Skip to main content

D.A.ITALIA_N_63

Page 1


VI RAGGIUNGEREMO CON OGNI MEZZO

S i a t e a f f a m a t i , s i a t e f o l l i
affamati, siate folli.

La prematura scomparsa di Steve Jobs, il genio visionario fondatore di Apple, ha scatenato per mesi la rincorsa alla citazione di alcuni dei suoi più celebri interventi pubblici. In testa alla classifica c'è probabilmente la chiusura di un discorso agli studenti dell'Università di Stanford, in cui parlando di lavoro esclamava: "Non accontentatevi. Siate affamati. Siate folli!"

Questo elogio alla follia creativa, alla capacità di innovare e di cercare il cambiamento anche attraverso grandi rischi, è stato probabilmente ripreso in molti salotti ed innumerevoli discussioni davanti alle macchine del caffè, probabilmente persino in buona fede. Peccato che poi, nell'applicazione pratica quotidiana, sia stato completamente ignorato e che ognuno abbia proseguito la sua normale attività puntando esattamente nella direzione opposta.

Non ha certo fatto eccezione il settore del vending, dove il talento visionario è in netta discesa e dove il mantenimento dello status quo è un comandamento rispettato da troppi e che conviene a pochi. Guai a chi si permette di fare invasioni di campo o a cercare di mutare certi equilibri secolari: la reazione è immediata e brutale.

Peccato che gli scenari si stanno modificando così in fretta che possono essere validamente affrontati solo attraverso delle strategie adattative fatte di continui cambiamenti. Se non si punta sull'innovazione e sulla creatività e non si alza il profilo di rischio, ci si espone davvero all'eventualità di essere spazzati via dall'evoluzione storica del settore.

Nel vending i comandamenti di Steve Jobs sono paradossalmente vissuti al contrario, perché ci si accontenta, ci si sente sazi dopo anni di vacche grasse e la follia imprenditoriale è praticamente defunta. Ancor oggi si punta solo sui vecchi capisaldi: prezzi bassi, amicizie da circolo del tennis, meschinità commerciali e immobilismo generazionale.

Con queste premesse è facile capire perché la marginalità continua ad abbassarsi e perché l'outlook sul futuro è pessimistico. Il 2012 si apre infatti con gli sguardi bassi degli operatori e il sussurro continuo che la crisi non è finita, anzi il peggio deve ancora arrivare. Ma allora non è arrivato il momento di rischiare? "Perso per perso" perché non si prova davvero per una volta a rompere lo status quo attraverso un po' di sana follia?

Ci sono tante strade nuove da imboccare. Si può dare finalmente spazio alla professionalità e alle idee, privilegiando forze nuove e favorendo gli spiriti più creativi. Rompere gli schemi e ricostruire il modello di business del vending nel futuro è una battaglia che vale la pena di combattere, anche se le forze contrarie saranno sicuramente la maggioranza e faranno di tutto per rimandare il cambiamento. Ma come avrebbe detto Steve Jobs: "Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore".

NUMERO 63

GENNAIO/FEBBRAIO 2012

>RENZO GABRIEL BONIZZI DIRETTORE RESPONSABILE/ EDITOR IN CHIEF

>ALESSANDRO FONTANA DIRETTORE EDITORIALE/ EDITORIAL DIRECTOR

> LAURA GUASPARRI ART DIRECTOR

> ANDREA LOTTERO GRAPHIC DESIGN

> DANIELA BISCOTTI COMMERCIALE/COMMERCIAL

> NOEMI MARGAROLI REDAZIONE/EDITORIAL STAFF

LASERGRAFICA POLVER SRL >STAMPA/PRINTERS

D.A.ITALIA

>IL PERIODICO DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA PUBBLICAZIONE ISCRITTA AL TRIBUNALE DI MILANO, NUMERO DI REGISTRAZIONE 177 DEL 22 MARZO 2004

>ISCRIZIONE AL R.O.C.: 11412

>PERIODICITÀ MENSILE

>EDITORE ART&WORKS SRL UNIPERSONALE VIA MARCANTONIO COLONNA 15 20149 MILANO

P.IVA 04234310961

TEL +39 02 48958566 FAX +39 02 89694472

>UFFICIO COMMERCIALE COMMERCIALE@DAITALIA.IT

>WEB WWW.DAITALIA.IT

>POSTA ELETTRONICA INFO@DAITALIA.IT

>ABBONAMENTI ABBONAMENTI@DAITALIA.IT

LA RIPRODUZIONE TOTALE O PARZIALE DELLE ILLUSTRAZIONI E DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI SU D.A. ITALIA È PERMESSA SOLO SE AUTORIZZATA DALLA DIREZIONE. LA DIREZIONE NON ASSUME RESPONSABILITÀ PER LE OPINIONI ESPRESSE DAGLI AUTORI DEI TESTI REDAZIONALI E PUBBLICITARI.

CONCEPT BY ART&WORKS SRL

Editoriale

Siate affamati, siate folli 3

Sommario

Personaggi del VendingA Intervista con Carlo Doglioni Majer 6

Il Mercato Del Vending - Sistemi di Pagamento Intervista con Dario Brunello e Girolamo dal Ben > Coges 10

Il Mercato Del Vending - Gestori Vending Italia > intervista con Giorgio Todisco 16

> Assemblea Generale EVA 22

38

48 Fisco News Il Decreto "Salva Italia" 45 Eventi

> Stati Generali Confida

Mondo Associazione

> TQS > prime aziende certificate

> Confida > Interrogazione parlamentare

> Eva News

Novità

> Lavazza > The Lavazzers, Dodici Fotografi per il Ventennale del Calendario Lavazza

> Gruppo Argenta > Prima nel Vending ad Ottenere la Certificazione ISO 22000:2005

> Gruppo S.E.M. > Ufficiale la Fusione di BPM nel Gruppo Modenese

> PepsiCo e Mr.Vending > Reinventano la Pausa Caffè

> Salute > Uno Studio Assolve le Macchinette nelle Scuole: Non Causano Obesità

Recensioni

> Beverfood _Coffitalia® e Bevitalia® 55

Appuntamento In Fiera

58

> Venditalia 2012

> Chico Mendes

> VendingPARIS

> Hostelco

Intervista con Carlo Doglioni Majer

P e r s o n aggi

de l V e nding

Il 12 dicembre a Bruxelles, Carlo Doglioni Majer è stato eletto come nuovo Vice-President di EVA , un importante riconoscimento per tutto il vending italiano.

La redazione di D.A. Italia, dopo la conclusione dei lavori dell'Assemblea Generale di EVA, ha incontrato e intervistato il Managing Director di Rheavendors Group.

Quali considerazioni strategiche ti hanno portato a decidere di accettare una carica istituzionale nell'associazione europea?

Mio padre Aldo Majer è stato uno dei motori dell’associazionismo europeo di settore, perché in famiglia abbiamo sempre creduto all’idea di Europa. Oggi che questa idea è in crisi, mi sembrava opportuno dedicare una parte delle mie energie a questa sfida. In particolare, l’Italia non gode attualmente di un’ottima immagine sulla scena europea, ritengo quindi doveroso cercare di rivendicare i suoi valori storicamente riconosciuti nel settore, e soprattutto, il contributo strategico che il nostro paese può apportare al vending europeo e mondiale.

Quale potrebbe essere il valore aggiunto che la tua esperienza internazionale potrà portare nell'Executive Committee di EVA?

La mia esperienza professionale, anche se maturata in altri campi prima di entrare attivamente nel vending nel 2001, mi ha portato a sviluppare numerosi ed importanti contatti internazionali. Sono pertanto abituato ad interfacciarmi con persone e culture differenti.

Così ho imparato a rispettare la diversità: la considero un enorme vantaggio che permette di allargare orizzonti ed affrontare problemi da prospettive nuove. Mi è sempre piaciuto un confronto costruttivo e sono alla continua ricerca di nuove collaborazioni, idee o best practice. A mio modesto parere, tutto ciò non potrà che rappresentare un valore aggiunto per gli stessi membri dell’EVA.

> Carlo Doglioni Majer

Quali attività EVA ritieni siano prioritarie e quindi da intraprendere nei prossimi mesi? Innanzitutto, come già esposto durante l’Assemblea del 12 dicembre, ritengo prioritaria la revisione dello Statuto.

Tutto il dibattito che ha portato all’assemblea di Bruxelles è una dimostrazione che è venuto il momento di «fare il tagliando» all’Associazione, per assicurarle il massimo grado di rappresentatività oggettiva. In particolare, è importante rendere veloce ed efficace la comunicazione tra EVA e ognuna delle Associazioni Nazionali, così come impostare più proficue relazioni con le istituzioni europee.

Che giudizio dai delle attuali attività EVA e del suo ruolo in Europa? In un momento come questo, dove si sta oggettivamente ridisegnando il senso dell’esperienza europea, EVA è particolarmente importante come portavoce dei bisogni e delle prospettive dei Paesi Reali: troppo spesso i problemi concreti che rendono difficile lo sviluppo e il mantenimento di realtà lavorative e produttive non riescono ad arrivare al livello della classe politica, che senza queste indicazioni può limitarsi a «produrre in assenza di modello», cioè a risultare poco incisiva quando non dannosa.

Rheavendors è una delle aziende più focalizzate sul mercato estero. Questa mentalità ti sarà di aiuto nello svolgimento dell'importante ruolo in EVA? Il DNA internazionale di Rheavendors Group guida ogni nostra scelta strategica, nonostante l’azienda rimanga saldamente radicata sul suolo italiano – basti pensare che i nostri quattro stabilimenti produttivi sono tutti in Italia.

Tuttavia l’azienda non conosce confini nazionali, ed è proprio questa visione inter- e trans-culturale che rende possibile la progettazione e lo sviluppo di nuove idee vincenti, per rispondere alle richieste attuali dei mercati.

La nostra visione aziendale – come l’abbiamo espressa nel nostro sito – è che «i distributori automatici devono parlare una lingua comune, comprensibile a livello mondiale; devono essere semplici e affidabili, poiché solo così saranno in grado di convincere e soddisfare pienamente il consumatore»

Vorrei aggiungere un altro punto: c’è qualcosa che nella nostra società sta rischiando di spari-

re, ed è il concetto di Bellezza

Ecco: i distributori non devono essere solo funzionanti e cost effective

Devono essere anche belli, nel senso che la bellezza è un lungo processo di acquisizione e pensiero.

Il modello di business italiano si è dimostrato vincente ed è all'avanguardia in Europa. Può essere utile condividerne i valori anche con altre realtà nazionali? Credo anch’io che il modello di business italiano, in particolare applicato al vending, ha avuto i suoi anni d’oro nel passato; siamo noi italiani indiscussi pionieri di questo settore.

Oggi però dobbiamo guardare oltre, e cercare di orientare ancor di più il nostro modello all’internazionalizzazione, pur continuando a credere nei nostri valori di sempre quali: creatività, innovazione, qualità, affidabilità, visione a lungo termine.

Tutto quello che è racchiuso nel concetto di made in Italy , inteso come un vantaggio competitivo che ci contraddistingue costantemente. Inoltre, oggi ci sarebbe un valore nuovo da aggiungere a questa lista, valore universale da cui il nostro futuro comune non potrà prescindere, e mi riferisco alla sostenibilità, ambientale e culturale

Lo dobbiamo considerare prioritario non solo perché UE stessa ce lo impone, ma perché è nel nostro interesse.

L'associazione nazionale italiana Confida è molto attiva per la valorizzazione del settore del vending. Iniziative simili possano essere "esportate" anche in Europa"?

Lucio Pinetti ha dato una sferzata di energia a Confida, di cui è presidente, rimotivando un suo staff piccolo ma agguerrito e dando immediata accresciuta visibilità all’associazione.

E credo che il suo sia un esempio ripetibile in molti altri scenari nazionali e in quello europeo. È pacifico che in un periodo di incertezza e confusione come quello corrente chi esprima pensieri lineari e forti abbia una maggiore opportunità di sopravvivenza e crescita. Forse perché un servizio e quindi considerato ancillare, il vending è rimasto per troppi anni nell’ombra, così come – mi si passi l’immagine – i camerieri nei palazzi inglesi in film come Gosford Park o Downton Abbey È venuto per il vending il momento di salire ai piani alti.

COMUNICAZIONE_&_PUBBLICITÀ

IMMAGINE_AZIENDALE WEB_DESIGN NAMING MARCHIO BROCHURE NEWSLETTER

ORGANIZZAZIONE_EVENTI PROGETTAZIONE_CREATIVA ALLESTIMENTI_FIERISTICI SELEZIONE_HOSTESS SERVIZI_FOTOGRAFICI

Tranquillo... la soluzione la troviamo noi

ADVERTISING CORPORATE IDE ME EVENTS

Coges > DNA Italiano Profilo Internazionale

tacreM o d e l

Vending

Si s t e mi di Pa g a m otne

Il 2011 è stato per Coges un anno di transizione e come tutti i cambiamenti ha comportato delle scelte impegnative e anche dolorose dal punto di vista umano, ma sono rimasti invariati l’impegno negli investimenti dell’azienda nella progettazione e nella produzione, che ha saputo mantenere la qualità di sempre.

Coges fa parte dal 2005 del Gruppo Azkoyen S.A., holding con sede a Peralta (Navarra) e strutturata in 3 Business Unit. La prima, Vending Systems, è dedicata ai sistemi vending, produce macchine per tabacchi e d.a. ed a questa appartiene anche l’inglese Coffetek, che realizza macchine table top e prodotti per OCS e Ho.Re.Ca. La divisione di sistemi di pagamento, Payment Technologies, commercializza dispositivi

che coprono tutti i settori, dal gaming all’automazione dei servizi, dal retail al vending realizzato da Coges. L’ultima divisione si occupa di controllo accessi e sicurezza, con sede in Germania, ed è rappresentata da Primion

Le diverse realtà costituiscono oggi una delle principali business unit nel settore dei sistemi di pagamento del panorama europeo. In questo contesto Coges rimane un’azienda con una propria identità, che non rinuncia alla propria storia, né ai propri obiettivi.

D.A. Italia ha incontrato Dario Brunello, Direttore Commerciale e A.D. del Consiglio di Amministrazione di Coges e Girolamo Dal Ben, Domestic Sales Manager, per parlare del recente passato e del futuro dell’azienda veneta.

> Dario Brunello e Girolamo Dal Ben

Intervista con Dario Brunello e Girolamo Dal Ben

Quello appena concluso è stato un anno molto intenso per Coges. Quali considerazioni ti senti di poter fare su questo periodo così impegnativo? Il gruppo Azkoyen, quotato alla Borsa di Madrid, nel suo complesso ha fatturato 170 milioni di euro nel 2010, e per il 2011 si prevede il raggiungimento di un risultato simile. A causa della crisi e del clima di incertezza sui mercati europei, l’anno scorso la capogruppo ha deciso una razionalizzazione organizzativa che ha coinvolto anche Coges. Questo ha comportato una riduzione del personale, tra esuberi e qualche uscita volontaria.

In una situazione generale difficile (9% di disoccupazione in Italia, 22% in Spagna), grazie alle performance dei nostri sistemi di pagamento ed il consolidamento del rapporto con i clienti abbiamo superato il fatturato del 2010, nonostante questa riorganizzazione e una fine dell’anno economicamente ancora instabile.

Per il 2011 era stato previsto un budget molto ambizioso, in quanto come ogni anno era stato redatto verso ottobre ed in quel periodo nessuno avrebbe potuto prevedere la ristrutturazione, né un anno così difficile per l’economia.

Come sarà invece il 2012 di Coges? Coges viene identificata con i sistemi cashless e ha sempre avuto l’Italia come mercato di riferimento, ma negli ultimi anni abbiamo ottenuto successo anche all’estero, anche grazie ad una serie di prodotti che hanno incrementato e completato la nostra gamma. Coges è in salute e dopo la fase di asse-

stamento dei mesi scorsi possiamo guardare al 2012 con ottimismo

La riduzione del personale rappresenta un importante sacrificio in termini di capitale umano: come siete riusciti a mantenere efficiente l’operatività, nonostante i tagli al personale? Si è trattato di una decisione necessaria ma non indolore. Abbiamo cercato di non penalizzare tutte le aree dell’azienda che si interfacciano direttamente con il cliente: front office e back office hanno subito un’unica perdita, mentre la parte R&D ha mantenuto l’intero organico, composto da 25 ingegneri.

Tengo a sottolineare che la ristrutturazione non ha in nessun modo interessato i reparti fondamentali. R&D, Customer Service, Commerciale e Marketing sono infatti rimasti integri.

Sono stati fatti alcuni tagli nei reparti IT, acquisti e finanziario, perché chiaramente le cinque aziende del Gruppo riferiscono alla holding che ha sede a Peralta, quindi abbiamo concentrato tutte le energie nella Azkoyen SA. Anche se ovviamente qui a Schio abbiamo comunque delle persone che seguono e coordinano queste aree per farle funzionare in modo efficiente. Ogni operazione fa capo alla capogruppo e tutte le aziende sono collegate, lavorano con un unico sistema SAP, uno dei vantaggi che ha portato la centralizzazione delle funzioni.

Anche la parte produttiva dell’azienda non ha subito tagli, anche grazie al fatto che Coges, che gestisce la produzione locale in autonomia, si appoggia per il 95% a fornitori esterni. Schio, a parità di densità di popolazione, è la più grande zona industriale d’Italia, quindi i fornitori locali non mancano! I dipendenti del reparto produttivo si occupano di collaudi finali, controllo qualità e spedizioni.

In quali paesi è presente attualmente Coges? Coges ha sede a Schio e filiali a Colmar, in Francia e a Madrid in Spagna. Madrid è l’ultima arrivata, in seguito all’acquisizione di Impulsa, società di sistemi di pagamento e servizi di telemetria, nel 2009. Siamo inoltre presenti nell’area Germanica, in quella Scandinava ed in Marocco, con dei rivenditori. Abbiamo una forte presenza nell’Europa dell’Est ed in Turchia, dove siamo cresciuti molto negli ultimi anni. Infine due anni fa abbiamo aperto una filiale a San Paolo in Brasile.

Com’è organizzata la rete vendita Coges in Italia? In Italia, nel vending siamo strutturati per vendere con quattro tipologie diverse di clienti:

> rivenditori autorizzati che coprono tutte le regioni;

> clienti diretti, in particolare nel Nord Italia;

> gruppi di acquisto formati da importanti società di gestione;

> i fabbricanti di distributori automatici.

