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D.A.ITALIA_N_70

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Guardiamo in faccia il consumatore

Wired, la più nota e celebrata rivista dedicata alle nuove tecnologie, ha recentemente pubblicato un articolo in cui esprime la convinzione che la prossima frontiera del marketing sarà il riconoscimento facciale del consumatore. Il vending è in prima linea, soprattutto grazie ai numerosi progetti in fase di test e sviluppo, ma anche già divenuti realtà, come quelli attivi in Giappone, dove un software di riconoscimento facciale è integrato da tempo in alcuni distributori di bibite.

Dallo studio del nostro viso è infatti possibile capire età e sesso del consumatore e quindi personalizzare l’offerta. Ma questo non è che la punta dell’iceberg. Nel volto infatti sono scritte in un linguaggio universale anche le emozioni e saperle interpretare può davvero dare delle informazioni cruciali sul consumatore e indirizzare l’offerta sulle sue reali esigenze.

Pur condividendo l’idea che la conoscenza del consumatore sia essenziale per costruire un qualsiasi progetto vending di successo, si fa davvero fatica ad immaginare questa tecnologia applicata ad un mercato che oggi ha ben altri problemi da risolvere. Forse prima di lanciarsi alla conquista di nuove frontiere sarebbe il caso di risolvere alcuni aspetti basilari. Mettere la soddisfazione del consumatore al centro della propria offerta vuol dire innanzitutto imparare a conoscerlo. Sono disponibili decine di studi sul rapporto consumatore/vending e i risultati vengono spesso disattesi dagli operatori del vending. I milioni di clienti che la distribuzione automatica serve quotidianamente mostrano infatti una sostanziale indifferenza al prezzo, se possono usufruire di un prodotto di qualità e di una vasta possibilità di scelta attraverso una macchina affidabile e pulita. Sarebbe quindi logico supporre che, prima di andare a riconoscere i lineamenti del volto e segmentare l’offerta con grande precisione, sia doveroso provare a comprendere e soddisfare le macro tendenze.

Approcciare correttamente il consumatore significa innanzitutto abbandonare la leva del prezzo come strategia preferenziale e concentrarsi sugli aspetti che davvero determinano la sua decisione di acquisto. Quando si affronta un mercato con un parco macchine obsoleto, un servizio approssimativo, poca professionalità e una scelta di prodotti non adeguata, non c’è alcuna speranza di incrementare il fatturato e la perdita di quote di mercato, anche di fronte a politiche di prezzo al ribasso, è inevitabile. Ci sono stati infiniti dibattiti sul perdurare della crisi e sulle modalità per rialzare la testa, ma le parole non servono più. L’unica via d’uscita è quella di alzare i prezzi e tornare ad investire per migliorare il proprio pacchetto di offerta, nient’altro può funzionare. Solo dopo aver soddisfatto questa condizione potremo permetterci di guardare in faccia il nostro consumatore.

Siamo presenti a Triestespresso Pad. F - 1° piano

Stand F 32 - 33

Numero 70 OTTOBRE 2012

>reNZo Gabriel boNiZZi DIRETTORE RESPONSABILE/ E DI TOR IN C h IE F

>alessaNdro foNtaNa DI RETTORE ED ITORIALE / EDITORIAL DIRECTOR

> laura G ua s Par ri ART DIRECTOR

> a N drea lo ttero GRAPhIC DESIGN

> da N iela biscotti COMMERCIALE/COMMERCIAL

> N oemi mar G ar oli REDAzIONE/EDITORIAL STAFF

laserGrafica PolVer SRL

> ST AMPA / PR INT ER S

d.a.italia

> IL PE RIODICO DE LLA DISTRIBuzIONE AuTOMATICA

P u BB LICA z IO NE

IS CRITTA AL T RI B u NA LE

DI M IL ANO N u ME RO

DI RE GISTRA z IO NE 17 7 del 22 mar Z o 2004

>ISCRIzIONE AL R.O.C.: 11412

>P ER IODICIT à m e N si le

>EDI TORE art&WorKs

S RL u NI PERSONALE

V IA MA RCANTONIO

CO LONNA 1 5

20149 M IL ANO

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LA RIPRODuzIONE TOTALE

O PA R z IA LE DE LLE

IL L u ST RA z IO NI E DE GLI

AR TICOLI P u BB LICATI S u

D. A. I TA LIA è PE RMESSA

SO LO SE A u TO RI zz ATA

DA LLA D IR E z IO NE

LA DIREzIONE NON ASSuME RE SPONSABILIT à PE R LE OP INIONI

ES PRESSE DAGLI AuTORI

DEI TESTI RE DA z IO NALI E

P u BB LICITARI

CO NCEPT BY

ar t &W or K s sr l

Sommario

Editoriale

Guardiamo in Faccia il Consumatore 3

Il Mercato del Vending - Consorzio

coVeN > Intervista con Massimo Ferrarini 10

Personaggi del Vending

stefano Piccinini > una Vita da Gestore 18

Il Mercato del Vending - Fabbricanti

bianchi Vending Group > Intervista con Pascale Capelle 28

Eventi D.A.

fuorisarda 2012 ...Breve Diario di Bordo 35

Sicurezza sul Lavoro

Le Risposte del Vending 47

Mondo Associazione

Confida e Adiconsum > Conosci il Vending 52

Salute Alimentare

Celiachia > La Sfida dei Consumi Fuori Casa 57

Novità

> Gruppo cimbali > 100 Anni di Pasione per il Caffè 64

> eurven > Greeny, il Compattatore Ecologico che Riduce i Rifiuti

> Gruppo argenta > Nuova Filiale a Padova, il Gruppo Rafforza la Presenza in Veneto

Breaking News

Coca-Cola>La più Grande Vending Machine del Mondo

Nestlé nel mondo dei neonati > In arrivo il Biberon di Latte in Polvere in Capsula

R-Pet > Imballo Rigenerato anche per le Bibite Analcoliche

Caffè > Vietnam supera il Brasile

Starbucks & Selecta > Insieme per Starbucks Office Coffee Decreto Sanità > Tassazione per le Bevande Analcoliche 71

Appuntamento In Fiera

Vending Paris > Al Via il 24 Ottobre la Fiera Internazionale della DA Francese 75

CONCEPT

DESIGN

l’inizio di una nuova era

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COVEN

Il 30 luglio è stato fondato a Milano coVeN, un consorzio costituito da gestioni vending di medie dimensioni che operano su tutto il territorio nazionale, dal Trentino alla Sicilia.

L'aggregazione è di estremo interesse, soprattutto per i progetti che intende sviluppare e promette di diventare una realtà davvero “glocal” (il perfetto connubio tra globale e locale) che potrebbe svolgere un ruolo di primo piano nel

panorama della distribuzione automatica italiana.

Gli obiettivi dichiarati sono quelli di valorizzare le piccole/ medie gestioni e di attuare delle iniziative collettive che consentano di mantenere l’identità e l’indipendenza di ogni membro del consorzio.

Per conoscere più a fondo questa nuova realtà vending, la nostra redazione ha incontrato e intervistato Massimo Ferrarini (MIAMI Ristoro), Presidente del Consorzio.

Nasce il Consorzio che Valorizza le Piccole/Medie Gestioni

Intervista con Massimo Ferrarini

Perché avete sentito l’esigenza di costituire un c on sorzio Vending? u na delle aziende di famiglia si occupa da anni di consulenza di Direzione interamente focalizzata sul Retail nel settore della distribuzione e del commercio. Grazie a questa esperienza ho potuto verificare l’utilità di progetti aggregativi in diversi canali distributivi:

nel settore alimentare, nell’elettronica di consumo e nel tessile. Creare consorzi tra aziende di media dimensione si è rivelata una scelta vincente, che ha premiato le società che hanno deciso di farne parte. Lavorando da anni nel vending , ho sempre pensato che sarebbe stato possibile e soprattutto utile applicare questo modello di successo anche alla distribuzione automatica.

Parlando con alcuni miei colleghi di altre

regioni ho potuto verificare che l’esigenza di costruire un Consorzio di servizio era sempre più sentita e abbiamo cominciato ad approfondire l’argomento. Dopo tre mesi già 10 aziende di medie dimensioni e con un fatturato complessivo di 100 milioni di euro erano pronte a fondare questa realtà.

c om e siete arrivati a scegliere il nome co V e N? ave te privilegiato la semplicità? Il nome è di una semplicità solo ap-

parente. In realtà è stato fatto uno studio molto approfondito di naming. Tra le molte proposte la scelta è caduta su un acronimo di CO nsorzio VEN ding, un nome breve e immediatamente comprensibile. Inoltre “COVEN” in lingua inglese ha il significato di riunione, assemblea, incontro ed è perciò molto adatta per descrivere il Consorzio.

Il termine COVEN è molto suggestivo anche perché è spesso usato in modo specifico per identificare un covo di seguaci che compiono rituali e inseguono la conoscenza: nel medioevo i veri innovatori, quelli che studiavano l’ignoto e cercavano di andare oltre i limiti imposti dalla cultura del tempo, erano identificati come maghi, o fate e quando si riunivano insieme davano vita ad un COVEN.

