POMPEO PITTER
SAVERIO SCOLARI illustre giurista e politico
Estratto dalla rivista
n. 98 路 aprile 2003
POMPEO PITTER
SAVERIO SCOLARI illustre giurista e politico
Estratto dalla rivista
n. 98 路 aprile 2003
UOMINI ILLUSTRI DELLA PEDEMONTANA
Saverio Scolari, illustre giurista e politico di Pompeo Pitter
Chi attraversi il centro di Polcenigo e presti un minimo di attenzione ai bei palazzi che vi si affacciano, non potrà far a meno di notare il palazzo Scolari-Salice, per la sua architettura elegante e severa, per i magnifici pilastri scolpiti che sorreggono il portico che dà sulla strada principale, nonché per il bellissimo giardino all’italiana che dal palazzo sale al colle retrostante. L’edificio presenta però un ulteriore motivo di interesse, perché su una facciata laterale è apposta una lapide visibile dalla strada; in essa si ricorda Saverio Scolari, già proprietario della casa nel secolo XIX. È opportuno riportare il testo della lapide, e poi cercare di meglio capire chi fosse il personaggio cui essa si riferisce. Eccone il testo: «Al concittadino Saverio Scolari acuto maestro di legge nelle università di Parma Pisa Roma che non da solitarie astrazioni di dotti ma dalla viva coscienza dei popoli volle ammaestrati i legislatori. Diffuse in Italia la dottrina della scuola storica e con l’osservanza dei fatti ritemprò la scuola del diritto e dello stato giovando col senno alla patria come volontario le giovò col braccio nelle battaglie contro lo straniero. n. 1831, m. 1893» La lapide fu inaugurata il 7 aprile 1895, con una solenne 4
cerimonia, nella quale il prof. Lando Landucci, ordinario di diritto romano nell’Università di Padova, tenne la commemorazione dello scomparso. Il discorso venne pubblicato nel 1896 e costituisce un’importante fonte di notizie sulla vita e le opere di Saverio Scolari. Ma chi era dunque Saverio Scolari? Dall’iscrizione si desume che egli fu un illustre personaggio, ma viene spontanea la constatazione come di lui non vi sia certo una conoscenza diffusa tra gli abitanti del Friuli occidentale e neppure tra quelli della Pedemontana. Ed allora ci pare opportuno delineare, del personaggio, i tratti essenziali e le vicende principali della vita e dell’attività svolta. Diciamo anzitutto che Saverio Scolari non era di Polcenigo. Al bel paese della Pedemontana egli approdò avendo sposato Aldina Quaglia, unica figlia del progettista e «giardinista» Pietro Quaglia, proprietario del palazzo cui abbiamo fatto cenno e che oggi è denominato Scolari-Salice. Pietro Quaglia fu un celebre architetto di giardini e su suo progetto venne realizzato il giardino retrostante la sua casa, cui già abbiamo fatto cenno. La sua notorietà fu tale che venne chiamato a sistemare e modificare il grande parco della Villa Manin di Passariano, incarico, questo, di
MARIA MAINARDI DI ANIMO E FORMA ELETTISSIMI 6 APRILE 1823 A TRAVESIO · M. 24 DICEMBRE 1861
N.
E
PIETRO QUAGLIA · INGEGNERE CHE SPOSATOSI A LEI DOPO 12 ANNI FELICI DERELITTO QUI NE COMPOSE LE SPOGLIE N.
13 APRILE 1810 A POLCENIGO · M. 8 SETTEMBRE 1882
CONFORTATI DAL PIANTO DELLA SUPERSTITE DI 6 FIGLI ALDA SCOLARI E DALL’AUGURIO DEI BUONI CHE DURI FECONDA LA MEMORIA DI LOR VIRTÙ PIE DOMESTICHE CIVILI
PALAZZO SALICE, GIÀ SCOLARI–QUAGLIA, A POLCENIGO. ( ILLUSTRAZIONE TRATTA DA
[Testo della lapide posta all’ingresso della chiesa di San Giacomo a Polcenigo]
«POLCENIGO NEI DISEGNI DI ERMANNO VARNIER»).
