
DAITALIA NUMERO 180 GENNAIO FEBBRAIO 2026
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Rendi le Tue Aree Break Sostenibili.
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Rendi le Tue Aree Break Sostenibili.

RiVending è un progetto di Economia Circolare promosso da CONFIDA, COREPLA e UNIONPLAST


Riduce la tua Carbon Footprint (−6,84 g CO2 per ogni bicchiere riciclato)
Ricicla bicchieri e bottiglie dei distributori automatici, trasformandoli in nuove risorse
Permette di ottenere un attestato ufficiale di risparmio CO2 da inserire nel bilancio di sostenibilità
Bastano due contenitori accanto ai distributori: uno per bicchieri in PS, uno per bottiglie in PET

























Negli ultimi anni il vending è diventato, nel racconto pubblico, uno spazio simbolico su cui proiettare ambizioni che spesso prescindono dal suo funzionamento reale. La recente gara del Comune di Milano per i distributori automatici ne è un esempio evidente: un impianto fortemente orientato alla salute e alla sostenibilità, costruito però senza un confronto serio con la natura economica e operativa del servizio.
Il punto non è mettere in discussione i principi. Nessuno nel settore contesta il valore di un’alimentazione più equilibrata o la necessità di ridurre l’impatto ambientale. Il problema nasce quando questi obiettivi vengono tradotti in capitolati pensati come documenti di policy e non come strumenti per governare un servizio reale.
Il vending non è una campagna educativa, è un sistema che vive di rotazioni rapide, di volumi e di scelte spontanee dell’utente. Ignorare questo dato significa creare una contraddizione strutturale.
Gli assortimenti fortemente orientati al “virtuoso” funzionano solo se incontrano una domanda reale. In caso contrario producono l’effetto opposto: macchine piene di prodotti che non girano, scadenze che arrivano prima della vendita, sprechi e costi aggiuntivi.
I prodotti freschi richiedono una gestione complessa che mal si concilia con la discontinuità tipica degli uffici pubblici che alternano smart working, ferie e chiusure. Pensare di governare il vending senza tenerne conto significa spostare il rischio interamente sul concessionario.
C’è poi una questione economica che nel dibattito pubblico tende a restare sullo sfondo. Il servizio di distribuzione automatica si regge su un equilibrio delicato tra costi e volumi. Manutenzione, assistenza, energia e rifornimento si finanziano con ciò che gli utenti acquistano ogni giorno.
Se si riduce la rotazione complessiva o la si sposta su referenze che non “girano”, il servizio diventa più fragile e, inevitabilmente, peggiora anche nella qualità.
A rendere il quadro ancora più contraddittorio c’è il tema dei CAM. Nel racconto politico milanese la sostenibilità viene presentata come un’intuizione locale, quando in realtà i Criteri Ambientali Minimi per il vending esistono già da tempo.
Sono linee di indirizzo ministeriali, valide per tutte le stazioni appaltanti, pensate proprio per accompagnare il settore verso scelte equilibrate. Ignorarle o trattarle come un dettaglio significa ridurre la sostenibilità ad uno slogan.
Il vending può cambiare e in parte sta già cambiando. Ma lo fa solo quando l’innovazione è compatibile con i comportamenti reali degli utenti.
Altrimenti si rischia di produrre gare formalmente impeccabili e sostanzialmente fragili, che avranno come risultato macchine piene, incassi vuoti e servizi sempre più difficili da sostenere.
Il vending non è il luogo dove dimostrare di essere più sostenibili degli altri, è un servizio che funziona solo quando le regole tengono conto della realtà.

Il mondo del vending si affaccia al nuovo anno con un dato che pesa: il 2025 si è chiuso con un indice negativo, segnale evidente di un settore che ha dovuto confrontarsi con trasformazioni profonde e strutturali.
Smart working, contrazione dei consumi, aumento dei costi energetici e delle materie prime hanno inciso su un comparto che vive di prossimità, abitudini quotidiane e grandi numeri. In questo scenario complesso, il ruolo di Confida assume un valore ancora più centrale e strategico.
La nostra Associazione, non è soltanto un organismo di rappresentanza. È, prima di tutto, un luogo di sintesi: tra gestori, produttori, torrefattori, fornitori di tecnologia, logistica e servizi.
Un punto di equilibrio in cui le diverse anime del settore possono riconoscersi come parte di un sistema unitario, consapevole che la forza del vending risiede nella coesione della sua filiera.
Il dato negativo dell’ultimo anno non va rimosso né edulcorato. Va letto, piuttosto, come un invito a rafforzare ciò che tiene insieme il comparto. Fare associazione significa proprio questo: condividere analisi, costruire risposte comuni, fare massa critica.
In un mercato frammentato e sotto pressione, l’isolamento non è una soluzione, ma un rischio. Nessuna impresa può affrontare da sola cambiamenti che sono culturali prima ancora che economici.
Il 2026 sarà anche un anno di passaggio importante sul piano della governance. Un cambio che rappresenta un momento naturale nella vita di un’associazione matura e strutturata.
È doveroso, in questa fase, rivolgere un ringraziamento sentito al Presidente Massimo Trapletti per il lavoro svolto nei suoi due mandati, caratterizzati da impegno, continuità e capacità di rappresentare il settore in una delle fasi più complesse della sua storia recente.
Un grazie che va esteso anche ai componenti del direttivo, a tutti i Presidenti e rappresentanti dei diversi settori che compongono Confida, per il contributo dato nel mantenere unita e vitale l’associazione, valorizzando le specificità di ciascuno senza mai perdere di vista l’interesse comune.
Allo stesso tempo, il cambiamento apre a una nuova fase. Ai subentranti va l’augurio di un lavoro proficuo, guidato dalla capacità di ascolto, dalla visione e dalla responsabilità che un ruolo di rappresentanza così ampio richiede.
La sfida sarà quella di continuare a tenere insieme le forze della filiera, rafforzando il dialogo interno e la credibilità esterna dell’associazione.
Il nuovo anno si apre dunque con prudenza, ma anche con una fiducia possibile e necessaria.
Non una fiducia ingenua, bensì consapevole: fondata sull’esperienza, sulla resilienza già dimostrata dal settore e sulla forza di una comunità che, quando riesce a riconoscersi come tale, sa reagire e ripartire.
Perché se è vero che i numeri contano, è altrettanto vero che senza coesione non esiste futuro. E oggi più che mai, per il vending, stare insieme non è solo un valore: è una condizione essenziale.
Avanti tutta!


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SOMMARIO GENNAIO-FEBBRAIO 2026
NUMERO 180 GENNAIO-FEBBRAIO 2026
RENZO GABRIEL BONIZZI
DIRETTORE RESPONSABILE EDITOR IN CHIEF
ALESSANDRO FONTANA DIRETTORE EDITORIALE EDITORIAL DIRECTOR
LAURA GUASPARRI ART DIRECTOR
ANTONIO VALESTRA GRAPHIC DESIGN
DANIELA BISCOTTI COMMERCIALE COMMERCIAL
NOEMI MARGAROLI REDAZIONE EDITORIAL STAFF
HA COLLABORATO MASSIMO FERRARINI
LUCINI OFFICINA
D’ARTE GRAFICA SRL STAMPA PRINTERS
D.A.ITALIA
IL PERIODICO DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA PUBBLICAZIONE ISCRITTA AL TRIBUNALE DI MILANO, NUMERO DI REGISTRAZIONE 177 DEL 22 MARZO 2004
ISCRIZIONE AL R.O.C. 31449
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EDITORE ART&WORKS SRL UNIPERSONALE VIA ALESSANDRO ALGARDI 13 20148 MILANO P.IVA 04234310961 TEL +39 02 48958566
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CONCEPT BY ART&WORKS SRL
Quando la sostenibilità ignora il funzionamento del vending
7 SPEAKER’S CORNER
2026, l’anno delle scelte collettive
Latest News
Dicembre - Gennaio 2026
30 EVENTI
SIGEP World 2026, Rimini piattaforma internazionale del foodservice
Record di affluenza per la 22ª edizione di Marca 2026, la fiera che celebra l'ecosistema della marca del distributore
38 FABBRICANTI
VEA Group tra convergenza dei canali e nuove logiche industriali
42 VENDING E ARTE
Quando il vending diventa materia d’arte
44 FOCUS ON
Prezzi del caffè sotto pressione: cosa è successo e cosa aspettarsi nel 2026
48 APPUNTAMENTO IN FIERA
EVA: EVEX 2026 si terrà dal 13 al 15 ottobre a Vienna
TUTTOFOOD 2026: crescono gli espositori internazionali, attesi oltre 100.000 visitatori da tutto il mondo
COCA-COLA NUOVO SPONSOR DELL’INTER, POWERADE DIVENTA SPORTS DRINK PARTNER
Coca-Cola entra ufficialmente nel mondo nerazzurro con un accordo di partnership triennale che la vede nel ruolo di Official Soft Drink Partner di FC Internazionale Milano. All’interno dell’intesa rientra anche Powerade, che assume il titolo di Official Sports Drink Partner del club.
La collaborazione coinvolge l’intero perimetro sportivo indicato dall’Inter, quindi prima squadra maschile, Inter Women e Inter U23. Una scelta che amplia il raggio d’azione della sponsorizzazione e rafforza il posizionamento del gruppo anche sui progetti di sviluppo e sul calcio femminile, oltre alla squadra principale. Dal punto di vista commerciale, l’accordo prevede l’esclusività di categoria per i soft drink e gli sport drink, accompagnata da attività di branding, campagne promozionali dedicate, iniziative digitali e contenuti social, oltre a momenti di attivazione legati agli eventi del club.
Durante le partite casalinghe, i prodotti saranno presenti nei bar e nelle aree hospitality dello stadio, con una visibilità diretta del marchio all’interno dell’impianto. Una sponsorizzazione che punta quindi a integrare comunicazione, consumo e presenza fisica nei luoghi dell’esperienza sportiva, andando oltre la semplice esposizione del logo.
CAFFÈ BORBONE SCEGLIE ALBERTO TOMBA
COME NUOVO TESTIMONIAL
Caffè Borbone rafforza il proprio posizionamento scegliendo Alberto Tomba come nuovo testimonial. La collaborazione entra nel vivo con una nuova campagna televisiva e rappresenta l’evoluzione del rapporto avviato nel 2025, quando l’ex campione dello sci era stato protagonista di una campagna social del brand nel ruolo di ispiratore e mentore di giovani talenti degli sport invernali.
La scelta nasce dalla forte sintonia tra l’identità di Caffè Borbone e quella di Tomba, entrambe legate a valori di autenticità, passione e vicinanza alle persone. Così come Tomba ha saputo avvicinare lo sci al grande pubblico, trasformandolo in uno sport popolare e seguito, Caffè Borbone interpreta il caffè come un rito quotidiano condiviso, semplice e capace di unire. Un parallelismo che rende naturale l’incontro tra il campione e il brand.
Considerato una delle più grandi leggende dello sport italiano, Alberto Tomba ha costruito una carriera costellata di successi, con cinque medaglie olimpiche, quattro mondiali, una Coppa del Mondo generale e otto di specialità. Oltre ai risultati, ha sempre mantenuto un rapporto diretto con il pubblico, restando fedele alle proprie radici e diventando un simbolo capace di attraversare generazioni.
La sua forza è stata anche quella di gestire la pressione nei momenti decisivi, come dimostrato nello slalom gigante di Calgary 1988, quando seppe reagire alle difficoltà conquistando l’oro sotto gli occhi di tutta l’Italia.
L’annuncio della collaborazione è accompagnato da un’intervista esclusiva realizzata da Fabio Caressa, che offre un racconto personale del campione. Nel dialogo, Tomba ripercorre i momenti chiave della propria carriera e riflette su talento, impegno e passione, trasformando simbolicamente la pausa caffè in uno spazio intimo di confronto, quasi domestico. Un racconto che sottolinea il legame costante con i tifosi, vissuti come una vera e propria famiglia.


A Venditalia 2026, in programma a Rimini dal 6 all’8 maggio, arriva l’Innovation District, un nuovo progetto speciale pensato per dare spazio alle Start-Up e alle PMI più innovative della distribuzione automatica. Un’area dedicata alle tecnologie emergenti e alle soluzioni che stanno contribuendo a ridisegnare il futuro del vending, con un focus chiaro su innovazione, nuovi modelli di business e applicazioni concrete.
L’Innovation District nasce come una vetrina esclusiva per prodotti e servizi ad alto contenuto tecnologico, offrendo agli operatori del settore la possibilità di entrare in contatto diretto con realtà capaci di portare valore in termini di efficienza operativa, esperienza utente e performance complessive. Un progetto che guarda al vending di domani e che punta a favorire il dialogo tra industria consolidata e nuove imprese.
All’interno dell’area sono previste sessioni di demo live, durante le quali sarà possibile vedere all’opera tecnologie avanzate, soluzioni smart e nuovi servizi pensati per il mercato automatico. Accanto alle dimostrazioni, spazio anche ai pitch e alle presentazioni, con le Start-Up protagoniste nel racconto delle proprie idee, dei progetti in sviluppo e delle strategie di crescita.
L’Innovation District si propone anche come un punto di incontro qualificato tra innovatori, aziende strutturate, investitori e professionisti internazionali, rafforzando il ruolo di Venditalia come piattaforma di riferimento per l’evoluzione dell’intero comparto. Per le Start-Up attive nell’industria della distribuzione automatica, Venditalia rappresenta un’opportunità concreta per mettere in mostra la propria innovazione, farsi conoscere dal mercato e avviare nuove relazioni strategiche. È possibile candidarsi direttamente per entrare a far parte dell’Innovation District e portare la propria idea al centro della scena del vending 2026.
NORME EUROPEE SUI RIFIUTI DA IMBALLAGGIO:
DA AGOSTO 2026 ANCHE LE CAPSULE DI CAFFÈ
NELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA
Dal 12 agosto 2026 anche le capsule di caffè potranno essere trattate come rifiuti da imballaggio e dovranno essere conferite correttamente nella raccolta differenziata, nell’ottica di regole condivise che favoriranno le filiere di riciclo.
Una disposizione che verrà attuata pian piano in tutta l’Unione europea grazie all’entrata in vigore del Regolamento Ue 2025/40, noto come Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR). L’obiettivo è quello di orientare il sistema europeo verso un’economia più circolare e sostenibile.
Il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio è stato introdotto dalla Commissione europea come uno dei pilastri per ridurre la montagna crescente di rifiuti generati dagli imballaggi e spingere l’Europa verso un’economia più circolare, con regole comuni e meno frammentazione tra paesi. La normativa comunitaria è entrata in vigore nel febbraio 2025 e diventerà applicabile dal 12 agosto 2026. Di conseguenza anche le capsule monodose di caffè rientrano a pieno titolo tra gli imballaggi. L’obiettivo è ridurre sempre di più il conferimento nell’indifferenziato e indirizzarle verso filiere di raccolta e riciclo più efficaci, secondo regole via via più uniformi.


