

FORMATI CON CONFIDA!
CONFIDA SERVIZI SRL, la nuova società di servizi di CONFIDA, ha sviluppato per le aziende del vending un piano di formazione per il 2025 in collaborazione con primarie società di formazione.
![]()


CONFIDA SERVIZI SRL, la nuova società di servizi di CONFIDA, ha sviluppato per le aziende del vending un piano di formazione per il 2025 in collaborazione con primarie società di formazione.


MASTERCLASS
• Strumenti di Intelligenza Artificiale per il settore vending – 8 maggio 2025
• Vendita B2B: corso avanzato di vendita e negoziazione – 17 giugno 2025
• Analisi dei costi e Controllo di Gestione - 24 settembre 2025
• Sustainability masterclass: il futuro del vending sostenibile – 4 dicembre 2025
WEBINAR
• Bilancio di sostenibilità – 16 aprile 2025
• Definire il posizionamento competitivo dell’azienda – 15 maggio 2025
• Comunicare per influenzare: come guidare le scelte dei clienti – 22 maggio 2025
• La comunicazione dei distributori automatici – 10 giugno 2025
• Intelligenza Emotiva per la Gestione delle Risorse Umane – 24 giugno 2025
• Comunicare con assertività – 17 settembre 2025
• Welfare aziendale – 14 ottobre 2025
• Strategie di posizionamento: come distinguersi dai concorrenti? – 23 ottobre 2025
• Intelligenza Emotiva per Vendere – 11 novembre 2025
• WhatsApp Business per le aziende del vending – 20 novembre 2025

Facile da gestire, tecnologicamente avanzata, accessibile nel prezzo e con un design intramontabile. Everly è la macchina per bevande calde progettata per durare nel tempo, semplificare le operazioni quotidiane e aumentare la tua produttività, garantendoti efficienza, prestazioni e rendimento.

Per i tuoi distributori e l’acqua da bere,







I prodotti BWT assicurano il massimo delle prestazioni delle tue macchine, prevenendo la formazione di calcare e riducendo la necessità di interventi straordinari di manutenzione.
Questo si traduce in un notevole risparmio di tempo e in minori costi operativi. Inoltre, grazie agli esclusivi filtri BWT che arricchiscono l’acqua con magnesio, il gusto delle bevande calde come caffè, tè e tisane viene potenziato. Il magnesio, infatti, agisce come esaltatore di sapori, favorendo l’estrazione degli aromi dal caffè e dalle foglie di tè.
Se desideri anche acqua fresca, naturale o frizzante, gli erogatori BWT ti permetteranno di avere a disposizione, in ufficio, a casa o nel tuo bar, una fonte inesauribile di acqua fesca e sicura, a portata di pulsante.
La continua ricerca di innovazione e il nostro impegno a crescere insieme ai nostri clienti ci rendono un partner affidabile e ideale per il tuo business. We are BWT, and you?
Nel mondo del business e delle organizzazioni, esiste una regola non scritta che sembra ripetersi con inquietante costanza: l’incapacità di riconoscere il fallimento e di agire di conseguenza.
La "Teoria del Cavallo Morto", metafora di origine nativa americana, esprime perfettamente questa tendenza: quando ci si accorge che si sta cavalcando un cavallo morto, la soluzione più logica sarebbe smontare.
Eppure, nella realtà, spesso si sceglie di negare l’evidenza e di perseverare in strategie che si rivelano dannose e costose.
In ambito aziendale, questa logica si traduce in una serie di comportamenti che portano al disastro.
Si investe in nuove fruste per stimolare il cavallo, si sostituisce il cavaliere, si istituiscono comitati di studio per analizzare la situazione, si cambiano metriche per dare l’illusione del progresso.
Ma la verità è che un cavallo morto non correrà mai più.
Il vending non è immune da questa dinamica.
Da anni il settore si confronta con una competizione sempre più feroce, con margini ridotti all’osso e con la necessità di innovare per mantenere competitività.
Eppure, in molti casi, si continua a perpetuare un modello che ha mostrato da tempo i suoi limiti.
Prezzi congelati a livelli insostenibili, ristorni fuori controllo, concorrenza spietata al ribasso: elementi che non solo non garantiscono la sopravvivenza, ma accelerano il declino.
Invece di cercare di rivitalizzare un sistema ormai esaurito, sarebbe opportuno adottare un approccio più pragmatico.
Serve una revisione radicale del modello di business, basata sulla valorizzazione della qualità e del servizio, sull'educazione del cliente finale a comprendere il valore reale di un prodotto e sulla cooperazione tra gli attori della filiera per evitare il cannibalismo commerciale.
Insomma, è tempo di smontare dal cavallo morto e di cercare nuove strade per il futuro del vending.
Se il settore vuole garantirsi un futuro sostenibile, è necessario prendere atto della realtà e agire di conseguenza.
Continuare a cavalcare non è solo inutile, ma rappresenta un pericolo per l’intero comparto.
Il coraggio di cambiare è l’unica via per evitare di essere travolti da una crisi annunciata e per costruire un nuovo modello che possa garantire crescita e stabilità.

Scopri tutti la gamma di prodotti Matipay matipay.com



Versione Slave & Master Executive/MDB
La soluzione all-in-one che abilita i pagamenti diretti con carte bancarie, mantenendo invariate le funzionalità della telemetria e dei pagamenti tramite app e dispositivi contactless di Meta





Versione Slave & Master Executive/MDB
Abilita gli acquisti con app mobile e dispositivi contactless mantenendo tutti i vantaggi della telemetria. Il credito in cloud rende la soluzione a dabile e sicura, senza possibilità di clonazione
Master Executive/MDB/BDV
Interfaccia universale per la gestione di punti vendita nel mercato vending, laundry e carwash. Collega tutte le periferiche di pagamento ed è compatibile con i protocolli Executive, MDB e BDV
Master Executive/MDB
Lettore cashless per la gestione dei dispositivi contactless RFID 125KHz e RFID MIFARE. Supporta il protocollo di comunicazione MDB e EXE.
USB/MDB
Il lettore cashless per la gestione di dispositivi contactless. Disponibile in versione MDB o USB, se collegato a Marte® sfrutta la classica connettività Bluetooth BLE
Di recente ho partecipato ad un incontro tra imprese nazionali con baricentro a Milano, in un consesso all’interno di una prestigiosa Università.
Un’azienda del settore moda faceva notare come sono cambiate le abitudini di consumo dei clienti, un mutamento da cui è nata per loro l’esigenza di innovare.
L’azienda ha quindi inserito all’interno di uno dei suoi punti vendita di abbigliamento un servizio di caffetteria all day, Franciacorta bar e mixology bar tutte le sere: un nuovo approccio di retail esperienziale in cui innovazione, abbigliamento e lifestyle si fondono in totale armonia.
Se guardiamo indietro, anche il nostro settore si è rinnovato. Sono lontani i tempi in cui l’offerta era limitata ad un solo distributore che erogava principalmente bevande calde dietro pagamento con le vecchie lire, gettoni o vetusti pseudo-sistemi di pagamento. “Bei tempi!” - osserverà qualcuno (e come dargli torto!) ma la vita prosegue, non bisogna rimanere ancorati al passato, è necessario evolvere.
I distributori oggi sono diventati due, tre, quattro, intere batterie inserite in lussuosi contenitori brandizzati con il logo dell’azienda cliente, in un contesto simil-bar contornato da sedie, tavoli, divani per degustare le oramai molteplici referenze di bevande calde, beverage e food.
Gli accessori di complemento per i distributori si sono moltiplicati: gettoniere, lettori di banconote, rendiresto, sistemi di pagamento autonomi o comandati attraverso sofisticate App.
Si può pagare con carta di credito, (tranne America Express, a causa delle commissioni impossibili) bancomat, PayPal, Satispay, Apple Pay, Google Pay e qualsiasicosa-Pay!
È vero, ci siamo evoluti, ma quanto costa tutto questo? Se facciamo i conti, gli accessori di cui sopra arrivano a costare quanto il distributore automatico, se non addirittura di più.
Per non parlare della moneta elettronica che, ad una prima analisi “sfocata”, potrebbe illuderci di un risparmio sui costi per la rendicontazione del denaro fisico oggi purtroppo ancora lontano.
Le App, oltre che costose sono gravate da canoni (anche se non ancora installate) e da commissioni che erodono implacabilmente i ricavi derivanti dalle consumazioni.
Probabilmente un giorno il risparmio ci sarà, quando i giri degli operatori saranno più virtuosi grazie alle nuove tecnologie e alla telemetria, ma quel giorno è ancora lontano ed oggi i costi per gli operatori sono ancora più alti dei benefici.
Nel frattempo tutto evolve, anche i prezzi delle materie prime: l’unica cosa che evolve con fatica sono i prezzi di vendita, ancora mal digeriti dai clienti che continuano a considerarci “quelli delle macchinette” nonostante le nostre “macchinette” siano accessoriate e contornate da complementi e arredi all’interno di aree in affitto che noi gestori paghiamo profumatamente.
Noi, umili destinatari di un servizio poco riconosciuto e mal remunerato.
È il prezzo dell’evoluzione, bellezza!







































NUMERO 175
MARZO-APRILE 2025
RENZO GABRIEL
BONIZZI
DIRETTORE RESPONSABILE EDITOR IN CHIEF
ALESSANDRO FONTANA
DIRETTORE EDITORIALE EDITORIAL DIRECTOR
LAURA GUASPARRI ART DIRECTOR
ANTONIO VALESTRA GRAPHIC DESIGN
DANIELA BISCOTTI COMMERCIALE COMMERCIAL
NOEMI MARGAROLI REDAZIONE EDITORIAL STAFF
HA COLLABORATO MASSIMO FERRARINI
LUCINI OFFICINA D’ARTE GRAFICA SRL STAMPA PRINTERS
D.A.ITALIA
IL PERIODICO DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA PUBBLICAZIONE ISCRITTA AL TRIBUNALE DI MILANO, NUMERO DI REGISTRAZIONE 177 DEL 22 MARZO 2004
ISCRIZIONE AL R.O.C. 31449
PERIODICITÀ MENSILE
EDITORE ART&WORKS SRL UNIPERSONALE
VIA ALESSANDRO ALGARDI 13 20148 MILANO P.IVA 04234310961 TEL +39 02 48958566
UFFICIO COMMERCIALE commerciale@daitalia.it www.daitalia.it
POSTA ELETTRONICA info@daitalia.it
ABBONAMENTI abbonamenti@daitalia.it
LA RIPRODUZIONE TOTALE O PARZIALE DELLE ILLUSTRAZIONI E DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI
SU D.A. ITALIA È PERMESSA SOLO SE AUTORIZZATA DALLA DIREZIONE. LA DIREZIONE NON ASSUME RESPONSABILITÀ PER LE OPINIONI ESPRESSE DAGLI AUTORI DEI TESTI REDAZIONALI E PUBBLICITARI.
CONCEPT BY ART&WORKS SRL
La teoria del cavallo morto
5 SPEAKER’S CORNER
Il prezzo dell’evoluzione
10 MERCATO DEL VENDING Latest News
Febbraio 2025 - Marzo 2025
36 GESTORI
Lean Thinking e innovazione la sfida vincente di Selecta Italia
42 FOCUS ON
2025 il settore dei prodotti di consumo tra sfide e nuove strategie
Il mercato BIO in Italia scenari, modelli di acquisto e prospettive del consumatore
50 APPUNTAMENTO IN FIERA
ExpoCongress by ANEDA in scena dal 12 al 14 novembre: il nuovo format espositivo per il vending in Spagna
EVEX 2025 appuntamento a Spalato dal 9 al 12 al settembre
TUTTOFOOD 2025 a Dubai il nuovo modello fieristico
Vending show 2025 la distribuzione automatica protagonista a Parigi
SAN CARLO E STRAMILANO INSIEME PER PROMUOVERE LO SPORT
San Carlo sarà protagonista della stracittadina più amata d'Italia: la Stramilano. Questa longeva sponsorship prosegue nello spirito che più la caratterizza e che ha visto le due realtà, una a fianco all'altra, promuovere la passione e l'impegno per lo sport, uno stile di vita sano e attivo, l'importanza della condivisione e il forte legame con il territorio.
La gara, in programma il prossimo 23 marzo, vedrà le strade di Milano colorarsi a festa. I partecipanti, durante tutto il percorso, che dal Duomo li porterà fino all'Arena Civica, potranno fermarsi nelle aree ristoro per un momento di break, dove gustare e ricaricare le energie con San Carlo Classica, prodotto iconico e amatissimo da grandi e piccini. Nella sacca gara, distribuita prima della manifestazione, sarà possibile prepararsi alla corsa gustando i prodotti della gamma benessere: i Triangolini Veggy Good, nelle varianti Riso e Tre Legumi e Ceci Croccanti, prodotti con ingredienti naturali, ottima fonte di proteine vegetali e di fibre, senza glutine, conservanti e coloranti, pensati come spuntini spezza fame che uniscono benessere e gusto.
"Sostenere questa manifestazione è per noi un motivo di grande orgoglio. Da anni siamo al fianco di questo evento, che rappresenta perfettamente i valori in cui crediamo: benessere, sport all'aria aperta e inclusione. La corsa è un momento di condivisione per tutta la comunità, dai più piccoli agli adulti, ed è ancora più speciale perché si svolge nella nostra città, rafforzando il senso di appartenenza e il legame con il territorio. Siamo felici di rinnovare il nostro sostegno e di vivere ancora una volta questa bellissima esperienza insieme." ha commentato Susanna Vitaloni, Presidente e Amministratore Delegato
San Carlo, azienda leader nel mercato chips&snacks, rappresenta una storia di successo che affonda le radici nell'Italia del 1936 anno in cui, nel cuore di Milano, apre una rosticceria intitolata a San Carlo, in onore della vicina chiesetta di San Carlo al Lazzaretto. Da allora l'azienda ingolosisce milioni di italiani preparando patatine con immutata passione e sapienza, qualità e spirito innovativo.
ACCESSIBILITÀ VENDING: LA NUOVA MACCHINA MANEA CON PRODOTTO E RESTO AD ALTEZZA UOMO
A 16 anni di distanza dalla Rock, esce un nuovo modello prodotto in Italia con la tasca di prelievo ad altezza uomo, sia per il prodotto che per il resto.
La nuova macchina è prodotta da Manea per il segmento travel ed è in funzione da venerdì alla stazione di Verona Porta Nuova, dove è stata installata.
L'accessibilità dei distributori è senz'altro un punto critico per i consumatori in viaggio. Prelevare una bevanda o uno snack e dover utilizzare due mani, una per spingere la tasca e l'altra per prendere il prodotto, significa abbandonare per qualche secondo la valigia o il trolley e questo crea non pochi disagi. Anche abbassarsi non è agevole per una fascia piuttosto ampia di clienti, quindi la modalità di prelievo ad altezza uomo risolve molteplici problemi e, oltre ad offrire un miglior livello di servizio, dovrebbe riflettersi positivamente sulle vendite.





