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il mercato del vending News: la partenship Bianchi Vending Group - ABN AMRO Capital fabbricanti: intervista alla Silplaster acqua in boccioni: intervista a Eden Spring Italia gestori: intervista al Gruppo Viba Vending speciale Sic-Host - intervista a Mokador novità del vending: Pellini Caffè - la nuova BVM 972Vending Champions League

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Le opportunità e i rischi di una maggiore visibilità

Sulla Gazzetta del Mezzogiorno di qualche giorno fa è comparsa una curiosa notizia.Due assessore di sinistra al governo dell’amministrazione provinciale di Bari,conosciute per essere delle “pasionarie”della politica,hanno fortemente litigato sui temi dell’educazione alimentare. Il progetto dal titolo emblematico “Pane e acqua”,sostenuto con convinzione dall’assessore di Rifondazione,prevede la consueta messa al bando dei distributori automatici di snack e bevande a favore della distribuzione alternativa agli alunni di diversi tipologie di pane accompagnati da un più sano bicchiere d’acqua.In questo modo si raggiunge l’obiettivo di educare i giovani a corretti comportamenti alimentari e contemporaneamente si pone un freno ai modelli diseducativi del consumismo…

Eppure Gianna Mastrini (assessore dei Comunisti Italiani) si è opposta al progetto perché ha ritenuto inopportuna la demonizzazione a priori della distribuzione automatica.

Cosa è successo di tanto importante da far litigare due colleghe vicine politicamente su di un tema che è sempre più spesso un fertile terreno d’incontro tra le parti?

Una cosa molto semplice:la Mastrini ha partecipato ad un convegno sulla sicurezza alimentare organizzato a Bari da Confida,dove ha potuto constatare di persona cos’è il vending,quale impegno riversa in questo settore e quante iniziative volte ad una più corretta alimentazione sta sponsorizzando.

Dopo aver ascoltato attentamente gli operatori della distribuzione automatica,l’assessore ha semplicemente avuto l’onestà intellettuale di rifiutarsi di penalizzare una categoria produttiva che non ha sostanzialmente nessuna colpa delle cattive abitudini alimentari degli studenti.

Questo caso emblematico fa capire quanto sia importante diffondere una corretta informazione sul settore del vending e come questo possa portare ad una diversa considerazione da parte di importanti categorie istituzionali che di fatto ignorano quasi completamente cosa sia la distribuzione automatica.

Le nostre macchine sono dappertutto ma il settore è cresciuto in “punta di piedi”e sono in pochi al di fuori del nostro mondo che conoscono e che si interessano al vending.

L’evoluzione del mercato e i rischi potenziali di alcune normative (in discussione o già in vigore) ci impongono di uscire dall’isolamento e fare sentire anche la nostra voce,sia per raggiungere meglio l’utente finale che per poterci difendere al più alto livello.

A mio avviso però la sfida più difficile non sarà quella di “uscire dall’ombra”,ma quella di decidere se volerlo fare davvero.Essere sostanzialmente ignorati ha sempre comportato anche tutta una serie di vantaggi che probabilmente potrebbero essere messi a rischio da una maggiore visibilità a tutti i livelli.

Questa è un’argomentazione comprensibile,ma purtroppo non considera che è in atto un chiaro cambiamento di scenario e che il vending,così come era inteso qualche hanno fa,ormai non esiste quasi più.

Approfitto dell’uscita di quest’ultimo numero del 2005 per unirmi a tutto lo staff di D.A.Italia e augurare ai nostri lettori Buone Feste e un felice Anno Nuovo.

Le opportunità e i rischi di una maggiore visibilità

La partnership Bianchi Vending Group - ABN AMRO Capital

La palettina monouso Silplaster,accessorio indispensabile nel vending

Vending - La pausa è servita,in tutta la Sicilia!

Il gruppo Eden-Danone entra in Italia nel settore dell’acqua in boccioni

Numero 6 – Anno II – Novembre-Dicembre 2005

Direttore Responsabile Renzo Gabriel Bonizzi

Condirettore Alessandro Fontana

Ha collaborato Orsola Mallozzi

Progetto grafico Andrea Lottero

Foto Alizia Lottero

Stampa Diffusioni Grafiche Spa

D.A.Italia – Il periodico della distribuzione automatica

Pubblicazione iscritta al Tribunale di Milano,numero di registrazione 177 del 22 marzo 2004

Iscrizione al R.O.C.: 11412

Periodicità: bimestrale

Editore: ART&WORKS Srl

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Tel +39 02 48958566

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Inaugurata a Bussolengo la nuova sede della Pellini Caffè S.P.A. Bianchi Vending Group presenta la nuova BVM972

SIC 2005 – Un record di presenze per un settore in salute L’intervista - Mokador,un caffè di qualità tra tradizione e innovazione

Uno

scolastico per

ad una corretta alimentazione a cura di Orsola Mallozzi

Il convegno di Bari in materia di sicurezza alimentare

Il corso di formazione:“La gestione anticipata dell’azienda” Il nuovo sito Venditalia

IL MERCATO DEL VENDING

Le ragioni strategiche della patnership

Abn Amro Capital – Bianchi Vending Group

[ News ]

Il vending è un settore sostanzialmente in controtendenza rispetto alla sempre più diffusa recessione che caratterizza gran parte delle aziende italiane. L’indubbia capacità di innovazione e di servizio ha consentito alle aziende che operano nella distribuzione automatica di guadagnare negli anni la leadership incontrastata a livello mondiale.

Le prospettive di questo mercato sono ancora molto solide, basti pensare che:

- le tendenze dei consumi sono sempre più spostate verso il cosiddetto “out of home” e quindi favoriranno tutti quei canali distributivi che coprono questa esigenza - la penetrazione di mercato in Italia e in Europa è molto bassa rispetto a mercati maturi come USA e Giappone (1 Distributore Automatico ogni 20 abitanti) e si attesta ad una media di 1 a 150 - mercati emergenti come l’Europa dell’Est, il Medio ed Estremo oriente e il Sud America, offrono opportunità di sviluppo sempre più interessanti.

Anche per questi motivi durante il 2005 il settore del vending è stato oggetto di una intensa attività di M&A (acquisizioni), tanto da parte di operatori industriali che di fondi di private equity. Ben 3 operazioni di grande rilevanza sono state chiuse (Bianchi Vending Group, il secondo produttore europeo di vending machines; una società veneta leader nei componenti e la società emiliana co-leader in Italia nella gestione dei DA) e altre in corso, tra cui N&W (Necta-Wittemborg), la cui vendita sta per essere finalizzata dopo un processo di asta che ha impegnato diversi operatori di private equity durante l’estate.

L’ultimo importante accordo in ordine temporale è stato quello siglato alla fine di ottobre da Abn Amro Capital che ha acquistato una quota pari al 60% di Bianchi Vending Group.

D.A. Italia per comprendere più a fondo le ragioni strategiche di questa patnership in questo particolare momento di mercato, si è recata nella sede principale di Bianchi Vending Group S.p.A. in provincia di Bergamo e ha incontrato l’Amministratore Delegato Massimo Trapletti (intervista sull’accordo con Abn Amro Capital) ed il Direttore Commerciale Fabio Quadrio (intervista sulle dinamiche di mercato).

Intervista a Fabio Quadrio - Direttore Commerciale Bianchi Vending Group S.p.A.

La fase recessiva che caratterizza molti settori e che coinvolge diverse aziende italiane sembra non verificarsi nel settore del vending.Quali sono i motivi?

Ci sono tutta una serie di motivazioni che hanno portato Il vending ad essere un mercato in controtendenza rispetto altri settori.

Innanzitutto c’è un parco macchine vecchio da smaltire e quindi c’è la possibilità di una forte crescita per sostituzione.Poi tutti i produttori

stanno realizzando ogni anno delle macchine di qualità elevata e con prodotti sempre migliori,che possono sempre più entrare in competizione con segmenti di mercato limitrofi come i bar.

Da questo punto di vista c’è ancora molto da fare perché non si deve migliorare solo al macchina ma anche l’ambiente in cui si consuma il prodotto.Se si riesce a creare una postazione gradevole e idonea ad una pausa di ristoro è possibile ottenere grandi risultati,

come ad esempio far consumare la colazione direttamente in fabbrica e non più al bar.

Siamo convinti che la miglior macchina se è mal posizionata non rende e quindi stiamo studiando dei corner modulari progettati da architetti che possono portare alla creazione di punti break ideali.

Siamo sempre più vicini ad un rinnovo dello logica di consumo. Inoltre molti gestori stanno ormai puntando su tutta una serie di nuovi prodotti (frutta,panini,tra-

mezzini,yogurt,etc.) e si sono organizzati sulla gestione della catena del freddo.Anche questo ampliamento della gamma porterà alla progressiva sostituzione delle attuali macchine del freddo,che non hanno le caratteristiche ideali per poter distribuire alcune categorie di prodotti.

Anche Bianchi ha beneficiato di questo momento non sfavorevole al settore? Bianchi Vending Group ha avuto

Da sinistra:Antonio Corbani - Presidente del Consiglio d’Amministrazione e Massimo Trapletti - Amministratore Delegato.

IL MERCATO DEL VENDING

senz’altro degli ottimi risultati.Al rientro dalle ferie eravamo tutti un po’ preoccupati perché si sentiva sempre più parlare di un “autunno di fuoco”con grossi problemi e con una congiuntura sfavorevole. Invece,a partire dalla fine di settembre,è partita una spirale di ordini a tutti i livelli in Europa che ci sta impegnando a fondo a livello produttivo per rispettare le consegne.

È un bel segnale soprattutto sul TOP di gamma che sta ottenendo risultati importanti.

Che riscontri avete dai cosiddetti Paesi emergenti (Est Europa – Sud America)?

Ci sono alcuni paesi dell’est che stanno crescendo in modo interessante.In alcuni di essi negli ultimi 6 mesi abbiamo venduto più che negli ultimi 3 anni.È ancora uno sviluppo a macchia di leopardo (grandi città) ma troviamo interlocutori molto validi e riscontriamo una grande preparazione dei tecni-

ci (ingegneri meccanici e elettronici assolutamente preparati)

In Sud America l’Argentina si sta lentamente riprendendo,mentre abbiamo buoni riscontri in Brasile e addirittura ottimi in Messico. Bianchi Vending Group manterrà però come punto di riferimento l’Europa e con l’operazione Abn Amro c’è un preciso progetto di sviluppo soprattutto nei paesi del Nord Europa.

Credete che il mercato in Europa sia già sostanzialmente maturo?

Il mercato europeo non è ancora maturo e c’è ancora tutta una gamma di prodotto poco o male esplorata.In Italia il vending,come tipo di servizio,è molto avanti rispetto ad altri Paesi.Considerato lo sviluppo degli ultimi 4-5 anni nel nostro Paese è credibile ipotizzare lo stesso andamento anche in Europa,soprattutto in quei paesi ancora molto legati al semplice prezzo del caffè.

Abbiamo dimostrato che ampliando la gamma,portandoci su prodotti di marca e dando un servizio importante,il caffè non occupa più l’80% dei consumi ma scende intorno al 60%.

Quindi ci aspettiamo una penetrazione in Europa senz’altro maggiore.Se poi si considera l’Europa “allargata”le previsioni sono ancora più ottimistiche visto che c’è ancora tutto un mercato da costruire.

Dal punto di vista operativo cambierà qualcosa in Bianchi dopo il recente accordo?

Dal punto di vista operativo non ci sarà nessuna variazione e tutto l’attuale management resterà al proprio posto.Cambierà senz’altro la visibilità di Bianchi Vending Group all’estero anche perché Abn Amro,fortemente motivata dal possesso della maggioranza,si impegnerà a fondo per ottenere questo risultato. Possiamo ad esempio puntare per

la prima volta al mercato americano,con un progetto importante basato su prodotti di qualità.

Lei è stato coinvolto in prima persona nella cessione di parte delle quote ad Abn Amro,cosa vi ha spinto a prendere questa decisione?

Certamente non abbiamo venduto parte delle quote della società perché avevamo bisogno di soldi o perché eravamo in difficoltà.La cessione è un piano naturale che andato via via formandosi nel tempo.Abbiamo avuto il grande vantaggio di scegliere con chi stare perché numerosi fondi e altri soggetti sono venuti in Bianchi Vending a presentare offerte di acquisto e riteniamo di avere scelto il meglio.

L’accordo ci piaceva sia dal punto di vista umano che dal punto di vista del piano industriale.

Fabio Quadrio - Direttore Commerciale

IL MERCATO DEL VENDING -

INTERVISTA

A Massimo Trapletti

Amministratore Delegato Bianchi Vending Group S.p.A.

Come si è arrivati all’accordo con Abn Amro Capital?

All’inizio dell’anno sapevamo che General Eletric,in possesso del 20% delle quote azionarie di Bianchi,aveva iniziato una politica di disinvestimento che l’avrebbe portata alla chiusura del fondo di private equity.

Quindi dovevamo decidere se riacquistare le quote e tornare ad essere una società a capitale privato o se trovare un altro patner che rilevasse le quote GE Equity. Nello stesso tempo però il mercato ha proposto la vendita di Necta, coordinata dall’advisor Lehman Brother.Quindi abbiamo deciso di valutare l’opportunità di partecipare all’asta incaricando nel contempo Rothschild di analizzare la possibilità di realizzare l’operazione assieme ad un patner. Era molto interessante poter valutare non solo l’ingresso in Bianchi di un soggetto che rilevasse le quote di GE,ma approfittare della vendita di Necta per abbinare le due operazioni a livello industriale. Quindi ci sono stati una serie di incontri mirati con 6-7 fondi che partecipavano all’asta e che erano interessate a valutare contemporaneamente la patnership con Bianchi.

