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L'industria della distribuzione di prodotti alimentari, e quindi anche quella del vending, si trova all'alba di una rivoluzione tecnologica che promette di ridefinire gli standard di sicurezza e trasparenza: la blockchain . Questa innovativa tecnologia di registro digitale decentralizzato consente di tracciare e verificare ogni fase del percorso degli alimenti, dal campo fino al distributore automatico, con una trasparenza senza precedenti. Immaginate di poter conoscere esattamente l'origine del vostro snack, come è stato prodotto e ogni tappa del suo viaggio fino a voi: questo è il potere trasformativo della blockchain.
Alcune realtà del vending stanno già implementando la blockchain per garantire maggiore trasparenza e sicurezza nella filiera alimentare. In un recente post su LinkedIn, un grande gruppo di gestione ha dichiarato: “ la blockchain è la chiave per filiere alimentari trasparenti e sicure Ci impegniamo a utilizzare tecnologie all'avanguardia per garantire i più alti standard di sicurezza alimentare e trasparenza. La tecnologia blockchain sta rivoluzionando l'industria alimentare fornendo una registrazione immutabile e sicura di ogni fase della catena di approvvigionamento, dalla fattoria alla tavola. Adottando la blockchain, essenzialmente si mira a migliorare la tracciabilità e a rafforzare la fiducia nell'approvvigionamento di alimenti, assicurando che i consumatori siano pienamente informati sull'origine dei loro prodotti e che questi rispettino i più elevati standard di qualità e sostenibilità”.
Tra le principali piattaforme tecnologiche che stanno guidando questo cambiamento spicca IBM Food Trust , che permette ai partecipanti della filiera alimentare di condividere dati in modo sicuro e trasparente. Già utilizzata da giganti del retail USA, questa soluzione consente di tracciare l'origine dei prodotti e di identificare rapidamente eventuali fonti di contaminazione. Analogamente, aziende come Provenance e TE-FOOD sfruttano la blockchain per aumentare la fiducia dei consumatori, fornendo informazioni verificate sull'origine e sul trattamento degli alimenti.
I vantaggi di questa tecnologia sono molteplici: oltre a offrire maggiore trasparenza e tracciabilità, la blockchain semplifica le operazioni logistiche, riducendo i costi e minimizzando il rischio di errori umani. La possibilità di monitorare ogni singolo prodotto consente interventi
rapidi in caso di contaminazione, limitando l'impatto di eventuali ritiri dal mercato e migliorando la sicurezza complessiva.
Tuttavia, per un'adozione su larga scala restano ancora alcune sfide da superare. I costi iniziali per l'implementazione della blockchain possono essere significativi, e serve un forte impegno collaborativo da parte di tutti gli attori della filiera per creare un sistema realmente integrato. Inoltre, la protezione dei dati sensibili è un aspetto cruciale che richiede attenzione e rigore.
Nonostante queste sfide, la blockchain si presenta come una promessa concreta per un futuro più sicuro e trasparente nel settore alimentare, con potenziali benefici significativi anche per il mondo del vending. In un'epoca in cui i consumatori sono sempre più attenti alla qualità e alla provenienza degli alimenti, la blockchain potrebbe diventare uno strumento fondamentale per accrescere la fiducia e migliorare l'esperienza di consumo.


Il bilancio di sostenibilità, per alcuni una rottura di scatole che si aggiunge a molti altri impegni che affliggono le nostre aziende, per altri, maggiormente sensibili al tema, è un’opportunità per far conoscere agli stakeholder, compresi clienti e fornitori, una serie di attività che vanno poi a migliorare l’immagine della propria azienda.
Ai primi non resta che rassegnarsi, prima o poi toccherà anche a loro, non per una sorta di redenzione e di un successivo credo, non accadrà che improvvisamente verranno illuminati dalla raccolta differenziata, dal riciclo della plastica, da un maggior uso delle energie rinnovabili, dalla Carbon Footprint (ma che roba è? Mannaggia questi inglesismi) dalla volontà di sponsorizzare la squadra parrocchiale del vicinato, ma semplicemente perché saranno obbligati a farlo.
Lo chiede il mercato , i nostri clienti prenderanno sempre di più in considerazione un fornitore maggiormente virtuoso in tema di ESG acronimo che significa Enviromental (ambiente), Social (sociale) e Governance (esercizio dell’autorità, della direzione e del controllo).
Potenziale cliente : “belli i tuoi distributori, anche il servizio sembra buono, l’offerta in effetti conviene, ma le politiche in tema ESG?”
Gestore potenziale fornitore : “prego? Mah… Devo capire, non so… Forse
Potenziale cliente : "ok ok, ho capito, ma la mia direzione mi impone di privilegiare fornitori attenti alle tematiche ambientali e sociali… In ogni caso le faremo sapere”.
Lo chiede la finanza , anche le banche attente al tema, sono maggiormente disponibili verso clienti sensibili ai temi sopracitati.
Banca : “la situazione economica è ok, ma le vendite leggermente in calo, per sostenere la richiesta di finanziamento dobbiamo dimostrare che i nuovi investimenti vengano fatti tenendo conto degli impatti, rischi e opportunità in ambito di sostenibilità meglio evidenziati dal bilancio di sostenibilità, me lo potete fornire?”
Gestore potenziale cliente : “mah veramente… Devo chiedere al mio commercialista”.
Banca : “bene me lo invii al più presto a corredo della richiesta di finanziamento, altrimenti sarà più complicato”.
Lo chiede il legislatore , non sto a dilungarmi sugli obblighi che partiranno dal 2026 sul bilancio 2025, mi limito a
dire che nella prima fase l’obbligo riguarderà le aziende di grandi dimensioni (più di 250 dipendenti; 25mln di stato patrimoniale o 50mln di ricavi netti), ma nel giro di pochi anni ci saremo dentro tutti, quindi è buona cosa iniziare a prepararci.
Chissà se col tempo la situazione muterà da rottura di scatole ad un modus operandi, l’ambiente ringrazierà e i destinatari delle nostre politiche sociali pure e probabilmente riusciremo a stare sul mercato.





NUMERO 173
NOVEMBRE-DICEMBRE 2024
RENZO GABRIEL BONIZZI
DIRETTORE RESPONSABILE EDITOR IN CHIEF
ALESSANDRO FONTANA DIRETTORE EDITORIALE EDITORIAL DIRECTOR
LAURA GUASPARRI ART DIRECTOR
ANTONIO VALESTRA GRAPHIC DESIGN
DANIELA BISCOTTI COMMERCIALE COMMERCIAL
NOEMI MARGAROLI REDAZIONE EDITORIAL STAFF
HA COLLABORATO MASSIMO FERRARINI
LUCINI OFFICINA
D’ARTE GRAFICA SRL STAMPA PRINTERS
D.A.ITALIA
IL PERIODICO DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA PUBBLICAZIONE ISCRITTA AL TRIBUNALE DI MILANO, NUMERO DI REGISTRAZIONE 177 DEL 22 MARZO 2004
ISCRIZIONE AL R.O.C. 31449
PERIODICITÀ MENSILE
EDITORE ART&WORKS SRL UNIPERSONALE VIA ALESSANDRO ALGARDI 13 20148 MILANO P.IVA 04234310961 TEL +39 02 48958566
UFFICIO COMMERCIALE commerciale@daitalia.it www.daitalia.it
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LA RIPRODUZIONE TOTALE O PARZIALE DELLE ILLUSTRAZIONI E DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI SU D.A. ITALIA È PERMESSA SOLO SE AUTORIZZATA DALLA DIREZIONE. LA DIREZIONE NON ASSUME RESPONSABILITÀ PER LE OPINIONI ESPRESSE DAGLI AUTORI DEI TESTI REDAZIONALI E PUBBLICITARI.
CONCEPT BY ART&WORKS SRL
3 EDITORIALE
Blockchain e sicurezza alimentare: una nuova frontiera per il vending
5 SPEAKER’S CORNER
Sostenibilità obbligatoria: bilancio ESG tra dovere e opportunità di crescita
10 MERCATO DEL VENDING Latest News
28 FANTAVENDING
Settembre-Ottobre 2024
32 EVENTI
Stati Generali del Vending “Vending 5.0 – Innovazione, Competenze e Sostenibilità”
Chiude i battenti TriestEspresso Expo 2024 con oltre 10.000 presenze da 68 paesi
42 FABBRICANTI
Wissam Baker, dalla Siria al vending: una storia di rinascita
46 INNOVAZIONE
N-and Group e la sfida dell'innovazione: intervista al CEO Tarcisio Vergani
50 MONDO ASSOCIAZIONE
EVEX 2024, grande partecipazione per un evento sempre più internazionale
54 FOCUS ON
Rapporto Coop 2024: come cambiano i consumi degli italiani
Lavazza al via la nuova campagna di formazione e comunicazione per il segmento degli uffici
62 APPUNTAMENTO IN FIERA
MARCA by BOLOGNAFIERE: una 21a edizione a tutto business
A Sigep World il futuro del caffè: tendenze e innovazioni per gli operatori del settore
La Redazione Augura

Bevande eccellenti, design italiano e tecnologia avanzata con un rapporto qualità-prezzo praticamente senza eguali. È questa la proposta di Desia, la nuova macchina superautomatica targata Bianchi Coffee Solutions che rende più semplice, veloce e redditizia l’attività degli operatori, offrendo, nel contempo, un’esperienza di consumo piacevole ed immediata.
Strumento ideale per servire qualsiasi ambiente lavorativo – uffici, bed & breakfast, centri congressi, hotel, boutique – Desia è un prodotto 100% Made in Italy, interamente progettato, sviluppato e realizzato da Bianchi Industry. Un nome che è una garanzia di qualità, sia per quanto riguarda la componentistica della macchina che per la resa in tazza: grazie alle tecnologie di cui dispone, Desia è in grado di erogare un espresso preparato secondo la migliore tradizione italiana, ma anche ottime bevande a base di latte fresco, cioccolata e altro ancora.
Godimento per il palato che diventa piacere per gli occhi con le linee eleganti e pulite del suo design in grado di arredare e impreziosire con un tocco di stile ogni location.
Affidabilità e prestazioni sono ai massimi livelli con Desia, eppure il vero punto di forza di questa soluzione è la semplicità con cui permette di svolgere tutte le operazioni, sia lato operatore che utente finale. Per quanto riguarda il primo, può beneficiare, innanzitutto, della Easy Configuration: la configurazione completa della macchina avviene infatti on board per un’esperienza semplificata e allineata alle logiche Phygital. Diverse le possibilità di allestimento: gruppo espresso tradizionale (ES) o camera variabile (ESV), tramoggia caffè standard da 1,3 kg oppure maggiorata da 2,3 kg, da due a tre contenitori per i prodotti solubili, oltre alle soluzioni flessibili per la gestione del latte fresco. La seconda feature di Desia che migliora e velocizza il lavoro degli operatori è la Easy Maintenance: la pulizia quotidiana della macchina è facilitata con componenti semplici da rimuovere, come le vaschette fondi caffè e liquidi estraibili anche con la porta chiusa. Una macchina così improntata al design e alla tecnologia ovviamente deve saper offrire anche una Easy Interaction, ovvero un’interazione semplice e intuitiva. Da questo punto di vista sono tante le “chicche” che troviamo in Desia: l’interfaccia utente Touch 8’’ (Desia S) o 10’’ (Desia M) con selezioni personalizzabili, i Led RGB che comunicano lo stato della macchina, l’ampio vano di erogazione aperto per ospitare tazze, bicchieri e mug, il funzionalissimo poggiatazze a scomparsa. Ultima ma non minore caratteristica che rende Desia una soluzione davvero a portata di tutti: l’Easy Price. La strategia commerciale scelta da Bianchi Industry è quella di proporre la macchina ad un prezzo molto competitivo, capace di reggere il confronto anche con i player internazionali.
IVS CONTINUA LA SUA STRATEGIA DI ESPANSIONE: ACQUISITA IN SPAGNA CAFEGRÀ VENDING
IVS Iberica ha annunciato l'integrazione all'interno della propria struttura di Cafegrà Vending, un operatore storico del settore della distribuzione automatica spagnola. Questo accordo rappresenta un'importante tappa nella strategia di espansione di IVS Iberica, rafforzando la sua posizione nel settore del vending, in particolare in Catalogna. Con l'obiettivo di proseguire il lavoro iniziato da Sisco Carreras oltre 50 anni fa, IVS mira a consolidare la sua presenza nella regione e a migliorare ulteriormente la qualità dei servizi offerti grazie all'integrazione dell'esperto team di Cafegrà Vending.



Più performante, più efficiente, più eco-friendly: Flessy in classe energetica C garantisce prestazioni ai massimi livelli riducendo i consumi e l’impatto ambientale.
CLASSE ENERGETICA
LIBERTY E JETINNO: UNA NUOVA ALLEANZA
PER CONQUISTARE IL MERCATO ITALIANO
Una nuova alleanza è destinata a rivoluzionare il mercato italiano del vending. Liberty, storica azienda leader nel vending, Ho.Re.Ca. OCS e Coffee to go dell'Est Europa, unisce le forze con il produttore cinese Jetinno per portare un'innovativa gamma di macchine da caffè sul mercato Europeo mirando a soddisfare le esigenze dei gestori in un contesto sempre più competitivo.
Fondata da Martino Bresciani, Liberty ha il suo Head Office a Kiev (Ucraina) e si è sempre distinta per la promozione del caffè italiano in tutto il continente europeo. Con ben otto brand registrati di caffè e solubili, l'azienda ha guadagnato una reputazione in termini di affidabilità e qualità. Ora, grazie a questa nuova partnership, Liberty amplia i suoi orizzonti e si affaccia con decisione sul mercato Europeo promuovendo uno dei principali produttori mondiali di macchine e attrezzature da caffè. Jetinno ha un'anima internazionale, le sue macchine sono il frutto di una combinazione di componenti provenienti da diverse parti del mondo. L'approccio globale alla progettazione consente di garantire macchine dal design innovativo, con costi competitivi ma con l'integrazione di tecnologie all'avanguardia, come la possibilità di monitoraggio remoto e una gestione ottimizzata, che garantiscono agli operatori un controllo totale e semplificato delle macchine.
Per consolidare la propria presenza sul mercato italiano, Liberty ha inaugurato uno showroom a Nuvolento in provincia di Brescia, dove è possibile toccare con mano la qualità delle macchine Jetinno. Ma l’espansione non si ferma qui con showrooms gia’ operativi in Spagna, Polonia e di prossima apertura in Romania e Moldavia, a testimonianza di una strategia di crescita che guarda all'intera area mediterranea e oltre.
Nonostante le sfide che il settore del vending affronta a causa dei rincari delle materie prime e delle incertezze economiche globali, Liberty e Jetinno si pongono come protagonisti di una fase di crescita e innovazione, con previsioni di vendita che parlano di oltre 25.000 macchine vendute entro la fine dell'anno.
CONFIDA ALL’UNIVERSITÀ LUIGI BOCCONI CON IL WORKSHOP SU SOSTENIBILITÀ, PLASTICA ED ECONOMIA CIRCOLARE
Il 10 ottobre 2024, dalle 16:00 alle 17:30, si è svolto il convegno "Sostenibilità e plastica: buone pratiche ed esempi di economia circolare" all'interno del Salone della CSR e dell'Innovazione Sociale, presso l'Università Bocconi di Milano. Il seminario ha illustrato l'impegno di CONFIDA e dei Consorzi che contribuiscono in modo significativo alla riduzione delle emissioni e alla raccolta selettiva dei rifiuti. Superando i pregiudizi iniziali, i dati dimostrano come il modello italiano rappresenti un esempio virtuoso di recupero e riciclo della plastica, grazie al coinvolgimento di tutti gli attori della filiera. Il Presidente di CONFIDA, Massimo Trapletti, ha presentato le iniziative Vending Sostenibile e RiVending.
Sono intervenuti come relatori Maria Cristina Poggesi –Direttore IPPR - Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo
Antonio Protopapa - Direttore Gestione Operativa COREPLA
Luca Ruini - HSEE VP Barilla
Massimo Trapletti - Presidente CONFIDA - Associazione Italiana Distribuzione Automatica L’incontro è stato moderato da Carlo Alberto Pratesi, Professore Ordinario Università Roma Tre.


FAS ACQUISISCE IL 35% DI ALTURAS E VARA IL NUOVO PIANO INDUSTRIALE 2025-27
Fas International Spa, ha acquisito il 35% di Alturas Sistemi Srl, software house di Villafranca di Verona (VR) specializzata in progetti gestionali avanzati, progettazione di applicazioni personalizzate e infrastrutture hardware e software. L’operazione rientra nel progetto di sviluppo aziendale che trova applicazione nel nuovo piano industriale 2025-27, il quale si pone come obiettivo il raggiungimento dei 70 milioni di euro di fatturato, dagli attuali 53. Per Fas, che non esclude in futuro un rafforzamento della partecipazione, l’investimento in Alturas Sistemi rappresenta un’opportunità di miglioramento dell’architettura digitale grazie all’integrazione di un ecosistema software e hardware. Fas ambisce ad assumere un ruolo guida nel Retail Tech – spiega il Direttore Generale di Fas International Francesco Cantini -ovvero nell’uso e nell’applicazione di tecnologie innovative e digitali nell’ambito del settore del commercio al dettaglio (retail). Con Alturas saremo in grado di ampliare ulteriormente la nostra capacità di acquisizione, elaborazione e gestione del dato, offrendo un approccio a 360° focalizzato sul consumatore finale, che porterà di conseguenza benefici sia all’operatore del vending che ai produttori di food & beverage. Inoltre, questa operazione ci permetterà di espanderci verso nuovi modelli di business al di fuori del perimetro del vending classico. Siamo entusiasti di questo rafforzamento della sinergia con Alturas, con cui collaboriamo già da anni. Grazie alla partnership con Fas International – aggiunge Giovanni Pizzoli, Amministratore Delegato di Alturas Sistemi – la nostra azienda avrà la possibilità di ampliare il pacchetto dei servizi offerti sia sul fronte software/ gestionale che sulla consulenza, così da apportare un ulteriore significativo efficientamento e valorizzazione della modalità di gestione del business da parte degli operatori del vending.
Entro la fine dell'anno Nims punta a superare i risultati del 2023 e raggiungere un fatturato di 125 milioni di euro. Una crescita che sembra non fermarsi, nonostante la crisi dei consumi, grazie a una rete vendita sempre più solida e a una strategia incentrata sulle persone. A confermarlo è l'amministratore delegato Davide Celin, che dal maggio scorso guida la società padovana controllata dal gruppo Lavazza.
"Nel primo semestre il fatturato è aumentato di oltre 2 milioni di euro. L'obiettivo è chiudere l'anno a 125 milioni, rispetto ai 120 dell'anno scorso" commenta Celin, evidenziando il trend positivo di Nims, azienda che opera nella distribuzione di caffè in capsule e nei sistemi di microfiltrazione e frigogasatura dell'acqua. "Un passo di crescita buono e sostenibile, raggiunto grazie alla centralità della rete vendita e delle persone che ne fanno parte". Nims, che oggi conta quasi 4mila venditori "casa per casa", sta espandendo la propria presenza in tutta Italia, con un focus particolare sulle aree provinciali. "La nostra rete di 'personal shopper' è fondamentale per mantenere un rapporto diretto con i nostri 330-340mila clienti, che sono aumentati di circa 10mila unità anche in questo periodo difficile" spiega l'AD. "Nonostante l'adozione di strumenti tecnologici come l'app per ordini e consegne e l'esplorazione delle possibilità offerte dall'Intelligenza artificiale, è il rapporto umano che fa la differenza nel nostro lavoro".
Negli ultimi anni, Nims ha visto crescere non solo le vendite di caffè, ma anche quelle dei sistemi di microfiltrazione e frigogasatura dell'acqua. Questo secondo pilastro ci ha permesso di completare l'offerta e aumentare la penetrazione sul mercato.


