze estive il Progetto ha organizzato un’altra uscita …. a GARDALAND. Ogni anno il Progetto Giovani organizza una gita ad un parco divertimenti italiano; l’anno scorso era la volta di quello di Mirabilandia. Martedì 29 agosto siamo partiti da Budoia e da Polcenigo per raggiungere il mitico parco dei divertimenti. Tutto il giorno è stato un susse-

guirsi di forti emozioni su giostre «da paura» come Space Vertigo, Blue Tornado, Jungle Rapids e tante altre attrazioni. Ognuno ha potuto così provare il suo livello di coraggio affrontando sfide sempre più impegnative e divertenti. La giornata, anche se lunga, si è conclusa senza intoppi e ci ha permesso di trascorrere parecchie ore all’insegna dell’allegria e del divertimento Durante la Sagra dei Funghi, come da diversi anni, si sono esi-

biti in concerto alcuni gruppi giovanili di musica rock, punk e hard-core ap partenenti al Progetto Giovani di Budoia e dei Comuni vicini. Il tutto è avvenuto giovedì 14 settembre sotto il capannone della sagra ed è stato denominato il «Mushroom’s festival». I gruppi partecipanti erano quattro: i «Suono fuori», gli «Slakkkay», i «Nel Silenzio» e i «The Dust»; tutti presentavano brani di propria

Alcune immagini dell’estate del Progetto Giovani

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LA POSTA DE ’L CUNÀTH

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creazione che sono stati molto apprezzati dai giovani presenti alla manifestazione musicale. Per l’occasione la Pro Loco di Budoia ha organizzato uno snack bar dove hanno dato una mano anche alcuni giovani del paese. Martedì 31 ottobre è stata la data della mitica festa di Hal loween passata al Centro Giovani. Dalle ore 21 alle ore 24 circa il Centro è stato aperto a noi ragazzi per festeggiare ins i e m e questo avvenimento. Il Centro è stato addobbato con stelle filanti nere ed arancioni, ghirlande di pipistrelli, zucche e cartelloni luminosi. Durante la serata abbiamo guardato il film horror «Hanting-presenze» ed abbiamo bevuto e mangiato. Qualcuno si è mascherato: chi da alieno, chi da scimmia, chi da killer e quanto altro. Per domenica 3 dicembre il Progetto Giovani ha organizzato una gita a Villach (Austria) per ragazzi ed adulti. Abbiamo nuotato nelle calde acque delle terme e nel pomeriggio abbiamo visitato il tradizionale mercatino natalizio di Villach. Anche questa è una iniziativa che viene ripetuta da due anni, che secondo noi unisce ragazzi ed adulti in questo particolare periodo dell’anno. I ragazzi del Progetto Giovani

spettabile redazione, apprezzo molto il «nostro» periodico, ed apprezzo molto l'inserto riservato ai giovani. Secondo me sarebbe molto interessante che tale inserto offrisse uno spazio affinché chiunque volesse, potesse esprimere le proprie idee, i propri progetti, i propri sogni. Insomma tutto ciò che si sente di comunicare ad altri giovani. Forse ciò aiuterebbe molti ragazzi ad aprirsi, a confidare ciò che turba loro o ciò che secondo loro sarebbe giusto o non giusto fare. Sperando di esservi stato utile, Vi ringrazio per l'attenzione e Vi porgo i miei più cordiali saluti. Pierluigi Gaspardo

Caro Pierluigi, ti ringraziamo per il tuo consiglio, che accogliamo con entusiasmo. Rilanciamo la tua proposta a tutti i giovani lettori de ‘l Cunath, ricordando che in queste pagine c’è posto non solo per le lettere, ma per articoli di ogni genere, quindi aspettiamo con fiducia ogni tipo di intervento e collaborazione.


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