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DA ITALIA 182

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SECONDA VITA. PRIMA SCELTA.

THINK AUTOMATIC, A PARIGI APRONO 300 DISTRIBUTORI GASHAPON

Questo numero, presentato in anteprima a Venditalia 2026, arriva in un momento particolarmente significativo per il settore. Per la prima volta la manifestazione si svolgerà nei quartieri fieristici di Rimini e lo farà con un claim che non è solo una sintesi comunicativa, ma una vera dichiarazione di intenti: Think Automatic.

Un messaggio che invita a valorizzare il presente della distribuzione automatica, ma soprattutto a immaginarne il futuro, spingendo il settore ad allargare i propri confini oltre i modelli tradizionali.

Viene da chiedersi se nel vending non si stia sottovalutando da anni il vero potenziale della distribuzione automatica. Altrove comincia a dimostrare di poter diventare un canale capace di vendere qualsiasi prodotto e costruire esperienze di acquisto, mentre in Italia resta spesso ancorato a modelli consolidati. Il caso di Parigi è uno di quelli che obbligano a farsi qualche domanda.

Dal 4 aprile, al numero 37 di rue de Rivoli, ha aperto il primo punto vendita interamente dedicato ai gashapon in Francia, un format che ruota esclusivamente attorno alla distribuzione automatica di capsule a sorpresa.

Niente scaffali tradizionali, ma circa 300 macchine allineate e un’offerta che arriva a sfiorare i 3.000 articoli tra gadget, miniature e oggetti da collezione.

Dentro le capsule non ci sono semplici gadget, ma un universo preciso che arriva direttamente dalla cultura pop giapponese e che oggi sta conquistando anche il pubblico europeo. Si trovano miniature di personaggi manga e anime, portachiavi, action figure, oggetti da collezione, piccoli giochi e accessori tematici.

Serie limitate, edizioni stagionali e collaborazioni con brand e franchise rendono ogni capsula una sorpresa, ma soprattutto un meccanismo di acquisto ripetuto.

È proprio qui che sta la forza del modello. Non si compra un prodotto, si compra un’esperienza. Il cliente gira la manopola senza sapere cosa troverà dentro, e questo attiva una dinamica molto simile al gaming o alle carte collezionabili. Il risultato è un tasso di riacquisto altissimo, con utenti che provano più volte per completare una serie o trovare il pezzo desiderato.

Il dato che colpisce è però economico. Il prezzo di partenza è intorno ai 5 euro a capsula e il meccanismo di acquisto, basato sulla casualità, porta facilmente a ripetere l’esperienza più volte.

Tradotto: uno scontrino medio che può arrivare senza difficoltà tra i 15 e i 20 euro. Con 300 macchine operative nello stesso spazio, è evidente che i volumi generati possono essere tutt’altro che marginali.

Non si tratta quindi solo di un fenomeno curioso o di nicchia, ma di un modello che dimostra come la distribuzione automatica possa uscire dai confini tradizionali e diventare retail puro, esperienziale e ad alta marginalità.

Ed è proprio questo il punto: forse il limite non è la macchina, ma il modo in cui continuiamo a utilizzarla.

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VENDITALIA CAMBIA CASA: RIMINI SCOMMESSA PER IL FUTURO DEL VENDING

Il 2026 si apre come un anno di svolta per il settore del vending. Non solo per il rinnovo della governance di Confida, che interesserà l’organo direttivo, la presidenza e i gruppi che compongono l’intera filiera, ma soprattutto per un cambiamento destinato a lasciare il segno: Venditalia si sposta a Rimini. Dopo dieci edizioni a Milano e tre a Genova, la manifestazione approda infatti dal 6 all’8 maggio 2026 alla Fiera di Rimini.

Una scelta che rappresenta, a tutti gli effetti, una grande scommessa. Ogni cambiamento porta con sé emozioni contrastanti: all’inevitabile ansia si affiancano aspettative e speranze, legate a un nuovo contesto e a nuove opportunità.

Rimini, del resto, è oggi una realtà riconosciuta non solo per la qualità della sua offerta fieristica, ma anche per una cultura dell’accoglienza che la rende tra le più competitive in Italia. Un elemento tutt’altro che secondario per un evento internazionale.

Venditalia, infatti, è la più importante fiera europea del vending e uno degli appuntamenti di riferimento a livello globale. Un hub in cui si incontrano tecnologie, prodotti e soluzioni innovative, capace di rappresentare l’intera filiera del settore.

Lo spostamento nasce da un accordo strategico tra Italian Exhibition Group (IEG) e Confida, che hanno dato vita a una NewCo partecipata al 51% da IEG e al 49% da Confida.

Sarà questa nuova società a organizzare, con cadenza biennale, “Venditalia – The Vending Expo” nel quartiere fieristico di Rimini, curandone lo sviluppo sia sotto il profilo merceologico sia su quello internazionale.

Il contesto, tuttavia, resta complesso. Il segno negativo che ha caratterizzato i consumi del vending nel 2025 continua a farsi sentire anche nel 2026, aggravato da uno scenario geopolitico instabile che potrebbe tradursi in nuove tensioni energetiche e in ulteriori ricadute sull’economia.

Un quadro che il settore conosce bene e che negli ultimi anni ha già messo a dura prova operatori e margini.

E le premesse sembrano incoraggianti. L’edizione 2026 registra una crescita significativa rispetto al 2024, con oltre 100 nuovi espositori su circa 300 complessivi e uno spazio espositivo quasi completamente sold out.

Forte anche il processo di internazionalizzazione, con un aumento rilevante della presenza europea: +90% dalla Spagna e +33% dalla Francia. Numeri che raccontano una ritrovata vitalità e che restituiscono al settore una boccata d’ossigeno.

Ora, però, la parola passa al pubblico: saranno i visitatori a decretare il successo di questa nuova fase.

L’auspicio è che anche su questo fronte si possano segnare nuovi record, confermando Venditalia come il vero barometro del vending europeo.

Proprio per questo, oggi più che mai, diventa fondamentale fare sistema. Ritrovare compattezza e visione comune. In questo senso, la nuova Venditalia può rappresentare non solo un cambio di sede, ma anche un segnale di rilancio, una spinta a guardare avanti con maggiore fiducia.

NUMERO 182

MAGGIO-GIUGNO 2026

RENZO GABRIEL BONIZZI

DIRETTORE RESPONSABILE EDITOR IN CHIEF

ALESSANDRO FONTANA

DIRETTORE EDITORIALE EDITORIAL DIRECTOR

LAURA GUASPARRI ART DIRECTOR

ANTONIO VALESTRA GRAPHIC DESIGN

DANIELA BISCOTTI COMMERCIALE COMMERCIAL

NOEMI MARGAROLI REDAZIONE EDITORIAL STAFF

HA COLLABORATO

MASSIMO FERRARINI

LUCINI OFFICINA

D’ARTE GRAFICA SRL STAMPA PRINTERS

D.A.ITALIA

IL PERIODICO DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA PUBBLICAZIONE ISCRITTA AL TRIBUNALE DI MILANO, NUMERO DI REGISTRAZIONE 177 DEL 22 MARZO 2004

ISCRIZIONE AL R.O.C. 31449

PERIODICITÀ MENSILE

EDITORE ART&WORKS SRL UNIPERSONALE

VIA ALESSANDRO ALGARDI 13 20148 MILANO P.IVA 04234310961 TEL +39 02 48958566

UFFICIO COMMERCIALE commerciale@daitalia.it www.daitalia.it

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ABBONAMENTI abbonamenti@daitalia.it

LA RIPRODUZIONE TOTALE O PARZIALE DELLE ILLUSTRAZIONI E DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI SU D.A. ITALIA È PERMESSA SOLO SE AUTORIZZATA DALLA DIREZIONE. LA DIREZIONE NON ASSUME RESPONSABILITÀ PER LE OPINIONI ESPRESSE DAGLI AUTORI DEI TESTI REDAZIONALI E PUBBLICITARI.

CONCEPT BY ART&WORKS SRL

5 EDITORIALE

Think Automatic, a Parigi aprono 300 distributori gashapon

7 SPEAKER’S CORNER

Venditalia cambia casa: Rimini scommessa per il futuro del vending

10 MERCATO DEL VENDING

Latest News

Aprile 2026

28 VENDITALIA STORY

Da Genova a Rimini

34 TORREFATTORI

Venditalia 2026: il modello Covim per il vending tra qualità e visione

38 ANTEPRIMA ESPOSITORI

VENDITALIA 2026

42 SISTEMI DI FILTRAZIONE

Water Care Filters a Venditalia 2026: tre novità per il mondo del caffè professionale

46 FOCUS ON

Il caffè torna verso il basso: previsioni, rischi e scenari per la filiera del vending nel 2026

Il Giappone smonta le sue macchine, cambia il modello del vending

54 MONDO ASSOCIAZIONE

CONFIDA VILLAGE a Venditalia 2026

56 APPUNTAMENTO IN FIERA

TUTTOFOOD Milano si candida a diventare manifesto internazionale del cibo

MATIPAY ACQUISISCE PROPRIETÀ INTELLETTUALE

DI CURRENZA C2 E RM5 E COMPLETA

LA PROPRIA OFFERTA PER IL VENDING

MatiPay annuncia l’acquisizione della linea di business PayComplete/SuzoHapp dedicata al vending, assumendo la titolarità dei prodotti cash e la responsabilità della loro produzione e sviluppo.

L’operazione riguarda in particolare due sistemi ampiamente diffusi nel settore: le rendiresto Currenza C2 e i validatori di monete RM5, che continueranno il loro percorso all’interno della struttura industriale MatiPay.

Inoltre, Matipay sarà distributore esclusivo nel mercato europeo del valutatore di banconote Coinco Vantage

Per gestori, costruttori di distributori automatici e operatori della filiera, l’acquisizione introduce un elemento di semplificazione: la possibilità di interfacciarsi con un unico interlocutore per l’intera architettura del pagamento automatico, dalla gestione del contante ai sistemi cashless fino alle soluzioni di telemetria.

Il primo messaggio per il mercato è la continuità. L’installato esistente continuerà a essere supportato all’interno di una struttura industriale solida, con responsabilità diretta sullo sviluppo e sull’evoluzione dei prodotti.

Il secondo è l’integrazione tecnologica. L’obiettivo è far evolvere progressivamente i sistemi cash acquisiti in coerenza con la strategia MatiPay, sfruttando le capacità della piattaforma digitale dell’azienda che già integra pagamenti cashless, connettività e gestione remota.

In un mercato in cui operatori e produttori richiedono sempre più stabilità tecnologica e visibilità sul supporto nel lungo periodo, MatiPay punta a ridurre la frammentazione tra componenti hardware e infrastrutture digitali.

La combinazione tra sistemi cash consolidati e piattaforme software proprietarie consente infatti di affrontare il vending con un approccio integrato: dalla gestione del contante all’esperienza di pagamento, fino al monitoraggio e alla gestione remota delle macchine.

“Con questa acquisizione completiamo la nostra architettura tecnologica per il vending. Partiamo da prodotti che il mercato conosce e li integriamo in una struttura che può garantire continuità industriale e sviluppo nel tempo.”, ha dichiarato Matteo Pertosa, CEO di MatiPay.

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“MADE IN ITALY DAY” 2026: ANDREA

POZZOLINI RACCONTA IL MODELLO RHEA, TRA DESIGN, TECNOLOGIA E CENTRALITÀ

Andrea Pozzolini tra i protagonisti del Made in Italy Day 2026 (15 aprile 2026), l’evento promosso da Made in Italy Community, portando la testimonianza di Rhea come esempio di eccellenza del Made in Italy capace di coniugare innovazione tecnologica, design, sostenibilità e valorizzazione delle persone. Pozzolini interverrà nella tavola rotonda “Capitale umano e visione d’impresa: il Made in Italy tra creatività e sostenibilità” dedicata al ruolo delle imprese nella costruzione di valore sostenibile, condividendo l’esperienza di Rhea come modello industriale evoluto, in cui competenze, benessere organizzativo e visione internazionale rappresentano leve strategiche di competitività. La partecipazione di Andrea Pozzolini si inserisce nel più ampio dibattito sul futuro del Made in Italy, dove la centralità delle persone emerge come fattore chiave per sostenere crescita, innovazione e attrattività del sistema produttivo. In questo contesto, Rhea si distingue per un modello che mette al centro il capitale umano, dimostrando come tecnologia e cultura aziendale possano evolvere insieme: lo confermano non solo il Bilancio di Sostenibilità, l’adesione ai Women’s Empowerment Principles (WEPs) di UN GLOBAL COMPACT, la certificazione ottenuta in ambito parità di genere ed il livello “alto” di rating ESG, ma anche un impegno concreto in iniziative dedicate alla formazione, alla crescita professionale e alla creazione di un ambiente di lavoro positivo e inclusivo. In occasione del Made in Italy Day, l’azienda è stata protagonista anche sul piano esperienziale, portando all’evento una soluzione di ospitalità, con due table top rhTT10, personalizzate nel design per l’evento e offrendo ai partecipanti caffè e bevande a base di caffè con latte fresco e alternative vegetali, espressione di un’offerta sempre più attenta alle nuove esigenze dei consumatori. Rhea interpreta il momento della pausa come espressione del Made in Italy, dove design, qualità e tecnologia si incontrano per innovare la tradizione e creare nuove esperienze di consumo.

CONTRO LA DESERTIFICAZIONE COMMERCIALE, GLI H24 SALVANO I COMUNI MONTANI

La montagna friulana prova a rispondere alla desertificazione commerciale con una soluzione concreta, e per certi versi inevitabile: l’automazione. La Giunta regionale del Friuli-Venezia Giulia ha approvato un bando da 700 mila euro per realizzare punti di approvvigionamento h24 di beni di prima necessità nei piccoli comuni montani. Il provvedimento riguarda circa 40 amministrazioni sotto i mille abitanti, territori dove il tema non è più la competizione tra formati commerciali, ma la possibilità stessa di avere un servizio. In molti di questi contesti, il negozio tradizionale ha già chiuso o fatica a restare aperto, semplicemente perché non ci sono più i numeri per sostenerlo. È qui che il negozio automatico cambia completamente prospettiva. Non è un concorrente, è un abilitatore di servizio. Le aree dedicate all’acquisto automatizzato, finanziabili fino a 100 mila euro, e i progetti più strutturati fino a 350 mila euro, rappresentano una risposta operativa a un problema reale: garantire accesso a beni essenziali anche dove il commercio tradizionale non è più sostenibile. La procedura a sportello, con anticipo fino al 70%, punta ad accelerare l’attivazione dei progetti, mentre l’obbligo di mantenere il servizio per almeno tre anni conferma che non si tratta di soluzioni temporanee. Il distributore automatico diventa a tutti gli effetti un’infrastruttura di prossimità. Il punto è chiaro: nei piccoli comuni il negozio automatico è spesso l’unica alternativa alla desertificazione commerciale. Non toglie spazio al commercio, lo sostituisce quando non è più possibile mantenerlo e garantisce che un servizio continui ad esistere.

