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D.A.ITALIA_N_24

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Camera Café – intervista con Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu Venditalia 2008 il mercato del vending: Pit Stop Matik speciale Calabria: Calabriamatik – Lavilla speciale Sicilia: Point Service eventi: meeting annuale di Coges – Gruppo Argenta novità nel vending: Mokador – Lavazza – Olosport – Flo EVA & WVA news

GAIA sa.

Aumentare i prezzi per valorizzare il servizio

Una delle più importanti sfide che gli operatori del vending devono affrontare,è quella di riuscire a valorizzare correttamente il servizio che con grande professionalità offrono tutti i giorni alla loro numerosa clientela.

La strada per raggiungere questo importante obiettivo è generalmente obbligata e passa da un aumento del prezzo della singola battuta.Rivedere verso l’alto i listini sarebbe un’operazione assolutamente ragionevole anche in assenza di particolari congiunture di mercato.Offrire dei prodotti di sempre maggiore qualità,attraverso distributori moderni ed efficienti e con un alto livello di servizio (installazione,controllo,manutenzione e assistenza),giustifica ampiamente il ricorso alla leva del prezzo ed è un’operazione indispensabile per mantenere intatto il margine operativo dell’azienda.

In una situazione congiunturale critica come quella che stiamo attraversando,con continui aumenti di costi (costo del lavoro,materie prime,carburante,ecc.) e con pressanti incognite normative (Finanziaria 2008,WEEE-RoHS, etichettatura,ecc.),la necessità di aumentare il fatturato attraverso un adeguamento dei prezzi è addirittura diventata un’esigenza imprescindibile.

Alcune realtà in Italia hanno incominciato a percorrere questa strada con decisione e unilateralmente,senza preoccuparsi troppo della concorrenza e della possibile perdita di clienti (attirati da prezzi più contenuti).I risultati che abbiamo potuto direttamente constatare,sono più che incoraggianti.

È un progresso significativo per un settore in cui,da molti anni,tutti ripetono (spesso solo a parole) che la leva del prezzo non può essere l’unica variabile strategica e che non si vende un prodotto ma si offre un servizio.Poi in realtà le gestioni si scontrano sul centesimo e sono spesso prontissime a imboccare il “tunnel”del ribasso,pur di conservare una postazione.Le preoccupazioni sono le cialde su internet,il concorrente che vende a 0,25,l’azienda che offre condizioni particolari,quando invece un buon commerciale ha tutto lo spazio per dimostrare che il vero valore aggiunto del vending è il servizio e che ad un prezzo basso non può in nessun modo corrispondere un’adeguata soddisfazione delle reali esigenze del cliente.

La maturità di questo settore sta proprio nel riconoscere una volta per tutte che,qualsiasi sia la motivazione contraria,è arrivato il momento di alzare i prezzi.Tutti i gestori dovrebbero imporsi un aumento di almeno 5 centesimi a battuta,un livello che nemmeno si avvicina al potenziale del settore (un rapporto molto più alto tra corrispettivo ricevuto e servizio offerto),ma che quantomeno offrirebbe un segnale importante d’inizio percorso. La Fipe (Federazione italiana dei pubblici esercizi) non si è fatta nessun problema ad annunciare per il 2008 un rincaro medio di circa 10 centesimi della tazzina di caffè al bar.Offrire un caffè di qualità da un distributore di ultima generazione a 0,30 centesimi,quando lo stesso prodotto sarà a 0,90 nei bar,appare un’inspiegabile incongruenza e sarà solo colpa nostra se non saremo capaci di invertire la tendenza ormai consolidata di mantenere sostanzialmente immutato nel tempo il livello medio dei prezzi.

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Aumentare i prezzi

Numero 24 – Febbraio 2008

Direttore Responsabile Alessandro Fontana

Condirettore Renzo Gabriel Bonizzi

Hanno collaborato: Orsola Mallozzi e Massimo Brisciani

Progetto grafico Andrea Lottero

Foto Alizia Lottero

Stampa Diffusioni Grafiche Spa

D.A.Italia – Il periodico della distribuzione automatica

Pubblicazione iscritta al Tribunale di Milano,numero di registrazione 177 del 22 marzo 2004

Iscrizione al R.O.C.: 11412

Periodicità: mensile

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nel vending

Calabriamatik:l’eccellenza nella gestione in Calabria

Lavilla,la cultura dell’automatico a Reggio Calabria

Il Gruppo Argenta è stato ospite del meeting annuale di Coges

Mokador acquisisce Sacao

Spumine Lavazza – un nuovo piacere alla nocciola e al cioccolato

Olosport – l’acqua di montagna svizzera ideale per gli sportivi

Flo – una nuova figura commerciale per il vending

Con

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Intervista a Camera Café

Camera Café è la sit-com ambientata davanti al distributore automatico del caldo nell’area relax.Arrivata al quarto anno,con più di 1.500 puntate,continua a riscuotere il successo avuto fin dalla prima serie trasmessa nel 2003 dal gruppo Mediaset.Il programma si basa su un format francese,esportato in molti paesi del mondo,dove ogni puntata è formata da più episodi brevi. Il titolo deriva dal gioco di somiglianza fra le espressioni francesi caméra café (camera del caffè) e camera cachée (telecamera nascosta).L’originalità del format consiste proprio nella macchina del caffè,che rappresenta la sola visuale dello spettatore, davanti alla quale,come nella realtà,gli impiegati passano la pausa caffè offrendo al pubblico le vicende comiche,grottesche e surreali che accadono in azienda.Tutti i personaggi hanno un ruolo aziendale e delle caratteristiche personali ben distinte, troviamo per esempio il lavoratore nullafacente,il cervellone della contabilità,l’autista violento e la stagista sfruttata. I protagonisti sono Luca Nervi e Paolo Bitta,interpretati rispettivamente da Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu.Luca Nervi è il leader carismatico che ha iniziato dalla gavetta e dopo 14 anni è diventato responsabile degli acquisti con anche funzione di delegato sindacale,a cui è adatto per carisma ma non per la tendenza ad anteporre i propri interessi a quelli degli altri.Paolo Bitta è il responsabile delle vendite e parte della sua bravura si mormora sia da attribuire alle consorti dei clienti.Maestro nel gonfiare le note spese con cui mantiene il suo venerato camper,che diventa abitazione quando litiga con la moglie.

D.A.Italia ha intervistato i due attori,comici e conduttori televisivi che dal loro incontro,durante dei provini nel 1991,formano una coppia comica affiatatissima. Luca & Paolo hanno partecipato al varietà televisivo Ciro, il figlio di Target,alla seguente edizione intitolata Ciro e in seguito a Superciro.L’anno scorso sono stati protagonisti della sit-com La strana coppia,ispirata alla commedia omonima di Neil Simon.Per il cinema hanno partecipato al film E allora mambo e con lo stesso cast a Tandem;con E se domani... hanno ricevuto il premio per la migliore interpretazione maschile al Festival del film italiano di Annecy ed è appena uscito nelle sale italiane Asterix alle Olimpiadi.Hanno doppiato il film Disney Le follie dell’imperatore,il cartone animato Sitting Ducks e il film d’animazione spagnolo Laforestamagica.Ma la conquista definitiva del pubblico si deve alla conduzione,accanto ad una presenza femminile,del programma Le Iene.Per curiosità Luca è alto 1,80 m,pesa 65 kg ed è soprannominato "Agile". Paolo,di origini armene,è alto 1,87 m,pesa 70 kg,pratica le arti marziali ed è sposato con la showgirl Sabrina Donadel,con cui ha avuto la piccola Lunita Maria.

Intervista a Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu

Vi piace l’idea di base su cui è fondata l’ambientazione del set,che vede nell’area relax il vero centro di aggregazione aziendale?

Luca:Sì,la trovo intelligente ed esatta.

Paolo:Sì,mi sembra una buona idea anche perché si collega alla realtà.Nel mondo davanti alla macchinetta c’è il rilassamento,il parlare di tutto quello che non va e così nascono le varie situazioni e anche le prese in giro,perché è un momento di aggregazione.

Che rapporto avete con quest’area,che è il vostro principale interlocutore?

Luca:Di odio e amore naturalmente…

Paolo:Come Paolo Bitta stare davanti alla macchinetta del caffè o stare in ufficio sono due cose che si assomigliano molto perché lui non cambia,non è dipendente dai posti dove sta,è un coglione sempre.Personalmente invece da buon pigro ho un ottimo rapporto con la zona relax,però ho capito anche che non esiste solo questa ma ce n’è un’altra dove bisogna lavorare. La vita me lo ha insegnato un po’ tardi e tutto di colpo,non so perché… Il mio lavoro è cresciuto esponenzialmente nel giro di pochi mesi,proprio nel momento in cui mi sono sposato.Mia moglie conosceva un uomo sempre libero che aveva pochi impegni,l’anno in cui

ci siamo sposati sono esplosi tantissimi programmi e si è ritrovata con un marito impegnatissimo. Sono diventato un impiegato della TV,in molti,fra cui anche i miei amici,si chiedono cosa ho da fare, ma Camera Café,La strana coppia contemporaneamente a Le Iene e ogni tanto anche qualche film presuppongono un lavoro ininterrotto. Considera che in quattro anni abbiamo fatto 1.500 episodi di Camera Café,in Francia in cinque anni ne hanno fatti 600.Svolgo il mio lavoro con grande passione,la stanchezza ogni tanto c’è e non disdegno le vacanze.

C’è stato uno sforzo nell’adattamento del format francese alla realtà italiana?

Luca:No,non troppo,i temi trattati più o meno sono molto simili,per cui è stato necessario solo un piccolo sforzo di linguaggio e basta.

Paolo :Noi per il primo anno abbiamo tradotto unicamente gli originali con qualche adattamento su temi che in Italia forse non si possono o non si potevano affrontare qualche anno fa.In Francia argomenti come ad esempio l’aborto si possono trattare non a cuor leggero ma liberamente,quindi per alcune puntate l’Italia non era pronta.Ci scandalizziamo se qualcuno dice parolacce in televisione o parliamo di certi temi,poi c’è gente che nei reality si picchia o di peggio e allora va bene tutto. Siamo un paese un po’ strano in questo senso,in cui la volgarità ha

Nella pagina precedente:

Paolo Kessisoglu e Luca Bizzarri davanti al distributore automatico di Camera Café

un significato tutto particolare.Per me la volgarità è un’altra cosa.

Paolo,recitare tutti gli episodi di una sit-com in un set statico è sicuramente una grande sfida per un attore,ti sei trovato a tuo agio o hai dovuto lavorare di più sul personaggio per superare questo particolare tipo di “limitazione” scenografica?

Paolo:Tutto dipende da che angolazione si vedono le cose,è indubbio che stare per quattro anni sempre nella stessa ambientazione può essere a volte noioso,però può anche essere d’insegnamento, può aiutare ad essere più creativo, a inventare cose nuove.Il mio personaggio ha inventato un modo in

cui entrare e uscire dal bagno,ha trovato una sua maniera di masticare lo stuzzicadenti.Bisogna avere delle piccole idee e questa apparente ristrettezza di ambientazione può far crescere,come tutte le ristrettezze.Di questa ricerca sono stato in gran parte protagonista sul mio personaggio con l’aiuto del mio confrontale francese,dal quale ho copiato pedissequamente nei primi mesi moltissimi elementi e poi pian piano,col tempo ho fatto il mio.Abbiamo inoltre un pool di autori rodato e ciò non toglie che io mi riservi di rompere le palle sul set se qualcosa non mi piace,perché se non lo faccio non sono contento.Però a grandi linee è un lavoro su un personaggio che conosco benissimo e loro ormai anche.

Luca Nervi è un delegato sindacale,un ruolo molto poco sfruttato dalla satira sia di costume che politica.Per interpretarlo hai preso spunto da qualche altro tuo precedente personale,ti sei ispirato a qualche tua personale conoscenza o hai sostanzialmente creato un nuovo soggetto comico?

Luca:Sono partito da zero,non avevo precedenti esperienze.Mi sono trovato bene con questo personaggio e poi molti delegati sindacali si sono riconosciuti.Non è stato facile perché di cose semplici ce ne sono poche nel mio mestiere,però non è neanche un lavoro molto complicato,anche perché un personaggio che interpreti tutti i

giorni è un po’ più semplice da avvicinare.

Paolo,qual è la caratteristica di Bitta che ti diverte di più recitare e quella più lontana dalla tua vera personalità?

Paolo:La particolarità di Bitta più divertente è che non capisce niente,a livello espressivo è molto interessante perché non è fatto da battute ma da sottotesti espressivi ed è estremamente spiritoso.In lui è tutto ritardato,tutto arriva dopo forse non arriva neanche e questo è divertentissimo.La cosa più lontana da me credo e mi auguro che sia il rapporto con la famiglia,né picchio mia moglie né la tratto come una pezza da piedi e spero che neanche lei lo faccia.

Nella foto a lato: i due attori sul set de Le Iene

Luca,qual è la caratteristica di Nervi che ti piace di più recitare e quella in cui ti riconosci di meno?

Luca:Quella che mi piace di più recitare è il suo lato malinconico e quella in cui mi riconosco di meno è l’avarizia.