BARRETTE PROTEICHE GRENADE: LO SNACK
CHE FA BENE ANCHE ALL’UMORE!
La domanda di alimenti e integratori proteici è in rapida espansione e, nel 2023, ha registrato un aumento dell’8,4% rispetto all’anno precedente. Secondo il quinto rapporto annuale State of Snacking™ di Mondelēz International, sempre più consumatori preferiscono gli snack ai pasti tradizionali, orientando le loro scelte verso prodotti che offrono benefici concreti. È interessante notare che ben 3 consumatori su 4 (il 74%) hanno affermato che le barrette contribuiscono al miglioramento dell’umore, un beneficio sempre più apprezzato dai consumatori e un'opportunità di vendita strategica per il vending, dove la qualità della pausa lavoro è fondamentale, soprattutto quando offre uno stacco e un tocco di buonumore.
Non sorprende, quindi, che il Gruppo Mondelēz International, leader globale nello snacking, abbia colto questo trend e sia entrato nel mercato italiano delle barrette proteiche con il brand Grenade, marchio britannico nato nel 2010 (acquisito nel 2021 da Mondelēz) e amato da milioni di consumatori in oltre 80 Paesi. Questa strategia mira a rafforzare la presenza del Gruppo in un segmento in rapida crescita. Grenade, con la sua identità dirompente e distintiva, risponde alle nuove tendenze di consumatori, sempre più attenti al gusto e alla nutrizione. Nello specifico, le barrette sono tutte ad alto contenuto proteico (20g nel formato da 60g e 10g nel formato da 35g), con meno di 2g di zuccheri e sono ideali per chi desidera mantenere uno stile di vita attivo, senza rinunciare ad uno snack gustoso. A partire da gennaio 2025, le barrette proteiche Grenade sono disponibili nel formato da 35g, idoneo al canale del vending, nei gusti Oreo e Oreo White (Cioccolato bianco). Nella GDO, in palestre, centri sportivi e negozi automatici H24, è disponibile anche il formato da 60g, in quattro diverse varianti di gusto: Oreo, Salted Caramel (Caramello Salato), Fudged Up (Caramello e Gocce di cioccolato fondente) e White Chocolate Cookie (Cioccolato bianco e biscotto).
OBBLIGO DI ASSICURAZIONE DA DANNI CATASTROFALI:
COSA CAMBIA PER LE IMPRESE
Dal 31 marzo 2025, tutte le imprese con sede legale o stabile organizzazione in Italia dovranno stipulare un’assicurazione obbligatoria contro i danni catastrofali. Il decreto ministeriale 18/2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 febbraio, definisce le modalità operative di questa nuova normativa, che riguarda la protezione di immobili e attrezzature industriali e commerciali da eventi come terremoti, alluvioni, frane e inondazioni. Il provvedimento stabilisce i criteri per la determinazione e l’adeguamento dei premi assicurativi, i massimali di indennizzo e l’entità massima del danno coperto. L’obiettivo è garantire alle imprese una maggiore resilienza economica in caso di calamità naturali, evitando che danni ingenti possano compromettere la continuità aziendale. L’introduzione di questa misura, prevista dalla Legge di Bilancio 2024 e rinviata più volte, impone alle aziende di adeguarsi entro la fine di marzo. Le coperture dovranno riguardare tutte le immobilizzazioni aziendali, dai fabbricati agli impianti produttivi, fino alle attrezzature operative. L’impatto di questa normativa sul settore del vending sarà significativo, poiché i gestori dovranno valutare con attenzione le proprie esposizioni al rischio e i costi delle nuove polizze. Per maggiori dettagli, è possibile consultare il testo completo del decreto sulla Gazzetta Ufficiale.



FORMAZIONE PER ARD E TECNICI: CONFIDA
LANCIANO I CORSI PER IL VENDING
Nel settore della distribuzione automatica, la formazione professionale gioca un ruolo cruciale. Gli Addetti al Rifornimento Distributori (ARD) e i tecnici sono figure indispensabili per le imprese di gestione, ma trovare risorse qualificate è sempre più difficile. La mancanza di percorsi formativi specifici e il fatto che molti giovani con competenze tecniche non considerino il vending tra le loro prime scelte lavorative, rendono complicato l’inserimento di nuovi professionisti nel settore. Per rispondere a questa esigenza, CONFIDA ha avviato un’iniziativa strategica che punta a formare le nuove generazioni di operatori.
La soluzione individuata è una partnership con Randstad, una delle principali Agenzie per il Lavoro in Italia, con oltre 300 filiali sul territorio. Dopo un’indagine tra le aziende associate, è emerso che l’87% delle imprese ha necessità di assumere ARD e il 75% ha bisogno di tecnici specializzati.
Per agevolare la ricerca di personale, è stata firmata una convenzione che permette agli associati di accedere a condizioni vantaggiose per la selezione e somministrazione di lavoro. Il passo successivo sarà l’attivazione dei primi corsi di formazione finanziati dal fondo Forma.Temp, mirati proprio alla preparazione di nuovi ARD e tecnici per il vending.
Le imprese interessate a reclutare personale specializzato possono già segnalare le proprie esigenze, contribuendo così alla pianificazione di ulteriori corsi su tutto il territorio nazionale. Con questa iniziativa, CONFIDA punta a colmare il gap formativo nel settore, garantendo nuove opportunità di lavoro e rafforzando la professionalità degli operatori del vending.
“ACCELERATING INTELLIGENCE”: L’AI TRASFORMA IL BUSINESS, ANCHE NEL VENDING
Gruppo Illiria ha ospitato il 7 marzo l’evento “Accelerating Intelligence”, un workshop dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale sulla velocità di elaborazione, distribuzione e utilizzo delle informazioni. Un tema che tocca da vicino anche il settore della distribuzione automatica, dove rapidità e innovazione sono elementi chiave per la crescita. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con Salone d’Impresa, mira a esplorare come le tecnologie AI possano migliorare le decisioni strategiche, ottimizzando processi aziendali essenziali come la supply chain, il marketing e il customer service. Mario Toniutti, vicepresidente del Gruppo Illiria, e Ferdinando Azzariti, presidente di Salone d’Impresa, hanno aperto i lavori con una presentazione sugli obiettivi del workshop. Tra gli interventi più attesi quello di Fabiano Benedetti, AD di BeanTech, e Massimo Gallotta, presidente di Wintech, che ha illustrato il ruolo dell’AI nell’innovazione aziendale e nei servizi post-vendita. La discussione è proseguita con una tavola rotonda su come la velocità delle informazioni possa diventare un vantaggio competitivo, con la partecipazione di Valeria Broggian (Gruppo Servizi CGN), Alfio Isaia (Gruppo Illiria), Gianluca Tesolin (Bofrost) e Alessandro Trivillin (Snaidero Cucine).
L’evento si è concluso con un’analisi delle sfide che le PMI devono affrontare per integrare l’intelligenza artificiale nei loro processi, favorendo una mentalità orientata all’innovazione.
Un’opportunità preziosa per imprenditori e manager per confrontarsi sulle nuove tecnologie e scoprire soluzioni concrete per il futuro del business.


Arriva dall’Oriente la nuova moda in tema di caffè, una bevanda calda innovativa che sta guadagnando popolarità, sorprendendo il palato di chi è pronto a sperimentare e incontrando il gusto di molti. Il caffè salato non è solo una curiosità, ma un vero e proprio fenomeno gastronomico che merita di essere esplorato. Questa variante ha radici che affondano in diverse culture, in particolare in alcune tradizioni asiatiche. Paesi come il Vietnam e il Giappone hanno già abbracciato questo nuovo trend, proponendo ricette uniche che combinano il caffè con ingredienti salati come il sale marino, l’avocado, il formaggio cremoso e persino il rosmarino. Queste combinazioni particolari offrono un’esperienza gustativa completamente nuova, capace di stimolare i sensi in modo rivoluzionario e sfidare l’immaginario comune. La tendenza si sta diffondendo rapidamente, al di là di chi storce il naso, attirando l’attenzione di chef e bartender che cercano di reinventare il modo in cui consumiamo il caffè.
Preparare un caffè salato è un’arte che richiede creatività e abilità nel combinare gli ingredienti, che possono variare a seconda delle preferenze personali e delle ricette locali. Alcuni baristi utilizzano solo un pizzico di sale per esaltare il sapore del caffè, mentre altri sperimentano con ingredienti davvero inusuali come il topinambur o la citronella. La chiave è trovare un equilibrio tra il sapore intenso del caffè e le note salate, creando un mix armonioso capace di conquistare anche i più scettici. Il caffè salato può essere servito caldo o freddo, una versatilità che lo rende adatto ad ogni clima ed ogni stagione.
Con buona pace dei puristi dell’espresso, l’aumento della popolarità del caffè salato ci porterà a conoscere sempre più varianti e ricette e a trovarle nei menu di bar e ristoranti di tutto il mondo. Questa tendenza non solo offre nuove opportunità per i consumatori, ma rappresenta anche una sfida per i professionisti del settore, che si trovano davanti ad un mercato in continua evoluzione e a una nuova era gastronomica nella quale la sperimentazione e l’innovazione sono al centro dell’esperienza gustativa.
CAFFÈ BORBONE CHIUDE IL 2024 CON UN +11,4% E RICAVI A QUOTA 334,5 MILIONI DI EURO
Caffè Borbone ha chiuso l’esercizio 2024 con ricavi a 334,5 milioni di euro, in crescita dell’11,4% rispetto all’esercizio precedente. Analizzando i canali distributivi, la GDO ha registrato un incremento del 32% e continua a guidare la crescita della società che registra buone performance anche sul canale digitale, che comprende e-commerce diretto, Amazon e portali specializzati, e sui mercati esteri. In termini di volumi, il monoporzionato registra un incremento del 6%.
“Caffè Borbone ha dimostrato una grande capacità di far fronte alle sfide, ottenendo buoni risultati anche in un contesto di mercato estremamente complesso. L’elevato costo del caffè all’origine, ed in particolare l’incremento di prezzo della qualità Robusta ai massimi storici, non ha penalizzato gli standard di qualità del nostro caffè in cui i consumatori continuano a riconoscere il gusto dell’espresso italiano associato al valore della sostenibilità”, dichiara Marco Schiavon, Amministratore Delegato di Caffè Borbone. “Uno dei nostri obiettivi è continuare la crescita sia in Italia sia all’estero, dove siamo quasi raddoppiati nell’ultimo triennio, puntando sul monoporzionato”.



PARITÀ DI GENERE: RHEA CERTIFICATA PER INCLUSIVITÀ E SOSTENIBILITÀ
Rhea ha annunciato di aver ottenuto il Certificato di Parità di Genere UNI PDR 125:2022 rilasciato da Dasa-Rägister, un importante traguardo che testimonia il continuo impegno nella costruzione di un ambiente di lavoro inclusivo, equo e sostenibile. Questo riconoscimento rappresenta la conferma di un percorso che l'azienda ha intrapreso già da anni, mettendo le persone al centro e traducendo in azioni i valori aziendali, in linea con la cultura inclusiva in cui ha sempre creduto.
Rhea da tempo ha implementato una serie di iniziative concrete per garantire la parità di genere, puntando su una crescente sensibilizzazione riguardo ai temi dell’inclusività, con una formazione mirata che offra a tutte le persone la possibilità di acquisirne maggiore consapevolezza. L’obiettivo è quello di creare un circolo virtuoso di comportamenti che sviluppino la cultura del rispetto e dell’apertura alla diversità.
"In Rhea ci impegniamo per costruire un ambiente che valorizzi l’unicità di ogni individuo e la diversità che accomuna tutti," sottolinea Virginia D’Agata, People & Organization Manager (in foto). "Rhea è una realtà dove le persone possono crescere ed esprimere il loro potenziale in un contesto di rispetto e opportunità."
Flessibilità oraria e smart working, part time, welfare aziendali e iniziative mirate al benessere delle persone, sono solo alcuni degli esempi concreti attuati per rispondere alle esigenze di conciliazione tra lavoro e vita privata. Un altro pilastro di questa strategia è rappresentato dal progetto Women Spark, un'iniziativa che promuove la crescita professionale e il supporto alle figure femminili, e non solo, in azienda, con l’obiettivo di ridurre il divario di genere, favorire una carriera paritaria per tutti e una migliore collaborazione, indipendentemente dal genere e dal ruolo. Women Spark non si limita solo alla formazione e al mentoring, ma si evolve costantemente attraverso nuovi progetti e programmi di sviluppo e networking.
UNIONPLAST LANCIA L’ALLARME PER IL CARO BOLLETTE: A RISCHIO IL SETTORE DELLA PLASTICA
Unionplast, l’associazione che rappresenta le imprese italiane della trasformazione e del riciclo delle materie plastiche, ha lanciato un allarme urgente sulle gravi conseguenze dell’esplosione dei costi energetici. Marco Bergaglio, presidente di Unionplast, ha dichiarato: “La crisi dei prezzi dell’energia sta mettendo in ginocchio il settore plastica, un comparto altamente energivoro che comprende oltre 5.000 imprese e dà lavoro a più di 100.000 persone. Siamo in una situazione di emergenza che rischia di compromettere la continuità operativa di molte aziende e l’intero sistema economico nazionale. Questo problema non riguarda solo la plastica, ma tutte le filiere collegate, come l’agro-alimentare, l’edilizia, la sanità e l’automotive, essenziali per il Paese”.
In un comunicato stampa Unionplast evidenza come il prezzo dell’energia elettrica ha raggiunto 150 euro a MWh, ben sopra la media di 108 euro a MWh registrata nel 2024, con un impatto devastante su migliaia di aziende. Se non si interviene tempestivamente, molte imprese rischiano di fermarsi, innescando un effetto domino che colpirà le filiere strategiche per l’Italia e comprometterà l’intero tessuto produttivo del Paese. Il rischio è quello di alimentare una spirale inflattiva che impatterà su prezzi e competitività, con gravi ripercussioni per l’economia nazionale.


LAVAZZA E UNIVERSITÀ DI POLLENZO: L’UNDICESIMA EDIZIONE
Si rinnova per l’undicesimo anno consecutivo la collaborazione tra Lavazza e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, con un viaggio didattico tematico dedicato agli studenti dell’ateneo. Dal 2 al 5 marzo, il Training Center Lavazza accoglierà 84 studenti, di cui 30 stranieri provenienti da diversi Paesi, per un’esperienza immersiva nel mondo del caffè, dalla sua storia alla produzione, fino alle innovazioni più recenti.
Il Training Center Lavazza, riconosciuto come sede didattica dell’Università di Pollenzo, è il primo centro permanente creato da un’azienda di caffè interamente dedicato alla formazione e all’innovazione. Nato nel 1988, è oggi un network globale con oltre 50 sedi impegnate nella diffusione della cultura dell’espresso italiano e nello sviluppo di nuove ricette a base di caffè.
Durante le quattro giornate formative, gli studenti approfondiranno argomenti fondamentali legati al mondo del caffè. Il programma prevede un’introduzione storica sul caffè nel mondo e in Italia, seguita da lezioni su botanica, classificazione delle varietà e metodi di produzione. Un focus sarà dedicato al mercato e alla Borsa del Caffè, con particolare attenzione al ciclo produttivo, dalla pianta alla tazzina.
La formazione alternerà sessioni teoriche e laboratori pratici. Gli studenti potranno sperimentare la degustazione di singole varietà e blend, esercitarsi nella creazione di miscele e apprendere i diversi metodi di preparazione del caffè, dall’espresso alla moka, fino ai sistemi di filtrazione. Una giornata sarà dedicata alla chimica e alla fisica della tostatura, con sessioni di analisi sensoriale. Particolare attenzione sarà riservata alla sostenibilità, con un focus sul progetto ¡Tierra!, l’iniziativa Lavazza nata per supportare le comunità produttrici di caffè nei Paesi d’origine, come Perù, Colombia, Brasile e Tanzania. Il quarto giorno sarà dedicato alla Corporate Social Responsibility e all’impegno di Lavazza nella tutela delle risorse umane, ambientali e culturali dei territori con cui opera.
LA PAUSA MERENDA IN UFFICIO: UN RITUALE IRRINUNCIABILE PER 9 ITALIANI SU 10
La merenda in ufficio non è solo una pausa per ricaricare le energie, ma un vero e proprio rituale per nove italiani su dieci. È quanto emerge dalla ricerca "Gli italiani e la merenda in ufficio", commissionata da Unione Italiana Food e realizzata da AstraRicerche, che ha analizzato le abitudini alimentari dei lavoratori italiani tra i 18 e i 65 anni. Secondo i dati raccolti, il 43% degli intervistati preferisce condividerla con i colleghi, trasformandola in un'occasione di socializzazione. Tuttavia, un altro 44% dichiara di vivere questo momento in solitaria, spesso per ragioni legate ai ritmi di lavoro serrati. Indipendentemente dalle modalità, il 60% degli italiani considera la merenda una parentesi di benessere che aiuta a ridurre lo stress accumulato.
Le scelte alimentari riflettono la ricerca di equilibrio e varietà: al primo posto si trova la frutta (52%), seguita da cracker (48%) e merendine confezionate (47,5%). Tra le altre opzioni compaiono i biscotti (42%), lo yogurt (34%), il panino salato (22%), il dolce fatto in casa (19%), la pizza (11%), il pane con confettura (10%) e, in misura minore, il gelato (5%). Per quanto riguarda la bevanda di accompagnamento, la scelta principale ricade sull'acqua (52%), seguita da caffè, cappuccino e orzo (48%).


