



















DAITALIA NUMERO 168 GENNAIO FEBBRAIO 2024
www.daitalia.it
![]()




















www.daitalia.it
In occasione del ventesimo anniversario di D.A. Italia, siamo orgogliosi di annunciare una svolta significativa: un rinnovato formato della versione cartacea della rivista, una grafica completamente aggiornata e un nuovo logo. Questa evoluzione non è solo un simbolo di rinnovamento, ma anche un segno tangibile del nostro impegno verso un futuro più sostenibile.
D.A. Italia si è sempre distinta per la sua attenzione al mondo che ci circonda, non solo attraverso le parole ma anche attraverso le azioni. Riducendo le dimensioni della rivista, diminuiamo l'uso di carta, un gesto simbolico ma potente, che intende promuovere un consumo più responsabile delle risorse.
Ma non è tutto. Questo cambiamento ci permette di essere più agili e dinamici. Una rivista più piccola significa anche maggiore praticità per i nostri lettori, che potranno godersi i nostri contenuti ovunque si trovino, in maniera più comoda e accessibile. Inoltre, c'è anche un aspetto economico da considerare. In un periodo in cui il settore editoriale affronta sfide significative, la riduzione del formato ci aiuta a gestire meglio le risorse, garantendo la sostenibilità economica della rivista e permettendoci di continuare a offrirvi giornalismo di alta qualità senza compromessi.
Il nuovo design e il logo aggiornato sono pensati per riflettere la nostra evoluzione e la nostra visione per il futuro, mantenendo al contempo un legame con la nostra storia e con le precedenti edizioni della rivista.
Queste modifiche rappresentano il nostro desiderio di celebrare questi vent'anni insieme ai nostri lettori, e di proseguire insieme verso i prossimi vent'anni di notizie, storie e innovazioni.
Vi ringraziamo per averci accompagnato in questo lungo viaggio.


Nella nostra redazione abbiamo da poco festeggiato i numeri record di Fantavending, il nostro prodotto editoriale “full digital” da ben 15 anni.
I motivi del successo degli ultimi mesi sono senz’altro legati ad una comunicazione più incisiva e, su alcuni temi molto delicati, perfino coraggiosa.
Riportare una corretta informazione, non autoreferenziale e non per forza elogiativa, è stata molto apprezzato dai nostri lettori, una comunità sempre più vasta che ha ormai superato le 50.000 unità.
Fantavending è un’isola rocciosa, in un mare di comunicati stampa aziendali perfetti e infiocchettati, che si distingue nettamente dall’offerta di altri prodotti editoriali.
È proprio un peccato che alcuni inserzionisti non la pensino così. Preferiscono un’informazione di facciata, piena di luci e priva di ombre, realizzata senza alcuna riflessione sulla credibilità dei loro comunicati.
Viviamo in un mondo in cui i lettori fanno davvero fatica a sapere come stanno veramente le cose, perché bombardati da annunci, spot, fake news, comunicazioni ingannevoli, che i media divulgano troppo spesso solo per compiacere gli inserzionisti.
Per questo applaudiamo senza riserve la proposta di Global Alliance Internazionale, che ha invitato il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, a considerare l'inclusione del 18° Sdg sulla Comunicazione responsabile nell'Agenda 2030.
Josè Manuel Velasco, di Global Alliance ha dichiarato: “Oggi è davvero necessario difendere la verità, tutelarla e proteggerla, proprio perché il mondo è pieno di menzogne e perché mentire è più conveniente”.
Insistere sulla comunicazione responsabile crea un'etica del lavoro e una trasparenza che è assolutamente necessario per il cambiamento e per ricreare quella fiducia nelle notizie pubblicate dai media, che oggi sono troppo spesso merce rara.
Lo so che per certi manager è molto difficile da capire, ma il tipo di comunicazione che cerca di diffondere
Fantavending non andrebbe boicottata per qualche piccolo sentimento di ripicca. Avere nel settore una fonte che è considerata dalla maggior parte dei lettori indipendente e affidabile, è un fatto positivo, tutti ne possono beneficiare.
Mentre insistere su una comunicazione palesemente ritoccata e di parte, a cui nessuno crede né all’interno, né all’esterno dell’azienda, non solo non serve a niente, ma può persino creare danni significativi.

Telemetria | App Mobile
Abilita gli acquisti con app mobile
Tutti i vantaggi della telemetria, rilevazione vendite e allarmi in real time, configurazione parametri e prezzi da remoto
Telemetria | App Mobile | Dispositivi contactless
Abilita gli acquisti oltre che con app mobile anche con dispositivi contactless
possibilità di clonazione
Scopri tutti i dettagli della

ANCHE IN VERSIONE MASTER EXECUTIVE/MDB
Telemetria | Carte di credito | App Mobile | Dispositivi contactless
Acquisti con carta di credito e di debito, app mobile e dispositivi contactless
Pagamenti accettati: Visa PayWave®, MasterCard®, PayPass™, American ExpressPay® e altri.
Versione Master Executive/MDB
In aggiunta alle funzionalità della versione slave, Meta e Meta-CC nella versione Master Executive/MDB permettono di:
Gestire periferiche (rendiresto, lettori banconote, selettori monete, ...) ed altri sistemi di pagamento
Gestire tabelle prezzi e oltre 300 linee prezzo

della marginalità.
S of tware
Soddisfa la voglia di pausa dei tuoi clienti sfruttando sconti e promozioni in app per fare gli acquisti nei tuoi punti vendita.
Gestione del tuo parco macchine, analisi dei dati di vendita e tecnici, configurazione e controllo da remoto
Analisi e gestione dei dati dei consumatori finali, customer care, programmi di fidelizzazione e senza alcun intervento in campo
Integrazione completa e bidirezionale con il tuo gestionale, allineamento automatico dati anagrafici, tecnici e di consumo
Verifica dello stato di funzionamento e aggiornamento firmware;
Cambio prezzi e rilevazione del venduto;
Scadenza dei prodotti e refill della macchina.

