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Il 14 giugno 2016 è una di quelle date della storia del vending italiano da segnare con un circoletto rosso. Come spesso accade per questo settore, la notizia che genera tanta attenzione non è per nulla positiva e le sue conseguenze ancor più negative.
In questa data infatti, l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato (Antitrust), ha emesso un provvedimento che rileva un’intesa restrittiva della concorrenza tra i principali operatori del vending, erogando una sanzione di ben 1,3 miliardi di euro, poi “ridotti” a 100 milioni perché tale cifra eccedeva il limite massimo previsto per legge (10% del fatturato).
Al di là di molteplici comportamenti non opportuni tra diversi operatori che andavano giustamente identificati e sanzionati, a mio avviso è molto difficile pensare che, per ben otto anni, i principali gruppi di gestione della distribuzione automatica abbiano costituito un cartello al fine di alzare i prezzi di vendita. Anche se ci avessero realmente provato, è chiaro che non ci sono riusciti, visto che i listini sono para-
lizzati da tantissimo tempo ad un livello così basso da rendere molto difficile la stessa sopravvivenza delle imprese.
Quello che però non comprendiamo davvero è il vantaggio del consumatore finale, il vero soggetto da proteggere. Pensare che una concorrenza senza freni sul prezzo si trasformi in un vantaggio per i clienti, che pagano di meno, non ha alcun senso nel mondo dei servizi e ne ha poco anche nel mondo dei prodotti.
Il vending dell’ultimo decennio lo ha dimostrato: una guerra concorrenziale ha come prima vittima proprio il consumatore, destinato ad usufruire di un servizio scadente che vale esattamente il prezzo che paga. Se le aziende non riescono ad alzare i prezzi per eccesso di concorrenza, non investono in qualità dei prodotti e del servizio (macchine, operatori, assistenza, ecc.), con immediate ricadute per i 30 milioni di italiani che ogni anno si avvicinano ai distributori automatici per gustarsi un momento di pausa.
Alcuni capisaldi della teoria economica vengono così messi in discussione. Come sarà possibile da oggi “fare sistema”, un concetto tanto caro ai politici italiani e che viene usato quotidianamente come soluzione privilegiata per superare la crisi, se questa metodologia viene vista con sospetto dall’Antitrust, pronta a vederci qualcosa di più di una best practice e a punirla con sanzioni in grado di minare per anni la marginalità di qualunque impresa? Chi proverà ad applicare la “Teoria dei giochi”, dimostrazione matematica che la cooperazione è la strada migliore per le imprese, se può venir letta (anche a torto) come un tentativo di oligopolio o cartello?
Il paradosso è che, nel caso del vending, sembra proprio che una delle vittime certe di una non chiara modalità di interpretazione del comportamento delle imprese, sia il consumatore finale, proprio la figura che dovrebbe essere difesa e tutelata dall’Antitrust.
DELL’ULTIMO DECENNIO
LO HA DIMOSTRATO: UNA GUERRA
CONCORRENZIALE
HA COME PRIMA
VITTIMA PROPRIO
IL CONSUMATORE, DESTINATO AD USUFRUIRE
DI UN SERVIZIO SCADENTE
CHE VALE ESATTAMENTE
IL PREZZO CHE PAGA


NUMERO 108 SETTEMBRE 2016
RENZO GABRIEL
BONIZZI DIRETTORE RESPONSABILE
EDITOR IN CHIEF
ALESSANDRO FONTANA DIRETTORE
EDITORIALE
EDITORIAL DIRECTOR
LAURA GUASPARRI ART DIRECTOR
ANDREA LOTTERO GRAPHIC DESIGN
DANIELA BISCOTTI COMMERCIALE/ COMMERCIAL
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D.A.ITALIA IL PERIODICO DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA PUBBLICAZIONE ISCRITTA AL TRIBUNALE DI MILANO, NUMERO DI REGISTRAZIONE 177 DEL 22 MARZO 2004
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3 EDITORIALE
Il paradosso del consumatore
6 MERCATO DEL VENDING Latest News
18 MERCATO DEL VENDING - TORREFATTORI
Essse Caffè Una lunga nota di piacere Intervista con Luca Gandini
26 MERCATO DEL VENDING - TORREFATTORI
To.Da. Caffè Un nuovo stabilimento produttivo per la dinamica torrefazione siciliana Intervista con Giuseppe Toscano
30 EVENTI
Il futuro del Vending è l'experience. Opportunità, minacce e proposte Relazione di Enzo Baglieri
38 MONDO ASSOCIAZIONE
L’Agenzia delle Entrate diffonde il Provvedimento sui corrispettivi
42 CONFIDA
L’Autorità Antitrust sanziona la distribuzione automatica: CONFIDA annuncia ricorso al TAR
47 VENDING FLORENCE
ANEDA e CONFIDA insieme per sostenere la crescita delle imprese di gestione









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Dal 22 luglio 2016 è attivo il Decreto Legge n.121 del 7 luglio scorso, secondo il quale tutti i commercianti e i venditori di prodotti hi-tech risultano infatti obbligati a ritirare strumenti di piccole dimensioni senza che il proprietario sia obbligato a comprare qualcosa di nuovo, un sistema ribattezzato: "uno contro zero".
La normativa prevede la possibilità di liberarsi in modo agevole e gratuito di tutti gli apparecchi elettronici ormai inutilizzati, con l’intento di risolvere alcuni problemi logistici ai proprietari e di impedire che la corsa alla novità in atto non lasci sul campo tonnellate di rifiuti difficili da smaltire o riciclare.
» NUOVO DIRETTORE GENERALE EMEA PER CRANE PAYMENT INNOVATIONS
Crane Payment innovations ha annunciato la nomina di Richard Gibson quale Direttore Generale del dipartimento EMEA Gibson, attivo nel vending dal 1990, ha ricoperto diversi ruoli manageriali nell’ambito commerciale e nel marketing con Mars Electronics, poi MEI ed infine CPI. Gibson ha dichiarato: “È per me un onore essere alla guida del team EMEA Vending in CPI in un periodo in cui il mercato del Vending è contraddistinto dall'innovazione. Negli ultimi sette anni la nostra gamma di soluzioni è cresciuta e il mercato si è spostato dai pagamenti in contanti tramite monete e banconote, ad abbracciare le nuove tecnologie nei pagamenti EMV, connettività remota e coinvolgimento dei clienti attraverso i telefoni cellulari e dispositivi indossabili (smartwacht e similari)”.
» LAVAZZA, NEL BILANCIO 2015 IL VENDING HA UN RUOLO SIGNIFICATIVO
La pubblicazione del Bilancio Consolidato di Lavazza ha evidenziato i particolari dei numeri del colosso torinese nel 2015. Anche se il dato più importante è ovviamente la cessione del 8,1% dell'americana Keurig Green Mountain che ha consentito una plusvalenza di 822,8 milioni (su 1,16 miliardi di introito), in parte utilizzata per rilevare la francese Carte Noire per oltre 700 milioni, anche il vending ha fatto la sua parte, un dato non del tutto scontato di questi tempi. Il segmento del fuori casa è infatti in forte crescita, soprattutto all'estero. Il food service è cresciuto del 13% a valore e il vending ha avuto numeri record soprattutto nel Regno Unito. Si conferma la grande crescita del caffè in capsule, +15 milioni di vendite.



Il Consiglio Direttivo di Confida, nell’ambito delle proprie attribuzioni statutarie, ha deliberato l’assunzione del dott. Michele Adt per le funzioni di Direttore dell’Associazione. Il dott. Adt, laureato in Scienze Politiche, è un manager con qualificata esperienza nel marketing e nelle relazioni istituzionali. Per circa diversi anni ha svolto le funzioni di direttore marketing presso una delle più importanti Agenzie per il lavoro italiane, esperienza che gli ha consentito di sviluppare relazioni con associazioni imprenditoriali di categoria, Istituzioni pubbliche, Camere di Commercio ed altri Enti. Dal 2010 ha svolto attività di pubbliche relazioni e marketing con focus su progetti e servizi per le imprese.

» DIDIESSE, INAUGURATO IL NUOVO STABILIMENTO PRODUTTIVO
Didiesse, una delle più dinamiche aziende produttrici di macchine da caffè made in Italy, ha inaugurato la sua nuova sede. Gli obiettivi per il 2017 sono davvero importanti: produrre e vendere 115.000 macchine.
» UE DETTA NUOVE REGOLE PER LE ETICHETTE DEGLI ENERGY DRINK
Dopo la crociata contro le bevande gasate, adesso è il turno delle bibite energetiche che, secondo molti parlamentari dell'Unione Europea, sono collegate al mal di testa, problemi di sonno e problemi comportamentali nei bambini e negli adolescenti. L’Unione ha formalmente richiesto che questo tipo di bevande non riporti alcun tipo di indicazione in termini di benefici per la salute in etichetta, ma leggendo l’ultimo rapporto dell’EFSA (Autorità Europea sulla sicurezza alimentare) che stima che il 68% degli adolescenti di età compresa fra i 10 e i 18 anni e il 18% dei bambini di età compresa tra i 3 e i 10 anni consumano abitualmente bevande energetiche, dunque è legittimo ritenere che le politiche restrittive sugli energy drink siano solo all'inizio, soprattutto in un canale aperto come quello del vending.
» ECO-VENDING: ANCI TOSCANA PROPONE PRODOTTI LOCALI NELLE VENDING MACHINE
Matteo Biffoni, presidente di Anci Toscana (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha lanciato la proposta di inserire produzioni artigianali ed enogastronomiche tipiche dei territori, nei canali distributivi del vending. I prodotti a chilometro zero potrebbero trovare nella distribuzione automatica un alleato potente, nell'ottica di rafforzare la loro presenza sul mercato. Questa è la proposta che ha stimolato maggiormente i media locali e nazionali nel commentare il convegno "Ecovending: il contributo delle imprese della distribuzione automatica per un territorio sostenibile", svoltosi il 6 luglio a Prato, organizzato su iniziativa di Confcommercio Toscana e Confida, in collaborazione con Anci Toscana e Adiconsum.
» SCAN COIN COMPIE 50 ANNI
La scorsa settimana SCAN COIN ha festeggiato l’anniversario dei suoi 50 anni di attività a Ystad in Svezia, in occasione del suo sales meeting annuale. Fondata nel 1966, SCAN COIN è oggi leader globale nella fornitura di soluzioni e servizi per la gestione del denaro. Per i partner e distributori di SCAN COIN il sales meeting è stata quest’anno un’ottima occasione per aggiornarsi sulle ultime novità e per stringere proficue relazioni. Durante la giornata sono state presentate nuove soluzioni SCAN COIN e alcune interessanti case stories di successo. Sono stati anche ripercorsi i 50 anni di successi dell’azienda svedese, a partire dal primissimo apparecchio per il conteggio monete fino alle ultime soluzioni ad alta tecnologia e ai futuri progetti in collaborazione con SUZOHAPP.
» EVEX, PROSSIMO APPUNTAMENTO A CANNES IL 24 E 25 NOVEMBRE
La prossima edizione di EVEX si terrà a Cannes in Costa Azzurra presso il prestigioso Hotel Carlton, uno dei suoi storici simboli. Sono già aperte le iscrizioni per l'evento previsto il 24 e il 25 novembre. L'ultima edizione di Evex si era tenuta a Malaga e aveva attirato 250 partecipanti, tra cui 70 operatori e 43 espositori. all'interno della manifestazione si terrà, il 24 novembre, anche l'Assemblea Generale di EVA.





