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D.A.ITALIA 101

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IL MERCATO DEL VENDING
GRUPPO ILLIRIA BILANCIO SOCIALE
CONFIDA STATI GENERALI DEL VENDING

CAffÈ, ECCO COmE DOVREbbE ESSERE

PENTAIR è la più grande produttrice di sistemi di filtrazione, trattamento acque e prodotti per l’erogazione di bevande nel mercato globale Foodservice. Il nostro obiettivo?  Fornirvi con soluzioni efficaci ed intelligenti

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LA COMPETITIVITÀ DEGLI STRUMENTI DI RESPONSABILITÀ SOCIALE

Da decenni si parla di responsabilità sociale, un’azione volontaria che attesta l’impegno di chi fa impresa nei confronti degli stakeholder, una vasta comunità di individui e di soggetti giuridici che a vario titolo sono portatori d’interessi nei confronti delle iniziative aziendali.

Chiunque abbia intenzione di garantire la continuità d’impresa, non può ignorare che il concetto di responsabilità ha ampliato moltissimo i suoi confini, superando la sfera puramente economica per espandersi in quella sociale ed ambientale, ambiti che formano l’ecosistema di riferimento per qualunque azienda. Essere oggi buoni imprenditori significa quindi assumersi responsabilità molto più ampie rispetto al recente passato e non privilegiare solo i propri clienti, ma riservare la stessa attenzione anche al proprio personale, all’opinione pubblica e a tutti i soggetti (attivi e passivi) che possono in qualche modo essere coinvolti nelle attività di un’impresa. La reazione degli imprenditori è stata lenta, ma non è tardata ad arrivare. Spesso però non ha avuto lo slancio spontaneo che il lodevole tema avrebbe meritato ed è

stata determinata più da un obbligo che dalla consapevolezza della sua importanza per l’intera comunità. Trovo poco comprensibile questa diffidenza e sono viceversa convinto che l’assunzione di responsabilità sociale può configurarsi non come un costo aggiuntivo, ma come un investimento in grado di contribuire alla competitività e al successo dell’impresa.

Anche il mondo del vending è pienamente coinvolto in questo processo di cambiamento, ma meno di altri ha colto la grande opportunità che si nasconde dietro l’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle sue operazioni commerciali e nei suoi rapporti con le parti interessate.

Ad esempio, le imprese vending che pubblicano un bilancio sociale, il documento che comunica gli esiti delle attività d’impresa non limitandosi ai soli aspetti finanziari e contabili, hanno certamente un vantaggio competitivo non indifferente rispetto ai competitor, soprattutto in ambito pubblico. La competitività degli strumenti di responsabilità sociale non deve però far mai dimenticare che il bilancio

sociale rappresenta l’esito finale di un lungo percorso e non un documento fine a se stesso. Infatti si basa sull’assunto che “qualcosa di sociale” venga fatto davvero. Sarebbe una vera rivoluzione se per una volta il vending non restasse impantanato solo su riduzione dei costi e politica dei prezzi e che inizi ad attuare strategie a più ampio respiro. Basti pensare al caffè, il grande driver delle gestioni, che costituisce ancor oggi una fetta importantissima del suo business. Alcune realtà non si limitano più solo a partecipare all’eterna lotta di riduzione di 10 centesimi del prezzo al chilo (autentico totem della distribuzione automatica italiana), ma si preoccupano di convertire gli scarti di caffè in energia elettrica e in composti fertilizzanti per le azien-

de agricole. Un’iniziativa di chiara matrice sociale che produrrà vantaggi per tutti gli stakeholder.

Sarà questo tipo di progetti e questa attenzione alla responsabilità sociale uno degli aspetti che potrà determinare il successo delle imprese vending nell’immediato futuro? Lo spero davvero.

SONO VICEVERSA CONVINTO CHE L’ASSUNZIONE DI RESPONSABILITÀ SOCIALE PUÒ CONFIGURARSI NON COME UN COSTO AGGIUNTIVO, MA COME UN INVESTIMENTO IN GRADO DI CONTRIBUIRE ALLA COMPETITIVITÀ E AL SUCCESSO DELL’IMPRESA.

Le capsule˚Covim Opera sono disponibili nelle miscele Granbar, Orocrema, Gold Arabica e Suave Decaffeinato.

SOMMARIO

NUMERO 101 NOVEMBRE 2015

RENZO GABRIEL

BONIZZI DIRETTORE RESPONSABILE EDITOR IN CHIEF

ALESSANDRO FONTANA DIRETTORE

EDITORIALE

EDITORIAL DIRECTOR

LAURA GUASPARRI ART DIRECTOR

ANDREA LOTTERO GRAPHIC DESIGN

DANIELA BISCOTTI COMMERCIALE/ COMMERCIAL

NOEMI MARGAROLI REDAZIONE EDITORIAL STAFF

LUCINI OFFICINA D'ARTE GRAFICA SRL STAMPA PRINTERS

D.A.ITALIA IL PERIODICO DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA PUBBLICAZIONE ISCRITTA AL TRIBUNALE DI MILANO, NUMERO DI REGISTRAZIONE 177 DEL 22 MARZO 2004

ISCRIZIONE AL R.O.C.: 11412

PERIODICITÀ MENSILE

EDITORE ART&WORKS SRL UNIPERSONALE VIA MARCANTONIO COLONNA 15 20149 MILANO P.IVA 04234310961

TEL +39 02 48958566 FAX +39 02 89694472

UFFICIO COMMERCIALE COMMERCIALE@ DAITALIA.IT

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LA RIPRODUZIONE TOTALE O PARZIALE DELLE ILLUSTRAZIONI E DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI SU D.A. ITALIA È PERMESSA SOLO SE AUTORIZZATA DALLA DIREZIONE. LA DIREZIONE NON ASSUME RESPONSABILITÀ PER LE OPINIONI

ESPRESSE DAGLI AUTORI DEI TESTI REDAZIONALI E PUBBLICITARI.

CONCEPT BY ART&WORKS SRL

3 EDITORIALE

La competitività degli strumenti di responsabilità sociale

6 MERCATO DEL VENDING

Latest News

18 MONDO ASSOCIAZIONE

Stati Generali del Vending

La distribuzione automatica tra ripresa economica e nuova normativa

34 HOST 2015

Successo internazionale per un' eccellenza italiana

38 EVENTI

Gruppo Illiria presentato a Expo il Bilancio Sociale 2014 “Non chiamatele macchinette”: il vending a misura d’uomo N&W Francia “People make the difference

60 EVA NEWS

EVA pubblica l’ultimo market report sul vending europeo

61 ANUGA 2015

Uno sguardo sul futuro del food and beverage

63 WE ROME

Watercoolers Europe il mondo dell’acqua si è riunito a Roma

#LATEST NEWS #LATEST

IL MERCATO DEL VENDING

» NASCE GRUPPO GIMOKA

Dalla fusione di Gimoka Srl ed Espresso Italia Srl, è nato a novembre 2015 Gruppo Gimoka, espressione del nuovo assetto della realtà imprenditoriale valtellinese che fa capo alla famiglia Padelli. Esito di una governance manageriale che ormai da quasi due anni affianca la nuova generazione, questa nuova fisionomia societaria supporterà le strategie, gli assetti logistico-industriali e la gestione dei brand Combinando assets -materiali e immateriali - e business fra loro complementari, il nuovo Gruppo rafforzerà le opportunità di mercato sia per il proprio portafogli marchi sia per il servizio di marchio privato storicamente offerto dall’azienda. Gruppo Gimoka rappresenta una realtà imprenditoriale di successo nata agli inizi degli anni ‘80 e diventato, grazie alle intuizioni del suo fondatore Ivan Padelli, la terza torrefazione italiana per volumi di caffè tostato. Il core business è il caffè a tutto tondo, sia esso macinato, in grani o confezionato in monodose. Il Gruppo controlla l'intera catena del valore: dall’approvvigionamento della materia prima, al presidio delle delicate fasi relative alla tostatura e macinatura, per proseguire con quelle di confezionamento / incapsulamento.

Grazie al know how acquisito nel tempo e ai forti e continui investimenti industriali e distributivi, Gruppo Gimoka è presente nel canale Professionale (Ho.Re.Ca. e Vending) e nel canale domestico, con i propri marchi e tramite marchi privati italiani ed internazionali. L’evoluzione del Gruppo riflette la naturale propensione di Gimoka a interpretare le sfide di un mercato in costante evoluzione, attraverso una revisione continua delle proprie strategie e dei conseguenti assetti organizzativi, con l’obiettivo di affrontare e cogliere in maniera adeguata le opportunità che si presentano.

La nuova configurazione societaria conferma e amplia la mission che ha sempre orientato le scelte industriali di Gimoka: ricercare sinergie e ottimizzazioni industriali tali da assicurare un assetto flessibile nonostante i volumi ed i canali gestiti, riuscendo ad adeguarsi alle esigenze più disparate, presidiando in modo ferreo lo sviluppo di miscele e riducendo il time to market dei molti progetti attivi in ambito internazionale.

Lo spirito dinamico ed innovativo dell’azienda e l’attenzione ai nuovi trend di mercato sono testimoniati anche da una importante attività di sviluppo e progettazione di macchine per sistemi a capsule per il canale home e office. Ivan Padelli, Presidente di Gruppo Gimoka, commenta così il nuovo corso dell’azienda: “Grazie alla fusione saranno possibili livelli maggiori di investimenti a beneficio sia dell’assetto industriale, sia della fase di espansione e di crescita internazionale che negli ultimi anni è stata protagonista di una notevole accelerazione”. Massimo Faravelli è Amministratore Delegato del nuovo Gruppo. A lui, attraverso un pool di manager, fanno capo le diverse aree aziendali: Industriale, Logistica ed Acquisti, Controllo Qualità di Processo, Ricerca e Sviluppo Miscele e Commerciale. “Il mio operato all’interno del Gruppo Gimoka sarà nel segno del proseguimento del processo iniziato”, dichiara Faravelli, “ossiadiquell’evoluzionemanagerialechenell’ultimobiennio ha ispirato ogni nostra scelta: la razionalizzazione delle forze e l’organizzazione delle competenze, il presidio degli assetti qualitativi dei prodotti e dei processi, la focalizzazione sulla ricerca e sviluppo e l’internalizzazione. Obiettivo è costruire le basi per una solida crescita aziendale: il mezzo che ci ha portato a diventare Gruppo sarà sempre il fine di ogni nostra azione imprenditoriale e manageriale”. Paolo Torri, Sales & Marketing Director, è Responsabile delle tre aree di business a loro volta coordinate da professionisti con grande esperienza e competenza nei rispettivi mercati:

Angelo Vezzoli per l’Ho.Re.Ca., Andrea Sandini per il Vending, Giorgio Gurrera, per la GDO e Giovanni Leoni Business Development Un ufficio ad hoc è stato istituito per supportare efficacemente la clientela nei loro progetti di Private Label. Grande sviluppo ed attenzione dei mercati esteri, anche grazie all’introduzione di Michele Labaa in qualità di Export Manager.

Sul fronte marketing l’azienda negli ultimi anni ha intrapreso un significativo percorso di rinnovamento della gamma prodotti, rivedendo la maggior parte delle miscele proposte in passato. A conferma la presentazione sul mercato di nuove referenze per la linea del porzionato, per il canale moderno, per l’Ho.Re.Ca e per il Vending. Una pietra miliare di questo nuovo processo è rappresentata dall’attività strategica di posizionamento marchi che Gruppo Gimoka ha intrapreso nel corso degli ultimi due anni. Patendo dalla vocazione storica di ciascun marchio, si è voluto agire nella direzione di un rafforzamento della distintività degli stessi con l’obiettivo di una loro valorizzazione, tramite processi di restyling che riassumono anche visivamente il nuovo corso.

Il portafoglio marchi di Gruppo Gimoka è così costituito:

• Gimoka: marchio storico per riconoscibilità, è il brand attivo sia nel canale Home che Out of home. Il nuovo pay off “Coffee Instinct” è stato coniato per comunicare con immediatezza la passione che guida le dinamiche del brand.

• Galleria CaffèSi, marchio storico della caffetteria milanese d’eccellenza, è stato fondato negli anni ’70. Si rivolge esclusivamente al canale Ho.Re.Ca.

• Gran Caffè Garibaldi: marchio ricco di una sua storia specifica. Con l’entrata nel Gruppo Gimoka, Gran Caffè Garibaldi conoscerà un rilancio sia su scala nazionale che internazionale. A Host 2015 sarà possibile apprezzare la gamma rinnovata ed ampliata di miscele per il Canale Professionale a cui è destinato.

• Espresso Italia: riferimento internazionale per il caffè porzionato e per le soluzioni innovative di macchine per sistemi a capsule.

» CATENA DEL FREDDO, ARRIVA

L'ETICHETTA INTELLIGENTE CHE CAMBIA COLORE

E' in arrivo una vera e propria rivoluzione nel mondo del freddo, che premierà tutti i distributori con gruppi frigo efficienti. Si tratta di una speciale etichetta che cambia colore col variare della temperatura e che segue il percorso di un alimento (yogurt, insalate, panini) garantendone la corretta temperatura di conservazione. Progettata da un gruppo di ricercatori del dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano-Bicocca e dell’Imperial College di Londra, l'etichetta è incolore e rimane tale se durante il tragitto o la permanenza nel distributore la temperatura di conservazione rimane nell’ordine di +4 °C. Se invece l’alimento è esposto a una temperatura superiore, fino a +9 °C per non più di 30 minuti, l’etichetta assume rapidamente un colore blu chiaro. Questa tecnologia, basata su una reazione chimica, è semplice, economica e affidabile ed è in grado di registrare tutta la storia termica di un prodotto in modo facile e leggibile a occhio nudo.

OOHO!, L'ACQUA

PUOI MANGIARE

La lotta ai rifiuti plastici sembra non aver fine. Dopo l'emendamento presentato in Francia che vuole vietare, a partire dal 2020, la vendita di bicchieri, tazze e piatti monouso che non siano compostabili e costituiti in tutto o in parte da materiali provenienti da fonti rinnovabili, la battaglia si sposta sulle bottiglie di plastica. Per sostituirle, è stato recentemente presentato Ooho!, un contenitore commestibile fatto con cloruro di calcio e con il derivato di un'alga chiamato arginato di sodio. Quello che i suoi creatori hanno definito "l'acqua che puoi mangiare" è un contenitore sferico per acqua che come forma e consistenza ricorda una protesi mammaria. Ooho! è biodegradabile, igienico ed economico.

#LATEST NEWS #LATEST NEWSLATEST

COMUNICATO STAMPA

Zingonia di Verdellino, 02.10.2015

» LAVAZZA, IL FUTURO È DEGLI #EARTHDEFENDERS

#LATEST NEWS #LATEST NEWSLATEST

Presentato il Calendario Lavazza 2016 “From Father to Son”: realizzato in collaborazione con Slow Food, è in vendita in edizione limitata per sostenere Terra Madre Giovani - We Feed the Planet (a Milano dal 3 al 6 ottobre). Il reportage fotografico di Joey L. scava nei riti e nei costumi della nuova generazione di “Earth Defenders”, moderni eroi della terra che, grazie agli insegnamenti dei padri, nutrono il pianeta in modo equo e sostenibile. Lavazza e Slow Food invitano tutti i cittadini a partecipare acquistando il Calendario 2016 in edizione limitata o contribuendo direttamente sul sito Calendar2016.lavazza. com al progetto Terra Madre Giovani - We Feed the Planet e allo sviluppo della Rete Giovani di Slow Food. Inoltre, è possibile sostenere i giovani Difensori della Terra sui canali social con l’hashtag #EarthDefenders.

Bianchi Vending Spa concretizza la sua nuova strategia di sviluppo con il rafforzamento della propria divisione Ho.Re.Ca. acquistando uno dei marchi più rappresentativi mercato delle macchine da caffè espresso: Brasilia. Già forte della propria linea di prodotti dedicati a bar, ristoranti, società di catering e alberghi, l’azienda guidata dalla famiglia Trapletti, con questa operazione, si proietta in vetta a un mercato di importanza strategica.

Grazie alle soluzioni tecnologiche che hanno reso famosi in tutto il mondo i prodotti Brasilia, così come ai brevetti industriali acquistati, la società bergamasca trasforma la propria divisione Ho.Re.Ca. in un nuovo fiore all’occhiello aziendale. È un’operazione di portata storica perché effettuata da un’azienda da poco uscita da un concordato. L’obiettivo ritornare ad essere, oltre che leader nel segmento del Vending, uno dei più importanti

» BIANCHI VENDING SPA ACQUISISCE BRASILIA

Bianchi concretizza la sua nuova strategia di sviluppo con il rafforzamento della propria divisione Ho.Re.Ca. acquistando uno dei marchi più rappresentativi nel mercato delle macchine da caffè espresso: Brasilia. Già forte della propria linea di prodotti dedicati a bar, ristoranti, società di catering e alberghi, l’azienda guidata dalla famiglia Trapletti, con questa operazione, si proietta in vetta a un mercato di importanza strategica. Grazie alle soluzioni tecnologiche che hanno reso famosi in tutto il mondo i prodotti Brasilia,così come ai brevetti industriali acquistati,la società bergamasca trasforma la propria divisione Ho.Re.Ca. in un nuovo fiore all’occhiello aziendale. È un’operazione di portata storica, perché effettuata da un’azienda da poco uscita da un concordato. L’obiettivo è ritornare ad essere, oltre che leader nel segmento del Vending, uno dei più importanti costruttori di macchine professionali da caffè espresso, come lo era Brasilia. Una sfida che la famiglia Trapletti accetta di affrontare con l’obiettivo di spingere i propri marchi al vertice dei relativi segmenti.

costruttori di macchine professionali da caffè espresso, come lo era Brasilia. Una sfida che la famiglia Trapletti accetta di affrontare con l’obiettivo di spingere i propri marchi al vertice dei relativi segmenti.

Restyling logo Brasilia

Per informazioni o approfondimenti

Ufficio marketing, p.capelle@bianchivending.com +39 035 450 2111.

» HÖRMANN. LE PEDANE DI CARICO CON TECNOLOGIA RFID INTEGRATA

In grado di registrare senza contatto i dati di movimento della merce trasportata, le pedane di carico messe a punto da Hörmann si distinguono per precisione e affidabilità, consentendo di rilevare facilmente le informazioni tecniche dei pallet fino a un'altezza di 180 cm e una larghezza di 240 cm. Realizzate con tecnologia RFID integrata, queste “pedane di carico intelligenti” non sono solo tra le più innovative disponibili sul mercato, ma anche tra le più sicure, grazie alle attente operazioni di collaudo a cui vengono sottoposte congiuntamente da Hörmann e dall’azienda tedesca Wilms, fornitrice di soluzioni per la logistica e sistemi integrati per la tecnologia RFID. In qualità di co-sviluppatore di pedane di carico con tecnologia RFID, il nuovo partner Hörmann, con sede in Germania, dispone di due punti di carico-scarico dotati di questa moderna tecnologia nel suo Logistic Process Center di Melle.

» LEGGE DI STABILITÀ, SALE IL LIMITE DEI CONTANTI

DA 1.000 A 3.000 EURO

Via libera del Governo Renzi all'aumento del limite di contante in Italia, portato da 1.000 a 3.000€. Si tratta di un incentivo per favorire la ripresa dei consumi supportato dal crescente controllo della tracciabilità, possibile attraverso gli strumenti bancari, ma anche i dispositivi tecnologici, smartphone in testa. Lo scorso anno, le casse dello Stato hanno infatti beneficiato di quasi 4 miliardi in più di gettito IVA proprio grazie all'information technology

» CAFFÈ CAGLIARI PRESENTA IL FRANCHISING CASA DEL CAFFÈ

#LATEST NEWS #LATEST

Caffè Cagliari S.p.A. è lieta di annunciare la presentazione, in anteprima mondiale, del progetto di locali in franchising Casa del Caffè. In occasione di Host, in programma dal 23 al 27 ottobre a Milano, la torrefazione modenese ha presentato il suo nuovo concept store, nato per diffondere nel mondo il gusto e la cultura dell’espresso italiano. Il progetto si distingue per l’atmosfera accogliente e rilassante, dal design italiano che si ispira agli anni ’50, dove il caffè e il rito della sua degustazione ne sono protagonisti. Caffè Cagliari, da sempre radicata nel territorio e forte di una tradizione che conta quattro generazioni, punta sul binomio qualità dell’espresso ed eccellenze del territorio modenese. Il progetto Casa del Caffè si ispira infatti all'unicità di Modena, per ricreare in ogni locale l'atmosfera ospitale e accogliente tipica della città, così che ogni cliente possa vivere la storia incomparabile della famiglia Cagliari in un contesto senza eguali. Alessandra Cagliari, Amministratore Delegato di Caffè Cagliari S.p.A. afferma: “Il progetto Casa del Caffè nasce per diffondere in Italia e nel mondo la cultura dell’espresso italiano. Nel 1895 mio bisnonno Ambrogio Cagliari decise di cercare fortuna in Brasile, trovandola nella coltivazione e poi nell’industria del caffè. 120 anni dopo, per celebrare una grande storia di famiglia fatta di esperienza, qualità e passione per il caffè, siamo orgogliosi di presentare il nuovo concept store La Casa del Caffè.”

