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FRANCO MARCORA RACCONTA TBM
Il nostro segreto? Saper fare tutto
DI MARIA CRISTINA PAVARINI
A Varano Borghi, vicino a Varese, si trova un complesso industriale che ospita vecchi opifici, un villaggio operaio e altri edifici industriali costruiti dagli inizi dell’Ottocento in poi. Qui ha sede una delle divisioni di TBM Tessuti Italiani, storica azienda specializzata nella produzione di tessuti d’alta gamma. All’interno, tra mobili da ufficio, telai e archivi in legno d’altri tempi, fanno bella mostra di sé opere d’arte, oggetti e lampade di design moderni. Il proprietario, Franco Marcora, un esperto industriale lombardo, ha modi schietti e un po’ burberi, ma sfodera subito un sense of humor, misto a critica nei confronti dello scarso supporto dallo Stato, «che non ha mai sostenuto il settore», e di tanti imprenditori che si sono seduti sugli allori, diversamente da lui, al quale brillano gli occhi non appena si parla di tessuti e telai. Insieme a lui ci sono le figlie, Laura (39) ed Elena (35), le sole di sei fratelli che aiutano il padre nella gestione dell’azienda. Sono raggianti e appassionate come lui, pur sapendo di avere ancora da imparare in un settore che non finisce mai di stupire, ma anche «divertente e incazzante».
TBM è stata fondata nel 1946 a Besnate, comune nelle vicinanze, benché le origini dell’azienda siano più lontane. «Siamo qui da oltre 200 anni. Noi tutti veniamo dal settore. Mio nonno era ingegnere tessile e direttore generale della Bustese, azienda che allora impiegava 20mila persone», racconta Marcora. TBM Tessuti Italiani è specializzata nella produzione di tessuti pregiati in una vasta gamma di materiali. Offre circa 2mila articoli a stagione tra cui principalmente cotone e lino, oltre a filati speciali misti seta, Tencel, carta, viscosa, lana, cashmere, poliestere e nylon, grazie alla sua lunga tradizione artigianale e alla costante ricerca dell’innovazione: «Siamo rimasti l’unico gruppo tessile italiano integrato.
Produciamo i filati che usiamo per noi e che vendiamo anche ad altri, con una nostra filatura a Ginosa, in Sud Italia. Prima ne avevamo tre, ma i costi energetici italiani non ci hanno permesso di tenerle tutte». Il problema del tessile? «È un’industria molto frazionata e, se un tempo contava 90mila dipendenti, ora arriva a malapena a 30mila». Oltre a TBM Tessuti Italiani il gruppo comprende i brand di tessuti di fascia alta Borghi 1819, TFM, TBM e Tessitura di Albizzate che producono tessuti per total look, velluti e molti altri materiali. Dall’altro lato il gruppo comprende divisioni produttive come SGL Filati, Tessitura Besnate, Tessitura di Ginosa e Tintoria Varano Borghi. L’azienda ha controllo sull’intera filiera - dal fiocco di cotone e dalla fibra di lino fino al tessuto finito, inclusa la fase di tintura e finissaggio.
Grazie a ciò garantisce la completa tracciabilità del prodotto in tutte le fasi di lavorazione oltre a alti standard di qualità, flessibilità e servizio al cliente. Ogni step produttivo è automatizzato e realizzato con macchinari di ultima generazione, poiché Marcora reinveste continuamente gli utili nel gruppo: «Ogni anno reinvesto l’8%-10%. Oggi o investi o chiudi. Ed è importante far fruttare i guadagni per il bene dell’azienda». Ogni dieci anni, per esem- pio, rinnova i telai, ma spesso acquisisce aziende che chiudono. Lo ha fatto in partnership con Achille Maramotti di Max Mara, comprando l’edificio del Linificio Solbiati di fronte alla sua sede di Varano Borghi.
Sa prendere decisioni in maniera repentina, ma fa sempre la scelta giusta: «A 28 anni ho firmato un assegno di 500 milioni dopo aver visto la Bellora per dieci minuti». L’offerta di tessuti è vastissima, benché si ispirino tutti alla semplicità e all’eleganza del minimalismo. Offre materiali tinta unita e tinto-filo, spaziando da tessuti super leggeri che pesano 80 grammi a velluti a coste di 600 grammi, da poco rimessi in produzione, vista la richiesta crescente dal mercato. Per ora lo producono una volta a settimana, ma presto le quantità potrebbero aumentare. «Non ho mai chiuso un bilancio in passivo, anche in tempi difficili. Anche quando ho chiuso le filature ho pagato tutti fino all’ultimo centesimo - precisa Marcora -. Se siamo qui è perché ho sempre voluto fare un po’ di tutto tra lini, velluti, denim e cotoni. Non sapevamo fare il fustagno? Abbiamo comprato un’azienda per imparare a farlo».
Vengono prodotti tessuti di alta qualità, ma è forte anche l’impegno nel campo dell’innovazione, con la costante ricerca di nuovi materiali sostenibili, oltre a garantire certificazioni su materie prime e lavorazioni come Zdhc, Oekotex 100 e Gots per citarne alcune, utilizzando il 70% di energia da fonti rinnovabili. Le figlie sono in azienda da alcuni anni. Elena, dopo aver studiato Ingegneria dei Materiali e delle Naonotecnologie a Milano, ha lavorato per Boston Consulting Group viaggiando per il mondo per sette anni per poi tornare a casa nel 2020. «Mi sono detta: se voglio imparare dal papà che da insegnare ha molto, è meglio che mi ci metta». È direttore di stabilimento della tintoria e del finissaggio della Varano Borghi.
Si occupa anche di certificazioni, acquisti, aspetti ambientali e personale. Grazie a lei da settembre partirà un corso per formare giovani tecnici di tessitura nei dintorni di Busto Arsizio: «È un Itfs per ragazzi diplomati sotto ai 25 anni. È un corso di 1.000 ore, delle quali 400 in classe e 600 in azienda. Ma è un peccato che non giunga nessun supporto nemmeno dalle aziende del settore». Laura è laureata in Ingegneria gestionale e prima di entrare in azienda ha lavorato per il ramo tessile di Decathlon negli uffici di produzione di tutto il mondo. Adesso, in veste di general manager, si occupa di sviluppo prodotto e commerciale per molti marchi di tessuti del gruppo, oltre a essere brand manager di Borghi 1819, sinonimo di tessuti per camiceria. TBM ha un fatturato consolidato di 50 milioni annui e vende soprattutto in Italia e Francia, oltre a Stati Uniti, UK e Corea.
Marcora va oltre il tessile: «Ho interessi anche in altri settori come le materie plastiche e il sociosanitario, perché ho acquisito un ospedale, la Casa Di Cura La Quiete di Varese, che sta per ripartire sotto la nostra guida. Ho persino comprato i diritti dei laghi nei dintorni…Prima o poi faremo qualcosa anche in questo settore», racconta. Per Franco Marcora chi si ferma è perduto e lui non si ferma mai.
