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D.A.ITALIA 78

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Qualità Intervista con Giovanni Nebiolo Eventi VendingtoGo Torino
Personaggi Vending Nino Aiello

Le Palette a basso impatto ambientale

Silplaster ha scelto di rispettare e difendere la natura creando un prodotto biodegradabile in grado di dare un importante contributo alla riduzione dei rifiuti smaltiti nell’ambiente.

» D IS p ONIBILE NEI f OR m ATI 70|90|150|300 G

Prova di maturita

Come ogni anno, quasi mezzo milione di studenti sta in questi giorni affrontando gli esami di maturità. In un sistema ormai orfano del servizio militare, autentico rito di passaggio per la popolazione maschile, per molti questa sarà la prima vera prova verso l’età adulta.

Il caso vuole che anche il vending si trovi di fronte ad una decisivo esame che anch’esso è in grado di determinare la sua maturità.

Il repentino aumento dell’IVA dal 4% al 10% obbliga infatti tutti i gestori ad adeguare i listini in tempo per l’entrata in vigore prevista per il primo gennaio 2014. Lo Stato incasserà 110 milioni di euro che destinerà ad altri nobili scopi (incentivi per interventi di riqualificazione energetica degli edifici), lasciando il cerino in mano alle nostre imprese che dovranno recuperare questa enorme cifra dai sempre più impoveriti consumatori finali.

Fortunatamente il vending è uno dei pochissimi settori a non aver fatto consistenti aumenti dall’introduzione dell’euro, quindi almeno partiamo da prezzi così bassi che 5 centesimi in più non dovrebbero certo scandalizzare il consumatore.

Sfortunatamente questa è più una colpa che un merito.

Siamo ovviamente felici di aver avuto una funzione sociale, mantenendo inalterati per anni i prezzi alla comunità dei lavoratori, ma i motivi che ci hanno portato a farlo sono stati principalmente dettati dalla nostra sostanziale incapacità ad alzare i listini, prigionieri di una gabbia che ci siamo costruiti da soli e vittime di una concorrenza autolesionista che da oltre dieci anni affligge il settore.

Il dubbio è quindi legittimo. Riuscirà il vending a trovare il modo di farsi del male anche questa volta? Noi siamo convinti di no. Sono troppe le buone motivazioni che un aumento dell’IVA ci offre in un momento in cui le casse delle gestioni sono desolatamente vuote. Ne consegue che è davvero improbabile fallire l’occasione.

Anzi, investire tempo e denaro nel processo di adeguamento del vasto parco macchine vending, deve essere l’occasione per fissare dei prezzi finalmente corretti. Anche solo adeguare l’aumento al conio superiore (5 centesimi) per le macchine a moneta e al centesimo superiore a chiave, può portare un po’ di respiro ad un settore che stava perdendo continuamente marginalità.

La prova di maturità è iniziata dalla pubblicazione del Decreto Ministeriale. Già a partire da oggi i gestori devono programmare gli aumenti e le visite commerciali per annunciare l’adeguamento. Non sarà possibile ottenere grandi risultati da ogni singolo cliente, ma ci dobbiamo almeno provare.

L’ipotesi che qualcuno usi il mancato aumento dell’IVA per ottenere vantaggi competitivi, non la si può nemmeno commentare e ci si augura che ci siano così pochi sporadici casi in tutta Italia da non influire minimamente sull’aumento generalizzato.

I “poveracci” che sceglieranno comunque di percorrere questa infame strada, saranno ovviamente bocciati all’esame di maturità e perderanno il diritto di diventare adulti in un settore responsabile ,

Numero 78 LUGLIO/AGOSTO 2013

>reNZo Gabriel boNiZZi DIReTTORe ReSpONSAbILe/ eDITOR IN C h I e F

>alessaNdro foNtaNa

DIR e TTOR e e DITORIAL e/ eDITORIAL DIReCTOR

> laura G uas Parri ART DIReCTOR

> a N drea lottero GRAphIC DeSIGN

> da N iela biscotti COMMeRCIALe/COMMeRCIAL

> N oemi mar G aroli ReDAzIONe/eDITORIAL STAFF

laserGrafica PolVer SRL

> STAM p A /p RINTe RS

d.a.italia

> IL pe RIODICO D e LLA DISTRIbUzIONe AUTOMATICA

pU bb LICA z ION e ISCRITTA AL T RI b UNAL e DI M ILANO NUM e RO

DI R e GISTRA z ION e 177 del 22 mar Z o 2004

>ISCRIzIONe AL R.O.C.: 11412

> p e RIODICIT à me N sile

> eDITOR e art &W or K s S RL UNI pe RSONAL e V IA MARCANTONIO COLONNA 15

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e S p R e SS e DAGLI AUTORI

DeI TeSTI R e DA z IONALI e p U bb LICITARI

CONC ep T b Y art &W or K s srl

Sommario

Editoriale prova di Maturità 3

Mercato del Vending/Gestori - Qualità supermatic > il Futuro della Distribuzione Automatica è la Qualità 10 Personaggi del Vending

Intervista con Nino aiello > automatica settentrionale 6 Eventi

VendingtoGo > La distribuzione automatica: un servizio di qualità, un consumo consapevole, un’opportunità per la ripresa cibus > La Fiera dell’Alimentare Italiano punta sull’Internazionalizzazione tuttofood 2013 >Un Successo Oltre Ogni Aspettativa covim incontri>Roadshow Lazio, Marche e Abruzzo 2013 16

Mondo Associazione

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34 Novità coges > Sul Mercato il Nuovo Sistema Coges engine crane Payment solutions > Tutte le Novità dell’Azienda per il Vending

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Assemblea Generale Confida > La Relazione del presidente lucio Pinetti Il Governo Aumenta l'IVA ai Distributori Automatici Le Nuove banconote da 5€: Nessuna Criticità ma le Aziende già all’Opera per Minimizzare i Disagi

Breaking News

Curiosità > la prima webcam puntava su una macchinetta del caffè Handpresso > la macchina per il caffè in auto

Appuntamento In Fiera eu’Vend & coffeena > meno di tre mesi all’appuntamento con il Salone tedesco del vending Host 2013 > il punto sul Futuro

Personaggi del Vending

x

P e r s o n aggi

del V e n ding

Faema, nei primi anni ‘60, ha introdotto sul mercato la prima macchina per la somministrazione di caffè espresso, aprendo di fatto un mercato destinato a svilupparsi senza soste e a ritmi esponenziali. Il settore del vending in Italia compie quindi quest’anno il mezzo secolo di storia. 50 anni non sono molti, eppure la distribuzione automatica abbonda di storie, aneddoti e personaggi, che l’hanno arricchita a livello umano e professionale sino a portarla ad essere quella che tutti noi oggi conosciamo. Nino a iello è senz’altro uno di questi personaggi.

Nel suo lungo tragitto lavorativo, iniziato proprio agli esordi del nostro settore, ha ripercorso tutte le tappe dello sviluppo del vending in Italia: dalla e 61 alla Vending Cruise, mantenendo sempre una visione personale e non rinnegando mai i valori che l’hanno spinto ad entrare in questo particolare mondo. p er approfondire la sua conoscenza e una piccola parte della sua filosofia di vita, la nostra redazione si è recata presso la sede di Automatica Settentrionale a Genova, società di gestione di cui è socio di riferimento.

Intervista con Nino Aiello

Automatica Settentrionale

Intervista con Nino Aiello

alla fine degli anni ’60 il vending praticamente non esisteva. Nemmeno in contesti industriali evoluti come Genova. Quando hai visto per la prima volta una macchina vending?

Durante il servizio militare sono stato assegnato in fureria per eseguire un compito che mi teneva impegnato fino a tardi e l’unica possibilità di ristoro, nel corso di queste lunghe veglie lavorative, era

prendere una bibita al distributore automatico. Mi ricordo ancora di aver avuto un’illuminazione: “prima devo mettere dentro la moneta da 50 lire e dopo (forse) mi arriva il prodotto”. era una cosa decisamente interessante per chi installava le macchine.

Quando è avvenuto il passaggio da consumatore a operatore del settore? Dopo due anni di Ingegneria ho frequentato un corso di marketing in una grossa multinazionale che aveva come core business l’elettronica militare e civile. Quest’atti-

vità formativa mi è servita moltissimo e quando ero militare ho deciso di rispondere ad un’interessante inserzione sul giornale di una’azienda che cercava un esperto in marketing per un colloquio. era la Faema.

lavorare per faema alla fine degli anni sessanta, voleva dire assistere alla nascita del vending. ti sei reso subito conto delle potenzialità del business? Ad essere sinceri in quegli anni avevo rapporti con General electric,

Finmeccanica e altri colossi dell’industria. ho sempre pensato che dopo Ingegneria sarei entrato in un’organizzazione molto strutturata di quel tipo. La Faema invece faceva caffè. In un primo momento non ho pensato che potesse essere il mio futuro, però in breve tempo mi sono reso conto delle potenzialità di introdurre dei distributori automatici in grandi strutture industriali.

Faema aveva costruito la e61, ma doveva trovare i clienti dove installarla. I tempi erano davvero diversi è bisognava creare da zero una cultura della pausa caffè che non solo non c’era, ma era osteggiata dalla dirigenza o dalla proprietà.

Quali argomentazioni portavi per convincere un’azienda ad inserire per la prima volta un distributore del caffè? Non era semplice, perché si portava qualcosa di nuovo all’interno dell’azienda e quindi anche dei potenziali problemi. Mantenere lo status quo sulla pausa caffè era decisamente meno rischioso. Mi ricordo che per convincere i responsabili citavo Don bosco che diceva: “Se sto troppo inginocchiato a pregare non penso più al Signore, ma al ginocchio che mi fa male”. Un modo per fargli capire che una pausa può avere anche effetti positivi sul lavoro.

Quale tipo di collaborazione ti hanno chiesto in faema? Faema voleva installare le macchine all’interno delle grandi aziende che c’erano a Genova: Fincantieri, l’IRI, il gruppo eFIM, etc. Quello era il mio ambiente naturale e conoscevo molti della mia generazione che erano entrati per far carriera in quelle organizzazioni. Quindi per me non era così difficile entrare in contatto, gestire i rapporti con loro e favorire la creazione delle primissime isole ristoro.

riuscivate a seguire anche le problematiche tecniche legate all’istallazione dei distributori? Questa era una questione davvero critica e che poteva portarci ad installare moltissime macchine, ma poi non riuscire a gestirle in modo adeguato. Invece abbiamo preso la decisione giusta e non vendevamo la macchina a chi non era disposto a formare un suo tecnico all’interno. Non si facevano eccezioni. Questa è un’altra regola che nel corso degli anni ho sempre seguito: bisogna rinunciare all’affare se non si è sicuri di fornire l’adeguato livello di servizio. Ancor oggi rinuncio a numerose opportunità quando non sono convinto di poterle gestire correttamente.

il conto economico delle e61 tornava? Le

macchine e61 costavano 770 mila lire, compreso il contenitore di metallo dei bicchieri usati. Il caffè al bar costava 40 lire e noi vendevamo a 50. Al gestore costava circa 17 lire il caffè finito, più 17 centesimi per gli altri costi, quindi è semplice calcolare il guadagno. Non solo il conto economico tornava, ma chi ci ha creduto per primo ha costruito aziende che oggi sono diventati grandi gruppi. Soprattutto gli imprenditori che acquistavano le macchine a rate e continuavano ad installarle, ammortizzando l’investimento molto velocemente e moltiplicando i ricavi. La gestione poi era più semplice, non c’era il latte non c’era la cioccolata e lo zucchero era in zollette.

ti aspettavi che pochi anni dopo faema vivesse un periodo di così grande difficoltà?

Fare impresa significa aver sempre presente tutte le fasi dei processi aziendali. Quando si è pensato di fare il Faemino, un ottimo prodotto e una grande idea, non si è pensato che bisognava avere una grande forza economica per gestire l’intero progetto, dall’acquisto del crudo dalla pianta di caffè (che bisogna prenotare molti mesi prima), all’importazione, la pulitura, il processo di liofilizzazione, il confezionamento, la vendita, etc. Nel mezzo c’erano pure i dazi doganali.

Fare tutto questo poteva comportare un’immobilizzazione del capitale per due anni e meglio andavano le vendite, più soldi bisognava investire. Ad un certo punto, il modello si è inceppato e Faema non è stata più in grado di continuare.

