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D.A.ITALIA_N_58

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Caffè Vergnano Intervista con Carolina Vergnano

Emmeti Italia Intervista con Gabriele Toro

Confida Assemblea Generale 2011

L'economista Amartya Sen (premio Nobel per l'economia) sostiene che al valore della ricchezza debba essere aggiunta anche la felicità. Un individuo è più ricco quando è più felice ed ha ottenuto una migliore qualità della vita.

La qualità della vita diviene quindi una variabile nei calcoli economici ed il mercato non deve produrre solo ricchezza ma soddisfare anche attese e valori etici. Una rivoluzione senza precedenti, visto che il mondo dell'economia e della finanza è sempre stato giudicato con i parametri del rendimento, del capitale e dell'interesse. Per fortuna a questi valori si sono prepotentemente affiancati i concetti di responsabilità sociale ed ambientale e di sinergia tra economia ed etica.

Nella motivazione al premio Nobel si legge che il suo lavoro ha contribuito a restituire una dimensione etica all'economia e alle discipline collegate, soprattutto grazie al concetto portante di capability, che attribuisce a ciascun uomo un valore fondamentale per l'intera umanità. Non stupisce quindi che uno degli obiettivi nobili ed elevati da raggiungere sia quello di perseguire l'amicizia tra le persone e non il solo profitto.

Fino a qualche anno fa il mondo del vending era stranamente all'avanguardia in questo campo. È vero che il settore era troppo chiuso in se stesso, non si relazionava correttamente nei confronti delle Istituzioni e non aveva nessuna forma di comunicazione con il consumatore finale, ma possedeva nel proprio DNA anche alcuni preziosi valori. Gli operatori si conoscevano bene tra di loro e c'era, al di sopra della normale concorrenza, la consapevolezza di far parte di una particolare comunità, cresciuta dal basso della piramide sociale e che si era affermata solo attraverso il sacrificio e una profonda dedizione al lavoro. Rispetto a moltissimi altri settori dell'industria e del commercio, il vending era un caso decisamente atipico: un gruppo di persone molto coeso che incominciava ad affiancare alla ricchezza materiale anche una discreta qualità della vita, in cui l'uomo aveva un peso e una sua dignità.

La doverosa apertura al mondo esterno, indispensabile per progredire nel cammino della modernità, ha però portato con sé alcune problematiche che rischiano di minare dall'interno alcuni valori portanti del vending. L'entrata dei Fondi d'Investimento, ad esempio, ha introdotto per qualche tempo un consistente flusso di denaro, ma ha contemporaneamente riportato al centro i parametri del rendimento, del capitale e dell'interesse. Dopo qualche anno l'impressione è che gli uomini si stiano trasformando in numeri e che la situazione attuale del settore (al netto della crisi economica) sia peggiore di prima. È curioso notare come in molte società possedute dai Fondi ci sia stata una sorta di epurazione dei vecchi esponenti del vending. L'operazione è ovviamente legittima, ma ha contribuito ad acuire la sensazione di avere all'interno di una collaudata comunità dei corpi estranei che ragionano e agiscono con regole non condivise con il resto della collettività. Se è vera la massima universale che è più difficile comportarsi male con gli amici, abbiamo il legittimo timore che non ci sarà da stare allegri per i prossimi anni, perché il valore dell'amicizia (tanto caro al premio Nobel Amartya Sen) è sicuramente in netto calo all'interno del vending e questo non può che comportare qualche problema in più. Infatti, ad alcuni personaggi non crea nemmeno una briciola di rimorso agire con aggressività e una certa dose di irresponsabile sfrontatezza nei confronti di perfetti sconosciuti. Chiedimi se sono felice.

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NUMERO 58 LUGLIO/AGOSTO 2011

>ORSOLA MALLOZZI DIRETTORE RESPONSABILE/ EDITOR IN CHIEF

>ALESSANDRO FONTANA DIRETTORE EDITORIALE/ EDITORIAL DIRECTOR

> LAURA GUASPARRI ART DIRECTOR

> ANDREA LOTTERO GRAPHIC DESIGN

> DANIELA BISCOTTI COMMERCIALE/COMMERCIAL

> NOEMI MARGAROLI REDAZIONE/EDITORIAL STAFF

LASERGRAFICA POLVER SRL >STAMPA/PRINTERS

D.A.ITALIA

>IL PERIODICO DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA PUBBLICAZIONE

ISCRITTA AL TRIBUNALE DI MILANO, NUMERO DI REGISTRAZIONE 177 DEL 22 MARZO 2004

>ISCRIZIONE AL R.O.C.: 11412

>PERIODICITÀ MENSILE

>EDITORE ART&WORKS SRL UNIPERSONALE

VIALE LODOVICO SCARAMPO 41 20148 MILANO

P.IVA 04234310961

TEL+39 02 48958566 FAX +39 02 89694472

>UFFICIO COMMERCIALE COMMERCIALE@DAITALIA.IT

>WEB WWW.DAITALIA.IT

>POSTA ELETTRONICA INFO@DAITALIA.IT

>ABBONAMENTI ABBONAMENTI@DAITALIA.IT

LA RIPRODUZIONE TOTALE O PARZIALE DELLE ILLUSTRAZIONI E DEGLI

ARTICOLI PUBBLICATI SU D.A. ITALIA È PERMESSA SOLO SE AUTORIZZATA

DALLA DIREZIONE. LA DIREZIONE NON ASSUME RESPONSABILITÀ

PER LE OPINIONI

ESPRESSE DAGLI AUTORI DEI TESTI REDAZIONALI E PUBBLICITARI.

CONCEPT BY ART&WORKS SRL

Sommario

Editoriale

Chiedimi se sono felice 3

IL MERCATO DEL VENDING - TORREFATTORI

Caffè Vergnano, vocazione per il caffè 8

Il Mercato Del Vending - Gestori

Emmeti Italia, trent'anni di esperienza, puntualità e flessibilità 20

Il Mercato Del Vending - Produttori

Apulia Food, amore e rispetto per le vere tradizioni 28

Speciale Associazione

Assemblea Generale CONFIDA 2011 34

Speciale Ambiente

illycaffè, la prima azienda certificata “Green Coffee Responsible Supply Chain Process”

Nuova Comunicazione

N&W, leader nell’innovazione e nel servizio al cliente 48

53

Allestimento & Design

Pn&CO: una sfida all’ultimo minuto…

Speciale Eventi

Road Show DIGISOFT > Risultati e nuove soluzioni per il mercato 58

Vending per il Sociale Poesia in chicchi 63

Novità Del Vending

> General Vending Deutschland > la prima volta a Eu’Vend > Gruppo Argenta > “Il Fresco col Sorriso” conquista Cafè Zero e Fruit Zero di Algida

> Lavazza > Antonio Baravalle il nuovo AD – Positivo il bilancio 2010

> Serim srl > aumenta il capitale sociale a 1.500.000,00 €

> NFC > Il futuro dei pagamenti è contactless

> Nestlé > BabyNes, la capsula Nestlé di latte per l’infanzia

> Sisley > La comunicazione della moda passa dalla DA

Appuntamento In Fiera

> Eu’Vend + Coffeena, appuntamento a settembre

> Vendibérica: a novembre la nuova Fiera del Vending Spagnolo

Semplicemente differente

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Torrefattori

Caffè Vergnano Vocazione

per il Caffè

creM a t o d e l o r i

Caffè Vergnano da oltre un secolo opera coniugando tradizione e innovazione e promuove la cultura del caffè in Italia e nel mondo. L’azienda piemontese, fondata nel 1882 da Domenico Vergnano, oggi è guidata dai fratelli Carlo e Franco Vergnano e dai loro figli Carolina, Pietro ed Enrico. Il successo del brand nel tempo è il risultato della costante ricerca di qualità e di nuove soluzioni nel rispetto dei metodi tradizionali di lavorazione del prodotto, obiettivi perseguiti

con passione ed entusiasmo dalla famiglia Vergnano e da tutti i loro collaboratori.

Con una gamma di prodotti completa e oltre 80 referenze, Caffè Vergnano è presente nei canali tradizionali, ma anche nell’Ho.Re.Ca. e nel vending con una linea dedicata.

La nostra redazione si è recata presso lo stabilimento Caffè Vergnano di Santena (TO), dove ha incontrato e intervistato Carolina Vergnano

> La Storia, i Valori

Quando nasce Caffè Vergnano? Caffè Vergnano è la più antica torrefazione italiana, è stata fondata a Chieri nel 1882 da Domenico Vergnano. Io, mio fratello Enrico e mio cugino Pietro siamo la quarta generazione impegnata nell’attività di famiglia. Inizialmente l’azienda commercializzava una serie di prodotti alimentari, ma con la terza generazione di Vergnano si è specializzata nella torrefazione del caffè.

Cosa ha determinato questa scelta? Certamente l’amore per questo prodotto, ma anche la percezione di un mercato che sarebbe cresciuto molto. L’azienda è passata dal mio bisnonno a mio nonno e poi a mio padre e mio zio, che oggi la gestiscono insieme a noi figli. Ognuno segue un particolare settore e porta avanti i progetti in modo autonomo, poi naturalmente discutiamo insieme le strategie aziendali.

Quali sono i valori che vi caratterizzano? Prima di tutto il carattere familiare della nostra azienda, che oggi credo rappresenti un vantaggio competitivo. La tradizione, l’expertise nel fare caffè fa parte del nostro bagaglio e lo dimostriamo tutti i giorni, le persone che lavorano con noi lo percepiscono. La qualità è la parola che usiamo di più: qualità del prodotto, del servizio, delle persone. Questo è il filo conduttore di tutte le nostre dinamiche commerciali e professionali. Questi sono i tre valori che ci hanno permesso di arrivare fin qui. Inoltre, il fatto di essere un’azienda che produce interamente in Italia e che del Made in Italy ha

fatto il suo punto di forza per noi è un valore aggiunto. La territorialità è un valore che va conservato: siamo italiani, viviamo in Italia e dobbiamo farci apprezzare dai nostri connazionali. Il fatto di portare l’espresso all’estero è una missione, lo stiamo facendo, ma partendo da dove siamo nati e da dove il prodotto è partito. L’Italia è il nostro unico luogo di produzione, il primario luogo di vendita e così resterà. Il Made in Italy prima di tutto va diffuso in Italia, non solo all’estero.

Qual è la tua esperienza professionale? Sono nata in azienda, come mio fratello e mio cugino e questo è per me un vantaggio indiscutibile. Ho sempre desiderato lavorare nell’azienda di famiglia, anche se dopo gli studi ho maturato un’esperienza all’interno di una grande multinazionale della cosmesi, trasferendomi per un periodo a Milano. Sono entrata in Caffè Vergnano nel 2004, quando un collaboratore che si occupava del mercato estero ha lasciato il suo incarico per ragioni personali. Sono stati sette anni molto belli.

Quale ruolo ricopri in azienda? Fino a tre mesi fa mi occupavo solo del settore estero, mentre oggi seguo anche altri progetti, tra cui la formazione e il vending. L’estero è per me un continuo banco di prova, ti insegna a parlare con il cliente, di fronte a lui sei l’interlocutore, questo indipendentemente dal tuo ruolo in azienda e ti consente di imparare molto. Qui chi arriva lavora sodo, deve imparare e non viene guidato in nessun modo, che sia un Vergnano o no.

> L’azienda

Quali sono oggi i “numeri” di Caffè Vergnano? Oggi Caffè Vergnano occupa circa 130 persone, 90 in azienda e 34 operatori della rete vendita, dislocati sul territorio. L’azienda ha lasciato negli anni ’70 la sede storica di Chieri, che oggi ospita la prima caffetteria del progetto franchising Caffè Vergnano 1882, e ha un’unica sede qui a Santena. Abbiamo duplicato la nostra capacità produttiva per rispondere alle nuove esigenze di mercato

Portare

l'azienda da una dimensione medio-piccola a diventare un player tra i grandi, questa è la nostra ambizione"

e presto arriveremo ad occupare circa 14.000 mq. Abbiamo investito non solo in risorse umane, ma anche in una struttura dedicata. Oggi abbiamo 13 linee e mezzo di produzione (una la stiamo completando), di cui 6 dedicate al porzionato, perché crediamo che cialde e capsule saranno il prodotto del futuro.

Qual è il clima che si respira all’interno dell’azienda? C’è grande collaborazione tra tutti, viviamo in un ambiente molto informale. Non chiediamo il rispetto del ruolo inteso come un gradino della scala gerarchica, ma piuttosto nel senso della responsabilità che ognuno deve avere verso il proprio lavoro per portare risultati. È una divisione di compiti e progetti più che un titolo formale. A testimonianza di questo, abbiamo un bassissimo turnover di personale, perché è difficile che qualcuno che

sposa il nostro progetto poi ne voglia uscire. Clienti e fornitori percepiscono questo clima e ne sono contenti. Se un cliente ha parlato con me rispondo direttamente dei nostri accordi e questa è una garanzia per chi tratta con noi. È una questione di correttezza, di trasparenza.

Cosa significa far parte della famiglia che guida l’azienda? Rappresentiamo il futuro dell’azienda e ci mettiamo tutta la passione e l’impegno possibile. Credo ciò sia positivo anche per le persone che lavorano con noi, perché vedere che andiamo tutti nella stessa direzione, con la stessa missione, lo stesso spirito, è contagioso. L’idea di azienda familiare in cui la proprietà è presente ogni giorno è un incentivo costante. Quotidianamente viene scandita la direzione in cui si muove l’azienda, c’è confronto diretto e se dobbiamo correggere

il tiro, lo facciamo insieme. Dobbiamo riuscire sempre a dare delle riposte immediate ad un mercato che è molto variegato. Essere coesi diventa quindi molto importante.

L’azienda Caffè Vergnano ha un progetto a lungo termine? Portare l’azienda da una dimensione medio-piccola a diventare un player tra i grandi, questa è la nostra ambizione.

Qual è il vostro core business? Presidiamo le maggiori catene della GDO da tempo, ci abbiamo sempre creduto e continuiamo a farlo rispondendo ai valori dell’azienda, con prodotti di qualità ma accessibili al consumatore. Quindi non qualità di pura immagine ma qualità di sostanza, di prodotto. Gli stessi valori abbiamo cercato di portarli nel mondo bar in cui oggi stiamo avendo performance di grande successo, non soltanto a Torino.

> Sviluppo e mercati

In quali paesi è presente Caffè Vergnano? Siamo presenti in Italia, naturalmente, ma anche all’estero, dove esportiamo la cultura dell’espresso italiano in 67 paesi.

In Italia presidiate tutto il territorio? Sì, la nostra rete distributiva è capillare. Abbiamo 25 depositi e siamo presenti in quasi tutte le regioni italiane con un magazzino presso un’azienda di distribuzione locale, affiancata però da personale della forza vendita di Caffè Vergnano. Ci appoggiamo quindi a una struttura logistica e distributiva di terzi ma contiamo su personale assunto da noi perché possa portare avanti i nostri valori.

Questa forte integrazione con il territorio è un vostro punto di forza? Sicuramente, abbiamo realizzato prodotti ad hoc, studiando delle miscele create appositamente per le aree in cui siamo andati a sviluppare il nostro business. Ritenevamo presuntuoso pensare che lo stesso caffè bevuto a Torino potesse piacere anche a Bari. Abbiamo scelto di adattarci alla cultura della zona, di rispettarla, cercando di dare il miglior prodotto possibile, sempre rispettando la qualità che identifica Caffè Vergnano. Abbiamo cercato di trovare il gusto adatto ad ogni regione: questo è stato per noi sicuramente un motivo di successo.

Da poco avete aperto la prima sede estera…

Da un mese e mezzo abbiamo avviato una filiale in Alta Savoia, quindi siamo anche presenti sul territorio francese in maniera diretta: una nuova sfida, una prova che ci sta dando grandi risultati. La possibilità di toccare con mano, di lavorare direttamente sul campo, porterà in azienda molte informazioni utili, quindi un’ulteriore dinamismo.

Quanto conta il mercato estero per Vergnano? L’estero è il mio settore, per cui ne parlo con passione e con orgoglio. Rappresenta una parte molto importante del business dell’azienda, non solo in termini di fatturato (cresce del 20% ogni anno) ma anche perché fonte di informazioni da portare in azienda. Uno sguardo sul mercato internazionale è fondamentale per mirare al futuro ed essere al passo con i tempi. Attualmente operiamo anche con il progetto di franchising, nato quasi per scherzo nella sede storica della nostra azienda proprio per creare

una sorta di museo-caffetteria, che oggi costituisce un’unità di business vera e propria, con uno staff dedicato. Siamo presenti in 30 paesi con 57 caffetterie, registriamo ritmi di crescita molto veloci. A livello geografico copriamo tutto il Medio Oriente, siamo arrivati negli USA, a New York e San Diego, a Hong Kong.