NESTLÉ, VALERIA NORRERI È LA NUOVA HEAD OF CORPORATE BRAND & CONTENT STRATEGY
A partire dal 19 febbraio 2025, Valeria Norreri ha assunto la carica di head of corporate brand & content strategy per il gruppo Nestlé in Italia. Nel suo nuovo incarico, Norreri ha il compito di sviluppare strategie di branding e contenuti per rafforzare l’immagine aziendale, coordinando le attività di comunicazione e marketing del gruppo. Guida un team di 13 persone e riporta direttamente all’amministratore delegato.
Dopo la laurea in Scienze Politiche e un Master Publitalia ’80 in Marketing e Comunicazione, nel 2002 è entrata nel Gruppo dove ha iniziato il suo percorso come Marketing Specialist per Nescafé. Dal 2003 al 2006 è stata Brand Manager di Nesquik e, successivamente, dal 2006 al 2009, ha ricoperto lo stesso ruolo in Levissima. Dal 2009 al 2016 è stata marketing director nella International Business Unit Sanpellegrino nei mercati chiave di Nord America, Francia, Regno Unito, Svizzera, Germania e Cina.
Dal 2016 al 2019 ha assunto il ruolo di Confectionery International Business Unit Manager come responsabile dello sviluppo e del coordinamento della strategia globale del brand Baci Perugina, del trade marketing e delle vendite all’estero. Infine, dal 2019 a oggi in Nestlè è stata Strategic Group Marketing and Communication manager, guidando una squadra responsabile sia di costruire i contenuti volti a consolidare l’immagine aziendale che di sviluppare il piano editoriale e gli strumenti per comunicare l’azienda.
YOGA ZERO 500 ML, NUOVA GAMMA SENZA ZUCCHERI AGGIUNTI
Leggero, dissetante e senza zuccheri aggiunti, sono queste le caratteristiche dell’ultima novità lanciata da Yoga nel mondo dei succhi di frutta, YOGA ZERO 500 ml. Disponibile in 4 gusti (ACE, Arancia mix, Multifrutti, Frutti Rossi), la nuova gamma sarà presente negli scaffali della GDO, nei bar e nei distributori automatici a partire dalla primavera del 2025, andando a completare la già ricca offerta di Yoga grazie all’innovativo formato PET 500 ml (con il 50% di plastica riciclata), in uscita con l’offerta lancio 400 + 100 ml gratis.
Un prodotto pensato per il consumatore di oggi con un bassissimo apporto calorico (il valore nei quattro gusti oscilla tra 12 e 17 kcal per ogni 100 ml di prodotto):
ACE: la classica freschezza agrumata (12 kcal, 52 kj)
Arancia Mix: intensa e dissetante (14 kcal, 58 kj)
Multifrutti: una leggera armonia di sapori (14 kcal, 61 kj)
Frutti Rossi: vivace e piacevole (17 kcal, 73 kj)
Il nuovo formato da 500 ml in PET riciclato, oltre a riflettere il costante impegno di Yoga nel campo della sostenibilità e del rispetto per l’ambiente, offre praticità e convenienza, rendendo YOGA ZERO perfetto per il consumo in ogni momento della giornata: dalla colazione a casa, alla pausa in ufficio, fino al consumo on-thego direttamente dal bar o dal distributore automatico. La shape, in linea con quella della bottiglia da 1 litro rinnovata proprio un anno fa e con la bottiglietta in vetro presente nei bar, riprende l’iconico formato del marchio storico Yoga garantendo la riconoscibilità sullo scaffale.
L’introduzione di YOGA ZERO 500 ml nei canali Retail, Horeca e Vending testimonia l’impegno di Yoga nel fornire soluzioni adatte a ogni esigenza di consumo.


COCA COLA NEGLI USA CAVALCA IL TREND
DELLE BIBITE PREBIOTICHE CON SIMPLY POP
Coca-Cola ha annunciato il lancio di Simply Pop, una nuova linea di bibite prebiotiche progettate per supportare la salute intestinale e il sistema immunitario. Questa mossa rappresenta l'ingresso del colosso delle bevande nel crescente mercato delle "sode salutari", un settore che ha visto una notevole espansione negli ultimi anni. Simply Pop sarà disponibile in cinque gusti: Fragola, Mango Ananas, Punch di Frutta, Lime e Punch Agrumato. Ogni lattina da 12 once (circa 355 ml) conterrà 6 grammi di fibre prebiotiche, insieme a vitamina C e zinco, nutrienti noti per sostenere le difese immunitarie. Le bevande sono realizzate con il 25-30% di succo di frutta reale e non contengono zuccheri aggiunti. Il lancio è previsto per la fine di febbraio in punti vendita selezionati e online tramite Amazon Fresh, con un prezzo al dettaglio di 2,49 dollari per lattina.
Becca Kerr, CEO della divisione Nutrition di Coca-Cola, ha dichiarato: "Abbiamo riscontrato che i consumatori, in particolare i giovani delle generazioni Z e Millennial attenti al benessere, erano molto interessati ai succhi e alle bibite prebiotiche. E poiché molti marchi in questa categoria sono nuovi, cercavano di allinearsi con nomi che conoscono e di cui si fidano per qualità e gusto".
Il mercato delle bibite prebiotiche ha registrato una crescita significativa negli Stati Uniti, passando da un valore di 197 milioni di dollari nel 2020 a 440 milioni di dollari nel 2024. Si prevede che questo segmento possa superare i 2 miliardi di dollari entro il 2029.
L'ingresso di Coca-Cola nel mercato delle bibite prebiotiche rappresenta una risposta strategica alla crescente domanda di bevande funzionali e salutari, evidenziando come anche i giganti del settore stiano adattando le loro offerte per soddisfare le nuove preferenze dei consumatori.
GIUSTO BREAK: UNO SNACK BIOLOGICO CHE UNISCE GUSTO, ARTIGIANALITÀ E SOLIDARIETÀ
Uno snack biologico che diventa un gesto di solidarietà? Si chiama Giusto Break ed è già disponibile nei distributori automatici di Novagest. Un prodotto che nasce dalla collaborazione con Colonia Agricola, impresa sociale di Alternativa Ambiente, e Advar, per sostenere le attività di assistenza ai malati e alle loro famiglie. Per ogni snack venduto, infatti, 50 centesimi verranno devoluti ad Advar, associazione che offre servizi gratuiti di assistenza ai malati più fragili e supporto alle loro famiglie nei delicati momenti dell'elaborazione del lutto. Un aiuto concreto che trasforma una pausa caffè in un gesto di sostegno per chi affronta situazioni di sofferenza.
La ricetta di Giusto Break è frutto di un'attenta lavorazione artigianale, realizzata nel laboratorio di pasticceria di Colonia Agricola. Gli ingredienti sono pochi, semplici e biologici, selezionati con cura per offrire uno snack genuino e di qualità. Alla preparazione partecipano persone coinvolte in percorsi di inserimento lavorativo, seguite e coordinate da un Maestro pasticcere, in un processo che valorizza la professionalità e favorisce l'inclusione sociale.
Il packaging di Giusto Break è stato studiato con particolare attenzione: semplice, essenziale e funzionale alla distribuzione nei distributori automatici. Ogni dettaglio è stato pensato per comunicare i valori di un prodotto che porta con sé una storia di impegno sociale e qualità artigianale.


Si è svolto giovedì 13 febbraio a Roma il primo appuntamento del roadshow 2025 di Vai Italia, un evento che ha riscosso un grande successo grazie alla partecipazione di numerosi gestori e al forte coinvolgimento della squadra organizzativa. L'iniziativa ha rappresentato un'importante occasione di confronto e aggiornamento sulle dinamiche del settore, confermandosi come un appuntamento di rilievo per gli operatori del mercato. L'evento ha visto il supporto di diversi fornitori partner, la cui collaborazione è stata determinante per la buona riuscita dell'incontro. La presenza attiva di queste aziende ha permesso di approfondire tematiche cruciali, stimolando lo scambio di idee e la creazione di nuove sinergie tra i partecipanti.
Durante il roadshow, si sono affrontati argomenti legati alle prospettive future del settore, con particolare attenzione alle sfide e alle opportunità che attendono i gestori nei prossimi mesi. Il dialogo costruttivo tra gli attori coinvolti ha arricchito ulteriormente il dibattito, offrendo spunti interessanti e favorendo una maggiore consapevolezza delle tendenze di mercato.
Con il successo ottenuto a Roma, Vai Italia si prepara ora a proseguire il tour con rinnovato entusiasmo. Le prossime tappe toccheranno le città di Bari, Salerno e Catania, per poi spostarsi a Milano, Bologna e Cagliari. Ogni appuntamento sarà un'opportunità per consolidare la rete di contatti e rafforzare il legame con tutti i protagonisti del settore.
Dopo la cessione a Lavazza, novità nella galassia IVS: PayGlobe, azienda specializzata nei pagamenti digitali, ha acquisito il 60% di Moneynet, mentre IVS Group manterrà una partecipazione di minoranza del 30%. Moneynet ha una base di circa 9.500 terminali POS e ha sviluppato soluzioni specializzate per il mondo del vending, dei pagamenti elettronici e dei servizi di pagamento. Svolge anche l’attività di processing su ulteriori 4.500 POS installati sulla rete dei distributori automatici del gruppo IVS in Italia, Francia e Spagna. Il perfezionamento dell’operazione è soggetto all’approvazione da parte della Banca d’Italia e all’esito positivo della notifica ai sensi della normativa “Golden Power”.
Antonio Tartaro, Co-CEO di IVS Group, ha dichiarato: "Siamo lieti di realizzare questa operazione perché, anche attraverso la cessione della maggioranza a un nuovo ed eccellente partner come il gruppo GUM / PayGlobe, crediamo che la crescita di Moneynet possa accelerare, avvalendosi di nuove competenze e di una gamma più ampia di servizi complementari, entrando in nuovi segmenti di mercato con proposte di qualità e valore".
Umberto Pardi, Consigliere delegato di GUM Group/PayGlobe, ha dichiarato: "Questa acquisizione rappresenta una tappa fondamentale nel nostro percorso di crescita e consolidamento di PayGlobe. Con Moneynet, uniamo forze complementari per offrire servizi ancora più personalizzati, pensati per supportare in modo concreto la crescita dei nostri clienti, rispondendo alle loro specifiche esigenze e contribuendo al successo del loro business in un contesto in continua evoluzione. La combinazione delle nostre tecnologie e dell’esperienza di Moneynet ci consente di rafforzare ulteriormente la nostra posizione di outsider nel fintech, con l’obiettivo di rendere i pagamenti digitali sempre più semplici e sicuri per le aziende di tutta Italia".





SATISPAY, DAL 7 APRILE SARANNO INTRODOTTE LE COMMISSIONI PER GLI ESERCENTI
Dopo oltre 10 anni di attività e una raccolta complessiva di capitali che ha superato il mezzo miliardo di euro in diversi round, Satispay cambia il modello di business passando dalla gratuità al pagamento delle commissioni.
E così, a partire dal 7 aprile 2025, verrà introdotta una commissione dell’1% sui pagamenti nei negozi fisici, mentre per gli acquisti online verrà applicata una struttura tariffaria più articolata. Si completerà così il passaggio da un modello completamente gratuito a una strategia di monetizzazione.
Alberto Dalmasso, co-founder e CEO di Satispay ha dichiarato: “Se dieci anni fa la chiave per cambiare le abitudini di pagamento era un’App intuitiva e una politica senza commissioni sotto i 10 euro, oggi il panorama è diverso. I negozianti accettano con più facilità i pagamenti elettronici, ma serve attrarre sempre più clienti. Per questo lavoriamo ogni giorno per creare servizi a valore aggiunto e far crescere con noi i nostri esercenti. Già succede con i Satispay Buoni Pasto e Buoni Acquisto e continuerà con le future novità”.
Le commissioni riguardano esclusivamente gli esercenti che hanno adottato Satispay, perché per i consumatori il servizio resterà completamente gratuito, senza alcun costo aggiuntivo per i pagamenti nei negozi e per i trasferimenti tra privati (P2P).
PRESENTATA A FIRENZE LA MISCELA DI CAFFÈ ESERCITO “GRAN CORPO”
Presentato a Pitti Taste “Gran Corpo” il caffè a marchio dell’Esercito Italiano, che ha presentato i suoi prodotti alimentari con uno stand della licenziataria Fonderia del Cacao. Oltre al caffè sono stati riproposti anche alcuni alimenti della tradizione alimentare che hanno segnato la storia del vettovagliamento militare e che sono disponibili in commercio. Sotto il segno della stelletta, simbolo dell’appartenenza alle Forze Armate, sono stati esposti in occasione dell’evento a Firenze i prodotti a marchio Esercito tra cui il cioccolato dell'Esercito che dal 1937 è parte integrante della "Razione K" utilizzata dai militari in attività operative.
Novità di quest’anno il caffè a marchio Esercito "Gran Corpo", frutto della collaborazione con la storica azienda di torrefazione DL, attiva dal 1961 a Cambiano (TO) che farà rivivere la tradizione di un prodotto che ha segnato la storia del mondo militare e che rappresenta l’autenticità delle eccellenze italiane. La miscela si contraddistingue per l’attenzione alla qualità delle materie prime, per la selezione meticolosa dei chicchi di caffè e per la tostatura singola grazie alla quale si riescono a preservare le note aromatiche di ciascuna varietà di caffè.
I prodotti Esercito immessi in commercio sostengono la cultura dell’eco-sostenibilità e della tutela dell’ambiente in quanto sfruttano materiali non più in uso a cui viene data una seconda vita diventando, come nel caso delle vecchie cassette di primo soccorso e delle gavette, un originale packaging per generi di "pronto conforto" e il cioccolato. Insieme ai prodotti Esercito, sono esposti i prodotti dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, quali il "Cordiale" o "Elisir di China", memorie storiche e nicchie dell'eccellenza alimentare che hanno accompagnato generazioni di soldati italiani. Queste produzioni sono rese possibili grazie a Difesa Servizi S.p.A., società in house del Ministero della Difesa che ha il compito di valorizzare gli asset delle Forze Armate.


Il mondo del retail si avvicina sempre di più al vending! Coca-Cola HBC Magyarország ha infatti inaugurato il primo negozio automatizzato senza personale e casse in Ungheria. Questo progetto, realizzato in collaborazione con Kende Retail Kft., segna l’inizio di una nuova era per la vendita al dettaglio nel Paese, con l’obiettivo di aprire 15 punti vendita nei prossimi tre anni e un investimento di 250 milioni di fiorini ungheresi.
Il primo store è stato installato presso la sede centrale di Yettel Magyarország a Törökbálint e sfrutta un sistema avanzato di intelligenza artificiale per gestire gli acquisti. Telecamere e sensori monitorano in tempo reale i movimenti dei clienti, associando i prodotti selezionati a un carrello virtuale. L’intero processo è integrato con l’app "Take It Easy", sviluppata da Kende Retail Kft., che permette di effettuare pagamenti automatici semplicemente uscendo dal negozio, senza necessità di scannerizzare codici a barre o passare dalla cassa. Secondo Ágnes Kovács, amministratore delegato di Coca-Cola HBC Magyarország, il commercio al dettaglio sta vivendo un cambiamento epocale, caratterizzato da nuove tecnologie, evoluzione delle abitudini di consumo e carenza di manodopera. In questo scenario, la vendita automatizzata rappresenta un'opportunità strategica per migliorare l'efficienza operativa e offrire ai consumatori un'esperienza d'acquisto più fluida e veloce. Attualmente, il mercato ungherese delle soluzioni di vendita automatizzate vale circa 50 miliardi di fiorini ungheresi e include distributori automatici di bevande, snack e pasti pronti. Con questa iniziativa, Coca-Cola punta a triplicare i ricavi in questo settore entro il 2026, consolidando la propria posizione in un segmento sempre più in crescita. I nuovi store offriranno una gamma variegata di prodotti, dalle bevande analcoliche agli snack, fino ai pasti pronti e agli articoli per l’igiene personale. Un modello di vendita che non solo semplifica la vita ai clienti, ma rappresenta anche un passo avanti nella digitalizzazione del commercio al dettaglio.
BWT DIAMOND SPONSOR DEL COFFEE AND SCIENCE
EDUCATION SUMMIT DI ZURIGO
BWT water+more sarà Diamond sponsor del prossimo Coffee and Science Education Summit a Zurigo, un evento entusiasmante che riunisce i maggiori esperti, ricercatori e professionisti della comunità scientifica e del caffè. Come azienda conosciuta in tutto il mondo per le sue innovative soluzioni di filtrazione dell'acqua, BWT water+more condivide un profondo impegno nel promuovere la qualità e la sostenibilità in ogni aspetto della vita, compreso il settore del caffè.
Sostenendo questo evento, BWT water+more sottolinea il ruolo fondamentale della formazione di alto livello per i professionisti dell'industria del caffè. Con le sue tecnologie all'avanguardia per il trattamento dell'acqua, BWT garantisce a torrefattori, baristi e appassionati l’ottimizzazione dell'acqua utilizzata in ogni bevanda, migliorando sapore, aroma e consistenza. La loro esperienza nella chimica dell’acqua si allinea perfettamente con la missione dell’evento di promuovere lo scambio di conoscenze e l’innovazione, contribuendo alla continua crescita ed evoluzione della cultura del caffè.
La sponsorizzazione da parte di BWT water+more del Coffee and Science Education Summit di Zurigo sottolinea il loro impegno non solo nel fornire soluzioni di filtrazione acqua di qualità superiore, ma anche nel sostenere l’esplorazione scientifica che porta alla prossima svolta nella ricerca e nell’istruzione sul caffè. Questa collaborazione esemplifica il loro continuo investimento sia nel futuro del caffè che nel futuro delle pratiche sostenibili all’interno del settore.


