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'l cunàth 18 1999

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Supplemento al numero 88 de «l’Artugna»

Periodico giovanile · Anno 6 · dicembre 1999 · Numero 18

PERCHÉ IL 2000 SIA UN ANNO DI GIUSTIZIA

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lle porte del 2000 il mondo è diviso tra coloro che hanno molto e coloro che non hanno di che vivere: infatti, il 20% della popolazione mondiale consuma circa l’80% della risorse della terra, mentre il restante 80% della popolazione mondiale può consumare soltanto il 20%. I primi si concentrano soprattutto in quello che viene definito «NORD», mentre gli altri vivono nella parte chiamata altrettanto convenzionalmente «SUD». Il tema dell’incontro zonale dell’A.C.G., il 27 novembre 1999, tenutosi a Rorai Piccolo, ci ha aiutato a porci alcune domande: «Quale futuro possiamo immaginarci se continuiamo così? Quale idea abbiamo degli uomini e delle donne del sud del mondo? Conosciamo l’esistenza degli esorbitanti debiti che gravano sui paesi del sud? Questi debiti esistono

perché i paesi del sud sono incapaci, non hanno voglia di lavorare...o ci sono altre ragioni?» Queste domande sono particolarmente attuali ora che ci avviciniamo al 2000, anno del Giubileo. Fin dall’antichità l’anno giubilare ha rappresentato l’occasione per ristabilire la giustizia, in un’ottica di fraternità e attenzione per i più deboli. Per questo oggi anche la Chiesa si impegna in un grande progetto: la remissione del debito ai paesi del Terzo Mondo. Due volontarie della bottega equo-solidale «L’Altra Metà» ci hanno illustrato il problema, incoraggiando le nostre riflessioni e suggerendoci di pensare a come dare il nostro contributo per cambiare la nostra mentalità e quella di chi ci sta intorno, per far sì che qualcosa possa cambiare. 2 «giovanissime» A.C.

’l cunàth

SOMMARIO 2 giovanissime A.C.

PERCHÉ IL 2000 SIA UN ANNO DI GIUSTIZIA

ARCO - IRIS

DON ITALICO: VORREMMO DIRTI

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Pierluigi Ceccato

SOGGIORNO A CLAUT

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Gianni Ghiani

L’A.C.: UN TALENTO PER LA COMUNITÁ

Marta Zambon

IL PICCOLO PRINCIPE AL CAMPO GIOVANISSIMI

Paolo Signora

NUOVA RECLUTA AL CAMPO DI A.C.

Sara e Valeria Alessandro Balla Noi tre

L’ESTATE DEL PROGETTO GIOVANI

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Sara Zambon

VIAGGIO IN SPAGNA

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Hanno collaborato Elena Carlon, Michela Carlon, Paolo Signora, Marta Zambon Stefano Zambon

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DON ITALICO: VORREMMO DIRTI…

Inaspettatamente e improvvisamente alla fine di ottobre ci è stata data la notizia che don Italico non sarebbe più stato il nostro parroco. Vista l’inequivocabilità della situazione non ci è rimasto altro che rimescolare sentimenti di rabbia, rassegnazione, incredulità, rammarico e nostalgia. Tuttavia vogliamo superare questa prima reazione e rimboccarci le maniche affinché l’impegno di don Italico nei confronti di noi giovani non sia stato vano. Con questo spirito, per ringraziarlo (non per dirgli addio) riportiamo i pensieri più spontanei dei bambini del coro Arco Iris, nato proprio grazie alla volontà di don Italico.

Caro don Italico, grazie perché mi hai insegnato che il canto è gioia ed io ho condiviso questa gioia assieme a te e a tanti miei amici. Spero che ovunque andrai ci saranno tanti bambini con te. Fabio Carlon Caro don Italico, a Gesù hanno fatto di peggio ...Con affetto Andrea Carlon Don Italico, la tua presenza in queste parrocchie è stata molto importante. Grazie di tutto!!! Silvia Del Maschio Grazie di essere «apparso» in questo paese e aver cercato di creare qualcosa per noi ragazzi che prima non c’era. Peccato che sia stato per breve tempo. La promessa è di portare avanti quello che abbiamo iniziato insieme. Alessia Guadagnini, Francesca Carnio Caro don Italico, mi dispiace tanto che tu non sia più il parroco