La multinazionale che ha avuto la forza finanziaria di rilevare il business e sostenerlo, ha avuto ritorni economici incredibili.

le difficoltà di faema ti hanno spinto a metterti in proprio? In realtà mi ero accorto da tempo di quello che stava succedendo e assieme ad altri due soci ho iniziato a lavorare con una Sas. Abbiamo comprato 20 macchine e le abbiamo posizionate molto velocemente. Dopo cinque anni ho chiuso anche questo capitolo della mia vita, visto che i due soci avevano litigato fra di loro e non c’era più il clima ideale per lavorare bene. A quel punto ho deciso di aprire una mia gestione ed è nata Automatica Settentrionale.

sei ripartito da zero o avevi già qualche buona locazione? In quegli anni c’era pochissima concorrenza e io avevo ottimi rapporti con alcune grandi aziende. Ad esempio ho installato le macchine in Italimpianti, una realtà con più di 2.000 persone che non potevano uscire al bar come

oggi. Quasi tutte le aziende che trattavo nell’area di Genova avevano più di 300 addetti. La grande industria era davvero grande, basti pensare che all’Italsider lavoravano circa 20.000 persone.

Nel corso della tua lunga carriera sei sempre stato legato al mondo della grande industria anche a capitale pubblico. come gestivi le inevitabili dinamiche politiche? Io nasco di sinistra, ma non sono mai stato comunista, riconoscendomi di più nelle idee del Socialismo. Quando mi sono messo in proprio, una delle prime cose che ho fatto è stato assumere un consulente che conoscesse bene la politica: un importante funzionario del pCI che era appena andato in pensione. Io ero convinto che le aziende fossero in qualche modo “aggredite” dalla politica e gli ho fatto un discorso molto semplice: “Vieni con me e davanti ad un problema mi dici che cosa pensa un politico”. Credo mi abbia preso per matto e abbia accettato con qualche riserva un primo periodo di tre mesi di prova. è stata una scelta felice per entrambi, visto che siamo rimasti insieme per anni e fino all’ultimo.

Negli ultimi 40 anni ci sono stati periodicamente periodi di crisi, anche molto duri. come giudichi la crisi attuale? Ci sono stati anni difficili, ma la parola crisi vuol dire il passaggio da uno stato all’altro. entri in crisi anche quando il cambiamento è positivo. bisogna semplicemente adattarsi ai cambiamenti nel miglior modo possibile.

oggi però trattare le grandi locazioni è obiettivamente più complesso. Questo tipo di business è sempre nel dNa della tua azienda? Io provengo da quel mondo e ho sempre mantenuto ottimi rapporti. La giovane generazione di un tempo è cresciuta. Molti dei miei conoscenti sono diventati importanti dirigenti ed è stato naturale continuare a lavorare insieme. è fondamentale guardare alla persona. basta avere educazione e rispetto e si ottiene sempre molto.

Quindi anche oggi contano ancora i rapporti umani? per me sì. Se avessi cercato solo i soldi, avrei potuto prendere un sacco di locazioni e poi magari venderle. Ma non è stata la mia scelta. Anche in azienda i rapporti contano tantissimo. Molti dei miei collaboratori sono con me da sempre. Marino (mio socio), Gianni e pino sono con me da più di trent’anni e i figli di alcuni collaboratori storici lavorano già in azienda. Questa è la vera forza di Automatica Settentrionale.

Hai mai pensato di espanderti anche nel sud italia, quando parte della grande industria italiana si è trasferita in quelle regioni? Seguire la regola di mantenere una locazione solo se posso garantire un buon livello di servizio mi ha fatto desistere. Avevo perfino aperto una gestione (Sud Automatica) che aveva installato le macchine in locazioni importanti, ma era davvero difficile fare un buon lavoro in un contesto ancora impreparato all’arrivo della grande industria. Quindi l’abbiamo ceduta.

cosa ti ha spinto 20 anni fa a compiere un’importante acquisizione in lombardia? Automatica Settentrionale si è sviluppata di anno in anno

senza ricorrere alla crescita per acquisizione. però vista la natura della nostra clientela, dovevamo avere una forte presenza nell’area di Milano, dove c’era il maggior polo industriale italiano. Così abbiamo acquisito per un miliardo e mezzo di lire la d.a.c.c. di Via Sulmona, inglobandola in seguito nel nostro gruppo.

Non è rischioso concentrare una buona fetta del proprio business nel mondo degli appalti? l’impressione dominante nel settore è che ci siano “ristorni” alti e poco margine. Non è così. Quando fai un buon servizio e volumi importanti, i conti tornano. purtroppo ci sono altre realtà che guardano più al fatturato che alla

marginalità e quindi, pur di far volumi, accettano condizioni che non generano utili. bisognerebbe avere un attimo di riflessione collettiva e capire che quella dei volumi a tutti i costi non è una buona strategia. Io stimo molto Fabio Quadrio e Massimo Trapletti, che sono approdati in grandi gruppi vending arrivando dal mondo dell’industria e vedono le cose in modo diverso, perché si sono resi subito conto dei numeri e degli utili. Così come gestori come bruno Mazzoleni, con il quale mi sento in piena sintonia. Sarebbe importante che questo tipo di mentalità di affrontare il business si imponesse nel settore. Vorrebbe dire che abbiamo un futuro.

il Futuro della Distribuzione Automatica è la Qualità .

Intervista con Giovanni Nebiolo A.D. Supermatic S.p.A.

da qualche anno sono entrati nel vending alcuni professionisti che hanno portato importanti contributi allo sviluppo di un settore storicamente carente di figure manageriali. tu sei senz’altro uno di questi. Qual è stato il tuo percorso professionale? Mi sono laureato in Ingegneria Meccanica con indirizzo Gestionale al politecnico

di Torino. Verso la metà degli anni ’70 ho iniziato il mio percorso professionale all’interno della Compagnia italiana di di xerox Corporation (all’epoca Rank xerox) nella quale ho avuto l’opportunità, negli anni, di ricoprire svariati ruoli. ho iniziato la mia collaborazione come Ispettore Tecnico, con la responsabilità di gestire un gruppo di 15 persone. Dopo un anno come District Service Manager ho assunto il ruolo di branch Service Manager per piemonte e Liguria e dopo tre anni ero Technical Service & Distribution Manager dell’area Centro-Sud, che implicava la gestione di

circa 250 tra tecnici e strutture logistiche di supporto. Mi sono trasferito da Roma a Milano con la qualifica di Direttore della Divisione Retail, poi Direttore Marketing dei Canali Indiretti dove mi sono occupato dello sviluppo della rete dei Concessionari esclusivi Rank xerox e ancora Direttore della Qualità all’epoca del primo premio eFQM (european Foundation for Quality Management) vinto da xerox nel 1990, davanti a IbM. Successivamente sono stato Direttore del personale e dell’Organizzazione per un paio d’anni e per un breve periodo Direttore del Marketing Strategico

Desktop publishing per il Sud europa; a metà degli anni ’90 mi sono occupato della creazione del canale distributivo delle periferiche per il Sud europa (portogallo, Spagna, Italia e Grecia) con l’approccio, innovativo per xerox, della commercializzazione di prodotti informatici tramite Distributori, Corporate Resellers, System Integrators, attività che ho seguito per qualche anno con il ruolo di Channel Vice president e General Manager. Negli ultimi anni di permanenza in xerox assunto il ruolo di Vice president e GM a livello europeo della divisione dei prodotti Office distribuiti attraverso canali distributivi two-tiers.

un curriculum di tutto rispetto. ti è servito a livello professionale cambiare così spesso mansione, pur rimanendo nella stessa multinazionale? ho avuto la fortuna di trovarmi di fronte a sfide sempre diverse, quindi mi sono spesso rimodulato nel corso della mia esperienza professionale. Una cosa molto stimolante ma anche abbastanza impegnativa, sempre all’interno di settori innovativi e legati a nuovi modelli di business come ad esempio l’apertura di nuovi canali distributivi. Questi cambiamenti mi hanno sempre costretto a guardar fuori, a cercare di acquisire non solo competenza sul piano personale, ma anche di riadattare modelli appartenenti ad altre realtà che avevano già sperimentato approcci diversi.

come sei approdato in una realtà vending? Nel 2002, pur restando nel Consiglio di Amministrazione di xerox Italia, sono uscito dall’azienda e mi sono trasferito a Firenze: una scommessa che è stata anche una scelta di vita, perché “vivere” negli aeroporti era diventato faticoso. Mi sono rimesso sul mercato e dopo un esperienza nel settore pubblico, dove ho sviluppato un azienda la cui mission era il supporto alle pMI nei processi di innovazione tecnologica, ho avuto l’occasione di entrare nel 2010 nel Vending, settore in fase di forte cambiamento.

Il fatto che fosse in atto un processo di agglomerazione in un’unica struttura, partendo da aziende più piccole e con tutte le problematiche che ciò apre dal punto di vista del cambio di modello culturale, organizzativo, gestionale, ecc. ha rappresentato e rappresenta per me un aspetto di estremo interesse. Sono lieto di essere approdato nel vending, un sistema che, per quanto ritenuto semplice nell’immaginario collettivo, in realtà racchiude in sé notevoli complessità.

uno dei momenti di maggiore complessità nei processi di fusione vending è gestire la fase di informatizzazione. come avete approcciato questo aspetto critico? Dopo la fusione, creare un unico sistema informatizzato è stato uno dei passaggi

fondamentali; quando sono arrivato questa scelta era già stata fatta. L’unione di più aziende con il contemporaneo avvio dei sistemi gestionali è stato, a mio parere, un gesto di estremo coraggio che ha messo in evidenza le criticità tutte in una sola volta. La scelta, legata alla dimensione dell’azienda, è ricaduta su JD edwards di Oracle per la parte logistica e amministrativa e su Vega di Digisoft per la gestione operativa, un cambiamento profondo rispetto alle soluzioni precedenti.

durante la fase di implementazione del nuovo sistema come avete garantito l’operatività?

Abbiamo adottato due road map, una per il software “operativo” e l’altra per quello contabile. Sul software “operativo” negli ultimi mesi dell’anno abbiamo cominciato ad importare due sedi alla volta mantenendo le anagrafiche di origine fino ad avere un ambiente per ogni sede; nel frattempo abbiamo creato l’ambiente unico con le nuove anagrafiche e costruito le transcodifiche fra le vecchie e quelle nuove. Gli ultimi giorni siamo stati costretti a lavorare senza supporti informatici per gli ARD, per poter aggiornare tutti i palmari nelle sedi. per la parte contabile abbiamo creato le anagrafiche uniche e riportato i saldi dell’anno precedente. parallelamente abbiamo

preparato le interfacce per integrare i processi che attraversano i due software. In entrambi i casi abbiamo definito un Go-Live “big bang”per il primo gennaio. Questo è stato anche l’elemento di accelerazione per gli altri cambiamenti. e’ naturale, per un’azienda che si informatizza, che ci si aspetti la piena funzionalità del sistema in tempi brevi ma in realtà, per quella che è stata la mia esperienza, sono necessari almeno un paio d’anni prima di giungere a completo regime operativo. Nel nostro caso l’implementazione dei sistemi ha accelerato il processo di unificazione delle modalità operative, anche se i lavori sono tuttora in corso.

avete operato una fusione in un momento di mercato estremamente delicato, eppure avete garantito l’occupazione. come avete gestito le normali sovrapposizioni di funzioni tipiche delle fusioni? Fortunatamente nel nostro caso le funzioni sovrapposte, soprattutto quelle più significative, erano poche e sono state risolte con la creazione della struttura centrale che ha potuto contare sulle competenze dei Soci. Anche da un punto di vista territoriale non ci sono state grandi sovrapposizioni, quindi non abbiamo avuto l’esigenza di fare interventi di riallocazione del personale e questo è stato senz’altro positivo. Anzi, la nostra struttura centrale, anche rispetto a gruppi simili, è piuttosto “slim”. Anche il rapporto tra costo del personale e fatturato è buono, e rappresenta uno dei nostri punti di forza. L’attenzione nei confronti del capitale umano è un valore fondamentale che la proprietà ha sempre dimostrato con i fatti. Con il cambiamento abbiamo inserito alcune nuove figure quali il Responsabile delle Risorse Umane, che si occupa non solo di gestione

a livello amministrativo ma anche della formazione, valorizzazione e sviluppo del personale, e il Responsabile della Qualità che deve supportare le diverse funzioni nel miglioramento dei processi operativi. Abbiamo inoltre costituito un piccolo team di Marketing Communication per lo sviluppo e la valorizzazione della brand identity.

Quali altre difficoltà avete incontrato nel processo di unificazione delle diverse aziende? Uno degli elementi innovativi nel modello organizzativo aziendale è sicuramente rappresentato dalla Rivendita: il suo inserimento a fianco della Gestione ha determinato la necessità di trovare livelli di adattamento reciproco, evitando inutili sovrapposizioni sul mercato.

