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D.A.ITALIA_N_23

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Venezia: Road Show Lavazza Speciale Campania: Espresso Uno Più – Punto Ristoro Speciale Sicilia: Convegno Palermo Eventi: Mazzoni - Queen Cup – Road Show Fas Le novità nel vending: Huhtamaki – Esperia Sicurezza alimentare Aiabo news Gli Uomini del Vending: Angelo Venturella Fiera Vending Paris 2008 Eva news

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Finanziaria 2008:

le opportunità per il settore del vending

Tra le tante misure fiscali previste dalla Finanziaria 2008,spicca una direttiva che si rivolge specificatamente al settore del vending.Dal primo gennaio 2009 le vendite di prodotti effettuate tramite distributori automatici dovranno essere memorizzate su un supporto elettronico.Per definire con più precisione i confini di questa normativa,un provvedimento delle Entrate fisserà le modalità da rispettare,comprese le specifiche per la trasmissione in via telematica delle informazioni di ogni operazione per ciascun apparecchio.Per gli apparecchi già sul mercato le novità slitteranno al 30 luglio 2009.

Commentare un provvedimento che non ha ancora una sua chiara definizione,è un esercizio alquanto sterile,ma il suo significato è senz’altro dirompente,perché nasce da una serie di motivazioni che devono far riflettere.

La possibile evasione fiscale da parte di alcune componenti della filiera è sfortunatamente un concetto abbastanza radicato al di fuori del mondo del vending,anche se la realtà del settore è sostanzialmente diversa.

Innanzitutto nella filiera del vending ci sono intere categorie nemmeno sfiorate da queste problematiche (fabbricanti,produttori e servizi) e la maggioranza dei gestori,che solitamente sono messi sul banco degli imputati, hanno intrapreso da molti anni delle politiche di controllo di gestione che escludono la possibilità di fare ricorso al cosiddetto “nero”.

È proprio questo uno dei grandi tabù da abbattere nel vending:il nero.Il fatto che il settore possa beneficiare di consistenti flussi di cassa senza un misuratore fiscale,ha generato il sospetto che ci sia la possibilità di evadere il fisco senza troppi problemi.La realtà è molto diversa,sia perché attraverso gli studi di settore e alcuni controlli incrociati le zone d’ombra si sono sempre più ridotte,sia perché il ricorso al “nero” non genera crescita ed è una strategia aziendale perdente

Gli operatori del vending hanno una tipologia di business che può creare redditività solo se è associata ad un efficace controllo di gestione.Devono poter conoscere non solo quanto gli rende una singola macchina,ma addirittura una singola spirale.Devono essere in grado di avere sul proprio computer tutte le categorie di costo e tutte le entrate della propria impresa e questa è l’unica via per affrontare il mercato con successo e in modo duraturo.

Creare degli utili prima delle imposte,genera la convenienza ad investire e a crescere.Gestire gli alti costi del personale costringe ad un’attenta selezione e ad una corretta formazione e valorizzazione delle risorse umane. Controllare i costi di distribuzione ed assistenza (costo dei mezzi,carburante,multe etc.),obbliga l’impresa ad una corretta gestione dei giri dei caricatori e dei tecnici. Chi decide di fare del nero in realtà condanna nel medio-lungo periodo la sua impresa ad uscire dal mercato,perché non investe,non forma il personale,perde il controllo operativo e finanziario della sua gestione,naviga a vista e rischia di naufragare al primo vero scoglio che gli si para davanti.

Se l’applicazione della Finanziaria 2008 dovesse essere realizzata in modo intelligente,evitando inutili e inopportuni atteggiamenti punitivi nei confronti di un settore quasi interamente sano,questa sarà una grande opportunità per il vending di uscire definitivamente dall’ombra e dai sospetti e conquistarsi il posto che merita, grazie al valore delle tante persone che lavorano in questo settore e che hanno consentito alle aziende italiane di essere leader in Europa e nel mondo.

Numero 23 – Gennaio 2008

Direttore Responsabile Alessandro Fontana

Condirettore Renzo Gabriel Bonizzi

Ha collaborato Orsola Mallozzi

Progetto grafico Andrea Lottero

Foto Alizia Lottero

Stampa Diffusioni Grafiche Spa

D.A.Italia – Il periodico della distribuzione automatica

Pubblicazione iscritta al Tribunale di Milano,numero di registrazione 177 del 22 marzo 2004

Iscrizione al R.O.C.: 11412

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Finanziaria 2008:le opportunità per il settore del vending

Uno Più – servizi di ristoro personalizzati in Campania

successo per il Meeting Lavazza organizzato a Ercolano da Punto Ristoro

Convegno:La distribuzione automatica in Sicilia tra qualificazione e innovazione

Una giornata con Angelo Venturella

Mazzoni srl ha presentato Queen Cup,la regina dell’OCS

Opening new Show Room Fas a Milano FAS - Road Show 2007 a Bologna

Huhtamaki presenta la nuova gamma di bicchieri in cartoncino bio 1°Trofeo Esperia di sci alpino

Latte crudo dal produttore al consumatore,attraverso il distributore

Nuove modifiche per le indicazioni degli ingredienti contenuti nei prodotti alimentari

Paninando – crescere con il panino

SICURA 2007 – distribuzione automatica di alimenti e prevenzione dell’obesità La risposta di Confida all’iniziativa di autoregolamentazione dell’A.I.D.I.

Venezia road show Lavazza

Venezia,il primo dicembre 2007,ha ospitato lungo il Canal Grande,nella suggestiva cornice di Palazzo Pisani Moretta,il Road Show Lavazza organizzato in collaborazione con Dac, Dive e Vendomat Giampaolo Arpe (Away from Home Worldwide Director di Lavazza),ha presentato,per la prima volta di fronte ai gestori del triveneto,il modo di vedere il mondo del “fuori casa”per Lavazza.Ha condiviso con i 200 ospiti nuovi spunti di ragionamento sulle opportunità e sui possibili sviluppi futuri di questo business e soprattutto la visione che sta maturando internamente all’azienda e che condizionerà le sue politiche nei prossimi anni.Ha mostrato il mondo Lavazza,ha discorso di quello che è oggi il punto fondamentale,l’obiettivo di tutti i partecipanti:la conquista del consumatore.Ha inoltre parlato delle nuove tendenze,ha analizzato cosa sta succedendo e come si sta modificando il mercato del vending ed infine ha trattato alcuni temi inerenti alla politica commerciale di Lavazza.

Lavazza oggi

Lavazza è una azienda europea di medie dimensioni,con un fatturato di 930 milioni di euro e con crescita che,nel 2006,si è attestata intorno al 7%.È un’azienda ancora fortemente radicata nel proprio mercato nazionale,con il 63% del business fatturato in Italia,che però ha un ruolo significativo anche a livello internazionale.È infatti presente in 80 nazioni,dove sviluppa il restante 37%.Lavazza è un’azienda che cambia:solo nel

2003 oltre la metà del proprio fatturato sviluppato nel settore famiglia (home),attraverso i supermercati.Già nel 2006 la ripartizione del business fra la famiglia e il fuori casa era vicina al 50 e 50%:un passaggio sostanziale per questa azienda che solo nel 1991,grazie all’esperienza con Espresso Point, ha incominciato a presentarsi al mondo del vending e degli uffici. Oggi Lavazza dedica molte risorse alla crescita e allo sviluppo nel settore del fuori casa e per questo è in

qualche modo portata ad adattarsi ai modi di pensare e di operare di questo particolare segmento.Si tratta di un’azienda che vuole espandersi,come dimostra il recente ingresso in India attraverso l’acquisizione di una catena di Coffee shop e di una società di gestione.Scelta determinata dallo sviluppo che avrà il vending nei prossimi anni e che regalerà delle opportunità che difficilmente si potranno trovare in tutti gli altri settori.Un nuovo obiettivo sarà

quello di conquistare anche quella parte del mondo di cui oggi tutti parlano,in pieno sviluppo e di grande potenzialità. Questo mondo del fuori casa è compositamente strutturato in due parti:le filiali dirette dove Lavazza opera in prima persona (soprattutto bar) e il restante 70% del business,la parte veramente forte e in pieno sviluppo che è quella sviluppata attraverso gli operatori di tutto il mondo.Oggi Lavazza si confronta con le più grandi multi-

Intervento di Giampaolo Arpe

nazionali e ha scelto come modello di business quello di operare con rivendite e società di gestione.

La conquista del consumatore

Lavazza è un’azienda vicina al consumatore:il 93% degli italiani conosce il marchio,il 66% ha acquistato almeno una volta un suo prodotto.La quota nella grande distribuzione è del 48%.Anche quella nell’OCS è assolutamente rilevante ed è destinata a crescere, se si sapranno cogliere le opportunità che si stanno presentando sul mercato.È un’azienda che investe: in Italia solo per gli investimenti pubblicitari mette a disposizione un budget di circa 37 milioni di euro,una quota che copre circa il 50% della spesa pubblicitaria totale del settore.

Nuove tendenze

Il consumatore dagli anni ’90 sta cambiando radicalmente e cam-

bierà ancora più rapidamente nei prossimi anni:consuma sempre meno a casa,sta sempre più spesso fuori dalle mura domestiche ed ha una vita sempre più veloce. Questo lo porta a prestare più attenzione a fenomeni come la qualità della vita e del prodotto, l’emozione,l’attenzione a sentirsi bene nelle situazioni scelte.

Ha bisogno del valore del brand,di incontrare anche all’esterno un qualcosa di amico e la marca diventa qualcuno che lo può accompagnare all’interno della giornata dandogli delle garanzie di benessere.

La gran bella notizia è che siamo di fronte ad un consumatore che è meglio predisposto verso il mondo del vending,è cresciuto molto negli ultimi anni e per la prima volta guarda questo settore non più con diffidenza,ma con grande attenzione.Restano però dei punti su cui bisogna ancora lavorare per-

ché l’utente ha delle percezioni contrastanti verso questo mondo. Viene da una tipologia di consumo “di routine”(scuole,lavoro,ospedali,ecc.),che è molto funzionale. Sono momenti molto ben definiti nell’arco temporale della giornata, come l’inizio del giorno,il break di pausa,la conclusione del pasto. Oggi invece vuole del tempo libero da trascorrere fuori casa,cercando ed evidenziando un momento di consumo che è totalmente differente,non è più immediato e obbligato,ma è emozionale,è quello del relax,della socialità,dell’avere un momento di piacere.

In Italia,come in Spagna,Francia e Germania,l’80% dei consumi del fuori casa sono ancora nell’area della routine e del consumo funzionale,ma si stanno dirigendo verso una maggiore richiesta di soddisfazione di bisogni emozionali.Questo aiuta a capire quali possono essere i fattori di successo

per avvicinare l’utente finale andando incontro alle sue nuove richieste:il brand - accompagnarlo con una marca che gli dia una garanzia di serietà e gli racconti qualcosa nell’arco della giornata; l’innovazione - essere al passo con un mondo che cambia in continuazione,adattarsi a situazioni completamente differenti,sviluppare nuovi prodotti e concetti;un rapporto qualità prezzo adatto al vissuto del consumo nel punto in cui avviene;un corretto posizionamento del prodotto con una grande attenzione alla locazione e una forte cura della distribuzione. In una recente ricerca molti consumatori hanno risposto che il vending è un prodotto interessante, peccato che non si trovi dappertutto.Questo dimostra che nel mondo del fuori casa il servizio è il fattore determinante:è quello che porta il prodotto,che comunica,che sta a contatto diretto con il consumato-

re finale.Ebbene l’insieme di questi elementi dà il fattore di successo per poter essere vincenti in questo settore.

Le associazioni spontanee che fanno gli utenti nei confronti del vending sono da una parte la facilità d’uso,la praticità,la socialità,e dall’altra delle percezioni negative.

A volte si parla di inaffidabilità relativa alle macchine (vuoto,brutto,vecchio,che non dà resto,troppo tecnico,freddezza,mancanza di assortimento).Traspare il desiderio di trovare degli assortimenti più ampi per avere nel vending delle possibilità di consumo che oggi non ci sono.

Questa è una media generale che però riflette un percepito abbastanza diffuso e da questo emerge una situazione critica.La frase ricorrente è di un servizio utile ma, a volte,una necessità poco piacevole da utilizzare.

Bisogna quindi ripercorrere i concetti per cui il vending è centrato esclusivamente sulla funzionalità e risponde ai valori di accessibilità e praticità,perchè il consumatore si dimostra aperto ad uno spostamento verso l’area emotiva.Si deve lavorare proprio in questa direzione e attraverso un miglioramento del vending.

La marca ci può dare qualcosa di nuovo per operare in questo setto-

re.Oggi riveste un ruolo importante perché può dare quei segnali di garanzia,qualità e affidabilità che permettono di diventare un soggetto responsabile del vending.

Lavazza,dati i valori dell’azienda e soprattutto gli ultimi sviluppi (il lancio di nuovi prodotti,la ricerca sul mondo delle cialde e del caffè, l’azienda familiare con una famiglia imprenditoriale di successo che crede nella categoria del caffè, nell’imprenditorialità e nel vending),è in grado oggi di garantire il risultato e la qualità a livello internazionale.

Il mercato del vending

L’evoluzione del mercato del vending offre altri dati,come l’aumento di tutti i sistemi porzionati, anche per la richiesta in famiglia. Abbiamo notato negli ultimi tempi molte novità come:la forte richiesta di prodotti di marca non solo nel mondo del caffè ma in tutte le categorie,la maggiore attenzione verso l’estetica del distributore e, soprattutto,la disponibilità a riconoscere anche in termini di prezzo la qualità dei prodotti. Stiamo riscontrando un’evoluzione del consumatore che pur di ottenere qualità è anche disposto a spendere di più.

Un’analisi eseguita da una società di consulenza internazionale sul

mondo del vending in Europa evidenzia un incremento inerziale del vending di circa il 5%.L’Italia presenta un’evoluzione perfettamente in linea con quella europea.In un periodo di crisi economica una crescita del 5% non è da poco,ma crediamo di ravvisare in questo mercato anche altre opportunità che possono manifestarsi attraverso un aumento di copertura.

In Italia questo è un mercato praticamente al chiuso (scuole,uffici), con delle opportunità nel pubblico che possono svilupparsi (magari non come l’esperienza giapponese, forse troppo lontana da noi),come in America e in Inghilterra,con locazioni che ormai sono nelle pensiline dei tram o negli angoli delle strade.

Di grande rilievo è anche l’incremento dell’efficienza della macchina.Questi dati sono difficilmente riscontrabili in qualsiasi altro campo.

Abbiamo quindi l’idea di cosa sta succedendo:si consuma molto di più fuori dalle mura domestiche, nel mercato classico dell’away from home ma anche nel vending, negli uffici,e nel mercato delle nuove locazioni,del passaggio,dei negozi,degli shop in shop.È difficile definirlo perché sono talmente tante le occasioni di consumo e le opportunità di raggiungere l’uten-

te,che è difficile incastrarle nel perimetro di una parola che rischierebbe di essere riduttiva. L’intero mercato italiano del fuori casa è composto da cinquanta segmenti (musei,librerie,teatri, cinema,sale giochi,fiere,parrucchieri,ecc.) e ci sono ancora tantissimi spazi vuoti nei quali si possono effettuare interessanti progetti e grandi volumi.

Il mercato delle cialde Altro grande fenomeno a cui stiamo assistendo è quello dell’esplosione dei sistemi porzionati.Siamo passati dal caffè torrefatto in pacchetti da 250 e 500 grammi,alle cialde in carta,fino alle capsule. Notiamo che il consumo nel mercato delle famiglie decresce dello 0,4%.Di contro le cialde nel consumo in casa sono cresciute nel 2006 a due cifre e nel 2007 si pensa che l’incremento sarà ancora superiore.Il consumo nei bar e nei ristoranti decresce ma le cialde all’interno di quel segmento crescono oltre il 20% perché tramite le cialde l’operatore riesce a risolvere quei problemi di disservizio e di difficoltà ad offire un’alta qualità in tazza.

Nella distribuzione automatica la crescita è sempre dirompente,ogni anno infatti le cialde crescono più del mercato totale caffè della DA.

Questi sono anche i motivi per cui Lavazza ha voluto negli ultimi anni dedicarsi al lancio dell’innovazione di prodotto nel mondo BLUE.In seguito all’ottima esperienza delle piccole macchine nell’OCS,perché non provare ad avere lo stesso successo anche nel mondo del vending,caratterizzato solo dal caffè in grani,introducendo un prodotto completamente nuovo e portando il contributo di Lavazza nell’innovazione di questo settore,cercando attraverso il concetto della cialda di promettere e di consigliare al consumatore,una qualità di un espresso sempre perfetto. Un caffè che abbia sempre una garanzia di costanza e di qualità e soprattutto che accompagni chi lo gusta in questa evoluzione,perché in tutti i cambiamenti ci sono dei mutamenti nella modalità di consumo.