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di Budoia; spero tanto che tu non ti dimentichi di me a dei ragazzi del coro Arco Iris. Silvia Signora Ciao don Italico, non dimenticherò mai tutto quello che hai fatto per noi. Yuri Bocus Ciao. Tanti saluti per don Italico da Francesco Carlon Caro don Italico grazie per tutto quello che hai fatto e soprat-

tutto per quello che hai lasciato in tutti noi e nei nostri cuori. Alessia Quaia Caro don Italico, io voglio unire la mia voce assieme a quella di tutti gli altri bambini in un canto di ringraziamento per te, per il tuo entusiasmo e per la tua gioia. Marina Carlon Caro don Italico, ricordati sempre del coro Arco Iris che tu hai fondato con pazienza. Ciao. Cristian Busetti Caro don Italico ti ringrazio per la tua gentilezza e le tue semplici parole. Matteo Fucci Caro don Italico, mi dispiace non aver fatto la Comunione con te perché eri un bravo insegnante. Francesca Lucia Don Italico, per me e credo per tutti, lei è stato un sacerdote meraviglioso, pieno di vita e di allegria da trasmettere agli altri. Questi anni passati con lei sono indimenticabili. Non mi scorderò mai di lei!!! Giulia Bravin Caro don Italico, quando canto penso sempre a te. Matteo Signora Ti ricordiamo come lo splendore dell’arcobaleno. Valerio e Dario Adore

BEN ARRIVATO DON ADEL Cogliamo l’occasione per rivolgere i nostri migliori auguri a don Adel, che da alcune settimane guida il nostro cammino. Certi di poterci arricchire a vicenda grazie alle esperienze di ciascuno di noi, gli garantiamo la nostra collaborazione.


SOGGIORNO ESTIVO A CLAUT

L’A.C.: UN TALENTO PER LA COMUNITÁ

Con piacere scrivo a voi soci

Tra il 27 Giugno e 11 Luglio, presso l’Ostello della Gioventù di Claut, si è svolto un soggiorno estivo per i ragazzi tra i sei ed i quindici anni delle parrocchie di Santa Lucia, Budoia, Dardago, Roveredo, Vigonovo, Nave. L’Os tel lo della Gioventù è una struttura dotata di campo da calcio e pineta; vi è un ampio porticato ed è munita di due grandi camerate, mensa, docce ed anche una cappella. In questo periodo sono state organizzate bellissime passeggiate; molte giornate le abbiamo passate all’Ostello giocando vari tornei organizzati da noi (calcio, pallavolo, carte, gincana, caccia al tesoro, dama, calcetto da tavolo). Durante la permanenza siamo stati «sorvegliati» da Don Olivo, Davide, Gabriele, Andrea, e due ragazzi della nostra età che hanno dato una mano nell’organizzazione delle attività. Nel periodo di soggiorno ho conosciuto i ragazzi delle altre parrocchie ed in particolare quelli della mia squadra con i quali si è stretto un solido rapporto e nonostante alcune immancabili divergenze, siamo andati d’accordo riuscendo a vincere almeno due dei sette tornei proposti, ovvero quelli di carte e di gincana, e giungendo alle finali di quello di palla a volo; con loro ho anche apparecchiato e sparecchiato la mensa a turno con gli altri gruppi. Pierluigi Ceccato

e simpatizzanti dell’Azione Cattolica di Budoia, realtà giovane fatta di giovani che da poco hanno scoperto il gusto di appartenere alla Chiesa e di servirla secondo le modalità proposte dall’Asso-ciazione. Un’opportunità da voi colta grazie all’invito gioioso e convinto che don Italico Gerometta vi ha fatto all’inizio del suo incarico a Budoia. Pur nella sua breve permanenza don Italico ha gettato molti semi buoni nella comunità: uno di questi è stato proprio la nascita di un gruppo di giovani di Azione Cattolica. Tocca a voi, ora, con l’aiuto del nuovo parroco don Adel cominciare a coltivare questa appartenenza con pazienza e costanza, continuando a riunirvi per ascoltare e meditare assieme la Parola così da aumentare la fede, mettendovi al servizio dei fratelli e contribuendo alla crescita della vostra comunità parrocchiale con l’esempio e lo spirito di collaborazione. La vostra adesione sia segno concreto di un impegno personale e di gruppo nel contesto ecclesiale (a livello parrocchiale e diocesano) e sociale (a scuola, nel lavoro, nel tempo libero…). Il mio augurio è che possiate dire anche in futuro come fece Carlo Carretto formidabile figura di laico cristiano già responsabile nazionale di AC: “La mia fortuna è stata che ho incontrato l’AC. L’AC è diventata la mia piccola chiesa,

