Mercato del Vending: intervista con Gimoka - Brita intervista con Alberto Giavoni Bianchi Vending Group intervista con Elena EliaNecta Tour - intervista con Alfio Petrullo
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I nemici della distribuzione automatica
Conosco personalmente molti degli addetti del settore che in questi giorni sono entrati in cassa integrazione e alcuni di loro sono miei amici.
In questi frangenti è molto più difficile fare un'analisi serena del mercato,anche perché cercare di spiegare come un settore che fino ad oggi aveva dimostrato di essere molto solido,abbia potuto in pochi mesi passare da uno stato di salute complessivamente buono ad una situazione così critica,non è semplice.
Certamente l'attuale scenario economico-finanziario ha contribuito in maniera determinante a questa crisi,ma questo non spiega come mai i dati di sei mesi fa di tutte le componenti della filiera fossero così diversi da quelli di fine febbraio.Io resto del parere che era impossibile continuare a mantenere i prezzi ad erogazione così bassi e che oggi i gestori non possono investire (frenando tutta la filiera) anche perché non sviluppano una corretta marginalità.
A febbraio i consumi nel vending sono diminuiti di circa il 5%,mentre alcuni costruttori lamentano decrescite di volume vicine al 40%.Pur con tutte le cautele del caso è chiaro che c'è qualcosa che non torna.Se il prezzo minimo dell'erogazione fosse stato di 40 centesimi,come ogni ragionevole analisi finanziaria imponeva,dubito molto che le perdite di alcune componenti della filiera sarebbero state così evidenti e forse molte persone guarderebbero al futuro con maggiore ottimismo.
Eppure perfino oggi ci sono situazioni intollerabili.Assistiamo ad appalti pubblici con ristorni vergognosi e contratti a perdere.Ci sono gestioni che scendono con i prezzi fino a 18 centesimi, mandando fuori mercato le aziende virtuose.Ci sono investitori che impoveriscono il mercato OCS ricorrendo alla vendita su internet e creando società di telemarketing che danno perfino consigli su come gestire le macchine cedute in comodato gratuito (ovviamente installate e comprate da altri).
La cosa peggiore è che i nomi li conosciamo tutti.C'è ad esempio un personaggio importante che ha contribuito alla storia di questo settore,al quale si possono fare risalire numerose società che operano su internet e che si distingue anche sul mercato tradizionale,perché alcune sue società satellite sono quelle che fanno i prezzi più bassi.
Queste persone sono i veri nemici del vending,perché contribuiscono a distruggere il lavoro e l'impegno di molti per un piccolo profitto personale.Loro sono liberi di interpretare il mercato come meglio credono,ma tutte le componenti sane del settore hanno lo stesso diritto di andargli contro e cercare in ogni modo di ostacolarli.
Questa rivista si schiera contro.Sono nemici di tutti quelli che credono nelle prospettive future del vending.Sono nemici della crescita e dello sviluppo.Sono nemici di chi realizza il proprio reddito in questo settore.
Tutti sono chiamati ad utilizzare ogni strumento a loro disposizione per combatterli,perché dietro alla crisi non ci sono solo i numeri,ma moltissime persone e in gioco non c'è solo una cifra più o meno alta in basso a destra di un bilancio,ma il futuro di tanta gente che da anni lavora con passione e impegno nel mondo del vending.
Alessandro Fontana
numero34
Numero 34 – Marzo 2009
Direttore Responsabile Alessandro Fontana
Condirettore Renzo Gabriel Bonizzi
Art director Roberto Valentini
Progetto grafico e impaginazione Andrea Lottero
Hanno collaborato: Orsola Mallozzi,Noemi Margaroli e Luca Mariotti
Stampa Diffusioni Grafiche Spa
D.A.Italia – Il periodico della distribuzione automatica
Pubblicazione iscritta al Tribunale di Milano, numero di registrazione 177 del 22 marzo 2004
Iscrizione al R.O.C.: 11412
Periodicità: mensile
Editore: ART&WORKS Srl
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I nemici della distribuzione automatica
MERCATO DEL VENDING
Gimoka continua ad investire in tecnologia ed innovazione 11 La nuova generazione di cartucce filtranti Brita si arricchisce di
Intervista
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IL MERCATO DEL VENDING
Gimoka è una moderna e dinamica industria di torrefazione con sede ad Andalo,ai piedi della Valtellina.Fondata nel 1982 vanta una lunga tradizione nel mercato del caffè in Italia. Leader nel canale della distribuzione automatica,è presente da tempo anche nel canale Ho.Re.Ca.e dal 2006 è entrata gradualmente nella GDO,rivolgendosi direttamente al consumatore finale.
La torrefazione lombarda,in controtendenza con il particolare momento economico,continua a credere all’importanza del continuo sviluppo tecnologico e ha realizzato negli ultimi mesi consistenti investimenti in impianti di produzione.
D.A.Italia,per approfondire la conoscenza di Gimoka e dei suoi numerosi progetti,si è recata ad Andalo Valtellino,dove ha incontrato Ivan Padelli,fondatore della società e intervistato Massimo Tentorio,Direttore di Produzione.
Intervista con Massimo Tentorio
Gimoka continua ad investire in tecnologia.Quando avete deciso di iniziare questo importante processo e quali sono le motivazioni strategiche che vi hanno spinto in questa direzione?
Gimoka ha iniziato ad investire in tecnologia dal giugno dello scorso anno.Abbiamo preso questa importante decisione strategica perché la capacità produttiva rischiava di non essere sufficiente a coprire le nostre esigenze potenziali.
I consistenti investimenti in comunicazione,anche su reti televisive nazionali,e la solidità dei rapporti con una clientela sempre più ampia,sia nel vending che in altri
settori (Ho.Re.Ca.e GDO),ci hanno portato ad un grande aumento delle necessità produttive. Quando abbiamo compreso che se fosse arrivato un altro cliente avremmo dovuto probabilmente dirgli di no,è scattato un meccanismo che ci ha portato al cambiamento.
I nuovi impianti sono in grado solo di aumentare la produzione o sono stati acquistati anche per garantire un maggiore controllo e una qualità superiore?
Acquistare impianti moderni e di nuova concezione ha evidentemente anche un impatto positivo sul controllo della produzione e
sulla qualità del prodotto.La proprietà ha molta esperienza in questo campo perché ha sempre avuto un’attenzione particolare all’aggiornamento degli impianti.Da quando lavoro in questa azienda, sono state già acquistate tredici diverse macchine per torrefare il caffè.
Ci sono altre torrefazioni che si vantano di avere le stesse tostatrici artigianali da più di 30 anni.
Gimoka questo tipo di fortuna non l’ha mai avuta.Per andare al passo con i quantitativi necessari alla continua crescita dell’azienda, siamo stati costretti a cambiare le macchine almeno ogni 6-7 anni.
Devo ammettere che oggi facciamo dei ragionamenti completamente diversi da quelli di un po’ di tempo fa,quando si cercava comunque di risparmiare il più possibile.Oggi ci siamo resi conto che investire cifre importanti,per avere il meglio che questo mercato può offrire,porta a degli indubbi vantaggi.
Le macchine di ultima generazione sono semplici da gestire?
Le macchine più performanti garantiscono tutta una serie di controlli e un altissimo livello di sofisticazione che impone una mano d’opera qualificata e con competenze specifiche in informa-
IL MERCATO DEL VENDING
tica.Molti anni fa dopo la tostatura si tiravano fuori i grani,li si guardava e li si annusava,adesso, per fortuna queste cose non sono più contemplate.La macchina realizza tutti i controlli e la figura chiave non è più il torrefattore,ma chi controlla la funzionalità dell’impianto.
Oggi che capacità produttiva ha Gimoka?
Gimoka sviluppa oggi circa 45 tonnellate di caffè al giorno ed ha le potenzialità e la volontà di arrivare a 60 tonnellate.Con due macchine confezionatrici facciamo 120 sacchetti da 1 chilo al minuto e 140 confezioni da 250 grammi (35 chili al minuto).Il cuore dell’azienda è un grande impianto di macinazio-
ne in grado di lavorare circa 25 quintali di prodotto all’ora.Poi abbiamo tutta l’impiantistica a monte (dei silos di stoccaggio altamente performanti) e a valle abbiamo messo dei paletizzatori automatici e un’astucciatrice di ultima generazione.
Avete già notato un aumento della qualità dovuto all’inserimento dei nuovi impianti?
Il nuovo macinatore ha senza dubbio portato ad un innalzamento della qualità del prodotto,così come il nuovo impianto di degasazione ad azoto,con cui trattiamo 22 quintali di caffè ogni tre ore. Siamo molto fiduciosi di poter ottenere,in tempi molto brevi,il massimo da ogni nuovo compo-
nente installato.
L’aumento della capacità produttiva troverà sbocco anche sul mercato del vending? È evidente che quando la nostra produzione di caffè si attesterà intorno alle 60 tonnellate/giorno, saremo in grado di soddisfare tutte le richieste che ci verranno anche da questo canale.
Uno dei vostri progetti più innovativi è quello di realizzare una nuova capsula col caffè filtro americano.Di cosa si tratta?
Questo progetto è ancora in una fase sperimentale e non è ancora partito ufficialmente.Abbiamo avvertito la necessità di andare a
divulgare il mercato della capsula anche in aree dove l’espresso non è la richiesta primaria.Ci sono tantissimi consumatori che sono abituati ad un gusto completamente diverso dal nostro e cercano una soluzione che soddisfi le loro esigenze.Gimoka crede allo sdoganamento di una macchina a capsule in grado di erogare il caffè all’americana.È un mercato dalle enormi potenzialità e pensiamo di presentare quanto prima questo nostro progetto.
Come mai avete integrato il beccuccio all’interno della capsula?
Abbiamo integrato il beccuccio all’interno della capsula perché questo particolare tipo di accorgi-
mento è funzionale alla bontà del prodotto.Permette infatti al caffè di arrivare alla corretta infusione, creando una specie di imbuto.Un altro motivo è che se in una macchina si usa sempre lo stesso beccuccio per fare tipologie di bevande differenti (brodo,caffè,cappuccino,the,latte,cioccolata,etc.) si rischia di alterare il sapore e la qualità del prodotto.Inoltre c’è una legge che tutela chi soffre di intolleranze alimentari,per cui si deve garantire la non contaminazione degli alimenti.
Negli Stati Uniti questo mercato vale alcune decine di milioni di capsule al mese. Pensate di ottenere risultati importanti?
Non abbiamo per ora dei programmi così ambiziosi e,come al solito, preferiamo essere prudenti.Siamo partiti con il progetto perché abbiamo già la possibilità di divulgarlo in una certa area degli Stati Uniti,dove abbiamo un cliente che lo sta aspettando.Usciremo col marchio “Caffè de Columbia”, 100% arabico.Abbiamo infatti avuto l’autorizzazione dalla Federacion Nacional de Cafeteros de Columbia di utilizzare il loro prestigioso marchio per alcuni prodotti.
Prevedete delle novità anche per il segmento OCS?
Dopo l’introduzione della Queen Cup abbiamo riconosciuto di aver commesso degli errori,ma abbia-
mo compreso quanto buono fosse il nostro progetto e l’idea di fondo. Da alcuni mesi abbiamo dato grande priorità ad un nuovo progetto e stiamo creando una macchina che riassume in sé tutte le caratteristiche vincenti di questo modello,con un’affidabilità certa.
È vero che state progettando anche una capsula autoconservante?
Per la fine dell’anno saremo pronti ad introdurre sul mercato una nostra capsula autoconservante destinata al mercato chiuso. Riteniamo strategico poter presentare una capsula che possa essere utilizzata sia nell’OCS che nell’automatico e che dia precise garanzie sulla costanza della qualità e sui
tempi di conservazione.
Gimoka investe molto in comunicazione ma è un gruppo che rappresenta numerosi marchi distinti.Non pensate che sia arrivato il momento di attuare una politica di unificazione dei brand?
Non abbiamo ancora realizzato questo delicato ma necessario passaggio,anche se ormai è già organizzato e ci mancano soltanto gli aspetti fiscali.Gli investimenti pubblicitari che stiamo realizzando sul marchio Gimoka,meritano che tutti i marchi che rappresentiamo ne traggano il giusto beneficio.