Quindi nel vostro

d N a c ’è innanzitutto l’innovazione? Certamente. Non ci sembra abbia alcun senso parlare di prezzo della battuta o creare un gruppo di acquisto per risparmiare qualche piccola percentuale nelle forniture. Il vending ha bisogno di altro, deve riuscire a mettere al centro delle sue strategie il consumatore finale attraverso un deciso miglioramento del servizio. La strada maestra da seguire per raggiungere questo obiettivo è quella che conduce ad investire in innovazione e questo è davvero difficile per una realtà vending di medie dimensioni. Per moltissime gestioni alcuni progetti diventano possibili solo aderendo ad un Consorzio.

d ar ete vita anche ad un gruppo di acquisto? Assolutamente no. Non è questo lo scopo del Consorzio e non pensiamo nemmeno di armonizzare i prezzi tra i vari consorziati. Pensiamo al contrario di coinvolgere i fornitori in alcuni nostri progetti, con l’obiettivo di fare insieme

strategie di sviluppo.

co V e N ha dato molto peso al rispetto dei principi etici. s ar à obbligatorio per ogni consorziato seguire un c od ice? Il Consorzio è stato fondato con l'obiettivo primario di diventare all'interno del settore della distribuzione automatica un punto di riferimento per il suo livello di professionalità, innovazione e servizio. Ma diventare leader nel proprio mercato

la comprensione del Codice nel Consorzio, monitorare l’effettiva attivazione dei principi contenuti nel documento.

l a comunicazione che importanza riveste nel vostro progetto? Fare importanti investimenti in comunicazione è una delle caratteristiche peculiari del Consorzio. Sono davvero molti i progetti che abbiamo in cantiere. Presentare COVEN al mercato e alle varie Istituzioni sarà infatti solo una piccola parte del nostro lavoro. Pensiamo di creare una community internet evoluta, di gestire distributori connessi in rete e con touch screen multimediali, di mettere a disposizione dei consorziati delle presentazioni professionali da sottoporre ai potenziali clienti sui principali temi di interesse e che possono dare un valore aggiunto all’offerta commerciale.

significa anche e soprattutto avere un chiaro orizzonte etico Oltre ad osservare tutte le normative relative ai vari business, il Consorzio è infatti fortemente convinto che le modalità con cui vengono gestiti e conclusi gli affari siano altrettanto importanti degli obiettivi raggiunti e che rispettare degli standard legali ed etici dovrà essere un'imprescindibile caratteristica di ogni consorziato. Per questa ragione abbiamo creato un Codice Etico e abbiamo formato un Comitato che ha il compito di diffondere la conoscenza e

Quale tipo di progetto pensate di avviare per affermare un’identità di marca? Siamo convinti che uno dei maggiori problemi delle gestioni vending sia l’assenza di differenziazione. Se siamo tutti degli operatori unbranded è chiaro che l’unica discriminante per il buyer sarà il prezzo di vendita. Se invece si intraprende una convinta strategia di marca-insegna, il gestore consorziato si renderà riconoscibile sia dal consumatore che dal buyer e sarà possibile fare innovazione a prezzi corretti. Ovviamente il percorso sarà lungo e bisognerà avere una massa critica, con numeri di peso, per ottenere buoni risultati.

o gg i le aziende che hanno fondato il c on sorzio valgono 100 milioni di euro di fatturato. s on o già numeri di peso. Quali sono i vostri obiettivi? I nostri obiettivi sono decisamente più ambiziosi. Puntiamo ad avere circa il 10% del

mercato italiano. Oggi siamo circa al 6%, ma contiamo nei prossimi 18 mesi di raggiungere questo importante traguardo. Con questa quota di mercato e con la nostra presenza in tutta Italia, possiamo certamente intraprendere i nostri progetti innovativi avendo la consapevolezza di avere i numeri e le risorse per farlo.

Quali sono le linee strategiche che intendete seguire per creare una community?

Abbiamo in progetto di creare interesse tra tutti gli attori del settore, dalle aziende di produzione di distributori, di ricambi, di tecnologia, di prodotti fino ad arrivare al consumatore finale, passando per le compagnie di gestione e le rivendite.

Dovrà nascere un grande contenitore una grande “Casa del vending” di cui ogni interessato potrà fare parte, in cui portare il proprio contributo e beneficiare dei contenuti offerti.

Pensate ad un vending sostenibile? Questo tema sarà uno dei nostri fiori all’occhiello.

Non si può più fare a meno di parlarne e di indirizzare i propri sforzi e quelli della propria impresa verso un ambiente migliore, rispettato da tutti.

Il nostro compito sarà quello di educare il consumatore verso prodotti e servizi che guardino alla sostenibilità ambientale.

Non sarà semplice in un settore che è rimasto ancorato a vecchi schemi, lento, conservatore e non incline alle novità, soprattutto se queste rappresentano un aggravio di costi. Senz’altro una bella sfida.

c om ’è strutturato co V e N? COVEN è costituito da fondatori , consorziati e affiliati

Puoi spiegarci meglio la differenza tra questi diversi soggetti? I fondatori sono le imprese di gestione che hanno dato vita al Consorzio e che ne formano l’organo deliberante. I consorziati sono le imprese che aderiscono all’iniziativa e beneficiano di tutti i servizi offerti e fanno parte dei comitati che

organizzano le diverse iniziative. Gli affiliati sono invece aziende partner che hanno diritto solo ad alcuni dei servizi offerti da COVEN.

c os a bisogna fare per aderire al consorzio? a c hi ci si deve rivolgere? Nei prossimi giorni sarà disponibile all’indirizzo www.co-ven.it un sito internet e saranno predisposte una mail dedicata e una linea telefonica a cui risponderanno degli operatori in grado di fornire agli interessati le principali informazioni sul Consorzio. Inoltre abbiamo un comitato di recrutement che visiterà di persona alcune realtà vending per presentare la nostra proposta consortile.

s ei stato nominato Presidente di un c onsorzio Vending, una bella sfida. Quale percorso professionale ti ha portato ad entrare in questo settore? Non vengo dal settore, infatti mi sono sempre sentito “prestato” al vending.

h o lavorato per più di vent’anni nel settore t essile, occupandomi di tutta la filiera: dalla produzione, all’ingrosso, al dettaglio, compresa la realizzazione di un’intera rete di 100 punti vendita in franchising su tutto il territorio nazionale.

Da ormai dieci anni mi occupo di comunicazione audiovisiva con un’iniziativa che mette in contatto la giovane creatività con il mondo delle imprese. Collaboro con le maggiori università italiane e le principali associazioni del sistema confindustriale. Molti degli spot o filmati che si vedono in TV, in rete, e nelle grandi manifestazioni, sono opera dei nostri ragazzi. Il vending era presente in una delle aziende di famiglia ed è toccato a me occuparmene. Ammetto che all’inizio l’ho fatto per necessità, poi me ne sono davvero appassionato e oggi sono fiero di poter affrontare la sfida di COVEN.

Perché da gestore hai deciso di aderire al c on sorzio? Credo molto nel progetto: le mie diverse esperienze professionali e la presenza

nel DNA di COVEN di iniziative analoghe, esistenti da molto tempo in altri settori, mi portano a pensare che anche il nostro settore sia maturo per questo.

r it ieni che sarà possibile far parte di un c on sorzio e mantenere la propria indipendenza operativa? Certamente. Questa è una condizione indispensabile, dobbiamo essere indipendenti ma uniti per portare avanti le nuove iniziative. Dobbiamo cercare contributi da ogni azienda che vorrà essere con noi e portare nel settore innovazione, consapevoli di far parte di una grande squadra in cui ciascuno però giocherà nel proprio settore del campo. COVEN ha in sé sia il concetto di entità individuale che di unione tra le parti e a mio parere ha trovato il corretto equilibrio tra indipendenza e collaborazione.

La vera ricchezza del Consorzio è l’associazione volontaria di più parti che mantengono intatta la loro autonomia . Siamo liberi di stare insieme.

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sei una persona che dice sempre quello che pensa. come sei riuscito ad intraprendere una carriera “politica”? Non penso proprio di aver fatto una carriera politica; ho semplicemente dato con grande passione il mio personale contributo per favorire lo sviluppo e l’affermazione delle due associazioni di cui il Gruppo a cui appartengo fa parte: Confida e Wi, Watercoolers Italia (ex Aiabo).

sei da 14 anni nel consiglio direttivo di confida, del quale sei Vice-

presidente e Presidente del gruppo Produttori. sei Presidente di Wi. chiunque la considererebbe una carriera politica… Sono convinto che tutte le cariche mi siano sempre state attribuite come riconoscimento delle mie capacità operative e non per le mie abilità politiche. ho sempre pensato che dedicare il mio tempo e un grande impegno alle tematiche associative fosse importante. Sono stato molto attivo in questi anni (e per questo devo ringraziare il Gruppo SEM) e il mio lavoro quotidiano sul campo è stato premiato con il conferimento di alcuni ruoli, ma l’avrei fatto lo stesso, anche se non fossi stato nominato a presiedere o a coordinare i lavori.

Dire sempre quello che si pensa è un’ottima abitudine e, onestamente, non credo di essermi mai fatto nemici per questo, nemmeno durante i primi difficili

Intervista con Stefano Piccinini

anni in questo bellissimo settore.

oggi sei amministratore delegato di Water time, una realtà con oltre 40 dipendenti. come fai a conciliare questo ruolo di grande responsabilità con l’impegno associativo? Effettivamente l’impegno profuso per seguire entrambi i ruoli è notevole e si rischia di perdere la salute. Ti salva la passione per il vending e fortunatamente non sono il solo che pensa e agisce così. Siamo in tanti in Confida a dedicare del tempo di qualità per la valorizzazione del settore.

Essere in Associazione vuol dire combattere, credere e lavorare per un obiettivo, ma soprattutto sentirsi parte di un gruppo. Bisogna avere la forza di togliersi il cappello della propria azienda, dimenticarsi (nel mio caso) di essere un fornitore e di avere davanti a sé numerosi clienti agendo sempre e comunque per il bene del settore.

cambieresti qualcosa di quello che hai fatto in questi ultimi venti anni? Sono un uomo che ama davvero ricordare il passato, ma che non vive di rimpianti. Avere memoria di quanto è accaduto è importante e aiuta a comprendere meglio il mondo che ci circonda. In effetti non cambierei niente della mia vita professionale: l’unico vero momento di svolta è stato quando ho preso la decisione di non andare a lavorare a Milano per restare in questo Gruppo che mi ha fatto crescere giorno dopo giorno e mi ha dato tante soddisfazioni. Sono contento di essere rimasto qui, in Emilia.

Visto che ti piace ricordare il passato, quali sono state le tappe della tua carriera che ti hanno portato a diventare ad di Water time? Quando sono uscito dal liceo scientifico avevo già intenzione di entrare nel mondo del lavoro; i soldi in famiglia non erano molti e quindi non me la sentivo di intraprendere un percorso universitario. ho sempre lavorato tutte le estati fin da quando avevo 14 anni. ho fatto un sacco di mestieri, perfino il dj in una radio privata. Appena finito il servizio militare ho iniziato a lavorare presso le Cantine Giacobazzi, un’importante azienda vinicola posta al centro del territorio di produzione del Lambrusco di Sorbara.

Dopo sette anni sono passato in un’azienda di Carpi che commercializzava il Parmigiano Reggiano. Nel giugno 1990 -me lo ricorderò per sempre- mi sono licenziato il venerdì e sposato il sabato, comunicando a mia moglie che ero senza lavoro durante il viaggio di nozze. Già il 17 luglio però entravo in SEM, che al tempo faceva ancora parte del Gruppo Cremonini.

Passare dal vino all’acqua non è semplice. Per alcuni addirittura blasfemo. Il problema per me non è stato cambiare tipologia di prodotto, ma funzione. Io non avrei mai voluto fare il commerciale puro. uscire dall’azienda per andare da un cliente a vendergli un prodotto non era nelle mie corde e nel mio carattere. Sono sempre stato più portato a svolgere una funzione organizzativa all’interno di un ufficio: coordinare gli agenti, occuparmi di logistica e gestire gli ordini. Invece in SEM, dopo sei mesi, mi dissero di prendere la macchina e di andare fuori dai clienti…a vendere.