grandissimo prestigio. Pietro Quaglia sposò Maria Mainardi da cui ebbe un’unica figlia, Aldina Quaglia. Dal matrimonio tra Saverio Scolari e Aldina Quaglia nacquero un figlio e due figlie, e cosi il palazzo di Pietro Quaglia passò alla famiglia Scolari. Per il vero va segnalato che Saverio Scolari già prima del matrimonio ben conosceva la Pedemontana. Fin da ragazzo, infatti, aveva avuto modo di soggiornare a Sacile presso i nonni materni Zeffiri, di un’antica famiglia veneziana, ed era imparentato anche con la famiglia Bellavitis, che ebbe spesso ad ospitarlo nella residenza di Sarone. Saverio Scolari era nato a Belluno nel 1831, dove il padre risiedeva per ragioni di lavoro, ma la famiglia era di antica origine fiorentina. Nel 1848 – aveva soltanto diciassette anni – lo troviamo guardia civica prima alla difesa di Palmanova e poi a quella di Venezia durante l’insurrezione contro il regime austriaco. Egli si dedicò poi allo studio del diritto, si laureò in giurisprudenza a Padova nel 1856 e giunse alla cattedra universitaria: dapprima a Parma, dove insegnò filosofia del diritto, e poi dal novembre 1861 a Pisa ove insegnò diritto costituzionale e dove risiedette per molti anni; infine nel 1888 si trasferì a Roma per insegnare la medesima
materia. Rivestì anche cariche di elevato livello nell’amministrazione dello Stato, alle quali fu chiamato, per la sua competenza giuridico-amministrativa. In particolare, va ricordato che egli venne nominato membro del Consiglio superiore di statistica. Partecipò, poi, alla vita politica come consigliere comunale a Pisa e venne eletto deputato nel terzo collegio di Udine per la XV legislatura, nel 1880. Nel 1883 rinunciò, però, alla carica. Benché gli impegni dell’insegnamento universitario lo trattenessero per lunghi periodi in altre città, egli rientrò spesso a Polcenigo, dove l’atmosfera accogliente del paese e della propria casa gli consentivano di riposarsi dalle fatiche che gli deri5
vavano da così numerose ed intense attività. Morì a Roma nel 1893. È il caso, a questo punto e dopo aver rapidamente percorso le tappe fondamentali della sua vita, di chiedersi che cosa abbia rappresentato Saverio Scolari nel mondo della scienza del diritto e della vita politica italiana del tardo Ottocento. Anzitutto, possiamo dire che egli viene considerato come uno dei primi teorici del diritto amministrativo, ramo della scienza giuridica che nasce, appunto, nell’Ottocento con il formarsi degli Stati costituzionali, e che quindi è certamente molto più giovane di altri rami di tale scienza, quali il diritto civile (che risale all’antica Roma) e il diritto penale. Il suo trattato «Del diritto
amministrativo» (Pisa, 1864) è tra le prime opere che cercano di dare un’impostazione sistematica a questo ramo del diritto che avrà, poi, nel secolo successivo, così importanti sviluppi ricollegabili alla sempre maggior presenza dello Stato nei rapporti sociali ed economici. Ma Scolari non si limitò ad approfondire e a sistematizzare il diritto. Il ramo dell’ordinamento che costituiva l’oggetto dei suoi interessi giuridici riguardava i rapporti tra cittadini e Pubbliche Amministrazioni ed è quindi strettamente collegato alle scienze sociali e politiche. Ed infatti Scolari si occupò anche di queste scienze e pubblicò a Pisa nel 1871 un trattato dal titolo «Istituzioni di scienza politica». Più tardi, l’anno prima della morte, pubblicò un’opera dal titolo un po’ curioso «Il regno e la sociocrazia in Italia» (Venezia 1892), dedicato a Giuseppe Zanardelli, Presidente del Consiglio. In essa egli avverte che usa i termini «regno» e «sociocrazia» come equivalenti di «monarchia» e «democrazia», ritenendoli più adeguati.
Il suo interesse, però, non riguardò soltanto la scienza politica ma, come già si è detto, anche la vita politica. Egli, infatti, assunse un atteggiamento politico preciso schierandosi tra i c.d. progressisti, in cui leaders furono Rattazzi, Depretis, Zanardelli, e si pronunciò a favore di riforme che, per quei tempi, apparivano molto avanzate, quali un’equa imposizione tributaria, la scuola obbligatoria e altre. Nel contempo, fu un fervente sostenitore dell’istituto monarchico distaccandosi, in tal modo, da quella consistente parte dei c.d. progressisti che erano allineati su posizioni mazziniane e quindi repubblicane, dimostrando così una forte indipendenza ed originalità nelle proprie convinzioni. Da ultimo, va ricordato che Scolari fu anche uno studioso di storia del diritto e, in particolare, della storia dei diritti antichi che fu oggetto di altre sue pubblicazioni. Abbiamo qui voluto ricordare soltanto i tratti più salienti della vita di Saverio Scolari, le principali attività svolte ed i suoi libri più importanti. Un’esposizione completa della sua produzione lette-
raria dovrebbe comprendere molte altre pubblicazioni, di diritto pubblico, di scienza politica e di storia del diritto. Numerosissimi furono anche gli articoli da lui pubblicati in riviste giuridiche e di scienza politica, ed una sua completa bibliografia non è mai stata compilata. Vogliamo qui soltanto ricordare che egli collaborò, tra l’altro, anche con la rivista «Archivio giuridico» fondata dal grande giurista pordenonese Pietro Ellero, strenuo propugnatore dell’abolizione della pena di morte, a lui quasi coetaneo e con il quale ebbe numerosi e frequenti contatti. Si tratta, perciò, di una figura interessante, significativa di un preciso momento storico e che merita essere ricordata non solo nel mondo degli studiosi ma anche nei luoghi della Pedemontana che egli predilesse e dove cosi volentieri soggiornò. Saverio Scolari riposa nella cappella di famiglia sita nel Cimitero di Polcenigo. Alla sua memoria venne dedicata la lapide che qui trascriviamo nel testo latino, unendovi successivamente la traduzione in italiano.
«PERVIGILI PULCINICI MUNICIPIO OBSEQUI MONUMENTUS E AMORIS IN XÁVERIUM SCOLARIS
TRADUZIONE
IAM PARMAE PISARUM ROMAE PRECLARUM IURISPERITUM EMERITUMQUE MAGISTRI PATRIAE MODERATORUM ET POPULI LICEORUM DOCENTIUM, DISCENTIUMQUE UNANIMI PLAUSU ET COLLATITIA STIPE DECRETUM ET ERECTUM A.D. VII IDUS. APR. MDCCCXCV PATAVINI ATHENEI ALUMNI COMMENDARUNT».
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«Testimonianza d’ossequio e d’affetto, deliberata ed eretta all’unanimità e con partecipazione collettiva dalla sempre vigile comunità di Polcenigo, in onore di Saverio Scolari, già chiarissimo professore di diritto a Parma, Pisa, Roma, nonché emerito maestro di reggitori della patria e del popolo e di docenti e allievi dei licei. Il settimo giomo delle idi di aprile (7 aprile) 1895 affidarono alla memoria gli allievi dell’Università di Padova».
Il presente estratto è stato realizzato con la collaborazione del prof. Mario Cosmo.