CAFFÈ VERGNANO, 700MILA I CAFFÈ DISTRIBUITI

DURANTE I GIOCHI OLIMPICI INVERNALI

Quasi 700 mila caffè distribuiti in 108 punti di distribuzione tra Milano, Cortina, Livigno, Predazzo e i principali luoghi della manifestazione: questo il bilancio della partecipazione di Caffè Vergnano a Milano Cortina 2026, cui l'azienda ha preso parte in qualità di Official Coffee*, con un presidio diffuso pensato per accompagnare giorno dopo giorno atleti, addetti ai lavori e pubblico, valorizzando - in uno dei più importanti appuntamenti sportivi internazionali - la propria identità che unisce qualità, tradizione e capacità di creare esperienze.

Nel dettaglio, la presenza di Caffè Vergnano si è sviluppata in modo capillare all'interno dei villaggi olimpici dedicati agli atleti, nelle principali venue di gara e negli spazi istituzionali di Casa Italia tra Milano e Livigno, accompagnando ogni momento della manifestazione. Complessivamente, le erogazioni hanno raggiunto quota 700 mila caffè, di cui 220 mila nei villaggi atleti, confermando il ruolo centrale di questi spazi nella quotidianità dei Giochi. Tra tutte le aree coinvolte, Milano si è distinta come quella con il maggior numero di consumazioni, a testimonianza della forte partecipazione e affluenza registrata nel capoluogo lombardo.

"Essere Official Coffee di Milano Cortina 2026 ha rappresentato per noi molto più di una presenza di brand", dichiara Carolina Vergnano, Amministratore Delegato di Caffè Vergnano. "È stata l'occasione per portare l'autentico espresso italiano in un contesto internazionale unico, incontrando persone provenienti da tutto il mondo e condividendo con loro non solo un prodotto, ma anche una cultura, una storia e un modo di intendere l'ospitalità.

Abbiamo vissuto questa esperienza con orgoglio, consapevoli di rappresentare un'eccellenza italiana profondamente legata al proprio territorio e capace, allo stesso tempo, di parlare a un pubblico globale".

Accanto alla componente di servizio, Caffè Vergnano ha sviluppato anche una dimensione fortemente esperienziale. A Milano, in Piazza del Cannone, dal 6 al 22 febbraio l'azienda ha allestito un igloo aperto al pubblico e concepito come rifugio urbano immersivo dedicato al mondo del caffè.

L'attivazione ha registrato 9.781 passaggi, con circa 8 mila espressi serviti e 3 mila cioccolate, in un percorso che ha accompagnato i visitatori in un'esperienza sensoriale pensata per raccontare il caffè attraverso aromi, suggestioni e degustazione, fino alla possibilità di scrivere e inviare una cartolina.

Uno dei segni più distintivi del progetto è stato inoltre il recupero di sei cabinovie dismesse, trasformate in coffee corner di design. Un'iniziativa che ha unito riuso, identità territoriale e cultura del caffè, reinterpretando elementi del paesaggio montano in chiave contemporanea e trasformandoli in spazi di servizio e narrazione. L'offerta proposta in questa occasione comprendeva espresso, cappuccino, cioccolata calda una ricetta pensata per il contesto invernale.

* Caffè Vergnano è stata Official Coffee di Milano Cortina 2026 grazie all'accordo di distribuzione con Coca-Cola HBC e al supporto di Coca-Cola ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

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MONDELĒZ INTERNATIONAL IN ITALIA AL 6° POSTO DELLA CLASSIFICA BEST WORKPLACES™ 2026 DI GREAT PLACE TO WORK® ITALIA

Il Gruppo Mondelēz International in Italia celebra un significativo traguardo, posizionandosi al 6° posto nella prestigiosa classifica ‘Best Workplaces™ Italia 2026’ realizzata da Great Place To Work® Italia. Questo importante riconoscimento la vede figurare tra le prime dieci grandi aziende italiane con 500-999 dipendenti – categoria Large Companies – confermando l’attenzione di Mondelēz al benessere delle persone e alla creazione di un ambiente di lavoro esemplare.

Il posizionamento in classifica segue il recente ottenimento della certificazione di Great Place to Work®, risultato di un percorso di valutazione che ha coinvolto tutti i dipendenti degli uffici situati nella città di Milano, la forza vendita distribuita sul territorio nazionale, nonché gli stabilimenti produttivi ubicati a Capriata d’Orba (AL) e Caramagna Piemonte (CN). Dall’analisi dei risultati erano emerse diverse dimensioni di eccellenza all’interno dell’azienda: innanzitutto Giustizia (87%) e Integrità (81%), insieme a Credibilità (79%), Competenza (79%) e Orgoglio (78%). Indicatori che attestano un contesto in cui le persone sono ascoltate, valorizzate e messe nelle condizioni di esprimere al meglio le proprie competenze.

La presenza di Mondelēz International in Italia nella classifica ‘Best Workplaces™ Italia 2026’ e la certificazione di Great Place to Work® confermano l’impegno dell’azienda a investire sul benessere psico-fisico dei dipendenti e la promozione di percorsi di crescita stimolanti e liberi da pregiudizi. Nel 2025, tutte e 5 le società legali del Gruppo operanti in Italia, inclusi gli uffici di Milano e gli stabilimenti produttivi di Capriata d’Orba (AL) e Caramagna Piemonte (CN), hanno ottenuto la certificazione di conformità alla norma UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere con un punteggio complessivo di 96.3/100. Un ulteriore riconoscimento delle politiche e delle pratiche adottate dall’azienda.

L’attenzione al benessere delle persone è da sempre al centro della cultura aziendale di Mondelēz. Dal 2022, il programma aziendale ‘Workplace of the Future’ introduce un approccio ibrido basato su autonomia e fiducia, che bilancia presenza in ufficio e lavoro da remoto, includendo la flessibilità di dividere le ore settimanali su 4,5 giorni lavorativi (settimana corta). L’azienda sostiene attivamente la genitorialità e i caregiver con politiche specifiche, come l’estensione del congedo parentale per i papà a un totale di quattro settimane complessive (due aggiuntive rispetto alla legge), lo smart working continuativo per le neomamme in gravidanza e permessi retribuiti per la malattia dei figli o assistenza a familiari. Per quanto riguarda l’occupazione giovanile, l’azienda ricorre al tirocinio extra curriculare con un rimborso aumentato per i neolaureati che si spostano da altre regioni e offre un percorso di formazione on-boarding per i neoassunti.

Great Place to Work® è una società di ricerca, tecnologia e consulenza organizzativa nata 40 anni fa a San Francisco (USA) che collabora con oltre 10 mila organizzazioni in tutto il mondo, analizzando le opinioni e l’employee experience di circa 5 milioni di lavoratori. Solo le aziende con i migliori ambienti di lavoro riescono ad ottenere l’ambita certificazione, che permette di posizionarsi sul mercato come una realtà aziendale di qualità, attenta alle proprie persone e con una leadership capace di diffondere una cultura organizzativa positiva.

“MISSIONE KIMBO”: CAMPAGNA ADV E CAFFÈ

GRATIS A ROMA

«SPQR = sono perfette queste “ristretto”» o «Questa non è una capsula, è un barista napoletano’»: questi ed altri i claim, accompagnati da immagini che attirano l’attenzione, Kimbo lancia fino a Pasqua 2026 una campagna di comunicazione a Roma e nel Lazio per raccontare la linea di capsule in alluminio “Espresso Barista” compatibili con macchine Nespresso Original.

Nel mese di marzo e fino al 5 aprile Kimbo è stata presente in tutta la regione con una campagna ad alto impatto visivo che, da Termini a Cinecittà, passando per tram, metropolitane, bus, pensiline e centri commerciali, racconta a cittadini e visitatori della capitale d’Italia come Kimbo sia riuscita a racchiudere tutto il gusto e l’esperienza di un autentico barista napoletano all’interno di ogni capsula della linea Barista.

Una campagna multi-soggetto che racconta “on the road” le diverse miscele presenti nel vasto assortimento di gamma di Kimbo, la sua qualità, il suo patrimonio culturale.

Per dare vita ad un racconto legato al rito del caffè e alla convivialità italiana, nel cuore di Roma, al Rione Prati, è stato allestito un Temporary Store Kimbo presso la nota Edicola Erno, trasformata in uno spazio urbano di interazione presso il quale ogni giorno, dalle 10.00 alle 18.00, è stato possibile possibile degustare gratuitamente una tazzina di caffè Kimbo e anche acquistare il prodotto.

Edicola Erno è inoltre diventata base logistica per l’operazione “Baristi in missione”, divertente attività di guerrilla marketing che consiste in una caccia urbana a tre touchpoint che si attiva anche online attraverso la partecipazione di otto creator, impegnati nel doppio ruolo di narratori e amplificatori dell’esperienza. Protagonisti assoluti dell’attività gli espertissimi Baristi Napoletani di Kimbo ingaggiati per offrire, tra una tappa e l’altra, la migliore degustazione possibile del caffè. Tutti i partecipanti hanno avuto diritto ad una foto ricordo ufficiale “by Kimbo” e ad un’esclusiva tote bag personalizzata con un disegno della coffee artist Giulia Bernardelli, conosciuta sui social come @Bernulia, che ha lavorato anche alla personalizzazione dell’edicola.

Kimbo ha ampliato la sua presenza anche in quattro grandi centri commerciali – Maximo, Roma Est, Domus e Porte di Roma – con attività di degustazione, presenza video e strategiche brandizzazioni e all’interno della Stazione ferroviaria Roma Termini attraverso il circuito Maxiled. La campagna ha coinvolto anche i mezzi pubblici del network Maxiretro, lo storico tram integralmente decorato, il circuito delle 400 pensiline tradizionali, nonché una serie di impianti di eccellenza – Medi Formati e Maxi Led – che hanno presidiato le principali direttrici da e per il centro, anche all’interno del raccordo anulare, per una copertura totale e assidua dell’area urbana di Roma.

A completare l’investimento totale la presenza della campagna Kimbo presso il network X-TRACK della Metropolitana di Roma (nei punti di attesa dei passeggeri) e una forte affissione a mezzo poster, fermate bus e pensiline anche nelle aree strategiche degli altri capoluoghi di provincia del Lazio: Rieti, Frosinone, Latina e Viterbo.

CAFFÈ BORBONE PREMIATA DAI CONSUMATORI:

LE CAPSULE IN ALLUMINIO COMPATIBILI CON IL SISTEMA

NESPRESSO ELETTE PRODOTTO DELL’ANNO 2026

Caffè Borbone annuncia che la linea di capsule in alluminio compatibili con il sistema Nespresso®* ha ottenuto il Premio Eletto Prodotto dell’Anno 2026 nella categoria Caffè Capsule**

Eletto Prodotto dell’Anno è il Premio all’innovazione basato sul voto diretto dei consumatori e rappresenta un indicatore significativo della percezione da parte del mercato. Il riconoscimento è stato assegnato sulla base di una ricerca indipendente condotta da Circana su 12.000 consumatori italiani, che ha valutato i prodotti in termini di innovazione, attrattività e soddisfazione d’uso.

Un risultato che conferma il crescente apprezzamento della linea di capsule in alluminio di Caffè Borbone, disponibile nelle diverse miscele sia in GDO sia nel canale Professional, offrendo una soluzione che valorizza l’esperienza del caffè a casa come vero e proprio rituale quotidiano, garantendo elevati standard di qualità in tazza.

L’alluminio è, infatti, un elemento chiave per preservare aroma e freschezza del caffè, capace di garantire la massima conservazione di ogni caratteristica organolettica. Grazie a una miscelatura perfezionata dal reparto R&D, la capsula assicura un’erogazione più efficiente e un espresso di qualità superiore. Il blend, inoltre, offre una crema ricca e persistente, capace di esaltare il gusto e soddisfare anche i palati più esigenti.

“Essere eletti Prodotto dell’Anno direttamente dai consumatori rappresenta per noi un importante segnale di fiducia,” ha dichiarato Marco Schiavon, Amministratore Delegato di Caffè Borbone “Questa linea dimostra il nostro impegno nell’innovare l’esperienza quotidiana del caffè con soluzioni a uso domestico che migliorano la resa in tazza. Un riconoscimento che ci incoraggia a proseguire nello sviluppo della nostra offerta.”

Per Caffè Borbone, questo risultato conferma il ruolo strategico delle capsule in alluminio nell’evoluzione dell’esperienza del caffè a casa, sottolineando l’impegno costante nel proporre soluzioni pratiche e di alta qualità, senza richiedere alcun cambiamento nelle abitudini più consolidate dei consumatori.

* Nespresso® è un marchio registrato di Societè des Produits Nestlé® S.A. Caffè Borbone Srl è produttore autonomo non collegato alla Societè des Produits Nestlé® S.A. La compatibilità delle capsule Caffè Borbone è funzionale all’utilizzo con macchine da caffè ad uso domestico Nespresso®.

** Ricerca Circana (2026) su 12.000 consumatori in Italia, su prodotti candidati. prodottodellanno.it cat. Caffè Capsule.

REPA PRESENTA LA NUOVA VERSIONE DELLA APP PER VELOCIZZARE GLI INTERVENTI SUL CAMPO

REPA, il principale distributore europeo di ricambi per apparecchiature per la ristorazione e la refrigerazione, macchine per il caffè e distributori automatici e divisione europea di Parts Town Unlimited, presenta la nuova versione della app REPA LF, dedicata a chi opera, ogni giorno, sul campo.

La nuova versione rende ancora più semplice per tecnici e centri assistenza accedere all’ampia gamma di ricambi REPA.

Uno degli obiettivi di REPA è velocizzare gli interventi sul campo e massimizzare l’operatività delle attrezzature. In quest’ottica sono state migliorate funzionalità chiave, come la ricerca tramite codice a barre.

Questa funzione permette di trovare e aggiungere un ricambio al carrello semplicemente scansionando, con la fotocamera, il codice a barre sull’etichetta dell’articolo, riducendo così i possibili errori dell’inserimento manuale.

Altre funzionalità potenziate riguardano il tracciamento delle spedizioni in tempo reale e la lista dei desideri, nella quale aggiungere tutti i ricambi necessari per le manutenzioni ricorrenti. È stata anche migliorata l’esperienza di utilizzo da smartphone degli oltre 434.000 esplosi tecnici, per rendere ancora più semplice l’identificazione del ricambio corretto.

L’app continua a offrire tutte le funzionalità più apprezzate della precedente versione, tra le quali: ricerca per brand; ricerca tramite codice del produttore; ricerca per famiglia di prodotto; sezioni dedicate a cataloghi e guarnizioni.

“Il rilascio della nuova versione della app è perfettamente in linea con il nostro impegno nel fornire ai tecnici tecnologie intuitive capaci di rendere più semplice il loro lavoro quotidiano”, afferma Lucia Dolcini, Group E-commerce Director, che aggiunge: “Con le nuove funzionalità di ricerca e un’esperienza utente riprogettata, l’app REPA LF rende ancora più veloce trovare e identificare il ricambio giusto all’interno del nostro vasto database di 2,3 milioni di prodotti. Proprio come avere un mondo di ricambi sempre a portata di mano.”

Come aggiornare o installare la app REPA LF: per i clienti già registrati, la nuova versione è disponibile semplicemente aprendo la app e scegliendo l’opzione di aggiornamento. Per i nuovi utenti: l’app è disponibile nella Versione Android e nella Versione iOS.