È stata dura andare contro le tue attitudini? ti è comunque servito per completare la tua formazione professionale? è stata durissima. In quel periodo il Gruppo non aveva ancora in produzione la bottiglia da mezzo litro, quindi il lavoro del commerciale consisteva prevalentemente nel visitare grossisti di bibite e offrire l’acqua in vetro e in plastica (grandi formati).

Mi ricordo che arrivavo al cancello del cliente, scendevo dall’auto, magari en-

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travo in cortile, ma poi ritornavo in macchina e andavo via. So che adesso è difficile da credere, ma all’inizio avevo davvero paura. è chiaro che, una volta superate le difficoltà iniziali, quell’esperienza di vendita è stata utilissima per la mia formazione professionale. Sono stati anni in cui ho davvero imparato moltissimo.

Quando avete incominciato a trattare anche la bottiglia da mezzo litro nel vending? Nell’estate del 1992 uno dei leader indiscussi del settore del vending ebbe una serie di problemi di consegna e produzione e lasciò spazio a chi era in grado di garantire le forniture della mezzo litro. Ricordo che il mio primo cliente vending fu Pietro zanoli della Dorando Estense. Allora non c’erano i cellulari e ogni tanto mi fermavo in una cabina della SIP e telefonavo in ufficio per sapere se qualcuno mi aveva cercato. Mentre ero dalle parti di Ferrara mi dissero di questo primo contatto.

Da lì partimmo con il primo ordine e iniziammo a lavorare anche nella DA fino ad arrivare nel 2000 a Venditalia a presentare la bottiglia universale concepita e progettata apposta per il mercato del vending.

Quando sei passato in Water time hai continuato a seguire anche sem? Io ancora oggi conservo la carica di direttore commerciale del Gruppo SEM. Dieci anni fa mi è stata proposta una nuova avventura professionale che io ho accettato con grande entusiasmo. Quattro anni prima, a Venditalia, avevamo presentato agli operatori il boccione da cinque galloni ed eravamo ormai pronti per gestire a 360° questo mercato. Il primo anno e mezzo ero più impegnato in SEM che in Water Time. In quel periodo ho affiancato Daniele Dinelli per dargli il tempo di crescere e di poter poi operare da solo, compito che oggi svolge egregiamente. Poi progressivamente ho seguito sempre di più Water Time.

Quando siete partiti com’era strutturata Water time e com’è diventata oggi? Siamo partiti con 7 magazzini, 3.500 macchine e 12 dipendenti. Oggi abbiamo 16 magazzini, 21.000 macchine e siamo in 41. è stata davvero dura ma abbiamo avuto quella che si può senz’altro definire una crescita esponenziale. In questo lavoro tutto quello che avevo appreso dalla “scuola” del Gruppo SEM è stato fondamentale e mi ha aiutato tantissimo per poter raggiungere obiettivi e risultati così ambiziosi, non dimenticando mai il contributo di Antonio Baffoni e il sostegno di Marcello Fiorani, AD del Gruppo SEM.

sei riuscito a creare una squadra e sei soddisfatto del tuo gruppo di lavoro? La gestione del personale è una funzione davvero critica ed è quella che consuma più energie mentali. Non posso negare che non sia stato facile gestire così tanto personale, ma devo ammettere di essere molto contento del team di lavoro Water Time. La mia soddisfazione più grande è poter restare lontano dall’ufficio anche per giorni con la certezza che il lavoro stia proseguendo bene. Sapere che tutti stanno portando avanti l’azienda nel modo giusto mi consente di lavorare molto meglio: per uno come me, abituato ad accentrare e a fare le cose personalmente, aver capito che quello che pianificavo doveva necessariamente passare attraverso il lavoro degli altri e che, quindi, dovevo fidarmi delle persone alle mie dipendenze, è stata una piacevole scoperta, un risultato che mi riempie di gioia e di orgoglio.

Non finirò mai di dirlo: se oggi siamo dove siamo è merito di questi ragazzi e di questa squadra di lavoro.

Hai sempre mostrato di avere un approccio molto comprensivo con il personale. È possibile nel mondo del lavoro essere amici e costruire una sorta di famiglia? È un approccio che paga? Ovviamente non si può ricreare quella che spesso si definisce “una famiglia”, perché l’approccio troppo amichevole può creare degli inevitabili problemi. Magari sarà anche possibile, ma io non ci sono riuscito, anche perché coccolare troppo i collaboratori ed

essergli troppo vicino spesso non aiuta. A mio avviso parlare addirittura di famiglia e un po’ ipocrita e io non l’ho mai fatto, però si può e si deve parlare di “squadra” e questo è davvero importante, visto che le aziende sono fatte di persone.

appartieni ad una generazione per cui l’etica del lavoro era fondamentale. Non ti sembra che oggi si sia un po’ persa questa predisposizione al sacrificio? Purtroppo è così, non c’è più lo spirito di sacrificio. Lo si vede soprattutto nell’impegno quotidiano. In troppi eseguono il loro lavoro senza pensare a quello che fanno e perché lo fanno. Non c’è l’entusiasmo che ci vorrebbe e un minuto dopo l’orario di lavoro si tende a staccare completamente. un dipendente non deve certo portarsi il lavoro a casa, ma nemmeno prendere l’impegno professionale come una noiosa parentesi obbligatoria, nata solo dal bisogno di avere uno stipendio; quello che cerco di far capire ai “miei” è che bisogna cercare sempre la soddisfazione in quello che si fa e che ognuno, nel proprio ambito, svolge qualcosa di importante per sé e per gli altri, con i quali si rapporta e confronta quotidianamente.

recentemente il tuo Gruppo ha verificato la possibilità di quotarsi in borsa. È stata un’esperienza formativa interessante? Assolutamente sì. C’è stato uno straordinario impegno da parte di tutti a partire dagli azionisti, dall’AD Marcello Fiorani e a Daniele Dinelli. La situazione dell’attuale mercato borsistico ci ha portato a non chiudere l’operazione, ma ovviamente non è finita qui. Tutto quello che abbiamo fatto e l’esperienza maturata nelle procedure, resta un patrimonio del Gruppo e ci sarà utilissimo quando e se la proprietà deciderà eventualmente di ripercorrere questa strada.

sei sempre stato legato alla tua terra e ai suoi prodotti. immagino che per te sia stata una grande soddisfazione ricevere il “grappolo d’oro”? Il grappolo d’oro è un riconoscimento importante e viene conferito ogni anno dal sindaco di Castelvetro a chi si è particolarmente distinto in campo imprenditoriale nel territorio. La crescita esponenziale di Water Time ha infatti avuto un impatto decisamente positivo sull’occupazione. è stato davvero un bel momento, vissuto in piazza con tanta gente, in un luogo che considero il mio paese d’adozione, anche se sono nato a qualche chilometro da lì e vivo a Modena.

torniamo al punto di partenza, riprendiamo da confida. sei orgoglioso di far parte del gruppo Produttori. Pensi sia arrivato il momento che uno di loro faccia il presidente in futuro? Secondo me è arrivato il momento, anche se, per ora, il nostro Gruppo non ha ancora espresso una candidatura. In questo mandato nel gruppo Produttori c’è stata molta partecipazione e dinamicità. Fare le riunioni itineranti presso le aziende degli associati è stata un’idea vincente.

Abbiamo fatto un grande lavoro nelle Commissioni e, nell’ottica dell’alternanza, mi sembra un’ottima idea che un produttore assuma la carica di Presidente,

anche perché non ce n’è mai stato uno.

L’importante però è che Confida abbia un Presidente capace, competente, che lavori con entusiasmo per l’Associazione e per la nobilitazione del settore. Quindi il fatto che sia un fabbricante, un gestore o produttore in qualche modo passa in secondo piano.

sei uno dei pochissimi che ha liberamente parlato e ammesso di aver avuto un periodo depressivo. ce ne vuoi parlare? Credo che non debba essere un tabù e che non dirlo a nessuno non sia l’atteggiamento giusto per risolvere il problema. Fortunatamente sono riuscito ad uscirne grazie al supporto degli amici veri, “quelli del venerdì”, che mi hanno dato una mano e soprattutto senza farmaci.

Onestamente non so nemmeno io come sia successo. una mattina, facendo retromarcia, invece di guardare negli specchietti come sempre, ho girato la testa e mi son voltato indietro. Non so perché ma è scattato qualcosa, come se mi fossi girato indietro non per controllare la strada ma il cammino di vita che avevo percorso sino a quel momento.

Era il 2004 e avevamo appena chiuso l’ultima edizione di Venditalia a Genova con un successo strepitoso. Non c’erano problemi particolari, anzi era un buon momento, ma stavo male lo stesso. Piangevo, non dormivo e non mangiavo più, tanto che ho perso 26 chili in un mese.

almeno di quel periodo difficile ti ha portato qualcosa di buono, visto che hai iniziato a scrivere il tuo libro. Sì, in quei giorni mi sono messo a scrivere un libro che purtroppo non ho ancora finito. Si intitola: “La prossima volta…”. Quando finalmente riuscirò a trovare il tempo di impegnarmi alla sua stesura con la stessa intensità, riuscirò a finirlo e lo pubblicherò.

Pensi molto al passato. ma cosa vedi nel tuo futuro? Mi piacerebbe riuscire a finire questo libro, ma soprattutto mi vedo su un camper a girare l’Europa. è un sogno che coltivo da tempo.

tua moglie condivide questa tua passione? Purtroppo no. Mia moglie odia i campeggi. Ma a me le cose semplici non sono mai piaciute…

Stefano Piccinini

L’INNOVATIVA TECNOLOGIA

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Fabbricanti

Bianchi Vending Group

a b bric

Pochi mesi dopo Venditalia e a poche settimane dalle fiere di Parigi e Trieste, Bianchi Vending Group torna da protagonista sulla scena con la sua più recente gamma di distributori automatici e le sue soluzioni per i gestori Vending e ho.Re.Ca.

La nostra redazione ha intervistato Pascale capelle, Group marketing manager bVG, che ci ha spiegato gli orientamenti circa i nuovi prodotti e la visione del futuro dell’azienda di zingonia.

...uno Sguardo al Futuro del Vending

Intervista con Pascale Capelle

i gestori hanno scoperto a Venditalia una n uova gamma di distributori automatici: quali sono le innovazioni che segneranno il futuro della vostra produzione?