Il sito internet della serie è molto frequentato,c’è anche una classifica del migliore episodio,voi avete una preferenza?

Luca:Io purtroppo mi dimentico gli episodi,ne registro così tanti che non me li ricordo proprio,ne faccio quasi quattro tutti i giorni da cinque anni,per cui non riesco ad avere una preferenza.

Paolo:Io ho una mia preferenza, anche se non è su un titolo o un episodio in particolare,mi piacciono i minimalisti,quelli che in realtà in televisione funzionano poco. Sono una buona cartina tornasole per ciò che funziona o no in TV,di solito quello che piace a me non va e questo mi aiuta a capire quello che avrà successo.Ne parliamo spesso proprio in questi termini e ormai è diventata una cosa buffa. Un episodio che mi era piaciuto tantissimo fare si intitola Silenzio, in cui per un minuto non abbiamo aperto bocca,perché con l’escamotage che Andrea,l’autista del presidente che ci picchia sempre, aveva mal d’orecchie e non poteva sentire rumori eravamo riusciti a portare in televisione una cosa improbabile,nella quale nessuno avrebbe mai creduto.Se non parli per un centesimo di secondo la gente gira canale,noi lo abbiamo fatto lo stesso ed è stato estremamente divertente perché lì è teatro

e non ci sono molte scappatoie.È teatro anche Camera Café veloce perché non ha stacchi,però senza neanche battute è divertente.Mi piacciono molto gli episodi non molto costruiti fatti di comicità di situazione più che di battuta.

Sul sito internet c’è “Café fai da te”,la possibilità di girare un video riproducendo la situazione tipica di Camera Café.Avete già visionato qualche video degli utenti? Ne avete ricevuti molti?

Luca:Non so quanti ne abbiamo ricevuti perché non seguo questo aspetto della sit-com,ne ho visto qualcuno e sono divertenti,di solito più giovani sono gli interpreti e più fanno ridere.

Paolo:Non ho molto tempo e quindi non sono riuscito a vederli. Mi incuriosiscono come lo fa tutto ciò che è creativo.Mi piacerebbe capire come la gente percepisce Camera Café e osservare che cosa combina,vedere nuovi talenti è sempre interessante.Francamente non ho avuto tempo di visionarli ma ciò non toglie che si scoprano anche con questi escamotage delle persone valide.

Camera Café è arrivata alla quarta stagione e non dà segni di cedimento.Pensate che la serie possa andare avanti ancora a lungo?

Luca:Questo purtroppo non sono io a deciderlo nel senso che la televisione ha a volte dei tempi e dei modi un po’ schizofrenici per cui non è detto che una programma che va bene continui ad andare in onda,come uno che va male finisca.Questo non dipenderà né da

me né da Paolo.Ogni tanto buttarsi in Camera Café fa bene,anche perché è una bella scuola di recitazione.

Paolo:Io preferisco sempre smettere un attimo prima che portare la gente alla noia,quindi credo che più di 1.500 episodi siano abbastanza.Non lo programmerei neanche come stanno facendo adesso,questa è una piccola critica che faccio con grande affetto al capo struttura di rete,Italia 1,Luca Tiraboschi,che ovviamente ha anche lui le sue buone dinamiche. Però credo che Camera Café dia il meglio della sua formula a striscia di venti minuti,programmato così, come lo stanno mandando in onda adesso lungo un’ora,finisce per ingenerare quello stato d’animo che io non voglio,cioè che se ne faccia il pieno,invece rimanere sempre col desiderio di vederlo è sempre meglio.Quindi non solo ti dico che forse adesso di puntate di Camera Café ne abbiamo fatte abbastanza,ma che in questi quattro anni ne avrei fatte molte meno e di conseguenza probabilmente ne avrei fatte per molto di più. Seguirei il metodo francese,forse nelle reti francesi c’è un po’ più di libertà,un altro regolamento, un’altra società che gli ha consentito di portare Camera Café sempre nella stessa nicchia,non l’hanno mai toccata,nessuno l’ha mai spostata e quindi in cinque anni hanno realizzato 600 episodi. Invece noi quando una cosa funziona la tritiamo un po’.Però oltre a lati negativi ce ne sono tanti altri positivi…

Dopo i numerosi successi in campo televisivo,pensate di tornare presto al cinema?

Luca:Anche questa è una cosa che purtroppo non dipende solamente da me.Adesso è appena uscito un film dove noi siamo presenti,“Asterix alle Olimpiadi”,e non ho in questo momento altri progetti concreti di cinema.

Paolo:Siamo stati all’inizio dell’anno a Parigi per la prima del nuovo film di Asterix con Gérard Depardieu,al quale abbiamo avuto l’onore e la fortuna di partecipare e il 28 gennaio c’è stata la prima italiana a Roma.Seppur con una piccola parte,siamo gli unici due attori italiani in una produzione internazionale in cui si diceva “ciak azione”in tre lingue diverse,quindi siamo super contenti.Per quanto riguarda i nostri progetti personali per adesso non ne abbiamo.

Nel mondo dell’arte dell’attore quali sono le vostre preferenze?

Luca:Desidero continuare a fare il mio mestiere che comprende il cinema come il teatro e la televisione.

Paolo:Qualsiasi forma dignitosa, nel senso che la televisione forse è il mezzo più proficuo per me in questo momento in cui ho avuto la maggiore libertà di espressione, ma forse è quello che credo mi sia meno congeniale.Ci sono tanti programmi belli in TV,c’è Che tempo che fa,ci sono programmi di approfondimento interessantissimi,dipende tutto da come si fanno le cose.Preferisco il teatro e il cinema perché comunque sono un attore e quello so fare,però ho imparato anche a fare Le Iene insieme a tanto altro.

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IL MERCATO DEL VENDING

Pit Stop Matik è una delle più dinamiche e innovative realtà della Liguria,anche grazie al suo fondatore Lucio Pinetti,un profondo conoscitore del settore del vending (ex direttore di Confida),che si è rilevato nel tempo anche un ottimo imprenditore.

Recentemente l’azienda si è fusa con un’altra importante realtà locale ed è entrata in partecipazione con un grande gruppo nazionale (Liomatic).

D.A.Italia per conoscere meglio questa realtà,anche alla luce dei grandi cambiamenti degli ultimi mesi,si è recata a Genova nella sede di Pit Stop Matik,dove ha incontrato e intervistato Lucio Pinetti.

Intervista a Lucio Pinetti

Pit Stop Matik è profondamente cambiata rispetto a quattro anni fa,quando l’abbiamo intervistata in occasione di uno “Speciale Liguria”.Quali sono le ragioni di questo radicale mutamento di scenario?

Molte cose sono cambiate.Si è modificato innanzitutto il mercato in cui ci si confronta,non solo in Liguria,ma in ambito nazionale ed è accaduto quello che prevedevamo già un quinquennio fa:le dinamiche di settore sono andate verso una forte concentrazione degli operatori.Oggi,al di là di un discreto numero di aziende locali, le valenze degli imprenditori di carattere nazionale o sovrannazionale sono sempre maggiori.In quest’ottica anche le dinamiche dell’offerta sono cambiate e le strategie,sia delle piccole che delle grandi aziende,stanno prendendo configurazioni differenti. La scelta di Pit Stop Matik è sem-

pre stata quella di propendere verso l’eccellenza,uno dei pochissimi fattori competitivi in grado di garantire la presenza nel tempo dell’azienda sul mercato.Siamo sempre stati molto lontani dal modo di ragionare basato sulla competitività a tutti i costi,anche a discapito della qualità e in base a questo principio abbiamo sempre preso le nostre decisioni.

Pit Stop Matik nella ricerca dell’eccellenza ha spesso cambiato strategia,diventando prima indipendente e poi entrando in un grande gruppo nazionale.Ci può descrivere in sintesi questi importanti passaggi?

Nei primi anni 2000 abbiamo abbandonato una partecipazione ad un gruppo e abbiamo vissuto un intenso periodo di lavoro indipendente,condotto esclusivamente con le nostre forze.In quegli anni abbiamo fermamente creduto

di poter raggiungere l’eccellenza attraverso una visione totalmente svincolata dalle politiche di altre aziende.

Per diversi anni abbiamo rispettato questa convinzione strategica.Poi, durante l’estate dello scorso anno, abbiamo trovato un’identità di valori con degli imprenditori,o meglio,con delle persone.La visione che ho sempre avuto dell’azienda è di un insieme di individui,non tanto di fattori economici, e quindi la motivazione e la soddisfazione del singolo sono la base su cui si fonda l’utile,che deve essere una conseguenza dell’applicazione di questo principio.

Per un imprenditore molto legato alla sua azienda è difficile poter concepire una cessione delle quote azionarie? Il concetto stesso di cessione mal si sposa a questa operazione il cui senso è invece compartecipazione. È evidente che nel periodo che ha

caratterizzato la mia decisione e quella di mia moglie Silvia (socia dell’azienda) di estendere la partecipazione societaria ad altri,ci siamo visti oggetto di una serie di offerte.Alcune di queste prevedevano la pura compravendita,cioè la cessione dell’azienda e una partecipazione a livello personale da manager e non più da socio. Questo comportava il totale abbandono di qualsiasi intervento sia sul personale che sulle strategie,che ovviamente venivano condotte dall’acquirente.Ipotesi che abbiamo deciso di non percorrere, volendoci ancora confrontare con il mercato.Altri si sono affacciati in modo più timido,prevedendo un’acquisizione di quote di maggioranza negli anni. La scelta che abbiamo fatto è stata di aderire ad una realtà come quella del Gruppo Liomatic. L’operazione è stata condotta in prima persona da Paolo Caporali.

Lucio Pinetti

IL MERCATO DEL VENDING

Quindi più che di cessione si può parlare di partecipazione?

Senza dubbio.L’operazione comporta la cessione delle quote societarie,ma contemporaneamente l’acquisizione di un’azienda operante nel territorio,con dimensioni abbastanza importanti per questa realtà regionale.Il risultato è una vera e propria fusione tra le due di aziende,quale nocciolo duro per uno sviluppo di ben più ampia portata.

Quali sono i vantaggi di far parte di un gruppo così importante?

Sono molti i vantaggi che derivano da questa partecipazione:un’identità di valori;la possibilità di poter ricorrere a risorse non soltanto economiche,ma anche in termini di esperienza,di capacità di un gruppo che è storicamente presente sul territorio da molto tempo e che ha fatto la storia della distribuzione automatica.Poi,a mio avviso,aggiungerei quel “quid”in più che caratterizza il Gruppo

Liomatic,molto attento alla valorizzazione delle singole persone: dal caricatore,al tecnico,al commerciale e al manager,che devono trovare nell’azienda lo spunto per gratificarsi ogni volta che si aprono le porte di questa struttura. Abbiamo sperimentato fin dall’inizio questo tipo di approccio,rilevando che si lavora meglio.Noi abbiamo degli orari che sono ben al di là dell’intero giro del quadrante dell’orologio,l’azienda apre alle 6.30 e chiude non prima delle 20.00 e tutto questo è possibile soltanto se tutti sono fortemente motivati,indipendentemente dalla retribuzione.

Ritiene questo passaggio societario anche una sua grande sfida personale e professionale?

Uno degli aspetti più entusiasmanti di questo mercato è che le sfide sono sempre possibili,anzi per certi aspetti,necessarie.Siamo in un settore nel quale non si può più somministrare prodotti di scarsa qualità a bassi prezzi,cer-

chiamo di avere la soddisfazione di professare una qualità altissima e doverla poi vendere ad un prezzo corretto.

Avete dovuto gestire in breve tempo un aumento del personale,l’introduzione di un prodotto forte come Lavazza e realizzare una sinergia fra due realtà.È stato complesso affrontare così tante problematiche?

La fusione di due realtà di dimensioni quasi simili ha comportato delle attenzioni particolari sia in termini direzionali che operativi. Avevamo praticamente tutte le funzioni duplicate ed è evidente che la gestione dei ruoli di responsabilità sia stata abbastanza delicata.Fortunatamente lo spirito con cui abbiamo approcciato queste iniziative era finalizzato al fatto che questa operazione doveva regalare a tutti,me compreso,un granello di felicità in più rispetto alla situazione precedente. Abbiamo dedicato molto tempo a questa problematica ed alcuni

aggiustamenti sono tuttora in corso,perché identificare delle zone di responsabilità senza creare inutili attriti è abbastanza complesso.Per un periodo mi sono dovuto far carico della maggior parte dei problemi,lasciando però man mano emergere le persone autorevoli,coloro che dimostravano agli altri di poter essere in grado di condurre quella particolare area dell’azienda.In questo modo i responsabili sono emersi da soli,in quanto riconosciuti tali dagli altri.

A livello nazionale,qual è il significato strategico di questa operazione?

Il significato dell’operazione che è stata fatta fra Pit Stop Matik e Liomatic,non è certo quello di mostrarci sul territorio solo come un’acquisizione spot,realizzata tanto per mettere una bandierina sulle province di Genova e Savona, ma è l’affermazione della volontà di presentarci come protagonisti di questo settore in quest’area.Nel breve periodo sicuramente in ter-

pit stop matik

mini qualitativi,ma in seguito anche in termini quantitativi. Questo giustifica la massiccia campagna promozionale che stiamo conducendo:cartellonistica,affissioni pubbliche,pubblicità sugli autobus,una manifestazione fieristica,televisioni locali e quotidiani. Abbiamo realizzato questa importante iniziativa di comunicazione proprio perché vogliamo presentarci sul territorio come un’azienda trainante per una nuova politica settore:alto valore al giusto prezzo.

