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DA ITALIA 174

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Per i tuoi distributori e l’acqua da bere,

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I prodotti BWT assicurano il massimo delle prestazioni delle tue macchine, prevenendo la formazione di calcare e riducendo la necessità di interventi straordinari di manutenzione.

Questo si traduce in un notevole risparmio di tempo e in minori costi operativi. Inoltre, grazie agli esclusivi filtri BWT che arricchiscono l’acqua con magnesio, il gusto delle bevande calde come caffè, tè e tisane viene potenziato. Il magnesio, infatti, agisce come esaltatore di sapori, favorendo l’estrazione degli aromi dal caffè e dalle foglie di tè.

Se desideri anche acqua fresca, naturale o frizzante, gli erogatori BWT ti permetteranno di avere a disposizione, in ufficio, a casa o nel tuo bar, una fonte inesauribile di acqua fesca e sicura, a portata di pulsante.

La continua ricerca di innovazione e il nostro impegno a crescere insieme ai nostri clienti ci rendono un partner affidabile e ideale per il tuo business. We are BWT, and you?

Il vending deve essere per tutti: inclusione e accessibilità al centro del 2025

Con l’arrivo del 2025, ci troveremo di fronte a un passaggio significativo per il settore del vending, dove le parole chiave non potranno essere solo innovazione e tecnologia, ma anche inclusione e accessibilità

In un mercato che evolve rapidamente, non è sufficiente soddisfare le esigenze delle diverse tipologie di consumatori; dobbiamo essere pronti ad accogliere tutti, abbattendo barriere e offrendo soluzioni che mettano al centro le persone, con le loro differenze e necessità.

Il vending è già un canale distributivo essenziale, che offre convenienza e accesso 24 ore su 24 a milioni di consumatori in tutta Italia.

Tuttavia, alcune categorie di utenti, come le persone con disabilità motorie, visive o cognitive, trovano ancora difficoltà ad accedere ai nostri servizi.

Questo non è più accettabile perché, nel 2025, l’inclusione non sarà solo un obbligo etico, ma anche un impegno regolato specifiche da normative.

Il 28 giugno 2025 segnerà infatti una svolta cruciale per l’inclusione, con l’entrata in vigore dell’ European Accessibility Act (EAA) , una direttiva che stabilisce standard comuni di accessibilità per una vasta gamma di prodotti e servizi, incluse le vending machine.

Da questa data, tutti i nuovi prodotti e servizi dovranno garantire accessibilità, con soluzioni come schermi touch vocali, interfacce semplificate, scritte in braille e design inclusivi che considerino ogni esigenza.

I terminali self-service già immessi sul mercato avranno periodi transitori, ma è chiaro che il processo di adeguamento non può più essere rimandato.

Le tecnologie moderne ci offrono strumenti incredibili per rendere il vending più accessibile. Tuttavia, è necessario un impegno maggiore da parte di tutti gli attori della filiera, dai produttori di macchine ai gestori, per implementare queste innovazioni su larga scala.

Allo stesso modo, l’offerta di prodotti deve essere inclusiva, tenendo conto di allergie, intolleranze alimentari e preferenze dietetiche (come quelle religiose).

Nel 2025, D.A. Italia si impegnerà a promuovere le migliori pratiche nel campo dell’inclusione, raccontando storie di successo e valorizzando le aziende che faranno la differenza.

L’inclusione non è solo una responsabilità sociale, ma una strada per migliorare l’esperienza del consumatore e costruire un settore più forte e sostenibile.

Rendere il vending accessibile a tutti è una sfida che possiamo e dobbiamo vincere.

Il 2025 segnerà il punto di svolta: non lasciamo nessuno indietro. Il vending deve essere per tutti

Il vending deve essere per tutti! alfabeto braille

Vending italiano: sfide e speranze per il nuovo anno

Ci ha finalmente lasciato il 2024, per chi ci crede “anno bisesto, anno funesto” ecco una breve playlist di brutte notizie raccolte nei passati 12 mesi.

Il caffè è aumentato per ben 5 volte, l’ultimo aumento annunciato a dicembre e applicato dal primo gennaio di quest’anno, per restare in scia grandi torrefazioni ne annunciano, già fin d’ora, uno successivo con applicazione nei prossimi mesi di aprile/maggio.

Qualche amico che non è del settore mi risponde: cosa te ne frega, aumenta anche tu il prezzo alle “macchinetta” (Grrrr ancora questo termine del c…). “La fai facile”rispondo - “noi non siamo un supermercato che cambia i prezzi sullo scaffale in tempo zero”, ci mettiamo anche tre mesi a farlo, sempre che venga accettato, perché noi siamo sempre quelli delle “macchinette”, che erogano un caffè di serie B, difficilmente riusciremo a venderlo a 50-60 centesimi di media se i bar non alzeranno ovunque il prezzo a un euro e cinquanta.

Sottolineo ovunque, perché esistono molte aree dove il caffè viene venduto ancora ad un euro (bar all’interno dei supermercati, Università, scuole ecc.) mi chiedo come facciano a farlo e che tipo di prodotto eroghino.

Non solo caffè, tutto è aumentato, snack, beverage, accessori, anche in questo caso aumentare i prezzi non è cosa semplice e non sempre paga, sovente si osservano clienti/ consumatori portare prodotti da casa e consumarli sul luogo di lavoro, così come il caffè erogato di nascosto con macchine a cialde acquistate al supermercato, anche alla metà del prezzo da noi offerto.

Attenzione, non sempre aumentare il prezzo porta risultati, il rischio è che diminuiscano le erogazioni, il margine non viene penalizzato, ma solo in percentuale e non in valore assoluto, che è quello che conta visto che i fornitori si pagano con gli euro non con le percentuali.

Siamo agli inizi del 2025, anno non bisestile, per chi è scaramantico una dose di ottimismo in più, dobbiamo resistere, lottare con i fornitori per strappare accordi che non penalizzino i costi delle materie prime.

Abbiamo finalmente un governo, al di là della fede politica, maggiormente vicino alle imprese, nello specifico più

disposto ad ascoltare le nostre esigenze, bistrattate dalle precedenti amministrazioni, che ignoravano completamente il settore, dimostrando una completa insensibilità verso un’eccellenza italiana di filiera.

Abbiamo un’Associazione in salute che si fa carico dei nostri problemi, portandoli sui tavoli che contano, insomma non c’è da stare allegri, ma ottimisti sì.

Serriamo i ranghi, stiamo uniti, aumentiamo la reputazione del nostro lavoro e speriamo di ascoltare una playlist, almeno decorosa, alla fine dell’anno.

SOMMARIO GENNAIO FEBBRAIO 2025

NUMERO 174

GENNAIO-FEBBRAIO 2025

RENZO GABRIEL BONIZZI

DIRETTORE RESPONSABILE EDITOR IN CHIEF

ALESSANDRO FONTANA DIRETTORE EDITORIALE EDITORIAL DIRECTOR

LAURA GUASPARRI ART DIRECTOR

ANTONIO VALESTRA GRAPHIC DESIGN

DANIELA BISCOTTI COMMERCIALE COMMERCIAL

NOEMI MARGAROLI REDAZIONE EDITORIAL STAFF

HA COLLABORATO MASSIMO FERRARINI

LUCINI OFFICINA

D’ARTE GRAFICA SRL STAMPA PRINTERS

D.A.ITALIA

IL PERIODICO DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA PUBBLICAZIONE ISCRITTA AL TRIBUNALE DI MILANO, NUMERO DI REGISTRAZIONE 177 DEL 22 MARZO 2004

ISCRIZIONE AL R.O.C. 31449

PERIODICITÀ MENSILE

EDITORE ART&WORKS SRL UNIPERSONALE VIA ALESSANDRO ALGARDI 13 20148 MILANO P.IVA 04234310961 TEL +39 02 48958566

UFFICIO COMMERCIALE commerciale@daitalia.it www.daitalia.it

POSTA ELETTRONICA info@daitalia.it

ABBONAMENTI abbonamenti@daitalia.it

LA RIPRODUZIONE TOTALE O PARZIALE DELLE ILLUSTRAZIONI E DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI SU D.A. ITALIA È PERMESSA SOLO SE AUTORIZZATA DALLA DIREZIONE. LA DIREZIONE NON ASSUME RESPONSABILITÀ PER LE OPINIONI ESPRESSE DAGLI AUTORI DEI TESTI REDAZIONALI E PUBBLICITARI.

CONCEPT BY ART&WORKS SRL

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EDITORIALE

Il vending deve essere per tutti: inclusione e accessibilità al centro del 2025

5 SPEAKER’S CORNER

Vending italiano: sfide e speranze per il nuovo anno

10 MERCATO DEL VENDING

Latest News

26 FANTAVENDING

Dicembre 2024 - Gennaio 2025

32 MONDO ASSOCIAZIONE

Stati Generali del Vending la parola alle Istituzioni

40 FABBRICANTI

Coges e D8 una partnership strategica e di successo nel mercato francese del vending

44 EVENTI

Sigep World, chiude l’edizione più grande e internazionale di sempre

Affluenza record per Marca 2025: il Salone della marca del distributore è sempre più internazionale

54 NORMATIVE

L’European Accessibility Act una svolta normativa per un’Europa più inclusiva

54 FOCUS ON

Matipay acquisisce Enginko e rafforza la sua leadership nel settore dei pagamenti digitali

60 APPUNTAMENTO IN FIERA

TUTTOFOOD Milano, si avvicina l’appuntamento con la manifestazione dedicata al Food&Beverage

GRUPPO NESTLÉ IN ITALIA E ILLYCAFFÈ: L’ALLEANZA

PER IL RICICLO DELLE CAPSULE DI CAFFÈ IN PLASTICA

PER IL PROGETTO RECAP

Oltre 750.000 capsule di caffè esauste raccolte in circa un anno durante la fase pilota del progetto RECAP. Nato alla fine del 2021 dall’alleanza tra illycaffé e il Gruppo Nestlé in Italia con il brand Nescafé Dolce Gusto e promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia, il progetto RECAP ha l’obiettivo di creare un circuito per la raccolta e il riciclo delle capsule di caffè esauste. Nella sua prima fase sperimentale, il progetto ha coinvolto i comuni di Trieste, Udine, Pasian di Prato e Campoformido in Friuli Venezia Giulia e i gestori dei rifiuti urbani locali. Dopo il successo riscontrato, questo modello virtuoso ora si fortifica grazie alla partecipazione della Regione Emilia Romagna con i comuni di Bologna e Ferrara e si estende a 26 comuni del Friuli Venezia Giulia, contro i 4 coinvolti inizialmente. Attualmente, dunque, nelle due regioni sono 37 i centri di raccolta in cui è attiva la raccolta delle capsule.

RECAP nasce dall’“Alleanza per il riciclo delle capsule in plastica”, firmata dal Gruppo Nestlé in Italia e illycaffé, che è pronta ad accogliere altre aziende che producono capsule, nella convinzione che per ottenere risultati ancora più significativi sia fondamentale unire le forze ed allargare questo modello virtuoso. Il progetto coinvolge attivamente i consumatori dando loro la possibilità di riconsegnare le capsule esauste negli appositi centri di raccolta selezionati del proprio territorio. Da qui verranno poi avviate a trattamento in un impianto specializzato nella separazione della parte in plastica dal caffè. Per garantire la fattibilità del progetto, sono stati coinvolti alcuni gestori locali dei rifiuti, come Hera Spa, AcegasApsAmga Spa, Net Spa, A&T2000 Spa, Ambiente Servizi Spa, Gea Spa e Isontina Ambiente Srl. L’impegno che Nestlé e illycaffè portano avanti con l’Alleanza per il riciclo delle capsule di caffè in plastica e con il progetto RECAP rientra nel più grande impegno per migliorare la sostenibilità dei propri imballaggi e prodotti, lavorando lungo diverse direttrici: investire nella creazione di iniziative di economia circolare, potenziare le infrastrutture di gestione dei rifiuti, riprogettare il proprio packaging ottimizzando l’utilizzo di materiali riciclabili e riutilizzabili

UDINE

Mario Toniutti, amministratore delegato di Gruppo Illiria, è stato eletto vicepresidente di Confindustria Udine per il mandato 2025-2029.

La nomina è avvenuta il 10 gennaio 2025 durante l'assemblea dei delegati di Confindustria Udine, presieduta dal nuovo presidente Luigino Pozzo, fondatore della PMP Industries di Coseano.

La scelta di Toniutti, che ricopre anche la carica di vicepresidente nazionale di Confida, l'associazione di categoria del settore vending, rappresenta un riconoscimento significativo per il settore della distribuzione automatica.

La presenza di figure come Toniutti, con una solida esperienza nel settore dei servizi e della distribuzione automatica, contribuirà a rappresentare e sostenere le esigenze delle aziende friulane in questi ambiti.

BREASY 3.0, LA NUOVA RELEASE DELLA APP NEWIS

È ORA DISPONIBILE

Breasy 3.0, la nuova release della App Newis di selezione e pagamento, è disponibile da un paio di settimane. La nuova versione completamente rinnovata della App di Newis migliora l’esperienza utente, rende più efficiente l’attività dell’operatore e integra le nuove tendenze di design e compatibilità.

Le novità sono davvero importanti. L’interfaccia utente è stata completamente riprogettata con un design moderno e intuitivo, ottimizzato per la compatibilità con i nuovi dispositivi e aggiornamenti software. Inoltre sono stati semplificati tutti i menu dell’app e le funzionalità di accesso, con procedure di registrazione e login integrate dal riconoscimento biometrico.

L'esperienza di utilizzo risulta ancora più pratica con l’integrazione dei comandi vocali, mentre le comunicazioni in-app sono migliorate grazie alle notifiche, a una nuova area di assistenza e supporto e alla possibilità di lasciare recensioni al termine dell’erogazione del prodotto.

L’Integrazione con Apple Pay e Google Pay rende i pagamenti digitali più comodi e sicuri. Breasy 3.0 consente inoltre di attivare un Programma Loyalty che prevede cashback, sconti e incentivi per premiare i clienti più fedeli. Una dashboard avanzata consente agli operatori una visione rapida delle performance, con il monitoraggio dei principali KPI e la possibilità di filtrare per periodo, luogo, macchina, tipo di pagamento e utenti. Tramite il portale web di Breasy, gli operatori possono visualizzare tutte le recensioni dei clienti per migliorare il servizio.

INGENICO AL SALONE DEI PAGAMENTI DI MILANO: ANDROID, SOFTPOS E BIOMETRIA

Ingenico, leader mondiale nelle soluzioni di accettazione dei pagamenti protagonista al Salone dei Pagamenti di Milano, il più importante appuntamento italiano dell’industria dei pagamenti in Italia, con un ampio stand espositivo e un proprio workshop “Moving Commerce Forward con Ingenico” che si è tenuto presso il Centro Congressi MiCo. Oltre all’evoluzione dell’offerta Android e SoftPOS, Ingenico ha presentato, per la prima volta in Italia e in esclusiva sul mercato, la propria soluzione di pagamento biometrico, basata sull'identificazione delle vene del palmo della mano, in grado di rivoluzionare l’esperienza d’acquisto. Realizzata in collaborazione con Fujitsu, la Palm Vein payment solution dell’Innovation Lab di Ingenico è stata progettata sfruttando i vantaggi di Android AXIUM e consente ai merchant di accelerare il check-out, ridurre al minimo i rischi di frode e semplificare l'esperienza di acquisto del cliente.

Nel dettaglio, viene eseguita una scansione NIR (Near InfraRed) del palmo del cliente utilizzando un dispositivo progettato da Ingenico, che incorpora il sensore Fujitsu PalmSecure™ F-Pro e il software; l’immagine viene subito crittografata, tokenizzata e collegata alla carta di pagamento del cliente nell’ambiente Cloud sicuro di Ingenico.

Tale tecnologia senza contatto, comoda ed igienica, ha il potenziale di accelerare il numero di transazioni digitali cashless in tutti i mercati del mondo.

TERMINALE QPAY DI COGES, LA RISPOSTA A TRE GRANDI

PROBLEMI CHE DEVONO AFFRONTARE I GESTORI

Coges, un partner affidabile nelle soluzioni di pagamento per i settori vending e retail, in collaborazione con WiPay annuncia con orgoglio il lancio del suo nuovo terminale Qpay. Progettata per rispondere alle sfide specifiche affrontate dai gestori del vending, questa soluzione di pagamento avanzata promette di semplificare le operazioni, aumentare la sicurezza e migliorare la soddisfazione del cliente. Con oltre 40 anni di esperienza nella fornitura di sistemi di pagamento, Coges continua a innovare con Qpay, un terminale versatile pronto a soddisfare le esigenze del panorama del vending, oggi più che mai in rapida evoluzione. Qpay affronta direttamente il problema dei fermo-macchina con la sua funzione PIN-on-screen, eliminando la necessità di tastiere esterne, che sono più soggette a usura. Inoltre, la tecnologia contactless del terminale riduce il rischio di guasti associato ai tradizionali sistemi di inserimento delle carte. Queste funzionalità garantiscono agli utenti finali un’esperienza di pagamento fluida e senza interruzioni, riducendo i tempi di inattività e i costi di manutenzione per i gestori. Oltre all’elaborazione dei pagamenti, Qpay offre funzionalità avanzate di gestione dei dati che sono inestimabili per i gestori di distributori automatici. Qpay si integra perfettamente con il sistema MyKey di Coges, consentendo il monitoraggio in tempo reale dei dati di vendita, degli storici delle transazioni e delle preferenze dei clienti. Questa visione complessiva delle operazioni di vendita consente ai gestori di prendere decisioni informate, migliorare la gestione dell’inventario ed adattare meglio le offerte di prodotti alla domanda dei consumatori. Inoltre, l’integrazione sicura con WiPay garantisce che tutte le transazioni siano monitorate e tracciate, migliorando la trasparenza della rendicontazione finanziaria. Infine, Qpay offre funzionalità di sicurezza superiori, tra le quali comunicazioni sicure e crittografate con i server bancari per ogni transazione. La funzione PIN-on-screen aiuta a proteggere dai dispositivi di skimming e, per le locazioni più esigenti, Coges sta anche sviluppando una versione antivandalismo (Q6000) del terminale. Il terminale Qpay è più di un semplice dispositivo di elaborazione dei pagamenti: è una soluzione completa che risolve alcune delle sfide più significative che i gestori della distribuzione automatica devono oggi affrontare. Mentre il settore della distribuzione automatica continua a evolversi, Qpay garantisce che i gestori possano rimanere competitivi, efficienti e sicuri.