L'innovazione fa parte del DNA di Bianchi che ha saputo sviluppare per prima negli anni delle tecnologie uniche, che oggi sono ampiamente diffuse nel mondo del vending. La

grande flessibilità e la profonda conoscenza delle esigenze della propria clientela hanno consentito di sviluppare, al di là della gamma standard di macchine di bevande calde e macchine Snack&Food, svariati modelli specifici con tecnologie esclusive in co-development con alcuni tra i maggiori operatori mondiali. I clienti che hanno partecipato a Venditalia hanno potuto scoprire la nuova gamma, che ha sorpreso, rivelando la nuova immagine che Bianchi intende declinare in tutta la gamma di

distributori automatici. L’accoglienza è stata molto positiva, dato l’orientamento futuristico dei modelli, caratterizzati da un design innovativo , che simboleggia la nostra propensione verso il futuro e la continua ricerca di nuove tecnologie. Questo design, sobrio e moderno, sarà disponibile progressivamente a partire da ottobre.

Oltre al nuovo design delle macchine per bevande calde, abbiamo anche presentato la nuova linea di Snack&Food, V is ta

Quali sono le specifiche tecniche di questa nuova linea? Questa gamma, che è nata slave, consente la massima flessibilità d’installazione in base alle esigenze delle locazioni. Il distributore VISTA, infatti, può essere abbinato ad altri due distributori della gamma bevande calde, Snack&Food o lattine & bottiglie, con un unico sistema di pagamento installato sul distributore master oppure al modulo master quando deve funzionare in maniera indipendente. Si tratta quindi di una soluzione modulare, indipendente o abbinabile a un distributore della gamma di bevande calde. VISTA è disponibile in tre versioni: L (h 183 cm) M (h 163 cm) e S (h 105 cm) che permettono molteplici combinazioni con la gamma di bevande calde.

Design elegante con ampia vetrina illuminata mediante LED basso resistiva, porta piatta con telaio in alluminio estruso, nuovo vano erogazione con sistema di erogazione P u LL , gruppo frigo facilmente accessibile ed estraibile e Classe energetica “A” sono le principali caratteristiche della gamma.

Altra particolarità, Vista L può anche essere autonomo se equipaggiato con un modulo laterale a tastiera alfanumerica e predisposto

per eseguire sistemi di pagamento, permettendo così una trasformazione anche successiva all’installazione per scegliere se si desidera utilizzare lo stesso dispositivo nella versione slave oppure nella versione master in qualunque momento.

V is ta è una nuova gamma per il vending. c i sono novità anche per quanto riguarda il mondo dell’Ho. r e. c a? Sì. Per l’ h o. Re.Ca., Bianchi ha realizzato Gaia f re sh m il k con il suo modulo che consente l’erogazione di caffè e bevande calde con l’aggiunta di latte fresco. Gaia Fresh Milk è una soluzione compatta dall’ottimo rapporto qualità/performance/ prezzo ed è ideale per la prima colazione; può essere installato in diverse locazioni come alberghi, ristoranti, mense, catering, take away o uffici.

Tengo a precisare che questi modelli presentati a Venditalia, sono già disponibili sul mercato. In occasione della fiera è stata inoltre presentata la nostra soluzione integrata bi a N c H i to uc H & G o , una tecnologia all’avanguardia con un’interfaccia intelligente touch screen. I distributori automatici così equipaggiati sono dotati di un vero spazio di comunica-

zione interattivo che permette di visualizzare tutti gli articoli proposti in modo attrattivo, mostrare le caratteristiche del prodotto (info nutrizionali, ecc.), comunicando i brand dei prodotti e promuovendone la vendita.

La funzione di menu assume il suo pieno significato con la Touch & Go, che può gestire fino a tre macchine della gamma Bianchi in abbinata (caldo + freddo o temperatura ambiente) e soprattutto dare l’opportunità di comunicare al consumatore in modo interattivo tutte le informazioni relative alle promozioni e i menu.

Qual è il vostro sguardo sull'evoluzione della distribuzione automatica? Prima di tutto, credo che i gestori siano in attesa di un approccio pragmatico da parte dei fabbricanti, con dei prodotti innovativi in grado di differenziarsi e in secondo luogo di una gamma stabile, provata ma moderna e di qualità. Questo approccio è stato perseguito negli ultimi anni con una segmentazione di gamma che associa modularità ed innovazione, per la famiglia Top di gamma le i 70 0 , e qualità comprovata per la famiglia le i 40 0 / le i 60 0

Queste due versioni, del resto, sono state ri-

Le Palette a basso impatto ambientale

Silplaster ha scelto di rispettare e difendere la natura creando un prodotto biodegradabile in grado di dare un importante contributo alla riduzione dei rifiuti smaltiti nell’ambiente.

disegnate con una porta piatta e secondo le linee del nuovo design adottato. Il mercato europeo cerca nuove opportunità di profitto e chiede anche soluzioni innovative e differenzianti. Abbiamo voluto anticipare questa richiesta con lo sviluppo di concetti innovativi e unici sul mercato, che si traducono in prodotti come du o

D u O è una macchina “2 in 1” combinata da caffè espresso/bevande calde e acqua fredda naturale o frizzante. D u O è un progetto unico, nato da una partnership con Vovo, impresa specializzata nel design di nuovi concetti. D u O rappresenta una piattaforma di prodotti che consente di seguire la nuova esigenza del mercato, che sempre più tende and unire la gestione di acqua e caffè.

b ia nchi ci riserverà altre sorprese a Vending Paris e tri estespresso? Vending Paris e Triestespresso saranno l’occasione per presentare altri nuovi concept e prodotti, in continuità con Venditalia.

Bianchi ha un carnet di soluzioni e di progetti in corso di sviluppo che ne fanno un partner unico sul mercato e in virtù di questo, posso anticipare per concludere che a Parigi le principali innovazioni che Bianchi presenterà

saranno una macchina con unico sistema di gestione caffè ed un sorprendente distributore automatico di prodotti solidi, che stiamo sviluppando insieme ad uno dei più importanti produttore di alimentari a livello mondiale.

Podsy. Coffice break.

Podsy è la nuova macchina per caffè porzionato dal design trendy e compatto. Funzionante con tecnologia a cialde, assicura un’ottima estrazione del caffè per una bevanda unica nell’aroma. Facile e semplice da usare, si caratterizza per gli inserti cromati e i due colori, bianco e nero.

Podsy è un prodotto SGL, azienda italiana da oltre trent’anni leader nella produzione di macchine per caffè contraddistinte da un design unico e da alta tecnologia, personalizzabili e su misura. Scegli SGL e scegli la garanzia della soddisfazione dei tuoi clienti.

Società del gruppo

FuoriSarDA 2012 Balentia Vending

Dal 7 al 9 settembre, dieci veicoli fuoristrada e trenta amici si sono ritrovati ad Orgosolo per passare tre giorni insieme ad esplorare alcuni dei luoghi più belli della Sardegna.

Fuori Sarda 2012 è anche quest’anno sponsorizzata da N&W, Caffè Bristot, D.A. Italia e dal web-blog Fantavending. Il punto di partenza è ancora una volta la Barbagia, dove ci sono gli ultimi “balenti”, un popolo indipendente ed orgoglioso che per il terzo anno consecutivo apre le porte anche a noi del Continente, permettendoci di condividere il loro territorio. Non si può passare qualche giorno ad Orgosolo ed ignorare il balente, colui che vale, ma che da queste parti vuol dire qualcos’altro e

che la sua derivazione dal termine balentia (valore/coraggio) non spiega del tutto. Non c’è in Italiano una parola che può tradurre questo concetto, forse quella che le si avvicina di più è il termine sfida, quella che si combatte ogni giorno in questa terra aspra e in cui si sopravvive solo rispettando un particolare codice morale, a volte estremo, ma così onesto ed autentico da rappresentare la caratteristica più profonda del patrimonio etico sardo. Questa è una delle ricchezze di Fuori Sarda, poter condividere e apprezzare dei valori che nella odierna società appaiono sempre più sfumati e che in questa terra sono invece molto più intensi, come il profumo di Ginepro che spesso ci ha accompagnato nei tre giorni di viaggio.

Ma lasciamo parlare le immagini e pubblichiamo una selezione di foto realizzate durante questa splendida terza edizione…

FuoriSarDA 2012

Breve Diario di Bordo

di> alessandro fontana

La prima giornata di FuoriSarda ha in programma un percorso davvero impegnativo. Dall’aeroporto di Olbia, punto d’incontro tra tutti i partecipanti alla manifestazione, ci si dirige ad Orgosolo, ma non attraversando la costa est della Sardegna, bensì spontandosi subito ad ovest (verso Tempio Pausania) per poi scendere a sud per visitare un lungo tratto del centro-nord dell’isola.

Il percorso sterrato ha alcuni punti davvero impegnativi e alcune jeep hanno

degli oggettivi problemi a superarli. Fortunatamente, ci accompagnano autentici professionisti del fuoristrada e imprevisti che a noi profani ci avrebbero senza dubbio portato all’abbandono del mezzo e a chiamare un elicottero, sono stati risolti in pochi minuti grazie alla loro esperienza e a strumenti ad hoc che hanno permesso la rimessa in strada di vetture che sembravano in condizioni disperate.

Senza la continua assistenza degli amici di Excursionatura servizi turistici

(www.excursionatura.com) che hanno organizzato il Tour di quest’anno, non ce l’avremmo mai fatta…

La serratissima tabella di marcia viene messa a dura prova e solo alle tre del pomeriggio raggiungiamo l’area prevista per il pranzo. è un’attesa che viene ripagata, visto che vengono offerti a tutti i partecipanti prodotti locali davvero straordinari.

Si prosegue per arrivare ad Orgosolo e ci vogliono ancora quattro ore di fuori-

strada. I ritmi di guida si fanno più incalzanti e superiamo a gran velocità alcuni guadi e tratti davvero suggestivi di strada, per fortuna c’è ancora il tempo di prendersi qualche pausa per ammirare il panorama.

Arriva il tramonto e mancano ancora due ore alla meta, ma l’imprevisto è dietro l’angolo. una delle vetture della carovana interpreta in maniera troppo letterale il termine fuoristrada ed esce dritta da una curva. Per fortuna un albero

ferma subito la corsa dell’auto e nessuno si fa male. Ma il recupero è complesso ed una ruota è completamente saltata. Gli esperti del gruppo compiono un autentico miracolo e riescono a riportare in strada il mezzo trainandolo con due verricelli. Viene fissata una ruota di scorta da un’altra auto e si riparte. Anche se tutti sono stati davvero eccezionali, non possiamo non menzionare Carmelo (Ciagliocchi per gli amici) che con la sua innata simpatia ha contagiato positivamente tutto il gruppo.