» LO ZUCCHERO ITALIANO PERDE ANCORA TERRENO: ERIDIANIA PASSA A CRISTAL UNION
Eridania, storico zuccherificio genovese fondato nel 1899, passa di mano. I soci del gruppo Maccaferri hanno deciso di vendere la propria quota ai francesi di Cristal Union, che dal 2010 possedevano una partecipazione. La scelta è conseguenza dell'evoluzione della normativa Ue che, con la piena liberalizzazione del mercato dello zucchero, consentirà un'espansione della produzione da parte delle imprese saccarifere operanti nell'Europa continentale, a scapito dei Paesi, quale l'Italia, caratterizzati da condizioni meno competitive.
L'eutanasia dello zucchero italiano è stata lenta ma implacabile, dieci anni fa c'erano 19 zuccherifici, oggi solo due e produrranno, nella migliore delle ipotesi, 300mila tonnellate, quasi l'80% in meno rispetto al 2006.
» FOOD DELIVERY: IL VENDING RESTA A GUARDARE?
Il vending fatica a dare risposte alle crescenti esigenze dei consumatori di consumare il pranzo fuori casa: piatti pronti e mense automatiche, nonostante la strada tracciata da alcuni pionieri risalga ad alcuni decenni fa, non hanno mai conquistato quote significative nel settore. La concorrenza, al contrario, si sta dando da fare e il cosiddetto "food delivery", la consegna del pranzo in ufficio da parte di ristoranti/bar/rosticcerie, è in forte ascesa.
Questo perché il mercato potenziale è di oltre 7 milioni di persone, una percentuale pari al 19% di italiani che dimostrano una "intention to buy" nel mercato dell'online food delivery. È questo il principale risultato ottenuto dal primo Osservatorio Nazionale sul mercato del takeaway in Italia realizzato da Just Eat (leader di settore nel campo delle consegne rapide di pasti), in collaborazione con GfK Eurisko. L'indagine è una fotografia strutturata su un campione di 2.000 persone rappresentative della popolazione italiana e ideata con l'obiettivo di identificare i comportamenti e le abitudini degli italiani nel consumo e nell'ordinazione di cibo a domicilio.
» SPINEL PROTAGONISTA IN BRASILE A FISPAL FOOD SERVICE
Spinel presente a Fispal Food Service, che si è svolto in Brasile dal 14 al 17 giugno scorso presso l'Expo Center Norte di San Paolo. Nell’ "Área do Café", l’azienda salentina ha esposto tecnologie e innovazioni per l’estrazione del caffè espresso. La fiera, specializzata nei servizi e soluzioni per l'alimentazione fuori casa, è stata l'occasione per Spinel di presentare Jessica e Jasmine, macchine da caffè espresso in cialda e capsula, studiate per il settore Ho.Re.Ca. e certificate INMETRO appositamente per il mercato brasiliano.
» CRESCE LA DOMANDA DI LATTE VEGETALE ANCHE NELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA
Una petizione lanciata su Change.org per chiedere latte vegetale e prodotti senza derivati animali nei distributori automatici, ha raccolto in cinque giorni 2.000 sostenitori e il trend è in rapido aumento.
La petizione, indirizzata a Federconsumatori e ad aziende come Bio4You (che si occupa di distributori automatici di snack biologici) è stata lanciata da Gessica Ciulla, una ragazza che sta ultimando un dottorato di ricerca presso l’università di Urbino in Scienze farmaceutiche e Scienze chimiche. La tesi di base è: se la domanda c’è, perché manca l’offerta? Gli ultimi dati parlano di un 8% della popolazione che è vegetariano o vegano, numero peraltro in costante ascesa.






Sede legale e amministrativa - Via Leofreni, 87 - 00131 Roma
ROMA
Sede operativa: Via Leofreni, 87 - 00131 Roma T: 06 41293051 - F: 06 41404377 info@ergovending.it
» PRESENTATO 500 G, IL NUOVO FORMATO PER IL VENDING DI SPECIALCOFFEE
SpecialCoffee presenta al Vending il 500G, un nuovo formato di busta per le miscele di caffè in grani SpecialCoffee che rappresenta un ulteriore esempio della volontà dell’azienda di essere “sempre più Vending” e sempre più attenta alle esigenze degli operatori della distribuzione automatica orientati alla qualità. In questo settore in continuo movimento ed evoluzione, i bisogni e le occasioni di consumo da soddisfare sono sempre di più e sempre più varie. Tra tradizione e innovazione, il 500G è pensato per offrire la stessa qualità della busta da 1kg ma con un formato più flessibile, che garantisce una corretta conservazione e durata della miscela di caffè, quando la rotazione del prodotto è più contenuta o quando i rifornimenti dei d.a. sono più frequenti. Oltre ad essere pratico e funzionale, il nuovo formato 500G è personalizzabile: un dettaglio che avvicina maggiormente il consumatore al gestore della vending machine.
» EUROPA, TRIPLICATI GLI ACQUISTI CONTACTLESS VISA NELL’ULTIMO ANNO
Sono stati 3 miliardi i pagamenti contactless Visa effettuati negli ultimi 12 mesi in Europa, quasi il triplo del numero di transazioni registrato nello stesso periodo un anno fa. I dati mostrano che i consumatori europei hanno pagato contactless 360 milioni di volte nel solo mese di aprile 2016, con crescita percentuale del 150% rispetto ai 143 milioni di operazioni dello scorso aprile 2015, mentre lo scontrino medio sale del 12%, per un valore di 13,83 e il rapporto di pagamenti di questo tipo presso i punti di accettazione passa da 1 su 60 nel 2013 a 1 su 5 oggi. I punti di ristorazione hanno registrato la maggiore crescita del numero di transazioni contactless anno su anno (153%), seguiti dal commercio al dettaglio (146%), supermarket (119%) e bar e caffetterie compresi i fast food (96%). In Italia, sebbene la penetrazione dei pagamenti contactless sia ancora sotto la media europea (5% contro 21% in Europa) la modalità di pagamento senza contatto continua a essere sempre più utilizzata e apprezzata dai nostri connazionali: nel marzo 2016, infatti, sono state circa 1,54 milioni le operazioni di pagamento contactless, contro le 120.500 del marzo 2015.
» SI TERRÀ AD OTTOBRE A BRESCIA LA DECIMA EDIZIONE DI COFFEE TASTING
Spegne le prime dieci candeline International Coffee Tasting, il concorso dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac) in cui si sfidano caffè da tutto il mondo. Le valutazioni sono affidate a giurie di assaggiatori Iiac che operano completamente alla cieca e nel quadro delle più severe norme di analisi sensoriale. L’edizione 2016 si terrà a Brescia il 18 e il 19 ottobre 2016.In questi anni sono stati in concorso 750 caffè da tutto il mondo, sempre valutati da assaggiatori a loro volta internazionali. L’edizione 2016 vede rinnovata la collaborazione delle sedi estere dello Iiac in Giappone, Corea, Cina e a Taiwan e della folta comunità internazionale di assaggiatori Iiac ormai sopra quota 10.000 in più di 40 paesi del mondo.
» NUOVO STABILIMENTO NELL’ESSEX PER IL COLOSSO INGLESE COSTA CAFFÈ
Poggiata la prima pietra del nuovo stabilimento Costa Caffè a Basildon nell'Essex. La torrefazione inglese, presente nel vending nel segmento premium, gestisce più di 3.000 bar in 30 paesi e finora aveva una produzione pari a 10.000 tonnellate anno. Da quest'anno ha deciso di fare il grande salto, investendo circa 46 milioni di euro per un nuovo sito che avrà una capacità produttiva di quasi cinque volte superiore.




» CELIACHIA, UNA RICERCA INDIVIDUA LA PREDISPOSIZIONE GENETICA
La patologia che rende l’organismo intollerante al glutine, la cui insorgenza è aumentata di ben 5 volte nei bambini, sarebbe scritta nel Dna. Una ricerca condotta da Igb-Cnr e Ibp-Cnr e pubblicata sul The Journal of Autoimmunity, si è prefissa lo scopo di isolare una particolare componente, presente nella regione cromosomica, che determinerebbe la predisposizione individuale verso la celiachia. Esaminando il Dna di un ampio campione di celiaci ricercatori italiani hanno riscontrato, nel 95% dei casi la presenza di una variante genetica collocata nella regione cromosomica HLA, consentendo di ricollegare la celiachia alla presenza di fattori genetici. Aver individuato la variante genetica che determina la malattia, apre la strada ad una possibile cura, che attualmente non esiste ancora, e ci aiuta a comprendere come funzionano molte patologie autoimmuni, approfondendo i meccanismi che spingono il nostro organismo a percepire alcuni fattori esterni come una minaccia, in realtà funzionale al corretto sviluppo dell’organismo stesso.
» “PRONTISSIMO!”: LAVAZZA ENTRA NEL MONDO DEL CAFFÈ SOLUBILE
Arriva in Italia Prontissimo!, il primo caffè solubile
Premium di Lavazza, una miscela 100% Arabica, arricchita con il 10% di caffè tostato e macinato molto finemente. Lavazza fa così il suo ingresso ufficiale nel mercato del caffè solubile con due speciali varianti: Classico, una miscela morbida e ben bilanciata, con delicate note di caramello; Intenso, miscela forte e corposa, con note decise di caffè tostato.
Una delle tante iniziative pianificate dall’azienda a supporto del lancio di Prontissimo! per far provare e testare il prodotto ai consumatori, prevede un road-show itinerante nelle maggiori piazze, stazioni, vie dello shopping e università d’Italia.
Inoltre, grazie alla partnership triennale con Alitalia, Prontissimo! prenderà il volo e sarà a disposizione dei viaggiatori di tutte le classi di viaggio delle 147 rotte internazionali della Compagnia aerea.
» SISTEMI DI PAGAMENTO, APPLEPAY INCREMENTA LE VENDITE PRESSO I DISTRIBUTORI AUTOMATICI


Da uno studio condotto da USA Technologies, che opera nell’ambito dei sistemi di pagamento cashless e nel serfservice, i punti vendita automatici abilitati al pagamento con ApplePay, ha determinato un incremento sensibile degli acquisti da mobile da parte dei consumatori. In particolare, gli utenti dotati di smartphone reagiscono positivamente alla comunicazione pubblicitaria e promozionale presente presso il distributore automatico, arrivando ad interagire più a lungo con la macchina e a spendere di più. I numeri parlano chiaro: +26% delle transazioni
+22% dei ricavi; +12% importo dello scontrino medio
+89% ricavi derivati da acquisti contactless, compresi quelli conclusi attraverso ApplePay.
Ad oggi, USA Technologies permette agli utenti finali di utilizzare il proprio portafoglio elettronico su oltre 300.000 apparecchi su cui è stata implementata la tecnologia NFC, tra cui dispositivi automatici per lavanderie e parcheggi a pagamento, macchine OCS e vending machine. L’azienda ha introdotto il pagamento mediante ApplePay in 35 macchine in aree urbane ad alta densità di utilizzatori di dispositivi iPhone. Lo studio citato è stato condotto inizialmente nelle città di New York e Lafayette (Louisiana) ed nei prossimi mesi verrà esteso ad altre importanti metropoli statunitensi.








