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DA ITALIA 176

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Venditalia 2026

Il mondo del vending si incontra a Rimini

La più importante manifestazione internazionale della Distribuzione Automatica cambia sede per evolvere e sviluppare nuove opportunità di business.

Un appuntamento che offre la possibilità di connettersi, formarsi e crescere nel settore del vending soprattutto a livello internazionale.

Organizzato da Italian Exhibition Group e Vending Expo srl

Promosso da CONFIDA

Fantavending, una community che conta

Nel mondo della distribuzione automatica, dove i numeri si misurano spesso in miliardi di erogazioni, può sembrare curioso celebrare una soglia come quella dei 10.000 follower su Facebook.

Eppure, chi lavora nel settore della comunicazione sa bene che i traguardi non si misurano solo in grandezza, ma anche in qualità.

Fantavending ha tagliato questo importante traguardo il 2 aprile alle 16:01, con l’iscrizione del decimillesimo utente.

Nessun euro investito, nessuna promozione spinta: solo contenuti originali, ritmo, coerenza editoriale e una community fidelizzata.

Si tratta, a ben vedere, di un risultato non casuale, ma costruito con pazienza, giorno dopo giorno, negli anni. Perché nel vending l’autorevolezza si conquista sul campo.

E se il sito è da tempo la voce più ascoltata del settore, il profilo Facebook ne è diventato l’estensione più agile, il punto di contatto rapido per chi lavora “sul marciapiede”, nei furgoni, nei magazzini, negli uffici delle aziende della filiera.

I 10.000 follower non sono generici appassionati o curiosi di passaggio. Sono professionisti del settore: 7.380 uomini e 2.620 donne, con un’età media piuttosto alta, a conferma che si tratta di operatori esperti, dirigenti, tecnici e agenti.

E poi ci sono i dati geografici: la provincia di Bergamo domina (com’era lecito aspettarsi, data la sua storica centralità nel vending), ma spiccano anche Roma e Napoli, a sottolineare un radicamento ormai capillare da Nord a Sud.

Questa cifra, apparentemente modesta se confrontata con le platee digitali generaliste, è invece più che significativa per un comparto di nicchia come il nostro.

Lo è perché nasce da un pubblico reale, coinvolto, che interagisce con i contenuti, li commenta, li condivide.

È la dimostrazione che anche nel mondo della distribuzione automatica si può parlare di “influencer”, non come vezzo narcisistico, ma come riconoscimento del valore informativo e formativo di un progetto editoriale.

D’altronde, l’esperienza insegna che non c’è più una sola via per fare informazione. Le riviste cartacee (D.A. Italia ne è una convinta sostenitrice) restano strumenti insostituibili di approfondimento e autorevolezza.

Ma il web e i social hanno guadagnato nel tempo una funzione complementare e necessaria: quella della tempestività, del dialogo, della diffusione capillare. E quando le due anime – la carta e il digitale – sono redatte con la stessa professionalità e la stessa attenzione ai contenuti, i risultati arrivano.

Per questo, nel piccolo ma vivace mondo del vending, un traguardo come quello di Fantavending merita di essere festeggiato.

Perché non è solo un numero: è il segno che anche nel vending si può fare cultura, ogni giorno, anche su un social.

Quando il dazio arriva alla macchinetta

C’è qualcosa di perversamente affascinante nei dazi. Hanno un nome da Medioevo, ma fanno danni modernissimi. E quando a tirarli fuori dal cappello è uno come Donald Trump –sì, proprio lui, l’uomo arancione con la cravatta troppo lunga – allora si sa che non sarà solo una questione tra Washington e Bruxelles. Il problema rimbalza.

E nel nostro caso, potrebbe finire dritto… nella fessura del distributore automatico.

Il Tycoon ha già annunciato l’intenzione di colpire duro con una nuova tornata di dazi. Stavolta sul serio, con aumenti del 20% sulle merci europee.

L’Italia è tra i bersagli. Ma – ed è qui il paradosso – a rimetterci potrebbero essere anche le stesse multinazionali americane, che in Europa producono, confezionano e distribuiscono buona parte dei prodotti che poi ritroviamo nei nostri distributori.

Mars, Coca-Cola, PepsiCo, Mondelez… quei nomi che fanno girare buona parte dei nostri distributori del freddo. Quelli che ci forniscono barrette, patatine, bibite, biscotti, insomma l’ossatura del nostro food&snack.

Proprio loro che sono americani al 100%, se il loro costo sale, il nostro margine scende? Di quanto? Ancora non lo sappiamo. Ma sappiamo che lo capiremo subito.

Già oggi il vending combatte con listini risicati, rincari continui, clienti che vorrebbero la lattina a 50 centesimi e il caffè a 30. Aggiungeteci i dazi e vi verrà voglia di togliere tutto. Sì, lo so, ci sono mille strategie: diversificare, cercare fornitori europei, alzare i prezzi, spiegare che non è colpa nostra se la geopolitica fa capricci.

Ma la realtà è che ogni volta che un presidente americano twitta, qui qualcuno deve rifare i conti.

Forse ci salveranno le stesse multinazionali. Sono più furbe dei politici. Hanno magazzini, piani B, stabilimenti in Polonia e strategie globali. Ma resta il fatto che ogni volta che si parla di dazi, noi ci ritrov

iamo nel mezzo, piccoli ingranaggi in un meccanismo più grande. E senza voce in capitolo.

Cosa possiamo fare allora? Magari niente. Magari tutto. Magari continuare a vendere M&M's e Coca-Cola come se nulla fosse, finché dura.

Oppure iniziare a pensare che forse, anche nel vending, sarebbe il caso di ragionare un po’ di più sull’origine dei prodotti, sulla filiera, sulle dipendenze commerciali.

No, non per diventare sovranisti da tastiera.

Solo per capire dove possiamo essere meno vulnerabili, in un mondo in cui il prossimo tweet potrebbe farci cambiare menù.

NUMERO 176

MAGGIO-GIUGNO 2025

RENZO GABRIEL BONIZZI

DIRETTORE RESPONSABILE EDITOR IN CHIEF

ALESSANDRO FONTANA

DIRETTORE EDITORIALE EDITORIAL DIRECTOR

LAURA GUASPARRI ART DIRECTOR

ANTONIO VALESTRA GRAPHIC DESIGN

DANIELA BISCOTTI COMMERCIALE COMMERCIAL

NOEMI MARGAROLI REDAZIONE EDITORIAL STAFF

HA COLLABORATO MASSIMO FERRARINI

LUCINI OFFICINA

D’ARTE GRAFICA SRL STAMPA PRINTERS

D.A.ITALIA

IL PERIODICO DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA PUBBLICAZIONE ISCRITTA AL TRIBUNALE DI MILANO, NUMERO DI REGISTRAZIONE 177 DEL 22 MARZO 2004

ISCRIZIONE AL R.O.C. 31449

PERIODICITÀ MENSILE

EDITORE ART&WORKS SRL UNIPERSONALE

VIA ALESSANDRO ALGARDI 13 20148 MILANO P.IVA 04234310961 TEL +39 02 48958566

UFFICIO COMMERCIALE commerciale@daitalia.it www.daitalia.it

POSTA ELETTRONICA info@daitalia.it

ABBONAMENTI abbonamenti@daitalia.it

LA RIPRODUZIONE TOTALE O PARZIALE DELLE ILLUSTRAZIONI E DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI SU D.A. ITALIA È PERMESSA SOLO SE AUTORIZZATA DALLA DIREZIONE. LA DIREZIONE NON ASSUME RESPONSABILITÀ PER LE OPINIONI ESPRESSE DAGLI AUTORI DEI TESTI REDAZIONALI E PUBBLICITARI.

CONCEPT BY ART&WORKS SRL

5 EDITORIALE

Fantavending, una community che conta

7 SPEAKER’S CORNER

Quando il dazio arriva alla macchinetta

10 MERCATO DEL VENDING

Latest News

Marzo 2025 - Aprile 2025

34 TORREFATTORI

Caffè Borbone nel vending l’espresso è qualità e identità

38 SISTEMI DI PAGAMENTO

COGES guarda al futuro del vending partendo da una nuova brand identity

42 SOSTENIBILITÀ

Webinar RiVending 2025 numeri e normative per un vending sempre più sostenibile

46 FOCUS ON

Covim protagonista a Tuttofood 2025 con importanti novità per i canali GDO e GDS

Socialità, benessere e scelta consapevole il futuro dello snacking secondo Mondelēz

54 APPUNTAMENTO IN FIERA

Caffè e nuovi stili di consumo il fuoricasa cambia volto

IL VENDING RADDOPPIA LE DONAZIONI AL BANCO

ALIMENTARE: OLTRE 148 TONNELLATE NEL 2024

Nel 2024, il settore della distribuzione automatica ha compiuto un significativo passo avanti nella lotta contro lo spreco alimentare, raddoppiando le donazioni al Banco Alimentare rispetto all'anno precedente. Grazie all'accordo siglato nel 2022 tra CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, e Fondazione Banco Alimentare ETS, sono state raccolte oltre 148 tonnellate di alimenti e bevande, il doppio delle 74 tonnellate donate nel 2023.

Le regioni che si sono distinte per la maggiore generosità sono state il Piemonte, con oltre 36 tonnellate donate, seguito dalla Lombardia con quasi 35 tonnellate, l'Emilia-Romagna con oltre 28 tonnellate e la Toscana con 23 tonnellate. Tra i prodotti più frequentemente donati figurano acqua, bevande, alimenti freschi e secchi, panini, prodotti da forno, merendine e snack. Questo risultato è stato possibile grazie alla collaborazione tra le 11 Delegazioni Territoriali di CONFIDA e i 21 Banchi Alimentari regionali, che hanno coordinato la raccolta e la distribuzione degli alimenti alle organizzazioni partner sul territorio. Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA, ha sottolineato l'importanza di questo impegno, dichiarando: "La nostra associazione continuerà il percorso intrapreso perché, in quanto attori del comparto food&beverage, siamo molto attenti al tema della lotta agli sprechi alimentari e i risultati raggiunti quest'anno ci rendono veramente orgogliosi". Anche Giovanni Bruno, Presidente di Fondazione Banco Alimentare ETS, ha espresso gratitudine per l'impegno di CONFIDA, evidenziando come il raddoppio delle donazioni in soli due anni rappresenti una concreta trasformazione del cibo da scarto a risorsa preziosa per molte persone in difficoltà. Questo progetto virtuoso conferma il ruolo attivo del settore della distribuzione automatica nella promozione della solidarietà e nella riduzione degli sprechi alimentari, con l'auspicio di continuare su questa strada negli anni a venire.

IL GRUPPO ILLIRIA INAUGURA A UDINE

LA NUOVA AREA TECNICA

Il Gruppo Illiria ha recentemente inaugurato una nuova area tecnica presso la sede di Udine. L’area, che si estende su 500 metri quadrati, di cui 100 di nuova costruzione, è stata progettata all’insegna dell’innovazione e dell’efficienza energetica. Tra le nuove strutture realizzate figurano una sala lavaggio distributori con tecnologie avanzate di aerazione e illuminazione, una sala asciugatura con deumidificazione automatica, una moderna sala tecnica per compressori e idropulitrici, e un impianto di depurazione delle acque reflue gestito interamente da remoto. Oltre alla costruzione di nuovi spazi, sono stati completamente rinnovati 400 metri quadrati di area produttiva esistente, con illuminazione LED, impianti elettrici e meccanici di ultima generazione e postazioni di lavoro ottimizzate per il massimo comfort e rendimento. Le tre nuove sale specializzate – verniciatura, lavaggio e sanificazione componenti, e frigorista – sono state progettate per aumentare la capacità produttiva del 50%, consentendo di passare da 27 a 38 tecnici impiegati. Mario Toniutti, amministratore delegato del Gruppo Illiria, ha dichiarato: "Innovazione, sostenibilità ed efficienza sono i tre pilastri su cui abbiamo basato questo progetto; grazie a questa nuova struttura, possiamo offrire un servizio ancora più avanzato, garantendo la massima qualità e un minore impatto ambientale. Il nostro obiettivo è far crescere la produzione in modo sostenibile, rispondendo con soluzioni tecnologiche sempre più evolute alle esigenze del mercato".

All'inaugurazione è intervenuto anche Roberto Tomè, direttore del Consorzio di Sviluppo Economico del Friuli, che comprende la ZIU dove è insediato il Gruppo Illiria: “Siamo soddisfatti di questo nuovo traguardo, che rappresenta il culmine dell’innovazione e dell’efficienza tecnologica. In un’area industriale come quella del Cosef, puntiamo costantemente al miglioramento e all’eccellenza. Illiria si distingue come una tra le migliori aziende insediate”.

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POLIZZA DANNI CATASTROFALI, ARRIVA LA PROROGA

OBBLIGO POSTICIPATO PER LE PMI

Pubblicato lunedì 31 marzo in Gazzetta Ufficiale il decreto che proroga l’obbligo per le imprese di stipulare una polizza assicurativa contro i danni catastrofali. L’obbligo, che formalmente sarebbe dovuto entrare in vigore proprio quel giorno, viene dunque spostato in avanti, ma con modalità differenziate in base alla dimensione aziendale. Per le grandi imprese – cioè quelle con più di 250 dipendenti – non cambia nulla: resta l’obbligo già attivo, ma viene rinviata di 90 giorni, al 29 giugno 2025, la possibilità per la Pubblica Amministrazione di tener conto dell’eventuale inadempienza nella concessione di contributi pubblici. Molto più ampio il margine concesso a medie, piccole e microimprese, che avranno più tempo per adeguarsi alla nuova normativa. Le medie imprese, comprese tra 50 e 250 dipendenti, avranno tempo fino al 1° ottobre 2025, mentre le piccole e micro potranno rimandare l’obbligo addirittura fino al 1° gennaio 2026. L’obiettivo è chiaramente quello di favorire una transizione graduale e meno traumatica verso un sistema che, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe tutelare l’intero tessuto produttivo da eventi calamitosi sempre più frequenti. Il vending, spesso escluso da agevolazioni e piani di prevenzione, dovrà comunque attrezzarsi per tempo, anche perché eventuali danni da alluvioni, terremoti o frane potrebbero mettere in ginocchio intere flotte di distributori e depositi.

IVS ITALIA E BREAKCOTTO INSIEME PER UNA PAUSA INCLUSIVA AGLI AEROPORTI DI ROMA

All’interno della sede direzionale dell’aeroporto di Fiumicino, ha preso il via lo scorso 2 aprile un’iniziativa che unisce vending e inclusione sociale. Aeroporti di Roma ha infatti scelto IVS Italia e il progetto BreakCotto per la gestione dei distributori automatici, in un momento non casuale: la collaborazione è partita in occasione della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo istituita dall’ONU per promuovere i diritti e l’integrazione delle persone nello spettro autistico. Il progetto porta a Fiumicino un modello virtuoso che ha preso forma più di dieci anni fa a Torino, grazie alla sinergia tra IVS Italia e la cooperativa sociale Chicco Cotto. BreakCotto oggi rappresenta un’eccellenza nazionale nella cosiddetta “ristorazione diversamente automatica”, con una rete di servizi attiva in contesti come uffici, scuole, ospedali e biblioteche, dove operano persone con disabilità e giovani autistici, coinvolti in tutte le fasi operative. A Fiumicino, BreakCotto curerà l’intera gestione di 24 vending machine presenti nella sede direzionale di ADR. Il progetto ha già portato all’assunzione di una persona nello spettro autistico, che sarà incaricata del rifornimento delle macchine: un ruolo professionale a tutti gli effetti, affiancato da tutor ed esperti capaci di valorizzare le competenze individuali. BreakCotto non si ferma qui. Conta attualmente oltre 20 collaboratori e ragazzi in formazione attraverso l’alternanza scuola-lavoro, e sta selezionando altri 16 giovani da inserire in un percorso formativo che abbraccia approvvigionamento, logistica, manutenzione e rendicontazione. Il risultato è una filiera completa che non solo eroga un servizio, ma offre anche un’occasione concreta di inserimento e crescita personale.

“Essere scelti da Aeroporti di Roma per noi è motivo di grande orgoglio”, ha dichiarato Andrea Bonsignori, presidente di BreakCotto, “perché conferma che la nostra idea di distribuzione automatica può davvero fare la differenza. Ogni ragazzo è una storia di riscatto, e noi lavoriamo per trasformare la diversità in un punto di forza. Il nostro obiettivo è costruire una squadra di professionisti che, come tutte le imprese, competono sul mercato con competenza, ma con un valore umano in più”.

Un approccio che ha già valicato i confini nazionali: lo scorso giugno, i ragazzi di BreakCotto sono stati protagonisti a New York durante la Conferenza annuale delle Nazioni Unite sui Diritti delle persone con Disabilità. E nell’ottobre 2024 hanno gestito la distribuzione automatica al G7 dei Ministri della Disabilità, preparando colazioni e pause caffè per l’intera durata dell’evento. Una testimonianza concreta di come il vending possa diventare uno strumento di inclusione, capace di coniugare qualità del servizio e impatto sociale positivo.

NAYAX E N-AND GROUP STRINGONO UNA PARTNERSHIP STRATEGICA PER OFFRIRE SCHERMI SMART DI NUOVA

GENERAZIONE CON PAGAMENTI INTEGRATI

Nayax e N-and Group, annunciano oggi una partnership strategica a lungo termine per integrare la tecnologia di pagamento firmata Nayax all’interno dei prodotti N-and. Il primo frutto di questa collaborazione saranno gli schermi smart abilitati al pagamento per distributori automatici di nuova generazione . N-and Group integrerà la tecnologia di pagamento OEM embedded di Nayax direttamente nella sua vasta gamma di soluzioni con schermi smart per OEM.