Verso sera raggiungiamo infine la Barbagia, dove ci aspetta una cena tipica a base di carne (pecora e maialetto) davvero eccellente. Non so se lo spavento di poco prima ci abbia messo appetito, ma non resta praticamente nulla sulla tavola…!

Alla fine del lauto pasto è stata anche presentata ai partecipanti l’attività dell’Associazione di Protezione Civile: “Quelli delle Macchinette” e il suo pro-

Sabato 8 settembre: ORGOSOLO-GIRASOLE

getto di ricostruzione del Teatro di San Felice sul Panaro, in piena zona terremotata. Il logo dell’Associazione capeggiava su uno dei mezzi di FuoriSarda

Dopo aver dormito nel Supramonte di Orgosolo si parte per un’altra impegnativa giornata. Sono previsti 200 km di strada, in larga parte sterrata, quindi alle 9 di mattina siamo tutti già in viaggio.

Durante il tragitto possiamo ammirare una delle zone più incontaminate della Sardegna e visitare alcuni Nuraghi. Dopo cinque ore di strada ci fermiamo

all’agriturismo Niala di ussassai, per gustare un altro splendido pranzo tipico. Prima di arrivare a Girasole, dove ci fermiamo per la notte presso gli hotel Mediterraneo e ulivo, c’è il tempo di una foto di gruppo prima di raggiungere l’ittiturismo "La peschiera di Aversano" per una cena a base di pesce.

Anche quest’anno il blog Fantavending ha rilanciato durante FuoriSarda 2012 la sua campagna “I LOVE D.A. – caffè a 50 centesimi”

L’ultima giornata di Fuori Sarda 2012 inizia con i saluti tra tutti i partecipanti alla manifestazione. Il gruppo, infatti, si separa in tre parti. uno rientra ad Orgosolo con i fuoristrada, uno torna ad Olbia per prendere il traghetto e un terzo gruppo si ferma a Tortolì per una giornata in barca all’interno del comune di Baunei. La redazione di D.A. Italia fa parte di questo ultimo gruppo e continuiamo a realizzare il reportage fotografico di quest’ultima giornata. Dopo qualche ore di navigazione, intervallata da visite a grotte naturali e numerosi bagni in mare, riusciamo ad arri-

www.art-works.it/furisarda/index.html

vare alla bellissima spiaggia di Ispuligidenie (Cala Mariuolo per i turisti), raggiungibile solo via mare e dove c’è un bar servito da un gestore vending! Luca Loddo, che ha organizzato questa splendida giornata di mare, gestisce infatti numerosi chioschi in questa zona.

La giornata si chiude con la visita dell’isola dell’Ogliastra, un paradiso naturale da dove possiamo ammirare le famose rocce rosse di Arbatax, come vengono chiamate le bellissime scogliere di porfido rosso che emergono direttamente dal mare.

Sponsor di Fuorisarda

> N&W > D.A. ITALIA

> PROCAFFè/BRISTOT/DEORSOLA

NEW PUBB_INGENICO 2012 240x160+3mm(OK)_Layout 1 03/07/12 14:37 Pagina 1

Aziende vending Partecipanti

>sarda distributori di solinas

>costanzo di sorso ss

>corraine francesco di Nuoro

>cadoni antonello di siniscola

>luca loddo di tortolì

>sarda drink di rubanu alessandro

>mcc Vending srl (concessionario Necta)

Il desiderio è espresso.

TROMBETTA

Sicurezza sul Lavoro: le risposte del Vending

Il sistema Worldkey di Comesterogroup è all’avanguardia
anche per la gestione dell’equipaggiamento di sicurezza in azienda

uno degli aspetti più cruciali per qualunque azienda è garantire la sicurezza dei propri lavoratori. Adeguare l'ambiente lavorativo alle norme europee sulla tutela dei dipendenti già recepite con legge nell'ordinamento italiano, è un obbligo che non può essere in alcun modo disatteso.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha rivisitato la normativa vigente in materia di salute e sicurezza, abrogando il Decreto Legislativo 19 settembre 1994 n. 626, la prima legge a introdurre l'obbligo di valutazione del rischio e un servizio di prevenzione e protezione, facendo confluire tutte le norme relative alla sicurezza sul lavoro in un Testo unico (D.Leg. 9 aprile 2008 n. 81). Nel 2009 è stato infine approvato un decreto correttivo (il D.Leg. 3 agosto 2009 n. 106). La normativa è incentrata essenzialmente sull'obbligo del datore di lavoro di effettuare la valutazione dei rischi e quindi portarli a conoscenza dei propri

dipendenti. Non adeguare la propria azienda alle normative vigenti in materia di sicurezza può significare per un imprenditore, nella migliore dell’ipotesi, dei costi significativi. Infatti, se dai controlli fatti dagli enti competenti (Asl, Ispettorato del Lavoro) emergono delle carenze in materia, le sanzioni vanno da una multa in denaro fino, nei casi più gravi, all'arresto e alla detenzione.

Spesso però l’azienda, anche se è in regola con la normativa, deve fare i conti con i comportamenti individuali dei propri dipendenti e in caso d’incidente non è sempre agevole per l’imprenditore dimostrare di aver fatto tutto il necessario per evitare situazioni di pericolo.

Il sistema WorldKey progettato da Comesterogroup permette, tra le molteplici funzioni, adattabili a tutti gli aspetti della vita aziendale, di soddisfare anche le esigenze di gestione legate alle problematiche di sicurezza aziendale.

Grazie a WorldKey con un’unica chiave/card/tag diventa infatti possibile prendere il caffè al distributore automatico, timbrare il badge, ma anche accedere ad un distributore automatico di prodotti per la sicurezza e a tutti i servizi offerti dall’azienda, gestiti anche da fornitori differenti.

I distributori automatici vengono infatti sempre più spesso utilizzati nell’ambito della sicurezza del lavoro per erogare l’equipaggiamento standard all’inizio del turno di ogni lavoratore (guanti, scarpe anti-infortunistiche, torcia d’emergenza, ecc.), ma non sempre il riconoscimento dell’utente e di tutte le operazioni effettuate sulla macchina è così puntuale da offrire a chi elabora i dati di log una prova univoca di ogni transazione.

Bisogna infatti avere la certezza che il singolo lavoratore, identificato in modo certo da un sistema di riconoscimento, abbia prelevato dei prodotti specifici ad un’ora ben definita.

Tutto questo è oggi possibile attraverso WorldKey. Il sistema può riportare infatti nel file di contabilità EVA-DTS generato da ogni operazione anche i LOG con tutte le transazioni con chiavi/card e quindi è in grado di verificare se l’utente “Mario Rossi”, con numero card 012345, ha recuperato i prodotti 1-2-3 in dato giorno e all’ora specificata.

Questo consente alla società di avere una prova certa che un suo operatore ha davvero ritirato l’equipaggiamento di sicurezza, sgravandola da eventuali responsabilità civili e penali e contemporaneamente offre al lavoratore un sistema semplice ed intuitivo per prelevare all’inizio del turno tutto il materiale che necessario per la salvaguardia della sua incolumità. Massima flessibilità di gestione è garantita dalla possibilità di gestire limiti temporali, limiti di prelievo, limiti di accesso.

Il sistema cashless WorldKey è la punta di diamante dell’ampia gamma di sistemi di pagamento e gestione Comesterogroup, che offre la sicurezza totale della tecnologia Mifare® e che è adattabile a tutti gli aspetti della vita aziendale.

La multiapplicazione e il multisupporto rappresentano infatti il vero tratto distintivo e il reale valore aggiunto di questa gamma di prodotti, concepiti per gestire svariate applicazioni d’identificazione e di vendita, memorizzate su un unico supporto RFID.

Il supporto può essere una chiave cashless, una card, un tag o uno sticker e dà la possibilità di accedere a diversi servizi, perfino di gestori differenti con la sicurezza totale offerta dalla possibilità di mantenere una contabilità separata per ogni gestore.

Si va dal parcheggio, al controllo degli accessi in azienda, alla gestione delle mense aziendali e, ovviamente, all’acquisto di prodotti nei distributori automatici.

In particolare l’unità General Purpose è ideale per la gestione di dispositivi temporizzati e per il pagamento dei servizi erogati dagli stessi. è anche utilizzabile come Apriporte e Controllo Accessi per porte dotate di contatti elettrificati o serrature elettroniche.

L’unità easy Pay è invece la soluzione ideale per le mense aziendali. Si tratta infatti di un dispositivo pratico e compatto che permette all’operatore della mensa di decurtare il credito per l’acquisto di qualsiasi pietanza e di gestire la ricarica in modalità assistita.

L’evoluzione della gamma si estende anche alle modalità di ricarica. La ricarica dei supporti della gamma World Key relative ad applicazioni di vendita, può essere interamente gestita da credifast, il nuovo dispositivo per il trasferimento di un credito da un circuito bancario ad un portafoglio elettronico. L’utente può trasferire un importo predefinito dalla propria carta di credito al supporto di pagamento cashless in pochi secondi. In questo modo Comesterogroup propone una soluzione semplice e immediata a tutti i problemi legati alla gestione del denaro contante.

international attraction

Sinonimo di qualità, il marchio italiano Coges è riconosciuto a livello internazionale come espressione di un’azienda leader nel Vending. In qualsiasi Paese europeo è presente una filiale o un rivenditore Coges dove potrete trovare i nostri sistemi di pagamento cashless, le gettoniere rendiresto, i lettori di banconote o gli innovativi sistemi per la telemetria, ricevendo supporto e assistenza. Coges non conosce confini: ha la soluzione ideale per ogni distributore automatico, ovunque si trovi.

Al bar, in ufficio, a casa...

Ovunque voi siate lasciatevi conquistare.

Macinato, in grani e in capsule. Tutta la qualità di un caffè superiore da scoprire presso i migliori bar, rivenditori e gestori di zona.

CONOSCI

La Distribuzione Automatica, Regole e Diritti dei Consumatori

REGOLE E DIRITTI

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CONFIDA ha realizzato al fianco di ADICONSUM

(Associazione Difesa Consumatori e Ambiente

promossa dalla CISL) un vademecum per “spiegare”

la distribuzione automatica e l’impegno

dell’associazione di categoria ai consumatori.