SEGAFREDO ACCELERA SUL MERCATO: NASCE IL NUOVO CENTRO DI COMPETENZA GLOBALE PER CAPSULE E CIALDE

On Caffè, uno dei più importanti e avanzati produttori italiani di caffè porzionato, entra nella famiglia del Gruppo MZBG, contribuendo a rafforzarne e valorizzarne la presenza internazionale nel mondo delle capsule e delle cialde

L’operazione segna un importante passo strategico nel percorso di integrazione industriale del Gruppo che, attraverso On Caffè Factory, consolida il proprio presidio lungo tutta la filiera del caffè, sviluppando in Italia un hub dedicato all’innovazione, alla produzione e allo sviluppo del segmento single serve.

“Con On Caffè Factory rafforziamo il nostro presidio industriale in un segmento chiave” – commenta Pierluigi Tosato, CEO di Massimo Zanetti Beverage Group – “accelerando un percorso di integrazione che ci consente di competere su scala globale con una proposta sempre più completa, e lo faremo consolidando in Italia un hub internazionale che diventerà una eccellenza dell’industry.”

L’operazione nasce con un obiettivo chiaro, come spiega Fabio Felisi, Amministratore Delegato di Segafredo Italia: “vogliamo portare nelle case di tutto il mondo l’esperienza del caffè Segafredo, da sempre protagonista nei bar. Con questo nuovo progetto rendiamo accessibili anche nel consumo domestico la qualità e il rituale autentico dell’espresso italiano, in modo coerente con la nostra identità.”

On Caffè Factory già leader di mercato per la qualità delle capsule prodotte, parte con una capacità produttiva di circa 300 milioni di capsule all’anno, con l’obiettivo di raggiungere 800 milioni nei prossimi cinque anni, anche grazie all’accesso internazionale nei mercati in cui il Gruppo è già presente, oggi oltre 100 Paesi nel mondo Massimo Tentorio, General Manager di On Cafe Factory “Entrare a far parte del Gruppo Massimo Zanetti Beverage Group rappresenta un’opportunità di crescita straordinaria, che ci permetterà di valorizzare il nostro know-how tecnologico e produttivo su scala internazionale.”

LOACKER LANCIA IL NUOVO GUSTO FRAGOLA E 100% NATURALE

Loacker, azienda altoatesina tra i leader mondiali nel mercato dei wafer e sinonimo di eccellenza nelle specialità al cioccolato, annuncia il lancio del nuovo gusto Fragola. Una proposta fresca e delicata che celebra la bella stagione con il connubio tra l’iconico wafer e il gusto autentico della crema alla fragola, pensata per regalare un momento di piacere senza rimorsi in ogni occasione. Fedele alla promessa di un gusto 100% naturale, anche questa novità rifiuta aromi, coloranti e conservanti, lasciando spazio solo alla bontà degli ingredienti. Con l’arrivo della primavera, il nuovo gusto Fragola conquisterà tutti grazie al suo sapore fresco e fruttato. Il segreto risiede nella formula: un equilibrio studiato tra fragranti cialde di wafer e una morbida crema realizzata con fragole accuratamente selezionate. Per soddisfare le diverse modalità di consumo, dal fuori casa alla condivisione in famiglia, Loacker propone il gusto Fragola in tre declinazioni. Loacker Classic Fragola (45g e 175g) offre due strati di crema e tre cialde fragranti, nel pratico formato da 45g per il consumo on the go o nel formato da 175g per la dispensa di casa. Loacker Quadratini Fragola (125g e 250g) propone i celebri bocconcini con cinque cialde e quattro strati di crema, in un sacchetto richiudibile ideale per passeggiate o picnic. Loacker Minis Fragola, con quattro cialde e tre strati di crema, racchiudono in soli 10 grammi tutta la bontà Loacker in un formato monoporzione perfetto per un piccolo premio quotidiano.

DEPOSITO CAUZIONALE. PUBBLICATE

LE PRIME LINEE GUIDA SUL PPWR

L’Europa ha pubblicato le prime linee guida e le FAQ sul regolamento imballaggi, iniziando a chiarire un passaggio cruciale per il settore beverage: la raccolta di bottiglie e lattine. L’obiettivo è preciso, entro il 1° gennaio 2029 gli Stati membri dovranno raggiungere il 90% di raccolta separata per contenitori fino a 3 litri, con un ruolo centrale affidato ai sistemi di deposito cauzionale. Il vending purtroppo entra nel perimetro della norma. Tutto il comparto delle bottiglie PET e delle lattine è coinvolto. Ma le linee guida, pur chiarendo il quadro generale, non affrontano in modo esplicito il caso della distribuzione automatica, lasciando aperta una zona grigia che può diventare un problema operativo. Il regolamento costruisce gli obblighi attorno alla figura del distributore finale, cioè chi mette il prodotto a disposizione del consumatore. Una definizione ampia, che può includere anche il vending. Ma il modello descritto presuppone un punto vendita in grado di ritirare i vuoti e restituire la cauzione. Ed è qui che il sistema si inceppa. Il vending non è un punto vendita tradizionale. È una rete non presidiata, diffusa, che occupa spazi minimi e senza gestione diretta del reso. Può raccogliere gli imballaggi, ma non è strutturato per restituire la cauzione senza introdurre soluzioni dedicate (reverse vending machines), totalmente impossibili da sostenere su larga scala. La partita ora si sposta sugli Stati membri. Le linee guida non sciolgono il nodo e lasciano spazio alle scelte nazionali. Nel frattempo, il settore si è già mosso: CONFIDA ha chiesto da tempo che la distribuzione automatica venga esentata da questi obblighi, ritenuti non compatibili con il funzionamento del canale. È su questo terreno che si giocherà la partita nei prossimi mesi.

PELLINI CAFFÈ NOMINA GIORGIO MOLINARI

COME NUOVO DIRETTORE GENERALE

Pellini Caffè, torrefazione storica ed eccellenza del veronese, nomina Giorgio Molinari come nuovo direttore generale. Professionista con oltre 25 anni di esperienza maturata in contesti multinazionali e imprenditoriali, Molinari ha ricoperto ruoli di primo piano in aziende internazionali sviluppando competenze trasversali in ambito sales, trade marketing, marketing e finance.

“Abbiamo proposto a Giorgio Molinari, che ci aveva affiancato come strategic planning officer già dalla metà del 2024, di rimanere con noi con una nuova veste e con un progetto pluriennale di sviluppo”, ha dichiarato Beatrice Pellini, Cda e direttrice marketing dell’azienda. “Riteniamo che la sua consolidata esperienza in contesti multinazionali, unita alle competenze maturate successivamente in realtà padronali, rappresenti esattamente l’expertise di cui abbiamo bisogno per dotarci di una governance ambiziosa ed efficace.”

“Il mio obiettivo sarà continuare a rafforzare la presenza di Pellini nei mercati italiani e internazionali, accompagnando l’azienda in questa nuova fase di sviluppo prevista dal piano strategico 2025-2028. Credo fortemente che il percorso intrapreso negli ultimi anni ci dia le basi per crescere in modo sostenibile e innovativo, mantenendo al centro l’eccellenza e la tradizione del marchio.”, ha dichiarato Giorgio Molinari. Per il piano triennale al 2028, Pellini prevede una crescita prevalentemente organica e puntuale nei principali canali. In Italia, l’azienda intende rafforzare la presenza nel canale Ho.re.ca. attraverso una maggiore copertura diretta e partnership strategiche con operatori regionali. Nella Gdo, l’obiettivo è ampliare ulteriormente la distribuzione e introdurre nuove referenze in linea con i trend di consumo, incluso il monoporzionato.

UNA NUOVA ESPLOSIONE DI FRESCHEZZA

Yoga Yotea, buono e dissetante, preparati per soddisfare la sete di tutti, in tanti pratici formati.

Ricette a base di infuso di tè nero indiano, senza conservanti, senza coloranti

FANTAVENDING APRILE 2026

FANTAVENDING È UN BLOG INFORMATIVO PRESENTE NEL SETTORE DEL VENDING DA OLTRE 15 ANNI, UN TEMPO LUNGHISSIMO PER UN’ESPERIENZA DI SOCIAL MEDIA. FIN DAL SUO ESORDIO È DIVENTATO IL CENTRO INFORMATIVO DEL SETTORE. TUTTE LE PRINCIPALI AZIENDE DELLA FILIERA DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA SONO QUOTIDIANAMENTE CONNESSE AL SITO (WWW.FANTAVENDING.IT) E MIGLIAIA DI UTENTI OGNI GIORNO LEGGONO E SPESSO COMMENTANO LE NOTIZIE PUBBLICATE TUTTI I GIORNI FERIALI, 12 MESI ALL'ANNO E SENZA INTERRUZIONI PER ALMENO 50 SETTIMANE.

D.A. ITALIA PUBBLICHERÀ UNA SINTESI DELLE NOTIZIE RECENTI DI FANTAVENDING PIÙ LETTE IN RETE.

IL "CONCLIENTE". QUANDO È IL TUO CLIENTE

A FARTI CONCORRENZA...

Sembra una normale centrale elettrica industriale. Uno di quei quadri appesi al muro che nessuno guarda mai. Poi la apri. E dentro trovi tutt’altro: macchine del caffè, capsule, zucchero, latte, bicchieri. Una vera e propria centrale operativa parallela. Organizzata, funzionante, utilizzata ogni giorno. Non è un caso isolato. È una realtà che molti gestori conoscono fin troppo bene.

Il problema è semplice, ed è anche il più difficile da accettare. Non è un concorrente esterno. Non è un altro operatore. È il cliente. O meglio, i dipendenti del cliente, che si organizzano e si creano un’alternativa interna al vending. Più economica, più “controllabile”, apparentemente più conveniente. Nasce così il “concliente”. Quello che firma il contratto e poi, di fatto, ti fa concorrenza dentro casa sua. Le conseguenze sono immediate. Le battute calano, spesso senza una spiegazione apparente. I conti iniziano a non tornare. E quando vai a capire cosa succede, trovi queste situazioni. Armadietti trasformati in punti caffè paralleli, spesso nascosti, ma neanche troppo.

Una prima stima parla di circa 30 milioni di consumazioni perse ogni anno in Italia per effetto di queste pratiche. Numeri che non finiscono nei report ufficiali, ma che pesano eccome sui bilanci delle gestioni.

E poi c’è il tema, ancora più delicato, dei contratti. Perché nella maggior parte dei casi esiste un accordo chiaro tra azienda e gestore. Un equilibrio che viene aggirato, non sempre in modo esplicito, ma nei fatti. Il punto non è demonizzare chi cerca di risparmiare qualche centesimo sul caffè. Il punto è che così il servizio non sta più in piedi e per accorgersene non servono analisi complesse. Basta aprire qualche armadietto nascosto.

PALETTE IN PLASTICA REUSE, IL DECRETO LE CANCELLA DI FATTO: UN ANNO PER CAMBIARLE

Il Parlamento ha approvato in via definitiva il decreto che riscrive le regole sui prodotti in plastica riutilizzabili destinati al contatto con gli alimenti, e per il vending il punto più critico riguarda le palette. Con l’introduzione dell’articolo 14-bis viene fissato un criterio tecnico preciso per definire cosa può essere considerato riutilizzabile, aprendo uno scenario completamente nuovo per il settore.

Per gli agitatori per bevande, cioè le palette utilizzate nei distributori automatici, il parametro è estremamente chiaro: rapporto tra peso e lunghezza superiore a 0,5 grammi per centimetro. Un requisito che, sulla carta, definisce il riutilizzabile, ma che nella pratica si scontra con le caratteristiche stesse del prodotto. Applicato a una paletta, significa oggetti molto più spessi, rigidi e pesanti rispetto agli standard attuali, al punto da snaturarne completamente la funzione. Sarebbe spessa come una bacchetta da sushi per intenderci...

Il risultato è evidente: pur non introducendo un divieto esplicito, la norma rende di fatto impraticabile l’utilizzo delle palette in plastica reuse nel vending. Si tratta quindi di un divieto tecnico, non dichiarato ma sostanziale, che costringerà il mercato a rivedere rapidamente le proprie scelte. Le nuove disposizioni non saranno immediate. Il decreto prevede un periodo transitorio di 365 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione, che scatterà il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Un anno di tempo che, per un settore con milioni di installazioni e processi consolidati, è tutt’altro che lungo.

A questo punto le alternative tornano centrali. Bioplastica, carta, bambu e legno sono già disponibili, ma con impatti diversi su costi e gestione. Parallelamente, tornano d’attualità soluzioni più radicali come lo zucchero liquido, che potrebbero eliminare del tutto la necessità della paletta in alcune configurazioni. La partita è aperta, ma una cosa è certa: questa volta il vending non potrà limitarsi ad adattarsi, dovrà cambiare.

VENDING ITALIANO

È venuto a mancare Ettore Salvagnin, figura storica del vending italiano e tra i protagonisti di una stagione che ha costruito le basi del settore così come lo conosciamo oggi.

Commerciale dell’Automatic di Verona, nel 1976 decide di intraprendere un percorso imprenditoriale fondando DAC, realtà attiva nella distribuzione di distributori automatici e prodotti per il vending. Una scelta che racconta bene lo spirito di quegli anni, quando il settore era ancora tutto da costruire e servivano visione, capacità commerciale e una forte presenza sul territorio.

Nel corso del tempo Salvagnin è stato anche uno dei soci di riferimento di Trivending, contribuendo allo sviluppo di una realtà che oggi rappresenta la principale rivendita del Veneto. Un percorso lungo, coerente, sempre legato al lavoro e alle relazioni costruite negli anni.

Per chi scrive, però, il ricordo va oltre il profilo professionale. Ettore era anche un amico. Negli anni ho avuto modo di incontrarlo molte volte, anche alle feste di Natale di Trivending, a cui sono sempre stato invitato e che nel tempo sono diventate una piacevole tradizione. La foto che pubblichiamo è proprio di una di quelle serate, Natale 2019.

C’era poi un elemento che lo definiva in modo particolare: era alpino, e ne era profondamente orgoglioso. Un tratto che non era solo simbolico, ma che si ritrovava nel suo approccio alla vita e al lavoro, fatto di serietà, senso di appartenenza e rispetto.

Con la scomparsa di Ettore Salvagnin se ne va un pezzo di quel vending che ha costruito, giorno dopo giorno, il nostro settore.

VENDITALIA 2026: IL VERO VALORE

SONO I 100 NUOVI ESPOSITORI

C’è un dato che più di ogni altro racconta Venditalia 2026: oltre 100 nuovi espositori. In una fase tutt’altro che semplice per il mercato, è questo il segnale più chiaro della vitalità del settore e della capacità della fiera di restare un punto di riferimento. Permetteteci una prima considerazione. Non riusciamo davvero a capire perché qualcuno si soffermi ancora a chiedere come mai due o tre aziende non compaiano nell’elenco degli espositori. Davvero è questo il punto, quando dall’altra parte ci sono oltre 100 nuovi ingressi? Per capirlo, forse vale la pena fare un passo indietro. Mettetevi per un attimo nei panni degli espositori. Chi vi scrive c’era già alla prima Venditalia del 1998, con una responsabilità operativa nell’organizzazione, e ricorda perfettamente cosa significava, per loro, avere allo stand la visita dei grandi gestori di allora. Vending System, Argenta, Serim, Mabel, Gesa, Liomatic. Quando arrivavano, si separavano le acque, la folla si spostava per farli passare, perché quello era il momento che poteva fare la differenza. Oggi nessuna di quelle realtà esiste più con quel nome. Sono state assorbite, trasformate, in alcuni casi sono semplicemente scomparse. Ed è esattamente questo il punto: il mercato cambia continuamente. Non sono i singoli nomi a definire un settore, ma la sua capacità di rinnovarsi, di attrarre nuovi operatori, di generare nuove opportunità.

