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Il settore del vending è stato spesso visto come un canale secondario rispetto alla grande distribuzione, ma questa percezione non potrebbe essere più lontana dalla realtà. In un contesto globale in cui le private label stanno guadagnando sempre più terreno, come evidenziato dal recente Kearney 2024 Private Label Report in collaborazione con NielsenIQ (NIQ) , l'industria di marca deve necessariamente rivalutare la sua strategia e comprendere che il vending rappresenta non solo un'opportunità, ma una necessità per restare competitivi.
Il report Kearney-NIQ sottolinea come i marchi privati stiano crescendo in fiducia e rilevanza tra i consumatori, specialmente negli Stati Uniti, dove il 30% dei consumatori ritiene che la qualità delle private label sia superiore rispetto ai marchi nazionali. Con i dati che mostrano una penetrazione del 52% delle private label in Svizzera e del 31% in Italia, è evidente che l’industria di marca deve trovare nuovi modi per distinguersi e rimanere rilevante.
È qui che il vending entra in gioco, con la sua capacità unica di portare i prodotti di marca direttamente in contesti privati come uffici, fabbriche e altri ambienti chiusi, dove la competizione con le private label è meno intensa o addirittura inesistente. In questi luoghi, il vending diventa non solo un canale di vendita, ma un vero e proprio ambasciatore del marchio, offrendo un'esperienza diretta e personalizzata al consumatore. A differenza dei supermercati, dove le private label possono dominare gli scaffali, il vending permette ai marchi di comunicare in modo più efficace e immediato con il consumatore finale, influenzando le sue scelte in un ambiente privo di distrazioni.
Inoltre, il vending offre un'opportunità preziosa per testare nuovi prodotti e strategie di marketing in un contesto controllato. Con la crescita della Generazione Z e dei consumatori a reddito più elevato che adottano rapidamente le private label, come evidenziato nel report Kearney-NIQ, l'industria di marca deve sfruttare ogni canale disponibile per mantenere e rafforzare il proprio posizionamento. Il vending, con la sua capacità di offrire prodotti di alta qualità in modo rapido e conveniente, diventa quindi un alleato fondamentale in questa battaglia per la rilevanza.
In un mercato dove la differenziazione diventa sempre più difficile e dove i margini sono sotto pressione, il vending non è solo un canale di vendita alternativo, ma una vera
e propria estensione della strategia di marca. Le aziende devono riconoscere che essere presenti nei punti vendita tradizionali non è più sufficiente; è necessario entrare nelle vite quotidiane dei consumatori, ovunque essi si trovino.
E il vending, con la sua capacità di penetrare in spazi privati e di comunicare direttamente con il consumatore, rappresenta la chiave per farlo.
Il vending, quindi, non è solo una risposta alle sfide poste dalle private label, ma è un'opportunità per le marche di riscoprire e riaffermare il loro valore unico. In un momento in cui la fedeltà al brand è in declino e la competizione è più feroce che mai, il vending può fornire quella connessione diretta e personale con il consumatore che nessun altro canale è in grado di offrire.
L'industria di marca ha bisogno del vending non solo per sopravvivere, ma per prosperare in un mercato in continua evoluzione.

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Aprite la pagina del vostro motore di ricerca preferito e digitate: “caffè a due euro” e ne leggerete di tutti i colori. Se cambiate la cifra e digitate “un euro”, la situazione non cambia, anzi, le inesattezze si amplificano… modificate ancora la cifra, riducendola ulteriormente, il risultato sarà lo stesso, un po’ come la formula matematica dell’addizione commutativa: cambiando l'ordine degli addendi, il risultato non cambia. Nella nostra ricerca, digitando un prezzo diverso, la quantità di cazzate che appariranno sarà la stessa.
Le motivazioni dell’aumento oramai sono arcinote, si inizia con il rincaro energetico, poi rientrato, ma ecco che arriva il maggior costo dei trasporti, cresce il consumo nei paesi asiatici, c’è meno prodotto, arrivano le gelate, il raccolto cala…
Qualche rappresentante dell’Associazione dei consumatori afferma, improvvisandosi imprenditore, che i 7-9 grammi di quantità di materia prima in una tazzina di caffè, che in alcuni bar si può trovare anche a 1.50 euro, rappresentano un valore infinitesimale, quindi dire che se aumenta la materia prima si passa a due euro non ha logicità. Questi signori dovrebbero andarsi a leggere quali sono tutti i costi e gli aumenti che gravano e continuano a gravare sulla famosa “tazzina”. Naturalmente si parla di bar, non sia mai che si parli di vending: anzi, se citato è solamente in senso dispregiativo.
“L’associazione Appe (fonte il Gazzettino del Nord Est) riconosce che il caffè verde nell'ultimo anno ha avuto aumenti di quotazione mai visti in tanti anni, nell’ultimo anno addirittura vicino al 100%. Tuttavia, il barista sa che non può aumentare il prezzo della tazzina nella stessa proporzione di questi aumenti e quindi fa da ammortizzatore, quando invece negli scaffali il prezzo del caffè in polvere è aumentato già a doppia cifra percentuale, senza tanta pubblicità né tanta polemica. Ci si dimentica che dietro ad una tazzina di caffè ci sono: locale riscaldato o condizionato a seconda della stagione, accoglienza e parola di cortesia, tazzina-piattino-cucchiaino sempre puliti e igienizzati, zucchero di tutti i tipi illimitato - continua la nota - oltre ai costi di gestione e l'eventuale costo di transazione”
Bene, fin qui potrebbe essere anche corretto, ma poi continua:
“…nell'ultimo periodo sembra quasi che il lavoro del barista sia diventato un servizio alla comunità, preferibilmente gratuito: dovrebbe stare aperto 365 giorni l'anno, possibilmente 20 ore al giorno, offrendo caffè espresso ad un prezzo simile a quello delle macchinette”.
Ecco che entriamo in gioco noi, i servitori di caffè di serie B, quelli che servono uno pseudo prodotto in bicchierini biodegradabili, con mescolatori sostenibili per buona pace dei fanatici green, erogati da distributori sempre più sofisticati e più costosi, caricati quotidianamente da persone oramai difficili da trovare, che guidano mezzi elettrici districandosi nei divieti di accesso delle nostre città ma, chissenefrega, noi siamo quelli delle macchinette, quelli meno considerati, che nei loro sogni vorrebbero offrire un caffè ad un prezzo pari alla metà di quello del bar, con una qualità che non rispecchia assolutamente questa differenza di prezzo, anzi!


NUMERO 172
SETTEMBRE-OTTOBRE 2024
RENZO GABRIEL BONIZZI
DIRETTORE RESPONSABILE EDITOR IN CHIEF
ALESSANDRO FONTANA DIRETTORE EDITORIALE EDITORIAL DIRECTOR
LAURA GUASPARRI ART DIRECTOR
ANTONIO VALESTRA GRAPHIC DESIGN
DANIELA BISCOTTI COMMERCIALE COMMERCIAL
NOEMI MARGAROLI REDAZIONE EDITORIAL STAFF
HA COLLABORATO MASSIMO FERRARINI
LUCINI OFFICINA
D’ARTE GRAFICA SRL STAMPA PRINTERS
D.A.ITALIA
IL PERIODICO DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA PUBBLICAZIONE ISCRITTA AL TRIBUNALE DI MILANO, NUMERO DI REGISTRAZIONE 177 DEL 22 MARZO 2004
ISCRIZIONE AL R.O.C. 31449
PERIODICITÀ MENSILE
EDITORE ART&WORKS SRL UNIPERSONALE VIA ALESSANDRO ALGARDI 13 20148 MILANO P.IVA 04234310961 TEL +39 02 48958566
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LA RIPRODUZIONE TOTALE O PARZIALE DELLE ILLUSTRAZIONI E DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI SU D.A. ITALIA È PERMESSA SOLO SE AUTORIZZATA DALLA DIREZIONE. LA DIREZIONE NON ASSUME RESPONSABILITÀ PER LE OPINIONI ESPRESSE DAGLI AUTORI DEI TESTI REDAZIONALI E PUBBLICITARI.
CONCEPT BY ART&WORKS SRL
3
EDITORIALE
Perché l’industria di marca ha bisogno del vending
5 SPEAKER’S CORNER
Caffè a due euro: verità e disinformazione
10 MERCATO DEL VENDING Latest News
30 FANTAVENDING
Agosto-Settembre 2024
36 MONDO ASSOCIAZIONE
Con i Venditalia Talks il vending affronta i temi caldi per il settore
44 TECNOLOGIA
L’intelligenza Artificiale sarà in grado di riscrivere il futuro del vending?
50 NORMATIVE
Il Piano Transizione 5.0. Un nuovo capitolo per l’innovazione industriale in Italia
54 PERSONAGGI DEL VENDING
“La mia vita è un’impresa” Mario Toniutti si racconta in un libro
56 FOCUS ON
Nell’era dell’intelligenza artificiale, Lavazza ci ricorda che il piacere è ciò che ci rende umani
59 APPUNTAMENTO IN FIERA
EVEX 2024 e Forum de la DA a Cannes dal 16 al 18 ottobre per celebrare i 30 anni di EVA
Triestespresso Expo torna dopo due anni dal 24 al 26 ottobre 2024 al Porto Vecchio di Trieste
Vendtra e Vendtra Twins, dal 24 al 26 settembre a Monaco di Baviera
l’evento per l'industria del caffè e del vending in Germania
CONFIDA E ITALIAN EXHIBITION GROUP ENTRANO IN SOCIETÀ PER SVILUPPARE LA FIERA VENDITALIA
CONFIDA - Associazione Italiana Distribuzione Automatica, ha scelto Italian Exhibition Group (IEG), come partner strategico per lo sviluppo della fiera “Venditalia”, la principale manifestazione del settore della distribuzione automatica in Europa: nascerà così una nuova società che organizzerà a Rimini le prossime edizioni di Venditalia e ne curerà lo sviluppo sia merceologico sia internazionale. Dalla primavera del 2026 pertanto Venditalia si terrà nei padiglioni della Fiera di Rimini.
Con l’accordo sottoscritto da Italian Exibition Group e Venditalia, nella persona del Presidente della manifestazione Ernesto Piloni e con l’approvazione all’unanimità del consiglio direttivo della fiera e dell’Assemblea di CONFIDA, si è dato avvio all’iter per la costituzione entro l’autunno di una NewCo partecipata al 51% da IEG e al 49% da Confida, che a partire dal 2026 organizzerà, sempre a cadenza biennale, nei padiglioni della Fiera di Rimini “Venditalia – The Vending Expo”, la principale rassegna internazionale del vending, il settore che si occupa della distribuzione automatica di alimenti, bevande e di un numero crescente di prodotti.
Nata nel 1998 a Genova, “Venditalia” ha continuato a crescere e ad attirare sempre più professionisti del settore. Nel 2004 ha ricevuto la qualifica di manifestazione “internazionale” e quest’anno, arrivata alla tredicesima edizione, ha ottenuto numeri significativi: 32mila metri quadrati di superficie espositiva, 300 espositori (il 40% dei quali internazionali, principalmente da Francia, Spagna, Germania, Polonia, Portogallo e Regno Unito) e 22.300 visitatori professionali. Venditalia, oltre a presentare la più ampia offerta di macchine per la distribuzione automatica, prodotti e servizi per il vending, è arricchita anche da un programma di incontri e convegni che approfondiscono le principali sfide e opportunità del comparto.
Risultati e risalto sostenuti anche dal fatto che l’Italia è leader europeo nel settore della distribuzione automatica: il comparto, che nel 2023 ha fatto registrate un giro d’affari complessivo di 2 miliardi di euro (distribuzione automatica e OCS) e 5 miliardi di consumazioni, genera un indotto occupazionale di oltre 33mila persone, include più di 3mila imprese e vede, sul territorio, oltre 830mila vending machine installate (il più grande parco macchine in Europa). A questi numeri si devono aggiungere altre imprese che intervengono nella filiera come i produttori alimentari e i fabbricanti di accessori e di tecnologie. Proprio per queste ultime, l’Italia è un’eccellenza: il 70% delle macchine prodotte viene esportato così come anche molti accessori utilizzati nelle vending machine. “Siamo molto soddisfatti di questo accordo – commenta il Presidente di IEG, Maurizio Ermeti - che ci permetterà di portare a Rimini un nuovo eventointernazionale,ilpiùimportanteinEuropanelsuosettore.Esiamo orgogliosi che CONFIDA, associazione legata al mondo Confcommercio e che è leader nel settore, abbia apprezzato la nostra competenza di organizzatori fieristici per scegliere il partner strategico con cui dare continuità ed un’ulteriore occasione di sviluppo ad una manifestazione che è già leader nel settore. La scelta di IEG mira, infatti, ad un ulteriore sviluppo di “Venditalia – The Vending Expo” sia a livello nazionale che internazionale.Aquestoscopoungruppodilavorodipersoneprovenienti daIEGsaràimpegnatoasupportodellostoricoteamdellamanifestazione alfinedimettereincampogiàdall’edizione2026unaseriedielementidi evoluzioneedinovitàattraversounosvilupposiainambitomerceologico che di internazionalizzazione”.
“Doposvariatiannidisuccessiesviluppo– commenta Ernesto Piloni, Presidente di Venditalia – ci siamo fermati a pensare e con la ferma volontàdivolercontinuareafarcrescereVenditalia,abbiamocercato unnuovopartnerconcuilavorare,eIEGèrisultatalamigliorescelta possibile, per le prospettive strategiche offerte. La sinergia che si è creata tra noi sarà fondamentale per continuare a consolidare l’importanzadiVenditalianeimercatichegiàpresidiamo,comel’Italia e l’Europa; ma, in particolare, sarà fondamentale per debuttare in futuro anche in nuovi mercati internazionali dando così ancora più visibilità alle incredibili innovazioni tecnologiche e di prodotto che offreilsettoredelladistribuzioneautomaticaitalianaedeuropea.”




CELLINI, BIOVA PROJECT E L’AGENZIA SBAM LANCIANO
Cellini Caffè e l’agenzia creativa SBAM hanno lanciato un progetto innovativo in collaborazione con Biova Project per realizzare una birra davvero unica, ottenuta dagli scarti di caffè. Questo progetto segna un importante traguardo nella sostenibilità e nella riduzione degli sprechi alimentari, dimostrando l’impegno di Cellini Caffè nell’implementazione delle pratiche ESG (Environmental, Social, and Governance).
La nuova birra è prodotta utilizzando gli scarti del caffè, in particolare quello delle capsule di alluminio danneggiate, che di solito vengono scartate durante la produzione. Grazie alla partnership con Biova, una startup torinese specializzata nella riduzione degli sprechi alimentari, il caffè recuperato da queste capsule viene trasformato in una birra fresca e stimolante. Questa iniziativa rappresenta un passo significativo verso l’economia circolare “Con Cellini, abbiamo raccolto una delle sfide più belle della nostra carriera”, ha commentato Samanta Giuliani, Managing Partner di SBAM “Rendere POP la comunicazione del caffè, rivoluzionando ogni stereotipo dell’industry nel modo in cui lo raccontiamo, mostriamo e facciamo provare. E siamo felici di lavorare a quattro mani con un cliente che questa voglia di andare oltre la mette in campo, per davvero, in ogni singolo aspetto della produzione. La Coffee Hour e la birra Biova Cellini sono due splendide dimostrazioni di questo “andare oltre” che unisce SBAM e Cellini. Abbiamo portato in vita un caffè come non lo si è mai visto – cioè sottoforma di birra – e lo abbiamo presentato in un contesto in cui non si è mai visto, inventando la Coffee Hour”.
FIUMICINO, REVOLUT INSTALLA UN DISTRIBUTORE
AUTOMATICO DI CARTE DI DEBITO
Revolut, banca con oltre 30 milioni di clienti in Europa (2 milioni solo in Italia), ha installato una vending machine di carte bancomat presso l’aeroporto romano di Fiumicino, nell’ambito di un progetto che prevede DA Revolut nei principali scali internazionali, per fornire un servizio in più ai passeggeri in partenza.
I viaggiatori in transito dagli aeroporti romani di Fiumicino e Ciampino, da Milano Malpensa, Porto, Helsinki e Bruxelles potranno ottenere carte di debito Revolut gratuite da distributori automatici installati negli aeroporti. Le carte Revolut godono dell’ampia accettazione della rete Visa e possono essere utilizzate in 200 paesi e da oltre 100 milioni di commercianti in tutto il mondo. I viaggiatori potranno collegare la propria carta al proprio conto Revolut per ottenere un cashback di 10 euro sulla prima transazione. I distributori automatici Revolut saranno disponibili e operativi a Roma Ciampino e Milano Malpensa entro la fine del mese di luglio, a Porto e Helsinki ad agosto e a Bruxelles dopo l’estate.
“Gli aeroporti rappresentano una location premium in linea con il posizionamento che vogliamo avere con il nostro brand. Riteniamo inoltre che rendere disponibili pagamenti più semplici e senza attriti ai cittadini globali quando ne hanno più bisogno sia un’attività rivoluzionaria”, afferma Antoine Le Nel, Chief Growth and Marketing Officer di Revolut.


LA SVIZZERA FA FRONTE ALLA CRISI DI CACAO E CAFFÈ
PROVANDO A COLTIVARLI DA SOLA
Il cacao e il caffè sono diventate materie prime troppo care da importare e la Svizzera, che su questi prodotti ha costruito un’economia solidissima, prova a prodursele in casa, “coltivandole” in bioreattori utilizzando tecniche di agricoltura cellulare.
Proprio così: il paese simbolo del cioccolato di alta qualità, che ha un consumo pro capite tra i più alti al mondo, nell’anno in cui le quotazioni del cacao hanno superato il record dei 10.000 dollari a tonnellata, ha deciso di dipendere meno dalle importazioni provando a coltivare le piante di cacao in laboratorio.
A mettere in atto la sfida è la start-up svizzera Food Brewer, fondata nel 2021, con l’obiettivo di rendere le materie prime tropicali più sostenibili sia da un punto di vista ambientale e sociale, sia economico. Food Brewer ha iniziato le sue pratiche di agricoltura cellulare con il cacao, partendo dalle fave che arrivano dall’America Latina, caratterizzate da varietà più fruttate e interessanti, e bypassando i due paesi principali esportatori che sono Ghana e Costa d’Avorio.
Le fave di cacao vengono dissezionate per trovare le cellule ottimali in termini di gusto, aroma e profilo di crescita (elemento centrale per garantire la scalabilità nel tempo).
Le cellule selezionate vengono poi coltivate, in determinate condizioni e con la giusta nutrizione, nei bioreattori presso la sede di Food Brewer vicino a Zurigo. Lo sviluppo delle cellule viene monitorato per un certo numero di giorni, e una volta raggiunta la densità cellulare desiderata, si raccoglie la biomassa, che viene poi macinata e tostata per far emergere i vari sapori richiesti. Dopodiché si può inserire molto facilmente nei processi di produzione dei produttori di cioccolato.
Food Brewer è anche molto vicina dal produrre il proprio caffè in laboratorio, coltivando le piante, con un processo simile a quello del cacao, sempre nel bioreattore. Il caffè che si ottiene dopo la tostatura può essere preparato o incorporato direttamente nelle formulazioni di cibi e bevande. Per fare il cioccolato, invece, la polvere di cacao deve essere mescolata con grassi e zucchero e la start-up sta lavorando anche per sostituire il burro di cacao tradizionale con un grasso coltivato che arriva dalle microalghe. Infatti, come terzo pilastro di produzione, l’azienda ha proprio lo sviluppo di un grasso sostenibile come facilitatore per cacao e caffè Il cacao e il caffè coltivati in laboratorio sono considerati nuovi alimenti, i cosiddetti novel food e richiedono un’approvazione prima della commercializzazione. In Europa è l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) a valutare la sicurezza di un nuovo prodotto alimentare, attraverso un processo lento e scrupoloso, mentre la Svizzera, non essendo un paese membro dell’Unione Europea, è in una posizione più vantaggiosa e sta pensando di rivolgersi agli Stati Uniti, dove è possibile chiedere la certificazione GRAS (generalmente riconosciuta come sicura) che prevede tempi più rapidi e, di fatto, autorizza un’azienda a decidere in maniera autonoma se inserire il proprio prodotto nell’elenco delle sostanze sicure. Ma Food Brewer non è l’unica azienda a sviluppare cacao o caffè coltivati in laboratorio: negli Stati Uniti la California Cultured sta lavorando nello stesso settore, mentre in Francia, Stem sostiene di essere la prima a sviluppare caffè coltivato in laboratorio per le masse e, in Israele, almeno un paio di startup – Celleste Bio e Kokomodo – stanno lavorando sul cacao coltivato in laboratorio.

