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Per molti anni nel nostro settore si è vivacemente dibattuto se la definizione: “quelli delle macchinette” fosse riduttivo nei confronti di un settore che ha investito moltissimo sull’innovazione tecnologica del suo hardware.
La campagna di comunicazione promossa da Confida: “Macchinetta amore mio” ha scommesso sul contrario, identificando questo termine come un’espressione quasi affettuosa da parte dei consumatori finali.
Qualunque sia la verità, sono però sicuro che c’è un luogo nel cuore dell’Emilia, ferito in profondità dalla violenza di un lungo sciame sismico, dove “quelli delle macchinette” non viene più usato in senso riduttivo, ma è diventato un sinonimo di gioia, amicizia e solidarietà.
oggi infatti, in ben 22 campi di accoglienza, sono stati installati punti di ristoro gratuiti a mezzo distributori automatici che offrono un reale sostegno alla popolazione locale. Ma non solo, sono nate spontaneamente molte iniziative da parte di gruppi di volontari che offrono il loro tempo libero (spesso utilizzando le proprie ferie), pur di dimostrare concretamente un sentimento di vicinanza alle molte persone colpite dal sisma.
Questo settore da qualche tempo sembrava aver smarrito i suoi principali valori. Le infinite questioni riguardanti la concorrenza sleale, il prezzo, il mercato parallelo, i cloni, gli appalti e gli affiancamenti, avevano pian piano eroso quel capitale di etica del lavoro, umanità e coraggio che lo avevano sempre contraddistinto.
Eppure nel momento del bisogno, quando il popolo emiliano aveva davvero necessità di trovare un aiuto, “quelli delle macchinette” hanno immediatamente risposto e dato fin da subito un aiuto concreto, tanto che oggi, in alcuni campi di accoglienza, vengono affettuosamente chiamati gli “angeli del caffè”.
Sono queste le cose che ci fanno sentire davvero orgogliosi di fare parte del mondo del vending.
Per presentare ai nostri lettori alcune delle principali iniziative a favore delle persone colpite dal sisma, all’interno di questo numero della rivista, abbiamo realizzato la rubrica Emergenza Terremoto Emilia, in cui sono indicate anche le coordinate bancarie utilizzabili per donare un contributo a questa importante e nobile causa.
























Numero 69 SETTEMBRE 2012
>reNZo Gabriel boNiZZi diRETToRE RESPonSaBiLE/ EdiToR in C hiEf
>alessaNdro foNtaNa diRETT o RE E diToRiaLE / EdiToRiaL diRECToR
> laura G uas Parri aRT diRECToR
> aNdrea lottero GRaPhiC dESiGn
> da N iela biscotti CoMMERCiaLE/CoMMERCiaL
> N oemi mar G aroli REdazionE/EdiToRiaL STaff laserGrafica PolVer SRL > ST a MPa/PRin T ERS
d.a.italia
>iL PERiodi C o dELL a diSTRiBuzionE auToMaTiCa PuBBLiCazion E
i SCR i TTa a L T RiBunaLE di Mi L ano, nuMER o di REG i STRazionE 177 del 22 mar Z o 2004
> iSCRizionE aL R.o.C.: 11412
>PERiodiCiTà me N sile
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Editoriale
Gli angeli del caffè 3
Personaggi del Vending
Vincenzo scrigna > una Vita da Gestore 8
Il Mercato del Vending - Produttori
Vogliazzi beretta > intervista con Massimiliano Lutti 20
Il Mercato del Vending - Torrefattori caffè trombetta > intervista con Sauro Cianfanelli 28
Mondo Associazione assemblea Confida 2012
Vending Sostenibile > Sanden Vendo, San Benedetto 34
Eventi
44
46
Koelnmesse italia ...Va in Buca!
Progetti Solidali emergenza terremoto emilia
> Macchinetta at voi bèn
> Le iniziative di Confida
53
59 Fisco News
aggiornamenti in Tema di Studi di Settori fiscali: Regime Premiale, nuovi indici, le anomalie e le Situazioni a Rischio
Novità
> coges > Pagamenti Via Cellulare: il Progetto Coges con Telecom italia > consorzio distributori alimentari > Crisi: in Calo i Consumi di Bevande > buonristoro e ant > daS, distributore automatico di Solidarietà > curiosità > Quest’Estate, le infradito arrivano nel distributore automatico > Pepsico > Mountain dew Energy, debutto nel Mercato Energy drink
Appuntamento In Fiera
67
> Hostelco > Prima Edizione di hospitality industry World Congress alla fiera Spagnola del Vending
> tristespresso > al Via il 25 ottobre la Più importante fiera dell’Espresso












Sinonimo di qualità, il marchio italiano Coges è riconosciuto a livello internazionale come espressione di un’azienda leader nel Vending. In qualsiasi Paese europeo è presente una filiale o un rivenditore Coges dove potrete trovare i nostri sistemi di pagamento cashless, le gettoniere rendiresto, i lettori di banconote o gli innovativi sistemi per la telemetria, ricevendo supporto e assistenza. Coges non conosce confini: ha la soluzione ideale per ogni distributore automatico, ovunque si trovi.




Personaggi del Vending


P e r s o n aggi de l V e

Vincenzo scrigna, storico gestore lombardo, festeggia in questi giorni il quarantesimo anno di attività nel settore del vending. Rileggendo le tante tappe della sua lunga carriera, è possibile rileggere uno spaccato della storia di questo settore che Vincenzo ha vissuto da protagonista: la nascita del mercato

nding
oCS, l’informatizzazione delle gestioni e l’apertura di Confida, di cui è stato Presidente, al mondo esterno.
La nostra redazione lo ha incontrato e intervistato presso la sede di eos, società di gestione che ha fondato circa 10 anni fa.



Nel 2012 festeggi i 40 anni di attività nel settore del vending. c ome hai iniziato? h o iniziato nel 1972, subito dopo di aver finito la scuola e ottenuto il diploma di riparatore radio-TV. u n vicino di casa, che era stato anche un mio insegnante, mi disse che qualcuno installava delle macchine automatiche per fare il caffè e cercava un tecnico.
Sono finito a Milano e ho imparato a riparare i primi distributori. a vevo appena 19 anni ed ero ancora senza patente, quindi giravo
per la città con un motorino Ciao. Sono stato forse uno dei primi tecnici a fare questo lavoro.
l e macchine erano decisamente diverse da oggi. c ’era bisogno di una buona preparazione sia in elettronica che in meccanica? Erano macchine senz’altro diverse. Per poterle riparare ho dovuto frequentare un corso molto rigoroso alla Selme dell’ i ng. Lorenzini a Brescia. Mi ricordo le lezioni sulla simulazione dei guasti, con tutti i cavi staccati sulle macchine. è stata una formazione tecnico-elettronica di alto livello che mi è decisamente servita per capire meglio questo settore.




s volgevi il tuo lavoro in l ombardia? h o lavorato in questa realtà aziendale per tre anni e mai vicino a casa. Sono stato man dato per sette mesi in Sardegna in uno stabilimento che Mon tedison stava costruendo nel nuorese. a vevo una piccola auto con a bordo: zucchero, bicchieri, palette, tubo dell’acqua e la borsa dei ferri e installavo i distributori che venivano spediti nel sito con un corriere. Poi sono andato a n apoli per 4-5 mesi, poi a Torino e infine a Verona, alla Mondadori. a 21 anni mi sono sposato e ho trovato un altro lavoro, vicino a casa.



a vevi già in mente di diventare imprenditore? n on è stata una decisione maturata in quegli anni. u no dei miei “problemi” è stato che come tecnico ero sempre pagato bene e quindi non mi sono posto il problema di cosa fare da grande. Lavoravo a cinque minuti da casa, ero giovane e felicemente sposato, non era ancora il momento di fare il salto e mettermi in proprio, anche se a volte mi capita di pensare a dove sarei arrivato se fossi partito in quegli anni.
Hai vissuto in prima persona l’esperienza di ottoG. È stata importante per la tua formazione? d opo sette anni ho infine deciso di cambiare azienda e sono entrato in o TT o G, un’azienda di alto livello nata a Milano e che molti ricordano ancora perché era formata da alcuni operatori ( f ranco Pavero, Gianachille f rigoli, Carlo Schellini e Renzo Bigarella) che hanno fatto la storia del vending in i talia.
Sono stato molto fortunato a fare questa esperienza e ho imparato davvero tanto da questi grandi gestori, soprattutto da f rigoli e Schellini che erano gli “operativi” del gruppo.
f orse il primo esempio di ocs organizzato e virtuoso. i l mercato o CS era davvero agli inizi e si lavorava con le u noPer, ma già c’era una grande organizzazione e una struttura informatizzata,




grazie al software di controllo della d igisoft. Realizzavamo grandi numeri e que -
sta esperienza lavorativa mi ha dato molte soddisfazioni.
ti sei sempre distinto in questo settore per la naturale predisposizione all’informatizzazione, caratteristica che ti ha seguito fino ad oggi. e ri stato tu a proporre l’introduzione dei computer in azienda? Sono sempre stato un grande appassionato d’informatica e ho subito intravisto le grandi potenzialità dei computer per migliorare il controllo di gestione in azienda.
Mi ricordo che sono riuscito a convincere le varie anime dell’azienda sulla necessità di investire in informatica grazie ad una piccola anagrafica che avevo realizzato con un Commodore 64.
s ei stato uno dei primi gestori ad utilizzare Vega, il software di d igisoft. Quando hai incontrato quest’azienda? Schellini conosceva z ucchetti e, durante un incontro, siamo finiti a parlare di distributori e di software. u n programma specifico era già stato sviluppato da un concessionario o livetti di Bergamo e anche noi decidemmo di acquistarlo.
è stato allora che ho incontrato e conosciuto Roberto Pellegrini, uno dei soci fondatori di d igisoft.
Siamo effettivamente state una delle prime aziende a partire, prima di noi c’è stato solo Cesare Cerea con Bergamo d istributori.
e ra necessaria una forte informatizzazione già a quei tempi? a ssolutamente sì, perché gestivamo già centinaia di clienti, che in breve tempo sono diventati migliaia. C’è stato uno sviluppo enorme in quei primi anni, le aziende ci chiamavano ogni giorno per avere la macchina a cialde, quindi c’era bisogno di un’organizzazione e di impostare con metodo la gestione. Come dicevo, ho avuto la fortuna di lavorare con due maestri e che ogni giorno mi stimolavano a migliorare. Molto spesso la fortuna di un dipendente è il suo titolare. Se ti obbliga a crescere professionalmente e personalmente, riesci a realizzarti in questo lavoro. a tutt’oggi a queste due persone do ancora del “lei”, perché ho un grandissimo rispetto per loro.
c ’è ancora spazio per il rispetto nel complesso mercato di oggi? Purtroppo non c’è molto rispetto nel vending ma, in
generale, non c’è più nella cultura delle persone. è sempre più difficile dialogare, spiegarsi, ma soprattutto nell’accettare che qualcuno possa essere più bravo di te.
c he ruolo svolgevi in ottoG? h o cominciato come tecnico e poi ho proseguito come coordinatore. è logico che se hai davvero voglia di emergere, la strada era quella di passare da tecnico a commerciale, per poi diventare referente della proprietà.
h o avuto la fortuna di avere dei titolari che hanno subito creduto in me. Mi hanno preso per mano, spesso mi hanno anche bacchettato, ma mi hanno dato la possibilità di arrivare dove sono arrivato. n on è stato facile perché venivo da un’esperienza di lavoro molto dura in Tada, un'altra azienda nella quale ho imparato tante cose.
c ome mai un’azienda di successo come ottoG è stata chiusa?
L’esperienza di o TT o G si è conclusa perché, quando Lavazza ha comprato u noPer, tutte le partecipazioni del gruppo dovevano essere chiuse. Quindi la o TT o G, dopo anni molto positivi, è stata smembrata e i soci si sono divisi le locazioni.
l’esperienza successiva ha perfino superato i risultati di ottoG? d irei proprio di sì, pochi mesi dopo è nata Coffee Line. Eravamo cinque soci e abbiamo realizzato qualcosa di veramente importante. Coffee Line è stata fondata nel 1991 partendo da
zero, con un capannone di 200 metri, un asse di legno e due cavalletti. a bbiamo pagato affitto (cauzione del capannone), acqua e telefono. La quarta spesa che abbiamo fatto è stato acquistare il software Vega. Pochi anni dopo gestivamo un parco macchine di 17.000 unità attraverso 5 sedi operative.
È vero che l avazza vi ha aiutato molto per rendere c offee l ine un’azienda di successo? Lavazza ci ha senz’altro aiutato, ma non ti regala mai niente nessuno. Posso dire che da Lavazza abbiamo avuto e che a Lavazza abbiamo dato, come è giusto che sia. Eravamo l’unica azienda su Milano ad investire davvero sul prodotto, anche se devo riconoscere che Michele Motterlini è stato molto bravo a gestire il mercato. Motterlini è un’altra delle persone a cui devo molto, perché da lui ho imparato bilanci, controllo e marketing, senza poi dimenticare d ino Macchi, l’uomo che mi ha svelato tutti i segreti della cialda.
n el 1998 Coffe Line e Coffee Break, la prima due milioni di cialde mese l’altra due milioni di erogazioni vending tradizionale, per una scelta strategica si fondono in un'unica azienda. n asce la più importante azienda del milanese con sei filiali on line in i talia (Roma, Crema, Piacenza, a lessandria, Lecco, Pavia).
… e poi è arrivata eos… Eos nasce dalla scissione della Coffee Break. Quando è stato il momento di scindere la società ho avuto la fortuna di dialogare con persone che hanno capito che