RHEA E POP CAFFÉ NELLA CLUBHOUSE DEGLI ALUMNI
BOCCONI NEL CAMPUS SDA BOCCONI
Rhea compie un nuovo passo verso l’innovazione e la valorizzazione dell’eccellenza Made in Italy nel settore dell’ospitalità con un progetto realizzato per Bocconi Alumni in collaborazione con Pop Caffé. Grazie a questa partnership, Rhea e Pop Caffè diventano protagoniste della pausa caffè degli oltre 146.000 Alumni Bocconi, offrendo un’esperienza unica con caffè espresso e altre bevande di alta qualità che uniscono la tradizione italiana del caffè ai gusti e alle preferenze di una community globale. Questo progetto non è solo un’opportunità per celebrare il caffè come simbolo della cultura italiana, ma anche un’occasione per Rhea e Pop Caffè di collaborare con una delle più prestigiose università d’Italia, riconosciuta a livello internazionale per il suo impegno nell’eccellenza accademica e nel networking professionale. Gli spazi polifunzionali della Bocconi Alumni Clubhouse rappresentano un ambiente dinamico e innovativo, progettato per favorire il confronto e la collaborazione tra ex studenti, professionisti e leader di vari settori. All’interno di questi spazi, Rhea e Pop Caffè offrono una pausa caffè innovativa e di qualità superiore. Le macchine di design di Rhea, che si integrano armoniosamente con l’atmosfera accogliente dello spazio, insieme alla passione di Pop Caffè per l’espresso perfetto, garantiscono un’esperienza esclusiva, trasformando ogni pausa in un momento di piacere e condivisione. “Il progetto per Bocconi Alumni, in collaborazione con Pop Caffè, rappresenta un esempio perfetto di come design, innovazione e tradizione possano convergere per ridefinire e valorizzare il concetto di ospitalità”, spiega Andrea Pozzolini, CEO di Rhea “Siamo entusiasti di collaborare con una realtà straordinaria come Bocconi Alumni, che rappresenta il cuore pulsante di una delle università migliori d’Italia e con Rhea, produttore leader di macchine automatiche per la pausa caffè. Grazie a questa partnership, possiamo contribuire a valorizzare l’esperienza degli Alumni, offrendo un caffè che è sinonimo di qualità e tradizione italiana”, ha dichiarato Federica Eterno, Marketing Manager di Pop Caffè.
REPA È ORA DISTRIBUTORE UFFICIALE DEI RICAMBI ROCKET
ESPRESSO MILANO
REPA è ora Distributore Ufficiale Rocket Espresso Milano, produttore delle migliori macchine da caffè espresso nella tradizione del “Fatto a Mano”. Con questo accordo, REPA garantisce la distribuzione veloce di 2300 ricambi originali Rocket Espresso Milano in Italia e nel resto del mondo, arricchendo un’offerta di ricambi OEM in continua espansione. Con REPA, i tecnici dei centri assistenza, i torrefattori, le caffetterie e gli importatori di attrezzature possono velocizzare il processo di manutenzione, grazie a rapidità, efficienza e disponibilità degli articoli, garantite dalla rete di centri di logistici automatizzati di REPA in tutta Europa e da un servizio di assistenza tecnica specializzato.
Gilberto Guidi, Group Director Professional Coffee REPA, commenta: “Rocket Espresso Milano è uno dei migliori brand della produzione artigianale italiana e si distingue per passione, qualità, cura e attenzione ai dettagli. La condivisione di valori li ha portati a vedere in REPA il partner ideale per la distribuzione dei loro ricambi. Siamo orgogliosi di questa partnership, che consente a Rocket di concentrarsi sulla produzione di macchine in grado di regalare esperienze memorabili nella preparazione del caffè.” Rocket Espresso Milano aggiunge: “Di REPA apprezziamo non solo i valori, ma anche la competenza logistica, l'ampia gamma di servizi, l'attenzione al cliente e l'impegno per una fornitura rapida. Questi fattori hanno reso l'avvio di questa partnership una decisione naturale e siamo certi che questa collaborazione porterà benefici all'intero settore del caffè.”


FANTA COMPIE 70 ANNI ED È PRODOTTA CON ARANCE 100% ITALIANE
Nata a Napoli nel 1955 e approdata negli Stati Uniti tre anni dopo, Fanta festeggia i suoi 70 anni con un tributo alle proprie radici italiane. Il brand, oggi conosciuto in tutto il mondo e parte di The Coca-Cola Company, continua a investire nella filiera agrumicola del Paese, rafforzando il suo impegno per la sostenibilità e la valorizzazione del territorio.
Negli ultimi cinque anni, Fanta ha acquistato circa un quarto dell'intera produzione di succo d'arancia destinato alle bevande analcoliche in Italia, con particolare attenzione agli agrumeti di Sicilia e Calabria. Un supporto concreto al settore agricolo, che si traduce in una collaborazione decennale con i produttori siciliani per promuovere un uso responsabile delle risorse naturali e adottare pratiche di economia circolare. Tra i progetti più innovativi spiccano la gestione avanzata dell'irrigazione, realizzata con l'ausilio di stazioni meteorologiche, sensori e droni, e la sperimentazione di un impianto portatile di desalinizzazione per ottimizzare l'uso dell'acqua nei diversi areali agrumicoli.
Il legame tra Fanta e la filiera agrumicola italiana si riflette anche nelle sue referenze a denominazione protetta. La Fanta Aranciata rossa zero zuccheri aggiunti utilizza succo d'Arancia rossa di Sicilia IGP, mentre la Fanta Limonata zero zuccheri aggiunti è prodotta con limoni di Siracusa IGP, confermando l'attenzione del brand alla qualità delle materie prime. "I 70 anni di Fanta sono per noi un omaggio alle origini italiane di uno dei brand più conosciuti di Coca-Cola a livello globale", ha dichiarato Cristina Camilli, direttore Comunicazione, Relazioni Istituzionali e Sostenibilità di Coca-Cola Italia. "Un momento che vogliamo condividere con i fornitori della filiera degli agrumi e con tutti coloro che lavorano nelle società di imbottigliamento CocaCola HBC Italia e Sibeg, grazie alle quali siamo presenti dal Nord al Sud d'Italia, dove produciamo da quasi un secolo. Preziosa per noi è la collaborazione con gli attori della filiera, con cui vogliamo continuare a valorizzare le materie prime che sono alla base di una bibita dal marchio e dal gusto inconfondibili".
GRUPPO BAULI INVESTE SUI GIOVANI TALENTI: NASCE IL PREMIO RUGGERO BAULI
Il Gruppo Bauli continua ad investire sul talento e sulla formazione delle nuove generazioni di pasticceri dando il via al “Premio Ruggero Bauli”, realizzato in collaborazione con CAST, scuola di Alta Formazione nelle arti e tecniche culinarie e nel settore hospitality. Al centro dell’iniziativa vi è un’importante opportunità di crescita per i giovani pasticceri: il vincitore riceverà un premio in denaro di 5.000 euro, insieme all’accesso a corsi di Alta Formazione offerti da CAST per un valore di 10.000 euro. Inoltre, la ricetta vincitrice potrà essere realizzata come referenza ufficiale del Gruppo Bauli, trasformando un’idea in un prodotto concreto sul mercato.
I partecipanti si sfideranno nella creazione di una propria versione del pandoro, nella sua versione tradizionale o in varianti speciali. Dopo una prima selezione basata su creatività, tecnica e originalità, i finalisti accederanno a una prova pratica, all’interno dei laboratori del Campus CAST di Brescia, durante la quale dovranno dimostrare la fattibilità del loro prodotto. La competizione si concluderà con la presentazione ufficiale delle creazioni alla giuria e la prova di assaggio, che decreterà il vincitore.
“SiamoorgogliosidiproseguirelacollaborazioneconCASTedioffrireaimigliori talentiun’occasioneunicaperemergere”– afferma Michele Bauli, Presidente del Gruppo Bauli – “Ilnostroimpegnonellaformazioneècostante:dopoilsuccesso della Bauli Patisserie Academy, vogliamo continuare a valorizzare la creatività e le competenze dei giovani pasticceri, dando loro la possibilità di mettersi alla provaedilasciareilsegnonelsettore.” Il progetto ha l’obiettivo di promuovere un’idea di pasticceria innovativa, capace di coniugare tradizione artigianale e processi produttivi industriali.


INGENICO PRESENTA IL NUOVO INTEGRATED
POS ALL-IN-ONE, AXIUM CX9000
Ingenico, leader mondiale nelle soluzioni di accettazione e nei servizi di pagamento, lancia il nuovo Integrated POS AXIUM CX9000, un dispositivo innovativo all-in-one che semplifica le operazioni e migliora la produttività nel punto vendita, offrendo una tecnologia di pagamento avanzata in un unico dispositivo che gestisce ogni situazione, dal checkout alla gestione dell’inventario. Presentata in anteprima in Italia allo scorso Salone dei Pagamenti 2024, si tratta di una soluzione con un’estetica moderna e prestazioni elevate che permette di rendere fluida l’operatività, integrando pagamenti e servizi ECR in un unico dispositivo compatto all-in-one, che garantisce un risparmio di spazio sul bancone, una riduzione dei tempi di checkout, una miglior soddisfazione del cliente e un’esperienza seamless. Basato su piattaforma Android 14, AXIUM CX9000 offre flessibilità e sicurezza, grazie alla certificazione PCI e alla conformità EMV V3. La funzionalità plug-and-play con un setup minimo e un’interfaccia intuitiva lo rende semplice da usare, da installare e da gestire. La sua semplicità di integrazione con programmi di loyalty, ricevute digitali e strumenti CRM assicura una migliore customer experience. Tra gli accessori opzionali sono disponibili la stampante, il cassetto per contanti e il bar code reader. Per il settore Retail, AXIUM CX9000 è il dispositivo ideale, un punto cassa completo per il checkout con tutti gli strumenti essenziali in un’unica soluzione, che supporta App ECR di terze parti per la gestione della fiscalità. Il dispositivo è dotato di doppio display: un ampio monitor touchscreen da 15,6" con Open Android certificato GMS (Google Mobile Services) e interfaccia utente intuitiva, in grado di garantire prestazioni elevate al merchant e un secondo schermo da 8" rivolto al cliente, per agevolare le operazioni di checkout e facilitare l’interazione al punto cassa. Ingenico supporta i propri clienti per semplificare le soluzioni del punto cassa e l’integrazione del pagamento nell’ampio ecosistema di partner. “Siamo entusiasti delle possibilità che il nuovo AXIUM CX9000 può offrire aimerchant.Nonsolosfruttal’avanzatatecnologiadiIngenico,mafornisce ancheun’esperienzadipagamentoveloce,essendounasoluzionecompatta e completamente integrata che risponde alle esigenze degli esercenti in tutti gli aspetti della loro attività, 24 ore su 24.” ha dichiarato Vincent Fillaud, Head of Accept Solutions di Ingenico
100 ANNI DI LOACKER: L'AZIENDA DI BOLZANO FESTEGGIA UN SECOLO
La storia dell’azienda inizia nel 1925, quando il pasticcere Alfons Loacker decide di mettersi in proprio e acquistare un locale in centro a Bolzano. La piccola pasticceria con tre dipendenti crea la prima "cialda di Bolzano" che successivamente verrà commercializzata in snack in singole confezioni. È la prima tappa di un successo che arriverà negli anni seguenti. Alla fine degli anni 60 viene introdotto il forno automatizzato per wafer: la produzione cresce a livello esponenziale e si inizia anche ad esportare l’esportazione muove i grazie alla confezione “salva-freschezza”. Nel 1974 la produzione viene spostata sul Renon, ad Auna di Sotto, a mille metri dal livello del mare. Nel 1984 la trovata pubblicitaria: gli Gnometti Loacker appaiano per la prima volta in uno spot tv e conquistano la simpatia degli italiani. Oggi Loacker si presenta al traguardo dei cent’anni con numeri che raccontano una storia di crescita costante: 460 milioni di euro di fatturato nel 2024, presenza in 110 Paesi e 1.175 dipendenti. Le celebrazioni del centenario prenderanno il via oggi e domani con un evento che porterà a Bolzano oltre 500 tra clienti e partner da tutto il mondo.





























HO.RE.CA. MEETING: A RIMINI SI PARLA
DEL FUTURO DI UN SETTORE DA 185 MILIARDI
Nonostante il contesto di incertezza, la filiera agroalimentare italiana si conferma un asset strategico per il Paese. Il canale Ho.Re.Ca. svolge un ruolo fondamentale nella valorizzazione dei prodotti agroalimentari italiani, promuovendo la qualità a livello nazionale e internazionale e contribuendo alla diffusione dell’eccellenza gastronomica italiana.
Con oltre 3,4 milioni di occupati, di cui 475mila nel settore Food&Beverage (F&B), e un valore aggiunto agroalimentare che supera i 72 miliardi di euro, di cui 32,7 miliardi riferiti al F&B, la filiera agroalimentare si è dimostrata un motore essenziale per la competitività del Paese. Il settore, che genera un fatturato complessivo di 261,4 miliardi di euro, di cui 185 miliardi relativi al F&B, ha registrato nel 2023 una crescita del 37,6% rispetto al 2015.
Considerando l’intero indotto, nel 2023 la filiera agroalimentare estesa ha generato 371,2 miliardi di euro, pari al 19,4% del PIL italiano.
L’export agroalimentare ha raggiunto i 69,2 miliardi di euro nel 2024, di cui 60 miliardi di F&B, con un aumento del 68,5% rispetto al 2015, consolidando l’Italia come leader nella produzione di qualità con 856 produzioni certificate, il numero più alto in Europa. L’analisi ha evidenziato come il panorama economico e sociale sia caratterizzato da profonde incertezze.
Tra i principali fattori di criticità emergono le tensioni geopolitiche, in particolare le relazioni tra USA e Cina, e le preoccupazioni demografiche: l’Europa si avvia verso un calo della popolazione di 40 milioni di abitanti entro il 2050, con l’Italia che potrebbe perdere circa 6 milioni di residenti.
Anche i cambiamenti climatici rappresentano una sfida cruciale. Il 2024 è stato il primo anno in cui le anomalie termiche globali hanno superato +1,5°C rispetto ai livelli preindustriali, con l’Italia che ha registrato un incremento ancora maggiore (+2,95°C).
La crescente frequenza di eventi climatici estremi ha causato danni economici significativi, posizionando l’Italia al terzo posto nell’UE per perdite economiche legate al clima nel 2023. I consumi alimentari stanno attraversando una fase di stagnazione a causa dell’inflazione, ma il canale Ho.Re.Ca. ha dimostrato una grande capacità di ripresa dopo le difficoltà della pandemia.
Nel 2023, la spesa destinata ai consumi fuori casa ha raggiunto il 5,7% del budget familiare, segnando il valore più alto degli ultimi dieci anni. Il settore è in piena trasformazione, spinto da nuove abitudini di consumo e dall’evoluzione tecnologica.



CAFFÈ BORBONE SCEGLIE I CAMPIONI DEGLI SPORT
INVERNALI COME PROTAGONISTI DELLA NUOVA
CAMPAGNA DIGITAL
Sette atleti e giovani talenti, ognuno a rappresentare la propria disciplina, e due leggende life coach d’eccezione ad accompagnarli verso l’importante stagione agonistica 2026, quando si troveranno ad affrontare uno tra i più importanti momenti della loro carriera sportiva. Questa è la nuova campagna digital che Caffè Borbone dedica al mondo dello sport invernale e a tutte quelle sfide quotidiane che possono mettere alla prova fisico e mente di professionisti di qualsiasi età ma che, allo stesso tempo, regalano successi e soddisfazioni indimenticabili.
Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, icone dello sci italiano, sono gli spiriti guida di un team composto da Robert Antonioli, campione di sci alpinismo, Renè De Silvestro, campione di sci paralimpico, Arianna Fontana, campionessa di short track, Rebecca Ghilardi e Filippo Ambrosini, coppia di campioni di pattinaggio artistico su ghiaccio, Lisa Vittozzi, campionessa di Biathlon.
Protagonista insieme a queste giovani promesse anche Federica Brignone, la campionessa italiana di sci alpino più vincente di sempre con tre medaglie Olimpiche e cinque medaglie Mondiali, una Coppa del Mondo Generale e tre di Specialità. Già dallo scorso anno Federica Brignone è brand ambassador di Caffè Borbone, con cui condivide anche il proprio impegno per la sostenibilità e la tutela ambientale.
Seduti davanti a un caffè, Alberto Tomba e Deborah Compagnoni condividono con i giovani colleghi i segreti di una carriera leggendaria, orientandoli su come affrontare imprevisti durante l’allenamento e in gara, mantenere alta la motivazione pensando alla conquista di una nuova medaglia, anche dopo una sconfitta, e imparare a sfidare i propri limiti con consapevolezza. Un momento prezioso che, come ogni pausa caffè, offre la giusta carica di energia ed entusiasmo sia ai campioni già affermati, sia agli eroi di tutti i giorni che si impegnano quotidianamente a raggiungere nuovi traguardi e a superare sfide continue.
Attraverso la condivisione di aneddoti legati alla vita quotidiana, la campagna digital di Caffè Borbone racconta storie di resilienza nel mondo dello sport, spesso percepito come un universo fatto di successi e vittorie, in realtà caratterizzato soprattutto dalla tenacia e dalla capacità di fronteggiare difficoltà, pressioni e aspettative. L’obiettivo della campagna non è, quindi, mostrare gli atleti nella loro performance perfetta, ma il dietro le quinte.
La campagna è on air sui principali canali social di Caffè Borbone e sarà in pianificazione digital per tutta la stagione fino al mese di ottobre.