Anche per il mercato estero sono state studiate miscele che incontrino il gusto dei consumatori? Sì, nella nostra gamma abbiamo creato miscele ad hoc per alcuni mercati. La linea Classica è composta da 4 miscele con diverse percentuali di Arabica e Robusta e differenti per connotazioni di gusto. Il vantaggio di avere una gamma completa facilita la scelta delle diverse miscele da esportare in un paese, scelta che deve rispondere alle loro abitudini di consumo. Se nessuna delle referenze della gamma riuscisse a soddisfare il cliente, come è capitato negli USA, realizziamo prodotti appositi e anche in questo caso impariamo qualcosa di nuovo. Siamo estremamente flessibili, quindi disposti a modificare la nostra direzione se il mercato ci fa capire che dobbiamo adattare i prodotti, ma senza rinunciare a mantenere saldi i nostri valori e i nostri principi.

> Il Caffè Vergnano: origine, produzione

Da dove viene il Caffè Vergnano? Oggi sono mio zio Carlo e mio cugino Pietro ad occuparsi della selezione delle materie prime, acquistando il caffè in Borsa. Scegliamo caffè di qualità Arabica, prevalentemente centro-americani, e Robusta, provenienti da India e Vietnam. Avviene sempre un processo di selezione, per cui riceviamo un campione, lo valutiamo e nel momento in cui supera i test di qualità, che avvengono all’interno del nostro laboratorio in cui lavorano sei persone esclusivamente per la ricerca della massima qualità di caffè crudo, accettiamo la campionatura e procediamo all’approvvigionamento. Il caffè viene stoccato in minima parte qui in azienda, ma principalmente in depositi esterni, presso i porti, perché non abbiamo spazio a sufficienza all’interno dei nostri stabilimenti. La stessa cosa vale per il magazzino del prodotto finito, la cui logistica è completamente affidata a terzi. La materia prima, quindi il caffè crudo, per noi è l’inizio di tutto.

Cosa differenzia Caffè Vergnano dagli altri caffè? Sono due le caratteristiche che ci distinguono dalla concorrenza: la tostatura e la conservazione del prodotto all’interno di sacchi di juta.

Per scelta tostiamo la singola origine, quindi non il miscelato, perché riteniamo che ogni singola origine di caffè abbia un tempo di tostatura, quindi una temperatura e una durata uniche. Il Nicaragua, Brasile, o Vietnam a seconda del crivello e delle caratteristiche dell’origine, hanno una temperatura ed un tempo di tostatura determinato. Quindi noi preferiamo tostare singolarmente e miscelare il caffè una volta tostato. Pochi lo fanno, per una questione di tempo e di risparmio. Inoltre, importiamo il caffè all’interno di sacchi di juta. La nostra azienda preferisce tuttora conservare il caffè in questo modo, più costoso e poco pratico in fase di carico/scarico, perché allunga i tempi, ma migliore per la qualità.

Infine, privilegiamo una tostatura lenta. Il mondo si sta evolvendo verso tostature turbo, da 3 a 5 minuti, che secondo noi non danno al chicco la giusta importanza. Siamo convinti che una tostatura lenta serva per preservare la qualità del caffè.

Questi sono i tre punti imprescindibili per fare un caffè superiore.

La produzione quindi rimane interna all’azienda? La produzione avviene unicamente in questo sito e questa è un’altra condizione necessaria per cui l’alta qualità sia garantita per tutte le miscele.

Abbiamo scelto di adattarci alla cultura della zona, di rispettarla, cercando di dare il miglior prodotto possibile, sempre rispettando la qualità che identifica Caffè Vergnano" "

Tostiamo in modo differente, ma le miscele create ad esempio per il vending o l’Ho.Re.Ca. non possono essere molto differenti. Cambia il mix, però l’origine è la stessa. Chi vende caffè crudo lo sa: noi continuiamo a comprare sempre gli stessi caffè, anche se chiaramente li misceliamo in modo diverso per farli rendere al massimo nelle diverse macchine. Questo è il nostro standard qualitativo. Se il cliente cerca qualcosa di diverso, deve rivolgersi ad un altro.

Quanto caffè producete ogni anno? Nel 2010 ne abbiamo prodotti 6 milioni e mezzo di chili. Nel 2011 siamo partiti in crescita, ma parliamo di un dato provvisorio.

> Ricerca & Sviluppo

Caffè Vergnano investe in Ricerca & Sviluppo? Sì, stiamo lavorando a vari progetti. Sicuramente il caffè è un mercato molto tradizionale e lo sviluppo è legato al mondo delle capsule. Tutto il gruppo Ricerca & Sviluppo sta lavorando alle soluzioni di prodotto porzionato, che comunque porta ad altre innovazioni.

Il suo lavoro quali risultati concreti ha portato? Abbiamo istituito una politica ambientale che è stata molto importante per l’azienda e che ha riguardato soprattutto la progressiva eliminazione dell’alluminio dai nostri imballi per agevolare la raccolta differenziata e d’altra parte abbiamo anche lanciato una capsula biodegradabile. La capsula Biodè è un brevetto certificato americano che permette la biodegradabilità in poco più di 800 giorni, un tempo ragionevole e dichiarato, sostenibile per l’ambiente. La capsula è un ingombro non indifferente e abbiamo cercato un compromesso per rendere il progetto fattibile: tra salvaguardia dell’ambiente e salvaguardia della qualità del prodotto. Per il mondo questo è un passo in più e per noi un indiscusso vantaggio.

> Politica ambientale e certificazioni

Cosa vi ha spinto a sviluppare una politica tesa a salvaguardare l’ambiente? Per noi si tratta di un tema cruciale. Abbiamo iniziato due anni fa a ridurre l’impiego di alluminio nelle con-

fezioni. Abbiamo creato un logo, Caffè Vergnano per l’ambiente: ogni volta si trovi questo logo su Caffè Vergnano significa che in qualche modo su quel pacchetto è stato fatto un lavoro per limitare l’impatto sull’ambiente. Progressivamente stiamo arrivando ad avere questo logo che identifica l’impegno di Caffè Vergnano per l’ambiente su tutti i prodotti. Oggi c’è un pubblico più sensibile, che premia le aziende che portano avanti una politica attenta all’ambiente e, perché no, questo potrebbe favorirci nell’ambito delle gare d’appalto per le locazioni pubbliche. Per noi prima di tutto si tratta di un approccio verso il pianeta estremamente corretto e ne siamo molto fieri.

Caffè Vergnano è un’azienda certificata? Noi siamo supercertificati! Presidiando la GDO abbiamo la necessità, sia in Italia che all’estero, di ottenere delle certificazioni molto restrittive. Realizziamo la fascia alta dei prodotti a marchio delle principali catene della GDO. Questo significa grandissimi volumi, ma anche un livello di controllo e di certificazioni richieste altissimo, perché le grandi catene non possono permettersi errori. Quindi si traduce in un’ulteriore forma di garanzia per il cliente e per noi un ulteriore vantaggio, perché comunichiamo un alto livello qualitativo.

o la fascia alta dei a marchio delle ali catene della GDO ma un livello di controllo e di azioni richieste altissimo, le non possono errori. Quindi si e un ’ulteriore

> Vending

te e per noi un re comunichiamo livello di n g

Come vi siete avvicinati al vending?

vi siete avvicinati al vendin g?

In seguito alle richieste da parte dei nostri clienti, soprattutto per quanto riguarda il prodotto capsule.

C’è voglia di diversificare la propria offerta, c’è volontà di avvicinarsi a prodotti con un’attenzione per l’ambiente e c’è anche il desiderio di offrire al cliente argomentazioni diverse rispetto a quelle oggi disponibili.

Caffè Vergnano si è trovata a rispondere a queste nuove esigenze e lo ha fatto con una gamma di prodotti per la distribuzione automatica, 4 capsule FAP a sistema brevettato.

Caffè Vergnano ha creato un sistema gruppo macchina + capsula chiuso, che fa sì che le nostre capsule funzionino su tutte le macchine, ma che soltanto la capsula Caffè

Vergnano funzioni sulla macchina da noi brevettata e marchiata Caffè Vergnano. Concediamo in uso il nostro brevetto, creato a tutela del gestore, a diversi fabbricanti di macchine. Non ci piace l’idea che un gestore debba investire in un’attrezzatura con il timore che i competitor possano utilizzare qualunque prodotto per ragioni di prezzo o per altri accordi. Questo è l’argomento per cui oggi molti clienti si rivolgono a noi.

La linea da che prodotti è composta?

La gamma per il vending è composta da 4 prodotti capsule , confezionati in pacchetti bidose, nelle miscele 1882 Espresso , il nostro prodotto top nel segmento bar; Crema , giusto compromesso tra gusto intenso e tonalità delicate (70% Arabica-30% Robusta); Classico , dal gusto intenso, adatto al Centro-Sud Italia; De-

caffeinato

La nostra è una gamma essenziale, non vogliamo inventare nomi fantasiosi, si tratta di prodotti collaudatie immediatamente riconoscibili dal consumatore. Sono prodotti che produciamo da anni e li abbiamo adattati al formato da 6,5 g, da cui dobbiamo ottenere il massimo.

Siete soddisfatti del risultato ottenuto? Sì, ma cerchiamo costantemente di migliorare il prodotto. È un percorso lungo, tutti i giorni lavoriamo per perfezionare le nostre capsule.

Quali altri prodotti sono stati sviluppati per il canale? Sempre per una richiesta dei gestori, è nata una linea grani , “Aroma mio”, in 3 referenze: Delicato, Soave e Robusto , create con le stesse nostre origini ma combinate in ma-

niera diversa, una linea che ci sta dando grandi soddisfazioni.

Quali sono le vostre prime impressioni del vending? Un anno fa siamo partiti pian piano e adesso stiamo crescendo. I risultati ci sono e fanno ben sperare. I riscontri sono positivi e abbiamo portato avanti un lavoro non solo di prodotto, ma anche di personalizzazione del punto vendita con i gestori che hanno creduto in questo progetto. Abbiamo creato tutta una serie di grafiche, cercando di portare anche il nostro gusto estetico nelle immagini sui distributori automatici, l’immagine di Caffè Vergnano, sobria, essenziale, elegante, che parla di qualità e di prodotto. Naturalmente vorremmo incrementare la nostra presenza nel vending, ma ci piace l’idea di lavorare con gestori che c oprono una zona in modo esclusivo o comunque con una territorialità ben definita, proprio perché vogliamo sapere chi abbiamo davanti e dove andremo a lavorare.

Oggi non abbiamo l’esigenza di vendere a tutti i costi, vogliamo fare un lavoro di qualità e impostarlo per i prossimi 10 anni. Vogliamo crescere come abbiamo sempre fatto, senza fretta, lavorando con interlocutori che apprezzino tutti i valori insiti in questo progetto: capsula, qualità, biodegradabilità.

Chi sposa il nostro progetto vending e i nostri valori deve pianificare a 3-5 anni e crescere insieme a noi. Anche perché il vending per noi è importante e crediamo sia uno dei principali sbocchi futuri per il mercato del caffè.

Dove state raccogliendo i maggiori risultati nel vending? Per il momento ovviamente qui nel Nord Italia, ma anche il Sud risponde bene, anche grazie alla nostra presenza diffusa. Forse solo il Centro è ancora un po’ scoperto a livello distributivo.

Intendete investire per far crescere questo business? Questo è un settore per noi molto importante e ci crediamo tanto. Abbiamo investito tantissimo per realizzare prodotti, in R&D, in attrezzature di produzione e continuiamo a farlo. Adesso però è arrivato il momento di tro-

vare i clienti che comprendano e apprezzino tutto questo.

> Comunicazione

Quanto conta la comunicazione per Caffè Vergnano? Molto, è un aspetto che da sempre ci sta a cuore. Adesso è iniziata una nuova era di comunicazione, abbiamo cambiato agenzia pubblicitaria e in cantiere ci sono molti progetti.

Presto ci sarà un cambio di immagine, a partire da settembre partirà una nuova campagna pubblicitaria. Abbiamo sempre cercato testimonial di qualità e lanciato messaggi che parlassero dei nostri valori aziendali e la prossima campagna verterà su questo, così come tutti i materiali disponibili (distributori automatici, brochure, sito aziendale).

Abbiamo investito tanto per avere un’immagine univoca e che parlasse dei valori dell’azienda, perché vogliamo che il consumatore ci conosca per quello che siamo.

Oltre alla pubblicità, in che modo comunicate il marchio al cliente? Comunichiamo tutti i nostri cambiamenti attraverso una newsletter, un sito interattivo, una pagina Facebook con molti fan, un portale web. Siamo molto attivi in questo ambito, perché ci rendiamo conto che il consumatore deve

essere incentivato all’acquisto, che non bisogna mai abbandonarlo, sebbene possiamo contare su un ottimo prodotto. Inoltre, le ricerche di mercato documentano che il consumatore Vergnano è estremamente fedele, apprezza la qualità del prodotto, è un consumatore che non possiamo trascurare e per questo lo consideriamo parte della nostra famiglia e vogliamo accompagnarlo e spiegargli tutte le innovazioni che stiamo introducendo. Il consumatore deve camminare insieme a noi.

Gestori

Emmeti Italia

Trent'anni di Esperienza, Puntualità e Flessibilità

M e r c a t o del Vend i n g Gestor i

EMMETI ITALIA è una società di gestione fondata da Gaetano Toro che opera a Catania e provincia con un solo obiettivo: la soddisfazione del cliente. Il suo successo è dato dalla valorizzazione dei rapporti umani, a partire da quelli fra tutti i collaboratori fino al cliente con cui si costruisce un rapporto continuativo di fiducia basato sulla trasparenza, la cortesia, la comunicazione e l’informazione costante per riuscire ad offrire un servizio personalizzato che soddisfi le

necessità di ogni consumatore nel proprio punto ristoro. Puntualità, esperienza e flessibilità rappresentano i principali punti di forza, uniti e portati avanti dalla grande passione che da sempre tutta la famiglia Toro mette nello svolgimento del proprio lavoro.

La redazione di D.A. Italia si è recata a Tremestieri Etneo (CT), dove ha sede la società, per intervistare Gabriele Toro, figlio di Gaetano e Antonella, Responsabile Operativo della gestione Emmeti Italia.

Intervista con Gabriele Toro

Emmeti Italia ha quasi la tua età. Quando è stata fondata? L’azienda è nata nell’81, praticamente poco dopo di me che ho 30 anni. Mio padre ha da sempre avuto la passione e il talento per la vendita e si è lanciato con determinazione in questo settore, per lui del tutto nuovo, perché convinto delle potenzialità del prodotto caffè in cialda, non

ancora conosciuto sul mercato siciliano. Dal ‘98 abbiamo iniziato ad occuparci anche di distributori, semi-automatici prima e automatici poi, perché il mercato lo richiedeva e perché ci siamo resi conto che l’azienda non sarebbe sopravvissuta solo rivolgendo la nostra attenzione al mondo dell'OCS.

Perché la società si chiama Emmeti Italia? M e T sono le iniziali dei cognomi dei due soci fondato-

ri. La T del nome sta per Toro. Venuta meno la partecipazione del socio, mio padre proseguì l’attività insieme a mia madre, mantenendo la denominazione sociale poiché ormai il nome era conosciuto nella zona e non aveva senso cambiarlo.

Come mai tuo padre ha scelto di dedicarsi al settore del vending? Durante una fiera a Milano si accorse delle opportunità che poteva offrire

il mercato del caffè e decise di vendere macchine con il prodotto già macinato. Presto però si rese conto che il cliente, una volta acquistata la macchina, andava al supermercato o cercava altre fonti di approvvigionamento; per lui, invece, era importante trovare una strada che portasse alla fidelizzazione del cliente creando un rapporto continuativo basato sulla qualità del servizio. Ha sempre avuto l’idea della cialda e, all’inizio degli anni ’80, quando illy ha cominciato a produrne per il mercato estero, andò a parlare direttamente con Riccardo Illy per ottenere il mandato in esclusiva per Catania e provincia. Il progetto è quindi partito e in breve ha anche ottenuto importanti risultati, visto che è riuscito a diventare il secondo concessionario in Italia.