Come parte dell’accordo, N-and fornirà schermi smart che combinano pagamenti fluidi e sicuri targati Nayax con un design all’avanguardia, proprietà anti-vandaliche e funzioni avanzate di gestione remota e telemetria. I costruttori e gli operatori del vending beneficeranno di un hardware ottimizzato nei costi, abilitato per pagamenti con carta fisica e oltre 80 metodi di pagamento diversi a livello globale.

N-and prevede di distribuire migliaia di schermi smart N-PAY™ e N-TOUCH™ con pagamenti Nayax integrati, in un’ampia gamma di settori. La distribuzione interesserà sia macchine nuove che esistenti, aggiornate post-vendita con le tecnologie N-and. Nayax e N-and puntano a servire OEM come LAVAZZA e operatori come IVS Group, con una piattaforma estremamente flessibile, capace di favorire l’adozione in mercati diversificati come retail, fitness e trasporti.

“L’integrazione dei pagamenti Nayax nelle soluzioni HMI avanzate di N-and rafforza strategicamente la nostra presenza nelle catene di fornitura degli OEM, semplificando il modo in cui raggiungiamo i clienti in settori ad alta crescita come vending, caffè e micro-markets,” ha dichiarato Oren Tepper, Chief Commercial Officer di Nayax. “Gli operatori possono accedere fin da subito a una tecnologia di pagamento embedded senza interruzioni, garantendo interoperabilità fluida e collaudata con tutti i componenti del distributore. Questa partnership strategica conferma ancora una volta la forte accettazione e trazione di mercato della nostra soluzione embedded unica.”

“In N-and, siamo impegnati a far progredire l’innovazione nell’interazione uomo-macchina. La nostra partnership con Nayax rappresenta una tappa fondamentale nel fornire pagamenti EMV sicuri, fluidi e senza attriti all’interno delle nostre soluzioni con schermi smart. Attraverso questa collaborazione, stiamo offrendo agli OEM e agli operatori una soluzione avanzata e pronta per il futuro, che non solo migliora l’esperienza dell’utente, ma apre anche nuove opportunità di ricav o,” ha dichiarato Tarcisio Vergani, CEO di N-and.

ASSOBIBE LANCIA “OGGI NOI, E DOMANI?” , CAMPAGNA SOCIAL CONTRO LA SUGAR TAX

È partita la nuova campagna social di ASSOBIBE, l’associazione di Confindustria che rappresenta le imprese produttrici e distributrici di bevande analcoliche in Italia, per protestare contro l’introduzione della Sugar Tax. denominata “oggi noi, e domani?”, la campagna ha l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni sugli effetti negativi della nuova imposta, in un contesto già segnato da dazi, aumento dei costi e un carico fiscale crescente.

L’imposta, la cui entrata in vigore è prevista per il 1° luglio 2025, colpirà indistintamente tutte le bevande analcoliche, gassate e non, con e senza zucchero. Secondo ASSOBIBE, questa misura non ha una reale motivazione salutistica e potrebbe aprire la strada a nuove imposizioni fiscali ingiustificate su altri prodotti. L’introduzione della tassa rischia di deprimere ulteriormente i consumi in un quadro economico già compromesso dall’inflazione e dall’aumento dei costi di materie prime ed energia. Secondo ASSOBIBE, la tassa avrà effetti devastanti sul comparto, portando a un incremento del 28% della fiscalità su un litro di bevanda, una riduzione del 10% del fatturato e un calo degli investimenti stimato in 46 milioni di euro.

Gli effetti negativi si estenderanno a tutta la filiera, riducendo gli acquisti di materie prime per oltre 400 milioni di euro e mettendo a rischio oltre 5.000 posti di lavoro. Inoltre, il settore delle bevande analcoliche, che rappresenta un valore economico di 4,9 miliardi di euro, potrebbe subire una contrazione del 12% nelle attività e negli investimenti in Italia.

Oltre agli impatti economici, ASSOBIBE contesta la sugar tax anche sotto il profilo della salute pubblica. secondo i dati, i consumi di bevande analcoliche in Italia sono tra i più bassi d’Europa (54 litri annui pro capite) e il consumo di bevande zuccherate è già diminuito del 27% negli ultimi dieci anni. L’impatto nutrizionale delle bevande con zucchero si attesta allo 0,9% del totale delle calorie quotidiane per gli adulti e l’84% degli italiani non consuma regolarmente bibite gassate zuccherate.

studi internazionali dimostrano inoltre che la Sugar Tax non ha avuto effetti significativi sulla riduzione di obesità e sovrappeso. paesi come Norvegia, Islanda, Danimarca, Australia e Israele hanno già deciso di eliminarla, mentre la commissione europea ha dichiarato che non esistono prove della sua efficacia.

La campagna social adotta un approccio strategico e provocatorio per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni. I contenuti digitali saranno diffusi nelle prossime settimane e includeranno post informativi e rubriche per smascherare le fake news sulla Sugar Tax.

Assobibe continua a chiedere un ulteriore rinvio di dodici mesi dell’imposta o, in alternativa, la sua cancellazione definitiva, ma a oggi non ha ancora ricevuto risposte concrete dalle istituzioni.

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OCCHIO DI BUE CON CREMA DI NOCCIOLA: UNA NOVITÀ ZANIBONI

SNACK DELLA TRADIZIONALE PASTICCERIA ITALIANA

La pasticceria italiana è famosa in tutto il mondo per la sua ricchezza di sapori e la qualità degli ingredienti. Tra le tante prelibatezze che hanno conquistato il palato di generazioni, uno dei dolci più apprezzati è sicuramente l’Occhio di Bue, una specialità che affonda le radici in Trentino-Alto Adige e che nel corso dei decenni è riuscita a superare i confini regionali, diffondendosi in tutta Italia e oltre. Il nome deriva dalla forma caratteristica del biscotto, che ricorda un occhio, con la parte centrale aperta per lasciare spazio alla farcitura di confetture di frutta offrendo un perfetto equilibrio tra dolcezza e freschezza. Il nuovo prodotto, Occhio di Bue con crema di cacao e nocciola, vuole aggiungere ai gusti tradizionali un sapore ancora più avvolgente e goloso. Questo nuovo dolce è una variante che si affianca a quelle più classiche all’albicocca e ai frutti di bosco, offrendo un’esperienza sensoriale diversa. Una crema, ricca e vellutata, che si unisce perfettamente alla delicatezza del biscotto, creando un contrasto di consistenze che conquista fin dal primo morso. L’aggiunta della farina di farro incontra le aspettative di quei consumatori che riconoscono in questo cereale il valore aggiunto di un contenuto proteico più alto e un apporto di fibre più consistente.

Anche il packaging del nuovo Occhio di Bue non è stato lasciato al caso. Realizzata con materiali di alta qualità, la confezione protegge il dolce, mantenendo intatta la sua freschezza e la sua fragranza, e al contempo valorizza il prodotto per la sua luminosità. Ogni dettaglio è stato pensato per riflettere l'eleganza e la qualità del prodotto. La confezione, raffinata e accattivante così come l’immagine del prodotto in primo piano e quella degli ingredienti attira l'attenzione dell’utente del distributore automatico.

IVS PUBBLICA IL BILANCIO 2024: 18 MILIONI

DI CONSUMAZIONI IN MENO IN ITALIA

La fase recessiva che ha colpito dall'inizio del 2024 il mercato italiano si riflette anche sul bilancio IVS 2024. A parte un leggero aumento del fatturato, tutti gli altri indici sono negativi, EBIT e Utile Netto a doppia cifra. Nel vending, il numero totale di erogazioni del gruppo al 31 dicembre 2024 è stato pari a 982,6 milioni da 991,5 milioni del 2023 (-0,9%). Il calo dei volumi dipende dalle minori consumazioni effettuate all’interno del perimetro clienti esistenti, a causa della generalizzata diminuzione del numero ore lavorate e, conseguentemente, dei minori consumi sui luoghi di lavoro. La maggior parte del calo dei volumi (circa -18 milioni di consumazioni, circa l’1,8% del totale) è stata registrata sul mercato italiano.

Ecco la consueta sintesi dei risultati al 31 dicembre 2024

- Fatturato: €732,8 milioni (+0,9% vs. 2023)

- EBITDA Adjusted: €110 milioni (-5,3%)

- EBIT Adjusted: €29 milioni (-19,4%)

- Utile netto adjusted: €11,9 milioni (-13,9%)

- PFN: -€441,5 milioni (in peggioramento rispetto a -€421,1 milioni nel 2023)

- Perfezionate 14 acquisizioni in Italia e all’estero. Ricordiamo che nel 2024 si è conclusa un’operazione di portata storica per IVS Group: il delisting dalla Borsa (Euronext Milan - STAR) e la fusione con Grey S.a.r.l., controllata da E-Coffee S.r.l. (gruppo Lavazza). Oggi Lavazza detiene il 49% del capitale di IVS, mentre il restante 51% è in mano ai fondatori e management. L’accordo include meccanismi di governance e opzioni call/put tra i soci, con nuovi assetti a valle del bilancio 2026.

RIVENDING SI CONFERMA GREEN PARTNER

DEL TOUR #NONCIFERMANESSUNO 2025

Per il terzo anno consecutivo, RiVending sostiene l’undicesima edizione del tour motivazionale di Luca Abete, che attraverserà le università italiane da marzo a dicembre per affrontare temi come resilienza, ascolto e lotta alla solitudine giovanile.

In questo contesto, RiVending si inserisce con la sua missione di promuovere l’economia circolare nel settore del vending, contribuendo a rendere più sostenibili le aree dei distributori automatici presenti nelle università. Durante il tour, gli studenti avranno l’opportunità di scoprire come il semplice gesto di gettare bicchieri e palette nei contenitori RiVending possa trasformarsi in un concreto contributo per l’ambiente, favorendo il riciclo e la riduzione dei rifiuti plastici.

“Per realizzare un progetto di economia circolare come RiVending”, spiega Michele Adt – Direttore Confida “è fondamentale comunicare ai consumatori la corretta gestione dei rifiuti. Per questo motivo, abbiamo aderito all’edizione 2025 del tour #NonCiFermaNessuno di Luca Abete, un'iniziativa che si rivolge direttamente alle giovani generazioni, le più sensibili ai temi ambientali”.

L’impegno per la sostenibilità si affianca ad altre importanti iniziative del tour, come l’installazione dei compattatori del progetto Recopet consentirà la raccolta diretta degli imballaggi di plastica anche nelle Università.

“Puntiamo ad aumentare l'intercettazione delle bottiglie in PET e a valorizzare un materiale che, se opportunamente raccolto e riciclato, può rinascere costantemente da se stesso”, ha aggiunto Antonio Protopapa, Direttore Operativo di Corepla.

Ecco tutte le date del tour:

• 12 marzo - Napoli Università Parthenope

• 28 marzo - Pescara Università G. d’Annunzio

• 8 aprile - Siena Università degli Studi di Siena

• 7 maggio - Messina Università degli Studi di Messina

• 9 ottobre - Roma Università Sapienza - Facoltà di Economia

• 5 novembre - Catanzaro Università Magna Graecia

• 19 novembre - Cagliari Università degli Studi di Cagliari

• 5 dicembre - Milano Università degli Studi di Milano-Bicocca

ILLY ALLA DESIGN WEEK CON UNO SGUARDO VERSO LO SPAZIO v

La design week riserva sempre qualche sorpresa nell’ambito del connubio naturale che esiste tra caffè e design. A Milano l’espresso diventa protagonista con Illy, che sceglie la settimana in cui tutti gli occhi sono puntati sulla città per lanciare il nuovo sistema X Caps, una linea di capsule e macchine home che unisce design e sostenibilità. La boutique illy di via Monte Napoleone si trasforma così in un paesaggio spaziale, con sfere argentate, maxi capsule e installazioni immersive ispirate allo spazio che proiettano l’esperienza del caffè in una dimensione futuristica. Il corridoio di ingresso assume così le sembianze di un portale, con lo specchio sul pavimento che moltiplica i pianeti che pendono dal soffitto. Tra questi se ne distinguono alcuni, saturnini, con ampi anelli colorati che ne avvolgono la circonferenza: un chiaro rimando alle nuove capsule XCAPS, ideate per offrire un’ottimale estrazione del caffè, grazie alle due nuove macchine XCAPS firmate dall’architetto e designer Luca Trazzi. Funzionalità che incontra l’estetica in una soluzione capace di portare ancora oltre la ricerca di illy, da sempre attenta a coniugare praticità e raffinatezza, servendosi della creatività di artisti e designer per esprimere la propria identità di azienda leader nel caffè di alta qualità sostenibile.

LAVAZZA LANCIA TABLÌ: LA RIVOLUZIONARIA COMPRESSA MONODOSE DI CAFFÈ 100% NATURALE

Per il suo 130° anniversario, Lavazza sorprende ancora con un progetto ambizioso: Tablì, una compressa di caffè 100% naturale e biodegradabile che punta a ridefinire il concetto stesso di monoporzione. Il progetto nasce dallo sviluppo di un’idea innovativa di Caffemotive, startup italiana acquisita da Lavazza nel 2020, ed è oggi il frutto di un lungo percorso di Ricerca e Sviluppo che ha portato alla registrazione di oltre 15 nuovi brevetti.

Tablì non è una capsula, non è una cialda, ma una nuova categoria merceologica nel settore del caffè monoporzionato. Il prodotto si presenta come una tab compatta di caffè, priva di supporti plastici o metallici, progettata per essere sostenibile, naturale e funzionale. Si inserisce perfettamente nella strategia del Gruppo Lavazza, da anni orientata verso l’innovazione green.

Il segmento single-serve, infatti, rappresenta una delle aree di crescita più forti nel mercato globale del caffè, e l’introduzione di soluzioni basate su principi di economia circolare sta diventando un driver fondamentale per la competitività. Tablì si affianca alle altre soluzioni domestiche già offerte dal Gruppo: caffè macinato, grani, capsule e cialde.

Per raccontare questa nuova visione, Lavazza ha scelto la cornice della Milano Design Week 2025, dove è stato possibile vivere l’esperienza di Tablì grazie all’installazione “Source of Pleasure”, firmata dall’architetta e designer brasiliana Juliana Lima Vasconcellos. Il progetto sarà ospitato nel suggestivo cortile del Palazzo del Senato, sede dell’Archivio di Stato di Milano.

RHEA A VENDEX MIDLANDS CON LA PRIMA FREESTANDING PER TÈ IN FOGLIE A INDUZIONE

Rhea ha partecipato a Vendex Midlands, uno degli appuntamenti più importanti per il settore del vending sul territorio inglese, presentando due nuove soluzioni per un momento di pausa di qualità, dove si fondono design e automazione: la rhFS1 per il tè in foglie con - un’assoluta novità sul mercato - la tecnologia di riscaldamento a induzione e la nuova rhFS2 con sistema latte fresco integrato

La prima freestanding per tè in foglie a induzione

Grazie all’innovativo ed esclusivo utilizzo della tecnologia a induzione, la macchina per il tè in foglie di Rhea garantisce un’estrazione perfetta, preservando al meglio le proprietà e il gusto della tipica bevanda inglese. La temperatura ottimale di infusione, regolata con estrema precisione grazie all’induzione, assicura non solo la massima qualità del tè in tazza, ma anche un’efficienza energetica superiore rispetto ai sistemi tradizionali a caldaia. La freestanding con latte fresco integrato

Un’altra importante novità presentata a Vendex è stata la rhFS2.milk, freestanding dotata di un’unità integrata per il latte fresco, per offrire un’ampia varietà di ricette, arricchite dalla possibilità di utilizzare latte fresco e alternative vegetali, rispondendo così alle esigenze di ogni consumatore. Anche la rhFS2.milk utilizza la tecnologia a induzione Varitherm per il riscaldamento indiretto del latte, offrendo una qualità in tazza superiore. La regolazione precisa della temperatura per ogni tipo di bevanda permette di gustare un latte macchiato perfettamente stratificato, con ogni ingrediente alla giusta temperatura. Inoltre, l’assenza di caldaia riduce il rischio di accumulo di calcare e consente un risparmio energetico significativo rispetto alle macchine tradizionali.

“La nostra costante ricerca dell’eccellenza ci porta a sviluppare soluzioni che migliorano la qualità del momento di pausa, offrendo un’ospitalità premium e un’esperienza di consumo superiore. Integriamo le ricette tradizionali con le nuove tecnologie per garantire un servizio che rispetti le abitudini dei consumatori e al contempo ne migliori la soddisfazione, attraverso soluzioni sostenibili ed efficienti” commenta Andrea Pozzolini, CEO di Rhea.

CONFIDA E ANEDA FIRMANO UN ACCORDO DI COLLABORAZIONE STRATEGICA

CONFIDA e ANEDA (Associazione Nazionale Spagnola della distribuzione automatica) hanno firmato un accordo di collaborazione strategica per affrontare le sfide nazionali e internazionali, e creare sinergie per il futuro del vending. In Italia sono ben 830.000 le vending machine installate e l’indotto occupazionale è di circa 30.000 persone, a cui si aggiungono le altre aziende della filiera; mentre in Spagna, i distributori automatici installati sono 370.000 e la filiera occupa 20.000 dipendenti. La firma dell’accordo è avvenuta a Madrid, presso la sede del Senato spagnolo, a lato dell’incontro tra le due associazioni e del confronto con le istituzioni iberiche sul settore del vending in Italia e in Spagna. Erano presenti le senatrici spagnole Teresa Mallada, Carmen Riolobos Redera, e Arenales Serrano Arguello.