la mia era una scelta di vita. h o comunque mantenuto un buon rapporto con loro e anche per rispetto non ho mai toccato un loro o ex mio cliente.
i n che anno è stata fondata e os? Quali erano i numeri quando sei partito? Eos è nata nel 2001. Le filiali di i zano e Piacenza sono restate a me. a quel tempo facevamo 400.000 erogazioni al mese nell’ o CS. a desso ne facciamo un milione, di cui 600.000 nel vending tradizionale (senza mai acquisire altre aziende).
e os è stata un’altra esperienza di successo. Qual è il segreto per fare bene gli imprenditori? La fortuna di un’azienda è sempre determinata dai suoi uomini, perché le aziende sono in primo luogo fatte di persone. i n Eos siamo arrivati ad avere 40 dipendenti e ognuno di loro ha contribuito nel tempo al successo dell’impresa. a desso, con la situazione così pesante, dovremmo rinunciare a due o tre collaboratori, ma stiamo facendo grandi sforzi per non incidere sul nostro capitale umano. a bbiamo investito sempre negli uomini e abbiamo la fortuna che la maggior parte collabora dopo tanti anni ancora con noi.
Vi riunite spesso in azienda? Molto spesso. o gni lunedì facciamo un briefing operativo e ogni 15 giorni ci riuniamo per fare l’analisi dei dati per ogni mansione. è un lavoro immane, ma questa è un’azienda di servizi e ricordiamoci che il nostro cliente è gestito direttamente dal nostro dipendente.
s econdo te il cliente percepisce cosa c’è dietro una gestione organizzata? n on è così facile. Qualche tempo fa abbiamo realizzato una brochure con la foto di tutti i nostri collaboratori. a lcuni clienti ci hanno chiamato molto stupiti per il fatto che fossimo così tanti. Perché quando hai fidelizzato un cliente attraverso un unico aRd che per anni lo ha servito, è naturale che identifichino solo uno dei nostri collaboratori. Se l’azienda viene identificata attraverso l’operatore, è quindi logico che tu debba lavorare in primo luogo su quella persona. Se non la valorizzi, se non impari a fargli complimenti o a rimproverarla, è difficile avere successo in questo settore. a bbiamo sempre cercato di inserire progressivamente un nuovo aRd, spesso 6-7 mesi prima che ci serva. n essuno è nato maestro. u n operatore non può imparare questo lavoro in una settimana. Ci vuole tempo: i clienti, i giri, i prezzi, i prodotti che si sono moltiplicati. i nsomma, è un lavoro complesso.
Hai la fortuna di avere un figlio che lavora in azienda. l uca ha sempre respirato il vending? Luca ha sempre fatto parte di questo mondo. Pur essendo entrato in azienda dopo la laurea, ha sempre partecipato alla vita dell’impresa. Ricordo che ai tempi di Coffee Line aveva solo 15 anni. i o, lui e mia moglie la domenica andavamo a Milano a confezionare i kit.
Hai ricoperto ruoli molto prestigiosi in coNfida. s ei stato Presidente di Gruppo e poi Presidente dell’ a ssociazione.
c ome ha potuto un gestore molto concreto come te, radicato sul territorio e indipendente, fare anche una carriera “politica”? è stata senza dubbio l’esperienza maturata in Coffee Line a darmi gli strumenti e l’abitudine a trattare tematiche di natura più politica. Grazie a Motterlini e Macchi di Lavazza, sono stato “costretto” ad entrare spesso in contatto con persone che sono diventate importanti imprenditori del vending. Sempre in quegli anni ho avuto la possibilità di incontrare anche molti operatori che venivano dall’estero e allargare un po’ i miei orizzonti. i n definitiva però ho fatto la carriera associativa perché in qualche modo mi ci sono trovato in mezzo. Sono diventato Presidente dei gestori in modo per me inatteso, nel corso di un’ a ssemblea elettiva a Stresa per poi diventare Presidente di Confida dopo tre anni.
La mia fortuna è stata quella di incontrare Piero Lazzari, un vero professionista a livello as -


sociativo. è un’altra persona che mi ha formato. a bbiamo percorso migliaia di chilometri, fatto levatacce e lunghe attese insieme negli aeroporti, quando in quel momento si doveva rilanciare l’ a ssociazione sul territorio nazionale.
i n quel periodo ho avuto la fortuna di conoscere tantissimi associati, con molti dei quali è nata una grande amicizia.
s ei stato il primo Presidente a far uscire il vending dal cono d’ombra in cui si era volontariamente esiliato e far entrare l’ a ssociazione in c onfcommercio. n on è stato facile convincere le altre anime dell’associazione ad entrare in Confcommercio, perché fondamentalmente siamo tutti industriali. Però a ugusto Garulli, che all’epoca era Presidente di Confida, ha capito le motivazioni della direzione che noi gestori volevamo intraprendere. Ci siamo rivolti a Confcommercio perché avevamo necessità concrete di snellire la burocrazia. è stata una scelta che ha dato grandi risultati.
Hai concluso un mandato alla presidenza di successo, dopo il quale non avevi intenzione di ricandidarti. c osa ti ha fatto cambiare idea? a vevo maturato la decisione di non ricandidarmi, ma non avrei mai pensato di avere riconoscimenti così forti per il ruolo svolto e di ricevere così tante telefonate che mi invitavano a proseguire. i l pressing dei colleghi mi ha messo in difficoltà e alla fine ho accettato la candidatura.
c he impressioni hai dell’attuale presidenza Pinetti? s iete due persone molto diverse, questo ha caratterizzato i vostri rispettivi mandati? La visione di Lucio Pinetti sui progetti da sviluppare in a ssociazione è molto diversa dalla mia. i o sono legato a tematiche più “pratiche”: sono uno che parla ancora di distributori, sistemi, prodotti, o semplicemente di parcheggio, che sono problemi concreti per il gestore. n on sono così interessato ad una presidenza politica o iniziative come Vending Cruise. i o sono stato ad esempio più propenso ad organizzare convention tecnico-formative, in cui si parlava per esempio di telemetria, innovazione o carta dei servizi, quelle hanno compattato tutta la filiera del vending. Ecco perché probabilmente i nostri mandati sono imparagonabili.
i l settore sta vivendo una crisi davvero profonda. d all’alto dei tuoi 40 anni di esperienza, c’è una ricetta per affrontarla? Purtroppo siamo in un vicolo cieco. Tutte le componenti della filiera dovrebbero darsi reciprocamente una mano per uscire dalla crisi. d obbiamo diventare maggiorenni e smetterla con le guerre di prezzo o ristorni sempre più alti, che portano unicamente verso l’impoverimento del settore. d obbiamo ricordarci che il cliente vuole soprattutto il servizio ed è disposto ha pagarlo molto di più di quanto in questo momento lo stiamo offrendo. Lo dimostra che acquisiamo clienti per il servizio, ma ne perdiamo altri per il prezzo più basso. Questo è un problema concreto che dovremmo affronta -


Le nuove confezioni di Duexte e Sgranatelle presentano molti vantaggi in più:
3 un maggiore impatto visivo e un’accresciuta quantità di prodotto all’interno del pack

3 un prezzo contenuto e concorrenziale per la categoria snack
3 l’ottimizzazione dello spazio occupato all’interno del D.A. e l’aumentata marginalità per il distributore
3 due marchi, Grana Padano e Bottoli, conosciuti dal 90% delle famiglie italiane.

re seriamente e con urgenza, anche a livello associativo.
È possibile dialogare sul tema del prezzo con i concorrenti? n on con tutti nel territorio in cui operiamo. Con i grandi gruppi c’è sempre stato un grande rispetto. h o sempre seguito il principio di “non fare agli altri quello non vorresti venisse fatto a te”. non abbiamo mai fatto guerra dei prezzi, abbiamo sempre operato con la politica del servizio e questo lo dimostra il fatto che siamo cresciuti e il mercato ce l’ha riconosciuto. d ispiace però quando concorrente che ti porta via il cliente solo per il prezzo e pensa di aver fatto l’affare. i l mio vecchio titolare diceva che a volte è più facile prendere il cliente del tuo concorrente che seguire il tuo. Coccoliamoci i clienti storici che sono quelli che ci hanno portato fin qui. Spesso invece diamo al cliente nuovo le macchine nuove e al vecchio le macchine vecchie.
d opo 40 anni come vedi il tuo futuro? u n operativo, ma sempre meno in prima fila, perché credo che il futuro sia dei giovani. Mio figlio è bravo, sta progressivamente cambiando l’organizzazione. Grazie a lui, E o S sta diventando più veloce e flessibile e si sta adattando molto rapidamente ai nuovi trend di mercato. Grazie a questo supporto io posso fare sempre più l’operativo. i l mio futuro è quello, non riesco a uscirne, è la mia passione. Ce l’ho nel dna ,
ma è anche quello che mi mantiene giovane. Perché questo è un lavoro che ti tiene sveglio tutti i giorni.












Non hai una moglie che ti dice: “basta con il ven ding”? Sì, lei ogni tanto chiede di staccare, il sabato specialmente. Però per me è sempre stato un giorno lavo rativo ed è una rinuncia che non riesco a fare. Questo è lo stampo del gestore. La sera non vado via finché non è tutto a posto. Perché deve essere tutto pronto la sera. La mattina i ragazzi devono uscire…-







Pn&Co realizza contenitori per la raccolta multimateriale ergonomici, pratici e curati nel loro design.
Una vasta gamma di prodotti risponde a ogni tipo di esigenza, sia in ufficio sia nei luoghi ad alta frequentazione. Per organizzare i rifiuti e tenere l’area vending sempre in ordine e con... Style.










creM a t o d e l

La bontà è moltiplicata per tre. zero24 Beretta, Viva la Mamma Beretta e arturo Vogliazzi, si uniscono per offrire una gamma completa di soluzioni per il consumo fuori casa.Tre grandi marchi per una linea dedicata al vending che comprende: tramezzini, panini, piadine, focacce, snack e primi piatti. Prodotti di alta qualità
pronti a conquistare un mercato in costante crescita. La redazione di d.a italia, per conoscere meglio prodotti e obiettivi futuri di questi brand molto apprezzati e conosciuti dal consumatore, ha incontrato e intervistato presso uno degli stabilimenti del gruppo, massimiliano lutti, direttore divisione awayfrom home.





