Speciale Venditalia 2006 inside Venditalia: illy/Itaca - Saiace - Fantastic - Fas - Ducale fabbricanti: Il Gruppo Rheavendors Basilea 2 Vending Champions League le novità nel vending: Mokador - Nespresso - Mei Conlux - Natex International Trade il Progetto Frutta Snack di Cesenala Conferenza Eva di Bruxelles - il Decalogo della D.A.
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Venditalia 2006 ha da pochi giorni chiuso i battenti e possiamo affermare in tutta sincerità che è stata un’ottima edizione della fiera del vending.Lo spostamento da Genova a Milano non può che essere giudicato positivamente e mai come quest’anno la qualifica di Internazionale è stata realmente guadagnata sul campo.
Molti espositori e numerosi visitatori esteri hanno affollato questa quinta edizione di Venditalia e la quasi unanimità degli operatori del settore ha riconosciuto di aver avuto contatti quantitativamente e qualitativamente importanti,soprattutto nelle prime tre giornate di fiera. Il mercato del vending esce rafforzato da questa Fiera e viene confermata la sostanziale buona salute del settore.La distribuzione automatica continua a dimostrarsi dinamica e innovativa, guidata da imprenditori capaci e da una classe dirigente molto professionale.
La recente notizia che un’altra azienda leader del settore (la MEI) è stata acquisita da fondi di private equity,non può che confermare il grande interesse degli investitori per il mondo del vending e che si può guardare al futuro con un certo ottimismo.
Questa edizione ha anche evidenziato una grande vitalità del segmento dei produttori.Molti prodotti innovativi sono stati presentati agli operatori del vending,soprattutto a base di frutta e con un maggiore attenzione all’aspetto salutistico.Il moltiplicarsi dell’offerta non può che generare nuove opportunità e forse perfino una corretta marginalità per i gestori.
Anche la nostra rivista ha avuto molte soddisfazioni da Venditalia 2006.L’attesa finale della Vending Champions League tra Necta e Bianchi ha avuto una partecipazione di pubblico straordinaria e largamente al di là delle nostre attese,stupendo per l’entusiasmo e la partecipazione delle due tifoserie.
Le serate che abbiamo organizzato in due famosi locali milanesi sono state un grande successo e circa 400 persone hanno condiviso con noi questi particolari momenti di aggregazione al di fuori dell’ambiente di lavoro.
Le diecimila copie della rivista che abbiamo portato in fiera sono andate tutte esaurite e siamo stati addirittura costretti a limitare la loro diffusione per poterci presentare all’ultimo giorno con qualche copia allo stand.
L’unico neo della manifestazione è da attribuire alla scarsa considerazione che è stata data alla stampa di settore,relegata in una posizione sicuramente poco felice della fiera.Nonostante la nostra rivista sia stata solo in minima parte colpita da questa situazione,in accordo con tutte le testate presenti alla manifestazione,abbiamo deciso di segnalare il problema.
Siamo convinti che tutto ciò sia stato creato da una concatenazioni di eventi e non certo per altri motivi,anche perché non considerare a sufficienza l’importanza del ruolo della stampa,è un atteggiamento miope che,per ovvie ragioni,non si riscontra in nessun altro settore.
Alessandro Fontana
Venditalia 2006 si è chiusa con un bilancio positivo
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Numero 2 – Anno III – Marzo - Aprile 2006
Direttore Responsabile Renzo Gabriel Bonizzi
Condirettore Alessandro Fontana
Hanno collaborato: Orsola Mallozzi
Progetto grafico Andrea Lottero
Foto Alizia Lottero
Traduzioni ABC Traduzioni srl
Stampa Diffusioni Grafiche Spa
D.A.Italia – Il periodico della distribuzione automatica
Pubblicazione iscritta al Tribunale di Milano,numero di registrazione 177 del 22 marzo 2004
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Venditalia 2006 si è chiusa con un bilancio positivo
La conferenza stampa di apertura Repertorio fotografico
Necta batte Bianchi 2 a 1 e si aggiudica la prima Vending Champions League
VENDING – FABBRICANTI Il gruppo Rheavendors - un successo mondiale del vending italiano
Mokador inaugura il nuovo stabilimento per la produzione di macchine e cialde Nespresso Design Contest:nasce il coffee on the move Bain Capital e Advantage Partners acquistano MEI Conlux da Mars,Incorporated News Natex International Trade – Fas - Mark
Una conferenza sulle sfide e le opportunità per l’industria del vending Il decalogo della d.a.per promuovere sani stili di vita nella lotta all’obesità Augusto Garulli presiederà l’Associazione Mondiale del vending
festeggia il suo 25°anniversario Tutti gli appuntamenti fieristici del 2006
speciale Venditalia 2006
Si è da pochi giorni chiusa a Milano VENDITALIA 2006,la più importante fiera internazionale della distribuzione automatica. La quinta edizione della manifestazione,per la prima volta nel capoluogo lombardo,ha visto crescere tutti i propri numeri,in particolare oltre 25.000 metri quadrati di superficie coperta (+11% dal 2004) e 256 espositori (+10% dal 2004).
Anche gli accessi dei visitatori ai padiglioni hanno segnato un buon incremento,ancora più evidente da parte dei visitatori provenienti dall’estero,segno che la scelta di Milano è stata senz’altro felice e indispensabile per far valere a pieno la qualifica di fiera internazionale.E proprio l’estero è stato un leit-motiv di questa edizione di VENDITALIA.Lo conferma anche il fatto che ben un’azienda espositrice su sei proviene da un Paese straniero (16% del totale).
Il 29 marzo,presso il padilgione 16 della Fiera Milano City,si è svolta in sala Bolaffio,la conferenza stampa di apertura di Venditalia 2006.
L’evento ha richiamato molti protagonisti del comparto,esponenti delle Istituzioni e,naturalmente,Media e giornalisti italiani e stranieri.
I lavori sono stati aperti da parte di Piergiacomo Ferrari,Amministratore Delegato di Fiera Milano SpA,che ha dato il benvenuto nelle strutture milanesi della Società dopo quattro fortunate edizioni svoltesi a Genova. Leit-motiv seguito anche da Attilio Fontana,Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia che,a nome delle Istituzioni Regionali,ha accolto a Milano la kermesse della distribuzione automatica sottolineandone l’importanza per la vita economica del Paese e dell’indotto.
È stata quindi la volta di Sergio Pieralisi,Presidente di VENDITALIA 2006,che,aprendo ufficialmente la manifestazione,ha evidenziato come i numeri di questa edizione,definita come “di transizione”,siano in realtà già da record con una superficie espositiva di oltre 25.000 metri quadrati sulla quale trovano spazio ben più di 250 espositori provenienti da tutto il mondo che fanno segnare un incremento di 10 punti percentuali rispetto al passato.Tutto questo in attesa di conoscere,dopo il primo Aprile,quante migliaia di visitatori avranno fatto tappa a VEN-
DITALIA 2006;un numero che gli organizzatori attendono quantomai elevato anche grazie ai molti preaccrediti giunti da ogni parte del mondo attraverso il canale web reso disponibile grazie a internet e il sito ufficiale della manifestazione www.venditalia.com.
La conferenza è poi proseguita con la proiezione di un breve filmato che ha raccolto le considerazioni e le aspettative dei consumatori europei del canale vending.Impressioni rafforzate dall’attesissima presentazione dei dati di una ricerca statistica che Venditalia ha commissionato a C.R.A.(preferred by ACNielsen).Lo studio,egregiamente proposto da Stefania Farneti,direttore di Ricerca C.R.A.,ha evidenziato come oggi nel nostro Paese sia ben un italiano su due a confermare di aver fatto uso negli ultimi 12 mesi dei distributori automatici,una percentuale invidiabile comune a pochissimi altri settori.Tra i dati della ricerca da ricordare i fattori più apprezzati dai consumatori (la comodità d’utilizzo, la disponibilità 24 ore su 24,la vicinanza alla propria vita quotidiana) e le aspettative future di crescita che segnano un convinto + 10% nella propensione all’utilizzo dei distributori automatici.
Un settore sano,forte,innovativo ed in crescita.Elementi confermati da Augusto Garulli che,in qualità di Presidente italiano,europeo e mondiale delle Associazioni di riferimento,ha evidenziato come la ricerca e lo sviluppo siano da sempre alla base della crescita e della solidità del settore.Elementi che alcune legislazioni potrebbero rischiare di penalizzare e limitare,ma che,se lasciati liberi di crescere,permetteranno al nostro Paese,oggi terzo al mondo per numero di distributori automatici dopo USA e Giappone,di crescere ulteriormente.È bene infatti ricordare che la distribuzione automatica rappresenta per l’Italia uno dei comparti economici maggiormente positivi che la pongono ai vertici della produzione mondiale specifica.
reportage fotografico
Ci sarebbe senz’altro piaciuto poter pubblicare le immagini di ciascuno dei 256 espositori di Venditalia 2006,ma ovviamente abbiamo dovuto rinunciare per evidenti motivi di spazio editoriale.Presentiamo quindi un reportage che speriamo sia il più esauriente possibile e quantomeno rappresentativo del nostro settore.
Un completo reportage della nostra fotografa Alizia Lottero sarà disponibile a breve sul sito internet della rivista www.daitalia.it
In queste pagine pubblichiamo le “miniature”delle foto.In linea sarà possibile visionare le immagini in un formato più grande.
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inside Venditalia 2006
Come in ogni edizione che si rispetti,in Fiera vengono presentate molte novità,progetti e innovazioni che presto entreranno nel mercato del vending.
Nei prossimi numeri affronteremo in modo specifico e approfondito molte delle più attese novità che finalmente hanno visto la luce a Venditalia.Per il momento ci permettiamo di segnalare solo alcuni progetti che sono stati ufficialmente presentati alla stampa o che hanno riscosso particolare curiosità negli operatori di settore.
D.A.Italia ha partecipato alla conferenze stampa di illycaffè - Itaca Espresso System,ha presenziato all’incontro con i giornalisti promosso da Andros per il lancio di Fruit Pocket e ha intervistato Giovanni Benucci,National Sales Manager di Fantastic Foods.
Molto interessanti sono anche state le proposte di Ducale e FAS,che hanno presentato delle vending machines in grado di servire yogurt e gelati,partendo da un prodotto in polvere a lunga conservabilità.
L’espresso Illy nelle nuove capsule a tecnologia Itaca
Uno degli eventi più attesi di Venditalia 2006 era il lancio ufficiale delle nuove capsule illycaffè - Itaca Espresso System,un nuovo sistema chiuso che di sicuro giocherà un ruolo da protagonista all’interno del mercato OCS.
D.A.Italia ha partecipato alla conferenza stampa e visitato lo stand di Illy,dove ha potuto constatare,anche grazie alla cortesia di Edoardo Macchi (Amministratore di Itaca),l’elevato livello qualitativo e l’ottima resa in tazza del nuovo sistema.
Illycaffè,leader di qualità nella produzione di caffè espresso e Itaca,azienda che progetta e produce sistemi a capsule per caffè espresso,hanno presentato a Milano durante Venditalia 2006 le nuove capsule illycaffè - Itaca Espresso System per il settore OCS, che utilizzano la miscela illy 100% Arabica e la nuova macchina per espresso “Cube”.
L’accordo siglato con Itaca consente a illycaffè di offrire un’ulteriore soluzione al settore uffici,in grande espansione.
Le capsule illycaffè - Itaca Espresso System non sono compatibili con altre macchine presenti sul mercato e possono essere utilizzate esclusivamente con la gamma di macchine progettate e commercializzate Itaca.
“L’accordo con un partner qualifi-
cato come Itaca - dichiara Giacomo Biviano,direttore generale mercati EMEA di illycaffè – consente di offrire ad un mercato in forte espansione un’ulteriore soluzione che va incontro ad esigenze sempre più specifiche.
Edoardo Macchi,amministratore delegato Itaca sostiene come “ la collaborazione con la illycaffè è un motivo di orgoglio;siamo rimasti sorpresi nel confrontarci con un’azienda che fa del rigore e della passione due elementi insostituibili del proprio pensare e operare e che fanno della illy un marchio di qualità assoluta nel mondo”.
Capsule illycaffè – Itaca
Espresso System
Il sistema è costituito dalle capsule di caffè espresso macinato confezionate singolarmente in atmosfe-
ra protettiva.La novità del nuovo sistema brevettato è costituito dal fondo della capsula:completamente chiuso,permette una perfetta infusione di tutto il caffè;successivamente,grazie a un pretaglio nella zona centrale della capsula che si apre al raggiungimento della giusta pressione interna,avviene l’estrazione del prodotto che assicura un espresso eccellente dalla crema persistente.Le capsule sono disponibili in due tostature:media e scura e nelle versioni espresso decaffeinato ed espresso lungo.
Nuova macchina per espresso cube
È una macchina da caffè semiautomatica,destinata agli uffici,pensata per utilizzare esclusivamente le porzioni monodose Itaca Espresso System.L’estrazione inizia automa-
ticamente dopo aver inserito la capsula nella parte superiore della macchina,mentre l’arresto dell’erogazione è manuale una volta raggiunta la quantità di caffè desiderata.La capsula viene espulsa automaticamente,nell’apposito vano,nell’istante in cui viene inserita la successiva.
inside Venditalia 2006
FRUIT POCKET
Il nuovo modo di mangiare la frutta anche nel canale vending
SAIACE S.p.a.,filiale italiana del gruppo ANDROS,ha presentato a Venditalia 2006,la sua ultima novità: FRUIT POCKET,una mousse di frutta tascabile che accompagna i nuovi stili di vita della società contemporanea e che vuole rivoluzionare il modo di gustare la frutta in qualsiasi momento della giornata.
SAIACE S.p.a.,con FRUIT POCKET, ha scelto di entrare negli oltre 800.000 distributori automatici sparsi in Italia e di conquistare cosi i milioni di italiani che,ogni giorno, cercano un modo nuovo,comodo e sano di soddisfare il proprio fabbisogno di frutta.Questo fabbisogno,secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Istituto Nazionale di Ricerca per
gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN),corrisponde a un consumo giornaliero di 5 porzioni di frutta e verdura pari a 400g.Tale quantità permette di raggiungere e mantenere un buono stato di salute e ridurre la probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari, tumori e obesità.
Mangiare un FRUIT POCKET equivale a mangiare una porzione di frutta:la pratica confezione ultraresistente contiene infatti almeno 89g di buonissima frutta senza l’aggiunta di coloranti,conservanti o aromi artificiali.Da solo FRUIT POCKET riesce a coprire fino al 33% del fabbisogno giornaliero di Vitamina C del nostro organismo. Tutto questo senza dimenticare la leggerezza:FRUIT POCKET,infatti,
ha meno di 90Kcal e non contiene grassi.
FRUIT POCKET si prepara ad invadere il mercato della distribuzione automatica in quattro nuovi gusti, tutti shelf stable,in formato da 100g:Mela,Mela e miele,Mela e Fragola e Mela e Albicocca.
SAIACE S.p.a.(filiale italiana del Gruppo Andros dal 1990),nata nel 1941,con sede a Monselice (Padova),è una delle prime 4 aziende nazionali produttrici di confetture e vanta una posizione di
assoluta leadership nel segmento premium della frutta sciroppata in vaso di vetro.Ogni anno trasforma circa 12 mila tonnellate di frutta destinate alle produzioni con il marchio storico dell’azienda (Colli Euganei) o con i marchi più prestigiosi della distribuzione moderna.
Dall’Australia i prodotti Fantastic Foods a base di riso inside Venditalia 2006
Venditalia 2006 è stata una importante occasione per alcuni nuovi player di presentarsi agli operatori del vending.Tra le molte novità presenti alla kermesse milanese segnaliamo Fantastic Foods,una realtà dinamica del food mondiale.
Il marchio Fantastic nasce in Australia ed è leader negli snack in oltre 25 paesi in tutto il mondo.In Italia opera attivamente da circa due anni ed è presente con successo nella GDO e nella distribuzione automatica. Fantastic Foods propone attualmente una linea di snacks a base di riso,mais e patata,e una linea di cracker a base di riso,entrambe declinate in tre diversi gusti.I prodotti dell’azienda australiana, sfornati nel moderno stabilimento di Melbourne,sono cotti al forno e non fritti e, per non ingenerare problematiche di allergia,nella lavorazione viene utilizzato soltanto olio di girasole.
Sia i rice snack che i cracker di riso hanno dalla loro un carattere innovativo e di grande rilievo:grazie all’assenza di glutine,risultano adatti anche per i soggetti affetti da celiachia.
Intervista a Giovanni Benucci – National Sales Manager di Fantastic Foods
Il marchio Fantastic è molto conosciuto nel mondo,soprattutto nel comparto della grande distribuzione.Come siete arrivati al canale del vending?
Il marchio Fantastic è stato per lungo tempo orientato alla GDO con il tradizionale formato da 100 grammi.Quando l’azienda ha raggiunto una diffusione capillare in oltre 30 paesi del mondo e quindi una massa critica di rilievo,ha preso la decisione di interrompere la produzione presso terzi di tutti i prodotti da riso e da forno (lo stabilimento era in Thailandia) e ha deciso di aprire in proprio un grande sito produttivo a Melbourne. Creando un nuovo stabilimento, abbiamo avuto la possibilità di inserire nelle linee produttive anche nuovi formati e nuovi prodotti e quindi si è pensato di essere presenti anche nel canale vending.
Ritenete che ci sia spazio per un prodotto innovativo come il vostro?
Ne siamo assolutamente convinti perché,come si può facilmente anche rilevare in una fiera importante come Venditalia,nel segmento del “salato”l’offerta è abbastanza costante nel tempo,sia come brand che come tipologia di prodotto e si basa quasi esclusivamente su prodotti derivati dal frumento,creati con tecnologie ormai accessibili a tutti.
Fantastic offre invece un prodotto innovativo a base di riso e cotto al forno attraverso un procedimento piuttosto complesso che consente al prodotto di avere delle caratteristiche nutrizionali piuttosto alte, con un bassissimo contenuto di grassi.Questo riuscendo nel contempo a mantenere tutto il sapore che ci si aspetta da uno snack.
Quando è stata aperta la filiale italiana di Fantastic Foods?
In Italia Fantastic Foods è nata circa 4 anni fa.L’azienda madre invece è molto vecchia in un paese molto giovane.Nasce infatti negli anni ‘20 come azienda produttrice di pasta.I fondatori erano italiani di origine valtellinese e hanno avuto il grande merito di intuire il grande sviluppo della GDO in Australia,concentrandosi su quel segmento.
Oggi hanno il 60% del mercato della pasta secca e quote rilevanti di molti segmenti vicini (pasta fresca ecc.).Successivamente hanno creato il marchio Fantastic per i prodotti innovativi.
L’azienda in questi ultimi anni sta cercando di esportare il proprio modello nel mondo.In Italia c’era già una base di collaborazione professionale perché i macchinari per la pasta venivano acquisiti proprio
qui e la proprietà ha sempre avuto attenzione a questo mercato per ovvi motivi affettivi.
I prodotti presenti in Italia sono gli stessi che commercializzate in Australia?
Ovviamente cerchiamo di “adattare”i prodotti australiani per il mercato italiano.
I mercati sono diversi e anche le motivazioni all’acquisto sono leggermente differenti,in Italia c’è molta attenzione al prodotto non solo per il suo sapore ma anche per la valenza salutistica.Abbiamo selezionato in particolare tre snacks e tre crackers che riteniamo ad alta rotazione.
Per il packaging abbiamo invece seguito due strade diverse.Gli snacks hanno un packaging internazionale,studiato per un pubblico di stampo anglosassone,anche se dobbiamo rilevare che la globaliz-
Giovanni Benucci
zazione ha ormai fortemente limato le differenze tra i consumatori di diverse aree del mondo.
Per i crackers invece lo sviluppo è stato più mirato al pubblico italiano,anche perché in Australia non esiste il segmento dei prodotti sostitutivi del pane.Vengono tutti visti come snacks e quindi entrano in competizione con prodotti diversissimi tra loro come i biscotti e le barrette.In Italia volevamo un’immagine sobria,incentrata innanzitutto sulla visibilità dall’esterno del prodotto (è un cracker rotondo e non quadrato).Nel formato da 100 grammi abbiamo usato il film trasparente,nel formato vending da 25 grammi abbiamo creato una grafica essenziale con la foto del prodotto in grande evidenza.
Il prezzo è competitivo o occupa un segmento medio/alto?
Non siamo certo venuti dall’Australia per metterci a fare una battaglia sul prezzo. Il prodotto ha caratteristiche molto particolari (siamo presenti anche nelle farmacie) che gli consentono di essere tranquillamente proposto ad un prezzo leggermente superiore agli snacks più economici.
Come sta procedendo la vostra penetrazione nel canale vending?
La società ha la sua base a Livorno e quindi siamo partiti dalla Toscana,grazie anche ad accordi con grandi gruppi locali.Oggi ci stiamo sviluppando in tutto il nord
Italia e nell’immediato futuro pensiamo di avere una anche valida presenza al Sud.
L’Italia è l’unico mercato di riferimento o sarete una sorta di ponte per il Sud dell’Europa?
Già oggi la sede di Livorno gestisce l’Italia e la Svizzera,ma stiamo partendo con un progetto in Germania e ci sono sviluppi anche in altri paesi vicini.
C’è comunque una fondata possibilità che i mercati dell’area mediterranea possano in futuro “dipendere”dalla filiale italiana.
State puntando molto sul fatto che il vostro prodotto è senza glutine.Ci può dare
maggiori dettagli?
I gestori di mense locate presso le strutture pubbliche,scolastiche e ospedaliere sono obbligati dalla recente legge n.123 del 4 luglio 2005 a fornire anche cibi privi di glutine.Per la D.A.,i rice snacks ed i cracker di riso Fantastic,essendo notificati al Ministero della Salute, rappresentano la soluzione ideale, poiché consentono di assolvere agli obblighi legali senza sacrificare una spirale per un prodotto di nicchia:infatti,il prezzo in linea con il mercato ed i moltissimi consumatori che acquistano i prodotti Fantastic per la bontà,il basso contenuto di grassi e l’alta valenza salutistica,garantiscono comunque un’elevata rotazione delle vendite.
inside Venditalia 2006
Due interessanti novità presentate a Venditalia 2006
la macchina per i gelati - FAS
la macchina per yogurt - Ducale
Stefano Sandei a fianco della nuova macchina Ducale
Ph.
NECTA BATTE BIANCHI 2 A 1 E SI AGGIUDICA LA PRIMA VENDING CHAMPIONS LEAGUE
Tutto esaurito sugli spalti per l’attesa finale della Vending Champions League che ha visto Necta imporsi con il punteggio di 2-1. Partita molto combattuta che N&W Global Vending ha vinto meritatamente riuscendo ad esprimere grande determinazione e un gioco più corale. Un applauso anche a Bianchi che, sostenuta da una tifoseria molto appassionata, ha lottato sino all’ultimo alla ricerca del pareggio.
Milano 29-04-2006. – Dopo una lunga fase di qualificazione, la Vending Champions League è finalmente arrivata al suo atto conclusivo con una sfida che rappresentava molto degnamente il nostro settore, visto che vedeva di fronte i due principali fabbricanti di vending machines.
Con i padiglioni della fiera di Venditalia 2006 sullo sfondo ed un pubblico delle grande occasioni stimato in 500 unità, non ci poteva essere conclusione migliore per una manifestazione che nasceva proprio con l’intento di trasformare la normale competizione di mercato in una sana sfida improntata ai più alti valori sportivi e dare un’immagine positiva della distribuzione automatica. Anche per questo tre grandi cartelloni pubblicitari, posti in posizione strategica nel quartiere della fiera (uno addirittura all’ingresso del padiglione di Venditalia), pubblicizzavano l’evento.
Venditalia 2006 è stato un grande successo di pubblico e ci è sembrato molto utile organizzare un evento di forte impatto, collaterale all’esposizione, che potesse ulteriormente arricchire questa importante manifestazione.
D.A.ITALIA 24
Per una volta non ci soffermeremo solo sulla cronaca, che è stata l’elemento distintivo dei precedenti articoli e siamo lieti di sintetizzare la serata in un breve ma sentito messaggio: ha vinto lo sport ed è stato un momento di festa.
Appena finita la partita abbiamo infatti “celebrato” i vincitori e consegnato i premi collaterali nei due piani di un noto locale di Milano (Jazz Cafè), dove hanno trovato posto ben 260 persone (240 operatori del vending e 20 modelle di una delle migliori agenzie milanesi, che la nostra media agency è stata lieta di far accomodare nelle vicinanze della squadra vittoriosa).
Abbiamo avuto il buon gusto di non fotografare alcune fasi della serata, ma vi possiamo assicurare che alle 2.00 di notte c’erano ancora un centinaio di persone che ballavano (anche sui tavoli) e che tutti, vincitori e sconfitti, dirigenti e addetti, operatori del settore e ospiti, ragazzi e ragazze, associati e non associati, si sono sicuramente molto divertiti.
Sarà stato l’ambiente confortevole, sarà stata la presenza di molte belle ragazze o forse più probabilmente avranno avuto effetto le numerosissime bottiglie di vino, ma possiamo senz’altro dire che la festa è riuscita in pieno.
La Bianchi Vending Group con la maglia sponsorizzata da ABN AMRO
cronaca
Milano ore 20.00, serata perfetta per giocare a calcio con una temperatura primaverile e due tifoserie che affollano la tribuna già da un’ora e si lanciano in una serie di coreografie molto riuscite. Ci sono striscioni, cartelli, fumogeni con i colori delle squadre e nel settore della Bianchi una attiva sostenitrice scandisce al megafono soprannome e nome di tutti i componenti della squadra. La partita è arbitrata da una terna guidata da Cervone, che gestirà bene l’incontro e non influirà in alcun modo nel risultato.
Le squadre si schierano entrambe con il 4-4-2, con
nessuna novità di rilievo rispetto al torneo di qualificazione. Inizia subito forte Bianchi e dopo appena 100 secondi passa in vantaggio con un gol di Daghetti che in mischia sorprende l’ottimo Cavagna. Esplode la gioia dei tifosi della Bianchi, tutti con il cappellino sponsorizzato (ne sono stati distribuiti più di 200 prima dell’incontro).
Iniziano i primi cori: “Chi non salta è della Necta!” che però muoiono sul nascere dall’immediato pareggio della formazione diretta da Paolo Paris. Da un calcio di punizione a centrocampo parte un lancio su cui è lesto ad inter-
venire Brugnetti che riesce a beffare Abbiati (portiere Bianchi).
La partita inizia quindi con i migliori auspici e ci si aspetta un match molto spettacolare. Bianchi però sembra subire un po’ troppo il gol e gioca molto contratta. Necta invece si dimostra da subito una squadra compatta e molto tosta, con un reparto offensivo molto efficace su cui spiccano Tironi e Angioletti.
Gli uomini in giallo arrivano sempre prima su ogni pallone e sembrano giocare a memoria, mentre Bianchi si affida più alle individualità di Bartucca e Venturella, che però non
incidono come al solito. Passano i minuti e Necta sembra prendere in mano l’incontro, con Bianchi che fatica a proporre il suo gioco. Al 18°la Necta sfiora il vantaggio con un gran tiro che si stampa sulla traversa. Passa solo un minuto e Bugada su punizione supera la barriera ma la palla è troppo centrale per sorprendere Abbiati.
Al 28°la Necta si guadagna un corner sulla sinistra e Tironi svetta in mischia piazzando la palla a fil di palo. Vantaggio meritato per una squadra che stava tenendo meglio il campo. Bianchi tenta una reazione
ma è Necta a sfiorare il terzo gol e solo un grande intervento di Abbiati in angolo riesce ad evitare. Il primo tempo si chiude qui, con il pubblico che incita calorosamente le due formazioni.
Inizia il secondo tempo (ore 20.45) e l’Inter è già sotto di un gol con il Villareal a San Siro [scusate non ho resistito]. Necta parte fortissimo e Abbiati riscatta definitivamente l’incertezza sul secondo gol salvando con un doppio intervento la propria porta.
Bianchi però incomincia a crescere. Bartucca incomincia a dettare meglio i tempi della squadra e pian
piano la partita torna in equilibrio.
Venturella al 10°si guadagna un calcio di punizione da buona posizione che però tira troppo centrale per impensierire Cavagna. Al 14°Bianchi sfiora il pareggio con una mezza rovesciata che per un niente non si tramuta in gol.
Al 17°un passaggio indietro viene raccolto da Cavagna, l’arbitro ritiene che sia stato volontario e fischia un calcio a due in area, nonostante le vibranti proteste di rito.
Venturella riceve il pallone ma lo scaglia sulla reattiva barriera di Necta.
La Bianchi tenta negli ulti-
mi 10 minuti di raggiungere il pareggio che le avrebbe consentito di arrivare alla lotteria dei rigori, ma la difesa Necta riesce a controllare la partita con buona autorevolezza. A un minuto dalla fine Luca Tironi (capitano Necta) si guadagna un cartellino rosso, pregiudicandosi la possibilità di vincere il premio Fair Play, visto che è la seconda espulsione in due partite giocate nel torneo. Con tutto il pubblico di parte Necta che sta intonando il coro: “Campioni del Vending” l’arbitro fischia la fine dell’incontro.
N&W Global Vending vince la prima edizione della Vending Champions
League per 2 a 1. A centrocampo viene sistemato un tavolino con la Coppa dei Campioni, che viene consegnata al capitano affinché la alzi al cielo accompagnato dalla gioia dei compagni, dal tripudio del pubblico e dallo sguardo un po’ triste dei ragazzi della Bianchi che hanno onorato l’incontro e che comunque hanno festeggiato con grande sportività i vincitori.
D.A. Italia in occasione della Vending Champions League ha messo in palio numerosi premi collaterali che sono stati distribuiti nel corso della serata di mercoledì al Jazz Café di Milano.
Pubblichiamo l’elenco delle “nominations” e le motivazioni dei premi.
MIGLIOR GIOCATORE DEL TORNEO
Candidati:
Angioletti Riccardo (Necta)
Branca Alessandro (Sidac Break)
Mandelli Stefano (Comestero)
Santabarbara (Vendomat/GeSa)
Venturella Riccardo (Bianchi Vending Group)
V incitore: Venturella Riccardo per le doti tecniche dimostrate, degne di categorie superiori
PREMIO FAIR-PLAY
Candidati:
De Marchi Claudio (RheaVendors)
Fraccaro Federico (Comestero)
Paris Paolo (Necta)
V incitore: Paris Paolo per la grande sportività espressa in tutte le partite del Torneo
Tutti i distributori e le soluzioni della gamma Necta sono appositamente progettati per soddisfare ogni esigenza specifica di locazione e utenza. Prestazioni eccellenti,rapporto qualità-prezzo competitivo, design innovativo,tecnologia all'avanguardia,flessibilità di utilizzo,servizio superiore:sono queste le ragioni che fanno di Necta la gamma più completa oggi sul mercato.
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MIGLIOR ALLENATORE
Carazzato Marco (Comestero)
Garatti Egidio (Sidac Break)
Venturella Angelo (Bianchi Vending Group)
V incitore: Venturella Angelo
ottimo allenatore, capisce il calcio e interpreta bene le partite
MIGLIOR DIFENSORE
Berra Ermanno (Vendomat)
Branca Alessandro (Sidac Break)
Mandelli Massimo (Comestero)
V incitore: Berra Ermanno
doti tecniche e visione di gioco non sono offuscati dall’età
PREMIO D.A. ITALIA
Giampaolo Bononi (Bianchi Vending Group)
Milesi Massimo (RheaVendors)
Nicosia Fabrizio (Perfetti)
V incitore: Giampaolo Bononi
D.A.ITALIA 30
unico dirigente a giocare una intera partita del Torneo, è una presenza positiva sia in campo che fuori. Marble’s Cat forever…
MIGLIOR PORTIERE
Abbiati Luca (Bianchi Vending Group)
Cavagna Roberto (Necta)
Marta Fabio (Comestero)
V incitore: Abbiati Luca eccellente nel torneo di qualificazione, vince di un soffio su Cavagna
PREMIO REGIA
Angioletti Riccardo (Necta)
Mandelli Stefano (Comestero)
Luigi Bartucca (Bianchi Vending Group)
V incitore: Angioletti Riccardo dirige la squadra partendo dalla difesa. Sempre presente.
MIGLIOR MARCATORE
Premio assegnato a: Domaneschi Marco (Comestero) 9 goal nel Torneo
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Vending Champions League IL TORNEO DI QUALIFICAZIONE
Le otto squadre iscritte alla Vending Champions League sono state divise in due gironi. Le 12 partite di qualificazioni hanno premiato Bianchi Vending Group nel girone A e N&W Global Vending nel girone B. Ecco l’elenco completo di tutto il Torneo di qualificazione, con classifica dei gironi e classifica dei marcatori.
PRIMA GIORNATA
girone
Comestero RHEA Vendors 5-0
SECONDA GIORNATA
girone A Bianchi Vending Group Comestero 2-1
Perfetti Van Melle
RHEA Vendors 3-1
TERZA GIORNATA
girone A Bianchi Vending Group
RHEA Vendors 8-0
Comestero Perfetti Van Melle 10-0
Girone A Girone B
CLASSIFICA MARCATORI
9 Domaneschi (Com)
4 Lanzoni (BVG) - Daghetti (BVG)
3 S. Mandelli (Com)
B
Sidac Break N&W Global Vending 1-1 Vendomat / GeSa Brasilia 3-0 girone B N&W Global Vending Vendomat / GeSa 4-0
Il gruppo Rheavendors un successo mondiale del vending italiano
[ fabbricanti ]
Il Rheavendors Group (o RVG) è specialista nella progettazione,produzione e vendita di distributori automatici per bevande calde,fredde e per snack dal febbraio 1960.RVG opera sul mercato mondiale del vending ed è diventata in numerosi paesi il leader di mercato.La produzione si articola in 5 stabilimenti localizzati nelle province di Milano e Varese.
D.A.Italia ha visitato gli uffici e lo stabilimento Rheavendors di Caronno Pertusella,intervistando quattro membri del consiglio d’amministrazione Bianca Corbari,Andrea Majer,Luca Majer e Giorgio Carletti,nonchè Massimo Milesi (Global Accounts Manager),per sintonizzarci sui loro piani presenti e futuri.
Intervista al gruppo Rheavendors
Rheavendors è presente sul mercato da quasi cinquant’anni,ci potete raccontare in sintesi la sua lunga storia,magari partendo dall’origine del nome?
Il nome Rhea è stato scelto da nostro padre Aldo Majer,appassionato cacciatore e amante della natura,che l’ha tratto da un libro sugli uccelli del mondo:la Rhea Americana è un grande uccello senza ali del Sud-America,simile allo struzzo africano.
Nato a Belluno,Aldo Majer nel ’49 si è trovato a Milano con una laurea in chimica industriale impiegato nella fonderia di famiglia,specializzata in metalli non ferrosi:in pieno centro della Milano bombardata.
Per quanto rapidamente la sede dell’attività si fosse spostata (nel ’52) a Baranzate di Bollate (la stessa dove oggi produciamo con MPR le macchine mid-size) e avesse clienti illustri come l’Alfa Romeo o Campagnolo,papà aveva già l’idea
di svincolarsi dal “contoterzi”e arrivare a commercializzare un prodotto finito.
La decisione di entrare nel settore del vending è maturata durante gli anni Cinquanta,quando - nell’ambito delle sponsorizzazioni di “delegazioni di industriali”,come conseguenza del piano Marshall, che facevano visita alle strutture industriali statunitensi - Aldo Majer notò le prime vending machines.In capo a due anni aveva trovato il filone giusto:il Dolcificio Lombardo stava per lanciare le chewing-gum a pallina.La macchina giusta per questa distribuzione (capillare,in tutte le latterie) verrà prodotta e assemblata nella fonderia e poi,dal 1960,in Rhea Vendors,con un design firmato Angelo Mangiarotti.Praticamente con pochi colpi ben assestati erano nate tre cose:le macchine brandizzate,il design vending e la Rhea Vendors.
Successivamente,quali sono
le tappe fondamentali?
Nel 1960 iniziamo a Grenoble la collaborazione con Michel Conreur,persona geniale con una laurea in psicologia all’università di Miami:diventerà il nostro partner esclusivo in Francia sino al 2001,anno in cui decide di andare ad occuparsi delle sue barche a vela e proprietà immobiliari,confidandoci l’azienda che viene ribattezzata da Dia Vendors a Rhea Vendors France.
La gamma di macchine prende forma già nel 1962,con un trittico post-mix (bevande fredde),bevande calde (solubili) e snacks,la Square Line,visibile anche nel libro del venticinquennale Confida:è la prima batteria completa del vending italico.
Se guardiamo alla tecnica dell’infusione alla fine degli anni Sessanta iniziamo la produzione della prima macchina espresso, con un gruppo infusore idraulico prodotto per noi da Gino Rossi, ancora ineguagliato come qualità
e come difficoltà a mantenerlo (oltre cento guarnizioni).Nei Settanta siamo ormai al gruppo meccanico Rhea che va avanti sino al 1987,dove entra il primo gruppo in plastica,sostituito dieci anni dopo dal micro-brewer attuale. Pensiamo questa volta di accelerare di un anno il ritmo decennale e di iniziare a produrre durante il 2006 un nuovo tipo di infusore dalle caratteristiche innovative.
Per i mercati,la crescita è stata progressiva:grosso modo nei Sessanta abbiamo creato rapporti duraturi con Francia e Svizzera e Germania.Nei Settanta abbiamo intensificato i rapporti con i paesi confinanti e con quelli di cultura latina,mentre negli Ottanta abbiamo cominciato ad interessarci dei gusti (principalmente in termini di caffè) dei paesi di tutta l’Europa, estendendoci in nord Europa e Gran Bretagna.Gli anni Novanta hanno visto la diffusione nelle due Americhe e,dalla fine di questi,in zone molto remote per i gusti ita-
Luca e Aldo Majer Massimo Milesi e Andrea Majer
INTERVISTA A RHEA VENDORS
liani,quali il Pacific-Rim e i paesi emergenti.
Il fondatore ha ancora un ruolo importante in azienda?
Aldo Majer è l’impersonificazione del hands-on manager:si occupa di tecnica,di commerciale,di finanza e del “coaching”dei tre figli che,con differenti gradi di coinvolgimento e mansioni,aiutano a “mandare avanti”la Rhea.Il suo ruolo è di controllo e di ispirazione per tutti coloro che apprezzano quando una persona a ottancinque anni decide non già di prendersi “qualche anno di vacanza”ma di giornalmente affrontare e-mails,contratti,micro-processori e quant’altro capita sulla scrivania. Tre figli e manager lo affiancano e hanno ormai un cumulo di anni di esperienza nel vending e nel caffè non indifferente,specie se si tiene conto dei management teams dei nostri concorrenti,oggetto spesso di cambi di proprietà.
Qual è l’attuale struttura industriale del gruppo Rheavendors?
La Rheavendors Group è la holding che detiene le attività industriali italiane:in tutto cinque stabilimenti produttivi.Rheavendors è storicamente il primo.La Rheaprojects produce tutta la gamma table top mentre la MPR è focalizzata sulla produzione di mid-size free standing.Ad essa è annessa un’officina per la produzione di stampi con robot il cui programma viene generato direttamente dal CAD del nostro ufficio tecnico.Damian si occupa delle macchine per prodotti solidi (front-glass e general merchandisers) e Tuttoespresso dei sistemi chiusi e di tecnologia del caffè,essendo l’unica azienda partecipata Rhea in cui è attiva la produzione di alimenti,un fattore sinergico importante che ci differenzia dai nostri concorrenti.
Un’altra holding finanziaria raccoglie invece tutte le partecipate extra-Italia che espletano attività
commerciali all’estero:oggi sono sei in Europa ovvero Francia, Spagna,Germania,Austria, Polonia e Gran Bretagna,più gli USA.
L’organizzazione è a matrice mista: con suddivisioni funzionali per unità produttiva o commerciale e alcune funzioni “corporate”che, raggruppate nella holding,generano sinergie per tutto il gruppo.
La fortissima crescita di Rheavendors di questi anni non vi ha mai fatto pensare di spostare parte della produzione in paesi più “convenienti”, tipo la Cina? Credete possibile che importanti realtà che operano in questi paesi possano un giorno entrare direttamente nel vending?
Una serie di considerazioni,tra cui i “numeri”del vending,l’incidenza della mano d’opera sul prodotto finito “d.a.”e le politiche locali in tema di difesa dei diritti di proprietà industriali ci fanno pensare
che i vantaggi siano troppo limitati per giustificare di seguire la moda dell’andare in Cina. L’approvvigionamento di componenti,invece,già avviene da tempo:se non tassativamente con la Cina,con paesi low-cost.
Rheavendors è storicamente focalizzata sui mercati esteri, con quote rilevanti anche in mercati difficili come quello tedesco.State riscontrando anche in queste aree geografiche una maggiore attenzione al mondo dell’espresso?
L’espresso è l’unico segmento del caffè,in Germania e nel mondo, che mostra una crescita consistente,anno dopo anno.Condividiamo la visione di Nestlè di un aumento a due cifre del consumo mondiale nei prossimi quindici anni:quello che non pensiamo è che questo avverrà tutto e solo grazie all’espresso.Espresso tra l’altro,ed è importante quello che stiamo affermando,è uno “state of mind”
IL MERCATO DEL VENDING
più che una bevanda ben definita: dimmi che “espresso”bevi e ti dirò chi sei (o da dove vieni).
Avete un vostro modello di sviluppo all’estero?
Fornire assistenza,supporto e servizi in loco,per essere più vicini al cliente.Questo avviene o direttamente o indirettamente.Poi,come accento aziendale,fornire soluzioni ai problemi del gestore,dal piccolissimo a quello globale,che non si limitino alla bella presentazione ma che incidano e positivamente sul suo conto economico.
Siete presenti anche in Brasile con la Luxor Vending.Come valutate il mercato sudamericano?
Il potenziale del Brasile e del SudAmerica è enorme e noi crediamo molto nelle sue prospettive future. Abbiamo avviati contatti anche a livello governativo perché pensiamo che alcune zone possano beneficiare dello scambio commerciale
con un’azienda europea all’avanguardia tecnologica come è il caso del RVG.Poi,come sempre,si sa che il potenziale di mercati con salari minimi di 100 euro/mese o meno,è sempre più lento a svilupparsi rispetto alle aspettative.
Cosa ne pensate del mercato medio-orientale a cui progressivamente molte aziende italiane stanno cominciando ad interessarsi?
Tutti questi mercati sono usciti da una fase di relativa impermeabilità alle mode e alle immigrazioni occidentali e hanno vissuto un progressivo aumento del potere di acquisto e disponibilità di mezzi di pagamento (ad esempio la coniazione di monete o l’uso di sistemi cashless).Sono zone a forte vocazione di crescita,grazie alla globalizzazione.
Siete molto presenti all’estero, avete mai pensato di diventare una delle società
leader anche sul mercato italiano?
In Italia fatturiamo meno del 5% del nostro fatturato ma non è corretto dire che non rappresenti il nostro core-business,giacchè agli inizi dei Novanta abbiamo probabilmente superato come vendite la Zanussi,ai tempi della Moda e della Hyperion.
In Italia –è vero- dalla fine degli anni Novanta,con la Lioness,ci siamo fondamentalmente rivolti alla produzione di soluzioni globali e non ad un approfondimento del nostro contatto con i gestori italiani.È però da oltre un anno che abbiamo aperto una filiale Italia e investito risorse dedicate per valutare la politica più opportuna rispetto al mercato italiano. Oggi siamo in grado di dire che l’operatore di qualità italiano è maturo per capire la nostra filosofia di qualità e tecnologia che ci ha permesso di acquisire quote importanti negli altri due mercati “storici”del caffè espresso,Francia e
Spagna oltre che di essere un leader nella creazione di concetti vending di elevata qualità e immagine. Venditalia 2006 dimostrerà questa convinzione,con l’entrata di un nuovo responsabile commerciale italiano.
Nel nuovo look delle macchine avete dato molta importanza al segmento cool. Questo significa che credete nell’affiancamento caldofreddo?
Il nuovo look rispecchia fedelmente le nostre idee e ci permette di affrontare il mercato con offerte che,come da filosofia aziendale, tolgano problemi ai gestori.In Germania,ad esempio,c’è una tassa molto elevata sul vuoto a perdere (0,25 euro sulla vendita di lattine e bottiglie) e la possibilità di collocare a fianco di una macchina di bevande calde il nostro modulo slave per acqua crea maggiori margini per l’operatore che calcoli i costi della logistica legata a boc-
INTERVISTA A RHEA VENDORS
cioni o acqua in bottiglia.
Che importanza ha per la Rhea il design? Fare macchine belle,oltre che funzionali,ha il suo peso?
Per Rhea è un po’ strano porre la domanda per il vending,come se si fosse caso a parte.In realtà consideriamo un dovere da parte dell’industriale –per dirla con una frase che abbiamo inserito in un nostro sito Web:“avere la responsabilità di creare,nel luogo di lavoro,un angolo di umanità con le nostre macchine”-.E quale essere umano non è sensibile al design? Del resto il nostro C.V.parla da solo:data da prima degli anni Sessanta la collaborazione con l’architetto Angelo Mangiarotti, uno dei papà del design italiano. Nei Settanta con Bruno Morassutti e la sua “410”Rhea fa approdare una macchina espresso al MOMA di New York.Negli Ottanta abbiamo vinto con una nostra macchina disegnata da designer olandese un
design-award in Olanda,e poi -con Massimo Iosa Ghini e Tuttoespresso- altri due designawards sono stati vinti in Germania e negli USA.
La lezione della disposizione spaziale delle varie componenti della “facciata”di una macchina vending,così come dedotta dalla Moda di Michele de Lucchi e Angelo Micheli o dalla XS di Peter Hasnay è stata,per finire,assorbita da innumerevoli nostri concorrenti.
Le nuove table top della vostra gamma produttiva diventano sempre più piccole. Come sta andando questo tipo di prodotto,in particolare la nuova XX?
Ci ha piacevolmente sorpreso, tanto che abbiamo dovuto installare una terza linea di produzione proprio per questo modello.È chiaro che il mercato delle fabbriche da tremila operai si è trasferito altrove,non è più in Italia,né nel paese leader illo tempore,ovvero la
Germania.E in Cina,dove una fabbrica può avere facilmente centomila operai,purtroppo non guadagnano abbastanza per ora da permettersi la “pausa di relax”quindi RVG ha iniziato ad “amare il piccolo”e i numeri stanno divenendo interessanti.
Rhea ha la linea Combo che rappresenta l’affiancamento di più macchine,avete mai pensato di fare una “Combi”, una singola macchina con caldo e freddo?
Ci risulta difficile pensare ad un investimento industriale importante su una macchina che pesi 200 chili con al massimo 300 bicchieri e forti limitazioni:anche negli esempi americani rimangono i problemi che caffè e snack hanno capacità differenti,il sistema di pagamento è unico,l’interfaccia è poco ergonomica.
Con la nostra gamma aggiriamo questi problemi:tutte le free-standing per caffè RVG sono accoppia-
bili a macchine snack di capacità variabile e il cliente può scegliere (tra versioni master e satellite) quella che più si adatta alle sue esigenze.Damian in collaborazione con Coffee Break ha vinto il contratto per la metropolitana di Milano con una batteria di due macchine per gli snacks:un modulo slave e un modulo master,che è la centrale di pagamento.
Rheavendors è attenta allo sviluppo della telemetria? Per quanto riguarda la telemetria essa rappresenta più un argomento di conversazione tra venditori del vending che una nuova tecnologia,giacché dal profilo strettamente tecnico non solo è relativamente semplice da attivare su una macchina RVG ma è quasi un’ineluttabile esigenza se si vuole concepire il vending come un mondo in evoluzione.Le nostre schede, compatibili con tutti i principali protocolli,prevedono già questa possibilità ma la realtà è che rice-
IL MERCATO DEL VENDING
viamo assai poche richieste in tal senso.Come i pagamenti via GSM, anch’essi da noi implementati,rappresentano per ora più un gadget che una vera e propria arteria di sviluppo.
Siete molto presenti in Confida,il dr.Giorgio Carletti è uno dei vice-presidenti. Come valutate il lavoro dell’associazione nazionale?
La “nuova”Confida ha avuto il pregio di sapersi togliere di dosso certe teorie del vending storico secondo cui la d.a.doveva lasciar
XX/Barista
stare la visibilità pubblica e lavorare sempre “a porte chiuse”.La recente vicenda del blocco del vending nelle scuole in Francia,di per sè inaccettabile per l’evidente scambio di causa con effetto,ha avuto come riflesso positivo il fatto che tutti si sono resi conto che la d.a.ha una responsabilità sociale. Il passo che ora bisogna compiere (e che in Francia non si è avuto il coraggio di fare,ad esempio proclamando una “giornata di sciopero della macchinetta”in risposta al provvedimento anti-vending) è quello di capire che il vending ha
propriamente una visibilità sociale e quindi un peso nella società odierna.Il passo successivo,è il nostro avviso,sarebbe poi quello di ri-qualificare la qualità,per diminuire il gap di prezzo fra una tazzina al bar e una alla “macchinetta”:ma di questo se ne parla molto ma non esistono i presupposti culturali per iniziare a fare veramente.
Da ultimo,qualche rivelazione sui piani futuri?
In primis la nostra priorità:il gestore.Ma un gestore evolutivo,che
XX/OC
veda con difficoltà il continuo ribasso del prezzo di vendita al consumatore e senta il dovere di fare qualcosa,insieme a noi,al riguardo.In secondo luogo,attenzione a quelli che sono i macrotrend del consumo.Come detto il vending ormai è destinato a cessare di essere un micro-cosmo a sé e va da sé che le logiche del consumatore,di cui l’aspetto più evidente per il gestore è la brandizzazione,vadano tradotte in linguaggio vending.
La più piccola macchina semi-automatica del RVG,la XX è disponibile sia in versione con caffè in grani macinati all’istante che con caffè solubile.Due tecnologie interne e differenti soluzioni estetiche differenziano la versione XX/OC dalla versione XX/Barista,quest’ultima creata per soluzioni do-it-yourself dove non è necessario un metodo di pagamento.Il brevettato sistema senza valvole consente una facilità di manutenzione e ridotti costi di assistenza.La versione in private-label “Mini”ideata per Nestlè viene attualmente commercializzata dalla Nat.Food e proposta a tutti i bar d’Italia come soluzione iper compatta a tre problemi:orzo,decaffeinato e cioccolata calda.
IL S.I.A.DI RIMINI
In attesa di Venditalia,RVG ha partecipato come sponsor alla manifestazione indetta dalla Fiera di Rimini nell’ambito del principale salone per l’industria alberghiera italiana:il SIA,tenutosi a Rimini alla fine di novembre 2005.
“Il Caos Felice”presentava otto soluzioni di “bar del futuro”disegnate da altrettanti designers italiani,tra cui Massimo Iosa Ghini, partner degli studi estetici nel vending del RVG e designer dei nuovi lounge Alitalia.La proposta di Iosa Ghini veniva arricchita –per la parte dedicata alle macchine da caffè- con una soluzione mista di una Barista RVG e una “T-Machine”TuTTOespresso,disposte sul bancone alle spalle dei baristi di questa futuribile installazione,prodotta industrialmente come sistema modulare da un’azienda italiana.
novità nel vending
MOKADOR INAUGURA IL NUOVO STABILIMENTO PER LA PRODUZIONE DI MACCHINE E CIALDE
Mokador ha inaugurato il nuovo stabilimento per la produzione di macchine espresso e cialde per la propria divisione Espresso System,invitando la stampa di settore ad un press tour a cui ha aderito anche D.A.Italia.
Fondata nel 1967 da Domenico Castellari,la torrefazione faentina è via via cresciuta nel tempo con un significativo sviluppo da fine anni ‘90 grazie all'apertura di uno dei più moderni impianti per la produzione di cialde.
Nel 2005 Mokador ha registrato un fatturato di 8,7 milioni di Euro con una crescita dei + 8,5 % rispetto al 2004.Con due siti produttivi,l'azienda annovera 50 addetti operanti nelle due divisioni Horeca-bar e Espresso System.
Faenza,9 marzo 2006 - Mokador,azienda italiana produttrice di caffè da quarant'anni presente sul mercato,inaugura il nuovo stabilimento.Il nuovo polo produttivo sorge a Faenza nelle immediate adiacenze della sede Mokador e si estende su una superficie di 3.000 mq.Con 2 nuove linee produttive che si aggiungono alle 3 pre-esistenti dedicate alla lavorazione e al confezionamento dei caffè in cialde monodose,lo stabilimento ospita anche un'area dedicata all'assemblaggio dei componenti per la realizzazione delle macchine espresso Pepita e una zona riservata allo stoccaggio delle confezioni. L'ampliamento comporterà anche un nuovo indotto di personale.
L'investimento per la realizzazione dei nuovo stabilimento è stato di circa 3 milioni di Euro e ha consentito all'azienda di ampliare la propria superficie produttiva ad un'area complessiva di 4.500 mq comprensiva di 5 linee dedicate non solo al confezionamento dei caffè ma anche a quello delle tisane e dell'orzo.Nell'insieme,grazie al nuovo sistema,Mokador prevede una produzione di circa 33 milioni di cialde monodose all'anno.Tra queste la Top Quality,cialda per cui l'azienda ha ottenuto la certificazione volontaria di prodotto dall'Ente Internazionale di Certificazione BVQI che garantisce le caratteristiche produttive fondamentali per la freschezza e la resa in tazza dei caffè.
L’ampliamento della divisione produttiva si è reso indispensabile per continuare a soddisfare prontamente le numerose richieste della clientela,soprattutto nei mercati esteri europei,ameri-
cani ed australiani dove Mokador è ormai un marchio più che apprezzato del Made in Italy con una quota di export paria circa il 18% della produzione -ha dichiarato Niko Castellari,figlio dei fondatore e oggi Amministratore Delegato di Mokador – “Si tratta di un investimento importante per la nostra azienda ma necessario per essere sempre altamente competitivi sul mercato”ha aggiunto Castellari "d’altra parte da sempre Mokador crede nell’importanza dell’innovazione,sia tecnologica che di prodotto,e per questo reinveste ogni anno circa il 4/5 % del fatturato".
I PRODOTTI DELLA DIVISIONE ESPRESSO SYSTEM
Macchine Espresso - Pepita
La macchina espresso Pepita di Mokador si presenta con un design moderno e raffinato,che ben si colloca in ambienti diversi.La sua struttura è stata studiata per garantire sempre una resa ottimale e costante,caffè dopo caffè, garantendo così il gusto unico dei caffè Mokador anche lontano dal bar.È ideale sia per la casa che per l'ufficio,facile da usare dotata di un dispositivo "slide water”contro il calcare e un serbatoio che può contenere fino a 2,5 litri d'acqua.Ha ottenuto la certificazione europea GS rilasciata dall'ente TUV.
Pepita è presente con tre modelli:
Pepita Basic modello professionale particolarmente indicato per l'ufficio,per chi ama un ottimo caffè anche fuori dal bar.Funziona con tutte le cialde Mokador.
Pepita Plus è un modello che dispone di una lancia vapore per gli amanti di infusi,tè e tisane.È ideale per erogare separatamente acqua calda e caffè espresso.
Pepita Top è la versione più sofisticata della gamma,ideale per preparare anche soffici cappuccini con morbida schiuma grazie a due caldaie separate che consentono di erogare alla temperatura ideale caffè espresso o vapore.È disponibile con lancia vapore e cappuccinatore.
NESPRESSO DESIGN CONTEST:
NASCE IL COFFEE ON THE MOVE
"Design" e "innovazione" sono le parole chiave del Salone Internazionale dei Mobile di Milano, l’appuntamento con le ultime tendenze dei design che richiama nel capoluogo lombardo migliaia di persone da tutto il mondo.In concomitanza con questa importante manifestazione fieristica,la Triennale di Milano,uno dei centri principali per i trend emergenti nelle arti decorative e industriali,ha ospitato la conferenza stampa per la proclamazione dei vincitori dei Nespresso Design Contest 2005.Con il Design Contest,lanciato un anno fa da Nestlé Nespresso,gli studenti di design di tutta Europa sono stati invitati ad esplorare un’innovazione nel consumo di caffè e l'evoluzione futura dei suo rituale,senza limitazioni,liberi dalle consuetudini di pensiero.Tra tutti i lavori presentati, 364 tavole provenienti da 22 diversi Paesi,una giuria composta da designer di fama internazionale ha selezionato tre vincitori e una Special Mention:Il primo premio è stato assegnato a Símone Spalvieri e Valentina Dei Ciotto dei Politecnico di Milano.I vincitori dei Nespresso
Design Contest 2005 sono stati premiati per la creatività della loro "Nespresso Card",una chipcard personale che memorizza le preferenze di consumo dei caffè in modo da non rinunciare al proprio caffè preferito dovunque e in qualunque momento.I due studenti hanno ricevuto il premio di 12.000 euro dal designer spagnolo Javier Mariscal,uno dei membri della giuria. "Reinventare il design del caffè e delle macchine da caffè - in casa come fuori - è diventato il tratto distintivo di Nespresso," ha dichiarato Gerhard Berssenbrügge,CEO,Nestlé Nespresso S.A."Per questo,eravamo molto curiosi di vedere come le generazioni di futuri designer avrebbero interpretato questo tema,offrendo loro l'opportunità di partecipare ad un concorso a livello europeo".I 24 progetti finalisti sono stati i protagonisti di un'affascinante mostra in Triennale,che racconta il futuro dei caffè lungo le eleganti scalinate dei Palazzo dell'Arte. La mostra,progettata dal graphic designer svizzero Werner Jeker,è rimasta aperta al pubblico fino al 10 aprile.
STEFANO COSTA È IL NUOVO DIRETTORE COMMERCIALE DI FAS INTERNATIONAL SPA.
Dopo l’esperienza nel Gruppo francese SOCOMEC,dove rivestiva il ruolo di Business Development Director,in FAS avrà la responsabilità di espandere la copertura commerciale a livello mondiale per aumentare le vendite,posizionando FAS come un global supplier sia del settore H&C che nello S&F.
Costa ha 44 anni,vicentino con precedenti esperienze alla CAODURO spa,1990 -1996 come Direzione Commerciale,passa alla SICON srl nel 96,(acquisita successivamente nel 1998 dal Gruppo SOCOMEC) dove,dopo una breve esperienza come Assistente alla Direzione Generale,si occupa di Export per due anni,nel 2000 diventa Business Unit Director con al responsabilità trasversale di tutte le linee di prodotto del sito produttivo in provincia di Vicenza dal punto di vista di sviluppo prodotti / mercati / supporto alla rete commerciale.Ultima esperienza nel 2005,quale Business Development
Director dove come capo progetto ha sviluppato per il Gruppo SOCOMEC dopo una mirata ricerca di mercato,i mercati Cina ed India. Dalla creazione di una filiale di proprietà,alla
definizione di una rete di distributori esclusivi,lo start up di un sito produttivo specifico per il mercato di riferimento.
La rendiresto con interfaccia Irda incorporata riduce i
• raccolta dati EVA-DTS via Irda
• elimina le connessioni hardware e riduce i guasti
• riduce le possibilità di errori manuali
• velocizza la raccolta dati
BAIN CAPITAL E ADVANTAGE PARTNERS ACQUISTANO MEI CONLUX DA MARS, INCORPORATED novità nel vending
TOKYO (5 aprile 2006) – Bain Capital,una società privata di investimenti di primo piano e Advantage Partners,una delle società leader in Giappone nel settore del private equity,hanno reso noto in data odierna la stipula di un accordo per l’acquisto di MEI Conlux da Mars, Incorporated.MEI Conlux è il leader globale nei sistemi automatizzati di pagamento largamente usati nelle applicazioni di vendita mediante distributori automatici,del gioco d’azzardo,dei trasporti e delle vendite al dettaglio. L’operazione è subordinata all’ottenimento delle normali autorizzazioni dalle autorità competenti.Non sono disponibili dettagli sulle condizioni dell'operazione.
MEI Conlux,con sede a West Chester, Pennsylvania e a Sakado,Giappone,possiede la più importante base organizzata di sistemi di pagamento automatizzati in grado di gestire ogni settimana oltre 1 miliardo di operazioni in contanti.Nel 2003 Mars ha acquistato Conlux, la primaria società giapponese fornitrice di pagamenti,che ha fuso con MEI per creare il leader globale nei sistemi di pagamento automatizzati.
“Vantiamo solidi legami nel settore industriale, una tradizione di innovazione tecnologica e occupiamo la prima o la seconda posizione nella totalità dei segmenti industriali in cui operiamo”,ha dichiarato Mike Hayes,il quale continuerà a occupare la carica di Presidente di MEI Conlux.“Tali punti di forza ci consentono di posizionarci in maniera ideale per il conseguimento di una crescita significativa,offrendoci l'opportunità di investire in modo più aggressivo in nuovi segmenti o mercati geografici.
Il team di gestione guarda con favore alla collaborazione con Bain Capital e Advantage Partners al fine di ampliare le nostre attività e introdurre nuove tecnologie finalizzate al perfezionamento dei servizi offerti alla clientela e ai consumatori”.
“MEI Conlux occupa una salda posizione concorrenziale e detiene una tecnologia superiore che ci permetterà di conseguire ottime prospettive di crescita tanto nelle attività di vendita al dettaglio e del gioco d'azzardo quanto nei principali segmenti dei trasporti e di vendita mediante distributori automatici”,ha aggiunto David Gross-Loh,Amministratore Delegato di Bain Capital a Tokyo.“Bain Capital e Advantage Partners si sono associate per attingere alle profonde competenze in materia industriale e alle conoscenze dei mercati locali in Giappone,
negli Stati Uniti e in Europa al fine di valutare rapidamente le prospettive dell’impresa”.
Bain Capital ha recentemente aperto uffici a Tokyo,Shanghai e Hong Kong per perseguire opportunità d’investimento in Giappone e in Cina.La società è specializzata nell’acquisto di divisioni non primarie di grosse aziende multinazionali,il tutto in collaborazione con il team di gestione e i rispettivi dipendenti per la creazione di notevole valore.
“La società ha conseguito una forte posizione di leader grazie a investimenti nelle attività di ricerca e sviluppo al fine di realizzare una tecnologia in grado di offrire reali benefici alla clientela,compreso un minor costo complessivo di acquisizione e di sfruttamento,”ha dichiarato Richard Folsom,Socio Rappresentante presso Advantage Partners,con sede a Tokyo. “Riteniamo che MEI Conlux vanti un notevole potenziale di crescita tanto nei segmenti chiave in cui attualmente compete tanto in alcuni nuovi segmenti.Siamo lieti di fornire il nostro supporto alla direzione nell’implementazione della strategia globale di crescita”.Advantage Partners,la società che nel 1997 ha istituito in Giappone il primo fondo “buy-out”,apporta operazioni e esperienze manageriali rilevanti nelle imprese in cui investe.
L’operazione sarà finanziata da Citigroup Japan e Nikko Citigroup.Mars Incorporated si è avvalsa dei servizi di consulenza di Goldman Sachs.
Informazioni su Mars, Incorporated
Mars, Incorporated (www.mars.com) è una società privata produttrice di alcuni dei marchi leader di dolciumi, alimenti, cibi per animali e bevande, la quale opera in oltre 65 paesi. Mars, Incorporated, con sede an McLean, Virginia, vanta più di 39.000 collaboratori e 100 impianti di produzione a livello globale. La società è titolare di alcuni dei marchi maggiormente apprezzati al mondo, quali M&M'S®, SNICKERS®, UNCLE BEN'S®, PEDIGREE® (alimenti per cani), WHISKAS® (alimenti per gatti). Il fatturato globale della società ammonta a oltre $8 miliardi l’anno.
Informazioni su MEI Conlux
MEI Conlux (www.meiglobal.com) è un leader globale nei sistemi di pagamento automatizzati con oltre 750 collaboratori a livello mondiale e impianti produttivi in Giappone, Messico e Svizzera. La società gestisce centri di distribuzione negli Stati Uniti e nel Regno Unito perfettamente attrezzati per la realizzazione della configurazione finale dei prodotti su ordini personalizzati. Laretedistributivaraggiungepiùdi90paesialmondo.
Informazioni su Bain Capital
Bain Capital, LLC (www.baincapital.com) è una società d’investimenti privata attiva in tutto il mondo, la quale si occupa di investimenti nell’ambito del consorziamento di capitale, compresi i fondi di Private Equity, Venture Capital, Public Equity e i fondi specializzati sul debito, rappresentanti una gestione dell’attivo di oltre $35 miliardi. Fin dalla sua creazione avuta luogo nel 1984, Bain Capital ha effettuato investimenti di private equity e ulteriori investimenti in più di 230 società operanti in diverse industrie nel mondo intero avvalendosi di un team di quasi 200 professionisti dedicati ad attività di investimento e di supporto nelle società rappresentate nel suo portafoglio. Bain Capital vanta una lunga storia di brillanti investimenti nei settori retail e tecnologici, tra i quali si annoverano società quali Toys “R” Us, Burger King, AMC Theatres, Domino’s Pizza, SunGardDataSystemseUGSPLMSolutions.Lasocietà ha sede a Boston e ha uffici a Tokyo, Hong Kong, Shanghai, New York, Londra e Monaco. Informazioni su Advantage Partners Advantage Partners, LLP. (www.advantagegroup.co.jp) è una società d’investimenti attiva nel settore private equity fondata nel 1992. La società gestisce circa $1 miliardo in fondi di private equity relativi a investimenti in operazioni di acquisizione, buy-out, buy-in e altre opportunità nel settore private equity presenti in Giappone.Advantagenel1997haistituitoinGiappone il primo fondo “buy-out” e ha aperto la strada nel campo degli investimenti di private equity in Giappone. L’obiettivo dei fondi consiste nel conseguimento di plusvalenzesuperioriafavoredegliinvestitorie,perlasua realizzazione,AdvantagePartnersattribuisceunagrande importanza al potenziamento delle attività di supporto e alla pianificazione strategica sulla base della vasta esperienza acquisita in materia di consulenze alle imprese. Fino ad oggi, Advantage Partners ha investito in ben 19 società.
UniKey 2 è l’evoluzione di UniKey, il celebre sistema MARK che ha riscosso importanti successi di mercato negli ultimi anni.
La serie 2, più efficace e flessibile, adotta un microprocessore di nuova generazione e consente il prelievo dati in protocollo EVA-Dts a mezzo IRDA.
L’evoluzione del sistema
UniKey 2 possiede tutte le funzioni che hanno decretato il successo di UniKey e, in più:
• gestione della contabilità in standard EVA-Dts,
• possibilità di scaricare i dati contabili via IRDA,
• firmware del sistema aggiornabile direttamente in campo dall’operatore,
• possibilità di orologio a bordo per gestire fasce orarie con prezzi differenziati,
• memoria espansa per la gestione di black-list e white-list.
I PESCI D’ORO IN BUSTINA DI NATEX INTERNATIONAL TRADE
Natex International Trade S.p.A.,in occasione di Venditalia 2006 ha esposto in anteprima uno snack salato che ha riscontrato l’interesse di molti visitatori.Si tratta dei salatini “gold fischli” prodotti in Germania e importati da Natex nel formato monodose da distributore automatico.
Sulla bustina giallo e oro,la foto anticipa molto chiaramente il contenuto:pesciolini salati
ricoperti da semi di sesamo.Con i suoi 30 grammi (circa 35 pesciolini) gold fischli è uno snack che toglie la fame e soddisfa il palato. La shelf life è di 1 anno e la bustina in Polipropilene preserva il prodotto dalle variazioni di luce o temperatura che a volte caratterizzano i luoghi in cui sono collocati i distributori automatici.
VITTORIO GIUGLIANO È IL NUOVO AREA MANAGER VENDING ITALIA DI MARK
Novità nella struttura commerciale di MARK, l’impresa veronese produttrice di sistemi di pagamento:dal 3 aprile Vittorio Giugliano è il nuovo Area Manager Vending Italia. Giugliano,39 anni,perito industriale,ha maturato importanti esperienze nell’area acquisti e nell’area vendite di imprese tecniche e B2B. In MARK si occuperà in particolare del consolidamento del mercato d’area e di sviluppare le strategie commerciali nel vending,in attuazione del piano marketing aziendale.
Rivendita Autorizzata
IL PROGETTO FRUTTA SNACK
FRUTTA SNACK
MeLaMangio con gusto
Il progetto pilota per l’introduzione di distributori automatici di frutta pronta al consumo in alcune scuole della provincia di Forlì-Cesena.
Il 3 marzo a Cesena è stato presentato il progetto pilota “Frutta snack”di educazione al gusto,alla salute e al benessere rivolto agli studenti delle superiori, che ha visto l’introduzione di distributori automatici di frutta pronta al consumo nelle scuole.
La società di gestione Arimel,in collaborazione con Bertaccini e Bertoni hanno aderito al progetto con distributori automatici personalizzati e con i prodotti freschi e alternativi agli snack abituali “è qui”,un marchio depositato dedicato al vending.
I prodotti di “è qui”sono stati selezionati tenendo conto di criteri di qualità, produzione e sicurezza dell’alimento.La varietà di scelta è affine alle esigenze di alimentazione odierna e comprende prodotti quali:frutta fresca di stagione e verdura tagliata a pezzi,polpa di frutta,yogurt,crostatine e succhi.
Il progetto è promosso dagli Assessorati alle Politiche Agroalimentari e alle Politiche per l'Istruzione e la Formazione della Provincia di Forlì-Cesena e da CENTRALEOsservatorio Agroambientale - nell'ambito degli interventi di Orientamento ai consumi e di Educazione alimentare.
Il progetto ha un obiettivo rivoluzionario: rendere gradito agli adolescenti il consumo di frutta e verdura,in particolare gli snack consumati a scuola, incentivando i giovani ad esplorare alimenti importanti per la loro salute spesso scarsamente presenti nella loro dieta
La frutta e la verdura sono proposte in pratiche vaschette che hanno una conservabilità di 5 giorni.Non vengono aggiunti conservanti e le confezioni sono in atmosfera modificata così da garantire la freschezza del prodotto.
L'iniziativa pilota prevede di proporre nelle scuole superiori un'alternativa alle merende,di coinvolgere scuole,ragazzi,insegnanti e distributori (gestori di macchine automatiche e produttori di ortofrutta) in un comune intento di scelta consapevole di fuori pasto sani e gustosi a base di frutta e verdura.“Frutta snack”coinvolge 12 istituti superiori della provincia di Forlì-Cesena per un totale di 365 classi e 8.000 ragazzi.
D.A.Italia ha partecipato alla tavola rotonda organizzata a Cesena per presentare il progetto e ha intervistato Silvestro Giuffrida e Stefano Gardelli di Arimel.
I PRODOTTI SELEZIONATI
Fantasia di frutta fresca
Pinzimonio
Polpa di frutta al 100% senza zucchero
Confezione di noci/mandorle
Succhi di frutta biologici
Succhi di frutta arricchiti con cereali
Yogurt da bere
Crostata alla frutta senza zucchero
Gocce di riso al cocco
“Mito”parmigiano reggiano e crackers
IL PROGETTO FRUTTA SNACK
Intervista a Arimel
Quando avete deciso di aderire al progetto Frutta Snack?
Arimel testava da tempo la possibilità di fornire, attraverso i distributori automatici,frutta e prodotti freschi.Non aveva però mai trovato gli stimoli giusti per iniziare una vera e propria distribuzione,fino a quando la provincia di ForlìCesena,in collaborazione con l’osservatorio agroambientale di Cesena,ha indetto una manifestazione d’interesse per un progetto pilota di educazione alimentare denominato”frutta snack”.
Come è nato il marchio registrato “è qui”?
Arimel è stata selezionata dalla Provincia a procedere alla fase esecutiva del progetto occupandosi della distribuzione di frutta e verdura fresca preparata in vaschette monodose pronte all’uso nelle scuole che hanno aderito all’iniziativa. Per poter coprire capillarmente la Provincia, abbiamo creato una joint-venture con altre due aziende locali (Bertaccini Snc e Bertoni Snc) e abbiamo collaborato con la ditta Pronto Verdura per la fornitura delle vaschette sopra citate. A questo punto è nato il marchio “è qui”..frutta
snack dove si affiancano alla frutta e alla verdura,prodotti biologici quali succhi di frutta e crostate,yogurt,noci,mandorle e parmigiano, creando un mix di “merende”sane e gustose.
Credete nella diffusione della frutta e verdura anche in un mercato più allargato?
Non nascondiamo l’idea di promuovere il progetto anche in altre province della nostra regione e crediamo che tale iniziativa possa essere diffusa,grazie alla distribuzione automatica,in un mercato più vasto.
È possibile gestire con efficienza la catena del freddo e la rapida rotazione del prodotto?
Sicuramente la gestione di prodotti freschi a temperatura controllata (+4°) presenta qualche difficoltà logistica,ma l’impegno e l’esperienza ci portano a essere fiduciosi sui risultati.
Come sta andando il progetto? Avete già qualche riscontro?
Il progetto ha riscontrato un indubbio interesse da parte degli utenti finali,anche grazie al
rivendita, assistenza, ricambistica e consulenza al servizio dei gestori di distribuzione automatica
marketing (lay-out del distributore incisivo,furgoni brandizzati,depliants illustrativi,operazioni di sensibilizzazione e coinvolgimento degli istituti scolastici e dei professori) e si sono ottenuti ottimi risultati specialmente sulla vendita di frutta.
L’obbiettivo di offrire al consumatore un’alimentazione più sana nella libertà di scelta fra la pluralità di prodotti presenti sul mercato,ora è un po’ più vicino.
Stefano Gardelli e Silvestro Giuffrida
Basilea 2 è un termine sintetico che in realtà nasconde un cambiamento epocale nei rapporti tra banca e impresa.È un insieme di regole,promulgate dal Comitato di Basilea per la Vigilanza Bancaria,volte a perfezionare il sistema di allocazione del capitale a copertura dei rischi insiti nell'attività bancaria.Gli istituti bancari avranno l’obbligo di valutare i risultati e le potenzialità di ciascun interlocutore a cui è erogato del credito. È molto importante per ciascuna impresa conoscere i principi e le aree di valutazione come previsti dal Nuovo Accordo per svolgere un ruolo attivo nella relazione con il sistema bancario.A questo fine Confida, l’Associazione Italiana Distribuzione Automatica (con la partecipazione di Banca Popolare di Milano e Fidicomet / Unione del Commercio,del Turismo e dei Servizi della Provincia di Milano) ha organizzato un interessante convegno dal titolo:Basilea 2.Un aggravio di costi o un’opportunità? Gli obiettivi specifici di questo workshop sono stati:Proporre ed illustrare le caratteristiche dell’Accordo di Basilea - Analizzare gli impatti ed i cambiamenti indotti nel sistema economico - L’offerta del Gruppo BPM alle imprese Confida per affrontare Basilea 2 - Approfondimenti da “punto di vista delle aziende”a completamento del quadro informativo.
L’obiettivo generale invece era:favorire un dialogo più funzionale tra banca e impresa per mettere insieme volontà e competenze al fine di “camminare insieme”e assicurare competitività complessiva al Settore.
D.A.Italia ha partecipato all’evento e presenta ai suoi lettori una sintesi degli argomenti più interessanti che sono usciti da questo convegno,basandosi soprattutto sull’intervento e sul materiale messo a disposizione dal Dott.Fernando Metelli,Direttore Risk Management di BPM.
UN AGGRAVIO DI COSTI O UN’OPPORTUNITÀ?
Su Basilea 2,l’accordo interbancario che entrerà in vigore nel gennaio del 2007,il mondo delle PMI si interroga da tempo. Il sentimento che fin dall’inizio si è fatto strada tra gli imprenditori è stato prevalentemente negativo. Poi,col passare del tempo e comprendendo che cosa significa davvero Basilea 2,le paure si sono attenuate e l’accordo (così chiamato perché sostituisce il precedente, anch’esso stipulato nella città svizzera) dovrebbe portare a una maggiore chiarezza nei rapporti tra la banca e l’impresa cui vengono erogati crediti.Anzi a lungo andare porterà vantaggi per entrambi e la nuova regolamentazione,se applicata correttamente,non provocherà alcun aggravio per le imprese.
COS’È BASILEA 2
Il Secondo Accordo di Basilea è un trattato che definisce le regole volte ad assicurare la stabilità patrimoniale delle banche,a garanzia di coloro che vi hanno depositato i propri risparmi. Il testo dell’Accordo è stato redatto dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria,istituito nel 1974 dai governatori delle banche centrali dei paesi del G10.
Il Comitato formula delle linee guida sulla regolamentazione dell’attività bancaria internazionale e mira a promuovere la cooperazione
internazionale nel campo della vigilanza.
Pur non avendo potere legislativo, le sue proposte sono accettate come normativa vincolante in oltre 100 paesi.
Il Nuovo Accordo,redatto nel giugno 2004,entrerà in vigore il 1 gennaio 2007.
Le banche,per essere considerate patrimonialmente solide secondo i nuovi criteri di Basilea 2,dovranno tenere in considerazione tre elementi:
• il capitale di vigilanza,cioè quanto le banche devono accantonare per far fronte al rischio di credito, di mercato e operativo;
• il calcolo del rischio,introducendo le valutazioni specifiche dei singoli prestiti e il rischio operativo (il rischio di mercato era già considerato da Basilea 1);
• il rapporto minimo tra il capitale e il rischio,fissato all’8%.
I TRE PILASTRI DI BASILEA 2
Gli obiettivi che il Comitato di Basilea si è posto sono:favorire la sicurezza e la solidità del sistema finanziario,mantenendo un livello complessivo di patrimonializzazione del sistema almeno pari a quello attuale;favorire la parità concorrenziale nel sistema bancario e contemplare criteri di adeguatezza patrimoniale che siano sensibili al rischio insito nelle posizioni di una banca.
Gli obiettivi sono perseguiti attraverso l’identificazione di tre diversi
ambiti di attività che si possono definire i “tre pilastri”su cui si fonda Basilea 2
1) Requisiti patrimoniali minimi
Il primo pilastro riguarda la solidità patrimoniale della banca;in particolare in esso vengono esposti i criteri di misurazione dell’esposizione della banca alle tre categorie di rischio da essa sostenute:rischio di credito,rischio di mercato, rischio operativo e il calcolo dei requisiti di capitale minimo richiesto.
2) Controllo prudenziale
Il secondo pilastro è la collaborazione attiva tra banche ed Autorità di Vigilanza nazionali,che saranno chiamate ad esprimere un giudizio qualitativo sull’adeguatezza del controllo dei rischi in ciascuna istituzione.La Banca d'Italia verificherà la compatibilità dei metodi di calcolo,dell’organizzazione e delle procedure di gestione del rischio adottati dalle singole banche con quanto previsto dal Comitato di Basilea.
3) Disciplina di mercato
Il terzo pilastro definisce le modalità e i contenuti della comunicazione delle ban-che al mercato sui rischi assunti e sui metodi usati nella loro misurazione,valutazione e gestione.Basilea 2 affida così al mercato la funzione di incoraggiare la trasparenza dell'attività bancaria nella gestione del rischio.
L’IMPATTO DI BASILEA 2
Basilea 2 non dovrebbe penalizzare le piccole e medie imprese perché prevede un trattamento specifico per le esposizioni bancarie, ossia una ponderazione agevolata per gli impieghi aventi come controparte una PMI.
Per rendere il capitale di vigilanza sempre più proporzionato al rischio,Basilea 2 richiede alle banche la valutazione della qualità di ciascun debitore,intesa come la sua capacità attuale e futura di rispettare gli impegni presi.Per le imprese questo equivale alla valutazione della solidità e della capacità di produrre nel tempo risultati con cui ripagare il debito. Un buon rating,dunque,è la naturale conseguenza di: • essere una buona impresa;
• saper comunicare il proprio valore ad una banca dotata di competenze e modelli in grado di valorizzarlo.
Basilea 2 non definisce un unico modello di valutazione,da tradurre in probabilità di insolvenza prima e in rating poi,ma regole che i modelli di gestione del rischio di credito di ciascuna banca devono rispettare.
IL CAMBIAMENTO COME OPPORTUNITÀ
Ogni impresa avrà un rating. È quindi fondamentale che questo rating sintetizzi in modo veritiero e chiaro la bontà del business dell’impresa e sintetizzi la sua capacità attuale e sostenibile nel tempo
di ripagare il debito.Ne segue che l’obiettivo dell’impresa,accanto a quello naturale di gestire al meglio il suo business,è valorizzare e comunicare con continuità i propri risultati alla banca.La qualità,la quantità e la frequenza di questi flussi informativi aumenteranno e il rapporto banca-impresa sarà molto più attivo.
IL CONCETTO DI RATING
Rating significa “valutazione”. Questo concetto è al centro della relazione creditizia,poiché riflette la valutazione della solvibilità di una società intesa come la capacità di far fronte agli impegni finanziari.
Tramite l’attribuzione del rating, all’impresa viene assegnato un giudizio sulla sua qualità complessiva di assumere credito,che dipende essenzialmente dalla sua solidità e dalla sua capacità attuale e futura di rimborsare il prestito. Il rating rivestirà un ruolo fondamentale nel calcolo del rischio di credito e della conseguente quota di capitale di Vigilanza che la banca deve accantonare.
RATING INTERNO
Il rating interno è la valutazione effettuata direttamente dalla banca,sulla base di un attento esame del cliente.Nel caso delle imprese se ne considera il quadro finanziario ed economico,la relazione con la banca e il sistema bancario unitamente a fattori qualitativi,come ad esempio il posizionamento nel mercato.Per l’utilizzo di rating interni la banca deve essere autorizzata dall'Autorità di Vigilanza che verifica modelli,dati e processi di utilizzo.Ottenere il rating interno non comporterà alcuna spesa per l’impresa.
L’ANALISI E IL MIGLIORAMENTO DEL PROPRIO RATING
Basilea 2 valuta le imprese sulla loro capacità attuale e futura di produrre risultati e quindi sulla loro capacità di ripagare il debito. La definizione di rating interni richiede l’analisi di indicatori quantitativi e qualitativi,elaborati da modelli che esprimono la cono-
scenza,da parte della banca,delle “condizioni”che fotografano la bontà di un’impresa.
Con il rating si sintetizza la qualità dell’impresa da tre punti di vista:
• economico,finanziario e patrimoniale;
• relazione con la banca;
• posizionamento competitivo (settore,mercato,relazione con clienti e fornitori,offerta,tecnologie,etc.).
Le aree di valutazione possono essere utilizzate:
• dalla banca per valutare la probabilità di insolvenza e assegnare una classe di rating;
• dalla PMI per conoscere le proprie potenzialità e criticità,qualificandosi come interlocutore attivo nella definizione del rating.
Esse sono,dunque,anche un check up dello stato di salute dell’impresa da cui attivare interventi di miglioramento.
LE AREE DI ANALISI
Accanto all’analisi,facoltativa, della relazione tra impresa e sistema bancario,Basilea 2 richiede alla banca di valutare il merito creditizio focalizzando l’attenzione sulla sostenibilità del business dell’impresa,affrontando quindi le aree chiave:
• bilancio
• equilibrio finanziario
• mercato/settore
• relazione con clienti e fornitori
• offerta
• tecnologia
• organizzazione e personale
• strumenti e prassi di pianificazione e controllo
• gestione rischi
COME PREPARARSI
Per un’impresa,prepararsi a Basilea 2 non significa dunque calcolare il proprio rating,ma capire e agire sulle aree di valutazione significative.
Le banche hanno algoritmi di rating diversi tra loro,pur valutando le stesse aree.
Migliorare le proprie debolezze in queste aree consente un miglioramento del rating in qualsiasi banca.
• ScaleGard ® Pro riduce la formazioni di calcare, rimuove odori e sapori sgradevoli.
• Una testate per entrambi I filtri con INNESTO per la sostituzione rapida della cartuccia e doppia capacità.
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Le news dall’associazione Europea EVA
UNA CONFERENZA SULLE SFIDE E LE OPPORTUNITA’ PER L’INDUSTRIA DEL VENDING
di Orsola Mallozzi
Il 27 aprile a Bruxelles si terrà una conferenza intitolata:”Mangiare sano: le soluzioni del Vending”organizzata da EVA (European Vending Association).L’associazione rappresenta l’industria del vending al completo:dalle macchine,con i componenti e gli accessori,ai fornitori e agli operatori.Lo scopo principale di EVA è di ottimizzare gli interessi dell’industria commerciale di questo settore all’interno della legislazione dell’Unione Europea.Importante è la funzione di forum di discussione e scambio di idee ed esperienze che viene esercitata per i suoi membri. Fanno parte di EVA 15 associazioni nazionali e 52 società. Augusto Garulli,Presidente di EVA ha dichiarato:“L’Europa sta attraversando un momento di forte focalizzazione su quella che viene definita la malattia del secolo:l’obesità.Dai dati raccolti,anche i bambini e gli adolescenti non ne sono esenti.Il numero di quelli interessati da questa patologia è incredibilmente alto e ancora di più lo è quello dei “fuori peso”.Alcuni governi hanno deciso di adottare come soluzione il divieto dei distributori automatici in tutte le scuole.I distributori automatici sono stati demonizzati e ritenuti responsabili della crescita degli obesi e dei fuori peso.È risaputo che non ci sono prodotti che fanno male,tutto dipende dalla quantità che se ne mangia,pertanto la soluzione del problema non è di proibire la presenza dei distributori automatici,ma di educare le persone ad una corretta alimentazione e allo svolgimento di attività fisica.In tutti i paesi europei c’è stato un forte movimento delle associazioni nazionali che,seguendo le direttive dell’EVA,hanno lavorato affinché non venissero presi provvedimenti restrittivi e proponendosi come parte attiva nella comunicazione volta a educare ad una corretta alimentazione e allo svolgimento di attività fisica.Per questo è importante la conferenza “Healthy Eating:Vending Solutions”di aprile,per conoscere sia la posizione dell’Unione Europea che lo sviluppo della situazione nei diversi paesi europei e le attività intraprese dalle associazioni nazionali.Come lo è poter scambiare impressioni e strategie, bisogna evidenziare l’incoerenza e il non senso dell’attacco portato ai DA nelle scuole,perché sull’onda dei divieti,questi potrebbero essere estesi anche ad altri tipi di locazioni,con un ingente danno all’intero settore della distribuzione automatica”.
EVA ha deciso di organizzare e proporre questa conferenza per unire esperti ed operatori del settore affinché si possano migliorare le conoscenze attuali sul tema minacce e opportunità del vending,ma anche per migliorare la capacità del settore stesso.L’importanza dell’informazione per sviluppare al meglio il proprio lavoro si esplicita qui con le relazioni dei funzionari dell’Unione Europea dopo il primo anno di attività della piattaforma su dieta,attività fisica e salute.Viene offerta
l’opportunità di ascoltare le preoccupazioni e le domande delle ANG (associazioni non governative),in modo particolare l’organizzazione dei consumatori e la Task Force Internazionale dell’Obesità e di sapere come gli altri settori trattano il tema,in modo particolare la disciplina dell’autoregolamentazione.
Il programma della conferenza prevede una sessione di apertura in cui si assisterà ad una presentazione del rappresentante delle Istituzioni Europee Philippe Brunet (Vice Capo del Gabinetto del Commissario Markos Kyprianou,membro della Commissione Europea per la Salute e Tutela dei Consumatori).
A seguire tre sessioni,nella prima verrà illustrato lo scenario da Neville Rigby (Director of Policy and Public Affaire,Task Force Internazionale dell’Obesità),da Madi Sharma (Membro del Comitato Economico e Sociale Europeo,rappresentante dei Datori di lavoro,autore dell’ “Opinione del CESE sull’obesità in Europa,ruolo e responsabilità della società civile e i partner socialik) e da Stefhanie French (dietologo dell’ Harlequin Plus - UK).
Nella seconda sessione Will Gilroy (Communications Manager di World Federation of Advertisers), Stephen Kehoe (Vice-Presidente di Government Affaire,PepsiCo,UNESDA,Union of European Soft Drinks Association) e Sean Kelly (Presidente di Fitfuel – USA) affronteranno l’argomento delle iniziative del settore e delle associazioni.Si proseguirà con un dibattito sul tema:“Ditte del vending:quali sono le alternative?”, a cui prenderanno parte Moshe Gazit (Sales e Marketing Manager di Waterlogic), Jan Marck Vrijlandt (Group Development Director di Selecta) e Marco Baron (Marketing Manager di FAS).
Nella terza sessione verranno esposte le diverse esperienze nazionali nel Vending ,interverranno Richard M.Geerdes (Presidente e CEO di NAMA - Associazione Americana),il Prof. CarloCannella (Istituto di Scienza dell’Alimentazione de La Sapienza - Università di Roma) e Vincenzo Scrigna (Presidente del Gruppo dei Gestori,Confida).Si proseguirà con un dibattito fra le Associazioni: AVA (inglese), MIASZ (Ungherese) e NAVSA (francese).
Nella quarta sessione,riservata esclusivamente ai soci EVA e agli associati delle varie associazioni nazionali,si parlerà delle azioni future.
Sono invitati a partecipare alla conferenza le associazioni nazionali con i loro soci (NAVSA,ANEDA,BDV,AVA,APVA,ASF,CONFIDA,CVA,DAFA, GDA,MIASZ,OVV,PSV,SVA,VIDA,VVS),le aziende del settore del vending e del settore alimentare,le associazioni di categoria dell’industria alimentare,le ANG (associazioni non governative) interessate al dibattito sull’obesità,i funzionari dell’Unione Europea e la stampa.
mondo associazione
IL DECALOGO DELLA DISTRIBUZIONE ALIMENTARE PER PROMUOVERE SANI STILI DI VITA NELLA LOTTA ALL’OBESITÀ
In occasione dell’apertura di Venditalia 2006,CONFIDA è scesa attivamente in campo nella lotta all’obesità,presentando un decalogo per promuovere sani stili di vita.Diversi sono gli attori coinvolti:istituzioni,scuole,famiglie,aziende.Il problema dell’obesità,infatti,ha una natura multifattoriale che non dipende solo dall’eccesso di consumi calorici,ma da un gap sempre più ampio tra calorie introdotte e l’energia spesa con l’attività fisica.Non si può agire solo su una di queste due leve se si vuole educare a sani e corretti stili di vita.
