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D.A.ITALIA_N_72

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Il vending promosso in serie A

Per alcuni decenni le partite si sono giocate in campetti di periferia. I giocatori erano anonimi e felici di esserlo, convinti che l’essere sconosciuti e competere in serie minori gli consentisse di disputare gli incontri senza arbitri e con poche regole. Probabilmente ad alcuni è dispiaciuto abbandonare quella zona grigia dove quasi tutto era concesso, ma la crescita esponenziale del vending non poteva restare a lungo nascosta. Appena i numeri della filiera sono stati intuiti dal mondo finanziario, sono arrivati i Fondi d’Investimento, attratti dalla grande capacità di generare cassa delle gestioni e dal tasso di sviluppo a doppia cifra dei fabbricanti. Il cono d’ombra si è dissolto e ci siamo trovati sotto i riflettori

Quando si sono accorti di noi, non eravamo pronti: non c’era una cultura della comunicazione, non avevamo rapporti con le Istituzioni, non si praticavano politiche di lobby e quindi il nostro peso politico era praticamente nullo. Eravamo solo un ricco e indifeso bersaglio su cui potersi sfogare senza contraddittorio e senza paura di pestare i piedi sbagliati. Ecco che il vending poteva ad esempio diventare il colpevole dell’obesità infantile o il paradiso dell’evasore fiscale.

Per difendersi bisognava costruire tutto da zero e realizzare in pochi anni quello che altri settori si sono conquistati generazione dopo generazione. Il miracolo alla fine si è compiuto grazie solo a pochi uomini: imprenditori illuminati e manager che hanno investito tempo e denaro per creare dal nulla e in pochi anni una squadra in grado di valorizzare il vending agli occhi del mondo esterno.

Dopo tante battaglie sono arrivati i primi risultati e le prime sofferte promozioni nelle serie superiori, dove le partite erano sempre più difficili da giocare e da vincere, ma siamo andati avanti.

Oggi 21 novembre, dopo l’intervento del Governo agli Stati Generali del Vending che ha parlato con convinzione del Capitolato Confida, dell’importanza di difendere la nostra categoria e si è impegnato ufficialmente ad affrontare talune questioni critiche, alcuni di noi si sono guardati negli occhi perché si è intuito che qualcosa è davvero cambiato e che per la prima volta nella storia siamo stati promossi in serie A.

Non c’è bisogno di fare nomi, sappiamo tutti chi è il capitano della squadra, chi il regista, quali sono gli attaccanti e i difensori, chi ha fatto l’allenatore, chi ci ha sostenuto e chi ha fischiato per 90 minuti durante tutte le partite. Non è il momento di fermarsi a questo, c’è un nuovo campionato da giocare, ancora più difficile e impegnativo, dove non si può sbagliare una mossa e dove solo una squadra unita e con obiettivi condivisi può sperare di scendere in campo e portare a casa un risultato.

Sommario

Numero 72 DICEMBRE 2012

>reNZo Gabriel boNiZZi DIREttORE RESPONSABIlE/ E DI t OR IN C h IEF

>alessaNdro foNtaNa DIRE tt ORE EDI t ORIA l E / EDItORIAl DIRECtOR

> laura G uas Parri ARt DIRECtOR

> a N drea lott ero GRAPhIC DESIGN

> da N iela biscotti COMMERCIAlE/COMMERCIAl

> N oemi mar G arol i REDAzIONE/EDItORIAl StAFF

laserGrafica PolVer SRl

> S t AMPA / PRIN tERS

d.a.italia

> I l PERI ODICO DE ll A DIStRIBuzIONE AutOMAtICA

Pu BB l ICA z IONE

ISCR I tt A A l tRIB u NA l E

DI M I l ANO N u MERO

DI REGI S t RA z IONE 177 de l 22 mar Z o 20 04

>ISCRIzIONE Al R.O.C.: 11412

>P ERIO DICI tà me N sile

> EDItORE art&WorKs

S R l u NIPE RSONA l E

V IA MARC AN t ONIO

CO l ONNA 15

20 149 M I l ANO

P.I VA 04234310961

tE l +3 9 02 48958566

F A x +3 9 02 89694472

> uFFI CIO COMM ERCIA l E commerciale@daitalia.it

>WEB WWW.daitalia.it

>P OS t A E l E tt RONI CA i N fo@d aitalia.it

>A BBON AMEN t I abboNameNti@daitalia.it

lA RIPRODuzIONE tOtAlE

O PAR z IA l E DE ll E

I llu S t RA z IONI E DEG l I AR t ICO l I P u BB l ICAt I S u D.A. It A l IA è PERM ESSA

SO l O SE A ut ORI zz At A

DA ll A D IRE z IONE

lA DIREzIONE NON ASSuME RESP ONSABI l I tà

PER l E OPIN IONI

ESPR ESSE DAGlI AutORI

DEI tEStI REDA z IONA l I E

P u BB l ICI t ARI

CONC EP t BY art &W or K s srl

Editoriale

Il Vending Promosso in Serie A 3

Il Mercato del Vending - Gestori mabel > Intervista con Alberto Marzolo campagnari service> Intervista con Maurizio Campagnari 6

Il Mercato del Vending - Produttori eridania > Intervista con Carpaneto e Salvagno 20

Post Fiera

Vending Paris triestespresso expo 28

42

Prodotti a Rischio > Relazione annuale 2011 49 Mondo Associazione confida > Stati Generali del Vending eva news > Vending Market Studies

Salute Alimentare

Novità

caffè molinari > Nuova Veste per le Capsule Certificate Biodè comesterogroup > Il Servizio di Assistenza Approda Online Granart > Il Gusto della tradizione in Formato Vending Nayaxvend > Cashless, telemetria e Analisi di Vendita in un’unica Soluzione target informatica > GD Data Collector 53

60

Breaking News

lavazza al Salone del Gusto 2012 Caffè: Arabica a Rischio Estinzione? iVs italia > Acquisizione di Mr. Vending Nestlé > KitKat e le Nuove Frontiere del Marketing Nasce Hal > la Vending Machine Intelligente

La Redazione D.A.Italia augura a tutti Buone feste!!!

Mabel - Intervista con Alberto Marzolo > 7

Campagnari Service - Intervista con Maurizio Campagnari> 13

Mabel il Futuro si Costruisce Partendo dalle Radici Familiari

Mabel è il brand del Gruppo Supermatic, leader in toscana nella distribuzione automatica, un marchio che ha segnato la storia del vending. Mabel si è sempre impegnata nel conseguire una crescita di valore delle proprie attività e ha perseguito la continuità aziendale attraverso una storia di successo ancorata a solidi principi etici. Anche la seconda generazione è fortemente motivata a mantenere vivi nel tempo questi valori e si impegna ogni giorno a gestire un modello virtuoso di azienda familiare.

la nostra redazione ha incontrato ed intervistato Alberto Marzolo, esponente di rilievo della nuova generazione di imprenditori che hanno reso grande questa realtà vending.

Intervista con Alberto Marzolo

cosa vuol dire avere il vending nel proprio dNa ed essere destinato a farne parte? ho respirato il vending fin da bambino. ho sempre sentito parlare di macchinette e non ho mai bevuto un caffè dalla moka in vita mia! la mia famiglia ha fondato Mabel nel 1971 e io sono nato il 17 novembre 1970. Mabel è per me come una sorella minore, anzi, una cugina,

perché l’ha fondata mio zio.

la mia prima esperienza professionale è arrivata dopo la maturità: ho trascorso i due mesi estivi prima di iniziare l’università a lavorare, perché i miei genitori mi hanno insegnato l’attenzione per il denaro. Pur avendo una famiglia alle spalle, ho sempre cercato di guadagnare soldi da gestire in modo autonomo, quindi ho chiesto a mio zio e mio padre di essere assunto per due mesi. Il mio primo lavoro è stato confezionare i kit. In magazzino confezionavo il caffè della Saeco in grani e gli accessori da 300 e da 600 battute e contavo le monete. Era il 1989. l’anno successivo mi sono iscritto all’università: mi sono laureato (in corso, ci tengo a dirlo) in Economia e Commercio il 13 dicembre 1995 e nel gennaio 1996 sono stato assunto in Mabel.

Anche durante gli anni dell’università ho lavorato per l’azienda di famiglia, nei periodi di pausa dell’anno accademico.

tra il ’92 e il ’93 ho vissuto in Germania per motivi di studio: la mia tesi di laurea in Economia e Direzione d’Impresa, scritta in due lingue, tratta un tema molto interessante, ovvero l’acquisto delle aziende attraverso la leva del debito.

ho cominciato a lavorare nel 1996 e per un anno ho lavorato anche all’università, come assistente del professore tedesco che è stato il mio correlatore. un’esperienza che mi è servita molto, ho imparato l’importanza di essere rigorosi e precisi nel proprio lavoro.

avere un cognome importante come marzolo è impegnativo in questo settore. ti ha creato più problemi o più vantaggi?

Non ci sono stati particolari problemi perché nonostante mio padre fosse il presidente di Mabel e mio zio ugo il titolare, in quegli anni l‘azienda era molto familiare, aveva solo tre sedi e molti dipendenti erano amici di famiglia. la maggior parte delle persone mi conosceva già da tempo e, anzi, alcune di loro per me sono quasi dei parenti.

il passaggio generazionale è una fase complessa in molti settori. ancora di più nel vending, visto che la prima generazione è quella dei fondatori. avete vissuto questo problema? Questo passaggio non è stato un problema, ma un’opportunità di crescita. Mabel si è sviluppata con l’ingresso della seconda generazione. Sia mio padre che

mio zio hanno contato molto su di noi, perché a loro parere un’azienda deve durare nel tempo oltre il fondatore. una visione lungimirante.

l’amore indiscusso per il marchio mabel non vi ha comunque impedito di trovare un importante accordo di fusione con supermatic. tutto questo è nato dall’esigenza di garantire la continuità attraverso un progetto più grande? Senza dubbio avere una visione del futuro a lungo termine implica saper cogliere alcune importanti opportunità. l’operazione che abbiamo fatto con Supermatic ha questo intento e si inquadra perfettamente nella visione imprenditoriale, che è anche esigenza, di garantire un solido avvenire all’azienda. è proprio l’amore indiscusso per il marchio Mabel che ci ha portato a rafforzarlo attraverso un importante progetto comune.

Quanto è stato importante crescere a fianco di persone che hanno contribuito ad “inventare” questo settore? oggi ti senti pronto ad affrontare le tante sfide del mercato? Quando ho cominciato, il 2 gennaio del ’96, sono stato per un paio di mesi accanto a mio zio che mi ha “iniziato” al vending facendomi una sorta di corso di formazione. lui sostiene che dopo 5 anni di vending si prende la licenza elementare, dopo altri tre quella media, dopo altri cinque anni (quindi siamo a tredici) il diploma e, per finire, dopo cinque anni di “università”, cioè dopo 18 anni di vending, ci si laurea. Siccome ho iniziato nel 1996 mi sento pronto, ma ho l’umiltà di riconoscere che non sono ancora laureato!

ricordi le prime responsabilità professionali che ti sono state assegnate? in che modo ti hanno formato? I primi due incarichi sono stati controllare le chiavi elettroniche quando non tornavano gli incassi (con le prime chiavi elettroniche c’erano ancora dei problemi) e le macchine ferme dell’OCS. è stato molto importante a livello formativo, perché il controllo degli incassi è un elemento davvero fondamentale di questo lavoro e la verifica delle macchine basso-battenti OCS è una ancora oggi una delle tematiche più calde che una gestione deve saper affrontare.

sei entrato in una realtà molto operativa con una preparazione universitaria spe-

cifica ed una cultura più orientata alla strategia. come sei riuscito a conciliare questi due mondi? è stato complicato, all’inizio. è la vera difficoltà della seconda generazione. Il vending degli anni ‘90 non aveva assolutamente pianificazione, mentre in università insegnano proprio questo. In quegli anni le gestioni erano in costante crescita a due cifre e la cosa più complicata era avere tutti i distributori riforniti alla fine della giornata, perché le persone a disposizione non ti bastavano. Io ho imparato ad assumere personale quando avevamo pochissimi dipendenti che non potevano più sostenere certi ritmi di lavoro e io stesso mi sono trovato a fare i giri, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse e cercavo di occuparmi al meglio della logistica.

la logistica ha assunto sempre più importanza nelle gestioni. avevi qualche esperienza specifica? Durante la mia esperienza da militare, il mio unico incarico come dipendente fuori dall’azienda di famiglia, ero stato assegnato all’ufficio logistico della caserma e durante quel periodo (era il 1996) ci sono stati i Vespri Siciliani e la guerra in Kosovo, quindi ho lavorato per l’invio dei mezzi, dei carri armati, ecc. è stata un’esperienza interessante e formativa, perché mi ha dato un’idea precisa di quanto la logistica sia determinante.