BREAKCOTTO PRESENTE IN UMBRIA
AL G7: INCLUSIONE E DISABILITÀ
Da oltre 10 anni BreakCotto è il progetto di scuola-lavoro che unisce in partnership IVS Italia e la cooperativa Chicco Cotto. Gli oltre 20 ragazzi di BreakCotto affetti da disabilità e autismo si occupano ogni giorno di ristorazione #DiversamenteAutomatica, come amano definirla. In altri termini, curano la distribuzione di vending machine presso uffici, scuole, ospedali, biblioteche e grandi aziende.
All’attività occupazionale BreakCotto affianca poi il presidio delle principali occasioni sociali e culturali dedicate all’inclusione e alla disabilità. Come la Conferenza annuale dell’ONU a New York sui diritti delle persone con disabilità dello scorso giugno, di cui BreakCotto è stato ospite. O come il G7 dedicato proprio all’inclusione e alla disabilità, tenutosi in Umbra dal 14 al 16 aprile 2024. Insieme alla Ministra italiana per la disabilità Alessandra Locatelli, alla riunione internazionale hanno partecipato le corrispettive delegazioni di Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e USA.
Alla rassegna BreakCotto si è occupato dell’hospitality, gestendo i momenti della colazione e della pausa caffè. Durante il G7, il presidente di BreakCotto Don Andrea Bonsignori ha dichiarato: “Il progetto BreakCotto nasce dalla conoscenza tra il mondo IVS e il mondo Chicco Cotto, che al tempo era una cooperativa sociale che lavorava nel vending. Ci siamo incontrati e abbiamo capito la grande potenzialità reciproca dei nostri ragazzi e ragazze, uomini e donne, un lavoro, una speranza ai nostri collaboratori, ragazzi e ragazze che vivono nella forza e nell’esperienza di un lavoro vero che gli può dare una prospettiva concreta per il futuro. E questo ci ha permesso anche di essere presso le Nazioni Unite oggi in questo evento importante del G7”.
Si aggiungono poi le parole di Francesco Faiella, uno dei ragazzi di BreakCotto: “Avevo iniziato a fare questo corso della gestione del vending da ottobre 2016 grazie all’alternanza scuola-lavoro della Chicco Cotto. Mi piace questo lavoro, perché andiamo in giro con i furgoni a caricare i prodotti dei distributori di snack, bevande, caffè, poi qualche volta anche l’inventario. L’inventario ci mostra i prodotti se vengono bene o se è tutto un po’ sballato, diciamo”.
BACI PERUGINA PRESENTA IL NUOVO CARAMELLATO ALLE MANDORLE
Debutta il nuovo tubo da 37,5 grammi di Baci Perugina Caramellato alle Mandorle. La nuova pralina ha preso vita all’interno della Scuola del Cioccolato Perugina, vero e proprio laboratorio creativo in cui si continua a fare sperimentazione e innovazione grazie alla sapienza e originalità dei maestri cioccolatieri. Il gusto croccante alle mandorle è un sapore tradizionale e intramontabile, amato dagli italiani poiché evoca ricordi d’infanzia e momenti di festa. In particolare, la popolarità del croccante alle mandorle in Italia si deve alla semplicità dei suoi ingredienti: mandorle croccanti caramellate che danno vita ad un equilibrio di sapori in grado di sprigionare sensazioni intense al palato. La caramellatura, infatti, avvolgendo le mandorle tostate, ne esalta sia la croccantezza che la dolcezza.
Anche l’incarto in alluminio color bronzato, che abbraccia ogni singolo cioccolatino, richiama i colori del croccante alle mandorle ed è impreziosito da luminose stelle dorate.


MONDELĒZ È IL MIGLIOR POSTO DI LAVORO PER IL PERSONALE PRODUTTIVO IN ITALIA
Il Gruppo Mondelēz International si è aggiudicato il primo posto come "Best Workplace™ for Blue Collar 2024" nella classifica stilata da Great Place to Work®, confermandosi un esempio virtuoso di eccellenza nel settore produttivo. Questo riconoscimento giunge a pochi mesi dalla certificazione Great Place to Work®, a testimonianza dell'impegno del Gruppo nel garantire un ambiente di lavoro inclusivo e stimolante per tutti i suoi dipendenti. La valutazione si è basata su un sondaggio anonimo Trust Index©, a cui hanno partecipato i dipendenti degli stabilimenti produttivi di Capriata d'Orba (AL) e Caramagna Piemonte (CN). I risultati hanno evidenziato un alto livello di soddisfazione, con punteggi di eccellenza in dimensioni fondamentali come Equità (88%), Credibilità (86%), Orgoglio (85%) e Coesione (85%).
Il benessere dei dipendenti è da sempre al centro della cultura aziendale di Mondelēz International. In particolare, sono state introdotte misure significative per il personale produttivo, come l'esenzione dai turni notturni per le neo-mamme e i genitori mono affidatari, e congedi parentali estesi rispetto alla normativa, con due settimane aggiuntive per i neopapà. Inoltre, il Gruppo promuove il benessere psicologico dei propri collaboratori attraverso programmi di assistenza dedicati e corsi per sviluppare una leadership orientata alla salute mentale. “Questoriconoscimentocirendeparticolarmenteorgogliosi– afferma Roberta Candileno, HR People Lead Italia di Mondelēz International –Èlaprovatangibiledell'efficaciadelpercorsocheabbiamointrapreso pervalorizzarelenostrepersoneecreareunambientedilavoroequo e stimolante, non solo negli uffici ma anche nei reparti produttivi. Il benessere dei nostri collaboratori è una priorità strategica e una componentefondamentaleperilsuccessodell'azienda.”
GRUPPO ILLIRIA, ACQUISIZIONI IN VISTA PER TORNARE A CRESCERE
Dopo anni turbolenti segnati dalla pandemia, che ha interrotto bruscamente i piani di crescita, Gruppo Illiria è pronta a ripartire. L'azienda friulana controllata dalla holding Hgi (creata nel gennaio 2019 da alcuni soci che vi hanno fatto confluire le rispettive partecipazioni), si prepara a chiudere l'anno con un fatturato di 75 milioni di euro e un Ebitda del 13%, riportandosi ai livelli pre-covid. Ora, l'obiettivo è chiaro: raggiungere i 100 milioni di euro di fatturato attraverso acquisizioni e attività sinergiche. L'amministratore delegato di Gruppo Illiria, Mario Toniutti, in un articolo pubblicato da NordEst Economia espone con chiarezza i piani della società, facendo però prima un passo indietro per ricordare il difficile periodo passato. Dopo la costruzione del nuovo quartier generale a Udine, tra il 2018 e il 2019, la società era pronta a una fase di espansione che si è bruscamente interrotta con l'esplosione della pandemia. I ricavi, che nel 2019 avevano raggiunto i 75 milioni dai 50 dell'anno precedente, sono crollati negli anni successivi e l'azienda ha dovuto affrontare l'aumento vertiginoso del prezzo del caffè, che ha inciso profondamente sul business, un costo ribaltato solo in parte sul cliente finale. Nonostante le difficoltà, Toniutti guarda con ottimismo al futuro. Con il ritorno dei ricavi a quota 75 milioni, Gruppo Illiria è pronta a tornare a crescere. "L'obiettivo a tre-cinque anni è arrivare a 100 milioni, espandendoci nelle regioni in cui siamo già presenti", afferma l'Ad, sottolineando che la strategia di crescita si baserà principalmente sulle acquisizioni più che sulla crescita organica. "Abbiamo già alcune acquisizioni nel mirino – annuncia Toniutti – e la prima dovrebbe essere finalizzataentrogennaio2025".


LAVAZZA LANCIA UNA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE MULTICANALE SUL SISTEMA FIRMA
Lavazza torna in comunicazione raccontando la propria offerta dedicata al mondo degli uffici, sottolineando l’importanza di un buon caffè anche sul posto di lavoro.
Lavazza intende valorizzare l’unicità del proprio Sistema Firma, ideato e sviluppato per le piccole realtà, con una campagna dedicata alla nuova attività di education che consiste nella formazione di una figura di riferimento all’interno dell’ufficio, il Coffee Manager.
I clienti Firma potranno accedere ad un innovativo percorso di formazione online, la Coffee Manager Academy, che sarà suddiviso in tre livelli: il primo li porterà a scoprire le origini del caffè, il secondo la sua lavorazione approfondendo diverse fasi come la tostatura e la miscelazione, fino ad arrivare al terzo livello dedicato agli aromi che caratterizzano le diverse miscele.
Al termine di ciascun livello verrà richiesto di completare alcuni brevi quiz per testare l’apprendimento, ottenere l’attestato di Coffee Manager e diventare così un profondo conoscitore della materia, capace di condividere con i colleghi la conoscenza che si cela dietro il mondo del caffè per vivere un’esperienza di gusto rinnovata e arricchita.
Coloro che termineranno la Coffee Manager Academy avranno anche l’opportunità di accedere ad un concorso esclusivo per vincere un weekend a Torino, alla scoperta del mondo del caffè grazie alla Lavazza Tour Experience.
Questa esperienza immersiva comprenderà una visita guidata al Museo Lavazza, per conoscere la storia della torrefazione torinese, un viaggio esperienziale all’interno della Factory 1895 Coffee Designers by Lavazza e, infine, una cena stellata presso il ristorante Condividere.
Inoltre, Lavazza ha voluto valorizzare l’unicità della propria offerta anche nelle realtà di dimensioni maggiori, spostando il racconto su storie di successo di alcuni C-level di prestigiose aziende, i quali hanno spiegato, tramite aneddoti professionali e personali, quella che è l’importanza del ruolo del caffè all’interno delle loro realtà. Queste interviste nascono all’interno di un format chiamato “Ci prendiamo un caffè?”, dove, prendendo spunto da una delle domande più frequenti in ufficio, viene sottolineato come la pausa caffè sia un momento di condivisione, un rituale che arricchisce la vita lavorativa, favorendo momenti dal forte valore sociale ed umano.
L’iniziativa è supportata da una campagna di comunicazione multicanale (social, digital, TV connesse, stampa e Linkedin) che ribadirà l’impegno e l’attenzione di Lavazza verso il mondo degli uffici, con un’offerta che al prodotto affianca soluzioni innovative e di formazione focalizzate sull’importanza di valorizzare l’esperienza del caffè in ufficio.

SPINEL: L’ECCELLENZA DELLE MACCHINE DA CAFFÈ
A TRIESTESPRESSO 2024
Triestespresso 2024 rappresenta per Spinel il palcoscenico ideale per presentare la sua gamma di modelli. Protagonista anche in questa occasione è stata MY CUBE, la nuova macchina da caffè a cialde e capsule studiata per il settore Ho.Re.Ca. L’elemento che la contraddistingue è l’accesso frontale alla tanica dell’acqua mediante uno sportello sul quale sono anche posizionate la lancia acqua e vapore. Tale scelta progettuale la rende molto compatta e ideale per essere posizionata in luoghi con limitato spazio di installazione.
Nonostante le ridotte dimensioni rispetto ad una macchina tradizionale da banco, offre soluzioni tecnologiche che soddisfano chi ricerca prestazioni elevate ma allo stesso tempo è attento alla facilità di utilizzo e personalizzazione dell’esperienza sensoriale.
Rimanendo nel settore Ho.Re.Ca. i riflettori sono stati puntati anche sul gioiello di sartorialità meccanica COFFEE TOWER e sulle ammiraglie JESSICA e JASMINE.
Il settore OCS è invece arricchito dai modelli PINOCCHIO e CIAO, anche qui con grandi novità tutte da scoprire.
In un momento storico in cui la sostenibilità è un tema cruciale, Spinel, grazie alle sue scelte, si conferma azienda ecosostenibile, impegnandosi a utilizzare materiali ecocompatibili e processi produttivi a Km0 con ricadute positive e durature sull’ambiente che, in tal modo, è tutelato e valorizzato. Ogni macchina è inoltre progettata per ridurre al minimo gli sprechi energetici, senza mai compromettere la qualità del caffè servito.
BIANCHI INDUSTRY AMPLIA L’ORGANICO COMMERCIALE CON DUE IMPORTANTI NUOVE ENTRATE
Bianchi Industry prosegue il suo percorso di crescita e rafforzamento delle attività commerciali, con l’inserimento di due figure chiave all’interno del team vendite. Questa espansione si colloca nell’ambito della strategia aziendale di potenziamento della presenza sul mercato italiano e di consolidamento della rete commerciale a livello internazionale: Marco Marcazzani, nuovo membro del team Sales Italia, entra a far parte della squadra con un approccio dinamico e orientato al cliente. Forte di un’esperienza pluriennale nel settore del vending, Marco contribuirà significativamente allo sviluppo e all’acquisizione di nuove opportunità commerciali, oltre a consolidare i rapporti con i clienti esistenti. La sua capacità di interpretare le esigenze del mercato e di offrire soluzioni innovative rappresenta un valore aggiunto per la nostra azienda.
Wissam Baker, nuovo Export Specialist, che fornirà supporto strategico per l’apertura di nuovi canali commerciali e per il rafforzamento delle partnership già esistenti. La sua conoscenza dei mercati globali e la capacità di gestire relazioni complesse in contesti multiculturali saranno fondamentali per la continua crescita internazionale di Bianchi Industry. Questi nuovi ingressi sono parte di un ampio progetto volto a garantire che Bianchi Industry mantenga la sua posizione di leader nel settore, rispondendo con prontezza e innovazione alle sfide e alle opportunità offerte dal mercato.



BUONRISTORO VENDING GROUP PUBBLICA IL SUO PRIMO REPORT DI SOSTENIBILITÀ
Per molte gestioni vending il report di sostenibilità è ormai diventato un indispensabile strumento di comunicazione e di differenziazione dalla concorrenza, tanto che diverse realtà hanno deciso, in anticipo sui futuri obblighi di legge, di pubblicarlo nel 2024 (su dati 2023). È il caso di Buonristoro, uno dei principali gruppi italiani. Ecco la lettera agli stakeholder (portatori di interessi) che introduce il report e ne spiega i valori.
“Cari Stakeholder, Siamo lieti di presentare il primo Report di Sostenibilità di Buonristoro Vending Group, che segna un’ulteriore importante tappa del nostro percorso di crescita e miglioramento. Ci siamo dedicati alla valutazione degli impatti ambientali, sociali e di governance (ESG) del Gruppo, con l’intento di consolidare, razionalizzare e migliorare le pratiche di sostenibilità adottate da ogni singola azienda Buonristoro. Anche grazie a questo documento, vogliamo rendicontare il percorso delle aziende Buonristoro verso una gestione sempre più accorta e consapevole delle risorse. Abbiamo individuato e condiviso, all’interno delle nostre aziende, obiettivi ambiziosi e impegnativi, che siamo convinti di riuscire a raggiungere grazie all’impegno e alla determinazione che contraddistinguono il quotidiano svolgimento delle nostre attività. Il costante monitoraggio delle più importanti performance aziendali ci consente di individuare gli elementi sui quali orientare le scelte e programmare adeguatamente le strategie per affrontare le sfide sempre più impegnative che il mercato nel quale operiamo impone.
La redazione del primo Report di Sostenibilità Buonristoro coincide con l’importante operazione di aggregazione societaria, che ha prodotto un notevole ampliamento del nostro perimetro operativo, raggruppando realtà imprenditoriali che fin dalle origini hanno condiviso una visione del settore basata sull’importanza del servizio erogato e sulla sostenibilità economica, sociale e ambientale. Abbiamo una particolare predisposizione alla ricerca della soddisfazione dei nostri clienti e consumatori, oltre che dei nostri dipendenti e collaboratori. Promuoviamo l’inclusione sociale e il benessere delle comunità all’interno delle quali operiamo. Ringraziamo per il vostro supporto e vi invitiamo ad esplorare le pagine di questo Report, alla scoperta dei nostri obiettivi e della nostra realtà, che da più di venti anni è concretamente impegnata in un costante miglioramento della propria sostenibilità ambientale”
BIRAGHI LANCIA NEL VENDING IL BI-SNACK: LA NUOVA MERENDA SANA E BILANCIATA
Biraghi, azienda storica leader nel settore lattiero-caseario, annuncia il lancio di Bi-Snack, una nuova proposta per una merenda salutare e nutriente. Questo prodotto nasce dalla collaborazione con Terre di Puglia, realtà affermata nella produzione di taralli e snack salati, combinando la tradizione casearia piemontese con la ricchezza dei taralli pugliesi.
All'interno della confezione Bi-Snack si trova un Biraghino Snack da 16,67g, prodotto con latte 100% italiano, e 20g di Taralli Pugliesi, realizzati con grano 100% pugliese. Bi-Snack può essere conservato fino a una temperatura di 20°C fuori dal frigorifero.“Siamo orgogliosi di questa collaborazione con Terre di Puglia, un'azienda che condivide con noi valori fondamentali come la qualità delle materie prime e l'attenzione al territorio,” ha dichiarato Daniele Di Palma, Direttore Marketing di Biraghi S.p.A. “Il Bi-Snack è un prodotto pensato per offrire una merenda equilibrata e nutriente, che può essere consumata in qualunque momento della giornata.”
Dal canto suo, anche Nicola Visaggio, CEO di Terre di Puglia/Italysnack, sottolinea l'importanza di promuovere una cultura alimentare corretta, soprattutto nel mondo degli snack: “Con il Bi-Snack, i consumatori avranno finalmente a disposizione un prodotto che unisce gusto e qualità, senza compromessi.”


GRUPPO BAULI, UN CORTOMETRAGGIO SULL'INCENDIO
DEL 1996 FIRMATO PIETRO CASTELLITTO
Bauli ha scelto di raccontare uno degli episodi più drammatici della propria storia con il cortometraggio “1996 - La fabbrica sta bruciando”, scritto e diretto da Pietro Castellitto. Questo corto ripercorre l'incendio del 9 ottobre 1996 che devastò lo stabilimento di Castel D'Azzano, ma che vide un atto di eroismo straordinario: il salvataggio del lievito madre Futura, elemento cruciale per i prodotti Bauli.
Presentato in anteprima esclusiva ai dipendenti e alla stampa, il cortometraggio narra, attraverso gli occhi di Michele Bauli, attuale Presidente del Gruppo, quei momenti di paura e incertezza. La storia si sviluppa attorno a una telefonata tra Adriano Bauli e il giovane Michele, preoccupato per il futuro dell'azienda di famiglia. Questo dialogo intenso mette in luce il profondo legame tra generazioni e l'importanza del valore umano.
Il regista Castellitto ha ricreato l'atmosfera del 1996 con un'accurata attenzione ai dettagli, dai costumi dell'epoca alle scenografie, restituendo l'emozione di quei momenti. Attraverso la narrazione romanzata, il corto celebra la resilienza di tutti i lavoratori Bauli, che, grazie al loro coraggio, riuscirono a preservare un simbolo della tradizione: il lievito madre Futura.
“L'incendio del 1996 è una pagina della nostra storia che ci ha segnati profondamente, rivelando il valore del nostro personale e l'affetto della comunità”, afferma Michele Bauli. “Oggi siamo orgogliosi della resilienza del Gruppo e della nostra capacità di crescita: l'innovazione e l'adattamento fanno parte del nostro DNA, con Futura che rappresenta una tradizione in continua evoluzione”. Il cortometraggio è parte di una più ampia strategia di valorizzazione del brand, che vede il lievito madre Futura come un asset chiave per Bauli, un simbolo di continuità e qualità, rimasto invariato fin dalla fondazione dell'azienda. Il corto “1996 - La fabbrica sta bruciando” è ora disponibile anche per il pubblico sul canale ufficiale YouTube dell’azienda.
COCA-COLA HBC: I LAVORATORI CHIEDONO UN BILANCIAMENTO TRA VITA PRIVATA E LAVORO
Il 24 settembre scorso la rete vendite nazionale di Coca-Cola HBC Italia è stata protagonista di uno sciopero di otto ore indetto dalle segreterie nazionali dei sindacati Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila. La protesta ha coinvolto oltre un migliaio di lavoratori su scala nazionale.La principale richiesta dei sindacati è stata una riduzione degli obiettivi e dei carichi di lavoro per i dipendenti della rete commerciale, per garantire un miglior bilanciamento tra vita privata e lavoro. Il tema degli eccessivi carichi di lavoro è da anni al centro di discussioni con l’azienda. Nonostante le richieste sindacali, gli obiettivi di vendita sono stati costantemente aumentati, costringendo i lavoratori, in particolare i promoters, a estendere i propri orari oltre il previsto.
Dopo mesi di trattative, avviate alla fine dello scorso anno, le proposte avanzate dall’azienda sono state ritenute insufficienti dalle organizzazioni sindacali, che hanno quindi proclamato lo sciopero, accompagnato da un presidio davanti al quartier generale di Coca-Cola HBC Italia.
I sindacati hanno sottolineato che la mobilitazione continuerà fino a quando non verranno soddisfatte le richieste per un carico di lavoro più equilibrato e sostenibile per i lavoratori del settore vendite, con l’obiettivo di garantire condizioni migliori e più giuste.