CONSERVE ITALIA E IL PROGETTO CONTROL CARBON PER UN’AGRICOLTURA PIÙ SOSTENIBILE
Trasformare l’anidride carbonica assorbita dalle piante in un prodotto vero e proprio vendibile sul mercato, al pari della frutta e della verdura, nell’ottica di un’agricoltura sempre più sostenibile e al tempo stesso capace di generare un nuovo importante indotto economico per i produttori. È questa l’idea alla base di Control Carbon, progetto promosso da Conserve Italia e co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale 2014-20 (PSR), che lo scorso 26 giugno si è concluso dopo quasi due anni di ricerca e sperimentazioni.
Sviluppato in collaborazione con l’Università di Genova, l’Università degli Studi di Milano, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e Tetis Institute Srl, il progetto fornisce una strumentazione che consente alle aziende agricole che adottano le cosiddette pratiche di Carbon farming di calcolare l’assorbimento di anidride carbonica da parte di alcune colture (mais dolce, pomodoro da industria, pere), generando “crediti” scambiabili sul mercato volontario dei crediti di carbonio, valorizzando gli sforzi del settore agricolo.Le cosiddette pratiche di Carbon Farming, oltre ad arricchire il terreno di carbonio, aiutano a migliorare la fertilità e la biodiversità del suolo. Tra queste, l’uso di colture di copertura (come ad esempio le cover crops), il passaggio da lavorazioni del terreno convenzionali a lavorazioni conservative, l’aumento delle rotazioni colturali, l’uso di compost o di letame solido e l’agro-silvicoltura, sono solo alcune delle pratiche che si utilizzano in campo agricolo. Il “sequestro di carbonio” nei suoli risulta infatti efficace solo quando viene abbinato a pratiche di agricoltura rigenerativa. E l’accumulo annuale di carbonio nel terreno può variare a seconda del luogo, del clima e di come i suoli vengono gestiti.
Partendo da queste premesse, il progetto Control Carbon è riuscito a creare una metodologia di monitoraggio e verifica dell’assorbimento di carbonio delle varie colture attraverso un tool che consente di generare crediti di carbonio, strumenti finanziari che rappresentano una tonnellata di CO2 non emessa o rimossa dall’atmosfera scambiabili nel mercato volontario del carbonio. Per ottenerli, però, le rimozioni nette calcolate tramite la metodologia sviluppata nel progetto devono seguire una procedura di certificazione secondo uno specifico protocollo.
Fondamentale anche il lavoro svolto dall’Università degli Studi di Milano sotto la guida della dott.ssa Livia Paleari, ricercatrice del Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’UNIMI, che ha utilizzato i dati raccolti con la tecnologia del CNR di Bologna, la torre di Eddy Covariance, per mettere a punto dei modelli di simulazione che permettono di analizzare gli ipotetici scenari. Sperimentazioni che hanno avuto luogo nel corso dell’ultimo anno nel pereto della CAB Massari, azienda socia di cooperative aderenti a Conserve Italia, dove sono stati installati sensori, stazioni meteo e altri dispositivi necessari per l’analisi del carbonio sequestrato.

BIANCHI INDUSTRY LANCIA FLESSY IN CLASSE ENERGETICA C
Migliorare le performance energetiche delle macchine per ridurne i consumi e l’impatto ambientale. Un impegno quotidiano che Bianchi Industry ha assunto ormai da diverso tempo nell’ambito del proprio piano di transizione sostenibile e che, oggi, si traduce in un’importante novità all’interno dell’offerta Bianchi Vending: nasce Flessy in classe energetica C. Il distributore di snack e bevande fredde della rivoluzionaria gamma Phygital Solutions è stato dotato di un nuovo gruppo frigo in classe T (tropicalizzato) che lavora a temperature dai 5° fino ai 43°. Grazie a questa gestione termica avanzata la macchina è in grado di mantenere i prodotti sempre in perfette condizioni, anche nei periodi più caldi dell’anno, con una significativa riduzione dei consumi. Innovazioni che vanno in direzione di una progettazione sempre più eco compatibile, obiettivo considerato prioritario nello sviluppo dei nuovi proposti da Bianchi Industry, che vuole così contribuire a promuovere la sostenibilità e realizzare un futuro più green ed ecologico.
RHEA NEL LIBRO SUL MADE IN ITALY SCELTO COME DONO ISTITUZIONALE DEL VERTICE G7
Rhea, dal 1960 tra i più importanti produttori al mondo di macchine automatiche per la pausa caffè, è stata selezionata tra le aziende Made in Italy raccolte nel libro “Storie di Successo, L’Italia dell’Ingegno e dell’Eccellenza nel Mondo”, scelto come dono istituzionale per il Vertice del G7 e le successive riunioni ministeriali per la Presidenza italiana del G7. Tra le eccellenze del Made in Italy che i Capi di Stato e di Governo del Vertice del G7 hanno potuto conoscere a Borgo Egnazia, c’è anche la storia di Rhea, un’azienda che è partita dall’iconico distributore automatico di palline di chewing-gum e che negli anni, grazie al suo passo creativo e innovativo, si è contraddistinta per aver portato la cultura italiana della pausa caffè nel mondo e aver allargato gli orizzonti del vending: Rhea ha trasformato la macchinetta automatica del caffè da semplice distributore di bevande calde e fredde a una sofisticata soluzione di ospitalità Made in Italy, integrando tecnologia avanzata, design, personalizzazione, sostenibilità e un’attenzione sempre maggiore alle esigenze dei consumatori, offrendo un’esperienza piacevole e di qualità per ambienti lavorativi, leisure e sociali di tutto il mondo. “Siamo orgogliosi di essere considerati un’azienda che rappresenta il meglio del Made in Italy, non solo per la qualità dei nostri prodotti, ma anche per l’eccellenza e l’innovazione che si ritrovano in ogni dettaglio delnostrooperato.Questosuccessoèilrisultatodiunlavorodisquadra, della “famiglia Rhea”, dove la passione, la dedizione e l’impegno sono gliingredientichearricchisconolenostresoluzioninelmondodelcaffè edell’ospitalità.Lenostresoluzionisonoutilizzateinpiùdi100paesinel mondo,dove,neglianni,abbiamoportatolostileeilsensodiospitalità che ci caratterizzano” commenta Andrea Pozzolini, CEO di Rhea “ “Questo libro è un omaggio al Made in Italy, ma anche un invito a riflettere su come l’Italia possa contribuire in modo significativo a plasmareunfuturoglobalepiùsostenibile,equilibratoedinclusivo.”
CommentaRobertoSantori,founderdiMadeinItaly“L’ideadellibro è nata dal lavoro che abbiamo condotto negli ultimi due anni con la nostra community di imprenditori e aziende italiane, interrogandoci sullesfideeleopportunitàdelbrandnazionale,econfrontandocisul ruolo chiave che il Made in Italy gioca oggi nello scenario globale.”


REPA È ORA DISTRIBUTORE AUTORIZZATO DI RICAMBI ORIGINALI PER I BRAND
REPA, il leader europeo nella distribuzione di ricambi per la ristorazione professionale, caffè, vending e domestico, ha appena siglato un accordo su scala globale con il Gruppo De’ Longhi, diventando così Distributore Autorizzato di ricambi originali per quattro dei suoi brand: De’ Longhi, Kenwood, Braun e Ariete. Il Gruppo De’ Longhi è uno dei principali attori a livello mondiale nel settore del piccolo elettrodomestico dedicato al mondo del caffè, della cucina, della climatizzazione e della cura della casa. Da oggi
REPA offre più di 64.000 ricambi originali dei quattro brand del Gruppo, senza esclusiva, estendendo le opzioni disponibili per i clienti al di fuori del network distributivo ufficiale di De’ Longhi. I clienti del Gruppo, tra i quali centri assistenza indipendenti, tecnici e rivenditori specializzati, hanno ora l’opportunità di lavorare con un partner attivo da oltre 40 anni nella distribuzione dei ricambi a livello globale, già fornitore di fiducia di alcuni dei principali OEM del settore Caffè. Oltre ai vantaggi di un servizio assistenza clienti impeccabile e alla vasta scelta di articoli, i centri assistenza e i loro tecnici possono ora acquistare i ricambi originali De’ Longhi, Kenwood, Braun e Ariete senza minimo d’ordine. Con il più ampio stock del settore accessibile in un webshop all’avanguardia, ampia disponibilità a magazzino e centri logistici automatizzati che garantiscono una consegna rapidissima, REPA fornisce ai propri clienti il ricambio giusto, nel momento giusto, ovunque si trovino, riducendo al minimo i tempi di inattività causati dai guasti alle attrezzature.
Gilberto Guidi, Group Director Professional Coffee commenta: “Siamo entusiasti di accogliere questi quattro importanti brand all’internodellagrandefamigliaREPA,espandendocosìinmaniera sostanziale l’offerta di ricambi più ampia e completa d’Europa. Il Gruppo De’ Longhi, che continuerà a mantenere la propria rete di distribuzione indipendente, ha concesso a REPA l’opportunità di utilizzare i suoi brand senza diritto di rappresentanza esclusiva. Siamo orgogliosi di collaborare con questa prestigiosa realtà e di estendere ai suoi clienti il valore aggiunto di REPA, leader globale nelsettorericambisinonimodirapidità,ampiaoffertaedefficienza.”
CERTIFICAZIONE EDGE PER LA PARITÀ DI GENERE
Mars Italia ha conseguito la prestigiosa certificazione EDGE (Economic Dividends for Gender Equality), riconoscimento globale che premia le aziende per l'impegno nella promozione dell'uguaglianza di genere e dell'inclusione. Questa certificazione attesta l'implementazione di politiche efficaci per la parità di genere, inclusa l'equità retributiva, e la rappresentanza femminile a tutti i livelli aziendali. Il processo di certificazione EDGE prevede una valutazione rigorosa delle pratiche aziendali, inclusi assunzioni, promozioni e cultura inclusiva, utilizzando la tecnologia Edge Empower per analizzare i dati statistici e raccogliere feedback dai dipendenti.
Mars Italia si unisce così a oltre 750 organizzazioni in 65 paesi che hanno ricevuto questa certificazione. Yesim Ucelli, amministratrice delegata di Mars Italia, ha espresso orgoglio per il riconoscimento ottenuto, sottolineando l'importanza di creare un ambiente di lavoro equo e inclusivo.



COSTA RICA: CAFFÈ A ZERO DEFORESTAZIONE
PER L’EUROPA E L’ITALIA FA DA APRIPISTA
Con l’entrata in vigore di un nuovo regolamento, a partire dal 2025, sarà vietata nei mercati dell’Unione Europea (UE) l’importazione di bovini, cacao, caffè, palma da olio, gomma, soia e legno provenienti da terre deforestate. Nonostante altri Paesi sudamericani, come Ecuador, Paraguay e Bolivia, le abbiano definite discriminatorie per il commercio, il Costa Rica ha deciso di abbracciare le nuove norme europee, puntando sulla produzione di un caffè a “deforestazione zero”. Una mossa che ha visto l’Italia – secondo esportatore UE dietro la Germania – diventare quest’anno, tramite il marchio Illy Caffè, la destinazione dei primi 275 sacchi (18.975 chilogrammi) di caffè costaricano prodotto senza provocare la perdita di copertura boschiva nel Paese. Il caffè esportato nell’ambito di questo progetto pilota proveniva dalla zona di Los Santos, principale centro di produzione del Costa Rica situato nella provincia di San José, nel centro-sud dello Stato, dove è stato coltivato da 69 piccoli produttori appartenenti alla Cooperativa de Caficultores de Tarrazú (CoopeTarrazú) la quale, con 4.500 produttori, è il più grande esportatore di caffè a livello nazionale in Europa, a cui destina un quarto della propria produzione. In conformità con i requisiti di legalità e deforestazione zero che saranno imposti dal regolamento a partire dal prossimo anno per poter esportare nei mercati europei, i coltivatori coinvolti nel progetto hanno seguito una formazione per adempiere ai sistemi di due diligence richiesti per consentire l’accesso degli acquirenti alle informazioni sui prodotti, inclusa la tracciabilità attraverso dati di monitoraggio e la geolocalizzazione degli appezzamenti di terra utilizzati per coltivare il caffè. Tali informazioni dovranno inoltre essere supportate da strumenti informatici che confrontino le immagini satellitari attuali con quelle precedenti al 31 dicembre 2020 per identificare eventuali cambiamenti nel terreno. Da anni, il Costa Rica moltiplica le iniziative per promuovere pratiche agricole sostenibili, tra cui la NAMA Café (Acciones de Mitigación Nacionalmente Apropiadas) e l’iniziativa di Agropaisajes Sostenibles. Per quanto riguarda la lotta alla deforestazione, oltre al Programa de Pago por Servicios Ambientales (PSA) che incentiva i proprietari terrieri a non disboscare le proprie terre, il Costa Rica ha investito negli ultimi anni quasi 800 milioni di dollari per aumentare di oltre il 30% la propria copertura forestale. Le esportazioni di prodotti agricoli verso il mercato europeo sono responsabili del 16% della deforestazione a livello globale. (Fonte: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale)
AMBIENTE: MERLIN E COCA-COLA LANCIANO IL REVERSE VENDING NEI PARCHI GIOCHI
Merlin Entertaiment e Coca Cola insieme per diffondere una serie di macchine per la distribuzione automatica all’interno delle strutture del gruppo leader nell’intrattenimento. Ma non si tratta, in questo caso, di offrire bottiglie, bensì di ritirarle. Secondo l’accordo, infatti, Merlin installerà 28 macchine in luoghi di divertimento molto frequentati come Chessington World of Adventures, Alton Towers, Legoland, Thorpe Park e i suoi acquari Sea Life in Gran Bretagna, per raccogliere le bottiglie di plastica scartate. Gli ospiti possono vincere esperienze “Premium” all’interno delle strutture riciclando le bottiglie da 500 ml nelle macchine. Questo è il terzo anno consecutivo che viene intrapresa la partnership tra Merlin e Coca-Cola sulle bottiglie di plastica. Dal 2019 oltre 150.000 bottiglie sono state riciclate nell’ambito del programma.


CAFFÈ BORBONE OTTIENE LA GOLD MEDAL
NEL SUSTAINABILITY RATING DI ECOVADIS
Caffè Borbone, azienda di riferimento nel business della torrefazione e del caffè porzionato, ha ottenuto la Gold Medal nel Sustainability Rating di EcoVadis, raggiungendo 78/100, un punteggio che colloca Caffè Borbone al 98° percentile, ovvero nel 2% delle migliori aziende tra tutte quelle valutate da EcoVadis negli ultimi 12 mesi.
Basandosi su sfidanti standard di sostenibilità internazionali, la valutazione di EcoVadis utilizza un complesso insieme di criteri in 4 categorie: ambiente, lavoro e diritti umani, etica e approvvigionamento sostenibile.
Il passaggio dalla Silver Medal dello scorso anno alla Gold Medal è un’ulteriore conferma della strategia sostenibile di Caffè Borbone, supportata anche dall’adesione a piattaforme di impegno come UN Global Compact, Women’s Empowerment Principles e Science Based Targets initiative.
“Ricevere la Gold Medal è uno step significativo all’interno del piano di sostenibilità di Caffè Borbone. Questo risultato è frutto di un percorso che ha coinvolto tutti i nostri dipendenti, formati adeguatamente e coinvolti in prima linea per contribuire attivamente alla nostra missione. Abbiamo continuato a lavorare su più fronti, dall’approvvigionamento delle materie prime all’attenzione per tutte le persone nella nostra filiera –le comunità rurali, i nostri collaboratori, i nostri clienti – dai continui aggiornamenti tecnologici delle apparecchiature produttive a nuovi investimenti nell’acquisto e produzione di energia rinnovabile.” ha dichiarato Marco Schiavon, Amministratore Delegato di Caffè Borbone “Grazieall’impegno collettivo, abbiamo raggiunto il traguardo della medaglia d’oro, con la consapevolezza di avere la responsabilità di dover fare ancora di più per garantire un futuro sostenibile all’ambiente e alle comunità coinvolte.”
Proprio nel 2024, Caffè Borbone ha strutturato il suo impegno alla decarbonizzazione impegnandosi con la Science Based Targets initiative (SBTi), mirando a quasi dimezzare la propria carbon footprint entro il 2030 e ad azzerarla entro il 2050. Una sfida che richiede una collaborazione continua con i fornitori, chiamati a condividere gli stessi obiettivi di una transizione “giusta”.
Inoltre, prosegue l’implementazione di iniziative per rendere sempre più sostenibile la catena di approvvigionamento, dalla coltivazione del caffè nei paesi di origine fino alla torrefazione e confezionamento del prodotto secondo formati che facilitano le opzioni di fine vita. Ne è un esempio la cialda compostabile con incarto riciclabile, entrambe caratteristiche certificate da enti autorevoli.
Caffè Borbone sostiene inoltre progetti di responsabilità sociale come MWANYI – Women and Youth Project in Uganda, per offrire supporto a giovani e donne, i principali attori della catena di fornitura del caffè in origine, e promuovere lo sviluppo economico del Paese. Attraverso percorsi di formazione agronomica e finanziaria, il progetto pone le basi per sistematizzare le coltivazioni nei territori ugandesi, migliorarne la qualità del raccolto e la redditività a lungo termine e creare un tessuto di micro-imprenditoria locale solido e redditizio scoraggiando l’esodo rurale che impatta fortemente queste zone africane. L’accesso alla formazione è equo e trasparente e migliora nel lungo termine la vita delle comunità che operano nel settore, contribuendo allo sviluppo di modalità di lavoro eque e sostenibili nella filiera del caffè.

