Skip to main content

'l cunàth 19 2000

Page 1

Supplemento al numero 89 de «l’Artugna»

Periodico giovanile · Anno 7 · aprile 2000 · Numero 19

DON ORESTE: «DIETRO L’ANGOLO... GESÙ».

«S

ei uno per bene». Te lo dicono anche gli altri. «Se tutti fossero come te!!» Eppure stai male dentro. Hai una melanconia che ti si legge sul volto fino alle volte a non avere voglia di alzarti dal letto! La domanda è semplice: «ma che cos’è che non va?» «Che cosa mi manca ancora?» La risposta non è difficile: vivi per te stesso! (...) Tu senti il bisogno dell’armonia infinita, dell’ordine infinito, della bellezza senza limite (...) Gli uomini cercano nell’effimero la risposta alle attese infinite che l’effimero non può dare. S’illudono sempre di avere trovato e rimangono delusi perché la risposta non c’è. Essi succhiano un petto che non ha più latte, mangiano in un piatto che non contiene cibo buono. È il dramma dei nostri giovani. Distaccati dalle loro origini, privati di

un futuro verso cui camminare sono costretti a consumare emozioni che li lasciano sempre più vuoti. Suicidi, bulimia, anoressia, hashish, marijuana, coca ed ero sono tutte vie per sballare. L’ecstasi, cioè il tentativo di uscire dalla stasi per incontrare altri mondi, si trasforma in tragedia. Queste parole sono tratte da Dietro l’angolo...Gesù, il «libro da battaglia» scritto da Don Oreste Benzi, un libro ricco di illustrazioni e spunti che obbligano a riflettere: leggendo le esperienze di Don Oreste, i suoi incontri con i poveri, le prostitute, il popolo delle discoteche ci rendiamo conto di quanto siamo abituati a guardare il microcosmo che ruota intorno al nostro ego dimenticando che accanto a noi tante persone avrebbero bisogno che mettessimo da parte il nostro egoismo.

’l cunàth

SOMMARIO Elena Zambon

DON ORESTE: «DIETRO L’ANGOLO... GESÙ»

1

I ragazzi del Progetto Giovani

IL FUMETTO DIVENTA MURALES PER BUDOIA

3

Emanuela Lot Don Adel

ARCO IRIS: UN PICCOLO GRANDE CORO

4

I ragazzi del Progetto Giovani

FILM AL CENTRO GIOVANI

5

Redazione

APPUNTI DEL GIOVEDÍ

6

Marianna Busetti

CAFFÈ E SOLIDARIETÀ PER IL GIUBILEO

8

Hanno collaborato Elena Sanchini, Paolo Signora, Marta Zambon, Stefano Zambon, Valeria Zambon

1


«DIETRO L’ANGOLO... GESÙ»

V enerdì 11 febbraio più di 1000 persone hanno potuto ascoltare la testimonianza di Don Oreste che era stato invitato a tenere un incontro all’oratorio di S. Lorenzo a Rorai Grande. Tra gli organizzatori c’era anche Don Adel, tra il pubblico alcuni giovani delle nostre tre parrocchie. Settimo di nove figli, Don Oreste Benzi è nato 69 anni fa a San Clemente, un paesino dell’entroterra riminese. Ordinato sacerdote nel 1949, inizia la sua esperienza come insegnante in seminario e presso i Licei di Rimini e Riccione. Nel 1968 con un gruppo di giovani ed alcuni sacerdoti costituisce l’Associazione Papa Giovanni XXIII. La volontà di smuovere la coscienza dei cittadini aiutando chi subisce ingiustizie ha portato Don Oreste a una serie di iniziative nel corso degli anni a favore di diverse categorie di emarginati, in conformità con la vocazione di seguire Gesù nel suo aspetto più povero e servo condividendo la vita di quanti sono nel bisogno. Oggi l’associazione di Papa Giovanni XXIII conta 27 comunità terapeutiche per il recupero dei tossicodipendenti, 15 cooperative sociali per il reinserimento lavorativo, 166 case famiglie che offrono un rifugio alle ragazze che Don Sopra: Don Oreste Benzi si presenta. Alla sua destra don Adel. A destra: Don Benzi ha voluto scendere dal palco per essere «in mezzo alla gente».