Ci sono sempre più consumatori che preferiscono un espresso lungo o che hanno bisogno di bevande differenti e la cialda aiuta a soddisfare queste esigenze.

Il cliente finale è disposto ad una

spesa maggiore in relazione alla maggiore qualità del prodotto e del servizio e questo è un dato che non si riscontra in altri settori. Questo non è da poco e fa riflettere.Lavazza cercherà di spingere il più possibile per aiutare chi crede di poter portare avanti questo tipo di processo.

Non c’è comunque solo la qualità a spingere il settore,ma anche l’allargamento delle opportunità di business e la nascita di nuove tipologie di locazione,visto che c’è già qualche operatore che sta sperimentando nuove evoluzioni nel mondo del vending,come i bar automatici,gli shop in shop e c’è chi sta lavorando nelle stazioni di servizio.

I bar automatici in altre parti d’Europa stanno crescendo in numero esponenziale e anche in Italia ci sarà una grossa evoluzione,perché c’è l’esigenza di servizio,di locazione e di disponibilità che il bar classico oggi non riesce a sviluppare.

La politica commerciale

Una volta che si hanno i prodotti, le politiche e i concetti,il vero problema è arrivare al consumatore e studiare come portargli il prodotto e offrigli il servizio.

I punti fondamentali sono la distribuzione,il modo di lavorare,il fatto di saper arrivare nella maniera più precisa ed efficace possibile al cliente e al consumatore finale.

Lavazza è convinta che questo sia possibile grazie alla filiera del valore che ha creato in questi anni e che è data dalla presenza del produttore,della rivendita e dalla capillarità delle società di gestione. Crede fortemente in questo modello di business e vuole svilupparlo,è importante saper parlare il linguaggio degli imprenditori che stanno sul territorio,valorizzarli, valorizzare l’intera filiera attraverso il lavoro reciproco e creare gli strumenti per poter crescere insieme. Lavazza attraverso la marca,lo sviluppo dei prodotti,l’innovazione, la pubblicità e la formazione.Le rivendite e le società di gestione attraverso l’attività sul territorio.

La rivendita oggi è fondamentale, è la longa manus,la proiezione che permette di cogliere i segnali deboli che si aprono in ogni città e provincia,dove possono nascere delle nuove opportunità o dove c’è un imprenditore che ha voglia di crederci.Magari quel piccolo imprenditore ha difficoltà a parlare con un grande produttore che ha un linguaggio completamente diverso,allora ha bisogno di qualcuno che sappia tradurre le sue esigenze con quelle della grande industria,più orientata al prodotto. I veri linguaggi destinati a crescere sono quelli che vengono dal basso, che si reinventano ogni giorno e che sono dati da quei bravi imprenditori (in Italia ce ne sono molti),che possono far vincere il modello italiano anche all’estero. Sono gli stessi imprenditori che iniziano ad andare all’estero,per cercare di portare quel successo dell’italianità che sta crescendo in tutto il mondo e su cui potremo,anche noi nel mondo del caffè e della distribuzione automatica,dire ancora molto.

Giampaolo Arpe

speciale campania

Espresso Uno Più – servizi di ristoro personalizzati in Campania

Espresso Uno Più nasce nel 1984 grazie ad un’iniziativa imprenditoriale di Vincenzo Esposito,fondatore ed attuale Amministratore della società.Gli esordi non furono facili,anche perché l’azienda decise di intraprendere un’attività sino ad allora quasi sconosciuta in Campania:la distribuzione di caffè in cialda UNOPER (poi diventata Lavazza Espresso Point).Grazie ad un impegno costante e una grande passione per il lavoro,Espresso Uno Più ha continuato a crescere,anche in virtù del fondamentale apporto della moglie Adriana e dei quattro figli:Ciro,Luigi,Fabio e Daniele. Nel 2003 la gestione inizia ad operare anche nel vending tradizionale e la strategia si rivela vincente,visto che il fatturato continua a crescere.Oggi Espresso Uno Più può essere senz’altro considerata una consolidata realtà nel panorama della distribuzione automatica del Sud Italia.

D.A.Italia si è recata nella sede di Afragola (Na) dove ha intervistato il management di Espresso Uno Più (Vincenzo Esposito ed i suoi figli).

Intervista al management di Espresso Uno Più

Espresso Uno Più è una realtà in continua crescita.Qual è il segreto di questo successo imprenditoriale?

Siamo presenti sul territorio da più di 20 anni e siamo riusciti con il tempo a dare un valore alla nostra azienda.Possiamo spendere sul mercato un patrimonio di affidabilità e correttezza che ci siamo conquistati giorno per giorno.Oggi Espresso Uno Più è un nome conosciuto ed apprezzato e non facciamo fatica,grazie soprattutto al passa-parola tra i clienti,a fare continue installazioni di macchine. Siamo però cresciuti con calma, perché abbiamo una precisa filosofia di sviluppo.

Qual è la vostra strategia di crescita?

Non siamo interessati alle acquisizioni di altre realtà e ci concen-

triamo innanzitutto sull’ottimizzazione della clientela già esistente. Ovviamente diamo anche grande attenzione ai nuovi clienti,ma prima di servirli,cerchiamo sempre di dare la priorità a quelli con cui operiamo già da tempo.Se decidiamo di acquistare un nuovo modello di macchina,prima di installarla in una nuova locazione, verifichiamo se è possibile sostituirne una vecchia presso un cliente che ci ha già dato fiducia e che merita di essere seguito al meglio.Se avessimo voluto crescere in maniera indiscriminata, avremmo comprato mille distributori nuovi e li avremmo piazzati ovunque,ma abbiamo sempre preferito uno sviluppo sostenibile, serio e attento ai reali bisogni della nostra clientela.

È una strategia che ha dato

buoni risultati?

Siamo soddisfatti dei risultati, anche perché oggi “siamo dove vogliamo essere”,i numeri che facciamo sono interamente nostri, siamo cresciuti in armonia grazie al lavoro e alla passione di tutta la nostra famiglia (padre,madre e quattro figli).La crescita è stata interamente organica e i nostri clienti si dimostrano soddisfatti del servizio.

Questa filosofia di sviluppo ci ha anche consentito di applicare dei prezzi corretti,che ci offrono la giusta marginalità e che ci consentono di seguire il cliente in modo ottimale.

Espresso Uno Più è un’azienda in cui la famiglia del Titolare ha un fortissimo impegno personale.Come gestite i dipendenti esterni al vostro nucleo

familiare?

Quando l’azienda è cresciuta, abbiamo dovuto logicamente assumere altro personale.La prima cosa che abbiamo cercato di fare è scegliere delle persone che non avevano mai svolto prima questo lavoro.Riteniamo fondamentale “creare”dall’inizio la professionalità di un nostro dipendente, soprattutto dei caricatori,perché sono le figure che rappresentano la nostra gestione all’esterno e devono rispecchiare in pieno i valori dell’azienda.

Che tipo di formazione riuscite a dargli?

La formazione è un aspetto fondamentale per la corretta crescita di un caricatore.Il nuovo operatore trascorre un periodo di circa un mese in affiancamento ad un nostro caricatore,perché per cre-

speciale campania

scere è indispensabile che passi molto tempo sul campo.Poi torna in azienda e svolge tutte le funzioni tipiche di una gestione,passando anche dall’officina.Quando riteniamo che abbia imparato il mestiere,gli affidiamo un furgone e dopo 6 mesi facciamo una valutazione sul suo rendimento. Abbiamo anche una modalità di pagamento degli stipendi vincolata ai risultati,che lo incentiva a lavorare con impegno.

Ritenete che uno stipendio legato anche alle performance personali sia incentivante per il dipendente e produttivo per l’azienda?

Coinvolgere i dipendenti rendendo il loro stipendio sensibile ai risultati ottenuti è fortemente incentivante. Un caricatore quando si trova in visita ad una azienda,deve comportarsi come se fosse un imprenditore e deve trattare il cliente come se fosse un suo cliente personale.Solo in questo modo si riesce a creare un’organizzazione con una forte identità.Amiamo affermare che ogni nostro furgone è

una filiale della società e questo importante risultato lo abbiamo ottenuto anche responsabilizzando i caricatori e offrendogli un corrispettivo economico che può essere molto interessante e che li ripaga dell’impegno profuso.I risultati sono molto incoraggianti e non c’è un nostro caricatore che si ponga al di sotto delle 70.000 battute.

Torniamo agli inizi.Come siete arrivati alla decisione di entrare nel settore del vending?

Prima di intraprendere questa avventura gestivamo un bar all’interno di una grande azienda con circa 3.000 dipendenti (la Montefibre).La Direzione ad un certo punto ci impose di predisporre un’area attrezzata con dei distributori automatici.Noi ne acquistammo quattro e li installammo.Quando l’azienda purtroppo chiuse i battenti,ci trovammo con questi distributori e decidemmo di incominciare ad operare nel vending.Il passaggio decisivo per lo sviluppo della nostra società è stato però l’incon-

tro con il Dott.Michele Motterlini di UNOPER,che ci ha dato fiducia e ci ha consentito di sviluppare il prodotto in cialde in Campania.

Quando siete passati dall’OCS al vending tradizionale?

Ci siamo posizionati nel segmento del vending tradizionale da circa quattro anni,quando ci siamo trovati a dover gestire i cambiamenti relativi alle politiche distributive del marchio Lavazza in Campania.

Lavazza ha comunque ancora un forte impatto sul vostro fatturato?

Il marchio Lavazza ha ancora un fortissimo impatto sul fatturato di Espresso Uno Più.Siamo legati a questo marchio prima di tutto per una questione affettiva,visto che l’azienda è nata e cresciuta con Lavazza.Poi anche perché il marchio è molto forte,è riconosciuto da tutti,ha un ottimo indice di gradimento da parte del cliente ed è molto richiesto.

Riuscite a tenere un soddisfacente livello di prezzo del

caffè anche nel tradizionale?

Ci stiamo fortemente impegnando per portare in tutte le nostre postazioni il caffè a 0,35 euro a battuta e riteniamo che sia ancora un prezzo basso.Non riusciamo a capire come si possa fare un buon servizio con listini più bassi di così

Vi state espandendo sempre più anche a livello territoriale? No,al contrario stiamo cercando di limitare il territorio,perché aprire delle filiali non è facile e preferiamo gestire direttamente noi gli interessi della nostra azienda. Inoltre non siamo affatto convinti che un certo tipo di espansione territoriale possa dare buoni risultati.Infatti,andare a coprire una postazione a 300 chilometri di distanza solo per aumentare le battute,molto difficilmente potrà dare una qualche marginalità al’azienda.

Oggi Espresso Uno Più è presente solo nelle province di Napoli, Caserta e in parte di Avellino. Siamo presenti anche in Calabria, ma è una situazione del tutto particolare,dove abbiamo un numero

espresso uno più

limitato di battute,gestite da un solo caricatore.

C’è ancora spazio per crescere nel vostro territorio?

Dipende da come si vuole crescere. Noi puntiamo alla redditività,non alle battute e pensiamo sia meglio fare poco con un buon margine, che fare molto ma senza utili.Non abbiamo intenzione di crescere per acquisizione e non partecipiamo agli appalti pubblici.

Lo spazio per crescere c’è sempre per chi investe seriamente nel servizio,anche se il settore è maturo e quasi tutte le postazioni sono già occupate.

Che tipo di assistenza garantite ai vostri clienti?

L’assistenza è quella tipica di un’azienda familiare che ha tutto l’interesse a tenere le macchina in funzione.Quindi siamo velocissimi, anche perché abbiamo tutte le nostre postazioni concentrate in una zona a noi vicina.

La recente espansione nel vending tradizionale vi ha

comunque consentito di mantenere inalterato il livello d’assistenza?

È proprio questa la nostra forza, abbiamo perseguito una crescita compatibile con le nostre possibilità di servizio e di assistenza.

Quante battute/mese realizzate e quanto siete cresciuti nel 2007?

In questo ultimo anno siamo cresciuti di circa 80.000 battute,come se avessimo comprato una piccola gestione,ma con tutti i benefici tipici della crescita organica.

In azienda abbiamo da tempo incominciato a pensare di raggiungere lo storico obiettivo del milione di battute,ma ci manca ancora un ultimo sforzo.Oggi Espresso Uno Più vale circa 900.000 battute.

Pensate di trasferirvi in un’altra sede più grande?

La nostra politica degli approvvigionamenti ci consente di restare ancora nella nostra storica sede di Afragola,che ha le potenzialità di supportare un’ulteriore crescita. Siamo fermamente convinti che sia

compito delle rivendite dover gestire la logistica e il magazzino, non certo delle gestioni.Perché dobbiamo avere 30 bancali di caffè in azienda? Preferiamo acquistarli con il tempo ed avere consegne periodiche.Le rivendite funzionano bene,possono benissimo “fare magazzino”loro.

Riuscite a gestire anche i boccioni?

In Campania non c’è ancora un mercato dei boccioni molto sviluppato,anche se sta crescendo. Generalmente noi preferiamo gestire l’acqua attraverso le bottiglie da mezzo litro,che ci danno meno problemi organizzativi.Però se ci viene espressamente chiesto, forniamo anche questo servizio.Ci stiamo sempre più spostando sul boccione monouso,in modo tale da non dover gestire direttamente le problematiche dei vuoti.

Avete un sito internet molto curato e innovativo.Cosa vi ha spinto a realizzarlo?

Il nostro sito internet www.espressounopiu.it è stato realizzato con

accuratezza e presenta alcune innovazioni,come la possibilità di scaricare on-line il contratto di comodato per il servizio di ristoro per mezzo di distributori automatici.C’è anche una sezione FAQ (domande frequenti) che tenta di rispondere in modo chiaro e sintetico ai principali quesiti che ci vengono normalmente posti dai nostri clienti.

Le aziende di medie dimensioni come la vostra sono molto ambite sul mercato. Avete ricevuto molte proposte di acquisizione?

Essere ben radicati nel territorio è una caratteristica fondamentale per poter operare con successo in Campania e quindi acquisire in questa zona delle gestioni non è così semplice.Bisogna conoscere molto bene il mercato e avere dei rapporti consolidati con clienti e fornitori.Espresso Uno Più sta crescendo,ha risultati soddisfacenti e non ha certo intenzione di vendere,a meno che non ci sia un’offerta veramente allettante.

speciale campania

Grande successo per il Meeting Lavazza organizzato a Ercolano da Punto Ristoro

Sabato 10 novembre 2007 Punto Ristoro,la nota rivendita di Torre del Greco,ha organizzato in stretta collaborazione con Lavazza,un Road Show Meeting dedicato a tutte le società operanti nel settore della Distribuzione Automatica in Campania (sono però anche intervenuti gestori dal Lazio e dalle Marche).

L’interessante incontro si è svolto nella splendida cornice del Miglio d’Oro Park Hotel di Ercolano (Na),una delle più prestigiose strutture alberghiere della costa campana.L’occasione è stata propizia per presentare ufficialmente ai numerosi gestori intervenuti all’evento,il nuovo distributore Brio 3 Blue e tutta l’ampia gamma dei prodotti Lavazza,tra cui spiccava anche un’anteprima nazionale:i due nuovi gusti di Tandem,la spumina alla nocciola e al cioccolato.

Il Road Show è stato organizzato con grandissima attenzione e professionalità da Punto Ristoro,grazie al notevole impegno di tutta la struttura della rivendita coordinata dalla responsabile Mariella Simeoli e ha visto la partecipazione del dott.Giovanni Troisi, responsabile della distribuzione automatica della Campania di Lavazza e dell’ing.

Daniele Matta,responsabile tecnico di Lavazza.

D.A.Italia ha preso parte all’evento e il nostro Direttore Responsabile ha avuto l’opportunità partecipare al breve convegno di presentazione, con un intervento sull’accresciuta importanza del brand nel segmento del caldo del vending tradizionale.

Il Road Show Meeting organizzato da Punto Ristoro

Punto Ristoro è una società giovane ed efficiente che si rivolge agli imprenditori di piccola/media dimensione che intendono investire in una attività dinamica e innovativa,affiancandoli in tutte le fasi di gestione.Svolge l’attività di rivendita autorizzata Lavazza per la Campania ed è quindi un sicuro punto di riferimento per tutte le aziende del settore.

Giovanni Troisi,responsabile della distribuzione automatica della Campania di Lavazza,ha comunicato durante il workshop,risultati e obiettivi della fruttuosa collaborazione con Punto Ristoro.