“Il comparto del vending in Italia e in Spagna è molto simile e vive le medesime problematiche” – commenta Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA – “Le nostre due associazioni, inoltre, condividono l’impegno per la formazione e la professionalizzazione dei propri associati e quello per la promozione dell’innovazione e della competitività. Per questo abbiamo stipulato un accordo di collaborazione pensato per promuovere progetti di sostenibilità e di innovazione e condividere analisi sullo sviluppo della normativa di settore a livello italiano ed europeo”.

Primo punto nell’agenda operativa dell’accordo sarà la creazione di un gruppo di lavoro congiunto di ANEDA e CONFIDA che si dedicherà a consultazione, analisi, formulazione e proposta di iniziative che possano portare benefici agli operatori di entrambe le associazioni. Il gruppo affronterà diverse tematiche sensibili per il settore come quelle relative alle normative e alla legislazione, l’economia settoriale e i mercati nazionali, progetti e iniziative speciali (come RiVending, Vida Saludable, Vending Sostenibile e altri), e la definizione di azioni congiunte ed eventi di collaborazione per lo sviluppo del settore e delle aziende.

“L’accordo di oggi va oltre le iniziative isolate ed ha una prospettiva di lungo termine, cercando di creare una rete di cooperazione strutturata” dichiara Juan Luis Hernandez, presidente di Aneda: “Si tratta un traguardo molto significativo e vorrei ringraziare tutti i membri di entrambe le associazioni per l’impegno profuso nel raggiungimento di tale accordo. Da parte di Aneda, confido che questa collaborazione sia l’inizio di una lunga e proficua relazione, e sono fiducioso che insieme saremo in grado di affrontare ogni sfida e cogliere tutte le opportunità del mercato.”

ACQUE MINERALI ITALIANE: UN EXPORT 2024 DA INCORNICIARE

In un contesto internazionale complesso e in un anno caratterizzato da un commercio globale non particolarmente brillante, l’industria alimentare italiana ha registrato una crescita significativa delle esportazioni, con un incremento dell’8,6% a fronte di un calo dello 0,4% dell’export complessivo del Paese. Un risultato di rilievo, ma all’interno di questo quadro generale spicca il comparto delle acque minerali, che ha segnato una crescita ancora più marcata, confermandosi al vertice dell’intero settore food & beverage nazionale.

Nel 2024, l’export di acque minerali italiane ha raggiunto il valore record di 1 miliardo e 408 milioni di euro, registrando un aumento del 28,5% rispetto all’anno precedente. Questo dato rappresenta la miglior performance in assoluto nell’ambito dell’industria alimentare italiana. Anche in termini di volumi esportati, il comparto ha evidenziato un progresso significativo, con una crescita del 12,9%. Il confronto tra i due dati conferma un ulteriore elemento positivo: il valore unitario del prodotto ha beneficiato di un apprezzamento sul mercato internazionale.

Dal punto di vista geografico, gli Stati Uniti si confermano il principale mercato di sbocco per le acque minerali italiane, con un valore di export pari a 476,7 milioni di euro e una crescita del 28,5% rispetto all’anno precedente. Seguono la Francia, con 158,7 milioni di euro, la Germania, con 90,4 milioni di euro (+36,5%), e il Regno Unito, con 84 milioni di euro (+165,8%). Complessivamente, il mercato dell’Unione Europea con il Regno Unito incide per 491,7 milioni di euro, a dimostrazione della forte richiesta delle acque minerali italiane anche all’interno del continente.

“Non si trattava di un’impresa semplice, considerando che il comparto veniva già da un eccellente risultato nel 2023, anno in cui avevamo registrato un incremento del 20,9%, affermandosi come leader delle esportazioni alimentari italiane. Questo successo ribadisce il grande riconoscimento che le acque minerali italiane ottengono all’estero per la loro qualità e caratteristiche uniche, che le collocano a pieno titolo nel patrimonio del Made in Italy e dell’Italian way of life, come sottolineato anche dal Censis”, commenta Ettore Fortuna, Vice Presidente e Consigliere Delegato di Mineracqua: “Tuttavia, non possiamo ignorare le incertezze legate ai dazi minacciati dall’amministrazione Trump, che potrebbero compromettere la crescita del nostro settore negli Stati Uniti, il nostro primo mercato di riferimento. È fondamentale che le istituzioni italiane ed europee lavorino per scongiurare queste misure, che penalizzerebbero ingiustamente un’eccellenza agroalimentare italiana”.

GRUPPO FLO E NATUREWORKS PRESENTANO KEYGEA PER IL MERCATO NORDAMERICANO

Una nuova era per il caffè sostenibile inizia con KEYGEA, l'innovativa capsula monodose compostabile per il mercato nordamericano, nata dalla sinergia tra FLO Group, leader europeo nel settore del vending e del food packaging e NatureWorks , il più grande produttore al mondo di biopolimeri a base di PLA (acido polilattico).

Progettata per soddisfare la crescente domanda di soluzioni rinnovabili, KEYGEA combina sostenibilità e prestazioni, garantendo un'estrazione del caffè senza compromessi sulla qualità. KEYGEA è realizzata con Ingeo™ PLA, un biopolimero derivato da risorse rinnovabili, innovazione sostenibile per il futuro del caffè e autentica rivoluzione nel settore delle capsule. È certificata compostabile a livello industriale da BPI e DIN CERTCO e consente di restituire i fondi di caffè alla terra come preziosi nutrienti naturali. Le capsule di caffè compostabili sono un passo concreto verso il consumo più responsabile e un futuro con meno rifiuti.

Il team di innovazione del Gruppo FLO ha sviluppato una capsula che ottimizza il flusso dell'acqua durante l'estrazione, offrendo un'esperienza sensoriale di alto livello. Progettata con tecnologia a barriera, KEYGEA protegge efficacemente il caffè dall'ossidazione, preservandone più a lungo aroma e freschezza, per garantire ogni volta una tazza perfetta.

Grazie al processo di termoformatura avanzata, KEYGEA si distingue come una delle capsule più leggere sul mercato, solo 2,6 g, senza compromettere la resistenza e la piena compatibilità con le linee di riempimento e sigillatura ad alta velocità. Un perfetto equilibrio tra praticità e sostenibilità, che soddisfa le esigenze dei torrefattori più innovativi.

“Questa capsula segna una svolta per il mercato del caffè, un nuovo capitolo nel nostro percorso di innovazione”, afferma Erika Simonazzi, Direttore Marketing del Gruppo FLO. “Grazie alla strategica partnership con NatureWorks, entriamo nel mercato nordamericano con una soluzione rivoluzionaria che unisce sostenibilità ad alte prestazioni. Ma il nostro viaggio non si ferma qui: la ricerca alla base di questa capsula apre nuove opportunità nel packaging monodose e rafforza il nostro standing, frutto di oltre 50 anni di eccellenza nel packaging alimentare”.

“Siamo orgogliosi e grati per il rapporto che abbiamo costruito con FLO nel corso degli anni”, afferma Roger Tambay, Chief Growth Officer di NatureWorks. “Insieme, abbiamo condiviso idee e competenze per affrontare con attenzione ogni dettaglio necessario alla realizzazione di una capsula da caffè davvero efficace. La capsula KEYGEA non solo offre un caffè dal gusto eccellente, ma risulta anche economicamente vantaggiosa per i torrefattori”.

GRUPPO ILLIRIA LANCIA “BOOKSTOP - FAI UNA PAUSA CON UN LIBRO”

Gruppo Illiria presenta un progetto rivoluzionario: BOOKSTOP, il distributore automatico di libri. L’iniziativa nasce da un’idea di Ediciclo Editore realizzata grazie a NextGenerationEU attraverso un bando del Ministero della Cultura riguardante il supporto a settori culturali e creativi per l'innovazione e la transizione digitale, ed è pensata per avvicinare la lettura alla vita quotidiana, renderla accessibile anche in luoghi inediti, trasformandola in un gesto quotidiano, spontaneo e sempre a portata di mano, acquistando un libro in modo rapido e semplice, proprio come si fa con un caffè. Il distributore contiene 20 titoli della collana Piccola filosofia di viaggio di Ediciclo Editore, una raccolta di saggi brevi che offrono spunti di riflessione su temi legati al viaggio, alla scoperta e all’esperienza personale. Ogni volume, riconoscibile per il suo formato compatto e il design distintivo, è il frutto di una ricerca editoriale rigorosa e con un’impronta autoriale unica. Bookstop, portando con sé questa collana, diventa molto più di un semplice distributore, trasformandosi in una vera e propria esperienza di riflessione, ispirata anche dalle illustrazioni di Giulia Neri, illustratrice e collaboratrice del progetto: un invito a rallentare, fermarsi, ascoltare, respirare e immergersi in un mondo nuovo, scegliendo un libro per sé o per qualcun altro, per viaggiare, farsi ispirare e riflettere. Il primo Bookstop è stato inaugurato giovedì 20 marzo presso l'Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione di Motta di Livenza (TV), segnando l’inizio di un progetto destinato a cambiare le modalità di fruizione dei libri e regalare momenti di benessere, evasione e felicita, in luoghi di attesa che si trasformano in momenti di viaggio e scoperta.

EVA, UN MODELLO PER VALUTARE IL CICLO DI VITA (LCA) DEI DISTRIBUTORI AUTOMATICI

Numerose iniziative stanno per essere avviate dall'Associazione europea del vending (EVA) con l’obiettivo di migliorare la comprensione e il controllo delle risorse utilizzate nel settore. Un sottocomitato del Comitato Tecnico dell’EVA sta lavorando a un modello armonizzato per aiutare i membri a calcolare la fase d’uso nella valutazione del ciclo di vita (LCA) delle macchine. Questo modello completerà le linee guida già esistenti su come determinare al meglio un LCA per i produttori di distributori automatici. Il modello relativo alla fase d’uso è pensato per essere uno strumento semplice ma realistico, utile a standardizzare i calcoli di questa fase complessa e spesso variabile, una volta che la macchina è operativa sul campo. La pubblicazione di questo modello LCA è prevista prima dell'estate. È inoltre ufficialmente iniziata la revisione dei Regolamenti Ecodesign ed Etichettatura Energetica per la refrigerazione commerciale (ovvero i distributori automatici refrigerati). EVA ha partecipato lo scorso 20 marzo a un incontro con la Commissione Europea e i consulenti incaricati della revisione per comprendere le tempistiche, le modalità di presentazione dei dati e il formato della revisione, al fine di allinearla al Regolamento Ecodesign per i Prodotti Sostenibili (ESPR). EVA ha sfruttato questa revisione come un’opportunità per suggerire miglioramenti alla legislazione esistente, inclusa la ridefinizione delle macchine coinvolte e la formulazione di una posizione su eventuali nuovi obiettivi di efficienza. Infine, ha preso il via in queste settimane l’attività del gruppo di lavoro 21 del CENELEC TC59x, incaricato di sviluppare una nuova metodologia di calcolo del consumo energetico per i distributori automatici di bevande calde. Una volta definito, questo nuovo standard sostituirà l’attuale EVA Energy Measurement Protocol 3.1b. Questo standard europeo ufficiale aiuterà inoltre l’industria a prepararsi in anticipo per le future normative sulle macchine per bevande calde previste nell’ambito dell’ESPR, sebbene non ancora annunciate.

COCA-COLA INSTALLA IN GIAPPONE IL PRIMO DISTRIBUTORE ALIMENTATO A IDROGENO

Coca-Cola Bottlers Japan Inc. (CCBJI), guidata dal President & CEO Calin Dragan, ha ufficialmente installato il primo distributore automatico al mondo alimentato da cartucce di idrogeno, sviluppato in collaborazione con Fuji Electric Co. L’installazione è avvenuta presso il sito dell’Expo 2025 Osaka, Kansai, in vista dell’apertura dell’evento prevista per il 13 aprile. Una cerimonia inaugurale si è tenuta il 18 marzo per celebrare l’iniziativa.

Questa innovazione rappresenta un passo concreto verso gli obiettivi di neutralità carbonica al 2050 fissati da The Coca-Cola Company, e si distingue per l’assoluta autonomia energetica: il distributore funziona senza collegamento alla rete elettrica, grazie a una cartuccia di idrogeno sostituibile che alimenta un generatore. Il sistema sfrutta una reazione chimica tra idrogeno e ossigeno dell’aria per produrre energia, senza emissioni di CO.

Oltre all’autonomia e alla compatibilità ambientale, il distributore integra anche un monitor che mostra in tempo reale il processo di generazione dell’elettricità, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva nella “vending machine del futuro”.

L’innovazione non si ferma alla sostenibilità ambientale, ma abbraccia anche l’inclusività. Il nuovo modello è compatibile con l’app ufficiale Coke ON® di Coca-Cola, che attraverso funzioni di accessibilità fornisce: informazioni visive sullo schermo del telefono; feedback tattile tramite vibrazione; guida vocale all’acquisto dei prodotti.

Queste caratteristiche lo rendono facilmente utilizzabile anche da persone anziane, utenti in sedia a rotelle o con disabilità visive. Una delle 58 macchine sarà installata sotto il Grand Roof (Ring) dell’Expo e inizierà a operare dal giorno dell’apertura.

Coca-Cola ha dichiarato che l’idrogeno si dimostra un’alternativa energetica particolarmente adatta per questo tipo di applicazione: consente l’installazione dei distributori in qualsiasi luogo e condizione climatica, con un ingombro minimo. Tuttavia, restano sfide legate alla logistica del rifornimento di cartucce e all’ottimizzazione dei costi, che saranno affrontate con l’avvio dell’utilizzo commerciale.

L’iniziativa rappresenta un interessante banco di prova per l’applicazione dell’idrogeno nel settore beverage, unendo innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e accessibilità.

PEPSICO ACQUISISCE POPPI PER 1,95 MILIARDI DI DOLLARI!

PepsiCo ha annunciato l'acquisizione di Poppi, un marchio emergente nel settore delle bevande prebiotiche, per 1,95 miliardi di dollari. Questa operazione mira a rafforzare la presenza di PepsiCo nel crescente mercato delle bevande funzionali, rispondendo alla domanda dei consumatori per prodotti più salutari. Poppi, fondata nel 2015 da Allison e Stephen Ellsworth, combina succhi di frutta, aceto di mele e prebiotici per offrire una soda a basso contenuto calorico, con non più di cinque grammi di zucchero per porzione. La popolarità del brand è cresciuta rapidamente, grazie anche alla partecipazione al programma televisivo "Shark Tank" nel 2018.

Ramon Laguarta, presidente e CEO di PepsiCo, ha dichiarato che l'acquisizione di Poppi rappresenta un passo importante nella trasformazione del portafoglio prodotti dell'azienda, per rispondere alle esigenze dei consumatori orientati al benessere. Questa acquisizione segna un ulteriore passo nella competizione tra PepsiCo e Coca-Cola nel mercato delle bevande funzionali, con entrambe le aziende impegnate a soddisfare la crescente domanda di prodotti più salutari da parte dei consumatori.

FAS INTERNATIONAL CHIUDE IL 2024

CON UN AUMENTO DEL FATTURATO DELL’8%

FAS International ha chiuso il 2024 con numeri in deciso aumento grazie al consolidamento di una nuova idea di vending, il “retail tech”, un cambio di direzione che vede la tecnologia al servizio del retail. L’espressione "retail tech" si riferisce all'uso e all'applicazione di tecnologie innovative e digitali nell'ambito del settore del commercio al dettaglio (retail). L’approccio di FAS International vede la vending machine non come un semplice distributore automatico ma come un vero e proprio punto vendita automatizzato, attraverso il quale si può vendere qualsiasi cosa, che integri soluzioni tecnologiche interconnesse, digitali e non, offrendo una nuova esperienza di acquisto fluida e coinvolgente, con un’interfaccia utente pratica e immediata, soluzioni di pagamento cashless integrate e funzionali e con la possibilità di gestire configurazione e prestazioni della macchina nonché monitorarne la performance, tutto da remoto.

Nel 2024 il passaggio dal vending classico alla visione retail tech è diventato il fulcro della strategia di FAS International e, anche grazie a questa svolta, l’anno si è chiuso con risultati importanti. Il fatturato si attesta a 57,4 milioni di euro, con un EBITDA di 12,9 milioni (22,5% sul fatturato), dai 53,2 milioni del 2023 (EBITDA a 10,3 milioni, 19,3% sul fatturato), in aumento dell’8%. Il totale di macchine vendute è stato leggermente in calo rispetto al 2023 (circa 14.000 distributori) a causa soprattutto delle difficoltà di mercato legate al segmento del “caldo”, ma con un sensibile incremento del prezzo medio e della marginalità grazie al maggiore apporto di tecnologia e all’aumento delle vendite dei modelli premium.

Più in generale, i positivi risultati derivano dalla crescita di quota di mercato nel segmento Snack & Food, guidato sia dalla fidelizzazione dei clienti attivi che dalle nuove opportunità di business in Europa. Se l’Italia resta il primo mercato di riferimento e Spagna e Francia rimangono saldamente le destinazioni estere dove Fas International esprime un presidio più forte grazie al supporto dei propri partner –si pensi che oltre il 50% di tutti i distributori automatici Snack & Food in Spagna è targato FAS –, il 2024 ha registrato ottime performance anche in altri mercati quali Polonia, Turchia, Slovenia e Romania, tutti mercati interessati da forti opportunità di crescita.