2

Oreste è riuscito a togliere dalla strada, ai barboni, ai bambini senza famiglia, a tutte le persone che «nella vita non riuscirebbero a cavarsela da sole». Non c’è fatto di emarginazione che non veda la presenza di Don Oreste e della comunità oggi diffusa in tutto il mondo: Italia, Brasile, Cile, Tanzania, Zambia, Russia. Molte delle esperienze ricordate da Don Oreste durante l’incontro le possiamo ritrovare fra le pagine del libro, ad esempio quando ci parla dei suoi incontri in discoteca o dei suoi contatti con le prostitute. «Sono andato in varie discoteche . Due volte all’Altro Mondo. Mentre salutavo i giovani che danza-

vano al ritmo di un rock travolgente chiedevo ad ognuno: «da quanto tempo non ti confessi?» «Saranno 10 anni padre!» Mi sembrava che quel giovane da 10 anni aspettasse che qualcuno gli chiedesse «Da quanto tempo non ti confessi». La stessa risposta da tutti. A un certo punto ho parlato a tutti. Il Dj ha abbassato il volume della musica fino a spegnerla. Ho detto loro che la vita è una proiezione di un amore infinito e che va vissuta in colui che la dona. Poi ho detto «Dai, Dio è in gamba! Facciamo un applauso al Signore.» Alle due di notte un applauso gioioso e impressionante al Signore in discoteca. Roba dell’altro mondo!» Sfogliando il testo incontriamo un paragrafo intitolato «La fede


delle prostitute» A questo proposito Don Oreste scrive: «Andandole a cercare sui marciapiedi dove lavorano, liberandole dalla schiavitù in cui sono costrette a vivere, vedendole pregare prima di salutarle quando le vado a trovare, rimango colpito dalla loro fede! (...) Le prostitute di cui ho parlato non sono prostitute ma schiave costrette alla prostituzione dalle organizzazioni criminali. Qualcuno un giorno ha detto loro: «Puoi guadagnare molto se vieni in Italia. Esse ci hanno creduto. È stata loro imposta una somma da pagare (60 milioni nel 1995). Le hanno fatte giurare e le hanno sottoposte al rito magico del woodoo, che temono molto. O pagare o morire. Sono arrivate in Italia. Sono stati loro distrutti i documenti, poi le hanno costrette al marciapiede. Molte hanno reagito. Poi sotto la minaccia dalla morte hanno ceduto aspettando da Dio in cui credono tanto che qualcuno le liberasse». Durante l’incontro a Rorai è intervenuto un uomo, gestore di un bar, accompagnato da una ragazza che egli aveva provato a togliere dalla strada. Chiedeva l’aiuto di Don Oreste perché il protettore pretendeva 80 milioni per lasciar perdere la ragazza. A fine serata Don Oreste è tornato a Rimini portando con sè la ragazza: «Le cose belle si fanno, poi si pensano». Ciò che emerge sullo sfondo delle testimonianze, delle riflessioni riportate nel libro e proposte da Don Oreste durante l’incontro è un unico filo conduttore: la gioia nell’amore per Gesù che è la gioia nell’amore del prossimo! «Sì, in lui io divento veramente me stesso! Non solo ho la gioia, ma sono gioia!» Elena Zambon

IL FUMETTO DIVENTA MURALES PER BUDOIA

D

al mese di dicembre è iniziato presso il Centro di Aggregazione Giovanile il corso «Il fu metto diventa murales per Budoia». I partecipanti sono otto ragazzi (Alessia, Francesca, Ilaria, Marina, Marta, Michela, Alan e Nicola) dagli 11 ai 14 anni circa e si ritrovano presso il Centro ogni giovedì pomeriggio. Partendo dal calendario «Lunare 2000 · Racconti popolari di Budoia» realizzato da Corrado Besa e dal Comune di Budoia, i ragazzi stanno costruendo un libricino con i loro disegni ed illustrazioni delle favole.

Stanno, inoltre, realizzando alcuni murales su stoffa utilizzando sia le tempere che le bombolette spray. Tra un disegno, un gioco e tante risate, i pomeriggi passano in fretta ed in allegria per «approdare» a giugno, termine, purtroppo, del corso. Questa è un’ulteriore iniziativa organizzata dal Progetto Giovani di Budoia in collaborazione con una educatrice, secondo quanto previsto dalla L. 285/97; inoltre, è un’occasione per stare insieme e per passare un po’ di tempo sviluppando la fantasia e la creatività.

Le favole diventano disegni.