Alcuni clienti Italia sono presenti anche all’estero con i nostri prodotti.

Uno dei temi più dibattuti di questi ultimi mesi è: “quale sarà il futuro dei sistemi di pagamento nel vending?” Che considerazioni ha fatto Coges sull'argomento? Coges è riconosciuta da sempre per la qualità e l’affidabilità dei sistemi cashless, in particolare la famosa chiave elettronica che ha consentito al settore incrementi sulle vendite ma soprattutto il controllo dei dati contabili, informazioni fondamentali per un’ottimizzazione della propria attività di vending.

Grazie a questa esperienza Coges sta sviluppando due importanti pro-

getti che in futuro potranno affiancare la chiave cashless. Si tratta di una collaborazione con Telecom Italia, il progetto consiste nell’offrire la possibilità di acquistare dal distributore automatico tramite telefono cellulare, grazie alla tecnologia NFC. Il settore si sta muovendo in questa direzione e noi già da quattro anni collaboriamo con Telecom Lab di Torino che segue lo sviluppo delle SIM per tutti i possibili utilizzi. Oggi all’interno dei telefonini di nuova generazione viene introdotta un’antenna e con una SIM si può gestire un campo di memoria dedicato al vending, senza toccare il credito telefonico.

Un giorno avranno tutti un portafogli elettronico nel cellulare: un gestore straniero qualche giorno fa mi ha spiegato di dover conquistare la fascia di consumatori “12-17 anni” e di dover puntare alle SIM card. È quello il futuro. Oggi ha senso fare degli esperimenti, ma in un prossimo futuro il transito del denaro probabilmente passerà direttamente per il gestore telefonico che a sua volta fatturerà alla società di gestione vending. Per ora noi stiamo lavorando con alcune sedi di Telecom Italia. Entro fine 2012 il progetto è destinato a crescere ulteriormente.

Il secondo progetto è collegato ad un importante istituto bancario italiano, e prevede di poter acquistare dal distributore automatico con carta di credito.

Quali sono le novità di prodotto e i progetti futuri di Coges? Come è noto, Coges realizza l’intera gamma di sistemi di pagamento: sistemi cashless, gettoniere rendiresto sia normali che con cashless integrato, riconoscitori di monete, lettori di banconote, tra cui gli ultimi nati sono il lettore di banconote Lithos e il riconoscitore di monete Caesium, entram-

bi presentati quest’anno, sistemi di telemetria per il controllo remoto sia dal distributore automatico che dal sistema di pagamento.

Parlando di progetti futuri, abbiamo ideato un sistema di deconto per macchine OCS, con controllo di gestione dei software più diffusi.

Come funziona il vostro sistema di telemetria? Il nostro sistema è molto semplice: si tratta di una telemetria con doppia porta seriale che permette al gestore di avere sia i dati contabili dal sistema di pagamento che tutti gli eventi (guasti macchina) inviati dal distributore automatico. Il sistema prende i dati via GPRS/GSM e poi si integra con il gestionale in possesso del cliente (ad esempio Vega).

Noi crediamo che questo sia il modo in cui proseguire con il sistema di telemetria, le soluzioni future dovranno essere integrate con l’NFC e le carte di credito.

Fare telemetria è come fare un vestito ad hoc da un sarto. Infatti bisogna ascoltare le esigenze del singolo gestore e non è semplice. Stiamo però facendo buone esperienze con alcuni importanti clienti.

Per quanto riguarda l’NFC ci sono stati alcuni test con Telecom e ne stiamo facendo uno in Spagna con Télefonica, quindi abbiamo fatto progressi importanti per quanto riguarda il tipo di integrazione con il nostro sistema.

Quali altri progetti sta sviluppando Coges, in particolare all’estero? Con il nostro partner in Germania abbiamo realizzato un’applicazione per i nostri sistemi: si tratta di casse automatiche integrate tra loro e a loro volta integrate con il vending. Il sistema permette ad esempio di entrare allo stadio, consumare al distributore e di utilizzare le casse automatiche durante l’intervallo della partita con la sola scheda MIFARE. Ci siamo affidati al nostro partner tedesco perché non avevamo il know how per la parte catering e abbiamo avuto un grande successo. L’applicazione sta già funzionando in quattro stadi e ci è stata data la possibilità di entrare con il nostro sistema in uno degli stadi di Euro 2012. Questo non è propriamente il nostro settore ma è collegato al vending per quanto riguarda l’interfaccia con il distributore automatico. Tra l’altro questa tessera può essere ricaricata da casa o via internet o anche sui distributori per non restare senza credito. In più si ha il controllo dell’accesso, si possono conoscere i gusti dell’utente e personalizzare l’offerta. Cosa porterà Coges all’importante appuntamento di Venditalia 2012? Sicuramente il visitatore troverà a Venditalia, oltre ai nostri consolidati sistemi di pagamento, la telefonia, le carte di credito, il controllo per la vendita del materiale di protezione individuale (DPI), la gestione del riaccredito sulla chiave con compattatori. Non mancherà la presentazione al pubblico di nuovi prodotti per il vending, ma per il momento è prematuro parlarne.

Coges è un’azienda certificata. Quali sono i progetti futuri nel campo della certificazione? Abbiamo già ottenuto da tempo le certificazioni ISO 9001, ISO 18001, ISO 14001 e abbiamo raggiunto il primo livello della certificazione EFQM, che coinvolge tutta la struttura. Abbiamo cambiato le impostazioni già in fase di produzione e di progettazione, introducendo una serie di accorgimenti tesi a ridurre l’impatto ambientale dei prodotti e dei materiali.

Coges è una delle poche aziende del settore ad avere in vigore un Codice Etico: di cosa si tratta? Il Codice Etico, voluto nel 2008, è

uno strumento vincolante per Coges e per chi ha a che fare con questa azienda. Sono linee guida di comportamento vincolanti e sono previste sanzioni per chi non si attiene a quanto riportato nel testo.

Le indicazioni riguardano soprattutto il know-how tecnico, commerciale e la progettazione, Il codice etico ha grande attenzione per la trasparenza nella comunicazione, nei rapporti con i fornitori e con i clienti.

I grossi gruppi stranieri, soprattutto nel mondo anglosassone, la apprezzano molto e in un’azienda delle dimensioni di Coges è anche più facile applicarlo e farlo rispettare. Il testo ha comportato dei cambiamenti reali all’interno dell’azienda, nei rapporti tra dipendenti, incoraggiando una maggiore trasparenza, un maggior dialogo. È un testo molto ampio, riguarda molti aspetti della vita dell’azienda: un codice di comportamento applicato all’ambiente di lavoro è qualcosa in cui Coges crede fermamente.

La vostra azienda aderisce a diverse associazioni di categoria nazionali: come mai Coges è così attiva a livello associativo?

Siamo membri di CONFIDA, NAVSA, ANEDA, BDV e di EVA. Da sempre sosteniamo l’importanza di essere presenti perché innanzitutto siamo sul territorio, in Spagna e Francia, con due filiali, quindi ci sembra utile poter partecipare attivamente alla vita associativa del settore non solo qui in Italia ma anche all’estero. All’interno di EVA, Coges è membro del team cashless e siamo presenti a tutte le riunioni: non partecipare significherebbe perdere di fatto il diritto di avere voce in capitolo. Penso sia fondamentale, fare parte di EVA, se vogliamo essere tra i primi ad essere informati sulle novità del settore e se vogliamo anche poter indirizzare verso alcune scelte, portando la nostra esperienza nell’ambito del cashless e dei sistemi di pagamento.

LITHOS: Il lettore di banconote multistandard: versatile, affidabile e preciso

Il nuovo lettore di banconote Lithos offre la massima affidabilità e velocità nella lettura delle banconote e nella discriminazione dei falsi, qualità e robustezza dei materiali, semplicità di installazione e manutenzione e grande versatilità di utilizzo. Recentemente ha superato i test di affidabilità e discriminazione dei falsi ed approvato dalla Banca Centrale Europea e Spagnola.

Le sue caratteristiche principali sono:

> sistema ottico di nuova generazione: Il banco ottiche permette di acquisire 9 segnali ottici di tutta la superficie della banconota per garantirne un riconoscimento accurato. Il Lithos è dotato inoltre di ottiche separate dedicate specificatamente a riconoscere l’inserimento della banconota e di un sistema ottico antifishing per impedire il ripescaggio della banconota inserita.

> versatilità di installazione: L’innovativo sistema di montaggio modulare permette una rapida installazione: la robusta bocchetta in alluminio può essere montata comodamente all’esterno del distributore per poi agganciarvi dall’interno il corpo in plastica, senza sforzo e senza l’uso di cacciaviti o altri utensili. È possibile anche lasciare esposta all’esterno solo la fessura di inserimento delle banconote anziché tutta la mascherina frontale, mentre il lettore può essere montato con lo stacker per la raccolta delle banconote rivolto verso l’alto o verso il basso, così da essere adattabile agli spazi disponibili all’interno della macchina. Le dimensioni del Lithos rispettano lo standard EVA-CVS e sono compatibili con quelle del lettore Eureka, permettendone una perfetta sostituzione senza necessità di eseguire ulteriori forature o modifiche al distributore automatico.

> manutenzione e pulizia agevoli: La struttura modulare ad incastro consente un rapido sgancio ed un semplice accesso a tutte le componenti più importanti del lettore, compreso il sistema ottico, permettendone un’agevole manutenzione e pulizia. Tutti i pulsanti e gli indicatori sono

posizionati sul retro del lettore, così da essere facilmente raggiungibili dall’operatore.

> interazione con l'operatore e l'utente finale: Lithos è dotato di un pulsante per l’immediata inibizione di qualsiasi banconota presente in database, mentre un dip-switch di programmazione consente l’impostazione di alcune funzioni direttamente sul lettore. La presenza ed il corretto posizionamento della cassa vengono rilevati da un sensore in grado di comunicare tramite led eventuali anomalie. La comunicazione con l’utente è resa immediata dall’illuminazione a led della bocchetta, che funziona con un’intuitiva logica semaforica.

> robustezza: La bocchetta in alluminio, unica parte esposta al pubblico del lettore, garantisce resistenza ad eventuali atti di vandalismo. Il Lithos è protetto anche da un sistema drenante che protegge le parti sensibili del lettore da eventuali infiltrazioni di liquidi inseriti dalla bocchetta.

> semplicità di aggiornamento: Un altro aspetto innovativo del nuovo lettore di banconote è la presenza di una porta USB, che consente il collegamento diretto ad un personal computer o l’inserimento di una chiave per l’aggiornamento firmware, la programmazione ed il caricamento di nuovi database di banconote. Lithos viene fornito completo di un ampio database, realizzato con nuovi algoritmi per renderlo ancora più preciso. Database aggiuntivi, aggiornamenti firmware ed il software BillValidator per la programmazione sono a disposizione gratuitamente sul sito www.coges.eu.

> rispetto per l'ambiente: Il lettore Lithos è stato progettato prestando attenzione anche ai consumi ed al rispetto per l’ambiente. In modalità stand-by, infatti, Lithos consuma solo 0,25 W, il 10% di energia elettrica del suo predecessore Eureka, ponendosi ai livelli di consumo più bassi tra i lettori di banconote presenti sul mercato. Tutto il lettore, inoltre, è costruito in materiale riciclabile.

CAESIUM: Alta tecnologia ed affidabilità nel riconoscimento delle monete

Il Riconoscitore di monete Caesium per le sue caratteristiche dimensionali, di versatilità, affidabilità e robustezza, è particolarmente adatto per l’instal-

lazione su distributori automatici di piccole dimensioni. Semplici operazioni di programmazione garantiscono al riconoscitore la massima flessibilità facendone, a tutti gli effetti, un prodotto plurifunzionale.

Le sue principali caratteristiche sono:

> Perfettamente intercambiabile rispetto al precedente Riconoscitore €UR3 Coges.

> In grado di memorizzare 32 diversi tipi di monete e/o gettoni.

> Riconoscimento tramite una verifica delle caratteristiche fisiche, di lega e delle dimensioni delle monete e tramite un sensore sonoro.

> Sistema anti-fishing in ingresso (meccanico e ottico), per contrastare eventuali tentativi di ripescaggio delle monete introdotte.

> Struttura modulare per una rapida sostituzione del modulo sensori e del modulo di uscita.

> Programmazione dei principali parametri di funzionamento tramite dipswitch esterno.

> programmazione completa tramite PC collegato attraverso un cavo seriale o tramite un programmatore portatile.

> Possibilità di programmare 2 gettoni tramite autoacquisizione.

> Tecnologia di lettura digitale: il modulo di lettura presente nel riconoscitore Caesium ha superato i test di affidabilità e discriminazione dei falsi della Banca Centrale Europea e Tedesca.

Quanto è Difficile Fare il Piccolo Gestore in Tempo di Crisi

M e r c a t o del Vend i n g Gestor i

Una delle caratteristiche principali del settore del vending è la presenza di moltissime gestioni di piccole dimensioni (sotto le 100.000 battute). Questa categoria d'impresa rappresenta da sempre il segmento più vitale e dinamico della distribuzione automatica e il suo stato di salute è un indice fondamentale per valutare l'andamento complessivo del settore.

La crisi dei consumi di questi ultimi anni, il difficile ricor-

so al credito, l'aumento dei costi e l'ampliamento degli adempimenti burocratici hanno reso sempre più complesso garantire la sopravvivenza di questa tipologia d'impresa, fondamentale per tutta la filiera.

La redazione di D.A. Italia, per approfondire l'argomento, ha incontrato e intervistato un piccolo gestore di Como, Giorgio Todisco , fondatore di Vending italia

Intervista con Giorgio Todisco

Quali esperienze professionali hai avuto nel settore prima di fondare la tua impresa di gestione Vending Italia? Sono entrato nel vending nel 2000 lavorando come caricatore per Elledi Lombarda Distributori di Giulio Cantaluppi. Ho frequentato una scuola di elettronica, quindi sono sempre stato appassionato di tutto quello che riguarda la parte tecnica dei distributori automatici. Ho lavorato in questa gestione fino al 2006, quando ho dato le dimissioni per fondare una mia azienda. Tengo a dire che ho creato una mia clientela senza sfruttare i rapporti creati negli anni con i clienti Elledi. Quell’esperienza è stata molto preziosa perché ho conosciuto questo settore e ho imparato un mestiere che mi piace molto. Inoltre ho potuto curare la relazione con il cliente, un aspetto centrale di quest’attività.

Gli inizi per un piccolo gestore sono sempre particolarmente complessi. Come hai trovato i primi clienti? In un primo momento ho creato un sito internet: vendingitalia.it, sono

stato contattato dal mio primo cliente e da lì è partito tutto. Nel 2006 ho preso un furgone usato, ho contattato una rivendita per acquistare i prodotti, che tenevo sul furgone e facevo il mio giro. L’ufficio l’avevo a casa. Poi man mano che incominciavano ad arrivare clienti nuovi, ho potuto affittare un magazzino per poi ingrandirmi prendendo i locali a fianco, perché più spaziosi. Il primo anno ho raggiunto le 10.000 battute, il secondo 25-30.000 e poi pian piano sono aumentate. Oggi, pur non avendo un commerciale, sono arrivato fino a 60.000 battute.

Hai sempre lavorato da solo? È possibile oggi gestire una realtà così complessa senza alcun aiuto? Quando ho raggiunto le 35.000 battute ho dovuto assumere una persona per un semplice motivo: la burocrazia, la contabilità, contare la moneta, curare i rapporti con la banca, i fornitori, ecc. sono operazioni che non si possono trascurare e che limitano il lavoro sul campo. Ho formato personalmente il mio dipendente e anche in quel caso le complicazioni non sono mancate, perché un dipendente comporta rischi, costi e oneri di cui mi sono dovuto far carico. Adesso gestisco nuovamente l’attività da solo: prima di

Natale ho dovuto licenziare il mio collaboratore a causa della crisi che attraversa l’azienda.

A cosa attribuisci le difficoltà della tua azienda? Non ho mai perso un cliente, mai. Solo che a partire dalla scorsa primavera sono diminuiti i consumi. Anche in aziende che non hanno subito riduzioni di personale. Mi rendo davvero conto di come sia diventato difficile tirare fuori 0,40€ per un caffè. Il calo dei consumi riguarda tutti i prodotti, ma la diminuzione nel consumo di caffè è impressionante. Certo, anche i costi sono aumentati: basti pensare al costo del pedaggio autostradale o al prezzo del carburante, che è arrivato alle stelle. Secondo il mio punto di vista in ogni caso non è l’azienda, ma il consumatore ad essere in crisi. Dal punto di vista aziendale abbiamo subito la chiusura della struttura di una sola locazione. Semplicemente il consumatore finale oggi spende molto meno per gli acquisti dal distributore automatico.

Qual è l’area in cui opera Vending Italia? Il nostro territorio comprende Como, Milano e le località lungo l’autostrada in direzione del capoluogo lombardo. Non abbiamo clienti molto di-

> Giorgio Todisco

stanti l’uno dall’altro, sono abbastanza concentrati, però sostengo lo stesso spese molto alte per gli spostamenti e da gennaio, si dovrà anche pagare la tassa di ingresso a Milano per i veicoli Euro 4 ed Euro 5. Ho acquistato un furgone di categoria Euro 4 con filtro antiparticolato per entrare a Milano senza pagare l’Ecopass, ma ora mi trovo a dover pagare l’ingresso in città e ad aver cambiato furgone per niente. Anche questo purtroppo va ad incidere sui costi aziendali.

Chi sono i tuoi fornitori e quanto è importante scegliere i prodotti giusti? Ho sempre puntato ad un servizio di qualità, quindi ho scelto macchine e prodotti affidabili. Le macchine con cui ho iniziato erano Saeco, ho lavorato per un periodo anche con RDS-Necta, mentre ora mi affido ad un rivenditore (Argentia) per tutti i prodotti. Per il sistema di filtrazione preferisco utilizzare i filtri-cartuccia, perché rispetto ai filtri a bidone in resina oltre a non impoverire l’acqua, creano minori problemi con le caldaie sul lungo periodo, riducendo le riparazioni, quindi i costi. Abbiamo avuto problemi con il caffè in grani, che ha danneggiato alcune macchine e lo abbiamo da poco sostituito, mantenendo alto il livello qualitativo del prodotto finale.