IVS GROUP: IL BENESSERE DEI DIPENDENTI
ATTRAVERSO IL PROGRAMMA WHP
Ci sono sempre più aziende nel mondo che vedono la salute e il benessere psico-fisico dei dipendenti come un investimento fondamentale per il successo e la produttività. L'obiettivo di norma si raggiunge attraverso attività sportive, incontri motivazionali e workshop su alimentazione e gestione dello stress, in cui l'azienda incoraggia i propri dipendenti a prendersi cura di sé, migliorando la qualità della loro vita e, di conseguenza, anche la qualità del lavoro. Nel vending queste attività non sono ancora così frequenti, tranne alcune eccezioni, come ad esempio l'iniziativa di fine settembre di IVS, quando alcuni dipendenti hanno partecipato a una giornata di trekking immersi nel suggestivo panorama della Valmalenco, nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio. Un’esperienza che ha permesso ai partecipanti di staccare dalla routine quotidiana e ritrovare un contatto autentico con la natura, rafforzando il legame di squadra. La giornata in montagna, immortalata dai numerosi scatti condivisi sui social, è stata anche un'opportunità per far conoscere le bellezze del territorio e rafforzando la cultura del rispetto ambientale. La promozione della salute infatti non si limita al solo miglioramento fisico, ma abbraccia una visione più ampia che comprende la cura dell’ambiente circostante e la consapevolezza del proprio ruolo attivo nella comunità. Investire in programmi come il WHP è oggi una scelta lungimirante, che va oltre il semplice rapporto azienda-dipendente, creando un ambiente di lavoro più sereno e coinvolgente.
LA GIORNATA MONDIALE DEL CHEWING GUM
Il chewing gum è un prodotto che da decenni si è conquistato una solida nicchia di mercato anche nel vending. Il 30 settembre di ogni anno si celebra Chewing Gum Day, una ricorrenza nata in America, ma che è diventata un appuntamento annuale anche in Italia grazie a Perfetti Van Melle, l’azienda che ha introdotto il chewing gum nel nostro Paese negli anni Cinquanta. Secondo l’indagine “Gli italiani e il chewing gum”, realizzata da AstraRicerche per Perfetti Van Melle, ben l’89,4% degli italiani consuma chewing gum, e il 23,1% lo fa quotidianamente. In media, si mastica per oltre 16 minuti al giorno, rendendo la gomma da masticare una presenza costante nelle abitudini di oltre 9 milioni di famiglie italiane. Il formato classico è il preferito dal 34,7% dei consumatori, seguito dal bubble gum (20,6%) e dai confetti ripieni (15,3%). La menta domina la classifica dei gusti con il 44,8% di preferenze, mentre i gusti fruttati conquistano soprattutto i più giovani. È interessante notare come il 54,8% degli intervistati abbia l’abitudine di offrire il chewing gum agli altri prima di prenderlo per sé, a conferma della natura sociale e conviviale del prodotto. Per celebrare il Chewing Gum Day, Perfetti Van Melle ha organizzato eventi e distribuito migliaia di sampling in dieci città italiane: Milano, Pavia, Firenze, Napoli, Torino, Bologna, Genova, Bari, Palermo e Roma. La gomma da masticare non è solo un piacere gustativo, ma anche un prodotto legato a momenti significativi e ricordi personali. Per il 28,3% degli intervistati, evoca memorie di risate con amici, mentre il 54,2% lo associa al celebre film Grease, simbolo di gioventù e spensieratezza. Inoltre, è sempre più riconosciuta la sua funzione positiva sulla salute: il chewing gum senza zucchero, grazie alla presenza di xilitolo, aiuta a prevenire le carie e a mantenere l’igiene orale fuori casa, quando non è possibile lavarsi i denti.


BEVERFOOD, DISPONIBILE
LA GUIDAONLINE VENDING & O.C.S. 2024
La Guidaonline Beverfood è dedicata alle aziende che operano nel settore della distribuzione automatica di food & beverage e dell’OCS (Office Coffee Service).
La Prima Sezione fornisce una panoramica essenziale sui mercati di riferimento della D.A e dell’OCS e del quadro competitivo settoriale. Nella Seconda Sezione, la guida prende in considerazione gli operatori che gestiscono l’attività operativa di distribuzione automatica, fornendo le coordinate anagrafiche e geografiche delle varie aziende, suddivise per regione. La Terza Sezione è invece dedicata alle aziende fornitrici, distinte per le principali categorie: macchine e impianti, sistemi di pagamento, produttori macchine caffè OCS, fontanelle ed erogatori di bevande, materiali complementari per il vending. La Quarta Sezione è dedicata ai produttori di bevande calde, bevande fredde, snack dolci e salati che forniscono i distributori automatici.
La guida, essendo online, offre il grande vantaggio di approfondire le informazioni per ogni azienda; basta cliccare sul sito web specifico fornito in fondo ad ogni scheda.
La Guidaonline è messa a disposizione per il download gratuito dal portale www.beverfood.co
VADO RACCOGLIE OLTRE 440.000 EURO PER IL VENDING
VADO, la startup che automatizza il delivery integrando i distributori automatici con le principali app di consegna, ha chiuso un Seed Round di finanziamento raccogliendo 444.000 euro. L’operazione è stata guidata da Startup Wise Guys, uno degli acceleratori più attivi a livello europeo per startup in fase iniziale, e ha visto la partecipazione di Angels 4 Impact.
Fondata a Torino alla fine del 2020, VADO propone soluzioni innovative per il settore del vending, trasformando i distributori automatici in punti vendita intelligenti, capaci di offrire una vasta gamma di servizi di delivery. Con la chiusura di questo round di finanziamento, VADO punta a espandersi rapidamente in Europa, con un focus particolare sui mercati di Germania, Austria, Svizzera (DACH) e Francia. Inoltre, i fondi raccolti saranno impiegati per rafforzare le integrazioni con altri produttori di vending machine e implementare nuove tecnologie basate su Generative AI, al fine di ottimizzare ulteriormente i processi di delivery e migliorare l’esperienza del cliente.
Il CEO e co-founder di VADO, Alessandro Ursino, ha espresso grande soddisfazione per il risultato ottenuto e per l’ingresso nel team di Andrea Orlando come late co-founder. Orlando, già Managing Partner e Amministratore Delegato di Startup Wise Guys in Italia, ha deciso di tornare sul campo come imprenditore operativo, portando con sé un’esperienza decennale nel settore dell’innovazione e una profonda conoscenza dell’ecosistema startup.
“Grazie al supporto dei nostri investitori e all’esperienza di Andrea, accelereremo l’espansione internazionale e continueremo a innovare con soluzioni tecnologiche all’avanguardia, rivoluzionando il settore del delivery automatizzato,” ha dichiarato Ursino. Gli fa eco Andrea T. Orlando: “VADO ha tutte le carte in regola per lanciare l’industria del vending e dell’automated retail verso grandi traguardi. Con il sostegno dei nostri investitori e un team dinamico, siamo pronti a crescere rapidamente nei mercati europei e ad ampliare la suite di prodotti digitali per servire al meglio i nostri clienti”.


KIMBO , AL VIA “UN CHICCO DI SPERANZA”, IL PROGETTO PER I DETENUTI DI SECONDIGLIANO
Kimbo annuncia l’avvio del progetto “Un chicco di speranza” , in collaborazione con il carcere di Secondigliano e la Diocesi di Napoli.
L’iniziativa rappresenta un’importante attività sociale volta a riabilitare i detenuti attraverso la formazione nel settore del caffè. Questo progetto non solo risponde alla tradizione napoletana del caffè, ma mira anche a fornire ai detenuti che vi partecipano competenze preziose per un futuro reinserimento nella società.
Il protocollo d’intesa sottoscritto tra Kimbo, il penitenziario di Secondigliano e la Diocesi di Napoli evidenzia l’impegno dell’azienda per contribuire al miglioramento della comunità. Mario Rubino, presidente di Kimbo, ha dichiarato che l’obiettivo principale è fornire sostegno ai più svantaggiati, avviando un percorso di formazione che si articola su diverse direzioni. Il progetto prevede la formazione di dieci detenuti, il che segna un passo importante verso l’inclusione sociale e professionale di persone che vivono una situazione di vulnerabilità.
La formazione non si limita alla preparazione artigianale del caffè: nella fase iniziale del progetto, i detenuti riceveranno insegnamenti pratici per diventare baristi professionisti. Questa formazione offrirà gli strumenti necessari per inserirsi in un mercato del lavoro che apprezza sempre più la qualità e la professionalità nel servizio. La programmazione comprende anche un approfondimento sulla cultura del caffè, così che i partecipanti possano apprendere anche la storia e la tradizione di questa bevanda iconica, simbolo della città.
Un aspetto innovativo del progetto è la creazione di una piantagione di caffè all’interno del carcere di Secondigliano . La piantagione, che verrà chiamata ‘Caffè di Secondigliano‘, è vista da Rubino come un simbolo di speranza e rinascita. Secondo le dichiarazioni del presidente di Kimbo, il processo di crescita del caffè richiederà tempo, ma piantare il seme in un luogo che ha visto tanta difficoltà è già di per sé un atto di significato profondo.
Il campo incolto, trasformato in piantagione, è considerato il “campo dei miracoli”, un posto dove ognuno degli involucri dei detenuti può aspirare a una nuova vita. La combinazione della formazione professionale con l’impegno pratico nella coltivazione del caffè rappresenta un’opportunità unica per i detenuti che non solo potranno acquisire competenze lavorative, ma anche sviluppare una nuova consapevolezza e responsabilità, lavorando insieme per un obiettivo comune.



DIAMOND MINERALIZED
BWT DIAMOND MINERALIZED WATER è orgogliosa di annunciare la partnership con LA LISTE, la prestigiosa guida globale che seleziona i migliori ristoranti, pasticcerie e hotel del mondo. Grazie a questa collaborazione, BWT (Best Water Technology) aggiunge un ulteriore livello di esclusività al brand LA LISTE.
Ciò che distingue LA LISTE è il suo forte impegno verso l’eccellenza nella ristorazione e nell’ospitalità, ottenuto attraverso l’unione accurata di ricerca e recensioni globali. Ogni anno LA LISTE svela i suoi 1.000 migliori ristoranti di lusso, valutati su una scala di 100 punti, celebrati durante una cerimonia di premiazione esclusiva. Mette inoltre in evidenza più di 10.000 realtà “best value”, garantendo un’ampia gamma di esperienze autentiche ed eleganti in tutto il mondo. La mission di LA LISTE è guidare in modo trasparente i viaggiatori esigenti e gli intenditori verso i migliori indirizzi del mondo travel e gastronomico.
Con l’introduzione di DIAMOND MINERALIZED WATER di BWT, LA LISTE ora integra un nuovo stile di vita legato all’idratazione che si allinea perfettamente alla sua filosofia di raffinatezza, sostenibilità e benessere. Condividendo lo stesso impegno verso l’eccellenza, DIAMOND MINERALIZED WATER esalta i sapori della fine cuisine e migliora l’esperienza culinaria. Che si tratti di un hotel rinomato, un ristorante alla moda o un rifugio di lusso, DIAMOND MINERALIZED WATER completa ogni ambiente di alto livello.
“Siamo lieti di collaborare con BWT. DIAMOND MINERALIZED WATER offre una prospettiva affascinante all’esperienza gastronomica, in linea con il nostro obiettivo di mettere in evidenza l’innovazione e la sostenibilità in cucina”, dichiara
Philippe Faure, Fondatore e CEO di LA LISTE
DIAMOND MINERALIZED WATER nasce da una visione importante: fornire acqua di lusso, mineralizzata e a basso consumo di risorse, contribuendo al contempo a un futuro migliore. Il cuore di questa visione è la tecnologia di mineralizzazione brevettata da BWT, che trasforma l’acqua potabile locale in un prodotto di lusso raffinato, servito fresco ad ogni bicchiere. Questo processo all’avanguardia arricchisce l’acqua di minerali essenziali come il magnesio e il silice, contribuendo a uno stile di vita equilibrato e sano. Non è solo acqua: si tratta di un’esperienza di altissima qualità, che al contempo evita trasporti inutili ed emissioni di CO2 “Con DIAMOND MINERALIZED WATER vogliamo distinguerci dalla massa, dal mercato e dagli innumerevoli operatori del settore. LA LISTE è il partner perfetto per noi: entrambi i brand sono guidati da un impegno comune verso la massima qualità, l’attenzione ai dettagli e le scelte ponderate. Non vediamo l’ora di impegnarci con hotel e ristoranti che perseguono uno scopo preciso, mentre cerchiamo di guidare un cambiamento sistemico all’interno dell’eccellenza”, dichiara Andreas Weissenbacher, CEO di BWT Group
In qualità di Official Water Partner in tutti gli eventi LA LISTE, DIAMOND MINERALIZED WATER non solo esalta le location più esclusive, ma sfrutta anche questa prestigiosa piattaforma per raggiungere un pubblico internazionale di intenditori. Offrendo un’esperienza di alto livello e rimanendo fedele ai valori eco-sostenibili, DIAMOND MINERALIZED WATER incoraggia altre aziende a innalzare i propri standard e a scoprire il proprio “diamond in a glass”.

Nestlé ha presentato il suo primo studio di impatto sociale, intitolato “Il nido che condividiamo”, relativo al 2023. Questo report, realizzato in collaborazione con LUISS Business School e SCS Consulting, analizza diverse aree di welfare aziendale e di impegno sociale promosse dal Gruppo Nestlé in Italia. Lo studio è organizzato in cinque macro-aree chiave: benessere delle persone e delle loro famiglie, supporto alle comunità locali, educazione alimentare, salute e benessere nutrizionale, sicurezza sul lavoro. Nel 2023, Nestlé ha investito oltre 3,5 milioni di euro in progetti e misure a impatto sociale, con l’obiettivo di creare un cambiamento positivo e duraturo. Una delle iniziative più innovative è la “Nestlé Baby Leave”, un congedo parentale retribuito al 100% per tre mesi, introdotto nel 2022. Questa misura ha registrato un’adozione molto elevata, con il 91% dei padri o secondi caregiver che hanno scelto di usufruirne. Questo dato è significativamente più alto rispetto alla media nazionale, dove solo il 64% dei padri ha utilizzato il congedo di 10 giorni previsto dalla legge. Oltre alla Baby Leave, nel 2023 Nestlé ha contribuito al pagamento di 27 rette di asilo nido per i figli dei collaboratori, per un totale di quasi 75.000 euro. A ciò si aggiunge la distribuzione gratuita di oltre 58.500 euro di prodotti alimentari per la prima infanzia, a sostegno dei neogenitori.
Nel campo dell’educazione, Nestlé ha coinvolto oltre 140.000 bambini e ragazzi in iniziative che promuovono una corretta alimentazione, la sensibilizzazione sull’uso sostenibile dell’acqua e la cura degli animali domestici. Inoltre, nel 2023 Nestlé ha donato più di 2.000 tonnellate di prodotti alimentari, equivalenti a oltre 41.000 carrelli della spesa. Queste donazioni, insieme a quelle monetarie, hanno raggiunto un valore totale di 2,2 milioni di euro, con un incremento del 65% rispetto al 2022.
Nestlé promuove anche il volontariato aziendale come parte della sua strategia di responsabilità sociale. Nel 2023, 90 dipendenti hanno dedicato il proprio tempo al volontariato grazie a permessi aziendali retribuiti. L’azienda ha fissato l’obiettivo di coinvolgere 450 dipendenti in attività di volontariato entro il 2026, promuovendo così una cultura aziendale che incoraggia l’impegno sociale.
Marco Travaglia, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Nestlé in Italia, ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di condividere il nostro primo report di impatto sociale, che certifica l’impegno e la responsabilità nei confronti delle nostre persone e delle comunità in cui operiamo. Gli importanti risultati conseguiti ci spingono a lavorare con ancora più entusiasmo e dedizione.”
Cristiano Busco, professore ordinario alla Luiss Business School, ha aggiunto: “Il report di impatto sociale 2023 di Nestlé rappresenta un esempio significativo di come un’azienda possa generare cambiamenti sociali positivi, con un impatto rilevante su benessere, comunità locali ed educazione alimentare.”
Nestlé continua a rafforzare il suo impegno per migliorare la vita delle persone e delle comunità attraverso progetti di welfare, educazione e volontariato. Con il suo primo report di impatto sociale, l’azienda si propone come un modello di responsabilità sociale e sostenibilità, dimostrando come il successo aziendale possa essere strettamente legato alla generazione di valore sociale.

RHEA, GRANDE SUCCESSO PER I COFFEE COCKTAIL SHOW
ALL’AEROPORTO DI MILANO MALPENSA
Si sono conclusi, al momento, i coffee cocktail show organizzati da Rhea nella vip lounge Leonardo dell’aeroporto di Milano Linate. Una collaborazione, quella tra Rhea e SEA, nata con l’obiettivo di trasformare la pausa caffè dei passeggeri in transito in un momento di vero piacere sensoriale, proponendo bevande gourmet a base di caffè, e non solo.
I passeggeri che hanno frequentato la lounge hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa, approfittando della possibilità di degustare una selezione di bevande gourmet al caffè, preparati grazie alla collaborazione tra le macchine Rhea e il tocco creativo del barista. La combinazione tra le table top di Rhea e l’elemento umano ha conferito un valore aggiunto all’esperienza, trasformando la pausa caffè in un vero e proprio momento di piacere. Questa risposta positiva testimonia la crescente attenzione del pubblico verso soluzioni che combinano innovazione, qualità e creatività intorno alla pausa caffè.
“Ringraziamo Sea e Areas per averci dato l’opportunità di realizzare questi eventi speciali nell’area lounge Leonardo di Linate. Per noi, questi cocktail show si sono rivelati particolarmente premianti, permettendoci di constatare direttamente l’interesse del pubblico verso le nostre proposte innovative. I passeggeri, spesso abituati a consumare caffè in maniera più tradizionale, si sono dimostrati curiosi e affascinati dalla qualità e dalla varietà delle bevande offerte. Le preparazioni a base di caffè hanno catturato l’attenzione non solo per il gusto raffinato, ma anche per l’esperienza interattiva che le macchine di Rhea hanno saputo offrire.” Ha dichiarato, Andrea Pozzolini, CEO di Rhea.
Il successo dei tre appuntamenti di Cocktail Show apre la strada a nuove collaborazioni e a ulteriori sperimentazioni nel settore dell’ospitalità non solo aeroportuale. Eventi come questo dimostrano che è possibile offrire un servizio di alto livello in tutti i contesti di ospitalità, elevando l’esperienza del caffè con un’attenzione particolare ai dettagli e alla qualità, senza rinunciare ai vantaggi della tecnologia.
Il viaggio gourmet firmato Rhea, iniziato a luglio, ha permesso di far degustare creazioni in grado di soddisfare le diverse preferenze e abitudini dei consumatori: dal Cheesecake Coffee, una delizia a base di biscotti, caffè, latte e confettura di frutti di bosco, al Tao Oat, una tazza di matcha e latte vegetale, pensata per chi segue una dieta vegana o è intollerante al lattosio, fino a una rivisitazione del celebre cocktail Garibaldi, diventato un’icona dello stile italiano e scelto proprio per salutare la Milano Fashion Week.
Tutte le bevande sono state realizzate da un coffeetender esperto utilizzando le macchine da caffè rhTT1 e del latte fresco di Rhea presenti nella lounge.