In tutte le vostre comunicazioni specificate anche il prezzo (decisamente superiore alla media di settore).

Qual è la vostra politica in proposito?

Il prezzo deve essere sempre una conseguenza del proprio operato e mai un punto di riferimento da cui partire.Il nostro prezzo è giusto in termini di prodotto,di servizio offerto,di qualità trasmessa e, siamo sicuri,anche di qualità percepita.Pit Stop Matik propone le

cialde di Lavazza Blue nel settore dell’automatico a 60 centesimi e stiamo verificando che l’utenza è in grado di percepire questo tipo di qualità e di apprezzarla.

Lavazza ci ha permesso di nobilitare ulteriormente il valore del servizio offerto con un prodotto di altissima gamma.

È davvero possibile aumentare i prezzi conservando le battute?

La fusione ha avuto corpo il primo settembre del 2007 e i dati di vendita dei due mesi successivi ci mostrano un risultato molto interessante.Il prezzo medio di vendita di Pit Stop Matik è aumentato di oltre 5 centesimi,mantenendo invariate il numero di erogazioni prodotte.Possiamo rilevare con grande precisione questo trend di crescita,perché un altro dei grandissimi vantaggi che abbiamo avuto nell’aderire a questo progetto,è stato quello di essere dotati di un sistema informativo impeccabile come Vega,con cui abbiamo integrato tutta l’azienda.

Oggi tutti i nostri operatori e tecnici operano con palmari di ultima generazione.

Il controllo di gestione con Vega ha cambiato notevolmente l’efficienza dell’azienda?

Profondamente.Utilizzare un buon software gestionale vuol dire avere il polso reale della situazione e non lavorare più in modo approssimativo.

Vi siete posti degli obiettivi per il 2008?

In realtà è ancora presto per poter parlare di numeri,la nostra è una scommessa importante e ci auguriamo (un auspicio che speriamo venga raccolto),che sia un’occasione per condividere con gli altri operatori del settore una scelta di qualità al prezzo giusto.Il mercato dimostra di essere pronto e di interpretare correttamente questo tipo di rapporto prezzo/qualità.

Come definirebbe in questo momento il suo livello d’indipendenza?

Questa è una domanda importantissima perché storicamente ho la nomea di irredentista,in realtà è vero che mi ritengo una persona a cui affidare obiettivi,piuttosto che compiti.Con questa partecipazione societaria ho sperimentato un rapporto assolutamente positivo e ho compreso che il mero concetto di indipendenza è in realtà fuorviante.Se il rapporto è onesto,c’è una piena condivisione di valori personali e di strategie, non si verificano mai problemi di autonomia personale,perché non sussiste il problema di forzare concetti che non ti appartengono. Mi ritengo fortunato di avere incontrato delle persone che approcciano l’esistenza,la vita e l’azienda secondo un modello che mi è molto vicino.

È stato Direttore di Confida, gestore all’interno di un gruppo,gestore indipendente ed infine gestore in partecipazione con un grande gruppo.Il percorso che ha fatto è stato

IL MERCATO DEL VENDING

parallelo ad una sua crescita professionale?

Assolutamente sì,il punto di flesso professionale è stato sicuramente il passaggio da dirigente dell’Associazione ad imprenditore. Sono fermamente convinto che l’ultimo degli imprenditori meriti stima almeno quanto il primo dei manager,perché la posta che mette in campo tutti i giorni è sostanzialmente diversa,in quanto tocca sempre il proprio patrimonio personale.Ho molto apprezzato il lavoro condotto in Confida perché la direzione generale mi ha dato l’enorme vantaggio di avere come referenti i vertici aziendali del settore e quindi di conoscere degli imprenditori che altrimenti difficilmente avrei potuto incontrare.In Confida ho avuto l’opportunità di poter frequentare i fondatori della distribuzione automatica. Quando decisi di fare l’imprenditore,lanciai una scommessa di vita completamente diversa,quella della sopravvivenza con i propri mezzi.La sfera di azione si è molto ristretta perché da una valenza

internazionale che mi ha portato per l’Associazione in tutta Europa fino al Giappone,mi sono confinato e dimensionato con una realtà locale.

Oggi intraprendo un altro tipo di sfida e mi rendo conto che ogni volta che mi trovo nel dubbio di dover prendere una decisione,il confronto con i miei nuovi soci è perfino disarmante,perché la loro genialità imprenditoriale mi fa capire come siano arrivati a conquistarsi una posizione così rilevante sul mercato e quanto io debba ancora crescere professionalmente.

L’immagine che aveva del Gruppo Liomatic dall’esterno è stata confermata o è sostanzialmente diversa?

Pur conoscendone la rilevanza, non ero particolarmente al corrente delle peculiarità del Gruppo Liomatic.Grazie a questa operazione,ho potuto approfondire la conoscenza del Gruppo e degli imprenditori di valore che ne fanno parte.Ho trovato una grande sin-

tonia con Paolo Caporali,persona che conoscevo solo superficialmente e nei confronti del quale non ero sempre stato capace di interpretare correttamente la sua naturale e positiva esuberanza.Ho invece imparato a conoscere e ad apprezzare nel tempo questa sua caratteristica di grande energia e di sincera generosità intellettuale.

Sua moglie Silvia è socia di Pit Stop Matik.Qual è stata l’importanza di avere un appoggio affettivo così importante in azienda?

È evidente che quando un’intera famiglia scommette sulla propria attività lavorativa,si hanno molteplici stimoli e motivazioni.Il lato positivo è la sicurezza di avere un interesse condiviso.Quando lavori con tua moglie è chiaro che c’è una totale identità di interessi ed hai una visione sicuramente più ampia,perché è più facile che tu venga corretto rispetto ad iniziative che non sono sempre giuste e che magari tu stesso non valuti correttamente.Molte volte è possi-

bile compiere degli errori che in realtà non riesci a percepire perché non sei in grado nemmeno di vedere,ma è sufficiente avere vicino una persona cara,che li osservi e che li ponga alla tua attenzione,per arrivare ad una soluzione ottimale.Mia moglie, come Responsabile Amministrativa, ha delle responsabilità importanti in azienda ed è stata fondamentale per lo sviluppo di Pit Stop Matik.

In questo momento esponete alla Fiera di Genova,perché avete deciso di parteciparvi? Natalidea è uno dei due momenti fieristici genovesi più popolari.In dicembre viene organizzata una sorta di piccola fiera campionaria della regalistica,molto frequentata.La partecipazione è impegnativa (durante i giorni feriali è dalle 14.30 alle 22.30 e il sabato e la domenica dalle 11 alle 23.30),ma abbiamo deciso di farlo perché nella pianificazione della nostra comunicazione vogliamo rendere reale un’effettiva presenza dell’azienda rispetto alla pubblicità che

pit stop matik

sta circolando in tutta Genova.

Le aziende del vending di solito non espongono direttamente al consumatore finale. Perché avete deciso questa strategia?

Abbiamo pensato di muoverci su due fronti,perché di fatto i soggetti a cui proponiamo i nostri prodotti sono due:la famiglia e l’azienda.Entrambi con dei valori importanti e con la necessità di far percepire una qualità altissima. L’utente,per noi,non è un fattore di produzione presente all’interno dell’azienda ospite,noi non vendiamo componentistica per macchinari,offriamo un servizio alla persona ed è importantissimo che gli utenti sappiano quale tipo di attrezzature oggi esistono in commercio.In questo modo saranno liberi di scegliere se bere un caffè a basso prezzo,magari di minor pregio,con attrezzature datate,con scelte commerciali di compressione di prezzi e di margini per l’azienda, oppure gustare bevande di altissimo pregio come quelle che noi siamo in grado di offrire.

La ricerca della qualità è concentrata solo sul caffè o proponete anche altri valori?

Nel vending estendiamo il concetto della ricerca dell’eccellenza in tutti i prodotti,per cui,oltre al caffè,offriamo ad esempio la pasticceria artigianale e i prodotti freschi.Stiamo introducendo in tutto il parco macchine le migliori innovazioni tecnologiche,come ad esempio distributori a spirali con fotocellule e sensori di caduta,per evitare di far pagare un prodotto che non è stato effettivamente erogato.Cerchiamo di offrire un servizio che sia il migliore possibile ad un prezzo corretto.

Tornando sul prezzo,come si può avere il coraggio di offrire un caffè a 0,60 in un settore in cui molti si lamentano di non riuscire a lavorare con lo stesso prodotto ad un prezzo di 0,35?

La ragione è molto semplice,noi non vendiamo.

In questi giorni in fiera si è presentata una maestra elementare che mi ha posto in altri termini esattamente la stessa domanda:“Questa è la macchina che abbiamo anche noi,ma perché vendete il caffè più caro?”È una domanda onesta e alla quale ho risposto:“La macchina è il libro di testo,ma la differenza la fa l’insegnante”,ovvero, noi non vendiamo un prodotto, non siamo una libreria che vende il libro di testo,siamo gli insegnanti. Non temiamo un concorrente che vende ad un prezzo inferiore,perché la possibilità di fornire un prodotto ad un prezzo superiore sottintende la garanzia di un reale godimento di quello che offriamo: vendiamo due minuti di piacere all’utente.

La qualità del servizio passa attraverso la completa soddisfazione dell’utente,che deve sempre avere ciò che vuole ed è esattamente quello che noi cerchiamo di fare. Chiaramente questo ha un costo, per cui il consumatore deve esserne consapevole.Il problema comunque non è mai il cliente,ma il concorrente.L’argomentazione valida per convincere gli utenti finali è che vendiamo un servizio, siamo il meccanico di fiducia,la persona che non sai nemmeno quanto ti chiede,perché quello che ti interessa è che la macchina sia gestita nel modo migliore.Questa è la chiave di lettura,il tipo di cultura da diffondere,anche se è difficile partendo da uno storico in cui lo stesso settore ha professato di far spendere meno,se non persino di far guadagnare gli altri dal proprio lavoro.

In un settore in fortissima crescita come il vending,incominciano a scarseggiare i manager veramente preparati.Pensi di poter aspirare un giorno ad un importante ruolo all’interno del gruppo Liomatic?

Quando ero Direttore di Confida, un giorno,a proposito della mia crescita professionale,un anziano consigliere mi disse una frase che mi è rimasta impressa per sempre: “I galloni si guadagnano sul campo”.

speciale sicilia

È stata inaugurata ad Acate la nuova splendida sede di Point Service

Sabato 1 dicembre è stata inaugurata a Ragusa la nuova sede di Point Service,una compagnia di gestione che si colloca sul mercato come uno dei leader indiscussi in Sicilia e come azienda emergente sul territorio nazionale.

A questo interessante evento hanno preso parte numerosi ospiti provenienti non solo dalla Sicilia,ma da tutta Italia e alcune figure istituzionali come il Presidente della Provincia on.Franco Antoci e il vicario del Vescovo mons.Mario Cascone.

D.A.Italia è stata invitata all’inaugurazione e siamo lieti di affermare che raramente ci è capitato di poter visitare una sede così imponente e ben organizzata.Sono quindi d’obbligo i complimenti a tutta la struttura dell’azienda,ottimamente coordinata da Michele Spera,Amministratore Unico di Point Service.

Pubblichiamo in queste pagine un reportage fotografico dell’evento e l’intervento di Michele Spera

Point Service – una storia lunga 15 anni

Point Service nacque nel 1992,da un’operazione che mio padre Salvatore decise di intraprendere guidato dal suo grande intuito e dalla lungimiranza sugli sviluppi futuri di questo mercato. Dal 1992 al 1997 siamo sempre cresciuti con un alto tasso di sviluppo,con una sola piccola pausa nel 1995,dovuta alla separazione dal gruppo al quale appartenevamo (il Gruppo Argenta),impiegando l’intero anno per ricreare un nuovo assetto organizzativo e finanziario.

L’azienda ha proseguito la sua crescita esponenziale fino al 2003, anno in cui ci siamo resi conto che stavamo procedendo con il “freno a mano tirato”per via dell’inadeguatezza del software di gestione

ormai non più all’altezza dell’azienda e dei numeri che era in grado di produrre.

Abbiamo trascorso il 2004 e il 2005 ad informatizzare la società, creando una rete aziendale globale alla quale abbiamo collegato i palmari in dotazione ai nostri collaboratori.

Nell’anno 2005-2006 il mercato si è modificato,la clientela è diventata molto più esigente e sempre più desiderosa di tecnologia. Contemporaneamente abbiamo assistito ad un decremento nel “porzionato”.Point Service,stante queste condizioni di mercato ha,in questo periodo,iniziato a dedicare molte energie aziendali nel trovare nuove soluzioni e a indirizzare consistenti investimenti anche nel campo del vending tradizionale.È stato proprio in quel periodo che abbiamo deciso di trasferirci,dato

che la vecchia sede non era più appropriata alle nuove esigenze. Abbiamo quindi scelto di aprire una innovativa struttura nella città di Ragusa,dove abbiamo acquistato questo capannone e lo abbiamo modificato per renderlo adeguato alle nostre reali necessità.