Quali sono state le tue esperienze professionali prima di entrare in questo settore e da quando ti occupi specificatamente di vending? ho una formazione di tipo informatico e lavoro nell’ambito food dal 1998, quando sono entrato nel gruppo bolognese nonno Rossi che al tempo si occupava di catering aereo e ristorazione commerciale. nel 2001, dopo la crisi derivan-
te dell’11 settembre, il gruppo aveva bisogno di nuove idee e di approcciare nuovi business. abbiamo quindi iniziato con i pasti surgelati per le linee aeree, estendendo l’attività, fino a quel momento regionale, a tutta l’Europa. in quel periodo sono entrato in contatto con il vending, attraverso la nascita della linea Saporitaliani, la mia prima esperienza nell’ambito dei piatti freschi in atmosfera modificata.
cosa ha spinto l’azienda ad entrare nel mer-
cato del vending? il Gruppo aveva acquisito una quota paritaria di Eurosandwich, società produttrice di panini con sede a Modena, insieme al Gruppo Buonristoro. Quella è stata il mio primo approccio al vending. in realtà è stata un’esperienza abbastanza limitata, perché io ero a.d. di Eurosandwich e non curavo la parte commerciale legata al vending; Saporitaliani invece era un’attività che ho seguito completamente, nata per l’ho.Re.Ca., ma con la prospettiva di arrivare nel canale vending a medio termine.





Quando sei entrato a lavorare in fres.co.? dopo l’esperienza in nonno Rossi sono passato a negroni (Gruppo Veronesi) a fare quello che è il mio lavoro attuale: strutturare l’offerta per il canale away from home in aziende a principale vocazione Retail. nel 2009 mi è stato offerto di entrare in fres.co con un progetto importante sul canale e ho raccolto con entusiasmo la nuova sfida.
che ruolo ricopri oggi in azienda? Sono direttore della divisione away from home e, in accordo con la direzione Commerciale e la direzione Generale, strutturo l’offerta e gestisco le reti vendite per i canali ho.re.ca., Catering, Vending e B2B.
il Gruppo beretta-Vogliazzi come si è costituito? dopo l’acquisizione di Vogliazzi e Circus, fres. co aveva rafforzato la sua leadership nel mondo della gastronomia, un mercato in espansione e molto interessante in prospettiva futura.
La cessione è stata formalizzata nell’aprile 2011: fres.Co. è stata acquisita da Piatti freschi italia S.p.a., la cui proprietà è una joint-venture tra il Gruppo italiano fratelli Beretta e il Gruppo francese fleury Michon. due colossi da 600 milioni di euro ciascuno, con grande storia (La fratelli Beretta ha festeggiato quest’anno 200 anni di attività),

grandi marchi e una grande tradizione di qualità e innovazione.
fres.co e Piatti freschi italia insieme, giocano il ruolo di leader d’opinione per il mercato della gastronomia su tutti i canali attraverso l’innovazione, recependo in anticipo i bisogni dei consumatori e trasformandoli rapidamente in nuove prodotti.
il vending che quota del vostro business rappresenta? il fatturato sta diventando interessante, ma il vending ha un ruolo importantissimo nel nostro business prima di tutto perché rappresenta un ottimo veicolo per la distribuzione dei nostri marchi e per portare la qualità dei nostri prodotti dove il consumatore ha l’esigenza di trovarli.
Quali sono i prodotti attualmente venduti nel canale? oltre ai Tramezzini, i Panini, le focacce, i Croissant a marchio Vogliazzi, abbiamo le referenze a marchio zero 24 Beretta (Snack, Mini Sandwich e Piadinette) e le referenze del brand “Viva la Mamma”, Piatti Pronti e Box che prima erano presente solo nella Gdo. Ci sono inoltre i prodotti della gamma Circus, azienda con sede in Veneto, brand molto forte a livello locale.
i vostri formati sono specifici per il vending
o ne avete uno compatibile con più canali? abbiamo sviluppato una gamma dedicata. il nostro successo arriva da quattro fattori fondamentalmente: l’expertise dell’azienda nel fare i prodotti, in particolare il tramezzino (nato nel ’93 con Podere Emilia, quando nessuno pensava di fare tramezzini in atmosfera modificata); una squadra di professionisti, con copertura del territorio nazionale, perché è importante avere l’interlocutore giusto per creare una partnership con il cliente; la capacità produttiva: non abbiamo paura di fare numeri perché abbiamo un’industria alle spalle; la logistica: abbiamo una struttura efficiente che ci permette di servire rapidamente tutta italia, più volte alla settimana.
Quanti sono i vostri stabilimenti e come gestite il magazzino? Per lo snack, prodotto nel quale abbiamo un know-how consolidato, abbiamo lo stabilimento principale di Traversetolo, che è un gioiello tecnologico e non ha pari a livello europeo, con un reparto produzione in classe 10.000 e sistema di filtraggi dell’aria a 4 stadi, linee altamente performanti ed un’attenzione alla qualità unica sul territorio italiano.
Complessivamente, abbiamo quattro stabilimenti, tutti in italia e una modernissima piattafor-
ma logistica centralizzata
consegnate anche quantità di prodotto limitate? Lavoriamo per soddisfare il cliente e molto spesso lo aiutiamo a crescere con consegne e condizioni a lui dedicate.
servite anche i negozi automatici? Sì, abbiamo costruito un’offerta dedicata. oggi serviamo direttamente oltre 200 negozi automatici.
lavorate con le rivendite? al momento lavoriamo con reciproca soddisfazione con due grandi società di rivendita del milanese ed una di Roma. Le rivendite avrebbero un ruolo importante per raggiungere tutti i piccoli gestori e i negozi automatici, però non sempre credono nel prodotto fresco e si strutturano per trattarlo. C’è timore di avere invenduti da gettare, lo capisco, ma con un partner che può aiutarti nello start-up e può consegnare ogni tre giorni, questo rischio è veramente limitato se vi è una corretta gestione del magazzino. Le tre esperienze in atto dimostrano che il mercato c’è
e cresce rapidamente; speriamo altri operatori si convincano ad intraprendere con noi questa sfida.
Nel vostro catalogo vending ci sono diversi tipi di tramezzini? nella linea vending esistono diverse sottocategorie di tramezzini a marchio arturo Vogliazzi: Tramezzini doppi, Tramezzini Veneziani, Tramezzini doppia farcitura, Tramezzini Rettangolari e Tramezzini con Philadelphia. in termini di volumi, il formato doppio da 140 g è ancora il prodotto fondamentale e ne esistono dieci varianti. Questa linea ha conosciuto un upgrade di qualità negli ultimi due anni con il passaggio dal pane tradizionale al pane da sandwich inglese. in termini di volumi è ancora il prodotto che guida le vendite del vending si usa ancora molto come “proposta pasto” e garantisce anche un’ottima marginalità al gestore.
Grandissimo successo ha il tramezzino rettangolare, nato appositamente per il vending e la spirale singola, grazie alla sua qualità, extrafarcitura (il 60% del prodotto) e il cartoncino salva-mani che lo
rende pratico. è uno snack che si consuma durante tutto l’arco della giornata e, visti i numeri, è sicuramente uno dei lanci di maggior successo degli ultimi due anni.
il futuro però è il Tramezzino Veneziano: freschissimo, straordinario in termini di gusto, con un contenuto di maionese quasi invisibile.
Qual è la shelf-life di questo innovativo prodotto? Per ora riusciamo a garantire 12 giorni alla consegna, però il prodotto è decisamente di un’altra categoria. è qualcosa verso cui speriamo che il mercato si evolva. è un prodotto che secondo me serve a viziare il consumatore: qualche gestore illuminato l’ha capito e ci sono particolari realtà in cui passano anche due volte al giorno a caricarli.
siete soddisfatti della macchinabilità dei prodotti? i prodotti destinati al Vending nascono tutti dopo le prove di macchinabilità; devo ringraziare i nostri gestori tester e i principali produttori per la loro consueta disponibilità in questo senso. agli albori era stato il vending a dotarsi di stru-



menti (cassetti dedicati) per trattare il Tramezzino doppio classico da 140g, ma ormai il mercato ha raggiunto volumi che in molti casi permettono pack dedicati.
il nuovo Viva la Mamma Box richiede qualche attenzione in più per la corretta erogazione, ma i test ci davano tranquillità ed ormai il prodotto è più che partito anche in questo canale.
Producete internamente le salse dei tramezzini? Per i tramezzini si parla principalmente di maionese (in declinazione salsa cocktail o tartara per alcune ricette) e da noi viene prodotta internamente, quindi è fresca. Si tratta di un elemento fondamentale del prodotto e vogliamo garantirne la massima costanza e qualità. è una ricetta studiata appositamente con un colore estremamente chiaro, il gusto preferito dal mercato e un bassissimo livello di colesterolo (d’altronde non si può fare maionese senza uova).
i vostri tramezzini sono molto conosciuti nel vending, come mai avete scelto di ampliare la gamma ed offrire anche i panini? L’obiettivo era ed è di essere un riferimento completo per il cliente ed i panini hanno una quota importante delle vendite del canale. alla storica e diffusissi-
ma gamma di panini da 80g, abbiamo aggiunto nel tempo una linea da 100 g (realizzata con un pane che potesse essere mangiato freddo, ma che non risultasse troppo dolce), la linea da 120g e la linea dei Mignon (2 bocconcini da 40g).
il panino nel vending però è un prodotto forse troppo legato al prezzo di vendita. secondo te perché? nel vending purtroppo il panino è davvero fortemente condizionato dal suo prezzo. non c’è nessun tipo di attenzione al valore del prodotto, anche quando è il gestore a riconoscerlo. il prodotto è stato spesso oggetto di speculazione per le gare, soprattutto nel nord-est e il risultato è un mercato depresso in cui si tende a proporre prodotti semplicissimi e poveri che non aiutano a riposizionare i prezzi al pubblico. il risultato è che tutti vendiamo panini (produttori e gestori) e nessuno ci guadagna. non c’è alcun motivo logico per cui un buon panino debba costare meno del tramezzino!
Nel comparto snack avete la fortuna di avere un marchio molto forte: Zero24 beretta. sta avendo buoni riscontri sul mercato? il marchio è veramente importante e riconosciuto, ma ancor più va detto che i salamini sono un’invenzione



di Beretta e i consumatori associano il concetto stesso del salamino al gusto di quelli Beretta (lo ricordo bene dalla mia esperienza in negroni); i kit da 60g sono un ottimo prodotto e hanno rotazioni veramente interessanti.
la grande novità per il vending vista a Venditalia 2012 è il box “Viva la mamma”. una vera sfida? Sì, veramente una sfida eccitante nel voler cambiare le pratiche di consumo dei pasti fuori casa in italia; all’inizio siamo stati tutti molto scettici di fronte al Box, perché la tradizione vieta di mangiare un piatto di pasta in una scatola di plastica. Piatti freschi è riuscita ad coniugare un ottimo sugo all’italiana e una pasta al dente e devo dire che io, prima di essere un promotore commerciale di questo prodotto, ne sono un consumatore fedele e lo è anche mio figlio maggiore, il mio opinion leader!
non è un prodotto di servizio o di salvataggio, il box è una cosa diversa. è un prodotto giovane, dinamico, con un packaging davvero molto bello. La campagna televisiva di inizio anno è stata importantissima per il reale lancio del prodotto che poi sta dimostrando di poter avere successo da solo. i video della campagna sono ancora “cliccatissimi” su YouTube.
Il box sta andando veramente bene, tanto che a settembre nasceranno altre cinque referenze, oltre alle sei esistenti. Questo prodotto è l’ideale per la pausa pranzo e il vending può essere un ottimo veicolo di distribuzione, forse il migliore.
Un grammatura di 300 g non è eccessiva?Il Box è nato per assecondare le abitudini alimentari moderne e si presenta quindi con le caratteristiche di un pasto completo che coniughi carboidrati, vegetali e proteine con la nostra migliore tradizione. La grammatura è quindi coerente con il suo scopo. Non è escluso che in futuro ne nascano varianti con scopi e grammature diverse.
Da quando sei in azienda i numeri nel vending sono cresciuti? In questi ultimi anni l’azienda ha investito veramente molte risorse al canale e i risultati sono arrivati; attualmente serviamo direttamente oltre 400 gestioni e più di 600 punti consegna. Dopo aver superato la quota di mercato del 50% nel 2011, quest’anno puntiamo a consolidarne il 55%. Il fatturato cresce secondo le stime e, dalla nostra va-
lutazione del mercato, stiamo guadagnando diversi punti rispetto alla semplice crescita della domanda. Ci manca qualche tassello e lo spirito è quello del miglioramento continuo, ma le cose vanno veramente bene. Più la DA italiana virerà verso l’outdoor come il resto d’Europa, più i nostri prodotti avranno fortuna. I trend di consumo ci favoriscono.
completeremo il progetto di rivisitazione della gamma panini che saranno confezionati in un film brandizzato adatto al forno, quindi tutte le linee saranno consumabili sia fredde che riscaldate. Sempre a settembre arriveranno le nuove ricette del Box.