Il brand Lavazza si sta sempre più affermando in Campania e,anche se c’è ancora molto da realizzare ed è possibile raggiungere mag-

giori e più ambiziosi obiettivi,la soddisfazione del lavoro svolto con Punto Ristoro è evidente,tanto che il rapporto con Lavazza sarà prorogato per altri quattro anni.

Nel definire i traguardi da raggiungere a medio-lungo termine,la priorità è stata senz’altro data agli obiettivi di carattere qualitativo e che riguardano essenzialmente le dinamiche legate al livello di servizio offerto alla clientela.

Raggiungere l’eccellenza nella capacità di offrire un corretto servizio è un elemento imprescindibile della strategia di sviluppo di Punto Ristoro.

Anche per Lavazza è fondamentale che la rivendita sia in grado di dare servizio e di rappresentare correttamente il brand,in modo tale da

diventare un punto di riferimento per il mercato per tutto quello che riguarda i rapporti commerciali e lo sviluppo del prodotto.

Tra i tanti servizi proposti da Punto Ristoro,spicca per importanza l’indispensabile supporto logistico che è in grado di offrire ai suoi clienti.

La rivendita campana è infatti in grado di consegnare il caffè anche in quantitativi minimi fino al magazzino delle aziende servite. Essendo la maggior parte dei clienti piccole realtà a carattere territoriale,poter disporre di una piattaforma logistica ben attrezzata direttamente in Campania,diventa un’esigenza fondamentale.

Il radicamento nel territorio è un altro punto vincente di Punto Ristoro,che non è solo presente

presso la sede di Torre del Greco, ma raggiunge tutta la Campania con la sua struttura commerciale. Quindi è una rivendita vicina a tutti i gestori della regione.

Un altro servizio è la disponibilità della ricambistica,visto che la rivendita ha in magazzino tutti i ricambi per tutte le macchine.

Da molti anni i prodotti Lavazza si sono dimostrati vincenti sul mercato,ma devono essere proposti nel modo corretto,quindi anche la formazione delle figure commerciali deve essere seguita con una certa attenzione da un training center che sia in grado di fornire tutti gli strumenti idonei al raggiungimento dell’obiettivo.

Lavazza,attraverso Punto Ristoro, mette anche a disposizione a tutti

Mariella Simeoli e Giovanni Troisi

il fascino della tecnologia

PROFIT la nuova Gettoniera a 5 tubi

• Integrazione con sistema cashless

• Bloccaggio brevettato del cassetto tubi

• Erogazione del resto ottimizzata

• Ricarica assistita e menu semplificato con display a LCD

• Interfaccia ad infrarossi per rilevazione dati

• Protocolli supportati: Executive, MDB, BDV ed elettromeccanici

• Prezzi programmabili: 100 prezzi a contante e 100 prezzi cashless

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speciale campania

gli operatori del settore,il materiale per presentare in modo ottimale i propri prodotti.

Lavazza è giustamente convinta di avere un prodotto affidabile con una gamma completa di offerta ed è fermamente intenzionata a continuare ad investire sulle rivendite affinché possano fornire ai clienti non solo le macchine e le cialde, ma anche tutti gli strumenti perché questi possano affrontare con successo il mercato.Seguendo questa logica,né a Lavazza né a Punto Ristoro interessano le cosiddette “vendite spot”,ma entrambe vogliono investire in rapporto lunghi e duraturi.

Alla fine di questo percorso comune,le macchine potranno essere presentate in maniera appropriata al cliente finale,installate nella giuste locazione e con il prezzo corretto,in modo da dare soddisfazione contemporaneamente al cliente finale,al gestore,alla rivendita e a Lavazza.

L’importanza del marchio nel segmento del caldo nel vending tradizionale.

Intervento di Alessandro Fontana

L’importanza del brand nel segmento del caldo all’interno dei distributori free-standing è un argomento molto poco dibattuto in Italia,anche se da tempo in alcuni paesi europei sono stati fatti importanti investimenti e test in questa direzione.

Già da qualche anno Sara Lee, un’importante multinazionale estera,ha incominciato attraverso il suo brand Douwe Egbert,un’intensa campagna di brandizzazione dei distributori e delle aree ristoro.

La rilevanza strategica di questa operazione è stata quella di riuscire a rivoluzionare la consuetudine di trovare all’interno delle macchine free-standing un prodotto in grani senza nessun riferimento al marchio.Fino ad allora il consumatore digitava sul pulsante caffè

senza conoscere la marca del prodotto erogato.

Nelle macchine a spirali ormai tutti i prodotti erogati sono facilmente distinguibili e non sono stati pochi i vantaggi strategici che la riconoscibilità del marchio ha apportato sia al volume del venduto che alla possibilità di aumentare la marginalità.Questa situazione però non è stata riproposta nel segmento del caldo,dove vige ancora incontrastato il regno dell’unbranded. Douwe Egbert ha deciso invece di investire sul proprio marchio,rendendolo fortemente riconoscibile nei distributori e creando delle aree break con complementi di arredo che enfatizzavano la presenza del loro brand.Pur aumentando sensibilmente il prezzo della singola battuta,i numerosi test effettuati in diversi paesi europei (Repubblica Ceca,Ungheria, Olanda,Francia,Belgio e Spagna), hanno dimostrato il gradimento del cliente finale e addirittura un

aumento del numero di erogazioni. In Italia invece,quando si parla di aumentare di molto il prezzo della battuta,non si pensa certo che sia possibile farlo senza pagare un alto prezzo all’agguerrita concorrenza.Pensare poi di aumentare le battute è quasi inconcepibile. Personalmente sono in profondo disaccordo con questa analisi e per un valido motivo:troppo spesso i gestori non si rendono conto che la loro strategia aziendale si basa essenzialmente solo su due pilastri:battere la concorrenza e gestire la locazione. Per superare la concorrenza il gestore cerca in ogni modo di conquistare la locazione attraverso un mix che di solito comprende il livello di servizio,il prezzo e il rapporto con il cliente.Poi,una volta conquistata la postazione,cerca di gestirla al meglio,mantenendo in efficienza le macchine,fornendo con continuità i prodotti e conservando nel miglior modo possibile i

rapporti interpersonali.

Quando un gestore ha conquistato una locazione superando i concorrenti ed è riuscito ad instaurare un eccellente rapporto di stima e fiducia reciproca con il cliente,è assolutamente convinto di avere svolto ottimamente il suo lavoro e che non ci sia altro da fare.Se la macchina è posizionata e il cliente è contento,il lavoro del gestore è finito.

Questo è alquanto sorprendente, perché manca un terzo fondamentale pilastro che è invece presente in tutti i canali distributivi:l’attenzione al consumatore finale.

Il consumatore finale è quel particolare soggetto che ogni giorno riceve centinaia e centinaia di messaggi pubblicitari.Lavazza,Ferrero, Masterfood e Nestlé,tanto per citare alcune delle marche più presenti nel vending,spendono centinaia di milioni di euro all’anno in comunicazione pubblicitaria,perché sono consapevoli di quanto

puntoristoro

questo contribuisca al successo dei loro prodotti.

Il consumatore finale del vending è trasversale e quindi è molto vicino al target di riferimento delle principali campagne di advertising.

Anch’esso vuole trovare i prodotti di marca all’interno dei distributori,perché è attratto dall’indiscutibile forza comunicativa dei principali brand ed è disposto a pagare un giusto corrispettivo per ottenerlo.

In Italia nel segmento del freddo si sta ormai consolidando la presenza degli snack e di altri prodotti di marca,mentre nel caldo più del 90% dei distributori free-standing non sono brandizzati.

Questa situazione non è ottimale, perché vuol dire che il canale non sfrutta delle potenzialità già esistenti sul mercato e,in un certo senso,dissipa il capitale che i prodotti di marca si sono conquistati presso il cliente (qualità,costanza, gusto,riconoscibilità).

Per chiarire un po’ meglio il tipo di

situazione oggi vigente,permettetemi di fare un piccolo esempio.Se domani,fuori da questa sede congressuale (di fronte agli scavi di Ercolano) dovesse aprire un bar, molti torrefattori si scontrerebbero a livello commerciale per conquistare la postazione,poi chi riesce a prevalere cercherebbe di creare un buon rapporto con il barista offrendogli un buon servizio (assistenza per la macchina,complementi di arredo,etc.).A nessuno però,a questo punto,verrebbe in mente di inserire un caffè di una marca sconosciuta che magari ha comprato a 2 euro al chilo,perché il bar chiuderebbe dopo una settimana,sia perché il consumatore finale non sarebbe attratto dalla presenza di un marchio forte,sia perché quasi sicuramente non gradirebbe affatto il prodotto erogato.

Se domani invece di un bar aprissero degli uffici dell’USL per le prenotazioni mediche e richiedessero per la sala di attesa un distributore

automatico per il caffè,le gestioni si contenderebbero l’appalto,poi cercherebbero di mantenere ottimi rapporti con il responsabile,ma,al contrario del bar (anche se i potenziali clienti sono gli stessi),non si farebbero troppi problemi a inserire un prezzo concordato sotto i 30 centesimi e ad utilizzare un caffè di bassa qualità.

Se al posto di questo distributore ci fosse una macchina brandizzata con un marchio molto forte e riconosciuto,magari inserita in una piccola area break curata nei dettagli,con un prezzo a battuta intorno ai 50 centesimi,credete che i consumatori finali in sala di attesa non selezionerebbero un caffè da questo distributore? I test fatti in Europa dimostrano l’esatto contrario e anzi indicano che probabilmente ci sarebbe un consistente aumento delle battute.

speciale sicilia

La distribuzione automatica in Sicilia tra qualificazione e innovazione

CONFIDA,l’Associazione Italiana Distribuzione Automatica ha scelto la Sicilia per fare il punto sulle nuove esigenze dell’alimentazione fuori casa,sulla tutela della salute e sulla applicazione della Carta dei Servizi,organizzando un importante evento a cui hanno preso parte numerosi operatori. Il 23 novembre 2007,si è infatti tenuto all’interno del Hotel San Paolo Palace di Palermo,un Convegno dal titolo:La Distribuzione Automatica in Sicilia tra qualificazione e innovazione.

“Nell’ambito del convegno che si è tenuto a Palermo - spiega Gandolfo Mogavero,Delegato Confida per la Regione Sicilia - alla presenza di esponenti di spicco di Istituzioni nazionali e locali, l’associazione sottolinea l’importanza di un’azione congiunta per combattere l’obesità.Per fare questo,non è possibile agire soltanto sulla riduzione dei consumi calorici,ma è fondamentale educare a sani e corretti stili di vita.Ci deve essere un serio impegno da parte di tutti:scuole,famiglie,aziende e istituzioni verso l’educazione non solo alimentare,ma anche più in generale alla salute.Un’alimentazione equilibrata è quindi da associare ad una corretta attività fisica e ad un equilibrio di benessere globale.”

All’interessante incontro è intervenuto anche il Professor Carlo Cannella Presidente INRAN Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione. Con 250 aziende di gestione e

oltre 1.000 dipendenti,il settore della DA è presente in 100.000 aziende siciliane.150 milioni le erogazioni annue tramite distributori automatici in Sicilia,6 miliardi in Italia,di cui 50 milioni di erogazioni di alimenti freschi,70 milioni i succhi di frutta e addirittura 650 milioni le bottigliette di acqua minerale:segnale di un nuovo stile di vita attento all’alimentazione.

Il Vending ha un impatto rilevante nella vita di tutti i giorni,sia per il numero e la capillarità dei distributori installati (1.731.000 macchine installate in Italia,una ogni 35 abitanti - fonte Confida),sia per la molteplicità delle situazioni d’uso. Con le sue 250 aziende di gestione siciliane e gli oltre 1.000 dipendenti la Distribuzione Automatica in Sicilia ha una diffusione pari a 90.000 distributori automatici (10.000 della categoria vending e 80.000 macchine a cialda),distribuiti tra 100.000 aziende siciliane. Dallo studio congiunturale di Confida,il primo condotto interna-

mente,emerge un notevole incremento del consumo di frutta,verdura,yogurt,macedonie,insomma tutto quello che è il prodotto fresco.Basti pensare che 5 anni fa la presenza di questi prodotti nei distributori era praticamente inesistente,mentre ora hanno raggiunto il 7% della categoria a cui appartengono.Classificati come snack,superano oggi la cifra di 50.000.000 di consumazioni di prodotti freschi.Il distributore automatico,non solo fornisce cibi confezionati garanti di una sicurezza igienica e di un elevato controllo grazie al rispetto assoluto della catena del freddo e delle regole della tracciabilità introdotte dalla normativa europea,ma è portatore di un messaggio importante che è quello di imparare a suddividere l’alimentazione giornaliera in 4-5 appuntamenti.È chiaro quindi che, soprattutto nelle scuole e nei licei, ma non solo,questo significa la possibilità di rispondere alle esigenze di educazione alimentare

dei ragazzi,concordando con il corpo docente e con gli stessi genitori rappresentati nei consigli di classe i cibi da introdurre nei distributori,senza ricorrere a proibizionismi o eliminazioni drastiche di alcuni alimenti.Anche per questo motivo Confida ha aderito al Protocollo d’intesa sottoscritto dal Ministero della Salute,con Confcommercio e altre associazioni della filiera alimentare,per l’attuazione del programma interministeriale “GUADAGNARE SALUTE - RENDERE FACILI LE SCELTE SALUTARI”.L’adesione al protocollo ministeriale significa sostenere e realizzare un programma di interventi per sviluppare la ricerca tecnologica,per predisporre e diffondere i dati sull’alimentazione,per sostenere politiche commerciali orientate a favorire i consumatori e i comportamenti salutari e per diffondere e applicare codici di autoregolamentazione che promuovano un rapporto di fiducia con il consumatore.

Gandolfo Mogavero,Delegato Confida per la Regione Sicilia
Vincenzo Scrigna,Presidente Confida

speciale sicilia

IL PROGRAMMA DEL CONVEGNO

-Introduzione ai lavori

Sig. Gandolfo Mogavero - Delegato Regionale Sicilia – Confida

-L’importanza del settore della distribuzione automatica nel panorama economico e sociale italiano

Dott. Cesare Spinelli - Presidente Gruppo Imprese di Gestione Confida

-Distribuzione automatica:un valido canale distributivo per le esigenze dell’alimentazione fuori casa

Prof. Carlo Cannella - Presidente - INRAN Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione

-La carta dei servizi Confida:il “valore”della distribuzione automatica di alimenti e bevande

Dott. Franco Bompani - Eidos Consulting s.r.l. – Consulente Confida

-Considerazioni conclusive e programmatiche

Sig. Vincenzo Scrigna - Presidente Confida

SONO STATE INVITATE LE SEGUENTI AUTORITÀ ISTITUZIONALI

-Dott.Salvatore Cuffaro - Presidente della Regione Sicilia

-On.Francesco Musetto - Presidente della Provincia di Palermo

-Dott.Titti Bufardeci - Presidente ANCI Sicilia

-Prof.Roberto La Galla - Assessore della Sanità Regione Sicilia

-On.Nicola Lenza - A ssessore alla Pubblica Istruzione Regione Sicilia

-Dr.ssa Patrizia Monterosso - Direttore Generale del Dipartimento della Regione Sicilia alla Pubblica Istruzione

“Questo importante impegno si basa su un punto chiave assolutamente non trascurabile: - ha concluso Vincenzo Scrigna, Presidente di Confida - l’inutilità di campagne di demonizzazione di un cibo piuttosto che un altro, perché nessun alimento è di persédannososeconsumatonelle giuste quantità. Il settore da anni porta avanti questo impegno e i dati oggi mettono in evidenza un effettivo riscontro sulle abitudini di vita degli italiani, a partire dalla sceltadelprodottoperarrivarealla messa in atto di forme di riciclaggio per la tutela dell’ambiente. Lavorare di cesello, studiando i gusti, mettendo a punto le giuste tecnologie che permettano la conservazione del prodotto, sensibilizzando i consumatori con campagne informative, ha permesso di incrementare il consumo effettivo di prodotti freschi, senza dover ricorrere ad esternazioni eclatanti o, peggio, a inutili proibizionismi. Educare e sensibilizzare, questi i

nostri assi per contribuire a diffondere messaggi salutistici e di prevenzioneperlemalattielegatealla sfera alimentare.”