Abbiamo esteso a tre anni la garanzia di CashFlow® 2000 e CashFlow® 9510 per trasmettere, ai nostri clienti, i benefici della indiscussa affidabilità dei prodotti MEI. Le riparazioni in garanzia, effettuate nei nostri centri di servizio autorizzati, ci consentono di raccogliere preziose informazioni e di mantenere, attraverso una costante ricerca, prestazioni e sicurezza a livelli di eccellenza. Per questa ragione siamo noti in Italia e nel mondo come la scelta di chi pensa al futuro. Per avere maggiori dettagli contattateci direttamente o visitate il nostro sito web.
IL MERCATO DEL VENDING
Brita,a pochi mesi dal lancio della soluzione Purity C,ha deciso di arricchire la propria gamma con un nuovo modello:il Purity C25
Molti gestori aspettavano da tempo un filtro dedicato a macchine con una bassa media di battute al mese e Brita,con questa innovativa soluzione,ha subito colto questa particolare esigenza di mercato.
D.A.Italia per conoscere più nel dettaglio questo progetto e l’evoluzione del mercato dei filtri,ha intervistato Alberto Giavoni, National Sales Manager di Brita Italia.
Intervista con Alberto Giavoni
Il mercato dei filtri si sta muovendo con una certa dinamicità.Come sta rispondendo Brita a queste continue sollecitazioni?
Il settore dei filtri a cartuccia è nato da poco,quindi è normale che ci sia un livello piuttosto alto di concorrenza.Brita è stato il marchio precursore in questo campo in Italia e all’estero e lo dimostrano i nostri risultati in termini di fatturato,sia nell’ambito professionale sia nel domestico,che ci permettono di investire continuamente nel reparto Ricerca e Sviluppo. Quest’anno,ad esempio,presenteremo quattro o cinque nuovi prodotti per il mercato professionale Naturalmente chi come noi ha innovato e ha contribuito ad ampliare i confini del settore,deve
fare i conti con un numero crescente di competitor,che in alcuni casi ci spingono a migliorare continuamente e senza i quali probabilmente non avremmo ideato un filtro come Purity C25.
In controtendenza rispetto al periodo di crisi economica,nell’ultimo trimestre del 2008,complice il lancio dei filtri Purity C,abbiamo avuto un’impennata nelle vendite e raggiunto un livello di crescita soddisfacente,aumentando sensibilmente il numero di nuove installazioni grazie al nuovo prodotto.
La gamma Purity C ha aperto un nuovo mercato o ha solo sostituito i filtri AquaQuell 06 ed AquaQuell 1.5?
Il lancio del Purity C,previsto per la fine di luglio dello scorso anno,è
stato posticipato di due mesi perché alcuni aspetti legati alla testa del filtro non ci avevano pienamente soddisfatti.Abbiamo venduto sistemi o cartucce del precedente modello fino a ottobre,quindi i clienti che hanno sostituito il vecchio filtro con il nuovo sono ancora solo una minima percentuale.Ci aspettiamo un aumento rilevante delle vendite a partire dal secondo semestre di quest’anno.Al momento il 95% dei filtri Purity C installati riguardano un nuovo impianto.
Aver investito sulla testa indipendente dal filtro ha ridotto la vostra marginalità? No,la nostra marginalità non si è ridotta.Quello che è cambiato è il fatto di avere un prodotto comple-
tamente nostro e di conseguenza costi di produzione,investimenti e prezzo finale differenti,mentre prima il nostro filtro era il risultato di una partnership (che comunque non verrà interrotta) con un'altra azienda.Faccio un esempio:il prodotto assemblato prima di arrivare in Italia veniva inviato dagli Stati Uniti alla Germania,mentre adesso viene tutto prodotto in Germania,quindi abbiamo ridotto i tempi e i costi di produzione. Anche a livello di risoluzione dei problemi,avere un referente meno distante dall’Italia facilita il nostro lavoro.
Avete risolto a monte i possibili aspetti critici della conformazione macchina-testa-filtro?
Alberto Giavoni
IL MERCATO DEL VENDING
Noi riteniamo di sì.L’evoluzione di questo prodotto ha richiesto circa due anni e mezzo di gestazione;il progetto è partito nel 2005 ed è stato affidato ad un team di lavoro formato da responsabili marketing, aree tecniche,commerciali e ricerca e sviluppo.Anch’io ne ho fatto parte visto il peso del sistema Italia nella distribuzione automatica e nel mondo caffè in generale.Il prodotto è nato cercando di soddisfare le necessità di tutti i rappresentanti dei diversi settori.Inoltre, prima di avviare la produzione,è stato disposto un field test con circa cinquecento filtri installati in vari paesi europei,in questo modo eventuali criticità sono state testate direttamente dal gestore,che comunque non ne ha rilevate.
La linea Purity è sul mercato da ormai quattro mesi.Sei soddisfatto dei risultati ottenuti finora?
Siamo molto contenti,le aspettative sono state soddisfatte.La clientela è stata preparata molto bene al lancio del prodotto fin da Venditalia e l’ingresso del filtro nel mercato è stato accolto come ci aspettavamo,nonostante le attese particolarmente elevate.
Parliamo della nuova regina del mercato,il Purity C25: come mai avete deciso di proporre questo tipo di formato?
I gestori aspettavano da tempo un filtro che gli permettesse di far fronte alla media di quattro/cinquecento erogazioni al mese. Abbiamo deciso di soddisfare que-
sta richiesta che riguarda almeno il 50% delle macchine distribuite sul nostro territorio.L’azienda ha creduto nel prodotto,soprattutto ha creduto nel vending e nel mercato italiano e quindi ha deciso di dare assoluta priorità a questo progetto.Anche per questo filtro abbiamo effettuato vari test e i riscontri che abbiamo avuto sono stati molto positivi.
Il prezzo di questo nuovo prodotto sarà molto competitivo?
Questo è l’obiettivo e i costi di produzione contenuti ci aiutano in tal senso.La concorrenza nei sistemi filtranti è ad oggi prevalentemente costituita dal tradizionale bidone (resine a sodio) ;secondo le nostre previsioni sarà soppiantato dalle cartucce filtranti nel volgere di 4/5
anni. Siamo certi di poter ambire ad una quota importante di mercato grazie alla tecnologia del Purity C, che oltre ad un sistema innovativo di filtrazione offre il vantaggio di un prezzo di listino particolarmente interessante per il nostro nuovo nato capace di filtrare ben 350 litri con una durezza di 10 Kh.Il gestore è quindi in grado di lavorare con estrema tranquillità dalle 200 fino alle 600 battute al mese indipendentemente dalla durezza dell'acqua.
Il vecchio bidone a resina ormai è superato,sia per quanto riguarda l’aspetto della manutenzione,che prevede costi alti e interventi frequenti,sia per una ragione pratica: con il nuovo filtro basterà cambiare la cartuccia una volta all’anno per risolvere i problemi di filtrag-
gio.Non dimentichiamo che il filtro non è solo anticalcare,ma è un trattamento completo con carboni attivi e argento che inibisce la proliferazione batterica ed elimina la presenza di cloro,metalli pesanti e polvere all’interno della macchina.
Il bidone tradizionale ha ancora una quota importante del mercato della filtrazione?
Secondo me occupa tra il 65 e il 70% di questo mercato,ma credo che sarà così ancora per poco tempo:ne è la prova il successo di vendita che il nuovo sistema Brita ha raggiunto in pochi mesi.Stiamo acquisendo nuovi punti vendita, nuove installazioni e questo significa che ci sono postazioni in cui il bidone resina ha perso terreno. Immagino che nel giro di quattro o
cinque anni la quota mercato dei bidoni sarà assolutamente inesistente.
In quali mercati Brita Italia sviluppa il suo fatturato?
Il mercato caffè rappresenta per noi un 65% del nostro fatturato. Siamo cresciuti molto in altre quote di mercato nel campo del lavaggio dei forni a vapore,settore in cui la concorrenza praticamente non è presente,perché non è ancora strutturata per garantire assistenza,presenza costante e prodotti assolutamente “targettizzati”.È un settore che qualche anno fa rappresentava il 10% dei nostri profitti,adesso arriva a pesare oltre il 30% e non sembra fermarsi.L’Ho.Re.Ca e il vending sono due mercati in cui continuiamo a
crescere;il mondo della torrefazione in particolare è interessato alla consulenza che offriamo attraverso corsi di formazione direttamente presso le sedi dei nostri clienti. Spiegare al torrefattore come tarare bene il filtro dell’acqua è fondamentale al fine di ottimizzare non solo la durata della macchina ma anche la resa del prodotto in tazza.
C’è un forte frazionamento dell’offerta dei filtri e molti competitor sviluppano un prodotto per ogni piccolo segmento che abbia un’esigenza specifica.Brita come si comporta nell’occupazione delle nicchie?
Brita ha segmentato il mercato con sistemi filtranti totalmente differenti,perché non è necessario solo
trattare l’acqua,ma anche rispettare determinate necessità dell’applicazione.Alcuni nostri concorrenti utilizzano la stessa testa e inseriscono molti filtri differenti.Dal mio punto di vista è un potenziale problema,perché bisogna tenere conto di molteplici aspetti nel trattamento dell’acqua:il flusso litri/ora,la temperatura dell’acqua, il dover lavorare con filtro sdraiato o addirittura capovolto,l’avere un sistema di addolcimento centralizzato a monte,etc.È differente lavorare con il vending o con le macchine espresso dove hai un litraggio/ora abbastanza limitato, rispetto alle lavastoviglie che richiedono almeno seicento litri/ora o lavorano con temperature in entrata fino a sessanta gradi. Usare i “sistemi tradizionali”vor-
IL MERCATO DEL VENDING
rebbe dire rovinare le resine e compromettere il risultato della filtrazione,per evitarlo è necessario sviluppare un sistema ad hoc.Nel vending invece devi standardizzare il più possibile per offrire al gestore la soluzione più semplice da portare avanti,altrimenti si rischia di creargli un problema invece di offrirgli un’opportunità. Un grande frazionamento di offerta di filtri ha senso nell’Ho.Re.Ca., inteso come caffè,ma con il supporto della forza vendita tecnicocommerciale che fornisca adeguate spiegazioni.
Per il lancio della Purity C25 avete pensato a qualche campagna commerciale particolare?
È ancora prematuro parlarne,in
primo luogo perché vogliamo essere sicuri della data di lancio.Il prodotto dovrebbe essere ufficialmente disponibile da metà aprile,giorno più giorno meno.Di fatto siamo già in produzione,anche perché l’evoluzione del filtro non ha richiesto uno stravolgimento del processo produttivo.La promozione comunque spingerà sul fatto che il nuovo sistema di filtraggio Brita sarà sicuramente più vantaggioso non solo in senso economico,ma anche tecnico rispetto al bidone tradizionale.
Secondo alcune voci Brita attuerà una sorta di rottamazione.È vero che proporrete ai vostri clienti condizioni particolari?
I clienti che lo vorranno potranno
continuare ad utilizzare il nostro vecchio sistema e ad avere i prodotti almeno per i prossimi sette anni,anche se onestamente non ne vedo la convenienza economica.Quello che di fatto stiamo proponendo è aiutare chi vuole sostituire il nostro precedente sistema filtrante con il nuovo attraverso delle agevolazioni.Analoghe agevolazioni sono disponibili per coloro che scelgono il nuovo Purity C nei confronti di sistemi filtranti di altre case produttrici.Una cosa è certa:non regaleremo mai il prodotto,poiché il nostro obiettivo è innovare continuamente per offrire prodotti con standard qualitativi ed alimentari tra i più alti del mercato,e per fare ciò è necessario investire continuamente una cospicua parte dei propri fatturati.
Quanto è interessante per Brita il mercato OCS?
Crediamo molto in questo segmento di mercato e per questo puntiamo sulla qualità del filtro e sulla serietà del brand Brita.Il nostro è un prodotto certificato per uso alimentare e che garantisce risultati certi.Uno dei nostri principali obiettivi è stabilizzarci nel segmento OCS,dove c’è univocità tra utente e cliente e tra acquirente e fruitore.
Brita continua a collaborare con Lavazza in questo mercato?
Sì,la collaborazione con Lavazza continua e vedrà continue evoluzioni in futuro.È un progetto a cui teniamo molto e che stiamo seguendo con la massima atten-
Qualità ad occhi chiusi
Chi ha mai detto che il caffè dei distributori automatici, in grano o in cialda, deve essere meno buono di quello del bar?
Cambiano le modalità del servizio, ma la qualità del prodotto può essere la stessa; chi usa Caffè Carraro nel Vending lo constata ogni giorno, battuta dopo battuta.
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zione.Abbiamo anche una collaborazione con Saeco,che coinvolge tutta la loro produzione per il mercato domestico.
Anche nel segmento OCS state studiando delle evoluzioni?