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» STARBUCKS, IL PRIMO PUNTO VENDITA ITALIANO FORSE A CITY LIFE
Secondo un'indiscrezione pubblicata dal Corriere della Sera, sarà City Life la location scelta del colosso Starbucks, ormai pronto ad aprire un locale a Milano, anche se non si conosce ancora la data di inaugurazione. La notizia riguarda la prossima apertura del "centro commerciale" che si affaccerà su piazza Tre Torri. Negozi, un cinema e diciassette locali e ristoranti per ogni fascia di prezzo: tra questi, appunto, ci sarebbe proprio Starbucks. In realtà non c'è alcuna conferma ufficiale, né da parte del colosso né da parte di City Life, ma non si tratterebbe soltanto di una ipotesi. Starbucks andrebbe così a presidiare un quartiere direzionale con uffici importanti.
» L’IMPATTO BREXIT SUI CONSUMI
ITALIANI SECONDO IRI
Giugno non è stato un buon mese per il vending. Il mercato ha seguito i trend di consumo nazionali contraddistinti da un calo per il terzo mese consecutivo dell'indice di fiducia di consumatori. Questo mese infatti, l’indice Istat relativo ai consumatori passa a 110,2 dal 112,5 di maggio, con flessioni per tutte le componenti del clima di fiducia. Cala l’indice sul clima personale (a 103 da 105,4), sul clima economico (a 131,8 da 135,7), su quello corrente (a 108,2 da 109,8) e futuro (a 112,9 da 117,6).
Tutti questi dati sono stati calcolati prima della Brexit e si pensa ad un notevole peggioramento a luglio. IRI ha elaborato le previsioni sul potenziale impatto della Brexit sui mercati dei beni di largo consumo in Italia e ha stimato in circa 380 milioni di euro la perdita in termini di vendite per prodotti di consumo quotidiano a causa dell’effetto boomerang sulla fiducia dei consumatori italiani. Per il vending non ci sono dati precisi ma è probabile una potenziale flessione di almeno 2-3 punti percentuali.
» SUZOHAPP E COMESTERO INAUGURANO IL NUOVO STABILIMENTO PRODUTTIVO IN POLONIA
Suzohapp e Comestero hanno inaugurato un nuovo stabilimento in Polonia che diventerà il principale polo manifatturiero del Gruppo in Europa. A seguito dell’ampliamento del portafoglio prodotti avvenuto negli ultimi anni, SUZOHAPP ha deciso di concentrare in un unico sito europeo la filiera produttiva, in modo da ottimizzare i processi ed unire le esperienze e competenze presenti all’interno del Gruppo. Duplice l’obiettivo di questo importante investimento, realizzato in perfetta coerenza con la strategia e i piani di crescita della società. In primo luogo ampliare la capacità produttiva per far fronte alla crescita della domanda nei confronti dell’ampia gamma di soluzioni e componenti di Comestero e Suzohapp. In secondo luogo, assicurare la massima flessibilità dei processi produttivi, garantendo il servizio e la qualità di sempre. La nuova fabbrica polacca è situata a Poznan, posizione geografica ideale per effettuare consegne in tutto il territorio europeo con la massima efficienza. Occupa una superficie di 5.000 mq e impiega uno staff di oltre 50 persone. La capacità produttiva iniziale sarà di circa 100.000 gettoniere elettroniche, 120.000 rendiresto e più di 10.000 cambiamonete all’anno. Marcel Oelen, Managing Director di Suzohapp EMEA, commenta l’importanza di questo investimento strategico “Il nuovo stabilimentorappresentaunulterioreimportantetassello nellacrescitadelGruppo.Abbiamoinvestitoperconsolidare lanostrastrategiaproduttivaegarantireainostriclientila massimaqualitàeilmigliorservizio.Inparticolaresiamo focalizzatisull’ottimizzazionedeitempidiconsegnachedopo questoperiododitransizionesarannonotevolmenteridotti persoddisfarepienamenteleaspettativedeinostriclienti”
Attualmente nel sito polacco vengono prodotte gettoniere elettroniche e rendiresto, cambiamonete, casse automatiche per le lavanderie self-service e sistemi di attivazione per gli autolavaggi.







» LA VIGILANZA PRIVATA PUÒ PROPORRE SOLUZIONI AD HOC PER IL VENDING?
Dopo diversi settimane in cui la cronaca quotidiana parlava di vending solo per i furti ai danni delle gestioni, la rivista "Vigilanza Privata Online" (Fedesicurezza Confcommercio), ha affrontato lo spinoso tema intervistando Piero Lazzari, Presidente di Confida.
Diversi i temi trattati: le minacce più frequenti, il danno arrecato ai distributori, la garanzia della sicurezza alimentare e le misure di sicurezza.
L'articolo realizzato cerca di comprendere se il mercato della vigilanza privata potrebbe formulare qualche proposta di servizio specifica, per modalità esecutiva, orari e costi, per il comparto della distribuzione automatica.
Il caffè è stato definitivamente assolto dall’accusa di favorire l’insorgenza di un tumore. Negli anni Novanta era stato inserito fra i possibili cancerogeni (catalogato nel gruppo come 2b) perché si sospettava un legame con il cancro della vescica. Ma l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) di Lione, massima autorità in materia di studio degli agenti cancerogeni che fa parte dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), dopo il riesame di ben 500 diverse indagini, effettuata da parte di una commissione composta da una ventina di esperti internazionali, ha "declassato" il caffè alla categoria 3 Iarc, quella per la quale non sussistono evidenze di rischio cancerogeno.



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IL MERCATO DEL VENDING TORREFATTORI
ESSSE CAFFÈ NASCE NEL 1979 A BOLOGNA GRAZIE
ALLA FAMIGLIA SEGAFREDO, NOTA PER LA SUA LUNGA
TRADIZIONE NEL SETTORE. LA SCELTA DI SCRIVERE
ESSSE CON TRE ‘S’ NON È CASUALE: SI TRATTA DELLE S
DI SCIENZA, SAPIENZA E SPECIALIZZAZIONE: TRE VALORI
CHE RIASSUMONO UNA FILOSOFIA AZIENDALE BASATA
SULL’ESPERIENZA E ORIENTATA ALL’INNOVAZIONE, ATTRAVERSO LA COSTANZA DELLE MISCELE DI CAFFÈ E
LA RICERCA DELLA MIGLIORE QUALITÀ ORGANOLETTICA, CON L’OBIETTIVO DI OFFRIRE, SEMPRE, UN PRODOTTO DI ALTA QUALITÀ. OGGI ESSSE CAFFÈ È UN BRAND DI
SUCCESSO, GARANZIA DI UN CAFFÈ DI ECCELLENZA, NON SOLO NEL COMPARTO BAR E HO.RE.CA., MA ANCHE NELL’AMBITO VENDING E OCS, GRAZIE AD UN SISTEMA A CAPSULE SVILUPPATO APPOSITAMENTE E AD UNA STRUTTURA COMMERCIALE DEDICATA. A PARLARCI DI “S. SISTEMA ESPRESSO” È LUCA GANDINI, RESPONSABILE COMMERCIALE VENDING-OCS ESSSE CAFFÈ CHE, INTERVISTATO DALLA NOSTRA REDAZIONE, HA PRESENTATO L’OFFERTA ESSSE SPECIFICA PER IL CANALE, SPIEGANDONE GLI OBIETTIVI A LUNGO TERMINE.

INTERVISTA CON
LUCA GANDINI
Essse Caffè è un marchio storicamente legato al bar e all’Ho.Re.Ca., quando avete deciso di puntare anche sul segmento del Vending? Essse Caffè ha intrapreso il suo percorso nel Vending tre anni fa, con lo sviluppo di S. Sistema Espresso. Questo progetto è partito per volontà del nostro pre -
sidente Francesco Segafredo, che ha scelto di offrire un prodotto di alto livello, nello stile dell’azienda, anche nel segmento capsule. Abbiamo lavorato molto sulle macchine e sulle miscele e ci siamo affacciati al mondo Vending-OCS con un prodotto in grado di competere in un mercato già maturo.
Sono state create miscele ad hoc per S. Sistema Espresso? Sì. Da tre gene -
razioni, da oltre quarant’anni, il Sig. Segafredo lavora nell’ambito del caffè e per quanto riguarda le miscele è stato fatto un lavoro importante, utilizzando le stesse origini, gli stessi crudi utilizzati per il bar, ma con tostature e miscele diverse, fatte appositamente per le capsule da 7 grammi. Il risultato ottenuto è un prodotto di altissimo livello e, soprattutto, costante nel tempo.

Quali referenze compongono la vostra gamma di capsule? La gamma di capsule comprende sei referenze: da Infinito, un caffè corposo, ai caffè più “rotondi”, tra cui Maestoso (cremoso e vellutato, è la nostra miscela di punta), passando per Arabesco, un 100% Arabica straordinario che, pur conservando le caratteristiche tipiche di questa provenienza, ha cremosità e corpo grazie al nostro sistema di estrazione della macchina, un altro brevetto Essse Caffè. Ancora, tra le miscele abbiamo Valzer, il nostro caffè lungo; Ideale, un prodotto che ha il 50% di caffeina rispetto ad un tradizionale Espresso e che consideriamo “il caffè del pomeriggio”. Infine, Decaffeinato. Completano la gamma altri sei prodotti complementari: Cioccolata, Tè al Limone, Camomilla, Orzo, Ginseng e Bevanda Bianca. Inoltre, quest’autunno lanceremo la nostra nuova linea di capsule in foglia, che partirà con tre referenze: tre prodotti naturali, senza zucchero, che rispondono alle esigenze dei consumatori più esigenti.
Perché il gestore dovrebbe scegliere il vostro Sistema? Innanzitutto per l’erogazione costante e straordinaria del prodotto, perché la qualità del caffè, al di là di ogni logica di prezzo, fa la differenza. La macchina S.12, inoltre, si rivolge in primis al gestore, che è il nostro intermediario con il consumatore finale. Il sistema Essse Caffè è un sistema chiuso, per cui la macchina funziona esclusivamente con le capsule S.12. La capsula, viceversa, può essere utilizzata su tutte le macchine del sistema Espresso Point®. Abbiamo realizzato anche capsule compatibili con il sistema Nespresso®, sempre seguendo la nostra filosofia, caratterizzato dalla persistenza, ovvero quella che noi chiamiamo “l’impronta Essse”.
Quali sono le caratteristiche principali della S.12? Questa macchina ha una flessibilità notevole, grazie ad una gestione elettronica estremamente evoluta, che permette al solo operatore professionale di accedere al menu
gestore (attraverso una combinazione predefinita di tasti), con il quale può regolare funzioni come stand by, autoswitch-off (da 10 minuti a 4 ore) o per gestire la temperatura (0; +2°/+4°; -2°/-4°), un elemento importante per garantire la costanza nell’erogazione del prodotto. Attraverso questo menu si può anche impostare una pre-infusione più o meno lunga o effettuare un check dell’elettrovalvola, della pompa o, non ultimo, attivare il ciclo di decalcificazione. Il lungo e scrupoloso lavoro effettuato ci ha permesso di realizzare una macchina che ha superato ogni criticità ed è in grado di erogare un caffè Espresso eccellente.
Questa macchina è un progetto Giugiaro Design. Come è nata questa collaborazione? In un mondo, quello del mono porzionato, in cui si punta più sul prezzo che sulla qualità, noi abbiamo scelto di distinguerci proponendo un prodotto eccellente erogato da una macchina eccezionale.

Tre anni fa è iniziata la collaborazione con Giugiaro Design per la realizzazione della macchina S.12, con l’obiettivo preciso di abbinare l’italianità del caffè al design, un’altra eccellenza del nostro paese. La realizzazione di questa macchina ha richiesto quasi due anni e mezzo di tempo, proprio perché l’azienda è sempre orientata alla ricerca della perfezione. In particolare, volevamo una macchina affidabile: abbiamo lavorato tantissimo sulla prima erogazione del caffè, che spesso è “l’anello debole” delle macchine, perché spesso è anche il peggiore estratto. Per quasi sei mesi, lavorando sugli algoritmi della scheda elettronica, abbiamo perfezionato l’estrazione del primo caffè, perché fosse uguale ai successivi, fino a raggiungere un risultato ottimale.
Oltre a S.12, quali sono le altre macchine legate al vostro S. Sistema Espresso? S.12 è sicuramente il nostro prodotto di punta, ideata per il segmento Home e per i piccoli uffici.
Un altro nostro prodotto è S.4, un cappuccinatore di derivazione professionale, interamente in acciaio inossidabile, con un bricco privo di parti elettriche (quindi può essere messo in lavastoviglie), che dà la possibilità di montare il latte a freddo, a caldo, il cappuccino e anche la cioccolata in polvere. Abbinato alla nostra macchina S.12, S.4 dà la possibilità, la mattina, di farsi un cappuccino come al bar.
Chiaramente, oltre a questi prodotti abbiamo altre tipologie di macchina: una macchina per l’OCS, con serbatoio più capiente (2 litri) e un vano capsule più capiente (30 capsule) sempre nel rispetto della qualità.
S.100, macchina semi professionale a 2 gruppi, è dedicata alle locazioni Ho.Re. Ca. basso consumanti, perfetta dove il caffè non è il core business o dove c’è molto turn over di operatori spesso non formati.
La cosa molto interessante è che forniamo ai nostri clienti anche una Carta dei Caffè sulla quale il consumatore fi-
nale può scegliere tra una lista di caffè differenti.
Quanto è importante il Vending per Essse Caffè? Il Vending rappresenta per Essse Caffè un canale strategico su cui puntare e investire. Per noi è un progetto molto importante nel quale crediamo fortemente, a dimostrazione di ciò i continui investimenti fatti sia nella Ricerca e Sviluppo sia nella comunicazione strategica. Siamo certi di acquisire breve importanti quote di mercato.
Come è stato accolto S. Sistema Espresso dai gestori? Molto bene, i gestori che hanno scelto Sistema Espresso sono consapevoli di collaborare con un Azienda seria che privilegia l’aspetto qualitativo dei prodotti garantendone il rendimento e la costanza. La nostra S.12 è considerata performante ed affidabile.
Oggi alcuni gestori puntano molto sul prezzo, purtroppo a discapito della qualità, di fatto non fidelizzando il cliente.