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Se diciamo vending, sono molto pochi i consumatori che comprendono davvero di che cosa si parla; eppure si tratta di un servizio che interessa oltre 20 milioni di consumatori, oltre che di un settore che impiega ben 35 mila addetti. Stiamo parlando della distribuzione automatica, in particolare di alimenti e bevande, che oggi, probabilmente, è l’attività di servizio rivolta a utenti/consumatori maggiormente diffusa dopo le principali utenze (telefonia, luce, gas, ecc.), con un rapporto di 1 distributore automatico ogni 29 abitanti.

Il vending è quindi uno strumento di uso quotidiano per milioni di utenti di tutte le categorie sociali, facile da trovare nei più diversi contesti da quello

una divisa pulita con il marchio identificativo dell’azienda, in rendersi immediatamente riconoscibile;

ed effettua la pulizia del distributore (gli spazi circostanti, invecompetenza del cliente presso il quale la macchina è instal-

lavorativo a quello scolastico, agli ospedali, ai luoghi di transito e di aggregazione, capillarmente diffuso su tutto il territorio. Il vending offre un servizio importante, perché garantisce, senza limiti di orario e con la massima facilità di accesso e di utilizzo, la possibilità di soddisfare esigenze e bisogni diversi.

al responsabile eventuali non conformità; sul distributore di caffè e bevande calde, una precisa procegarantire la pulizia e sanificazione delle superfici interne ed della macchina e dei suoi componenti, da effettuarsi con prodotti

Ecco perché il vending può essere considerato un settore tra i più vicini al consumatore, fortemente compenetrato nel contesto sociale: conoscerlo in maniera più approfondita diventa quindi importante, oltre che utile, per poter fruire al meglio di tutti i vantaggi che il servizio può offrire.

prova del corretto funzionamento del distributore; operazioni effettuate in conformità al programma di pulizia e sanificazione, e comunica al responsabile eventuali non conformità, per di provvedervi tempestivamente.

Sommario

CONOSCI IL VENDING:

LA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA, REGOLE E DIRITTI DEI CONSUMATORI

Giordano

A illustrare le motivazioni che hanno portato alla stampa di questa pubblicazione, i rappresentanti delle due Associazioni:

“Il vending rappresenta quanto di più attuale per la ristorazione fuori casa: una moderna modalità di servizio al consumatore; una soluzione distributiva pratica, personalizzata e “in sicurezza” per il consumo di una gamma diversificata di prodotti.

L’impegno e la responsabilità del vending nei confronti dei milioni di utenti ha trovato condivisione e riconoscibilità all’interno del Protocollo d’Intesa sottoscritto con ADICONSUM

Le regole del Vending

Vademecum del Vending

Cosa c’è dietro alla macchinetta?

Questa brochure rappresenta uno tra i primi atti concreti della collaborazione tra CONFIDA e ADICONSUM per far meglio conoscere il vending e, soprattutto, per consentire ad ognuno dei milioni di consumatori di esigere un sevizio di qualità e di premiare le imprese più virtuose” ha affermato lucio Pinetti, Presidente confida, proseguendo: “Macchinetta è il termine con il quale la stragrande maggioranza dei consumatori identifica il distributore automatico di alimenti e bevande. In realtà questo semplice e vezzoso termine racchiude in sé una complessa organizzazione imprenditoriale fatta di qualificate professionalità, organizzazione, tecnologia e innovazione: il vending”.

Quanti consumatori sanno che cos’è il Vending?

Il rispetto della normativa

Chi è CONFIDA

CONFIDA insieme ad ADICONSUM

La Certificazione TQS

La brochure, oltre a spiegare cosa sia il vending e cosa ci sia effettivamente dietro la “macchinetta”, oltre a informare sulla normativa vigente applicata al settore della distribuzione automatica, approfondendo le tematiche riguardanti le disposizioni sanitarie.

Il testo comunica al consumatore il ruolo di CONFIDA e le iniziative portate avanti dai rappresentanti del settore, tra cui il marchio di certificazione TQS, chiudendo poi sulla collaborazione tra l’Associazione ed Adicosum, nata allo scopo di promuovere una corretta informazione sul vending e su quali sono le sue regole per consentire ai consumatori di poter fruire del servizio offerto in maniera pienamente consapevole.

“ “

Il rispetto della normativa

Le imprese del Vending rispettano le norme amministrative e sanitarie in materia di igiene e sicurezza alimentare. La norma di riferimento per quanto riguarda gli adempimenti sanitari, in particolare, è il Regolamento CE n. 852/2004, in base al quale l’impresa garantisce il rispetto delle norme di corretta prassi igienica relative a:

• HACCP - la certificazione HACCP è un sistema di autocontrollo attuato dall’Azienda, con il quale si va a monitorare tutta la filiera del processo di produzione e distribuzione del prodotto, al fine di garantirne la salubrità verso il consumatore finale

• Autorizzazioni sanitarie

• Denuncia dei distributori automatici installati

“Tutelare i consumatori oggi significa anche andare incontro alle nuove esigenze ed offerte del Mercato. Adiconsum, da sempre attenta alle novità, ha scelto di impegnarsi in questa guida sulla distribuzione automatica di alimenti e bevande, che rappresenta un settore commerciale in forte aumento, un servizio sempre più utilizzato ma anche una nuova frontiera nella tutela dei consumatori. Sono infatti sempre più numerosi i fruitori del vending, ma quanti lo conoscono davvero, magari pur utilizzandolo quotidianamente? Eppure si tratta di un servizio alla portata di tutti noi, che troviamo ed è facilmente accessibile in tanti luoghi, spesso molto frequentati, così da essere entrato oramai nella quotidianità dei nostri gesti. Diventa allora essenziale conoscerlo, per scegliere con consapevolezza e poterne apprezzare i vantaggi, comprendendone meccanismi e regole”, ha dichiarato inoltre Pietro Giordano, segretario Generale adiconsum, che ha concluso: “Questo lavoro, frutto della collaborazione attivata fra Confida ed Adiconsum, vuole essere un primo, semplice approccio al mondo del vending, un servizio che impatta quotidianamente circa 20 milioni di consumatori e che riguarda tutte le diverse categorie, sia per età che per esigenze rappresentate.

• Trasporto di alimenti

La guida vuole quindi informare ma, anche rappresentare il primo passo di un percorso, condiviso da Confida ed Adiconsum, volto ad individuare in questo settore, buone pratiche, attenzione verso gli utenti e valorizzare una filiera attenta alla qualità del servizio reso”.

Le imprese della distribuzione automatica sono inoltre tenute a rispettare le norme in materia di etichettatura (D.lgs. n. 109/1992) e tracciabilità (Regolamento CE n. 178/2008) degli alimenti, di sicurezza dei prodotti - in particolar modo dei materiali a contatto con gli alimenti (bicchieri di plastica, componenti interni del distributore - contenitori, beccucci, ecc. -) -, nonché le previsioni relative alla marcatura CE (Direttiva 98/37/CE), che atte-

Pinetti

Celiachia > La Sfida dei Consumi Fuori Casa

è un’intolleranza permanente al glutine ed è riconosciuta come malattia sociale”.

Per essere più precisi, la celiachia è l’intolleranza alimentare più frequente a livello mondiale: in Italia vi sono 122.482 soggetti celiaci diagnosticati e censiti (dati 2010) ma le cifre sono destinate a salire: la prevalenza della celiachia nei bambini e negli adulti è stimata infatti intorno all’1% della popolazione, quindi se si considerano i 60.340.328 di abitanti del nostro Paese, possiamo ragionevolmente stimare che il numero dei

L’unica terapia attualmente disponibile ed efficace per la celiachia è l’esclusione totale e permanente dei cereali contenenti glutine dalla dieta. una stretta osservanza della dieta priva di glutine è obbligatoria per gli individui celiaci al fine di ottenere la remissione dei segni e sintomi dovuti alla malattia celiaca, ma soprattutto per prevenire lo sviluppo delle sue complicanze.

La prolungata esposizione al glutine aumenta il rischio di patologie autoimmuni e neoplastiche che, una volta sviluppatesi, non regrediscono anche se si instaura

Abbiamo fatto più pause caffé di chiunque altro

Per noi di Huhtamaki la pausa caffè è un momento molto importante. Si consolidano legami, si fa il punto della situazione, si scioglie la tensione e si organizza il resto della giornata. Per la pausa caffè siamo costantemente alla ricerca di nuovi design, materiali innovativi e tecnologie all'avanguardia, sempre più attenti anche all'ambiente che ci circonda.

il trattamento dietetico.

La terapia dietetica è quindi necessaria, ma difficile da seguire a causa della diffusione dei cereali contenenti glutine nell’alimentazione quotidiana. La qualità di vita dei consumatori celiaci è quindi condizionata in modo importante dalla dieta, che ne limita anche la vita sociale: si pensi alla difficoltà di consumare pasti fuori casa.

L’interessante e quanto mai attuale tema dei prodotti per celiaci nella ristorazione fuori casa è stato affrontato nel corso dell’ultimo Convegno Nazionale Senza Glutine, patrocinato da AIC (Associazione Italiana Celiachia) e tenutosi lo scorso 31 maggio a Firenze.

Nel corso di alcuni interventi sono state proposte possibili soluzioni al problema dell’alimentazione dei soggetti celiaci nella vita quotidiana e dell’applicazione della normativa vigente sull’argomento. In particolare, Susanna Neuhold, Responsabile Food AIC, ha illustrato il problema dei consumi fuori casa per i soggetti celiaci nel suo intervento dal titolo “Celiachia: oltre la sicurezza alimentare, ristorazione fuori casa e qualità”, di cui riportiamo di seguito i contenuti.

“Alimentarsi non è solo un’esigenza fisiologica, ma anche un momento importante di socializzazione. È un’esigenza, ma anche un piacere oltre che un’espressione di cultura: la stessa parola convivio viene dal latino “cum vivere” e coinvolge ogni aspetto della vita quotidiana, poiché investe tanto la sfera personale quanto quella professionale di ciascun individuo.

Il celiaco viene quindi socialmente penalizzato, poiché un’alimentazione priva di glutine, terapia unica e necessaria per la sua stessa salute, è oggettivamente difficile da seguire quando si parla di ristorazione fuori casa.

L’aumento costante dei casi diagnosticati obbliga però ad una riflessione e all’adeguamento degli attuali servizi di ristorazione attualmente.

L’Associazione ha tracciato delle linee guida per la gestione del rischio e per la formazione sulla celiachia e sulla cucina senza glutine nell’ambito del progetto Alimentazione Fuori Casa

Oltre alla formazione, il progetto prevede consulenze ad hoc presso i locali o le aziende produttrici di alimenti (ad esempio per la definizione del menù o per identificare le aree e le procedure più adatte), controlli periodici professionali ed un’attività di comunicazione efficace, con la segnalazione da parte degli esercizi aderenti al progetto di un’apposita vetrofania.