“L’Italia e la comunità internazionale si trovano ad affrontare complesse sfide in uno scenario mondiale in continuo divenire. Prima la pandemia, poi l’impennata dei prezzi dell’energia e delle materie prime, quindi l’inflazione, fino alle tensioni derivanti dal conflitto russo-ucraino, da quello palestinese e dalla crisi nel Mar Rosso.
Tutti fattori che mettono a rischio la crescita internazionale e quindi quella economica italiana”. Queste le recenti dichiarazioni del Ministro Giorgetti: c’è da stare allegri, una bella prospettiva…
Sembrano scenari lontani, ma molti ci hanno riguardato da vicino e altri purtroppo ci riguarderanno a breve: la crisi nel Mar Rosso colpirà soprattutto le piccole e medie imprese, che rischiano di pagare un conto salato per il nuovo conflitto che sta infiammando lo Yemen.
Più in generale, l’aumento dei costi dei trasporti avrà riflessi anche sull’inflazione e, quindi, sui portafogli di tutti gli italiani.
Difficile ovviamente avere numeri precisi, ma l’escalation militare nel Mar Rosso potrebbe avere conseguenze più o meno simili a quelle della guerra in Ucraina. Dallo stretto di Bab-al-Mandeb, snodo cruciale tra l’Oceano Indiano e il Mediterraneo, passa infatti circa il 40% del commercio marittimo italiano.
Il mio pensiero corre subito al caffè, il nostro prodotto principe, già vittima di due, tre, quattro aumenti - nemmeno ricordo quanti! - nell’ultimo periodo, aumenti che purtroppo non siamo riusciti a riversare totalmente sul mercato, pena una riduzione sensibile dei nostri margini.
È già difficile convincere i clienti ad accettare un pur motivato prezzo superiore ma, ove anche fosse possibile, bisogna stare attenti a non esagerare.
Il rischio è quello di ridurre troppo il gap tra il prezzo al distributore automatico e quello della tazzina al bar e di pagare con un calo sensibile delle erogazioni.
Ciò avviene soprattutto nelle strutture pubbliche, dove i prezzi del caffè al distributore automatico sono già alti per giustificare un canone concessorio eccessivo, che rappresenta il nostro problema più grande, a mio avviso.
L’Amministratore Delegato di Lavazza ha di recente paventato la possibilità di una recessione nel continente e, per la Penisola, ha espresso il timore che i suoi porti siano “tagliati fuori in favore di quelli del Nord Europa”.
In particolare il manager ha spiegato di temere un aumento dell’inflazione, considerato che “un container dal Vietnam, principale produttore di caffè insieme al Brasile, impiega fino a 20 giorni in più e il costo è schizzato da 1.300 a 4.000 dollari”.
L’azienda, ha spiegato, compra caffè per circa 1 miliardo di euro l’anno, a fronte di un fatturato di 3 miliardi. “Per noi un centesimo di variazione della materia prima significa 10 milioni di costo aggiuntivo”.
Quindi? Non ci resta che piangere. Una maggior presenza delle nostra Marina e di quella di alcuni nostri partner europei aiuterebbe, ma c’è chi è contrario ad un incremento delle spese militari e si ostina a mettere la bandiera arcobaleno con la scritta “PACE” sul balcone.
Poi, però, se il caffè costa cinque centesimi in più…apriti cielo!