La sempre maggiore flessibilità del settore ha rappresentato il punto chiave di sviluppo verso una miglior funzionalità.L’evoluzione tecnologica e il perfezionamento della logistica hanno permesso un’offerta sempre più vasta e completa.Gli investimenti in ricerca e sviluppo sono da sempre consistenti.Oggi è possibile acquistare dal distributore qualsiasi tipologia di alimento e bevanda,caffè,tutte le bibite calde e fredde,gelati,frutta,panini,insalate,snack,tutto ciò che ognuno di noi può desiderare per un break ristoratore fuori casa. Dalla ricerca condotta da Confida emerge una fotografia molto chiara di usi e costumi dell’Italia che lavora.Dal grandangolo della distribuzione automatica si fotografa un’Italia sempre più attenta alla propria alimentazione , sempre più sensibile verso i conte-

nuti nutrizionali dei prodotti,sempre più aperta verso proposte alimentari in linea con la salute. Emerge anche una vera e propria “acqua-mania”,con un consumo di oltre 650 milioni di bottigliette. “Esistono alcuni aspetti da non sottovalutare nella Distribuzione Automatica di cibi e bevande – ha ricordato Carlo Cannella, Professore Ordinario di Scienza dell’Alimentazione all’Università La Sapienza di Roma – Ad esempio l’offerta di cibi confezionati e in monoporzionehafinalitàeducativeperl’igiene ed il corretto utilizzo del cibo in quantità appropriate per il benessere. Similmente la varietà e la sicurezza dei cibi offerti: snack dolci e salati, frutta fresca e secca, sandwich, panini, pizza, piatti pronti, etc., oltre a soddisfare le esigenze più diverse, educa a consumi alimentari variati, ma si può faredipiù.Lamodernadistribuzionepuòassumereancheunruolodi informazione e di educazione del

consumatore, ampliando la gamma di alimenti freschi in distribuzione, fornendo informazioni e consigli sulle caratteristiche nutrizionali. Un’adeguata conoscenza nutrizionale non si acquisisce più in famiglia dal momento che si mangia sempre più di frequente fuori casa e quindi la Distribuzione Automatica può aiutare in tal senso.” Con la “ Carta dei Servizi”inoltre i gestori hanno firmato una fondamentale assunzione di responsabilità nei confronti della collettività sui temi della qualità in termini di servizio,sicurezza alimentare,igiene e innovazione. Solo sottolineando gli aspetti della qualità alimentare,si garantiscono massima attenzione alla qualità e varietà dei prodotti somministrati; affidabilità e regolarità del servizio; rifornimento puntuale e assistenza tecnica tempestiva;garanzia di pulizia e igiene dei distributori automatici e dei prodotti somministrati,nell’assoluto rispetto della normativa italiana ed europea.

Prof.Carlo Cannella

gli uomini

del vending

La nuova rubrica

Inizia da questo numero di D.A. Italia una nuova rubrica intitolata: “Gli uomini del Vending”.

Vogliamo in questo modo scrivere dei profili di operatori del settore che hanno maturato una significativa esperienza nei più disparati punti della filiera del vending (addetto alla catena di montaggio, commerciale, dirigente, responsabile acquisti, ecc. ecc.).

Lo schema è molto semplice, passiamo un’intera giornata con lui e cerchiamo di descriverla ai nostri lettori. In realtà non facciamo altro che restargli vicino dalla mattina alla sera, in un qualsiasi giorno lavorativo.

Così il 14 novembre 2007 alle ore 7.45 del mattino, ci siamo trovati sotto casa di Angelo Venturella e l’abbiamo seguito fino al suo ritorno (ore 19.15), quando è stato più che felice di lasciarci andare via.

La scelta di aprire questa rubrica proprio con Venturella, non ha niente a che vedere con le aziende con cui ha collaborato (tutte e tre molto attive nel vending), ma è un doveroso omaggio ad un operatore molto apprezzato per le sue doti umane e che conosce profondamente il settore del vending.

Un profilo sintetico di Angelo Venturella

Angelo Venturella lavora nel settore del VendingHoreca da circa 30 anni. Ha iniziato giovanissimo in Coca Cola nel settore commerciale, per poi passar dopo sette anni in San Pellegrino. Dopo sei anni di Horeca, nel 1994 inizia a occuparsi di vending, settore che non ha più abbandonato fino ad oggi. Nel 2001 entra a far parte della struttura commerciale di Bianchi Vending Group, posizione che tuttora occupa.

Una giornata con Angelo Venturella ore 7.00 – Sveglia e colazione ore 7.45 – Scende di casa e trova un giornalista appoggiato alla sua macchina… ore 8.15 – Appuntamento in Esperia per pianificare il budget di novembre-dicembre.

Esperia è una delle rivendite seguite direttamente da Angelo Venturella. I rapporti con i Lavelli (titolari i Esperia) sono molto cordiali e la trattativa non dovrebbe riservare troppe sorprese. La scontistica è già decisa e contrattualizzata all’inizio dell’anno, quindi si tratta solo di definire alcuni dettagli. Unica difficoltà di Venturella è la probabile mancanza di un particolare modello, che tornerà disponibile a gennaio, quindi deve verificare la possibilità di sostituire quella parte di ordine con un’altra macchina con caratteristiche simili. Per circa mezz’ora parlano di tutto tranne che di macchine. È chiaro che Venturella non è un commerciale da “catalogo e listino”, ma privilegia il rapporto umano; poi le vendite, se devono arrivare, arrivano da sole.

Alla fine lascia intendere che probabilmente ci saranno

problemi con la fornitura di un tipo di macchina, ma che ne è disponibile un altro che può andare bene. In Esperia conoscono le macchine anche meglio di lui e Venturella lo sa benissimo, quindi non può girare troppo intorno all’argomento. La trattativa parte comunque, anche se sempre su toni piuttosto allegri. Nessuno sembra particolarmente colpito che Venturella sia affiancato da un giornalista della nostra redazione, anzi è un occasione per prenderlo cordialmente in giro. Alla fine, per chiudere la trattativa, decidono di rivedersi in serata alla fine della giornata di lavoro, visto che il giornalista deve lasciare la macchina lì e deve passare per forza a riprenderla. ore 09.30 - Prendiamo la macchina di Venturella e partiamo per Piacenza ore 11.00 - Arriviamo alla Vaportris di Piacenza per perfezionare una vendita avvenuta in precedenza. Vaportris è una azienda di medie dimensioni che opera nella Provincia di Piacenza. È un cliente “misto” (viene servito soprattutto dalle rivendite), ma in qualche particolare caso, anche direttamente da Venturella. Angelo deve ritirare un assegno per un piccolo importo relativo ad una vendita di poco tempo fa. Anche qui i rapporti sono eccellenti, ma questo non toglie nulla alla vivacità della trattativa. La responsabile è momentaneamente assente, ma Venturella non ha fretta e decide di aspettarla. Ne approfittiamo per parlare delle ultime notizie del settore. Alle 12.00 arriva la responsabile. Lo scambio di battute con Venturella è molto divertente, entrambi recitano alla perfezione i rispettivi ruoli, segno che si conoscono e si stimano da tempo e dopo una decina di minuti di accesa contrattazione, Angelo esce dall’azienda con l’assegno in tasca

La titolare, una volta saputo che sono un giornalista, ha parole di sincero apprezzamento per Venturella, anche se un minuto prima era impegnata in una animata discussione, ma questo è il bello del vending.

ore 12.20 - Ci mettiamo in viaggio in direzione di Brescia

ore 12.50-13.30 Pranziamo all’interno di un centro commerciale

ore 14.40 - Arrivo a Brescia

Venturella deve fare la prima visita ad un possibile nuovo cliente. La settimana prima era arrivata alla casa madre una lettera da una società chiamata Arcobaleno. Essendo una richiesta puramente commerciale nella sua area di competenza, la lettera è stata smistata sul suo tavolo. Venturella ha preso appuntamento perché è importante incontrare in prima persona il cliente, anche se poi viene quasi sempre “girato” alla rivendita più vicina.

Noi arriviamo con 20 minuti di anticipo, mentre il titolare arriva con 20 minuti di ritardo, quindi aspettiamo fuori per un bel po’.

La ditta gestisce una serie di palestre e centri fitness ed è interessata a valutare la possibilità di installare dei distributori in tutte le sue locazioni.

Venturella spiega innanzitutto i valori e la forza del brand che rappresenta, poi passa a descrivere i vari

modelli della gamma produttiva. Visto l’interesse per la presenza di batterie, illustra anche la possibilità di creare un’isola di ristoro attraverso l’installazione di un corner. Il cliente è interessato a conoscere i prezzi, ma Venturella aspetta di aver finito l’intera presentazione prima di scendere nei dettagli sul listino. Quando arriva il momento, parte deciso dal prezzo del modello più alto di gamma, descrivendone i plus e i vantaggi, per poi progressivamente scendere e arrivare al prezzo più basso solo dopo che il cliente ha ascoltato i pregi dei modelli superiori. Il cliente, man mano che i prezzi dei modelli scendono, si rilassa e Venturella spiega le modalità di leasing e di finanziamento, che rendono ancora più interessante l’acquisto di un distributore. Arcobaleno vuole partire con un progetto pilota che prevede due macchine in ogni locazione, ma è chiaro che vuole avere anche altri preventivi per farsi un’idea del mercato. Venturella lascia della documentazione al cliente e saluta

ore 16.00 - Saliamo in auto per tornare in Esperia, riprendere la macchina del giornalista e a chiudere la trattativa del mattino.

ore 17.10 - arrivo in Esperia

Venturella incontra alcuni clienti di Esperia che conosce e si ferma a parlare. Poco dopo incontra il responsabile degli acquisti e definisce tutti i particolari. Anche se ha finito il lavoro, resta ancora una mezz’ora per parlare con i titolari ed alcuni clienti.

ore 18.30 - esce dall’Esperia e affronta il traffico serale fino alle 19.15, quando infine torna a casa.

Angelo Venturella – una breve intervista

Quando hai iniziato a lavorare?

Ho iniziato la mia carriera professionale molto presto. Come primo lavoro ho fatto l’artigiano nel settore arredamento bagno. Dopo un paio di anni di apprendistato per imparare il mestiere, mi sono messo in proprio, raggiungendo anche una certa soddisfazione economica.

Cosa ti ha spinto ad entrare nella struttura commerciale di una multinazionale come Coca Cola?

Anche se guadagnavo bene, non mi sentivo totalmente a mio agio lavorando come artigiano. Vedevo i miei amici in giacca e cravatta e mi piaceva l’idea di fare un lavoro simile al loro. Oggi sembra una cosa un po’ strana, visto che mettersi una giacca non ha più un particolare fascino per nessuno, ma 30 anni fa era diverso.

Il salto in Coca cola è stato difficile?

All’inizio è stata veramente dura, perché andare a relazionarmi con bar e ristoranti per convincerli a comprare Coca Cola era una cosa che non era ancora nelle mie corde, ma dopo un po’ mi sono ambientato e ho proseguito per sette anni nell’Horeca, con risultati soddisfacenti.

Come è possibile lasciare un’azienda come Coca cola?

Ho lasciato quasi per caso. In San Pellegrino era appena stato licenziato il venditore che faceva la mia stessa zona e sapevo (proprio da lui) che era un ottimo posto di lavoro e che probabilmente mi sarei trovato meglio. Così ho chiamato in San Pellegrino il lunedì, martedì ho fatto il colloquio e sono stato subito accettato. Mercoledì ho rassegnato le dimissioni da Coca Cola, anche se hanno molto insistito per non lasciarmi andare via. San Pellegrino era strutturata più per dei promoter che per dei commerciali, si vendeva tramite dei rivenditori, ecco perché ancor oggi ho molta abitudine a trattare con le rivendite.

Quando inizi la tua esperienza nel vending?

Ho iniziato nel 1994, anche perché prima il vending non era seguito in San Pellegrino. Poi l’azienda ha deciso di testare mercati alternativi e, quando sono cominciate ad arrivare numerose richieste, mi hanno proposto di entrare nella struttura commerciale vending. Operavo praticamente in tutta Italia, tranne il Sud.

Dopo 14 anni sei passato in Bianchi, come sono stati gli inizi?

Ho iniziato nel 2001 e sono partito con grande entusiasmo, ma non era un periodo molto semplice per l’azienda, che scontava ancora qualche problema tecnico sulle macchine. L’inizio è stato quindi abbastanza difficile, anche se fortunatamente con il tempo sono molto migliorate le macchine e moltissimi problemi si sono così risolti.

Che area segui oggi in Bianchi?

Seguo quasi tutto il Nord Italia: Lombardia, Piemonte,

Toscana, Emilia Romagna e Liguria.

Il vending è un canale un po’ particolare. Quale sono, a tuo avviso, le caratteristiche principali di un buon commerciale?

Innanzitutto ci vuole molta disponibilità. Poi bisogna saper seguire il cliente e offrigli costantemente un buon servizio. È indispensabile anche avere tanta passione, devi innamorarti di questo settore e non puoi avere problemi di orari. Non è solo un discorso di listino prezzi e di catalogo prodotti, conta molto di più il rapporto umano. Nel vending è fondamentale anche l’esperienza e per potersi muovere correttamente in questo settore bisogna conoscere le numerose relazioni incrociate tra gli operatori della filiera. Un cacciatore di teste non può selezionare una figura esterna e pensare che riesca a fare da subito un buon lavoro, perché la conoscenza del mercato è un fattore critico per poter avere successo.

Sei stato l’allenatore della squadra della Bianchi. Il calcio è una passione vera?

Sicuramente sì. Ho giocato e allenato a livello giovanile e sono un tifoso del Milan da sempre. Allenerei ancor oggi, anche se il calcio giovanile è un po’ cambiato.

Qualche tempo fa è stato assunto in Bianchi anche tuo figlio. Vi capita di lavorare insieme?

Mi capita molto raramente di lavorare insieme a lui, ma forse è meglio perché alla fine magari si litiga. Già parliamo sempre di lavoro anche a casa, tanto che mia moglie spesso si chiede se ho sposato lei o la Bianchi, se poi inizio a discutere anche sul lavoro con mio figlio, non va bene. Comunque Riccardo è soddisfatto, il lavoro gli piace e si alza contento la mattina. Quindi siamo contenti anche io e mia moglie.

313Km totali percorsi

160Macchine vendute

34Minuti di pausa pranzo

21Chiamate di lavoro al cellulare

16Euro in pedaggi autostradali

12Ore lavorate

3Clienti visitati

0Telefonate alla moglie

I NUMERI DI ANGELO VENTURELLA (14 NOVEMBRE 2007)

[speciale-eventi]

Mazzoni srl ha presentato Queen Cup, la regina dell’OCS

Sabato 17 novembre,Mazzoni srl ha presentato all’interno della propria sede l’innovativa Queen Cup, un sistema a capsule monodose e prodotti solubili che aveva già ottenuto una grande attenzione e dei commenti favorevoli al SIC-HOST di Milano,in occasione del suo debutto ufficiale sul mercato.

D.A.Italia era presente all’evento e ha colto l’occasione per intervistare Marco e Mauro Mazzoni,ad un anno esatto dall’inaugurazione della nuova e funzionale sede di Prato

È passato ormai un anno dall’apertura della nuova sede di Prato.Siete soddisfatti dei risultati ottenuti?

Siamo particolarmente soddisfatti dei risultati ottenuti nel 2007.I clienti sono aumentati e il fatturato è cresciuto del 40%.Con il trasferimento della nostra sede abbiamo potuto dare una nuova e più funzionale struttura al magazzino e la vicinanza all’autostrada ha senz’altro agevolato la nostra attività.

Siete concessionari ufficiali del nuovo sistema Queen Cup. Credete molto in questo nuovo progetto?

Queen Cup è un’importante opportunità perché è un’autentica novità sul mercato,che potrebbe essere addirittura completamente rinnovato da questa tipologia di macchina.

Siamo molto fiduciosi e crediamo profondamente in questo nuovo progetto,in quanto stiamo dando corpo alle richieste che ci pervenivano da molti operatori,che, insoddisfatti degli strumenti commerciali a disposizione,ci invitavano a realizzare un qualcosa che gli consentisse di potersi presentare sul mercato con proposte commerciali innovative.

I riscontri avuti dai gestori che hanno visionato l’apparecchiatura e provato la qualità del prodotto, sono molto buoni e le prime reazioni sono così positive da superare perfino le nostre aspettative.

Com’è nato questo progetto e come siete arrivati ad una macchina con queste caratteristiche?

Il mercato richiedeva da tempo una tipologia di macchina come questa.Mancava infatti una pro-

posta commerciale che consentisse di poter offrire qualcosa di veramente innovativo,perché se oggi un gestore vende sul mercato sempre lo stesso prodotto in sostituzione a quello installato da un altro operatore,l’unica argomentazione è il prezzo e non la qualità.Il progetto è quindi nato per soddisfare questo tipo di esigenza. Molto importante è stata anche la scelta imprenditoriale di produrre una macchina di basso costo con altissime performance qualitative, e che garantisse di diminuire i costi gestionali riuscendo nel contempo a curare l’aspetto estetico.

Quali sono state le prime reazioni dei gestori?