Se vogliamo valutare davvero il peso di una fiera, i parametri sono altri: quanti espositori partecipano, che cosa presentano, quanto riescono a rappresentare l’evoluzione del mercato. E da questo punto di vista il dato dei 100 nuovi espositori è semplicemente centrale. Non è un dettaglio, è la notizia. Perché significa che ci sono aziende che investono, che credono nel vending, che scelgono Venditalia per presentarsi o rilanciarsi. Significa che il settore continua a muoversi, a cambiare pelle, a guardare avanti. Il vero valore di Venditalia 2026 sta soprattutto qui.

E poi c’è un altro elemento che non può essere ignorato. Per la prima volta Venditalia si sposta a Rimini. E al di là di ogni considerazione logistica o organizzativa, è inutile girarci intorno: a maggio è una location semplicemente perfetta. Un contesto che permette di unire lavoro e qualità del tempo, fiera e relazione, business e permanenza. Anche questo fa senz’altro parte dell’esperienza.

RAEE PROFESSIONALI, L’ITALIA RESTA INDIETRO

E NEL CONTO CI SONO ANCHE I DA

Per anni è stato uno dei temi più discussi quando si parlava di sostenibilità e fine vita delle apparecchiature. Poi, quasi all’improvviso, i RAEE sono usciti dal radar. Non se ne parla praticamente più, anche nel settore, ma il problema non solo non è risolto, sta diventando sempre più evidente. E riguarda da vicino anche il vending. La raccolta dei RAEE professionali in Italia continua infatti a muoversi troppo lentamente. Tra le apparecchiature coinvolte ci sono anche i distributori automatici, insieme a banchi frigo, macchine per la lavorazione alimentare, sistemi di climatizzazione e altre attrezzature utilizzate nei contesti professionali.

Il quadro generale resta critico. In Italia vengono raccolte e avviate a riciclo circa 500.000 tonnellate di RAEE, pari a circa il 30% dell’immesso sul mercato, a fronte di un target europeo fissato al 65%. Di questo flusso, circa il 31% è rappresentato dai RAEE professionali, una quota tutt’altro che marginale. Qualche segnale di crescita c’è, ma non basta. Il tasso complessivo di raccolta resta inferiore al 30%, perché l’immesso sul mercato continua a crescere più velocemente. Il nodo principale è la gestione del fine vita. La dismissione delle apparecchiature professionali passa spesso attraverso canali non strutturati, con una perdita di tracciabilità che penalizza i sistemi ufficiali. Anche gli strumenti già previsti, come il ritiro uno contro uno, non risultano applicati in modo uniforme.

Per il vending il tema è tutt’altro che teorico. Ogni sostituzione di una macchina apre una questione concreta su come viene gestito il fine vita. Anche il nuovo Accordo di Programma per la gestione dei RAEE nella distribuzione si inserisce in questo contesto, ma i numeri indicano chiaramente che la partita è ancora aperta. E che riportare i RAEE professionali al centro del dibattito non è più rinviabile.

IL VECCHIO LEONE COMPIE 90 ANNI,

Luciano Pensante il 31 marzo ha compiuto 90 anni. Una vita vissuta con lo stile che lo ha sempre contraddistinto, lontano dai riflettori e vicino al lavoro. Perché se c’è una costante nella sua lunga traiettoria imprenditoriale è proprio questa, la presenza, la solidità, la capacità di essere ancora oggi saldamente sul pezzo.

Chi ha avuto modo di conoscerlo, o anche solo di incrociarne il percorso nel settore, sa bene che non è mai stato un uomo da celebrazioni. E infatti anche questo traguardo arriva con la stessa sobrietà con cui ha costruito negli anni una realtà industriale solida, capace di attraversare epoche molto diverse tra loro.

La sua storia è già stata raccontata. Per i suoi 80 anni è stata realizzata una mostra a Venditalia ed è uscita una lunga intervista su DA Italia, ma quello che colpisce oggi non è tanto il passato, quanto la coerenza di un approccio che non è cambiato. Un modo di fare impresa fatto di concretezza, visione e, soprattutto, lavoro quotidiano.

Novant’anni sono un traguardo importante per chiunque. Nel suo caso lo sono ancora di più perché coincidono con una presenza che non si è mai realmente interrotta. Senza proclami, senza bisogno di sottolineature.

E allora, più che celebrare, vale la pena registrare questo passaggio. Con rispetto, con misura. Perché certi percorsi non hanno bisogno di essere raccontati: si limitano a continuare.

VENDITALIA
LA STORIA DELLA FIERA CHE
HA CAMBIATO IL VENDING

QUANDO NEL FEBBRAIO DEL 1997 LA GIUNTA ESECUTIVA DI CONFIDA SI RIUNÌ A MILANO PER DISCUTERE DEL FUTURO FIERISTICO DEL SETTORE, NESSUNO POTEVA DAVVERO SAPERE COSA STESSE PER ACCADERE. DA QUELLA RIUNIONE NACQUE VENDITALIA: OGGI, ALLA SUA QUATTORDICESIMA EDIZIONE, LA PRINCIPALE MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA.

RIPERCORRERNE LE TAPPE SIGNIFICA LEGGERE, IN PARALLELO, LA STORIA DI UN INTERO SETTORE, TRA CRESCITA INDUSTRIALE, TRASFORMAZIONI TECNOLOGICHE E CAMBIAMENTI PROFONDI NEI MODELLI DI CONSUMO.

IL 26 FEBBRAIO 1997, IN VIA LARGA A MILANO, PRENDE FORMA UNA DECISIONE DESTINATA A CAMBIARE IL SETTORE. L’IDEA È COSTRUIRE UNA FIERA AUTONOMA, CAPACE DI RAPPRESENTARE TUTTA LA FILIERA.

NEL GIRO DI POCHE SETTIMANE VIENE SCELTO IL NOME VENDITALIA, NASCE UNA SOCIETÀ DEDICATA E VIENE INDIVIDUATA GENOVA COME SEDE. È UNA SCELTA INDUSTRIALE PRIMA ANCORA CHE ORGANIZZATIVA: RIPORTARE ALL’INTERNO DEL SETTORE IL CONTROLLO DELLA PROPRIA RAPPRESENTAZIONE.

1998

La prima edizione, nel maggio del 1998, rappresenta molto più di un debutto. Con 175 espositori, circa 22.000 metri quadrati e 10.000 visitatori, Venditalia dimostra fin da subito una dimensione significativa. Ma il dato più importante è qualitativo: per la prima volta il vending italiano si presenta come sistema, con una propria identità e una propria capacità di racconto. L’impostazione è chiara fin dall’inizio. Accanto all’esposizione commerciale, trovano spazio contenuti tecnici e momenti di approfondimento, come il manuale HACCP e il primo studio di settore. È una scelta che definisce il DNA della manifestazione: Venditalia non è solo mercato, ma anche cultura industriale. Questo equilibrio tra contenuto e business diventerà uno degli elementi distintivi della fiera negli anni successivi.

2000

La seconda edizione conferma che non si tratta di un esperimento isolato. Gli espositori salgono a 206 e la superficie espositiva raggiunge i 30.000 metri quadrati, con l’apertura di un secondo padiglione. La crescita è evidente, ma soprattutto è strutturata.

La separazione tra macchine e prodotti rappresenta un passaggio importante. Non è solo una scelta organizzativa, ma il segnale di un settore che si sta articolando e specializzando. Venditalia diventa sempre più il luogo in cui si leggono le dinamiche del mercato, si costruiscono relazioni e si definiscono strategie. È il momento in cui la fiera smette di essere un evento e diventa un’infrastruttura del settore.

2002

Con 242 espositori e oltre 35.000 metri quadrati, la terza edizione consolida il percorso di crescita. La manifestazione diventa più leggibile, più organizzata e più coerente con le esigenze di un settore in evoluzione. Accanto alla componente commerciale, si rafforza quella culturale. La mostra dedicata alla storia del denaro amplia il perimetro del vending, collegandolo ai sistemi di pagamento e alle trasformazioni economiche. È un segnale importante: il settore non è più percepito come una nicchia, ma come parte di un sistema più ampio. Venditalia accompagna questa trasformazione, contribuendo a costruirne il racconto.

2004

La quarta edizione rappresenta la piena maturità della fase genovese. Venditalia ottiene la qualifica ufficiale di manifestazione internazionale, con 255 espositori, 51 aziende estere e circa 15.000 visitatori. La superficie supera i 40.000 metri quadrati.

È il momento in cui la fiera cambia definitivamente scala. L’interesse internazionale cresce e riflette la forza del sistema italiano del vending, in particolare nella produzione di macchine. Il modello è consolidato e la manifestazione è pronta per affrontare una nuova fase. La crescita non è più solo interna, ma si apre al confronto globale.

2006

Il trasferimento a Milano segna il primo grande punto di svolta. Lasciare Genova significa uscire da un contesto favorevole per entrare in un sistema fieristico molto più competitivo. È una scelta strategica, non priva di rischi. Milano offre accessibilità internazionale, infrastrutture e visibilità globale. Venditalia cambia dimensione e si inserisce in un contesto più ampio, dove deve confrontarsi con altre grandi manifestazioni. Questo passaggio segna un salto di qualità e apre la strada alla leadership internazionale che si consoliderà negli anni successivi.

2008

La consacrazione arriva in tempi rapidi. Venditalia viene riconosciuta come il principale evento mondiale della distribuzione automatica, superando anche la storica fiera NAMA. Questo risultato non è casuale. È il riflesso della forza dell’industria italiana del vending, capace di esportare tecnologia, qualità e innovazione. La fiera diventa la vetrina di questa leadership e il punto di incontro tra operatori provenienti da tutto il mondo. È il momento in cui Venditalia diventa, a tutti gli effetti, globale.

2010

La settima edizione si chiude con circa 20.000 visitatori e conferma il ruolo centrale di Venditalia all’interno del settore. Il mercato della distribuzione automatica sta attraversando una fase di trasformazione significativa e la fiera ne restituisce una fotografia molto precisa. All’interno degli stand emergono segnali chiari di evoluzione: i sistemi di pagamento elettronico iniziano a diffondersi in modo più strutturato, le interfacce diventano più intuitive e il design delle macchine assume un ruolo sempre più rilevante. Si affaccia un’idea diversa di vending, meno legata alla funzione e più orientata all’esperienza dell’utente.

2012

L’edizione del 2012 si svolge in uno dei momenti più complessi per l’economia italiana ed europea, nel pieno della crisi del debito sovrano. Nonostante il contesto, Venditalia si presenta in controtendenza, con numeri in crescita: l’area espositiva aumenta del 60%, gli espositori del 17% e i visitatori esteri del 60%.

È un segnale molto forte. Il settore non solo resiste, ma continua a investire. La fiera diventa il luogo in cui questa resilienza si manifesta concretamente, offrendo agli operatori un’occasione di confronto e rilancio.

2014

Nel 2014 Venditalia consolida ulteriormente il proprio profilo internazionale. I visitatori arrivano da oltre 90 Paesi, a testimonianza di un interesse crescente verso il modello italiano del vending.

All’interno degli stand si nota una trasformazione importante. Le macchine diventano veri e propri elementi di design, con un’attenzione crescente all’ergonomia e all’interazione con l’utente. Il settore evolve verso logiche più vicine al retail.

2016

La decima edizione rappresenta un punto di consolidamento della dimensione globale della fiera. Con oltre 22.000 visitatori provenienti da 101 Paesi e 270 aziende espositrici, Venditalia si conferma come appuntamento di riferimento per il vending internazionale.

La varietà dell’offerta e il livello delle soluzioni presentate mostrano un settore sempre più evoluto, capace di integrare tecnologia, prodotto e servizio.

2018

Il ventennale rappresenta un momento di sintesi e rilancio. Con 300 aziende presenti e una quota internazionale superiore al 30%, la manifestazione raggiunge livelli molto elevati. La qualità degli stand e dell’offerta conferma la maturità del settore. Venditalia si conferma non solo vetrina, ma momento di identità collettiva per la filiera.

2020–2021

La pandemia rappresenta una frattura senza precedenti. Le edizioni previste vengono rinviate e poi cancellate. È la prima vera interruzione nella storia della manifestazione. Il settore perde temporaneamente il suo principale punto di incontro. È una pausa forzata che segna profondamente il vending, ma che allo stesso tempo ne mette alla prova la capacità di adattamento.

2022

Il ritorno di Venditalia nel 2022 ha un valore che va ben oltre i numeri. Con 300 aziende espositrici e spazi esauriti, la manifestazione segna la ripartenza ufficiale del settore dopo la pandemia. Emergono chiaramente i segni di un comparto che ha continuato a lavorare anche durante la crisi. Le soluzioni esposte mostrano un’evoluzione significativa, soprattutto sul fronte digitale, dei pagamenti e dei servizi. Il programma convegnistico affronta temi centrali come sostenibilità, innovazione e nuovi modelli di consumo.

2022

Il ritorno di Venditalia nel 2022 ha un valore che va ben oltre i numeri. Con 300 aziende espositrici e spazi esauriti, la manifestazione segna la ripartenza ufficiale del settore dopo la pandemia.

2024

L’edizione del 2024 rappresenta il compimento di un passaggio rimasto in sospeso negli anni precedenti: il debutto a Fieramilano Rho. I numeri confermano la solidità della manifestazione, con 22.300 visitatori professionali, il 40% dei quali internazionali, e una crescita superiore al 10% rispetto al 2022. Gli spazi più ampi consentono alle aziende di esprimere al meglio il proprio potenziale, con stand di alto livello e un’offerta sempre più articolata. Il vending viene raccontato come sistema integrato, in cui tecnologia, servizi e nuovi modelli di business convivono.

2026

L’edizione del 2026 rappresenta uno dei passaggi più importanti nella storia di Venditalia. Non è solo un cambio di sede, ma l’apertura di una nuova fase. Per la prima volta la manifestazione si svolge a Rimini, dal 6 all’8 maggio, grazie alla collaborazione tra CONFIDA e Italian Exhibition Group. Una sinergia che unisce competenze verticali e capacità organizzativa internazionale, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il posizionamento globale della fiera. Il cambio di sede introduce un nuovo modello: sei padiglioni, maggiore accessibilità, costi più sostenibili e una struttura pensata per grandi eventi internazionali. La risposta del mercato è immediata, con oltre 300 brand presenti e circa 100 nuovi espositori. La crescita internazionale è uno degli elementi più rilevanti, con aumenti significativi da Spagna, Francia e Paesi dell’Est Europa. Il Buyer Program amplia ulteriormente la portata globale della manifestazione.