PAOLA DONELLI È MARKETING DIRECTOR ITALIA DI COCA-COLA

Paola Donelli è stata nominata Frontline Activation Marketing Director Italia e Albania, per coordinare il team che gestisce le strategie di marketing e comunicazione dei brand di The CocaCola Company nei due Paesi. Laureata in Business Administration all’Università Bocconi, dove ha sviluppato solide competenze in marketing, trade marketing e business management, Paola ha una solida esperienza di oltre 25 anni, maturata in grandi aziende multinazionali leader nel settore FMGC. Dopo aver iniziato la propria carriera in Kraft Foods e Mondelez (1998-2017), dove ha gestito brand globali e locali in diverse categorie merceologiche e canali di vendita, nel 2018 è entrata in Mars come Direttore Marketing per l’Italia. In questo ruolo, Donelli ha sviluppato piani a supporto della crescita dei marchi leader del settore dolciario di Mars, come M&Ms, Twix e Snickers e, a partire dal 2020, ha esteso il suo raggio d’azione al Sud Europa, gestendo oltre all’Italia, anche Grecia, Cipro e Malta, nonché l’intero portafoglio di categorie di Mars, tra cui Food e Petcare, inclusi brand come Pedigree, Cesar, Sheba, Whiskas e Ben’s Original.

POP CAFFÈ E VAN HOUTEN INSIEME PER LA LINEA DI CIOCCOLATE PREMIUM COMPATIBILI

CON IL SISTEMA NESCAFÈ DOLCE GUSTO

Pop Caffè annuncia il debutto di Chocomium, la sua prima linea di cioccolate premium, compatibili con le macchine Nescafè Dolce Gusto, sviluppata in collaborazione con Van Houten, marchio leader a livello mondiale nel settore del cacao. Disponibile dal 30 Novembre, Chocomium offre un’esperienza di gusto unica con tre esclusive varianti, pensate per gli appassionati di cioccolata alla ricerca di qualità e innovazione.

Le tre versioni di Chocomium portano il piacere del cioccolato a nuovi livelli, con proposte studiate per accontentare ogni palato: Dark: cioccolato puro, intenso e avvolgente, ideale per chi ama il gusto profondo e autentico del cacao.

Dark Premium: una versione più ricca e sofisticata, per un’esperienza ancora più intensa e raffinata.

Gold: una cioccolata al caramello cremosa e vellutata, perfetta per un momento di dolcezza che coccola i sensi.

Van Houten, un nome che è sinonimo di eccellenza nel mondo del cacao, vanta una lunga storia di innovazione e competenza. Fondato nel 1828, il brand è riconosciuto a livello globale per la sua capacità di combinare tradizione e ricerca all’avanguardia nel settore. La partnership con Pop Caffè rappresenta l’unione tra due realtà accomunate dalla passione per la qualità e dall’impegno a soddisfare le aspettative di un pubblico sempre più esigente.

Chocomium nasce dalla volontà di offrire un prodotto che non sia solo buono, ma anche innovativo, in grado di rispecchiare l’elevato standard qualitativo di entrambi i brand. Ogni capsula è stata progettata con attenzione ai dettagli, utilizzando cacao selezionato per garantire una bevanda cremosa e perfettamente bilanciata. Questa linea rappresenta un’evoluzione nel mercato delle bevande al cioccolato, arricchendo l’esperienza sensoriale di ogni consumatore.

Con questa nuova linea, Pop Caffè entra nel mercato delle bevande al cioccolato, confermando il proprio impegno a offrire prodotti di alta qualità che uniscono la tradizione all’innovazione.

PAOLO GHIDOTTI È IL NUOVO DIRETTORE VENDITE MARKETING BIANCHI INDUSTRY

Il 2025 si apre con una gradita sorpresa, il ritorno nel mondo dei fabbricanti italiani di Paolo Ghidotti, uno dei manager più apprezzati del settore. Paolo vanta un'esperienza di ben 28 anni nel comparto, infatti ha iniziato a lavorare a Valbrembo a fine anni '90, quando l'azienda si chiamava ancora "Electrolux Zanussi Vending Spa". Paolo Ghidotti, dopo essere stato per anni Vicepresidente, è stato eletto Presidente EVA nel novembre 2017 guidando l'associazione europea per 7 anni e attraverso una serie di cambiamenti significativi, tra cui la trasformazione del settore in atto dopo la pandemia. Da oggi occupa una posizione di rilievo in Bianchi Industry. Ecco il comunicato stampa ufficiale rilasciato dall'azienda. Bianchi Industry annuncia l’ingresso di PAOLO GHIDOTTI nel ruolo di Direttore Vendite e Marketing. Con una carriera solida e prestigiosa alle spalle, Paolo Ghidotti vanta un’ampia esperienza nei settori del vending, OCS e HoReCa, acquisita attraverso posizioni di crescente responsabilità nell’ambito delle vendite e del marketing.La sua approfondita conoscenza del mercato, unita a una visione strategica orientata ai risultati, rappresenta un importante valore aggiunto per l'azienda. Le sue competenze e la sua leadership saranno cruciali per rafforzare il posizionamento di Bianchi Industry nel settore e affrontare con successo le sfide di un mercato in continua evoluzione.

CONSERVE ITALIA PUBBLICA IL 9° REPORT DI

SOSTENIBILITÀ

Conserve Italia ha pubblicato il Report di Sostenibilità 2024 dal titolo “Insieme per lasciare il segno”, documento strategico che la Cooperativa redige dal 2004 per mettere in evidenza ogni tre anni (in concomitanza con la scadenza del Consiglio di Amministrazione) i risultati raggiunti e per porsi nuovi obiettivi nell’ottica di uno sviluppo sostenibile a tutti i livelli: ambientale, sociale ed economico. Giunto alla nona edizione con un focus dedicato agli obiettivi dell’Agenda ONU 2030, il Report è stato presentato sia ai soci che ai collaboratori con l’obiettivo di documentare come la sostenibilità rappresenti un requisito imprescindibile della strategia aziendale. Il viaggio nella sostenibilità integrale di Conserve Italia è iniziato vent’anni fa con la pubblicazione del primo Report. La dimensione economica della sostenibilità si concretizza nei positivi risultati di bilancio che hanno consentito all’azienda di liquidare oltre 100 milioni di euro ai soci conferitori, ai quali è destinata quasi la metà del valore economico aggiunto. Conserve Italia rappresenta una filiera 100% italiana composta da 36 cooperative agricole e può contare sul lavoro di 3.000 collaboratori tra addetti fissi e stagionali. Tra i pilastri della nostra sostenibilità sociale spiccano la tutela di diritti umani, salute e sicurezza sul luogo di lavoro, la gestione etica della supply chain assicurata tramite il Codice Etico, l’adesione alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, le certificazioni etiche. La Cooperativa è impegnata nella promozione delle competenze e del benessere dei collaboratori ai quali nell’ultimo esercizio ha offerto 34.475 ore di formazione attraverso Conserve Italia Academy, oltre ai benefici previsti nell’accordo integrativo rinnovato nel 2023; inoltre da alcuni anni è stata promossa un’attività di comunicazione interna ed engagement chiamata ‘Noi siamo Conserve’ che sta portando importanti risultati. La sostenibilità sociale di Conserve Italia si concretizza anche nel sostegno economico e con donazioni di prodotti alimentari ad enti non profit, associazioni di volontariato, centri di ricerca e strutture sanitarie. L’impegno per la sostenibilità ambientale è finalizzato alla riduzione dell’impatto in ogni anello della catena produttiva. Il Piano investimenti da 86,6 milioni di euro, che sarà concluso nel 2026, ha l’obiettivo di accompagnare l’Azienda nelle grandi transizioni energetica, digitale ed ecologica attraverso diverse azioni tra le quali l’efficientamento degli impianti, il ricorso alle energie rinnovabili, la digitalizzazione e automazione di attività logistiche, il ricorso a packaging più sostenibili e una maggiore valorizzazione dei sottoprodotti di lavorazione in un’ottica di economia circolare. Il Report di Sostenibilità 2024 è disponibile sul sito ufficiale di Conserve Italia.

CAMPAGNARI SERVICE FESTEGGIA I SUOI 45 ANNI DI ATTIVITÀ

Nel dicembre del 1979 Maurizio Campagnari costituiva la Caffé Service che poi a mezzo fusione è stata inglobata nella Campagnari Service srl. A 45 anni di distanza l'azienda è ancora in ottima salute e, nonostante la recessione, chiude il 2024 con un fatturato superiore ai 7 milioni di euro. La gestione lombarda dal 2012 opera anche in Svizzera, dove nel 2017 ha acquisito la Smart Vending Service S.A. Oggi la Campagnari Serivce Suisse SAGL continua a crescere e punta a superare nel 2025 la soglia psicologica del milione di franchi svizzeri. Il 6 dicembre ha festeggiato i suoi 45 anni di storia con le 22 aziende associate di È ORA.

EPTA SORPENDE A SIGEP 2025 E LANCIA

IL NUOVO DISTRIBUTORE AUTOMATICO NEGATIVO

MANHATTAN BY IARP

Epta presenta in occasione della 46esima edizione del SIGEPSalone Internazionale della Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè - la proposta tecnologica completa del Gruppo dedicata al Foodservice Dolce, offrendo un assaggio delle più avanzate soluzioni a marchio Iarp ed Eurocryor.

In programma dal 18 al 22 gennaio 2025 presso il quartiere fieristico di Rimini, il prestigioso evento si conferma ancora una volta, oltre che appuntamento imperdibile a livello internazionale per l’intero comparto, una vetrina ideale per i modelli Epta, che invitano i visitatori ad assaporare l’innovazione in una dolce esperienza di gusto, all’insegna della massima freschezza.

Tra i modelli in esposizione presso lo stand Epta, collocato nell’area tematica dedicata al Gelato, la vetrina frigorifera plug-in

Delight 16 della linea Cool Emotions oltre al congelatore a pozzetto professionale Globo 700 Csv Ng e al banco Globo Retrò 220, dedicati al mondo della gelateria industriale e artigianale gelato industriale e artigianale. Novità assoluta presentata in anteprima in Fiera è infine il distributore automatico negativo Manhattan della linea ColDistrict di Iarp: l’attesissima evoluzione del modello Brooklyn che, mantenendo inalterate l’efficienza operativa ed energetica caratteristiche delle vending Iarp, consegue nuovi traguardi in termini di capacità espositiva, a parità di ingombro al suolo, grazie all’aggiunta di un ripiano dedicato a coni e coppette.

Inoltre, il genio creativo di EptaConcept, specializzato nella progettazione di spazi su misura in funzione delle specifiche esigenze espositive, trasforma l’area indoor dello stand di Epta in un Fruit Bar, dall’atmosfera suggestiva. Il corner tematico rispecchia infatti una tendenza in crescita nel settore del Fuori Casa, che coniuga un’alimentazione salutare a uno stile di vita dinamico, per una proposta dall’evidente valore esperienziale. All’interno di questo esclusivo ambiente di vendita, la frutta è protagonista in tutte le sue forme e si colloca pertanto al cuore anche di opzioni ready to eat come macedonie, smoothies e soprattutto di ghiaccioli e gelati, custoditi in tre diverse varianti di Glee (42, 45 e X Slim) della linea Cool Emotions a marchio Iarp. Tra queste, il negativo Glee 45 si distingue per un’efficienza energetica certificata in classe C e un’elevata digitalizzazione, due asset fondamentali da sempre al cuore del Gruppo. La vetrina espositiva è infatti dotata di connettività con LineON, la soluzione digitale di EptaService dedicata ai plug-in che, compatibile con tutti i modelli Iarp, consente di analizzare 24/7 numerosi parametri ed estrarre report inerenti il check-up dei banchi a spina o informazioni relative ai trend di vendita, confermandosi uno strategico strumento di marketing per i gestori dei punti vendita. Tutti e tre i verticali sono connotati da un sistema di refrigerazione con sbrinamento automatico, un’illuminazione a LED verticale e un’estetica al 100% da personalizzare mediante stampa digitale. "Epta conferma la perfetta complementarità dei suoi brand Iarp ed Eurocryor attraverso uno stand che ne testimonia l’eccellenza in termini di innovazione tecnologica, efficienza energetica e design” commenta Alice Ferrari, Head of Product Marketing di Epta, che conclude “Realizzato grazie all’expertise di EptaConcept, lo spazio espositivo esprime al meglio la maestria del Gruppo nel dar vita a configurazioni inedite e multibrand, con un’attenzione unica all’interior design e alla personalizzazione. Ogni dettaglio riflette infatti l’impegno di Epta nel soddisfare le esigenze dei professionisti del settore con soluzioni di refrigerazione all’avanguardia e sempre più sostenibili”.

NUOVA AREA SOSTENIBILITÀ SUL SITO DI CONFIDA: UN PASSO AVANTI PER IL VENDING RESPONSABILE

CONFIDA ha compiuto un nuovo passo nel suo percorso verso la sostenibilità ampliando la sezione del sito dedicata a questo tema. Questo aggiornamento si collega alla pubblicazione del primo Report di sostenibilità di settore, un documento che evidenzia l’impegno dell’associazione e delle imprese aderenti verso una distribuzione automatica più responsabile. La nuova area, raggiungibile attraverso un pulsante "Sostenibilità" posizionato nella barra dei menu del sito associativo e un banner dedicato nella homepage, ospita due sezioni principali. La prima consente di consultare il Report in formato PDF, offrendo una panoramica sui dati e sui risultati raggiunti. La seconda, visitabile anche tramite i domini vendingsostenibile.com e vendingsostenibile.it, raccoglie i progetti sostenibili realizzati da CONFIDA e dai suoi associati. Questo spazio nasce con l’obiettivo di dare maggiore visibilità alle iniziative che promuovono l’economia circolare e un utilizzo più consapevole delle risorse, sottolineando il ruolo del vending nel contesto della sostenibilità aziendale e ambientale.

BWT SPONSOR DELLA FILTRAZIONE ACQUA

AI CAMPIONATI DI SCA ITALY A SIGEP 2025

BWT ha partecipato all’edizione 2025 di SIGEP, evento di riferimento per l’industria del gelato, pasticceria, caffè e del settore HoReCa, proseguendo con la sua missione di offrire soluzioni avanzate per la gestione e il trattamento dell’acqua, un aspetto fondamentale per la qualità dei prodotti e dei servizi offerti nel mondo dell’ospitalità e della ristorazione. Nel settore HoReCa, infatti, l’acqua gioca un ruolo cruciale in molteplici ambiti: dalle macchine da caffè, alla produzione del ghiaccio, dai forni professionali alla gestione delle acque per il lavaggio, senza dimenticare l'acqua destinata al consumo diretto dei clienti. Ogni ambito richiede soluzioni specifiche per garantire risultati eccellenti, ridurre i consumi e migliorare l’efficienza operativa.

BWT si distingue per l’innovazione e la qualità delle sue soluzioni di filtrazione, progettate per ottimizzare ogni processo legato all’acqua. Le sue tecnologie, ad esempio, sono perfette per le macchine da caffè, dove l’acqua deve essere trattata per evitare la formazione di calcare e garantire un’estrazione perfetta del caffè. Allo stesso modo, i sistemi BWT migliorano la qualità del ghiaccio, rendendolo più limpido e sicuro, e assicurano acque di qualità per l’utilizzo in forni e nelle operazioni di lavaggio, ottimizzando la durata delle attrezzature e migliorando le performance.

Inoltre, BWT offre soluzioni per l’acqua da bere per erogare sempre acqua fresca e sicura per i consumatori, migliorando il gusto e riducendo i rischi di contaminazioni. Tutti i sistemi sono studiati per rispondere alle esigenze specifiche del settore HoReCa, contribuendo a garantire sempre i più alti standard di qualità. Con BWT, ogni operazione che riguarda l’acqua diventa più semplice, efficiente e sostenibile, per offrire sempre la massima qualità ai clienti e garantire il successo a lungo termine delle attività nel settore ristorativo e alberghiero. In occasione di SIGEP, BWT ha riconfermato il suo legame storico con SCA ITALY fornendo il suo supporto come sponsor dell’acqua per i Campionati Nazionali. Questo rinnovo del sostegno è un'importante conferma dell'impegno di BWT nel mondo del caffè e nella promozione della qualità delle bevande in tutte le sue discipline.

L'INDUSTRIA DEL VENDING EUROPEO VERSO IL FUTURO: INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ

Il manifesto 2024-2029 di EVA (European Vending & Coffee Service Association) traccia un percorso chiaro per il futuro dell'industria del vending e del coffee service in Europa. Tra innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e rafforzamento del mercato unico europeo, il settore si prepara ad affrontare le sfide di un'epoca in continua evoluzione. EVA ha sottolineato il ruolo strategico delle vending machine, che, con oltre 4,5 milioni di unità distribuite sul territorio europeo, servono quotidianamente 87 milioni di consumatori. Questo si traduce in un giro d’affari di 20 miliardi di euro annui, con il caffè che rappresenta più dell’80% delle vendite. Nonostante l’imponenza di questi numeri, il settore è composto per il 98% da PMI e aziende a conduzione familiare, cuore pulsante dell’economia locale. La sostenibilità rimane un pilastro fondamentale per l’industria. Le vending machine di nuova generazione sono sempre più efficienti dal punto di vista energetico, grazie a tecnologie modulari che prolungano la vita media dei macchinari fino a 12 anni. Inoltre, iniziative come RiVending in Italia dimostrano l’impegno concreto per un ciclo virtuoso di riciclo dei materiali. Sul fronte dell'innovazione, il settore continua a spingere verso soluzioni digitali all’avanguardia: pagamenti contactless, smart fridges e micromarket sono solo alcune delle risposte a consumatori sempre più esigenti. L'adozione di protocolli comuni per l'integrazione tecnologica fra componenti delle macchine rappresenta un ulteriore passo verso una maggiore interoperabilità e sostenibilità. Ma non mancano le richieste verso le istituzioni europee. EVA chiede un quadro normativo prevedibile e armonizzato, che tenga conto delle specificità del settore, e incentivi per la ricerca e lo sviluppo, essenziali per mantenere la competitività globale. Una sfida su cui pesano il controllo delle importazioni non conformi e l’equilibrio tra regolamentazioni e sostenibilità economica per le piccole imprese.