Sono tutti in attesa di ricevere le macchine per testarle e poter fare dei programmi.In quanto i gestori hanno capito che con questa macchina potranno presentarsi sul

mercato certi di poter acquisire nuovi clienti.Inoltre,cosa molto importante,avranno la certezza di far quadrare il conto economico, proprio perché il distributore,oltre ad essere offerto ad un prezzo molto competitivo,sarà accompagnato da una campagna promozionale che la “GIMOKA”metterà a disposizione come investimento di lancio della nuova apparecchiatura e dei relativi filtri di caffè.

Avete già testato la macchina?

Sarà un sistema affidabile?

Queen Cup prima di essere introdotta sul mercato ha logicamente superato tutti i test di affidabilità. Comunque anche noi la stiamo testando da molto tempo,mettendola continuamente sotto stress, con una media di 150 erogazioni al giorno e il risultato è una bevanda sempre omogenea.Oggi la qualità del prodotto erogato è

indiscussa ed è stata migliorata rispetto a quella che si riusciva ad ottenere dai primi prototipi.

Avete già stabilito un prezzo di listino?

Queen Cup esce sul mercato con un prezzo di listino di 300 euro. Anche se ci potranno essere delle particolari condizioni commerciali in base alla tipologia di programmi.

A chi intendete rivolgervi con Queen Cup?

Questo sistema a capsule è ideale per tutti quei gestori che intendono utilizzarla per fare mercato. Anche noi siamo molto interessati ad avere dei partner che hanno voglia di crescere,di darsi da fare e che commercialmente riescano a diffonderla il più possibile.Siamo convinti che Queen Cup sia una macchina che avrà sempre più suc-

cesso e che non darà particolari problemi di gestione o di affidabilità.

La gestione dei solubili è affidata all’utente finale o al gestore?

La gestione dei solubili può essere svolta dall’operatore quando porta il kit,ma il meccanismo è talmente semplice che è possibile semplicemente consegnare oltre alle cialde anche la cioccolata e il latte,che verranno aggiunti dal consumatore finale in base alle proprie necessità.

Avete degli accordi specifici per la commercializzazione dei solubili?

In questo momento vendiamo le principali marche presenti sul mercato senza rapporti di esclusiva. Abbiamo però notato da parte dei produttori di polveri un grande

interesse per questo nuovo sistema.Ci hanno perfino proposto di creare un’apposita confezione da 250 grammi per il latte e un’altra da mezzo chilo per il cioccolato.

Il progetto nasce con dei precisi obiettivi di vendita?

Gli investimenti effettuati nella ricerca di qualità,di design,di affidabilità,di durata e di certificazioni,sono stati eseguiti con lo scopo di inserire sul mercato diverse migliaia di macchine.

Siamo partiti con una programmazione ambiziosa,ma nel contempo, attenti a percepire e soddisfare i suggerimenti che i nostri clienti ci proporranno.

Qual è l’obiettivo della vostra rivendita?

Il nostro obiettivo è di arrivare a vendere almeno 20 mila macchine nella zona in cui operiamo,ma rite-

niamo questo un impegno minimo, perché siamo convinti che i numeri potranno essere anche maggiori.

Ritenete corretta la scelta strategica del produttore di concentrarsi su un sistema completamente chiuso?

Riteniamo fondamentale concentrarsi su un sistema chiuso per garantire ai nostri clienti la tutela del loro businnes,rimanendo a loro volta unici fornitori del prodotto.Cosa impossibile da realizzare nel momento in cui gli investimenti fatti sulle apparecchiature, rischiano di essere vanificati con il reperimento di prodotti clonati messi sul mercato da sistemi di vendita paralleli.

Oggi Queen Cup può portare a crescere in maniera importante e in tempi brevi i già comunque noti marchi internazionali:Gimoka ed Espresso Italia.

PROGRAMMAZIONE E CARATTERISTICHE TECNICHE.

+ 2 caldaie acqua, una per solubili, una per caffè.

+ 2 pompe acqua, una per solubili, una per caffè.

+ Programmazionerapidadosiacquacaffè,(tenendopremutoilpulsante durante l’erogazione si autoprogramma la dose)

+Lavaggio automatico programmabile a tempo dopo l’ultima erogazione

+Controllo automatico del pieno liquidi/filtri

+Controllo vuoto acqua con segnalazione luminosa e acustica

+Controllo inserimento filtro (non parte l’erogazione delle bevande se non inserito il filtro nuovo)

+ Programmazione del decontatore elettronico

+ Rilevazione dati statistici di vendita

QUEEN CUP - il sistema a capsule e prodotti solubili

Come si gestisce Queen Cup?

Queen Cup è una nuova concezione di “distributore automatico”da considerare come un distributore di fascia alta,per la gamma dei prodotti offerti,ma con il vantaggio economico della gestione a kit. Nel distributore automatico di fascia alta,le bevande composte nella maggior parte dei casi vengono gestite con un unico prezzo di vendita.Anche in questo caso,le bevande composte tipo caffè macchiato,cappuccino,mocaccino, devono essere considerate come prodotto unico.

Anziché caricare il latte in modo diretto come sul distributore automatico,viene gestito direttamente dal personale incaricato alla vendita dei filtri.

Queen Cup avrà la gettoniera?

Tecnicamente è possibile farlo.Ma a quali condizioni?

Ci sarebbe un aumento troppo alto del prezzo dell’apparecchiatura (circa 180 euro) per controllare soltanto la vendita del cioccolato, in quanto tutte le altre bevande con filtro subiscono già una vendita realizzata dalla persona che gestisce la Queen Cup. Considerando un numero medio di battute/mese pari a 130,per una durata media di 48 mesi si ha un totale di 6.240 battute.Il cacao vale in media il 7% del totale delle erogazioni delle bevande calde, cioè 436 erogazioni per l’intera durata della macchina.Che corrispondono a 10 kg di cacao,con un costo totale di 40 euro contro i 180 di investimento sulla gettoniera.Il ricavo della vendita del cacao non crea un utile tale da rendere consigliabile questo investimento.

Queen Cup è compatibile con

altri sistemi già presenti sul mercato (ad esempio Lavazza)?

No.È un sistema chiuso e non si può mettere il filtro standard Lavazza.

In che tipo di locazione è consigliabile installarla?

Queen Cup può essere installata in tutte le locazioni dove è presente una macchina da caffè a cialde o filtro.In questo caso questo sistema è vincente per la quantità di selezioni offerte dall’apparecchiatura.Inoltre,trasforma il conto economico da negativo a positivo in tutte quelle locazioni che sono gestite con un distributore automatico con una media battute mese inferiore a 200. Quando un D.A.è locato a una media mese inferiore a 200,il caricatore deve infatti passare per il rifornimento almeno 2 volte al mese.Questo significa che l’opera-

tore passa a caricare 75 erogazioni,per un incasso medio di 26 euro.Togliendo il costo del prodotto e il costo del personale il risultato per il gestore è negativo! Con Queen Cup si ha invece un’ottimizzazione delle consegne.Un passaggio al mese invece di due e, se si ottimizzano le consegne con 200 filtri,si riducono in maniera consistente i passaggi dell’operatore con un risultato economico molto vantaggioso.

IL CONTO ECONOMICO

Il conto economico deve essere calcolato su una base di 130 erogazioni/mese con una durata media della Queen Cup di 48 mesi. Si hanno così 6.240 erogazioni nella vita dell’apparecchiatura,con un’incidenza del costo di ammortamento per ogni singola erogazione (300 euro / 6.240 erogazioni) di 0,048 euro.

Silplaster s.r.l. - Via G. Brodolini, 4 (z.i.) 15033 Casale Monferrato (AL) - Italia Tel. +39 0142 76145 - Fax +39 0142 452663 info@silplaster.com

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Opening new show room FAS a Milano

Venerdì 30 novembre,FAS ha inaugurato il nuovo show room situato all’interno dello stabilimento di Faema a Binasco (MI).Numerosi

operatori del settore hanno partecipato a questo evento e hanno avuto l’occasione di visionare la gamma completa dei distributori FAS,arricchita dalle recenti novità: Perla HP e Fashion UP per la gamma caldo e Krystal per la gamma snack & food.

D.A.Italia era presente all’evento e ha colto l’occasione per intervistare Luca Nadal,Area Sales Manager di FAS.

Intervista a Luca Nadal

Quali sono le ragioni strategiche che hanno spinto FAS ad aprire una Filiale a Milano?

Aprire una filiale con uno show room a Milano è un passo molto importante per FAS.Essere presenti direttamente nell’area NordOvest riveste un’importanza strategica per un’azienda che vuole seguire con grande attenzione questo importante mercato,sia dal punto di vista commerciale che tecnico.

Come vi coordinerete con le

rivendite presenti in quest’area?

Questa apertura non andrà a modificare l’importanza delle rivendite in questa area.

Le rivendite infatti,saranno sempre un punto di forza della rete commerciale “mista”che FAS ha intenzione di sviluppare,seguendo in vendita diretta solo quei particolari clienti che appartengono ad un target molto ben definito (medio/grandi gestioni).

FAS è molto conosciuta dagli operatori del vending e 40 anni di sto-

ria ne sono la più immediata testimonianza,ma i nuovi prodotti e i loro più importanti “plus”,specialmente nella gamma del caldo,non sono ancora così noti sul mercato. Una rete commerciale diretta ha quindi anche il fondamentale compito di far conoscere e apprezzare tutti i prodotti della gamma FAS, con l’entusiasmo ed il coinvolgimento che solo operatori appartenenti alla casa madre possono logicamente possedere.

Sono convinto che una rete commerciale mista sia l’ideale per

gestire i due diversi target e che troveremo il giusto equilibrio in modo da soddisfare le esigenze di entrambi.

Avete aperto uno show room all’interno dello stabilimento Faema.È un messaggio al mercato dell’importanza del marchio Cimbali?

Il motivo principale di questa apertura deriva innanzitutto dalla decisione di FAS di essere presente direttamente nell’area Nord Ovest. La collaborazione con il gruppo

Cimbali,già da tempo nota al mercato,ha fatto sì che FAS approfittasse della disponibilità di una struttura all’interno dello stabilimento della Faema.

Il marchio Cimbali è sinonimo di alta qualità,riconosciuta dal mercato,il che è e rappresenta un valore aggiunto per tutta la nostra gamma di prodotti “caldo”.

Vi siete già posti dei precisi obiettivi di sviluppo?

Logicamente abbiamo fatto un budget previsionale e abbiamo dei numeri importanti da raggiungere in quest’area.Ci sono obiettivi raggiunti e raggiungibili nel breve termine ed altri ancor più ambiziosi nel medio termine,soprattutto quando si cerca di iniziare dei rapporti di collaborazione con delle gestioni medio/grandi.Sulla base dei risultati ottenuti durante questi primi mesi,credo che già nel 2008 saremo in grado di raggiungere dei numeri importanti e,visto il valore dell’area,siamo convinti che questi numeri potranno crescere di molto negli anni successivi.

Il mercato incomincia a rispondere sempre più positivamente alla vostra gamma del caldo?

Questa filiale è partita a marzo e, fino alla fine dell’estate,c’era ancora un’insufficiente conoscenza delle macchine e delle novità di gamma.Poi,a partire da settembre,la situazione è radicalmente cambiata e il “tam tam”di mercato ha portato in dote un grande interesse,soprattutto per la Perla. C’è un volano che si sta mettendo in moto,favorito anche dal fatto che la Perla e la Fashion UP sono già in produzione e la Perla HP lo sarà nei primi mesi del 2008.

Ormai abbiamo una gamma completa di prodotti.La gamma del caldo e già praticamente completa, mancano solo i due estremi da 180 e 800 bicchieri,che assieme rappresentano una piccola fascia del mercato.Abbiamo le macchine blindate,le macchine a dischi e siamo da sempre leader nella gamma del freddo.

Road show FAS - Bologna

Sabato 17 novembre,nella splendida cornice delle scuderie di Palazzo Bentivoglio Pepoli - Zola Predosa (BO),si è tenuta un’importante tappa del road show 2007 di FAS.

Fas International e Petroncini,in collaborazione con la nota rivendita emiliana MDA Service,hanno organizzato un evento curato in ogni dettaglio e che ha registrato la partecipazione di numerosi operatori locali.

D.A.Italia era presente all’evento e ha intervistato Luca Rossato,entrato da inizio novembre nella struttura commerciale di FAS come Area Manager.

Intervista a Luca Rossato

Sei entrato in FAS da pochi giorni.Cosa ti ha spinto a compiere questo passo?

Arrivare a lavorare in FAS è stata una logica conseguenza del mio percorso formativo,ho sempre saputo che prima o poi avrei vissuto un’esperienza professionale in questa azienda.Ho anticipato i tempi rispetto alle mie stesse previsioni,perché ho avvertito che questo era il momento giusto per

iniziare,in quanto gli attuali progetti di FAS sono importanti e ambiziosi.La dirigenza di FAS mi ha fatto una proposta e l’ho interpretata come un rimettermi in gioco anche personalmente.Mi hanno spiegato i loro progetti,gli sviluppi,la crescita professionale ed ho preso una decisione,anche se sofferta perché ero soddisfatto del mio lavoro in Comestero.

Quale ruolo svolgerai in FAS?

Oggi sono un Sales Manager con due aree ben definite:Nord-Est e Lazio,in quest’ultima sono da supporto a Marco Marcazzani, Ovviamente sarò sempre pronto ad offrire il mio supporto,condividere le mie esperienze e la conoscenza dei clienti,anche in altri contesti.

Come trovi i nuovi progetti di FAS sul segmento del caldo?

Credo che finalmente FAS abbia fatto il salto di qualità,grazie anche alla collaborazione con Cimbali,che sta portando un’esperienza che è stata molto utile per la crescita del marchio.FAS proviene dal freddo e dopo l’esperienza con Omnimatic,ha avuto la forza e la determinazione di mettere in piedi un progetto nuovo,completamente marchiato FAS,che offre dei plus che altri competitor non hanno.

Sono pienamente soddisfatto ed entusiasta di proporre questo prodotto sul mercato.

Come sono i primi riscontri sul mercato di Perla?

Sono molto positivi,è una macchina che si sta progressivamente inserendo sul mercato,è apprezzata,ha un bel design,piace ed è concepita molto bene.Sono convinto che anche gli altri prodotti FAS del segmento del caldo (in arrivo nei prossimi mesi),avranno un’ottima accoglienza dal mercato.

MDA Service

Come è iniziata questa nuova esperienza con FAS?

Mi piace l’entusiasmo con cui si lavora,c’è la volontà di crescere,di fare,di riemergere e di riqualificare un marchio.Gli sforzi sono tangibili,i progetti sono importanti e le risorse sono incentrate su questo.

Come sono i rapporti di lavoro con lo staff?

Considero FAS ancora un’azienda a conduzione familiare.I rapporti sono buoni,si dialoga e si lavora bene,l’ufficio commerciale lavora

MDA è una rivendita di Castelfranco Emilia (MO), che opera da molti anni con successo in tutta la regione (servendo numerosi piccoli e medi gestori), grazie soprattutto all’esperienza e alla professionalità di Francesco Manfredi, che coordina le attività della rivendita.

ad un buon regime,c’è collaborazione e aiuto.Io sono nuovo,ma mi hanno subito dimostrato una grande disponibilità.Il marketing si è messo a disposizione per aiutarmi ad ingranare col lavoro.Tramite Marco Baron ho potuto seguire un ottimo corso professionale sul freddo e un altro sul caldo.È un’azienda che mette a disposizione le sue conoscenze,non le tiene per sé,l’ambiente è positivo e c’è un buon clima.

Qual è stato il principale

Petroncini

scopo di questo road show?

Questa è una zona dove il marchio FAS non è ancora molto conosciuto. Luca Nadal in collaborazione con MDA ha voluto organizzare questo road show perché era giunto il momento di comunicare al mercato i nostri importanti obiettivi e per informare tutti quegli operatori che sanno ancora molto poco di FAS.Il nostro marchio è infatti conosciuto soprattutto per il distributore a spirale e pochi sanno che c’è anche una gamma del caldo molto valida.

"Petroncini Impianti" è un'azienda leader nella produzione di macchine ed impianti industriali per la lavorazione del caffè. Fondata nel 1919, l'azienda ha maturato negli anni un'invidiabile esperienza, realizzando impianti e macchine per le più prestigiose firme del settore. Una solida tradizione di ricerca scientifica applicata, ha permesso alla Petroncini Impianti di consolidare ulteriormente la propria tecnologia.

Ph.

novità nel vending

HUHTAMAKI PRESENTA LA NUOVA GAMMA DI BICCHIERI IN CARTONCINO BIO

Huthamaki ha completato la gamma di bicchieri, piatti,contenitori e posate eco-compatibili,con la nuova serie di bicchieri in cartoncino bio per bevande calde e fredde.