Il 2007 è stato l’anno in cui si è deciso di tornare alle origini.Infatti dopo un’esperienza durata circa 6 anni (da gennaio 2001 a marzo 2007) durante la quale siamo riusciti a creare circa 250.000 battute/mese,nelle province di Mantova,Verona,Trento e Brescia, abbiamo deciso di intraprendere, per quell’area,una collaborazione con il Gruppo Buon Ristoro.Point Service di conseguenza ha concentrato le risorse nel territorio dove più massiccia e capillare è la sua presenza:siamo infatti ritornati in

Sicilia per dedicare tutte le nostre energie al mercato che più consociamo.

Alla fine del 2007 abbiamo avuto la soddisfazione di poter dare un’autentica svolta al nostro fatturato e oggi siamo un’azienda che fattura più di 10 milioni di euro.

Un confronto tra il 2000 e il 2007

Se mettiamo a confronto il 2000 con il 2007,emerge una chiara panoramica che evidenzia quali sono state le profonde modifiche che si sono verificate sul mercato,i cambiamenti della tipologia della nostra clientela e la differenza delle attività commerciali,di come siamo partiti seguendo il mercato del “piccolo”fino al 2005,quando le nostre energie sono state dedicate maggiormente al mercato

Intervento di Michele Spera – Amministratore Unico di Point Service
Michele Spera

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• Integrazione con sistema cashless

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• Protocolli supportati: Executive, MDB, BDV ed elettromeccanici

• Prezzi programmabili: 100 prezzi a contante e 100 prezzi cashless

stefano

speciale sicilia

medio-grande e agli enti pubblici.

- Nel 2000 avevamo circa 12 mila distributori con 2,5 milioni di erogazioni sul mercato dell’automatico e 19 milioni sul mercato OCS.

- Nel 2007,con una capacità installata di circa 20 mila macchine,abbiamo oltre 9 milioni di battute nel vending tradizionale e un mantenimento della crescita nel porzionato.

- Nel 2000 eravamo in 70 addetti, circolavano nelle strade siciliane 55 automezzi,realizzavamo 5,5 milioni di euro di fatturato,servivamo 11 mila aziende,effettuavamo 96 mila rifornimenti e il nostro call center riceveva oltre 48 mila chiamate.

- Nel 2007 siamo diventati 120 collaboratori,circolano più di 90 automezzi,abbiamo un fatturato di 10,5 milioni di euro,le aziende servite sono diventate 16 mila,i

rifornimenti sono 142 mila e le chiamate ricevute dall’azienda sono 57 mila.

- Nel 2000 avevamo 9 depositi.

- Nel 2007 sono diventati 5 perché abbiamo deciso di concentrare le nostre energie e i nostri punti di distribuzione si sono limitati.

La struttura di Point Service

Il direttivo che segue le aree della Sicilia è composto da Vincenzo Clemente,responsabile area Ragusa;Antonello Sposito,responsabile area Caltanissetta, Agrigento ed Enna;Nicola Compiani,responsabile delle aree di Palermo e Trapani;Sebastiano Vasile,responsabile delle aree di Catania e Siracusa ed infine Giovanni Merenda,responsabile area Messina.

Della nostra struttura fanno parte:

Claudio Errico,responsabile amministrativo e ufficio personale;Ivan La Lisa,che si occupa di tutto il coordinamento delle risorse umane sul territorio,sia a livello gestionale che a livello commerciale;mia moglie Geri che coordina tutto l’ufficio marketing e lo studio delle analisi gestionali e Giuseppe Licitra,che segue e coordina tutti gli uffici dell’azienda,segue i nostri software e qualsiasi nuovo progetto che inseriamo nella nostra società.

I progetti futuri

Sono molti i progetti previsti per il 2008.Il primo è nato dalla collaborazione attiva sul territorio siciliano con Confida,i cui rappresentanti, per quello che ci riguarda,sono Gandolfo Mogavero (Delegato Confida per la Regione Sicilia),

Vincenzo Ballato (Consiglio Direttivo di Confida) e Cesare Spinelli (Vice-Presidente Gestori). Una qualificazione sul territorio per dare un’immagine della distribuzione automatica sempre più professionale.

Point Service è sensibile al mercato,segue i problemi nutrizionali soprattutto per il pubblico più giovane,dei quali ultimamente si parla molto sia a livello nazionale che mondiale.Dalla collaborazione nata con il Gruppo Buon Ristoro, lanceremo tre nuovi progetti: Mangia sano rivolto alle scuole medie inferiori; Scegli la salute dedicato alle scuole medie superiori e Scegli la sicurezza,ideato per le grosse realtà aziendali dove c’è sempre il problema della gestione di tutto ciò che è sicurezza interna.Con questa partnership e con il loro know how,

point service

acquisito nel tempo,riusciremo a gestire questi tre progetti in modo ottimale.Ovviamente l’azienda si sta strutturando in modo tale da poter ottenere una corretta gestione della catena del freddo. Nel futuro continueremo ad approfondire la formazione del personale,che è oggi uno dei nostri fiori all’occhiello cercando sempre di dare un’alta professionalità a tutte le figure operanti nella nostra società.

Inizieremo anche a preparare l’azienda alla certificazione ambientale.Sarà un percorso lungo che contiamo di concludere entro l’anno 2009.

Vorrei citare una massima di Robert Gordon,un pioniere della missilistica che all’epoca fu considerato quasi un pazzo,anche se oggi la maggior parte delle sue teorie sono state adottate:“È diffi-

cile definire ciò che è impossibile, i sogni di ieri sono la speranza di oggi e la realtà di domani”.

I ringraziamenti

Ringrazio tutti gli intervenuti,i nostri fornitori che hanno contribuito a far diventare questa azienda leader del mercato,tutti i consulenti,la mia famiglia che mi sostiene in ogni momento,mia moglie che mi sopporta e condivide con me i momenti felici.Si usa dire che gli uomini grandi sono affiancati da donne grandi:niente di più vero.

Un doveroso ringraziamento e ricordo anche a mio padre, Salvatore Spera,fondatore di questa azienda.Ringrazio tutti gli uomini che ho qui a fianco,grazie al continuo confronto con loro e alle strategie applicate in azienda,

siamo riusciti in questi anni a mantenere la leadership sul mercato e ad essere l’azienda che siamo. Infine un ringraziamento particolare va a tutti “i ragazzi”che fanno parte del reparto tecnico,del reparto logistico,degli uffici gestionali e statistici,commerciali e addetti alle consegne:con il loro apporto quotidiano Point Service è potuta diventare una grande realtà.

Alla fine del suo intervento, Lavazza ha voluto fare una sorpresaaMicheleSpera,consegnandogli una targa con scritto: “Lavazza a Point Service, un riconoscimento e un ringraziamento speciale per la professionalità dimostrata in tutti gli anni di lavoroinsiemeedinparticolareper i quindici anni di sviluppo in Sicilia”.

ALCUNE CURIOSITÀ DI POINT SERVICE

-293 milioni di erogazioni effettuate dalla nascita dell’azienda,una per ogni abitante del Brasile e del Messico messi insieme.

-Più 1.730.000 i chili di caffè utilizzati.

-Il caffè erogato dai distributori dal 1992 al 2007 sarebbe sufficiente a riempire circa 10 piscine olimpioniche.

-Le palette necessarie a mescolare i caffè messe in fila collegano Roma a Melbourne.

-Nel 2007 per ogni ora lavorativa sono state erogate 15.625 consumazioni,261 al minuto,4,35 ogni secondo.

-Sono circa 7.830 i caffè consumati nel tempo di questa presentazione.

speciale calabria

Calabriamatik: l’eccellenza nella gestione in Calabria

Calabriamatik è una storica gestione calabrese che,grazie all’impegno e alle capacità imprenditoriali di Alfonso Passafaro,si è progressivamente affermata sul mercato.Oggi l’azienda è una delle poche realtà in Calabria ad avere un respiro regionale,infatti, dalla sede di Locri,serve le Province di Reggio,Cosenza e Catanzaro.

Alfonso Passafaro vanta anche una lunga militanza politica e ha ricoperto in passato la carica di Consigliere Comunale a Locri (dal 1980 al 1985) e poi di Assessore Comunale all’Urbanistica ed alla Pubblica Istruzione (dal 1985 al 1989).

D.A.Italia per conoscere meglio questa realtà regionale si è recata a Locri,nella sede di Calabriamatik,dove ha incontrato e intervistato Alfonso Passafaro.

Intervista con Alfonso Passafaro - Calabriamatik

Calabriamatik è una delle prime gestioni che si sono presentate e affermate sul mercato calabrese.È difficile operare in questa regione?

Calabriamatik opera da molti anni in Calabria e siamo una delle prime gestioni che si è data l’obiettivo di affrontare questo particolare territorio.La Calabria è un mercato senza dubbio difficile,perché non ci sono molte industrie e quindi le locazioni difficilmente possono offrire un consistente numero di battute.I centri abitati sono di piccola dimensione e non è facile raggiungerli con continuità e tempestività,soprattutto per una struttura come la nostra che serve tutto il territorio regionale.Per gestire con successo un’azienda del vending in Calabria,bisogna operare con grande efficienza ed avere un’ottima conoscenza del territorio.

Siete una delle poche realtà che operano in tutta la regio-

ne.Quali sono le ragioni strategiche di questa scelta?

Operare in tutta la regione è possibile solo spendendo parecchio impegno e dedizione.La collocazione geografica della nostra sede di Locri ci permette di servire con tempistiche accettabili le Province di Reggio Calabria,Catanzaro e Cosenza.

Le ragioni strategiche di questa scelta derivano dal fatto che per trovare delle opportunità di crescita dell’impresa siamo obbligati ad ampliare il nostro bacino di utenza.In Calabria fortunatamente c’è un grande rispetto e dialogo tra i vari gestori ed è possibile operare in più province senza inasprire troppo le dinamiche concorrenziali.

Siete favoriti da un prezzo medio a battuta leggermente superiore ad altre realtà nazionali?

È vero che probabilmente nella

nostra regione c’è un prezzo medio della battuta più elevato,ma non riusciamo lo stesso a compensare pienamente l’ammortamento delle macchine.Oggi anche locazioni molto piccole (5-10 utenti) vogliono avere sia la macchina del caldo che del freddo e per conquistare questa fascia di clienti,che sono forse la principale tipologia di utenza in Calabria,è necessario fare consistenti investimenti anche per poche battute potenziali. Spesso poi,oltre alle macchine, bisogna poter fornire un sistema rendiresto,la chiave cashless e tutta una serie di plus che rendono molto difficile far quadrare i conti. Il prezzo della battuta quindi,non sempre è sufficiente a garantire una marginalità adeguata ai rilevanti costi di ammortamento.

La sua passione è sempre stata la politica e recentemente ha illustrato sui media

locali un’interessante proposta per il rilancio dell’occupazione in Calabria.Di cosa si tratta? Può interessare anche le aziende del vending? Sin da giovanissimo ho avuto una grande passione per la politica che mi ha portato a ricoprire alcuni ruoli istituzionali nella mia città. Recentemente ho rilanciato con forza la mia idea sui prestiti sul lavoro,che potrebbe offrire delle valide opportunità anche per le aziende del vending.

In realtà sono fermamente convinto che non sia così difficile,anche in questo periodo,creare posti di lavoro,se solo si sfruttassero in modo adeguato i fondi europei e tutte le altre provvidenze nazionali,regionali e provinciali,invece di investire milioni di euro in grandi strutture che spesso restano incomplete o chiuse e che non creano nessun posto di lavoro.Con tali fondi ci sarebbe la possibilità di

Alfonso Passafaro

speciale calabria

creare dei presupposti di sviluppo che potrebbero riflettersi positivamente sull’incremento dell’occupazione.

Se i fondi vanno sempre e solo alle grandi aziende per la costruzione di capannoni da 10 milioni di euro, che molto difficilmente poi vengono completati e che non possono quindi offrire un posto di lavoro duraturo a numerosi dipendenti, non risolveremo mai il problema. Per invertire la rotta basterebbe solamente che gli enti preposti decidessero di erogare un contributo di 100 mila euro (è una cifra indicativa) subordinandolo all’assunzione di una unità lavorativa a tempo indeterminato.L’importo concesso dovrà essere restituito in 15 anni a tasso agevolato e senza fondo perduto (come è stato sinora) ad aziende già presenti sul mercato da almeno tre anni,che abbiano presentato regolare dichiarazione dei redditi,che abbiano dimostrato di aver pagato

con i relativi modelli di versamento le tasse dovute e siano in regola con i dipendenti già assunti,sia dal punto di vista retributivo che previdenziale.In questo modo si darebbe un grande incentivo alla crescita delle piccole imprese sane e che hanno già dato dimostrazione di saper operare sul mercato e,contemporaneamente,favorire un reale sviluppo occupazionale a costi sostenibili.

In che modo questa proposta potrebbe favorire anche le aziende del vending?