dove ho potuto, con un gruppo di amici, fare insieme un cammino di fede; soprattutto vivere un cristianesimo più maturo, una cultura religiosa più approfondita. (…) Per me l’AC fu la piccola chiesa che mi aiutò a capire la grande chiesa e a restare in essa. Mi prese per mano, camminò con me, mi nutrì della Parola, mi diede l’amicizia, mi insegnò a lottare, mi fece conoscere il Cristo, mi inserì vivente in una realtà vivente». Lavorate senza la pretesa di vedere immediatamente i frutti in voi e negli altri, cercate di avere cura dell’AC, sviluppandola pian piano in tutti gli archi di età (dai ragazzi agli adulti), perché si è significativi e si dura a lungo diventando Associazione completa e siate consapevoli che, come diceva Vittorio Bachelet (un altro grande protagonista dell’Associazione), “Noi serviamo l’AC non poi perché ci interessa di fare grande l’AC, noi serviamo l’AC perché ci interessa di rendere nella Chiesa il servizio che ci è chiesto per tutti i fratelli». Con stima e affetto, vi auguro buon cammino associativo. Il Presidente Diocesano Giovanni Ghiani

Lo slogan per l’anno 1999 · 2000

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CAMPI ESTIVI A.C.G.

IL PICCOLO PRINCIPE AL CAMPO GIOVANISSIMI

Nell’ultima settimana di luglio anche quattro giovanissimi del nuovo gruppo ACG di Budoia, Dardago e S. Lucia hanno partecipato al Campo Scuola diocesano a Cimolais, presso la Casa Alpina, suggestivo ritrovo poco distante dal Passo S. Osvaldo. Oltre a noi erano presenti ragazzi provenienti dalle parrocchie di Fontanafredda, Prata e Sum maga. Ogni gruppo parrocchiale era accompagnato da un proprio animatore; per tutti l’assistente spirituale era don Italico, quindi anche sotto questo punto di vista ci siamo trovati particolarmente a nostro agio. L’idea di fondo della settimana era il concetto che «l’essenziale è invisibile agli occhi», come è scritto ne «Il piccolo principe», storia che ben si adattava al nostro tema e che ci ha accompagnati per tutta la settimana. Attorno a questa idea erano programmate le varie attività, che svolgevamo insieme o nei gruppi di lavoro. Tra gli interventi esterni sono venuti Michela, una psicologa che ci ha dato degli spunti per imparare meglio ad ascoltare noi stessi e gli altri, e Gualtiero, che appartiene all’associazione per i diritti umani «Amnesty International». Il mercoledì la pioggia non è riuscita ad impedire la tradizionale escursione, che così è sembrata

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ancora più avventurosa. Ogni giorno non mancavano i momenti di spiritualità e preghiera, che pur essendo stati più numerosi di quanto previsto dai giovanissimi, sono risultati tutt’altro che pesanti. Ovviamente questa settimana rimarrà impressa soprattutto per i momenti di socializzazione, che hanno permesso la nascita di tante

nuove amicizie, tant’è che alcuni di noi si sono ritrovati con piacere in occasione della Festa dei Funghi e della «pizza di Campo» che si è tenuta a novembre a Prata. Questa esperienza ci ha fatto capire meglio quale sia lo spirito dell’Azione Cattolica e ci è servita da stimolo per intraprendere un nuovo anno di cammino ACG. Marta Zambon

Con il Piccolo Principe abbiamo scoperto che «non si vede bene che col cuore. L’essenziale é invisibile agli occhi».


NUOVA RECLUTA AL CAMPO SCUOLA DI A.C.