EPTA AL SIGEP 2026 CON LE SOLUZIONI IARP PER HO.RE,CA. E FOODSERVICE
EPTA protagonista a Sigep 2026 con uno spazio espositivo dedicato al foodservice dolce e alle tecnologie di refrigerazione professionale. In occasione del Salone riminese il Gruppo ha portato in scena una selezione di soluzioni a marchio Iarp, storicamente focalizzato su gelateria, pasticceria e caffè.
Il concept scelto per questa edizione ruotava intorno al messaggio “Beyond Innovation: The Epta Sustainable System”, con uno stand pensato come ambiente indoor–outdoor realistico, progettato per simulare contesti operativi differenti. Un’impostazione che consente di valutare dal vivo le prestazioni dei banchi e dei freezer in condizioni d’uso concrete, con particolare attenzione alla visibilità del prodotto, all’ottimizzazione dei consumi e all’efficienza energetica, temi sempre più centrali anche nel mondo del foodservice.Tra i focus tecnologici Epta pone l’accento sulle soluzioni progettate per la classe climatica 5, in grado di mantenere performance elevate anche in presenza di temperature ambientali particolarmente sfidanti. Un aspetto rilevante per un settore che lavora spesso in contesti ad alta sollecitazione termica e che richiede affidabilità costante, soprattutto nei picchi stagionali tipici di gelaterie e pasticcerie.
La partecipazione al SIGEP si inserisce in un percorso più ampio di presidio delle fiere chiave del comparto Ho.Re.Ca. e foodservice, dove Epta utilizza il palcoscenico espositivo non solo per mostrare nuovi prodotti, ma anche per raccontare una visione di sistema che integra tecnologia, sostenibilità e approccio consulenziale.
JULIUS MEINL A SIGEP 2026: CULTURA DEL CAFFÈ
E INNOVAZIONE SOSTENIBILE
Julius Meinl, storica torrefazione viennese con cuore produttivo in Italia, ha partecipato a Sigep 2026 con uno spazio dedicato al racconto della cultura del caffè viennese in chiave contemporanea, tra attenzione al prodotto e impegno sulla sostenibilità, come indicato nel comunicato stampa diffuso dall’azienda. Al centro della proposta in fiera la gamma The Originals Bio Fairtrade, linea che esprime la visione Julius Meinl in termini di qualità premium, responsabilità ambientale e attenzione sociale lungo tutta la filiera. La gamma ha recentemente ottenuto il riconoscimento “Torrefazione Bio” nella Guida dei Caffè e delle Torrefazioni d’Italia 2026 del Gambero Rosso, premio assegnato alle realtà che si distinguono per coerenza etica e produttiva dell’intera offerta. All’interno della stessa guida, alcune miscele Julius Meinl hanno ricevuto valutazioni con il sistema dei macinini: tre macinini a Danube Delight nella categoria Espresso e a Belvedere Blend macinato nelle categorie Moka, Filtro e Cold Brew. Un risultato che conferma, secondo quanto riportato nel comunicato, l’attenzione alla qualità sensoriale e alla precisione della tostatura che caratterizzano la linea The Originals Bio Fairtrade La gamma, certificata Biologica e Fairtrade, comprende tre referenze distinte per profilo aromatico e provenienti da piantagioni certificate in Nicaragua, Honduras, Perù e Messico. Accanto ai formati in grani da 1 kg per il servizio professionale, sono disponibili anche i macinati da 500 g di Belvedere Blend e Danube Delight, confezionati in pack sostenibili e riciclabili. L’offerta Julius Meinl include inoltre soluzioni in capsula dedicate al canale Ho.Re.Ca. e hotellerie.


Prosegue il percorso di Caffè Vergnano verso i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali, di cui l’azienda è Official Coffee, grazie all’accordo di distribuzione con Coca-Cola HBC e al supporto di Coca-Cola per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Vergnano, la più antica torrefazione italiana, ha presentato le iniziative pensate per accompagnare l’evento sportivo più atteso al mondo: cabinovie trasformate in coffee corner, una tazzina celebrativa e un pack in edizione limitata della miscela 100% arabica. Progetti che esprimono i valori condivisi con lo spirito olimpico — impegno, passione e attenzione al dettaglio — e che, uniti alla tradizione del Made in Italy, porteranno l’eccellenza dell’espresso italiano oltre i confini nazionali. Il primo capitolo di questo percorso è un’iniziativa che intreccia design, rigenerazione e valorizzazione del territorio: sei cabinovie dismesse degli impianti di Livigno rinascono grazie al recupero e alla progettazione del Dipartimento di Design Caffè Vergnano, diventando coffee corner dal carattere unico. Creatività e tradizione si incontrano per trasformare un gesto quotidiano in un’esperienza profondamente legata ai luoghi, capace di raccontare identità, storie e atmosfere delle sedi olimpiche. Il primo coffee corner è stato presentato a Torino, presso il Lumen in Corso Moncalieri con vista su Piazza Gran Madre, offrendo un’anteprima dell’atmosfera dei Giochi. Da qui, la cabinovia — insieme alle altre — proseguirà il suo viaggio verso le destinazioni olimpiche, dove dal 6 febbraio accoglierà il pubblico come punto ristoro e luogo di incontro con il caffè ufficiale dell’evento.
Caffè Vergnano ha inoltre svelato la tazzina in Limited Edition 2026, declinata in una delicata tonalità carta da zucchero che richiama il cielo limpido e la morbidezza della neve, evocando l’ambiente naturale delle Olimpiadi invernali. A completare il progetto, il pack speciale della storica miscela 100% arabica, tostata lentamente secondo il metodo Caffè Vergnano, espressione della stessa disciplina, costanza e cura dei dettagli che guidano gli atleti nella preparazione alle competizioni.
Con queste iniziative, Caffè Vergnano rafforza il proprio impegno nel promuovere la tradizione italiana del caffè anche durante i Giochi Olimpici, in un contesto di visibilità globale che consolida il ruolo dell’azienda come simbolo di eccellenza riconosciuto nel mondo.
GIOVANNI MONDINI NUOVO DIRETTORE MARKETING
DI BARRY CALLEBAUT ITALIA
Barry Callebaut Italia saluta il 2025 in un contesto complesso per l’intero settore del cacao e del cioccolato, segnato da forte volatilità delle materie prime, dinamiche di consumo in evoluzione e una crescente richiesta di valore, competenza e visione da parte del mercato. Un anno sfidante, che rafforza la scelta del gruppo di guardare avanti con un approccio ancora più chiaro, concreto e orientato al lungo periodo.
In questa prospettiva si inserisce la nomina di Giovanni Mondini come nuovo Direttore Marketing di Barry Callebaut Italia. Giovanni Mondini porta in Barry Callebaut una solida esperienza nel marketing e nello sviluppo di brand food & beverage, con un forte focus su strategia, posizionamento e creazione di valore per professionisti e consumatori. Nel suo percorso ha lavorato su progetti di innovazione di portafoglio, attivazione di ecosistemi di marca e costruzione di relazioni durature con il mercato, con un’attenzione costante all’equilibrio tra visione, execution e risultati. La sua nomina segna l’avvio di una nuova fase per Barry Callebaut Italia, in cui il marketing diventa leva di connessione tra cultura del gusto, competenza tecnica e comunità professionale.


COSTADORO PRESENTA “EXPRESSO”: IL GUSTO DI NON FERMARSI MAI
Costadoro amplia il proprio universo di gusto e competenza con expresso, il nuovo prodotto che reinterpreta l’espresso in una veste ricercata e gourmet: un cioccolatino ripieno di caffè, pensato per raccontare l’essenza più autentica del marchio e la sua visione contemporanea del caffè.
Al centro di expresso? Il caffè, protagonista assoluto: una miscela 100% Arabica selezionata con cura e capace di esprimere finezza aromatica, equilibrio e rotondità. Una scelta che riflette pienamente l’identità di Costadoro: attenzione alla qualità, rispetto della materia prima e costante ricerca dell’eccellenza
Con un guscio di cioccolato fondente, la novità conserva infatti tutta l’intensità e la complessità dell’espresso, fino a diventare un’autentica esperienza di gusto, sorprendente e raffinata. Il nuovo prodotto è stato presentato ufficialmente in occasione di Marca Bologna e di SIGEP 2026.
A seguito del lancio, expresso sarà acquistabile nei migliori bar Costadoro e online sull’e-commerce dell’azienda. La presentazione di expresso rappresenta il primo passo di un progetto più ampio: sono infatti già previste future estensioni di gamma, pensate per arricchire e sviluppare ulteriormente questo nuovo modo di vivere l’espresso secondo Costadoro.
Con questa novità, Costadoro dimostra ancora una volta la propria capacità di interpretare il presente, restando fedele ai valori che da sempre la contraddistinguono: centralità del caffè, qualità senza compromessi e visione.
NEI
SpaceX si sta espandendo e sta vendendo il suo servizio Internet satellitare Starlink attraverso ogni canale e in ogni luogo possibile. Dopo la vendita del kit standard Starlink nei punti vendita di insegne come Home Depot, Best Buy, Costco o Walmart, è approdato su Amazon fino al passo successivo, che ha visto nascere i primi negozi Starlink in località poco servite degli USA.
Tutti questi canali di vendita al dettaglio dedicati non erano sufficienti, così il team commerciale di SpaceX ha allestito dei chioschi self-service per distribuire attrezzature scontate e bonus di abbonamento ad internet.
Un distributore automatico di Starlink è stato avvistato al Jordan Creek Mall di Des Moines, in Iowa. Il chiosco self-service distribuisce un Kit Standard a soli 89 dollari, che è il prezzo più basso mai applicato per la parabola Starlink e l’apparecchiatura può essere tenuta dal cliente, invece di essere noleggiata per tutta la durata dell’abbonamento, come da offerta sul sito web dell’azienda di Elon Musk. Per finire, coloro che acquistano l’apparecchiatura per Internet satellitare Starlink dal distributore automatico che vende anche supporti e router riceveranno un credito di servizio, se la attiveranno entro una settimana.
Un vantaggio per gli acquirenti, che potranno vivere l’esperienza di acquisto di una vendita al dettaglio senza intermediari e potranno usufruire della stessa promozione legata all’abbonamento che troverebbero online, senza dover restituire l’apparecchio in uso una volta terminato il contratto.


SUCCHI E BEVANDE ALLA FRUTTA, CONSUMI ANCORA IN CALO
Secondo l’analisi Beverfood basata sui dati Circana, il mercato italiano dei succhi e delle bevande alla frutta continua a contrarsi. Nell’annata che va dal 1° settembre 2024 al 31 agosto 2025 le vendite nella distribuzione moderna scendono a 515 milioni di litri, con una flessione intorno al 6 per cento rispetto ai dodici mesi precedenti. Anche il valore arretra, fermandosi a 864 milioni di euro con una diminuzione del 3 per cento, mentre il prezzo medio al litro sale a 1,68 euro, con 1,88 euro al litro nella GDO e 1,31 euro al litro nei discount.
La struttura del mercato evidenzia una netta predominanza delle bevande alla frutta diverse da succhi e nettari, che rappresentano il 62,9 per cento dei volumi e il 55,4 per cento del valore, con un prezzo medio di 1,48 euro al litro. I nettari si attestano attorno a un quarto del mercato e registrano un prezzo medio di 1,62 euro al litro. Molto più ridotta la presenza dei succhi e delle spremute UHT 100 per cento frutta, che pesano soltanto l’8 per cento dei volumi. Le referenze fresche mostrano valori più elevati: i succhi freschi raggiungono il 3,2 per cento dei volumi e il 10,4 per cento del valore, con un prezzo medio di 4,13 euro al litro. I frullati rimangono una nicchia, con lo 0,5 per cento dei volumi e l’1,8 per cento del valore. La componente delle marche del distributore è uno degli elementi più rilevanti del comparto. Nella grande distribuzione organizzata arriva al 31,6 per cento delle vendite, mentre nei discount tocca il 78,5 per cento, confermandosi il vero baricentro dell’offerta e della domanda. Nel complesso emerge un quadro di progressivo ridimensionamento dei volumi e di crescente peso delle private label, una dinamica che definisce le scelte dei consumatori all’interno della distribuzione moderna.
RWANDA PER PROTEGGERE IL CAFFÈ
In Rwanda, nel mese di novembre 2025, è partito un progetto che merita attenzione anche nel nostro settore. Attraverso il Selecta Coffee Fund sono state distribuite 11.768 piantine agroforestali ai coltivatori locali, un intervento pensato per rendere più resilienti i territori da cui arriva parte del caffè che consumiamo ogni giorno. Le ragioni sono chiare. L’agroforestazione non è un abbellimento verde, ma una pratica che migliora la resistenza ai cambiamenti climatici, rigenera la fertilità dei terreni, aumenta la biodiversità, trattiene l’umidità e contribuisce alla stabilità delle coltivazioni. In altre parole, significa garantire qualità e continuità a lungo termine. Le specie distribuite coprono sia varietà funzionali sia piante autoctone con un ruolo ecologico e culturale. Leucaena leucocephala è apprezzata per la capacità di fissare azoto nel suolo, offrire ombreggiatura e fornire foraggio. Grevillea robusta resta una delle preferite dagli agricoltori per legname, sostegno dei fagioli, pacciamatura e gestione dell’umidità. A queste si aggiungono Markhamia lutea e Polyscias fulva, fondamentali per la biodiversità locale. Un aspetto interessante del progetto è la scelta delle piante, affidata direttamente ai coltivatori. Sono stati loro a indicare quali specie potessero sostenerli meglio nel lavoro quotidiano e nel futuro delle proprie terre. Una decisione che lega ogni albero a un bisogno reale e concreto.
Più alberi significa campi più forti, caffè più stabile e comunità più sane. Per questo Selecta rivendica con orgoglio l’avvio di questa iniziativa.