Poi l’asta è partita con valutazioni che non ci hanno trovato d’accordo e che hanno visto l’uscita dei fondi con cui avevano aperto delle trattative e il discorso si è fermato.

Abn Amro è stata sicuramente la prima che ha analizzato a fondo il deal Necta,anche perché “seguiva ” da molto tempo (2003) il mercato del vending.È stata però anche una delle prime ad uscire dall’asta.

Come mai avete deciso di

cedere il 60% di Bianchi e non solo la quota di GE Equity (20%)?

Bianchi Vending Group aveva da tempo avuto le “attenzioni”di molti fondi,noi però abbiamo sempre creduto molto nel vending e nel progetto industriale che stiamo creando e abbiamo sempre risposto negativamente.

Abn Amro però ci ha prospettato un progetto molto valido sul medio termine e la possibilità concreta di creare un polo alternativo all’attuale leadership di mercato non solo come presenza sui vari mercati ma anche a livello di volumi.

L’interesse di ABN AMRO Capital non è stato casuale,ma è il frutto di una intensa attività di scouting e di ricerca condotta in sei paesi europei a partire dal 2003.

Bianchi Vending è coerente con l’obiettivo istituzionale del fondo olandese di investire in società con un forte posizionamento sul mercato,forti competenze distintive e concrete prospettive di crescita in ambito pan-Europeo.È guidata da un ottimo management,che ha dimostrato di far crescere il business con continuità anche in congiunture di mercato sfavorevoli,in cui il mercato europeo ha accusato il colpo degli investimenti necessari nel settore con l’introduzione della nuova moneta che ha obbligato la sostituzione di tutti i sistemi di pagamento,investimento che ha limitato gli acquisti delle vending machines.Inoltre il fatturato degli ultimi dieci anni è decuplicato. A fronte della garanzia che la gestione dell’operatività rimaneva comunque in mano all’attuale management,abbiamo valutato positivamente e in tempi molto brevi l’accordo.

Quindi non ci sarà nessun cambiamento in Bianchi Vending Group?

Tutto resterà assolutamente invariato,l’unico cambio che ci sarà riguarda la mia posizione (da Direttore generale a Amministratore Delegato).

Certamente io continuerò a lavorare in Bianchi anche perché abbiamo formalizzato un patto parasociale che mi vincola alla società sino a che non Abn Amro resterà nel capitale della società. Non ci sarà nessuno elemento del gruppo olandese nel management, nemmeno nella funzione di controllo della gestione finanziaria, mentre è stato nominato come presidente Presidente del Consiglio d’Amministrazione,il dr.Antonio Corbani di Abn Amro Capital.

Collaborare con il sesto gruppo bancario europeo vi darà degli indubbi vantaggi finanziari?

Da una parte abbiamo le disponibilità finanziarie per fare acquisizioni e investire per far crescere il Gruppo in Europa e nel Mondo e dall’altra le filiali della Banca potranno finanziare le macchine. Noi avevamo cercato già GE questa importante forma di cooperazione.GE,pur non essendo una banca,aveva enti finanziari in tutto il mondo ma mancava di un coordinatore europeo e non riusciva a attuare politiche di finanziamento in tutti i paesi in modo omogeneo. ABN invece ha una forte capillarità territoriale,è una banca e non ha solo il 20% come GE ma il 60% e quindi ha tutti i vantaggi a “spingere”il più in alto possibile Bianchi.

In particolare Abn ha una forte penetrazione nel mercato del Nord

Europa e potremo presentare in quei paesi delle formule agevolate dirette o prioritarie sul finanziamento alla vendita (elemento oggi di grande importanza).

Avete già progettato qualche acquisizione? C’è la possibilità di una futura quotazione nel mercato borsistico?

Gli obiettivi strategici della partnership con ABN AMRO Capital sono molteplici.

Siamo fortemente intezionati a raggiungere un obiettivo di crescita del fatturato nel prossimo quadriennio,anche attraverso acquisizioni / aggregazioni con altri operatori con cui sono in corso contatti e cercheremo di ottenere il completamento della copertura geografica per raggiungere una dimensione ed una diversificazione che consenta al gruppo di essere quotabile (Ipo).

È difficile da imprenditore cedere parte della propria azienda?

Non in questo caso perché l’obiettivo è sempre stato quello di far crescere questa società.

Non ho mai pensato di “portare a casa”i soldi,noi infatti abbiamo reinvestito nella società gran parte della liquidità ricevuta e siamo pronti ad investire anche la parte eccedente in caso di nuove acquisizioni.

Dal 1992 ad oggi siamo passati da un fatturato di 4,5 milioni a quello attuale previsto in 68 milioni (obiettivo di quest’anno).Qualche passo l’abbiamo fatto,pensiamo dopo questo accordo di farne ancora molti.

IL MERCATO DEL VENDING

La palettina monouso Silplaster, accessorio indispensabile nel vending [ fabbricanti di prodotti ]

Silplaster è un’azienda storica del vending italiano. Da trent’anni ha individuato nella palettina monouso in plastica il prodotto su cui concentrare gli studi, la ricerca e la produzione. Oggi, grazie ad innovazioni tecnologiche su tutta la catena produttiva e ad un’accurata scelta dei fornitori di materie prime, è arrivata ad essere uno dei leader di questo particolare mercato.

L’alto grado d’affidabilità dimostrato negli anni ha consentito all’azienda di diventare un apprezzato punto di riferimento sul mercato nazionale e internazionale.

D.A. Italia si è recata presso gli uffici e lo stabilimento di produzione di Silplaster a Casale Monferrato (AL) dove ha incontrato e intervistato il management dell’azienda:

Piero Codrino - Presidente; Carlo RedogliaAmministratore Delegato; Silvia CiminoResponsabile commerciale e Paolo BoglioResponsabile produzione.

Intervista al management Silplaster

Quando Silplaster ha deciso di dedicarsi alla produzione della paletta monouso?

Silplaster è presente sul mercato dal 1976 e si è sempre occupata della produzione della paletta monouso.Originariamente la società operava in un frazione di Casale,ma dal 1990 si è trasferita nelle sede attuale di Casale Monferrato.

Per operare in un mercato sempre più vasto e complesso l’azienda ha subito alcune modifiche dell’assetto societario,restando però sempre fedele al progetto originario.La collaborazione professionale di Silvia Cimino,attuale responsabile commerciale di Silplaster e figlia del fondatore dell’azienda,è la prova più tangibile di questa continuità.

Il trasferimento nella nuova sede ha comportato un notevole aumento della capacità produttiva e una ricerca sempre più volta

all’automatizzazione e alla corrispettiva diminuzione del livello di manualità del reparto produzione.

Quante palette riuscite a produrre al giorno?

La nostra attuale produzione si attesta sui 5 cinque milioni di palette al giorno.

Siamo stati la prima azienda del settore ad offrire la paletta incartata singolarmente e,anche grazie al grande sviluppo dei sistemi OCS, questo tipo di prodotto occupa oggi una parte importante della nostra intera produzione. Qualche anno fa producevamo quasi esclusivamente palette per le macchine automatiche,mentre adesso abbiamo modificato in maniera consistente il nostro mix produttivo e produciamo circa 2 milioni di pezzi confezionati,il 40% del totale.

Questo ha comportato anche delle modifiche nella struttura dello sta-

bilimento,tanto che dal 2002 ad oggi abbiamo raddoppiato l'area dedicata al magazzino per il sempre maggiore spazio occupato dai grandi rulli di carta utilizzati per il confezionamento.

In questi ultimi anni state aumentando la produzione o mantenete la vostra posizione di mercato?

Negli ultimi due anni abbiamo incrementato la produzione di un milione di palette al giorno.Per raggiungere questo importante risultato abbiamo implementato una nuova linea di produzione. Anche in virtù di questo aumento, stiamo incominciando a guardare con grande attenzione verso i mercati esteri.

Abbiamo la fortuna di avere un prodotto molto facile da imballare. In un metro cubo possiamo inserire circa un milione di palette e quindi la localizzazione dell’espor-

tazione non diventa un problema perché il trasporto è abbastanza semplice e permette di sviluppare numeri molto grandi.

Siete vicini alla saturazione della capacità produttiva o potete ancora crescere?

Abbiamo ancora buoni margini, visto che utilizziamo il terzo turno solo per un 30% dell’anno.Quindi abbiamo ancora margini produttivi pari al 70% di un turno.

Utilizzate una tecnologia proprietaria?

Una cosa di cui andiamo molto orgogliosi e che riteniamo uno dei punti di forza di Silplaster è la nostra tecnologia proprietaria. Progettiamo in proprio le modifiche alle macchine e tutti gli studi riguardanti l'imballaggio e il confezionamento del prodotto sono studiati all'interno.

Il management Silplaster

IL MERCATO DEL VENDING

Avete mai pensato ad altri prodotti?

Quest'anno per la prima volta ci stiamo riflettendo.Guardiamo con attenzione l'evolversi del mercato del vending e stiamo pensando ad un nuovo articolo monouso legato ai nuovi prodotti per la D.A..Il tutto è in fase di progettazione,in attesa di capire se ci sono i numeri per affrontare investimenti così importanti.

Il nostro prodotto di riferimento resterà sempre e comunque la paletta monouso,l’unica eccezione di rilievo nella storia della Silplaster sono state le bacchettine per i chupa-chups che abbiamo prodotto in passato in milioni di esemplari.

Come si compone la vostra gamma produttiva?

Silplaster progetta e produce una paletta “automatica”da stampaggio per le macchine vending e una

paletta incartata che viene commercializzata in varie forme e diverse dimensioni.Offriamo ai nostri clienti una gamma molto completa di confezioni che sono tarate sulle loro particolari esigenze.

Avete verificato la possibilità di inserire nella gamma produttiva una paletta colorata?

Abbiamo presentato all’ultima fiera Venditalia anche questo tipo prodotto,ma onestamente non ha avuto grande seguito,anche perché la nostra paletta è da sempre trasparente ed è anzi un tratto distintivo di Silplaster.

Quanti clienti servite con palette incartate “customizzate”

Serviamo più di cento clienti con le palette incantate.Tra i nostri clienti figurano torrefattori di primaria importanza (ad es.Lavazza) e alcu-

ni grandi gruppi di gestione (ad es. Buon Ristoro e Bergamo Distributori).

Come affrontate le importanti tematiche legate all’igiene?

Ovviamente durante la produzione in nessuna fase il prodotto viene toccato dai nostri addetti.Le palette vengono prodotte e confezionate nel più assoluto rispetto delle norme igieniche.

Ci siamo anche molto impegnati per evitare spiacevoli problemi nella fase post-vendita.Le palette nelle scatole possono essere toccate dagli operatori prima di essere collocate all’interno delle macchine,oppure la scatola durante il cosiddetto “giro”può restare aperta all’interno del mezzo e il prodotto contaminarsi da polvere, batteri ecc.

Silplaster per migliorare il servizio e per differenziarsi dai concorrenti ha quindi realizzato imballaggi

speciali compatibili con questo tipo di esigenze igieniche

Nell’automatico,ad esempio, abbiamo presentato alcune grandi novità per quanto riguarda l’imballaggio delle 200 palette,creando un involucro termoretraibile molto semplice da aprire che offre un’importante garanzia d’igiene.Il nostro obiettivo è dare la maggior disponibilità possibile all’operatore che deve fisicamente inserire le palette nelle macchine in modo che possa compiere questa operazione in modo igienico ma molto rapido.Con questa nuova tipologia di confezionamento crediamo di aver centrato l’obiettivo.

La paletta è un prodotto semplice solo in apparenza?

La paletta è soggetta a problemi di elettrostaticità perché lo sfregamento della plastica,soprattutto in particolari condizioni atmosferiche (ad es.in primavera),può provoca-

INTERVISTA ALLA SILPLATER

re l’attaccamento del prodotto l’uno all’altro e il relativo blocco della macchina.

Questo si può risolvere solo con alcuni importanti accorgimenti.

Innanzitutto l’acquisto di materie prime di assoluta qualità.Silplaster utilizza solo fornitori di primissimo piano (Enichem,Basf,DOW ecc.).

Poi c’è una manutenzione costante degli stampi (le figure di tutti i nostri stampi vengono continuamente monitorate) e un utilizzo di idonei parametri della pressa.

Noi investiamo molto in ricerca e cerchiamo attraverso la nostra tecnologia di offrire un prodotto sempre più performante.

Un vostro punto di forza è quello di potere soddisfare qualsiasi ordine.

Il nostro obiettivo è avere sempre merce a magazzino in modo che in qualunque momento siamo in grado di soddisfare qualunque

ordine.Naturalmente non sui prodotti “custom”,ma sull’automatico possiamo proprio dire di essere sempre pronti.

Come avete affrontato l’aumento indiscriminato del prezzo delle materie plastiche?

Cerchiamo di fidelizzare il cliente con il servizio,la qualità e la costanza.Il 95% del nostro prodotto è fatto da materia prima, quindi le fluttuazioni dei prezzi incidono moltissimo.

Non crediamo però che il nostro sia un segmento in cui si possono attuare con successo politiche di dumping.Per abbassare il prezzo bisogna per forza utilizzare materie prime di seconda scelta o di provenienze non certificate e i rischi di intasare gli stampi,rovinare le attrezzature e dare un cattivo servizio sul mercato,sono veramente troppo elevati per consenti-

re ad un’azienda di restare a lungo sul mercato.

Già bisogna risolvere tutta una serie di problemi operando con la massima qualità e controllo,crediamo sia molto difficile operare in altre condizioni.

Avete pensato a qualche studio alternativo della forma o del materiale per diminuire i problemi legati all’elettrostaticità?