NUMERO 168
GENNAIO-FEBBRAIO 2024
RENZO GABRIEL
BONIZZI
DIRETTORE RESPONSABILE EDITOR IN CHIEF
ALESSANDRO FONTANA DIRETTORE EDITORIALE EDITORIAL DIRECTOR
LAURA GUASPARRI ART DIRECTOR
ANTONIO VALESTRA GRAPHIC DESIGN
DANIELA BISCOTTI COMMERCIALE COMMERCIAL
NOEMI MARGAROLI REDAZIONE EDITORIAL STAFF
HA COLLABORATO MASSIMO FERRARINI
LUCINI OFFICINA
D’ARTE GRAFICA SRL STAMPA PRINTERS
D.A.ITALIA IL PERIODICO DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA PUBBLICAZIONE ISCRITTA AL TRIBUNALE DI MILANO, NUMERO DI REGISTRAZIONE 177 DEL 22 MARZO 2004
ISCRIZIONE AL R.O.C. 31449
PERIODICITÀ MENSILE
EDITORE ART&WORKS SRL UNIPERSONALE
VIA ALESSANDRO ALGARDI 13 20148 MILANO P.IVA 04234310961 TEL +39 02 48958566
UFFICIO COMMERCIALE commerciale@daitalia.it www.daitalia.it
POSTA ELETTRONICA info@daitalia.it
ABBONAMENTI abbonamenti@daitalia.it
LA RIPRODUZIONE TOTALE O PARZIALE DELLE ILLUSTRAZIONI E DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI SU D.A. ITALIA È PERMESSA SOLO SE AUTORIZZATA DALLA DIREZIONE. LA DIREZIONE NON ASSUME RESPONSABILITÀ PER LE OPINIONI ESPRESSE DAGLI AUTORI DEI TESTI REDAZIONALI E PUBBLICITARI.
CONCEPT BY ART&WORKS SRL
3 EDITORIALE Il 18° gol dell'agenda 2030
5 SPEAKER’S CORNER
Non ci resta che piangere
8 MERCATO DEL VENDING Latest News
Gennaio - Febbraio 2024
28 SOFTWARE
Target Informatica, dal 1994 l’alta qualità nel software gestionale
34 NORMATIVA
Pio Lunel (Confida) Quali sfide si apprestano ad affrontare i gestori italiani nel 2024
38 EVENTI
SIGEP internazionale, innovativo e sostenibile, leader nel foodservice dolce Stati Generali del Vending: il settore chiede di essere incluso nel DDL "Made in Italy", rilanciare l'Industria 4.0 e sostenere le imprese di gestione
50 FOCUS ON
“Green Deal e digitalizzazione: gli imballaggi di plastica nel regolamento europeo”
52 APPUNTAMENTO IN FIERA
Esponi a VENDITALIA 2024. Investi nella principale fiera europea del vending
Il Gruppo De’ Longhi ha firmato un’operazione di business combination tra Eversys (produzione e distribuzione di macchine da caffè automatiche) e la controllata La Marzocco (produzione e distribuzione di macchine da caffè semi-automatiche e macinacaffè), con: l’obiettivo, creare un nuovo operatore di rilevanza mondiale nel settore delle macchine per il caffè professionali. In base agli accordi sottoscritti, il Gruppo De’ Longhi controllerà circa il 61,4% del nuovo polo, mentre quote minoritarie saranno detenute da De Longhi Industrial (circa il 26,6%) e dagli attuali azionisti di minoranza di Lm (complessivamente circa il 12%).
Il Gruppo De’ Longhi per l’acquisizione delle quote da De Longhi Industrial e dai soci di minoranza di La Marzocco sborserà circa 374 milioni di dollari. Tale somma sarà coperta interamente mediante mezzi propri del Gruppo De’ Longhi, che al 30 settembre 2023 presentava una Posizione Finanziaria Netta positiva per 326 milioni di euro e una liquidità lorda e attività finanziarie di 1,2 miliardi. L’operazione prevede di creare un polo nel caffè professionale con un fatturato aggregato su base pro-forma previsto nel 2023 di circa 372 milioni di euro e un adjusted Ebitda di 87 milioni (prima delle sinergie), che quindi si colloca in una posizione di rilevanza globale nel settore delle macchine per il caffè professionali.
Con questa operazione, La Marzocco ed Eversys potranno sfruttare sinergie ed opportunità di cross-selling, per rafforzare ulteriormente la loro posizione lungo l’intera catena del valore, dalla ricerca e progettazione alla produzione e allo sviluppo del mercato, creando al contempo un operatore globale in grado di competere efficacemente in posizione di leadership in diversi segmenti di mercato, come quello delle macchine automatiche, delle macchine tradizionali e del luxury household, offrendo una varietà e complementarità di prodotti, tecnologie e marchi. L’operazione risulta in linea con le indicazioni strategiche del gruppo, che vedono tra i principali fattori chiave di sviluppo nel medio termine l’ulteriore consolidamento della propria leadership nel mondo del caffè e l’ampliamento della propria presenza nel canale professionale. Fabio de’ Longhi, Ceo e vicepresidente de’ Longhi Spa, ha dichiarato: “Questa operazione crea un leader mondiale nel settore delle macchine professionali per il caffè e un centro di innovazione tecnologica senza eguali nel mondo del caffè".
IVS Group informa di aver completato l’acquisizione della partecipazione del 50% di Time Vending S.r.l. di proprietà di Chef Express S.p.A. (Gruppo Cremonini), di cui IVS Italia S.p.A. deteneva già il 50%, arrivando così al 100%. Il valore dell’operazione, inclusivo della posizione finanziaria netta positiva di Time Vending, è pari a Euro 7,385 milioni Al contempo, Chef Express reinvestirà i proventi della cessione acquistando n. 1.309.397 azioni proprie di IVS Group (corrispondenti al 1,4% circa del capitale di IVS Group), ad un prezzo di Euro 5,64 per azione. La joint venture tra IVS e Chef Express (Gruppo Cremonini) risale al 2009 e questa operazione rafforza le basi per maggiori e più evolute forme di collaborazione tra le due società, esempi di eccellenza nel settore della distribuzione food & beverage e della ristorazione in Italia e in Europa.