Venditalia 2026 si presenta come un ecosistema completo: tecnologie, prodotti, sistemi di pagamento, servizi e nuovi modelli di retail automatizzato. L’Innovation District introduce startup e soluzioni basate su intelligenza artificiale, IoT e sostenibilità, mentre il programma convegnistico affronta i principali driver di trasformazione del settore.

Non è solo una nuova edizione. È un cambio di fase. Venditalia non si limita a raccontare il settore. Lo accompagna, lo misura e, nei momenti decisivi, lo anticipa. Edizione dopo edizione.

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• Il ruolo delle aziende del vending nella creazione di valore condiviso: misurazione e gestione dell'impatto positivo su ambiente e società – 19 marzo 2026

• Comunicare la sostenibilità – 31 marzo 2026

• Capire il cliente per vendere meglio: pianificazione e relazione commerciale – 21 aprile 2026

• Definire il posizionamento competitivo dell’azienda: come definire perché il cliente dovrebbe scegliere la tua azienda e non i concorrenti – 18 giugno 2026

• Linkedin 2026, nuovo algoritmo e opportunità di sponsorizzazione – 10 novembre 2026

• Social 2026, novità, cambiamenti e opportunità, da Tik Tok Shop al live commerce su Instagram – 01 dicembre 2026

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Masterclass si terranno a Milano presso la sede di Confida Servizi Srl – via Napo Torriani 29, Milano. Per informazioni su corsi e sulle quote di iscrizione: 0233105685 – info@confidaservizi.it - www.confida.com/formazione

COVIM È TRA LE TORREFAZIONI ITALIANE PIÙ RADICATE NEL VENDING: UN PERCORSO COSTRUITO SCEGLIENDO LA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA COME MERCATO DI RIFERIMENTO, CON MISCELE SVILUPPATE SPECIFICAMENTE PER LE MACCHINE AUTOMATICHE E UN’ATTENZIONE COSTANTE ALLA GESTIONE DELLA FILIERA, DAL CAFFÈ VERDE FINO AL PRODOTTO FINITO.

UN PERCORSO CHE SI È MISURATO CON I CAMBIAMENTI DEGLI ULTIMI ANNI: DAL RIDISEGNO DEI FLUSSI DI CONSUMO LEGATI ALLO SMART WORKING ALLA FASE DI FORTE VOLATILITÀ NEI COSTI DELLE MATERIE PRIME CHE HA ATTRAVERSATO L'INTERA FILIERA DEL CAFFÈ. ELEMENTI CHE HANNO MESSO A DURA PROVA LA TENUTA DEL SETTORE.

È IN QUESTO SCENARIO CHE COVIM ARRIVA A VENDITALIA 2026 CON NOVITÀ LEGATE ALL'EVOLUZIONE DEL SISTEMA SUPERBA E CON UNA VISIONE CHIARA SUL MERCATO. NE PARLIAMO CON CLAUDIO PICCI, AMMINISTRATORE DELEGATO DI COVIM.

INTERVISTA CON CLAUDIO PICCI

Covim è una torrefazione che negli anni ha costruito una presenza solida su più canali, dal vending alla GDO fino all'Ho.Re.Ca. ed è da decenni tra i leader nella distribuzione automatica, in particolare nel segmento del caffè in grani. Quali sono le basi di questo posizionamento? Siamo stati tra i primi in Italia a considerare il vending come un canale prioritario, non come uno sbocco secondario della produzione destinata al bar. Questa scelta ha inciso profondamente sul modo in cui abbiamo sviluppato le miscele e organizzato il lavoro.

Le miscele per il vending richiedono caratteristiche specifiche: il distributore automatico lavora in condizioni molto diverse rispetto alle macchine professionali, senza l'intervento diretto di un operatore. Il prodotto deve quindi garantire stabilità e continuità nel risultato in tazza.

Negli anni abbiamo affiancato a questo una capacità industriale adeguata, con investimenti su impianti e logistica che ci hanno permesso di garantire volumi importanti senza perdere qualità. È un equilibrio tra dimensione industriale e attenzione al prodotto che per noi è sempre stato centrale.

Infine, credo che abbia inciso molto il rapporto con i clienti. Il vending è un settore dove il confronto quotidiano con i gestori è fondamentale. Ascoltare le loro esigenze, adattare l’offerta e costruire relazioni di lungo periodo ci ha permesso di crescere insieme al mercato e di consolidare la nostra posizione.

Uno degli elementi che emerge spesso parlando di Covim è il controllo diretto della filiera. Quanto incide questo aspetto nella qualità finale del prodotto? Incide in modo determinante, perché la qualità del caffè non si costruisce in torrefazione, ma parte molto prima. Noi lavoriamo in modo molto diretto sulla selezione del caffè verde, scegliendo origini diverse e controllando ogni lotto già in fase iniziale, prima ancora che entri nel ciclo produttivo. Il caffè è una materia prima complessa, con variabili legate al clima, alla raccolta e alla lavorazione. Per questo abbiamo strutturato un sistema di controlli molto rigoroso: dall’umidità alla selezione per densità, fino ai controlli ottici. Sono passaggi che spesso non si vedono, ma che fanno la differenza sul risultato finale. A questo si aggiunge la fase di tostatura, dove ogni origine viene lavorata con curve specifiche per valorizzarne le caratteristiche. Anche qui l’obiettivo non è solo ottenere un buon prodotto, ma preservare le peculiarità di ogni caffè e portarle in tazza nel modo più fedele possibile. In sintesi, la gestione della filiera ci permette di intervenire su tutte le variabili che incidono sul risultato finale. È un lavoro meno visibile rispetto al prodotto finito, ma è quello che determina davvero il livello qualitativo.

Covim negli ultimi anni ha investito in modo significativo sul fronte produttivo e logistico. Che ruolo hanno oggi questi investimenti nella vostra strategia? Hanno un ruolo centrale, perché ci permettono di sostenere la crescita mantenendo un elevato livello di precisione e gestione del prodotto. Negli ultimi anni abbiamo investito molto sia sulla parte produttiva sia su quella logistica, con l’obiettivo

di rendere i processi più efficienti e allo stesso tempo più precisi.

Penso, ad esempio, al sistema di stoccaggio del caffè crudo, ai silos e al magazzino automatizzato, che ci consentono di gestire volumi importanti in modo strutturato. Parliamo di numeri rilevanti, sia in termini di materia prima lavorata sia di capacità di stoccaggio, e questo richiede un’organizzazione industriale adeguata. Ma l’aspetto più importante è che questi investimenti non sono fine a sé stessi. Servono a migliorare la gestione della materia prima, a ridurre le variabili e a rendere i processi più controllabili e affidabili. Allo stesso tempo, l’innovazione tecnologica ci consente di essere più flessibili, di gestire gamme più ampie e di rispondere in modo più rapido alle richieste del mercato.

Il mercato del caffè, anche nel vending, sta attraversando una fase complessa tra costi delle materie prime, sostenibilità e cambiamento dei consumi. Come state affrontando questo scenario? Il contesto degli ultimi anni è stato complesso, con una forte variabilità nei costi della materia prima che ha avuto un impatto diretto su tutta la filiera. Gli adeguamenti di listino degli ultimi due anni sono stati i più significativi della nostra storia.

Dal nostro punto di vista, in uno scenario così instabile è fondamentale mantenere un approccio equilibrato. Da un lato serve grande attenzione nella gestione dei costi e degli approvvigionamenti, dall’altro è importante non perdere di vista la qualità del prodotto e la sostenibilità del servizio per il cliente finale.

In momenti come questo diventa ancora più importante il dialogo lungo la filiera. Confrontarsi con i partner, condividere le difficoltà e cercare soluzioni sostenibili nel medio periodo è l’unico modo per affrontare una fase ancora fortemente condizionata da fattori esterni.

Vivi il mondo del vending da molti anni. Guardando al settore di oggi, cosa è cambiato davvero rispetto a quando hai iniziato? È cambiato soprattutto il livello di complessità. Oggi il vending è un settore più strutturato, dove entrano in gioco tecnologia, gestione dei dati e una maggiore articolazione del servizio. Anche il ruolo del gestore si è evoluto: è sempre più un imprenditore che deve gestire diversi aspetti contemporaneamente. Allo stesso tempo, le aspettative del consumatore sono cresciute. Questo rappresenta una sfida, ma anche un'opportunità per chi lavora sulla qualità del prodotto e sull'organizzazione dell'offerta.

Covim è una realtà in cui la proprietà è ancora direttamente coinvolta nella gestione operativa, con più famiglie attive all'interno dell'azienda. Quanto incide questo aspetto nel modo in cui prendete decisioni e sviluppate il business? Incide in modo significativo, perché consente di lavorare con una visione di lungo periodo. La presenza diretta della proprietà nella gestione operativa permette continuità nelle scelte e stabilità nei rapporti con clienti e fornitori, che in questo settore rappresentano un valore concreto. Questo approccio consente anche di affrontare gli investimenti con una prospettiva più ampia, mantenendo coerenza nel percorso di sviluppo dell'azienda.

Entrando nel dettaglio dell'offerta, Covim oggi propone soluzioni che spaziano dal caffè in grani ai sistemi proprietari come Superba. Come si costruisce una gamma così articolata mantenendo identità e qualità? Il caffè in grani resta un punto centrale della nostra offerta e continua a essere per molti gestori la base del lavoro quotidiano. È il segmento in cui Covim ha costruito una parte importante della propria identità nel vending. Accanto a questo abbiamo sviluppato Superba, un sistema proprietario con capsule e macchine dedicate, pensato per contesti in cui è richiesta una maggiore attenzione alla qualità e alla riconoscibilità del prodotto. La gamma comprende miscele, monorigini selezionate (tra cui un'Etiopia e un Honduras) bevande complementari e infusi in foglia, offrendo una proposta ampia e strutturata. Per i gestori oggi il punto non è solo avere un buon prodotto, ma poter costruire un’offerta adeguata al contesto in cui operano. La domanda si sta facendo più articolata: non sostituisce il cuore storico del vending, ma lo arricchisce.

Negli ultimi anni Covim ha lavorato molto sul rebranding e sull'evoluzione dell'immagine, non solo per Superba. Quanto conta oggi il brand in un settore come il vostro?Negli ultimi anni il tema dell’identità è diventato sempre più centrale, anche in un settore come il nostro dove per molto tempo il prodotto era l’elemento principale di valutazione. Oggi il mercato richiede maggiore chiarezza, riconoscibilità e coerenza tra ciò che si propone e ciò che si comunica.

Il rebranding nasce proprio da questa esigenza. Non si è trattato solo di un aggiornamento estetico, ma di un lavoro più ampio, che ha riguardato il modo in cui presentiamo la nostra offerta sui diversi canali. L’obiettivo era rendere Covim più leggibile, mantenendo però un legame forte con la nostra storia.

In questo senso il packaging ha un ruolo importante, perché rappresenta il primo punto di contatto con il cliente. Abbiamo costruito un sistema visivo capace di distinguere chiaramente le diverse linee e i diversi sistemi, facilitando la comprensione dell’offerta.

Oggi il brand è uno strumento concreto anche per i nostri partner, perché li aiuta a valorizzare il prodotto e a costruire un posizionamento più chiaro nei diversi contesti di utilizzo.

Venditalia 2026 rappresenta un passaggio importante per il settore. Che ruolo ha oggi questa manifestazione per Covim e che tipo di contributo vi aspettate di dare a questa edizione? Venditalia è uno dei pochi momenti in cui il settore si ritrova davvero nello stesso luogo. In pochi giorni si incontrano gestori, fornitori, produttori e ci si confronta in modo diretto, senza filtri. Per chi lavora nel vending questo ha un valore concreto, perché permette di capire rapidamente come si sta muovendo il mercato, quali sono le esigenze reali e quali soluzioni stanno funzionando.

Per noi è anche un'occasione per rivedere molti clienti con cui lavoriamo durante l'anno e per presentare le evoluzioni dell'offerta in modo diretto, con un riscontro immediato.

Venditalia 2026

Il mondo del vending si incontra a Rimini

VENDITALIA 2026

LA NUOVA SEDE FIERISTICA DI RIMINI OSPITERÀ OPERATORI, PRODUTTORI E STAKEHOLDER DA TUTTO IL MONDO, OFFRENDO UN CONTESTO RINNOVATO PER IL CONFRONTO E IL BUSINESS.

UN CAMBIO DI SCENARIO CHE SEGNA ANCHE UNA FASE DI MATURITÀ PER IL SETTORE, SEMPRE PIÙ ORIENTATO ALL’INTEGRAZIONE TRA RETAIL AUTOMATICO, SERVIZI E INNOVAZIONE TECNOLOGICA.

NELLE PROSSIME PAGINE, UN’ANTEPRIMA DELLE PRINCIPALI NOVITÀ CHE VERRANNO PRESENTATE A VENDITALIA 2026 A CURA DELLE AZIENDE ESPOSITRICI. ANTEPRIMA

BIANCHI INDUSTRY

Bianchi Industry protagonista a Venditalia 2026 con novità, innovazioni e soluzioni su misura

Bianchi Industry è lieta di invitare visitatori, partner e operatori del settore a Venditalia 2026, l’evento di riferimento per il mondo del vending, dove l’azienda sarà protagonista con una proposta completa e fortemente orientata all’innovazione. Lo stand Bianchi Industry sarà situato al centro del Padiglione B1, Stand 070.

In fiera l’azienda presenterà la propria offerta a 360 gradi, con soluzioni pensate per rispondere alle diverse esigenze del mercato: con Bianchi Vending saranno protagoniste le più recenti evoluzioni delle gamme di distributori automatici, progettate per offrire qualità dell’erogazione, efficienza energetica e massima flessibilità nelle diverse tipologie di location. Accanto ai modelli più affermati, saranno presentate nuove configurazioni e sviluppi tecnologici che anticipano le tendenze del settore, con soluzioni pensate per migliorare l’esperienza dell’utente finale e supportare gli operatori nella gestione quotidiana. Spazio anche alle soluzioni dedicate al consumo di acqua, sviluppate per ambienti di lavoro e spazi condivisi, con una crescente attenzione ai temi del benessere, della sostenibilità e della personalizzazione dell’offerta. Con Bianchi Coffee Solutions l’attenzione sarà sulle macchine table top pensate per uffici, hospitality e nuovi format di consumo del caffè. Soluzioni compatte e tecnologicamente evolute, progettate per offrire qualità in tazza, semplicità di utilizzo e versatilità applicativa. Non mancherà, naturalmente, la presenza di Brasilia, marchio storico e punto di riferimento internazionale nel mondo dell’espresso professionale, che porterà in fiera tutta la propria esperienza e tradizione nella cultura del caffè. In occasione di questa edizione di Venditalia, Bianchi Industry presenterà anche una novità speciale: un’area esclusiva accessibile su invito, dove i visitatori potranno scoprire e vivere tutto ciò che l’azienda è in grado di realizzare oltre lo standard. Uno spazio dedicato a soluzioni personalizzate, progetti su misura e macchine sviluppate per esigenze specifiche e mercati differenti. Venditalia sarà quindi l’occasione per clienti e visitatori per incontrare il team Bianchi Industry, condividere visioni, esplorare nuove tecnologie e creare nuove opportunità di business.