FORMAZIONE: STUDENTI IN LABORATORIO

CON LAVAZZA PER INNOVARE IL MONDO DEL CAFFÈ

Cinque giorni di full immersion nel mondo del caffè per esplorare nuove prospettive di consumo e comunicazione. È questa l’esperienza vissuta dagli studenti del 2° e 3° anno del Corso di Laurea in Design Sostenibile per il Sistema Alimentare dell’Università di Parma e del Politecnico di Torino, oltre agli studenti di Comunicazione del Politecnico di Torino, che hanno partecipato alla 20° edizione del workshop “Coffee Design - Sperimentare intorno al mondo del caffè” promosso da Lavazza. Dal 3 al 7 marzo 2025, il Training Center Lavazza ha ospitato una serie di laboratori in cui i partecipanti, guidati da esperti del settore, hanno avuto l’opportunità di sviluppare una visione innovativa del prodotto, dell’esperienza di consumo e della comunicazione. Sotto la guida del Prof. Paolo Tamborrini (Responsabile del progetto), di Marcello Arcangeli (Lavazza Training Center Director) e di Michele Pulcher (Coffee Senior Trainer & Brand Ambassador), gli studenti hanno affrontato un percorso formativo che ha unito teoria e sperimentazione pratica. Suddivisi in tre team, gli studenti hanno approfondito il viaggio del chicco di caffè dalla pianta alla tazzina, studiando le origini della materia prima e analizzando i diversi metodi di estrazione. Il cuore dell’esperienza è stato lo sviluppo di concept innovativi legati al caffè, con un focus su design, naming, packaging e modalità di consumo. Un percorso creativo che ha permesso ai partecipanti di applicare le proprie competenze alla ricerca di nuove soluzioni per il mercato. La settimana si è conclusa con la presentazione dei progetti presso la sede dell’Innovation Center Lavazza, dove gli studenti hanno illustrato le loro idee davanti a una platea di esperti. Un’occasione preziosa per confrontarsi con il mondo professionale e mettere alla prova la propria capacità di innovazione in un settore in continua evoluzione.

CDA PREMIATA PER IL SECONDO ANNO AL PREMIO INDUSTRIA

FELIX PER LE SUE PERFORMANCE DI ECCELLENZA

CDA di Cattelan Srl Società Benefit, realtà di punta nel panorama imprenditoriale del Friuli Venezia Giulia, è stata premiata oggi per il secondo anno consecutivo al 62° evento del Premio Industria Felix, che si è svolto al Museo Ferrari di Maranello. Un riconoscimento prestigioso per le aziende più competitive e performanti del Nord Est Italia, che ha visto la partecipazione di numerosi esponenti politici ed economici, tra cui il sindaco di Maranello Luigi Zironi, l’europarlamentare Stefano Bonaccini e l’europarlamentare Elena Donazzan. L’azienda di Talmassons è stata selezionata tra le 70 imprese più competitive del territorio, ed è stata premiata per la sua solidità finanziaria, l’affidabilità gestionale e l’impegno nell’adozione di pratiche sostenibili, che hanno contribuito a consolidare la sua posizione di leadership nel settore. Questo importante traguardo segna un ulteriore passo avanti nel percorso di crescita e innovazione che l’azienda ha intrapreso negli ultimi anni.

“Essere premiati al Premio Industria Felix è per noi motivo di grande orgoglio e un riconoscimento del duro lavoro svolto dalla nostra squadra”, ha dichiarato Fabrizio Cattelan CEO dell’azienda. “Questo premio ci motiva a continuare su questa strada, promuovendo non solo l’eccellenza economica, ma anche il nostro impegno verso la sostenibilità e lo sviluppo del territorio friulano. Con il supporto di tutte le persone che lavorano con noi e che ci credono, siamo pronti a scrivere nuovi capitoli di successo per la nostra azienda.”

Il Premio Industria Felix, organizzato da Industria Felix Magazine in collaborazione con Cerved, Banca Mediolanum e altri partner di rilievo, ha messo in luce i risultati eccellenti di imprese provenienti da Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, evidenziando come queste realtà siano fondamentali per la crescita economica dell’intero Nord Est Italia.

Con il riconoscimento ricevuto oggi, CDA di Cattelan Srl si conferma per il secondo anno consecutivo come un esempio di competitività, innovazione e sviluppo sostenibile, prontamente riconosciuta tra le migliori realtà aziendali del Friuli Venezia Giulia.

FANTAVENDING

MARZO 2025 - APRILE 2025

FANTAVENDING È UN BLOG INFORMATIVO PRESENTE NEL SETTORE DEL VENDING DA OLTRE 15 ANNI, UN TEMPO LUNGHISSIMO PER UN’ESPERIENZA DI SOCIAL MEDIA. FIN DAL SUO ESORDIO È DIVENTATO IL CENTRO INFORMATIVO DEL SETTORE. TUTTE LE PRINCIPALI AZIENDE DELLA FILIERA DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA SONO QUOTIDIANAMENTE CONNESSE AL SITO (WWW.FANTAVENDING.IT) E MIGLIAIA DI UTENTI OGNI GIORNO LEGGONO E SPESSO COMMENTANO LE NOTIZIE PUBBLICATE TUTTI I GIORNI FERIALI, 12 MESI ALL'ANNO E SENZA INTERRUZIONI PER ALMENO 50 SETTIMANE.

D.A. ITALIA PUBBLICHERÀ UNA SINTESI DELLE NOTIZIE RECENTI DI FANTAVENDING PIÙ LETTE IN RETE.

10.000 FOLLOWER NEL NOSTRO PROFILO FACEBOOK.

L’INFLUENCER FANTAVENDING

Finalmente un post autocelebrativo, di quelli in cui ci diciamo bravi da soli, senza aspettare (come si dovrebbe) che ce lo dicano gli altri. Il 2 aprile alle ore 16:01 si è iscritto il decimillesimo follower!

La soddisfazione è davvero grande, perché il nostro profilo Facebook, solo con crescita organica, senza l’investimento di un euro e con utenti esclusivamente profilati nel mondo del vending, ha raggiunto quella soglia che i pubblicitari considerano (per settori molto specifici come il nostro) da veri e propri influencer.

Eccoli qua in figura i nostri 10.000 follower: 7.380 uomini, 2.620 donne e un’età media piuttosto alta.

Tra le città trionfa Bergamo, una delle capitali del vending italiano, ma spiccano anche il Centro e il Sud Italia, con Roma e Napoli nei primi sei posti.

Un sentito grazie a tutta la community per questo incredibile risultato raggiunto anche sui social, dove escono solo una piccola selezione delle news di questo sito.

DA 1.500 A 25 DIPENDENTI: L'INESORABILE CROLLO DELL'EX SAECO DI GAGGIO MONTANO

Nel 1981 Sergio Zappella e Arthur Schmed crearono Saeco S.r.l. con sede a Gaggio Montano, un piccolo centro appenninico nella provincia di Bologna. Nel 1985 producono e commercializzano una macchina per caffè espresso che entrerà di diritto nella storia del settore del vending: la Superautomatica. La macchina, nell’intenzione dei progettisti, era stata creata essenzialmente per il mercato domestico, ma diverse gestioni, soprattutto in Emilia, collocarono a fianco un sistema di pagamento e la utilizzarono presso i loro clienti. Saeco decise così di focalizzare maggiormente l’attenzione sul vending, creando la Estro, una macchina dedicata alla distribuzione automatica che ebbe grande fortuna e che fu la progenitrice del mitico modello 7P, il distributore forse di maggior successo uscito dagli stabilimenti di Gaggio Montano. Il gruppo sbarca in Borsa nel 2000 con i marchi Saeco e Gaggia, 1.500 dipendenti e la leadership europea di mercato nelle macchine automatiche per il caffè espresso. Il successo dell'azienda è così clamoroso che nel 2004 il gruppo viene venduto ad un fondo di private equity francese (Pai Partners) per oltre 700 milioni di euro. Chissà come mai iniziò subito il declino, tanto che nel 2009 la Philips acquista Saeco per soli 200 milioni di euro, ma l'operazione non si rileva fortunata, 6 anni dopo, alla fine del 2015 la multinazionale olandese annuncia 243 licenziamenti. Per salvarsi si ricorre allo "spezzatino" e, all'inizio del 2017, la parte vending viene rilevata dalla bergamasca N&W (oggi Evoca). A questo punto della storia, nello stabilimento Saeco Vending di Gaggio Montano lavorano 280 dipendenti. Va male anche questo passaggio societario, 4 anni dopo Evoca annuncia la chiusura dello stabilimento di Gaggio Montano, dopo infinite lotte sindacali (a cui partecipa attivamente anche Elly Schlein, allora vicepresidente della Regione Emilia Romagna), nasce nel giugno 2022 un ibrido, la newco Gaggio-Tech con due anime lombarde: Tecnostamp e Minifaber.

A questo punto sono rimasti 134 dipendenti al lavoro, ma va malissimo, i dipendenti scendono a 106 e un mese fa la Gaggio-Tech va in liquidazione. Nello sconforto generale oggi arriva la notizia che non tutti i lavoratori verranno licenziati, 25 persone saranno ricollocati nel reparto lamiera della Minifaber...

Da 1.500 a 25, numeri impietosi che dovrebbero insegnarci qualcosa. Ma come spesso accade, non ci insegneranno niente.

IL VENDING ITALIANO È IN RECESSIONE.

I NUMERI 2025 LO CONFERMANO

Non ci sono più dubbi: il settore del vending italiano è in recessione. I dati di gennaio e febbraio 2025 confermano il tracollo di dicembre 2024, che era stato già il peggior mese dell'anno. Con due mesi già compromessi, il primo trimestre 2025 si avvia a essere il quinto consecutivo in calo, certificando una crisi strutturale.

Il quadro già preoccupante del 2024 ha visto una contrazione complessiva del -4,24% rispetto all'anno precedente, con un calo ancora più marcato (-4,94%) se si considerano le vendite a parità di macchine. Un anno nero, con quattro trimestri negativi che ora vengono seguiti da un avvio del 2025 ancora peggiore. I numeri parlano chiaro: dicembre 2024 ha chiuso con un crollo del -9,14%, segnale inequivocabile che il settore sta perdendo volumi di vendita a ritmo sostenuto. Gennaio e febbraio non hanno invertito la rotta, anzi, confermano il trend discendente, rendendo ormai certa una nuova flessione trimestrale.

Il problema non è più solo congiunturale, ma strutturale. Il vending sta soffrendo un mix di fattori negativi: calo dei consumi nei luoghi di lavoro, crescita dell'home working, inflazione che spinge i prezzi al rialzo e una concorrenza sempre più aggressiva. In questo scenario, il 2025 rischia di essere il secondo anno consecutivo di contrazione, spingendo il settore in una crisi senza precedenti.

Ora la domanda è: esiste una via d'uscita? Il settore ha bisogno di azioni concrete, incentivi per il rinnovo delle vending machine, strategie di diversificazione dell'offerta euna politica di prezzi sostenibile che tenga conto del potere d'acquisto dei consumatori. Senza una risposta chiara, il vending rischia di dover affrontare un'altra stagione difficile, con ricadute su tutta la filiera e sui consumatori.

La recessione è un dato di fatto. La ripresa, al momento, ancora un'incognita.

Il Ministero dell’Ambiente ha recentemente presentato alla Commissione Europea una proposta di regola tecnica per definire i requisiti di riutilizzabilità dei prodotti in plastica destinati al contatto con gli alimenti.

La proposta prevede, tra le altre misure, che gli agitatori per bevande in plastica (le nostre palette) abbiano un rapporto peso/lunghezza superiore a 0,5 grammi per centimetro.

Letto così, sembra un tecnicismo. Ma se facciamo due conti, la portata della proposta è clamorosa. Prendiamo una paletta reuse standard in polistirolo (PS), lunga 90 mm e con un peso di 0,90 grammi.

Il rapporto peso/lunghezza è di 0,10 g/cm. Con la nuova soglia, per essere conforme, dovrebbe pesare almeno 4,5 grammi: cinque volte tanto!

E non è solo una questione di peso. Per ottenere quel valore, la paletta dovrebbe essere spessa oltre 5 mm. Praticamente una bacchetta da sushi!

Se approvata, questa norma avrebbe l’effetto di rendere non conformi tutte le palette in plastica attualmente utilizzate nel vending, poiché nessuna raggiunge tali specifiche.

LE BACCHETTE DA SUSHI AL POSTO DELLE PALETTE IN PLASTICA REUSE

QUANDO IL VIROLOGO SI METTE A PARLARE DI DISTRIBUTORI AUTOMATICI NELLE SCUOLE

Siamo piuttosto stupiti dell'entità delle segnalazioni arrivate da una settimana a questa parte per una dichiarazione del virologo Matteo Bassetti, protagonista di centinaia di ospitate in TV al tempo del Covid e uno dei brasagli preferiti degli haters no-vax, poi denunciati dal medico, come testimoniano i tanti processi tuttora in corso a Genova.

Bassetti ha parlato di vending nelle scuole, argomento alquanto particolare per un virologo e si vede, visto che cita i distributori automatici alle elementari, che ovviamente non sono presenti, se non in rari casi e solo per gli insegnanti, non certo per gli alunni.

Però il tema Bassetti lo aveva sollevato all'apertura dell'anno scolastico, dicendo che il Covid non è più un problema ma ce ne sono altri, come ad esempio i distributori automatici.

Poi un paio di mesi fa aveva ribadito il concetto con un reel su Facebook, che è quello che gira nel nostro settore da una settimana e che ci è stato inviato non meno di 50 volte dai nostri lettori.

In tutta onestà avevamo lasciato perdere a settembre 2024 e a febbraio 2025, quando sono uscite le due "considerazioni" del virologo.

Abbiamo cercato di non parlarne nemmeno ora, ma lo facciamo solo per chiarire alla community che abbiamo visto il video e l'abbiamo assolutamente ignorato, come consigliamo di fare a tutti...

L'IA

Da circa una settimana, da quando è uscito il nuovo software di generazione immagini di ChatGPT, stiamo assistendo a una serie infinita di segnalazioni sui social: falsi scontrini assolutamente identici agli originali, prodotti in pochi secondi con un prompt ben costruito. C'è chi li fa sembrare appena stampati, chi invece preferisce lo stile “usato”, con tanto di pieghe, ombre e macchie d’olio. Come se fossero stati appena recuperati da sotto un piatto di crudo di mare. Per puro spirito accademico abbiamo fatto qualche prova e oggettivamente è uno strumento incredibile. Qui pubblichiamo solo la prima versione, senza esagerare, giusto per non incorrere in qualche problema legale... ma quella finale è indistinguibile da uno scontrino vero. Parola di Fantavending. Il fenomeno ovviamente ha già attirato l’attenzione del mondo giornalistico. Wired, in un approfondimento uscito in queste ore, ha spiegato come basti una descrizione sommaria per ottenere un’immagine fotorealistica, perfetta per un post virale… o per tentare la fortuna con un rimborso spese un po’ troppo creativo.

I rischi, ovviamente, non mancano. E se da un lato c'è da divertirsi (e stupirsi) delle capacità di questi strumenti, dall'altro si apre un nuovo fronte per chi lavora nel controllo e nella verifica dei documenti aziendali: non solo scontrini e ricevute, ma anche badge, etichette, contratti. L'IA generativa è diventata così potente da poter imitare quasi tutto. E se oggi ci limitiamo a qualche esperimento ironico, Non ci vuole molto a immaginare che presto qualcuno proverà a farne un uso meno innocente...

RIUTILIZZABILE. SI SCATENA PURE LEGAMBIENTE

Legambiente fa sul serio. Ha appena pubblicato un'indagine specifica sulla plastica monousoconcentrandosi sulle stoviglie considerate “riutilizzabili” ma di fatto secondo loro: “usa e getta”. E, proprio in base a questo studio, chiede al governo Meloni di colmare il vuoto normativo creato dalla direttiva europea e dal decreto legislativo 196/2021 per evitare che i vecchi prodotti monouso in plastica, messi alla porta dalla normativa comunitaria, rientrino dalla finestra. L’associazione ambientalista ha preso in esame un campione di 317 prodotti di plastica (57% piatti, 27% bicchieri, 12% posate, 4% coppette, vaschette e vassoi) appartenenti a settanta marchi diversi. La maggior parte dei prodotti presi in esame viene presentata come riutilizzabile ma non contiene alcuna informazione su come si possa davvero riutilizzare.

Sui i prodotti analizzati da Legambiente, il 38% non specifica il numero di lavaggi massimi, il 60% non fornisce alcuna indicazione sulle temperature consigliate. Più di nove prodotti su dieci (il 92%) non riportano nemmeno la possibilità di lavarlo in lavastoviglie. Spesso mancano anche le certificazioni. Soltanto un terzo del campione ne presenta almeno una e di queste, solo il 30% dei bollini riguarda la resistenza meccanica al lavaggio in lavastoviglie, che rappresenta una condizione indispensabile per poter definire un prodotto davvero riutilizzabile.

Insomma questa analisi getta ulteriore benzina sul fuoco sul monouso in plastica "reuse", presente nel vending ad esempio nelle palette. Legambiente non è certo la sola che spinge per una riformulazione della norma ed è meglio che i gestori si preparino all'inevitabile. Cosa utilizzeremo per sostituire miliardi di palette all'anno in plastica è un ancora mistero, ma sicuramente è il momento di preoccuparsi almeno di trovare una valida alternativa...