Indipendentemente dalla forma il polistirene ha un’alta conducibilità all’elettrostaticità e quindi l’unica vera risoluzione del problema è quella di utilizzare all’origine un materiale vergine di primissima qualità.In alcuni stampi abbiamo realizzato una paletta satinata e il problema senz’altro diminuisce, ma la paletta lucida ha sempre comunque avuto un’attrattiva superiore e piace molto al cliente finale e quindi non è facile spinge-

re su questo tipo di prodotto.

Siete leader di mercato in Italia?

È difficile stabilirlo,anche perché non ci sono informazioni precise sui numeri nel vending.Comunque riteniamo che i due principali player in Italia (Silplaster e NI.SI) si spartiscano la maggior parte del mercato.

Avete rapporti solo con torrefattori,grandi gruppi e rivendite o coltivate anche i clienti medio-piccoli?

Per Silplaster anche l’operatore di piccole dimensioni che ordina 20 scatole di palette al mese è un “signor cliente”.

Lavoriamo anche ovviamente con grandi realtà,ma non abbiano preclusioni legate alla dimensione.

La sempre più spinta concentrazione di settore vi sta

INTERVISTA ALLA SILPLASTER

creando qualche problema?

Vi è capitato di perdere all’improvviso clienti già acquisiti da anni?

Il gran numero di acquisizioni da parte dei grandi gruppi di gestione ha parzialmente ridisegnato il settore,ma è una “ruota”che gira sia a favore che a sfavore,quindi non ci lamentiamo,perché se a volte possiamo perdere dei clienti,altre volte li possiamo guadagnare.

È pensabile nel vostro comparto l’utilizzo della plastica biodegradabile?

La plastica biodegradabile va incontro ad importanti esigenze ambientali ed è quindi,per tutta una serie di ragioni,un materiale potenzialmente molto attrattivo. Dobbiamo purtroppo constatare che oggi i prezzi di approvvigionamento di questa materia prima sono proibitivi.

E della plastica riciclata?

La plastica riciclata non è assolutamente idonea alla produzione di palette monouso.Non si conosce la provenienza e non ha le stesse caratteristiche della plastica vergine.

Ogni 5 secondi c’è una stampata e bastano poche ore di produzione per perdere ingenti quantitativi di prodotto.Nessuno può correre il rischio di utilizzare una materia prima di questo tipo.

La paletta è comunque riciclabile, ma non riutilizzabile per noi che abbiamo bisogno della verginità.

Qual è la vostra distribuzione territoriale delle vendite?

L’esportazione verso i paesi esteri è in forte crescita e,pur se partita da poco,già occupa circa il 20% delle nostre vendite.Il trend di crescita è in forte aumento.In questo momento esportiamo soprattutto

nell’Est Europa e in Spagna e incomincia ad essere interessante il Nord Africa.Tra l’altro abbiamo molti clienti che comprano in Italia e poi inviano il prodotto all’estero. L’espansione dell’espresso “made in Italy”e del mercato delle cialde ha favorito anche lo sviluppo del segmento della paletta monouso.

Avete qualche sistema per garantire la tracciabilità del prodotto?

Abbiamo immesso i codici a barre su tutte le scatole ottenendo in tal modo un controllo totale del nostro prodotto.Abbiamo avuto grossi riscontri sulla tracciabilità dei nostri prodotti anche perché, sia nel nostro settore che in altri collegati,non sono molte le aziende che hanno implementato questo sistema.

Come vedete il mercato del vending?

Siamo in una congiuntura economica non particolarmente favorevole e anche il nostro settore non può essere in perfetta salute.Se chiudono le aziende o si riducono gli organici è chiaro che ci sono ripercussioni anche nel vending. Vediamo in difficoltà soprattutto gli operatori di piccole dimensioni, che più di altri stanno pagando il prezzo di questo momento non favorevole.Speriamo che con l’allargamento a nuovi prodotti e a nuovi segmenti di mercato,la soluzione progressivamente migliori

Parteciperete a Venditalia 2006?

L’edizione del 2004 è stata molto produttiva,soprattutto per l’acquisizione di clienti esteri e quindi replicheremmo senz’altro l’esperienza anche nel 2006.

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Gruppo Argenta e MEI: 20 anni di esperienza, sviluppo e crescita

Epaminonda Scaltriti, una delle persone più conosciute ed apprezzate nel mondo della distribuzione automatica ha accettato di spiegare le ragioni che hanno portato le varie Unità di Gestione appartenenti a Gruppo Argenta SpA a scegliere MEI come fornitore preferenziale di accettatori e rendiresto:

“Abbiamo iniziato circa 20 anni fa a lavorare con MEI, utilizzando nelle nostre Gestioni l’accettatore MS130b1 che, a quei tempi, è stato assolutamente innovativo e sicuramente la miglior scelta a livello qualitativo che il mio Gruppo potesse fare. A distanza di tanti anni ne stiamo ancora oggi utilizzando alcuni, che sono stati riprogrammati da lira ad Euro e che continuano a funzionare senza problemi.

Abbiamo continuato negli anni a lavorare con MEI, utilizzando i nuovi modelli che man mano ci venivano proposti, constatando sempre la stessa qualità cui eravamo abituati.

Dall’introduzione dell’Euro, con la grande disponibilità di monete in circolazione, la richiesta del mercato e dei nostri consumatori è cambiata. Oggi abbiamo eliminato i cambiamonete che erano installati in tutti i luoghi pubblici e li abbiamo sostituiti con le rendiresto. Naturalmente si tratta di rendiresto CF7900, una gettoniera della quale siamo più che soddisfatti e che risponde alle esigenze di qualità di Gruppo Argenta.”

Abbiamo inoltre chiesto ad alcuni Responsabili Tecnici delle Unità di Gestione Gruppo Argenta di dirci cosa hanno particolarmente apprezzato nell’utilizzo delle rendiresto MEI:

Franco Cumerlato – Unità di Gestione Gruppo Argenta di Verona:

“La nostra gestione è stata la prima ad avere l’opportunità di mettere alla prova le rendiresto MEI a partire da CF690. Già dopo poche settimane è stato possibile valutarne la superiorità rispetto ai prodotti della concorrenza. Oggi CF7900 esprime la medesima affidabilità ed una maggiore flessibilità. CF7900 è un investimento che dura nel tempo.”

Marco Scaltriti – Unità di Gestione Gruppo Argenta di Carpi (Mo)

“A Carpi abbiamo da sempre utilizzato validatori MEI. L’integrazione della rendiresto è stata agevolata dalla semplicità e intuitività del prodotto. Con CF7900 abbiamo constatato elevata sicurezza, controllo costante e preciso dei livelli nei tubi ed un tasso di accettazione nettamente superiore a tutti i prodotti della concorrenza.”

Fausto Montanari – Unità di Gestione Gruppo Argenta di Reggio Emilia

“Sono sempre di più i clienti che ci chiedono l'installazione della rendiresto. CF690 e, da ultima, CF7900 ci hanno aiutato a superare le complessità tipiche di un nuovo prodotto grazie alla semplicità e flessibilità uniche sul mercato.”

IL MERCATO DEL VENDING

Viba Vending: La pausa è servita, in tutta la Sicilia! [

Viba Vending,azienda siciliana leader nel settore dei servizi di ristoro automatici,copre con la propria offerta tutte le province della Regione.

Ha iniziato la propria attività agli inizi degli anni '90,grazie allo spirito imprenditoriale del suo giovane fondatore,Vincenzo Ballato. Nel 2003 ha reso possibile la costituzione di un gruppo:il Gruppo Viba,nel quale sono confluite altre importanti realtà della distribuzione automatica siciliana (Viba Vending,Espresso Vending,Mivid e Vending Tech).Quattro aziende con un'unica missione: soddisfare le esigenze di tutti i Clienti della Sicilia,servendoli e fornendo loro assistenza in modo capillare.

Viba Vending oggi conta circa una cinquantina tra collaboratori diretti ed indiretti ed è classificata tra le prime 70 imprese italiane di gestione del settore.

Abbiamo incontrato Vincenzo Ballato,Amministratore Unico del Gruppo Viba,nel suo ufficio di Motta S.Anastasia (Catania),sede della Capo-Gruppo Viba Vending.Sulla sua scrivania,di stile moderno,le fotografie dei figli e dei familiari fanno capolino in mezzo a una moltitudine di libri e di riviste professionali,testimonianza di un’attività intensa e costante.Alle pareti,alcune immagini relative al mondo del Caffè,ma anche numerosi gadget e manifesti che rivelano un’altra sua grande passione:la Ferrari.

Nel corso della nostra visita abbiamo potuto anche intervistare Carlo Canciani,Consulente Marketing del Gruppo Viba.

Intervista con Vincenzo Ballato, Amministratore Unico del Gruppo Viba

Sig.Ballato,abbiamo visto le nuove Campagne pubblicitarie del Gruppo Viba sia sulle principali emittenti locali siciliane che sui due più importanti quotidiani dell’isola.In tempi in cui molte imprese tendono a ridurre le spese e ad abbassare i prezzi,mi sembra che voi andiate controcorrente.

Sì,e in tutta franchezza di questo andiamo piuttosto fieri.Sono convinto che chi ritiene di avere qualcosa di importante da dire al mercato lo debba fare in modo esplicito e,nel contempo,accattivante.E noi,anche attraverso queste campagne,abbiamo voluto esprimere con forza l’orgoglio di aver creato e di vedere continuare a crescere una sana e moderna azienda siciliana,dimostrando che si può fare bene impresa anche nel Sud.

Facciamo un passo indietro: come siete arrivati ad occupare l’attuale importante posizione nel settore del Vending? Non vorrei fare retorica,ma la nascita di Viba - che è semplicemente l’acronimo di Vincenzo Ballato - è realmente la storia di un piccolo gruppo di giovani che all’inizio degli anni ‘90 poco più che ventenni,ha scoperto un po’ alla volta la vocazione di fare impresa grazie anche ai preziosi consigli di mio Padre (Giuseppe Ballato,ex Area Manager di Lavazza per la Sicilia ed attuale Responsabile del Settore Automatico di Viba,ndr).

La crescita dei Clienti serviti,dei risultati in termini di vendite e degli organici aziendali è proseguita incessantemente per tutti gli anni ’90,grazie in particolare al boom registrato dal segmento dell’OCS.Già all’inizio degli anni 2000 eravamo classificati tra le

prime 70 Società di gestione a livello nazionale,che in un settore frazionato come il nostro significava molto.

E negli anni più recenti?

Intuimmo che per continuare a crescere non sarebbe più bastata soltanto la passione,che pure è un ingrediente indispensabile per mirare al successo:i tempi erano maturi per operare scelte aziendali determinanti a livello strategico. Individuammo pertanto nuove priorità,tra cui:la Certificazione ISO,raggiunta per primi nel settore in Sicilia;l’aumento della copertura geografica del nostro servizio; l’ampliamento della nostra offerta. Questi ultimi obiettivi sono stati ottenuti anche grazie all’acquisizione a partire dal 2003 di altre Società siciliane,riorganizzate con la filosofia e la metodologia della Capo-Gruppo Viba Vending.Il

risultato è stato un progressivo riequilibrio tra i settori OCS e Vending tradizionale.

Quali sono stati invece i passi salienti a livello operativo? Nel corso di questi anni sono state implementate:il Piano Haccp e la Sicurezza Sanitaria;l’Assicurazione RC di tutte le macchine installate sul territorio;la pianificazione dei canvass di vendita e le relative incentivazioni;la Formazione aziendale a tutti i livelli;le Convention del Gruppo,mezzo di Comunicazione interna per gli avvenimenti più importanti. Non ultimo,grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie multimediali, abbiamo inoltre affinato nel tempo la nostra capacità di ascoltare e di comunicare con il Cliente. In sintesi:in questi anni abbiamo cercato di perseguire una politica di responsabilità e di pieno rispet-

Vincenzo Ballato

IL MERCATO DEL VENDING

to sia del Cliente che dei valori di etica del lavoro relativi a tutti i dipendenti e ai collaboratori del Gruppo Viba.

Il tutto con un occhio sempre attento all’equilibrio finanziario ed al margine di contribuzione economico.Riteniamo gli investimenti effettuati essenziali per realizzare la nostra visione del mercato,oltre che non alla portata di tutti gli attori rappresentanti di servizi della D.A.

Dal 2004 una delle Società del Gruppo Viba,cioè Vending Tech,è Rivendita Ufficiale di Lavazza nel Canale Vending ed OCS:una bella ulteriore soddisfazione…

Decisamente.Vending Tech,che è nata con l’obiettivo di fornire al mercato assistenza tecnica per la riparazione delle macchine distributrici e consulenza logistica,è effettivamente diventata anche Rivendita Ufficiale di Lavazza nel canale Vending per l’intera Sicilia: ad oggi consta di circa una quarantina di Clienti,e continua a crescere bene in quantità ed ancor meglio in valore.

Mi dica la prima cosa che la

rende particolarmente orgoglioso?

Il constatare che il trend di crescita a 2 cifre che registriamo non è dovuto soltanto alla somma algebrica dei fatturati delle aziende che via via hanno incrementato il Gruppo Viba,ma è accompagnato sia da un deciso aumento del numero di Clienti trattanti,che da un ulteriore miglioramento del margine di contribuzione economico generale.

Siete riusciti in questo percorso virtuoso facendo tutto da soli?

Sono convinto che oggi più che mai un management efficace debba partire da alcuni saldi princìpi aziendali condivisi e costruire attorno a questi un gruppo di lavoro forte e motivato.

Ciò vale anche per la scelta delle specifiche figure professionali esterne,che debbono dimostrare nei fatti sia competenza professionale che condivisione dello spirito aziendale.