Essere pioniere in un mercato così innovativo nel territorio è stato particolarmente complesso? I miei genitori lavoravano 12 ore al giorno, come facciamo noi tuttora. L’inizio è stato in salita, però poi il successo dell'iniziativa li ha ampiamente ripagati. Gli anni ‘93-‘95 sono stati molto difficili, perché è comparsa sul mercato siciliano Lavazza, che aveva una forza vendita molto più organizzata della nostra e proponeva una macchina molto più pratica, con espulsione automatica della cialda, senza contare la forza del brand nella grande distribuzione e il grande richiamo delle campagne pubblicitarie, di forte impatto sul consumatore.

Oggi anche voi distribuite i prodotti a marchio Lavazza: quando avete deciso di proporre al cliente un altro marchio di caffè? Circa sette anni fa, quando Lavazza ha aperto il mercato non solo alle rivendite principali ma anche ai gestori. Siamo stati noi ad avvicinarli durante Venditalia, perché riconoscevamo il valore sia del marchio sia del prodotto.

In trent'anni il mercato OCS è cambiato radicalmente. Qual è il segreto per competere anche oggi con successo in questo particolare segmento? Il mercato OCS è realmente cambiato in questi anni. Mio padre nella prima fase della storia dell’azienda, dopo aver vinto la diffidenza iniziale dei clienti, si trovava a dover spiegare il prodotto e il servizio offerto, oggi invece possiamo contare sulla nostra storia e sull’affidabilità che trasmettiamo al cliente. Noi puntiamo a far percepire la qualità dei prodotti e del servizio: la consegna a domicilio, la riparazione della macchina, la rapidità degli interventi sono aspetti che il cliente riconosce. Ci inorgoglisce sapere che molti dei nostri clienti sono arrivati attraverso il passaparola e restano con noi per la qualità del servizio.

Quali sono i vostri clienti tipo? Il nostro core-business è rappresentato dalle aziende e dagli uffici, non abbiamo locazioni pubbliche, se non in piccola

percentuale. È stata una nostra scelta precisa, perché abbiamo sempre privilegiato il rapporto diretto e la cura del cliente, che "coccoliamo" e rendiamo partecipe delle nostre attività; questo non è sempre possibile nelle scuole o negli istituti pubblici.

Quanti collaboratori lavorano per Emmeti Italia? In Emmeti operano tredici addetti. Da pochi mesi abbiamo inserito nell’organico un nuovo collaboratore che si occupa esclusivamente del servizio clienti (con delle visite periodiche) e del customer service.

Emmeti Italia ha un’impronta fortemente familiare: lo considerate un punto di forza? Ritengo di sì, tutta la mia famiglia lavora in azienda. È un punto di forza che talvolta può trasformarsi in una criticità, perché stando costantemente a contatto con i problemi di lavoro è inevitabile portarli a casa, ma cerchiamo di fare sempre del nostro meglio per rispettare i giusti equilibri.

Da quanto tempo lavori nella gestione? Da sei anni, però in realtà da sempre: ho respirato l’aria dell’azienda da quando sono nato, perché entrambi i miei genitori lavoravano e io passavo i pomeriggi negli uffici a fare i compiti.

Intraprendere questo lavoro è stata una tua scelta? Sì, ho scelto io questa professione. La mia

> Gaetano Toro con la moglie Antonella e il figlio Gabriele

famiglia mi ha lasciato libero di decidere cosa fare dopo la laurea. Non nascondo che nel primo periodo un po’ di interrogativi me li sono posti, qualche dubbio lo avevo, ma poi sono stato sempre più soddisfatto della mai scelta. Ho studiato marketing e cerco di portare le conoscenze acquisite negli anni di università nel mio lavoro: ho realizzato delle campagne rivolte ai consumatori sulla carta stampata. L’anno scorso abbiamo affisso una cartellonistica che ha messo in risalto il nostro logo “desiderio inespresso” e abbiamo raggiunto l’obiettivo di farci conoscere come azienda rivolta sia all’OCS che al vending.

Tuo padre rappresenta la prima generazione dell’azienda: quali sono i valori che ti sono stati trasmessi? La prima generazione ha instaurato alcuni principi fondamentali. Innanzitutto la

costanza nel lavoro. Mio padre ancor oggi, per venire al lavoro, si sveglia la mattina con entusiasmo, primo di tutti in famiglia. Questa è una qualità che mi ha trasmesso fin da piccolo, che deriva dall’enorme passione che lui mette nel suo lavoro, che da principio vedevo come un “trascurare” la famiglia, mentre crescendo ho capito quanti sacrifici hanno richiesto alcuni momenti delicati. Sento di aver ereditato sia la costanza che la passione per questo lavoro. Inoltre mio padre mi ha insegnato a trattare tutti i dipendenti col massimo affetto, considerandoli come persone di famiglia.

Quanto ha inciso il tuo ingresso in azienda? Ho contribuito a maturare la scelta di occuparci di vending puro. Mio cugino Paolo Russotto, responsabile commerciale, comprese per primo le potenzialità di questo mercato e la nostra struttura

si è subito adeguata. Ad esempio il nostro tecnico, specializzato in macchine OCS, è stato formato ed è diventato anche un esperto di distributori automatici free standing.

Quali sono le innovazioni che la seconda generazione Toro ha introdotto? Le mie prime operazioni hanno tutte una matrice marketing. Ho chiesto di rinnovare il logo dell’azienda e ne ho ideato personalmente uno nuovo a cui tre anni fa è stata aggiunta la dicitura “gestione distributori automatici”, perché ho ritenuto importante comunicare all’esterno che questo è diventato il focus principale dell’azienda.

Ho fatto realizzare il sito emmetitalia.com: è stata una scelta vincente investire su internet e continuiamo a svolgere campagne su Google o su portali locali con dei banner. Il sito è strutturato in modo semplice, cerchiamo di mettere in evidenza le nostre caratteristiche senza proporre offerte sensazionali. Abbiamo un tasso elevato di e-mail e di richieste di informazioni che provengono direttamente dal web. A distanza di un paio di anni, i risultati ottenuti mi hanno portato a decidere di aprire un secondo dominio, espressocasa.it, dedicato al segmento casa.

In che modo siete sempre attenti alle esigenze dei clienti? Li ascoltiamo e prendiamo in esame le loro richieste. Recentemente abbiamo sotto-

> Staff Emmeti

posto ai nostri clienti un questionario diviso in due parti, prodotto e servizio, per capire se il consumatore percepisce questa differenza. Abbiamo sviluppato delle domande ad hoc per capire se i problemi che a volte riscontriamo sono dovuti alla qualità del prodotto che inseriamo oppure a delle carenze nel servizio. Desideravamo sapere come il cliente vede il nostro lavoro, è importante non farlo percepire come solo un passaggio settimanale dell’operatore per riempire la macchina. È anche un’occasione per presentare nuovi prodotti, perché se il cliente è soddisfatto o ha dei problemi nella varietà delle referenze possiamo intervenire per accontentarlo immediatamente.

Le risposte dei clienti vi hanno spinti a fare dei cambiamenti? Da questo tipo di attività è nata ad esempio la nostra linea identificata con il logo Good Life, dedicata al mangiar sano. Riscontriamo sempre più spesso una maggior richiesta di prodotti salutistici o senza grassi o con ingredienti provenienti da agricoltura biologica; li stiamo inserendo nelle nostre macchine e comunichiamo al consumatore la presenza di queste referenze attraverso

un adesivo di forma circolare sulla macchina e una targhetta sulla spirale. Il consumatore capisce così che c’è un’azienda attenta alle sue esigenze e al passo coi tempi.

Investite molto in comunicazione? La scorsa estate abbiamo affisso nella città di Catania per due settimane 25 cartelli 6x3 e 75 locandine, abbiamo poi proseguito con questa campagna di comunicazione per altri 15 giorni nei comuni della provincia. Questa operazione pubblicitaria ci ha portato richieste da nuovi clienti e i clienti storici hanno percepito l’impegno dell’azienda in una campagna di comunicazione importante.

Questa campagna ha sensibilizzato il consumatore? Sì, è servita. Sono dell’opinione che tutte le cose che facciamo in azienda devono portare dei risultati in qualche modo riscontrabili. Dopo la campagna di comunicazione l’80% dei nostri clienti aveva visto i nostri cartelli pubblicitari. Un ottimo riscontro, che ci ha portato nuovi clienti e che soprattutto ci ha permesso di far conoscere al grande pubblico la nostra azienda e di esaltare le caratteristiche del nostro lavoro.

Puntualità, esperienza e flessibilità sono le parole-chiave usate per la descrizione di Emmeti Italia nel vostro sito. Cosa significano? Puntualità, non è solo un claim per attirare il cliente ma è un dato statistico: grazie al sistema di gestione informatico, infatti, riusciamo a consegnare caffè in cialde entro 12 ore dalla chiamata, quindi a evadere tutti gli ordini, anche nei comuni più lontani e riusciamo a intervenire sui distributori per i guasti entro 6 ore dalla chiamata. Esperienza: derivante da più di 30 anni di lavoro nel settore e dalla profonda conoscenza del territorio in cui operiamo, caratteristica che uniamo alla capacità di rinnovarci costantemente nel prodotto che nei distributori che nelle apparecchiature. Flessibilità, perché pur seguendo delle strategie globali, per filosofia aziendale puntiamo alla soddisfazione del cliente ascoltando tutte le richieste che pervengono, anche le più particolari e cercando di soddisfare l’esigenza momentanea, trasformandola in uno spunto di riflessione all’interno dell’azienda. Siamo sempre presenti e quando non possiamo accontentare la

richiesta diamo sempre una spiegazione al cliente. Abbiamo imparato che i clienti soddisfatti attraverso il passaparola portano sempre un altro cliente. Perciò ritengo che dedicarsi maggiormente a loro e migliorare il servizio sia un ottimo strumento commerciale da non sottovalutare.

Quali sono le specificità del territorio in cui operate? Come in ogni città ci sono i pro e i contro. Partiamo dalle difficoltà, che per quanto riguarda gli agenti esterni sono comunque legate al fatto che Catania, specie negli ultimi anni, ha visto crescere il suo tasso di criminalità a livello esponenziale. Poi per quanto riguarda gli elementi correlati direttamente al nostro settore, penso che ci troviamo ad operare in una delle province della Sicilia con il maggior numero di concorrenti, che sono agguerriti e ben organizzati. Negli ultimi anni va detto che c’è stata una scrematura di quelle società di gestione improvvisate, ormai sono rimaste solo le aziende strutturate e che offrono un servizio adeguato. Catania è una città molto attiva dal punto di vista delle imprese, ti lancia ogni giorno input che devi essere pronto a cogliere. Anche se non abbiamo grandissime fabbriche e il problema della cassa integrazione l’abbiamo vissuto in modo minore rispetto al Nord, la crisi si è sentita anche da noi e questo è servito a far sopravvivere le aziende più professionali.

Vi è capitato di dire di no ad alcune locazioni a bassa marginalità? È capitato di dover rinunciare. Questo è stato uno dei miei problemi iniziali, quando ho cominciato volevo prendere tutti i clienti possibili. È stato mio padre a farmi capire quando è opportuno fare l’investimento e quando a volte è meglio lasciare. Mi aggancio a questo per affrontare il discorso delle gare d’appalto. Abbiamo avuto casi eclatanti nella Regione e ci siamo schierati contro queste gare in cui gli enti chiedevano dei ristorni altissimi. Oggi CONFIDA ci offre degli strumenti per capire se il conto economico alla fine del mese sarà o meno positivo e questi strumenti vanno usati giornalmente per avere sempre chiara

> Paolo Russotto

la direzione che stiamo percorrendo.

Nonostante le difficoltà del periodo, l'andamento della gestione è positivo? Abbiamo un tasso di crescita costante di anno in anno, che si è leggermente abbassato negli ultimi dodici mesi: fino a due anni fa era del 10-11%, ma in relazione al momento storico e alla crisi è inevitabilmente calato. Oggi avere una crescita di fatturato e di marginalità, a cui noi stiamo attenti, perché non pensiamo solo ad aumentare le battute, non è poco. Inoltre ci siamo scontrati con gli aumenti di listino di tutti i produttori, una cosa mai vista in sei anni, ma credo nemmeno prima da mio padre.

Come avete affrontato gli aumenti delle materie prime? Abbiamo spiegato ai nostri clienti i motivi che ci hanno spinto dopo quattro anni a fare una variazione di listino. L’insostenibilità degli aumenti di benzina, caffè, zucchero e altre materie prime è stato però sostanzialmente compreso dalla nostra clientela.

Come vedi il futuro del settore? Sempre bene,

sono un ottimista di natura. Il cliente è sempre più informato, vuole capire le logiche del mercato e cosa c’è dietro un distributore. In questo la campagna pubblicitaria televisiva di CONFIDA ci aiuterà a comunicare che dietro a quel servizio dato per scontato c’è un’azienda strutturata e professionale.

Nel nostro immediato futuro c’è il trasferimento in una struttura più grande, totalmente indipendente. Nella fase di progettazione del capannone siamo stati molto attenti naturalmente agli spazi da destinare ai prodotti e ai distributori ma abbiamo anche pensato ad una zona relax per i momenti di break di tutti i nostri ragazzi.

Da quanto partecipi alle attività di CONFIDA? La nostra azienda era associata, ma solo con il mio ingresso è iniziato un rapporto attivo con l’Associazione. Ho cominciato a partecipare alle riunioni regionali. Mi sono approcciato in "punta di piedi" per conoscere i nostri interlocutori e per capire cosa diceva il mercato e cos’era CONFIDA. Adesso partecipo attivamente a tutte le riunioni, perché si parla di temi interessanti e ritengo che

l'associazione abbia bisogno della partecipazione di tutti, quello che stiamo vivendo è un momento di scambio e confronto per il settore. Fortunatamente la delegazione siciliana è molto numerosa, siamo circa 40, abbiamo due delegati. Ultimamente la partecipazione non è altissima perché, secondo me, dopo l’appalto di Palermo abbiamo perso un po’ di credibilità agli occhi degli altri gestori, però continuiamo a lavorare e crediamo in quello che facciamo e soprattutto cerchiamo un confronto diretto con le istituzioni per far valere il lavoro costante dell’intera categoria. Circa un anno e mezzo fa mi sono iscritto a CONFIDA Giovani e là ho trovato una realtà diversa dalla delegazione regionale, sia nel clima che nei rapporti amichevoli che si sono instaurati fin da subito. Da sei mesi a questa parte ho deciso di mettere in pratica i miei studi entrando nella Commissione Comunicazione e Marketing e ho imparato moltissimo dai colleghi, tutti professionisti del settore.

Concedimi un particolare ringraziamento alla redazione di D.A. Italia per l’attenzione che ci avete riservato. Vi aspettiamo presto per l’inaugurazione della nuova sede!

Apulia Food Amore e Rispetto per

le Vere

Tradizioni

creM a t o d e l Vending P r odutto r i

Apulia Food srl è l’azienda con sede a Canosa di Puglia (BA) che, forte di una lunga tradizione nella preparazione artigianale dei tipici taralli pugliesi, punta sull’eccellenza e l’originalità delle sue referenze per conquistare il mercato del vending italiano.

Fedele alla tradizione gastronomica e fortemente legata al territorio in cui opera, l’azienda fondata e guidata da Nunzio

Margiotta e dai suoi figli entra nella distribuzione automatica con le Treccine, variante del classico tarallo, realizzate con ingredienti semplici e genuini secondo il metodo di produzione tradizionale.

La nostra redazione ha intervistato Nunzio Margiotta, presidente Apulia Food che ha presentato la sua azienda e i suoi prodotti per il settore.