Ci saranno delle continue evoluzioni sul filtro.Questo è uno dei risultati della nostra collaborazione con Lavazza,perché avere un contatto diretto con loro ci permette di testare il filtro e conoscere le reali necessità dei gestori.Siamo sempre stimolati a migliorare le caratteristiche del prodotto e in modo tale possiamo cercare di essere sempre un passo avanti rispetto alla concorrenza.
Ci sono progetti di collabora-
zione anche con altri costruttori?
Sì,anche se è ancora troppo presto per fare dei nomi.Posso solo dire che collaboriamo con aziende che condividono il nostro modo di lavorare e questo per noi è importante.
Brita sta investendo anche in Italia nel mercato domestico. Siete soddisfatti dei risultati?
Le vendite stanno andando molto bene,i risultati sono superiori alle attese.Siamo presenti con i nostri articoli in molte catene note,tra cui Darty,Carrefour,Panorama, Expert,Kasanova,etc.Tra il 2010 e il 2011 è prevista anche una campagna pubblicitaria sulle reti nazionali per le nostre caraffe e i relativi filtri quindi per il brand
Brita in generale.
La crisi 2009 ha colpito un po’ tutti i settori.Come vedi il futuro di Brita?
Le aspettative,nonostante il periodo economico difficile,sono rosee: il nuovo prodotto è già partito molto bene e continueremo a crescere.Basti dire che siamo in procinto di trasferirci nuovamente per ampliare la sede.
Quali certificazioni sanitarie sono necessarie per operare nel vostro mercato?
Per i filtri attuali è necessario rispettare alcune normative in materia.Le principali sono il decreto ministeriale 174/2004 per quanto attiene i materiali e gli oggetti che possono essere utiliz-
zati negli impianti fissi di captazione,trattamento,adduzione e distribuzione delle acque destinate al consumo umano.È necessario inoltre rispettare il decreto legislativo 31 del 2001 che altro non è che il decreto relativo alla qualità delle acque destinate al consumo umano.Non è da dimenticare inoltre il decreto legislativo n°152 del 2006 relativo alle norme in materia ambientale per la gestione dei rifiuti.Vista la rilevanza del nostro brand anche a livello del consumatore finale nel canale domestico, l’attenzione che poniamo su tali argomenti è assolutamente rilevante.Aspetti che riteniamo debbano essere tutelanti anche per i nostri clienti del mercato professionale.
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IL MERCATO DEL VENDING
+++ Bianchi Vending Group è da tempo votata alla ricerca di metodi per migliorare i suoi prodotti e offrire soluzioni innovative ai suoi clienti.L’azienda,per raggiungere questo importante obiettivo, ha creato un programma volto al raggiungimento di una qualità sempre più elevata nei prodotti e nei servizi offerti. Una delle figure chiave in questo processo di crescita è,senza dubbio,il Responsabile della Qualità,ruolo ricoperto in azienda da Elena Elia.
D.A.Italia,per approfondire questa importante tematica,si è recata a Verdellino (BG) e l’ha intervistata.
Intervista con Elena Elia
Quale percorso universitario e professionale l’ha portata fino in Bianchi Vending Group?
Mi sono laureata nel 2000 in Ingegneria e subito dopo ho avuto l’opportunità di arricchire la mia formazione tecnica universitaria con un master sulla Qualità totale.Negli otto mesi di master ho approfondito tutte le tematiche della gestione aziendale in ottica Qualità.Terminato il mio percorso formativo ho fatto due esperienze in aziende più o meno grandi e a settembre del 2001 sono entrata in Fiat Auto con un progetto di inserimento e formazione molto interessante. Assunta nello stabilimento di Cassino,nel 2002 sono passata alla casa madre,a Torino,dove ho lavorato nello Sviluppo Prodotto,
per poi restare,da gennaio 2004 a dicembre 2007,nella divisione Qualità.
È stato difficile lasciare un lavoro così formativo come in Fiat?
È stato un salto doloroso,nel senso che devo tantissimo della mia formazione e della mia visione aziendale alla Fiat Auto,un’azienda molto grande e strutturata che ha fatto della Qualità,soprattutto in questi ultimi anni,una vera rivoluzione,cui ho partecipato occupandomi del miglioramento della qualità del prodotto così come percepito dal cliente finale che lo utilizza.
In realtà però la mia ambizione era ricoprire il ruolo di Responsabile della Qualità e in Fiat Auto non mi era stata pro-
spettata a breve questa possibilità.Così l’ho cercata fuori e l’ho trovata nel bergamasco. Trasferita,ho lavorato per circa un anno in un’azienda di medie dimensioni del settore automotive,che forniva clientela d’eccellenza come Volkswagen,Ford, BMW,la stessa FIAT e altri importanti costruttori. Il settore automotive,purtroppo, non sta attraversando un buon momento anche perché ha un prodotto molto maturo nel suo ciclo vita.Il risultato è che la competitività tra un’azienda e l’altra è molto alta ed i margini di crescita non così interessanti.Così,quando mi si è prospettata la possibilità di spendere la mia esperienza,arricchendola,su un nuovo prodotto,ho deciso di accettare entusiasta la sfida.Da febbraio di
quest’anno sono ufficialmente Responsabile della Qualità della Bianchi.
Le aziende del Gruppo BVG sono certificate secondo i requisiti della norma ISO 9001:quali attività connesse alla definizione del Sistema di Qualità aziendale deve espletare?
Sono contenta di questa domanda perché la maggior parte delle aziende ritiene che il Responsabile della Qualità sia una persona che faccia carta, imponga procedure e scriva le istruzioni operative.In realtà ho una visione molto più ampia di questo ruolo. Credo,tuttavia,che una delle basi di una buona gestione aziendale sia mettere a disposizione
Elena Elia
IL MERCATO DEL VENDING
della direzione un sistema Qualità vissuto,mantenuto e gestito.
Il gruppo BVG è certificato secondo la normativa ISO 9001 dal 1998 e secondo la nuova revisione (Vision 2000) dal 2003. Attualmente ha una certificazione integrata ISO 9001-ISO 14001 (Ambiente – Qualità).
Nel 2008 la ISO ha stilato un’ulteriore revisione della norma,che pone particolare enfasi a due aspetti molto importanti nella gestione del sistema:la responsabilità dell’organizzazione anche sul livello di qualità delle aziende che forniscono in outsourcing e dei relativi controlli che possono essere effettuati (4.1) e l’accentuazione dell’importanza della lettura del cliente con appositi indicatori di guasto/lamentato
(8.2.1).
È proprio su questi aspetti che spero di apportare i maggiori contributi in ottica di sistema: sono attività che si possono ancora migliorare.Per il resto il sistema c’è,è consolidato e funziona.
Oltre a partecipare alla predisposizione delle procedure aziendali e alla redazione delle istruzioni operative, quanto è importante fornire supporto alla definizione della struttura organizzativa?
Per restare competitivi su mercati così dinamici come quelli odierni occorre attuare una vera rivoluzione “culturale”e trasformare anche la missione che ha la Qualità all’interno dell’azienda.
L’organizzazione della Qualità ha avuto un’evoluzione nel tempo:è passata dall’”assicurazione”di Qualità,vista come una serie di attività quali stesura procedure, istruzioni operative,attività di controllo,alla “gestione”della Qualità,strumento altamente strategico per l’azienda.Questa evoluzione l’ho sperimentata in aziende molto avanzate,per cui ho ben presente quale sia la differenza.
La Qualità,oggi,ha il compito di governare i processi aziendali allo scopo di soddisfare nella maniera migliore possibile il cliente finale. Occorre,per questo,fare una piccola rivoluzione:rivedere i processi aziendali in un’ottica non solo di efficacia,ma anche di efficienza,ovvero di costi sostenibili. Lo scopo è quello di creare un’or-
ganizzazione dinamica ed efficace che sappia andare incontro al cliente ed alle sue aspettative.Per fare questo ci vuole sicuramente un cambiamento anche organizzativo,è inevitabile,ma significa anche ottimizzare,rendere più efficaci le risorse presenti.
Questo è un processo molto lungo o si può realizzare in tempi relativamente brevi? Ci vuole un forte commitment,la volontà della Direzione nell’attuarlo,nel dare una nuova rotta all’azienda.E questo in Bianchi c’è ed è molto forte.Quindi io credo che questa convergenza di intenti sicuramente mi offrirà l’opportunità di accorciare molto i tempi di questo cambiamento.
Intende programmare atti-
bianchindustry
vità di audit interno sui processi e sulle aree funzionali per assicurare che esse si svolgano nel rispetto delle procedure del Sistema di Qualità aziendale?
Come le dicevo,BVG è già un’azienda certificata che mantiene il suo sistema di gestione della Qualità da molti anni.Il punto 8.2.2 della norma prevede che si attui un processo di verifica interna del sistema tramite lo strumento dell’audit.Quindi,con cadenza annuale,vengono verificati e misurati tutti i processi aziendali.Con questa attività si va a confrontare quanto effettivamente fatto in azienda con quanto previsto nelle procedure.Viene inoltre “misurato”il processo mediante degli indicatori.A seguito degli audit effettuati ven-
gono riscontrate aree di possibile miglioramento (non conformità od osservazioni) e su questa base si attua il miglioramento continuo.
Prima di intraprendere qualche progetto è necessario controllare i costi della Qualità ed effettuare l’analisi di fattibilità.Quanto è difficile vedersi approvato un progetto? L’importanza della
Qualità è percepita o è dominante il costo?
È innegabile che ridurre i costi di un progetto,oggi,sia un aspetto importante e altamente competitivo,ma la Qualità non lavora contro questo obiettivo,anzi! Lavorare in Qualità può essere una base importante anche per ridurre i costi.
La “partecipazione”della Qualità nel processo di sviluppo di un nuovo progetto,secondo me,è determinante per orientare l’azienda al cliente sin dalla fase di impostazione prodotto.Quando parlo di cliente mi riferisco sia a quello esterno,se ci commissiona un progetto,che interno,se è l’Ufficio Commerciale che richiede un nuovo prodotto a catalogo. Obiettivo,in questa fase iniziale, sarà ridurre il cosiddetto gap di comprensione insito nell’attività di progettazione tra la Qualità attesa dal cliente e quella effettivamente elaborata.Questo si ottiene con un concreto miglioramento della modalità di lettura dei requisiti cliente applicata dall’organizzazione.È necessario rendere i requisiti comprensibili in modo che lo studio di fattibilità
diventi il più realistico possibile. Semplificando:quando si elabora un nuovo prodotto da una parte c’è il cliente che lo aspetta e dall’altra l’Ufficio della Direzione Tecnica che lo progetta.La Qualità come deve intervenire? Innanzitutto rendendo il più chiaro possibile ciò che il cliente desidera all’interno dell’azienda, dando una lettura senza equivoci del cliente,in modo tale che la Direzione Tecnica sappia rispondere in modo adeguato. Dovrà,poi,supervisionare che,in ogni fase dell’avanzamento del progettato,ciò che si sta realizzando incontri effettivamente l’aspettativa del cliente,al fine di ridurre quanto possibile quel gap, ed effettuando la cosiddetta validazione del progetto (punto 7.3.6 della norma).Se non si
IL MERCATO DEL VENDING
ridurrà al massimo il gap di comprensione con il cliente,subentreranno molti costi di NON Qualità, legati a riformulazione delle specifiche con conseguenti variazioni stampo,disegni,materiali, aumento scarti per obsoleti e, aspetto importantissimo,ritardi nella commercializzazione del prodotto.Ciò dimostra che lavorare in Qualità significa farlo con costi controllati e performance che rendono i progetti veramente competitivi.
In genere un Responsabile della Qualità possiede una conoscenza approfondita della tecniche di elaborazione dati:può avere un’influenza sull’eventuale ristrutturazione del sistema informatico?
L’elaborazione dati è uno dei più importanti strumenti della Qualità.Uno degli otto principi di base della Qualità recita che è necessario prendere sempre decisioni analizzando,con la massima cura,dati di fatto,per leggere i fenomeni su base oggettiva e non soggettiva.Bisogna abituarsi a lavorare su dati oggettivi,non su idee,ipotesi,supposizioni o sensazioni;in questo modo tutti quanti lavorano meglio e possono misurarsi con i risultati che ottengono.Sicuramente,per questo,verranno rivisti alcuni sistemi informativi interni,ma attività sono previste anche in ottica di interfaccia cliente,per migliorare la comunicazione con i nostri distributori e per misurare la soddisfazione del cliente in maniera più efficace.