I locali Casa del Caffè sono ambienti unici, ricchi di riferimenti e immagini che raccontano la storia dell’azienda e la città di Modena. Locali che guardano alla tradizione e che richiamano i valori di familiarità e convivialità tipici italiani, dove stare insieme significa sentirsi a casa, nella Casa del Caffè Cagliari.

» TECNOLOGIA VENDING, I NANOFLUIDI NEI DISTRIBUTORI DEL FREDDO

Sono stati presentati nella sede della Fondazione Studi Universitari di Vicenza i risultati di un progetto di ricerca multidisciplinare che si è misurato con il tema della sicurezza alimentare e l'impiego di strumenti a basso impatto ambientale ed energetico. Di grande interesse per il nostro settore la sperimentazione sull'utilizzo di un nanofluido per raffreddare gli alimenti nei distributori automatici, che consente un abbattimento del 67% del fabbisogno energetico (rispetto al raffreddamento ad aria) e riduce notevolmente il tempo di messa a regime dei serbatoi, mantenendo così in tempi rapidi la temperatura di conservazione ottimale tra i 2 e i 3° C.

» LE RIUNIONI ITINERANTI DI COVEN FANNO TAPPA A TAORMINA

Sono molto ambiziosi i programmi del Consorzio Coven per il 2016, anno che vedrà attive le varie community social, studiate appositamente per creare un legame sempre più forte con il consumatore finale. Il progetto si sviluppa attraverso diversi componenti innovativi: una App dedicata, il riconoscimento univoco delle macchine, un portale internet e diverse strategie di engagement studiate in partnership con alcune grandi marche. Anche i temi della sostenibilità saranno al centro delle attività del Consorzio, come è stato deciso dall'incontro di Taormina all'interno della prestigiosa cornice dell'hotel Atlantis Bay di Taormina, ospiti del socio siciliano STIMA.

» SCUOLA E VENDING, PROPOSTI I DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI FRUTTA E LATTE

#LATEST NEWS #LATEST

Presentato negli scorsi giorni al Senato un disegno di legge (prima firmataria Leana Pignedoli - Pd) che prevede l'entrata dell'educazione al valore del cibo nel sistema di istruzione e formazione delle scuole primarie. Nel 2016 si prevede di utilizzare 15 milioni di euro delle risorse già destinate nell'esercizio 2015 sul Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche. Per il 2017 si prevede una spesa di 10 milioni di euro. Tra le buone pratiche alimentari per i ragazzi è prevista anche l'installazione di distributori automatici di frutta e latte. L'iniziativa legislativa integra quanto già previsto dal decreto su 'La buona scuola'.

» ON LINE IL NUOVO SITO DI VENDITALIA 2016

Il team di consulenti Venditalia ha presentato, durante gli Stati Generali del vending, il nuovo sito della importante manifestazione che si terrà a fieramilanocity tra il 4 e il 7 maggio. Il sito riflette il nuovo posizionamento della fiera più grande del mondo, da international a worldwide vending. Un evento che si terrà ogni due anni a Milano (non ci saranno special edition negli anni dispari) e che cercherà di attrarre espositori e visitatori attraverso innovativi strumenti di lead generation.

» SPECIAL COFFEE, INFLUENZA POSITIVA SULLE PERSONE E SUL PIANETA

La torrefazione lombarda Special Coffee punta sempre di più su Sostenibilità e Responsabilità Sociale d'Impresa come motori di innovazione. L'obiettivo è integrare sempre di più la Corporate Social Responsibility nei processi aziendali, ma non solo. Obiettivo dell’azienda è condividere la propria visione e il proprio impegno con tutti gli stakeholder, lungo tutta la filiera, andando oltre i confini delle attività aziendali, per favorire l’innescarsi di un circolo virtuoso che dia continuo impulso al miglioramento.

» BWT MAIN SPONSOR DEL BARISTA CAMP A RICCIONE

BWT Main Sponsor del Barista Camp tenutosi a Riccione dal 23 al 26 settembre, organizzato dal Barista Guid of Europe. Una grande manifestazione di respiro internazionale dedicata ai professionisti del settore ma anche ai semplici appassionati. Tre giorni dedicati al caffè e alle bevande da esso derivato, con oltre 200 baristi da tutta Europa partecipanti all’evento, coadiuvati dalla tecnologia filtrante di BWT water+more per la preparazione di bevande. Oggi più che mai, BWT water+more si impegna per una maggiore consapevolezza dell’importanza di un’acqua sempre correttamente bilanciata e ottimizzata per il settore Ho.Re.Ca., partecipando attivamente nella comunità caffeicola. BWT water+more ha provveduto, durante l’evento, alla fornitura dell’acqua ottimizzata per la preparazione dei migliori caffè di tutta Europa, sprigionando i migliori aromi in tazza.

» DUOCUP: GRUPPO GIMOKA PORTA AD HOST LA SUA INNOVATIVA MACCHINA PROFESSIONALE

Gruppo Gimoka ha presentato a Host 2015 DUOCUP, la sua più recente innovazione in fatto di attrezzature per il porzionato. Si tratta di un prodotto destinato al mercato professionale, della prima e unica attrezzatura che alloggia all’interno un sistema brevettato SYSMART che consente il riconoscimento e la gestione di due tipologie completamente diverse di capsule. Il pay-off di DUOCUP è “Delivering the best of the two worlds” in quanto la macchina può erogare bevande che fino ad oggi avevano necessità di due attrezzature con caratteristiche distinte: espresso italiano e caffè filtro americano. La macchina è dotata di un’avanzata interfaccia utente che, tramite il menu touch, consente in maniera intuitiva di personalizzare dosi e tipologia di erogazione, garantendo sempre un’eccellente esperienza di degustazione. Inoltre, il sistema di infusione per il caffè filtro vanta uno specifico brevetto la cui applicazione consente l’ottimizzazione dell’estrazione.

» IL DISTRIBUTORE AUTOMATICO DI RACCONTI A GRENOBLE

Ha conquistato in breve tempo i media italiani ed europei il distributore di racconti stampati su carta installato a Grenoble, all’interno delle stazioni della linea metropolitana e presso le fermate dei bus della città. La macchina, a seconda di quanti minuti l'utente dichiara di dover aspettare, rilascia una storia più o meno lunga. L’iniziativa è nata in collaborazione con la casa editrice Short Edition, ispirata proprio dai distributori di caffè e bevande installati nelle locazioni pubbliche che offrivano un momento di conforto agli utenti di passaggio.

» YOGA, INAUGURATA A CASCINA TRIULZA (EXPO) LA MOSTRA PER I 70 ANNI DEL BRAND

Alla vigilia dei suoi primi 70 anni di storia, una mostra ripercorre le campagne di comunicazione del marchio Yoga, a partire dal famoso carosello televisivo del 1964 con Walter Chiari, “Solo io mi chiamo Yoga”. Inaugurata il 13 ottobre all’Expo Milano, alla presenza del presidente di Conserve Italia Maurizio Gardini, la mostra dedicata al marchio di succhi di frutta Yoga, di proprietà del consorzio cooperativo bolognese, è stata allestita presso gli spazi della Cascina Triulza fino alla fine dell’esposizione universale. La storia di Yoga, il cui marchio fu registrato ufficialmente a Roma nel 1946, comincia già alla fine degli anni venti a Massa Lombarda, in provincia di Ravenna, sede della omonima industria Massalombarda, prima azienda italiana dedicata alla produzione di succhi di frutta. Il prodotto conobbe subito una larghissima diffusione su larga scala, a tal punto che Yoga divenne quasi una parola di uso comune per indicare i succhi di frutta. Conserve Italia, che rilevò il marchio nel 1995, ha saputo valorizzare con immutata intensità il valore dell’italianità del succo, preservando sempre quella “fedeltà alla frutta” che è garanzia di bontà e di naturalità. Le campagne di comunicazione esposte nel percorso della mostra muoveranno dal claim storico “Solo io mi chiamo Yoga”, ovvero il messaggio che nel corso degli anni è riuscito ad esprimere in maniera efficace e quasi lapidaria il concetto di unicità della marca. Yoga è unico, ma al tempo stesso anche vario e diverso, come i gusti dei succhi e della frutta proposti ai consumatori. Ed è stata proprio la frutta il soggetto e il mezzo con cui Yoga si è sempre proposta agli italiani: dentro alla famosa bottiglia di vetro si trova frutta vera, selezionata con cura e attenzione. All’interno della mostra sarà possibile rivedere anche altri Caroselli televisivi di Yoga, con l’indimenticabile Orsaghiotto, fino ai concorsi a premi (“5 milioni per 5 parole”) e alle recenti campagne di comunicazione di Conserve Italia che continuano a fare leva sull’unicità della marca e sulla bontà della frutta lavorata, necessaria per produrre succhi di altissima qualità.

» IL GRUPPO SANT’ANNA FONTI DI VINADIO PROTAGONISTA AD ANUGA

Gruppo Sant’Anna Fonti di Vinadio ha preso parte ad ANUGA con il suo portfolio prodotti completo. La nuova identità di gruppo, operante in diversi segmenti del beverage e non più solo nelle acque minerali, ha contraddistinto questa partecipazione all’edizione 2015 dell’importante Salone tedesco. l’Azienda ha portato a Colonia l’Acqua Sant’Anna, marchio leader in Italia e nella top 5 europea, il nuovo marchio di acqua di montagna Acqua Mia e Sant’Anna Bio Bottle, la prima bottiglia 100% di origine vegetale; nel settore delle bevande il Gruppo ha proposto invece le nuove linee di the freddi SanThè Sant’Anna e di nettari di frutta SanFruit Sant’Anna. Anuga rappresenta una vetrina importante per l’azienda italiana, che si presenta agli operatori internazionali come soggetto operante in diversi segmenti del settore beverage. L’Azienda sta attraversando una fase fondamentale per lo sviluppo del mercato export e, considerando il pubblico internazionale di questa kermesse, Anuga rappresenta una opportunità strategica per consolidare anche i rapporti internazionali sviluppati negli ultimi mesi.

Cultura al posto del tabacco. Si chiama Hamburger Automatenverlag ed è una splendida iniziativa di una casa editrice di Amburgo: sostituire vecchi distributori di sigarette con piccole librerie di strada automatiche. Romanzi, fumetti, collezioni di poesie, guide turistiche…la selezione è varia e comprende soprattutto opere realizzate da giovani scrittori nati ad Amburgo. I libri sono in formato mignon racchiusi in una piccola scatola che ricorda molto il packaging delle “bionde”. Il prezzo a copia è di circa 4 euro, analogo quindi a quello di un pacchetto di sigarette. Esternamente, sulla vetrina, si può leggere una breve descrizione di ognuno dei libri esposti. Tutti i distributori sono stati riadattati artigianalmente per accogliere il materiale cartaceo creando un bellissimo ibrido che unisce l’arte e la cultura con lo spirito “street”. L’idea è proprio quella di creare delle piccole biblioteche automatiche, sparse per tutta la città (soprattutto vicino alle zone universitarie di Amburgo) svincolandosi dai costi di mantenimento di un negozio e dando visibilità ai talenti emergenti cittadini. Al momento sono cinque i distributori riadattati, ma il progetto di riadattamento di distributori automatici comprende anche le macchinette di chewing-gum, dolciumi e bevande in disuso. Hamburger Automatenverlag nasce nel 2010 da un’idea di Bettina von Bülow e Martin John, due editori amburghesi che hanno deciso di cambiare il modo di relazionarsi con il pubblico, proponendo un formato che rievoca quello dei grandi distributori di tabacchi e che hanno dichiarato: “Sostituiamo la nicotina e la dipendenza da sigarette, con quella da cultura!”

» SAECO V&P ANNUNCIA LA NOMINA DI HEIN VAN GORP A NUOVO DIRETTORE COMMERCIALE

Sarà Hein van Gorp a guidare le attività di sales, marketing e service di Saeco Vending & Professional. In precedenza, van Gorp ha ricoperto posizioni di leadership presso Ahold, Philips Lighting, ManpowerGroup e Lighting Science Group, lavorando per lunghi periodi negli Stati Uniti, in America Latina, in Africa ed Europa.Per Saeco V&P van Gorp ricoprirà anche il ruolo di Business Leader, succedendo ad Iwald Mons che, dopo aver prestato servizio presso Saeco in Italia negli ultimi sei anni, è tornato in Olanda per svolgere un nuovo ruolo all'interno di Philips.

» BRITA, LEZIONI DI ANALISI SENSORIALE DELL’ACQUA AD HOST 2015

Brita Professional, la business unit dedicata alle applicazioni professionali dell’azienda tedesca specializzata nella filtrazione dell’acqua destinata al consumo alimentare, nel corso di Host 2015 ha presentato le ultime novità di prodotto dedicate al mondo Ho.Re.Ca. I visitatori dello stand BRITA hanno inoltre avuto l’opportunità di sperimentare l’analisi sensoriale applicata all’acqua, scoprendo quali e quante esperienze di gusto, olfattive, persino tattili un semplice bicchiere d’acqua possa offrire. Nelle giornate di lunedì 26 e martedì 27 ottobre Birgit Kohler, responsabile del Laboratorio di Analisi Sensoriale di Brita GmbH e sommelier dell’acqua certificato, ha tenuto tre sessioni di dimostrazione presso lo stand dell’azienda.

» FLO, PRESENTATO IL NUOVO BICCHIERE 165 SC

Presentato in occasione dell’Open Day Vendomat, lo scorso 13 ottobre l’ultimo nato in casa FLO: il nuovo bicchiere 165 SC. Eleganza e design si sposano con l’intento pratico di esaltare le bevande corte, grazie ad una riduzione del diametro inferiore del bicchiere. 165 SC è entrato in produzione e si aggiunge al portafoglio prodotti FLO, azienda leader del settore presente sul mercato da oltre 40 anni.

UNA RISPOSTA PER TUTTI I GUSTI.

Conserve Italia è la prima cooperativa conserviera in Italia. Trasforma la migliore frutta in prodotti di alta qualità nella sua filiera rigorosamente controllata. Grazie anche alla notorietà dei marchi Yoga e Derby blue, Conserve Italia è anche il leader nel canale vending, sempre attento ai trend di consumo. Un partner che offre sempre la strategia vincente per incrementare rotazioni e margini per il vostro business.

» SUZOHAPP LANYARD SPONSOR DI EVEX

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SUZOHAPP sarà lanyard sponsor di EVEX-The European Vending Experience , il prestigioso evento previsto a Malaga il prossimo 26 e 27 novembre. EVEX, che integra la EVA AGM and Conference, organizzato da EVA in collaborazione con ANEDA, l’associazione spagnola del Vending. L’evento radunerà i principali attori del settore della distribuzione automatica e del mercato dell’OCS a livello europeo e includerà una giornata espositiva aperta al pubblico. Una sponsorizzazione importante a cui Carles Aleixandre , Executive VP e General Manager Global Vending di SUZOHAPP, tiene molto: “Non siamo nuovi alle sponsorizzazioni nel settore della distribuzione automatica. Quest’anno SUZOHAPP ha già sponsorizzato il concorso inglese THE VENDIES, cui ha partecipato anche come concorrente, qualificandosi come vincitore nella categoria « Best Payment System », grazie a due prodotti dalla grande qualità e affidabilità: la rendiresto Currenza C2 e la gamma di sistemi cashless WorldKey. Il fatto di essere stati selezionati nuovamente come sponsor di un appuntamento tanto importante come EVEX 2015 ci riempie di orgoglio”. Aggiunge Fabienne Maire , Vending Business Development Director di SUZOHAPP: “SUZOHAPP sta acquisendo un ruolo sempre più attivo nel contesto del vending europeo. Il valore del nostro Gruppo è riconosciuto sempre più dal mercato della distribuzione automatica e non possiamo che esserne fieri”.

» CAMPBELL’S LANCIA LA ZUPPA IN CAPSULE IN PARTNERSHIP CON KEURIG

La zuppa da oggi si prepara dalla capsula. Se nel mondo del caffè il porzionato conosce un successo che non pare arrestarsi, l’industria alimentare non resta a guardare. Lo storico marchio Campbell’s, dopo aver lanciato il brodo in capsule propone, per le macchine della Keurig, la zuppa di pollo con i noodle, dove la pasta è confezionata in una bustina a parte da versare poi nella tazza. Tre minuti, un bottone da pigiare e la cena è pronta. Due le ricette a disposizione, al momento: Southwest Style e Homestyle Chicken. Le capsule sono acquistabili nei supermarket americani, ma presto verranno vendute anche on line.

» LA LOTTA ALLO SPRECO ALIMENTARE SARÀ INSERITA NELLA LEGGE DI STABILITÀ

Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, in audizione ieri alla Camera dei deputati sulle proposte di legge sugli sprechi alimentari, ha anticipato che: “oggi recuperiamo 550 mila tonnellate di cibo ancora perfettamente commestibile che, attraverso il prezioso lavoro degli enti caritativi, viene distribuito a milioni di persone in difficoltà, ma possiamo e dobbiamo fare di più, l’obiettivo è arrivare entro il 2016 al recupero di 1 milione di tonnellate. Per raggiungere l’obiettivo del nostro piano SprecoZero, il primo passo fondamentale è la semplificazione delle norme. Con la legge di stabilità, attraverso il Ministero dell’Economia, siamo intervenuti per rendere più conveniente per le imprese donare che sprecare. Lo facciamo innalzando a 15 mila euro la soglia per l’obbligo di comunicazione preventiva in caso di donazione e lasciando a 10 mila euro la soglia per la distruzione. Questo esonero è esteso anche ai prodotti deperibili. Ora è importante arrivare quanto prima a un’approvazione della legge contro gli sprechi che può essere per l’Italia una delle grandi eredità di Expo”.

STATI GENERALI DEL VENDING , LA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA TRA RIPRESA ECONOMICA E NUOVA NORMATIVA

MONDO ASSOCIAZIONE

CONFIDA HA ORGANIZZATO A MILANO, LO SCORSO 19

OTTOBRE, GLI STATI GENERALI DEL VENDING 2015. PRESENTI AL CONVEGNO, TENUTOSI PRESSO LA SALA ORLANDO DELL’UNIONE CONFCOMMERCIO-IMPRESE PER L’ITALIA, IL PRESIDENTE DI CONFCOMMERCIO

CARLO SANGALLI, IL VICEMINISTRO DELL'ECONOMIA

LUIGI CASERO, L'ONOREVOLE DANIELE CAPEZZONE, LA SENATRICE ANNA CINZIA BONFRISCO, L'ONOREVOLE ANDREA MAZZIOTTI E IL PRESIDENTE DI CONFIDA PIERO LAZZARI. NEL CORSO DEI

LAVORI È STATO ANCHE PRESENTATO IL LIBRO "LA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA" ELLA COLLANA

“LE BUSSOLE” DI CONFCOMMERCIO. SOTTOTITOLO DELL’INCONTRO, “CALEIDOSCOPIO DISTRIBUZIONE AUTOMATICA - DIVERSIFICARE IL BUSINESS: NUOVI CONSUMI, TECNOLOGIE INNOVATIVE E OPPORTUNITÀ DI MERCATO”. DI QUESTO ED ALTRO SI È PARLATO DURANTE QUESTA INTENSA GIORNATA DI LAVORI, CHE HA TRA L’ALTRO VISTO LA PRESENTAZIONE DEI RISULTATI DI UNA RICERCA SUI CONSUMATORI (E DEI NON CONSUMATORI) DEL VENDING E DURANTE LA QUALE L’ASSOCIAZIONE HA FATTO IL PUNTO SULLE ATTIVITÀ DI VENDITALIA SERVIZI E SULLA PROSSIMA, ATTESISSIMA EDIZIONE DI VENDITALIA.