Grazie ai bicchieri BioWare,per la prima volta sul mercato europeo,è disponibile una gamma completa di bicchieri in cartoncino biodegradabili e compostabili,per bevande calde e fredde. Il cartoncino di per sé non è resistente all’acqua, pertanto è necessario applicare uno strato interno di patina.Sino ad oggi,per quest’operazione,si sono utilizzate patine non compostabili (PE).Nei bicchieri in cartoncino BioWare si utilizzano,invece,diverse tipologie di patine tutte ugualmente biodegradabili e compostabili.In questo modo è garantita la compostabilità del prodotto finito negli impianti di compostaggio industriale.

Le fibre utilizzate per la carta del bicchiere,provengono esclusivamente da foreste gestite secondo i criteri di eco-sostenibilità ed è garantita la tracciabilità sino alle origini.Il cartoncino utilizzato è certificato FSC (Forestry Stewardship Council’s).

I bicchieri in cartoncino BioWare,sono rigidi e resistenti,qualitativamente assimilabili ai tradizionali bicchieri in cartoncino prodotti da Huhtamaki.Sono disponibili in diversi formati, da 100ml a 500ml,per diverse tipologie di bevande calde e fredde.Sono disponibili con una grafica standard BioWare (su fondo marrone per le bevande calde e su fondo bianco per le bevande fredde),ma possono essere personalizzati per aumentare ancora di più le possibilità di promozione del proprio brand.

novità nel vending

1°TROFEO ESPERIA DI SCI ALPINO

La nota rivendita lombarda Esperia,nell’ambito delle promozioni relative di quest’anno,sta organizzando una gara sciistica al Passo del Tonale con lo SCI CAI VEDANO.

Il 1°Trofeo Esperia di sci alpino è una manche di slalom gigante femminile e maschile,che si svolgerà domenica 2 marzo 2008,alle ore 10.30,sulla pista Serodine al Passo del Tonale. L’appuntamento per gli atleti partecipanti sarà presso il traguardo dalle ore 9.30 in poi,dove verrà consegnato il pettorale.

E’ previsto il sorteggio di un solo ordine di partenza per entrambe le categorie e all’arrivo saranno stilate le due classifiche (femminile e maschile).

Le premiazioni si effettueranno durante la cena, aperta a tutti i partecipanti,che si svolgerà presso il ristorante Saint Georges Premier,nel

Parco di Monza,venerdì 4 aprile alle ore 20.00. Le iscrizioni si chiuderanno tassativamente giovedì 31 gennaio per esigenze organizzative,il numero massimo di partecipanti ammesso è di

cinquanta iscritti.

Per informazioni e iscrizione:tel.039-492511e-mail info@esperiavending.it

novità nel vending

LATTE CRUDO DAL PRODUTTORE AL CONSUMATORE,ATTRAVERSO IL DISTRIBUTORE

Dopo l'approvazione del decreto legislativo che consente agli allevatori di vendere latte sfuso direttamente dall'azienda,tramite i distributori automatici,l’Italia sta vivendo il fenomeno con grande consenso dei consumatori.L'iniziativa è della Coldiretti che sottolinea come la rapida diffusione dei distributori automatici di latte fresco è il frutto di un interesse comune di allevatori e consumatori a ridurre le intermediazioni, combattere le speculazioni e garantire un reddito adeguato agli allevatori e ai clienti finali un prodotto vero,al netto delle lavorazioni industriali e quindi con un prezzo conveniente. Entrambe le esigenze si raggiungono accorciando la filiera alimentare,oggi troppo lunga, troppi passaggi finiscono per gonfiare oltremodo i prezzi.Una bottiglia da un litro riutilizzabile viene riempita di latte appena munto dopo aver inserito una moneta da un euro nella macchinetta distributrice.L’impatto sui costi,in effetti,è notevole:un litro di latte crudo biologico acquistato dal dispenser costa esattamente 1 euro.La macchina calcola la quantità di latte corrispondente all'importo pagato;avvicinando il contenitore e premendo il pulsante di accensione inizia l'erogazione che può essere interrotta e ripresa a piacere fino all'esaurimento della somma inserita.Nel banco frigo del supermercato il prezzo sale (1,30 per il latte convenzionale;1,50 – 2 euro per quello biologico),un costo ingiustificato,perché con il vecchio conio

era impensabile pagare tre mila lire un litro di latte,che sta diventando insostenibile per molte famiglie.Il risparmio è circa del 40% e la possibilità di riutilizzare il contenitore,senza produrre inutili rifiuti,crea anche benefici sull’ambiente.I processi di pastorizzazione,omogeneizzazione,degassificazione, titolazione dei grassi e centrifugazione,a cui è sottoposto il latte convenzionale,ne alterano la naturalezza,modificandone lo stato fisico.Il latte crudo,invece, non interviene sul rapporto fra grassi e proteine, che è il parametro che misura la qualità del prodotto.È una garanzia di qualità,la tecnologia è messa al servizio della tradizione,permettendo a tutti di avere un latte fresco proveniente da un allevamento biologico,che non ha subito trattamenti termici e con un sapore differente da quello che si trova in latteria,fresco o a lunga conservazione.Il latte nel distributore è freschissimo e non trattato (non ha ricevuto pastorizzazione,né trattamenti termici),viene solo raffreddato istantaneamente,è cremoso, genuino e con tante vitamine.Anche l’igiene è garantita,infatti la vendita può avvenire solo se

il latte rispetta le norme sanitarie indicate dalla Direzione generale Sanità della Regione.Il prossimo obiettivo è quello di superare alcuni vincoli amministrativi presenti per garantire l'opportunità di gustare il latte fresco appena munto anche nei luoghi pubblici come le scuole,gli uffici,gli ospedali e le mense.Le prospettive di diffusione di questa nuova formula di consumo sembrano incoraggianti.Ci si aspetta un trend di crescita potenzialmente simile a quello che ha avuto l’agricoltura biologica negli scorsi anni.Gli impianti automatici di distribuzione del latte crudo sfuso e refrigerato sono in funzione con grande successo già da alcuni anni in Europa e nel mondo.Sul sito internet di Coldiretti è disponibile una prima mappa dei distributori automatici di latte crudo.

D.A.Italia offre la possibilità ai suoi lettori di usufruire,dal 20 al 25 maggio 2008,di un servizio alberghiero (pernottamento e prima colazione) a prezzi competitivi,presso due delle strutture a quattro stelle più prestigiose di Milano:

Enterprise Hotel Corso Sempione,91 www.enterprisehotel.com

AC Hotel Via Tazzoli,2 www.ac-hotels.com

hotel a Milano

Entrambi gli hotel si trovano a poca distanza da FieraMilanoCity e si contraddistinguono per l’ottimo servizio offerto ai propri ospiti.Vi invitiamo a visitare il loro sito e a valutare le particolarità delle loro proposte.

La settimana in cui si svolgerà Venditalia sarà densa di eventi per la città,che vanta già numerose prenotazioni di turisti desiderosi di visitarla. Per maggiori informazioni e prenotazioni si prega di telefonare allo 02-48.95.85.66

Aiabo news

L’ASSEMBLEA GENERALE AIABO

Il 26 ottobre scorso si è svolta a Milano l’Assemblea Generale dell’ Associazione Italiana Acqua in Boccioni.Il presidente Nicola

Di Paola ha aperto l’assemblea salutando i presenti,in special modo Florent Perrin (Oasis) e Krzysztof Glinianowicz (Greif), ringraziando gli associati,in particolare i membri del consiglio direttivo,per tutto il lavoro svolto negli ultimi due anni. Il significato della presenza di Krzysztof Glinianowicz era duplice:per la decisione di Greif di riassociarsi ad AIABO e in qualità di Presidente dell’Associazione Polacca.

Di Paola ha proseguito con una presentazione in cui ha approfondito i temi relativi al mercato del POU e sottolineato l’importanza di eventuali collegamenti tra le tre associazioni del settore presenti in Italia:AIABO,Acqua Italia e Acqua di Qualità. Relativamente al DL 27/2002 (Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 2 febbraio 2001,n.31,recante attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano),il Presidente ha evidenziando che Federutility (ex Federgasacqua) si sta interessando al decreto legislativo e anche loro hanno manifestato per iscritto alla Commissione Europea il loro disappunto.Ha quindi sottolineato come potrebbe diventare un importante e potente alleato.

Al termine della sua presentazione ricca di dati statistici,l’attenzione si è posta sui vari e specifici argomenti sviluppati dall’associazione negli ultimi due anni:

+ Il percorso che il Manuale di Corretta Prassi Igienica,elaborato in collaborazione con Confida,sta seguendo presso il Ministero.

+ L’Assicurazione sui rischi legali:il consigliere Piergiorgio Calanchi ha confermato la chiusura con la società Omnia Europe (Gruppo SAI) e la possibilità da parte di ogni socio di adattarla alle proprie esigenze aziendali.

+ La Commissione Giuridica:si è parlato di IVA e più precisamente di quale aliquota.Il consigliere Riccardo Rizzioli ha ricordato al signor Ferrero la possibilità da lui proposta di intervenire direttamente presso il ministero;mentre il Presidente ha rammentato al signor Chioda l’impegno a suo tempo preso da Nestlé nella persona dell’allora responsabile amministrativo Francesco Martorano.

Da un breve dibattito è emersa la possibile soluzione di allargare l’attuale oggetto sociale delle compagnie operanti nel settore della Distribuzione Automatica,con l’inserimento di questa specifica attività.Il signor Carpentieri di Waterservice (ex socio) ha portato l’esperienza vissuta dopo una contestazione a loro sollevata circa la legittimità dell’aliquota IVA al 10%,anziché al 20%,come già è in essere per l’acqua minerale naturale.La sua società ha fatto ricorso alla commissione tributaria che,come da lui riferito,molto probabilmente darà loro ragione.Una tale sentenza costituirebbe legislatura in materia e l’aliquota al 10% verrebbe così legittimata.Alla commissione è stata consegnata anche una relazione preparata in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli,dalla quale si evincono chiaramente le differenze tra acqua minerale naturale,di sorgente,potabile e trattata.

Il consigliere Calanchi ha ricordato all’assemblea il breve percorso della Commissione Commerciale,proponendo la seguente domanda “Commissione o Forum?”,da cui ha avuto seguito un breve dibattito che il signor Galbiati ha riassunto nel suo intervento in quattro punti principali:

+ Quote di ingresso più contenute per agevolare l’iscrizione delle aziende più piccole.

+ L’unione fa la forza.

+ Maggiore impatto e visibilità dell’AIABO in più settori per darle sempre più forza e valore.

+ Campagna istituzionale per promuovere l’Associazione.

Nel proseguo dell’assemblea è stata approvata la modifica dello statuto che prevede il passaggio da tre a due revisori dei conti. Al momento delle elezioni,come da ordine del giorno,il Presidente ha preso la parola per insediare la Commissione Elettorale ma l’assemblea lo ha rieletto per acclamazione,così come per il vicepresidente Stefano Piccinini e i consiglieri Riccardo Rizzioli e Piergiorgio Calanchi.Sono stati,inoltre,eletti per voto palese in qualità di consiglieri la signora Manuela Roppo e i signori Matteo Chiera e Damiano Galbiati.Il nuovo consiglio direttivo passa da cinque a sette membri rappresentando così tutte le categorie presenti in associazione.

Sempre per acclamazione,data anche la loro disponibilità,vengono eletti come revisori dei conti i signori Nacci e Ferrero.

EVA news

Assemblea Generale di EVA e Elezioni

Giovedì 29 novembre si è svolta a Brussels,l’Assemblea Generale di EVA

nel corso della quale,dopo l’aggiornamento di alcuni articoli dello

Statuto,sono stati eletti i nuovi Componenti del Comitato Esecutivo di EVA e il Presidente Arnaud Van Amerongen,i quali rimarranno in carica per il prossimo biennio.

La rappresentanza “italiana”aumenta all’interno del board di EVA,infatti tra gli eletti vi sono:

Augusto Garulli,in rappresentanza di Confida

Fioravante Allegrino in rappresentanza della Componente Gestori Sud Europa

Rappresentanti Associazioni Nazionali

Hubert Boyer,NAVSA - Vice Presidente EVA

Augusto Grulli,CONFIDA

Christian Reiling,BDV

Brian Tustain,AVA

Operatori

Fioravante Allegrino,Sogeda (Italia)

Michael Maurer,Maurer (Germania) – Tesoriere EVA

Michal Piotrowiak,Mastercup (Polonia)

Jan Marck Vrijlandt,Selecta

Fabbricanti

Arnaud van Amerongen,ETNA - Presidente EVA

Produttori

Hugh Hose,Nestlé

Sistemi di Pagamento

Jeff Allsop,MEI

Le numerose iniziative positive avviate in tema di ambiente

Il sempre maggior risalto dato dai media e dalle agende politiche alla crisi globale e ambientale mette in luce l’urgente necessità di affrontare questo grave problema,in particolare,al fine di offrire alle future generazioni un pianeta sostenibile.

Il settore della distribuzione automatica intende dare il proprio contributo in tal senso e,di fatto,da diversi anni è diventato sempre più sensibile ai temi ambietali.Esso non si limita a rispettare le normative RAEE e RoHS, bensì ha avviato innumerevoli iniziative,sia a livello individuale che a livello assocativo.

L’EVA ha sviluppato un protocollo per misurare e comparare il consumo energetico dei distributori automatici,l’EVA-EMP (Energy Measurement

Protocol),disponibile gratuitamente sul sito www.vending-europe.eu Varie aziende hanno messo a punto schemi di riciclo:dai bicchierini di plastica,come il sistema “Save a cup”nel Regno Unito,fino alla raccolta e al riciclo delle cialde in Svizzera.

Un numero crescente di aziende ha ottenuto la certificazione ISO 14001 o sta adottando delle misure a favore di un maggior rispetto dell’ambiente.

Ingenti sono gli investimenti da parte delle imprese nella ricerca e sviluppo nei settori dell’eco-efficienza e della refrigerazione.

Lungo è l’elenco delle misure già adottate dai soci dell’EVA:stiamo per pubblicare un documento di sintesi delle nostre iniziative volto a comunicare ai legislatori dell’Unione europea,alla stampa e all’opinione pubblica le numerose virtù del nostro settore.A fronte del lavoro eccezionale svolto dalla distribuzione automatica,l’EVA è orgogliosa di poter annunciare le tante iniziative positive avviate in tema di ambiente e non solo.Va detto che le iniziative ecologiche sono conciliabili con la riduzione dei costi,altro tema caro al settore.

Catherine Piana

Il Forum dei Gestori

Il recente Forum dei Gestori europei ha tenuto la sua seconda riunione a Roma l’8 settembre 2007.I gestori indipendenti di Repubblica Ceca, Francia,Germania,Italia,Polonia,Spagna e Regno Unito hanno potuto scambiarsi le idee su casi di successo e sulle esperienze in materia di certificazione ISO,contenimento dei costi e gamma dei prodotti offerti. L’evento è stato ospitato e sponsorizzato da CONFIDA (Associazione Italiana Distribuzione Automatica),in collaborazione con EVA.La terza riunione avrà luogo a Parigi il 12 aprile 2008,con il supporto della NAVSA.Secondo Fioravante Allegrino,gestore italiano che ha presieduto il Forum dei Gestori,il successo della seconda riunione ha confermato che questa piattaforma è stata all’altezza delle aspettative dei gestori indipendenti come punto di incontroe di scambio di concrete esperienze di business.

Tra i temi in agenda:i benefici di ISO 14001 (relazione di R.Williams –UK),i vantaggi di ISO 9001:2000 (relazione di H.Boyer – Fr),il Sistema Qualità di Confida (relazione di V.Scrigna) e ultimo,ma non meno importante,l’ampliamento dell’offerta nella D.A.(relazione di C.Spinelli).

Nuove classi di consumo energetico per i distributori automatici

Le questioni energetiche sono prioritarie nell’agenda dei legislatori.Sulla scia della tendenza generale volta ad esaminare opzioni per il risparmio energetico,e a fronte delle discussioni in corso presso il CT di EVA in seno al forum consultivo sulla direttiva EuP,il Comitato Tecnico dell’EVA,con il beneplacito dei fabbricanti di macchine,ha avviato i lavori su una classificazione energetica dei distributori automatici.

La proposta attuale consiste nella possibilità di introdurre una scala da A a G,come per gli elettrodomestici.Tale metodo costituisce non tanto una svolta dell’ultimo minuto nella D.A.,bensì il miglioramento coerente dell’EVA-EMP,il protocollo che dal 1999 consente una misurazione uniforme del consumo energetico in ogni tipo di distributore automatico. A seconda del tipo di macchina e ambiente (interno o esterno),il sistema definirà la categoria energetica alla quale appartiene ogni macchina. Di conseguenza,i gestori avranno una chiara indicazione sulla prestazione energetica delle macchine.