Il messaggio che Confida cerca di far passare è,in estrema sintesi: l’educazione verso sani stili di vita è l’unico modo per combattere il problema dell’obesità.
Alcune Istituzioni,quali la Regione Lombardia,la Regione Emilia Romagna unitamente alla Provincia di Cesena e Forlì,la Provincia di Roma, le Aziende ASL di Modena e del Veneto hanno chiesto la collaborazione di CONFIDA nell’ambito di progetti sperimentali finalizzati a rendere disponibile una gamma di alimenti sempre più ampia,senza prendere le distanze dai prodotti più tradizionali del vending.
1L’OBESITÀ È UN PROBLEMA MULTIFATTORIALE.
Per combattere l’obesità non è possibile agire soltanto sulla riduzione dei consumi calorici,ma è fondamentale educare a sani e corretti stili di vita.Non esistono alimenti da bandire o eliminare,ma piuttosto ci deve essere un serio impegno da parte di tutti: scuole,famiglie,aziende e istituzioni verso l’educazione non solo alimentare,ma anche più in generale alla salute.Un’alimentazione quanto più possibile variata è quindi da associare ad una corretta attività fisica.Il nostro settore è già attivo in tal senso e ribadisce la sua assoluta disponibilità a collaborare con tutti gli attori interistituzionali:aziende,scuole,famiglie e istituzioni.Le parole d’ordine devono essere alimentazione variata ed equilibrata e attività fisica.Non si può prescindere dall’unione di questi due fattori.
2 NESSUN ALIMENTO È DANNOSO.
Non esistono alimenti da demonizzare,ma impegni seri da assumere insieme.Nessun alimento di per sé è dannoso,quello che è importante è l’educazione alla giusta quantità e la sensibilizzazione all’importanza del moto.Nessun alimento deve essere quindi escluso dalla nostra alimentazione:la regola di base è assumere poco,ma di tutto. Sbagliatissimo,poi,saltare i pasti o affidarsi esclusivamente a prodotti definiti “light”.
3 UNA DIETA VARIATA ALLA BASE DI UN CORRETTO STILE DI VITA.
Le sostanze nutrienti indispensabili sono:proteine,vitamine,minerali,acidi grassi polinsaturi.Queste sostanze devono essere presenti nell'alimentazione abituale.In assoluto non c'è l'alimento ideale che le contenga tutte nella giusta quantità e che sia quindi in grado di soddisfare da solo tutte le nostre necessità nutritive.Per cui il modo più semplice e sicuro per garantire adeguatamente l'apporto di tutte le sostanze nutrienti indispensabili,rimane quello di variare il più possibile la propria alimentazione.
4 LA RISPOSTA DEVE ESSERE UN’AMPIA GAMMA DI ALIMENTI PER RISPONDERE A QUALSISI ESIGENZA NUTRIZIONALE.
La varietà e la sicurezza dei cibi offerti dalla distribuzione automatica rispondono e risponderanno sempre di più all’esigenza di un’alimentazione variata:frutta fresca e secca,sandwich,panini,snack dolci e salati,pizza,piatti pronti,gelati,bevande calde e fredde,oltre a soddisfare le esigenze più diverse,educano a consumi alimentari variati e grazie alle monoporzioni,anche alle giuste quantità.
5 LA QUALITÀ ALIMENTARE CERTIFICATA CONTRO L’IMPROVVISAZIONE.
I prodotti offerti dalla distribuzione automatica rispondono,sul piano commerciale,ad una diffusa domanda di mercato.Gli stessi prodotti sono facilmente accessibili dalle stesse fasce di utenza anche in tutte le altre tipologie di esercizi commerciali di generi alimentari.Diversamente da certe situazioni riscontrabili e consuetudini tollerate che sovente lasciano perplessi sul piano dell’igiene e della sicurezza alimentare,il distributore automatico garantisce un’elevata sicurezza d’uso e di servizio per la completa automazione del processo di conservazione e di distribuzione.Con la “Carta dei Servizi”,infatti,i gestori hanno firmato una fondamentale assunzione di responsabilità nei confronti della collettività sui temi della qualità in termini di servizio,sicurezza alimentare,igiene e innovazione.Solo sottolineando gli aspetti della qualità alimentare,si garantiscono massima attenzione alla qualità e varietà dei prodotti somministrati;affidabilità e regolarità del servizio;rifornimento puntuale e assistenza tecnica tempestiva;garanzia di pulizia e igiene dei distributori automatici e dei prodotti somministrati,nell’assoluto rispetto della normativa italiana ed europea.
6 NELLE SCUOLE,ELEMENTARI E MEDIE INFERIORI ITALIANE,NON CI SONO DISTRIBUTORI AUTOMATICI A LIBERA DISPOSIZIONE DEI BAMBINI. In estate si è ventilata la possibilità di eliminare i distributori automatici nelle scuole per combattere l’obesità infantile,chi propone una tale via forse non sa che nel nostro
paese i distributori automatici nelle scuole elementari e medie sono presenti solo in luoghi riservati al corpo docente e al personale di servizio e di sostegno,zone quindi sempre presidiate dagli adulti.Una tale azione quindi avrebbe il solo effetto di penalizzare gli adulti che si vedrebbero sottratto il diritto ad una normale pausa di ristoro. Un caso diverso è quello della Francia,che avendo i distributori a disposizione dei bambini,li ha banditi nell’anno scolastico in corso.Unico risultato in Francia è ad oggi il proliferare di chioschi e di ambulanti che vendono prodotti alimentari molto meno garantiti e sicuri per il consumo infantile.Quindi anche in paesi diversi dal nostro paese il problema dell’obesità infantile non si risolve eliminando dei prodotti dalla distribuzione,ma con un piano organico di educazione verso un corretto stile di vita.
A parte la generale inutilità di qualsiasi tipo di proibizionismo,in questo caso,l’inefficacia di una decisione di tal genere è ancora più assoluta,stante il fatto che non esistono distributori automatici nelle scuole elementari e medie inferiori italiane,se non in zone presidiate dagli adulti (insegnanti e bidelli).Se l’intenzione quindi è quella di non rendere disponibili alimenti fuori controllo a bambini in età scolare,allora,non si capisce perché agire su un falso problema.
7 CIBI CONFEZIONATI COME GARANZIA DI CONTROLLI.
I cibi confezionati sono garanzia di igiene e di controllo.Grazie al rispetto assoluto della catena del freddo e delle regole della tracciabilità introdotte dalla normativa europea è,infatti,possibile assicurare al cittadino un prodotto assolutamente sicuro dal punto di vista dell’igiene e della qualità nutrizionale.Inoltre molto elevata è anche la garanzia dal rischio di manomissione.Tutti i gestori della distribuzione automatica controllano,infatti,manualmente ogni singolo prodotto prima dell’inserimento nel distributore,come sanno bene i circa 20 milioni di cittadini che giornalmente assistono al rifornimento sui luoghi di lavoro,negli ospedali,nelle scuole,nelle metropolitane o in qualsiasi altro luogo.
8 CIBI MONOPORZIONE COME EDUCAZIONE ALLE GIUSTE QUANTITÀ. Suddividere la alimentazione giornaliera in 4-5 appuntamenti ci consente di digerire più facilmente e di utilizzare meglio i principi nutritivi contenuti negli alimenti,oltre che di evitare una eccessiva stimolazione della produzione di grassi nell'organismo. Mangiare quindi poco,ma spesso aiuta a non arrivare ai pasti principali con una fame eccessiva che non aiuta certo a regolare e bilanciare l’alimentazione.L’offerta della distribuzione automatica di cibi confezionati e in monoporzione ha quindi anche finalità educative verso il corretto utilizzo del cibo in quantità appropriate per il benessere.
9 GLI ALIMENTI DA INSERIRE NEI DISTRIBUTORI VANNO CONCORDATI I gestori da sempre sono disponibili al dialogo con i loro clienti per concordare quali alimenti inserire nei distributori.È chiaro quindi che,soprattutto nelle scuole e licei, questo significa la possibilità di rispondere alle esigenze di educazione alimentare del corpo docente e degli stessi genitori rappresentati nei consigli di classe.
10IL DISTRIBUTORE COME VEICOLO DI COMUNICAZIONE CAPILLARMENTE DIFFUSO.
Gli oltre 800.000 distributori automatici possono anche assumere un ruolo di informazione e di educazione del consumatore,ampliando la gamma di alimenti freschi in distribuzione,ma anche fornendo informazioni e consigli sulle caratteristiche nutrizionali e sull’educazione verso sani stili di vita.Un’adeguata conoscenza nutrizionale si acquisisce in famiglia,ma dal momento che si mangia sempre più di frequente fuori casa,anche la distribuzione automatica può aiutare in tal senso.Le potenzialità di essere strumento di comunicazione di questo “canale”sono oggi assolutamente sotto-utilizzate.L’Associazione è disponibile ad impegnarsi a veicolare messaggi sui corretti stili di vita tramite i suoi distributori,affiancando le istituzioni e le scuole nelle loro campagne informative,soprattutto rivolte ai giovani,ma non solo.
mondo associazione
Augusto Garulli presiederà l’Associazione Mondiale del vending
Milano,7 marzo 2006–Augusto Garulli è stato rieletto all’unanimità Presidente di EVA – European Vending Association e Presidente di WVA – Worlwide Vending Association, l’associazione mondiale nata nel maggio del 2005.
“Questa riconferma dell’Italia alla guida dell’associazione europea e il nuovo incarico a livello mondiale –ha dichiarato il neoeletto presidente Augusto Garulli – testimoniano l’importanza dell’Italia nel panorama internazionale. Il nostro Paese è, infatti, uno dei maggiori esportatori di distributori automatici in Europa ed è certamente ai vertici della classifica mondiale. Una parti-
colare attenzione sarà quindi rivolta anche all’esterno, prima fra tutti la Cinacheperlesuedimensionieper i suoi ritmi di crescita potrebbe diventare un interessantissimo mercato di sbocco. Si prevede, infatti, una forte espansione del mercato medio-orientale che già oggi ha importazioni dal resto del mondo per un valore pari a 150 miliardi di dollari.”
L’Italia nel 2006 ha ospitato Venditalia (Milano,29 marzo - 1 aprile),la fiera internazionale del settore che ogni due anni accoglie operatori provenienti da tutti i paesi del mondo.Oltre 200 espositori e 20.000 metri quadrati di superficie espositiva per far conoscere l’evolu-
zione del mercato,confrontarsi con operatori di altri paesi,attivare importanti contatti business.La struttura di Fiera Milano City permetterà a tutti gli espositori di presentare nella cornice più adeguata la propria gamma di prodotti agli oltre 12.000 visitatori attesi per questa edizione.
Augusto Garulli, nato a Bolzano, svolge l’attività di Business Development in N&W di Bergamo, azienda europea di distributori automatici.Inizia l’attività lavorativa alla Zanussi Grandi Impianti di Pordenone,collaborando al lancio del primo distributore automatico della ditta.Nel 1996 diventa Responsabile del Marketing strategico della Zanussi,iniziando attivamente la collaborazione con l’Associazione italiana ed europea del vending.Dal 2003 è Presidente sia di CONFIDA che di EVA.
Appuntamento in fiera
HOSTELCO festeggia il suo 25°anniversario
Hostelco, Salone Internazionale delle Attrezzature per la Ristorazione,Hotel e Collettività terrà la sua XIII edizione dal 21 al 25 ottobre 2006 nella Fiera di Barcellona.
Sino a questo momento Hostelco ha ricevuto l’80% delle domande di iscrizione il che significa un aumento del 14% rispetto allo stesso periodo del 2004 per quanto riguarda lo spazio espositivo occupato.
Le previsioni indicano che il salone tornerà ad occupare per la terza volta consecutiva l’intero quartiere fieristico Montjuic di Fiera di Barcellona,presentando in pratica l’offerta di tutte le aziende leader di settore.
Questa edizione coincide con il 25°anniversario del salone che, un quarto di secolo fa,era nato con personalità propria per poi diventare una delle chiavi di sviluppo delle industrie che rappresenta,riflettendone sempre tutti i cambiamenti e dando risposta alle loro necessità.
25 anni e 12 edizioni più tardi, Hostelco è oggi il salone leader in Spagna ed il secondo riferimento in Europa per il settore ospitalità e collettività.La sua grande crescita è stata proporzionale a quella dei segmenti industriali a cui il salone dà servizio,confermandosi come trampolino di lancio per le nuove tendenze del mercato internazionale.
I prossimi appuntamenti
L’anno 1981 vede la prima edizione di Hostelco,che prese il testimone del salone Hogarotel che,inaugurato nel 1962,riuniva l’offerta in ambito di ospitalità e decorazione casa.Sin dagli inizi Hostelco stabilì la sua periodicità biennale,che mantiene tuttora,per presentare i prodotti ed i servizi più innovativi in fatto di attrezzature e macchinari per ospitalità,articoli per la tavola,gestione controllo informatica e sicurezza,biancheria e uniformi,arredo e decorazione, food & beverage per canale Ho.Re.Ca.,Vending,EXPOLIMP: attrezzature e prodotti per lavanderia,tintoria,igiene e pulizia,aziende di servizi.