ZICAFFÈ SI AFFIDA A SCHNEIDER ELECTRIC PER L’AUTOMAZIONE DEI PROCESSI PRODUTTIVI
Zicaffé, azienda che seleziona e produce miscele di caffè per i veri cultori dell’espresso italiano, ha scelto EcoStruxure Automation Expert, il sistema di automazione aperta proposto da Schneider Electric, per innovare i suoi processi produttivi. Zicaffè opera nel settore dal 1929, anno in cui la passione di Vito Zichittella si è concretizzata nella fondazione di una piccola torrefazione a Marsala. Le quattro generazioni che si sono avvicendate nella conduzione dell’azienda hanno saputo coniugare l’impulso imprenditoriale e l’attenzione per l’innovazione e l’ambiente. Seguendo questa vocazione sempre improntata alla ricerca, Zicaffé ha scelto l’esperienza di Schneider Electric per proseguire lungo il suo percorso di sviluppo tecnologico. Per migliorare l’intero ciclo di vita del processo produttivo e favorire la convergenza tra le tecnologie digitali e operative, necessaria a supportare nel prossimo futuro l’integrazione di applicazioni e soluzioni digitali evolute, Zicaffè ha scelto di rendere concreto il proprio percorso di automazione scegliendo EcoStruxure™ Automation Expert, il primo sistema di automazione industriale incentrato sul software basato sullo standard aperto IEC 61499. Questa scelta innovativa ha consentito di accompagnare tutti i passi di una trasformazione iniziata dalla conversione digitale della pesatrice analogica, anello di partenza della catena di produzione, e proseguita poi con l’integrazione tra sistemi in campo e sistemi gestionali e informativi aziendali. Tradizionalmente, i dati di carico e scarico dei sacchi di caffè a crudo, rilevati con la pesatura prima dello stoccaggio in magazzino e con la pesatura prima dell’invio del caffè alla fase di tostatura, erano inseriti a mano. Ciò comportava, inevitabilmente, la presenza di errori manuali, la perdita di dati, la mancanza di integrazione diretta al database di fabbrica e, non meno importante, un notevole consumo di carta. A queste si aggiungevano le difficoltà legate al tracciamento dei sacchi in arrivo e di quelli in invio alla torrefazione, con rischi di errore rispetto alle miscele di caffè.
La volontà di migliorare il sistema di pesatura per rendere più efficiente l’intero processo è stata la miccia del percorso di digitalizzazione di Zicaffé, che si è concretizzata nel progetto messo a punto dal system integrator Bit Control, partner di Schneider Electric.
Il progetto ha previsto l’installazione sulla pesatrice esistente di celle per la conversione dei dati in formato digitale. In questa forma i dati possono essere memorizzati nel database dell’impianto e restano disponibili per i successivi passaggi produttivi. Inoltre, la macchina è stata integrata nel sistema di monitoraggio e controllo tramite PLC e, successivamente, è stata aggiunta la possibilità di registrare e stampare i dati in maniera diretta tramite la stampante presente nella torrefazione.
I 3.000 PERSONAL SHOPPER DI NIMS VENDERANNO OLTRE AL CAFFÈ ANCHE L'ACQUA
Nims (Gruppo Lavazza) ha deciso di entrare nel mercato dei sistemi di microfiltrazione e frigogasatura dell’acqua su tutto il territorio nazionale. Secondo quanto riportato anche da “Il Sole 24 Ore”, il target dei clienti non è rappresentato solo dalle case degli italiani, ma anche da uffici e aziende. Davide Celin, amministratore delegato di NIMS ha dichiarato: "Si tratta di un mercato con un trend di consumo in grande crescita, per un prodotto già molto affermato in alcuni Paesi del Nord e con ampi margini di miglioramento in Italia. amministratore delegato I nuovi prodotti della gamma Star Tap Smart Water System sono tutti made in Italy e permettono di ottenere un’acqua più pura, eliminando i batteri e microfiltrando quanto proviene dalla rete idrica, e anche di personalizzare l’acqua, nel gusto e nella temperatura, grazie a innovativi ed efficienti frigogasatori di design. Il tutto nel rispetto dell’ambiente". Il contatto con i clienti è affidato, come per il caffè, ai personal shopper: un esercito di ben 3.000 professionisti della vendita formati dall’azienda.


BAULI PUNTA AL MILIARDO DI RICAVI ATTRAVERSO
UNA RIVOLUZIONE STRATEGICA
Il Gruppo Bauli, storico protagonista del settore dolciario italiano, ha annunciato un ambizioso piano di crescita che mira a raggiungere il miliardo di euro di ricavi entro il 2030. Partendo dai 634 milioni di fatturato consolidato nel biennio 2022/2023, l'azienda ha deciso di investire circa 82 milioni di euro nel biennio 2024/2025 per sviluppare nuove linee di prodotti, migliorare i processi produttivi e riposizionare il marchio.
Il cuore della strategia Bauli risiede nella diversificazione e nella creazione di valore per il consumatore, un approccio che l'azienda crede possa ancora offrire spazi di crescita sia in Italia che all'estero. "La nostra expertise centenaria nel mondo del bakery ci permette di guardare con entusiasmo agli obiettivi futuri", ha dichiarato Fabio Di Giammarco, amministratore delegato del Gruppo Bauli. Innovazione, dunque, diventa la parola d'ordine per raggiungere nuovi target di consumatori in diverse occasioni di consumo e di acquisto.
Nel piano di sviluppo, Bauli prevede di accentuare il posizionamento degli snack per il consumo quotidiano, introducendo anche nuove categorie di prodotti dedicate a chi ha esigenze dietetiche particolari. Questo potrebbe rappresentare una grande opportunità per il mercato del vending, sempre più attento a soddisfare le richieste di una clientela variegata e orientata al benessere.
Il piano industriale di Fas International prevede che da qui a tre anni gli addetti aumentino da 150 a 185 unità, quindi da qui a fine 2027 prevedono di assumere 35 nuove figure professionali. Il fatturato 2023 ha chiuso con un incoraggiante risultato: 53 milioni di euro, in aumento del 12,5% rispetto ai 48,5 milioni del 2022, con un Ebitda del 19,3% (circa 10,3 milioni di euro, il 77% in più rispetto al 2022), mentre l’utile si attesta sui 4,5 milioni (in aumento di circa il 300% rispetto agli 1,7 milioni del 2022).
La ripartizione dei ricavi per aree geografiche di destinazione nel 2023 indica l’Italia come il singolo mercato più importante (37,5%), seguita dai Paesi dell’Unione Europea (51,7%) e quindi dai Paesi extra Ue (10,8%). A trainare la performance 2023 è stato in particolare l’estero, trend che si conferma anche nel primo semestre del 2024: con ricavi complessivi in crescita del +7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, i mercati internazionali confermano il momentum positivo con una crescita del +22% sul 2023, e con il peso dell’Italia che passa al 30,6%.
A fronte di un calo generalizzato del -1,6% del mercato delle macchine vending nel 2023, Fas International ha registrato una crescita a due cifre grazie soprattutto agli investimenti effettuati in tecnologia e innovazione, e a una maggiore attenzione al settore del retail tech; oggi il 20% delle macchine vending vendute da Fas è destinato a postazioni pubbliche. Si tratta di una percentuale alta, se si considera il fatto che i distributori automatici sono tipicamente posizionati soprattutto all’interno delle aziende. Il percorso di managerializzazione e valorizzazione voluto dall’amministratore delegato Luca Adriani, figlio del fondatore Antonio e da 20 anni alla guida dell’azienda assieme alla sorella Mariangela, è culminato con l’ingresso ad inizio 2023 di Francesco Cantini in qualità di Direttore Generale e, all’inizio del 2024, alla sua ulteriore ratifica con il conferimento di tutte le deleghe operative.


SAN BENEDETTO SUCCOSO ZERO TRIONFA
AI BRANDS AWARD 2024
San Benedetto Succoso Zero conquista, per il secondo anno consecutivo, il Brands Award affermandosi come il miglior prodotto nella categoria Bevande Analcoliche e ottiene inoltre il primo posto come TOP BRAND trasversalmente a tutte le categorie in concorso. Entrambi i riconoscimenti sono legati al perimetro “Prodotti Esistenti”. Il trionfo di San Benedetto è un chiaro riconoscimento della propria leadership nel settore e della sua capacità di rispondere alle esigenze dei consumatori con prodotti di alta qualità e dal gusto eccezionale. Brands Award è l’unica iniziativa che premia le migliori “performance” annue di marca nei beni di largo consumo attraverso criteri oggettivi e riscontrabili che coinvolgono i consumatori e il retail moderno. I criteri di selezione delle marche sono oggettivi (dati di vendita Circana) e i prodotti in nomination vengono sottoposti ad altri due livelli di giudizio: consumatori e giuria di buyer/category/direttori acquisti della GDO.
A conquistare il parere dei giudici è stato proprio il carattere innovativo di Succoso Zero, nel formato da 0,40L, che per primo è riuscito ad intercettare il trend zero zuccheri e il favore dei consumatori.
“Siamo orgogliosi di aver ricevuto questi prestigiosi riconoscimenti ai Brands Award 2024 che rappresentano un'importante conferma del nostro impegno costante verso l'innovazione e la qualità. San Benedetto Succoso Zero è il risultato di un lavoro di squadra eccezionale, che ha saputo rispondere alle esigenze dei consumatori con un prodotto, gustoso e unico nel suo genere”. – dichiara Vincenzo Tundo Direttore Commerciale e Marketing Italia Acqua Minerale San Benedetto.
COME CAMBIANO
CONSUMI. I GIOVANI SONO MOLTO
MENO FEDELI ALLA MARCA
La quattordicesima edizione dell'EY Future Consumer Index, che ha sondato le opinioni di 23mila cittadini in tutto il mondo, di cui 500 in Italia, evidenzia un cambiamento significativo nei comportamenti dei consumatori italiani, influenzati dall'incertezza geopolitica ed economica globale. Dalle risposte degli italiani emerge un quadro di preoccupazione per la propria condizione economica (44% dei rispondenti) e per l’economia nazionale (52%). Il 71% preoccupato per l’aumento dei prezzi di elettricità, gas e acqua e il 67% per l’incremento dei prezzi di beni alimentari. Tutti segnali che hanno un’incidenza concreta sulla loro disponibilità di spesa su tutti i canali, vending compreso. Sui prodotti di marca il cambiamento delle abitudini sei consumatori appare radicale. La generazione X è quella più favorevole alle private label, seguita da Baby Boomers e Gen Z. Un terzo degli intervistati non tornerebbe ad acquistare prodotti di marca, una volta provati i prodotti delle marche commerciali. Con la riduzione del divario di prezzo tra i prodotti a marchio privato e quelli di marca, i consumatori acquisteranno generi alimentari sempre più in base al valore e non alla fedeltà alla marca. Infatti, il 52% dei consumatori italiani afferma di comprare prodotti di marca solo quando sono in offerta, promozione o scontati.






Caffè Mauro è stata tra le eccellenze italiane servite ai leader mondiali al G7 del Commercio, in programma il 16 e 17 luglio a Villa San Giovanni e Reggio Calabria. In occasione del Vertice dei Ministri del Commercio di Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America, le miscele di Caffè Mauro sono state offerte nel corso degli appuntamenti previsti in agenda.
Nel pomeriggio del 16 luglio, una rappresentanza dei partecipanti al G7, accompagnata da emissari di Confindustria, ha fatto visita allo stabilimento di Caffè Mauro, polo di eccellenza del comparto produttivo della Calabria. Durante questa visita esclusiva, gli ospiti sono stati accompagnati in una degustazione delle miscele Bio Perù e Special Espresso, per un'affascinante esperienza sensoriale attraverso i profili aromatici di botaniche provenienti da tutto il mondo, dall’India al Brasile, fino al Perù e alla Colombia.
Questo evento rappresenta un riconoscimento alla rilevanza di Caffè Mauro come realtà di spicco nel bacino del Mediterraneo ed esempio di imprenditorialità virtuosa, che coniuga tradizione e innovazione, passione per il caffè e attenzione al mercato globale. L’azienda è annoverata nel registro ministeriale dei marchi storici di interesse nazionale e, da oltre 75 anni, è aperta al commercio internazionale attraverso l'importazione delle migliori origini di caffè da ogni continente e l’esportazione di prodotti finiti in oltre 60 paesi al mondo. L’accurata selezione delle materie prime è esaltata dal know-how distintivo che caratterizza i processi di tostatura lenta e di miscelazione, una tradizione di qualità che ha reso Caffè Mauro un modello commerciale capace di affermarsi nei mercati di tutto il globo, contribuendo a diffondere l'eccellenza del caffè italiano e della tradizione calabrese.
"Siamo molto onorati di essere stati scelti come ambasciatori dell'eccellenza italiana e della tradizione mediterranea in un evento di rilevanza internazionale che mira a sviluppare nuove soluzioni per la crescita del commercio globale, in modo sostenibile e inclusivo," ha dichiarato Davide Padelli, CEO di Caffè Mauro "Il comparto del caffè è uno dei settori in cui l'Italia è altamente apprezzata nel mondo e che spinge l’export del Paese. Poter offrire le nostre miscele ai delegati del G7 e del B7 è una testimonianza della qualità del nostro caffè e dei processidisviluppodelmarchioincontinuaevoluzione."
BREAKCOTTO SELEZIONATA COME ECCELLENZA
DAL MINISTRO PER LE DISABILITÀ
BreakCotto è stata selezionata dal Ministro per le Disabilità – Alessandra Locatelli – come eccellenza tra le imprese e cooperative sociali. Il team è così volato a New York per la Conferenza annuale degli Stati parte alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, che si è tenuta mercoledì alle Nazioni Unite.
Una delegazione di oltre venti persone è partita dall’Italia alla volta di New York, fra cui Massimo Paravisi (CEO di IVS Group), Andrea Bonsignori (Presidente BreakCotto) e Leonardo Marcellino (Consigliere Delegato e Direzione commerciale BreakCotto). Il Presidente di BreakCotto – Andrea Bonsignori – durante l’evento ha presentato il progetto di questa straordinaria impresa sociale. Al suo intervento è seguito il pranzo con i rappresentanti degli Stati, in cui i giovani di BreakCotto hanno curato la pausa caffè fornita da Lavazza.
Una giornata di grandi emozioni, perché creare una ristorazione #DiversamenteAutomatica è possibile.


EPTA, presente anche nel vending con il marchio Iarp, ha contribuito significativamente alla realizzazione del punto vendita Lidl Italia più sostenibile di sempre, progettando un innovativo impianto di refrigerazione.
L’Insegna, che conta oltre 12.350 store a livello globale, di cui 750 solo in Italia, ha infatti scelto di affidarsi a Epta per ottimizzare le performance della sua catena del freddo nel primo format di supermercato del futuro, inaugurato il 30 maggio scorso a Villafranca, in provincia di Verona.
Il nuovo punto vendita Lidl segna l'inizio di un nuovo capitolo e un punto di svolta nelle politiche di sostenibilità dell'Azienda. Il nuovo store è completamente autosufficiente da un punto di vista energetico in virtù dell'installazione di un impianto fotovoltaico da 575.000 kWh/anno e costruito con materiali riciclati, minimizza le dispersioni energetiche e le emissioni in atmosfera, per un'ecocompatibilità a tutto tondo.
Epta ha proposto soluzioni di refrigerazione naturali ed efficienti grazie a un impianto a CO2 volto a calibrare i propri parametri in funzione delle diverse condizioni climatiche e banchi a R290 a marchio Costan, in versione Closed, per arredare tutti i reparti della superficie di vendita.
"Questo progetto nasce dalla consolidata collaborazione tra Epta e Lidl Italia: nel 2022 un team di specialisti dell'Insegna ci ha infatti presentato la sfida di realizzare un format di Retail a impattozero,chesiispiraallacomunevocazioneperl'innovazione e la sostenibilità di entrambe le realtà" afferma David Wirth, Responsabile tecnico di Epta del progetto.
Al cuore dell'impianto si colloca una versione potenziata di Eco2Small, centrale a CO2 transcritica di media e bassa potenza, ideale per installazioni in spazi ristretti, che coniuga compattezza e modularità, consentendo numerose possibilità di configurazione. In tale contesto, la centrale si combina con un subcooler ETE Extreme Temperature Efficiency che, attivo in caso di temperature elevate, garantisce un raffreddamento del fluido refrigerante e un significativo risparmio oltre i 40°C. In aggiunta, l'intero sistema si fonda sul recupero di energia termica che prevede, in primavera e autunno - con temperature esterne comprese tra i 15 e i 22°C - il rilascio in ambiente dell'eccesso di calore prodotto dagli arredi, a favore di una sensibile riduzione dei consumi energetici. Grazie alla tecnologia ETE, il punto vendita è in grado di lavorare nelle più sfidanti condizioni di calore estremo che caratterizzano le estati di oggi e del futuro. Infine, nella stagione invernale, al di sotto dei 15°C, un sistema di Heat Recovery permette di valorizzare il surplus di energia termica originata dai banchi, al fine di riscaldare il punto vendita.
Inoltre, Lidl Italia consegue un superiore risparmio energetico grazie ai 1280 moduli fotovoltaici bifacciali applicati sul tetto e sulle pensiline ombreggianti del parcheggio del punto vendita, in grado di produrre il corrispettivo energetico dei consumi di 230 abitazioni.
La collaborazione tra Lidl Italia ed Epta, consolidata in anni di restyling e aperture di numerosi punti vendita, ha condotto verso nuove frontiere, per cui oggi il nuovo supermercato di Villafranca rappresenta un format a impatto positivo sull'ecosistema, aprendo la strada a una nuova generazione di store sempre più sostenibili.

A Villa Cordellina Lombardi, in provincia di Vicenza, si è da poco concluso il 58esimo evento alla presenza di imprenditori e manager dal titolo: Industria Felix.
Tra le 48 realtà premiate come imprese più performanti a livello gestionale, affidabili finanziariamente e sostenibili, con sede legale nelle regioni del Nord Est c’è anche CDA.
L’evento, organizzato da Industria Felix Magazine, in collaborazione con Luiss Guido Carli University, col sostegno di Confindustria, con il patrocinio della Provincia di Vicenza, con le media partnership de Il Sole 24 Ore, askanews e Adnkronos e con le partnership di Grant Thornton, ELITE (Euronext), Leyton Italia, M&L Consulting Group S.r.l. , Dalmine Logistic Solutions e Musa Formazione e Lavoro.
Fabrizio Cattelan, CEO di CDA ha dichiarato: "Questo è già il secondo riconoscimento che otteniamo nel 2024 in termini economici e finanziari, ed è veramente un orgoglio sapere che il lavoro di quasi 50 anni di storia ci stia portando così in alto e ci permetta di essere riconosciuti come impresa che genera valore. È un lavoro costante, fatto di scelte condivise, attenzione e correttezza nei confronti dei clienti, dei nostri collaboratori e fornitori che, ogni giorno, ci riconoscono questo impegno e ci ripagano con la fiducia. Abbiamo appena ricevuto i dati di bilancio 2023 e siamo molto felici del risultato ottenuto. Guardiamo alle cifre di fatturato con una doppia prospettiva: imprenditoriale e di ricaduta sul contesto locale. L’azienda fonda la propria idea di sviluppo sulla capacità di innovare un servizio sempre più legato ai cambiamenti, sia tecnologici che di abitudini al consumo connessi agli stili di vita alimentari, e contemporaneamente all’importanza del legame con il proprio territorio. Da sempre attuiamo scelte che partono dalla vocazione di generare benessere e valore per la nostra comunità regionale, partendo da Talmassons, dove il radicamento è ovviamente più forte, e contribuendo alla crescita economica e sociale. Ricaviamo valore dal territorio e, con questa consapevolezza, lo restituiamo in diverse forme. Tutto resta in Friuli Venezia Giulia, a partire dalle tasse che versiamo”.
COGES PRESENTA MYKEY, LA CHIAVE REALIZZATA
CON IL 100% DI PLASTICA RICICLATA
Il mondo del vending già da molti anni si sta confrontando con i temi della sostenibilità ambientale e della riduzione dei rifiuti, cercando soluzioni che possano migliorare l’impatto del nostro settore sull’ambiente e venire incontro alle esigenze sempre più consapevoli degli utenti finali. Per rispondere a queste esigenze Coges ha proposto la nuova chiave MyKey realizzata con plastiche completamente riciclate.
“La chiave MyKey Coges è uno degli strumenti più amati dagli utenti della distribuzione automatica per la sua immediatezza e praticità di utilizzo, tanto da essere diventata in Italia un supporto indispensabile della pausa caffè.” ha dichiarato Daniele Ioriatti, sales manager di Coges. “La nuova versione di MyKey, presentata in anteprima a Venditalia 2024 e disponibile in un’esclusiva colorazione nera, contribuisce a ridurre la domanda di plastica vergine ed alla creazione di un’economia circolare, in cui i materiali vengono riutilizzati e riciclati.”
La nuova plastica ha le stesse caratteristiche delle altre versioni di MyKey sia dal punto di vista funzionale che quanto a resistenza all’usura quotidiana e durata. Con la nuova MYKEY 100% riciclata, i gestori potranno dimostrare il proprio impegno concreto per un futuro più sostenibile, distinguendosi dalla concorrenza e attraendo una clientela sempre più sensibile all’ambiente.