“GRANI
AT HOME”: ESSSE CAFFÈ
Sabato 12 ottobre Bologna ha ospitato un evento che ha unito arte, gusto e solidarietà, attirando un folto pubblico presso lo store Essse Caffè di via Galliera. L’occasione è stata l’inaugurazione della mostra dell’artista toscano Andrea Polenta, il cui percorso creativo si è intrecciato con quello della torrefazione bolognese, che ha celebrato i suoi 45 anni di attività. L’evento ha segnato anche un momento importante per Essse Caffè, che ha presentato una nuova linea di caffè in grani destinata al consumo domestico, legata a una causa solidale: il 10% del ricavato, per un anno, sarà devoluto alla Fondazione Umberto Veronesi ETS per sostenere la ricerca oncologica pediatrica “Vogliamo che questa nuova linea di caffè non sia solo un piacere per i consumatori, ma anche un supporto concreto alla ricerca per il futuro, con una valenza sociale importante”, ha dichiarato Agata Segafredo, Communications Manager Essse Caffè: “L’azienda, storicamente impegnata nella ricerca scientifica legata al caffè e alla sua migliore espressione – rappresentata da una delle tre ‘S’ del nostro nome – non dimentica l’importanza di contribuire alla scienza che opera a beneficio della società. In questo contesto si inserisce la collaborazione con Fondazione Veronesi, una partnership che dura da oltre dieci anni”.
Essse Caffè aveva già affiancato Fondazione Veronesi, a sostegno della ricerca d’eccellenza sui tumori tipicamente femminili, ossia al seno, utero e ovaio. “Con il lancio di Grani at Home – ha proseguito Agata Segafredo – vogliamo guardare ancora più avanti, impegnandoci a sostenere Fondazione Veronesi e nello specifico la ricerca sui tumori pediatrici, destinando il 10% del ricavato delle vendite a questa causa così importante”.
“Siamo estremamente felici di questa iniziativa – ha commentato Simone Silvestri, intervenuto all’evento in rappresentanza di Fondazione Veronesi –Essse Caffè è un’azienda amica con la quale abbiamo realizzato numerosi progetti importanti. Questo, in particolare, ha un valore speciale: aggiunge un significato profondo al piacere del caffè. Il nostro impegno pluriennale a sostegno della ricerca sui tumori pediatrici ha il grande obiettivo di aumentare le probabilità di guarigione e migliorare la qualità di vita dei bambini e dei giovani colpiti da questa malattia. Un ringraziamento sentito va all’azienda, alla famiglia Segafredo e a tutti coloro che, con il loro acquisto, sosterranno questa iniziativa”.
“Con il lancio di questo prodotto – ha dichiarato Francesco Segrafredo, presidente operativo di Essse Caffè – realizziamo un sogno che coltiviamo da molti anni: portare l’eccellenza del nostro caffè, fino ad ora riservata al mondo professionale, direttamente nelle case degli italiani. Essse Caffè è sempre stato sinonimo di qualità, e oggi siamo orgogliosi di offrire la stessa esperienza autentica e raffinata anche per il consumo domestico, mantenendo intatta tutta la cura e la passione che mettiamo in ogni miscela”. Il direttore generale Luca Cioffi ha sottolineato l’importanza di questo passo per l’azienda: “L’ingresso nel mercato consumer rappresenta una svolta fondamentale per la nostra torrefazione. Da sempre ci siamo impegnati a garantire ai professionisti un caffè di altissima qualità, e ora estendiamo questa eccellenza, con le miscele in grani anche alle famiglie italiane. È un’evoluzione strategica, che ci permette di far vivere l’esperienza del vero espresso italiano in ogni casa”.
Le persone intervenute hanno ammirato le opere esposte negli spazi dello store, realizzate da Andrea Polenta tra il 2022 e il 2024, che hanno affascinato per l’utilizzo originale di materiali come la juta dei sacchi di caffè, simbolo del legame con Essse Caffè. Questo approccio valorizza non solo l’estetica delle creazioni, ma anche i principi dell’economia circolare, promuovendo il riuso di materiali e una maggiore attenzione alla sostenibilità.
Durante la giornata, i visitatori hanno potuto degustare il caffè di alta qualità Essse Caffè accompagnato dai raffinati pasticcini del Maestro Sebastiano Caridi, ambassador del marchio, mentre Fabbri 1905 ha aggiunto un tocco speciale con i suoi prodotti iconici.









































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FANTAVENDING
SETTEMBRE OTTOBRE 2024
FANTAVENDING È UN BLOG INFORMATIVO PRESENTE NEL SETTORE DEL VENDING DA OLTRE 15 ANNI, UN TEMPO LUNGHISSIMO PER UN’ESPERIENZA DI SOCIAL MEDIA. FIN DAL SUO ESORDIO È DIVENTATO IL CENTRO INFORMATIVO DEL SETTORE. TUTTE LE PRINCIPALI AZIENDE DELLA FILIERA DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA SONO QUOTIDIANAMENTE CONNESSE AL SITO (WWW.FANTAVENDING.IT) E MIGLIAIA DI UTENTI OGNI GIORNO LEGGONO E SPESSO COMMENTANO LE NOTIZIE PUBBLICATE TUTTI I GIORNI FERIALI, 12 MESI ALL'ANNO E SENZA INTERRUZIONI PER ALMENO 50 SETTIMANE.
D.A. ITALIA PUBBLICHERÀ UNA SINTESI DELLE NOTIZIE RECENTI DI FANTAVENDING PIÙ LETTE IN RETE.
GLI UOMINI LAVAZZA GIÀ NEL CDA DI IVS.
COOPTATO ANCHE ANTONIO BARAVALLE
Venerdì 4 ottobre è stato un gran giorno per gli azionisti IVS, perché nei loro conti correnti sono arrivati materialmente i soldi... Ma assieme a loro anche i manager che rappresenteranno nel nuovo CDA chi ha investito nel progetto e tirato fuori il cash (Lavazza).
Per far spazio ai nuovi arrivati ci sono state due dimissioni eccellenti, quella di Paolo Caporali e Maurizio Traglio. Entrano al loro posto l'AD di Lavazza, Antonio Baravalle (in foto) ed Enrico Cavatorta.
Ecco il testo del breve comunicato che ha emesso IVS Group:
Dimissioni e cooptazione di amministratori
IVS Group informa che i Signori Paolo Caporali e Maurizio Traglio, membri del consiglio di amministrazione, con la qualifica di amministratori non indipendenti, hanno comunicato le proprie dimissioni. IVS Group ringrazia Paolo Caporali e Maurizio Traglio per il prezioso contributo prestato durante tutto il loro periodo di permanenza nel consiglio di amministrazione della società.
Il consiglio ha inoltre cooptato due nuovi amministratori, nelle persone dei Signori Antonio Baravalle ed Enrico Cavatorta, con la qualifica di amministratori non indipendenti, in carica fino alla prossima assemblea degli azionisti.


Arriva dal Regno Unito l'ennesima idiozia green. Facciamo un breve riepilogo. Per anni la plastica è stata il materiale perfetto per servire un caffè d'asporto: leggero, economico, sicuro e riciclabile al 100%. Poi la plastica è diventata il nemico numero 1 dell'ambiente e quindi le caffetterie hanno subito proposto i bicchieri di carta: più pesanti, costosi, non riciclabili e per farli devi tagliare un albero da qualche parte...
Dopo qualche anno però si sono accorti che non erano tutti in carta, ma che avevano un sottilissimo strato di plastica ed erano difficilissimi da smaltire. Quindi la soluzione è stata: "portatevi la tazza da casa", in barba alla sicurezza alimentare e all'impatto del lavaggio sull'ambiente.
Siccome la tazza privata è scomoda e funziona poco, una caffetteria ha deciso di forzare la mano ai clienti prendendo tutti i bicchieri d'asporto raccolti nel locale nell'ultimo mese e li ha gettati per terra. Chi si porta la tazza da casa viene servito senza problemi. chi vuole il bicchierone di carta, deve farsi per forza la "passeggiata della vergogna" calpestando i bicchieri usati...
Se questo è il piano per salvare il mondo, siamo spacciati...
ZACCANTI RIPARTE A 75
Sergio Zappella e Giovanni Zaccanti sono due personaggi che hanno fatto la storia del vending. Non solo per aver fondato nel 1981 la Saeco, ma per averla fatta crescere per oltre 30 anni fino ad arrivare nel 2003 alla cessione ad un fondo francese per la stratosferica cifra di 750 milioni di euro.
Non contenti nel 2004 hanno fondato la Caffitaly, altro case history di successo che nel 2017, al momento della cessione ad un fondo, è stata valutata 450 milioni di euro. Nel 2018 Zaccanti iniziava una terza vita, comprandosi la Parmacotto e pensavamo fosse definitivamente uscito dal nostro settore... ma ci sbagliavamo.
Infatti a 75 anni investe in una quarta avventura la GISE
Caffè, acronimo di Giovanni e Sergio, amici e soci da una vita che hanno fondato l'azienda nel luglio del 2023. Zaccanti ha appena rilevato per 30 milioni il 50% di Zappella e riparte da solo con due capannoni e macchinari ad altissimo contenuto tecnologico.
Molto vasto l'assortimento: otto tipi di caffè in casule, quattro in cialde, un prodotto in grani e 10 referenze solubili. tutto made in Gaggio, dalla ricezione del caffè alla torrefazione, macinatura e confezionamento.


Chiunque si occupi di vending deve guardare con grande attenzione a tutti i progetti che automatizzano la vendita di caffè e derivati, oltre il 60% del nostro business. Ovviamente non stiamo parlando dei robot che servono caffè o altri progetti d'effetto che non minacciamo minimamente il primato della distribuzione automatica tradizionale.
Però questo nuovo chiosco "vending" appena inaugurato nella GDO anglosassone, creato da Costa Coffee un brand molto solido, di proprietà di un colosso del beverage come Coca Cola, onestamente ci spaventa un po'. Stiamo parlando di una postazione indipendente che può servire caffè senza personale ed ha un'autonomia di 7 giorni senza aver bisogno di alcun intervento da parte dei caricatori. La direzione che sta prendendo Costa Coffee, sebbene per ora stia solo sfiorando il mondo del vending, potrebbe in pochi anni entrarci e, con soluzioni meno costose e ambiziose dei chioschi nella GDO del Nord Europa (ma con principi simili), diventare per alcune nostre locazioni un concorrente piuttosto temibile.
15 CENTESIMI IN PIÙ IN SOLI TRE ANNI. QUESTO L'AUMENTO MEDIO DEL CAFFÈ AL BAR

Un’indagine condotta dalla Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, ha rivelato che dal luglio del 2021 al luglio del 2024 il costo dei caffè nei bar è aumentato di ben 15 centesimi, passando da un prezzo medio di 1,05 a 1,20 euro. Nel podio delle città più care d'Italia, al primo posto troviamo Bolzano, dove una tazzina costa in media 1,37 euro. Seconda posizione per Bologna con 1,27 euro e terza Venezia dove il caffè costa in media 1,23 Da notare che le rilevazioni sono state fatte prima degli aumenti di settembre/ottobre, quando diversi bar in tutta Italia, per contrastare il folle aumento del caffè verde, hanno ulteriormente alzato i prezzi di altri 10 centesimi. Probabilmente il prezzo medio è oggi in area 1,25 euro e ciò vuol dire che per ogni bar che in alcune città (soprattutto del sud Italia) è ancora a 1 euro, ce ne sono altrettanti con il caffè a 1,50 euro.
CONTROTERRORISMO AMBIENTALE. IL PROBLEMA DELLE BORRACCE...
Come ampiamente previsto, la massiccia campagna di disinformazione legata alla crociata contro la plastica, ha sottovalutato un tema critico come la sicurezza alimentare. Le bottiglie in PET presenti nelle macchine vending sono assolutamente sicure, mentre le borracce lo diventano solo nel caso il materiale utilizzato per produrle sia idoneo e se vengono lavate correttamente ogni giorno.
Un articolo apparso sul Mattino sembra proprio uno di quelli che uscivano quasi quotidianamente contro la plastica al tempo del Ministro Costa, solo che è contro uno degli oggetti simbolo delle campagne ambientaliste: la borraccia! Una sorta di controterrorismo che parla esplicitamente di un caso in cui una semplice borraccia in metallo per la palestra, simbolo di una vita attiva e salutare, si è rivelata invece come l'origine di una malattia che ha costretta una donna a letto per mesi, cambiando radicalmente la sua vita.
Che sia cominciata una guerra santa contro le borracce di metallo? Avvisate i tanti sindaci che le hanno distribuite nella scuole finendo sorridenti sui quotidiani...

L’ANTITRUST INDAGA SUL PATTO DELLE PATATINE. CARTELLO PER ALZARE IL PREZZO?
L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un'istruttoria nei confronti di Amica Chips e Pata, due delle principali aziende italiane produttrici di patatine. Il provvedimento è scattato in seguito alla segnalazione di un whistleblower, che ha denunciato un presunto accordo restrittivo della concorrenza riguardante la produzione e la commercializzazione di patatine a marchio privato per le grandi catene della Gdo.
Secondo l'Antitrust, le due società avrebbero messo in atto una strategia di ripartizione della clientela, evitando di competere sul prezzo e mantenendo così i listini a livelli elevati, oltre la soglia concorrenziale. Questa presunta intesa, se confermata, avrebbe permesso ad Amica Chips e Pata di consolidare le proprie posizioni sul mercato, con effetti negativi diretti sui consumatori.
I funzionari dell'Autorità, supportati dal Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza, hanno effettuato ispezioni nelle principali sedi delle due società e di un altro soggetto, ritenuto in possesso di elementi utili per far luce sulla vicenda. Le indagini ora mirano a verificare se effettivamente le due aziende abbiano collaborato per limitare la concorrenza e determinare un rialzo illegittimo dei prezzi.
Ovviamente sulla questione è intervenuta prontamente anche l'associazione Codacons, esprimendo preoccupazione per le ricadute che tali accordi potrebbero avere sui consumatori italiani: "Qualsiasi intesa restrittiva della concorrenza ha effetti negativi diretti sui consumatori, determinando un rialzo illegittimo dei prezzi al dettaglio".
Vi terremo informati sugli sviluppi...

GENERALI
MERCOLEDÌ 6 NOVEMBRE 2024 - ore 9.30
Confcommercio - Sala Orlando – Piazza G.G. Belli, 2 - Roma
LA SEDE NAZIONALE DI CONFCOMMERCIO A ROMA HA OSPITATO LA TREDICESIMA EDIZIONE DEGLI STATI GENERALI DEL VENDING ORGANIZZATI DA CONFIDA SUL
TEMA: “VENDING 5.0: INNOVAZIONE, COMPETENZE E SOSTENIBILITÀ”.
NEL CORSO DEL CONVEGNO È STATO PRESENTATO UNO STUDIO SUL SETTORE DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA REALIZZATO DA IPSOS.
Nel 2024, il settore della distribuzione automatica in Italia ha subito una prima contrazione dopo due anni di crescita, con un calo del fatturato (-1,77%) e delle consumazioni (-3,4%) nei primi nove mesi dell’anno. Il ricavato è di 1,19 miliardi di euro, mentre le vendite ammontano a 2,9 miliardi. Diversi fattori spiegano questa flessione, tra cui l'inflazione e l'aumento del lavoro da remoto, che ha ridotto l'afflusso di consumatori in uffici, scuole e ospedali, principali luoghi dove si trovano le vending machine. Inoltre, l'aumento dei costi delle materie prime, soprattutto del caffè, ha ulteriormente messo sotto pressione il settore.
Anche la vendita di vending machine è diminuita (-20,9%) nei primi sei mesi del 2024, nonostante un significativo sviluppo tecnologico, con il 30% delle macchine dotate di app di pagamento e un miglioramento dell'efficienza energetica.
In questo contesto, Confida ha chiesto semplificazioni burocratiche per l'accesso ai fondi del Piano Transizione 5.0, che potrebbero essere cruciali per rilanciare l'innovazione nel settore. Inoltre, c'è una carenza di personale qualificato, in particolare per le figure di addetti al rifornimento e tecnici manutentori. Per affrontare questo
problema, Confida ha avviato una collaborazione con Randstad per un progetto di recruiting e formazione, con corsi finanziati e iniziative sociali per favorire l'inserimento di lavoratori da diverse aree geografiche e background, inclusi migranti e ex detenuti.
Foltissima la platea dei politici che è intervenuta all’evento, moderato dall’ottimo Sebastiano Barisoni, Vicedirettore esecutivo Radio 24 - Il Sole24Ore.
Si sono succeduti sul palco:
On. Giorgio Mulè - Vicepresidente Camera dei Deputati
On. Ylenia Lucaselli - Capogruppo FdI Commissione Bilancio
On. Alberto Bagnai - Vicepresidente Commissione Finanze
On. Massimo Bitonci - Sottosegretario di Stato Ministero delle Imprese e del Made in Italy
On. Maria Elena Boschi - Capogruppo Italia Viva Camera dei Deputati
On. Luca Squeri - Segretario Commissione Attività produttive
In questo numero della rivista pubblichiamo una beve sintesi dell’intervento di Carlo Sangalli, Presidente Confcommercio e integralmente la relazione di presidenza di Massimo Trapletti, Presidente di Confida