CULLIGAN PROSEGUE CON LE ACQUISIZIONI E INAUGURA LA NUOVA SEDE

Non si arresta la crescita in Italia di Culligan. Ormai acquisisce le aziende del suo comparto senza nemmeno fare un comunicato stampa informativo. Le compra e basta, come è successo per una realtà genovese. Inoltre, dopo oltre 60 anni presso lo stabilimento industriale a Cadriano di Granarolo, Culligan sposta il proprio centro direzionale italiano a Bologna, operando in sinergia con i centri di imbottigliamento presenti sul territorio e con i 58 magazzini dislocati in tutto il Paese.

Da questa sede supporta oltre 1.000 dipendenti in Italia, di cui più di 400 dedicati al servizio post-vendita e al customer care. Il design del nuovo headquarter (in foto), curato da Open Project, si ispira alla fluidità dell'acqua, con ampie vetrate che favoriscono la trasparenza e l'interazione tra le persone. Scott Clawson, Chairman e CEO di Culligan International, ha dichiarato che l’espansione testimonia l’impegno da parte di Culligan nel promuovere un cambiamento virtuoso, migliorando la qualità dell'acqua per il benessere dei consumatori e la dedizione dell’azienda alla salvaguardia del pianeta per le generazioni presenti e future.

SAN BENEDETTO CONTINUA A RIDURRE

L’IMPATTO AMBIENTALE DEL PROPRIO SITO WEB

San Benedetto ribadisce il suo impegno ambientale, riducendo ulteriormente le emissioni di CO2 legate al proprio sito internet. Questo risultato segna un ulteriore passo verso l’ambizioso obiettivo di ridurre e compensare le emissioni per un futuro più sostenibile. Internet, infatti, è una delle principali fonti di emissioni di CO2: secondo il Global Carbon Project, se il web fosse una nazione, sarebbe la quarta al mondo per inquinamento, a causa dell’energia consumata dai data center e dai dispositivi degli utenti, spesso alimentata da combustibili fossili. Con l’adozione di Karma Metrix, il primo sistema al mondo capace di misurare, migliorare e comunicare l’impatto ambientale di un sito web, San Benedetto dimostra ancora una volta la propria leadership nella lotta alle emissioni di CO2. Grazie a un innovativo algoritmo brevettato, lo strumento fornisce dati concreti sull’impatto ambientale e supporta azioni di ottimizzazione. Secondo i dati raccolti, il sito web ufficiale di San Benedetto ha un’efficienza energetica che produce appena 0,65 grammi di CO2e per visualizzazione di pagina, un valore significativamente più basso rispetto agli standard di settore. In termini pratici, il consumo annuo totale del sito equivale alle emissioni prodotte da circa 2.070 km percorsi da un aereo di linea o 1.634 km da un’automobile per un totale di 0,19 tonnellate di CO2 in un anno. "Innovare significa agire concretamente. Grazie a Karma Metrix, il nostro sito web è un esempio tangibile di sostenibilità a 360 gradi”. dichiara Vincenzo Tundo Direttore Commerciale e Marketing Italia del Gruppo: "Abbiamo sempre posto il rispetto per l’ambiente al centro delle nostre scelte, e oggi dimostriamo come anche il digitale possa contribuire a un futuro più sostenibile."

GIMOKA ACQUISISCE LA MAGGIORANZA DI NATFOOD

Il Gruppo Gimoka ha acquisito la partecipazione di maggioranza nel capitale sociale di Natfood, consolidando una collaborazione iniziata nel 2021. Questa operazione strategica mira a rafforzare la presenza di Gimoka nel settore HoReCa ampliando l'offerta di soluzioni integrate per la somministrazione di bevande calde e fredde. L'acquisizione rappresenta un segnale per il mercato italiano delle bevande, indicando una tendenza verso l'integrazione e la collaborazione tra aziende per affrontare le sfide del mercato e soddisfare le esigenze di una clientela sempre più esigente. Natfood, con un fatturato annuo di circa 40 milioni di euro nel 2024, è riconosciuta come leader in Italia nel settore delle bevande per il canale HoReCa, servendo oltre 25.000 clienti con un portafoglio prodotti che include ginseng, orzo, cioccolata, tè, tisane e creme. L'accordo prevede la continuità dell'assetto manageriale di Natfood: GF Holding e la famiglia Lochis manterranno quote di minoranza, con Giuseppe Lochis che continuerà a far parte del consiglio di amministrazione e Luciano Lochis che proseguirà nel ruolo di Amministratore Delegato.

Ivan Padelli, Presidente del Gruppo Gimoka, ha sottolineato l'importanza dell'operazione, evidenziando l'impegno nel supportare lo sviluppo tecnologico e l'innovazione di prodotto. Questa sinergia consentirà a Natfood di beneficiare di una maggiore capacità di ricerca e sviluppo, non solo nel campo delle bevande, ma anche nelle tecnologie di erogazione e nelle attrezzature professionali, permettendo all'azienda di anticipare i trend di mercato e offrire un servizio clienti più completo. Giuseppe Lochis, fondatore di Natfood, ha dichiarato che l'alleanza con il Gruppo Gimoka favorirà nuove opportunità e sinergie, rafforzando entrambe le realtà e creando valore condiviso per l'intero settore HoReCa. Questa acquisizione rappresenta un passo significativo nel panorama del mercato italiano delle bevande, indicando una tendenza verso l'integrazione e la collaborazione tra aziende per affrontare le sfide del mercato e soddisfare le esigenze di una clientela sempre più esigente.

ONLINE IL PRIMO REPORT DI SOSTENIBILITÀ DI

SETTORE

REALIZZATO DA CONFIDA

CONFIDA ha realizzato il primo Report di Sostenibilità di settore Il documento offre una fotografia odierna della distribuzione automatica italiana, risultato dell’impegno dell’intera filiera sui temi della sostenibilità e rappresenta un importante tassello del percorso di CONFIDA per la valorizzazione e la promozione del settore vending. La realizzazione di questo documento è stata possibile grazie alla collaborazione delle imprese associate che hanno compilato un questionario che aveva l’obiettivo di analizzare le dinamiche della distribuzione automatica ispirate ai criteri ambientali, l’impatto sociale, le buone pratiche e i principi che ispirano la gestione aziendale.Dallo studio emerge che il 50% delle aziende del vending realizza un report di sostenibilità e il 60% si è dotato di un responsabile dedicato al tema. Il settore, in particolare, è molto attento alla sicurezza alimentare poiché i distributori automatici sono dei veri e propri punti di ristoro che rispettano tutte le norme in materia di igiene e sicurezza, il cosiddetto sistema dell’HACCP, per la tutela della salute del consumatore finale. Inoltre, grazie alla collaborazione con l’ente CSQA, è stata creata la certificazione TQS Vending che richiede agli operatori del settore standard qualitativi superiori a quelli di legge. Anche per il caffè, il prodotto più venduto nei distributori automatici, è nata un’ulteriore certificazione di qualità, DTP-114, che definisce specifici parametri funzionali qualitativi. La quasi totalità delle aziende del settore (98%), inoltre, è dotata di policy che pongono l’attenzione al benessere e alla sicurezza sul posto di lavoro, e in oltre la metà dei casi (55%) queste attività sono svolte con un sistema di gestione certificato. A questo si aggiungono le politiche del welfare su cui investono ben il 59% delle imprese con particolare attenzione verso l’assistenza sanitaria integrativa e l’analisi dei rischi di stress-lavoro correlato. L’impegno è esteso anche alle comunità di riferimento e infatti il 41% delle aziende sostiene la ricerca medicoscientifica. Infine, alta anche l’attenzione alle politiche e iniziative per contrastare il cambiamento climatico e la salvaguardia dell’ambiente: circa il 60% delle aziende ha adottato un piano di sviluppo a mediolungo termine dedicato a queste tematiche e il 50% valuta i nuovi fornitori anche su criteri di sostenibilità ambientale con l’obiettivo di coinvolgere l’intera catena nel raggiungimento degli obiettivi. Il 41% delle imprese, inoltre, partecipa a programmi di economia circolare –come RiVending – e il 31% utilizza veicoli elettrici.

IL SISTEMA E.S.E. COMPIE 50 ANNI, ILLYCAFFÈ NE CELEBRA LA NASCITA

Il mondo del caffè celebra il 50º anniversario della cialda E.S.E. (Easy Serving Espresso), un'innovazione che ha rivoluzionato la preparazione dell'espresso, rendendolo accessibile a livello globale. Nel 1974 infatti, illycaffè introdusse la cialda E.S.E. con l'obiettivo di esportare l'espresso italiano in paesi dove mancava l'esperienza dei baristi italiani, rendendo difficile ottenere una tazza con la giusta cremosità, corpo e intensità aromatica. Nel 1998, sette aziende leader del settore fondarono il Consorzio per lo Sviluppo e la Tutela dello Standard E.S.E., un'organizzazione senza scopo di lucro che riunisce torrefattori e produttori di macchine espresso. Il Consorzio ha lavorato per migliorare lo standard E.S.E., promuovendo la "cultura del serving" e sviluppando il "sistema del caffè porzionato" che include macchina per espresso e cialda in carta.

FLO GROUP E LICEO STEAM DI PARMA UN PROGETTO PER FORMARE I TALENTI DEL DOMANI

La collaborazione tra FLO Group e il Liceo STEAM International di Parma rappresenta un esempio concreto di sinergia tra formazione scolastica e realtà aziendale. Questo progetto mira a preparare i giovani talenti a confrontarsi con il mondo del lavoro, immergendoli in un contesto professionale stimolante. Il percorso è iniziato con una visita allo stabilimento FLO di Fontanellato, dove Antonio Cremaschi, Direttore di Plant, ha illustrato agli studenti il processo produttivo, offrendo uno spaccato delle dinamiche aziendali e delle sfide quotidiane dell’industria. Da questa esperienza prende forma una sfida di marketing lanciata da Erika Simonazzi, Direttrice Marketing di FLO Group, che vede coinvolti gli studenti di quarta liceo. Gli studenti sono chiamati a sviluppare un progetto di marketing digitale per Alpha, la nuova linea di stoviglie in carta di FLO. Divisi in gruppi, e con il supporto dei professori Umberto D’Amario e Stefania Garavaldi, i ragazzi analizzeranno il mercato, definiranno il target di riferimento e studieranno le caratteristiche distintive del prodotto. L'obiettivo è quello di creare una strategia che renda Alpha unica agli occhi dei consumatori e desiderabile sul mercato. Durante le due settimane di lavoro, gli studenti esploreranno tutti gli aspetti legati al lancio di un nuovo prodotto, con un focus sull’innovazione industriale e la sostenibilità, valori centrali per FLO Group. Il progetto non si limita a trasferire conoscenze tecniche: vuole ispirare i giovani e promuovere una cultura aziendale orientata al futuro. Come sottolinea FLO Group, investire nei talenti emergenti significa costruire un ponte tra scuola e impresa, favorendo l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro e stimolando una visione innovativa.

Grazie a iniziative come questa, il Liceo STEAM di Parma si conferma un modello di eccellenza nell'educazione, mentre FLO Group ribadisce il suo impegno nel sostenere progetti che valorizzano le nuove generazioni.

LAVAZZA, I PRIMI 35 ANNI DEL TRAINING CENTER

Il Training Center Lavazza celebra 35 anni di attività, consolidando il suo ruolo di primo piano nella diffusione della cultura del caffè a livello globale. Fondato nel 1989 a Torino, il centro è cresciuto fino a diventare la più grande rete internazionale di formazione nel settore, con ben 57 sedi in Europa, Australia, America e Asia.

La missione del Training Center è trasmettere il sapere sull'espresso a professionisti del settore e appassionati, offrendo corsi che spaziano dalla botanica del caffè al coffee design, passando per l'arte della preparazione del vero espresso italiano. Ogni anno, circa 30.000 persone partecipano alle attività formative del centro, beneficiando dell'esperienza centenaria di Lavazza nel mondo del caffè. Il Training Center Lavazza ha inoltre instaurato collaborazioni prestigiose con istituzioni come il Politecnico di Torino e l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, contribuendo a progetti innovativi come "èspesso", il primo caffè solido della storia. Questo traguardo dei 35 anni sottolinea l'impegno costante di Lavazza nel promuovere l'eccellenza e l'innovazione nel settore del caffè, confermando il Training Center come punto di riferimento per la formazione e la ricerca a livello internazionale.

RHEAVENDORS INAUGURA LA SUA PRIMA FILIALE

IN TURCHIA

Rhea Vendors Group segna un ulteriore passo nel suo percorso di espansione internazionale con l’apertura di Rheavendors Turkey, la nuova sede inaugurata a Istanbul. Un traguardo che consolida la presenza del gruppo sui mercati globali, portando il meglio dell’innovazione, del design e della qualità Made in Italy in un Paese dal profondo legame con la cultura del caffè. La Turchia vanta una tradizione storica unica nel mondo del caffè, rappresentata dall’iconico caffè turco, noto per il suo sapore deciso e inconfondibile, e dal ruolo che il caffè ricopre nelle tradizioni culturali. Rheavendors celebra questo patrimonio proponendo una sinergia tra l’autenticità del caffè italiano e le radicate tradizioni turche, grazie alla possibilità di personalizzazione offerta dalle sue macchine. L’azienda non si limita a offrire soluzioni vending, ma intende ridefinire il concetto di ospitalità in un mercato sempre più attento all’innovazione e alla qualità. La nuova sede di Istanbul, con un ufficio e uno showroom dedicato, sarà il punto di riferimento per far scoprire come tecnologia all’avanguardia e rispetto per la tradizione possano convivere armoniosamente. “Siamo entusiasti di portare la nostra visione in Turchia, un Paesedallaculturariccaeinevoluzionenelsettoredelvending”, ha dichiarato su Linkedin il team di Rhea Vendors Group. Questa iniziativa rappresenta una sfida ambiziosa per il gruppo, che continua a farsi ambasciatore del Made in Italy nel mondo, mantenendo un forte legame con le tradizioni locali dei mercati in cui opera. La filiale di Istanbul sarà il luogo ideale per sperimentare il perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione che da sempre contraddistingue l’azienda.

JOLLY COLOMBANI: 100 ANNI DI TRADIZIONE

E INNOVAZIONE NEL CUORE DEL MADE IN ITALY

Nella suggestiva cornice del Castello Estense, Ferrara ha celebrato il centenario di Jolly Colombani, un marchio che è simbolo di tradizione, innovazione e qualità del Made in Italy. Fondato nel 1924 a Portomaggiore dal visionario imprenditore e benefattore Giulio Colombani, il brand è oggi parte del Gruppo cooperativo Conserve Italia, promotore di un evento che ha ripercorso la storia e l’evoluzione di un patrimonio unico.

Maurizio Gardini, presidente di Conserve Italia, ha sottolineato il valore storico di Jolly Colombani: “Sentiamo tutta la responsabilità di portare avanti una tradizione così significativa, iniziata con l’intuizione di Giulio Colombani di valorizzare il territorio ferrarese attraverso innovazioni tecnologiche capaci di promuovere al meglio le produzioni locali.”

Dal 1994, anno dell’acquisizione del marchio da parte di Conserve Italia, Jolly Colombani è diventato sinonimo di eccellenza italiana, rappresentando non solo la qualità dei prodotti alimentari, ma anche il legame con il territorio emiliano-romagnolo.

Jolly Colombani genera un valore di 24 milioni di euro l’anno, con una crescita del 112% negli ultimi cinque anni e continua nel suo impegno a crescere puntando su innovazione, sostenibilità e attenzione al consumatore.

Per celebrare il centenario, è stato presentato un nuovo prodotto in edizione limitata: il succo all’amarena, caratterizzato da un gusto intenso e una grafica esclusiva firmata da Francesco Poroli, che fonde tradizione e modernità.

OVDAMATIC: IL PRIMO BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ SEGNA

50 ANNI DI IMPEGNO VERSO IL FUTURO

In occasione del suo 50° anniversario, il Gruppo Ovdamatic presenta il primo Bilancio di Sostenibilità, un documento che racchiude il percorso di un’azienda storica verso una crescita responsabile e sostenibile. Lanciato come parte di una strategia di rinnovamento, il bilancio riflette l’evoluzione del settore della distribuzione automatica, trainata dall’innovazione tecnologica e dalla crescente sensibilità verso l’ambiente.

Ovdamatic ha strutturato il bilancio intorno a quattro pilastri fondamentali: Organizzazione, Diritti Umani, Ambiente e Comunità, principi cardine che guidano ogni attività del gruppo.

Tra i traguardi raggiunti spiccano la riduzione delle emissioni di CO2 grazie all’utilizzo di distributori automatici certificati, mezzi a metano e la promozione di prodotti a Km 0. L’adesione al progetto RiVending garantisce il riciclo di bicchieri, palette e bottiglie in plastica, trasformandoli in nuovi prodotti. Parallelamente, con oltre 4.000 ore di formazione annuale, Ovdamatic investe nello sviluppo professionale dei suoi dipendenti, promuovendo al contempo la parità di genere.

L’azienda si distingue anche per il lancio di soluzioni tecnologiche all’avanguardia. Tra queste, i distributori 4.0 interconnessi, dotati di sistemi di telemetria per ridurre i fermi macchina, e il progetto OVDA Green, che introduce alternative sostenibili alla plastica come bicchieri in R-PET e mescolatori riciclabili.