Premium per vocazione.
#CoffeeStationSolution

E se per offrire di più ti servisse meno spazio?
Ampia offerta in poco spazio: 2 tipologie di caffè in grani + 3 tipologie di solubili in meno di 60cm di altezza per adattarsi a qualsiasi location.
Qualità: caffè e bevande premium con la caldaia in pressione e il gruppo caffè a camera variabile.
Interazione: schermo touchscreen da 10” per facilitare l’esperienza dei clienti.
Produttività: doppio ugello per preparare due caffè in simultanea e altezza regolabile a seconda delle bevande.
Design: linee eleganti e finiture di pregio in nero lucido per valorizzare il tuo ambiente business.
Flessibilità: 4 moduli aggiuntivi per creare un coffee corner sempre più completo.
COVIM TORNA IN TV CON LA TERZA STAGIONE DI ‘DOC - NELLE TUE MANI’
La RAI ha da poco annunciato il ritorno di 'Doc - Nelle tue mani' il medical drama con Luca Argentero giunto alla terza stagione. I 16 nuovi episodi, trasmessi in otto serate (fino a metà marzo) andranno in onda su Rai 1 a partire da stasera 11 gennaio 2024. Per la terza volta consecutiva la fiction si potrà seguire insieme a Caffè Covim, che accompagnerà tutti gli episodi della serie con product placement dedicati. Covim crede molto nell’inserimento dei suoi prodotti all'interno di contenuti non pubblicitari come film o serie televisive, perché sono molto importanti per aumentare la consapevolezza del marchio e associare la sua immagine con personaggi positivi e situazioni apprezzate dal pubblico italiano. Tanto più che la serie ha raggiunto un tale livello di popolarità da guadagnarsi una proiezione speciale nei cinema, un evento che si è svolto il 18 e 19 dicembre 2023. Durante queste giornate, i fan hanno avuto l'opportunità di immergersi nelle vicende dei medici e dei pazienti del Policlinico Ambrosiano di Milano, assistendo ai primi due nuovi episodi sul grande schermo. Il successo di 'Doc' è testimoniato dalla sua rapida ascesa a fenomeno culturale, un risultato sottolineato dai notevoli ascolti registrati fin dalla sua prima apparizione televisiva.
Inoltre Covim, da domenica 14 gennaio, sarà presente anche come sponsor della trasmissione ‘Citofonare Rai2’, il talk show in onda su Rai 2 con Paola Perego e Simona Ventura. Il programma racconta la tipica domenica italiana e le due conduttrici, assieme agli ospiti e al cast fisso del programma, mostrano i luoghi più belli d’Italia ed entrano nelle case di alcune famiglie. Un programma davvero in linea con i valori di Covim, sempre più presente tra le mura domestiche del nostro bellissimo territorio per far rivivere a tutti gli italiani il piacevole rito quotidiano del caffè.
CAFFÈ GALEOTTO, L’EVENTO PER RACCONTARE UN PROGETTO DI REINSERIMENTO SOCIALE
Lunedì 18 dicembre a Palazzo Caetani, in via delle Botteghe Oscure 32 a Roma, si è svolto l’evento “Finché il caffè è caldo” organizzato e promosso dall’Università di Roma Tor Vergata, con la collaborazione della Fondazione Camillo Caetani e delle cooperative Panta Coop, Men at Work e Gustolibero. L’incontro è stato l’occasione per mostrare i risultati e i progressi di una realtà basata sul lavoro in carcere, legata al progetto ultradecennale dell’ateneo romano che promuove la didattica in carcere e la formazione dedicata alle persone detenute. Il protagonista dell'evento è stato "il Caffè Galeotto”, un prodotto che nasce nel carcere di Rebibbia, grazie al profuso impegno di Mauro Pellegrini, presidente di Panta Coop, cooperativa sociale che da oltre 20 anni si occupa di reinserimento lavorativo dei detenuti”. Ma oltre al caffè, sono stati raccontati altri prodotti made in carcere (tozzetti, biscotti secchi, marmellate ecc.) della cooperativa sociale Men At Work, anch’essa impegnata nel reinserimento sociale dei detenuti attraverso l'assunzione lavorativa e la formazione specifica.
A parlare anche detenuti e gli ex-detenuti, studenti a Tor Vergata. A descrivere il lavoro nella torrefazione di Rebibbia e di tutti i passaggi nel lavoro della materia prima, dalla scelta dei crudi, alla miscela, dalla tostatura fino alla macinazione, è stato invece Domenico A., detenuto in art. 21, laureando in Beni Culturali. La presenza delle persone attualmente in carcere è stata ovviamente resa possibile previa autorizzazione.