ESSSE CAFFÈ A SIGEP 2026: FORMAZIONE, INNOVAZIONE E NOVITÀ DI PRODOTTO
Tante le novità che hanno segnato la partecipazione di Essse Caffè a Sigep 2026. Cuore della presenza della torrefazione bolognese in fiera, l’area dedicata alla formazione con sessioni tecniche, degustazioni guidate e show dimostrativi rivolti a baristi, ristoratori e pasticceri. Un palinsesto arricchito dalla partecipazione di chef, maestri pasticceri, campioni e formatori, tra cui i vincitori di due tappe della Barista Championship 2025, lo chef Alessandro Giraldi (Ambasciatori del Gusto), il Maestro APEI Paolo Staccoli e i brand ambassador Essse Caffè Luca Porretto e Sebastiano Caridi, protagonisti di appuntamenti dedicati alla caffetteria internazionale e alla pasticceria, dolce e salata. Sigep 2026 è stata anche l’occasione per presentare le novità di prodotto 2026, con un focus sul sistema Expresss per ristorazione e hospitality e sugli aggiornamenti del Sistema Espresso PRO per i canali vending e OCS. In esposizione anche l’intera gamma Essse Caffè, dalle miscele in grani alle capsule, con attenzione alle referenze premium più apprezzate dai professionisti.
HAUSBRANDT, CAMBIO GENERAZIONALE AL VERTICE: ARIANNA ZANETTI È LA NUOVA PRESIDENTE E CEO
Hausbrandt Trieste 1892 S.p.A. apre un nuovo capitolo della sua storia. Martino Zanetti passa ufficialmente il testimone alla figlia Arianna Zanetti, che assume la carica di CEO e Presidente dell’azienda, simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo del caffè. “Questo passaggio di testimone rappresenta molto più di un cambio generazionale: è una staffetta in cui si corre insieme, condividendo spirito e visione per nuovi traguardi, nel solco dei risultati raggiunti da mio padre”, spiega Arianna Zanetti. “Hausbrandt vuole essere un’azienda in continua crescita ed evoluzione, capace di germogliare, fiorire e generare valore”.
L’avvicendamento nasce dalla volontà dello stesso Martino Zanetti, imprenditore visionario che negli anni Ottanta trasferì la sede del marchio da Trieste a Nervesa della Battaglia. Rimane oggi figura di riferimento imprescindibile come Presidente della Fondazione Hausbrandt, fulcro dello sviluppo culturale e valoriale del Gruppo. La nuova leadership punta su resilienza, formazione e valorizzazione del capitale umano. Obiettivi chiave: potenziare i valori fondanti, migliorare il welfare aziendale e consolidare il posizionamento del brand sui mercati globali. Hausbrandt conferma inoltre la sua attenzione alla parità di genere, con un’elevata presenza femminile nelle diverse funzioni aziendali, segno di una realtà meritocratica e orientata alla crescita professionale. In un contesto economico complesso, Hausbrandt sceglie di investire in innovazione e sostenibilità, ampliando i canali distributivi e ottenendo le certificazioni biologico e Fairtrade. L’azienda continua a evolversi per rispondere ai nuovi gusti dei consumatori, sempre più attenti a qualità, origine e responsabilità ambientale. “Durante le recenti missioni commerciali in Europa e Medio Oriente – racconta Arianna Zanetti – ho percepito una forte attenzione dei giovani verso prodotti che uniscono tradizione e innovazione”.
Il caffè rappresenta circa l’80% del business del Gruppo, ma l’offerta si completa con brand di prestigio come Theresianer (birra), Col Sandago (vini) e Martin des Orsyn (Champagne). La previsione di chiusura del 2025 indica un fatturato superiore ai 100 milioni di euro.


BUONRISTORO PUBBLICA
Buonristoro ha pubblicato il suo Report di Sostenibilità 2024, un documento che racconta come il gruppo abbia scelto di integrare la sostenibilità nel proprio modello di crescita. Nella lettera agli stakeholder si evidenzia che l’identità dell’azienda nasce da oltre sessant’anni di attività nel vending, con una struttura a capitale privato, una governance stabile e una presenza consolidata nei territori in cui opera. Il report chiarisce che la sostenibilità non è considerata un progetto separato, ma un percorso che parte dalle persone e coinvolge l’intera filiera. Vengono illustrate iniziative legate all’ambiente, al capitale umano, alla responsabilità sociale e ai rapporti con le comunità locali, con l’obiettivo dichiarato di generare valore condiviso. Nelle sezioni dedicate all’ambiente si trovano le linee di intervento adottate negli ultimi anni, dalle certificazioni alle misure per ridurre l’impatto delle sedi operative, fino all’utilizzo di materiali a minore impatto nelle soluzioni di servizio. Sono presenti anche gli impegni per il triennio 2024 2026, in particolare sulla neutralizzazione delle emissioni delle sedi e sull'efficientamento dei processi.
Sul fronte sociale il documento racconta i progetti sviluppati con enti del terzo settore, le attività di sostegno alle comunità e le iniziative mirate all’inclusione. Viene inoltre ribadita l’attenzione al benessere dei collaboratori e alla valorizzazione delle competenze interne. Il Report di Sostenibilità 2024 offre quindi una fotografia accurata delle azioni intraprese e degli obiettivi del gruppo, collocando la sostenibilità come elemento strutturale della strategia Buonristoro e non come comunicazione accessoria. Il report integrale è disponibile sul sito dell’azienda.
COCA-COLA CAMBIA CEO, HENRIQUE BRAUN AL VERTICE DAL 2026
Coca-Cola ha definito il passaggio di consegne al vertice del gruppo. Dal 31 marzo 2026 Henrique Braun assumerà il ruolo di Chief Executive Officer, succedendo a James Quincey, che lascerà la guida operativa dopo nove anni per diventare Executive Chairman. La decisione rientra in un piano di successione annunciato e presentato come ordinato, con l’obiettivo di garantire continuità strategica. Il consiglio di amministrazione intende inoltre proporre Braun per l’elezione nel board in occasione dell’Annual Meeting del 2026, rafforzando ulteriormente il suo ruolo nella governance del gruppo. Braun è un manager cresciuto interamente all’interno di Coca-Cola. Entrato in azienda nel 1996, ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità in diverse aree del mondo, con un percorso che lo ha portato a guidare operazioni chiave in America Latina e in Asia. Prima della nomina a Chief Operating Officer, avvenuta all’inizio del 2025, è stato presidente per l’area Greater China e South Korea e ha guidato l’operating unit Latin America, oltre alla business unit Brazil. Il passaggio di testimone avviene nel segno della continuità. Nelle indicazioni fornite dall’azienda, il nuovo CEO sarà chiamato a proseguire il percorso di sviluppo globale del gruppo, mantenendo l’attenzione sulle opportunità di crescita, sull’evoluzione delle esigenze dei consumatori e sull’utilizzo della tecnologia come leva di efficienza e competitività. Per James Quincey si apre una nuova fase da Executive Chairman, con un ruolo di supervisione e supporto strategico. Il cambio al vertice non introduce discontinuità immediate, ma segna l’inizio di un nuovo ciclo manageriale per uno dei principali player mondiali del beverage, osservato con attenzione anche dal mercato e dagli operatori della filiera.


ACQUE MINERALI, IL MERCATO RIPARTE NEL 2024: CONSUMI A 15,15 MILIARDI DI LITRI
Dopo la battuta d’arresto del 2023, il mercato italiano delle acque minerali torna a crescere. I dati dell’Annuario Acquitalia 2025–26, la guida più completa e autorevole dedicata al comparto, edito da Beverfood in collaborazione con Mineracqua, fotografano l’andamento del settore nell’ultimo anno completo, il 2024, quando i consumi complessivi di acque confezionate in Italia hanno raggiunto i 15,15 miliardi di litri, con un incremento del 2,7% su base annua. Anche il consumo pro capite sale a 257 litri annui, confermando il primato europeo dell’Italia e il ruolo centrale dell’acqua minerale nelle abitudini quotidiane dei consumatori. La ripresa dei volumi si riflette anche sulla produzione, stimata intorno ai 17 miliardi di litri, e su un giro d’affari complessivo dei produttori che supera i 3,4 miliardi di euro. Il settore resta caratterizzato da una struttura industriale ampia, con oltre 80 aziende imbottigliatrici attive e circa 140 stabilimenti di produzione, ma presenta un livello di concentrazione moderato, con i primi otto gruppi che coprono poco più dei due terzi dei volumi complessivi. Sul fronte dei canali di vendita, la distribuzione moderna continua a intercettare la quota principale dei consumi, pari al 76% dei volumi. Il dettaglio tradizionale e il porta a porta mantengono un peso più contenuto, mentre il consumo fuori casa è ricompreso nella voce aggregata “HoReCa, Catering, Vending”, che nel 2024 rappresenta complessivamente il 16% dei volumi di vendita di acqua confezionata. Resta rilevante anche il contributo dell’export, che nel 2024 ha superato 1,85 miliardi di litri, pari a circa l’11% della produzione totale. In valore, le esportazioni mostrano una dinamica ancora più favorevole rispetto al mercato interno, sostenute da prezzi medi più elevati e da una domanda internazionale in crescita, in particolare per le acque gassate, segmento nel quale l’Italia si conferma leader a livello europeo.
Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un comparto che, pur operando in un contesto di pressione sui consumi e di crescente attenzione al prezzo, dimostra una capacità di recupero solida e strutturale, sostenuta da un consumo trasversale, da una forte percezione di qualità e sicurezza e da un posizionamento industriale che resta in larga parte nazionale.
N-AND GROUP APRE
A IVREA, NEL CUORE DELLA STORIA OLIVETTI
N-and Group ha aperto una nuova sede a Ivrea, all’interno dell’EX Centro Studi “La Serra”, luogo strettamente legato alla storia Olivetti. Il nuovo spazio diventa un polo internazionale dedicato allo sviluppo delle soluzioni embedded del Gruppo.
La sede ospita un Innovation Lab focalizzato sulla progettazione di piattaforme embedded ad alte prestazioni, sullo sviluppo dei software di bordo macchina e sulle soluzioni IoT destinate ai mercati globali serviti da N-and. La scelta di Ivrea viene presentata come un ritorno in un territorio con una lunga tradizione nell’innovazione tecnologica e nella cultura industriale, un contesto ritenuto ideale per sostenere la crescita dell’azienda. Il nuovo centro rafforza il modello produttivo di N-and, basato su tecnologie proprietarie, verticalizzazione e proprietà intellettuale interna. La struttura sarà guidata dal team Embedded Solutions, impegnato nella progettazione hardware, software e nelle applicazioni di intelligenza artificiale. L’apertura della nuova sede rappresenta un investimento strategico per potenziare le attività di ricerca e sviluppo del Gruppo, mantenendo in Italia una parte centrale del percorso di innovazione.


WINTER EDITION SUGARFREE MELA FUJI E ZENZERO
Red Bull ha accolto l’inverno con una novità pensata per rinfrescare la stagione: la nuova Winter Edition Sugarfree al gusto Mela Fuji e Zenzero. La dolcezza di una delle mele più apprezzate al mondo si combina con la nota piccante dello zenzero, dando vita a un mix studiato per accompagnare i mesi più freddi.
Questa edizione speciale si aggiunge alla gamma Red Bull Edition, varianti che affiancano la linea classica Red Bull Energy Drink, mantenendone la formula di base e introducendo profili aromatici innovativi.

RIVENDING AL FIANCO DI #NONCIFERMANESSUNO:
IL TOUR 2025 SI CHIUDE CON 3.000 STUDENTI
Si è conclusa l’undicesima edizione di #NonCiFermaNessuno, il tour motivazionale ideato da Luca Abete che da marzo a dicembre 2025 ha attraversato otto Università italiane, coinvolgendo oltre 3.000 studenti in incontri dedicati a fragilità, solitudini e resilienza, sotto il claim “Nessunə è solə”.
Accanto al percorso motivazionale rivolto agli studenti, il tour ha confermato una forte attenzione ai temi ambientali. In quattro tappe del Tour #NonCiFermaNessuno si è ribadito il ruolo centrale del progetto RiVending nel racconto “green” del tour, valorizzando il collegamento tra crescita personale ed economia circolare.
Attraverso contenitori dedicati posizionati nelle aree break, il progetto consente di intercettare una plastica di alta qualità direttamente alla fonte, trasformando un rifiuto potenziale in nuova risorsa e contribuendo a modelli cup2cup e bottle2bottle pienamente coerenti con i principi dell’economia circolare.
Con oltre 16.000 cestini installati in tutta Italia e la capacità di recuperare ogni anno 90 milioni di bicchieri, RiVending permette un risparmio stimato di 613 tonnellate di CO2, contribuendo in modo significativo agli obiettivi nazionali di economia circolare. Nel quadro di #NonCiFermaNessuno, questi numeri si sono tradotti in azioni concrete all’interno degli atenei. Le cronache della chiusura del tour 2025 raccontano infatti l’installazione di contenitori RiVending in diverse università, a supporto delle attività di sensibilizzazione ambientale rivolte agli studenti.
In questo modo, il messaggio sulla gestione responsabile della plastica si è affiancato al lavoro educativo del tour sulle nuove solitudini universitarie, trasformando la pausa caffè in un momento di partecipazione attiva alla transizione ecologica.
La collaborazione tra RiVending e #NonCiFermaNessuno conferma il valore di un’alleanza che unisce il mondo del vending, le istituzioni accademiche e una campagna sociale radicata da anni nel dialogo con i giovani. Per CONFIDA, COREPLA e UNIONPLAST, portare nei campus universitari un modello concreto di economia circolare significa infatti avvicinare le nuove generazioni a pratiche quotidiane di riciclo, rafforzando al tempo stesso l’impegno del settore verso obiettivi ambientali sempre più ambiziosi.