Il Responsabile della Qualità deve intraprendere anche iniziative per definire i bisogni formativi interni all’azienda,per il controllo delle prestazioni ed il rispetto delle procedure curandone la divulgazione?
Sicuramente,come abbiamo detto,occorre intervenire sull’organizzazione in generale e contribuire a creare la cultura della Qualità.Uno degli strumenti più importanti a questo scopo è la formazione interna che “costruisce”il cambio culturale.E questa formazione deve coinvolgere tutti i livelli dell’organizzazione e tutti i processi aziendali,orientandoli all’attesa del cliente.Nella mia esperienza passata mi è capitato di tenere corsi in cui mostravo agli operai,che lavoravano diret-
tamente sul prodotto,quello che il cliente mi chiedeva e ciò di cui si lamentava.Era poi automatico che l’operaio sapesse come muoversi e cosa evitare per andare incontro all’acquirente del prodotto e questa non è una cosa da poco.
Quali sono i rapporti con gli enti preposti alla certificazione?
L’azienda è certificata con CSQ, accreditata SINCERT.La società di certificazione svolge la sua attività secondo un regolamento che mette a disposizione sul proprio sito e a cui bisogna attenersi.La certificazione dura tre anni dopodiché è soggetta a rinnovo. Tuttavia ogni anno è prevista una visita di sorveglianza per il mantenimento delle certificazioni.In
queste visite,gli “auditor”vengono in sede a verificare i processi aziendali e a capire quanto sono conformi alle procedure che l’azienda si è data.Dopo la certificazione viene dato un “voto”,un risultato che si basa su non conformità oggettivate o osservazioni,consigli di miglioramento. Normalmente una società di certificazione seria,come è la CSQ, non si pone mai in maniera indagatrice o accusatoria nei confronti del cliente ma sempre in ottica di collaborazione.Trova delle aree,degli spunti di miglioramento e cerca,con l’azienda-cliente, di individuare i modi per far crescere l’azienda nel miglioramento continuo.
Cosa conosceva del vending prima di entrare in BVG?
Assolutamente nulla,ero solo una cliente dei distributori del caffè.
Che impressione aveva di questo mondo?
Sono rimasta molto colpita del fatto che questo mondo ha cinquant’anni di vita,perché nella mia memoria lo ricordo come un prodotto estremamente recente, giovane.Quindi lo ritengo un settore che si presta ancora a tantissime applicazioni,è in un momento del ciclo di vita,quindi, ancora molto interessante.È un mercato in cui sicuramente un lavoro ben fatto ha degli spazi per essere premiato e per avere un buon ritorno.
Qual è la sua impressione dell’azienda?
La mia impressione sulla struttura aziendale è sicuramente quella di una società molto dinamica,dove le persone si sono adattate nel tempo a questo dinamismo.È un’impresa destrutturata e questo crea molta più libertà a livello di creatività.Le persone sono molto attive,giovani e propositive e sono loro che fanno l’azienda. Difatti,già dopo poco tempo,ne conosco una buona parte e collaboriamo bene,per cui la mia impressione è ottima.
Queste persone come si pongono nei confronti del sistema Qualità?
Purtroppo la visione della Qualità è percepita come un’imposizione di procedure,di istruzioni operative e di controllo e non viene vissuta come qualcosa che può aiu-
tare anche a migliorare il proprio lavoro.Questa percezione dovrà cambiare:lavorerò con il mio staff anche per questo.
Quanto tempo ritiene sarà necessario per vedere i primi risultati del suo operato? È difficile stabilire i tempi in cui questo cambiamento potrà chiaramente percepirsi all’esterno, soprattutto in un momento,per il mercato in genere,non proprio facile.Sono d’altra parte certa che tutti gli sforzi che la Bianchi sta affrontando,con le novità che le ho raccontato,non tarderanno ad arrivare ai nostri clienti che sapranno darcene atto premiando il salto di qualità conseguito.
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E x p e r i e n c e t h e i n n o v a t i o n
Sabato 24 gennaio,Lavazza e Punto Ristoro hanno organizzato,all’interno della suggestiva cornice del Miglio d’oro Park Hotel di Ercolano (NA),il primo Road Show Lavazza del 2009.
L’interessante incontro dal titolo:Experience the innovation,ha visto la partecipazione di circa cento gestori campani, particolarmente attenti agli interventi di Giampaolo Arpe,Fabrizio Rosellini,Giovanni Troisi e Adin Ghazi Nouri.All’evento hanno partecipato in qualità di relatori anche Vincenzo Scrigna e Alessandro Fontana.
A fare gli onori di casa Giovanni Maraniello,che ha aperto i lavori e Mariella Simeoli,che ha realizzato l’ultimo intervento della giornata.
Il successo del Road Show è dovuto anche alla particolare formula adottata dagli organizzatori.Il moderatore ha dialogato con i relatori,creando un clima molto partecipativo.Gli ospiti si sono accomodati attorno a tavoli circolari e hanno potuto degustare durante il convegno alcuni prodotti presentati sul mercato del vending da Lavazza proprio in questa occasione.
D.A.Italia ha partecipato all’evento e presenta ai suoi lettori una sintesi di alcuni interessanti interventi.
Il Road Show Lavazza di Ercolano
Giovanni Troisi,Area Manager
Lazio e Campania di Lavazza,ha moderato l’incontro fra i relatori e gli ospiti presenti.Dopo una breve introduzione ha dialogato con Giampaolo Arpe,direttore Business Worldwide Department, partendo dalla domanda:“Il mercato,che è composto dai comportamenti dei singoli consumatori, sta subendo,in particolare nel contesto domestico,notevoli cambiamenti negli ultimi tempi e a ritmo accelerato,cosa ne pensi?”
“Il motivo per cui oggi siamo qui è che c’è in atto una rivoluzione:in Italia i numeri del mercato del
caffè consumato a casa confermano un crescente spostamento verso la cialda ed è per questo che Lavazza negli ultimi anni ha spinto fortemente su questo segmento. Parliamo di cifre ancora basse:
1.600 tonnellate rispetto alle 118.000 tonnellate di tutto il mercato caffè.La cosa eccezionale è il tasso di crescita che la vendita di questo prodotto sta registrando; infatti,mentre le altre modalità di consumo (moka,espresso,etc.) hanno conosciuto una crescita minima,la vendita delle cialde è in aumento del 60% circa.In molti si stanno concentrando su questo
prodotto perché il consumatore lo chiede,ne riconosce il valore,la praticità di utilizzo e la qualità. Dobbiamo arrivare alle famiglie attraverso tutti i possibili canali di vendita;mi riferisco in primis alle società di gestione che sono sinonimo di professionalità,presenza e assistenza qualificata.Grazie al loro lavoro il consumatore ha la possibilità di conoscere il prodotto sul luogo di lavoro e di adottare questa modalità di consumo anche a casa.
Quali sono invece le ultime evoluzioni del mercato fuoricasa? Il 70% circa dei consumatori ha
dichiarato di essere disponibile ad acquistare caffè erogato da un distributore automatico qualora fosse presente e ne lamenta la diffusione insufficiente.Questo ci ha fatto scoprire un mondo nuovo: oggi il distributore non ha come luogo di installazione e di consumo solo l’ufficio,ma molti altri luoghi pubblici e in alcune province del nord si parla di installare distributori alle fermate dei tram,degli autobus,per soddisfare l’aspettativa dei consumatori.L’approccio dell’utente finale verso il distributore automatico comincia a cambiare,lo vediamo soprattutto dai
SPECIALE EVENTI
numeri:se in Italia abbiamo 250.000 tonnellate di consumi di caffè,il 10% di questo totale è rappresentato dalla distribuzione automatica,per anni poco considerata dai torrefattori. Il consumatore oggi percepisce in modo diverso i servizi offerti dal mondo della distribuzione automatica e,se in passato ne apprezzava funzionalità e accessibilità,oggi è convinto dall’alta qualità dei prodotti,del miglioramento dei metodi di pagamento e di erogazioni. Diventa quindi fondamentale il ruolo del marchio,basilare nella comunicazione col consumatore che predilige un prodotto accattivante,riconoscibile,qualitativamente affidabile.Il marchio dunque si fa garante di quella qualità che vorremmo diventasse il tratto distintivo del vending.Il consumo di caffè dovrebbe sempre essere vincolato a una modalità di erogazione capace di esaltare la qualità
del prodotto.
Passando al mondo dell’Ho.Re.Ca., nel bar il caffè incontra la competenza del barista,ma questo non accade sempre nel mondo della ristorazione,in cui l’attenzione per il caffè è proporzionale al suo peso nel fatturato dell’esercizio.A questo proposito,Lavazza ha creato una gamma di prodotti,sette nuove macchine diverse,che verranno lanciate quest’anno sul mercato,con l’obiettivo di entrare in modo incisivo nel settore della ristorazione.Il mondo del Food Service in Italia conta circa 220.000 postazioni;se escludiamo i bar,abbiamo comunque di fronte migliaia di trattorie,pizzerie,ristoranti,pub e discoteche.Potrebbe diventare determinante dotare queste postazioni di una macchina in grado di erogare un caffè di qualità senza che sia necessaria una particolare conoscenza del prodotto da parte del gestore.
A questi numeri possiamo aggiungere quelli relativi ad un ulteriore segmento che sta coinvolgendo il consumatore e che descriviamo come “il mondo del consumo dell’ unconventional”:stiamo parlando di palestre,farmacie,attività commerciali,negozi di abbigliamento (circa 200.000 punti vendita in Italia).All’interno di questi spazi sempre più spesso vengono predisposti coffee corner che si rivolgono al personale interno,ma anche al cliente,offrendogli una sorta di benvenuto;in questi esercizi il proprietario necessita di un prodotto di qualità che sia allo stesso tempo facile da usare per un non professionista.Quindi se sommiamo 200.000 potenziali clienti ai 100.000 precedenti arriviamo a 300.000,un numero notevolmente grande.
Ho visitato la nostra fabbrica di Gattinara nel 2001,quando era un piccolo stabilimento,ma nell’arco
di 3-4 anni,grazie ai nostri collaboratori,ma soprattutto alla crescita dei consumi e agli investimenti fatti dalla proprietà,rappresenta oggi l’eccellenza per quanto riguarda le capacità tecniche e qualitative,grazie a un controllo della qualità perfetto.
Mantenere costante il livello qualitativo della cialda è un obiettivo difficilissimo da raggiungere:molti producono cialde,ma solo pochi riescono a consolidarne la costanza,che è il risultato degli sforzi necessari a produrla.
40 milioni di italiani effettuano un consumo fuori casa almeno una volta al mese e questo vuol dire che dobbiamo cominciare a considerarlo come un ambito più ampio rispetto al bar o all’ufficio.I momenti di consumo si stanno moltiplicando all’interno di questo concetto e possiamo distinguerne due categorie:la prima,più classica,che comprende colazione,
road show lavazza
pranzo e cena generalmente preparati a casa,soprattutto fuori dalle grandi città;la seconda,che include invece i consumi che avvengono nei momenti di pausa dal lavoro,durante l’ora dell’aperitivo e nel dopo cena.La concezione del momento di pausa sta cambiando,diventa importante e riguarda diversi contesti:il lavoro, le situazioni di attesa,le farmacie e i negozi.C’è una necessità crescente di ricreare questo momento di consumo e pensiamo sia una grande potenzialità.
Dalla nostra ricerca,condivisa con Confida,è emerso inoltre che oggi in Italia ci sono più di 20 milioni di utenti che acquistano da macchine vending,cioè quasi il 50% dei consumatori reali,destinati ad aumentare,a testimonianza della crescita di cui abbiamo parlato all’inizio.La gente si avvicina,c’è sempre più curiosità ed è per questo che il marchio di qualità vuole entrare a
far parte di questo mondo,contribuendo a farlo crescere.
