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D.A.ITALIA_N_13

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inchiesta D.A.Italia – Il vending equo e solidale fabbricanti: intervista alla Dedem Gran Tour della Qualità Alimentare il mercato del vending: SpinelBev erfood le novità nel vending: GPE – Labcaffè – N&W Global Vending e NSF – Coges Cibus 2006 – Bioera SpA EVA – la conferenza di Bruxelles Assemblea Confida

Cosa c’entra la qualità del caffè con la qualità del lavoro?

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.

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Macchina

Il vending tra etica e profitto

Nell'Enciclica Centesimus annus, Giovanni Paolo II afferma che il profitto "è un indispensabile indicatore del buon andamento dell'azienda" ma non è l'unico,perché l’impresa è prima di tutto e soprattutto una "comunità di uomini" ed è necessaria un’armonizzazione tra le esigenze del mercato e quelle dell’etica e della giustizia sociale.

Sebbene una regolamentazione etica e giuridica del mercato sembri un’utopia sul piano operativo, occorre impegnarsi per favorire la nascita di una vera e propria cultura delle regole che non guardi soltanto gli aspetti commerciali,ma si faccia anche carico di valori più profondi. Il settore del vending si trova oggi in una posizione complessa.Per chi intende investire in questo segmento di mercato con prospettive a lungo termine,pesano alcune significative incognite.I molti temi caldi che si dovranno affrontare (dieta e nutrizione,le direttive RAEE e Rohs,la tracciabilità alimentare,la corretta applicazione della 626/94,il D.lgs 114/98,ecc.) pongono delle potenziali minacce alla redditività delle imprese e un concreto aiuto potrebbe venire da una più forte coesione tra le aziende del settore e dall’impegno sostanziale di tutti gli operatori a seguire un minimo di regole che evitino il proliferare di comportamenti scorretti e al limite della comprensibilità commerciale.

In quest’ottica abbiamo fortemente apprezzato il richiamo all’etica lanciato all’Assemblea Generale Confida da Vincenzo Scrigna,Presidente Imprese di Gestione.La frenesia di conquistare un cliente o aumentare le proprie dimensioni,non può portare a comportamenti scorretti con i concorrenti e a perdere di vista il consumatore finale.

Ci deve essere un’assunzione di reponsabilità da parte di tutti gli operatori.Non è possibile che il settore del vending sia l’unico che nei quattro anni dall’introduzione dell’euro ha visto decrescere i prezzi alla vendita.Oggi purtroppo capita perfino di trovarsi nella paradossale situazione che un prodotto costi di meno all’interno di un distributore di un gestore concorrente che acquistato dallo stesso fornitore.È chiaro che si sta superando un limite e che la logica imponga che prima o poi “il fieno in cascina”finisca per tutti e quando i soldi non ci sarranno più,prima pagheranno i gestori,poi i produttori di prodotti e infine i fabbricanti,perché il vending è una filiera e questi tre categorie sono strettamente collegate tra loro.

In questo numero è presente una nostra inchiesta sul vending equo e solidale.È un contributo alla crescita del settore verso modelli sempre più innovativi di distribuzione dei prodotti.Se da una parte è infatti importante che l’offerta di prodotti di qualità sia sempre maggiore,un passaggio ancora più avanzato è rappresentato dall’offrire al consumatore finale anche la qualità dei contenuti.La vendita di prodotti a forte richiamo etico è senz’altro un ottimo modo di approcciare questo modello concettuale.

Anche dal lato della qualità siamo sempre in “prima linea”e la nostra testata è stata presente all’importante manifestazione “Gran Tour della Qualità Alimentare”,un viaggio ideale nel mondo delle eccellenze enogastronomiche lombarde ed italiane,che si è tenuta a Milano,dal 25 al 28 maggio.Siamo stati anche invitati,in veste di giornalisti,a partecipare all’importante diretta televisiva (7 reti analogiche e 4 satellitari per un ascolto auditel medio di 3.000.000 di telespettatori) da Piazza del Duomo,dove abbiamo,tra le altre cose,spiegato i vantaggi e le prospettive del binomio vending-qualità alimentare.

Il vending tra etica e profitto

Il vending equo e solidale

Dedem,una nuova opportunità di business nel mondo del vending 20 Eleganza,professionalità ed affidabilità del “Made in Italy”firmato Spinel

GPE ha presentato “Spiral Revolution”e altre importanti innovazioni Labcaffè ha presentato a Venditalia 2006 sei marchi per il vending N&W Global Vending certifica con NSF la serie KORO Nasce il “fast coffee”,prima caffetteria automatica

La chiave e tessera Coges vi mantengono in linea “Coloriamo l’acqua”– I boccioni Water Time diventano opere d’arte

Numero 3 – Anno III – Maggio - Giugno 2006

Direttore Responsabile Renzo Gabriel Bonizzi

Condirettore Alessandro Fontana

Collaboratori: Orsola Mallozzi e Massimo Brisciani

Progetto grafico Andrea Lottero

Foto Alizia Lottero

Stampa Diffusioni Grafiche Spa

D.A.Italia – Il periodico della distribuzione automatica

Pubblicazione iscritta al Tribunale di Milano,numero di registrazione 177 del 22 marzo 2004

Iscrizione al R.O.C.: 11412

Periodicità: bimestrale

Editore: ART&WORKS Srl

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La Direzione non assume responsabilità per le opinioni espresse dagli autori dei testi redazionali e pubblicitari.

successo della tradizione alimentare italiana nel mondo

progetto vending di Bioera SpA.

Assemblea Generale Ordinaria 2006

Ph.

Le nostre inchieste Il vending equo e solidale

Il commercio equo e solidale (secondo la nota definizione dell’International Fair Trade Association) è una partnership economica basata sul dialogo,la trasparenza e il rispetto,che mira ad una maggiore equità tra Nord e Sud del mondo attraverso il commercio internazionale.

Il commercio equo contribuisce ad uno sviluppo sostenibile complessivo attraverso l’offerta di migliori condizioni economiche e assicurando i diritti dei produttori marginalizzati dal mercato e dei lavoratori,specialmente nel Sud del mondo.

Le organizzazioni di commercio equo (Fair Trade Organisations),supportate dai consumatori,sono coinvolte attivamente nell’assistenza tecnica dei produttori,nell’azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni e nello sviluppo di campagne volte al cambiamento delle regole e delle pratiche del commercio internazionale.

Il caffè è uno dei prodotti simbolo del commercio equo e solidale e sempre più spesso questo tipo di prodotto sta uscendo dal circuito informativo di nicchia in cui era sostanzialmente emarginato per conquistare maggiori consensi tra le istituzioni e i consumatori.Non è un caso che anche alcune grandi torrefazioni italiane e mondiali abbiano di recente sposato qualche progetto “equo e solidale”e che nel vending il fenomeno sia in sicura crescita.

Non è purtroppo agevole dare una mappatura completa del vending equo e solidale,anche perché il riferimento centrale del commercio equo sono i piccoli produttori e il proliferare di tante micro-realtà e di diverse sigle,non consente un agevole contatto con i distributori.

In questa inchiesta,oltre dare un informazione sintetica sui prodotti e la filosofia del mondo equo e solidale,ci siamo soffermati ad esaminare alcune delle più dinamiche realtà in questo campo,sia nel mondo cooperativo che nei grandi gruppi di gestione, contattando CTM Altromercato,la cooperativa lombarda Chico Mendez,la cooperativa piemontese Raggio Verde,il gruppo Buon Ristoro e il gruppo Cantel.

Abbiamo anche interpellato alcune torrefazioni che si rivolgono specificatamente al mondo del vending e una delle più dinamiche in questo ambito ci è parsa COVIM,che si sta muovendo attivamente per poter offrire ai propri clienti una miscela realizzata con un caffè proveniente da una filiera certificata equo solidale.

IL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE IN ITALIA

Nel 1994 è nato TransFair,il marchio di garanzia del Commercio Equo e Solidale in Italia.Un consorzio senza scopo di lucro costituito da organismi che operano nella cooperazione internazionale, nella solidarietà e nel Commercio Equo e Solidale,per diffondere nella grande distribuzione i prodotti del mercato equo.

TransFair fa parte di FLO (Fair Trade Labelling Organisations),il coordinamento internazionale dei marchi di garanzia,insieme ad altri 16 marchi che operano in Europa, Stati Uniti,Canada e Giappone.

TransFair garantisce che i prodotti con il suo simbolo,siano stati lavorati senza causare sfruttamento e povertà nel Sud del mondo e siano stati acquistati secondo precisi criteri.Il Commercio Equo e Solidale lavora con i produttori ed i lavoratori solitamente messi ai margini dal mercato tradizionale dando un supporto spesso decisivo per passare da una posizione di vulnerabilità ad un’autosufficienza econo-

mica.Ai produttori ed ai lavoratori è permesso di contare (essere stakeholders) nelle loro stesse organizzazioni e di giocare attivamente un ruolo più ampio nell'arena globale del commercio internazionale.Le organizzazioni internazionali più importanti che operano in diversi ambiti per promuovere e attuare il Commercio Equo e Solidale sono FLO (Fair Trade Labelling Organizations,il Coordinamento internazionale dei marchi di garanzia,di cui fa parte anche TransFair Italia),News (Network World's Shops,il coordinamento internazionale delle Botteghe del Mondo),Efta (European Fair Trade Association), Ifat (International Federation of Alternative Trade,coordinamento internazionale tra centrali di importazione e produttori).Questi organismi si riconoscono in FINE, sigla informale che sta per Flo,Ifat, News ed Efta.FINE è il tavolo di coordinamento per elaborare strategie comuni per favorire l'accesso al mercato dei piccoli produttori. I prodotti del commercio equo e

solidale si trovano nella maggior parte dei supermercati.In tutto il mondo Fairtrade realizza un miliardo di euro,830 milioni in Europa,il resto negli Usa.

IL CANALE VENDING

Negli ultimi anni anche il vending si è sempre più interessato a questo tipo di prodotti,sia perché alcune istituzioni (scuole,ospedali, uffici pubblici,ecc.) ne facevano espressa richiesta per una comunanza politica con gli ideali sottostanti al progetto,sia perché alcune cooperative sociali iniziavano a presentare sul territorio alcune iniziative.

Pur essendoci in molte postazioni anche snack e solubili equo solidali,solo il caffè è riuscito con il tempo ad affermarsi e ha conquistare una solida nicchia di mercato. Per non cadere in una facile retorica,anche avendo il massimo rispetto per queste tematiche, bisogna ammettere che per lungo tempo il caffè equo e solidale non presentava le caratteristiche ideali per la distribuzione automatica.

L’utilizzo di caffè quasi esclusivamente di qualità arabica (spesso monorigine centro-americano), non incontrava il gusto degli utenti e non consentiva alle macchine vending di produrre la tipica cremosità della qualità robusta.In pratica il gestore doveva pagare molto di più un caffè con un gusto che generalmente non piaceva all’utenza e senza le caratteristiche di erogazione tipiche dell’espresso. È chiaro che tutti i discorsi sulla bontà del progetto si scontravano con una situazione di mercato onestamente insostenibile. Oggi la situazione incomincia a cambiare.Le miscele di caffè equo solidale hanno fatto un sicuro passo avanti verso una maggiore qualità e bere un buon espresso non è più un miraggio.La cooperativa milanese Chico Mendes,ad esempio,utilizza nei suoi distributori la nuova miscela da bar CTM Altromercato (70% arabica – 30% robusta) che si caratterizza per una più che discreta resa in tazza.La qualità è ancora migliorabile, soprattutto se si facesse una

miscela dedicata al vending,ma la strada imboccata è sicuramente quella giusta,tanto che,per verificare di persona la validità di questo prodotto,abbiamo degustato e giudicato positivamente questa miscela in uno dei più bei locali di Milano (la Scighera di via Candiani),che ha selezionato in via esclusiva per i suoi clienti questo caffè.In molti grandi appalti la possibilità di disporre anche di prodotti derivati dal commercio equo è diventata sempre più importante, in molte scuole e in alcuni ospedali è richiesta espressamente.Quindi in molti stanno superando l’iniziale diffidenza verso questo prodotto e lo stanno inserendo nella propria offerta.La possibilità di arrivare ad erogare un buon caffè anche da una macchina vending,potrebbe definitivamente cambiare le carte in tavola.Ormai il costo del caffè non incide in modo significativo nel prezzo finale della battuta,che è determinata in gran parte dal livello del servizio e da altri costi. Per cui oggi un caffè equo e solida-

le ha una differenza di prezzo rispetto a quello tradizionale che va dai 4 agli 8 centesimi di euro a consumazione.

In alcuni esperimenti fatti in Emilia Romagna dal gruppo Buon Ristoro con i distributori a doppia campana,i risultati del caffè equo e solidale (a 5 centesimi in più) sono stati molto incoraggianti. Anche le cialde si stanno affermando sempre più e conquistando una nicchia di mercato piccola ma solida.La resa in tazza di questa tipologia di prodotto è già a buon livello,anche perché non deve superare tutti i problemi della macinazione del caffè in grani all’interno del distributore.

ALTROMERCATO VENDING

Un’iniziativa specifica sulla possibilità di offrire nel segmento del vending prodotti “etici”è stata realizzata dalla maggiore organizzazione italiana di commercio equo e solidale (CTM altromercato) e presentata all’ultimo SANA di Bologna.

rivendita, assistenza, ricambistica e consulenza al servizio dei gestori di distribuzione automatica

L’iniziativa si proponeva di far vivere in chiave solidale un momento che contraddistingue le giornate di milioni di studenti e lavoratori,tentando di raggiungere l’ambizioso obiettivo di trasformare il rituale quotidiano della consueta "pausa caffè" con colleghi ed amici,in un gesto che contribuiva alla costruzione di un’economia solidale con il Sud del Mondo.

Attraverso i distributori automatici personalizzati da Altromercato era possibile selezionare caffè,tè al limone,cioccolata,bevande gassate al guaranà e al mate,snack al cioccolato e al sesamo,“entrando” in contatto con popoli lontani e sostenendo i progetti di riscatto sociale delle comunità di produttori partners della rete Ctm.

La proposta Altromercato Vending si rivolgeva a due tipologie di interlocutori:

1) enti,aziende,scuole e istituzioni che desideravano installare presso i propri locali macchine a colonna oppure macchine per caffè in cialde;in molte città di Italia le orga-

nizzazioni associate al consorzio Ctm sono in grado di seguire la gestione completa del servizio (installazione,rifornimento periodico,manutenzione) e di affiancare la proposta commerciale con adeguati supporti/momenti di informazione per il pubblico.

2) operatori del settore della distribuzione automatica,che desideravano inserire i prodotti equosolidali "altromercato" nell’assortimento proposto ai propri utenti. In entrambi i casi,la proposta prevedeva la possibilità di esplicitare la partnership con Ctm attraverso la personalizzazione delle macchine con l’immagine grafica di "Altromercato" (il marchio più conosciuto di equo e solidale in Italia – oltre 35% di awarenesssecondo quanto attestato da una recente indagine svolta dall’istituto di ricerca GPF&A).Alcune sperimentazioni in tal senso sono già state effettuate in alcune città di Italia,tra cui Milano,Genova, Treviso,Biella e Brescia,dove si sono registrati risultati lusinghieri.