In modo molto semplice e diretto. Le faccio un esempio: Calabriamatik ha 7 dipendenti regolarmente assunti,se ci mettessero a disposizione un credito agevolato di 2-300 mila euro,potremmo assumere almeno altre tre persone e certamente avremmo la liquidità e la tranquillità finanziaria per crescere.

La politica invece ha sempre favo-

rito un tipo d’investimento che si è rilevato non produttivo ed è strano che non abbia mai ritenuto opportuno creare invece una piano d’investimento snello,avvantaggiando per una volta la piccola impresa ed il commercio,che nel Sud-Italia rappresenta la parte vitale dell’economia.Sono sicuro che attraverso questi finanziamenti ad hoc per le piccole attività esistenti,con la previsione che per ogni tetto di finanziamento si provvederà ad assumere una o più unità lavorative,l’occupazione,nei nostri piccoli centri,aumenterà in poco tempo.

Oltre a Calabriamatik opera un’altra società,la Euromatik. Di cosa si occupa?

Calabriamatik si occupa del vending tradizionale,mentre abbiamo ritenuto opportuno gestire tutto il business del segmento OCS attraverso una società ad hoc: Euromatik.

Oggi concediamo in comodato le

macchine e commercializziamo le cialde Kimbo e Borbone.Stiamo crescendo anche in questo particolare mercato e siamo soddisfatti dei risultati ottenuti nel 2007.

Uno dei punti di forza di Calabriamatik è la vostra linea del fresco.Quando avete iniziato ad offrire anche questo servizio?

Calabriamatik sin dalla sua fondazione ha gestito una linea del fresco.Abbiamo sempre avuto la produzione dei panini e dei tramezzini da consumare in giornata. Seguiamo scrupolosamente tutte le normative igieniche e sanitarie per poter offrire,soprattutto alle scuole,un prodotto di qualità. Stiamo anche progressivamente introducendo il tramezzino in tutte quelle locazioni che dimostrano di poter recepire e apprezzare questa novità.

Che tipo di formazione date ai

Aurelia,figura fondamentale dell’ufficio Calabriamatik

calabriamatik

vostri operatori?

In una impresa di piccole dimensioni come Calabriamatik è fondamentale avere un ottimo rapporto con i propri dipendenti.È essenziale poterli coinvolgere e responsabilizzarli,anche perché i risultati di questo tipo di approccio si vedono immediatamente.Tutti i nostri operatori ricevono un’adeguata formazione,che viene subito sperimentata sul campo.

Sia la formazione che i rapporti umani sono importanti,soprattutto in realtà locali come la nostra, dove la conoscenza del territorio e le interrelazioni con il tessuto sociale sono variabili critiche per poter affrontare con successo il mercato.Perfino i grandi gruppi del Nord,con consistenti capitali,possono avere dei problemi a gestire la propria espansione in questa regione,se non comprendono a fondo questa importante variabile. Da questo tipo di ambiente lavorativo sono emerse figure che oggi sono fondamentali per Calabriamatik,come il nostro tecnico Francesco (detto Ciccio) che da anni svolge un lavoro estremamente prezioso per l’azienda. All’interno della società opera da 6-7 anni anche un lavoratore del Nord Africa:Naji Allal,un valido esempio di come nelle aziende del Sud esista realmente l'integrazione dei lavoratori stranieri.

Riuscite a garantire una corretta assistenza anche se coprite una vasta area territoriale?

Proprio grazie al nostro tecnico Francesco e a Naji (che lo aiuta e supporta),abbiamo creato una struttura rapida ed efficiente,che riesce a dare risposte concrete in tempi molto brevi.

A volte il vending si pone in concorrenza con i bar.Avete avuto qualche problema nel gestire questa situazione?

In questi anni non abbiamo mai avuto particolari problemi con i bar.Le poche volte che si è verificata una situazione da risolvere,l’ab-

biamo sempre gestita attraverso il dialogo tra le parti e la collaborazione reciproca.

Per andare sempre più incontro alle esigenze della vostra clientela,avete recentemente introdotto qualche nuovo prodotto?

Stiamo sempre molto attenti alle novità di mercato e alle tendenze del consumo.Cerchiamo di inserire nei nostri distributori dei prodotti di marche molto note e di riconosciuta qualità.Recentemente abbiamo introdotto gli yogurt e dobbiamo sinceramente ammettere che questo prodotto sta realizzando dei numeri interessanti e non del tutto attesi.

Per molti anni Lei è stato il delegato per la Calabria di Confida.Pensa di poter ripetere in futuro questa esperienza?

Ho sempre avuto un ottimo rapporto con l’Associazione e ritengo che il suo ruolo sia molto importante per tutta la filiera del vending.Personalmente però ho dovuto operare delle scelte tra azienda, politica e vita associativa e la priorità alla fine è andata ai ragazzi di Calabriamatik,una realtà che sta crescendo e a cui bisogna dedicare molto tempo ed energia. In Confida siamo comunque ottimamente rappresentati da Leo Tripaldi a livello regionale,da Cesare Spinelli a livello nazionale, dal Direttore Piero Angelo Lazzari e dal Presidente Vincenzo Scrigna.

Da pochi giorni sono state rese note,attraverso la nuova Finanziaria,alcune norme relative alla distribuzione automatica.Cosa ne pensa? È difficile commentare una norma senza conoscere quali forme assumerà il decreto attuativo,comunque non vedo in maniera così negativa questa direttiva.Se la norma non si dovesse rilevare punitiva e la sua applicazione indiscriminata,potrebbe anzi rivelarsi addirittura positiva per il settore.

Babybel & vending? Pronto da mettere al fresco!

Babybel fa il suo ingresso nel vending

Da oggi è possibile portare tutta la genuinità e bontà di Babybel, il formaggio tondo fuori e buono dentro, anche nei distributori automatici grazie alla pratica confezione snack. Siete pronti per Babybel 2Go?

speciale calabria

Lavilla, la cultura dell’automatico a Reggio Calabria.

Lavilla è una società di gestione di Reggio Calabria che,da circa dieci anni,affronta il mercato con la specifica missione di diffondere la cultura dell’automatico attraverso la qualità,la differenziazione dei prodotti e dei servizi offerti,focalizzando l’attenzione sulla centralità del singolo individuo.È concessionaria illy per la Provincia di Reggio Calabria e dal 2006 distribuisce il Caffè Lavilla,una miscela personalizzata particolarmente adatta al settore del vending.

D.A.Italia per approfondire la conoscenza di questa realtà si è recata nella sede (in fase di avanzata ristrutturazione) di Reggio Calabria e ha intervistato Maurizio Lavilla,Amministratore dell’omonima società.

Intervista con Maurizio Lavilla

Quando ha deciso di entrare nel settore del vending?

Sono entrato nel settore del vending dieci anni fa,grazie all’incontro con un ex compagno di scuola che lavorava con le macchine a cialde della illy caffè.Assieme ad un terzo socio abbiamo fondato la Coffee Express,concessionaria illy per Reggio Calabria e provincia. Dopo varie vicissitudini sono rimasto da solo,ma ho continuato a credere nel settore e,a quel punto, anche per una questione d’orgoglio personale,ho deciso portare avanti il marchio Lavilla.

La società è partita con l’OCS per poi arrivare al vending tradizionale?

Finché sono stato in società con gli altri,abbiamo lavorato esclusivamente nel segmento OCS,quando sono rimasto da solo ho iniziato a guardare avanti.Commercializzare unicamente il marchio illy era dive-

nuto molto complesso,anche perché a partire dal 1998 c’è stata una vera e propria fuga dei consumi a seguito della decisione di illy di iniziare a distribuire le cialde nei supermercati.Molte altre torrefazioni cominciarono a produrre cialde in carta filtro e per restare sul mercato era quasi un obbligo trovare altre strade.

Un giorno,per soddisfare le esigenze di un cliente che ancora fornisco,mi decisi ad acquistare delle macchine free-standing.Anche grazie ai preziosi consigli della MDA di Castelfranco Emilia,a cui mandavo a riparare le macchine e a cui sono ancora molto riconoscente,cominciai con i primi acquisti.Compravo seguendo le richieste della clientela e non avevo ancora una struttura commerciale. Purtroppo i numeri sviluppati attraverso il marchio illy non erano più sufficienti a garantire la sostenibilità dei costi aziendali e dal

2004,abbiamo puntato per lo più sui distributori automatici.Oggi Lavilla si occupa al 90% di vending tradizionale.

Era così difficile poter competere nel mercato delle cialde? Il problema era causato anche dal prezzo,ci trovavamo a dover competere con delle grosse aziende che compravano ad un costo inferiore e quindi si faceva veramente fatica a trovare uno spazio sul mercato.Ho cercato di limitare un po’ questo tipo di concorrenza producendo una cialda personalizzata (Caffè Lavilla),in modo da essere libero di commercializzarla al prezzo voluto,purché con un certo margine,e ora ho una piccola quota di mercato con questo prodotto.

Oggi la vostra azienda offre una gamma completa di offerta nel segmento OCS:illy,Star

Cup,Caffè Lavilla e Lavazza. Quali sono state le ragioni strategiche che vi hanno portato ad una così grande possibilità di scelta?

La mia predisposizione ad essere cliente centrico ha fatto si che ciò accadesse in maniera del tutto naturale infatti l’ampliamento di gamma si è verificato nel corso del tempo.Siamo sempre stati concessionari illy e quando è partito il progetto ITACA abbiamo aderito sin da subito.Il marchio Lavilla invece è stato importante per ottenere una certa marginalità,per rafforzare l’immagine dell’azienda nel territorio oltre che per offrire un prodotto che incontrasse i gusti dei consumatori locali.Poi,nel corso del 2007,abbiamo fatto un test con i prodotti della Lavazza che hanno avuto riscontri così positivi da convincerci a diventare, a partire da novembre,distributori ufficiali tramite la Vending Tech di

Maurizio Lavilla

lavilla

Enzo Ballato,rivendita siciliana competente per il nostro territorio. La gestione del marchio Lavazza ci ha dato l’opportunità di incontrare delle persone veramente professionali,serie e disponibili,che ci hanno prospettato delle possibilità di mercato di grande interesse.

Lavilla progetta anche una miscela in grani specifica per il vending?

L’idea di partenza era quella di iniziare con il caffè in cialde,per poi passare a quello in grani ed infine arrivare a considerare la possibilità di gestire direttamente anche una piccola torrefazione,selezionando delle miscele che avremmo pubblicizzato e venduto nel vending. Purtroppo per mancanza di tempo questo progetto è stato un po’ accantonato,anche perché,dopo una lunga ricerca,riteniamo di aver identificato un fornitore molto affidabile:Caffè Mito - Torrefattori

Associati,che ci ha messo a disposizione un prodotto che usiamo ininterrottamente da due anni e mezzo e con il quale ci troviamo benissimo.

Siamo trattati con grande professionalità,non ci è mai arrivato un chilo di caffè difettoso e paghiamo un prezzo corretto per i nostri volumi.

Quali sono i numeri che sviluppa la vostra società di gestione?

Complessivamente l’azienda si attesta su di un numero di battute pari a 150 mila erogazioni mese. Siamo arrivati a queste cifre partendo da zero,senza fare acquisizioni.

Abbiamo iniziato solo con l’OCS e, con grande impegno personale, siamo arrivati a fare 30 mila erogazioni.Poi c’è stato un momento di crisi che è durato circa un anno e mezzo e che ci ha portato perfino

a dubitare sulla continuazione dell’impresa.La decisione di entrare nel vending tradizionale ha cambiato le cose e sono riuscito, cominciando con una macchina alla volta,a restare sul mercato. Con la progressiva crescita e affermazione della società si è reso indispensabile fare ricorso ad alcune assunzioni.Oggi in Lavilla lavorano otto persone.

Ci sono altre società di gestione a Reggio Calabria?

Ad oggi sono l’unica gestione indipendente.Il mio principale concorrente è stato assorbito dalla Liomatic ed è una struttura ben organizzata e molto competitiva ed è presente anche la ben nota IVS. Ci sono inoltre un paio di piccolissime realtà con poche macchine, ma che sostanzialmente non fanno mercato.

L’ingresso in Calabria dei

grandi gruppi di gestione ha dato un impulso alla crescita?

L’ingresso in Calabria della IVS,ha spinto tutti i gestori locali ad avere una maggiore professionalità e, per quanto mi riguarda,mi ha portato ad ampliare la gamma dei prodotti offerti.Personalmente sono sempre stato portato all’innovazione e alla crescita attraverso un’attenta analisi del mercato.Ho investito nel distributore automatico a vetrina e nel sistema a chiave, cosa che altri competitor non facevano.Mi sono fatto strada in un’area territoriale difficile e presidiata, partendo senza esperienza,con pochi punti di riferimento osservando con attenzione il mercato nazionale,che poi adattavo al mio mercato,al mio modo di lavorare,e spesso alle mie finanze.

È importante nel vending avere dei seri punti di riferimento?

Avere questo tipo di riferimenti è fondamentale,infatti la vita associativa,le fiere di settore ma anche un seria ed attenta analisi delle indicazioni degli uomini del vending ossia agenti,responsabili commerciali e così via delle aziende di rilevanza nazionale,contribuiscono ad avere un quadro della situazione abbastanza delineato.