Oltre a questo la fusione ci ha imposto di mettere a punto nuovi approcci: dalla pianificazione alla definizione del ruolo delle unità operative, all’avvio sistematico del controllo di gestione. Aspetti fondamentali per un’organizzazione di grandi dimensioni, che hanno richiesto qualche tempo per essere attivati, anche per consentire al personale la necessaria progressione nei livelli di conoscenza delle fasi del processo su cui è impiegato.

il cambiamento porta in sé anche un nuovo approccio di tipo culturale? L’aspetto fondamentale del nuovo approccio organizzativo rende indispensabile una cultura che riconosca l’importanza dei dati per la descrizione e l’analisi dei fenomeni, aspetto che si sta costruendo dal momento della fusione e ragione per cui ci siamo dotati di sistemi che ci consentano di misurare l’andamen-

to dei processi in ogni stadio del loro svolgimento.

Quando avete deciso di applicare la metodologia lean six-sigma e come avete convinto i soci? Li stiamo ancora convincendo. Nel contesto di piccole strutture, dove è possibile esercitare controlli molto stringenti a tutti i livelli, la cultura che si sviluppa è fondata su una catena di comando estremamente corta e sulla decisione immediata da parte di chi ne è a capo, ovvero l’imprenditore. In una struttura di dimensioni organizzative più complesse, questo approccio non è sempre traslabile, o per lo meno, occorre affiancare alle soluzioni immediate, del tipo “just do it” incentrate sull’esperienza, approcci strutturati per problematiche più articolate, come nel caso di organizzazioni matriciali in cui esistono complessità dal punto di vista delle relazioni funzionali e della condivisione delle responsabilità.

Si tratta di affiancare all’esperienza ed alla sensibilità imprenditoriale la cultura del “management by fact”, che stimola la conoscenza e l’analisi dei fenomeni aziendali con dati oggettivi. Questo è possibile, ai diversi livelli di profondità, attraverso la costruzione di una base dati ampia e qualitativamente affidabile.

portare questo tipo di cultura all’interno dell’azienda non è immediato e, una volta che si hanno a disposizione i dati, è necessario saperli interpretare e contestualizzare per assumere le decisioni più opportune. Conoscere la metodologia Lean Six-Sigma e applicarla è un’opportunità per favorire questa cultura. L’obiettivo è quello di riuscire ad innescare un linguaggio comune e criteri oggettivi di valutazione dei fenomeni complessi.

Qual è la logica della metodologia lean six sigma? Il metodo Lean prevede che il processo operativo sia strutturato in funzione della domanda (approccio pull) anziché sull’offerta del produttore come avviene tradizionalmente (approccio push). La metodologia Lean punta sul valore aggiunto fornito al cliente, eliminando sprechi e difetti che caratterizzano normalmente i processi operativi e accrescendo, al contempo, i margini aziendali. La metodologia Six Sigma punta a controllare la variabilità dei processi produttivi, mantenendo le oscillazioni della performance entro limiti molto ristretti. L’azione congiunta delle due metodologie - eliminazione degli sprechi e riduzione della variabilità del processo, rende il servizio qualitativamente migliore e più affidabile, oltre che più profittevole per l’azienda.

Questa metodologia è spesso associata ad un certo tipo di mondo industriale (manufactu-

ring). È applicabile anche nel settore dei servizi? Queste metodologie sono effettivamente nate per i processi di produzione ma possono essere applicate anche nel settore dei servizi. Alla base infatti si pone l’adeguamento dei processi operativi interni all’azienda in risposta alle esigenze del consumatore nei modi e tempi da questo attesi. Il concetto di Qualità è passato nel tempo da un approccio fondato sull'ispezione e sul controllo finale del prodotto, ad un approccio gestionale di prevenzione in cui il coinvolgimento del personale, la pianificazione, l’analisi dell'attività e la ricerca del miglioramento continuo, diventano punti fondamentali del nuovo modello di gestione. La qualità diventa una vera e propria strategia competitiva, parte della missione aziendale e quindi il fine di un processo progettuale e produttivo. La metodologia pertanto prescinde dall’oggetto del business, sviluppandosi sui processi operativi a vantaggio del consumatore finale e dell’azienda stessa.

si può calcolare l’impatto economico di queste “difformità”? Un aspetto rilevante di queste metodologie è che si possono fare valutazioni concrete sull’impatto che difformità e inefficienza possono generare livello economico. Attraverso la logica del continuous improvement è inoltre possibile misurare l’efficacia delle iniziative messe in atto e quindi adeguarle, modificarle o inserirne di nuove.

chi si occupa delle varie fasi dei processi e chi ne è responsabile? L’applicazione di una metodologia di questo tipo innesca dinamiche che richiedono la presenza di vari livelli del personale, dal responsabile (owner) del processo fino alla base, perché la vera conoscenza delle fasi di cui si compone un processo risiede in chi operativamente le gestisce: se ci sono elementi migliorabili in una particolare fase del processo, la persona più indicata per individuarli è proprio chi vi opera.

Questa dinamica favorisce lo sviluppo del team working sollecitando la responsabilizzazione delle persone e il contributo creativo da parte di ciascuno, elementi reali di cambiamento e di miglioramento dell’efficienza in una struttura articolata e complessa come la nostra.

Perché ritieni che la metodologia lean sixsigma sia adatta anche al vending? Come già detto ritengo che Lean Six-Sigma sia una disciplina da applicare all’interno di strutture che hanno determinati gradi di complessità e una certa dimensione organizzativa. e’ applicabile anche nel vending perché la distribuzione automatica si basa su processi complessi e la metodologia consente di ottimizzarli

aumentando la soddisfazione del cliente. Contemporaneamente favorisce la profittabilità aziendale attraverso la riduzione dei costi e l’aumento dell’efficienza.

Quanto è importante la formazione? È necessario anche formare i formatori? è chiaro che occorre una formazione specifica che includa a sua volta competenze di formazione. per questo abbiamo attivato un programma a vari livelli per il management: dal livello base (yellow belt) a quello intermedio (green belt) fino alle maggiori competenze (black belt). Lo scorso anno abbiamo formato due green belt e recentemente una ventina di manager hanno seguito un corso a livello yellow belt, acquisendo gli elementi di conoscenza necessari per una partecipazione costruttiva ai gruppi di miglioramento.

formare i manager e applicare la metodologia consente poi adeguati ritorni? la gestione ha un impatto economico positivo? Questo è l’obiettivo. In genere l’opportunità si verifica partendo da un problema che ha impatti negativi sul piano economico. Recuperare attraverso il miglioramento del processo una parte significativa di questo impatto si traduce ovviamente in ritorni misurabili, consentendo la possibilità di verificare l’efficacia dell’intervento.

avrebbe senso per la vostra struttura analizzare le performance delle singole filiali e fissare dei benchmark? Questo lo facciamo abitualmente. è una delle prime cose che abbiamo avviato, attraverso la pianificazione e l’attribuzione degli obiettivi alle filiali. Abbiamo impostato un sistema di revisioni mensili in cui ogni Responsabile di Filiale presenta i risultati della sua unità e i dati relativi ai parametri più significativi (volumi, prezzo, marginalità, ecc.). Il confronto con i colleghi consente di verificare i benchmark e comprendere i fattori critici di successo che possono essere estesi alle altre unità. Il meccanismo è quello del cosiddetto ciclo di Deming: confronto del risultato mensile e progressivo con il piano, individuazione degli scostamenti, analisi delle cause che li hanno generati ed infine lo sviluppo del piano d’azione per il loro recupero.

I responsabili di filiali sono yellow belt, quindi pos-

affrontare le criticità. Lo stimolo è proprio quello di trovare elementi che facciano crescere il management, adottando linguaggi comuni e sviluppando la propensione al contributo individuale.

sviluppare processi per recuperare valore è fondamentale. si può fare qualcosa di più per aumentare i prezzi al consumatore? Noi abbiamo fatto negli ultimi tre anni un intervento significativo sul recupero di valore, aumentando di circa il 20% il nostro prezzo medio, con una sistematica progressione. Si tratta di un processo complesso, che potrebbe essere ulteriormente ottimizzato attraverso pilot su campioni statistici, per verificare gli effetti degli aumenti sui vari segmenti di mercato.

Quanto è importante il supporto tecnologico?

Un grande ruolo nel miglioramento dei processi è affidato al supporto tecnologico. A stretto contatto con Digisoft abbiamo attivato molte applicazioni e su altre stiamo collaborando attivamente. Gli obiettivi che ci proponiamo in prospettiva sono orientati all’ottimizzazione e controllo dei processi di rifornimento e alla progressiva personalizzazione dell’offerta.

la proprietà appoggia questo nuovo approccio metodologico? attuare tutti questi cambiamenti in presenza di un contesto economico difficile non comporta il rischio che vi imputino parte della colpa dei numeri in calo? La proprietà ha avuto il coraggio di sperimentare, lasciando spazio a nuove opportunità. Il cambiamento in atto è significativo e ovviamente qualche perplessità, qualche dubbio permangono, soprattutto in questo periodo di crisi, in cui le variabili e le incertezze di mercato sono molte e il modello “tradizionale” costituisce un elemento di confronto e di sicurezza. Ciò nonostante l’appoggio della proprietà non è mai mancato.

Lo sviluppo sulla tematiche di cui si è parlato, richiedono indubbiamente investimenti, ma più in creazione di cultura aziendale che di risorse economiche. e’ chiaro che un cambiamento radicale come quello che stiamo affrontando sarebbe facilitato da un andamento di mercato in crescita: per questo ritengo che il percorso fatto in questi due anni sia ancor più significativo.

L’INNOVATIVA TECNOLOGIA

Nuovo gruppo caffè con sistema Gran Gusto

Nuova idraulica

Nuove immagini retroilluminate a LED*

Per una migliore estrazione degli aromi

Un caffè di qualità superiore a parità di dose di caffè macinato

Una crema eccellente per consistenza, spessore e colore

*per Atlante

VendingtoGO - Torino > 17

Cibus > 27

Tuttofood > 29

Covim Incontri> 32

VendingtoGo

La Distribuzione Automatica: un Servizio di Qualità, un Consumo Consapevole, un’Opportunità per la Ripresa

il mondo della distribuzione automatica si è dato appuntamento venerdì 31 maggio e sabato 1 giugno presso il polo espositivo di torino – lingotto fiere, per la prima tappa di VendingtoGo, organizzato da coNfida

Il vending si dimostra nei numeri un settore economico in grado di resistere alla crisi. Flessibilità, prossimità e un corretto equilibrio qualità/prezzo fanno della DA un servizio sempre più apprezzato dal consumatore. per oltre quarant’anni quasi interamente indirizzato ai consumi nei luoghi di lavoro, oggi invece un potente strumento a disposizione di un ben più ampio ventaglio di settori: bar, ristoranti, alberghi, GDO e commercio al dettaglio, ma anche industria di marca.

Il piemonte rappresenta da solo circa il 7% del mercato totale della Distribuzione Automatica italiana (dato riferito alle sole

imprese di gestione), esprimendo un fatturato di oltre 100 milioni di euro e con un’occupazione stimata di circa 2.500 addetti. Con questi numeri il piemonte si attesta come la quarta regione italiana per importanza nel vending, preceduta solo da Lombardia, emilia Romagna e Lazio.

Temi come la qualità, l’etica commerciale e il consumo consapevole sono stati al centro dei lavori della due giorni torinese, che ha inaugurato il “tour” promosso da Confida che toccherà cinque città italiane nei prossimi mesi. Riportiamo di seguito gli interessanti interventi di due relatori: Alessandro Fischetti e Roberta Laccetti.

L e ANUS:

I NUOVI CONFINI D e L V e NDING . Q UALITà, e TICA e CONOSC e N z A D e L M e RCATO :

GLI STRUM e NTI C h IAV e pe R IL SUCC e SSO

“Lo studio condotto da Leanus che presentiamo in questa sede, ha come scopo l’analisi del vending del Nord Ovest ( p iemonte Lombardia, Liguria). Grazie a questo studio abbiamo l’occasione per presentare gli strumenti messi a disposizione da Confida ai propri associati. Le informazioni ufficiali e certificate da noi utilizzate, rappresentano infatti uno strumento prezioso per l’imprenditore, che dovrebbe utilizzarle insieme alla propria conoscenza personale del mercato per meglio comprendere come muoversi nei confronti della concorrenza, confrontare i propri costi del personale con gli altri e capire qual è il sistema di riferimento.