E sono convinto che le scelte effettuate a questo proposito negli ultimi anni abbiano contribuito in maniera importante ai brillanti risultati ottenuti.

Ora ritorniamo all’attualità: da dove nasce la vostra campagna pubblicitaria?

Dalla riflessione che facemmo circa 3 anni fa sul nostro modo di comunicare.Ci chiedemmo “che cosa” avremmo voluto che arrivasse ai nostri interlocutori,prima del “come”.

Così nacque la nostra brochure aziendale:in quel documento, prima ancora di parlare di macchine e di prodotti,avevamo fortemente voluto esplicitare i valori distintivi che ci impegnavamo ad offrire ai nostri Clienti:Qualità, Professionalità,Affidabilità, Assistenza,Sicurezza.

Si trattava quindi di dare spessore e visibilità dal punto di vista creativo a questi concetti,sia nel filmato TV che nella campagna Stampa. Ora attendiamo fiduciosi la risposta del mercato,pronti a mantenere sul campo ciò che promettiamo in pubblicità.

Analizzando il piano Media, questa campagna rappresenta un investimento non indifferente.Si tratta di un’iniziativa una tantum o Lei pensa che potrà avere un seguito nei prossimi anni?

Siamo arrivati alla decisione di investire in pubblicità non casualmente,ma seguendo una logica evoluzione del nostro Marketingmix.Valuteremo quindi attentamente i risultati sia quantitativi che qualitativi.Se come ci auguriamo, dalla campagna otterremo un ritorno interessante,siamo pronti ad incrementare e a diversificare gli investimenti anche nel prossimo futuro.

Più in generale,cosa bolle in pentola per il Gruppo Viba nel medio periodo?

Credo che la cosa più importante sia la nuova Sede del Gruppo Viba, il cui progetto è già stato ufficialmente approvato ed i cui lavori sono partiti a fine Settembre:un’area di 6.000 metri quadrati,di cui 4.000 coperti,su terreni di nostra proprietà.

Si tratta di un ulteriore segnale della volontà di perseguire i nostri obiettivi in un panorama concorrenziale che - come era lecito attendersi - sta diventando sempre più competitivo,specie per una realtà indipendente come la nostra.

INTERVISTA ALLA VIBA VENDING

Intervista a Carlo Canciani, Consulente Marketing del Gruppo Viba.

Dott.Canciani,da quanto tempo segue il Gruppo Viba dal punto di vista strategico? Ormai da parecchi anni:conobbi

Enzo Ballato a Roma nei primi mesi del 2000,in occasione di un seminario che avevo tenuto riguardante le tematiche del Marketing applicate al mondo del Vending, promosso da Lavazza Espresso Point.

Dopo qualche giorno Enzo mi ricontattò,prospettandomi di progettare insieme a lui un percorso pluriennale riguardante l’impostazione della strategia commerciale di Viba Vending e della relativa Formazione aziendale di Marketing a tutti i livelli:una proposta veramente interessante,alla quale aderii con entusiasmo.

Grazie all’ottima intesa e ai risultati più che positivi ottenuti,a partire da fine 2003 questa collaborazione è diventata continuativa, abbracciando quindi tutti gli aspetti relativi al Marketing ed alla Comunicazione di quello che nel frattempo stava diventando un Gruppo di Aziende di riferimento per l’intero settore del Vending siciliano.

Quali sono i presupposti della strategia di Comunicazione del Gruppo Viba?

Personalmente sono convinto che la prima regola per costruire una buona strategia di Comunicazione sia avere qualcosa di importante e di veritiero da comunicare ai propri

Clienti,sia attuali che potenziali. E nel caso del Gruppo Viba di cose buone da dire ce n’erano veramente tante.Per citare solo le principali:

- la Capo-Gruppo Viba Vending è stata la prima impresa siciliana del settore ad essere certificata ISO;

- tutte le società del Gruppo applicano scrupolosamente le normative relative all’Igiene e Sicurezza degli alimenti;

- i Prodotti e i Distributori commercializzati sono solo di marchi leader dei rispettivi settori;

- Viba è sempre stata all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, investendo cospicuamente negli strumenti più innovativi riguardanti sia la gestione degli ordini che la Comunicazione a due vie con il Cliente;

- la Professionalità degli uomini è garantita da una Formazione aziendale costante,riguardante tutti gli aspetti - interni ed esternidel servizio offerto.

In sintesi,tutte le Società del Gruppo Viba praticano quotidianamente i valori di rispetto e di garanzia del Cliente,offrendo un servizio tendenzialmente ideale sotto tutti i punti di vista.Ma soprattutto nel Gruppo Viba non ci si accontenta mai,e la spinta verso il miglioramento è continua.

Ci parli ora del concept creativo sottostante alle recenti campagne pubblicitarie TV e Stampa del Gruppo Viba.

A seguito di un brief molto accura-

to,la Casa di produzione che si è occupata della campagna TV (Altamarea,ndr.) ci aveva prospettato due soluzioni creative interessanti,che ci piacevano entrambe perché ritenevamo giungessero al medesimo obiettivo,anche se attraverso due strade molto differenti tra loro.

Quale scegliere? Abbiamo risolto il dilemma commissionando una ricerca motivazionale ad un Istituto specializzato (Sinaptica,ndr.),che ha messo i due concept alternativi a confronto.Questa ricerca non solo ci ha indicato la strada vincente (che peraltro ricalcava i valori fondanti del Gruppo Viba già evidenziati nella Brochure istituzionale),ma ha pure evidenziato alcuni importanti accorgimenti narrativi necessari a migliorare ulteriormente il passaggio alla campagna TV da realizzare.

Vedendo i risultati lusinghieri dopo il lancio del primo flight della campagna TV,abbiamo ancora una volta avuto la conferma che chiedere direttamente al mercato è la soluzione migliore per orientare bene le grandi scelte aziendali di investimento.

Per quanto riguarda invece la campagna Stampa relativa ai quotidiani “ La Sicilia”ed “ Il Giornale di Sicilia”,la proposta creativa di Bestseller ( l’Agenzia che si è occupata della campagna stampa e della pianificazione media,ndr.) ci è piaciuta immediatamente,perché realizzava una sinergia comunicati-

Quale ritiene sia il segreto del successo crescente del Gruppo Viba nel mercato del Vending siciliano?

Sinceramente,credo poco nei “segreti”.Nel settore del Vending spesso sento parlare di economie di scala,di logistica,di attrezzature tecniche ;assai meno di soddisfazione del Cliente e della volontà di fornirgli un servizio realmente ritagliato attorno alle sue motivazioni ed esigenze,sia attuali che potenziali.

Ecco,ritengo che il principale merito di Enzo Ballato e dei suoi uomini stia proprio nel mettere in pratica concretamente i principi-cardine del Marketing,che notoriamente ruota a 360 °attorno al concetto di “soddisfazione del cliente”.

Così facendo,il Gruppo Viba continua a ricavare dal mercato grandi soddisfazioni anche dal punto di vista economico e quindi a disporre di risorse crescenti da re-investire,per migliorare ulteriormente la propria offerta e continuare un percorso virtuoso di crescita. Questi risultati rappresentano per me una grande e bella notizia, anche perché ottenuti dal Gruppo Viba in un periodo di fase economica generale tutt’altro che esaltante.

È la conferma che il successo deriva innanzitutto dalla capacità delle Aziende di soddisfare il mercato meglio dei concorrenti.

Carlo Canciani
va totale del Brand “Gruppo Viba”.

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Il gruppo Eden-Danone

entra in Italia nel settore dell’acqua in boccioni

La società di nuova costituzione Eden Springs Italia riunisce cinque realtà già operanti nel nostro Paese: Chateaudeau Italia, Rio, Drink Cup, Prevital Water e GAP ed è parte della Joint Venture tra il Gruppo DANONE e EDEN Springs. I due azionisti di riferimento ricoprono un ruolo di primaria importanza nel segmento HOD (Home/Office Delivery), che è costituito per la maggior parte dai boccioni da 5 galloni.

Oggi, dopo l’importante accordo siglato nella primavera del 2004, il gruppo Eden-Danone è leader in Europa come numero di cooler istallati e si presenta come uno dei più attivi e determinanti player del settore per i prossimi anni.

Per conoscere le strategie e la visione del segmento HOD di Eden-Danone e comprendere le sue attività in Italia, abbiamo intervistato Piergiorgio Calanchi, A.D. di Eden Springs Italia

Intervista a Piergiorgio Calanchi

Come si è arrivati alla creazione di una Joint Venture tra Eden e Danone e quali sono i termini dell’accordo?

Eden e Danone sono due grandi gruppi che grazie ad un mix di acquisizioni e crescita organica sono riusciti ad operare con successo in Europa diventando leader in diversi paesi.

La società israeliana Mey Eden è attiva dal 1980.È una delle aziende pioniere nel segmento HOD e tra quelle meglio posizionate nel mercato europeo.Ha iniziato la sua attività in Israele e si è progressivamente sviluppata in Europa (vedi tab.1).

Il gruppo francese Danone è entrato nel segmento HOD dal 1994, soprattutto grazie ad acquisizioni internazionali (vedi tab.2).Poi nell’ottobre 2003 ha deciso di costituire una Joint Venture con un gruppo di primaria importanza come Eden.In questo nuovo soggetto sono confluite tutte le attività Eden Springs e tutte quelle raggruppate da Danone sotto il marchio Chateaudeau.

Il gruppo Danone possiede una quota pari al 53,2% delle azioni (50% dei diritti di voto) e ha un’opzione di acquisto del 100% di Eden a partire dal primo gennaio del 2008.

Quali società riunisce Eden Springs Italia?

La struttura societaria della neonata Eden Spings Italia raggruppa 5 aziende.Chateaudeau Italia e Rio che sono due holding e tre società operative:Drink Cup,società di imbottigliamento di PET,Gap Water,società di distribuzione di Latina e Prevital Water,società di distribuzione di Milano.

Da oggi le 2 holding e Prevital Water sono diventate una singola società che detiene Drink Cup e GAP Water.In futuro tutte e 5 realtà confluiranno in unico soggetto legale (Eden Springs Italia) che svolgerà l’attività di imbottigliamento,commercializzazione e distribuzione di acqua in Boccioni.

Qual è la prima società del gruppo che ha operato in

Italia?

Drink Cup è la prima società che ha operato in Italia.È attiva dal 1995,ma poco dopo (‘97-‘98) si sono costituite Prevital Water e GAP.

L’entrata di un gruppo forte come Eden Danone porterà a nuove acquisizioni o si può parlare di un processo finito? Per rispondere a questa domanda è necessario fare almeno un passo indietro.Bisogna infatti tornare al biennio 2002-03 in cui grandi players come Danone e Nestlé credevano moltissimo nel mercato dei boccioni e facevano acquisizioni “a pioggia”.

Questa particolare situazione congiunturale ha generato nei piccoli operatori un comportamento che alla fine si è rilevato dannoso per il settore.Infatti con la reale possibilità di una futura acquisizione, molte aziende del settore hanno installato macchine un po’ dovunque,anche in locazioni non attrattive dal punto di vista del ritorno economico.

Si è quindi verificata una crescita esponenziale e incontrollata del mercato,amplificata nel 2003 dalla famosa estate calda,che ha visto un’enorme richiesta di acqua e un aumento indiscriminato di installazioni.

Pochi mesi dopo il mercato si è praticamente fermato e i due grandi players non hanno più effettuato acquisizioni.Nei primi mesi del 2004 si sono finalmente “fatti i conti”e si è compreso che avere un maggior numero di cooler non voleva dire avere un utile e che buona parte di quello che era stato acquisito andava consolidato e rivisto con un ottica non di crescita ma di profitto.

Tante aziende acquistate solo con l’ottica del profitto erano state pagate sicuramente troppo (fino a 3 volte il fatturato annuo) e verificare questa realtà ha ben presto portato ad uno stop improvviso delle acquisizioni sia in Italia che in Europa.

Eden ha fatto solo alcuni acquisti mirati (vedi tab.3),come l’inglese Thirsty Work,una società che servi-

Piergiorgio Calanchi

SPECIALE ACQUA IN BOCCIONI

va ben 42.000 clienti e che era sul mercato ad prezzo realmente appetibile perché stava subendo le conseguenze del cambiamento di congiuntura.

Dal 2004 il settore è passato in una fase di consolidamento (come far fruttare meglio i clienti acquisiti) facendo anche pulizia di alcune posizioni scarsamente redditive.

Quindi si aspettano tempi molto duri per le piccole realtà che non hanno un buona redditività e che non vengono comprati.

È una situazione difficile,anche perché pensando ai prossimi 5-10 anni non so che prospettive ci possano essere.Pensare ad una acquisizione è difficile,anche perché ormai il prezzo di mercato è sceso a tal punto che si parla di “demoltiplicatore”e un’azienda,anche in salute,viene valutata 0,75-0,80 volte il suo fatturato.

Il mercato sta cambiando.Il boccione da 5 galloni che fino a ieri poteva essere definito un prodotto “fashion”e per questo si accettava di pagare qualcosa di più per averlo,oggi si può tranquillamente definire una “commodity”.

Nel momento in cui diventa commodity i margini si abbassano e

onestamente credo che il massimo margine ottenibile da questo mercato nei prossimi anni sarà intorno al 15%.

Quindi ci dobbiamo aspettare poche acquisizioni in futuro da parte di Eden-Danone.

Ci saranno acquisizioni solo nel caso consentano dei ricavi interessanti.

È probabile che nel 2006 Eden deciderà di acquisire ancora qualcuno,ma dove e a che prezzo non si può ancora ipotizzarlo.