CARLO SANGALLI
"CORAGGIO E LUNGIMIRANZA PER AFFRONTARE UN FUTURO COMPLESSO MA RICCO DI POSSIBILITÀ"
Secondo il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, gli Stati Generali del Vending, dedicati a un settore certamente importante per il terziario di mercato rappresentano un evento di grande rilievo per Confcommercio. Una dichiarazione di intenti che esprime la volontà di affrontare con coraggio e lungimiranza un futuro complesso ma ricco di possibilità, a partire dalle grandi sfide del nostro tempo, la transizione digitale e quella ambientale. La prima parola del titolo stesso, le competenze, rappresentano un vero e proprio passepartout per il nostro futuro e necessariamente richiamano l’importanza della formazione perché formare le persone, in particolare i giovani, è l’investimento chiave che sostiene la crescita dell’intero comparto e che gli permette di restare competitivo, rinnovandosi.
Per quanto riguarda la seconda parola scelta da Confida, l’innovazione, Sangalli ha citato “Pehi”, la nuova rete di prossimità realizzata grazie alla collaborazione tra Confida e Illimity, una soluzione che combina la vendita di alimenti e bevande con le più moderne tecnologie di pagamento, trasformando oltre 830mila distributori automatici in centri di servizio per la comunità. Ancora una volta il settore del vending si dimostra aperto al nuovo, al futuro. Ma resta fondamentale lavorare insieme
per creare un sistema di supporto che faciliti l’accesso ai finanziamenti e alle agevolazioni. La sostenibilità, infine, che per Confcommercio non è solo un impegno culturale, ma un’opportunità concreta per i nostri settori. È chiaro quindi che il passaggio verso una distribuzione automatica sostenibile richiede oltre agli investimenti una disponibilità personale e responsabile. I benefici saranno decisivi, sia in termini di competitività sia in termini di fiducia da parte del consumatore. Non è, quindi, il momento di prendersi una pausa, ma di lavorare insieme, di fare squadra per valorizzare competenze, progetti e risorse, di scommettere su come, con i valori di sempre, possiamo ancora aprirci a nuovi orizzonti. Con lo sguardo lungo, anche a quello che succede fuori, alle collaborazioni e ai nuovi mercati internazionali.
Caro Presidente Sangalli, Gentilissimi Rappresentanti delle Istituzioni, Cari Amici, Cari Colleghi, Benvenuti alla tredicesima edizione degli Stati Generali del Vending!
Questa edizione si apre in un momento complicato. È la prima volta infatti dal Covid che le consumazioni del nostro settore sono tornate a calare. Il Dottor Alemanno di Ipsos che interverrà dopo di me presenterà i dati dei primi nove mesi del 2024 da cui emerge un calo delle
consumazioni del -3,4%. Diversi sono i motivi di questo calo. Il primo è lo smart working nei luoghi di lavoro pubblici e privati e l’assenza o riduzione di accompagnatori negli ospedali e strutture sanitarie che hanno contribuito a far registrare ingenti perdite di consumazioni per il settore.
Lo smart working è diventato infatti ormai strutturale in grandi imprese, banche e pubbliche amministrazioni e, nonostante una diffusa narrazione che ne vedrebbe una sostanziale riduzione, il lavoro agile in Italia, dopo il picco durante la pandemia e una graduale riduzione nei due anni seguenti, nel 2023 purtroppo è tornato a crescere. Lo mostrano chiaramente i dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano che registrano una leggera crescita dei lavoratori da remoto nel nostro Paese dal 3,570 milioni del 2022 ai 3,585 milioni nel 2023. Potrà sembrare poco ma non dimentichiamoci che la crescita dello smart working rispetto al 2019 è del + 541% Il secondo motivo del calo delle consumazioni è l’inflazione che ha ridotto il potere d’acquisto degli italiani. Anche se il vending è uno dei settori che ha aumentato di meno i prezzi, gli italiani hanno consumato meno anche ai distributori automatici. A questo calo dei consumi per le aziende del settore si è aggiunto anche l’aumento dei prezzi delle materie prime e dei prodotti, in particolare del caffè che ha pesato su tutta la filiera del vending. Il caffè, infatti, che rappresenta il 57% delle consumazioni del settore, ha visto, secondo i dati di Assoutenti, un incremento di prezzo del +68% della varietà robusta, la più utilizzata nelle miscele del vending.
La riduzione del giro d’affari dei gestori della distribuzione automatica combinato all’aumento dei prezzi dei prodotti e alla conseguente riduzione dei margini ha inoltre portato anche ad una drastica riduzione della vendita di vending machine nuove.
I fabbricanti di distributori automatici, che occorre sempre ricordare sono italiani e detengono la leadership a livello mondiale, hanno infatti registrato nei primi 6 mesi del 2024 una riduzione media del fatturato del -20,9% (secondo i dati dell’Evmma).
Oltre a ciò hanno iniziato ad affacciarsi sul mercato europeo ed italiano macchine prodotte da imprese di Paesi extra europei, in cui la mano d’opera viene pagata meno rispetto a quella europea a causa dello scarso rispetto delle regole internazionali sul lavoro e le aziende sono aiutate con cospicue sovvenzioni statali all’esportazione. Peraltro in alcuni casi tali distributori automatici non rispettano nemmeno le norme europee, arrivando comunque in Europa grazie al mancato controllo degli enti doganali all’entrata sul territorio.
Per fare solo alcuni esempi, le vending machine del freddo devono rispettare i regolamenti europei sull’ecodesign e sull’etichettatura energetica e devono essere registrarsi presso il registro europeo EPREL, ma in tale banca dati non è presente neanche una macchina prodotta in Paesi asiatici! Quelle del caldo devono rispettare le certificazioni moca nel trattamento dei componenti a contatto con gli alimenti oltre che utilizzare materiali che non cedano metalli pesanti negli alimenti

come il piombo, ma nessuno effettua i controlli sulle macchine che arrivano da fuori Europa.
In questo contesto speravamo nell’effetto della cosiddetta “Transizione 5.0” che potesse rilanciare dal punto di vista tecnologico il nostro settore che, (ricordiamo) con la Circolare 23 maggio 2018 del Ministero dello Sviluppo Economico era rientrato nell’ambito applicativo dell’ Industria 4.0 assimilando i distributori automatici interconnessi ai “magazzini automatizzati”.
Il Piano Transizione 5.0 rispetto alla 4.0 si concentra su progetti di innovazione che obbligano ad una riduzione dei consumi energetici e i distributori automatici di nuova generazione sono in grado di conseguire ampiamente la riduzione di consumi energetici richiesta dalla normativa. Tuttavia, il settore del vending ha un problema applicativo che rende molto difficile l’accesso delle imprese di gestione al credito d’imposta.
Il processo nella distribuzione automatica prevede, infatti, che il bene oggetto di investimento sia di proprietà dell’impresa di gestione, ma installato e operante presso l’azienda cliente.
L’art 1 del Decreto Transizione 5.0 lega l’agevolazione alla struttura presso la quale il bene oggetto di investimento è installato. Pertanto per ottenere il beneficio, l’azienda della distribuzione automatica dovrebbe aprire una procedura, con le conseguenti documentazioni e certificazioni, per ogni singolo cliente presso il quale vengono installati uno o più distributori automatici, comportando costi onerosi che renderebbero antieconomico la richiesta del beneficio stesso.

CONFIDA ha identificato però una possibile soluzione interpretativa della norma che ha presentato al Ministero delle imprese e del Made in Italy.
Secondo tale interpretazione, la “struttura” dovrebbe intendersi come la sede territoriale in cui l’impresa della distribuzione automatica opera, erogando il servizio di installazione delle macchine distributrici presso le sedi dei propri clienti.
Per avvallare tale proposta, è necessaria però un’interpretazione del Ministero. Per questo abbiamo invitato qui oggi il Sottosegretario al Ministero delle imprese e del Made in Italy Onorevole Massimo Bitonci che ringrazio per la sua partecipazione e, per approfondire gli aspetti tecnici, il Dottor Raffaele Spallone, Dirigente del Ministro del Made in Italy a cui estendo i nostri ringraziamenti e che nella prima serie di interventi dialogherà col Coordinatore della Commissione Fiscale di Confida Dott. Antonio Tartaro.
Nel contesto appena descritto, si aggiunge anche una cronica mancanza di personale specializzato nel settore. In particolare di due figure professionali che rappresentano circa il 70% delle risorse umane impiegate in un’impresa di gestione:
• Addetti al Rifornimento di Distributori
• Tecnici Manutentori di Distributori
Per cercare di trovare una soluzione a questo problema delle imprese del settore, CONFIDA ha ideato a un progetto chiamato «Tavolo Competenze» affidato al Gruppo Giovani Imprenditori.
Il tavolo competenze si avvale della collaborazione di Randstad, una delle principali Agenzie per il Lavoro che opera in Italia.
Dobbiamo ricordare infatti che se è vero che siamo in un contesto caratterizzato da un tasso di disoccupazione basso (6,8%) e da un numero di occupati in crescita, in Italia esiste ancora uno zoccolo duro di persone in età da lavoro disoccupate, perché non possiedono le competenze richieste in questo momento dalle imprese.
Pertanto in primis, abbiamo svolto un’analisi su un campione rappresentativo di 70 imprese associate che ha permesso di mappare la geografia delle necessità di personale, restituendo le aree del Paese dove c’è maggiore richiesta delle figure professionali del vending.
In queste aree verranno lanciate delle campagne di recruiting sfruttando in particolare i canali digitali.
Al fine di incrociare la domanda di competenze delle imprese e l’offerta di competenze del mercato, verranno organizzati corsi di formazione gratuiti per i lavoratori, finanziati dal Fondo Formatemp.
Il progetto inoltre prevede alcuni aspetti sociali molti rilevanti: progetti di mobilità territoriale per aiutare a trasferire lavoratori dalle zone in cui c’è più offerta di lavoro che domanda a quelle in cui c’è la situazione opposta.
Sono inoltre previste anche attività di recruiting e di formazione di personale extracomunitario e di ex carcerati. Nel carcere di Bollate infatti, ad opera della cooperativa Bee4, in collaborazione con alcuni operatori della distribuzione automatica è nato un laboratorio per la riparazione delle vending machine. Una volta terminata la pena detentiva, gli ex carcerati potranno essere impiegati in alcune aziende del settore. Una ricerca del Cnel mostra infatti che il tasso di recidiva per i carcerati che trovano un lavoro praticamente si azzera passando dal 68,7% al 2% di quelli che lavorano. E questo porta un vantaggio sia per il carcerato sia per la società nel suo complesso.
Di questo dialogheranno, l’amministratore delegato di Randstad HR Solution, dottor Fabio Costantini e il nostro Presidente dei Giovani Imprenditori Roberto Pace.
Infine, nel corso di questa mattinata parleremo anche di sostenibilità.
La Transizione Sostenibile è infatti una necessità e per certe misure anche un obbligo legislativo e la nostra associazione è a fianco delle aziende del settore per supportarle in questo cammino particolarmente complesso.
Quest’anno peraltro è il primo anno che sono entrati in vigore i Criteri Ambientali Minimi (o CAM) per l’affidamento dei servizi di somministrazione di alimenti e bevande tramite distributori automatici nella Pubblica Amministrazione. Occorre ricordare in quale contesto sono nati ossia, nel Governo Conte II, in cui l’allora Ministero dell’Ambiente Costa aveva ingaggiato una guerra ideologica contro i distributori automatici. Con i due successivi governi fortunatamente le cose sono migliorate e siamo stati ascoltati, abbiamo potuto interloquire col Ministero a cui abbiamo segnalato tutte le criticità.
Il testo che ne è uscito è certamente molto migliorato rispetto al testo originario che avrebbe avuto come unica conseguenza di eliminare la distribuzione automatica dalle Pubbliche Amministrazioni negando così un importante servizio di ristoro e causando alle imprese del settore una perdita di fatturato tra il 15 e il 18% sul totale con le conseguenze imprenditoriali e occupazionali che questo avrebbe generato.
Ciononostante tali Criteri Ambientali Minimi se pur modificati sono molto sfidanti e i nostri associati si trovano nella difficoltà in alcuni casi di applicarli sia per la mancanza di alcuni prodotti richiesti dai CAM sia perché alcune Pubbliche Amministrazioni ne hanno modificato i contenuti per renderli ancora più stringenti. Ora, noi non siamo un settore che non vuol fare la sua parte nella transizione sostenibile. Tutt’altro, la nostra associazione ha dato vita ad un progetto chiamato “Vending Sostenibile” ben 10 anni fa e soprattutto negli ultimi anni ha dato vita a importanti progetti quali RiVending con cui raccogliamo e ricicliamo la plastica degli imballaggi di bicchierini e bottigliette erogati
dai distributori automatici o come la partnership che abbiamo stretto col Banco Alimentare a cui doniamo le nostre eccedenze alimentari. Nell’ultimo anno inoltre c’è stata un’accelerata delle aziende del nostro settore verso la transizione sostenibile. Questo è il primo anno in cui molte imprese hanno realizzato il primo Report di Sostenibilità e anche noi come associazione abbiamo realizzato il report di sostenibilità di settore che vi è stato distribuito. Di queste tematiche parleranno, nell’ultimo blocco di interventi della mattinata, il nostro Presidente delle Imprese di Gestione Pio Lunel con il Coordinatore della Commissione Innovazione Mario Majo. Questi dunque sono i tre principali temi che verranno approfonditi nel corso di questa mattinata e che sono sintetizzati nel titolo degli Stati Generali di quest’anno:
Infine prima di chiudere questo mio intervento, mi preme ricordare che quest’anno è stato un anno molto importante per la nostra fiera Venditalia.
Venditalia è una delle manifestazioni più longeve. Nata nel 1998 a Genova si è poi trasferita a Milano dal 2006, ed è cresciuta anno dopo anno fino a diventare il più importante punto di riferimento per il vending non solo italiano ma soprattutto internazionale.
Nell’ultima edizione di maggio scorso ha registrato la presenza di 280 espositori e di oltre 22 mila visitatori di cui il 40% provenienti dall’estero.
Per far continuare il percorso di crescita della nostra fiera avevamo la necessità di trovare un partner forte che ci aiutasse in tale percorso.
Siamo felici di averlo trovato in Italian Exhibition Group (IEG) la società che gestisce la Fiera di Rimini. Insieme a IEG abbiamo costituito una nuova società: Vending Expo srl che, a partire dal 2026 organizzerà nei padiglioni della fiera di Rimini la nuova edizione di Venditalia. Abbiamo condiviso con IEG un piano industriale ambizioso per far sì che Venditalia diventi sempre più un punto di riferimento internazionale capace di attrarre espositori e buyer esteri fino a spingersi, forse già nel 2027, a dare vita ad una fiera gemella in un mercato extra europeo.
Tutto questo lo abbiamo fatto in massima continuità col team di persone che ha organizzato con successo la fiera negli ultimi anni a partire da Ernesto Piloni, presidente di Venditalia dal 2015 che è stato nominato AD della nuova società e che colgo l’occasione di ringraziare pubblicamente per il lavoro svolto in questa nostra operazione straordinaria. Mentre è stato nominato Presidente della nuova società Marco Cecchini di IEG. Anche Marina Palandrani e di Teresa Gaetani che hanno lavorato all’organizzazione della fiera in questi anni continueranno a farlo. A loro si affiancheranno altri professionisti di IEG.
Con questa comunicazione chiudo il mio intervento ringraziando tutti i partecipanti e augurandovi un buon lavoro!

CHIUDE I BATTENTI TRIESTESPRESSO EXPO 2024
CON OLTRE 10.000 PRESENZE
DA 68 PAESI
TRIESTESPRESSO EXPO SI CONFERMA UN APPUNTAMENTO INTERNAZIONALE DI RIFERIMENTO PER IL SETTORE DEL CAFFÈ ESPRESSO ITALIANO. SI È CONCLUSA
OGGI NEL GENERALI CONVENTION CENTER DEL PORTO VECCHIO-PORTO VIVO DI TRIESTE L’UNICA FIERA MONDIALE DEDICATA ALL’ESPRESSO, GIUNTA ALL’UNDICESIMA EDIZIONE.
L’EVENTO, ORGANIZZATO DALLA CAMERA DI COMMERCIO VENEZIA GIULIA ATTRAVERSO LA SUA SOCIETÀ IN HOUSE ARIES SCARL, REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON L’ASSOCIAZIONE CAFFÈ TRIESTE E CON LA COORGANIZZAZIONE E IL CONTRIBUTO DEL COMUNE DI TRIESTE,
HA RISCOSSO UN OTTIMO RISCONTRO DI PUBBLICO PROFESSIONALE IN CRESCITA RISPETTO ALLE ISCRIZIONI E PROVENIENTE DA 68 PAESI STRANIERI E DA MOLTE REGIONI ITALIANE.
Unanime il consenso sulla qualità della fiera dell’espresso e sul fatto che si tratti di una fiera specializzata, per così dire “verticale” perché rappresenta la filiera che va dal caffè crudo alla tazzina, in cui i professionisti sanno cosa poter trovare. Per quanto riguarda l’afflusso vengono confermati i numeri dell’edizione 2022, oltre 10 mila visitatori, ma ciò che emerge dagli espositori è una chiara indicazione sul fatto che c’è stato maggiore interesse a comprare il prodotto proposto.
“È una bella soddisfazione – commenta Antonio Paoletti, presidente della Camera di commercio Venezia Giulia –anche quelli che qualche mese fa erano in dubbio se partecipare o meno alla luce della situazione delicata che sta vivendo il settore, oggi ritornano a casa soddisfatti. Il che, per noi che assieme all’Associazione Caffè Trieste organizziamo l’evento è davvero una grande soddisfazione. Nel suo percorso di sviluppo verso l’edizione 2026 – conclude Paoletti – Triestespresso Expo sta pensando di realizzare un’edizione speciale dell’evento, itinerante, nel cuore dei nuovi mercati dei Far East, da organizzare nell’anno in cui la fiera dell’espresso non si svolge, considerando, appunto, la sua cadenza biennale”
Grande attenzione è stata posta agli eventi e agli approfondimenti. E preoccupazione è emersa sul tema del regolamento sulla deforestazione a cui è stato dedicato il convegno inaugurale organizzato dalla Camera di commercio e dall’Associazione Caffè Trieste e il workshop “Road to Eudr: dalla norma alla conformità del
nuovo regolamento europeo sulla deforestazione” predisposto da Associazione Caffè Trieste, Gruppo Italiano Torrefattori Caffè, Area Science Park e che ha riscosso un grande interesse di pubblico e fatto emergere numerose criticità in merito a quanto contenuto all’interno del regolamento europeo.
“Numerose – commenta Antonio Paoletti – sono state le sollecitazioni rispetto a una sensibilizzazione a livello nazionale sul tema dell’Eudr. Stiamo già valutando –prosegue – l’organizzazione nei prossimi mesi di un ‘Triestespresso Expo – Eudr World Forum’ con i rappresentanti dei Paesi produttori di caffè, quelli della filiera nazionale del caffè, i ministeri italiani competenti e i commissari europei delegati a trattare il tema. Assieme agli operatori va fatto velocemente un punto su tutta la situazione produttiva che orbita attorno al tema degli Eudr, anche perché il regolamento prevede regole difficilmente applicabili in realtà che nella pratica sono molto diverse da quelle definite dalla norma”
“Come Associazione Caffè Trieste – sottolinea la presidente, Arianna Mingardi – abbiamo condiviso da subito con la Camera di commercio Venezia Giulia la necessità di approfondire in questa edizione di Triestespresso expo il tema degli Eudr Molti produttori, infatti, hanno affermato che finalmente si parla di questo delicato argomento di cui si conosce ancora troppo poco. Siamo felici – continua Arianna Mingardi – che il format di approfondimento sul regolamento per la deforestazione
organizzato con il Gruppo Italiano Torrefattori Caffè e l’Area Science Park abbia riscosso grande successo e crediamo nella necessità di portare assieme alla Camera di commercio la questione in ambito nazionale”
Tante le voci soddisfatte a fine fiera, Andrej Godina, assaggiatore ed esperto di caffè a livello internazionale, parla di “un appuntamento di settore molto importante, in cui gli operatori della filiera del caffè espresso si ritrovano. Non solamente tra gli italiani, ma anche tra chi è arrivato dall’estero ho visto grande fermento, tante persone interessate. E poi ci sono i molti contenuti realizzati durante la fiera, tra workshop, gare, approfondimenti, incontri B2B e altre iniziative di contorno. Triestespresso Expo è un importante appuntamento che dà a Trieste quel famoso primato di capitale del caffè”


Roberto Nocera , general manager de “La San Marco”, sottolinea che “l’expo è andato benissimo. Ho visto tanti visitatori, molte persone del settore, e questo è molto positivo per noi, che dobbiamo spiegare cosa presentiamo a operatori che già sanno quello che vogliono”.
Alberto Polojac, Coordinatore nazionale S.C.A. Italy e responsabile acquisti e qualità di Imperator, evidenzia che “Triestespresso Expo si conferma come evento unico per il settore, un punto di incontro importante per tutti i professionisti del mondo del caffè e gli stakeholder. Il fatto che si svolga a Trieste è un motivo di orgoglio, perché ricorda anche il ruolo fondamentale che il caffè ha avuto nella storia della nostra città”