IL GESTORE RUMENO MIHAI UNGUREANU
DIVENTA PRESIDENTE EVA AD INTERIM
Da qualche settimana Paolo Ghidotti non lavora più in EVOCA e come conseguenza si è dovuto dimettere dalla carica di Presidente EVA, dopo aver ricoperto il ruolo per oltre 7 anni. Il primo vicepresidente Mihai Ungureanu ha perciò assunto la carica di presidente ad interim. Paolo Ghidotti, dopo essere stato per anni Vicepresidente, è stato eletto Presidente EVA nel novembre 2017 guidando l'Associazione attraverso una serie di cambiamenti significativi, tra cui la trasformazione del settore in atto dopo la pandemia. La sua uscita ha colto molti di sorpresa, visto l'eccellente curriculum e il suo ruolo istituzionale. Gli succede ad interim il gestore rumeno Mihai Ungureanu, CEO di O'Fresh Vending Solutions, una società che 4 mesi fa è passata sotto il controllo del fondo d'investimento Integral Venture Partners, che ha già dichiarato di voler raddoppiare o addirittura triplicare il fatturato in cinque anni. Incrociamo le dita...
IL FATTO ALIMENTARE VINCE ANCORA IN TRIBUNALE CONTRO ACQUA SAN BENEDETTO
Poco più di un anno fa (ottobre 2022), Il Fatto Alimentare aveva rivelato la decisione di San Benedetto di modificare lo spot sull’acqua minerale che vede protagonista Elisabetta Canalis. a seguito di un intervento del Comitato di controllo dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria che aveva rilevato alcune criticità.
Acqua San Benedetto aveva subito inoltrato una diffida al Fatto Alimentare, che rispondeva con la modifica del titolo, di parte del testo e l'inserimento della nota aziendale. 6 mesi dopo, tuttavia, l'azienda ricorreva al Tribunale di Venezia, chiedendo la rimozione totale dell'articolo, che, a conclusione del dibattimento, non è stata concessa né in prima istanza, ad agosto 2023, né a fronte di una nuova istanza. Alcuni giorni fa il Tribunale, come ha scritto Il Fatto Alimentare, ha ritenuto inammissibile il ricorso in quanto in contrasto con l’art. 21 della Costituzione. Ricordiamo ai molti del vending che l'hanno scordato che l'art 21 della Costituzione italiana cita: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure".
La legge di bilancio 2024 in vigore dal 1° gennaio, ha posticipato al 1° luglio 2024 la decorrenza dell'efficacia della plastic tax e della sugar tax istituite dalla legge di bilancio 2020. Non si capisce perché, dopo sei rinvii, non si sono decisi ad abolirla. Avere questa spada di Damocle che pende sul capo di interi settori, tra cui il vending, non è per nulla piacevole. Basti pensare che se a gennaio fosse entrata in vigore la Sugar tax, nel primo biennio di applicazione le vendite di bevande analcoliche in Italia avrebbero subito un tracollo del 15,6%. Il gettito Iva sarebbe calato di 275 milioni di euro e 5mila posti di lavoro sarebbero stati a rischio. È quanto è emerso da uno studio commissionato a Nomisma da Assobibe, l’associazione dei produttori di bevande analcoliche da sempre contrari all’introduzione della Sugar tax nel nostro Paese. La ricerca evidenzia che, oltre al calo previsto del mercato, nel biennio 2024-2025 si stima anche una riduzione di 46 milioni di euro degli investimenti da parte delle imprese produttrici, e una contrazione degli acquisti di materie prime (alimentari e non) di 400 milioni di euro.



MARCA 2024: FLO PRESENTA A BOLOGNA
LA NUOVA LINEA DI BICCHIERI ECOKAY R-PET
FLO Group presenta a MARCA (BolognaFiere 16 e 17 gennaio)
la nuova linea di bicchieri Ecokay R-PET prodotta con PET riciclato da post consumo. Infrangibili, brillanti e trasparenti, sono ideali per bevande fredde come cocktail e birra. Grazie al contenuto di materia prima riciclata garantiscono un ridotto impatto ambientale, limitando l’utilizzo di materia prima vergine. La gamma Ecokay R-PET è composta da bicchieri di varie capacità per venire incontro a tutte le esigenze del mondo beverage e sarà industrializzata a partire da marzo. Ogni pezzo sarà made in Italy e la produzione avverrà totalmente nello stabilimento FLO Group di Verona.
L’introduzione di questa nuova gamma di bicchieri da PET riciclato sottolinea ancora una volta l’attenzione del Gruppo per l’ambiente e la continua ricerca di prodotti innovativi e sostenibili.
CINQUE MILIONI DI EURO A GRUPPO ILLIRIA PER PROGETTI DI CRESCITA SOSTENIBILE
Da Intesa Sanpaolo 5 milioni di euro a Gruppo Illiria S.p.A. Il finanziamento è destinato all’acquisto di distributori ad alta tecnologia digitale e a basso consumo energetico, in un’ottica di crescita sostenibile e digitale dell’impresa. Il progetto, inoltre, prevede obiettivi di miglioramento ESG (Environmental, Social, Governance), tra cui soluzioni di approvvigionamento sostenibili e iniziative di formazione per i dipendenti in ambito di sostenibilità sociale e ambientale. I temi ESG rappresentano un elemento fondamentale nelle strategie del gruppo friulano che si fa portatore di una filosofia fortemente orientata alla sostenibilità. A certificarlo anche il terzo riconoscimento consecutivo ottenuto a ottobre 2023 da Gruppo Illiria S.p.A. dalla giuria dei Sustainability Award, il premio promosso da Kon Group, Elite, Altis Advisory e Forbes per individuare le aziende italiane leader per innovazione sostenibile, responsabilità sociale e rispetto dell’ambiente. Intesa Sanpaolo ha creato s-Loan, il nuovo strumento di finanziamento a medio-lungo termine pensato per accompagnare le imprese nella direzione di una maggiore sostenibilità sotto il profilo ambientale, sociale e di governance di impresa, ESG. S-Loan è un finanziamento che premia i comportamenti virtuosi in ambito sostenibilità, grazie alle riduzioni di tasso che saranno riconosciute al raggiungimento degli obiettivi di miglioramento in ambito ESG.
“Abbiamo adeguato le nostre strategie, i nostri obiettivi di sviluppo e le nostre azioni ad un nuovo modo di fare impresa in cui coniugare la crescita economica e gli impatti di natura sociale ed ambientale che la nostra attività produce – commenta Mario Toniutti CEO di Gruppo Illiria Spa - in primis con il nostro contributo al processo di economia circolare sull’uso della plastica, ma più in generale con numerose iniziative che costituiscono parte integrante del nostro processo di creazione di valore dell’impresa, per essere un’impresa sostenibile”.
“La nostra banca affianca e supporta le imprese che, come Illiria, investono su un percorso di transizione sostenibile perché crediamo che l’impatto in termini ambientali, di governance e sociali sia sempre più determinante per mantenere la competitività - sottolinea Francesca Nieddu, direttore regionale Veneto Est e Friuli Venezia Giulia Intesa Sanpaolo - La nostra Direzione Regionale, a settembre 2023, ha garantito il sostegno a famiglie e imprese dei territori erogando finanziamenti a medio e lungo termine per circa 1,3 miliardi di euro. Di questi, quasi 400 milioni di euro sono stati dedicati alla transizione sostenibile delle imprese.”