Quando avete iniziato a fare pianificazione? la prima vera esperienza di pianificazione c’è stata quando nel 2000 abbiamo pensato di espanderci nell’area di Prato e Pistoia. Da questa esigenza di crescita a livello territoriale è nata leomatic, il 19 marzo 2001. Io ero membro del CdA ed è stata per tutti un primo importante test di programmazione.

Abbiamo fatto accordi con la famiglia dei proprietari e “amalgamato” la leo zamperini con una società che era organizzata in modo diverso, attraverso l’informatizzazione. I due fratelli zamperini, Giampiero e Alessandra ed Andrea Bellucci, si sono dimostrate persone davvero molto capaci e hanno contribuito in modo determinante a questo progetto, mantenendo il corretto rapporto tra indipendenza territoriale e collaborazione con il gruppo aziendale.

Dal 2003, quando ci siamo trasferiti nell’attuale sede di via del Ronco Corto, abbiamo ripreso a fare attività di pianificazione. Il vero

salto di qualità in questo senso lo abbiamo fatto nel 2004, quando abbiamo assunto leonardo Dallai, che veniva da Arval, all’epoca già socia BNP, che è attualmente è il Direttore Amministrazione e Finanza, l’unico dirigente che abbiamo.

Abbiamo creato un organigramma, un’organizzazione, cercato di indicare quelle che sono le mansioni e messo nero su bianco i budget.

come siete passati da mabel a Gruppo mabel? Nel 2007 abbiamo progettato le prime fusioni che ci hanno portato a costituire un’unica società: Gruppo Mabel, una holding che oltre a partecipare a livello azionario, svolgeva la contabilità per leomatic, Gedar e Smail.

Quando avete deciso che Gruppo mabel poteva rafforzarsi ulteriormente attraverso accordi con la famiglia caporali? Durante le varie fasi di accorpamento del Gruppo Mabel, una quota era diventata di proprietà di Buonristoro. Anziché ricomprare noi questa partecipazione, in seguito abbiamo deciso di trasformare il nostro lungo rapporto di amicizia con la famiglia Caporali in un rapporto di

collaborazione societario, lasciando a loro la quota.

come mai l’accordo non si è fermato ad un raggruppamento di gestioni ma ha coinvolto anche una rivendita? la prima idea prevedeva un’operazione con le società di gestione partecipate dai vari soci, ma Paolo Caporali aveva una visione davvero innovativa riguardo le rivendite e abbiamo deciso di seguire la sua linea.

È sempre un rischio unire il mondo delle gestioni con quello delle rivendite… Non abbiamo affatto pensato a questa operazione come a qualcosa di rischioso, l’idea era piuttosto quella di creare in toscana un modello di impresa diverso. una realtà totalmente regionale che offre un servizio al consumatore finale secondo con un doppio modello: una parte servito direttamente B2C, un’altra parte servito indirettamente, B2B. Quello che abbiamo correttamente definito il “Rinascimento del Vending” è un modello di business nuovo e innovativo perseguito facendo un’attività seria, coerente e riconosciuta come etica dal mercato.

spiegare questa operazione al mercato è stato complesso? Non è stata un’operazione realizzata senza ascoltare il mercato. Abbiamo fatto pianificazione. Prima Supermatic ha rilevato una partecipazione di minoranza in Mabel, quindi di fatto abbiamo iniziato insieme ad avere i primi feedback dal territorio e ci siamo resi conto che l’attività di Gruppo Mabel non veniva percepita in modo diverso da prima. Noi abbiamo sempre cercato di seguire una certa etica negli affari e nell’attività di gestione e questo ci viene riconosciuto allo stesso modo anche oggi.

Comunque abbiamo diviso Supermatic, che ora è anche SpA, in due: la gestione, che ha mantenuto il marchio Mabel e la rivendita. Ci sono ottime sinergie tra le due divisioni e il progetto sta dando ottimi frutti.

siete cresciuti davvero molto nel tempo. avete mantenuto l’identità familiare delle origini? l’attività familiare è qualcosa a cui teniamo molto e non solo per quanto riguarda le famiglie che hanno creato Mabel, ma anche quelle dei nostri soci. Non siamo un gruppo finanziario ma persone fisiche che lavorano nelle loro aziende.

il modello dell’impresa familiare ha ancora possibilità di imporsi sul mercato? le aziende familiari che vanno meglio, da un punto di vista dell’immagine ma anche del fatturato, del margine, sono quelle che hanno compiuto il passaggio misto anche a livello organizzativo. Quindi ci sono componenti della famiglia azionista a lavorare così come manager esterni. Noi oggi abbiamo fatto importanti passi in questa direzione.

tu ti s enti più imprenditore di un’azienda familiare o più manager? u n’im presa familiare può essere fatta da una o più famiglie. Se due famiglie decidono di unire le loro imprese familiari diventano un’impresa familiare più grande. Io mi sento imprenditore in una realtà come questa, non certo il manager di un Gruppo.

f onde rsi può voler dire perdere in parte la propria identità? Assolutamente no. Mabel è il brand del gruppo Supermatic, un

marchio che ha segnato la storia del vending. l a no stra identità è chiara sia a noi che ai nostri collaboratori, ai nostri clienti e ai consumatori finali.

l’att enzione alla sana alimentazione vi ha portati alla nascita del progetto “ c likk a la salute”. c e ne puoi parlare?

In azienda siamo convinti che la salute sia un bene sociale da tutelare. Sani stili di vita e un consumo alimentare consapevole possono favorire una nutrizione equilibrata, incidendo efficacemente nella prevenzione delle patologie connesse al sovrappeso. l a prop osta di spuntini sani, a minor contenuto calorico e buon valore nutrizionale, insieme a una corretta informazione sui valori calorici e nutrizionali, guida il consumatore verso una scelta di alimentazione consapevole. Per questo, con il progetto “Clikka la Salute” intendiamo supportare aziende private e strutture pubbliche come scuole, ospedali, AS l , am ministrazioni, che intendono imple-

mentare progetti di educazione alla salute. Il progetto prevede di diversificare l’offerta dei distributori, introducendo a fianco dei prodotti tradizionali prodotti freschi e a maggior valenza salutistica.

c onti nuate anche a seguire il segmento della famiglia? Non solo continuiamo a seguire con interesse il mercato delle famiglie, ma stiamo rafforzando i nostri progetti attraverso il marchio dedicato Gustocasa Offriamo al cliente domestico la macchina in comodato d’uso, un’ampia scelta di prodotti e tutta la professionalità dei nostri operatori che conoscono molto bene questo le esigenze di questo particolare segmento di mercato.

Gestori

Campagnari Service

un Sogno, un Milione, un Milione di Sogni

Campagnari Service è una dinamica realtà lombarda che da più di trent'anni si occupa di distribuzione automatica. Grazie ad una strategia incentrata sul servizio alla clientela, sulla qualità dei prodotti e su una corretta politica di prezzo, la gestione ha continuato a crescere tanto da superare l’importante traguardo del milione di battute.

Per conoscere le tappe di questa storia di successo, che ha recentemente perfino ispirato una canzone, la nostra redazione ha incontrato e intervistato Maurizio Campagnari, fondatore dell’azienda.

Intervista con Maurizio Campagnari

molti ci hanno raccontato la loro storia nel vending, ma mai in un modo così originale. com’è nata l’idea di scrivere una canzone? la Campagnari Service ha festeggiato da poco i 30 anni di attività e ho pensato di raccontare le varie tappe della nostra vita aziendale, dalla fondazione fino ad oggi, attraverso una canzone. è nato il brano: “un sogno, un milione, un milione di sogni”,

che esprime la soddisfazione di tutta la struttura per il raggiungimento di un obiettivo importante: il milione di battute.

Abbiamo realizzato un CD che sarà distribuito in uno speciale cofanetto che, oltre al testo della canzone, contiene alcune illustrazioni che sintetizzano le tappe della nostra storia.

il brano musicale è stato caricato nel canale multimediale di d a italia ed è ascoltabile all’indirizzo: http://youtu.be/ws9ckiisxna

Quando hai pensato di poter raggiungere l’ambizioso traguardo del milione di battute?

Questo mio sogno inizia tanti anni fa nel 1978 a Montecarlo, non ero ancora sposato e ho visto una Ferrari che entrava a Palazzo Grimaldi (era Rossellini che andava a trovare Carolina di Monaco) e subito ho pensato: vorrei permettermi anch’io un giorno di acquistare una macchina così lussuosa. Mio padre lavorava nella distribuzione automatica e io stavo già valutando di entrare in questo business, convinto che potesse essere davvero la strada giusta per realizzare i miei sogni.

avevi già un’idea precisa di cosa volesse dire fare il gestore? Direi proprio di no, visto che quando ho iniziato pensavo di poter lavorare tre

ore al giorno e avere molto tempo libero a disposizione. la realtà era ovviamente un’altra e ho capito subito che questa attività prevedeva grandi sacrifici personali. ho avuto la fortuna di condividere tutto con mia moglie, che ho sposato nel 1982 e che mi è stata sempre vicino, nella vita e nel lavoro in azienda.

Hai rilevato l’attività di tuo padre? No, mio padre ha iniziato la sua avventura con i distributori della Pepsi-Cola. Era il custode di un’azienda di lecco e la persona che consegnava le bottigliette di vetro un giorno gli ha proposto di mettersi in proprio per acquistare qualche distributore e gestire insieme a lui il business. hanno iniziato l’attività e dopo un po’ mio padre poteva contare su un parco clienti che gestiva al mattino, mentre al pomeriggio si dedicava ai suoi hobby; viveva bene così, senza troppi pensieri. Io invece ho preferito partire dal suo piccolo giro per costruire una vera e propria azienda, con il mio impegno ed il mio lavoro. Ne ho passate di tutti i colori, sono stato sempre molto attento, non ho mai mollato e gli errori che ho commesso mi sono serviti per arricchire il mio bagaglio di esperienze. Nel 1979 ho ritirato il giro dalla Elledi di Spadoni qui a lecco (40.000 battute) e ho iniziato a lavorare, crescendo giorno dopo giorno.

Hai continuato a fare acquisizioni? ho continuato a sviluppare l’azienda attraverso la ricerca di nuovi clienti, ma ho fatto anche molte piccole acquisizioni. Nel 1997 sono arrivato a gestire 400-450.000 erogazioni, ma non mi sono fermato,

anzi ho pensato di fare il grande salto attraverso un importante accordo con una primaria gestione milanese e iniziando la commercializzazione di un marchio importante come lavazza.

Nonostante in molti in azienda non la pensassero come me, io ero convinto della validità del progetto e ho ceduto il 30% della società.

