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Coges Engine è il sistema di pagamento per il Vending più completo ed evoluto: le più avanzate funzioni cashless si integrano con la rilevazione dei dati e la telemetria in un unico sistema compatto e flessibile, che si rinnova nel tempo adattandosi a qualsiasi esigenza.
Contestare la saggezza popolare è un errore che bisognerebbe avere l’umiltà di non compiere mai. Purtroppo però, cercare di arraffare soltanto un uovo oggi, non facendosi illusioni su ipotetici e rischiosi progetti futuri, è l’esatto contrario dell’atteggiamento che dovrebbe avere un buon imprenditore. Avere una prospettiva di brevissimo tempo, accontentandosi di sopravvivere, è una strategia aziendale che non paga, nemmeno in tempo di crisi.
Contrariamente a quello che si crede, creare dei piani a lungo termine ha poco a che vedere con il fatto di prendere decisioni a lungo termine. Quello che conta davvero è capire quali sono le conseguenze future delle decisioni che prendiamo oggi.
Fare un’analisi dei comportamenti strategici dei gestori del vending pone più di un dubbio. Le decisioni che stanno prendendo oggi, anche se motivate dalla crisi, che conseguenze avranno domani? Abbassare i prezzi per mantenere i volumi, utilizzare macchine a fine vita, acquistare prodotti di bassa gamma e comportarsi in maniera scorretta con i concorrenti pur di prevalere con i clienti, sono solo degli esempi di comportamenti quotidiani che certamente creeranno oggettive difficoltà alla vita futura delle loro aziende.
Non solo la gestione farà sempre più fatica a risollevarsi, ma sta creando tutta una serie di conseguenze alla filiera. Fabbricanti in crisi che in futuro non potranno più garantire innovazione, produttori che non avranno interesse ad inserire in gamma prodotti ad alto valore aggiunto con un prezzo maggiorato, società di servizio che progressivamente si sposteranno su altri settori o su diversi canali distributivi. Quindi pensare solo al beneficio immediato non ha alcun senso e va contro le logiche stesse di fare impresa. Il fatto che per anni l’acqua sia stata così alta da consentire anche a chi ignora i fondamentali economici di galleggiare, non vuole certo dire che chi “ha sempre fatto così” (trovandosi comunque dei soldi in tasca) possa continuare a farlo.
Anche se la crisi finisse oggi, chi deve ripartire da un parco macchine obsoleto, da battute a 0,25 centesimi, da pessimi rapporti con i fornitori e con le società di servizio, farebbe una fatica immensa a vincere la sfida di riportare i bilanci in una situazione positiva. Purtroppo la crisi non solo non finisce in questi giorni, ma è in una fase particolarmente acuta, quindi una rivoluzione copernicana sul modo di operare sul mercato è indispensabile.
Ogni decisione deve quindi essere proceduta da un semplice ragionamento: “che conseguenze avrà per il futuro della mia azienda?”. Perché questa predisposizione strategica è l’unico modo di garantire la continuità aziendale e magari di riuscire a trasmettere ai propri figli un’attività ben avviata.
L’obiettivo di ottenere una gallina domani, deve essere il principio base che ispira ogni buon imprenditore e si può ottenere solo attuando strategie a medio lungo termine. Se proprio volete ricorrere alla saggezza popolare, basta ricordare quello che ha detto un filosofo più di 2000 anni fa: "Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare".


Numero 77 GIUGNO 2013
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e S P r e S S e DAGLI AUtOrI DeI teStI re DA z IONALI e PU bb LICI t A r I
CONC e P t b Y art &W or K s srl
Editoriale
La Gallina di Domani 3
6
40
Sommario
Vending Cruise 2013
Introduzione europs 2013 > Fare rotta Verso la Crescita top Sponsor > covim / bWt / san benedetto Packaging for Vending 2013 evento di Chiusura della Vending Cruise 2013 > confida / adiconsum
Co-Marketing
QVc coven > Il Progetto di Co-marketing con il Canale televisivo QVC
Eventi
44 Team Building Perfetti Van melle masterchef 57
60
66
bianchi Vending Group > Open Day roma Forum Vending retail&Gdo 2013 > Il Vending Come Straordinaria Opportunità per il Futuro rheavendors > Alla Fiera del Vending di mosca
Mondo Associazione Distribuzione Automatica...un Settore trasparente!
Novità Gruppo cimbali > tecnologia e Design, il Politecnico di milano al mUmAC comesterogroup > al via l’Aggiornamento dei Lettori per le Nuove banconote da 5 euro bitx > La Nuova Fuzione "Cassa" di mONeYtOr ingenico > Fabrizio Franchi nuovo Direttore risorse Umane
Breaking News autobeer chanel 70
71
Appuntamento In Fiera expo Vending sud > Grandi Novità per la 5a edizione del Salone per la DA a Catania.
Host > il Caffè Parla anche la Lingua del Vending Vending Paris > Due Nuovi Appuntamenti da mettere in Agenda





Europs 2013 - Fare Rotta Verso la Crescita > 12
Top Sponsor: Covim - BWT Water+More - Acqua Minerale San Benedetto> 23
Packaging for Vending 2013> 32
Confida - Evento di chiusura della Vending Cruise 2013> 37

Si è da pochi giorni conclusa la seconda edizione della Vending Cruise, tenutasi dal 3 al 7 maggio a bordo di Costa m editerranea. L’evento si conferma il più importante appuntamento congressuale europeo della distribuzione automatica , occasione d’incontro e condivisione tra i principali player del comparto. h anno partecipato a questa edizione della manifestazione circa 400 operatori di cui più del 40% stranieri. Un successo che si deve al costante impegno di Venditalia e Confida nell’organizzare un evento di questa portata in un momento congiunturale particolarmente complesso. Come ha ricordato sul palco il Vice Presidente di Venditalia (Alessandro Fontana), senza il quotidiano contributo di Lucio Pinetti, che si è preso l’onere di portare avanti l’iniziativa nonostante il scetticismo di molti operatori, questo appuntamento non sarebbe mai stato in agenda.




Durante i quattro giorni di navigazione, le Associazioni del vending e le aziende presenti, hanno affrontato importanti temi quali il mercato, l’innovazione, le aspettative dei consumatori.
L’occasione è stata propizia inoltre per condividere strategie e stringere nuove alleanze. Vending Cruise ha ospitato e urOps, la conferenza per i gestori organizzata da e VA - e uropean
Vending Association - dal titolo “La via della crescita”, durante la quale è stato presentato il vending in e uropa ed esperti della distribuzione
automatica e di altri settori hanno illustrato le loro proposte anti-crisi.
m olti gli spunti per nuove applicazioni del vending: dal retail all’interazione con il digital.
A supporto del business l’incoraggiamento ad utilizzare strumenti informativi volti alla riduzione dei costi aziendali e come supporto nei processi decisionali.
CONFIDA ha aperto e chiuso l’evento illustrando una sintesi del più recente studio di settore del Vending in Italia realizzato da Accenture e una

analisi sulle aspettative e il grado di soddisfazione dei consumatori realizzato da Demoskopea.
è stato presentato inoltre, in anteprima assoluta, l'Osservatorio del Vending italiano frutto dell’analisi sui bilanci di quasi 600 gestioni che evidenzia la dimensione del settore, la distribuzione geografica, l’elenco e la concentrazione degli operatori, utile strumento per tutti coloro i quali sono interessati ad approfondire i dettagli del comparto del vending.
A bordo della Vending Cruise si è anche tenuta la premiazione dei vincitori di Packaging for Vending, il concorso ideato da CONFIDA che premia i migliori packaging destinati al Settore. Importante partecipazione anche agli eventi organizzati dalle aziende top Sponsor: Covim, b W t Water+ m ore e Acqua m inerale San b enedetto.
tutti i partecipanti hanno espresso un entusiastico apprezzamento per il format della manifestazione, una ventata di ottimi -
smo per affrontare le sfide del mercato.
l ucio Pinetti , Presidente CONFIDA ha affermato che “con questa edizione della Vending Cruise, l’Italia si conferma leader non solo nel mercato, ma anche in creatività, visione e strategia. Come CONFIDA sentiamo il dovere di condividere con tutte le organizzazioni nazionali a n oi omologhe ciò che crediamo possa contribuire allo sviluppo del vending internazionale. Questo è il nostro impegno per il futuro”



Domenica 5 maggio, nella sala convegni del Giardino Isolabella di Costa mediterranea, si è svolta l’ultima edizione di eurOps, l’appuntamento europeo dedicato agli operatori del vending.
In questo numero della rivista pubblichiamo una breve sintesi dei primi quattro interventi e un approfondimento sulla relazione di Giovanni Nebiolo e Guido Panigada.
L’eVA sta ignorando l’attuale recessione economica? Siamo lontani dalla realtà? Al contrario! Sarebbe stupido pensare che l’industria della distribuzione automatica non risenta delle condizioni economiche attuali. Ciononostante vi sono anche opportunità da cogliere in termini di diversificazione ed espansione del settore e quindi buoni motivi per avere solide speranze per il futu-
ro dell’industria.
europs 2013 si è aperto con queste premesse di Arnaud van Amerongen, che ha ricordato la visione dell’Associazione europea di cui è presidente: il settore della distribuzione automatica è un canale di vendita al dettaglio, comodo, innovativo, vicino al consumatore e aperto 24/7 e la sua missione: proteggere e promuovere il settore della distribuzione automatica, rappresentandolo nelle sedi istituzionali come unica voce in europa.
I numeri del vending in europa nel 2012 mostrano una leggera flessione. Il volume di affari scende del 2,5% attestandosi sugli 11,1 miliardi di euro.
Il parco macchine (OCS escluso) è pari a 3,7 milioni (-0,8%). Gli operatori sono circa 10.000 e il numero degli addetti è di poco superiore alle 85 mila unità.
Per reagire alla crisi è importante “convertire” i consumatori che ancora non usano le vending machine e questo è possibile attraverso 11 punti:
> Ampliamento della gamma di prodotti
> Più qualità e prodotti premium
>Aumentare le aree di personalizzazione delle macchine
> migliorare il design e l'impatto visivo
> Implementare sistemi di pagamento alternativi


convenienti
> Comprendere le esigenze dei consumatori finali
> Proporre il marketing del canale vending come una valida alternativa
> Investire nella gestione delle relazioni con i clienti
> Adottare un approccio più strategico
> maggiore attenzione sulla funzionalità, l'etichettatura e il processo di acquisto
> Superare le barriere derivanti dalla normativa ambientale
Kirby
Director, Strategy
PWC)
mentre l'economia in europa si muove verso 'nuova normalità', una fase del ciclo economico, caratterizzata da una bassa crescita e volatilità, si cerca di capire come l’industria del vending possa continuare a perseguire le opportunità di crescita.
Le esigenze dei consumatori continuano ad evolversi rapidamente nonostante il complesso contesto macroeconomico. Le opportunità si trovano in settori come: la proposta di prodotti, la fissazione del prezzo, i diversi modelli operativi, le spese in
conto capitale e, nel lungo termine, il consolidamento del settore.
Le performance dell’industria del vending sono strettamente legate allo stato dell’economia, quindi in mercati dove il contesto economico è in buono stato o in crescita (russia, Cina, India e brasile) è possibile ancora investire e realizzare buone marginalità. Nei mercati in recessione invece non ci sarà nessun ritorno alla "vecchia normalità" finanziata da denaro a basso costo, importazioni convenienti o la fiducia nelle decisioni della politica.
Le opportunità saranno guidate dai fondamentali di business, dalle ristrutturazioni e importanti proposte di valore. Le imprese potrebbero anche attuare un riposizionamento geografico (es. Asia/ mercati emergenti).
JM. Vrijlandt (Direttore Vendite e Marketing Selecta) Servire caffè ad alto valore aggiunto: opportunità o sfida?
I consumatori spendono di più per i loro caffè sia fuori casa (Starbucks) che dentro le mura domesti-



che (Nespresso), mentre il vending non ha ancora tratto beneficio da questo trend positivo del caffè di alta qualità. Anche i dipendenti che si avvicinano ad un distributore automatico desiderano un caffè premium e sono disposti a pagare di più, ma gli operatori devono offrire un’esperienza di consumo completamente diversa, allontanandosi dalla tradizionale offerta del caldo. C’è quindi una grande opportunità di mercato e una sfida per i gestori del servizio.
La qualità è complessa da ottenere e dipende da molte variabili da porre sotto controllo; la giusta calibrazione degli ingredienti, il corretto tempo di estrazione, la giusta pre-infusione che si adatta alla miscela scelta, la qualità dell’acqua e numerosi altri fattori.
L’esperienza di consumo deve essere soddisfacente dal punto di vista visivo (crema), tattile (il bicchiere di qualità e termoresistente), di gusto (aroma del caffè), e olfattiva (un profumo gradevole).
La sfida per i gestori potrebbe essere quella di offrire un caffè premium, con una macchina innovativa (touchscreen), in un’area ristoro arredata e in grado di offrire anche il latte fresco. Questo porterebbe il consumatore a poter gustare una bevanda di alta qualità che potrà acquistare ad un prezzo molto più elevato rispetto a quello odierni.
Un distributore automatico è il nuovo canale per incrementare le vendite di molti dettaglianti e produttori di beni di largo consumo. Può aiutare a consolidare la fidelizzazione dei clienti ad un marchio, stimolare gli acquisti d’impulso, promuovere la brand image.
Attraverso un distributore automatico è possibile sviluppare una strategia multicanale: online, offline, sfruttando i nuovi strumenti mediatici, dal social network la geolocalizzazione.
Lo scopo di questa presentazione è ispirare il pubblico ad investire in nuove idee, nuovi partenariati e nuovi progetti, dai più basilari ai più innovativi. Per soddisfare le esigenze dei clienti ci si deve chiedere quali aspettative ha di fronte ad una vending machine. Se costruiamo una matrice che considera il tempo a disposizione del cliente e la tipologia di esperienza d’acquisto che desidera: razionale o emozionale, possiamo tarare un’offerta che soddisferà un gran numero di consumatori con diverse aspettative.





PRO-CUSTOMER EFFICIENCY LOVE AT FIRST SIGHT
Chi ha poco tempo a disposizione e tende a privilegiare gli aspetti razionali, chiederà efficienza e rapidità alla macchina.
Se ha più tempo, probabilmente vorrà essere informato correttamente sulle caratteristiche del prodotto che intende acquistare.
Se invece ha maggiori esigenze emozionali, se ha poco tempo acquisterà ad impulso un prodotto che lo colpisce, mentre se ha del tempo cercherà un’esperienza d’acquisto profonda, che già molti distributori automatici nel mondo offrono (bike Fixtation, Star Scent, elizabeth Arden, Unikat Automat e Proativ)





Uno degli interventi più interessanti ascoltati in Vending Cruise, incentrato sull’applicazione della metodologia Lean Six Sigma in una realtà vending, è stato quello dell’Amministratore Delegato di Supermatic, Giovanni Nebiolo L’argomento è piuttosto complesso e merita un ampio approfondimento che abbiamo deciso di realizzare nel prossimo numero della rivista.
Qui di seguito illustriamo soltanto una sintesi della presentazione realizzata durante e urops 2013 con la collaborazione di a lessandra Zamperini ( r esponsabile Quali tà Supermatic) e Guido Panigada (Digisoft).
Giovanni Nebiolo , A.D. Supermatic SpA
Methodologies supporting Process Improvement
“Negli interventi precedenti sono state illustrate interessanti innovazioni su tecnologie di prodotto che possono consentire di guardare al futuro con buone aspettative.
Innovare il prodotto a volte non è sufficiente o la sola strada di crescita percorribile. Supermatic ha avvertito anche la necessità di introdurre elementi che
possano consentire di migliorare l’output dei propri processi.
ho avuto la fortuna di entrare in Supermatic due anni e mezzo fa, in un momento che potrei definire una specie di “big bang” per l’azienda. Il primo gennaio 2011 è infatti avvenuta la fusione di alcune aziende, di diverse dimensioni, in un'unica realtà produttiva. Di conseguenza si è reso necessario creare una struttura che fosse adeguata alla nuova realtà, con la contemporanea implementazione di tutti i sistemi informatici necessari per gestire un’azienda molto più grande.