Come si spiega la grande crescita di Lavilla negli ultimi anni?

Ho avuto una grossa crescita negli ultimi due anni,anche perché prima seguivo altri settori.Ero socio in alcune aziende familiari che operavano soprattutto in campo edilizio e che sviluppavano un altro tipo di fatturato.Per un breve periodo ho gestito anche una concessionaria d’acqua,fornivo all’ingrosso l’acqua di un’ottima fonte locale,facevo dei volumi molto interessanti avendo la possibilità nel contempo di poter gestire risorse umane e tecniche che mi hanno favorito nella crescita complessiva.Poi abbiamo deciso di chiudere e mi sono dedicato completamente al vending,recuperando in meno di tre anni tutto il fatturato perso con l’acqua e mantenendo le infrastrutture esistenti che adesso sono di proprietà, tant'è che attualmente la nostra sede occupa complessivamente quasi 650 mq.totali.

Qual è la vostra copertura territoriale?

Lavilla concentra la sua attività a Reggio Calabria e provincia. Abbiamo una forte presenza in città e copriamo molto bene la parte tirrenica della provincia,che è quella più grande e più ricca.In Calabria le gestioni tendono a lavorare e a svilupparsi nell’ambito della propria territorialità.Per un periodo sono stato concessionario

speciale calabria lavilla

Illy caffè per le zone di Catanzaro e Lamezia,ma non ho avuto buoni risultati perché,non avendo del personale in loco,non sono riuscito a gestire correttamente l’attività.

Com’è strutturato il vostro parco clienti?

La tipologia dei miei clienti è formata in prevalenza da aziende private e da aziende pubbliche (il Comune,la Provincia e la Regione).Sul territorio ci sono tanti Istituti scolastici,circa 90,ma si è venuta a creare negli anni una curiosa situazione di monopolio che stiamo cercando di combattere. Per molti anni non ho creduto al mercato delle scuole perché è molto particolare e bisogna saperlo gestire in modo corretto.Come azienda ho sempre pensato di aver bisogno di stabilità e le scuole non mi potevano offrire delle certezze visto il numero dei giorni lavorativi, i prezzi e talvolta i danneggiamenti ed i furti,quindi ho sempre guardato ad altri mercati.Oggi che abbiamo una struttura più solida questo tipo di mercato è diventato molto più interessante per la mia azienda,perché può aiutarci ad aumentare i volumi e ad abbattere i prezzi d’acquisto dei prodotti.

C’è ancora spazio per fare mercato a Reggio? Pensate di poter crescere ancora?

Fortunatamente il mercato del vending è in crescita e noi cercheremo di cogliere le opportunità che ci consentono di fare marginalità.

C’è lo spazio per crescere,ma le nostre possibilità di sviluppo sono legate alle risorse finanziarie che riusciremo a mettere in campo in quanto sento forte la responsabilità di gestire l'azienda in modo sano e leale tale da garantire il rispetto assoluto delle regole,offrire stabilità ai miei collaboratori

perseguendo l'obbiettivo di uno sviluppo sostenibile.

La vostra gamma produttiva comprende anche prodotti freschi?

Già dal marzo del 2006,man mano che facevo gli ordini delle macchine del freddo,ho cominciato a optare per le macchine a tre gradi,perché andavano incontro ad una specifica esigenza della clientela.Non siamo ancora a regime,perché stiamo cercando di ottimizzare la gestione della logistica del freddo che ci crea ancora qualche difficoltà,ma nel frattempo trattiamo qualche prodotto in piccole quantità e solo a richiesta (tramezzini freschi e yogurt)

Usate un software specifico per il controllo di gestione?

Il controllo di gestione è uno dei punti di forza della nostra azienda.

Fino allo scorso agosto utilizzavamo Target,ma poi siamo passati a Vega della Digisoft.Credo molto nell’informatica e nella tecnologia di sostegno all'azione umana e ho sempre reputato fondamentale il controllo di gestione.Devo poter gestire il percorso di ogni prodotto e la correttezza dei prezzi di vendita applicati,così come garantire degli strumenti di lavoro che non facciano perdere tempo inutile ai miei collaboratori infatti utilizziamo tecnologia WiFi per la gestione dei palmari in dotazione ai caricatori ed al magazziniere.Inoltre avere la possibilità di gestire elettronicamente i dati di vendita ci mette nelle condizioni di avere statistiche differenziate che utilizziamo ad esempio per la gestione dei riordini di merce da magazzino garantendoci il prezzo migliore considerando la rotazione dei prodotti senza sacrificare spazi e risorse finanziarie.

Lavilla è una delle prime aziende calabresi che si è associata a Confida.Come procede la delegazione Calabria?

Sono stato uno dei primi di questa zona ad associarmi a Confida, tanto è vero che andavo in Sicilia per partecipare alle riunioni perché la delegazione Calabria non era attiva.Ritengo che il ruolo che svolge sia importante e,appena sono entrato nel settore,ho subito cercato l’associazione di categoria, perché in un mondo dove non si ha esperienza e dove non esistono tradizione,scuole o libri,è fondamentale trovare un punto di riferimento.

Poi c’è stato un periodo difficile e ho deciso di non rinnovare la mia adesione,ma in seguito,quando si è formata la Delegazione Calabria, sono rientrato in Associazione e ne sono soddisfatto anche perché,al di là delle indicazioni della sede centrale,nelle riunioni affrontiamo temi legati alle reali problematiche locali del territorio e strutturali delle nostre aziende vista la quasi omogeneità di dimensionamento e gli ottimi rapporti personali.

Cosa ne pensa della nuova legge Finanziaria? Potrebbe creare dei problemi allo sviluppo del settore?

In passato mi sono occupato anche di videogiochi e penso che se le intenzioni della legge saranno le stesse,potrebbe probabilmente diventare un provvedimento veramente punitivo vista la diversità di contesto tra i due settori.Personalmente quindi non vedo la situazione così negativa e forse ci saranno dei problemi solo per le microrealtà che non hanno un controllo di gestione.Bisogna comunque aspettare il decreto attuativo per esprimere un giudizio più approfondito.

Ph.

[eventi]

Il Gruppo Argenta è stato ospite del meeting annuale di Coges

Sabato 18 dicembre si è tenuto presso il Borgo Rocca Sveva di Soave (VR) il meeting annuale di Coges.La stampa di settore ha potuto a partecipare alla parte “pubblica”del meeting,a cui era stato anche invitato in qualità di ospite,uno dei suoi clienti più prestigiosi:il Gruppo Argenta.Dopo una breve,ma molto apprezzata,visita guidata alla cantina di Soave,gli ospiti di Argenta sono intervenuti facendo una interessante presentazione del Gruppo. Il giorno successivo i media nazionali hanno pubblicato la notizia che Cognetas e Investitori Associati hanno rilevato il pacchetto azionario del Gruppo Argenta dal fondo Advent International. Abbiamo quindi deciso di pubblicare,oltre ad una breve sintesi della presentazione effettuata durante il Meeting Coges,il comunicato stampa ufficiale di questa importante operazione finanziaria.

IL GRUPPO ARGENTA

Il Gruppo Argenta è stato uno dei primi operatori nel mercato italiano del vending.Epaminonda Scaltriti,dopo un’esperienza decennale come barista e poi come gestore del noto bar Dorando di Carpi,assieme ai suoi due soci, Orazio Lugli e Ferdinando Meliani, ha avuto la capacità e la lungimiranza di lanciare sul mercato un innovativo concetto di ristorazione: la distribuzione automatica.

Il Gruppo,anche grazie alle capacità imprenditoriali e umane della sua figura di riferimento,è cresciuto in modo esponenziale,tanto da

superare nei primi anni del 2000,i 50 milioni di euro.

Nel 2003 è oggetto di una prima operazione di LBO condotta da Quadrivio e San Paolo IMI Private Equity.Il Gruppo si riorganizza profondamente acquisendo 4 nuove importanti realtà (Nuova Serida,Dab,Ida Gestione,Ida Bar). Il fatturato continua a crescere e passa dai 56 milioni di euro del 2003,ai 75 milioni del 2004 e ai 98 milioni nel 2005.

Proprio nel 2005 la maggioranza del Gruppo Argenta viene ceduta, attraverso una seconda operazione di LBO,a Advent International.

Ancora una volta il Gruppo torna ad investire sul mercato e compie quello stesso anno due acquisizioni di rilievo (Gruppo Dap Sirmad e L’Automatica).Nel 2006 il fatturato cresce fino a toccare quota 150 milioni e il Gruppo,oltre ad assorbire Dolomitica e Cemar,si impegna nell’acquisto del Gruppo Cantel,una dei principali competitor italiani.

Nel 2007 il Gruppo Argenta,in virtù di una costante crescita organica e delle numerose acquisizioni realizzate,sfiora i 200 milioni di euro di fatturato (197 mln). Il primo ottobre 2007,il processo

d’integrazione si conclude con successo.Le società del gruppo Cantel Refresh (Cafebon,Coffee Break, Frigoli,Bon Service,GDA) insieme ad Automatica Brus e Vicenza Distributori sono state incorporate in Gruppo Argenta Spa. Conseguentemente al processo d’integrazione e fusione,si sono aggiunte le nuove Filiali di Milano1,Milano2,Lodi,Vicenza e Alessandria.

Oggi Il Gruppo Argenta impiega quasi 1.300 persone,con 22 filiali operative,120.000 distributori automatici e OCS installati presso circa 65.000 clienti.

Da sinistra:Annamaria Fiori (Argenta),Marco Adriani (Coges) e Stefano Fanti (Argenta)

COGNETAS E INVESTITORI ASSOCIATI ENTRANO IN

GRUPPO ARGENTA

A fine dicembre Cognetas e Investitori Associati hanno rilevato il pacchetto azionario di Gruppo Argenta dal fondo Advent International.Co-investitore insieme ad Investitori Associati è il Gruppo De Agostini.I nuovi part-

ner affiancheranno l’attuale management team del Gruppo che rimane azionista,con immutati ruoli dirigenziali.Il Gruppo Argenta continuerà infatti ad essere gestito dal Presidente Epaminonda Scaltriti, dall’Amministratore Delegato Roberto Franchini e dal Direttore Finanziario Fabio Serantoni garantendo la continuità dei risultati. Cognetas LLP è un operatore paneuropeo indipendente di private equity specializzato in operazioni di media dimensione con sedi a

Francoforte,Londra,Milano e Parigi.La società,orientata a collaborare attivamente con il management delle imprese per la creazione di valore a lungo termine,è interamente posseduta dai suoi partner e fa leva su un team di investimento con un’esperienza di oltre 15 anni e più di 60 operazioni nei settori dei Prodotti e Servizi Industriali,Beni di Consumo, Sanità e Servizi Finanziari.Per tradizione consolidata,Cognetas integra a livello internazionale l’e-

sperienza maturata dalle sue sedi nei singoli paesi,dove i team contano su una vasta e approfondita conoscenza del mercato,delle controparti e della cultura locali. Investitori Associati SGR è la management company del fondo comune di investimento mobiliare di tipo chiuso Investitori Associati IV.I partner fondatori e gran parte del team di gestione vantano una lunga esperienza nel settore del private equity,sviluppata in particolare nell’ambito di Investitori

La Struttura commerciale del Gruppo Argenta

La Struttura organizzativa del Gruppo Argenta

Associati S.p.A.,società che opera come consulente per gli investimenti in Italia dei fondi Investitori Associati,Investitori Associati II e Investitori Associati III.Con una dotazione complessiva di capitali di 475 milioni di euro,questi tre fondi hanno portato a termine nel complesso 22 operazioni di investimento in aziende industriali e di servizio.

Epaminonda Scaltriti,Presidente di Gruppo Argenta,ha così commentato l’ingresso dei nuovi partner:

“Gruppo Argenta vive un momento di forte evoluzione e,grazie a questa operazione,potremo fare un ulteriore salto qualitativo e in termini di presenza sul mercato per mantenerci in posizioni di vertice, diventando sempre più protagonisti nei prossimi anni.Il progetto industriale,elaborato in accordo con i nuovi partner,prevede una consistente crescita per acquisizioni,che prospetta un futuro ricco di nuove opportunità di sviluppo,sia per la nostra ulteriore espansione

sul mercato nazionale,che lasciando aperte le porte ad una crescita reale anche oltralpe”.

Per parte sua Cognetas ha detto: "Siamo soddisfatti di aver portato a termine questa operazione, acquisendo una realtà unica,leader riconosciuta nel settore del vending,e ben posizionata per valorizzare le sue caratteristiche distintive.In coerenza con la nostra tradizione,lavoreremo al fianco del management e dei collaboratori della società,mettendo a loro

disposizione il nostro know how, per portare avanti le loro strategie e contribuire al raggiungimento dei loro obiettivi."

Investitori Associati ha aggiunto: "Riteniamo Gruppo Argenta un ottimo investimento con un eccellente management team e pensiamo che la società abbia notevoli spazi di crescita interni ed esterni in un settore con interessanti prospettive ma ancora molto frammentato."