A livello nazionale , abbiamo analizzato 791 società di capitali, focalizzandoci solo sulle 549 aziende che hanno reso disponibili tutti i dati di bilancio. Queste società di gestione rappresentano 1,6 miliardi di ricavi, ovvero lo 0,5% del p IL. Un dato interessante, perché applicando lo 0,6% di incremento IVA su questo importo si hanno 100 milioni di gettito. Da un punto di vista della distribuzione sul territorio si osserva, anche solo guardando le sedi legali, che l’intero territorio italiano è davvero “coperto” (unica eccezione è in parte la Sardegna). p er quanto riguarda lo stato di salute delle imprese, i numeri dicono che c’è stata una crescita 2011 sul 2010 del 5.5% e che le imprese “Star” sono il 35% del totale, mentre le imprese in difficoltà (“Stuck”) sono solo 31 su 549. Interessante notare come la valutazione dello stato di salute sia fortemente influenzata dai grandi gestori (oltre 100 milioni di ricavi) ma come però, escludendo i tre maggiori gruppi, l’analisi del bilancio migliora, anche perché la piccola impresa è meno indebitata. Delle 549 gestioni analizzate, 173 sono associate a Confida, circa il 31%, ma se facciamo questo calcolo dal punto di vista dei fatturati, circa il

73% dei ricavi appartiene ad aziende associate.

A livello di concentrazione regionale, Lombardia ed e milia sono le due regioni più significative (sedi dei grandi operatori) seguite da p iemonte e Toscana. Stupisce la difficoltà di accedere al credito. Dal nostro studio (basato sui dati di bilancio 2011) emerge che la maggior parte delle aziende del vending ha un profilo finanziario e patrimoniale ideale per gli istituti di credito, perché sono aziende solide in un business dove è facile ipotizzare quale possa essere l’andamento, con un livello di indebitamento bassissimo e che potrebbero avere semplicemente necessità temporanee di cassa per il proprio business.

p assando al caso specifico, osserviamo la distribuzione dei gestori in Piemonte : 43 società di capitale (Srl e SpA); i ricavi complessivi ammontano a 108 milioni; la quota di mercato di queste gestioni sul totale nazionale è di circa del 6,8%, mentre il p IL prodotto del p iemonte è dello 0,9 per mille.

I gestori con ricavi sopra i 5 milioni sono solo 7 su 43 e gli associati a Confida 20 su 43.

Dal punto di vista dello stato di salute delle imprese, il p iemonte conferma il dato nazionale: il 33% delle imprese sono Star, mentre le imprese in difficoltà (Stuck) sono solo 2 su 43, quindi ben sopra il dato nazionale. Il livello d’indebitamento delle imprese piemontese del vending è ottimo rispetto al livello dei ricavi e, anche da un punto di vista del profilo finanziario, le aziende sono stabili.

Dato che parliamo di Nord Ovest abbiamo confrontato i numeri del p iemonte in termini di performance aziendali con quelli di Liguria e Valle d’Aosta. I dati confermano quanto detto per il p iemonte: la maggior parte delle imprese rientra nelle categorie “Star” e “Runners”: vanno bene, sono solide e crescono, quindi il Nord Ovest è in linea con il dato nazionale.

p er alcune imprese abbiamo adottato l’etichetta “To investigate”, che indica che si trovano sui valori di soglia in termini di valutazione, quindi richiedono un approfondimento ulteriore.

Leanus è a nostro parere uno strumento eccezionale, che offre alcuni vantaggi agli associati Confida:

> la possibilità di accedere ai dati camerali ai prezzi più bassi di mercato (possibile perché siamo distributori ufficiali di Infocamere) oltre all’accesso on line alla banca dati delle imprese spagnole e offline ai dati internazionali senza obblighi contrattuali a lungo termine.

> gli studi di Settore a tre livelli di approfondimento, b asic, Golden e p latinum, consentono inoltre di avere informazioni specifiche di grado successivo. I dati riguardano circa 1.000 operatori del vending e a partire dal prossimo settembre dovrebbe essere disponibile il dato relativo al 2012, su cui stiamo lavorando.

> il terzo elemento riguarda il tema molto attuale della valutazione del rischio clienti-fornitori: offerta per cui l’associato ci dà un elenco di nominativi con cui intrattiene rapporti commerciali e noi facciamo una valutazione del profilo personalizzata, con possibilità di un alteriore approfondimento”.

> Alessandro Fischetti

partito dal piemonte, il monitoraggio di CONFIDA sui consumi degli studenti italiani dai distributori automatici ha analizzato un primo campione di 1.100 studenti di due scuole secondarie.

Dall’analisi dei dati è emerso che gli apporti nutrizionali della pausa consumata alle macchinette rientrano nei range delle dosi giornaliere consigliate dai nutrizionisti

I distributori automatici confermano così anche nelle scuole il loro essenziale servizio, grazie alla varietà dei prodotti offerti e alla loro disponibilità nei diversi momenti della giornata scolastica, durante la quale gli studenti decidono di servirsene per consumare alcuni pasti, dato che emerge anche da una recente indagine realizzata da Demoskopea per CONFIDA su “La distribuzione automatica nell’esperienza degli studenti nelle scuole medie superiori”, che segnala come i prodotti della DA siano in grado di soddisfare le diverse esigenze alimentari in cui panini e tramezzini sembrano una richiesta più maschile, mentre al contrario yogurt e prodotti a base di latte sono più citati dalle ragazze.

“Abbiamo voluto monitorare il consumo di prodotti ai distributori automatici nelle scuole ritenendo questo un ambito estremamente importante della nostra attività in particolare se considerato dal punto di vista dell’equilibrio nutrizionale”, ha affermato lucio Pinetti, Presidente di coNfida, concludendo: “Il nostro impegno per un’alimentazione equilibrata per gli studenti sarà sempre prioritario, ci confortano i dati fin qui raccolti dai quali emerge che i prodotti da noi offerti rientrano mediamente nei parametri di una dieta bilanciata. Siamo perfino convinti che il distributore automatico possa rappresentare nel futuro un utile strumento di educazione alimentare grazie alle straordinarie potenzialità d’interfaccia con l’utente offerte dalle attrezzature di nuova generazione”.

L’attività di CONFIDA è stata supportata da roberta laccetti, che nella sua relazione ha spiegato meglio i risultati di questo primo “censimento” dei consumi all’interno delle scuole piemontesi.

I NT e

RV e NTO DI R O be RTA L ACC e TTI – MD p hD Me DICO Spe CIALISTA IN S CI e N z A

D e LL 'A LIM e NTA z ION e

“L’analisi condotta ha valutato l’offerta dei distributori automatici in alcune scuole del p iemonte, focalizzando l’attenzione su alcuni precisi parametri nutrizionali. Abbiamo analizzato due scuole, un Istituto Tecnico e un liceo. Il numero totale del campione degli alunni analizzati è di 1.100 studenti, 750 dei quali nell’ITIS e 350 nel liceo. Interessante notare che la distribuzione tra i due sessi è differente nelle due scuole: 90% di alunni maschi nell’ITIS e parità tra maschi e femmine nel liceo. Andando a valutare le erogazioni in un anno scolastico abbiamo contato 95.030 prodotti venduti: i prodotti freschi (22,7%) rappresentano la maggior parte di prodotti venduti, seguiti dagli snack salati, dalle bevande piatte, dalle acque minerali, dagli snack dolci, dalle bibite gassate, dalle barrette, dai succhi di frutta e infine dal pastigliaggio. Interessante notare che circa il 57% dei prodotti venduti sono solidi, con preferenza di prodotti freschi e snack salati rispetto a barrette e snack dolci (in totale poco più del 12%); per quanto riguarda invece le bevande, gli studenti preferiscono bevande piatte e acque minerali (16% circa in entrambi i casi), mentre le bibite gassate si attestano al 7,1% e i succhi di frutta al 3%.

I prodotti erogati al giorno sono 452 (72 sono acque minerali). La media dei prodotti erogati al giorno per alunno, acqua esclusa, è pari a 0,4, in linea con le loro dichiarazioni di acquisto (2-3 volte a settimana).

Il numero totale delle kcal dei prodotti consumati è di 16.214.902 ed è interessante valutare la distribuzione di proteine (9%), carboidrati (64%) e grassi (26,4) all’interno del consumo di queste kcal. Questi numeri a cosa ci servono? Se si calcola che in una dieta equilibrata l’apporto potrebbe essere del 55-60% di carboidrati, 12-15% di proteine e 25-30% di

> Il moderatore
Alessandro Fontana e Roberta Laccetti

grassi, in base a quanto abbiamo visto, possiamo osservare che abbiamo una percentuale leggermente maggiore di carboidrati, leggermente inferiore di proteine e siamo in linea con quella dei grassi. b isogna valutare che queste percentuali si riferiscono ovviamente all’introito giornaliero di tutti quanti i nutrienti: le proteine si assumono soprattutto quando si consumano secondi piatti (carne, pesce, uova, formaggi ecc.), ma i fabbisogni nutrizionali si soddisfano se la dieta contiene un’ampia varietà di cibi.

La distribuzione dell’apporto giornaliero in una dieta bilanciata dovrebbe essere così ripartito: 15-20% kcal totali a colazione 5% spuntino, 3540% pranzo, 5% spuntino e 30-35% cena. Da notare il peso della colazione sulle kcal totali giornaliere: non molto spesso viene rispettata questa percentuale. L’adolescente-tipo è infatti coinvolto in molte attività scolastiche ed extrascolastiche e alcune volte non riesce ad assumere i pasti che dovrebbe negli orari canonici. Quindi qualcuno potrebbe preferire non fare colazione per dormire mezzora in più o, se ha impegni durante l’orario scolastico, piuttosto che attività doposcuola, è facile che colazione, spuntino e talvolta pranzo possano essere consumati fuori casa.

Considerando che un adolescente dovrebbe assumere tra le 2500 e le 2600 kcal al giorno (questo è un dato medio per entrambi i sessi) e in base alle percentuali viste precedentemente: a colazione si possono in -

trodurre tra le 375 e le 520 kcal; durante lo spuntino (assimilando i due spuntini – quasi nessuno li consuma entrambi), le kcal totali sarebbero tra le 250 e le 300; per quanto riguarda il pranzo abbiamo tra le 885 e le 1040 kcal (valori abbastanza elevati).

La media giornaliera di somministrazione per singolo pezzo prelevato da un distributore automatico, senza acqua risulta essere pari a 203,3 kcal. Considerando anche l’acqua si ha un valore di circa 170 kcal È interessante osservare che il valore di 203,3 kcal rientra nei range di kcal/giorno consigliato dai nutrizionisti.

I distributori automatici offrono un'ampia scelta di prodotti per soddisfare le esigenze degli alunni che nelle ore scolastiche decidono di servirsene per consumare alcuni pasti: colazione, spuntino o anche pranzo. p ossiamo quindi concludere che, sulla base delle analisi effettuate su un campione limitato di 1.100 studenti delle due scuole piemontesi, risulta che gli apporti nutrizionali della pausa consumata al distributore automatico rientrano nei parametri consigliati e va inoltre ricordato che la percentuale di grassi assunti è quella corretta, quindi spesso si accusano a torto le macchinette di distribuire ai ragazzi prodotti non sani.

Concludo il mio intervento lasciandovi con questa frase: “Il nostro cibo dovrebbe essere la nostra medicina. La nostra medicina dovrebbe essere il nostro cibo” (Ippocrate, 400 a.C.).

CIBUS

La Fiera dell’Alimentare Italiano Punta sull’Internazionalizzazione

In attesa dell’edizione 2014, Cibus prosegue la sua attività di promozione dell’alimentare italiano attraverso iniziative tese ad avvicinare sempre di più le imprese nazionali ai mercati esteri. Nell’ottica dell’internazionalizzazione oltre alla due giorni di eventi Cibus Global Forum, Fiere di parma e Federalimentare, in collaborazione con alcuni partner strategici, hanno organizzato la partecipazione di aziende italiane a Thaifex, la fiera dell’alimentare thailandese ed il progetto Cibus Market Check.

Sulla scia del successo di Cibus 2012, che ha segnato l’esordio della distribuzione automatica tra i settori rappresentati, si è tenuto il 16 e 17 maggio presso Fiere di p arma c ibus Global f orum , vero e proprio summit delle industrie alimentari italiane, a cui hanno preso parte oltre 300 imprenditori. Organizzato da Fiere di p arma e Federalimentare l’evento, che ha avuto come tema principale il punto sull’export del made in Italy alimentare e cosa sia possibile fare per aumentarne le potenzialità inespresse delle imprese italiaEventi

> C I b US G LO b AL F ORUM

ne del comparto.

o ltre il 50% delle imprese esporta all’estero (record nel primo trimestre 2012) e per questa ragione da Parma è stato lanciato un appello alle i stituzioni: l’internazionalizzazione delle imprese alimentari italiane va sostenuta concretamente. Sul palco di Cibus Global Forum si sono alternati numerosi relatori provenienti dalle imprese alimentari italiane, come Colavita, Ferrero, Mutti, p armacotto, Acqua San b enedetto, Illy, Cremonini, z anetti ed altri. Ma anche esperti ed analisti del sistema italiano come lo storico Valerio Castronovo e l’esperto in Storia dell’Alimentazione Massimo Montanari.