Coloro che hanno aderito al progetto
Sistema Espresso hanno puntato sulla qualità e sul servizio sicuri che siano gli ingredienti essenziali per il successo della propria attività.
Il sistema chiuso delle nostre macchine S.12 è molto apprezzato dagli operatori di settore il quale offre garanzia di consumo e consente di investire, in termini di tempo e risorse, sulle stesse.
Il mercato italiano e il mercato estero quali percentuali del vostro business rappresentano? L’Italia è decisamente il nostro core business, ma abbiamo una valido Team Export che si occupa dei mercati esteri che valgono circa il 10% del nostro fatturato totale. Parlando nello specifico di Vending, oggi l’estero rappresenta una percentuale maggiore rispetto al mercato italiano. Non solo perché in Italia ci sono dei grossi competitor, affermati da molto tempo, ma anche per un discorso di qualità, recepita maggiormente fuori dal nostro paese, in zone dove è più difficile trovare un
buon espresso.
Con S. Sistema Espresso stiamo conquistando una quota di mercato molto importante. Il mercato ci dice che i clienti apprezzano il prodotto e il design della macchina, ma di sicuro rilievo, il Sistema garantisce un reale aumento di battute.
Come è strutturata la rete commerciale Vending-OCS di Essse Caffè? La nostra rete commerciale, al momento composta da una decina di agenti, è in continua fase di espansione, ricerchiamo professionisti che possano entrare a farne parte.
Essse Caffè diffonde la ‘cultura del caffè’. Avete programmi di formazione mirati per gli operatori professionali? Vale la pena ricordare che l’azienda vanta il maggior numero di bar certificati, ne andiamo molto fieri. Nel 2005 Essse Caffè ha creato il Centro di Formazione “La Classe di Essse”, dove vengono formati circa 1500 professionisti all’anno e
nel quale si svolgono tredici differenti corsi destinati agli operatori che vogliono imparare la professione o perfezionarsi; dal corso per imparare a fare correttamente caffè e cappuccino, a quello manageriale per la gestione del bar.
Qual è il bilancio della vostra presenza a Venditalia in qualità di espositori? Il bilancio di Venditalia 2016 è stato molto positivo, siamo decisamente soddisfatti. Per far conoscere il progetto al pubblico degli operatori professionali, dopo il lancio di S.12 a TUTTOFOOD 2015, la nostra presenza a Venditalia era obbligata. Abbiamo progettato il nostro stand in modo da accogliere gli operatori e coinvolgerli nel mondo Essse Caffè, dal caffè verde alla tazzina.
In occasione di Venditalia abbiamo lanciato una nuova macchina per l’OCS e abbiamo installato due macchine freestanding Bianchi Vending, dando la possibilità ai clienti di provare il nostro prodotto in grani dedicato al canale ad alta cremosità e persistenza.


















D V E N D E R I N G R A D E M A R K


E V I E W N O W H O W O C I A L

IL MERCATO DEL VENDING TORREFATTORI
TO.DA. CAFFÈ SRL OPERA DAL 1994 NELL’AMBITO
DELLA LAVORAZIONE E TORREFAZIONE DEL CAFFÈ. LA QUALITÀ INDISCUSSA DEI PRODOTTI, CARATTERISTICA FONDAMENTALE DI TO.DA., HA PERMESSO A QUESTA REALTÀ SICILIANA
DI CRESCERE NEGLI ANNI FINO A DOVER
INGRANDIRE IL PROPRIO POLO PRODUTTIVO E OPERATIVO PER SODDISFARE LA DOMANDA
DEL MERCATO NAZIONALE E INTERNAZIONALE. DURANTE VENDITALIA 2016, PRESSO LO STAND TO.DA., LA REDAZIONE DI DA ITALIA HA INTERVISTATO GIUSEPPE TOSCANO, TITOLARE DELL’AZIENDA CON IL SOCIO IGNAZIO D’ANNA, PER PARLARE
DELLA NUOVA SEDE APERTA A TERMINI IMERESE (PA) E DELLE NOVITÀ DI PRODOTTO PRESENTATE IN FIERA.

INTERVISTA CON GIUSEPPE TOSCANO
Con la nuova sede di Termini Imerese, To.Da. ha compiuto un vero salto di qualità, passando da torrefazione “locale” a torrefazione nazionale e internazionale. Quali sono i numeri del nuovo stabilimento? Il nuovo stabilimento occupa 4.500 mq. destinati alla produzione, più 2.000 mq di
uffici, mensa e spogliatoi. All’esterno abbiamo a disposizione un piazzale di ben 7.000 mq. La zona carico/scarico merci è lunga 100 metri e ha 4 banchine predisposte per i TIR. Questa struttura è stata per noi un investimento davvero molto importante e oneroso, ma necessario per garantire l’aumento di produzione previsto dall’espansione del nostro business. Per quanto riguarda la produzione,
noi oggi utilizziamo un impianto in grado di tostare 360 kg di caffè ogni 13/14 minuti.
Da quanti addetti è costituito l’organico di To.Da. Caffè? Avete in previsione altre assunzioni di personale? Oggi To.Da. Caffè conta 23 collaboratori, ma la nostra crescita, culminata nella decisione strategica di investire in un nuovo stabilimento,

ci porterà quasi certamente a compiere qualche altra assunzione entro l’anno, perché le esigenze crescenti lo richiedono.
Quali sono le novità di prodotto che avete presentato a Venditalia 2016?
La principale novità che abbiamo presentato in fiera a Milano e che ha immediatamente riscosso l’interesse degli operatori del vending, è stata senz’altro la nostra nuova linea “Dolce Gattopardo”, capsule di caffè e solubili compatibili con il sistema Dolce Gusto®. La particolarità di questo nuovo prodotto è la plastificazione “a barriera”, una soluzione che ci ha permesso di far ritrovare ai nostri clienti, anche in questo formato, l’eccellenza del gusto delle nostre miscele.
Anche i solubili compatibili A Modo Mio®, Espresso Point® e la linea compatibile Nespresso® stanno subendo questa trasformazione a livello di sigillatura. Andremo quindi a
proporre i prodotti che realizziamo da anni e che i clienti conoscono e apprezzano, nella nuova veste “a barriera”, che consente l’ottimizzazione packaging (si riducono i costi di trasporto) e lo rendono molto più appetibile, anche a livello estetico. Le nostre confezioni, ma anche le singole capsule, saldate molto bene, sono entrambe molto belle da vedere.
Avete in programma particolari promozioni per lanciare questa nuova veste a barriera? Siamo sempre molto attenti alle politiche volte alla fidelizzazione del consumatore finale. A questo proposito, stiamo avviando una campagna promozionale che prevede, all’interno di ogni cartoncino di capsule EP®, Nespresso® o carta filtro, una tazzina di porcellana fine in omaggio.
Il formato Dolce Gattopardo cambia un po’ le regole del gioco, perché il sistema Dolce Gusto®, rispetto agli
altri, offre una scelta molto ampia di referenze solubili. Come vi state muovendo per soddisfare i consumatori anche da questo punto di vista? Attualmente il nostro portafoglio prodotti conta, per questa linea, ben 12 referenze solubili e a breve ne aggiungeremo altre 4.
L’aspetto importante del nostro impegno sui solubili sta nel fatto che tutte le referenze verranno rese fruibili anche ai clienti che hanno una macchina a sistema Nespresso® o Lavazza A Modo Mio® o Lavazza EP®. Il nostro pubblico apprezza i solubili e i risultati in termini di vendite e ci hanno convinti ad ampliare sempre più la nostra gamma.
Il mercato riconosce che To.Da. offre un prodotto dal livello qualitativo più alto della media, quindi obbligatoriamente ad un prezzo più alto. Quanto è difficile far passare il concetto di qualità rispetto al prezzo basso? Inutile dire che quella

della qualità è una strada molto difficile da percorrere. Il generalizzato ribasso dei prezzi nel segmento delle cialde e capsule compatibili ci ha persino costretto a rivedere al ribasso i nostri listini per riuscire almeno a far conoscere il nostro prodotto al consumatore. I nostri prezzi di vendita restano comunque mediamente più alti rispetto ai prodotti di molti nostri competitor, ma meno distanziati: la differenza si è assottigliata per permettere al consumatore di fare un paragone qualità/prezzo corretto.
Più in generale oggi, in Italia, il problema è che raramente in questo particolare segmento di mercato si vende un prodotto di qualità. Il consumatore guarda al prezzo come prima cosa e acquista a prezzi imbarazzanti caffè di dubbia provenienza, con proprietà organolettiche strane.
Ci vorrebbe maggiore vigilanza da parte degli organi preposti allo scopo. Dal mio punto di vista, le ASL do -
vrebbero passare tra gli scaffali, prelevare campioni del prodotto finito e fare le opportune analisi. Se vogliamo davvero tutelare il consumatore, è necessario cominciare a cambiare l’approccio nei controlli dei prodotti ad uso alimentare.
Il fatto di aver investito molto in tecnologia e quindi di aver ottimizzato la produzione vi consente di avere dei prezzi più competitivi rispetto a prima? Certamente, questo è stato uno dei motivi che ci hanno spinto ad un investimento così impegnativo. Per mantenere la qualità e ritoccare i prezzi, l’unica strada possibile era investire in innovazione.
Quanto incide Il prezzo del caffè verde sulla vostra attività? Naturalmente la materia prima ha un suo prezzo, ma il caffè è l’ultimo tra gli elementi che vanno a incidere sul costo finale del prodotto in capsula. Ad esempio, i materiali barrierati impie -
gati per le compatibili Dolce Gusto® o gli investimenti sostenuti per le ricette, nella Ricerca & Sviluppo, sono molto più impattanti per definire il valore finale di un prodotto.
Siete soddisfatti della vostra partecipazione a Venditalia 2016? Venditalia è una vetrina privilegiata per il nostro settore e To.Da. Caffè, in ogni caso, non sarebbe potuta mancare, tanto più che quest’anno abbiamo presentato diverse novità. I visitatori presso il nostro stand sono stati tanti e i nostri prodotti hanno suscitato grande interesse, quindi siamo davvero soddisfatti. L’unica critica che mi sento di fare è che manterrei sempre per questa fiera la cadenza biennale. La Special Edition del 2015 (realizzata in concomitanza con l’Expo di Milano) ha fatto sì che abbiamo partecipato alla manifestazione per tre anni consecutivi. Sono tanti e richiedono un grosso impegno da parte di un’azienda come la nostra.