Siete soddisfatti della vostra partecipazione a Venditalia 2012? Sì, siamo molto soddisfatti. Abbiamo fatto un investimento importante, crean do uno spazio espositivo molto bello dove abbiamo potuto presentare come volevamo sia la gamma, sia le novità. Questa edizione è stata per noi addirittura migliore del 2010 e abbiamo grande ritorno anche all’estero.




Quali sono i vostri progetti futuri a livello di prodotto? Stiamo lanciando una nuova referenza, il Tramezzino Ke bab e Peperoni (in formato doppio e rettangola re), un prodotto giovane e di tendenza. A settembre

































· Novità Mondiale!
· In soli 80cm di larghezza dal frigo al forno e lo snack è servito
· Distributore automatico di snack caldi confezionati
· Pochi secondi per gustare il Tuo snack caldo
· Ampia scelta di prodotti



Torrefattori
tacreM o d e l V





T o r refatt o r i
caffè trombetta è una storica torrefazione romana fondata nel 1890. opera nel vending dalla seconda metà degli anni ’90 ed è già presente su gran parte del territorio nazionale.
L’azienda punta a consolidarsi, ampliare la rete commerciale vending e sviluppare la sua gamma di prodotti (grani, capsule e cialde) per allargare il proprio mercato.
Caffè Trombetta ha sempre dimostrato una grande sensibilità

verso le tematiche culturali ed ambientali e una particolare attenzione posta al servizio del consumatore e del cliente, tradotte nella definizione di un codice etico
a parlarci dell’impegno nel vending di Caffè Trombetta è sauro cianfanelli, direttore commerciale dell’azienda, intervistato dalla nostra redazione.



da quanto tempo ti occupi di vending e qual è il tuo ruolo all’interno dell’azienda? Lavoro per Caffè Trombetta dal 1990 e sono direttore Commerciale dell’azienda. ho la responsabilità diretta di tutti i canali distributivi e per ogni mercato sono assistito da dei responsabili di canale. Quindi anche per il vending ho un collaboratore, Massimo Santoni, che segue i clienti direzionali ed una rete composta da piccoli-medi gestori. Caffè Trombetta è una realtà consolidata nel mercato della grande distribuzione e nei bar ma, in seguito ad una ristrutturazione e al rilancio dell’azienda avvenuto circa quindici anni fa, ha deciso di diversificare il proprio business entrando in mercati diversi con l’obiettivo di presidiare tutti i luoghi di consumo del caffè, cominciando a produrre caffè in grani e monoporzionato per il vending .
in quali regioni siete più presenti? Siamo presenti nel Centro-Sud italia. in particolare nel Lazio, dove serviamo molti tra i più importanti gestori del vending. inoltre Caffè Trombetta viene distribuito in Toscana, nelle Marche e a scendere, fino in Sicilia. non siamo presenti al momento in Sardegna e nel

nord italia, semplicemente perché seguiamo un programma di ristrutturazione che prevede un allargamento progressivo del mercato che si svilupperà nel medio-lungo periodo. abbiamo infatti deciso di essere molto attivi nella nostra area di riferimento, per poi pensare ad un allargamento distributivo, tant’è che ci stiamo strutturando con una rete di vendita su tutto il territorio nazionale.
con quali prodotti affrontate il vending? La nostra gamma prevede il caffè in grani, le capsule e le cialde. nei grani siamo molto ben posizionati: abbiamo il nostro marchio, Caffè Trombetta, sul quale stiamo facendo importanti investimenti e nel Centro italia, soprattutto nel Lazio, operiamo anche con un altro marchio, Sao Cafè. Sao Cafè è un consorzio nato agli inizi degli anni settanta ed è composto attualmente da quatto aziende: Pellini Caffè (nord), Caffè Trombetta (Toscana, Marche, umbria, Lazio, Campania, abruzzo e isole), Saicaf (Puglia e Basilicata) e Caffè Guglielmo (Calabria). all’interno del consorzio rappresentiamo il peso maggiore in termini territoriali e di fatturato. Per scelta commerciale abbiamo proposto il prodotto soprattutto nel Lazio, dove è stato ben accettato dai gestori. Sao Cafè è stato uno dei maggiori consorzi costituiti in



italia, che ha conosciuto il suo momento di splendore negli anni ’80, spinto anche da importanti investimenti nella comunicazione pubblicitaria che in molti si ricordano ancora dopo oltre quarant’anni. Relativamente alla linea delle cialde e capsule, invece, la nostra gamma propone l’offerta del nostro brand, Caffè Trombetta.
Quanto vale il vending all’interno della vostra azienda? il vending oggi vale per Caffè Trombetta il 10% del fatturato.
avete mai pensato di avere un sistema chiuso ocs? Ci abbiamo pensato. abbiamo sviluppato circa due anni fa insieme alla ditta Macchiavelli, un’azienda specializzata in materiale plastico, un sistema chiuso con una capsula biodegradabile, quindi a basso impatto ambientale. dopodiché lo scenario, le opportunità che ci si proponevano e l’incontro con un operatore importante che ha creduto nel progetto ci hanno spinto a cederlo. al momento, quindi non abbiamo un sistema chiuso. Proponiamo una capsula biodegradabile e compatibile con la maggior parte delle macchine presenti nel mercato
il vostro caffè è certificato? assolutamente

sì. abbiamo ottenuto la certificazione uni En iSo 9001:2008
i tassi di crescita del vending sono stati interessanti? continuerete ad investire in questo canale? negli ultimi tre anni siamo cresciuti tantissimo nella distribuzione automatica tradizionale con la linea grani, un mercato nel quale ci proponiamo con successo come brand alternativo. è una nostra precisa scelta commerciale fin dall’inizio in questo settore: non vogliamo proporci nel vending con una logica di prezzo e di grossi volumi, vogliamo piuttosto offrire al mercato un’alternativa alla qualità media-bassa che il mercato propone. abbiamo fatto grandi investimenti sulle miscele, per proporre una qualità certificata nel vending che nulla avesse da invidiare alla qualità del bar. abbiamo fatto una scommessa entrando nel settore e visto che non eravamo i primi ad arrivare in questo mercato, dovevamo proporci in un modo diverso. Siamo stati anche tra i primi ad essere utilizzati nella doppia campana o nella doppia macchina, che hanno dato al consumatore l’alternativa tra un caffè di qualità medio-bassa e un caffè di qualità superiore. devo dire che i primi risultati sono stati soddisfacenti, ci
hanno dato la carica per continuare ad investire. L’investimento qualitativo delle miscele ci ha portato ad essere oggi una grossa realtà, alternativa ai maggiori competitor.
siete riusciti ad ottenere un’alta qualità percepita mantenendo un prezzo compatibile con il canale? Sì. forse è stato questo che ci ha fatto più che raddoppiare il fatturato in soli tre anni. a mio parere siamo riusciti ad ottenere questo risultato perché abbiamo offerto al cliente quel giusto mix tra qualità e prezzo. un prezzo superiore rispetto alle miscele proposte nel mercato, ma ovviamente compatibile con la qualità percepita, che è ben diversa da quella proposta. Possiamo dire quello che vogliamo, ma alla fine ciò che conta è la qualità percepita dal consumatore.
vete
tilizziamo
portato proprio a individuare questo, ad investire su miscele completamente diverse. Ci sono delle origini di caffè che nascono appositamente per il vending, perché il vending richiede un caffè asciutto, trattabile, che abbia determinati requisiti organolettici e anche di resa. Sarebbe impossibile utilizzare le stesse origini di caffè destinato ad altri canali, perché nella da l’estrazione del prodotto è totalmente diversa dal prodotto da retail o del bar.
Quali sono le vostre miscele per il vending? oro, Rossa (Classico), Verde (Più Crema).La richiesta tende ad andare verso il prezzo, questo va detto, però gli sforzi fatti ci hanno permesso di sviluppare circa il 50% delle vendite con la miscela Classico.


avete studiato delle miscele specifiche per il vending? Sì. utilizziamo per il vending miscele preparate con caffè di origini specifiche. Gli investimenti degli anni passati ci hanno






"Utilizziamo per il vending miscele preparate con caffè di origini specifiche"

il livello della miscela oro non ha nulla da invidiare alla qualità bar, pur non essendo la stessa miscela, per i motivi di cui parlavamo prima. Questa miscela ha un’alta componente di caffè arabica, ma nel vending è difficile proporla, perché il gestore, pur riconoscendone le qualità organolettiche e di resa, non sempre è disposto a spendere. La miscela Rossa, ottimo equilibrio di arabica e di Robusta, è invece il giusto connubio tra prezzo e qualità e viene molto apprezzata per questo.
la vostra azienda è una delle poche del settore ad avere un codice etico: quando siete arrivati alla sua definizione? Ci siamo arrivati














circa due anni fa, per volontà del Presidente, Giorgio Trombetta, che rappresenta a mio parere una delle espressioni più sincere e leali del mercato.
Caffè Trombetta opera da 120 anni sul mercato e si è sempre proposta come un partner giusto, solidale e attento con il cliente. a bbiamo sempre ritenuto che l’etica professionale fosse alla base del lavoro e del reciproco rispetto nel rapporto tra operatori. La volontà del Presidente è stata proprio quella di creare un Codice Etico all’interno dell’azienda e di certificarci.
Tenere sotto controllo tutti i passaggi aziendali per presentarci al mercato come un partner affidabile, un’azienda presente, attenta alle esigenze del consumatore e dei propri collaboratori.
a nche in tema di investimenti, il nostro sforzo è piuttosto mirato sul patrimonio di Roma, sulla sostenibilità: sponsorizziamo il fai che si adopera, tra gli altri progetti, anche nel recupero di siti archeologici abbandonati.


L’aspetto solidale, etico e professionale è nel dna della famiglia Trombetta
Quali sono i vostri progetti futuri? i ntendiamo far crescere la nostra struttura nel vending, ampliarci e creare una rete di vendita presente su tutto il territorio. n on è semplice trovare operatori validi sul mercato, ma intendiamo portare il nostro prodotto in più punti possibile del territorio nazionale. Questo è il nostro obiettivo per i prossimi due anni.
Continueremo ad investire sulle miscele attuali, perché oggi rispondono alle richieste del mercato. Puntiamo a dare un prodotto di qualit à, che dia un’ottima resa e a mantenerlo costante nel tempo.
Gli investimenti più importanti che pensiamo di fare nei prossimi due anni riguardano la capsula. Valuteremo qualsiasi opportunità si dovesse presentare per un valido sistema chiuso. NEW PUBB_INGENICO 2012 240x160+3mm(OK)_Layout 1 03/07/12 14:37 Pagina 1



































































































































il tema della sostenibilità è un argomento sempre più centrale nella vita delle singole aziende e ne determina criticità e opportunità future.
è senza dubbio in aumento la consapevolezza dei consumatori riguardo ai temi della sostenibilità, in virtù di una crescente informazione e al lavoro di sensibilizzazione da parte degli organi di stampa, delle istituzioni e delle associazioni.
Gli individui sono sempre più attenti e ricettivi verso l’adozione di uno stile di vita più rispettoso della natura, delle risorse e delle persone e lo dimostrano adeguando i propri consumi a questi principi.
Per tutti questi motivi aumentare la propria conoscenza su un

tema così importante, ma spesso non ancora così conosciuto, è un obiettivo primario.
Confida ha perciò deciso di organizzare un Convegno dal titolo “Vending e innovazione sostenibile: da consapevolezza a fattore competitivo” al quale hanno partecipato illustri relatori.
nel numero scorso abbiamo pubblicato l’autorevole intervento del Prof. angeloantonio Russo dell’università Bocconi, in questo numero presentiamo una sintesi di due interventi di aziende di riferimento del settore che hanno illustrato delle “soluzioni sostenibili” nella filiera del vending: Sanden Vendo Europe Spa e acqua Min. S. Benedetto Spa.
































































saNde N VeNdo
e uro P e è uno dEi LEadER
n ELL'induSTR ia d EL VEndin G.