3


ARCO IRIS: UN PICCOLO GRANDE CORO

L

o scorso dicembre si è svolto, come è ormai consuetudine negli ultimi 12 anni, il concerto di Natale del Collis Chorus nella chiesa parrocchiale S. Maria Maggiore di Dardago. Questo avvenimento musicale è divenuto molto importante per le nostre comunità, sempre più atteso e partecipato perché il Collis con la sua professionalità ci offre l’occasione di assaporare il canto accompagnato da musiche scelte con gusto, tutto all’insegna di un clima assai particolare, come quello che si respira nel periodo natalizio. Quest’anno però c’era, rispetto a sempre, un qualcosa in più che ha reso il tutto, a nostro avviso, ancora più splendido: la presenza del coro di voci bianche «Arco Iris». Questo gruppo, inizialmente di pochi ragazzi, fondato

per volontà di Don Italico nell’agosto del ‘97 e diretto dal maestro Matteo Peruzzo, è cresciuto e, grazie alla buona volontà, ha ottenuto ottimi risultati. L’esperienza di questo concerto è stata per tutti entusiasmante. I ragazzi si sono impegnati a fondo per riuscire nel migliore dei modi nella loro esibizione senza nascondere l’emozione di fronte alla presenza di così tanta gente e la paura... del debutto! Secondo noi la serata nonostante tutte le difficoltà è riuscita bene: abbiamo visto i ragazzi uscirne felici e soddisfatti, motivati più di prima a continuare a cantare e, soprattutto, ad amare la musica. E lo dimostra il fatto che attualmente il gruppo è passato da 16 a 21 elementi. Speriamo che qualcun altro voglia aggregarsi:

sappia che lo accoglieremo a braccia aperte. (Le prove si svolgono presso la Casa della Gioventù di Budoia, ogni sabato, dalle 15 alle 16; ultimamente con Don Adel stiamo cercando di organizzare qualche gita perché lo studio sia anche divertimento). A questo punto concedeteci, cortesemente, la possibilità di fare dei ringraziamenti: innanzitutto a Don Italico perché è solo grazie a lui che questo coro esiste! Grazie al maestro Matteo Peruzzo per la sua professionalità e la sua grande pazienza con le quali sa insegnare ai ragazzi i canti e a me le musiche. Un doppio grazie ai ragazzi perché ultimamente sono, ci teniamo a dirlo, più costanti nelle presenze e si impegnano molto. Speriamo che continuino così! Infine, ma non per ultimo, un grazie ai genitori dei ragazzi perché con il loro impegno ci aiutano a mantenere viva questa iniziativa. La fatica, lo sappiamo tutti,

A lato: Arco Iris e Collis Chorus concludono insieme una serata indimenticabile Nella pagina accanto in alto: i ragazzi dell’Arco Iris felici e soddisfatti dopo aver cantato messa. Sotto: i film proiettati dal progetto giovani.

4


non manca, ma siamo certi di essere ripagati da una grande soddisfazione per i risultati e per il fatto di avere un coro di ragazzi come poche comunità hanno nella nostra zona.

Concludendo il Coro Arco Iris augura a tutti Buona Pasqua e coglie l’occasione per presentarsi ufficialmente. A tutti buona continuazione. Emanuela Lot · Don Adel

MAESTRO MATTEO PERUZZO, Lot Emanuela, Adore Dario, Adore Valerio, Baracchini Chiara, Bocus Yuri, Boem Davide, Busetti Cristian, Bravin Giulia, Carlon Andrea, Carlon Fabio, Carlon Francesco, Carlon Marina, Carnio Francesca, Del Maschio Silvia, Fucci Matteo, Guadagnini Alessia, Guadagnini Paolo, Lucia Francesca, Ofstedal Samantha Jo, Quaia Alessia, Signora Matteo, Signora Silvia.

I FILM AL CENTRO GIOVANI

«Nemiche Amiche», «Notting Hill», «X-Files, il film»: ecco gli ultimi film visti al Centro di Aggregazione Giovanile durante i mesi di febbraio e marzo. Questa è una delle iniziative richieste dai ragazzi del Comune di Budoia che ha visto la partecipazione di numerosi giovani della scuola media, superiore ed oltre, sia di Budoia che di Polcenigo. Giovedì grasso abbiamo inoltre unito al film il festeggiamento del carnevale organizzando una piccola festa iniziata già nel pomeriggio. Prossimamente si terrà un nuovo ciclo di film che speriamo possa interessare quanto o più del primo.