Le nostre inchieste

D.A.EM.(BUONRISTORO

D.A.EM.,nell’ambito dei piani d’azione di Agenda 21 (vedi box) della Provincia di Bologna e in seguito ad una serie di incontri svolti sulla tematica degli “acquisti verdi” nella pubblica amministrazione,ha sostenuto e realizzato nel 2004,un test sulla commercializzazione,tramite distributori automatici,del caffè derivato dal commercio equo. Il caffè che è stato utilizzato era di provenienza centroamericana o sudamericana (certificato con il marchio Fair Trade),coltivato da piccole o piccolissime aziende di produttori locali,a cui è stato riconosciuto:

1 un corrispettivo per il caffè crudo ben superiore a quello che avrebbero potuto ottenere sul mer-

cato tradizionale;

2 un pagamento anticipato all’ordine di una quota pari ad almeno il 50% del valore del prodotto venduto,che ha consentito ai produttori di limitare o eliminare del tutto l’accesso al credito bancario;

3 una pianificazione annuale o pluriennale degli ordinativi in modo da garantire al produttore la possibilità di pianificare il proprio lavoro su basi pluriennali e di non essere in balia delle oscillazioni dei valori delle merci sui mercati internazionali.

Questo modo di tutelare l’economia locale dei paesi e dei soggetti produttori è stato sottoposto ad una serie di controlli da parte di un

organismo sovranazionale (il FairTrade Labeling Organization) e ha consentito,alla fine delle sue verifiche,di certificare il prodotto finito.

Per il reperimento di questa tipologia di caffè D.A.EM.si è rivolta alla torrefazione bolognese Co.Ind. s.c.a r.l.,che è la prima in Italia per quantitativi di caffè tostato da commercio equo.Per gli aspetti di comunicazione ha coinvolto TransFair Italia,sezione italiana dell’organismo di certificazione.

Il test,della durata di tre mesi,prevedeva l’identificazione delle postazioni,concordate con gli enti coinvolti al fine di dare la massima visibilità all'iniziativa e la predisposizione dei distributori automatici

che erogavano due referenze di caffè (uno da commercio tradizionale al prezzo base concordato con ciascuna struttura e l’altro da commercio equo con il prezzo base a + 5 centesimi di Euro rispetto al tradizionale).

Sono state coinvolte quattro postazioni:

– Ospedale Malpighi:Servizi Amministrativi

– Ospedale S.Orsola:Direzione Ospedaliera

– Ospedale Maggiore:Atrio

– Provincia di Bologna:Sede distaccata di Imola.

Le prime due postazioni sono principalmente frequentate da dipendenti della struttura ospedaliera, mentre la terza ha un pubblico di

Agenda 21

Il Documento Agenda 21,approvato a Rio de Janeiro nel 1992 a conclusione del Earth Summit e sottoscritto da oltre 170 nazioni,è un ampio catalogo delle politiche-azioni da mettere in atto in tutti i paesi per avviarsi sulla strada di uno Sviluppo Sostenibile.

L'Agenda 21,proprio in considerazione delle peculiarità di ogni singola realtà,invita le autorità locali di tutto il mondo a dotarsi di una propria Agenda:"Ogni autorità locale, dovrebbe dialogare con i cittadini,le organizzazioni locali e le imprese private ed adottare una propria Agenda 21 locale.Attraverso la consultazione e la costruzione del consenso, le autorità locali dovrebbero apprendere ed acquisire dalla comunità locale e dal settore industriale,le informazioni necessarie per formulare le migliori strategie."

L'Agenda 21 Locale è il processo di partnership attraverso il quale gli Enti Locali operano in collaborazione con tutti i settori della comunità per definire piani di azione per perseguire la sostenibilità a livello locale.

Il vending equo e solidale

consumatori per lo più di passaggio.Nella quarta la situazione è meno definita in quanto,collocata nell’atrio della struttura,è utilizzata sia dai dipendenti degli uffici che dal pubblico.La logica del test era quella di proporre in parallelo e nello stesso distributore automatico,sia referenze prodotte con caffè tradizionale che referenze prodotte con caffè da commercio equo. Ovviamente con un differenziale di prezzo,dovuto ai diversi costi della materia prima,stabilito in 5 centesimi di Euro.Al termine di tre mesi di test i risultati ottenuti sono stati valutati secondo i parametri stabiliti nel progetto.

L'iniziativa,almeno nella fase iniziale,ha suscitato un elevato interesse anche perché la personalizzazione dei distributori ha immediatamente evidenziato la tipologia della proposta e la caratterizzazione del distributore automatico è stata completata evidenziando con il colore verde i tasti delle referenze prodotte con caffè del commercio equo.

Nei primi giorni immediatamente successivi all'installazione dei distributori,il gradimento dell'iniziativa ha trovato ampi riscontri e il prodotto “equo”è stato seleziona-

COPERATIVA RAGGIO VERDE

I prodotti equo e solidali sono distribuiti dalle cooperative da almeno 20 anni,ma solo da poco tempo a questa parte alcune realtà hanno deciso di fare il “salto”e diventare gestori veri e propri utilizzando caffè,solubili e snack derivanti dal commercio equo. Il pioniere in questo ambito è sicuramente la cooperativa sociale piemontese Raggio Verde,con botteghe in provincia di Biella,Novara e Vercelli.

Abbiamo contattato Stefano La Malfa che per primo (nel 1999) ha pensato di entrare nella d.a.e ancor oggi è il responsabile vending di Raggio Verde.

Il vending solidale è uno dei progetti innovativi creati dalla coope-

to in media da più del 50% degli utenti,con punte che hanno raggiunto anche i due terzi delle preferenze.Il risultato di questo primo periodo è ancora più apprezzabile se si considera il maggior costo del prodotto “equo”e che la qualità percepita,se raffrontata a quella del prodotto tradizionale,era inferiore,in particolare per la minore cremosità.

Nelle settimane successive il consumo è calato,attestandosi alla fine dei tre mesi su di un valore medio di circa il 45%.

La tipologia di clienti coinvolti non ha ovviamente consentito una valutazione definitiva sul consumo dei prodotti etici in relazione ai contesti sociali.Và comunque evidenziato che il prodotto del commercio equo mantiene percentuali di vendita più elevate nelle postazioni aperte a consumatori "di passaggio" (intorno al 50%) mentre viene scelto progressivamente sempre meno nelle postazioni frequentate da consumatori abituali. Il consumo del prodotto equo e solidale,forse per il suo maggior prezzo e per la sua obiettiva minore qualità percepita,risulta essere un gesto d’impulso,che tende ad essere replicato da un numero

decrescente di persone.Lo slancio iniziale della “buona azione”non è generalmente sostenuto dall’appagamento delle aspettative in termini di rapporto qualità/prezzo. Il gruppo Buon Ristoro ha continuato,anche dopo il test,ad offrire alla propria clientela il caffè equo,sia in quelle postazioni dove veniva esplicitamente richiesto,sia includendolo in alcune gare d’appalto.

Carlo Bocchi,il Responsabile Qualità e Ambiente di D.A.EM. S.p.A.,che ha direttamente seguito questo progetto,è tuttora molto attento a questo particolare segmento di mercato.È tuttavia evidente che se il prodotto proposto non soddisfa completamente i normali standard qualitativi del caffè che D.A.EM.propone ai propri clienti,è inevitabile che una referenza qualitativamente inferiore venduta ad un prezzo più alto,non condurrebbe nel lungo periodo ad alcun risultato positivo,né per il gestore,né in termini di diffusione, valorizzazione e sostegno per il commercio equo.

La miglior strada percorribile è quella di ottenere una miscela di caffè da commercio equo più vicina come gusto e aspetto in tazzina

(cremosità),al caffè normalmente utilizzato nel vending e possibili soluzioni in questo senso sono state vagliate da D.A.EM.con il fornitore Co.Ind.

La potenzialità del consumo di caffè equo è comunque ragguardevole se si pensa che dopo tre mesi di test ancora il 40% degli utenti era disposto a pagare un prezzo più alto per un prodotto con caratteristiche particolari,anche se si deve considerare che la possibilità di vendere “in parallelo”due referenze di caffè si realizza solo con distributori automatici particolari (a doppia campana),aventi un costo d’acquisto superiore alla norma.

Per tutti questi motivi,ancor oggi non si intravede la possibilità immediata di proporre il caffè del commercio equo come servizio standardizzato,ma il gruppo Buon Ristoro,in virtù dell’esperienza acquisita,è pronto a rispondere in maniera positiva alle eventuali sollecitazioni che il mercato potrà presentare e potrà contribuire alla crescita di questa particolare tipologia di proposta che consente di interpretare il servizio di distribuzione automatica in maniera decisamente innovativa.

rativa.La sfida era quella di entrare in un canale distributivo generalmente improntato al consumo veloce e sostanzialmente acritico e trasformarlo in un terreno fertile per l’educazione ai consumi.

Grazie a questo progetto lo slogan “Vuoi cambiare il mondo? Comincia da un buon caffè”è diventato pratica quotidiana di consumo critico per migliaia di studenti,insegnanti,impiegati e operai,direttamente sul proprio posto di lavoro.

L’informazione passa attraverso la personalizzazione del distributore, la presenza di materiale informativo sul commercio equo e tramite incontri specifici che la cooperativa organizza dove è possibile (ad

esempio all’interno delle scuole).

Sul fronte dei prezzi Raggio Verde cerca di non superare quelli di mercato,anche se questo significa avere margini decisamente più bassi perché i prodotti all’origine costano sicuramente di più.Il caffè equo infatti,viene proposto ad un prezzo a consumazione di 30 centesimi,uguale a quello tradizionale,mentre in quasi tutte le altre realtà il caffè equo ha un prezzo finale superiore di almeno 5 centesimi.

I prodotti inseriti nei propri distributori sono caffè,cioccolata,zucchero,orzo,snack di CTM Altromercato;panini freschi,focacce e pizzette fatti quotidianamente con prodotti biologici;patatine, schiacciatine e succhi biologici. I distributori automatici vengono posizionati in comodato gratuito e scelti in base alle esigenze del cliente.Manutenzione,carico e pulizia dei distributori sono svolti da personale specializzato,senza costi aggiuntivi.

La cooperativa è presente anche nell’OCS con macchine a cialde e il caffè equo CTM Altromercato.

Il vending equo e solidale

La cooperativa Chico Mendes è un'organizzazione senza fine di lucro che ha come obiettivo la promozione di un'economia solidale. Fondata nel dicembre del 1990 da un gruppo di studenti,la cooperativa ha avuto una crescita rapida e costante,in sintonia con lo sviluppo di tutto il movimento del commercio equo e solidale italiano. Attualmente ha circa duemila soci e, grazie al sostegno dei soci lavo-

ratori e di numerosi volontari, gestisce dieci botteghe Altromercato a Milano e dintorni e il circolo culturale Chicobar;promuove iniziative di informazione e sensibilizzazione;propone interventi educativi nelle scuole;sviluppa progetti di cooperazione con i produttori del Sud del mondo e proposte di turismo responsabile.

Nel 2002,anche alla luce dei lusinghieri risultati di Raggio Verde, Chico Mendes ha iniziato a rivolgersi al mercato del vending con la stessa logica di “fairtrade automatico”della cooperativa piemontese. In pochi anni la cooperativa milanese ha ottenuto un significativo numero di “battute”e oggi può essere considerato a tutti gli effetti un piccolo gestore lombardo. Questo risultato dimostra che il gap tra gestore tradizionale e uno “equo”si sta sempre più riducendo,soprattutto nel segmento OCS e anche in virtù della nuova miscela di caffè CTM Altromercato (che

dal marzo 2006 viene utilizzata con successo anche nel vending), La resa in tazza della nuova miscela non crea problemi di gusto o diversa qualità percepita e il prezzo leggermente superiore si giustifica in virtù dei diversi contenuti etici della proposta.

La cooperativa Chico Mendes ha anche importanti contatti nel mondo del vending per la fornitura di prodotti equo solidali e tra i molti suoi referenti figurano il gruppo Cantel (Frigoli e GDA di Lodi),Serim e Vending System.

D.A.Italia ha contattato la Frigoli (oggi nel gruppo Cantel) che da anni commercializza,all’interno della propria offerta,prodotti equo e solidali.

La Frigoli ci ha confermato la particolare attenzione che il gruppo dedica a questo segmento,anche in virtù della sua costante ricerca di soddisfare correttamente tutte le

richieste di mercato. Il Gruppo Cantel Refresh opera nel mercato del vending attraverso una rete di imprese che coprono i singoli mercati locali con marchi differenziati.Il caffè è il comune denominatore di tutte queste aziende,il leit motiv che rende costante ed uniforme sia la qualità del prodotto sia l'affidabilità del servizio e Cafebon,un caffè di qualità prodotto in esclusiva per il Gruppo,è il marchio che lo identifica.Non si esclude in futuro la possibilità che il gruppo decida di commercializzare una propria miscela,derivata dall’acquisto di caffè da filiera Fairtrade.

Anche la genovese Covim è impegnata in questo ambito e sta seriamente valutando l’opportunità di presentare al mercato del vending un prodotto torrefatto partendo da caffè crudo proveniente da filiere certificate equo e solidali.

I prodotti vending “equo e solidali”

IL CAFFÈ

Un caffè equo e solidale che ha dimostrato di avere una buona resa in tazza è la nuova miscela bar di CTM Altromercato,un blend di arabica (70%) e robusta (30%). Rispetto alle precedenti versioni è stata completamente rivoluzionata,inserendo arabica naturale dal Brasile,che conferisce "corpo" ben strutturato,e arabica lavata dall'Etiopia,particolarmente aromatica e profumata.Completano la ricetta arabica lavata dal Guatemala e robusta dall'Uganda. Per il futuro CTM ha in definizione una miscela appositamente studiata per le macchine vending a colonna in cui la robusta africana sarà sostituita da una robusta indiana che,per caratteristiche organolettiche,dovrebbe rendere ancora meglio in questo tipo di preparazione.

LA COOPERATIVA CHICO MENDES
IL GRUPPO CANTEL
COVIM

I prodotti vending “equo e solidali”

LA BARRETTA BRIBON

I prodotti equo e solidali presenti sul mercato del vending sono molto numerosi e non è ovviamente possibile farne una panoramica esaustiva.Abbiamo così deciso di analizzare a fondo un solo prodotto,con l’intento di far comprendere il mondo che ruota intorno ad un semplice snack. BriBon è una barretta al cioccolato da 35 grammi disponibile in 5 gusti.I produttori vengono da: Bolivia,Repubblica Dominicana, Costa Rica,Brasile e Messico. Le 5 varianti sono bianco quinoa –bianco cajou – latte e quinoa –latte e cajou – latte,caffè e guaranà.

INGREDIENTI

Quinoa Le spighe di quinoa trovano nei territori salmastri del Salar,particolarmente ricchi di litio, nelle zone di Oruro e Potosì (quinua real) a più di 4000 m.nelle Ande Boliviane il terreno ideale per crescere,ricche di semi rotondi molto proteici.Chenopodium quinoa (nome scientifico della quinoa),il così detto "grano delle Ande" è in natura privo di glutine. Cajou o anacardi L'anacardio o noce cajou (il cui nome italiano significa "simile a un cuore" per la particolare forma simile a un cuore) è una pianta nativa del Brasile;coltivata in molti paesi tropicali,la pianta dell'anacardio chiede poca acqua e contribuisce alla riforestazione.La pianta si presenta come una grossa noce (frutto) con un'escrescenza esterna (seme) da cui i ricava il frutto Caffè uciri Caffè arabica solubile da agricoltura biologica della foresta di Oaxaca.

Guaranà in polvere Pianta nativa dell'Amazzonia brasiliana,dalle proprietà energetiche.

Puro cioccolato Il burro di cacao non viene sostituito con altri grassi vegetali per garantire migliore qualità al consumatore e più dignità ai coltivatori di cacao,che dipendono dalle vendite di questo

importante prodotto in Africa e America Latina.Ad arricchire ulteriormente questo snack è lo zucchero di canna.La lecitina è ottenuta da soia non geneticamente modificata,garantita con certificazione di filiera.

PRODUTTORI

ANAPQUI (Asociacìon National de Productores de Quinoa)Bolivia:diversi sono gli obiettivi che questa associazione,fondata nel 1983 e comprendente 5.000 persone,si pone:sul versante della produzione,per ottenere miglioramenti,si punta all'assistenza tecnica,all'introduzione di nuovi metodi di semina e raccolta,alla diminuzione dei costi di produzione. L'organizzazione può essere rafforzata ampliando la partecipazione democratica dei produttori,potenziare forme autonome di organizzazione.Incrementare la vendita, migliorare i metodi di lavorazione,i prezzi ai contadini e ampliare i mercati sono invece gli obbiettivi che rientrano nell'area della commercializzazione.

CONACADO (Confederacion Nacional de cacao Coltores Domenicanos) - Repubblica Dominicana:sono più di 9.000 i piccolissimi produttori,radunati in questa cooperativa senza fini di lucro,che gestiscono il 25% della produzione di cacao domenicana, dal 1989.L'intento della loro attività è quello di ottenere migliori condizioni di vita e lo sviluppo del settore,ecco perché si prodigano nella produzione di cacao di alta qualità coltivato sullo stesso terreno di altri generi alimentari,cosa che riduce decisamente la possibilità di attacchi parassitari. Conacado,inoltre,promuove alcune piccole aziende,gestite da donne,che lavorano gli scarti del cacao e producono cioccolato per il mercato interno.A sostenimento di tutto ciò contribuiscono anche prestiti a produttori associati a tassi agevolati,aggiornamento e

formazione alla produzione e alla vendita.

COPEAGRI EL GENERAL R.L. -

Costa Rica:la produzione di zucchero in Costa Rica deve passare attraverso i controlli della Laica (Liga Agricola Industrial de la Cana de Azucar),un'organizzazione di commercializzazione senza fini di lucro,che opera per lo Stato.Sua patner è Copeagri che dal 1962, quando è stata fondata,ha visto un enorme sviluppo e oggi rappresenta la maggioranza dei lavoratori locali di caffè e di zucchero.Non solo i membri sono numerosi ma Copeagri risulta anche un ottimo datore di lavoro:la giornata di lavoro è fissata in 8 ore e la paga corrisponde a circa 1/6 del prezzo che il produttore ricava dalla vendita del cacao.

COOPERCAJOU e COMAPBrasile:strutture collettive di lavoratori rurali che operano in uno stato retto ancora con metodi feudali,con l'obiettivo di organizzare la piccola produzione e la commercializzazione,incentivando una maggiore e più razionale produttività.

UCIRI – Messico:il caffè Uciri,prodotto da piccoli coltivatori autorganizzati,è ottenuto senza utilizzare prodotti chimici e fitofarmaci. Per gli indios del Messico la terra è "Pacha Mama",la grande terra da amare e rispettare. Trad izionalmente la terra non appartiene al privato,ma alla comunità.Uciri,nata nel 1983, conta più di 4.000 famiglie in 60 villaggi diversi.Grazie al commercio equo i soci della cooperativa Uciri hanno migliorato le proprie condizioni di vita ed hanno costituito alcuni servizi fondamentali per le comunità in cui vivono (rete sanitaria,scuole,irrigazione).La stessa cooperativa organizza l'esportazione per vie non speculative,tali da liberare dallo sfruttamento degli intermediari.Oggi Uciri è tra le maggiori estensioni di

Il vending equo e solidale

caffè biologico al mondo."La tierra es muy importante para nosostros, vivimos en ella y la llamamos Pacha mama" (detto indio).

CGTSM – Brasile:Sateré-Mawé, che lotta per affermare,in base alla Costituzione brasiliana,autonomia di sviluppo economico e culturale,nel rispetto del popolo indio e della sua Terra:800 mila ettari,costituiti dal bacino dei fiumi Andirá e Marau;dove vivono 7.000 persone sparse in 80 villaggi,e che le autorità tradizionali definiscono 'santuario ecologico e culturale del Guaranà dei SateréMawé'.Il CGTSM utilizza la rendita della vendita del guaranà per preservare l'ecosistema che costituisce la banca genetica naturale mondiale del guaranà selvatico, per trasformare in giardini forestali le aree degradate,per migliorare le condizioni di vita e di alimentazione della popolazione e riscatta-

re le conoscenze e i valori della cultura tribale.

Questo progetto autonomo,premiato all'Esposizione Universale del 2000 come esemplare per l’ap-

plicazione dell’agenda 21 delle Nazioni Unite (sviluppo sostenibile e tutela ambientale),si è finora finanziato quasi solo con la vendita del guaranà nella rete del com-

mercio equo.Nel 2002 Slow Food ha istituito un Presidio internazionale dedicato al guaranà nativo dei Sateré-Mawé.

IL MERCATO DEL VENDING

DEDEM, una nuova opportunità di business nel mondo del vending

[ fabbricanti ]

La DEDEM Automatica,azienda leader del settore della fotografia digitale in Italia,ha recentemente presentato al mercato del vending (Venditalia 2006) la linea di prodotti Easy Photo System.

Con Easy Photo System è possibile offrire alla propria clientela la stampa di fotografie digitali da ogni sorgente di dati:memory card,telefonia cellulare,CD,DVD e penne USB,il tutto tramite chioschi automatici o terminali da banco.

I risultati in termini di stampa sono di altissimo livello grazie alle stampanti termiche a sublimazione di terza generazione che stampano in qualità fotografica e in vari formati.

Il mercato è in evoluzione e richiede di poter stampare senza limitazioni di tempo e localizzazione i file digitali sempre più presenti nella nostra vita quotidiana.Il vantaggio della gamma di apparecchiature Easy Photo System è proprio quello di poter essere installate ovunque,permettendo a chiunque di poter stampare,tramite delle semplicissime istruzioni video e vocali,fotografie di ottima qualità da tutte le sorgenti digitali che hanno ormai quasi completamente sostituito la tradizionale pellicola fotografica.

D.A.Italia,dopo aver visitato lo stand DEDEM a Venditalia 2006 (uno dei pochissimi non food),ha intervistato Alessandro Lama, direttore del settore Marketing.

Intervista ad Alessandro Lama – Direttore Marketing DEDEM Automatica

DEDEM è attiva nel mercato da molti anni,quando avete deciso di entrare anche nel settore del vending?

La DEDEM è presente sul mercato dal 1962 ed è leader nel comparto della distribuzione automatica di foto di identità.Siamo attivi su tutto il territorio italiano e facciamo parte di un gruppo mondiale presente in 110 paesi del mondo. Abbiamo la maggior quota di mercato e i nostri principali competitors sono i fotografi,che però hanno un target completamente diverso.

Sull’onda del miglioramento delle nostre macchine (da chimiche a digitali),abbiamo intrapreso un percorso per la creazione di nuovi modelli:i chioschi digitali,che coprono tutte le esigenze di mercato di stampa di foto digitale da qualsiasi supporto.Il mercato non offriva particolari risposte a questa nuova esigenza e l’utente era generalmente costretto a rivolgersi

ai fotografi tradizionali con costi elevati,oppure a società internet che lo costringevano ad utilizzare una carta di credito on-line e ad accettare una spedizione differita nel tempo.

Queste nuova tipologia di macchina è sicuramente adatta anche per la distribuzione automatica.Il settore del vending è un segmento di mercato potenzialmente molto interessante per noi,anche perché riteniamo ci sia molto spazio per i prodotti non food.

Stiamo inoltre pensando di realizzare una macchina studiata appositamente per questo settore,con la stessa struttura esterna di un distributore automatico,in modo tale da essere inserito tranquillamente in batteria.

DEDEM ha esposto i suoi prodotti a Venditalia 2006.Qual è stata la reazione dei gestori?

Venditalia è stato sotto tutti i punti di vista un successo per noi,anche

perché eravamo probabilmente i soli a presentare dei prodotti non food.

Anche se c’è ancora una parte di gestori ancora molto legati al food o addirittura solo al caffè,si fa sempre più strada la convinzione che ci sono mercati inesplorati che offrono un’ottima marginalità e che rispondono ad esigenze reali degli utenti.

Molti gestori si sono resi conto che DEDEM offre finalmente qualcosa di diverso,ma con logiche di gestioni simili.

Pensate che il mercato italiano sia pronto per un prodotto così innovativo?

Il mercato non solo è pronto,ma ha bisogno di sistemi alternativi per sviluppare le foto dai telefoni cellulari e dalle macchine digitali. Gli utenti tendono ad accumulare sempre più immagini e ci sono problemi di archiviazione (i compact disk spesso dopo 7-8 anni non

funzionano più e i computer si cambiano e possono essere infettati da virus).

La stampa è ancora un ottimo sistema per conservare una foto per lunghi periodi di tempo.

Inoltre il prodotto non è concepito solo per stampare le immagini,ma anche per risolvere tutta una serie di problemi di archiviazione.È possibile infatti masterizzare un CD e scaricare le memory card piene.Un turista,ad esempio,al posto di spendere una somma elevata per una nuova memoria,potrà scaricarla in un cd a costi irrisori.

Pensiamo che la ricettività potenziale del mercato italiano sia pari ad almeno 2.000 chioschi.In Francia,dove sono più avanti di noi,ne sono stati già installati circa 8.000.

Ci può descrivere più in dettaglio i chioschi digitali di DEDEM?

Il chiosco ed il terminale da banco,

INTERVISTA A DEDEM AUTOMATICA

sono due soluzioni per offrire alla clientela la stampa da digitale su carta fotografica.La stampa è ad alta qualità grazie alla stampante termica a sublimazione Mitsubishi serie 9550,l'ultimo modello della terza generazione di stampanti termiche.

Con un chiosco digitale DEDEM si rende accessibile in una qualsiasi locazione la stampa istantanea,ad un prezzo accessibile,in modalità self-service,da ogni sorgente di dati digitali:memory card,cellulare,CD,DVD,USB pen.

Questo nuovo tipo di prodotti vanno sotto il nome di easy photo system e sono:Foto Terminal,Digi Print e Photo Print.

Il Digi Print e il Photo Print sono abbastanza simili a macchine vending.

Entrambi i modelli trasformano mezzo metro quadrato di spazio in un negozio virtuale completo di minilab per stampa,masterizzazio-

ne CD e cassa.

L’uso è semplice ed intuitivo.Il touch screen e l’interfaccia userfrendly permettono al cliente di utilizzare le macchine in completa autonomia accedendo a servizi di stampa immediati e riservati.

L’interfaccia multilingue ne facilita l’uso ai turisti e ogni cliente può vedere le proprie foto,ruotarle, modificarne i parametri essenziali (luminosità,densità.,ecc),ritagliarle,decidere quali e quante stamparne e ottenerle immediatamente.

Le applicazioni sono molteplici, basti pensare che con la nuova versione possono essere trasferite nel DigiPrint le foto realizzate in occasione di congressi,cerimonie e fiere e messe immediatamente a disposizione del pubblico.

Come riuscite a gestire i problemi di privacy?

Il sistema una volta stampato le foto cancella immediatamente

tutte le immagini garantendo all’utente la privacy più assoluta. Abbiamo anche risolto i possibili problemi di copyright,consentendo al masterizzatore di accettare solo la riproduzione di immagini e non ad esempio degli MP3.

Le vostre macchine sono spesso collocate in grandi centri di aggregazione come i Centri Commerciali,ritenete idonee anche altre locazioni più familiari ai gestori?

Uno degli obiettivi strategici di DEDEM è quello di vendere i propri prodotti anche in segmenti diversi. Abbiamo avuto ottimi riscontri nelle tabaccherie,nelle sale giochi e in altre locazioni.Siamo perciò convinti che ovunque ci sia una comunità di un certo rilievo,la nostra macchina possa portare una buona marginalità.

Pensate di riuscire ad entrare anche negli uffici?

Siamo totalmente convinti di poter entrare anche in questo particolare ambito.Basti pensare al segmento delle aziende con più di 100 addetti e immaginare di dare la possibilità ai dipendenti di stampare le foto delle vacanze o quelle immagazzinate nei telefonini direttamente in ufficio durante la pausa caffè (al posto di farsi le consuete code il sabato).Si riescono anche a soddisfare gli acquisti d’impulso, come stampare al collega la foto allo stadio o il ritratto del nipotino appena nato.Senza dimenticare che il grande ufficio può stampare foto digitali ad alta qualità e fare presentazioni di grande impatto.

Avete una struttura specifica per il vending?

DEDEM ha già da tempo una struttura dedicata al vending e conosce bene il settore,siamo presenti da anni in Confida,dove tra l’altro occupo il ruolo di delegato regionale per il Lazio.

INTERVISTA A DEDEM AUTOMATICA

Considerato il nostro core business,il vending è ancora un settore relativamente marginale per DEDEM,ma abbiamo creato una struttura specifica,con un direttore commerciale e con un coordinatore della forza vendita che proviene dal vending.

Abbiamo fatto delle offerte a numerose rivendite regionali per tutti gli operatori che vogliono affiancare ai loro prodotti una nuova opportunità di business. Siamo molto soddisfatti nel rilevare che un numero sempre maggiore di addetti incominciano a togliersi i “paraocchi”e comprendono che il mondo della distribuzione automatica ha tante possibilità e che la marginalità si può e si deve trovare anche al di fuori del canale food.Come in USA e in Giappone.

Come risolvete il problema dell’Assistenza con un prodotto così diverso e tecnologico?

L’assistenza la seguiamo diretta-

mente noi,abbiamo 35 magazzinipunti assistenza in tutta Italia,con 10 ispettori di macro area e più di 100 tecnici.Inoltre la collaborazione con le rivendite porterà alla formazione di nuovo personale che seguirà specificatamente il segmento del vending.

Questo tipo di tecnologia è forse più complessa di quella presente in una macchina vending standard, ma si tratta pur sempre di componenti che alla fine conviene sostituire più che riparare. Comunque ci sono più analogie che differenze e non vedo particolari problemi per i gestori.In sostanza ci sono kit di ricarica per il caricamento e le macchine vanno controllate periodicamente e pulite.

Avete pensato a qualche particolare accorgimento per dotare la vostra macchina di misure antivandaliche?

Un altro dei punti di forza delle nostre macchine e che siamo un’a-

zienda che produce e installa macchine da esterno da 40 anni su tutto il mercato italiano,quindi abbiamo accumulato una grande esperienza specifica. Conosciamo perfettamente i costi per mantenere una attrezzatura che non è stata progettata in modo ottimale e abbiamo sempre creato le nostre macchine sapendo che avremmo dovuto gestirle direttamente noi (abbiamo cominciato a venderle solo da pochi mesi) e quindi le abbiamo sempre costruite in maniera tale da risolvere i problemi in partenza.

Il costo della vostre macchine può creare un ostacolo per il gestore?

È evidente che non si può fare un paragone diretto con le macchine del caffè,ma è pur vero che il gestore si chiede sempre più spesso dove riuscirà a collocare una macchina tradizionale (il mercato è saturo) e quale marginalità ne potrà ricavare.

Il costo della carta fotografica per una foto standard (10x15) è di 16 centesimi,mentre il prezzo di vendita può tranquillamente essere fissato a 0,50.La marginalità che ne deriva non può non essere presa in considerazione.

Un gestore che già colloca le sue macchine in un ospedale può ad esempio tranquillamente installare un chiosco digitale in una sala maternità e realizzare,sui vari formati,degli incassi veramente interessanti.

Vi siete già posti obiettivi di bilancio o siete ancora in fase esplorativa?

Nel segmento vending siamo ancora in una fase esplorativa. Stiamo cercando di rispondere nel migliore dei modi ai numerosi feedback ricevuti a Venditalia e probabilmente siamo addirittura in difetto,perché non riusciamo a soddisfare con la dovuta celerità le numerose richieste che ci sono arrivate.

IL MERCATO DEL VENDING [

Eleganza, professionalità ed affidabilità del “made in italy” firmato Spinel

fabbricanti ]

Tra le molte novità presenti a Venditalia 2006, ci è parso di grande interesse soffermarci allo stand della Spinel, dove erano esposti i nuovi modelli di macchine a cialde LUX di produzione tutta italiana e le nuove macchine per le capsule monouso, selezionate da alcune delle più prestigiose torrefazioni nazionali e internazionali.

Nell’occasione abbiamo intervistato Cesare Spinelli, direttore generale di Spinel Srl.

Intervista alla Spinel

Con le nuove macchine a cialde LUX avete in qualche modo deciso di non seguire le recenti tendenze del mercato.Cosa vi ha portato a questo tipo di scelta?

Uno LUX,Due LUX e Tre LUX,rappresentano una rivoluzione nel mercato delle macchine da caffè in cialda.

Oggi infatti assistiamo ad una sostanziale ed ininterrotta diminuzione del livello qualitativo e conseguentemente dei prezzi di questa tipologia di prodotto.Molte aziende,per combattere la concorrenza dei paesi “terzi”,dove i costi sono decisamente inferiori,si sono viste costrette ad accettare alcuni compromessi.

Spinel è andata completamente contro tendenza e ha realizzato una linea di macchine a cialde che ha tutte le caratteristiche qualitative di quelle professionali e quindi anche i prezzi tipici di questo particolare segmento di mercato.

Pochi fino ad ora avevano pensato che il caffè in cialda,con delle buone macchine,potesse entrare nel mercato professionale.Queste macchine erano identificate come prodotti che andavano bene per il settore uffici,ma che non reggevano qualitativamente la competizione con quelle professionali da bar con il caffè in grani.

Noi invece abbiamo dimostrato il contrario ed avuto molte conferme dal mercato:il nostro modello LUX

a tre gruppi sta avendo grande successo,in Italia ed anche all’estero,perfino nei mercati cosiddetti “emergenti”.I gruppi scambiatore caffè ad accensione indipendente,la caldaia inox per l’erogazione di grandi quantità di vapore ed acqua calda,il sistema anticalcare brevettato,la flessibilità e propensione ai grandi consumi,il design rigoroso,lo rendono particolarmente adatto per bar e ristoranti di prestigio.

Spinel ha preso molto sul serio il concetto del “Made in Italy”.È ancora possibile non scendere a compromessi?

Purtroppo molte aziende italiane del nostro comparto chiudono o

delocalizzano la produzione.Noi invece siamo ancora fermamente convinti della bontà di un marchio, di una tecnologia e dell’eccellenza del prodotto italiano,soprattutto quando si parla di Caffè Espresso che è uno dei simboli più apprezzati del “Made in Italy”all’estero. Oltre ad essere una bevanda corroborante,l’Espresso è anche uno stile di vita,un particolar modo di scandire i ritmi della giornata tipica di un vivere all’italiana;con esso anche la macchina da caffè è un simbolo dell’italianità,un binomio inscindibile tramite il quale la cultura dell’Espresso è in grado di diffondersi con successo nel mondo.

Riceviamo di continuo proposte

Cesare Spinelli e Vincenzo Niccoli

INTERVISTA ALLA SPINEL

per realizzare presso i paesi terzi le nostre macchine ma non abbiamo nessuna intenzione di arrenderci. In gioco ci sono tanti anni di lavoro,di sacrifici e di professionalità investiti in questa gamma di prodotto,e tutto l’indotto con i nostri fornitori partner (circa 80 addetti) che hanno sposato questa causa, hanno sempre creduto in noi e che verrebbero “spazzati via”in caso di delocalizzazione. È una responsabilità etica che la proprietà e il management di Spinel non ha intenzione di eludere.

La delocalizzazione comporta anche dei problemi di controllo della qualità?

I problemi legati a produzioni a

basso costo non riguardano solo la qualità,ma anche e soprattutto la sicurezza.Se Spinel produce una macchina italiana corrispondente a tutte le normative comunitarie,con le certificazioni di legge e rispettando rigorosamente tutte le caratteristiche e standard tecnici,è chiaro che il prodotto che viene immesso sul mercato è testato e sicuro.Questa garanzia potrebbe non esserci in caso di delocalizzazione.

Un esempio di questa situazione ci è capitato recentemente.Un nostro modello è stato copiato da un produttore cinese e dobbiamo riconoscere che esteticamente era assolutamente identico al nostro, ma dopo averlo esaminato all’in-

terno abbiamo riscontrato che c’era veramente da preoccuparsi. La sicurezza elettrica ed alimentare era assolutamente inesistente.

A Venditalia 2006 avete presentato anche le nuove macchine a capsule?

Le caratteristiche tecniche tipiche del marchio Spinel,finora riservate esclusivamente alle macchine da caffè in cialda,sono state oggetto di ulteriori evoluzioni ed applicate sui modelli a capsule.

Spinel ha esposto a Venditalia 2006 le prime macchine da caffè a capsule con il Sistema Idraulico Autopulente Brevettato con cui sono stati eliminati del tutto i problemi dovuti al calcare nel gruppo

infusione caffè senza ricorrere a filtri o additivi chimici nell'acqua, viene in tal modo eliminata la principale causa di malfunzionamento o blocco delle macchine.

Le macchine da caffè a capsule sino ad ora presenti sul mercato sono spesso caratterizzate da un sistema di serraggio idraulico del gruppo che sfrutta la pressione erogata della elettropompa sia per la chiusura del gruppo che per l’infusione,ciò a scapito della qualità del caffè e della stessa tenuta idrica.Inoltre il sistema di caricamento e di successiva espulsione della capsula spesso è macchinoso,inefficiente ed inaffidabile,per l’impiego di meccanismi a molla che con l’uso nel tempo ed a causa di ele-

IL MERCATO DEL VENDING

vate temperature tendono a perdere le caratteristiche meccaniche originali.

Spinel ha brevettato un sistema meccanico di caricamento ed espulsione della capsula,che garantisce una perfetta chiusura e successiva espulsione sicura della capsula.L’impiego di un sistema meccanico a camma per il posizionamento del pistone infusione sulla capsula consente una perfetta erogazione del caffè ed evita perdite d’acqua,incrostazioni ed usura.

Tutte le caratteristiche che hanno determinato il successo dei nostri prodotti sono state mantenute anche in questa linea.Abbiamo dovuto creare ex-novo solo il sistema di aggancio e di espulsione che ovviamente nelle macchine a cial-

de non c’era.Ogni particolare è stato comunque progettato e realizzato in funzione di una estrema resistenza,facilità di manutenzione e praticità d'uso.

Quando inaugurerete il nuovo stabilimento produttivo?

Il nuovo stabilimento entrerà in funzione a partire nel gennaio 2007,anche se abbiamo deciso di fare l’inaugurazione qualche mese dopo,in primavera.

L’investimento per la realizzazione di 3.000 mq coperti è cospicuo. Sono previste linee automatiche per la produzione,dei robot per il montaggio dei componenti e ci sarà molta innovazione.L’obiettivo è quello di realizzare delle nuove linee di montaggio che ci consentiranno di raddoppiare la produzio-

ne ed essere più competitivi sui costi,continuando ad investire nel settore Ricerca & Sviluppo.

A Venditalia abbiamo potuto rilevare che avete stretto accordi con primarie torrefazioni.

La qualità delle nostre macchine è ormai riconosciuta dal mercato, anche il nostro servizio assistenza garantisce buoni standard,inoltre la nostra struttura commerciale è professionale,disponibile e competente.

È stato difficile realizzare e collocare macchine con queste caratteristiche e con questa fascia di prezzo,ma con il tempo il mercato ha compreso la bontà del nostro progetto e grandi realtà aziendali ci hanno selezionato e ci hanno dato

la loro preferenza.Come si è visto in fiera nel nostro portafoglio clienti ci sono aziende importanti ed alcune prestigiose torrefazioni sia in campo nazionale che internazionale.

Nel 2005 sono state prodotte circa 20.000 macchine di cui il 60% vendute in Italia ed il 40% all’estero.Siamo presenti in 52 paesi di cui 17 della Comunità Europea e 35 Extra CEE.Tutto ciò è motivo di orgoglio e gioia per tutti noi,ma ci impone anche grandi responsabilità:soddisfare sempre i nostri clienti,non tradire la loro fiducia, non deludere mai il consenso accordatoci,questi sono i nostri obiettivi,questa è la nostra ossessione.

novità nel vending

GPE HA PRESENTATO “SPIRAL REVOLUTION”E ALTRE IMPORTANTI INNOVAZIONI

Alla edizione 2006 di Venditalia,GPE ha dato un contributo sostanziale apportando una autentica rivoluzione nel mondo del vending.La linea di distributori refrigerati ha ora una nuova scheda elettronica con delle prestazioni tecniche innovative,prima fra tutte la Spiral Revolution (brevettato) per cui la spirale sele-

zionata,una volta completata la propria rotazione,effettua:

- un ulteriore movimento (programmabile) in avanti a garantire la caduta del prodotto - ed un successivo ulteriore movimento indietro per assicurare che non venga erogato un secondo prodotto.

Questa innovazione è fondamentalmente per la sicurezza e la precisione e risolve i purtroppo frequenti problemi relativi al prodotto inceppato.Ma le novità non si fermano qui.La più evidente è il nuovo display, un vero schermo che,in tutte le lingue e caratteri del mondo, manda messaggi e anche spot pubblicitari.

Ovviamente,stando al passo con le più moderne tecnologie è possibile collegare un PC al distributore e riceverne dettagliatamente tutte le informazioni riguardanti vendite,incassi e funzionamento.

Una doverosa citazione anche alla funzione orologio,utile a programmare l’accensione e lo spegnimento di frigo,neon e display;alla funzione prodotto scaduto,per cui la spirale adeguatamente programmata rifiuta di vendere un

prodotto scaduto;alla programmazione da PC; agli aggiornamenti software via e-mail e al GSM.

GPE ha anche appena siglato un accordo commerciale per il Sud Italia con la Ditta Professional System (www.professionalsystem.com), azienda specializzata nel vending automatico che ha realizzato ingenti installazioni in tutto il meridione e con la quale verrà agevolata la distribuzione di GPE nel Mezzogiorno.

Professional System S.r.l.con sedi in Campania e Calabria vanta un’esperienza decennale nel settore e costituirà il nuovo punto di riferimento per i clienti della società di Fano in tutto il Sud Italia.

Fulcro dell’intesa è la collaborazione commerciale per la distribuzione di tutta la gamma con marchio GPE,nonché l’accurato e tempestivo servizio di assistenza post-vendita.

Al fine di permettere a tutta la clientela di valutare direttamente la qualità della gamma di distributori GPE,Professional System mette a disposizione la propria struttura e il proprio personale altamente qualificato.

LABCAFFÈ HA PRESENTATO A VENDITALIA 2006 SEI MARCHI PER IL VENDING

Labcaffè s.r.l.è la società che dal 2002 si occupa del marketing e della distribuzione dei prodotti della Caffè Domenico Gioia s.r.l.,azienda operante nel settore del caffè dal 1949. L’azienda ha presentato a Venditalia 2006 i sei marchi “Caffè Gioia”,“Liberty”,“DORCAF”, “Cutugno”,“WADO”e “gioia”dei prodotti della distribuzione automatica distribuiti in Italia e in altri 38 Paesi,in particolare:caffè in grani per distributori automatici,cialda classica, cialda 100% arabica,cialda decaffeinato prodotte secondo lo standard E.S.E.,cialda da 38 mm.,cialda doppia e cialda a nastro.A rendere particolari le miscele realizzate,sicuramente sono state la passione e la dedizione per questa attività,che sono rimaste inalterate nel tempo, ad esse si sono aggiunti poi anni l’esperienza, ricerca e innovazione,ottenendo un perfetto connubio tra tecnologia al servizio del consumatore ed immancabile cura artigianale nella

lavorazione.Oltre a preservare il prestigio internazionale acquisito negli anni,l’azienda punta tra gli obiettivi del 2006 al rafforzamento dell’immagine e al consolidamento della presenza nel settore,mediante molteplici iniziative tra cui il programma di personalizzazione dei distributori a marchio FAS,nato dalla collaborazione tra le due aziende.

In vista di tale iniziativa,la lavorazione dei prodotti in grani delle linee “Caffè Gioia”e “DORCAF”presentati nello stand è stata perfezionata ulteriormente con il preciso obiettivo di ottenere un gusto ancora più morbido ed un aroma più deciso per il caffè destinato al vending e con il risultato finale di un’estra-

zione superiore e di una cremosità ancora più accentuata.

N&W Global Vending,uno dei principali produttori di macchine da caffè ha ottenuto da NSF International la certificazione per le macchine della serie KORO.

Koro rappresenta una linea di apparecchi compatti e affidabili,ideali per essere utilizzati in vari luoghi dall’ufficio medio piccolo,ai negozi, alle meeting rooms,fino nei piccoli ristoranti.

Per questa serie,N&W Global Vending ha ricevuto da NSF International,la dichiarazione di conformità allo standard NSF 4,la norma di riferimento per tutte le attrezzature impiegate nella cottura e riscaldamento di alimenti.

La certificazione NSF garantisce che le macchine non presentino alcun rischio per la salute

umana,e considera da un lato i materiali e i componenti a contatto con acqua e alimenti, dall’altro la facilità di pulizia delle apparecchiature stesse.

Un’accurata igiene delle macchine,infatti,riduce il pericolo della proliferazione di batteri nocivi per la salute umana.N&W Global Vending ha scelto spontaneamente di certificare i propri prodotti,per avere una marcia in più nell’esportazione degli stessi nel mercato Nordamericano. NSF International,organizzazione,indipendente,non for profit,e non governativa opera da oltre 60 anni nell’ambito della tutela della salute e della sicurezza pubblica nei settori dell’acqua,degli alimenti,dell’aria e dell’ambiente. N&W GLOBAL VENDING CERTIFICA CON NSF LA SERIE

NASCE IL “FAST COFFEE”,PRIMA CAFFETTERIA AUTOMATICA.

Sabato 15 aprile,all'interno del Centro Commerciale Adriatico di Portogruaro (VE),è nata la prima caffetteria automatica,“Il fast coffee”.

Una decina di distributori automatici di bevande calde,fredde,snack e gelati,corredati di tavolini,sedie e divanetti,hanno dato vita all'unico bar in Italia senza personale,dove tutto funziona semplicemente premendo un bottone. Ideatore dell’innovativa offerta commerciale è Rio Lombardo,responsabile commerciale per l'Italia del Gruppo Illiria,azienda leader nella distribuzione automatica,ed il progetto è stato realizzato grazie al capo tecnico Roberto Piva. Nei distributori di bevande calde verranno introdotte le migliori miscele,offrendo ai visitatori del Centro Commerciale il piacere di degustare un ottimo caffè,come quello del bar,comodamente seduti nell’area preposta di 60 metri quadri,arredata in modo confortevole.

Con questa iniziativa Lombardo porterà avanti anche il progetto della raccolta differenziata: accanto ai distributori saranno presenti infatti gli appositi contenitori di rifiuti,idea utile a promuovere la coscienza ecologica dei fruitori del servizio.

E non solo,all'interno del bar robotizzato si

potranno trovare le cartoline per partecipare al concorso "Poesia in chicchi",che nella sua precedente edizione aveva dato vita ad un “volumetto”che raccoglieva le migliori composizioni ispirate al caffè.

In conclusione,è nato un nuovo luogo dove si incontrano tecnologia,ecologia,relax e poesia.

novità nel vending

LA CHIAVE E TESSERA COGES VI MANTENGONO IN LINEA

Con Coges l’obesità non è più un problema!

La diffusione dell’obesità,in particolare fra i bambini,viene vista con crescente preoccupazione in tutta Europa.Coges,sempre più attenta al consumatore ed alle nuove richieste degli operatori del Vending,ha recentemente brevettato un sistema per il controllo e la gestione del consumo di calorie di prodotti alimentari nei distributori automatici.

Questa particolare funzione memorizza sul sopporto elettronico (chiave o tessera) non solo il costo del prodotto selezionato,ma anche le calorie corrispondenti al prodotto stesso.

La vendita,usufruibile solamente per mezzo della chiave o della card,è possibile solo se le stesse dispongono di un valore di credito in denaro sufficiente e di un numero di calorie disponibili maggiore o uguale alle calorie impostate per il prodotto selezionato.In questo

modo si limita l’ammontare massimo delle calorie consumate dal proprietario della chiave/card nel periodo scelto (giornata,settimana o mese). Nel caso in cui l’utente non utilizzasse tutte le calorie a sua disposizione il sistema,nel periodo successivo,ricaricherà il valore massimo di calorie ammesse,senza accumulare quelle avanzate nel periodo di controllo precedente.

È altresì possibile gestire le chiavi/card in modo personalizzato.Infatti ogni chiave potrà avere una limitazione calorica a seconda del tipo di utilizzatore (bambino,adolescente,adulto).

Nel caso in cui il supporto elettronico non contenesse calorie disponibili,l’utente potrà acquistare solamente prodotti con calorie impostate a zero (acqua minerale,frutta poco calorica, bibite non zuccherate etc).

Coges ha sviluppato questa particolare funzione allo scopo di aiutare gli operatori del vending.

Questi da un lato non dovranno distribuire solo frutta,latte o altri alimenti super-light ma potranno tranquillamente esserci anche brioches,merendine e tavolette di cioccolato dall’altro avranno una migliore collaborazione con le aziende pubbliche (ASL,scuole,università ecc).

Grazie a Coges ci sarà un controllo più preciso dei prodotti acquistati dal distributore automatico.

“COLORIAMO

L’ACQUA”– I BOCCIONI WATER TIME DIVENTANO OPERE D’ARTE

associazione nazionale per la lotta contro l’AIDS.

Ispirandosi all’immaginario contemporaneo e alle moderne ricerche della grafica e del design, gli studenti,coordinati da Alessandro Guerriero, stanno dando vita a oggetti fantasiosi e creativi, trasformando la tradizionalità della forma dell’oggetto proposto in un nuovo modo di vedere l’arredo d’ufficio.

“Coloriamo l’acqua”è l’iniziativa proposta da NABA,NABA Futurarium e Convivio per il riutilizzo di distributori d’acqua da ufficio messi a disposizione da Water Time – Il boccione srl. Gli studenti NABA trasformeranno con la loro creatività degli oggetti di uso comune come i distributori d’acqua in veri e propri pezzi unici di arte e design,sino a stravolgerne completamente la forma originaria in una esplosione di nuove linee,colori,superfici,sotto la supervisione del Presidente e Direttore Artistico di NABA Alessandro Guerriero.

I distributori così rivisti dagli studenti verranno poi esposti a Convivio,mostra mercato benefica la cui ottava edizione si terrà presso il pad.12 di FieraMilanoCity,fra il 9 e il 13 giugno 2006, dalle 10 alle 22,ove verranno messi all’asta. Tutto il ricavato andrà a favore di ANLAIDS,

NABA - Nuova Accademia di Belle Arti Milanonasce nel 1980 ed è riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Rilascia diplomi accademici equiparati alle lauree nei seguenti ambiti: Arti Visive, Design, Fashion and Textile Design, Graphic Design and Art Direction, Media Design, Scenografia. Da gennaio 2007 attiverà i Master in Digital Environment Design, Action Marketing and Visual Communication, Photography and Visual Design e del Biennio specialistico in Visual Arts and Curatorial Studies

NABAFuturarium, Associazione culturale no profit, nata all’interno di NABA con l’obiettivo di facilitare il passaggio degli studenti dal mondo accademico a quello professionale, attraverso la partecipazione a progetti di collaborazione con le aziende.

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Ottimi riscontri per la seconda edizione del “Gran Tour della Qualità Alimentare”

Dal 25 al 28 maggio si è svolto nel centro di Milano,in un luogo di grande affluenza di pubblico (tra piazza Duomo e via dei Mercanti),il “Gran Tour della Qualità Alimentare”- un viaggio ideale nel mondo delle eccellenze enogastronomiche lombarde ed italiane.

Oltre 260 tra produttori,consorzi,associazioni di categoria di diverse Regioni hanno proposto,a professionisti e consumatori,una selezione delle più significative produzioni agroalimentari di qualità riconosciute e tutelate.

Novità di questa edizione la presenza di talk show in diretta televisiva su diversi canali analogici e digitali,in cui esperti, giornalisti,rappresentanti di enti ed associazioni e delle pubbliche istituzioni,si sono confrontati.

D.A.Italia ha partecipato all’evento con due suoi giornalisti,rispondendo a tematiche legate alla sana alimentazione e al binomio qualità alimentaredistribuzione automatica.

Si è chiusa la seconda edizione del “Gran Tour della Qualità Alimentare 2006”che ha permesso a numerosissimi produttori e consorzi agroalimentari,di varie regioni italiane,di informare ed educare alla sana alimentazione.

Molteplici sono state le risposte date ai consumatori,agli esperti del settore e ai giornalisti sulla produzione,la distribuzione e il consumo di qualità. Attraverso prodotti di origine protetta,frutto della nostra cultura,sono stati evidenziati sinergicamente valori legati al territorio e produzioni enogastronomiche.

L'obiettivo del Gran Tour era quello di diffondere la commercializzazione e la conoscenza dei prodotti agroalimentari e dei vini a carattere specifico protetti nell'ambito dell'Unione Europea.Di dimostrare che le qualità specifiche di un prodotto sono legate al territorio da cui proviene e ad un disciplinare di produzione che sarà la sua vera garanzia di autenticità.

L’afflusso di pubblico è stato superiore al previsto creando soddisfazione da parte dell’organizzazione e dei partecipanti.Le dirette televisive,curate

da Cheleo Multimedia e realizzate da RTB INTERNATIONAL,hanno ottenuto un alto e costante indice di ascolto.Due ore di trasmissione giornaliere dalle ore 12.00 alle 13.00 e dalle ore 18.00 alle 19.00,sono state posizionate negli orari di maggior ascolto delle emittenti selezionate,in concomitanza o prima dei TG.

Ben 7 reti televisive analogiche e 4 satellitari hanno coperto tutto il territorio nazionale ed europeo,con un ascolto auditel medio stimato in circa 3.000.000 di telespettatori.

Marco Balestri,presentatore degli eventi ha dichiarato:“Sono un neofita del settore agroalimentare,ma vivendo l’esperienza del Gran Tour mi è aumentato il desiderio di conoscere posti nuovi diversi da quello che è il classico circuito turistico.Si può girare per valli e pianure che mi ripropongo di visitare al più presto”.

L’importanza della diffusione dei prodotti tipici sia per la nostra economia che per un’educazione ad un’alimentazione di qualità,fa si che si possa auspicare il proseguo di eventi come questo.

R.G.Bonizzi e A.Fontana di D.A.ITALIA
Marco Balestri durante la diretta televisiva

Cibus

2006:un successo della tradizione alimentare italiana nel mondo

Il 7 maggio si è chiusa a Parma la tredicesima edizione di Cibus con un’ottima affluenza di pubblico.Si sono sfiorate di poco le centomila presenze,nonostante una giornata in meno di apertura (rispetto alle precedenti edizioni).L’edizione 2006,con 2.500 espositori e 120mila metri quadrati di spazio espositivo,si conferma la manifestazione dedicata all’Italian Food più importante a livello internazionale.

La fiera era stata inaugurata da Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Confindustria,con l’obiettivo espressamente dichiarato di “continuare a testimoniare,come ha sempre fatto,l’alta qualità della tradizione alimentare italiana nel mondo”.

D.A.Italia si è recata presso i padiglioni fieristici di Parma,dove a visitato gli stands dei molti produttori “vicini”al mondo della distribuzione automatica e ha brevemente intervistato la Dott.ssa Lorella Chiaravallotti che ci ha illustrato l’innovativo progetto vending di Bioera SpA.

Il meritato successo dell’edizione di Cibus 2006 candida Parma a rimanere stabilmente la capitale del Food in Italia,nonostante le pressioni della concorrenza che nella giornata di sabato avevano portato a richiedere da parte della società fieristica di Parma l’intervento della magistratura al fine di stroncare un’illecita attività promozionale di un’altra società fieristica proprio all’interno del polo espositivo. Un clima rovente che però non ha

impedito la buona riuscita di Cibus e Dolce Italia.

Dolce Italia è il salone del dolciario, manifestazione creata dall'AIDI (Associazione Industrie Dolciarie Italiane) per diffondere in Italia e all'estero la conoscenza dei prodotti dolciari italiani.

La manifestazione si è confermato il principale punto di riferimento per tutte le aziende italiane del settore e i maggiori operatori professionali del mondo,diretti qui a con-

fermare il successo e il prestigio della tradizione dolciaria italiana. Un successo fondato sulla qualità degli ingredienti,l'infinita gamma di gusti e sapori,una tradizione dolciaria antichissima che continua grazie all'attività di un'industria con più di cento anni,ma sempre più attenta ai contenuti nutrizionali e al packaging dei propri prodotti,quale strumento di marketing e al tempo stesso raffinata espressione del senso estetico italiano.

Con i suoi oltre 300 espositori provenienti da 11 paesi diversi,Dolce Italia è la più grande e completa vetrina del settore dolciario,dove il made in Italy gioca un ruolo fondamentale ma dove importanti sono le presenze e i contributi internazionali,la cui partecipazione arricchisce il panorama delle offerte e degli scambi.

CIBUS 2006 E DOLCE ITALIA

PROGETTO VENDING DI BIOERA SPA

Una dei progetti più interessanti che abbiamo visto al CIBUS di Parma è stato quello presentato dal gruppo emiliano Bioera SpA. Due distributori automatici particolarmente innovativi erano in esposizione all’interno dello stand della C. D. D. – Centro Distribuzione Dolciumi (già presente a Venditalia 2006),una società partecipata al 50% dal gruppo Bioera. Bioera S.p.A.nasce nel dicembre 2004 dalla sinergia di aziende specializzate nella produzione e vendita di prodotti biologici e naturali, cosmesi naturale e integratori alimentari di aminoacidi,fibre e fermenti lattici.

Il Gruppo ha seguito la tendenza del consumatore ad occuparsi consapevolmente della propria salute e benessere attraverso uno stile di vita basato su sane abitudini. L’obiettivo è quello di promuovere uno stile di vita naturale nel rispetto della persona e della

natura attraverso canali ad alto tasso di crescita quali negozi di erboristeria,bar e,nell’immediato futuro,la distribuzione automatica. I prodotti Bioera nascono all’interno del suggestivo castello di Montegaio,sulle colline intorno a Reggio Emilia,un meraviglioso giardino all’italiana dove il verde è anche agricoltura.Favoriti da un microclima ideale,resistono da centinaia d’anni maestosi olivi,vitigni e piante officinali di molte varietà.In questi luoghi le tradizioni millenarie si fondono con nuove aspettative di vita,con idee e progetti moderni.Grazie all’amore per la natura,supportato da un costante aggiornamento scientifico che consente di utilizzare al meglio le proprietà delle piante,i prodotti erboristici e biologici BIOERA nascono con l’imperativo di promuovere un’ampia offerta di alimenti,prodotti di erboristeria e cosmetici naturali e trasmettere

con essi la consapevolezza di una cultura del benessere.

I DISTRIBUTORI BIOERA

“Le caratteristiche dei due distributori automatici esposti in fiera ci sono state illustrate dalla Dott. Chiaravalloti,che ha già maturato significative esperienze nel mondo del vending e che ci tiene a precisare “i distributori automatici non andranno a posizionarsi nel tradizionale mercato del vending”,con il quale non esclude si possano profilare eventuali sinergie. I distributori,infatti,non hanno spirali e sono progettati per avere un magazzino a volumetria variabile. La prima macchina è solo nel look simile ad un d.a.Il suo funzionamento si muove su logiche completamente diverse da quelle standard.Grazie ad un sistema a pistoni delegato alla selezione del prodotto e ad un elevatore che ne evita la caduta fino al cassetto, possono essere poste all’interno

del distributore una tipologia pressochè infinita di referenze,anche di notevoli dimensioni.Il progetto è quello di creare un vero e proprio shop automatico 24 ore al giorno, per la vendita di un’amplissima gamma di prodotti,anche e soprattutto non necessariamente alimentari.La seconda macchina è ancora più innovativa perché,oltre ad avere anch’essa una gestione della volumetria interna molto flessibile, si configura come un punto distributivo dotato di un ampio e comodo touch screen,utile nel caso di prodotti che richiedono vendita assistita e attraverso cui è possibile acquistare o addirittura prenotare un prodotto.Il sistema, oltre al consueto acquisto d’impulso,consente (grazie ad internet) di verificare l’ubicazione dei diversi punti di distribuzione nel territorio e quindi il ritiro del prodotto desiderato.”

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Le news dall’associazione Europea EVA

UNA CONFERENZA SULLE SFIDE E LE OPPORTUNITA’ PER L’INDUSTRIA DEL VENDING

Il 27 aprile 2006 a Bruxelles (Belgio) è stata presentata la prima conferenza specifica per il vending sulla sana alimentazione:“Sana alimentazione:le soluzioni del vending”,organizzata dall’EVA sui problemi,le soluzioni e le opportunità,che l’industria del vending sta affrontando,derivanti dal problema dell’obesità.

Catherine Piana,Direttore Generale di EVA,ha dichiarato:“È inutile distribuire colpe e responsabilità,noi sentiamo l’industria del vending, come un canale di distribuzione di cibi e bevande,bisogna condividere questo per aiutare a risolvere il problema.Questa è la ragione per cui EVA è un membro fondatore della piattaforma dell’Unione Europea su Dieta,Attività Fisica e Salute.Lo scopo della piattaforma è di simulare azioni per contenere o invertire la tendenza corrente all’obesità.La conferenza è parte degli incarichi di EVA per mantenere un alto livello di consapevolezza su questo problema fra i suoi membri.”

Per contribuire all’importante dibattito sono intervenuti 15 relatori in tre sessioni di approfondimento.Ben tre le presenze italiane:Marco Baron,Marketing Manager FAS;il Prof.Carlo Cannella,Direttore dell’Istituto di Scienza dell’Alimentazione,La Sapienza Università di Roma e Vincenzo Scrigna,Presidente del Gruppo dei Gestori Confida.

D.A.Italia era presente all’evento e pubblica la sintesi di due dei più interessanti interventi:quello di Neville Rigby,Direttore della politica e degli affair pubblici dell’International Obesity TaskForce e l’intervento di Sean Kelly,Presidente di Fit Fuel.

Neville Rigby,Direttore della politica e degli affair pubblici dell’International Obesity TaskForce

Dopo una lunga carriera nel giornalismo, Neville Rigby congiunse l’International Obesity TaskForce (IOTF) all’Istituto di ricerca Rowett ad Aberdeen, quando l’obesità non era ancora un problema in testa all’ordine del giorno della salute pubblica. Dopo aver fissato la direzione generale a Londra per l’ IOFT, parte dell’Associazione Internazionale per gli Studi dell’Obesità, Rigby divenne direttore della politica e degli affari pubblici, responsabile degli sviluppi politici internazionali, difesa e media. Egli continua a contribuire alla politica sulla salute in WHO e in altre pubblicazioni. Coordina la Global Prevention Alliance, un gruppo di organi non governativi (OGN) internazionali riguardanti la prevenzione della malattia cronica in risposta alla strategia globale sulla dieta, l’attività fisica e la salute.

Nel suo intervento alla conferenza gli argomenti principalmente trattati sono stati i seguenti.L’obesità è causa di numerosi problemi,fra cui quelli

psicosociali,le osteoartriti,il morbo di Gall Bladder,il fegato grasso,il colpo apoplettico,il diabete T2 e il cancro.

L’obesità è una nuova epidemia mondiale,mangiamo sempre di più e facciamo sempre meno esercizio fisico.Negli ultimi anni si è verificata un’accelerazione di obesità,nel 2000 gli obesi erano 312 milioni,nel 2005,414 milioni.L’aumento ha coinvolto sia gli uomini che le donne e i bambini seguono a ruota gli adulti:nell’Unione Europea,di 71,5 milioni di bambini in età scolare,22 milioni sono in sovrappeso (si stima un incremento di 1 milione per anno),di cui 5 milioni sono obesi (l’incremento previsto è di 300 mila per anno).

Bisogna far aumentare la domanda di frutta e verdura,promuovendo un più largo consumo.Anche l’attività fisica è importante e non solo per i bambini.I progetti politici devono promuovere strade sicure per pedoni e ciclisti e non focalizzarsi sull’aumento dell’uso dell’auto.

I bambini non devono essere un target per le vendite,devono essere protetti dalle pressioni commerciali e la loro vulnerabilità non deve essere sfruttata.Le aule devono essere zone libere dal commercio.I rifornimenti di cibo nelle scuole devono essere di qualità. Ci sono delle linee guida per le scelte nutrizionali che le macchine del vending devono seguire.Cibi e bevande devono avere accettabili standard nutrizionali e devono consistere in:acqua,latte (incluso latte al cioccolato, bevande di soia,riso),100% succo di frutta o 50% senza zuccheri aggiunti,noci,semi,prodotti caseari,frutta e verdura fresca,secca e confezionata nel proprio succo.Ogni altro cibo che contiene:non più del 35% delle calorie totali di grasso,non più del 10% delle calorie di grassi saturi,non più del 35% del suo peso totale in zuccheri. L’industria può contribuire alla lotta contro l’obesità con azioni di marketing e pubblicità responsabile,esercitandole specialmente verso i bambini e gli adolescenti.Può essere d’interesse delle industrie riconoscere che le potenziali economiche dei cibi “sani”sono enormi: promozioni di cibi con meno grassi,zuccheri e sale possono facilmente guadagnare un grande mercato.Le industrie possono dimostrare che si preoccupano della fiducia dei consumatori e che si prendono seriamente le loro responsabilità sulla salute pubblica.

Sean Kelly,Presidente di Fit Fuel

Sean Kelly è il co-fondatore e Presidente di Fit Fuel, una compagnia di distribuzioneeconsulenzaalimentare,chesidedicaalcanaledelvending.

Prima della creazione di Fit Fuel, Sean ha lavorato come personal trainer e consulente nutrizionale in centri fitness e nelle Università del Michigan,

Maryland e New York. Sean ha dedicato molto del suo tempo a lavorare perleorganizzazioninutrizionalinoprofit,fracuilaNewYork-basedPeer Healt Excange, dove prestava servizio come consulente nutrizionale agli studenti dei campus. Sean ha studiato ingegneria biomedica ad entrambe le Università di Johns Hopkins e Columbia, diplomandosi alla scuola d’ingegneria e scienze applicate della Columbia, con una laurea in BME e una specializzazione in biomeccanica.

Nel corso della conferenza ha descritto ampiamente le caratteristiche di Fit Fuel.

Negli Stati Uniti Fit Fuel è la prima compagnia del vending che si occupa di prodotti alimentari per la salute,può essere definita come la sorgente del vending salutare.

La compagnia è particolarmente orgogliosa del suo Fuel Zone,una macchina accuratamente studiata per la distribuzione degli alimenti dietetici,con cui fornisce la più alta qualità di prodotti presenti sul mercato.Si occupa inoltre della gestione e dell’amministrazione di un vasto sito web sulla vendita di questi prodotti:www.healthyvending.com. Rilevante importanza ha anche il negozio interattivo on line: www.fitfuel.com.Fornisce servizi di consulenza su questo settore del vending e la distribuzione dei prodotti nutrizionali nei canali della distribuzione automatica.

Fra i suoi principali clienti annoveriamo i grandi e piccoli operatori del vending,i centri fitness,gli uffici,le scuole e le università,gli ospedali e i centri sportivi.

Il panorama dei prodotti comprende solo quelli di più alta qualità e i più gustosi fra i multivitaminici,barrette a basso contenuto di grassi e carboidrati,barrette ad alto contenuto di proteine,barrette alla frutta, crisp alla soia,bevande con poche calorie e naturalmente acqua.

Il desiderio dei consumatori di un vending che si occupi di questi prodotti è in aumento,l’80% delle persone intervistate da Fit Fuel preferisce questo al vending tradizionale.La gente basa sempre di più le sue scelte verso acquisti che offrano benefici fisici e di salute.

Il vending salutare può essere altamente ricompensato ed estremamente vantaggioso,negli USA,perché questo avvenga,le macchine distributrici devono contenere solo questi prodotti,prodotti standard facenti parte di un marchio,con un proprio prezzo.Bisogna porre attenzione al luogo di posizionamento delle macchine,è importante utilizzare buone tecniche di marketing e di grafica e offrire consulenze di professionisti della salute. Avvalersi di una tecnologia avanzata può essere molto utile anche attraverso i sistemi di pagamento con carte di credito,i contanti a volte possono essere un ostacolo.Gli operatori devono avere un sito web che permette di interagire con i consumatori,informa delle offerte,dei prezzi e delle promozioni e inoltre migliora l’efficienza,anche un sito web vende per 24 ore al giorno,tutti i giorni.

Occorre educare il consumatore,questi prodotti possono non essere familiari,allora è importante evidenziare i vantaggi fisici ed emotivi che offrono attraverso la promozione,bisogna diventare ambasciatori della salute.

L’educazione è il segreto,i clienti non adottano ciò che non conoscono e che non capiscono.Le informazioni nutrizionali e i suggerimenti per l’uso dei prodotti devono essere chiaramente visibili.

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mondo associazione

Confida - Assemblea Generale Ordinaria 2006

Il 6 maggio si è svolta a Bologna l’Assemblea Generale Ordinaria 2006 dell’Associazione Italiana Distribuzione Automatica. L’importante appuntamento associativo ha visto la partecipazioni di circa 100 soci,un buon numero considerato che non era un’assemblea elettiva (le prossime elezioni si terranno nella primavera del 2007).

Nel corso della riunione,oltre il consueto momento dedicato all’approvazione del bilancio,si sono succeduti alcuni relatori.

Dopo una breve introduzione ai lavori di Piero A.Lazzari,Direttore generale Confida,ha preso la parola il presidente dell’Associazione Augusto Garulli che ha presentata le varie attività svolte da Confida nel 2005.

Subito dopo sono intervenuti i Vice-presidenti Vincenzo Scrigna,Leo Palumbo,Giorgio Carletti e il Presidente del Gruppo giovani Luca Zecchetti.

L’INTERVENTO DI APERTURA DI AUGUSTO GARULLI

Il presidente di Confida ha illustrato i diversi livelli di rappresentanza dell’Associazione (internazionale,nazionale e territoriale).A livello europeo e internazionale CONFIDA ha rafforzato la propria rappresentanza in EVA svolgendo un ruolo di particolare propulsione e responsabilità,ricoprendo la Presidenza per il secondo biennio consecutivo.

In questo contesto nel corso del 2005 è stata costituita l’Associazione Mondiale del Vending con l’obiettivo generale di coordinare la rappresentanza e la promozione del Settore nelle diverse sedi internazionali.

A livello nazionale dal 2005 CONFIDA è Socio effettivo di Confcommercio,una scelta voluta dalla base associativa.Da una collaborazione biennale con ANIE (Federazione Nazionale Imprese Elettriche ed Elettroniche) sulle direttive RAEE e RoHS è passata ad un rapporto più strutturale con l’estensione ad altri servizi offerti dalla Federazione.Il Presidente del nostro Gruppo Fabbricanti fa parte della Giunta (Organo allargato) di ANIE.

A livello territoriale si è portato avanti il progetto:“essere parte della rete di rappresentanza e di servizi”delle strutture territoriali del Sistema di Confcommercio.La Delegazione regionale della Lombardia fa parte dell’Unione Regionale del Commercio/Unione di Milano e si sta lavorando anche per le altre Delegazioni regionali. Gli Associati nel periodo 2001–2005 sono costantemente aumentati,nonostante il fenomeno della concentrazione di settore incida negativamente su questo andamento.

L’INTERVENTO

DI VINCENZO SCRIGNA PROGETTARE E AGIRE

Il Presidente del Gruppo Imprese di Gestione ha illustrato le moltissime attività informative e di condivisione che hanno caratterizzato gli ultimi tre anni.

Per quanto riguarda il progetto di qualificazione Carta dei Servizi Confida e le sue linee guida,si sono tenute presso le Delegazioni regionali 25 riunioni nel 2004 e 19 nel 2005.Ampia visibilità al progetto è stata data attraverso un’importante Conferenza Stampa (27 maggio 2005 a Roma) e quattro convegni aperti alle Istituzioni. All’interno del Sito CONFIDA si è inserito uno specifico link nell’home page con l’elenco delle imprese aderenti al progetto.

Nel 2005 si sono svolti anche 3 workshop per l’approfondimento dei contenuti e per le istruzioni alla compilazione della modulistica.

Nel 2006 si sono già tenute 5 riunioni a livello di macro-aree regionali.Per quanto riguarda le altre tematiche affrontate,c’è stato un forte impegno sulla Tracciabilità Alimentare,con numerosi incontri con il Ministero della Salute e la costituzione di un Gruppo di lavoro che è stato molto attivo.

Molte energie sono state profuse anche per la costituzione della Commissione “Dieta e Nutrizione”che ha affrontato una delle più delicate tematiche di questi anni,che ha già portato al ritiro di 25.000 d.a.in Francia.Oltre al raccordo con l’azione e gli indirizzi di EVA sono stati redatti due importanti documenti:“Distribuzione automatica e sani stili di vita”e “Il decalogo della distribuzione alimentare per la lotta all’obesità”.

Sono stati organizzati 5 convegni con le Istituzioni,12 workshop con gli associati e si sono seguiti 4 progetti sperimentali (il progetto Frutta Snack è illustrato all’interno della rivista n.d.r.).

Tutto questo senza dimenticare la Sicurezza nei luoghi di lavoro (D.lgs,. 626/94),il D.lgs.114/98 e le tematiche legate all’IVA al 4% di distributori automatici a capsule/cialde.

In chiusura è stato illustrata l’ipotesi organizzativa dei “Coordinatori d’Area”,nata con l’obiettivo di essere sempre più sul territorio e dare continuità alle iniziative delle Delegazioni regionali. L’organigramma del gruppo imprese di gestione avrà,oltre al Presidente e ad un Vice-Presidente,quattro coordinatori d’area:Nord Ovest (Emilia,Liguria,Lombardia,Piemonte e Valle d’Aosta),Nord Est (Friuli Venezia Giulia,Romagna,Trentino Alto Adige e Veneto),Centro (Abruzzo,Marche,Lazio,Sardegna,Toscana e Umbria) e Sud (Basilicata,Calabria,Campania,Puglia e Sicilia).

L’INTERVENTO DI LEO PALUMBO

LE DIRETTIVE RAEE E ROHS

Confida ha ribadito il suo impegno sul D.lsg.191/2005.Con la consulenza del Servizio Ambiente di ANIE,ha partecipato ad alcuni incontri presso il Ministero dell’Ambiente per rappresentare le specificità del Settore,ha attuato degli approfondimenti sugli aspetti applicativi e ha fornito un iniziale supporto al gruppo di aziende interessate allo studio di fattibilità per la costituzione di un consorzio per la gestione dei d.a. a fine vita.In particolare sono state informate le imprese di gestione sugli aspetti applicativi di maggiore rilievo attraverso 5 incontri per macro aree sul territorio nazionale.Purtroppo in assenza dei decreti

attuativi il quadro di riferimento rimane ancora molto incerto.Un gruppo di 8 aziende fabbricanti di d.a.,hanno manifestato il proprio interesse alla costituzione di un consorzio autonomo dall’Associazione per uno studio di fattibilità e una valutazione di eventuali collaborazioni e sinergie per una soluzione organizzativa finalizzata all’ottimizzazione della gestione operativa ed economica.

L’INTERVENTO DI GIORGIO CARLETTI

LO STUDIO CONGIUNTURALE DI SETTORE

L’intervento del Presidente Gruppo Imprese di Fabbricazione di Prodotti era sicuramente tra i più attesi dagli associati.In molti aspettano di conoscere gli sviluppi dello studio di settore (sarà disponibile fra qualche mese) che riveste un ruolo di fondamentale importanza per il mondo del vending.Conoscere in dettaglio i “numeri”di questo settore è sempre più necessario per una lunga serie di motivazioni,anche perché l’ultimo studio congiunturale è stato realizzato nel 1998.Per quanto riguarda il contesto economico,Carletti ha presentato i dati Nielsen del marzo 2006 che illustrano i numeri del “pasto fuori casa” (away-from-home) con un mercato che vale oltre 58.000 miliardi di euro e l’affermazione dei cosiddetti cibi acronici,il 54% degli italiani dichiara infatti di non aver tempo per mangiare come desidera e che prevale un “uso elastico”del tempo per alimentarsi.I consumi fuori casa aumentano,i fatturati dei bar diminuiscono del 2/3% annuo e il vending acquista nuovi spazi di mercato,in particolare nel segmento “prime colazioni”.Lo Studio congiunturale di settore,quando sarà completato,ci aiuterà a capire come il vending si posiziona sul mercato dell’alimentazione “fuori casa”.

Rivendita Autorizzata

Le nostre recensioni:

IL NUOVO ANNUARIO 2006 BIBITE E SUCCHI ITALIA DELLA BEVERFOOD

408 pagine in totale,180 schede informative sui produttori e gli importatori,circa 400 fiches illustrative sulle marche,una vetrina di 170 confezioni per i vari segmenti di mercato,44 profili aziendali di fornitori specializzati,47 schede esplicative sui gruppi della grande distribuzione e dell’ingrosso organizzato,una rubrica completa di oltre 1.500 aziende grossiste bevande,migliaia di dati e immagini sul settore,i prodotti e le società,l’analisi del mercato e i servizi speciali:questi in estrema sintesi i contenuti del NUOVO ANNUARIO BIBITE E SUCCHI ITALIA 2006 DELLA BEVERFOOD.L’Annuario rappresenta,pertanto,la pubblicazione più organica e completa sul settore,riportando il quadro informativo aggiornato sull’intera filiera del bere analcolico in Italia.

L’Annuario si apre con la Sezione sui Mercati,curata da Pasquale Muraca,con l’analisi dei consumi,tipologie prodotti e confezioni,canali di vendita e quadro competitivo sia dei mercati nazionali che di quelli europei.

Segue uno Speciale sulle Bevande Funzionali,con un servizio di inquadramento generale di Patrizio Cagnasso ed un prezioso glossario sulle bevande della salute.

Il Repertorio Marche riporta,per tutte le marche censite,le informazioni fondamentali aggiornate (logo,categoria e tipi prodotto,confezioni e produttore),mentre la Vetrina Confezioni,evidenzia,per i principali segmenti del mercato,i vari tipi di contenitori utilizzati.

La parte più corposa dell’annuario è dedicata,come di consueto,alla Sezione Produttori e Importatori che riporta la rubrica e le schede informative complete ed aggiornate delle aziende produttrici nazionali e degli imporatori,con l’anagrafica societaria,i dati di attività,il management,le unità produttive e le marche,spesso complementate da schede di approfondimento sulle marche e le aziende.

La Sezione Fornitori Specializzati riporta i profili societari dei più importanti gruppi operanti nei settori della fornitura di impianti e macchinari,packaging e servizi.

L’annuario riporta,altresì,un’ampia sezione sulla Distribuzione delle bevande con una prima parte dedicata alla GDO,con la mappa completa delle private labels nel campo delle bevande analcoliche,e una seconda parte,molto più ampia,dedicata ai gruppi e alle aziende della distribuzione ingrosso in tutte regioni italiane.

Infine,la sezione “Per saperne di più”riporta la rubrica degli Enti e Associazioni italiane ed estere maggiormente coinvolte nel settore e la rassegna completa degli organi di stampa specializzata.

Per la completezza,la mole e la qualità dei dati e delle immagini riportate,il volume rappresenta una preziosa banca dati settoriale e uno strumento fondamentale di informazione e consultazione per chiunque voglia operare professionalmente e consapevolmente nel settore.

NUOVO ANNUARIO 2006 BIBITE E SUCCHI ITALIA – ISBN 88-88152-14 -8 – pp.408 prezzo 80 Euro – Per maggiori informazioni - www.beverfood.com

New Yearbook 2006 Soft Drinks in Italy

408 pages, 180 information files of producers and importers, about 400 brand fiches, a showcase of 170 containers used in the market's different segments, 44 company profiles of the main specialized suppliers, 47 presentation files concerning great distribution groups and wholesalers, an inclusive listing of more than 1.500 soft drinks stockists, thousands of facts and pictures concerning the sector, products and companies, an overview of the marketandspecialfeatures:theseare,inshort,thecontentsofBEVERFOOD'SNEWYEARBOOKSOFTDRINKSINITALY2006.Thusthe book has become the most inclusive and systematic guide to the sector and offers an updated overview of all the aspects and protagonists of the soft drinks-related sector in Italy.

The Yearbook starts with the usual Markets Section, by Pasquale Muraca, including an analysis of consumption, products and packaging categories, sales channels and an overview of the market, in Italy as well as other European countries. This is followed by a special feature about Fortified Drinks, composed of a general introduction by Patrizio Cagnasso and a useful glossary of healthpreserving drinks.

The Brands Directory shows, for every included brand, the basic, updated information (logo, product category and typology, packaging and producer), while the Containers Review shows the different kinds of containers employed within each of the market's segments.

The largest part of the Yearbook is devoted to the Producers Section, containing the exaustive and updated address book and data files of both national producers and importers, including their address and contact numbers plus info about their management, activity, productive units and brands, often integrated by more details about the companies and products.

The Specialized Suppliers Section contains company files for the main groups operating in related sectors, such as suppliers of machinery and systems, packaging materials, or complementary services and activities.

The Yearbook also includes a broad section concerning soft drinks Distribution, including a first chapter devoted to GDO (mapping the private labels' soft drinks) and a second, much wider one devoted to wholesale distributors (companies and groups) operating in each Italian region.

Finally, the section titled "To Know More" hosts the address book of those bodies and associations that are especially involved in this sector, as well as an inclusive overview of the trade press.

Thanks to the completeness, volume and quality of the data and pictures it contains, the books represents a precious data bank of the sector as well as a fundamental tool of information and reference for those who wish to operate in it professionally and with full knowledge.

Aiabo news

ASSEMBLEA GENERALE AIABO

Giovedì 20 aprile si è tenuta a Milano l’Assemblea Generale AIABO.Un buon numero di soci ha preso parte all’importante appuntamento e si è registrata anche la presenza di numerosi altre aziende (Ecoricerche,EBWA,Fonti di Ovaro Spa,Home New Games Vending Snc,Quality Service Srl e Zenith).

Il Presidente Nicola Di Paola,dopo aver presentato le Aziende non Associate presenti all’assemblea in qualità di ospiti ha illustrato le attività svolte dall’associazione negli ultimi mesi: –5 incontri del Consiglio Direttivo;

– ripresa dei colloqui con Confida per sfruttare al meglio le sinergie comuni;

– costituzione delle Commissioni di lavoro,referenti e obiettivi di ognuna;

– corso Tecnico e pianificazione di un secondo entro fine anno

Di Paola,dopo aver relazionato brevemente circa l’attuale situazione del mercato in Italia,ha introdotto il Segretario Generale dell’EBWA Gustav Felix.

Felix,dopo una breve presentazione del proprio percorso professionale,ha esposto la sua relazione illustrando le problematiche riscontrate dall’associazione europea nei vari paesi come ad esempio in Germania dove EBWA è riuscita a fissare la differenza tra Vending machines e Water coolers.

Questo è stato un passo importante per non incorrere in costrizioni inutili per il settore.In Austria ad esempio il Ministero non riteneva opportuno l’utilizzo dei boccioni e per questo motivo è stata sviluppata un attività di informazione che è sfociata nel riconoscimento dell’utilità dell’acqua in boccioni.

Dal 2005 poi è stato riconosciuto un codice di corretta prassi igienica da rispettare specifico per i water coolers.

È ancora in atto invece la battaglia per riconoscere le differenze tra gli erogatori di bevande alla spina e i Water Coolers,per i quali sono stati richiesti i medesimi requisiti igienici e imposti

D.A.ITALIA

gli stessi limiti di cariche batteriche che invece non sono applicabili agli stessi.

In Svizzera poi sono stati imposti dei limiti di consumo energetico ai Water Coolers.

È stata programmata a Baltimora una conferenza per le acque a basso contenuto di Magnesio e Calcio.

Esiste anche il problema del peso massimo consentito da sollevare,(già previsto dalla 626 italiana) e l’Olanda che ha ridotto la capacità dei boccioni per la conseguente riduzione di peso. Gustav ha precisato,durante il suo intervento,che non è consentito l’utilizzo di materiali di riciclo,essendo l’acqua un prodotto alimentare.

A seguire il Presidente Di Paola ha introdotto all’assemblea Louise Gascoigne che fa parte dello staff di Zenith International e responsabile dell’organizzazione della manifestazione che si terrà a Bergamo dal 20 al 22 settembre 2006.

La Gascoigne ha illustrato il programma della “fiera”e tutti gli eventi ad essa correlati.

I responsabili delle Commissioni di lavoro hanno poi relazionato l’Assemblea circa quanto fatto fino ad ora:

–Roberto Sartori (della commissione tecnica) con Presidente Gustavo Prada Moroni;

– Riccardo Rizzioli Presidente della commissione legale;

– Piergiorgio Calanchi (della commissione commerciale)

Tra le tematiche più interessanti affrontate durante l’assemblea merita una citazione particolare il Dlgs.151/2005 che recepisce, in unico atto legislativo,le Direttive 2002/95/CE sui ROHS e 2002/96/CE sui RAEE.La direttiva ROHS impone limiti ristretti alla presenza di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche,più precisamente:

– Piombo

– Mercurio

– Cadmio

–Cromo esavalente

– Bifenili polibromurati (PBB)

– Etere di fenile polibromurato (PBDE)

La scadenza,entro la quale gli Stati membri erano tenuti ad uniformarsi alle Direttive emanando leggi nazionali,era fissata per il 13/08/2004.L’entrata in vigore formale è dal 13 agosto 2005,l’effettiva è a partire dal 1°luglio 2006.

Dopo tale data è vietata la commercializzazione di AEE (apparecchiature che dipendono per un corretto funzionamento da correnti elettriche o campi elettromagnetici) contenenti le sostanze pericolose eccedenti i limiti.Dal 13 agosto 2006 è obbligatorio immettere sul mercato AEE provvisti di etichettatura leggibile e indelebile riportante il simbolo del contenitore di rifiuti barrato.

La direttiva “RAEE”invece,impone la raccolta differenziata dei rifiuti “apparecchiature elettriche ed elettroniche”finanziata dai produttori o importatori,a costo zero per l’utente finale.

I produttori dovranno istituire sistemi di recupero e trattamento dei RAEE,conformi alla normativa comunitaria,ricorrendo alle migliori tecniche disponibili.Tali sistemi potranno essere individuali o collettivi e dovranno raggiungere entro il 2006 precisi obiettivi.

I decreti attuativi (da emanarsi prima del 13 agosto 2006) con-

Nella foto da sinistra:Gustav Felix ,Nicola Di Paola e Stefano Piccinini

cernono:

– obbligo di iscrizione alla camera di commercio (art.14 comma 2) come azienda che immette sul mercato apparecchiature con componenti elettrici ed elettronici

– rilascio fidejussione che garantisce lo smaltimento delle apparecchiature immesse sul mercato dopo il 13 agosto 2006

VIOLAZIONE/REATO

Le apparecchiature acquistate prima del 13 agosto 2006 potranno essere trattate “commercialmente”con il fornitore nel rapporto di “uno contro uno”per lo smaltimento a carico del fornitore.Le apparecchiature acquistate dopo il 13 agosto 2006 dovranno essere smaltite obbligatoriamente dal distributore.

Omessa organizzazione del sistema di raccolta separata dei RAEE (art.16 comma 2)

Omessa costituzione di idonea garanzia finanziaria all’atto di immissione di una apparecchiatura elettrica od elettronica sul mercato (art.16 comma 3)

Omessa fornitura delle istruzioni ed informazioni per l’uso di AEE (art.16 comma 4)

Omessa comunicazione,ai centri di trattamento dei rifiuti,delle informazioni sul reimpiego e trattamento per ogni tipo di apparecchiatura immessa sul mercato nei 365 giorni precedenti (art.16 comma 5)

Immissione sul mercato di AEE senza avere provveduto all’iscrizione presso la camera di commercio (art.16 comma 7)

Omessa o inesatta comunicazione al registro nazionale dei soggetti obbligati allo smaltimento dei RAEE delle informazioni relative alle apparecchiature immesse sul mercato,a quelle recuperate e alle garanzie finanziarie date (art.16 comma 8)

Immissione sul mercato dopo il 1°luglio 2006 di AEE nuove contenenti le sostanze pericolose al di fuori dei casi previsti dallo stesso Dlgs 151/2005 (art.16 comma 9)

SANZIONE

Amministrativa pecuniaria da 30.000 a 100.000 euro

Amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro per ciascuna apparecchiatura immessa sul mercato

Amministrativa pecuniaria da 200 a 5.000 euro

Amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro per ciascuna apparecchiatura immessa sul mercato

Amministrativa pecuniaria da 30.000 a 100.000 euro

Amministrativa pecuniaria da 30.000 a 100.000 euro

Amministrativa pecuniaria da 30.000 a 100.000 euro

lavoro e impresa news

La certificazione dei contratti

a cura di

Il contratto di lavoro è spesso fonte di contenzioso tra il lavoratore e il datore di lavoro oppure tra le parti e gli enti previdenziali,l’amministrazione finanziaria o gli organi di vigilanza.Oggetto della disputa è in genere la corretta qualificazione del rapporto di lavoro:a volte le parti desiderano instaurare un rapporto autonomo,ma ne realizzano di fatto uno subordinato;oppure, semplicemente,di ciò è convinto l’ispettore in sede di accertamento.

Proprio per arginare o,meglio,prevenire il contenzioso derivante dalla qualificazione del rapporto la Riforma Biagi (artt.74 e seguenti D.Lgs 276/2003),ha introdotto la possibilità di certificare tutti i contratti di lavoro,sia in fase di instaurazione del rapporto sia nel corso del suo svolgimento.

La certificazione è una procedura volontaria che nasce da un’istanza scritta comune alle due parti del rapporto di lavoro e si conclude con un atto amministrativo,l’atto di certificazione,che conferisce un’efficacia rinforzata alla qualificazione contrattuale.

I CONTRATTI CERTIFICABILI

La certificazione può riguardare i rapporti di lavoro subordinato,le collaborazioni coordinate e continuative – anche nella modalità a progetto –,ma anche i contratti di appalto e gli statuti delle società cooperative.

Certificare i contratti d’appalto,ad esempio,dovrebbe permettere proprio di verificare la sussistenza di tutti i requisiti necessari ad evi-

tare che si configuri una forma di somministrazione di lavoro abusiva.

I VANTAGGI

I due principali vantaggi della certificazione si possono così riassumere:

- le parti sono assistite nella qualificazione iniziale del rapporto di lavoro

- la qualificazione certificata resiste alle contestazioni degli organi di

vigilanza e conserva efficacia fino a sentenza del Tribunale. Nel momento in cui un contratto ottiene il visto di certificazione da parte dell’apposita Commissione, esso acquista “piena forza di legge”sia fra le parti,sia nei confronti dei terzi.In proposito,il Ministero del lavoro ha precisato che tale effetto decorre dalla data di sottoscrizione del provvedimento da parte dei membri della Commissione. Gli effetti della certificazione permangono,anche verso i terzi,fino al momento in cui sia stato accolto con sentenza di merito uno dei ricorsi giurisdizionali esperibili, fatti salvi i provvedimenti cautelari. Anche gli enti previdenziali ed assistenziali,dunque,devono attendere l’esito del procedimento giudiziario per poter far valere pretese contributive in relazione ad un’as-

serita diversa qualificazione del rapporto di lavoro.

In riferimento a tutte le tipologie di contratti e di atti certificati,le parti e i terzi nei confronti dei quali la certificazione è destinata a produrre effetti,possono ricorrere al Giudice del lavoro solo per: - erronea qualificazione giuridica del contratto di lavoro; - difformità tra il programma negoziale certificato e la sua successiva attuazione; - vizi del consenso (errore,violenza,dolo).

In tutti i casi indicati il ricorso deve comunque essere preceduto dal tentativo obbligatorio di conciliazione presso la Commissione che ha adottato l’atto.

GLI ORGANISMI ABILITATI

La norma prevede la possibilità di costituire commissioni di certificazione presso: - gli enti bilaterali,costituiti dalle parti sociali a livello locale o nazionale

- le Direzioni provinciali del lavoro - le Province

- le università e le fondazioni universitarie.

Le commissioni di certificazione istituite negli ambiti indicati possono concludere convenzioni che prevedano la costituzione di una commissione unitaria di certificazione.