La liquidità che consentirebbe nuove acquisizioni c’è senz’altro perché ci sono già accordi con importanti istituti di credito che sono disposti a finanziare l’operazione.

Svilupparsi in modo consistente solamente con la crescita organica è molto difficile,quindi nelle strategie di crescita del gruppo in Europa e anche Italia,l’utilizzo dello strumento dell’acquisizione è ritenuto possibile.

L’Italia quanto “pesa”nel gruppo Eden-Danone?

Dimensionalmente siamo i più piccoli.È pur vero che l’Italia ha il paradosso di essere un paese tra i primi consumatori di acqua in bot-

tiglia e tra gli ultimi nei consumi dell’acqua in boccioni,quindi è un mercato potenziale unico e con una sicura attrattività.

Inoltre è l’unico mercato ad aver sviluppato il boccione monouso. Costa di più,ma chi compra in Italia questo prodotto è anche disposto a pagare di più.

Quanti boccioni producete in Italia e quanti clienti servite?

Drink Cup produce circa 900.000 boccioni l’anno.Chiuderemo l’anno con un consolidato di circa 4 milioni di euro (2 milioni Drink Cup,1,2 milioni Prevital Water e 0,7 milioni GAP).Serviamo direttamente circa 7.000 clienti,ma per valutare correttamente Eden Springs Italia bisogna ovviamente distinguere l’attività d’imbottigliamento da quella di distribuzione. Dei 900.000 boccioni prodotti da Drink Cup,Prevital e GAP ne distribuiscono solo 170.000.La maggior parte della produzione viene venduta a grossisti,ma se si fa una proporzione credo che con i nostri boccioni serviamo indirettamente almeno altri 20.000 clienti.

Lo stabilimento e la tecnologia produttiva sono un vostro punto di forza?

Lo stabilimento è il nostro “gioiello”ed è sicuramente il nostro punto di forza principale.Sorge tra le montagne della Gola del Furlo, all’interno di quello stesso paradiso naturale in cui sgorga la nostra fonte Metaura di S.Anna.Ogni giorno l’acqua della sorgente viene controllata nel laboratorio analisi e imbottigliata attraverso un avanzato processo tecnologico che garantisce la massima sicurezza e igiene. È uno stabilimento con grandi potenzialità perché può arrivare a produrre fino a 5 milioni di boccioni all’anno con tre turni e tre soffiatrici.Noi oggi l’usiamo al 20% della capacità produttiva,ma siamo ovviamente pronti a qualsiasi tipo di espansione della produzione.

La tecnologia,che siamo gli unici a conoscere,ci ha permesso di scendere come grammatura del boccione da 450 a 390 (siamo partiti da 600).

Quali sono i vantaggi di utilizzare boccioni monouso?

Abbiamo progettato e sviluppato i nostri esclusivi boccioni in PET monouso per l’imbottigliamento dell’acqua nel rispetto della salute e dell’ambiente e crediamo che oggi costituiscano la scelta più

INTERVISTA ALLA EDEN-DANONE

igienica e sicura per le bevande.

La nostra controllata Drink Cup è stata la prima azienda del settore ad utilizzare il PET (un materiale riciclabile) per i boccioni e non a caso ha vinto l’Oscar per l’Imballaggio 2001.

I boccioni sono realizzati con tecnologia bi-stadio:nella stessa linea la preforma viene soffiata e quindi l’acqua viene imbottigliata nel boccione precedentemente sterilizzato.Al termine della linea i boccioni vengono sistemati nei pallet e sono quindi pronti per il trasporto sui camion,per arrivare direttamente ai clienti finali.

Il boccione viene usato una volta soltanto ed è successivamente interamente riciclato per ottenere prodotti che verranno poi adibiti ad uso differente:un’ulteriore garanzia per la sicurezza.

Il boccione monouso è difficile da smaltire?

Il boccione è realizzato in PET quindi si può buttare assieme alle altre bottiglie di plastica. Per problemi legati alla gestione dei rifiuti di una certa dimensione e per una particolare fascia di clienti,Eden Springs Italia ha sempre avuto attivo un servizio di ritiro dei boccioni.

Manterrete la stessa Fonte?

La fonte sarà sempre quella di Metaura di S.Anna nelle Marche. Abbiamo scelto l’acqua di questa sorgente per le sue caratteristiche di purezza e per il suo perfetto equilibrio di sali minerali preziosi per l’organismo.

Anche la localizzazione è favorevole visto che è a soli 25 Km.da Fano (A14) e a 250 Km.da Roma.

Far parte di un grande gruppo europeo cambierà le decisioni di acquisto dei coolers?

Oggi le determinanti per l’acquisto del cooler sono diversi da quelli che potevano esserci qualche anno fa;si cerca soprattutto la facilità nella sanificazione del cooler.Non ci si può più permettere di spendere 25 minuti a sanificare una macchina,magari davanti al cliente..

La seconda determinante è il prezzo e bisogna trovare macchine che danno realmente un ottimo rapporto tra qualità e prezzo. È chiaro che la funzione acquisti centralizzata del gruppo nell’Head Quarter di Losanna chiuderà degli accordi con i produttori di cooler. Sono certo che per Eden Springs Italia sarà comunque più un vantaggio che un vincolo.

Credete nel Comodato d’uso o fate pagare al cliente un canone?

Io personalmente ritengo che non ci sia cosa più sbagliata di una macchina data in comodato d’uso perché “uccide”il conto economico dell’azienda.In qualche raro caso ci possono essere delle eccezioni,ma si tende sempre a far pagare il noleggio e la sanificazione. Noi cerchiamo di non scendere mai sulla guerra sul prezzo.Siamo convinti di far un buon servizio e lo facciamo pagare con la giusta marginalità.

Recentemente è stato nominato Consigliere in AIABO, l’associazione di categoria. Quanto è importante per il vostro settore?

È diventato sempre più importante avere un’associazione forte.

In fondo possiamo definirci tutti degli artigiani e nel momento ci fosse una crisi avremo grosse difficoltà a reagire.La presenza di molte piccole realtà che hanno obiettive difficoltà a produrre reddito e quindi ad offrire nel tempo un servizio adeguato che rispetti alcuni rigidi parametri d’igiene e i rischi a cui siamo esposti nel “domiciliare”presso il cliente un

erogatore di un bene importante come l’acqua,ci mettono sempre di fronte alla possibilità di avvenimenti potenzialmente negativi per l’intero settore.

L’associazione dovrà muoversi sia per prevenire il maggior numero di comportamenti scorretti,sia per creare le condizioni favorevoli alla difesa del settore.

Un’ultima domanda.Avete già definito a grandi linee gli obiettivi previsionali a medio lungo termine?

Abbiamo come gruppo degli obiettivi a medio-lungo termine (2007–2008).

Ci aspettiamo a livello europeo una crescita organica del 5% e una redditività delle vendite del 15%.Ci sono paesi che crescono a ritmi “indemoniati”(Paesi Baltici, Grecia e anche Italia) e paesi che descrescono come Germania e Polonia.

Il mio sogno è ovviamente quello di diventare il numero 1 in Italia, ma in questo momento siamo lontani,anche se non si può mai dire, potrebbe sempre capitare l’occasione giusta e il gruppo potrebbe decidere di fare qualche importante acquisizione.

Si sta svolgendo in questi giorni la fase eliminatoria della Vending Champions League, un torneo di calcio a 11 che vede coinvolte otto squadre in rappresentanza di altrettante aziende del mondo della distribuzione automatica. Le squadre, dopo un sorteggio, sono state divise in due gironi.

Girone B Girone A

Al termine della fase di qualificazione le squadre vincitrici dei due gironi si incontreranno il 29 Marzo 2006 nell’attesissima finale presso il centro Sportivo Catozzi - A.S. Masseroni Marchese - Via C. Mandruzzo 3, Milano (a 200 m. dal padiglione di Venditalia 2006).

Per conoscere le date degli incontri di qualificazione e tutti i risultati, potete collegarvi al sito internet di D.A.Italia all’indirizzo: www.daitalia.it/vcl/

P ri ma gi ornata

Girone A

Bianchi Vending Group

Perfetti Van Melle

Comestero

RHEA Vendors

Girone B

Sidac Break

Vendomat / GeSa

N&W Global Vending Brasilia

Programma di mercoledì 29 Marzo

Seconda giornata

Girone A

Bianchi Vending Group Comestero

Perfetti Van Melle

RHEA Vendors

Girone B

Sidac Break

N&W Global Vending Vendomat / GeSa Brasilia

h. 20.00 - Finale Vending Champions League

Te rza giornata

Girone A

Bianchi Vending Group

RHEA Vendors

Perfetti Van Melle

Comestero

Girone B

Sidac Break Brasilia

Vendomat / GeSa

N&W Global Vending

h. 22.00 - Cena in un noto locale milanese (è richiesta la prenotazione) e premiazioni

h. 23.00 - Cocktail dopo cena

Fuori Salone D. A.ITALIA

Giovedì 30 marzo, in occasione della seconda giornata di Venditalia 2006, D.A.Italia organizza un Fuori Salone con una Cena all’ Old Fashion, uno dei più noti e famosi locali delle notti milanesi. Al termine della cena seguirà una piacevole serata nell’annessa discoteca.

Programma di giovedì 30 Marzo

h. 21.00 - Cena Fuori Salone all’Old Fashion - Milano h. 23.30 - discoteca dopo cena

Cena Fuori Salone in occasione di Venditalia 2006

Le aziende o coloro che intendono organizzare una Cena al Fuori Salone, possono prenotare tavoli riservati ai propri ospiti nel raffinato ambiente dell’Old Fashion, usufruendo dell’organizzazione D.A.ITALIA.

Per maggiori informazioni e per prenotazioni individuali o aziendali, potete mettervi in contatto con Daniela Biscotti allo 02/48.95.85.66 oppure inviare una e-mail a info@art-works.it

Distributori, ricambi, assistenza e prodotti per il vending

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INAUGURATA A BUSSOLENGO LA NUOVA SEDE DELLA PELLINI CAFFÈ S.P.A.

Il 23 settembre è stata inaugurata la nuova sede del noto marchio di caffè Pellini.Undicimila metri quadrati di impianti produttivi e area direzionale già predisposti per il raddoppio.Un grande polo industriale progettato dall’ingegnere veronese Francesco Barbi che raggruppa tutte le unità territoriali e i marchi dell’azienda (Pellini Top,Pellini Bio,Caffè Roberta,Guarany,Sao Cafè,la Crema Caffè,Uik Decaffeinato e il settore delle spezie con Eda e Eda Bio). la Pellini Caffè Spa è oggi un’importante realtà con un rendiconto economico che supera i 56 milioni di euro.Presente in ben trenta Paesi,i suoi marchi sono diffusi su tutti i mercati (domestico e extradomestico).

L’azienda scaligera si è sempre distinta per avere “il pallino”della qualità (evidenziato anche dal neo della campagna pubblicitaria) e negli ultimi dieci anni ha registrato un incremento di fatturato di oltre l’83%.

La forte crescita è in parte dovuta alla costituzione del Consorzio Sao Cafè e alle numerose acquisizioni:Mokaceleste,Moka Adi, Caffè Roberta fino all’acquisto nel 2004 del marchio Caffè Guarany.Oggi la Pellini nella top ten delle aziende di torrefazione in Italia si posiziona al quinto posto. Nel 2004 L’Agenzia Dun & Braedstreet le ha assegnato il Rating 1,ovvero il miglior indice per la valutazione della situazione finanziaria e per le performance economiche.

La mission aziendale di Pellini è:rendere particolare ogni momento di coloro per i quali il caffè è un rito da rispettare e non un’automatica abitudine alimentare,amplificare così la loro sensazione di benessere.

LA NUOVA SEDE

Il nuovo polo produttivo Pellini Caffè è senz’altro un’opera di design evoluto rispettoso delle molteplici esigenze dell’azienda.Un’architettura leggera ed elegante che si dispiega su una superficie di 11 mila metri quadrati e che raggiunge fino a 24 metri di altezza.Fluttuante e armoniosa,racchiude una vera e propria filiera di passaggi produttivi dove le altezze variano e hanno forti picchi di espansione (le zone stoccaggio e quelle di degasaggio).

L’ingegnere Francesco Barbi ha sottolineato la filosofia dei prospetti esterni che rimandano a un’idea di tecnologia all’avanguardia,estremamente flessibile.I materiali utilizzati,alluminio e vetro sono stati pensati per riflettere stilisticamente il processo tecnologico che si dipana internamente.

La morbidezza delle forme esterne e il gioco flessuoso del rivestimento esterno (il progettista ha fatto ampio uso anche di una particolare lega di rame e titanio chiamata RHEINZINK che riveste l’intero capannone),tolgono ogni residuo di freddezza al metallo mentre lo espongono al riverbero della luce.

La visione di insieme dà un’idea di proiezione

nel futuro,di dinamismo creativo espresso anche nell’area direzionale connotata in alto da un tetto giardino in vetro,con una rampa di scale cui fa da contrappunto un ampio e suggestivo tunnel che porta all’area produttiva.

La sede prevede la possibilità di essere ampliata in previsione delle future espansioni.Tutto il sistema produttivo è completamente automatizzato,così come lo stoccaggio delle materie prime e dei prodotti finiti.

Il nuovo stabilimento è stato realizzato nel pieno rispetto dell’impatto ambientale e organizzato secondo gli standard di sicurezza sul lavoro.

Impianti di areazione garantiscono un perfetto controllo delle temperatura per favorire un clima lavorativo migliore.Il sistema di illuminazione diffonde una luce ideale e non aggressiva. La completa automatizzazione dei nuovi macchinari permette una migliore razionalizzazione del lavoro e consente un ottimo scambio di informazioni tra le parti produttive.Tutto ciò garantisce anche le migliori condizioni igieniche, dallo stoccaggio dei materiali al confezionamento.