FANTAVENDING
FEBBRAIO 2025 - MARZO 2025
FANTAVENDING È UN BLOG INFORMATIVO PRESENTE NEL SETTORE DEL VENDING DA OLTRE 15 ANNI, UN TEMPO LUNGHISSIMO PER UN’ESPERIENZA DI SOCIAL MEDIA. FIN DAL SUO ESORDIO È DIVENTATO IL CENTRO INFORMATIVO DEL SETTORE. TUTTE LE PRINCIPALI AZIENDE DELLA FILIERA DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA SONO QUOTIDIANAMENTE CONNESSE AL SITO (WWW.FANTAVENDING.IT) E MIGLIAIA DI UTENTI OGNI GIORNO LEGGONO E SPESSO COMMENTANO LE NOTIZIE PUBBLICATE TUTTI I GIORNI FERIALI, 12 MESI ALL'ANNO E SENZA INTERRUZIONI PER ALMENO 50 SETTIMANE.
D.A. ITALIA PUBBLICHERÀ UNA SINTESI DELLE NOTIZIE RECENTI DI FANTAVENDING PIÙ LETTE IN RETE.
GEDAC SRL E SOGEDAI SPA
ANNUNCIANO LA FUSIONE
Gli azionisti ed il management di GEDAC SRL e SOGEDAI SPA sono lieti di aver raggiunto un accordo per iniziare il percorso di integrazione di GEDAC SRL all’interno di SOGEDAI SPA.
“Un'operazione di grande rilievo che mira a rafforzare la nostra presenza territoriale in Toscana, una regione già fortemente presidiata dalla nostra realtà Inoltre, Roberto Pace (in foto), attuale amministratore delegato della GEDAC SRL, ricoprirà un ruolo chiave nell'organizzazione operativa di SOGEDAI SPA, garantendo continuità e leadership nella gestione delle attività”, queste le parole di Fioravante Allegrino, presidente di SOGEDAI SPA.
“Questa fusione rappresenta un'opportunità unica per competere su scala nazionale, integrandosi con una società del gruppo di cui già facciamo parte, valorizzando le risorse interne e ottimizzando le sinergie e in continuità con i valori espressi negli anni dalle due aziende”, afferma Pasquale Domenico Pace, presidente di GEDAC SRL.
Questa operazione rappresenta l’opportunità di crescere ulteriormente per continuare ad offrire servizi di alta qualità ai clienti, in un mercato sempre più competitivo che richiede professionalità e leadership, consolidando la posizione di mercato e creando valore per tutti gli stakeholder.

DISTRIBUTORI AUTOMATICI COME UFFICI POSTALI: UN'OPPORTUNITÀ PER IL VENDING ITALIANO?

L’innovazione nel settore dei distributori automatici continua a espandersi, ridefinendo i confini della loro funzione tradizionale. In Germania, per la prima volta, i distributori automatici sono stati riconosciuti come uffici postali ufficiali, ottenendo l’approvazione dell’Agenzia Federale della Rete per sostituire alcune filiali . Si tratta di un passo significativo che potrebbe offrire spunti interessanti anche per il mercato del vending italiano. Le cosiddette "Poststation", installate in nove diverse località tedesche, permettono per ora di ritirare e spedire pacchi, acquistare francobolli e ottenere consulenza via video. Pur esistendo da anni, finora questi distributori non erano stati considerati parte della rete postale ufficiale. Ora, con l'aggiornamento della normativa, le macchine potranno contribuire al rispetto degli obblighi di copertura territoriale imposti alle Poste tedesche, risolvendo una criticità legata alla chiusura di punti vendita fisici nei piccoli centri.
Questa evoluzione dimostra ancora una volta il potenziale inesplorato del vending, che può trasformarsi in un’infrastruttura essenziale per i servizi di pubblica utilità. In Italia, il settore è altamente sviluppato, ma è ancora legato prevalentemente alla distribuzione di alimenti e bevande. Tuttavia, esempi come quello tedesco mostrano come i distributori automatici possano essere impiegati in ambiti differenti, come ll’erogazione di servizi finanziari e postali. Il concetto di vending multi-servizio potrebbe rappresentare una risposta concreta alla riduzione dei servizi nei piccoli comuni italiani, dove la chiusura di sportelli bancari, uffici postali e negozi di prossimità sta diventando un problema sempre più rilevante. Se regolamentati in modo adeguato, i distributori potrebbero integrare e ampliare le offerte di servizi essenziali, garantendo accessibilità e continuità operativa h24. L’esperienza tedesca dovrebbe stimolare una riflessione anche in Italia: il vending ha le capacità tecnologiche e logistiche per andare oltre la semplice distribuzione automatica di snack e bevande. Serve un cambio di mentalità e una maggiore collaborazione tra istituzioni e aziende del settore per ampliare gli orizzonti del vending e renderlo una soluzione innovativa per le esigenze della società moderna.
IL NUOVO NEMICO DEGLI H24 È LA SOPRINTENDENZA
Dopo Genova, anche Loano si unisce alla crociata contro i distributori automatici. Tutto ansce dall'avvallo della Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio per le province di Imperia e Savona, che ha individuato nuove zone di particolare valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico per il divieto di insediamento di alcune attività commerciali.
Le motivazioni ufficiali? Le solite: valorizzazione del patrimonio storico, tutela del decoro urbano e della vivibilità. Secondo le autorità, la proliferazione di distributori automatici e altre attività considerate "particolari" non si concilia con l’immagine di alcune aree della città e il suo tessuto commerciale tradizionale.
Il problema, però, è che questa filosofia restrittiva sembra non conoscere limiti. Si parte dai centri storici e si finisce per estendere i divieti ovunque, sulla base di studi e analisi che, guarda caso, arrivano sempre alle stesse conclusioni. Prima erano le grandi città, ora anche i comuni più piccoli iniziano a seguire la stessa strada.
Ma dietro questa retorica, il rischio è evidente: un progressivo soffocamento di un settore che offre un servizio utile, senza considerare le ripercussioni economiche e occupazionali per chi in questo mercato ci lavora. Se questa è la direzione, dove si fermerà il divieto?
Dopo Genova e Loano, chi sarà il prossimo?

TUTTI I GRANDI APPALTI SONO IN PERDITA!
QUALCOSA DEVE CAMBIARE...

Stavamo analizzando i dati degli ultimi mesi del vending italiano e i cali di fatturato sono importantissimi. A partire da dicembre ad oggi i numeri sono assolutamente impietosi, con diverse gestioni che, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, accusano perdite a doppia cifra. In un momento come questo è d'obbligo fare una riflessione sui grandi appalti. Lo sappiamo tutti che per vincerli bisogna "buttare il cuore oltre all'ostacolo" tanto per usare un eufemismo. Infatti, nella migliore dell'ipotesi, chi riesce ad aggiudicarseli si porta a casa una marginalità risicatissima, a patto però che tutto vada per il meglio, che le previsioni di vendita totali e per categoria siano azzeccate (ad esempio che si consumino molti caffè premium) e che i tenti accorgimenti studiati per salvare la pelle funzionino tutti contemporaneamente. In realtà non va mai come sperato, alcune macchine tornano in officina molto prima del previsto, le battute stimate sono molte meno, le configurazioni inserite per vincere non danno i risultati sperati, la macchina delle spremute ne fa una al giorno, ecc. ecc. Ma quando capitano diversi mesi consecutivi di calo delle battute, anche se tutto gira bene (e non succede mai) il risultato è solo uno: una perdita consistente. Quindi non è una provocazione dire che tutti gli appalti oggi sono in perdita, è un dato oggettivo.
In pratica le gestioni investono in macchine, risorse umane (dall'ufficio gare, ai tecnici installatori, agli ARD), ristorni faraonici, costi generali (mezzi, carburante, assicurazioni, certificazioni) per perdere migliaia di euro al mese, in ogni singolo grande appalto. Così per curiosità, fatevi il conto economico di qualunque vostro appalto negli ultimi 4 mesi e verificate quanto abbiamo ragione. Ma se arrivare primi significa buttare dei soldi e perdere l'appalto significa risparmiarne tanti, non c'è più alcuna ragione per continuare su questa strada. Forse una riflessione davvero seria andrebbe fatta, iniziando dai commerciali che quelli appalti li vincono e dagli imprenditori o manager che li firmano per approvazione.

DANNI CATASTROFALI, CHI PAGA L'ASSICURAZIONE
SULL'IMMOBILE IN CASO DI LOCAZIONE?
Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto diversi messaggi con domande su due temi in particolare: i danni catastrofali e i numeri del vending di febbraio/marzo. Per la seconda questione stiamo preparando un post per i prossimi giorni, ma sulla prima possiamo dare ulteriori precisazioni, grazie anche alla consulenza di ADR Firm
1) gli immobili da assicurare NON sono tutti gli immobili ma solo quelli iscritti a bilancio come immobilizzazioni, andiamo quindi ad escludere dalle nostre valutazioni tutti quelli che possono essere considerati come "bene merce" e quindi iscritti nella sezione delle rimanenze;
2) il Decreto non deroga il Codice Civile - e difficilmente potrebbe farlo essendo un Decreto - e quindi il rischio in caso di perdita dell'immobile resta carico del proprietario che è effettivamente il soggetto che deve stipulare la polizza prevista dal Decreto;
3) si può ipotizzare di trasferire il rischio dal proprietario al conduttore ma solo con specifico accordo ma tale scelta deve essere adottata con la massima cautela in quanto il trasferimento deve essere costruito - qui parliamo proprio di tecnica di redazione del contratto - senza incappare in specifiche nullità. E' una ipotesi quindi complessa e delicata da adottare, l'ausilio di un legale sul punto è fondamentale;
4) la vera soluzione in ipotesi in cui si voglia accollare il pagamento al conduttore è che il contratto sia congegnato come assicurazione del rischio di un terzo: il proprietario. Proprietario che diventa beneficiario ma con il vincolo di destinare i fondi alla ricostruzione dell'immobile, post alluvione, sisma o frana. Anche qui è necessario una specifica assistenza ma la possibilità di incappare in clausole nulle è molto meno probabile dell'ipotesi di cui al punto tre.
TRANSIZIONE 5.0 SI ACCENDE UNA SPERANZA PER IL VENDING! ORA È POSSIBILE.
In tutta onestà, una volta letta la complicatissima normativa relativa alla Transizione 5.0 e i suoi obblighi burocratico-amministrativi, abbiamo subito pensato che nessuna gestione vending si sarebbe imbarcata nell'avventura di chiedere questo importante credito d'imposta.
E invece siamo arrivati ad una svolta. Innanzitutto il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato una FAQ irelativa alle modalità di accesso delle imprese del vending alla Transizione 5.0. Tale interpretazione che era stata più volte sollecitata da Confida a partire dagli Stati Generali del Vending dello scorso 6 novembre, consente alle società di gestione di calcolare il risparmio energetico in due modalità differenti:
1. a livello di processo interno della società di gestione, misurando l'efficienza complessiva del parco macchine della filiale o sede che gestisce i distributori;
2. a livello del processo del fruitore del servizio ("azienda cliente"), valutando il miglioramento dell'efficienza del servizio presso l'azienda cliente, considerando solo i macchinari oggetto di agevolazione ed escludendo la fase logistica di rifornimento.
Inoltre nelle FAQ sono presenti chiarimenti relativi ad un’altra importante semplificazione introdotta dalla Legge di Bilancio di quest’anno in relazione alla riduzione dei consumi richiesta dalla Transizione 5.0 con particolare riguardo alla sostituzione di macchinari ammortizzati da almeno 24 mesi.


Ormai lo sappiamo, nei periodi di tensione sui prezzi e di consistenti aumenti di listino dei prodotti alimentari, tornano in auge i cosiddetti "ribaltatori", un termine gergale che indica realtà (piattaforme logistiche, spedizionieri o intermediari) che praticano prezzi estremamente bassi grazie a strategie commerciali aggressive o a modelli operativi al limite della legalità.
Ovviamente non vogliamo generalizzare, ma purtroppo alcuni di questi operano in una zona grigia, evadendo IVA, contributi previdenziali o lavorando con società che spariscono dopo pochi mesi. Ora pare che uno di questi sia fallito e che l'Agenzia delle Entrate stia chiamando i suoi clienti a rispondere dell'IVA non versata per incauto acquisto e nel principio di responsabilità solidale in materia di imposta del valore aggiunto. D'altronde se qualcuno acquista beni o servizi a un prezzo irrealisticamente basso rispetto al mercato, l’Agenzia tende a ritenere che fosse a conoscenza dell’irregolarità fiscale.
Eppure nel Paese dei Furbi c'è sempre qualcuno che si vanta di comprare i prodotti a molto meno degli altri, senza mai farsi una domanda di come sia possibile trovare prezzi il 20% più bassi dei suoi colleghi. Poi, quando gli citano l'articolo 712 del codice penale, si risvegliano dal sogno...
Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le segnalazioni di furti ai danni di distributori automatici compiuti nel normale orario di lavoro. La tecnica è sempre la stessa, uno o due operatori si fingono addetti della compagnia di gestione, accedono alle macchine, le svuotano dell'incasso e se ne vanno indisturbati.
In Umbria il problema stava diventando serio, visto che negli ultimi mesi diverse locazioni sia pubbliche che private avevano subito questo tipo di furto, con due finti tecnici che sostenevano di dover fare manutenzioni straordinarie e poi rubavano non solo l'incasso dei distributori, ma anche degli oggetti personali lasciati incustoditi negli uffici. Dopo numerose denunce, i Carabinieri hanno indagato e, grazie ai filmati di sorveglianza, hanno identificato e denunciato i due delinquenti per furto aggravato.
Tutto bene quello che finisce bene? Insomma... Durante l'inchiesta si è scoperto che uno dei due finti tecnici era sottoposto alla Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza. C'è da chiedersi come mai abbia comunque potuto compiere così tanti reati, nonostante la misura di prevenzione.
Inoltre permetteteci una riflessione molto poco "political correct". I gestori subiscono tantissimi furti tutti i giorni in ogni parte d'Italia e sono davvero poche le volte che i responsabili vengono presi e condannati. Il fatto che questa volta i ladri avessero rubato anche ai singoli cittadini e che siano arrivate alle Forze dell'Ordine anche le loro denunce, sembra aver dato una spinta in più alle indagini... Possibile che la denuncia del gestore spesso non sia sufficiente ad ottenere lo stesso risultato?

IL CODICE ATECO DEL VENDING 47.99.20
VA IN PENSIONE. CAOS SUL NUOVO NUMERO...