ENERGADE PROTEIN: NASCE IL NUOVO SPORT DRINK CON PROTEINE
Lo sport drink più amato e consumato in Italia da ben 2,4 milioni di famiglie, amplia la gamma di referenze con il lancio di Energade Protein, il nuovo reintegratore tecnico e professionale arricchito con proteine. Una novità assoluta nel panorama degli sport drink: l’unico ready to drink che coniuga l’efficacia dei sali minerali con il potere nutrizionale delle proteine.
Energade Protein è fonte di proteine che rappresentano il 12% del valore energetico totale del prodotto, contribuiscono alla crescita e al mantenimento della massa muscolare, nonché al mantenimento di ossa normali. Formulato con sali minerali, il nuovo sport drink si posiziona come scelta ideale non solo per gli sportivi ma anche per chi cerca un supporto durante le giornate più calde o faticose. Il packaging cattura immediatamente l'attenzione grazie al suo design innovativo e distintivo trasmettendo tecnicismo, professionalità e forza. Disponibile nel gusto Ice Blue, caratterizzato dalle dolci note di lampone e mora, il nuovo Energade Protein offre un'esperienza dissetante e rinfrescante. Una referenza progettata per accompagnare il consumatore in ogni momento della giornata grazie al formato da 0,75L Pet nella pratica bottiglia squeeze e al tappo Pull&Push, studiato per facilitare la bevuta durante l'attività fisica, rendendo ancora più comodo l'utilizzo del prodotto.
NELL'AMBIENTE DI LAVORO
Selecta Italia ha organizzato un workshop interattivo in onore del Pride Month, concentrandosi su temi LGBTQ+ e promuovendo l'inclusività nell'ambiente di lavoro. L'iniziativa, presentata nel profilo Linkedin del Gruppo, ha avuto un feedback molto positivo con oltre 150 partecipanti. Giovanni Crocco (nuovo responsabile delle Risorse umane) ha tenuto un discorso inspirational, sottolineando l'importanza di un impegno costante nel promuovere un ambiente di lavoro sempre più inclusivo, equo e diversificato, fortificando il senso di appartenenza per tutti. Il formato del workshop è stato progettato per essere altamente interattivo, utilizzando Poll Everywhere per facilitare domande e feedback in tempo reale.
GRUPPO SEM DIFFERENZIA L’OFFERTA E ACQUISISCE IL BIRRIFICIO 620 PASSI
Il Gruppo SEM (Sorgente Monte Cimone, Fonte Ventasso, Acqua Clavdia, Sorgente Giulia, Fonte Lieta, Sorgente Angelica, Sorgente Flaminia) ha annunciato l’acquisizione di una importante realtà specializzata nella produzione di birra artigianale, Birrificio 620 Passi, con sede in provincia di Udine. Questo importante passo strategico è stato possibile grazie alla compartecipazione di Friulia, finanziaria della Regione Friuli-Venezia Giulia, la cui mission è quella di promuovere lo sviluppo economico del territorio, che ha svolto il ruolo di facilitatore nella negoziazione per finalizzare l'acquisto. Birrificio 620 Passi, il primo ‘birrificio condiviso’ d’Italia, è una eccellente realtà italiana rinomata non solo per la qualità eccelsa delle sue birre, prodotte con metodi tradizionali e ingredienti di primissima scelta, ma anche per la sua filosofia di crescita basata su una community di appassionati di birra.
Il Gruppo SEM continua così il suo percorso di crescita e diversificazione, confermandosi un attore di primo piano nel panorama italiano delle bevande. Con questa nuova acquisizione, l’azienda si prepara ad affrontare nuove sfide e a cogliere le opportunità di un mercato in continua evoluzione.



SUGAR TAX: OLTRE IL 58% DI ITALIANI È CONTRARIO E IL 46% CONSIDERA LE BEVANDE ANALCOLICHE "COMFORT FOOD"
Lo scorso 26 giugno si è tenuta a Milano l’annuale Assemblea pubblica di ASSOBIBE. Nel corso dell'appuntamento sono stati illustrati i risultati della ricerca “Bevande analcoliche come Comfort Food: il valore, il significato e le emozioni”.
Il 46% degli italiani associa le bevande analcoliche all'idea di comfort food. Una percezione che sale al 51,7% tra la generazione Z. Gli italiani apprezzano in particolare la freschezza (40%), il gusto generale (34,1%) e il gusto degli ingredienti tipici locali (33,2%).
Tra le bevande analcoliche ritenute comfort food troviamo al primo posto la cola (29,7%), seguita da aranciata (9,8%) e chinotto (8,8%). Per la maggior parte degli italiani la bevanda analcolica è sinonimo di piacere (53,4%), mentre il 55,2% degli intervistati sostiene che le proprie scelte d'acquisto siano condizionate dal desiderio di potersi concedere un momento per se stessi (percentuale che sale al 62,4% nei soggetti tra i 31 e i 45 anni). Dall'indagine è emerso anche che oltre il 58% degli intervistati è convinto che l’introduzione di una Sugar tax sulle sole bevande analcoliche non è condivisibile, né efficace per modificare le abitudini di consumo. "Con questa nuova tassa l’unico a guadagnare davvero sarebbe lo Stato, incrementando i suoi introiti", ha dichiarato Giangiacomo Pierini, presidente di Assobibe.
IL GIAPPONE PERMETTERÀ LA CACCIA ALLE BALENE PER RIFORNIRE LE VENDING MACHINE DEDICATE
Mentre in Italia impazzano i CAM del vending, nel civilissimo Giappone, principale mercato mondiale della distribuzione automatica, hanno appena annunciato che permetteranno la caccia alle balene (una specie in pericolo di estinzione) per mantenere rifornite le vending machine dedicate alla vendita di carne di cetaceo. Il Giappone ha una lunga tradizione di caccia alle balene, ma negli ultimi anni ha affrontato pressioni internazionali per ridurre o porre fine a questa pratica. Tuttavia, il Paese sostiene la caccia alle balene come parte della sua cultura e che la carne di balena sia una fonte di cibo tradizionale. Le vending machine per la vendita di carne di balena sono molto popolari in alcune regioni del Giappone, in particolare nelle aree costiere.
LEMONSODA CELEBRA I 90 ANNI CON UNA LIMITED EDITION
Lemonsoda compie 90 anni e festeggia l'anniversario con una limited edition accompagnata da un’idea interattiva al passo con i tempi. Il concept studiato per questo speciale compleanno parte dallo slogan “90 anni di estati italiane” da rivivere in un sorso e sta accompagnando la stagione estiva. Il frutto di questa edizione speciale e limitatissima è una collezione di sei lattine, ognuna arricchita da un’illustrazione che celebra un decennio cruciale nella storia del brand: si passa dall’energia dello swing fino all’eleganza della dolce vita, attraversando i juke-box e la libertà del flower power, senza dimenticare l’innovativo ghetto blaster e l’esplosione della cultura pop. La limited edition 2024 offre anche un’esperienza immersiva grazie all’ausulio dell’intelligenza artificiale: basta scansionare il QR Code sul retro della lattina per ritornare alle atmosfere tipiche delle decadi celebrate, in un viaggio magico ed evocativo. Il progetto è completato da una landing page, che ha il compito di dare visibilità alla collezione e invitare i visitatori a scoprire la storia del brand attraverso una lente moderna e interattiva.





FANTAVENDING
AGOSTO SETTEMBRE 2024
FANTAVENDING È UN BLOG INFORMATIVO PRESENTE NEL SETTORE DEL VENDING DA OLTRE 15 ANNI, UN TEMPO LUNGHISSIMO PER UN’ESPERIENZA DI SOCIAL MEDIA. FIN DAL SUO ESORDIO È DIVENTATO IL CENTRO INFORMATIVO DEL SETTORE. TUTTE LE PRINCIPALI AZIENDE DELLA FILIERA DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA SONO QUOTIDIANAMENTE CONNESSE AL SITO (WWW.FANTAVENDING.IT) E MIGLIAIA DI UTENTI OGNI GIORNO LEGGONO E SPESSO COMMENTANO LE NOTIZIE PUBBLICATE TUTTI I GIORNI FERIALI, 12 MESI ALL'ANNO E SENZA INTERRUZIONI PER ALMENO 50 SETTIMANE.
D.A. ITALIA PUBBLICHERÀ UNA SINTESI DELLE NOTIZIE RECENTI DI FANTAVENDING PIÙ LETTE IN RETE.
PERCHÉ TUTTE LE GESTIONI SARANNO OBBLIGATE A FARE IL REPORT
Martedì 10 settembre è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale e quindi è entrato in vigore, il Decreto legislativo che recepisce la Direttiva UE 2022/2464, la cosiddetta "Direttiva CSRD" (Corporate Sustainability Reporting Directive) riguardante i criteri di rendicontazione di sostenibilità.
Il Decreto ha l’obiettivo di migliorare la trasparenza verso gli stakeholders, attraverso l’obbligo di fornire informazioni sull’impatto dell’impresa. Dal 2025 la Direttiva si applicherà anche alle imprese non quotate di medie dimensione e ai loro fornitori, tipicamente le PMI.
Questo significa che per molte aziende della filiera del vending non sarà più facoltativo redigere il report di sostenibilità, ma diventerà un obbligo di legge. A questo punto i clienti pubblici e privati si abitueranno ad avere dal proprio gestore questo "documento green" che va molto di moda e piace una sacco ai piani alti di qualunque azienda, perché avere fornitori sostenibili fa sempre più figo, anzi per molti è addirittura indispensabile.
Quindi anche i medi gestori e poi anche quelli più piccoli si attrezzeranno in tempi brevi per redigere il loro bilancio sostenibile, non per convinzione, ma per non uscire a priori da un certo tipo di mercato. Un po' come alcune certificazioni che alla fine si fanno solo per vincere gli appalti...
Il risultato sarà inevitabile, fra non molto avere il report di sostenibilità sarà la normalità e una condizione quasi indispensabile per lavorare. Quindi è meglio prepararsi per tempo. Io vi ho avvisato...

FONDO
IMPRESE ENTRA NEL

AdAstra Holding, presente nel settore della torrefazione del caffè con Gimoka spa e nel settore del vending con Sogedai spa, sarà affiancata da Invitalia nel capitale di Sirio, storica azienda di Ravenna specializzata nella ristorazione collettiva.
AdAstra Holding nel 2023 ha acquisito l’intero capitale di Sirio dopo che il Tribunale di Ravenna ha pubblicato (19 luglio 2023) il decreto di omologa del concordato preventivo in continuità aziendale. Sirio infatti era stata ammessa al concordato con riserva nel 2021. L’operazione ha salvaguardato oltre 600 posti di lavoro e garantito la continuità dei servizi erogati in strutture sanitarie di rilievo in Italia.
Dalle informazioni giunte in redazione, il Fondo Salvaguardia Imprese promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestito da Invitalia salirà al 49% del capitale sociale di Sirio e parteciperà con circa 6 milioni di euro al piano di ristrutturazione da 12 milioni.
UN CHIARIMENTO AL MIMIT
Alla luce delle procedure operative della Transizione 5.0 diffuse dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nel mese di agosto, CONFIDA, vista l’importanza della tematica per il settore del vending, ritiene indispensabile organizzare un incontro di chiarimento presso il Ministero.
Lo scopo dell’incontro sarà spiegare al Ministero le peculiarità del vending e avere chiarimenti sulle criticità delle procedure operative della circolare del 16 agosto applicate al nostro settore.

AIUTO MI SI SONO RISTRETTE LE VENDITE!
L'ANNUS HORRIBILIS DEI FABBRICANTI
Tra i tanti report, dati e statistiche che in queste prime due settimane di apertura del sito sono arrivate in redazione, uno dei numeri che ci ha più fatto riflettere è quello relativo alle vendite dei fabbricanti (nuovi distributori).
Gira infatti voce che gli ultimi dati EVMMA segnino un preoccupante -17%. Ricordiamo ai lettori che l'EVMMA (European Vending Machine Manufacturers Association), è un gruppo all'interno di EVA che rappresenta 20 ben fabbricanti, ed è l'unico a nostro avviso che rilascia numeri che indicano in modo affidabile lo stato di salute dei produttori di distributori automatici europei.
Il dato non arriva certo dopo anni di vendite record, tutt'altro, quindi un ulteriore calo, dopo periodi oggettivamente difficili, non è certo un segnale incoraggiante.

Inoltre questo dato comprende anche tutte quelle vendite di distributori nuovi (e non sono poche) che i gestori sono costretti a compiere in virtù di alcuni appalti che ne prescrivono l'obbligo.
La domanda nasce quindi spontanea: ma oggi chi compra un distributore per sostituirne uno obsoleto o per servire un nuovo cliente? La risposta è: quasi nessuno, stiamo assistendo ad un vero e proprio immobilismo delle vendite.
E' inutile che ci giriamo intorno, il problema non è solo dei fabbricanti, la spirale negativa coinvolge tutta la filiera, a cominciare dai gestori che si trovano con un parco macchine sempre più vecchio, con le ovvie ricadute sul servizio e sui costi di assistenza tecnica.
E pensare che la soluzione è perfino a portata di mano, visto che il costo del caffè al bar sta crescendo così rapidamente da creare opportunità e nuove soglie psicologiche di prezzo anche per il vending.
Le voci in arrivo a Fantavending ad inizio agosto si sono rilevate fondate, IVS ha vinto le Grandi Stazioni e riconferma la sua presenza nel mega appalto nazionale.
L'assegnazione non era affatto scontata, anzi a luglio le previsioni erano molto diverse e sembrava proprio che

la potesse spuntare uno dei due altri grandi gruppi interessati all'appalto. Poi ad agosto c'è stata la svolta ed è iniziato a filtrare grande ottimismo in sede a Bergamo e sono iniziate ad arrivare le prime indiscrezioni a Fantavending.
Vista l'importanza dell'appalto nella geografia del vending, abbiamo aspettato il rientro dalle ferie per ottenere una conferma ufficiale, che finalmente ci è arrivata segnando la conclusione del big match dell'estate...
Sono appena usciti i calendari scolastici e già le chat dei genitori sono infuocate a causa del possibile maxi ponte pasquale. L'autonomia scolastica, infatti, ha permesso ad diversi istituti di approfittare di una combinazione favorevole di festività. Pasqua (20 aprile), apre le danze delle tradizionali vacanze scolastiche dal 17 al 21 aprile. A seguire, il 25 aprile (venerdì) regala un lungo weekend, mentre il 1° maggio (giovedì) offre un’ulteriore occasione di pausa.
Risultato? Un mega ponte che, a seconda delle scelte degli istituti, può durare dai 10 ai 18 giorni consecutivi.
Si preannuncia così un buco di fatturato piuttosto consistente, per un periodo piuttosto lungo. Anche perché già diversi genitori si stanno muovendo per prendere giorni di ferie strategici per stare dietro ai figli o per farsi un lungo periodo di vacanza. Quindi, a cascata, il periodo potrebbe essere davvero complicato non solo per chi ha postazioni attive nelle scuole...

Dopo la semestrale di Selecta e infine uscita anche quella di IVS. Ecco la consueta Sintesi dei risultati.
• Fatturato consolidato pari a Euro 371,4 milioni. (+0,1%)
• EBITDA pari a Euro 56,6 milioni. (+2,8%)
• Utile netto consolidato Euro 4,9 milioni (+13,95). Utile netto adjusted consolidato Euro 6,0 milioni (-3,28%).
• Indebitamento Finanziario Netto pari a Euro 416,4 milioni da Euro 421,1 milioni a fine 2023.
L'attività di gestione vending sale a Euro 289,9 milioni, +2,9% rispetto a Euro 281,6 milioni al 30 giugno 2023. Il fatturato è in crescita in tutte le aree, grazie soprattutto all’effetto aumento prezzo, mentre i volumi sono scesi in Italia e Spagna. Infatti il gruppo perde circa 10 milioni di battute, chiudendo il semestre a 505,7 milioni, rispetto a 515,5 milioni del 2023, ma il prezzo medio delle erogazioni (al netto IVA) è salito a 53,80 centesimi contro i 51,40 centesimi nell’analogo periodo 2023 (+4,7%).
Da notare che si fanno sentire gli effetti dell'aumento del contratto collettivo di aprile, con i costi per il personale che salgono a Euro 97 milioni dai 92,9 milioni del 2023.


È INIZIATA LA CORSA ALL'ORO. CHI SI BECCHERÀ I SOLDI DELLA TRANSIZIONE 5.0?
Con la pubblicazione del Decreto attuativo sulla Gazzetta Ufficiale e ufficialmente iniziata la caccia ai 6,3 miliardi di euro messi a disposizione dal PNRR per il Piano Transizione 5.0 che sostiene la trasformazione dei processi di produzione verso un modello efficiente sotto il profilo energetico, sostenibile e basato sulle energie rinnovabili.
Il vending rientra nel piano perché l'impianto della normativa è del tutto uguale a quello dell'Industria 4.0 e ci possono accedere tutti i soggetti che già potevano accedere a quegli incentivi.
Speriamo che i gestori si muovano subito e per tempo, visto che quando uscì il primo iper ammortamento per i primi due anni praticamente nessuno (a parte un grande gruppo) decise di prendervi parte e quindi l'intero settore perse una grande opportunità. Al tempo però si paventava una proroga, che effettivamente c'è stata negli anni successivi, ma i soldi della Transizione 5.0 non saranno prorogati, sono quelli decisi dall'Europa e vanno presi o adesso o mai più...
Come si vede dalla tabelle parliamo di tanta roba, sino al 45% di credito d'imposta, tanto che diversi settori industriali si precipiteranno per mangiarsi una fetta della torta. Vedremo se a questo giro il vending riuscirà ad accaparrarsi qualcosa o se solo l'automotive e altri settori faranno il pieno di incentivi.
Certe notizie fanno riflettere più di altre, soprattutto in un comparto come il nostro asfissiato da controlli continui, obblighi fiscali e normativi davvero stringenti.
Eppure a Modena, una società dedita al commercio del caffè, alla distribuzione automatica e alla vendita di depuratori d'acqua (quindi in piena concorrenza con il vending) ha stabilito un record difficilmente raggiungibile: su venti lavoratori tutti erano in nero! Un tasso del 100% che ha stupito persino l'Ispettorato del lavoro e la Guardia di Finanza.
A cascata poi sono venute a galla violazioni in materia di salute e sicurezza, la mancata formazione e informazione del personale, la mancata elaborazione del Dvr (documento di valutazione dei rischi) e la mancata nomina del Rspp...
Tra i 20 "All Blacks", , tanto per chiudere con il botto la situazione di illegalità, c'era persino un minorenne.
L'attività è stata sospesa e sono state emesse pesanti sanzioni. Ma qualcuno le pagherà? Ne dubitiamo... Chissà da quanto tempo andava avanti l'attività e quanti piccoli uffici hanno comprato macchine e caffè da loro in un regime di palese concorrenza sleale, a scapito dei tanti operatori virtuosi della zona, che siamo sicuri, da anni sono costantemente sotto controllo...