La vera sfida che ci aspetta è la conquista del rimanente 50% di clienti,fare cadere i vincoli,le cattive percezioni che hanno impedito fino ad oggi di instaurare con questi consumatori un rapporto di fiducia.Nei paesi maggiormente sviluppati i consumi fuori casa sono elevatissimi:siamo arrivati all’80% di consumatori SSP (Self Service Point) negli USA e addirittura al 95% in Giappone. L’evoluzione del consumatore va in questa direzione e il perché si spiega osservando i cambiamenti nella composizione dalla società:molte famiglie del nord Italia oggi sono composte da una o due persone, passano poco tempo in casa rispetto al passato e privilegiano un consumo in ambiente esterno”. Al termine dell’intervento, Giovanni Troisi ha presentato Punto Ristoro,sottolineando l’im-
portanza per Lavazza di lavorare con questa società di rivendita,che la rappresenta in Campania dal 2003 con dei risultati importanti, considerati un punto di partenza e non di arrivo.Riportiamo a questo riguardo la relazione del responsabile Lavazza che segue nella sua quotidianità Punto Ristoro,Adin Ghazi Nouri: “La rivendita per Lavazza non è un semplice distributore,ma una componente fondamentale per offrire opportunità e servizio al gestore che opera sul mercato locale.In virtù di questa considerazione nel 2003 è nata la collaborazione con Punto Ristoro,che è il nostro punto di riferimento in Campania.Questa collaborazione ha portato sicuramente qualcosa di positivo:abbiamo più che triplicato i clienti serviti,passando dal 2003 ad oggi,da circa 2 milioni a quasi 8 milioni di cialde fornite e abbiamo ampliato la gamma dei prodotti.Siamo par-
titi col solo sistema Espresso Point per il mercato OCS e oggi,grazie all’affiancamento di Blue,copriamo tutto il mercato,dalla famiglia al vending passando per l’OCS e dalla nuova frontiera dell’ Ho.Re.Ca.Il successo di questa esperienza è testimoniato anche dall’apertura,fra alcuni mesi,di una nuova sede,più grande e più funzionale,tramite la quale ci auguriamo di poter ampliare ulteriormente i servizi e proporre Punto Ristoro come un vero e proprio polo di servizi per il mercato della distribuzione automatica. Innanzitutto vogliamo continuare a migliorare l’assistenza,infatti più il mercato della distribuzione automatica diventa competitivo,concorrenziale,più il fattore assistenza diviene importante e deve essere complementare alla vendita. L’assistenza tecnica può essere fornita tramite un’officina attrezzata che consente l’attività di riparazio-
SPECIALE EVENTI
ne dei distributori manuali e automatici presso Punto Ristoro o presso la sede del cliente,mentre l’assistenza commerciale viene offerta tramite la condivisione di progetti di sviluppo e di piani di acquisto attraverso un supporto marketing. Fondamentale si rivela la conoscenza del territorio,così come la logistica,intesa come consegna del prodotto presso la sede del gestore,concordata in modo da venire incontro alle sue esigenze specifiche.La possibilità di poter gestire e consegnare presso la locazione finale il distributore automatico è importante per ridurre eventuali difficoltà organizzative ai piccoli gestori.Nell’ambito della gestione anche la formazione è un fattore fondamentale,per questo l’organizzazione di corsi,sia presso la sede della rivendita che presso il gestore,va incoraggiata al fine di dare ulteriori strumenti utili al tito-
lare,ai tecnici e ai commerciali.La formazione tecnica serve a facilitare l’utilizzo e la manutenzione di tutte le macchine trattate;quella gestionale supporta l’avvio di nuove imprese e il miglioramento dell’offerta commerciale del prodotto,fino ad arrivare ad essere attività di consulenza.Grazie alla forte relazione con Lavazza,Punto Ristoro offre l’opportunità di prendere parte a giornate intensive di corsi tenuti dai tecnici del Training Center di Torino.Ogni gestione deve avere inoltre la possibilità di riparare i propri distributori,per questo motivo grande attenzione viene riservata alla ricambistica: avere un magazzino sempre rifornito di prodotti originali per gli interventi di assistenza aiuta a ridurre i costi di gestione.A partire da quest’anno inoltre verrà introdotta la pratica del finanziamento, una novità resa possibile dalla col-
laborazione tra Punto Ristoro e alcuni partner specializzati in materia,che offriranno ai clienti soluzioni personalizzate.Tutto questo per noi rappresenta un ottimo punto di partenza per il rilancio del vending in Campania,un settore che presenta ampi margini di crescita”.
Troisi ha poi introdotto il presidente di Confida,Vincenzo Scrigna,che ha illustrato agli ospiti una relazione sull’evoluzione del gestore italiano e il nostro direttore responsabile Alessandro Fontana,di cui riportiamo di seguito l’intervento:“Come evidenziato dal presidente Scrigna,c’è stata senz’altro un’evoluzione del gestore.La cosa interessante e forse più importante è che c’è stata un’evoluzione anche della professionalità:il gestore non si è solo evoluto ma è diventato sempre più professionale.Questo è molto rilevante
perché oggi,con uno scenario congiunturale che cambia,la professionalità è veramente l’unica carta vincente che i gestori hanno per affrontare un mercato in crisi. Sembra incredibile,ma questo fattore in tutti questi anni non è stato condizione necessaria e sufficiente per aprire una gestione,perché,in particolari ambiti territoriali e in un mercato che tutto sommato continuava ad andar bene,anche gestori non professionali potevano pensare di realizzare il proprio business e sopravvivere.
Oggi non è più così perché è aumentata la concorrenza ed è sempre più difficile andare da un cliente e non essere professionali. Ho visto i numeri che presentava il dottor Arpe e le stime della Banca d’Italia secondo la quale nel 2009 ci sarà un’involuzione del PIL;questo è un elemento di cui tener conto,poiché il 90% del vending
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VISIONS OFVENDING
passa dagli uffici e quindi subisce in modo diretto le variazioni negative del tasso di disoccupazione. Ciò significa che inevitabilmente la crisi colpirà il mondo della distribuzione automatica e bisognerà rimettere tutto in discussione aprendosi ad una diversa mentalità.Il gestore per lungo tempo è stato una persona che aveva il vantaggio competitivo di essere sempre operativo,ma questo non è più sufficiente:bisogna essere strategici.Per esserlo bisogna avere un progetto consapevole:bisogna sapere cosa si sta facendo,con chi, perché e in quale direzione ci si sta muovendo.
In molti hanno investito nell’informatica,ricorrendo all’utilizzo di programmi per il controllo di gestione che gli hanno consentito di rivoluzionare l’azienda.Questa modalità di controllo aiuta a rendersi conto delle reali condizioni
del proprio business.In questo modo non si rischia di sottostimare o sovrastimare una locazione,si riesce a capire quali sono le categorie di costo,si può stabilire quali siano i clienti che portano un vantaggio alla gestione e a quali eventualmente poter rinunciare. Il gestore è cresciuto professionalmente anche nei rapporti coi fornitori,infatti oggi l’operatore professionale è fortemente motivato a vendere prodotti di marca,perché possiedono tutta una serie di valori percepiti e richiesti dai consumatori.Il gestore professionale ha anche imparato a perseguire il profitto.Una gestione è un’azienda e un’azienda deve guadagnare facendo marginalità attraverso prezzi adeguati.Questo purtroppo non sempre accade,anche in un periodo come questo in cui nessuno si può più permettere di gestire un business a bassa marginalità.”
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Intervista con Alfio Petrullo
Come mai hai deciso di entrare nel settore del vending,pur provenendo da un’esperienza professionale completamente diversa?
Spesso dico scherzando che sono entrato nel vending per fare un investimento da cui sono rimasto investito.Io sono un consulente contrattuale ed ereditario e quindi ho un’estrazione prettamente giuridica,ma mi sono ritrovato a lavorare nella distribuzione automatica,una realtà di cui onestamente non conoscevo nulla.
Nel ’97,durante una vacanza al mare,ho conosciuto una persona che operava già nel settore e che mi ha proposto di provare a lanciare il vending nella zona di Enna.Ho deciso di accettare l’offerta e poco dopo si è anche profilata l’opportunità di acquistare un’azienda che
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operava nel vending e che aveva la concessione Zanussi.
Da quel momento il vending è stata la tua principale attività?
Dal ‘97 in poi sono stato sempre più coinvolto nel mondo del vending:nel ’98 ho preso parte a una riunione della delegazione Confida in Sicilia,durante la quale sono stato eletto delegato regionale e l’anno seguente sono stato nominato membro del Consiglio Direttivo Confida,nel quale sono rimasto fino al 2007.Dopo la scissione societaria,a partire dal gennaio 2002,ho intrapreso da solo l’attività di gestore (ceduta nel 2006) nonché di concessionario con la costituzione di Vending Service S.a.s.,il tutto grazie a Necta,che mi ha dato fiducia pro-
ponendomi di iniziare questa collaborazione.Siamo partiti con 8 clienti e adesso il nostro database ne conta più di 120 - la metà dei potenziali clienti presenti nel nostro territorio -,di cui almeno quarantacinque assidui.
In questi 12 anni il vending è cambiato molto in Sicilia?
Ci sono stati molti cambiamenti, dovuti soprattutto al costante aumento del numero dei gestori presenti nel territorio.Quando ho acquisito la concessionaria,la struttura non era particolarmente competitiva,poi,per fortuna,negli anni successivi il vending si è evoluto in modo significativo.
Qual è la differenza tra concessionari e agenti?
Il concessionario è proprietario del
bene che vende,mentre l’agente promuove le vendite per conto dell’azienda mandante.Nel nostro caso la struttura del concessionario ci permette un ottimo presidio del mercato,con una grande flessibilità e con uno stock di prodotti di nostra proprietà sempre disponibile per la clientela.
Catania è una piazza abbastanza complessa e con molti competitor.Si riescono a gestire i rapporti in modo sereno?
Catania è una piazza complessa e con un mercato vicino alla saturazione,quindi è normale che ci siano momenti di confronto anche piuttosto vivaci,i rapporti però comunque sono buoni.Questo dipende anche dal fatto che vendo i miei distributori senza parlare
Alfio Petrullo
IL MERCATO DEL VENDING
male di quelli degli altri.Chi si rivolge a Vending Service cerca il nostro prodotto,ma conosce anche la nostra correttezza professionale.
Da quante persone è composta la vostra struttura?
In Vending Service lavorano quattro persone:io,supportato dalla mia insostituibile moglie;Vera Zuccaro,persona di estrema fiducia,che si occupa di servizi di segreteria e ha la responsabilità contabile con la supervisione del commercialista;Alessandro Casentino,giovane dinamico che si occupa di marketing e logistica e Giovanni Barone,una persona molto competente che si occupa della parte tecnica e interviene anche in ambito commerciale.
Vending Service è in crescita costante o il mercato è già arrivato ad una fase di stabi-
lità?
Il mercato siciliano ha delle sue peculiarità che lo rendono piuttosto complesso da gestire,ma noi siamo stati fortunati perché siamo riusciti a far crescere il numero di clienti di pari passo con i fatturati, che fino al 2008 hanno registrato una crescita costante.Si tratta di un ottimo risultato,se consideriamo che nel frattempo la concorrenza è aumentata.
Come mai la Sicilia è divisa in due zone di competenza?
Le due strutture ci permettono una presenza capillare sul territorio e un servizio più in linea con le esigenze della clientela.
In che rapporti sei con Roberto D’Asta,concessionario Necta per la zona occidentale della Sicilia?
Tra me e Roberto c’è sicuramente un rapporto di reciproco rispetto e
tra le due concessionarie c’è un clima di collaborazione.
L’impressione di chi osserva dall’esterno è che Catania sia una realtà molto più attiva rispetto a Palermo:da cosa dipende?
Questo riguarda un po’ tutti i settori industriali e commerciali. Palermo è per tradizione una città di nobili e possidenti terrieri,che ricavano gran parte del reddito dalle loro terre e dalle proprietà immobiliari;poi,in quanto capoluogo di regione,è sede di una grandissima quantità di uffici che occupano tantissime persone.Per questa ragione Catania ha sviluppato una maggiore vivacità imprenditoriale che ha coinvolto tutti i settori dell’economia e,sebbene ci sia meno denaro,c’è una diffusa predisposizione a reinvestirlo,forse a volte anche in maniera imprudente,dato che qui da noi
le aziende nascono,crescono e muoiono con molta facilità,mentre nel palermitano la situazione è meno dinamica.Naturalmente questa tendenza riguarda anche il settore del vending,che a livello di lavoro e di fatturato non ha niente da invidiare al capoluogo.
Valbrembo dista da Catania oltre mille chilometri:come gestite i rapporti con una casa madre così lontana?
Grazie alle tecnologie informatiche e al telefono,il contatto è costante.Per quanto riguarda i ricambi e l’assistenza,che richiedono la nostra presenza sul territorio,riusciamo in gran parte a provvedere in modo indipendente.Abbiamo investito in un magazzino ricambi molto fornito e gestiamo il flusso dei ricambi e delle scorte con il nostro software gestionale,in questo modo riusciamo a prevenire anche i problemi legati ai “sotto-
necta tour - vending service
scorta”.