Il nuovo polo produttivo Pellini Caffè rispetta

l’immagine di una azienda votata alla qualità e costantemente impegnata a dare il meglio di sé in termini di prodotto e di gestione industriale.

L’INTERVISTA A MARCO PELLINI – PRESIDENTE DEL GRUPPO

Nell’immediata vigilia dell’ inaugurazione del nuovo stabilimento di Bussolengo il presidente del Gruppo Marco Pellini,(49 anni,due figli e una laurea in economia e commercio) già da sei anni alla guida della società,ha rilasciato alla stampa un’intervista di cui pubblichiamo una sintesi.

In questi ultimi mesi passando per l’autostrada del Brennero in molti si sono accorti del nuovo avveniristico stabilimento della Pellini.Tecnologia e suggestioni estetiche non rappresentano un binomio poi tanto comune nel mondo dell’architettura industriale,non le sembra?

Questa è la nostra quarta sede.La volevamo attraente,coerente alla nostra filosofia di prodotto:di alta qualità,trasparente,funzionale e suggestiva.

Negli ultimi dieci anni siamo maturati molto, scegliendo di crescere culturalmente.Eravamo già orientati in tal senso all’epoca della nascita del Consorzio Sao Café,ma abbiamo voluto evitare qualsiasi banalizzazione del prodotto di punta,concentrandoci su una selezionata cultura aziendale,ricercando minuziosamente le materie prime più adeguate,studiando i sistemi di produzione e di gestione con il miglior rendimento.Siamo cambiati ed è giunto il momento anche di cambiare casa,di trasferirci in un luogo più consono alle nostre esigenze. Ci piace progettare il futuro e volevamo un insediamento produttivo che già contenesse i prossimi sviluppi dell’attività votata ad ulteriori miglioramenti ed espansioni.Per far ciò ci siamo confrontati con gli altri.Ritengo che non si debba mai dare per scontato nulla e che sia intelligente misurarsi con altre realtà. Personalmente sono andato molto in giro,in Italia e all’estero,studiando soprattutto le aziende di altri settori,il nostro devo dire è alquanto tradizionalista.E ho tratto ispirazioni importanti,soprattutto dal punto di vista della logistica. L’ingegnere Francesco Barbi,coadiuvato dal figlio,ingegnere Stefano,ha realizzato ciò che

volevamo:il prospetto di un’azienda dinamica vestita,di segni particolari,all’insegna dello raffinato design.

Avete anche acquistato nuovi macchinari? Tutto l’impianto è assolutamente nuovo,tranne una confezionatrice che viene dallo stabilimento di Verona.Con il nuovo polo la capacità produttiva aumenta,per ora,del 30%.La zona stoccaggio è costituita da un sistema ad alveare progressivamente ampliabile.Oggi le celle contengono 400 mila chili di caffè crudo.Mentre sono 150 mila i chili di caffè confezionati quotidianamente su tre turni lavorativi.I dipendenti sono 120,i nostri agenti di vendita sono oltre 100.

Quanto è costata la nuova sede?

Circa 25 milioni di euro.Tutto ciò per dare il massimo in termini di salvaguardia degli standard igienico-ambientali e creare un ambiente più confortevole,per far lavorare meglio il personale e aggiungere ulteriori miglioramenti al prodotto.

Pellini Caffè usa il cosiddetto panel test?

Siamo una delle poche aziende in Italia. Attraverso un’accurata selezione del personale, abbiamo costituito un team di venti giudici qualificati che ogni mese esaminano i nostri prodotti e quelli della concorrenza.Per tenere allenato il loro fiuto,li sottoponiamo a verifiche organolettiche anche di altri prodotti.Ci fidiamo molto del loro giudizio,al punto tale che hanno l’ultima parola anche su formule approvate dai nostri stessi tecnici.

Nella nuova sede ci sarà anche spazio per l’attività di formazione del personale?

A Bussolengo sono state adibite delle specifiche aule per la formazione.Si tratta di fare informazione sulle caratteristiche dell’azienda,sulle peculiarità dei prodotti e le modalità di preparazione del caffè.

Noi forniamo le macchine da caffè e tazze adeguate che riteniamo siano importanti per la preparazione dei nostri prodotti ma richiediamo ai baristi una certa manualità.Nel contempo garantiamo al consumatore la tracciabilità del prodotto e l’accurata selezione delle materie prime.

BIANCHI VENDING GROUP PRESENTA LA NUOVA BVM972

Bianchi Vending Group sta lanciando sul mercato l’evoluzione del modello 971.Moltissime le novità implementate in questa nuova versione da 700 bicchieri espresso sia mono-caldaia che doppia caldaia (disponibile dai primi mesi del 2006).Come novità s’introdurrà sul mercato una versione con pulsantiera a codici alfanumerici che affiancherà la versione con pulsantiera standard a selezioni dirette e che comporterà un approccio completamente diverso sia a livello intuitivo che di acquisto d’impulso. Questo permetterà al gestore di scegliere la soluzione più indicata per le proprie locazioni.

L’utilizzo della tastiera alfanumerica è semplice grazie alla comunicazione delle selezioni riportata direttamente sul pannello frontale.

La macchina presenta una importante serie di vantaggi:

-5 scatole per solubili nella versione monocaldaia

- nuova palettiera per formati 90 e 105 mm

- scatola zucchero sarà affiancato ai solubili

- gruppo caffè centrale per favorirne accesso e pulizia

- gruppo caldaia e miscelatori facilmente estraibili per venire incontro ai tecnici in fase di manutenzione

- totalmente compatibile per le abbinate master/slave della gamma BVM del freddo standard e 3°C

- cardini anti vandalo

Il distributore è stato rivisto e progettato,anche in base alle segnalazioni dei gestori e quindi è mirato a soddisfare le esigenze reali del mercato.Bianchi Vending Group ha mantenuto la politica di prezzo a supporto dei propri clienti,non ha aumentato il prezzo di listino (BVM 972) e ha confermato il rapporto più vantaggioso qualità/prezzo comparato ai modelli analoghi attualmente presenti sul mercato,con alcune caratteristiche che il mercato stesso definisce superiore.

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LE NOSTRE RECENSIONI

NUOVO ANNUARIO 2005-06 ACQUE MINERALI

E DI SORGENTE

È uscito il nuovo annuario 2005-06 acque minerali e di sorgente edito da Beverfood Srl 432 pagine,250 schede informative sulle fonti e sugli imbottigliatori,335 fiches illustrative sulle marche,61 profili aziendali di grandi fornitori specializzati,migliaia di dati e immagini sul settore,i prodotti e le società,l’analisi del mercato e i servizi speciali:questi in estrema sintesi i contenuti del nuovo Annuario Acque Minerali e di Sorgente Itala 2005-06 della Beverfood.L’Annuario rappresenta,pertanto,la pubblicazione più organica e completa sul settore,riportando il quadro informativo aggiornato su tutti gli aspetti e i protagonisti delle acque confezionate in Italia.

L’Annuario si apre con la consueta Sezione sui Mercati,curata da Pasquale Muraca,con l’analisi delle produzioni,consumi,tipologie prodotti e confezioni,canali di vendita e la messa a fuoco del quadro competitivo settoriale.Segue uno Speciale su Pianeta Acqua,a cura di Giorgio Temporelli,che illustra il ruolo che l’acqua svolge come elemento essenziale della nostra vita e come fattore propulsivo della vita dell’intero pianeta.Questa edizione dell’Annuario presenta anche una preziosa collezione di Immagini Storiche sulle acque minerali italiane.Il Repertorio Marche riporta,per tutte le marche censite,le informazioni fondamentali aggiornate (logo,categoria e tipi prodotto,residuo secco,acidità,altitudine sorgente,confezioni e produttore),mentre la Rassegna Confezioni,evidenzia,per i principali segmenti del mercato,i vari tipi di contenitori utilizzati.La parte più corposa dell’annuario è dedicata alla Sezione Produttori che riporta la rubrica e le schede informative complete ed aggiornate delle 171 fonti operative,con l’anagrafica societaria,i dati di attività,il management,le unità produttive e le marche,spesso complementate da schede di approfondimento sulle marche (analisi chimico e chimico fisica) e le relative sorgenti.Le “Acque in Boccioni”sono inserite in una speciale sezione che riporta i dati associativi,l’analisi del mercato e le schede informative aggiornate di tutte le aziende operanti nel settore come imbottigliatori o come distributori.La Sezione Fornitori Specializzati riporta i profili societari dei più importanti gruppi operanti nei settori della fornitura di impianti e macchinari,materiali di packaging,servizi e attività complementari.

Infine,la sezione “Per saperne di più”riporta la rubrica degli Enti e Associazioni italiane ed estere maggiormente coinvolte nel settore e la rassegna completa degli organi di stampa specializzata. Per la completezza,la mole e la qualità dei dati e delle immagini riportate,il volume rappresenta una preziosa banca dati settoriale e uno strumento fondamentale di informazione e consultazione per chiunque voglia operare professionalmente e consapevolmente nel settore. Per maggiori informazioni contattate:BEVERFOOD Srl - www.beverfood.com

SPECIALE SIC - HOST 2005

SIC 2005

UN RECORD DI PRESENZE PER UN SETTORE IN SALUTE

SIC e HOST in cinque giorni di manifestazione nel nuovo polo fieristico di Pero-Rho,hanno registrato 129.000 le presenze di cui ben il 27% provenienti da 134 paesi esteri.L’esposizione collegata Expotrade chiude invece con 24.000 presenze,facendo così salire il totale dei visitatori dell’intera manifestazione alla ragguardevole cifra di 153.000.Questi numeri confermano che i due eventi organizzati da EXPOCTS sono la kermesse più importante dell’intero panorama internazionale legato all’ospitalità professionale e a quello del retail.

Carlo Bassi,amministratore delegato di EXPOCTS ha dichiarato:“la straordinarietà del successo di Host,testimoniata già dall’aumento della superficie espositiva viene confermata dall’affluenza dei visitatori professionali che in questa edizione ha battuto ogni record.Questo dimostra come Host sia la fiera più importante al mondo,in grado di dare sviluppo ai singoli comparti di tutto il sistema:un vero e proprio motore dello sviluppo.È una fiera che rappresenta le eccellenze italiane e il 30% in più di visitatori stranieri dimostra inequivocabilmente l’interesse per la nostra produzione”.

L’internazionalizzazione è senza dubbio uno dei punti di forza di Host, ma anche di Expotrade (Salone internazionale del sistema del commercio) che ha registrato un incremento delle aziende straniere del 50%,un risultato che in un momento di congiuntura economica sfavorevole è il chiaro segno di quanto questo evento sia considerato uno dei più qualificati riferimenti europei del mondo del retail.

Il Sistema Caffè Italiano

Al Sic 2005,il Salone internazionale del caffè si sono potuti fare i primi bilanci e rilevare i contorni del Sistema caffè italiano.

In Italia il fatturato dell’intera filiera supera i 2 miliardi di euro l'anno.Il mercato mondiale del caffè si attesta ad un valore pari a circa 90 miliardi di dollari,con il Brasile che produce circa un terzo del caffè nel mondo:il suo raccolto medio (ultime tre stagioni) si è aggirato sui 32 milioni di sacchi,produzione che viene per circa l’80% esportata.Al secondo posto tra i produttori spicca il Vietnam,che è riuscito in pochi anni a superare la Colombia,che scende al terzo posto,grazie all’impegno profuso nel settore da tutto il “sistema paese”e alla sua vicinanza geografica con i mercati del “far east”che stanno decisamente aumentando i consumi.

Gli altri grandi produttori mondiali sono l’Indonesia,l’Etiopia,l’India e il

Tab.1

I principali produttori di caffè (dati in % sul totale).

Messico (vedi Tab 1).L'intera produzione mondiale ammonta (2004) a circa 110 milioni di sacchi.

In Italia,il settore è in crescita,con un fatturato di oltre 2 miliardi di euro l'anno e circa un milione di addetti in 141.000 tra bar e caffetterie e in 86.000 ristoranti.Importiamo il caffè crudo soprattutto da Brasile (36%),Vietnam (14%) e India (13%).Nel 2004 sono stati raggiunti quasi 6 milioni e mezzo di sacchi (pari a 60 kg.) un dato in costante ascesa.Anche le esportazioni hanno numeri importanti.La patria dell’espresso infatti,grazie al lavoro di più di 700 torrefattori esporta ben 3.800 tonnellate di caffè.

Un discorso a parte merita senz’altro il cosiddetto caffè porzionato,che con oltre 5 miliardi di porzioni vendute nel mondo vive un periodo di vero e proprio boom,complice il cambiamento delle abitudini e delle esigenze del consumatore.

Il caffè in cialde sta espandendosi sul mercato a ritmi incredibili e in Italia il mercato vale già circa 400 milioni di euro.

Primo Simposio Internazionale sul caffè porzionato

Lunedì 24 ottobre nell’ambito del SIC si è tenuto presso la Sala Mascagni il primo Simposio internazionale a cura del Consorzio per lo Sviluppo e la Tutela dello Standard E.S.E.(Easy Serving Espresso) che riunisce torrefattori e produttori di macchine espresso leader a livello internazionale.Il Simposio aveva lo scopo di spostare il segmento del caffè porzionato da un concetto di mera commodity a quello di servizio per il consumatore.

Il settore capsule-cialde-caffè e relative macchine dedicate è l’unico del vasto mondo degli elettrodomestici e del caffè a registrare una crescita generalizzata a due cifre,addirittura del 64% in Italia.