Filiali
Funzioni centrali

novità nel vending

MOKADOR HA ACQUISTATO IL MARCHIO SACAO

L’azienda faentina Mokador Srl,produttrice di caffè e di macchine per il caffè,ha recentemente acquistato il marchio SACAO.Questa importante novità giunge a fine 2007 ed ha il sapore di una chiusura simbolica dei festeggiamenti per i 40 anni dalla fondazione di Mokador avvenuta nel 1967.Oggi,quindi,i marchi Mokador e Sacao formano un’unica grande squadra,con una distribuzione capillare in tutta la Romagna e non solo,Infatti sono oltre 1000 i bar gestiti dai due marchi sul territorio che va da Rimini a Bologna a garanzia di una presenza costante e ramificata.

I due marchi Mokador e Sacao,chiarisce la direzione Marketing,manterranno entrambi il proprio stile ed il proprio posizionamento,in ogni caso su una linea di alta qualità per quanto riguarda prodotti,servizi e immagine.

L’acquisizione è,piuttosto,il modo migliore per rafforzare la presenza sul territorio,continuando

a garantire eccellenza commerciale e distributiva.In 40 anni di attività,Mokador ha costruito un rapporto di fiducia con i clienti,osservando le evoluzioni del mercato,i cambiamenti dei gusti e delle abitudini.C’è da sempre uno scambio di informazioni che ha permesso a Mokador e ai suoi baristi di migliorarsi fino a diventare un punto di riferimento di qualità per i consumatori di caffè.

“L’acquisizione del ramo di azienda Sacao –dicono i vertici dell’Azienda Mokador – ci porta a 12 milioni di euro di fatturato. Questa cifra comprende sia i fatturati del canale Bar con i marchi Sacao e Mokador, sia quelli del canale Vending. In questo senso Mokador vanta una presenza a livello internazionale: Australia, Polinesia, USA, Thailandia sono solo alcuni dei luoghi suggestivi capaci di testimoniare un grande successo che, da Faenza, porta in tutto il mondo il suo inconfondibile aroma.”

siamo presenti

dal 21 al 24 maggio 2008 Fieramilanocity

Protagonista sul campo

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novità nel vending

Dopo aver lanciato sul mercato della distribuzione automatica la Spumina al latte,Lavazza presenta i nuovi gusti ricchi e cremosi nocciola e cioccolato.

La pausa caffè si arricchisce di gusto e piacere con le Spumine che rendono il momento dedicato alla nera bevanda un istante dolce ed esclusivo.Ideali con l’espresso Lavazza,le Spumine fanno del caffè quasi un dessert che si può gustare in qualsiasi momento della giornata perché leggero e sempre disponibile.

Le Spumine Lavazza non richiedono infatti di essere conservate in frigorifero e si prestano quindi a essere utilizzate in tutti gli ambienti, anche quelli lavorativi,per avere un buon espresso macchiato al latte o un espresso arricchito con i gusti che più spontaneamente si abbinano a questa bevanda,la nocciola e il

cioccolato.

All’insegna dell’innovazione e della continua sperimentazione sul prodotto,nel rispetto della massima qualità,Lavazza stupisce offrendo il

piacere dell’espresso in modo ancora più gustoso e innovativo,perché bere Lavazza sia sempre un piacere.

novità nel vending

Olosport,un marchio dedicato al mondo dello sport e delle palestre,entra nel settore del vending con le bottiglie da mezzo litro di acqua naturale e frizzante.

Grazie a dei distributori brandizzati,l’acqua sarà presto distribuita in alcune palestre del Nord Italia.Il prodotto è molto apprezzato dagli sportivi perché l’acqua deriva dalla famosa fonte svizzera San Bernardino,che sgorga in alta montagna a 1810 metri sul livello del mare, lontana dagli agenti inquinanti provocati dagli uomini.Le acque meteoriche si infiltrano nelle vette limitrofe al passo del S.Bernardino e, seguendo profondi tragitti lungo gli orizzonti di rocce triassiche,impiegano una trentina di anni per raggiungere,purificate e fortemente mineralizzate,l'omonima fonte,situata a 1.605 metri sul livello del mare.

Una delle principali caratteristiche di Olosport è quella di n o n p o s s e d e r e n i t r a t i che sono purtroppo presenti nella maggior parte delle acque, soprattutto come conseguenza di attività umane che causano una sempre maggiore contaminazione dell’ambiente.

Il pH dell'acqua minerale Olosport è 8,21, quindi è un'acqua basica che aiuta a diminuire l'acidità della pelle.Un'altra sua caratteristica è quella di contenere solo 1,4 mg/l di sodio e que-

sto la rende una delle acque più povere di questo elemento che è causa della ritenzione idrica e dell'ipertensione arteriosa.Olosport è considerata un'acqua leggera,microbiologicamente pura,adatta quindi al consumo giornaliero e ideale per gli sportivi.

Nel mercato del vending Olosport costituisce

una scelta di qualità senza compromessi ed è rivolta a tutti quegli operatori alla ricerca dell’eccellenza anche nel segmento dell’acqua minerale e che hanno nel proprio parco clienti delle palestre o dei centri sportivi.

Per qualsiasi informazione: i n f o @ o l o s p o r t c o m w w w o l o s p o r t c o m

F L O – U N A N U OVA F I G U R A C O M M E R C I A L E P E R I L V E N D I N G

Flo ha fondato il suo successo sull’attenzione per l’innovazione tecnologica e la completa automazione del processo industriale a garanzia della qualità e dell’igienicità del prodotto. Una produzione giornaliera di 25 milioni di bicchieri e tecnologie all’avanguardia,sviluppo delle forme e qualità d’altissimo livello hanno portato Flo ad essere considerata,nel suo settore,una delle aziende più avanzate d’Europa. Per consolidare questi importanti risultati,ottenuti in 35 anni d’attività nel settore,la direzione ha intergrato nel proprio organico Fa b i o M o r i, nuovo commerciale vending per l’Italia,affiancandolo a Lorenzo Bassi che segue il mercato italiano già dal 2001 e che da oggi si occuperà anche della direzione vending di altri paesi europei.

L’attenzione al cliente in un mercato in rapida evoluzione è un valore aggiunto che solamente con l’apporto di personale qualificato e profes-

sionale si riesce a concretizzare.

Formare internamente il personale e dare la possibilità,a chi si distingue,di crescere in azienda è un altro aspetto che dimostra i valori in cui crede la direzione Flo.

“Sono felice di intraprendere un nuovo ciclo professionale in un azienda come Flo – ha dichiarato Mori – i compiti a me assegnati dalla direzione sono una soluzione di continuità con la mia precedente esperienza. Sono stato infatti agenteFloperotre6anni,inquestoperiodoho avuto modo di instaurare un rapporto di reale collaborazione con le varie funzioni aziendali che mi ha permesso di crescere professionalmente”.

Aiabo news

Con la crescita del settore acque in boccione,tutti gli operatori sono ormai consci dei rischi legati all’igiene che possono compromettere la serietà e l’immagine della propria azienda,dell’associazione e dell’intero settore. È importante che il personale sia preparato nella sanificazione dei refrigeratori e nelle implicazioni di una cattiva gestione di tutto il ciclo di manutenzione dei refrigeratori e gestione dei boccioni.

Per cui AIABO invita tutti gli operatori,Soci e non Soci a far partecipare il proprio personale al corso tecnico di formazione in materia di “Sanificazioni”organizzato dall’Associazione,che si terrà g

ore 9.30 alle ore 16.00 presso l’HOTEL REAL FINI - Baia del Re.

Il corso avrà la durata di un giorno ed è rivolto agli operatori nella gestione di refrigeratori d’acqua in boccioni.Si sottolinea che la partecipazione è nominativa ed è estesa a tutte le Aziende del settore che volessero partecipare.

Per i NON SOCI AIABO viene richiesta una quota di partecipazione a persona di euro 50,00,mentre per i SOCI la partecipazione è gratuita.

Q U OTA D I PA RT E C I PA Z I O N E:

Si ricorda che il versamento della quota di partecipazione da parte delle Aziende non associate ad AIABO sarà da effettuare all’atto della registrazione in sede del corso.Sarà spedita regolare ricevuta intestata secondo le indicazione fornite sulla scheda iscrizione.

M AT E R I A L E D I DAT T I C O:

Ai partecipanti sarà distribuita una copia della documentazione discussa in sede del corso:dispensina EBWA,schede tecniche dei refrigeratori presentati e diploma.

S I S T E M A Z I O N E A L B E R G H I E R A:

Il costo del pernottamento è a carico dei partecipanti.

Per questioni organizzative si prega di dare una conferma contattando la Segreteria di AIABO: (tel.02/36.52.16.91 – fax.02/36.52.16.41)

A G E N DA L AV O R I

C o r s o Te c n i c o d i Fo r m a z i o n e i n m a t e r i a d i “

G i o v e d ì 0 6 m a r z o 2 0 0 8

9.30Registrazione partecipanti

10.00Inizio lavori: carica batterica, formazione, diffusione, pericolosità (testo EBWA)

10.45Boccioni e tappi: caratteristiche e problematiche

11.00Coffee Break

11.15Presentazione di vari tipi di refrigeratore e modi di sanificazione incluse le metodologie a vapore e ionizzazione

13.00Pranzo

14.30Question time - Confronto di esperienze, verifica dell’incontro

15.15WEEE e raccolta differenziata delle apparecchiature elettriche

Presentazione della problematica e aggiornamento sulla situazione attuale

16.00Consegna dei diplomi e saluti

S C H E DA D I I S C R I Z I O N E

Da compilare e inviare via fax al n.02.36521641 entro giovedì 14 febbraio p.v.

C o r s o Te c n i c o d i Fo r m a z i o n e i n m a t e

Giovedì 06 marzo 2008 - alle ore 9.30

Presso la sede:

H OT E L R E A L F I N I - B a i a d e l R e * * * *

Via Vignolese 1684 - Modena

Tel.059-2051530 www.hotelrealfini.it

Ditta: Nome e Cognome Funzione in Azienda

Associato AIABOSI’NO

Parte sottostante da compilare solo per i non soci AIABO

P.iva

Indirizzo

Città

Prov. CAP

Tel. Fax. E-mail

MODALITÀ DI PAGAMENTO:contanti in sede del corso.

Timbro e Firma

EVA - WVA news

EVA CVS 1.3 is now finalised and available

The EVA announces that its EVA CVS 1.3 is now finalised and available. It has been endorsed by the US Vending Association NAMA,as the standard for Cashless Vending.The main innovation is the ability to fit a compact reader to table top machines.

Says Mr.Jürgen Göbel,the newly appointed Chairman of the Cashless Committee:

“The objective of the specification is to provide information and advice for an easier and faster adaptation and implementation of cashless vending solutions to all operators in their businesses.Although cash still dominates in the vending industry with increasing costs for its handling, the CVS helps promote cashless payments in vending in order to reduce costs and add value and services.

This specification builds a bridge between the vending industry and the card payment scheme suppliers as well as the equipment suppliers.It clearly separates the application of the vending machine from the application of the cashless payment device by using the standardized MDB protocol and a clear user interface description.

The registration is an easy process of self-certification which demonstrates a clear commitment of the manufacturer to allow mutual compatibility of the vending machine and the cashless payment device. The Cashless Committee encourages equipment supplier companies to apply for registration.This will promote the specification and finally increase the use of cashless vending”.

Catherine Piana,Director General of the EVA,further commented:“I am very pleased with the release of the EVA-CVS 1.3.,which has received strong support by the industry and by our US counterparts,NAMA.The EVA is eager to help develop solutions that will improve the efficiency of operator businesses as well as reducing costs”.

The Coin Design Handbook Finalised

At its meeting in Kuala Lumpur at the end of August,the Mint Directors’ Conference Technical Committee held a 2,5 hour workshop dedicated specifically to the WVA Coin Design Handbook.The Coin Design Handbook explains how validators work and makes recommendations to the Mints on how to design and launch coins for optimised validation.

The Various chapters were introduced by Klaus Meyer-Steffens (NRI), Andrew Yellop (MEI Conlux),and Simon Scott-Brown (Scan Coin) and,to conclude,some recommendations were given by Catherine Piana (WVA CEO).

Participants were impres-sed at the quality of the document and the Chairman of the MDC TC,Dr Prabir De (COO of the Australian Mint) suggested that the Handbook be presented at the MDC Plenary meeting in Korea in May 2008.The MDC is attended by most Mints worldwide, by minting equipment manufacturers,as well as by blank producers.The document is available upon signing a Non-Disclosure Agreement.

CBCMG Meets in London

At the CBCMG meeting in London,the WVA made a presentation on optimizing bank note validation from the vending industry’s perspective. The CBCMG – Central Bank Cash Machine Group – brings together the Central Banks of Australia,Canada,Mexico,the US,the UK and the ECB, as well as the cash validation industries.The WVA has been actively participating in CBCMG meetings since 2005,and has represented the banknote acceptors’ view ever since.

In her presentation,Catherine Piana highlighted the exceptional progress made in recent years with regard to the dialogue between Central Banks and the industry and pointed to the need to reinforce this even more in the future.She also suggested that the WVA would be open to widening its representation to include currency counting manufacturers.