C'È QUALCOSA DI PROFONDAMENTE UMANO, QUASI EPICO, NEL LUNGO E IMPERVIO
CAMMINO CHE HA PORTATO WISSAM BAKER FINO ALLA POSIZIONE DI EXPORT SPECIALIST PRESSO BIANCHI INDUSTRY, UNO DEI PIÙ IMPORTANTI PRODUTTORI DI MACCHINE VENDING A LIVELLO INTERNAZIONALE.
LA SUA STORIA NON È SOLTANTO QUELLA DI UN PROFESSIONISTA CHE DA OGGI SI TROVERÀ A CONTRIBUIRE ALLO SVILUPPO DEI MERCATI ESTERI PER UN COLOSSO DEL NOSTRO SETTORE: È, PRIMA DI TUTTO, LA STORIA DI UN UOMO CHE HA SAPUTO SOPRAVVIVERE, REINVENTARSI E ABBRACCIARE NUOVE SFIDE SENZA MAI RINUNCIARE ALLA PROPRIA IDENTITÀ E AI PROPRI SOGNI.
WISSAM È AUTORE DEL LIBRO "MONOLOGO DI UN RIFUGIATO", UN RACCONTO CHE TOCCA CORDE MOLTO PROFONDE NEI SUOI LETTORI. LA NARRAZIONE DELLA SUA FUGA DALLA SIRIA, LA PERDITA DEL SUO PAESE, E IL VIAGGIO ATTRAVERSO UN'EUROPA SPESSO OSTILE, RAPPRESENTA UNA TESTIMONIANZA STRAORDINARIA DI RESILIENZA E SPERANZA.
LA SUA STORIA È UN INVITO A RICORDARE L'IMPORTANZA DEL LATO UMANO, UN ESEMPIO DI FORZA E DETERMINAZIONE CHE TRASCENDE OGNI RUOLO LAVORATIVO..
Iniziare questa intervista con la classica domanda "quali esperienze professionali ti hanno portato fino a qui?" sarebbe davvero riduttivo. In questo caso, le esperienze umane contano quanto, se non di più, delle competenze lavorative.
Vorrei quindi partire proprio da qui, Wissam: il percorso che ti ha condotto a lavorare nel nostro settore non è solo fatto di studi, lavoro e carriera, ma anche di una serie di momenti difficili, trasformazioni e di quella forza che emerge chiaramente nel tuo libro.
SPA
Wissam, la tua storia è di straordinaria resilienza e determinazione. Puoi descriverla in grande sintesi per chi non ha avuto l'occasione di leggere il tuo libro? Il libro è una specie di taccuino dei ricordi. Non avendo un intento puramente narrativo, il mio lavoro raccoglie frammenti sparsi di emozioni, aneddoti ed avventure che si concentrano in un periodo di sette anni, fra il 2013 e il 2020, con la guerra civile siriana, paese di cui sono originario, a fare da sfondo. In questo periodo il comune denominatore della mia vita è stato l’attraversare: confini, stati emotivi, lutti importanti, il mare.
Hai la prospettiva di chi ha attraversato confini non solo fisici, ma anche culturali e umani, come influisce questa tua caratteristica sul tuo modo di affrontare
il contesto lavorativo? Prima di questa esperienza avevo una idea di me abbastanza precisa, forse anche perché ero molto giovane. Avevo la convinzione di essere consapevole di limiti e qualità che in qualche modo mi definivano. Alcune esperienze “meno ordinarie” vissute in quegli anni, mi hanno fatto invece scoprire che quei limiti non erano dove pensavo fossero, insieme a risorse che non sapevo di avere. So di trovarmi bene ovunque, di saper ricominciare ovunque, con uno spirito di adattamento che si è forgiato in situazioni in cui averlo era fondamentale. Il vero “salto di categoria” che è forse eredità di quei momenti, e fa comodo anche in un contesto lavorativo, è il saper mantenere la calma in momenti di grande difficoltà.
Il mondo del vending è complesso e ricco di aspetti che spesso non si colgono dall'esterno. Qual è stato il tuo impatto con questa nuova realtà? È stato come te lo immaginavi o hai trovato elementi che ti hanno sorpreso? Prima di incontrare questo mondo ragionavo come il classico consumatore che si avvicina a un distributore di bevande come ultima risorsa, quando un caffè al bar o uno dei nostri caffè speziati al cardamomo preparati nella caffettiera araba non sono a portata di mano. Posso dire ora che si trattava un pregiudizio che dovremmo impegnarci a sfatare: la tecnologia impiegata per la preparazione di un caffè e la complessità di una macchina vending, unita ai giusti ingredienti e parametri di configurazione, lo rendono qualitativamente come quello che si consuma al bar.

Il settore del vending è in continua trasformazione, con l'espansione in nuovi mercati e lo sviluppo di tecnologie avanzate. Cosa ti entusiasma di più del futuro di questo settore e del tuo ruolo in esso? La cura del design, le prestazioni avanzate e gli schermi touch conferiscono alle macchine del vending un nuovo appeal, in quanto non più oggetti un po’ posticci che servivano solo a fornire un servizio, ma come elementi di arredo che ben si possono integrare col contesto e che possono essere personalizzabili sia a livello estetico che di grafiche e advertisement. Mi piace l’idea di portare questi prodotti in un mondo dove la cultura del caffè espresso non è così diffusa, ma è comunque in continua crescita.
In qualità di Export Specialist, quali saranno nel dettaglio le tue principali responsabilità e attività all'interno dell'azienda? Mi occuperò di mappatura del territorio, capire le dinamiche del mercato, individuare nuovi potenziali clienti e consolidare i rapporti già esistenti con le aziende con cui già collaboriamo, con una attenzione in più al contesto culturale nel quale mi muovo.
Quali sono le sfide che più ti motivano oggi, sia sul piano personale che su quello professionale? Sul piano personale voglio cercare di mantenere costante la determinazione a proseguire con la scrittura del mio secondo libro, che pian piano prende forma. Sul piano lavorativo, vorrei essere un valore aggiunto per la Bianchi, nell’ aumentare la sua presenza sui mercati del Medio Oriente, ponendomi come figura di congiunzione con quel mondo, che ha le sue peculiarità anche dal punto di vista culturale.
In che modo l'esperienza di scrivere il tuo libro ha influito sulla tua capacità di comunicare e relazionarti nel contesto lavorativo? Il semplice fatto di incontrare la curiosità delle persone che leggevano il libro, l’aver tenuto qualche presentazione, mi ha dato diverse occasioni di confronto e di scambio di idee e impressioni, velocizzando anche il mio processo di assimilazione nel contesto italiano. Molto semplicemente: parlare davanti a molte persone che ti ascoltano mentre ti racconti è un bel battesimo del fuoco che diventa una esperienza formativa anche in un contesto lavorativo, anche se sono consapevole di avere ancora dei limiti linguistici.
Quali valori porti con te dalle esperienze passate e come pensi possano essere un valore aggiunto nel mondo del business internazionale? Il vivere esperienze in diversi paesi, mi ha reso sensibile alle varie prospettive culturali, alle varie modalità di interazioni che a volte possono differire da contesto a contesto, facilitando il lavoro nell’ambito del business internazionale.
Dopo il tuo lungo viaggio, oggi lavori per un'azienda italiana in un contesto globale. Cosa rappresenta per te il concetto di "casa" ora che hai costruito una nuova vita qui in Italia? Per me il concetto di “casa” è più affettivo che materiale o geografico. Casa è dove sono con la mia famiglia, dove posso costruire un futuro, e dove diritti e doveri sono in equilibrio. Sono contento che tutto questo per me si trovi in Italia.


NEL SETTORE DELLA TECNOLOGIA E DELL'INNOVAZIONE VENDING EMERGONO FIGURE CAPACI DI LASCIARE UN SEGNO GRAZIE ALLA LORO VISIONE E DETERMINAZIONE. TARCISIO VERGANI È SICURAMENTE UNA DI QUESTE: LA SUA CARRIERA SI È SVILUPPATA ATTRAVERSO ESPERIENZE IN ALCUNE DELLE AZIENDE PIÙ RILEVANTI DEL COMPARTO.
DOPO AVER RICOPERTO RUOLI DI RILIEVO IN REALTÀ COME BIANCHI VENDING E CRANE MERCHANDISING SYSTEMS, VERGANI HA SCELTO DI FONDARE LA PROPRIA AZIENDA CON L'OBIETTIVO DI RIVOLUZIONARE IL MONDO DELLE MACCHINE AUTOMATICHE ATTRAVERSO SOLUZIONI INNOVATIVE.
Fondata nel 2015, N-and Group è specializzata nella progettazione, sviluppo e produzione di prodotti tecnologici e piattaforme software d’avanguardia. Grazie alla Ricerca & Sviluppo e analizzando le tendenze del mercato, l'azienda si impegna costantemente per fornire ai propri clienti approcci innovativi per aumentare il vantaggio competitivo e rafforzare così il loro posizionamento.
In questa intervista, Tarcisio Vergani condivide non solo i dettagli delle sue esperienze passate, ma anche le sue idee sul futuro: un dialogo ricco di spunti per comprendere come l'innovazione e la capacità di adattamento siano fondamentali per affrontare le sfide del mercato globale.
INTERVISTA CON TARCISIO VERGANI, CEO DI N-AND GROUP
Hai una carriera che abbraccia ruoli di leadership in diverse aziende del settore tecnologico e nel vending. Può raccontarci quali sono stati i passaggi più significativi e le motivazioni che ti hanno guidato in questo percorso? Ho sviluppato fin da giovane una curiosità verso il funzionamento dei dispositivi tecnologici e, grazie alla mia formazione e al mio forte interesse per l'elettronica e l'innovazione, ho cercato fin da subito esperienze professionali che mi consentissero di applicare concretamente le mie conoscenze. Ho iniziato la mia carriera in una delle aziende più innovative in Italia, ST Microelectronics, dove ho potuto crescere e approfondire le mie competenze.
Uno dei momenti più significativi di quella esperienza è stato il primo incontro con una macchina vending, una Zanussi Venezia rossa. Tutte le volte che veniva in azienda osservavo l'addetto al rifornimento aprire la macchina. Incuriosito, l'ho riempito di domande e ho maturato la convinzione che alcune cose si sarebbero potute fare in modo diverso. In quel periodo il responsabile del software di Bianchi Vending stava uscendo dall'azienda e allora ho deciso di inviare il mio CV. Sono stato assunto e così ho iniziato a lavorare per loro, diventando con il tempo responsabile della Ricerca e Sviluppo e successivamente direttore tecnico di gruppo. È stata un'esperienza fondamentale, lunga oltre otto anni, che mi ha permesso di imparare moltissimo.
Il settore del vending mi è piaciuto fin da subito, ho sempre pensato - e lo penso tutt'ora - che abbia un incredibile potenziale di crescita.
Dopo la cessione di Bianchi Vending ad Abn Amro, ho colto nuove sfide in Crane Merchandising Systems, una multinazionale americana dove, per oltre 7 anni, ho affrontato un intenso percorso di crescita, ricoprendo ruoli dall’ Engineering and Operations Director fino al Vice President General Manager Global Coffee, con responsabilità di un intero verticale.
Dopo anni di esperienze formative ed impegnative, ho deciso di intraprendere un nuovo percorso aprendo un’azienda mia. Inizialmente ho fondato una società di consulenza che si è poi evoluta, trasformandosi in N-and Group. L'obiettivo era sviluppare prodotti e soluzioni innovative per il settore vending e oltre, creando qualcosa di unico e utile per il mercato.

Come è nata l'idea di fondare nel 2015 N-and Group e quali sono state le sfide principali che avete dovuto affrontare nei primi anni di attività?
L'idea di fondare N-and Group è nata dalla voglia di creare qualcosa di mio che potesse unire tutte le competenze che avevo acquisito negli anni. L’attività di consulenza mi ha permesso di interfacciarmi con grosse multinazionali, ma mi sono subito reso conto che volevo qualcosa di più tangibile: volevo sviluppare prodotti. Da lì è nata N-and Group con il chiaro obiettivo di rivoluzionare il settore in cui operavo, portando innovazione in ogni aspetto del business.
Le sfide iniziali sono state molte, soprattutto dal punto di vista finanziario. Non avevo un background economico significativo e non volevo dipendere da banche o da grandi investitori. Allora mi sono rivolto ad un mercato che stava investendo tantissimo in tecnologia e innovazione, la Cina, cercando realtà che potessero credere nel mio progetto e supportarmi. È stato un percorso lungo, durato anni e che mi ha visto visitare circa 1.300 società cinesi ma, alla fine, selezionando un gruppo ristretto di sei aziende, sono riuscito a trovare i partner giusti per il mio business.
Una curiosità. Perché ha scelto un nome così particolare come N-and? La porta logica NAND ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del mondo dei computer e dell'elettronica in generale. È stata una vera e propria rivoluzione, la stessa che mi sono posto io come obiettivo da raggiungere nei vari settori attraverso la realizzazione di prodotti innovativi.
Dal 2022, IVS Group ha acquisito la maggioranza delle quote di N-and Group. Quali sono stati i principali cambiamenti portati da questa acquisizione e come ha influenzato le strategie di sviluppo e crescita dell’azienda? L'acquisizione da parte di IVS Group ha rappresentato un punto di svolta per N-and Group. Ci ha permesso di accedere alle risorse necessarie per crescere e sviluppare nuove soluzioni, mantenendo la nostra indipendenza strategica. La gestione dell'azienda è rimasta nelle mie mani e la sinergia con IVS è stata vantaggiosa, perché ci ha offerto nuove opportunità senza compromettere la nostra autonomia operativa.
Sei d’accordo nel definire N-and Group come un’abilitatrice di innovazione, in grado di integrare diverse tecnologie in soluzioni all’avanguardia, trasformando concetti complessi in prodotti concreti che rispondono alle esigenze del mercato? Assolutamente sì. La nostra forza sta proprio nella capacità di esaminare concetti complessi e tradurli in soluzioni pratiche che rispondano alle esigenze del mercato. Questo approccio ci ha permesso di innovare in settori dove non c'era nulla di simile e di adattare tecnologie provenienti da altri ambiti al mondo del vending, creando prodotti non solo innovativi ma anche funzionali.
Durante Venditalia 2024, avete presentato il kit di ricondizionamento per digitalizzare i vecchi distributori automatici. Quali sono state le prime reazioni da parte degli operatori e quali sono le prospettive di mercato per questa soluzione? Il kit di ricondizionamento ha ricevuto un'ottima accoglienza. Molti operatori sono stati colpiti dalla possibilità di aggiornare le loro macchine senza dover investire in nuovi distributori, in un momento in cui l'acquisto di macchine nuove è in forte diminuzione. Abbiamo guadagnato circa quaranta nuovi clienti, la maggior parte europei, grazie alla partecipazione a Venditalia e questo ci fa ben sperare per il futuro.
All’Embedded Show 2024 avete sottolineato l’importanza di gestire internamente tutte le fasi dello sviluppo, dal chip al cloud. Quanto è cruciale questa capacità di controllo e quali vantaggi offre ai clienti? Gestire internamente tutte le fasi dello sviluppo è estremamente complesso,
ma ci dà un vantaggio competitivo enorme. Ogni singolo componente è progettato e customizzato per garantire la massima performance. Questo ci permette di offrire ai nostri clienti soluzioni che sono realmente ottimizzate per le loro esigenze, garantendo anche un livello di flessibilità che poche aziende possono permettersi.
L’azienda si sta espandendo in nuovi mercati, come il Nord America e l’Asia. Quali sfide state affrontando e quali sono le prossime tappe della vostra espansione globale? L'espansione in Nord America e Asia è una sfida soprattutto per le differenze culturali e normative. Ogni mercato ha le sue peculiarità e adattarsi richiede tempo e risorse. Tuttavia, vediamo queste regioni come cruciali per il nostro sviluppo futuro e stiamo lavorando duramente per costruire relazioni solide in quelle aree e adattare le nostre soluzioni alle specificità di ciascun mercato.
N-and è conosciuta per il suo team multiculturale, nel quale sono rappresentate ben 17 nazionalità diverse. Come sei riuscito a creare un ambiente di lavoro inclusivo e quali sono i benefici di un team così eterogeneo?
La diversità è uno dei nostri punti di forza. Credo fermamente che confrontarsi con culture diverse apra la mente e stimoli la creatività. Ho sempre voluto che N-and fosse un ambiente inclusivo nel quale ogni voce venisse ascoltata. Questo approccio ci ha permesso di crescere come azienda e di portare idee innovative sul mercato.
Di recente il team si è arricchito con l’ingresso di un nuovo elemento che rappresenta la diciottesima nazionalità all’interno di N-and Group! Questo è diventato possibile perché, quando ci troviamo di fronte a due candidati con background e competenze simili, alla fine scegliamo la persona che arriva da una nazionalità diversa da quelle che sono già presenti in azienda.
Stiamo molto attenti anche al tema generazionale, perché le nuove generazioni portano con sé una mentalità fresca, una maggiore familiarità con le tecnologie moderne e una visione che spesso è più allineata ai trend attuali e futuri.
N-and ha intrapreso una strategia di reshoring, riportando in Italia processi produttivi prima esternalizzati in Asia. Cosa ti ha spinto a questa scelta e quali vantaggi offre? Il reshoring è stato un passo fondamentale, anche se N-and in Cina ha sempre optato per una soluzione innovativa e per niente comune, ovvero affittare la linea di produzione e selezionare le persone che ci lavoravano. All'inizio ci siamo rivolti al mercato cinese per ragioni di costi, ma ci siamo presto resi conto che riportare la produzione in Italia ed implementando

metodologie Lean, di cui sono appassionato, avrebbe semplificato l’assemblaggio, migliorato il controllo sulla qualità e reso più agile il processo di personalizzazione. Questo ha incrementato sostanzialmente i nostri profitti permettendoci di fare investimenti mirati, rafforzando la nostra presenza sul territorio e contribuendo al rilancio del tessuto industriale locale nel nostro Paese.
Con un fatturato di 14,6 milioni di euro nel 2023 e una previsione di crescita importante per il 2024, quali sono le aree su cui state concentrando maggiormente gli investimenti e quali sono i progetti chiave per il 2025? Stiamo investendo moltissimo nella Ricerca e Sviluppo, il doppio di quanto speso negli anni precedenti, soprattutto in settori al di fuori del vending. Vogliamo diversificare ulteriormente il nostro portafoglio prodotti e stiamo lavorando su soluzioni innovative per il fitness, l'automotive e l’automazione industriale. Il 2025 sarà un anno cruciale, abbiamo già un backlog di ordini per il 50% del nostro fatturato previsto e siamo pronti a lanciare nuovi prodotti che ci permetteranno di fare davvero un salto di qualità.