EVA - European Vending & Coffee Service Association ha partecipato all’edizione 2025 di Trieste Coffee Experts, portando la voce del vending e dei servizi out of home all’interno di un confronto di alto livello sul futuro del settore caffeicolo europeo. A rappresentare l’associazione è stato il presidente Paolo Ghidotti, intervenuto in uno dei panel centrali della manifestazione. Nel corso del dibattito, dedicato ai costi e alle sfide che attendono la filiera, Ghidotti ha richiamato l’attenzione su temi che toccano da vicino anche il vending: l’aumento strutturale dei costi, le richieste legate alla sostenibilità, l’innovazione tecnologica e la necessità di una maggiore cooperazione lungo tutta la catena del valore del caffè. La presenza di EVA a Trieste conferma come la distribuzione automatica sia ormai parte integrante dell’ecosistema europeo del caffè, non solo sul piano operativo ma anche su quello del confronto strategico e istituzionale. Un ruolo che diventa sempre più rilevante in una fase di profonda trasformazione del mercato. Eventi come Trieste Coffee Experts si confermano così un luogo di sintesi tra industria, associazioni e istituzioni, dove il vending trova spazio per far valere il proprio punto di vista e contribuire alla definizione delle traiettorie future del settore. Un segnale chiaro di come il canale automatico sia sempre più coinvolto nelle grandi discussioni che riguardano il caffè di domani.
Ogni giorno, in migliaia di aziende, scuole, ospedali e uffici pubblici, succede qualcosa che tutti vediamo ma che quasi nessuno considera davvero: le persone si incontrano davanti a un distributore automatico. Non è solo un caffè al volo, non è solo uno snack per spezzare la mattinata. È un momento di contatto, un piccolo rito collettivo che continua a funzionare indipendentemente da app, piattaforme e notifiche. Il bisogno degli italiani di relazioni più autentiche, emerso da una recente indagine realizzata dall’Osservatorio IT di Bibite Sanpellegrino, conferma ciò che nel vending sappiamo da sempre: le persone cercano luoghi semplici e non giudicanti, dove fermarsi qualche secondo, scambiare due parole e riprendere fiato. E nessun luogo rispecchia questa dinamica meglio della classica area break. In tantissimi contesti il distributore automatico è l’unico vero spazio neutrale dell’edificio, quello dove il direttore parla con l’addetto alla logistica, lo studente con il professore, l’infermiere con il medico. Una zona franca che allenta le gerarchie e crea micro-interazioni che spesso valgono più di una riunione formale. È un ruolo invisibile solo perché naturale. Nessuno deve “organizzare” la socialità davanti a una vending machine: accade e basta. Ed è proprio in questo che il nostro settore ha un vantaggio enorme rispetto ad altri canali che oggi cercano di ricostruire occasioni di relazione. Detto questo, anche i gestori possono fare molto per amplificare questo valore. Una locazione vending progettata bene diventa immediatamente più accogliente e più utile alla socialità. Basta davvero poco, scegliere punti di installazione dove ci si possa fermare senza intralcio, creare un'area break dedicata invece del solito corridoio sacrificato, proporre prodotti che stimolino la pausa condivisa e curare il design visivo dell’area, tutti elementi che invitano alla sosta e alla conversazione. Non parliamo di grandi investimenti, ma di accortezze che trasformano un punto di erogazione in un micro-luogo di relazione. La verità è che il vending non vende solo prodotti: vende momenti. E quei momenti, nel loro piccolo, uniscono le persone più di quanto si pensi.


CAFFÈ PASCUCCI PREMIATA
PER LA CAPSULA 100% COMPOSTABILE NIPPLE
Caffè Pascucci, storica torrefazione marchigiana, è stata riconosciuta come Torrefazione più innovativa dalla Guida del Camaleonte di Gambero Rosso, grazie al sistema di estrazione monoporzionato Nipple®. La capsula è completamente compostabile e si trasforma, dopo l’uso, in fertilizzante naturale, rappresentando un esempio concreto di sostenibilità e responsabilità ambientale.
La capsula Nipple® è realizzata con fibre vegetali, tra cui canna da zucchero e bambù, senza plastica né alluminio. Il design innovativo permette di aprirsi controllatamente alla pressione, garantendo un passaggio ottimale dell’acqua e un espresso pieno, morbido e aromatico, coerente con lo stile italiano.
La termoformatura a bassa temperatura riduce le emissioni di CO2, mentre la certificazione “OK Compost Home” di TUV Austria attesta la biodegradabilità in circa 12 settimane in compost domestico. Le capsule Nipple® sono sicure per il consumo, prive di Bisfenolo A, formaldeide e sostanze ecotossiche. Contengono esclusivamente caffè biologico proveniente da filiere controllate, coltivato senza pesticidi o fertilizzanti chimici, preservando il gusto naturale e gli aromi originali della pianta. Per valorizzare le caratteristiche della capsula, Caffè Pascucci ha sviluppato macchine da caffè ad hoc, progettate per ottimizzare estrazione, aroma e qualità della bevanda. Il sistema Nipple® garantisce un’esperienza completa e coerente con gli standard della torrefazione.
Fondata da Alberto Pascucci negli anni ’50, l’azienda ha mantenuto nel tempo la filosofia di creare valore per la comunità e rispettare l’ambiente. Mario Pascucci, attuale ceo del gruppo, sottolinea: «Il nostro impegno non muove il mondo, ma può generare benessere intorno a noi». L’attenzione all’ambiente si riflette anche nell’adozione di energie rinnovabili e nella tostatura a induzione, riducendo significativamente il consumo energetico.
Caffè Pascucci accompagna i coltivatori verso pratiche naturali e sostenibili, contribuendo alla conservazione della biodiversità. La capsula Nipple® rappresenta il culmine di questo percorso, sintetizzando qualità, responsabilità e rispetto per il territorio.
Rhea Vendors Group, tra i principali produttori al mondo di macchine per la pausa caffè, presenta il Bilancio di Sostenibilità 2024, che per la prima volta include l’intero perimetro internazionale del Gruppo. Il documento rappresenta un passo importante nel percorso di integrazione della sostenibilità nel modello di business, consolidando l’impegno dell’azienda verso la creazione di valore condiviso per persone, comunità e ambiente. “Con questo secondo Bilancio di Sostenibilità, esteso per la prima volta a tutte le nostre sedi internazionali, vogliamo condividere una visione integrata del nostro impegno globale. Siamo consapevoli della responsabilità che abbiamo verso il pianeta e le persone, e continueremo a promuovere un modo di fare impresa che unisca qualità, benessere e sostenibilità. La nostra ambizione è contribuire alla diffusione di uno stile di vita più consapevole, offrendo esperienze di convivialità che rispettino l’ambiente e valorizzino le relazioni umane” commenta Andrea Pozzolini, CEO di Rhea.
Il Bilancio di Sostenibilità 2024 completo è disponibile sul sito ufficiale di Rhea.


ANTONIO TAJANI IN VISITA ISTITUZIONALE AL GRUPPO SAN BENEDETTO
Il Gruppo San Benedetto ha accolto, presso lo stabilimento di Scorzè, il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, in visita istItuzionale per approfondire il ruolo dell’industria italiana sui mercati internazionali.
Il Vicepremier e Ministro è stato ricevuto dal Presidente e Amministratore Delegato Enrico Zoppas, dai Consiglieri di Amministrazione Matteo Zoppas e Tullio Versace, e dal Direttore Generale Frédéric Barut.
Durante l’incontro, la delegazione ha accompagnato Tajani in un percorso all’interno degli impianti produttivi, illustrando le tecnologie avanzate, i processi industriali e il modello organizzativo che caratterizzano il Gruppo.
La visita è stata l’occasione per un confronto su temi chiave quali i principali scenari internazionali, il valore dell’export e il ruolo strategico del Made in Italy. Un settore che rappresenta a pieno titolo l’eccellenza italiana nel mondo, grazie a qualità, affidabilità e capacità industriale riconosciute sui principali mercati esteri.
“Siamo onorati della visita del Vicepremier e Ministro Tajani, ha dichiarato Enrico Zoppas, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo San Benedetto, “Il dialogo con le istituzioni è fondamentale per valorizzare un comparto che porta il Made in Italy nel mondo e che contribuisce in maniera significativa alla competitività del nostro Paese. San Benedetto continua a investire nell’innovazione, nella crescita all’estero e nello sviluppo di prodotti che rispecchiano al meglio la qualità italiana”.
“La visita al Gruppo San Benedetto mi ha confermato ancora una volta quanto le nostre eccellenze industriali siano un patrimonio che rappresenta l’Italia nel mondo. Siamo di fronte a un’azienda che esporta con successo oltre i nostri confini, dimostrando capacità, visione e una forte identità Made in Italy. È proprio su realtà come questa che dobbiamo continuare a investire e fare affidamento: imprese che innovano, che competono sui mercati internazionali e che contribuiscono agli obiettivi che il Governo si è posto. Il loro impegno rafforza l’immagine e il valore del nostro Paese all’estero”, ha affermato Antonio Tajani, Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

BRICO IO, HENKEL E VADO: A CREMA LA PRIMA SMART
Innovazione tecnologica, protezione del valore e una nuova modalità di interazione con il cliente. Sono questi i pilastri della partnership strategica siglata tra Brico io, catena tra i leader nel settore del fai da te, Henkel, multinazionale protagonista nel mercato degli adesivi e sigillanti, e VADO, azienda specializzata in soluzioni di Smart Vending e Retail Tech.
Il progetto pilota prevede l’installazione di una Smart Vending Machine brandizzata Loctite Super Attak, uno dei brand di punta di Henkel e sviluppata dalla tecnologia di VADO, posizionata strategicamente all’interno del punto vendita Brico io di Crema. L’iniziativa nasce per rispondere a un’esigenza concreta del settore retail: proteggere dal furto (shrinkage) le referenze ad alto valore unitario e di dimensioni ridotte – come colle e sigillanti rapidi – che spesso subiscono ammanchi significativi, con un impatto diretto sui margini. Allo stesso tempo, il progetto mira a superare i limiti della tradizionale esposizione a scaffale, offrendo un’esperienza d’acquisto più distintiva e informativa.
La soluzione adottata va oltre il concetto di distributore automatico tradizionale e si configura come Totem di Marketing interattivo integrato nel punto vendita. Attraverso uno schermo touch, il cliente può acquistare il prodotto in sicurezza e accedere a contenuti digitali dedicati, come video dimostrativi, tutorial tecnici sulle modalità di applicazione e approfondimenti sull’intera gamma.
Il sistema è completamente integrato nell’ecosistema di vendita Brico io. Tramite la scansione della carta fedeltà o di un QR Code, il cliente può interagire con la macchina, sbloccare il prodotto desiderato e completare l’acquisto direttamente in cassa o attraverso i sistemi di pagamento abilitati, garantendo un flusso semplice, fluido e sicuro.
Quest’anno KitKat (Gruppo Nestlè) è partner ufficiale della Formula 1, segnando l’inizio di una collaborazione internazionale che unisce il mondo del cioccolato a quello delle corse. Dopo il traguardo dei 90 anni celebrato nel 2025, il brand affronterà la sua prima stagione completa come Official Chocolate Bar del campionato automobilistico più seguito al mondo, con presenza in dodici Gran Premi a partire dall’Australia. La partnership non si limiterà alla visibilità in pista. Sono previste attivazioni digitali, contenuti esclusivi, campagne in-store e una linea di prodotti in edizione limitata dedicata ai fan della Formula 1. Il progetto coinvolgerà anche il mondo dell’intrattenimento, con contenuti branded su piattaforme come Netflix, in particolare durante la nuova stagione di Drive to Survive, e iniziative rivolte a una community giovane e appassionata.
Simbolo dell’alleanza tra KitKat e Formula 1 è la nuova KitKat F1 Car, uno snack modellato come una monoposto. Il guscio di cioccolato al latte racchiude cereali croccanti e pezzetti di wafer. Il prodotto è stato sviluppato dal team R&D Nestlé e realizzato nello stabilimento di San Sisto, in Umbria, da cui verrà esportato in oltre 30 Paesi.
La KitKat F1 Car sarà disponibile da gennaio 2026 in Australia, Regno Unito, Francia, Italia, Austria e Svizzera, per poi arrivare progressivamente negli altri mercati. Accanto alla monoposto debutterà anche il KitKat Chunky F1, caratterizzato da un effetto marmorizzato ispirato alle livree delle vetture da corsa.