Gli 11 membri del Comitato esecutivo di EVA (2007-2009) sono:

Con

Da più di 10 anni N&W è all’avanguardia nella tutela del mondo che ci circonda. La certificazione ambientale ISO 14001,conseguita nel 1997, guida le nostre azioni in questo campo,ci sprona a migliorare ulteriormente i risultati ottenuti verso traguardi sempre più ambiziosi. Confidiamo che l’impegno di N&W nella protezione dell’ambiente continui a meritare la vostra fiducia e il vostro supporto.

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Nuove modifiche per le indicazioni degli ingredienti contenuti nei prodotti alimentari

Il Presidente della Repubblica,il 27 settembre 2007,ha emanato il decreto legislativo n°178,con il quale è stato corretto ed integrato il precedente decreto legislativo dell’8 febbraio 2006 n°114,in materia di indicazione degli ingredienti contenuti nei prodotti alimentari.

-All’articolo 1 detta una disposizione correttiva:

1. L'articolo 6 del decreto legislativo 8 febbraio 2006, n. 114, è sostituito dal seguente:

"1. All'articolo 7 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, dopo il comma 2 è inserito il seguente: 2-bis. Le esenzioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano nel caso di ingredienti indicati all'allegato 2, sezione III.

L'indicazione degli ingredienti non è richiesta nel caso di formaggi, del burro, del latte e delle creme di latte fermentati, solo se utilizzati come prodotti finiti.".

È stato aggiornato il testo dell’articolo 7 del decreto n°109/1992.

“Art. 7. Esenzioni dall'indicazione degli ingredienti

1. Non sono considerati ingredienti:

a)i costituenti di un ingrediente che, durante il procedimento di lavorazione, siano stati temporaneamente tolti per esservi immessi successivamente in quantità non superiore al tenore iniziale;

b)gli additivi, la cui presenza nel prodotto alimentare è dovuta unicamente al fatto che erano contenuti in uno o più ingredienti di detto prodotto, purché essi non svolgano più alcuna funzione nel prodotto finito, secondo quanto stabilito dai decreti ministeriali adottati ai sensi degli articoli 5, lettera g), e 22 della legge 30 aprile 1962, n. 283;

c)icoadiuvantitecnologici;percoadiuvantetecnologicosiintendeuna sostanza che non viene consumata come ingrediente alimentare in sé, cheèvolontariamenteutilizzatanellatrasformazionedimaterieprime, prodotti alimentari o loro ingredienti, per rispettare un determinato obiettivotecnologicoinfasedilavorazioneotrasformazioneechepuò darluogoallapresenza,nonintenzionalematecnicamenteinevitabile, di residui di tale sostanza o di suoi derivati nel prodotto finito, a condizione che questi residui non costituiscano un rischio per la salute e non abbiano effetti tecnologici sul prodotto finito; d)le sostanze utilizzate, nelle dosi strettamente necessarie, come solventi o supporti per gli additivi e per gli aromi e le sostanze il cui uso è prescritto come rivelatore. d-bis)le sostanze che, pur non essendo additivi, sono utilizzate secondo le stesse modalità e con le stesse finalità dei coadiuvanti tecnologici e che rimangono presenti nel prodotto finito, anche se in forma modificata.

1-bis. Le esenzioni di cui al comma 1 non si applicano nel caso di ingredienti indicati all'Allegato 2, sezione III. (CANCELLATO)

2. L'indicazione degli ingredienti non è richiesta:

a)nei prodotti costituiti da un solo ingrediente, salvo quanto disposto da norme specifiche, a condizione che la denominazione di vendita sia identica al nome dell'ingrediente ovvero consenta di conoscere la effettiva natura dell'ingrediente;

b)negli ortofrutticoli freschi, comprese le patate, che non siano stati sbucciati, tagliati, o che non abbiano subito trattamenti;

c)nel latte e nelle creme di latte fermentati, nei formaggi, nel burro, purché non siano stati aggiunti ingredienti diversi dai costituenti propri del latte, dal sale o dagli enzimi e colture di microrganismi necessari alla loro fabbricazione; in ogni caso l'indicazione del sale è richiesta per i formaggi freschi, per i formaggi fusi e per il burro; d)nelleacquegassatecheriportanolamenzioneditalecaratteristica nella denominazione di vendita; e)nelle acqueviti e nei distillati, nei mosti e nei vini, nei vini spumanti, nei vini frizzanti, nei vini liquorosi e nelle birre con contenuto alcolico superiore a 1,2% in volume;

f)negli aceti di fermentazione, provenienti esclusivamente da un solo prodotto di base e purché non siano stati aggiunti altri ingredienti.

2-bis. Le esenzioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano nel caso di ingredienti indicati all'allegato 2, sezione III.

L'indicazionedegliingredientinonèrichiestanelcasodiformaggi,delburro, del latte e delle creme di latte fermentati, solo se utilizzati come prodotti finiti.". NUOVO COMMA

3. L'indicazione dell'acqua non è richiesta

a)se l'acqua è utilizzata nel processo di fabbricazione unicamente per consentire la ricostituzione nel suo stato originale di un ingrediente utilizzato in forma concentrata o disidratata;

b)nel caso di liquido di copertura che non viene normalmente consumato; c)per l'aceto, quando è indicato il contenuto acetico e per l'alcole e le bevande alcoliche quando è indicato il contenuto alcolico.

4. Fatti salvi i casi indicati al comma 1, lettere b) e c), quanto previsto dalla lettera a) del comma 12 dell'art. 5 non si applica agli additivi.

In sintesi,le esenzioni dall’indicazione degli ingredienti citate ai commi 1 e 2 non trovano più giustificazione nel caso degli ingredienti allergeni,che devono invece essere in ogni caso segnalati ai consumatori.

L’articolo 2 integra il precedente decreto n.114/2006:

Art. 2. Integrazione allegato 1 sez. III

1. All'allegato 1, sezione III, del decreto legislativo 8 febbraio 2006, n. 114, sono aggiunti i seguenti ingredienti: - "Lupini e prodotti derivati; - “Molluschi e prodotti derivati.".

Di conseguenza,i due ingredienti sopra citati vanno ad aggiungersi agli ingredienti già precedentemente individuati come allergeni alimentari,di seguito elencati:

Sezione III - ALLERGENI ALIMENTARI. -Cereali contenenti glutine (cioè grano,segale,orzo,avena,farro,kamut o i loro ceppi ibridati) e prodotti derivati;

-Crostacei e prodotti derivati; -Uova e prodotti derivati; -Pesce e prodotti derivati; Arachidi e prodotti derivati; -Soia e prodotti derivati;

-Latte e prodotti derivati (compreso il lattosio).

-Frutta a guscio cioè mandorle (Amigdalus communis L.),nocciole (Corylus avellana),noci comuni (Juglans regia),noci di acagiù (Anacardium occidentale),noci pecan (Carya illinoiesis (Wangenh) K. Koch),noci del Brasile (Bertholletia excelsa),pistacchi (Pistacia vera), noci del Queensland (Macadamia ternifolia) e prodotti derivati; -Sedano e prodotti derivati; -Senape e prodotti derivati;

-Semi di sesamo e prodotti derivati; -Anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/l espressi come SO2.

- L’articolo 3,infine,dispone che:

- le etichette non conformi a quanto previsto dall'articolo 1 (indicazione ingredienti allergeni) possono essere utilizzate fino al 30 giugno 2008 e i prodotti così etichettati possono essere venduti fino al 23 dicembre 2008;

- i prodotti di cui all'articolo 2 (lupini e molluschi) non conformi a quanto previsto dal presente decreto,etichettati prima del 23 dicembre 2008, possono essere venduti fino ad esaurimento delle scorte.

Paninando – crescere con il panino

I bambini creano gusto con qualità esclusivamente italiana e secondo i principi della corretta alimentazione in un’iniziativa che educa al buon consumo.

“Crescere con il panino”uno slogan controtendenza in un periodo in cui l’obesità infantile – ma anche quella degli adulti – è sotto i riflettori nazionali ed internazionali,ma proprio per questo in grado di attirare la curiosità del pubblico. Il progetto “Paninando”,a cura della Fipe (aderente a Confcommercio) e di Autogrill,è stato presentato dall’Assessorato alla Salute del Comune di Milano in Sala Commissioni a Palazzo Marino.La “lezione-competizione”di cucina si è poi tenuta il 24 novembre scorso a “La Campionaria – Fiera delle qualità italiane”. E’ stato un evento dedicato ai bambini con lo scopo di promuovere i valori della corretta alimentazione.Gli alunni delle classi V delle scuole elementari sono stati divisi in squadre,hanno indossato grembiule e cappello da chef e si sono affrontati in una gara.Dopo una divertente spiegazione del professor Carruba di cosa significa unire il gusto alla corretta alimentazione,nell’area cucina hanno creato il loro panino ideale,con l’assistenza degli chef di Alma. Realizzare un nobile obiettivo attraverso uno strumento allegro e piacevole:insegnare ai bambini ad alimentarsi in maniera sana per diventare bravi consumatori da adulti,giocando a inventare e creare una serie di panini non solo appetitosi,ma anche corretti dal punto di vista nutrizionale.Tutto questo utilizzando esclusivamente ingredienti che sintetizzino l’alta qualità dei prodotti italiani. Ogni squadra ha deciso il suo panino perfetto e ne ha realizzato uno per ogni membro della giuria a cui è stato chiesto di assaggiare e giudicare i migliori.La giuria è stata presieduta dal giornalista Lamberto Sposini e composta da due bambini sindaci,dall’assessore alla Salute del Comune di Milano,Carla De Albertis,dal presidente Fipe-Confcommercio,Lino Enrico Stoppani,dal Marketing manager bar-snack di Autogrill,Stefano Giovanditto,dal professor Michele Carruba,presidente di Milano Ristorazione e direttore Centro ricerche e studio sull’obesità dell’Università degli studi di Milano,dalla dottoressa Claudia Balzaretti,nutrizionista di Milano Ristorazione, dal cuoco Claudio Sadler,da chef dell’Università Alma e dal giornalista enogastronomico,Paolo Marchi.

Cinque i criteri di giudizio:1) l’aspetto:la realizzazione,la scelta dell’ordine degli ingredienti,del tipo di pane,ecc.2) il gusto:gli abbinamenti tra i sapori,la consistenza e la piacevolezza.3) la scelta degli ingredienti in rapporto con l’equilibrio

nutrizionale.4) l’italianità:la capacità dei piccoli chef di interpretare e condensare in un panino le qualità italiane.5) l’ originalità :riguardo all’aspetto,alla presentazione, all’abbinamento degli ingredienti,ecc.

Al termine della votazione il presidente della giuria,dopo aver radunato tutte le squadre e aver dato una breve motivazione,ha proclamato tre vincitori:i panini che meglio di tutti incarnano il concetto di “good-panino”.Giuria,esperti e adulti hanno infine degustato i panini con i piccoli chef.

Il primo premio è stato destinato ex aequo ai tre panini migliori in virtù della varietà alimentare necessaria settimanalmente per la corretta alimentazione.I lavori sono stati corredati dalla descrizione degli alimenti,dei rispettivi valori nutrizionali e da fotografie.Alla classe che ha portato al successo il maggior numero di panini è stato offerto da Autogrill un viaggio all’Acquario di Genova.

“La partecipazione di Autogrill a questo progetto nasce dalla convinzione che è proprio in questa fase della vita che la famiglia,la scuola ma anche le aziende che si occupano di ristorazione,come la nostra,devono contribuire allo sviluppo di uno stile e di una cultura alimentare salutare che permanga nell’età adulta”ha commentato Serena Campana,direttore Marketing e Ricerca&Sviluppo di Autogrill.

SICURA 2007 – distribuzione automatica di alimenti e prevenzione dell’obesità sicurezza alimentare

Produttori,controllori e consumatori si sono riuniti lo scorso settembre a SICURA 2007,presso ModenaFiere. In questa occasione Confida e MKTS (Coordinamento Nazionale Marketing Sociale) hanno collaborato per la realizzazione del convegno “Distribuzione automatica di alimenti e prevenzione dell’obesità:dalla programmazione alle esperienze”

Moderatore dei lavori Giuseppe Fattori ,Responsabile Coordinamento Nazionale Marketing Sociale,che ha illustrato come la distribuzione automatica di alimenti possa contribuire alla prevenzione dell’obesità.“Scegli la salute”è una sperimentazione realizzata nel 2005 dall’ASL di Modena e da BuonRistoro Vending Group in collaborazione con Confindustria Modena e Confida nell’ambito del Piano per la salute della provincia di Modena. Obiettivo del programma era trasformare la distribuzione automatica di alimenti in un canale per favorire l’adozione di sani stili di vita attraverso l’introduzione di prodotti salutari e la diffusione di corrette informazioni sulla salute.

La sperimentazione è stata condotta utilizzando le tradizionali fasi del marketing sociale.Nella fase analitica sono state raccolte ed analizzate esperienze di promozione della salute nel settore del vending,allo scopo di individuarne i fattori di successo e le criticità.

La fase strategica è stata attuata attraverso interventi su tutti gli elementi del marketing mix:product (nei distributori sono stati inseriti alimenti salutari quali macedonia con frutta di stagione,frutta e verdura fresca,panino al prosciutto crudo preparato in giornata, yogurt con fermenti lattici vivi,succo di frutta al 70%,snack con cracker e formaggio),promotion (sono state sviluppate innovative attività di comunicazione per la salute all’interno del progetto e interventi per promuovere la conoscenza della sperimentazione), prezzo (la sperimentazione ha permesso ai cittadini di acquistare prodotti salutari attraverso distributori automatici a costi vantaggiosi in rapporto ad altri canali di vendita),place (il progetto ha avuto luogo nel mondo del lavoro e negli ambienti di studio,presso otto imprese e due sedi dell’Università degli Studi,per un totale di tredici aree di ristoro) e partner (i soggetti coinvolti nella realizzazione della sperimentazione costituiscono uno dei principali elementi chiave del progetto.L’ASL era responsabile dal punto di vista scientifico della sperimentazione;BuonRistoro Vending Group ha reso possibile l’inserimento dei prodotti salutari nei distributori;Confindustria ha consentito di raggiungere il mondo del lavoro;Confida ha contribuito a promuovere l’iniziativa;l’Università ha condotto attività per la valutazione del progetto).

La fase operativa ha avuto una durata di sei mesi,da maggio a ottobre 2005.Il personale incaricato del rifornimento dei prodotti all’interno dei distributori ha provveduto anche al ricambio periodico dei materiali di comunicazione.

Ed infine la valutazione:al termine della sperimentazione è stato

osservato che i prodotti salutari hanno rappresentato circa il 30% di tutti gli alimenti venduti nei punti di ristoro in cui si è svolto il progetto.Sono stati oggetto di studio l’interesse verso il progetto nonché il livello di gradimento per i prodotti e per l’attività formativa.

Nel favorire sani stili di vita il marketing sociale può essere considerato uno strumento innovativo per la prevenzione e la promozione della salute.Introdotto negli anni ’70,il marketing sociale viene definito come “l’utilizzo di principi e tecniche di marketing per influenzare i destinatari ad accettare,rifiutare, modificare o abbandonare in modo volontario un comportamento al fine di ottenere un beneficio per singoli cittadini,gruppi di persone o la società nel suo complesso”.

Nel campo della prevenzione e della promozione della salute,il marketing sociale intende ridurre tutte le barriere che ostacolano la scelta consapevole e l’assunzione di sani stili di vita,associando ad attività di comunicazione interventi strutturali.A tal proposito la letteratura scientifica documenta l’esistenza di una relazione di continuità tra educazione alla salute,il marketing sociale e le leggi, in funzione della propensione dei destinatari ad adottare il comportamento che si desidera promuovere.

L’importanza di realizzare azioni per promuovere la salute attraverso la distribuzione automatica di alimenti è riconosciuta da documenti normativi di programmazione nazionale e regionale.Il Piano Nazionale della Prevenzione 2005-2007 individua la necessità di sostenere sane scelte alimentari nella scuola attraverso “una maggiore attenzione:ai capitolati d’appalto dei servizi di ristorazione scolastica,… all’eliminazione di spuntini e bevande caloriche dai distributori automatici,alla distribuzione di spuntini a base di frutta o verdure fresche”.Tale esigenza viene ulteriormente approfondita anche da alcuni Piani Regionali della Prevenzione.