u n fo R niToRE CoMPLETo ChE offRE un’aMPia GaMMa di diSTRiBuToRi auToMaTiCi PER BEVand E , S naCkS, GEL aTo C onf E zionaT o, SiSTEMi di PaGaMEnTo E VETRinE a TEMPERaTuRa PoSiTiVa di diVERSE CaPiEnzE E diMEnSioni. oRiGina R iaME n TE fondaTa n EGLi uSa nEL 1943, da L 1988
Sand E nV E ndo EuRoPE fa Pa RTE d ELLa SoCiETà G iaPPonESE
Sand E n CoRPoRaTion diVEnTando CoSì Pa RT n ER GLoBaLE nEL MERC aT o dEL VEndinG E nELLE TECnoLoGiE di R affREddaMEnTo, Con PRoduzioni E SERVizi PoST VEndi Ta PRESEnTi in TuTTo i L M ondo.
CiELo, TERRa E uoMo S ono i TRE ELEMEnTi fondaMEnTaLi ChE
CREano L 'uniVERSo E BiSoGna C onTRiBuiRE a M anTE n ERE L 'aRMonia TRa QuEST i ELEMEnTi a L fin E di oTTE n ERE un MiGLioRaMEnTo dELL a noSTRa ViTa Q uo T idiana.
Sand E nV E ndo EuRoPE Si i MPEGna a M anTE n ERE , C onSERVa RE E PR o TEGGERE
QuESTi ELEMEnTi fondaMEnTaLi PER LE fuTuRE GE n ERazioni.
intervento:
EffiCiEnza, MinoRE
“La nostra mission è sviluppare prodotti environmental friendly. Crediamo fermamente che il miglioramento delle nostre apparecchiature debba contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale.
Le nostre attività sono dirette dalla nostra casa madre Sanden Corporation in Giappone, uno dei leader nella ricerca e sviluppo di prodotti environmental friendly nel nostro settore.
All’interno del gruppo si crede fortemente che il miglioramento dei distributori automatici possa contribuire a ridurre l’impatto ambientale.
Pilastro fondamentale è la ricerca sui gas refrigeranti naturali
Ad oggi CO2 ed idrocarburi (HC) sono i migliori candidati come gas refrigeranti naturali è quindi fondamentale poter conoscere: differenze, costi e sicurezza.
Il CO2 è un gas naturale e sostenibile che esiste sulla terra e deve essere ridotto. il CO2 non deve essere prodotto, è sufficiente “purificare” quello esistente attraverso un ciclo naturale di fotosintesi.
Viceversa gli idrocarburi (HC) devono essere prodotti attraverso un processo industriale complesso e quindi non si possono definire propriamente naturali.
Ma sono almeno veramente sostenibili? Anche in questo caso la risposta è condizionata dalla constatazione che la vita del gas naturale è limitata a poche decine di anni.
Per quanto riguarda la sicurezza il CO2 non è infiammabile e non ha alcun rischio di esplosione, al contrario degli HC. Per il CO2 non sono necessari particolari trattamenti


per la riparazione e lo smaltimento e nel corso degli anni ha un minor costo di utilizzo.
Per gli HC è invece necessario un severo risk management e dei requisiti particolari come: impianti/apparecchiature e stoccaggio a prova di esplosione; rilevatori di fughe di gas; recupero olio esausto contenente HC.
Il CO2 presenta un miglior costo operativo sotto i 40°C dove la maggior parte dei dispositivi sono piazzati. Il risparmio annuale medio è stimato in 10 dollari.
Perciò il CO2, pur avendo un costo iniziale superiore, ha un costo totale inferiore. Se infatti si sommano il costo operativo e il costo di smaltimento, in 7 anni di utilizzo, si ha un risparmio di circa 120 dollari.
Il CO2 è applicabile nella maggior parte dei dispositivi commerciali refrigerati
Per concludere, il CO2 è l’unica soluzione sostenibile per l’ambiente. Non genera carichi ambientali alla Terra, non è infiammabile ne esplosivo, quindi non sono necessarie particolari cure per stoccaggio e smaltimento. Il sistema è altamente efficiente in termini di costo/ smaltimento/riparazione. In futuro non ci saranno normative restrittive che ne limiteranno l’utilizzo in quanto totalmente naturale, mentre i gas HFC subiranno sempre più restrizioni (già in essere nel settore auto).
Un grande brand come Coca cola ha già pianificato di utilizzare esclusivamente macchine equipaggiate con CO2 a partire dal 2015."



















































































































































































































































































San Benedetto è la prima Energy Saving Company del beverage italiano.
La costante attenzione alle problematiche ambientali e al risparmio energetico sono per San Benedetto una missione da perseguire oltre che un impegno sociale. d a anni, infatti, il Gruppo svolge un’intensa e costante attività di ricerca a favore del rispetto ambientale; un impegno importante, scritto nel proprio dna , e sintetizzato nella mission aziendale “Risorse per la Vita”
L’obiettivo aziendale, da sempre, è produrre in armonia con l’ambiente , essere coerenti con la purezza del suo prodotto, con la bellezza del paesaggio da cui ha origine, con i benefici che i prodotti San Benedetto arrecano nella vita quotidiana di tutti. f in dagli inizi degli anni ‘80 l’ a zienda ha investito molto sull’ innovazione tecnologica commercializzando per prima in i talia i contenitori in PET e arrivando persino a registrare brevetti sulla realizzazione delle bottiglie in plastica. u na disponibilità al nuovo che ha portato nel tempo a migliorare l’efficienza produttiva, l’attenzione verso le materie prime, l’energia utilizzata e lo smaltimento del packaging, cercando di realizzare contenitori sempre più ecofriendly.
Tutto questo sforzo tecnologico è approdato, infine, nella filosofia dell’energy saving come elemento strategico, alla luce del quale indirizzare la propria ricerca e sviluppo riorientando tutta l’attività industriale di sviluppo prodotto e di processo verso l’ecosostenibilità.
i l livello d’innovazione raggiunto e il forte know-how tecnologico acquisito hanno permesso all’ a zienda di progettare e immettere sul mercato la generazione di bottiglie Ecof riendly che utilizzano minori quantità di plastica. n egli ultimi 25 anni, infatti, San Benedetto ha condotto ricerche che hanno consentito di migliorare l’intero processo produttivo e di
ridurre la plastica impiegata per ogni singola bottiglia, riducendo le emissioni di anidride carbonica in atmosfera. a tal riguardo un organismo di certificazione indipendente (CSQ a) ha certificato la progressiva riduzione di C o2 dal 1983 al 2008. Ma l’attenzione al risparmio energetico si estende anche agli impianti e alle filiere di trasporto e immagazzinamento, utilizzando fonti energetiche pulite ed efficienti, favorendo il riciclo del PET, e riducendo i consumi nel trasporto dei prodotti avvicinandosi sempre di più ai consumatori e alla distribuzione. Rispettare l’ambiente che ci circonda, quindi, si può e si deve fare ma non bastano parole, servono impegni concreti che partono dai piccoli gesti quotidiani. San Benedetto con le bottiglie Eco- f riendly diffonde un messaggio ambientale rendendolo esplicito già dall’etichetta con il logo “meno plastica più natura”, coinvolgendo e sensibilizzando i consumatori su questa tematica e sugli sforzi attuati per creare un ambiente adeguato a garantirgli un futuro migliore.
E su questa scia l’ a zienda ha stipulato con il Ministero dell’ a mbiente un importante accordo volontario il cui obiettivo è garantire acqua minerale ad “emissioni di carbonio zero” e costituire un “modello” virtuoso per il settore acque minerali. i l primo risultato tangibile dell’accordo volontario con il Ministero dell’ a mbiente è Easy , la prima bottiglia di a cqua Minerale San Benedetto prodotta compensando tutte le emissioni di C o 2 derivate dal suo intero ciclo e primo esempio per l’intera categoria. L’importante risultato viene comunicato attraverso il logo “Green Print”, presente su tutte le confezioni e i fardelli, che certifica la compensazione di Co2.
Per raggiungere tali obiettivi San Benedetto ha avviato, insieme al Ministero dell’ a mbiente, un programma di iniziative comuni per la “contabilizzazione” delle emissioni di C o 2 prodotte dalla filiera dell’acqua minerale, per l’uso di tecnologie a minore contenuto di emissioni in


questa stessa filiera e per la realizzazione di progetti volti ad acquisire crediti finalizzati a compensare le emissioni causate dal prodotto. i nnanzitutto sono state effettuate le analisi dei consumi di C o 2 dell’intero ciclo di vita delle acque minerali, calcolando l’impronta di carbonio (carbon footprint) di ogni aspetto della produzione e della distribuzione del prodotto (dalla produzione di materiale grezzo per imballaggio ad esempio, al trasporto



di questo materiale e dell’attrezzatura all’impianto, alla produzione e riempimento delle bottiglie, alla spedizione del prodotto, fino al deposito/riciclaggio dei rifiuti da imballaggio).
La metodologia di calcolo della carbon footprint si è basata sugli standard internazionalmente riconosciuti. Sono state individuate le misure che consentiranno la riduzione delle emissioni nel periodo 2009/2012 e ne è emerso che gli imballaggi sono responsabili del 60% delle emissioni. Ecco perché è soprattutto su questo aspetto che San Benedetto intende agire. n ella fase successiva è stato scelto come primo formato che compensa tutte le emissioni di C o2 l’acqua minerale naturale nel formato 1L PET Easy con una stima di emissioni di C o 2 che sono state neutralizzate attraverso l’acquisto di crediti di carbonio di tipo “VERs” derivanti dalla realizzazione da progetti ecocompatibili legati alla riduzione dei gas effetto serra. Easy, inoltre, è stata recentemente oggetto di un’altra importantissima eco-novità; l’innovativa bottiglia rappresenta il primo formato di San Benedetto realizzato utilizzando il 30% di R-Pet (PET rigenerato), proveniente dal riciclo del materiale delle bottiglie, consentendo un minor utilizzo del PET vergine e quindi di petrolio.
L’utilizzo dell’R-Pet è stato reso possibile grazie all’entrata in vigore del d ecreto Ministeriale 18-05-2010 n.113 che permette di inserire il PET riciclato per la realizzazione delle bottiglie di acqua minerale, ma a condizione che il materiale provenga solo da PET idoneo al contatto con gli alimenti.
Proprio in questa direzione l’azienda ha stretto una partnership con alcune insegne della grande distribuzione per il recupero delle bottiglie in plastica direttamente nei punti vendita, in cambio di buoni sconto, con l’obiettivo di favorire una nuova abitudine di consumo in grado di ridurre l’impatto ambientale.
Stesso obiettivo per l’iniziativa realizzata a Mirabilandia , grazie al recente accordo stipulato con il più grande parco divertimenti d’ i talia, e che prevede l’istallazione di macchine ecocompattatrici per il recupero delle bottiglie di plastica all’interno di “isole verdi San Benedetto - Mirabilandia”. i l materiale così raccolto sarà lavorato in un sito dedicato alla rigenerazione del PET per dargli nuova vita. Tra le altre iniziative in atto, San Benedetto sta sviluppando una serie di progetti: è stata realizzata l’automatizzazione della climatizzazione dei fabbricati destinati all’imbottiglia -
mento e degli uffici; continua l’ottimizzazione energetica degli impianti d’imbottigliamento, sostituendo i vecchi motori con motori ad alta efficienza e con inverter; vanno citate anche l’ottimizzazione nella produzione di energia frigorifera e termica, l’installazione di moduli fotovoltaici, la riduzione della pressione nelle linee di distribuzione dell’aria compressa e l’ottimizzazione nella produzione della stessa attraverso un sistema di attivazione e modulazione dei compressori in funzione delle necessità produttive. d unque, sono molti i fronti sui quali San Benedetto è attiva, senza dimenticare che prosegue l’impegno e lo sviluppo dei progetti per la riduzione del peso bottiglie utilizzando meno PET, con conseguente ulteriore riduzione di emissioni di C o 2. Risultano completate e operative le riduzione di peso dei formati “Eco- f riendly” da 0,5L, 1L, 1,5L e 2L.












