FOCUS




















EDITORIALE
L’IMPORTANZA DELLA MACCHINABILITÀ DEI PRODOTTI NEL VENDING
Il vending non è mai stato un settore particolarmente semplice, ha le sue peculiarità e le sue problematiche, si affida a macchinari sempre più complessi e gestisce un insieme di tecnologie innovative ed evolute.
Tutta questa oggettiva complessità non deve però far dimenticare che c’è una regola di base che è di una semplicità assoluta: qualsiasi prodotto nel nostro settore viene erogato da una macchina e quindi deve adattarsi alle sue caratteristiche.
Questa banale considerazione non sembra però essere stata completamente recepita dai fornitori, che sono sempre molto attenti a proporre una grande profondità di gamma, senza soffermarsi su un particolare fondamentale: se il formato che presentano al gestore di turno sia idoneo o no alla distribuzione automatica.
Così assistiamo al “museo degli errori”, con bellissime bottiglie più alte del cassetto, con snack da pochi centesimi che devono andare in doppia spirale o con packaging morbidi che si deformano al primo acquisto.
È inutile per noi sapere che un prodotto “va fortissimo” in GDO o è tra i più acquistati nei bar, se poi il formato non è compatibile con le nostre macchine.
Sappiamo benissimo che, se siamo disposti a comprare 100.000 pezzi di quel prodotto, ci faranno il formato dedicato, ma questa non è una concessione al vending, è un’evidente opportunità che qualunque fornitore coglierebbe al volo.
Quindi la richiesta del settore è chiara e lampante: venite a proporci qualunque prodotto, ma che sia innanzitutto macchinabile, altrimenti lasciamo perdere fin da subito e risparmiamo tempo tutti quanti.
Questo approccio, in presenza di così tanti potenziali fornitori è diventato talmente necessario che, ad esempio, in Eurogroup (un consorzio che raggruppa oltre 30 gestori), quando arriva un responsabile commerciale che vuol vendere un prodotto, viene condotto davanti ad un cassetto della più comune macchina a spirale in commercio.
Se il prodotto è compatibile, si continua la discussione, altrimenti si passa direttamente ai saluti.
Si calcola che oggi in Italia siano operative sul territorio circa 400.000 macchine a vetrina e a caduta e che eroghino circa 1,8 miliardi di prodotti l’anno: numeri molto interessanti per qualunque fornitore di prodotti.
Non è una richiesta così strana far sapere a chi desidera conquistare una fetta di questo mercato, che se vuole entrare nel vending deve fare una riflessione sui formati dei suoi prodotti prima e non dopo aver visitato i gestori.
Così assistiamo al “museo degli errori”, con bellissime bottiglie più alte del cassetto, con snack da pochi centesimi che devono andare in doppia spirale o con packaging morbidi che si deformano al primo acquisto.






NUMERO 122 MARZO 2018
RENZO GABRIEL
BONIZZI
DIRETTORE RESPONSABILE EDITOR IN CHIEF
ALESSANDRO FONTANA DIRETTORE
EDITORIALE
EDITORIAL DIRECTOR
LAURA GUASPARRI ART DIRECTOR
ANTONIO VALESTRA GRAPHIC DESIGN
DANIELA BISCOTTI COMMERCIALE COMMERCIAL
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D.A.ITALIA
IL PERIODICO DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA PUBBLICAZIONE ISCRITTA AL TRIBUNALE DI MILANO, NUMERO DI REGISTRAZIONE 177 DEL 22 MARZO 2004
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SOMMARIO
6 MERCATO DEL VENDING Latest News
26 INNOVAZIONE ACCENTURE Intervista con Paolo Andrigo
3 EDITORIALE L’importanza della macchinabilità dei prodotti nel vending 34 RIVENDITE TRIVENDING - GESTIONE DPI Intervista con Michele Milan
42 FOCUS ON AssoBio I numeri del Bio in Italia
47 APPUNTAMENTO IN FIERA CIBUS 2018
ALBA TRAMEZZINI, IL RILANCIO DEL MARCHIO “FRUTTA BREAK”
Alba Tramezzini è una nota realtà del vending, con circa 40 anni di esperienza maturata nel settore. L’azienda di Taranto attualmente produce più di 143 referenze. In un mercato dove il consumo fuori casa è in forte crescita e il consumatore è sempre più attento e informato su ciò che sceglie per la sua alimentazione quotidiana, Alba Tramezzini ha sentito la necessità di rilanciare un prodotto innovativo, fresco e healthy: Frutta Break Il processo di restyling, realizzato dall’agenzia Mostachos, è iniziato con l’individuazione dei punti chiave che rendono frutta break un prodotto innovativo e ricco di vantaggi competitivi rispetto ai suoi competitors in vending machine: prodotto fresco, healthy, con poche calorie, senza glutine e comodo da consumare in qualsiasi momento della giornata in quanto dotato di un cucchiaio al suo interno. Nella fase operativa, il primo passaggio è stato quello di ripulire il pack dalla molteplicità di marchi presenti: Alba, time out snack e frutta break. Per non confondere il consumatore si è scelto di lasciare solo il marchio del produttore, che ad oggi rappresenta una garanzia per i consumatori, e il marchio di prodotto ‘frutta break’, un naming che funziona e abbastanza forte per essere al centro del pack. Il visual ridisegnato è colorato e impattante, più pulito, che comunica immediatamente un’idea di freschezza e praticità. Il nuovo pack conferisce la giusta importanza e peso a tutti gli elementi comunicati, offrendo al consumatore finale la percezione di uno snack smart, fresco, salutare e con il giusto apporto calorico.
GRAZIE A GRUPPO SEM ARRIVANO ANCHE
NEL
VENDING
I SUCCHI DI FRUTTA A MARCHIO JUICY
Gruppo SEM, da oltre 30 anni tra i principali operatori in Italia attivi nell’imbottigliamento, produzione e distribuzione di Acque Minerali Naturali e soft drink, sia a marchio proprio che in private label, ha presentato a MARCA 2018 la sua importante partnership con Stanic Group, il più grande operatore del settore bevande dell’Est Europa. Gruppo SEM ha infatti ottenuto di commercializzare e distribuire in Italia la linea di succhi di frutta a marchio Juicy, che si compone di referenze a base di frutta e verdura con aggiunta di vitamine e minerali. La gamma è molto vasta, sia per gusti che per formati: si passa dai comuni succhi e nettari classici a prodotti premium come 100% Energy, 100% Immunity e 100% Antioxidant.
FLO, MARCO PECORARO NUOVO AREA MANAGER PER IL NORD ITALIA
Marco Pecoraro, già in organico FLO dal febbraio 2017 con il ruolo di tutor tecnico commerciale per i prodotti dedicati alla filtrazione dell’acqua, assume da gennaio 2018 il compito della gestione commerciale per il canale vending per l’area Neilsen 1 e 2. Marco Pecoraro ha una pluriennale esperienza nel settore e si affiancherà alla figura di Fabio Mori come Area Manager Vending Italia. Lo sviluppo di FLO Spa nel settore e l’ampliamento della gamma di prodotti offerti, coniugati all’esigenza di una presenza capillare sul territorio, hanno portato alla suddivisione del mercato italiano in 2 marco aree: Nord, Marco Pecoraro e Centro Sud Fabio Mori. Il team Commerciale Vending riporta a Lorenzo Bassi come direzione commerciale di canale. Commenta Bassi: ”Sono felice di avere integrato Marco in organico in quanto persona di indiscussa professionalità e determinazione, caratteristiche che si sposano perfettamente con il profilo di Fabio, con il quale si è già creata un’ottima collaborazione, in pieno spirito FLO”








COMPETITIVE DATA, PUBBLICATA L’ANALISI
DELLE PRIME 200 GESTIONI VENDING (2014/16)
Anche quest’anno Competitive Data ha pubblicato l’analisi dei bilanci delle prime 200 società di gestione vending e di 45 produttori di distributori automatici e OCS. I dati si riferiscono al triennio 2014-2016. I ricavi complessivi sono pari a 1.584,9 milioni di euro (con le prime tre aziende che incidono per circa il 35% sui ricavi complessivi di settore), in crescita del 7,9% nel 2016. Le regioni del Nord Est registrano il valore più alto di crescita, +16,8%, seguite dalle regioni del Nord Ovest con un incremento del 6,8%, più distanziate quelle di Sud e Isole con +1,2%, e del Centro +0,9%. L’analisi dell’EBITDA mostra differenze tra le varie aree territoriali molto più marcate. Le regioni del Nord Est che registrano un aumento del 21,6%, seguite dalle regioni del Sud e Isole con una crescita del 11,8%, sono invece in flessione le regioni del Nord Ovest con un decremento del 18,3%, e quelle del Centro con -45,1%. Per quanto riguarda il dato cumulato di utili/perdite nel 2016, si registra una perdita di 5.737.000 euro, tuttavia in miglioramento rispetto al valore del 2015, -10.260.000 euro. Come anche l’incidenza delle perdite sui ricavi che è dello 0,4% nel 2016, in miglioramento rispetto allo 0,7% del 2015%. Diminuisce il numero di aziende che chiude l’esercizio in utile, sono 142 nel 2016 contro le 149 del 2015.
ESPERIMENTI VENDING: A LONDRA SPOPOLA IL DISTRIBUTORE AUTOMATICO DI GIN TONIC
Ha avuto grande successo e una copertura mediatica del tutto inattesa, l’iniziativa della Lone Wolf Spirits che, per promuovere la vendita di gin tonic già pronto in lattina in una delle principali catene di supermercati del Regno Unito, ha deciso di far apparire nella stazione della metro di Old Street a Londra un distributore automatico che erogava il prodotto. Per prelevare il gin tonic era sufficiente twittare un particolare messaggio e la vending machine avrebbe erogato la lattina. Il fenomeno è diventato subito virale (con tutte le conseguenze del caso) e il distributore è stato chiuso dopo poche ore: il tempo sufficiente per far parlare del prodotto quasi tutti media del paese.
STARBUCKS: ADESSO È UFFICIALE,
IN AUTUNNO
APRE IL PRIMO NEGOZIO A MILANO
La telenovela della prima apertura di uno Starbucks in Italia è finalmente giunta alla sua conclusione. Howard Schultz, amministratore delegato del gruppo statunitense, ha illustrato il progetto in via ufficiale durante un incontro con il sindaco di Milano Giuseppe Sala, numerosi assessori e l’imprenditore Matteo Percassi, in rappresentanza del Gruppo omonimo. Confermata la sede in piazza Cordusio, dove sarà realizzato il negozio Starbucks più grande d’Europa: oltre 2.400 metri quadrati. È già perfino possibile candidarsi per un lavoro: si parte con 150 posizioni, ma altri 150 lavoratori si aggiungeranno alle caffetterie che la multinazionale prevede di aprire in Lombardia, sempre in collaborazione con Percassi. Le candidature dovranno essere inviate entro il 28 febbraio 2018. I profili richiesti sono quelli di bartender, baristi ed esperti di mixologia, ma si cercano anche associate manager. I contratti previsti sono sia full che part time.








PAUSA CAFFÈ, IL COMUNE DI GENOVA INAUGURA IL PRIMO COFFEE TIME TRA I DIPENDENTI
Un’idea intelligente che si sviluppa all’interno del luogo più social dell’azienda pubblica: l’area break dove i dipendenti bevono il caffè dai distributori automatici. Nasce così il coffee time al Comune di Genova, un appuntamento di un’ora con cadenza mensile, dove ci si può confrontare con i vertici dell’Amministrazione sottoponendogli problemi, proposte e idee all’interno di un ambiente informale. Per partecipare è sufficiente iscriversi e assicurarsi uno dei 15 posti disponibili. Al primo momento di incontro hanno partecipato dipendenti della Polizia Municipale, segretarie del municipio e altre figure professionali. Gli argomenti sono stati diversi: dagli orari di lavoro ad alcuni problemi pratici. Un’ottima iniziativa, che rende giustizia alla centralità dell’area break in azienda, anche se l’Assessore al Personale ha voluto precisare che durante i coffee time si paga alla romana. In fondo, sono genovesi...
ACQUA, EVIAN ANNUNCIA CHE ENTRO IL 2025
LE BOTTIGLIE SARANNO IN PLASTICA 100% RICICLATA
Loop Industries, una start up americana, sta sviluppando una tecnologia che permette di riciclare dei materiali all’infinito e in particolare di trasformare tutti i tipi di scarti PET in plastica di alta qualità, conforme alle esigenze di una marca di acqua minerale. Evian si è interessata al progetto e prevede di divenire totalmente ecologica in tema di riciclo della plastica. L’annuncio fatto dalla marca di punta del gruppo Danone è di quelli che fanno rumore: la totalità delle sue bottiglie sarà generata in plastica 100% riciclata entro il 2025. Per Evian, che ogni anno distribuisce sul pianeta quasi due miliardi di bottiglie d’acqua, significherà meno plastica vergine da produrre, meno petrolio utilizzato e dunque meno emissioni di gas ad effetto serra.
CDA, RACCOLTI 2 MILA EURO CON IL PROGETTO DI FUNDRAISING ‘CAFFÈ SOLIDALE’
Lo scorso gennaio, presso la sede della Cda di Talmassons (UD) è stato consegnato all’Associazione Endometriosi Friuli Venezia Giulia l’assegno di 2000 euro che permetterà alla Onlus di proseguire con gli interventi di sensibilizzazione sul territorio regionale e nazionale per far conoscere e informare su questa patologia ancora poco conosciuta, anche dalle Istituzioni. L’iniziativa è partita a gennaio del 2017 e terminata lo scorso dicembre. Quasi diecimila i consumatori che hanno scelto di bere il caffè nei distributori Cda con la maggiorazione di 10 centesimi in favore dell’iniziativa di solidarietà. L’importo raccolto dalle donazioni è stato poi raddoppiato dall’azienda con risorse proprie.
VENDING E SPORT: UN ATLETA SERIM
HA VINTO LA MEZZA MARATONA DI BERGAMO
Bergamo è una delle indiscusse capitali della distribuzione automatica e in quella zona anche nello sport il vending inizia a dettare la sua legge. Domenica era infatti in calendario la “Mezza maratona dei mille”, una delle manifestazioni più importanti della città orobica, che ferma la città per un giorno. A vincere è stato Pontien Ntawuyirushintege, un atleta ‘targato’ Serim, fotografato dopo la premiazione con Bruno Mazzoleni, Presidente della storica azienda di Carugate.












MELEGATTI: HAUSBRANDT LANCIA UN SALVAGENTE PER SALVARE LA COLOMBA
Dopo l’inatteso successo della campagna social per salvare il pandoro Melegatti, una mobilitazione partita prima di Natale e che ha avuto una grande copertura mediatica e dei risultati concreti, è arrivato il momento di salvare le colombe! Per produrre le colombe serve un ingrediente fondamentale: il lievito e alla Melegatti il lievito madre lo tengono in vita dal 1894. Questo elemento prezioso necessita di continue attenzioni, lo si deve nutrire, idratare, reimpastare ogni giorno e lo si deve mantenere a una temperatura costante. Così, per non compromettere il futuro dell’azienda a livello qualitativo e per garantire la fragranza dei prodotti da loro sfornati, i dipendenti, nonostante l’azienda sia chiusa, hanno deciso di vegliare a turno sul lievito... La buona notizia è che Caffè Hausbrandt ha già fatto pervenire al Tribunale un milione di euro, suddiviso in quattro assegni da 250 mila euro, per finanziare la campagna pasquale. Pare anche che Hausbrandt abbia intenzione di portare a compimento la procedura di ristrutturazione del debito per poi acquisire la storica società che, in questo modo, rimarrebbe italiana.
SANDEN VENDO, PRIMA RIUNIONE OPERATIVA DEL PROGETTO “GREEN GAS”
Qualcosa si sta muovendo a Casale Monferrato, storica capitale del ‘freddo’, che guarda ai nuovi refrigeranti come una scommessa da vincere. Un progetto finanziato dalla Comunità Europea è stata l’occasione per unire gli sforzi tra diverse imprese sotto la supervisione del Centro Studi Galileo e con il coordinamento del Politecnico di Torino. Il progetto “Green Gas”, nell’ambito dei bandi della Regione Piemonte, sarà utile alle imprese per raggiungere gli obiettivi prefissati dall’emendamento di Kigali al Protocollo di Montreal, ovvero l’eliminazione dei gas attualmente utilizzati nell’industria che provocano cambiamenti climatici. La prima riunione operativa post approvazione del progetto si è tenuta a Coniolo, presso la sede di Sanden Vendo. “Green Gas è un progetto che consentirà ad alcune aziende del distretto di adeguarsi alle nuove normative sulla riduzione dell’impatto ambientale dei fluidi refrigeranti, cogliendo al tempo stesso l’opportunità di innovare la propria gamma di prodotti e aumentando contestualmente la competitività del settore” ha dichiarato il ‘guru’ scientifico del progetto, al quale ha fatto eco l’AD di Sanden Vendo Alberto Spinoglio: “Anche il settore delle vending machine dovrà in tempi brevi alle nuove normative Comunitarie, per cui considerate le condizioni climatiche e atmosferiche critiche nelle quali i distributori automatici operano, occorre un particolare sforzo nella ricerca di nuovi sistemi per mantenere le performance di prodotto rispettando al contempo l’ambiente”.
LE DONNE NON AMANO SGRANOCCHIARE?
LA PEPSI LANCIA LE PATATINE DEDICATE
Vi è mai capitato di mangiare rumorosamente delle patatine e sentire distintamente il classico “crock” appena le si addenta? Per gli uomini è una parte essenziale dell’esperienza, ma pare che alle donne non piaccia masticare rumorosamente e, perciò, l’AD di PepsiCo ha spiegato che Cheetos and Doritos, Big company americana delle patatine fritte in sacchetto (controllata da Pepsi), sta per lanciare sul mercato le prime “chips per donne”. Le nuove Doritos non lasceranno alcun odore sulle dita e, soprattutto, saranno più silenziose.







SAN BENEDETTO E IL MINISTERO DELL’AMBIENTE SIGLANO UN NUOVO ACCORDO
Prosegue la collaborazione tra San Benedetto, l’azienda italiana leader nel mercato del beverage analcolico e il Ministero dell’Ambiente volta ad individuare, promuovere e valorizzare iniziative comuni nell’ambito della sostenibilità ambientale. L’accordo siglato si pone come valido strumento di collaborazione per identificare nuovi standard e parametri di tutela ambientale nel mercato delle acque minerali. In particolare il Ministero dell’Ambiente e Acqua Minerale San Benedetto s’impegnano a collaborare nelle seguenti attività:
1. Collaborare nella continua azione di riduzione e neutralizzazione delle emissioni di CO2 equivalenti, attraverso i meccanismi previsti dal protocollo di Kyoto e in funzione delle disposizioni del “Pacchetto Clima-Energia” dell’Unione Europea e dell’Accordo di Parigi.
2. Elaborare innovativi modelli di Eco Design ed Eco Efficienza da applicare alla progettazione dei propri prodotti e alla gestione dei propri processi, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente.
3. Condividere iniziative utili alla diffusione e valorizzazione della sostenibilità ambientale nella produzione, distribuzione e commercializzazione delle acque minerali San Benedetto, anche in collaborazione con filiere produttive più ampie, filiere distributive, Associazioni di Categoria, e altri Enti o Istituzioni.
4. Promuovere azioni congiunte d’informazione, con le modalità previste nelle linee guida per la comunicazione relative al “Programma Nazionale per la Valutazione dell’Impronta Ambientale”, per favorire i miglioramenti delle prestazioni ambientali del prodotto acqua minerale San Benedetto.
5. Cooperare nell’analisi del modello di calcolo degli impatti ambientali derivanti dalla produzione di acque in bottiglia, promosso dalla Commissione Europea, con lo scopo di elaborare le linee guida per la Product Environmental Footprint nel settore delle acque minerali imbottigliate “Packed Water”.
TORNANO NEL VENDING I PRODOTTI CUÈTARA, LA QUALITÀ ANCHE QUANDO SI È DI FRETTA
Dall’inizio 2018 l’azienda spagnola Cuètara tornerà, dopo alcuni anni di assenza, nel canale vending italiano per offrire i propri prodotti a tutti coloro che, trovandosi fuori casa, avessero voglia di acquistare al volo uno snack di elevata qualità. Cuètara entrerà nel vending italiano in partnership con Perfetti Van Melle Italia. Una scelta curata sin nei minimi dettagli, data la visione condivisa da entrambe le aziende basata sulla voglia di realizzare prodotti qualitativamente eccellenti, innovativi e sempre gratificanti per i propri consumatori. Cuètara fa parte del gruppo Adam Foods, una delle più grandi multinazionali che operano nel settore food in Spagna, che vanta più di 75 anni di esperienza. Il successo dell’azienda non è certo un caso: il gruppo offre prodotti alimentari dal gusto irresistibile e al tempo stesso dal profilo nutrizionale di elevato livello. L’azienda è, infatti, fermamente convinta che l’utilizzo di materie prime altamente selezionate sia la chiave per garantire una varietà di gusti e consistenze interessanti. Per questo motivo, quando si parla di Cuètara, non si tratta solo di semplici snack spezzafame, ma di prodotti che offrono un vero momento di piacere a chi li consuma. Nel portafoglio vending saranno presenti snack sia dolci sia salati per accontentare tutti i palati. Primo tra tutti Krit, cracker cotti al forno dalla texuture croccante e delicata. Ci sono poi i Bocaditos, un “sandwick” di biscotti croccanti uniti da una soffice crema. Bocaditos sono disponibili con crema al limone, per i palati più delicati e crema al cioccolato.


SAVIGA, I DEPURATORI D’ACQUA 100% MADE IN ITALY
Saviga è un’azienda con oltre 30 anni di esperienza che produce, commercializza e distribuisce componenti e sistemi per il trattamento delle acque. Questa realtà, a gestione familiare, ha sviluppato negli anni grande esperienza, affidabilità, qualità dei prodotti e attenzione verso le innovazioni. La gamma dei prodotti è molto completa e va dai Sistemi a Microfiltrazione, Ultra Filtrazione, Nano Filtrazione, Osmosi Inversa, Addolcitori, Gasatori, Water Dispensers, Debatterizzatori, Filtri Inline, Cartucce, Membrane, Pompe Booster, Miscelatori e Raccorderia. Oggi, grazie ad una serie di brevetti depositati nell’aprile del 2017, si presenta al mercato con alcuni prodotti con un’estetica e una struttura interna innovativa e assolutamente originale. Sono già in gamma un sistema ad ultrafiltrazione, nanofiltrazione e osmosi inversa con una scocca di soli 95 mm in ABS termoformato a stampo (per produrre i depuratori a livello industriale) di spessore, idonei per essere installati praticamente ovunque sia in orizzontale che in verticale. (in foto il sistema ad osmosi nelle 3 posizioni in cui si può collocare). Completano la gamma altri tre modelli completamente ecologici, interamente costruiti in legno massello.
NUOVO COFFITALIA 2018 : L’INFORMATUTTO SULLA FILIERA DEL CAFFÈ IN ITALIA
Il settore del caffè, con oltre 800 torrefattori e un giro d’affari alla produzione intorno ai 3,9 miliardi di euro, di cui circa un terzo destinati all’esportazione, è uno dei più caratteristici e vivaci del food & beverage italiano. Il nuovo annuario settoriale COFFITALIA 2018 è pubblicato in versione bilingue (italiano e inglese) con possibilità di download gratuito dal sito beverfood.com Il mercato del caffè ha chiuso il 2016 con un forte incremento a livello di importazione della materia prima e una forte crescita dell’export, ma a livello di consumi interni il mercato si è limitato a consolidare i volumi intorno ai 249 milioni di caffè tostato, con diminuzione delle vendite nella moderna distribuzione e un certo recupero nelle vendite on line e nei canali del fuori casa. Per il 2017 i primi dati di vendita IRI evidenziano un calo dei volumi intorno al 4% mentre a valore il calo è contenuto al di sotto dell’1%. Si conferma lo spostamento dei consumi dal macinato tradizionale al macinato porzionato in capsule e cialde sia nella distribuzione moderna che nell’Ho.Re.Ca. Il porzionato rappresenta sempre una parte minoritaria dei consumi a quantità, ma in considerazione dei prezzi di vendita molto più elevati, sta ormai raggiungendo gli 800 milioni di euro a valore.
VENDING USA: IN MINNESOTA I DISTRIBUTORI
DI PALLE DI NEVE
Tra i distributori automatici più strani e originali del mondo, dobbiamo sicuramente citare il distributore di palle di neve apparso negli USA qualche tempo fa: l’iniziativa ha una sua logica ed è nata in funzione del principale evento mediatico degli Stati Uniti, il Super Bowl di Football. Quest’anno la manifestazione sportiva si teneva a Minneapolis, una delle città più fredde degli States e situata all’interno del Minnesota, soprannominata “la terra del ghiaccio”. Le palle di neve dedicate ai tifosi che arrivavano allo Stadio non sono state pensate per essere lanciate in campo, ma come souvenir dell’evento.



CONSERVE ITALIA, ARRIVANO NEL VENDING
DUE NUOVE REFERENZE BIO
Due nuove referenze prodotte da Conserve Italia e dedicate al canale del vending sono già a disposizione dei gestori: 1) la nuova linea Valfrutta PET da 250ml “100% Frullato Veggy” nella ricetta “frutti di bosco, barbabietola e carota nera”; 2) una nuova referenza della linea Valfrutta Bio pet 250ml con la ricetta “pera Italiana” Valfrutta, crede da sempre in un’agricoltura sostenibile che dà frutti sani e sicuri rispettando la natura. Un sistema agricolo fatto di persone e valori, di rispetto della natura e amore per i suoi frutti. Crede in un’agricoltura che segue il ritmo delle stagioni, per portare con orgoglio sulla tavola degli italiani freschezza, bontà e genuinità. I consumatori stanno cambiando! Il consumatore di oggi è sempre più informato, consapevole, selettivo, socialmente responsabile. La crisi ha reso il consumatore più oculato e meno propenso a spendere per i prodotti meno necessari. La crescita dei prodotti 100% naturali, senza coloranti o aromi artificiali, e dei prodotti biologici è spiegabile con un’emergente tendenza degli italiani a scegliere prodotti di qualità, nonostante una congiuntura economica negativa.
ACQUA MINERALE, ITALIA IL PAESE EUROPEO CHE NE BEVE DI PIÙ
L’acqua minerale, uno dei prodotti che ha maggiori rotazioni nel vending, è destinato a mantenere, se non superare, gli attuali trend. Infatti, in Italia con 206 litri a testa deteniamo di gran lunga il primato nella UE. Tanto per intenderci, 84 litri più della Francia e 85 litri più della Spagna, due grandi mercati a noi molto vicini. Oggi ben nove italiani su dieci bevono acqua minerale, il 19% in più rispetto a 20 anni fa e otto italiani su dieci si riconoscono nella categoria di “grandi bevitori”, superando quota mezzo litro al giorno, complice la maggiore attenzione alle dosi giornaliere consigliate. Tutto ciò emerge dall’indagine Censis, condotta su un campione di duemila intervistati che delinea un consumo trasversale, dall’operaio al dirigente, unisex e per tutte le età, con grande apprezzamento nelle nuove generazioni dei Millennial e una crescente domanda da parte degli anziani.
NEGOZI AUTOMATICI, LA BOTTIGLIA DA DUE LITRI
D’ACQUA A 18 CENTESIMI
Aperto a G iarre (CT) AcquaShop, un self service h24 automatizzato di confezioni di acque minerali. Si tratta di un servizio semplice e veloce per acquistare confezioni di acqua minerale, tutti i giorni, a qualsiasi ora. Questa è la prima struttura di questo tipo esistente in Sicilia e nei primi giorni sono stati oltre un centinaio gli utenti che hanno acquistato le confezioni di acqua minerale, complice anche la posizione strategica e al negozio reso riconoscibile dalla bottiglia gigante che lo affianca, ben visibile dalla strada. Dinnanzi ad AcquaShop si trova anche uno spazio in cui lasciare l’auto mentre si acquistano le confezioni d’acqua. Peccato che un servizio così utile sia partito con prezzi decisamente aggressivi: 9 centesimi al litro (per la confezione da 6x2lt in offerta) e 30 centesimi di euro a bottiglia da 1,5 litri per prodotti di marca, per portarsi a casa l’acqua quando tutti i punti vendita sono chiusi. Già in partenza non se ne valorizza l’utilità...





















ISPETTORATO DEL LAVORO: CAMBIANO LE REGOLE PER L’UTILIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI AUDIOVISIVI
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha emanato la circolare n. 5 del 19 febbraio 2018, con la quale fornisce indicazioni operative in ordine alle problematiche inerenti l’installazione e l’utilizzazione di impianti audiovisivi e di altri strumenti di controllo, ai sensi dell’art. 4 della legge n. 300/1970. In particolare, l’Ispettorato ha modificato alcuni aspetti legati agli strumenti di controllo che l’azienda può attivare: 1) Possibilità di inquadrare direttamente l’operatore qualora vi siano ragioni giustificatrici legate alla “sicurezza del lavoro” o al “patrimonio aziendale”); 2) Possibilità di non indicare l’esatta posizione ed il numero delle telecamere da installare; 3) Tracciabilità dell’accesso alle immagini registrate attraverso un “log di accesso” per un congruo periodo, non inferiore a 6 mesi. Su questa base, non andrà più previsto l’utilizzo del sistema della “doppia chiave fisica o logica”; 4) Non richiesta l’autorizzazione in caso di installazione di telecamere in zone esterne estranee alle pertinenze della ditta (es. il suolo pubblico, anche se antistante alle zone di ingresso all’azienda), nelle quali non è prestata attività lavorativa; 5) Possibile attivazione del riconoscimento biometrico, qualora installato per motivi di sicurezza, senza la richiesta autorizzatoria all’Ispettorato del Lavoro.
NUOVE TECNOLOGIE, QBO PUNTA SULLA CONNESSIONE
CON AMAZON ALEXA
Qbo You-Rista di Tchibo non è una normale macchina per il caffè, ma un dispositivo per capsule premium con sistema per latte, connettività WI-FI, App dedicata e compatibilità con Amazon Alexa, l’assistente vocale nato per rendere la casa più intelligente. La macchina è in vendita anche in Italia (302 euro), ma le capsule sono disponibili solo su Amazon.de, il sito tedesco del colosso delle vendite on-line, ad un costo di circa 0,37 euro cadauna. Il costo della macchina completa però aumenta sensibilmente se si considera il sistema per il latte, venduto a parte a 91 euro, le capsule per la pulizia, il sistema di decalcificazione e gli altri accessori.
CALIFORNIA: LA CANNABIS LEGALE È DISTRIBUITA
DALLE VENDING MACHINE DI ULTIMA GENERAZIONE
Grasshopper Kiosks, azienda che sviluppa i principali sistemi self-service nazionali per lo stoccaggio e la distribuzione di prodotti a base di cannabis, ha installato un’unità nel Berkeley Patients Group (BPG), il dispensario a funzionamento continuo più importante dello stato.
Il sistema di vendita automatica self-service Grasshopper ottimizza i tempi di transazione, tiene traccia delle scorte e dei pagamenti e raccoglie dati in tempo reale sulle tendenze delle vendite.
I distributori del BPG, in particolare, sono stati progettati per funzionare in conformità con le complesse normative che regolano l’industria legale della cannabis in California ed erogano una grande varietà di prodotti attraverso un sistema di stoccaggio e distribuzione automatico, sicuro e climatizzato.
Berkeley Patients Group è stato uno dei pochi dispensari della California ad essere autorizzato a vendere cannabis per uso personale agli adulti a partire dal 1° gennaio 2018: il centro ha aperto le porte ad una folla in attesa e il sindaco di Berkeley, Jesse Arreguin, ha eseguito il taglio del nastro cerimoniale alla presenza dei principali media della Bay Area.





AIR ACTION VIGORSOL : COME VINCERE UN IPHONEX A SETTIMANA E 1.000 AMAZON CARD AL MESE
Comunicata al mercato la nuova partnership tra Air Action (un marchio di Perfetti Van Melle) e Shazam, associata ad un interessante e ricco concorso a premi.
Air Action Vigorsol è il chewing gum sempre più trendy e più cool: cos’è oggi più al passo coi tempi dei contenuti digitali? Air Action Vigorsol ha pensato di far vivere ai consumatori una doppia emozione: una ventata di freschezza e di gusto associata a un’inedita esperienza digitale con Shazam. Shazam è la famosa mobile app che riconosce al volo la musica intorno a noi.
Nel 2017 ha aggiunto anche un sistema di visual recognition che, attraverso la fotocamera dello smartphone, permette di fornire contenuti di realtà aumentata. Una particolarità molto apprezzata in Italia, il Paese con il più alto numero di Shazammers al mondo fra i giovani 18-34enni.
Con i nuovi pack di Vigorsol Air Action, oggi il consumatore diventa protagonista di quest’ultima trovata tecnologica: aprendo l’app e scansionando con la fotocamera il logo Shazam presente sulle carte avvolgenti, si può infatti accedere direttamente a contenuti virtuali brandizzati. Una rivoluzione 2.0 delle confezioni del chewing gum più amato dal target giovane.
Inoltre, dal 12 febbraio al 6 maggio, oltre a divertirsi con contenuti in realtà aumentata e personalizzabili da condividere sui social, tramite il meccanismo di scansione, oppure tramite sito www.chewcool.it, si potrà partecipare ad un concorso a premio con in palio 1 iPhone X a settimana e 1.000 card Amazon ogni 4 settimane.
VENDING IN SPAGNA : STRETTA SALUTISTA , RIDUZIONE
ENTRO IL 2020 DI ZUCCHERO, SALE E GRASSI
Mentre nel Regno Unito, in Irlanda, Filippine, Sudafrica ed Estonia i governi puniscono con nuove tasse l’impiego di zucchero, in Spagna il Ministero della Salute ha collaborato con più di 500 aziende alimentari e di bevande per ridurre i livelli di sale, zucchero e grassi in oltre 3.500 prodotti entro il 2020. I distributori automatici offriranno tra il 30% e il 50% in più di “cibi bilanciati” e la quantità massima di zuccheri aggiunti nelle macchine per bevande calde sarà ridotta del 15%. Nessuna regola per gli altri canali di distribuzione…
LA CRISI DELLE BIBITE GASSATE È PROFONDA.
VENDITE A -20% IN 10 ANNI
Quella che per tutti era una chiara impressione, ora è diventata una certezza. In dieci anni, dal 2006 al 2016, le vendite di bibite gassate sono decisamente crollate, con la preoccupante performance di -19,43% (fonte: Adnkronos).
Assobibe-Confindustria, l’associazione italiana degli industriali delle bevande analcoliche, lancia un vero e proprio grido di allarme: si tratta di una crisi profonda per un settore che fattura 1,9 miliardi di euro e che in termini di PIL vale lo 0,8%.
Uniche bevande in controtendenza gli Energy Drink, molto graditi dai teenager e dalla fascia d’età fra i 30 e i 40 anni, ma che rappresentano solo l’1% del totale dei volumi in Italia e in Europa delle bevande analcoliche.







DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI SIM: ILIAD PRONTA ALL’INVASIONE DELL’ITALIA
Iliad è un operatore di telefonia mobile che ha avuto un inatteso successo in Francia, non solo per le sue tariffe davvero low-cost, ma per la scelta di creare la propria rete vendita sul territorio nazionale attraverso dei distributori automatici. Lo sbarco in Italia, più volte annunciato, sembra essere sempre più imminente, dopo che Affari & Finanza de la Repubblica nei giorni scorsi ha rilevato che la filiale italiana di Iliad avrebbe firmato due importanti accordi operativi, uno con Auchan e uno con Publitalia. Il primo sembra essere il più interessante, visto che mira ad installare nei corridoi dei grandi centri commerciali gestiti dalla nota insegna GDO i suoi distributori automatici di SIM, esattamente come avviene in Francia.
NUOVI PRODOTTI: ARRIVANO I NUTELLA BISCUITS, ANCHE NELLA VERSIONE “ON THE GO”
I rumors dicono che il prodotto è stato testato per diversi mesi in alcuni supermercati del Nord Europa e che è piuttosto alta la possibilità di avere presto anche in Italia i Nutella Biscuits. I biscotti si dividono in due parti: la base, pasta frolla leggermente scavata per contenere una sostanziosa farcitura di Nutella ed un cerchio più piccolo nella parte superiore, a fare da coperchio. Esisterebbe inoltre una versione ‘on the go’, un tubo richiudibile da 7 biscotti e questo aprirebbe alla possibilità di vedere un formato simile anche nel vending.


D.A. ITALIA - IL PERIODICO DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA, REALIZZERÀ ALL’INTERNO DEL NUMERO DI MAGGIO UN AMPIO SERVIZIO DEDICATO AGLI ESPOSITORI DI VENDITALIA 2018, UN’OCCASIONE PER COMUNICARE E PROMUOVERE PRODOTTI, ATTIVITÀ E SERVIZI RELATIVI ALLA PROPRIA AZIENDA.

Tutti gli espositori presenti a Venditalia 2018 potranno inviare una presentazione dell’azienda (o di uno o più prodotti) che verrà pubblicata a titolo gratuito.
Qualora foste interessati a comparire all’interno del numero, vi preghiamo di inviare alla redazione, entro e non oltre venerdì 14 aprile p.v. alla casella di posta elettronica info@daitalia.it un testo fino a 1000 battute (circa 10 righe in foglio di Word, carattere dimensione 12) e immagini scontornate in formato digitale di logo aziendale e/o prodotti
FORMATI RICHIESTI
>.doc o .txt per il testo
>.jpg ad alta risoluzione per l’immagine che sarà poi pubblicata orientativamente in formato 5x5 cm.
Vi ricordiamo inoltre che sono ancora disponibili spazi pubblicitari per i numeri in distribuzione a Venditalia 2018 (Aprile e Maggio)
Per qualsiasi richiesta in merito: commerciale@art-works.it



INNOVAZIONE
ACCENTURE, CREARE VALORE SOSTENIBILE ATTRAVERSO LA TECNOLOGIA E L’INNOVAZIONE
ACCENTURE È UN’AZIENDA LEADER A LIVELLO GLOBALE NEL SETTORE DEI SERVIZI PROFESSIONALI, CHE FORNISCE UNA VASTA GAMMA DI SERVIZI E SOLUZIONI NEI SETTORI STRATEGY, CONSULTING, DIGITAL, TECHNOLOGY E OPERATIONS. È ATTIVA CON CIRCA 435.000 PROFESSIONISTI IMPEGNATI A SERVIRE I CLIENTI IN PIÙ DI 120 PAESI IN PIÙ DI 40 SETTORI INDUSTRIALI E IN TUTTE LE FUNZIONI AZIENDALI, ALL’INTERSEZIONE TRA BUSINESS E TECNOLOGIA PER AIUTARE I CLIENTI A MIGLIORARE LE PROPRIE PERFORMANCE E CREARE VALORE SOSTENIBILE PER I LORO STAKEHOLDER. L’AZIENDA PUÒ VANTARE UN’AMPIA COLLABORAZIONE CON LE PIÙ GRANDI AZIENDE DI TUTTI SETTORI INDUSTRIALI E AGENZIE GOVERNATIVE IN TUTTO IL MONDO. IN PARTICOLARE NELL’ULTIMO ANNO ANNOVERA TRA I SUOI CLIENTI 94 DELLE AZIENDE FORTUNE GLOBAL 100 E OLTRE TRE QUARTI DELLE FORTUNE GLOBAL 500.
ACCENTURE È PRESENTE IN ITALIA DAL 1957 E CONTA OGGI OLTRE 13.000 DIPENDENTI. L’AZIENDA HA SEDI PRINCIPALI A MILANO, ROMA, TORINO, NAPOLI E CAGLIARI OLTRE A DIVERSI UFFICI SUL TERRITORIO NAZIONALE. L’ITALIA È PARTE INTEGRANTE DEL NETWORK INTERNAZIONALE DI ACCENTURE CON: 5 CENTRI DI INNOVAZIONE PER LO SVILUPPO DI SOLUZIONI AVANZATE IN SETTORI SPECIALIZZATI QUALI: BANDA LARGA, TELECOMUNICAZIONI, FOOD, MODA, AUTOMOTIVE E IMPRESA 4.0; 2 DELIVERY CENTER A NAPOLI E CAGLIARI. IL CENTRO DI NAPOLI, APERTO NEL 2001 OCCUPA OGGI 1.300 PERSONE E HA FATTO DA MODELLO AL CENTRO DI CAGLIARI CHE, INAUGURATO NEL 2015 INSIEME AD AVANADE, CONTA COMPLESSIVAMENTE 300 DIPENDENTI. ENTRAMBE QUESTE REALTÀ SONO PARTE INTEGRANTE DELLA RETE DI OLTRE 50 CENTRI DI DELIVERY DI ACCENTURE PRESENTI IN TUTTO IL MONDO

IL VENDING È DIVENTATA
UNA NOSTRA COMPETENZA
DISTINTIVA, CHE ALTRE SOCIETÀ DI CONSULENZA DEL NOSTRO LIVELLO
NON HANNO.

Negli ultimi anni Accenture ha continuato la propria strategia di rafforzamento in Italia mediante l’acquisizione di New Energy Group (2016), azienda specializzata in soluzioni di Salesforce, e di i4C Analytics (2014), con l’obiettivo di consolidare il proprio ruolo nel campo digital e dei big data.
Il fattore distintivo di Accenture è coniugare le competenze e l’esperienza dei suoi professionisti in diversi settori di mercato, con capacità funzionali specia-
listiche di consulenza direzionale, servizi tecnologici e outsourcing.
Le piattaforme di business dell’azienda - Accenture Strategy, Accenture Consulting, Accenture Digital, Accenture Technology, Accenture Operations – sono i motori dell’innovazione attraverso i quali Accenture offre competenze e capacità a livello globale, sviluppa conoscenza, crea, acquisisce e gestisce asset fondamentali per lo sviluppo di servizi integrati e soluzioni per i propri clienti.
Da diverso tempo il rapporto tra Accenture e la distribuzione automatica è molto profondo. L’azienda collabora con diverse realtà del settore ed ogni anno diffonde i numeri e i dati dell’universo vending in Italia attraverso lo “Studio di Settore” commissionato Confida, diventato il punto di riferimento del mercato per tutti gli stakeholder.
A metà dello scorso anno Accenture ha inaugurato l’ACIN, il nuovo Custo -
mer Innovation Network nel cuore di Milano, il più grande hub dell’azienda per il retail, la moda e i beni di consumo. Un ambiente dove è possibile immaginare, esplorare, scoprire e sviluppare la frontiera dei nuovi servizi digitali, un luogo quindi in cui risolvere le grandi sfide che attendono le aziende: dall’utilizzo dei social media alla nuova ondata di applicazioni nel campo dell’intelligenza artificiale.
All’interno dell’ ACIN , un’area specifica è dedicata al mondo della distribuzione automatica, con un’innovativa postazione vending che viene utilizzata quotidianamente dai dipendenti.
LA NOSTRA REDAZIONE, PER CONOSCERE QUALI SONO GLI SCENARI FUTURI CHE ATTENDONO IL VENDING, SI È RECATA PRESSO IL CUSTOMER INNOVATION NETWORK DI MILANO, DOVE HA INCONTRATO E INTERVISTATO PAOLO ANDRIGO, RESPONSABILE PER IL SETTORE VENDING IN ACCENTURE.
INTERVISTA CON
PAOLO ANDRIGO
Qual è stato il percorso professionale che ti ha portato nel mondo della consulenza aziendale? Sono laureato in Economia e Commercio a Trieste e, successivamente, ho conseguito un master in Marketing. Le prime esperienze lavorative le ho maturate tra Pordenone e Trieste e sono stato uno dei primi stagisti nel periodo dell’università, lavorando alla Cimolai (azienda storica di grandi costruzioni metallo) nel 1997-98. A Trieste ho maturato un’altra esperienza in una start-up di e-commerce nel 1998, studiavo libri in inglese comprandoli su Amazon (che allora vendeva solo libri) e dopo sei mesi in questa giovane realtà, nel 2000 sono passato in Accenture, spostandomi dal Friuli a Milano.
In Accenture ho iniziato da subito a lavorare nelle aree Largo Consumo, Fashion e Retail e ho seguito i primi progetti con aziende Largo Consumo in area Finance, per poi spostarmi
nell’area CRM-Marketing & Sales. Nei primi anni di carriera, l’esperienza più interessante l’ho maturata lavorando per un’azienda multinazionale del Food, che ha voluto realizzare un global roll out sulle nuove soluzioni di condivisione dati e pianificazione; partendo dall’ headquarter siamo andati a fare un deployment delle soluzioni in diversi paesi (America Latina, USA, Est Europa ed Europa, qualche puntata in Asia Pacific e Africa). Da lì, ho iniziato a lavorare sulla parte Sales sia GDO (principali retailer italiani) occupandomi della pianificazione dei prodotti a scaffale e pianificazione finanziaria, sia dei Retail Fashion, seguendo la parte di merchandising plan dei prodotti, oltre a supportare i retailer nella realizzazione di programmi loyalty , sviluppando l’aspetto dell’esperienza del consumatore omnicanale.
Come sei arrivato ad essere “l’uomo del vending” di Accenture? In qualche modo credo di avere il vending nel mio DNA...io sono nato a Pordenone, dove

il vending di fatto è nato con Zanussi. La mia esperienza diretta con il settore invece aveva un unico precedente nel periodo del servizio civile, quando ero responsabile di un centro culturale e, siccome non c’era un servizio per bere un caffè o per avere lo snack, abbiamo chiesto al Sindaco di avere un distributore automatico. Un amico, inoltre, lavorava nel settore e mi ha introdotto al mondo dell’OCS: in quell’occasione mi sono reso conto che il vending era un mondo sconosciuto a tutti, anche in Accenture. Attraverso questo amico mi sono avvicinato a CONFIDA e ho cercato di capire se ci fosse per noi l’opportunità di collaborare.
Oggi il mondo del connesso e l’Industry 4.0 sono la sfida, la responsabilità che Accenture mi ha affidato, a livello europeo, è legata al compito di comprendere come le aziende possano trasformare i loro prodotti in servizi.
Quale è stato il primo progetto realizzato con l’Associazione? CONFIDA ha indetto una gara per una prima ricerca
di mercato sul settore e lì, dimostrando una migliore conoscenza del settore rispetto ad altri competitor (me ne stavo occupando da un paio d’anni, quindi ero preparato), Accenture è stata scelta come partner dall’Associazione. Era il 2010, presidenza Pinetti. I primi questionari sono stati compilati con le classiche interviste telefoniche, con l’approccio di chi non conosce il mercato, chiedendo i “numeri” a tutti. Da lì è nata l’idea di una collaborazione tra largo consumo e vending. Quindi la condivisione delle informazioni, il vending analitycs con cui cerchiamo di portare informazioni e di far conoscere meglio il settore.
L’incontro con il vending è stato positivo per Accenture? Sì, questa collaborazione ha permesso prima di tutto di conoscere il mondo vending in Accenture: forti del fatto che in Italia produciamo i 2/3 delle vending machine europee e della competenza acquisita, quando c’è un progetto di distribuzione automatica, il riferimento è
all’Italia e quindi ad Accenture Italia. Il vending è diventata una nostra competenza distintiva, che altre società di consulenza del nostro livello non hanno. Recentemente qualche altra grande realtà si è avvicinata al settore: il vending negli ultimi anni è cambiato, aprendosi anche agli altri settori e un ruolo importante in questo cambiamento, grazie anche a CONFIDA, l’ha avuto Accenture.
Qual è, a tuo parere, il valore del vending per una grande azienda? Anche se il vending non è percepito come un settore dai grandi ritorni economici, è un comparto interessante e questo ha sensibilizzato anche molte aziende del largo consumo. Alcuni anni fa alle riunioni parlavo solo con i responsabili di canale, mentre oggi, quando parliamo di vending nelle aziende, ci sono almeno venti persone ad ascoltare, l’intera struttura dedicata alle vendite e marketing. Questo perché il fuori casa, di cui il vending è parte, crea la possibilità di testare prodotti, ha una buona