BIANCHI INDUSTRY: Pad. B1 – Stand 070

COGES

Coges e Vendon partecipano come espositori a Venditalia 2026 e, in questa occasione Daniele Ioriatti, Head of Global Sales presso Coges, affida alla stampa una dichiarazione, che riportiamo integralmente.

“L’Italia rimane uno dei mercati del vending più forti in Europa, con più di 800.000 distributori installati e un valore combinato di circa 1,9 miliardi di euro tra vending e OCS. È un mercato maturo, dove pagamenti cashless, telemetria e piattaforme cloud fanno già parte delle attività quotidiane; la domanda, quindi, non è più quale tecnologia introdurre, ma come far funzionare in modo armonico ciò che è già presente. Oggi molti gestori non si trovano ad affrontare una mancanza di strumenti, ma piuttosto un accumulo di sistemi aggiunti nel tempo. Soluzioni di pagamento, telemetria e piattaforme cloud hanno risposto ciascuna a esigenze specifiche, ma spesso sono state introdotte separatamente e questa separazione crea attriti nella gestione quotidiana. Questo tema è ancora più rilevante oggi, perché l’ambiente del vending sta evolvendo rapidamente. I pagamenti contactless nell’area euro sono cresciuti di oltre il 15% su base annua nella seconda metà del 2024, confermando che velocità e semplicità sono ormai caratteristiche attese nel punto vendita. Parallelamente stanno emergendo nuovi modelli di pagamento nel vending, incluse le transazioni basate su QR che riducono la dipendenza dall’hardware e spostano gran parte dell’esperienza sullo smartphone dell’utente. Anche la regolamentazione sta spingendo il settore nella stessa direzione. L’EU Data Act è già in vigore e la Instant Payments Regulation sta cambiando il modo in cui i gestori trattano la verifica delle transazioni, il controllo delle frodi ed i flussi in tempo reale. Allo stesso tempo, EVA sta ponendo grande attenzione sull’interoperabilità, e questo si concretizza con la presentazione a Venditalia 2026 di SmartLink, un nuovo protocollo di comunicazione pensato per permettere l’interazione diretta tra distributori automatici, sistemi di pagamento e software gestionali. Coges è attivamente coinvolta nei test di SmartLink, contribuendo a verificarne il funzionamento in condizioni operative reali, dove coerenza e affidabilità contano più della teoria.

Parallelamente, l’attenzione si sta spostando verso l’utente finale. Velocità del pagamento, affidabilità e meccanismi di fidelizzazione stanno diventando centrali nell’esperienza davanti al distributore; la telemetria non è più una novità, è parte delle gestioni da anni. La differenza oggi non è se una macchina può essere monitorata, ma quanto bene pagamenti, dati e interazione dell’utente riescano a funzionare insieme come un unico sistema.

È qui che molte operazioni iniziano a diventare più complesse del previsto. Aggiungendo nuovi metodi di pagamento e nuovi strumenti, i gestori finiscono spesso per lavorare su più sistemi in parallelo. Ognuno funziona, ma insieme richiedono più tempo e coordinamento, riducendo gradualmente parte dell’efficienza ottenuta con la digitalizzazione.

È esattamente per questo che in Coges progettiamo sistemi pensati per funzionare come uno solo. Non si tratta di aggiungere un altro livello di complessità, ma di ridurre la distanza tra pagamenti, connettività e dati macchina, affinché possano essere gestiti come un unico flusso operativo.

Questo approccio si riflette nel progetto di ibridazione cloud sviluppato insieme a Vendon. Nebular viene integrato con Vendon Cloud, combinando le funzionalità di entrambi in un unico ambiente che gira sulla piattaforma Vendon Cloud. In pratica, pagamenti e telemetria vengono gestiti nello stesso sistema, offrendo ai gestori una visione chiara e coerente delle transazioni, delle prestazioni dei distributori automatici e delle attività quotidiane in un unico posto, pur mantenendo la connessione con gli strumenti gestionali esistenti tramite API.

Non c’è nulla di realmente nuovo nelle singole tecnologie coinvolte. Ciò che sta cambiando è l’esigenza di farle lavorare insieme senza aggiungere complessità.

Qui risiede il prossimo passo per il mercato italiano. Non nell’aggiungere nuovi dispositivi o nuove funzionalità, ma nell’organizzare ciò che già esiste in un sistema più facile da gestire, più semplice da comprendere e meglio allineato con il modo in cui il business opera realmente.

Un unico ecosistema di pagamento e telemetria - Un modo strutturato per gestire pagamenti, connettività e dati macchina all’interno di un unico sistema.

Incontra Coges & Vendon a Venditalia 2026!

COGES SPA e VENDON – Pad. D1 - Stand 155

NEW FACTOR

NEW FACTOR a Venditalia 2026: nuova identità e innovazione di prodotto

Nel rispetto delle tappe di un piano di rilancio approvato dal rinnovato CdA nel secondo semestre 2024, New Factor, azienda leader nella frutta secca tostata, presenta a Venditalia 2026 la sua nuova identità aziendale e una rinnovata visione di prodotto fortemente orientata all’innovazione nel canale vending.

Il percorso di rebranding, sviluppato in collaborazione con l’agenzia RBA di Milano, ha coinvolto l’intera identità dell’azienda, rafforzandone il posizionamento strategico e ponendo le basi per una crescita strutturata. Un progetto che parte dall’identità come leva competitiva, capace di esprimere in modo chiaro le unicità del fare impresa di New Factor.

Il nuovo posizionamento si fonda su tre pilastri distintivi: l’essere allo stesso tempo azienda agricola, partner di imprese italiane e internazionali e realtà altamente specializzata nel processo di tostatura della frutta secca, frutto di una lunga esperienza produttiva. Valori rappresentati simbolicamente nel nuovo marchio NEW FACTOR da tre semi di colori differenti – verde, bianco e rosso – che raccontano territorio, trasparenza e cuore produttivo dell’azienda, esprimendo con forza le sue radici italiane.

All’interno di questo percorso di rinnovamento, un ruolo centrale è affidato al marchio Mister Nut, protagonista dell’offerta New Factor nel canale vending. In particolare, Snack Time Plus rappresenta la principale innovazione di prodotto presentata a Venditalia 2026.

Snack Time Plus nasce dall’analisi dei nuovi stili di consumo e interpreta in chiave evoluta il concetto di snack: una linea di frutta secca tostata e aromatizzata, pensata per offrire esperienze di gusto nuove, distintive e contemporanee, ideali per la pausa snack e aperitivo. Un prodotto capace di unire qualità delle materie prime, ricerca sul gusto e forte appeal per il consumo “on the go”, rispondendo alle esigenze di un pubblico sempre più attento alla varietà e al piacere, anche nel vending.

La linea si inserisce in un portafoglio oggi più chiaro e strutturato, articolato in tre gamme:

Snack Time e Snack Time Plus, dedicate allo snacking moderno, con Snack Time Plus come espressione più innovativa;

Wellness, con mix funzionali pensati per un approccio salutistico;

A guidare il rilancio di Mister Nut è il nuovo payoff “Nuovi Orizzonti di Gusto”, che sintetizza l’impegno dell’azienda nella continua ricerca di innovazione e nuove occasioni di consumo. Un impegno che trova in Snack Time Plus la sua espressione più concreta e strategica per il canale vending.

FACTOR SPA: Pad. B1 - Stand 007

SPINEL

Spinel a Venditalia: tradizione, innovazione e sostenibilità al servizio dell’OCS

In occasione di Venditalia, Spinel propone agli operatori del vending un’evoluzione dell’Office Coffee Service, puntando a un’integrazione sempre più forte con il canale Ho.Re.Ca. L’azienda individua nel gestore una figura chiave, capace per competenze tecniche e commerciali, flessibilità operativa e presenza sul territorio, di affiancare i torrefattori nello sviluppo del caffè porzionato in ambiti come hospitality, ristorazione e catering.

Il messaggio è chiaro: dopo anni segnati dalla diffusione di macchine a basso costo e logiche usa e getta,

Spinel richiama l’attenzione su un modello più sostenibile, in cui tornano centrali qualità in tazza, affidabilità e durabilità delle macchine, insieme al livello di servizio offerto al cliente finale. Una visione che unisce artigianalità e innovazione e che si traduce in nuove soluzioni tecnologiche per il monoporzionato.

Tra le novità presentate spicca MyCube, sviluppata per il mondo Ho.Re.Ca. e ora dotata di sistema di espulsione automatica della cialda, progettato per semplificare il servizio e ridurre gli interventi tecnici.

La stessa tecnologia viene applicata anche a Ciao, ampliandone le possibilità di utilizzo in uffici e strutture alberghiere grazie a un sistema che convoglia automaticamente la cialda esausta nella vaschetta dedicata.

Accanto a queste soluzioni, Spinel propone Mokarom, macchina compatta pensata per l’ambiente domestico, dotata di pistone autoregolante che si adatta all’altezza della cialda migliorando l’efficienza operativa. Completa l’offerta Coffee Tower, che combina estetica vintage e componenti elettroniche avanzate, con una configurazione ibrida che consente sia l’incasso nel bancone sia l’installazione su piedini, rivolgendosi in particolare alla ristorazione di fascia alta.

A Venditalia saranno inoltre presentati il restyling di Jessica e Jasmine e le performance di Pinocchio e Bye, modelli che puntano a un equilibrio tra design e tecnologia.

Con questa gamma, Spinel conferma il proprio impegno nel vending proponendo soluzioni pensate per accompagnare l’evoluzione del settore e lo sviluppo di nuovi modelli di business.

SPINEL srl: Pad. B1 - Stand 120

NEW

TRE NOVITÀ PER IL MONDO DEL CAFFÈ

PROFESSIONALE

UNA SOLUZIONE INTEGRATA PER LA QUALITÀ IN TAZZA, LA PROTEZIONE DELLE MACCHINE E LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

L'IMPORTANZA DEL TRATTAMENTO DELL'ACQUA NEL CAFFÈ PROFESSIONALE

Nel settore del caffè professionale, l'importanza della qualità dell'acqua è spesso sottovalutata, eppure rappresenta uno degli elementi fondamentali per ottenere un espresso di eccellenza. Water Care Filters, azienda leader nel trattamento dell'acqua, arriva a Venditalia con una proposta rivoluzionaria e una gamma completa di soluzioni dedicate al mondo Horeca e Vending.

L'azienda si presenta con tre innovazioni strategiche che rappresentano il frutto di anni di ricerca, sviluppo e collaborazione con professionisti del settore. Questi prodotti non sono semplici filtri, ma veri e propri alleati tecnologici per garantire qualità, durabilità e responsabilità ambientale nelle operazioni quotidiane di bar, ristoranti, hotel e distributori automatici. La proposta di Water Care Filters si distingue per un approccio olistico al problema: trattare il 100% dell'acqua in ingresso, senza ricorrere al bypass, garantendo così un pH neutro per tutta la durata del sistema. Questa filosofia rappresenta una decisa rottura rispetto ai sistemi tradizionali e offre vantaggi concreti in termini di performance, manutenzione e impatto ambientale.

THUNDER:

IL SISTEMA DI ADDOLCIMENTO IN VETRORESINA PER L'HORECA

THUNDER rappresenta l'evoluzione più significativa nel trattamento dell'acqua per il settore professionale. Sviluppato specificamente per il canale horeca, questo sistema in vetroresina combina compattezza, autonomia elevata e assenza totale di manutenzione ordinaria.

La caratteristica principale di THUNDER è il suo approccio integrale al trattamento dell'acqua: l'intero flusso d'acqua in ingresso viene sottoposto a un trattamento completo per l'eliminazione della durezza temporanea e permanente, senza necessità di bypass. Questo significa che gli operatori di bar e ristoranti beneficeranno di un'acqua a pH neutro per tutta la durata operativa del sistema, garantendo estrazione ottimale sia per miscele robusta che arabica.

Il sistema integra un carbon block argentizzato con filtrazione a 5 micron, efficace nella rimozione di cloro, suoi derivati, composti organici volatili e tracce di metalli pesanti. La configurazione modulare delle bombole in vetroresina, con volumi differenziati e altezza costante, garantisce un dimensionamento adeguato sia per bassi che per medi carichi di lavoro, rendendo THUNDER la soluzione ideale per realtà di diverse dimensioni.

In termini di autonomia, THUNDER assicura prestazioni costanti: a 18°f di durezza in ingresso, il sistema garantisce autonomie comprese tra 8.000 e 30.000 litri, offrendo ai professionisti la certezza di un sistema affidabile, sostenibile e costante nella qualità dell'acqua. Il ciclo di vita decennale delle bombole rappresenta un altro elemento di sostenibilità: alla fine dell'operatività, le bombole possono essere recuperate, sanificate e rigenerare, riducendo significativamente l'impatto ambientale e inserendosi in un modello di economia circolare.

L'assenza di manutenzione ordinaria è un vantaggio operativo non trascurabile: il sistema non richiede pretrattamenti, additivi rigeneranti, scarichi di servizio o operazioni di programmazione. Una volta installato, THUNDER funziona autonomamente, riducendo i tempi di gestione e i costi operativi per le strutture.

LINEA DEMIKAL®: CARTUCCE A RESINA PER IL VENDING E IL CAFFÈ PROFESSIONALE

La linea DEMIKAL® rappresenta la soluzione innovativa di Water Care Filters per il mercato del vending e del caffè professionale. Realizzata con cartucce a resina a scambio ionico ad alta capacità di scambio (High Performance Resins), questa gamma offre quattro varianti specifiche per rispondere a ogni esigenza di estrazione e tipo di macchina da caffè. Una delle innovazioni più significative della linea DEMIKAL® è l'eliminazione totale del bypass. A differenza dei sistemi tradizionali che ricorrono a un bypass per mantenere il pH

entro parametri accettabili, le cartucce DEMIKAL® utilizzano resine bilanciate e adattive che mantengono automaticamente un pH neutro per l'intera durata della cartuccia, senza necessità di regolazioni aggiuntive.

Le quattro varianti della linea sono: DEMIKAL® COFFEE, ottimizzato per miscele a prevalenza robusta; DEMIKAL® SPECIAL COFFEE, specificamente formulato per miscele arabiche tostate a bassa temperatura; DEMIKAL® MIX, una soluzione versatile per applicazioni generiche; e DEMIKAL® VENDING, sviluppato specificamente per i distributori automatici di caffè e bevande calde.

Ogni cartuccia della linea DEMIKAL® è realizzata con uno speciale mix di resine a scambio ionico che garantisce l'eliminazione della durezza totale (sia temporanea che permanente), la riduzione controllata di cloruri e solfati, il mantenimento del pH neutro e la filtrazione a carboni attivi da 5 micron per la rimozione di cloro, sostanze in sospensione e metalli pesanti.

Dal punto di vista pratico, le cartucce DEMIKAL® sono disponibili in diverse dimensioni per adattarsi a macchinari di differenti capacità. L'attacco Rapid System consente un'installazione semplice e veloce, mentre il design compatto garantisce un'integrazione facile anche in spazi limitati. La compatibilità con i principali modelli di macchine da caffè professionali le rende una soluzione universale nel mercato. L'impiego di DEMIKAL® comporta benefici significativi: protegge le macchine da caffè dalle incrostazioni calcaree, estende la vita utile dei componenti, assicura un espresso sempre perfetto per tutta la durata della cartuccia, e riduce sensibilmente la necessità di interventi di manutenzione straordinaria.