FANTAVENDING
DICEMBRE 2025 - GENNAIO 2026
FANTAVENDING È UN BLOG INFORMATIVO PRESENTE NEL SETTORE DEL VENDING DA OLTRE 15 ANNI, UN TEMPO LUNGHISSIMO PER UN’ESPERIENZA DI SOCIAL MEDIA. FIN DAL SUO ESORDIO È DIVENTATO IL CENTRO INFORMATIVO DEL SETTORE. TUTTE LE PRINCIPALI AZIENDE DELLA FILIERA DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA SONO QUOTIDIANAMENTE CONNESSE AL SITO (WWW.FANTAVENDING.IT) E MIGLIAIA DI UTENTI OGNI GIORNO LEGGONO E SPESSO COMMENTANO LE NOTIZIE PUBBLICATE TUTTI I GIORNI FERIALI, 12 MESI ALL'ANNO E SENZA INTERRUZIONI PER ALMENO 50 SETTIMANE.
D.A. ITALIA PUBBLICHERÀ UNA SINTESI DELLE NOTIZIE RECENTI DI FANTAVENDING PIÙ LETTE IN RETE.
LA TERRA DI MEZZO E IL TERRORE
DEL CALO DELLE BATTUTE
Non è un episodio del Signore degli Anelli. Nel vending, la terra di mezzo è rappresentata dall’insieme di tutte quelle locazioni che battono troppo per essere servite tramite l’OCS e troppo poco per giustificare l’installazione del vending tradizionale. I confini di questo territorio sono cambiati profondamente nel corso degli anni, soprattutto per l’arrivo, da un lato, delle table top e, dall’altro, dell’OCS evoluto, soluzioni pensate proprio per intercettare fasce di mercato intermedie.
La terra di mezzo oggi esiste ancora e, in grande sintesi, con tutte le eccezioni del caso, si colloca tra le 200 e le 300 battute caffè mese. Da 0 a 100 c’è l’OCS base, da 100 a 200 l’OCS evoluto, da 300 a 500 le table top, sopra le 500 il vending tradizionale. Una suddivisione empirica, ma che fotografa abbastanza bene la realtà operativa di molte gestioni.
Che macchina installare nella terra di mezzo è sempre stato un problema. Qualche fenomeno, che poi spesso si è fatto male, ci ha piazzato free standing chiaramente sovradimensionate, macchine che il cliente gradisce, ma che poi pretende per sempre. La maggior parte dei gestori strutturati ha invece affrontato il tema con le table top, facendo grande attenzione a passaggi e prezzi e spesso optando per macchine già ammortizzate. Una scelta comprensibile, ma che di fatto ha impedito all’OCS evoluto di trovare spazio proprio dove, probabilmente, sarebbe stato più appropriato e gestibile.
Il risultato è stato quello di avere decine di migliaia di locazioni in tutta Italia servite con macchine troppo grandi rispetto alle battute reali. Una fragilità strutturale che può reggere solo in uno scenario di crescita costante dei consumi. Quando le battute aumentano, il problema resta sotto traccia. Quando iniziano a calare, la situazione diventa rapidamente drammatica.
Purtroppo il 2024 e il 2025, sul fronte dei consumi, non sono andati bene. Migliaia di locazioni che stavano nella terra di mezzo si sono impoverite, scendendo sotto le 200 battute mese, in alcuni casi anche molto sotto. A quel punto le opzioni per i gestori erano sostanzialmente tre: ritirare le macchine e installare un OCS, perdere il cliente oppure fare finta di niente. Chi non ha fatto una scelta ha semplicemente sbagliato.
Da qui si sono generati due effetti negativi. Il primo riguarda i gestori virtuosi che hanno ritirato le macchine e si sono ritrovati con decine, a volte centinaia, di distributori rientra-

ti in magazzino. Un parco usato che riduce drasticamente la propensione a investire in macchine nuove e che va a complicare ulteriormente un quadro già pesante per i fabbricanti. I giri del tradizionale sono diminuiti e qualche ARD è già saltato o rischia di esserlo a breve.
Il secondo effetto riguarda invece i gestori incoscienti che, pur di fare un cliente, sono entrati in locazioni sotto le 200 battute installando macchine totalmente inappropriate. Se sono macchine buone, non recupereranno mai l’ammortamento. Se sono macchine molto usate, difficilmente riusciranno comunque ad andare in pari, offrendo nel frattempo un servizio scadente, con tutte le conseguenze del caso.
In realtà la terra di mezzo non è diventata improvvisamente ostile. Semplicemente ha smesso di perdonare. Per anni è stata raccontata come una fascia elastica, dove si poteva forzare una macchina in più, un investimento un po’ più grande, un’aspettativa di crescita mai davvero scritta su carta. Finché le battute tenevano, tutto funzionava. Appena hanno iniziato a scendere, è emerso che sotto non c’era un progetto industriale, ma una scommessa. Oggi quella scommessa la stanno pagando i gestori con i piazzali pieni di macchine rientrate, i fabbricanti con ordini che si assottigliano e gli ARD con posti di lavoro sempre meno garantiti. La terra di mezzo non è un errore di mercato. È lo specchio di come il vending, per troppo tempo, ha preferito non guardare in faccia i propri numeri.
L’AUTOGOL DEL CEO DI SELECTA: “NON COMPREREI DAL VENDING”
Venkie Shantaram, alla guida di Selecta dall’ottobre 2025, ha dichiarato in un’intervista che: “nemmeno io comprerei una Red Bull a 3,50 franchi dal distributore automatico quando è disponibile a un prezzo notevolmente inferiore nel negozio accanto”.
Che un’affermazione del genere arrivi dal CEO di un colosso del vending, e non da un commentatore qualunque, rende il tutto ancora più surreale. Non è una frase infelice né una provocazione estemporanea, ma un autogol comunicativo che rivela una comprensione quantomeno superficiale di come funzioni questo canale. E non stiamo parlando di un dettaglio marginale, ma di uno dei suoi principi fondanti.
Nel vending non si paga solo il prodotto. Si paga il servizio, il contesto e il momento. Una lattina acquistata in stazione è refrigerata, pronta al consumo immediato, non a temperatura ambiente come quella prelevata da uno scaffale di supermercato. Dietro quella refrigerazione ci sono investimenti, consumi energetici, manutenzione e responsabilità operative. È disponibile quando hai pochi minuti, un treno da prendere e nessuna intenzione di fare la spesa. Mettere sullo stesso piano queste due situazioni significa ignorare completamente il valore dell’esperienza d’acquisto.
Nel prezzo finale c’è poi un elemento strutturale del vending che sembra improvvisamente scomparso dal radar: il ristorno. I distributori automatici non sono lì per caso. Sono lì perché qualcuno paga per esserci. In stazione, come in aeroporto, negli ospedali o nelle grandi sedi pubbliche, lo spazio ha un valore economico preciso, spesso elevatissimo, che il gestore riconosce al concedente. Quel costo entra nel prezzo del prodotto ed è una componente imprescindibile del modello. Far finta che non esista è preoccupante.

E poi c’è il luogo, che nel retail non è un’opinione ma una regola di mercato. La stessa bottiglia d’acqua può costare cinquanta centesimi in un discount, un euro e cinquanta in stazione, tre euro in aeroporto e cinque euro in un ristorante. Nessuno si scandalizza, nessuno sente il bisogno di dichiarare che non la comprerebbe. Cambia il contesto, cambia il prezzo, cambia il valore percepito. È sempre stato così e continuerà a esserlo, anche nel vending.
Il problema quindi non è il prezzo della Red Bull. Il problema è il messaggio che passa. Raccontare il vending come se fosse un supermercato sbagliato, caro e fuori mercato significa delegittimare il canale, rafforzare stereotipi duri a morire e offrire argomenti a chi da anni lo considera un ripiego. Un racconto che finisce per scaricare sulle spalle di gestori e operatori una narrazione tossica, difficile poi da smontare sul campo.
Perché se anche il CEO afferma pubblicamente che lui, per primo, non comprerebbe dal distributore automatico, la domanda successiva è inevitabile. Perché dovrebbe farlo il consumatore?
Criticare il proprio modello può essere legittimo. Farlo senza spiegare le regole del gioco lo è molto meno. Il vending non compete sul prezzo puro, non lo ha mai fatto. Compete sulla disponibilità, sulla presenza nei luoghi ad alta intensità di consumo, sulla risposta immediata a un bisogno. Negarlo pubblicamente non è realismo, è una semplificazione pericolosa.
E come spesso accade, il conto non lo paga chi rilascia l’intervista, ma chi il vending lo fa davvero ogni giorno, sul campo, tra ristorni, costi energetici, logistica, manutenzione e margini sempre più sottili. Chi guida un colosso del vending dovrebbe ricordarselo, prima di spiegare al mondo perché non comprerebbe dal vending stesso.
QUANDO IL VENDING DIVENTA UNA BARRIERA CONTRO IL TACCHEGGIO
Nel retail tradizionale il taccheggio non è più una variabile marginale, ma un fattore che incide direttamente sui margini e sulla gestione quotidiana del punto vendita. In particolare, le referenze di piccole dimensioni e ad alto valore unitario continuano a rappresentare una delle aree più critiche, spesso difficili da proteggere senza penalizzare l’esperienza del cliente. È in questo contesto che il vending inizia a trovare un nuovo spazio, non come canale alternativo, ma come strumento operativo di controllo.
Nel punto vendita di Crema di Brico io è partito un progetto pilota che utilizza una smart vending machine dedicata a una linea di prodotti soggetti a forti fenomeni di taccheggio, come colle e sigillanti rapidi. L’idea è semplice quanto efficace: spostare alcune SKU critiche dall’esposizione libera a una modalità di acquisto protetta, mantenendo la disponibilità del prodotto e riducendo alla radice le differenze inventariali.
La macchina, sviluppata da VADO e brandizzata Loctite Super Attak, uno dei marchi di punta di Henkel, consente al cliente di accedere al prodotto solo attraverso un’interazione digitale. In questo modo viene eliminata la possibilità di prelievo non autorizzato, senza ricorrere a barriere fisiche invasive o a soluzioni che rallentano il processo d’acquisto. Il vending diventa così un vero e proprio presidio di sicurezza integrato nel layout del negozio.
Accanto alla funzione di protezione del prodotto, la smart vending machine integra contenuti video, tutorial applicativi, storytelling di gamma e raccolta di dati di sell-out, elementi che arricchiscono l’esperienza d’acquisto e il presidio informativo nel punto vendita. Il sistema è inoltre integrato con i processi di vendita, consentendo al cliente di sbloccare il prodotto e completare l’acquisto attraverso i canali già utilizzati all’interno del negozio.
Il test avrà una durata di alcuni mesi e sarà monitorato soprattutto sul fronte della riduzione delle differenze inventariali. Se i risultati saranno coerenti con le aspettative, questo modello potrebbe aprire una strada interessante per molte insegne alle prese con gli stessi problemi. Ancora una volta il vending dimostra di poter uscire dai confini tradizionali della distribuzione automatica per rispondere a esigenze molto concrete del retail fisico.

Alla fine anche la Francia ha dovuto fare i conti con la realtà. Il divieto dei bicchieri monouso in plastica, annunciato e sbandierato per anni e previsto per il 2026, è stato rinviato al 2030. Il motivo è tanto semplice quanto imbarazzante: non si trovano alternative sostenibili per volumi così importanti. Carta, fibre, materiali “alternativi”. Sulla carta appunto. Perché quando si passa dai proclami ai milioni di consumazioni reali, emergono tutte le criticità che chi lavora nelle filiere conosce bene: prestazioni inferiori, impatti ambientali tutt’altro che risolti, difficoltà di raccolta e riciclo, costi e complessità operative che nessuno ama raccontare nei comunicati stampa.
Il rinvio francese smonta così uno dei dogmi più ripetuti nel dibattito europeo: l’idea che basti cambiare materiale per rendere sostenibile il monouso. In realtà il monouso resta monouso, e senza sistemi di raccolta dedicati e processi di riciclo efficienti si rischia solo di spostare il problema, non di risolverlo.
Nel mondo del vending questa non è una scoperta dell’ultimo minuto. Qui si sa da tempo che la sostenibilità non nasce dai divieti annunciati con largo anticipo, ma da filiere che funzionano davvero ogni giorno. Progettazione dei prodotti, raccolta separata, qualità dei flussi e riciclo reale contano molto più degli slogan.
Ed è proprio su questa logica che si inserisce RiVending, il progetto che nel vending italiano prova a dimostrare che, invece di vietare per decreto, è possibile organizzare una filiera dedicata capace di dare una seconda vita ai bicchieri usati. Una differenza non da poco, soprattutto quando i volumi iniziano a contare davvero.

H24 CHE STANNO CAMBIANDO
LE NOTTI DI BARI
Avevamo deciso di non pubblicare l’ennesimo affronto giornalistico nei confronti della categoria degli imprenditori degli H24, culminato in un recente articolo di Bari Today dal titolo: “Birre, giovani e spaccio. Dentro gli H24 che stanno cambiando le notti di Bari”. Per una volta però la stessa redazione, probabilmente rendendosi conto dell’errore, ha dato spazio alla replica di un imprenditore del nostro settore.
Questa, invece, la pubblichiamo volentieri e integralmente:
"Gentile redazione di Bari Today, in qualità di imprenditore operante nel settore dei distributori automatici H24, sento il dovere di intervenire in merito all’articolo “Birre, giovani e spaccio. Dentro gli H24 che stanno cambiando le notti di Bari”.
Colpisce, più del tema trattato, l’impostazione narrativa che finisce per mettere sul banco degli imputati un’intera categoria di imprenditori, accomunandola a fenomeni di degrado e illegalità che nulla hanno a che vedere con chi opera nel rispetto delle regole.
Definire l’apertura di un H24 come un’attività che “basta avviare con qualche migliaio di euro” è semplicemente falso. Un’attività regolare comporta:
• investimenti ben più consistenti tra locali, macchinari, impianti, sistemi di sicurezza e videosorveglianza;
• autorizzazioni, SCIA, requisiti igienico-sanitari, fiscali e amministrativi;
• costi fissi elevati e controlli continui.
Chi investe in questo settore non improvvisa, non opera nell’ombra e non trae alcun vantaggio dall’illegalità, che anzi danneggia per primo proprio chi lavora onestamente. Attribuire il fenomeno dello spaccio o del degrado notturno agli H24 significa confondere il contenitore con il problema reale.
Lo spaccio esisteva prima e continuerà ad esistere indipendentemente dalla presenza di un distributore automatico. Il vero nodo è:
• la gestione del territorio;
• l’efficacia dei controlli;
• la prevenzione e il presidio delle aree critiche. Scaricare queste responsabilità sugli imprenditori è una semplificazione che non aiuta né i cittadini né le istituzioni.
Siamo i primi a chiedere regole chiare, controlli seri e interventi mirati, perché solo così si tutela la legalità e si difendono le imprese sane da chi opera fuori dalle regole.
Raccontare la realtà è fondamentale. Farlo senza generalizzare e senza criminalizzare chi investe e crea lavoro, lo è ancora di più".