PIEVE DI SOLIGO, PAUSE CAFFÈ LUNGHE, IL SINDACO RIMUOVE I DISTRIBUTORI AUTOMATICI

A Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, è scoppiato un piccolo caso istituzionale... per colpa del caffè alle vending machine. Il sindaco Stefano Soldan ha infatti deciso di rimuovere tutti i distributori automatici di bevande installati all’interno del municipio, esasperato (a suo dire) dalle pause prolungate e troppo rumorose dei dipendenti comunali.

La soluzione? Per il sindaco è tornare al caro vecchio bar. D’ora in poi i dipendenti comunali potranno godersi la pausa, ma solo all’esterno e solo timbrando regolarmente l’uscita e l’ingresso. Una misura che vuole dare un segnale di serietà, ma che ha già provocato le reazioni dei sindacati, contrari alla logica del “tutti colpevoli”.

Dopo una riunione presso il Comune di Pieve a cui hanno partecipato anche i sindacati il Sindaco ha dichiarato: “Ho illustrato quelle che sono le motivazioni che mi hanno condotto a questa decisione, ne hanno preso atto ed abbiamo concordato di redigere un decalogo sulla pausa caffè”

In questo triste 2025 ci mancava il decalogo dei politici su come fare la pausa caffè...

SUL CAFFÈ ADESSO PAGA (E FA PAGARE)

C’è un motivo se i prezzi del caffè stanno lievitando sempre di più, e non è solo colpa del clima in Brasile. I grandi torrefattori mondiali avevano scommesso sul fatto che, dopo i forti rialzi degli ultimi due anni, il prezzo del caffè sarebbe calato. Per questo avevano rinunciato a coperture finanziarie e hedging, sperando di acquistare materia prima a costi più bassi nel 2024. Il problema? I prezzi non sono mai scesi.

Bloomberg, in un articolo appena pubblicato (LINK), racconta che i principali attori del settore, da JDE Peet’s a Starbucks, sono rimasti spiazzati da una situazione che continua a peggiorare. Le condizioni meteo avverse in Sud America hanno mantenuto alto il prezzo del caffè verde, mentre il meccanismo della backwardation (condizione particolare del mercato dei futures in cui il prezzo del contratto con scadenza ravvicinata è più alto rispetto a quelli con scadenza più lontana) ha reso proibitivo accumulare scorte. Risultato: ora i torrefattori comprano poco per volta e a prezzi di picco.

Secondo Bloomberg, il livello di attività di copertura da parte degli operatori è tra i più bassi degli ultimi undici anni. JDE Peet’s, per bocca del suo AD Rafael Oliveira, ha già parlato di “inevitabili aumenti significativi”, mentre Starbucks ha ammesso i rincari e indicato nei prodotti destinati alla GDO quelli più colpiti.

Non sono pochi i torrefattori di media e piccola dimensione ad avere gli stessi problemi. E se vendono il loro caffè anche nel vending, sappiamo cosa vuol dire. La saggezza popolare va in pensione e il vecchio detto si trasforma in: chi sbaglia paga e i cocci sono nostri...

SPECCHIO, SERVO DELLE MIE BRAME

Interrompo il solito flusso di informazioni per raccontarvi un episodio di vita reale che mi ha fatto riflettere. Ogni mattina per andare in redazione passo davanti ad un negozio H24 posizionato in modo strategico davanti ad una scuola media.

Inaspettatamente, visto il periodo, è sempre pieno, con un vero e proprio flusso continuo di ragazzi (soprattutto ragazze) che a turno entrano nel negozio prima che suoni la campanella della scuola.

Il negozio ha 5 macchine del freddo e una del caldo ed è tenuto molto bene, ma non ha di per sé qualche prodotto così attrattivo o particolare da generare quel traffico mattutino. Quindi stamattina ho deciso di andare a controllare di persona, anche a costo di chiedere agli studenti perché si affollavano nel locale...

Ebbene non ho avuto bisogno di chiedere, il segreto del negozio era un grande specchio a figura intera installato in una delle pareti dove le ragazze a turno di truccavano e si sistemavano i capelli. Qualche ragazzo era davanti alle macchine a prendersi una bibita fredda o calda, buttando "distrattamente" l'occhio alle ragazze in fase di maquillage.

Presumo che, vista la giovane età, non si trucchino a casa e che quello specchio sia la soluzione. Al di là di qualunque giudizio etico, a volte basta davvero poco per generare traffico in un'area ristoro. Pensare fuori dagli schemi, avere qualche intuizione, può davvero fare la differenza tra un punto vendita che funziona e uno che non è frequentato.

CAFFÈ BORBONE

NEL VENDING L’ESPRESSO

È QUALITÀ E IDENTITÀ

CAFFÈ BORBONE È UNA DELLE REALTÀ PIÙ DINAMICHE E RICONOSCIBILI DEL PANORAMA ITALIANO DEL CAFFÈ, CAPACE DI COSTRUIRE UNA PRESENZA TRASVERSALE NEI DIVERSI

CANALI DEL FUORI CASA. IL VENDING, IN PARTICOLARE, HA UN VALORE SPECIALE NELLA STORIA DELL’AZIENDA: È PROPRIO DA QUESTO CANALE CHE OLTRE 25 ANNI FA IL FONDATORE MASSIMO RENDA HA AVVIATO IL SUO PERCORSO IMPRENDITORIALE, INTUENDONE LE POTENZIALITÀ.

OGGI IL CANALE DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA CONTINUA A RAPPRESENTARE UN PILASTRO STRATEGICO, CON INVESTIMENTI MIRATI, UNA STRUTTURA COMMERCIALE DEDICATA E UN OBIETTIVO CHIARO: OFFRIRE AL CONSUMATORE UN ESPRESSO RICONOSCIBILE, BUONO E DI QUALITÀ, ANCHE FUORI CASA.

SU QUESTI TEMI ABBIAMO RACCOLTO LA TESTIMONIANZA DI DAVID DRAGHI, DIRETTORE COMMERCIALE CANALE PROFESSIONAL, CHE HA DELINEATO VISIONE, RISULTATI E PROSPETTIVE DI UN MARCHIO SEMPRE PIÙ PROTAGONISTA ANCHE NEL VENDING.

INTERVISTA CON

DAVID DRAGHI, DIRETTORE COMMERCIALE

CANALE PROFESSIONAL CAFFÈ BORBONE

Hai attraversato settori diversi – dal largo consumo all’elettronica di consumo – lavorando per brand globali. Cosa ti ha attratto del progetto Caffè Borbone? Dopo tanti anni di esperienza in realtà multinazionali, mi ha attratto l'opportunità di lavorare per un'azienda italiana in forte crescita e con importanti prospettive di sviluppo futuro. Mi ha colpito da subito la centralità che viene data al consumatore all’interno della comunicazione di prodotto: il caffè è un prodotto che porta con sé una storia e una tradizione profondamente radicate, soprattutto in Italia, e la qualità deve essere valorizzata al massimo per comunicare un'esperienza di gusto unica e distintiva. Un altro aspetto che apprezzo di Caffè Borbone è la velocità con cui vengono proposte azioni, prese decisioni ed implementate attività - aspetti fondamentali considerando la dinamicità del mercato del caffè - fattore che assicura un grande coinvolgimento di tutte le componenti aziendali che sono responsabilizzate e che hanno la possibilità di impattare direttamente sui risultati ed in ultimo sulla soddisfazione del cliente.

Quanto è importante oggi la distribuzione automatica nel business di Caffè Borbone? Qual è la vostra visione strategica del futuro del canale? Il vending ha da sempre un ruolo centrale nella storia di Caffè Borbone. Oltre 25 anni fa, il nostro fondatore Massimo Renda ha mosso i primi passi nel

mondo del caffè proprio attraverso questo canale, intuendo con lungimiranza le potenzialità dei distributori automatici e, in particolare, del mercato monoporzionato. Da allora, la nostra strategia è rimasta fedele a un principio fondamentale, offrire un prodotto di alta qualità al giusto valore. Il nostro obiettivo è quello di dare sempre maggiore visibilità e riconoscibilità al brand anche nel canale della distribuzione automatica, proponendo al tempo stesso un prodotto di qualità e un'esperienza di consumo unica e gradevole come il caffè a casa o al bar. In quest’ottica, abbiamo rafforzato la struttura commerciale, introducendo una figura dedicata esclusivamente al vending che lavora in sinergia con la forza vendite per sviluppare strategicamente un canale che nell’ultimo anno ha dato grandi soddisfazioni raggiungendo soglie di fatturato molto interessanti. È fondamentale selezionare partner strategici, capaci di garantire — grazie alle loro competenze tecniche e di servizio — la migliore qualità nell’erogazione del nostro caffè. Desideriamo che il consumatore riconosca immediatamente che il caffè consumato al distributore automatico è Caffè Borbone, un prodotto buono e di qualità come il caffè di casa. Siamo consapevoli che questo sia un momento complesso per tutta la filiera, inclusa quella del vending che rappresenta la punta finale di un settore messo a dura prova dagli aumenti dei costi, dall’incertezza e dall’andamento altalenante dei consumi. Tuttavia, proprio per questo motivo, crediamo che continuare a puntare su qualità, servizio e riconoscibilità sia la chiave per affrontare le sfide attuali e costruire un futuro solido, unitamente al pieno utilizzo delle grandi opportunità che ci vengono offerte dall’evoluzione tecnologica.

Negli ultimi anni Caffè Borbone ha registrato una crescita impressionante. Quali sono, secondo te, i fattori che hanno reso il marchio così riconoscibile, apprezzato e radicato anche nel mondo del vending? L’attenzione alla qualità del caffè e alla varietà delle miscele, pensate per rispondere alle esigenze e ai gusti delle persone sempre più attente all’esperienza di consumo, è alla base della strategia di Caffè Borbone. Uno dei nostri principali punti di forza è il legame diretto con il consumatore finale, un rapporto che ci permette di recepire rapidamente le evoluzioni del mercato, di adattare e di ampliare la nostra offerta. In quest'ottica, costruiamo partnership di qualità con i nostri clienti, condividendo valori e obiettivi comuni per garantire qualità a un prezzo accessibile, perché crediamo che un buon caffè debba essere un piacere quotidiano alla portata di tutti.

Nel mondo del monoporzionato stiamo assistendo a una crescente integrazione tra capsula, macchina e sistema. Caffè Borbone ha costruito il suo successo lavorando sui sistemi compatibili: oggi state guardando anche a tecnologie più evolute, come display touch, controllo remoto o sensori intelligenti? Il mondo della distribuzione automatica sta vivendo una fase di rapida evoluzione tecnologica, guidata da innovazioni come la digitalizzazione attraverso display interattivi, che rendono l’utilizzo dei distributori sempre più intuitivo, migliorano la disponibilità di informazioni dettagliate sui prodotti (ad esempio contenuto calorico, lista ingredienti, provenienza) e favoriscono un maggiore

risparmio energetico. Questi cambiamenti stanno portando miglioramenti concreti in termini di servizio al consumatore finale che, oggi, può vivere un’esperienza di consumo personalizzata, più consapevole e soddisfacente. Credo che, come spesso accade nei momenti di difficoltà, si stiano aprendo grandi opportunità per quegli operatori che sapranno coglierle e innovarsi. In particolare, la tecnologia nel vending si sta sviluppando a grande velocità, offrendo nuove possibilità alle aziende del settore. Le macchine connesse, se gestite in maniera efficiente, garantiscono una migliore qualità del prodotto erogato e un servizio più affidabile e puntuale. Gli ampi display interattivi permettono non solo di rispondere alla crescente domanda di trasparenza, ma anche di attivare strategie di marketing mirate e azioni di fidelizzazione. Inoltre, la varietà di opzioni digitali di pagamento rende l’esperienza di acquisto più semplice e sicura. Il nostro compito sarà sostenere il canale attraverso continuative innovazioni a livello di prodotto e di formato, in linea con l’evoluzione dei bisogni del consumatore di oggi.

La proposta di Caffè Borbone per il vending si è distinta per qualità e accessibilità. State lavorando a un’evoluzione dell’offerta per intercettare nuove tendenze o segmenti emergenti nel fuori casa? La strategia che guida l’offerta di ogni canale è garantire caffè di qualità al giusto prezzo e in particolare il consolidamento di Caffè Borbone nel vending si deve in gran parte alla disponibilità di quattro diverse miscele pensate per soddisfare gusti e preferenze differenti.

Ogni miscela ha una sua personalità precisa: la Miscela Blu, per un espresso corposo, cremoso e dal gusto equilibrato; la Miscela Rossa, per chi ama un espresso forte e deciso; la Miscela Top, che rappresenta la sintesi perfetta del vero espresso napoletano; e infine la Miscela Dek, pensata per chi desidera un ottimo espresso decaffeinato senza rinunciare al gusto. Inoltre, siamo costantemente attenti alle nuove esigenze dei consumatori, sia in termini di sistemi e formati sia nello sviluppo di nuove miscele. Innovazione, sostenibilità, attenzione ai bisogni emergenti e fedeltà ai nostri valori fondamentali sono la chiave con cui vogliamo continuare a crescere nel mercato della distribuzione automatica.

Con il tuo ingresso in azienda, quali aspetti del modello commerciale di Caffè Borbone stai contribuendo a sviluppare, in particolare nei canali out of home? Per Caffè Borbone, la selezione dei partner è un elemento strategico fondamentale. Collaboriamo esclusivamente con operatori in grado di garantire la massima qualità del nostro prodotto al consumatore finale. L’obiettivo è assicurarci che il risultato in tazza rifletta i nostri standard di qualità. In quest'ottica, adottiamo un approccio di distribuzione selettiva, concentrandoci su aree geografiche per noi strategiche e location dove l'esperienza di consumo può essere valorizzata al meglio. Questa scelta ci consente di continuare a lavorare sul posizionamento del brand con una presenza forte sul territorio. Un altro elemento della nostra strategia è l’attenzione alla visibilità e riconoscibilità del brand. Desideriamo che il consumatore possa identificare facilmente Caffè Borbone, riconoscerne la qualità e associarla a un’esperienza di gusto piacevole. Coerenza nella selezione dei partner, scelta delle location e costruzione di una brand identity forte sono le leve principali per consolidare la crescita nel canale.

Sostenibilità, tracciabilità, attenzione al territorio: quanto conta oggi per Caffè Borbone integrare questi valori anche nel vending, e come si traducono nella vostra proposta commerciale? Questi sono valori imprescindibili su cui Caffè Borbone ha costruito la propria identità, impegnandosi nel tempo a promuovere una filiera sostenibile, dall’approvvigionamento delle materie prime fino alla produzione e commercializzazione del prodotto finito. La sostenibilità si traduce in scelte concrete anche a livello di prodotto: abbiamo introdotto la cialda compostabile con incarto riciclabile, le capsule compostabili e soluzioni di confezionamento sempre più ecofriendly. In particolare, nel canale vending, il nostro impegno verso la sostenibilità si intreccia con un forte focus sull’innovazione tecnologica. Le nuove macchine distributrici che adottiamo garantiscono risparmio energetico e una erogazione del prodotto senza sprechi, migliorando così non solo l’esperienza del consumatore ma anche il rispetto per l’ambiente. Infine, a conferma della nostra attenzione al territorio, Caffe Borbone collabora con quasi 900 fornitori in tutto il mondo, prevalentemente italiani e di cui circa 1/3 campani, supportando in modo concreto l’indotto locale.

Caffè Borbone è un marchio fortemente riconoscibile anche per il consumatore finale. Come si riesce a mantenere coerenza di brand in un canale come il vending, dove in qualche caso in macchina c’è solo un pulsante con scritto caffè espresso? Uno dei nostri principali obiettivi è rafforzare il legame tra brand e qualità percepita per raggiungere una maggiore visibilità e riconoscibilità anche nel canale della distribuzione automatica. Per questo stiamo lavorando su diversi fronti, ad esempio attraverso una grafica distintiva delle macchine che consenta al consumatore di riconoscere facilmente Caffè Borbone. Il caffè erogato dalle nostre macchine da vending è lo stesso che il consumatore può gustare acquistandolo nei canali tradizionali o online, una qualità capace di rendere il gusto immediatamente riconoscibile. Per raggiungere questi risultati, è indispensabile il supporto di partner affidabili, capaci di valorizzare al meglio il prodotto attraverso un'erogazione ottimale.

Arrivi da esperienze in canali come il retail moderno e l’elettronica di consumo. Ci sono competenze o approcci che oggi stai cercando di trasferire anche nel mondo del vending? Dal primo giorno in Caffè Borbone, ho avuto la possibilità di unire la mia esperienza nel mondo dell’elettronica di consumo alla passione e alla curiosità per il mondo caffè. Credo fortemente nel valore delle partnership "win-win" con clienti selezionati, fondate su una relazione di fiducia e su una programmazione condivisa. Lavoriamo insieme definendo KPI chiari e obiettivi comuni che guidano i piani e i progetti, con l'obiettivo di generare risultati concreti e duraturi per entrambe le parti. Sono sempre attento alle opportunità offerte dalla tecnologia, convinto che l'innovazione sia uno strumento fondamentale per rendere l’esperienza di consumo più piacevole e soddisfacente e in cui è importante investire per trovare soluzioni che migliorano l'interazione con il distributore, ottimizzano l’erogazione del prodotto e rispondono alle nuove abitudini dei consumatori.