Pierpaolo Turotti, CEO del Gruppo, sottolinea: “Questo bilancio non è solo un documento, ma una promessa verso i nostri stakeholder. Siamo determinati a integrare sostenibilità e innovazione in ogni aspetto del nostro lavoro, continuando a crescere responsabilmente.”

Ovdamatic si impegna anche nel supporto alle comunità locali, con iniziative come la Officina del Caffè, che favorisce il reinserimento lavorativo dei detenuti, e il sostegno a eventi benefici come il Camozzi Open, torneo internazionale di tennis in carrozzina. Con la pubblicazione di questo bilancio, Ovdamatic si prepara a conformarsi alle direttive europee CSRD, rafforzando il suo impegno nella trasparenza e nella responsabilità ambientale. La strategia è chiara: unire crescita economica e sostenibilità per garantire un impatto positivo duraturo.

JEAN-CHRISTOPHE BUGEON ALLA GUIDA DI SELECTA ITALIA-FRANCIA-SPAGNA

Jean-Christophe Bugeon guiderà Selecta Italia-Francia-Spagna, una nuova macro area composta dai principali mercati del vending europeo con ampie opportunità di scambio virtuoso di idee e integrazione delle pratiche d’eccellenza fra i tre paesi.

Jean-Christophe Bugeon, classe 1962, è un dirigente francese con oltre 30 anni di esperienza in ruoli dirigenziali di alto livello. Dal 18 luglio 2022, ha assunto la guida di Selecta France. Prima di entrare in Selecta, Bugeon ha trascorso 10 anni in Solvay e poi 12 anni presso Smurfit Kappa, leader mondiale nella produzione di imballaggi in carta. In Selecta France ha il merito di aver fatto cambiare rotta ad un mercato che è stato per lunghi anni in fortissima contrazione, spesso a due cifre. Nel 2025 guiderà tre mercati finalmente simili tra loro. In precedenza in Selecta, Italia e Spagna erano inseriti in un 'area che comprendeva anche Regno Unito e Irlanda, due mercati completamente diversi dai due principali del Sud Europa.

CDA PRESENTA IL REPORT DI SOSTENIBILITÀ 2021-2023

CDA di Cattelan S.r.l. Società Benefit, azienda friulana attiva dal 1976 nel settore della distribuzione automatica di alimenti e bevande, annuncia la pubblicazione del suo nuovo Report di Sostenibilità relativo al triennio 2021-2023. Il documento rendiconta in modo trasparente il percorso di crescita responsabile dell’azienda e il suo impegno verso la sostenibilità ambientale, sociale ed economica iniziato nel lontano 2011. Un impegno che si riflette anche nei risultati economici. I primi dati relativi al 2024 infatti, parlano di un fatturato di circa € 10.842.000,00, segnando un aumento del 4,43% rispetto al 2023. Tale crescita testimonia la solidità del modello di business di CDA, capace di coniugare sviluppo economico e responsabilità sociale. Il report triennale, redatto volontariamente e secondo gli Standard GRI (Global Reporting Initiative), è stato sottoposto a assurance indipendente da parte di Coral Audit Srl, società di revisione con sede a Udine e Milano, che ha rilasciato una relazione con esito positivo e senza rilievi. L’analisi, condotta secondo lo standard ISAE 3000 (Revised), ha confermato l’affidabilità dei dati rendicontati, aumentando così l’impegno della realtà friulana a portare avanti un percorso di crescita sostenibile trasparente e concreto. Nel triennio considerato, CDA ha consolidato le proprie politiche di sostenibilità con azioni concrete in diversi ambiti. Sul piano ambientale, l’azienda ha raddoppiato la produzione di energia da impianti fotovoltaici passando da 55.000 a 110.000 Kw/h, riducendo in modo significativo le emissioni di CO€ Sono stati poi introdotti diversi automezzi ibridi per rendere più efficiente la logistica e minimizzare l’impatto ambientale. Anche l’impegno nella gestione dei rifiuti ha portato a un’ulteriore riduzione dell’uso della plastica nei distributori automatici grazie alla completa sostituzione delle palette miscelatrici in plastica con quelle in cartone e al potenziamento delle iniziative di riciclo. Inoltre, grazie al progetto specifico per il recupero e la riduzione dello spreco alimentare, nel triennio oggetto del report, sono stati donati alla Croce Rossa locale e ad altre realtà benefiche oltre 15.000 prodotti freschi in scadenza ritirati dai propri distributori automatici perché non consumati dai clienti ma ancora edibili. Sul fronte sociale, CDA continua a mettere le persone al centro del proprio modello sostenibile. L’azienda ha confermato la Certificazione Family Audit e ha introdotto la figura dello Chief Happiness Officer (CHO) per migliorare il benessere organizzativo ed è stato rafforzato il il welfare aziendale, con misure come i bonus energia e bonus benzina. Un ruolo chiave viene inoltre riconosciuto al sostegno alla comunità locale: CDA finanzia numerosi progetti benefici e sportivi, tra cui il programma Microdono – Caffè Solidale” e la sponsorizzazione della società di pallavolo femminile CDA VOLLEY TALMASSONS. L’impatto economico dell’azienda continua a crescere in modo sostenibile. Nel 2023, CDA ha superato i dati pre-pandemia del 2019, dimostrando solidità e resilienza. L’ottenimento del punteggio massimo di 3 stelle nel Rating di Legalità conferma l’adozione di pratiche trasparenti ed etiche. Inoltre, l’azienda ha accelerato sulla trasformazione digitale, implementando sistemi di pagamento cashless e nuove tecnologie per il monitoraggio e la gestione dei distributori automatici. CDA, grazie al suo modello di business sostenibile, continua a confermare il proprio legame con il Friuli Venezia Giulia, territorio in cui è nata e in cui continua a investire. L’azienda è consapevole che fare impresa in modo sostenibile significa creare un impatto positivo duraturo sulla comunità.

Il Report di Sostenibilità 2021-2023 è disponibile sul sito ufficiale www.cda.it e su www.unasceltanaturale.it e verrà distribuito in formato cartaceo e digitale.

IL COMUNE DI SISSA TRECASALI HA RICEVUTO IL PREMIO

“VENDING SOSTENIBILE” DI CONFIDA

Sissa Trecasali (PR), piccolo comune emiliano nato nel 2014 dall’unione dei comuni di Sissa e Trecasali, ha ricevuto il premio “Vending Sostenibile” di CONFIDA, per aver adottato “RiVending”, il progetto di recupero e riciclo di bicchieri e palette in plastica (PS) e bottiglie in PET da distributori automatici voluto da CONFIDA, COREPLA e UNIONPLAST. Il premio viene assegnato nell’ambito dei “Cresco Award –Città sostenibili” organizzati da Fondazione Sodalitas e ANCI Associazione Nazionale Comuni Italiani. All’interno dell’edificio municipale di Sissa Trescali sono stati installati 4 cestini per la raccolta e il riciclo della plastica degli imballaggi delle vending machine. In un anno (ottobre ’23 –ottobre ’24), grazie all’impegno delle persone che lavorano all’interno del Municipio, sono stati raccolti ben 22.022 bicchieri per un totale di 150 chili di anidride carbonica risparmiata. “La sostenibilità è certamente tra i temi più importanti e rilevanti che le istituzioni si trovano ad affrontare negli ultimi anni. Abbiamo deciso di premiare il comune di Sissa Trecasali perché è il perfetto esempio che non bisogna essere grandi realtà istituzionali o produttive per fare la differenza: qualsiasi ente pubblico o azienda può rendere sostenibile la propria area break in modo semplice col progetto RiVending e dare il proprio contributo all’ambiente”, commenta Michele Adt, Direttore Generale di CONFIDA

Secondo le stime emerse dal monitoraggio di ottobre del progetto RiVending, in provincia di Parma le aziende che aderiscono al progetto sono 124 che hanno adottato, in tutto, 413 cestini con cui sono stati raccolti e riciclati in un anno (ottobre 2023 – ottobre 2024) 4.365.136 bicchieri garantendo il risparmio di 29,86 tonnellate di C02. A livello nazionale, inoltre, l’Emilia-Romagna, si posiziona al terzo posto tra le regioni più virtuose d’Italia con 1.534.742 bicchieri raccolti nel mese di ottobre 2024 (+11,5% rispetto ad ottobre 2023).

NUOVO CODICE DELLA STRADA: GIRO DI VITE SU CHI GUIDA CON IL PALMARE IN MANO

Tempi duri per chi prende in mano un palmare mentre è alla guida del furgone vending. Il nuovo Codice della strada è legge e le nuove regole introducono la sospensione immediata della patente, che viene ritirata sul posto per 7 giorni per chi ha un punteggio sulla patente da 10 a 19, per 15 giorni per chi ha un punteggio sulla patente da 1 a 9.

Le multe partono da 250 euro e arrivano a 1.000 euro. Per chi viene trovato una seconda volta a usare il palmare mentre guida, la multa sale fino a 1.400 euro, la sospensione della patente può durare fino a tre mesi e vengono decurtati da 8 a 10 punti.

Tutti i media parlano dell'uso del cellulare alla guida, ma in realtà il Codice della Strada dice che: “è vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici, smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi che comportino anche solo temporaneamente l’allontanamento delle mani dal volante”. Le nuove sanzioni non saranno effettive immediatamente, ma occorrerà attendere la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale che recherà la data dell’entrata in vigore.

GRUPPO GIMOKA PRESENTA A MARCA 2025

LE BEVANDE A RIDOTTO CONTENUTO DI ZUCCHERO E 100% VEGETALI PER LE PRIVATE LABEL

Per soddisfare la crescente domanda di consumi più sostenibili e che rispondono a uno stile di vita sano Gruppo Gimoka, dal Salone Internazionale della Marca del distributore in programma il 15-16 gennaio a Bologna Fiere, lancia la nuova linea di bevande solubili a basso contenuto di zuccheri e di bevande solubili 100% vegetali, confermandosi tra i leader nel settore delle Private Label per completezza e profondità della gamma proposta agli operatori internazionali, sempre più esigenti e consapevoli.

Gruppo Gimoka è premium sourcing partner globale per le insegne nazionali e internazionali operanti nel mondo della GDO, grazie a una divisione dedicata allo sviluppo di prodotti a marchio e al parco impianti tecnologicamente avanzato di cui dispone.

Seguendo le abitudini degli europei e degli italiani, che nell’ultimo biennio hanno diminuito il consumo di zuccheri nelle bevande, la prima novità che il Gruppo Gimoka porta a Marca riguarda la linea a ridotto contenuto di zuccheri, creata per quanti si ispirano a uno stile di vita sano e desiderano ridurre il rischio di malattie metaboliche anche attraverso migliorati comportamenti alimentari.

Si tratta di bevande che possono aiutare la gestione del peso corporeo e la salute dentale, secondo le raccomandazioni dell’OMS.

La seconda novità presentata dal Gruppo Gimoka sono le bevande 100% vegetali, solubili a base di avena, che rappresentano un’alternativa alle bevande a base di latte animale e si rivolgono ad un’ampia fascia di consumatori. Infatti, secondo una ricerca dell’Unione Italiana Food, 1 italiano su 2 le consuma abitualmente (50,4%).

Questa continua tendenza all’innovazione fa sì che il catalogo di caffè e bevande solubili di Gruppo Gimoka sia il più ampio disponibile sul mercato per origini, certificazioni, miscele (oltre 120), ma anche per bevande solubili gluten free, 100% vegetali e senza lattosio.

Grazie al suo team specializzato in Private Label, che opera con un approccio orientato alla gestione del progetto in ogni sua fase, il Gruppo Gimoka offre ai partner un elevato grado di innovazione e personalizzazione, garantendo coerenza con il posizionamento desiderato sullo scaffale.

FANTAVENDING

DICEMBRE 2024 - GENNAIO 2025

FANTAVENDING È UN BLOG INFORMATIVO PRESENTE NEL SETTORE DEL VENDING DA OLTRE 15 ANNI, UN TEMPO LUNGHISSIMO PER UN’ESPERIENZA DI SOCIAL MEDIA. FIN DAL SUO ESORDIO È DIVENTATO IL CENTRO INFORMATIVO DEL SETTORE. TUTTE LE PRINCIPALI AZIENDE DELLA FILIERA DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA SONO QUOTIDIANAMENTE CONNESSE AL SITO (WWW.FANTAVENDING.IT) E MIGLIAIA DI UTENTI OGNI GIORNO LEGGONO E SPESSO COMMENTANO LE NOTIZIE PUBBLICATE TUTTI I GIORNI FERIALI, 12 MESI ALL'ANNO E SENZA INTERRUZIONI PER ALMENO 50 SETTIMANE.

D.A. ITALIA PUBBLICHERÀ UNA SINTESI DELLE NOTIZIE RECENTI DI FANTAVENDING PIÙ LETTE IN RETE.

TREMA IL VENDING ITALIANO...

Ci eravamo illusi che i forti aumenti del caffè nel 2024 fossero solo una delle tante crisi speculative destinate ad attenuarsi con il tempo e invece ci sbagliavamo.

La qualità Robusta, qualle di gran lunga più utilizzata nel vending, ha appena superato il suo massimo storico e veleggia indistrurbato al di sopra i 5.500 dollari a tonnellata.

Per il vending questo significa che sarà difficile per chiunque trovare un chilo di caffè sotto gli 8 euro al chilo.

Per un settore che ha tempi molto lunghi e notevoli costi per ribaltare i prezzi ai suoi clienti, questa è decisamente una pessima notizia.

Purtroppo non va certo meglio con la qualità Arabica, che ha appena superato i prezzi record dell'aprile 2011, ma continuano a crescere anche zucchero, cacao, latte... tutte materie prime essenziali per la distribuzione automatica.

A questa situazione si associa un calo di consumi che negli ultimi 4 mesi è stato evidente a tutti. Quindi bisogna essere onesti e dire le cose come stanno: il vending italiano non è più in una fase critica, ma in un vero e proprio stato di calamità.

Continuare a vedere in questa conclamata fase di crisi certi ristorni e certi prezzi è semplicemente inaccettabile

Dall’inizio di gennaio 2025, in tutti i paesi dell’Unione europea, Italia compresa, i produttori di bottiglie di PET dovranno obbligatoriamente usare una certa percentuale di plastica riciclata. Ce ne siamo accorti tutti perché i produttori di bevande, per rispettare la norma, hanno alzato i prezzi, anche perché (in modo contro intuitivo) il rPET costa molto di più del PET vergine!

Il nuovo requisito già in vigore, si applica alle bottiglie per bevande con una capacità massima di tre litri che hanno come componente principale il PET e devono contenere almeno il 25 per cento di plastica riciclata, una percentuale che salirà al 30 per cento a partire dal 2030.

La cosa che è sfuggita a molti è che, in base alla Decisione di esecuzione (UE) 2023/2683 della Commissione Europea, il calcolo della percentuale di plastica riciclata nelle bottiglie monouso per bevande deve includere tutte le componenti della bottiglia: corpo, tappi ed etichette, anche se sono evidentemente fatti di materiali diversi...

Ci sfugge completamente la logica di obbligare i produttori ad aumentare la percentuale di costoso rPET anche in base al peso del tappo, ma ormai abbiamo perso ogni speranza di comprenderli...

PER TOGLIERE LE TANICHE BASTA IMPARARE A FARE GLI IMPIANTI DELL'ACQUA

Molti lettori di Fantavending si saranno accordi che da diversi giorni riceviamo e pubblichiamo in Area Risposte diversi commenti sui distributori automatici auto alimentati attraverso delle taniche d'acqua.

Il tema è più complesso di quanto sembri, perché scegliere la tanica della giusta dimensione non è così immediato e, nel caso di postazioni alto battenti, si può arrivare fino ai 30 litri a passaggio.

Tra le tante soluzioni consigliate e i commenti arrivati in redazione, c'è anche quella di collegarsi comunque alla rete idrica, anche quando l'impianto deve seguire una direzione piuttosto tortuosa.

Pubblichiamo quindi il video di un nostro lettore intitolato: "Per togliere le taniche basta imparare a fare gli impianti dell'acqua".

è servita la vertenza, finora affrontata con due tavoli di crisi al ministero a Roma e in Regione a Torino. L’azienda si è dimostrata impassibile a richieste di prolungamento dell’attività. Il massimo che ha concesso è arrivare a giugno, ma con una progressiva riduzione produttiva a partire da aprile.

Stiamo parlando di 118 dipendenti (più 30 nell'indotto) che andranno a casa...

SELECTA RACCOGLIE 50 MILIONI DI EURO PER AFFRONTARE IL DEBITO

Il gruppo Selecta, colosso del vending controllato dal fondo d’investimento KKR, ha ottenuto un’iniezione di liquidità pari a 50 milioni di euro da parte di alcuni obbligazionisti. L’operazione, realizzata tramite una nuova linea di credito, punta a rafforzare la situazione finanziaria della società, che si trova a fronteggiare una complessa ristrutturazione del debito.

In una nota appena pubblicata, Bloomberg ha riportato che l'azienda svizzera è attualmente impegnata in negoziati con i propri creditori per ridefinire la struttura delle sue passività, con scadenze importanti previste nel corso del prossimo anno. Inoltre, Selecta ha ottenuto l'approvazione dalla maggioranza degli obbligazionisti di primo grado per estendere il periodo di grazia delle cedole scadute il 2 gennaio sul debito di circa 750 milioni di euro di obbligazioni, segno di una cooperazione necessaria per affrontare la situazione.

Game over per lo stabilimento Barry Callebaut di Intra, la multinazionale del cioccolato ha dato disposizioni all’Unione industriale del Vco di aprire la procedura collettiva di licenziamento. Tempo qualche giorno e verranno mandate le lettere a tutti i dipendenti.

Non è un problema di mancanza di ordini, tanto che la fabbrica lavorerà a pieno regime fino a marzo, ma di "strategie internazionali" di Barry Callebaut e a nulla

La situazione finanziaria della società appare particolarmente delicata. KKR, che detiene azioni privilegiate della holding di Selecta, sta lavorando insieme ai banchieri di PJT Partners per gestire la ristrutturazione del debito.

Parallelamente, alcuni obbligazionisti hanno coinvolto i loro consulenti.