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CON I VENDITALIA TALKS
IL VENDING AFFRONTA I TEMI CALDI
PER IL SETTORE
L’EDIZIONE DI VENDITALIA 2024, CHE HA PRESO VITA NEI PADIGLIONI DI FIERAMILANO RHO È STATA UN SUCCESSO. NE SONO TESTIMONIANZA I MOMENTI DI APPROFONDIMENTO DEDICATI ALLE TEMATICHE PIÙ IMPORTANTI CHE INTERESSANO IL SETTORE, TENUTI DA ESPERTI E RAPPRESENTANTI DELLA FILIERA DEL VENDING ITALIANO.
PRESSO L’AREA RISERVATA AI VENDITALIA TALKS SI È PARLATO INNANZITUTTO DI SOSTENIBILITÀ, UN TEMA CENTRALE DEL PRESENTE E DEL FUTURO DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA. IL MONDO DEL VENDING STA ATTRAVERSANDO DUE GRANDI SFIDE: QUELLA LEGATA ALLA PLASTICA E AGLI IMBALLAGGI E LA TRANSIZIONE DIGITALE, DUE FOCUS CHE SONO AL CENTRO DELLA STRATEGIA DI SOSTENIBILITÀ MESSA IN ATTO DA CONFIDA.
Dopo il convegno “Il vending e i nuovi trend di consumo” è stato presentato in anteprima lo “Studio di Settore della Distribuzione Automatica in Italia 2023” realizzato da Ipsos (di cui abbiamo proposto un’ampia sintesi nello scorso numero di DA Italia, ndr) nel quale si è evidenziata una crescente attenzione verso le tematiche ESG, dalla creazione di team dedicati, con figure professionali, all'attuazione di specifici progetti di sostenibilità.
E proprio su questi aspetti si è concentrato il workshop pomeridiano, moderato da Armando Garosci di Largo Consumo, nel quale gli ospiti hanno affrontato i principali temi legati alla sostenibilità nel vending. Pio Lunel, Presidente Imprese di Gestione Confida ha introdotto i lavori sottolineando l’importanza della dimensione economica quando si parla di sostenibilità, soprattutto per le PMI del settore vending e alla necessità di introdurre in tutte le aziende i concetti legati ai temi ESG, indipendentemente dagli obblighi di legge. Massimo Ceriotti, Marketing & Communication Manager di Fondazione Sodalitas ha presentato uno studio che evidenzia l’importanza dei dipendenti come stakeholder più rilevanti nelle strategie di sostenibilità sociale e le richieste dei giovani assunti che le aziende devono tenere conto. Antonio Protopapa, Direttore gestione Operativa COREPLA chiude i lavori raccontando i progetti di economia circolare messi in atto da Confida, come per esempio Rivending e RiPet e delle nuove misure rispetto alla direttiva sugli imballaggi (PPWR). Le conclusioni sono state affidate a Ernesto Piloni, Presidente di Venditalia.
Giorgia Monti, Sustainability Consultant di Expo&Media Communications ha illustrato il nuovo quadro normativo europeo sui temi di rendicontazione e sostenibilità, mettendo in luce l’importanza di realizzare un Report di Sostenibilità e raccontando il percorso che Confida sta facendo per il primo Report di Sostenibilità di Settore Riportiamo di seguito il suo intervento integrale:
“A livello europeo, la normativa ha introdotto alcune novità: la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) è la nuova direttiva entrata in vigore il 5 gennaio 2023 con ha l’obiettivo di rafforzare le norme relative alle cosiddette informazioni di sostenibilità ambientali, sociali e di governance che le imprese devono rendicontare. La CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive o Supply Chain Act), punto di riferimento per le imprese nella gestione dell’impatto ambientale e sociale lungo tutta la catena del valore (includendo attività di procurement, di produzione, di distribuzione); infine, la Tassonomia Europea, sistema di classificazione stabilito dall’Unione Europea che determina se un’attività economica può essere considerata sostenibile. Le aziende soggette a questo regolamento sono tenute a divulgare le misure da loro adottate in materia di ambiente, impatto sociale e governance (ESG).
L'Agenda globale 2030 definisce 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs) da raggiungere entro il 2030, articolati in 169 Target, che rappresentano una bussola per porre l'Italia e il mondo su un sentiero sostenibile. In seguito ad un'indagine di benchmark di settore sono stati selezionati gli 8 Sustainable Development Goals (SDGs) più attinenti alle attività delle imprese nel vending, ovvero: salute e benessere per tutti: dipendenti, clienti/consumatori; Sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni; Sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere l’educazione alimentare; Garantire la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie; Rendere le città e le comunità inclusive, sicure e sostenibili; Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze; Lavoro dignitoso e crescita economica duratura e inclusiva; Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo.
Normativa europea e Agenda 2030 sono due premesse da tenere ben presente quando parliamo di report di sostenibilità. In questo quadro si inserisce la necessità del report. Innanzitutto, che cos’è un report di sostenibilità? Si tratta di un documento che sintetizza e comunica in modo sistematico tutte le informazioni relative all’impegno dell’azienda sui temi ESG Include quindi questioni come la lotta al cambiamento climatico, ma anche l’impatto sociale e il profilo organizzativo dell’azienda. Il report ha come primario obiettivo quello di informare gli stakeholder dei risultati economici, sociali e ambientali generati dalla azienda nello svolgimento delle proprie attività. Il reporting di sostenibilità si affianca e completa la tradizionale relazione finanziaria (bilancio d’esercizio) per includere anche l’impatto che l’organizzazione ha sull’ambiente, sulla società e sulla governance. Naturalmente, il report di sostenibilità viene redatto seguendo alcune linee-guida definite, precisi standard e framework internazionali di riferimento: i più utilizzati per il reporting di sostenibilità sono presi dal Global Reporting Initiative (GRI). Con la nuova direttiva europea CSRD di cui abbiamo parlato le aziende soggette all’obbligatorietà dovranno rendicontare secondo gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS). Qual è la situazione in merito ai report di sostenibilità oggi? Nel 2023 sono in crescita, seppur limitata: ben 303 società hanno depositato il bilancio quest’anno, così ripartite: 46% Piccole e Medie Imprese (non tenute a presentare questa dichiarazione), 39% Aziende del settore manifatturiero (56 imprese) e finanziario e assicurativo (62). I documenti non finanziari depositati nel Registro imprese delle imprese che hanno sempre presentato il bilancio d’esercizio (762mila aziende) sono più che raddoppiati, passando da 87 nel 2020 a 188 nel 2022. I vantaggi nel redigere un report sono ormai indiscussi e si riassumono in un incremento di fiducia degli stakeholder e miglioramento della reputazione aziendale, maggiore soddisfazione e fidelizzazione di dipendenti e clienti, maggior capacità di gestione dei rischi e delle opportunità e valorizzazione dell’organizzazione, aumento delle vendite e implementazione del portfolio
clienti, monitoraggio e miglioramento continuo delle performance aziendali.
In Italia la sostenibilità aziendale è diffusa? Il 35% delle aziende ha definito le tempistiche per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ed un ulteriore 9% ha fissato un piano strategico con obiettivi quantitativi, mentre il 25% ha previsto un piano in questo senso. Il restante 31% si divide tra chi non ha ancora previsto e chi non ha previsto affatto un piano che preveda obiettivi di sostenibilità da raggiungere.
Il report Ernst&Young “Seize the Change - Futuri Sostenibili” condotto nel 2022 su un campione di 300 aziende italiane appartenenti a diversi settori, ha messo in evidenza come il 69% delle aziende intervistate abbia previsto un piano di sostenibilità corredato da obiettivi e nel 44% dei casi (in aumento del 6% rispetto al 2019 anno pre-pandemico) siano stati formalizzati target quantitativi.
Si stima che il 59,5% delle imprese manifatturiere nel 2022 abbia intrapreso azioni di sostenibilità; la percentuale scende al 50,4% nelle imprese dei servizi.
All’interno delle grandi imprese la percentuale di chi si occupa di sostenibilità è dell’81,5% mentre la percentuale di chi fa sostenibilità nelle piccole imprese è del 36,1%.
Le nuove direttive toccano anche le piccole e medie imprese.
Le PMI ad oggi non sono obbligate a fornire rendicontazioni dettagliate attraverso report di sostenibilità. Ciò nonostante si trovano indirettamente coinvolte dalle nuove direttive UE in tema di sustainability reporting: questo perché le grandi aziende devono fornire informazioni sull’intera supply chain, dove inevitabilmente vengono coinvolte anche le PMI. Anche le banche, a loro volte obbligate a fornire report di sostenibilità, richiedono alle PMI di documentare quanto stanno facendo sul fronte dello sviluppo sostenibile. Viene quindi richiesto alle PMI di dimostrare il proprio impegno nella transizione ecologica.
Le PMI però faticano ad accedere a finanziamenti sostenibili e questo rappresenta una discriminazione, dato che le PMI rappresentano circa il 52% del PIL europeo ed è quindi evidente che non esiste Green Deal senza il loro coinvolgimento.
Infine, veniamo al vending. Negli ultimi 10 anni il Vending ha fatto enormi passi avanti, soprattutto dal punto di vista di innovazione tecnologica e di prodotto, legato anche ai temi di sostenibilità: macchine evolute, sostenibilità aziendale, prodotti free equo e vegan, sistemi di pagamento innovativi. Un dato su tutti: il 26% dei gestori e dei produttori ha formalmente attribuito le responsabilità su temi di ESG/sostenibilità a figure professionali. Il benchmark condotto sulle 15 aziende principali dei settori gestione, rivendite e fabbricazione nel vending ha evidenziato che le imprese vending hanno una sezione sul sito dedicata alla sostenibilità (70% gestori 10% rivenditori 29% fabbricanti), il 30% dei gestori ha presentato un report di sostenibilità (0% rivendite e 14% fabbricanti). Ancora, il 67% dei gestori partecipa a progetti di riduzione CO2 o diminuzione dell’impatto ambientale, contro il 20% delle rivendite e il 36% delle imprese di fabbricazione.

Perché redigere il report di Confida? Per mostrare ai propri stakeholder una fotografia aggiornata del settore in un’ottica di sostenibilità; per identificare gli obiettivi futuri sui quali il settore si sta impegnando grazie alla transizione digitale e sostenibile; per rafforzare il dialogo sulla sostenibilità e promuoverne la cultura fra i propri soci e gli stakeholder; per offrire ai propri soci uno strumento utile per intraprendere singolarmente un percorso di rendicontazione delle proprie performance ESG; per iniziare un percorso di mappatura della catena di fornitura”.
Un altro interessante spunto in materia di sostenibilità nel vending è stato offerto da Stefano Dal Monte, Commercial Director di Mixa Consulting che, nel suo intervento, ha parlato della sfida della decarbonizzazione nel mondo del vending mostrando il progetto di carbon footprint nato in collaborazione con Confida.
“La decarbonizzazione di un sistema energetico è il processo di progressiva riduzione del contenuto di carbonio nell'energia consumata dal sistema. Più in generale, per “decarbonizzazione” si intende la progressiva transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Per comprendere meglio, vale la pena spiegare alcuni concetti alla base di questo discorso. Prima di tutto, cosa sono i Greenhouse Gases (GHG), ovvero i gas ad effetto serra? I GHG sono gas che "intrappolano" il calore nell'atmosfera. L'effetto maggiore dei GHGs,
quello responsabile del cambiamento climatico, è causato dall'attività dell'uomo che emettono GHGs nell'atmosfera, tra cui anidride carbonica (CO2), metano (CH4), protossido di azoto (N2O), idrofluorocarburi (HFCs), perfluorocarburi (PFC) ed esafluoruro di zolfo (SF6).
Cosa è stato fatto finora, a livello normativo, per incentivare la decarbonizzazione? Le politiche UE per l’energia e l’ambiente che sono state messe in campo sono la “Clean energy for all Europeans”, adottata nel 2019, con l’obiettivo di ridurre i GHG del 40% rispetto al 1990; il Green new deal (Fit for 55), proposto nel 2019 con target -55% entro il 2030 (rispetto al 1990) e Net-zero (più possibile vicino allo zero, ndr) GHG entro il 2050; REPowerEU, che ha come finalità l’indipendenza dai fossili della Russia e la resilienza energetica.
Ad aprile 2022 Banca d’Italia pubblica le Aspettative di Vigilanza volte a promuovere l’incorporazione da parte degli operatori di idonei presidi e di adeguate prassi per identificare, misurare, monitorare e mitigare rischi climatici e ambientali (“rischi C&A”), continuando a garantire il necessario accesso al credito e assistendo le aziende impegnate nel lungo e complesso processo di transizione con nuova finanza e adeguati servizi di consulenza.
Misurare La CARBON FOOTPRINT – impronta di carbonio – è il parametro che, al giorno d’oggi, meglio di qualunque altra variabile, permette di determinare gli impatti ambientali che le organizzazioni, i processi e i prodotti hanno sul climate change.