Guardando al futuro: quali saranno, secondo te, le sfide più interessanti – o complesse – per un brand come Caffè Borbone nel mercato della distribuzione automatica? Mantenere una qualità costante e una forte identità di marca è da sempre uno dei capisaldi della strategia di Caffè Borbone, ed è ciò che ci ha permesso di crescere in un mercato altamente competitivo come quello della distribuzione automatica. Il nostro compito, come fornitori e come brand, è quello di continuare a sostenere il canale con innovazioni di prodotto e di formato, rispettando i valori di qualità e sostenibilità che ci contraddistinguono. Il vending è stato la leva che ha dato impulso alla crescita di Caffè Borbone, e oggi affrontiamo le nuove sfide — dalla competitività crescente alle tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale — con lo stesso approccio di sempre, puntare sull’eccellenza del nostro caffè e su un modello di sviluppo sostenibile, sia nella produzione sia nella distribuzione.

COGES, CON OLTRE QUARANT’ANNI DI ESPERIENZA NEL SETTORE DEI SISTEMI DI PAGAMENTO, È UNA REALTÀ STORICA DEL VENDING ITALIANO CHE NON HA BISOGNO DI PRESENTAZIONI: DUE FILIALI IN SPAGNA E FRANCIA E UN’AMPIA RETE DI RIVENDITORI AUTORIZZATI, DAL 2005 COGES È PARTE DEL GRUPPO AZKOYEN, MULTINAZIONALE SPAGNOLA SPECIALIZZATA NELLA PROGETTAZIONE, NELLA PRODUZIONE E NELLA COMMERCIALIZZAZIONE DI SOLUZIONI TECNOLOGICHE PER IL VENDING, PER I MEZZI DI PAGAMENTO E DELLA SICUREZZA.

L’AZIENDA VIVE OGGI UN MOMENTO DI EVOLUZIONE FISIOLOGICO DA PRODUTTORE DI SISTEMI DI PAGAMENTO A FORNITORE DI SOLUZIONI HARDWARE E DIGITALI INTEGRATE, CON UN OCCHIO SEMPRE RIVOLTO ALLA SOSTENIBILITÀ E ALLO SVILUPPO DI TECNOLOGIE AL SERVIZIO DEL SETTORE.

D.A. ITALIA HA INTERVISTATO DANIELE IORIATTI, RESPONSABILE COMMERCIALE DI COGES SPA PER PARLARE DELLE RECENTI NOVITÀ IN CASA COGES E PER SCOPRIRE GLI OBIETTIVI FUTURI DELL’AZIENDA VICENTINA.

INTERVISTA CON DANIELE IORIATTI

Coges ha recentemente rinnovato logo e immagine aziendale. In che modo questa nuova identità visiva riflette l’evoluzione dell’azienda e la sua visione per il futuro del vending? Il nuovo logo e la nuova immagine, che saranno presentati al mondo del vending nei prossimi giorni, sono espressione della trasformazione che Coges sta vivendo: da produttore di sistemi di pagamento a fornitore di soluzioni hardware e digitali integrate. La nostra identità oggi comunica semplicità, connessione e visione, valori chiave per affrontare il futuro del vending con uno sguardo orientato alla tecnologia e alla sostenibilità.

Nel ripensare il brand, quanto ha pesato l’integrazione sempre più stretta tra hardware e software nelle vostre soluzioni? È stata fondamentale. Oggi l’esperienza dell’utente e l’efficienza del gestore dipendono sempre più dalla capacità di combinare hardware affidabile con software intelligente e connesso. Il nostro brand doveva evolvere per riflettere questa sinergia, ed è proprio questa l’essenza delle nuove soluzioni che proponiamo.

Uno dei prodotti più attesi è sicuramente lo schermo Elysium, presentato in anteprima a Venditalia 2024. Come nasce questo progetto e quale valore aggiunto offre ai gestori rispetto alle soluzioni tradizionali? Elysium nasce da esigenze reali del mercato: modernizzare le vending machine senza doverle sostituire ed offrire distributori

automatici dotati di sistemi di ultima generazione. Sempre più gestori si trovano a dover affrontare nuove richieste da parte degli utenti — pagamenti digitali, esperienze interattive, contenuti promozionali — ma non sempre possono permettersi l’investimento per una nuova macchina. Da questa esigenza è nata inizialmente l’idea di Elysium: una soluzione retrofit, semplice da installare, che trasformi i distributori esistenti in punti vendita digitali evoluti. Ora che Elysium è pronto per il mercato del vending possiamo dire che il risultato finale è ancora più ambizioso: il sistema racchiude tutto il know-how e l’esperienza Coges in termini di funzionalità evolute, flessibilità nei pagamenti e controllo totale, aiutando i gestori a ottimizzare i costi, fidelizzare gli utenti e restare competitivi in un mercato sempre più digitale Il vero valore aggiunto per il gestore è l’efficienza operativa: aggiornamenti da remoto, monitoraggio in tempo reale, possibilità di inviare promozioni, aggiornare prezzi e firmware senza interventi sul posto. In più, Elysium permette di valorizzare la macchina esistente con una nuova interfaccia utente, aumentando l’attrattività del punto vendita e incentivando il customer engagement.

Elysium integra pagamento e telemetria in un unico dispositivo. Possiamo considerarlo un vero “smart hub” per il vending? Sì, Elysium è a tutti gli effetti uno smart hub. Unisce hardware, software e interazione in un unico punto di accesso, trasformando la macchina automatica in un punto vendita connesso, configurabile e personalizzabile. È una piattaforma aperta a diversi metodi di pagamento e integrabile con sistemi ERP e cloud.

Quali sono, secondo voi, le nuove esigenze dei gestori italiani oggi? E come rispondono i vostri prodotti a questa evoluzione del mercato? Il gestore di oggi è chiamato a rispondere a un contesto sempre più complesso: da un lato deve garantire un servizio efficiente e continuo, dall’altro deve adattarsi alle nuove abitudini di consumo, alla digitalizzazione dei pagamenti e alle normative in evoluzione, spesso con risorse operative ridotte.

Le esigenze principali che riscontriamo sul mercato sono: Controllo da remoto delle macchine per ridurre i costi operativi e le visite tecniche; flessibilità nei pagamenti, per rispondere alle aspettative degli utenti, in particolare le nuove generazioni; tracciabilità e automazione dei dati, anche per scopi fiscali e gestionali, con l’integrazione dei principali ERP; migliore customer experience, che sia semplice, moderna e coinvolgente; affidabilità dei sistemi, che devono essere un investimento di lunga durata e non soluzioni di breve periodo; semplicità di utilizzo per non incorrere in ulteriori costi di formazione, manutenzione ed assistenza. I nostri prodotti rispondono in modo diretto a queste richieste. Con Engine Connect offriamo una soluzione cashless completa, con connettività cloud nativa e supporto per pagamenti tramite MyKey, carte e app. Il sistema consente aggiornamenti da remoto, telemetria integrata e gestione intelligente dei parametri. Con le app di pagamento, Pay4Vend e la nuova QuickPik, proponiamo strumenti di pagamento mobile con funzionalità di fidelizzazione, perfetti per contesti semi-pubblici e pubblici, senza richiedere investimenti infrastrutturali complessi. Infine, con Elysium, offriamo una risposta concreta al bisogno di aggiornare la macchina esistente in ottica digitale: un sistema all-in-one che unisce pagamenti, telemetria e display interattivo, riducendo i costi e semplificando la gestione, valido anche per potenziare il distributore in prima installazione.

Il nostro obiettivo è chiaro: fornire ai gestori italiani strumenti concreti ed integrati tra loro per gestire con efficienza, valorizzare l’esperienza dell’utente finale e affrontare con fiducia la trasformazione digitale del settore vending.

Nebular lascia il passo al nuovo Vendon Cloud. Quali sono le principali novità della nuova piattaforma in termini di funzionalità e vantaggi operativi? Vendon Cloud amplia l’esperienza di telemetria offrendo una piattaforma unica, scalabile e multi-brand, capace di gestire flotte miste di distributori e macchine da caffè. Si tratta di un portale che rispetto a Nebular amplia il significato di telemetria, offrendo anche delle funzionalità gestionali tipiche degli ERP e consente la connessione anche di macchine Horeca tradizionali, tabletop e superautomatiche. L’esperienza tecnica di Nebular sommata alla versatilità di Vendon Cloud permette di avere una piattaforma di connettività completa. L’interfaccia è più intuitiva, le funzionalità di analisi dati e gestione remota sono potenziate, e l’integrazione con i sistemi gestionali di terze parti è ancora più flessibile.

Vendon è un marchio con una forte expertise internazionale: come si integra questa nuova piattaforma nel contesto specifico del vending italiano? Pur nascendo da una visione internazionale, Vendon Cloud è perfettamente adattabile alle specificità del mercato italiano. Dalla compatibilità con i sistemi di pagamento locali alla possibilità di generare report fiscali per la trasmissione dei corrispettivi, si tratta di una piattaforma che si adatta alle esigenze del gestore italiano, anche grazie al supporto diretto di Coges. Ricordiamo infatti che sia dal punto di vista commerciale che post vendita la nuova piattaforma sarà completamente seguita dalla nostra azienda, in modo da garantire tanto ai nuovi clienti quanto a chi già utilizza Nebular la massima efficienza e punti di riferimento affidabili.

Parliamo di sostenibilità e cost efficiency. In che modo le nuove soluzioni Coges aiutano i gestori a ottimizzare i costi e ridurre l’impatto ambientale? Sostenibilità ed efficienza operativa non sono solo tendenze, ma vere priorità per i gestori di oggi. Le soluzioni Coges sono progettate proprio per rispondere a queste esigenze, offrendo strumenti che permettono di ridurre costi operativi, limitare gli sprechi e ottimizzare le risorse in modo concreto.

Dal punto di vista della sostenibilità ambientale, soluzioni come Elysium e Engine Connect permettono di allungare il ciclo di vita delle macchine automatiche esistenti, evitando lo smaltimento anticipato e riducendo l’impatto ambientale legato alla produzione e alla sostituzione delle attrezzature. Modernizzare invece che sostituire è un approccio più responsabile ed economicamente vantaggioso.

Inoltre, grazie alla telemetria integrata e alla connessione cloud, i nostri sistemi consentono una gestione da remoto precisa e puntuale: il gestore può monitorare in tempo reale le scorte, pianificare in modo più efficiente i rifornimenti e ridurre gli spostamenti inutili dei tecnici. Questo si traduce in un risparmio di carburante, tempo e risorse umane, contribuendo a diminuire le emissioni e i costi logistici.

Le soluzioni cashless, infine, semplificano la contabilità ed

eliminano o riducono la gestione del contante, con un impatto diretto sul tempo speso in operazioni manuali, sui rischi legati al contante e sui costi di gestione. La possibilità di aggiornare i prezzi da remoto, adattare le offerte e promuovere sconti o bonus tramite l’interfaccia utente o le app, permette anche di ottimizzare le vendite e aumentare la redditività. Questa soluzione si rivela ancora più vantaggiosa quando viene attivato il credito sul cloud: in questo caso migliora ulteriormente la sicurezza della transazione ed aumentano i nuovi servizi a disposizione degli utenti finali, come la ricarica da remoto anche del credito su chiave MyKey.

In sintesi, l’approccio Coges punta a una gestione più sostenibile, digitale ed efficiente, mettendo a disposizione dei gestori strumenti concreti per ridurre i costi e migliorare la loro impronta ambientale, senza rinunciare alla qualità del servizio.

Il concetto di “ecosistema integrato” sta diventando centrale anche nel vending. Quanto è importante oggi offrire soluzioni capaci di dialogare tra loro e con sistemi terzi?

L’ecosistema integrato è diventato una condizione essenziale per operare in modo efficiente e competitivo nel vending. In un mercato che richiede agilità, trasparenza e controllo in tempo reale, i gestori hanno bisogno di soluzioni che non funzionino come blocchi isolati, ma come parti connesse di un sistema unico e coerente.

Per Coges, l’integrazione tra hardware, software e servizi cloud diventa un aspetto fondamentale dell’identità aziendale. Questo significa offrire dispositivi che non solo comunicano tra loro in modo fluido, ma che sono anche aperti e compatibili con sistemi di terze parti, come i software gestionali, le piattaforme fiscali e soluzioni di pagamento mobile. La nostra esperienza ci insegna che ogni gestore ha esigenze operative diverse e che sia la tecnologia a doversi adattare al business, non il contrario.

Ecco perché soluzioni come Engine Connect, Elysium e Vendon Cloud sono progettate per creare un vero e proprio ecosistema modulare, che consente al gestore di controllare da remoto i pagamenti, vendite, scorte e promozioni da un’unica piattaforma, senza dover ricorrere a strumenti separati e disconnessi. Inoltre, l’interoperabilità è fondamentale anche dal punto di vista dell’utente finale. I clienti si aspettano un’esperienza fluida e coerente, indipendentemente dal tipo di macchina, metodo di pagamento o luogo in cui si trovano. Grazie alla compatibilità con app, carte, chiavi e sistemi cashless chiusi o aperti, Coges garantisce un livello di accessibilità e continuità che favorisce la fidelizzazione e migliora l’esperienza d’acquisto. In sintesi, l’ecosistema integrato consente ai gestori di semplificare i processi, ridurre i costi, aumentare l’efficienza e offrire un servizio migliore, sia sul piano operativo che sul piano dell’utente finale. È il cuore della nostra visione per il futuro del vending.

Guardando al 2025, quali saranno le sfide chiave per Coges nel mercato italiano? E quali i traguardi più ambiziosi che vi siete posti? Il 2025 sarà un anno cruciale per il consolidamento della trasformazione che Coges ha avviato, sia a livello di brand che di offerta tecnologica. Il mercato del vending è in una situazione di grande cautela ed attenzione ai

costi, perciò proponiamo un investimento tecnologico con un alto ritorno in termini di efficienza e miglioramento operativo. La nostra sfida principale sarà accompagnare i gestori italiani in un processo di digitalizzazione graduale ma concreto, fornendo soluzioni flessibili, facilmente integrabili e capaci di generare valore fin da subito.

Una delle principali sfide sarà quella di superare la tradizionale separazione tra pagamenti, telemetria e gestione, proponendo un approccio unificato che semplifichi il lavoro quotidiano dei gestori. Elysium rappresenta un primo passo in questa direzione: una piattaforma che centralizza funzioni fino a oggi distribuite su più dispositivi, e che consente di aggiornare le vending machine esistenti senza doverle sostituire, con un vantaggio sia economico che ambientale. Un altro obiettivo fondamentale sarà il rafforzamento dell’integrazione tra Coges e Vendon, non solo a livello tecnologico ma anche commerciale. Vendon Cloud rappresenta per noi la nuova generazione della telemetria: una piattaforma evoluta, internazionale ma profondamente adattabile al contesto italiano, che punta ad aumentare l’efficienza operativa e la redditività del parco macchine dei nostri clienti. Coges, inoltre, intende ampliare il concetto di ecosistema, offrendo strumenti che dialogano non solo tra loro, ma anche con i principali software gestionali del settore, con le piattaforme fiscali, con i sistemi di loyalty e con le app di pagamento. Questo ci permetterà di rispondere alle esigenze sia delle grandi gestioni che delle piccole realtà locali, mantenendo sempre al centro la semplicità d’uso e la continuità operativa.

Infine, ci siamo posti l’obiettivo di consolidare la nostra posizione non solo come fornitori di tecnologia, ma come partner strategico di fiducia per i gestori, in grado di accompagnarli in ogni fase: dalla scelta del sistema di pagamento alla gestione remota, dal supporto tecnico alla formazione. Questo aspetto è fondamentale anche per continuare a crescere nei mercati esteri, dove le nostre soluzioni sono apprezzate.

Il traguardo più ambizioso resta quello di essere riconosciuti non solo per la qualità dei nostri prodotti, ma per la capacità di semplificare il lavoro quotidiano dei nostri clienti, con soluzioni affidabili, integrate e orientate al futuro.

WEBINAR RIVENDING 2025

NUMERI E NORMATIVE PER UN VENDING SEMPRE PIÙ SOSTENIBILE

A SETTE ANNI DAL SUO AVVIO, RIVENDING SI CONFERMA UNO DEI PROGETTI PIÙ AVANZATI E STRUTTURATI DI ECONOMIA CIRCOLARE APPLICATA ALLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA. NATO NEL 2018 SU IMPULSO DI CONFIDA, IN COLLABORAZIONE CON COREPLA E UNIONPLAST, IL PROGETTO HA SAPUTO EVOLVERSI NEL TEMPO, RISPONDENDO ALLE CRESCENTI ESIGENZE NORMATIVE, AMBIENTALI E INDUSTRIALI LEGATE AL RECUPERO DEGLI IMBALLAGGI IN PLASTICA. NEL 2025, RIVENDING NON È PIÙ SOLTANTO UNA BUONA PRATICA: È UNA FILIERA DEDICATA, TRACCIABILE E MISURABILE, CAPACE DI RESTITUIRE DATI AMBIENTALI CERTIFICATI, MATERIA PRIMA RICICLATA DI ALTA QUALITÀ E STRUMENTI CONCRETI PER LA RENDICONTAZIONE ESG DELLE AZIENDE CLIENTI E DEI GESTORI.