FINITE LE SPERANZE IN BARRY CALLEBAUT, PARTONO LE LETTERE DI LICENZIAMENTO

vCon una situazione importante di debito e il calo dei volumi di vendite del settore del vending europeo nel 2024, il gruppo sta cercando di mantenere la fiducia del mercato e degli investitori, ma il percorso verso la stabilità finanziaria appare ancora complesso.

DAVIDE CONTRO GOLIA. LA TORREFAZIONE ZICAFFÈ

CONTRO IL COLOSSO ZARA

Zicaffe una piccola torrefazione siciliana, che ha partecipato anche a qualche fiera del settore del vending, ha iniziato una contesa legale con uno dei colossi della moda, la spagnola ZARA. Zicaffè ha infatti chiesto all'ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale di impedire a Inditex (proprietario di Zara), di utilizzare il nome 'Zacaffe' per le sue nuove caffetterie, sostenendo che il nome è troppo simile al proprio marchio.

Zicaffe afferma che 'zi' e 'za' sono troppo simili e che esiste il rischio di confusione, di vantaggio sleale e di danno alla distintività del proprio marchio. Inditex, un gruppo da 36 miliardi di fatturato, non ha per ora rilasciato commenti, ma ha già aperto la prima caffetteria Zacaffe in un nuovo negozio a Madrid, nell'ambito di una più ampia strategia volta a offrire nuove esperienze di shopping per incrementare le vendite.

Vi terremo informati sugli sviluppi. Per chi tifiamo lo sapete gia!...

IN CROAZIA IL CAFFÈ AL BAR SUPERA I 2 EURO A TAZZINA...

Tra l'Italia e la Croazia c'è un mare di mezzo, ma per quanto riguarda il caffè potrebbe essere persino un oceano. Non tanto perché da quelle parti i bar hanno aumentato di altri 15 centesimi il prezzo della tazzina e in diversi locali adesso supera i 2 euro, ma per le motivazioni che hanno sostenuto questo rialzo.

Infatti per spiegare l'aumentato costo del caffè al bar, non si sono soffermati solo sul raddoppio della materia prima, ma hanno fatto vedere che con gli stipendi attuali dei baristi, il costo del lavoro per tazzina è salito a 0,8180 euro. Se si aggiunge il costo del caffè, lo zucchero, l'acqua (filtrata), le attrezzature, le manutenzioni, le spese generali, i prelievi fiscali e parafiscali, era semplicemente impossibile non aumentare.

Il vending si trova nella stessa situazione. Se si facessero davvero i calcoli di quanto costa ad un gestore installare una macchina, dargli la corretta assistenza tecnica, caricarla con continuità raggiungendo i clienti con mezzi dedicati, assicurandola, pagando i dipendenti, le spese generali e le tasse (precise all'euro grazie ala memorizzazione dei corrispettivi), forse si accorgerebbero che oggi stare sotto i 50 centesimi è semplicemente impossibile.

Infatti, l'aumento del costo del caffè è solo un ulteriore aggravio di una situazione che era già drammatica da diverso tempo. Senza importanti revisioni dei prezzi in macchina questo settore è morto.

A STRISCIA LA NOTIZIA SCOPPIA

IL CASO DELLA "MAFIA DEL CAFFÈ" A MILANO

La mafia e il caffè: un binomio che, a quanto pare, ha trovato terreno fertile nel Nord Italia. L’episodio di Striscia la Notizia appena andato in onda ha acceso i riflettori su un fenomeno inquietante che coinvolge Milano, dove la criminalità organizzata utilizza il caffè come strumento di controllo economico.

Il servizio, curato dal giornalista Max Laudadio, ha mostrato come la mafia costringa baristi e piccoli imprenditori ad acquistare caffè di scarsa qualità a prezzi imposti, nascondendo il tutto dietro contratti di fornitura apparentemente regolari. Una pratica che, come ha sottolineato il Ignazio De Francisci, ex magistrato e collaboratore di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, non è altro che una forma di estorsione camuffata: “Non c’è bisogno di una faccia feroce. Basta un sorriso, una pacca sulla spalla, e il messaggio arriva forte e chiaro”.

Laudadio ha rivelato uno stralcio di intercettazione tra un gestore sotto scacco della mafia e sua moglie, un esempio lampante di come queste dinamiche siano radicate e difficili da combattere. Eppure, il dato più allarmante non riguarda tanto le modalità del controllo mafioso, quanto la risposta degli imprenditori. “Milano sembra essere la capitale dell’omertà”, ha detto il giornalista, sottolineando come in quindici anni sia stata registrata una sola denuncia nella città lombarda.

Ma questa non è che la prima parte di un reportage più ampio. Laudadio promette di approfondire ulteriormente il tema, sperando di scuotere non solo le istituzioni, ma anche gli stessi imprenditori, affinché trovino il coraggio di opporsi a un sistema criminale che non risparmia neppure uno dei simboli più amati della quotidianità italiana: il caffè.

LA GRIMAC

IN DIFFICOLTÀ. UN PEZZO DI STORIA

DEL VENDING RISCHIA LA CHIUSURA?

Un contenzioso su un immobile pare essere al centro delle recenti difficoltà della Grimac, storica azienda che dal 1966 produce macchine del caffè e che per decenni è stata un'indiscussa protagonista nel settore OCS.

Un ufficiale giudiziario ha posto i sigilli alla sede di Zola Pedrosa (BO) dove ancora lavoravano 4 dipendenti. In queste ore la proprietà si sta adoperando per trovare una soluzione, ma nel frattempo i sindacati sono sul piede di guerra.

Speriamo in una veloce risoluzione, altrimenti per l'Emilia Romagna, un tempo una delle zone auree per la produzione di macchine da caffè, dopo Saeco e Ducale, rischia un altro duro colpo.

E' un inizio del 2025 decisamente triste per la nostra comunità, il 2 gennaio è purtroppo venuto a mancare Franco Menon, uno dei pionieri della distribuzione automatica italiana. Ha iniziato a lavorare nel vending negli anni ’70 per poi fondare nel 1983, assieme ad altri tre soci, la Bassano Distributori (oggi BSN Group) una delle principali gestioni indipendenti del Veneto.

Franco appartiene a quella generazione in cui l’etica del lavoro e il rispetto della parola data sono inviolabili ed è rimasto coerente fino all’ultimo, non solo basando la sua professione su questi principi, ma trasferendo questi valori anche all’interno dell’azienda.

LUTTO NEL MONDO DEL VENDING

Lo staff di Fantavending esprime la sua vicinanza alla famiglia, all’azienda e ai tanti amici che Franco aveva dentro e fuori il nostro settore.

BOTTE DA ORBI IN GERMANIA. IVS GROUP SI AGGIUDICA DUE GRANDI APPALTI.

L'ultimo scoop dell'anno se lo aggiudica IVS che colora di azzurro (anzi ciano) i distributori automatici di due grandi appalti tedeschi: BASF, colosso della chimica con oltre 36.000 dipendenti, e Fraport, gestore del quinto scalo aeroportuale europeo per numero di passeggeri.

Entrambi le locazioni erano presidiate dal leader europeo Selecta, quindi lo "Scontro tra Titani", a lungo commentato da Fantavending, prosegue anche a fine 2024.

Questa mossa non solo amplifica il peso di IVS in Germania, ma si inserisce in un percorso di crescita strategica che sembra non conoscere soste. Sarà interessante vedere come il mercato reagirà a questo sviluppo e quali saranno le contromosse dei concorrenti nei prossimi mesi...

NON SOLO CAFFÈ! ANCHE I LISTINI DEL "MISTO" DEVONO ESSERE RIVOLUZIONATI.

"Buongiorno, sono il tecnico della macchinetta del caffè, posso entrare?". Pare sia iniziata così la truffa che martedì scorso ha colpito una ditta della zona nord di Varese.

Con la scusa di sistemare un malfunzionamento della macchina, un delinquente si è spacciato per un operatore di una nota gestione e appena è rimasto solo nell'area break ha tirato fuori gli attrezzi da scasso e ha aperto le macchine in pieno giorno e con i dipendenti regolarmente al lavoro negli uffici vicini.

Finito il lavoro, se ne è andato indisturbato abbandonando in bella vista un piede di porco e un cacciavite...

Quindi il gestore si è trovato non solo senza l'incasso, ma anche con le macchine vandalizzate in maniera importante.

STATI GENERALI DEL VENDING 2024

MERCOLEDÌ 6 NOVEMBRE 2024 - ore 9.30

Confcommercio - Sala Orlando – Piazza G.G. Belli, 2 - Roma

GLI STATI GENERALI DEL VENDING, TENUTISI LO SCORSO NOVEMBRE A ROMA, PRESSO LA SEDE DI CONFCOMMERCIO, SONO DA SEMPRE OCCASIONE DI RIFLESSIONE E DI SPUNTI ANCHE PER IL MONDO DELLA POLITICA CHE, GRAZIE AGLI INPUT TRASMESSI DA CONFIDA, HA LA POSSIBILITÀ DI CONOSCERE DIRETTAMENTE DAI SUOI PROTAGONISTI LA REALTÀ DELLE IMPRESE DI SETTORE, ACCOGLIENDONE LE ISTANZE.

SEBASTIANO BARISONI, VICE DIRETTORE ESECUTIVO RADIO 24 E IL SOLE 24 ORE, MODERATORE DELL’EVENTO, HA RIVOLTO LE DOMANDE DEL COMPARTO, IN PARTICOLARE CONCENTRANDOSI SULLE COMPLESSITÀ LEGATE A TRANSIZIONE 5.0, AI RAPPRESENTANTI DELLE ISTITUZIONI. I POLITICI INTERVENUTI HANNO ACCETTATO IL CONFRONTO NELL’OTTICA DI TROVARE UNA SOLUZIONE ALLE CRITICITÀ EVIDENZIATE E HANNO TESTIMONIATO LA LORO TOTALE DISPONIBILITÀ A COLLABORARE CON IL MONDO DELL’IMPRESA SEMPLIFICANDO LE REGOLE DI INGAGGIO PER BENEFICIARE DELL’INCENTIVO PROPOSTO DAL GOVERNO NEL QUALE È STATA RICONVERTITA PARTE DEI FINANZIAMENTI EUROPEI DEL PNNR.

ANCORA UNA VOLTA, DUNQUE, IL DIALOGO TRA MONDO DELLE IMPRESE E MONDO DELLE ISTITUZIONI SI RIVELA PROFICUO E INDISPENSABILE PER IL PERSEGUIMENTO DI RISULTATI ECONOMICI POSITIVI. DI SEGUITO, UN’AMPIA SINTESI DELLA TAVOLA ROTONDA MODERATA DA SEBASTIAN BARISONI CON GLI INTERVENTI INTEGRALI DEI POLITICI PRESENTI.

Ad aprire il confronto è stato Giorgio Mulè, Vicepresidente della Camera dei Deputati, che ha sottolineato il suolo preminente della formazione nel futuro delle imprese e ha ipotizzato, per un ritorno ai livelli pre-Covid, nuovi modelli di consumo e di business per il vending.

“Voglio iniziare la mia relazione partendo dalla formazione, tema che vedo correlato con il titolo scelto per questa giornata, ma soprattutto necessario. La formazione è necessaria affinché ciascuno di voi non subisca i cambiamenti ma possa governarli. Confida ha saputo intercettare questa necessità anticipando gli studi di cui oggi si discute, ovvero il problema di mismatch tra domanda e offerta nel mondo del lavoro: parliamo di 1.200.000 posti, destinati ad aumentare fino a 2 milioni nel 2026, secondo le proiezioni. Confida è stata efficiente, ha capito quali sono le figure professionali più carenti, ovvero i tecnici della manutenzione e coloro che devono poi lavorare sulle macchine, facendosi carico della formazione, occupandosi anche di aprire la cosiddetta “macchina della mobilità”, cioè il fenomeno che riguarda la possibilità per un lavoratore di poter guadagnare in relazione al costo della vita nella città in cui vive (ad esempio, un lavoratore a Milano spende circa il 75% del suo stipendio per l’affitto. Confida agisce

virtuosamente e in prospettiva sulla mobilità sociale in modo concreto, garantendo retribuzioni adeguate alla situazione - una logica che sfugge al controllo nazionale -dando al dipendente il compenso corretto per condurre una vita dignitosa. Confida con questa iniziativa assume un ruolo sociale importante. Sono rimasto molto colpito anche dal progetto di recruiting all’interno del Carcere di Bollate. Formare durante la detenzione del personale qualificato offre una possibilità lavorativa al detenuto una volta uscito dal carcere.

Se la formazione, come nel vostro caso, è una best practice, bisogna fare in modo che Confida e tutto il vostro settore, da eccellenza italiana quale è, possa guardare al 2030 non dico con serenità ma almeno con la giusta proiezione. Secondo i dati, un +541% degli italiani lavora da remoto rispetto al 2019: un numero spaventoso che coincide per voi con un calo di fatturato drammatico (-4% solo nel 2024) che non ha permesso di tornare ai livelli del pre-Covid. Cosa deve fare allora la politica? Innanzitutto non deve intralciare. Transizione 5.0 è fallimentare, diciamolo. Perché non abbiamo avuto la capacità, che va recuperata quanto prima, di semplificare. Ma questo non è l’unico passo da compiere. Se lo smartworking riduce presenza in azienda bisogna pensare a nuovi modelli di business.

Uno ad esempio è quello della prossimità (negozi automatici H24, ndr) che deve fare i conti con una sostenibilità che coinvolge chi coordina le attività commerciali (Confcommercio, Confindustria). Come si può e si deve agire sui negozi automatici? È possibile pensare una soluzione di compromesso tra l’oggetto freddo (la macchina) e la presenza umana? O a forme non unicamente meccanizzate per accogliere esigenze di località con quartieri affollati, ad esempio durate gli orari di chiusura delle attività commerciali tradizionali? Dobbiamo lavorare in questa direzione, perché alcune iniziative sono fondamentali, come la collaborazione in ottica antispreco e solidale con Banco Alimentare, un modello che funziona perché nel vending si paga il giusto e non viene sprecato nulla. Lo Stato in questo senso deve attuare una politica egualitaria, non protezionistica. Devono esserci reciprocità e sicurezza sui controlli su import ed export (ad esempio da e verso il mercato cinese) gli standard vanno uniformati. Ma soprattutto, occorre un nuovo concetto di consumo per il vending, che deve essere recepito adesso: per gestire i cambiamenti bisogna governarli e questa è la sede giusta per iniziare a parlare di questo.”

Massimo Bitonci, Sottosegretario del Ministero Imprese Made in Italy (MIMIT), è entrato nel vivo della discussione parlando di Transizione 5.0 e delle oggettive difficoltà di applicazione che la misura presenta, soprattutto per il nostro settore, criticità che ne sminuiscono le innegabili potenzialità per le aziende beneficiarie.

“La mia presenza qui oggi vuole essere significativa dell’importanza del dialogo tra imprese e Istituzioni. In qualità di sottosegretario ho incontrato rappresentanti del vostro settore in Ministero. Il vending è un settore importante ed innovativo, leader a livello europeo. In questa occasione sono chiamato giustamente a rispondere in merito alle criticità di transizione 5.0, tra cui la questione dei distributori automatici installati in una sede diversa da quella del produttore (chi produce è soggetto diverso da chi ne usufruisce), un aspetto che naturalmente non permette ai costruttori di accedere alla misura come invece sarebbe giusto. Per fare chiarezza innanzitutto va ricordato che i fondi di Transizione 5.0 sono stati destinati dall’unione europea e non direttamente dal Governo italiano, più precisamente sono finanziamenti che derivano da una rimodulazione del PNRR, ovvero dal programma Repower EU, a cui la Commissione Europea ha posto dei vincoli. A complicare le cose, i tempi di presentazione delle domande per ottenere questi finanziamenti sono molto stretti, perché le richieste vanno consegnate entro il 2025. Si tratta di una misura estremamente capiente (Industria 4.0 e Transizione 5.0 insieme arrivano a circa 13 miliardi di euro!) ed è importante, perché il credito di imposta rimborsabile va dal 35 al 45% ma può arrivare fino al 62%nel caso di riduzione dei consumi energetici. La criticità di questa misura sta nel fatto che occorre dimostrare una riduzione dei consumi attraverso un sistema oggettivamente complicato, che prevede una certificazione preventiva ed una certificazione ex post. Una certificazione preventiva era già stata inserita nella

precedente riforma del sistema di incentivi per evitare lungaggini nelle verifiche dell’Agenzia delle Entrate, a dire il vero, ed è innegabile che la doppia certificazione potrà limitare le verifiche e soprattutto eviterà alle imprese di dover restituire soldi già reinvestiti! È altrettanto vero che con la Delega per i sistemi incentivanti uno dei temi che abbiamo voluto affrontare è stato proprio quello della semplificazione, anche se nel caso di Transizione 5.0 è poco rilevante, a causa di una serie di passaggi resi obbligatori dalla Commissione Europea. Il portale è aperto, le domande arrivate sono ancora poche. Gli investimenti sono partiti nel gennaio 2024. Il nostro lavoro adesso è quello di semplificare questa misura, per renderla davvero accessibile a tante imprese. Nel mio recente incontro con il Ministro dell’Economia Giorgetti abbiamo parlato proprio di questi temi. Le soluzioni che sono al vaglio sono diverse: è possibile che vengano allungati i tempi per la presentazione delle domande o che coloro che accederanno alla misura si vedano aumentare il contributo concesso (in forma di credito di imposta) per rendere più appetibile la misura, visto che la stessa procedura ha un costo rilevante da sostenere.

Inoltre, Transizione 5.0 “recupera” l’aspetto della formazione precedentemente eliminata: alle aziende che investiranno in attività di formazione verrà riconosciuto il 10% delle spese sostenute, fino a 300.000 € Infine, come dicevo stiamo valutando un prolungamento dei tempi per presentare la domanda. La proroga è una priorità del Ministero, anche a livello UE. Nel dialogo con le istituzioni europee abbiamo ottenuto alcuni risultati importanti, come nel caso degli imballaggi, che sono un’eccellenza italiana. Spesso, come sapete, la normativa europea colpisce proprio i settori in cui l’Italia è leader. Ad esempio, il riuso in luogo del riciclo è un approccio ideologico e noi, che siamo leader nel riciclo, ne abbiamo ampiamente dimostrato l’efficienza.”