Comunque,in caso di necessità,è sempre possibile fare arrivare un pezzo da Valbrembo tramite corriere o collaborare tra vicini.
Come vi siete organizzati per offrire ai vostri clienti un’assistenza che risponda alle loro esigenze in tempi brevi?
All’inizio di ogni anno proponiamo ai nostri clienti l’acquisto di scorte di ricambi,in modo che non si trovino mai sprovvisti della componentistica essenziale e devo dire che rispondono molto bene a questo tipo di iniziativa.I ricambi vengono consegnati direttamente oppure i clienti vengono a ritirarsi il pezzo personalmente,in altri casi consegniamo tramite corriere,a seconda dell’urgenza.
In Sicilia il mercato OCS è molto vitale,anche nella vendita di cialde in carta,che al
Nord sono sempre meno diffuse.Come è stato accolto l’arrivo della Rotary?
La nuova macchina ha avuto una buona accoglienza.Quello dell’OCS è un mercato che ho imparato a conoscere l’anno scorso,quando è iniziata una collaborazione con un torrefattore genovese.Quando si affronta il mercato OCS si parla sempre di vending e molti pensano che si tratti dello stesso lavoro,ma in realtà sono due modi di operare molto diversi. L’approccio con il cliente,l’investimento nell’acquisto delle macchine e i prodotti che si utilizzano sono totalmente differenti.
Quando è nata la collaborazione con Covim?
Claudio Picci di Covim - che ho conosciuto quando ero nel Direttivo di Confida - l’anno scorso si trovava in Sicilia e mi ha chiamato perché aveva saputo che ero
ancora il concessionario Necta per la Sicilia Orientale.Era stupito perché credeva che avessi venduto la concessione quando ho ceduto la gestione.Abbiamo fatto quattro chiacchiere e mi ha proposto di vendere il caffè Covim in esclusiva in Sicilia.Ero piuttosto scettico sulla possibilità di riuscire a trattare un prodotto come il caffè,seppur di ottima qualità,in un mercato così “affollato”e ho accettato quasi per scherzo,senza garantire alcun risultato.In realtà è andata molto bene:ci siamo organizzati e da ottobre 2008 abbiamo iniziato di fatto l’attività di vendita con risultati inaspettati.Questo mi ha confermato che il caffè è ancora il prodotto trainante del settore.
I vostri clienti sono equamente distribuiti nelle diverse province oppure il vostro core business è concentrato su Catania?
Catania è la provincia in cui si concentra buona parte del nostro lavoro;seguono Messina,Ragusa e Siracusa.Ci occupiamo solo marginalmente dell’ennese,già servito dalle grandi gestioni,a parte qualche piccola realtà.
Ragusa è una provincia molto attiva?
Ragusa secondo me è un’isola felice,un modello,perché non ci sono molti gestori,gli operatori lavorano in accordo tra di loro evitando di farsi lo sgambetto e rendono il mercato piuttosto tranquillo.A Catania invece c’è molta più competizione e un numero notevole di gestori che devono dividersi il mercato.
Cosa pensi della nuova gamma Necta?
Sono molto soddisfatto della nuova gamma perché la trovo veramente innovativa.Necta ha
IL MERCATO DEL VENDING
operato una svolta importante decidendo di produrre delle macchine all’avanguardia,introducendo grandi novità a livello tecnologico e dando in questo modo un forte segnale di cambiamento.La nuova gamma è infatti innovativa pur conservando le caratteristiche che hanno reso Necta un marchio riconoscibile e apprezzato:si affianca ai modelli attuali e al contempo propone nuove tecnologie. Anche se la congiuntura economica ci è sfavorevole abbiamo grandi aspettative.L’evoluzione è cominciata dai modelli di fascia alta e arriverà fino a quelli di fascia più bassa,che tra l’altro sono i più venduti nel mercato siciliano.
Le banche e le società creditizie concedono sempre meno finanziamenti e oggi le azien-
de senza leasing e senza finanziamenti non sono più in grado di comprare distributori nuovi e cominciano a ripiegare sull’usato:quanto potrà incidere questa situazione sul successo della nuova gamma Necta?
Devo dire che noi da questo punto di vista non abbiamo avuto problemi.La società che ci supporta dal punto di vista finanziario,ci ha dato ampie garanzie di poter continuare ad operare come in passato.Credo che nonostante tutto ci sia ancora spazio per le macchine di qualità,penso che Necta offra un rapporto qualità/prezzo estremamente competitivo e che le aziende cercheranno di investire. La crisi economica parte dagli Stati Uniti,dove gli operatori del settore bancario hanno agito in nome del
profitto facile e immediato,incuranti di immettere nel mercato “spazzatura”;il problema quindi è più etico che finanziario:la politica del business ad ogni costo ha serie ripercussioni non solo sul piano economico,ma anche su quello sociale e invece non si dovrebbe mai tralasciare il rispetto per le persone e per il lavoro altrui. Questo discorso naturalmente vale anche per il vending.
Molte aziende si trovano in grossa difficoltà.Quali misure andrebbero adottate per affrontare questa crisi?
Secondo me bisognerebbe incominciare a valorizzare davvero questo settore.Per rendersi conto della situazione basti osservare questo:nel mercato della distribuzione il prezzo del caffè non cam-
bia da dieci anni,prima costava cinquecento lire,esattamente come oggi.Mi ritengo l’ultimo degli imprenditori,anzi lo sono diventato per caso,però a mio modo di vedere tutti i settori che hanno abbassato i prezzi hanno decretato la propria fine.Le aziende del vending non dovrebbero sottovalutarsi,ma cercare soluzioni alternative per rialzarsi,puntando più sulla qualità e quantità dei servizi offerti;credo che bisognerebbe imparare a far meglio il conto economico aziendale e riflettere più attentamente sulle conseguenze negative (per la propria azienda, per sé,per i dipendenti ed in generale per la società) dell’offerta di beni e servizi a prezzi troppo bassi. La mia azienda opera con questa filosofia,un ulteriore valore aggiunto a favore dell’utente finale.
Cialde Mokasirs: la bellezza di 15 gusti.
Un ampio ventaglio di prodotti, un packaging moderno ed innovativo, ma soprattutto la qualità di chi produce caffè da più di 50 anni. Ecco perché le cialde Mokasirs sono la soluzione ideale per tutti quegli uffici, studi professionali, aziende che desiderano offrire ai propri clienti e collaboratori un caffè buono come quello del bar. Cialde Mokasirs: una scelta di stile.
Ritorna il Torneo di calcio a 7 organizzato da D.A. Italia
Otto squadre stanno lottando in questi giorni per contendersi l’ambita D.A. Italia 7Cup. Dopo il grande successo della Vending Champions League (calcio a 11), che ha avuto il suo atto finale durante Venditalia 2006 e la prima edizione della D A I t a l i a 7 C u p (calcio a 7), anche quest’anno D.A. Italia ha deciso di organizzare un torneo di calcio dedicato alle aziende del Vending.
Tutti gli incontri si svolgono in campi a sette in erba sintetica presso il centro sportivo: C.D.A. Villapizzone, Via Luciano angolo Via Perin del Vaga (Milano), www.cdavillapizzone.com (Uscita autostradale di Viale Certosa).
La documentazione ufficiale del torneo e il tabellone, aggiornato con i risultati, è on-line all’indirizzo: w w w d a i t a l i a i t
Pubblichiamo in questo numero il calendario ufficiale degli incontri.
CALENDARIO DEGLI INCONTRI tutte le partite avranno inizio alle ore 21.00
PRIMA GIORNATA
Girone A Girone B
lunedì 16/03/2009
RHEA VENDORS - BIANCHI VENDING GROUP
lunedì 23/03/2009
PERFETTI VAN MELLE – LIOMATIC GENOVA IL TUO CAFFE' – A.D.A. SELECTA ITALIA – COMESTERO GROUP
SECONDA GIORNATA
Girone A Girone B lunedì 30/03/2009 lunedì 06/04/2009
RHEA VENDORS – IL TUO CAFFE'
BIANCHI VENDING GROUP – A.D.A.
PERFETTI VAN MELLE – SELECTA ITALIA
LIOMATIC GENOVA – COMESTERO GROUP
TERZA GIORNATA
Girone A Girone B lunedì 20/04/2009 lunedì 27/04/2009
RHEA VENDORS – A.D.A.
BIANCHI VENDING GROUP – IL TUO CAFFE'
lunedì 04/05/2009
Prima girone A / Seconda girone B
SEMIFINALI
PERFETTI VAN MELLE – COMESTERO GROUP
LIOMATIC GENOVA – SELECTA ITALIA
lunedì 04/05/2009
Prima girone B / Seconda girone A
FINALE
data da definirsi
novità nel vending
a cura di Noemi Margaroli
VIVIDENT CUBE,GUSTO INTENSO E FRESCHEZZA AL CUBO
Da Perfetti Van Melle arriva Vivident Cube, l’innovativo chewing gum senza zucchero dello storico marchio Vivident.Questo nuovo prodotto si distingue già a prima vista da tutti gli altri chewing gum presenti sul mercato:Vivident Cube ha appunto la rivoluzionaria forma di un cubo,ma le sue peculiarità non si riducono ad un formato originale,si tratta infatti di un soft chewing gum non confettato,estremamente morbido,dal gusto intenso e di lunga durata.La sua superficie è ricoperta dallo xilitolo,ingrediente naturale che protegge i denti e regala al palato una sensazione di immediata freschezza. Tre le varianti di gusto:Ice Green Mint,menta fresca ma delicata e particolarmente apprezzata dai consumatori;Ice Blue Mint,menta intensa; Ice Berry,un mix fresco e dolce ai frutti di bosco.
PEPE:ALLA CRISI RISPONDE CON LA QUALITÀ
PePe,premiato come primo classificato nella Categoria Bevande e prodotto innovativo 2008 nel canale Ho.Re.Ca.,rappresenta oggi una novità nel mercato del vending.La speciale Linea Privilege permette di trasformare la casa, la palestra,il centro benessere in un “Bar di Piacere”,dove poter gustare nel pieno relax i particolari prodotti che hanno fatto di PePe una
realtà anche per il settore della DA. Grazie ai suoi prodotti di alto livello,sempre controllati e migliorati,PePe vuole essere la giusta risposta per quei consumatori che scelgono la qualità italiana a favore del loro benessere. Prodotti che coniugano l’inconfondibile rito del caffè con gli effetti benefici del ginseng,trasformando così una semplice pausa in un’occasione
in cui rigenerarsi.La decisione di affacciarsi a questo nuovo mercato deriva dalla grande richiesta dovuta all’evoluzione del settore del vending,che oggi è orientato verso una nuova filosofia:quella non solo di soddisfare la richiesta là dove nasce il bisogno,ma di creare vere e proprie aree di relax dove la qualità diventa assoluta e indiscussa protagonista.
novità nel vending
a cura di Noemi Margaroli
ECOCONCORSO E NUOVE TECNOLOGIE: ACQUA SAN BENEDETTO IN DIFESA DELL’AMBIENTE
In occasione dell’uscita in DVD del film d’animazione Disney Wall-E,che ha come protagonista un simpatico robot che ha il compito di ripulire il pianeta Terra dall’inquinamento causa dell’abbandono da parte dell’umanità,San Benedetto lancia il nuovo EcoConcorso Acqua Minerale San Benedetto,dedicato alla salvaguardia dell’ambiente.
Dal 16 febbraio al 31 maggio 2009 acquistando le bottiglie,personalizzate con il logo del concorso,Eco-Friendly di Acqua minerale San Benedetto e le Baby Bottle,imbottigliate in ambiente protetto e pensate su misura per i bambini,sarà possibile vincere premi giornalieri e settimanali,tra cui elettrodomestici a basso impatto ambientale.
Vincenzo Tundo,Direttore Marketing San Benedetto,ha dichiarato che l’EcoConcorso ha lo scopo di sensibilizzare il consumatore sull’importanza del rispetto per l’ambiente che parte dai piccoli gesti quotidiani,come bere l’acqua e allo stesso tempo intende far conoscere le politiche di Energy Saving attuate dall’azienda.La nuova generazione di bottiglie Eco Friendly, risultato dello sviluppo tecnologico raggiunto da San Benedetto,è realizzata con quantità minori di Pet,in modo da permettere un risparmio energetico e di ridurre l'impatto ambientale favorendo il riciclaggio.