Nel concreto, misurare la propria impronta carbonica si traduce nell’identificare le sorgenti e l’intensità delle fonti emissive, con la possibilità di ridurre i costi energetici e i costi operativi implementando strategie di efficientamento; quantificare le proprie emissioni di GHG al fine di attuare delle politiche di Carbon Management (identificazione e realizzazione degli interventi di riduzione o neutralizzazione delle emissioni); rispondere al contesto legislativo internazionale; strutturare un sistema di raccolta dati sul tema emissioni e climate change da poter utilizzare in fase di rendicontazione nel Bilancio di sostenibilità; rispondere alle richieste degli stakeholders. Per tutte queste ragioni, la vostra Associazione di categoria ha elaborato il Progetto CONFIDA Climate Change, che ha come scopo calcolare l’impatto di carbon footprint nel vending, di cui vorrei spiegarvi processo e fasi. È stato condotto un focus sui gestori (Panel di circa 30 aziende su 317 aziende di Gestione), rappresentative sia per territorio che dimensione che per livello di iniziative sulla sostenibilità intraprese. Sono stati definiti i confini organizzativi e di rendicontazione secondo requisiti degli standard ed è stata validata la raccolta dei dati necessari alla rendicontazione delle emissioni di GHG. Una volta analizzati i dati di di inventario e data processing sono state messe per iscritto le procedure dedicate al sistema Carbon Footprint. I risultati ottenuti sono stati interpretati, revisionati e calibrati con il team di progetto che provvede ad elaborarli e a redigere il Report di Carbon Footprint.“
CATEGORY MANAGEMENT, PROMOZIONI E FIDELIZZAZIONE DEI CONSUMATORI NEL VENDING
Venditalia Taks è stata l’arena ideale per affrontare anche altri argomenti di grande attualità per il nostro settore, tra cui il Category Management, tema protagonista del primo convegno del secondo giorno di manifestazione, moderato da Nicola Grolla di Ristorazione Moderna.
Il tema è stato affidato a tre esperti che, con i loro interventi, hanno introdotto e approfondito il concetto di category management e hanno illustrato agli addetti ai lavori tutti i vantaggi dell’applicazione di questo approccio al settore del vending.
“Prima di soffermarci sulla sua implementazione nel vending, partiamo dal definire il concetto di category management: si tratta di un approccio di management che considera le categorie merceologiche delle aree strategiche d’affari con il fine fondamentale di soddisfare i bisogni del cliente e conseguire adeguati obiettivi economici” afferma Valerio Cuniberti, Coordinatore Commissione Marketing Category Confida “Cosa succede, quindi, se applichiamo il category management al mondo vending? L’acquisto del consumatore davanti alla vending machine è influenzata da una grande componente di impulso, quindi la gestione del layout della vending machine segue una logica di spirale o di prezzo,
ma non per questo dobbiamo escludere un approccio di categoria al fine di migliorare l’attrattività della vending machine e portare l’utente verso l’acquisto.
Il category management può quindi funzionare come una leva per migliorare le performance della vending machine”, prosegue Cuniberti: “Perché questo si traduca in realtà è necessario intercettare le esigenze del consumatore finale, identificare le giuste categorie, scegliere i brand più richiesti, inserire le giuste SKU (Stock Keeping Unit, ossia un’identificazione, ad esempio un codice, assegnata a un singolo articolo di un magazzino ndr).
L’adozione delcategorymanagementgarantisce una maggiore efficacia ed efficienza delle scelte a livello di assortimento e una conseguente maggiore redditività degli investimenti in promozioni ma, perché questo avvenga, è fondamentale capire quali sono i driver per definire spazi ed assortimento e stabilire i criteri espositivi Tra questi ci sono il prezzo per spirale, l’esposizione all’interno delle fasce prezzo per brand-block, che aiuta la lettura (e la conversione all’acquisto) della vending machine; l’offerta di categorie premium di prodotto negli spazi ad altezza mani e occhi, che migliora la redditività a valore. È noto infatti che non tutti gli spazi sono uguali, quindi dobbiamo tenere conto delle cosiddette «hot zones» del negozio automatico, i punti di massima visibilità, ossia il 3° e 4° vassoio dal basso; inoltre dobbiamo considerare anche i punti ad alto traffico, ovvero i punti di maggior passaggio di potenziali clienti, perché sappiamo che la disposizione delle vending machine all’interno dell’area del punto vendita e la gestione dell’assortimento in funzione della location favoriscono una migliore affluenza”.
Conclude Cuniberti: “Le ragioni a sostegno di un approccio category management nella gestione dei distributori automatici sono molteplici, ma non va dimenticato che il presidio delle location e l’organizzazione dello spazio espositivo non possono prescindere la copertura dei bisogni reali dell’utente.
La vending machine deve essere attrattiva nei confronti del consumatore, poiché la semplicità di lettura per un consumatore migliora l’interazione davanti alla vending machine accorciando i tempi di conversione all’acquisto.
Inoltre è dimostrato che uno spazio espositivo gestito secondo un approccio di category migliora il sell-out. Infine, è importante ricordare che il 25% degli acquirenti che non trova i prodotti esposti non li acquista e dimentica di acquistarli anche in seguito. Per un gestore i benefici di questo approccio possono essere così sintetizzati: una migliore comprensione del mercato, una gestione dello spazio ottimale e un miglioramento della qualità espositiva che hanno come conseguenza la crescita del business e della profittabilità delle vending machine installate”.
“Quando parliamo di acquisto alla vending machine parliamo di spazi infiniti ma abbiamo a disposizione un tempo molto limitato, circa 8 secondi, ovvero il tempo di attenzione di cui siamo capaci. Dato il tempo limitato a disposizione, organizzare i prodotti per categorie merceologiche facilita il processo di acquisto e non solo questo: anche le tecniche di comunicazione condizionano
positivamente il comportamento d’acquisto”, spiega Elisa Fabbi, Adjunct Professor of marketing di Unimore: “Il gestore deve cercare di selezionare un’offerta che sia coerente con i bisogni degli utenti e differenziata in base alla location con l’obiettivo di incentivare il cross selling, ma anche garantire un servizio sempre migliore per essere scelti.
Secondo Fabbi “Possiamo dividere le fasi del vending category management in tre momenti: MOMENTO STRATEGICO (suddivisione della gamma, individuazione dei ruoli delle categorie) MOMENTO ANALITICO (mappatura e ripartizione dello spazio) MOMENTO OPERATIVO (comunicazione, prezzi e promozioni).
In base all’analisi dei dati espositivi, conclude Fabbi, è possibile sviluppare una nuova ripartizione dello spazio e dell’offerta, con l’obiettivo costante di ottimizzarla, tenendo presente che il category management rappresenta un punto di partenza e non di arrivo ed è opportuno verificare l’efficacia delle iniziative introdotte conducendo test sul campo”.
Roberto Pace, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Confida, ha concluso il momento di approfondimento legato al category management soffermandosi sulla sua applicazione pratica al mondo dei distributori automatici.
“La sfida per il gestore organizzare in modo logico le spirali a disposizione, tracciare le singole vendite, acquisire informazioni in tempo reale e monitorare i dati per prendere decisioni, con l’obiettivo di ottimizzare lo spazio a disposizione, ottimizzare i passaggi di rifornimento e aumentare le vendite: questo, in sintesi, è applicare il category al vending.
È importante concepire la disposizione con criteri legati alle categorie merceologiche dei prodotti (salato, dolce, bibite), alla marca e al prezzo, variando il planogramma a seconda della tipologia di cliente e di utenza.
Per tracciare le vendite è necessario settare la pianificazione impostando ripiani e spirali, codificare i prodotti in modo univoco, per singola SKU (senza raggruppamenti di gusto, ad esempio) e assegnare una linea prezzo per ogni spirale, in modo da sapere cosa è stato venduto. È importante monitorare i dati per una verifica periodica della corretta applicazione sul campo del nostro planning definito e analizzare gli indici di rotazione dei singoli prodotti. Venendo agli obiettivi da raggiungere, ottimizzare lo spazio di vendita è possibile grazie all’analisi dei dati, che individua eventuali inefficienze della pianificazione. Organizzare gli spazi riduce i passaggi di rifornimento con un conseguente risparmio nella gestione del punto vendita: un corretto posizionamento dei prodotti all’interno della macchina avrà quindi l’effetto di aumentare le vendite.
In conclusione, spiega Pace, “a livello pratico la codifica dei singoli prodotti permette di definire un planogramma per ogni modello di distributore (numero di cassetti, numero spirali per cassetto, numero pezzi per spirale, associazione linea di prezzo per singola spirale, ecc.). A questo seguono la definizione delle configurazioni tipo (in base ai prodotti definiti per ogni tipologia di utente)
e, infine, l’analisi dei dati, che rappresenta un passaggio cruciale per definire le nostre strategie di disposizione dei prodotti nella vending machine”.
Un altro approfondimento che ha registrato grande seguito ha riguardato i negozia automatici H24, che sono ormai dei nuovi negozi di vicinato, completamente automatici, aperti 24 ore al giorno. Una via di mezzo tra bar automatici e piccoli market dove il caffè e le altre bevande calde, insieme all’acqua minerale alle bibite e agli snack, sono i prodotti più venduti, ma l’offerta comprende anche piatti pronti, gelati, prodotti di prima necessità, parafarmaci e molto altro. Questa forma di commercio sta vivendo una grande sviluppo in Italia, in particolare nelle regioni del Sud. Per questo Confida ha dato vita ad una certificazione di qualità per i negozi h24 e una serie di servizi dedicati. Il Forum di Venditalia Talks, moderato da Alessandro Fontana, Direttore di DA Italia e Fantavending, ha affrontato le peculiarità di questo canale di distribuzione alimentare e ve ne proponiamo di seguito una sintesi.
FORUM NEGOZI AUTOMATICI H24
Nel corso del Forum un’ampia parentesi è stata dedicata al Protocollo Top Quality Negozi Automatici H24 di Confida, che certifica i Negozi automatici sostenibili e di qualità, con una relazione a cura di Franco Bompani, Presidente di Eidos Consulting, di cui riportiamo una sintesi.
“Con il Protocollo di Autoregolamentazione si realizza un primo passo di un progetto di sempre maggiore qualificazione dei Negozi Automatici. Il Protocollo vuole rappresentare una forma di tutela e di rispetto dei clienti e dei consumatori di questo particolare comparto. In esso vengono descritti i principi fondamentali del servizio e le garanzie offerte a chi ne fruisce. Attraverso questo strumento si vuole instaurare un proficuo rapporto di collaborazione con la Pubblica Amministrazione e gli Enti Locali sui temi della sostenibilità e, attraverso la rete dei Negozi Automatici, sulle iniziative congiunte di sensibilizzazione su altre tematiche di maggiore interesse sociale.
Per l’ottenimento del Marchio di qualità è stato definito un percorso in sei passi: 1. Partecipare al corso di formazione organizzato da CONFIDA e superare il relativo test 2. Verificare, attraverso l’utilizzo della Check List, la conformità rispetto ai Prerequisiti Normativi e ai Requisiti del Disciplinare 3. Intervenire con azioni correttive rispetto alle non conformità riscontrate 4. Verificare l’applicazione delle procedure attraverso la modulistica dedicata 5. Sottoscrivere il Protocollo e rispettare i Requisiti previsti 6. Apporre il Marchio Top Quality Negozi Automatici H24 nel negozio automatico H24.
Le aziende che aderiscono al Protocollo autocertificano il rispetto di determinati prerequisiti: predisporre adeguati piani di controllo, secondo quanto prescritto nel proprio manuale aziendale, garantire il rispetto delle norme di corretta prassi igienica (HACCP) in
ottemperanza al Regolamento CE n. 852/2004 sull’igiene dei prodotti alimentari e al Regolamento CE n. 178/2002. DVR e altri documenti obbligatori su salute e sicurezza sul lavoro (le imprese familiari e le Ditte individuali senza lavoratori non hanno pertanto l’obbligo di redazione del DVR); SCIA -l’’azienda certifica di aver presentato al SUAP la modulistica specifica previste dal D.lgs. 222/2016 per ottenere le necessarie autorizzazioni. Un altro aspetto imprescindibile riguarda l’etichettatura: l’impresa deve indicare all’interno di tutti i punti vendita la propria Ragione sociale, il proprio indirizzo e un numero di telefono. Per i prodotti non preconfezionati (bevande calde), l’impresa deve indicare su ogni distributore automatico la denominazione di vendita dei prodotti, l’elenco degli ingredienti in ordine decrescente di peso, le indicazioni di qualsiasi ingrediente o coadiuvante tecnologico o derivato da una sostanza o un prodotto che provochi allergie o intolleranze usato nella fabbricazione o nella preparazione di un alimento e ancora presente nel prodotto finito.
La vendita di bevande alcoliche deve effettuarsi nel pieno rispetto della normativa nazionale e locale che prevede, fra l’altro, il divieto di vendita di alcolici in favore di minorenni, nonché, in generale, il divieto di vendita di alcolici, mediante distributori automatici, dalle ore 24.00 alle ore 07.00 (art. 14 bis della Legge 125/2001). Al fine di garantire il rispetto di tali previsioni normative, i distributori automatici utilizzati per la vendita di bevande alcoliche devono essere dotati di strumenti elettronici per la rilevazione dei dati anagrafici dell’acquirente (al fine di verificare la maggiore età) mediante sistemi di lettura ottica dei documenti (art. 7 comma 3 ter del D.L. Balduzzi 13 settembre 2012, n. 158), nonché predisposti elettronicamente per assicurare il rispetto del divieto di vendita di alcolici dalle ore 24.00 alle ore 07.00. In ogni caso, l’operatore dovrà adeguare la vendita alle disposizioni di carattere regionale o locale che disciplinano la materia. A livello fiscale, il titolare dichiara di rispettare la normativa in materia su memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi (D.lgs n.127/2015)
I requisiti del Disciplinare per il protocollo Top Quality Confida prevedono: attenzione all’igiene, alla sicurezza alimentare e al buon funzionamento dei distributori, attenzione al cliente, attenzione alla diversificazione dell’offerta alimentare (importante avere almeno una linea prodotti free from, bio, vegan, a basso contenuto di zuccheri), attenzione alla sicurezza o sistemi innovativi di presidio e controllo da remoto del punto vendita, sostenibilità ambientale o sviluppo di un Piano di sostenibilità per il miglioramento e la tutela dell’ambiente.
Il punto vendita che rispetta i requisiti del Protocollo potrà esporre il Marchio identificativo con anno di validità sui distributori installati o su altre dotazioni aziendali (furgoni, insegne, carta intestata, ecc.). Sul sito Confida è presente l’elenco aggiornato delle Aziende Top Quality Negozi Automatici H24.”

“Il negozio H24 deve essere una scelta di prossimità e perché questo sia possibile dobbiamo assicurarci che il punto vendita sia sempre: rifornito, pulito, ordinato, anche oltre le aspettative. Per attirare il consumatore e fidelizzarlo il gestore ha a disposizione alcuni strumenti: il prezzo, un assortimento in linea con le esigenze dell’utente, la gestione dello spazio e la comunicazione. Non dimentichiamo mai la richiesta di sicurezza da parte dei consumatori, la richiesta di tecnologia che semplifica l’esperienza d’acquisto ma anche la gestione del punto vendita. Il gestore deve anche imparare a ragionare in termini di categorie assortimentali, adattando l’offerta al luogo e, infine, focalizzarsi sul livello di servizio offerto (che include l’ascolto del consumatore). Distinguere e migliorare la propria offerta il più possibile porta infatti alla fiducia da parte del cliente, che deve essere sempre l’obiettivo numero uno di chi opera in questo settore”, ha inoltre spiegato nel suo intervento Elisa Fabbi di Unimore , ricordando ai gestori dei negozi H24 la centralità dell’attenzione al cliente nella loro attività.
Con l’intervento di Marco Stratta, Segretario generale di ANIVP, marchio storico della rappresentanza per le imprese di vigilanza private e sicurezza, aderente al circuito di Confcommercio attraverso Confedersicurezza, a Venditalia si è parlato di sicurezza dei negozi automatici in senso stretto. Confida ha infatti siglato una convenzione con ANIVIP riservata ai Soci per rispondere alle
esigenze di sicurezza particolari dei gestori di negozi automatici H24, esposti ad episodi di furto, danneggiamento e vandalismo e spesso anche a sanzioni in caso di assembramenti all’interno dei locali.
Professionisti del settore vigilanza e sicurezza hanno analizzato le esigenze-tipo dei negozi automatici H24 per proporre una soluzione modulare ad hoc focalizzata sui seguenti ambiti: servizi tradizionali (collegamento di allarme, servizio di intervento su allarme - condizionato dalla località in cui si trova il bene da tutelare) tecnologia (allarme con costante monitoraggio da parte della centrale operativa di un istituto di Vigilanza, attiva 24 ore al giorno e 365 gg all’anno, telecamera con audio bidirezionale, impianto di allarme dedicato composto da una centrale antifurto wireless completamente bidirezionale BiTech, estremamente compatta, con possibilità di video verifica integrata su richiesta allarme)
Per un controllo più efficace, meglio appoggiarsi a una o poche centrali operative e comunque contare su personale dedicato, formato, preparato in modo specifico.
ANIVP e Confida hanno previsto contatti e account di posta elettronica dedicati nonché una persona formata per agevolare lo scambio di informazioni e l’accesso alla convenzione da parte degli Associati.
Per informazioni: confidainsicurezza@anivp.it

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE SARÀ IN GRADO DI RISCRIVERE
IN QUESTI ULTIMI MESI L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E IL SUO IMPATTO SU ECONOMIA, AMBIENTE E SOCIETÀ È SENZ’ALTRO L’ARGOMENTO PIÙ DIBATTUTO DAI MEDIA DI TUTTO IL MONDO.
IL 12 LUGLIO 2024 È STATO PUBBLICATO NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELL’UNIONE EUROPEA L’AI ACT, OVVERO IL REGOLAMENTO (UE) 2024/1689 DEL 13 GIUGNO 2024, CHE STABILISCE REGOLE ARMONIZZATE SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE.
POCHE SETTIMANE DOPO LA PUBBLICAZIONE DI QUESTO FONDAMENTALE DOCUMENTO IN ITALIA, PRESSO IL SENATO DELLA REPUBBLICA, SONO INIZIATE LE AUDIZIONI IN COMMISSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE SULL’INTELLIGENZA
ARTIFICIALE ED È GIÀ DISPONIBILE ONLINE IL DOCUMENTO INTEGRALE DELLA STRATEGIA ITALIANA IA 2024-2026.
IL VENDING, NEL FRATTEMPO, NON È RIMASTO A GUARDARE E GIÀ DURANTE VENDITALIA 2024 È STATO AFFRONTATO (PER LA PRIMA VOLTA IN UN CONTESTO FIERISTICO) IL TEMA DELL’IA NELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA. LA EUROPEAN VENDING & COFFEE SERVICE ASSOCIATION (EVA) HA INFATTI ORGANIZZATO UN CONVEGNO INTITOLATO "AIVOLUTION IN VENDING: TRANSFORMING YOUR BUSINESS WITH ARTIFICIAL INTELLIGENCE"
L’EVENTO HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI IMPORTANTI FIGURE DEL SETTORE, COME YAKI GRANT DI NAYAX, DOMINIC DONYLAL DI COCA-COLA HBC, PAOLA CAMPANA DI CAMPANA CAFFÈ, JOSEP RAMÍREZ DI ALLIANCE VENDING, E DUBRAVKO HENDIJA DI TELEVEND.
SOTTO LA MODERAZIONE DEL DIRETTORE DELL’EVA, ERWIN WETZEL, I RELATORI HANNO CERCATO DI SPIEGARE COME L’IA STIA RAPIDAMENTE DIVENTANDO UNA FORZA TRASFORMATIVA PER L’INDUSTRIA DEL VENDING, OFFRENDO SPUNTI PREZIOSI SU COME QUESTA TECNOLOGIA POSSA ESSERE UTILIZZATA PER MIGLIORARE IL BUSINESS.
LA NOSTRA REDAZIONE ERA PRESENTE AL CONVEGNO DOVE È EMERSO CHIARAMENTE CHE L’IA NON È SOLO UNA MODA PASSEGGERA, MA UN ELEMENTO CRUCIALE PER RIMANERE COMPETITIVI NEL MERCATO ATTUALE
SECONDO UN RAPPORTO CITATO DURANTE LA PRESENTAZIONE, IL MERCATO GLOBALE DELLE VENDING MACHINE INTELLIGENTI POTREBBE RAGGIUNGERE I 11,84 MILIARDI DI DOLLARI ENTRO IL 2025, CON UN TASSO DI CRESCITA ANNUALE COMPOSTO (CAGR) DEL 37,6% DAL 2018 AL 2025. QUESTO DATO IMPRESSIONANTE EVIDENZIA QUANTO SIA URGENTE PER LE AZIENDE DEL SETTORE ADATTARSI E INTEGRARE L’IA NELLE LORO OPERAZIONI..