È possibile perseguire la strada della qualità o è sempre il prezzo che comanda sul mercato? Se utilizzi un buon prodotto, puoi ottenere davvero degli ottimi risultati. Eppure molti gestori continuano a preferire i filtri a resina, così come scelgono di non installare le rendi resto. Un altro esempio sono le etichette degli ingredienti. Io utilizzo un’etichetta degli ingredienti che può sembrare effettivamente lunga da leggere, ma che è completa e trasparente verso chi acquista e consuma il prodotto. Una volta si diceva: “il caffè alla macchinetta fa schifo” . La tecnologia oggi ha fatto molti passi avanti. Ma la mentalità dei gestori della prima ora non cambia, non comprendono che oggi nel vending ci vuole qualità e che alcuni prodotti di oggi sono migliori di quelli degli anni passati.

La tua azienda, come altre, si trova in difficoltà a causa della mancanza di credito. Vuoi spiegarci meglio cosa è successo?

Quando la banca mi ha revocato il fido, ho contratto un piccolo debito con un fornitore di boccioni d’acqua (circa mille euro) e per questo motivo mi sono stati pignorati i conti correnti. La fornitura tra l’altro è stata sbagliata: 10 ban-

cali da tre piani al posto dei 10 bancali da due piani richiesti. All’importo si è aggiunta anche la cauzione dei bancali che non sono mai stati ritirati. Ho chiesto più tempo per vendere tutti quei boccioni, anche perché la fornitura è avvenuta in inverno, quando si riducono i consumi, pagando metà dell’importo dovuto. All’inizio di quest’anno ho dato un altro acconto e mancavano 1.000,00€ al saldo. Prima della fine dell’anno per questi 1.000,00€ di insoluto mi è arrivato un decreto ingiuntivo con pignoramento dei conti correnti bancari e un aumento delle spese a 5.000,00€. Non c’è stato modo di accordarsi, non mi è stata data risposta né dal titolare dell’azienda né dall’avvocato che segue la pratica.

Come ti spieghi una cosa del genere? Da parte di un’azienda che fattura milioni di euro non riesco a spiegarmela.

Quello dei finanziamenti è un problema molto importante e diffuso tra le gestioni di piccole dimensioni: a livello bancario hai mai avuto degli aiuti? Inizialmente sì, avevo ottenuto dalla banca avevo un’apertura di credito in conto, quindi una maggiore liquidità di cassa. Dal 2008 però le banche hanno iniziato a chiudere i rubinetti, a non concedere più credito, fino a quando sei mesi fa mi è stata comunicata via e-mail la revoca del mio fido è stato revocato anche il mio. La banca si è giustificata dicendo che io ho sempre utilizzato il fido, non tornando in attivo, ma io l’ho utilizzato per acquistare macchine, perché leasing, nonostante il buon bilancio della mia azienda, non me ne sono più stati concessi.

Tu cerchi di portare avanti un discorso di servizio e di qualità, ma sei in difficoltà economica: questo dimostra che anche se si lavora bene si fa fatica… vale la pena continuare a fare il gestore? Io credo di sì. Questo è un lavoro che se fatto con passione, come parecchi gestori fanno, possa portare a grandi soddisfazioni e anche ad interessanti margini di guadagno. Si hanno problemi di liquidità perché le banche non erogano più leasing, se non tramite alcuni “compromessi” e quindi praticamente la liquidità viene intaccata dal fatto che i distributori vanno acquistati e pagati nelle poche rate che la rivendita può fare. Questo è il problema. Perché se io vado ad analizzare il bilancio, quest’anno Vending Italia ha fatturato 30.000,00€ in più nei primi

mesi dell’anno rispetto al 2010, anche grazie a 4-5 clienti nuovi, per poi trovarsi in questa crisi che è iniziata a luglio. Pensavamo di riprenderci dopo l’estate, ma ottobre e novembre sono stati due mesi durissimi e a dicembre sono arrivato con un altro -20% rispetto al mese precedente.

Conti bloccati, spese che aumentano: con che spirito entri nel 2012? Guardando al futuro, ho deciso di continuare finché non mi porteranno via anche l’ultimo distributore! Nel senso che lavoro purtroppo non ce n’è, vedo tante aziende in difficoltà.

O cambia qualcosa, oppure ci saranno grandi difficoltà per tutti. Noi siamo con l’indotto, dipendiamo dalla vita delle aziende e degli uffici. Secondo me i d.a. dovrebbero essere usati come redditometro della popolazione perché lavorano con il consumatore e con il dipendente dell’azienda, “tracciano” l’andamento dell’economia italiana. Se l’azienda licenzia, calano i consumi, ma anche senza licenziare si registra un abbassamento dei consumi.

Poi purtroppo le spese aumentano, abbiamo sempre usato il sistema dell’IVA a credito, ma quando l’ho richiesta non mi è stata restituita per mancanza di fondi. Se dovessi recuperare l’IVA che lo Stato ha in mano, io sarei a posto. Non mi avrebbero bloccato i conti correnti, non avrei dovuto ricorrere all’aiuto di Lanzani di Argentia che ha dovuto farmi da banca. A proposito, ne approfitto per ringraziarlo, mi ha dato una mano e mi ha concesso fiducia in questo momento davvero durissimo.

Qual è la soluzione per uscire da questa crisi? Da parte mia posso mantenere alta la qualità del servizio offerto, ridurre i costi. Ma per uscire da questa crisi innanzitutto devono uscirne le aziende italiane. Le fabbriche, gli uffici con cui lavoriamo. Dal mio punto di vista, curare il rapporto con il cliente è fondamentale: i miei clienti sono sempre rimasti soddisfatti, ho sempre aumentato i prezzi in maniera onesta in base agli aumenti che ci sono stati, non ho perso clientela per il semplice fatto che offro un prodotto di qualità e ritengo che ci sia ancora spazio per far crescere i prezzi nella DA.

Quali sono i prezzi medi dei tuoi prodotti? Il caffè costa 0,40€, l’acqua 0,35-0,40€, le lattine 0,70€ mentre succhi di frutta, the verde ed altre bibite costano 1,00€. Noi portiamo avanti il principio che se vuoi un buon servizio devi pagarlo.

Nella tua area di competenza c'è un alto tasso di concorrenza? La concorrenza c’è. L’unica mia soddisfazione è vedere i competitor passare dai miei clienti con prezzi stracciati rispetto ai miei e non riuscire ad ottenere la locazione. Questa è una grande soddisfazione. Vuol dire che abbiamo creato un legame con il cliente e fatto un ottimo lavoro sulla qualità del prodotto offerto. La gratificazione adesso non è economica ma morale. Sono 5 anni che ho la mia attività e 5 anni che investo perché ho creduto e credo tuttora in questo settore. L’unica cosa che mi dispiace è dire di no ai clienti che chiamano adesso. Mi chiamano perché vedono il sito o perché hanno consumato un prodotto da un nostro distributore, ma ho dovuto dire troppo spesso di no e passare ad aziende che conosco almeno una quarantina di clienti. E pensare che c’è chi si lamenta di non trovarne…in questo caso vale il famoso detto “chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane”! Devo trovare una soluzione alternativa per l’acquisto dei distributori, perché crescere in un certo modo è pericoloso.

In che percentuale ti occupi di automatico e di OCS? Mi occupo quasi esclusivamente di

automatico. L’OCS non lo spingo più di tanto, rappresenta circa il 20% delle mie battute.

E invece tra privato e pubblico? Hai qualche appalto pubblico? Ho solo una scuola pubblica. Inizialmente non volevo partecipare alla gara perché appalti pubblici non ne faccio, per il semplice fatto dei ristorni, del prezzo e delle pretese assurde che ci sono nei bandi. Questa scuola pubblica ha scelto me, nonostante alla gara avessero partecipato altre aziende con ristorni molto più alti e prezzi molto più bassi, per il semplice fatto che gli ho portato i miei prodotti e hanno preferito la qualità al prezzo. Sono soddisfazioni. Non metto in gioco il mio nome, non abbasso la mia qualità per un appalto in una scuola. Senza contare che lavorare sotto una certa soglia di prezzo è, a mio parere, impensabile. Non dimentichiamoci che una volta il caffè nel vending costava addirittura di più che quello del bar. Questo settore non va sminuito.

Come fai adesso a gestire 60.000 battute da solo? Non è assolutamente facile. Le consumazioni sono in diminuzione, ma sono comunque al limite. Speriamo di uscire da questa situazione

e a rimettere a posto i conti. Non investo più, purtroppo, cerco di pagare quello che devo, per poi tornare in carreggiata.

Quali sono i tuoi ritmi di lavoro? Si lavora sempre, 7 giorni su 7, 24 ore al giorno, sabato, domenica, feste. Sono quattro anni che non vado in vacanza. Garantisco sempre la presenza, il mio cellulare è sempre in funzione, se sono malato… non sono malato. Ho lavorato con le vertigini, la febbre alta: è un servizio che non può venire a mancare. Fortunatamente anche il dipendente che avevo è stato formato bene e i miei d.a. è difficilissimo che si blocchino, privilegio la manutenzione preventiva per evitare interventi troppo lunghi o costosi ed evito che i clienti abbiano le macchine ferme.

Hai mai avuto proposte per l’acquisto dell’azienda? No, è un periodo in cui neanche i grossi gruppi acquistano. Qualche anno fa mi è stato proposto. Ma comunque non ci ho mai pensato, il vending mi è da subito entrato nel sangue. Io ricordo quando lavoravo in Elledi: la domenica mi mancava il profumo del caffè che versavo nella campana del distributore.

Stati Generali Confida > 23

Assemblea Generale Eva > 33

Stati Generali del Vending

La Distribuzione Automatica tra Mercato e Innovazione

Il 9 e 10 novembre si sono tenuti a Roma i primi Stati Generali del vending organizzati da Confida, l’Associazione italiana della distribuzione automatica. Agli Stati Generali hanno partecipato importanti personalità del mondo politico, del mondo di Confcommercio e del mondo delle Associazioni.

Introduzione ai lavori della seconda giornata

degli Stati Generali Alessandro Fontana

Consigliere delegato alla Comunicazione Confida

Le parole sono importanti.

Perché questo momento d'incontro è stato definito come: "Stati Generali" e non come Convegno, Assemblea, Riunione o Workshop? L'idea degli Stati Generali ha una profonda radice storica. Furono convocati per la prima volta nel 1301 come assemblea straordinaria dei rappresentanti di nobiltà, clero e Terzo Stato in Francia. È quindi un'assemblea plenaria, che coinvolge i rappresentanti di tutti i ceti sociali e che veniva indetta solo quando questioni realmente gravi minacciavano la stabilità di uno Stato. La lezione storica è chiara: quando c'è un pericolo imminente, tutti devono partecipare, perché è possibile uscire da un momento congiunturale critico solo con la collaborazione di tutti.

Ecco il perché degli Stati Generali del vending e non di una riunione qualunque. Il momento economico lo impone e la responsabilità dell'impegno ricade su tutti i componenti della filiera, nessuno escluso. Siamo chiamati a fare scelte urgenti per dare forza al cambiamento di rotta e dare tutti insieme un contributo reale alla valorizzazione del sistema vending. Forse è arrivato davvero il momento di comprendere che non c'è contraddizione tra l'egoismo imprenditoriale e l'altruismo di filiera. Non si può più pensare solo alla propria azienda, perché se tutto il

Moltissimi i contributi di grande interesse da parte di illustri relatori. In questo numero della rivista pubblichiamo l'intervento del Professor Vincenzo Perrone (Università Bocconi), di Giovanni Miragliotta (Politecnico di Milano) e l'introduzione ai lavori del moderatore Alessandro Fontana (Confida).

sistema vending va male, prima o poi la degenerazione dell'ambiente circostante è destinato a contagiare anche le società virtuose. Quindi lavorare in funzione di un sistema più sano (altruismo di filiera) ha un impatto molto importante anche sui risultati a lungo termine della propria azienda.Ieri lo spread con i bund tedeschi è salito a 550 punti. Perché in Germania si sono subito allarmati e si sono resi disponibili ad aiuti importanti all'Italia? Per altruismo? Assolutamente no. C'è la corretta convinzione che un ipotetico crollo del sistema italiano possa contagiare anche la Germania e costare moltissimo al popolo tedesco. Per cui i forti richiami del Presidente Pinetti nel suo discorso di apertura sulla necessità di "fare sistema" mediante un'iniziativa di "solidarietà di filiera", tracciano una rotta precisa da seguire senza esitazione. Gli Stati Generali non vogliono solo analizzare e comprendere COSA sta succedendo nel nostro settore, ma anche COME affrontare al meglio la situazione. Molti "come" sono stati illustrati ieri in maniera illuminante da illustri relatori. Abbiamo ad esempio visto come il miglior modo di aff rontare il futuro sia di investire in conoscenza e di ridurre il deficit culturale su alcune importanti tematiche come quelle illustrate dal professor Perrone, oppure valutare i nuovi interlocutori del vending (Paolo Andrigo) o infine analizzare con attenzione le opportunità offerte dai mercati innovativi (Fabbri, Allegrino, Porrello). Anche durante la giornata di oggi molti altri "come" verranno discussi e analizzati partendo da uno dei driver più importanti per lo sviluppo futuro del vending: l'innovazione.

Servizi e Percorsi per lo Sviluppo

Intervento di Vincenzo Perrone

Prorettore alla Ricerca dell'Università Luigi Bocconi di Milano

Il professor Vincenzo Perrone è intervenuto nel corso della prima giornata dei lavori degli Stati Generali del vending. Prima di svolgere la sua interessante relazione, si è soffermato brevemente a parlare di sviluppo, visto che prima di lui avevano trattato lo stesso argomento sia il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli che Mariano Bella, il direttore Ufficio Studi Confcommercio. Perrone ha esordito affermando: "Mi piacerebbe iniziare il mio intervento in modo diverso da quello preventivato e parlare dei temi della crescita, ma per rispettare i tempi previsti per le relazioni, devo resistere a questa tentazione. Potrei cavarmela solo rubando una battuta fantastica di Maurizio Crozza (mentre interpreta Luca Cordero di Montezemolo): 'Mi sono perso il foglio del come!' Anche il vending non si sottrae certo a questo imperativo: deve crescere. Ma come? Io insegno nella Facoltà di Economia, mi occupo di ricerca, osservo il lavoro dei miei colleghi. Stiamo assistendo attoniti al fatto che l’economia sta diventando

sempre più psicologia. Se ci pensate l’economia è ormai aspettativa: se si riesce a comunicare bene, la gente compra il prodotto, altrimenti non lo fa. Questa tendenza è sicuramente vera, ma non rappresenta fortunatamente tutto quello che deve fare l'impresa. Il connubio che da sempre caratterizza il vostro settore e ne è un fattore di successo, ossia mettere insieme "olio di gomito" e innovazione, avrà sempre un ruolo importante. Ogni mattina si gettano le basi della crescita attraverso una serie di atti concreti: soddisfare i bisogni dei clienti, garantire la rapidità del servizio; una qualità certificata, una distribuzione capillare, l'attenzione ai costi, la capacità di produrre valore ad un costo ragionevole, quindi a un prezzo abbordabile. Questo è il vostro foglio del come."

Il professor Perrone ha quindi proseguito iniziando l'intervento previsto dal programma della giornata: "Vi racconto la mia storia, che è anche la storia di alcuni ragazzi, studenti universitari che sette anni fa decisero di trasformare in business un’idea: perché le persone hanno un modo standard di presentarsi (ognuno di noi quando si presenta a qualcuno esibisce un passaporto o una carta d’identità) e le aziende no?

In particolare le aziende di piccola o media dimen-

sione, quando si devono presentare in banca, da un fornitore o da un cliente importante, si sanno raccontare? Sono in grado di descrivere chi sono? Lo sanno esprimere trasmettendo il valore che sono in grado di generare e la validità dei loro processi produttivi?

Perché non esiste questa modalità standard di presentazione? Siamo partiti da questa considerazione con l’idea di costruire qualcosa che potesse produrre una carta d’identità delle aziende, della singola impresa e, come vedremo oggi, anche dell’intero settore.

La seconda importante considerazione è stata la seguente: perché questi servizi di analisi e di sostegno alle imprese dal punto di vista finanziario devono costare così tanto? È possibile abbattere questo costo?

Abbiamo dato una risposta a questi interrogativi e la storia che vi sto raccontando è un po' la chiave del processo di innovazione: farsi delle domande e provare a produrre delle risposte adeguate. Oggi l'insieme delle risposte è stato incluso all’interno di una piattaforma che abbiamo chiamato Leanus. Cosa è in grado di produrre? Prende i vostri dati di bilancio provenienti da fonti pubbliche (Spa e Srl sono tenute a depositare il bilancio)

> Vincenzo Perrone

IL TUO ANGOLO DI PARADISO, ANCHE QUANDO LAVORI.

Lavazza porta la qualità del caffè in ufficio, per trasformare un momento di pausa sul lavoro in un angolo di paradiso. Infatti con le cialde Lavazza Espresso Point, non cialde qualsiasi, puoi regalarti ogni volta un caffè buono e di qualità garantita. Con le cialde Lavazza Espresso Point è il caffè che fa la differenza.

e compie in pochi secondi un’analisi finanziaria molto sofisticata.

Abbiamo importato in Leanus i dati di 197 imprese di gestione del vending associate a CONFIDA e

I Risultati dell'Analisi

Oltre a dividere in cluster le aziende del settore, le abbiamo anche unite, abbiamo cioè analizzato il bilancio dell'Azienda CONFIDA. Il fatturato complessivo delle aziende associate è di circa 1,5 miliardi di euro, con un EBITDA del 16,3% (in linea con quanto ricercato dagli investitori istituzionali), un ritorno sulle vendite del 6,5%. un capitale investito netto di circa 900 milioni e un ROE del 5,9%.

Questo è un settore che da un punto di vista economico va bene (i dati sono però riferito al 2010) quindi il dato è positivo. Il ROE è buono, superiore a quello che è l’investimento cosiddetto “a basso rischio".

Cosa c’è invece di molto preoccupante in questa fotografia? 600 milioni di debiti. Se si sommano al dato dei leasing, si arriva quasi a 700 milioni di mezzi di terzi, un dato che va guardato con molta attenzione anche in funzione del fatto che i mezzi propri, cioè il capitale investito nell’azienda, sono pari a 360 milioni.

Quindi il settore ha due facce: una positiva e rappresentata dalla capacità di produrre ricchezza e di generare valore e una negativa: c'è infatti una vera zavorra rappresentata da una percentuale di debiti pari circa alla metà del fatturato dell’intero settore.