EVENTI
VENDITALIA È SINONIMO DI ESPOSIZIONE MA ANCHE DI APPROFONDIMENTO DI ALTO PROFILO. NEL CORSO DELL’ULTIMA EDIZIONE, CON LA CONFERENZA DAL TITOLO “IL FUTURO DEL VENDING È L'EXPERIENCE. OPPORTUNITÀ, MINACCE E PROPOSTE”, ENZO BAGLIERI, DIRETTORE EXECUTIVE MBA SERALE, DIRETTORE EXECUTIVE MBA WEEKEND E REGIONAL COORDINATOR LATIN AMERICA PER SDA BOCCONI SCHOOL OF MANAGEMENT HA
PRESENTATO IN QUESTA OCCASIONE LA RICERCA CONDOTTA DALL'UNIVERSITÀ BOCCONI DI MILANO SU INCARICO DI LAVAZZA E N&W GLOBAL VENDING E CON LA COLLABORAZIONE DI IVS
IL TEAM DEL PROF. BAGLIERI HA SVILUPPATO QUESTO STUDIO CON L’OBIETTIVO DI INDIVIDUARE
LE CARATTERISTICHE SALIENTI DELLO SCENARIO
FUTURO DEL SETTORE. COME TRARRE PROFITTO DAI CAMBIAMENTI IN ATTO, ALLA LUCE DELLA REPENTINA TRASFORMAZIONE DEI SETTORI INDUSTRIALI, PER EFFETTO DELLA CONVERGENZA SEMPRE PIÙ SISTEMATICA TRA PRODOTTO E SERVIZIO, DELLA DIFFUSIONE DELLE TECNOLOGIE DIGITALI E DELLE MUTATE ASPETTATIVE DELLA DOMANDA, CHE SPECIE NEI PAESI EVOLUTI, È SEMPRE PIÙ INTERESSATA A VIVERE IL CONSUMO E LA FRUIZIONE DI PRODOTTISERVIZI COME UN MOMENTO ESPERIENZIALE. NELLE PROSSIME PAGINE, UN’AMPIA SINTESI DELLA SUA RELAZIONE, RIVOLTA A TUTTE LE COMPONENTI DELLA FILIERA, RICCA DI UTILI SPUNTI DI RIFLESSIONE E DI QUALCHE CRITICA COSTRUTTIVA PER AFFRONTARE IL POSSIBILE SCENARIO FUTURO DEL VENDING.

“Il mondo dei consumi, del quale anche il vending fa parte, oggi poggia sul concetto fondamentale di servizio. Un servizio che non segue più le logiche del prezzo basso, ma che si rivolge all’utente finale offrendogli un’emozione, un’esperienza.
Un esempio per tutti: nel periodo 20142015 nella GDO sono calati i consumi generali dei prodotti alimentari, eppure il prodotto biologico è cresciuto del
10-15% nonostante un prezzo medio più alto del 30% circa sul prodotto non biologico. Significa che il mercato ha bisogno di questo, del prodotto funzionale che promette, crea l’aspettativa, perché, se l’aspettativa è forte, il cliente è disposto a pagare molto. Questo è molto evidente nel B2C, ma è vero anche in molti contesti B2B, dove la capacità di coinvolgere il cliente fa la differenza. Per fare questo è essenziale
lavorare sempre di più intorno all’intelligenza contenuta nei prodotti e rispondere adeguatamente alla domanda sempre crescente di prodotti interconnessi tra di loro e capaci di interpretare il bisogno del cliente. Inutile dire che questo “passa” soprattutto dalle nuove tecnologie digitali e che anche la vostra mentalità sta cominciando a cambiare in questo senso, perché siete ormai abituati ad un metodo di apprendimen -
to, di gestione dei rapporti e delle relazioni interpersonali sempre mediato dalla tecnologia digitale.
La centralità del cliente, dunque, è fondamentale, ma solo attraverso la prossimità con il cliente (e i canali di prossimità) l’azienda arriva realmente a capirlo e, in questo senso, i distributori stanno assumendo sempre di più un ruolo dominante, perché sono i primi a cui il cliente si rivolge. Il cliente è più sensibile al servizio dato dal distributore che al brand in sé, quindi va fidelizzato attraverso il servizio. Pensate al supermercato, a come è capace di fidelizzare il consumatore rispetto ai marchi che commercializza. Spesso non dipende dalla capacità del distributore, ma piuttosto dal fatto che il produttore non è stato abbastanza bravo nel generare fiducia in colui che acquista. Il servizio perde la sua dimensione umana quando diventa commodity e il produttore deve offrire un servizio legato a quello che produce: prendiamo ad esempio Microsoft, che produce device ma sviluppa servizi e fidelizza i clienti a tempo indeterminato sacrificando il guadagno temporaneo sulle licenze di utilizzo dei suoi software. Bisogna saper legare a sé il cliente, al di là del prodotto, farsi scegliere da lui nel tempo e questo può avvenire solo attraverso un servizio adeguato.
L’utente ha bisogno di sognare, ha bisogno di esperienza e l’esperienza va commisurata al suo contesto: è ovvio, infatti, che parliamo di un mercato, quello occidentale ed europeo, in cui il cliente ha bisogno di stimoli ulteriori perché non deve soddisfare bisogni primari.
In questo scenario, oggi non si può scindere il prodotto dal servizio: se lo si fa, semplicemente il cliente si disamora.
Le aziende, in questo contesto, hanno finalmente iniziato a mettere in discussione quello che è sempre stato il loro punto di forza e hanno iniziato a ragionare su quali siano i nuovi ambiti in cui
investire, ovvero:
- Sempre meno focus sulla produzione in quanto tale e sempre più servizio;
sempre meno interazione fisica e sempre più software, intelligenza; sempre meno transazioni, sempre più relazioni.
- Innovazione, perché alla trappola del prezzo si sfugge solo con il cambiamento. Il cliente deve avere la sensazione che quanto gli viene offerto sia davvero diverso, quindi non basta il monitor sul display, ci vuole innovazione vera. Le aziende che fanno innovazione con successo – e “successo” per me significa “conti economici che migliorano”- lo fanno promettendo quello che già esiste, integrando il fulcro del loro prodotto con un servizio. Un po’ la logica di fare innovazione “unendo i puntini”, creando le connessioni. In alternativa, mettono in discussione le logiche classiche e creano nuovi modelli di business.
All’inizio siamo tutti terrorizzati dal cambiamento. Il problema è che mentre noi aspettiamo che il dinosauro del sistema tradizionale si rimetta in moto, qualcun altro prima di noi si muove.
- Collaborazione: per fare innovazione ci vogliono standard congiunti tecnologici, di modelli di servizio, di esperienza. Lo standard implica aver definito il terreno di gioco, sul quale poi ognuno fa il suo business.
- Condurre il cliente nel processo produttivo, coinvolgerlo, offrirgli un’esperienza
Quando paliamo di vending, partiamo dal presupposto che sia tutto automatico: voi però trascurate la cosa più importante, ovvero il ruolo del consumatore finale. Questo è un settore in cui simultaneamente possono convivere diverse esigenze: l’esigenza di un utente che deve soddisfare un bisogno primario, come una bottiglia d’acqua nel minor tempo possibile al minor prezzo possibile e, in questo caso, non serve esperienza, serve il prodotto e basta, ma in un altro momento, lo stesso utente potrebbe avere un’esigenza diversa, ad esempio il desiderio di un caffè o di una bibita. Potrebbe chiedere un’emozione.
In questo contesto, il produttore di alimenti o altri articoli destinati alla distri-
buzione automatica ha due armi: il proprio brand (un elemento importante per il consumatore) e il fatto che può proporre il suo prodotto in un certo modo, fargli percepire che i valori del brand e del prodotto stesso sono coerenti con il prezzo e con i contenuti proposti. I fabbricanti di macchine o sistemi di pagamento lavorano con la tecnologia, il loro punto di forza è che possono darvi soluzioni originali e risolvere problemi che si incontrano sul campo quotidianamente. I fabbricanti hanno un ruolo scomodo, si trovano tra due fuochi: gli viene chiesta standardizzazione, riduzione dei costi, ma allo stesso tempo anche innovazione.
I fabbricanti vivono nell’ansia che i gestori prendano le macchine, le sistemino e le rimettano in locazione, vivono nell’ansia di dover per forza lavorare in funzione del prezzo. È una strategia che può funzionare, intendiamoci, naturalmente può esserci un prezzo di mercato per le macchine che costano poco e un prezzo di mercato per le macchine ad alta innovazione, ma dovete definirla, tutti voi attori della filiera e condividerla, questa strategia, essere tutti d’accordo, altrimenti vi farete la guerra uccidendo il valore dell’innovazione e sprecando l’operato di chi ne fa e investe. State rosicchiando fette di mercato gli uni agli altri, ma la torta è sempre la stessa!
Poi ci sono le rivendite, importanti elementi di raccordo tra gestori e mondo dei produttori. Se sono bravi, offrono due servizi fondamentali al settore: un servizio classico di informazione e di logistica e il servizio di promozione di un prodotto o di un brand. Più vengono date informazioni, più i prodotti diventano importanti. Altrimenti qual è il loro valore aggiunto? Bisogna fare intermediazione, altrimenti i gestori più piccoli ordineranno su Amazon, che nemmeno chiede spese di magazzino. Infine le gestioni, cruciali perché fanno in modo che il cliente trovi il prodotto quando ne ha necessità. In primo luogo, i gestori hanno il vantaggio di entrare “in casa” del cliente. Non vi rendete conto del privilegio di questa