5


APPUNTI DEL GIOVEDÍ

Giovedì

2000 ennaio g i della 7 2 ì li onor g Gioved o t di iu conosc famosi canti stra e a h n i e G h c La re e i più n fiore cresce uno de i tra è u d o s t à e a it ir in c g me isp pa La lati, co he ha o aria ca c s in e o d d t r is o v ra ti più poesia, per la sua st ambien li g e n i d o che Leopar profum . tato an i n o e u s iv d il e vio torn ra» è sparger ndii del Vesu Ginest e e din n a o L n e « e p o d i zzi r iv gli arid ai raga i di Po so mot n o s a r e v t e s b io g li Per lo tato il empo ppo di ito è s dei ica il t un gru d lp i e o d d c i e a r rano e ci h il nom olentie onside ello ch c so e v u s i e s Q p . s n p no ica alla soli d che a e n r t t a a s h t e i o in v ri d aG ente i raportato i ragazzi dell ertire icolarm t iv r d a r p a f e e ah loro è person rganizz fatto c r o o e i p e r h a a t c t con olon azzi uesto bravi v che più é i rag È per q h o c ! ll r e o e r u p q lo : oi! gite… darietà divertirsi con pizze , e con n o di , i o o r n … t e n e com cend gazzi in ce ario, us ivertire r i: eggiate d t s n s o o a n c p o l ,a » da no no e o poss s i m r s o e i c t iv a d pp o« otare pati» handica qualcun fatto n n d i c ap o o a t h m a t « ia s i d l ng ve Ci è o prese anche r e volte e h lo h c a c o ll p n o de ve c e ali e casa be uole in corgiam eriamo norm v c a a i r c t s é e! e la Gin cosicch che ci consid gioia di viver , a it v a all loro o, noi escano sa dalla iusciam o r lc a e s u r q za e fo ad imparare ri, superio

24 febb raio 20 Bento 00 rnato, Andre Dopo a un ann aveva p o è t o arlato della su rnato tra no che so i Andr ae no chia ea, mati ba sperienza in risce c Venezu che già ci mbini d onside e ella str la, tra q rare co gnosi d ada, ma uelli me bam i affetto c h b e in lu e i i a n p m o r efermali e Questo ore. molto gioved come f b ì is v oolevam ratellan o celeb za e ar biamo r monia chiama tra gli u are la pace , to And strutto intesa o m r e in a, che c re i è sem i. Per questo si dedic di pace»: anch abbrato u e nella a ai me n vero vita di no for attività « c o t t utti i g unati, c di assis iorni in on cui t e n z a fa La sco instanc rsa est e animazione abilmen tti Venezu . a t t e e A fa ndrea ela e h è torn a cono che pe a to tra sciuto r certi i ragaz anche aspetti tere cit zi del la è realtà ancora tà basa del Br te sulla più squ ra più asile prostit allida: e sconvo uzione sistono , lgente turisti minoril se si p inoc e, fatto ensa c Nonos cidentali ad h a e n c sono s alimen tan oprattu ot a re q conside te questo An tto i u e s d ta «ec ra un e onomi roe e c rea non perd tanto a» e la fid onserv che or a la sua ucia, no ! mai è n si d i ve n t a semplic to un ità e all amico: egria, alla pr ossima !

6


2000 che marzo 0 3 ì ita d nti, solo n v e a t a l e l Giov e m rta d vita, u ani co scope ue giov so nuovo alla d o n Alla ri a, se o un sen ndrea s a insipid t e A r a t a e n d e ia o Patriz nità div o volut uotidia o hann q t t a a n nze r t u esperie ad un nso ad d e t a in ie z te iù a p licemen non gr p sapore i, . m it e e c t s s n usea iano riu contorte, ma da sempre e non na he ci s c a r b ilosofie conoscevano Sem eoaf n utile. e u m o dola in lc osa ch a c n testa a d a r i e n r u o id s fu fare di on i ad c s a , o e e t d r r n a ia a p t o ci cominc sso da riaccos sa, tant e s o e t m m lu lo o a o so i ha v dare distac avevan 18 ann smesso di an iato a c a in e ia m iz o a Patr possibil oi ha c iù p cosa h p ; a a il v im ia e r ali, rar nno rp te i qu n sua: pe r forza e si a cando di lavo a r u d pe imianni i cer lunghi andava n tutti, i o genitor s c r i o e o c u s o s att ra ai ente tr r con tu Sono t a carsi d . a p a v p s a a r ’a t c da triscon i su un lontano ribellava e si icare la i, basat t n ic e m a im d li si eg ceva mentre portamenti d ente fa m a e n m a o ment tava i c che mo e n io s sgres a. della vit stezza