marginalità e ha una serie di caratteristiche distintive vincenti in un momento in cui l’andamento del mercato post crisi è stato molto incerto.
E per Accenture, il vending cosa significa? Per Accenture il vending non è una fonte di reddito, ma è funzionale e l’interesse verso il settore è in continua crescita. Si tratta di un canale in cui puoi fare engagement del consumatore in modo diverso. Ad esempio, se hai un investimento pubblicitario, il ROI è immediato, la comunicazione ha un riscontro rapido e questo è un aspetto importantissimo.
Quali sono stati gli scogli da affrontare per diffondere nel vending la cultura dell’analisi del dato? Uno dei primi aspetti affrontati è stato comprendere le tipologie di locazione. Non c’era questa attenzione, ma si è creata, anche internamente alle gestioni e nel giro di qualche anno, una cultura di analisi del dato. Il passo successivo è stato quello per cui anche il gestore ha iniziato a condividere il dato, una cosa che inizialmente lo terro-
rizzava. Questa paura esiste ancora, il gestore si sforza, forse non c’è la completa comprensione dell’importanza della condivisione dei dati, ma le cose sono molto migliorate.
La sfida, per l’Associazione, è questa: comunicare maggiormente su quanto questo aspetto possa risultare determinante nella crescita del settore nella sua totalità, magari organizzando meeting “a tema” e facendo formazione.
Oggi il vending ha imparato a condividere i dati? Alcuni operatori del settore utilizzano i nostri dati per la loro comunicazione pubblicitaria e questo è indice del fatto che esiste la voglia di condividere queste informazioni, da parte di alcuni, che se ne è colto il valore. Mi piacerebbe che ci fosse ancora più adesione in questo senso da parte delle aziende associate, ma stiamo andando nella giusta direzione.
Che valore aggiunto può offrire Accenture alle gestioni e a tutto il settore? Alle gestioni Accenture può offrire in primis la competenza nell’ANALISI DEL DATO, il
Category Management. Oggi molte aziende del largo consumo stanno pensando di creare una figura dedicata, chiamata Chief Data Officer, che risponda direttamente all’Amministratore Delegato. Il Retail quindi ha ben compreso l’importanza del dato.
Il gestore ha una marea di dati in azienda e l’obiettivo è quello di portare il valore di queste analisi anche nelle società di gestione, come ad esempio valutare il dato sulla rotazione di prodotto, per tipologia di locazione, ecc.
La seconda sfida proposta da Accenture al vending è la TRASFORMAZIONE DIGITALE. Accenture ha, in questo momento, alcuni programmi attivi con diverse aziende italiane.
C’è tutta una serie di tecnologie che arriveranno nel vending (Apple, Google Lance, Product & connection, esperienza touch ecc.), tutta una serie di abilitatori digitali importanti e noi stiamo collaborando con colossi del mondo digitale. Il nostro Centro si trova fisicamente all’interno del distretto del digitale di Milano, in piazza Gae Aulenti. Qui si trovano le sedi Accenture,
Amazon, Google e Microsoft. Un’altra cosa che stiamo portando avanti, a livello di test, è il CATEGORY MANAGEMENT per risolvere il problema dei prodotti da caricare in un distributore: col palmare della gestione o un telefonino fare una foto al planogramma, confrontarlo con il programma da noi fornito e verificare se sono stati caricati i prodotti in modo corretto oppure no. Accenture può offrire tutto questo al vending.
Il processo di digitalizzazione interessa anche Accenture? Certamente. Stiamo trasformando in questo senso la nostra azienda, abbiamo un’agenzia digitale, Accenture Interactive, che sta sempre più crescendo. Negli ultimi anni per la sua crescita sono state fatte acquisizioni di rilievo, tra le quali Fjord ad esempio, una società che si occupa di design e innovazione. È interessante osservare come diverse culture e diversi metodi di lavoro si possano fondere. Mettere insieme creatività, consulenza, tecnologia, è una sfida e al contempo un’opportunità per Accenture.
Cosa porterebbe una vera rivoluzione digitale nel vending? Tutti hanno l’idea del “b-to-b-to-c”, ovvero parlare al consumatore attraverso i clienti. Quindi, un’azienda che produce il caffè sarà interessata a capire quali sono i consumatori finali e la App della gestione, in quest’ottica, diventa qualcosa di enorme valore da condividere con l’azienda che ti dà il prodotto. Grazie ad una App oggi è possibile determinare in che luogo il consumatore consuma, anche se non è profilato, realizzare campagne di vendita mirate, in location, un aspetto distintivo di questo canale e molto altro.
Questa visione del CRM (Customer Relationship Management, ovvero la gestione efficace della relazione con clienti reali e potenziali) applicata al vending è potentissima e permette di accrescere l’engagement del consumatore, attraverso social e sistemi di localizzazione.
Il vending italiano è pronto a questa sfida? L’esperienza digitale nelle vending machine è tra le prossime sfide , ci stanno lavorando tutti, ma un conto è realizzare
la parte di interfaccia grafica, mentre un altro conto è gestirla.
Il problema oggi è che la vending digitale, qualche volta, offre un’esperienza di consumo deludente, non sempre funziona correttamente, perché il personale addetto ai rifornimenti (ARD) è pagato in base alla velocità dei suoi interventi e non viene adeguatamente formato sul digitale.
Bisogna invece saper investire sull’ultimo miglio: la realizzazione di app collegate alle vending è stato un primo passaggio, ma ce ne sono altri da fare per diffondere la cultura del digitale.
Ad esempio, il nostro consiglio è di lanciare una survey interna alle aziende vending, ad oggi quasi nessuno l’ha realizzata. Lancio nuovamente questa provocazione: iniziare ad utilizzare l’app per capire cosa vogliono i consumatori, partendo da un’indagine interna alla propria azienda.
Quanto conta l’opinione del consumatore finale nella scelta dei prodotti erogati da una vending machine?
Non molto, purtroppo. Il gestore spesso

vince la gara d’appalto con ribassi e scegliendo alcuni prodotti, l’ARD decide a sua volta cosa mettere in macchina, il consumatore arriva e si trova quello che c’è. La logica del consumatore che si accontenta di quello che trova sta un po’ cambiando, ma è ancora dura a morire e non sarà un percorso facile. Unendo l’analisi del dato e la digitalizzazione, si può arrivare anche a capire davvero cosa vuole il consumatore. Anche a livello associativo, è necessario capire come evolvere e come fare cultura. Far parlare i consumatori è fondamentale, così come capire quanto sia importante un buon prodotto, un buon servizio, senza fermarsi ad una battaglia di prezzi.
L’investimento nella digitalizzazione consente un guadagno al gestore? Sì, ma deve essere fatto fino in fondo. Detto che la digitalizzazione non può essere fatta dappertutto, la app è un piccolo primo passo nel servizio al consumatore, però deve rassicurare il consumatore sulla sicurezza del suo utilizzo. Realizzata la app bisogna però occuparsi di tutto quello che c’è dietro.
La personalizzazione dei prodotti ad esempio va portata avanti nel modo corretto e, per proporre diverse tipologie di uno stesso prodotto (ad esempio il caffè), serve una macchina capace di gestire e analizzare queste informazioni. Ancora, coinvolgere i fornitori, i grandi marchi, fornire loro i dati di consumo per attuare politiche di Category sempre più spinte.
C’è un proverbio cinese che dice “se vuoi davvero capire il leone non devi andare allo zoo, ma nella savana”. Per il vending è la stessa cosa, guardarlo dall’esterno non serve a niente. Per capirlo meglio ti sei mai calato in questa realtà? Quando seguo i progetti per alcuni clienti vado personalmente tra i gestori, anche piccoli, in giro per tutta Italia, per sentire cosa dicono. Affiancare l’operatore nel suo lavoro quotidiano serve tantissimo, perché ti porta a contatto con diverse realtà. Il fatto di essere sul campo mi piace, aiuta a conoscere la realtà del settore ed è fondamentale.
Quando ho l’opportunità non resto a distanza, entro nel contesto e cerco di interagire con tutti gli interlocutori nel mio lavoro è importante capire il mercato, i processi, lo scenario. Nel vending poi si incontrano molte persone che richiedono un approccio molto pratico e diretto.
Nel corso dell’ultima edizione di Host sei stato relatore, portando all’attenzione del pubblico il tema del digitale. Puoi riassumere brevemente i contenuti del tuo intervento? La possibilità di gestire tutti i contenuti digitali in modo friendly e rapido, questa è la grande sfida, ma per renderlo possibile è fondamentale la collaborazione tra produttori. Creare un tavolo su un protocollo digitale standard per il vending sarebbe auspicabile. Uno dei passi decisivi e distintivi, anche a livello globale. Guarderebbero tutti all’Italia non solo come al paese che produce le macchine per la distribuzione automatica, ma come il mercato che ha creato un protocollo standard digitale. Anche per l’Associazione, questa sarà la prossima grande sfida.

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