Ora siamo in una situazione sicuramente più stabile dal punto di vista dell’efficienza organizzativa e dell’uso delle infrastrutture. Supermatic opera da 42 anni sul territorio toscano e nel sud della Liguria e ha numeri importanti: dispone di sei filiali in toscana e sede a Firenze, cinque società partecipate, 130 milioni di erogazioni all’anno, 70 milioni di turnover, circa 55.000 vending machine, 500 dipendenti e 325 mezzi che circolano per rifornire i clienti. Questa presenza, allo stesso tempo concentrata e capillare, fa sì che Supermatic sia leader sul territorio e superi abbondantemente il 50% della quota di mercato. In una situazione economica italiana recessiva, le aziende si trovano ad affrontare la progressiva contrazione di posti di lavoro, cassa integrazione e chiusura delle attività. Questo ha ovviamente un impatto significativo anche sulle
società di vending. Come reagire a questa situazione? La nostra scelta è stata, proprio in questo momento di crisi, di cogliere l’opportunità della riorganizzazione della struttura, per concentrarci maggiormente sulla capacità di rendere più efficienti ed efficaci i nostri processi. Si tratta di adottare approcci metodologici, in uso ormai da anni, che sono stati sistematizzati in modo tale da consentire alle imprese una capacità d’intervento, correzione e miglioramento della funzionalità complessiva. Il concetto centrale è rappresentato dalla qualità, volta ad ottimizzare i processi e recuperare quelle inefficienze interne che esistono in tutte le fasi dei nostri processi. Due gli strumenti operativi a supporto: la metodologia Lean, in base alla quale nei processi produttivi devono essere ridotti gli sprechi e i difetti, a cui si affianca la metodologia Six-Sigma, volta al controllo statistico dei processi rilevanti. Due metodologie che nascono molto tempo fa, una negli anni 50 in Giappone, l’altra sviluppata pochi anni dopo da alcune multinazionali americane. Nei primi anni 2000 michael George ha sintetizzato questi due approcci in una nuova metodologia che fonde insieme le due componenti. La Lean Six Sigma si applica alla gestione dei processi operativi, il più importante dei quali nel vending è il rifornimento al cliente. Questo processo è suddiviso in una serie di fasi, ciascuna delle quali deve dare valore aggiunto alla fase precedente. In questo modo si
produce un output il cui valore deve essere riconosciuto dal consumatore finale.
Normalmente nei processi ci sono elementi, sia interni che esterni, che creano dispersione di energia e spesso questa dispersione può essere effettivamente elevata. è fondamentale acquisire la capacità di controllare i processi, di misurarne ogni fase e di fare in modo che tutte le dispersioni di energia vengano progressivamente ridotte, e possibilmente azzerate, in modo che il risultato finale (output) sia in grado di soddisfare il cliente. Alla base c’è ovviamente la necessità di misurare il processo in tutte le sue fasi e i sistemi di qualità, supportati dalle infrastrutture informatiche, consentono di avere il controllo puntuale in ogni step. Un primo concetto importante dell’approccio Lean è il passaggio da una logica push a una logica pull: la catena del valore, anziché essere condizionata dalle scelte di chi fornisce il servizio (a mio parere in larga misura siamo ancora in una situazione di questo tipo) deve essere invece invertita; deve cioè essere il cliente, non l’azienda, a definire gli standard, il livello di qualità che vuole ottenere. Occorre risalire la catena produttiva e ogni step deve essere orientato alle esigenze del cliente: questo è un aspetto sul quale probabilmente dobbiamo lavorare ancora molto, analizzando le esigenze del nostro consumatore al momento di consumo. Quali sono le preferenze del cliente per i prodotti che rendiamo disponibili? Questo ci può





» ADDOLCITORE ANTIALGA BATTERIOSTATICO



consentire progressivamente di customizzare in modo sempre più preciso la nostra offerta. L’altro aspetto dell’approccio Lean è quello della riduzione degli sprechi. Sono otto i “muda” giapponesi, ossia gli sprechi che chiedono di essere ridotti e gestiti con attenzione.
1. Difetti dei prodotti e rilavorazioni (es. l’installazione di DA con problemi tecnici)
2. Sovraproduzione (es. la preparazione di DA senza domanda da parte del mercato)
3. Overstocking (magazzini a bassa rotazione)
4. Lavorazioni non necessarie (es. il rifornimento di DA destinati ad essere ritirati o sostituiti)
5. Spostamenti (es. il numero eccessivo di spostamenti del personale dovuti ad un layout inadatto del reparto di lavoro).
6 trasporti (es. il numero eccessivo di spostamenti delle merci o dei semilavorati dovuti ad un layout inadatto della linea di produzione).
7. Attese (es. gli eventuali tempi di attesa dell’ArD in sede per effettuare le operazioni di magazzino, cassa, centralino, officina, ecc.).
8. Progettazione di beni e servizi che non soddisfano i bisogni dei clienti.
Si va dalla sovrapproduzione alla perdita di tempo
nel reintegro dei distributori dell’ArD, dal sovrastoccaggio dei magazzini (attività non a valore aggiunto), ai comportamenti inadeguati degli ArD (che dipendono strettamente da una questione di formazione), fino all’eventualità di rilavorare le macchine quando escono dall’azienda con difetti tecnici che poi richiedono interventi successivi. Ognuno di questi “muda” merita di essere affrontato singolarmente e con un approccio ben definito. L’obiettivo è quello di ridurre tutte le occasioni di spreco in modo tale da trasformare in opportunità ciò che viene disperso in termini di energia e che non si traduce in soddisfazione del cliente. La tecnologia Six-Sigma consente invece di applicare metodologie, in uso presso molte aziende, non soltanto sui processi di manifacturing, ma anche nei processi di erogazione di servizi.Six-Sigma vuol dire prima di tutto approcciare il problema che ci si trova ad affrontare nel modo più adatto e a seconda della difficoltà. Se siamo di fronte ad un problema semplice e se non ci sono rischi nel prendere una decisione, la soluzione è: “just do it”. Però a volte non è così semplice ed il rischio è più elevato. Quando il problema non è di facile soluzione si rende necessario un approccio più strutturato: la metodologia da utilizzare è quella del ciclo di Deming, cioè il problem solving iterativo (plan, do, check, act) o, in casi di maggiore complessità la metodologia DmAIC (define, measure,
analyze, improve, control). In questi casi l’aspetto della misurazione è assolutamente fondamentale. Disporre dei dati sui quali costruire la valutazione del problema è uno degli aspetti chiave per riuscire poi a seguire un percorso logico che possa dare una risposta. Dopo la fase di misurazione, segue una fase di analisi delle cause che hanno generato o possono influenzare quel problema. Soltanto in seguito si può procedere alla costruzione di action plan, basati sulla priorità data alle cause che possono aver generato la situazione critica e che mettono in moto, reiterandoli, processi di miglioramento continuo.
Uno dei vantaggi del Six-sigma è quello di poter fare una valutazione economica dell’impatto del problema in termini di costo e soprattutto di verificare quanto, di quell’impatto economico, sia possibile gradualmente recuperare. Un altro aspetto fondamentale di questa metodologia è quello di poter portare sotto controllo statistico i processi, ovvero di contenere all’interno di un intervallo definito le variazioni degli output di processo garantendo al cliente gli standard qualitativi richiesti.
Un caso reale, in fase di da Supermatic nel vending, è ad esempio quello di verificare, analizzare e risolvere il problema rappresentato dalla perdita potenziale di vendite derivante dalla mancanza di prodotti all’interno dei distributore automatico.


u i s e 2013

covim, bWt Water+more e Acqua minerale san benedetto, i tre tOP sponsor della Vending Cruise, hanno organizzato a bordo della Costa mediterranea tre eventi che sono stati molto partecipati dagli operatori presenti in crociera. Pubblichiamo un reportage fotografico dell’evento COVIm e la sintesi degli interventi realizzati da bWt e San benedetto durante questi momenti d’incontro.



























Intervento di Andreas Weißenbacher, Chairman of the Executive Board BWT



“bWt nasce nel momento in cui io e alcuni amici abbiamo rilevato il ramo relativo al trattamento dell’acqua di un grande gruppo internazionale, convinti che fosse un mercato da non lasciar andare, ma che anzi sarebbe diventato fondamentale nel futuro. Oltre vent’anni fa ho investito in questa tecnologia dedicandomi al trattamento dell’acqua in generale, mentre solo negli ultimi anni, con la nascita di Water and more, abbiamo sviluppato trattamenti dell’acqua specifici per il mondo del caffè. La strategia era semplice fin dall’inizio e di solito questo tipo di strategia si rivela quella di maggior successo: best Water technology, ovvero dare il meglio all’acqua attraverso l’utilizzo delle migliori tecnologie. Lavorare con bWt significa quindi lavorare sempre con tecnologie d’avanguardia per fare sì che il proprio business sia sempre “up to date”. La chiave della strategia per lo sviluppo è stata sempre (e lo è ancora) l’innovazione.Nelle ultime due decadi bWt si è dedicata soprattutto al trattamento dell’acqua in entrata (point of entry), raggiungendo una quota di mercato notevole, un terzo del mercato europeo. Solo negli ultimi 7-8 anni il Gruppo ha colto la business opportunity offerta dal mondo del vending e dell’ho.re.Ca. Non ci avrei creduto nemmeno io. Oggi, guardando indietro di vent’anni ci diciamo che è incredibile pensare di aver, ad esempio, sviluppato per primi un filtro specifico per l’arsenico o che avremmo realizzato un sale per una generazione di addolcitori che rigenera le resine e le sanifica in un’azione combinata. ma soprattutto, la cosa di cui vado più orgoglioso, è la produzione di energia attraverso una particolare fuel cell che stiamo sperimentando
da tempo e che lavora sul concetto opposto a quello di elettrolisi. Un processo che andrà nella direzione di un trattamento dell’acqua ecosostenibile, come dichiara il nostro claim: “For you and planet blue”.Qualche tempo fa mi sono chiesto se avesse senso essere leader del trattamento acque e vedere il proprio marchio sempre nascosto, relegato nei locali acque. ho quindi lanciato il programma “from the cellar to the kitchen” (dalla cantina alla cucina), per far passare il marchio in un punto che fosse visibile e apprezzabile. Da qui è nata l’idea di creare un ramo dell’azienda dedicato al trattamento dell’acqua nei canali ho.re.Ca., Vending e home. Supportati da un eccellente lavoro di r&D, abbiamo brevettato per primi lo scambio ionico che non dà più sodio o potassio in cambio del calcio, ma magnesio.. Questo ci ha permesso di darvi un filtro: bestmax Premium, che rende ottimale il livello dell’acqua in uscita e quindi più sapore, più crema e più gusto al vostro caffè espresso. Oggi siamo qui per presentare bestmax balance, il nostro filtro del futuro, l’incontro tra un’acqua perfettamente trattata e una macchina in condizioni ottimali di funzionamento. Il risultato è un espresso dall’aroma unico. Questo innovativo filtro evita, attraverso la sua tecnologia di ultima generazione, i depositi di calcare, senza alterazioni di Ph, senza corrosione da argento (visto dalle autorità sanitarie con sempre crescente sospetto) e senza aggiungere sodio e fosfati. Un sistema d’avanguardia presentato qui in Vending Cruise in anteprima mondiale, che consente un espresso buono al 110%. buono per i clienti e per l’attività degli operatori.














“San b enedetto SpA è presente in tutto il mondo grazie a cinque siti produttivi fuori dai confini nazionali, che si trovano in Ungheria, Polonia, Francia, Spagna, m essico e r epubblica Dominicana. Questo ha consuntivato 590 milioni di bottiglie vendute nel 2012. Parlando invece del nostro core business, l’Italia, abbiamo quattro siti produttivi: oltre alla Casa m adre che ha sede a Scrozè (V e ), gli stabilimenti di Popoli (P e ), Donato ( b I), Nepi (V t ). 3.120.000.000 di bottiglie vendute nel 2012, 2.500.000.000 dei quali in Italia ed un fatturato pari a 520 milioni di euro.



I nostri brand sono: San b enedetto, Guizza, Primavera (esclusivo per fuori casa e vending), Acqua di Nepi (effervescente naturale), oltre alla produzione e commercializzazione del marchio Schweppes.
Nel vending il marchio San b enedetto fa volumi molto consistenti: 303 milioni di bottiglie vendute tra acqua minerale (253 milioni) e altri 50 milioni nel segmento delle bibite piatte e gassate. Siamo un’azienda multicanale: il canale vending rappresenta per noi un’importante
vetrina, un mezzo utilissimo per veicolare nuovi prodotti verso il consumatore e valutarne la possibilità di riacquisto”.
Abbiamo tanti prodotti per il vending nella nostra offerta: siamo sempre stati vicini al vostro canale e i numeri lo dimostrano, ogni anno continuiamo ad investire nella DA. Noi ci siamo ed è proprio nei momenti di difficoltà che ci vuole un po’ più di coraggio, come dice sempre il nostro Presidente. L’investimento è sicuramente un costo, ma solo così riteniamo si possa trovare una strada, una via d’uscita per rimanere all’interno del mercato. Cercheremo di continuare a consolidare e di essere sempre più vicini al canale, sviluppando sempre una partnership di successo, anche grazie alla vicinanza con l’Associazione”.
“Il 2012 è stato un anno sicuramente non facile. Il clima di fiducia del consumatore è ai minimi termini e questo è legato al contesto economico generale. Lo stiamo vivendo un po’ in tutta e uropa. Siamo comunque ottimisti, per-
ché riteniamo che proprio in questi momenti bisogna guardare lontano e riconfermare l’attenzione verso alcune variabili importanti come l’innovazione che, come dimostrano gli studi I r I, rappresenta il primo elemento che guida la scelta del consumatore: l’84% dei consumatori è disposto a consumare nuovi prodotti. Inoltre, per il 50% non ci sono abbastanza prodotti innovativi sul mercato italiano; il 90% è interessato all’innovazione sostenibile, con il giusto equilibrio qualità/prezzo e il 60% esprime addirittura la propria disponibilità a spendere di più per un prodotto che soddisfi pienamente le sue attese.
In particolare, emerge che i tre principali fattori d’innovazione sono: la qualità al giusto prezzo, l’attenzione al rispetto dell’ambiente e il grado di innovazione dei prodotti . In questo contesto la marca deve riprendersi un ruolo centrale, proponendosi come elemento rassicurante. Noi riteniamo che San b enedetto abbia tutte le carte in regola per affrontare questa sfida.
Siamo un’azienda presente in tutte le categorie del beverage analcolico con una serie di marchi e prodotti che ci permettono di presidiare tutti i segmenti di mercato come primo o secondo player, posizioni di riferimento per i consumatori e per i nostri partner. m otivo di ulteriore orgoglio è per noi quello di essere un’azienda italiana con capitale interamente italiano.
Di proprietà della famiglia z oppas, l’azienda è fortemente radicata nel suo territorio e impegnata a garantire un futuro alla comunità circostante.
San b enedetto è capace di interpretare al meglio e soddisfare tutto quello che concerne l’area del bere e del dissetarsi. è un’azienda che punta ai valori di marca, che investe, anche in anni difficili come questo, 20 milioni di euro in comunicazione ed è presente in avvenimenti importanti (mostre del cinema, eventi sportivi, ecc.) per ribadire la vicinanza del brand al consumatore.
Nel 2012 abbiamo provato anche l’esperienza del temporary store, un box che veicolasse al meglio tutti i prodotti di casa San b enedetto. Abbiamo iniziato alla Stazione Centrale di m ilano e dato l’esito positivo dell’esperienza, allargheremo l’esperimento alla Stazione Centrale di b ologna.
Negli ultimi anni, a dispetto della situazione generale del mercato, il 55% del fatturato di
San b enedetto transita su categorie che non sono acqua, quindi sulla categoria bevande, in grado di generare maggiore valore aggiunto. La prova che l’orientamento all’innovazione viene riconosciuto anche dal cliente risiede nel fatto di aver ricevuto cinque premi in quattro anni e in particolare quest’anno per due prodotti strategici per l’azienda: la linea e co Green e a quavitamin
L’azienda ha anche una forte vocazione alla multicanalità, esplicitata attraverso un’offerta pensata sia in termini di prodotti che di formati che vengano valorizzati in base alla “vetrina” di vendita: un approccio che non si limita all’inserimento del prodotto, ma comporta un sostegno attraverso un’efficace comunicazione sulle principali riviste di settore o in occasione di eventi mirati, per privilegiare il rapporto con gli operatori e con il mercato.
San b enedetto detiene il 12% del mercato dell’acqua, secondo player nazionale dietro al Gruppo Nestlè: questa leadership si esplicita in tutti i singoli segmenti del mercato (formato famiglia, mezzo litro, funzionali e litro).
A noi piace ricordare che il motivo principale per cui il consumatore ci sceglie è per le caratteristiche di unicità della nostra acqua, che ha origine alpina (nasce dalle Dolomiti Venete).
Attraverso un percorso millenario si arricchisce di sali e oligoelementi, organismi importanti per il nostro benessere, per poi confluire in una bolla protetta naturalmente (a 300 m). Quindi è un’acqua pura, lontana da fattori inquinanti e dall’antropizzazione.
La nostra mission è restituire alla natura quanto di buono ci ha donato e questo ci guida da 50 anni in tutte le nostre attività di impresa e le attività rivolte al consumatore, da sempre condotte nel rispetto dell’ambiente.
“Vita” è per noi un concetto importante, quindi abbiamo scelto di esplicitare la nostra responsabilità sociale attraverso l’impegno. L’accordo formale sottoscritto nel 2009, riconosciuto a livello internazionale, ha definito un programma di lavoro, mirato alla progressiva riduzione fino all’eliminazione delle emissioni di CO2, in modo da creare un circolo virtuoso, un approccio al mercato che non è di facciata ma è molto più sistemico.
Questo impegno è stato rinnovato nel 2012, perché non è per noi un punto di arrivo, ma un percorso che l’azienda porta avanti e intende veicolare al consumatore attraverso un’attività mirata.