“L’export alimentare è aumentato del 12% nel primo trimestre del 2013, una sensibile accelerazione rispetto alla media dell’intero anno 2012 che si era attestata sul +7%. Se consideriamo che per la prima volta il numero delle imprese alimentari che esportano ha superato il 50%, è una prova dell’apprezzamento del food&drink italiano sulle tavole di tutto il mondo e della strategicità dei mercati esteri mentre i consumi interni soffrono.” ha dichiarato a nnalisa s assi , Presidente dei Giovani i mprenditori di f ederalimentare , che ha proseguito: “ Ma non mancano le criticità: la percentuale del fatturato derivante dall’export italiano è minore di quella di Francia e Germania, competitor verso i quali paghiamo un gap sensibile anche sul fronte dei costi di energia e lavoro. Molto ancora si può fare in termini di sostegno alla internazionalizzazione, a maggior ragione se la partita si sposta su nuovi mercati, come medio e Estremo Oriente o Paesi Arabi”.

Dalla tavola rotonda sono emerse alcune indicazioni importanti. “L’italian sounding, cioè la contraffazione dei prodotti italiani, è un fenomeno su cui si sta facendo ancora troppo poco ”, ha detto f rancesco m utti , ad di m utt i, mentre e nrico c olavita , Presidente c olavita ha sottolineato: “È possibile produrre prodotti italiani all’estero purché siano rispettati i disciplinari ed i criteri del saper fare italiano. Per esportare servono certificazioni di qualità, sempre più richieste da importatori, distributori e consumatori”

Ancora, Gino l ugli ad di f errero , ha dichiarato: “L’e-commerce è una buona cosa, ma non può sostituire il rapporto umano e comunque non può sostituire la presenza fisica nei mercati esteri”

e nrico Zoppas , Presidente a cqua s an b enedetto , ha aggiunto: “La classe dirigente italiana deve sostenere le imprese alimentari, soprattutto le piccole e medie”.

Spiegando la natura dell’evento, è intervenuto a ntonio c ellie , ad di f iere di Parma : “Il mondo guarda con crescente interesse al nostro stile di "vita&impresa" e comprenderne le radici per governarne il futuro è la missione dei giovani di Federalimentare che sono il motore culturale di Cibus Global Forum. Il dovere di un’organizzatore leader come Fiere di Parma è gestire anche prima e dopo gli eventi fieristici le relazioni di lungo periodo con la propria Business Community (Industria, Distribuzione e Organizzazioni delegati alla regolamentazione del commercio internazionale)”.

> C I b US A Th AIF ex

Fiere di parma, CIbUS e Koelnmesse (organizzatrice di Anuga e eu’vend) hanno allestito a Thaifex, dal 22 al 26 maggio 2013, un'area italiana dove mostrare l'offerta delle aziende italiane e partecipare a eventi e incontri. Thaifex viene considerata la porta di ingresso dei mercati del Sud est Asiatico. Inoltre, gruppi di manager di imprese italiane parteciperanno con Cibus ad altre grandi fiere, come prodexpo Mosca, Fhc a Shangai, Fancy Food a New York, SIAL in brasile.

> CI b US M ARK e T Che CK

Il 6 giugno scorso, inoltre, Cibus ha portato i manager di circa 20 industrie alimentari italiane a bangkok per studiare come il prodotto italiano viene presentato nei supermercati thailandesi e per incontrare i buyer della grande distribuzione locale.

Gli export manager di imprese come La Molisana, Coppini Arte Olearia, Noberasco, Consorzio Casalasco del pomodoro, Coppola Foods, Casale Spa, Steriltom, polenghi, Saviola, Caravella Fine Foods, Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana, Coop Italia hanno visitato i supermercati Marko, Tesco Lotus, The Mall Group, Cengra Food Retail e big C, dove hanno potuto incontrare i buyer delle rispettive catene distributive e prendere accordi per nuovi investimenti.

L’iniziativa fa parte di una delle diverse iniziative preparatorie di Cibus 2014 e rappresenta la seconda tappa del tour internazionale Cibus Market Check, organizzato da Fiere di parma e Federalimentare/Confindustria, con la collaborazione della Regione emilia Romagna.

Obiettivo della tappa thailandese era quello di approfondire la conoscenza del mercato locale, i trend attuali e prospettici di consumo per poter tradurre questi spunti in opportunità di business concreti. Le aziende italiane presenti hanno giudicato utile e positiva l’esperienza.

La prima tappa di Cibus Market Check si era svolta in febbraio a Mosca. prossime tappe previste: 28 giugno 2013, brasile (San paolo); 3 luglio 2013, USA (New York); 15 novembre 2013, Cina (Shanghai).

Tuttofood 2013 Un Successo Oltre Ogni Aspettativa

C ON 50.210 VISITATORI C e RTIFICATI ,

IN CR e SCITA D e L 25%, e UN D e CISO

CLIMA DI SODDISFA z ION e TRA GLI

O pe RATORI LA MOSTRA SI CONF e RMA

p UNTO DI RIF e RIM e NTO pe R IL

b USIN e SS AGROALIM e NTAR e.

Si è svolta dal 19 al 22 maggio presso il polo fieristico di Rho-fieramilano la quarta edizione di TUTTOFOOD, Milano World Food e xhibition, organizzata da Fiera Milano: i quattro giorni di manifestazione hanno registrato un’affluenza record di visitatori, che si attesta a 50.210 operatori professionali certificati, con un incremento degli esteri del 40% (provenienti da 122 p aesi) e del 20% di quelli italiani. I primi feed-back dai 2.000 espositori, che hanno occupato 6 padiglioni e 120mila metri quadri a fieramilano, sono più che positivi e segnalano una diffusa soddisfazione sia per la qualità della manifestazione nel complesso, sia, in particolare, per l’alto profilo dei buyer presenti in manifestazione, con una forte rappresentanza dall’estero. Eventi

“L’avevamo detto, l’abbiamo fatto: siamo la prima piattaforma italiana per il settore dell’agroalimentare per numero di top buyer internazionali, e la nostra potenzialità, in crescita continua fin dalla nascita, si è pienamente espressa in questa edizione dai numeri record, con aumento a due cifre di tutti i valori a partire dal +15% per la superficie, +11% per gli espositori e +25% per i visitatori”, ha affermato e nrico p azzali, Amministratore Delegato di Fiera Milano, proseguendo: “La grande soddisfazione di tutti i nostri partner, degli espositori e dei visitatori conferma la validità della visione strategica con cui abbiamo costruito TUTTOFOOD. La partnership con e xpo 2015 ha rappresentato e rappresenterà un asset vincente, avviata già nelle passate edizioni e diventata parte integrante della manifestazione. Un’alleanza che culminerà con l’appuntamento del 2015 in cui TUTTOFOOD avrà la sua quinta edizione in contemporanea con l’avvio dell’ e sposizione Universale”.

Strategico si è rivelato anche lo strumento con cui Fiera Milano ha selezionato top buyer su base mondiale per metterli in rete con gli espositori che ne hanno fatto richiesta. Il successo di TUTTOFOOD 2013 è stato reso possibile anche grazie alle tante sinergie di eccellenza instaurate con le associazioni che hanno creduto in questo progetto vincente: AID ep I, ASSICA, UNA p ROL, UNIONALIM e NTARI e UNAS, che, con il loro know-how nella valorizzazione delle eccellenze, hanno portato il Sistema Italia nei padiglioni avvalendosi della manifestazione che ha garantito loro una rinnovata visibilità.

Con oltre 150 tra eventi, convegni e iniziative di formazione, TUTTOFOOD è anche una piattaforma di networking e scambio di conoscenze, un interlocutore di riferimento per tutti gli operatori desiderosi di crescere professionalmente e di informarsi con puntualità su tendenze di mercato e nuovi prodotti. Considerevoli i riscontri per le azioni digital messe in campo per questa edizione: il sito ha registrato negli ultimi 30 giorni oltre 100mila utenti unici, con una permanenza media di 3 minuti e 40” mentre i social network hanno riscontrato un’intensa attività di condivisione con espositori ed operatori.

La prossima edizione di TUTTOFOOD è in programma dal 3 al 6 maggio 2015 a fieramilano, su una superficie di 150mila metri quadrati nei padiglioni attigui a quelli di e xpo Milano 2015, che inaugurerà il primo maggio dello stesso anno. In attesa del prossimo appuntamento, Fiera Milano unisce la professionalità e la conoscenza dei mercati di TUTTOFOOD a quelle di h OST, Salone Internazionale dell’Ospitalità p rofessionale, dando vita a FOOD h OS p ITALITY WORLD, la manifestazione internazionale veicolo ideale per portare il Made in Italy nei nuovi grandi mercati extraeuropei come India, Cina, b rasile, Turchia e Sudafrica. I prossimi appuntamenti sono a b angalore, in India, dal 12 al 14 giugno 2013 e in Cina e Turchia il prossimo settembre.

CONFIDA > IL Ve NDING A T UTTOFOOD

2013

In considerazione dell’importanza strategica che riveste TUTTOFOOD anche per il Vending e grazie ai rapporti di collaborazione tra CONFIDA e Fiera Milano, l’Associazione ha avuto la possibilità di mettere a disposizione delle imprese associate un’area espositiva “collettiva” all’interno del Salone per dare visibilità alle tecnologie e ai prodotti del settore.

Le aziende che hanno aderito alla collettiva hanno partecipato anche all’area dedicata al Vending che Tuttofood ha messo a disposizione di CONFIDA all’interno della Triennale di Milano, in occasione del Fuori Salone “Tuttofood Night”.

C O N C E P T

l’inizio di una nuova era

siamo presenti a VendingtoGO

TORINO · BARI · FIRENZE MESSINA · PADOVA

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Distributore a spirali versatile per tutti i tipi di prodotti

Conforme alle normative per la conservazione dei prodotti freschi

Disponibile nelle versioni 750 SLAVE, 900 e 1050 e nelle varianti colore Silver e Black

Ridotti consumi energetici, CLASSE A+ e A++

Eventi

Covim Incontri

Roadshow Lazio, Marche e Abruzzo 2013

Sabato 25 maggio Covim Caffè ha dato appuntamento agli operatori del settore di Lazio, Marche e Abruzzo presso il prestigioso Castello di Torcrescenza, a Roma, per fare il punto sulla situazione del mercato locale e definire nuove sinergie e opportunità di business per il canale Vending. Nel corso della giornata, organizzata in collaborazione con ValeVend di Valentino paroncini e Di Donato Vending di Lucio Di Donato, c’è stato anche un momento d’incontro e dal palco quattro relatori hanno brevemente intrattenuto i circa 200 ospiti.

Covim, sempre in prima linea nella difesa dei valori associativi, ha presentato e sponsorizzato una speciale promozione Confida che consente a tutti i gestori non iscritti all’Associazione, di avere la possibilità di aderire per tutto il 2013 a titolo gratuito. Alessandro Fontana, consigliere delegato della Commissione Sviluppo Associativo, ha aperto l’incontro illustrando i vantaggi di cui godono i soci di Confida. Claudio picci, Amministratore Delegato di Covim, ha presentato i prodotti della torrefazione genovese dedicati al canale Vending e ha inoltre ricordato gli

importanti investimenti in Comunicazione realizzati dalla sua azienda nel 2013. Covim infatti nel mese di aprile ha debuttato in televisione, sulle reti nazionali, con una prima campagna pubblicitaria televisiva. Gli spot sono stati trasmessi in tutte le fasce orarie, in concomitanza con le trasmissioni che riscuotono maggior audience, per raggiungere oltre centocinquanta passaggi televisivi nell’arco delle prime quattro settimane di programmazione.

Lucio Di Donato e Valentino paroncini hanno chiuso l’incontro salutando i molti clienti intervenuti, presentando le macchine Necta, SGL e i prodotti Covim e offrendo ai gestori una speciale promozione legata all’evento.

http://www.youtube.com/watch?v=DBvoOLU_kNs

Mondo Associazione

Assemblea Generale Confida > 35

Aumento IVA > 39

Nuove Banconote da 5€> 39

Assemblea Generale Confida

La Relazione del Presidente Lucio Pinetti

Sabato 15 giugno a bari, in concomitanza con la seconda tappa dell’importante iniziativa associativa VendingToGo, si è tenuta, all’interno del padiglione 96 della Fiera del Levante, l’Assemblea Generale ordinaria e straordinaria di Confida. Le aziende associate hanno approvato all’unanimità il bilancio Consuntivo 2012 e preventivo 2013, documenti che hanno mostrato una Confida in salute e con incoraggianti prospettive future.

L’Assemblea è l’ultima non elettiva e scandisce il terzo anno di presidenza pinetti. La sua relazione, che ha riassunto un anno di lavoro, è qui riproposta in versione integrale.