I risultati non sono tardati ad arrivare, in pochi anni siamo arrivati a 700.000 battute e potevamo contare su di una crescita costante, margini interessanti e un listino prezzi corretto (già allora nel mercato OCS vendevamo a 0,38€).

come sei arrivato a lasciare la società che hai costruito da zero per poi rifondare la campagnari service? Nel 1999 abbiamo valutato la possibilità di superare il milione di battute attraverso un accordo con un’altra importante gestione di lecco partecipata da numerosi soci. la mia quota societaria era così diventata del 42.8%, ma potevo contare sullo statuto che prevedeva una maggioranza dei 2/3 dell’assemblea per ogni delibera. Purtroppo nel complicato periodo degli accordi di fusione un eccesso di fiducia ha fatto si che il potere decisionale dell’assemblea fosse portato al 50%; così nel 2001 mi sono trovato tutti i soci contro e sono stato estromesso dall’azienda che avevo costruito (situazioni queste che, noto, succedono e sono successe anche in altre gestioni), un colpo durissimo che mi ha perfino fatto pensare a drastiche decisioni, ma evidentemente non era questo il mio destino.

Andavo lo stesso in azienda e il personale mi seguiva, visto che ero stato il punto di riferimento

per anni, ma mi è stato chiesto formalmente di svolgere il lavoro nel mio ufficio senza interagire con i dipendenti.

Non deve essere stato facile trovare la forza di ripartire. è stato davvero difficile, ma ho anch’io le mie responsabilità, non sono stato abbastanza vigile, avrei dovuto essere più avveduto. Dal 23 ottobre 2001 sono rimasto fermo fino al 2 aprile 2002. Sei mesi di inattività, per una persona abituata a lavorare praticamente sempre, sono davvero una condanna! Per fortuna qualcuno mi ha fatto ragionare e mi ha fatto capire che dovevo trovare la forza di ricominciare.

in dieci anni hai avuto risultati davvero straordinari. da dove sei ripartito? Il successo di questi anni è dovuto al passato. l’importanza di quanto avevo costruito è rimasta e clienti e fornitori non mi hanno dimenticato. Per questo la notte prima di costituire la nuova società ho deciso di nominarla Campagnari Service. è stata la decisione più importante.

Fortunatamente non avevo venduto la vecchia sede e ci sono tornato, anche se era completamente vuota. ho preso 300.000 battute come liquidazione della mia quota societaria e sono ripartito. la situazione non era per niente semplice, le macchine e i furgoni erano vecchi, non avevo ricambi, ma possedevo la cosa più importante: una carica straordinaria, una famiglia e un gruppo di collaboratori che condividevano la mia voglia di ricominciare.

All’inizio è stata dura ma negli ultimi anni siamo cresciuti moltissimo, tanto che oggi facciamo circa

13 milioni di battute anno.

la tua è una delle poche gestioni che anche in periodo di crisi riesce a mantenere un modello virtuoso: prezzi giusti e prodotti di qualità. come ci riuscite? Bisogna lavorare bene, non c’è altro modo. Ci sono alcune caratteristiche fondamentali del “fare gestione” che devono essere sempre rispettate: un servizio rapido ed efficiente, la professionalità degli operatori, la qualità dei prodotti, il saper ascoltare le esigenze dei clienti, non sedersi mai sui propri successi e lavorare tutti i giorni per migliorare il livello del servizio. lavorando così riusciamo ad adeguare i nostri listini circa ogni due anni. lo possiamo fare perché i clienti riconoscono cosa c’è dietro il lavoro che svolgiamo. Con l’esperienza ho imparato che non bisogna mai avere paura di ritirare una macchina basso battente o abbandonare una postazione che non dà la giusta marginalità. Ovviamente sbagliamo anche noi e qualche cliente lo perdiamo, ma ne acquisiamo di nuovi continuamente. Stiamo anche lontani dalle gare d’appalto che non consentono di realizzare una giusta marginalità, per esempio, negli ultimi anni, abbiamo rinunciato ad una buona fetta di fatturato derivante dagli appalti indetti dalla Provincia di lecco.

Nella vostra comunicazione spingete molto per spiegare al consumatore cosa c’è dietro al prezzo e spingete per i 50 centesimi. Non è una soglia psicologicamente difficile da raggiungere in alcune locazioni? Nessuno ha mai sostenuto che sia facile tenere i prezzi ad un

livello corretto e lo dice uno che, al momento della ripartenza, ha avuto la concorrenza a 15 centesimi, però non è assolutamente vero che questo obiettivo sia impossibile da raggiungere. Spesso è fondamentale tenere i prezzi alti a moneta e più bassi a chiave abituando pian piano gli utenti al prezzo, che aumenta poco alla volta e non crea tensioni. Ovviamente tutto questo può essere accettato dai consumatori solo se i prodotti che consumano al distributore sono davvero buoni ed il servizio impeccabile.

le mie non sono solo parole, proprio in questo mese abbiamo stabilito un nuovo record superando la soglia di 1.200.000 battute.

campagnari service oggi offre anche un servizio di catering, non hai paura di diversificare troppo il core business della tua impresa? Abbiamo acquisito un appalto importante nella base NAtO di Solbiate Olona, dove, oltre a gestire i distributori automatici, abbiamo aperto un ristorante, due bar ed una pizzeria. Abbiamo operato con la ristorazione e il catering anche su sedi esterne della base e ora siamo pronti a gestire eventuali richieste di mensa aziendale da parte dei nostri clienti, evitando così che aziende del settore mensa possano sottrarci importanti clienti con eccessiva facilità.

Vedo molto positivamente una strategia di progressiva diversificazione, voglio ampliare sempre più il servizio e abbiamo gli uomini giusti per seguire eventuali nuovi progetti e per costituire diverse divisioni aziendali: mia moglie, due dei miei tre figli maschi, e tre dei miei cognati (la sorella e

i due fratelli di mia moglie) lavorano in azienda e sono appassionati a questa attività, sono con me da una vita e lavorano sodo. Mio suocero, 83 anni, viene ancora con me ad installare i nuovi distributori.

Quale area territoriale copre campagnari service? Oggi siamo in grado di offrire il nostro servizio e rispondere alle esigenze della clientela di quasi tutta la lombardia: lecco, Milano e la Brianza, Varese, Como, Bergamo, Brescia e tutta la provincia di Sondrio da Chiavenna a tirano.

riuscite a coprire un’area montana complessa come la Valtellina? Sì, nel valtellinese stiamo lavorando molto bene. Ad esempio serviamo il nostro caffè nei chioschi degli impianti sciistici di Madesimo, che sono per noi molto importanti per la diffusione del marchio Campagnari, visto che sono frequentati da un pubblico che arriva da tutta la regione.

campagnari service è una gestione informatizzata? uno strumento di controllo gestionale è indispensabile per operare sul mercato e monitorare l’andamento dell’azienda. l’informatizzazione della gestione è un’esigenza che ho sentito da sempre, tanto che già nel 1992, quando la denominazione era ancora Caffè Service, avevamo implementato un sistema gestionale. ho anche la fortuna di avere ottimi collaboratori (mio cognato luca e i miei figli) che lo sanno usare davvero bene ed è un grande vantaggio, perché ci permette di controllare ogni aspetto dell'attività. Abbiamo anche

ottimizzato i giri, un aspetto critico dell’operatività della gestione. Me ne occupo io personalmente e sono davvero soddisfatto dei risultati. Gli ARD hanno obiettivi da raggiungere e sono incentivati a lavorare bene. In questo modo il nostro gruppo di lavoro funziona e c’è molta disponibilità in caso di emergenze.

da quando avete iniziato ad operare anche in svizzera? il 18 ottobre 2012 abbiamo costituito la Campagnari Service Suisse SAGl e abbiamo iniziato ad essere operativi sul territorio elvetico. Abbiamo già fatto alcune installazioni spingendoci fino a zurigo.

il mercato ocs sta vivendo un periodo difficile. come vi difendete da una concorrenza sempre più orientata al prezzo? Non siamo cresciuti nell’OCS, ma siamo riusciti a mantenerci sugli stessi volumi di qualche anno fa (170.000 battute). usiamo i sistemi di deconto e abbiamo un prezzo che ci garantisce la giusta marginalità.

Per difendersi dalla concorrenza bisogna avere un ottimo rapporto con la propria clientela, saperle spiegare la differenza di servizio e farle accettare l’installazione sulla macchina di un sistema di deconto; non solo, bisogna essere pronti ad offrire un servizio più idoneo quando il numero di erogazioni diventa importante. Solo così ci si può differenziare dai “rivenditori di cialde”.

Stiamo sempre più attenti anche al mercato famiglia, cercando di offrire spesso nuove proposte anche in relazione alle mutevoli esigenze delle persone.

Da due anni, inoltre, organizziamo un Open Day in cui presentiamo la nostra azienda ai clienti (effettivi e potenziali) e abbiamo avuto riscontri molto positivi.

investite molto in comunicazione. siete convinti che questa strategia abbia un buon ritorno economico? Investire in comunicazione è nel mio DNA. Anche per questo motivo continuiamo a crescere. A volte in azienda non tutti sono d’accordo, perché in momenti di crisi è inevitabile pensare di fare certi tagli, ma continuiamo lo stesso a proporre gadget, calendari, collezioni di tazzine e a fare campagne promozionali sui nostri prodotti attraverso diverse modalità.

a nche la brandizzazione dei distributori fa parte della vostra strategia comunicativa? Oggi tutti i distributori escono dalla nostra officina brandizzati con il marchio Campagnari. Su alcuni abbiamo iniziato a lasciare degli spazi promozionali a disposizione del cliente, che di solito ci fa inserire il suo marchio.

Questa nostra politica fa parte di una strategia più ampia: vogliamo che il nostro logo e le nostre campagne di comunicazione abbiamo la massima visibilità possibile. Perciò anche i nostri furgoni sono tutti brandizzati così come le bustine di zucchero e gli incarti delle palette, i bicchieri poi sono il nostro fiore all’occhiello: facciamo realizzare un bicchiere grigio metallizzato con il nostro marchio impresso in rilievo.

I gestori sono molto gelosi dei propri clienti e

non danno mai informazioni alla concorrenza.

Voi invece mettete sul sito internet le foto di tutte le nuove installazioni. c ome mai?

Ci piace far vedere ai nostri clienti (acquisiti o potenziali) chi siamo, cosa facciamo e come operiamo. Non abbiamo timore di fare sapere dove installiamo alla concorrenza perché quando qualcuno ci sceglie, lo fa perché pretende un certo tipo di servizio ed è quindi facile poi fidelizzarlo.

s iete una delle poche realtà che fanno numeri interessanti con il caffè liofilizzato.

È un seg-

mento che vale ancora la pena di seguire? Vendiamo il sistema trial casa in tutta Italia. l e rich ieste continuano ad arrivare tanto che riusciamo a vendere diverse macchine ogni anno, oltre alle buste di caffè liofilizzato e ai ricambi. Siamo molto legati alla macchina trial , perché è uno dei primissimi modelli che ho commercializzato con mia moglie, quando di sera andavamo a fare il porta a porta, proponendo la vendita di questa macchina da caffè alle famiglie.

c ampa gnari s ervi ce è attenta al vending sostenibile e all’ambiente? Credo che tutti gli imprenditori debbano rendersi conto di avere non solo responsabi-

lità aziendali, ma anche etiche e sociali. Per cui avere rispetto dell’ambiente e una grande attenzione per un vending sostenibile è un dovere. Io ho la fortuna di avere mio cognato laureato in Scienze Ambientali e quindi in grado di occuparsi di questi aspetti con grande competenza.

Facciamo anche un’adeguata comunicazione e una pagina del sito è dedicata alle nostre soluzioni ecologiche.

Inoltre tutti noi, con un piccolo gesto, cerchiamo di fare qualcosa anche per i più sfortunati, infatti, l’incasso dei distributori automatici installati nella nostra sede, viene interamente devoluto in beneficenza a favore di diversi enti ed associazioni.