Una banca che guarda questi numeri che cosa fa? Stende un tappeto rosso o tira fuori aglio e piccone di legno? Se alcune delle aziende comprese in quest'analisi si presentano in banca e se l'istituto di credito non è in forte difficoltà o l’interlocutore non è completamente impreparato (due cose che non sono così infrequenti), ricevono un trattamento fantastico, perché ci sono aziende che meritano. Ma se mediamente questa è la fotografia, bisogna senz'altro riflettere e lavorare.

L’altra cosa interessante è che il vostro settore nel periodo 2009/2010 ha una crescita del 7%, dell’EBITDA, una riduzione dell’indebitamento e

abbiamo analizzato, con riferimento al 2010, ben 178 di esse. Abbiamo poi diviso queste imprese in tre cluster su base dimensionale (volume fatturato). Dieci imprese sono nel cluster superiore ai 20 milioni di euro di fatturato, 83 imprese rientrano

nella fascia da 1,5 a 20 milioni e 85 imprese hanno un fatturato inferiore ai 1,5 milioni. Per ciascun cluster abbiamo cercato di definire quale potesse essere un obiettivo da raggiungere: una situazione ideale.

un incremento del ROI del 1,8%. Quindi se dovessimo guardare a questo, l'Azienda CONFIDA ha migliorato nel periodo sia l’efficienza interna che la redditività sulle vendite.

Il settore è molto concentrato. Bastano 30 aziende per fare l’83% del totale del fatturato. Le prime 7 aziende da sole fatturano complessivamente il 60% del totale e poi abbiamo una coda di 148 aziende che fatturano complessivamente meno del 20% del totale. La leva finanziaria è molto usata, soprattutto nelle grandi imprese. Uno dei parametri che calcola Leanus in pochi se-

condi, un indice che tutte le aziende bancarie hanno, è l’indicatore di rischio di default. Ogni azienda bancaria lo calcola a modo suo, ma in realtà tutti questi modi sono correlati ad un algoritmo simile. Noi lo abbiamo inserito nel sistema e il risultato (il rating del vending) vi può dire qual è il punto di vista dell'istituto di credito. Nel grafico (vedi immagine) quello che conta è la linea rossa che definisce una zona sotto la quale le probabilità di fallimento misurate da una banca sono molto alte. C’è una zona di limbo che va dal rosso al verde: lì siete sotto osservazione, mentre sopra il verde, la situazione è ottimale.

IL TUO ANGOLO DI PARADISO, ANCHE QUANDO LAVORI.

Lavazza porta la qualità del caffè in ufficio, per trasformare un momento di pausa sul lavoro in un angolo di paradiso. Infatti con le cialde Lavazza BLUE, non cialde qualsiasi, puoi regalarti ogni volta un caffè buono e di qualità garantita. Con le cialde Lavazza BLUE è il caffè che fa la differenza.

Nel vending purtroppo, nonostante l'ottimo equilibrio economico, l'indicatore di default rileva l'eccesso di indebitamento e attribuisce un rischio elevato. In grandissima sintesi le banche si chiedono: “Ma in quanto tempo queste aziende potrebbero restituire i soldi che devono al sistema?”. Ne viene fuori che al ritmo di 20 milioni all’anno e senza ulteriori crediti l'Azienda CONFIDA ci metterebbe 30 anni per ripagare il suo debito. Una situazione che ovviamente non induce gli istituti di credito a concedere ulteriori finanziamenti. Però l'analisi deve essere più precisa. Se infatti prendiamo lo stesso indicatore e lo dividiamo per piccole, medie e grandi imprese (i famosi tre cluster), si vede subito che il problema risiede principalmente nelle aziende di grande dimensione e che, anzi, il cluster delle medie imprese si trova nel 2010 al di sopra della linea verde.L'indice di default mostra quanto possono divergere tra loro i tre cluster. Se sono così diversi è chiaro che si devono fissare degli obiettivi differenti. Abbiamo quindi identificato tre benchmark che potrebbero ben rappresentare dei parametri da raggiungere. Per le dieci aziende di grandi dimensioni il benchmark è una crescita del fatturato del 6,8%, un EBITDA al 17%; un rapporto tra mezzi terzi su mezzi propri di 1,9, un ROI del 9,6% e un ROE del 5,5. Il benchmark delle aziende di medie dimensioni è rappresentato da una crescita del 14,9% del fatturato, un EBITDA al 15,5%, un rapporto tra mezzi terzi su mezzi propri di 0,6, un ROI del 16% e un ROE del 12,6%. Per le piccole imprese, la crescita è ovviamente molto più alta: 21%; l'EBITDA al 12%, i mezzi terzi su mezzi propri allo 0,6%, il ROI al 7% e il ROE al 5%. Abbiamo infine determinato la matrice di CONFIDA calcolando la crescita media espressa da ciascuna azienda rispetto allo score medio di Leanus (grado di equilibrio economico, patrimoniale e finanziario delle imprese del vending). Se un'azienda cresce in maniera equilibrata dal punto di vista economico e finanziario rientra nella categorie delle STAR. Se non cresce più, ma ha un buon livello di equilibrio in termini economici e finanziari, rientra nella casella dei MATURI. Ci sono poi aziende che stanno correndo molto in termini di crescita, più del benchmark, ma come spesso accade, rischiano di essere squilibrate dal punto di vista finanziario, perché si indebitano e anziché guadagnare dalla crescita, possono correre il pericolo di esserne strozzate. Si può "morire" di crescita, si può perdere l’azienda per la crescita, perché si ha bisogno di soldi che non si possiedono. Le aziende di questo tipo sono considerate RUNNERS. Infine c'è il quadrante delle STUCK, le aziende in una situazione di crisi aziendale che non crescono e che hanno una difficile situazione patrimoniale/finanziaria. Tutte le aziende di CONFIDA sono state posizionate all'interno della matrice. Partendo dall’idea che valga il principio classico socratico “conosci te stesso”, è importante capire che

se non sai chi sei e se non ti sai leggere, magari meglio di come sei e di come ti dipingono, probabilmente non riesci nemmeno a creare un volano positivo intorno a te. Le aziende dovrebbero quindi aprirsi al confronto con l’esterno. Tutti i dati utilizzati sono pubblici e tutte le agenzie di rating possono usarli per o contro di voi. Ognuno può conoscere se stesso, vedere come si posizionano i propri competitor e decidere delle strategie di intervento in maniera informata e sostenuta da dati certi, non solo dalla psicologia.

Il Patto del Valore

L'impegno degli associati dovrebbe quindi essere quello di prendere coscienza del proprio posizionamento, capire la differenza tra sé e gli altri, definire un piano di intervento, programmare lo sviluppo, monitorare i risultati e sostenere la crescita. Il patto del valore che viene stipulato tra gli associati di CONFIDA prevede di raggiungere nel 2011 degli obiettivi ambiziosi, ma sostenibili, derivati dal rispetto dei parametri proposti:

1 Crescita: > 3%

2 EBITDA > 7%

3 Leva finanziaria > 1

4 ROE > 3%

5 ROI > 3%

6 Tempo medio di pagamento dei fornitori> 90 giorni.

Se ogni azienda CONFIDA rispettasse almeno tre di questi sei parametri sarebbe automaticamente fuori da quell’area grigia del rischio di default che spaventa così tanto il sistema finanziario. Quindi è molto importante fare un patto per la crescita, perché l’unico modo di prevedere il futuro è quello di costruirselo da soli.

Le Nuove Frontiere per i Micro Pagamenti nel Vending

Intervento di Giovanni Miragliotta

Direttore dell'Osservatorio NFC & Mobile Payment presso il Politecnico di Milano

L'Ingegner Giovanni Miragliotta ha relazionato la platea sull'attività di ricerca che il Politecnico di Milano sta realizzando attraverso l’Osservatorio NFC & Mobile Payment. L'Osservatorio si occupa, sin dal 2009, di analizzare i sistemi innovativi di pagamento, concentrandosi in particolare sui pagamenti legati alla telefonia cellulare (remote e proximity) e sui contactless payment. L’edizione 2011 dell’Osservatorio ha visto coinvolti numerosissimi partner e sponsor, tra cui Accenture, CartaSi, Comesterogroup, Consorzio Bancomat, Ericsson, H3g, Ingenico, STMicroelectronics, Telecom Italia, Visa Europe e Vodafone. Gli studi sullo sviluppo dei micro pagamenti guardano con interesse anche alla distribuzione automatica. L'ingegner Miragliotta ha infatti precisato: "Stiamo analizzando con grande interesse anche il settore del vending. La rendiresto in passato ha convinto ad un maggiore utilizzo della macchina vending facendo incrementare le vendite, si può quindi immaginare l'impatto che potranno avere sistemi di mobile payment innovativi come i cellulari. Nell'edizione 2009 l’Osservatorio NFC & Mobile Payment effettuò una statistica online su 163 gestori attivi

nel mondo delle vending machine e degli autolavaggi e il 78% degli intervistati si dichiarò interessato ad adottare soluzioni di mobile payment. Solo il 4% considerava l’alternativa “per niente interessante”. Le criticità percepite nel mobile payment venivano identificate soprattutto con l'investimento finanziario iniziale per modificare e sostituire i sistemi attualmente disponibili. Inoltre, gli intervistati manifestavano la legittima preoccupazione che nella gestione dei pagamenti potessero entrare anche altri attori. L'Osservatorio NFC & Mobile Payment nasce per costruire in Italia un luogo di aggregazione dei soggetti più rilevanti del mondo del credito, della telefonia e dei sistemi di pagamento e per far intraprendere anche al nostro paese un proprio percorso verso una veloce adozione di queste innovative tecnologie. Perché, spiace dirlo, l'Italia è piuttosto indietro rispetto ad altri paesi europei. Ci si chiede: "perché mobile payment?". Perché il telefono cellulare non possiede solo le caratteristiche legate al mondo della comunicazione che ne hanno visto la travolgente diffusione mondiale, ma è già predisposto per essere un eccellente strumento di pagamento. Senza contare che, molto spesso, usciamo dall'ufficio portando con noi solo il cellulare... La telefonia mobile ha un livello di penetrazione altissimo, impressionante rispetto a qualsiasi altro strumento tecnologico e superiore ad altri strumenti di pagamento elettronici. In Italia sono attive circa 90 milioni

di SIM, utilizzate da circa 50 milioni di utenti. Nel mondo le SIM sono addirittura 5 miliardi per un parco utenti di circa 4 miliardi di unità. I dati sui personal computer sono decisamente diversi: 35 milioni in Italia (fissi + mobili) e circa 1,3 miliardi nel mondo. Anche la diffusione delle carte di pagamento è inferiore. In Italia ci sono circa 50 milioni di carte attive per 25 milioni di utenti, rispetto ai 5-6 miliardi di carte emesse nel mondo per un totale di 1,8 miliardi di utenti. Il Politecnico di Milano studia il processo di interazione (acquisto) tra azienda e consumatore in tutte le sue fasi: comunicazione e pre-vendita; selezione e acquisto; pagamento e post vendita. Per quanto concerne il contesto di utilizzo, rileviamo che questo può essere sia remoto che di prossimità: il confine che segna la differenza tra l'e-commerce e il mobile-commerce è sempre meno definito e c'è un'area di confine (remote+proximity) che viene sfruttata da servizi che consentono di attivare pagamenti o trasferire denaro tramite telefono cellulare indipendentemente dalla tecnologia wireless utilizzata (reti cellulari, NFC, Bluetooth) e dallo strumento di pagamento sottostante (carta di credito, credito telefonico). A titolo di esempio, citeremo il pagamento di beni e sevizi a distanza (biglietto della metro) da mobile site e il successivo accesso ai tornelli tramite NFC, oppure l’acquisto in prossimità realizzato usando un link automatico (QR code) che apre un'istanza di pagamento remota.

Mobile Remote Payment

Gli scenari applicativi del mobile remote payment sono già molto numerosi. Fattori di successo come la mobilità, il favorire gli acquisti d'impulso e permettere importanti servizi aggiuntivi (ad esempio la multimedialità e la geolocalizzazione), sono vincenti soprattutto in alcuni campi, come il trasporto pubblico locale> è possibile acquistare un biglietto del tram in qualsiasi momento inviando un sms e ricevendo un sms di risposta valido come documento di viaggio; il parking> è possibile parcheggiare l’auto senza dover cercare monetine, gratta e sosta o parcometri ed inviare un sms (oppure fare uno squillo) contenente l’identificativo della zona di parcheggio all’inizio e fine della sosta; l'entertainment> attraverso un'App è possibile trovare i cinema più vicini alla propria posizione, i film in programmazione, i trailer, le recensioni e i feedback degli altri utenti ed è possibile acquistare con carta di credito il biglietto scegliendo i posti migliori ed evitando la coda in cassa; gli hotel> attraverso un'App, è possibile verificare gli hotel più vicini, scoprire prezzi, servizi, disponibilità e vedere foto e review degli utenti poi, una volta trovato l’hotel adatto, è possibile prenotare la struttura e pagare con carta di credito; i contenuti digitali> è possibile acquistare contenuti digitali avviando il pagamento da PC e completandolo con il cellulare (news, giochi, ecc.) oppure acquistare direttamente da cellulare i contenuti per cellulare (applicazioni, loghi, suonerie, wallpaper, giochi, ecc.).

Mentre nel mondo si osservano decine di soluzioni di mobile remote payment che si polarizzano verso scenari applicativi ben definiti, in Italia abbiamo identificato solo un centinaio di applicazioni (60% di mobile remote payment in senso stretto e 40% di mobile commerce).

Le applicazioni di mobile remote payment in senso stretto si focalizzano sul pagamento della sosta (servizio offerto da un unico player che ha abilitato più gestori) e su ricariche telefoniche (servizi offerti dai vari operatori telefonici).

Non bisogna trascurare le potenzialità che potrebbe avere l’utilizzo del credito telefonico come strumento di pagamento, in quanto consente di raddoppiare il reach (50 mi-

lioni di italiani usano il cellulare mentre “solo” 25 milioni di italiani usano una carta di credito) e appare realmente molto adatto per micro-pagamenti, che rappresentano oltre l’80% delle transazioni in contanti.

Alcuni Casi di Successo nel Mondo di Mobile Remote Payment

Paybox (Austria)

Registrandosi al servizio Paybox da PC si ha la possibilità di creare un e-wallet (portafoglio digitale) utilizzabile per pagare una serie di servizi o prodotti tra cui parcheggio, concerti/entertainment, trasporto pubblico locale, ecc. (circa 6.000 punti di accettazione).

L’utente ha anche la possibilità di pagare bibite e sigarette presso i distributori automatici; inviando un sms al numero unico del distributore vedrà su display il credito residuo del conto Paybox. A questo punto l’utente può scegliere il prodotto di interesse direttamente dalla macchina. Un sms confermerà la transazione.

PingPing (Belgio)

PingPing è un servizio belga basato su di un borsellino ricaricabile che permette il pagamento, via mobile, di diversi servizi come parcheggio, trasporto pubblico e contenuti digitali. I pagamenti sono tipicamente attivabili via sms. Tra i vari servizi offerti, ve ne è uno che permette il pagamento dell’autolavaggio via sms. All’ingresso del tunnel di lavaggio l’utente invia un sms al numero indicato e segue le istruzioni su display.

Velobleu (Francia)

Velobleu è un servizio di bike sharing attivo in Francia. L’utente può registrarsi al servizio su sito internet, fornendo il proprio numero di telefono e le proprie coordinate bancarie per l’addebito. L’utente può prelevare la bicicletta in una delle stazioni sparse sul territorio, effettuando una drop call ad una numerazione specifica composta per la prima metà dall’ID della stazione e per la seconda dall’ID dello stallo: la chiamata permette l’apertura dello stallo e il prelievo della bicicletta.

E-Vai (Italia)

E-Vai è un servizio di car sharing promosso dalla Regione Lombardia. L’utente può accedere al servizio registrandosi al sito e scegliendo contestualmente la modalità di addebito di preferenza (carta, rid, ecc.).

Per utilizzare il servizio l’utente deve prenotare in anticipo l’autovettura che permette la ricezione di un sms con i codici di sblocco dell’auto. L’inoltro di tale messaggio permette l’apertura della vettura e l’inizio del periodo di addebito.

Al momento della riconsegna l’utente deve re-inoltrare l’sms inserendo la parola «chiudi» all’interno del messaggio.

Mobile Proximity Payment

Il mobile proximity payment in Italia è ancora in fase di avvio: crescono le iniziative di contactless payment che creeranno la base infrastrutturale e comportamentale. Si contano infatti più di 300.000 carte di pagamento contactless in circolazione e più di 2.000 POS contactless attivi, concentrati nell’area di Milano.Vi sono interessanti progetti pilota di mobile proximity payment come la sperimentazione Visa-Creval 2009, la sperimentazione ATMTelecom Italia 2010 e altri sono in fase di lancio (sperimentazione Intesa Sanpaolo e Edenred).Ci sono molte questioni ancora aperte sul mondo del proximity. Sarà l’NFC la tecnologia per il proximity payment o altre soluzioni tecnologiche? Qual è l’orizzonte temporale per la sua diffusione? Si affermeranno modelli collaborativi TelcoBanche (servizio Cityzi e QuickTap) o modelli promossi dai grandi OverTheTop (Google, Apple)? O, ancora, in prima battuta si affermeranno modelli più semplici promossi da un solo attore (banca o Telco)? Sembra comunque assodato che, mentre per remote payment si può già parlare di un’applicazione nell’immediato, per il proximity i tempi di realizzazione e diffusione saranno molto più lunghi, in attesa che emerga la soluzione più adatta e quindi dominante sul mercato e che si realizzino i necessari investimenti in termini di supporti (lettori) e di connettività.

Assemblea Generale EVA

Il 12 e il 13 dicembre si è tenuta a Bruxelles l'Assemblea Generale elettiva dell'associazione europea del vending, EVA. L'occasione è stata propizia per la presentazione di un convegno e per una serie di interessanti workshop che hanno riscosso l'interesse dei numerosi operatori internazionali presenti. Il risultato politico per l'Italia è stato molto importante, perché dopo la presidenza EVMMA si è assicurata anche un ruolo di primo piano all'interno dell'associazione europea. Al termine dei lavori dell'Assemblea, Carlo Doglioni Majer (Rheavendors) è stato infatti eletto come nuovo Vicepresidente EVA. Lucio Pinetti (Presidente di Confida) è stato inoltre eletto come membro del Comitato Esecutivo in sostituzione di Fioravante Allegrino (Sogeda).