> ReLAzIONe DeL pReSIDeNTe LUCIO pINeTTI

cari colleghi, benvenuti e grazie per la vostra presenza.

L’Assemblea Generale costituisce la naturale sede per condividere i risultati di un anno di attività e al tempo stesso per ragionare intorno al contesto economico e sociale in cui il nostro Settore opera. Ma questo momento deve essere soprattutto un’opportunità per prefigurarci nuovi obiettivi e delineare gli indirizzi di programma per l’Associazione, ancor più oggi, dopo un 2012 che è stato probabilmente l’anno più difficile da quando è nata la Distribuzione Automatica in Italia.

La crisi ha colpito pesantemente l’economia, ma anche il tessuto sociale; le sue ripercussioni hanno intaccato i consumi, calati per la prima volta anche nel nostro comparto, determinando una generale sofferenza in tutta la filiera.

Solo un aumento, anche se modesto, dei prezzi al distributore automatico, ci ha permesso di evitare una catastrofe.

in questo quadro non è più possibile pensare di mantenere posizioni di rendita sulla base di strategie ormai obsolete.

Altrettanto Inutile è rimpiangere il passato: oggi dobbiamo avere più che mai consapevolezza che non serve voltarsi indietro, perché la nostra direzione è un’altra.

Ci dobbiamo confrontare con una recessione che varca i confini del nostro paese e questo rende ancor più critico lo stato di salute del nostro Settore, se si considera che il Vending Italiano ha una forte vocazione all’esportazione.

Il problema investe in tutta evidenza la componente manifatturiera, che ormai da anni si confronta con una crisi strutturale da cui con difficoltà e molto coraggio sta cercando di venir fuori, grazie anche agli investimenti in ricerca che non sono mai cessati e che oggi ci consentono di presentarci al mondo come una delle Componenti del commercio maggiormente innovative e tecnologicamente avanzate.

Il generale calo dei consumi che osserviamo in europa deve essere un segnale forte anche per le Imprese di Gestione Italiane, da sempre ritenute, e a ragione, modello di riferimento internazionale.

A renderci le cose ancora più difficili ci si mette anche il Governo, che con un improvvido quanto iniquo provvedimento ha deciso di innalzare l’IVA a partire dal 1 gennaio 2014 sui prodotti somministrati a mezzo distributori automatici dal quattro al dieci percento. Una norma sbocciata in sole trentasei ore, per reperire all’ultimo momento risorse finanziarie per lo Stato e che, come tutte le norme dell’ultimo minuto, è piena di errori e di contraddizioni.

Come si può pensare di innalzare l’IVA nel nostro settore senza prevedere una fase transitoria per adeguare al nuovo regime fiscale le centinaia di migliaia di distributori automatici installati?

Ma ancor prima, cosa spinge lo Stato a penalizzare una delle poche ancore di salvezza dei consumi per fasce sociali che andrebbero invece tutelate in questi anni di crisi?

fabbriche, ospedali, scuole, ma sono proprio questi i luoghi da tassare?

una norma che è destinata a contrarre ulteriormente i consumi, che pone a grave rischio la stabilità del nostro sistema e che toglie fiducia nelle già minate prospettiva di ripresa.

Auspichiamo che nei tempi per la conversione in legge ci venga data la possibilità -che ci è stata negata nei giorni scorsi - di rappresentare l’inadeguatezza della norma e, nell’ipotesi di una sua conferma, la necessità di renderla praticabile. Sul piano delle proposte normative, le nostre preoccupazioni, purtroppo, non finiscono qui.

Il nostro Settore è periodicamente oggetto di pretestuose illazioni da parte di alcuni ambienti della politica, forse sollecitati da operatori che vedono nel nostro successo la ragione delle loro sconfitte o da chi intravvede lo sviluppo di un proprio business. Mi riferisco a chi ci taccia di evasione fiscale.

Noi abbiamo i conti in ordine: lo dimostrano i dati.

Il Vending è tra i comparti economici che maggiormente contribuisce all’erario con una percentuale di imposte sui ricavi superiore al 2% , contro una media nazionale delle imprese pari all’1,6%. Ma nonostante l’evidenza dei numeri, l’attuale clima di “caccia alle streghe” potrebbe far rivivere la sciagurata proposta dello scontrino fiscale. sia ben chiaro.

Noi riteniamo che l’attuale sistema di controllo fiscale a carico delle nostre imprese sia del tutto sufficiente ed affidabile. Come Associazione

abbiamo il riconoscimento di serietà e trasparenza da parte dell’Amministrazione finanziaria, che ha avuto modo di apprezzare la nostra qualificata collaborazione per la messa a punto dei parametri che caratterizzano il nostro studio di settore.

Non temiamo altre forme di controllo, ma ci preoccupano strumentalizzazioni e speculazioni.

Lo scontrino fiscale non può essere utilizzato nei distributori automatici. Non può esserlo per ragioni tecniche e di gestione. Non si può paragonare un distributore automatico ad un registratore di cassa.

L’installazione di apparecchi per la trasmissione telematica degli incassi, alloggiati nei singoli distributori automatici, non è parimenti praticabile, né si possono ipotizzare soluzioni applicate a chi tratta in via automatica beni immateriali.

I nostri flussi finanziari sono sempre tracciabili: al limite su questi possiamo lavorare, sempre che sia garantito un confronto preventivo con l’Amministrazione e con la politica.

con questo “clima” qualcosa però dobbiamo fare tutti e subito. dobbiamo eliminare lo spreco di risorse finanziarie come strumento di competitività. Dobbiamo smetterla di mettere a disposizione il nostro servizio per arricchire altri.

Dobbiamo invertire la perniciosa spirale nella quale da troppo tempo si è infilato il nostro settore. dobbiamo smetterla di fare mercato con i ristorni.

Non è accettabile che circa il 13% del nostro fatturato nelle pubbliche amministrazioni sia destinato a canoni di concessione ed ancor peggio che il 6% sia rigirato come ristorno ai clienti privati.

stiamo perdendo il significato del nostro lavoro. usiamo piuttosto ogni centesimo per rilanciare le nostre imprese e per offrire la migliore qualità ai nostri consumatori

Questa è l’unica via.

Attraverso la proficua collaborazione con ADICONSUM, con i consumatori abbiamo consolidato un rapporto privilegiato di reciproca stima. Con la realizzazione del marchio TQS Vending ci siamo resi garanti della qualità dei nostri servizi.

Oggi sono circa un centinaio le aziende del Vending che possono vantare il nostro marchio di qualità.

Non possiamo ancora ritenerci soddisfatti. Il nostro auspicio è che presto tutte le imprese di gestione associate a CONFIDA seguano questo virtuoso percorso. tutto il Vending deve essere un’eccellenza riconosciuta nei servizi di ristoro. Abbiamo da tempo pronti dei capitolati standard per le pubbliche amministrazioni ed oggi per le scuole. La loro diffusione ed il loro accreditamento non sono così scontati. Coi nostri capitolati premiamo la qualità e questo stride con le finalità di molte gare d’appalto del Vending: il maggior contributo economico possibile.

Noi continueremo a valorizzare chi maggiormente si impegna col proprio lavoro e non col denaro e siamo certi di essere affiancati dai consumatori in questa difficile battaglia.

dobbiamo perseguire pervicacemente la via del valore, che si ottiene offrendo al giusto prezzo i migliori prodotti e i migliori servizi.

Il prezzo basso mortifica le nostre qualità ed è il maggior freno per le nostre potenzialità. prezzi bassi impoveriscono la qualità e mortificano le imprese. Vanificano gli sforzi di coloro che credono nella dignità del nostro comparto e che hanno consapevolezza che i nostri prodotti e servizi nulla abbiano da invidiare rispetto a chi li pone sul mercato al doppio o al triplo del valore.

Non possiamo però giocare solo in difesa.

dobbiamo affrontare e superare la crisi con idee nuove ed una nuova visione del Vending.

La vicinanza al territorio come momento di visibilità e promozione.

Dobbiamo riconquistare i territori, affermando i nostri valori, comunicando con le

Istituzioni e le comunità locali. Dobbiamo facilitare il dialogo tra imprenditori e rappresentare il Vending come un’opportunità per tutto il mondo del fuori casa.

Questo è lo spirito che dà anima e significato a “VendingtoGo”, l’evento itinerante dedicato agli operatori del Vending, ma anche al mondo dell’horeca e dei self store. Oggi viviamo le prime esperienze di questa nuova iniziativa, ma siamo certi che potrà diventare un appuntamento periodico di sicuro interesse per le nostre imprese.

dobbiamo inventarci un Vending diverso.

Le straordinarie potenzialità della distribuzione automatica non possono rimanere relegate ai confini del Vending tradizionale. L’innovazione e l’incrocio di esperienze commerciali differenti possono essere il motore di nuove applicazioni e proposte commerciali tra loro complementari. Lo dimostra l’interesse riscontrato in “Vendinglab” da parte di importanti brand della GDO e retail come Autogrill e Coop, oggi seduti ai tavoli di CONFIDA per elaborare, insieme ai nostri Operatori, nuove forme di commercio che vedono protagonista il Vending.

“VendingLab” è lo sforzo e la voglia di uscire dal guscio del Vending tradizionale per esplorare nuove opportunità di mercato e nuove collaborazioni. Grazie a chi oggi ci sta credendo e che, ne siamo certi, sarà un modello da emulare domani. dobbiamo rilanciare il mercato e non solo quello italiano. Il benessere delle nostre imprese passa anche attraverso lo sviluppo dei mercati internazionali. Ricordiamo che il 70% del fatturato delle imprese manifatturiere del Vending è destinato all’estero. Non possiamo né dobbiamo trascurare questo aspetto.

dobbiamo favorire la presenza delle nostre imprese nei mercati internazionali, promuovendone l’accesso al minor costo possibile. da qui l’opportunità di stringere nuove alleanze strategiche nel sistema fieristico internazionale.

per questa ragione, attraverso Venditalia Servizi, abbiamo già in essere una collaborazione con Fiera Milano nell’iniziativa “Vending in the World”, finalizzata alla promozione del Vending sui mercati dei paesi emergenti, al pari di altri Settori in cui l’Italia eccelle come l’horeca e il Food. siamo poi i promotori di un ambizioso, ma altrettanto necessario, progetto di ottimizzazione del sistema fieristico europeo del Vending. Crediamo in un disegno comune con le altre Associazioni nazionali della Distribuzione Automatica per configurare una gestione unitaria delle manifestazioni fieristiche di Settore. Una formula che consente di razionalizzare gli investimenti delle aziende espositrici e al tempo stesso di poter rivitalizzare le attività delle Associazioni nazionali, oggi spesso ingessate da modesti budget. dobbiamo mettere a disposizione il nostro know how per lavorare con l’europa in questa direzione.

A questo punto si impone una riflessione sull’Associazione europea del Vending, sulla nostra presenza e il nostro ruolo al suo interno. L’argomento è già stato posto all’attenzione dei nostri Gruppi Merceologici e di attività e prossimamente sarà oggetto di approfondimento da parte del nostro Consiglio Direttivo. cari colleghi, in questi anni abbiamo fatto molto per le nostre imprese, con le loro storie di vita e la loro dignità. ma oggi dobbiamo fare ancora di più.

Non dobbiamo arrenderci e soccombere alla crisi e alle difficoltà che ogni giorno si prospettano davanti a noi. Dobbiamo farlo per noi stessi e per le nostre famiglie, per i nostri collaboratori e consumatori. possiamo farlo, perché abbiamo le capacità, le idee e soprattutto la determinazione. La stessa con la quale da sempre la nostra sveglia suona ancor prima dell’alba e le porte delle nostre aziende si chiudono ben dopo il tramonto. buon lavoro a tutti.

Mondo Associazione

Il Governo Aumenta l'IVA ai Distributori Automatici

La previsione di aumento dell'iva sulle bevande e alimenti venduti nei distributori automatici, annunciato dal Governo per finanziare l'ecobonus, colpisce oltre 20 milioni di Italiani, che dal 1 gennaio 2014 avranno l'amara sorpresa di un rincaro dei prezzi di tutti i prodotti presenti nelle macchinette. Un settore che per oltre un decennio è stato capace di mantenere inalterati i prezzi al consumo nonostante il passaggio dalla lira all'euro e il costante aumento dei costi di gestione di questi anni oggi, per legge, sarà costretto ad aumentare i prezzi. "Fabbriche, scuole, ospedali, luoghi destinati alle collettività, sorprende come lo Stato abbia voluto colpire proprio queste fasce di consumo che, in particolare in questi anni di crisi, grazie al favorevole rapporto qualità

prezzo, nel distributore automatico, hanno finora trovato una valida soluzione di acquisto" dice Lucio p inetti, presidente di CONFIDA - Associazione Italiana Distribuzione Automatica.