A questi si aggiungono,grazie alla novità introdotta dalla Finanziaria 2006,le commissioni presso i Consigli provinciali dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e la Direzione Generale Tutela condizioni di lavoro del Ministero del Lavoro:i primi con competenza territoriale limitata ai rapporti sorti negli ambiti provinciali di riferimento;la seconda con competenza nazionale,ma esclusivamente per i datori di lavoro che hanno sedi in province diverse,oppure che aderiscano ad associazioni che abbiano predisposto apposite convenzioni quadro. Ad oggi le commissioni di certifica-

CONTRATTO CARATTERISTICHE

Collaborazione a progetto

Part time

zione sono presenti sul territorio nazionale soltanto presso le Direzioni provinciali del lavoro, mentre la costituzione degli organismi presso le province e le università è ancora un fenomeno limitato e per molti versi sperimentale.

LA PROCEDURA

L’istanza di certificazione,redatta su apposito modulo fornito dal Ministero del lavoro,deve essere presentata in carta da bollo e sottoscritta in originale dalle parti. Deve contenere,a pena di improcedibilità,l’indicazione espressa degli effetti civili,amministrativi, previdenziali o fiscali in relazione ai quali le parti chiedono la certificazione.Il termine massimo per la conclusione del procedimento è di 30 giorni dal ricevimento dell’istanza.Qualora la stessa sia priva in tutto o in parte della documentazione necessaria,il decorso del termine resta sospeso fino a quando le parti non integrano la domanda con gli elementi man-

canti.Il provvedimento di certificazione (così come il provvedimento di diniego) deve essere obbligatoriamente motivato e deve inoltre indicare i termini e l’autorità presso la quale è possibile eventualmente proporre ricorso.L’atto di rilascio della certificazione deve essere redatto in carta bollata. I contratti di lavoro certificati e la relativa pratica di documentazione devono essere conservati presso le sedi di certificazione per un periodo di almeno cinque anni a far data dalla loro scadenza.

LE LINEE GUIDA MINISTERIALI

Il Ministero del lavoro ha fornito alle Direzioni Provinciali del Lavoro delle “linee guida”alla certificazione che consentono alle Commissioni di valutare la certificabilità di alcune tipologie contrattuali (Circ.Min.Lav.15 dicembre 2004 n.48).I contratti che possono essere certificati e le caratteristiche richieste sono riepilogati nella tabella che segue:

– autonomia del collaboratore nello svolgimento dell’attività lavorativa dedotta nel contratto e funzionalizzata alla realizzazione del progetto,programma di lavoro o fase di esso;adeguata professionalità del collaboratore; – verifica se il prestatore è già stato utilizzato in precedenza dal medesimo datore di lavoro;

– esplicita indicazione delle modalità con cui si attua il coordinamento con il committente nel contratto di collaborazione;tale indicazione deve essere effettuata in termini non generici ma con riferimento alla concreta realizzazione del progetto ed in rapporto all’autonomia del collaboratore che deve essere esaminata anche in riferimento al parametro spaziale e temporale; – prestazione del collaboratore delimitata nel tempo e necessariamente collegata al progetto,programma o fase di esso,stante l’impossibilità del committente di richiedere una prestazione o un’attività che esula dagli stessi.

–orario di lavoro,fissato dal contratto individuale,cui è tenuto il lavoratore,che deve risultare inferiore all'orario normale di lavoro di cui all'articolo 3,comma 1,del D.Lgs.n.66/2003 o all'eventuale minor orario normale fissato dai contratti collettivi applicati;

– indicazione precisa della durata della prestazione lavorativa e della collocazione temporale dell'orario con riferimento al giorno,alla settimana,al mese e all'anno ed in ordine al tipo di rapporto di lavoro a tempo parziale (di tipo orizzontale,di tipo verticale o di tipo misto);

– clausole flessibili o elastiche concordate nel rispetto della contrattazione collettiva;

– eventuale patto scritto,reso a seguito di richiesta del lavoratore con l'assistenza di un componente della rappresentanza sindacale aziendale indicato dal lavoratore medesimo,concernente la disponibilità alla variazione della collocazione temporale dell’orario di lavoro a tempo parziale;

– livello d’inquadramento; –trattamento economico (deve essere uguale a quello previsto per il lavoratore a tempo pieno comparabile).

Appalto – elementi del contratto:attività appaltata,durata presumibile del contratto,dettagli in ordine all’apporto dell’appaltatore ed in particolare precisazioni circa l’organizzazione dei mezzi necessari per la realizzazione dell’opera o del servizio dedotto in contratto; – apporto dell’appaltatore:

a) nel caso di contratti d’appalto concernenti lavori specialistici per i quali non risulta rilevante l’utilizzo di attrezzatura o di beni strumentali,devono essere acquisite notizie in ordine al know how aziendale o alle elevate professionalità possedute dal personale impiegato nell’ambito dell’appalto,nonché indicazioni sulle modalità di esercizio del potere organizzativo e direttivo dei lavoratori;

b) l’appalto riferito ai rapporti di mono committenza deve essere attentamente valutato,al fine di verificare se in capo all’appaltatore incomba l’organizzazione dei mezzi necessari e se è rintracciabile il rischio d’impresa;

– rischio d’impresa,indici:l’appaltatore ha già in essere un’attività imprenditoriale;l’appaltatore svolge propria attività produttiva od opera per conto di diverse imprese; – obbligo solidale:deve essere richiamato l’obbligo solidale che vincola le parti contraenti in relazione ai trattamenti retributivi e contributivi dovuti alle maestranze impiegate nell’appalto.

Lavoro intermittente

– indicazione della durata e delle ipotesi,oggettive o soggettive,che consentono la stipulazione del contratto;

– luogo e modalità della disponibilità,eventualmente garantita dal lavoratore e indicazioni in ordine al preavviso di chiamata del lavoratore; –trattamento economico e normativo spettante al lavoratore e relativa indennità di disponibilità;

– indicazione delle forme e modalità con cui il datore di lavoro è legittimato a richiedere l'esecuzione della prestazione di lavoro, nonché delle modalità di rilevazione della prestazione;

– tempi e modalità di pagamento della retribuzione e della indennità di disponibilità;

– eventuali misure di sicurezza specifiche necessarie in relazione al tipo di attività dedotta in contratto; – rispetto dei divieti:il datore di lavoro deve fornire assicurazione circa il l’osservanza del divieto di occupare lavoratori intermittenti per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero,oppure presso unità produttive nelle quali si sia proceduto,entro i sei mesi precedenti,a licenziamenti collettivi o alla sospensione dei rapporti o alla riduzione dell'orario con diritto al trattamento di integrazione salariale,che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro intermittente. Il datore di lavoro deve inoltre assicurare di aver effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell'art.4 D.Lgs.626/1994 e successive modificazioni.

Lavoro ripartito

Associazione in partecipazione

Collaborazione coordinata e continuativa non a progetto

– misura percentuale e collocazione temporale del lavoro giornaliero,settimanale,mensile o annuale che si prevede venga svolto da ciascuno dei lavoratori coobbligati,nonché richiamo alla possibilità assegnata ai lavoratori di determinare discrezionalmente,in qualsiasi momento,la sostituzione tra di loro ovvero la modificazione consensuale della distribuzione dell'orario di lavoro;

– obbligazione lavorativa,luogo di lavoro,livello d’inquadramento e trattamento economico e normativo spettante a ciascun lavoratore;

– eventuali misure di sicurezza specifiche necessarie in relazione al tipo di attività dedotta in contratto.

– apporto dell'associato;

– quota di partecipazione agli utili,con la precisazione del valore ed i riferimenti necessari per calcolare l’importo ed ogni parametro necessario a valutare una effettiva partecipazione e adeguate erogazioni a chi lavora;

– eventuale partecipazione alle perdite;

– indicazioni in ordine al tipo di controllo che può esercitare l'associato ed al diritto al rendiconto periodico;

– autonomia dell’associato nello svolgimento dell’attività dedotta nel contratto per la verifica della subordinazione,intesa come un vincolo più ampio rispetto al generico potere dell’associante di impartire direttive ed istruzioni al cointeressato all’impresa o all’affare.

– verifica dei requisiti soggettivi di operatività della disciplina che oggi può riguardare esclusivamente i seguenti soggetti:

a) le professioni intellettuali per l'esercizio delle quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali,esistenti alla data del 23 ottobre 2003;

b) i rapporti e le attività di collaborazione coordinata e continuativa comunque rese e utilizzate a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali,alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciute dal C.O.N.I.,come individuate e disciplinate dall'art.90 della legge 27 dicembre 2002,n.289;

c) i componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società;

d) i partecipanti a collegi e commissioni;

e) coloro che percepiscono la pensione di vecchiaia;

– nel caso di co.co.co.“prorogate”ai sensi dell’art.86,comma 1,del D.Lgs.n.276/2003,come modificato dal D.Lgs.n.251/2004 di correzione,occorre verificare che le stesse cessino comunque alla data del 24 ottobre 2005 e siano state prorogate mediante gli accordi sindacali previsti dal legislatore;

– autonomia del collaboratore nello svolgimento dell’attività lavorativa dedotta nel contratto;

– corrispondenza fra la professionalità posseduta dal collaboratore e il contenuto della prestazione lavorativa dedotta in contratto.In particolare accertare la pregressa esperienza maturata oppure alle qualità personali e alle caratteristiche soggettive del lavoratore; – verifica della precedente utilizzazione del lavoratore da parte del medesimo datore di lavoro,con riferimento alla tipologia negoziale e all’inquadramento contrattuale.In particolare verificare ed evidenziare le differenze oggettive fra l’eventuale precedente rapporto di lavoro di tipo subordinato e la co.co.co.proposta per la certificazione;

– indicazione espressa dei criteri per la determinazione del corrispettivo:in particolare verificare che i criteri evidenziati nel testo contrattuale siano tali da giustificare la determinazione effettiva del compenso,tenendo presente la necessità di una sicura differenziazione fra l’ammontare della retribuzione del lavoratore subordinato di pari attività e/o mansioni; –prestazione lavorativa del collaboratore necessariamente relativa al contenuto del contratto da certificare.

LE NUOVE PROSPETTIVE

DELLA CERTIFICAZIONE

Il modesto ricorso alla certificazione nei primi due anni dall’introduzione dell’istituto nel nostro ordinamento (qualche centinaio di contratti) si spiega principalmente con la scarsa disponibilità dei datori di lavoro a rivolgersi alle Direzioni provinciali del lavoro per ottenere questo servizio.Le DPL,

dopo la riforma dei servizi ispettivi operata dal D.Lgs 124/2004,riassumono in sé una pluralità di funzioni eterogenee:accertative,consulenziali,certificative,repressivosanzionatorie.Il datore di lavoro teme evidentemente che l’eventuale rifiuto della certificazione possa tradursi nell’avvio di un’azione di accertamento.Inoltre,il metro di valutazione dei contratti,

pur in presenza di linee guida ministeriali,pare troppo condizionato dall’esperienza “ispettiva”:ciò vale in particolare per la qualificazione dei rapporti di collaborazione a progetto. Diverso dovrebbe essere l’atteggiamento delle parti del rapporto nei confronti delle commissioni che saranno istituite presso i CPO dei Consulenti del Lavoro.Inoltre,la

capillare presenza dei CPO su tutto il territorio nazionale e l’azione di coordinamento che potrebbe esercitare il Consiglio Nazionale, dovrebbero garantire all’attività di certificazione un’omogeneità di indirizzi e di criteri interpretativi che nemmeno le università possono offrire.

Appuntamento in fiera

La prima Esposizione Internazionale della distribuzione automatica in Ungheria

Dakexpo organizzerà dal 9 all’11 novembre 2006 la prima Esibizione della Distribuzione Automatica in Ungheria.

Le imprese presenteranno i prodotti e le novità di un settore in crescita e sempre più sviluppato. La fiera specializzata nel vending è l’unica in tutta l’Ungheria e nei paesi circostanti,sarà quindi una preziosa occasione d’incontro per le imprese operanti nel settore o con interessi in questo campo. Durante i tre giorni di fiera si terranno,assieme all’esibizione,alcune presentazioni qualificate in modo da far conoscere il sistema degli espositori,i suoi vantaggi,i metodi dei contratti e le sue condizioni agli interessati.

L’intenzione degli organizzatorioltre a presentare gli espositori- è quella di creare un ambiente adatto agli imprenditori di questo set-

tore,dove si abbia la possibilità diretta di trovare nuove idee per il business.Gli espositori sono produttori e operatori di distributori di bevande,di prodotti alimentari,di sigarette,di carte telefoniche,di riparazione,di igiene,di biglietti,di giornali,di foto e altri ancora.

Inoltre ci sanno produttori di sistemi di pagamento automatico,produttori di componentistica,produttori di materiali “aggiuntivi” (es.bicchieri di plastica),produttori di accessori e produttori di software.

I visitatori attesi sono invece operatori,responsabili di aziende e delle autorità,compagnie petrolifere,compagnie di distributori di benzina,imprese commerciali, commercianti di prodotti legati al mondo del tabacco,centri per la salute con saloni per il fitness, piscine,spiagge,produttori di

distributori automatici e di accessori,studenti interessati a questo settore,comuni,scuole,biblioteche e impiegati nel settore del turismo.Ci auspichiamo numerose registrazioni di tutti gli espositori che vogliono ampliare la propria rete e rafforzare la propria presenza sul mercato ungherese e su quello dei paesi circostanti: Austria;Slovacchia;Repubblica Ceca;Slovenia;Croazia;Romania e Ucraina.

La fiera si terrà in uno dei più grandi centri d’esposizione di tutta l’Ungheria,situato nella sua affascinate capitale Budapest.

DAKEXPO S.r.l. è stata fondata nel 2003, con lo scopo di rendere più popolare i modelli di business -basati sugli acquisti di marca- con eventi e pubblicazioni in Ungheria. Negli anni precedenti ha organizzato

laFieradelFranchisingche,graziealla suadimensioneealsuolivelloqualitativo, è diventata la seconda più grande nell’Europa dell’Est dopo l’EsposizionedelFranchisinginGrecia.

Appuntamento in fiera

Eu’Vend 2007 cambia data e padiglione

Eu’Vend,uno dei saloni internazionali più importanti del mercato europeo del vending,ha già posto le prime basi per puntare al consolidamento del suo successo.La manifestazione nel 2007 si svolgerà dal 20 al 22 settembre nel nuovo padiglione 8 del quartiere fieristico di Colonia.

“Con questa scelta rispondiamo espressamente ai desideri degli operatori del settore,che col padiglione 8 e il suo accesso diretto attraverso il nuovo ingresso Nord,contano su un maggiore comfort e sul fascino dei nuovi sofisticati padiglioni espositivi di Colonia.Inoltre,il nuovo padiglione offre tante altre possibilità che consentiranno di consolidare ulteriormente il successo di Eu’Vend”,ha spiegato Wolfgang Kranz,dirigente di Keolnmesse GmbH.

Per Norbert Monßen,direttore dell’Associazione Tedesca degli Operatori della Distribuzione Automatica/Vending BDV (Bundesverband der Deutschen Vending- Automatenwirtschaft e.V.),si tratta di un passo importante sulla strada per diventare il salone guida europeo:“Insieme a Koelnmesse siamo riusciti a posizionare molto bene la manifestazione sul mercato fieristico e naturalmente desideriamo portare il salone ancora più avanti.Un padiglione supermoderno consentirà di rappresentare ancora più efficacemente la dinamica e la creatività del nostro giovane settore”.

46 anni. Il tempo di un buon caffè.

Tecnologia, design, flessibilità: l’arte del dettaglio automatico festeggia 46 anni di attività.

Per fare un buon caffè ci vuole il suo tempo.

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