La nostra testata era presente all'evento in qualità di EVA Media Partner e presenta in questo articolo una sintesi dei due principali interventi del convegno e dei sette workshop.

> Arnaud van Amerongen

Una Panoramica del Mercato Europeo del Vending

Arnaud van Amerongen

L'associazione europea del vending ha da sempre compreso l'importanza di avere una fotografia il più esatta possibile del suo mercato di riferimento e da alcuni anni è molto attiva nel campo delle indagini di mercato. EVA, supportata da numerosi investitori (15 membri dell'associazione) ha infatti fin dal 2008 realizzato in collaborazione con Datamonitor la prima indagine del mercato paneuropeo del vending.

Nel 2009 la collaborazione è proseguita attraverso la pubblicazione delle KPI (Key Performance Indicators) di ben 21 diversi paesi europei.

Il progetto, seguito dall'esperto di EVA David Hoskin, è ancora in corso e il prossimo step sarà pubblicato nella primavera del 2012.

Il mercato europeo del vending nel 2010 è stato stimato in 12 miliardi di euro. Oltre 85.000 operatori sono impegnati in questo settore.

Il livello di concentrazione per le imprese di gestione è piuttosto bassa, anche se negli ultimi anni è senz'altro in atto una fase di consolidamento. I primi 5 operatori detengono una quota del 15% del mercato.

Il mercato dei distributori automatici è in una fase stagnante.

Il parco macchine totale europeo conta circa 3,8 milioni di unità.

Le previsioni dei trend di consumo sono invece positive, visto il costante aumento dell'abitudine di consumare cibo e bevande al di fuori delle mura domestiche (away from home).

I sistemi di pagamento sono previsti in progressiva trasformazione verso le applicazioni mobili, anche se (ad oggi) il pagamento in contanti resta la scelta dominante in Europa.

Il mercato europeo ha subito una diminuzione delle marginalità per la difficoltà di "scaricare" sul prezzo finale gli aumenti delle materie prime. In particolare, nel periodo tra aprile e settembre 2011, il caffè Arabica è aumentato del 67%, il Robusta del 45%, lo zucchero del 38% e la plastica del 10%.

La vendita di nuovi distributori è prevista in leggero calo, in ripresa dai dati del 2009, ma ben lontana dal triennio 2006/2008.

Le opportunità per lo sviluppo futuro sono legate ad alcune variabili chiave: la convenienza, la crescita del mercato "table top", i prodotti premium, la progettazione dei distributori e le soluzioni legate al mercato del "sano e fresco".

La convenienza del distributore automatico rispetto ad altri canali distributivi è un fattore chiave, ma deve essere associato ad una maggiore prossimità, delle opzioni di pagamento comode e più semplici, un miglioramento della qualità e l'ampliamento della gamma di offerta.

Le potenzialità del mercato table top sono legate alla percezione di un maggior livello di servizio rispetto ad altri tipi di macchine (OCS).

La domanda di caffè premium è in forte aumento.

L'utilizzo di macchine a doppia campana è una delle modalità per sviluppare questo particolare mercato.

Migliorare la progettazione e l'impatto visivo delle macchine sarà una delle principali sfide del futuro.

La creazione di vetrine che favoriscano l'acquisto d'impulso o di macchine con ampi touch screen, sembrano essere le soluzioni con le maggiori potenzialità future.

distributori automatici nuovi (fonte: EVMMA)

Parco Macchine Europeo
Vendita
> Arnaud van Amerongen

Relazione annuale sulle attività 2011 di EVA e i progetti 2012

L'associazione del vending europeo si è arricchita nel 2011 di ben 10 membri

> Animo (Machine Manufacturers)

> Astrosys (Payment Systems)

> Crem International (Machine Manufacturers)

>Cummins Allison (Payment Systems)

> PRIV (Rumanian Vending Association)

> Promate (Displays and electronic solutions)

> Re/gent (Research and Development in Energy efficiency)

> Vendon (Payment and Vending Solutions)

>Veromatic (Machine Manufacturers)

> Water + More (Water Filters)

Oggi l'Associazione conta un totale di 92 membri: 21 associazioni nazionali e 71 aziende. Il Comitato Esecutivo è composto da 11 membri: 4 dal mondo delle associazioni nazionali, 4 operatori, il presidente di EVMMA, 1 produttore e 1 azienda di sistemi di pagamento.

Catherine Piana si è inoltre soffermata ad illustrare l'attività svolta dai numerosi gruppi di lavoro: Banconote, Monetica, Bicchieri, Igiene e Diritto alimentare, Comitato tecnico.

Banconote > prosegue l'attenzione alla nuova serie di banconote in emissione; ottimizzazione del rilevamento delle banconote macchiate (EURICPA); continui rapporti con la Banca Centrale Europea; partecipazione all'Euro Cash Users Group (ECUG).

Monetica > partecipazione al comitato tecnico MDC; prove funzionalità di nuovi tipi di moneta (5-layer coin); Consultazioni con le Zecche dei vari paesi europei.

Bicchieri > Progetto sulla fattibilità di bicchieri in polistirolo riciclato (RPS) in collaborazione con PlasticsEurope e Boomerang; raccolta dei dati provenienti dai vari paesi europei (imposte sui imballaggi, articoli di stampa sui bicchieri di plastica, ecc.); collegamento in rete con i soggetti interessati e le loro associazioni.

Igiene e Diritto alimentare > partecipazioni alle attività della piattaforma europea su dieta e nutrizione DPAH; attività di lobbying in merito alla proposta Food Infomation (FIP); monitoraggio della legislazione europea e mondiale.

Comitato tecnico > protocollo EVA-EMP 3.0; metalli pesanti -raccolta dati e informazioni sulle legislazioni nazionali; nuovo regolamento sugli F-Gases, attività di lobbying sulle problematiche WEEE.

Alla fine dei lavori il Comitato Esecutivo ha proposto all'Assemblea (che ha ratificato la decisione) Arnaud van Amerongen come Presidente EVA e Carlo Majer come Vice Presidente.

EVA'S AGM Workshop

Tavolo 1. Le tendenze attuali del mercato del vending e l'immediato futuro. Moderatore: Jan Marck Vrijlandt, Sales & Marketing Director del Gruppo Selecta

Come sarà il business del vending nell'immediato futuro? Quali sono i trend di mercato che avranno maggiore influenza e come possiamo prepararci a tali modifiche?

Questo workshop, per tentare di dare risposte a queste domande, ha discusso di tendenze di consumo, come i cambiamenti nei gusti del caffè e nelle abitudini di degustazione, l'individuazione dei consumatori, i rapporti con la marca, l'aumento dei bisogni di uno "spuntino" fuori casa, le tematiche del mangiare sano, la sostenibilità aziendale, ecc.

Ma il focus non è solo sui consumatori: è importante comprendere anche quali sono i principali trend delle aziende e dei loro decision maker e le tendenze macro economiche che avranno un impatto nostro settore, come il tasso di debito, la stabilità dell'euro, carenza di liquidità, ecc.

Tavolo 2. Dove si possono trovare le opportunità per una crescita reale nel vending e quando? Moderatore: Brian Tustain, Amministratore Delegato, Servizi Vending Associated

Per comprendere dove si possono trovare le principali opportunità di crescita è necessario comprendere i cambiamenti delle abitudini dei consumatori e dei consumi, i cambiamenti climatici e tutte quelle variabili che hanno un effetto sulla crescita del vending. Inoltre, nel futuro, lo sviluppo di touch screen e di sistemi di pagamento cashless e mobile, una gamma di nuovi prodotti che sapranno stimolare la crescita nel vending. Quando? Ciò dipende da un gran numero di variabili che sono state discusse nel corso

del dibattito.

Tavolo 3. Aumentano i costi. Come assorbirli e far fronte a questa sfida?

Moderatore: Michal Piotrowiak, Amministratore Delegato, Mastercup

Il settore vending è di fronte ad un incremento dei costi fissi e dei prezzi delle materie prime.

Ma ci sono alcune iniziative che possono essere intraprese per ridurre gli effetti di questa situazione congiunturale, tra cui la riduzione delle spese e l’introduzione di nuove soluzioni in termini di servizio e di qualità.

Tavolo 4. Sistemi di pagamento. Moderatore: Paul Theobald, Managing Director, EMEA Vending, MEI

Il mondo della tecnologia dei sistemi di pagamento per i distributori automatici sta cambiando velocemente e ci sono alcuni trend in corso sui micro-pagamenti che potrebbero molto influenzare la nostra industria nei prossimi anni, come carte di credito contactless e tecnologia NFC.

Tavolo 5. Le strategie cooperative cross-industry. Moderatore: Catherine Piana, Direttore Generale EVA

È fondamentale che il settore del vending possa operare in un ambiente più favorevole possibile. Pertanto EVA e tutte le associazioni nazionali devono ottimizzare il modo in cui lavorano. Le conoscenze e il know-how di ogni associazione di essere condiviso dall'intera comunità del vending.

Tavolo 6 "Premiumization" dell'offerta caffè. Moderatore: Arnaud van Amerongen, Managing Director, Aequator

Premiumization è una parola che si sente sempre più spesso in relazione al mondo del caffè, ma cosa significa esattamente? Questa tavola rotonda ha discusso degli aspetti pratici di questa nuova tendenza, come ad esempio gli aspetti commerciali. L'offerta di una selezione premium è una minaccia per l'operatore o un'opportunità?

Tavolo 7. Gli sviluppi della tecnologia delle capsule monodose. Moderatore: Lucio Pinetti, Responsabile PR e Comunicazione

e Socio

Liomatic

Il mondo della capsula e della tecnologia pod è stato, in passato, esclusivamente limitato agli uffici e alle piccoli comunità. Oggi però sta vivendo una continua espansione in nuovi mercati. La costanza della qualità del prodotto rendono il caffè monoporzione un settore molto interessante da sviluppare. Non solo per i torrefattori, che possono proteggere il loro marchio, ma anche per gli operatori che possono migliorare la qualità del loro lavoro e scoprire nuovi mercati (ad esempio l'Ho.Re.Ca.).

tqs vending> 39

Confida> 41

Eva> 42

TQS Vending

Le Prime Aziende Certificate

Nei mesi scorsi 25 aziende associate a CONFIDA hanno ottenuto la certificazione TQS –Vending, la certificazione di servizio specifica per il settore. Una tappa fondamentale nell’attività di CONFIDA che ha individuato la qualità come valore aggiunto per rendere il prodotto e il servizio migliori e sempre più in linea con le aspettative dei clienti.

TQS (Top Quality Standard) è la certificazione di qualità promossa da CONFIDA e realizzata da Venditalia Servizi Srl con la collaborazione di CSQA Certificazioni Srl, ente di certificazione specializzato nel settore agroalimentare. La certificazione, specifica per il vending, permette al consumatore di valutare il servizio offerto tramite la vending machine.

Il marchio TQS Vending certifica che l’azienda titolare del distributore automatico ha posto la propria attenzione sul rispetto di una serie di parametri e di uno standard di servizio che garantiscono la sicurezza igienico-sanitaria nell’interesse dei propri clienti.

La certificazione valorizza in particolare alcuni aspetti fondamentali della attività di gestione di distributori automatici come:

> la sicurezza del cliente sia dal punto di vista igienico-alimentare che dal punto di vista del servizio;

> l’adempimento degli aspetti igienico sanitari previsti dalle normative di settore;

> attenzione alle esigenze ed aspettative dei clienti e impegno costante al miglioramento;

> professionalità e correttezza del personale e del servizio clienti;

> affidabilità e regolarità del servizio

Per le aziende, essere certificate TQS si traduce in alcuni vantaggi, ovvero:

> differenziazione rispetto ai competitor;

> valorizzazione dell’immagine aziendale;

> fidelizzazione dei clienti;

> valore aggiunto nella partecipazione a bandi di gara d’appalto;

> maggiore efficacia ed efficienza dei processi interni TQS

L’elenco delle prime 25 aziende certificate è disponibile sul sito internet http://tqs-vending.it/ aziende-certificate

Per poter accedere all’iter certificativo, le aziende hanno partecipato alle giornate di formazione

Gli incontri formativi, obbligatori, si sono svolti in sessioni di due giornate ciascuna (una riguardante gli aspetti igienico-sanitari nel vending, l’altra i temi della salute e della sicurezza sul lavoro) e si sono tenute in videoconferenza, quindi i partecipanti hanno potuto seguirle direttamente dal proprio ufficio.

Al termine del corso, Venditalia Servizi rilascia un attestato di partecipazione, mentre una fase successiva prevede la verifica da parte degli ispettori della Società titolare del Contratto di Servizio (ECS). La certificazione è rilasciata da CSQA Certificazioni che effettua un’ulteriore verifica ispettiva presso un campione di aziende al fine di validare l’intero sistema certificativo. Alle aziende certificate viene infine inviato il materiale per poter stampare gli adesivi, muniti di QR Code, che una volta applicati sulle macchine offrono all’utente finale un importante strumento di verifica della validità della certificazione.

Macinato, in grani e in capsule. Tutta la qualità di un caffè superiore da scoprire presso i migliori bar, rivenditori e gestori di zona.

Mondo Associazione

Confida

> Interrogazione Parlamentare sui Canoni di Concessione nelle Gare

d’Appalto per l’Assegnazione del Servizio di Somministrazione a Mezzo Distributori Automatici

CONFIDA segnala che lo scorso 21 dicembre è stata presentata da parte dell’On. Mauro Pili formale “Interrogazione a risposta scritta” n. 4/14331 ai Ministri dello Sviluppo Economico, dell’Economia e delle Finanze, del Lavoro e delle Politiche Sociali in merito alle distorsioni di mercato dovute alla consuetudine degli Enti pubblici, Pubbliche Amministrazioni ecc. di richiedere, in occasione di gare di appalto, “cospicue somme di denaro a titolo di canone di concessione, sempre accompagnate da prezzi al consumo significativamente bassi”.

All’interno del testo dell’interrogazione parlamentare, è doveroso sottolineare alcuni aspetti di particolare rilevanza:

> la sempre maggiore visibilità e importanza acquisita dal vending, grazie all’attività dell’associazione di categoria, tale da richiamare sempre più anche l’attenzione da parte delle Istituzioni;

> il perfetto allineamento dei contenuti dell’interrogazione parlamentare alle linee di indirizzo strategiche condivise e messe a punto dagli Organi dell’Associazione per la valorizzazione del settore, per il riconoscimento di una più coerente rimuneratività della qualità del servizio e la salvaguardia della competitività delle imprese soprattutto nell’attuale fase di particolare criticità economica;

> la tempestività del momento in cui è stata presentata l’interrogazione che, di fatto, si pone in parallelo con il maggior sforzo messo in campo dall’Associazione per il recepimento da parte delle Pubbliche Amministrazioni dei parametri qualitativi del “Capitolato Standard CONFIDA”;

> la previsione dei presupposti per un’audizione parlamentare di CONFIDA ma anche per un’iniziativa legislativa finalizzata alla massima tutela degli aspetti qualitativi e tecnici del servizio a mezzo distributori automatici nelle gare d’appalto.

Piena soddisfazione per il progressivo accreditamento, nelle diverse sedi politiche e istituzionali, dell’azione che l’Associazione sta portano avanti per conferire valore al mercato attraverso la trasformazione del “teorema del valore” nel “patto del valore”: Certificazione di gruppo TQS Vending; modelli economici virtuosi di riferimento; salvaguardia della redditività d’impresa; tutela del consumatore; codice etico associativo; valorizzazione del mercato.

L’interrogazione parlamentare rappresenta in questo senso l’ultimo successo in ordine di tempo per il Direttivo CONFIDA e per tutti coloro che con diversa competenza e professionalità offrono il loro supporto e contributo all’interno delle commissioni tematiche.

Infine, il presidente di CONFIDA, Lucio Pinetti, ricorda che non si può fare affidamento sul solo accreditamento istituzionale; è necessario che contestualmente ci sia una risposta coerente e diffusa affinché ciascun associato metta in campo, con grande responsabilità, scelte urgenti per condividere e far propri gli elementi costitutivi del “patto del valore” e dare futuro al settore. Occorre dare insieme forza al cambiamento con l’obiettivo di rivitalizzare il mercato del vending e affrontare con le giuste premesse la criticità del momento.

Mondo Associazione

News dall'Associazione EVA

Progettazione Ecocompatibile • Effetti del BPA • Direttiva RAEE

Direttiva sulla progettazione ecocompatibile – contributi al piano di lavoro 2011 della Commissione Europea

La direttiva sulla progettazione ecocompatibile offre norme coerenti a livello europeo volte a migliorare le prestazioni ambientali dei prodotti che consumano energia e dei prodotti connessi all’energia.

Nel 2009 è stata adottata la rifusione della direttiva quadro sulla progettazione ecocompatibile, la cui normativa è stata estesa anche ai prodotti connessi all’energia. Invece di fissare requisiti vincolanti sui prodotti di per sé, la nuova direttiva mira all’attuazione di misure adottate caso per caso per ogni gruppo di prodotti.

Attualmente è in corso uno studio, avviato due anni fa dalla Commissione Europea, il cui scopo consiste nel modificare il piano di lavoro relativo alla direttiva sulla progettazione ecocompatibile. Per il periodo 20122014 la nuova versione del piano di lavoro illustrerà un elenco di prodotti connessi all’energia, che saranno considerati prioritari per l’adozione di misure di esecuzione ai sensi della direttiva sulla progettazione ecocompatibile.

Lo studio ha come scopo quello di individuare 25 gruppi di prodotti connessi all’energia, classificati in base al potenziale di miglioramento ambientale: uno di questi gruppi di prodotti riguarda le apparecchiature per bevande calde non destinate a uso domestico. Tuttavia è emerso che, in questo documento, la descrizione del gruppo di prodotti, insieme ai dati del mercato e al potenziale di miglioramento dei distributori automatici, non è stata riportata in modo oggettivo.

Dopo aver condotto uno studio accurato di tale documento, il Comitato Tecnico si è rivolto alla società di consulenza privata per la progettazione e lo sviluppo dei prodotti industriali incaricata di condurre lo studio per conto della Commissione Europea e, attraverso un documento di posizione, EVA ha fornito numerose informazioni sul settore della distribuzione automatica e i criteri di classificazione relativi alle varie tipologie di macchine.

È stato inoltre chiarito che l’Associazione ha creato il protocollo EVA

EMP 3.0b per la misurazione dell’energia delle macchine e che questo protocollo è già ampiamente utilizzato dall’industria del vending.