Acqua Minerale San Benedetto,azienda ai ver-
tici del mercato italiano,continua a perseguire il suo obiettivo di consolidare la propria immagine nel panorama del beverage internazionale e la funzionalità del suo prodotto.Ricordiamo a questo proposito la presenza dell’acqua veneta nel giorno della cerimonia di insediamento del 44°Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama,un evento di portata storica che ha coinvolto nella sola Washington oltre due milioni di persone.Per questa occasione Acqua Minerale San Benedetto ha lanciato “on air”la campagna pubblicitaria “ C’eravamo anche noi… buon lavoro Presidente”e ha festeggiato il giuramento del primo presidente di colore eletto alla Casa Bianca,sinonimo di speranza per tutti,con un’acqua tutta italiana.
L’acqua San Benedetto è distribuita in oltre ottanta paesi nei cinque continenti.
DAINT ALLA CONQUISTA DEI PAESI SCANDINAVI
L’azienda vicentina Daint srl ha siglato un importante accordo con Crister Lagnell,titolare della catena di ristoranti e negozi Laxbutiken, specializzata nella vendita delle più pregiate varietà di salmone svedese.La collaborazione è nata in seguito ad alcuni test effettuati in Svezia,dove i prodotti alimentari Laxbutiken venivano erogati attraverso i grandi distributori Daint a vetrina,le macchine “Selfmat24”.La distribuzione proseguirà nei self-service Laxbutiken,aperti 24 ore su 24 e installati in prossimità dei caselli autostradali di Svezia, Danimarca e Norvegia,punto di passaggio per circa quattordici milioni di vetture all’anno.Le
due società pensano ora di sperimentare questo innovativo sistema di vendita su larga scala e progettano l’erogazione di prodotti alimentari attraverso i distributori Daint all’interno delle mense aziendali di grandi compagnie come Ericsson ed Ikea.
Il dottor Stefano Losio,titolare di Daint,ha espresso la sua soddisfazione per questo nuovo traguardo raggiunto,sottolineando come la serietà e l’esperienza del partner scandinavo, che lo hanno convinto a credere in questo progetto,siano alla base di un rapporto commerciale che permetterà a Daint e Laxbutiken di continuare a crescere insieme.
novità nel vending
a cura di Noemi Margaroli
FAS:UN GRANDE IMPEGNO PER LA SOSTENIBILITÀ ENERGETICA
Da sempre l’impegno di FAS rispetto alle sfide tecnologiche legate alla refrigerazione si è sviluppato tra le richieste di performance da parte del mercato e le necessità legate alle normative vigenti.
Negli ultimi anni queste richieste sono state riviste alla luce della riduzione dei consumi energetici legata alla progettazione,un’operazione complessa che ha portato a dei risultati eccezionali e che è ancora in costante evoluzione verso altri miglioramenti futuri. Coerentemente con le strategie comunitarie,FAS sta ulteriormente ampliando il suo impegno verso la sostenibilità energetica,cercando di coinvolgere anche gli utilizzatori dei suoi prodotti.Nel caso specifico FAS rende noto che,dall’inizio del 2009,ha deciso di cambiare i
parametri di default delle macchine nel seguente modo:
- Nei modelli con configurazione snack e bibite: la temperatura minima verrà portata da +6°C a +10°C.
- Nei modelli in cui la funzione sia disponibile: verrà impostata la Riduzione Illuminazione dalle 19:00 fino alle 7:00 del mattino successivo.
- Nei modelli in cui la configurazione è legata alla vendita di prodotti freschi,normati da apposita legislazione:i parametri rimarranno invariati. Ipotizzando che sul mercato tali parametri non vengano più modificati,FAS ha calcolato che la collettività avrebbe un risparmio energetico su base annua di circa 1,8 GW,corrispondenti a 800 tonnellate di CO2 in meno immesse nell’atmosfera.
Ovviamente la qualità e le elevate prestazioni delle macchine FAS restano sempre ed in ogni caso a disposizione dell’utilizzatore professionale con una semplice modifica dei parametri di programmazione.
Notevole l’impegno e rilevanti gli sforzi che FAS dimostra anche nell’ambito del risparmio energetico.
FAS ACCOMPAGNA AQUA THERAPY NELLA CASA DEL GRANDE FRATELLO
FAS International SpA ha partecipato allo spot Aqua Therapy nel reality trasmesso dalla rete Mediaset Canale5:Grande Fratello.I distributori automatici FAS sono stati “attori pubblicitari” brandizzati Aqua Therapy in due telepromozioni in prima serata e in altre cinque preserali, andate in onda nel mese di febbraio,della nuova gamma di prodotti innovativi di Sorgente Tione.Le bevande funzionali,grazie anche alla presenza della bellissima Samantha De Grenet, hanno continuato a presentarsi al grande pubblico e a far conoscere il nuovo modo di prendersi cura di sé e del proprio corpo.Aqua Therapy è una linea di acque minerali addizionate con elementi fitoterapici - sostanze funzionali del tutto naturali - per prendersi maggior cura del corpo e contribuire al benessere dell’organismo.
COGES CON IMPULSA PER LA LEADERSHIP IN SPAGNA E PORTOGALLO
Coges,azienda leader a livello europeo nel settore dei sistemi di pagamento elettronici,ha firmato nei giorni scorsi un accordo per l’acquisizione di Impulsa Soluciones Tecnológicas,SL (www.impulsa.net). Impulsa ha sede a Madrid ed è un’azienda altamente specializzata in sistemi di telemetria, gestione,comunicazione e pagamento cashless progettati e sviluppati sulle esigenze specifiche dei clienti.Il suo principale mercato è quello della distribuzione automatica,in cui è tra i lea-
der in Spagna e Portogallo.Un reparto di ricerca e sviluppo altamente specializzato rappresenta il cuore dell’azienda,dove le idee più innovative e funzionali prendono forma:è questo il punto che rende l’unione con Coges quasi naturale. Con questa operazione,Coges consolida la propria posizione leader dei sistemi di pagamento per il vending in Europa,rafforza la sua presenza nel mercato iberico e amplia il proprio catalogo prodotti,potendo presentare ai propri clienti un’offerta completa e diversificata.
novità nel vending
a cura di Noemi Margaroli
SATRO:GLI INGREDIENTI NATURALI AIUTANO A MANTENERE LA LINEA
SATRO GmbH,uno dei maggiori produttori europei di bevande solubilI per il vending,offre un’ampia gamma di prodotti caldi e freddi di qualità Premium,adatti sia per il vending,che per il catering e l’OCS.
Sotto lo slogan “Solo gli ingredienti naturali mantengono la vostra linea”,SATRO ha esteso la sua gamma con due nuove proposte:
SQD COFFEE GINSENG:la bevanda perfetta per gli amanti del caffè.È rinfrescante e basata su ingredienti naturali come il caffè,il latte e il prezioso estratto di ginseng.Il latte è un ingrediente che elimina gli effetti negativi dei grassi vegetali idrogenati,che quindi risultano completamente assenti.SQD Coffee Ginseng ha tutti i vantaggi del caffè macchiato convenzionale,arricchito con l’estratto naturale di ginseng.Il prodotto è disponibile in buste da 1 kg e da 500 g.
SQD ORZO SOLUBILE:l’alternativa naturale.È una bevanda aromatica,armoniosa e naturalmente priva di caffeina;senza aromi aggiunti e senza zucchero.Per questo motivo è particolarmente adatta anche ai bambini e ai cosumatori con esigenze dietetiche.SQD Orzo Solubile è disponibile in buste da 500 g e da 250 g. Queste due nuove bevande offrono importanti vantaggi agli operatori,come una costante granulometria,un’eccellente solubilità e un gusto squisito ottenibile con dosaggi bassi.
COMESTERO GROUP PRESENTA IL NUOVO EXPORT SALES MANAGER
Comestero Group ha annunciato l’arrivo di Luca Maria Olgiati nel proprio Team Vendite, in qualità di nuovo Responsabile Commerciale Vending Estero;avrà la responsabilità di supportare la crescita internazionale del Gruppo, coordinandosi con tutte le sedi europee. Laureato in Lettere moderne presso l’Università Cattolica di Milano e con una formazione in marketing e tecniche commerciali,Luca Maria Olgiati ha maturato oltre 10 anni di esperienza nelle Vendite,in ruoli operativi e direzionali. Porta in Comestero Group la professionalità e l’entusiasmo che gli derivano dall’essersi confrontato con le dinamiche di settori molto diversi tra loro,tra cui il Vending,la GDO e l’oleodinamica,insieme ad una grande intraprendenza personale.
"La nomina di Luca Maria Olgiati è in linea con il trend positivo del nostro Gruppo – ha dichiarato il Presidente di Comestero Group,Davide Chionna – Grazie alla sua professionalità e alla
sua significativa esperienza nel settore puntiamo a consolidare gli ottimi risultati conseguiti negli anni e a intensificare i nostri obiettivi di espansione a livello internazionale.Luca,con il suo arrivo,rafforza il nostro Team Vendite e grazie alle sue doti personali e organizzative potrà coordinarsi al meglio con le altre sedi del Gruppo:Comestero Polska,Comestero France e Comestero Iberica”.
"Sono lieto di essere entrato a far parte del Team Comestero Group – ha commentato Luca Maria Olgiati - È per me l’occasione per ritornare a lavorare in un settore che conosco molto bene e per confrontarmi con un tipo di prodotti, i sistemi di pagamento,che mi hanno sempre appassionato.Tutte le mie esperienze professionali,molto varie tra loro,mi hanno permesso di allargare i miei orizzonti a 360°e di portare in Comestero Group una visione molto ampia su come affrontare nuove sfide,sia dal punto di vista organizzativo che commerciale”.
mondo associazione
È online il nuovo sito internet della principale fiera mondiale della distribuzione automatica www.venditalia.com nelle due versioni in lingua italiana e inglese.Oltre alle informazioni generali sulla manifestazione,all’interno del sito sono state create nuove aree per i diversi tipi di utenza che renderanno più facile,veloce e accessibile la partecipazione alla prossima fiera internazionale della distribuzione automatica che si svolgerà a Milano dal 28 aprile al 1 maggio 2010.
Le novità riguardano soprattutto l’Area Espositori che contiene tutte le informazioni necessarie alle aziende interessate a esporre,la possibilità di preregistrarsi online e di ottenere quindi una password che dà accesso a un’area riservata.In questa sezione è possibile compilare anche la Domanda di Ammissione che da questa edizione sarà online così come le pagine personali di ogni singolo espositore.
L’elenco di tutti gli espositori sarà inoltre consultabile tramite un motore di ricerca presente sul sito per nome,parola chiave,nazione, settore merceologico e categoria.
Interessanti anche l’Area Visitatori con le informazioni necessarie per programmare e pianificare la visita in fiera e l’Area Stampa con i comunicati,la rassegna,i video e tutti i riferimenti per contattare l’Ufficio Stampa che è a disposizione di tutti i giornalisti per fornire materiali e approfondimenti.Sarà presto implementata anche una sezione per l’accredito online dei giornalisti.Per quanti,infine, volessero ripercorrere i momenti più emozionanti dell’edizione 2008 è disponibile anche una galleria fotografica.
I NUMERI DI VENDITALIA
270 espositori provenienti da 14 paesi nel mondo,20.000 metri quadrati di esposizione,14.000 visitatori,una crescita del 25,3% rispetto all’edizione precedente,circa 60 testate giornalistiche accreditate,di cui 10 straniere.Questi i numeri dell’edizione del 2008,il prossimo appuntamento sarà dal 28 aprile al 1 maggio 2010
Nuova anche la veste grafica della newsletter trimestrale che è consultabile sul sito e alla quale ci si può iscrivere se si desidera riceverla regolarmente per essere aggiornati sulle novità del settore e sulle notizie inerenti la fiera,scegliendo tra la versione in italiano e quella in inglese.
La veste grafica di VENDITALIA 2010 è curata da Tatami,il sito da Klan e i contenuti della newsletter dallo staff organizzativo della fiera in collaborazione con l’ufficio stampa affidato a Mirandola Comunicazione.
I NUMERI DEL SETTORE IN ITALIA:6 miliardi le consumazioni ai distributori automatici nel 2007 (+10,37% rispetto al 2005),oltre 2 milioni di macchine installate in Italia,una ogni 29 abitanti,un fatturato di 2,7 miliardi di Euro (+13,78% rispetto al 2005),34.000 addetti.Le aziende che producono macchine distributrici vedono confermata la leadership mondiale,con un export pari a circa il 70% della produzione.