GRUPPO BAULI INVESTE NEL FUTURO:
AL VIA LA BAULI PATISSERIE ACADEMY
Il Gruppo Bauli investe sul talento e dà il via a un nuovo progetto di formazione: in collaborazione con CAST Alimenti, la scuola dei Mestieri del Gusto, nasce la Bauli Patisserie Academy. Il corso mira alla formazione di figure professionali specializzate in tecniche di pasticceria, con la possibilità, a conclusione del percorso, di entrare a far parte del Gruppo Bauli all’interno della neocostituita Bauli Patisserie Team, che raccoglierà il gruppo di esperti pasticcieri e, grazie alle competenze acquisite, arricchirà con i propri membri i team di Ricerca e Sviluppo e della rete dei punti vendita “Minuto Bauli”, dove il consumatore può gustare il prodotto sfornato al momento.
Il Gruppo Bauli si impegna inoltre a finanziare la Bauli Patisserie Academy; l’accesso sarà pertanto gratuito per tutti i partecipanti al corso. Un investimento sia su talenti futuri da integrare potenzialmente nell’organico, sia sui talenti già presenti nel Gruppo: quattro dei dodici studenti saranno infatti già dipendenti del Gruppo Bauli, con l’obiettivo di coltivare internamente le competenze di alta pasticceria cruciali per la crescita dell’azienda e il miglioramento continuo dei prodotti che sviluppa.
“Siamo fieri di dare il via a un progetto di grandissimo valore, che punta a sostenere e coltivare giovani talenti - afferma Michele Bauli, Presidente del Gruppo Bauli -. Con la Bauli Patisserie Academy abbiamo voluto investire sul futuro e sulla formazione con un approccio innovativo, che non comprende solo le tecniche della pasticceria tradizionale, ma anche competenze diverse ormai indispensabili, come ad esempio quelle necessarie per la creazione di prodotti ‘free from’. Il nostro obiettivo è quello di dare vita ad una generazione di pasticcieri con una marcia in più, che si possa distinguere in un mercato sempre più competitivo e selettivo. E saremo proprio noi i primi a scommettere su questi giovani, individuando tra di loro le persone da inserire nella nostra realtà, all’interno della Bauli Patisserie Team. Un caloroso benvenuto, dunque, ai partecipanti della Bauli Patisserie Academy!”.
CDA FINALISTA
ALL'EMPLOYER BRANDING AWARD 2024
Nella suggestiva cornice dei Magazzini del Volo di Milano, si è svolta la premiazione per il primo “Employer Branding Award”, il contest italiano che dà voce alle imprese che mettono l’individuo al centro.
Dopo una selezione durata diversi mesi e che ha visto la CDA superare ben quattro step interlocutori, si è giunti alla fase conclusiva di venerdì scorso in cui sono state premiate cinque realtà per ogni categoria: “Come conoscere, attrarre e trattenere i giovani talenti in azienda e “Come garantire il Work-Life Balance alle persone in azienda”.
L’azienda friulana è risultata finalista nella seconda categoria, dimostrando ancora una volta quanto la gestione delle persone e del loro benessere in azienda sia un asset strategico fondamentale per la crescita del territorio e del business.