Inoltre, a breve il protocollo dovrebbe essere sottoposto all’attenzione

del Comitato Europeo di Normalizzazione (CEN/Cenelec), affinché sia reso un protocollo europeo ufficialmente riconosciuto.

Nel corso dell’ultima riunione, lo scorso autunno, i membri del Comitato Tecnico EVA hanno espresso il loro consenso all’dea di fornire ulteriori informazioni alle società di consulenza sulla nostra industria al fine di garantire la considerazione del settore della distribuzione automatica e delle sue esigenze nell’annunciata fase di modifica del piano di lavoro concernente la progettazione ecocompatibile.

Dibattito su effetti del BPA nelle materie plastiche

Prende nuovamente piede, a distanza di oltre un anno, il dibattito sul bisfenolo A in Europa, a causa di nuovi risultati relativi alle ripercussioni del suo utilizzo sulla salute rilevati dall’Agenzia francese per la Sicurezza Alimentare. Com’è noto, il bisfenolo A (BPA) è un componente di alcune materie plastiche impiegate negli imballaggi di cibi e bevande. EVA aveva annunciato nell’autunno 2010 la pubblicazione di una FAQ relativa alle principali domande riguardo l’utilizzo di BPA nel settore della distribuzione automatica.

In effetti, il bisfenolo A viene impiegato solo nelle scatole di alcuni ingredienti ma non nelle tazze di plastica, fatte di polipropilene e non di policarbonato, che può contenere BPA. Pur non essendo stata misurata, spesso la migrazione di BPA dalle scatole agli ingredienti utilizzati risulta di gran lunga inferiore rispetto a quella osservata nelle bottiglie contenenti liquidi.

Lo scorso anno, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha annunciato di non essere riuscita a individuare nuove prove che potessero portare a una revisione della dose giornaliera tollerabile (DGT) per il BPA attualmente stabilita (0,05 mg per ogni kg di peso corporeo). Il gruppo di esperti scientifici ha inoltre dichiarato che i dati attualmente disponibili “non forniscono prove convincenti a sostegno della tossicità neurocomportamentale del BPA”.

Tuttavia, per ragioni di sicurezza, la Commissione Europea ha deciso di rettificare il regolamento n. 10/2011 riguardante i materiali e gli oggetti di materia plastica destinati al contatto con i prodotti alimentari. Ciononostante, gli Stati membri possono decidere di estendere il divieto

relativo all’impiego di BPA anche ad altri prodotti. Un caso esemplare è costituito dalla Francia, dove l’Agenzia francese per la sicurezza sanitaria dell’alimentazione, dell’ambiente e del lavoro (ANSES) ha evidenziato la possibilità ripercussioni sulla salute anche nei casi in cui i livelli di esposizione alla sostanza sono bassi. Tali ripercussioni, già riscontrate nella salute degli animali, potrebbero essere osservate anche sulla salute umana. L’adozione di una simile decisione da parte di uno stato membro potrebbe comportare un effetto domino paneuropeo, eventualmente responsabile di una revisione del suddetto regolamento per tutta l’Unione Europea.

Negli scorsi mesi i Comitati per l’Igiene di EVA e EVMMA sono stati informati in merito a tale questione, che sarà presto oggetto discussione qualora il divieto sull’utilizzo del BPA in Francia, dopo l’entrata in vigore, dovesse produrre i suoi effetti sul settore della distribuzione automatica. NAVSA effettua un monitoraggio giornaliero sulla proposta legislativa in Francia e si impegna a informare EVA sui prossimi passi da compiere.

Il Comitato Tecnico: rifusione della direttiva RAEE

Le direttive 2002/95/CE UE, concernente la restrizione dell’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) e 2002/96/CE, che regola la raccolta e il riciclo di tali apparecchiature sono in vigore dal febbraio 2003.

Da tre anni a questa parte le istituzioni europee cercano di attuare una rifusione della normativa ed EVA, lo scorso anno, ha stilato un documento di posizione relativo all’ecocontributo RAEE per i B2B, fornendo alcuni chiarimenti sul gergo del settore relativo alla distribuzione automatica attraverso la spiegazione della definizione contenuta nel regolamento. Ora è tempo di concentrarsi sulle spedizioni delle AEE, che riguarda in modo diretto il settore della distribuzione automatica. In realtà, l’Unione Europea creerebbe un ulteriore onere amministrativo limitando le spedizioni legali di AEE professionali utilizzate solo a quelle che prevedono il reimpiego diretto o che avvengono dietro concessione di garanzia. La limitazione della spedizione di prodotti usati ad articoli pienamente funzionali ridurrà drasticamente l’interesse dei riparatori nel rinnovo, nella rifabbricazione e nel reimpiego di sistemi o componenti. Il Comitato Tecnico EVA sta dunque affrontando la questione. L’ultimo passo compiuto verso l’adozione del nuovo regolamento è stata l’accettazione dei pareri formulati dalla Commissione Ambiente del Parlamento europeo il 4 ottobre scorso. Fino alle prossime votazioni in Parlamento, previste per gennaio 2012, EVA sosterrà un documento di posizione stilato dalla Federazione delle associazioni nazionali dell’industria meccanica varia e affine e da altre grandi associazioni di categoria, attraverso il quale si esprime la preoccupazione per un’eventuale messa a punto di questa nuova misura.

Nuovi membri per EVA

EVA ha annunciato che water+more , produttore si sistemi di filtrazione dell’acqua, Re-Gent , società che si occupa di Ricerca e Sviluppo, PRIV (Patronatul Roman al Industriel de Vending) e Veromatic International , azienda fabbricante di macchine, sono i nuovi membri dell’Associazione Europea del Vending.

il Decreto “Salva Italia”

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.284 del 6 dicembre 2011 il decreto legge recante “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici” Il provvedimento, entrato in vigore il giorno stesso della pubblicazione in Gazzetta ufficiale, è stato trasmesso alla Camera dei deputati per l’iter di conversione in legge. Il decreto, si presenta come una manovra “d’emergenza” per fronteggiare l’eccezionale situazione di crisi internazionale. E, segnatamente, per raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013 nonché per ottemperare ai vincoli comunitari, garantendo così la necessaria stabilità economicofinanziaria del Paese.

Di seguito, in grande sintesi, alcune delle disposizioni che possono avere influenza sul nostro settore.

Esercizi commerciali

Viene nuovamente modificato l’art. 3, del DL 223/06, dal decreto-legge D-L 6 luglio 2011, n. 98, convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. L’effetto è quello di estendere permanentemente (essendo stato eliminato l’inciso in via sperimentale) la liberalizzazione delle aperture (domenicali e festive, chiusura infrasettimanale) e del regime

degli orari dei negozi e degli esercizi di somministrazione in tutti i comuni italiani.

La modifica elimina qualunque dubbio in ordine all’individuazione dei comuni interessati, essa appare immediatamente operativa.

Inoltre, ai sensi della disciplina comunitaria e nazionale in materia di concorrenza, libertà di stabilimento e libera prestazione di servizi, viene autoqualificato “principio generale dell’ordinamento nazionale” la libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi natura esclusi quelli connessi alla tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente (ivi incluso l'ambiente urbano) e dei beni culturali. In questo caso, a differenza della modifica sugli orari e le aperture, è necessaria un’attività delle Regioni e degli enti locali che dovranno adeguare i propri ordinamenti alle sopra citate prescrizioni entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente provvedimento.

Potenziamento dell’Antitrust

Vengono attribuiti nuovi poteri all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato relativamente agli atti amministrativi che determinano distor-

sioni della concorrenza mediante l’inserimento di una nuova previsione nella legge 10 ottobre 1990, n.287. In particolare L’Autorità garante è legittimata ad agire in giudizio contro gli atti amministrativi generali, i regolamenti ed i provvedimenti di qualsiasi amministrazione pubblica che violino le norme a tutela della concorrenza e del mercato. Inoltre L’Autorità, se ritiene che una pubblica amministrazione abbia emanato un atto in violazione delle norme a tutela della concorrenza e del mercato, emette un parere motivato, nel quale indica gli specifici profili delle violazioni riscontrate. Se la pubblica amministrazione non si conforma nei sessanta giorni successivi alla comunicazione del parere, l’Autorità può presentare, tramite l’Avvocatura dello Stato, il ricorso, entro i successivi trenta giorni. Ai giudizi instaurati ai sensi di questo articolo si applica la disciplina dei riti abbreviati relativi a speciali controversie di cui al Libro IV, Titolo V, del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.

Misure in materia di appalti

Al fine di garantire la piena salvaguardia dei diritti dei lavoratori, viene abrogato l’art. 81 comma 3-bis d.lgs 163/2006 ai sensi del quale l’offerta migliore veniva determinata al netto delle spese

relative al costo del personale, valutato sulla base dei minimi salariali e delle misure di adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Viene inoltre soppresso l’art. 12 dello Statuto imprese che prevedeva a beneficio delle PMI l’applicazione di alcune misure di favore in relazione a tutti gli appalti sotto le soglia comunitarie introducendo, tuttavia, contestualmente, una nuova disciplina di favore per le stesse PMI nei nuovi commi 1-bis e 1-ter all’art. 2 d.lgs 163/2006 che prevedono, rispettivamente, quali principi generali, la suddivisione degli appalti in lotti funzionali ove possibile e conveniente nonché la necessità di garantire modalità di coinvolgimento delle PMI anche nella realizzazione delle grandi infrastrutture.

Nell’ambito dei subappalti viene altresì garantita la possibilità (e non più l’obbligo, come invece originariamente previsto dall’art. 12, comma 2, lett. a dello Statuto delle imprese) da parte della stazione appaltante di corrispondere direttamente i pagamenti alle PMI subappaltatrici garantendo la tracciabilità dei flussi finanziari.

Un’ulteriore modifica che riguarda lo Statuto delle imprese è rappresentata dalla soppressione dell’art. 13, comma 4, ai sensi del quale la documentazione probatoria dei requisiti d’idoneità poteva essere richiesta solo all’impresa aggiudicataria qualora si trattasse di PMI.

Per i lavori di importo superiore ai 20 milioni di euro da affidare tramite procedura ristretta viene infine prevista una consultazione preliminare, nell’ambito della quale deve essere garantito il contraddittorio tra le parti, in relazione al progetto posto a base di gara.

Limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore

Viene fissato a 1.000 euro il nuovo limite all’utilizzo del contante e dei titoli al portatore. Conseguentemente: è vietato il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore oggetto di trasferimento è complessivamente pari o superiore a 1.000 euro. Il trasferimento è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti inferiori alla menzionata soglia, tali da apparire artificiosamente frazionati. Il trasferimento può tuttavia essere eseguito per il tramite di banche, istituti di moneta elettronica e Poste Italiane S.p.A. Gli assegni bancari e postali emessi per importi pari o superiori a 1.000 euro devono recare l’indicazione del nome o della ragione

sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

Il rilascio di assegni circolari, vaglia postali e cambiari di importo inferiore a 1.000 euro può essere richiesto, per iscritto, dal cliente senza la clausola di non trasferibilità

Il saldo dei libretti di deposito bancari o postali al portatore non può essere pari o superiore a 1.000 euro. I libretti di deposito bancari o postali al portatore con saldo pari o superiore a 1.000 euro, esistenti alla data di entrata in vigore del nuovo decreto, sono estinti dal portatore ovvero il loro saldo deve essere ridotto a una somma non eccedente la soglia sopra citata entro il 31 dicembre 2011. Le banche e Poste Italiane S.p.A. saranno tenute a dare ampia diffusione e informazione riguardo a tale disposizione.

Commissioni sulle operazioni effettuate con carte di pagamento

L’Associazione bancaria italiana e le associazioni delle imprese rappresentative a livello nazionale devono definire, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del decreto, le regole generali per assicurare una equilibrata riduzione delle commissioni a carico dei beneficiari delle transazioni effettuate mediante carte di pagamento. Entro i sei mesi successivi il Ministero delle sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, dovrà verificare l’efficacia delle misure definite dalle rappresentanze di impresa. In caso di esito positivo, a decorrere dal primo giorno del mese successivo, le regole così definite si applicano anche alle transazioni di cui al comma 7 dell’articolo 34 della legge 12 novembre 2011, n. 183. norma che ha stabilito la gratuità per l’acquirente ed il venditore delle operazioni di pagamento fino a 100 euro effettuate presso gli impianti di distribuzione di carburante con carte di pagamento.

Nuovi importi per il contributo CONAI dal

Dal primo gennaio del 2012 è diminuito il contributo ambientale sugli imballaggi di alluminio, carta e plastica. La riduzione, decisa dal Consiglio di Amministrazione del con delibera del 23 novembre 2011, avrà effetto anche sulle procedure semplificate per importazione di imballaggi pieni.

Il contributo, in procedura ordinaria, per l'alluminio passerà da 52 a 45 euro a tonnellata, il contributo per la carta da 22 a 14 euro a tonnellata; quello per la plastica da 140 a 120 euro a tonnellata. Altresì, in procedura semplificata, le aliquote da applicare sul valore complessivo delle importazioni scenderanno da 0,13% a 0,10% per i prodotti alimentari imballati e da 0,07% a 0,05% per i prodotti non alimentari imballati mentre il calcolo forfetario sul peso dei soli imballaggi delle merci importate passerà da 48 a 40 euro a tonnellata.

Nuove deduzioni IRAP per la riduzione del "cuneo fiscale"

La cosiddetta “manovra Monti”, prevede alcune novità in materia di deduzioni IRAP previste a fronte dell’impiego di dipendenti a tempo indeterminato, finalizzate alla riduzione del “cuneo fiscale” e deduzione dell’IRAP dall’IRPEF/IRES.

La Finanziaria 2007 ha introdotto due deduzioni IRAP a fronte dell’impiego di dipendenti a tempo indeterminato, al fine di diminuire l’incidenza degli oneri impropri sul costo del lavoro. Per ogni lavoratore dipendente a tempo indeterminato impiegato nel periodo d’imposta, è stata prevista la deducibilità: dell’importo complessivo dei relativi contributi assistenziali e previdenziali; di un importo forfetario pari a 4.600,00 euro, su base annua. Per i dipendenti a tempo indeterminato impiegati nelle Regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sardegna e Sicilia, l’importo della deduzione forfetaria è elevato fino a 9.200,00 euro, su base annua.

Viene incrementato l’importo della deduzione forfetaria per i lavoratori di sesso femminile, nonché per quelli di età inferiore a 35 anni. L’ammontare deducibile, su base annua, è fino a: 15.200,00 euro, per i dipendenti a tempo indeterminato impiegati nelle Regioni "svantaggiate" o di 10.600,00 euro, negli altri casi. Per fruire dell’incremento, non è necessario che i dipendenti siano nuovi assunti. L’incremento si applicherà dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2011.

Sono state modificate le modalità applicative della deduzione dell’IRAP dall’IRPEF/IRES, Per effetto delle novità introdotte, saranno deducibili dall’IRPEF/IRES: la parte di IRAP relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato, al netto delle deduzioni di legge; un’ulteriore quota pari al 10% dell’IRAP residua corrisposta nel periodo d’imposta, forfetariamente riferita all’imposta dovuta sulla quota imponibile degli interessi passivi e oneri assimilati, al netto degli interessi attivi e proventi assimilati.

sidua men ponib al ne

Semplicemente

L’eleganza, la sintesi delle forme e la cura nelle finiture, fanno dei prodotti FAS segni unici e distintivi.

Il mondo del Vending, rappresentato in modelli compatti ed essenziali, disponibili nella versione Silver e Black.

Novità | Novità

Lavazza > The Lavazzers, Dodici Fotografi per il Ventennale del Calendario Lavazza

CREDITS:

Ellen von Unwerth

Location: Chez Regine, Paris

Stylist: Joanna Schlenzka

Hair Stylist: Ed Moeland

Assistenti: Joris Rossi, Yvan Gherman, Jerome Vivet

Make-up Artist: Cathyanne McAllister Artist: McAllister

The Lavazzers è il titolo della ventesima edizione del Calendario Lavazza che, per festeggiare un traguardo così importante, ha riunito dodici maestri della fotografia che hanno reso grande negli anni il Calendario Lavazza: Erwin Olaf, Thierry Le Gouès, Miles Aldridge, Marino Parisotto, Eugenio Recuenco, Elliott Erwitt, Finlay MacKay, Mark Seliger, Annie Leibovitz, Albert Watson, David LaChapelle, Ellen von Unwerth. Sono loro, ad essersi messi in gioco celebrando, con un autoscatto, il loro rapporto più intimo con il caffè Lavazza. I dodici fotografi, come ogni squadra affiatata che si rispetti, hanno interpretato sé stessi rea-

lizzando scatti innovativi, inusuali e immaginifici.

Abituati a immaginarli dietro la macchina fotografica, vederli ora protagonisti davanti all’obiettivo regala una nuova emozione: ecco ad esempio David LaChapelle, re in una giungla nello scatto “An ordinary morning turns into Paradise” per raccontare di come il caffè sia “uno strumento per mettere in marcia la mente”, mentre ecco Erwin Olaf ricorda, nel suo scatto “My thoughts flying away”, come il suo pensiero nel momento in cui beve un caffè Lavazza corra immediatamente alle forme del corpo umano. Una galleria di immagini di forte suggestione, ora fotografie divertenti ed enigmatiche, ora affascinanti come sculture, ora icone da decodificare: il risultato finale colpisce nel segno proprio per la diversità e per l’approccio introspettivo e surreale di ogni artista che ha contribuito a un risultato finale unico tra fotografia tradizionale, tecniche personali sofisticatissime e, in alcuni casi, arte digitale.

"Ogni anno il Calendario Lavazza veicola nuove tendenze artistiche e temi differenti interpretati da un artista internazionale” racconta Francesca Lavazza, Direttore Corporate Image del Gruppo, aggiungendo: "In quest’edizione così importante e significativa per la nostra comunicazione, abbiamo voluto invertire gli addendi e chiedere ai più grandi interpreti della fotografia d’autore di ritrarsi lasciandosi ispirare dal nostro espresso: il risultato è entusiasmante”.