Imprenditore!! Vuoi migliorare il tuo “rating”bancario presentandoti con un patrimonio aziendale più consistente? Vuoi prepararti a cedere in futuro un immobile d’impresa con una fiscalità ridotta? Vuoi creare una riserva in bilancio da utilizzare per ripianare future perdite senza esborsi monetari? Vuoi distribuire la riserva,avendo la liquidità necessaria,ancora a tassazione agevolata? Il rimedio è unico:la rivalutazione degli immobili aziendali. Così potrebbe suonare lo spot pubblicitario del nuovo provvedimento.Ma torniamo ad essere seri e analizziamone le caratteristiche da un punto di vista giuridicoaziendale.
Il cosiddetto d.l.“anticrisi”di fine
2008 (recentemente convertito in legge) ripropone un vecchio istituto,la rivalutazione dei beni aziendali,in termini molto simili oltretutto a quelli delineati a suo tempo dalla L.342 del 2000.
Ma perché un provvedimento legislativo per riportare i valori aziendali,inseriti al costo storico,in linea con quelli che il mercato individua? Bisogna ricordare che il Codice Civile non ammette la rivalutazione dei beni:le immobilizzazioni,infatti,devono essere valutate al costo di acquisto o di produzione ex art.2426 (eccetto le imprese che adottano gli IAS,che infatti non sono destinatarie del provvedimento).
Ecco che allora ogni norma di rivalutazione interviene per due motivi:1) consentire una deroga alle norme civilistiche 2) agevolare
fiscalmente l’iscrizione di maggiori valori nel patrimonio delle imprese, non facendoli comparire nel conto economico,e consentendo al contempo all’erario di introitare le imposte (seppur ad aliquote agevolate) che la rivalutazione produce.
I beni che possono essere rivalutati sono gli immobili iscritti nelle immobilizzazioni,cioè considerati come beni durevoli dell’impresa e non quelli e destinati alla vendita (es.realizzati da imprese di costruzioni).Sono rivalutabili anche le aree edificabili cioè (con le precisazioni del d.l.223/2006) quelle inserite con destinazione edificatoria nel piano regolatore e negli strumenti urbanistici adottati dal comune.È importante notare che i beni immobili,ai fini del conteggio, vanno distinti in beni ammortizza-
bili (i fabbricati strumentali per natura o per destinazione) e i beni non ammortizzabili (i fabbricati non strumentali e i terreni).
I soggetti destinatari della possibile rivalutazione agevolata sono tutti gli imprenditori operanti sia in forma societaria che (in seguito a chiarimenti recenti) in forma individuale e gli enti non commerciali che esercitano attività commerciale abituale.Sono esclusi i professionisti,gli imprenditori agricoli che vengono tassati sulla base del reddito fondiario e non del reddito d’impresa,gli enti non commerciali in riferimento all’attività istituzionale e le imprese soggette a procedure concorsuali.
Quanto ai termini,la rivalutazione verrà inserita nel bilancio dell’esercizio successivo a quello in corso al 31/12/2007,il cui termine di
a cura di Luca Mariotti – Dottore Commercialista in Firenze
approvazione scade dopo il 29 novembre 2008 (quindi nel bilancio relativo al 2008 per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare).È previsto l’obbligo di rivalutare tutti i beni immobili appartenenti alla medesima categoria omogenea;le categorie individuate dal legislatore sono le due prima menzionate e cioè beni immobili ammortizzabili e non ammortizzabili.I beni immobili rivalutabili devono risultare dal bilancio in corso al 31/12/2007. La rivalutazione non può essere effettuata a piacimento.Essa dovrà riflettere,mai superandolo,il valore di mercato del bene.Si può ipotizzare l’utilizzo come riferimento anche del cosiddetto “valore interno”(espressione per addetti ai lavori che riflette la durata e l’utilità residua nella produzione del cespite).Il criterio comunque deve essere unico per l’intera categoria dei beni rivalutati (immobili strumentali o non strumentali).
A fronte di un maggior valore iscritto in bilancio normalmente si verifica una plusvalenza che va nel conto economico,genera un miglior risultato d’esercizio e concorre alla tassazione se c’è un utile fiscale.Abbiamo visto che con le leggi che consentono la rivalutazione prevedono che il maggior valore iscritto non vada invece a conto economico,ma in una speciale riserva che verrà denominata con l’indicazione della legge che prevede la rivalutazione (d.l. 118/2008).
Veniamo adesso a considerare l’utilità della rivalutazione e il costo. In primo luogo si sottolinea un elemento di novità della presente normativa sulle rivalutazioni:il fatto che derogare dalle disposizioni del Codice civile,rivalutando gli immobili,può avere riflessi solo civilistici di adeguamento dei valori contabili a quelli di mercato e aumentare il patrimonio netto contabile. Quindi si ammette una rivalutazione che migliori il bilancio,porti beneficio alla presentazione dell’a-
zienda in ambito di accesso al credito e non costi niente.È una opportunità da considerare seriamente.
Così come seriamente va valutato il riconoscimento fiscale dei maggiori valori,ed in particolar modo quello in ambito aziendale,oggi molto economico.Il riflesso è sulle imposte sul reddito d’impresa,per le quali si prevede un’agevolazione che inizia a decorrere dal quinto anno successivo alla rivalutazione per gli ammortamenti (e quindi per i maggiori costi fiscalmente deducibili) e dal sesto anno per le plusvalenze da cessione a titolo oneroso.Oggi questo riconoscimento fiscale costa il 3% del maggior valore per gli immobili ammortizzabili e l‘1,5% del maggior valore per gli immobili non ammortizzabili.Accanto agli effetti fiscali per la società nel suo normale operare ci possono essere degli effetti che si determinano distribuendo le riserve ai soci.In questo caso c’è la possibilità di affrancare la riserva pagando il 10% di imposta sostitutiva.La riserva da rivalutazione diventerà fiscalmente una normale riserva di utili seguendo le ordinarie regole di tassazione in capo al socio.In pratica si sarà fatto uscire il saldo di rivalutazione (o parte di esso) dalla società pagando il 13% (10+3) per gli immobili ammortizzabili o l’11,5% (10+1,5) per gli immobili non ammortizzabili.
Giova ricordare che,in una società di capitali,con le aliquote ordinarie si sconterebbe il 32,4% (28,5% di IRES e 3,9% di IRAP).
Sia l’imposta sostitutiva sul saldo di rivalutazione che quella per l’affrancamento della riserva possono essere versate,a scelta,in unica soluzione (20/6/2009) o in tre rate annuali di pari importo (20/6/2009-20/6/201020/6/2011) con interessi legali del 3% annuo.Le imposte sono indeducibili e sono compensabili con i crediti per imposte utilizzabili nella delega unificata (il cosiddetto F24).
La migliore scelta per i distributori automaticisolo gli ingredienti naturali mantengono la vostra linea!
This will be followed by a session about “Managing existing vending profitability and the future development of new,profitable vending businesses in 2009 and beyond”,which will be presented by industry experts:Mr Michal Piotrowiak from Mastercup,Mr Hubert Boyer from Lyovel and MrLucio Pinetti from Liomatic.
The session on “smarter”vending,entitled:“Maintaining service excellence and controlling costs,and overheads in vending”,will follow.This topic will be analysed by three main industry players:Mr Guido Panigada from Digisoft,Mr Brian Tustain from AVS and Mr Csaba Szalai from Microtronic.
Last but not least,EurOps will finish with a crucial session on greener vending:“Environment and sustainability in vending – new commercial opportunities or political nuisance?”The experts sharing their knowledge on this matter will be Esther Hoffman from the Institute for Ecological Economy Research,Karl Heinz Blum from Blum Betriebsverpflegung,David Hoskin from Save-a-Cup and a senior representative from N&W Global Vending Group.The European Vending Association has no doubt that this unrivalled,pan-European event is a must for vending players seeking to get ahead in the challenging world of vending today.The registration process remains open on our web site at: www.vending-europe.eu/en/eva-conferences/europs-2009.html where you can also find the detailed programme and other related activities.
The world of Vending in Latin America
The WVA interviewed Latin American correspondents about the market in their country.
Representatives from Brazil,Chile and Peru answered our questions about consumer preferences and market trends,issues and barriers to the development of vending,and their expectations from Vending Associations,in particular the WVA.A summary is published below.
Short history
Brazil:Vending started in 1992,with a Coca-Cola operation.Coffee vending started to grow in 1997 and the hot beverage business is growing steadily.Today there are about 45,000 to 50,000 machines currently on location.
Chile:Vending started in 1979,imported from the US by the founder of Vendomatica,who as a student in the US got interested in the concept.The development was slow during the 80’s because of the high inflation in Latin America.Nowadays the estimated number of machine is close to 8,000.
Products
The Brazilian government has always pushed the consumption of coffee,as Brazil is the n°1 coffee producer worldwide.This has led to coffee being offered for free almost everywhere,which has driven the quality down.Only recently has the concept of paying for good coffee become accepted and common place.
Chile:coffee in Latin America is mainly fresh brew / filtered coffee.In Argentina,which has a large population of Italian descent,espresso is very popular,but in other countries,espresso is only just starting.In Chile,Nestlé is becoming an important player thanks to flavoured cappuccino,and is developing a new distribution channel and a new category.
Peru:coffee is a best seller and it is growing (instant is preferred). Chocolate and tea are also very popular in Peru.
Payment methods
Brazil:Coins and banknotes are the most popular,but free vend is common on the workplace.Closed site payment cards and debit cards are not yet widespread,and of course the transaction costs vs.low prices are a barrier to the development of debit card payment in vending.
Chile is a leader in terms of chip card.Credit and debit cards are not used.
In Peru the most popular means of payment is coins.
Barriers
The main issues in Brazil are customs duties for imported machines which are almost as high as the price of the machine itself.This means that Brazilian machines have to sell big volumes to be profitable. Chile:distance is an issue,as well as the need for capital to invest in products and equipment.
In Peru,the main issue for operators is the cost of the machines. In all three countries,the protection of the environment is not as yet a big concern.
Buone prospettive di partecipazione per EU´VEND 2009
Eu´Vend si terrà a Colonia dal 10 al 12 settembre 2009 e,alla sua quarta edizione come fiera specifica di settore,la piattaforma settoriale degli operatori internazionali del vending ha buone prospettive:infatti,rispetto allo stesso periodo di preparazione della manifestazione precedente, sembrano più numerose le aziende che hanno confermato la loro partecipazione e con una superficie espositiva maggiore.Si sta profilando ancora un buon risultato con molti key player e molte piccole e medie imprese registrati.
Eu´Vend funge da interfaccia,da una parte,tra i costruttori di distributori automatici e i produttori di articoli destinati al vending e,dall’altra,i gestori e i potenziali utenti delle macchine. Il focus è rivolto ai distributori per la vendita e agli apparecchi erogatori,agli articoli per distributori (alimentari e non),ai sistemi operativi,ai sistemi di pagamento e ai servizi.
Per presentare le prestazioni di servizio che stanno a monte dei prodotti,parteciperanno,per la prima volta a Eu´Vend 2009,con una propria relazione le aziende attive nel campo dell’allestimento e della gestione dei distributori,ad esempio il gruppo AP,BVS,CA e Automaten Seitz.
Nel 2009 gli allestimenti e gli eventi collaterali di Eu´Vend avranno ancora come filo conduttore il tema “Visions of Vending”,con l’obiettivo di formulare e visualizzare prospettive e visioni per il settore del vending in modo da rendere concretamente l’idea di quanto è fattibile.Verrà riproposto anche il concorso “Vending-Innovation”,con la relativa premiazione con consegna della “Vending Star”dedicata a progetti e idee innovativi.
AVEX 2009:al via le registrazioni
È aperta la registrazione on line,sul sito www.avex2009.co.uk,per i visitatori di AVEX 2009,la manifestazione espositiva di distributori automatici di acqua,bevande e snack che si svolgerà al centro fieristico NEC di Birmingham il 10 e 11 giugno di quest’anno. AVEX è l’occasione per vedere le più recenti novità in termini di prodotti e tecnologia;al piano espositivo si terranno seminari sugli ultimi “temi caldi” del settore.Dopo il primo giorno tutti gli operatori del Vending sono invitati a partecipare alla festa che si terrà nel vicino hotel in loco,per unire al lavoro e all’informazione momenti di relax e divertimento.Arrivare è facile grazie agli ottimi collegamenti autostradali,ferroviari ed aerei;un ampio parcheggio e innumerevoli hotel sono disponibili nei pressi della fiera e offrono speciali tariffe AVEX.L’ingresso è libero e ai visitatori verrà consegnato un carnet omaggio ricco di offerte da utilizzare durante la manifestazione espositiva e il catalogo gratuito.
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