Intervista con Nunzio Margiotta

Come nasce Apulia Food e qual è la sua storia? Apulia Food si realizza ufficialmente nel 2003, ma il progetto esisteva nella mia mente praticamente da sempre. Questa è la mia piccola e umile storia: ero solo un bambino quando apprendevo i segreti dell’Arte Bianca aiutando mia madre, rimasta vedova, nella preparazione del pane, dei taralli e dei dolci tradizionali che venivano poi rivenduti in casa per il sostentamento della famiglia. Terminati gli studi, ho avviato una fiorente attività di distribuzione di prodotti tipici pugliesi, che mi ha consentito di acquisire la giusta esperienza anche nelle vendite e che mi ha portato, incoraggiato e sostenuto dai figli, a realizzare nel 2003 il sogno della mia vita: un grande tarallificio artigianale capace di standard produttivi di tipo industriale . Posso quindi ritenermi fortunato: non a tutti è dato di realizzare i propri sogni. Ho avuto la fortuna di essere cresciuto da una madre me-

ravigliosa, che mi ha insegnato ad affrontare le problematiche che la vita ti riserva con coraggio, tenacia e caparbietà e che mi ha trasmesso la passione e l’amore per il lavoro che faccio. Non posso negare comunque di aver sentito l’assenza di mio padre e probabilmente, senza la sua prematura dipartita, non si sarebbe scritta la storia di Apulia Food.

La vostra è un’azienda familiare. Quali sono i pro e i contro? Tra i vantaggi di un’azienda familiare ci sono sicuramente il supporto e la partecipazione delle persone a me più vicine. La mia idea di aprire un tarallificio è stata incoraggiata e sostenuta dai miei quattro figli, Pantaleo, Domenico, Ilario e Gianmaria, che collaborano tutti all’interno dell’azienda. Pantaleo si occupa soprattutto della parte commerciale; Domenico della logistica e dei rapporti con i fornitori; Ilario è il responsabile della produzione e del personale, mentre Gianmaria, il più giovane, sta per sostenere l’esame di maturità e

proseguirà gli studi presso l’Università Bocconi di Milano, dove frequenterà il corso di Laurea in Economia e Management, spinto dall’amore per questa azienda e per la famiglia. I “pro” surclassano di gran lunga i “contro”, in quanto tutti i figli svolgono la propria attività con la massima dedizione che deriva dalla passione che ho trasmesso loro. I miei figli sono molto uniti tra loro e vederli lavorare in simbiosi è per me motivo di grande orgoglio. Se devo trovare un aspetto negativo, riscontro che purtroppo non ci sono confini tra il ruolo di genitore e il ruolo di titolare, nel senso che sul posto di lavoro mi capita spesso di ritrovarmi genitore, mentre a casa, a volte, mi capita di fare il titolare.

Apulia Food ha un forte legame con il territorio? La nostra è una terra ricca e generosa, pregna di storia e di antiche leggende. È la terra dei muretti a secco e delle chiesette rupestri, delle bianche masserie e dei trappeti (frantoi oleari dell’età moderna) in pietra, dei castelli

> Nunzio Margiotta

svevi (come Castel del Monte) e delle imponenti cattedrali romaniche. È la terra dei lussureggianti olivi secolari e del generoso Nero di Troia. Anche per amore di questa terra è nata la nostra azienda, che ha un fortissimo legame col territorio, sia per la denominazione sociale Apulia Food (connubio tra antico “Apulia” e moderno “food”) sia per il brand I Tesori di Canusium , dedicato alla linea di taralli artigianali per il trade, che rappresenta il nostro attuale core-business.

Quali sono i valori che l’hanno portata a fondare Apulia Food e che la fanno crescere? Ho sempre cullato il sogno di fondare un’azienda che durasse nel tempo e credo di esserci riuscito, perché Apulia Food, a dispetto dei più scettici, sembra invece destinata a sopravvivermi, grazie alla passione e ai valori che sono stato capace di trasmettere ai miei figli, ovvero amore e rispetto per la tradizione. Spero che questi valori, che hanno illuminato la mia vita imprenditoriale, possano trapelare esplicitamente anche attraverso questa intervista.

“Amore e rispetto per le vere tradizioni” sono anche le parole in evidenza sul vostro sito internet: cosa significano concretamente? Questa frase racchiude un po’ la nostra filosofia e la nostra mission. Sarò un po’ polemico: i taralli sono una delle eccellenze della gastronomia pugliese, che dovrebbe essere tutelata e gelosamente custodita. Invece, in barba a quello che potrebbero insegnarci le eccellenze gastronomiche delle altre regioni come l’Aceto Balsamico di Modena o il Parmigiano Reggiano, noi pugliesi spesso realizziamo prodotti di bassa qualità confezionati con ingredienti di dubbia genuinità. Prodotti confezionati con oli e grassi vegetali, che nulla hanno a che spartire col nostro territorio, prodotti spacciati per artigianali che invece vengono realizzati con macchinari industriali. E tutto questo in nome del prezzo o del basso costo, senza considerare che invece il mercato si conquista giorno per giorno con la qualità. A mio parere, bisogna essere capaci di vendere un prodotto e non un prezzo. Quando si propone al mercato un prodotto di antiche origini come i taralli, bisogna

preoccuparsi di non rovinarne la reputazione e di rispettarne i disciplinari dettati dalla tradizione, anche quando non sono scritti.

Quali ingredienti vengono usati per realizzare i vostri prodotti e come li scegliete? Gli ingredienti sono pochissimi, semplici, selezionati con cura e devono assolutamente rispondere ai nostri standard qualitativi. Farina di tipo 00, olio extravergine di oliva, vino, sale e spezie a seconda dei gusti proposti. Siamo tra i pochissimi, forse gli unici, a non utilizzare né oli di oliva rettificati, né oli o grassi vegetali, né lieviti. Utilizziamo solo ed esclusivamente ingredienti forniti da Madre Natura. Dai nostri fornitori, vista anche la nostra certificazione di qualità UNI EN ISO 9001:2008 , pretendiamo la certificazione per ogni fornitura e, laddove è possibile, pretendiamo che gli ingredienti siano di origine italiana. Desideriamo che la qualità dei nostri prodotti possa trasparire in ogni modo, affinché possano essere proposti senza remore anche ai bambini, all’interno dei distributori nelle scuole elementari e nelle

scuole medie: le mamme saranno più tranquille sapendo che ai propri figli vengono proposte nei distributori merende sane e genuine. La qualità è per noi fondamentale, anche in termini di sensibilità per l’ambiente e lo dimostriamo a partire dalle piccole-grandi attenzioni: ad esempio, per le confezioni in sacchetto da 400 grammi dei nostri taralli utilizziamo etichette in plastica da applicare al sacchetto in plastica, per semplificare la raccolta differenziata, mentre solitamente sulle confezioni di plastica si trova un’etichetta di carta.

Quali prodotti distribuite nel vending? Al momento le Treccine One Tiralà in cinque varianti ma, vista la richiesta di novità nel segmento del salato, sono allo studio altri prodotti antichi e allo stesso tempo innovativi.

Da quanto operate in questo settore? Ci siamo approcciati all’affascinante mercato del vending sei mesi fa e stiamo ottenendo riscontri molto positivi, che vanno ben oltre le nostre aspettative, tanto che si è reso necessario

potenziare ulteriormente il confezionamento.

Come avviene la produzione? Per cominciare, l’impasto si lavora molto lentamente nelle nostre capienti impastatrici a forcella. Ad impasto terminato, la pasta riposa il tempo necessario affinché, come amava dire mia madre, gli ingredienti si “conoscano meglio e facciano amicizia tra loro”. Successivamente l’impasto viene steso e ridotto a strisce che passano attraverso le nostre grissinatrici, fino a raggiungere le sapienti mani delle nostre operaie che trasformano i grissini in treccine o altre forme tra le più disparate. Dopo la bollitura, uno dei segreti della durata del prodotto, i taralli vengono cucinati nei forni rotativi e, dopo la cottura e il raffreddamento, possono finalmente essere confezionati.

Quali caratteristiche differenziano il vostro prodotto dagli altri? I nostri taralli si differenziano dagli altri per le forme artigianali e per i diversi gusti proposti. Attingendo ad appetitose ricette della gastronomia popolare

pugliese, le Treccine, una variante al classico tarallo pugliese, vengono proposte in cinque gustose varianti: Cipolla e Olive (tipico del calzone pugliese), Patate e Rosmarino , Aglio Olio e Peperoncino e nei gusti classici ai Semi di Finocchio o semplicemente Tradizionali . Altro contributo importantissimo alla qualità e al successo del prodotto è dato dalle colorate e impattanti confezioni, il cui interno in alluminio consente una conservazione ottimale del prodotto anche quando posizionato in macchine refrigerate.

Cosa vi ha portato al vending? Il vending rappresenta un segmento molto importante nel panorama del mercato ed è proiettato verso performance sempre più significative. Siccome da qualche tempo si sta conducendo una “guerra santa” per una corretta e sana alimentazione anche attraverso i distributori installati nelle scuole, in favore della frutta o di altri prodotti genuini, abbiamo pensato che il nostro prodotto fosse perfetto per questo canale, dato che abbiamo sposato la causa della genuinità.

Avete trovato difficoltà nella scelta e nella macchinabilità dei prodotti? Nessuna difficoltà. Le sfide, lo testimonia la nostra storia, sono pane per i nostri denti e così abbiamo adattato i nostri prodotti alle dimensioni delle spirali delle macchine vending: la nostra Treccina lunga 20 cm è stata accorciata a 13 cm, il prodotto è stato studiato ad hoc per la DA. Inoltre il nostro grafico ha lavorato sul packaging e dopo quattro mesi di lavoro siamo stati pronti per aggredire il mercato con un brand, One Tiralà e uno slogan, “ One Tiralà lo snack di qualità ”.

Come nasce il brand One Tiralà? Per un caso e per la mia capacità di attingere anche da piccoli particolari del vissuto o del parlato quotidiano. Durante un viaggio in macchina con mia moglie, che non la smetteva di mangiare i nostri taralli, la sento esclamare, in pugliese: “Madò, che buoni sti taralli! So’ proprio uno tira l’a…”. Di qui il passaggio a One Tiralà è stato breve. Trovo sia un nome molto

originale e orecchiabile.

Qual è la vostra area territoriale di competenza? Distribuiamo in tutta Italia, isole comprese, sia a rivendite che a gestioni importanti. Attualmente siamo presenti anche sulla rete autostradale nei market e nei ristoranti del Gruppo Sarni. Da sei mesi ci avvaliamo della collaborazione di un funzionario interno, il signor Casamassima, a cui abbiamo affidato il compito di sviluppare il mercato vending. I primi risultati, come già spiegavo, sono molto lusinghieri e annoveriamo già tra i nostri clienti alcuni tra gli operatori più rappresentativi del settore.

Quali obiettivi volete raggiungere con la vostra produzione? Il nostro obiettivo primario, visto il nostro recente approccio al vending, sta nel cercare di non commettere errori e fare umilmente tesoro dei suggerimenti che ci pervengono dall’esperienza dei clienti che ci vogliono bene. La nostra capacità produttiva

attuale è di 90.000 confezioni giornaliere ma, dai riscontri molto positivi, si sta rendendo necessario aumentare i ritmi per portare la produzione giornaliera a raddoppiare nei prossimi sei mesi. Pertanto, è nostra intenzione destinare gli investimenti in tecnologia e nella comunicazione, in modo da raggiungere in futuro obiettivi sempre più importanti.

Perché la tradizione è tanto importante per voi? La tradizione è il nostro credo e ritengo che dovrebbe essere importante per tutti coloro che fanno impresa nel campo agroalimentare, in quanto rappresenta l’eredità che i nostri antenati hanno voluto e saputo tramandarci. La tradizione è un patrimonio importante che non va sperperato, dileggiato, offeso, rappresenta la sopravvivenza e una potenziale crescita per i territori come la Puglia. È la carta d’identità di un territorio attraverso la quale si può fare anche promozione del territorio stesso.

In che modo coniugate tradizione e inno-

vazione? Siamo molto attenti all’innovazione, soprattutto cerchiamo di accogliere le proposte e gli stimoli che ci giungono dal mondo del packaging, perché ritengo che il 50% del successo di un prodotto sia dato proprio da questa componente. Per quanto riguarda invece il metodo produttivo, siamo fermamente ancorati alla tradizione più ortodossa. Probabilmente oggi si è più innovativi e controtendenza attra-

verso proposte antiche, come le nostre.

Come siete stati accolti dal mondo del vending? I numerosi ordini che quotidianamente ci pervengono dimostrano che gli operatori del vending credo sono stati conquistati dalla bontà dei nostri prodotti. I nostri clienti storici della GDO e del canale tradizionale ci ritengono il tarallificio di qualità per eccellenza: sugli scaffali

dei supermercati deteniamo il primato del prezzo più alto perché rapportato alla qualità e questo ci gratifica. I consumatori ci danno continue soddisfazioni: non passa giorno senza che riceviamo e-mail e telefonate di complimenti. Confesso che sono proprio queste manifestazioni di consenso la mia maggiore remunerazione, le gratificazioni che mi sostengono e mi appagano più di qualsiasi altro compenso, anche economico.

Le radici antiche di un territorio dinamico

Apulia Food ha sede a Canosa di Puglia, splendida cittadina le cui antichissime origini risalgono all’antichità, quando la regione era parte della Magna Grecia. Secondo la leggenda, Canosa fu fondata dall’eroe omerico Diomede che, dopo la guerra di Troia, smarritosi n ell’Adriatico, approdò sulle coste pugliesi e, risalendo il fiume Ofanto, allora navigabile, si insediò sulle rive ai piedi della Murgia e diede vita ad una città destinata dalla storia a diventare grande: Kanosion, che ospiterà la dimora del re dei Dauni. A quell’epoca il territorio della città comprendeva tutta l’attuale provincia di Foggia e si estendeva fino alla Terra dei Peuceti, l’attuale provincia di Brindisi. Sotto l’impero romano, la città venne ribattezzata Canusium e divenne colonia dell’Impero prima e Romana Provincia della Regio Apulia et Calabria (l’attuale Salento) poi. Nei secoli successivi Canosa fu culla del Cristianesimo e del Cattolicesimo e sede della prima Diocesi e Arcivescovato di Puglia. A testimonianza di questo periodo storico, Canosa vanta tra i suoi tesori culturali le uniche catacombe cristiane che si conoscano dopo quelle di Roma.

Speciale Associazione

Assemblea Generale

Confida 2011

S p e c i a l e

Asso

c i a z

ione

CONFIDA ha presentato nel corso dell’ Assemblea Generale Annuale 2011 , tenutasi sabato 11 giugno a Verona, i dati sul settore vending attraverso le relazioni del presidente Lucio Pinetti e di alcuni consulenti. Con l’occasione Pinetti ha annunciato alcuni cambiamenti ai vertici dell’Associazione, ha riaffermato l’impegno dell’intera categoria verso la qualità, tangibile con l’introduzione del marchio TQS e ha illustrato la campagna di comunicazione nazionale a sostegno del vending che partirà in autunno.

Cambio della guardia ai vertici di CONFIDA e Venditalia Servizi

> le nuove nomine

L’Assemblea si è aperta con l’intervento del presidente Lucio Pinetti che ha ribadito la coesione del settore e ha introdotto i lavori parlando dei cambiamenti all’interno dell’Associazione.

Luca Adriani, del quale Pinetti non ha mancato di elogiare il lavoro svolto, l’impegno e la grande professionalità, ha lasciato tutte le cariche ricoperte in CONFIDA, in EVA (European Vending Association) e in Venditalia Servizi; sono state poi pubblicamente comunicate agli associati le nuove nomine.

Le Nuove Cariche:

Vice-Presidente CONFIDA

> Stefano Piccinini / Gruppo S.E.M.

Gruppo Fabbricanti di Macchine, Sistemi di Pagamento e Accessori per la Distribuzione Automatica

> Mario Majo / MEI Group

Membro del Consiglio Direttivo EVA

> Lucio Pinetti / Presidente CONFIDA

Membro Consiglio di Amministrazione Venditalia Servizi

> Francesco Frova / N&W

> Francesco Frova
> Stefano Piccinini
> Lucio Pinetti
> Luca Adriani
> Mario Majo

Relazione del presidente CONFIDA > Lucio Pinetti

>>>Cari Associati, gentili Ospiti,

Vogliate innanzitutto gradire il ringraziamento mio personale e del Consiglio Direttivo per la Vostra presenza qui oggi.

L’Assemblea Generale di CONFIDA è il più alto momento istituzionale a cui tutti noi siamo chiamati. È questa la sede nella quale tutti insieme abbiamo l’occasione, l’opportunità e il dovere di stilare il bilancio di un anno di attività e tracciare le linee strategiche per il futuro prossimo della nostra Associazione.

Certo, nell’anno appena trascorso sono stati numerosi i momenti, anche importanti, di confronto e dialogo. Voglio ricordare, a questo riguardo, le ag-

greganti e proficue riunioni dei Gruppi Merceologici, che, con formule innovative hanno visto aziende associate aprire le loro porte per accogliere, con pieno spirito di condivisione e di ospitalità, i propri colleghi del Vending. Nello specifico mi riferisco al Gruppo Merceologico delle Imprese di produzione di beni di largo consumo, presieduto da Stefano Piccinini, che ha dato forte slancio a questa compagine e che da oggi, ho il piacere di annunciarvi, assume la carica di Vice Presidente di Confida. Parimenti desidero ringraziare il Consigliere Luca Adriani, che dopo lunghi anni di attività associativa lascia oggi l’incarico di Presidente del Gruppo Merceologico delle Imprese di Fabbricazione, assunto da Mario Majo, a cui porgo un caloroso benvenuto e augurio di buon lavoro.

Nell’ambito delle attività dei Gruppi, l’apprezzamento è rivolto anche alle Imprese di Commercializzazione e Servizi presiedute da Alessandro Fontana, particolarmente attive nella promozione di CONFIDA, attraverso il coinvolgimento degli Operatori che ad esse si rivolgono quotidianamente. Sempre più viva è inoltre l’attività del Gruppo delle Imprese di gestione, espressa attraverso le Delegazioni Territoriali, vere fucine di idee per le nostre strategie, in quanto fondamentali elementi di rac-

cordo tra il territorio e l’Organizzazione nazionale. Grazie quindi al Presidente Spinelli, al Vice Presidente Mogavero e a tutti i Delegati Territoriali per l’impegno e lo sforzo profuso per rendere sempre più dinamica la nostra Associazione e coerenti le nostre iniziative con le reali esigenze e aspettative della base associativa. Il ringraziamento di CONFIDA, di cui oggi mi rendo interprete, è ancora più sentito perché il forte dinamismo appena ricordato si è realizzato in una fase congiunturale fortemente sfavorevole e che ormai persiste da alcuni anni.

Invece di chiuderci in uno sterile pessimismo, come Settore, come aziende e come imprenditori, stiamo dimostrando di reagire col coraggio di chi sa cambiare, di chi vuole cambiare, per poter continuare a competere in un contesto che non può più avere nulla a che vedere col passato.

Non sarà certamente passato inosservato l’allarme lanciato da Confida sul costante aumento dei nostri costi a fronte di un prezzo al consumo dei nostri prodotti immobile da quasi un decennio.

La notizia è rimbalzata sui più importanti media nazionali, che ne hanno dato grande rilievo proprio perché fondata e motivata.

I media ci hanno creduti, ma ciò che più importa è

> Lucio Pinetti

che ci crediamo anche noi.

Basta con offerte vergognose e mortificanti della nostra professione. Rifiutiamoci una volta per tutte di sottostare alla gogna di appalti in perdita.

Ritroviamo dignità, valori e valore.

>>>È proprio il valore, la chiave del nostro futuro successo!

Valore inteso come massima qualità possibile, dei prodotti e dei servizi erogati.

Valore inteso come massima attenzione alle esigenze del consumatore, la cui centralità deve essere sempre il nostro vero obiettivo.

Valore inteso come costante ricerca dell’innovazione nella filiera, attraverso l’introduzione di sempre nuove e più efficaci soluzioni tecnologiche.

Valore inteso come corretto posizionamento di prezzo.

Valore inteso come sviluppo sostenibile, che passa attraverso il rispetto dell’ambiente e la promozione di un’alimentazione consapevole.

Valore inteso soprattutto come insieme di valori etici, di rispetto del mercato, della corretta e libera concorrenza.

Ed è in quest’ottica che si è sviluppata con particolare impegno l’attività in seno al Consiglio Direttivo CONFIDA, che ha predisposto un insieme di strumenti e progetti tutti orientati all’attestazione e riconoscimento del valore delle nostre imprese e più in generale del nostro Settore.

Abbiamo fondato il “Teorema del Valore” nel Vending, declinato in Accreditamento Istituzionale, Qualità, Comunicazione e Sistema.

Sul piano dell’accreditamento istituzionale, il Vending ha affermato la sua piena adesione in tema di sostenibilità alimentare e di tutela dei consumatori, aderendo a progetti promossi dal Ministero della Salute e direttamente attraverso l’organizzazione di un convegno di grande impatto e visibilità politica, che si è tenuto presso la sala conferenze della Camera dei Deputati.

Per quanto concerne la Qualità, quest’anno abbiamo avviato la certificazione di gruppo TQS Vending, evoluzione della carta dei servizi CONFIDA, che colloca, all’interno della filiera agroalimentare, la Distribuzione Automatica tra i Settori più attenti alle garanzie del consumatore.

TQS Vending è una certificazione che viene riconosciuta alle sole società che operano secondo i

migliori standard qualitativi, rispettando requisiti di servizio oggettivi e verificabili.

Ad attestare l’aderenza delle imprese allo standard è chiamato l’ente di certificazione più accreditato nel mondo alimentare: CSQA.

TQS Vending è anche riferimento premiante all’interno del Capitolato Standard per la concessione di servizi di ristoro a mezzo distributori automatici promosso da CONFIDA per le Pubbliche Amministrazioni. Anche il Capitolato Standard CONFIDA, che ha visto la luce quest’anno dopo un lungo lavoro di preparazione per la complessità della materia, rappresenta una pietra miliare nella strada della valorizzazione, ponendo l’accento sugli aspetti qualitativi e di servizio rispetto a quelli meramente economici.

Per dare la più ampia e diffusa visibilità e riconoscibilità alla qualità sottesa a TQS Vending, CONFIDA ha per la prima volta messo in campo un investimento di una portata senza precedenti: una campagna di comunicazione nazionale indirizzata al consumatore finale.

Questo per due buone ragioni: la prima è che senza un’adeguata azione di comunicazione rischiano di essere vanificati gli sforzi per l’introduzione di un marchio di qualità, che risulterebbe di fatto sconosciuto all’utenza.

La seconda è che le disponibilità finanziarie di CONFIDA non devono stazionare improduttive nelle casse dell’Associazione, ma essere reinvestite nel sistema che le ha generate in modo finalizzato e con effetto moltiplicatore, a beneficio degli Associati e, più in generale, del Settore.

Per la prima volta, sugli schermi di milioni di Italiani a partire dal prossimo autunno, la Distribuzione Automatica comunicherà attraverso migliaia di spot pubblicitari i propri valori: della qualità, della prossimità e della continuità.

I risultati di grande pregio di questo importante progetto sono stati possibili grazie all’apporto delle qualificate professionalità e competenze di tutti i componenti della Commissione Comunicazione e Marketing CONFIDA, a cui rivolgiamo il più vivo apprezzamento e ringraziamento.

Dobbiamo essere però molto realisti. Ogni investimento, ogni sforzo organizzativo, ogni strumento disponibile, le migliori intelligenze professionali ben poco possono se a tutto questo non corrisponde una condivisione diffusa, una consapevolezza comune e un’unitarietà di azioni che si riassumono in un’unica espressione: Fare Sistema!

Da qui l’idea della Vending Cruise, che oggi possiamo affermare essere stato l’evento di aggregazione e di sistema che non ha eguali nella storia del Vending.

Quattro giorni di business e non solo, il cui filo conduttore è stato il sentirci uniti nella convinzione che solo insieme, tutti insieme, possiamo ridisegnare il futuro del Vending e ridare benessere al nostro Settore.

Grazie all’adesione delle Imprese che vi hanno investito la Vending Cruise è stata in grado di produrre risorse aggiuntive per sostenere le attività di comunicazione sul valore.

Inoltre, la partecipazione delle Associazioni Europee del Vending, le delegazioni imprenditoriali presenti, i media e i numerosi ospiti hanno fatto della Vending Cruise motivo di orgoglio di tutto il Vending Internazionale.

Anche grazie a questo, con interesse e ammirazione ci guardano oggi i nostri colleghi europei.

E proprio all’Europa dobbiamo rivolgere uno sguardo attento.

Il nostro ruolo di leader ci impone una responsabilità aggiuntiva: essere guida anche all’estero.

La politica del valore deve varcare i confini nazionali per garantire benessere ad un settore che, vale la pena ricordarlo, esporta tecnologia per circa il 70% della nostra produzione nazionale.

Non possiamo quindi esimerci dall’essere veri protagonisti in EVA, la nostra Associazione Europea. Per questa ragione dobbiamo concentrare tutti i nostri sforzi per fornire la nostra esperienza e il nostro contributo alle attività associative di Bruxelles.

Identità associativa, modello di rappresentanza e Governance sono le priorità del nostro impegno europeo; un obiettivo che ha la sua prima scadenza con l’appuntamento delle prossime elezioni del Comitato Esecutivo di EVA di dicembre 2011, per le quali rivendichiamo una rappresentanza adeguata alla nostra forza.

Cari Associati,

è con orgoglio che oggi vi abbiamo presentato quanto fin qui fatto.

Ma è con grande senso di responsabilità e realismo che invito tutti noi a considerare i seppur importanti risultati raggiunti come punto di partenza per disegnare un Vending nuovo, un Vending protagonista del mondo del fuori casa, un Vending Italiano leader mondiale.

… E che ci chiamino pure macchinette!

L’attività di CONFIDA

> presentazione del bilancio d’esercizio 2010

Andrea Borziani, revisore dei conti, ha illustrato i dati relativi all’approvazione del bilancio consuntivo 2010 e il budget 2011 del settore.

Borziani evidenzia un avanzo di esercizio, risultato decisamente migliore rispetto al dato stimato in sede del bilancio di previsione

Agli associati è stato mostrato come le quote associative vengono utilizzate dall’Associazione, dando prova dell’intensa attività svolta dai Gruppi Merceologici e dalle Commissioni tecniche in quest’ultimo anno trascorso.

Analisi del settore
> i dati di bilancio delle aziende del vending italiano e lo studio di Accenture

Franco Bompani , presidente EIDOS Consulting, ha riportato i risultati dello studio sui dati di bilancio di 39 società del vending nella relazione dal titolo Il vending sotto la lente , già esposta nelle giornate di crociera (e riportate nel numero di 57 di D.A. Italia nello Speciale Vending Cruise) di cui ricordiamo i punti salienti.

Suddividendo le imprese del vending nazionale per classi di fatturato e per aree geografiche, lo studio ha fotografato l’andamento economico-finanziario del settore, al fine di rappresentare uno stimolo al confronto tra

aziende e creare le basi per una gestione di costi e margine sempre più cosciente. Se nel periodo considerato, infatti, si sono ridotti gli indici di redditività sull’investimento dei soci (ROE), di ritorno sull’investimento (ROI) e il margine sulle vendite (ROS), il settore è chiamato ad una riflessione: è necessario trovare nuovi modelli di business, avere il coraggio di cambiare. Controllo di gestione e giusto prezzo di vendita sono ormai elementi imprescindibili per uno sviluppo sano del settore.

A questo punto, la parola è passata a Paolo Andrigo, che ha riportato i risultati dello studio condotto da Accenture in collaborazione con GFK Eurisko e Digisoft per CONFIDA, già esposta durante la Vending Cruise, soffermandosi su alcuni nuovi dati, ottenuti grazie ad una maggiore innovazione dello studio, che ha proposto a quanti hanno aderito un questionario più approfondito.

Dopo un’introduzione che ha spiegato ai presenti le modalità di raccolta dei dati e durante la quale sono stati esposti i risultati generali sull’andamento

del settore nell’anno 2010, Andrigo ha rivelato alcuni risultati riguardanti le consumazioni nel vending non rispetto alla tipologia di macchina (come fatto in precedenza) ma rispetto alla tipologia di prodotto. Dallo studio emerge che bevande e snack coprono rispettivamente il 15% e il 14% delle consumazioni; una percentuale residua interessa invece gelati e piatti pronti. Le bevande a loro volta vengono divise in sottocategorie e se nelle vendite la parte del leone la fa l’acqua (68% delle consumazioni), le bibite gassate sono in flessione, mentre the e succhi di frutta in particolare sono in crescita, mentre in linea generale alcune bevande consolidate nel canale trascinano l’intera sottocategoria. Per quanto riguarda invece le consumazioni di snack, le vendite sono così suddivise: 42% per i dolci; 32% per gli snack salati; 18% per gli snack con cioccolato, mentre i prodotti freschi (che rappresentano il 5-7% delle consumazioni) stanno conoscendo una certa crescita. Il restante 1-2% di consumazioni interessa infine i prodotti confectionery (caramelle, chewing-gum, ecc.).

distributori a vetrina totalizzano più consumazioni rispetto ai distributori a caduta, anche perché questi ultimi stanno rapidamente scomparendo, sostituiti dai gestori. In percentuale residuale la diffusione di macchine per gelato e pasti pronti. Andrigo ha concluso con qualche dato globale riguardante il settore: oggi il vending viene stimato in €2.579.348.66, che si dividono tra Gestioni €2.102.808.596, Produttori (vending machine, sistemi di pagamento, filtri, software gestionali) €397.908.869, boccioni €78.631.200 (dato AIABO).

La stragrande maggioranza degli addetti ai lavori è impiegato in una società di gestione, ovvero il 77% del totale, mentre il 13% opera nella produzione delle macchine.

La relazione si è conclusa con un breve approfondimento sui negozi automatici, trend in ascesa perché incontra le esigenze dei consumatori: Andrigo ha spiegato che esistono varie tipologie di consumatore e il che i negozi automatici offrono prodotti di consumo di ogni genere, a qualsiasi ora del giorno.

sono stati i risultati sullandamento

Infine, un accenno ai dati riguardanti il parco macchine del comparto vending: oltre il 70% è costituito dalle macchine OCS, mentre il 16% da distributori del caldo (maggior numero di free standing rispetto alle table top: in questo caso chi fabbrica vending machine noterà che il dato è opposto ai propri dati di vendita, infatti ci sono meno table top sul mercato ma se ne vendono di più rispetto alle free standing, perché c’è maggior ricambio di

Infine, un accenno ai dati il parco mac chine del comparto oltre il 70% è costituito dalle macchine mentre il 16% da distributori del caldo numero di free alle table in caso chi fabbrica noterà dati di vendita, infatti ci sono meno table top sul mercato ma se ne vendono di alle free ricambio di macchine di piccole dimensioni).

L’assortimen della norma tandosi ai g un indubbio Inoltre, i neg tenso passa successo è l il pu

L’assortimento dei prodotti si differenzia da quello della normale distribuzione automatica, non limitandosi ai generi alimentari e questo rappresenta un indubbio punto di forza di questo tipo di canale. Inoltre, i negozi automatici, situati in luoghi di intenso passaggio, sono facili da raggiungere e il loro successo è la prova della necessità di incrementare il vending pubblico in Italia, ancora poco sviluppato rispetto agli altri paesi europei.

Conclusioni

La conclusione dei lavori e i saluti di commiato sono stati affidati al direttore generale CONFIDA Piero Angelo Lazzari : “Tutti i relatori oggi presenti ci hanno spronato a cercare nuove soluzioni, a mettere al centro del nostro impegno il consumatore, a perseguire valore anche attraverso il corretto posizionamento di prezzo. Conoscere il valore, le potenzialità del settore, la capacità delle vostre imprese per renderle sempre più competitive è fondamentale. Questi i messaggi che emergono da questo convegno, messaggi che tuttavia arrivano in un momento particolarmente difficile. Il settore è di fronte ad una sfida, il consumatore si trova ad affrontare un momento di riduzione dei consumi, la crisi ha rallentato la crescita.

Questo è lo scenario in cui il vostro servizio trova difficoltà perché c’è sempre meno capacità e propensione di spesa. Avete di fronte una grande sfida: dimostrare la capacità di reagire con coraggio, la capacità di chi sa cambiare”.

>
Piero
Angelo Lazzari

illycaffè Prima Azienda Certificata “Green Coffee

Responsible Supply Chain Process”

La torrefazione triestina è la prima
azienda ad avere ottenuto la certificazione
che attesta la capacità di applicare un approccio sostenibile nei processi lungo
tutta la filiera produttiva.

illycaffè da sempre dedica grande attenzione alla sostenibilità, intesa come sostenibilità economica, sociale ed ambientale, perseguite attraverso la creazione di valore per tutti gli interlocutori, la crescita e l’autorealizzazione dei soggetti coinvolti ed il rispetto per le risorse naturali. A livello globale la società impiega oltre 796 dipendenti e ha realizzato nel 2009-2010 un fatturato consolidato di 283,4-305 milioni di euro. illy acquista il caffè verde direttamente dai produttori della più pregiata Arabica attraverso rapporti di partnership basati sullo sviluppo sostenibile.

Con i migliori coltivatori del mondo - in Brasile, nei Paesi dell’America Centrale, in India e in Africa - l’azienda triestina sviluppa un rapporto di collaborazione a lungo termine trasferendo loro conoscenze e tecno-

logie e riconoscendo una remunerazione superiore ai prezzi di mercato.

Det Norske Veritas (DNV) , fondazione internazionale indipendente, ha sviluppato il nuovo standard “Responsible Supply Chain Process” prendendo in considerazione proprio il modello della catena di fornitura di illycaffè, integrandolo con le linee guida attuali ed emergenti in tema di sostenibilità e responsabilità d’impresa, nonché gli standard di riferimento per le attività di certificazione e di accreditamento.

“Questo standard di certificazione è particolarmente innovativo e dimostra la capacità dell’azienda di creare valore a lungo termine. È uno schema orien-

> Etiopia

tato alla costruzione di valore condiviso, che punta al progresso sociale per garantire una crescita economica nella consapevolezza che il proprio business si migliora anche attraverso la capacità di far crescere i propri partner e fornitori” - ha affermato Thomas Vogth-Eriksen, Chief Executive Officer

Lo standard innovativo messo a punto da DNV assegna infatti un ruolo cruciale alla qualità e alla creazione di competenza lungo tutta la filiera e illycaffè ha saputo interpretare questo modello di crescita nel segno del valore condiviso nel migliore dei modi. Un prodotto eccellente per essere tale non può che essere sostenibile: questa la filosofia aziendale abbracciata da illycaffè, che ha scelto di svolgere il proprio lavoro interpretando i valori di qualità e sostenibilità come binomio inscindibile.

“Siamo orgogliosi di avere ottenuto questa certificazione, un riconoscimento al modus operandi che da venti anni caratterizza la nostra azienda ed è alla base dell’eccellenza del nostro prodotto” - ha dichiarato Andrea Illy , Presidente e Amministratore Delegato illycaffè - “illycaffè è da sempre una stakeholder company fondata sull’etica e ha come obiettivo il miglioramento della qualità della vita. Il concetto di qualità è centrale nella filosofia dell’impresa. Proprio la ricerca continua della qualità mette in moto un circuito virtuoso che crea valore per tutti gli interlocutori coinvolti, dal coltivatore di caffè fino al consumatore della tazzina”

Lo standard DNV “Responsible supply chain process”

Lo standard studiato da DNV è da considerarsi innovativo in quanto segna il passaggio dalla certificazione della gestione della catena di distribuzione di un’organizzazione alla certificazione della capacità della stessa di creare valore a beneficio di tutte le parti in causa.

Il modello, valido per qualsiasi tipo di fornitura di materie prime, è stato applicato inizialmente alla supply chain del caffè verde e illycaffè è la prima azienda ad aver conseguito la relativa certificazione.

Sviluppato secondo un approccio olistico, il modello messo a punto da DNV prevede l’analisi dei processi e delle strategie aziendali ma anche delle relazioni con clienti e fornitori, per verificare la coerenza delle scelte strategiche dell’organizzazione e dei suoi processi core (governance, gestione del personale, marketing, ricerca e sviluppo, produzione ecc.), nonché la gestione specifica dei processi di approvvigionamento, lungo l'intera catena. Valutando strategie, ruoli e responsabilità, comportamenti, attività di coinvolgimento degli interlocutori e comunicazione della responsabilità sociale, l’ente certificatore può accertare l’impegno aziendale verso la sostenibilità e la gestione dei rischi connessi all’operatività in ambiti quali ambiente, qualità, sicurezza igienico-sanitaria del prodotto, risorse umane e diritti.

> Andrea Illy
> Essiccazione del caffè in India

N&W Global Vending

Leader

nell’

Innovazione e nel Servizio al Cliente

Nel corso del 2011 N&W ha proposto al mercato una serie di innovazioni significative, tutte improntate a una precisa filosofia di fondo: offrire ai clienti soluzioni concrete per soddisfare le loro specifiche esigenze di business.

In un contesto economico e di mercato tutt’altro che semplice, il gruppo N&W si sta confermando anche nel 2011 leader nel settore del vending: merito che il Gruppo attribuisce ad una politica commerciale seria e coerente, che mira a consolidare il proprio core business fidelizzando l’utente e il cliente.

Tra le novità presentate nel corso di quest’anno spicca Solista, il nuovo modello che completa il rinnovamento della gamma Necta nella fascia dedicata alle locazioni più piccole: un segmento con grandi potenzialità, che garantisce ottime possibilità di sviluppo del business. Solista va a inserirsi nel settore table top (accanto a Colibrì e Brio3) con una serie di presta-

Solista

zioni di alto livello in termini di eccellente qualità del prodotto e ottimizzazione dei tempi di erogazione. È il primo distributore Necta di questa fascia di mercato a proporre la tecnologia espresso Z4000 e il sistema Freemix per bevande solubili, fino a oggi riservate ai freestanding top di gamma. Altro elemento distintivo di Solista è il design innovativo, raffinato e hi-tech, in cui risaltano la particolare illuminazione led e l’eleganza delle finiture in metallo cromato. Inoltre è

possibile scegliere immagini personalizzate e i colori delle luci led da inserire nei due pannelli.

Concerto e Melodia

Altre due grandi novità sono i nuovi distributori automatici Concerto e Melodia, presentati in anteprima agli addetti ai lavori nelle fiere Vending Paris e Avex e disponibili sul mercato entro fine anno. I due nuo-

vi modelli, specificamente progettati per le esigenze delle medie locazioni, si presentano con un design accattivante, dimensioni compatte e un contenuto tecnico di assoluto rilievo e altamente innovativo, come, per esempio, la tastiera capacitiva. Concerto e Melodia sono la coppia Hot&Cold e Snack&Food destinata a raccogliere il testimone di due distributori di successo come Kikko e Snakky, per diventare il nuovo riferimento in questo specifico segmento di mercato.

> Solista
> Concerto
> Melodia

Strumenti on line

Tra le innovazioni che caratterizzano il dinamico 2011 di N&W, una menzione speciale va al nuovo sito istituzionale , che tramite una veste grafica e un concept profondamente rinnovati conduce il visitatore in un mondo fatto di prodotti e servizi per il cliente.

La filosofia di riferimento che caratterizza il sito è chiaramente rappresentata già nella home page: immediatezza e riconoscibilità nella presentazione dei settori di mercato e dei brand, eleganza ed essenzialità nell’impostazione grafica, facilità di accesso grazie a riferimenti visivi che guidano la navigazione.

L’utente viene aiutato da focus tematici mirati: la pagina che si desidera visualizzare è a disposizione con un click. Nelle news sono presenti le segnalazioni degli eventi più significativi e delle novità di prodotto con la possibilità di iscriversi ad una newsletter periodica, che offre finestre sempre aggiornate sulle anteprime

del mercato e del Gruppo. Inoltre, per chi è alla ricerca della soluzione adatta al proprio business nel settore Ho.Re.Ca, N&W mette a disposizione il supporto di virtual assistance : attraverso un percorso guidato e la compilazione di un semplice form, viene suggerito il prodotto più affine alle proprie necessità.

Ai clienti è dedicata un’ area riservata ricca di contenuti per scaricare software, aggiornamenti, consultare il catalogo ricambi e tutta la documentazione tecnica.

Con il nuovo sito, N&W mette la tecnologia al servizio dell’utente, rendendola funzionale

e immediata. Una scelta coerente con un’impostazione “ full line suppliers ”, secondo la quale, chi sceglie i prodotti del Gruppo N&W non compra semplicemente un distributore automatico, ma si assicura un mondo di servizi fatto di ricambistica originale, informazioni tecniche, assistenza capillare e finanziamenti su misura per il cliente.

Pn&CO > una Sfida all’Ultimo Minuto…

Prova sul campo, il montaggio di Piazza. La struttura modulare Pn&Co progettata dalla Style.

Negli ultimi mesi Style Srl di Roveredo in Piano (PN) ha lanciato un prodotto che sta rispondendo alla crescente necessità di organizzare in modo funzionale i distributori automatici e di proteggerli in strutture modulari dedicate alle aree coffee break. Stiamo parlando di Piazza, una struttura che, a detta dell’azienda produttrice, è montabile da una sola persona in poco meno di due ore

Abbiamo voluto mettere alla prova Style Srl e abbiamo

chiesto ad Andrea Infanti, dell’area commerciale Italia dell’azienda, di montare Piazza nel tempo prestabilito. Come abbiamo detto Andrea è un commerciale, non un montatore esperto, quindi per lui riuscire a montare la struttura sarà una sfida nella sfida!

Ci siamo trovati all’interno di un capannone industriale dove abbiamo voluto creare un’area vending composta da due macchine distributrici automatiche e da un modulo cestino per la raccolta differenziata. Andrea ci ha

raggiunto alle 9.00 del mattino e ci ha promesso che per qualche ora avrebbe lasciato cellulare e computer portatile rinchiusi in valigia: nuovi strumenti del mestiere sarebbero stati una scaletta a tre gradini e alcune chiavi inglesi, oltre alla minuteria fornita con la struttura. Ci siamo muniti di un cronometro per misurare il tempo di costruzione e accertare la veridicità di quanto promesso dall’azienda.

Ci riuscirà? Via al cronometro!

Ore 9.30

Andrea solleva e mette in posizione la spalla sinistra della struttura. Solo per questa operazione ci chiede un aiuto che consiste nel mantenere in verticale la spalla mentre posiziona gli altri elementi. Potrebbe temporaneamente appoggiarla al muro, ma preferisce coinvolgerci.

Inizia quindi a montare il modulo divisorio tramite l’applicazione a incastro dei due distanziatori che successivamente si accinge ad avvitare.

“Pensavo fosse più difficile sollevare la parete e disporla da solo / ha commentato Andrea / ho notato, inoltre, con piacevole sorpresa, che non ci sono sporgenze, spigolosità o altri elementi che possono risultare pericolosi durante il lavoro”.

Forse per questa ragione, aggiungiamo noi, Andrea dimentica l’uso dei guanti da lavoro che in ogni caso servono per la sicurezza.

Andrea ripete la stessa operazione per il secondo divisorio e per il montaggio della spalla destra della struttura.

A questo punto Andrea fissa i distanziatori frontali dei tre moduli tramite incastro e avvitamento, per tenere ben salda la struttura. Quindi si appresta a montare le testate.

Ore 10.07

Terminato di assemblare tutti gli elementi portanti di Piazza, il nostro montatore inserisce il modulo cestino per la raccolta differenziata nella parte centrale.

È costituito dal crowner personalizzabile, dal modulo per la raccolta e dal cestello estraibile.

L’azione svolta da Andrea sembra veramente facile e agevole per chiunque,

In alcuni momenti abbiamo visto Andrea particolarmente impegnato nel disimballare i vari moduli.

Ci hanno riferito che la scelta dell’imballo è stata pensata per evitare ogni possibile danneggiamento della struttura durante la sua movimentazione.

Piazza è stata progettata con grande attenzione alla parte estetica: la sua linea è elegante ed essenziale, sarebbe un peccato vedere la struttura anche semplicemente segnata o ammaccata.

Ore 10.31

Andrea monta le cornici a ribalta avvitando le relative cerniere alle cornici stesse.

Il passaggio anche per Andrea risulta essere più semplice del previsto e ci accorgiamo che da quando ha iniziato è passata poco più di un’ora.

Ore 10.49

Montate le coperture, Andrea dà un controllo generale affinché tutti i bulloni siano saldi in sede e che ogni elemento sia stato applicato correttamente.

Ore 11.02

Posizionata anche l’ultima copertura, Piazza è pronta ad accogliere i due distributori.

Quindi: stop al tempo!

Guardiamo il cronometro e notiamo che il tempo assegnato per il montaggio è stato abbondantemente rispettato. Andrea ha impiegato solamente un’ora e trentadue minuti per montare Piazza e se c’è riuscito lui, in Style sono sicuri che il montatore esperto, una volta che avrà letto il manuale di istruzioni fornito dall’azienda, ridurrà ulteriormente i tempi di montaggio. Per essere completi, e per rendere totalmente veritiera la prova, dobbiamo ricordarci di dire anche che la regolarità del pavimento non ha richiesto l’assestamento dei piedini regolabili. In altre situazioni dovremo calcolare il tempo utile per effettuare il livellamento opportuno.

“Dopo questa prova / ci ha confermato il commerciale Italia / il mio ruolo sarà più facile da svolgere perché potrò argomentare anche sugli aspetti più minuti della fase di montaggio”.

“Senz’altro il risultato ottenuto è positivo e Piazza ha superato la prova a pieni voti! / Ha commentato il management di Style, confermando che la struttura sarà l’argomento di punta della partecipazione alla fiera di Colonia Eu’Vend 2011 / Non solo, per l’occasione presenteremo anche il modulo retroilluminato e l’illuminazione a LED peraltro già disponibili sul mercato”.

Prima di salutarci Andrea ci mostra alcune immagini delle realizzazioni già installate nel territorio nazionale, “ce le inviano i nostri clienti soddisfatti che vogliono renderci partecipi del risultato; questo ci dimostra come l’attenzione al lato estetico del vending corner sia determinante”.

Eventi

Road Show Digisoft

Risultati e

Nuove Soluzioni

per il Mercato

Il 28 maggio scorso si è concluso con l’appuntamento di Giardini Naxos (ME) il primo Road Show Digisoft, che nell’arco di due mesi ha toccato diversi punti strategici dell’Italia con la precisa volontà di incontrare gli interlocutori del mercato di riferimento direttamente “a casa loro”. Nella tappa di apertura, che si è svol-

cepS i a l e E

ta il 2 aprile a Milano, nella regione in cui Digisoft ha la sua sede, l’azienda ha ospitato i gestori nel Nord Ovest e il road show è poi proseguito a intervalli di due settimane toccando Bologna e Padova, rispettivamente il 16 ed il 30 aprile. Lo splendido scenario della Vending Cruise ha consentito alla società bergamasca di

presentare le novità di prodotto per il settore direttamente a bordo nave, lo scorso 9 maggio, per poi tornare sulla terra ferma e incontrare i gestori del Centro Italia a Roma, sabato 14 maggio e, appunto, approdare al Sud e conoscere da vicino i gestori siciliani e calabresi durante l’evento conclusivo del 28 maggio.

Digisoft

Numerose le nuove soluzioni presentate, che hanno reso ciascuno di questi eventi un momento di intenso lavoro, di formazione e di grande scambio.

La strategia comunicativa di Digisoft quest’anno è stata incentrata sulla necessità di far conoscere agli operatori del mercato le evoluzioni delle soluzioni software e dei nuovi servizi offerti elaborati dall’azienda.

L’attenzione prestata agli argomenti trattati da parte dei gestori presenti agli eventi e i contatti che si

sono creati in seguito hanno confermato all’azienda che la direzione presa è quella giusta: il mercato ha bisogno di sistemi sofisticati per rispondere alle capillari esigenze di analisi, ormai indispensabili per affrontare un mercato ogni giorno più complesso.

“Crediamo fermamente che l’attenzione dei gestori debba spostarsi in modo energico verso la valutazione dei costi e della redditività delle proprie installazioni ed è in tal senso che stiamo declinando gli sviluppi del nostro software. Strumenti statistici

e di controllo diventano un ausilio imprescindibile all’attività di un operatore del vending, indipendentemente dalla dimensione della sua impresa – ha dichiarato Cecilia d’Aguanno, responsabile consulting e coordinamento commerciale Digisoft - Durante il nostro viaggio gli interventi dei gestori hanno confermato queste nostre percezioni: di fatto gli incontri si sono rivelati spesso delle tavole rotonde fra attori che manifestavano le stesse preoccupazioni e perplessità, esprimevano le medesime esi-

genze e confermavano l’utilità degli strumenti che mettiamo a loro disposizione”.

Del resto, secondo il management Digisoft, la stessa politica di comunicazione di CONFIDA, avvallata da pareri concordi da parte dei soci iscritti, si muove verso questa direzione, nella convinzione che per aumentare la redditività del settore risulta fondamentale procedere verso una direzione comune e coerente di aumento dei prezzi e di controllo dei

costi, con conseguente focus sulla marginalità finale sulla singola consumazione. Il supporto concreto che Digisoft offre ai gestori è garantito da strumenti assolutamente innovativi e per certi aspetti rivoluzionari: una rivoluzione concettuale già in corso, di cui l’azienda ha potuto raccogliere testimonianze e conferme durante tutte le tappe del road show.

L’evento, concluso da poche settimane, è stato l’inizio di una serie di proficue collaborazioni e

VEGA LITE > È il nuovo sistema di fruizione di Vega per la informatizzazione delle compagnie di gestione di piccole dimensioni. I piccoli gestori possono usufruire dell’esperienza e degli strumenti Digisoft senza acquistare licenze o hardware, noleggiando con un canone mensile la piattaforma.

Il software è stato realizzato per coprire tutte le necessità di una società di gestione piccola e dinamica e viene fornito completo di tutte le informazioni di base già compilate (prodotti, modelli, ecc.).

BUSINESS INTELLIGENCE > È un nuovo strumento per comprendere i dati relativi alla propria attività, caratterizzato dalla semplicità d’uso e dalla customizzazione a portata del gestore. Nessun limite di analisi: B.I. permette al gestore di creare statistiche e stampe in tempo reale.

VENDING SIMULATOR > Consente di simulare una modifica della scheda cliente relativa a prezzi, macchine installate, medie consumo, prodotti venduti verificando in tempo reale il risultato. Inoltre permette di applicare la situazione di un cliente ad un nuovo contatto e di verificare in che modo ottimizzare il margine per battuta. Con questa soluzione inoltre sarà possibile impostare la marginalità attesa per ottimizzare gli sforzi dei commerciali.

INTEGRAZIONE OUTLOOK > Con questo strumento, sincronizzato con

l’azienda sta elaborando le specifiche richieste dei gestori interessati.

“La struttura Digisoft – ha concluso Cecilia d’Aguanno - è pronta ad accogliere l’evoluzione del settore, al quale si presenta con un prodotto che ha precorso i tempi, anticipando le esigenze dei gestori pronti a giocare secondo le nuove regole, ma con uno supporto analitico che li sostenga in modo adeguato”.

le maschere di Vega, task, appuntamenti e pianificazioni possono essere riportati direttamente anche sul calendario Outlook.

POST-IT > Inserire un messaggio per uno o più utenti a livello di cliente, pv, tc, impostandone la data di validità: il Post-it virtuale compare in automatico all’apertura della scheda cliente, della chiamata e in altri punti critici di Vega.

MONITOR MANAGER PER OPERATORI E TECNICI > Consente in ogni momento di monitorare, organizzare e ottimizzare l’attività di operatori e tecnici con riscontro a video per visualizzare semplicemente, con l’ausilio di icone le attività esterne all’azienda.

GEOMARKETING E LOCALIZZAZIONE DEI MEZZI > È una facile procedura di esportazione dei dati relativi ai clienti, filtrati secondo qualsiasi criterio desiderato. Visualizzazione grafica sulla mappa con attributi relativi a media consumo, numero PV installati, ecc. Visualizzazione dei percorsi dei mezzi e analisi del giro visite.

GESTIONE DELLE MACCHINE SNACK E TELEMETRIA > Accesso remoto al servizio (canone annuale per mezzo/palmare). Applicativo Vega Maps integrato con visualizzazione batch dei percorsi dei mezzi ed esportazione dei file clienti, il tutto consultabile da ogni client in azienda.

PALMARE HONEYWELL 99EX > L’evoluzione del più utilizzato strumento di gestione delle attività esterne dell’azienda.

Poesia in Chicchi

Dopo la prima edizione, svoltasi alcuni anni fa, quest’anno il concorso di poesia sul tema del caffè Poesia in chicchi ha avuto come protagonisti i detenuti delle carceri italiane. Organizzata dall’associazione È Vita, con la significativa collaborazione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Comune di Roma e del Ministero di Grazia e Giustizia e con la sponsorizzazione del Gruppo Illiria Spa e Nord Est (l’agenzia Necta di Franco Puppin), l’iniziativa ha

coinvolto gli Istituti penitenziari d’Italia stimolando i detenuti a confrontarsi con la parola scritta per realizzare poesie che avessero per soggetto la bevanda calda per eccellenza, il caffè.

Numerose le cartoline pervenute da tutti i penitenziari d’Italia, tra le quali sono state selezionate da un’apposita giuria le otto composizioni più belle e originali, premiate con una collanina di cuoio con un prezioso ciondolo a forma di chicco di caffè in oro.

Tra le strofe scelte si nascondono riflessioni profonde, sentimenti inespressi, pensieri rivolti al mondo esterno e una buona dose di ironia. In tutti i casi emerge inequivocabile la passione per l’amata tazzina di caffè, che in alcuni casi diventa l’oggetto a cui l’autore le rivolge i suoi versi.

“Siamo molto soddisfatti di questo concorso. Grazie a Gruppo Illiria e Nord Est, che non sono stati semplici finanziatori, ma che han-

no avuto parte attiva nel progetto, abbiamo stampato e distribuito nelle carceri italiane oltre 40 mila cartoline, ma la partecipazione da parte dei detenuti ha superato le nostre aspettative. Tra queste persone ci sono veri e propri poeti! Tra le quindici regioni che hanno

no avuto attiva nel abbiamo diibilliili

CAsciugare il mare

Spegnere il sole

Non volerti bene

aderito selezionato le iliiifilièd

aderito all’iniziativa, abbiamo selezionato le migliori otto poesie finaliste, ma è stata dura, ne abbiamo dovute escludere tantissime degne di essere pubblicate” / ha dichiarato Rio Lombardo, presidente dell’Associazione È Vita, che ha aggiunto: “Il nostro progetto si è

Poesie Vincitrici

fermato a metà ma anche attraveriidi

fermato a metà ma speriamo, anche attraverso questa comunicazione, di trovare sponsor che ci aiutino a realizzare la seconda parte del nostro lavoro, permettendoci di stampare un libro che raccolga tutte le poesie che hanno partecipato al concorso”.

Pubblichiamo di seguito i testi delle poesie finaliste, delle quali indichiamo,

ichiamo di i testi delle finaliste, delle indichiamo per ovvie ragioni, esclusivamente la provenienza geografica

IRinunciare ad un caffè!

i sono quattro cose impossibili nella vita:

i nella vita:

(Toscana)

O’ caffè è l’ottava meraviglia do munne

E se non ci fosse, neanche o detenuto esistesse!!

(Molise)

l caffè è come la poesia, ci sorprende con il suo delicato eccesso, l’aroma inebria i nostri sensi come i versi toccano i lati oscuri del cuore. E così come la poesia è capace di lasciarci senza respiro per alcuni secondi, così il caffè resta nella nostra giornata come il sorgere del sole.

(Emilia-Romagna)

Quasi per caso ti ho incontrato e da quel giorno ti ho sempre amato. Ma per colpa del cuore mi ha ordinato di lasciarti il dottore. Ma per fortuna prima di averti abbandonato ho scoperto…il decaffeinato.

(Marche)

Èstupendo per un uomo di colore, che si porta con l’orgoglio essere figlio d’Africa, poter dire che nero è bello, nero è amaro ma è anche dolce. Nero ti conforta nero ti tiene compagnia. Nero ti aiuta a digerire bocconi amari. Nero ti promette una gradevole giornata. Il caffè è nero col profumo forte e dolce della mia terra d’Africa. (Calabria)

ene col miglio si miscela in mill rale, il caffè. Com

iene coltivato in prevalenza in Brasile, ma il migliore è quello arabo. Per il consumo si miscela in mille modi, in pratica non è mai naturale, il caffè. Come somiglia all’uomo! (Campania)

Quando due + due diventa tre! Forse mi scorderò di te!! Tiri fuori il mio veleno, con la pioggia e col sereno! Ricomincio poi a sognare col profumo tuo speciale!! (Lazio)

Non mi hai mai tradito, non mi hai abbandonato. C’eri quanto tutto era incerto, quando il tempo cicatrizzava i vuoti, sei leale e perfetto come gli amici che avrei voluto. La mia pena è la tua pena, la mia libertà la tua libertà anche se per tutti sei solo: il caffè. (Veneto)

international attraction

Sinonimo di qualità, il marchio italiano Coges è riconosciuto a livello internazionale come espressione di un’azienda leader nel Vending. In qualsiasi Paese europeo è presente una filiale o un rivenditore Coges dove potrete trovare i nostri sistemi di pagamento cashless, le gettoniere rendiresto, i lettori di banconote o gli innovativi sistemi per la telemetria, ricevendo supporto e assistenza. Coges non conosce confini: ha la soluzione ideale per ogni distributore automatico, ovunque si trovi.

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General Vending Deutschland > La Prima Volta a Eu'Vend

General Vending Deutschland, filiale tedesca della rivendita di Solbiate Olona, per la prima volta sarà presente con un proprio stand (B038) a Eu’Vend, la fiera tedesca dedicata alla distribuzione automatica che si terrà a Colonia dall’8 all’11 settembre 2011

In occasione della fiera saranno presentati i prodotti solubili della linea Luxury, ideali per il mondo del vending e dell’Ho.Re.Ca. e le proposte Lavazza, di cui General Vending Deutschland è distributore autorizzato, all’interno di uno spazio espositivo caratterizzato dallo stile originale e fresco con cui l’azienda italiana si contraddistingue e da un’ampia area dedicata all’OCS e al semiautomatico.

General Vending Deutschland, ambasciatrice del made in Italy in Germania, ha scelto di dedicare molto spazio ai prodotti Lavazza

destinati sia alle grandi che alle piccole comunità. L’azienda presenterà alcune importanti novità in tema di macchine; tra queste, i visitatori potranno osservare da vicino Lavazza BLUE Canto, l’automatica creata per le grandi aziende e per locazioni aperte al pubblico, che grazie alla grande capacità (450 capsule e 600/700 bicchieri) e alle tante selezioni possibili è particolarmente indicata per i luoghi di intenso passaggio.

Ancora, General Vending proporrà LB Chiara 850, la macchina che unisce l’unicità del design italiano all’eccellenza dell’espresso Lavazza: studiata per le piccole locazioni, questa macchina è caratterizzata da un capiente serbatoio trasparente, lancia vapore, griglia scalda-tazze e doppia altezza per la tazzina, che sarà apprezzata dagli estimatori del caffè americano. Infine, saran-

no presentate agli operatori del settore i modelli LB Chiara 850, LB 2301, LB 1100, EP PLUS oltre all’attesissima Galactica.

La scelta di partecipare all’evento in qualità di espositore nasce dall’esigenza di presentarsi ufficialmente a tutti gli operatori del vending tedesco nel corso della più importante manifestazione che il mercato locale dedica al settore. Inoltre, l’edizione 2011 di Eu’Vend ha raccolto le conferme di molti espositori illustri e per questa ragione l’azienda ha voluto prendere parte alla manifestazione, ritenendo che la fiera tedesca abbia dimostrato nel corso degli anni di essere diventata un appuntamento sempre più frequentato dagli operatori del settore.

Un’occasione, questa, che si presenta quasi in concomitanza con il quarto compleanno della filiale tedesca.

Gruppo

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Argenta >

“Il Fresco col Sorriso” conquista Cafè Zero e Fruit Zero di Algida

Argenta e Algida siglano una partnership per la distribuzione di Cafè Zero e Fruit Zero nelle vending machine. Per la prima volta il prodotto top Algida dell’estate fa il suo ingresso nel settore della DA attraverso i distributori Argenta e i negozi automatizzati Brekky.

Gruppo Argenta e Algida-Unilever hanno siglato una partnership per la distribuzione automatizzata di Cafè Zero e Fruit Zero, i rinfrescanti prodotti a marchio Algida, che uniscono il piacere del gelato alla freschezza dei microcristalli di ghiaccio.

La distribuzione di Cafè Zero e Fruit Zero rientra nel progetto “Il Fresco col Sorriso”, lanciato dal Gruppo Argenta nel 2010: un modello distributivo pensato appositamente per preservare la catena del freddo grazie all’utilizzo di automezzi comprensivi di celle frigorifere che garantiscono l’integrità e la qualità del prodotto. In tal modo, oltre ad accorciare la catena distributiva, le caratteristiche dei prodotti rimangono inalterate evitando inutili sprechi.

“La collaborazione con Algida è un successo consolidato ormai da alcuni anni con la distribuzione dei gelati. Questa nuova partnership conferma il nostro posizionamento raggiunto in questi anni di leadership di mercato e innovazione, dal punto di vista sia del prodotto che della tecnologia impiegata”, ha commentato Luciano Iannuzzi Amministratore Delegato di Gruppo Argenta.

num occasioni di consumo f n az in no gi ).

Il gusto del caffè in tre varianti Espresso, Cappuccino e Mocaccino, e della frutta nei nuovi gusti: Peach & Love, al gusto di pesca e frutto della passione, e Red Kiss, con frutti rossi e guaranà, dopo il successo riscontrato nella distribuzione tradizionale, ora, con l’ingresso nelle vending machine, toccheranno un numero ancora maggiore di clienti in occasioni di consumo fino ad oggi non raggiunte (uffici, aziende, etc).

“Argenta, fornire le miino og iende, etc

Paolo Radi, Vice President OOH di Algida, ha poi affermato: “ da sempre attenta a fornire le migliori macchine e i migliori prodotti ha scelto da anni la qualità di Algida e la sua leadership sul mercato. Il business della DA è in forte espansione grazie al costante investimento su qualità e innovazione e rappresenta una grande opportunità anche per il gelato che ha ancora alti margini di crescita in questo canale. Nel 2011 Argenta e Algida si sono nuovamente scelte per intraprendere un altro successo creando dei distributori automatici dedicati a Cafè Zero, un prodotto innovativo che, per le sue caratteristiche che lo rendono unico e inimitabile, si sposa perfettamente con Argenta. Grazie a questa collaborazione, Cafè Zero sarà da quest’anno ancora più vicino ai consumatori, che lo avranno sempre a disposizione nelle più disparate location come l’ufficio, per una pausa di piacere o in palestra per una ricarica immediata e rinfrescante!”

Per la vendita di questi prodotti, Argenta utilizza distributori completamente dedicati, dello speciale modello di Iarp Laser 6 M ICE, macchine di ultima generazione a vetrina, compatta e comprensiva di un’ampia riserva, che semplifica notevolmente i tempi e i processi della logistica. La novità consiste nello scomparto a bassa temperatura concepito appositamente per la conservazione e la distribuzione di Cafè Zero, il quale viene gestito a una temperatura più alta rispetto ai gelati. Oltre a garantire un alto livello di isolamento termico e un conseguente risparmio energetico importante, Laser 6 M ICE è in grado di contenere 10 diversi prodotti visibili, a cui se ne aggiungono altri 200 nel freezer di riserva.

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Lavazza > Antonio Baravalle il nuovo AD – Positivo il bilancio 2010

L’assemblea dei soci Lavazza ha approvato il bilancio della Luigi Lavazza S.p.A. e il consolidato 2010 del Gruppo, che registra ricavi netti per 1.146,8 milioni di euro - leggermente superiori a quelli del 2009 (1.093,4 milioni) - e l’Ebitda a 145,4 milioni di euro rispetto ai 168 milioni dell’esercizio precedente.

L’assemblea ha provveduto inoltre a designare il nuovo consiglio d’amministrazione: sono stati nominati Amministratore Delegato Antonio Baravalle (ex Direttore Generale Educational del Gruppo Mondadori ed ex AD di Giulio Einaudi Editore) e Vicepresidente Marco Lavazza (già in consiglio dal 1999); sono stati confermati in Consiglio Alberto Lavazza (Presidente dal 2008), Giuseppe Lavazza (Vicepresidente dal 2008), Francesca e Antonella Lavazza. Sono diventati nuovi membri del Consiglio: Pietro Boroli (Presidente di De Agostini Editore), Gabriele Galateri di Genola (Presidente di Assicurazioni Generali) e Antonio Marcegaglia (AD del Gruppo Marcegaglia).

Escono dall’azienda Gaetano Mele, AD dal 2008 e Direttore Generale dal 2006, Alessandro Lorenzi, Direttore Centrale Corporate dal 2006, e Tullio Toledo, membro del CdA dal 1997, che conclude la sua lunga carriera in Lavazza iniziata nel 1959.

La Direzione Lavazza dedicata alla Distribuzione Automatica rimane invariata, con Giampaolo Arpe, Direttore Away from Home business EMEA, Fabrizio Rosellini, Direttore Vendite

DA Western Europe e Monica Balocco, Responsabile Sales Innovation e Marketing Operativo Away from Home.

“Diamo il benvenuto ad Antonio Baravalle e ai nuovi membri del CdA che contribuiranno a delineare il futuro dell’azienda in un momento di mercato non facile – ha dichiarato il presidente Alberto Lavazza –. Siamo certi che Baravalle riuscirà, con il suo alto livello di professionalità, a consolidare e mettere a utile le numerose operazioni di cui siamo stati protagonisti in questi ultimi anni”.

“Ho accettato con piacere l’incarico di AD di Lavazza – ha affermato Antonio Baravalle –. Sono onorato della fiducia dimostrata nell’accordarmi questa responsabilità che la famiglia Lavazza ha voluto concedermi e alla quale risponderò con entusiasmo e determinazione. Tale opportunità è per me una sfida professionale straordinaria: poter rappresentare un’azienda tra le più rilevanti realtà produttive di caffè al mondo e un’autentica eccellenza italiana riconosciuta a livello internazionale”.

Lavazza ha chiuso il 2010 con un risultato positivo - mantenendo la propria quota di mercato in Italia (48.1% a valore nel mercato retail - Nielsen) - nonostante il perdurare della congiuntura economica negativa e la crisi del comparto caffè causata dal forte aumento del costo del caffè crudo. Anche i primi mesi del 2011 hanno confermato questa tendenza, registrando un ulteriore aumento di oltre il 60 % per l’arabica e di oltre il 50% per il robusta.

L’utile netto consolidato dell’esercizio 2010 si è attestato a 21,5 milioni di euro rispetto ai 43,8 milioni del 2009. La contrazione è dovuta principalmente al perdurare degli aumenti del caffè verde e all’effetto delle partecipazioni societarie all’estero di recente acquisizione, ancora in fase di assestamento. L’anno si chiude con un saldo di cassa pari a circa 245 milioni di euro rispetto ai 480 milioni dello scorso anno. Differenziale che ha finanziato le acquisizioni dell’italiana Ercom, dell’argentina Coffice e della bulgara Onda, ma soprattutto del 6% dell’americana Green Mountain Coffee Roasters (GMCR).

“Per quanto riguarda i primi mesi del 2011 – ha commentato Alberto Lavazza – sono state confermate le nostre preoccupazioni sugli aumenti da record del caffè. Abbiamo messo in atto tutte le manovre necessarie quali la revisione dei listini, l’attenzione ai costi di struttura, al capitale circolante e alla buona gestione interna, per alleggerire il forte impatto del costo della materia prima.”

Di seguito si è tenuta l’assemblea degli azionisti di FinLav S.p.A., la holding che controlla il 100% del capitale Lavazza, per l’approvazione del bilancio e il rinnovo delle cariche sociali per il prossimo anno. Decisamente a favore delle quote rosa, il nuovo Consiglio è così formato: Presidente, Antonella Lavazza, AD Francesca Lavazza, con deleghe di ordinaria e straordinaria amministrazione, Consiglieri Alberto Lavazza e Giuseppe Lavazza

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Novità | Novità

Serim srl > aumenta il capitale sociale a 1.500.000,00 €

L’Assemblea Generale della società di gestione Serim ha approvato l’aumento del capitale sociale da 241.200,00 a 1.500.000,00 €, accrescendo così in maniera consistente la solidità dell’azienda.

Il crescente sviluppo della società ha comportato necessariamente un adeguamento patrimoniale e ha creato le premesse per un progresso ulteriore.

L’Assemblea Generale, indetta per la presentazione del bilancio 2010, è stata inoltre l’occasione per fare il punto della situazione analizzando i risultati ottenuti

NFC > Il futuro dei pagamenti è contactless

e per disegnare gli obiettivi del prossimo futuro. Le strategie di sviluppo intraprese si sono dimostrate efficaci, infatti nel 2010 il fatturato ha segnato un incremento di oltre l’11%

Nel corso del 2010, la focalizzazione sul core business e sull’area di operatività ha completato il grosso lavoro svolto nel 2009 (anno che ha visto una ridefinizione delle strategie operative che ha portato come risultato il rafforzamento dei requisiti di bilancio più importanti) e ciò ha comportato una notevole riduzione degli impegni finanziari a vantaggio della sta-

bilità patrimoniale ed economica.

“In questo periodo la nostra priorità è di riportare l’azienda in ambiti di bilancio più equilibrato – ha affermato Bruno Mazzoleni, CEO Serim - dove i valori che consideriamo fondamentali vengono rispettati non come aspetti prudenziali, ma bensì come aspetti virtuosi in un panorama economico critico con forti tensioni di instabilità. I risultati raggiunti permettono indiscutibilmente a Serim di guardare con tranquillità ai futuri piani di sviluppo in un ambito di crescita costante, com’è sempre stato nella storia della società”.

I pagamenti tramite dispositivi wireless sono sempre più diffusi e sono in crescita. Questa la conferma che emerge dai recenti studi condotti da Juniper Research, società inglese leader dell’analisi del settore mobile che ha condotto una ricerca mirata sui pagamenti NFC (Near Field Communication). I dati raccolti spiegano che, entro il 2014, le transazioni contactless effettuate a livello internazionale con dispositivi NFC Drive Mobile raggiungeranno un volume pari a circa 50 miliardi di dollari.

Secondo le previsioni, quindi, le transazioni di pagamento con tecnologia NFC sono destinate ad incrementare, anche in seguito al lancio del servizio per i pagamenti tramite telefono cellulare da parte di un noto operatore del Regno Unito. I nuovi metodi di pagamento vivacizzeranno il mercato e sono destinati a semplificare rendere la quotidianità dei consumatori, semplificando i pagamenti di piccoli importi e allo stesso tempo offrendo una vasta gamma di possibilità di vendita al dettaglio, tra cui coupon e offerte promozionali.

Dunque, le transazioni effettuate attraverso telefono cellulare e dispositivi contactless in genere sono inevitabilmente destinate ad aumentare e i tradizionali sistemi di pagamento verranno gradualmente sostituiti dalle nuove tecnologie. Il vending, italiano e non, è quindi è chiamato a rispondere, adeguando le macchine installate ai nuovi trend del mercato, per restare al passo con le nuove generazioni dei consumatori sempre più abituati all’interazione con la macchina e cresciuti nell’era della rivoluzione digitale.

Nestlé > BabyNes, la capsula Nestlé di latte per l’infanzia

Il biberon del neonato in meno di un minuto? Da oggi in Svizzera è possibile grazie a BabyNes, la prima cialda di latte per l’infanzia creata da Nestlé. Sarà sufficiente inserire la cialda nell’apposita macchina, premere un pulsante, aspettare meno di un minuto e il latte sarà pronto.

Novità | Novità

modo pratico e veloce, magari prima di portare o raggiungere i loro bambini all’asilo nido.

ari gedo

possono scegliere, per ragioni di tempo o perché impossibilitati, e devono ricorrere al latte artificia-

le per il proprio bambino.

Il prodotto è utilissimo per affrontare "le emergenze biberon", anche in piena notte. La capsula farà felici mamme e papà che, uscendo dall’ufficio o da casa, potranno preparare un biberon pronto all’uso in

Disponibile al momento solo per il mercato svizzero, BabyNes è il nuovo latte per l'infanzia che, formulato in sei varietà, accompagna la crescita del bambino fino ai tre anni. Il latte in polvere di Nestlè si prepara proprio come un caffè in capsula e non si sostituisce all’allattamento materno, fondamentale per l’alimentazione del neonato, ma si propone piuttosto come uno strumento utile a quanti non lo

Questa innovativa soluzione, in linea con le richieste dei nuovi ritmi di vita e con il ruolo sempre più attivo delle donne nel lavoro e nella società, vuole diventare un utile supporto per tutte le mamme e le persone che si prendono cura oggi dell’alimentazione dei bambini. Gesti semplici e veloci che potrebbero diventare presto una comoda abitudine.

Sisley > La Comunicazione della Moda passa dalla DA

Sisley, noto brand di abbigliamento del Gruppo Benetton, nel suo punto vendita di Piazza San Babila, nel cuore della moda milanese, ha recentemente allestito una vetrina con un distributore automatico di verdura.

L’azienda ha improntato la sua nuova campagna di comunicazione sul tema “sopravvivere nella

Novità | Novità

ura podo

La scelta di inserire della verdura all’interno del distributore esposto rispecchia, sebbene in modo inconscio, l’idea ormai diffusa che all’interno delle macchine automatiche è possibile trovare ogni genere di prodotto, arrivando agli alimenti freschi e salutari.

rappresentare un motivo di riflessione.

Infatti, il vending ha ormai acqui-

sito a tutti gli effetti la dignità di settore e la “macchinetta” è senza dubbio entrata a far parte dell’immaginario collettivo come oggetto di uso quotidiano. Infinite quindi le possibilità di lanciare un messaggio al consu- ne sul tema sopravvivere nella giungla che è la vita quotidiana” e ha incuriosito e provocato i clienti scegliendo di posizionare all’interno di uno dei punti vendita di maggior attenzione e di grande passaggio una serie di elettrodomestici di uso comune

Se per la comunicazione è e lo dimostra la del brand di rinnovare costantemente il mesverso per il settore del la notizia di un

Se per Sisley la comunicazione è importante, e lo dimostra la capacità del brand di rinnovare costantemente il proprio messaggio verso l’esterno, per il settore del vending la notizia di un distributore automatico utilizzato come mezzo di informazione deve

lanciare un al consumatore attraverso il distributore automatico non solo direttamente, attraverso un display, ma semplicemente, come insegna Sisley, iniziando a considerare il concetto stesso di vending un efficace strumento di comunicazione.

Appuntamento in fiera

Eu'Vend + Coffeena

Appuntamento a Settembre

Il 22 giugno scorso, in occasione di un incontro con la stampa, i rappresentanti dell’ente organizzatore di Eu’Vend e Coffeena e dell’associazione di categoria del vending tedesco hanno illustrato il programma della fiera che si svolgerà dall’8 al 10 settembre a Colonia .

La quinta edizione della nota fiera tedesca si svolgerà presso il Padiglione 8 del polo espositivo della città renana e ospiterà per tre giorni espositori e visitatori del mondo della distribuzione automatica tedesca ed europea. Peter Grotheus , direttore divisione Food Koelnmesse ha sottolineato la vocazione internazionale della manifestazione, ricordando che la Germania, per posizione geografica e per tradizione, ha una naturale predisposizione allo scambio con gli altri paesi europei.

Protagonista della manifestazione sarà il caffè, anche grazie allo svolgimento contestuale di Coffeena, salone dedicato alla bevanda nera, sempre più richiesta anche al di fuori del nostro paese. Grande spazio in generale sarà dato alle bevande calde, che rappresentano in Germania circa il 50% dei consumi da distributore automatico. Non mancheranno i momenti dedicati alle novità di prodotto, celebrate attraverso il concorso “ Vending Innovation ” e la consegna del premio “ Vending Star ”.

Come ormai consuetudine, il confronto su temi di interesse per il settore troverà posto nell’ambito dell’evento collaterale “ Das Rote Sofa ” (il divano rosso), forum di discussione in cui verranno affrontate in modo approfondito tematiche di forte richiamo per l’intero settore.

A proposito della scelta di far svolgere in contemporanea Eu’Vend e Coffeena, Grotheus ha commentato: “ I contenuti e i protagonisti di questi mercati sono complementari e si avvantaggiano reciprocamente. Per la prima volta, dodici delle venti aziende italiane presenti a Eu’Vend+Coffeena, esporranno in uno stand collettivo e presenteranno sia prodotti per il vending che specialità a base di caffè e articoli di categorie merceologiche correlate ”. Groteus ha poi dichiarato: “ Come ente organizzatore crediamo di dover cogliere tutte le possibilità di sviluppo e di dover incontrare le nuove tendenze del mercato, cercando di favorire la crescita della manifestazione e allargando ad altri segmenti il nostro raggio d’azione, ricercando sempre

nuovi progetti e nuovi programmi. I due ambiti si prestano ad essere affiancati e inoltre in questo modo riteniamo di celebrare in qualche modo il mondo del caffè ”.

Le due sezioni della fiera saranno collegate da un corridoio comune, allestito come una mostra, che metterà in evidenza la stretta affinità tra i due segmenti.

Gli espositori italiani che si presenteranno al pubblico in uno stand comune sono: AAT Oranfresh, Capitani, LabCaffè, Manea Vending, Ni.Si., Oro Caffè, Pitti Caffè, Puglialimentari, Style, Top Moka Italia, Vetro Paini e Zonzini. Le aziende italiane presenti alla manifestazione con un proprio stand sono: Blupura, Coges, Commex, Comunetti, Gimoka, Panafe', Rheavendors e Saeco.

Aris Kaschefi , vice direttore BDV (Asso-

ciazione nazionale tedesca della distribuzione automatica), ha successivamente parlato dello stato di salute del vending tedesco che, complice la situazione economica nazionale in costante risalita, non ha subito gli effetti negativi della crisi e si è mantenuto stabile. La Germania, ha ricordato Kaschefi, occupa il terzo posto in Europa per numero di distributori installati (1 ogni 157 abitanti) e il primo per fatturato. Se in Italia il vending è un settore in crescita, in Germania non è da meno: i tedeschi dimostrano di avere fiducia nel canale, nei prodotti distribuiti e nelle innovazioni che vengono introdotte anche in materia di sistemi di pagamento e di nuove tecnologie.

Considerando tutto questo, in occasione di Eu’Vend l’attenzione del settore sarà concentrata sulle nuove soluzioni in tema di trasmissione remota dei dati e transazioni contactless, ma si parlerà anche dei possibili sbocchi del

vending pubblico, degli erogatori d’acqua, dei nuovi trend di mercato (prodotti biologici, equosolidali) e della formazione delle figure professionali.

Ad una nostra domanda sull’attenzione dedicata alla formazione dal mondo del vending tedesco, Kaschefi ha affermato: “ Due anni fa l’Associazione ha istituito due corsi, uno della durata di due anni e uno della durata di tre anni, per la qualificazione del personale addetto al servizio ”, ribadendo la centralità di una formazione adeguata per le figure professionali del settore.

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Appuntamento in fiera

Vendibérica: a novembre la Nuova Fiera del

Vending Spagnolo

Appuntamento in autunno a Madrid con il primo salone della distribuzione automatica spagnola

Organizzata da IFEMA, l’ente fieristico madrileno, si svolgerà dal 21 al 23 novembre 2011 nella capitale spagnola la prima edizione di VENDIBÉRICA, la manifestazione che si rivolge al mondo del vending iberico ed europeo.

L’appuntamento, che si svolgerà presso il Padiglione 3 del complesso fieristico madrileno, si propone come punto d’incontro per i professionisti del settore e rappresenta uno spazio ideale per moltiplicare i contatti e per presentare le novità di prodotto ad un vasto pubblico, per contribuire a rendere sempre più dinamico un mercato che fattura oltre due miliardi di euro ogni anno nella sola Spagna. VENDIBÉRICA si svolgerà nelle stesse date di HO-

REQ, salone delle attrezzature per il settore alberghiero e la ristorazione, perché la complementarietà dei due segmenti possa favorire la creazione di sinergie tra i principali attori.

L’organizzazione propone agli espositori due diverse tipologie di allestimento possibili per gli stand, con un design unificato: il primo, adatto a stand fino a cento metri quadrati di superficie; il secondo per aree espositive di dimensioni superiori. Con questa soluzione si intendono privilegiare i prodotti e al contempo si offre una soluzione vantaggiosa per le aziende in termini di investimento, vista la delicata realtà economica del momento: IFEMA intende infatti agevolare la presenza delle aziende a VENDI-

BÉRICA, perché possano trovare nuove opportunità di business, rafforzando le relazioni con i clienti attuali ed anche avvicinandosi a potenziali nuovi. Oltre alle macchine per il vending, il salone accoglierà le novità in tema di alimenti, bibite e prodotti non-food, sistemi di pagamento e nuove tecnologie studiate per il mercato della distribuzione automatica, ma anche soluzioni per l’OCS, l’Ho.Re.Ca. e per il segmento dei dispenser di acqua.

Interessante rivelare che, all'interno del Comitato Organizzatore di VENDIBÉRICA, oltre a IFEMA, sono rappresentate alcune delle realtà più importanti del vending europeo, tra cui FAS, LAQTIA, N&W, SAECO e TRATECNICA

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