L'incremento dell'iva sui prodotti somministrati attraverso i distributori automatici comporterà un aumento di almeno cinque centesimi sul caffè e le bevande calde e di circa dieci centesimi sulle bevande fredde e gli snack.

Lucio p inetti ha rilasciato alcune dichiarazioni in proposito, nel servizio televisivo andato in onda lo scorso 1 giugno su Tg La7, che è possibile rivedere utilizzando il link: http://youtu.be/ tem Yaq2uuXo

Le Nuove Banconote da 5€: Nessuna Criticità ma le Aziende già all’Opera per Minimizzare i Disagi

La DA in Italia conta un parco macchine installato nel 2012 di circa 2.400.000 distributori di cui oltre 1.600.000 riguarda le piccole macchine per ufficio funzionanti a capsule e cialde, mentre la restante parte riguarda i grandi distributori automatici di bevande calde, fredde e prodotti solidi preconfezionati.

La modalità più comune per il pagamento è la moneta o la chiave elettronica, mentre si stima che in Italia siano circa 100.000 i d.a. di alimenti e bevande corredati di lettore di banconote.

“Anche se per le ragioni sopra descritte le banconota da 5 Euro non rappresenta un criticità per il comparto né per il consumatore (stante i prezzi dei prodotti ben al di sotto di questo valore), le imprese stanno lavorando al fine di minimizzare eventuali disservizi legati alla mancata accettazione del nuovo taglio” ha dichiarato Lucio pinetti, presidente di CONFIDA.

“Rendere diffusa l’accettazione di una nuova banconota è un’azione che richiede particolari attenzioni, infatti, così come accade anche per le monete, per la discriminazione mediante dispositivi elettronici, sono necessari processi strutturati volti ad ottenere il migliore compromesso possibile tra sicurezza e percentuale di accettazione” ha inoltre commentato Mario Majo, presidente del Gruppo Imprese di fabbricazione di distributori automatici ed

accessori per gli stessi di CONFIDA nonché rap presentante in Italia di un’azienda multinazionale produttrice di sistemi di pagamento. Il dispositivo elettronico deve infatti tutelare l’impresa nell’individuazione dei falsi e allo stesso tempo deve offrire la migliore funzionalità al consumatore (accettazione della banconota in possesso del cliente possibilmente al primo tentativo). Questo equilibrio si ottiene mediante l’utilizzo di un’appropriata tecnologia applicata al lettore e la capacità di raccogliere un campione rappresentativo. Gli occhi elettronici dei sistemi di pagamento rivelano particolari generalmente non visibili all'occhio umano che sono direttamente collegati al processo di stampa (oltre 8 diversi siti in europa) e ai fornitori di materie prime. per tutti i consumatori del caffè al distributore automatico i tempi di attesa per veder accettata la nuova banconota da 5€ non sono comunque lunghi. Migliaia di tecnici attivi nel settore hanno già iniziato a recarsi su tutti i punti vendita. Il lavoro di aggiornamento sarà terminato al massimo in un paio di mesi. Resta sempre inteso che criticità specifiche possono essere segnalate al gestore di distributori automatici sempre individuabile su ogni apparecchiatura che di certo provvederà tempestivamente alla risoluzione dell’inconveniente.

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Coges > Sul Mercato il Nuovo Sistema Coges Engine

Forte di trentacinque anni di esperienza nel vending ed oltre 30 milioni di chiavi cashless vendute, Coges annuncia oggi che il nuovo sistema c oges e ngine è disponibile per l'acquisto.

Coges e ngine è un sistema elettronico per il vending interamente progettato da Coges ed assemblato presso la casa madre in Italia. Coges e ngine è caratterizzato da un’innovativa struttura modulare che consente di configurare i componenti hardware e software in diverse combinazioni nello stesso sistema. Alla scheda centrale, che funge anche da unità di rilevazione dei dati contabili, è possibile collegare un lettore

di chiavi e tessere Coges o persino un lettore di carte di credito o NFC, offrendo tutti i vantaggi di un sistema cashless avveniristico che cresce e si evolve nel tempo. Allo stesso tempo, Coges e ngine è un sistema compatto, senza schede esterne aggiuntive e con minore ingombro all'interno del distributore e meno esigenze in termini di installazione e manutenzione. è possibile equipaggiare Coges e ngine di telemetria G p RS, connessione alla rete LAN aziendale o trasmissione dati b luetooth semplicemente aggiungendo dei moduli integrati opzionali. Queste configurazioni possono essere modificate anche in momenti successivi, per risponde -

re a nuove esigenze nel parco macchine o essere implementate in base alle opportunità di specifiche locazioni.

Coges e ngine è inoltre molto facile da utilizzare: programmazione e aggiornamento firmware possono essere portati a termine in pochi secondi con una comune chiave US b o in remoto nei modelli con telemetria, così come la rilevazione dei dati contabili per una gestione ottimale del punto vendita. Coges e ngine è inoltre supportato da una vasta gamma di software gratuiti e facili da usare messi a disposizione da Coges.

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Crane Payment Solutions > Tutte le Novità dell’Azienda per il

aggiornamento dei dispositivi crane per le nuove banconote da 5 euro

Crane payment Solution ha annunciato che tutti i gli accorgimenti necessari per l’accettazione delle nuove banconote da € 5 della serie europa sono stati realizzati con successo su tutti i prodotti dell’azienda. Le nuove banconote da cinque euro hanno cominciato a circolare nel mese di maggio. Crane, che ha un rapporto di collaborazione consolidato con la banca Centrale europea, ha lavorato a fianco dell’Istituto fin dal primo annuncio della diffusione delle nuove banconote, al fine di garantire un'implementazione di successo.

"Siamo stati in grado di aggiornare tutti i nostri lettori di banconote attuali e riciclatori e stiamo vivendo senza problemi. Crane Payment Solutions aggiornate tutte le parti interessate del software prima di distribuire la nuova banconota da 5 € e clienti sono stati informati in anticipo per consentire l'aggiornamento delle applicazioni sul campo", ha dichiarato erik Van der Weide, coordinatore Valuta di crane, che ha aggiunto: "Uno dei nostri valori chiave, in qualunque mercato ci si trovi ad operare,

è l’attenzione al cliente, per cui è fondamentale che i nostri prodotti siano pronti per eventuali introduzioni di nuova moneta o di una nuova legislazione. I clienti possono contare su di noi anche il prossimo anno per l'introduzione delle banconote da 10 € della serie Europa, che saranno trattate in modo altrettanto efficace ".

feedback positivo ad aVeX per crane Payment solutions

Nel corso di AVex 2013, il Salone del vending inglese tenutosi dall’11 al 13 giugno scorsi a birmingham, Crane payment Solutions ha dimostrato la propria competenza nei sistemi di pagamento di alta qualità e tecnologie, ricevendo feedback positivi da parte dei visitatori.

Affidabilità del prodotto e accessibilità del team di vendita e di servizio i punti forti dell’azienda, che in occasione della fiera ha presentato le sue più recenti soluzioni per il mercato.

Tra tutti, grande riscontro di pubblico per NfcVend, il dispositivo che offre vantaggi per gli operatori e gli utenti finali ed è stato ben accolto per il suo piccolo ed elegante design; altri prodotti molto apprezzati sono stati currenza c ² aeroporto, v ² colibri

e la msmv2 banconote

La caratteristica fondamentale del sistema Vend NFC è il metodo di pagamento flessibile attraverso telefoni cellulari, chiavi, tessere o tag. Con uno stile intuitivo e semplice, con lo scopo di indirizzare gli utenti verso l’utilizzo del distributore automatico, il sistema NFC Vend è disponibile sia in versione stand-alone senza contanti che nella versione da integrare semplicemente nella gettoniera. Inoltre, il sistema può essere facilmente installato su macchine esistenti, senza dover effettuare alcuna modifica.

Crane è stata rappresentata presso il proprio stand dal responsabile tecnico Nick Norris, premiato come Ingegnere dell'anno e da mark simmons, sales manager, che ha dichiarato: "Siamo molto soddisfatti della risposta degli operatori a AVEX, che chiaramente si sono resi conto dei vantaggi che i prodotti Crane possono fornire. È stato importante per noi anche vedere riconosciuto il lavoro del nostro Nick Norris, che è stato premiato come Ingegnere dell’anno: le nostre persone sono una parte importante della nostra società, ed è bello vedere uno di loro premiato per il lavoro che svolge”

C URIOSITà > LA p RIMA W eb CAM p UNTAVA SU UNA MACC h IN e TTA D e L CAFF è

Quando è stata installata la prima webcam, che ha trasmesso immagini attraverso internet, inquadrava una macchinetta del caffè. Realizzata nel 1991 dall’Università di Cambridge, la prima webcam nasce dalla pigrizia, perché il suo scopo, raggiunto, era quello di consentire a studenti

e ricercatori di verificare la quantità di caffè presente nella caraffa posta nel vano porta-tazze senza doversi alzare dalla propria postazione. La qualità dell’immagine era ovviamente ridotta, ma per molto tempo la “Trojan Room Coffe pot” è stata un’icona di internet. La webcam ha trasmesso online fino al 2001, anno in cui il dipartimento di informatica dell’Università si è trasferito in un’altra sede.

Breaking News Breaking News

Grazie all’idea originale di una società francese, ora è possibile dormire qualche minuto in più e prepararsi un caffè espresso nella comodità della propria auto, mentre si raggiunge i posto di lavoro o si accompagnano i bambini a scuola.

Il dispositivo, semplice da utilizzare e piuttosto economico, si collega alla presa accendisigari dell’auto e funziona a cialde. Scaldata l’acqua, un segnale sonoro indica quando il caffè è pronto da versare, operazione che deve essere eseguita manualmente, dato che per motivi di spazio non è stato possibile dotare la macchinetta di un vano porta-tazzina.

hAND p R e SSO > LA MACC h INA pe R IL CAFF è IN AUTO

Appuntamento in Fiera

Eu’Vend & Coffeena

MeNO DI TRe MeSI ALL’AppUNTAMeNTO CON IL SALONe TeDeSCO DeL VeNDING

La fiera tedesca del vending e il mondo del caffè saranno sotto lo stesso tetto dal 19 al 21 settembre a c olonia Sono già molte le aziende che hanno inviato la loro conferma di partecipazione ed oltre 200 gli espositori presenti in fiera per questa edizione. Nell’ambito del vending esporranno: Azkoyen, b ianchi, b onamat, Jakob Gerhard, N&W Global Vending, SandenVendo, p rovenero/Saeco, Servomat Steigler, rheavendors, Westomatic e Sielaff. In rappresentanza del settore caffè e cacao annoveriamo b arry Callebaut, b elmoca, b urkhof Kaffee/Darboven, Catunambu, Coffee b oard of India, Coffee b oard of Indonesia, Deutsche e xtrakt Kaffee, Gimoka, Kraft Foods, Krüger, Laqtia, Leo e spresso, Miko, Nestlé, p huc Sinh, Schirmer, Gebr e Westhoff. Deutsche Telekom con i pagamenti da cellulare, ICT, M e I e la Microtronic si presenteranno nell’ambito dei sistemi di pagamento Tra gli specialisti di distributori da tavolo di bevande calde si presenteranno Aequator, Animo, e TNA, mentre i produttori di snack saranno rappresentati da Kuchenmeister, Mars, Mondelez e Lorenz b ahlsen Snack World. Anche aziende leader per i prodotti monouso come Dopla, Flo, h uhtamaki, Swiss p rime p ack, p accor saranno presenti a e u’Vend & coffeena 2013. h anno inviato la loro adesione anche le principali aziende produttrici di filtri per l’acqua , come 3M, b rita, e verpure/ p entair und water + more e non mancheranno i dispenser di acqua che saranno proposti da Cosmetal, b lupura, Revos, b rita.

> S OST e NI b IITà e p RODOTTI e QUOSOLIDALI

Tema principe di questa edizione, la sostenibilità : le aziende della distribuzione automatica stanno adattando l’attività del 2013 sempre più alle esigenze della sostenibilità: dotazioni tecniche all’insegna del risparmio energetico, del riciclo, dell’utilizzo attento delle risorse e dell’impiego di prodotti provenienti dal commercio equosolidale.

Nel corso di e u’Vend & coffeena, il forum di discussione “Rotes Sofa” (l’ormai noto “divano rosso” che ospita tavoel rotonde e approfondimenti) invita le organizzazioni dei marchi di qualità Fairtrade, Rainforest Alliance, UT z e 4 C a un appassionante dialogo. L’Associazione tedesca della distribuzione automatica, b DV, ente patrocinatore di e u’Vend, metterà particolarmente in risalto la collaborazione avviata con l’associazione TransFair e.V. presentandosi in fiera nel proprio stand insieme a TransFair.