Ristoranti e pizzerie, hotel e B&B, bar e gelaterie, ristorazione di viaggio e compagnie navali, vending i settori interessati e coinvolti, per un totale di quasi 3.000 strutture in tutta Italia.

Osserviamo più nel dettaglio le iniziative del progetto:

Le linee guida di gestione del rischio suggeriscono l’introduzione e applicazione di specifici requisiti tecnici, che riguardano le procedure di autocontrollo e di gestione del “rischio glutine” e che devono essere soddisfatti dai locali aderenti al progetto. Questi requisiti sono stati sviluppati nel corso degli anni di applicazione del progetto con la collaborazione della Sanità Pubblica Locale (ASL). L’inserimento della gestione del rischio di contaminazione da glutine nel piano di autocontrollo dell’esercizio comporta una maggiore attenzione: sono infatti molteplici i possibili punti critici, cioè quei “momenti” della filiera produttiva in cui c’è il rischio che un errore (non conformità) porti a somministrare al cliente celiaco un piatto o prodotto contenente più di 20 ppm di glutine, ovvero il limite tollerato dal soggetto.

Per facilitare aziende e locali nell’individuazione delle criticità può essere utile analizzare la produzione fase per fase, ovvero:

1) approvvigionamento e selezione degli ingredienti/materie prime

2) trasporto merci

3) stoccaggio

4) preparazione

5) stoccaggio temporaneo del prodotto finito/semilavorato

6) pulizia

7) somministrazione

senza trascurare l’importanza di un’adeguata formazione (o aggiornamento) del personale

Per ogni fase, è importante individuare tutti i possibili errori che lo staff potrebbe compiere (analisi di rischio) quali:

– scambio prodotti/ingredienti conformi (senza glutine) con prodotti/ingredienti non conformi (con glutine)

– contaminazione crociata (da altri ingredienti/ prodotti con glutine) – contaminazione ambientale (da attrezzature o dal personale)

Una volta individuati i possibili errori diventa essenziale individuare e apportare le soluzioni opportune per evitarli attraverso – definizione di aree e attrezzature da utilizzare per il senza glutine – definizione di procedure da seguire per l’acquisto, lo stoccaggio, la preparazione, le pulizie, la somministrazione, ecc. – definizione di ruoli e responsabilità all’interno dell’esercizio/azienda

Scegliere procedure semplici, facili da ricordare e a prova di errore diventa un passaggio fondamentale: è importante, infatti, tenere sempre conto dell’abbassamento della soglia di attenzione nella ripetizione di azioni nella routine quotidiana e occorre non dimenticare di individuare anche opportune azioni correttive, in caso di errore (ad esempio eliminare il prodotto o, laddove possibile, “declassarlo” a prodotto per il consumatore non celiaco) e adottare misure di controllo laddove necessario (ad esempio, assicurarsi che chi ha la responsabilità del controllo della pulizia dell’attrezzatura utilizzata per il senza glutine si assicuri sia stata eseguita correttamente).

Infine, inserire la descrizione dell’analisi di rischio e delle procedure, dei ruoli e delle responsabilità individuate nella documentazione del piano di autocontrollo aziendale.

Per quanto riguarda la formazione, è stato strutturato dall’Associazione un

corso base sulla celiachia e sull'alimentazione senza glutine corredato dal rilascio di materiale didattico. Il corso si compone di una parte teorica ed una parte pratica, che illustra le caratteristiche tecnologiche dei prodotti base senza glutine, come farine e pasta.

La consulenza prestata alle aziende coinvolte nel progetto vuole invece essere un completamento formativo che avviene tramite successivi incontri presso l’esercizio e nel corso dei quali l’AIC offre la propria consulenza, ad esempio nella definizione del menù o per identificare le modalità di stoccaggio e le aree dove preparare i pasti gluten free agli esercenti.

AIC svolge anche un’attività di controllo periodica (ogni 6 o 12 mesi, a seconda della tipologia di locale) tramite personale qualificato e un’apposita check-list a punteggio, che permette di verificare il mantenimento del rispetto dei requisiti tecnici del progetto e di monitorare nel tempo l’andamento del locale, nell’ottica del miglioramento continuo dell’offerta senza glutine dell’esercizio. È stato inoltre implementato un sistema di gestione dei reclami e delle segnalazioni degli utenti dei locali aderenti al progetto Alimentazione Fuori Casa, che permette di intervenire tempestivamente e puntualmente sulle criticità specifiche che si possono presentare.

Infine, un altro aspetto fondamentale del progetto AFC: la comunicazione L’elenco dei locali aderenti al progetto AFC viene pubblicato su una Guida cartacea, diffusa in circa 85.000 copie su tutto il territorio nazionale, sul sito web di AIC (www.celiachia.it), puntualmente aggiornato e recentemente diffuso anche grazie ad una app per smartphone. Ad ogni locale aderente al programma viene consegnata una vetrofania che deve esporre sulla vetrina del proprio locale o sulla propria macchina nel caso della distribuzione automatica.

Il Progetto Alimentazione Fuori Casa mira naturalmente ad una crescente sensibilizzazione e diffusione della “cultura del senza glutine”, ma intende anche diffondere in modo concreto gli alimenti adatti ai celiaci nella vita quotidiana e in tutte le situazioni di consumo.

Ma l’Associazione non è impegnata solo sul fronte della ristorazione. Contemporaneamente a questo progetto, l’AIC porta avanti attività di collaborazione con le associazioni di categoria ed un serrato dialogo con le Istituzioni, con l’obiettivo di far accogliere le richieste di specifiche tutele normative. Tra queste, il diritto al pasto senza glutine nelle mense delle strutture scolastiche e ospedaliere e nelle strutture pubbliche in attesa dell’approvazione di una norma nazionale che regolamenti la ristorazione senza glutine prevedendo precise procedure, apposita formazione e controlli per quegli esercizi che vogliano dotarsi anche di un’offerta gluten free, ma anche di una disposizione con specifiche sui requisiti minimi per la stesura di capitolati di appalto, bandi e disciplinari: una normativa che assume una particolare valenza nell’ambito della ristorazione pubblica e automatica.

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Novità | Novità

Eurven > Greeny, il Compattatore Ecologico che Riduce i Rifiuti

L’azienda vicentina Eurven presenta Greeny, la soluzione per gestire i rifiuti delle aree di ristoro.

Reverse Vending Leader

Le macchine per lo smaltimento differenziato dei rifiuti (alluminio e Pet) e per il loro compattamento sono infatti ideali da affiancare ai distributori automatici ed offrono la comodità di effettuare svuotamenti meno frequenti, con vantaggio immediato per gli utenti e per il gestore, che riduce sensibilmente il volume dei rifiuti. Non va dimenticato che un raccoglitore di rifiuti “educa” il consumatore ad un corretto smaltimento degli im-

balli, oltre a garantire l’ordine e la pulizia dei corner di ristoro. Grazie ai sistemi d’incentivazione tramite card, scontrini, punti, ticket, l’utente oltre a sentirsi motivato verso il gesto ecologico, avrà un tangibile ed immediato ritorno ad ogni utilizzo della macchina, che potrà spendere subito o scegliere di accumulare.

Anche dal punto di vista dell’advertising, Greeny apre nuove opportunità di guadagno, con la possibilità di personalizzazione grafica delle macchine ed i sistemi multimediali associabili.

Da un punto di vista ambientale, Greeny permette di chiudere

la filiera del ciclo di vita dell'imballo post consumo in modo assolutamente sostenibile, con una riduzione di emissioni CO2, energia elettrica e acqua poiché i rifiuti, una volta compattati, sono sensibilmente ridotti: il sistema compattatore infatti riduce Pet e alluminio fino al 90% del volume iniziale. Questo comporta non solo un valore aggiunto in senso strettamente etico, ma un concreto risparmio per quanto riguarda i costi per lo smaltimento dei rifiuti.

Greeny - reverse vending machine è conforme alla normativa e alle certificazioni registrate CE.

VI RAGGIUNGEREMO CON OGNI MEZZO

VIVIAMO IL PRESENTE

LINEA LEI 700 E LEI 2CUPS LINEA LEI 600 E LEI 400

Alle tradizionali versioni espresso in grani e bevande calde della LEI700 si affianca ed aggiunge la tecnologia della LEI2CUPS con l’innovativo doppio sgancia bicchieri a doppia misura, piccoli e grandi, e una capacità complessiva fino a 1200 bicchieri. Ecco la più completa Gamma di Bianchi Vending: l’offerta Top Range del mercato.

* Relooking di tutta la gamma bevande calde da ottobre.

Nuova porta piatta e nuovo design, qualità e semplicità, LEI 400 e LEI 600 PP sono i due modelli con il migliore rapporto qualità prezzo sul mercato. Versioni che offrono un assortimento di bevande in grado di rispondere ai bisogni più essenziali dei consumatori.

Novità | Novità

Gruppo Argenta > Nuova Filiale a Padova, il Gruppo Rafforza la Presenza in Veneto

Con l’apertura di una nuova filiale a Padova , Argenta rafforza la propria presenza in Veneto, che rappresenta per il gruppo la prima area per importanza strategica e redditività su tutto il territorio nazionale.

Il gruppo ha infatti riportato nella regione nel 2011 una crescita significativa, raggiungendo un fatturato di quasi 64 milioni di euro su un totale di 200 milioni di ricavi annuali complessivi per un totale di 166 milioni di consumazioni. un risultato che, nel corso degli ultimi due anni, ha portato l’azienda a una crescita del 3% nel Veneto, in controtendenza rispetto alla difficile congiuntura economica attuale.

La nuova location di 4.000 mq di superficie, destinata a raggrup-

pare in un’unica sede le due precedenti filiali di Padova e Mestre, impiega tutte le oltre 100 risorse precedentemente operanti sul territorio, nell’ottica di una costante ottimizzazione della logistica e della funzionalità.

La sede di Mestre, mantenuta attiva e interamente dedicata alla logistica, verrà infatti potenziata in modo da consentire, attraverso i suoi 20 addetti, la gestione del servizio “su barca” verso tutti i clienti presenti nell’area lagunare di Venezia ed il mantenimento dei servizi su terraferma.

“Il Veneto incide sui nostri ricavi per più del 30%. Se consideriamo che la maggior parte del nostro fatturato deriva dalle consumazioni all’interno delle

aziende”, ha sottolineato stefano fanti, direttore Generale di argenta, che ha aggiunto: “questo risultato mostra una buona tenuta occupazionale della regione, nonché una certa familiarità dei cittadini veneti per l’utilizzo dei distributori automatici”.