Si è svolto lo scorso 10 luglio presso il Golf Club L’albenza di Bergamo il Koelnmesse Golf invitational, durante il quale si è celebrato il decennale di Koelnmesse italia.
oltre duecento invitati fra clienti, fornitori, amici, giornalisti e consulenti di koelnmesse hanno preso parte a questa splendida giornata di sport e divertimento, resa ancor più bella dall’impeccabile cornice della location scelta per l’evento.
dopo la gara, l’attesissimo momento della premiazione e della celebrazione dell’importante traguardo alla presenza di
Gerald Böse, Presidente di koelnmesse Gmbh e appassionato giocatore di golf.
Böse ha voluto sottolineare come l’italia sia a tutti gli effetti una vera campionessa d’Europa a Colonia, seconda solo alla Germania per numero di espositori e visitatori in tutte le fiere. Per Thomas Rosolia, amministratore delegato di koelnmesse italia, l’appuntamento di Bergamo è stato invece l’occasione ideale per ringraziare il suo affiatatissimo team di collaboratori, con i quali, a conclusione la giornata, ha tagliato la torta del decimo compleanno di koelnmesse italia.
Macchinetta At Voi Bèn > 47
Le Iniziative di Confida > 51




























"un
PoPoLo ChE non aiu Ta E non faVoRiSCE i L Suo TE aTRo, SE non è MoRTo, STa MoREndo"
nel 1486 gli abitanti di San felice sul Panaro, un piccolo borgo di campagna del ducato di Modena, ottengono il permesso di edificare sopra la porta d’ingresso del fortilizio costruito a protezione del villo, un fabbricato che nominarono “Casa della Comunità” e che due secoli dopo destinarono all’utilizzo esclusivo di teatro.

nel 2012, una serie di scosse sismiche ha improvvisamente interrotto sei secoli di storia e colpito il più importante centro culturale e sociale del comune emiliano.
L’associazione no Profit di Protezione Civile “Quelli delle Macchinette”, oltre a svolgere una costante opera di supporto alle popolazioni colpite dal terremoto attraverso varie iniziative, ha aderito al pro-
fE d ERiCo GaRCía LoRC a
getto per il recupero e il consolidamento del Teatro Comunale di San felice sul Panaro.
il Sindaco alberto Silvestri ha già siglato una lettera d’intenti con l’associazione che riportiamo qui sotto:
Visti i danni provocati alle strutture pubbliche del nostro territorio comunale dai ripetuti e tragici eventi sismici che si sono succeduti a partire dal 20 maggio 2012;
Visti in particolare gli importanti danni subiti dalla struttura del Teatro Comunale, edificio situato all’interno del Centro Storico in via Mazzini e che per la nostra comunità ha un importante valore culturale e storico; Ci teniamo ad anticipare la riflessione che abbiamo fatto in questi giorni come amministrazione comunale. Abbiamo ravvisato che, dopo il secondo sisma del 29 maggio 2012, la nostra primaria esigenza è garantire che il nostro patrimonio pubblico, a partire da quello destinato ad ospitare eventi culturali con ampio afflusso d’utenza, dovrà essere costruito con criteri antisismici certificati.
Crediamo, in estrema sintesi, che gli edifici a ciò preposti dovranno essere oggetto di interventi di recupero e consolidamento, quanto prima, per resistere a terremoti di magnitudo superiore a quella degli eventi sismici che si sono verificati.
Si prospetta quindi la necessità di intervenire sull’edificio sede del Teatro Comunale al fine di consentire al più presto la ripresa, in tutta sicurezza, di tutte le attività culturali che hanno da sempre caratterizzato il Comune che rappresentiamo; Ci impegniamo a destinare e finalizzare tutto l’importo del Vostro contributo alla realizzazione del progetto in oggetto; a breve l’Amministrazione e
l’Ufficio Tecnico comunale potrebbero essere a Vostra disposizione per documentarvi nella massima trasparenza sia i progetti, che l’esecuzione e le relative procedure di finanziamento.
L’associazione “Quelli delle Macchinette” ha già ottenuto molti riconoscimenti per l’attività svolta. Tutto è iniziato con la forte determinazione di pochi convinti che il mondo del vending non potesse stare a guardare e non attivarsi subito di fronte ad una tragedia di questa portata. in brevissimo tempo è nata l’iniziativa di fornire gratuitamente prodotti caldi e freddi attraverso distributori automatici, all’interno dei campi organizzati dalla Protezione Civile.
Poi si è svolta la prima edizione de Macchinetta at Voi Bèn (Macchinetta Ti Voglio Bene) ovvero il distributore automatico visto con gli occhi dei bambini. un "concorso" di disegno i cui lavori più belli sono stati raccolti e probabilmente verranno pubblicati. una festa che ha visto un’incredibile partecipazione e ha riportato per qualche ora il sorriso anche tra chi ha perso davvero tutto a causa del sisma.
oggi l’associazione punta soprat-
tutto a dare una mano per la messa in sicurezza di un centro sociale e culturale, perché per tornare alla normalità non serve soddisfare solo le primarie necessità, ma bisogna soprattutto ritrovare un simbolo di aggregazione come il Teatro Comunale che potrebbe davvero essere il punto di partenza per la ricostruzione.
Sono passati 100 giorni dal terremoto che ha improvvisamente cambiato la vita e le prospettive future di molte persone. non dimentichiamoci di loro. è possibile fare una donazione di qualunque importo, oppure iscriversi all’associazione “Quelli delle Macchinette” versando una quota di 100,00 euro utilizzando le coordinate bancarie indicate di seguito:
iBan: iT 34 k 07601 11900 001007048935
Conto intestato a: aSSoCiazionE no PRofiT QuELLi dELLE MaCChinETTE.
Per qualunque informazione potete contattare il Presidente dell’associazione: Marco Barazzuolm.barazzuol@procaffe.it






























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· Disponibile nelle versioni 750 SLAVE, 900 e 1050 e nelle varianti colore Silver e Black
· Ridotti consumi energetici, CLASSE A+ e A++

· Conforme alle normative per la conservazione dei prodotti freschi


Vending Machines

























Macinato, in grani e in capsule. Tutta la qualità di un caffè superiore da scoprire presso i migliori bar, rivenditori e gestori di zona.
uno degli interventi più seguiti alla recente assemblea Generale di Confida svoltasi a Rimini è stato senz’altro quello che informava gli associati sull’importante attività svolta dalle aziende associate nei luoghi colpiti dal sisma.
La solidarietà espressa (in tempi davvero brevi) dai tanti volontari appartenenti al nostro settore è stata davvero encomiabile.
Ecco la lettera inviata dal presidente Pinetti agli associati, pochi giorni dopo la prima scossa di terremoto.
a seguito del grave sisma verificatosi nella regione Emilia-Romagna, l’associazione desidera esprimere la propria vicinanza alle popolazioni così dolorosamente colpite e intende manifestare la propria concreta solidarietà mediante una raccolta di fondi e raccordando i singoli contributi provenienti dal settore per poi finalizzarli in modo efficace laddove più si renderà necessario.
La società demil S.p.a., il cui titolare è componente del Consiglio direttivo Confida, si è già attivata sul territorio e si è resa disponibile a ricevere gli aiuti provenienti dalle nostre aziende associate coordinandosi con la protezione civile attiva sul posto.
Le aziende che intendono contribuire economicamente possono utilizzare il conto corrente Confida iBan: iT06 P055 8401 6640 0000 0001 857 specificando “aiuto pro-terremoto Emilia 2012”.
ogni altra iniziativa può essere concordata con l’azienda demil S.p.a. nella persona di alex Gozzi. Se in futuro si volessero aggiungere altre aziende
associate operative nelle provincie colpite sarà nostra cura fornirvene i riferimenti.
Ringraziandovi anticipatamente per la sensibilità che saprete dimostrare, l’occasione ci è gradita per porgere i nostri più cordiali saluti.
alcuni volontari del nostro settore, ai quali Confida esprime il più vivo ringraziamento e apprezzamento, sono operativi nei luoghi del sisma ed hanno approntato punti di ristoro gratuiti a mezzo distributori automatici a conforto di quanti si trovano nei campi di accoglienza.
Questa è la lista dei campi dove sono stati installati i distributori automatici.
> BudRionE PaRRoCChia
> CaRPi PiSCina
> CaRPi SanTa CRoCE
> CaSuMaRo STadio
> CEnTo SanTa LiBERaTa
> CoRREGGio CRoCE RoSSa
> finaLE EMiLia CoC
> finaLE EMiLia CoRRiERE
> finaLE EMiLia STadio
> MEdoLLa
> MiRandoLa CoMunE
> MiRandoLa San GiaCoMo
> MiRandoLa SPoRT
> MiRandoLa ToTi
> MoGLia CaMPo SPoRTiVo
> noVi aSiLo
> S.fELiCE SuL PanaRo San BiaGio
> S.fELiCE VEnETo
> San fELiCE SuL PanaRo MERCaTo
> San fELiCE SuL PanaRo SCuoLE MEdiE
> ViGaRano MainaRda PaLaSPoRT nuoVo
> ViGaRano MinaRda PaLaSPoRT VECChio
Per ottenere le informazioni di contatto per ogni singolo campo è possibile collegarsi all’indirizzo: www.confida.com/terremoto-emilia







> Antonio Vento





a ntonio Vento , Responsabile del settore fiscalità di impresa di Conf-commercio è intervenuto all’importante workshop in materia fiscale che si è tenuto alla fine dei lavori dell’ a ssemblea Generale Confida del 9 giugno a Rimini. n el suo intervento ha presentato alcuni aggiornamenti in tema di Studi di settore.


TERMinE di P u BBLiCazion E
a seguito dell’entrata in vigore del d.L. n. 98, a decorrere dal periodo di imposta 2012:
1. gli studi di settore debbono essere pubblicati nella Gazzetta ufficiale entro il 31 dicembre del periodo d’imposta nel quale entrano in vigore; 2. eventuali integrazioni, indispensabili per tenere conto degli andamenti economici e dei mercati, con particolare riguardo a determinati settori o aree territoriali, nonché per aggiornare o istituire gli indicatori di normalità economica devono essere pubblicate in Gazzetta ufficiale entro il 31 marzo del periodo d’imposta successivo a quello della loro entrata in vigore. L’art. 5, del d.L. n. 16 del 2012,











differisce la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, dal 31 marzo al 30 aprile 2012, di eventuali integrazioni per il periodo di imposta 2011.
inaSPR i MEnTo dEL REG i ME SanzionaToRio
o messa presentazione della comunicazione dei dati rilevanti
Si applica la misura massima della sanzione prevista in caso di violazioni relative al contenuto e alla documentazione delle dichiarazioni (art. 8, c.1, d.Lgs. n. 471/1997), pari a 2.065€ a condizione che:
> la presentazione della comunicazione sia dovuta;
> il contribuente non vi abbia provveduto anche a seguito di specifico invito rivoltogli dall’agenzia delle Entrate.
La nuova sanzione si applica con riguardo alle violazioni commesse a decorrere dal 6 luglio 2011 (data di entrata in vigore del decreto n. 98).
omessa presentazione della comunicazione dei dati rilevanti e dichiarazione infedele ai fini delle ii.dd., iRaP e iVa
Si applica la misura minima e massima delle sanzioni previste in caso di infedele dichiarazione (artt. 1 e 5, d.Lgs. 471/1997), elevata del 50%. a condizione che:
> il maggior reddito d’impresa, oppure la maggiore iVa o la minore imposta detraibile o rimborsabile, oppure il maggior imponibile iRaP, accertati a seguito della corretta applicazione degli studi di settore, non siano superiori al 10% dell’importo dichiarato.
> la presentazione della comunicazione sia dovuta;
> il contribuente non vi abbia provveduto anche a seguito di specifico invito rivoltogli dall’agenzia delle Entrate.
La nuova sanzione si applica con riguardo alle violazioni commesse a decorrere dal 6 luglio 2011 (data di entrata in vigore del decreto n. 98).
omessa presentazione dei modelli per la comunicazione dei

dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore o di indicazione di cause di esclusione o di inapplicabilità degli studi di settore non sussistenti, nonché di infedele compilazione dei predetti modelli in tal caso, l’amministrazione può procedere ad accertamento induttivo “puro”, ossia può determinare il reddito d'impresa sulla base dei dati e delle notizie comunque raccolti o venuti a sua conoscenza, con facoltà di prescindere in tutto o in parte dalle risultanze del bilancio e dalle scritture contabili in quanto esistenti e di avvalersi anche di presunzioni prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza a condizione che: sussista una differenza superiore al 15%, o comunque a 50.000€, tra ricavi o compensi stimati applicando gli studi di settore sulla base dei dati corretti e quelli stimati sulla base dei dati indicati in dichiarazione.