PER FARE IL PUNTO SU QUESTA EVOLUZIONE, IL 2 APRILE SI È TENUTO UN WORKSHOP ONLINE CHE HA COINVOLTO CONFIDA, COREPLA, UNIONPLAST, VERSALIS ED ESPERTI DEL SETTORE. L’INCONTRO HA APPROFONDITO TRE FRONTI CHIAVE: LA DIFFUSIONE E MATURITÀ OPERATIVA DEL PROGETTO, LE NOVITÀ NORMATIVE CHE NE RAFFORZANO LA RILEVANZA, GLI SVILUPPI TECNICI E INDUSTRIALI CHE NE COMPLETANO IL CICLO.

DALLA RACCOLTA ALLA RIGENERAZIONE, DAL TRACCIAMENTO AMBIENTALE ALLA PRODUZIONE DI NUOVI BICCHIERI IN RPS, RIVENDING RAPPRESENTA OGGI UN MODELLO REPLICABILE DI ECONOMIA CIRCOLARE E UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER IL VENDING ITALIANO.

PUBBLICHIAMO QUI DI SEGUITO UNA SINTESI DEI PRINCIPALI INTERVENTI DEI RELATORI.

INTERVENTO DI MICHELE ADT, DIRETTORE GENERALE DI CONFIDA

Ad aprire ufficialmente il webinar è stato Michele Adt, direttore generale di CONFIDA, che ha voluto inquadrare fin da subito il significato strategico di RiVending all’interno dell’identità e della traiettoria evolutiva del settore della Distribuzione Automatica. Nel suo intervento, Adt ha ricordato come RiVending sia nato nel 2018 in un contesto di forte pressione normativa e mediatica contro la plastica monouso, e come, fin da allora, l’Associazione abbia scelto di non subire passivamente quel cambiamento, ma di costruire una risposta concreta, strutturata e coerente con i principi dell’economia circolare.Secondo Adt, RiVending non è solo un progetto tecnico, ma un elemento identitario per il vending italiano, che ne qualifica la reputazione, la capacità di innovare e il ruolo nel sistema industriale nazionale. In un contesto dove le regole ambientali diventano sempre più stringenti, il vending – spesso marginalizzato nelle narrazioni pubbliche – ha saputo costruire una filiera di raccolta e riciclo monomateriale che funziona, è trasparente, misurabile e tracciabile. “Pochi settori possono dire altrettanto”, ha sottolineato. Un passaggio centrale dell’intervento è stato dedicato al valore anticipatorio del progetto: RiVending è stato attivato prima ancora che la normativa europea (SUP, PPWR) e italiana (CAM) rendessero obbligatorio l’uso di contenuto riciclato negli imballaggi. In questo senso, ha detto Adt, “non solo il vending si è mosso prima, ma lo ha fatto con metodo, visione e alleanze di sistema”, grazie alla collaborazione con COREPLA, Unionplast e, più recentemente, anche con partner industriali come Versalis.

Il direttore di CONFIDA ha inoltre sottolineato come la valorizzazione dei numeri – 87 milioni di bicchieri raccolti, 602 tonnellate di CO2 risparmiate, 15.000 cestini installati – non sia solo utile alla comunicazione, ma rappresenti una leva concreta di posizionamento competitivo, in particolare nelle relazioni con aziende sensibili alla sostenibilità e nelle gare pubbliche. Infine, Adt ha chiuso l’introduzione rivolgendo un appello diretto a tutti i gestori presenti: aderire a RiVending oggi non è più solo una buona pratica, ma è una scelta strategica e quasi obbligata, se si vuole essere competitivi, sostenibili e in linea con le richieste del mercato e della normativa. “Il progetto RiVending – ha detto – è la nostra risposta al futuro. Un futuro che, come dimostrano i dati, è già cominciato”.

INTERVENTO DI PIO LUNEL, PRESIDENTE GRUPPO IMPRESE DI GESTIONE DI CONFIDA

Pio Lunel, presidente delle imprese di gestione di CONFIDA, ha evidenziato il valore di RiVending dal punto di vista dei gestori. Il progetto consente di rispondere concretamente alle aspettative ambientali di aziende clienti e PA, ma soprattutto tutela l’operatività e la competitività degli operatori, offrendo loro strumenti concreti per distinguersi in un mercato sempre più sensibile al tema della sostenibilità. Lunel ha ricordato che RiVending, oggi, è anche un asset strategico in fase di gara, poiché consente di rispondere direttamente ai requisiti imposti dai CAM. Non si tratta solo di raccogliere plastica, ma di costruire un servizio evoluto e documentabile, inserito in una filiera che funziona.

INTERVENTO DI ALESSANDRO SIGNORE, REFERENTE OPERATIVO DEL PROGETTO RIVENDING

Alessandro Signore ha avuto il compito di illustrare nel dettaglio l’attuazione operativa del progetto RiVending, con un focus particolare su numeri aggiornati, tracciabilità, strumenti a supporto dei gestori e prospettive normative. Ha aperto il suo intervento ricordando come il progetto, nato nel 2018 con poche sperimentazioni pilota, sia oggi un’iniziativa matura, diffusa e completamente funzionante. Secondo i dati aggiornati, al 2025 RiVending conta:

• 15.968 cestini installati, di cui 12.984 per bicchierini e 2.984 per bottiglie,

• oltre 2.600 aziende aderenti,

• più di 87 milioni di bicchierini raccolti,

• un risparmio stimato di 602 tonnellate di CO2 solo nel 2024.

Signore ha poi illustrato l’architettura del sistema RiVending, fondato su una logica di filiera:

1. Il gestore installa i cestini, li monitora e registra i dati (per il PS).

2. L’azienda cliente informa i propri dipendenti e stimola una partecipazione attiva.

3. Il consumatore è invitato a gettare nei cestini dedicati solo bicchieri in PS e bottiglie in PET.

4. Le imprese di pulizia hanno il compito di chiudere i sacchi e conferirli senza contaminazioni nel flusso degli imballaggi plastici.

5. Le società di raccolta urbana e COREPLA si occupano di selezione e avvio al riciclo.

Uno degli aspetti centrali dell’intervento è stato il focus sul

sistema di tracciamento ambientale. Grazie a una collaborazione con eAmbiente, è stato messo a punto un modello di Life Cycle Assessment (LCA) certificato: ogni bicchiere raccolto consente di evitare 6,84 grammi di CO2. I dati raccolti dai gestori vengono inseriti nel portale RiVending, che produce automaticamente due tipi di attestati:

• Un attestato per le aziende clienti, con l’indicazione del risparmio complessivo di CO2, utile per i report di sostenibilità e per la rendicontazione ESG.

• Un attestato per i gestori

Signore ha sottolineato come questi strumenti, oltre ad avere una valenza ambientale, abbiano un impatto commerciale e competitivo: i gestori che aderiscono al progetto sono oggi più attrezzati per rispondere a bandi pubblici, gare e richieste ambientali delle grandi aziende. RiVending, in questo senso, rappresenta un vantaggio competitivo concreto, oltre che un dovere ambientale.

In chiusura, ha invitato i gestori presenti ad aderire, ricordando che: l’acquisto dei cestini avviene tramite una piattaforma dedicata (indicata sul sito rivending.eu), l’adesione al progetto non ha costi aggiuntivi, il team operativo è disponibile per fornire supporto diretto e personalizzato.

FOCUS CAM I NUOVI OBBLIGHI E IL RUOLO DI RIVENDING

Durante il suo intervento, Alessandro Signore ha dedicato ampio spazio all’evoluzione normativa in tema di CAM (Criteri Ambientali Minimi), evidenziando come questi stiano diventando uno snodo cruciale per i gestori del vending, in particolare nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. I nuovi CAM sono stati pubblicati il 2 dicembre 2023 dal Ministero dell’Ambiente e sono entrati in vigore il 1° aprile 2024. Riguardano, tra le altre cose, anche i servizi di ristoro e la distribuzione di acqua di rete a fini potabili. Il testo ufficiale (art. 2.2.3) invita espressamente le stazioni appaltanti a: “fare opportune scelte in relazione ai diversi materiali usati durante l’esecuzione del servizio per aumentare e migliorare la raccolta differenziata”.

A tal fine, i CAM suggeriscono l’adozione di sistemi di raccolta monomateriale organizzati dal fornitore del servizio. Tra gli esempi virtuosi citati nel documento ufficiale, viene menzionato in modo esplicito il sistema RiVending, specificando: “Al momento è noto il sistema RiVending per gli imballaggi in PS (bicchierini in plastica) e PET (bottiglie in plastica)”. Questo riconoscimento rappresenta una svolta strategica per i gestori. Signore ha sottolineato che l’adozione del sistema RiVending permette non solo di migliorare la performance ambientale, ma anche di soddisfare direttamente un requisito previsto nei bandi pubblici. Infatti, secondo il Decreto Legislativo 36/2023, l’inserimento dei CAM nella documentazione di gara è obbligatorio per tutte le Pubbliche Amministrazioni italiane.

Per supportare i gestori in questo passaggio, RiVending ha sviluppato uno strumento dedicato: l’attestato per i gestori. Questo documento: certifica la corretta adesione al progetto RiVending e attesta l’utilizzo di una filiera di raccolta e riciclo monomateriale

Il valore dell’attestato non è solo ambientale o etico, ma anche competitivo: i gestori che lo allegano alla documentazione di gara si trovano in posizione preferenziale, perché sono già allineati ai criteri richiesti. Inoltre, l’attestato è personalizzabile e stampabile in formato digitale direttamente dal portale RiVending, una volta che il gestore ha caricato i dati delle installazioni e delle raccolte effettuate.

In sintesi, come sottolineato da Signore, l’adozione dei CAM non è più una scelta ma una condizione necessaria per lavorare con il settore pubblico. RiVending offre ai gestori una risposta concreta, riconosciuta e tracciabile per affrontare questa nuova fase del mercato, trasformando un obbligo normativo in opportunità di sviluppo e qualificazione del servizio.

INTERVENTO DI ANTONIO PROTOPAPA, DIRETTORE GESTIONE OPERATIVA DI COREPLA

L’intervento di Antonio Protopapa ha offerto una panoramica tecnica sulla filiera di raccolta e riciclo del polistirolo compatto (PS), con particolare riferimento all’esperienza maturata grazie al progetto RiVending. Protopapa ha ricordato come, fino a pochi anni fa, il PS non fosse comunemente trattato nella raccolta differenziata, sia per la sua relativa scarsa diffusione rispetto ad altre plastiche, sia per le difficoltà operative legate alla qualità e alla selettività del materiale raccolto.

Il sistema RiVending ha contribuito a superare questi ostacoli, strutturando una raccolta monomateriale e dedicata, in grado di generare flussi omogenei di PS, adatti a un successivo trattamento industriale. Protopapa ha evidenziato come, grazie alla natura del consumo nel vending e alla raccolta tramite cestini specifici, sia possibile ottenere materiale poco contaminato, facilmente impilato e con caratteristiche ottimali per la selezione e il lavaggio.

Ha quindi illustrato in modo sintetico le fasi della filiera:

1. Raccolta selettiva tramite i contenitori RiVending

2. Conferimento al circuito degli imballaggi plastici tramite le municipalizzate

3. Selezione del PS negli impianti, attraverso processi meccanici

4. Lavaggio e triturazione presso impianti specializzati

5. Produzione di granulo o scaglia, idonea per applicazioni industriali

Dal 2017 a oggi, sono state avviate al riciclo – nell’ambito del sistema COREPLA – oltre 3.000 tonnellate di polistirolo compatto raccolte attraverso filiere dedicate come RiVending, contribuendo a consolidare una filiera nazionale che – anche grazie alla collaborazione con il settore della Distribuzione Automatica – ha dimostrato di poter funzionare con efficienza, tracciabilità e continuità.

In chiusura, Protopapa ha richiamato il quadro normativo europeo in evoluzione: il Regolamento PPWR, attualmente in discussione, prevede che gli imballaggi in PS contengano almeno il 10% di materiale riciclato entro il 2030, con un obiettivo del 25% entro il 2040. In tale scenario, il modello costruito intorno a RiVending rappresenta una esperienza concreta già operativa che può offrire spunti anche ad altri settori industriali alle prese con la gestione del polistirolo.

INTERVENTO

DI CLAUDIO BILOTTI, RESPONSABILE MARKETING STIRENE E POLISTIRENE

DI VERSALIS (GRUPPO ENI)

L’intervento di Claudio Bilotti ha avuto un taglio fortemente industriale e tecnologico, offrendo una prospettiva complementare a quella della raccolta e del riciclo: quella della valorizzazione del materiale riciclato in applicazioni concrete, performanti e, soprattutto, alimentari.

Bilotti ha illustrato come, negli ultimi anni, Versalis – società chimica del Gruppo ENI – abbia investito nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie per la rigenerazione del polistirolo compatto (PS), creando la linea Revive PS: una famiglia di materiali plastici derivati da polistirolo riciclato post-consumo, adatti a diversi utilizzi industriali. Un passaggio cruciale del suo intervento ha riguardato l’idoneità al contatto alimentare. Bilotti ha spiegato che i materiali derivati dal circuito RiVending, grazie alla loro purezza e tracciabilità, possono oggi essere utilizzati per produrre bicchieri nuovi per il vending, chiudendo così in modo completo il cerchio dell’economia circolare. Questo è possibile solo grazie a una filiera come quella RiVending, che garantisce raccolta monomateriale, bassa contaminazione, tracciabilità e selezione industriale avanzata.

Da circa un anno sono stati immessi nel mercato del vending i primi bicchieri realizzati con polistirolo compatto riciclato (rPS). Questi bicchieri rappresentano un passaggio concreto verso la chiusura del ciclo dell’economia circolare nel vending, reso possibile dalla qualità del materiale raccolto attraverso RiVending e dalla purezza garantita dalla raccolta monomateriale.

Come ha spiegato Bilotti, è grazie a questa filiera dedicata che si possono ottenere prestazioni equivalenti a quelle del polistirolo vergine, anche in applicazioni standardizzate e alimentari come il vending.

Un altro punto forte del suo intervento ha riguardato il futuro normativo: dal 1° gennaio 2030, secondo il Regolamento Europeo PPWR, gli imballaggi in plastica (inclusi i bicchieri per vending) dovranno contenere almeno il 10% di materiale riciclato, quota destinata a salire al 25% entro il 2040. In questo contesto, Bilotti ha affermato che chi lavora già oggi con materiali come il rPS di Versalis è in vantaggio competitivo, perché anticipa un obbligo e si posiziona come player industriale responsabile. Ha poi evidenziato l’impegno dell’azienda nel garantire la stabilità qualitativa del materiale, fondamentale per applicazioni standardizzate come il vending, dove ogni millimetro e grammo contano. Il lavoro condotto in sinergia con RiVending e con i trasformatori ha permesso di raggiungere standard elevati, mantenendo performance meccaniche equivalenti al PS vergine, con un impatto ambientale molto più basso.

In chiusura, Bilotti ha ribadito che la collaborazione tra filiera della plastica e filiera del vending è un esempio virtuoso, e che il progetto RiVending dimostra come la plastica non debba essere demonizzata, ma gestita in modo intelligente e responsabile. “Non tutte le plastiche sono uguali”, ha detto, “e non tutti i settori riescono a trasformare un rifiuto in una nuova materia prima, come fa il vending”.

Chi fosse interessato ad approfondire i contenuti del webinar può visionare il video integrale, disponibile sia sul profilo YouTube di RiVending, sia sul sito ufficiale rivending.eu, all’interno dell’area News. Il video include anche un’ampia sessione di domande e risposte, in cui vengono affrontati temi operativi, normativi e pratici di grande interesse per i gestori e gli stakeholder della filiera.

PRESENTATA UNA NUOVA IMMAGINE PER LA LINEA SUPERBA E UN AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA DOLCE GUSTO®.

DAL 5 ALL'8 MAGGIO 2025, FIERA MILANO RHO OSPITERÀ L’UNDICESIMA EDIZIONE DI TUTTOFOOD, LA MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE DEDICATA AL B2B AGROALIMENTARE, DIVENTATA NEGLI ANNI UNO DEGLI APPUNTAMENTI PIÙ RILEVANTI PER L’INDUSTRIA DEL FOOD & BEVERAGE IN EUROPA.

In questo contesto di grande visibilità, Covim si conferma tra i protagonisti dell’edizione 2025. L’azienda genovese sarà presente al Padiglione 10, Stand A5 con una proposta espositiva mirata e fortemente orientata all’innovazione di prodotto. Cuore della partecipazione sarà il rebranding completo della storica linea Superba, che si presenta ora con una veste grafica moderna, essenziale e d’impatto, studiata per rafforzare la riconoscibilità sullo scaffale e valorizzare le caratteristiche di ogni referenza.

Il rilancio della linea riguarda l’intero assortimento destinato ai negozi specializzati e alla distribuzione organizzata: dalle capsule caffè in confezione da 48 pezzi Libeccio, Scirocco, Levante, Maestrale, Decaffeinato e le nuove monorigini 100% arabica Honduras ed Etiopia e alla rinnovata gamma

di bevande complementari Orzo, Tè al limone, Ginseng, Cortado, Nocciolino, Irish Coffee, Cioccolata, Bevanda Bianca e miscele di erbe taglio filtro Tè nero, Frutti di bosco, Zenzero e Limone in pratici astucci da 12 pezzi.