VENDING E OLIMPIADI: MARIO TONIUTTI
TEDOFORO PER MILANO CORTINA 2026
Mario Toniutti, amministratore delegato di Gruppo Illiria e vicepresidente di Confida, è stato uno dei tedofori del Viaggio della Fiamma in vista delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026. La staffetta ha fatto tappa a Cividale del Friuli, dove Toniutti ha portato la torcia olimpica nel corso del percorso ufficiale. La notizia, inizialmente legata alla cronaca locale, ha rapidamente trovato spazio su diverse testate generaliste, complice l’impatto visivo dell’immagine e il contesto olimpico. Nel giro di poche ore la foto ha iniziato a circolare anche sui social, accompagnata da riferimenti al profilo professionale di Toniutti e al ruolo che ricopre nel mondo della distribuzione automatica. Il Viaggio della Fiamma accompagna l’avvicinamento ai Giochi coinvolgendo migliaia di tedofori lungo un itinerario che attraversa città e comunità italiane. Si tratta di un format consolidato, pensato per dare continuità mediatica all’evento sportivo e mantenerne alta l’attenzione lungo tutto il percorso.
In questo quadro, anche il mondo della distribuzione automatica si ritrova dentro una narrazione che di solito lo ignora. In un settore che finisce raramente sotto i riflettori della cronaca generalista, è un’immagine che vale la pena archiviare.

CATEGORY MANAGEMENT NEL VENDING:
CONFIDA PUBBLICA IL MANUALE OPERATIVO
l vending del futuro non si giocherà solo su prezzi, promozioni o nuove macchine, ma sempre di più su come viene costruita l’offerta dentro il distributore. Con margini sotto pressione e consumi meno automatici rispetto al passato, il category management diventa uno degli strumenti più concreti per recuperare redditività macchina per macchina. Decidere cosa mettere, dove metterlo e perché non è più un dettaglio, ma una scelta strategica che incide direttamente sulle vendite e sulla percezione del servizio. In questa direzione va l’iniziativa appena annunciata da CONFIDA, che ha reso disponibile per gli associati un manuale dedicato all’Easy Category Marketing applicato al vending.
È infatti disponibile online, nell’area riservata alle imprese associate, il Manuale di Easy Category Marketing per il vending, realizzato dalla professoressa Elisa Fabbi dell’Università di Modena e Reggio Emilia per CONFIDA. Il Manuale è stato pensato per accompagnare le imprese di gestione nella gestione strategica dell’offerta, fornendo un metodo strutturato, esempi concreti e strumenti immediatamente applicabili nella pratica quotidiana.
Un focus particolare è dedicato al posizionamento dei prodotti all’interno del distributore automatico, analizzandone l’impatto diretto sulla redditività delle singole macchine e sulle scelte di acquisto dei consumatori. L’obiettivo è supportare le imprese nel percorso di evoluzione della distribuzione automatica, da soluzione di emergenza a canale di scelta consapevole, capace di costruire relazioni durature con i clienti e di generare valore sostenibile nel tempo.
Il Manuale può essere scaricato online accedendo all’area riservata del sito CONFIDA con le credenziali dedicate alle imprese associate

Selecta avrebbe spostato la propria regia operativa da Cham a Londra. La notizia arriva dalla stampa svizzera, che parla di un trasferimento pensato per rendere più rapida la riorganizzazione del gruppo, oggi guidato dal CEO britannico Venkie Shantaram, nominato nell’ottobre 2025. Interpellata sul punto, l’azienda non avrebbe rilasciato conferme ufficiali.
Non si tratterebbe però di un addio alla Svizzera. A Cham resterebbero funzioni centrali come contabilità, affari legali e gestione fiscale. Anche il sito di Muttenz dovrebbe rimanere attivo, a conferma di un presidio elvetico che non viene smantellato, ma che perde centralità nel disegno complessivo.
Il passaggio si inserisce in una fase di riorganizzazione già avviata. In novembre erano stati annunciati 50-60 esuberi in Svizzera, un segnale che, letto insieme allo spostamento del baricentro manageriale, restituisce l’immagine di una struttura in piena revisione, dove la velocità decisionale sembra contare più della geografia storica.
A colpire è anche la forma del nuovo centro di regia: Londra sì, ma non un headquarter iconico, bensì una struttura in co-working nel cuore della città. Una scelta che racconta bene la fase che Selecta sta attraversando: meno simboli, più manovra. E oggi, per il gruppo, la manovra sembra essere la vera priorità.



A RIMINI SI È APPENA CHIUSA SIGEP WORLD 2026, UN’EDIZIONE CHE HA CONFERMATO IL RUOLO DELLA MANIFESTAZIONE COME PIATTAFORMA DI RIFERIMENTO PER L’INDUSTRIA GLOBALE DEL FOODSERVICE. CINQUE GIORNI DI FIERA CHE HANNO RESTITUITO L’IMMAGINE DI UN SETTORE IN TRASFORMAZIONE, SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALE E INTERCONNESSO, CAPACE DI ATTRARRE OPERATORI, BUYER E BRAND DA TUTTO IL MONDO.
UN SEGNALE EVIDENTE ARRIVA DALLA CRESCITA DELLA COMPONENTE ESTERA, CON UN AUMENTO DEL 33% DEGLI ESPOSITORI INTERNAZIONALI, PRESENTI COMPLESSIVAMENTE DA 45 PAESI, A TESTIMONIANZA DI UNA VOCAZIONE GLOBALE ORMAI STRUTTURALE.
All’interno di questo scenario, il caffè ha continuato a rappresentare uno dei pilastri centrali della manifestazione, non solo in termini di superficie espositiva, ma soprattutto come baricentro industriale e culturale del foodservice. Torrefazioni, produttori di macchine, tecnologie per l’estrazione, soluzioni per il consumo professionale e nuovi format di servizio hanno trovato a SIGEP uno spazio di confronto trasversale, capace di mettere in dialogo tradizione e innovazione. Il caffè si è confermato così un linguaggio comune, in grado di unire mercati maturi ed economie emergenti, modelli europei e visioni extraeuropee. La fiera ha mostrato con chiarezza come il comparto stia evolvendo lungo più direttrici: qualità della materia prima, attenzione alla filiera, sostenibilità, ma anche efficienza operativa e adattabilità ai diversi contesti di consumo. Dal bar tradizionale all’hotellerie, fino ai modelli più evoluti di
ristorazione e servizio automatizzato, il caffè continua a essere un elemento chiave nella costruzione dell’offerta foodservice, con ricadute dirette su tecnologia, design e concept di vendita.
SIGEP World 2026 ha quindi ribadito la propria funzione di osservatorio privilegiato, capace di fotografare le tendenze in atto e di anticipare quelle future. In questo quadro, il caffè non emerge come un semplice segmento merceologico, ma come una vera infrastruttura del fuori casa, attorno alla quale ruotano investimenti, innovazione e strategie di sviluppo internazionale.
La redazione di D.A. Italia era presente a Rimini e ha realizzato un reportage fotografico dagli stand di SIGEP World 2026, per raccontare per immagini alcune delle aziende e delle soluzioni che hanno caratterizzato questa edizione della manifestazione.

















RECORD DI AFFLUENZA
PER LA 22ª EDIZIONE DI MARCA 2026, LA FIERA CHE CELEBRA L'ECOSISTEMA
DELLA MARCA DEL DISTRIBUTORE
SI È CHIUSA CON NUMERI RECORD LA 22ª EDIZIONE DI MARCA BY BOLOGNAFIERE: 25.070 VISITATORI PROFESSIONALI NEI DUE GIORNI DI MANIFESTAZIONE, IN CRESCITA DEL 9% RISPETTO AL 2025.
UN RISULTATO CHE SEGNA IL MASSIMO STORICO PER LA FIERA E TESTIMONIA LA CENTRALITÀ DELLA PIATTAFORMA NEL PANORAMA DEL LARGO CONSUMO ITALIANO ED EUROPEO.
I PADIGLIONI DI BOLOGNAFIERE HANNO REGISTRATO IL TUTTO ESAURITO (+19% DI SUPERFICIE ESPOSITIVA), CON 1.540 AZIENDE ESPOSITRICI MDD PARTNER (+18%), 110 ESPOSITORI ESTERI (+25%), 28 INSEGNE DELLA DMO (+4) PRESENTI CON I PROPRI STAND, OLTRE 5.000 BUYER ALTAMENTE QUALIFICATI E PIÙ DI 300 BUYER STRATEGICI DA 30 PAESI ESTERI.
Un format unico nel panorama fieristico internazionale: MARCA by BolognaFiere & ADM è l'unica manifestazione in cui Retailer e industria espongono in una logica collaborativa, coprendo l'intera catena del valore della MDD. MARCA Food e MARCA NonFood per le categorie core; MARCA Fresh, che nell'edizione 2026 ha raddoppiato la superficie a 2.500 metri quadri con oltre 80 aziende, a conferma dell'eccellenza italiana nel fresco; MARCA Tech a presidio della filiera upstream con packaging, logistica e servizi per il retail. Appuntamenti di alto profilo nel programma convegnistico, tra sessioni istituzionali e tavole rotonde dedicate a innovazione, sostenibilità e scenari di mercato con i principali player del settore.
Il convegno di apertura “Costruire Fiducia: il ruolo della Distribuzione Moderna e della Marca del Distributore”, con la presentazione del Position Paper 2026 redatto da TEHA per ADM, Associazione Distribuzione Moderna, ha certificato il ruolo della MDD come pilastro economico da 31,5 miliardi di euro, capace di coniugare la fiducia di 9 italiani su 10 con la creazione di valore, occupazione e innovazione lungo tutta la filiera del Made in Italy. Il “XXII Rapporto Marca in collaborazione con Circana” ha sancito il superamento del 30% di quota di mercato, evidenziando come la Marca del Distributore sia ormai un asset strategico guidato non più dal solo risparmio, ma da una leadership consolidata in oltre 160 categorie e da un’innovazione orientata ai segmenti premium e benessere.
L’Osservatorio Non Food curato per MARCA by BolognaFiere & ADM da GS1 Italy ha integrato il quadro con l'analisi di 13 categorie non alimentari, fotografando un comparto in cui la Marca del Distributore ridefinisce gli standard e anticipa le tendenze di consumo.
Di rilievo la partecipazione di CONAI che, con il convegno “Imprese e DMO: nuove sfide e responsabilità verso il PPWR”, ha portato al centro del dibattito il nuovo Regolamento Europeo sugli imballaggi, offrendo agli operatori strumenti concreti per affrontare le sfide della conformità normativa. Da segnalare anche la presentazione del “Manifesto per la Giustizia Economica di Genere”, firmato a MARCA by BolognaFiere & ADM da una ventina di enti, associazioni e istituzioni che sostengono la partecipazione femminile nel mondo dell’economia e dell’imprenditoria. Nato da un confronto con AS.DON.O, l’Associazione Nazionale Donne dell’Ortofrutta, e promosso da AIDDA ETS (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti di Azienda) delegazione Emilia-Romagna e da CEFA ONG, con l’organizzazione del Laboratorio delle Idee e di MARCA by BolognaFiere & ADM, il Manifesto punta a incidere subito sui processi decisionali e a incentivare le politiche più inclusive per una reale equità sul lavoro.
L'innovazione, infine, ha trovato la sua massima espressione nel nuovo concept MARCA Trend, l'osservatorio che ha ospitato le vetrine novità delle 28 Insegne, insieme ad oltre 300 prodotti candidati ai MARCA Awards. Riconoscimenti prestigiosi che hanno premiato l'eccellenza attraverso due categorie: il Best Innovation Product, dedicato alle soluzioni più avanzate in 5 categorie che rappresentano i principali driver di sviluppo della MDD, e il Best Copacker Profile, che valorizza l'affidabilità industriale dei partner produttivi in 9 categorie merceologiche.
La crescente proiezione internazionale di MARCA by BolognaFiere & ADM è stata confermata dall'International Buyers Program realizzato in collaborazione con Agenzia ICE: la giornata
del 13 gennaio, dedicata esclusivamente al business matching, ha favorito incontri ad alta efficacia tra buyer esteri ed espositori prima dell'apertura ufficiale. I numeri certificano il successo del programma: +7% di VIP international buyers, +7% di espositori attivi sul portale di B2B matching, +13% di meeting organizzati. “La 22ª edizione di MARCA by BolognaFiere & ADM si chiude con risultati sopra le aspettative e una direzione sempre più chiara”, commenta Rossano Bozzi, Direttore della Business Unit di BolognaFiere “Abbiamo confermato MARCA by BolognaFiere & ADM come piattaforma di sistema per la Marca del Distributore: un ecosistema dove industria e distribuzione dialogano, innovano e generano valore lungo tutta la filiera. La qualità degli incontri, la partecipazione internazionale e il dinamismo degli espositori testimoniamo la centralità della MDD, che rappresenta oggi uno dei motori strategici sia in ambito agroalimentare, sia nel NonFood italiano, capaci di coniugare competitività, innovazione, sostenibilità e attenzione al consumatore. Questo successo è il risultato di una community matura e collaborativa, e della partnership con ADM, che rafforza il posizionamento della manifestazione come appuntamento di riferimento in Europa”.
“Oltre 25mila operatori delle produzioni agroalimentari, dell'industria di trasformazione e della distribuzione hanno partecipato a MARCA by BolognaFiere & ADM 2026, confermando la rilevanza assunta dai prodotti MDD nella nostra economia”, sottolinea Mauro Lusetti, Presidente di ADM. “Ringrazio gli espositori e l'organizzazione di BolognaFiere, che hanno costruito con noi di ADM questo successo. Ringrazio anche i rappresentanti del Governo e delle Istituzioni che sono stati presenti a MARCA by BolognaFiere & ADM, testimoniando la loro vicinanza a un comparto in crescita,


anche sui mercati internazionali. Sono sicuro che la corsa dei prodotti MDD e delle aziende delle loro filiere continuerà anche nel 2026 e do a tutti appuntamento al prossimo gennaio per ritrovarci a parlare di innovazione, convenienza e sostenibilità a MARCA by BolognaFiere & ADM 2027"
SOLIDARIETÀ CONCRETA: I PRODOTTI ESPOSTI
DIVENTANO AIUTO PER IL TERRITORIO
Al termine della manifestazione, i prodotti alimentari e non alimentari che gli espositori hanno scelto di non ritirare saranno devoluti alla Caritas diocesana di Bologna. Grazie ai punti di raccolta allestiti in tutti i padiglioni, il materiale conferito consentirà di sostenere per circa un mese le persone in difficoltà nel territorio bolognese. Un'iniziativa che traduce in gesto concreto il legame tra MARCA by BolognaFiere & ADM e la comunità che la ospita.
Con la chiusura dell'edizione bolognese, la piattaforma non si ferma e ripropone la connessione tra Industria e Retail nei prossimi appuntamenti internazionali: MARCA Poland (21-22 aprile 2026, seconda edizione) e MARCA China (8-9 settembre 2026, quinta edizione).
Un network che consolida il ruolo di MARCA come laboratorio permanente della MDD, attivo 365 giorni l'anno nella costruzione di nuove relazioni, anticipando tendenze e generando concrete opportunità di business.
Appuntamento a Bologna per MARCA by BolognaFiere & ADM 2027 il 13 e 14 gennaio!