“È stato meraviglioso poterci con-

frontare con questi grandi talenti e con ognuno riuscire a fissare nelle foto la relazione tra la loro personalità e il caffè. Quasi un ritorno, o meglio una nuova interpretazione dell’Espress Yourself così caro a Lavazza”, ha sottolineato Michele Mariani, Direttore Creativo Esecutivo Agenzia Armando Testa

Icona e guida del Calendario 2012 e dell’intero progetto legato ai festeggiamenti del ventennale sarà Valerie van der Graaf. A lei, giovane modella olandese, protagonista degli scatti di Ellen von Unwerth, l’onore della copertina del Calendario 2012 e lo spegnimento delle candeline in un doppio simbolico compleanno: 20 sono gli anni del Calendario Lavazza, 20 sono gli anni di Valerie, ideale portavoce del futuro che verrà.

Il Calendario Lavazza 1995 di Ellen von Unwerth segnava i festeggiamenti del centenario dell’azienda torinese mostrando una giovanissima Amber Smith di fronte a un’enorme torta di compleanno, mentre questi nuovi scatti della fotografa tedesca vedono Valerie di fronte a 20 candeline accese. Nell’autoscatto del Calendario 2012 Ellen è pronta, come allora, a festeggiare insieme a Lavazza. “Quello che tutti sanno è che faccio la fotografa”, ha spiegato von Unwerth: “Quello che non tutti sanno è che spesso mi occupo di torte di compleanno, soprattutto quando lavoro per Lavazza. Una volta per i cento anni del marchio, oggi per i venti del calendario. Insomma, per festeggiare, qui una scusa si trova sempre. E, se c’è una festa, sicuro che non me la perdo”

Novità | Novità

Gruppo Argenta > Prima nel Vending ad Ottenere la

Certificazione ISO

22000:2005

Argenta, leader nazionale nel settore della distribuzione automatica e semiautomatica, ha ottenuto, prima azienda del settore, la certificazione ISO 22000:2005 (sistemi di gestione per la sicurezza alimentare) per le attività di somministrazione di alimenti e bevande attraverso la distribuzione automatica e semiautomatica.

La certificazione, rilasciata dall’ente DNV Business Assurance, rappresenta il più prestigioso riconoscimento di qualità, sicurezza e professionalità nella gestione dei processi aziendali in ambito alimentare. Nel comparto food & beverage, la certificazione ISO 22000:2005 rappresenta infatti lo standard di più alto livello su scala internazionale, in quanto l’applicazione dei suoi requisiti, congiuntamente all’applicazione del sistema HACCP, permette di garantire al consumatore un servizio sicuro ed impeccabile attraverso una valutazione puntuale e

scrupolosa delle condizioni igieniche e sanitarie delle attività. Il riconoscimento di questa certificazione rappresenta un’importante testimonianza dell’impegno costante da sempre mantenuto da Argenta in termini di sicurezza dei prodotti e dei processi: da tempo, infatti, l’azienda opera nel pieno rispetto delle norme dei sistemi di qualità stabiliti dalla ISO 9001:2008. Di recente, inoltre, l’azienda ha implementato ulteriori best practices finalizzate ad abbattere tutti i potenziali rischi igienico-sanitari relativi a tutte le fasi del processo: dalle verifiche sui processi di produzione dei fornitori ai controlli sui prodotti a partire dal mantenimento della catena del freddo alla rintracciabilità dei lotti, fino alla corretta manutenzione dei distributori.

“Siamo molto orgogliosi di questo riconoscimento, che ci vede pionieri nel comparto del vending”, ha commentato Luciano Iannuzzi A. D. Argenta:

“siamo consapevoli di come quest’importante certificazione rappresenti, più che un punto di arrivo, un punto di partenza. Come Argenta, infatti, intendiamo continuare ad impegnarci a soddisfare tutti gli standard di qualità e sicurezza che si renderanno opportuni per il nostro comparto”.

“L’attività di certificazione ISO 22000, è stata approcciata con uno spirito proattivo, sempre alla ricerca del valore aggiunto che uno standard sulla food safety può dare ad una azienda alimentare. Un forte impegno è stato profuso da entrambe le parti ma reputo che la soddisfazione sia stata reciproca. Un risultato che conferma l’attenzione del Gruppo Argenta per la qualità e la sicurezza dei suoi prodotti” ha poi spiegato Massimiliano Rota, Food Safety Lead Auditor di DNV Business Assurance, team leader per l’attività di certificazione congiunta ISO22000, ISO 9001 e schema HACCP.

> Ufficiale la Fusione di BPM nel Gruppo Modenese

A partire da gennaio 2012 BPM srl viene incorporata per fusione in S.E.M. S.p.A. (Sorgenti Emiliane Modena). Gruppo S.E.M. con sede a Castelvetro (MO), è tra i principali operatori in Italia attivi nell’imbottigliamento, produzione e distribuzione di acque minerali naturali e soft drink. L’azienda produce e imbottiglia a marchio proprio e conto terzi per alcuni tra i maggiori operatori della GDO ed è attiva anche nel vending, così come nel mercato dei boccioni d’acqua e nel noleggio dei relativi refrigeratori (water cooler). BPM, nel Gruppo S.E.M. dal 2003, viene oggi incorporata: l’operazio-

ne è avvenuta per una maggiore semplificazione della struttura aziendale e per un miglior controllo della filiera produttiva. Gruppo S.E.M. è composto da cinque società: S.E.M., Nuova S.A.MI.CER. e Nocera Umbra, attive nel settore acque minerali naturali e soft drink, BPM e Water Time, che operano invece nell’ambito dei boccioni d’acqua.

S.E.M. Spa ha ottenuto le certificazioni ISO 9001:2008, ISO 14001:2004, e SA8000:2001, che attestano la qualità della gestione e dei processi, la corretta gestione ambientale e la responsabilità

d’impresa mentre nel 2010 è stata rilasciata all’azienda la certificazione ISF, che attesta la qualità dei singolo prodotto.

Sensibile alle tematiche di carattere ambientale, il gruppo opera con strutture produttive e commerciali geograficamente prossime ai propri clienti, favorendo una politica eco-sostenibile che riduce l’inquinamento prodotto dal trasporto su strada. Inoltre, l’adozione di processi produttivi rispettosi dell’ambiente, permette l’abbattimento dei costi di trasporto e l’ottimizzazione del servizio, garantendo un’efficiente struttura dei costi.

Gruppo S.E.M.

Novità | Novità

PepsiCo e Mr. Vending > Reinventano la Pausa Caffè

Da oggi Pepsi si può gustare anche in metropolitana: PepsiCo e Mr. Vending hanno siglato un accordo di distribuzione delle bevande per tutte le aree di ristoro della metropolitana milanese. Dopo essersi aggiudicata il bando di gara indetto da ATM, Mr. Vending ha scelto PepsiCo come partner nella fornitura di bevande gassate. I prodotti saranno presenti in tutte le stazioni della metropolitana milanese attraverso 330 distributori di bevande fredde che svilupperanno oltre un milione di contatti giornalieri.

Mr. Vending è un’azienda neo costituita con una consolidata expertise nel settore, grazie ad un management che ha ricoperto posizioni chiave in aziende leader del canale vending. L’azienda ha coinvolto PepsiCo in un progetto nuovo e rivoluzionario: trasformare il distributore automatico da puro luogo di transito e passaggio a luogo di aggregazione e piacere, un luogo di vera pausa nella frenesia cittadina. Così, in conco-

mitanza con la riqualificazione di tutte le stazioni della metropolitana in vista di Expo 2015, i punti di ristoro verranno sottoposte ad un radicale restyling con la creazione di aree relax e socializzazione luminose e accoglienti. Altro punto di forza della proposta Mr Vending è la totale personalizzazione delle vending machine, che diventano in questo modo un ulteriore veicolo dei valori della marca e dei suoi prodotti. Pepsi avrà così ambasciatori in ogni stazione, un modo nuovo e diverso per coinvolgere il consumatore finale.

L’accordo commerciale ha una durata di cinque anni e stabilisce la vendita in tutte le aree di ristoro dei prodotti PepsiCo, a partire da Pepsi con le varianti Pepsi Twist, la prima cola al limone e Pepsi Light. Saranno inoltre distribuiti i prodotti Gatorade, lo sport drink n.1 al mondo, il tè Lipton Ice Tea (nelle versioni Limone, Pesca e tè verde al Limone e al Mango) oltre ai succhi di frutta Tropicana “Il canale fuori casa è sempre sta-

Co: per noi infatti è di primaria importanza essere sempre presenti nella vita di tutti i giorni dei nostri consumatori ed in ogni momento di consumo: dalla colazione fino alla sera”, ha commentato Massimo Ambrosini, A. D. PepsiCo Italia, aggiungendo: “Questa collaborazione comprende anche un aspetto di comunicazione importante che aiuterà a veicolare i valori della marca. I punti di ristoro sono stati ripensati completamente partendo dal consumatore e dai suoi bisogni, per un’esperienza che lo coinvolge in maniera totale”.

“La nostra azienda propone un modello nuovo e diverso di trattare questo canale, con una forte attenzione al cliente e un servizio personalizzato” ha spiegato Adriano Cesaracciu, socio fondatore e presidente Mr. Vending, concludendo: Per questo siamo molto felici di questo accordo con PepsiCo: la qualità dei prodotti offerti garantisce una copertura completa sul canale,

Novità | Novità

Salute > Uno Studio Assolve le Macchinette nelle Scuole: Non Causano Obesità

meren-

dine e bevande gassate a scuola non sono dell’aumento di peso studenti, o comunque non sono la causa fra i ra-

sarebbe spazzatura corridoi scolastici la causa dell’obema le cattive abitudini in

I distributori automatici di merendine e bevande gassate a scuola non sono responsabili dell’aumento di peso degli studenti, o comunque non sono la causa principale di sovrappeso fra i ragazzi delle classi intermedie. Non sarebbe infatti la disponibilità di cibo spazzatura nei corridoi scolastici la principale causa dell’obesità, ma le cattive abitudini in famiglia o durante il tempo libero.

erofood”

Ad assolvere le macchinette erogatrici del cosiddetto “junk food” uno studio americano coordinato da Jennifer Van Hook, docente di sociologia e demo-

Iè uno coordinato da Jennifer Van docentedisociologiaedemodocente di e demo grafia alla Pennsylvania State University, che si è concluso con la pubblicazione dei risultati all’interno del numero di gennaio 2012 del periodico statunitense “Sociology of Education”. La ricerca è stata condotta su un campione di oltre 19 mila alunni seguiti dal quinto all'ottavo grado scolastico (a 10-11 anni e a 13-14), nei periodi 2003-2004 e 2006-2007, ha portato ad un esito inaspettato per stessi autori, che cercavano la prova di una connessione tra il cibo erogato dai distributori

automatici e l’obesità dei ragazzi Dai primi anni '70 negli Stati Uniti la percentuale di bambini obesi è triplicata, ma non sono i distributori di patatine, caramelle, snack e bibite i soli a dover essere condannati: "La scuola rappresenta solo una piccola parte dell'ambiente alimentare dei ragazzi. I giovani, infatti, possono procacciarsi il cibo a casa, dai vicini, nel tragitto da scuola a casa", osservano sociologi e demografi: “Oggi a scuola gli studenti sono molto impegnati, riescono a mangiare solo in determinati orari,quindinonhannotroporari, non hanno trop O

orari, quindi non hanno troppe opportunità di nutrirsi. O comunque non potrebbero alimentarsi all'infinito, rispetto a quanto invece possono fare a

comunque non alimentarsi all'infinito, rispetto a invece possono fare a casa"

e l'86,3% di

per gli stessi autori, che cerca-

Secondo i calcoli dei ricercatori infatti, il 59,2% degli studenti del quinto grado e l'86,3% di quelli dell'ottavo frequentavano scuole in cui veniva venduto junk food. Eppure, a questo incremento non corrispondeva un trend analogo dei tassi di obesità, anzi: la percentuale di studenti obesi o

a questo incremento non un trend analogo dei tassi di obesità, anzi: la di studenti obesi o

sovrappeso diminuiva dal 39,1% nelle classi di quinto grado al

sovrappeso diminuiva dal nelle classi di al 35,4% in quelle di ottavo grado. Numeri ai quali il team di ricercaVan Hook e Claire E. Altman, co-autrice del-

tori guidati da Jennifer Van Hook lo studio, ha faticato a credere, vinzione che la scuola possa fare

anche a causa della diffusa conpossa fare molto per la lotta all'obesità infantile, cominciando dal rinuncia-

re al “business delle merendine”.

I sociologi sono arrivati anche a un'altra conclusione, ossia che la lotta ai chili di troppo in età

la lotta ai chili di troppo in età pediatrica deve iniziare precocemente,giàneiprimiannidivita mente, nei anni di vita dei bambini

mente, già nei primi anni di vita

"Ci aspettavamo di trovare un col-

legamento definitivo fra vendita di junk food a scuola e aumento di

food a scuola e aumento di peso ", spiega Van Hook, aggiungendo: “Gli studi hanno dimostrato che molti bimbi i alimentari

to che molti bimbi sviluppano i propri comportamenti alimentari e il gusto per alcuni cibi, piuttosto che per altri, già in età prescolare. E le abitudini imparate da piccoli si consolidano crescendo, quindi le tentazioni alle quali i ragazzini sono esposti a scuola non sono

e il gusto per per età prescolare E le abitudini si consolidano le tentazioni i sono a scuola non sono gran che importanti"

international attraction

Sinonimo di qualità, il marchio italiano Coges è riconosciuto a livello internazionale come espressione di un’azienda leader nel Vending. In qualsiasi Paese europeo è presente una filiale o un rivenditore Coges dove potrete trovare i nostri sistemi di pagamento cashless, le gettoniere rendiresto, i lettori di banconote o gli innovativi sistemi per la telemetria, ricevendo supporto e assistenza. Coges non conosce confini: ha la soluzione ideale per ogni distributore automatico, ovunque si trovi.

Tutto il Mondo del Caffè nel Nuovo Annuario Beverfood

Con un consumo totale intorno ai 250 milioni di kg di prodotto tostato e un giro d’affari alla produzione intorno ai 3 miliardi di euro, di cui circa 600 milioni destinati all’esportazione, il mercato italiano del caffè è uno dei più vivaci del food & beverage italiano.

Coffitalia® 2011-2012, il nuovo annuario edito da Beverfood, ricostruisce e aggiorna l’intera filiera settoriale con riferimento a mercati e quadro competitivo, produttori e torrefattori, catene di caffetterie, gruppi di gestione, operatori del coffee trading, costruttori di macchine del caffè e vending, fornitori di impianti e macchinari per la torrefazione, fornitori di packaging, fornitori di materiali per i punti di vendita caffè, fornitori di servizi, associazioni di settore in Italia e nel mondo, fiere. Il volume si articola in cinque sezioni, di seguito descritte.

Sezione Mercati (60 pagine corredate da 20 tabelle dati): la sezione si apre con un servizio sul business internazionale del caffè, fornendo informazioni essenziali sugli aspetti relativi a produzione di caffè verde, esportazioni e importazioni, consumi, dinamiche dei prezzi e player internazionali. Segue il profilo del mercato italiano del caffè, con una panoramica sulle importazioni, le esportazioni e i consumi, con un’analisi più specifica nell’area dei consumi domestici, in quella dei consumi Ho.Re.Ca. e vending e nel comparto del caffè porzionato, in forte effervescenza; infine, un focus sul quadro competitivo di questo particolare mercato. Segue uno speciale sulle catene di Coffee Shop, con una breve analisi del fenomeno e le schede delle principali insegne di catena operanti in Italia. Il servizio sul mercato del vending contiene invece l’ana-

lisi dei consumi, le tipologie di macchine, il fenomeno dei negozi automatici e le schede dei principali gruppi di gestione operanti nel settore della DA in Italia. Conclude questa sezione un intervento del professor Luigi Odello sugli scenari e le prospettive possibili del mondo del caffè.

Sezione Produttori & Torrefatttori:

è la parte più corposa del volume (164 pagine e 715 schede informative). La sezione si apre con la rubrica alfabetica dei produttori cui segue, per ognuna delle regioni italiane, la messa a fuoco delle varie aziende. Per ciascun produttore censito vengono fornite le informazioni anagrafiche, geografiche, telefoniche, l’indirizzo di posta elettronica e il sito web e, quando possibile, anche altre informazioni sull’attività societaria, il management e le marche prodotte e/o commercializzate. Coffitalia® è l’unica pubblicazione sul mercato che fornisce la mappatura completa di tutti i produttori operanti nel settore del caffè in Italia.

Sezione Fornitori Specializzati: in questa sezione (80 pagine) vengono censite e segnalate tutte le aziende che a vario titolo producono e forniscono impianti, macchine, beni e servizi al mondo della produzione e della distribuzione e vendita di caffè. Oltre ai focus su importanti imprese di fornitura specializzata e la rubrica alfabetica di tutti i fornitori, questa parte del volume riporta la schedulazione delle aziende che operano nell’area della commercializzazione internazionale del caffè: importatori e crudisti, agenzie e broker, case di spedizioni e imprese di trasporto, stoccaggio e assicurazioni. A seguire, le schede delle aziende che operano nel settore della produzione di macchine del caffè, impianti DA e relativi ricambi e accessori. La mappatura dei fornitori si completa con le schede dei fornitori

di impianti per la lavorazione del caffè, dei fornitori di packaging, dei fornitori di arredi e materiali vari per i punti di vendita ed erogazione (oltre 100 aziende), i fornitori di servizi vari per la produzione e la distribuzione, per un totale di circa 700 aziende di fornitura.

Per Saperne Di Più: all’interno di quest’ultima sezione vengono riportate le schede informative essenziali delle associazioni di settore operanti in Italia e nei principali mercati nazionali europei e di altri continenti. Vengono inoltre segnalate le principali manifestazioni che riguardano il settore e le principali riviste che a vario titolo e con diversa intensità si occupano del mondo del caffè. Segnalati infine i gruppi della moderna distribuzione e la mappa statistica dei pubblici esercizi in Italia.

Coffitalia®, per quantità e qualità delle informazioni riportate rappresenta un punto di riferimento obbligato ed un prezioso strumento di consultazione per tutti coloro che vogliono operare con consapevolezza nel settore e che desiderano documentarsi sul complesso ma affascinante mondo del caffè, un segmento di mercato in cui l’Italia gioca un ruolo di primo piano sullo scacchiere internazionale.