MONDO ASSOCIAZIONE

La distribuzione automatica è un settore, con i suoi oltre 30 mila addetti e un fatturato di filiera pari a circa 3 miliardi, che fa registrare applicazioni sempre più innovative con l'utilizzo di tecnologie di ultima generazione, ma che è ancora fortemente legato alla tradizione del caffè espresso e alla pausa ristoro nei luoghi di lavoro. Il calo dei consumi nel 2014 è stato molto significativo, con dei picchi negativi nel caso delle bevande fredde (-7,33%) e de-

gli snack (-8,01%). Dall'aggiornamento dello studio di settore curato da Accenture per conto di Confida da ormai diversi anni, il parco macchine installato nel 2014 è di circa 2.350.000 distributori automatici di cui circa 1.600.000 riguarda le macchine OCS, mentre la restante parte è riferita ai grandi distributori automatici di bevande calde, fredde e prodotti solidi preconfezionati. Il parco macchine mostra una diminuzione del 3%, trainata dal forte calo delle mac-

chine OCS. Si registra una sostanziale tenuta dei distributori di bevande calde (-0,1%) in linea con la tenuta della ‘pausa caffè'. Si nota come il calo sia stato comune, con dei picchi negativi nel caso delle bevande fredde e degli snack. Le consumazioni delle bevande fredde, condizionate dalle temperature molto basse della stagione estiva, sono diminuite (-7,33%) rispetto al 2013. La strada della qualità intrapresa dalla distribuzione automatica,

anche grazie a due certificazione di Settore: la certificazione di servizio TQS Vending e la certificazione DTP-114 per le miscele di caffè in grani specifiche per il vending, assicura maggiori garanzie al consumatore. Da non dimenticare poi l'aumento dell'aliquota IVA dal 4 al 10%, entrato in vigore il 1° gennaio 2014, che ha sicuramente penalizzato il settore ed ha generato un adeguamento dei prezzi delle consumazioni. Continua il difficile il momento per il comparto manufatturiero della filiera, in particolare per i produttori di distributori automatici, sistemi di pagamento e accessori, che sono stati la prima componente a risentire di anni di recessione economica e minore propensione ai consumi. Più recentemente il settore è stato interessato da uno specifico provvedimento contenuto nel Decreto legislativo n. 127/2015, in attuazione della Legge delega al Governo in materia fiscale, vale a dire la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati delle cessioni di beni effettuate attraverso distributori automatici "Apocadistanzadal forte impatto che sul Settore e sulle singole imprese sono derivanti dall'incremento dell'aliquota Iva dal 4 al 10 per cento”, ha dichiarato Piero A. Lazzari presidente di Confida, “mi rendo interprete della più profonda preoccupazione per la nuova ed autenticaemergenza,siasottoil profilo organizzativo che dei costi in capo alle singole aziende, per far fronte agli obblighi derivantidalD.lgsn.127/2015.Con l'occasione è mia premura rinnovare l'appello che i costi non ricadanosulleimpreseattraversolaprevisionediuncreditodiimpostache rendamenogravosol'onerefinanziario".

solo per un saluto, volevo essere presente a questo incontro per tre ragioni: la prima ragione ha a che fare con una persona. Io me lo ricordo come fosse ieri: Roma, un anno fa, 30 ottobre 2014, Stati generali del Vending, Lucio Pinetti mi veniva incontro, accogliente, con le braccia a perte e gli occhi pieni di gioia, era felice non perché c’eraCarloSangalli,erafeliceperchéc’era il presidente di Confcommercio, era felice perché, anche se sapeva che sarebbe stata la sua ultima assemblea, la affrontava

“Buongiorno a tutti e benvenuti in Confcommercio. CONFIDA è una delle realtà associative più significative della nostra realtà federale. Quindi, anche se

a testa alta, consapevole che stava raggiungendo un risultato importante per la sua Associazione e lo stava facendo in casa Confcommercio, era orgoglioso di quella giornata, come se fosse stato l’ultimo regalo che faceva alla sua associazione. Lucio,il30ottobre2014avevaleorecontatea causadellamalattia,maeraancoracapace di regalare agli altri tempo e disponibilità. Quell’episodioèstatounalezionedidignità e di passione che mi è rimasto nel cuore e che oggi ho voluto condividere con voi che

siete la sua Associazione e che ne portate l’eredità. Vengo quindi alla seconda ragione per cui mi trovo qui, oggi: la ragione è la stessa CONFIDA. CONFIDA è un’associazione se vogliamo non tanto grande ma che rappresenta un comparto allo stesso tempo molto particolare e molto diffuso. Piùdellametàdegliitalianidichiaradiaver utilizzato almeno una volta un distributore automatico nell’ultimo anno. Eppure, se andate per strada e chiedete a una persona qualsiasi cos’è il vending, molto probabilmente non sarà in grado di rispondervi. Ciononostante, CONFIDA ha una forza particolare come associazione, che la rende un caso interessante per la nostra rappresentanza, perché CONFIDA è più di un categoria, rappresenta una filiera. Sono associati i produttori, chi si occupa delle macchine, chi dei contenuti, chi della manutenzione e della gestione. CONFIDA va oltre i nostri classici schemi associativi, proponendo unarappresentanzapiùverticale che orizzontale della filiera, tra imprese che fanno lo stesso mestiere e ci aiuta a ripensare la nostra rappresentanza per stare vicini alle imprese. È importante, soprattutto in questo momento così delicato della nostra economia. Siamo infatti in unafaseditransizione,i‘segni meno’ sono ormai archiviati, la fiducia di imprese e famiglie è aimassimiesipuòdirechesia incorsounrisvegliodeiconsumi. In altre parole, la ripresa c’è, ma la prudenza è d’obbligo. È d’obbligo perché molte famiglie e imprese non l’hanno ancora toccato con mano, questo risveglio, perché molte piccole imprese dei nostri settori continuano a soffrire, perché, soprattutto il Sud, è rimasto indietro. La prudenza è d’obbligo perché, dopo molti anni di crisi che hanno colpito il sistema produttivo e hanno anche ridotto drasticamente la ricchezza degli italiani, tornare a crescere è difficile.EccoperchéilGovernodevevincerela scommessa di trasformare questa ripresa in una vera crescita robusta, diffusa. E deve farlo riducendo le tasse su famiglie e imprese: con la legge di stabilità varata

CARLO SANGALLI

pochi giorni fa sicuramente il governo ha intrapreso la strada giusta, che è quella della riduzione delle tasse, perché e non perdiamo questo triste primato di una pressione fiscale tra le più alte al mondo, qualsiasi prospettiva e ipotesi di crescita diventa certamente incompatibile. La legge di Stabilità per noi si traduce in diverse buonescelte.Cisonoperòunanotadolente e un’aspettativa mancata: tra le buone scelte, bisogna senza dubbio contare l’aver sterilizzato le clausole di salvaguardia, nel 2016 non ci sarà l’aumento dell’IVA, questo è certamente un fatto molto importante (tutti voi sapete come Confcommercio si è battuta su questo argomento senza ‘se’ e senza ‘ma’).

L’incremento della franchigia IVA,laprorogadelleagevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie e l’Ecobonus. La nota dolente, ne parlavo con l’On. Mazziotti e il Vice Ministro Casero, è che sulla strada dell’abolizione della TASI, si doveva arrivare anche alla totale deducibilità dell’IMU sugli immobili strumentali, compresi negozi e alberghi. L’aspettativa mancata è che ci sarebbe piaciuto un po’ più di coraggio nella riduzione della spesa pubblica improduttiva per avere quelle risorse necessarie e indispensabili per arrivare ad una generalizzata diminuzione delle aliquote IRPEF. Fino a ieri la politica economica è stata sottrazione di risorse attraverso l’eccesso di imposizione fiscale. Oggi deve essere invece sottrazione di ostacoliall’attivitàdelleimprese. Infine,ilterzomotivopercui ho voluto essere qui: la ragione è questo libro, questo volume della collana “Le Bussole”, dal titolo “La distribuzione Automatica”. In questi anni di crisi, la distribuzione automatica è stata capace di offrire, più di altri settori, soluzioni ai cambiamenti dettati dai nuovi stili di vita, dall’organizzazione del lavoro, dal trascorrere fuori casa molto più tempo rispetto al passato. Mi ha molto impressionato, ad esempio, leggere come nel vending si sia passati in pochi anni dalla macchinetta,cheeraunpo’ilsimbolodella pausa caffè un po’ ‘grigia’ che si faceva

in tanti uffici, ad un sistema di distribuzione automatica che ha coinvolto anche il lusso e la personalizzazione del prodotto. Questo è un comparto in cui l’innovazione tecnica organizzativa, distributiva, ha un impattoimportantee,devodire,anchevincente.Averededicatoalvendingunvolume della collana editoriale di Confcommercio chesioccupapropriodiinnovazioneintutti i diversi settori, è una scelta certamente indicativa. una scelta che vuole, da un lato, aiutaregliimprenditoridiquestocomparto

PIERO A. LAZZARI, PRESIDENTE CONFIDA

a crescere, ma che vuole anche, dall’altro lato, raccontare, spiegare un pezzo della nostra economia a chi desidera aprire una nuova attività. E poi lo abbiamo fatto, come vedete, di un bel colore che indica speranza,chesperosemprepossaportare fortuna. Io vi ringrazio, ringrazio gli onorevoli parlamentari presenti e vi auguro un buon lavoro. Anche se abbiamo a che fare conidistributoriautomatici,nondobbiamo dimenticare che questo comparto si basa sullepersone,ovverotuttinoi”.

“Un ringraziamento di cuore a voi tutti per essere qui, a questo nostro appuntamento annuale, così numerosi. Grazie per questa grande partecipazione, a conferma del nostromododi“essereAssociazione”:dovesi discute insieme, dove si fa sintesi sui temi “vitali” per il settore e dove, soprattutto, si dà voce collettiva a ciascun associato. E infatti, con questi nostri Stati Generali vogliamo porre al centro dei nostri approfondimenti un tema vitale quale quello delle prospettive del nostro Settore, partendo dalle sue dinamiche di mercato e dalla possibilità di compiere quella decisa virata che, sotto il profilo strategico, è in grado di favorire la ripresa di ciascuna delle componenti della nostra filiera. Per introdurre questinostrilavorilofacciopartendopropriodallaparolainiziale del nostro tema: caleidoscopio, uno strumento che ha in sé qualcosa di magico; se guardi al suo interno, puoi vedere una molteplicità di figure che ogni volta mutano geometrie e cambiano colore, senza mai essere le stesse. Il caleidoscopio può essere preso a simbolo di ciò che è economia, società, costume e quanto altro ancora, che è sempre in mutazione e che nel suo evolversi non è mai uguale. Malaparola“caleidoscopio”sta a significare “vedere bello” e alloravogliamopensarecheanche in un contesto in evoluzione che ti cambia le situazioni c’è sempre un “nuovo” e un “bello” da scoprire. Allora vogliamo guardareall’internodel caleidoscopiovending per renderci conto di come il mercato si sta modificando per effetto delle nuove tecnologie o per le aspettative dei consumatori e come si stanno riconfigurandoinuovimodellidibusiness. Si parla molto di cambiamento, di innovazione ma, in questo contesto evolutivo, cosa dobbiamo intendere veramente per “cambiamento” e cosa significa realmente innovazione”?

Nei cicli di crisi economica, quale quello di questi anni, l’innovazione, se da un lato fa

PIERO A. LAZZARI

emergerelafinedialcunisegmentidimercato, allo stesso tempo rappresenta una opportunitàperchéimmancabilmenteapre nuove prospettive, stimola nuove visioni e spingeversoilcambiamento.

Nel 1908, Henry Ford diceva: “Se avessi chiestoallagentecosavolesse,miavrebberorisposto:‘uncavallopiùveloce’,mentreiovolevovendereloroun’auto!”Questo ilpensierovincentediunimprenditoreche, ancorprimadiesserestatouncampionedi business, si è rivelato un autentico “rivoluzionario” dei nostri comportamenti sociali. Allora il modello di innovazione a cui fare riferimentononfapernosullasolacapacità di interpretare le evoluzioni della domanda che viene da clienti e consumatori. Per carità, questa capacità è apprezzabile, ma potrebbe di per se non essere sufficiente, perché quello che oggi viene richiesto è saper proporre nuovi modelli e soluzioni: con un’altra espressione “saper generare la domanda”. E questo, con riferimento al consumatore, vuol dire fargli vivere un’esperienza capace di soddisfarlo durante tuttelefasidelprocessodiinterazionecon: tecnologia, prodotto, servizio, un processo certamente complesso e nel quale nessun aspettovatralasciato.

“Essereinnovatorieprotagonistidelcambiamento”èilmessaggiofortechetraspare dalla guida “La Distribuzione Automatica” che oggi viene presentata. Questa è l’immaginedelnostroSettorechevogliamo consegnare attraverso la nostra presenza nella collana “Le Bussole” di Confcommercio-Imprese per l’Italia. Una presenza che è motivo di onore e, al tempo stesso, diorgoglio,perchécirendeparteintegrante del grande patrimonio di conoscenze, di cultura e di capacità imprenditoriali che la nostra Confederazione Generale esprime e rappresenta nel panorama economico e socialedelPaese.Aquestoriguardo,vorrei usare una bella espressione del Maestro Riccardo Muti: “Il bello della mia Italia e quelle eccellenze da valorizzare”. Sì, perché tra le eccellenze di questo nostro Paese c’è la Distribuzione Automatica in tutta la sua filiera: dalla leadership sui mercati internazionali, con oltre il 70% dei distributori automatici e sistemi di pagamento “madeinItaly”,allaeccellenzadeiprodotti e al riconosciuto primato dei modelli organizzativi delle imprese di gestione del servizio e di commercializzazione.

Voglioricordareunpassaggiodellarelazione del Presidente Sangalli all’Assemblea

confederale di quest’anno, nel quale con passionesollecitavial“coraggionell’essere portatori di una visione dell’economia incuilenostreimpresesianoprotagoniste di modernità e di innovazione”. Ma subito dopo, con grande concretezza, aggiungevi e facevi appello anche al “coraggio di fare impresa, nonostante tutto”. Sì, perché, se guardiamo a cosa sta dentro a questo “nonostante tutto”, allora bisogna proprio avere tanto, ma tanto coraggio, non solo per un contesto economico da troppo tempo in recessione e che ha fatto venire “ilnodoallagola”aimprenditoriefamiglie, ma anche perché, in particolare il nostro Settore, nel brevissimo arco di questi due anni è stato oggetto di provvedimenti che hanno e stanno incidendo pesantemente sul piano finanziario delle aziende e sulla loroliquiditàdisponibile.

Faccio riferimento alla legge n. 98/2013 che, dal gennaio 2014, ha incrementato l’aliquotaIVAdal4al10%,ben6punti, per finanziare l’Eco-bonus, ma sottraendo al circolo virtuoso degli investimenti nel nostro settore ben 104 milioni di euro, a cui assommare alcune decine di milioni di costipergliinterventicommercialietecnici sostenutidirettamentedalleimprese Diquest’annoilprovvedimentorelativoalla memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi. La norma, modificata rispetto alla sua prima stesura grazie all’attenzione riservataci, in particolare, dal Vice Ministro Casero e dall’On. Capezzone [e da altri autorevoli membri delle Commissioni Finanze della Camera e del Senato], è certamente apprezzabile perché tiene conto delle problematicheedelledifficoltàdicuicisiamo fattiportavoce,soprattuttoconriferimento al parco macchine installato o comunqueprodotto

Tuttavia, non posso ignorare e sottacere che comunque le imprese del Settore dovranno far fronte ad un ulteriore esborso di liquidità per l’acquisto di nuove applicazioni e la gestione dei dati, visto e considerato che i distributori automatici non sono stati progettati per essere dei “misuratori fiscali”. Un nuovo onere ed un costo per il Settoreafrontedelqualeapparedeltutto giustificata e legittima la nostra istanza, chequirinnovo,diuncreditodiimposta. Caro Presidente, in queste condizioni è veramente tanto, ma tanto difficile “fare impresa”!

Però qui, anche oggi, a questo nostro an-

nuale appuntamento, vedo tanti amici imprenditori, i numerosi volti dei nostri associati e allora mi viene da considerare che in questonostroSettore,“nonostantetutto”, c’èancoraspazioperilcoraggio,c’èancoravogliadimettersiingiocoediguardare al futuro.

Questi nostri Stati Generali stanno proprio asignificarequesto,chesiamoquinonper rincorrere il cambiamento, ma per promuoverlo!

PerusareunaespressioneaTecara,siamo quiperché“vogliamogiocareinattacco” e “giocare in attacco - anche per la nostra Associazione - vuol dire aiutare le nostre impreseadesseresempreunpassoavanti”,pervedereciòcheèbellonelnostrofuturoe,soprattutto,perrealizzarlo”.

MONICA BALOCCO E ALESSANDRO FONTANA, STAFF VENDITALIA

Monica Balocco - “Innanzitutto, ringrazio CONFIDA per averci dato la possibilità di lavorare a questa edizione 2016. Vorrei cominciare parlandovi del nuovo logo Venditalia, che ha subito un restyling grafico, naturalmente, ma vorrei soffermarmi sul nuovo payoff: da “international vending exhibition” a “worldwide vending exhibition”, perché intendiamo sottolineare che Venditalia è una fiera globale. Venditalia è la più importante fiera del vending al mondo e vogliamo che questa globalità, a partire dal 2016, continui ad aumentare. Oggi contiamo il 70% di visitatori italiani e il 30% esteri, ma vogliamo cambiare questa percentuale, aumentare il numero dei visitatori e portarlo a un 50-50%. Vogliamo affermare di essere la fiera più importante al mondo perché lo siamo, con i nostri 250 espositori, 20.000 visitatori e 27.000 mq e vogliamo utilizzare il made in Italy, perché il vending è made in Italy: oltre il 70% dei distributori sono prodotti da fabbricanti italiani e l’Italia è uno dei paesi più importanti(pernondireilsecondoalmondo)nel vending.Ma,soprattutto,vogliamoutilizzare il made in Italy, questo bollino di qualità checicontraddistingueperrenderequesta manifestazione sempre più internazionale come,adesempio,ilcaffèespresso.VenditaliasiterràognidueanniaMilano,questo lodicoperchénel2015c’èstataun’edizione specialeinoccasionedell’iniziodiExpo,ma Venditalia è una manifestazione che intendiamobiennale,chesiterràneglianni

pari.Abbiamorinnovatolacollaborazione conFieraMilano,perchéMilanocherimanelacittàdiquestamanifestazione.Nonci dimenticheremo degli anni dispari, ma vogliamolavoraresudegliimpiantiunpo’più soft,checipermettanodimantenerevivoil networking e la collaborazione tra tutte le componenti della filiera. Ancora, la nuova campagna di comunicazione, dove questa “V” è sinonimo di vending ma soprattutto vuolediventaresinonimodiVenditalia,che diventa finestra per affacciarsi sul mondo del vending e su quelli che sono i nuovi trend e le innovazioni di questo mercato. Venditaliaèalcentrodiquestomondoallivelloglobale.Nonultimoilnuovosito,asviluppo verticale, quindi compatibile con tutti i device mobili e che ovviamente verrà aggiornato nel corso dei mesi in avvicinamento alla fiera.Oggiè focalizzato sugli espositori, poiché abbiamo aperto le iscrizioni; man mano che ci avvicineremo alla fiera sarà sempre più orientato ai visitatori, alle istruzioni per raggiungerci, per partecipare alla fiera e cheandràadaumentaredigiornoingiorno dicontenutiche,divoltainvolta,andremoa costruire,piuttostocheilnostropianoconvegni, la nostra cena di gala e tantissime altre novità”

questa nuova fiera. Io nel ’98 lo facevo per lavoro, mentre Lucio ci metteva una passione incredibile. Cercheremo di mettere la stessapassione,ioetuttolostaffoperativo, anche in questa decima edizione di Venditalia,chepurtroppoèlaprimasenzaLucio. Utilizzeremonuovistrumentidipromozione. C’è una parola magica che usa spesso il marketing, lead generation: “lead” vuol direpotenzialecliente,quindi“generazione di nuovi potenziali clienti” e noi cercheremo,conglistrumentiattualidell’informatica, di ottenere una cosa molto importante, cioè avere un target di riferimento estremamentepreciso.Noiandremoa“colpire”, vogliamo andare a contattare le persone

interessati alla DA e ai suoi prodotti. Quindi nulla andrà perduto. Avremo anche un banner sul sito Mixer Planet e sui siti delle rivistespecializzate.LaprimaDEMcheabbiamorealizzatosaràunaDEMgrafica,abbiamo voluto un impatto non solo testuale ma anche visivo molto importante. Il piano DEMsiaperivisitatorichepergliespositori è già stato programmato, abbiamo varie iniziativedaquiadaprile,specifiche,mirate per inviare delle mail a un target di riferimento identificato con grande precisione e che parlerà di argomenti sempre diversi machepossono,argomentoperargomento, interessare i potenziali acquisitori. Faremo lo stesso, ovviamente, con i visitatori. Ricordiamo che il portale, come le DEM, saranno multilanguage e quindi riusciranno a colpire un numero davvero impressionante di potenziali visitatori. Crediamo quindi attraverso queste politiche di incrementare moltissimo il numero di visitatori di Venditalia 2016.

Alessandro Fontana - “Permettetemi, anche a nome dello staff, un ricordo di Lucio Pinetti. Lucio ha fortemente voluto questa fiera nel 1998, quando era Direttore di CONFIDA. Io anche allora ero nello staff operativo di Venditalia e ricordo quante notti abbiamo passato insieme prima della prima edizione a studiare come realizzare

che possono essere realmente interessate e questo ci è consentito attraverso diversi strumenti:primadituttola DEM,mailspedita a 20.000 contatti di Venditalia e 105.000 contattidiFieraMilano,moltideiqualiesteri. Abbiamo anche una partnership con altre fiere estere che ci consentiranno di ottenere il grandissimo obiettivo di spostare in due edizioni a percentuale di visitatori esteri dal 30 al 50%. abbiamo anche una politica di re-targeting, sempre assieme a FieraMilano. Ilre-targeting non è altro che una politica marketing web specifica per quelli che hanno già dimostrato interesse per un determinato argomento, che hanno già fatto un click che li ha identificati come

Ci sarà una collaborazione importante con le riviste (stiamo chiudendo accordi con riviste di settore, mondo del caffè e Food&Beverage in generale) e troverete la lista sempre aggiornata dei media partner sul sito. Social media marketing, soprattutto per i visitatori: saremo molto social, avremo un profilo Facebook, un profilo TwittereunprofiloLinkedIn,messiinlinea proprio in concomitanza con gli Stati Generali del Vending. Venditalia offrirà nuovi servizi, c’è una concezione leggermente diversa rispetto alle precedenti nove edizioni: avremo sale riunioni e magazzini, un auditorium, un kindergarten e altre new entry, delle offerte che abbiamo studiato

ALESSANDRO FONTANA E MONICA BALOCCO

BarBi BLU

La qualità senza limiti di quantità

PERFORMANCE

Autonomia: 3 anni

Portata: 1,25 Lt/min = 75 Lt/ora

Dimensioni (LxPxH): 380x180x500 mm

Peso: 18 kg

specificatamente per questa edizione. Sale riunioni e magazzini significano dare la possibilità di prenotare spazi per le merci o di usufruire di sale riunioni messe a disposizione da Venditalia. Questo è importantissimo perché noi crediamo che degli stand molto belli, molto rappresentativi faccianodavverobenealvendingepurtroppoalcunidiquestispazivengonodedicatia dei magazzini, a delle sale riunioni, a degli spazi che ci devono essere in fiera. Se noi li collochiamo in un’altra zona, ma sempre vicino allo stand, riusciamo a valorizzare al 100% l’area espositiva, quindi fare un favore sia all’azienda, sia ai visitatori, che avranno più spazio per visitare lo stand. Avremo un auditorium con un intenso programma di convegni e appuntamenti, con talk show internazionali, per il pubblico di altre nazionalità. Ad esempio, un visitatore tedesco potrà assistere a un incontro tenuto in tedesco da un personaggio noto in Germania che parlerà di vending con il suo linguaggio, inteso non solo come lingua madre, ma come temi che sono cari all’operatore vending di quel Paese. Avremo anche un’area New Entry BusinessMatchingeReadingRoom, per dare l’opportunità a chi non si è mai affacciato al mondo del vending, con un piccolo investimento, di avere uno spazio a disposizione, per presentare i suoi prodotti a tutto il mercato. Avremo un kindergarten per i ragazzisottogli11anni:sappiamo quanto sia importante, soprattutto per chi compie viaggi lunghi, portare con sé tutta la famiglia. Stimo lavorando inoltre a dei “pacchetti su misura” pensati per le aziende, con offerte travel ehospitality all’interno di Venditalia. Tutti i relatori hanno detto che il distributore automatico(oilvendingstesso)devetrasferire emozione. Ecco, forse l’emozione della fierapuòessereancorapiùgrandese,alla visitadiVenditaliariusciamoadaggiungere l’offertadiunpacchettoviaggio,percuiuna personapuòrimanereaMilanoefaredelle attività all’interno della città o nelle immediate vicinanze, concedendosi una piccola vacanza”

LAURA OSTINI, “LA FOTOGRAFIA DELLE PRATICHE DI USO DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA IN ITALIA”

“Nell’ottica di tracciare un ritratto del consumatore(edelnonconsumatore)delvending, abbiamo intervistato 800 persone rappresentative della popolazione di età compresatra18e60anni,inmododaavere un quadro generale di quella che è l’attuale penetrazione della distribuzione au-

tomaticainItalia.Il48,1%dellapopolazione nonèutentedelvending,mentreun51,9% sidichiarautilizzatorediundistributoreautomatico: in questo caso non parliamo di frequenzadiutilizzomasolodichi,nelcorso dell’ultimo anno, ha dichiarato di aver effettuato almeno un prelievo dal distributore automatico. Non è il primo anno che viene condotta un’indagine quantitativa relativamente al settore, ma è evidente che nel2009(datadelprecedenterilevamento) avevamo una penetrazione del 41,9%, nel

2012 del 44,2%, fino ad arrivare al 51,9% di quest’anno,quindiuntassodicrescitadavveroimportante. Iltassodipenetrazioneè sicuramentecresciutoinmodosignificativo,maabbiamoancoraunbacinod’utenza con un potenziale di consumatori che la DA potrà pensare di accogliere in futuro. Inparticolare,siamoandatiacapirechifosseilnonutente,rispettoalgenere(maschileofemminile)erispettoall’età.Perquanto riguarda uomini e donne, possiamo dire chenoncisonodifferenzesignificative:entrambiapprocianolaDAinmodo assolutamente similare (50,6% uomini, 49,4% donne). La concentrazione maggiore rispetto all’utilizzo della DA l’abbiamo nellafasciadietà25-44,quindi “da convertire” all’utilizzo del distributoresonolefascedipopolazione più giovane e più anziana. Per quanto riguarda le aree geografiche, non ci sono differenze rispetto a quelle che sono le percentuali di diffusione nazionale, mentre c’è un indice moltopiùbassodiconcentrazionediutilizzodellaDAneipiccoli centrifinoa10.000abitanti.Probabilmente è dovuto al fatto che c’è una densità di popolazione lavoratrice inferiore in questi centri. Abbiamo poi rilevato la frequenza di utilizzo al distributore automatico e non abbiamo registrato risultati molto diversi rispetto al passato. Quello che abbiamo notato, è che il 27% di coloro che dichiarano di aver prelevato dal distributore automatico almeno una volta nell’ultimo anno, dichiara di farlo una volta al giorno. Quindi quasi un terzodegliintervistatiognigiorno acquista dal distributore automatico. Il 30% dichiara invece di prelevare con frequenza settimanale, fino ad arrivare al 19% di consumatori che dichiara frequenza mensile ed un 24% che dichiara una frequenza ancora inferiore. Abbiamo quindi diviso tra heavy users, light users, medium users, occasional users.Ovviamenteilnostrocompitoèquello di fidelizzare quanto più possibile quel 27%diheavyusers,masuimediumelight users c’è molto margine di possibilità di convertirli a utilizzi più frequenti. Quello cheidaticidiconoècheabbiamoun30%di

LAURA OSTINI

questi users da fidelizzare, più un 70% di quelli che non abbiamo identificato come top target su cui sicuramente possiamo fare un grande lavoro di reclutamento e spingerli ad incrementare la frequenza di utilizzodeldistributoreautomatico.Importante sottolineare che questo 30% ha a disposizione un distributore automatico, mentre il 48,1% dei non-users in una certa misurapotrebbevivereinluoghinonserviti. Possiamo fare persino la supposizione che quel 12% di users occasionali abbia una ragione simile, ovvero delle ragioni esternecheimpediscanodidiventareutenti, ma su quei heavy, su quei medium e su queilight,nonabbiamoscuse:ilightdevonodiventaremedium,imediumheavyegli heavyvannoconservatiediventare“ambasciatori” del vending, perché se prelevano tantodevonoessereanchepiuttostosoddisfatti.Abbiamopoichiestoachinell’ultimo mesehaeffettuatodegliacquistiqualisono i loro stili alimentari: abbiamo un 46,9% di attenti (linea, salute, etica, ecc.) abbiamo un14,2%di disordinatieun32,6%diintermedi, che hanno un approcio più rilassato nei confronti dell’alimentazione a cui aggiungiamo un 6,3% di problematici, ovvero con particolari esigenze mediche (intolleranzealimentari,ecc.).Questiultimi,naturalmente,incontranodifficoltàoggettivead acquistareprodottialimentarialdistributore automatico e non solo. Questa analisi è statafattaperchécisembraimportantesegnalare che il target dei consumatori attenti è densamente popolato ed è alla ricercadialimentiebevandecheriescanoa soddisfare le sue esigenze. In quali luoghi vengono approciati i distributori automatici?Abbiamodivisoilcampioneinduecategorie: utenza stanziale (coloro che hanno prelevato sul luogo di lavoro o di studio) e utenza in movimento(locazionipubbliche). Naturalmente gli heavy users appartengo-

no all’utenza stanziale, quotidiana. A questo proposito, pensiamo che il vending potrebbe svilupparsi moltissimo all’interno delle scuole e delle università, sopratutto se si tiene conto del fatto che andrebbe maggiormentecoinvoltal’utenzapiùgiovane,comeabbiamovisto.Perl’utenzainmovimento, invece, i luoghi di maggior prelievo sono rappresentati dalle strutture sanitarie e, a seguire, dagli uffici pubblici, luoghi di transito e commerciali. I negozi automaticirappresentanoancoraunarealtàpiuttostolimitata(11%),perchélimitataè laloropresenzasulterritorio:dasegnalare che gli heavy users e la popolazione più giovanefannocomunqueunelevatoutilizzo rispettoaglialtritargetdianalisidiprelievo dal negozio automatico. Sempre tra coloro che hanno dichiarato di aver usato un distributore automatico nell’ultimo anno, le bevandeconil98%diprelievirappresentano la tipologia di prodotto maggiormente utilizzata,glialimentiseguonoconun70%; bevande calde 90%, bevande fredde 77% deiprelievi.Danotarecheanchel’utilizzodi snack dolci (59%) e salati (52%) è elevato, mentre piatti pronti e alimenti freschi hanno percentuali molto più contenute. Il prelievo, dunque, è estremamente calibrato sulle diverse tipologie di prodotto, non c’è un prodotto veramente vincente rispetto all’altro all’interno dei prelievi stessi. Un 42% degli intervistati dichiara di prelevare entrambe le tipologie di prodotto, sia bevandechealimenti;macisonoanchecoloro che utilizzano in modo esclusivo, prelevano in modo esclusivo o bevande (37%) o alimenti(29%):questovadetto,persottolineare che è fondamentale offrire un buon livello di assortimento per essere in grado di catturare le esigenze di una popolazione con bisogni molto variegati ed in particolarediversificarerispettoallefasced’età.Seguonoiconsumatoridipiattipronti(21%)e

alimenti freschi (10%). Interessante il 20% di utenti che acquistano chewing-gum o caramelle dalla vending machine. Per quanto riguarda i metodi di pagamento, il più diffuso rimane la moneta (79%), a seguirelechiavette(33%)epoicarta-moneta (22,5%)ocartadicredito(12%),seguiteda unaAppsultelefono(3%).Spessolamoneta o la carta di credito, va ricordato, vengono utilizzate per ricaricare i sistemi di pagamento cashless, dati in dotazione a chi lavora in un’azienda. Da notare che uno dei problemipiùriscontratidall’utenzaèladifficoltà di avere a disposizione la moneta “contata”, ecco spiegato quindi il successo di utilizzo delle chiavette elettroniche, dove queste sono date in dotazione. Abbiamo inoltre riscontrato un altro problema in questo senso: circa un terzo degli utilizzatori è scontento della mancata erogazione delresto,dichiarata(29%)odelfattochela macchinetta se lo “mangi” (26%), quindi cheildispositivofunzionimale.Lasituazione comunque si sta evolvendo rapidamente. Non è più solo chi non ha un bar nelle vicinanze a ricorrere al vending: può darsi che al distributore vada proprio chi un bar nellevicinanzecel’ha,manonèsoddisfatto della qualità del prodotto. Naturalmente succede anche il contrario, perché c’è anchelacompetizionetracanalienoncipossiamosottrarreaquestalogica,masicuramente il vending ha saputo guadagnare puntisulpianodellaqualitàedelservizio. A coloro che hanno dichiarato di non utilizzare il distributore automatico (48,1%) ne sono stati chiesti i motivi. La ragione principale risulta legata al luogo di utilizzo: il momentoincuisibeveuncaffèesicreaun momento di stacco è importante che venga effettuato in un luogo piacevole e molto spesso capita che il distributore non venga collocato in un punto particolarmente attrattivo.Perquantoriguardailpagamento,

comeabbiamovisto,lamaggiorbarrieradi utilizzoèlegataalfattocheselamonetaèil metodo più diffuso, non sempre la moneta è disponibile e queste sono tutte occasioni perse di prelievo dal distributore. A questo va aggiunto il fatto che il distributore non dia resto o che non lo restituisca. Ancora, l’assortimento, importante anche rispetto a coloro che si dichiarano salutisti, gli “attenti”. Il consumatore vuole sempre più un assortimento variegato di prodotti, mentre il vending porta con sé l’idea che i prodotti sianosempreglistessi,unpo’noiosieche quindi questo porti un rifiuto al prelievo stesso dal distributore automatico. Ancora, il prezzo, perché data la qualità percepita non così elevata (gli users non riconoscono i prodotti!), anche il rapporto qualità/ prezzo non è in linea con gli standard dei consumatori che non approciano la DA e chequindipreferisconospendereetrovare un rapporto più conveniente in altri luoghi. C’è poi un’area molto importante legata al funzionamento e alla gestione della macchina, per cui l’utente si aspetta di avere degli elevati standard di manutenzione, di pulizia della macchinetta che in qualche modo certifichi la qualità della macchina e dei prodotti al suo interno. Per cui abbiamo avuto dai consumatori delle richieste circaunamaggioremanutenzionedaparte dei gestori per garantire dei servizi e delle pulizieelevatisullamacchina.Abbiamopoi un 32% che non ha motivi particolari per non approciare la DA, ma semplicemente non è interessata. Questa domande sono rivolte a chi non utilizza la DA, quindi sono giudizi obiettivi ma ci sono anche un sacco di pregiudizi, come il fato che il caffè della macchinetta sia cattivo. Dobbiamo ovviamente farci carico dei giudizi ma anche dei pregiudizi e dimostrare loro che molti di questisonosbagliatiescalzarliunoauno. Andiamo invece a capire quali sono i motivi prevalenti di utilizzo per coloro che dichiarano di aver utilizzato almeno una volta nell’ultimomeseildistributoreautomatico: abbiamo un 23% che dichiara di farlo “per necessità”, perché non ha nelle vicinanze un bar; un 16% per necessità, perché non gli è consentito allontanarsi dal lavoro; abbiamo però anche tanti consumatori che approciano il distributore automatico in modo più positivo, nel senso che scelgono di passare il tempo della pausa al distributore perché diventa un momento di convivialità con amici e colleghi. esiste quindi l’elemento della necessità, ma esi-

steancheunapprociopositivo:permoltila vendingmachineèunluogodirifornimento comodo, veloce, adatto a soddisfare appetito o la sete ed è vantaggioso in termini di prezzo. A coloro che dichiarano di aver utilizzato il d.a. nell’ultimo anno abbiamo chiesto anche qual è il loro livello di soddisfazione. Non c’è un problema in questo senso,perchéilivellidisoddisfazionesono complessivamente molto positivi (molto/ abbastanza soddisfatto). Quello che ci lascia perplessi è che c’è un 17% di utilizzatori che si dichiarano estremamente soddisfatti:unpo’diquesto60%di“abbastanza” andrebbero convertiti...

Analizziamo per un attimo i consumatori potenziali, intesi come medium o light users: tra loro solo 1/3 si dichiara veramente soddisfatto, mentre tra i light users i molto soddisfatti si attestano sul 20%. Quindi, i livelli di soddisfazione in generalesonoalti,manoncosìaltiseparliamodi estrema soddisfazione. C’è molto da fare perchéeffettivamentecolorochesonoinostri top target (heavy users) possano consumare di più e perché i nostri medium/ lightusersnonsianopiùutentisettimanali o mensili del distributore, ma acquistino confrequenzasettimanale/giornaliera.Abbiamochiestoacolorochehannoprelevato almeno una volta nell’ultimo mese quali nuove tipologie di prodotto che vorrebbero trovarenellemacchinevending.Enonsolo, abbiamo anche cercato di capire se la frequenza sia legata alla presenza o meno di determinate tipologie di prodotti del distributore stesso. Da un punto di vista di alimenti,quellocheilnostrotargetcistachiedendo è la presenza di panini e tramezzini che consumerebbero regolarmente (40%), quindi l’idea di un pasto, di uno snack più sostanziosorispettoiprodottipresentinella maggior parte dei distributori automatici; ma c’è, parallelamente, la richiesta di prodotti light, in linea con i nuovi trend di consumo e gli stili alimentari, quindi la richiestadiinsalate,fruttaeverdura,latticini freschi, che rappresentano una tipologia di prodotto molto interessante. Ricordiamo che l’assortimento non abbastanza ampio era anche una causa di non utilizzo! Dal punto di vista delle bevande, va segnalato che tanti consumatori stanno chiedendo variazioni sul tema caffè: in particolare, quasilametàdegliintervistatidichiarache vorrebbe avere un maggiore assortimento in questo senso. Ma non solo: abbiamo anche una richiesta di miscele diverse per

quanto riguarda il tè, chiesto anche senza zuccherodall’utenzapiùesigenteedivarie soluzioni dolcificanti per le altre bevande calde. Ancora, i contenitori, i bicchieri e i supporti in genere: un aspetto che potrebbe rendere il consumo al distributore automatico più gradevole, confortevole per il nostro consumatore. Quali sono quindi le aspettative dei consumatori in termini di evoluzionedelvending?Inordinediimportanza: richieste relative al funzionamento esaudite; manutenzione e gestione (anche igienica) della macchina e del personale più assidue per una maggiore efficienza e unamaggiorequalità;sistemidipagamento alternativi; macchine più attrezzate e confortevoli”.

PAOLA ROSSI, “MANTENERE IL PARCO UTENTI, INCREMENTARE GLI ACCESSI-SUPERARE LE BARRIERE”

“Misentoindoveredispiegareperchéquestaricercaèstatacondotta.Inquestocaso, la ricerca è stata integrata, quantitativa e qualitativa, perché serviva a due obiettivi: il primo, ‘fare la fotografia’ a chi oggi fa i prelievi al distributore automatico, sapere prima di tutto quanti sono, farne un ritratto. Altrettanto importante è l’altra faccia della medaglia, ovvero chi è il non utente delladistribuzioneautomatica?Civogliamo rassegnare al fatto che resti un non utente per sempre? La fotografia si basa su un campione rappresentativo della popolazione italiana, come abbiamo visto. Il secondo obiettivo è capire cosa vuole l’utente evoluto, di cosa si lamenta, come immagina la distribuzioneautomaticainfuturo.Perogni settoredisviluppo-equestoloè,lodiconoi dati,ovverol’utenzacrescediannoinannoè fondamentale andare a sentire il suo consumatore esigente, perché è lui che avrà le critiche più aspre da fare, avrà suggerimentidadare,alcunipraticabiliealcunino, perchésullafattibilitàtoccaaiprofessionisti darelapropriaopinione.Inquestosecondo caso abbiamo preso un campione rappresentativo piccolo, 30 soggetti, li abbiamo sentiti però per 10 giorni consecutivi, con il metodo della “virtual room”, dove venivano riuniti due volte al giorno per confrontarsi, scambiarsi opinioni. Tenete presente che tra questi soggetti il 50% spendeva almeno 3 a 5 € a settimana e l’altro 50% da 5 a 10 € per la distribuzione automatica, quindi frequentatori abituali del canale e quindi le

loro opinioni valgono a raccontarci in che direzione dovrebbe andare la DA per corrispondere ai bisogni di questa popolazione esigente.

Dialoghi in remoto: l’analisi qualitativa è stata svolta questa volta, per volere della committenza, non “faccia a faccia”, ma in unastanzavirtualeincuiisoggettiinteressati erano obbligati ad entrare due volte al giornoperrispondereallenostredomande, senza vincoli di orario, purché si collegassero, come da accordi. I colloqui sonostatiregistratitrailmesedi giugno e quello di luglio. Vi dico subito che sono successe cose moltointeressanti,comespesso accade quando si esce dalla griglia del questionario strutturato e le persone possono dire quello che pensano. Ve ne racconto qualcuna... Di quel campione altospendente (3-10€/settimana), è interessante vedere che opinione hanno su prodotti, alimenti, macchine, servizio e pagamenti. Il vending, dal punto di vista dei consumatori, è senz’altro una cosa diversa dal vending in questa stanza. Per loro il vendingèilprodottocheprendidalla macchina, la macchina stessa ecc., sono molto concreti. Partiamo dagli alimenti: riguardo al tèdicono:“sitrovagiàzuccherato, acidulo, senza latte: perché non è previsto che si prendano l’acqua calda, la bustina e, separatamente, lo zucchero?”. Sul caffè: “perché non c’è un decoroso caffè lungo?”. Per molti inoltre, è stato valorizzante aggiungere caffè di marca accanto al caffè anonimo, i consumatori lopercepisconoeloapprezzano, lo vedono come un passo avanti. “Ci vorrebbero un sacchetto di mandorle, scaglie di parmigiano, spremute preparate al momento, soft drink minisize, dolciperlericorrenze...”,tralevarierichiestediprodottialternativi.

nare dei piatti 4 stelle, cioè alimenti di alta ristorazione. Naturalmente non nei corridoi di un liceo ma all’aeroporto, nelle pensiline del treno alta velocità, nei pressi di monumenti o luoghi di interesse culturale. Uscendodalfood(periconsumatoriquesta separazionenonèovvianénettissima),nelle macchine di stazioni e aeroporti vedono benissimo spazzolino, dentifricio, libri da viaggio, alcuni metterebbero dei gratta e vinciperEmergency,quinditoccandoanche un pochino la sfera dell’impegno sociale e

Panini e dai tramezzini: quelli nel distributore automatico scadono dopo 40 giorni “ma ti pare possibile?”. Gli utenti chiedono anche street food: può sembrare assurdo, mailvendingèuncanaledivenditasustrada!Epoicichiedonoletemperaturediconservazione differenziate, il ghiaccio nelle macchinee,addirittura,arrivanoaimmagi-

dell’etica. Sul piano delle bevande calde, apparemoltoinsistentelarichiestadiun’evoluzionedeltè;abbiamocapitoinoltreche la presenza del caffè branded è molto premiante, però è vero che se venisse erogata lavarianteamericanadelcaffè,quellanelle maxicup(oggiunconsumoincrescita)sarebbe sicuramente oggetto di richiesta ricorrente. Poi va risolto il problema degli snackfreschi,anzifreschissimi,perchél’utenzaitaliananonèdispostaapensareche ci sia un prodotto fresco che per un mese

staziona all’interno della macchina ed è poco propensa ad acquistarlo. Più in generale, abbiamo capito che, dal momento che dentro la macchina non possiamo mettere tuttoilmondo,chelacompletezzanellaDA non la possiamo perseguire, allora dobbiamo in qualche modo perseguire l’assortimentoelarotazione.Inoltre,moltointeressanteildiscorsosullespecialitàterritoriali, cheprobabilmenteriuscirebberoafareelevare l’immagine degli alimenti messi a disposizioni dalla DA, slegandola dal pregiudizio degli snack “noiosi”,ugualidappertutto.Lespecialità di cui il nostro territorio è straricco,iprodottidinorcineria, ilatticinistagionati,idolcilocali: tutte questa cose ne valorizzerebbero molto l’immagine. E poi lo street food, perché se la modalitàdiprelievodaldistributore automatico è quella su strada, è cosìfacileimmaginarealsuointerno cibo di strada... Mi rendo conto che queste suggestioni vannopoiconfrontateconlapraticabilità, di cui ne sapete di più voicostruttori,voigestori,voiresponsabili della logistica. Ma se nonsicominciaadandareunpo’ incontro a queste esigenze, non riusciremo mai a superare il pregiudizio che il cibo della DA nonsiabuono.Lametàdegliitalianigiànonlopensa,mavogliamo rinunciare a convincere l’altra metà? Sulle macchine: le macchine vecchie hanno un’aria trasandata. Vetrine rigate, plasticheopache,qualchebottaqua elà,sistemidipagamentounivoci, grafiche sorpassate: da una macchina vecchia non ti viene voglia di prelevare niente! Mi rendo conto che è costoso sostituire una macchina invecchiata chefunzionaancora,maunamacchinavecchia fa un bruttissimo servizio al vending e nedanneggiamoltol’immagine.Piaceinvece la vetrina che mostra i grani e il macina caffè, ecc. Non stiamo chiedendo la luna, alcune richieste sono possibili da accogliere,sonopraticabili.Seinstallounamacchina evoluta i consumi alla DA crescono. Entrando nel merito della macchina che dialogaconilconsumatore,l’utentepreferirebbe che la macchina parlasse con la sua centrale, per l’assortimento o per un allar-

PAOLA ROSSI

me tempestivo al primo segno di malfunzionamento. Sul servizio, ci dicono: “io non so chi debba farlo, ma deve essere assicuratal’igienedellapulsantieraedelcassetto dicaduta:moltemacchinesonoindecentiin questeduearee,propriodovevaiamettere letuemani”.Eancora:“Iopreleveròdaldistributore automatico quando introdurranno dei sistemi di controllo delle scadenze e l’eliminazionegarantitadeifreschinonprelevati”;“servonodeipiccolisupportialconsumopulito(accessori)ancheperilpersonale che effettua il caricamento delle macchine. Veniamo poi agli aspetti di ecosostenibilità: la DA è energivora, come tutti gliimpianticherestanoaccesi24oresu24, ben illuminati. Bisogna limitare i danni, quindi,peresempioinstallandopannellifotovoltaicisuquelleinstallateinstradaodotare gli ARD di mezzi di trasporto elettrici, almenoneicentricittadini”.Questisonopiù che altro dei correttivi, qualcosa che compensi i consumi della macchina, inevitabili. Ad esempio, sono invocati i compattatori di rifiuti e bicchieri. “Possono fare molto per migliorare il servizio: bastoncini per mescolare della misura adeguata rispetto a quello che si beve”, “un design un po’ più attraente”, “copribicchieri per le bevande caldedatrasportare”,“cannucceperlelattine”, “prodotti in carta”, sono alcuni dei suggerimenti.Cosaemergedaquestaanalisi? è quasi lapalissiano che, per far crescere la distribuzione automatica bisogna far spendere di più chi già spende al distributore automatico: quel 52% che, abbiamo visto, ha fatto più di un prelievo nel corso dell’ultimo anno noi dobbiamo trattenerlo, madobbiamofarcresceretutteleusership: light,medium,heavy.Secondastrategiaper crescere è far accedere alla DA tutti coloro cheadessononviaccedono.C’èun48%che magariabitanelcentrosperduto-conosciamo la conformazione del territorio italiano,

masappiamoanchecheilterritorioitaliano èmoltopenetratodallaDA-macenesono moltissimi altri che invece passano davanti a una macchina vending due o tre volte al giorno e queste persone vanno convinte. Come? Ci sono dei provvedimenti sul campodell’immaginedaprendere,senonliabbiamo già presi, perché da utente mi rendo contochemoltissimoèstatofattonegliultimi dieci anni. Non basta. Ovvero, bisogna cancellare dalla DA tutto quel pregiudizio cheancoraunpo’lealeggiaintorno,quell’ariadi“superato”.Certo,sefrequentiamole fiere, vediamo l’opposto di un settore antiquato,maseandiamoingiro,nellelocazioni pubbliche come nelle aziende, la situazione è diversa: macchine vecchie, metodi dipagamentononaggiornati,assortimento non adeguato ai trend di consumo. Nostro dovereèanchetoglieredallaDAilvissutodi “obbligatorio”: in che misura prelevare dal distributoreèunasceltaeinqualemisuraè ancora un obbligo? Come vediamo, c’è una componente di scelta che sta crescendo ed è determinata dalla comodità/immediatezzadelcanale,ilvendingèilcanalepiùeconomico, è un luogo di socializzazione, ma c’è ancora una componente di obbligo. La macchinetta viene scelta solo quando non c’èun’alternativa.Questastoriadell’obbligo èestremamentenocivaperilvending:bisognaarrivareaconsiderarelaDAuncanalea tutti gli effetti, come qualsiasi altro, a cui si può accedere o non accedere. Dobbiamo convincerci noi di essere un canale che compete al pari degli altri, è la precondizione per cui il consumatore smetterà di considerarelaDAunsurrogatodialtricanali, a cui far ricorso solo in momenti estremi.Conclusioni:laDAèautomaticaed èsemprepiùdigitale.Ilfuturoèautomatico e digitale. Questo è un humus fantastico! Siamo il canale che più di tutti, insieme all’e-commerce, è automatico e digitale,

siamo in naturale sintonia con il futuro. Non potremoesseresempre“sulpezzo”comei cellulari, ma possiamo essere sempre in fasedirinnovamentoediapplicazionedelle nuove tecnologie. Macchine e assortimenti desuetiosempreuguali,questisonoiprincipali motivi dell’immagine negativa della DA,valelapenaricordarlo.Infine,lacomunicazione. Sappiamo di non essere un settore così ricco da permettersi grandi campagne,maognunofacomunicazioneanche quandoesceconifurgoni,quandofaindossare all’ARD la divisa, quando trasmette un messaggioattraversolemacchinebrandizzate.LaDAfunzionaallagrandesuipostidi lavoro,nonacaso.Certo,sullavorosiprendeuncaffè,masoprattuttosisocializzadavantiallamacchina,sipassaqualcheminuto di relax senza fare pause troppo lunghe. Laddove la DA si sgancia dalle motivazioni prettamente funzionali ed entra nel campo del relazionale, del piacere, della curiosità verso nuovi prodotti, ha delle chance supplementari. I gestori dovrebbero muoversi come operatori della ristorazione fuori casa, non come operatori della logistica. Sonoivostristrumenti,levostretecnologie a dover girare, non la vostra logistica. E i fabbricanti di macchine dovrebbero pensare di riuscire a vincere solo affermando il proprio primato tecnologico. Così come è importante dimostrare la vostra coscienza ambientale,altrovalorefondamentaleperil consumatore, in particolare quello evoluto, che percepisce la macchina vending come energivora.Iproduttoridialimenti,chefino ad ora (con poche eccezioni) hanno messo nelle vending machine formati e referenze che sono soliti posizionare sugli scaffali della GDO, dovrebbero cominciare a mettere all’interno del distributore automatico alimenti e bevande studiati apposta per il canale, esclusivi. Anche questa cosa contribuirebbe alla valorizzazione del canale”.

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HOST 2015 SUCCESSO INTERNAZIONALE PER UN' ECCELLENZA ITALIANA

SI È CONCLUSA MARTEDÌ 27 OTTOBRE

HOSTMILANO 2015, LA MANIFESTAZIONE LEADER

MONDIALE NELL’ EQUIPMENT, COFFEE AND FOOD, QUEST’ANNO PIÙ CHE MAI CARATTERIZZATA

DALLA PRESENZA INTERNAZIONALE.

UN’EDIZIONE DA RECORD CHE SI È SVOLTA IN CONCOMITANZA CON LE ULTIME BATTUTE

DELL’ESPOSIZIONE UNIVERSALE, RAGGIUNGIBILE DIRETTAMENTE DAI PADIGLIONI DI HOST.

CALA IL SIPARIO SU UN'EDIZIONE CHE SEGNA UN PASSAGGIO CHIAVE NELL'EVOLUZIONE DI HOSTMILANO: RIVISTE AL RIALZO TUTTE LE PREVISIONI DELLA VIGILIA, CON UN INCREMENTO DEL 13,5% NELLE PRESENZE DI VISITATORI PROFESSIONALI, A QUOTA 150.968. E, SOPRATTUTTO, CON UN AUMENTO ESPONENZIALE DEI PROFESSIONISTI ESTERI: 60.383 MILA PRESENZE DA 172 PAESI, IL 40% DEL TOTALE E IN CRESCITA DEL 17%

HOST

"Più che un processo, l'internazionalizzazione di Host è ormai un fatto acquisito, che sta nelle dimensioni, nei numeri e nella qualità" ha commentato l'Amministratore Delegato di Fiera Milano, Corrado Peraboni, "Non solo. Host riflette il nuovo scenario geopolitico e apre a mercati come Iran, Africa e Cuba. All'aumento del 13,5% dei visitatori hanno contribuito diversi fattori: la focalizzazione nel supportare le aziende a tutto campo e a lungo termine, il grande impegno nello scouting all'estero, anche grazie alla collaborazione con ITA-ICE, e la sinergia con la città e con quello che rappresenta per il Made in ltaly. Una strada intrapresa con successo da Host, e che ci vedrà impegnati per accele-

rare l'internazionalizzazione anche delle altre manifestazioni" Ed è anche stata un successo la gestione logistica connessa alla contemporaneità con le giornate finali di EXPO, che si sono confermate ad altissima affluenza di pubblico: "Incostantecoordinamento conleForzedell'Ordine,conl'efficacecollaborazionedituttiisoggettideputatialtrasportopubblicoe,graziealletecnologiedicuiè dotata, Fiera Milano ha gestito un numero elevatissimo di persone e mezzi con la massima flessibilità ed efficienza, confermando la consolidatacompetenzaneigrandieventi," ha aggiunto Peraboni. Il valore aggiunto della collocazione a Milano è stato sottolineato da molti professionisti esteri. "C"è molta voglia di stile italiano negli

Emirati" ha dichiarato Andrej Trajkovski di Zadea, importatore di Doha (Qatar) che ha la rappresentanza di prestigiosi marchi occidentali "Ad esempio, stiamo scoprendo i prodotti tradizionali mediterranei.Equestoèilluogomigliorepertrovarequestostileele tecnologieperprodurli"

Stile, ma anche innovazione che si dirige verso mercati sempre nuovi: "Nonostante i macchinari europei siano penalizzati da dazi molto alti" ha spiegato Miguel Annessi, Direttore Operazioni e Acquisti di David Rosental & Hijos di Rosario, Argentina: "veniamoqui a Host a selezionarli perché la tecnologia in esposizione è molto piùavanzatadiquelladisponibiledanoi"

Host2015 è stata anche vivacizzata da oltre 400 eventi fra seminari e workshop, gare, campionati, show-cooking e degustazioni. Il comasco Gianni Cocco è stato Incoronato Migliore barista d'Italia, mentre Il Campionato mondiale di pasticceria ha visto a sorpresa la vittoria del Giappone. Medaglia d"argento per l'agguerrita Nazionale azzurra. Appuntamento nel 2017, quando HostMilano celebrerà l'edizione numero 40, presso i padiglioni di fieramllano a Rho da venerdì 20 a martedì 24 ottobre.

> Nel prossimo numero verrà pubblicata l'ampia galleria fotografica che D.A. Italia ha realizzato durante i giorni della manifestazione.

IL CAFFÈ NELLA SUA FORMA MIGLIORE.

GRUPPO ILLIRIA PRESENTATO A EXPO IL BILANCIO SOCIALE 2014

EVENTI

GRUPPO ILLIRIA, LEADER NEL FRIULI VENEZIA

GIULIA E TRA I PRINCIPALI GRUPPI DI GESTIONE A LIVELLO NAZIONALE, HA SCELTO EXPOMILANO 2015 PER PRESENTARE IL SUO PRIMO BILANCIO SOCIALE, RELATIVO ALL’ANNO 2014. QUESTO IMPORTANTE DOCUMENTO È NATO COME STRUMENTO PER DAR CONTO DELLE INIZIATIVE DI MIGLIORAMENTO E DEL PERCORSO DEL GRUPPO ATTRAVERSO LE ATTIVITÀ DI SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE E DI PROMOZIONE DI INIZIATIVE PER LA SALUTE E IL BENESSERE, PRESTANDO LA DOVUTA ATTENZIONE

ALLE ASPETTATIVE DI TUTTI GLI STAKEHOLDER. L’EVENTO, CHE HA COINVOLTO IL MANAGEMENT ILLIRIA, SI È SVOLTO NEI PRESSI DELL’ALBERO DELLA VITA, ALL’INTERNO DI UNA SALA CONFERENZE MESSA A DISPOSIZIONE DA SAN PELLEGRINO, PARTNER ORGANIZZATIVO DELL’INCONTRO INSIEME A NESTLÉ D.A. ITALIA, RAPPRESENTATA DA ALESSANDRO FONTANA, OSPITE DELL’EVENTO INSIEME A PIERO LAZZARI (CONFIDA) E MASSIMO TRAPLETTI (IVS), RIPORTA DI SEGUITO UN RESOCONTO DELLA GIORNATA E DEI CONTENUTI DEL BILANCIO SOCIALE ILLIRIA.

JOSÉ MARIA CATTARINUZZI, PRESIDENTE GRUPPO ILLIRIA SPA , HA DATO IL VIA AI LAVORI CON UN BENVENUTO AGLI OSPITI ED ILLUSTRANDO BREVEMENTE LA GENESI E LA STORIA DELL’AZIENDA:

“Ringrazio voi, i nostri clienti speciali, i nostri collaboratori, quelli presenti in sala e non solo, i nostri ospiti. Vorrei spendere due parole per parlare del

Gruppo Illiria e della sua evoluzione. Nel 1976 Coca-Cola dismise il ramo vending, perchénonerapiùremunerativo.Inquel periodosononatediversesocietà,tracui la nostra ed altre. Io e Mario Toniutti ci conoscevamo, ci siamo frequentati e ci siamo detti che non aveva senso restare “piccoli” nel tempo nel mercato del vending. Avevamo debiti e pochi soldi ma abbiamo unito gli sforzi con l’obiettivo di crescere, abbiamo creato un gruppo

coinvolgendo altre società di gestione. Nel 1996 è nata una prima collaborazione e nel 2001 abbiamo creato una holding con tutte queste società, separate ma facenti capo alla stessa casa madre. Nel 2007, dopo aver individuato strategie aziendali condivise, abbiamo deciso di creare Gruppo Illiria srl, oggi SpA. Tutto quello che ci ha mosso è stata l’idea di creare qualcosa di bello, di strutturato, con un senso. Abbiamo investito tutte le

LISA CATTARINUZZI

nostrerisorsenellasocietà.Oggipossiamo dire di essere un’azienda strutturata, sanasottoilprofilofinanziarioechecerca di essere nel mercato nel modo corretto, dando qualità, cercando di essere anche, perché no, di riferimento, non stravolgendoilmercato,nonrovinandoil mercato anche se, bene o male, nel momento di crisi “spinge” da tutte la parti e senz’altro non è semplice mantenere un’etica, una situazione in cui si può dare un servizio fatto bene al giusto prezzo. Oggi siamo qui per il Bilancio Sociale, un altro tassello creato per dare immagine, ma anche per dimostrare agli altri come lavoriamo e per fare in modo di essere coerenti e dare un aiuto alla società per non sprecare e fare le cose nella giusta maniera. Vi ringrazio ancora per il tempo che ci avete dedicato e per la vostra presenza”.

TONIUTT I, DIRETTORE GENERALE, VICEPRESIDENTE E AMMINISTRATORE

DELEGATO GRUPPO ILLIRIA , CHE HA

INTRODOTTO AI PRESENTI ALCUNI CONCETTI FONDAMENTALI PER COMPRENDERE IL VENDING E LE SUE RECENTI EVOLUZIONI, COME IL RUOLO DELL’IMPRENDITORE O LE ABITUDINI DI CONSUMO.

“Come già detto dal presidente Cattarinuzzi, questa è un’avventura nata tanti anni fa, un’avventura difficile perché noi, che veniamo dalla terra dei friulani, storicamente sappiamo quanto sia difficile costruire una realtà imprenditoriale, ma anche quello che è tutta la nostra vita, perché in un territorio che ha 1.200.000 abitanti, con un terremoto che nel 1976 ci aveva messo in ginocchio, ricominciare daccapo e ricostruire, impostare un’azienda, credetemi, non è stato facile. Devo dire, con estrema soddisfazione, nella nostra regione siamo riconosciuti come un’azienda di riferimento perché, magari le persone non lo sanno, l’area triestina rispetto a quella goriziana e a quellafriulana-pordenonesehauncampanilismo, una competizione piuttosto

vivace, da sempre e riuscire a mettere insiemedeisocieleloroattivitàimprenditoriali,condividendolepercrearequalcosa di importante e grande, non è stato scontato e sicuramente è stato merito del signor Cattarinuzzi, che è riuscito a trasmettere questo concetto in tutte le figure dei soci che oggi fanno parte di Gruppo Illiria. Io, come è naturale che sia nell’evoluzione delle generazioni, sto assumendo questo incarico importante e quando ho cominciato la mia avventura in questo settore (che sinceramente a me neanche piaceva, è stato proprio José a convincermi a proseguire questa strada!) mai avrei pensato di essere un giorno di condurre una società di 350 dipendenti con oltre 40milioni di fatturato con una presenza territoriale a livello nazionale veramente importante e di trovarmiadExpo,inItalia,apresentarne ilbilanciosociale.Vogliospendereanche io qualche parola di ringraziamento per tutti i clienti presenti. Per noi questo è il primo evento e non è stato semplice organizzarlo, insieme a Nestlé/San Pel-

JOSÉ MARIA CATTARINUZZI

legrino, che ringrazio, all’interno di una struttura difficile come questa, anche se misembraabbiaportatounottimorisultato e ne sono soddisfatto. Il ringraziamento più importante va sicuramente a tutte le persone che quest’anno (per noi difficilissimo a livello di mercato, competitor, scenario) hanno dedicato il loro impegno per riuscire a realizzare il bilancio sociale, in modo particolare Lisa Cattarinuzzi, che li rappresenta tutti e che ha dedicato molto tempo a questo progetto, che sarà meritatamente lei stessa a presentarvi. Infine, un grazie alla famiglia Ferrarini, per aver dato lo spuntoeperavercollaboratoalraggiungimento di questo obiettivo. Cominciamodaquellocheall’internodel nostro codice civile è definito “imprenditore”, ovvero chi esercita ufficialmente un’attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni e servizi. Oggi fare azienda è difficile, il cliente ci percepisce giustamente come un fornitore e come tale deve metterlo

in competizione con la sua concorrenza. Però molto difficile da trasferire è che l’imprenditore che ha una propria morale, che non sfrutta tutta l‘azienda per bene proprio e quindi tutto ciò che è l’utile, il risultato finale di un anno intero di lavoro, prosciuga l’azienda per cose che riguardano solo i soci o solo se stesso (nell’eventualità si trattasse di un imprenditore socio unico) è cosa diversa da quello che invece lascia all’interno dell’azienda una parte dei propri utili per poterli reinvestire e creare qualità di servizio e valore al nostro settore. Quello che invece ad oggi io sposo personalmente, come tutte le persone che collaborano con me per portare avanti Gruppo Illiria, è la figura dell’imprenditore inteso come chi esercita professionalmente un’attività superando una sferapuramenteeconomicaperespandersi in quella sociale e ambientale. Quindi, lo sforzo da parte nostra e della nostra aziendaètesoareinvestireunapartedei propriutiliancheinquellocheèunimpe-

gno morale nei confronti dell’ambiente e del sociale, con una serie di obiettivi futuri che Illiria si impegna a raggiungere. Il nostro settore è quello del vending, un termine inglese che molti di voi probabilmente non conoscono e che indica servizio attraverso distributori automatici. Servizio che molti percepiscono come “quelli delle macchinette”: qui c’è il presidente Lazzari e sa bene a cosa mi riferisco...io trovavo anche il termine “macchinette” riduttivo rispetto a tutto quello che oggi fanno gli operatori del settore. In realtà molti del mondo della distribuzione automatica., molti nostri clienti conoscono questo servizio come “lamacchinetta”equandoilnostrocompianto presidente Lucio Pinetti mi disse che questo non era un termine dequalificante, perché era un riferimento, un segnale chiaro e riconosciuto del lavoro che stai facendo pensai (ed ero tra i pochi) che forse quella sarebbe stata la strada giusta per valorizzare il nostro settore. Vending oggi significa 2,5 milio-

MARIO TONIUTTI

ni di distributori automatici installati, 6 miliardi di momenti di consumo/anno, 20 milioni di utilizzatori, due miliardi di euro di fatturato, 30.000 addetti ai lavori. Non èunsettoremoltoimportanteperloStato, per questo vive una grande sofferenza nelle comunicazioni con le Istituzioni, per tutte quelle che sono le leggi che ci regolano per esercitare la nostra attività. Purtroppo devo dire che le maggiori difficoltà che hanno oggi i gestori sono proprio legate a tutta questa burocrazia che ci è caduta addosso e che non ci permette di dedicare tempo allo sviluppo del nostro business. Oggi siamo spesso e volentieri occupati a risolvere problemi che lo Stato ci crea: l’ultimo è stato l’aumento dell’incidenza dell’IVA dal 4 al 10% sul prezzo di vendita, adesso abbiamo un problema serio con l’approvazione a fine luglio della certificazione degli incassi, dovremmo ingegnarci per certificare ogni moneta introdotta all’interno del distributore automatico...ve ne ho nominate solo due, ma si tratta di numerose problematiche, spesso complesse. Interessante è stata un’indagine CONFIDA di quest’ultimo periodo relativamente all’utilizzo dei distributori automatici. Ho chiesto aiuto a Piero Lazzari, perché penso che per i nostri clienti sia utile sapere come è composto il nostro settore. L’indagineèstatacondottaquest’annosu 800 campioni e ha dato un risultato interessante da analizzare. Nell’ultimo anno il 51,9% delle persone ha utilizzato il d.a. contro un 48,1% che non lo ha utilizzato. Dal 2009 al 2015 abbiamo aumentato del 10%inostriconsumatori,mailvendingè indubbiamente un settore che ha ancora il50%dipossibilitàdicrescita:unnumero enorme, per quanto riguarda i gestori e il settore, perché se oggi sono occupate 30.000 persone per questo mestiere, la possibilità è che ce ne possano essere altri 30.000, se riuscissimo un giorno ad arrivareal100%degliutenti.50%uomini e 50% donne compongono il campione, mentre la fascia di età più interessata a questo canale è quella 25-44 anni, come è normale che sia. Destinata a crescere anche quella 18-24, poiché le nuove generazioni hanno una maggiore facilità di approccio alla macchina. La frequenza

con cui si presentano davanti ai d.a. è: 27% quotidianamente, 20% due-tre volte a settimana, 11% una volta alla settimana,14%2-3voltealmese,5%unavoltaal mese, addirittura 24% meno di una volta al mese. Sono tutti numeri che vogliono dire moltissimo per chi gestisce questo business, perché danno un’idea di quanti margini di crescita ci possano essere nel nostro settore. Alla domanda: “Si avvicina a descrivere maggiormente il suo regime alimentare...” il 13% risponde “sono molto attento alla linea, acquisto anche alimentari leggeri, con poche calorie; il 34% “sono attento a mangiare in prevalenza cose sane e genuine senza farmi particolari problemi”; il 14% dice: “mangio quello che capita in maniera disordinata, spesso di fretta e fuori da pasti”;il32%“mangioditutto”;il6,3%afferma “l’acquisto di alcuni alimentari mi è escluso perché soffro di allergie/intolleranze”. Raggruppando queste categoriesivedequantosiaimportantelaquota dei salutisti (47%) totale, 32% “intermedi”, solo il 14% i “disordinati” e il 6,3% i “problematici”. Tutti questi dati forniscono indicazioni precise ai gestori su quali sono gli alimenti che devono essere proposti affinché si possano avvicinare sempre più utenti. La motivazione che più frequentemente spinge a scegliere di acquistare dal distributore automatico è la comodità: “è disponibile proprio dove ne ho bisogno” 35%; “la voglia di un caffè”33%;“pernecessità”(nobarosupermercato nelle vicinanze) 23%; “per velocità, è il metodo più rapido per saziarmi” 23%; la sete 22%, ecc. Convenienza e comoditàsonoincimaallalistadelleragioni per cui si acquista dalla macchinetta: “acquisti al volo, senza attesa al banco o alla cassa”, “il risparmio: due caffè al prezzo di uno al bar” “la macchinetta mi ‘salvalavita’durantegliattacchidifame improvvisa”“dallemiepartiilcaffècosta il 100% in più al bar: ho calcolato cha con uncaffèeunabottigliettad’acquaalgiorno risparmiate ci pago un weekend di vacanza”... Queste sono tutte risposte date dai consumatori che indicano l’elemento determinante che li avvicina al nostro servizio. Tra gli altri valori aggiunti attribuiti al vending, la socializzazione: “mi

piace tantissimo l’idea dell’alzarmi dalla scrivania per scambiare due chiacchiere con i colleghi davanti alla macchinetta” o la generosità, con il caffè della macchinetta lo si diventa tutti, la mia chiavetta è sempre lì in vista e non mi preoccupo sequalcunmelascrocca,perchéuncaffè a 0,35€ lo offro volentieri... entri a far parte di un team quando, da neoassunto, entri in possesso della mitica chiavetta che,oltreafartirisparmiaretiaccomuna algruppo:“sedevofareunaconfidenzaa una collega, preferisco farla davanti alla macchinetta che seduto alla scrivania con gli altri attorno”. Questo è il nostro settore.Pergranpartedellepersoneche trattano il servizio, è un accordo per l’inserimento di macchine in una locazione che deve durare un anno, due anni o più, con un termine economico che lo regoli; per i gestori invece vuol dire regalare ai consumatori la pausa, un momento fondamentale.Ilbusiness,noidelGruppoIlliria, lo muoviamo proprio basandoci sul fatto che non è il distributore, ma sono la qualità, il servizio ad essere determinanti, per cui spendiamo tutte le nostre energie in questo. Ma la cosa fondamentale è formare i nostri operatori perché capiscano che davanti al d.a., il cliente ha un momento di pausa e nel momento di pausa scarica le proprie tensioni, perché si alza, “stacca” dal proprio lavoro, si presenta al distributore, perché socializza, cerca un momento di pace. È vero,consuma,vuolecheilcaffèsiabuono, che l’acqua minerale scenda e non si incastri come a volte capita, però l’elemento fondamentale è proprio la tensione che il consumatore ha nel momento in cui va davanti alla macchinetta. Questa è una delle difficoltà maggiori che i gestori del vending hanno, perché formare un operatore che quotidianamente deve lavorare, caricare i prodotti nelle vending machine, guidare, essere sempre attento, sempre gentile coi propri clienti, credetemi, è una delle cose più complicate del nostro business. Spero che queste due giornate per voi siano state interessanti e sicuramente i nostri commerciali che vi verranno a trovare vorranno sentire direttamente da voi come è andata, come noi tutti speriamo. Grazie”

Controllo remoto del distributore tramite la Sala Regia.

Interazione in tempo reale fra operatore e sede della filiale attraverso apparecchiature GPS, così da garantire elevati livelli di qualità sia sul rifornimento sia sul funzionamento delle macchine.

Effettuazione di un piano di campionamento di analisi di potabilità delle acque degli stabili.

SISTEMA ILLIRIA

Si inizia dall’accettazione della merce e dalla gestione dei magazzini. I magazzini sono tutti oscurati per mantenere inalterata la temperatura. E’ prevista, inoltre, una gestione in remoto delle celle refrigerate presenti nei magazzini stessi. Le derrate dei fornitori vengono controllate al loro arrivo, viene rilevata e registrata la temperatura e in caso di rilevazione di non conformità si procede con le azioni correttive.

Effettuazione di un piano di campionamento di analisi microbiologiche delle bevande in erogazione dei distributori automatici.

Effettuazione di un piano di campionamento di tamponi ambientali al fine di verificare l’effettiva applicazione del protocollo di sanificazione da parte del personale viaggiante di Gruppo Illiria.

È STATA LISA CATTARINUZZI, VICE DIRETTORE GRUPPO ILLIRIA , CHE HA COORDINATO LA REALIZZAZIONE DEL BILANCIO SOCIALE 2014 A DARE ALCUNE INTERESSANTI ANTICIPAZIONI DEL DOCUMENTO, DISPONIBILE SUL SITO UFFICIALE DEL GRUPPO. DI SEGUITO, IL SUO INTERVENTO INTEGRALE.

“ In un’era dominata dall’apparenza, Gruppo Illiria ha scelto di essere. Ecco perché quello che propone ai clienti, ovvero un servizio di qualità, è espressione della sua identità organizzativa interna”

Responsabile Qualità Gruppo Illiria

Sanificazione regolare di tutte le parti del distributore.

Massimo rispetto della catena del freddo e dell’integrità degli alimenti grazie ai Piani di rilevazione delle temperature di conservazione delle derrate alimentari negli automezzi, tutti allestiti con pozzetti refrigerati e rivestiti internamente.

Controlli sistematici per assicurare un tempestivo intervento e un’efficace politica di manutenzione preventiva.

“Il nostro Bilancio Sociale io lo descriverei così:unafotografiadiquellochelanostra azienda ha fatto negli anni in modo spontaneo, in ambito socio-ambientale. Dico in modo spontaneo perché, a differenza di tutte altre aree in cui Gruppo Illiria, come ogni altra azienda che voglia stare sul mercato,sidàunaprogrammazionechiara degli obiettivi, dei budget e dei risultati che deve raggiungere, in questo ambito l’azienda non se li è mai dati, almeno fino ad oggi. Diversi passi, comunque, sono stati compiuti in questa direzione. Questo vuoleessereilprimodiquestipassi,ilpiù importante, vuole segnare un‘assunzione più consapevole di responsabilità in questo settore e risponde a un’esigenza che

abbiamo, come azienda, di capire quanto siamo performanti, non solo da un punto divistaeconomico(spessosiparladimission omettendo che la prima missione di un’azienda è fare utile), perché nel 2015 credocheun’aziendanonsipossaesimere dalconsiderareancheipropriimpatti,non solo economici ma anche sul tessuto sociale e sugli interlocutori con cui si interfaccia a vario titolo, dai clienti ai fornitori, alle comunità locali, ai soci, ai finanziatori...Daogginoicidiamoconsapevolmente degliobiettivi.Dalpuntodivistametodologico, il bilancio è stato redatto secondo le guide-linea del GRI (Global Reporting Initiative) e del gruppo di studio 2013 sul bilancio sociale. La periodicità di rendicontazionecorrispondealbilanciodiesercizio. GruppoIlliriaha12.232distributoriinstallati,7.369macchineOCS,304dipendenti,8 sedi operative (la sede dell’Emilia-Romagna si occupa anche del territorio toscano), 3 società controllate e 2 partecipate, 192 automezzi per gestire circa 12.000 clienti. A proposito di mission, la nostra è semprestataquelladisoddisfareilcliente

con un servizio quanto più possibile di qualità. Ed è proprio in quest’ottica che è nato il “sistema Illiria”: si tratta di un processo standardizzato che nasce dalla filosofiadell’azienda,ovverocreareunostandard condiviso in modo che il nostro consumatore che mette la chiavetta nel distributorediUdinepossaaverelostesso serviziodelclientecheacquistailsuoprodotto nella sede di Milano. Questo ha richiestounimpegnonotevoleperché,naturalmente, spostarci e uscire dal Friuli, dovesiamonatipercrearedellesedioperative, strutturarle e portarle ad operare tutte nello stesso modo non è cosa facile, però per noi “fare sistema” ha voluto dire soprattuttoquesto,creareunsistemache sottoogniaspetto,dalmagazzinoallasala amministrativa, funzioni alla stessa maniera.Perquantoriguardaivalori,inostri sono: qualità, innovazione, intesa come innovazionediprodotto,quindilacontinua ricerca di soddisfare il nostro cliente, esigenzechesonomutevoli,adunritmomoltoelevato(adesempio,untempoerafuori discussioneilpranzoacasa,oggiinveceè

la normalità pranzare fuori) innovazione tecnologica, la telemetria, ad esempio, cioè il controllo a distanza dei distributore automaticochepermettedisapere,senza dover andare davanti alla macchina, se quella macchina ha delle spirali vuote: sono tutte cose che ci permettono di avvicinarci al nostro obiettivo principale, un serviziodiqualitàalconsumatore.Ilterzo valore è quello della responsabilità, intesasoprattuttocomerispettoperl’ambiente e promozione di stili di vita sani. Il “sistema Illiria”, da un punto di vista gestionale,assicurauncontrollosistematico di ogni aspetto dell’organizzazione e questo credo sia un punto molto interessante per il cliente, dal CdA alla gestione dellesingoleareeesedi.Venendoaglistakeholders, i più importanti siete voi, i clienti. I nostri clienti sono del tutto trasversali,ancheperchéundistributoreautomatico c’è dappertutto, dalla casa di riposo al reparto maternità di un ospedale, alla scuola, all’azienda e questa trasversalità rende più difficile l’identificazione delleesigenzedelletipologiediconsumatoriperquantoilfattodiintuire,anticipare e rispondere a queste esigenze è sicuramente uno degli obiettivi che l’azienda si pone.Soprattuttoanticiparle,riuscirecioè a rispondere all’esigenza nel momento stesso in cui si crea, senza dover correrci dietro. Vediamo che le aziende commerciali, aziende industriali, aziende private e aziende pubbliche costituiscono un buon 50%deinostriclienti,cheperaltrovannoa coprire tutte le aziende, tutte le scuole, le palestre, l’outdoor (metropolitana, treno, ecc.).Unquestionariodisoddisfazioneche somministriamo a un campione rappresentativo di clienti ogni anno ci indica, tra le varie informazioni utili, un dato per noi significativo: il grado di soddisfazione per l’azienda espresso dai clienti è buono, in alcunicasi,adesempioperquantoriguarda la cortesia degli ARD o l’assistenza commerciale, abbiamo la miglior risposta in questo senso. Questo ci indica che siamo sulla strada giusta, quindi che i risultati che ci poniamo sono abbastanza in linea con i riscontri che poi abbiamo da partedeiclienti.Unaltroaspettoriguarda l’analisi delle chiamate ricevute dal nostro callcenter.Naturalmentelamaggiorpar-

te di queste chiamate riguardano l’assistenza tecnica, i guasti, che coem è abbastanza prevedibile con un parco macchine vending installate di 12.200 unità e 7.400 OCS. Forse il dato da sottolineare in questocasoèquellodeitempiincuinoiinterveniamo per riparare: nel 76% dei casi il guastovieneriparatoentro8ore,dicuiun 40% entro un’ora (ma questa stima comprendeanchelemacchineOCSchesiconsiderano riparate quando sostituite, andandoadaumentareiltempomedio..).Nel 2014 abbiamo portato avanti un progetto perrenderefruibiliancheallepersonecon disabilità visiva i nostri distributori automatici,contastiereperipovedentiecistiamo muovendo per implementare le locazioniincuiportareavantiquestoprogetto. Naturalmente è ininfluente che ci siano o meno ipovedenti tra i fruitori del nostro parco macchine: l’attenzione “vera” si vede proprio quando non ci sono dei numeri significativi a supportare una scelta. ComeadesempiolavenditadiDPIinalcunerealtàdovec’èl’esigenzapericlientidi erogarequestotipodiprodotto:ildistributore,inquestocaso,permetteancheall’azienda che lo ha installato una gestione di magazzino più semplice ed efficiente. Un altro importante stakeholder per noi sono i fornitori: fornitori di prodotti, di servizi e didistributori.Sicuramenteunimpattosul territorioGruppoIlliria,nelsuopiccolo,ce l’ha: nel 2014 abbiamo effettuato acquisti per 18milioni di euro. Riportiamo nel nostrobilanciosocialeancheivalori,iprincipi che animano il rapporto con i fornitori: trasparenza, uguaglianza, lealtà, libera concorrenza. Aderiamo a CONFIDA, a Confindustria e a COVEN, un consorzio di cuifannopartealcuneaziendedelsettore e che ha un taglio più orientato al consumatore, all’analisi dei desiderata del consumatore. Gli obiettivi che ci siamo posti neiconfrontideglistakeholderssono:ampliare i test di gradimento dei nuovi prodotti (sempre per raggiungere l’obiettivo dirisponderealleesigenzadelcliente,ancheprogrammandodeitestsuinuoviprodotti sempre più dettagliati, non basati sullenostreanalisiesuquellochepensiamo voglia il cliente); un altro progetto mosso dallo stesso obiettivo è la configurazione dei distributori, ovvero pensare le

vending machine secondo i criteri del categorymanagement,quindi“vestire”ildistributoreinbaseallerealiesigenzedella clienteladiunadeterminatalocazione,per centrare meglio, per rispondere in modo puntuale a quello che il cliente chiede. Intendiamo andare avanti con il progetto dellemacchineperlefascepiùdebolitrai nostri clienti e vogliamo anche approfondireilmonitoraggiodeifornitori,nonvalutarlicioèsolodalpuntodivistaeconomico e del prezzo ma anche, ad esempio, dal punto di vista del packaging utilizzato (es. ecosostenibile, riciclabile o con minore utilizzodimateriaprima).Unaltroprogetto in quest’ambito è quello di standardizzaresempredipiùl’operatodell’ispettore. L’ispettoreèquellafiguraalnostrointerno che verifica che il servizio che noi vogliamo rendere corrisponda effettivamente a quello che sul campo rendiamo. In merito alle risorse umane, possiamo vedere che quasi tutte le persone assunte da Gruppo Illiriasonoassunteatempoindeterminato (292su300).Notiamounaumentodelpersonale dal 2013 al 2014, dovuto in realtà all’incorporamentodiunasocietà,DIAsrl, che costituisce la nostra attuale sede dell’Emilia-Romagna. A parte questa fusione,ilnostropersonaleèrimastostabile: un buon risultato, considerando che non possiamo certo ignorare la crisi economica che ha portato molte aziende a licenziare. Una cosa che siamo riusciti ad evitare e che è per noi motivo di orgoglio: nonabbiamolicenziato,maanzilievemente incrementato (al netto dell’acquisizione).perquantoriguardal’età,lafasciapiù nutrita tra coloro che compongono il nostro personale è quella compresa tra i 31 e i 45 anni, il genere è a preponderanza maschile, non per disparità, ma perché si tratta di un lavoro che oggettivamente si prestamaggiormenteachidisponediuna certaforzafisica,infattiil65%delledonne assuntehaunruoloimpiegatizio.Lastabilitàlavorativaall’internodiun’aziendapuò essere analizzata attraverso il turnover, diciamo che misura il tasso con cui un’aziendaricambiailpropriopersonale.Ilnostroindicediturnover(rapportotraentrata e uscita, ndr) ci fa vedere che tendenzialmente il nostro personale non seneva,abbiamounbuontassodiperma-

nenzainazienda.Iltassodicompensazione (che, se superiore a 100 indica incremento del personale) indica che c’è stato un buon incremento del personale anche se, come ho detto, in parte dipesa dall’acquisizione. Ancora, Gruppo Illiria investe parecchio nella formazione del personale: le ore del 2014 sono di molto inferiori a quelle “spese” nel 2013, ma solo perché alcuni nostri programmi di formazione hanno cadenza biennale. Èunaspettosicuramente strategico per l’azienda: il personale formato fa crescere l’azienda, quello non formato non lo fa. In merito allasicurezza,gliinfortunisonolievemente aumentati, ma sono diminuiti i giorni di infortunio, quindi parliamo di incidenti di lieve entità e infatti siamo stati tra i primi adaveretuttaunaseriedicertificazionitra cui la BS OHSAS 18001:2007 che riguarda la salute, la sicurezza dei nostri lavoratori nello svolgimento delle proprie mansioni. Inquestoambito,cidiamol’obiettivodiaumentare la formazione di operatori ed ispettori proprio perché sono sul campo, sonogliarteficipiùimmediatidellaqualità (alta o scarsa) del nostro servizio e anche di portare all’interno alcune attività formative legate a queste figure, perché ci permettonounapprocciopiù“calato”nella realtà del vending: spesso i formatori esternisonovalidissimi,maèdavverodifficile trovare qualcuno che faccia forma-

zione in modo così mirato. Per quanto riguarda l’aspetto dell’igiene, ogni tanto cerco di guardare le cose dall’esterno e pensocheilconsumatore,noninteressato più di tanto al mondo del vending, voglia comunqueaveredelleinformazioni,sapere ad esempio se il gruppo caffè della macchinavienesostituito,ogniquanto,per sapere se il prodotto che consuma viene erogato da una macchina efficiente, come un’autochevieneregolarmenterevisionata e sicuramente mi garantisce di essere in condizione di non avere incidenti dati dalla meccanica. Gruppo Illiria fa manutenzione preventiva alle macchine, tutta quella serie di attività che noi facciamo in modo programmato (e non solo quando il distributore automatico non funziona!) tramite un programma settimanale che indica all’operatore su quale distributore deveandareaintervenire.L’interventoviene registrato sul palmare che dirà, in un secondo tempo, quando dovrà tornare a sostituire determinati componenti. Allo stessomodo,comunichiamosecontrolliamo la temperatura, se sanifichiamo le macchine, quante ispezioni per il rifornimento facciamo, quante ore dedichiamo alla manutenzione, alla taratura e alle indagini sui prodotti. Tra il 2013 e il 2014 queste ore sono aumentate in tutti i casi, quindi l’attenzione all’igiene dei nostri distributori è sempre più elevata. Unica ec-

cezione, le ore di pulizia del magazzino o dei mezzi di trasporto, perché non sono aumentatenéledimensionidelprimonéil numero dei secondi. Un plus che forse vale la pena indicare è la sanificazione delle componenti interne dei distributori automatici, un aspetto che ci caratterizza abbastanza perché non molte gestioni tra quelle che conosco lo fanno. Così come per la manutenzione preventiva, l’operatore esce a scadenza programmata e la sera carica il suo kit (mixer, vaschetta e grigliadellastationcup,scivolo,beccuccio dellozucchero)ovveroglistrumentiperla sanificazione di tutte quelle parti più soggette a contaminazione. Periodicamente, queste parti verranno sostituite con componenti sterili e portate all’interno dell’azienda per la sanificazione in sala lavaggi. Questa è un’attività a mio parere degna di nota, che il consumatore finale dovrebbe conoscere, ma che spesso è difficile comunicare. Farlo o non farlo può davvero fareladifferenzasuquellocheadiamoad offrire.

Latuteladell’ambienteelasalvaguardia delle risorse naturali sono per l’azienda un obiettivo ad alta priorità. Sicuramente l’aspetto ambientale più significativo riguarda lo smaltimento dei rifiuti: negli anni la nostra differenziazione e il rispetto della raccolta differenziata è sempre più aumentato in modo progressivo negli

ultimi anni. Diminuiscono solo gli smaltimentidiferroeacciaiomasemplicemente perchéabbiamonell’ultimoannodecisodi vendere all’estero (invece che rottamarli) distributori che non utilizziamo perché non rispondono ai nostri standard e sono dismessi. Un progetto di cui vale invece la penaparlareèunostudiodel2014,conl’obiettivodiimplementarlonel2015,èquello che riguarda l’utilizzo dei fondi di caffè, uno dei principali sottoprodotti della nostra attività, infatti vediamo che nel 2014 abbiamo smaltito 800.000 kg di caffè, un quantitativo imponente. Dovremmo, sulla base delle analisi condotte nel 2014, utilizzare questo prodotto per le centrali a biogas, dove la materia organica viene degradata grazie all’assenza di ossigeno e alla temperatura controllata. Il risultato di questa degradazione è triplice: il biogas, che genera energia elettrica, il calore per il riscaldamento e il digest-up, un fertilizzante più performante del letame, utile all’agricoltura. Mi piace portare l’attenzionesuquestoprogettoperchéèil classico progetto “we win”, dove cioè vinconotutti.Noiperchétroviamounmetodo efficiente di smaltimento dei fondi di caffè el’ambiente,perchéandiamoadinquinare di meno e a produrre energia alternativa. Sempre in tema di risparmio energetico, grazie alla gestione da remoto dei distributori abbiamo modo di diminuire le chia-

mate da rifornimento e quindi offrire un servizio migliore, diminuire i km percorsi e avere un minore impatto ambientale. Uno dei nostri obiettivi infatti è quello di estenderlaallesediincuiattualmentenon èpresente(abbiamoiniziatoitestaUdine Gorizia e Trieste e vogliamo estenderlo a tutte le sedi). Distributori in classe energetica in A, A+ e A++, quindi doppio vantaggio, per il cliente e per l’ambiente, con l’obiettivodiaumentaresempreilnumero di installati.

Le nostre certificazioni: ISO:14001 gestione ambientale, ISO:9001 Qualità, la ISO:22001 in tema di sicurezza alimentare,ilTQSVendingcheèunacertificazione voluta da CONFIDA specifica per il livello di servizio nella D.A.; la Carta dei Servizi, simile al TQS Vending ma conseguita noi comeaziendaela18001,giàcitata,inmateria di salute e sicurezza dei lavoratori. Un’azienda che ha ottenuto queste certificazioni, forse finora non si è data un programma preciso, ma è sicuramente un’aziendaattentaatuttiquestiaspetti. Negliannisiamostatipromotoridiunaserie di iniziative anche sulla sanaalimentazione: questo ci porta a classificare i prodotti sulla base di alcune caratteristiche che vedete. Il consumatore è sempre più attento a tutti questi aspetti, a supermercato come al distributore. Quindi darci la possibilità di selezionare il prodotto sulla

base della richiesta del cliente è una cosa cheadessosiamoingradodifare.Enonè stato semplice, perché c’è stato un lavoro dianalisiedirevisionedelleschedeorganolettichedeiprodottidavveroimponente. Abbiamo portato avanti un altro progetto, “FreeFrom”,ovveroprodottiliberidaglutine, OGM, pesticidi e additivi chimici. Anchequiosserviamoche,neglianni,lavenditadiquestiprodottièprogressivamente aumentata, anche se non esponenzialmente. Infine, vorrei spendere due parole sulla donazione dei prodotti alimentari, specie in questi anni in cui il problema della povertà tocca anche il nostro paese, l’attenzione a donare i prodotti in prossimità di scadenza è una cosa secondo me doverosa. Infatti stiamo valutando anche lapossibilitàdidonareancheiprodotticon dicitura “da consumare preferibilmente entroil”(oltreadestenderel’iniziativaalle sedi di Bologna e Roma, attualmente non coinvolte),cheperqualcunofaladifferenza, atteso che stiamo parlando di prodotti comunque integri. In termini di investimento nel sociale, ad esempio l’iniziativa cheportiamoavanticonlaLeonorsoRugby che, in termini di ricaduta sul territorio,èun’associazionechesispendemolto nellescuoleconprogettilegatiallosporte all’alimentazione. Un progetto che portiamo avanti da anni insieme alle campagne natalizie per la donazione, la sostituzione

del regalo natalizio con un omaggio solidale, il cui ricavato nel 2014 è stato devoluto,adesempio,all’AIBI,cheaiutaibambiniindifficoltà.Obiettividimiglioramento in questo ambito: dimezzare la quantità di resi, estendere alle sedi che non lo fanno la donazione dei resi e aderire al progetto “Pranzo fuori casa”, che nasce dall’esigenza dell’AIC per fare in modo che i celiaciabbianodeipuntidiriferimento,come giàavvieneperristorantiepizzerie,anche perilvending,inmodochepossanotrovareprodottialorodedicatiancheneidistributori automatici.

Situazione patrimoniale: Il 66% del valore aggiunto è per la remunerazione del personale, quindi sicuramente il fattore personaleinun’aziendadiservizièpredominanteedelfattochel’utilevienereinvestitoinazienda,chiarosegnodiun’azienda checredeinsestessaereinvestepercrescere. Infine, voglio dire questo: al di là di ogni sdolcinatezza, che spesso si accompagna ai bilancio sociale, io credo che lo scopo dei bilanci sociali sia etico ma che, in ultima analisi, sia anche economico, al-

meno nella misura in cui lo stato civile ma anche le aziende accordano sempre più fiduciaalleaziendeattenteaquestiaspetti. Quindi, alla fine, è anche un vantaggio competitivo per l’azienda. Chiaramente non lo fa solo a quel fine, ma lo fa. E dico ‘per fortuna’, perché finché non è la società civile a stare attenta ad accordare la propriafiduciaadaziendediquestotipo,è un po’ un circolo vizioso che, secondo me, dobbiamo far diventare virtuoso insieme ai nostri clienti. Un ringraziamento a tutto il personale interno che mi ha aiutata in questo progetto e che tengo a nominare: Andrea Zani, Fausto Zuliani, Rosanna Papaleo. Spero di non dimenticar nessuno: ringrazio, per CTE Consulting, Fulvio Ferrarini e Giorgia, che oggi ho il piacere di avere qui e che ci hanno aiutato moltissimo nella redazione di questo bilancio. GrazieaCarlottaperl’organizzazionedellagiornata,pernientefacile,acausadella follapresentequiadExpo.Grazieatutti”.

L’INCONTRO SI È CHIUSO CON LA PRESENTAZIONE DI ALCUNI DEI COLLABO-

RATORI PIÙ PREZIOSI DEL GRUPPO, TRA CUI FRANCO LORBER, AREA MANAGER PER TUTTE LE FILIALI DEL FRIULI VENEZIA-GIULIA E NUMERO 3 DEL CD, SANDRO PEZZARINO, DIRETTORE COMMERCIALE GRUPPO ILLIRIA, ALBERTO TONIUTTI, DIRETTORE ACQUISTI DEL GRUPPO E SOCIO ILLIRIA, BORIS DEGOLETTA EX TECNICO E AREA MANAGER PER LE FILIALI FUORI FRIULI-VENEZIA GIULIA E MARCO BARAZZUOL, DA FEBBRAIO 2015 NEL GRUPPO, CHE HA CHIUSO L’INCONTRO SALUTANDO COSÌ I CLIENTI INTERVENUTI:

“Inquestigiornihoavutol’occasionediincontrare clienti che non avevo ancora conosciuto, è stato un piacere. Non è stato facile e vi saluto con un ‘ciao’,untermine di cui parlavo poco fa, ricordando che la sua etimologia viene dal veneto ‘sciavo’, ovvero ‘servo suo’ che, un tempo, veniva usato dal servitore, successivamente dai nobili per corteggiare le dame. ‘Al vostro servizio’: noi siamo davvero orgogliosi di essere al servizio dei nostri clienti e quindi...ciao!”

EVENTI

“NON CHIAMATELE MACCHINETTE”: IL VENDING A MISURA D’UOMO

COLLABORAZIONE CON BERGAMO SCIENZA E LA

CAMERA DI COMMERCIO DI BERGAMO E CON IL

SOSTEGNO DEL PARTNER UFFICIALE UBI-BANCA

POPOLARE DI BERGAMO, SI È SVOLTO LO SCORSO 13 OTTOBRE L’EVENTO DEDICATO AL VENDING

DAL TITOLO “NON CHIAMATELE “MACCHINETTE”: IL FUTURO HI-TECH DEL VENDING”, IN COLLABORAZIONE CON N&W

L’INCONTRO HA AVUTO LUOGO PRESSO IL CENTRO DELLE PROFESSIONI, ALL’INTERNO DEL CELEBRE KILOMETRO ROSSO

MOLTI I PROTAGONISTI DEL VENDING COINVOLTI: N&W, INTEL, DIGISOFT, SERIM (PROGETTO VENDING

AMMINISTRATORE DELEGATO N&W, IL DIRETTORE DI CONFINDUSTRIA BERGAMO GUIDO VENTURINI E IL DIRETTORE MARKETING DI KILOMETRO ROSSO LEONARDO MARABINI

UN PROGRAMMA RICCO E INTERESSANTE A CURA DI RELATORI D’ECCEZIONE PER UNA GIORNATA CHE SI È CONCLUSA CON UNO SHOW COOKING A CURA DELLO CHEF MIRKO RONZONI, VINCITORE DELL’ULTIMA EDIZIONE DEL PROGRAMMA TV “HELL’S KITCHEN”, CHE SI È CIMENTATO CON I PRODOTTI DI UN DISTRIBUTORE AUTOMATICO CREANDO DAL VIVO PIATTI DI ALTA CUCINA.

Grazie alle nuove tecnologie, il vending ha creato un collegamento fra la tradizionale qualità del mangiar bene italiano e i frenetici ritmi di vita moderni. In tempi e luoghi difficilmente gestibili con altri mezzi, le vending machine permettono di consumare non soltanto merendine, ma cibi sani, gustosi e bilanciati come frutta e verdura. A tal proposito, nel corso dell’evento è stato presentato il progetto Vending Zone: Serim ha messo a punto una card prepagata per studenti, che durante l’intervallo possano acquistare solo da un distributore rifornito di prodotti salutari, approvati dalla ASL. Il pubblico ha mostrato forte interesse anche per lo sviluppo di soluzioni sofisticate come la tecnologia telemetrica: i distributori automatici N&W possono inviare in tempo reale informazioni e dati su eventuali anomalie e vuoti di prodotto, riducendo al minimo i tempi di intervento, così da tutelare l’integrità dei prodotti. Uno spazio particolare è stato riservato alla batteria touchless di N&W e Intel: il prototipo con tecnologia Real Sense ha letteralmente conquistato i presenti.

Nelle prossime pagine, gli interventi di Enzo Baglieri, docente dell’Università Luigi Bocconi di Milano e Marcello Arcangeli, Direttore Training Center Lavazza, che hanno riscosso grande successo e interessa da parte della platea.

INTERVENTO INTEGRALE DI ENZO BAGLIERI, PROFESSORE SDA BOCCONI

“Iomioccupodigestionedell’innovazionee della tecnologia e ho cominciato a collaborareconN&Walcuniannifapropriointorno al tema dell’innovazione. In questi anni mi sonopermesso,avolteancheinmodoprovocatorio, di sollecitare l’azienda intorno al tema e oggi vi presenterò alcne di queste innovazioni,dicuivedreteirisultatiproprio nei prodotti che loro stanno realizzando. Il mondo è molto cambiato: se confrontiamo una foto relativa all’elezione di papa Giovanni Paolo II ed una del Conclave che ha eletto Papa Francesco, notiamo che la differenza fondamentale è, nel secondo caso, che erano tutti persi a guardarsi il filmato

dell’arcivescovo che dice “Habemus papam”. Un po’ come alla recita della materna: nessuno guarda i figli, tutti registrano per poi riguardare il filmato o condividerlo sui social... può sembrare patologico, ma questoècomesiamoesemprepiùdiventeremo e in cui la dimensione virtuale è estremamente connaturata con la dimensionefisica,nelsensocheiduemondi(virtuale e reale) si fondono moltissimo. Ciò che è in mezzo tra i due mondi è ciò che, anchedalpuntodivistatecnico,delmododi farebusinessneiprossimianni,saràdifferente. Noi facciamo business in modo semprepiùdiverso,icomportamentideiconsumatori sono cambiati, i comportamenti delle aziende sono diversi: spesso raccontiamo che sempre più aziende stanno nascendo e si stanno sviluppando tutto sommatosenzaaverelastrutturafisico-tecnica che in passato era necessaria per fare impresa.Leaziendenascono,crescono(pensate agli esempi classici come Facebook, Google, ecc.) considerate modelli interessanti a cui guardare, quotate in Borsa, ma chesibasanosupochepersone,tantoser-

ENZO BAGLIERI

ver,tanteinformazioni,unastrutturaestremamente semplice dove, paradossalmente,seandateaguardarelepaginefacebook deivostriamiciovostre,icontenutisietevoi acrearli.StatelavorandovoiperFacebook, in modo che poi qualcuno gestisca quei contenuti per far fare business a qualcun altroancora.InpassatoguardavatelaTVe c’era chi produceva contenuti perché la TV velimostrasse.Adessoliproduceteprincipalmente voi. Questo è un elemento su cui fare una riflessione. Qual è il denominatore comunetraprodottidimerceologiaeprezzo diverso come una Mc Laren, Baggio che sbaglia rigore, un paio di scarpe, un caffè, uncannolosiciliano?Apparentemente,nulla. In realtà, l’elemento in comune tra tutte questeèchelecompriamo,leconsumiamo o le guardiamo perché cerchiamo un’emozione.Cerchiamoemozioni.Nonsiamo,per fortuna, in una condizione economica in cui mangiamo per soddisfare un bisogno primario della sazietà, siamo già sazi. Noi mangiamo soprattutto perché cerchiamo nel cibo sensazioni diverse. Prendiamo un caffècongliamicinonperilcaffèinsé,ma

per vivere quel momento. Esattamente come accade davanti alla macchinetta, abbiamo bisogno di qualcosa che ci attragga. Faccio sempre presente che in Bocconi le macchinesonocosìbruttechenonispirano nessuna voglia di consumare un caffè lì, quindi io vado al bar. Ma non perché voglio andarealbar:sepermeilcaffèdeveessereun’emozione,unbrevemomentodipiacere, la macchinetta mi deve trasferire unasensazionedipiacere.Questononèun tema banale. Io conosco N&W e so quanto innova. Quando parlo di macchine brutte, mi dicono che probabilmente è colpa del gestore. Allora, probabilmente il gestore non ha capito che, se vuole aumentare il business, forse molto più che basarsi sui criteri tradizionali del passato, bisogna cominciare a capire come trasferire al cliente qualcosa di più, qualcosa che sia emozionante. Sapete cosa cerca oggi ciascuno di noi nella vita? Cerca esperienza. Noisiamoinun’economiaincuiilprodottoè finito: trent’anni fa si diceva che una donna noncomprailrossetto,comprabellezza.Io non compro una cravatta perché mi serve

unacravatta.Enemmenocomprounacravatta di marca. Piuttosto, siccome voglio un’esperienza,lacravattamelafacciofare su misura e con le mie iniziali: costano di più, ma sono solo mie. Questo è importante, perché a parità di prezzo o a prezzo superiore, anche rispetto alla marca, questo prodottohasignificatopermeun’esperienza assolutamente unica. In un’economia in cuiilprodottogeneraesperienzaeiservizi servonoagenerareesperienzaeilprodotto si arricchisce sempre più di esperienza se eroga servizi e i servizi si arricchiscono di esperienza se utilizzano il prodotto per arrivarealcliente.PrendiamoadesempioMicrosoft,cheproducehardwareperportare ipropriservizialclienteecomunicalaqualitàdeisoftwareattraversolaqualitàfisica deidispositivi.Macos’èl’esperienza?Èun momento memorabile. Voi alla fine di questagiornataricorderetealcunecose,imparerete cosa c’è dentro una macchinetta, prima non lo sapevate. Il caffè avrà un sapore diverso, perché vi è stata trasferita la conoscenza. È un concetto molto relativo nello spazio e nel tempo, perché un’espe-

BRUNO MAZZOLENI

rienza fatta oggi potrebbe non essere tal qualedomani,percuibisognapoicontinuamente fare una manutenzione, gestire il life-circle, così come abbiamo imparato a gestire il life-circle delle macchine, della tecnologia.Edèun’esperienzachevarianel tempo, perché ciò che è esperienza per voi da bambini non lo è necessariamente più daadulti,quindibisognacapireanchecome modulare questo concetto. Siamo influenzati dalle esperienze precedenti. Se una capsulamiricordaunformatocheconosco, caffè diversi che stanno nella stessa capsulapermeavrannoungustodiverso.Probabilmente non è così, o magari il gusto è migliore ma, siccome io sento un gusto diverso,permesaràun’esperienzapeggiore. Dipendedallemieskill,dallemieesperienze, anche dal contesto culturale: ciò che valeperunitalianononèdettovalgaperun americano. Fare la coda da Starbucks per gliamericanièunpiacere,perchétrasferisceloroilprincipiodiordineacuisonoabituati fin da piccoli. Fare la coda per un italiano e sentirsi chiedere se lo consuma sul posto o lo porta via, non è sempre apprezzato. Nel futuro in generale del business, probabilmentenondovremopiùprogettare ilprodottooilservizio,madovremopartire dall’esperienza che eroghiamo al cliente attraverso il prodotto e attraverso il servizio. Quali sono i fattori su cui lavorare, da che cosa dipende l’esperienza? Per prima cosa, dal processo, ovvero da come viene erogato il prodotto/servizio, quindi dall’esperienza. Il modo in cui io comunico con questamacchinetta,tuttociòcheaccadein termini di processo nella produzione e nell’erogazione del servizio è un elemento che influenza la mia esperienza. Banalmente, il modo in cui vi sto trasferendo dei contenuti, oggi, è il modo in cui sto generandopervoiunapartedell’esperienzache oggi avrete vissuto. Questa esperienza dipendeanchedaaltrifattori,adesempiodipende dalla presenza o meno di personale di contatto:laqualitàdellapersonaconcui si interagisce fa la differenza; avete avuto l’esperienza di uno speech molto bello e di uno meno bello, dove i contenuti erano affascinanti in entrambi i casi, magari ma un relatore più bravo fa la differenza rispetto ad un relatore meno bravo. E questo è importanteperchéparadossalmenteilvalore

diquellochevieneerogatodipendedalcontenuto,dalmodoedachihaeffettuatoquesto trasferimento. Poi il contesto: questa aulaèunluogocheinfluenza,illuogoincui è installato un distributore automatico influenza la mia propensione ad acquistare da lì. Le caratteristiche fisico-tecniche e il luogo dell’erogazione di un servizio sono determinanti.Iomoltospessodicoinmodo provocatorioaimieiamicidiN&Wchemolto si può fare sul design della macchinetta (unesempiobenriuscitosonolemacchine N&W Pininfarina, che danno l’idea di qualcosaditecnologicamenteavanzato,dinuovo ed elegante). Le informazioni che io ricevodalclienteechedoalcliente,fannola differenza dell’esperienza. Se sto tenendo una lezione sull’innovazione dei servizi e improvvisamente nomino Serim (loro non sannocheholettodellaloropartecipazione prima),l’operatorediSerimpenseràcheso fare il mio lavoro e che conosco il suo business, mentre la cosa è assolutamente casuale, ho acquisito un’informazione e la trasformo, la utilizzo nella mia lezione per fargli percepire che erogo un servizio personalizzato, che risponde al suo fabbisogno. In realtà sto dicendo delle cose standard, solo che le ho veicolate rispetto a come avrebbe gradito sentirle. Questa è una componente fondamentale dell’esperienza d’aula. Ultimo punto, il cliente stesso: ricordate l’esempio di Facebook? Più fatelavorareilclientepiùècontento.Come conimobiliIkea,chesipaganosubito,sono da montare, ne va smaltito l’imballaggio ecc. ma entusiasmano il consumatore. Tre sono i momenti importanti dell’esperienza: prima, durante, dopo. Non è banale: quanta innovazione si può fare sulla macchinetta? Tantissima, perché oggi noi facciamo una pura transazione (con un sistema a dir poco antiquato!) ma cosa accade primaedopononlosanessuno.Ildistributore automatico è una straordinaria piattaforma,perchélepersonelocercanoper vivere un’esperienza, stanno lì ferme, aspettano che accada qualcosa, guardano la macchina e quando la guardano sono passive e noi non gli facciamo fare nulla, nonglirestituiamonulla,nonglichiediamo nulla.Oraionondicocheinnovazionesipuò fare sulla macchina e sulla combinazione prodotto/servizio, perché ci sta lavorando

N&W,cilavoranoiloropartner.Maviassicuro che siamo ancora molto lontani non dal futuro, ma dalla realtà che già esiste, partendodalprincipiocheinognicontesto, anche business to business, le persone hannobisognodiemozioniediesperienzae senoiprogettiamol’esperienzaloroproverannoilprodottoeilservizio”.