IL MONDO DEL CAFFÈ PROFESSIONALE STA RIDEFINENDO ASSETTI E MODELLI DI BUSINESS, SPINTO DALLA CONVERGENZA DEI CANALI, DALL’EVOLUZIONE DEI CONSUMI E DA UNA CRESCENTE ATTENZIONE ALLE DINAMICHE OPERATIVE LUNGO TUTTA LA FILIERA.
IN QUESTO CONTESTO, IL PUNTO DI VISTA DI CHI HA OSSERVATO IL MERCATO DA POSIZIONI DIVERSE DIVENTA PARTICOLARMENTE UTILE PER LEGGERE I CAMBIAMENTI IN ATTO. FRANCESCO FROVA, GROUP SALES AND MARKETING DIRECTOR DI VEA GROUP, È RIENTRATO NEL COMPARTO DEI FABBRICANTI DOPO UN’ESPERIENZA DIRETTA NEL MONDO DELLE GESTIONI VENDING, PORTANDO CON SÉ UNA VISIONE PIÙ CONCRETA E ADERENTE ALLE ESIGENZE DI CHI OPERA QUOTIDIANAMENTE SUL CAMPO.
OGGI FROVA OSSERVA IL SETTORE DA UNA POSIZIONE CHE INCROCIA VISIONE INDUSTRIALE, ATTENZIONE AL CLIENTE E CONOSCENZA DELLE LOGICHE ECONOMICHE DELLA GESTIONE.
UN OSSERVATORIO CHE CONSENTE DI ANDARE OLTRE LE SEMPLIFICAZIONI, METTENDO AL CENTRO TEMI COME AFFIDABILITÀ, FACILITÀ DI UTILIZZO, SUPPORTO NEL TEMPO E COERENZA DELL’OFFERTA NEI DIVERSI CONTESTI APPLICATIVI.
NE EMERGE UNA LETTURA DEL VENDING NON COME CANALE STATICO, MA COME AMBITO IN TRASFORMAZIONE, SEMPRE PIÙ LEGATO A CONTESTI QUALIFICATI E A MODELLI DI SERVIZIO EVOLUTI.
IN QUESTA INTERVISTA, FROVA RIFLETTE SULLE COMPETENZE NECESSARIE PER AFFRONTARE LA TRASFORMAZIONE DEI MERCATI, SUL RUOLO DEI FABBRICANTI EUROPEI NELLO SCENARIO INTERNAZIONALE E SULLE SFIDE INDUSTRIALI CHE ATTENDONO IL SETTORE NEI PROSSIMI ANNI.
INTERVISTA CON FRANCESCO FROVA, GROUP SALES AND MARKETING DIRECTOR
VEA GROUP
Cosa ti ha spinto a rientrare nel mondo delle macchine da caffè proprio ora? È un ritorno naturale. Negli ultimi anni il settore è cambiato molto e oggi è un momento interessante, perché i confini tra canali stanno saltando e servono letture nuove. Mi piace l’idea di essere dentro questa fase di evoluzione, non guardarla da fuori.
Dopo l’esperienza nel mondo delle gestioni vending, è cambiato il tuo modo di interpretare il mercato? È stata sicuramente un'esperienza interessante che mi ha portato ancora più vicino al consumatore finale.
Quando vivi la gestione sul campo, impari che non conta solo la qualità in tazza, ma anche quanto la macchina debba essere semplice da usare, pulire e manutenere, e quanto sia un elemento importante per i risultati del Conto Economico.
Quanto è complesso governare la trasformazione dei mercati senza perdere chiarezza di posizionamento? È complesso ma estremamente stimolante. La convergenza crea confusione. Proprio per questo la nostra politica è molto chiara e i nostri marchi sono ben posizionati nei vari segmenti tradizionali e Horeca/Ocs (Elektra e Crimali, nel mercato "home" con Bellezza e con Heylo che è il marchio che contraddistingue tutte le nuove tecnologie che stiamo sviluppando. La nostra politica è basata su un'estrema coerenza e serietà nei confronti dei nostri clienti.

Quali competenze diventano centrali per servire Horeca, OCS e vending in modo credibile? Direi competenze molto pratiche: capire le operations dei clienti, progettare macchine facili da gestire, offrire supporto solido e avere la capacità di integrare funzioni e soluzioni che servono davvero nei diversi contesti.
Dove vedi spazi di evoluzione concreta nel vending? Il vending è in una fase di forte maturazione cercando sempre più spesso a servire un’esperienza premium: coffee corner, ambienti aziendali, contesti ibridi. Qui qualità, affidabilità e facilità di gestione diventano leve reali.
Quanto il cambio dei consumi impatta sulle macchine e quanto richiede un cambio culturale nella filiera? Entrambe le cose. Cambiano le preferenze e quindi servono macchine più flessibili e coerenti nel risultato. Ma serve anche un cambio culturale: ragionare di più sul valore complessivo e non sul prezzo come leva commerciale.
In cosa un costruttore europeo può ancora costruire un vantaggio competitivo sostenibile? Su qualità industriale, affidabilità, assistenza e capacità di supporto nel tempo. Sono aspetti che, per molti clienti, contano quanto, o più del prezzo. E fanno la differenza quando lavori su mercati internazionali.
Qual è la sfida industriale più sottovalutata nei prossimi 3-5 anni? Rendere tutto più semplice e più prevedibile: produzione, disponibilità, standard, ricambi e post vendita. Il mercato vuole macchine solide, ma anche un sistema che non crei frizioni a chi le gestisce ogni giorno.




NEL MONDO DEL VENDING SIAMO ABITUATI A RAGIONARE PER NUMERI, VOLUMI, PERFORMANCE, AFFIDABILITÀ.
LE CIALDE IN ALLUMINIO, IN PARTICOLARE NEL MERCATO OCS, SONO L’EMBLEMA DELLA FUNZIONALITÀ PURA: CONTENGONO, PROTEGGONO, GARANTISCONO UNO STANDARD.
NASCONO PER ESSERE USATE E POI USCIRE DI SCENA.
EPPURE, PROPRIO DA QUESTO GESTO QUOTIDIANO E RIPETITIVO PRENDE FORMA UN’OPERAZIONE CREATIVA CAPACE DI RIBALTARE COMPLETAMENTE IL LORO DESTINO.

È il lavoro di Tamara Panfilova, che ha scelto di guardare alle cialde del caffè non come rifiuto, ma come materia espressiva.
Un materiale industriale, seriale, privo di identità una volta esaurita la sua funzione, diventa nelle sue mani elemento narrativo, colore, luce. L’alluminio, piegato, modellato e ricomposto, perde la sua freddezza tecnica per trasformarsi in petali, fiori, composizioni delicate e sorprendenti.
Osservando le sue opere si resta colpiti dal contrasto. Da un lato l’origine industriale del materiale, chiaramente riconoscibile. Dall’altro una forte dimensione emotiva, quasi intima.
Le superfici riflettenti catturano la luce in modo irregolare, imperfetto, restituendo profondità e movimento. Ogni cialda conserva tracce del suo passato, del suo colore, della sua provenienza, ma trova una nuova collocazione all’interno di un insieme armonico.
Non è solo un esercizio di riciclo creativo. È un cambio di sguardo. Il vending, spesso percepito come un
sistema freddo, automatico, standardizzato, diventa qui parte di un racconto più ampio, fatto di gesti, di consumo quotidiano, di relazioni invisibili. Quelle stesse cialde hanno accompagnato pause caffè, momenti di lavoro, incontri, solitudini. Nell’opera d’arte tornano a parlare, silenziosamente.
In questa trasformazione c’è un messaggio che riguarda da vicino l’intera filiera.
Il valore non si esaurisce con l’uso. Anche ciò che nasce per essere funzionale può generare bellezza, cultura, riflessione. Il vending non è solo tecnologia e servizio, ma anche materia, segno del tempo in cui viviamo, specchio di abitudini diffuse e condivise.
Con questa rubrica, D.A. Italia apre uno spazio nuovo, in cui il vending incontra l’arte e si lascia osservare da una prospettiva diversa.
Le opere di Tamara Panfilova sono un primo passo in questa direzione: un invito a rallentare lo sguardo e a riconoscere, anche negli oggetti più comuni, una possibilità di racconto.

NEGLI ULTIMI DUE ANNI IL CAFFÈ È TORNATO A ESSERE UNA DELLE MATERIE PRIME PIÙ OSSERVATE E DISCUSSE LUNGO TUTTA LA FILIERA. TRA IL 2024 E IL 2025 I PREZZI DEL CAFFÈ VERDE, SIA ARABICA CHE ROBUSTA, HANNO VISSUTO UNA FASE DI FORTE TENSIONE, CON LIVELLI SOSTENUTI E UN’ELEVATA VOLATILITÀ CHE HANNO RESO PIÙ COMPLESSA LA GESTIONE DEGLI APPROVVIGIONAMENTI E DEI MARGINI.
ALLA BASE DI QUESTA DINAMICA SI SONO INTRECCIATI PIÙ FATTORI: CONDIZIONI CLIMATICHE IRREGOLARI NELLE PRINCIPALI AREE PRODUTTIVE, INCERTEZZE SULLA DISPONIBILITÀ FISICA E SULLE SCORTE, MA ANCHE IL PESO CRESCENTE DELLA COMPONENTE FINANZIARIA IN UN MERCATO DEI FUTURE TRADIZIONALMENTE ESPOSTO ALLA SPECULAZIONE. NEL 2025 A QUESTO QUADRO SI SONO AGGIUNTE VARIABILI DI NATURA POLITICA, COME I DAZI STATUNITENSI SUL BRASILE, CHE HANNO CONTRIBUITO AD AUMENTARE L’INSTABILITÀ.
SUL FONDO RESTA IL TEMA REGOLATORIO EUROPEO, CON IL RINVIO DELL’EUDR CHE HA SPOSTATO IN AVANTI L’APPLICAZIONE DELLE NUOVE REGOLE SENZA PERÒ ELIMINARE LE INCOGNITE PER LA FILIERA.
CAPIRE COSA È SUCCESSO FIN QUI È QUINDI INDISPENSABILE PER LEGGERE GLI SCENARI DEL 2026, TRA POSSIBILI SEGNALI DI RIEQUILIBRIO E UN MERCATO CHE APPARE OGGI STRUTTURALMENTE PIÙ FRAGILE E IMPREVEDIBILE.
Negli ultimi mesi il mercato del caffè ha dato l’impressione di muoversi su un equilibrio sempre più sottile. Ogni nuova informazione, una previsione meteo, un dato sulle scorte, una dichiarazione politica, è stata sufficiente a innescare reazioni immediate sui prezzi. Un segnale evidente di quanto il sistema fosse già sotto stress ben prima che le quotazioni toccassero i massimi.
Alla base di questa tensione c’è innanzitutto una questione di offerta. Nel biennio 2024–2025 le principali aree produttive hanno attraversato una fase climatica complessa, con effetti particolarmente evidenti in Brasile. L’Arabica, più sensibile alle variazioni di temperatura e alla disponibilità idrica, ha sofferto condizioni irregolari che hanno inciso sulle rese e portato a revisioni al ribasso delle stime produttive. Questo ha progressivamente ridotto la percezione di abbondanza che aveva caratterizzato alcune annate precedenti, riportando al centro la fragilità strutturale del mercato del caffè. Nel corso del 2025 questa fragilità è emersa con maggiore chiarezza anche attraverso l’andamento delle scorte monitorate dai mercati regolamentati, scese su livelli considerati bassi rispetto alle medie storiche. Un dato che, pur non rappresentando l’intera disponibilità mondiale di caffè, ha avuto un forte impatto psicologico, alimentando l’idea che il margine di sicurezza fosse sempre più ridotto.
In questo contesto si è inserita con forza la componente finanziaria. Il mercato dei future del caffè è storicamente uno dei più esposti alla speculazione, sia per le dimensioni relativamente contenute rispetto ad altre commodity
agricole, sia per la forte concentrazione produttiva in poche aree del mondo. Nel 2025 questa caratteristica è emersa in modo evidente. I flussi finanziari hanno amplificato movimenti che nascevano da fattori reali, trasformando segnali di tensione sull’offerta in accelerazioni improvvise delle quotazioni.
È importante chiarire che la speculazione non crea dal nulla i problemi del mercato del caffè, ma tende ad amplificarli. Quando il contesto è stabile, la sua presenza resta sullo sfondo. Quando invece il mercato percepisce rischio, la reazione diventa più rapida e più violenta. Nel 2025 il mix di clima incerto, scorte ridotte e notizie contraddittorie sulle prospettive produttive ha offerto un terreno ideale per questo tipo di dinamiche. I prezzi non si sono mossi solo in funzione del caffè disponibile, ma delle aspettative, spesso mutevoli, su ciò che sarebbe potuto accadere nei mesi successivi.
Il Robusta, spesso considerato una componente più stabile del mercato, nel 2025 ha mostrato invece tutta la sua vulnerabilità. La produzione vietnamita e l’espansione del Conilon (varietà brasiliana di Robusta) avrebbero potuto offrire, sulla carta, un contributo di riequilibrio sul fronte dell’offerta. Nella realtà dei mercati, però, questa disponibilità potenziale non si è tradotta in stabilità dei prezzi. Al contrario, il Robusta è stato protagonista di una crescita eccezionale delle quotazioni, arrivando nel corso del 2025 a superare i 5.800 dollari a tonnellata, più del doppio rispetto ai livelli medi del recente passato.