a CCERTa MEnTo PRESunTiVo E S o GGETT i ConGRui E C o EREnTi
a decorrere dalle dichiarazioni relative all’annualità 2011, trovano applicazione nuove, e più favorevoli, regole sull’inibizione agli accertamenti di tipo presuntivo per i soggetti “congrui e coerenti”.
> sono preclusi gli accertamenti analitico-induttivi, basati sulle presunzioni semplici;
> sono ridotti di un anno i termini di decadenza per l'attività di accertamento, salva l’ipotesi di comportamenti penalmente rilevanti (ai sensi del d.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74);
> la determinazione sintetica del reddito complessivo, di cui all'art. 38 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, è ammessa a condizione che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un terzo quello dichiarato (in luogo di un quinto).
> Sempre che:
> il contribuente abbia regolarmente assolto gli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore, indicando fe-











delmente tutti i dati previsti;
> la posizione del contribuente risulti coerente con gli specifici indicatori di coerenza
a CCERTa MEnTo PRESunTiVo E S o GGETTi diVERSi da Q u ELL i C onGRui E C o EREnTi
Per i soggetti che, invece, risultano “non congrui” viene stabilito che risulteranno destinatari di specifici piani di controllo, tenendo conto anche delle informazioni presenti nell’apposita sezione dell’anagrafe tributaria. inoltre, per coloro che non risultano essere “coerenti” rispetto ai risultati degli indicatori, oltre che “non congrui”, viene stabilito che i controlli saranno svolti con l’utilizzo delle indagini finanziarie.
noViTà PER LE i MPRESE
d eduzione da i RES ed i RPE f della quota iRaP riferita al costo del lavoro
a decorrere dal 2012:
> è ammesso in deduzione dal reddito di impresa un importo pari all’iRaP relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente ed assimilato al netto delle deduzioni già vigenti;
> vengono incrementate le deduzioni ai fini iRaP (per un totale di 15.200 € e di 24.400 € se si tratta di Regioni del sud) per i lavoratori dipendenti nel caso in cui si tratti di lavoratrici o giovani con età inferiore a 35 anni.
aiuto alla Crescita Economica (a.C.E.)
a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2011, è possibile dedurre dal reddito complessivo netto dichiarato dalle società soggette ad iRES, un importo da determinarsi mediante applicazione di un’aliquota (fissata al 3% per il primo triennio) alla variazione in aumento del capitale proprio rispetto a quello esistente alla chiusura dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2010.
il nuovo regime trova applicazione anche con riferimento alle imprese individuali e alle società di persone, purché in contabilità ordinaria, secondo modalità da definirsi con decreto.
Regime premiale per favorire la trasparenza a decorrere dal 1° gennaio 2013
oBBLiGhi dEL ConTRiBuEnTi:
> invio telematico all’amministrazione finanziaria dei corrispettivi, delle fatture emesse e ricevute e delle risultanze degli acquisti e delle cessioni non soggetti a fattura;
> istituzione di un conto corrente dedicato ai movimenti finanziari relativi all’attività artistica, professionale o di impresa esercitata.
BEnEfiCi:
> semplificazione degli adempimenti amministrativi;
> assistenza negli adempimenti amministrativi da parte dell'amministrazione finanziaria;
> accelerazione del rimborso o della compensazione dei crediti iVa;
> riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento, salvo il caso di violazione che configurino reati penali.
































coges presenta Platinum Nfc, il sistema di pagamento realizzato in collaborazione con telecom italia che unisce le funzionalità del cashless alla comodità del pagamento tramite telefono cellulare.







da anni che si parla di utilizzare il telefono cellulare per pagare gli acquisti dalle vending machine. Secondo una recente ricerca della società inglese Juniper Research, si stima che il valore delle transazioni di pagamento tramite smartphone nfC sfiorerà globalmente i 50 miliardi di dollari entro il 2014, metà dei quali saranno concentrati negli Stati uniti e nell’Europa occidentale. Perché non sfruttare questa nuova forma di pagamento cashless anche nel vending? apparentemente niente di più facile: tutti hanno un telefono in tasca, il telefono accede ad un credito o contiene un importo prepagato. Tuttavia, nella pratica gli esempi realmente funzionanti sono ancora un miraggio a causa di alcuni problemi pratici.
La soluzione progettata da Coges in collaborazione con Telecom italia, permette all’utente di effettuare il pagamento sul distributore automatico semplicemente avvicinando uno smartphone nfC abilitato al lettore posto all’esterno del distributore. Lo standard nfC, o pagamento di prossimità mobile, permette a due dispositivi (due telefoni, un telefono e un gateway di pagamento, la porta per accedere nella metropolitana o un aereo, ecc.) di comunicare e scambiare dati ad una distanza compresa tra 2 e 4 pollici.

L’innovazione del sistema Coges consiste nella presenza, all’interno della SiM, di un’area dedicata esclusivamente al vending, gestita in modo completamente indipendente dal credito telefonico e dalla presenza di rete internet. in questo modo, non solo l’utilizzo del telefono presso il distributore non comporterà l’addebito di alcuna spesa telefonica, ma non sarà neppure richiesta la connessione con l’operatore né tanto-

meno una connessione internet. il credito consumato presso la vending machine verrà quindi incassato interamente dal gestore esattamente come accade con qualsiasi altro supporto cashless Coges e non sarà necessaria nessuna intermediazione con banche o operatori telefonici. inoltre, tutte le informazioni relative alle transazioni vending e ai dati contabili saranno accessibili esclusivamente al gestore. il credito destinato al vending, separato dal credito telefonico, potrà essere monitorato dall’utente in tempo reale attraverso un’applicazione dedicata e ricaricato a contante tramite lettore di banconote o gettoniera rendiresto, proprio come una comune chiave cashless. al momento, il sistema supporta il modello Samsung Galaxy S2 nfC ed altri telefoni con tecnologia nfC integrata e con operatore telefonico TiM.


Evoluzione del sistema Platinum MifaRE, Platinum nfC supporta contemporaneamente anche tessere MifaRE. il sistema può essere installato sui distributori funzionanti con protocollo Executive, BdV, MdB ed elettromeccanici e consente la programmazione di 100 prezzi di vendita in configurazione Price holding, Cost by price o la gestione dei prezzi di vendita direttamente nel distributore. Platinum nfC offre inoltre avanzate funzioni volte a garantire la massima soddisfazione e fidelizzazione dell’utente grazie alla gestione di sconti, bonus e promozioni anche differenziati per categorie di utenza o fasce orarie.





Prosegue il crollo dei consumi di bevande nel mercato del fuori casa: i primi cinque mesi dell’anno si sono chiusi con una flessione negativa che sfiora il -6% rispetto al periodo corrispondente dell’anno scorso e che coinvolge trasversalmente tutte le merceologie, le aree geografiche e i canali di consumo.
Questo il preoccupante quadro che emerge dalla periodica indagine realizzata da Cda (Consorzio distributori alimentari), il più importante gruppo indipendente italiano di distributori di bevande, che da solo rappresenta oltre l’11% del mercato italiano della distribuzione di liquidi alimentari. Cda, attraverso il proprio strumento di gestione della raccolta e normalizzazione dei dati provenienti dalle aziende associate, traccia periodicamente un quadro preciso e dettagliato dei consumi fuori casa, rilevati su un campione di oltre 20.000 pubblici esercizi: dalle ultime rilevazioni, emerge una crisi trasversale, che colpisce senza distinzione tutta la penisola e che non risparmia nessuna zona del territorio italiano.
in linea con la media nazionale anche il calo dei consumi nei diversi canali del fuori casa, segno che gli italiani stanno riducendo indistintamente le proprie occasioni di consumo. i bar tradizionali registrano il -4,6%, così come il settore della ristorazione, dove la percentuale scende al -5,9%.
Peggio la situazione nei locali dedicati al tempo libero serale, dove il calo registrato è del -7%. in drastico calo anche tutte le merceo-
logie: crollo verticale per i succhi di frutta (-12%), in forte discesa le bibite gassate (-5%) la birra in fusti (-4,2%), la birra in bottiglia (-3,1%), le acque minerali (-4,5%) e per finire i vini in bottiglia (-1,4%). in leggera crescita la famiglia degli aperitivi alcolici (+1%) e dei superalcolici (+0,8%).
“Questi dati sono molto preoccupanti, poiché tracciano il quadro di un progressivo inasprimento della crisi dei consumi che coinvolge tutti i comparti”, ha commentato lucio roncoroni, direttore di cda, proseguendo: “La congiuntura economica ha impattato notevolmente sulle tutte le località della penisola e non ha favorito i consumi. Le previsioni per il prosieguo della stagione non sono rosee neppure per le località balneari e le città turistiche. Purtroppo non ci aspettiamo grandi miglioramenti nei prossimi due mesi (periodo cruciale per le vendite di bevande), salvo sperare in una stagione particolarmente calda. Le condizioni meteorologiche giocheranno pertanto, come sempre, un ruolo fondamentale per il contenimento nei prossimi mesi del calo dei consumi. Tuttavia una stagione climaticamente favorevole non farà che spostare o attenuare per qualche mese una crisi che già oggi è divenuta insostenibile per molte aziende della distribuzione all’ingrosso delle bevande” Roncoroni ha poi concluso: “Per il futuro vorremmo poter essere ottimisti ma preferiamo essere realisti e poterci confrontare con le nostre capacità di affrontare la crisi da imprenditori senza
confidare troppo sulle condizioni meteorologiche favorevoli che comunque se verranno saranno ben accette”.
Grazie ai dati raccolti fino a oggi Cda è in grado di prevedere, per i prossimi mesi, un incremento in volumi nel settore delle acque minerali, anche se minore in termini di fatturato. il caldo porta ad aumentare il fabbisogno di acqua, ma la crisi non consente al consumatore di permettersi di spendere più del dovuto su questo comparto. Quindi via all’acqua da prezzo: meglio naturale ed in formato da mezzo litro. nessun sensibile aumento, invece, nel comparto delle bibite gassate, che si prevede ancora in calo non solo per colpa della crisi, ma anche per motivazioni legate alla salute e alla tendenza in atto da alcuni anni di preferire bevande non gassate. il comparto dei succhi di frutta (nel formato da 200 cl) continuerà la sua discesa verso un calo che potrà oscillare tra il -5% e l’8%. il mondo delle birre manterrà sostanzialmente le proprie posizioni, rilevando crescite naturali, consuete nel periodo estivo, quantificabili tra il +3% e il +5%.
Si prevede infine una forte crescita del mercato degli aperitivi, alcolici e non, che negli ultimi anni traina i consumi fuori casa. il momento dell’aperitivo, alcolico o analcolico, miscelato e non, rappresenta una conferma nel gradimento del consumatore italiano: è accompagnato da una forte componente socializzante e garantisce formidabili, quanto innumerevoli, varianti di gusti e di combinazioni.






























fondazione aNt onlus e buonristoro Vending Group hanno creato das, il primo distributore automatico di solidarietà.
Grazie a questo innovativo progetto di raccolta fondi è possibile portare il valore della solidarietà nei luoghi di lavoro, di passaggio e di aggregazione in genere.
il distributore automatico di Solidarietà è in grado di erogare prodotti, frutto di donazioni da parte di aziende e privati cittadini (beni di consumo, alimentari a lunga conservazione, gadget anT, ecc.): scegliendo uno o più prodotti presenti all’interno del distributore, è possibile sostenere la fondazione.