posizione. L’ARD è sempre molto vicino al consumatore, ha competenze di customer service e competenze a livello di informazione e vi rappresenta presso il cliente.
Spesso tra gestore e consumatore finale c’è un intermediario, un responsabile acquisti, o facility manager. In fondo alla catena c’è il consumatore che paga e che non influenza il processo. Non decide nulla, trova quello che c’è. Io penso che vada ripensata l’offerta, perché se quello che trovo all’interno della vending machine è uguale a quello che trovo al supermercato, faccio prima a comprare al supermercato, se non mi trovo in una situazione di urgenza. E se la vending machine non aggiunge nulla alla mia esperienza d’acquisto, difficilmente tornerò ad acquistare. Le gestioni, inoltre, sono determinanti perché influenzano tutto quello che accade a monte. Negli ultimi anni la crescita è diminuita, nel nostro paese la dinamica delle gestioni è legata alla demografia delle aziende, delle attività,
quindi non potete aspettarvi chissà quale crescita. Ogni anno arrivano 300.000 immigrati che non saranno potenziali clienti e lasciano il paese 350.000 giovani, colti e qualificati, che saranno clienti del mercato estero. Bisogna lavorare sui clienti esistenti. Il gestore non solo ha il consumatore davanti, ma potrebbe avere anche i dati. Nell’era del dato centrale, non credo vengano valorizzati abbastanza. Bisogna profilare il cliente, capirne le nuove esigenze, le nuove abitudini di consumo.
I fabbisogni cambiano perché cambia la società, pensiamo allo smart working che, nei prossimi anni, si diffonderà sempre di più, perché fa risparmiare le aziende e accresce la motivazione delle persone. A quel punto la gente si muoverà di meno e le vending machine in ufficio o in metropolitana serviranno sempre di meno. Quello che ha funzionato per voi finora non funzionerà tra poco tempo.
Oggi l’utente finale chiede esperienza,
chiede emozione. Starbucks piace agli americani perché non sono abituati all’interazione, all’emozione, mentre noi frequentiamo i bar italiani che sono un modello di relazioni umane, fidelizzano il cliente (pensiamo al barista che memorizza le nostre ordinazioni) attraverso l’emozione, che fa la differenza. Il vending in che modo “coccola” l’utente finale? Il vending è un settore che ha troppe teste, un settore in cui ciascuno nel proprio ruolo pensa di aver capito tutto e lo vuole imporre agli altri ma, nella migliore delle ipotesi, ha compreso solo una parte del problema, quella che lui prende in esame dal suo punto di vista, mentre è il quadro complessivo quello che serve per dare un servizio valido all’utente finale.
Tra di voi vi parlate, ma lo fate nell’ottica del conflitto: verticale, tra cliente e fornitore e orizzontale tra attori dello stesso anello della catena. Un conflitto solitamente inutile, perché mentre si combatte non si cresce e arriva qualcun altro da fuori a prendersi il mercato.
Scegliete la via più facile, abbassare il prezzo, perché vendere il valore di un prodotto, di un servizio, è molto più difficile. Ma il cambiamento è ineluttabile.
Il vostro core business è il caffè espresso, che è assolutamente importante, ma se io per primo non penso al caffè solo in termini di espresso, figuriamoci i giovani, che sono i vostri clienti del futuro. Pensiamo solo al fatto che quando prendo un caffè dal distributore automatico, mi arriva in un bicchiere di plastica, un materiale che negli ultimi anni è stato comunicato come una cosa non del tutto positiva: quando trovo un bicchiere di carta sono contento, perché crea valore, lo percepisco come esperienziale. E, certamente, non è vero che oggi voglio solo caffè espresso così come, è vero che i clienti di domani vorranno altro dal caffè.
Scordiamoci inoltre le unità produttive tradizionali negli stabilimenti, che stanno scomparendo: il mondo del lavoro sta cambiando volto e voi dovete adattare l’offerta di conseguenza. Mentre voi state lì a pensare a come fare profitto sull’anello a voi vicino della catena del valore, il mercato va oltre e vi sorpassa.
La GDO è in grado di decidere i trend, le dinamiche, pensiamo al BIO e al fatto che si è diffuso nei supermercati quando le grandi catene lo hanno deciso. Nel vending manca questo ruolo barometrico e questo cambiamento può avvenire solo in due modi: o perché qualcuno avrà ottenuto più potere e detterà le sue regole o perché imparerete a collaborare.
In un futuro prossimo, dovete aspettarvi un po’ di crescita nel tasso di concentrazione del settore, un fenomeno fisiologico che di per sé non è sempre negativo. È normale quando il mercato è maturo e serve a restare competitivi, quando si è “grandi”. Se invece si sceglie il mercato di nicchia, la specializzazione, c’è spazio per i piccoli. Nella concentrazione bisogna vedere l’opportunità di fare massa critica e quindi una maggiore possibilità di innovare. Non sarebbe una sconfitta, ma un
modo per vivere più a lungo e fare profitto. Inoltre, è necessario qualcuno che spinga di più sull’innovazione di quanto facciate oggi. Perché il punto è che l’innovazione la presentate alle fiere, poi in giro se ne vede poca e, anche dove c’è tecnologia, dove c’è innovazione, non viene comunicata, così come le vostre specifiche competenze, che sono tutte importanti e non vanno improvvisate né sminuite.
Dovete collaborare, non competere. Fate di tutto per non incentivare il vostro prodotto o servizio, mentre il consumatore ha innumerevoli bisogni e aspettative, non chiede solo caffè! Quello di oggi è un consumatore disposto a pagare, se quello che gli offrite è all’altezza delle sue richieste. Maggiore scelta di prodotto, valore, un’offerta diversa dalle altre… questo si traduce in un miglioramento dei vostri conti economici. Invece che limitarvi al rifornimento della macchina, dovreste presidiare davvero la locazione, rifornendola e curandola in base alle esigenze di chi la frequenta, per fidelizzare la clientela.
Il problema più grande, è che spesso non venite nemmeno identificati: molti non sanno nemmeno chi sia il gestore della macchina installata all’interno del proprio ufficio, perché voi non dialogate con i consumatori, non fate servizio e c’è anche chi non sapendo a chi rivolgersi, sceglie di acquistare le capsule al supermercato. In questo modo date fatturato ad altri canali, come la GDO o l’e-commerce. Creare una relazione con il cliente finale ha dei costi, è indubbio. Ma se il problema è questo, allora va ripensata la tipologia di contratto che offrite, va “cucito su misura” in partenza. Se io ho una macchina Firma in ufficio, ma non ho vicino un distributore automatico di snack o brioche o il gestore non mi fornisce anche dei prodotti complementari, mi ritrovo con una macchina bellissima, di design, molto comoda perché vicina, ma probabilmente andrò a fare colazione al bar. È così che voi perdete consumazioni, senza meriti particolari
da parte del bar, tra l’altro… Allo stesso modo, il gestore potrebbe proporre di occuparsi dell’area ristoro e della sua manutenzione, offrendo un servizio extra al cliente, che in questo modo impara a rivolgersi a lui e non cercherebbe alternative. Le possibilità sono davvero infinite ma, come già detto, occorre conoscere il consumatore.
Tendenzialmente, nel vending esiste una segmentazione del parco clienti in base alla locazione, non in base ai consumi, alle abitudini, ecc. Il cliente va profilato, a partire dal responsabile acquisti, che spesso determina le scelte per tutti, a cui va trasmesso valore. Se il consumatore finale può scegliere, finirà con il lasciare il luogo di lavoro per le sue pause; se è vincolato al distributore automatico perché non ha alternative, rischiate di perderlo comunque perché non gli offrite nulla di invitante rispetto al suo gusto o alle sue esigenze.
Brand ed esperienza sono i due concetti su cui dovete concentrarvi, che dovete sviluppare e valorizzare. Se ci riuscirete, avrete anche la possibilità di aumentare i prezzi.
Naturalmente la leva del prezzo è la più semplice da usare, ma va gestita con intelligenza: un gestore che mantiene presidi vendita bassi in una locazione frequentata da studenti è lungimirante, quando sa che lo stesso facility manager si occupa anche di altre locazioni, in cui può proporre prezzi più alti, a fronte di un’altra tipologia di offerta. I clienti non sono tutti uguali e nemmeno il loro potere d’acquisto!
Ad esempio, SDA Bocconi è un luogo che promette eccellenza dal punto di vista dell’istruzione e la maggior parte degli studenti è internazionale, senza problemi economici, eppure non c’è un’offerta premium pensata per loro. Questi utenti non chiedono di risparmiare, ma trovano un prodotto standardizzato e di medio-basso livello perché è quello che offrite loro, senza alcun motivo.
Il vending è stato per molti anni un settore di guadagni, quindi è normale che non vi siate preoccupati di cambiare











Gran Caffè Garibaldi presenta le linee monodose dedicate alla Casa e all’Office, con un’ampia scelta di referenze e miscele messe a punto dal nostro Coffee Blender
Per il mondo CASA, capsule compatibili con i sistemi: Nespresso*, Lavazza* A Modo Mio*, Nestlè* DolceGusto*, oltre alle cialde in carta E.S.E. Per il mondo PROFESSIONALE, capsule compatibili Lavazza BLUE* Plus, Lavazza Espresso Point*, FAB 32 e cialde in carta E.S.E. Office e Casa, due mondi, grandi miscele un Gran Caffè.
strategia. Ma adesso è arrivato il momento di essere produttivi e mettervi in discussione. Ripensare l’offerta, la locazione, mettere al centro il consumatore e la sua esperienza, non continuare a proporre quello che pensate gli debba andare bene.
L’esperienza da offrire al consumatore non si limita all’atto di acquisto, è qualcosa che comprende la sua aspettativa, soddisfatta nel momento in cui viene coinvolto davanti alla vending e che, se possibile, continua anche dopo la consumazione. Se questo processo funziona, avrete instaurato una relazione con il cliente, gli avrete trasmesso valore e lui sarà fidelizzato, vi sceglierà ancora. La transazione è temporanea, genera un profitto istantaneo, ma magari unico. La relazione dura nel tempo. Esiste un solo Google, un solo Facebook, un solo Twitter: se non siete voi ad avere l’intuizione e a poter monetizzare milioni di transazioni istantanee, dovete lavorare sulla relazione.
Siete stati messi davanti ad una nuova sfida, la trasmissione dei dati attraverso il registro dei corrispettivi e questo vi deve spronare a fare meglio per incrementare i vostri fatturati.
Cambiare modello significa concentrarsi maggiormente su un asset intangibile (esperienza, informazioni) e abbandonare l’idea di un asset fisico.
Conoscere il cliente e soddisfarlo genera profitto e oggi questo si ottiene facendo servizio, lasciando al cliente lo spazio di interazione con la macchina.
Se andaste a cena nel ristorante di un noto chef sareste senz’altro soddisfatti di quell’esperienza, ma se quello chef venisse al vostro tavolo e vi proponesse di cucinare con lui, avreste vissuto un’esperienza unica, da protagonisti.
Per il vostro utente finale è lo stesso: paradossalmente, più il cliente partecipa e lavora per voi, più è soddisfatto, perché si sente coinvolto, perché ha preso parte all’esperienza. Per definizione, il vending è un settore di automatismo, ma non va trascurata la componente umana. Quando il vostro ARD va presso un cliente, spesso
non è nemmeno identificabile, voi non siete identificati. Inoltre, la sua figura è determinante, perché prossima al consumatore, quindi andrebbe resa più competente e credibile, in grado di dialogare con chi si occupa degli acquisti o affiancata, per personalizzare il più possibile l’esperienza. Attraverso il prodotto e il servizio, dovrete entrare in sintonia con il cliente, se volete competere in questo mercato. Una possibilità è quella di collaborare tra diversi anelli della catena del valore e recarvi fisicamente dal cliente, per capire, ciascuno per la propria competenza, come ottimizzare la proposta commerciale. Conoscere il cliente e farvi conoscere, creare empatia, è la chiave.
Un ulteriore aspetto su cui vi invito a riflettere riguarda il totem, la macchina, ovvero l’elemento tangibile del sistema. Da un punto di vista meccanico, sicuramente ci sono aspetti migliorabili, come in tutte le tecnologie, ma la cosa più importante è comunicare le funzioni della macchina, perché al consumatore interessa questo. Al consumatore interessa il design, perché vuole vedere una macchina esteticamente bella. Gli interessa che la vending machine sia una piattaforma per contenuti digitali Mi rendo conto che non è semplice, che ci sono dei vincoli dettati dalla tecnologia, ma dovete entrare nell’ottica di adattarvi ai bisogni del consumatore, mentre continuate a chiedergli di adattarsi a voi. Un esempio in merito è quello della grafica sulle tastiere di selezione: utilizzate elementi grafici che sono chiari a voi, ma che non sono riconosciuti universalmente.
Pricing dinamici, comunicazione, interazione con il cliente, servizi extra, interazione social tra macchina e device (pensata ai vostri clienti del futuro, che usano lo smartphone solo per i dati): questi sono solo alcuni dei possibili cambiamenti che potete mettere in pratica, ma ce ne sono davvero tanti. Ricordate che il cliente passa davanti alla vostra vending machine per caso, non viene attirato lì davanti da voi, magari con un’offerta, con una comuni-
cazione che lo incuriosisca. E anche quando è lì, magari perché non ha alternative, come sul luogo di lavoro, non sapete coinvolgerlo, non siete in grado di profilarlo perché non elaborate i dati in modo congiunto.
Occorre una maggiore collaborazione fra voi operatori, una circolazione delle informazioni. Voi oggi proteggete il vostro know how, ma questo è un atteggiamento miope, perché mentre voi giocate in difesa, qualcun altro, all’esterno, si prende il vostro mercato. E tutta la filiera ne risente. Condividere informazioni non significa lasciare un vantaggio al vostro diretto competitor. Significa creare un codice universale, uno standard comune a tutti che sarà la base per il vostro sistema, nel quale poi il più bravo farà più profitto, come è giusto che sia. Ad esempio, potreste creare un incubatore vending, con un suo luogo fisico, in cui impiegare studenti, ricercatori, perché avete bisogno di menti giovani, che vi facciano uscire dai vostri schemi mentali, che sono già vecchi per il mercato di oggi. Nel mercato è possibile fare i grandi volumi, “essere fabbrica”, o fare minori volumi ma offrire dei plus, dei servizi extra, ossia quello che io definisco “essere teatro”. Le due condizioni non possono coesistere. A questo punto, siete davanti ad un bivio: volete essere fabbrica o teatro?
A CONFIDA o a qualche grande operatore che se ne prenda l’onere, potrebbe spettare il ruolo di aggregatore per creare appunto un piattaforma comune di lavoro, per creare valore e non perdere mercato. La frammentazione vi fa perdere risorse, quindi vi impone costi maggiori e competere solo sul prezzo non ha senso, se non create valore. Il tempo delle vacche grasse è finito e dovete applicare nuovi modelli di business che comprendono una cooperazione costruttiva, perché il successo si ottiene quando sulla barca si voga tutti insieme”.

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MONDO ASSOCIAZIONE
IL 1 LUGLIO 2016 È STATO PUBBLICATO IN FORMA UFFICIALE L’ATTESO PROVVEDIMENTO
CHE RIGUARDA LA TRASMISSIONE TELEMATICA
DEI DATI DEI CORRISPETTIVI E CHE INTERESSA
L‘INTERO SETTORE DELLA DISTRIBUZIONE
AUTOMATICA. IL TESTO, CHE RIPORTIAMO DI SEGUITO NELLA SUA VERSIONE INTEGRALE, ENTRERÀ IN VIGORE A PARTIRE DAL 1 GENNAIO 2017 ED È DESTINATO A CAMBIARE IL MONDO DELLE SOCIETÀ DI GESTIONE.