L’aspetto più importante è che in due anni sono state sostanzialmente ridotte del 30% le emissioni di CO2, un risultato importantissimo per l’azienda, che ha abbattuto di circa 70mila tonnellate le emissioni di CO2 complessive. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di portare sul mercato nel 2010 un primo prodotto ad emissioni completamente neutralizzate, e asy, al quale è stato affiancata una linea di formati per garantire e dare concretezza all’impegno dell’azienda: il progetto e coGreen , di più ampio respiro, riconosciuto dal consumatore come un’opzione di scelta, perché ha la possibilità lui stesso di tradurre un gesto quotidiano come quello del bere, in un gesto concreto per l’ambiente optando per un formato a basso impatto. Questo prima non era possibile, oggi con San b enedetto si può e proprio questo ci ha permesso di raggiungere l’importantissimo premio di Prodotto dell’anno 2013
Un altro prodotto importante della categoria
Acque m inerali è f onte Primavera , non solo un formato, ma addirittura un brand dedicato al mondo del fuori casa (vending e h o. r e.Ca.).
Su questa linea è stata fatta un’attività di restyling proprio per elevare il livello di immagine e di gradimento del consumatore attraverso una rivisitazione competa sia dei colori della bottiglia che del packaging.
Vicina al mondo delle acque minerali anche a quavitamin , un progetto importantissimo per il 2013 con l’obiettivo di entrare nel mondo del funzionale, soddisfacendo il bisogno di dissetarsi aggiungendo qualcosa in più.
Se l’alimentazione non è adeguata dal punto di vista dell’apporto delle vitamine, Aquavitamin permette infatti di reintegrarne il 25% della dose giornaliera raccomandata. Questa formulazione è stata riconosciuta dal m inistero della Salute, che ne ha validato la ricetta e da circa un anno è sul mercato. I riscontri sono stati sorprendenti, tanto da aver registrato vendite per 1,5 milioni in un solo anno, di cui 1 milione circa nel vending.
Aquavitamin è un progetto molto importante: quattro gusti, quattro funzionalità diverse per coprire al meglio quattro target differenti.
La categoria del the ci vede presenti con una gamma che negli anni ci ha permesso di consolidare una posizione di assoluto riferimento nel mercato (25%, secondo player del mercato), con posizione di leadership assoluta nel Senza z ucchero, nel t he Verde (51%) e nel Deteinato (48%). Per quanto riguarda questa categoria,
presentiamo oggi una novità assoluta: s ummer e motion , una nuova linea di the ch si propone con la promessa di “spegnere la sete e accendere l’estate del consumatore”. Si tratta di un nuovo concetto di prodotto, già anche nel formato mezzo litro (focus su mercato fuori casa) con tre varianti di gusto: Watermelon, m ango e m int e xperience , con tre ricette che hanno una capacità rinfrescante e dissetante molto esaltata.
L’azienda è presente non solo nell’ambito del the ma anche delle bibite gassate, con il marchio s chweppes , distribuito da San b enedetto: una partnership che si è consolidata in molti anni di storia comune e si concretizza in una linea di formati pensati esclusivamente per il vending. Sempre nel perimetro Schweppes, distribuiamo e nergade , che consente all’azienda di essere presente nell’ambito degli integratori sportivi, con un’ampia gamma di formati e un elevato livello qualitativo del prodotto (anche in questo caso con una linea dedicata per il vending).
Nel mondo della frutta San b enedetto è presente con due marchi storici: o asis (bassa percentuale di succo) e b atik (+30% di succo) marchio di proprietà. Anche qui i formati da 33cl e 50cl per il vending. Oasis si conferma leader di mercato nel segmento a bassa percentuale di succo (26%).
Con b atik presidiamo l’area di offerta dell’alta percentuale di succo: la novità b atik Natura, è un nuovo concetto di prodotto che va nella direzione del salutistico, con l’obiettivo di coprire l’area del benessere. Si presenta senza conservanti, senza zuccheri aggiunti e con 30% di succo derivato da frutta e verdura con aggiunta di fibra alimentare. Un prodotto particolarmente indicato per l’area della prima colazione e per soddisfare il bisogno di bere in maniera sana e naturale.
Alla fine di questa presentazione, vogliamo condividere con voi un ultimo progetto, non meno importante, che spiega la vocazione dell’azienda alla multicanalità.
La volontà di arrivare a punti di consumo in cui oggi facciamo fatica ad arrivare attraverso un approccio più istituzionale: il progetto del dispenser , in grado di erogare una bevanda buona come fosse fatta al momento grazie ad una macchina dedicata e ad un prodotto concentrato in cialda. Un formato che vi consentirà di risolvere problemi di logistica, di stoccaggio e di spazio”.



Si è tenuta a bordo della Costa m editerranea, a conclusione della Vending Cruise, la cerimonia di premiazione del concorso Packaging for Vending , ideato da CONFIDA e indirizzato alle proposte di imballaggio utilizzate nel canale della distribuzione automatica, valutate secondo parametri tecnici e tecnologici, logistici e di gestione oltre che di promozione e comunicazione.
A presentare i vincitori del premio, s tefano Piccinini , Presidente Gruppo Produttori e Vicepresidente di co N fida , di cui riportiamo le parole:
“Siamo alla seconda edizione di questo premio, che già lo scorso anno ha raggiunto un notevole successo in termini di partecipazione e che ha introdotto prodotti innovativi per il nostro mercato. ringrazio quindi tutti quelli che hanno contribuito alla realizzazione di questo nuovo appuntamento. Il presidente Lucio Pinetti e tutta la struttura di CONFIDA, il Gruppo Produttori, di cui sono presidente, tutte le aziende che hanno partecipato e la giuria, composta da mario majo, Gruppo Fabbricanti di distributori automatici e accessori; bruno mazzoleni, in sostituzione di Cesare Spinelli, Gruppo Imprese di Gestione; Alessandro Fontana, presidente Gruppo Servizi e Commercializzazione; Lucio Pinetti, presidente di CONFIDA, oltre al sottoscritto.
(sono stati in giuria anche Massimo Milesi / Vice presidente Fabbricanti e Laura Querciani / Responsabile Commissione Marketing e Comunicazione - n.d.r.)
Abbiamo diviso i prodotti in due categorie: bevande e succhi e snack. I prodotti sono stati valutati secondo tre parametri ben definiti: requisiti tecnici e tecnologici; aspetti logistici e di gestione; valore comunicativo del prodotto. Le aziende vincitrici potranno utilizzare il bollino rosso ed oro appositamente creato per le confezioni dei loro prodotti, che saranno inoltre esposti nel nuovo e importante appuntamento in cui CONFIDA, insieme a tutti voi ha investito: Vending to Go, la prima esposizione di prodotti e servizi per la distribuzione automatica professionale, ho.re.Ca e self store, che si svilupperà in cinque date italiane:
torino, 31 maggio / 1 giugno 2013 bari, 14 / 15 giugno 2013 firenze, 4 / 5 ottobre 2013 messina, 8 / 9 novembre 2013 Padova, 22 / 23 novembre 2013”

Piccinini ha quindi annunciato i vincitori dei premi, riportando la motivazione per cui il prodotto vincitore è stato scelto tra tutti partecipanti:
bevande e succhi > Yoga bevande alla frutta, bottiglia in PET 250 ml, azienda Conserve Italia
“Adeguato per forma e funzione, emoziona il grande impatto del design e della comunicazione visiva e il packaging valorizza la proposta complessiva nel distributore automatico”
astuccio,
“Per forma, spazi occupati e modalità di gestione, spicca per equilibrio e facilità di rifornimento; il packaging in particolare ha reso possibile la vendita di un prodotto altrimenti di non agevole erogazione”
Packaging for Vending 2013 > Progetto Eco Green Acqua Minerale San Benedetto
“risponde perfettamente alle esigenze logistiche e di gestione del prodotto nelle diverse tipologie di distributore automatico. I colori utilizzati nel packaging identificano in modo chiaro l’impegno ambientale dell’azienda in relazione alla sensibilità di un consumatore sempre più attento e consapevole”
A ritirare il riconoscimento enrico zoppas, presidente Acqua minerale San benedetto SpA, che ha così ringraziato: “Fa piacere che quanto noi abbiamo investito insieme a voi in termini di tecnologie e di passione e soprattutto affrontando le problematiche del futuro, sia stato recepito da voi con questa sensibilità e con l’impegno di tutti noi di fare di questa un’arma vincente e qualificante per il futuro. A noi dà molto entusiasmo il fatto che ci sia questa attenzione e che ci sia questo premio. Ne saremo orgogliosi, ci sarà di stimolo per andare ancora più avanti”.





























































eVeNtO DI ChIUSUrA
Intervento di Lucio Pinetti
Presidente di Confida
“Permettetemi di ringraziare lo staff di CONFIDA, soprattutto chi ha partecipato solo ad una parte della crociera ( m ichele e volvi e Arianna
Castigliego), per poi subito rientrare in Italia per tenere aperta la struttura e garantire il servizio agli associati. r ingrazio anche gli sponsor dell’evento. I quattro giorni d’intenso lavoro che si stanno concludendo, sono stati possibili anche grazie al loro impegno. Approfitto di questo breve convegno di chiusura per comunicare una sintesi dei risultati dello studio di settore sulla DA dell’anno 2012. Per la prima volta l’anno si chiude con il segno meno. In Italia, 4,5 miliardi di consumazioni ri -
guardano il caffè; segue l’acqua con circa 700 milioni di erogazioni (bottiglie da 0,5 l). Questo significa che oggi il nostro lavoro in Italia si concentra, per l’80% delle nostre attività, su caffè e acqua. In realtà i nostri furgoni, che oggi sono tutti di grandezza rilevante, diversamente a quando accadeva negli anni ’70, quando è nata la distribuzione automatica, svolgono un servizio efficiente per solo il 20% dei nostri volumi. I gestori oggi utilizzano grandi veicoli per coprire un quinto del fatturato:
significa che siamo veramente delle aziende di servizio di cui dobbiamo essere orgogliosi. Certo, gli altri prodotti ci permettono di offrire un servizio completo al consumatore, ma credo occorra testimoniare che il vending, molto più di altri settori della ristorazione, è un comparto che si sacrifica per il servizio. Non intendo, con questa considerazione, limitare il valore degli altri prodotti, che sono per noi una componente fondamentale e anzi, ritengo che dovremmo anche venderli meglio, ad un prezzo più alto. Non è possibile vendere l’acqua ad un prezzo medio di 0,29€ o il caffè a 0,27€, quando sappiamo di offrire una qualità che non ha nulla da invidiare a canali alternativi.
Oggi sono convinto che siamo i secondi, dopo le Pubbliche Amministrazioni, a mortificare in qualche modo il nostro lavoro attraverso dei canoni inaccettabili, mentre noi per primi dovremmo avere il coraggio di perseguire il valore che già esprimiamo attraverso il servizio. Noi siamo molto vicini al consumatore: abbiamo qui un rappresentante di Adiconsum, che è la prima a dirci che il prezzo di un prodotto e di un servizio non deve essere basso, deve essere giusto.
Abbiamo 2.400.000 macchine installate, 1.600.000 sono distributori OCS e vorrei ricordarlo alla nostra associazione europea (ha tolto dai numeri europei diffusi in Vending Cruise il comparto OCS - ndr.), perché non solo hanno generato dei volumi importanti e il benessere di molte nostre imprese, ma sono macchine che hanno “salvato” il caffè all’interno di luoghi in cui era imbevibile. Oggi nei migliori ristoranti si può bere un buon espresso solo grazie alle caratteristiche delle macchine OCS.
Per quanto riguarda le occasioni e i luoghi di consumo, c’è un mondo che ci aspetta, fuori dal nostro mercato tradizionale. Stiamo tutti pescando dallo stesso lago, quando abbiamo alle spalle un mare che nessuno ha ancora esplorato: probabilmente ci vorranno altri metodi di pesca, ma credo che questa sia una delle cose che dovremmo considerare. La capacità di pescare ce l’avete tutti, si tratta solo di trovare l’esca giusta.
Il totale del fatturato del nostro settore e di 2,5 miliardi di euro, di cui 2.137.000.000 realizzati dalle imprese di gestione e 400 milioni circa realizzati dalle imprese di produzione. Oggi i gestori più illuminati dovrebbero inve -
stire sulle tecnologie che con grande sacrificio i produttori di macchine hanno sviluppato per mantenere un livello d’innovazione degno del nostro comparto. Ci hanno fornito degli strumenti che ci permettono si sviluppare il comparto (come ad esempio i distributori a doppia miscela).
Il vending impiega 33.400 addetti. Siamo uno dei settori che più che sta mantenendo l’occupazione, in Italia. Quel poco che possiamo fare, lo facciamo e di questo dato dobbiamo essere fieri. Di un altro dato dobbiamo essere orgogliosi e lo abbiamo pubblicato qualche giorno fa in risposta a chi ha dato su di noi una informazione scorretta: siamo il settore, conti alla mano, che paga più tasse nel comparto del Commercio. r icordiamoci che noi versiamo allo Stato il 2,2% di imposte sui ricavi, contro la media del Commercio che è dell’1% e contro la media nazionale dell‘1,6%.
Questo è un dato certificato.
Altrettanto importante rispetto all’analisi del comparto è la conoscenza di ciò che il consumatore vending chiede.
Abbiamo appena pubblicato lo studio di Demoskopea e abbiamo aggiornato il lavoro che era stato portato avanti nel 2009 con Censis.

Negli ultimi tre anni i consumatori al DA sono aumentati dal 41,9% al 44,2%. Non sono cresciuti i fatturati solo perché la base di calcolo è cambiata: con il tasso di disoccupazione in aumento, anche se cresce il numero di consumatori, chiudono le aziende ed è del tutto evidente che non possiamo avere dei risultati coerenti sui consumi. A pari perimetro avremmo aumentato, ma il perimetro è cambiato. Quello che interessa osservare, è che il vending è sempre di più uno strumento apprezzato dai consumatori.
e merge un altro dato interessante: alla domanda “perché non utilizza il distributore automatico?” la maggior parte delle volte il consumatore risponde che “non è capitato”. è fondamentale capire perché la vending machine non è viene utilizzata: abbiamo un 23,4% di non-utilizzatori (i dati si riferiscono al 44% della popolazione attiva, di età compresa tra 14-64 anni, circa 23milioni di persone) che dovrebbero essere avvicinati.
Uno dei principali motivi di “resistenza all’uso” di qualche tempo fa, ovvero la paura che la macchina rubi i soldi, oggi è l’ultimo dei problemi e questo è un grande risultato.
Quali sono i luoghi in cui si acquista? Principalmente i luoghi di lavoro (77%): ma è importante capire che il consumo si sta muovendo dai luoghi di lavoro tradizionali in altri luoghi che i gestori si aspettano meno: il consumatore ci dice che negli ultimi tre anni il consumo è passato dal 9 al 14% nei luoghi commerciali e lo stesso sta avvenendo nei luoghi di svago (dal 5 al 10%). Si tratta di un’evoluzione che bisogna assolutamente capire e cavalcare. è inoltre fondamentale comprendere che il vending sta uscendo dall’alveo della necessità per entrare in quello della scelta.
La prima ragione per cui si consuma al d.a. non è più la mancanza di alternative, è una scelta precisa. La risposta: “mangiare e bere spendendo poco” è solo al sesto posto, (8% degli intervistati). m eglio rinunciare all’8% dei consumatori se possiamo alzare il valore del prodotto!
I dati sulla soddisfazione rispetto al servizio sono positivi.
La crisi sta abbassando la propensione d’acquisto dei consumatori da 5,27€ a 3,66€, mentre il vending sta andando nella direzione opposta, c’è un crescita degli acquisti ai d.a. rispetto ai consumi fuori casa e questa è una tendenza che va assolutamente colta.
Il consumatore ci dice inoltre che consumerebbe di più alle macchinette se ce ne fossero di più, il che vuol dire che non le vede. O meglio, ce ne sono milioni in Italia, ma sempre nelle stesse locazioni. Il distributore automatico è uno strumento quotidiano ma poco visibile. Solo il 2,4% degli utenti dice che i propri consumi aumenterebbero con dei prezzi più bassi, dunque il prezzo non è il problema. Ancora, il consumatore non sa chi produce le macchine e nell’87% dei casi (dato peggiorato in 3 anni) non sa chi è il gestore del servizio. La comunicazione è importante.
Il consumatore non conosce la marca del caffè che beve (siamo l’unico settore in cui non viene indicato) e chiede informazioni sulle caratteristiche nutrizionali del prodotto, chiedendo non la data di scadenza ma di inserimento del prodotto (dato inaspettato), specialmente nei luoghi dove non c’è un contatto diretto con l’operatore.
Al termine della sua relazione finale, Lucio Pinetti ha lasciato il palco a Ofelia Oliva, presente alla Vending Cruise come rappresentante di Adicosum, ricordando il percorso congiunto tra le due Associazioni che ha come obiettivo una maggiore tutela del consumatore.
Questo è un percorso non di supporto ma, come ha giustamente precisato Pinetti, un percorso che stiamo realizzando insieme nella convinzione che il vending abbia tantissime prospettive di sviluppo. h o partecipato a tutti i lavori della Vending Cruise e ho seguito con particolare interesse gli interventi in tema d’innovazione e di nuovi mercati. Noi, come Adiconsum vogliamo, insieme a CONFIDA, aprire a questi nuovi mercati, perché intendiamo accompagnare l’Associazione nell’”educazione” dei consumatori alla conoscenza del vending. Spesso ci capita di essere intervistati e non solo i consumatori, ma anche i giornalisti, non conoscono nemmeno la differenza tra fabbricanti e gestori.
Abbiamo stampato una brochure che ha avuto molto successo, perché ha dato informazioni trasparenti sulla la vostra filiera. Inoltre abbiamo realizzato un avviso comune per poter lavorare sulle gare d’appalto. Avremo a breve un incontro con l’Antitrust proprio per rappresentare le criticità del vostro settore. La nostra quindi non vuole essere solo una collaborazione tesa all’informazione al consumatore, ma ha anche lo scopo d’impattare sul mercato in termini positivi e di trasparenza”.
Intervento di Ofelia Oliva , Segretario Nazionale Adiconsum Organizzativo, Servizi Privati, Progetti, Bilateralità
“Adiconsum sta organizzando il prossimo Congresso Nazionale che si svolgerà a r oma dal 21 al 23 maggio e dove ricambieremo l’ospitalità di CONFIDA, che troverà uno spazio all’interno dell’evento. Abbiamo invitato la vostra associazione affinché possa partecipare e dare informazioni esaurienti sul mondo del vending. Quindi ringrazio il Presidente e tutto il suo staff per il lavoro che abbiamo svolto insieme e che si è rivelato veramente interessante. Ne approfitto per portare i saluti del Segretario Generale Pietro Giordano, che proprio per l’organizzazione dell’imminente congresso non ha potuto partecipare a questo evento.


C
Conoscere il proprio consumatore finale è uno degli obiettivi che il vending del terzo millennio deve per forza porsi come prioritario. riuscire a soddisfare le esigenze di una clientela mutevole e soggetta a sempre più rapidi trend di consumo è la vera sfida per la filiera della distribuzione automatica. Solo così sarà possibile tarare un’offerta soddisfacente ad un prezzo corretto.Un passo avanti in questa direzione l’ha senz’altro realizzato il Consorzio Vending COVeN che dal 4 giugno, sarà parte attiva di un importante progetto di marketing con il retailer multimediale QVC, ideato e gestito dall’agenzia Olojin di treviso. Un’iniziativa ripetibile con altri partner sia del mondo della produzione che delle reti distributive. Il distributore automatico è una vetrina sempre più ambita al di fuori del nostro settore, perché possiede delle caratteristiche uniche per un canale che distribuisce prodotti di marca. è potenzialmente sempre attiva (365 giorni
l’anno, 7 giorni su sette, 24 ore al giorno) ed è presente in luoghi non presidiati da altre forme di distribuzione e comunicazione (uffici, alcune locazioni pubbliche). Iniziative che coinvolgano il consumatore che acquista dal canale vending sono quindi di estremo interesse per un grande numero di player. Nonostante ciò questo progetto è uno dei primi (se non il primo) a cui il mondo del vending prende parte su tutto il territorio nazionale.
In estrema sintesi il progetto si configura in questo modo: il retailer multimediale QVC promuove un concorso a cui si può partecipare acquistando dai distributori automatici dei soci del Consorzio COVeN le bottiglie di acqua da mezzo litro che hanno sul collo un particolare bollino QVC e collegandosi al minisito setedishopping.qvc.it per provare a vincere lo shopping firmato QVC. Ai gestori che partecipano al progetto sono state distribuite gratuitamente 300.000 bottiglie.




QVc il canale per chi ama lo shopping
QVC trasmette in Italia dal 1° ottobre 2010 con 17 ore di diretta al giorno, sette giorni su sette per 364 giorni all’anno: è l’unica televisione in Italia con così tante ore dal vivo.
Intrattenimento, live show e special guest contraddistinguono il format del canale in cui 15 presenter, tutti italiani, si alternano durante la programmazione. Gioielli, moda&Accessori, bellezza, Cucina, Casa ed elettronica rappresentano il cuore dell’offerta di QVC, che si distingue per la qualità di rinomati marchi
italiani e internazionali e per l’elevato livello di servizio. Settimana dopo settimana QVC introduce nuovi brand e prodotti. La filosofia è quella di selezionare prodotti esclusivi, unici e nuovi per il mercato italiano. Attualmente QVC introduce più di 8 nuovi brand ogni mese e più di 175 prodotti ogni settimana e questi numeri continueranno a crescere.
Un customer service attivo 24 ore su 24, consegna rapida a domicilio, pagamento in contanti o con carta di credito e possibilità di restituire il prodotto entro 30 giorni dalla data di consegna.
QVC è sul Digitale terrestre e tivùsat (canale 32), Sky (canale 475), web qvc.it




coVeN
COVeN è una società consortile costituita da gestioni di media dimensione del comparto della distribuzione automatica che operano su tutto il territorio nazionale. Gli obiettivi del Consorzio sono di valorizzare le piccole/medie gestioni e di attuare delle iniziative collettive che consentano di mantenere l’identità e l’indipendenza di ogni membro. COVeN non nasce come gruppo di acquisto, ma si propone come un Consorzio di Servizio che mette al centro delle sue strategie il consumatore finale e le sue reali esigenze, che devono essere soddisfatte dalle imprese operanti nel vending attraverso investimenti mirati e strategie innovative.
olojin srl
Agenzia di comunicazione fortemente orientata agli aspetti più dinamici del web, dai social network alle community, anche nell’ideazione dei concorsi Olojin pone una particolare attenzione alla “voce” del pubblico, per creare veicoli promozionali che siano al tempo stesso dei luoghi di conversazione.
è da questo spirito che è nato il concept di Sete di shopping, che affianca al classico meccanismo dell’instant win anche la produzione di contenuti user generated, per “ascoltare” il pubblico in modo ancora più completo e coinvolgere anche quegli utenti che non hanno avuto accesso alle bottigliette fornite di bollino.
sete di shopping: un concorso per promuovere QVc nel vending
L’idea alla base del progetto è di applicare al collo delle bottiglie da mezzo litro un bollino QVC con una protezione di tipo “scratch-off” posta per celare il codice e la vincita. Il consumatore che ritira la bottiglia da uno dei distributori di un consociato COVeN potrà rimuovere la protezione e scoprire il codice da giocare. Il concorso è di tipo “istant win”, quindi è possibile vincere subito un buono acquisto QVC del valore di 100€ inviando il codice via sms o inserendolo su setedishopping.qvc.it. La vincita verrà comunicata immediatamente. e per chi non trova il codice vincente, vi sono tante possibilità per continuare a partecipare e provare a vincere lo shopping QVC: registrarsi su setedishopping. qvc.it per partecipare all’estrazione di altri buoni acquisto QVC o“raccontare la propria sete di shopping” con un’immagine o un testo per provare a vincere prodotti QVC. Infine, tutti i coloro che effettueranno almeno un ordine su QVC nel periodo de concorso, parteciperanno all’estrazione del premio finale: una shopping card QVC del valore di 2.000 euro.
Attraverso il meccanismo della condivisione su facebook, sarà possibile attirare nuovi partecipanti e far conoscere anche nel mondo delle community virtuali questo concorso. La diffusione delle bottiglie sarà capillare e coinvolgerà almeno nove regioni: Lombardia, Veneto, trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia. Al concorso potranno partecipare i consumatori finali di selezionate locazione vending pubbliche (aeroporti, università, ospedali, ecc.) e private (grandi aziende).
























































































































































































































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Bianchi Vending Group - Open Day Roma > 45
Forum Vending Retail & GDO > 51
RheaVendors - Fiera del Vending di Mosca > 55



Sabato 13 aprile, nello spazio espositivo Set collocato in un edificio contemporaneo a roma, bianchi Vending Group ha presentato il nuovo distributore automatico Lei 500.
L’evento è stato l’occasione per incontrare numerosi gestori del centro-sud Italia e per far conoscere da vicino le macchine della gamma bVG, sempre più orientate al design e alle nuove tecnologie.
Nel corso dell’Open Day è stato organizzato anche un workshop, introdotto da un filmato che ha riassunto le tappe
fondamentali della storia dell’azienda e ne ha mostrato le più recenti soluzioni per il mercato italiano e internazionale.
Luca Parolari, A.D. del gruppo, ha parlato dell’attuale asset societario di bianchi, ne ha illustrato i recenti risultati sul mercato e descritto i progetti futuri.
roberto rota, Customer Service manager, ha successivamente presentato la gamma di distributori bianchi, introducendo le novità dell’azienda e la nuova macchina Lei 500, protagonista dell’evento.
“ b ianchi Vending Group è storicamente il secondo produttore europeo di D.A., vende in oltre 40 Paesi ed ha 7 filiali nel mondo per servire tutti i mercati. Gli stabilimenti produttivi sono oggi due: la sede principale di z ingonia di Verdellino (circa 30.000 mq coperti) dove si sviluppano tutte le operazioni di lavorazione meccanica e di assemblaggio, sia dei supercomponenti che dei distributori stessi, nonché il controllo qualità e la spedizione diretta ai clienti; e lo stabilimento di Cisterna di Latina, dove si produce circa l’80% della componentistica che poi viene impiegata all’interno dei distributori.
La proprietà di b ianchi, che ha conosciuto varie vicissitudini nel corso degli anni, oggi è al 100% nelle mani di un fondo di investimento che fa capo a Goldman Sachs, quindi una banca d’affari internazionale che attraverso la propria filiale italiana controlla la totalità dell’azionariato e delle filiali nel mondo.
Nel corso degli ultimi anni il numero di distributori immessi sul mercato ha conosciuto una contrazione: i numeri hanno avuto una grossa flessione nel 2009 a causa della crisi del settore ma sono in costante crescita (nonostante il difficile periodo congiunturale). Per ottenere questo importante risultato abbiamo sviluppato un piano di crescita che il nostro attuale assetto produttivo ci permette di realizzare in tranquillità e senza inefficienze. tutti i nostri stabilimenti sono certificati ISO:9001 e hanno ottenuto la certificazione ambientale ISO:14000, non tanto per rispondere alle richieste del mercato ma per un’esigenza che è sempre stata molto forte in b ianchi di focalizzarsi su temi che riguardano l’ambiente, sia in termini di processo che di manifattura.Nel 2012 abbiamo raggiunto tre obiettivi: una nuova struttura organizzativa; una politica di sviluppo di questa nuova struttura, orientata al mercato e all’ampliamento della presenza sul mercato; il riassetto di tutte le attività operative. Abbiamo infatti nuove linee di assemblaggio riorganizzate per la realizzazione di tutti i nuovi prodotti. Questo ci dà molta più flessibilità e molta più costanza, sia produttiva che qualitativa. Il trend del mercato italiano è in costante discesa, nonostante l’Italia continui ad essere il nostro principale mercato europeo del settore con il 21%: dalle 90.000 macchine vendute nel 2008 siamo oggi a 54.000 macchine. In particolare, c’è la tendenza al ribasso in tutti i settori (soprattutto macchine snack e lattine) con un leggero incremento invece nel segmento macchine da caffè. C’è una grande necessità di presenza commerciale, di rinnovo della gamma prodotti ed è quello su cui b ianchi sta investendo: in un mercato declinante non si può non innovare e non esserci. Il nostro gruppo ha puntato su tre asset: nuovi prodotti, un corretto rapporto qualità/prezzo e la personalizzazione dei prodotti per offrire al cliente un vantaggio competitivo. Per quanto riguarda l’innovazione, b VG ha investito il 5% del fatturato in r &D e nuovi prodotti, oltre allo studio del nuovo design delle macchine per dare un’immagine completamente diversa dalla precedente. Soluzioni uniche, con un appeal ed un design nuovi, visto che il cliente non accetta più un prodotto che non abbia un’immagine coordinata con l’ambiente circostante.

Il prodotto customizzato dà sicuramente il vantaggio di potersi distinguere, di conseguenza per i nostri partner, significa avere un plus nella propria offerta. Non solo la personalizzazione estetica (la più visibile), ma la personalizzazione tecnica, con soluzioni apposite, sia per quanto riguarda il contenuto sia di performance. Questo è molto importante dal nostro punto di vista, perché caratterizza la nostra offerta, la rende unica. Per quanto riguarda il rispetto per l’ambiente, la nostra non è solo un’attenzione all’azienda, ma è mirata anche a creare componenti a basso impatto e a limitare le emissioni nell’ambiente di elementi nocivi. Per il futuro, b ianchi Vending Group sta puntando a coprire meglio le aree in cui non ha presenza storica, sia sul mercato nazionale che in ambito internazionale. Oggi, dal momento che il mercato italiano si sta ridimensionando, si avverte più che mai la necessità di essere presenti in tutti i paesi del mondo. L’ampliamento della gamma prodotti è un passaggio a nostro parere obbligato: in questo senso b VG aveva delle lacune e con il lavoro fatto nel 2012 e gli accorgimenti che stiamo implementando, contiamo di essere comparabili con la migliore concorrenza: macchine a schermo tattile, ma anche distributori automatici con delle innovazioni tecniche che ovviamente sono costate molti sforzi e che conferiscono ai prodotti b ianchi un plus competitivo non indifferente. Infine, tutte le nostre macchine hanno la peculiarità di essere modulabili. Intercambiabilità dei componenti-chiave, primo fra tutti il gruppo caffè. Questo permette a tutti di avere una soluzione customizzabile a seconda del momento, dell’occasione e del consumo, nell’ottica della massima flessibilità.
b ianchi conta su un customer care, molto sensibile alle esigenze dei clienti, che gestisce sia la parte ricambi (questo permette di allungare la vita dei distributori ed è sempre di più una chiave di successo per il gestore) che tutto quello che riguarda la cultura del nostro parco clienti in termini di conoscenza del prodotto. Organizziamo ogni mese corsi di aggiornamento e siamo presenti sul territorio anche attraverso i tecnici, che soddisfano costantemente le richieste dei clienti. La formazione è un asset molto importante, perché riusciamo a prevenire i problemi e allo stesso tempo anticipare le tendenze del mercato.
Abbiamo scelto di essere presenti ai principali eventi nazionali ed internazionali del settore ma anche di adottare la formula del road show in Italia, per meglio concentrarci sui prodotti e sul contatto diretto con i clienti. La scelta di partecipare alla fiera accanto all’organizzazione di questi open day, più “locali”, più intimi, crediamo sia vincente per quello che vuole essere il messaggio di b ianchi Vending Group: far conoscere e toccare con mano i nostri prodotti”
“Lavoro da diciotto anni in questa azienda e rappresento il Customer Service di b ianchi Vending Group. Gran parte del mio lavoro viene svolto dai miei collaboratori che sono in mezzo a voi, che vi seguono costantemente, anche se oggi i gestori comprano meno distributori automatici perché hanno qualche dubbio negli investimenti. Noi continuiamo a seguirvi e a portarvi informazioni, ascoltando le vostre richieste.
La gamma b VG comprende macchine Free Standing per il caldo (espres -

so e solubili), table top, macchine Snack & Food sia nella versione master che slave (snack, spirale, lattine, bottiglie, ecc.) e include anche soluzioni per altri mercati, che potrebbero essere un utile spunto per il mercato italiano, solitamente molto statico a livello di configurazione dei distributori o di scelta dei prodotti inseriti.
Le novità 2013 sono DUO e le soluzioni t OUC h , oltre naturalmente a Lei 500, la regina di questo road show, una macchina che ha richiesto un lungo tempo di realizzazione e per la quale abbiamo ascoltato con attenzione i gestori.
Dopo Venditalia 2012, b ianchi ha limitato la sua presenza alle fiere: noi preferiamo stare in mezzo a voi, per capire di quale prodotto avete bisogno per poterlo sviluppare e darvelo come arma per andare sul territorio e trainare questo settore. Oggi b ianchi è quindi in grado di offrire una gamma completa di macchine per il Vending, l’OCS e l’ h o. r e.Ca. e soddisfare così le vostre esigenze e dei consumatori finali.
i modelli f ree s tanding b ianchi attualmente disponibili sono:
> Lei 700, già presente da qualche anno con una tastiera capacitiva retroilluminata S tt- Soft touch technology- Lei 2 Cups: una macchina da 1200 bicchieri che dà la possibilità di avere il doppio caffè (due miscele separate), due bicchieri separati e quindi la possibilità di abbinare alcuni prodotti ad un tipo di bicchiere. tra le customizzazioni possibili, alcuni progetti portati avanti da b VG che prevedono l’introduzione di un topping sulla bevanda, tipo palline di cioccolato, granella di nocciole...
> Lei 400, cavallo di battaglia per b VG, ha una porta totalmente piatta, anche in previsione di un affiancamento alla gamma Vista.
> Lei 600 porta piatta, prodotto simile alla 400, più alta per avere a fianco anche una macchina a spirale più grande e, a partire dall’ultimo ciclo di produzione, l’aggiunta di un contenitore in più.
> b vm 952, un modello che sta per uscire di scena, una macchina “storica” con due contenitori solubili aggiuntivi rispetto al contenitore classico della Lei 400.
> b vm 972, nelle varie configurazioni: anche queste sono macchine con cui b ianchi è presente sul mercato da diversi anni.
l a gamma table top comprende invece:
> b vm 931 a 300 bicchieri con n. 2 contenitori aggiuntivi per i solubili, di solito in combinata con la b vm 636 a spirale.
> b vm 921, una macchina attrattiva dal punto di vista del prezzo dal momento che è sul mercato da diversi anni.
> Lei 200, uscita l’anno scorso con qualche piccola criticità riscontrata ed ora risolta. Questo tipo di distributore viene sempre più spesso introdotto in locazioni piccole. è una macchina completa che ha un solubile aggiuntivo ed è l’espressione della customizzazione, della possibilità di avere un monitor che trasmette immagini e che può essere già personalizzata con il numero della società, il tipo di monete introdotte o informazioni sugli ingredienti dei prodotti che eroga.
> Lei SA è una macchina di dimensioni più contenute, nata per il torrefattore che vuole entrare nel vending e non viceversa. Utilizzata per locazioni dove può essere sia in vendita libera che con sistema di

pagamento. h a dodici selezioni, una tastiera capacitiva, un display e la possibilità di vedere il caffè in grani.
G A mm A D e L F re DDO
m acchine slave :
> b vm 676,: l’abbinamento alto e basso è importante per l’affiancamento di un DA per quanto riguarda l’estetica. Per quanto riguarda l’elettronica non c’è alcun tipo di problema, perché sono tutte macchine che possono lavorare con le macchine del caldo.
> con la gamma Vista, b VG ha realizzato una macchina con classe A certificata e quindi rispetta le richieste dei capitolati di gara d’appalto, che richiedono risparmio energetico. Vista m rispetta la classe A++. Presentate a Venditalia 2012, oggi sono in produzione.
m acchine master
> b vm 685 e b vm 695: cassetto da 10 in ferro su b vm 695 e da 8 su b vm 685
> b vm 681, b vm 671 e b vm 672: distributori anche prodotti da alcuni anni che sono stati modificati con l’introduzione di L e D.
G A mm A hO r e.C A
b ianchi ha una gamma completa di macchine da bar professionali da 1, 2 o 3 gruppi caffè, versioni automatiche o semiautomatiche ed una nuova soluzione, GAIA Fresh m ilk, una macchina piccola con la possibilità di gestire per la prima volta del latte fresco. Non molto utilizzata in Italia, all’estero è invece importante, in particolare in Germania. Gaia F m fa cappuccini, caffè e latte macchiato e bevande con latte fresco.
l e novità 2013:
Veniamo infine ai nuovi prodotti.
DUO
Partendo dell’esigenza di alcune locazioni di avere l’acqua, abbiamo cercato di unire acqua e caffè in un unico distributore, DUO. Una macchina molto particolare, con un design nuovo, molto pulito e con la doppia funzione. m onitor touch screen , con 8 selezioni personalizzabili dalla parte del caldo per bevande calde e 3 selezioni per acqua (fredda, non fredda e gas) dalla parte del freddo. b ianchi non è professionista dell’acqua e si è affidata a Waterlogic, multinazionale che produce fontanelle e sistemi di purificazione ( “Waterlogic Firewall t m” che garantisce al consumatore i più alti livelli di qualità dell’acqua erogata).
DUO è dotata di vari accessori ;due vani bicchieri nella parte centrale; monitor touch screen; sul fianco del lato acqua è disponibile di serie un vassoio removibile per trasporto bevande; il tetto sul lato acqua è basculante per lo stoccaggio del zucchero e delle palette e si può aprire mentre la macchina è in funzione. La pulsantiera offre uno vero spazio comunicativo interattivo che permette di diffondere video o messaggi, di cambiare le icone e di personalizzare il menu in maniera semplice. Dove posizionare questa macchina? Abbiamo pensato a uffici direzione, show room, istituti di bellezza, sale conferenza, centri medici, ospedali, autosaloni, sale d’attesa ecc. Il modello di base è bianco, ma la macchina è personalizzabile.

L e I 700 tOUC h&GO
L e I 700 è una macchina ideale per le grandi locazioni con schermo touch da 32’’. Il prodotto è ormai pronto per essere venduto. La parte inferiore della macchina offre la possibilità di inserire un filmato per pubblicità o un video della vostra azienda o dell’azienda in cui installate il DA, con infinite possibilità di personalizzazione. Schermata iniziale con le selezioni e digitabile o a pagine sfogliabili (tecnologia iPhone). Le potenzialità del touch sono molteplici, basti pensare alla possibile spiegazione del prodotto e degli ingredienti, alle immagini o ai video caricabili.
L e I 500
L e I500, la soluzione di ultima generazione che innova l’idea tradizionale di distributore automatico. Il design di L e I500 è stato rivisto per offrire un’immagine più contemporanea e di tendenza. Con una capacità di 500 bicchieri, L e I500 si adatta alle esigenze delle medie locazioni. L e I500 è disponibile in tre versione con tre diverse interfaccia utente: b - e ASY con pulsantiera standard a membrana, b -S m A rt con pulsantiera capacitiva Soft touch technology e infine b - t OUC h . Quest’ultimo è il modello più sofisticato con touch screen multimediale (21,5’’) navigabile che permette di visualizzare tutti i prodotti in modo attrattivo, mostrare informazioni nutrizionali, promuovere la vendita dei prodotti e diffondere video. m assima attenzione è stata rivolta anche alla funzionalità. Una porta vuota, quindi leggera, con braccio meccanico, introdotto la prima volta nella 1200 bicchieri. La L e I 500 ha un vano di prelievo maggiorato e sul braccio abbiamo lo spazio per zucchero, palette e bicchieri. La scatola dello zucchero è diventato lo spazio per un prodotto. Quindi la macchina nella versione espresso ha all’interno 6 solubili + il zucchero e i contenitori non sono piccoli, quindi non creano difficoltà in fase di rifornimento.
L’usabilità è stata riprogettata per offrire al consumatore un’esperienza più user-friendly : un “sentiero luminoso” guida l’acquisto: dall’inserimento della moneta fino all’erogazione del prodotto e del resto.
Nella versione della macchina in cui non c’è touch screen, c’è la possibilità di inserire un monitor 7” nel vano display. Le selezioni sono sempre ben visibili, secondo una richiesta precisa dei gestori. La tastiera per gestire master e slave è molto semplice da utilizzare.
L’immagine b ianchi Vending Group è sicuramente cambiata e i nuovi modelli, tra cui Lei 500 ne sono una rappresentazione evidente”.




Lo scorso 16 aprile si è tenuta l’edizione 2013 del forum
Vending retail e Gdo, una giornata di convegno patrocinata da Largo Consumo e Confida.
L’appuntamento ha ospitato relatori provenienti mondo della GDO e dei grandi marchi italiani, ma ha riservato particolare attenzione al vending, il canale che oggi maggiormente risponde ai nuovi trend di consumo, presente all’evento con rappresentanti della gestione e del mondo associativo. La distribuzione automatica è stata analizzata nel suo ruolo
di veicolo attraverso cui implementare nuove tecnologie e raggiungere nuovi clienti.
tra i relatori presenti, a parlare di un innovativo progetto di vendita, trasmissione di valori e comunicazione attraverso i distributori automatici, ivan tanzariello, a. d. medibreak srl e lucio Pinetti, Presidente confida, che ha spiegato le possibili e auspicabili sinergie tra distribuzione automatica, retail e GDO per un futuro all’insegna dello sviluppo di nuovi modelli di business.
A.D. meDIbreAk SrL
”L’invito di oggi per me è stato particolarmente gradito, perché ho il piacere di parlare del progetto m edibreak, con cui abbiamo voluto dimostrare prima di ogni altra cosa che il distributore automatico ha delle opportunità ancora da sfruttare. Spesso la vending machine è discriminata quale erogatore di junk food e questa è una definizione impropria, perché il distributore automatico in sé non è portatore di cibo sano o non sano, sono le scelte del gestore in termini di prodotti acquistati che hanno determinato questo pregiudizio. Con il progetto m edibreak abbiamo voluto sovvertire questo stato di cose creando un format che premia un’alimentazione salutare e che tiene conto dei prodotti della nostra tradizione. Avevamo bisogno di una riconoscibilità che sui nostri distributori automatici deve essere immediata, efficace, per cui abbiamo condiviso questo progetto con la fondazione “Dieta mediterranea”, che ha come mission quella di divulgare uno stile di vita sano attraverso l’alimentazione mediterranea. Avevamo obiettivi convergenti: loro di riuscire a tradurre in prodotto un’idea precisa idea di marketing sociale, noi di creare un progetto che iniziasse a tracciare, secondo la nostra vision aziendale, un nuovo indirizzo. Un percorso che, a nostro avviso, il settore della DA deve intraprendere per venire fuori da quella che fino ad oggi è stata una politica unicamente riferita al target price e che purtroppo sta impoverendo i nostri conti economici, oltre a togliere valore al lavoro dell’intero comparto.
Ci sono molti progetti dedicati alla sana alimentazione, alla sostenibilità del cibo e al consumo equilibrato degli alimenti. Il progetto m edibreak si differenzia anche perché utilizza tutte le leve che il marketing mette oggi a disposizione.
La suggestione, la persuasione, l’attrazione, come insegna l’esperienza della GDO, sono tutte leve che possiamo utilizzare attraverso le nostre postazioni, che impiegano la strumentazione, la parte hardware delle macchine in maniera efficace. I monitor interattivi per interagire con l’utenza con l’opportunità, ad esempio, consentono di sdoganare l’altro giudizio negativo legato al distributore automatico, ossia quello di essere un nonluogo di vendita perché manca la relazione con il cliente.
Il nostro sforzo va in questa direzione, per cui riteniamo che quanti più elementi attrattivi si possono porre all’interno delle nostre aree ristoro, tanto più sarà efficace la nostra comunicazione e potremo indurre il consumatore a scegliere i nostri prodotti. Innoviamo: questa è la carta vincente del nostro futuro”.
“Il vending, un comparto che pesa 2.500.000.000 di euro, fino a oggi ha vissuto una vita propria, indipendente. Oltre 6 miliardi di consumazioni: nel 2012, un anno drammatico, si è verificato un calo dei volumi a causa della contrazione del lavoro, ma in termini di fatturato la DA ha una flessione relativa. Aumentano via via i prezzi al consumo, in particolare di bevande calde e snack, il che indica un cambiamento epocale nelle logiche di vendita dei gestori.
Questo è un canale che svolge da oltre quarant’anni il suo lavoro per il 90% all’interno dei luoghi di lavoro, nei momenti di pausa caffè. Noi siamo convinti che adesso il vending possa esprimere di più. Continuerà a svolgere la sua funzione, ma da settore evoluto. i l vending oggi è un potentissimo strumento ed è a disposizione delle aziende che non operano nel settore: pensiamo in particolare all’industria di marca e al retail, in qualsiasi sua applicazione.
I “numeri” del comparto sono possibili grazie soprattutto al lavoro delle gestioni, ma questo comporta una grande sofferenza per i produttori di accessori e i fabbricanti di macchine. Probabilmente occorre nuovo modello di business ed è questa la sfida: il vending si basa su relazioni fisse: a livello associativo stiamo cercando di far capire che l’ampliamento del vending al di là del tradizionale è un bene sia per i nostri potenziali partner (GDO e industria di marca) che per i nostri operatori specifici: costruttori di macchine, rivendite e imprese di servizi.
b isogna però conoscersi. i l vending è evidentemente attrattivo, abbiamo una serie di operatori esterni che si avvicina a questo canale, trattandolo però come oggetto e non come settore. c omprarsi una macchina vending senza essere in grado di gestirla equivale ad acquistare un’automobile senza avere la patente , mentre sarebbe più opportuno affidarsi ad un operatore competente o avviare una partnership per evitare esperimenti deludenti. Il punto è conoscersi: così saremo in grado, noi del vending insieme a GDO e industria di marca con le relazioni corrette a sviluppare un mercato. I miei consociati mi guardano con sospetto quando lo dico, ma io credo che questo mercato potrebbe valere anche più del mercato tradizionale. e probabilmente in pochi anni potremo raggiungere risultati, in termini di fatturato, vicini a quelli attuali, poiché quando entrano in campo partner del calibro degli operatori della GDO o i grandi marchi, cambiano completamente gli equilibri. Conoscere il vending significa conoscerne la struttura. Il cuore del sistema è l’impresa di gestione, ovvero colei che acquista distributori automatici, prodotti e accessori. Vale la pena ricordare a chi non è del vending che difficilmente chi fornisce la macchina la fornisce finita, completa di sistemi di pagamento, accessori, filtri ecc. perché il vending ha questa caratteristica di essere taylor made : a seconda di dove il distributore viene installato, il gestore sceglie il sistema di pagamento, sceglie il tipo di attrezzatura ecc. e questo rappresenta una prima criticità per chi non sa nulla del settore. La DA distribuisce ormai quasi solo prodotti branded , ma sono gestiti male dalle aziende di marca stesse: al netto di caratterizzazioni negative, non esiste pubblicità che parli del vending. Il vending quando è presente nella pubblicità è solo contestualizzato, perché all’interno dell’industria di marca la parte dedicata alla distribuzione automatica pesa poco. Questo è un peccato, se si pensa all’effetto che ha il vending stesso: non credo esista un canale che abbia tanti punti di contatto prodotto fisico-utente come il vending in Italia. Quando un’industria di marca lancia un prodotto, in una settimana può avere contatto fisico con milioni di persone e ottenere un feedback rapidissimo. e ppure questo è un aspetto che i grandi brand raramente considerano.
Un altro aspetto che va sottolineato è quello del valore: spesso i gestori sono costretti a lasciare macchine e prodotti, manutenzione e rifornimento a prezzi non compatibili con un alto livello di servizio. Come in tutti i settori noi dobbiamo dare al consumatore il miglior prodotto al nostro miglior prezzo. Se il consumatore acquista, abbiamo centrato l’obiettivo, altrimenti sbagliamo qualcosa. Attualmente, a mio avviso, scontiamo in
modo esagerato la mediazione di terzi. Il prezzo della consumazione non deve essere basso, deve essere giusto.
Quando si entra nel vending bisogna considerare la struttura: non uno degli attori, ma tutti. Questo perché non ci sono al momento esempi di vending monobrand: chi realizza i prodotti è generalmente un fornitore per i gestori e anche quando realizza articoli per il vending, spesso non crea un pack apposito per i distributori, né a livello di imballaggio né a livello di comunicazione.
Il vending è ancora strettamente visto come legato alla pausa caffè, ma è ormai ben altro. Per decenni questo settore ha scontato il problema del pagamento: prezzi bassi, importi in moneta, perché c’era la paura che venisse “inghiottita” dalla macchina. Oggi, il problema è pressoché scomparso, grazie ai moderni sistemi di pagamento, ma soprattutto grazie alla propensione diffusa di acquistare dalla macchinetta, anche beni di valore (es. prodotti elettronici), una nuova attitudine del consumatore. i l vending, in sintesi, è uno strumento incredibile per chi ha una relazione non quotidiana con il consumatore, è un mezzo di comunicazione unico.
Per gestire i prodotti, i gestori utilizzano delle piattaforme logistiche inimmaginabili; gli orari di lavoro per il personale sono molto ampi; i fabbricanti sono in grado di adottare qualsiasi tecnologia; risolviamo le criticità e i guasti tecnici con tempi da 118, siamo sotto le due ore medie nazionali per rapidità di intervento. Per tutti questi motivi è incomprensibile che non
ci siano le giuste relazioni per sviluppare il mercato con gli altri canali. Abbiamo ideato a questo proposito assieme a k iki Lab un laboratorio a cui ha aderito un numero cospicuo di imprese, con l’obiettivo di creare sinergie, per cui ci impegniamo, in un anno di lavoro, a creare cinque progetti concreti tra industrie di marca, GDO e imprese di gestione e fabbricanti di macchine, per sviluppare nuovi modelli di business e dimostrare a tutti gli altri che il vending è una straordinaria opportunità per il futuro”.






FIerA VeND exPO 2013 >
COme NeL 2012 rheAVeNDOrS hA VINtO
IL PremIO Per LA mIGLIOre tAzzA DI CAFFè
eSPreSSO NeLLA CAteGOrIA tAbLe-tOP
CON IL DIStrIbUtOre CINO xS GrANDe.




Negli Stati Uniti, da oltre 50 anni, il mondo della formazione esperienziale si è evoluto creando una metodologia comunemente chiamata “team building”, che ha lo scopo di motivare il gruppo di lavoro e creare coesione ed integrazione tra i colleghi. Questo tipo di attività viene svolta perché favorisce le relazioni, incrementano la collaborazione e aumentano il livello di fiducia nei compagni.
Normalmente le iniziative di team building sono realizzate outdoor e vengono effettuate con metodologie esperienziali, ovvero facendo vivere in prima persona delle vere e proprie “esperienze” ai partecipanti. L’esperienza è uno dei principali veicoli di apprendimento dell’uomo, viene sempre vissuta in prima persona, coinvolge tutti i sensi, è soli -
tamente accompagnata da emozioni e vede le persone interagire con altri soggetti.
Vivere in prima persona un accadimento aumenta moltissimo le probabilità che dall’esperienza si generi apprendimento e che quanto appreso rimanga nella memoria e cambi concretamente i comportamenti e le azioni dei partecipanti.
In Italia questa metodologia è ancora poco utilizzata, anche se in alcuni settori incomincia a diffondersi. Nel vending è ancora agli inizi e, negli ultimi anni, solo pochissime realtà hanno approcciato la formazione attraverso strumenti di team building.
Un recente esempio davvero molto riuscito è quello che Perfetti Van m elle ha realizzato il 6 maggio presso l’Azienda turistica La Fiorida a m antello in provincia di Sondrio.
Un gruppo di 16 persone facenti parte della forza vendite del gruppo si è esibita in una serie di prove in cucina (e non solo), che li ha portati alla fine della giornata ad aver preparato le 3 portate principali previste per la loro cena e degustarle con il doppio ruolo di chef e ospiti d’eccezione della Perfetti.
La finalità dell’esperienza è stata quella di creare all’interno del gruppo un’intesa maggiore e una più rilevante complicità tra gli individui, oltre che un migliore affiatamento. Stimolare la conoscenza tra le per-

nale ed emotiva.
Questa attività si è presentata con un alto grado di dinamicità e operatività, dove gli obiettivi erano di lavorare su alcune importanti leve formative quali la cooperazione, il problem solving e l’attenzione al servizio, consentendo allo stesso tempo un approfondimento sul mondo della cucina e delle pietanze.
Questo lavoro di squadra ha permesso ai partecipanti di sentirsi coinvolti in prima persona, stimolandoli a operare in maniera attiva e dinamica, in una cornice familiare e lontana dalle regole lavorative.
Il programma ha avuto il suo inizio con il briefing introduttivo di impatto
sone, in un contesto lontano da quello lavorativo, in particolare:
> permettere al gruppo di condividere esperienze nuove, originali ed emozionanti
> fornire alla forza vendita dei validi strumenti per migliorare la relazione e le dinamiche di team work tra i componenti
> creare un contesto di distensione psicologica e svago, per riuscire a sviluppare motivazione e senso di appartenenza
> facilitare la comprensione delle diversità come valore aggiunto all’interno di un gruppo, in quanto arricchimento individuale e collettivo
> smussare le divergenze e migliorare il clima all’interno della squadra
> creare un clima di sana competizione, che agisca da leva motivazio -

da parte del formatore. L’attività è stata lanciata illustrando le sfide da superare per riuscire a creare il proprio piatto. è stato infatti indispensabile cimentarsi in alcuni compiti “speciali”, 5 step necessari per preparare una cena da grandi chef :
1. l’organizzazione dei ruoli e della strategia
Il primo compito è stato quello di definire i ruoli e le competenze di ciascun membro, la strategia e il piano d’azione da adottare per riuscire a svolgere tutte le prove nel tempo stabilito.
2 . la ricerca della ricetta e delle risorse
Il compito è stato quello di preparare il piatto assegnato (es. “pizzoccheri valtellinesi”). Ai componenti dei vari gruppi è stata consegnata una ricetta base che per essere completata nel migliore dei modi ha richiesto una certa dose di ingegno da parte dei partecipanti e, in alcuni casi, di consultarsi con lo chef o i suoi collaboratori. Ovviamente non era consentito consultare libri di cucina o ricette su internet. Le squadre hanno poi dovuto recuperare gli ingredienti necessari, così da riuscire a preparare la ricetta migliore.
3. la cooperazione e l’ottimizzazione delle risorse
Dopo aver trovato tutti gli ingredienti necessari, è stato importante

è stato l’occuparsi della scelta della mise en place e del tovagliato, nonché di creare un centrotavola. Per svolgere questo compito, si sono affidati alla loro creatività, nonché alla cornice di riferimento e a un piccolo shop dove avevano a disposizione materiali di cancelleria e di abbellimento.
5. la presentazione del risultat
Durante la cena sono stati presentati gli allestimenti, degustati i piatti preparati dai partecipanti e i vini scelti. b isognava illustrare agli altri la propria portata, spiegandone le caratteristiche principali, quali sono state le varianti applicate alla ricetta classica, come
acquisire qualche segreto sulle specialità locali e qualche trucco dagli chef. I partecipanti hanno dovuto apprendere l’arte e la tecnica da usare in cucina, partendo dalle cose più semplici (tagliare le verdure) fino ad arrivare a gestire cose più complesse (farcire un’anatra in porchetta). Lo chef ha coordinato i lavori e tutti hanno dovuto rispettare i suoi tempi e le sue modalità, anche se i veri cuochi delle portate sono stati tutti i componenti del gruppo, che hanno messo in gioco la loro fantasia, nel rispetto della tradizione.
4. il set-up dei tavoli
Un altro obiettivo, che valeva come punteggio per il risultato finale

si è deciso di presentarla, le caratteristiche del vino scelto in abbinamento, eccetera. è stata forse la parte più divertente, dove tutti si sono adoperati per vincere la competizione inscenando spettacoli quasi teatrali!
Per spirito di competizione, è stato messo a disposizione un piccolo premio. La valutazione di tutto il programma è stata affidata ad una autorevole giuria.
tutti gli obiettivi prefissati dall’azienda sono stati ampiamente raggiunti.
Mondo Associazione
o n d o Asso c i a z i one

L’articolo “La ‘macchinetta’ evade le tasse”, pubblicato da L’ e spresso lo scorso mese, ha riportato dati ed informazioni sul mondo della distribuzione automatica dipingendo un quadro del settore del tutto fuorviante nel quale, in particolare, si accusano gli operatori del vending di non essere trasparenti e di sfuggire al controllo fiscale. I toni sono sospettosi e molto duri, la critica precisa e diretta: secondo il settimanale, i conti non tornano. Le cifre fornite da Confida, che riporta i risultati dell’indagine
sul settore condotta da Demoskopea, vengono ritenute poco affidabili e gli addetti al settore sono accusati di guadagnare più di quanto dichiarato: questo consentirebbe ai gestori, tra le altre cose, di accettare ristorni altissimi nei contesti di gara d’appalto.
Di seguito c’è stata una parziale smentita affidata a Lucio Pinetti e pubblicata da “l’ e spresso” nel numero in edicola il 10 maggio 2013.

“Desidero fare massima chiarezza sulle ombre gettate sul comparto per effetto dell’articolo “Il fisco non prende caffè”, (l’espresso, n. 17). Come settore non possiamo accettare che si ingeneri il sospetto di una diffusa evasione fiscale da parte delle nostre imprese. Nell’articolo sono riportati alcuni dati che hanno suscitato perplessità ma che, se analizzati conoscendo il settore, avrebbero portato a ben altre considerazioni, risultando perfettamente coerenti con le dinamiche economiche delle imprese e i fatturati dichiarati. Non ci si può rife-
rire alla media aritmetica tra piccole macchine per ufficio e grandi distributori automatici per valutare le rese economiche e bisogna tener presente che il prezzo medio delle erogazioni è fortemente condizionato da caffè e acqua, i più convenienti nel panorama dell’offerta e che, da soli, pesano circa l’82% sul totale dei prodotti. Condividiamo l’incompatibilità con una sana gestione d’impresa di una gran parte dei canoni di concessione richiesti dalle Pubbliche Amministrazioni per installare distributori automatici, oggi diventati insostenibili. Siamo per la massima trasparenza fiscale. Le nostre imprese sono regolarmente verificate e non hanno mai dato adito a sospetti di evasione strutturale delle imposte. Ogni soluzione alternativa deve essere tecnicamente praticabile ed economicamente sostenibile e non è certamente l’ipotesi dello scontrino”.
CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, esprime grande indignazione per la superficialità con la quale il settimanale l'espresso, n. 17 2013 nell'articolo "il fisco non prende caffè" a firma Stefano Livadiotti e Giulia Paravicini, ha trattato il tema della distribuzione automatica e per l'approccio più da processo sommario che da inchiesta che ne è derivato.
L'articolo riporta, oltre ad inaccettabili insinuazioni diffamatorie, grossolani errori d’interpretazione dei dati di settore.
Con gli stessi dati in possesso dell'espresso ("Studio sul settore della Distribuzione Automatica Italiana 2012" a cura di Accenture - Aprile 2013 e "Vending, Comportamenti d'uso e soddisfazione - Indagine quantitativa" a cura di Demoskopea - Febbraio 2013) dimostriamo di seguito che basta una corretta lettura dei numeri per giungere a considerazioni totalmente opposte a quelle insinuate nell'articolo.
Il Vending è un settore sano, ma specialmente trasparente. ecco la dimostrazione.
Iniziamo dal numero di consumatori:
L'articolo contesta la veridicità dell'aumento stimato in un milione di unità tra gli utilizzatori di distributori automatici nel triennio 2009-2012. Calcolatrice alla mano, iniziamo dall'universo di utilizzatori di distributori automatici (studio Demoksopea 2012)
Il campione analizzato da Demoskopea è quello relativo agli Italiani di età compresa tra i 18 e i 64 anni, ovvero, relativamente al periodo di analisi (12-16 novembre 2012) pari a circa 38.100.000 individui.L'incremento di utilizzatori di distributori automatici nel triennio 2009 - 2012 è stato pari al 2.3%. (dal 41,9 nel 2009 al 44,2 nel 2012). estendendo il campione a tutti gli Italiani potenzialmente utilizzatori di distributori automatici (dai 14 anni in su) si ottiene un universo di 51.600.000 individui, di cui il 44,2% è pari a circa 22.800.000. Nel 2009 lo stesso universo era composto da 52.400.000 individui e il 41,9% era pari a 21.950.000.
Con le dovute approssimazioni, indicare in circa un milione l'aumento dei consumatori è assolutamente corretto. l'errore quindi è stato dei giornalisti autori dell'articolo che per calcolare l'incremento dei consumatori hanno applicato l'aumento agli italiani già utilizzatori di distributori automatici e non al totale della popolazione.
Questa è solo la prima, e non la più grave, delle ingiustizie rese al settore. Andiamo avanti.
rispetto alla presunta allergia a forme di pubblicità, menzionata nelle prime righe dell'articolo, rimandiamo alla campagna di pubblicità "macchinetta Amore mio" realizzata nel 2011 e andata in onda su Sky, mediaset Premium e numerosi portali internet, nonché alla campagna appena conclusasi - novembre 2012/gennaio 2013 - per promuovere il marchio di qualità tQS Vending (specifico per la distribuzione automatica) su una ventina circa di testate giornalistiche di settori diversi (Case da abitare, Corriere delle comunicazioni, macplas, Qualenergia, La nuova ecologia, La termotecnica, Imprese edili, ItaliaImballaggio, technofashion, Farmacia news, reti idriche e gas, Il giornale della ceramica, rassegna dell'imballaggio, Acqua e aria, Il sole24ore edilizia e territorio, Il giornale