Una crescita di incredibili proporzioni che ha addirittura creato dei problemi,vista una certa incapacità di gestire al meglio questo successo.

Fonte: Intl Coffee Org

SPECIALE SIC - HOST 2005

MOKADOR,UN CAFFÈ DI QUALITÀ TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE

Mokador,azienda italiana produttrice di caffè e macchine per caffè da quarant’anni presente sul mercato,si è presentata all’importante appuntamento dell'Host SIC con il suo nuovo volto.

Un'immagine totalmente rinnovata,più moderna,giovane e dinamica e di alto profilo,che rispecchia da un lato l'alta qualità della Torrefazione Mokador e dall'altro l'innovazione e la ricerca continue,elementi chiave della strategia di sviluppo che l'azienda ha intrapreso da alcuni anni e che sono il cardine dell'espansione futura di Mokador in Italia,ma soprattutto in Europa e oltre oceano quale esempio raffinato del Made in Italy.

D.A.Italia si è recata allo stand della Mokador dove ha intervistato Niko Castellari,Amministratore Delegato dell’azienda di Faenza.

Vi presentate al SIC con un’immagine rinnovata, cosa vi ha spinto a prendere questa importante decisione?

Abbiamo fortemente voluto questo progetto di restyling dell'immagine di Mokador perché abbiamo sempre creduto nell'importanza dell'innovazione continua sia sul piano tecnico che da un punto di vista di marketing. Ogni anno l'azienda reinveste parte del suo utile in nuova tecnologia, nuovi prodotti,progetti mirati per personale,forza vendita e comunicazione,investimenti che costituiscono una parte importante del fatturato (4-5%).

Le modifiche che Mokador ha apportato alla propria immagine sono incentrate sul restyling dei logo,costruito sull'essenzialità dei chicco di caffè racchiuso nella lettera M di Mokador,che diventa l'anima di tutta la comunicazione.Una giovane donna,dinamica e moderna,stereotipo della società di oggi,diventa l'icona di Mokador per il nuovo millennio.

Anche il packaging è cambiato e oggi presentiamo confezioni più eleganti e raffinate che rispecchiano la qualità e il prestigio delle miscele.Inoltre identifichiamo varie famiglie di prodotti attraverso la ricerca cromatica per facilitare e guidare la scelta del consumatore.

State per inaugurare anche un nuovo stabilimento produttivo? Entro la fine dell’anno verrà inaugurato il nuovo stabilimento produttivo per macchine e cialde.

Occupa un'area complessiva di circa 4.500 mq e sarà altamente informatizzato.Rappresenta un notevole impegno economico per Mokador,ma riteniamo questo investimento necessario per essere sempre competitivi sul mercato.

Come riuscite a coniugare l’innovazione con la tradizione?

L’azienda è stata fondata da mio padre Domenico nel 1967.In 40 anni di storia abbiamo sempre cercato di avere una struttura all'avanguardia per tecnologia ed organizzazione e negli anni molte cose sono cambiate,però la cura e lavorazione "artigianale" è rimasta la stessa. Io e mio fratello Matteo (ora Vicepresidente) siamo cresciuti all’interno dell’azienda e abbiamo ereditato la passione per il caffè.Quando nel

1998 sono diventato Amministratore Delegato di Mokador abbiamo volutamente scelto di mantenere metodologie di controllo che sfruttino al massimo fasi manuali,accanto a quelle meccaniche,per garantire una lavorazione artigianale del caffè,che soltanto l'esperienza umana può "certificare".

Fare un buon caffè è un'arte che nasce proprio dalla sapiente combinazione di innovazione tecnologica e tradizione.

Siete una delle prime aziende in Italia che ha creduto e investito nel segmento del caffè in cialda.Come è organizzata oggi la vostra divisione “Espresso System”?

La divisione Espresso System di Mokador rappresenta una vera e propria specializzazione aziendale e nasce da un'esperienza pluriennale come naturale evoluzione in un settore in continua crescita.Abbiamo un'unità produttiva tecnologicamente all'avanguardia e con personale qualificato,dotata di 5 linee di confezionamento dì caffè e prodotti affini in cialda e di un'officina specializzata nella produzione di macchine espresso per cialde.

Proprio nell'agosto 2005 è stato aperto il nuovo stabilimento per la produzione di macchine e cialde,il terzo polo produttivo per Mokador che si sviluppa su un'area di 3.000 mq.

Mokador Espresso System è in grado di offrire alla clientela un sistema completo di tipo integrato:qui vengono prodotte le cialde e costruite contemporaneamente le macchine per il caffè.In particolare per il confezionamento delle cialde ci sono 5 linee di produzione,di cui 3 dedicate al caffè,una per le tisane e l'altra per l'orzo.Produciamo in questo stabilimento anche “Espresso Singles Top Quality”,la prima cialda italiana certificata.

Quanti modelli di Pepita (macchina a cialde) producete?

Pepita è commercializzata in tre differenti modelli:Pepita basic,il modello professionale ideale sia per la casa che per gli uffici;Pepita Plus, che dispone di una lancia per erogazione di acqua calda e Pepita Top, un modello a due caldaie separate che permette di erogare ottimi caffè espresso e realizzare cremosi cappuccini grazie all’accessorio professionale per il vapore.

Che “peso”ha il settore del vending per Mokador?

La divisione espresso System occupa circa il 40% del totale della produzione.Il nostro assetto distributivo si completa con un altro 40%

Niko Castellari

nell’area Horeca Italia e un 20% di Estero.

Abbiamo anche il caffè in grani per il vending,ma ci rivolgiamo esclusivamente ad una piccola nicchia che privilegia la qualità e non siamo interessati ad entrare in un mercato che sviluppa grandi volumi a prezzi molto bassi.

Quali sono le provenienze tipiche del vostro caffè?

Importiamo quasi esclusivamente la varietà Arabica da selezionati produttori dell’America Centrale.Abbiamo rapporti consolidati con un certo numero di fazende che attraverso impianti ottico-elettronici riescono a scartare i semi irregolari e fornire una pulitura perfetta del raccolto.

Il marchio Mokador è legato a importanti sponsorizzazioni sportive.Credete molto in questo tipo di comunicazione?

Abbiamo sempre creduto nell’importanza della comunicazione e del marketing per la nostra crescita aziendale.Da circa 20 anni abbiamo legato il nostre nome a prestigiosi marchi sportivi.

Nel 1986 siamo entrati nel mondo della Formula 1 diventando sponsor del Team Minardi F1,una collaborazione che è durata fino al 1993.Poi siamo passati all’Off Shore con il Team di Adriano Panatta e al Motomondiale,grazie anche al rapporto di amicizia che ci lega da sempre con Gresini,prima come pilota e poi come Team manager. Oggi siamo sponsor dell’Inter Football Club e fornitore ufficiale della Ducati 500 e del team Honda Gresini.Gli investimenti dedicati sono circa il 10% del nostro fatturato.

Avete ottenuto la certificazione BVQI per due vostri prodotti. Quali sono i motivi di tale impegno?

La nostra filosofia aziendale ha sempre messo al primo posto la qualità e per questo abbiamo fortemente voluto ottenere sia la certificazione ISO 9001 per l’azienda e quella BVQI (ente internazionale di certificazione) per due dei nostri prodotti di punta:la Gran Miscela Mokador e le cialde Top Qualità.

Questo impegno per garantire specifiche produttive che rispettano parametri molto rigorosi è comunque un’importante leva per farci conoscere nel mondo del caffè come azienda di alto profilo.

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sicurezza alimentare

a cura di Orsola Mallozzi

Uno sportello scolastico per sensibilizzare ad una corretta alimentazione

Nella società contemporanea i problemi legati all’alimentazione interessano e preoccupano in maniera crescente molti paesi economicamente sviluppati.

Obesità e disturbi alimentari sono in notevole aumento,soprattutto nella fascia dei più giovani che,bombardati da un’alta quantità di prodotti a veloce consumo,non sanno come gestire i loro pasti.

Tutto ciò si traduce in un incremento dei costi sanitari.L’incidenza annuale sulle spese sanitarie attribuita all’obesità è tra il 2 e il 7%.A questo fenomeno contribuisce lo stile di vita sedentario e la falsa cultura alimentare dei ragazzi sviluppati soprattutto davanti agli spot televisivi.Gli stessi ragazzi sono spesso “bersagli pubblicitari”indifesi.

I disturbi dell’alimentazione (anoressia nervosa,bulimia nervosa,disturbo da alimentazione incontrollata e night eating syndrome) sono malattie gravi che generalmente colpiscono le adolescenti e le giovani donne,influenzate dalla cultura dominante che impone loro di raggiungere un livello di peso corporeo “ideale”,fortemente influenzato dai canoni della bellezza attuali e pubblicizzati dai mass-media.

Il progetto “Ali -mente in azione-”

L’associazione Amici della Terra Lombardia ha presentato un progetto di sensibilizzazione alimentare avviato nelle scuole della Provincia di Milano e nelle ASL di riferimento,che mira al coinvolgimento di elementari,medie e superiori,per accompagnare i ragazzi in tutti gli anni del loro cammino scolastico.Obiettivo è far sì che sviluppino una consapevolezza alimentare che sia per loro una guida utile,nel momento della scelta del cibo,ed opportuna, durante il suo consumo in base alle loro diverse esigenze. Dal 2 dicembre nell’Istituto Argentia di Gorgonzola (Milano), partirà il progetto pilota della durata di tre anni.Sarà istituito lo “Sportello Alimentare”,seguito dalla dietista Gabriella Cazzaniga, figura professionale specializzata nel dialogo con gli adolescenti,che indirizzerà i ragazzi verso una sana alimentazione sia attraverso l’attività formativa,sia rimanendo,in orario scolastico,a loro disposizione per consulenze e colloqui individuali.La dietista oltre alle competenze tecniche,conosce la fisiologia della nutrizione e possiede una buona capacità comunicativa e quindi una visione sistemica della problematica alimentare. Insieme ai ragazzi si cerca di capire che cosa sia un modello alimentare e le modalità con cui viene condiviso e seguito dalla società.Si

analizzano i fattori che hanno portato il cambiamento delle abitudini alimentari in Italia nel corso del tempo ed i fattori storici,multietnici,geografici e sociali che portano alla sua evoluzione.Si discutono poi le cause del cambiamento,che coinvolge tutti nella quotidianità dei pasti.

Fattori d’attenzione sono:il modello di vita,la famiglia (famiglia patriarcale,mononucleare),l’influenza delle innovazioni tecnologiche sulla costituzione e sulla consumazione dei pasti,il cambiamento delle abitudini fisiche e la loro incisione sulle quantità di cibo da assumere,la pubblicità ed il senso del bello con i suoi cambiamenti e conseguenze.

Importante la costruzione insieme ai ragazzi di un modello alimentare ideale che risponda alle varie esigenze della loro fascia di età, cercare di capire poi perché non viene rispettato e perché invece vengano seguiti da una così alta fascia della popolazione modelli alimentari scorretti.

Attenzione particolare ha l’importanza “emotiva”del cibo,le principali patologie alimentari riconosciute dalle Linee guida del Ministero della Salute,le motivazioni che stanno alla base dell’insorgere di queste malattie e le conseguenze sull’organismo colpito.

Si cercherà di creare una complementarietà e sinergia con le figure

coinvolte nell’ambito dell’alimentazione all’interno dell’istituto,studiando con loro proposte per il miglioramento delle offerte alimentari all’interno dell’istituto: docenti di scienze e di educazione fisica;sportello o consulente psicologico;strutture di ristoro o di distribuzione automatica di cibi e bevande

Il supervisore del progetto Andrea Tarella dichiara che la possibilità di coinvolgere e collaborare con i rappresentanti dei servizi di ristorazione o di distribuzione automatica costituirebbe un’azione efficace e coerente verso il conseguimento degli obiettivi del progetto.Infatti l’associazione Amici della Terra Lombardia sta cercando produttori di distributori automatici che vogliano collaborare a questa iniziativa.Potrebbe ipotizzarsi la cor-

rezione dei menù e la sostituzione nei distributori automatici di prodotti conformi alle ideologie del progetto.

Da interviste fatte agli allievi delle superiori risulta che il progetto è stato accolto con grande entusiasmo.La maggior parte non ha la minima conoscenza di che cosa sia una corretta alimentazione.Non sono stati educati,né a casa né a scuola,a porre attenzione al cibo e la loro giovane età gli consente di non crearsi il problema.Altri con problemi di sovrappeso hanno provveduto con diete drastiche e sbilanciate di loro invenzione.Non conoscono altri disturbi dell’alimentazione se non bulimia e anoressia.Molti di loro non fanno colazione al mattino e considerano i distributori automatici fondamentali.

lettere al direttore

“Quelli delle macchinette”

Termine bistrattato,non conforme,odiato dai gestori con la G maiuscola,non in linea con le nuove tendenze.Il termine identifica poco,secondo la maggior parte degli addetti al settore,l'enorme lavoro e investimento che c'è dietro un distributore automatico e chi lo gestisce.

Eppure è il primo appellativo che il consumatore finale dà al mondo del vending in Italia,la Distribuzione automatica.

Convegni,assemblee,articoli sulla distribuzione automatica in Italia e in Europa che avanza,si impone e diventa parte integrante del nostro quotidiano;ma gli attori del settore "I GESTORI"

Sulla casella di posta dedicata alle lettere al direttore ricevo spesso messaggi, consigli e critiche a cui rispondo regolarmente via e-mail.

Quella che ho ricevuto recentemente da Giampaolo Bononi (direttore vendite Italia Bianchi Vending Group),mi è sembrata così originale da meritare di essere posta all’attenzione di tutti i nostri lettori.