VICTOR: IL FILTRO ANTICALCARE UNIVERSALE

VICTOR è il nuovo filtro anticalcare universale di Water Care Filters, formulato con granuli di resina a scambio ionico specificamente sviluppati per il trattamento dell'acqua destinata alle macchine da caffè professionali. A differenza delle cartucce pre-riempite, VICTOR offre un approccio più flessibile e personalizzabile per realtà con esigenze specifiche.

Il prodotto è disponibile in cinque formati diversi, permettendo agli operatori di scegliere la quantità più appropriata in base al consumo d'acqua della loro struttura e alla frequenza di utilizzo.

Una caratteristica distintiva di VICTOR è la certificazione FDA, che attesta la conformità del prodotto agli standard di sicurezza alimentare più stringenti. Il filtro è compatibile con qualsiasi macchina da caffè professionale, rendendolo una soluzione veramente universale per il mercato.

Il meccanismo di funzionamento di VICTOR è basato sulla metodologia del trattamento decalcificante in sfere di resina: i granuli di resina intercambiano gli ioni di calcio e magnesio (responsabili della durezza) con ioni sodio, eliminando efficacemente la formazione di calcare. Questo processo è naturale e non introduce agenti chimici dannosi nell'acqua. VICTOR garantisce che l'acqua trattata mantenga le qualità organolettiche necessarie per estrarre al meglio gli aromi del caffè, pur proteggendo completamente la macchina dalle incrostazioni calcaree.

ANALISI COMPARATIVA: IL VALORE DEL TRATTAMENTO INTEGRALE SENZA BYPASS

Uno dei pilastri della proposta di Water Care Filters è il rifiuto della tecnologia del bypass, diffusa nei sistemi tradizionali. Per comprendere il valore di questa scelta, è necessario analizzare come funziona il bypass e quali problemi comporta. I filtri tradizionali dotati di bypass utilizzano resine selettive che, sottraendo calcio e magnesio, rilasciano ioni idrogeno. Questo processo provoca un abbassamento del pH dell'acqua a valori acidi, rendendola non potabile e inadatta alla preparazione del caffè. Per correggere questa anomalia, il bypass miscela una parte di acqua non trattata (ricca di calcare) con quella proveniente dal filtro, cercando di riequilibrare il pH. L'efficacia del mix dipende dal grado di apertura del bypass e dalla durezza residua dell'acqua trattata. Quando la durezza aumenta, aumenta anche la cessione di ioni idrogeno, richiedendo una maggiore apertura del bypass. Questo, però, reintroduce sali minerali che possono compromettere il corretto funzionamento della macchina da caffè. I sistemi DEMIKAL® e THUNDER di Water Care Filters operano senza bypass, grazie all'utilizzo di resine ad alta capacità di scambio. Tutta l'acqua viene filtrata e addolcita, eliminando sia la durezza temporanea sia quella permanente. L'azione delle resine è bilanciata e adattiva, capace di adeguarsi automaticamente a qualsiasi tipologia di acqua e di caffè, garantendo un'acqua a pH neutro per l'intera durata della cartuccia o del sistema, senza necessità di regolazioni aggiuntive.

I benefici di questo approccio sono misurabili: protezione completa della macchina da caffè, qualità costante della bevanda, riduzione della manutenzione straordinaria, e migliore efficienza energetica della macchina stessa

VENDITALIA COME PIATTAFORMA

DI INNOVAZIONE

Venditalia, la più importante manifestazione italiana dedicata al vending, rappresenta la piattaforma ideale per il lancio delle novità di Water Care Filters. L'evento riunisce i principali player del settore: produttori di macchine da caffè, gestori di distributori automatici, operatori di bar e ristoranti, e fornitori di soluzioni innovative.

La scelta di presentare THUNDER, la linea DEMIKAL® e VICTOR contemporaneamente rispecchia una strategia comunicativa ben definita: mostrare cioè come Water Care Filters offra una soluzione per ogni segmento di mercato, dal grande horeca alle piccole strutture, dal vending tradizionale alle macchine di terza onda.

In un momento in cui la sostenibilità ambientale diventa sempre più un fattore critico di competitività, anche per strutture che vivono di clientela, la proposta di Water Care Filters acquista ulteriore rilevanza. L'economia circolare di THUNDER, l'assenza di bypass di DEMIKAL®, e la versatilità di VICTOR rispondono a un'esigenza reale del mercato.

VERSO IL FUTURO DEL CAFFÈ PROFESSIONALE

La presentazione di Water Care Filters a Venditalia rappresenta un momento significativo per l'industria italiana del caffè professionale. Con THUNDER, la linea DEMIKAL® e VICTOR, l'azienda propone non solo tre prodotti, ma una nuova visione di come affrontare il trattamento dell'acqua nelle operazioni quotidiane di bar, ristoranti, hotel e distributori automatici. Questi sistemi condividono alcuni principi fondamentali: il trattamento integrale dell'acqua senza compromise; la ricerca di pH neutro per garantire qualità costante in tazza; l'adozione di tecnologie sostenibili che riducano l'impatto ambientale; la semplificazione della manutenzione ordinaria. Per gli operatori del settore horeca e vending, queste soluzioni rappresentano un'opportunità per elevare la qualità delle loro bevande, proteggere i loro investimenti in macchinari, ridurre i costi di manutenzione e gestione, e contribuire a un modello di business più sostenibile dal punto di vista ambientale.

La vera innovazione di Water Care Filters non risiede nell'invenzione di componenti rivoluzionari, ma nella capacità di integrare tecnologia, esperienza e sostenibilità in soluzioni pratiche e affidabili. In un mercato dove la qualità del caffè è sempre più importante per differenziarsi, il controllo della qualità dell'acqua diventa un elemento strategico.

Con la presentazione a Venditalia, Water Care Filters invita operatori e decisori del settore a ripensare il ruolo del trattamento dell'acqua: non come una necessità di manutenzione, ma come un investimento strategico nella qualità, nella sostenibilità e nella performance delle proprie operazioni.

WATER CARE VI ASPETTA A VENDITALIA

ALLO STAND 146 - PAD.B1

DOPO QUATTRO ANNI DI TENSIONI ESTREME, IL MERCATO DEL CAFFÈ ENTRA IN UNA FASE CHE POTREBBE SEGNARE UN VERO CAMBIO DI CICLO.

NON È ANCORA UNA NORMALIZZAZIONE, E FORSE NON LO SARÀ MAI NEL SENSO TRADIZIONALE DEL TERMINE, MA I SEGNALI CHE ARRIVANO DAI PRINCIPALI INDICATORI GLOBALI INDICANO CON CHIAREZZA UNA DIREZIONE: IL PICCO È ALLE SPALLE.

RESTA DA CAPIRE QUANTO SARÀ LINEARE LA DISCESA E, SOPRATTUTTO, QUALI SARANNO LE CONSEGUENZE PER UNA FILIERA, COME QUELLA DEL VENDING, CHE NEGLI ULTIMI ANNI HA ASSORBITO UNO DEGLI SHOCK INFLATTIVI PIÙ VIOLENTI DELLA SUA STORIA.

Per quattro anni il mercato internazionale del caffè verde ha vissuto una fase fuori scala: Arabica oltre i 440 cents per libbra nel 2025, Robusta in crescita del 325% dai minimi post-pandemia, una domanda che ha continuato a tenere nonostante i rincari e un’offerta incapace di stare al passo. Non si è trattato di una bolla speculativa, ma di un aggiustamento strutturale determinato da una sequenza di shock reali: siccità in Brasile, gelate, problemi logistici globali e tensioni geopolitiche.

Oggi il quadro cambia. Il raccolto brasiliano 2026/27 si presenta come uno dei più abbondanti degli ultimi anni e introduce sul mercato una variabile che mancava da tempo: un potenziale surplus. I futures, almeno nelle aspettative degli analisti, iniziano a incorporare questa nuova realtà, prefigurando una correzione significativa entro la fine dell’anno. Il sondaggio Reuters su 11 analisti specializzati, pubblicato il 27 marzo 2026, è il riferimento più aggiornato. La previsione mediana indica Arabica a 225 cents per libbra entro dicembre, con un calo di circa il 27% dai livelli attuali, e Robusta a 2.500 dollari per tonnellata, in discesa di oltre il 30%. Alcuni scenari più aggressivi spingono l’Arabica verso i 200 cents, mentre Rabobank adotta una linea più prudente, con un range compreso tra 250 e 300 cents.

Il driver principale è il ritorno dell’offerta. Dopo tre anni consecutivi di deficit produttivi, il mercato si prepara a un surplus stimato tra 7 e 10 milioni di sacchi. Una discontinuità rilevante, che segna l’inversione del ciclo e riporta il tema dell’abbondanza al centro della discussione.

Al cuore di questo scenario c’è il Brasile, che da solo rappresenta circa il 40% della produzione mondiale. Ed è proprio qui che emerge una delle variabili più critiche per la lettura del mercato: la forte divergenza tra le stime ufficiali e quelle degli analisti privati.

La CONAB, nella sua prima previsione di marzo 2026, indica un raccolto di 66,2 milioni di sacchi, in crescita del 17,1% sull’anno precedente. Gli analisti di mercato, invece, si collocano su livelli significativamente più elevati: la mediana Reuters è di 74 milioni di sacchi, con alcune stime che superano i 75 milioni. Una differenza di quasi 8 milioni di sacchi, equivalente a un volume capace da solo di spostare gli equilibri globali.

Questa discrepanza non è un dettaglio tecnico, ma uno degli elementi chiave da monitorare nei prossimi mesi. Se le stime più alte dovessero trovare conferma, la pressione ribassista sui prezzi potrebbe essere molto più marcata di quanto oggi incorporato nei mercati. In caso contrario, il processo di correzione potrebbe risultare più lento e meno profondo. Anche il Vietnam, secondo produttore mondiale e principale riferimento per il robusta, torna al centro dello scenario. Dopo due stagioni penalizzate da condizioni climatiche avverse, il paese si avvia verso una ripresa produttiva che potrebbe rafforzare ulteriormente la dinamica ribassista. Eppure, nonostante un quadro teoricamente favorevole alla discesa dei prezzi, il mercato fatica a correggere con decisione. Il motivo è un fattore esogeno che nessuno aveva previsto in questi termini: la crisi geopolitica nel Golfo Persico e la chiusura dello Stretto di Hormuz.

Il caffè non transita direttamente da quella rotta, ma l’impatto sistemico sulla logistica globale è evidente. Aumenti dei costi di trasporto, premi assicurativi in crescita, allungamento dei tempi di spedizione e rialzo dei prezzi energetici stanno sostenendo artificialmente le quotazioni. La risalita dell’Arabica da 262 cents di febbraio ai circa 307 cents di fine marzo è in gran parte attribuibile a questi fattori. Questo introduce un primo elemento di lettura fondamentale per il vending: anche in presenza di fondamentali ribassisti, il beneficio sui costi non è immediato. Le dinamiche di filiera, tra contratti forward, tempi logistici e trasformazione industriale, fanno sì che i prezzi più bassi impieghino mesi a tradursi in un reale alleggerimento del costo in tazza. Accanto alle variabili di breve periodo, esiste poi un rischio strutturale che cambia completamente la prospettiva: il cambiamento climatico. Il report Rabobank pubblicato a fine marzo introduce un elemento destinato a pesare molto più del ciclo 2026.

Secondo lo studio, entro il 2050 circa il 20% delle aree oggi utilizzate per la coltivazione di Arabica diventerà inadatto. Non si tratta di uno scenario teorico: già oggi una quota significativa delle superfici coltivate si trova in zone climaticamente al limite. Il Brasile, pur restando uno dei paesi più resilienti, vedrà ridursi la quota di aree pienamente idonee. Situazioni più critiche emergono in paesi come Honduras e Colombia, mentre l’Africa orientale potrebbe guadagnare competitività.

Questo significa che il ribasso atteso nel 2026 si inserisce all’interno di una dinamica molto più complessa: cicli di breve periodo ribassisti su una traiettoria di lungo periodo strutturalmente più costosa. Il mercato difficilmente tornerà

ai livelli pre-2021, con Arabica stabilmente sotto i 150 cents. Un nuovo equilibrio tra 200 e 280 cents appare oggi lo scenario più realistico.

Per il settore del vending italiano, questi non sono esercizi teorici. Il costo del caffè resta la variabile più sensibile del conto economico, in un contesto in cui il prezzo al consumatore ha margini di manovra limitati e la competizione con altri canali è sempre più intensa.

La fase che si apre nel 2026 offre quindi un’opportunità, ma anche una responsabilità. Da un lato, la possibile discesa dei prezzi crea una finestra favorevole per rinegoziare condizioni di acquisto e recuperare marginalità dopo anni di compressione. Dall’altro, la volatilità crescente e i rischi strutturali impongono un cambio di approccio.

La gestione del rischio commodity non può più essere considerata un tema per pochi grandi operatori, ma diventa una competenza necessaria lungo tutta la filiera. Diversificazione delle origini, contratti indicizzati, strumenti di copertura e una maggiore integrazione tra torrefattori e operatori sono leve destinate a diventare sempre più centrali.

Il mercato del caffè nel 2026 si trova quindi a un bivio. Le condizioni per una correzione significativa ci sono tutte, ma la traiettoria sarà tutt’altro che lineare. Tra surplus produttivo, tensioni geopolitiche e trasformazioni climatiche, il settore entra in una fase in cui la lettura dei segnali diventa decisiva.

Chi interpreterà correttamente questa transizione potrà trasformare la volatilità in vantaggio competitivo. Per tutti gli altri, il rischio è quello già visto negli ultimi anni: subire il mercato, invece di governarlo.

IL GIAPPONE SMONTA LE SUE MACCHINE, CAMBIA IL MODELLO DEL VENDING

DYDO RIMUOVERÀ 20.000 DISTRIBUTORI AUTOMATICI, IL 7,5% DELLA SUA RETE.

NELLO STESSO ANNO FISCALE, COCA-COLA BOTTLERS JAPAN E ITO EN HANNO SVALUTATO COMPLESSIVAMENTE OLTRE 100 MILIARDI DI YEN DI ASSET VENDING.

NON SONO EPISODI ISOLATI, MA SEGNALI CONVERGENTI DI UNA REVISIONE PROFONDA DI UN MODELLO CHE PER DECENNI HA RAPPRESENTATO IL RIFERIMENTO MONDIALE DEL SETTORE.

IL CASO GIAPPONESE NON È REPLICABILE IN MODO AUTOMATICO IN EUROPA, MA È TROPPO STRUTTURALE PER ESSERE LIQUIDATO COME UN’ANOMALIA LOCALE.

Per comprendere cosa sta accadendo oggi, bisogna ricordare cosa è stato il vending giapponese. Non un semplice canale distributivo, ma un sistema industriale perfettamente integrato. Già dagli anni Sessanta il settore assume una configurazione moderna, con il caffè in lattina e le prime macchine capaci di erogare bevande calde e fredde. Negli anni Ottanta, con l’espansione economica, si afferma una logica di presidio capillare del territorio: ogni spazio urbano diventa potenzialmente un punto vendita, fino a una densità di circa una macchina ogni 50 abitanti.