dell'ingegnere,
Innovazione P.A., L'ufficio tecnico, Panorama della sanità).
È quindi falsa l'affermazione che la distribuzione automatica è un settore allergico alla pubblicità, anzi alla sua visibilità questa dedica grandi investimenti e molta attenzione.
rispetto poi a presunte sparizioni di atti di convegni in cui si celebravano i dati del settore, svaniti poi da internet, basta andare sul sito di Confida (area stampa e dati di settore) per trovare tutti i comunicati stampa (correlati di dati) relativi ai convegni da noi organizzati e la rassegna stampa relativa al settore.
falso quindi anche affermare che siano spariti da internet numeri del comparto.
Veniamo ai conti del Settore che sono la parte più importante dell'articolo e rappresentano gli errori più grossolani commessi dai giornalisti. La verità va cercata nei numeri, naturalmente ci vuole un minimo d’impegno per fare due facili calcoli.
Per tutte le valutazioni che seguiranno utilizzeremo lo Studio di Settore sulla Distribuzione Automatica 2012 di Accenture.
Il totale del parco macchine installato in Italia è pari a 2.431.394 distributori automatici, di cui 1.687.394 riguarda le macchine ocs - Office Coffee Service, quelle cioè piccole da ufficio funzionanti a capsule e cialde. Queste ultime, da sole, valgono 1.598.870.467 di erogazioni e generano un fatturato pari a euro 528.743.769
Considerato che questi dati si riferiscono ad un anno solare, il 2012, dividendo le erogazioni per il fatturato si ottiene il prezzo medio di questa categoria di prodotti, che è pari a euro 0.33
Se ora dividiamo le erogazioni per il numero di macchine otteniamo il numero di erogazioni effettuate per singola macchina in un anno (ricordiamo che sono quelle piccole per ufficio).
1.598.870.467/1.687.394 = 947,5 erogazioni a macchina per anno. Dividendo questo dato per 220 giorni otteniamo 4,3 consumazioni al giorno per un fatturato giornaliero per singola macchina di euro 1,4
Vi sono poi 402.902 distributori automatici di bevande calde, che andrebbero divisi peraltro tra "free standing", le più grandi, e" table top", più piccole da ufficio, ma funzionanti a pulsante e non a inserimento diretto della cialda. Le erogazioni prodotte dalle macchine per bevande calde sono pari a 2.905.758.718 che generano un fatturato pari a euro 845.979.531 con un conseguente prezzo medio di euro 0,29 (tra caffè, cappuccino, cioccolata, ecc).
Anche questo è un prezzo assolutamente in linea con quello che trova nei
pulsanti delle aziende!
Se ora dividiamo le erogazioni per il numero di macchine otteniamo 2.905.758.718/402.902 = 7.212 erogazioni/anno per macchina, che divise per 220 portano a 32,8 erogazioni al giorno moltiplicando questo dato per il prezzo medio (euro 0.29) si ottiene il valore di 9,5 euro di incasso medio giornaliero (e non di euro 2,59 come maldestramente calcolato nell'articolo) a saperli leggere, i numeri parlano chiaro!
Nel frattempo abbiamo già ottenuto 4.504.629.185 erogazioni ad un prezzo medio di 0,305 euro, questo dato, insieme ai prossimi, ci serve per smentire seccamente un'altra falsa affermazione: la non coincidenza dei prezzi dichiarati con quelli stimati.
ma ci arriviamo tra un po’: andiamo avanti.
Analizziamo ora i distributori automatici di acqua (bottiglie da mezzo litro) e lattine (a cosiddetti distributori a colonna) e quelli a vetrina (a dischi e spirali). Qui la situazione si complica leggermente a causa della numerosità delle categorie di prodotti che distribuiscono, ma i numeri sono più contenuti e si possono fare stime molto accurate…
Per comodità di calcolo (e perché, in particolare per acqua e bevande fredde, i prodotti possono essere caricati sulle diverse tipologie di macchina) accorpiamo i distributori a caduta (acqua e lattina) con quelli a vetrina (ancora acqua. lattine e prodotti solidi).
Il totale di distributori automatici è in questo caso 330.401 e il relativo fatturato è pari a euro 740.846.676. Il numero di erogazioni realizzate in un anno è pari a 1.820.322.422
In questo caso il prezzo medio (ottenuto con le stesse modalità di calcolo svolte per le precedenti categorie di distributori automatici) è pari a euro 0,406 bisogna considerare che tra queste consumazioni ben 696.464.042 sono di acqua, che ha un prezzo medio (dichiarato nello studio di Accenture) pari a euro 0,27
Se aggiungiamo le erogazioni di acqua a quelle di caffè (calcolate in precedenza per le macchine OCS, quelle free standing e le table top) otteniamo un valore di 5.201.093.227 (vale a dire 696.464.042 erogazioni di acqua sommate a 4.504.629.185 erogazioni di caffè).
Se aggiungiamo il fatturato dell'acqua (626.464.042 erogazioni x euro 0,27 prezzo medio bottiglia = euro 169.145.291) a quello del caffè, otteniamo il fatturato annuo sviluppato da questi due soli prodotti, che è pari a euro 1.543.868.591
Da qui si evince che due soli prodotti, il caffè e l'acqua pesano per l'82% delle erogazioni complessive ed hanno un prezzo medio pari a euro 0,297. se quindi consideriamo quanto sopra illustrato si capisce chiaramente perché, anche se solo 5 categorie di prodotti su 20 sono venduti a meno di 40 centesimi, il prezzo medio complessivo sviluppato dal comparto è di euro 0,34 (basta semplicemente considerare i pesi delle categorie, cosa gravemente trascurata nei conteggi dell'articolo).
torniamo ai distributori a vetrine e colonne e sottraiamo le erogazioni e il fatturato dell'acqua. Così facendo otteniamo che il fatturato degli altri prodotti (lattine, snack dolci e salati) è pari a euro 571.701.385, mentre le erogazioni rimanenti sono 1.820.322.422-696.464.042 = 1.123.858.380
Il prezzo medio che ne deriva è 571.701.385/1.123.858.380 = euro 0,51. ma questi prodotti incidono solo per il 18% dei consumi, anche se si tratta di diverse categorie (snack dolci e salati, succhi di frutta, bevande gassate e non, ecc).
Questo dato dimostra inoltre quanto le nostre aziende si preoccupino di offrire un ampio servizio anche se i prodotti trainanti il settore sono solo due!).
Con i calcoli finora svolti applicati alla categoria di distributori automatici a colonna/vetrina, otteniamo che per questi un consumo annuo è di 5.509 erogazioni per macchina ovvero 25 al giorno, che per un prezzo medio di euro 0,405 porta ad un fatturato quotidiano di euro 10,14.
Volumi, prezzi e fatturati, letti così (che è il modo corretto di farlo e non come purtroppo superficialmente e grossolanamente è stato fatto dai giornalisti dell'espresso) sono perfettamente in linea con i dati pubblicati e con i bilanci delle imprese del settore.
Sono pure sbagliati i dati di crescita del 2011 e del 2010 pubblicati nell'articolo. Sempre secondo Accenture, che da tre anni realizza lo studio di settore del comparto, nel 2010 il settore delle gestioni è cresciuto del 7.19% mentre nel 2011 del 2,47%. Di questo noi andiamo fieri e forse anche i giornalisti avrebbero dovuto rallegrarsene, visto che ciò significa il mantenimento di decine di migliaia di posti di lavoro, in particolare in questi difficili anni di crisi. riferimenti all'appalto asl lecce rammarica verificare che dinanzi ad un grave problema quale quello degli esorbitanti canoni di concessione richiesti dalle pubbliche amministrazioni per servizi di cui non sono nemmeno fruitori e che riguardano milioni di cittadini, l'accento sia stato posto, come dimostrato, su inesistenti fantasmi che comprometterebbero l'etica fiscale del settore.
Proviamo a rivedere la gara di appalto dell'ASL di Lecce con i numeri giusti
Diamo per buono il conto dei 9,6 euro al giorno di canone, calcolato nell'articolo. in tutta evidenza il più grande "svarione" è stato quello di mettere insieme le piccole macchine da ufficio (che pesano per circa 2/3 sul totale del parco macchine) con quelle free standing e table top, che hanno portato all'errato fatturato di 2,59 euro giorno per macchina (ben lontano come detto dalla richiesta di canone).
la media è invece come dimostrato sopra 9,5 euro al giorno per le bevande calde e 10,14 per i distributori di acqua/snack.
Considerato che gli ospedali rappresentano postazioni con i maggiori tassi di consumo, è del tutto ragionevole attendersi fatturati giornalieri superiori al canone richiesto, la cui incidenza tuttavia (e qui siamo d'accordo) è inaccettabile per una sana conduzione dell'impresa.
Abbiamo però migliaia di casi d’imprenditori che per mantenere la forza lavoro e mantenere in vita l'azienda accettano condizioni di mercato deprimenti e mortificanti: questa è la


realtà. Peccato che in questo caso a mortificare le aziende e penalizzare il consumatore sia la Pubblica Amministrazione. Concludiamo informando che CONFIDA (finora tra le pochissime Associazioni che svolgono questo servizio) invia ai propri associati annualmente il profilo aziendale dell'impresa ottenuto attraverso l'elaborazione e l'analisi del bilancio e fornendo indicazioni sull'equilibrio patrimoniale, economico e finanziario del singolo associato in relazione alla sua classe di imprese di appartenenza (piccola media e grande). Lo fa utilizzando un innovativo strumento di analisi di bilancio (Leanus) sviluppato da un team di esperti, tra docenti e mbA dell'Università bocconi di milano.
Con lo stesso strumento, utilizzando i dati pubblici del registro Imprese, abbiamo ottenuto l'incidenza delle imposte delle imprese del vending sui ricavi, che, guarda caso, risulta mediamente superiore rispetto a molti altri comparti economici italiani (2,2% sui ricavi contro una media dell'1% delle imprese del Commercio). Sono dati pubblici, che possono essere agevolmente ricavati e che dimostrano, esattamente al contrario di quanto ingiustamente dichiarato nell'articolo, che il settore della distribuzione automatica è, in percentuale e nel suo complesso, tra i settori nei quali più incidono le imposte sul volume d'affari.
Da ultimo; il dato di euro 0,96 di spesa giornaliera al distributore automatico (Indagine Demoskopea 2012) rispetto a 0,72 euro nel 2009 per gli utilizzatori abituali di distributori automatici si riferisce ad un campione di n. 507 individui. Per noi operatori del settore è evidentemente importante ai fini della valutazione di una tendenza. è in tutta evidenza scorretto rapportarlo a oltre 20 milioni di cittadini per trarne considerazioni di natura fiscale.
Con questo documento abbiamo voluto rendere un quadro ben diverso dalla tesi diffamatoria che l'espresso ha voluto sostenere. molto più di mille querele fa la diffusione della verità.
Con questo dimostriamo che la Distribuzione Automatica Italiana è fiera delle proprie Imprese, dei propri Imprenditori e dei propri lavoratori. Altro che nascondersi! I dati sono la nostra forza!
Lucio Pinetti - Presidente CONFIDA Associazione Italiana Distribuzione Automatica

Salone Specializzato nei Sistemi per la Distribuzione Automatica, rivolto anche ai Paesi del Mediterraneo.



“L’appuntamento con il Sud Italia..”
(Padiglione unico di 4000 mq con altezza mt. 6)
Orario di apertura: 10.00 - 19.00 - Ingresso libero, riservato agli Operatori del Settore
Venerdì 29 - Sabato 30 Novembre / Domenica 01 Dicembre 2013 Nuova sede:al centro dello shopping! 10 minuti 25 minuti 25 minuti 6000 posti auto








siamo presenti a VendingtoGO
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· Free-Standing 780 bicchieri
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Lo scorso 16 maggio gli studenti del corso di Laurea in Design del Prodotto Industriale della Scuola del Design del Politecnico di milano hanno partecipato a un laboratorio di approfondimento presso il mUmAC, il nuovissimo museo della macchina per caffè a binasco, situato nei pressi dello stabilimento storico del Gruppo Cimbali.
La visita è stata inserita nel piano di studi dalla professoressa Lisa hockemeyer, ricercatrice e storica dell’design, specializzata in arte italiana del ‘900 e curatrice di diverse collezioni d’arte, attiva da diversi anni nel settore del collezionismo.

Per gli studenti la visita al mUmAC è stata l’occasione per vivere appieno la storia della tecnologia e del design italiano che ha contribuito alla diffusione nel mondo della cultura del caffè e del cappuccino, uno dei capisaldi

del nostro stile di vita. Un luogo unico, in cui tecnologia, design e gusto si sono incontrati. A fare gli onori di casa l’ingegner Valerio Cometti, coautore con l’architetto Paolo balzanelli della progettazione del museo e designer di molte macchine per caffè del Gruppo Cimbali. Attraverso un percorso multimediale, ricco di stimoli audiovisivi, gli studenti hanno potuto vivere l’esperienza dei bar dei primi del Novecento in un ambiente in stile liberty e del ventennio, “attraversato” gli anni del boom economico italiano e la nascita di un nuovo modo di vivere rappresentato dalla vita nei bar, fino al fiorire del design e della sua esplosione, con i grandi nomi degli anni ’60 e ’70, sorvolato la metamorfosi internazionale vissuta negli anni ‘80 e ’90, per arrivare fino al nuovo millennio, con i pezzi più innovativi. Un viaggio unico alla scoperta di come la tecnologia italiana si è da sempre unita con il design, distinguendosi in tutto il mondo.
Inaugurato a ottobre 2012, mUmAC è aperto al pubblico tutti i mercoledì dalle 10,30 alle 18,30 e
il primo sabato di ogni mese dalle 10 alle 16. Lo spazio espositivo ultramoderno è frutto di un ottimo lavoro di recupero di un’area industriale dismessa del Gruppo Cimbali.
mUmAC è un museo che raccoglie oltre 150 pezzi di macchine per caffè della collezione di enrico maltoni, la più ricca e completa a livello internazionale con i marchi più prestigiosi dell’industria italiana e 50 macchine per caffè del Gruppo Cimbali, oltre a custodire alcune tra le migliori testimonianze del design italiano come la famosa macchina per caffè Pitagora dei Fratelli Castiglioni e tanti altri importanti progetti firmati dai designer ettore Sottsass Jr. e Giugiaro.
Il museo è stato progettato e inaugurato dal Gruppo Cimbali per condividere il patrimonio e l’esperienza maturata in un secolo di storia, a sostegno della diffusione del made in Italy. molti pezzi della collezione sono rari, alcuni sono prototipi unici al mondo, altri sono modelli di grande successo sia dal punto di vista industriale che per la storia del design.