Beverfood > Nuova Edizione dell'Annuario Bevitalia ®

Con circa 16 miliardi di litri consumati nel 2010, pari ad un consumo procapite di 265 litri/anno ed un giro d’affari complessivo dell’industria intorno ai 6 miliardi di euro l’anno, il mercato delle bevande analcoliche (acque confezionate, bibite gassate e lisce, succhi e bevande frutta) rappresenta il più grande mercato del beverage in Italia in termini di volumi. Nel 2010 il settore ha accusato complessivamente delle perdite di volumi, ma il 2011 dovrebbe segnare una ripresa grazie anche ad una situazione meteorologica più favorevole. Con la nuova edizione dell’Annuario BEVITALIA® 2011-12, la casa editrice Beverfood srl aggiorna tutti i dati di mercato e le informazioni su tutte le aziende che operano nel settore.

Il nuovo report, pubblicato in collaborazione con Mineracqua, l’associazione imprenditoriale delle industrie italiane di acque minerali naturali, acque di sorgente e bevande analcoliche, mette a fuoco tutta la complessa realtà settoriale con riguardo a mercati, marche, confezioni & packaging, produttori & importatori, fornitori specializzati di impianti, materiali e servizi per la produzione e la vendita, gruppi della distribuzione.

L’annuario si articola in cinque sezioni:

Mercati> questa parte dell’annuario fornisce una panoramica completa dei mercati di riferimento. L’analisi del mercato italiano delle acque confezio-

nate è stata curata da Marco Muraca, mentre Giada Giupponi ha curato il profilo del mercato italiano delle bibite lisce e gassate ed Elisa Chiricò ha curato la panoramica del mercato italiano dei succhi e bevande frutta. Ciascun mercato è stato analizzato con riferimento alla produzione & consumi, mix prodotti, consumatori e occasioni di consumo, packaging, canali di vendita, quadro competitivo. Le informazioni sui mercati italiani sono completate dalla mappa dei gruppi che operano con più unità produttive sul nostro territorio e dalla classifica dei primi 32 gruppi produttori in ordine di fatturato. La sezione mercati si conclude con uno speciale, a cura di Graziella Erba, sui mercati internazionali con il profilo informativo del mercato globale e con le schede essenziali sui principali mercati nazionali europei.

Acque Confezionate> presenta innanzitutto il repertorio marche (317 tra acque minerali, acque di sorgente e acque da bere varie) con le informazioni di base per ciascuna marca ed inoltre una vetrina confezioni con le immagini di un centinaio di varie bottiglie, da quelle speciali in vetro per l’Ho.Re.Ca. ai vari formati delle bottiglie in PET. La parte più corposa della sezione acque è dedicata alle varie fonti e aziende Imbottigliatrici, schedulati regione per regione. Ogni scheda riporta l’anagrafica societaria, i dati di attività, il management, le unità produttive e le certificazioni di qualità, le marche delle acque prodotte, spesso completate da schede di approfondimento sui prodotti e da brevi focus su storia, territorio e caratteristiche delle fonti.

Bibite E Succhi> sviluppata in modo analogo alla precedente, questa sezione presenta una parte iniziale dedicata al repertorio marche (342 tra bibite gassate e lisce, sport & energy drink, succhi e bevande frutta) e la consueta vetrina confezioni, articolata per i vari segmenti merceologici. La sezione si com-

pleta con il profilo informativo delle circa 150 unità di imbottigliamento e delle relative aziende produttrici e importatrici, con la scheda informativa di ciascuna società ed eventuali approfondimenti sulle marche e i prodotti.

Fornitori Specializzati> riporta la rubrica completa degli oltre 800 fornitori specializzati che operano maggiormente nel settore, fornendo materie prime, impianti e macchinari all’industria e alla distribuzione, materiali di packaging, prodotti-attrezzature e materiali per i locali, servizi di vario tipo. La sezione è inoltre arricchita di schede informative con i profili societari dei più importanti gruppi operanti nei settori della fornitura all’industria e alla distribuzione.

Per Saperne Di Più> quest’ultima parte dell’Annuario riporta le schede anagrafiche essenziali di tutti i gruppi distributivi della GDO e di tutti i gruppi distributivi grossisti di bevande, segnalando inoltre le 60 associazioni di categoria più importanti in Italia e nel mondo.

Per la completezza di dati, informazioni e immagini l’Annuario Bevitalia delle Acque, Bibite e Succhi è la pubblicazione settoriale più completa e rappresenta uno strumento fondamentale di conoscenza e consultazione per tutti gli operatori che vogliono tenersi aggiornati sul settore del bere analcolico e che in esso intendono operare con cognizione di causa. BEVITALIA, così come tutti gli altri Annuari del Bere® Beverfood, gode di un ulteriore supporto complementare su web: sul portale www.beverfood.com vengono fornite tutte le informazioni sugli annuari, compreso un .pdf-demo con tutti gli indici analitici e le modalità su come ordinarli e tutte le principali news settoriali, pubblicate settimanalmente nella sezione bevernews, al fine di aggiornare in tempo reale il quadro informativo fornito dagli Annuari del Bere.

Venditalia 2012 > 59

Chico Mendes > 60

Vending Paris 2012 > 61

Hostelco > 63

A p p u n

i n F i

Venditalia 2012 > In Arrivo la “Vending Revolution”

Innovativa nella forma e nella sostanza. Nuovi padiglioni e una nuova immagine per il più importante evento fieristico mondiale del vending, che si terrà presso Fieramilanocity dal 9 al 12 maggio 2012

Ben più di una fiera, Venditalia 2012 è un ritrovo per la comunità della distribuzione automatica internazionale: una vera e propria città del vending . Via del Gusto, Corso dell’Innovazione, piazze e mostre trasformeranno i padiglioni 3 e 4 del polo espositivo milanese in Vendingville, la capitale del vending mondiale.

Venditalia, esposizione internazionale della Distribuzione Automatica, è giunta alla sua ottava edizione: anima della manifestazione CONFIDA, che ha ideato l’evento nel 1998 e lo promuove ancora oggi. Oltre alle immancabili innovazioni per un settore fortemente dinamico nonostante il perdurare della crisi, il programma dell’evento sarà

ricco di incontri, momenti di confronto e formazione e toccherà tematiche che riguardano il settore in un ampio spazio istituzionale gestito dall’associazione di categoria.

Questo innovativo uso degli spazi sarà possibile grazie allo spostamento della manifestazione nei padiglioni 3 e 4 , con un incremento sensibile dell’area espositiva occupata (da 20.000 a 30.000 mq): una scelta coraggiosa, che attesta la volontà di cambiamento con cui il vending sta affrontando il nuovo contesto di mercato. Sono inoltre in programma eventi collaterali, che avranno luogo anche al di fuori del contesto fieristico, con l’obiettivo di coinvolgere sia gli operatori che il consumatore finale.

L’edizione 2010 della manifestazione si è chiusa con 271 espositori provenienti da 14 paesi, circa 20.000 presenze (+8% rispetto all’edizione precedente, nonostante la congiuntura negativa) e

un centinaio di giornalisti accreditati, di cui 20 stranieri.

Edizione dopo edizione (la prima si svolse a Genova dal 7 al 10 maggio 1998), Venditalia si conferma la più grande rassegna nell’ambito del vending, sia per dimensioni dell’area espositiva, sia per numero di aziende espositrici e di visitatori, che partecipano da tutto il mondo e che presentano in anteprima i propri prodotti, le tecnologie più innovative e gli ultimi ritrovati del settore. Dal 2006 Venditalia si è spostata nel polo espositivo di Fieramilanocity, favorendo la presenza di visitatori stranieri. Il forte legame con CONFIDA, socio di maggioranza di Venditalia Servizi srl, segreteria organizzativa della manifestazione, ha garantito la massima partecipazione da parte delle aziende del settore. Negli anni l’appuntamento ha avuto un successo sempre crescente di espositori e di pubblico, tanto che nel 2004 la manifestazione ha ottenuto l’importante riconoscimento di Fiera Internazionale.

Chico Mendes > il Vending Equosolidale

Torna a Fa` la Cosa Giusta!

Presente anche quest’anno in qualità di espositore a Fa’ la cosa giusta, la fiera degli stili di vita sostenibili, Chico Mendes è la cooperativa sociale senza fini di lucro fondata nel 1990, un soggetto dell’economia solidale che propone prodotti alimentari e di artigianato, progetti e servizi con l’obiettivo di costruire un rapporto di solidarietà e di fiducia tra chi produce, chi distribuisce e chi acquista.

La cooperativa prende il nome da Chico Mendes, lavoratore e sindacalista brasiliano che ha lottato contro la distruzione della foresta amazzonica e per la dignità dei suoi abitanti. Ai valori della giustizia sociale e del rispetto dell’ambiente si è ispirata sin dalle origini la cooperativa, socia del consorzio

Ctm altromercato e di AGICES – Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale che monitora le organizzazioni di fair trade in italia. Accanto al commercio equo nelle botteghe trovano spazio altri attori dell’economia solidale: le cooperative sociali italiane, in cui lavorano detenuti e persone affette da disagio psichico e le cooperative

del circuito “Libera Terra”, che lavorano su terreni confiscati alle mafie.

Attualmente la cooperativa è una delle realtà di commercio equo più grandi e importanti d’Italia, con un fatturato di più di 3 milioni di euro, che secondo le stime AGICES rappresenta circa il 20% del fatturato delle organizzazioni di commercio equo in Lombardia e circa il 3,5% del fatturato totale del commercio equo in Italia), 10 punti vendita (le Botteghe del Mondo, distribuite tra Milano e provincia) e circa 2400 soci

Grazie ai soci lavoratori e ai soci volontari, la cooperativa gestisce le Botteghe del Mondo, punti vendita di alimentari, cosmetici e prodotti di artigianato, ma anche luoghi d’informazione e diffusione delle tematiche connesse al commercio equo e al consumo responsabile che prosegue anche nelle scuole attraverso attività di sensibilizzazione e formazione ma anche con incontri, dibattiti ed eventi sul territorio.

Oltre ai prodotti, Chico Mendes offre diversi servizi tra cui un’ampia proposta per gli omaggi aziendali, un servizio di catering per coffee break, aperitivi,

feste, convegni e cerimonie; la fornitura di macchine a cialde di caffè equosolidale, presentate anche quest’anno nel’ambito di Fa’ la cosa giusta!, la fiera degli stili di vita sostenibili, che si terrà dal 30 marzo al 1 aprile 2012 torna presso i padiglioni di Fieramilanocity.

Da circa otto anni infatti la cooperativa opera nel settore commercializzando macchine a cialde in carta: la scelta è dovuta al fatto che Chico Mendes e i suoi clienti sono molto attenti agli aspetti etici ed ambientali. Grazie all’eliminazione dell’alluminio dagli involucri, le cialde compostabili, una volta esaurite, possono essere differenziate nell’umido per quanto riguarda la cialda stessa e nella plastica per quanto riguarda l’involucro.

Chico Mendes acquista macchine Grimac, fornitore scelto non solo per l’affidabilità delle sue macchine, ma per un preciso criterio etico: la linea produttiva Grimac è infatti interamente localizzata in Italia per evitare l’acquisto di macchine da paesi che non possono offrire garanzie sul trattamento equo dei lavoratori.

Vending Paris 2012 > Riflettori Puntati sull’Innovazione

Organizzato da Reed Expo in collaborazione con NAVSA (chambre syndicale NAtionale de Vente et Services Automatiques), Vending PARIS è l’appuntamento irrinunciabile per gli operatori professionali della distribuzione automatica che si affidano alle più recenti tecnologie e ai prodotti più innovativi per rispondere al meglio alle attese dei consumatori, che sempre di più cercano soluzioni accessibili in ogni luogo e momento di consumo.

Il vending è la risposta a queste esigenze, che si tratti di prodotti alimentari, bevande o articoli di prima necessità o di consumo.

“Vending PARIS rappresenta l’occasione per fare il punto della situazione di questo mercato e d’identificare le opportunità per gli operatori professionali”, ha spiegato Corinne Menegaux, direttore divisione Hôtellerie Restauration di Reed Expositions France e direttore di Vending PARIS.

Jean-Marc Nigond, presidente NAVSA, ha inoltre commentato: “Espozioni, innovazione, conferenze, Vending Canteen e Journée Internationale: ci sono

tutti gli ingredienti per fare di Vending PARIS 2012 l’evento irrinunciabile per i professionisti della DA. NAVSA è lieta di sponsorizzare dal 1998 il salone internazionale della distribuzione automatica, che permette di mostrare i nuovi utilizzi del vending nel contesto fuori casa e di informare sulle tendenze emergenti oltre ad anticipare le grandi sfide che il settore dovrà affrontare nel prossimo futuro. Grazie agli scambi tra fornitori e visitatori durante le tre giornate della fiera, Vending PARIS contribuisce allo sviluppo delle imprese del nostro che oggi come mai prima giocano le carte del servizio e della qualità”.

Tra le novità della prossima edizione, la Journée Décideurs: il 25 ottobre Vending PARIS aprirà le sue porte a tutti gli operatori proponendo un ciclo di conferenze orientato verso le opportunità di business offerte dalla DA.

La seconda edizione di Vending Canteen, inoltre, prevede un focus sulla distribuzione automatica nel quotidiano e sui suoi sviluppi possibili soprattutto nell’ambito del negozi automatici. Studenti dello

Strate College illustreranno, attraverso un allestimento originale, le ultime innovazioni tecnologiche e di prodotto rivolgendo lo sguardo alla DA ideale del futuro.

A Vending PARIS saranno inoltre presenti i migliori professionisti del mercato per un programma di conferenze in cui verranno affrontate le principali questioni d’attualità con lo scopo di fornire le cifre relative al settore. Le testimonianze di gestori ma anche utenti del servizio completeranno gli interventi degli esperti per una visione della realtà vending più completa e concreta possibile.

Venerdì 26 ottobre vedrà infine lo svolgimento della Journée Business International. La giornata offrirà ai visitatori una panoramica completa dei singoli mercati nazionali attraverso l'intervento di rappresentanti delle principali associazioni di categoria europee.

Vending PARIS vi dà appuntamento dal 24 al 26 ottobre 2012 presso il padiglione 5.2 del polo fieristico di Parigi - Porte de Versailles.

Hostelco 2012> 16 a Edizione

nel Nuovo Quartiere Fiera di Barcellona/Gran Via

Hostelco, il salone internazionale delle attrezzature per la ristorazione e l’hotel sostenuto tra gli altri da FELAC (federazione spagnola di associazioni dei produttori di macchinari per la ristorazione e affini) e da FEHR, lascia lo storico quartiere fieristico Montjuic per passare ai moderni padiglioni di Fiera di Barcellona Gran Via dal 17 al 21 ottobre 2012

Dopo 15 edizioni, Hostelco passa ai nuovi padiglioni portando così a termine il progetto dell’ente fieristico di trasferire tutti i saloni professionali a Gran Via, uno dei quartieri espositivi più grandi d’Europa, dotato di tecnologie all’avanguardia.

“Gran Via è sicuramente il più indicato per ospitare i saloni professionali”, ha commentato Isabel Piñol, Project Manager di Hostelco , aggiungendo: “sono convinta che questo cambiamento sia molto positivo nonché necessario per il Salone, non solo per le caratteristiche attuali ma anche perché Gran Via ci garantisce infrastrutture adeguate per evolverci come dobbiamo. Le grandi superfici di cui dispone Gran Via ci permettono, tra le varie cose, di pianificare a lungo termine la crescita dei settori con

un alto potenziale come l’arredo, la parte dedicata alla tavola e alle sale, l’alimentazione Ho.Re.Ca., il caffè, la pulizia e stireria nonché il vending”

Gli spazi espositivi sono molto funzionali, i padiglioni hanno un’altezza di 12m e l’utilizzo delle colonne è stato ridotto al minimo per agevolare il montaggio, lo smontaggio delle attrezzature e la logistica generale. La struttura superiore è attrezzata per ospitare montaggi complicati a sospensione, mentre l’impianto di illuminazione e climatizzazione è stato costruito seguendo criteri sostenibili e di risparmio energetico. La struttura è dotata di 53 punti ristoro e ospita 26 sale conferenza di dimensioni differenti, attrezzate con i più moderni mezzi multimediali comprese le cabine per la traduzione simultanea, per un totale di 3.000 mq di superficie e 2.750 posti. Per fornire i servizi in modo comodo e funzionale, 10 km di gallerie sotterranee convogliano la fornitura di energia elettrica, la rete telefonica, l’aria compressa e tutti i servizi che possono essere collegati ad ogni stand all’interno dei padiglioni.

Il nuovo polo fieristico, progettato dall’architetto giapponese Toyo Ito, è attrezzato con le più nuove tecno-

logie del mondo fieristico che l’architetto ha abbinato al design ispirato alle forme curvilinee della natura. Inaugurato nel 2002, Gran Via ha una superficie lorda di 240.000 mq distribuiti in 8 padiglioni. Il quartiere espositivo si estende dall’entrata sud, ubicata in Plaza Europa, sino al Centro Congressi (Padiglione 8), collegati da una passerella lunga 1,5 km attrezzata di 24 tapis roulant e 20 scale mobili che mettono in comunicazione i vari padiglioni.

I visitatori avranno la possibilità di entrare nel quartiere fieristico attraverso 34 punti di accesso al ritmo di 1200 ogni ora, grazie ai nuovi sistemi di lettura elettronica anche tramite cellulare.

Inoltre, Hostelco sarà facilmente raggiungibile grazie ai molti collegamenti: posizionato a 10 minuti di distanza dall’aeroporto di Barcellona, 10 minuti da Barcellona tramite la rete regionale di treni ad alta frequenza (FGC), Gran Via dista infatti solo 3 km dallo storico polo Montjuic di Plaza España ed è dotato di 4 parcheggi, per un totale di 4.759 posti auto. Per quanto riguarda l’ospitalità, i partecipanti potranno contare su un’offerta di 25.996 camere nel raggio di pochi chilometri: tutti gli hotel sono infatti posizionati a meno di 30 minuti dalla fiera.

water+more 2

Elenco Inserzionisti

elivend 49 l'aromatika 52
c.i.d.a. 29
rheavendors group 1
d.a. design 21
aat 15
perfetti van melle 4
covim 57
lavazza 27
lavazza 25
n&w IV
coges 54
didiesse 19
mitaca I
esperia distribuzione II
art&works 9
crane 43
bilt 32
d.a.italia III
gimoka 44
venditalia servizi 62
fas international 47
caffè garibaldi 40

CARTA DI CREDITO ATTRAVERSO / CREDIT CARD BY: PAYPAL SUL SITO WWW.DAITALIA.IT

INFORMATIVA - DISCLOSURE DATI INDICATI NELLA PRESENTE SCHEDA SARANNO TRATTATI

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook