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Venditalia 2010 si è da poco conclusa. Il mondo del vending ha ancora una volta avuto la forza e l’entusiasmo di partecipare compatto e in modo convincente alla più importante vetrina internazionale del settore.
La straordinaria vitalità della nostra gente non smette mai di stupire. La crisi ha scavato solchi profondi in ogni parte della filiera, ma gli imprenditori del vending si sono messi il “vestito buono” e si sono fatti trovare preparati per l’appuntamento, nonostante le difficoltà di mettere a budget investimenti così rilevanti.
Un successo che va al di là dei numeri, per altro rilevantissimi, perché dimostra con chiarezza l’orgoglio di appartenenza, base per costruire le fondamenta di un futuro che da oggi siamo autorizzati a scrutare con maggiore ottimismo.
La distribuzione automatica è nel 2010 una realtà diversa da quella che si respirava durante l’edizione del 2008, molto differente da quella del 2006 e nemmeno lontana parente di quella del 2004. La rapidità del cambiamento è figlia dei tempi, ma il settore ha fatto persino di più di quello che ci si poteva aspettare, conquistandosi a pieno titolo la definitiva visibilità al di fuori dei suoi confini.
Essere visibili però porta con sé delle importanti responsabilità che bisogna saper fin da subito come affrontare, comprendendo innanzitutto che sono oneri collettivi e non individuali. Tutto il sistema emerge dal suo vecchio cono d’ombra e tutto il sistema verrà giudicato. Soprattutto all’inizio del cammino, quando ancora i media e l’opinione pubblica non conoscono bene i nuovi arrivati, le colpe del singolo possono essere prese ad esempio come tipico comportamento del gruppo.

Ecco allora che le tante eccellenze aziendali presenti nel nostro settore non devono fare il loro percorso da sole, ma saper comprendere che aspettare, aiutare e difendere le componenti più deboli è una strategia lungimirante.
Un comparto industriale che non riesce a dare una buona immagine di sé, difficilmente prospera e anche le sue aziende di successo faticheranno molto più del dovuto a ritagliarsi un’immagine affidabile. Viceversa, in un settore che ha saputo conquistarsi le simpatie dell’opinione pubblica, tutte le sue componenti hanno la possibilità di giocarsi al meglio le proprie carte.
La responsabilità della riuscita di un progetto di questo tipo deve essere fortemente condivisa da tutte le componenti della filiera e anche Confida, in quanto sintesi compiuta di un’importante parte del mercato, dovrà assumere un ruolo centrale. Quindi sostenere l’Associazione e le battaglie comuni che porterà avanti diventerà sempre più decisivo, perché alla fine la strategia più sensata è comprendere che l’unico modo di vincere è vincere tutti insieme.






















Numero 47 GIUGNO 2010
>orsola mallozzi DIrETTOrE rESpONSABILE/ E DITO r IN C h IE f
>alessaNdro foNtaNa DI r ETTO r E EDITO r IALE / EDITOrIAL DIrECTOr
> laura G uas Parri ArT DIrECTOr
> a N drea lottero GrAphIC DESIGN
> da N iela biscotti COmmErCIALE/COmmErCIAL
> N oemi mar G aroli
h A COLLABO r ATO / COLLABOrATOr
laserGrafica PolVer SrL
> STA mp A /pr INT E r S
d.a.italia
> IL p E r IODICO DELLA DISTrIBUzIONE AUTOmATICA pUBBLICA z IONE
ISC r ITTA AL Tr IBUNALE
DI mILANO NU m E r O
DI r EGIST r A z IONE 177 del 22 marzo 2004
>ISCrIzIONE AL r.O.C.: 11412
> pE r IODICIT à me N sile
>E DITOr E art&WorKs
Sr L V IALE LODOVICO
SCA r A mp O 41 20148 mILANO
p.IVA 04234310961
T EL +39 02 48958566
fA x +39 02 89694472
>Uff ICIO CO mm E r CIALE commerciale@daitalia.it
>WEB WWW.daitalia.it
> pOSTA ELETT r ONICA i N fo@daitalia.it
>A BBONA m ENTI abboNameNti@daitalia.it
LA rIprODUzIONE TOTALE
O p A rz IALE DELLE
ILLUST r A z IONI E DEGLI
A r TICOLI p UBBLICATI SU
D.A. I TALIA è p E rm ESSA
SOLO SE AUTO r I zz ATA
DALLA D I r E z IONE
LA DIrEzIONE NON ASSUmE
r ES p ONSABILIT à p E r LE O p INIONI
ES pr ESSE DAGLI AUTOrI
DEI TESTI r EDA z IONALI E p UBBLICITA r I
CONCE p T BY
A r T&WO r KS S r L


Speciale Conferenze
Conferenze Stampa Venditalia > 6
Bianchi Industry > 10

S p e l i a
Conferenza




Giovedì 28 aprile, nelle prime ore della settima edizione di Venditalia si è tenuta, all’interno degli spazi congressuali di fieramilanocity, la conferenza stampa di apertura della manifestazione. I presenti, raccolti nella gremita Sala Bolaffio hanno seguito con interesse la conferenza moderata da Andrea Lucatello, giornalista e speaker di radio Capital.
L’apertura dei lavori è stata affidata ad Alessandro Colucci, rappresentante della regione Lombardia, che ha poi lasciato la parola ai relatori:
>>Stefania Farneti, direttore di ricerca C.r.A. (Customized research & Analysis), ha illustrato i risultati della ricerca che ha analizzato le abitudini di consumo degli italiani al distributore automatico.
>>Francesco Gallucci, autore del testo “marketing Emozionale”, ha spiegato quali sono i comportamenti, le preferenze e le emozioni di coloro che effettuano acquisti attraverso la vending machine.
>>Marco Monaco, presidente di Venditalia Servizi, ha ringraziato i rappresentati della stampa intervenuti e tutti gli artefici del successo di Venditalia, che si conferma la manifestazione di riferimento del vending a livello internazionale. Da segnalare inoltre la partecipazione di Vincenzo Perrone, prorettore e Ordinario di Organizzazione Aziendale Dipartimento di management dell’Università Bocconi.
Lucio Pinetti, presidente CONfIDA, ha mostrato lo stato di salute della distribuzione automatica italiana: un italiano su due consuma ormai dal distributore, nonostante il settore risenta della riduzione delle ore lavorate in azienda dovute alla fase economica sfavorevole, dal momento che circa il 90% delle macchine è installato nei luoghi di lavoro. Analizzando il 2009, l’andamento risulta negativo, il fatturato del settore si è ridotto dell’11,84% scendendo a quota 2,4 miliardi. Le consumazioni sono scese di poco meno del 7% tornando a quota 5,9 miliardi, il parco macchine è inferiore dell’1,16% attestandosi a poco più di 2.200.000 distributori automatici sul suolo nazionale. La diminuzione del numero di macchine è da imputarsi soprattutto al calo dell’1,50% nel comparto OCS, mentre il vending resiste, riducendosi solo dello 0,22% (circa 645.000 le macchine di grandi dimensioni installate). per quanto riguarda i prodotti erogati, le bevande calde hanno subito una diminuzione del 2,07%, le fredde poco meno dell’1%. Importante segnalazione merita la controtendenza nella percentuale di consumo degli snack, che è cresciuta del 3,8%.
riportiamo di seguito uno stralcio dell’intervento del presidente CONfIDA: “Se ancora nel 2008 e nei primi mesi del 2009 il settore, nonostante la crisi economica aveva registrato un aumento nei consumi, sia pure a fronte di un lieve calo del fatturato, al termine dello scorso anno la chiusura in negativo è stata inevitabile.
Ci aspettavamo questa riduzione, in effetti, ma siamo molto ottimisti, perché il dato mostra che il settore risente in modo evidente della contrazione
delle ore lavorate in azienda, che sembra essere in parte controbilanciata dall’avvicinamento a questo moderno sistema di vendita da parte di utenti provenienti da altri canali del consumo fuori casa e da una crescente diffusione dei distributori automatici in luoghi aperti al pubblico.
Non dimentichiamo che il vending nasce nelle fabbriche, la pausa caffè e il distributore automatico sono state tra le rivendicazioni operaie nello Statuto dei Lavoratori del 1970. Andiamo molto fieri di questo aspetto, che sottolinea la valenza sociale del nostro servizio. La flessione non è distribuita uniformemente in tutta la filiera del vending che, lo ricordo, è costituita dai produttori di macchine, da quelli di alimenti e bevande, dai rivenditori e dai gestori, tutte realtà rappresentate in CONfIDA. Sicuramente le imprese che hanno sofferto di più sono quelle che producono le macchine, visto che nei momenti di congiuntura negativa si riducono gli investimenti.
Alcune aziende, come quelle che producono snack, presentano un andamento in controtendenza, in particolare in termini di fatturato, grazie a un maggiore assortimento dell’offerta.
Nonostante le indubbie difficoltà, il settore mantiene salda la propria leadership mondiale.
Le imprese che producono i distributori continuano a esportare circa il 70% del proprio fatturato soprattutto in francia, penisola Iberica, Germania, Gran Bretagna e paesi dell’Est.
Non è un caso che la fiera italiana, Venditalia, sia la principale al mondo e che i suoi espositori provengano da 16 paesi.”

S p e c i a
Catherine Piana, Direttore Generale EVA, ha presentato un quadro aggiornato del panorama europeo del settore: l’European Vending Association ha commissionato a Datamonitor un’indagine sul mercato e sui consumatori delle venti nazioni rappresentate dall’Associazione con l’aggiunta
dell’Ucraina. Secondo questa analisi sono 295 milioni i consumatori che utilizzano settimanalmente i distributori automatici, 161 milioni quelli che ne fanno un uso quotidiano e 167 milioni coloro che non li utilizzano solo perché non ne possono fruire (macchine installate distanti dai luoghi di frequentazione).
Il fatturato europeo è pari a 13,3 miliardi di euro (dati 2008), di cui 7 riguardano la distribuzione di bevande calde. Si registrano oltre 100 milioni di vendite automatiche al giorno: sono 9.800 le aziende e 85.500 i posti di lavoro in cui è possibile consumare dai distributori automatici, pari all’81% del totale macchine installate.
I distributori sono circa 4 milioni, ossia uno ogni 190 abitanti; i paesi che hanno la maggior diffusione per abitante sono i paesi Bassi (78 persone per macchina), l’Italia (93), la Spagna (95) e la Svizzera
(99). A ridurre la capillarità media Turchia (4.417 distributori in totale), Ucraina, russia e polonia (circa 1.300), Grecia (746), repubblica Ceca e Slovacchia (circa 400). Da sottolineare che nell’analisi europea per distributore automatico è stato considerato esclusivamente il vending, escludendo dal conteggio il comparto OCS, molto diffuso in Italia. Contando anche le macchine più piccole, l’Italia raggiunge una diffusione media di una macchina automatica ogni 29 abitanti.



Catherine piana ha proseguito il suo intervento commentando:
“Il grande successo che la distribuzione automatica ha avuto in Europa e nel mondo è dovuto alla professionalità che la filiera ha dimostrato a tutti i livelli.
Il divario in termini di disponibilità di macchine per abitante è molto evidente e mostra che ci sono paesi che trainano lo sviluppo del settore ed altri in cui le potenzialità di crescita sono ancora molto forti.
L’Italia è da sempre tra i paesi che fanno scuola nel settore e anche in un momento di difficoltà come quello appena trascorso ha dimostrato di riuscire a reagire e a confermare la sua leadership in fatto di export.
La sfida da cogliere è quella di aumentare la diffusione delle macchine nei paesi “follower”, andando a soddisfare la domanda di quei 167 milioni di persone che dichiarano di non consumare solo perché non hanno un distributore automatico in prossimità dei luoghi frequentati.
Questa è una sfida importante e credo sia giusto lanciarla agli operatori del vending proprio in occasione di Venditalia, in cui i principali costruttori di macchine di tutto il mondo espongono i loro prodotti”.



In occasione della partecipazione a Venditalia, Bianchi Industry ha presentato la nuova immagine della storica azienda di Verdellino che guarda al futuro con dinamismo e si propone con innovative soluzioni di prodotto, realizzate con un occhio di riguardo per l’ambiente. Nel corso della conferenza stampa dell’azienda sono state illustrate le strategie del Gruppo e sono stati presentati i prodotti nati dalle importanti partnership con Samsung Italia e Sony Italia






Bianchi oggi si pone nei confronti del mercato: con , è un’azienda che deve diventare industriale conquistandosi la fiducia dei clienti; stiamo acquisendo nuovi clienti che non sono quelli tradizionali e questo significa che il mercato ci riconosce come interlocutore industriale.
, che passa in ogni ramo dell’azienda, partendo dalla ricerca e sviluppo per arrivare alle fasi produttive, alla commercializzazione dei nostri prodotti, all’assistenza tecnica; questo è un elemento di novità a livello organizzativo che si pone come base della nostra nuova
, in un mercato che ci sta richiedendo innovazione, dobbiamo essere molto lucidi per trovare nuovi business insieme ai nostri grandi sforzi, per impegnarci come il nostro mercato merita e portare i risultati che la
nostra azienda è in grado di offrire al settore. Abbiamo le risorse che arrivano dai nostri azionisti e dai nostri istituti finanziari: stiamo trovando l’assetto per poterci garantire di lavorare tranquillamente, di guardare con serenità al nostro futuro. Bianchi ha una grande strategia: Fresh thinking Attraverso i nuovi prodotti, Bianchi interpreta uno spirito di vera innovazione tecnologica del vending. Grande competitività ed efficienza nella catena del valore sono punti fondamentali della nostra strategia.
La nostra è un’azienda che poggia sulla tradizione, la strategia e l’organizzazione e che si muove sul mercato attenta a non deludere le aspettative. Bianchi c’è.”
Al termine dell’intervento di Giuseppe Viola, Fabio Felisi, General Manager Sales & Marketing BVG, ha parlato della nuova veste di Bianchi e del

cambiamento in atto nel vending di cui l’azienda vuole essere fautrice: “Bianchi ha mezzo milione di macchine in Europa, 50 anni di storia, tutte le basi per dare un’accelerazione al mondo del vending. Trade Lab ha fatto una ricerca sul vending in Italia, Bianchi l’ha estesa al contesto europeo analizzando tra settembre e dicembre 2009 il comportamento di circa 2.000 consumatori di età compresa tra i 20 ei 70 anni in diverse situazioni lavorative. è emerso che il consumatore percepisce il vending come self-service point; tanti anziani si avvicinano al vending perché a parità di qualità trovano prodotti a prezzi vantaggiosi, le macchine sono diffuse ovunque e le abitudini cambiano in direzione di una maggiore velocità di consumo. Marca e qualità sono apprezzate e premiate, design e tecnologia vanno incontro al consumatore.” / felisi ha annunciato inoltre che Bianchi, insieme all’azienda partner francese Halo, è tra i candidati a ricevere un prestigioso premio che verrà assegnato in estate per l’innovazione tecnologica. / “Il consumatore chiede pagamenti facili, con carta di credito, luce, immagini, televisione, pubblicità. Vuole divertirsi di fronte alla macchina e i costruttori devono andare verso la soddisfazione del cliente.
25/03/10 15:35
Fresh Thinking significa anche maggior attenzione ai temi della sostenibilità, ormai imprescindibili; il concetto di power saving si esprime anche nel nuovo logo verde e Bianchi s’impegna concretamente a risparmiare energia attraverso la riduzione dei consumi in azienda spegnendo le macchine durante le ore notturne”.
Bianchi annovera fra i suoi partner Samsung Italia e Sony Italia; i loro rappresentanti hanno illustrato brevemente i risultati delle reciproche collaborazioni:
Simone Bettola> BU manager Divisione Visual Display Samsung Electronics Italia:
“Samsung detiene il secondo posto dei brevetti depositati negli USA. Questo sforzo della nostra ricerca e Sviluppo ci sta portando anche ad abbracciare nuove aree di mercato ed il vending ne è un esempio. La Divisione Information Technology è partita nel 2005 ed è cresciuta in Italia fino a raggiungere la leadership praticamente in tutti i settori nei quali oggi siamo coinvolti. Nel mondo dell’Information Technology è necessario avvalersi di partner e quella con Bianchi in particolare è una collaborazione estremamente interessante, che ci permette di porre sul mercato italiano ed europeo alcuni prodotti che implementano la nostra tecnologia.
You Vending Machine è la soluzione che stiamo proponendo, nel nostro ruolo di produttori di hardware e consiste nell’idea di sostituire la porta anteriore dei distributori automatici con un display a cristalli liquidi touch screen, che offre le possibilità di interagire via wi-fi, di gestire interfacce verso il pubblico, di essere comandato da remoto e di mostrare pubblicità.
Cos’ha di diverso questa soluzione rispetto alle vending machine adesso disponibili? La possibilità di usare la macchina come spazio espositivo individuale, dove si possono mostrare i prodotti, i contenuti dei prodotti e creare un

immaginario per i clienti. Tutti i contenuti possono esser visualizzati da remoto, quindi si possono aggiornare in tempo reale la pubblicità e i filmati che vengono trasmessi; si possono avere informazioni su tutte le macchine installate, per cui conoscere ad esempio lo stato di riempimento dei dispositivi o lo stato di funzionamento delle macchine; si può sapere addirittura quanta gente è passata dal distributore, quante persone hanno consultato il touch screen; si possono fare attività di raccolta dati e informazioni utili per riuscire a migliorare la proposta commerciale e di contenuti che sono poi fisicamente distribuiti attraverso la macchina.
Ci siamo prefissati tre obiettivi nel momento in cui abbiamo introdotto questo nuovo concetto di distributore automatico:
>>il primo obiettivo è quello del virtual show case: possiamo mostrare molto di più del box di un prodotto, sappiamo quanto è importante la promozione sul punto vendita; questi oggetti sono destinati naturalmente a supportare la promozione presso il punto vendita, utilizzando degli strumenti di comunicazione molto più sofisticati si può selezionare il prodotto, attivare promozioni, dimostrazioni ed anche navigare su internet.
>>il passo successivo è immediato: si possono gestire applicazioni promozionali, si può pensare di creare campagne pubblicitarie e promozionali (es. promozioni 3x2), si possono realizzare attività di promozione legate ai concorsi a premi sfruttando elementi di marketing e di comunicazione molto più sofisticati rispetto a quelli che troviamo nella normale DA.
>>in ultimo si può pensare di utilizzare i distributori come strumento pubblicitario. Le vending machine sono sempre più spesso collocate in luoghi ad altissima visibilità, come nei luoghi pubblici, per questo possono essere usate anche per gestire la raccolta pubblicitaria in grado di dare un ritorno dell’investimento”.
Marco Bruni> Business Development Senior Manager Video & Printing Solution Sony
Italia:
“Sony è una delle aziende che ha fatto della qualità il suo punto di forza e propone soluzioni di applicazione diversificate: dalla gestione di contenuti fino alla tecnologia, fino ai prodotti che ci accompagnano nel quotidiano.
All’interno di Sony è presente una divisione che
si occupa di applicazioni professionali: ad esempio, la maggior parte dei contenuti video trasmessi dalla tv sono catturati da macchine professionali Sony.
Abbiamo cercato di individuare un servizio aggiuntivo che potesse essere offerto laddove le macchine vending sono già presenti. Il mercato del vending è uno dei pochi ad essere completamente orizzontale, riesce a spaziare dal pubblico al privato e questo per noi è stato un elemento di valutazione significativo.
Abbiamo realizzato insieme a Bianchi una macchina per la stampa digitale, un servizio sempre più richiesto da quando si è passati dal mondo analogico a quello digitale. Il mercato ha incontrato un atteggiamento diverso nei confronti della fotografia: si scatta molto di più e si stampa molto di meno, i nostri pc e i nostri telefonini sono ricchi di immagini. Quindi abbiamo studiato con Bianchi una soluzione che potesse realmente essere valutata come opportunità di business aggiuntivo e abbiamo rilevato che il consumatore sta cercando nei distributori automatici dei plus, dei servizi differenti, esterni al food&beverage, che Sony è in grado di garantire insieme a Bianchi. Abbiamo parlato di efficienza, di velocità, di semplicità di utilizzo (le similitudini con le tradizionali macchine del caffè sono davvero notevoli).
La macchina impiega circa otto secondi per stampare un’immagine e può rendere la zona del break più completa, senza trascurare l’aspetto economico, perché questo genere di servizio porta in sé una marginalità che può essere di sicuro interesse per il gestore.
Bianchi ha avuto l’idea di creare un modulo slave che potesse essere immediatamente percepito come interfaccia: scelgo il caffè, scelgo una brioche e stampo le mie foto.
ho constatato nelle mie visite all’estero che il servizio aperto 24 ore su 24 ha cambiato l’atteggiamento d’acquisto: molti fanno la spesa all’interno di questi negozi automatici, forse perché hanno poco tempo, ma anche perché è facile. Il nostro progetto va in questa direzione. provate a pensare quanto sarebbe pratico se ciascuno di noi, con la propria chiavetta del caffè, potesse andare a stampare una fotografia durante una pausa semplicemente usando il credito presente all’interno del suo sistema di pagamento. è importante essere presenti nelle aree di passaggio, in quelle che si chiamano “foot zone”, quindi i grandi ambienti clinici, le stazioni, ovunque ci sia molta affluenza e dovunque vi sia una domanda di stampa.
per quanto Sony abbia delle soluzioni vending per la stampa con un proprio shape, la strategia concordata con Bianchi prevede la scelta di un giusto design, adatto al contesto vending: un distributore automatico con tecnologia touch screen, semplice da utilizzare e che possa convincere anche il gestore delle sue potenzialità. Inoltre il dispositivo è compatibile con qualsiasi supporto di memoria. pensiamo che nel concreto la stampa possa essere un’occasione per toccare con mano occasioni di marginalità nuove”.

Nel numero 46 di D.A. Italia // maggio 2010 // abbiamo proposto ai nostri lettori la prima parte di uno speciale su alcune delle novità della filiera del settore presentate in anteprima nella scorsa edizione di Venditalia. Di seguito riportiamo la seconda parte dello speciale con altre importanti novità.





conserve italia, il più grande consorzio agroalimentare Italiano, ha presentato in fiera i nuovi prodotti dei brand Yoga e Derby Blue e le proposte per il vending nate dalle partnership siglate con Noberasco e salumificio fratelli beretta // anticipate nei precedenti numeri di D.A.Italia // e dalla più recente collaborazione con latteria Plac Grana Padano che da oggi Conserve Italia affianca nel mondo del vending commercializzando prodotti studiati e realizzati appositamente per il canale.
“Nei primi mesi del 2010 abbiamo ufficializzato due nuove importanti partnership: una con Salumificio fratelli Beretta e l’altra con Latteria plac Grana padano.
Si tratta di marchi prestigiosi che si affidano a Conserve Italia, al suo know-how e alla sua forza vendita per lo studio e la commercializzazione di prodotti nel canale vending” // ha affermato Paolo Gerevini, direttore marketing conserve italia // “Dopo l’accordo siglato lo scorso anno con Noberasco, questo ulteriore ampliamento dei prodotti commercializzati in partnership con marchi molto conosciuti e richiesti dai consumatori rafforza la nostra presenza nel vending e ci permette di offrire ai clienti una gamma completa di prodotti ideali per l’assortimento del distributore automatico”.
Le novità di prodotto dei marchi Yoga e Derby Blue presentate al pubblico di Venditalia sono:



>>Yotea the Verde in lattina da 33 cl, che si aggiunge al The alla Pesca e al The al Limone, è un prodotto fresco e dissetante, in linea con i moderni trend di consumo e secondo tutti i nutrizionisti è un concentrato di sostanze preziose. A differenza di altri prodotti omologhi presenti sul mercato, Yotea The Verde è ottenuto da un infuso che ne conserva al meglio le molte proprietà benefiche, come la presenza di numerose sostanze antiossidanti.


>>Yoga aQ Giallo, l’Antiossidante Quotidiano, è la novità Yoga a base di un mix di vari frutti (mango, maracuja, pesca, mela, uva e arancia) ed estratti di the verde e bianco. Antiossidante, vitaminico (vitamine C, E e Betacarotene), è disponibile nel formato 250 ml in bottiglia di plastica e si affianca a Yoga AQ Viola, protagonista di un grande successo tra i consumatori.

>>Yoga frullato 100% frutta in bottiglia di plastica trasparente nel formato da 250 ml disponibile nei gusti Ananas Pera Banana e Fragola Mirtillo. Questo prodotto può trovare alloggio nei distributori automatici a refrigerazione normale perché il prodotto subisce una leggera pastorizzazione che lo stabilizza per 6 mesi preservando le caratteristiche organolettiche della frutta.

>>Tre nuove referenze per la gamma derby blue: Pera & limone, Pesca & arancia, frutta & fibre, formulati per il target adulto dei clienti del vending, che si aggiungono ai già presenti ACE, Ananas e Arancia Rossa, tutti nel formato 250 ml. L’intera gamma viene proposta in seguito ad un restyling completo del pack e della grafica, divenuta bifronte.

Dalla joint-venture con Noberasco , la novità della primavera 2010 per il vending:
>>le prugne disidratate denocciolate, uno dei prodotti più amati dell’offerta Noberasco, diventano oggi la nuova referenza della linea Frut&Go, destinata alla distribuzione automatica che include Noci, Albicocche e Mix Esotico nel pratico formato monodose da 25 g. Le prugne denocciolate, ricche di fibre che stimolano il senso di sazietà, aiutano in modo naturale a mantenere la regolare funzione intestinale. Grazie all’assenza di sodio, le prugne sono indicate anche ai soggetti che devono seguire una dieta iposodica. Le prugne denocciolate Noberasco hanno una shelf life di 24 mesi.






Errata corrige da pubblicità Noberasco
>L’azienda segnala a tutti gli operatori del vending che il numero corretto della Segreteria Commerciale è: >051/6228814
>>salamini crock in tre varianti: classici con schiacciatine, classici con taralli e piccanti con taralli
>>spuntini, affettati in pratiche monoporzioni
>>mini sandwiches, panini morbidi al latte farciti con salame milano o prosciutto cotto
>>piadinette, mini piadina romagnola farcita con prosciutto cotto e formaggio o prosciutto crudo e formaggio
>>piatti freschi: pasta al forno farcita, piatti unici o contorni in porzioni da 300-400 grammi.


Per Latteria Plac Grana Padano , infine, Conserve Italia
distribuisce una gamma di snack al formaggio pensata per il vending e suddivisa in due differenti linee:
>>la linea sgranatelle, nuovi appetitosi cracker cotti al forno con il 40% di Grana padano Dop, che forniscono la giusta carica energetica (70 kcal a confezione) e il corretto rapporto tra proteine e carboidrati. Ogni porzione contiene tre Sgranatelle.
>>la linea duexte, snack a base di Grana padano disponibili in due versioni: una composta da 20 grammi di Grana padano Dop e tre croccanti sfoglie di grano; l’altra composta da 20 grammi di provolone Valpadana Dop e tre sfoglie di grano fragranti. L’apporto di carboidrati complessi e proteine ad alto valore biologico presenti nel prodotto sono sinonimo di energia a lento rilascio e di alta digeribilità. Sali minerali, calcio, fosforo, vitamine e una bassa percentuale di grassi e colesterolo completano la ricetta, facendo degli snack DuexTe il break ideale per una dose di energia in 115 Kcal.

Gli snack beretta zero 24 e la Gamma Plac Grana Padano commercializzati da Conserve Italia sono prodotti adatti alla crescita dei più giovani in quanto rispondenti ai parametri stabiliti dai “Progetti Salute” attuati nel settore della distribuzione automatica e sostenuti dai Ministeri della Salute e della Pubblica Istruzione











L’ultima edizione di Venditalia si è conclusa con un bilancio più che positivo per General Vending Spa. La manifestazione fieristica milanese è stata l’occasione per presentare ufficialmente la nuova filiale di Roma e le novità delle gamma Luxury

“Ottimi i risultati ottenuti durante Venditalia 2010. // ha dichiarato Michele Amoruso, ICT manager, // Il vero grande successo di General Vending resta, però, il crescente riscontro dei prodotti Luxury presso il grande pubblico, testimoniato dalla
crescita delle battute di chi utilizza i prodotti della linea, a conferma che la strada della qualità è ancora vincente”.



Luxury , la gamma di solubili e caffè in grani che proprio in questi giorni si avvia a festeggiare il suo secondo compleanno, si è presentata all’appuntamento con tre nuovi prodotti:
>>The Classic, una bevanda dal gradevole aroma di limone.
>>Cioccolata senza grassi idrogenati, densa e corposa nel gusto ma “leggera” nella formulazione.
>>Topping Premium, la prima di una serie di referenze studiate con l’intenzione di soddisfare i palati più esigenti. Il prodotto, che vanta una percentuale di latte dell’80%, grazie all’utilizzo di materie prime di primissima scelta è in grado di garantire un risultato in tazza eccellente e di dar vita ad un cappuccino o ad un caffè macchiato soffice e cremoso.
>>La fiera del Vending è stata inoltre la cornice scelta dalla società di Solbiate Olona in cui formalizzare l’avvenuta acquisizione di una quota societaria della Gelco Srl, con sede a Borgone Susa (TO), produttrice di solubili e di preparati per pasticceria e Gelateria.
L’ingresso nella società è finalizzata ad un rafforzamento del ruolo di General Vending Spa nel canale vending e all’accelerazione del processo di crescita della linea Luxury
L’operazione rientra nell’ambito di un piano di sviluppo della società di rivendita avviato nel 2008, prima con la creazione delle filiali estere, poi con la realizzazione di una linea completa di solubili a marchio e completatosi quest’anno con la creazione della filiale di roma.
Gelco Srl è un’azienda che opera nel settore dei semilavorati dal 2000 e collaborerà con General Vending per sviluppare una sinergia in perfetta coerenza con una strategia che mira al presidio del canale.
>>General Vending Deutschland, la filiale tedesca di General Vending Spa operativa dalla fine del 2007, di recente è stata protagonista di un riassetto del management con l’ingresso in scena di un nuovo responsabile della filiale. Vincenzo Pierini, 40 anni, vanta una profonda conoscenza del mercato tedesco e un trascorso come manager in società multinazionali. Suo compito è quello di sviluppare e consolidare, insieme ad uno staff competente, giovane e dinamico, il ruolo dell’azienda di Ascheim puntando sia sulla qualità dei prodotti, sia sul know-how ereditato della casa madre italiana.


Huhtamaki ha partecipato all’esposizione internazionale dedicata alla distribuzione automatica presentando in anteprima Talento, novità 2010 dell’azienda.
Il bicchiere in plastica Talento, top di gamma per la DA, è stato il protagonista dello stand huhtamaki, nel quale è stato presentato come una vera e propria installazione artistica, inserito nelle varianti di colore bianco e nero all’interno di una suggestiva cornice dal taglio classico.
Talento è un bicchiere di alta qualità, con un peso di 3,8 grammi e una forma innovativa e gradevole, diversa da quelle presenti sul mercato. Il profilo stretto sul fondello e le pareti lisce ma svasate, che ricordano quelle delle tazzine in porcellana, sono il risultato di uno studio molto attento del design. Così concepite, le pareti rispettano inoltre i parametri ideali di forma e capacità che contribuiscono alla creazione della crema del caf-
fè, esaltandone l’aroma e il sapore. Il passo d’impilaggio ridotto consente, a parità di pezzi per scatola, di utilizzare contenitori più piccoli e maneggevoli e permette sia al produttore che ai clienti di risparmiare sui costi di logistica e stoccaggio. Le pareti lisce e l’ampiezza dell’area stampabile permettono infine di personalizzare il bicchiere e d’inserire il logo del cliente in rilievo nella parte inferiore.



A completare la gamma Huhtamaki di prodotti per il vending, oltre a Talento e ai bicchieri in plastica disponibili in vari formati, capacità e colori:
>>bicchieri in cartoncino per la distribuzione automatica e manuale, disponibili in diversi formati e colori, facilmente personalizzabili.
>>Cuppoccino, bicchiere in cartoncino a doppia parete, che mantiene il calore della bevanda all’interno senza che venga percepito all’esterno sulle mani proprio grazie al cuscino d’aria che si crea tra i due strati di cartoncino. L’effetto ondulato della superficie rende il bicchiere particolarmente piacevole al tatto.
>>bicchieri BioWare per bevande calde e fredde, realizzati in cartoncino e patine naturali, biodegradabili e compostabili al 100%.
>>bicchieri Glas in polistirolo e polipropilene per bevande fredde, disponibili in vari formati e personalizzabili fino a un massimo di quattro colori.

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Ingenico Italia ha presentato a Venditalia 2010 delle soluzioni di pagamento innovative per il settore vending e self-service, prodotti certificati dal sistema bancario, in grado di accettare tutti i tipi di carta (carte di credito, pagoBancomat, loyalty e contactless) che includono anche servizi di telemetria.


“Ingenico, specializzata nella progettazione e nello sviluppo di terminali e sistemi di pagamento elettronico e molto conosciuta nell’ambito dei pagamenti effettuati tramite pOS, ha registrato molta curiosità da parte degli operatori del vending che hanno visitato la fiera: in soli quattro giorni abbiamo ottenuto quasi un centinaio di contatti utili, a
dimostrazione del fatto che la nostra prima partecipazione a Venditalia è stata un successo.” // ha dichiarato Claudio Carli, Marketing & Communication Director Ingenico Italia // “particolare interesse è stato riservato ai dispositivi pANEL pOS, che hanno piccole dimensioni e sono facilmente integrabili nei distributori oltre ad essere di semplice utilizzo per l’utente finale”.

>>dispositivo Ingenico i9500: la soluzione più adatta ai chioschi automatici per offrire la possibilità di pagare con carte di credito o pagoBancomat e non più solo con moneta, banconote o chiavette pre-caricate.
>>moduli Ingenico CAD30: adatti al mondo vending grazie all’interfaccia mDB master e slave (tutti i più recenti distributori automatici hanno questo tipo di interfaccia per gestire la gettoniera), inoltre alla possibilità di connessione via GSm/GprS ad un centro di controllo (sistema di allarme o raccolta dati mediante telemetria).
>>nuovo sistema paypDA (payment personal Digital Assistant) Ingenico iPA280, che integra in un unico dispositivo funzioni di pDA e caratteristiche di sicurezza necessarie per i pagamenti elettronici certificati. Questo prodotto si propone come un efficace strumento di lavoro per la vendita “porta a porta” di cialde di caffè o di altri prodotti.









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Profilo studiato per esaltare l’aroma del caffè.
Design innovativo.
Passo d’impilaggio ridotto.
Possibilità di personalizzazione differenziate.

PePe ha partecipato a Venditalia forte delle sue originali novità di prodotto per il vending, proposte all’interno di uno stand dal forte impatto visivo, che conferma l’attenzione dell’azienda per la comunicazione attraverso l’immagine: pareti nere con piccole finestre hanno ospitato le confezioni colorate della linea di capsule Privilege, protagonista dell’offerta pepe e al contempo parte integrante dell’allestimento.

“Ci siamo approcciati a Venditalia con la convinzione che il mercato del vending fosse pronto a credere nella qualità e non più solo nel prezzo. Il nostro obiettivo era quello di presentare ufficialmente l’azienda pepe e la gamma di prodotti per la DA della linea Privilege, a cui oggi si aggiungono due nuove bevande, sottolineando il fatto che l’originalità e la qualità che caratterizzano il nostro marchio sono la nostra ricchezza e che per il cliente scegliere pepe può significare distinguersi”.
ha dichiarato Antonella Belleggia, Amministratore Unico PePe srl, che ha inoltre affermato: “La nostra soddisfazione sta nel perseguire gli obiettivi e non tanto nel raggiungerli, perché quando siamo vicini alla meta il nostro sguardo si è già posato su un nuovo traguardo a cui arrivare. Siamo contenti dei risultati ottenuti grazie alla presenza alla fiera, perché il pubblico ha accolto Pepanello e i nuovi prodotti in capsula Drenix e Guaranà con l’attenzione e l’entusiasmo che meritano”.

>>la nuova bevanda Guaranà, che racchiude tutte le proprietà benefiche di questa pianta di origine sudamericana, nota come tonico e stimolante, utilizzata per vincere la stanchezza ma anche per ridurre l’appetito, come coadiuvante nelle diete ipocaloriche.
La bevanda Guaranà in capsule, per le sue particolari caratteristiche è l’ideale per una carica di adrenalina naturale.
>>Drenix, bevanda al gusto di menta indicata per l’estate, dall’effetto drenante, che contiene estratti di sambuco, passiflora e bardana.




>>Pepanello, l’anello brevettato da pepe che unisce vending e ho.re.ca. pepanello è infatti un adattatore che, integrato alla macchina da caffè, permette di erogare tutti i prodotti in capsula pepe anche al bar.
Un’idea innovativa e allo stesso tempo semplice realizzata da pepe, una soluzione pensata per chi, pur non avendo spazio per un erogatore dedicato, che comporta costi di assistenza e manutenzione, intende aumentare le occasioni di marginalità del proprio esercizio.






A Venditalia 2010 l’azienda vicentina Tritech Division ha presentato la sua linea di raccoglitori di rifiuti per la distribuzione automatica e la partnership con pepsiCo, insieme alla quale intende promuovere il riciclo e la raccolta differenziata dei rifiuti nel vending.


Fiera


“per PepsiCo l’impegno a favore dell’ambiente è sempre stato un elemento prioritario nella politica aziendale // ha dichiarato Paolo Rizzo, Direttore Vendite Canale Ho.re.ca. PepsiCo //. La partnership con Tritech Division è scaturita dall’idea di poter supportare i nostri clienti nell’acquisto di macchine per la compattazione dei rifiuti, dando la possibilità d’incentivare la raccolta differenziata nel settore del vending. L’interesse dimostrato dai gestori durante la fiera è stato positivo, grazie al fatto che PepsiCo si propone, primo tra i brand di beverage, come marchio che si avvicina al mercato della distribuzione automatica con un progetto di sostegno ambientale”.flavia de rossi, responsabile commerciale italia tritech division, ha aggiunto: “Il settore del vending ha risposto bene alla presentazione delle macchine, in quanto l’innovazione tecnologica ed ecologica di
queste soluzioni è sempre più richiesta dalle realtà aziendali che intendono completare la propria zona ristoro con un punto dedicato alla raccolta differenziata”.
>>Il Progetto Ecologico presentato da Tritech Division e pepsiCo prevede che ai gestori che scelgono i prodotti della linea pepsiCo, venga data la possibilità di usufruire di condizioni particolarmente agevolate per l’installazione di una macchina Tritech Drink Slim 20 con logo pepsi o Lipton per la compattazione automatica delle lattine in alluminio. Questa collaborazione incentiva il posizionamento delle macchine a fianco dei distributori automatici di bevande in lattine in alluminio, che possono essere riciclate infinite volte con un notevole risparmio di energia e contribuisce a sensibilizzare gli utenti verso uno smaltimento dei rifiuti rispettoso dell’ambiente.
Tritech ha inoltre proposto le sue novità di prodotto per la distribuzione automatica:
>>le Tritech Slim, macchine che permettono di ridurre il volume dei rifiuti, di risparmiare tempo e denaro e allo stesso tempo di effettuare una corretta raccolta differenziata.
Le Tritech Slim possono schiacciare e compattare automaticamente le bottiglie in pET da 0,5 l e le lattine in alluminio o triturare i bicchieri monouso in plastica. Sono facilmente posizionabili nei pressi dei distributori automatici di bevande calde o fredde e più in generale nelle aree di ristoro e garantiscono grande capacità con il minimo ingombro (ogni sacco di nylon all’interno può contenere fino a 400 lattine schiacciate). Il design rende queste macchine alte e snelle adatte a qualsiasi ambiente, oltre che semplici da utilizzare: per smaltire i rifiuti correttamente, infatti, è sufficiente inserirli all’interno di un foro ben visibile. La grafica dei dispositivi Tritech Slim è completamente personalizzabile.



L’edizione del 2010 è stata per Dispensa Zaniboni la prima esperienza fieristica della manifestazione più importante della DA. La società parmense di produzione e distribuzione di prodotti snack-onthe-go ha colto al meglio questa occasione per presentare al numeroso pubblico del settore del vending le sue novità.
“per quanto ci riguarda è stata la prima esperienza a Venditalia e quindi l’opportunità di entrare in contatto con un numero di operatori così ampio ha rappresentato una verifica molto importante sulla nostra offerta. La nostra opinione è quella di aver riscontrato un pubblico molto attento e curioso delle novità proposte, in particolare all’offerta degli snack”. hanno dichiarato i fratelli Zaniboni
“Questo a dimostrazione di un settore, quello del vending, molto attivo e dinamico, che riconosce e inquadra sempre meglio la propria utenza e le esigenze di una clientela sempre più diversificata. Abbiamo la sensazione che le nostre proposte abbiano suscitato molto interesse, in modo particolare le novità recentemente introdotte nel mercato e che abbiamo presentato in fiera”.




>>Frullà è la novità dell’estate distribuita da Dispense zaniboni: un frullato 100% frutta, senza conservanti e zuccheri aggiunti, uno snack naturale e gustoso preparato utilizzando solo la parte nobile della frutta, che viene privata della buccia e dei semi. frullà viene presentato in un packaging pratico e facile da utilizzare per chiunque. Il frullato prodotto da Natura Nuova è tascabile, richiudibile e originale per un “consumo in movimento”: a scuola, nei centri sportivi, all’aperto e al lavoro. La confezione è pratica da gestire, il prodotto si conserva a temperatura ambiente con shelf life di 12 mesi. frullà è 100 grammi di frutta frullata, che equivale a una porzione di frutta, ad un prezzo corretto per il consumatore del canale vending.
>>Bisnack è uno snack che racchiude insieme un salamino e un grissino in una confezione giovane e vivace, facile da scartare e da consumare al momento oppure comoda da tenere in tasca per essere consumato in un’altra occasione della giornata. è pratico da gestire perché ha una shelf life di 6 mesi e può essere conservato ad una temperatura non refrigerata (fino a 20°). Bisnack si posiziona fra lo snack semplice e il tramezzino e offre un’alternativa nel panorama degli spuntini salati.












“Quanto proteggi il tuo business?” è il claim adottato da 3M Purification e Nestlé Professional per annunciare la loro partnership agli operatori del vending. Da oggi, infatti, le due società collaborano per garantire la qualità e la salubrità dell’acqua all’interno delle macchine automatiche e, di conseguenza, delle bevande calde erogate, che contengono fino al 98% di acqua.
Fiera
3m purification propone un nuovo approccio al mercato del fuori casa con prodotti per la protezione delle macchine, per la riduzione dei consumi energetici, ma anche per la sicurezza del consumatore e del business per gli addetti ai lavori, grazie al supporto di Nestlé

“Abbiamo deciso di partecipare alla fiera puntando molto su questa importante collaborazione e ci riteniamo molto soddisfatti dell’interesse suscitato”, ha dichiarato Monja Lombardi, Project Leader Food & Beverage 3M Italia Spa, che ha aggiunto: “Ci sono state molte richieste di prodotto e a chiusura della manifestazione possiamo affermare che ci è servita per acquisire nuovi clienti”.



Tre le novità 3M Purification per il vending presentate in esclusiva a Venditalia:
>>cartuccia DWS-CN: con membrana in nylon brevettata con grado di filtrazione farmaceutico a 0,2 micron per riduzione di cisti (99.99%), batteri (99.99% di Escherichia coli), alghe e muffe, oltre a uno speciale carbone preattivato; tecnologia “carbon block” brevettata (con argento per inibizione batterica) che elimina sapore, colore, odore, tracce di metalli pesanti, composti organici volatili. Questa cartuccia è stata specificatamente studiata e realizzata da 3m per risolvere gravi problemi di purificazione delle acque in Cina e importata da 3m Italia come innovazione.

>>cartuccia AP2-G per erogatori di acqua è un’innovativa mini cartuccia da 4.000 litri di capacità. Il range 3m™ Ap2-G è un nuovo sistema di miniaturizzazione e la tecnologia “carbon block” ha la metà del volume della gamma Ap2 già esistente, ma garantisce uguali portata ed efficienza di filtrazione per contaminanti come cloro e sedimenti. La nuova gamma è stata progettata per garantire la migliore qualità di acqua erogata al minor costo possibile, sia per proteggere la macchina che l’ambiente. La cartuccia Ap2-G è una miniatura della precedente versione che mantiene le stesse potenzialità della vecchia linea, ma in un’ottica “green”, a basso impatto ambientale






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Augusto Garulli ha percorso con straordinaria professionalità e grandi doti umane quarantotto anni di storia del vending. ha ricoperto le cariche istituzionali più importanti: la presidenza di Confida, dell’associazione europea EVA e dell’associazione mondiale WVA, diventando per lunghi anni la figura di riferimento del nostro settore. è stato inoltre uno dei manager più apprezzati di un’azienda (zanussi - Necta - N&W) che ha anch’essa contribuito in modo determinante alla storia di successo del vending italiano. Augusto Garulli a luglio di quest’anno andrà meritatamente in pensione e D.A. Italia ha deciso di realizzare un’intervista che vuole essere un doveroso tributo al professionista e all’uomo.



all’inizio degli anni ‘60 il vending era praticamente inesistente. come sei entrato in un settore che era ancora nella sua fase pionieristica?
Grazie a un amico d’infanzia, che è stato il più giovane agente Zanussi Grandi Impianti e che, subito dopo il diploma, mi chiese di seguirlo a pordenone, dove avevano l’esigenza di assumere tecnici. In realtà, avevo già dei contatti con pirelli e IBm e non avevo mai considerato l’idea di andare a lavorare in friuli. però, oltre all’amicizia che mi legava a questa persona, rimasi affascinato dalla possibilità di diventare un progettista per sviluppare i distributori automatici. Così accettai e il mio primo giorno di lavoro segnò l’inizio di una collaborazione che dura ininterrottamente da quarantotto anni.
Presumo tu non avessi nessuna idea di che cosa fosse realmente un distributore automatico.
A dire il vero, nel 1962 pochissimi avevano idea di cosa fosse una vending machine. La zanussi Grandi Impianti produceva frigoriferi industriali e aveva una macchina con dimensioni simili a un distributore. C’era un committente che ne ordinava 2-300 l’anno con la porta personalizzata. Un giorno questo cliente fallì. Guido Zanussi, uno dei due fratelli, decise di provare a recuperare qualche credito e così andò a visitare l’azienda del cliente in questione. Trovò i nostri frigoriferi trasformati in strani distributori di prodotti. Allora zanussi disse: “I mobili li facciamo noi, i gruppi refrigeranti pure, la lamiera è il nostro pane, perché non cominciamo anche noi a produrre distributori?”. Ecco come
nacque la distribuzione automatica in zanussi.
durante i tuoi primi anni in zanussi che ruolo ricoprivi? ho svolto per più di dieci anni il ruolo di progettista. Nel ‘74 sono diventato responsabile dell’ufficio, per poi passare nel ’78 alla neonata divisione marketing di prodotto il vending in quegli anni era completamente diverso da oggi. cosa voleva dire progettare una macchina quando non avevate nessun punto di riferimento? Voleva dire sbizzarrirsi Sono stato assunto nel ’62 e già nel ’66 fui mandato negli Stati Uniti per verificare i progressi e le idee di un paese all’avanguardia. In quegli anni si parlava soprattutto di distributori di bottiglie in vetro e sicuramente negli USA avevano maturato significative esperienze in quel campo. ho bellissimi ricordi di quel periodo, anche se gli operatori dei grandi gruppi americani sorridevano nel vederci lì a curiosare. Era comunque una situazione simpatica, perché noi italiani abbiamo sempre avuto la dote di farci voler bene e abbiamo costruito rapporti umani importanti che sono durati nel tempo.
Quando avete cominciato a progettare macchine del caldo? soprattutto, come avete risolto la parte oggi gestita dall’elettronica?
Ovviamente in quegli anni le macchine vending avevano solo componenti elettromeccanici. La progettazione del pannello di comando della macchina delle bottiglie era relativamente semplice. Quella della macchina del caldo era sicuramente più complicata. ho cominciato a occuparmi del caldo nel ’68-‘69, perché in quel periodo la zanussi

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acquisì la IMD di Bergamo, che già aveva iniziato a sviluppare alcune idee e progetti in quella direzione.
Il cuore della macchina era un timer che, ruotando, stabiliva i tempi del ciclo di erogazione. La progettazione è continuata con questa tecnologia
“Una volta nella vita voglio provare a non fare niente! Non mi è mai capitato…”
fino al ’79, quando lanciammo il modello C700, la prima macchina ad avere un’elettronica cablata all’interno.
come siete passati all’elettronica? Esisteva una certa titubanza sul suo impiego, in particolare da parte dei gestori e dei loro tecnici. Abbiamo quindi cercato di introdurre gradualmente dei moduli elettronici inseriti all’interno delle custodie dei relè. per cui, per i nostri clienti non cambiava nulla, ma così facendo, passo dopo passo, abbiamo introdotto l’elettronica, senza grandi sconvolgimenti.
Quando ImD/zanussi entrò nel mercato del caldo, lo fece con una macchina multiselezione, che gestiva anche i prodotti solubili, usando la tecnologia elettromeccanica. In quegli anni, il leader di mercato era Faema con il modello E61, che ero-
gava solo caffè e caffè macchiato. La tecnologia di questa macchina era di tipo idraulico e la sua manutenzione comportava difficoltose operazioni di sincronizzazione dei vari movimenti ad opera di tecnici particolarmente capaci e formati.
La tecnologia elettromeccanica invece offriva il vantaggio di un approccio logico, forse meno intuitivo, ma più semplice ed efficiente. La naturale evoluzione fu l’elettronica cablata.
la c700 è stata un successo commerciale? La C700 è stata una macchina di successo e non solo commercialmente parlando.
Quando ti sei trasferito a bergamo? ho iniziato a lavorare a pordenone, ma già nell’ottobre del ’68 ci siamo trasferiti a Bergamo, perché zanussi aveva acquisito ImD che, poco tempo dopo, ha

rilevato lo stabilimento in cui siamo oggi. Nel ’79 c’è stato un cambiamento di tutta la struttura con la nascita di Zanussi Professional, che comprendeva la Grandi Impianti, il Vending e altri reparti del settore Casa.
in quegli anni zanussi ha diversificato moltissimo le sue attività: per quale motivazione strategica? In realtà, in molti casi non si trattava di motivazioni prettamente strategiche, perché a quel tempo zanussi, pur di tenere sotto controllo le tensioni sociali, acquisiva aziende in difficoltà, cercando di rimetterle in sesto. Una politica quindi attenta alle dinamiche sociali, che ha preservato l’azienda da implicazioni di tipo estremista in periodi molto difficili. Ad un certo punto, si mise un po’ d’ordine e furono costituite le diverse divisioni. Nel Professional, il dottor Carlo Fiore, che era stato direttore IBm in Giappone, cominciò ad approcciare il mercato in modo diverso, dando grande importanza al marketing.
Perché hai deciso di cambiare funzione e passare al marketing di prodotto? In effetti, come mi diceva sempre fiore, io mi occupavo già di quello, in quanto la ricerca e Sviluppo aveva un ruolo determinante nella definizione
dei nuovi prodotti. La funzione marketing fu però centralizzata a Conegliano e perciò mi spostai ancora.
zanussi era un colosso industriale e il vending all’inizio evidentemente non contava molto. Qual era il rapporto tra la tua divisione vending e il resto dell’azienda? Bisogna considerare una cosa: c’era Zanussi e c’era Professional. All’interno di zanussi probabilmente non ci conoscevano neppure. Questo ci dava comunque dei vantaggi, per cui potevamo muoverci liberamente, utilizzando le attrezzature e i servizi a disposizione, senza che nessuno sollevasse obiezioni. Invece, all’interno del professional, ci conoscevamo un po’ tutti e collaboravamo tra noi, anche se avevamo l’etichetta dei “figli poveri”. Erano gli inizi degli anni ’80 e fino all’ ’86 è stato un periodo davvero difficile.
come hai vissuto il passaggio in electrolux e gli anni che hanno visto la produzione di macchine come Norby e Venezia? zanussi nell’’84 è stata acquisita da Electrolux. La prima cosa che ha fatto la nuova proprietà è stata identificare le aree che non erano parte del core business e noi, purtrop-


po, eravamo una di queste. Si è quindi cercato di collocarci sul mercato, ma non ricevendo offerte ritenute soddisfacenti, si è deciso di provare a rilanciarci. Questo ha portato successivamente alla nascita di zanussi Vending, guidata da Aldo Ortolan. Io sono quindi rientrato a Bergamo a capo del marketing di prodotto. In quel momento il grosso concorrente era Rhea Vendors e noi dovevamo trovare dei nuovi strumenti per competere con loro. Abbiamo lanciato una serie di progetti, tra cui Norby molto innovativo e complesso, con componentistica di nuova concezione e, probabilmente, troppo all’avanguardia per quegli anni. ll periodo successivo al Norby ha coinciso con una crisi economica europea (’91-’93) e con un conseguente calo della domanda nel settore del vending, anche a causa del ricorso da parte dei gestori alla revisione dei distributori esistenti. A quel punto era necessario sopravvivere e abbiamo avuto l’idea di realizzare una macchina che costasse come una revisione. Anche se all’inizio c’erano dei dubbi su questa nuova linea progettuale, siamo andati avanti accettando il rischio. Nel giugno ’94 è iniziata la produzione del Venezia che ha contribuito a cambiare le sorti dell’azienda, dando il via ad un periodo di sviluppo grazie all’apprezzamento del mercato, che ha fatto sì che il distributore Venezia diventasse presto il nuovo riferimento anche per i nostri concorrenti.
come siete diventati in pochi anni leader di mercato? in quegli anni l’equilibrio del mercato, che aveva consentito lo sviluppo del vending in generale, era basato su rapporti di fedeltà tra fabbricanti e gestori, creando così una situazione di stallo. mancavano quindi i presupposti per uno sviluppo ulteriore. Si è poi intrapresa una politica di rottura: all’inizio è stato molto difficile, però, in un mercato con meno vincoli e con la svolta tecnologica del Venezia, si sono creati i presupposti per una nostra forte crescita.
Quando è iniziata la tua esperienza in confida? Noi fabbricanti eravamo associati all’ANIE e siamo confluiti in Confida nel ‘94-’95 La prima attività che ho svolto in Confida è stata la presiedenza della Commissione Tecnica, carica che ho ricoperto fino a marzo 2010.
te l’aspettavi di diventare un giorno presidente dell’associazione? Sono diventato presidente pro tempore quando l’allora presidente
Gastaldi si è dimesso, carica confermata dalla successiva Assemblea Generale.
Quanto è difficile per un uomo profondamente legato alla sua azienda, lavorare per l’associazione? Devo dire che nella vita mi sono sempre messo in discussione. Questo mi ha aiutato, una volta diventato presidente Confida, a tener presente ogni giorno il fatto di dover essere al di sopra delle parti. Non è stato semplice, però penso di esserci riuscito. Gli attestati di stima ricevuti dai membri di Confida, EVA ed EVMMA ne sono, secondo me, la prova. probabilmente ho lavorato bene e nell’interesse di tutti.
sei anche diventato presidente dell’associazione europea (eVa) e di quella mondiale del vending (WVa). come sei riuscito a gestire il doppio ruolo? Non bisogna dimenticare che all’interno di ogni associazione esiste un comitato esecutivo, che determina le linee guida. Uno dei miei compiti più importanti era quello di proporre strategie e politiche adeguate sia alle situazioni contingenti sia a quelle di sviluppo. Questo mi ha consentito di avere una visione a 360° e di conseguenza mi ha permesso di proporre strategie e politiche adeguate a ciascuna realtà. N&W, consapevole dell’importanza del mondo associativo per lo sviluppo del vending, mi ha sempre concesso di dedicare a queste realtà il tempo necessario. C’è stato un momento in cui ero contemporaneamente presidente di Confida, EVA e WVA e rappresentante N&W in EVmmA, e quindi lavoravo per le associazioni quasi a tempo pieno.
un tempo il lavoro veniva sempre prima di tutto, mentre oggi sembra avere un peso meno rilevante. come vedi le nuove generazioni? I giovani hanno una scala delle responsabilità diversa da quella della nostra generazione: ricordo che se non riuscivo a risolvere un problema, mi lambiccavo il cervello giorno e notte, mentre oggi mi sembra che non sia più così. Noi eravamo fatti in questo modo, perché venivamo da un mondo di necessità. Adesso tutto è cambiato, però vedo nei giovani una capacità di affrontare i problemi, di inserirsi all’interno dell’azienda con una facilità che noi non avevamo. Eravamo più portati a lavorare da soli, mentre oggi i giovani lavorano volentieri in gruppo e questo può portare a dei vantaggi incredibili.
Qual è stata la tua più grande soddisfazio-
ne in questi quarantotto anni e quale il più grande rimpianto? Non ho rimpianti e devo ammettere che tutte le volte che la giacchetta mi stava un po’ stretta, in azienda mi hanno sempre affidato nuove responsabilità. Non ho mai sofferto, non ho mai cercato altrove, non ne avevo la necessità. per quanto riguarda i rimpianti, potrei dire che sono nel vending dal ’62 e non ho mai aperto unacompagnia di gestione!
Le soddisfazioni sono state moltissime. Citerei sicuramente il riconoscimento che ho ricevuto quando sono stato eletto presidente di Confida e inoltre l’apposizione del mio nome su numerosi brevetti, cosa che ha soddisfatto la mia anima tecnica.
sei riuscito a conciliare una vita professionale così intensa con quella personale? ho una moglie che ha saputo capire che le cose andavano fatte in un certo modo e che non mi ha fatto problemi quando viaggiavo anche la domenica. Questo mi è stato di grandissimo aiuto. Lei ha seguito i figli a scuola, io sono intervenuto solo quando frequentavano l’università, ma adesso sto recuperando con i miei nipoti.
il primo settembre 2010 cosa farà augusto Garulli? Una volta nella vita voglio provare a non fare niente! Non mi è mai capitato.


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Il 1° maggio 2010, presso la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista a Venezia, alla presenza del ministro della pubblica Amministrazione renato Brunetta e di altre autorità della regione Veneto, Girolamo Dal Ben, Domestic Sales manager di Coges, è stato insignito della prestigiosa Stella al Merito del Lavoro e del titolo di Maestro del Lavoro L’onorificenza viene conferita con Decreto del presidente della repubblica su proposta del ministero del Lavoro a coloro che abbiano compiuto 50 anni e che abbiano prestato attività lavorativa per almeno 25 anni, distinguendosi per merito, impegno e condotta morale.
Dal Ben, 51 anni di età e 33 di lavoro come dipendente Coges, ha raccontato alla redazione di D.A Italia impressioni ed emozioni provate nel ricevere questo importante riconoscimento, ripercorrendo brevemente la sua storia in



Quando è iniziato il tuo rapporto di lavoro con coges? Il 1° aprile 1977. Appena preso il diploma di elettrotecnico ho iniziato a lavorare in azienda e sono fiero di poter dire che sono stato il primo dipendente assunto da Coges, ho la matricola numero 1.
in questi 33 anni qual è stato il momento più bello e quale quello più difficile? I più difficili sono i momenti legati alle imposizioni di alcuni dirigenti verso i dipendenti.
I momenti positivi sono molti: mi occupo del mercato Italia e l’acquisizione di nuovi clienti è sempre una grande soddisfazione; inoltre, seguire lo sviluppo dei prodotti e vedere i grandi gruppi nazionali che li utilizzano è sempre gratificante. Infine, i rapporti umani che ho instaurato con i collaboratori in questi anni sono una delle mie più grandi vittorie.
c’è un progetto al quale ti senti particolarmente legato? per citarne uno, la prima chiavetta Coges, che ho disegnato personalmente.
Quali sono state le tue emozioni prima e durante la premiazione? Sono riaffiorati i ricordi, ho pensato a tutti gli insegnamenti dei miei genitori, entrambi operai qui a Schio. I valori morali che mi hanno trasmesso sono quelli che ho messo in pratica in questi anni di lavoro.
cosa ha significato per te ricevere la stella al merito del lavoro? è il simbolo del riconoscimento dei miei valori di vita.
cosa c’è nel suo futuro? Il ministro Brunetta, consegnandomi l’onorificenza, ha detto: “Questo non deve essere un punto di arrivo, ma un punto di partenza”. ho recepito il messaggio.

Speciale Tecnica & Innovazione

La Direzione Macchine Lavazza è stata protagonista dello Speciale Tecnica &Innovazione pubblicato nel numero di aprile di D.A. Italia. proseguiamo ora con il nostro approfondimento analizzando la divisione Technical Service Lavazza, facente parte della Direzione macchine.
D.A. Italia ha intervistato Franco Vitare, Responsabile TS Lavazza, che ha illustrato le funzioni operative della sua divisione.
Il Technical Service Lavazza si occupa del mondo dei sistemi in capsula in Italia e all’estero.
All’estero Lavazza si affida a referenti presso le proprie consociate, per una questione linguistica e per un efficace presidio delle aree.
La casa madre mantiene compiti di coordinamento organizzativo, raccolta ed analisi dei dati tecnici relativi alle macchine e feedback sugli aspetti funzionali, monitoraggio dei livelli di servizio offerti dalle varie reti di assistenza e progettazione e sviluppo della manualistica tecnica. Tutto questo inserito in un contesto di miglioramento continuo dei processi e dei servizi erogati a supporto dei clienti.



come nasce il technical service lavazza e quali sono le sue funzioni? Il Technical Service nasce come “strumento” di supporto tecnico ai Business, per rispondere a tutte le necessità che in generale i prodotti tecnologici e in particolare un sistema come quello a capsule richiedono. Abbiamo iniziato con il sistema a capsule Espresso point per la DA, i nostri clienti erano principalmente operatori del mercato Italia e a loro si aggiungevano alcuni storici importatori internazionali. Oggi ci troviamo di fronte a diverse tipologie di sistemi e di mercati, quindi ad una maggior complessità in termini di tipologia di servizio da erogare: Lavazza è presente nell’away from home, sia nel vending che nel food service. Tutto ciò ha richiesto una notevole flessibilità nell’organizzazione e nello sviluppo formativo, infatti si è reso necessario acquisire delle specializzazioni non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche della conoscenza delle dinamiche dei mercati in cui si va ad agire. Grazie alla capacità del team di adeguarsi sempre alle nuove sfide si è costruito un gruppo con un importante bagaglio di esperienza e con una forte propensione al servizio.
il cliente è una figura centrale per il technical service o siete più orientati sulla parte tecnica? L’aspetto tecnico è l’oggetto del rapporto. Il Technical Service chiude la pratica nel momento in cui il cliente ha risolto ogni inconveniente tecnico. è quindi centrale il servizio, inteso come aiuto completo che possiamo offrire nel post vendita ai nostri interlocutori. Nel tempo si è dato spazio allo sviluppo degli strumenti di supporto tecnico e, in egual misura, all’incremento dei momenti d’incontro e di scambio d’informazioni al fine di far crescere il rapporto fra i tecnici, per creare una forza coesa che sia in grado di mantenere in efficienza le macchine per ottenere sempre il miglior risultato in tazza.
Le dinamiche che si creano tra il TS e gli utenti del servizio sono molto legate all’approccio dei tecnici nelle modalità di risposta. Il problema tecnico ha un vettore fondamentale che è il rapporto umano, per questo è importante il referente tecnico, che permette di trasmettere le informazioni in maniera più efficace.
La procedura è il percorso che normalmente si deve compiere, la velocità o l’elasticità nel movimento vengono poi dati dalle persone e dalla capacità di andare oltre. In gergo si parla di risoluzione o trattamento del problema. La risoluzione è lavorare alle radici e fare in modo che quel problema non si presenti più, che non si creino più le stesse condizioni di criticità e che le risposte arrivino in tempi sempre più rapidi.
chi è il vostro cliente? La cosa che noi abbiamo ben chiara è che la nostra attività è al servizio cliente, cioè di colui che utilizza i nostri prodotti e beve il nostro caffè.
Lavoriamo in un’ottica di partnership e di collaborazione nel mondo della DA, in cui l’assistenza verso il cliente è approntata dalle società di gestione. Insieme ai gestori cresciamo e miglioriamo il servizio offerto attraverso strumenti innovativi e nuove forme di assistenza post vendita. Il nostro obiettivo è quello di creare una cultura del servizio, un servizio che rispetti gli standard qualitativi di Lavazza, che mira a diventare leader nell’ambito dell’assistenza così come nel mondo del caffè.
Qual è il vostro ideale di servizio? Il nostro ideale di servizio è il risultato di un connubio tra tecnologia e rapporto diretto. è infatti fondamentale per noi sfruttare le opportunità derivanti da tutte le tecnologie attuali. Siamo stati ad esempio tra i primi a utilizzare Skype per scopi professionali, affidando ad ogni tecnico un indirizzo che gli permetta di interagire con i clienti, anche i più lontani, per seguire e supportare personalmente le operazioni più complesse.
L’utilizzo di nuovi canali di comunicazione integra il rapporto personale diretto, quindi noi continuiamo a supportare i clienti con visite periodiche e con la formazione, organizzata direttamente da Lavazza o grazie alle rivendite. Inoltre ogni azienda ha all’interno del proprio staff un referente tecnico che può avvalersi dell’esperienza di un omologo del Technical Service Lavazza. Ciò non toglie che quando c’è un problema chiunque può rispondere, indipendentemente dal mercato, dagli aspetti geografici e dai rapporti instaurati.
che ruolo riveste la formazione per rendere più semplice il rapporto del cliente con il technical service? La formazione è l’elemento chiave per far crescere il mercato, aumenta la confidenza col prodotto e ciò è essenziale anche nell’approccio alla riparazione, perché crea un personale preparato. Al momento la formazione avviene in aula e a Venditalia abbiamo presentato il nostro programma di formazione on line, che crediamo sarà sempre più importante in futuro. Sarà possibile prenotarsi per partecipare al corso on line, organizzato a moduli, al termine del quale si otterrà un certificato attestante la frequenza. rispondendo correttamente al questionario si conseguirà una certificazione Lavazza di abilitazione alle attività.
il servizio post-vendita è un elemento imprescindibile del servizio: come lo concepite? Solitamente il post-vendita nella DA si limita a mettere il cliente nelle condizioni di riparare o gestire al meglio la macchina e il produttore ha come obiettivo principale l’attenzione al prodotto. Nel caso dei sistemi a capsule questi concetti sono spinti al massimo, noi però vorremmo andare oltre con una nuova idea di servizio, nel senso che ci sentiamo partner dei gestori e delle rivendite e non pensiamo che macchina e capsula, seppur fondamentali, possano essere l’oggetto di tutto il nostro servizio, ma che debbano essere compresi anche altri importanti aspetti. Ad esempio abbiamo deciso di compiere un ulteriore passo e ci siamo rivolti ad un fornitore di programmi gestionali che vanta una lunga esperienza nel vending per ottenere un software semplice che potesse essere implementato in un qualsiasi programma aziendale per aiutare i gestori a monitorare e raccogliere i dati relativi all’assistenza tecnica. Così cerchiamo di dare un supporto anche organizzativo a chi lo ritiene utile.
Questo software è già sul mercato? Il programma è stato presentato in occasione di Venditalia e ha richiesto un lungo periodo di realizzazione. Dopo aver sviluppato il sistema apportando le nostre competenze, abbiamo pensato di proporre questo pacchetto a bassissimo costo, per venire incontro alle esigenze di tutti. I clienti potranno acquistarlo direttamente dalla società che lo produce, Lavazza si limiterà ad offrire e presentare il servizio. Ciò che più ci preme è che anche la piccola gestione abbia la possibilità di organizzarsi e di avere uno strumento professionale per gestire l’assistenza. Naturalmente si tratta di un pacchetto modulare, che può essere ampliato in seguito in base alle esigenze legate alla crescita dell’azienda. Noi cerchiamo di dare degli strumenti operativi.
Quanto è importante diffondere una corretta “cultura” sull’assistenza tecnica? è fondamentale. Vorremmo arrivare a trasmettere conoscenza anche sui concetti di reporting e di analisi dei costi, perché la dimensione dell’assistenza tecnica, molto spesso viene poco considerata e vissuta come un male necessario. Vorremmo invece dimostrare che si tratta di un’area in cui si possono cogliere molte opportunità nel rapporto con il cliente e dal punto di vista della gestione dei costi. Un esempio è la possibilità di risparmio e ottimizzazione che viene dalla manutenzione preventiva, ora poco utilizzata, e dall’informatizzazione dei flussi di dati.
attraverso quali attività e servizi esercitate il rapporto con i clienti? Lavazza si muove su due piani: uno di base, la formazione tecnica, che offre corsi in sede a Torino e presso i clienti (gestori e rivenditori), l’e-learning, la progettazione manualistica tecnica e il supporto tecnico con tutti gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione (internet, telefono, cellulare, fax, Skype).
Un secondo livello parte dal presupposto che l’obiettivo centrale è raggiungere al meglio il cliente che beve il nostro caffè e in quest’ottica chi opera attorno a questo processo è in realtà un partner di Lavazza, che supportiamo in ambito organizzativo attraverso lo sviluppo gestionale dell’assistenza tecnica (l’intero post vendita, dalle riparazioni al magazzino ricambi), accessibile anche a realtà più piccole e attraverso delle linee guida, dei suggerimenti per come organizzare la struttura tecnica. è importante offrire la competenza personalizzata per ogni singolo cliente.
La passione per questo lavoro ci porta a prendere esempio in gran parte dalla nostra esperienza, ma anche dal meglio che ci circonda in tutti i campi per mettere poi gli strumenti a disposizione di tutti.
Dal 2009 tutte le nostre attività di progettazione della formazione e dei servizi e di controllo delle reti di assistenza sono state certificate con gli standard di ISO9001:2008.
siete riusciti a trovare il corretto equilibrio tra formalizzazione delle procedure e flessibilità dell’operatività? La nostra organizzazione è cambiata molto velocemente in questi anni, ma da sempre il nostro obiettivo principale è l’attenzione al cliente, che è la nostra linfa vitale. Abbiamo sentito l’esigenza di certificarci, di formalizzare le nostre procedure, ma senza mai perdere di vista il consumatore finale, a cui dobbiamo dare risposte in tempo reale. Il processo di certificazione ovviamente impone delle regole, ma in considerazione della centralità riservata al cliente abbiamo cercato di mantenere le necessarie flessibilità interne.
La certificazione ci ha permesso di razionalizzare una serie di flussi, parte dei quali sono stati informatizzati per permettere la flessibilità all’interno delle dinamiche di lavoro e di non perdere elementi importanti nel processo di risoluzione di una criticità. Ci ha inoltre permesso di razionalizzare il concetto di miglioramento continuo che è il messaggio centrale della certificazione.
Quanto è stata importante l’informatizzazione di molte procedure?
La procedura e l’informatizzazione dei processi hanno lo scopo di supportare la nostra attività, soprattutto nel campo dell’assistenza tecnica. La sensibilità del tecnico nel capire l’effettiva gravità di un problema è fondamentale. Questo naturalmente non è dato dall’aspetto “procedurale” o “informatico”, ma l’informatizzazione può senz’altro coadiuvare il lavoro del tecnico. riteniamo fondamentale sviluppare e sfruttare al massimo tutte le tecnologie a disposizione, senza però dimenticare che per crescere professionalmente il rapporto umano resta imprescindibile.
Nelle gare di sci vengono tracciate in pista le linee blu parallele dentro le quali lo sciatore deve tracciare il suo percorso per arrivare al meglio al traguardo: allo stesso modo le nostre procedure indicano il tragitto migliore per raggiungere l’obiettivo senza imporre rigide limitazioni.
cosa sono i “qualification book”? Con l’occasione della certificazione abbiamo anche prodotto i qualification book, che servono a classificare le caratteristiche dei nostri partner in ambito di service e a sviluppare una serie strumenti che mettiamo a disposizione dei nostri clienti per un percorso di professionalizzazione e di organizzazione del lavoro.
Abbiamo creato un programma per la gestione dei contatti con i clienti, delle segnalazioni, dei feedback che ci arrivano sulle criticità delle macchine per offrire una risposta tempestiva.
Il primo passo significativo è stato sicuramente quello di sviluppare un’adeguata manualistica, ora interattiva e quindi molto più dinamica e fruibile, semplice,
sempre aggiornata. Detto questo stiamo cercando di andare oltre e abbiamo pensato al qualification book, uno strumento che nasce dalla volontà di unire l’esperienza dei partner e il nostro know how. è una raccolta d’informazioni tecniche e organizzative, di linee guida che possono essere utili a gran parte dei nostri clienti. Abbiamo inserito il qualification book nel processo di certificazione della Direzione macchine, proprio perché non si tratta di un elemento marginale della nostra attività.
il sito del technical service è estremamente completo. È un progetto nato per il mercato italiano o per quello globale? Il sito, per essere accessibile a più persone possibile, viene tradotto in sei diverse lingue, destinate ad aumentare perché crescono i mercati in cui siamo presenti e riteniamo indispensabile arrivare a tutti gli operatori locali.
Ogni settimana viene inviata via mail agli iscritti al sito la nostra newsletter che contiene un link di rimando alle ultime pubblicazioni. Chi è interessato scarica i contenuti e può approfondire gli argomenti che sono di suo interesse e in questo modo ogni settimana ricordiamo ai nostri clienti che c’è un sito e che viene costantemente aggiornato.
Il progetto va sicuramente verso il mercato globale inteso come tipologia di mercato e anche come gerarchia (es. rivendita, cliente, centro assistenza etc.).
il sito svolge un ruolo importante per il servizio di assistenza tecnica? è un altro tassello fondamentale del nostro servizio di assistenza. Nel sito si possono trovare manuali d’installazione, come quelli che normalmente vengono dati all’interno delle confezioni del prodotto; manuali di manutenzione per i tecnici; certificazioni; comunicazioni puntuali su tematiche tecniche. Inoltre abbiamo aperto da poco un’area che si chiama quick guide, in cui vorremmo pubblicare mini guide (un paio di pagine al massimo) riguardanti l’utilizzo o la manutenzione delle macchine e dei componenti. Questo aspetto è nuovissimo, lo stiamo ancora implementando, ma ci muoviamo ascoltando le necessità dei clienti, osservando quello che accade nel mondo che ci circonda, cercando sempre d’imparare e di offrire un servizio utile al nostro settore.
Siamo sempre stati molto attenti alle persone, e per raggiungere tutti abbiamo deciso che il sito avrebbe dovuto avere un linguaggio basico, con

immagini chiare che evidenzino il procedimento passo passo rendendolo di immediata e semplice comprensione. Ad esempio il circuito idraulico è rappresentato con l’animazione dell’oggetto e non del simbolo del circuito, perché questo potrebbe essere più complicato.
Durante Venditalia abbiamo presentato la possibilità di effettuare il download del catalogo delle immagini o del manuale tecnico: la particolarità di questi documenti è che si compongono al momento della richiesta, e perciò sono sempre aggiornati.
chi si occupa della web communication nel technical service lavazza? La comunicazione attraverso il nostro sito riveste un ruolo così importante da avere una figura dedicata, specializzata in comunicazione e formazione che, supportata dai tecnici per i contenuti, si occupa di questa importante area.
Il suo incarico specifico è di coordinare e seguire tutto quello che riguarda la comunicazione tecnica, quindi la stesura e la pubblicazione dei manuali, delle Notizie Tecniche, lo sviluppo del sito web e la formazione a distanza.


“Coffee hour” con Kimbo
Cafè do Brasil, nasce a Napoli nel 1963 da una piccola torrefazione e in soli quindici anni, grazie ai marchi Caffè Kimbo e Caffè Kosè, arriva ad essere leader del mercato campano, fino a conquistare nel 1994 la seconda posizione nel mercato del caffè confezionato in Italia e a diffondersi in oltre 40 paesi.
Le miscele Kimbo sono il risultato di una lavorazione che rispetta i più elevati standard qualitativi; processi produttivi tecnologicamente all’avanguardia e sofisticati sistemi di controllo di tutte le fasi di lavorazione permettono di ottenere

una qualità costante del prodotto.
Comunicazione, ricerca, innovazione, attenzione alle evoluzioni delle abitudini di consumo, rispetto per la tradizione napoletana del caffè sono gli ingredienti del successo del brand. presente nei canali tradizionali, Kimbo oggi si propone come nuovo attore del mercato della DA e ha scelto il palcoscenico di Venditalia 2010 per presentare al pubblico la sua offerta per l’OCS e per il vending, con l’obiettivo di distribuire l’espresso napoletano in ogni luogo e in ogni occasione.
Alla vigilia di Venditalia, Cafè do Brasil S.p.A. ha nominato presidente del Consiglio di Amministrazione l’ingegner Raffaele Mazzuoccolo, manager di comprovata esperienza a cui è stata affidata una posizione di coordinamento di tutti i reparti aziendali. Durante la fiera, D.A. Italia ha incontrato e intervistato il neo presidente dell’azienda napoletana.


Intervista con Raffaele Mazzuoccolo
Quali sono le prime impressioni riguardo al nuovo incarico? Cafè do Brasil ha preso una decisione storica affidando per la prima volta il coordinamento dell’azienda ad un manager esterno, che viene dal mondo del caffè e che incarna la volontà della società di confrontarsi con un mercato tra i più difficili.
Quali sono gli obiettivi di cafè do brasil? L’azienda è tradizionalmente legata al caffè per la moka, che rappresenta ancora adesso il core business della società. è iniziata un paio di anni fa una rivisitazione dell’azienda sia in termini d’immagine che di canali di vendita percorribili.

Abbiamo rivisto la brand identity, considerato la concezione che il consumatore ha di Kimbo e questo ha portato a ridefinire completamente il posizionamento e la comunicazione.
Abbiamo operato un restyling del marchio, realizzando una nuova campagna pubblicitaria basata su Coffee Hour che esprime un concetto di novità, maggiormente legato alle nuove generazioni e declinabile su tutti segmenti di mercato e in tutti i paesi. Tutto ciò in coerenza con l’esigenza di modernizzare il brand e renderlo più appetibile ad un consumatore più internazionale, più variegato e complesso.
La volontà dell’azienda di essere presente in tutti i segmenti di mercato ha portato ad un consolidamento anche nel canale Bar - per il quale abbiamo definito due linee con due identità precise - Kimbo Espresso Bar e Kimbo Espresso Elite rivolte a precisi e distinti segmenti di clientela.
Siamo entrati nel canale del vending e dell’OCS con una linea di prodotti dedicati e di qualità eccellente, con l’obiettivo di permettere ai propri consumatori di degustare “l’espresso Kimbo” anche in luoghi e momenti di consumo non tradizionali. Il focus dell’azienda rimane l’espresso, a cui Kimbo ha dedicato una linea di miscele premium per il
retail dove abbiamo introdotto il monoporzionato (capsula e cialda) seguendo il modello del sistema aperto. Una strategia che rafforza la presenza di Kimbo in uno dei segmenti più vivaci del mercato.
come vi ponete rispetto ai competitor che si spartiscono il mercato delle capsule? Occorre tener presente che ci sono competitor entrati nel mercato delle capsule già da diversi anni e che investono cifre importanti per sostenere ogni singolo prodotto. Kimbo ha lanciato le Capsule Kimbo Espresso alla fine del 2008, pertanto oggi l’azienda sta facendo il suo percorso puntando su una politica di investimenti attenti e misurati.



> Gerardo Evangelista

Accanto a raffaele mazzuoccolo, alla guida dell’OCS e del canale vending di Cafè do Brasil c’è Gerardo Evangelista, giovane manager con tanta voglia di affrontare le nuove sfide di un canale in cui crede molto.
La nostra redazione ha conosciuto il responsabile vendite OCS e vending di Cafè do Brasil e riporta di seguito la sua intervista.


Intervista con Gerardo Evangelista
da quanto tempo ti occupi di caffè? praticamente da sempre.
ho iniziato a vent’anni occupandomi di export, ho lavorato nell’ufficio esportazioni per circa quattro anni, concentrandomi sui mercati di maggior interesse per l’azienda e tutt’oggi fondamentali: America, Canada, Francia e Australia. Dopo questa esperienza sono passato all’Ho.Re.Ca. e ho gestito il coordinamento della forza vendita e delle questioni contrattuali fino ai primi mesi del 2009 quando abbiamo iniziato a definire le linee guida del progetto OCS – Vending.
Kimbo è un marchio molto noto nei canali tradizionali: come è maturata la decisione di entrare nel vending? Tra il 1992 e il 2001 l’azienda è stata presente nel mercato del vending, ma le strategie aziendali furono concentrate su altri segmenti. Negli ultimi anni abbiamo maturato la decisione di riavvicinarci al canale con l’obiettivo di rendere completa la nostra offerta e con
l’arrivo di raffaele mazzuoccolo in qualità di nuovo presidente abbiamo ripreso a sviluppare progetti innovativi dal punto di vista tecnico e produttivo, che con orgoglio presentiamo in occasione di Venditalia.
Abbiamo toccato con mano le possibilità e le potenzialità di questo settore, che personalmente mi ha sempre attratto, e nel mese di settembre del 2009 è partito il progetto commerciale di Kimbo per OCS e Vending per la nostra azienda, da sempre focalizzata sul retail tradizionale e delle sue logiche, vending e OCS rappresentano una grossa novità; rispetto al caffè tradizionale, semilavorato che viene dosato e trasformato in moka o affidato alla professionalità dell’operatore del bar, in questo mercato il prodotto è standardizzato. La capsula è un monoporzionato pre-macinato, ha una dose di caffè precisa, questo per essere di maggiore facilità e velocità di utilizzo; la macchina deve poi lavorare secondo precisi parametri tecnici al fine di estrarre al meglio il prodotto.

come state conciliando la tradizione di Kimbo con il vending e le sue particolarità? Mantenendo anche in questo segmento i valori che ci contraddistinguono. Senza dubbio le occasioni di consumo nei canali non tradizionali fanno parte delle abitudini moderne: si consuma in ufficio, alla stazione, in aeroporto e noi intendiamo portare anche in questi luoghi la tradizione della nostra miscela, i valori della napoletanità nei processi di tostatura e di preparazione del caffè. Del resto non credo ci debba essere una contrapposizione tra la modernità tecnologica e la salvaguardia dei valori tradizionali nel mondo del caffè.
avete trovato delle difficoltà in questo passaggio? è chiaro che inizialmente c’è stata qualche resistenza, perché scardinare gli schemi mentali di un’azienda che si è occupata per tanti anni del settore tradizionale non è semplice. Sono state soprattutto le nuove generazioni a dare l’apporto necessario perché si guardasse ai vantaggi di uno “svecchiamento” generale del brand. ho avuto la collaborazione di tutti ed è stato fondamentale.
in termini d’investimento cosa è stato fatto?
In questo momento sosteniamo dei grossi investimenti industriali, soprattutto per l’acquisto di nuovi macchinari per il confezionamento ma anche per l’allestimento di nuovi reparti produttivi che dovranno ospitare le nuove linee di produzione.
che idea vi siete fatti del vending? è sicuramente un mondo diverso da quello a cui eravamo abituati. La nostra è una politica d’immagine e di qualità e non sempre purtroppo nel vending questo viene recepito. Vogliamo sostenere e difendere la qualità del prodotto e questo ha un suo valore, che si traduce anche nel prezzo. Siamo alla ricerca di partner che condividano il nostro progetto di qualità e le nostre idee di business che di certo ci permetteranno di restituire valore al momento di pausa caffè al distributore automatico.
Kimbo come si è posizionata con il prezzo del caffè in grani nel vending? Ci posizioniamo attorno ai 7,00–7,50 euro al chilo, circa il doppio rispetto alla media del mercato, e questo non ci preoccupa. Abbiamo l’obiettivo di rivalutare il momento di consumo al distributore offrendo standard qualitativi decisamente superiori a quanto oggi ci si aspetta dal “caffè del distributore” e questo ha ovviamente un costo.
Questo serve a garantire la qualità del vostro caffè? Non solo: prima di partire con il progetto vending abbiamo effettuato dei test insieme ad alcuni partner di rilievo a livello europeo.
Abbiamo posizionato alcuni distributori a doppia campana: una con il caffè scelto da loro a prezzo ordinario e l’altra con il prodotto Premium Kimbo, selezionabile attraverso un pulsante personalizzato.
Abbiamo optato per la doppia scelta perché i gestori erano diffidenti rispetto ad un solo prodotto con prezzo alto e hanno preferito lasciare al consumatore la possibilità di decidere.
Il risultato è stato incoraggiante: nei sei mesi successivi abbiamo potuto osservare che il caffè premium rappresentava il 60% delle consumazioni al distributore nonostante i 10 centesimi di differenza rispetto all’altro prodotto, che vuol dire il 25% in più nel prezzo finale.
Questo ci ha premiato e ci ha fatto comprendere le potenzialità di Kimbo anche nel vending, perché la clientela apprezza il prodotto di qualità.
come vi ha accolto il vending? molto bene, c’è un enorme interesse verso Kimbo. L’ingresso di un marchio autorevole come Kimbo in questo segmento dà l’opportunità al gestore di poter scegliere e di poter offrire una vera e propria “carta dei caffè” ai propri clienti.
Quali sono le previsioni d’investimento nel canale? Il progetto è diventato operativo nel settembre 2009 e gli investimenti sono iniziati nel gennaio 2010; prevediamo di raggiungere i due milioni di euro di fatturato entro fine anno: briciole rispetto agli oltre 140 milioni annui di Cafè do Brasil, ma significativi considerando che parliamo di una divisione appena nata. I maggiori investimenti nei prossimi tre anni riguarderanno la comunicazione e le tecnologie prima di tutto per poter colmare il divario tecnologico che c’è tra noi e i competitor.
Siamo fiduciosi, crediamo che l’arrivo dell’ingegner mazzuoccolo e del suo know how ci permetterà di colmare la distanza in tempi rapidi. Inoltre, stiamo costruendo un nuovo reparto produttivo che ospiterà esclusivamente macchine per la produzione di monoporzionato, due linee per le cialde e tre per le capsule, che prevediamo sarà funzionante a pieno ritmo entro tre anni. In questa prima fase ci stiamo concentrando sull’instaurare rapporti commerciali solidi e devo dire che l’universo dei gestori ci ha accolto nel migliore dei modi.
con che prodotti state affrontando il vending? Stiamo affrontando il canale con tre miscele: proponiamo un tostato chiaro, un tostato medio e un tostato scuro. Le miscele sono studiate molto approfonditamente al fine di garantire un eccellente risultato con ogni tipologia di distributore automatico in qualunque condizione di utilizzo. Inoltre le miscele sono ottimizzate in modo da ridurre al minimo gli interventi degli operatori. prossimamente commercializzeremo altre due referenze: cioccolato in bustine monodose e il caffè al ginseng in capsula, entrambe in fase di perfezionamento e che probabilmente saranno commercializzate prima dell’estate.
come mai la scelta di entrare anche nei solubili? è stata una scelta di carattere commerciale. Il gestore ha bisogno di questo tipo di prodotto perché il consumatore finale lo richiede e noi vogliamo offrire una gamma completa di soluzioni garantendo ai nostri clienti prodotti di qualità anche per questa tipologia di consumo. In occasione della fiera abbiamo realizzato un kit di degustazione che è stato molto apprezzato. Anche nel caso dei solubili abbiamo scelto dei partner italiani top e seguito scrupolose analisi di laboratorio (abbiamo una struttura dedicata all’interno dei nostri stabilimenti).






automatica con 2 anime
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Abbiamo collaborato con un grande produttore nazionale di solubili fino a trovare dei prodotti che noi ritenessimo all’altezza. Non produciamo direttamente, ma confezioniamo e seguiamo ogni passaggio del processo produttivo.
Quali altri progetti state sviluppando? A breve saremo pronti con la capsula biodegradabile, sia per i solubili che per il caffè.
Siamo molto attenti all’ambiente e alle normative in merito ai prodotti eco-compatibili. Anche per quanto riguarda i grani proporremo il marchio fair Trade (equo e solidale); a completamento della gamma abbiamo poi le tre cialde che sono esattamente speculari alle capsule.
Kimbo sta promuovendo il concetto di coffee Hour: di cosa si tratta? Attraverso il nostro nuovo spot lanciamo l’idea di un prodotto giovane, dinamico, seppur legato alla tradizione dell’espresso, adatto ad ogni occasione di consumo e ad ogni momento.
Questo concept si tradurrà anche in una nuova immagine Kimbo per la brandizzazione dei distributori automatici. Il nostro obiettivo è di far ritrovare
al consumatore il prodotto Kimbo in ogni luogo, situazione e momento della giornata riconoscendo sempre la qualità di Kimbo poiché le abitudini moderne ci portano sempre più tempo fuori casa.
Quali sono i numeri della vostra azienda? Il nostro stabilimento di Melito di Napoli è un complesso di 40.000 mq che impiega 83 dipendenti. Come anticipato, stiamo allargando la struttura per dare spazio alle nuove linee produttive. Ultimamente è stato realizzato un nuovo polo logistico presso l’interporto di Nola che occupa un’area di circa 20.000 mq, di cui 8.700 coperti. Il nostro core business è il settore home (oltre il 90% del fatturato) mentre circa il 10% è da attribuire al fuori casa; il 10% del fatturato di Kimbo viene dal commercio estero.




Dal 1982 LF è caratterizzata dalla filosofia di grande dinamismo che sta alla base di ogni sua scelta per rispondere all’esigenza del cliente di trovare in un unico ambito un servizio completo e di qualità. Grazie ad attenzione e impegno costante Lf continua a crescere e svilupparsi, espandendosi anche all’estero:
l’esportazione raggiunge oggi 96 paesi. parte integrante della strategia Lf è il portale internet shop BtoB, con ordini tracciati dall’inserimento alla consegna, cataloghi interattivi consultabili on-line e funzionalità di ricerca all’avanguardia.

lf come si è sviluppata e com’è composta la sua struttura di vendita? L’azienda è stata fondata nel 1982 ed è specializzata nella vendita di ricambi per cucine professionali, attrezzature bar, macchine caffè e refrigerazione commerciale riservata esclusivamente a centri assistenza specializzati (quindi non a utilizzatorifinali o al mercato domestico).

In crescita costante, il 55% del proprio fatturato proviene dai mercati esteri. Oltre alla sede centrale italiana di Cesena, infatti, abbiamo filiali operative in Germania, Svizzera, Spagna, russia e Cina e un’ampia rete di partner/distributori, in parte esclusivi.
come e perché avete deciso di affrontare un

mercato particolare come quello del vending? È la prima volta che vi approcciate a questo settore? Lo abbiamo già fatto in passato, ma solo marginalmente. Oggi, invece, la situazione è cambiata perché essendo diventati forti nella distribuzione di ricambi per attrezzature bar e macchine caffè, i clienti – particolarmente dall’estero – ci chiedono sempre più spesso pezzi di ricambio anche per macchine caffè super automatiche e filtro, oltre a quelli per distributori automatici di vario tipo. per Lf il settore vending è un completamento di gamma sul quale puntiamo molto.
Quali sono i prodotti che commercializzerete nel mondo della da? Essendo leader in Europa nella commercializzazione di ricambi, proporremo articoli di tutti i costruttori più importanti e diffusi.
i vostri ricambi sono implementabili su qualsiasi distributore automatico o ci sono particolari affinità con i prodotti di qualche fabbricante? In ogni macchina o attrezzatura ci sono sia componenti adattabili - che noi definiamo universali come, ad esempio, elettrovalvole, pompe o parti elettriche - sia componenti realizzate dal costruttore della macchina o da un terzista su progetto specifico e, quindi, utilizzabili solo per quel distributore. Lf ha la particolarità di offrire entrambe le tipologie grazie ad accordi di fornitura anche per pezzi specifici e reperibili solo presso le case costruttrici.
l’offerta ricambi lf è studiata per distributori automatici di grandi dimensioni (free standing) o per macchine automatiche più piccole (table top, ecc.)? principalmente la richiesta riguarda macchine di piccola ta-
glia, complementari al mercato delle macchine caffè tradizionali, ma offriamo anche ricambi per attrezzature vending di grandi dimensioni.
Quali difficoltà avete incontrato nello studio o nell’adattamento dei vostri prodotti per i distributori automatici? In alcuni casi, si tratta di capire quali sono le parti soggette a usura e identificare se si tratta di componenti universali o specifici.
avete effettuato test con la collaborazione di qualche costruttore in particolare? La nostra esperienza e professionalità ci consentono di fare il nostro lavoro anche senza il supporto dei costruttori. Di fatto, non sviluppiamo copie ma vendiamo solo ricambi in qualità originale; quindi gli stessi componenti che sono utilizzati e montati dai costruttori.


come vi ha accolto il settore e quali sono i primi risultati? Il risultato è positivo. Infatti, sono proprio i nostri clienti che ci spronano a offrire ricambi per il settore vending. I costruttori sono interessati soprattutto allo sviluppo e alla vendita delle macchine finite, per cui i ricambi sono per loro una necessità e non un mestiere. Di conseguenza, il loro servizio ricambi è spesso trascurato e lento. per Lf, invece, i ricambi sono la sola e unica missione: è il nostro mestiere da sempre e facciamo in modo che gli articoli siano disponibili a magazzino quando servono. La qualità del nostro servizio ci permette di spedire in giornata gli ordini giunti entro le 13.00, quindi consegnando ai clienti in Italia entro 24-48 ore. Inoltre, il nostro vasto programma di vendita (con 35.000 articoli a catalogo/stock) consente ai clienti di raggruppare gli ordini evitando i costi e i tempi che invece avrebbero con una suddivisione delle richieste.
come organizzate l’assistenza al cliente e come gestite il magazzino?
Il servizio d’assistenza è affidato a uno staff tecnico che si coordina con i vari reparti, dall’Ufficio Acquisti ai responsabili delle linee di prodotto, per rispondere alle esigenze e richieste dei clienti in modo competente e professionale. Inoltre, poiché logistica e gestione del magazzino sono l’asse strategico che assicura la qualità del nostro servizio ricambi, tutti i processi dall’approvvigionamento alle spedizioni sono supportati da soluzioni informatiche all’avanguardia, in gran parte da noi progettate. per ottimizzare tempi e spazi, abbiamo installato magazzini automatici con traslo-elevatore. L’alta tecnologia utilizzata, unitamente all’integrazione informatica, permette l’estrema rapidità ed efficienza nell’evadere gli ordini, con spedizioni in tutto il mondo.
il vostro sito web è molto funzionale e comprende una sezione “internet shop”: quanto è importante per voi questo strumento di comunicazione e di vendita? Siamo stati i primi nel settore ricambi ad offrire

Perché dal 2004 progettiamo e realizziamo distributori secondo criteri che rispettano l’ambiente, per poter dotare per primi i nostri clienti di macchine a basso impatto ambientale:
macchine in classe A A+ (EVA-EMP 2 0) · risparmio energetico grazie ad innovazioni tecnologiche brevettate funzioni multiple di Energy Saving


ai nostri clienti la possibilità di acquistare online, creando un portale ora disponibile anche su piattaforma mobile. Sapevamo che l’approvvigionamento dei ricambi avrebbe richiesto una soluzione più comoda, rapida e sempre disponibile per l’emissione degli ordini (per questo abbiamo inserito 724 nel dominio: 7 giorni x 24 ore). Attualmente, il 75% degli ordini in Italia e l’85% degli ordini Export arrivano tramite Internet/mobile shop. La nostra struttura è al massimo livello tecnologico per ridurre al minimo i tempi di order-processing ed eliminare o quasi passaggi di carta o interventi manuali.
in cosa consiste il “mobile shop” (per apparecchi cellulari) e quando è stato pensato? Il mobile shop è il nostro Internet shop reso fruibile per ogni tipo di smartphone con connessione internet
Visto il grande successo del portale web, questa soluzione è stata realizzata per consentire ai nostri clienti di accedere via telefono cellulare, senza doversi portare dietro un computer o attendere di rientrare in ufficio per collegarsi ed effettuare l’ordine. Il tecnico che si trova da un cliente per un sopralluogo o per una riparazione può collegarsi via mobile al nostro portale, fare la ricerca del ricambio desiderato, vedere la disponibilità a magazzino, il prezzo e, quindi, fare subito un’offerta (costo/tempi) della riparazione. è ovvio che sia il nostro cliente, il riparatore, che il suo cliente ne sono molto soddisfatti. Il tutto senza perdere tempo in inutili telefonate.
come sono stati strutturati i vostri cataloghi? I cataloghi Lf sono suddivisi per settore / cottura, lavaggio, refrigerazione, vending e così
via / e l’interno è strutturato per famiglie di prodotto in ordine alfabetico (resistenze, termostati, ecc.), oppure per case costruttrici nel caso, ad esempio, delle macchine caffè, poiché includiamo anche le tavole esplose dei vari modelli. Inoltre, a sottolineare la diffusione mondiale raggiunta, tutte le nostre pubblicazioni sono multilingua.


I numeri di LF
>> Data fondazione
>> Uffici
>> Magazzino
>> Superficie
>> Capitale
>> Dipendenti
>> Articoli a catalogo magazzino
>> Articoli gestiti fuori catalogo
50.000
>> Articoli in database (disponibili a richiesta) > 1.000.000
>> Quota fatturato export 50%
>> Infrastruttura magazzino automatico e gestione informatica integrata
>> Vendita riservata solo ed esclusivamente ai centri assistenza specializzati e tour operator con servizio manutenzione interno autorizzato

Aiabo News

AIABO (Associazione Italiana Acqua in Boccione) festeggia il suo decennale: l’Associazione è nata ufficialmente il 14 febbraio 2000, quando alcuni pionieri dell’acqua in boccione da 5 galloni (18,9 litri) si sono riuniti per sostenere e tutelare questo mercato, che iniziava a farsi strada anche in Italia. In pochi anni AIABO è diventata il forum d’incontro per gli operatori del settore, il referente più autorevole per tutto il comparto, rappresentando tutti i più importanti protagonisti del mercato del boccione: imbottigliatori, distributori e fornitori. Dal 2002, inoltre, AIABO aderisce all’Associazione Europea di riferimento, EBWA (European Bottled Watercooler Association). Tutti gli
associati AIABO vengono annualmente sottoposti ad audit da parte di un ente terzo accreditato al fine di garantire a clienti e consumatori un servizio professionale qualificato e certificato. Tra gli obiettivi centrati di AIABO evidenziamo la realizzazione della Carta dei Servizi, riservata agli associati, che indica facilitazioni e agevolazioni offerte alle aziende aderenti all’Associazione e il Manuale di Corretta Prassi Igienica, realizzato in collaborazione con Confida e approvato dal ministero della Salute, a testimonianza dell’effettiva qualità del contenuto, che lo rende una certificazione ideale del servizio proposto alla clientela.


sono trascorsi dieci anni dalla costituzione di aiabo: qual è il bilancio di questo periodo? Innanzitutto tengo a dire che mi sento orgoglioso di essere stato tra i soci fondatori di AIABO, ufficialmente dieci anni fa, ma prima ancora con delle riunioni ufficiose in cui abbiamo iniziato a tracciare le linee generali dell’Associazione e soprattutto di averla poi guidata come presidente negli ultimi cinque anni. è un impegno in termini di tempo e di lavoro, ma certamente ripagato dalla convinzione dell’importanza dell’esistenza di questa organizzazione.
Qual è stata la conquista più grande ottenuta dall’associazione? Senza dubbio la definizione di un Manuale di Corretta Prassi Igienica (mCpI) per tutta l’attività dl settore, validato dal ministero della Salute: è un riconoscimento fondamentale, non solo da un punto di vista giuridico, ma anche da un punto di vista operativo, perché permette a tutti i nostri associati di muoversi nell’ambito di linee guida sicure per tutte le operazioni giornaliere dell’attività del settore. Questo è di gran lunga il traguardo più importante raggiunto in questi anni. A livello europeo siamo gli unici ad aver ottenuto questa approvazione e questo ci dà ancora maggiore soddisfazione.
Qual è la vision di aiabo? Sicuramente l’obiettivo principale di AIABO è quello di offrire a tutti il miglior servizio attraverso i propri associati e quindi garantire la corretta idratazione giornaliera, in ogni luogo di lavoro, nel rispetto delle norme igieniche in tutte le fasi della filiera. Questo è il nostro obiettivo, il nostro impegno quotidiano. per garantire che ciò avvenga nel massimo rispetto delle norme igieniche e operative, abbiamo istituito l’obbligo per i nostri associati di sottoporsi annualmente ad un audit che viene eseguito da un ente certificatore esterno, accreditato a livello europeo.
Quali sono stati i momenti più significativi della storia di aiabo? Oltre alla validazione mCpI, vorrei citare il riconoscimento da parte della Commissione Europea della illegittimità del DL 27/2002 che discrimina le acque potabili rispetto a quelle di sorgente laddove il controllo della carica batterica viene effettuato a valle della distribuzione, solo sulle acque potabili. Questo riconoscimento è già stato segnalato al ministero della Salute il quale
sta provvedendo a emanare una deroga che modifichi il DL 27/02, riportando tutti a una condizione di assoluta parità legislativa per qualsiasi tipo di acqua venga commercializzata.
Quanto è importante collaborare con le altre associazioni di categoria? ritengo sia fondamentale per assicurare la crescita professionale di tutti gli operatori del settore, anche quelli non associati ad AIABO. Confida in particolare, essendo un’associazione che annovera tra le proprie fila molti operatori del settore dei boccioni, è un elemento importante per creare momenti d’incontro, per ampliare le possibilità d’informazione e di formazione anche per quelli che non sono associati ad AIABO. Con Confida ci sono stati momenti d’incontro significativi, guidati da spirito di cooperazione nel perseguire obiettivi comuni e si prospetta un futuro foriero di collaborazioni e di iniziative condivise.
Quale valore aggiunto rappresenta per le aziende associate l’adesione ad aiabo e quanto è importante la loro partecipazione alla vita associativa? Come associazione abbiamo definito una Carta dei Servizi che comporta una serie di vantaggi e agevolazioni per tutti gli associati, a partire da un’assicurazione che copre i soci da eventuali problemi di natura giuridica che potrebbero colpire la loro attività. Tuttavia, fra i molti vantaggi credo che il più importante sia il valore aggiunto che nelle gare di fornitura di acqua in boccioni viene riconosciuto alle aziende associate: essere soci AIABO è un requisito fondamentale, senza il quale non si entra nemmeno in competizione. è la legittimazione di tanti anni di lavoro. Il valore dei soci, d’altra parte, è inestimabile, perché ci permettono di esistere. Il numero degli associati è l’espressione di una forte percentuale di operatività del mercato e consente ad AIABO di essere un interlocutore credibile nei confronti di enti e istituzioni.
in che modo aiabo può tutelare e supportare un associato che incontra difficoltà a livello pratico o di normativa? Dai punti di vista giuridico e legislativo l’Associazione, nei limiti di tempo e risorse a disposizione, può intervenire laddove si verificano errori d’interpretazione delle norme e questo avviene spesso a livello locale, poiché conosce tutte le norme a livello nazionale ed europeo. Inoltre può garantire una certa tutela per quanto riguarda even-


tuali gravi scorrettezze di carattere commerciale che qualche nostro associato può trovarsi ad affrontare. AIABO è pronta a portare avanti azioni di questo genere qualora se ne verificasse la necessità.
cosa ha significato per aiabo l’adesione ad ebWa? formalmente si è trattato di un atto dovuto a tutte le associazioni nazionali. Sostanzialmente, invece, appartenere ad un gruppo di livello europeo permette di conoscere in anteprima e in modo diretto quali sono le linee guida essenziali del settore e gli orientamenti principali del mercato, perché ci troviamo a contatto con i maggiori gruppi a livello europeo ed internazionale di imbottigliatori, distributori e fornitori.
Quanto investe aiabo in termini di formazione e comunicazione? Investiamo tutte le nostre mo-
deste risorse, perché è il senso stesso della nostra attività. A testimonianza di questo ricordo la conferenza organizzata con Confida, tenutasi lo scorso febbraio a firenze, nella quale abbiamo affrontato i temi dell’igiene, della sicurezza, della qualità del servizio offerto al cliente. L’Assemblea del 21 maggio, nella quale abbiamo riportato la parte essenziale di quel convegno ha ospitato come relatore il professor Dragoni che ha ripercorso e approfondito il discorso illustrando i punti fondamentali di questa attività e le attenzioni principali da tenere. Un momento di coinvolgimento, di formazione e di crescita per tutti i nostri associati.
Quali sono i progetti futuri di aiabo? In particolare ce n’è uno su cui stiamo lavorando già da molto tempo: la ricerca di un ruolo merceologico riservato alla nostra attività con l‘assegnazione
di un codice ATECO dedicato e appropriato Questo non solo per poter dare il giusto merito al nostro lavoro ma anche per il corretto inserimento dei codici di attività per coloro che devono produrre lo studio di settore. Un’altra priorità che sicuramente abbiamo è, più genericamente, l’allargamento della base associativa e cerchiamo di ottenerlo coinvolgendo il più possibile gli operatori del nostro settore.






































Speciale Formazione

“Superprestazione” e come Motivare una Squadra Corso
Psicologo e attore, il professor Paolo Vergnani insegna Sociologia delle comunicazioni di massa presso l’Università degli Studi di Ferrara. Nel 1997 porta in Italia il teatro d’impresa, uno strumento di formazione e comunicazione innovativo che affronta temi quali la gestione del conflitto, la negoziazione, la creatività, il lavoro di gruppo e la leadership, elementi utili in fase di riprogettazione dei processi aziendali e di cambiamento.
Il ReLuxDay, l’evento organizzato lo scorso settembre da Conserve Italia per il settore del Vending, è stato prolifero di informazioni, studi e nozioni importanti che hanno coinvolto molteplici discipline, tutte accomunate dal valore dell’impresa, creato soprattutto dalle persone che la compongono e dalle loro capacità. prezioso e unico l’intervento di Paolo Vergnani, Formatore Spell - Scuola Teatro d’impresa, che ha saputo coinvolgere il pubblico divertendolo e trasmettendogli sottili e determinanti insegnamenti utili per affrontare le quotidiane decisioni lavorative e, perché no, anche personali.

In un’atmosfera rilassata e quasi goliardica, in cui non sono mancatele le risate, il professor Paolo Vergnani ha introdotto il concetto di Superprestazione, spiegando sin dall’inizio che una prestazione di questo tipo non è da identificarsi con le imprese degli eroi del grande schermo, come ad esempio rambo, ma che vero eroe è il lavoratore, l’uomo che ogni giorno si alza, ripete le stesse azioni di sempre e torna a casa la sera, sopravvissuto alle fatiche quotidiane. La superprestazione è “tenere duro”, resistere, sopportare.
Noi siamo figli della cultura del “non sbaglio”, nella quale ogni sbaglio viene punito ed ogni sforzo viene considerato dovuto, normale: cresciuti in questa realtà, siamo incentivati a non fare nulla, perché facendo di più non saremmo premiati e sbagliando dovremmo pagare. In questo senso le aziende possono essere paragonate ai bambini che fanno i buoni per essere notati positivamente dalla maestra, ma così facendo restano immobili.
Il formattore della SPELL, scuola teatro d’impresa, ha poi proseguito spiegando che esistono due tipi di approccio negativi: l’atteggiamento “pollyanna” e l’atteggiamento “SINAp”. Ecco di
seguito un estratto del suo intervento in merito: “pollyanna è il personaggio protagonista di un racconto per ragazze, una bambina che potremmo definire con tre aggettivi: sfortunata, insopportabile, psicotica. Orfana e maltrattata, è comunque sempre contenta e vuole bene a tutti. Spiego meglio la differenza tra positività e psicosi. Il soggetto positivo è quello che dice: “Siamo nei guai, ma se ci impegniamo tutti, ci tireremo fuori da questa situazione”; lo psicotico invece non vede il problema, non reagisce. ma se pensate che l’azienda pollyanna sia il modello peggiore, è perché non avete ancora sentito parlare dell’azienda “SINAp”. SINAp è l’acronimo di soggetto influenza negativa altre persone. Un esempio utile di soggetto che influenza negativamente è il seguente: uno di voi acquista una nuova auto e ha l’impressione che tutti la ammirino, mentre lui guida per le strade della città, la tiene con cura in garage nell’attesa di poterla mostrare agli amici del bar, sicuro di fare colpo. La domenica si sveglia in anticipo e va al bar dagli amici - un momento che ha atteso e immaginato per mesi - mostra la macchina e si gode questa piccola gioia, ma poi si accorge che tra loro ce n’è uno, il SINAp, appunto, che sta in disparte, così gli chiede un commento. L’amico, sulla base
della lettura dell’ultima rivista specializzata, parla di un modello più evoluto o sottolinea una criticità della macchina, costringendo il povero proprietario a guardarla con occhi diversi, con minore entusiasmo. Siamo circondati di persone così...tra i SINAp migliori ci sono la mamma, il papà, i figli, le mogli, sempre pronti a mostrarci il bicchiere mezzo vuoto. Allo stesso modo esistono gli ambienti di lavoro SINAp, che io paragono ai giocatori di rugby, che restano sempre compatti ma si tengono giù a vicenda. è difficile sottrarsi a un abbraccio di questo tipo... è importante quindi, in qualunque tipo di ambiente di lavoro ci troviamo, ricordare che passiamo al lavoro più della metà della nostra vita”.
Vergnani ha continuato il suo intervento facendo presente che possiamo svolgere i nostri compiti con motivazione, senza lasciarci scoraggiare e a questo proposito ha citato freud, che nel 1895 ha affermato che il piacere è il motore che spinge gli esseri umani, specificando che il piacere non esiste, se non come eliminazione del dispiacere, come liberazione dalle tensioni. Dopo aver domandato ad alcuni presenti quali fossero le distrazioni che danno loro piacere, Vergnani ha sottolineato il fatto che noi riusciamo a trarre

[“...la superprestazione consiste nel superare la voce che invita a non farlo...”
piacere quando troviamo il giusto rapporto tra livello di sfida, fatica ed apprendimento
La relazione/lezione è terminata con un gioco di associazione: ai numeri da 1 a 20 sono stati correlati termini attinenti al vending, scelti direttamente dagli operatori del settore che hanno preso parte al convegno (ad esempio, al numero uno è stata associata la parola “battuta”, al numero 2 “servizio”, al 3 “spirale” e così via...). Successivamente il relatore, nella sua veste di docente e motivatore, ha invitato a verificare di avere in mente un’immagine precisa da associare a ciascun concetto (ad esempio, al termine ”cane” deve essere correlata l’idea di un cane specifico, che compie un’azione particolare, il più bizzarra possibile, come il cane che ascolta la radio). è a questo punto che Vergnani ha ripreso il concetto iniziale di Superprestazione: la superprestazione non consiste nel riuscire a memorizzare tutti i termini, ma nel superare la voce interiore che invita a non farlo, a non partecipare, a considerarlo stupido, che dice “non sei in grado”. Una volta coinvolto il pubblico, il gioco è iniziato e si è concluso con un perfetto finale: tutti sono riusciti a ricordare i termini associati grazie a col-
legamenti molto singolari tra immagini e parole. Questo piccolo esercizio è stato utile a rendersi conto che non solo l’impresa spesso non è impossibile, ma nemmeno difficile e a volte persino piacevole.
“Una volta – conclude Vergnani – per essere il capo bastava esercitare l’autorità. Oggi siamo meno abituati: prima l‘autorevolezza dipendeva dal fatto di saper fare le cose meglio del proprio collaboratore, mentre oggi i collaboratori fanno così tanto che è difficile stargli dietro. L’autorevolezza che oggi riconosciamo nelle persone è quella legata alla capacità di risolvere le situazioni che sembrano insormontabili e questo simpatico gioco ci insegna qual è lo spirito giusto per affrontarle”.

2°Salone Specializzato, nei Sistemi per la Distribuzione Automatica, rivolto anche ai Paesi del Mediterraneo.
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“Un appuntamento sempre nuovo..”
(Orario di apertura: 10.00 - 19.00 - Ingresso libero, riservato agli Operatori del Settore)
(Orario di apertura: 10.00 - 19.00 - Ingresso libero, riservato agli Operatori del Settore)




Distribuzione Automatica






La è una moderna modalità di servizio per il cliente, di erogazione di prodotti alimentari e non,caratterizzata da innovazione e qualità dei prodotti, affidabilità ed efficienza delle macchine distributrici, estrema semplicità e velocità di servizio.
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Condizioni generali di partecipazione, consultabili all'interno del sito, alla voce esporre.
Eco Parma Bio


Tre le tipologie di eco-distributore proposte:
>erogatore di kit “Week-End” biodegradabile e compostabile (in mater-Bi®) che comprende: 6 piatti piani, 6 piatti fondi, 6 tris di posate, 12 bicchieri, 6 tovagliette, 3 sacchetti in bioplastica da 10 litri per la raccolta di rifiuti organici.
>erogatore di sacchetti per la raccolta differenziata dell’umido biodegradabili e compostabili.
>erogatore di sacchetti trasparenti per il rifiuto secco: può contenere 64 confezioni da 20 sacchi con capacità 110 litri.


L’azienda lombarda Eco Parma Bio, ha progettato e realizzato i rivoluzionari eco-distributori, macchine per l’erogazione di prodotti “usa e getta” completamente riciclabili.
Concepiti come distributori attenti al consumo energetico, questi erogatori possono essere alimentati attraverso pannelli solari implementabili.
Le macchine, in acciaio verniciato e trattato, sono adatte per uso esterno o interno, possono essere personalizzate con colori e logo a scelta e sono collegabili via GSm. Gli eco-distributori sono dotati di gettoniera e lettore di badge; ogni apparecchio ha quattro ruote (di cui due orientabili) e un freno di stazionamento.
Il distributore Eco parma Bio misura 72x195x57 cm per 90 kg di peso e può contenere fino a 150 confezioni da 25 sacchetti con capacità 10 litri.
Eredi di parma pietro, oltre a proporre dispositivi eco-compatibili, è la prima a dare il buon esempio applicando una politica aziendale che mira al risparmio energetico e al controllo delle emissioni di CO2: l’azienda ha infatti deciso di installare una stazione di ricarica gratuita per motorini elettrici e biciclette a pedalata assistita presso la propria sede di Cornate D’Adda, in provincia di milano.
La realizzazione della struttura, gratuita per tutti i dipendenti e collaboratori, comporterà l’impianto di pannelli foto voltaici con una potenza di 3kw e ospiterà 10 ciclomotori da 700w e alcune biciclette elettriche.
Il progetto di mobilità sostenibile aziendale permetterà di ridurre la circolazione di autoveicoli sulle strade del comune, le emissioni di anidride carbonica e l’inquinamento acustico, data la silenziosità dei mezzi elettrici, che richiedono inoltre una limitata manutenzione.
Il M.E.C. (Moving Electric Cycle) è composto da una pensilina di ferro/acciaio zincato dotata di pannelli solari foto voltaici che assicurano costante energia; una colonna centrale dotata di software in grado di gestire le posizioni di ricarica; due o più postazioni di ricarica per il deposito dei veicoli esausti.
Parma ECO-Bio srl è una divisione della società Eredi di parma pietro, azienda di Cornate d’Adda fondata nel 1954 e specializzata nella progettazione e nell’elaborazione di molteplici lavorazioni meccaniche.
La nuova realtà, nata nel 2003 con l’idea di fornire soluzioni per contribuire in modo concreto alla salvaguardia dell’ambiente, si propone come interlocutore ideale per la progettazione,
la consulenza e la fornitura di prodotti dedicati, forte dell’esperienza maturata negli anni. Nell’ambito della sostenibilità ambientale e nell’attuazione degli acquisti verdi pubblici e privati (Green public procurement) produce e commercializza articoli monouso per catering biodegradabili e compostabili al 100%, ricavati da fonti rinnovabili o da materie prime-seconde riciclate.


































































