Eridania Eccellenti per Tradizione...

creM a t

o d e l

Vending P r odutto r i

Eridania Italia, azienda storica del mercato italiano, è uno dei leader indiscussi del settore della dolcificazione, il punto di incontro di una lunga tradizione fatta di uomini, passione e innovazione.

l’azienda, parte del Gruppo Maccaferri, che vanta un giro di affari complessivo annuo pari a un 1,4 MlD di euro, è presente all’interno di tutti i canali distributivi: retail, B2B, OCS e vending mira alla creazione di una rete dedicata all’ho.Re.Ca.

la mission di Eridania Italia è sviluppare politiche commerciali e di marketing orientate alla valorizzazione e diversificazione

del portafoglio prodotti e alla costruzione di un forte valore di marca, con l’intento di creare una reale category dedicata alla dolcificazione e generare valore per tutti gli stakeholder del processo di filiera, garantendo agli utilizzatori finali un prodotto di alta qualità.

la nostra redazione, per approfondire la conoscenza di questa importante realtà industriale nazionale, sempre più presente e attiva nel mondo della distribuzione automatica, ha intervistato lucio Carpaneto (Direttore Vendite) e Saverio Salvagno (Responsabile Canale Vending).

...Efficienti per Vocazione

Intervista con Lucio Carpaneto e Saverio Salvagno

la ricerca della qualità nel vending passa obbligatoriamente dalla scelta d’ingredienti di eccellenza. eridania può aiutare il gestore a migliorare il livello qualitativo della sua offerta al consumatore finale? Siamo convinti che un marchio come Eridania possa davvero migliorare l’offerta del gestore. I prodotti per la

dolcificazione vengono spesso considerati come marginali per la resa in tazza delle bevande calde o per la produzione degli alimenti, ma in realtà i “semplici ingredienti” possono davvero fare la differenza. Perciò Eridania Italia articola la propria offerta secondo la natura e l’origine della materia prima, le particolari lavorazioni del processo industriale e il tipo di prodotto finito.

Inoltre, i formati di confezionamento e le modalità di consegna dimostrano la volontà della società di soddisfare al meglio le esigenze dei propri clienti

in termini di politiche d’acquisto e di magazzino.

eridania è un’azienda leader in diversi canali distributivi. Quando avete deciso di intraprendere nuovi progetti per il vending? Nel canale della distribuzione automatica abbiamo sempre venduto la nostra classica confezione rossa da 1 kg per circa un migliaio di tonnellate/ anno. Poi, all’inizio del 2010, ho incontrato Saverio che è un esperto di vending, sa bene quali sono le esigenze tecnologiche del settore ed insieme ab-

> Saverio Salvagno
> l ucio Carpaneto

biamo portato avanti alcuni interessanti progetti, mettendo in pratica alcune delle le sue idee.

avete avuto riscontri positivi dal mercato? Il nostro business è triplicato, quindi è evidente che il mercato ha risposto positivamente alla nostra offerta. la cosa davvero positiva è che non abbiamo mai avuto una contestazione sul prodotto, questo ci incoraggia a pensare che sia quello che davvero serve per questo canale. Non dà problemi all’interno dei distributori e questo ci permette di posizionarci ad un livello di prezzo adeguato al servizio offerto compatibile con i nostri investimenti.

il prezzo non vi ha quindi penalizzato troppo?

Il nostro è un prodotto di qualità, con un grande marchio e con un prezzo compatibile con il canale. Risparmiare qualche centesimo e poi avere problemi di fermo macchina è decisamente più costoso, quindi in molti scelgono comunque noi, perché possiamo dichiarare che il prodotto non ha mai avuto nessun tipo di problema e questo è sicuramente un nostro punto di forza.

Quali sono le novità che avete proposto quest’anno per il canale vending? le novità di quest’anno sono due: la confezione vending da 1

kg in polipropilene esterno e carta interno e il kit da 50 consumazioni che contiene bicchieri, palette e naturalmente zucchero. Oggi buona parte del mercato dello zucchero da 1 kg viene soddisfatto attraverso un pacco di carta normalissimo, l’involucro che costa meno. la nuova confezione in polipropilene che proponiamo noi risolve due criticità: il materiale consente di proteggere lo zucchero dall’umidità e allo stesso tempo è più resistente, quindi limita i possibili danni alle confezioni durante il trasporto.

la confezione in polipropilene comporta dei costi più alti? Siamo riusciti a proporre un packaging più performante mantenendo quasi inalterati i costi di produzione. Questo incarto, che segue essenzialmente le stesse linee di confezionamento del pacco in carta, ha un vantaggio in termini di economia di scala, perché da un punto di vista industriale si può produrre con grande facilità e a dei costi contenuti. Si tratta di un prodotto con tre strati: carta alimentare, polipropilene e poi ancora carta.

il mercato ha reagito positivamente a questo nuovo packaging? Siamo molto soddisfatti perché fin dalle prime consegne l’accettazione è stata

molto buona, visto che offriamo lo stesso tipo di garanzie in termini di prodotto, ma in più una maggiore resistenza all’umidità e alla movimentazione.

Gli ard conoscono molto bene le problematiche dello zucchero. andrete a semplificare il loro lavoro? Gli addetti al rifornimento dei distributori hanno sempre fretta e di tutto hanno bisogno tranne che la loro borsa o il furgone si riempiano di zucchero. Il nostro packaging risolve il problema perché perfino lanciandolo contro un muro non si rompe, come ha dimostrato il test limite che abbiamo realizzato.

Siamo ovviamente contrari al fatto che la scorta di zucchero o un pacco già aperto sia lasciato all’interno del distributore, ma perfino in questo caso la nostra confezione garantisce un’ottima tenuta all’umidità e il prodotto non si compatta in un unico blocco.

Per tutti questi motivi il nuovo packaging sta riscontrando un grande successo. Abbiamo iniziato da un paio di mesi a proporlo e facciamo perfino fatica a stare dietro alle richieste. Riteniamo di aver centrato quelle che sono le esigenze dell’operatore e quindi di aver svolto bene il nostro lavoro.

Quali sono gli elementi che hanno decreta-

to il successo sul mercato del vostro kit? Il nostro kit è un progetto semplice e davvero molto funzionale. è brevettato e risolve molti problemi di trasporto, oltre a ridurne sensibilmente i costi. la scelta del formato da 50 pezzi è risultata vincente, perché si può adattare alle scatole da 50 cialde, sempre più utilizzate nel comparto OCS, a quelle da 100, standard di mercato e a quelle da 150, tipiche delle cialde in carta. è un kit di qualità, con un marchio riconoscibile dal consumatore finale un prezzo competitivo,basti pensare che i kit personalizzati costano un 40% in più rispetto al nostro.

Prevedete anche voi di realizzare kit personalizzati? Abbiamo già iniziato a farlo. uno dei vantaggi del kit è proprio la possibilità di personalizzarlo con un’elasticità enorme in termini grafici. Noi puntiamo molto sul fatto che il kit Eridania esca con il proprio brand, ma ci interessano tutte le opportunità di mercato e quindi soddisfiamo le richieste di personalizzazione. tra l’altro i progetti che stiamo seguendo stanno avendo ottimi riscontri da parte del cliente.

Questa soluzione potrebbe interessare anche la Gdo? Il kit è una soluzione nata per il

canale vending ma che ha avuto un’accettazione molto interessante anche nella GDO. la crescita del mercato delle capsule nel segmento home sta dando risultati molto positivi e la grande distribuzione sviluppa numeri sempre più importanti. Il nostro kit risponde alla richiesta crescente di accessori e in più è un prodotto di marca riconosciuto per la sua qualità dal consumatore.

avete partecipato all’ultima edizione di Venditalia: siete soddisfatti dei risultati? A nostro parere questa è stata una delle migliori edizioni della fiera. le prime richieste per i kit e la nuova confezione da 1 kg per il vending le abbiamo avute proprio durante Venditalia, dove abbiamo raccolto tantissimi contatti e riscontrato un interesse molto elevato per i nostri prodotti. Eravamo in tre all’interno dello stand e si è formata la fila per parlare con noi.

Quali sono i prodotti che commercializzate nel vending? Il sacchetto di carta, il sacchetto in polipropilene, le bustine in tutte le forme (10 kg in buste da 100, 8 kg in buste da 50 e un cestone da 400 kg composto da bustine sfuse che utilizza chi fa kit) e il dolcificante liquido tic. Siamo gli unici ad avere una gamma così completa.

il canale vending può essere un buon banco di prova per testare nuovi prodotti? Sì, perché la tendenza nel mercato domestico è quella di utilizzare sempre più il monouso. Questo perché le abitudini prese sul luogo di lavoro si trasferiscono fuori dall’orario d’ufficio e l’usa e getta è molto più comodo.

Siamo convinti che tra un anno di questi tempi potremo parlare di numeri interessanti di progetti nati per il vending, come il kit, ed esportati con successo nella GDO.

m olti “fermo macchina” possono dipendere dallo zucchero. avete mai pensato di innovare davvero il comparto attraverso nuove soluzioni come ad esempio lo zucchero liquido? Noi siamo sempre all’avanguardia nel campo della ricerca e sviluppo e già nel prodotto in granuli cerchiamo di offrire al vending la soluzione migliore. l o zu cchero non deve essere troppo fine per evitare il problema dell’umidità, né troppo polveroso. l e cr iticità sono molte e cerchiamo sempre di trovare la soluzione ottimale.

l o zu cchero liquido potrebbe eliminare la paletta e tutta una serie di problematiche, ma parlare seriamente di queste innovazioni con i costrut-

tori e i gestori non è così semplice.

Quanto è importante il know how nel comparto dello zucchero? 110 anni di storia vi danno un grande vantaggio competitivo? Il know how è importante.

è ver o che si tratta di un prodotto che viene fatto da mille anni, quindi più che altro è importante il modo in cui si gestisce lo stabilimento o all’attenzione messa nello stoccaggio dello zucchero, che si produce in due mesi e mezzo e si vende nel corso dell’anno successivo. Nei silos, il prodotto viene conservato in atmosfera controllata, grazie al sistema di condizionamento che ne mantiene il giusto grado di umidità, poi estratto e portato nei centri di confezionamento. Continuiamo ad avere un importante know how tecnologico, perché ci sono stati importanti investimenti negli ultimi tre anni, circa 50 milioni di euro. In termini di qualità e di garanzia del prodotto, il nostro zucchero può competere tranquillamente con i migliori a livello europeo. l a ca pacità di condividere il proprio know how e di trasformare l’innovazione in valore effettivo è chiaramente un fattore chiave di successo per Eridania Italia.

l o zu cchero che si consuma in i tali a è prodotto all’interno dei confini nazionali? Molto zucchero arriva dall’estero perché in Italia si consumano 1.700.000 tonnellate di zucchero, ma se ne producono circa 450.000 (prima della riforma 2006, che ha chiuso diversi stabilimenti, se ne producevano 1.400.000).

Come per altre materie prime, quindi, l’Italia è dipendente per lo zucchero da Germania e soprattutto dalla Francia.

Eridania Italia è una società nata dalla partnership tra Eridania Sadam (Gruppo Maccaferri) e la francese Cristal u nion , leader di settore in Europa. Condividere il business a livello azionario con un colosso transalpino ci garantisce di avere sempre il prodotto alle giuste condizioni.

c ome gestite gli ordini a livello logistico?

Alcuni clienti vending richiedono quantitativi di prodotto molto importanti e riusciamo a soddisfarli ma dal bancale in su, chiunque può comprare lo zucchero Eridania, perché siamo organizzati molto bene dal punto di vista logistico e riusciamo a consegnare tutto direttamente. è chi aro che l’incidenza dei costi di trasporto aumenta con i piccoli ordini.

eridania è fortemente identificata con lo zucchero ma oggi si occupa di tutto il comparto della dolcificazione. Quando è iniziata la diversificazione? Abbiamo iniziato a diversificare circa quattro anni fa, con l’acquisizione di Sugar Company, un’azienda che produce dolcificante liquido. Ritenevamo giunto il momento di uscire un po’ dal concetto del solo zucchero e allargare i nostri orizzonti ad altre merceologie adiacenti e di utilizzo molto semplice. Oggi abbiamo circa 15% di quota di mercato dei dolcificanti e l’obiettivo è di arrivare al 30%. l’azienda ci crede molto.