Anche Alberto Bagnai, Vicepresidente della Commissione Finanze ha confermato l’impegno da parte del Governo di semplificare le misure a sostegno delle imprese italiane, parlando inoltre delle sfide che affronta il vending a causa di normative europee definite “etiche” e spesso approvate a svantaggio delle nostre eccellenze produttive.

“Quello con gli Stati Generali del Vending è un appuntamento ricorrente e ne sono molto lieto, non sarei mai mancato, nonostante gli impegni istituzionali. Siamo qui, un anno dopo, in un contesto che evidenzia elementi di attenzione dal punto di vista macroeconomico ben riassunti nella relazione di Ipsos e ripresi da Sebastiano Barisoni. Il contesto di inflazione non ha aiutato, ma il potere d’acquisto e il sostegno della domanda interna erano ben chiari ex ante questo governo, che ha cercato di intervenire prendendo delle misure a sostegno della domanda interna, come ad esempio il taglio strutturale del cuneo). Certo la riorganizzazione di alcuni sistemi produttivi con l’applicazione dello smartworking non

può non impattare sul vostro comparto e questo è un tema di cui bisognerà ovviamente tenere conto. Restano alcuni temi annosi, come la sugar tax e la questione degli imballaggi, che vi riguardano molto da vicino. Io, da esponente di un partito liberale e conservatore, resto sostanzialmente scettico nei riguardi di qualsiasi tassazione “etica”. Osservo che le aziende adattano il loro prodotto/servizio alla sostenibilità ma, in ogni caso, questo uso della leva fiscale per scoraggiare, per disincentivare comportamenti nocivi, mi lascia perplesso. Il nostro impegno è quello di eliminare questa tassa che poi è un contributo chiesto al Bilancio dei singoli stati che poi decidono se riversarlo o meno su un’imposta sui consumi. Bisognerà ragionare sul trovare gli spazi per archiviare in modo strutturale questa vicenda come altri membri UE hanno già fatto perché disponevano delle risorse necessarie. La Direttiva imballaggi rientra in un quadro ideologico di sostenibilità che mi lascia perplesso: il vostro settore ad esempio non può prescindere da un impiego tecnico e igienico di alcuni imballaggi e la penalizzazione di questo tipo di packaging non trova quindi a mio avviso alcun tipo di logica. Speriamo in un ripensamento globale su cosa dobbiamo intendere con “sostenibilità” e che con l’evoluzione contestuale delle tecnologie che permetta di trovare dei punti di caduta più razionali. In generale, osservo che tutta una serie di orientamenti dell’UE sul tema sostenibilità/ESG iniziano ad essere contestati a livello internazionale anche dai media. Altro tema su cui ci siamo confrontati è quello di Transizione 5.0: ho letto con interesse le considerazioni

del vostro presidente e voglio dire che questo resta un tema aperto non solo per quanto concerne questo settore, perché esiste un reale problema di tiraggio legato ad un eccesso di burocrazia, che nel vostro caso sono particolarmente irrazionali. Stiamo cercando di trovare un modo per semplificare queste misure: quello che apprezzo è che la vostra Associazione di categoria non si limiti ad evidenziare i problemi, ma che sia sempre pronta a fornire indicazioni utili per strade percorribili con l’obiettivo di risolvere le criticità e continuare a lavorare in modo costruttivo. Questo dovrebbe essere il rapporto fra rappresentanti delle aziende e rappresentanti del popolo, per lavorare ad obiettivi comuni. Per questo rinnovo la mia genuina disponibilità e la mia collaborazione per raggiungere questi obiettivi insieme, partendo dall’ascolto e dal raccogliere i vostri preziosi suggerimenti.”

Ylenia Lucaselli, Capogruppo FDI Commissione Bilancio, ha spiegato che il Governo è consapevole della poca aderenza del piano transizione 5.0 con la realtà delle imprese della distribuzione automatica e ribadisce che le Istituzioni sono al lavoro per trovare una soluzione che soddisfi tutte le parti coinvolte, a partire dalla parte produttiva del Paese.

“È chiaro anche al Governo che transizione 5.0 non sta funzionando. La misura va cambiata, ma su questo ci sono già in essere delle interlocuzioni tra le diverse

MONDO ASSOCIAZIONE

categorie coinvolte. Il Ministro ha più volte indicato di ascoltare con apertura mentale e di volontà rispetto alle questioni che vengono sollevate. Questo proprio perché il Governo ha chiara la necessità della parte produttiva del paese di poter accelerare alcuni processi e di poter partecipare prima e meglio a un mondo che si proietta verso il futuro. Nel vending come negli altri settori vi trovate a formare la nuova forza lavoro e questa formazione deve andare di pari passo con una nuova alfabetizzazione tecnologica che dovete necessariamente introdurre nelle vostre imprese se volete essere competitivi all’interno del territorio nazionale ma anche al di fuori dei suoi confini. Il tema della retribuzione è strettamente correlato alla crescita del paese e delle nostre industrie. Sappiamo bene tutti quanti che il salario medio è rimasto fermo per decenni rispetto al costo della vita. Nel 2024 abbiamo cominciato a vedere delle piccole oscillazioni verso l’alto e questo è sicuramente attribuibile dalle politiche del Governo in tema di decontribuzione da una parte, di fringe benefit dall’altra che, va ricordato, aiutano a migliorare la qualità del salario dei dipendenti, alla rimodulazione delle aliquote al taglio del cuneo, ecc. Tutte decisioni del Governo che hanno rimesso in moto il meccanismo. Di certo non si può pensare che i salari tornino a crescere partendo dal concetto del salario minimo. Per noi la soluzione alternativa è investire in tuta una serie di misure e in questa Legge di bilancio sulla digitalizzazione si investe sul credito di imposta per gli acquisti sui beni strumentali, si investe sulla sostenibilità ambientale (Green Bond), sulle agevolazioni fiscali per la riduzione delle emissioni di CO2, su finanziamenti a fondo perduto per la digitalizzazione, a favore di nuove assunzioni di giovani e donne, in particolare nelle regioni del sud, si investe a favore della produttività. Credo che questo sia importante ricordarlo e sottolinearlo perché attraverso il complesso di queste misure si può migliorare il tessuto produttivo del paese. Non possiamo pensare di analizzare la nostra economia con una visione “a compartimenti stagni”, è tutto estremamente connesso. È chiaro che quello che ci aspetta non sarà un periodo semplice, perché inevitabilmente dovremo fare i conti con lo stato del debito italiano e questo comporta delle restrizioni nelle politiche economiche del governo, ma indubbiamente i segnali positivi ci sono e sono incoraggianti. Credo che l’elemento principale sia fare in modo che ci sia davvero un dialogo fra i rappresentanti di categoria e le Istituzioni. Sono certa che questo dialogo già ci sia e che attraverso momenti come questo possano arrivare al governo sollecitazioni per migliorare le misure affinché le stesse misure assumano un aspetto pratico e concreto nell’attività quotidiana delle imprese.”

Maria Elena Boschi, Capogruppo Italia Viva alla Camera dei Deputati ha sottolineato nel suo intervento dell’importanza di proseguire con gli investimenti in formazione, in particolare portando avanti progetti come quelli attivati nelle carceri o con le persone affette da disabilità, pe un futuro che veda il vending come settore competitivo e rilevante anche a livello sociale.

“Senza giri di parole, Transizione 5.0 presenta delle criticità ma, rispetto a Industria 4.0, porta il plus dell’efficienza energetica, un vantaggio a mio parere. È però innegabile che Industria 4.0 si differenziasse per la semplicità della norma: c’era una sorta di automatismo che sburocratizzava molto e tutto questo, diciamolo, senza che ci siano state frodi e senza buchi nel Bilancio dello Stato, a differenza di alte misure come ad esempio il Super Bonus che, seppur scritte in buona fede e pur portando in sé una finalità utile, hanno creato un “buco” nel Bilancio dello Stato. Si possono quindi fare cose semplici, che funzionano per le aziende, senza frodi verso le casse dello stato. Quello è un buon termine di paragone e mi fa molto piacere che il Governo quest’anno anche sulla parte Formazione, che era uscita con Industria 4.0, con Transizione 5.0 abbia deciso di reintrodurre questa possibilità.

Credo che anche nel settore vending si tratti di una possibilità importante da affrontare, on soltanto per quella che è la crescita tecnologica (sappiamo che questo è un settore che ha una tecnologia di eccellenza) e sappiamo che esportate nel mondo e questo è merito delle vostre capacità e competenze (70% all’estero!). Non siamo di fronte a una sfida tecnologica, perché in questo campo siete all’avanguardia: tra poco anche il DA con le monetine sarà un ricordo e si gestiscono già le macchine da remoto, ma rimane un problema, quello della formazione di chi le macchine poi le deve manutenere nella locazione, ovvero i tecnici e gli ARD. Il tema è quindi come accedere a Transizione 5.0 per questo settore semplificando, perché chiaramente la macchina vending non si trova all’interno dell’azienda che la produce, ma nella locazione in cui è stata installata, altrimenti l’incentivo non va all’azienda produttrice… questo è il punto dolente e credo che il Governo stia lavorando per risolverlo. Noi dal lato delle opposizioni saremo di stimolo e di sollecito al Governo per ricordarsi questo impegno e accelerare la soluzione del problema. Resta il tema della formazione, cruciale perché oggi in tanti settori fatichiamo a trovare chi voglia svolgere determinati lavori avendo le competenze per farlo. E allora investire come state facendo voi nella formazione con progetti molto importanti credo sia fondamentali. Progetti con i quali, voglio sottolinearlo, si cerca anche di bypassare alcuni pregiudizi. Io ritengo ci siano dei temi che, se affrontati in termini ideologici e politici, sembrano non avere soluzione, come l‘immigrazione o il lavoro dei detenuti, mentre se poi andiamo a vedere quali sono le esigenze concrete che arrivano dal mondo dell’impresa invece che del lavoro, ci accorgiamo che diventano una risorsa, piuttosto che un problema. Oggi avere personale straniero anche attraverso i flussi migratori che possa essere formato o attraverso i progetti che già portate avanti con il lavoro per i detenuti e gli ex detenuti sono una risposta. Io vi offro un altro spunto: ho seguito personalmente un progetto che è

ancora piccolo ma prezioso, un’esperienza che coinvolge proprio i lavoratori della distribuzione automatica, legato a persone con disabilità. Ho seguito quando mi occupavo di Pari opportunità il progetto di Chicco Tosto a Torino, che ha inserito persone con disabilità psichiche nel mondo del lavoro diventando un esempio di best practice diffondendosi nel resto d’Italia.

Può sembrare un investimento iniziale faticoso, è chiaro che la formazione rivolta a persone con bisogni speciali richiede tempo, competenza specifica e maggiore pazienza, ma troverete persone motivate e qualificate, una volta formate, perfettamente in grado di svolgere con efficienza i compiti assegnati. Diamo inoltre l’opportunità di entrare nel mondo del lavoro e si tengono i due elementi fondamentali: chiunque di voi faccia impresa lo fa anche per ambizione personale e soddisfazione, per realizzare un sogno, per avere una stabilità economica, giustamente, però c’è anche un tema di responsabilità sociale, di impatto.

A me piacerebbe vivere in un paese dove gli imprenditori siano fieri di dire “Ci ho messo più tempo, ho investito nella formazione, ma ho dato un’opportunità anche a persone che hanno esigenza speciali ma che possono lavorare”, piuttosto che essere sanzionati perché non hanno rispettato i criteri di legge per l’inserimento di personale con disabilità. Io credo che questa sia una sfida che il vostro settore possa accogliere, tanto più che avete bisogno di alcune

figure professionali. Il vending è un settore quotidiano: se posso fare una battuta, grazie alle attese di treni che il Governo ci fa fare, prendiamo anche più di un caffè o uno snack al giorno al distributore! Nel nostro lavoro, quando andiamo all’ospedale, ecc. il distributore automatico c’è. La sfida che state affrontando sull’innovazione tecnologica, che resta fondamentale, anche dal lato produttivo per rimanere un’eccellenza, ma quello che c’è in più è anche la sfida legata alla sostenibilità ambientale, non solo di R sociale, che porta poi – con delle accortezze come nel caso degli imballaggi – porta a crescere il settore. Il Covid 19 ha imposto una riflessione sul monouso e sulla necessità di garantire l’igiene e la salubrità. Attenzione alle sfide che ci poniamo perché credo che tutti noi vogliamo vivere in un paese in cui il tema ambientale sia ineliminabile, è interesse di tutti. Dire che dobbiamo decarbonizzare non vuol dire deindustrializzare. Non vuol dire che dobbiamo rinunciare a posti di lavoro o competitività. È giusto trovare un equilibrio ed è quello che chiediamo anche al Governo che giustamente ha introdotto i CAM nelle gare d’appalto (20% per il vostro settore) però è chiaro che anche quello, se quando vai a fare i bandi vai oltre le richieste che sono già importanti, a fine anno fai fatica. E il settore ha avuto un calo in questo senso negli ultimi anni. Allora tenere insieme le due cose fa parte della buona pratica di governo che in qualche modo dovrebbe ricalcare “in grande” ciò che fa un imprenditore nella propria azienda, seppur con più elementi da bilanciare. In bocca al lupo per le prossime sfide!”

Infine Luca Squeri, Sottosegretario Commissione Attività Produttive , ha voluto affrontare il tema delle normative “dettate” dall’Unione Europea chiarendo come, grazie al dialogo tra i deputati esteri e i nostri rappresentanti nel Parlamento Europeo si possano trovare strade più praticabili e sostenibili anche per l’economia italiana.

“Sono sempre felice di aderire a questi incontri e voglio sottolineare che il documento prodotto dalla vostra Associazione per questa occasione fotografa in modo puntuale ed effica ce la situazione del vostro settore, con criticità che sono all’attenzione del lavoro del governo e che affronteremo. Ad esempi, rispetto 5.0, su cui ci sono alcune difficoltà interpretative, ma voglio tranquillizzarvi perché c’è piena collaborazione da parte nostra e anche pieno accordo anche da parte dell’opposizione, per cui speriamo di arrivare presto ad un chiarimento per poi passare al tema del personale e poi affrontare i temi a me più affini, perché riguardano la Sostenibilità ambientale, avendo io una competenza sull’Energia e sul discorso della sostenibilità, per cui ecco che mi vedo davvero sensibile a questi argomenti.

Temi sui quali, soprattutto CAM e Regolamento imballaggi e rifiuti da imballaggio, sapete di avere un’attenzione condivisa già sul primo tema, ma bisogna passare dalle parole ai fatti rispetto a quello che il Ministero ha segnalato, perché c’è da risolvere una parte economica strettamente legata alla qualità degli imballaggi, che è prioritaria. Sul discorso del Regolamento su imballaggi e rifiuti da imballaggio sapete che il peggio si è evitato: non è ancora risolta la dicotomia tra impostazione UE Nord rispetto alle nostre eccellenze però qualcosa si è fatto. Io mi sono confrontato recentemente un nostro rappresentante al Parlamento Europeo che ha avuto un ruolo determinante in questo senso, a vantaggio della peculiarità italiana e mi dice che c’è ancora spazio di manovra. I politici come me riescono ad essere efficaci quando c’è un confronto diretto come in questo caso con chi le tematiche li vive sulla pelle: allora si riesce a capire quali sono gli interventi migliori da fare. Su questo abbiamo i nostri parlamentari in Europa che ci supportano pienamente.

Io mi auguro che sul regolamento imballaggi si trovi una soluzione e una linea condivisa anche con l’opposizione nell’interesse di tutti e spero che questo avvenga. Non è facile, l’UE è un mondo particolare dal punto di vista politico e istituzionale, ma ci sono le condizioni. Da parte italiana al Parlamento Europeo, tanto più si crea sinergia, tanto più sarà semplice portare avanti le nostre istanze e risolvere le reali necessità del Paese.”

NEW BRANCH TERNI

IL SUCCESSO È QUESTIONE DI IMMAGINE

ART&WORKS offre un servizio di consulenza globale, a MILANO e a TERNI , realizzando una comunicazione mirata per la tua azienda.

PIONIERA DEL VENDING, COGES È LEADER EUROPEO NELLA PROGETTAZIONE E PRODUZIONE DI SISTEMI DI PAGAMENTO CASHLESS E A CONTANTE.

UNO DEI PRINCIPALI PUNTI DI FORZA DELL’AZIENDA VENETA RISIEDE NELLA SINERGIA CON I COLLABORATORI INTERNI ED ESTERNI ED IL CONSOLIDATO RAPPORTO DI PARTNERSHIP CON I PRINCIPALI CLIENTI E FORNITORI.

TRA QUESTI D8, IMPRESA DI GESTIONE PRESENTE SUL TERRITORIO FRANCESE

CON TRE SEDI E OLTRE 20.000 MACCHINE INSTALLATE, CHE DA OLTRE 20 ANNI LAVORA AL FIANCO DI COGES PER AMPLIARE I CONFINI DEI SISTEMI DI PAGAMENTO AUTOMATICI.

CIÒ CHE È INIZIATO COME UNA SEMPLICE INTEGRAZIONE DEL PAGAMENTO BASATO SU CHIAVE AL DENARO CONTANTE È CRESCIUTO FINO A DIVENTARE QUALCOSA DI MOLTO PIÙ SOFISTICATO: GRAZIE ALLE SOLUZIONI DI COGES E AL DISPOSITIVO DI IOT ENGINE CONNECT, D8 ORA VANTA UN SISTEMA DI PAGAMENTO E TELEMETRIA COMPLETAMENTE INTEGRATO.

PUBBLICHIAMO INTEGRALMENTE L’INTERVISTA REALIZZATA DA COGES CON BERTRAND KORWIN, BACK OFFICE MANAGER E BENJAMIN PRADOLIN, RESPONSABILE DELLE SOLUZIONI DI PAGAMENTO PRESSO D8.