Anche quest'anno c'è stata una nuova recluta per il Campo Scuola diocesano per la formazione di animatori ed educatori di Azione Cattolica. Il tutto si è svolto nella Casa Alpina di Ci molais nella settimana dal 23 al 29 Agosto. Il lunedì mattina ci siamo tutti ritrovati nella piazza di Cimolais e qui ho potuto fare conoscenza con gli altri miei amici che mi avrebbero accompagnato per tutta la settimana. Ovvia mente per stringere amicizia non abbiamo utilizzato i metodi tradizionali, ossia una semplice presentazione ed una stretta di mano, anzi il tutto si è svolto giocando. Subito dopo le presentazioni i nostri animatori ci hanno invitato ad iniziare la strada verso la Casa Alpina, la quale era a circa 3 km da Cimolais, l'arrivo alla nostra casa è stato alle 13.00, facendo così arrabbiare la cuoca: questa sarà una costante di tutta la settimana. Le attività che venivano svolte erano molteplici: ogni giorno un relatore veniva a parlarci sui metodi di Azione Cattolica e i nostri animatori avevano organizzato quattro laboratori (musica, cartelloni, celebrazione e gioco), per poterci trasmettere tutto ciò che avevano acquisito in tutti gli anni di esperienza in A.C. Ovviamente non mancavano i momenti di preghiera e di riflessione tenuti dalla nostra guida spirituale Don Flavio. Una cosa molto interessante di questi momenti di preghiera è che

erano organizzati da noi, ovvero da chi frequentava il laboratorio di celebrazione, cosi da sentire più nostri questi momenti di riflessione. Tra questi, quello che mi è rimasto più impresso perché è stato il più interessante ma allo stesso tempo il più difficile, è stato il «deserto», ossia il silenzio: questo è durato per tutta la serata di martedì e per la mattinata di mercoledì fino alle 11.00. Il dopo cena era il momento più bello dell'intera giornata: ci ritrovavamo tutti sotto il tendone attistante alla casa e qui giocavamo, parlavamo, cantavamo fino al coprifuoco, che era previsto per le 11.00, tranne per l'ultima sera dove è stato allungato fino all'1.00 di notte. La giornata più faticosa è stata quella della camminata, da Cimolais fino al rifugio Porde none: l’escursione non è stata soltanto faticosa ma anche ha aiutato a conoscerci meglio, infatti durante il cammino ci siamo messi in coppia e per mezz'ora abbiamo parlato di noi stessi al nostro compagno; questa è stata una bella iniziativa. Domenica, prima di partire i nostri animatori ci hanno chiesto cosa ci portiamo a casa

da questo campo: la risposta più frequente è stata l'atmosfera famigliare che si era creata tra di noi. È proprio questo che mi ha affascinato di più di questo Campo: il primo giorno non conoscevo quasi nessuno, e come me tutti gli altri quarantasette ragazzi; chi ci avesse visto l'ultimo giorno avrebbe pensato tutt'altro, tra di noi era nata e continua tutt'ora una amicizia stupenda. È stata sicuramente un’occasione maggiore per conoscere Gesù e per renderci consapevoli di poter essere nella Chiesa protagonisti giovani e disponibili. Un ringraziamento speciale per la buona riuscita di questo Campo di Formazione è da dare ai nostri sei animatori, Marta, Federica, Mauro, Alessandro, Tatiana e Daniele, meglio conosciuto come Magic, e alla nostra guida spirituale Don Flavio. Grazie al gruppo animatori di Budoia - Dardago - Santa Lucia e ai nostri parroci per avermi offerto questa opportunità. Paolo Signora

«Visto da dentro non é così lontano»: questo il filo conduttore della settimana di formazione per animatori.

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MUSIC ARISE

L’ESTATE DEL PROGETTO GIOVANI

THE SPORT DAY

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nche quest’anno il Pro getto Giovani di Budoia, in collaborazione con quello di Polcenigo, Aviano, Caneva e Sacile, ha organizzato un’ intera giornata dedicata allo sport. Il tutto si è svolto sabato 3 luglio al centro sportivo di san Martino di Campagna; la giornata è stata veramente calda e afosa, ma nonostante questo, i ragazzi hanno continuato a giocare con impegno e grinta fino alla fine. Noi di Budoia ci siamo dedicati, come gioco di squadra, al calcetto e dobbiamo dire che abbiamo dato un’immagine più che positiva dal momento che il primo posto l’abbiamo ottenuto noi, come si sperava! La nostra squadra interamente maschile, nella prima partita disputata, ha avuto anche come protagonista una ragazza: «Cece» che, mettendo da parte ogni forma di imbarazzo è scesa in campo cercando di difendere al meglio la porta budoiese. Vogliamo ricordare, inoltre, che alcune ragazze del nostro centro, e precisamente Valeria, Debora, Raffaella e Jessica, hanno sportivamente accettato di giocare a pallavolo nell’Aviano visto che in alcune squadre mancavano dei giocatori. Oltre alla pallavolo e al calcetto si sono disputati tornei di tennis, basket e anche ping pong, do-