Ci presentiamo al mercato con due prodotti

Diete.tic e truvìa

Diete.tic è la linea di dolcificanti dedicata a coloro che necessitano di controllare il proprio peso corporeo e l’apporto calorico dei cibi e delle bevande. truvìa è il primo dolcificante d’origine naturale dal gusto gradevole e senza calorie. E' estratto dalla parte più pregiata della foglia di stevia, una pianta originaria del Paraguay utilizzata già da centinaia di anni dalle popolazioni indigene per le eccellenti proprietà dolcificanti. truvìa ha una forma cristallina unica, similare a quella dello zucchero tradizionale, non ha potere calorico, non altera la glicemia e non favorisce la carie.

in che cosa consiste il progetto lanciato nel retail category for Growth? Eridania si propone come category captain attraverso strategie di sviluppo della catena del valore, capitalizzando la grande esperienza maturata in oltre 110 anni di presenza sul mercato. Punta sulla diversificazione del portafoglio prodotti, sulla costruzione di un forte valore di marca e quindi sulla creazione di una vera e propria categoria dedicata alla dolcificazione. Da qui nasce “Category for Growth”, l’ambizioso progetto che abbiamo messo a punto per disegnare uno scaffale più performante e sviluppato sulla base di un modello di gestione della categoria perfezionato in questi anni.

la vostra divisione marketing è davvero molto attenta alle nuove tecnologie tanto da lanciare il progetto di digital marketing "life in frame", un’app gratuita per iPhone. Vedremo iniziative simili anche nel vending? Il marchio Eridania viene riconosciuto come storico, quindi riuscire a "svecchiarlo", utilizzando metodi di comunicazione e tecnologie evoluti e diffusi, è importante. Cerchiamo di rinnovare spesso le grafiche dei prodotti, anche per avvicinare i consumatori di domani. Investiamo per rinnovarci e trovare pro-

dotti nuovi e credo siamo gli unici nel mondo della dolcificazione.

“lifE in frame”, la nuova applicazione gratuita per iPhone, scelta da Apple come “App della Settimana”  tra le migliaia disponibili su App Store, è nato per creare e condividere originali video in stop motion: un progetto di digital marketing per promuovere brand e vitalità in ogni suo aspetto.

l’iniziativa rientra in un più ampio contesto volto a promuovere il brand tra i consumatori più esigenti e può coinvolgere trasversalmente tutti i canali che presidiamo, vending compreso.

C’è un sito dedicato all’iniziativa: www.lifeinframe.it

avete mai pensato di comunicare il vostro marchio realizzando un adesivo “eridania” da posizionare sulle vending machine? Sì, ci abbiamo pensato e volevamo presentarlo a Venditalia, ma avevamo già molti altri progetti in corso e non abbiamo fatto in tempo.

Credo sarebbe un’operazione utile a noi, come ritorno d’immagine, così come al gestore, che comunica di usare un prodotto di qualità. l’accordo è probabilmente un po’ complicato da realizzare, ma dal nostro punto di vista l’interesse c‘è. In questo canale, che stiamo imparando a conoscere bene, cerchiamo di convertire le nostre numerose idee in progetti, ma facendo passi ben ponderati, anche se poi siamo molto rapidi nello sviluppo. I due nuovi prodotti (due brevetti) sono nati in appena quattro mesi.

Quello che ci interessa davvero è promuovere i concetti di qualità e di servizio, imprescindibili per lavorare in modo corretto in questo settore.

Visita il sito
Scarica l’app da itunes

Bilancio Positivo per la Fiera della DA Francese Vending Paris 2012

Circa 10.500 operatori professionali (di cui il 24% internazionali, +10% rispetto al 2010), 200 marchi rappresentati (30% internazionali) e oltre 50 nuovi prodotti, 11 conferenze per un totale di 45 interventi. Questi i numeri dell’edizione appena conclusa di Vending Paris.

l e ma ggiori associazioni internazionali della DA (NAVSA, EVA, Confida, AVA, BDV, RNVA, ANEDA e NAMA) hanno preso parte a questo imprescindibile appuntamento che raccoglie i prin-

cipali attori del mercato del vending europeo.

Per la seconda volta, si è svolta Vending c ante en , che ha posto l’accento sull’uso della vending nella vita quotidiana in cinque diverse declinazioni: la DA pratica, la ristorazione nella DA, la gestione dell’attesa grazie alla DA, la DA al servizio dei piccoli commercianti, il lusso nella DA, espressi nell’allestimento dello spazio espositivo dedicato attraverso 5 diversi ambienti ricreati.

l’are a “Snacking” di Vending Canteen ha riscosso un particolare successo e preannuncia l’accorpamento di Vending Paris e s andw ich & s nack s how per la prossima edizione della fiera, prevista per febbraio 2014. A scandire il ritmo delle giornate di manifestazione, i momenti di incontro e approfondimento: u n Fo cus sui gestori, ha permesso attraverso quattro conferenze di fare il punto sulle tendenze, i nuovi trend di consumo, i più recenti prodotti e le innovazioni tecnologiche nella DA

e di raccogliere nuove sfide, come quella dello sviluppo sostenibile nella DA. Il f ocus sui consumatori con un ciclo di conferenze orientate al business ha invece consentito agli operatori professionali di scoprire il vending come leva del business attraverso nuove offerte e nuovi ambiti di investimento.

Infine, l’ i nter national b usin ess d ay , g iunto alla seconda edizione e moderato da c atherine P ia N a , Di rettore Generale EVA, ha offerto

una visione completa delle novità di mercato, dei mercati internazionali e della legislazione europea.

Ancora, è stato presentato il nuovo marchio “ f eelg ood ”, nato per diversificare l’offerta alimentare all’interno dei distributori automatici. Più di 600 machine brandizzate hanno proposto prodotti come frutti e legumi, prodotti caseari, bevande non zuccherate o prodotti a base di cereali.

tra l e 50 innovazioni di prodotto esposte, macchine con touch screen con funzioni avanzate e personalizzabili, bicchieri biodegradabili, prodotti freschi (latte, yogurt) una gamma ampliata di caffè, prodotti salutari.

l a no stra redazione, presente a Parigi con un proprio stand, ha realizzato un reportage fotografico delle principali novità presenti in fiera, che riportiamo nelle pagine seguenti.

CONCEPT

ELEGANCE

DESIGN DETAILS

l’inizio di una nuova era

INNOVATION

TECHNOLOGY COLOR

MODERN

Vending Machines

FAS FOOD , il nuovo sistema per la gestione automatizzata dei pasti caldi e freddi, ideato per le locazioni delle mense medie e piccole

· FASFOOD HOT distributore automatico per la conservazione dei pasti a +3ºC con riscaldamento programmato a +65ºC

· FASFOOD COLD distributore automatico per il mantenimento dei pasti a +3ºC

· VENERE Totem PC per la gestione dei pasti e la trasmissione remota delle ordinazioni

· Programmabilità dell’ora di inizio riscaldamento pasti

· Elevata capacità, fino a 60 pasti

· Prenotazione e distribuzione dei pasti tramite chiave elettronica

· Gestione caricamento tramite chiave operatore guidato da messaggi vocali

international attraction

Sinonimo di qualità, il marchio italiano Coges è riconosciuto a livello internazionale come espressione di un’azienda leader nel Vending. In qualsiasi Paese europeo è presente una filiale o un rivenditore Coges dove potrete trovare i nostri sistemi di pagamento cashless, le gettoniere rendiresto, i lettori di banconote o gli innovativi sistemi per la telemetria, ricevendo supporto e assistenza. Coges non conosce confini: ha la soluzione ideale per ogni distributore automatico, ovunque si trovi.

TriestEspresso Expo Successo Internazionale

Nella Capitale del Caffè

diecimila oPeratori

ProfessioNali IN VISItA (+10%

RISPEttO Al 2010) IN uN MOMENtO

DI CRISI: tRIEStESPRESSO ExPO è lA

RISPOStA DEl MONDO DEl CAFFè

AllA SFIDA GlOBAlE DEI MERCAtI

“La fiera si riconferma un evento internazionale che coinvolge ben 85 Paesi, capace di convogliare a Trieste i maggiori player del comparto”, ha commentato antonio Paoletti, presidente della camera di commercio e di aries, organizzatrice dell'evento, proseguendo: “Dalla prossima edizione una nuova e prestigiosa sede in centro città, tra Stazione Marittima e Magazzino 42. Il caffè si ritroverà nel suo vero e autentico habitat, su un molo circondato da quel mare attraverso il quale il caffè arriva in una città che è unanimemente riconosciuta punto di ri-

ferimento per il suo commercio, per le sue aziende, per una filiera del caffè autentica eccellenza e vanto del made in Italy nel mondo”.

massimiliano fabian, presidente dell'associazione caffè trieste, non ha dubbi su triestEspresso Expo e ha dichiarato: “È stato un successo. Trieste è la capitale mondiale del caffè, lo dicono tutti e lo hanno dimostrato con la loro presenza gli attori del settore provenienti da tutto il globo. Ora guardiamo all'edizione 2014, ovviamente a Trieste”.

la benedizione è giunta dal colosso del caffè, il Brasile, primo produttore al mondo, che per la prima volta ha scelto di partecipare in qualità di espositore all'evento: “Triestespresso è stata una bella sorpresa: da un paio di anni stavamo valutando di parteciparvi per poter approcciare più da vicino il mercato italiano e quest'anno venendo qui abbiamo avuto buone conferme” ha spiegato Vanusia Nogueira, direttore generale bsca-brazil specialty coffee association, aggiungendo: “L'accoglienza è stata ottima, il

trade show è più grande di quanto ci aspettassimo, gli espositori hanno presentato prodotti davvero di alto livello, così come alto il livello del pubblico specializzato.

Alcuni aspetti ci hanno colpito in particolar modo: in primis il numero di visitatori provenienti da altri Paesi, il che significa che TriestEspresso è effettivamente un appuntamento internazionale. Un ringraziamento agli organizzatori per aver fatto sì che questo show sia stato un successo per Cafes do Brasil”.

l'evento ha offerto buone opportunità anche per paesi produttori più piccoli, come El Salvador: “Ottimi risultati, meglio di quanto ci aspettassimo”, ha aggiunto benjamin monge, vice direttore generale consejo salvadoreno del cafe, concludendo: “Contatti importanti con trader con cui abbiamo potuto presentare le novità dei nostri caffè, contatti nel campo della formazione, penso per esempio a quelli con l'Università del Caffè, un contatto importante anche con un referente del TWAS (Academy of sciences for the developing world) di

cui abbiamo discusso di un nuovo piano di sviluppo per il nostro paese”.

Significativa la percentuale di visitatori stranieri operanti lungo tutta la filiera dell'espresso: torrefattori, produttori di macchine, coltivatori, distributori, rappresentanti dei Coffee Board, fra cui rachel Hamburger, presidente della israel coffee association, che ha osservato: “Molti contatti interessanti, tutto il mondo del caffè è riunito qui. Per Israele sicuramente un'ottima oppor-

tunità per esportare in Europa e raccogliere spunti interessanti sulla cultura e il know how italiano”.

triestEspresso è anche punto di diffusione della cultura dell'espresso grazie a momenti formativi e competizioni tra baristi. le Semifinali del Campionato Italiano Baristi Caffetteria, svoltesi a trieste, hanno infatti un significativo risvolto di promozione della cultura della qualità e dell'espresso, dal momento che non mirano esclusivamente a individuare il più abile esecutore del miglior espresso

e cappuccino, bensì a coinvolgere giovani motivati per renderli più consapevoli sulla professionalità richiesta al barista, nelle cui mani è riposto il lavoro di tutta la filiera del caffè. Per la prima volta a triestEspresso anche i workshop certificati Scae, frequentatissimi, e altri momenti formativi.

Appuntamento a trieste a ottobre 2014 per la settima edizione di triestespresso Expo.

Stati Generali del Vending

Fare Impresa in Tempo di Crisi

Il 21 NOVEMBRE 2012 A ROMA, PRESSO lA PREStIGIOSA SAlA ORlANDO CONFCOMMERCIO, SI SONO SVOltI GlI StAtI GENERAlI DEl VENDING.

l’IMPORtANtISSIMO EVENtO (PuRtROPPO GIuNtO IN CONCOMItANzA DEllA NOStRA SCADENzA EDItORIAlE) SARà OGGEttO DI uN luNGO APPROFONDIMENtO NEI PROSSIMI

DuE NuMERI DI D.A. ItAlIA

La dichiarazione di Lucio Pinetti - Presidente CONFIDA

“Oggi presenteremo un comparto che sta affrontando la crisi ed è uno dei pochissimi che ha segnato nel 2011 un dato positivo e nel 2012, nella peggiore delle ipotesi, un dato di tenuta.

Non è un caso che siano sempre di più gli italiani che si rivolgono al settore della distribuzione automatica: lo fanno sicuramente per ragioni di vantaggio economico, infatti la distribuzione automatica è in grado di offrire un rapporto qualità-prezzo assolutamente vantaggioso, ma lo fanno anche seguendo una innovazione che il settore sta portando sia in termini tecnologici che di installazione.

la Distribuzione Automatica oggi non è più un canale legato ai luoghi di consumo classici, ma sta diventando una tecnologia disponibile: ogni comparto del commercio può ricorrere alla Distribuzione Automatica come strumento per integrare, amplificare, diversificare le proprie attività.

Questa è un’opportunità straordinaria, ma deve passare attraverso ad interventi efficaci, quale una più coerente semplificazione amministrativa che valorizzi e premi la qualità; ad esempio non possiamo accettare che i capitolati d’appalto della Pubblica Amministrazione siano governati solo da valori economici, deve essere tutelato l’aspetto qualitativo. CONFIDA ha disposto un capitolato standard nel quale sono considerati gli aspetti economici dell’ente appaltante, ma specialmente vengono considerati quelli qualitativi a tutela e garanzia del consumatore, vero fruitore del servizio.”

Il MERCAtO DEl VENDING NEl 2011

E lE PreVisioNi Per il 2012

A Roma è stata presentata una fotografia del mercato della distribuzione automatica nel 2011 e alcune proiezioni per l’anno in corso

Il MERCAt O DE l VEND ING

Con Distribuzione Automatica, o Vending, si indica tutta l’attività di vendita e somministrazione di prodotti, alimentari e non, per mezzo di distributore automatico.

I prodotti maggiormente consumati tramite distributore automatico sono le bevande calde (caffè, the, cioccolata, ecc.). Gli stessi prodotti dell’industria di marca che il consumatore può trovare nel canale retail o nei pubblici esercizi.

lE PREVISIONI 201 2

In uno scenario di difficoltà economica e finanziaria dal quale si fa fatica a risollevarsi, anche la distribuzione automatica in Italia trova un terreno difficile.

tuttavia ci sono dei terreni inesplorati, che grazie alla differenziazione ed all’innovazione potrebbero rappresentare una nuova opportunità per il business del vending.

la capacità di innovare il business, cavalcando l’onda del digitale, mantenendo livelli di qualità distintivi e riposizionandosi anche in settori dai quali tipicamente si era lontani, rappresentano le sfide future.

(*) qualsiasi formato (PEt/lattine/Brik). Acqua inclusa.

Il Vending è un canale di distribuzione caratteristico di specifici luoghi come fabbriche, uffici, scuole, stazioni, ospedali che sta diventando sempre di più una “tecnologia disponibile” per integrare l’attività di altri comparti economici, primo tra tutti il retail.

la capillarità delle locazioni è una delle caratteristiche distintive del comparto, che sta diventando sempre più importante grazie alla diffusione dei distributori automatici nei luoghi aperti al pubblico dove possono essere acquistati i più svariati prodotti e servizi.

Per il 2012, analizzando l’andamento del mercato attraverso circa 190.000 vending machines e 120.000 OCS (Office Coffee Services), le previsioni indicano una sostanziale stabilità (fatturato -0,3% rispetto al 2011) grazie anche a nuove installazioni e nuovi mercati aperti nel corso dell’anno (ad esempio nelle aree di servizio e nei luoghi di transito).

Escludendo queste nuove locazioni e nuove tipologie di business, l’analisi a pari perimetro (il confronto cioè con gli stessi clienti dell’anno precedente) rende invece evidente la sofferenza del comparto con una contrazione del 3,9% rispetto al 2011.

Dall’analisi a pari perimetro per tipologia di consumo, le previsioni al 2012 sono:

• RIDuzIONE DEl 3,9% DEI CONSuMI DEllE BEVANDE CAlDE

• RIDuzIONE DEl 2,9% DEI CONSuMI DEllE BEVANDE FREDDE

• RIDuzIONE DEl 5,1% DEI CONSuMI SNACK

Il settore, con riferimento alle imprese di gestione, è composto da pochi grandi gruppi di aziende e moltissime imprese (molte delle quali microimprese) distribuite capillarmente sul territorio.

Nel 2011 tali imprese hanno impiegato 25.866 addetti.

l’Italia detiene la leadership mondiale con riferimento alla produzione e vendita di vending machine, infatti il 60% della produzione nazionale è destinata all’esportazione.

un dato interessante emerge dall’analisi dei consumi delle bevande, dove si ha un aumento del 10% nel consumo di acqua mentre calano le altre bevande (gasate -3,6%, succhi di frutta -4,9%, the freddo -6,33%). Questo spostamento è stato guidato da ragioni di prezzo (acqua più economica), ed anche da una diversa attenzione del consumatore verso i prodotti “salutisti” con un basso apporto calorico.

Previsto un calo anche per il mercato OCS, con una riduzione di circa il 5% rispetto al 2011.

un dato importante è che il prezzo al consumo evidenzia un aumento molto contenuto, pari a circa l’1,4% rispetto allo scorso anno. un primo piccolo segnale, visto che gli aumenti dei costi della distribuzione inevitabilmente si trasferiscono sui prezzi al consumo.

Le Palette a basso impatto ambientale

Silplaster ha scelto di rispettare e difendere la natura creando un prodotto biodegradabile in grado di dare un importante contributo alla riduzione dei rifiuti smaltiti nell’ambiente.

Mondo Associazione

Eva News Vending Market Studies

lanciata quest'anno da EVA (European Vending Association)

l’unica indagine paneuropea per il settore della distribuzione automatica, Vending Market Studies. Per aggiornare i risultati della precedente analisi del 2009 dei KPI (Key Performance Indicators) e in risposta alla richiesta crescente da parte degli operatori, EVA ha infatti lanciato una nuova formula per presentare le sue scoperte relative al mercato del vending (analisi degli anni 2010/2011).

David hoskin, ex Presidente EVA, che fino ad oggi ha prodotto l'annuale censimento del Regno unito per il vending AVA, ha passato mesi a parlare con distributori esperti in ogni mercato, per costruire nuovi modelli e una metodologia solida di raccolta e analisi dei dati. I dati sono stati rigorosamente sottoposti ad un controllo incrociato sotto la guida di Jan Marck Vrijlandt (Selecta), Presidente Data Committee EVA Vending Data e membro CE.

Riportiamo di seguito un assaggio dei risultati di questo studio, che rende disponibili i “numeri” e i trend-chiave del mercato europeo del vending:

> In Europa, nel 2011, si contano 3,8 milioni di macchine, con un fatturato complessivo pari a € 11,5 miliardi.

> la "Big 6" dei paesi (Italia, Francia, Germania, Regno unito, Spagna e Paesi Bassi) rappresenta il 78,3% del totale parco macchine installate.

> I Paesi Bassi vantano la più alta percentuale di distributori automatici del caldo, (3,6 persone per macchina) mentre alla Russia spetta la più bassa ( 1,457.3 persone per macchina).

> 60,5% delle macchine totali installate sono distributori automatici di bevande calde.

Il rapporto è suddiviso in 21 profili, corrispondenti ai paesi analizzati: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, ungheria, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Russia, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera, turchia, Regno unito, ucraina e comprende anche una sintesi europea.

I questionari di feedback, sia da parte dei membri e gli acquirenti, stanno dimostrando che lo studio di mercato EVA è lo strumento perfetto per una comprensione più completa della situazione attuale del vending europeo.

Per qualsiasi informazione o per scaricare il report, è possibile contattare i seguenti indirizzi mail: ae@vending-europe.eu jb@vending-europe.eu.

Al bar, in ufficio, a casa...

Ovunque voi siate lasciatevi conquistare.

Macinato, in grani e in capsule. Tutta la qualità di un caffè superiore da scoprire presso i migliori bar, rivenditori e gestori di zona.

La Relazione Annuale del Piano Nazionale Integrato Prodotti a Rischio >

l a Relazione annuale del Piano Nazionale Integrato (PNI) dei controlli ufficiali in materia di alimenti, mangimi, sanità, benessere animale e sanità delle piante, presentata lo scorso luglio al Ministero della Salute è il documento che riassume i dati di tutti i controlli effettuati nel nostro Paese su sicurezza alimentare e qualità merceologica di cibi e bevande.

Il Piano costituisce il livello massimo di coor-

dinamento tra tutte le numerose autorità che vigilano sulle catene di produzione e commercializzazione dei nostri alimenti. Di sicurezza e nutrizione si occupano il Ministero della Salute, le Regioni, le Province autonome, le Asl e i Nuclei Antisofisticazioni (NAS) dei Carabinieri. Di qualità merceologica si occupano invece il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, le Capitanerie di porto, i NAC (Nuclei Antifrode dei Carabinieri) e la Forestale, oltre al

coinvolgimento delle autorità doganali e della Guardia di Finanza. u na m acchina complessa, impegnata in un'azione capillare e quotidiana sul territorio.

l a Re lazione annuale 2011, che illustra le attività svolte per il PNI 2011-2014 nel corso dell’anno di riferimento, è stata redatta ai sensi del Reg. (CE) n.882/2004 e della Decisione 2008/654/CE dal Ministero della Salute in qualità di punto

di contatto nazionale. Il documento riunisce le principali informazioni sui controlli ufficiali effettuati nell'anno preso in esame in materia di alimenti, mangimi, sanità e benessere degli animali, sanità delle piante, sottoprodotti, zoonosi nell'uomo e nell’ambiente.

Va ricordato che la Relazione non sostituisce le singole relazioni di attività prodotte dalle diverse Amministrazioni, che continuano ad essere predisposte ed eventualmente divulgate, e non si limita a riunirle in un unico testo, ma raccoglie specifici contributi che ciascuna componente organizza secondo una struttura comune. In questo modo il documento fornisce un duplice strumento operativo: di verifica dell’efficacia dei controlli ufficiali svolti e di orientamento dell'attività futura, ai fini del miglioramento dell'intero sistema dei controlli.

Fornendo una visione d'insieme di tutti i settori relativi alla sicurezza alimentare, la Relazione rappresenta quindi uno strumento privilegiato per orientare i controlli futuri sulla base dei rischi già emersi.

In sintesi, la Relazione 2011 ha rilevato quanto segue:

Sicurezza degli alimenti e delle bevande > le autorità facenti capo al Servizio

Sanitario nazionale hanno effettuato 660.804 ispezioni, rilevando il 10% circa di non conformità, relative soprattutto alle condizioni di igiene generale, all'igiene del personale, all'applicazione del sistema di autocontrollo h ACCP e al funzionamento di impianti e macchinari.

Stabilimenti di alimenti di origine animale (macelli di carne rossa e bianca, produzione ittica, stabilimenti caseari) > su 228.622 ispezioni del Servizio Sanitario Nazionale, è stato rilevato il 10% circa di non conformità, riferite in particolare a condizioni strutturali e attrezzature.

l atte crudo > Sono stati censiti 920 allevamenti e 1.382 distributori automatici dedicati alla vendita. Su 15.647 campionamenti ufficiali sono emerse 104 non conformità (0,68%), dovute alla presenza di Campylobacter (63% dei casi), stafilococchi (20%) e l iste ria monocytogenes (11%). l e au torità di controllo hanno sospeso 217 distributori e chiuso 40 attività.

Rischio microbiologico in alimenti di origine animale > si segnala l'aumento di contaminazioni da l iste ria monocytogenes, in particolare nei prodotti ittici. Il programma coordinato di monitoraggio della prevalenza di questo batterio in alimenti pronti al consumo ha

trovato non conformità per il 4,1% dei campioni di pesce affumicato confezionato.

Residui in prodotti di origine animale (farmaci, pesticidi, micotossine) > 75 campioni non conformi su 38.882 analisi (0,19%). Rispetto al 2009 e 2010 si nota una diminuzione delle non conformità a fronte di una più intensa attività di monitoraggio.

Residui fitosanitari in alimenti di origine vegetale > 25 campioni irregolari su 9.127 campioni (0,3%).

OGM > nessuna non conformità registrata sul territorio nazionale su 894 campioni analizzati, relativi a prodotti a base di mais, soia e riso.

Frodi e contraffazioni > l’Ispettorato Centrale per la tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle Politiche Agricole ha effettuato oltre 25.000 visite ispettive, controllando 21.431 operatori (di cui il 17% risultati irregolari) e analizzando 5.675 campioni, di cui 10% non conformi. l e ir regolarità rilevate avevano natura sia amministrativa (difetti nella tenuta dei registri, violazione in materia di etichettatura) sia penale, in caso di contraffazioni vere e proprie. Al primo

posto per irregolarità si colloca il settore vitivinicolo. tra i problemi rilevati, l’usurpazione o imitazione di una denominazione protetta, frodi in commercio e falsità sull’origine. Seguono cereali e derivati con non conformità che comprendono la vendita di varietà diverse dal dichiarato; commercializzazione di farine di grano come biologiche ma con presenza di principi attivi non consentiti. Ancora, miele, carne, latte e formaggi (impiego di additivi non dichiarati o utilizzo di latte vaccino per prodotti presentati come di bufala, pecora o capra), oli e grassi (somministrazione in mense e ristoranti in contenitori non conformi, miscelazione di olio dichiarato extravergine con oli di qualità inferiore).

Attività dei NAS > attraverso 34.610 controlli nel settore della sicurezza alimentare, questo tipo di ispezione ha rilevato non conformità nel 35% dei casi, soprattutto nei comparti della ristorazione, delle farine e delle carni.

Attività dei Nac > i Nuclei Antifrodi dei

Carabinieri hanno individuato vari illeciti, relativi soprattutto a false dichiarazioni su marchi DOP (es.: pomodori pelati destinati all’estero come “DOP San Marzano” ma prodotti in altre zone); commercializzazione di pomodoro concentrato cinese non dichiarato, di pomodoro

falso biologico e di pomodoro in cattivo stato di conservazione; commercializzazione di false produzioni indicate come biologiche, specie nel settore delle carni o di olio lampante al posto di quello extravergine d'oliva; commercializzazione di prodotti ittici con false date di scadenza o di pesca.

Attività della Capitaneria di Porto >

9% di illeciti su 27.737 controlli effettuati tra grossisti, mercati ittici, grande distribuzione, ristorazione, pescherie e ambulanti. tra l e irregolarità, prodotti con date di scadenza false o in cattivo stato di conservazione.

CONC lu SIONI

tra i dati che sicuramente balzano all'occhio c'è la discrepanza di non conformità rilevate dal Servizio sanitario nazionale (10% del totale) e dai NAS (35% del totale), un fenomeno che si spiega con i differenti criteri di controllo messi in atto dalle due autorità. I controlli del Ssn, infatti, sono casuali e a tappeto, mentre quelli dei Nas avvengono in genere dietro segnalazione o nell'ambito di operazioni specifiche di indagine. E c'è un altro aspetto che forse può essere considerato: i Nas hanno i mezzi della polizia giudiziaria, a differenza di Asl, Province e Regioni.

Storicamente il compito prioritario delle Asl è stato certamente quello di proteggere il consumatore, ma anche di aiutare i produttori a migliorare la loro consapevolezza sull'importanza di seguire in modo scrupoloso gli aspetti relativi alla sicurezza alimentare. Significa che, a fronte di infrazioni minime e di nessun rischio per il consumatore (per esempio una lieve irregolarità amministrativa), le autorità del Ssn possono prescrivere la tempestiva rimozione della non conformità osservata essere senza imposizione di sanzioni.

Il secondo aspetto critico riguarda il fatto che i dati della Relazione annuale del PNI sono riferiti a tutte le non conformità rilevate, indipendentemente dalla loro gravità. In altre parole, non possiamo sapere se quel 10% di non conformità registrate dal Ssn si riferisca a situazioni estreme e rischiose per il consumatore o piuttosto a irregolarità minime e, dal punto di vista del rischio finale, praticamente irrilevanti. Neanche le informazioni sulle azioni adottate dalle autorità a fronte delle non conformità possono essere d'aiuto, perché sono qualitative (sappiamo per esempio che nel caso degli alimenti di origine animale sono state attuate varie risoluzioni, dal ritiro dei prodotti alla sospensione di attività), e non quantitative.

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Caffè Molinari > Nuova Veste per le Capsule Certificate Biodè

Caffè Molinari presenta al settore il restyling dell’intera linea di prodotti per adesione completa alle procedure del consorzio di tutela Biodè.

l’azienda emiliana è al momento l’unica in Italia ad avere una certificazione a 360° gradi su tutta la filiera della linea capsule Platino biodè 100%: azienda, produzione, bussolotto plastica e caffè hanno ottenuto le certificazioni Dnv Sincert Veritas, ISO:9002, Biofairtrade, e Biodè.

Biodè è una capsula realizzata con carta per uso alimentare sopra e sotto e contengono una dose caffè ad alta grammatura. la capsula certificata biodegradabile, nata dall’esperienza di Macchiavelli srl, rispetta la Direttiva Europea CE94/62 e supera la prova ISO:14855.

le capsule, una volta utilizzate, diventano un rifiuto indifferenziato biodegradabile e sono pertanto semplici da smaltire.

Macchiavelli srl è l’azienda italiana attiva fin dal 1972 nella produzione di prodotti in plastica e materiale plastico. la lunga esperienza ed il know how conseguiti nell’ideazione ed industrializzazione di nuovi prodotti hanno reso Macchiavelli una delle realtà leader del settore, nell’ambito del quale si contraddistingue per la flessibilità dei progetti, realizzati da tecnici esperti con l'impiego delle tecnologie più moderne.

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Comesterogroup > il Servizio di Assistenza Approda Online

Comesterogroup ha scelto la vetrina delle ultime fiere di settore per presentare ai propri clienti il nuovo sito web, che permette di fruire di contenuti, immagini, soluzioni e applicativi in modo semplice e intuitivo.

“Si tratta di un progetto di nuova concezione che nasce in un’ottica di miglioramento del nostro servizio al cliente”, spiega l’ufficio Marketing Comesterogroup, aggiungendo: “Per raggiungere questo obiettivo abbiamo scelto di affidarci al Gruppo Zucchetti, leader in Italia nello sviluppo di software applicativo. Zucchetti ha sviluppato per noi un portale che ruota attorno a tre caratteristiche distintive: la navigazione semplice e intuitiva del catalo-

go prodotti, anche da dispositivi mobile, la possibilità di accedere con facilità a tutta la manualistica, alla documentazione tecnica e commerciale disponibile, l’offerta di servizi esclusivi riservati solo ai clienti previa registrazione”.

Il Catalogo Prodotti è il cuore del nuovo portale. Ciascun prodotto della gamma Comesterogroup ha una sessione dedicata denominata “supporto online”, dove solo tutti gli operatori possono scaricare la documentazione tecnica e commerciale, trovare una risposta alle domande più frequenti (FAQ), o compilare il modulo Supporto online per comunicare direttamente con il Servizio di Assistenza Comesterogroup. Diventa quindi possibile accede-

re 24 ore al giorno ad un primo livello di assistenza tecnica sui prodotti.

Il servizio di Assistenza tecnica rimane comunque sempre a completa disposizione dei clienti per qualsiasi tipo di esigenza e con le modalità abituali. è infatti sempre possibile contattare telefonicamente o via mail i tecnici specializzati Comesterogroup per qualsiasi tipo di supporto o rivolgersi ai Centri di Assistenza Autorizzati sul territorio. Solo ai clienti, previa registrazione, è offerto poi un servizio esclusivo. Si tratta della possibilità di accedere all’Area degli Applicativi per scaricare tarature, firmware, driver e software e non solo. tutte le novità da scoprire online su: www.comesterogroup.it

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Nayaxvend > Cashless, Telemetria e Analisi di Vendita

Nayax , azienda con casa madre israeliana, situata in un nuovo polo tecnologico nei dintorni di tel Aviv, si avvale di una struttura di ingegneri e tecnici impegnati nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie e di nuovi prodotti. l a te cnologia di base sviluppata da Nayax, permette l’interfacciamento con la quasi totalità dei fabbricanti di vending machine ed è compatibile con tutte le gettoniere rendiresto presenti sul mercato.

Grazie agli importanti investimenti in innovazione, Nayaxvend propone infatti agli operatori della DA un’alta tecnologia unitamente ad un uso semplice per l’utente finale.

Nayax si muove a livello internazionale con una le Il

server centrale che si trova a tel Aviv è sempre connesso a server di back-up in Europa, Stati u niti , Australia e Cina. A due anni dall’entrata sul mercato Italiano, l’azienda ha installato circa 3.000 sistemi sul territorio.

l e ap parecchiature Nayax, certificate EMV ed accettate dai circuiti VISA e MAS t ERCA RD, ed il suo server con certificazione PCI DSS, permettono di utilizzare tutte le carte di credito in modo veloce e sicuro.

l’ute nte potrà pagare con carta di credito o debito (banda magnetica, RFID, prepagata o postpagata o con il proprio smartphone utilizzando la modalità NFC) senza introdurre codici identificativi.

Nayax è abilitata dai circuiti bancari internazionali per eseguire operazioni di clearing e settlement. tutte le fasi della vendita sono gestite in maniera integrata dal sistema Nayax: dalla scelta del prodotto da parte dell’utente, al dialogo con il distributore automatico sino alla diretta interfaccia con i circuiti bancari. Il risultato è un alto grado di flessibilità in tutti quei casi in cui occorrono particolari modifiche del flusso di informazioni o di personalizzazioni.

l’int ero processo , dalla presentazione della propria carta di credito, seguita dalla scelta del prodotto fino all’erogazione dello stesso, viene eseguito in 3 se-

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...in un’unica Soluzione

condi circa , tempo compatibile con il mercato del vending.

l’ute nte finale viene guidato anche da istruzioni vocali e l’apparecchiatura si adegua alla lettura della carta di credito secondo le modalità usuali con cui l’utente finale normalmente presenta la carta ai POS.

u na te lemetria avanzata permette inoltre di gestire completamente l’attività delle macchine, l’inventario, gli alert ed i report, i guasti e i problemi tecnici via sms, e-mail o web, riducendo in maniera significativa gli interventi del personale sulla macchina e i costi di gestione.

Il sistema è in grado di dare tutte le informazioni sui singoli Pos, che sono sempre in collegamento diretto e costante (online) e sul loro transato, con individuazione localizzata dei singoli distributori, con lo stato del magazzino della singola macchina, con l’esatta localizzazione e tipologia della stessa e gli eventuali stati di allerta (blocco macchina, eventuale forzatura della stessa, mancate erogazioni, fine prodotto, ecc.). Il sistema comunica in automatico l’intervento tecnico da effettuare. Possibili anche la pianificazione e il comando a distanza, l’aggiornamento di software e dei prezzi da remoto.

Il server Nayax mette a di-

sposizione dei gestori programmi di analisi di mercato e proiezioni di vendita riferite a lassi di tempo determinati dagli stessi gestori. tutte le informazioni sono esportabili in Excel, CSV, x M l e i n formato PDF. Nessun dato viene mai memorizzato, né nel lettore, né nell’unità di controllo e trasmissione che si trova all’interno del distributore.

i l nu ovo modello amit 3.1 , mette a disposizione una maggior velocità di transazione, più potenza e più memoria, per implementare nuovi modi di vendita utilizzando applicazioni di digital signage e profilazione della clientela. Possibilità di analizzare le tendenze di vendita, il consumo del prodotto, l’efficienza delle

ricariche, l’ottimizzazione della pianificazione giornaliera, compresi i comportamenti dei consumatori: questo è ciò che Nayax offre oltre alla transazione elettronica delle carte, con l’obiettivo di far crescere il business dei gestori. Con l’introduzione di AMI t 3.1 t utto ciò diventa ancora più fattibile unitamente ad una maggiore facilità di utilizzo dell’interfaccia al server centrale. AMI t 3.1 , oltre ad essere di dimensioni ridotte, pari ad uno smartphone, è applicabile all’interno della vending machine con due magneti ed utilizza cablaggi innovativi, leggeri, meno ingombranti che, attraverso le diverse configurazioni a disposizione, permettono il loro utilizzo in modo selettivo.

l’app licazione della telemetria Nayax può essere installata anche su iPhone per aumentare l’efficienza e ridurre i costi di gestione, diminuendo il tempo di approvvigionamento e quelli del fermo macchina. Ottimizza gli spostamenti, riduce gli invenduti, segnala in tempo reale i problemi della macchina, permettendo la gestione da remoto. Nayax si avvale ora di una nuova interfaccia utente intuitiva e di facile utilizzo che assieme alla App si rivolge anche ai gestori medio-piccoli.

VI RAGGIUNGEREMO CON OGNI MEZZO

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Target Informatica > GD Data Collector

target i nformatica , M icrosoft Certified Partner dal 1997, forte dell’esperienza acquisita in oltre 14 anni di attività nello sviluppo di soluzioni software per il vending, presenta GD Data Collector.

G d d ata c olle ctor costituisce un unico punto di raccolta e analisi di dati acquisiti per via elettronica da distributori automatici, sistemi di pagamento e telemetria. trami te una semplice pulsantiera a video, possono essere inserite le informazioni utili all’acquisizione di dati di vendita

ed operativi direttamente dall’elettronica di distributori automatici, sistemi di pagamento (gettoniere e sistemi a chiave), sistemi di telemetria (dati via internet), che utilizzino il formato EVA D t S o formati proprietari ove disponibili.

Il software consente di analizzare dati riferiti a clienti, siti, locazioni, punti vendita; prodotti; prezzi, listini; distributori, sistemi di pagamento, sistemi di telemetria (dati via internet) e contamonete più diffusi ed In generale tutti i sistemi di pagamento elettronici

che gestiscono il protocollo EVA-D t S.

GD Data Collector dispone inoltre di un sistema di interpretazione dei dati EVA-D t S comp letamente configurabile ovvero adattabile a qualsiasi sistema di raccolta dati.

In qualsiasi momento l'utente può evolvere ai successivi livelli software gestionali GD Easy, GD1 e GD Gestione Distributori Standard senza perdita di dati o particolari procedure di passaggio rischiose, pagando la sola differenza d’investimento rispetto a GD Easy, GD1, GD Gestione Distributori Standard.

Breaking News Breaking News

Il Salone del Gusto è da sempre per lavazza un momento di confronto con il pubblico e un’occasione unica per condividere il proprio impegno nella tutela della qualità del prodotto, nel rispetto della sostenibilità economica, ambientale e culturale. lavazza, partner di Slow Food dal 1996, ha scelto di parlare anche quest’anno con coerenza e sinergia al pubblico del Salone, dedicando lo spazio del proprio stand ai valori portanti dell’azienda nell’ambito della sostenibilità, di raccontare le azioni della Fondazione lavazza nei paesi produttori di caffè, quest’anno con un focus particolare sugli interventi del progetto ¡tierra! In tanzania (attraverso le immagini inedite del fotografo Steve Mc Curry), senza dimenticare l’attenzione alla sperimentazione di prodotto e alle ricette realizzate dallo staff del traning Center lavazza. Partners for Sustainability è invece il titolo del convegno organizzato da lavazza tenutosi il 26 ottobre che ha visto coinvolti in una tavola rotonda Giuseppe lavazza, Vicepresidente dell’Azienda e Carlo Petrini, fondatore e Presidente di Slow Food insieme ai rappresentanti di Rainforest Alliance, la ONG americana che festeggia i propri 25 anni di attività e con la quale lavazza collabora da dieci anni, fin dall’inizio del progetto ¡tierra!. un confronto su percorsi e progetti condivisi per garantire uno sviluppo sostenibile che tuteli le risorse e migliori le condizioni di lavoro nei paesi produttori.

CAFFè: ARABICA A RISChIO EStINzIONE?

una recente ricerca ha lanciato l'allarme per la scomparsa della qualità Arabica a partire dal 2020. tra qualche anno la tazzina di caffè che consumiamo a colazione e durante le pause nel corso della giornata potrebbe non essere più così facile da gustare né al bar né a casa.

I ricercatori del Royal Botanic Gardens, in collaborazione con altri scienziati etiopi, hanno infatti concluso che tra circa 70 anni la varietà Arabica, la più diffusa e pregiata, non esisterà più a causa dei cambiamenti climatici.

l'Arabica è considerata fondamentale per la sostenibilità dell'industria del caffè grazie alla sua enorme diversità genetica che la però rende anche meno flessibile ai cambiamenti climatici e più vulnerabile rispetto alle minacce ambientali (parassiti e infestazioni).

la notizia, oltre a preoccupare tutti coloro che amano il caffè, ha delle conseguenze molto serie sull'economia dei paesi produttori, Etiopia in testa, per i quali è cruciale. Già da qualche anno, i raccolti dei semi di caffè sono sempre più difficoltosi e richiedono interventi speciali, come le irrigazioni più frequenti del coltivato, che incidono sul prezzo.

IVS ItAlIA > ACQuISIzIONE DI MR. VENDING

Entrato in vigore il 1° settembre il D.l. n° 139 del 9 luglio 2012, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 17 agosto scorso, che prevede l'utilizzo di Pet riciclato anche per le bevande analcoliche, nella misura del 50% dell'imballo.

Si tratta di fatto di un’estensione del precedente Decreto Ministeriale 113 del 18 maggio 2010, che autorizzava i produttori di acqua minerale naturale ad utilizzare bottiglie costituite per il 50% di  PEt rigenerato e per l'altro 50% di PEt vergine anche per l'imbottigliamento degli analcolici. Confermate anche per le bevande analcoliche gli obblighi di legge relativi alle comunicazioni alle Autorità Sanitarie competenti.

NEStlé > KItKAt E lE NuOVE FRONtIERE DEl MARKEtING

Compra un KitKat, attiva il chip che trovi dentro e, se sarai uno dei 6 fortunati, verrai geolocalizzato e raggiunto entro 24 ore da un elicottero speciale dal quale si caleranno uomini selezionati per portarti una valigia con 10.000 sterline di premio.

Non è fantascienza, è l’ultima frontiera delle iniziative marketing di Nestlé in Inghilterra.

Ecco il video che illustra l’iniziativa: http://youtu.be/sk2Lfgh1c4Q

NASCE

Intel, Micros Italia, Rheavendors la prima vending machine intelligente tutta italiana. Con un cervello di silicio e funzionalità evolute dialoga con l’ambiente circostante e il pubblico ed è il perno di un nuovo concetto di ospitalità e servizio al cliente per l’

Nasce HAL: la vending machine è “smart”, come l’Ospitalità

Intel, Micros Italia, Rheavendors e Vda presentano la prima vending machine intelligente tutta italiana. Con un cervello di silicio e funzionalità evolute dialoga con l’ambiente circostante e il pubblico ed è il perno di un nuovo concetto di ospitalità e servizio al cliente per l’Ho.Re.Ca.

Con sione hi-tech, conquistando spazi di relazione e servizio molto simili a quelli già conosciuti attraverso i più recenti dispositivi mobili.

Il pilota del progetto HAL nelle nuove aperture del 2013 della catena B&B Hotels.

Milano, 19 Novembre 2012 – Il nome è lo stesso del computer di bordo della nave spaziale del film “2001: Odissea nello spazio”, ma dietro l’acronimo si nasconde un cuore hitech e una nuova visione di servizio al cliente per il settore dell’Ospitalità, aperta alle opportunità delle nuove tecnologie e alle logiche del Web. Hospitality Area Lounge è il nuovo progetto ideato dall’architetto Silvio De Ponte e nato dall’inedita collaborazione tra Intel Italia, Micros Italia, Rheavendors e VDA. Costruito attorno ad un innovativo prototipo di vending machine intelligente messo a punto da Rheavendors ed equipaggiato con un processore Intel di ultima generazione, in grado di abilitare innovative funzionalità “web‐based” e interattive, oltre che un dialogo – virtuale – con i contesti nei quali è inserito e con il pubblico.

Grazie ad uno schermo touch integrato, ad un’interfaccia utente semplice e intuitiva, a contenuti digitali ad hoc, agli aggiornamenti in tempo reale disponibili via web, un’integrazione sempre più spinta con i social network e i media digitali, ancora / in un prossimo futuro / ad innovative funzionalità di riconoscimento del contesto, la macchina sveste i panni del distributore automatico per stabilire una e la gestione della colazione.

Con HAL, la vending machine entra così in una nuova dimensione hitech, conquistando spazi di relazione e servizio molto simili a quelli già conosciuti attraverso i più recenti dispositivi mobili. Grazie ad uno schermo touch integrato, ad un’interfaccia utente semplice e intuitiva, a contenuti digitali ad hoc, agli aggiornamenti in tempo reale disponibili via Web, ad un’integrazione sempre più spinta con i social network e i media digitali, ancora – in un prossimo futuro – ad innovative funzionalità di riconoscimento del contesto, la macchina sveste i panni del distributore automatico per stabilire una relazione più interattiva e completa con il cliente.

È però nell’integrazione con gli ambienti circostanti e in particolare nell’Hotellerie che il progetto HAL e il nuovo distributore “smart” di Rheavendors e Intel, disegnato da Silvio De Ponte, trovano il loro contesto naturale di funzionamento e sviluppo, potendo offrire significativi vantaggi sia per gli albergatori sia per gli utenti fin dal momento della prenotazione a casa (pre‐stay) e per tutte le fasi del soggiorno.

Nell’ambito di HAL, infatti, la vending machine interattiva, online 24 ore su 24 e perfettamente interconnessa e integrata con il sistema informatico dell’hotel, diventa il perno di un nuovo modello di servizio al cliente, sempre disponibile e in grado di dialogare naturalmente con l’ecosistema digitale di smartphone e altri device mobili. Grazie al contributo di Micros, attiva a livello mondiale da oltre 25 anni nello sviluppo di soluzioni informatiche gestionali per l’ospitalità, la ristorazione e il retail, unitamente ai contenuti digitali e interattivi e ai servizi a valore aggiunto messi a disposizione da VDA, l’intero spazio di HAL, al pari della vending machine, diventa “smart”, interagibile anche tramite Web dalla propria stanza in albergo o, nel pre e post‐stay, da casa, nelle fasi di check‐in o feedback alla struttura alberghiera.

HAL prenderà concretamente forma e vita a partire dal prossimo anno all’interno di alcune strutture di B&B Hotels, catena di alberghi di categoria tre stelle con un servizio funzionale di qualità ad un prezzo low cost, che già offre servizi innovativi come la prenotazione on‐line, il check‐in automatizzato su chioshi, free Wi‐Fi e TV satellitare con canali Sky gratuiti, e in particolare vending machine presenti in tutte le strutture. Dal 2013, queste ultime avranno un ruolo del tutto nuovo e servizi evoluti in chiave 2.0, come ad esempio l’ordinazione e la gestione della colazione.

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ELENCO INSERZIONISTI

esperia distribuzione 58
alba tramezzini 11
to.da caffè4
rheavendors group 1
pop caffèI
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