Il recente programma quadro “Guadagnare la salute – Rendere facili le scelte salutari”,approvato dal Consiglio dei Ministri a febbraio 2007,pone tra le attività per promuovere una sana alimentazione gli interventi per aumentare l’offerta del settore del vending di frutta,acqua e bevande con caratteristiche nutrizionali salutari,nonché per vietare la presenza nei distributori degli ospedali di prodotti “ad alto contenuto energetico e scarso valore nutrizionale”.

L’evoluzione del progetto “Scegli la salute”ha portato nel 2006 alla produzione delle linee di indirizzo per i capitolati d’appalto nel settore del vending,alla cui stesura hanno preso parte rappresentanti della Federazione Associazioni Regionali Economi e Provveditori (FARE),dell’Istituto di Scienza dell’Alimentazione – Università La Sapienza di Roma,di Confida,del Coordinamento delle Agende 21 Locali Italiane e di Federconsumatori nell’ambito delle attività del Coordinamento Nazionale Marketing Sociale e del Piano per la salute – ASL di Modena.

L’obiettivo delle linee di indirizzo è diffondere nei bandi di gara una maggiore attenzione al rapporto tra alimentazione e salute, favorendo la presenza nei distributori di alimenti freschi,locali, provenienti da agricoltura biologica o dal commercio equo solidale e i prodotti tipici locali (frutta,verdura,acqua).Incoraggiando inoltre la tutela dell’ambiente migliorando la sostenibilità del servizio.Il documento propone infatti di assegnare 50 punti all’offerta economica ed altri 50 punti all’offerta del servizio,di cui 40 alle caratteristiche dei prodotti.

Nella selezione dei cibi e delle bevande da inserire nei distributori è importante che l’offerta di cibi confezionati e in monoporzione sia idonea a soddisfare l’esigenza del consumatore piuttosto che una necessità di marketing;in tal modo la monoporzione confezionata ha finalità educative per l’igiene e il corretto utilizzo del cibo in quantità appropriate per il benessere.

Similmente la varietà e la sicurezza dei cibi offerti,oltre a soddisfare le esigenze più diverse educa a consumi alimentari variati.La singola porzione di cibo deve avere un contenuto energetico al di sotto delle 200 kcal in modo tale da non superare il 10% delle raccomandazioni energetiche per l’individuo sano.Si può ancora fare qualcosa in più, una “carta dei servizi”per le società addette alla distribuzione che sia finalizzata ad un maggior impegno per:l’attenzione alle esigenze e alle aspettative del consumatore (specie se di giovane età) ed impegno costante nel migliorare l’offerta dei prodotti non solo come qualità (marca) ma anche come varietà (tipologia);l’offerta di notizie e di informazioni sui prodotti per orientare il consumatore verso modelli salutistici e “mediterranei”;la selezione di cibi e bevande confezionati in monoporzione cioè in “quantità benessere”; l’educazione all’igiene della nutrizione (con informazioni aggiuntive sui prodotti rispetto all’etichettatura obbligatoria) ed al corretto utilizzo del cibo in quantità appropriate per il benessere (porzione) promuovendo uno stile di vita attivo.

La distribuzione automatica di alimenti quindi,oltre a migliorare la qualità dei prodotti offerti,può svolgere un ruolo di educazione alimentare mediante la selezione di una più ampia offerta di cibi e bevande per orientare il consumatore verso scelte salutistiche. Fra i relatori Federica Pala,Marketing Tetra Pak Italiana Spa,ha presentato lo sviluppo del marketing sociale attraverso l’esperienza aziendale.Tetra Pak ha un motto significativo,che è alla base della sua filosofia:la dote della protezione e della bontà lungo tutta la catena del valore.Fornitori,dipendenti,distributori,clienti,

consumatori e società hanno la totale responsabilità della protezione e della bontà.

La sostenibilità è un requisito fondamentale,i fornitori devono garantire la protezione delle foreste da cui si ricava la carta,materia prima rinnovabile,per gli imballaggi e la gestione delle Foreste Scandinave è certificata ISO 14001,EMAS e FSC.La coscienza del valore delle persone è manifestata con la cura dei propri dipendenti che l’azienda mette in atto attraverso indagini di “Employee Satisfaction”,SWIM – Sustain Women in Management e con la Certificazione per la Responsabilità Sociale secondo lo standard SA8000.

Per i clienti Tetra Pak punta a non essere solo un fornitore,ma un partner che offre un supporto tecnico,di marketing e di comunicazione.La sicurezza è rinforzata dalla scelta di un unico fornitore per un sistema integrato e dalla rintracciabilità come garanzia.Ai consumatori è garantita la massima protezione del sapore e di tutte le proprietà nutritive contro aria,luce,batteri,perché la volontà è di rendere gli alimenti sicuri e disponibili,ovunque. A difesa dell’ambiente,Tetra Pak si impegna a condurre il proprio business in maniera compatibile e sostenibile attraverso contenitori costruiti di materia prima rinnovabile,garantisce il riciclo del 100% degli scarti di stabilimento.Ha inoltre messo in atto il Climate Programme,un progetto volontario per la riduzione delle emissioni di CO2 degli stabilimenti Tetra Pak:-10% nel 2010 rispetto al 2005 e la riduzione del 32% dei consumi energetici del sito di Rubiera dal 2002 al 2005.Per il sostegno della raccolta differenziata è stato stipulato un Protocollo d’intesa con Comieco per l’estensione della raccolta differenziata dei cartoni per bevande in tutta Italia.Nel 2006 il 50.3% delle confezioni immesse sul mercato italiano è stato riciclato (oltre 45.000 tons).Più di 15,5 milioni di italiani possono fare la raccolta differenziata.I contenitori Tetra Pak sono riciclabili al 100% e da questo procedimento nascono Cartalatte,Cartafrutta e EcoAllene.Vari i progetti di educazione alimentare e sostenibilità ambientale con le scuole,in partenrship con i clienti.

Sono stati realizzati kit didattici per le insegnanti,strumenti per fare queste attività in classe,concorsi per incentivare le attività nelle scuole,inoltre è stato messo a disposizione un filo diretto con le insegnanti e iniziative di coinvolgimento dei produttori di alimenti (Granarolo,Grifolatte,Sterilgarda,Latte Arborea).

Tetra Pak è partner dell’iniziativa promossa da BuonRistoro Vending Group,“Il club dei MangiaSano”.L’obiettivo è di sviluppare l’attenzione a una corretta e sana alimentazione fornendo alimenti “buoni,freschi e naturali”nei distributori.

La Scuola San Carlo di Modena è la prima scuola individuata per la sperimentazione del progetto.In collaborazione con medici nutrizionisti avviene la scelta delle categorie di alimenti da proporre nei distributori automatici.

Le aree di ristoro sono state accuratamente progettate e i messaggi veicolati tramite gli stessi distributori.Opuscoli e gadget sono stati distribuiti agli studenti per incentivare la buona riuscita del progetto. Per un consumo responsabile le brochure sono stare stampate su Cartalatte™,sono stati distribuiti portachiavi in Ecoallene®,e posizionati nelle scuole raccoglitori per la raccolta differenziata che incentivino un comportamento post consumo responsabile.Il latte e le bevande sono esclusivamente in contenitori Tetra Pak.Duplice è la valenza del ruolo dell’azienda:promuovere i prodotti “sani”e in contenitori ecocompatibili per incoraggiare il rispetto dell’ambiente.

Fabrizio Marzano ,Presidente UNAPROA,dall’intervento di

Federica Pala ha ripreso il tema dell’importanza per un'impresa, che deve fare reddito,della creazione di benessere in un mondo civile e sociale.Questo è un elemento di assoluto rilievo per un'economia corretta,tutti gli imprenditori devono avere anche questo obiettivo. Un'impresa agricola ha la fortuna di costruire benessere non solo per quelli che ci lavorano,ma di poterlo realizzare anche attraverso ciò che produce.Ci sono stati momenti nei quali l'agricoltura appariva come un elemento di negatività,oggi c’è la convinzione che l'agricoltura fa benessere,perché produce quello che mangiamo e soprattutto perché costruisce un'economia in un territorio che vuole ciò che è il più sano possibile.A queste attenzioni UNAPROA ha aggiunto “le etichette”dell'etica e dell'impatto ambientale della produzione agricola sul territorio.

Per costruire un ponte,una strada o un tunnel c'è la necessità di valutarne l'impatto ambientale e questo è necessario anche nella produzione agricola.È possibile testimoniare,sulla base delle esperienze che hanno portato a tale valutazione,che un territorio che produce ha un impatto ambientale favorevole al sistema.È sempre più grande la convinzione della necessità di produrre anche un ambiente idoneo,perché l’ambiente di lavoro degli agricoltori è l’ ambiente di vita di tutti e le derrate alimentari prodotte dimostrano di essere l'elemento qualificante.

Di questo elemento qualificante le imprese ortofrutticole sono responsabili,ed essendo responsabili - insieme al sistema di filieraprovano a raggiungere il massimo degli obiettivi.Per questo sono stati organizzati i produttori affinché,data per scontata la qualità del prodotto aziendale,potesse arrivare ai consumatori il miglior prodotto possibile nelle migliori condizioni.

Per convincere il pubblico della qualità dei prodotti un’altra scelta sarebbe stata quella di far vedere la produzione e far assaporare il prodotto appena raccolto.Infatti sono stati costruiti anche dei progetti di agriturismo molto positivi,ma si tratta di iniziative ideali per il tempo libero e non facilmente si dispone del tempo libero necessario per andare in azienda.

Dare un prodotto qualificato con il miglior servizio al consumatore è l’obiettivo essenziale di un sistema organizzato come UNAPROA.In quest’ottica l’insalata in busta è un servizio per il consumatore; talvolta,invece,questo aspetto non viene colto.Oltre alla funzione tradizionale della logistica,un altro elemento essenziale è l'educazione.

Purtroppo l'abitudine ad una sana e corretta alimentare non è semplice,si costruisce nelle famiglie e nelle scuole.UNAPROA si occupa,attraverso il progetto “I cinque colori del benessere”,di portare con il più semplice strumento – il vending - presso le scuole, l’educazione alimentare.

Questo convegno ha fatto parlare prima il rappresentante delle associazioni dei consumatori,poi l'azienda,il prodotto ed infine ha raggruppato il tutto attraverso il presidente del vending:è questa l’immagine di coerenza che bisogna dare.Il Ministero della Salute ha fatto un progetto,“Guadagnare Salute”,dove il consumo di frutta e verdura è un elemento essenziale,soprattutto nelle scuole.UNAPROA è un’impresa che costruisce benessere generale ma genera reddito e opera con una logica economica.Ora,dopo le sperimentazioni,è iniziato il momento di costruire effettivamente un progetto economico per dare al consumatore la possibilità di scegliere tra più proposte,che siano in grado di competere.Per questo non bisogna abbassare i prezzi dei prodotti ortofrutticoli,che necessitano anche di essere rifornito presso i distributori più volte alla settimana o addirittura al giorno.È necessario essere competitivi sulla qualità e la qualità si paga.È questo motivo che spinge a sostenere questi progetti,attraverso delle convenienze che possono passare da una riduzione dell'IVA e da altre di carattere economico,a un progetto che possa essere inizialmente finanziato per generare una sorta di abitudine all'acquisto di questi prodotti. Sarà possibile fornire un servizio che costerà meno alla comunità, perché meno problemi di obesità richiedono meno costi sanitari,si potrebbe avere più salute e una migliore qualità della vita.

La risposta di Confida all’iniziativa di autoregolamentazione dell’A.I.D.I.

24 ottobre 2007 l’Associazione Industrie Dolciarie Italiane ha inviato una lettera a Confida con cui comunicava formalmente che le aziende associate non intraprenderanno attività commerciale diretta alla vendita di prodotti dolciari – merendine,snack,biscotti,gelati e prodotti a base di cacao e cioccolato – agli alunni delle scuole elementari e medie inferiori,se non espressamente richiesto dalle autorità scolastiche preposte.Nel caso in cui le aziende produttrici si avvalessero per la consegna di distributori,provvederanno ad informarli dell’esistenza del codice di autoregolamentazione e li inviteranno ad osservarlo.Questa iniziativa rientra nella più ampia piattaforma di iniziative volontarie dell’industria dolciaria,quale contributo responsabile alla prevenzione dell’obesità nell’ambito della campagna interministeriale:GUADAGNARE SALUTE. Confida ha prontamente reso noto che,a seguito delle scelte adottate dalla stessa Associazione,a partire dal corrente anno scolastico e con criteri di gradualità,le aziende associate si

asterranno dalla vendita dei prodotti nei distributori automatici collocati presso gli istituti scolastici primari.

Confida,aderendo alle linee guida di EVA,l’Associazione europea,ha già preso degli impegni verso le scuole primarie: -installare i distributori automatici in luoghi concordati e comunque presidiati dal corpo docente; -condividere con le istituzioni scolastiche una gamma dei prodotti offerti,avendo a riferimento le linee guida contenute nel programma interministeriale “Guadagnare salute – Rendere facili le scelte salutari”;

-favorire ed assicurare la collaborazione con gli insegnanti e gli altri soggetti interistituzionali nella promozione di messaggi di educazione alla corretta alimentazione e a sani stili di vita tramite distributori automatici

Questa linea di condotta è stata esplicitata nella brochure Confida: “L’impegno del Vending per la salute dei consumatori”.

Il

Vending PARIS 2008,sotto il segno dello sviluppo durevole

Il Salone Internazionale della Distribuzione Automatica,Vending PARIS 2008,si terrà dal 29 ottobre al primo novembre 2008,presso il Parc des Expositions de la Porte de Versailles,Hall 4.

La fiera registra già un numero record di prenotazioni (68%),sia a livello nazionale che internazionale,con circa un anno d’anticipo rispetto all’inaugurazione,il che fa presagire il successo della manifestazione. L’obiettivo di 250 espositori,contro i 220 dell’anno scorso,sembra verosimilmente raggiunto e rappresenteranno tutti i comparti di questa filiera.L’evento ospiterà 13 mila visitatori professionisti.Si prevede un’affluenza di espositori stranieri che supera il 30%,provenienti da Italia, Spagna,Germania,Austria,Gran Bretagna,Svizzera,Belgio,Paesi Bassi e Danimarca.

Un salone eco-urbano

La decima edizione di Vending PARIS si svolgerà sotto il segno dello sviluppo durevole,il filo conduttore sarà l’ambiente e le sue problematiche. Un tema che si ritroverà in numerose novità proposte dagli espositori e che sarà ampiamente sviscerato durante il ciclo delle conferenze.La NAVSA (Camera Sindacale per la Vendita e i Servizi automatici),che sponsorizza la fiera fin dalla sua creazione,è una grande sostenitrice di queste tematiche,per questo,in occasione dell’Assemblea Generale del novembre scorso,il presidente,Joachim Mendes,ha invitato i professionisti a cogliere la sfida ambientale.Per rafforzare il carattere ecologico di questa edizione,Vending PARIS 2008 proporrà ai visitatori un Percorso Verde,che gli permetterà di seguire un tracciato che collega tutti gli attori del mercato che integrano,nella loro filosofia e nei loro obiettivi,il rispetto per l’ambiente. Verrà distribuito quest’anno,per la prima volta,un premio Sviluppo durevole e ambiente,nell’ambito delle premiazioni per le Innovazioni. Joachim Mendes ha dichiarato:“Oggi nessuna impresa può più trascurare queste tematiche ed è importante che il settore della distribuzione automatica possa impegnarsi in azioni concrete.Abbiamo realizzato già nel 2006,come organizzazione professionale,un certo numero di azioni - stand in cartone riciclato e riciclabile nel salone internazionale D.A. Vending Expo,stampa di documenti ufficiali su carta riciclata - allo scopo di sensibilizzare i nostri soci verso questa fondamentale sfida rappresentata dall’ecologia.Inoltre,desideriamo realizzare un bilancio delle emissioni di gas serra in collaborazione con l’ADEME e sensibilizzare i nostri soci attraverso un protocollo d’impegno che verrà firmato nel corso del 2008.

Numerosi soci hanno già da ora preso varie iniziative in favore dello sviluppo durevole,sia a livello di eco-progettazione dei macchinari che degli imballaggi,del riciclaggio di filtri,del comportamento ecologico. Dal mese di giugno è stata costituita una Commissione per l’ambiente all’interno di NAVSA,al fine di amplificare la portata di tali iniziative e di supportare i nostri soci nel farsi parte attiva in favore della tutela ambientale”.

Babybel & vending? Pronto da mettere al fresco!

Babybel fa il suo ingresso nel vending

Da oggi è possibile portare tutta la genuinità e bontà di Babybel, il formaggio tondo fuori e buono dentro, anche nei distributori automatici grazie alla pratica confezione snack. Siete pronti per Babybel 2Go?

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