Per il canale GDO, Covim presenterà a TUTTOFOOD una novità destinata a conquistare i consumatori: la nuova miscela ORO compatibile Dolce Gusto® da 16 pezzi, 100% arabica, sviluppata per offrire un’esperienza aromatica rotonda, equilibrata e intensa. Al suo fianco, una serie di nuove referenze di bevande complementari sempre compatibili Dolce Gusto®, Nocciolino, Caffè Ginseng, Cortado, Cioccolata, Orzo, Tè al limone, Irish Coffee, pensate per intercettare la crescente domanda di bevande pronte e alternative al caffè.

Partecipare a un evento come TUTTOFOOD significa anche rafforzare il legame con i partner commerciali e cogliere l’opportunità di incontrare nuovi interlocutori strategici, sia a livello nazionale che internazionale. Covim considera questo appuntamento una leva fondamentale per condividere i propri valori, raccontare le evoluzioni del brand e confrontarsi con le esigenze del mercato in tempo reale.

L’appuntamento milanese sarà anche l’occasione per presentare le nuove strategie di posizionamento che l’azienda ha sviluppato per migliorare la visibilità dei propri prodotti all’interno dei punti vendita. Packaging rinnovato, comunicazione chiara e una proposta sempre più ampia sono gli strumenti con cui Covim punta a consolidare la propria presenza sugli scaffali e a fidelizzare una clientela sempre più esigente e consapevole.

Confermare la presenza a TUTTOFOOD significa per Covim proseguire un percorso di crescita incentrato sulla qualità e sull’ascolto delle esigenze del mercato, con una visione chiara e ben definita per ogni canale distributivo. L’azienda prosegue infatti nel rafforzamento della propria presenza sia nei punti vendita della GDO che nei canali specializzati, grazie a una strategia commerciale solida e a un dialogo costante con il trade.

A supporto di questo percorso, resta centrale l’impegno nella qualità e nella coerenza produttiva. Covim seleziona i caffè direttamente nei Paesi d’origine, effettuando analisi visive e organolettiche prima ancora della spedizione. Una volta in Italia, i controlli proseguono in ogni fase della lavorazione, con un sistema di tostatura automatizzato e curve personalizzate studiate per esaltare le caratteristiche di ogni singola origine.

La qualità finale viene monitorata da strumenti laser che verificano la consistenza cromatica della macinatura, affiancati da un controllo umano costante, ulteriore garanzia di precisione e affidabilità.

In un settore sempre più competitivo e guidato da consumatori attenti, Covim continua a distinguersi per la capacità di coniugare passione artigianale e innovazione industriale. Ogni miscela, ogni capsula e ogni nuova referenza raccontano una storia di ricerca, cura e rispetto per il prodotto.

Partecipare a TUTTOFOOD significa riaffermare il proprio ruolo da protagonista nella filiera del caffè, con uno sguardo proiettato verso il futuro ma radicato in oltre quarant’anni di cultura dell’espresso italiano.

FORMATI CON CONFIDA!

CONFIDA SERVIZI SRL, la nuova società di servizi di CONFIDA, ha sviluppato per le aziende del vending un piano di formazione per il 2025 in collaborazione con primarie società di formazione.

CRESCI NEL VENDING

IL PIANO DI FORMAZIONE 2025 È COMPOSTO DA MASTERCLASS IN PRESENZA E WEBINAR ONLINE.

MASTERCLASS

• Strumenti di Intelligenza Artificiale per il settore vending – 8 maggio 2025

• Vendita B2B: corso avanzato di vendita e negoziazione – 17 giugno 2025

• Analisi dei costi e Controllo di Gestione - 24 settembre 2025

• Sustainability masterclass: il futuro del vending sostenibile – 4 dicembre 2025

WEBINAR

• Bilancio di sostenibilità – 16 aprile 2025

• Definire il posizionamento competitivo dell’azienda – 15 maggio 2025

• Comunicare per influenzare: come guidare le scelte dei clienti – 22 maggio 2025

• La comunicazione dei distributori automatici – 10 giugno 2025

• Intelligenza Emotiva per la Gestione delle Risorse Umane – 24 giugno 2025

• Comunicare con assertività – 17 settembre 2025

• Welfare aziendale – 14 ottobre 2025

• Strategie di posizionamento: come distinguersi dai concorrenti? – 23 ottobre 2025

• Intelligenza Emotiva per Vendere – 11 novembre 2025

• WhatsApp Business per le aziende del vending – 20 novembre 2025

SOCIALITÀ, BENESSERE E SCELTA

CONSAPEVOLE: IL FUTURO DELLO SNACKING

SECONDO MONDELEZ

L'INDUSTRIA DELLO SNACKING STA ATTRAVERSANDO UN PERIODO DI TRASFORMAZIONE SENZA PRECEDENTI. IL RECENTE STATE OF SNACKING REPORT 2024 DI MONDELĒZ INTERNATIONAL, REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON HARRIS POLL, GETTA LUCE SULLE ABITUDINI ALIMENTARI GLOBALI, RIVELANDO TENDENZE EMERGENTI, CAMBIAMENTI NEL CONSUMO E IL RUOLO SEMPRE PIÙ CENTRALE DELLO SNACK NELLA VITA QUOTIDIANA.

L'INDAGINE, CONDOTTA IN 12 MERCATI E SU UN CAMPIONE DI OLTRE 3.700 ADULTI, MOSTRA COME LO SNACKING NON SIA PIÙ SOLO UN'ABITUDINE OCCASIONALE, MA UNA

COMPONENTE STABILE E IN CRESCITA NELLA DIETA DEI CONSUMATORI.

QUESTA EVOLUZIONE OFFRE IMPORTANTI SPUNTI DI RIFLESSIONE ANCHE PER IL MONDO DEL VENDING, CHE SI TROVA AL CENTRO DI QUESTO CAMBIAMENTO NEI CONSUMI. I DISTRIBUTORI AUTOMATICI, GRAZIE ALLA LORO ACCESSIBILITÀ E CAPILLARITÀ, DIVENTANO PUNTI STRATEGICI IN GRADO DI INTERCETTARE LA DOMANDA CRESCENTE DI SNACK PRATICI, SALUTARI E GRATIFICANTI. MA IL VENDING NON È SOLO COMODITÀ: RAPPRESENTA ANCHE UN'OPPORTUNITÀ DI SOCIALITÀ E CONDIVISIONE, TRASFORMANDOSI SPESSO IN UN LUOGO DI INCONTRO E INTERAZIONE.

DAGLI UFFICI ALLE UNIVERSITÀ, DAGLI OSPEDALI ALLE STAZIONI, LE AREE BREAK ATTORNO AI DISTRIBUTORI AUTOMATICI FAVORISCONO MOMENTI DI PAUSA CONDIVISA, CONSOLIDANDO IL RUOLO DELLO SNACKING NON SOLO COME ABITUDINE ALIMENTARE, MA ANCHE COME RITUALE SOCIALE. IN QUESTO CONTESTO, COMPRENDERE LE NUOVE PREFERENZE DEI CONSUMATORI DIVENTA FONDAMENTALE PER ADATTARE L’OFFERTA DEL VENDING E TRASFORMARLO IN UN VERO E PROPRIO PROTAGONISTA DELL’ERA MODERNA DELLO SNACKING.

STATE OF SNACKING REPORT 2024

Il report evidenzia che il 91% dei consumatori globali consuma almeno uno snack al giorno, mentre il 61% ne consuma almeno due. La tendenza è particolarmente evidente tra le generazioni più giovani: il 71% di Gen Z e Millennials preferisce fare piccoli pasti distribuiti nel corso della giornata piuttosto che concentrarsi su tre pasti principali, con un aumento dell'8% rispetto all'anno precedente.

Il consumo di snack ha raggiunto una parità con i pasti principali e, in alcuni casi, li ha persino superati. La crescente frenesia della vita quotidiana e la ricerca di soluzioni rapide ma soddisfacenti spingono sempre più persone a considerare lo snacking non solo come un momento di piacere, ma come una vera e propria strategia alimentare.

Un altro elemento cruciale è l'evoluzione della percezione dello snacking: da abitudine occasionale e spesso legata alla "trasgressione alimentare", oggi è visto come un elemento fondamentale di una dieta equilibrata. Il 66% degli intervistati dichiara di non poter vivere senza snack, un dato che sale al 73% tra i Millennials. Questo conferma che gli snack non sono più considerati solo una pausa dallo stress o una ricompensa, ma una parte regolare della giornata.

Inoltre, il momento dello snacking si sta spostando nel corso della giornata: il consumo di snack nel pomeriggio è aumentato del 5% rispetto al 2023 e quello serale del 4%, mentre il consumo mattutino rimane stabile. Questo suggerisce che gli snack stanno diventando sempre più parte integrante della gestione dell'energia e dell'umore quotidiano.

L’aumento del consumo di snack è supportato anche dalla crescente varietà disponibile sul mercato: l’80% dei consumatori afferma che oggi è più facile trovare lo snack ideale rispetto a pochi anni fa. Questo trend è particolarmente evidente nei mercati emergenti, dove l’accesso agli snack confezionati sta crescendo rapidamente grazie alla diffusione della grande distribuzione e del commercio online.

Il concetto di mindful snacking sta prendendo piede: il 96% dei consumatori adotta comportamenti di consumo consapevole, con l'81% che presta attenzione all'esperienza sensoriale dello snack.

L’equilibrio tra salute e indulgenza sta portando a nuove abitudini di consumo: il 75% dei consumatori cerca di avere pasti equilibrati per potersi concedere snack indulgenti, mentre il 72% abbina snack golosi con alternative più nutrienti.

L’idea di snack adventure è sempre più diffusa: il 75% dei consumatori si entusiasma nel trovare un nuovo snack da provare, mentre il 67% si definisce un “avventuriero dello snacking”.

Uno degli aspetti più interessanti emersi dal report è il legame tra snacking e socialità: il 64% dei consumatori afferma di utilizzare gli snack per connettersi con gli altri, con un incremento dell'8% rispetto all'anno precedente. Il concetto di "love language" legato al cibo è sempre più diffuso: il 71% degli intervistati considera il condividere snack un modo per esprimere affetto.

Lo snacking sta diventando uno strumento chiave per il benessere sociale, con il 64% dei consumatori che dichiara di mangiare snack per la propria salute sociale, un aumento del 6% rispetto all'anno precedente.

Questa crescita è particolarmente evidente tra Millennials e Gen Z, che attribuiscono allo snacking un ruolo fondamentale nella creazione di legami e nella condivisione di esperienze con amici e familiari.

Parallelamente, il report sottolinea il ruolo dello snacking come momento di pausa e rilassamento: il 65% dei consumatori globali afferma di usare lo snacking per distrarsi dai problemi del mondo, un aumento del 5% rispetto ai dati registrati nel periodo pandemico del 2020.

Questa dinamica trova un riscontro perfetto nel mondo del vending, dove il distributore automatico diventa spesso un punto di aggregazione. Le aree break attorno ai distributori diventano veri e propri hub sociali, dove lo snacking non è solo una scelta alimentare, ma un'opportunità per scambiare idee, fare networking o semplicemente staccare dalla routine. In questo contesto, la selezione di snack disponibili nei distributori assume un ruolo ancora più strategico, dovendo rispondere non solo a esigenze nutrizionali, ma anche a quelle esperienziali e sociali dei consumatori.

Quindi lo “State of Snacking Report 2024” offre spunti cruciali per il nostro settore, che si trova in una posizione privilegiata per intercettare queste nuove tendenze di consumo. L’aumento della frequenza degli snack rispetto ai pasti tradizionali, la crescente domanda di varietà e la ricerca di soluzioni pratiche rendono i distributori automatici un canale sempre più strategico per rispondere alle esigenze dei consumatori moderni.

Uno dei punti chiave evidenziati nel report è la crescente domanda di snack salutari e funzionali. Con il 78% dei consumatori che dà priorità alla qualità nutrizionale, i distributori automatici devono adeguarsi offrendo prodotti con ingredienti di alta qualità, arricchiti con proteine, fibre o superfood. Inoltre, l’attenzione alla moderazione suggerisce l’inserimento di snack in porzioni controllate, una caratteristica che potrebbe aumentare la loro attrattiva presso i consumatori attenti alla salute.

La crescente digitalizzazione nel consumo di snack rappresenta un’altra grande opportunità per il vending. Il 60% dei consumatori scopre nuovi snack attraverso i social media, e sempre più persone si affidano a canali digitali per ottenere informazioni sui prodotti.

I distributori automatici possono trarre vantaggio da questo trend integrando sistemi di pagamento contactless, schermi digitali interattivi con suggerimenti personalizzati e promozioni legate alle preferenze dei clienti. Un altro aspetto fondamentale è la comodità e accessibilità degli snack.

Il vending si posiziona perfettamente per rispondere alle esigenze di consumo fuori casa, con il 77% dei consumatori che acquista snack in convenience store e aree di servizio.

Infine, la sostenibilità sta diventando un fattore determinante nelle scelte di consumo: il 69% dei consumatori è disposto a provare alternative più sostenibili ai propri snack abituali.

In conclusione, lo State of Snacking Report 2024 non è solo un'analisi dei consumi, ma una fotografia dettagliata di come gli snack stiano ridefinendo le abitudini alimentari a livello globale. Lo snacking non è più un semplice intermezzo tra i pasti, ma un elemento strutturale della dieta quotidiana, capace di rispondere a esigenze di benessere, praticità e gratificazione personale.

Questa trasformazione rappresenta un’enorme opportunità per i player del settore, che devono adattarsi a un pubblico sempre più esigente e consapevole. I brand alimentari, le aziende di vending e i retailer sono chiamati a innovare costantemente l’offerta, puntando su prodotti che coniughino gusto, qualità e sostenibilità. L’equilibrio tra salute e indulgenza, la crescente richiesta di snack funzionali e l’importanza dell’esperienza sensoriale e sociale legata al consumo impongono un ripensamento delle strategie di mercato.

Il vending, in particolare, può trarre vantaggio da questo scenario. La sua capacità di offrire snack immediatamente disponibili nei momenti chiave della giornata, unita alla possibilità di proporre una selezione sempre più diversificata e mirata, lo rende un canale privilegiato per intercettare queste nuove abitudini. Inoltre, il suo ruolo come punto di aggregazione nelle pause lavorative, scolastiche o nei luoghi pubblici lo rende parte integrante dell’esperienza di consumo moderna.

Guardando al futuro, il settore dovrà puntare su tecnologie smart, modalità di pagamento digitali e strategie di personalizzazione dell’offerta, per rendere lo snacking ancora più accessibile e su misura per le esigenze di un consumatore in continua evoluzione.

Chi saprà interpretare al meglio questa trasformazione potrà conquistare un ruolo di primo piano in un mercato in rapida crescita.

CAFFÈ E NUOVI STILI DI CONSUMO IL FUORICASA

CAMBIA VOLTO

TECNOLOGIA, SOSTENIBILITÀ E PERSONALIZZAZIONE RIDEFINISCONO IL CONSUMO DI CAFFÈ FUORI CASA. HOSTMILANO, DA SEMPRE PUNTO DI RIFERIMENTO

INTERNAZIONALE PER TUTTA LA FILIERA CON IL SIC – SALONE INTERNAZIONALE DEL CAFFÈ È L’APPUNTAMENTO DOVE TRASFORMARE LE NUOVE TENDENZE IN BUSINESS.

Ordinare un caffè oggi non è più solo un gesto quotidiano, ma un’esperienza personalizzata, sostenibile, tecnologica. Il consumo fuoricasa – tra bar, ristoranti, hotel e catering – sta cambiando pelle, seguendo le nuove sensibilità dei clienti e i trend che stanno ridisegnando il mondo del food & beverage. Tra le tendenze più forti del momento si segnala sicuramente la svolta green. Sempre più caffetterie scelgono materiali biodegradabili, riducono gli sprechi grazie a tecnologie smart e propongono alternative vegetali al latte. Ma la sostenibilità si affianca alla tecnologia: cresce l’uso di app per ordinare e pagare, si sperimentano soluzioni contactless e, per suggerire prodotti in base ai gusti del cliente o ottimizzare l’esperienza in sala, entra in gioco l’intelligenza artificiale L’altra parola chiave è personalizzazione. I consumatori vogliono il caffè su misura, dalla temperatura alla schiuma, magari arricchito con ingredienti funzionali come curcuma, ashwagandha o vitamine. Anche gli spazi si adattano, trasformandosi in ambienti multifunzionali che mescolano la pausa caffè con coworking, librerie o piccole boutique. Il design gioca un ruolo fondamentale: atmosfere naturali, materiali sostenibili, ambienti rilassanti e accoglienti, sempre più pensati per favorire la permanenza e il benessere dell’ospite

Ma come sarà il futuro a lungo termine? Un avatar-barista vi accoglie nel metaverso del caffè e vi presenta gli ultimi micro-lotti provenienti da nuovi Paesi produttori, a causa del riscaldamento globale, come Italia e Australia.

Dopo aver selezionato un profilo di tostatura, vi viene chiesto di scegliere la purezza del caffè e proposto di optare per una miscela con un supplemento di fibre. Si paga online – compresa la tassa sul clima – e, voilà, il caffè vi viene recapitato tramite un drone.

Questa non è fantascienza, ma un plausibile scenario del 2050. Ma già nel 2025 stiamo assistendo al declino del caffè “commodity” a basso costo, causato dall’emergenza climatica, dalle dinamiche dei prezzi e dall’aumento della domanda premium. Evoluzioni che possono essere trasformate in nuove opportunità di business.

Tutte le nuove tendenze di consumo del caffè e molto altro ad Host 2025, a Fiera Milano nel quartiere di Rho dal 17 al 21 ottobre 2025.

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