Questo modello si fonda su un elemento distintivo: le aziende beverage gestiscono direttamente la rete, senza intermediari. Controllo totale su assortimento, prezzo e posizionamento. Per anni è stata la chiave del successo. Oggi è diventata anche uno dei principali vincoli. Quando il contesto cambia rapidamente, un sistema così integrato è più difficile da adattare.

Il 2025 segna il punto di discontinuità. DyDo registra un impairment da 29,8 miliardi di yen e trasforma una previsione di utile in una perdita significativa. Coca-Cola Bottlers Japan svaluta asset per 88,9 miliardi e avvia un piano di rilancio. Ito En evidenzia un deterioramento delle condizioni operative nel vending. Il dato più rilevante è che i volumi, in molti casi, non crollano. Le macchine continuano a vendere. È la marginalità che si comprime. Ed è questo il vero segnale di rottura: quando un sistema continua a funzionare ma smette di generare valore, il problema non è congiunturale, è strutturale.

Le cause sono molteplici, ma alcune emergono con maggiore chiarezza. La competizione con i convenience store è il primo fattore di pressione. I konbini (minimarket giapponesi aperti 24/7, ndr) offrono gli stessi prodotti a prezzi inferiori, spesso con un differenziale superiore al 20%. Per anni questo gap è stato compensato dalla comodità della macchina. L’inflazione ha cambiato le regole del gioco: quando il prezzo sale senza un aumento percepito del valore, la convenienza torna centrale nelle scelte del consumatore. L’introduzione del caffè fresco nei convenience store ha reso questo confronto ancora più diretto.

La seconda criticità è logistica. Le nuove normative sul lavoro degli autisti, entrate in vigore nel 2024, hanno ridotto la capacità del trasporto merci. In un sistema basato su rifornimenti frequenti e capillari, ogni aumento dei costi logistici si riflette immediatamente sulla redditività delle singole macchine. È qui che il modello mostra uno dei suoi limiti principali: la densità, che per anni è stata un vantaggio competitivo, diventa un costo quando non è sostenuta da rotazioni adeguate.

La terza riguarda la digitalizzazione. Paradossalmente, in uno dei Paesi tecnologicamente più avanzati al mondo, la diffusione di sistemi evoluti di telemetria e gestione dei dati non è uniforme. Questo rallenta la capacità di ottimizzare i rifornimenti, ridurre gli sprechi e intervenire rapidamente sulle performance della rete. In un contesto di margini sotto pressione, la qualità del dato non è più un elemento accessorio, ma una leva industriale decisiva.

La quarta è l’inflazione. Per decenni il vending giapponese ha costruito il proprio rapporto con il consumatore su una stabilità dei prezzi quasi assoluta. Questo ha generato fiducia, ma anche rigidità. Quando i prezzi iniziano a salire, senza che l’esperienza evolva in modo coerente, il sistema perde una delle sue principali leve competitive.

Di fronte a queste dinamiche, gli operatori stanno intervenendo. Coca-Cola Bottlers Japan utilizza la svalutazione degli asset come leva per ripensare la struttura della rete. DyDo avvia una riduzione selettiva del parco macchine e una segmentazione più precisa dell’offerta. Altri player iniziano a mettere in discussione elementi che per anni erano stati considerati intoccabili.

Parallelamente emergono modelli alternativi, come le blank vending machine (macchine no brand, ndr) gestite da operatori terzi, che introducono maggiore flessibilità e separano la gestione della rete dal brand del prodotto. È un segnale importante: il settore non sta arretrando, sta cambiando configurazione.

È però fondamentale evitare letture superficiali. Il vending giapponese non sta scomparendo. Le location ad alto traffico continuano a performare, alcune categorie

mantengono marginalità interessanti e l’innovazione tecnologica resta un potenziale driver di rilancio. La crisi colpisce soprattutto la parte meno efficiente del sistema, quella costruita sulla quantità più che sulla qualità.

Per il vending europeo, il caso giapponese è un laboratorio anticipatore. Non perché il modello sia replicabile, ma perché evidenzia dinamiche che stanno emergendo anche in altri mercati. La digitalizzazione non è più un’opzione, ma una condizione necessaria. Il differenziale di prezzo rispetto ad altri canali deve essere costantemente giustificato. Gli asset devono essere valutati in modo continuo, non solo in termini di presenza ma di reale produttività.

Quando il sistema più evoluto al mondo inizia a ridurre la propria rete, il segnale è chiaro. Non è la fine del vending, ma la fine di un equilibrio che sembrava intoccabile. Per anni il settore ha misurato il proprio successo in base al numero di macchine installate. Oggi quella metrica non basta più. La partita si gioca sulla capacità di trasformare ogni singolo punto vendita in un asset efficiente, sostenibile e capace di generare valore nel tempo. Chi continuerà a ragionare in termini di quantità rischia di arrivare in ritardo su un cambiamento che è già iniziato.

CONFIDA SARÀ PRESENTE A VENDITALIA 2026 CON UN’AREA DEDICATA NEL PADIGLIONE B2 DI FIERA RIMINI. LA PARTE CENTRALE DELLO SPAZIO CONFIDA SARÀ DEDICATA ALL’OSPITALITÀ: UNO STAND DEDICATO AGLI ASSOCIATI IN CUI FERMARSI PER UN BREVE MOMENTO DI RELAX, CON UN CATERING SEMPRE DISPONIBILE, TAVOLI E SALOTTINI DOVE DIALOGARE CON CLIENTI E PARTNER.

LO STAFF DI CONFIDA SARÀ SEMPRE PRESENTE NELL’AREA OSPITALITÀ PER RISPONDERE ALLE DOMANDE DEI PROPRI ASSOCIATI SUL MONDO DEL VENDING E SUI SERVIZI DELL’ASSOCIAZIONE.

INTORNO ALL’AREA OSPITALITÀ, SI SVILUPPERÀ UN VERO E PROPRIO “VILLAGGIO CONFIDA”, UNO SPAZIO ESPOSITIVO CHE OSPITERÀ DIVERSI SERVIZI ANCHE GRAZIE ALLA PRESENZA DI ALCUNI PARTNER DELL’ASSOCIAZIONE.

Tra questi, l’associazione europea del vending, EVA, che quest’anno presenterà il nuovo protocollo informatico di comunicazione delle vending machine SmartLink, organizzando anche delle dimostrazioni.

Un desk dedicato a RiVending in cui sarà possibile approfondire il progetto di economia circolare degli imballaggi in plastica promosso da CONFIDA, Corepla e Unionplast.

QUATTRO I DESK DI RAPPRESENTANZA PER I PARTNER DELL’ASSOCIAZIONE:

Jakala, società di consulenza specializzata nell’analisi dei dati e partner tecnico dello Studio di Settore CONFIDA; e.ON Energia, uno dei principali operatori energetici in Europa fornitore di energia elettrica e gas e soluzioni sostenibili, digitali e rinnovabili;

OPA, broker assicurativo specializzato nel settore del vending;

RADIUS, fornitore di carte carburanti e soluzioni di mobilità per flotte aziendali.

Ci sarà anche un’area appositamente dedicata alle riviste di settore: Vending News, Vending Magazine e DA Italia/ Fantavending

Ancora, una sala meeting da 14 persone sarà messa a disposizione degli associati, previa prenotazione dello spazio. Infine, CONFIDA gestirà l’area VENDITALIA TALKS che proporrà nei tre giorni della fiera un ricco palinsesto di convegni ed eventi.

ISPIRATO AL MODELLO AGROALIMENTARE ITALIANO PROMOSSO DAL MASAF (MINISTERO DELL’AGRICOLTURA, DELLA SOVRANITÀ ALIMENTARE E DELLE FORESTE) E ORIENTATO A GUIDARE LE FILIERE GLOBALI DEL FOOD VERSO UN SISTEMA PIÙ SOSTENIBILE, PIÙ INCLUSIVO, PIÙ SICURO E TRASPARENTE CON UNA PROSPETTIVA CHE SIA FOCALIZZATA SU UN ACCESSO UNIVERSALE E CONSAPEVOLE AL CIBO INTESO COME VALORE E NON SEMPLICE MERCE, COME BENE PRIMARIO PER IL BENESSERE INDIVIDUALE E SOCIALE, COME STRUMENTO CULTURALE DI BASE PER UN DIALOGO UNIVERSALE: È IL FOOD MANIFESTO, PRESENTATO AL MASAF A FINE MARZO NEL CORSO DELLA CONFERENZA STAMPA ISTITUZIONALE DEDICATA ALL’EDIZIONE 2026 DI TUTTOFOOD MILANO

UN VERO E PROPRIO MANIFESTO D’INDIRIZZO PER LA COMMUNITY MONDIALE DEL CIBO CHE FIERE DI PARMA, ANCHE ALLA LUCE DEL RICONOSCIMENTO UNESCO ALLA CUCINA ITALIANA, È PRONTA A DIVULGARE E CONDIVIDERE CON I PROTAGONISTI INTERNAZIONALI DEL FOOD&BEVERAGE, DALLE AZIENDE AI BUYERS FINO AI MEDIA E ALLA COMUNITÀ SCIENTIFICA OSPITATI NEI PADIGLIONI DI RHO-FIERAMILANO DALL’11 AL 14 MAGGIO.

A partire dal 2026, per la prima volta TUTTOFOOD cade negli anni pari, in una logica di alternanza con Anuga a Colonia.

L’obiettivo è di creare una piattaforma fieristica integrata di caratura europea, che possa sostenere le aziende nelle azioni di goto-market a livello globale. La prossima edizione di Cibus sarà perciò in programma nel 2027. La fiera, in programma come sempre a Parma, sarà dedicata in maniera verticale a produzioni e specialità Made in Italy, oltre ai presidi DOP, IGP e STG.

“TUTTOFOOD è un evento ormai consolidato, così come lo è il nostro sistema produttivo, fondato sulla qualità dell’offerta e capace di reggere anche nei momenti più complessi come quelli che stiamo attraversando”, ha dichiarato l’On. Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste: “Grazie all’impegno dell’intero comparto produttivo e del Governo, che ha candidato la cucina italiana a patrimonio dell’UNESCO, abbiamo registrato un ulteriore salto di qualità nell’attenzione verso il nostro modello, basato su un forte legame tra il territorio, le produzioni di eccellenza e la sicurezza alimentare. Attraverso fiere come questa, strategica per il Sistema Italia e per il Sistema Europa, possiamo creare vere e proprie vetrine internazionali, nelle quali presentare il meglio del Made in Italy a operatori e buyer provenienti da tutto il mondo. Un lavoro che viene premiato anche sul fronte dell’export che registra la cifra record di 72,4 miliardi di euro”.

Oltre 200 eventi di altissimo livello in 4 giorni, 80 paesi presenti, rappresentati da decine di TPO (Trade Promotion Organisation) e dalle rispettive aziende leader, oltre 4.000 top buyers provenienti da tutto il mondo, molti dei quali gestiti dall’incoming program di ICE Agenzia, un ricco Fuori Salone pensato insieme alle istituzioni e alle imprese, una collaborazione tra Fiere di Parma e Fiera Milano che ha posizionate, in sole due edizioni, TUTTOFOOD tra le prime fiere di settore al mondo, la collaborazione di Fiera Colonia che ha messo a disposizione la piattaforma di competenze e relazioni di Anuga: questo e molto altro sono gli ingredienti di un evento che intende diventare leader qualitativo a livello internazionale. Anche lanciando un Food Manifesto che metta il cibo al centro di uno sviluppo sostenibile e consapevole.

A validare questa centralità di TUTTOFOOD by Fiere di Parma nella definizione del cibo come attore rilevante nell’agenda geopolitica globale, la presenza in conferenza stampa di Dirk Jacobs, Direttore Generale di Food & Drink Europe che ha dichiarato: “Il settore alimentare e delle bevande europeo è un pilastro strategico dell’economia, che offre milioni di posti di lavoro, sostiene le comunità rurali e valorizza cultura, patrimonio e innovazione. L’Italia svolge un ruolo di primo piano in questo contesto europeo. In un periodo di incertezza geopolitica, sistemi alimentari resilienti e un libero scambio sono essenziali. Piattaforme come TUTTOFOOD contribuiscono a connettere produttori, acquirenti e partner, rafforzando la cooperazione e la competitività in tutto il settore alimentare e delle bevande europeo.”

Il modello industriale italiano ed europeo, dove convivono colossi multinazionali con migliaia di fiorenti PMI e centinaia di prodotti DOP-IGP di grandissimo successo, a TUTTOFOOD si specchia con i corrispettivi degli altri continenti i quali, pur con traiettorie differenti, stanno convergendo verso una interpretazione etica ancor prima che economica, del Cibo.

“TUTTOFOOD si pone così l’obiettivo strategico di affermarsi come il primo hub fieristico per il sistema agroalimentare globale” - ha dichiarato Franco Mosconi, Presidente Fiere di Parma - “grazie alla sua capacità di attrarre e connettere le filiere dell’agribusiness italiane ed estere. Una prospettiva che, come Fiere di Parma, perseguiamo con tutte le nostre forze e di cui siamo molto orgogliosi”.

“Le performance dell’export italiano” – ha aggiunto Antonio Cellie, CEO di Fiere di Parma, – “sono un esempio per le filiere di tutto il mondo; mangiare meglio non significa solo alzare la qualità intrinseca del cibo ma rispettare l’ambiente, i territori e se stessi. Il boom delle IG (DOP e IGP) è solo la punta di un iceberg di un movimento fatto di uomini e donne del nostro paese che hanno rigenerato tradizioni nonché filiere e che hanno sempre più seguaci in tutto il mondo. Per questo l’Italia a livello globale è diventata una “destinazione” per i foodies e i professionisti del settore; per lo stesso motivo TUTTOFOOD in sole due

edizioni ha raddoppiato le sue dimensioni triplicando il numero di espositori esteri. Nel 2026 proseguiamo in questa direzione collaborando con tutte le istituzioni e dialogando con il mondo”. In questa direzione va il Food Manifesto: realizzato con il supporto di numerose istituzioni tra cui il Future Food Institute e sostenuto dalle principali organizzazioni internazionali dell’agroalimentare, il progetto ha l’ambizione di coinvolgere tutti gli stakeholder a livello internazionale verso una visione condivisa e sostenibile relativa al Futuro del Cibo

Una piattaforma, anche operativa, sulla quale costruire e aggiornare i rapporti tra gli attori della filiera al fine di soddisfare e tutelare la domanda di Cibo salvaguardando e valorizzando tutti i soggetti coinvolti. Da un consumatore che potrà e dovrà curarsi innanzitutto mangiando, a territori che sapranno uscire da una economia di sussistenza fino a imprese che vorranno capitalizzare gli investimenti ESG. Il settore agroalimentare nel suo complesso, in questo contesto mondiale drammatico della nostra storia recente, è pronto a lanciare in occasione di TUTTOFOOD un messaggio chiaro: il Cibo di domani dipende solo dalle nostre scelte di oggi.

A completare il programma di TUTTOFOOD 2026 Significativo anche l’inserimento in programma di convegni ufficiali di organizzazioni come AIM (Associazione Europea Industrie di Marca) e EDA (European Dairy Association) per la prima volta in Italia durante TUTTOFOOD 2026.

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