Continuano gli incontri mensili di preghiera e fraternità dei giovani delle comunità di Budoia, Dardago e S. Lucia presso la Casa della Gioventù. Ci ritroviamo ogni ultimo giovedì del mese alle ore 20.00

Ma Patrizia non si riconosceva in questi atteggiamenti, la vita le sembrava vuota, sempre più pesante, tanto che alla fine neanche durante il giorno non riusciva a trattenere le lacrime. Quando le sembrò di aver toccato il fondo pensò disperatamente: «Dio, se ci sei, aiutami». Quasi come risposta, ha conosciuto un’amica che apparteneva ad un gruppo di preghiera: è stata una rivelazione vedere come la gioia che caratterizzava questo gruppo proveniva proprio da ciò che aveva abbandonato per prima cosa! Andrea invece non aveva mai smesso di andare in chiesa, neanche dopo la Cresima! Solo che ormai era diventata una routine, bastava fermarsi negli ultimi banchi per mettersi la coscienza a posto. Un bravo ragazzo, convinto che tutte le sue conquiste fossero dovute solo alla sua forza, volontà e tenacia. Ma non sempre queste doti erano sufficienti, spesso tutto andava storto, un motivo banale era il pretesto per grandi litigate in famiglia, c’era qualcosa che mancava. Anche qui la rivelazione è arrivata da un amico che lo ha accompagnato ad un incontro regionale di preghiera: canti, gioia, e una straordinaria adorazione per l’Eucarestia: è stato l’inizio di un riavvicinamento, il ritrovamento di una strada che non era stata persa, ma che paradossalmente non si vedeva.

7


CAFFÈ E SOLIDARIETÀ PER IL GIUBILEO

«Elo cafè sto quà? Ma elo bon almanco?». Questa è una delle tante domande che la gente tra scetticismo e curiosità si è posta alla vista dei tanti prodotti terzomondiali, che, come già negli ultimi due anni, sono arrivati puntuali all’uscita delle nostre chiese per essere venduti, questa volta grazie ad un’iniziativa dei giovani di Azione Cattolica delle tre parrocchie. In occasione dell’anno giubilare è stato infatti organizzato il cosiddetto Mercatino Equo Solidale che ha visto i nostri ragazzi impegnati in tre diversi luoghi e date: domenica 12 marzo a S. Lucia, domenica 26 marzo a Budoia e infine domenica 9 aprile a Dardago. Certo vi chiederete: perché per il Giubileo? È semplice, perché in questo particolare anno siamo tutti invitati a rivolgere particolare attenzione verso tutti coloro i quali per un motivo o per un altro sono meno fortunati di noi. La Chiesa quindi promuovere la remissione del debito dei paesi del Terzo Mondo, promuovendo al contempo iniziative che ne consentono uno sviluppo autonomo. Per tale motivo l’Azione Cattolica diocesana propone un cammino di sensibilizzazione sullo sfruttamento minorile, piaga che nel Terzo Mondo ha risvolti particolarmente tragici. I nostri ragazzi hanno quindi ritenuto opportuno rispettare tali intenzioni e hanno concentrato tutte le loro idee per disegnare

8

cartelloni, stampare volantini in modo da sensibilizzare la popolazione e a turni hanno sacrificato quell’ora di sonno in più che solitamente si concedono alla domenica (l’unico giorno di riposo durante la settimana... guai a chi la tocca!) per poter imbastire questa vendita. Grazie a tutto ciò caffè, tè, spezie, marmellate, cioccolato, prodotti artigianali, ecc., hanno trovato molti acquirenti presso il nostro mercatino, che fortunamente ha avuto molti guadagni e regalato grosse soddisfazioni a coloro i quali vi hanno impiegato del tempo. Il prezzo dei prodotti è detto «equo» perché stabilito proprio dai contadini e artigiani locali. In questo modo si evitano

Curiosità attorno all’insolito mercatino.

molti intermediari e le speculazioni delle multinazionali. È nostro dovere precisare che le offerte che ci sono state date in più sono destinate al riscatto dei bambini schiavizzati e dei bambini malati di AIDS, spesso contratta perché costretti a prostituirsi. Infine mi sembra giusto ricordare a chi non avesse visitato le nostre bancarelle e a chi comunque fosse interessato ad acquistare nuovamente questi prodotti, alternativi rispetto a quelli proposti dalle grandi industrie e multinazionali, che gli stessi e altri sono sempre disponibili presso il negozio «L’altra Metà» a Pordenone dove noi stessi ci siamo riforniti. Marianna Busetti


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
'l cunàth 19 2000 by L'Artugna Dardago - Issuu