Dopo 18 anni di onorato servizio, il codice ATECO identificativo del vending varrà sostituito da un nuovo numero. La nuova classificazione sarà operativa dal 1° aprile 2025, quindi tra circa 6 settimane, ma ancora non si ha la minima idea di quale sarà il nuovo codice.
E' vero che l'ATECO è pensato per finalità esclusivamente statistiche dell'INPS, ma purtroppo ha anche effetti sul piano fiscale, sugli appalti, sugli adempimenti amministrativi presso il sistema camerale. Quindi è fondamentale sapere qual è il nostro quanto prima. Ci ricordiamo tutti del periodo Covid e dell'importanza di avere il 47.99.20, un codice che ci permetteva di essere una delle poche attività consentite in piena pandemia...
Il problema è che si è cambiata la logica della classificazione, che si baserà sul tipo di prodotto venduto e non sul canale di vendita. Ma visto che i gestori vending possono vendere di tutto e di più, ma non i tabacchi e, nella maggior parte dei casi, nemmeno le bevande alcoliche, dove saremo messi?
A guardare le nuove categorie potemmo rientrare in oltre 20 di queste... Quindi proprio non si sa dove andremo a finire, probabilmente nel 47.2 e qualcosa...
Vi terremo informati.
LAVAZZA SMENTISCE REPORT: "IL CAFFÈ SCARTATO È DESTINATO A USI NON ALIMENTARI"
Lavazza prende posizione dopo il servizio di Report andato in onda su Rai 3, smentendo con fermezza le accuse avanzate da un dipendente anonimo dello stabilimento di Gattinara (Vercelli), secondo cui gli scarti di produzione verrebbero mescolati in nuove confezioni di caffè. L'azienda ribadisce che il caffè scartato non viene in alcun modo riutilizzato per il consumo alimentare.
"La qualità e la sicurezza del prodotto sono per noi elementi imprescindibili", precisa Lavazza in una nota ufficiale pubblicata da ANSA. Durante il processo produttivo, spiega l'azienda, è possibile recuperare caffè macinato conforme agli standard qualitativi ma confezionato in packaging difettoso, come nel caso di errori di contenuto netto o di etichettatura. Questo caffè può essere reimpiegato in altre miscele per garantire un profilo organolettico costante, ma sempre nel rispetto di rigide procedure e controlli che assicurano la sicurezza del prodotto.
Diverso è il destino del caffè esposto all'aria o soggetto a qualsiasi altra condizione che ne comprometta la qualità: "Questi prodotti vengono sempre esclusi dalla procedura di recupero e definitivamente scartati dal processo produttivo", sottolinea Lavazza. Il caffè scartato non viene però semplicemente eliminato, ma in alcuni casi destinato a usi non alimentari, come la produzione di concimi o pellet. L'azienda respinge con decisione l'implicazione del servizio di Report, secondo cui il caffè recuperato sarebbe "contaminato" e reintrodotto nel circuito di vendita. "Non accettiamo compromessi sulla qualità, né tantomeno immettiamo sul mercato prodotti potenzialmente rischiosi per la salute dei consumatori", conclude la nota ufficiale.


NEGLI ULTIMI DUE ANNI SELECTA ITALIA HA INTRAPRESO UN PERCORSO DI TRASFORMAZIONE CHE HA RIVOLUZIONATO L’ORGANIZZAZIONE DELLE SUE OFFICINE, PUNTANDO SU EFFICIENZA, QUALITÀ E INNOVAZIONE. ATTRAVERSO L’APPLICAZIONE DEL LEAN THINKING, L’AZIENDA HA OTTIMIZZATO I PROCESSI PRODUTTIVI, RIDUCENDO SPRECHI E MIGLIORANDO LA GESTIONE DELLE RISORSE.
UN CAMBIAMENTO RESO POSSIBILE ANCHE GRAZIE ALL’ARRIVO DI GIORGIO ROVEI, PROFESSIONISTA CON UNA LUNGA ESPERIENZA NELLA SUPPLY CHAIN E NELL’OTTIMIZZAZIONE DEI PROCESSI PRODUTTIVI, CHE HA INTRODOTTO METODOLOGIE STRUTTURATE PER RENDERE IL LAVORO PIÙ ORGANIZZATO ED EFFICACE.
PER APPROFONDIRE QUESTA EVOLUZIONE, ABBIAMO INTERVISTATO ROVEI, OGGI CEO DI SELECTA ITALIA, ED ELNUR IUSUPOV, RESPONSABILE DELL’OFFICINA DI PESCHIERA BORROMEO.
CON LORO ABBIAMO ANALIZZATO I CAMBIAMENTI INTRODOTTI, LE DIFFICOLTÀ
AFFRONTATE E I BENEFICI OTTENUTI, ESPLORANDO ANCHE LE PROSPETTIVE FUTURE, TRA CUI L’ESTENSIONE DI QUESTO MODELLO ORGANIZZATIVO AD ALTRE SEDI E UN ULTERIORE AFFINAMENTO DEI PROCESSI INTERNI.
INTERVISTA CON GIORGIO ROVEI, CEO SELECTA
Qual è stato il percorso accademico e professionale che ti ha portato in Selecta Italia? Sono laureato in ingegneria gestionale e, successivamente, ho completato un master in SDA Bocconi per integrare il mio percorso con un’esperienza economica. Lavorativamente parlando, ho sempre lavorato in aziende produttrici in ambiti molto legati al “white” (elettrodomestici bianchi). Ho iniziato in Whirlpool, dove sono rimasto per undici anni, seguito da un paio d’anni nel settore automotive. Successivamente sono entrato in Ariston Thermo Group, per poi lavorare in Ferroli e, infine, arrivare qui in Selecta Italia.
Sono nato e cresciuto professionalmente occupandomi di supply chain e logistica, specialmente in Whirlpool, per poi espandermi anche nel settore operations, gestendo pianificazione e ottimizzazione delle fabbriche. Durante la mia esperienza in Ariston, ero responsabile della supply chain logistica a livello globale, occupandomi di tutta la catena distributiva, partendo dalla linea di produzione. Questo mi ha permesso di confrontarmi con diverse realtà e soluzioni a livello mondiale.
In Ferroli, sempre legato al mondo del riscaldamento e raffrescamento, ho avuto l’opportunità di lavorare in un contesto di private equity, molto diverso da quello delle aziende familiari o quotate in borsa. Qui ho gestito il turnaround aziendale e ho ampliato le mie competenze nel settore dei servizi, come la gestione delle spare parts e dei centri di assistenza tecnica. È stata un’esperienza fondamentale che mi ha preparato ad affrontare il mondo del vending.
Qual è stato il tuo primo impatto con il vending? Ti ha sorpreso la sua complessità? Non immaginavo fosse così complesso. Ed è una cosa che ho capito essere abbastanza comune tra chi si avvicina per la prima volta a questo settore. Inizialmente si tende a pensare che si tratti semplicemente di una macchina che eroga un caffè o una lattina, un processo apparentemente elementare. Eppure, pur avendo già esperienza con prodotti tecnologici – come nel settore degli elettrodomestici, dove “una lavatrice è una lavatrice”, ma nasconde una grande complessità – qui ho scoperto un livello di articolazione che non mi aspettavo.
L’aspetto più sorprendente è stato il lato organizzativo: far funzionare il servizio in modo efficiente è il cuore del business e richiede una gestione operativa estremamente raffinata. Un altro aspetto che ho trovato particolarmente interessante è la componente tecnologica delle macchine. Questa parte è più vicina alla mia esperienza precedente, quindi la sento familiare, ma visitando l’officina ho ritrovato molte delle dinamiche che ho sempre vissuto nelle fabbriche. Scoprire la complessità nascosta dietro il vending è stato, oltre che istruttivo, anche sorprendente e stimolante.
Hai iniziato come service director e oggi ricopri un ruolo più ampio. Come si è evoluta la tua posizione all’interno dell’azienda? Sono entrato in Selecta Italia a marzo 2023 con il ruolo di Service Director, occupandomi della gestione operativa sul campo e delle officine. Fin dall’inizio, quindi, ho avuto la responsabilità diretta del service e delle attività collegate.

Nel 2024, per un paio di mesi, ho affiancato Jan Marck Vrijlandt, che all’epoca ricopriva il ruolo di Market Director Italia ad interim, oltre a essere Global Commercial Officer. Durante questo periodo, ho continuato a gestire l’area service mentre mi occupavo anche di questa transizione.
Poi, a partire da maggio 2024, ho assunto un ruolo più ampio, diventando Market Director Italia. È stata una grande opportunità, perché per la prima volta nella mia carriera ho avuto la possibilità di guidare una realtà di queste dimensioni. Contemporaneamente, ho mantenuto l’accountability sulla parte service, quindi oggi ho una visione ancora più completa del business. Questo nuovo percorso è davvero stimolante, perché mi permette di combinare la mia esperienza operativa con una prospettiva più strategica, fondamentale per la crescita dell’azienda.
Quali sono stati i principali punti di forza e le aree di miglioramento che hai riscontrato nelle officine di Selecta Italia al tuo arrivo? Quando sono arrivato in Selecta Italia, ho trovato un team di grande professionalità e competenza.
La qualità delle persone all’interno dell’azienda è un asset fondamentale, un punto di partenza solido che ho subito riconosciuto e che rappresenta un valore chiave, soprattutto considerando il contesto post-Covid, che ha portato con sé molte difficoltà.
Tuttavia ho individuato anche delle aree di miglioramento, soprattutto sul fronte dell’organizzazione e della standardizzazione dei processi. La mia esperienza nel mondo delle operations mi ha insegnato che l’efficienza non si ottiene solo con la competenza tecnica, ma anche con procedure strutturate che permettano di lavorare in modo più ordinato e produttivo. Per questo, ho iniziato a introdurre alcune metodologie Lean, partendo dai principi base come il modello delle 5S, che aiuta a ridurre gli sprechi e migliorare l’ordine, fino a una ridefinizione dei layout operativi.
Un altro cambiamento importante è stato nella gestione del lavoro: in precedenza, ogni tecnico seguiva l’intero ciclo di un’attività, dall’inizio alla fine, mentre ora stiamo strutturando il processo in fasi più definite, con ruoli specifici per migliorare efficienza e qualità. Questo ci permette di aumentare la produttività senza sacrificare la qualità, anzi, l’obiettivo è proprio migliorare entrambi gli aspetti contemporaneamente. Quando ho iniziato a introdurre questi cambiamenti, una delle prime domande che mi è stata fatta è stata: "Cosa vuoi privilegiare, la qualità o la quantità?" La mia risposta è stata chiara: voglio entrambe. E oggi, grazie al lavoro svolto, i numeri stanno dimostrando che questa strada funziona.
Ci puoi dare qualche dato concreto sull'impatto delle nuove metodologie sul numero di macchine lavorate e sulla qualità del servizio? Nel corso dell’ultimo anno, grazie all’applicazione delle metodologie Lean, siamo riusciti a ottenere miglioramenti significativi sia in termini di produttività che di qualità. La produttività è cresciuta del 20% circa
Ma il dato più significativo riguarda la qualità del lavoro. Il nostro principale parametro di valutazione è il tasso di interventi necessari entro i primi 15 giorni dall’installazione di una macchina rigenerata: se un tecnico deve intervenire su una macchina in questo periodo, significa che qualcosa non ha funzionato correttamente nel processo di refurbishing. Quando abbiamo iniziato a monitorarlo un anno fa, il valore era decisamente critico: circa il 40% delle macchine necessitava di un intervento entro le due settimane dall’installazione.
Oggi, grazie alle metodologie di miglioramento dei processi come la root cause analysis e il ciclo PDCA (PlanDo-Check-Act), questo numero si è ridotto drasticamente: solo il 10% delle macchine richiede un intervento nei primi 15 giorni, il che significa che il 90% delle macchine esce dall’officina senza problemi sul campo. Un buon punto di partenza su cui adesso lavorare con un approccio “continuous improvement” verso un range del 95/97%.
Abbiamo lavorato molto sulla classificazione e analisi delle problematiche principali per individuare le cause più frequenti dei malfunzionamenti e risolverle alla radice. Questo ci ha permesso di creare un’interazione più efficace tra officina e tecnici sul campo, migliorando ulteriormente la qualità del nostro servizio.
Il tuo percorso in Selecta è stato caratterizzato da diverse esperienze sul campo. Come sei arrivato al ruolo di responsabile d’officina? Sono entrato in Selecta Italia dieci anni fa, quando ancora si chiamava Argenta, assunto come tecnico e per i primi sette anni ho lavorato in officina, acquisendo esperienza su ogni tipo di macchina.
Dopo questo lungo periodo, mi hanno proposto di lavorare sul campo come tecnico esterno. Ho accettato perché ero curioso di vedere come funzionava il lavoro fuori dall’officina. È stata un’esperienza fondamentale, anche se breve – solo sei mesi – ma oggi mi aiuta moltissimo nel mio ruolo attuale, perché quando i tecnici esterni mi chiamano, capisco immediatamente quali difficoltà stanno affrontando. Il lavoro fuori è completamente diverso da quello interno, è un’altra realtà.
Dopo sette anni in officina e l’esperienza sul campo, mi è stata proposta la posizione di coordinatore tecnico, il ruolo che oggi ricopre Fabio. Ho deciso di accettare, anche se per me era un cambiamento importante. Dopo circa due anni, con l’arrivo di Giorgio Rovei, è arrivata una nuova proposta: diventare responsabile d’officina. Con l’introduzione di nuovi metodi di lavoro e di una mentalità più aperta al cambiamento, l’organizzazione dell’officina si è trasformata. Giorgio ha scelto di puntare su una persona predisposta a gestire questi nuovi approcci.
Passare da collega a responsabile non è sempre semplice. Come hanno reagito i tecnici alla tua nomina?
La principale sfida è stata far capire a chi fino a poco tempo prima era mio collega che il nostro rapporto professionale doveva necessariamente cambiare. Il nostro rapporto professionale non poteva più avere la stessa dinamica di prima: durante il lavoro ero il loro responsabile e bisognava avere un’interazione più strutturata, mentre fuori dall’ufficio il nostro rapporto personale poteva rimanere lo stesso.
Un altro aspetto che poteva creare difficoltà era il fatto che fossi più giovane di molti colleghi e con meno anni di esperienza nel settore rispetto ad alcuni di loro. Però il fatto di essere già parte del team ha reso tutto più semplice: conoscevo bene il lavoro, sapevo quali erano le esigenze dell’officina e avevo chiaro in mente cosa migliorare.
Alla fine, il vero punto di svolta è stato il lavoro di squadra. Ho trovato colleghi disponibili e aperti al dialogo e oggi posso dire di avere una grande squadra su cui contare.
Qual è stata la prima sfida che hai dovuto affrontare nel passaggio al Lean Thinking? La prima difficoltà è stata nella mia testa, perché la vera sfida è stata capire cosa fosse davvero il Lean Thinking. All'inizio non riuscivo a interpretare pienamente le richieste di Giorgio,

non comprendevo la direzione in cui voleva portarci. Lui stesso si è reso conto della mia difficoltà e mi ha fornito alcuni libri da leggere, tra cui “Lo spirito Toyota”. Già dopo il primo libro ho iniziato a vedere le cose in modo diverso. Ricordo di avergli scritto un messaggio dicendogli: “Adesso ti capisco meglio, adesso ho capito cosa vuoi da me e dove vuoi che andiamo”. Leggendo, mi sono reso conto che molti dei suggerimenti e delle indicazioni che mi dava avevano un fondamento preciso in questa metodologia.
Una volta compreso il concetto, ho iniziato a guardare l’officina con occhi diversi, a identificare sprechi – quelli che nel metodo Lean vengono chiamati muda – e a pensare a come eliminarli. Da quel momento, ho iniziato a elaborare idee su come migliorare l’organizzazione e ridurre gli sprechi, sia in termini di tempo che di risorse.
Ovviamente non è stato un processo lineare, perché non tutte le soluzioni funzionavano da subito. Ma l’importante è che il movimento fosse sempre in avanti e i numeri di fine anno hanno dimostrato che il percorso intrapreso era stato quello giusto.
L’applicazione del Lean Thinking ha portato a una nuova gestione degli spazi in officina? Sì, l’applicazione del Lean Thinking ha reso necessaria una riorganizzazione degli spazi in officina per ottimizzare i flussi di lavoro e ridurre gli sprechi di tempo e risorse. Abbiamo modificato il layout, creando aree specifiche per i diversi tipi