DAL 16 AL 18 OTTOBRE, LE FORUM-EVEX SI È SVOLTO A CANNES, IN FRANCIA, CON OLTRE 500 PARTECIPANTI – TRA CUI 170 OPERATORI E 83 TRA ESPOSITORI E SPONSOR – CON UN RICCO PROGRAMMA DI TRE GIORNI.
NUMERO RECORD DI PARTECIPANTI PER UN EVENTO DI SETTORE COME QUESTO, CON OPERATORI ARRIVATI È DA 26 PAESI DIVERSI, CONFERENDO AD EVEX 2024 UN RESPIRO INTERNAZIONALE. IL PRESTIGIOSO CARLTON HOTEL IN COSTA AZZURRA HA OSPITATO LE TRE GIORNATE INCLUSA LA CENA DI GALA NELLA STORICA
SALA DA BALLO DELL'HOTEL E GESTENDO I MOMENTI DI BREAK DIRETTAMENTE ALL'INTERNO DELL'ESPOSIZIONE COMMERCIALE.
La sede prestigiosa di Cannes è stata il luogo perfetto per celebrare il 30° anniversario di EVA. Durante l'Assemblea Generale Annuale (AGM) del 17 ottobre, il Presidente Sergio Barbarisi e il Direttore Generale Erwin Wetzel, hanno illustrato non solo i successi dell'Associazione nell'ultimo anno, ma anche le tappe fondamentali di EVA, a partire dalla sua fondazione nel 1994. Numerosi gli importanti risultati citati tar cui cambiamenti ottenuti all'epoca dall’Associazione per la moneta da 50 centesimi di euro, la pubblicazione di preziosi standard di settore e le prime iterazioni del rapporto di mercato, solo per citarne alcuni.
La sera del 16 ottobre l'anniversario di EVA è stato adeguatamente rimarcato e celebrato durante una cena di gala.
Durante l'assemblea generale annuale Aslak de Silva (Selfly Store) è stato eletto come nuovo membro del comitato esecutivo EVA
Questa è la prima volta che un fornitore di soluzioni smart vending è direttamente rappresentato nel consiglio di amministrazione e può essere visto come un forte segnale da parte dei membri EVA per riflettere una realtà mutevole del settore, poiché nuovi segmenti e canali di vendita diventano sempre più interessanti per gli operatori delle macchine.
Oltre alle principali opportunità di networking aziendale durante Le Forum-EVEX, i partecipanti hanno potuto approfittare di un fitto programma di conferenze e workshop guidati dalla rivista Food&Coffee Markets, NAVSA (The French Vending Association) ed EVA (The European Vending & Coffee Service Association), nonché di una mostra di più giorni visitabile direttamente all’interno del Carlton Hotel.
La sera del 17 ottobre i partecipanti si sono goduti una "notte bianca" in una location vicina, in occasione della quale sono stati assegnati anche gli Innovation Awards 2024 , con i seguenti progetti che hanno ritirato i premi:
Miglior prodotto (assegnato dalla giuria):
Purity c IQ di Brita
Miglior concept (assegnato dalla giuria): Masterpiece di Televend
Miglior innovazione (assegnata dai partecipanti):
Purity c IQ di Brita
Tutti i progetti presentati hanno dimostrato come, in questo momento, nel settore ci sia una vera ricchezza di tecnologie e sviluppi importanti. Inoltre, con i ricavi del settore ormai tornati ai livelli pre-pandemia in tutta Europa, questo potrebbe essere un ottimo momento per gli operatori di macchine per prendere in considerazione l'implementazione di

alcune di queste nuove innovazioni e portare la loro attività ad un livello successivo.
Nel corso dell’Assemblea generale, infatti, è stato presentato nel dettaglio ai membri il nuovo rapporto di mercato EVA su 24 paesi europei.
Un aspetto importante è appunto rappresentato dal fatto che il fatturato totale dei prodotti in tutta Europa sia tornato sopra i livelli del 2019: una grande notizia e una testimonianza del duro lavoro e della resilienza dei nostri operatori e delle aziende OCS. Ciò è stato in gran parte ottenuto attraverso significativi aumenti dei prezzi nel 2022 e nel 2023, mentre restano indietro i volumi a causa di consumi sotto i livelli del periodo antecedente il 2019. Il report segnala che il numero totale di macchine in Europa ha raggiunto quota 5 milioni, con un aumento significativo delle installazioni di distributori semi-automatici da tavolo. Una delle novità di questa edizione dello studio è l'introduzione di dati settoriali più dettagliati che permettono di comprendere meglio la distribuzione delle macchine nei vari contesti di installazione. Accanto al tradizionale segmento del workplace, vengono ora analizzati anche i settori della sanità, del tempo libero e dei trasporti nei sei principali mercati europei.
Il mercato continua a trasformarsi con nuove modalità di consumo e con l'adozione di tecnologie avanzate. I micro-market, piccoli negozi non presidiati presenti in uffici e spazi pubblici, sono in forte espansione, con un incremento del 38% in un solo anno, portando il totale a oltre 10.000 unità in tutta Europa. Parallelamente, cresce anche la penetrazione dei sistemi di pagamento cashless, che rappresentano ormai quasi il 78% delle installazioni nelle vending machine.Le bevande calde mantengono la loro posizione dominante nel mercato europeo del vending, con una quota del 68% sul totale delle macchine installate.
Per accedere al rapporto completo e alle ultime statistiche, è necessario contattare l’Associazione.
EVA ha annunciato ufficialmente che EVEX 2025 si terrà dal 9 al 12 settembre nella splendida città croata di Spalato , situata sull’affascinante costa damata. Come negli anni precedenti, EVEX 2025 sarà ancora una volta interamente organizzato da EVA e la nuova sede permetterà ai partecipanti di scoprire il mercato della distribuzione automatica croato e dell’intera regione dei Balcani.



PRESENTATA LO SCORSO SETTEMBRE L’ANTEPRIMA DIGITALE DEL “RAPPORTO COOP 2024 -CONSUMI E STILI DI VITA DEGLI ITALIANI DI OGGI E DI DOMANI”,
REDATTO DALL’UFFICIO STUDI DI ANCC-COOP (ASSOCIAZIONE NAZIONALE COOPERATIVE DI CONSUMATORI-COOP) CON LA COLLABORAZIONE SCIENTIFICA DI NOMISMA, IL SUPPORTO D’ANALISI DI NIELSENIQ E I CONTRIBUTI ORIGINALI DI CIRCANA, GS1-OSSERVATORIO IMMAGINO, CSO SERVIZI, GFK, MEDIOBANCA UFFICIO STUDI, CAMPO RICERCA-SCOMODO. INOLTRE, IL RAPPORTO PER ALCUNE SUE PARTI SI È AVVALSO DELL’AUSILIO DEI NUOVI PROGRAMMI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE GENERATIVA, TRA CUI CHAT GPT, BARD E MIDJOURNEY.
L’EDIZIONE 2024 È TUTTA ORIENTATA A LEGGERE LE SCELTE CHE GLI ITALIANI SONO PRONTI A COMPIERE E CHE QUOTIDIANAMENTE FANNO, PARTENDO DAL LORO RAPPORTO CON IL CIBO.
NE RIPORTIAMO DI SEGUITO UN’AMPIA SINTESI. (FONTE: ITALIANICOOP.IT)
È il tempo delle scelte, quelle che cambiano i destini del mondo, quelle dei singoli Paesi, fino ad avere impatti sulla vita quotidiana di ciascuno di noi. Il 2024 è l’anno in cui hanno votato o voteranno i cittadini di 76 Paesi, tra i maggiori del mondo (a partire dagli USA), elezioni che coinvolgono oltre metà della popolazione mondiale, ma mai come ora la democrazia non può darsi per scontata e va invece difesa; non è certo un caso se nell’ultimo anno l’affluenza alle elezioni europee è stata in media del 51% a fronte di poco più del 42% di 10 anni fa. Ed è anche questo l’anno in cui per il proliferare dei conflitti il ricorso alle armi torna ad essere un’opzione concreta. Una consapevolezza quest’ultima che sembra oramai acquisita anche nel nostro Paese; un italiano su 3 dichiara la sua preoccupazione per le tensioni internazionali, la maggioranza (il 55%) si dice favorevole alla reintroduzione della leva militare obbligatoria e il 65% ritiene necessario intervenire in un conflitto nel caso l’adesione alla NATO lo richiedesse, accettando anche per il 15% del campione l’invio di truppe di terra. A generare altra preoccupazione fra i nostri connazionali è anche il cambiamento climatico. Se è vero infatti che le conseguenze del climate change si scaricheranno soprattutto sul sud del mondo (anche se la metà delle emissioni dei gas serra è responsabilità di appena un decimo della popolazione, la più ricca), l’Italia per la sua condizione geografica e la posizione al centro del Mediterraneo ne subirà i maggiori effetti in Europa come teme il 55% dei manager intervistati nella survey “Looking Forward”, per non parlare del 37% degli intervistati che vede tra i principali rischi del surriscaldamento del Pianeta anche la difficoltà di approvvigionamento di materie prime (e il 52% dà già per certo l’aumento dei costi operativi). Peraltro,
proprio la sua posizione espone l’Italia ai maggiori flussi migratori che verranno dal continente africano, protagonista nei prossimi trent’anni di una eccezionale crescita demografica. A livello economico, scampato il pericolo della stagflazione e con un Pil globale che va meglio di quanto previsto (+3,2% le ultime previsioni sulla crescita), a tirare la volata sono sempre più le economie emergenti (al fianco della Cina, si rafforza l’India) ma con l’Italia che rivela una sorprendente capacità di resilienza e non è più l’ultima d’Europa anche se in un contesto continentale certo non brillante. +0,9% la previsione Pil Ue a fine 2024 a fronte di una previsione pari a +0,7% del Pil del nostro Paese, mentre il 61% dei manager intervistati nella survey dichiara il suo ottimismo su una crescita economica dell’Italia superiore o quanto meno in linea con la media europea nei prossimi anni.
La modesta ripresa economica non basta però a tranquillizzare gli italiani. La fotografia scattata dal Rapporto Coop 2024 è quella di un Paese inquieto, dove si riduce la quota di chi guarda con fiducia al futuro (che scende di 4 punti in due anni) e aumenta il timore (+ 11 punti percentuali 2024 su 2022). Le giovani generazioni, sulle quali si scarica maggiormente il peso del futuro incerto che si prospetta, pur non mostrando piena consapevolezza di ciò, sono più mobilitate dei loro coetanei europei ad attivarsi per cercare di cambiare la società in cui vivono; il 52% lo ha fatto rispetto a un 48% della media europea. Una inquietudine di fondo generata anche dal fatto che la maggioranza degli italiani (il 55%) è alle prese con una vita ben diversa dalle proprie aspettative di partenza molto spesso in senso peggiorativo (44% del campione).

Un sentiment con cui gli italiani si proiettano in avanti che cozza con i dati dell’oggi. Seppur in modo diseguale. Se è vero infatti che il potere di acquisto nel nostro Paese ha recuperato i livelli pre-pandemia e che oggi più di ieri sono diminuiti gli italiani che hanno vissuto situazioni di disagio profondo (l’ammettevano 20 milioni di persone nel 2022 rispetto ai 12 milioni di oggi) e che le famiglie in difficoltà ad affrontare una spesa imprevista di 800 euro passano dal 45% del 2023 al 33%, restano comunque ampie le difficoltà sociali del Paese. E anche questa faticosa tenuta non è avvenuta senza sacrifici. Innanzitutto, l’overworking è la leva principale con cui gli italiani provano a difendere il loro tenore di vita; infatti, già nel 2023 per ottenere redditi reali di poco superiori a quelli di 5 anni fa sono stati costretti a un surplus di ore lavorate (un miliardo e mezzo di ore in più). E, come spesso accade, sono molto ampie le differenze tra i settori economici. Ad esempio, i redditi per occupato dei lavoratori della sanità sono calati dell’8,5%, quelli dell’istruzione dell’11,2% mentre per altri come il settore costruzioni o l’ambito immobiliare i redditi sono cresciuti rispettivamente del 4,6% e del 6,4%. Forse anche per questo a precisa domanda il 75% degli intervistati non esita a dichiararsi insoddisfatto in primo luogo della propria retribuzione.
Con il recupero dei redditi anche i consumi tornano, in termini reali, ai livelli pre-pandemia (+0,3% nel 2023 rispetto al 2019), ma più che in passato sono ostaggio delle spese obbligate che limitano di molto gli spazi discrezionali delle famiglie. Non sorprende allora che la parola chiave con cui gli italiani si approcciano ai consumi sia il risparmio, di gran lunga il primo criterio di scelta negli acquisti (lo dice il 75% del campione) sia che si tratti di riempire l’armadio sia di scegliere un’auto (peraltro sempre più frequentemente usata, tanto che sono 15 milioni gli italiani che hanno rinunciato all’acquisto dell’auto nuova nel 2024), mentre rimane un miraggio la casa di proprietà (-2,1% le compravendite nel corso di quest’anno).
Anche i prodotti tecnologici a partire dallo smartphone, fino all’altro ieri oggetto dei desideri, hanno perso buona parte della loro attrattività e le vendite a volume nell’ultimo anno scendono di oltre il 6% e proprio lo smartphone con i suoi accessori (-7,4% e quanto a numero di pezzi quasi un milione in meno
anno su anno) insieme alle tv e ai pc registrano cali significativi (mentre crescono prodotti tech per la cucina e il beauty). Sostanzialmente una vita a basso impatto dove l’essenziale diventa centrale, il superfluo viene drasticamente ridotto. Tra i comportamenti emergenti in fatto di abitudini di consumo non stupisce trovare il tema del riparare oggetti piuttosto che sostituirli (il 26% con maggiore frequenza in prospettiva) e il ricorso ai prodotti di seconda mano (nelle prossime intenzioni di acquisto dichiarate dal 24%). Ed è così che si fa largo un ripensamento significativo della propria identità. Per l’85% del campione piuttosto che la capacità economica e lo status sociale è proprio la dimensione personale e privata a caratterizzare la percezione di sé stessi, a partire dalla famiglia, dalla propria situazione affettiva e anche dal dispiegarsi delle proprie doti etiche e morali.
Anzi, l’acquisto e il possesso di beni smettono di essere aspirazionali e sembrano perdere per buona parte degli italiani quegli attributi di gratificazione personale e di riconoscibilità sociale che pure hanno caratterizzato una lunga fase della nostra società degli ultimi decenni. Una indifferenza per gli acquisti (coloro che aumenteranno gli acquisti solo per il mero piacere di comprare sono meno di chi invece aumenterà questo approccio di consumo, -3 punti percentuali) e uno strisciante de-consumismo che relega i forzati del lusso in una trincea sempre più minoritaria e oramai appannaggio solo dei super ricchi.
In tanta frugalità, sopravvive invece, e anzi si rafforza, la propensione al benessere personale e a un vero e proprio culto del corpo. Ne deriva da un lato una sana attenzione alla propria salute che tra l’altro spinge gli italiani nelle braccia della sanità privata; il 23% della spesa sanitaria nel nostro Paese (40,6 miliardi di euro) è finanziata direttamente dai cittadini. E qui spunta anche una propensione positiva verso un’applicazione dell’AI per quanto riguarda il progresso tecnologico, le scoperte scientifiche e anche le applicazioni in campo medico a tutela proprio della salute. Più sorprendente a fianco di questo utilizzo tutto sommato strumentale dell’AI, il fatto che un italiano su tre dichiari di poter in futuro persino sviluppare un legame affettivo con un umanoide digitale o un sistema operativo. O la

disponibilità dichiarata dal 37% di farsi impiantare un microchip per eseguire piccole azioni quotidiane come pagare digitalmente o altro. Dal culto del proprio corpo deriva anche il mantra del “tutti a dieta”, siano esse diete ipocaloriche, salutistiche e dello sport praticato oramai a vario titolo da 4 italiani su 10 (quasi 17 milioni di persone). E dall’altro si profila l’ossessione per i trattamenti estetici e la cosmesi, dove la parsimonia prima evidenziata sembra attenuarsi e in certi casi scomparire; gli italiani spendono in media 350 euro all’anno per cure estetiche, la variazione di vendite di prodotti cosmetici (2024 su 2019) è a doppia cifra (+29%), fino a sfiorare comportamenti disfunzionali (8,6 milioni gli italiani che assumono o sono interessati a ricorrere a farmaci per il diabete per dimagrire).
Dopo gli anni difficili dell’impennata dei prezzi, che aveva messo in profonda difficoltà gli acquisti degli italiani e la loro stessa identità alimentare, nel 2024 l’inflazione si azzera e i volumi del largo consumo tornano dopo quattro anni in positivo (+0,9% nel primo semestre 2024 rispetto al 2023). Guardando ai soli canali iper, super e libero servizio nel primo semestre 2024 le vendite a volume sono state superiori a quelle del 2019 del 3,9%. Il cibo rimane, anche nelle previsioni, l’unico comparto in cui tagliare la spesa è una opzione solo per una ristretta minoranza degli italiani; il 21% del campione dichiara che aumenterà la sua spesa contro il 10% che intende diminuirla.
Tornano a crescere allo stesso modo il numero degli italiani che dichiara una identità alimentare (+6% sul 2023), non più una sola però ma molteplici. Pur nel solco della tradizione, sono infatti molti gli italiani che si affrancano da un approccio troppo dogmatico e si aprono alla scoperta di nuovi stili alimentari; più esploratori che custodi. Se un italiano su 3 (34%) infatti privilegia ancora la dieta mediterranea, si affermano le diete ricche di proteine non animali ovviamente, con l’iperproteico (7% dei consumatori, +2%) sul 2023, e tutti quegli stili attenti al peso forma; quindi, crescono il fit sport (6%, +2%) e il digiuno intermittente (7%, +3%) senza tralasciare che rimangono pressocché stabili il flexitariano, il reducetariano e il climatariano. Prevalgono dunque a ben vedere gli stili orientati al benessere e alla sostenibilità.
Da sempre, d’altronde il cibo è per noi italiani rispetto alla media europea più di un nutrimento fine a sé stesso e, vista la propensione attuale, non stupisce come i nostri connazionali siano ben più attenti a una alimentazione sana rispetto al resto degli europei. Coloro che pensano di rafforzare questa propensione sopravanzano di 36 punti percentuali chi la diminuisce; una differenza più alta di quella europea che si ferma a 31 punti percentuali. E sempre gli italiani sono anche gli unici, almeno a parole, a dirsi disposti a pagare di più per avere prodotti salutari (complessivamente e al netto di chi non sarà disposto, +15%; a fronte di una media Ue ferma a +1%).
Sempre di più la scelta del cibo passa dalla testa piuttosto che dalla pancia e questo spiega molte delle rinunce in atto. Una riscossa salutistica che non lascia a casa nemmeno il biologico ritornato dopo anni di appannamento tra i desiderata degli italiani: sono 24,8 milioni le famiglie già acquirenti con una penetrazione del 96,6% e 9,6 milioni gli italiani che nei prossimi mesi ne aumenteranno l’acquisto. Queste nuove sensibilità trovano una chiara avanguardia anche nell’approccio che le generazioni più giovani hanno nei confronti del cibo dove al pragmatismo nella ricerca del prezzo più basso (il 51% lo considera il fattore su cui basa la sua decisione di acquisto) si affiancano alternative più rispettose dell’ambiente (il 58% sceglie prodotti di stagione, il 39% privilegia freschezza e qualità). Sul versante dei comportamenti di acquisto, i prodotti a marchio del distributore (Mdd) e i discount continuano a rappresentare i migliori interpreti di questa nuova “saggezza” dei consumi. Nel primo semestre 2024 la Mdd raggiunge a volume il 38,2%% delle vendite totali del mercato con un incremento di 2,2% a valore e 2,4% a volume rispetto allo stesso periodo 2023, a fronte di una variazione dei prodotti di marca (TOP 20) del -0,5% a valore e -2,2% a volume.
Allo stesso modo continua la crescita del discount che, anche grazie ad una continua espansione della rete di vendita, raggiunge il 23% di quota di mercato, con un incremento di circa 4 punti percentuali rispetto al 2019.