Quali sono state le principali sfide e le maggiori criticità affrontate nella gestione dei vostri distributori automatici prima dell’avvento della telemetria? Gestire i nostri distributori automatici era difficile prima della telemetria. La pandemia ci ha colpito duramente e, con l'aumento dei costi delle materie prime, è diventato evidente che dovevamo essere più agili. La telemetria ha cambiato le carte in tavola. Ci ha permesso di lanciare campagne sui prezzi in modo rapido ed efficiente, senza tutti i grattacapi logistici o la necessità di tecnici in loco. Ora possiamo modificare i prezzi da remoto per ogni distributore automatico con un solo clic.

In soli due anni, abbiamo aggiornato oltre metà della nostra flotta con la telemetria e collegato tutto al nostro gestionale. Questo ci offre visibilità in tempo reale sulle vendite, aiutandoci a capire meglio cosa vogliono i nostri clienti. Inoltre, possiamo individuare i problemi tecnici prima che diventino critici, monitorando le prestazioni di Engine da remoto, il che significa che possiamo supportare meglio i nostri tecnici, ridurre i tempi di intervento ed evitare viaggi non necessari.

Anche il programma di gestione Nebular è stato una salvezza: la sua semplicità e chiarezza consentono ai nuovi membri del team di essere subito operativi, aiutandoci a

tenere tutto sotto controllo nella nostra flotta di distributori automatici.

In che modo la collaborazione con Coges vi è stata di supporto in termini di innovazione ed efficienza?

Lavorare con Coges ha cambiato completamente il nostro modo di pensare al monitoraggio e alla manutenzione delle nostre macchine. Oggi possiamo tenere d'occhio ogni sistema da remoto, il che rappresenta un enorme passo avanti per i nostri servizi di pagamento. Con gli aggiornamenti online, possiamo implementare l'ultimo software Coges su tutta la nostra flotta in poche ore. Niente più aggiornamenti manuali significa, concretamente, risparmiare un sacco di tempo quindi denaro. Essere in grado di gestire tutto da un unico posto, che si tratti di emettere crediti gratuiti, inserire utenti nella blacklist o impostare gli orari di attività, ci ha resi molto più efficienti. Qualche anno fa, questo sarebbe sembrato fantascienza. Oggi è la nostra realtà quotidiana e ha trasformato il nostro team di supporto in una risorsa proattiva e strategica, di cui siamo molto soddisfatti.

Adottare i sistemi di telemetria Coges ha fatto la differenza per D8? La nostra partnership con Coges è iniziata molti anni fa e ci piace paragonarla ad un viaggio. Abbiamo visto i loro prodotti evolversi, da semplici lettori di chiavette a sofisticate soluzioni di pagamento e telemetria. Coges è un partner affidabile e competente e ci supportato in ogni fase del percorso, aiutandoci a passare senza problemi dai pagamenti basati su chiavi alle App, dalle carte di credito fino alla telemetria. Non

avremmo potuto fare questo salto – e fare la differenza nell’offerta all’utente finale - senza il loro solido supporto tecnico.

Quali vantaggi sono derivati da questa collaborazione?

Nel tempo, Engine è diventato più di un semplice sistema di pagamento: è il cervello dei nostri distributori automatici Ci aiuta a soddisfare le aspettative dei clienti, a gestire l'inventario in modo intelligente, ad anticipare le carenze di scorte e a tenere d'occhio lo stato di salute tecnica delle nostre macchine.

Questa tecnologia potenzia anche le nostre operazioni interne: il nostro team di vendita può adattare le strategie per venire incontro alle tendenze del mercato e il nostro team tecnico rimane al passo con le prestazioni e i problemi del sistema. Con la gestione dell'inventario in tempo reale, il nostro team operativo può lanciare campagne di prezzi super mirate, che rispondono alle esigenze dei clienti in tempo reale.

Come immaginate il futuro della vostra attività e della partnership con Coges? Guardando al futuro, la nostra partnership con Coges sta aprendo possibilità entusiasmanti. Ci stiamo preparando per un'automazione ancora maggiore, in modo da far funzionare ogni aspetto della nostra attività senza intoppi ed assicurarci che i nostri clienti possano vivere sempre la migliore esperienza possibile.

Il potenziale è enorme. Non vediamo l'ora di integrare la piattaforma cloud di Coges ancora più in profondità con il nostro sistema gestionale. Immaginiamo un mondo in cui gli operatori possano intervenire sulla locazione solo quando la piattaforma Coges invia un avviso o un tecnico viene inviato automaticamente, quando viene rilevato un guasto: questo è il futuro a cui puntiamo.

Con Coges al nostro fianco, siamo pronti ad affrontare qualsiasi sfida ci riserverà il futuro.

DON’T PANIC!

“LA SFIDA DELL’INTERNAZIONALITÀ È STATA VINTA”. COSÌ, CORRADO PERABONI, AD DI ITALIAN EXHIBITION GROUP COMMENTA L’EDIZIONE DI SIGEP WORLD APPENA CONCLUSA ALLA FIERA DI RIMINI. “LA STRATEGIA DI SVILUPPARE I NOSTRI PRODOTTI LEADER ALL’ESTERO E DI INVESTIRE SULLE DELEGAZIONI DI BUYERS SI È DIMOSTRATA DI SUCCESSO ANCHE PER INCREMENTARE LA VISITAZIONE STRANIERA ALLE NOSTRE MANIFESTAZIONI FLAGSHIP IN ITALIA, COME PER SIGEP WORLD”.

QUEST’ANNO È INOLTRE PARTITA L’OPERAZIONE TEST CON VOLI DIRETTI MONACO - RIMINI ORGANIZZATA IN COLLABORAZIONE CON LUXWING E L’AEROPORTO FELLINI, VOLI CHE HANNO AVVICINATO SIGEP AI PRINCIPALI MERCATI MONDIALI. “IN PARTICOLARE DALLA GERMANIA - AGGIUNGE PERABONI - ABBIAMO AVUTO IL +68% DI CRESCITA DI VISITATORI, MA TUTTI I MERCATI PIÙ STRATEGICI PER IL FOODSERVICE CHE RAPPRESENTIAMO PRESENTANO CRESCITE A DOPPIA CIFRA”.

LA MANIFESTAZIONE CON UN +14% TOTALE DI PRESENZE, DI CUI +26% STRANIERE (L’AFFLUENZA PIÙ ALTA DI SEMPRE), SI È INFATTI CONFERMATA PUNTO DI RIFERIMENTO PER L’INDUSTRIA DEL FOODSERVICE, PROPONENDO SFIDE SEMPRE PIÙ ALL’AVANGUARDIA E TECNOLOGICHE. UN APPUNTAMENTO DI BUSINESS UNICO CHE CON RIMINI, UN NOME PER TUTTI SINONIMO DI ACCOGLIENZA, HA DEFINITO UN BINOMIO VINCENTE.

Un elemento distintivo di questa edizione è stata la presenza dell’Arabia Saudita grazie alla nuova operazione “Guest Country” Il Paese, che ospiterà Expo 2030, sta emergendo come un mercato strategico nel settore dell’hospitality e della ristorazione. Per questo, e grazie alla sua crescita economica e alla domanda di tecnologie innovative, SIGEP World ha offerto alle aziende espositrici un’opportunità unica per costruire partnership con imprenditori chiave del mercato saudita. Una delegazione composta sia da rappresentanti istituzionali del Ministero dell’Ambiente e dell’Agricoltura e della Culinary Arts Commission sia da operatori commerciali rappresentati da importatori, catene di ristoranti e di luxury hotel, aprendo così nuove prospettive per l’industria globale del foodservice.

SIGEP World - The World Expo for Foodservice Excellence, manifestazione di Italian Exhibition Group (IEG) giunta alla 46ª edizione, si è dunque confermata punto di riferimento internazionale nel panorama fieristico per le filiere di Gelato, Pasticceria, Cioccolato, Caffè, Panificazione e Pizza, novità di questa edizione, con 1300 brand espositori, 30 padiglioni dedicati per 138.000 metri quadrati di offerta espositiva. Oltre alla conferma di leadership assoluta sul mercato del Gelato, SIGEP World cresce nel 2025 nell’ambito del Caffè, con un +30% di aziende di macchine per espresso e super-automatiche, e aumentano di 50 le aziende del comparto della Pizza, in primis tecnologie come impastatrici e forni, farine, topping e basi surgelate. Superati gli ottimi risultati della scorsa edizione, con visitatori provenienti da 160 Paesi

Tra i Paesi di riferimento per Sigep, la Germania cresce del 68%, seguita da Spagna al +21% e poi Romania, Francia, Grecia e Polonia, tutti con crescita a doppia cifra. Più in generale nelle Top 10 per incrementi anche gli Stati Uniti al +64%. Il Middle East cresce del 38% con Emirati, Saudi Arabia, Turchia e Iraq Paesi più rappresentati, al +30% anche l'Africa non solo con i paesi del nord del continente (Egitto, Tunisia, Marocco e Algeria), ma anche con Sudafrica, Nigeria e Senegal che figurano tra i più rappresentati. Anche Latin America al +10%, trainata dal Brasile al +48%. Per quanto riguarda l'Asia, da segnalare l'incremento importante dell'India con un +34%. Tra i tanti Paesi da ogni angolo del mondo ricordiamo anche Saint Kitts e Nevis, Mauritius, Isole Faroe e Capo Verde.

Un ricco palinsesto di eventi ha caratterizzato i cinque giorni di manifestazione, con ben quattro competizioni internazionali (Gelato Europe Cup, Gelato Festival World Masters, Bread in the City, World Pizza Champion Games)

Sono stati oltre 5500 i business meeting negli stand degli espositori, con 545 top buyer provenienti da 79 Paesi del mondo e 3300 buyer europei aderenti al Premium Program, grazie alla preziosa collaborazione col Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dell’Agenzia ICE e la rete dei regional advisor di IEG. Ben 40 gli eventi di carattere internazionale, con oltre 60 speaker provenienti dall’estero.

SIGEP World 2025, inaugurata dal Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida, è stata apprezzata per un forte focus sulle nuove tendenze del foodservice, presentando un’offerta espositiva completa delle

principali filiere del settore, con focus su tecnologie, attrezzature e ingredienti.

Grazie a SIGEP Vision, l’osservatorio di IEG sul comparto, la manifestazione è diventata un importante incubatore di tendenze e si è posta come osservatorio globale sui trend, nonché un punto di osservazione privilegiato per operatori, aziende e professionisti. Sono state importanti, in questo senso, le prestigiose collaborazioni avviate con le maggiori società di ricerca del settore. Circana ha presentato due tendenze ben specifiche che emergono per i ristoranti: il ‘green’, visto che il 44% dei consumatori si è dichiarato maggiormente fedele a locali che investono nella sostenibilità, e l’innovazione, considerando come il 66% dei consumatori in Europa cerca sempre di più ristoranti in grado di offrire esperienze uniche. Positivi i numeri: la spesa nel settore del foodservice, a livello europeo (Italia, Francia, Germania, Spagna e UK), è tornata sopra ai livelli pre-Covid, passando dai 309 miliardi di euro del 2019 agli attuali 336 (+9%)

Tra le principali novità di SIGEP World 2025, lo sviluppo del settore caffè e cioccolato con il Sustainability District, nuova area dedicata alla promozione di pratiche virtuose nelle

filiere del caffè e del cacao con tre progetti verticali: il Micro Roaster Village, dove i micro-torrefattori hanno presentato le loro miscele uniche svelando ai visitatori le ultime tendenze. Ancora per la filiera del caffè, spazio alle Fully Automatic Coffee Machines , ovvero macchine da caffè superautomatiche che rappresentano il futuro del settore, nel segno della sostenibilità. Infine, per la filiera del cioccolato, il Bean To Bar, per immergersi nel mondo delle tecnologie e toccare con mano tutte le fasi della lavorazione del cioccolato artigianale. Un’altra proposta che ha riscosso grande successo è stata l’installazione Taste of Tomorrow, il progetto che ha celebrato l’innovazione nel mondo del gelato, definendo le nuove frontiere della gelateria del futuro. Il gelato del futuro sarà sempre più biologico, sostenibile e funzionale. Classico, ma anche innovativo: nell’area sono stati presentati nuovi gusti ispirati alle erbe di un paesaggio alpino lavorate con microalghe, a conferma che l’innovazione e la sperimentazione sono alla base del lavoro dei maestri gelatieri.

Da non dimenticare il grande risalto ottenuto dalla pizza, il prodotto food più esportato al mondo e simbolo per eccellenza della tradizione italiana, grande protagonista a SIGEP World

dove è stata valorizzata in ogni suo aspetto. Dalle migliori soluzioni in termini di attrezzature, tecnologie e format innovativi, agli ingredienti – come farine selezionate, conserve di pomodoro, oli, latticini d’eccellenza – passando per le farciture ed arrivando alle tecnologie più innovative. L’interesse mediatico è stato catturato dalle pizze dolci: dalle semplici paste fritte con cioccolato, fino alle recenti creazioni che vedono pizzaioli sperimentare impasti e ingredienti per realizzare veri e propri dessert innovativi.

Riflettori puntati anche sul premio all’innovazione di aziende e start-up, intitolato a Lorenzo Cagnoni, dedicato alle start-up e alle soluzioni più innovative presentate dagli espositori con particolare attenzione a categorie come Digital Innovation, Sostenibilità e Packaging. Lorenzo Cagnoni Award rappresenta un importante riconoscimento per le aziende e le start-up che stanno guidando il cambiamento nel settore del foodservice con prodotti e soluzioni tecnologiche creativi e sostenibili.

L’ultima giornata di Sigep ha visto la partecipazione di 3300 studenti provenienti da 60 scuole alberghiere e istituti professionali per un educational tour che ha abbinato la formazione

pratica all’interazione con le aziende. L’iniziativa rientra nel progetto Sigep Academy che ingloba Sigep Giovani e Sigep per le scuole.

Una fiera che ha registrato una grande visibilità: mediatica e social. I contatti media totali, ad oggi, superano i 488 milioni con 737 giornalisti accreditati, dei quali 57 dall’estero con il top della stampa trade dai paesi focus della manifestazione ma anche con i grandi media internazionali come la tv Télevision francaise 1, o come la primaria tv privata tedesca, Kabel Eins Sui social, Sigep ha visto una community da 161mila professionisti, con oltre 2 milioni di visualizzazioni sul rinnovato ecosistema digital Sigep.it disegnato per informare e creare opportunità: di business, come dimostrano le migliaia di contatti professionali creati in App, o di occupazione: un esempio è il successo della funzione “Offerte di lavoro” dedicata all’incontro di domanda e offerta, in particolare per i giovani.

Italian Exhibition Group dà appuntamento per SIGEP World 2026 dal 23 al 27 gennaio (con nuove giornate di apertura, dal venerdì al martedì), sempre presso i padiglioni di Fiera di Rimini

23.000 VISITATORI (+15%) 1.300 AZIENDE (+23% SUL 2024), 35.000 MQ DI AREA ESPOSITIVA (+26%), 9 PADIGLIONI (+2) E 24 INSEGNE DELLA GDO PER LA 21A EDIZIONE DELL’UNICO APPUNTAMENTO IN ITALIA DEDICATO ALLA MARCA DEL DISTRIBUTORE.

OLTRE 300 BUYER INTERNAZIONALI IN ARRIVO DA 60 PAESI PER PIÙ DI 9.000 INCONTRI B2B.

La 21a edizione di Marca by BolognaFiere si conclude all’insegna di un successo senza precedenti, con 1.300 aziende protagoniste, 9 padiglioni e 35.000 mq di superficie espositiva. Il numero, la rappresentatività e l’autorevolezza degli operatori in visita – oltre 23.000, inclusi i numerosi professionisti stranieri – testimoniano il forte interesse verso una manifestazione che si conferma sempre più punto di riferimento imprescindibile per la private label. 24 le insegne della GDO presenti con un proprio stand: Alta Sfera, Ard/Ergon, C3, Carrefour, Conad, Coop, Coralis, Cortilia, Crai, D.it-Distribuzione Italiana, Decò Italia, Despar, Italy Discount, Fratelli Arena, Lekkerland, Marr, MD Italia, Migross, Pam Panorama, PiùMe, Risparmio Casa, S&C Consorzio Distribuzione Italia, Selex, VéGé.

Marca by BolognaFiere cresce e rilancia, espandendo la propria area di influenza ben oltre i confini nazionali. Tra gli ingressi dall’estero spiccano gli oltre 300 buyer internazionali (il doppio rispetto allo scorso anno) – per un totale di 60 Paesi rappresentati, tra cui Stati Uniti, Cina, Brasile, Canada, Giappone Australia, Francia, Germania, Sudafrica e India – che hanno contribuito ad accrescere la dimensione globale all'evento. Sono stati oltre 9.000 gli incontri B2B tra aziende della MDD e retailer della GDO estera, in buona parte realizzati nel corso della nuova e molto apprezzata International Buyers Preview del 14 gennaio, organizzata alla vigilia dell’apertura ufficiale della fiera.

Numeri importanti che segnano l'inizio di una nuova era per la manifestazione che, a partire dal prossimo anno, si trasformerà in Marca by BolognaFiere e ADM La storica collaborazione tra i due soggetti si rafforza grazie al rinnovo della partnership fino al 2031 e alla condivisione della proprietà del marchio della rassegna.

La crescita di Marca by BolognaFiere , che oltre alla collaborazione con ADM , gode del patrocinio della Regione Emilia-Romagna e della Camera di Commercio di Bologna , rispecchia l’andamento della marca del distributore che, a dicembre 2024, si posiziona a 29,5 miliardi di euro di ricavi complessivi e a 29,9% punti quota. I dati Circana, presentati con il XXI Rapporto Marca , attestano una crescita a valore del 2,2% confermata da un significativo aumento dei volumi di vendita (+3%).