distributori. Questo ci ha permesso di raggruppare i tecnici in base alla tipologia di lavoro, rendendo più fluido e veloce il processo. Un cambiamento importante ha riguardato la gestione del materiale. In passato, gli strumenti e i componenti erano distribuiti in modo disordinato, con una conseguente perdita di tempo nella ricerca dei pezzi necessari. Ora ogni tecnico ha un armadio assegnato, all’interno del quale trova tutto il materiale che gli serve. Questo sistema ha ridotto gli sprechi e reso il lavoro più organizzato. Un'altra innovazione è stata l'introduzione di aree specifiche per le diverse lavorazioni, in cui tecnici con esperienza decennale si occupano di controlli finali. Questo passaggio aggiuntivo ha consentito di migliorare sensibilmente la qualità del prodotto finito, riducendo gli interventi successivi sul campo. Grazie al Lean Thinking, siamo riusciti a migliorare l’efficienza, ridurre gli sprechi e incrementare la qualità del nostro lavoro.
Il nuovo modello organizzativo verrà esteso anche all’officina di Bari? Condividiamo costantemente le innovazioni con l’officina di Bari. Ogni volta che un cambiamento introdotto a Peschiera Borromeo si dimostra efficace, lo discutiamo con loro per valutare se possa essere applicato anche alla loro realtà. Alcuni processi possono essere replicati facilmente, mentre altri richiedono un approccio personalizzato in base alle loro dimensioni e modalità operative.
Il nuovo modello organizzativo ha richiesto un aumento dell’organico o siete riusciti a ottenere risultati migliori con lo stesso numero di persone? No, anzi, siamo riusciti a ottenere risultati migliori con meno persone. Rispetto al 2023 abbiamo meno tecnici, ma la produttività è aumentata. Questo dimostra che con un’organizzazione più efficiente e con l’eliminazione degli sprechi, si può fare di più con meno risorse. Ovviamente, la direzione ci chiede di continuare a migliorare, quindi stiamo lavorando su due fronti: da un lato, proseguire con il progetto Lean per ottimizzare ulteriormente i processi e ridurre ogni possibile inefficienza, dall’altro, investire sulle nuove generazioni di tecnici. L’idea è quella di inserire giovani da formare internamente, in modo da trasmettere fin da subito la nuova metodologia di lavoro e garantire un ulteriore incremento della produttività.
Quali sono stati i principali cambiamenti nella gestione dei ricambi con la nuova organizzazione? Uno dei cambiamenti più significativi nella gestione dei ricambi è stato l’introduzione di un sistema digitalizzato per la richiesta dei materiali, che ha ulteriormente ottimizzato il lavoro del magazzino, diretto con competenza da Francesco Firpo.
Inoltre, la digitalizzazione non riguarda solo la gestione dei ricambi, ma permette anche di registrare il timesheet dei tecnici, ricevere notifiche aziendali e condividere informazioni in modo più rapido ed efficace. Grazie a questa evoluzione, il flusso di lavoro è diventato più snello e organizzato, eliminando inutili passaggi e ottimizzando il coordinamento tra officina e magazzino.
L’esperienza maturata in Italia può diventare un modello di riferimento per le altre officine Selecta in Europa? Poche settimane fa ho avuto la conferma che questa possibilità è concreta. Abbiamo ricevuto la visita del nostro nuovo responsabile generale, che da poco ha iniziato a gestire Francia, Spagna e Italia. Durante l’incontro mi ha chiesto espressamente se le metodologie che abbiamo adottato qui vengano già condivise con la Spagna, perché alcune delle soluzioni che abbiamo implementato gli sono piaciute molto.
L’anno scorso abbiamo avuto già un primo scambio con la Spagna: credo che questa collaborazione tra paesi sia una grande opportunità per Selecta, perché a differenza di molti competitor abbiamo la possibilità di attingere a esperienze e know-how da officine situate in diverse parti d’Europa. Abbiamo già visto i benefici di questi scambi, come nella visita del responsabile spagnolo, che in soli due giorni ha potuto osservare il nostro sistema e prendere spunti utili.
Oggi però probabilmente sfruttiamo questa possibilità ancora troppo poco. Dobbiamo intensificare i contatti tra le diverse officine europee, creare un dialogo più strutturato e continuare a condividere best practice. L’obiettivo è fare in modo che le soluzioni più efficaci, indipendentemente da dove vengano sviluppate, possano essere adottate a livello internazionale per migliorare l’efficienza complessiva del gruppo.




















IL REPORT “2025 CONSUMER PRODUCTS INDUSTRY OUTLOOK” DI DELOITTE EVIDENZIA COME L’INDUSTRIA DEI PRODOTTI DI CONSUMO STIA ENTRANDO IN UNA NUOVA FASE DI TRASFORMAZIONE. DOPO ANNI DI CRESCITA GUIDATA PRINCIPALMENTE DAGLI AUMENTI DI PREZZO, IL MERCATO SI STA RIDEFINENDO ATTORNO A NUOVE PRIORITÀ: INNOVAZIONE DI PRODOTTO, DIGITALIZZAZIONE E OTTIMIZZAZIONE OPERATIVA.
LE AZIENDE DEVONO RISPONDERE A CONSUMATORI PIÙ ATTENTI ALLA QUALITÀ E AL VALORE, MENTRE LA TECNOLOGIA E LA SOSTENIBILITÀ STANNO DIVENTANDO FATTORI SEMPRE PIÙ DETERMINANTI PER IL SUCCESSO.
ANCHE IL VENDING SI TROVA DI FRONTE A QUESTE SFIDE, CON LA NECESSITÀ DI MIGLIORARE L’EFFICIENZA, INTEGRARE SOLUZIONI DIGITALI E RIPENSARE IL MODELLO DI PRICING PER GARANTIRE LA SOSTENIBILITÀ DEL BUSINESS.
IL REPORT “2025 CONSUMER PRODUCTS
L’industria dei prodotti di consumo si trova in un momento di profonda trasformazione. Dopo anni in cui la crescita è stata sostenuta principalmente dagli aumenti di prezzo, il 2025 segna una nuova fase in cui le aziende devono affrontare sfide inedite per mantenere la redditività. I consumatori sono sempre più attenti ai costi e alle caratteristiche dei prodotti che acquistano, mentre l’economia globale cerca un equilibrio tra la riduzione dell’inflazione e le incertezze geopolitiche. Il report 2025 Consumer Products Industry Outlook di Deloitte fotografa un settore in cui la chiave del successo passa per l’innovazione di prodotto, la digitalizzazione dei processi e l’ottimizzazione dell’efficienza operativa. L’aumento dei prezzi, che negli ultimi anni ha rappresentato la principale leva per la crescita, ha raggiunto il suo limite: le aziende ora devono trovare nuove strategie per generare valore, puntando su un mix di prodotto più mirato e su un’interazione più efficace con il consumatore.
Le aziende che hanno provato a compensare il calo dei margini aumentando i volumi di vendita hanno incontrato difficoltà nel mantenere la redditività. Per questo motivo, la strategia vincente nel 2025 sembra essere un mix tra innovazione e gestione intelligente del portafoglio prodotti. Sempre più imprese stanno investendo nella revisione delle proprie linee, eliminando i prodotti meno performanti e concentrando le risorse su quelli che offrono maggiore valore
al consumatore. L’obiettivo è quello di ridurre le inefficienze e ottimizzare le risorse, puntando su referenze che possano generare margini più elevati. Allo stesso tempo, il fenomeno della premiumizzazione continua a crescere: molte aziende stanno lanciando prodotti di fascia alta, destinati a un pubblico disposto a spendere di più per avere una qualità superiore o caratteristiche distintive.
Parallelamente, cresce anche l’attenzione verso le fasce più economiche del mercato, con la diffusione di prodotti a prezzi più accessibili per intercettare quei consumatori che cercano soluzioni vantaggiose senza rinunciare alla qualità. Questa polarizzazione dell’offerta è una delle strategie più adottate dalle aziende per mantenere la competitività in un mercato sempre più frammentato.
Un altro fattore determinante per la crescita delle imprese nel 2025 è la digitalizzazione. Secondo Deloitte, il 79% delle aziende ha intenzione di aumentare gli investimenti nei canali digitali, puntando su modelli di vendita omnicanale e sull’uso di tecnologie avanzate per migliorare la gestione della domanda. Le strategie di marketing stanno cambiando radicalmente: sempre più aziende stanno adottando strumenti di precision analytics per personalizzare le offerte e ottimizzare gli investimenti pubblicitari.
L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il modo in cui le imprese interagiscono con i consumatori, permettendo di analizzare in tempo reale le preferenze di acquisto e di adattare i prezzi in modo più dinamico. Inoltre, la digitalizzazione

sta trasformando anche i modelli di vendita, con un aumento significativo dell’e-commerce e delle piattaforme di retail media, che consentono alle aziende di raggiungere il consumatore in modo più mirato ed efficace. Questa tendenza avrà un impatto significativo anche sul settore del vending, che dovrà adattarsi a queste nuove modalità di interazione con il cliente, integrando strumenti digitali per migliorare l’esperienza d’acquisto e la fidelizzazione.
L’efficienza operativa sarà un altro tema centrale nel 2025. Il report evidenzia che il 96% delle aziende considera la produttività una priorità e sta aumentando gli investimenti in automazione e intelligenza artificiale per migliorare la gestione della supply chain e ridurre i costi.
La necessità di liberare risorse da reinvestire nella crescita sta spingendo molte imprese a riorganizzarsi internamente, semplificando le strutture aziendali e adottando soluzioni tecnologiche per migliorare l’efficienza. Il 76% delle aziende ha dichiarato di voler incrementare gli investimenti in intelligenza artificiale per ottimizzare la logistica e la produzione, riducendo gli sprechi e migliorando la gestione delle scorte. Nel settore del vending, questo trend si tradurrà in una crescente adozione di sistemi di gestione remota e di soluzioni di pagamento contactless, che consentiranno di ridurre i costi operativi e migliorare il servizio al consumatore.
L’attenzione alla sostenibilità è un altro elemento che sta guidando le strategie delle aziende nel 2025. La crescente consapevolezza ambientale dei consumatori e le nuove
normative impongono alle imprese di rivedere i propri modelli produttivi, puntando su materiali riciclabili, riduzione degli sprechi e minore impatto ambientale. Il report evidenzia che molte aziende stanno investendo in packaging sostenibile e stanno sviluppando prodotti con ingredienti a basso impatto ecologico. Anche il vending dovrà affrontare questa trasformazione, con una crescente domanda di distributori automatici a basso consumo energetico e di soluzioni per la gestione responsabile dei rifiuti.
Il contesto macroeconomico globale presenta rischi e opportunità. L’inflazione in calo e la stabilizzazione dei mercati finanziari potrebbero favorire una ripresa della domanda, ma le tensioni geopolitiche e le possibili nuove barriere commerciali rappresentano fattori di incertezza che potrebbero influenzare i costi delle materie prime e la stabilità delle catene di approvvigionamento. Le aziende dovranno essere pronte a reagire rapidamente a questi cambiamenti, adottando strategie flessibili per mitigare i rischi e cogliere le opportunità. Nel vending, questa evoluzione si tradurrà nella necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento e di investire in soluzioni che permettano di ridurre l’esposizione alle fluttuazioni dei costi.
Il 2025 sarà un anno di trasformazione per il settore dei prodotti di consumo, con una crescente enfasi sull’innovazione, sulla digitalizzazione e sull’efficienza operativa. Le aziende che sapranno adattarsi a questi cambiamenti e investire nelle aree chiave identificate dal report di Deloitte avranno maggiori possibilità di crescita e successo.
Il 2025 sarà un anno di svolta anche per il settore del vending, che si troverà ad affrontare le stesse sfide del comparto dei prodotti di consumo, ma con alcune specificità che lo rendono unico all’interno del panorama distributivo. Se negli ultimi anni il vending ha saputo mantenere la propria centralità come canale d’acquisto pratico e immediato, la crescente pressione sui margini e le nuove aspettative dei consumatori impongono un ripensamento delle strategie per garantire la sostenibilità del business.
Le aziende di gestione, i produttori e i costruttori di distributori automatici dovranno adattarsi a un mercato che richiede maggiore innovazione, digitalizzazione e attenzione ai nuovi trend di consumo, investendo su soluzioni che migliorino l’esperienza d’acquisto e ottimizzino i costi operativi.
L’aumento della sensibilità del consumatore al prezzo e la polarizzazione della domanda tra prodotti premium e soluzioni low-cost stanno portando molte aziende del largo consumo a rivedere il proprio portafoglio prodotti. Il vending non può restare estraneo a questa trasformazione e dovrà trovare il modo di intercettare entrambe le tendenze.
Da un lato, i distributori automatici rappresentano un canale perfetto per prodotti di fascia premium, grazie alla possibilità di offrire referenze innovative in ambienti controllati e con un’esperienza di consumo sempre più simile a quella del retail tradizionale. Dall’altro, il vending deve rispondere alle esigenze di un consumatore attento al valore, garantendo un’offerta competitiva anche nella fascia di prezzo più bassa, senza sacrificare la qualità e la redditività. Questo significa lavorare su una razionalizzazione delle referenze, scegliendo prodotti con maggiore rotazione e con un equilibrio più sostenibile tra costi di approvvigionamento, margini e pricing finale.
Un altro aspetto determinante sarà la digitalizzazione dei distributori automatici. Se fino a pochi anni fa il vending era considerato un canale secondario rispetto alla grande distribuzione e al retail specializzato, oggi la sua capacità di integrarsi con le nuove tecnologie lo sta rendendo sempre più competitivo. I pagamenti digitali, la connettività IoT e i sistemi di gestione remota sono diventati standard essenziali per ridurre i costi di gestione e migliorare l’esperienza d’acquisto. Il 2025 vedrà un’ulteriore accelerazione in questa direzione, con l’introduzione di algoritmi avanzati di pricing dinamico, in grado di adeguare i prezzi in base alla domanda, all’orario e al contesto di utilizzo. Inoltre, l’intelligenza artificiale permetterà di ottimizzare la gestione delle scorte e dei rifornimenti, riducendo gli sprechi e migliorando la disponibilità dei prodotti più richiesti.
Anche la sostenibilità sarà un fattore chiave per il vending. Il report di Deloitte sottolinea come le aziende di prodotti di consumo stiano investendo in packaging ecologico e in soluzioni a minore impatto ambientale. Il vending dovrà adattarsi a questa tendenza, con l’introduzione di materiali riciclabili e con una gestione più responsabile dei rifiuti generati dai consumatori. Iniziative come RiVending, che promuovono il riciclo di bicchieri e palette in plastica, diventeranno sempre più centrali per dimostrare l’impegno del settore nella riduzione dell’impatto ambientale.
Anche la sostenibilità energetica sarà un tema rilevante, con la necessità di sviluppare distributori automatici sempre più efficienti, in grado di ridurre il consumo di elettricità e di integrarsi con le politiche aziendali di carbon footprint.
Infine, uno dei punti più critici per il vending nel 2025 sarà la capacità di riposizionare i prezzi in modo più adeguato al valore del servizio offerto. Per troppo tempo il settore ha mantenuto prezzi artificialmente bassi per rimanere competitivo rispetto ad altri canali di vendita, sacrificando però la marginalità e la possibilità di investire in innovazione.
Con il costo della vita in aumento e le nuove esigenze di gestione aziendale, il vending dovrà finalmente affrontare il tema della sostenibilità economica del modello di business, adottando strategie di pricing più coerenti con i costi di gestione e con il valore aggiunto che il canale può offrire.
L’integrazione con sistemi di pagamento digitali e l’uso di strumenti analitici avanzati potranno aiutare a definire politiche di prezzo più efficaci, riducendo la pressione sui margini senza compromettere la competitività dell’offerta.
Il 2025 rappresenta dunque una grande opportunità per il vending, ma solo le aziende che sapranno investire nelle giuste aree potranno affrontare con successo questa trasformazione.
Chi punterà sull’innovazione di prodotto, sulla digitalizzazione, sulla sostenibilità e su una più attenta gestione della marginalità avrà la possibilità di rafforzare la propria posizione sul mercato e di cogliere le nuove opportunità offerte da un settore in evoluzione.
Al contrario, chi continuerà a basare la propria strategia solo sulla riduzione dei costi e sulla competizione al ribasso rischia di trovarsi in difficoltà in un contesto sempre più selettivo e competitivo. Il vending ha tutte le carte in regola per diventare un canale distributivo di riferimento, ma per farlo dovrà dimostrare di saper evolvere al passo con le nuove esigenze del mercato e dei consumatori.
CHOOSE THE EUROPEAN ORGANIC LEAF FOR A BETTER WORLD.
Good choices matter.