Prot. n. 102807/2016
“Definizione delle informazioni, delle regole tecniche, degli strumenti e dei termini per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri derivanti dall’utilizzo di distributori automatici, ai sensi dell’articolo 2, commi 2 e 4, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127”
IL DIRETTORE DELL’AGENZIA
In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento
1. Censimento dei distributori automatici
1.1 Ai fini del presente provvedimento, i “distributori automatici” di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 sono definiti “vending machine”.
1.2 Per “vending machine” si intende un apparecchio automatizzato che eroga prodotti e servizi su richiesta dell’utente, previo pagamento di un corrispettivo.
1.3 La vending machine è costituita da una o più “periferiche di pagamento” che controllano uno o più apparecchi erogatori. Le
periferiche di pagamento controllano l’erogazione di beni e servizi di una vending machine mediante un “sistema master”, che registra ogni somma incassata dalle periferiche di pagamento.
1.3 È considerata periferica di pagamento anche la cosiddetta “torre di ricarica”, apparecchio mediante il quale, previo pagamento di una determinata somma, è possibile generare un credito, utilizzabile mediante una “chiavetta” o altro apparecchio mobile, per l’erogazione di beni e servizi da vending machine.
1.4 I soggetti passivi IVA di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 comunicano all’Agenzia delle entrate la matricola identificativa dei sistemi master che gestiscono entro la data di messa in servizio degli stessi, al fine di consentirne il censimento a livello territoriale.
1.5 Il censimento di cui al punto 1.4 avviene secondo le prescrizioni riportate nelle specifiche tecniche allegate al presente provvedimento e, in fase di prima applicazione, a partire dalla data di messa a disposizione degli appositi servizi online sul sito dell’Agenzia delle entrate che avverrà entro il 30 luglio 2016.
1.6 Il processo di censimento di cui al punto 1.4 si conclude con la produzione di un QRCODE che i soggetti obbligati appongono in luogo visibile e protetto sulla singola vending machine. Il QRCODE contiene l’indirizzamento ad una pagina web gestita dall’Agenzia delle entrate sulla quale sarà possibile verificare pubblicamente i dati identificativi dell’apparecchio e del relativo gestore.
1.7 Il soggetto passivo IVA di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 garantisce il costante e tempestivo aggiornamento delle matricole dei sistemi master da lui gestiti a seguito di cessione (a qualsiasi titolo), sostituzione, furto, guasto, distruzione dei medesimi sistemi (ovvero dei sistemi di pagamento), mediante le modalità definite nelle specifiche tecniche allegate al presente provvedimento.
1.8 L’utente che rileva l’assenza del QRCODE sulla vending machine ovvero non riscontra l’indirizzamento dallo stesso all’apposita pagina web dell’Agenzia delle entrate, può segnalare a quest’ultima l’irregolarità mediante un apposito numero telefonico o un indirizzo email pubblicati sul sito web istituzionale dell’Agenzia stessa.
2. Informazioni da memorizzare e trasmettere telematicamente 2.1 Le informazioni da memorizzare elettronicamente e trasmettere telematicamente ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 sono quelle riportate nell’allegato denominato “TIPI DATI PER I CORRISPETTIVI” delle specifiche tecniche allegate al presente provvedimento e riguardano le somme incassate, in qualsiasi modalità, dalle singole periferiche di pagamento gestiti dai soggetti passivi IVA obbligati all’adempimento.
3. Modalità e termini di memorizzazione e trasmissione delle informazioni
3.1 Al fine di non incidere sul funzionamento delle vending machine in essere alla data del 1 gennaio 2017, garantendo un progressivo rinnovo degli stessi nel rispetto dei loro tempi di
obsolescenza, in fase di prima applicazione, i soggetti passivi IVA di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 conservano, anche elettronicamente ai sensi del DM 17 giugno 2014, i dati di cui al precedente punto 2.1 ed ogni altro elemento informativo ad essi riconducibile riferiti alle singole rilevazioni degli incassi effettuate dal sistema master nel corso dell’anno di riferimento. Tra gli elementi informativi riconducibili ai dati dei corrispettivi sono conservati almeno i rapporti di conteggio del denaro contante prelevato dalle relative periferiche di pagamento al momento della rilevazione degli incassi.
3.2 I soggetti passivi IVA di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 trasmettono telematicamente le informazioni di cui al precedente punto 2.1 utilizzando un apposito servizio web messo a disposizione sul sito dell’Agenzia delle entrate, secondo le specifiche tecniche allegate al presente provvedimento.
3.3 La trasmissione telematica di cui al precedente punto 3.2 avviene contestualmente al momento della rilevazione dei dati di incasso dal sistema master, in prossimità del medesimo sistema e utilizzando esclusivamente un “dispositivo mobile” censito dal sistema dell’Agenzia delle entrate, così come definito dalle specifiche tecniche allegate al presente provvedimento.
3.4 Con successivo provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono definite le caratteristiche tecniche e ogni altra disposizione che consentono di garantire la memorizzazione elettronica direttamente dai sistemi master che controllano le vending machine e l’eventuale trasmissione telematica diretta da tali sistemi dei dati di cui al comma 1 dell’articolo 2 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127.
3.5 I soggetti passivi IVA di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 adattano o sostituiscono progressivamente, e comunque entro il 31 dicembre 2022, i sistemi master in loro gestione, rispettando le specifiche tecniche approvate con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate di cui al precedente punto 3.4
4. Ricevute di conferma ricezione dati
4.1 La trasmissione delle informazioni di cui al precedente punto 2.1 si considera effettuata nel momento in cui è completata, da parte dell’Agenzia delle entrate, la ricezione del file contenente le informazioni medesime, salvo i casi previsti al successivo punto 4.4.
4.2 L’Agenzia delle entrate attesta l’avvenuta trasmissione dei dati mediante una ricevuta, secondo le modalità descritte nelle specifiche tecniche allegate al presente provvedimento.
4.3 Salvo cause di forza maggiore, l’Agenzia delle entrate rende disponibili le ricevute per via telematica contestualmente alla trasmissione del file contenente le informazioni di cui al punto 2.1.
4.4 La ricevuta di cui al punto 4.2 non è rilasciata e, conseguentemente, le informazioni si considerano non trasmesse, per i motivi definiti nelle specifiche tecniche allegate al presente provvedimento. In tale evenienza, viene comunque rilasciata

una ricevuta che attesta il motivo di scarto del file.
4.5 In caso di ricezione di una ricevuta di scarto, i soggetti passivi IVA di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 effettuano la trasmissione del file corretto entro i cinque giorni lavorativi successivi alla comunicazione di scarto.
5. Trattamento dei dati
5.1 I dati e le notizie che pervengono all’Anagrafe Tributaria sono acquisiti, ordinati e messi a disposizione dei soggetti passivi IVA di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 al fine di supportare i medesimi soggetti nella predisposizione delle dichiarazioni dei redditi e IVA, nonché al fine della valutazione della loro capacità contributiva, nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali dei contribuenti.
5.2 I dati e le notizie raccolti, che sono trasmessi nell’osservanza della normativa in materia di riservatezza e protezione dei dati personali, sono inseriti nei sistemi informativi dell’Anagrafe Tributaria e sono trattati, secondo il principio di necessità, attraverso particolari sistemi di elaborazione che consentono di eseguire analisi selettive che limitano il trattamento dei dati personali e di individuare i soli soggetti che posseggono i requisiti fissati per l’esecuzione dei controlli fiscali.
5.3 Il trattamento dei dati acquisiti da parte dell’Agenzia delle entrate è riservato esclusivamente agli operatori incaricati dei controlli, le cui operazioni sono compiutamente tracciate.
6. Sicurezza dei dati
6.1 L’autenticità, la sicurezza e la riservatezza nella trasmissione delle informazioni di cui al punto 2.1, è garantita dal sigillo elettronico avanzato apposto al file inviato al sistema dell’Agenzia delle entrate e dalla connessione protetta verso tale sistema in modalità web service su canale cifrato TLS, secondo le disposizioni delle specifiche tecniche allegate al presente provvedimento.
6.2 La consultazione sicura degli archivi del sistema informativo dell’Anagrafe Tributaria è garantita da misure che prevedono un sistema di profilazione, identificazione, autenticazione ed autorizzazione dei soggetti abilitati alla consultazione, di tracciatura degli accessi effettuati, con indicazione dei tempi e della tipologia delle operazioni svolte nonché di conservazione delle copie di sicurezza.
MOTIVAZIONI
L’articolo 9, comma 1, lettera g) della Legge 11 marzo 2014, n. 23, ha conferito delega al Governo con lo scopo di prevedere specifici strumenti di controllo relativamente alle cessioni di beni effettuate attraverso “distributori automatici” (da qui in avanti “vending machine” al fine di utilizzare una nomenclatura in linea con quella adottata dagli operatori di mercato).
In attuazione della predetta disposizione il Governo ha emanato il decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 il quale, all’articolo 2, stabilisce che – a decorrere dal 1° gennaio 2017 – i soggetti
passivi IVA che effettuano operazioni di cui all’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 possono optare per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi di cui agli articoli 2 e 3 del predetto decreto del Presidente della Repubblica n. 633/1972; il medesimo articolo 2, inoltre, stabilisce che la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica sono effettuate mediante strumenti tecnologici che garantiscono l’inalterabilità e la sicurezza dei dati. Il comma 2 del citato articolo 2 del decreto legislativo n. 127/2015 sancisce – sempre a decorrere dal 1 gennaio 2017 – l’obbligatorietà della memorizzazione elettronica e della trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi per i soggetti che svolgono l’attività di erogazione di beni e servizi mediante vending machine.
A tal fine, al comma 4, il decreto prevede che con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, sentite le associazioni di categoria, siano definite le informazioni da trasmettere, le regole tecniche, i termini per la trasmissione telematica, le caratteristiche tecniche degli strumenti nonché ogni altra disposizione necessaria per l’attuazione delle predette disposizioni. La disposizione precisa, altresì, che l’obbligo della memorizzazione e trasmissione telematica in argomento venga assolto mediante soluzioni tecniche che, tenendo conto dei normali tempi di obsolescenza e rinnovo delle vending machine in essere alla data del 1 gennaio 2017, consentano di non incidere sull’attuale funzionamento degli apparecchi, garantendo comunque livelli di sicurezza e inalterabilità dei dati dei corrispettivi.
Pertanto, al fine di garantire un passaggio al nuovo regime secondo i principi di “normali tempi di obsolescenza e rinnovo” degli apparecchi previsti dall’art. 2 del d.Lgs. n. 127/15, si rende necessaria una “fiscalizzazione graduale” delle vending machine, costituita da una soluzione “transitoria”, da utilizzare non oltre il 31 dicembre 2022 e da una soluzione “a regime” che verrà disciplinata con successivo provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate.
Il presente documento definisce le specifiche tecniche degli strumenti tecnologici attraverso cui operare la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi delle vending machine nella “fase transitoria”, le regole tecniche da seguire, l’individuazione delle informazioni da trasmettere, del loro formato e dei tempi di trasmissione nonché i meccanismi e i processi di certificazione delle componenti software degli apparecchi attualmente utilizzati dagli operatori di mercato, volti a garantire la sicurezza e l’autenticità dei dati memorizzati e trasmessi.
Il sistema definito nel presente documento, inoltre, stabilisce i servizi attraverso cui gli operatori del settore (produttori hardware e software) e i soggetti passivi IVA titolari degli apparecchi potranno gestire il processo e monitorare i flussi trasmessi.
Il sistema rende disponibili interfacce utente e servizi esposti per essere invocati dalle componenti hardware/software degli apparecchi.
RIFERIMENTI NORMATIVI
a) Attribuzioni del Direttore dell'Agenzia delle entrate:
- Decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e successive modificazioni (art. 67, comma 1; art. 68, comma 1);
- Statuto dell'Agenzia delle entrate, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2001, (art. 5, comma 1; art. 6, comma 1);
- Regolamento di amministrazione dell'Agenzia delle entrate, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13 febbraio 2001 (art. 2, comma 1).
b) Normativa di riferimento:
- Legge 11 marzo 2014, n. 23 (art. 9, comma 1, lettera g));
- Decreto Legislativo 5 agosto 2015, n. 127 (articolo 2);
- Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
La pubblicazione del presente provvedimento sul sito internet dell'Agenzia delle entrate tiene luogo della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ai sensi dell'articolo 1, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
Roma, 30/06/2016
IL DIRETTORE GENERALE
Rossella Orlandi
Il testo ufficiale del provvedimento è stato pubblicato con una serie di allegati esplicativi, tutti disponibili e scaricabili on line sul sito dell’Agenzia delle Entrate: www.agenziaentrate.gov.it
In merito alla Memorizzazione e trasmissione telematica dei Corrispettivi, nel mese di giugno CONFIDA ha organizzato una serie di incontri informativi sul territorio, per informare gli Associati circa gli aspetti applicativi del provvedimento. Prima tappa Bari, cui sono seguite Padova, Milano, Roma e Catania. L’attività è stata accolta con grande interesse da parte degli operatori, che hanno fatto registrare un’affluenza record nelle giornate di approfondimento organizzate dall’Associazione.
L’iniziativa di CONFIDA ha dato il via anche ad altri momenti di incontro a livello locale. In particolare, sono stati organizzati da GEOS Sicilia due eventi, uno a Catania e uno a Castellammare del Golfo, con l’intento di raggiungere gli operatori delle molte micro o piccole gestioni di cui è costellato il territorio dell’isola. La delicata fase di transizione richiede infatti una corretta informazione in merito all’applicazione del testo pubblicato dall’Agenzia delle Entrate e i gestori chiedono di essere “guidati” e consigliati per non incorrere in errori. GEOS Sicilia si è avvalsa della collaborazione di FAS International e Coges, i cui rappresentanti sono intervenuti in veste di relatori.