“L’anno fieristico non poteva aprirsi in modo migliore”, commenta Gianpiero Calzolari, Presidente di BolognaFiere: "La 21° edizione di Marca ci ha consentito di raggiungere traguardi straordinari, sia per qualità sia per quantità dell’offerta espositiva. BolognaFiere ringrazia ADM, che sarà partner di Marca fino al 2031, e ICE-ITA Agency che ha contribuito alla crescita internazionale dell’evento. Un grazie speciale anche ai professionisti, alle insegne e alle aziende che hanno scelto di essere con noi per questo appuntamento, unico in Italia e in Europa”

“Grande soddisfazione da parte di ADM per il successo riscosso da questa edizione di Marca, sia per il numero di espositori, sia per il dinamismo dimostrato da tutti gli operatori che hanno partecipato. Il successo è una responsabilità, che ci obbliga a impegnarci ancora di più per garantire la crescita della manifestazione anche per l’edizione del 2026”, spiega Mauro Lusetti, presidente ADM.

Il ventennale know-how di BolognaFiere nella gestione della MDD si traduce in un'azione strategica mirata all'internazionalizzazione, con l'espansione di nuovi format fieristici a livello globale. Dopo il successo in Cina, il modello Marca sarà esportato in Polonia nel 2025 aprendo la strada a nuove opportunità di business per le imprese italiane. La quarta edizione di Marca China International Private Label Fair (Guangzhou, 25-26 settembre 2025) sarà preceduta dal debutto di Marca Poland a Poznań, il 2-3 aprile 2025, rassegna co-organizzata con MTP Grupa, che rivoluzionerà il mercato delle private label in Polonia e nell’Est Europa, con oltre 200 espositori provenienti da diversi Paesi e 250 buyer della GDO europea, con un focus sull’area orientale.

A Marca China e Marca Poland troveranno spazio anche i prodotti vincitori dell’International Private Label Selection

(IPLS), altra iniziativa in forte crescita: promossa da Marca by BolognaFiere in collaborazione con Expertise On Field – IPLC, l’IPLS 2025 area ha dato risalto agli oltre 450 prodotti novità, proposti dalle 180 aziende espositrici coinvolte, e gli 8 prodotti selezionati continueranno il loro percorso su altri palcoscenici internazionali targati Marca by BolognaFiere.

L’edizione 2025 di Marca ha registrato numeri da record anche nella comunicazione: sono stati oltre 400 i giornalisti accreditati all’evento, con la Rai come Media Partner. Negli ultimi sei mesi, il sito ufficiale ha registrato 320.000 visite, segnando un aumento del +120% rispetto all’edizione 2024, con 76.000 utenti unici attivi sulla piattaforma. Nei primi quindici giorni di gennaio, l’interesse per i contenuti online è stato particolarmente elevato, con 700.000 pagine visitate, di cui ben 350.000 relative al Catalogo Espositori Nell’ultimo trimestre sono state raggiunte 200.000 impressioni sulle piattaforme LinkedIn e X, accompagnate da una crescita costante della community digitale, ora composta da 7.500 follower

L’appuntamento con la prossima edizione di Marca by BolognaFiere è per il 14 e 15 gennaio 2026

ACCESSIBILITÀ DIGITALE IN EUROPA 2025

IL 28 GIUGNO 2025 RAPPRESENTERÀ UN MOMENTO CRUCIALE PER L’INCLUSIONE

IN EUROPA: ENTRERÀ IN VIGORE L’ EUROPEAN ACCESSIBILITY ACT (EAA) , UNA

DIRETTIVA APPROVATA DALL’UNIONE EUROPEA CHE STABILISCE STANDARD DI ACCESSIBILITÀ PER UNA VASTA GAMMA DI PRODOTTI E SERVIZI.

QUESTA NORMATIVA, ADOTTATA NEL 2019 COME DIRETTIVA (UE) 2019/882 , SI PROPONE DI ABBATTERE LE BARRIERE CHE IMPEDISCONO ALLE PERSONE CON DISABILITÀ DI ACCEDERE A MOLTE DELLE TECNOLOGIE E DEI SERVIZI QUOTIDIANI.

LA DIRETTIVA NASCE CON L’OBIETTIVO DI CREARE UN MERCATO INTERNO PIÙ ARMONIZZATO E INCLUSIVO, ELIMINANDO LE DISPARITÀ TRA LE NORMATIVE NAZIONALI IN MATERIA DI ACCESSIBILITÀ. SI RIVOLGE A CIRCA 87 MILIONI DI PERSONE CON DISABILITÀ NELL’UE, MA ANCHE A UNA POPOLAZIONE PIÙ AMPIA CHE INCLUDE ANZIANI E PERSONE CON ESIGENZE TEMPORANEE DI ACCESSIBILITÀ.

GLI OBIETTIVI PRINCIPALI DELLA DIRETTIVA INCLUDONO GARANTIRE LA PARITÀ DI ACCESSO A PRODOTTI E SERVIZI ESSENZIALI, PROMUOVERE L’INNOVAZIONE ATTRAVERSO LA CREAZIONE DI STANDARD COMUNI E RAFFORZARE IL MERCATO INTERNO FACILITANDO LA LIBERA CIRCOLAZIONE DI PRODOTTI E SERVIZI ACCESSIBILI.

La direttiva si ispira ai principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD) , che l’UE ha ratificato nel 2010. La CRPD rappresenta uno strumento giuridico internazionale che vincola gli Stati firmatari a garantire il pieno rispetto dei diritti umani delle persone con disabilità, promuovendo uguaglianza, autonomia e partecipazione attiva nella società.

La Convenzione prevede inoltre l'eliminazione di ogni forma di discriminazione e l'adozione di misure volte a rendere accessibili gli ambienti, i prodotti e i servizi. L'EAA si inserisce in questo contesto come un mezzo per tradurre tali principi in azioni concrete nell'ambito del mercato unico europeo, contribuendo a uniformare le normative nazionali e a superare le disparità tra Stati membri. Attraverso l'armonizzazione dei requisiti di accessibilità, la direttiva punta a creare condizioni favorevoli per una maggiore inclusione, migliorando l'accesso a tecnologie essenziali e servizi fondamentali per milioni di cittadini in Europa.

Tra i prodotti coperti dalla direttiva troviamo dispositivi fondamentali come computer, sistemi operativi, smartphone, tablet e terminali self-service. Questi ultimi, come distributori automatici, bancomat e biglietterie automatiche, rappresentano un esempio emblematico dell’impatto dell’EAA: la loro conformità garantirà che siano utilizzabili anche da persone con disabilità visive o motorie, offrendo comandi vocali, interfacce

semplificate e altre soluzioni tecnologiche avanzate. Tra i servizi, invece, figurano settori cruciali come la comunicazione elettronica, i servizi bancari per i consumatori, l’e-commerce e il trasporto passeggeri. L’importanza di questi ambiti sottolinea l’urgenza di un adeguamento che non sia solo normativo ma anche sociale, in modo da promuovere la partecipazione piena e autonoma di tutti i cittadini.

Gli Stati membri erano tenuti a recepire la direttiva entro il 28 giugno 2022 In Italia, ciò è avvenuto con il Decreto Legislativo 27 maggio 2022, n. 82 , pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° luglio 2022. Questo decreto stabilisce le modalità di attuazione della direttiva, definendo i controlli e le sanzioni per la mancata conformità. La sua attuazione rappresenta un esempio di come la normativa possa essere tradotta in azioni concrete, garantendo che le aziende abbiano linee guida chiare per procedere verso un adeguamento efficace e tempestivo.

Le imprese europee dovranno adeguare i loro prodotti e servizi entro il 28 giugno 2025 Questo significa che ogni nuova introduzione sul mercato dovrà garantire la piena conformità ai requisiti di accessibilità, pena il rischio di esclusione dal mercato europeo. Per i terminali self-service già immessi sul mercato prima di questa data, sono previste disposizioni transitorie che

ne consentono l’utilizzo fino al 28 giugno 2040 Inoltre, per i contratti di servizi già esistenti, è previsto un periodo di adeguamento che consente la loro validità fino al 28 giugno 2030 , a condizione che rispettino i requisiti minimi stabiliti dalla direttiva, offrendo un periodo di adeguamento più ampio per le tecnologie meno recenti.

Tuttavia, l’obiettivo è garantire che i nuovi prodotti rispettino fin da subito gli standard stabiliti, in modo da promuovere un cambiamento immediato verso un ambiente più inclusivo.

La sfida per le imprese non si limita agli investimenti tecnologici. È essenziale riconsiderare i processi di progettazione e sviluppo per assicurarsi che l’accessibilità sia integrata fin dalle prime fasi. Questo approccio, noto come design inclusivo, non solo soddisfa i requisiti normativi ma migliora l’esperienza complessiva di tutti gli utenti, aumentando la fidelizzazione e la reputazione del marchio. Parallelamente, sarà necessario implementare programmi di formazione specifica per il personale, capaci di trasmettere competenze e consapevolezza sui nuovi standard, creando una cultura aziendale incentrata sull’inclusione.

Un aspetto rilevante riguarda le innovazioni che questa direttiva potrebbe ispirare. Tecnologie come l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata potrebbero essere utilizzate per sviluppare soluzioni ancora più avanzate, capaci di migliorare l’accessibilità e l’interazione con i prodotti.

Nonostante le sfide, l’EAA offre numerose opportunità. Le aziende che investiranno nell’accessibilità potranno ampliare il loro mercato, raggiungendo milioni di nuovi consumatori. Inoltre, l’armonizzazione delle norme favorirà la competitività sul mercato europeo, riducendo i costi legati alla diversità delle regolamentazioni nazionali. L’impegno verso l’inclusione non è solo una necessità etica, ma potrebbe trasformarsi in un vero e proprio vantaggio competitivo per le imprese. Investire in prodotti accessibili significa migliorare l’esperienza di tutti i consumatori, non solo di quelli con disabilità, e contribuire a costruire un futuro più equo e sostenibile.

Ad esempio, dispositivi in grado di riconoscere e rispondere alle esigenze specifiche degli utenti, personalizzando l’esperienza in tempo reale, potrebbero rivoluzionare il modo in cui pensiamo all’accessibilità.

L’European Accessibility Act segna un passo fondamentale verso un’Europa più inclusiva.

La sua attuazione richiederà uno sforzo congiunto da parte di istituzioni, aziende e società civile, ma i benefici saranno enormi: un mercato più accessibile, consumatori soddisfatti e una società che pone al centro il rispetto e la valorizzazione delle diversità. Il 2025 sarà l’anno in cui l’accessibilità diventerà non solo una priorità, ma una realtà concreta in tutta l’Unione Europea.

MATIPAY ACQUISISCE ENGINKO

E RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP NEL

SETTORE DEI PAGAMENTI DIGITALI

MATIPAY, AZIENDA SPECIALIZZATA IN SOLUZIONI DI MOBILE PAYMENT E DIGITALIZZAZIONE PER DISTRIBUTORI AUTOMATICI, HA ACQUISITO IL 100% DI ENGINKO, STORICA REALTÀ CON SEDE A SCHIO (VICENZA).

L’OPERAZIONE, ANNUNCIATA L’8 GENNAIO 2025, SEGNA UN PASSO CRUCIALE PER RAFFORZARE LA LEADERSHIP DI MATIPAY NEL SETTORE DEI PAGAMENTI DIGITALI E PROMUOVERE UNA TRANSIZIONE VERSO SISTEMI SEMPRE PIÙ AUTOMATIZZATI E CONNESSI.

La fusione di Enginko e MatiPay mira a creare una sinergia tra le competenze delle due realtà. L’integrazione delle rispettive tecnologie permetterà di sviluppare soluzioni innovative in un mercato caratterizzato da rapide evoluzioni.

Matteo Pertosa, CEO di MatiPay , ha sottolineato l’importanza di questa acquisizione, dichiarando: “Grazie alla fusione con Enginko, saremo in grado di rispondere in modo ancora più efficace alle esigenze del settore, che richiede sempre più sicurezza, velocità e affidabilità nei pagamenti digitali”. Pertosa ha inoltre evidenziato il ruolo-chiave di tecnologie come l’intelligenza artificiale e la blockchain, strumenti che saranno fondamentali per affrontare le sfide del futuro: secondo i dati, i trend di mercato indicano l’esigenza di una crescente tracciabilità e di una maggiore protezione dei dati. MatiPay, che fa parte di Angel Holding – gruppo

industriale italiano attivo nei settori ferroviario, aerospaziale e meccatronico digitale- gestisce una rete di oltre 85.000 distributori automatici e serve più di 1 milione di utenti finali. Con l’acquisizione di Enginko, l’azienda punta a consolidare la sua posizione come riferimento per i pagamenti digitali, ampliando l’offerta di servizi che si rivolgono ad un’utenza sempre più connessa.

Per Enginko, attiva da oltre trent’anni nel settore dei sistemi di pagamento, l’acquisizione rappresenta una svolta. Graziano Marcolli, socio e fondatore dell’azienda, ha espresso soddisfazione per la scelta di affidare la sua creatura a MatiPay, definendola il partner ideale: “La possibilità di affidare Enginko a un gruppo industriale piu` grande dopo tre decenni di attività era un desiderio che coltivavo da tempo. L’incontro con Matteo Pertosa mi ha convinto che MatiPay fosse la scelta giusta per il futuro di Enginko e per una crescita solida, all’insegna dell’innovazione", ha commentato.

TUTTOFOOD MILANO

SI AVVICINA L’APPUNTAMENTO

CON LA MANIFESTAZIONE DEDICATA

AL FOOD&BEVERAGE

CRESCE L’ATTESA PER TUTTOFOOD MILANO , LA MANIFESTAZIONE CHE TRA IL 5 E L’8 MAGGIO 2025 OSPITERÀ AZIENDE E STAKEHOLDER DEL SETTORE FOOD&BEVERAGE PROVENIENTI DA TUTTO IL MONDO, PROPONENDOSI COME IL NUOVO SALONE DI RIFERIMENTO DEL SETTORE PER IL SUD EUROPA.

LA MANIFESTAZIONE GENERERÀ UN IMPATTO PREVISTO DI CIRCA 15 MILIONI DI EURO PER FIERE DI PARMA E DI 150 MILIONI PER L’INTERA CITTÀ DI MILANO, CON SIGNIFICATIVE RICADUTE SUL PIL NAZIONALE.

Franco Mosconi, Presidente di Fiere di Parma , ha illustrato presso il Parlamento Europeo gli obiettivi di TUTTOFOOD Milano durante il convegno dal titolo “A Sustainable and Competitive Model for the Food and Beverage Sector”, organizzato da Fiere di Parma e ospitato dall’europarlamentare Stefano Bonaccini lo scorso novembre. Alla presenza di giornalisti e stakeholders, tra cui i rappresentanti delle più influenti organizzazioni europee dell’agri-food come FoodDrinkEurope, Eurocommerce e COPACOGECA, oltre a Matteo Zoppas, Presidente ICEAgenzia, Mosconi ha dichiarato: “Ringrazio Stefano Bonaccini che ci ospita in questa importante sede istituzionale. Per Fiere di Parma è una conferma importante del valore del progetto TUTTOFOOD Milano 2025 che, con il suo format competitivo, basato sull’innovazione sostenibile, sta riuscendo nel non facile compito di coinvolgere le imprese in grado di definire le tendenze ed influenzare il mercato, le politiche e le economie globali del futuro in ambito food”.

A pochissimi mesi dall’inaugurazione, il nuovo format di TUTTOFOOD ha già registrato l’adesione di centinaia di aziende provenienti da 35 Paesi del Mondo, con oltre l’85% dello spazio espositivo totale (oltre 150mila mq) già prenotato alla fine del 2024. Matteo Zoppas ha dichiarato: “Per la valorizzazione della filiera del food, settore strategico del nostro Made in Italy, le fiere rappresentano uno

strumento fondamentale. In quest’ottica il matrimonio tra Tuttofood e Cibus costituisce un passo decisivo verso la creazione di una piattaforma fieristica integrata, punto di riferimento autorevole a livello globale.

Tuttofood 2025 si preannuncia come un evento di primaria importanza, con numeri che ne confermano la portata: oltre 3 mila espositori, 2 mila top buyer internazionali, 90 mila visitatori professionali e circa 500 mila accessi attesi. L’Agenzia ICE supporta l’evento selezionando più di 200 buyer di alto profilo attraverso la propria rete estera che conta 87 uffici in 74 Paesi.”

Contestualmente al convegno di Bruxelles, Antonio Cellie, Amministratore Delegato di Fiere di Parma , ha inoltre presentato lo stato dell’arte di TUTTOFOOD Milano a Roma durante la conferenza inaugurale alla Farnesina della nona edizione della “Settimana della Cucina Italiana nel Mondo”, alla presenza del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani e del Ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida L’evento è stato creato con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze del settore agroalimentare ed enogastronomico italiano all’estero, sostenendo le esportazioni, l’internazionalizzazione e i flussi turistici in entrata.

Nel corso del panel di discussione avvenuto tra i principali interlocutori della filiera produttiva agro-industriale italiana, tra cui ICEAgenzia, Confagricoltura, Coldiretti, Filiera Italia, Federalimentare e, ovviamente, Fiere di Parma , Antonio Cellie ha concluso: “Conosciamo bene il valore dell’agri-food made in Italy, che anche grazie al nostro Cibus Parma è cresciuto a tassi quasi doppi rispetto al commercio internazionale del Food&Beverage. Con TUTTOFOOD Milano 2025 abbiamo voluto capitalizzare le Buone Pratiche Fieristiche di Cibus Parma mettendo a disposizione delle aziende del settore e delle TPO di tutto il mondo il nostro patrimonio di conoscenze, la

nostra capacità di fare business matching e creare relazioni, di intercettare e valorizzare le tendenze e i prodotti più interessanti (compresi quelli di nicchia), fornendo loro gli strumenti fieristici e digitali di cui necessitano per candidarsi presso gli assortimenti della Distribuzione (Retail e Ho.Re.Ca) internazionale. TUTTOFOOD sarà una piattaforma innovativa, globale e immersiva, un vero e proprio hub culturale del cibo e delle bevande dove, in fiera e in città, fioriranno idee e nasceranno nuove tendenze. La combinazione di Cibus e TUTTOFOOD auspichiamo diventi il punto di riferimento fieristico dell’intero settore agroalimentare. Un po’ come la nostra cucina lo è per quella mondiale”

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