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ve hanno partecipato alcuni ragazzi budoiesi. Infine concludiamo dicendo che è stato un giorno diverso dal solito dove sono nate nuove amicizie, ma sopratutto, dove noi budoiesi abbiamo potuto confermare per la seconda volta la nostra bravura nel calciare il pallone. Sara e Valeria

Era il lontano luglio 1999. La pioggia e l’ormai consolidato A.P.C. tarpavano la creatività delle persone in tutto il nord-est Italia: il malcontento cresceva ogni giorno di più. In un piccolo paese chiamato Budoia la gente non usciva più di casa, un po’ per lo sconforto e un po’ a causa di una voce molto angosciante che si era sparsa tra la popolazione: un gruppo di giovani stava organizzando un’impresa memorabile. Sfidando la sorte stava per essere realizzata una «tempesta» (questo era il termine che le persone coniarono per definirla, in modo che l’Apparato Pubblico Centrale non ne venisse al corren-


te), ovvero un concerto! Dovete sapere che in quegli anni era stata vietata ogni forma di espressione artistica, o meglio ogni attività che potesse mettere in risalto la soggettività del singolo individuo. L’ A.P.C.aveva spie dappertutto, ma in gran segreto la tempesta era già stata progettata in ogni sua sfaccettatura. Essa avrebbe avuto luogo presso il campo da basket, ormai da anni attorniato dal filo spinato, sabato 10 e domenica 11 luglio. Per l’occasione erano stati contattati alcuni gruppi di rivoltosi che avrebbero suonato ad ogni costo. Essi erano i SEDATE, SLAKKKAY, per il primo attacco e UNIATRE e TRYPTIC per il secondo. I giorni passavano, la tensione cresceva e il fatidico giorno era alle porte. La notte prima della tempesta i ribelli organizzatori, ovvero Emanuele Balla e Alessandro Balla in rappresentanza dell’ armata DIDEE (ASSOCIAZIONE DIDEE),e l’ormai radicato organo infiltrato di spionaggio PROGETTO GIOVANI capeggiato dalla scardinata Elena Sanchini, si insediarono all’interno dell’ex centro sportivo. Con le loro talpe meccaniche cariche di amplificatori e attrezzature varie, squarciarono il sottosuolo per riaffiorare nell’epicentro dell’imminente sommossa. I lavori ebbero fine in un paio d’ore. Ma alle prime luci del giorno la ronda dell’A.P.C. passò per puro caso in quei luoghi, e, vedendo strani movimenti, avvertì il quartier generale che fece scattare delle foto dal satellite. Capite le intenzioni degli intrepidi ragazzi, il presidente totale A.Z. fece spingere a massimo regime i generatori di pioggia facendo scatenare un vero e proprio nubifragio...A queste condizioni il concerto non si sarebbe potuto fare... I ribelli decisero immediatamente di attaccare,

prendendo in contropiede l’A.P.C. e riuscendo a rapire A.Z. ormai in tardo pomeriggio. Gli fecero confessare la locazione dei generatori e li distrussero. Il sole tornò a splendere su Budoia, mettendo così fine a quell’epoca di tetra attività. Nonostante tutto non accorsero tantissimi in questi due giorni a causa della permanente paura insita nelle persone. Il primo spettacolo fu comunque bello violento e le forti note dei vari gruppi si librarono in cielo fino a notte. Il giorno seguente ci fu un’esibizione che fece rabbrividire il pubblico presente con una musica altrettanto pregna di emozioni. Al termine di questi due giorni A.Z. venne liberato dopo aver firmato un permesso per un altro concerto durante la grande «Festa dei funghetti». Sempre questi rivoluzionari diedero l’opportunità ai NAH’CHE’, THANATOS, ???, CRIPTAL, SLAKKKAY, ESSENTIA di suonare per un’altra dose di saturazione sonora, alla quale accorsero molte persone...la musica era finalmente libera!.........censura a parte. Produced by Alessandro Balla