Lo scorso giugno, l’Antitrust ha sanzionato i principali operatori della distribuzione automatica e semi-automatica di alimenti e bevande e con essi Confida, con una maxi-multa complessiva da oltre 100 milioni di euro inflitta “per l’esistenza di un’intesa anticoncorrenziale”. L’accordo, secondo l’organo di vigilanza, sarebbe stato stipulato per mantenere alto il livello dei prezzi e preservare la redditività delle imprese di gestione attraverso la ripartizione del mercato e della clientela, anche grazie ad un prezzo di vendita concordato.
Un vero e proprio cartello che agiva sul mercato da almeno otto anni: l’Antitrust ritiene infatti sospetto il patto di non belligeranza”
per cui nessuna delle aziende coinvolte si sarebbe mai proposta ai clienti delle altre in caso di gara d’appalto e “nonostante il periodo di crisi il prezzo di vendita dei principali prodotti è aumentato in maniera più che proporzionale rispetto ai costi sottostanti”.
L’Antitrust ha sanzionato: Gruppo Argenta; D.A.EM. e le sue controllate Molinari, Dist.Illy, Aromi, Dolomatic e Govi (Gruppo Buonristoro); Ge.s.a, Gruppo Illiria, IVS Italia, Liomatic, Ovdamatic, Sogeda, Sellmat, SE.RI.M., Supermatic. com-Ggz.
Secondo l’Autorità, il ruolo svolto da Confida in questo contesto avrebbe frenato “condotte aggressive di prezzo da parte del mercato in occasione di eventi esterni (come, per esempio, l’adegua-
mento all’incremento dell’aliquota Iva dal 4 al 10% sui prodotti venduti mediante distributori automatici) che rischiavano di mettere in pericolo l’equilibrio collusivo raggiunto dalle parti”. Confida viene definita “un tassello essenziale a questo fine, per l’estesa portata dei suoi interventi quali circolari, comunicati stampa, incontri sul territorio, nei confronti della generalità dei gestori operanti nel mercato nazionale”.
La condanna da parte dell’Antitrust ha suscitato non pochi malumori tra gli operatori del vending e, puntuale, è arrivata la replica di CONFIDA, che ha ribadito il suo impegno a favore dei consumatori e della libera concorrenza e ha annunciato un ricorso al TAR del Lazio contro la decisione dell’Antitrust attraverso il comunicato stampa ufficiale, che riproponiamo integralmente.
“CONFIDA, l’associazione nazionale di categoria del settore della distribuzione automatica, intende fare ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio per chiedere l’annullamento della decisione annunciata oggi dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. L’associazione non condivide infatti le conclusioni a cui è giunta l’Authority, che sembrano piuttosto il frutto di un totale travisamento delle regole di funzionamento dei mercati della distribuzione automatica e delle logiche che li sottendono. CONFIDA è certa di aver sempre operato nel pieno rispetto delle regole poste a tutela della concorrenza e dei consumatori e continuerà a farlo.
Con una decisione adottata oggi, all’esito di un’istruttoria avviata lo scorso 17 luglio 2014, l’Autorità Antitrust ha ritenuto che le principali imprese operanti nel settore delle Vending machine (Gruppo Argenta S.p.A., D.A.E.M. S.p.A e le sue controllate Molinari S.p.A., Dist.Illy S.r.l., Aromi S.r.l., Dolomatic S.r.l. e Govi S.r.l. (Gruppo Buon Ristoro), Ge.S.A. S.p.A., Gruppo Illiria S.p.A., IVS Italia S.p.A. Liomatic S.p.A., Ovdamatic S.r.l. Sogeda S.r.l., Sellmat, SE. RI. M., Supermatic) e l’associazione di categoria CONFIDA, tra il 2010 e il 2014, abbiano posto in essere un’intesa restrittiva della concor-
renza volta alla ripartizione della clientela e all’innalzamento coordinato dei prezzi, in violazione dell’articolo 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea. L’Autorità Antitrust ha comminato sanzioni pecuniarie per un totale di Euro 103.442.445; la sanzione inflitta a CONFIDA è di Euro 190.116.
I comportamenti ascritti a CONFIDA non avevano né finalità né effetti anticoncorrenziali. L’associazione, infatti, ha sempre operato nell’interesse esclusivo dei clienti e dei consumatori finali, nel rispetto delle proprie competenze statutarie.
Quanto alle singole accuse mosse dall’Antitrust, come già argomentato nel corso dell’istruttoria:
In merito ai capitolati di gara standardizzati, contrariamente a quanto ritiene l’Autorità, CONFIDA ha agito con l’obiettivo di informare i soci e di proporre alle stazioni appaltanti, con un atto di responsabilità non dovuto, una riflessione su come dare maggiore rilevanza alla qualità dei prodotti nelle gare per le forniture. Sul presunto innalzamento concordato dei prezzi e alla ripartizione della clientela, le accuse attribuiscono a CONFIDA un ruolo che essa, anche volendo, non avrebbe potuto ricoprire e interpretano scelte imposte dall’aumento dei costi delle materie prime come decisioni assunte dalle associate con l’intento di danneggiare i consumatori.
Quanto al recente aumento dell’IVA, CONFIDA, come era suo dovere fare, ha segnalato prontamente ai propri associati la delicatezza della questione e le possibili ricadute sui loro conti economici.
Nessuna di queste condotte avrebbe potuto alterare il normale gioco competitivo tra le imprese del settore. Al contrario, la tutela della concorrenza e dei consumatori hanno sempre ispirato le iniziative dell’associazione, che continuerà a lavorare per migliorare la qualità dei prodotti e dei servizi, con l’obiettivo di soddisfare sempre più i propri clienti e garantire che la pausa sia vissuta da tutti come un piacevole momento di relax”.







Venerdì 23-09 - presso Palazzo Medici Riccardi - Sala Luca Giordano ore 15,00 -Registrazione e accreditamento ore 15,30 -Apertura con saluto dei Presidenti
Piero Angelo Lazzari - Confida; Raul Rubio - Aneda; Alessandra Zamperini - Imprese di Gestione. - Ricerca sulle aspettative dei consumatori in Spagna, Raul Rubio
-La centralità del consumatore per una nuova strategia di mercato, Luca Adriani
-La certificazione dei corrispettivi: l’esperienza Confida e il disciplinare applicativo, Antonio Tartaro
-“La Alimentacion saludable”: focus sulle prospettive del Vending, Javier Arquerons - Alliance Vending -Dibattito
ore 18,30 -Conclusione lavori e rientro con pullman in NH Firenze ore 20,00 -Transfer in pullman da NH Firenze presso Villa La Vedetta ore 20,30 -Villa La Vedetta Serata conviviale con spettacolo sbandieratori della Signoria di Firenze ore 24,00 - Transfer da Villa La Vedetta a NH hotel
Sabato 24-09
ore 09,30 -Partenza da NH Firenze per il tour guidato “Conoscere Firenze” (durata 3 ore circa) ore 10,00 - Per coloro che si trovano già in centro il secondo punto di incontro per il tour guidato è Piazza Ognissanti (sul lungarno)
Dalla stretta collaborazione tra CONFIDA e ANEDA, l’Associazione spagnola della distribuzione automatica, nasce VENDING FLORENCE, l’evento che si svolgerà nel capoluogo toscano i prossimi 23 e 24 settembre.
L’incontro, aperto agli operatori di settore italiani e spagnoli, ospiterà momenti di confronto su temi molto interessanti per gli addetti ai lavori di entrambi i Paesi.
Il format prevede una giornata dedicata all’attività congressuale seguita da una serata all’interno di una villa
23-24 SETTEMBRE 2016
Vending Florence

















con vista panoramica e da un giro turistico guidato alla scoperta di Firenze, in calendario sabato 24 settembre.
Piero Angelo Lazzari e Raul Rubio Fleitas, presidenti delle sue associazioni di categoria, ritengono importante sviluppare quest’iniziativa a livello europeo, così da concretizzare uno degli obiettivi di EVA (Associazione Europea del Vending), che auspica un maggior numero di occasioni di confronto e scambio tra operatori internazionali.
Di seguito, il programma dettagliato delle attività
Venerdì 23 settembre presso Palazzo Medici RiccardiSala Luca Giordano:
ore 15,00 - Registrazione e accreditamento
ore 15,30 - Apertura con saluto dei Presidenti Piero
Angelo Lazzari - Confida e Raul Rubio - Aneda; Alessandra Zamperini - Imprese di Gestione.
Relazioni:
- Ricerca sulle aspettative dei consumatori in Spagna, Raul Rubio
- La centralità del consumatore per una nuova strategia di mercato, Luca Adriani
- La certificazione dei corrispettivi: l’esperienza Confida e il disciplinare applicativo, Antonio Tartaro
- “La Alimentacion saludable”: focus sulle prospettive del Vending, Javier Arquerons - Alliance Vending - Dibattito
ore 18,30 - Conclusione lavori e rientro con pullman in NH Firenze
ore 20,00 - Transfer in pullman da NH Firenze presso
Villa La Vedetta
























































ore 20,30 - Villa La Vedetta: Serata conviviale con spettacolo sbandieratori della Signoria di Firenze ore 24,00 - Transfer da Villa La Vedetta a NH hotel
Sabato 24 settembre , a partire dalle h 9.30 è previsto il tour guidato “Conoscere Firenze”, della durata di tre ore, durante il quale gli ospiti potranno godere a pieno delle meraviglie storiche e artistiche della città.
Sponsor dell’evento Covim, FLO, Gruppo S.E.M., Lavazza, Bianchi Industry, SUZOHAPP, FAS, Grefusa, Laqtia, Piatti Freschi (con il brand Viva la Mamma Beretta) e Digisoft

















































































































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NOME E COGNOME* NAME AND SURNAME
INDIRIZZO* ADDRESS
CAP* CITTÀ*
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INFORMATIVA - DISCLOSURE DATI INDICATI NELLA PRESENTE SCHEDA SARANNO
TRATTATI NEL RISPETTO DELLA LEGGE 196/2003 E SUCCESSIVE MODIFICHE / INTEGRAZIONI. INFORMATIONS RECEIVED FROM THE PRESENT FORM WILL BE TREATED IN ACCORDANCE TO THE LAW 196/2003 AND FOLLOWING MODIFICATION / INTEGRATIONS.




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