Nel panorama attuale, in cui l'innovazione tecnologica corre più veloce che mai, anche il settore del vending non può permettersi di restare indietro. L'intelligenza artificiale, che fino a pochi anni fa sembrava appartenere solo al regno della fantascienza, è ormai diventata una realtà concreta, destinata a trasformare radicalmente il nostro modo di fare business. Non stiamo parlando solo di un miglioramento incrementale, ma di una vera e propria rivoluzione che promette di riscrivere le regole del gioco.
Immagina un mondo in cui i distributori automatici non solo offrono prodotti, ma anticipano anche i desideri dei clienti, personalizzano l'offerta e, allo stesso tempo, operano in modo più efficiente e sostenibile. Sembra utopia? Eppure, grazie all'intelligenza artificiale, tutto questo è già possibile. L'intelligenza artificiale, con la sua capacità di raccogliere e analizzare enormi quantità di dati, è il motore che guida questa trasformazione. Prima, le decisioni venivano prese basandosi su intuizioni o esperienze passate, ma ora l'IA ci permette di fare molto di più. Prendiamo, ad esempio, la gestione dell'inventario: non è più necessario attendere che un prodotto scada per decidere di scontarlo. Ora, grazie a complessi algoritmi, i distributori possono monitorare in tempo reale la freschezza dei prodotti, prevedere le tendenze di consumo e, persino, lanciare promozioni mirate in base alle condizioni climatiche previste per il giorno successivo. È una visione affascinante e, sebbene possa sembrare complessa, è una realtà a portata di mano. Ma l'IA non si limita solo alla gestione operativa. Il vero potenziale risiede nella capacità di migliorare l'esperienza del cliente. In un mondo dove tutto diventa sempre più personalizzato, i consumatori non vogliono semplicemente acquistare un prodotto, vogliono un'esperienza su misura, che li faccia sentire speciali. I distributori automatici, un tempo freddi e impersonali, possono ora trasformarsi in alleati preziosi, capaci di riconoscere i
gusti dei clienti, suggerire nuovi prodotti, offrire sconti personalizzati e persino intrattenere attraverso piccoli giochi interattivi. Queste innovazioni non solo fidelizzano i clienti, ma trasformano anche un semplice acquisto in un'esperienza piacevole e memorabile.
E non finisce qui. L'attenzione alla sostenibilità è un tema che oggi non possiamo più ignorare. Tutti noi, come cittadini del mondo, siamo chiamati a fare la nostra parte per ridurre l'impatto ambientale delle nostre azioni quotidiane. I distributori automatici dotati di intelligenza artificiale possono dare un contributo significativo in questa direzione. Pensiamo al risparmio energetico: perché mantenere una macchina in piena attività se nessuno la sta utilizzando? Con l'IA, i distributori possono autoregolarsi, spegnendosi o riducendo il consumo energetico durante le ore di inattività. E non solo, possono anche gestire in modo ottimale i prodotti vicini alla scadenza, riducendo gli sprechi e promuovendo una gestione più responsabile delle risorse. Non possiamo però ignorare le preoccupazioni che accompagnano l'avvento di queste tecnologie. Molti temono che l'automazione possa portare alla perdita di posti di lavoro. Ma l'IA, se usata correttamente, non finirà con il sostituire le persone, ma con il potenziarle. Mentre l'IA si occupa di compiti ripetitivi e analisi complesse, gli esseri umani possono concentrarsi su attività più creative e strategiche, rendendo il lavoro non solo più facile, ma anche più gratificante.
Quindi, guardando al futuro, possiamo essere sufficientemente ottimisti. L'intelligenza artificiale è qui per restare e, con essa, il vending ha tutte le carte in regola per diventare un settore ancora più innovativo, sostenibile e orientato al cliente. Siamo solo all'inizio di questa avventura, ma le possibilità che si aprono davanti a noi sono praticamente infinite.
“AIVOLUTION
IN VENDING: TRANSFORMING YOUR BUSINESS WITH ARTIFICIAL INTELLIGENCE”
Qualisono leragionicherendonol'intelligenzaartificialeunacomponente crucialeper ilfuturodelsettorevending?Ilconvegno ha approfonditoquesto tema, evidenziando sette motivi fondamentali che sottolineanol'importanza di abbracciarequestatecnologia innovativa. Questi fattori non solo giustificano l'adozione dell'IA, ma delineano anche le opportunità e i vantaggi concreti che essa può offrire alle aziende che operano in questo ambito. Quali sono le ragioni che rendono l'intelligenza artificiale una componente cruciale per il futuro del settore vending? Il convegno ha approfondito questo tema, evidenziando sette motivi fondamentali che sottolineano l'importanza di abbracciare questa tecnologia innovativa. Questi fattori non solo giustificano l'adozione dell'IA, ma delineano anche le opportunità e i vantaggi concreti che essa può offrire alle aziende che operano in questo ambito.
1. MAGGIORE EFFICIENZA
Immagina di poter gestire tutte le tue vending machine senza dover rincorrere problemi all'ultimo minuto. Con l'IA, tutto questo potrebbe diventare possibile. Le operazioni quotidiane diventano più fluide e prevedibili. Hai mai pensato a quanto sarebbe bello sapere esattamente quando rifornire una macchina prima che si esaurisca un prodotto? O risolvere un problema tecnico prima ancora che si manifesti? L'IA lo fa per te. Non solo riduce gli sprechi, ma fa in modo che i tuoi clienti trovino sempre ciò che desiderano, quando lo desiderano. E poi, con l'IA che gestisce l'efficienza energetica, puoi anche risparmiare sui costi dell’elettricità: un bel vantaggio!
2. MIGLIORAMENTO DELL’ESPERIENZA
DEL CLIENTE
Sai quanto è importante far sentire speciali i tuoi clienti! L'IA ti aiuta a fare proprio questo. Le vending machine diventano molto più di semplici macchine che distribuiscono snack o bevande. Ora possono riconoscere le preferenze dei tuoi clienti abituali, offrire sconti personalizzati, e persino suggerire nuovi prodotti basati sui loro gusti. È come avere un assistente personale che si prende cura di ogni singolo cliente, facendolo sentire unico. E tutto questo avviene senza alcuno sforzo da parte del gestore.
3. ANALISI DEI DATI
Con l'IA, raccogliere e analizzare i dati non è più un incubo. Anzi, potrebbe diventare un gioco da ragazzi. Puoi sapere esattamente cosa vogliono i tuoi clienti, quando lo vogliono e perché. E la cosa fantastica è che questi dati ti permettono di prendere decisioni davvero informate. Vuoi sapere quali prodotti sono più popolari in una certa stagione o in una determinata fascia oraria? Nessun problema, l'IA te lo dirà. E con queste informazioni, puoi ottimizzare l'inventario, migliorare le tue strategie di marketing e persino ideare nuovi prodotti che i tuoi clienti adoreranno.
Essere un passo avanti rispetto alla concorrenza è un obiettivo per qualunque azienda della filiera del vending. Le aziende che abbracciano l'IA possono offrire esperienze personalizzate e prodotti innovativi. E quando puoi adattarti rapidamente ai cambiamenti del mercato o alle nuove esigenze dei clienti, sei destinato a migliorare la tua competitività. L'IA ti dà quella marcia in più che può davvero distinguerti dalla massa.
Chi non ama risparmiare? Con l'IA, i costi operativi possono scendere sensibilmente. La manutenzione predittiva, ad esempio, evita costosi guasti perché ti avvisa prima che si verifichino. E con una gestione ottimizzata dell'inventario, non butti via prodotti inutilizzati o scaduti. Questo significa meno sprechi e più redditività. E non dimentichiamoci del risparmio energetico: le macchine intelligenti sanno quando ridurre il consumo, facendoti risparmiare anche sulle bollette.
Se pensi di far crescere il tuo business, l'IA è il partner ideale. Le soluzioni basate su IA sono incredibilmente flessibili e scalabili. Vuoi espanderti rapidamente? Nessun problema, l'IA ti segue senza intoppi. Puoi facilmente adattare le vending machine alle nuove esigenze del mercato o dei clienti, senza dover stravolgere tutto. Questo significa che puoi crescere senza compromettere la qualità del servizio. E, in un mondo in continua evoluzione, essere in grado di adattarsi velocemente è un vantaggio enorme.
Guardiamo in faccia la realtà: il futuro sta arrivando più velocemente di quanto pensiamo. E con l'IA al tuo fianco, sarai pronto ad affrontarlo. Le aziende che adottano l'IA oggi saranno quelle che domineranno il mercato domani. Perché? Perché l'IA non solo ti prepara alle sfide future, ma ti permette anche di cogliere tutte le nuove opportunità che verranno. Investire ora nell'IA significa essere sempre un passo avanti, pronto a tutto, con un vantaggio competitivo che ti permetterà di avere successo a lungo.
L’AI ACT - REGOLAMENTO (UE) 2024/1689
DEL 13 GIUGNO 2024
In questo scenario di rapida evoluzione tecnologica, la regolamentazione dell'intelligenza artificiale assume un ruolo cruciale, soprattutto per garantire che l'innovazione avvenga in modo sicuro e conforme ai valori fondamentali dell'Unione Europea. Recentemente, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 12 luglio 2024 l’AI Act, ovvero il Regolamento (UE) 2024/1689 del 13 giugno 2024, che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale.
L'AI Act introduce una serie di novità che toccano direttamente tutti gli utilizzatori di sistemi di IA, comprese le persone fisiche e giuridiche che ne fanno uso a livello professionale. Tra gli obiettivi principali del regolamento vi è la creazione di un quadro giuridico uniforme per lo sviluppo, la commercializzazione e l’uso dei sistemi di IA all'interno dell'Unione, garantendo che queste tecnologie siano antropocentriche e affidabili. Inoltre, l'AI Act mira a proteggere i diritti fondamentali, la salute e la sicurezza, preservando al contempo la libera circolazione di beni e servizi basati sull'IA tra gli Stati membri.
Il Regolamento pone un'enfasi particolare sui sistemi di IA ad alto rischio, che includono tecnologie utilizzate per scopi di sicurezza e nei prodotti sottoposti a valutazione della conformità da parte di terzi. Questi sistemi dovranno essere registrati nella banca dati dell'UE per i sistemi di IA ad alto rischio e saranno soggetti a rigidi requisiti di trasparenza e sorveglianza umana per garantire che possano essere supervisionati efficacemente durante il loro utilizzo.
Il Regolamento stabilisce anche divieti su determinate pratiche di IA, come l'uso di sistemi per la manipolazione cognitiva del comportamento umano e la profilazione basata su dati biometrici, aree particolarmente sensibili nel contesto del vending, dove la fiducia del consumatore è fondamentale. Ad esempio, l'uso di IA per inferire le emozioni in luoghi di lavoro o istituti di istruzione è vietato, salvo eccezioni specifiche.
Con l'entrata in vigore dell'AI Act, prevista per il 2 agosto 2026, ma con alcune disposizioni già applicabili a partire dal 2025, le aziende del vending dovranno adeguarsi a queste nuove norme. Sarà essenziale monitorare costantemente i sistemi di IA in uso,
garantendo che siano conformi alle istruzioni fornite dai fornitori e che eventuali rischi per la salute o la sicurezza siano immediatamente segnalati alle autorità competenti.
Questo nuovo quadro normativo rappresenta un passo decisivo per garantire che l'adozione dell'IA nel vending avvenga in modo sicuro e responsabile, promuovendo al contempo l'innovazione e la competitività del settore. Le aziende che riusciranno a navigare con successo queste nuove normative potranno trarre significativi vantaggi competitivi, posizionandosi all'avanguardia in un mercato sempre più guidato dalla tecnologia.
ARTIFICIALE 2024-2026
A pochi giorni dalla pubblicazione dell’AI Act sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea e dall’inizio delle audizioni in commissione presso il Senato della Repubblica sul disegno di legge sull’intelligenza artificiale, l’Italia ha presentato la sua "Strategia Italiana per l’intelligenza artificiale 2024-2026". Questo documento, disponibile online, è il risultato di un lavoro intenso e approfondito di un Comitato di esperti, istituito per supportare il Governo nella definizione delle normative e delle politiche che guideranno l'adozione dell'IA nel nostro Paese.
Il Comitato, composto da quattordici figure di spicco nel panorama accademico e scientifico, è stato coordinato da Gianluigi Greco, professore di informatica all’Università della Calabria e presidente di AIxIA (Associazione Italiana per l'Intelligenza Artificiale). Tra i membri del gruppo si annoverano personalità di grande rilievo tutti impegnati a delineare un quadro strategico che non solo risponda alle esigenze immediate del Paese, ma che sia anche proiettato verso un futuro in cui l’IA possa svilupparsi in modo responsabile e inclusivo.
La strategia mira a posizionare l’Italia come leader nella transizione tecnologica, con un particolare focus su quattro macroaree fondamentali: Ricerca, Pubblica Amministrazione, Imprese e Formazione. È chiaro che l’intenzione del Governo è quella di creare un ambiente fertile per l’innovazione, in cui l’IA possa prosperare senza compromettere i valori etici e sociali del Paese. Questo documento non si limita a delineare i benefici potenziali dell’IA, ma affronta anche le sfide e i rischi,

proponendo un approccio che equilibra l’innovazione con la necessità di proteggere i diritti fondamentali dei cittadini.
Uno degli aspetti più interessanti del documento riguarda l'applicazione dell'IA nella Pubblica Amministrazione. L’idea è di utilizzare queste tecnologie per migliorare l'efficienza dei processi amministrativi e la qualità dei servizi offerti ai cittadini. La strategia include progetti pilota su larga scala, destinati a testare l’efficacia dell’IA in vari settori della PA, sempre con un occhio attento alla tutela della privacy e alla trasparenza.
La ricerca è un altro pilastro fondamentale della strategia. L’Italia intende rafforzare il proprio ruolo a livello globale, promuovendo lo sviluppo di soluzioni di IA che rispecchino le specificità del contesto italiano. Questo non solo per mantenere una posizione competitiva nel campo scientifico, ma anche per garantire che le applicazioni di IA siano in linea con i valori e le esigenze del Paese. La valorizzazione delle eccellenze italiane nel campo della ricerca scientifica è vista come un elemento chiave per costruire un futuro tecnologico solido e sostenibile.
Il documento pone anche un forte accento sulle imprese, in particolare le piccole e medie imprese (PMI), che rappresentano la spina dorsale dell’economia italiana. La strategia prevede il supporto a queste imprese nel processo di adozione dell’IA, riconoscendo che molte di esse potrebbero non avere le risorse o le competenze necessarie per integrare autonomamente queste tecnologie. Allo stesso modo, la formazione è identificata come un elemento cruciale: sviluppare le competenze necessarie per affrontare le sfide poste dall’IA è essenziale per garantire che il Paese sia pronto ad affrontare le trasformazioni che questa tecnologia inevitabilmente porterà.
Quello che emerge dalla "Strategia Italiana per l’Intelligenza Artificiale 2024-2026" è un impegno deciso e lungimirante del Governo, che non solo mira a sfruttare le opportunità offerte dall’IA, ma anche a farlo in modo che l’Italia possa diventare un esempio a livello internazionale. La strada tracciata dal documento è ambiziosa, ma realistica, e rappresenta un passo fondamentale per garantire che l'Italia possa navigare con successo le sfide e le opportunità del futuro tecnologico.

INDUSTRIALE IN ITALIA
CON L'APPROVAZIONE DEL DECRETO-LEGGE N. 19 DEL 2 MARZO 2024, L'ITALIA HA FORMALMENTE LANCIATO IL PIANO TRANSIZIONE 5.0, UN’INIZIATIVA CRUCIALE CHE SEGNA UN ULTERIORE PASSO AVANTI NELLA TRASFORMAZIONE DEL TESSUTO PRODUTTIVO NAZIONALE.
QUESTO PIANO SI INSERISCE NEL QUADRO PIÙ AMPIO DEL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA (PNRR), IN RISPOSTA ALLA DECISIONE DEL CONSIGLIO ECOFIN DELL’8 DICEMBRE 2023 CHE HA APPROVATO LA RIDEFINIZIONE E L’AGGIORNAMENTO DEL PNRR, IN PARTICOLARE ATTRAVERSO L’INVESTIMENTO 15 «TRANSIZIONE 5.0» DELLA NUOVA MISSIONE 7 - REPOWEREU.
OBIETTIVI STRATEGICI:
INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ
Il Piano Transizione 5.0 è progettato per sostenere la transizione del sistema produttivo verso un modello più efficiente dal punto di vista energetico e sostenibile, con un’enfasi particolare sull'utilizzo di fonti rinnovabili. Questo obiettivo viene perseguito attraverso l’implementazione di un regime di credito d’imposta, volto a incentivare le imprese italiane a investire in nuove tecnologie, innovazione e riqualificazione delle competenze, tutte componenti essenziali per la digitalizzazione e l’efficienza energetica.
Il piano si propone di favorire la transizione dei processi di produzione verso modelli più sostenibili e digitali, sfruttando il credito d'imposta per sostenere gli investimenti in beni materiali e immateriali tecnologicamente avanzati. Questi beni, che devono essere interconnessi con il sistema aziendale di gestione della produzione o con la rete di fornitura, sono cruciali per ridurre i consumi energetici e migliorare l'efficienza operativa.
RISORSE DISPONIBILI E BENEFICIARI: CHI PUÒ ACCEDERE AL PIANO
Per il biennio 2024-2025, il Piano Transizione 5.0 dispone di un finanziamento complessivo di 12,7 miliardi di euro, suddiviso tra risorse del PNRR e risorse nazionali. Questo finanziamento è destinato a tutte le imprese residenti e
le stabili organizzazioni con sede in Italia, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico, dalla dimensione e dal regime fiscale adottato per la determinazione del reddito d’impresa. Tuttavia, la norma prevede specifici casi di esclusione, come situazioni di difficoltà finanziaria dell’impresa o l’applicazione di sanzioni interdittive.
INTERVENTI AGEVOLABILI: INNOVAZIONE, ENERGIA E FORMAZIONE
Il Piano Transizione 5.0 copre una vasta gamma di interventi, che vanno dagli investimenti in beni materiali e immateriali tecnologicamente avanzati alla formazione del personale, fino all'autoproduzione e autoconsumo di energia da fonti rinnovabili. In particolare, sono agevolabili i seguenti interventi:
• Beni Materiali e Immateriali Tecnologicamente Avanzati I beni devono essere interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura e generare una riduzione dei consumi energetici secondo quanto specificato nelle slide successive.
Nello specifico, sono agevolabili:
• Beni funzionali alla transizione tecnologica e digitale secondo il modello «Industria 4.0» (All. A, Legge 232/2016);
• Beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali «Industria 4.0» (All. B, Legge 232/2016).
Piano Transizione 4.0
Risorse Nazionali
Sostiene la trasformazione digitale delle imprese incentivando gli investimenti privati in beni strumentali tecnologicamente avanzati, in attività di innovazione e riqualificazione delle competenze.
Piano Transizione 5.0
Risorse PNNR
Sostiene la transizione dei processi di produzione verso un modello efficiente sotto il profilo energetico, sostenibile e basato sulle energie rinnovabili.
L’Allegato B, inoltre, è ampliato prevedendo l’ammissibilità di:
• software, sistemi, piattaforme o applicazioni per l’intelligenza degli impianti che garantiscono la raccolta, l’elaborazione dei dati e il monitoraggio continuo dei consumi;
• i software relativi alla gestione di impresa se acquistati unitamente ai beni di cui sopra.
• Autoproduzione di Energia Nell’ambito dei progetti di innovazione sono inoltre agevolabili i beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, a eccezione delle biomasse, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta.
Per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici, l’incentivo è limitato ai soli impianti basati su pannelli prodotti negli Stati membri dell’Unione europea con efficienza pari ad almeno il 21,5%.
• Formazione del Personale:
Le spese per la formazione del personale sono ammissibili a condizione che:
• siano finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la transizione digitale ed energetica dei processi produttivi; • rientrino nel limite del 10% degli investimenti effettuati nei beni strumentali;
• non superino, in ogni caso, il limite massimo di 300 mila euro.
Le spese devono inoltre essere necessariamente erogate da soggetti esterni all’impresa, con riferimento a percorsi di durata non inferiore a 12 ore, anche nella modalità a distanza, che prevedano il sostenimento di un esame finale con attestazione del risultato conseguito.
QUOTE DI INVESTIMENTO
6,4 MLD/€
RISORSE TOTALI BIENNIO 24-25 12,7 MILIARDI/€
6,3 MLD/€
Il credito d’imposta Transizione 5.0 è riconosciuto a condizione che si realizzi una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% per la struttura produttiva o, in alternativa, di almeno il 5% del processo interessato dall’investimento.
L’ammontare del credito d’imposta varia in relazione alla quota d’investimento e alla riduzione dei consumi.
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel modello F24, e la sua fruizione è soggetta a specifici vincoli, tra cui l’impossibilità di cessione o trasferimento e la necessità di conservare tutta la documentazione rilevante per la verifica dell’investimento.
Il credito d'imposta è cumulabile con altre agevolazioni finanziate con risorse nazionali che abbiano ad oggetto medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’IRAP, non porti al superamento del costo sostenuto. Il credito d’imposta non è cumulabile con i crediti previsti dal Piano Transizione 4.0 nonché con il credito d’imposta per investimenti nella Zona Economica Speciale (ZES unica - Mezzogiorno) e nella Zona Logistica Semplificata (ZLS).
L’agevolazione è subordinata alla presentazione di certificazioni da parte di un valutatore indipendente, le cui modalità, termini di trasmissione e contenuto sono individuati dal Decreto Interministeriale 24 luglio 2024.
CERTIFICAZIONI NECESSARIE
a) «Ex ante», attestante la riduzione dei consumi energetici conseguibile mediante gli investimenti progettati;
b) «Ex post», attestante l’effettiva realizzazione degli investimenti in conformità alla certificazione ex ante e l’avvenuta interconnessione alla rete produttiva/di fornitura.
Struttura Produttiva: 3,6%
Processo interessato: 5-10%
Struttura Produttiva: 6-10%
Processo interessato: 10-15%
Struttura Produttiva: oltre 10%
Processo interessato: oltre 15%
1. Gli Esperti in Gestione dell’Energia (EGE) certificati da organismo accreditato (UNI CEI 11339);
2. Le Energy Service Company (ESCo) certificate da organismo accreditato (UNI CEI 11352).
3. Gli ingegneri iscritti nelle sezioni A e B dell’albo professionale, nonché i periti industriali e i periti industriali laureati iscritti all’albo professionale nelle sezioni “meccanica ed efficienza energetica” e “impiantistica elettrica ed automazione”, con competenze e comprovata esperienza nell’ambito dell’efficienza energetica dei processi produttivi.
I soggetti che si avvalgono del credito d’imposta devono conservare, pena la revoca del beneficio:
• la documentazione necessaria a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili (fatture, documenti di trasporto, altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere l’espresso riferimento alle disposizioni di cui al presente articolo);
• la certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti che dimostri l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile.
Per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti:
• la certificazione è rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti
• iscritti nella sezione A del registro di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39. le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione della documentazione contabile sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 5.000 euro, fermi restando, comunque, i limiti massimi di fruibilità del credito d’imposta.
L'IMPATTO DEL PIANO TRANSIZIONE 5.0 SULLA FILIERA DEL VENDING
La filiera del vending è chiamata ad affrontare sfide significative nel contesto del Piano Transizione 5.0. Questo settore, che tradizionalmente ha fatto leva su modelli operativi consolidati, deve ora confrontarsi con la necessità di evolvere verso processi più sostenibili ed efficienti dal punto di vista energetico, in linea con gli obiettivi delineati dal piano. Il Piano Transizione 5.0, con i suoi incentivi per l'adozione di tecnologie avanzate e la riduzione dei consumi energetici, rappresenta un'opportunità unica per le aziende del vending di rinnovare le proprie infrastrutture e migliorare la propria competitività. In particolare, l'integrazione di soluzioni digitali e l'adozione di fonti energetiche rinnovabili possono consentire alle aziende di ridurre i costi operativi e di offrire un servizio più sostenibile, rispondendo alle crescenti esigenze dei consumatori e delle normative ambientali.
TECNOLOGIE DIGITALI E AUTOMAZIONE
Uno degli aspetti chiave del Piano Transizione 5.0 riguarda l'adozione di tecnologie digitali avanzate, in particolare quelle legate al modello «Industria 4.0». Per il settore del vending, questo significa investire in sistemi di gestione interconnessi, capaci di monitorare e ottimizzare in tempo reale il
funzionamento delle macchine. Tali tecnologie non solo migliorano l'efficienza operativa, ma offrono anche nuove opportunità per personalizzare l’offerta e migliorare l’esperienza del consumatore. Ad esempio, l'integrazione di software avanzati per la gestione delle scorte, la manutenzione predittiva e l'analisi dei dati di vendita può ridurre i tempi di inattività delle macchine, minimizzare gli sprechi e ottimizzare l'offerta in base alle preferenze locali dei consumatori. Inoltre, la digitalizzazione permette di abilitare metodi di pagamento innovativi, come il mobile payment, che stanno diventando sempre più popolari tra i consumatori.
UN PASSO VERSO UN VENDING GREEN
L’altro pilastro del Piano Transizione 5.0 è la sostenibilità energetica, un aspetto che sta diventando sempre più cruciale anche nel nostro settore. Le aziende della filiera del vending possono beneficiare degli incentivi in molti modi, ad esempio attraverso l'autoproduzione e l'autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, come l'installazione di pannelli solari all’interno delle sedi, oppure attraverso l’adozione di tecnologie di raffreddamento dei distributori snack&food a basso consumo energetico.
Questi interventi non solo riducono i costi operativi, ma migliorano anche l'impronta ecologica del settore, che è sempre più sotto esame da parte dei consumatori e delle istituzioni. Inoltre, le soluzioni di efficienza energetica possono essere combinate con l'utilizzo di materiali riciclabili, contribuendo a creare un modello di business più sostenibile e responsabile.
FORMAZIONE E RIQUALIFICAZIONE: PREPARARSI AL CAMBIAMENTO
Il Piano Transizione 5.0 riconosce l'importanza della formazione e della riqualificazione delle competenze come fattori chiave per il successo della transizione industriale. Nel settore del vending, questo significa investire nella formazione del personale per l'acquisizione di competenze digitali e tecniche necessarie per gestire e mantenere le nuove tecnologie introdotte. Le aziende possono sfruttare gli incentivi previsti per la formazione, assicurando che i propri dipendenti siano adeguatamente preparati a gestire le nuove sfide tecnologiche. Questo non solo migliora l'efficienza operativa, ma assicura anche che il personale possa contribuire attivamente al processo di innovazione, rendendo l'azienda più resiliente e competitiva.
L'industria del vending ha quindi l'opportunità di trasformarsi ulteriormente grazie al Piano Transizione 5.0. Attraverso l'adozione di tecnologie digitali, l'integrazione di fonti energetiche rinnovabili e l'investimento nella formazione, le aziende del vending possono non solo migliorare la loro efficienza operativa, ma anche rafforzare la loro posizione nel mercato, rispondendo alle nuove esigenze dei consumatori e contribuendo a un futuro più sostenibile. Il successo della transizione 5.0 nel settore del vending dipenderà dalla capacità delle imprese di abbracciare il cambiamento e di investire strategicamente nelle aree chiave delineate dal piano. Questo rappresenta non solo una sfida, ma anche una grande opportunità per rilanciare il settore e renderlo protagonista della nuova rivoluzione industriale.