In questa sorta di lettera aperta ai gestori il famoso epiteto “quelli delle macchinette”,che viene regolarmente identificato come offensivo e irriguardoso nei confronti degli operatori del settore,viene per la prima volta letto al contrario e offre da questa inattesa visuale un interessante spunto di riflessione sull’opportunità di trasformarlo da un apparente punto di debolezza a un punto di forza per una campagna di comunicazione collettiva vincente.

continuano a criticare chi li denomina come "QUELLI DELLE MACCHINETTE".

In questo contesto perché non utilizzare il termine così odiato e riduttivo per rendere pubblico e visibile un settore in forte espansione da molti anni che si vuole imporre all'utente finale ed espandersi come alternativa alla distribuzione tradizionale?

Negli ultimi mesi un marchio nazionale noto agli addetti al Vending ha ripreso a trasmettere spot pubblicitari tratti dalla vecchia comunicazione che facevano ai tempi del "CAROSELLO" anni 60.

Il vending Italiano potrebbe quindi secondo il mio modesto

parere trasformare questo termine "sicuramente riduttivo" ma utilizzato da tutti per riproporre in modo spiritoso (magari attraverso qualche personaggio di cabaret noto) l'identità del proprio settore attraverso un appellativo che certamente non passerebbe inosservato e che tutti gli utenti conoscono.

Potrebbe essere il modo per avvicinarsi ancora di più al consumatore finale,comunicare il servizio, la qualità,tutto quello che c'è nel mondo del Vending Italiano. La qualità attraverso uno slogan. "QUELLI DELLE MACCHINETTE" il vending che tutti i giorni è presente nella nostra vita lavorativa, nel tempo libero,nelle pause che

ci concediamo nei luoghi più disparati e nel.........pasto alternativo.

Provate a pensarci,non denigrate un elemento comunque identificato con la distribuzione automatica solo perché pensate sia negativo,utilizzate uno slogan di comunicazione PER FARVI CONOSCERE MEGLIO

Ringraziandovi per il tempo che mi avete dedicato in questi anni di lavoro in questo settore ritenevo opportuno farvi sapere che se il vending cresce è merito di tutti Voi e ne sarò orgoglioso anch'io che da tanti lavoro all'interno di questo business.

GIANPAOLO BONONI

D.A.Italia in occasione di Venditalia 2006 pubblicherà un numero speciale della rivista dedicato in esclusiva a questa importante manifestazione fieristica internazionale.Oltre ad una presentazione dell’evento e alcuni articoli correlati,daremo ampio spazio a tutti gli espositori che potranno inserire A TITOLO GRATUITO all’interno del nostro “Speciale Venditalia”una presentazione “pre-fiera”dell’azienda (o di uno o più prodotti). La tiratura di questo numero speciale sarà di 10.000 copie,che verranno sia spedite ai nostri abbonati che distribuite ai visitatori durante la fiera. Tutti gli espositori che fossero interessati a comparire con il proprio pre-fiera in questo numero speciale possono inviare entro il 15 gennaio 2006 alla casella di posta elettronica stampa@daitalia.it un testo fino a 700 battute e un immagine in formato digitale.

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diamo la parola al settore

IL PERIODICO DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA

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mondo associazione

Il convegno di Bari in materia di sicurezza alimentare:Il futuro della distribuzione automatica tra qualificazione e sperimentazione

CONFIDA ha scelto Bari per fare un importante annuncio in tema di educazione verso sani stili di vita.Nell’ambito di un convegno nella città pugliese,alla presenza di esponenti di spicco di Istituzioni nazionali e locali,l’associazione ha sottolineato l’importanza di un’azione congiunta per combattere l’obesità.Per fare questo,non è possibile agire soltanto sulla riduzione dei consumi calorici,ma è fondamentale educare a sani e corretti stili di vita.Non esistono alimenti da bandire o eliminare,ma piuttosto ci deve essere un serio impegno da parte di tutti:scuole,famiglie,aziende e istituzioni verso l’educazione non solo alimentare,ma anche più in generale alla salute.Un’alimentazione equilibrata è quindi da associare ad una corretta attività fisica e ad un equilibrio di benessere globale.

D.A.Italia ha preso parte all’evento molto ben organizzato anche grazie al grande impegno di Cesare Spinelli,Vice Presidente Gruppo Imprese di Gestione Confida e ideale “padrone di casa”della manifestazione.

CONFIDA,sottoscrivendo con EVA - European Vending Association, il piano per lo sviluppo della “Strategia globale su dieta,attività fisica e salute”dell’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità, fatto proprio dall’UE – Unione Europea,scende in campo ed è disponibile a partecipare a favore di iniziative di divulgazione sui principi di un corretto stile di vita.

L’educazione verso sani stili di vita è l’unico modo per combattere il problema dell’obesità.

La distribuzione automatica scende in campo su questo fronte, offrendo i distributori come importanti veicoli di comunicazione (sono poco meno di un milione quelli diffusi in Italia) e sperimentando nuovi alimenti da affiancare a quelli più tradizionali.

Diverse le iniziative già in corso come ad esempio il progetto con la Regione Lombardia “Più frutta e più verdura”nelle scuole e quello con l’AUSL di Modena “Distribuzione automatica di alimenti e promozione della salute”.

Massima apertura verso nuove iniziative e totale disponibilità a collaborare con le Istituzioni nazionali e locali.

In estate si è ventilata la possibilità di eliminare i distributori automatici nelle scuole per combattere l’obesità infantile,come già avvenuto senza successo,in altri paesi.Il caso più recente è quello della Francia che li ha banditi nell’anno scolastico appena iniziato.Unico risultato ad oggi:il proliferare di chioschi e di ambulanti che vendono prodotti alimentari molto meno garantiti e sicuri per il consumo infantile.

“Non è questa la strada da seguire.– ha dichiarato Vincenzo Scrigna,Presidente Imprese di Gestione CONFIDA – Il problema dell’obesità infantile non si risolve eliminando dei prodotti dalla distribuzione,ma con un piano organico di educazione verso un corretto

stile di vita.Crediamo quindi che non vi siano alimenti da demonizzare,ma impegni seri da assumere insieme.Il nostro settore è già attivo in tal senso e ribadisce la sua assoluta disponibilità a collaborare con tutti gli attori inter-istituzionali:aziende,scuole,famiglie e istituzioni.Le parole d’ordine devono essere alimentazione equilibrata e attività fisica.Non si può prescindere dall’unione di questi due fattori.Nessun alimento di per sé è dannoso,ma quello che è importante è l’educazione sulla giusta quantità e la sensibilizzazione all’importanza del moto.Per affrontare il problema dell’obesità,è necessario investire in cultura,comunicazione e strutture per attività fisica rivolte in particolare ai più giovani:le uniche vie in grado di cambiare realmente abitudini e comportamenti.” “Esistono alcuni aspetti da non sottovalutare nella Distribuzione Automatica di cibi e bevande.– ha ricordato Carlo Cannella, Professore Ordinario di Scienza dell’Alimentazione all’Università La Sapienza di Roma – Ad esempio l’offerta di cibi confezionati e in monoporzione ha finalità educative per l’igiene ed il corretto utilizzo del cibo in quantità appropriate per il benessere.Similmente la varietà e la sicurezza dei cibi offerti:snack dolci e salati,frutta fresca e secca,sandwich,panini,pizza,piatti pronti,gelati,bevande calde e fredde,oltre a soddisfare le esigenze più diverse,educa a consumi alimentari variati,ma si può fare di più.La moderna distribuzione può assumere anche un ruolo di informazione e di educazione del consumatore,ampliando la gamma di alimenti freschi in distribuzione,fornendo informazioni e consigli sulle caratteristiche nutrizionali.Un’adeguata conoscenza nutrizionale non si acquisisce più in famiglia dal momento che si mangia sempre più di frequente fuori casa e quindi la Distribuzione Automatica può aiutare in tal senso.”

“Il nostro caso può essere un buon esempio in proposito.– gli ha

IL COMUNICATO STAMPA CONFIDA SUL CONVEGNO DI BARI
Cesare Spinelli

fatto eco Giuseppe Fattori,Responsabile Piano per la Salute,Azienda USL di Modena – La mia azienda,avvalendosi della collaborazione di Buon Ristoro,di CONFIDA e della sezione modenese di CONFINDUSTRIA,è stata protagonista di un progetto per promuovere sani stili di vita attraverso la distribuzione automatica.La sperimentazione ha riguardato 13 aree di ristoro di 8 imprese modenesi e di 5 università.Oltre a distribuire,a fianco degli alimenti tradizionali,prodotti salutari come macedonie,yogurt,panini al prosciutto,mele,si è utilizzato il distributore come veicolo di comunicazione.Su 450.000 bicchieri sono stati stampati,ad esempio,messaggi di varia natura,tutti ovviamente volti a sensibilizzare sul miglioramento del proprio stile di vita.Diverse anche le decalcomanie che personalizzavano con messaggi salutistici l’area di ristoro e anche un adesivo sul pavimento che invitava a fare “un passo verso la salute”.Questo,in fondo,anche l’obiettivo del nostro incontro di oggi.”

“Un miliardo e mezzo di Euro il fatturato,780.000 distributori automatici in funzione,oltre 30.000 addetti,circa 17 milioni le persone che li utilizzano con regolarità,60% la quota di fatturato dell’esportazione italiana di distributori nel mondo.- questa è la fotografia del settore tracciata in chiusura da Cesare Spinelli,Vice Presidente Gruppo Imprese di Gestione Confida - Settore che vede l’Italia ai vertici della classifica dei paesi europei.La Distribuzione Automatica, proprio per la sua diffusione capillare e trasversale nel tessuto sociale italiano,si propone come partner delle Istituzioni ed al loro fianco può svolgere un ruolo di primo piano per la promozione di sani stili di vita e corrette abitudini alimentari.Gli impegni assunti oggi,se appoggiati a livello istituzionale e diffusi anche ad altre realtà del Paese,come ad esempio qui in Puglia e nel Sud Italia,possono portare con il tempo a importanti risultati.Ci auguriamo quindi che il nostro appello venga ascoltato.”

LA GESTIONE ANTICIPATA DELL’AZIENDA

Il 18 e il 19 novembre 2005 si è tenuto a Milano un corso di formazione dal titolo “LA GESTIONE ANTICIPATA DELL’AZIENDA:PROGRAMMARE,MOTIVARE,CONTROLLARE”

Il seminario ha affrontato il tema della pianificazione focalizzandosi su alcuni strumenti sempre più efficaci anche in aziende di piccolomedie dimensioni.

I temi affrontati durante l’incontro sono stati:

- Il budget come strumento di programmazione e motivazione di breve termine

- Il tableau de bord come sistema di controllo per la direzione

aziendale

- I sistemi di pianificazione a medio termine:come realizzare un business plan.

Il corso è stato tenuto tenuto dal Prof.Gabriele Impemba,specializzato nella consulenza di direzione e nella formazione manageriale che collabora con l’ISTUD – Istituto Studi Direzionali di Stresa (VB) dal 1977.È relatore abituale in corsi,convegni e seminari organizzati per imprenditori e manager da Associazioni Industriali territoriali e/o di categoria e camere di commercio.

È ON-LINE IL NUOVO SITO DI VENDITALIA 2006

Venditalia,l'Esposizione Internazionale della Distibuzione Automatica,è la più grande rassegna nell'ambito del Vending sia per le dimensioni dell'area espositiva che per il numero di aziende espositrici e di visitatori.

Giunta alla quinta edizione,La manifestazione aprirà i battenti il prossimo 29 marzo e avrà luogo all'interno del Padiglione 16 di Fieramilanocity (ingresso P.ta Scarampo - Milano).

Recentemente è stato pubblicato su internet un sito web bilingue (italiano-inglese) dell'importante manifestazione completo di tutte le informazioni necessarie ad Espositori e Visitatori.

Il sito è raggiungibile su internet all’indirizzo:www.venditalia.it

PICCOLI ANNUNCI

D.A.Italia pubblica brevi inserzioni pubblicitarie a pagamento.

Chi fosse interessato a comunicare a tutti gli operatori del vending un “Piccolo Annuncio”, può contattare il nostro ufficio commerciale al numero 02-48.95.85.66,oppure scrivere all’indirizzo di posta elettronica: commerciale@daitalia.it

ATTREZZATURE USATE

Acquistiamo Distributori Automatici usati anche non funzionanti purché completi.

Saeco - Bianchi - Zanussi - Necta e altro.

Valutiamo inoltre l’acquisto di attrezzature usate di qualsiasi tipo ed uso.

Mezzi - macchinari etc.

Ritiro con nostri mezzi - Pagamento contanti. Telefono 335.5292214 - Maurizio

Telefono 0422.822794

Fax 0422.787690 e-mail:info@fingas.it

FAS international SpA

ricerca agenti introdotti nel settore del Vending per le aree libere. Si prega di contattare la Direzione Commerciale.

FAS International SpA Via Lago di Vico,n°60 36015 SCHIO – VICENZA

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Il servizio completo per i gestori: Distributori Automatici - Ricambi

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Silplaster s.r.l. - Via G. Brodolini, 4 (z.i.) 15033 Casale Monferrato (AL) - Italia Tel. +39 0142 76145 - Fax +39 0142 452663 info@silplaster.com

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Tutti i distributori e le soluzioni della gamma Necta sono appositamente progettati per soddisfare ogni esigenza specifica di locazione e utenza. Prestazioni eccellenti,rapporto qualità-prezzo competitivo, design innovativo,tecnologia all'avanguardia,flessibilità di utilizzo,servizio superiore:sono queste le ragioni che fanno di Necta la gamma più completa oggi sul mercato. Necta,il massimo della scelta.

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