INTERVENTO DI MARCELLO

ARCANGELI, LAVAZZA

“Vi parlerò di quella Lavazza che forse conoscete di meno, quella Lavazza che cerca di dare esperienze ed emozioni. Nel mio background professionale c’è la formazione, ma soprattutto cè l’innovazione. L’innovazione di prodotto che va oltre la classicamiscela,lacialda,ilcaffèingrani, il macinato, tutte le cose che conoscete. In particolare,volevocondividereconvoitutta una serie di innovazioni che noi portiamo avantigraziealnostro“incubatorediidee”, il Training Center Lavazza. Alcune di questeabbiamovolutoapplicarlealmondodel vending. Raccogliamo idee anche collaborando con alcuni chef, utilizziamo tecniche che vengono anche dall’alta cucina: non facciamo prodotti standard, perché vogliamo andare oltre la classica esperienzachesihabevendounespresso o il caffè da una macchinetta piuttosto che da una caffettiera o una macchina professionale. Aldilàdelfattocheoggiquestaesperienza viene da un centro di formazione che nasce a Torino 25 anni fa (e oggi sono 25 i centri diformazioneLavazzanelmondo)èproprio perché il nostro impegno costante è quello di andare oltre i classici servizi. Oggi noi raccontiamo la qualità, ma per noi è quasi scontato parlarne, però dobbiamo cercare comunque di trasferire ai nostri clienti, distributori e baristi la conoscenza non solo del prodotto ma anche della preparazione, perché attraverso di noi devono cercare di vendere un’esperienza e non solo soffermarsi sulle caratteristiche tecniche del prodotto. Queste sono le due anime, le due attività principali che noi svolgiamo, ma vorrei soffermarmi questa sera sulla coffee experience. Voi conoscete Lavazza in ufficio, al bar, a casa, ma c’è una parte di Lavazzachepensaecercadiimmaginareil futuroanchenelmondovending.Quelloche noi facciamo da circa 15 anni internamente

è lavorare con i fisici, con gli chef, è cercare di cambiare, lavorando sul principio dei 5 sensi a volte la consistenza, a volte la temperatura o l’aspetto di un prodotto, ma senza snaturarlo. Ad esempio, il cappuccino è dato da 1/5 di espresso, 1/5 di crema di latte e viene montato, quindi ha queste micro bolle all’interno, ad una certa temperatura ha quel gusto, quell’equilibrio e quellaconsistenza.Ladomandaè:ioposso ritrovare esattamente cambiando la consistenza, quindi cambiando il suo contesto? Partiamodalprodottostandard,ilcaffè.Lo tostiamo, lo maciniamo, diventa miscela, si trasforma in bevanda ed è qui che entra in gioco questa Lavazza che conoscete di meno,questoincubatorenelquale,ineffetti,cerchiamodigenerarenuovesoluzioni:è nato qui il Coffee design, un mondo su cui Lavazza ha iniziato a lavorare e che abbiamo sviluppato noi. Modi diversi di ripensare il caffè, fino ad arrivare al protagonista della serata, il CappuccinoByte,il“morso di cappuccino”. Nel 2004-2005 con Ferran Adrià(dal2002idueteamd’innovazionelavoranoinsieme)abbiamosviluppatoquesto

prodottomoltoparticolare.Dopodiché,due anni fa, dopo che abbiamo firmato l’accordoperlosviluppodiunanuovatecnologiae si preparava la missione di Samantha Cristoforetti nella stazione orbitale, abbiamo pensato che questo prodotto, a cui avevamo già lavorato, fosse quello perfetto per questo tipo di esperienza. Doveva essere unprodottoconpercentualediacquaparia zero,nondovevafarebriciole,dovevaavere una shelf-life di due anni, doveva passare tutta una serie di controlli da parte della NASA. Abbiamo nuovamente studiato e migliorato questo prodotto, abbiamo preso caffè e latte, un po’ di panna, l’abbiamo montatocomesifaconuncappuccino,solo checosìnonpotevamomandarlanellospazio. Quindi lo abbiamo emulsionato, abbiamo ottenuto una schiuma e lo abbiamo liofilizzato direttamente, lo abbiamo “fissato” riproducendo oltretutto le microparticelle di aria, quindi le cavità, all’interno della schiuma. È venuto fuori un biscotto senza farina,senzauova,senzaniente,solamente con questi ingredienti (caffè, latte e panna) liofilizzato dopo essere stato emulsionato

e ci abbiamo aggiunto il cacao. La schiuma liofilizzata si scioglie e riproduce la stessa cremositàchecidàlacremadelcappuccino quando puliamo la tazza col cucchiaino. L’anno scorso sono state postate moltissime immagini, Samantha Cristoforetti ha portato con sé 100 di questi cappuccini e li ha mangiati, li ha condivisi con i suoi colleghi della stazione spaziale, il giorno di Natale ha regalato al collega russo alcuni diquestiCappuccinoByte.Samanthaètornata,icappuccinisonorimastiinorbita(secondomelihamangiatitutti!)equestasera il Cappuccino Byte lo farò provare ad uno di voi. Questi sono prodotti che noi prepariamo per tutta una serie di eventi, per far vivereun’esperienza,perregalareun’emozione. Cerchiamo di raccontare la qualità in modo nuovo. La tecnica di realizzazione diquestiprodottisembramoltosemplice, a spiegarla, ma non lo è. Noi esportiamo l’espresso e il cappuccino, il re e la regina: questo è il cappuccino di Lavazza in cui la forma, la consistenza è cambiata, ma il gustoèrimastoesattamentelostesso,l’iconadelmadeinItalynelmondo”

MARCELLO ARCANGELI

EVENTI

N&W FRANCIA “PEOPLE MAKE THE DIFFERENCE”

La filiale francese del Gruppo N&W ha mantenuto la promessa fatta alcuni mesi fa di incontrare i clienti sul campo e presentare le proprie novità. Per farlo, lo scorso settembre sono state rese disponibili sei date per partecipare al grande tour Strasbourgo/Lyon - Avignon/Toulouse - Nantes/Parigi . Clienti e partner che hanno preso parte al tour, si sono spostati in gran numero in occasione

di questo evento particolare, all’insegna del relax e dell’originalità, partecipando ad attività sorprendenti e inedite, come un giro sul simulatore di volo o il battesimo dell’aria.

Con 600 partecipanti all’iniziativa, N&W ha dimostrato ancora una volta la propria capacità di riunire le persone attorno ai suoi marchi Necta, Sgl e Wittenborg

Lo staff N&W ha presentato nell’oc -

casione le proprie novità di prodotto, che hanno ottenuto dei riscontri molto positivi in termini di qualità dell’offerta e di quantità di modelli esposti . Tra queste, Opera Plus doppia caldaia, Opera IN High Speed con la sua grande velocità di distribuzione e Canto Touch con la nuova interfaccia.

Il segmento Snack&Food ha occupato il posto d’onore con Jazz , new

entry fra le macchine per snack, che riprende i codici estetici della gamma attuale e della piattaforma elettronica N&W. Proposta anche l’ultima tecnologia dei vassoi elettronici ETL, installata su Tango e Melodia Food , che permette di fornire più informazioni e una maggiore reattività nella massima semplicità.

Molto apprezzati anche i numerosi modelli touch screen, in particolare

Samba Touch e Mambo, il nuovissimo modello dedicato alle locazioni semipubbliche, che coniuga una grande capacità di prodotti con una grande flessibilità.

Le offerte dei prodotti per Ho.Re.Ca. hanno colpito nel segno, con la proposta chiamata “Corner Simply” per Krea e Karisma , ma anche con novità come la versione Istant di Krea e il nuovo modello di marca Wittenborg,

che ritorna in forze sul mercato francese: la 9100 , dotata di touch screen e della nuova piattaforma elettronica N&W.

Presentati infine il nuovo sistema cashless "Hi" , che utilizza le ultimissime tecnologie (Mifare, NFC) e, per il settore OCS, Easy , Capsy , Podsy Un concorso a premi ha infine messo in palio la macchina compatta Flexy Pop Art in edizione limitata

Pentair Filtration & Process

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EVA PUBBLICA L’ULTIMO MARKET REPORT SUL VENDING EUROPEO

2015 Market Report on European Vending & Office Coffee Service (OCS)

3.74 MILLION

The number of vending machines in Europe

11.8 BILLION

Total turnover of European Vending in Euros (€)

6 in 10

77% 78 MILLION

Items dispensed per day by European Vending machines

Vending machines are hot drinks machines

The total percentage of the European vending and OCS industry that the largest 6 markets account for

Available exclusively at www.vending-europe.eu

European Vending Association (EVA) ha reso nota la pubblicazione della sua relazione sul Vending e OCS 2015. Il rapporto appena pubblicato fornisce uno sguardo completo e recente sul vending e sull’Office Coffee Service (OCS) e ne rivela le tendenze osservate in tutta Europa. Mentre lo studio riconosce che il numero di distributori automatici nei mercati tradizionali dell'Europa occidentale è leggermente diminuito nel 2014, una crescita di nuovi mercati come la Russia e la Polonia è riuscita a mantenere la media europea complessiva sostanzialmente stabile. Inoltre, il settore della distribuzione automatica è indissolubilmente legata alla performance complessiva dell'economia generale e questo è confermato dal fatto che i paesi con le maggiori percentuali di calo dell’automatico sono nel complesso i

luoghi in cui le economie sono stagnanti. Questa è la terza edizione della relazione di mercato sul settore fornito dal EVA e consiste in una sintesi europea con una panoramica di 21 paesi, oltre a 9 rapporti individuali di mercato dettagliati. Un certo numero di statistiche del rapporto fornisce anche l’immagine di una possible evoluzione dei prossimi cinque anni del settore, al fine di contribuire a fornire e identificare alcune tendenze, che possono aiutare le decisioni di business per la pianificazione futura.

In particolare, il rapporto include i dati sul fatturato dei distributori automatici di vari paesi, installato, valore di mercato per tipo di macchina e dei volumi di vendita (vends) per ogni categoria di macchine.

Ecco qualche dato tra i più significativi: > Mentre il parco machine installato

globale in Europa è leggermente diminuita a 3,74 milioni di macchine, il fatturato totale è aumentato a € 11,8 miliardi. I "Big 6" (Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Paesi Bassi) rappresentano il 77% del totale machine installate.

> il 60% dei distributori automatici europei sono distributori di bevande calde.

> Ogni giorno ci sono 78 milioni di articoli distribuiti dalle macchine in Europa

I membri EVA hanno accesso libero e completo sia al Sommario che ai profili dei singoli paesi, scaricabili direttamente dall’Area Riservata del sito web dell’Associazione.

Per dettagli: www.vending-europe.eu

ANUGA 2015 UNO SGUARDO SUL FUTURO DEL FOOD AND BEVERAGE

DOPO IL RECORD DI ESPOSITORI ANNUNCIATI, ANUGA HA INCREMENTATO CON L’EDIZIONE 2015 ANCHE I SUOI DATI DI AFFLUENZA. CIRCA 160.000 VISITATORI

PROVENIENTI DA 192 PAESI HANNO INFATTI PARTECIPATO

ALLA MANIFESTAZIONE, CHE SI È SVOLTA A COLONIA DAL 10 AL 14 OTTOBRE

"Anuga è ineguagliabile come piattaforma di business e di informazioni per l'industria alimentare mondiale", ha detto Gerald Böse, Presidente e Chief Executive Officer di Koelnmesse: "Ancora una voltaquest'anno,harafforzatoilsuoruolo di fiera internazionale".

7.063 aziende provenienti da 108 paesi hanno partecipato ad Anuga in uno spazio espositivo che copre 284.000 mq. Tra

queste, 769 espositori provenienti dalla Germania e 6.294 espositori provenienti dall'estero (89%) oltre a circa 160.000 i visitatori, provenienti da 192 paesi (68% la quota degli esteri).

La 33 ° edizione di Anuga è stata inaugurata sabato 10 Ottobre da Christian Schmidt, ministro tedesco per l'alimentazione e l'agricoltura ed Evangelos Apostolou, il ministro greco per lo Sviluppo Agricolo e Alimentare. La Grecia

ANUGA

è stata infatti il paese partner di Anuga 2015 ed è stata rappresentata con successo da oltre 200 espositori che hanno presentato l'intera varietà e la qualità del settore alimentare ellenico. La rilevanza internazionale di Anuga per il settore alimentare è stata anche l'occasione per numerose delegazioni politiche di alto rango provenienti dalla Germania e all'estero per visitare l’esposizione.

"Anuga2015hasuperatolenostreaspettative. L'elevato interesse dimostrato dagli espositori e visitatori provenienti dalla Germania e dall'estero è impressionante e sottolinea l'importanza di Anuga come fiera leader per il food and beverage", ha osservato Friedhelm Dornseifer, Presidente dell'Associazione della tedesco commercio alimentare (BVLH), molto soddisfatto: "Anche quest'anno i visitatorisonostatiingradoditestaremigliaiadi alta qualità e prodotti innovativi. L'enorme diversità riflette chiaramente le tendenze alimentari che ci accompagnano già da qualche tempo. Buon gusto e prodottifreschisonosemprestatiimportanti per i consumatori. Inoltre, il tema della praticità ha acquistato una sempre maggiore rilevanza: oggi, il nostro cibo deve essere facile da consumare e facile da cucinare. Le aziende che riescono a collegare queste caratteristiche con aspetti sani e sostenibili hanno buone prospet-

"Anuga è il mercato globale e trendsetter per cibo e bevande ogni due anni. Ancora una volta nel 2015, siamo stati in grado di dimostrare quali misure le imprese tedescheassumonoognigiornoperlaqualità, la sicurezza e la diversità del sigillo “Made in Germany" e come i produttori di cibo soddisfino i desideri dei consumatori di tutto il mondo, con una gamma personalizzata di prodotti”, ha commentato Wolfgang Ingold, presidente della Federazione di Cibo e Bevande tedesca (BVE) "Quindi, abbiamo raggiunto i nostri obiettivi: Anuga offre ai partecipanti le giuste opportunità di sperimentare tutto il mondo del cibo e bevande in tutta la sua straordinaria diversità, come nessun’altra fiera”

Ingrid Hartges, amministratore delegato dell'Associazione federale DEHOGA, traccia un bilancio positivo per la fiera: "Anuga 2015 è stata una manifestazione straordinaria, in cui le tendenze, i prodotti e le soluzioni più innovative di oltre 100 nazioni sono stati nostri ospiti qui a Colonia. Un ‘eat and drink’ che collega il mondo. La fiera è stata una fonte di ispirazioneeunimportantestimolopermolti professionisti della ristorazione. Per cinque giorni, il nostro mercato dei servizi è stata una piattaforma comunicativa, in-

novativaeinternazionaleepuntocentrale di contatto per la ristorazione, grazie alla presenzadiesperti,acontattidibusiness di qualità e grazie alle molteplici esperienze gustative possibili"

Per gli espositori, Anuga ha rappresentato una vetrina ideale per presentare nuovi prodotti e concetti ad un pubblico interessato e la loro presenza si è tradotta in concrete opportunità di partnership. In evidenza, una grande scelta in tema di prodotti vegani, vegetariani, equo-solidali, per intolleranze alimentari o bio (richiesta in aumento), ma soprattutto pratici con un’attenzione particolare per l’acquisto d’impulso, quindi per il mercato fuori casa ed il consumo to go.

Visitatori ed espositori si sono dimostrati molto interessati ai momenti di approfondimento e alle informazioni riguardanti i nuovi trend di consumo e gli sviluppi del mercato internazionale food and beverage. Di grande richiamo concetti come la valorizzazione del cibo, la riduzione dei rifiuti alimentari soprattutto nei paesi industriali, la tracciabilità, il benessere degli animali e la sostenibilità che, ne siamo certi, continueranno a plasmare la discussione sul food & beverage anche in futuro.

La prossima edizione di Anuga si terrà a Colonia dal 7 all’11 ottobre 2017

tive di raggiungere alti livelli di vendita"

WATERCOOLERS EUROPE IL MONDO DELL’ACQUA SI E' RIUNITO A ROMA

L’HOTEL CAVALIERI WALDORF ASTORIA DI ROMA È

STATO LA SPLENDIDA CORNICE PER LA CONFERENZA

ANNUALE DI WE (WATERCOOLERS EUROPE) E PER LA PREMIAZIONE DEI VINCITORI DEGLI EUROPEAN AQUA AWARDS 2015.

TRA IL 23 E IL 25 SETTEMBRE SCORSI, I PRINCIPALI

ATTORI DEL SEGMENTO ACQUA IN BOCCIONI E

POINT OF USE SI SONO DATI APPUNTAMENTO NELLA

CAPITALE PER UN MOMENTO DI CONFRONTO E

APPROFONDIMENTO, MA ANCHE DI SVAGO.

LA TRE GIORNI ROMANA È INIZIATA CON UN TOUR GUIDATO DELLA CITTÀ, È PROSEGUITA CON LA GIORNATA DEDICATA ALLA CONFERENZA ANNUALE E AI WORKSHOP TEMATICI TENUTI DA ESPERTI DEL SETTORE, CULMINATA NELLA CENA DI GALA E NELLA PREMIAZIONE DEI VINCITORI DEGLI AQUA AWARDS E SI È CONCLUSA CON UNA VERA E PROPRIA FIERA RISERVATA AGLI OPERATORI.

DI SEGUITO, LA CLASSIFICA DEI FINALISTI EUROPEAN AQUA AWARDS 2015 E I VINCITORI.

WE ROME

BEST PRODUCT INNOVATION

1. Electrotemp

2. Blupura

3. Sip Well

BEST WEBSITE

1. Sip Well

2. Blupura

3. Oasis

BEST PROMOTION OF HEALTH &HYDRATION

1. Blupura

2. Cumpana

3. La Fantana

BEST ENVIRONMENTAL PRACTICE/GREEN INITIATIVE

1. Blupura

2. Oasis

3. Oasis

BEST MARKETING CAMPAIGN

1. Sip Well

2. Blupura

3. Dolphin

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