Anche nei primi mesi del 2012 Gruppo Argenta ha registrato in Veneto dati incoraggianti, con un fatturato superiore ai 27 milioni di euro nel periodo compreso tra gennaio e maggio. A guidare i consumi regionali sono i prodotti più tradizionali come le bevande calde, con oltre 44 milioni di consumazioni e gli snack, con 13 milioni di consumazioni dall’inizio dell’anno.

Novità | Novità

Gruppo

Cimbali

> 100 anni di Pasione per il Caffè

LaCimbali, Faema, Casadio e hemerson sono la realtà operativa di Gruppo Cimbali, storica azienda del mondo delle macchine da caffè professionali, che si appresta a festeggiare i suoi primi cento anni.

Cento anni che hanno visto l’azienda cambiare, crescere, evolversi, contribuire fortemente allo sviluppo dell’industria italiana del Novecento e alla diffusione del prodotto made in Italy, esportando in tutto il mondo non solo macchine per il caffè ma la passione e la cultura per l’espresso, diventato un vero e proprio concetto e non solo una bevanda enormemente apprezzata. Negli ultimi anni, Gruppo Cimbali ha affrontato con grinta la crisi economica globale continuando a guardare avanti con rinnovato entusiasmo e proponendo al mercato nuovi modelli e soluzioni tecnologiche all’avanguardia. Questo ha significato soprattutto investimenti e ricerca, poiché l’innovazione contraddistingue da sempre il gruppo di Binasco.

Per festeggiare il centenario, il Gruppo è al lavoro da diversi mesi e sono stai creati per l’occasione: un logo totalmente ispirato e dedicato al traguardo raggiunto. una macchina, m100, nuova ammiraglia, che rappresenta la sintesi ultima tra tecnologia e design, tra memoria e futuro. un volume monografico che racconta la storia e l’espansione dell’azienda con le parole ma anche con le immagini. Il mumac, ovvero il museo della macchina per il caffè. Pensato e voluto non solo per celebrare l’azienda e i suoi prodotti ma anche e soprattutto per offrire alla comunità un progetto culturale di forte valore. Il museo, che occupa un’area di circa 1500 mq, è stato ricavato da una precedente struttura nell’ambito del sito produttivo di Binasco. Questo progetto raccoglie la storia delle macchine per il caffè dal 1900 al 2012: un secolo raccontato in un percorso diviso in sei aree tematiche che ospita una collezione privata, la più ricca e qualitativamente meglio conservata oggi al mondo: 200 macchine per il caffè, bar originali delle varie epoche, 15mila documenti d’archivio resi disponibili al pubblico.

“Ci avviciniamo a questa ricorrenza consapevoli che Gruppo Cimbali ha attraversato un secolo di storia industriale e di cultura nel fare l'espresso” , ha dichiarato maurizio cimbali, Presidente del Gruppo, aggiungendo: “Un'eredità importante che ci inorgoglisce soprattutto nella consapevolezza che, di generazione in generazione, siamo riusciti a salvaguardare il nucleo di quei valori che sin dall'inizio hanno ispirato le azioni del fondatore, mio nonno Giuseppe. Un traguardo epocale che ci trova ricchi di entusiasmo e voglia di proseguire nell’attuale cammino. Credo che il modo migliore per festeggiare sia l’inaugurazione del Mumac, museo della macchina per il caffè, prestigioso progetto, percorso culturale di grande valenza storica”.

Coca-Cola ha voluto celebrare la conclusione dei Giochi

Olimpici di Londra 2012 con l’installazione del più grande distributore automatico del mondo. Sulla superficie di una facciata di un palazzo di Brick Lane, nella zona orientale della capitale inglese, la nota multinazionale americana ha infatti messo a punto l’ennesima originale iniziativa pubblicitaria, ricreando una gigantesca happiness vending machine, con tanto di pulsante oversize e vano per prelevare il prodotto, distribuito gratuitamente per la gioia degli increduli passanti.

http://folliacreativa.com/2012/09/01/guerrilla-ambient-coca-cola-the-biggestvending-machine/

Dopo diciotto mesi di test in Svizzera, la macchina BabyNes Nespresso sbarca in Francia. Leader mondiale nella nutrizione infantile Nestlé, che ha inventato il latte in polvere più di un secolo fa, con BabyNes Nespresso propone la prima macchina a capsule per la preparazione di latte in polvere adatto ai bambini da 0 a 3 anni.

Sei le diverse tipologie di capsula, adattate all'età e alle esigenze nutrizionali del bambino in fase di crescita. Selezionata la temperatura desiderata e inserita la capsula sigillata, sarà sufficiente premere un pulsante e la macchina erogherà un biberon di latte pronto da bere.

2012, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 17 agosto scorso, che prevede l'utilizzo di Pet riciclato anche per le bevande analcoliche, nella misura del 50% dell'imballo.

Si tratta di fatto di un’estensione del precedente Decreto Ministeriale 113 del 18 maggio 2010, che autorizzava i produttori di acqua minerale naturale ad utilizzare bottiglie costituite per il 50% di  PET rigenerato e per l'altro 50% di PET vergine anche per l'imbottigliamento degli analcolici. Confermate anche per le bevande analcoliche gli obblighi di legge relativi alle comunicazioni alle Autorità Sanitarie competenti.

Per la prima volta nella storia del mercato mondiale del caffè, il Vietnam è il più grande esportatore a mondo di caffè verde. Secondo le ultime statistiche pubblicate dall’ICO (International Coffee Organization), nel primo semestre 2012 il Vietnam, primo produttore asiatico, ha esportato 14,3 milioni di sacchi da 60 kg sorpassando così il Brasile, leader storico nella produzione e nell’esportazione del caffè (12,6 milioni di sacchi nella prima metà dell’anno). Vietnam e Brasile assorbono complessivamente oltre il 47% del totale caffè verde esportato nel mondo.

Starbucks Coffee Company e Selecta, la maggiore società di servizi di distribuzione automatica d'Europa, hanno reso nota una partnership partito in Svizzera a settembre con il progetto pilota Starbucks Office Coffee.

Entrato in vigore il 1° settembre il D.L. n° 139 del 9 luglio

La formula Starbucks Office Coffee sarà disponibile in tre diversi formati (macchina OCS, table top, corner ristoreo) per

C AFF è > V IETNAM S u PE RA IL B RA SILE
S TARB u CKS & S EL ECTA > IN SIEME PE R S TA RB u CK S O FF ICE C OF FEE

soddisfare le specifiche esigenze aziendali in termini di spazi. Selecta offrirà ai propri clienti una selezione di prodotti Starbucks tra cui Café Crème, Espresso, Doppio Espresso, Cappuccino, Caffè Latte, Chai Tea Latte, Vanilla Latte, Espresso Macchiato, Latte Macchiato e hot Chocolate, nonché una serie di té Tazo: Earl Grey, English Breakfast, Refresh, China Green Tips e Calm. D ECRETO S AN

Annunciato dal Ministero della Salute nei giorni scorsi il nuovo “Decreto Sanità”, che prevede l’introduzione per tre anni di un “contributo straordinario a carico dei produttori di bevande analcoliche con zuccheri aggiunti e con edulcoranti, in ragione di 7,16 euro per ogni 100 litri immessi sul mercato, nonché a carico di produttori di super alcolici in ragione di 50 euro per ogni 100 litri immessi sul mercato”. Il provvedimento ha riscosso molte critiche nell’ambito dei partiti, delle associazioni dei consumatori e soprattutto da parte di categorie imprenditoriali più direttamente interessate, persuase che il decreto miri più a “fare cassa” che a salvaguardare realmente la salute del consumatore. CONFIDA rinnova il proprio raccordo con Federalimentare, a aderisce in qualità di socio aggregato, per ogni iniziativa o azione finalizzata alla modifica del provvedimento nel corso del prossimo iter parlamentare.

Appuntamento in Fiera

la Fiera Internazionale della DA Francese Vending Paris > Al Via il 24 Ottobre

u ltima chiamata per Vending Paris, che dà appuntament o a tutti gli operatori del vending internazionale dal 24 al 26 Ottobre 2012 presso il padiglione 5.2 della Fiera di Parigi Porte de Versailles.

Organizzata in partnership con NAVSA, l’associazione di categoria d’Oltralpe, la manifestazione, a scadenza biennale, è divenuta nel corso delle edizioni un appuntamento irrinunciabile per tutti coloro che fanno parte della filiera del vending professionale, vetrina d’eccezione per le più recenti tecnologie del settore e di prodotti che mirano alla totale soddisfazione del consumatore.

In programma nei tre giorni della manifestazione international business day, giornata interamente dedicata all’approfondimento dei temi di maggiore rilevanza per il settore, che prevede conferenze tenute da relatori internazionali e Vending Canteen, lo spazio dedicato allo scambio di idee che quest’anno si concentrerà sulle possibili applicazioni del vending nella vita quotidiana.

“Sempre di più i consumatori chiedono prodotti e servizi semplici da usare e facilmente reperibil”, ha affermato corinne menegaux - Director of Catering and hotel Division di Reed Expositions France e Director of Vending Paris, concludendo: “il settore del vending è la vera risposta a questo trend globale, sia per quanto riguarda i prodotti food & berverage che per gli articoli non food. Vending Paris offre agli attori della distribuzione automatica l’occasione unica di conoscere, valutare ed individuare opportunità di sviluppo di questo mercato”.

Jean-marc Nigond - CEO di NAVSA, sponsor ufficiale di Vending Paris 2012, ha infine dichiarato: “Esposizioni, innovazioni, conferenze, Vending Canteen, International Business Day: Vending Paris 2012 ha tutti gli ingredienti giusti per confermarsi leader tra le fiere del vending professionale. NAVSA è onorata e (deliziata) di promuovere fin dal 1998 questo evento che offre grande spazio alle nuove soluzioni per il trend del mercato away from home e per tutte le sfide future che si presenteranno al settore. Grazie allo scambio tra espositori e visitatori durante i giorni della manifestazione inoltre, Vending Paris contribuisce allo sviluppo delle aziende del vending, che devono puntare sull’eccellenza del servizio per stare al passo con le ultime tendenze del mercato”.

ELENCO INSERZIONISTI

biltI alba tramezzini II
perfetti van melle 6
caffè garibaldi 51
antonio fiore68
grillo pods63
bianchi vending group 66
esperia distribuzione 65
caffè trombetta 45

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