COCA-COLA: PHILLIPINE MTIKITIKI È LA NUOVA VICEPRESIDENTE E DIRETTRICE GENERALE PER ITALIA E ALBANIA
Phillipine Mtikitiki è stata nominata Vice Presidente & Direttore Generale The Coca-Cola Company per Italia e Albania. Laureata con lode in Economia all’Università del KwaZuluNatal (Sudafrica), con un MBA presso l’Università di Reading – Henley Business School South Africa e 25 anni di esperienza all’interno dell’Azienda, Phillipine Mtikitiki vanta un curriculum internazionale di rilievo in ambito sia di marketing sia di strategia commerciale. Nel 2019 è stata nominata Vicepresidente e Direttore Generale per le regioni dell’Africa Orientale e Centrale. In questo ruolo è stata responsabile della presenza di Coca Cola in 12 paesi, concentrandosi sulla crescita del business e di partnership significative in chiave di sostenibilità sociale e ambientale. È stata anche presidente della Camera di Commercio Americana in Kenya nel 2019, durante il suo mandato nell’Africa orientale e centrale. Nel 2021 l’AmCham del Sudafrica ha inoltre eletto Phillipine Mtikitiki, Vicepresidente del franchising sudafricano di Coca Cola. Con una forte attenzione ai progetti a supporto dell’empowerment femminile e della valorizzazione dei talenti, è stata infine nominata per ben due volte, nel 2022 e nel 2023, nella lista di Break the ceiling touch the sky® tra le Africa’s Most Inspirational Women in Leadership a sostegno dell’organizzazione House of Rose Professional, che aiuta la organizzazione a costruire progetti di business e di leadership con un focus sulla Diversity & Inclusion.
BWT WATER+MORE AL SIGEP COME SPONSOR E FORNITORE DELL’ACQUA PER LE FINALI SCA
BWT water+more al Sigep di rimini consolida il rapporto come sponsor e fornitore tecnico dell’acqua di gara per le finali nazionali dei campionati italiani SCA (Speciality Coffee Association): Barista, Latte art e Coffee in good spirits e lo estender alle competizioni Brewers, Ibrik, Cupping e Roasting. Il palcoscenico che vedrà i baristi alternarsi alla ricerca del passaporto per il mondiale a Busan e a Copenhagen sarà alimentato dall'acqua generata da una centrale installata nel backstage e costituita da una batteria di ROC Coffee, l'osmosi inversa con unità remineralizzante.
BWT bestaqua ROC Coffee (Reverse Osmose Compact) è un sistema ad osmosi inversa estremamente compatto con tecnologia al magnesio BWT integrata per la mineralizzazione, che lo rende ideale per la preparazione di caffè e di tutte le bevande calde. Tutte le cartucce filtranti qui impiegate possono essere sostituite in modo semplice, rapido e sicuro senza dover utilizzare utensili. I sistemi BWT bestaqua ROC Coffee sono resistenti e duraturi. Sono estremamente affidabili e richiedono pochissima manutenzione.
Nei sistemi BWT bestaqua ROC Coffee vengono impiegate due tecnologie principali BWT: l'innovativa tecnologia a membrana nel modulo BWT BESTAQUA MEMBRANE e la tecnologia al magnesio BWT brevettata nel filtro BWT bestaqua PREMIUM, che raffina specificamente l'acqua con il magnesio come esaltatore del sapore. In questo modo, gli utenti di tutto il mondo beneficiano dell'eccellente protezione anticalcare di questi sistemi ad osmosi inversa, i quali forniscono loro risultati riproducibili a livello globale nell'ottimizzazione dell'acqua ed esperienze sensoriali eccezionali per gli intenditori di caffè.


GENERAL VENDING CRESCE IN ROMANIA.
ACQUISITA DAIR COMEXIM 2000
General Vending Ro S.r.l., controllata da General Vending S.p.A., comunica l’acquisizione del 100% delle quote sociali di Dair Comexim 2000 S.r.l., storica società di rivendita, attiva dal 1992 nel settore del Vending in Romania. L’operazione consentirà la creazione di un’importante polo di rivendita, costituito da circa 50 collaboratori, 8 filiali sul territorio nazionale ed un fatturato previsionale pari a 28 milioni di euro nel corrente anno 2023. L’acquisizione permetterà altresì il consolidamento di un team costituito da risorse umane di grande esperienza, una copertura capillare della nazione nonché l’ampliamento della gamma prodotti e servizi offerti alla clientela.
"LA
È USCITO IL LIBRO DI MARIO TONIUTTI
Mario Toniutti, da 40 anni in Gruppo Illiria, società di gestione di cui oggi è Amministratore Delegato, ha appena pubblicato un libro, disponibile dal 15 dicembre. "La Mia Vita è un'Impresa" è un viaggio intimo nella vita e nelle imprese di Mario Toniutti, un imprenditore libero il cui cuore e anima guidano le vicende di una storia avvincente. Attraverso un atto di coraggio, Toniutti decide di aprire le porte del suo mondo interiore e condividerne le riflessioni con i lettori.Il libro è una narrazione sincera e appassionata delle sue esperienze, caratterizzate da alti e bassi, delusioni e soddisfazioni, rimpianti e compiacimenti. L'autore esplora le paure, i dubbi e le incertezze che ha affrontato lungo il percorso della sua vita imprenditoriale. La scrittura diventa per lui un mezzo per dare forma alle emozioni e trovare un senso nel presunto caos della sua esistenza. Con un linguaggio coinvolgente, i lettori sono invitati a esplorare le proprie emozioni e riflessioni, incoraggiati a dare voce alle esperienze fatte per non ridurre al silenzio la propria vita. Attraverso le sue imprese e le sfide affrontate, l'autore offre non solo un racconto personale ma anche una guida utile a tutti. Il libro si propone di ispirare i lettori a mettersi in pausa, a riappropriarsi del proprio tempo e a esplorare i propri pensieri. Con la saggezza acquisita nel corso degli anni, Toniutti condivide regole semplici ma profonde che ha imparato nel percorso di costruzione di sé stesso e del proprio mondo.
SELECTA IN VENDITA. LAVAZZA, IVS, DALLMAYR, COMPASS E MIGROS POTENZIALI ACQUIRENTI?
Finanz und Wirtschaft è un noto giornale finanziario svizzero in lingua tedesca, fondato quasi cento anni fa (nel 1928) e che ha un'ampia e riconosciuta credibilità. Pochi giorni fa, citando due fonti informate e indipendenti, è uscito con la news che il colosso svizzero Selecta sarà presto venduto.Secondo quanto riporta l'articolo, la proprietà ha chiesto alle società di consulenza McKinsey e Bain una prima due diligence. F&W spiega che KKR ha dovuto rinunciare alla speranza di una IPO in Borsa, visto che l'elevato indebitamento deprime a tal punto l'utile operativo che una quotazione redditizia è ormai lontana. F&W indica come possibili acquirenti altri investitori finanziari, ma soprattutto concorrenti come Lavazza, IVS Group e Dallmayr o come Migros e Coop. Sempre aperta la pista Compass Group.