Nella pagina accanto: la partita di calcetto durante lo sport day. Sotto, uno dei gruppi musicali invitati dal Progetto Giovani. Sopra: divertimento a Mirabilandia

AL PARCO

Era l’ormai lontano 28 agosto 1999, quando un’enorme corriera arrivò in piazza a Budoia. I ragazzi del Progetto Giovani e non, guidati dalla temeraria Elena Sanchini, partirono alla volta di Mirabilandia. Il campanile budoiese aveva da poco battuto sette tocchi quando il motore della loro corriera si accese. Il viaggio fu lungo e travagliato ed il traffico non dava scampo; solo verso le ore 11,00 i cinquanta intrepidi passeggeri riuscirono ad approdare al meraviglioso parco di divertimento. Ma tre di loro dopo aver ispezionato accuratamente il parco, lasciarono la massa e si dileguarono tra la folla. Vollero subito alzare il loro livello di adrenalina: salirono sul tremendo Hurricane godendosi così il brivido di sei giri della morte. Continuarono la loro avventura fino a quando le loro riserve di zuccheri non finirono; dopo una seduta al Mc Donald’s furono nuovamente pronte a continuare la loro impresa. Per tutto il pomeriggio nessuno ebbe più notizie di loro. Solo verso le 18,30 ricomparirono agli occhi dei compagni di viaggio (dove e con chi passarono quelle ultime ore, rimane ancora un mistero!). Il viaggio verso casa prese il via. C’era chi dormiva, chi mangiava e chi ancora viaggiava con la mente nel parco. Rimpatriarono tutti alle ore 23,00 e ancora oggi a distanza di tre mesi quel caldo 28 agosto non è ancora stato dimenticato. noi tre

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VIAGGIO IN SPAGNA

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opo la Repubblica Ceca il gruppo Artugna aveva nel suo programma un altro viaggio all’estero: la trasferta in Spagna, meta non nuova per i suoi componenti (o almeno per quelli più ANZIANI!!!) che, erano già approdati in terra spagnola. Giovedì 22 luglio nel primo pomeriggio noi ragazzi, con qualche accompagnatore, (non eravamo in pochi: siamo riusciti ad occupare ben 2 corriere!) siamo partiti per un lungo viaggio durato circa 18 ore. Nella mattina di venerdì prima di arrivare nei luoghi dove alloggiavamo abbiamo visitato la magnifica Barcellona; quindi siamo ripartiti alla volta di Santa Barbara e Tortosa, dove si trovavano gli alberghi che ci ospitavano; dopo la sistemazione e una rinfrescata siamo corsi verso la piscina comunale. Nella serata dopo aver cenato, verso le 22 (orario un po’ insolito per noi italiani che abitualmente cominciamo gli spettacoli un’ora prima) abbiamo intrattenuto il pubblico esibendoci nell’intero repertorio di danze e a metà spettacolo abbiamo rallegrato i presenti con alcuni canti friulani; infine molto stanchi per il lungo viaggio e per la tarda ora ci siamo avviati verso i nostri alberghi. Abbiamo trascorso la giornata seguente visitando Peniscola, una stupenda località turistica sul Mediterraneo. Nel tardo pomeriggio dopo essere rientrati, abbiamo

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accompagnato la Santa Messa a Santa Barbara con canti liturgici, alcuni addirittura in lingua spagnola: nemmeno il caldo soffocante ci ha impedito di allietare gloriosamente la celebrazione, anche se sembrava mettercela tutta per riuscire nel suo intento. La mattinata della domenica prima di partire abbiamo rivisto il

Mediterraneo che ci si è mostrato in tutto il suo incanto. Ora, che è arrivato l’inverno, c’è un po’ di rammarico nel ripensare alla temperatura vissuta in quel breve periodo, però c’è sempre la speranza che al più presto si possa ritornare in Spagna. Quindi: Arrivederci Spagna !!

Artugna e simpatizzanti davanti alla cattedrale gotica di Barcellona.

Spensieratamente sulla rocca medioevale di Peniscola.

Sara Zambon


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