Comesterogroup > al via l’Aggiornamento dei Lettori per le Nuove Banconote da 5 Euro

Comesterogroup risponde prontamente alla sempre crescente esigenza da parte degli utenti della DA di utilizzare il taglio da 5 euro, sviluppando sistemi di pagamento per le vending machine con un’altissima prestazione a livello di accettazione delle banconote.
A partire dallo scorso 2 maggio sono inoltre entrate in circolazione le nuove banconote da 5 euro della serie europa, nate per offrire una maggiore protezione dalla falsificazione. trattandosi di uno dei tagli maggiormente soggetti a usura, la sua resistenza è stata migliorata grazie all’applicazione di un rivestimento protettivo.
Il team tecnico Comesterogroup, in collaborazione con Innovative technology, ha sviluppato i datasets aggiornati che permettono di accettare i nuovi 5 euro su tutti i lettori di banconote e le apparecchiature della gamma: l’aggiornamento dati offre una sicurezza ancora

maggiore in termini di accettazione, grazie alla capacità di discriminare anche i nuovi falsi. tutti i clienti interessati avranno diverse opzioni per richiedere l’aggiornamento dei lettori di banconote attualmente installati, supportati dall’Assistenza Comesterogroup, ovvero:
> direttamente attraverso il sito www.comesterogroup.it
> contattando il call center Comesterogroup al numero 02.95781111
> scrivendo all’indirizzo mail assistenza@comesterogroup.it
Per quanto riguarda i lettori di ultima generazione, Comesterogroup suggerirà l’opzione di aggiornamento ideale a seconda del tipo di modello installato.
Per i lettori meno recenti, l’azienda consiglia invece di usufruire delle due promozioni attivate:
1. aggiornamento gratuito
del lettore esistente a fronte dell’acquisto di un nuovo dispositivo: in questo modo il cliente evita il fermo macchina e avrà un lettore di scorta. L’offerta è valida sull’acquisto dei modelli NV9USb - NV10 USb - bV20 - bV100 - NV11 e per l’aggiornamento dei modelli NV9USb - NV10 USb - bV20 - bV100 - NV11 - NV9 - NV10.
2. contributo di rottamazione per chi acquista un nuovo lettore
L’offerta è valida a fronte della restituzione di qualsiasi lettore di banconote, anche di altri produttori o non funzionanti, purché integri delle loro parti e per l’acquisto dei modelli Comestero NV9USb - NV10 USb - bV20bV100 - NV11. Il contributo corrisponde al 15% di incentivo sul prezzo di listino.
entrambe le promozioni saranno valide fino al 31 luglio 2013.



Presentato per la prima volta a Venditalia 2012, moneytor, il sistema di telemetria pronto all’uso per il settore della distribuzione automatica targato bitx, si è arricchito di funzionalità aggiuntive che permettono di accelerare il processo decisionale dell’operatore e rendono più semplice ed efficiente la gestione del business: tra questi la funzione Cassa. moneytor, basato su tecnologia bItx, è un sistema, che permette di collegare, tramite le reti GSm/ GPrS, qualsiasi tipo di apparecchio (Vm e/o sistema di pagamento) ad una infrastruttura di controllo centralizzata e visualizzarne online i dati di vendita e di allarme. tra le novità del sistema, la possibilità di visualizzare i dati di vendita sotto forma di grafici, la possibilità di configurare notifiche a mezzo e-mail

sulla base di diversi parametri e, recentissimo, il lancio della nuova sezione Cassa. Questa funzionalità appena introdotta permette di visualizzare, in ogni momento e da qualunque PC collegato ad Internet, la situazione aggiornata degli incassi all’interno di ciascun distributore automatico (monete e banconote), oltre ai pagamenti effettuati tramite carte di credito e/o chiavi elettroniche.
La sezione Cassa rappresenta quindi uno strumento molto utile per per il controllo puntuale del denaro immobilizzato all’interno dei D.A. e per la gestione delle attività di ritiro del personale addetto ai rifornimenti. Cassa è solo una delle funzioni previste per moneytor che, sottoposto a costanti attività di sviluppo in
Fabrizio Franchi è il nuovo hr manager di Ingenico Italia, società leader nelle soluzioni di pagamento elettronico, e si occuperà di supportare l’azienda nell’ottimizzazione dei processi organizzativi, nello sviluppo delle competenze professionali e nel percorso di crescita delle risorse umane.
Franchi ha 40 anni, è laureato in economia Aziendale e ha conseguito un master in human resources. Dopo alcune esperienze in ambito marketing si è occupato per più di 10 anni di risorse Umane, inizialmente presso realtà multinazionali italiane come Gruppo mossi & Ghisolfi e maire tecnimont e negli ultimi sei anni presso
AeCOm, multinazionale americana del settore ingegneria e progettazione, dove ha ricoperto il ruolo di responsabile della gestione e dello sviluppo del personale italiano e di alcune sedi in europa.
Nel suo incarico Franchi risponderà direttamente a Luciano Cavazzana, Italy & Central europe managing Director.
“Ingenico ha sempre puntato sulla professionalità del proprio personale e siamo lieti che Franchi sia entrato a far parte della nostra azienda”, ha dichiarato Luciano Cavazzana, Presidente e Amministratore Delegato di Ingenico Italia, concludendo: “Le sue competenze permetteranno di

base alle evoluzioni e richieste provenienti dal mercato, verrà aggiornato progressivamente con ulteriori nuove sezioni e funzionalità.
Your Voice S.p.A., con sede a milano, è attiva dal 1999 nel settore della comunicazione multicanale interattiva ed automatizzata e dal 2006 ha allargato il proprio spettro di competenze al mercato del machine to machine (m2m), con il lancio di bItx, un sistema completo per lo sviluppo di applicazioni di telecontrollo e telelettura.

sviluppare nuove figure professionali e di motivare le risorse già presenti, in linea con un ricco programma di miglioramento e di valorizzazione delle risorse umane, che si inserisce nel processo di evoluzione della Società.”

Autobarman SL, azienda spagnola specializzata nella progettazione, fabbricazione e commercializzazione di macchine per la distribuzione di bevande, ha realizzato Autobeer, il primo distributore automatico di birra sfusa.
Perfetta per essere installata ad esempio in occasione di concerti o grandi raduni, ma anche all’esterno di pub, discoteche e altri luoghi di divertimento, per ampliarne il business, Autobeer può contenere 4 barili di birra e, grazie ad un sistema di refrigerazione molto rapido, è in grado di erogare bicchieri da 25 o 100 cl di birra alla spina fresca.
Già visto in occasione di V e NDI b É r ICA 2012, pochi giorni fa questo distributore, perfezionato, è stato presentato a Vending b enelux, dotato di un sistema di telemetria che rileva le quantità di prodotto distribuite, per evitare il fermo macchina.

C h AN e L
Dopo l’esperimento a fini pubblicitari durante la Fashion’s Night Out del 2012, Chanel replica e avvia la vendita dei propri cosmetici attraverso i distributori automatici.
All’interno dei grandi magazzini Selfridges, su Oxford Street, a Londra, il distributore brandizzato Chanel avrà il compito di lanciare il nuovo mascara della maison, Le Volume, disponibile in tre diversi colori. Il prodotto viene venduto attraverso una vending machine nella quale basta inserire un apposito gettone con tanto di logo a doppia C che servirà a ritirare il proprio mascara insieme ad una mini taglia omaggio di lip gloss della collezione estiva Chanel.


Una forma di vendita innovativa per un marchio sinonimo di eleganza classica, che ha scelto di presentare il suo più recente prodotto cosmetico attraverso un’operazione commerciale di sicuro impatto, rivolgendosi direttamente al consumatore.




Asso Fiere Sicilia sceglie etna Fiere per la quinta edizione di expo Vending sud, che si terrà dal 29 Novembre al 1 Dicembre 2013. L’accogliente
Padiglione fieristico (4000mq, per un’altezza di circa 6 metri) del Centro Fieristico etnapolis, sarà la sede della quinta edizione dell’appuntamento dedicato al vending italiano di qualità.
La nuova location offre accessi facilitati per i visitatori, parcheggi gratuiti (coperti e non) e una lunga lista di servizi offerti dal Centro etnapolis. La struttura dispone inoltre di un ampio parcheggio adiacente il padiglione, interamente riservato agli espositori.
La sede scelta ha una collocazione strategica, in quanto collegata alle principali arterie stradali ed autostradali ed è posta appena fuori il centro della città, a soli 25 minuti dalla stazione e dal porto di Catania e a 10 minuti dall'aeroporto cittadino.
Inoltre, Asso Fiere comunica che, accogliendo le considerazioni pervenutoci in merito da parte degli espositori nelle passate edizioni, concluso questo 5° appuntamento 2013, la manifestazione avrà luogo a cadenza biennale.
Queste, dunque, le grandi novità di una fiera che vuole offrire al comparto, l'aggiornamento sulle ultime novità in fatto di prodotti e servizi, dando loro la possibilità di testarli di persona, oltre alla possibilità di usufruire di utili consigli da parte di aziende leader del vending regionale e nazionale.
Queste le realtà presenti in questa edizione:
- aziende che producono e commercializzano distributori automatici
- imprese che si occupano della produzione di prodotti per la DA
- torrefattori e confezionatori di caffè in cialde e capsule
- produttori e rivenditori di macchine per il caffè espresso
- aziende produttrici di componenti e parti di ricambio per i distributori automatici
- aziende italiane che operano nel settore dell'imbottigliamento e della distribuzione delle acque minerali (imbottigliatori e distributori di acqua in "boccioni" e in bottiglia, fabbricanti di prodotti ed apparecchiature relative).
- Imprese di servizi e vendita
L'obiettivo è, come sempre, quello di consentire agli operatori del settore di Sicilia, Calabria e non solo, di poter visionare quanto di più moderno propone ed offre il mercato raggiungendo le proprie aziende di riferimento in un tempo breve e in un contesto più agevole e favorevole in termini logistici. Gli operatori del settore troveranno in expo Vending Sud un punto di incontro privilegiato, perché la fiera si afferma come la prima grande e completa manifestazione del sud Italia, che ha il patrocinio istituzionale da parte di regione Sicilia, Provincia regionale e Comune di Catania.
Visitando il sito www.expovendingsud.it alla sezione esporre, gli interessati potranno scoprire una formula espositiva dedicata.
Per informazioni: 095 8037642 - 320.0437522
info@expovendingsud.it


Appuntamento in Fiera
Il nostro paese detiene la leadership mondiale nella produzione e vendita di distributori automatici, di cui il 60% è destinato all’export: non può quindi mancare alla prossima edizione di host un ampio spazio dedicato al vending che, in particolare per quello che riguarda il consumo di caffè, assume un peso sempre più rilevante. Le macchine vending sono ormai presenti in spazi pubblici ed esercizi commerciali, con una proposta sempre più ampia e diversificata, ma è il caffè uno dei motori principali di questa diffusione. Degli oltre sei miliardi di consumazioni erogate, quattro riguardano il caffè: l’86% del segmento bevande calde nei luoghi pubblici e l’89% in quello OCS.
Un popolo in crescita quello degli italiani che utilizzano le “macchinette”, cresciuto di 1 milione dal 2009, la cui motivazione per l’acquisto dal distributore in un caso su due è proprio “la voglia di un caffè”.
Il 2012, che ha visto la chiusura di molte realtà industriali, quindi una diminuzione delle macchine installate, ha colpito anche questo comparto, che ha chiuso comunque l’anno con un fatturato al -0,78%, a fronte di una diminuzione delle consumazioni del -2,74%.
il futuro del vending passa per la qualità che significa, per quanto riguarda il caffè, conoscere la marca della miscela, che attrae di più se appartiene a un brand noto e affidabile: lo richiede l’81,1% dei consumatori (studio Demoskopea).
I grandi marchi del caffè hanno raccolto la sfida e inserendo il vending tra i propri canali di riferimento e porteranno ad host 2013 le loro miscele, cialde e capsule per la DA.
L’appuntamento con host, il Salone internazionale dell’ospitalità professionale, è dal 18 al 22 ottobre 2013 a rho fieramilano
Sinergia di luoghi e date per Vending PArIS e Sandwich & Snack Show, appuntamenti irrinunciabili per il mercato delle consumazioni fuori casa, che a partire dal 2015 si uniranno.
Il 5 e 6 febbraio 2014 avrà luogo Vending Paris, la due giorni parigina della DA, Padiglione 7.2 – Fiera di Parigi, Porte de Versailles, incentrata sulla ristorazione rapida grazie allo spazio dedicato al vending all’interno di Sandwich & Snack Show.
Vending Paris torna il 25 e il 27 marzo 2015 con scadenza biennale negli anni dispari, con tre giorni di manifestazione all’interno del Padiglione 7.1 della fiera di Parigi, Porte de Versailles in contemporanea con Sandwich & Snack Show, Padiglione 7.2 del polo espositivo. una sinergia naturale quella tra le due manifestazioni, conseguenza del crescente interesse per il mondo del vending da parte dei comparti vicini e dei consumi fuori casa in aumento. reed expositions france, organizzatore dei Saloni Vending PArIS e Sandwich & Snack Show insieme a NaVsa, partner ufficiale di Vending PArIS, hanno scelto di far svolgere i due eventi in contemporanea per consentire agli addetti ai lavori di conoscere tutte le novità di questi due mercati affini in un’unica visita. Il 24% dei visitatori di Sandwich & Snack Show si interessano infatti alla distribuzione automatica nel quadro della loro attività mentre il 33% chiede un’offerta
al mondo del vending. Parallelamente, il 33% degli espositori di Vending PArIS si augurano una maggiore affluenza di visitatori legati al mondo della ristorazione veloce ed un altro 21% un maggior numero di visitatori del mondo ho.re.Ca.
“Visitare Vending PArIS in contemporanea con Sandwich & Snack Show sarà un ottimo modo per capire meglio l’apporto della DA nella loro attività. Allo stesso modo più di un terzo degli espositori di Vending PArIS vede nel settore della ristorazione e del bar un potenziale di sviluppo per la propria offerta commerciale”, ha commentato corinne menegaux, Direttore di Vending PArIS e Sandwich & Snack Show, concludendo: “Sono sicura che questo avvicinamento risponderà alle loro attese e permetterà d’identificare nuovi business per tutti gli attori coinvolti”.
“Nel momento in cui il momento del pranzo è sempre più presente nella distrbuzione automatica, soprattutto per quelle aziende in cui si concentra l’80% dei distributori installati, questa sinergia tra Vending PArIS e Sandwich & Snack Show si rende necessaria. Sono convinto che quando si incontreranno, i professionisti di questi due settori si apriranno reciprocamente a nuovi sbocchi e nuove prospettive commerciali”, ha dichiarato infine Nicolas bodilis-reguer, Delegato Generale NAVSA.