A number of Central Banks made presentations about their efforts to further improve on security features for the benefit of both machine readers and the general public.

The most positive outcome of the meetings was the clear improvement in the Central Banks’ level of understanding of the issues,needs and concerns of the banknote validation manufacturers.

Jürgen Göbel

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mondo associazione

V E N D I T A L I A c o m p i e 1 0 a n n i

VENDITALIA,l’esposizione internazionale della distribuzione automatica compie 10 anni.

20.000 metri quadrati di area espositiva,oltre 10.000 visitatori e più di 250 espositori attesi (hanno già aderito quasi 200 aziende,di cui il 12% provenienti dall’estero).

È quindi italiana la principale fiera della distribuzione automatica a livello mondiale e aprirà i battenti a Milano il prossimo 21 maggio.Sfiorano i 6 miliardi le consumazioni ai distributori automatici.Con 1.731.000 macchine installate in Italia,una ogni 35 abitanti,il Settore fattura oltre 2 miliardi di Euro e impiega 30.000 addetti.

Questi i numeri di un Settore che vede l’Italia confermare anche nel 2007 la leadership mondiale nella produzione di macchine per la distribuzione automatica,con una esportazione di circa il 60% del fatturato.

VENDITALIA compie 10 anni.La prima edizione di questa fiera a cadenza biennale si svolse a Genova nel 1998,dopo 10 edizioni del MIDA,la prima Mostra Italiana della Distribuzione Automatica, all’interno di Expo CT,che aveva aperto i battenti nel 1979.Entrambe le iniziative fieristiche sono nate in seno a CONFIDA,Associazione Italiana Distribuzione Automatica.Una sinergia tra evento fieristico e vita associativa che ha garantito la massima partecipazione da parte delle aziende del Settore.Negli anni l’appuntamento ha avuto un successo sempre crescente di espositori e di pubblico,tanto che nel 2004 l’iniziativa ha ottenuto l’importante riconoscimento di Fiera Internazionale.Anche quest’anno è confermata la presenza di molte aziende provenienti dall’estero.Ad oggi sono circa il 12% degli espositori che hanno al momento confermato la loro presenza.Entro maggio ci si attende un incremento ulteriore di questa quota.

La 6a edizione di VENDITALIA si svolgerà dal 21 al 24 maggio presso il quartiere fieristico di Fieramilanocity.Si tratta della più grande rassegna nell’ambito del Vending,sia per le dimensioni dell’area espositiva,sia per il numero di aziende espositrici e di visitatori,che parteciperanno da tutto il Mondo e che presenteranno in anteprima i propri prodotti,le tecnologie più innovative e gli ultimi ritrovati del Settore.

“VENDITALIA è diventata il punto di riferimento della produzione mondiale di distributori automatici. – ha dichiarato Sergio Pieralisi, Presidente di Venditalia - Infatti è riuscita negli anni a trasformarsi da vetrina della produzione nazionale a vero e proprio punto d’incontro tra domanda e offerta mondiale. Il tasso di crescita deglioperatoristranierièinfattiincostanteaumentoinvirtùdelfatto che l’industria italiana ha saputo creare prima e difendere poi una leadership mondiale nella produzione di macchine distributrici fin dagli anni sessanta con l’introduzione sul mercato dei primi distributori di caffè espresso.

Il nostro Paese esporta circa il 60% del fatturato industriale, e non dimentichiamo che sempre più operatori italiani creano aziende in paesi esteri, dove esportando la propria capacità ed esperienza collaborano allo sviluppo della tecnologia italiana. In un momento in cui si sente molto parlare di primati negativi, ci fa piacere poter vantare questa interessante eccezione.

Esistono certamente anche nodi da sciogliere come ad esempio l’aumento del costo delle materie prime ed il forte apprezzamento dell’euro che genera squilibri di natura concorrenziale.

Tutto questo si colloca, insieme al costo del servizio, in un contesto

di prezzi calmierati con particolare riguardo ad un’utenza sociale.

In tal senso la Fiera è un importante momento di incontro, scambio e confronto sulle innovazioni tecnologiche e di prodotto, sempre orientate alla ricerca di un miglioramento del servizio per la soddisfazione dell’utente finale.

La prossima fiera sarà come sempre la miglior occasione per le aziende industriali di presentare in anteprima i risultati dei loro notevoli investimenti in ricerca e sviluppo.”

Anche la quantità e la tipologia di distributori per il grande pubblico negli ultimi anni è aumentata esponenzialmente.Si va dai classici distributori di bevande calde,fredde e snack fino ai distributori di mazzi di fiori,di libri,di cellulari,di software open source.

All’appuntamento del Settore della ristorazione fuori casa, protagonisti sono tutte le imprese di fabbricazione di distributori automatici,di sistemi di pagamento,di accessori,le imprese di fabbricazione di prodotti per il Vending,le imprese di gestione e di servizi.Alla scorsa edizione,che si è sviluppata su 20.000 metri quadrati di esposizione,hanno partecipato 256 espositori con un incremento di 10 punti percentuali rispetto al 2004 (+10%)

A partecipare non solo aziende italiane,ma di quasi tutti i Paesi europei,oltre a Stati Uniti e Giappone.Gli espositori stranieri nella scorsa edizione hanno fatto registrare un decisivo incremento delle loro presenze,prima fra tutti la Germania,seguita da Regno Unito, Spagna,Belgio,Francia,Olanda,USA;seguono Austria,Canada, Giappone,Israele,Paesi Bassi,Repubblica Ceca,Repubblica di San Marino,Svizzera.

I visitatori sono stati oltre 10.000 da tutto il mondo;i visitatori esteri in ordine sono giunti per la maggior parte da Francia,Spagna, Svizzera,Germania e Portogallo.Seguono Croazia,Gran Bretagna, Slovenia,Austria e Grecia,considerando solo le prime 10 nazioni di maggior provenienza.

lavoro e impresa news

a cura di Massimo Brisciani, Consulente del Lavoro

RIFORMA DEL WELFARE:COME CAMBIANO PENSIONI E DISOCCUPAZIONE

Il 23 luglio 2007 Governo e Parti sociali,con l’esclusione di CONFCOMMERCIO,hanno sottoscritto un Protocollo di intesa in materia di lavoro e previdenza,il cosiddetto Protocollo Welfare.Il testo dell’intesa è stato trasfuso in un disegno di legge approvato definitivamente dal Parlamento il 23 dicembre 2007.Le principali novità in materia previdenziale riguardano i requisiti di accesso al pensionamento ed il trattamento di disoccupazione.

P E N S I O N E D I A N Z I A N I T À

La pensione di anzianità a partire dal 1°gennaio 2008 e fino al 30 giugno 2009 si consegue con 35 anni di contributi e 58 anni di età (uno in più per gli autonomi).Dal 1°luglio 2009 entra in vigore il nuovo sistema delle quote che prevede l'accesso al pensionamento quando si raggiunge il valore stabilito per somma di età anagrafica ed anzianità contributiva,ferma restando comunque una determinata età minima.Resta confermata la possibilità di conseguire la pensione a qualsiasi età con almeno 40 anni di contributi. Viene così superato il cd.scalone della Riforma Maroni del 2004,cioè il brusco innalzamento dell'età minima da 57 a 60 anni a partire dal 2008. Di seguito riportiamo una tavola di sintesi dei requisiti per la pensione di anzianità per dipendenti ed autonomi a partire dal 2008:

TABELLA A:DAL 1/01/2008 AL 30/06/2009

TABELLA B:DAL 1/07/2009

Rimangono in vigore i vecchi requisiti (57 anni di età più 35 anni di anzianità contributiva) per coloro che sono stati autorizzati alla prosecuzione volontaria entro il 20 luglio 2007 e per i lavoratori collocati in mobilità in base ad accordi sindacali stipulati prima del 15 luglio 2007 (nel limite di 5000 unità).

L

In tema di finestre di accesso alla pensione di anzianità l'accordo non introduce rilevanti novità rispetto alla Legge Maroni che già aveva previsto dal 2008 l'allargamento delle finestre da trimestrali a semestrali. È previsto un regime più favorevole per i lavoratori che accedono al pensionamento con 40 anni di anzianità.

Semestre di maturazione del requisito Decorrenza Semestre di maturazione del requisito Decorrenza

Primo 1°gennaio anno successivo

Secondo 1°luglio anno successivo

Primo 1°luglio anno successivo

Secondo 1°gennaio secondo anno successivo

Di seguito sono descritte in sintesi le finestre in vigore dal 2008 al 2011 per i lavoratori dipendenti e autonomi con 40 anni di anzianità contributiva:

TRIMESTRE DI MATURAZIONE DEL REQUISITO DECORRENZA

PRIMO

1°luglio con 57 anni entro il 30 giugno 1°ottobre con 57 anni entro il 30 settembre 1°gennaio anno successivo negli altri casi

SECONDO 1°ottobre con 57 anni entro il 30 settembre 1°gennaio anno successivo negli altri casi

TERZO 1°gennaio anno successivo

QUARTO 1°aprile anno successivo

TRIMESTRE DI MATURAZIONE DEL REQUISITO DECORRENZA

PRIMO 1°ottobre

SECONDO 1°gennaio anno successivo

TERZO 1°aprile anno successivo

QUARTO 1°luglio anno successivo

L'INPS nel recente Messaggio del 4 dicembre 2007 n.29224 ha tuttavia precisato che coloro i quali hanno maturato i requisiti della pensione entro il 31 dicembre 2007 conservano il diritto a ricevere la rendita con le vecchie decorrenze,anche se la loro finestra si colloca nel 2008.

Più rilevanti sono le novità in tema di decorrenza delle pensioni di vecchiaia,perché si introducono per la prima volta e senza deroghe le finestre per questo trattamento che fino ad ora veniva erogato dal mese successivo alla domanda.

Le finestre per la pensione di vecchiaia dei lavoratori dipendenti sono le seguenti:

PRIMO 1°luglio 1°ottobre

SECONDO 1°ottobre 1°gennaio anno successivo

TERZO 1°gennaio anno successivo 1°aprile anno successivo

QUARTO 1°aprile anno successivo 1°luglio anno successivo

È previsto l'impegno del Governo alla revisione delle decorrenze entro il 2011.

Nel calcolo delle pensioni con il sistema contributivo sono stati rivisti i coefficienti di trasformazione delle contribuzioni accantonate,il cosiddetto montante. La tabella seguente raffronta i nuovi e i vecchi valori.

I nuovi coefficienti riducono sensibilmente l’ammontare della pensione annua a parità di montante,cioè di contribuzione versata

E s e m p i o :

E t à 6 0

M o n t a n t e E u r o 5 0 0 0 0 0

P e n s i o n e E u r o 2 5 8 1 5

E s e m p i o :

E t à 6 0 M o n t a n t e E u r o 5 0 0 0 0 0

e n s i o n e E u r o 2 3 9 9 0

È stato inoltre stabilito che coefficienti di trasformazione per il calcolo della pensione siano rideterminati ogni tre anni anziché ogni dieci come prevedeva la L.n.335/1995.

La norma stabilisce unicamente la sostituzione della vecchia tabella dei coefficienti con la nuova,in vigore dal 1°gennaio 2010 senza precisare se,con riferimento alla quota del montante maturata fino al 31 dicembre 2009,debbano continuare a valere i vecchi coefficienti.Se così fosse,l’effetto della variazione sarebbe sicuramente meno traumatico,perché si avrebbero due quote di pensione,la prima calcolata con i vecchi coefficienti e la seconda con i nuovi.Successivamente,ad ogni variazione triennale della tabella corrisponderebbe una quota aggiuntiva di pensione.

Al contrario,se dovesse prevalere l’interpretazione secondo la quale la valorizzazione del montante accumulato fino al 2009 non rappresenta un diritto acquisito,si determinerebbe una significativa “svalutazione”del risparmio previdenziale.

M I S U R A E D U R ATA D E L T R AT TA M E N TO D I D I S O C C U PA Z I O N E

In tema di disoccupazione sono immediatamente operative dal 1°gennaio 2008 le seguenti disposizioni che hanno aumentato la misura e la durata del trattamento di disoccupazione ordinaria e con requisiti ridotti.

I N D E N N I T À D I D I S O C C U PA Z I O N E O R D I N A R I A

Con riferimento a questo trattamento è stato disposto un aumento:

- della sua durata:

8 mesi per soggetti con età inferiore a 50 anni; 12 mesi per i soggetti con età superiore, - della misura riconosciuta:

60% dell’ultima retribuzione per i primi sei mesi; 50% per il 7°e 8°mese; 40% per eventuali mesi successivi.

I N D E N N I T À D I D I S O C C U PA Z I O N E C O N R E

È stato stabilito un aumento percentuale dell'indennità di disoccupazione con requisiti ridotti: - 35% primi 120 gg.; - 40% per i successivi fino al 180°.

Il diritto spetta per un numero di giornate pari a quelle lavorate nell’anno stesso e comunque non superiore a 360,diminuito delle giornate di disoccupazione goduta e delle giornate di lavoro prestate.

Per i periodi di corresponsione dell’indennità viene garantita la contribuzione figurativa con riferimento alla retribuzione già percepita.

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