Tutti i proventi derivanti dall'offerta dei beni disponibili vengo-
no infatti interamente impiegati nell'assistenza domiciliare gratuita a persone affette da tumore e nei progetti gratuiti di prevenzione oncologica portati avanti dalla fondazione.
La macchina è stata interamente personalizzata con una veste grafica realizzata ad hoc per anT, che distinguesse in modo inequivocabile questo speciale distributore dalle altre macchine vending.
L'iniziativa è attivabile, grazie all'installazione del distributore, presso aziende, enti pubblici e luoghi di aggregazione o di transito. Buonristoro Vending Group provvederà, gratuitamente, all'installazione ed attivazione del distributo-
re e ne garantirà il rifornimento e il pieno e puntuale funzionamento per tutta la durata dell'iniziativa, definibile in accordo con anT. il distributore, quindi, sarà impegnato in una sorta di “tour della solidarietà”, che ha avuto come prima tappa il CRaL ducati, con la macchina installata presso la celebre azienda con sede a Borgo Panigale (Bologna).
Per avere maggiori informazioni sul progetto o per ospitare un distributore della solidarietà anT, è possibile contattare Paolo Padoan, utilizzando l’indirizzo mail paolo.padoan@ant.it o Paolo Bernasconi, p.bernasconi@ buonristoro.com







Havaianas, leader mondiale nella categoria flip flop, ha scelto l’italia per testare una nuova strategia commerciale, che vedrà speciali distributori automatici di calzature infradito posizionati all’interno di centri sportivi e benessere
Riconosciuto come brand lifestyle, havaianas si è recentemente avvicinato al mondo dello sport e del fitness, realizzando modelli spe-

cifici per lui e per lei: sono nate così le linee aero e Power, che coniugano infatti lo spirito brasiliano tipico del brand con le caratteristiche specifiche di un prodotto tecnico. i tagli di flessione nella suola, che garantiscono una comodità estrema, e le tiras forate, ideali per un’asciugatura rapida, rendono questi modelli adatti ai più sportivi. un’altra inaspettata combinazione del brand brasilia-

no che risponde alle necessità di un consumatore sempre più esigente in qualsiasi momento della giornata. Posizionati all’interno di strutture sportive e centri wellness, i distributori permetteranno di acquistare i modelli havaianas a tutti quegli utenti che hanno dimenticato le proprie infradito a casa o che semplicemente vogliono togliersi la soddisfazione di un acquisto utile e trendy.


PepsiCo > Mountain d ew Energy, debutto dell’Azienda nel Mercato Energy d rink






PepsiCo Beverages i talia ha annunciato il lancio nel nostro paese, a partire dal mese di luglio, del nuovo m ountain dew e nergy, l’energy drink al gusto di limone che dona energia grazie alla caffeina. d opo aver ottenuto un grande successo di vendite all’estero, il brand globale da 1 miliardo di dollari di fatturato, che vanta il record di terza bevanda più bevuta in assoluto negli uSa, sbarca ora in i talia, lanciato nei canali vending e h o.Re.Ca in bottiglie di alluminio da 33 cl, in un pack unico e di grande impatto, con un pratico tappo richiudibile per mantenere intatto il sapore una volta aperta la confezione.
Mountain d ew Energy è l’energy drink pensato per chi vuole ricaricarsi senza rinunciare al gusto e che si rivolge in particolare ad un pubblico maschile giovane, grazie alla sua personalità dinamica e al design del pack, moderno e d’impatto. il sorprendente e intenso aroma di limone rende Mountain dew Energy piacevole da bere, mentre la presenza di caffeina regala una sferzata di energia.


campagna radio su RTL102.5, che prevede promo e citazioni, attività online sul sito della radio e product placement del prodotto durante la diretta TV su d igitale Terrestre e Sky. Sono inoltre previste attività di social media per coinvolgere online il consumatore sulla pagina ufficiale Mountain dew i talia, la presenza di materiali di visibilità nei punti vendita, l’attivazione di una promo instore e affissioni speciali nelle stazioni della Metropolitana Milanese.





“Riteniamo che per PepsiCo sia una grande opportunità lanciare un marchio giovane e dinamico come Mountain Dew Energy, che ci permetterà di soddisfare i consumatori più esigenti che cercano un energy drink dal grande gusto” , ha dichiarato Gabriela r ivieccio , d irettore m arketing di Pepsi c o i talia , aggiungendo: “In Italia il segmento delle bevande energetiche vale 258 milioni di € e continua a crescere rapidamente: +7% nel 2011. PepsiCo si presenta con una proposta innovativa per il consumatore sia a livello di gusto sia di posizionamento”.




i l lancio di Mountain d ew Energy sarà supportato da una
Proprio attraverso delle macchine Mr. Vending localizzate in prossimità dei treni della rete metropolitana, i consumatori milanesi potranno acquistare il nuovo Energy drink Pepsico. i noltre, all’interno della stazione ferroviaria di m ilano c adorna , crocevia per migliaia di pendolari e passeggeri diretti all’aeroporto di Malpensa, è presente un distributore automatico brandizzato che propone esclusivamente bottigliette Mountain d ew Energy: la da veicolo di promozione per il nuovo prodotto Pepsico, dunque, per promuovere la distribuzione capillare del prodotto anche all’interno delle vending machine, sempre più utilizzate dai consumatori più giovani.






Appuntamento in Fiera





Per far conoscere al meglio tendenze e prospettive del mondo alberghiero, hostelco ospiterà a Barcellona la prima edizione del congresso mondiale dell’industria dell’ospitalità, in programma il 17 e 18 ottobre prossimi all’interno del salone, con oltre 60 tra i più conosciuti leader internazionali di settore.
Vista l’importanza dei relatori presenti, hospitality industry World Congress sarà tra gli eventi più importanti a livello mondiale per il dibattito e scambio di idee tra esperti del settore. L’appuntamento offrirà ai partecipanti l’opportunità di ascoltare i più prestigiosi leader mondiali del comparto: tra i relatori che hanno già confermato la loro presenza spicca Michael nowlis, Executive Programme director London Business School, che inaugurerà il congresso con il discorso d’apertura del primo blocco di conferenze dal titolo “nuovi percorsi verso l’efficienza e la redditività alberghiera”
“È un onore essere stato invitato a tenere il discorso inaugurale. Il congresso riunirà l’élite dei dirigenti di aziende internazionali per analizzare le opportunità e le sfide del settore alberghiero e turistico in tempi così difficili ed al tempo stesso così stimolanti”, ha spiegato nowlis, aggiungendo: “I cambiamenti nel comportamento dei consumatori, così come i modelli di gestione della proprietà, le reti sociali ed una politica dei prezzi altamente dinamica stanno alterando rapidamente il business alberghiero e richiedono nuovi punti di vista e strategie innovative. I modelli più efficienti del passato non garantiscono ormai la redditività nel futuro. Il congresso sarà un’occasione di riflessione dove esaminare i paradigmi che stanno rivoluzionando l’industria dell’ospitalità”.





hospitality industry World Congress tratterà anche altre tematiche, con un ciclo di conferenze dal titolo “Espansione ed internazionalizzazione. Che direzione prendere?”, cui seguirà una tavola rotonda moderata da Jonathan Langston, Senior Partner di TRi hospitality Consulting, azienda inglese di consulenza specializzata nell’industria alberghiera che opera in oltre 150 paesi. il dibattito analizzerà alcuni casi di successo in asia e america Latina e le possibilità di esportazione offerte da paesi in pieno sviluppo come Brasile, Cina, india e Russia.
Giovedì 18 ottobre, inoltre, il congresso aprirà con il terzo blocco di conferenze, “Le persone ed il cambiamento: la nuova intelligenza del successo”. Gli operatori, considerati la risorsa principale nell’industria turistica, in particolar modo nel settore alberghiero, saranno al centro di dibattiti e conferenze, che toccheranno temi come la leadership, l’eccellenza e le vendite interne.
nel corso dell’ultimo giorno di lavori, sul tema “La commercializzazione ed il marketing, un cambio epocale”, verrà esaminata l’evoluzione delle tecnologie che ha investito in pieno il settore turistico, con una crescita a ritmo vertiginoso della commercializzazione e della distribuzione del prodotto turistico on-line. Si parlerà anche del ritardo tecnologico nella congiuntura attuale, nel settore turistico in particolare, che può essere sinonimo di perdita di competitività e condannare al fallimento qualsiasi progetto imprenditoriale.
hostelco vi aspetta presso fira di Barcellona, Recinto Gran Via, dal 17 ottobre 2012



















n on è mai stato così ricco il calendario di eventi di TriestEspresso Expo , la più importante fiera business to business dedicata esclusivamente al caffè, a Trieste dal 25 al 27 ottobre 2012 o rganizzata da a ries, a zienda Speciale della Camera di Commercio di Trieste, in collaborazione con a ssocaffè Trieste, la manifestazione offrirà ai visitatori momenti di formazione e informazione, eventi culturali e di svago, con percorsi nel centro città “all’aroma di caffè” che completeranno il programma della fiera, appuntamento fisso ogni due anni per i principali attori internazionali della filiera dell’espresso.
i n fiera saranno oltre 200 gli espositori operanti in tutte le categorie del settore: dai produttori di macchine da caffè, di macchinari per la torrefazione, attrezzature, di tazzine e packaging ai produttori di caffè verde e tostato, al merchandising e ai servizi. Punto d’incontro a livello internazionale con visitatori attesi da 85 paesi, TriestEspresso è prima di tutto luogo ideale per affermare la qualità dell’espresso e del prodotto Made in i taly, che può annoverare tra gli espositori i principali marchi-simbolo della qualità italiana.
a nche quest’anno, per la sesta edizione, è previsto il tutto esaurito, con importanti presenze, come quelle di paesi produttori colonne portanti del mercato internazionale, vuoi per i volumi o per la qualità quali Vietnam, i ndia, i ndonesia e Guatemala.
Proprio a loro sarà dedicato il convegno di apertura che in un viaggio attraverso le coltivazioni e il caffè verde farà il punto sulle dinamiche e i
cambiamenti che stanno investendo questi mercati, da cui dipendono le sorti e i prezzi della tazzina. d al primo anello della catena all’ultimo, con le competizioni dei baristi: a TriestEspresso ci sarà spazio anche per loro alle cui mani è affidata la resa del prodotto lavorato lungo tutta la filiera. i baristi si sfideranno in prove di abilità, per eleggere i migliori della 2° Mitteleuropean Barista o pen e delle semi-finali del Campionati i taliano Baristi Caffetteria. n on solo: si potrà approfittare di un’ampia offerta formativa messa a punto grazie alla collaborazione con la Speciality Coffee a ssociation Europe (SC a E) che porterà per la prima volta a Trieste i workshop certificati. Tra gli argomenti trattati seminari con suggerimenti pratici su come aprire un coffee shop, corsi sul cup tasting, latte art e caffè verde. Tra gli altri eventi in programma le celebrazioni per il centenario del Gruppo Cimbali, i percorsi tra i caffè storici della città, la mostra fotografica sul Guatemala con degustazioni di caffè, rhum e cacao e un concorso di arte digitale.
Sul sito www.triestespresso.it sono già aperte le preregistrazioni per i visitatori e sono disponibili le informazioni pratiche per organizzare il viaggio oltre a maggiori dettagli sul programma; confermata la collaborazione con Lufthansa che come official carrier fornirà anche quest’anno tariffe scontate ai visitatori di TriestEspresso.





































































































































































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□ boNifico baNcario iNtestato a:/BankERS dRauGhT MadE ouT To: art&WorKs s.r.l.
Cin: S - aBi 03069 - CaB 01628 - C/C 100000001047 iBan: iT24 S030 6901 6281 0000 0001 047
CoBiCE BiC SWifT: BCiTiTMM
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