“LA MIA VITA È UN’IMPRESA”
MARIO TONIUTTI, AD GRUPPO ILLIRIA SPA, HA PUBBLICATO LO SCORSO DICEMBRE IL SUO PRIMO LIBRO DAL TITOLO “LA MIA VITA È UN’IMPRESA - IL CUORE E L’ANIMA DELLE VICENDE DI UN UOMO LIBERO”
PROPONIAMO DI SEGUITO UNA SINTESI DELL’INTERVISTA RILASCIATA A EMANUELE
PROPERZI PER BOOKNESS, A CUI TONIUTTI SPIEGA LE RAGIONI CHE LO HANNO
SPINTO A SCRIVERE UN RACCONTO AUTOBIOGRAFICO CHE RIPERCORRE LE FASI
PRINCIPALI DELLA SUA VICENDA UMANA E PROFESSIONALE.
Dove nasce l’idea di scrivere un libro che parla della tua esperienza personale e lavorativa? L’idea nasce dall’intento di lasciare qualcosa, come penso accada alla maggior parte delle persone che scrivono un libro. Il libro è dedicato a mio nipote Leonardo, che ha 4 anni, a cui volevo anche un po’ egoisticamente lasciare un mio ricordo. Personalmente ho una buona memoria e ricordo molto delle cose che hanno fatto i miei genitori, ma molte altre sono andate perse nel tempo e io volevo invece lasciare la mia testimonianza diretta.
In questo racconto ho messo molti aneddoti della mia infanzia e della mia vita, episodi che spero lui leggerà un giorno con interesse, come mi auguro faranno altre persone.
Un altro imprenditore mi ha confidato una volta di aver voluto scrivere un libro perché “gli Egizi non ci hanno lasciato un manuale per costruire le Piramidi, ma noi le osserviamo senza capire come sono state concepite”: trascrivere un patrimonio esperienziale consente di condividerlo? Ne sono convinto, condividere quello che è stato il mio percorso professionale può
Nella copertina del libro c’è -ovviamente- un distributore automatico ma in primo piano c’è una Vespa blu: come mai? Non sono mai stato un amante delle moto, ma a 14 anni, con la patente A si poteva guidare un motorino e il sogno un po’ di tutti era quello di avere la Vespa, negli anni ‘80 era come avere un gioiello: te ne innamoravi, diventava una parte di te stesso. Ma c’è di più: quel motociclo rappresenta davvero un pezzo della mia vita. Come racconto nel libro, appena mi sono diplomato, ho deciso di partire per andare a trovare questo mio compagno di classe a Rimini e partire da Udine era già un viaggio impensabile… Da lì è nata questa idea di fare un viaggio d’Italia in Vespa: un’avventura! Era una Vespa modello ET3, c’era con me un amico e ancora non so come su due portapacchi potessero starci una tenda, due sacchi a pelo, vestiti, ecc. e come potessimo percorrere
3-400 km al giorno, che erano davvero tanti per un mezzo come quello. Parliamo di quando nemmeno si indossava il casco… si viaggiava proprio liberi, con l’unico scopo di arrivare ad una nuova destinazione. Abbiamo compiuto questo viaggio in 17 giorni ed è senz’altro uno dei ricordi più importanti della mia vita. Se è stato così bello lo devo a lei, la Vespa, che mi ha accompagnato in questa bellissima avventura. Non poteva mancare nell’immagine di copertina del mio libro.
Quali sono i primi feedback da parte dei lettori? Devo dire che sono rimasto molto colpito, perché questo libro è stato accolto con grande affetto e con sincero interesse. In molti lo hanno letto e ricevo molti riscontri positivi, quindi non posso che essere contento. Molte delle persone che lo hanno ricevuto sono direttamente coinvolte perché si “trovano” nel racconto: colleghi, collaboratori, protagonisti di questa lunga storia che è la mia vita professionale. E poi ci sono i protagonisti della mia vita affettiva, come mia figlia, la prima in assoluto ad averlo letto. Mi ha molto emozionato che abbia voluto leggerlo ancora prima della stampa e che sia rimasta colpita dal racconto, perché ha scoperto anche alcune cose di me che non conosceva. In generale i giudizi sono estremamente positivi, anche da parte di chi non fa parte di Gruppo Illiria ma opera nel settore.
Tu sei a capo di un’azienda che conta 500 persone: scrivere un libro come questo, così personale e autentico, così appassionante, aiuta a migliorare la comunicazione interna? Posso affermare che è così. Alcuni collaboratori hanno un’idea di me e leggere queste pagine ha permesso di farmi conoscere anche sotto altri aspetti, soprattutto a livello umano, perché come imprenditore mi sono messo un po’ a nudo e questo arriva a chi legge. Tanti dipendenti e colleghi hanno chiesto il libro o lo hanno acquistato: ecco, io leggo la loro volontà di leggere “La mia vita è un’impresa” come un avvicinamento alla figura dell’AD, che sembra così distante.

UNA SEMPLICE TAZZA DI CAFFÈ SIGNIFICA MOLTO PER OGNUNO DI NOI: UNA RAPIDA PAUSA, UN BREVE MOMENTO PER RIGENERARSI, DEL TEMPO PER NOI STESSI, O UN’OCCASIONE DI CONDIVISIONE CON LE PERSONE CARE.
PER LAVAZZA, IL MARCHIO ITALIANO PIÙ ICONICO DEL CAFFÈ, CHE DAL 1895 SI DEDICA A PERFEZIONARE E RIDEFINIRE QUESTA BEVANDA, IL CAFFÈ È SENZA DUBBIO SINONIMO DEL PIACERE DI UNA DELIZIOSA PAUSA.
Nel mondo di oggi, così accelerato, non c’è momento migliore per sottolineare il piacere. Giorno dopo giorno la nostra vita diventa più frenetica, mentre sentiamo continuamente parlare degli incredibili progressi dell’intelligenza artificiale. Se da una parte la tecnologia si evolve e ci agevola, è anche importante ricordare ciò che ci rende autenticamente umani: la capacità di vivere e assaporare i piaceri della vita.
Ecco, proprio qui, interviene Lavazza, per celebrare l’essenza dell’esperienza umana. Il marchio riesce in questo compito grazie ad una storia leggera, allegra ed emozionanteche tocca i tasti giusti.
L’eroe del film è Luigi, un piccolo robot senziente che serve caffè appena preparato. Ogni giorno, Luigi è spettatore della reazione di puro piacere dei suoi colleghi umani quando bevono un caffè Lavazza e, nel tempo, sviluppa il sogno segreto di assaggiarlo anche lui.
Riuscirà, infine, il nostro robot a provare le sensazioni degli umani?
La campagna presenta la coppia di star più spiritosa di Hollywood: Steve Carell e John Krasinski. I due attori convogliano nella storia tutto il loro umorismo e fascino, interagendo e divertendosi con Luigi in diversi episodi e in altri contenuti che saranno diffusi in vari canali media e paesi.
"Oggi, Lavazza comunica un nuovo messaggio strategico che ne conferma l’evoluzione in un marchio autenticamente globale, ma con radici fortemente italiane. Questo posizionamento viene ulteriormente enfatizzato
dalla presenza di due noti artisti”, spiega Carlo Colpo, Marketing Communication Director e Brand Home Director del Gruppo Lavazza.
“Con la campagna ‘Pleasure makes us human’, Lavazza eleva la comunicazione del marchio ad un livello superiore. La nostra narrativa analizza un tema attuale con l’uso di uno storytelling poetico, permeato da un delicato senso dell’umorismo volto a coinvolgere, divertire e intrattenere il nostro pubblico. La nuova piattaforma celebra il piacere dell’esperienzaumana,proponendogioiaancheneimomentipiùsemplici, come gustare una tazza di caffè. Pensata per entrare in sintonia con un pubblico globale, la campagna presenta uno stile d’animazione all’avanguardia. Il protagonista è Luigi, un personaggio del tutto nuovo che ricorda, però, quelli iconici delle prime pubblicità Lavazza, come Carmencita e il Caballero, dell’epoca dell’italiano Carosello negli anni ’60.
Una cover appositamente creata dell’intramontabile classico “Que sera, sera” funge da filo conduttore di tutta la campagna: il piacevole testo e la famosa melodia si coniugano allo storytelling del film principale, creando un interessante contrasto con il tono di voce spiritoso e ironico di molti degli asset.
“Pleasure makes us human” contribuirà a riposizionare Lavazza a livello mondiale. Una produzione multi-asset introdotta da un trailer digitale di 90”, seguito da diversi formati per la TV e le piattaforme social.
In Italia, la campagna è online nei canali di proprietà Lavazza e su YT Lavazza (Lavazza - Pleasure makes us human. (youtube.com).





EVA ANNUNCIA CHE LA PROSSIMA EDIZIONE DI EVEX SI TERRÀ A CANNES DA 16 AL 18 OTTOBRE IN COLLABORAZIONE CON LE FORUM DE LA DA E NAVSA, L’ASSOCIAZIONE FRANCESE DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA.
APPUNTAMENTO PER TUTTI GLI OPERATORI DEL VENDING SULLA CROISETTE PER LA COLAZIONE DI BENVENUTO E PROSEGUIMENTO DEI LAVORI PRESSO L’HOTEL CARLTON DELLA CELEBRE LOCALITÀ DELLA COSTA AZZURRA.
Oltre all’esposizione dedicata agli addetti ai lavori, non mancheranno convegni e momenti di approfondimento dedicati al settore, in primis l’Assemblea generale di EVA e momenti di networking.
Si svolgerà nella serata del 16 ottobre a partire dalla 20.30 la Cena di Gala organizzata da FORUM de la DA, NAVSA ed EVEX, durante la quale verranno celebrati i 30 anni di attività di EVA, Associazione europea del vending, oggi guidata da Sergio Barbarisi.


TORNA, A DISTANZA DI DUE ANNI “TRIESTESPRESSO EXPO 2024 (TEE2024)”, GIUNTA ALLA SUA UNDICESIMA EDIZIONE. DAL 24 AL 26 OTTOBRE 2024, IL GENERALI CONVENTION CENTER DEL PORTO VECCHIO DI TRIESTE SARÀ INEBRIATO DALL’INCONFONDIBILE AROMA DEL CAFFÈ, NELLA CITTÀ CHE NE È DIVENUTA IL SIMBOLO PER ECCELLENZA. L’EVENTO È ORGANIZZATO DALLA CAMERA DI COMMERCIO VENEZIA GIULIA TRAMITE LA SUA SOCIETÀ IN HOUSE ARIES SCARL, IN COLLABORAZIONE CON L’ASSOCIAZIONE CAFFÈ TRIESTE E CON LA COORGANIZZAZIONE E IL CONTRIBUTO DEL COMUNE DI TRIESTE. IMPRENDITORI E VISITATORI DA BEN 20 PAESI, TRA EUROPEI E EXTRA-EUROPEI, FARANNO DA CONTORNO ALL’APPUNTAMENTO TRIESTINO ED ESTENDERANNO LA CONOSCENZA E L’APPROFONDIMENTO DEL MONDO DEL CAFFÈ PER UNO SCAMBIO FRUTTUOSO ED EFFICACE.
PER PARTECIPARE ALLA FIERA – CHE PER LE TRE LE DATE SEGUIRÀ L’ORARIO DI APERTURA DALLE 10 ALLE 18 – I BIGLIETTI SONO PRENOTABILI SUL SITO UFFICIALE WWW.TRIESTESPRESSO.IT E SONO PREVISTE DELLE TARIFFE SCONTATE ESEGUENDO UNA PRE-REGISTRAZIONE.
Nell’edizione di quest’anno, sarà la Turchia il Paese ospite, nel quale non vi è tanto una grande produzione di caffè quanto un suo grande consumo. La Turchia, inoltre, possiede molte connessioni logistiche con i Paesi confinanti come il Turkmenistan e l’Uzbekistan nonché con la stessa Italia.
Al salone internazionale dell’espresso, infine, non mancherà una competizione dedicata al caffè Ibrik assieme alle finali mondiali WLAG (World Latte Art Grading Battle) e alle competizioni della “moka” e del “capo in B”, in aggiunta a workshop in italiano e inglese organizzati dalla Illy incentrati sulla gestione dei punti vendita e sull’aumento delle performance economiche.
Una novità per “Triestespresso Expo 2024” sarà l’organizzazione di sessioni di business B2B e workshop con rappresentanti dei Paesi d’origine che coinvolgeranno la rete Enterprise Europe Network al fine di promuovere il settore sia tra gli affiliati sia ai visitatori.
Il Presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia, Antonio Paoletti , in una sua dichiarazione contenuta nel comunicato stampa dell’evento, ha affermato: “Triestespresso Expo sarà un’occasione per sostenere le imprese e amplificare la loro voce nei confronti del regolamento europeo che entrerà in vigore a fine anno in tema di deforestazione e certificazione delle produzioni di caffè”.
Ed è proprio da questo tema che la manifestazione prenderà il via, attraverso un convegno riguardante l’European Deforestation-free products Regulation (EUDR), il regolamento dell’Unione Europea (Ue) contro la deforestazione che entrerà in vigore il 30 dicembre 2024.
Per l’occasione, Assocaffè Trieste illustrerà le conseguenze e le ripercussioni che potrebbero verificarsi nelle attività di importazione della materia prima e in quelle di esportazione extra europea del prodotto finito, a cui si affiancheranno relatori dell’European Coffee Federation (Ecf), della Commissione Europea e del Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare.
Trieste detiene ormai il primato nella filiera del caffè, vantando la presenza sul territorio di molte industrie del settore e il suo porto è il principale in Italia per l’importazione dei chicchi di caffè, con 40 mila mq di magazzini impegnati, 10 mila containers movimentati all’anno e un milione di sacchi da 60 kg in giacenza.
Inoltre, il capoluogo giuliano ospita uno dei pochi impianti di decaffeinizzazione presenti in Italia e il primo impianto moderno per la lavorazione dello stesso. A ciò si aggiungono i programmi di studio e ricerca dell’Università degli studi di Trieste e dell’AREA Science Park.

DUE GIORNI DI FIERA, UNA SERATA DI SETTORE CON UNA MEDIA DI +800 PARTECIPANTI E UNA GIORNATA VIP ALL'OKTOBERFEST CON 660 OSPITI INVITATI: VENDTRA VI ASPETTA DAL 24 AL 26 SETTEMBRE A MONACO DI BAVIERA! APPUNTAMENTO
VENDTRA E VENDTRA TWINS, DAL 24 AL 26
Niente castelli di stand, ma contenitori intelligenti per la fiera, tra cui un concetto di passeggiata con un'attenzione particolare al core business e al contatto personale con l'industria del vending e del caffè in Germania, nei paesi limitrofi e nell'Europa settentrionale e orientale. Focus sull'attività quotidiana di operatori, professionisti del vending e dell'OCS, torrefattori, catering, ristoratori aziendali, caffetterie, ristoranti, hotel, panetterie, macellerie, agricoltori, commercianti autonomi, 24/7 e robotica.
Non una semplice esposizione tradizionale, ma un ibrido: fiera reale sul terreno del Parco Olimpico di Monaco con Vendtra e fiera digitale online in contemporanea, con Vendtra Twins: box fieristici, tre aree interne e una esterna, App dedicata per la scansione dei contatti, ingresso gratuito per i visitatori della fiera tra i servizi offerti.
Vendtra si svolge in posizione centrale rispetto alla città, in ambiente pratico da raggiungere e unico per i visitatori professionali provenienti da Germania, Austria, Liechtenstein, Svizzera, ma anche dai Paesi nordici Benelux, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia e dai Paesi dell'Est Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Croazia, Bulgaria, Romania.

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