NEL CORSO DELL’INIZIATIVA RIVOLUZIONE BIO 2025 IN SCENA A SANA FOOD, IL NUOVO FORMAT PER L’HORECA E IL RETAIL SPECIALIZZATO NATO DALL’ESPERIENZA MATURATA IN 35 EDIZIONI DEL SALONE INTERNAZIONALE DEL BIOLOGICO E DEL NATURALE IN SCENA DAL 23 AL 25 FEBBRAIO ALL’INTERNO DEI PADIGLIONI BOLOGNAFIERE - E REALIZZATA NELL’AMBITO DEL PROGETTO BEING ORGANIC IN EU, PROMOSSO DA FEDERBIO IN COLLABORAZIONE CON NATURLAND DE E COFINANZIATO DALL’UNIONE EUROPEA, SONO STATI ANTICIPATI I DATI DI UNO STUDIO SUL MERCATO DEL BIOLOGICO IN ITALIA.
LA RICERCA MOSTRA CHE IL MERCATO DEL BIOLOGICO CRESCE ANCHE NEL 2024, RAGGIUNGENDO I 5,7 MILIARDI DI EURO E SEGNANDO UN SIGNIFICATIVO +4,5% RISPETTO ALL’ANNO PRECEDENTE (DATO PRELIMINARE).
SANA Food porta al centro della scena le più attuali dinamiche di consumo, a partire dalla domanda di prodotti sani e sostenibili rivolgendosi ai professionisti dei canali specializzati e approfondendo soluzioni e temi di rilevanza sociale e ambientale. SANA Food è organizzata da BolognaFiere in collaborazione con FederBio, Demeter, V Label Italia, AITA, con il patrocinio del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, della Regione Emilia Romagna, del Comune di Bologna e della Camera di Commercio di Bologna, e con il supporto di ICE - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane e di Eco-Bio Confesercenti Bologna. L’edizione 2025 di SANA Food ha messo in evidenza i dati più recenti relativi al comparto biologico in Italia, i trend e le prospettive di un mercato che conquista sempre più consumatori. Di seguito, una sintesi del rapporto stilato nell’ambito dell’iniziativa “Being Organic in EU” e presentato nel corso dell’evento.
Il progetto “Being Organic in EU” vuole contribuire ad un sistema alimentare sostenibile a sostegno del «Green Deal europeo» e le strategie “Farm to Fork” e “Biodiversity 2030” per favorire la transizione verso filiere agroalimentari etiche, salutari, resilienti dal punto di vista climatico ed ecologico, dalla produzione primaria fino al consumatore, e trasformare l’Ue in un’economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva, garantendo che:
• nel 2050 non siano più generate emissioni nette di gas a effetto serra;
• la crescita economica sia dissociata dall’uso delle risorse;
• nessuna persona e nessun luogo siano trascurati.
Le iniziative messe in campo dal progetto sono, quindi, in linea con gli obiettivi del Green Deal e le sue strategie e funzionali all’attuazione del «Piano d’azione europeo per lo sviluppo.
Le scelte delle famiglie italiane, in termini di consumi anche alimentari, continuano a essere influenzate in negativo dal generale contesto di incertezza che – tra instabilità inflattiva, perdurare dei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, cambiamento climatico e rischio di dazi negli Stati Uniti – non accenna a diminuire. Incide in modo rilevante anche il progressivo rallentamento della crescita in Europa, che coinvolge Paesi come Francia, Germania e la stessa Italia. In generale, i consumatori vedono diminuire il proprio potere d’acquisto, con l’inflazione sui prezzi dei beni alimentari ancora in aumento, +2,2% a dicembre 2024, (dopo il picco del +13,5% a settembre 2022), e con una retribuzione media di fatto ferma da oltre 20 anni, se non addirittura in calo. Il gap 2023-2000 è del -0,2% (fonte: The European House Ambrosetti)
Nonostante questa complessa congiuntura e la conseguente necessità di ridurre e selezionare attentamente i consumi, gli ultimi dati sul biologico confermano che nel Belpaese attenzione e interesse per il comparto restano elevati

L’Italia, con 2,46 milioni di ettari destinati a biologico, in crescita del +4,6% nel 2024 rispetto al 2023, è leader nel settore con il 19,8% di superfici per l’agricoltura biologica sul totale, a fronte di una media europea decisamente più contenuta (9.6% nel 2021). Cresce anche il numero gli operatori attivi, con un +1,8% per circa 94.500 unità.
A sostenere la crescita dei consumi in Italia è la Distribuzione Moderna (GDO) che, con un valore complessivo di 2,2 miliardi di euro, è sempre più il canale di riferimento per gli acquisti BIO degli italiani, con un incremento a valore del +4,4% rispetto al 2023 (fonte: NielsenIQ, perimetro omnichannel, peso imposto, anno terminante a dicembre 2024) È particolarmente rilevante il ruolo della marca privata, attualmente al 31,5% di quota e che rientra tra le scelte dei consumatori per qualità e prezzo dei prodotti, anche nel segmento BIO.
La consumer base di prodotti bio rimane l’indicatore di maggiore interesse per l’analisi dei comportamenti delle famiglie italiane: oggi il 93% della popolazione 18-65 anni include consapevolmente almeno un prodotto a marchio biologico nel carrello della spesa (era il 53% nel 2013), per un totale di 24 milioni di famiglie che scelgono il BIO (vs i 13 milioni del 2012).
Le persone che più facilmente acquistano biologico sono vegetariane e attente alla salute (76%), con figli maggiori di
11 anni (64%), un titolo di studio pari o superiore alla laurea (61%) e di età compresa tra i 30 e i 35 anni (young millennials, 59%). A questo proposito è particolarmente significativo che siano soprattutto i giovani a voler mangiare sano e sostenibile, nonostante rientrino tra le fasce con in media un potere d’acquisto più basso.
La preferenza accordata ai prodotti bio, solitamente associata alla ricerca di prodotti 100% made in Italy, di origine locale e certificati all’origine, è riconducibile al desiderio di portare in tavola alimenti e bevande sicuri per la salute, rispettosi dell’ambiente e del benessere animale, ma anche di migliore qualità e migliore gusto.
Il biologico orienta i comportamenti di consumo degli italiani anche al di fuori delle mura domestiche: quasi 8 su 10 hanno consumato prodotti alimentari biologici nelle occasioni fuori casa presso ristoranti, bar o mense nel corso del 2024.
L’Italia è sul podio dei primi tre paesi esportatori di prodotti biologici al mondo, per un valore complessivo superiore a 3,6 miliardi di euro nel 2023.
Il 40% delle aziende del food&wine nazionale, intervistate nell’ambito del progetto ITA.BIO, la piattaforma online di dati e informazioni per l’internazionalizzazione del biologico Made in Italy, curata da Nomisma e promossa da ICE Agenzia e FederBio, considera il marchio biologico un alleato strategico per entrare nei mercati esteri; Germania, Francia, Scandinavia e Stati Uniti i principali mercati di destinazione per l'export dei prodotti biologici italiani per il 2024..

ART&WORKS offre un servizio di consulenza globale, realizzando una comunicazione che farà CRESCERE la tua azienda.

DAL 25 AL 27 GIUGNO 2025, IL PARC DES EXPOSITIONS DELLA PORTE DE VERSAILLES DI PARIGI OSPITERÀ IL VENDING SHOW, L’EVENTO DI RIFERIMENTO PER IL SETTORE DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA IN FRANCIA.
ORGANIZZATO DALLA FÉDÉRATION NATIONALE DE VENTE ET SERVICES AUTOMATIQUES (NAVSA) , IL SALONE SI CONCENTRERÀ SUL RUOLO SOCIALE DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA , CON UN FOCUS SU INNOVAZIONE, ISPIRAZIONE E IMPATTO.
La nuova edizione si pone l’obiettivo di evidenziare l’importanza del vending nella creazione di spazi di socialità e benessere, sia nelle aziende che nei luoghi pubblici. Attraverso esposizioni, conferenze e tavole rotonde, i professionisti del settore potranno confrontarsi sulle sfide normative e sulle nuove tendenze di consumo, riflettendo su soluzioni sostenibili e modelli di business in evoluzione.
Fondata nel 1955, NAVSA riunisce tutti gli attori della vendita tramite distributori automatici in Francia, coprendo l’intera filiera: gestori di distributori, produttori e importatori di attrezzature, aziende alimentari e fornitori di prodotti e servizi per il vending. NAVSA conta oltre 240 aziende aderenti, che danno lavoro a circa 15.000 persone in Francia e generano un fatturato annuo stimato in 3,25 miliardi di euro nel 2023.
Il VENDING SHOW 2025 offrirà un programma ricco di appuntamenti, tra cui:
• Il concorso del miglior ARD e del Miglior Tecnico D.A. di Francia
• Le Assemblee Generali della NAVSA, seguite dal cocktail di Gala NAVSA
• Incontri sul tema delle risorse umane, con la partecipazione di AKTO e del Dipartimento di Diritto Sociale della Confédération des Grossistes de France (CGF)
• Consultazioni giuridiche con lo studio legale partner di NAVSA
• Riunioni sulla gestione dei rifiuti (filière REP) con gli eco-organismi certificati
• Tavole rotonde sui temi strategici per il settore
• L’intervento di una personalità di spicco con un discorso “fuori dagli schemi” per ispirare il pubblico

CONTO ALLA ROVESCIA INIZIATO PER EVEX 2025!
LA PROSSIMA EDIZIONE DI EVEX, L’EVENTO ANNUALE ORGANIZZATO DA EVA (EUROPEAN VENDING ASSOCIATION) SI SVOLGERÀ DAL 9 AL 12 SETTEMBRE A SPLIT (SPALATO) - CROAZIA, DOVE SI RIUNIRANNO I PRINCIPALI PLAYER DEL SETTORE DEI DISTRIBUTORI AUTOMATICI E DELL’OCS PER UN EVENTO IMPERDIBILE.
Tra i temi che verranno affrontati nel corso della manifestazione, il legame sempre più presente tra AI e automazione nella rivoluzione del business. Scopriremo insieme come l'intelligenza artificiale e l'automazione stanno trasformando il nostro modo di lavorare e come sia possibile utilizzarla al meglio per raggiungere obiettivi di successo.
Arnaud Llamas Bravo, Senior Talent Acquisition Specialist e appassionato di tecnologia e intelligenza artificiale, illustrerà il tema nel corso di un approfondimento dedicato. Con una profonda competenza come istruttore di ChatGPT e intelligenza artificiale e produttore video esperto, Llamas Bravo è in prima linea nell'intersezione tra tecnologia e sviluppo umano. Durante il suo intervento nel corso di EVEX approfondirà il modo in cui l'intelligenza artificiale può guidare il successo aziendale. Dall'ottimizzazione delle
operazioni e dal miglioramento della collaborazione all'ottimizzazione dei flussi di lavoro e all'aumento della produttività del team, la sua sessione fornirà informazioni pratiche per sfruttare l'intelligenza artificiale e massimizzare il potenziale dell’organico di ogni azienda. Un’occasione unica per esplorare strategie innovative per integrare l'intelligenza artificiale nella propria impresa e sbloccare un nuovo livello di efficienza.
L’appuntamento con l’edizione 2025 Evex è dal 9 al 12 settembre in Croazia. Le iscrizioni apriranno nelle prossime settimane e seguiranno maggiori dettagli e aggiornamenti.

TUTTOFOOD MILANO 2025 SI PREPARA A DIVENTARE IL PUNTO DI RIFERIMENTO INTERNAZIONALE PER IL SETTORE AGROALIMENTARE.
DURANTE LA TAPPA DI DUBAI DEL ROADSHOW PROMOZIONALE ORGANIZZATO DA FIERE DI PARMA E ICE/ITA , È STATO PRESENTATO IL NUOVO MODELLO FIERISTICO, PENSATO PER ENFATIZZARE L’INTERNAZIONALIZZAZIONE E L’INNOVAZIONE DELL’EVENTO.
L’APPUNTAMENTO È FISSATO DAL 5 ALL’8 MAGGIO 2025 A MILANO, CON UN’ATTENZIONE PARTICOLARE ALLA CRESCITA DELL’EXPORT ITALIANO E ALLA VALORIZZAZIONE DELLE ECCELLENZE GASTRONOMICHE, TRA CUI IL PARMIGIANO REGGIANO, PROTAGONISTA DELLA SERATA DI PRESENTAZIONE.
TUTTOFOOD 2025 SI PREANNUNCIA COME UN EVENTO DA RECORD, CON OLTRE IL 20% DI ESPOSITORI ESTERI E UNA PARTECIPAZIONE PREVISTA DI 90.000 VISITATORI , TRA CUI 3.000 TOP BUYER INTERNAZIONALI . L’OBIETTIVO È OFFRIRE AI PROFESSIONISTI DEL SETTORE UN VIAGGIO TRA LE DIVERSE CULTURE AGROALIMENTARI GLOBALI , SCOPRENDO LE ULTIME TENDENZE E LE INNOVAZIONI DI PRODOTTO.
Il 20 febbraio 2025, Dubai è stata la penultima tappa del roadshow “The Italian Aperitivo”, iniziativa globale di promozione di TUTTOFOOD. Durante l’evento, Antonio Cellie, CEO di Fiere di Parma, ha sottolineato il ruolo di TUTTOFOOD come piattaforma di sourcing globale per il food & beverage. La serata, arricchita da un’esperienza immersiva nella gastronomia italiana e accompagnata da musica dal vivo, ha visto la partecipazione di imprenditori, buyer internazionali, giornalisti e stakeholder del settore. L’export italiano negli Emirati Arabi Uniti è in crescita. L’Italia continua a rafforzare la sua presenza nell’area: secondo i dati ICE Agenzia, rappresentata a Dubai dal presidente Matteo Zoppas, nel 2024 l’export italiano è cresciuto del 6%, raggiungendo un valore di 344 milioni di euro. Tra i settori in espansione: latticini: +36%, per un valore di 30 milioni di euro; bevande e aceti: +32%, per un totale di 29 milioni di euro; prodotti da forno: +23%, con esportazioni che hanno raggiunto 55 milioni di euro. Questi dati confermano l’interesse crescente per il Made in Italy nei mercati del Medio Oriente e la strategicità di TUTTOFOOD come ponte commerciale.
Riccardo Caravita, Food & Beverage Brand Manager di Fiere di Parma, ha evidenziato il grande numero di richieste di partecipazione all’evento, segnale di un interesse crescente per nuovi modelli nutrizionali e sostenibili. “Stiamo creando un mix globale di tradizioni culinarie, generando opportunità di business senza precedenti per tutti i player del settore, grandi e piccoli”, ha dichiarato Caravita.
TUTTOFOOD 2025 ospiterà collettive internazionali di primo piano, tra cui: Korea Agro-Fisheries & Food Trade Corporation (Corea del Sud), Egyptian Exporters Association – Expolink (Egitto), Instituto Castilla y León e Landaluz Central de Servicios SL (Spagna), SARIO Slovenská agentúra pre rozvoj investícií a obchodu (Slovacchia), Switzerland Global Enterprise (Svizzera), Trade Development Company JSC (Uzbekistan).
Tra i Paesi con la maggiore presenza espositiva si confermano Spagna, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Francia, che insieme coprono il 50% della quota europea. Forti partecipazioni anche da Nord Africa, Sud-Est Asiatico, Estremo Oriente (Cina, Taiwan, Corea del Sud, Indonesia), India e Stati Uniti
Oltre alla fiera, Milano si trasformerà in un hub del business agroalimentare internazionale grazie alla TUTTOFOOD Week, in programma dal 3 all’8 maggio 2025. Eventi, degustazioni e incontri animeranno la città, offrendo a buyer e operatori un’esperienza immersiva che va oltre il classico concetto di fiera.
Prossima tappa: Tokyo! Il roadshow promozionale di TUTTOFOOD 2025 proseguirà a marzo con una tappa all’Ambasciata Italiana a Tokyo, durante il Foodex (11-14 marzo 2025), consolidando ulteriormente la portata internazionale dell’evento.
TUTTOFOOD Milano 2025 si conferma dunque un appuntamento imperdibile per il mondo del food & beverage, una piattaforma di business strategica dove l’innovazione, la qualità e le relazioni globali saranno protagoniste.

EXPOCONGRESS, IL NUOVO FORMAT DEDICATO AI PROFESSIONISTI DEL VENDING ORGANIZZATO DA ANEDA, SI PREPARA A DIVENTARE L’APPUNTAMENTO IMPRESCINDIBILE PER IL SETTORE DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA IN SPAGNA.
L’EVENTO, CHE SI TERRÀ DAL 12 AL 14 NOVEMBRE NEL SUGGESTIVO PALACIO DE CONGRESOS DI TOLEDO, RAPPRESENTA UN’OPPORTUNITÀ UNICA PER I PROFESSIONISTI DEL VENDING, TRA INNOVAZIONE, NETWORKING E NUOVE PROSPETTIVE DI MERCATO.
L’esposizione commerciale sarà il cuore della manifestazione, con la presenza di grandi marchi e aziende leader del settore, pronti a presentare le ultime novità in fatto di tecnologie, prodotti e soluzioni per la distribuzione automatica. Un’occasione per scoprire nuovi fornitori e ampliare il proprio portafoglio di servizi.
Non solo esposizione, ma anche formazione e ispirazione. Il programma prevede una serie di interventi e conferenze con relatori di primo livello, pensate per offrire spunti concreti sulle tendenze future del vending e sulle strategie di crescita del settore.
Un'opportunità per rafforzare le relazioni commerciali e confrontarsi con esperti e colleghi del mercato. A rendere ancora più speciale l’evento, ci sarà un ricco programma di attività collaterali per scoprire la città di Toledo, famosa per il suo patrimonio culturale e la sua storia affascinante. Un modo per unire business e piacere in un contesto unico.
ExpoCongress si presenta quindi come una tappa obbligata per chi opera nella distribuzione automatica, un’occasione imperdibile per aggiornarsi, creare nuove sinergie e guardare al futuro del vending con nuove prospettive.

La più importante manifestazione internazionale della Distribuzione Automatica cambia sede per evolvere e sviluppare nuove opportunità di business.
Un appuntamento che offre la possibilità di connettersi, formarsi e crescere nel settore del vending soprattutto a livello internazionale.

Organizzato da Italian Exhibition Group e Vending Expo srl
Promosso da CONFIDA