Con 300.000 distributori di bevande calde e oltre 3,8 miliardi di porzioni

all’anno, il settore della distribuzione automatica è tra i più importanti fornitori di caffè dei consumatori tedeschi. Dai dati aggiornati del 2012 emerge che il trend di un uso più attento e sostenibile del caffè è in crescita. La quota di mercato del caffè certificato ha raggiunto il 4%, come comunicato nell’aprile 2013 dall’Associazione tedesca del caffè. p resso le stazioni di servizio, le mense e nella ristorazione, l’offerta di prodotti provenienti da coltivazioni ecologiche e circuiti equosolidali da dieci anni a questa parte cresce continuamente.

Oggi spesso non si tratta più di trovare semplicemente il caffè che costa meno. I consumatori non di rado pagano volentieri un prezzo più alto pur di sapere che il prodotto proviene da coltivazioni biologiche controllate ed è commercializzato a condizioni eque per i coltivatori di caffè. Aziende operanti su vasta scala come Starbucks e McDonald’s hanno iniziato addirittura a puntare solo sul caffè equosolidale. Un motivo più che sufficiente per gli operatori del vending per passare all’offensiva in linea con una strategia di mercato sostenibile.

p er questo giovedì 19 settembre, alle 15.30 il promotore di e u’Vend & coffeena riceverà i responsabili delle più autorevoli etichette di certificazione al “Rotes Sofa”, presso il padiglione 9, stand C 030/D 039. Il direttore generale dell’Associazione tedesca del caffè, h olger p reibisch, presenterà i marchi di qualità Fairtrade, Rainforest Alliance, UT z e 4 C e modererà il dibattito.

Anche la presentazione di b DV all’evento fieristico di quest’anno sarà una pietra miliare in fatto di sostenibilità. L’Assciazione nazionale tedesca della distribuzione automatica si presenterà al suo stand insieme a TransFair e.V. Questa collaborazione consentirà agli operatori del vending di proporre e contrassegnare i loro caffè, cappuccini, espressi & Co. certificandoli sul distributore automatico e registrandosi sul sito di Fairtrade-Deutschland.

Nel 2012 in Germania sono state vendute 9.322 tonnellate di caffè con certificazione equosolidale (+6% sul 2011) e a una quota di mercato del caffè Fairtrade del 2,2 per cento. Il 30 per cento del caffè viene venduto sul mercato dei consumi extradomestici. Contemporaneamente cresce la varietà. Attualmente esistono oltre 300 articoli di caffè certificati Fairtrade. Il 76% di questi è anche certificato come biologico.

“Siamo molto lieti, di aver potuto stringere questa collaborazione con Transfair e il marchio Fairtrade a favore dei nostri soci. Promuove la qualificazione e l’adeguamento alle esigenze del mercato degli operatori del nostro settore” ha spiegato il dirigente di bd V, a ris Kaschefi , aggiun -

gendo: “Bisogna considerare che ben il 70 % dei consumatori conosce Fairtrade e il 92% di questi si fida di questo marchio” come ha riferito

Dieter Overath, dirigente di Transfair e. V., nel corso di un’intervista con la “ z eit”. Il fatto che oggi il marchio pionieristico per prezzi giusti ed equità istituito oltre 20 anni fa venga illustrato in un libro di testo su due di geografia ed economia lo rende molto fiducioso”.

Tuttavia l’importante tema della sostenibilità nel settore della distribuzione automatica trova attuazione ben oltre l’ambito dei prodotti di riempimento. I punti chiave: l’ottimizzazione energetica e utilizzo attento delle risorse. I distributori automatici più avanzati sfruttano tra l’altro fonti di alimentazione alternativa, quali impianti fotovoltaici e celle a combustibile, e vantano classi di efficienza energetica A+ e perfino A++, mentre per l’illuminazione impiegano i L e D di lunga durata ed efficienti e, come dispositivi di accensione e spegnimento, i rivelatori di movimento. Grazie a tecniche di isolamento molto performanti il consumo energetico del raffreddamento e della modalità in standby si riduce e anche la funzione notte dà un contributo non indifferente all’abbattimento dei costi. Inoltre, i bicchieri lanciati di recente sul mercato sono prodotti qua -

si esclusivamente con materie prime rinnovabili e, dopo l’uso, vengono compostati industrialmente.

Questi progetti promettenti per l’ambiente, l’uomo e l’equità hanno trovato un’applicazione pratica, da una parte, nello stabilimento della b MW di Dingolfing, nel quale si trova la prima stazione di distribuzione Dallmayr e fficient e comatics, dall’altra a Düsseldorf nel Café b lum e nel sistema di public vending con caffè biologico ed equosolidale presso la stazione della metropolitana della stazione ferroviaria centrale.

e u’Vend dal 2003 si svolge a Colonia con cadenza biennale e nel 2011, per la prima volta, il salone è stato tenuto congiuntamente con coffeena. 5.600 operatori circa da 66 paesi hanno sfruttato l’occasione per raccogliere informazioni dettagliate, concludere ordini e stringere alleanze strategiche nel campo della distribuzione automatica e del caffè. e u’Vend è una manifestazione patrocinata dall’Associazione tedesca della distribuzione automatica, b DV ( b undesverband der Deutschen Vending- Automatenwirtschaft e.V.). Il salone gode anche del sostegno della e uropean Vending Association ( e VA).

Host 2013 IL pUNTO SUL FUTURO

Martedì 28 maggio è stata presentata, nel prestigioso Salone d’Onore della Triennale di Milano, la 37esima edizione di Host, salone internazionale dell’ospitalità Professionale, in programma a fieramilano dal 18 al 22 ottobre 2013.

L’incontro di presentazione dell’edizione 2013 si è trasforma in un’occasione di dibattito, da cui sono emerse tutte le opportunità ancora da cogliere grazie a innovazione, design e nuovi trend nei consumi fuori casa. Con la presentazione dell’edizione 2013 host, il Salone professionale dell’ospitalità professionale, leader mondiale nel settore ho.Re.Ca. e Retail, si conferma come osservatorio privilegiato e punto di riferimento nel dibattito internazionale sul futuro del comparto. A rimarcare, in particolare, il ruolo strategico del design e dei layout nei nuovi format dell’ospitalità, che avranno grande spazio all’interno della manifestazione. Moderata da Paolo marchi, giornalista gourmet, ideatore e curatore di Identità Golose (partner di host 2013 per una serie di momenti informativoformativi durante la manifestazione), la conferenza stampa si è trasformata in un vivace scambio di idee su dati e trend di settore, che ha coinvolto Michele perini, presidente di fiera milano spa; davide scabin, Astrochef e Chef patron del ristorante combal.zero di Rivoli (TO) (due stelle Michelin); magda antonioli corigliano, Direttore del Master in economia del Turismo dell’università bocconi; e luisa bocchietto, presidente di adi - Associazione per il Disegno Industriale.

Nel suo intervento di apertura, michele Perini si è focalizzato in particolare sul processo di internazionalizzazione che sta vivendo Fiera Milano, che non si pone come una sorta di delocalizzazione, ma sempre con l’obiettivo di far

venire gli operatori in Italia: “Fiera Milano rafforza la credibilità e l’attrattività del sistema paese” ha affermato Perini, proseguendo: “ ed esportando concept espositivi vincenti porta le eccellenze italiane nel mondo. La ricaduta economica del sistema fieristico milanese è valutata in 4,5 miliardi di euro: Fiera Milano non dimentica mai il suo legame con il territorio, oltre che con le industrie e le associazioni di categoria dei settori che rappresenta, e si pone l’obiettivo di offrire agli operatori internazionali una piattaforma di business unica per ciascuna filiera, dove conoscere e fare business con tutti gli attori: nel caso dell’ospitalità, per esempio, dai macchinari alle materie prime fino al design e alle risorse umane per realizzare progetti Made in Italy completi. Un approccio molto apprezzato soprattutto nelle economie emergenti, ricche di liquidità, ma ancora sprovviste delle necessarie competenze”

Che il settore ho.Re.Ca. possieda ancora potenzialità di innovazione pressoché infinite, lo dimostra anche il caso di davide scabin, lo chef chiamato a preparare i menu per luca Parmitano, l’astronauta partito per la stazione spaziale ISS, che diventerà l’italiano rimasto più a lungo in orbita (sei mesi) e il primo a camminare nello spazio. Scabin ha commentato: “La sfida di preparare piatti della tradizione italiana, soddisfacendo i rigidi requisiti dell’ESA per cibi che devono conservarsi fino a 36 mesi in assenza di gravità, ha coniugato al massimo la creatività italiana con l’innovazione tecnologica che richiede il settore, e soprattutto l’evoluzione nel gusto dei consumatori. Abbiamo realizzato piatti di casa nostra, sud e nord: parmigiana di melanzane, risotti ai funghi e pesto e caponata, sottoponendoli secondo i casi a disidratazione o a sterilizzazione, ma senza mai perdere il gusto. Abbiamo risolto anche la sfida del packaging con sottili buste sottovuoto che riducono

sia lo spazio occupato, sia i rifiuti da smaltire. Oltre all’emozione pura di vedere i miei piatti andare nello spazio, quest’esperienza mi ha insegnato come si possa fare vera innovazione in cucina, in accordo con la grande tradizione italiana, anziché, come a volte avviene, con invenzioni pensate per un gusto della novità fine a se stesso”

Le potenzialità da sviluppare sono state al centro anche dell’intervento di magda antonioli corigliano. I dati e i trend del turismo, che include molti dei clienti diretti del comparto ho.Re.Ca. e Retail, inducono infatti a un cauto ottimismo, secondo la docente dell’Università bocconi: “Quest’anno gli arrivi internazionali nel mondo hanno superato prima del previsto la soglia del miliardo, e si prevede che raggiungeranno 1,6 miliardi nel 2020 e 1,8 nel 2030. Prendendo come base 100 l’anno 2000, e tolta una flessione nel 2009, nel decennio le presenze alberghiere in Italia sono salite costantemente e nel 2011 hanno sfiorato quota 125, soprattutto grazie al contributo dei turisti internazionali. Per quanto riguarda i consumi fuori casa, il quinquennio 2007-2011 ha mostrato un lieve incremento del +0,5% in Italia a fonte di consistenti diminuzioni in quasi tutti i paesi europei. L’ospitalità italiana dimostra quindi una sua vivacità, costruita sulla capacità di puntare su soluzioni nuove, dalla sostenibilità, ai turismi motivazionali fino a quelli per particolari classi di turisti, come gli anziani. Soluzioni che creano una serie di nuove esigenze alle quali l’industria Ho.Re.Ca. e Retail è chiamata a rispondere: l’hôtellerie rappresenta il 43% dell’industria turistica, e la ristorazione il 14% ”.

A conclusione, l uisa b occhietto , Presidente di adi , ha sottolineato il ruolo centrale del design italiano nell’incrementare la capacità dell’Italia di “fare sistema”. “Come ADI, siamo fortemente impegnati a superare i localismi e le rivalità tra le diverse ‘scuole’ locali di design”, ha affermato b occhietto, “per incentivare un modo di proporsi unico e coerente del design italiano, all’estero, dove più spesso è già riconosciuto come tale, e anche in Italia dove per paradosso questo accade meno. La collaborazione con il sistema fieristico è fondamentale in questo senso. Ne sono un esempio i due award che h ost 2013 propone in partnership con p OLI.design e a cui ADI ha dato il suo patrocinio, h OSThinking che premierà i format che in modo più originale interpreteranno il design come elemento strategico nel soddisfare i nuovi stili di consumo, e h ost Smart Label che invece riconoscerà i prodotti degli espositori che presentano requisiti innovativi e avanzati di sostenibilità, non solo ambientale, ma anche economica e funzionale”.

Il dibattito, fitto di dati, trend e spunti di lavoro, ha rappresentato un’ “anteprima” di quanto accadrà a h ost 2013, dove il percorso espositivo articolato nelle tre macro-aree Ristorazione p rofessionale con p ane- p asta- p izza; b ar e Macchine Caffè con Caffè-Tè e Gelato- p asticceria; Arredo e Tavola, distribuite su 12 padiglioni, sarà completato da un ricco palinsesto di conferenze, seminari, dimostrazioni, momenti show cooking e tasting, oltre a coinvolgenti sfide tra i più grandi professionisti dei diversi settori.

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SUPERIORE PER QUALITÀ E PRESTAZIONI. Tutti i nostri distributori automatici garantiscono un eccellente rapporto prezzo/prestazione. Lo dimostra anche Opera, l’ultimo gioiello della gamma Necta: un concentrato di tecnologia che racchiude in dimensioni compatte le migliori performance oggi disponibili per la fascia intermedia del mercato, offrendo ampia scelta e ottima qualità delle bevande erogate. Opera: la soluzione vincente per aumentare i margini e conquistare nuovi clienti.

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