Questo andamento ha confermato come, in una fase di forte tensione globale, nemmeno il Robusta possa più essere considerato una “valvola di sicurezza” automatica per il mercato. Anche su questo segmento hanno pesato fattori climatici, incertezze sulle rese, problemi logistici e, soprattutto, una forte componente speculativa che ha amplificato i movimenti dei prezzi. Il risultato è stato un mercato in cui Arabica e Robusta, pur con dinamiche diverse, hanno finito per muoversi nella stessa direzione, alimentando una percezione di scarsità generalizzata.
A rendere il quadro ancora più complesso, nel 2025 è entrata in gioco una variabile che il mercato del caffè era abituato a considerare marginale: la politica commerciale. Tra la fine di luglio e l’inizio di agosto l’amministrazione Trump ha annunciato l’introduzione di dazi aggiuntivi sulle importazioni dal Brasile, con un impatto potenzialmente rilevante su uno dei principali flussi mondiali di caffè. Per alcune settimane il perimetro di applicazione delle misure non è apparso del tutto definito, accrescendo l’incertezza soprattutto sul mercato statunitense, uno dei principali sbocchi del caffè brasiliano.
Anche se le quotazioni dei future restano un riferimento globale, i dazi incidono sui costi reali di approvvigionamento e possono influenzare le scelte degli importatori, spingendoli a rivedere origini, volumi e tempistiche. Nel corso dell’autunno la situazione è stata progressivamente corretta, con un ampliamento delle esenzioni e la successiva rimozione del dazio aggiuntivo sui prodotti alimentari brasiliani, incluso il caffè. Dal punto di vista operativo, l’emergenza si è ridimensionata, ma il segnale lanciato al mercato è rimasto: anche il caffè può diventare, seppur temporaneamente, oggetto di tensioni geopolitiche capaci di influenzare aspettative e differenziali.
Il risultato complessivo di queste dinamiche è stato un 2025 difficile da gestire lungo tutta la filiera. I prezzi del caffè verde sono rimasti elevati per gran parte dell’anno e la loro instabilità ha reso complessa qualsiasi pianificazione di medio periodo. È bene ricordare che il prezzo del caffè verde non si trasferisce automaticamente sul prezzo al consumo. Tra il future e la tazzina esistono numerosi passaggi intermedi che assorbono parte delle oscillazioni. Tuttavia, quando una fase di tensione si prolunga nel tempo, l’effetto cumulato diventa inevitabile.
Secondo analisi internazionali, gli shock sui prezzi del caffè verde tendono a riflettersi sul consumo con un certo ritardo e in modo parziale, ma possono produrre effetti persistenti. Questo spiega perché, anche in presenza di segnali di raffreddamento del mercato, molti operatori continuino a muoversi con prudenza, più orientati a contenere il rischio che a inseguire ipotesi di rapido rientro delle quotazioni.
Arrivando al 2026, il quadro che emerge appare meno teso rispetto al 2025, ma tutt’altro che lineare. Molti osservatori ipotizzano un recupero dell’offerta globale, in particolare in Brasile, se le condizioni climatiche lo consentiranno. Un miglioramento delle rese potrebbe contribuire a ridurre la

pressione sui prezzi, allontanandoli dai massimi recenti. Non si parla però di un ritorno a una fase di abbondanza strutturale, ma piuttosto di un tentativo di riequilibrio in un contesto ancora fragile.
La volatilità osservata negli ultimi anni viene ormai considerata una caratteristica strutturale del mercato del caffè. Il clima resta una variabile critica, la componente speculativa continua a giocare un ruolo amplificatore e la politica commerciale ha dimostrato di poter intervenire in modo improvviso. A tutto questo si aggiunge il tema regolatorio europeo. Il rinvio dell’entrata in applicazione dell’EUDR ha spostato al 30 dicembre 2026 l’obbligo di conformità per le aziende medio-grandi, con ulteriore slittamento per le più piccole, riducendo il rischio di uno shock immediato ma senza eliminare le incertezze.
Molti operatori stanno già investendo in tracciabilità e due diligence, consapevoli che l’impatto dell’EUDR potrebbe manifestarsi non tanto sul livello assoluto dei future, quanto sulla disponibilità di caffè conforme e sui differenziali di origine. In un mercato già sensibile alle aspettative, anche questo elemento potrebbe diventare un fattore di instabilità nella fase iniziale di applicazione delle nuove regole.
Il 2026 potrebbe quindi rappresentare un anno di parziale riequilibrio dopo le forti tensioni del 2025, ma non di ritorno alla normalità. I prezzi potrebbero scendere
rispetto ai picchi recenti, ma il contesto resterà più complesso e imprevedibile rispetto al passato. Per la filiera del caffè la sfida non sarà solo quella di acquistare a condizioni migliori, ma di operare in un mercato in cui il rischio, climatico, finanziario e regolatorio, è ormai una componente strutturale con cui confrontarsi quotidianamente.
Per il vending, dove il Robusta resta la base prevalente delle miscele, il 2026 non sarà tanto un anno da interpretare in chiave macroeconomica, quanto un banco di prova molto pratico. Dopo un biennio in cui il prezzo della materia prima ha smesso di essere un elemento prevedibile, la centralità del caffè nella gestione quotidiana dei costi tornerà a farsi sentire con forza. Anche in uno scenario di parziale raffreddamento delle quotazioni, il Robusta continuerà a richiedere attenzione, perché il suo comportamento recente ha dimostrato che non esistono più automatismi né “zone di comfort”.
Per i gestori questo significa affrontare il tema caffè con strumenti diversi rispetto al passato: maggiore dialogo con i torrefattori, più attenzione alla struttura dei contratti, maggiore consapevolezza del peso che la miscela ha sull’equilibrio economico del servizio. Il 2026 non sarà probabilmente l’anno della svolta, ma potrebbe essere quello in cui il vending prenderà definitivamente atto che il caffè, anche nella sua versione più industriale, è diventato una variabile strategica e non più un semplice costo da assorbire.

EUROPEAN VENDING & COFFEE SERVICE ASSOCIATION (EVA) HA ANNUNCIATO CHE LA PROSSIMA EDIZIONE DI EVEX SI TERRÀ DAL 13 AL 15 OTTOBRE 2026 PRESSO IL PARKHOTEL SCHÖNBRUNN DI VIENNA, IN AUSTRIA.
L'evento sarà organizzato in collaborazione con OVV, l'Associazione Austriaca del Vending, rafforzando così il suo carattere internazionale e il suo ruolo di punto d'incontro chiave per i settori europei del vending e dell'OCS.
EVA ha confermato che ulteriori dettagli sul programma, nonché le opportunità di sponsorizzazione per le aziende interessate a partecipare a questa edizione particolarmente rilevante per il settore, saranno pubblicati nelle prossime settimane.
EVEX 2025, che si è svolto nella città costiera di Spalato, in Croazia dal 9 al 12 settembre scorsi presso l'Hotel Le Méridien è stato un grande successo, che ha soddisfatto le aspettative degli organizzatori e degli operatori presenti.
L’evento ha riunito professionisti provenienti da tutta Europa in una cornice unica sulla costa adriatica.
Appuntamento a Vienna dal 13 al 15 ottobre con EVEX 2026!
TUTTOFOOD 2026
INTERNAZIONALI, ATTESI OLTRE 100.000
TUTTOFOOD MILANO 2026, SECONDA EDIZIONE DELLA MANIFESTAZIONE RIDISEGNATA IN CHIAVE WORLDWIDE DA FIERE DI PARMA, SI TERRÀ DALL’11 AL 14 MAGGIO NEL QUARTIERE FIERISTICO DI RHO-FIERA MILANO E REGISTRA GIÀ CONFERME DALL’80% DEGLI ESPOSITORI, COMPRESA UNA QUOTA RECORD DEL 30% PROVENIENTE DALL’ESTERO
A DIMOSTRAZIONE DELLA SUA FORTE CRESCITA INTERNAZIONALE, SONO INFATTI GIÀ
ARRIVATE LE PRIME CONFERME DA 34 PAESI , TRA CUI SPAGNA, TURCHIA, POLONIA, GRECIA E FRANCIA. IN PARTICOLARE, LA SPAGNA EMERGE CON 27 ESPOSITORI GIÀ CONFERMATI, INCLUSI 4 ENTI DI PROMOZIONE COMMERCIALE – XUNTA DE GALICIA, FIAB, CASTILLA Y LEÓN E IL GOVERNO BASCO, PRESENTE PER LA PRIMA VOLTA.
Nell’edizione 2025 la manifestazione si è affermata come un appuntamento imperdibile nel calendario fieristico europeo, richiamando una significativa presenza di TPO internazionali e visitatori professionali da tutto il mondo e posizionandosi come piattaforma B2B di riferimento nel settore alimentare per l’Europa meridionale. I principali Paesi rappresentati sono stati Spagna, Polonia, Germania, Regno Unito, Francia, Cina, Stati Uniti, Canada, Paesi Bassi e Corea del Sud. La fiera ha accolto 95.000 visitatori professionali da oltre 100 Paesi, con 3.000 top buyer internazionali e 4.200 aziende espositrici provenienti da circa 70 Paesi – quasi il doppio rispetto alle edizioni precedenti. Numeri che confermano il ruolo di hub strategico della manifestazione, in grado di mettere in contatto diretto produttori, distributori e mercati globali.
“I risultati già raggiunti dalla seconda edizione di TUTTOFOOD targata Fiere di Parma”, ha dichiarato Antonio Cellie, CEO di Fiere di Parma, “riflettono l’energia e l’attrattività
internazionale di Milano, una città che incarna i concetti di innovazione e connessione. Inoltre, dimostrano la forza delle collaborazioni strategiche concepite in ottica di sistema. Insieme all’importante e rodata partnership tra Fiere di Parma e ICE–Agenzia, i cui programmi attraggono i principali buyer agroalimentari globali, uno dei punti di forza della manifestazione è la sinergia con Koelnmesse, organizzatore di Anuga, in programma a Colonia ad anni alterni rispetto a TUTTOFOOD.”
“Questa calendarizzazione alternata”, ha proseguito Cellie, “diventerà presto un punto fermo per i leader globali del food business, creando un modello unico nel panorama fieristico internazionale — una piattaforma strategica che collega Milano e Colonia, due città europee con una forte tradizione fieristica e un comune spirito di innovazione. Insieme a Cibus, che negli anni dispari a Parma celebrerà il Made in Italy e l’eccellenza dei prodotti DOP e IGP, formeranno una vera e propria galassia globale del food.”
IL BUYERS PROGRAM - Organizzato in collaborazione con ICE–Agenzia, riunirà oltre 3.000 top player nazionali e internazionali provenienti da Europa, Medio Oriente, Nord e Sud America, area ASEAN, Cina, Giappone, Taiwan e Corea del Sud, con ulteriori presenze di alto profilo attese da Oceania, Sudafrica e Asia centrale. Il programma coinvolgerà le principali catene italiane della GDO, supermercati, cash & carry, discount, gruppi della distribuzione organizzata e professionisti del catering commerciale, coinvolgendo tutti i principali protagonisti della filiera distributiva.
IL NUOVO LAYOUT - TUTTOFOOD 2026 presenterà un layout più compatto e orientato al visitatore, progettato per migliorarne l’esperienza in fiera e la scoperta dei prodotti. Espositori italiani e internazionali saranno affiancati su 90.000 mq di superficie netta — il 15% in più rispetto al 2025 — distribuiti su 10 padiglioni. Questo approccio favorirà l’interazione tra mercati e renderà più immediata per i buyer l’esplorazione dell’intera offerta. Due padiglioni multilivello ospiteranno l’hub del packaged food, con un’esposizione dei prodotti studiata per offrire ai visitatori delle istantanee complete su ogni segmento dell’industria alimentare. Dai latticini e salumi ai surgelati, dal seafood alle proteine, TUTTOFOOD presenterà un’ampia varietà di categorie, con il grocery al centro di diversi padiglioni.
IL CONCEPT RINNOVATO - La prossima edizione di TUTTOFOOD darà spazio a segmenti emergenti e in gran parte ancora inesplorati del business agroalimentare, che guidano i trend globali di consumo. Innanzitutto, sarà presente una sezione dedicata al Beverage, che ospiterà la quinta edizione di Mixology Experience, un’area dove il “Beverage Pairing” rappresenta il filo conduttore del progetto. La rinnovata area Tutto Fruit & Veg riunirà categorie e trend da tutto il mondo, tra cui la quarta e la quinta gamma, prodotti esotici, frutti di bosco e prodotti trasformati, e vedrà la partecipazione di visitatori professionali altamente qualificati del settore ortofrutticolo.
Tra le principali novità dell’edizione 2026, un’area speciale dedicata al segmento biologico, in forte crescita: TuttoBio by Natexpo, che riunirà la produzione biologica certificata europea e non solo. Quest’area nasce dalla collaborazione tra Fiere di Parma e SPAS, organizzatore di Natexpo, la principale fiera mondiale dei prodotti biologici con sede in Francia. Vi saranno spazi tematici dedicati a bakery & snacks, dolciario e caffè, celebrando la diversità e l’eccellenza del packaged food mondiale e sarà dedicato un focus speciale al settore food service, compreso il catering a bordo (on-board catering), che coinvolgerà i principali decisori di catene di ristorazione e hotel.


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