LAVAZZA TORNA CON UNA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE E DI FORMAZIONE PROFESSIONALE AD HOC PER IL SEGMENTO OCS E VENDING, RICONOSCENDONE IL VALORE STRATEGICO NEL MERCATO DEL CAFFÈ E NEL PROPRIO BUSINESS.
L’AZIENDA INVESTE IN QUESTO SEGMENTO CHE PERMETTE DI TENERE MONITORATI I TREND DI CONSUMO E L’EVOLUZIONE DEI CONSUMATORI E LO FA ATTRAVERSO IL SISTEMA FIRMA E LA FIGURA DEL COFFEE MANAGER, CON L’OBIETTIVO DI REGALARE UN’ESPERIENZA DI CONSUMO SEMPRE PIÙ ALL’ALTEZZA CON LE ASPETTATIVE.
A PARLARCI DI QUESTE NOVITÀ IGOR NUZZI, REGIONAL DIRECTOR ITALIA E IBERIA LAVAZZA.
INTERVISTA CON IGOR NUZZI
Quanto sono importanti il segmento OCS e Vending nel settore caffè a livello nazionale? E per Lavazza? I segmenti dell’OCS e del Vending hanno un peso elevato a livello nazionale per il mercato del caffè, che si è confermato essere la bevanda calda più scelta in ufficio. I due segmenti di mercato rappresentano una componente significativa del business Lavazza non solo per i volumi di vendita che generano, ma anche perché rivestono un ruolo strategico nel consolidare la presenza del brand e mantenerne alta la percezione anche in ambiti professionali, soprattutto in contesti come uffici, aziende o spazi pubblici. Inoltre, il presidio di questi segmenti permette all’azienda di avere una visione quanto più globale del mercato e delle esigenze dei consumatori, riuscendo ad intercettare con anticipo i nuovi trend e le trasformazioni delle modalità di consumo. Lavazza investe molto nell’innovazione delle soluzioni di questo mercato, contribuendo ad elevarne gli standard e riponendo un’attenzione particolare all’esperienza del cliente. Nel complesso, il segmento OCS-Vending rappresenta una leva strategica per mantenere il rapporto con i consumatori abituati a consumare Lavazza presso la propria abitazione e permette all’azienda di raggiungere nuovi clienti, rispondendo alla domanda di praticità senza mai rinunciare alla qualità del prodotto.
Quanto e come è cambiato il mercato caffè con il diffondersi di nuove abitudini lavorative (esempio: smartworking, coworking)? L’Italia è tra i Paesi che ha vissuto un rapido ritorno alla normalità e alla vita d’ufficio quotidiana, riscoprendo l’importanza di piccoli rituali che scandiscono le giornate lavorative e tra questi, il caffè riveste sicuramente un ruolo centrale. Parallelamente, la diffusione degli spazi di coworking ha creato nuove opportunità per il consumo di caffè, trasformando questi luoghi in hub di confronto e networking tra professionisti. In questi spazi, il caffè diventa un elemento distintivo dell’offerta, capace di valorizzare l’esperienza complessiva del lavoratore. Di fronte a questo scenario l’esigenza di offrire un’esperienza qualitativa del consumo di caffè nei luoghi di lavoro è tornata ad essere una priorità. Questo ha spinto Lavazza a sviluppare nuove soluzioni pensate ad hoc per elevare il “momento caffè”, proponendo prodotti e servizi che contribuiscono al miglioramento di questo appuntamento della vita lavorativa. Con l’obiettivo di valorizzare il coffee break, che in molti luoghi è un vero e proprio rituale, Lavazza ha dato il via ad un progetto che pone al centro il lavoratore e i suoi needs. Bere una tazzina di caffè è un gesto semplice, ma ricco di significato: è durante una pausa caffè che nascono momenti di confronto e condivisione, capaci di risolvere i piccoli conflitti quotidiani; è con un caffè che si accolgono i clienti e spesso è proprio davanti ad un caffè che si chiudono gli accordi più importanti. Dunque, il caffè in ufficio è un incentivo alla convivialità e alla condivisione e un catalizzatore di esperienze di gusto.

Avete introdotto un nuovo percorso formativo per diventare “Coffee Manager”. Ci può raccontare come si diventa “Coffee Manager” e qual è il suo ruolo all’interno degli ambienti lavorativi? Nell’ambito della nuova campagna per valorizzare l’unicità del nostro Sistema Firma, abbiamo sviluppato un programma di formazione dedicato alla figura del Coffee Manager, che diventerà un punto di riferimento all’interno dell’ufficio. Sarà colui che riesce a mantenere un clima equilibrato e sereno e, da esperto del caffè quale diventerà, potrà condividere con i colleghi i segreti del caffè, per vivere un’esperienza di gusto unica e arricchita. Tutti i clienti Firma potranno accedere alla Coffee Manager Academy e al percorso di formazione online strutturato su tre livelli che esplora il mondo del caffè: dalle sue origini alla lavorazione, fino alla scoperta dei diversi aromi. A fine corso, tutti coloro che avranno ottenuto l’attestato di Coffee Manager potranno accedere ad un esclusivo concorso ad estrazione finale. In palio un esclusivo weekend a Torino per vivere la Lavazza Tour Experience: una visita alla Factory 1895 Coffee Designers by Lavazza e al Museo Lavazza, seguita da una cena stellata presso il ristorante Condividere.
Qual è il valore strategico di queste nuove iniziative di formazione e comunicazione indirizzate al mondo Professionale? L’investimento in nuove iniziative di formazione e comunicazione per il mondo professionale ha un valore strategico per l’azienda, in quanto permette di creare una rete solida di clienti aggiornati e informati. Attraverso la formazione, Lavazza contribuisce a diffondere la cultura del caffè e ad elevare gli standard dell’intero

settore. Con le attività di comunicazione rivolte nello specifico al mondo professionale, l’azienda si posiziona come un punto di riferimento autorevole e affidabile. In generale, crediamo fortemente che sia fondamentale promuovere una cultura del caffè che vada oltre il suo semplice consumo, trasmettendo il mondo affascinante che si cela dietro ogni tazzina di caffè. Questa bevanda, apparentemente semplice, è in realtà il risultato di un processo meticoloso di cura, attenzione e impegno che inizia nei campi di coltivazione e arriva fino a noi. È la consapevolezza di ciò che ce ne fa apprezzare appieno il suo valore.
Il cliente è al centro del vostro nuovo approccio. Come Lavazza riesce a valorizzare l’esperienza caffè dei clienti negli ambienti lavorativi? Con l’ultima campagna rivolta al mondo OCS e Vending abbiamo acceso i riflettori sui nostri clienti, che sono diventati protagonisti della pausa caffè in ufficio. Riconoscere la loro importanza e riconoscere il ruolo chiave del caffè nella quotidianità lavorativa è il primo passo per un’esperienza di qualità e, soprattutto, piacevole. Ci impegniamo a creare un’esperienza di consumo che vada oltre il semplice prodotto, trasformando il rituale del caffè in un momento di piacere e convivialità anche all’interno degli uffici. I servizi che offriamo – tra cui corsi di formazione per diventare Coffee Manager - puntano a ricreare un’esperienza qualitativa di caffè in ufficio, sempre più ricercata anche all’interno dei luoghi di lavoro. Combinando la qualità del prodotto, e un’attenzione particolare alle esigenze dei clienti vogliamo valorizzare e migliorare l’esperienza del caffè in ufficio, migliorando il clima aziendale e la soddisfazione dei dipendenti.


BUSINESS COACH
La nostra società di consulenza raggruppa le competenze necessarie per assistere le gestioni del vending a comprendere le proprie potenzialità e affiancarle nell’analisi e nella corretta pianificazione della strategia d’impresa.
ORIENTIAMO LA CRESCITA
La squadra, attualmente composta da oltre 10 consulenti, costituisce un riconosciuto gruppo di eccellenza che è in grado di orientare la crescita e offrire soluzioni in diversi ambiti della distribuzione automatica.
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MARCA BY BOLOGNAFIERE SI PREPARA A UNA 21A EDIZIONE A TUTTO BUSINESS.
LA MANIFESTAZIONE, ORGANIZZATA IN COLLABORAZIONE CON ADMASSOCIAZIONE DISTRIBUZIONE MODERNA , SI FARÀ NUOVAMENTE SPECCHIO DEL MERCATO E PUNTO DI RIFERIMENTO DELL’INTERO ECOSISTEMA DELLA MARCA DEL DISTRIBUTORE (MDD).
IN UN PERIODO CARATTERIZZATO DA TRASFORMAZIONI, INFLAZIONE E RIDUZIONE DEL POTERE DI ACQUISTO DELLE FAMIGLIE, L’APPUNTAMENTO FIERISTICO PUNTA I RIFLETTORI SULLE ABITUDINI DI CONSUMO SEMPRE PIÙ ORIENTATE ALLA MDD, UN SETTORE IN CRESCITA IN TUTTA EUROPA , NONCHÉ SULLE STRATEGIE E I MODELLI DI SVILUPPO UTILI ALLA COMMUNITY PROFESSIONALE IN CERCA DI SOLUZIONI INNOVATIVE E SOSTENIBILI PER AFFRONTARE LE SFIDE ATTUALI E FUTURE DEL MERCATO.
La crescita di Marca by BolognaFiere trova riscontro negli ottimi dati sulle vendite dei prodotti a marca privata. Come certifica Circana – partner di BolognaFiere anche per il 2025 – al primo semestre 2024, la Marca del Distributore risulta il segmento più dinamico del mercato: con un incremento delle vendite a valore di +2,7% a totale Omnichannel, la MDD sviluppa oltre 14,5 miliardi di euro di ricavi complessivi, raggiungendo 30,1 punti di quota (+0,2 rispetto al primo semestre 2023). Crescita confermata anche da un aumento dei volumi di vendita del +3,6%. Guardando alle merceologie, migliora il posizionamento competitivo della MDD in tutti i reparti, con particolare riferimento ai segmenti drogheria alimentare, carni e pet care (tutti al +0,5 pti quota) e prodotti per la cura della casa (+0,4 pti). L’incremento a valore tra i reparti è sostenuto da un contestuale aumento nei volumi, fatta eccezione per il reparto bevande. Con un trend positivo e un’ampia offerta assortimentale, che ben coniuga qualità e convenienza, la MDD è preferita da milioni di consumatori, ricoprendo sempre più un ruolo chiave per lo sviluppo del settore e del comparto agroalimentare.
Marca by BolognaFiere è l’unico appuntamento in Italia interamente dedicato ai prodotti food e non food a Marca del Distributore e l’unico in Europa a poter contare sulla presenza in fiera degli stand delle principali insegne della Distribuzione Moderna Organizzata, in qualità di espositori e di membri del Comitato Tecnico Scientifico dell’evento. La presenza in manifestazione di decine di
importanti buyer di queste catene contribuisce ad accrescere il peso strategico di Marca all’interno del palinsesto fieristico internazionale. A sei mesi dalla 21a edizione big player dell’industria, ma anche marchi storici specializzati in private label, così come numerose piccole e medie imprese, hanno confermato la propria partecipazione sottolineando la fiducia e l’entusiasmo per un’iniziativa capace di anticipare le tendenze e di creare nuove opportunità di business nel comparto MDD. È stato inoltre siglato recentemente l’accordo triennale con UnionAlimentari-Confapi – associazione di 2.800 PMI che tutela e promuove gli interessi economici e sociali delle piccole e medie industrie dell’agroalimentare italiano – che mira a incrementare la partecipazione a Marca 2025 da parte degli associati che operano nel settore.
I 9 padiglioni assegnati a Marca – due in più rispetto al 2024 – danno forza all’impianto generale della manifestazione, articolato nelle macro-aree espositive Food e Non Food La sezione Food darà, come di consueto spazio al meglio delle proposte Made in Italy e internazionali: dai prodotti da formo ai lattiero-caseari, passando per carni, salumi, pollame, senza dimenticare il pesce e i prodotti ittici. E poi ancora olio, aceto e condimenti; salse e sughi pronti, dolci tentazioni, confetture e snack; surgelati; caffè, bevande ecc. Parallelamente, spetterà al comparto Non Food presentare tutto ciò che ruota attorno alla cura della casa, della persona e al fai-da te/ bricolage, con un occhio di riguardo ai temi dell’efficienza

e della sostenibilità. Sarà questa un’area ricca di idee innovative e soluzioni pratiche, pensata per rispondere alle esigenze dei consumatori attenti al benessere psico fisico e alla tutela dell’ambiente.
Marca Fresh e Marca Tech si ripropongono con le rispettive formule di successo. La 5a edizione di Marca Fresh, organizzata in collaborazione con SGMarketing, renderà protagonista il settore del fresco e freschissimo in ortofrutta, chiamato a dialogare con la GDO all’insegna di una sempre più sentita e diffusa responsabilità economica, sociale e ambientale. Packaging, logistica, materie prime, ingredienti, tecnologia e servizi saranno invece protagonisti della 11a edizione Marca Tech che porterà in vetrina i beni intermedi per la supply chain della MDD, presentando a produttori e retailer le ultime tendenze per innovare e operare in modo sostenibile.
Condividere e intensificare una strategia di promozione di Marca By BolognaFiere sulle piazze internazionali efficientando risorse e nuove opportunità di business, accrescere la visibilità sui mercati e diventare punto di riferimento globale in materia di MDD: è da questi presupposti che nasce la principale novità dell’edizione 2025, l’introduzione di una giornata in più, quella di martedì 14 gennaio, che si aggiunge alle due di manifestazione (mercoledì 15 e giovedì 16), e destinata esclusivamente agli incontri B2B L’iniziativa offrirà agli espositori la possibilità di dialogare con buyer selezionati e qualificati per avviare nuove relazioni e sviluppare partnership commerciali sui mercati esteri. L’International Buyers Preview del 14 gennaio è stata accolta con grande entusiasmo sia da parte degli espositori iscritti, sia dai buyer esteri che hanno già confermato la loro presenza, a ulteriore riprova della crescita internazionale della fiera.
Si conferma infine di grande richiamo per il pubblico di operatori e professionisti il programma convegnistico di Marca, articolato in conferenze e focus sui più attuali dati di mercato, con workshop e focus tematici che coprono ogni aspetto d’interesse per la private label
È calendarizzata al mattino di mercoledì 15 gennaio la presentazione del Position Paper di The European House Ambrosetti, promosso da ADM e Marca by BolognaFiere, cui seguirà un momento di approfondimento con stakeholder e protagonisti del settore. Nel pomeriggio, spazio al XXI Rapporto Marca by BolognaFiere, annuale fotografia sul ruolo della Marca del Distributore scattata da Circana, e alla seconda edizione del convegno tenuto da GS1 Italy con un approfondimento sul suo Osservatorio Non Food, lo studio annuale dedicato alle tendenze di 13 settori non alimentari e sul Digital Product Passport, l'insieme di informazioni sul prodotto a supporto dell’economia circolare e della sostenibilità. Inserito nel quadro delle iniziative comunitarie su sostenibilità ed economia circolare, il passaporto digitale del prodotto fornirà ai prodotti coinvolti un'identità univoca, collegata a una o più fonti di dati, e conterrà informazioni legate all’intero ciclo di vita del prodotto come origine, composizione, durabilità, opzioni di riparazione e smontaggio e riciclabilità dei diversi componenti del prodotto.
Ad animare le giornate di manifestazione anche gli incontri specialistici di Marca Fresh, la presentazione dell’Osservatorio Packaging del largo consumo a cura di Nomisma e la premiazione dell’ADI Packaging Design Award
Di sicuro richiamo per gli operatori in visita sarà la nuova edizione dell’International Private Label Selection – IPLS, promossa da Marca by BolognaFiere in collaborazione con Expertise On Field – IPLC L’IPLS metterà in vetrina prodotti lanciati o di prossimo lancio delle aziende espositrici. Questi prodotti saranno inizialmente presentati in una sezione dedicata del sito web e successivamente esposti all’interno di uno spazio denominato IPLS Manufacturers’ Innovation Expo, dove saranno visibili in anteprima ai buyer internazionali durante la preview del 14 gennaio e a tutti i visitatori nei giorni dell'evento, il 15 e 16 gennaio. L’esposizione dell’IPLS proseguirà anche nei mesi successivi, quando verrà riproposta in occasione di altre iniziative internazionali organizzate da Marca by BolognaFiere, a partire da Marca China.


SIGEP SI CONFERMA EVENTO DI RIFERIMENTO E DI ISPIRAZIONE PER L'INTERA COMMUNITY DEL FOODSERVICE, ATTIRANDO PROFESSIONISTI INTERNAZIONALI NEI SETTORI GELATO, PASTRY&CHOCOLATE, COFFEE, BAKERY E PIZZA.
NEI PADIGLIONI DI FIERA DI RIMINI, GLI ESPOSITORI PRESENTANO IL FUTURO DELLA LORO INDUSTRIA, OFFRENDO AI VISITATORI APPROFONDIMENTI ESCLUSIVI SULLE TENDENZE DI DOMANI E SUI GUSTI INESPLORATI.

SIGEP è il luogo ideale per allacciare contatti e stringere relazioni con i principali player del settore: ogni interazione rappresenta un'occasione preziosa per imparare, crescere e cogliere nuove opportunità di business, nonché di sperimentare le innovazioni che trasformeranno l’industria fuori casa.
Non fa eccezione il mercato del caffè, che sta attraversando una fase di trasformazione, alimentata da tendenze emergenti che ne stanno ridefinendo l'esperienza, in particolare nel settore del foodservice. Con l'attenzione rivolta alla sostenibilità, alla personalizzazione e all'integrazione tecnologica, il caffè fuori casa si sta evolvendo per soddisfare le esigenze di un pubblico sempre più esigente e consapevole.
Nel prossimo futuro, i brand di caffè sono sempre più impegnati a collegare la sostenibilità a esperienze positive per i consumatori. Per gli operatori del foodservice, ciò significa adottare pratiche di sourcing sostenibile e utilizzare packaging ecologico, offrendo un caffè che non solo ha un gusto eccezionale, ma fa anche bene all'ambiente.
La personalizzazione è una delle forze trainanti nel futuro del caffè, specialmente nel foodservice. I consumatori cercano esperienze su misura, sia che si tratti di un boost di produttività, di un momento di socialità o di relax. Gli operatori possono sfruttare questa tendenza offrendo menù di caffè che variano per soddisfare differenti occasioni e momenti della giornata. Inoltre, i caffè "ready-to-drink" (RTD) stanno vedendo un aumento nella sperimentazione di nuovi sapori, spingendo i limiti del tradizionale espresso con ingredienti come vaniglia e spezie esotiche.
L'uso della tecnologia è destinato a giocare un ruolo fondamentale nel miglioramento della qualità del caffè. Attrezzature per la preparazione del caffè sempre più connesse e sincronizzate permetteranno di mantenere costante la qualità del prodotto, indipendentemente dalla location. Questo tipo di innovazione è particolarmente utile per le grandi catene o per i coffee shop che vogliono garantire un'esperienza uniforme ai clienti. Inoltre, le applicazioni di analisi dei dati aiuteranno a monitorare il consumo e ottimizzare le operazioni, offrendo agli operatori del foodservice la possibilità di adattarsi in tempo reale alle preferenze dei clienti.
L'idea di offrire esperienze multi-corso con il caffè sta guadagnando terreno, particolarmente nei contesti più sofisticati. In Indonesia, per esempio, Omakafe propone un menu di degustazione che include opzioni con ghiaccio, cocktail e bevande a base di latte, un format che può ispirare i locali di tutto il mondo. Offrire ai clienti una varietà di opzioni di caffè in un'unica esperienza potrebbe diventare una nuova frontiera del foodservice, capace di attrarre appassionati del caffè in cerca di esperienze sempre più raffinate.
Per gli operatori del foodservice, il futuro del caffè non riguarda solo l’adozione di nuove tecnologie o la sperimentazione di nuovi sapori, ma anche il modo in cui questi elementi possono creare un’esperienza unica e sostenibile per i clienti.
La capacità di offrire un prodotto personalizzato e di qualità, supportato da pratiche sostenibili, diventerà sempre più centrale nel determinare il successo di un coffee shop o di una catena nel competitivo mercato globale del caffè.

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