SI AVVICINA AL VENDING.
Alexandre Bompard, Presidente e AD di Carrefour, ha dichiarato: "la nostra ambizione entro il 2026 è diventare una Digital Retail Company, il che significa porre il digitale e i dati al centro del nostro modello creativo e di creazione del valore". A Zaventem, in Belgio, una cittadina situata nella periferia settentrionale di Bruxelles, Carrefour ha lanciato la nuova formula chiamata Carrefour BuyBye, qualcosa che ricorda molto da vicino un negozio automatico. Nel punto vendita di soli 18 metri quadrati, infatti, i clienti possono acquistare il loro pranzo, snack, bevande fredde, frutta e così via. Carrefour BuyBye funziona al 100% utilizzando l’intelligenza artificiale, una combinazione di ponderazione del prodotto e rilevamento della visione artificiale. Le telecamere posizionate strategicamente su ogni scaffale forniscono il doppio controllo, garantendo la massima precisione di fatturazione. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con la start-up Reckon AI, specializzata nella progettazione di micronegozi dotati di intelligenza artificiale.
La XVIII edizione dei China Awards 2023, appuntamento annuale organizzato da Fondazione Italia Cina e Class Editori, in partnership con la Camera di Commercio Italiana in Cina, ha premiato Rhea, tra i più importanti produttori al mondo di macchine da caffè, per essersi distinta negli anni nel percorso di crescita e sviluppo sul mercato cinese. I China Awards celebrano aziende, associazioni e personalità italiane e cinesi che meglio hanno colto le opportunità di interscambio tra i due Paesi, con particolare attenzione alle collaborazioni strategiche e innovative che concorrono alla proficua internazionalizzazione tra i paesi. La premiazione si è tenuta ieri, mercoledì 13 dicembre 2023, nella prestigiosa cornice del Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Il premio assegnato a Rhea è stato ritirato dal suo CEO Andrea Pozzolini.
“Siamo molto orgogliosi di questo premio che riconosce l’importante cooperazione con la Cina. Soprattutto dopo l’apertura di una filiale a Shanghai, nel 2020, abbiamo partecipato a numerose iniziative e appuntamenti istituzionali portando la coffee experience Made in Italy declinata alle preferenze e agli usi e costumi del consumatore cinese. Abbiamo lavorato a importanti partnership in ambito tecnologico e nel sociale, unendo il design italiano e i nostri 60 anni di esperienza nel settore del caffè al potenziale innovativo della Cina, per un nuovo modo di vivere l’ospitalità.” Dichiara Andrea Pozzolini. Rhea negli ultimi anni ha portato in Cina il concetto “Design for All”, che vuole esprimere come il design e la tecnologia della macchina possano creare uno strumento idoneo a essere utilizzato da qualsiasi utente, permettendo di superare ogni barriera.
Infatti Rhea, da sempre impegnata sul fronte della sostenibilità sociale, ha realizzato un progetto con David Wang di Bear Paw Café, per lo sviluppo di un’interfaccia ad hoc di una macchina, grazie alla quale un ipovedente può realizzare un caffè; e sta ora lavorando su un controllo vocale avanzato che permette anche a chi non ha manualità di settare la macchina.
Il progetto è nato per poter dare la possibilità a persone ipovedenti di gestire un’attività economica utilizzando le macchine automatiche per servire il caffè: un esempio e un’opportunità per molte persone che possono così rendersi indipendenti.


AGLI EUROPEAN COFFEE AWARDS 2023
L’European Coffee Symposium, svoltosi a Barcellona, ha ospitato la cerimonia di premiazione dei prestigiosi European Coffee Awards che ha incoronato Lavazza Best Coffee Roaster – Europe. Lavazza è il miglior torrefattore d’Europa 2023 secondo gli esperti di Allegra Group, che hanno organizzato l’evento, che ha ospitato i leader e i senior manager delle più importanti aziende del mercato, per celebrare l’eccellenza dei settori del caffè, della ristorazione e dell’ospitalità in tutta Europa. Gli European Coffee Awards sono un prestigioso riconoscimento a livello europeo nel settore del caffè e del food-to-go in quanto ne premiano e promuovono l’eccellenza aziendale e individuale. Il grande valore del premio risiede anche nel metodo di valutazione: le aziende partecipanti vengono prima votate da circa 1.500 membri del settore (le autocandidature sono severamente vietate) e poi un team di esperti analisti e ricercatori di The World Coffee Portal e 5th Wave Magazine valutano le nomination e selezionano personalmente i vincitori di ciascuna categoria. Il premio, accolto con grande orgoglio da tutta l’azienda, testimonia la dedizione e il lavoro di ogni membro del Gruppo Lavazza, il contribuito fondamentale di ognuno per il raggiungimento di traguardi così importanti.
REPA, leader in Europa nella distribuzione di ricambi per attrezzature per la ristorazione, macchine da caffè, distributori automatici ed elettrodomestici, espone al World of Coffee Dubai dal 21 al 23 gennaio 2024, insieme alla casa madre Parts Town. La partecipazione all’edizione mediorientale della fiera di riferimento del settore, testimonia l’attenzione di REPA per il caffè a livello globale e sottolinea l’impegno a fornire, ad attività di ogni dimensione, soluzioni complete per la gestione e la distribuzione dei ricambi. Al WOC di Dubai REPA presenta il “World of Beans”, un programma volto a semplificare la complessità della filiera per tutti gli operatori del settore del caffè. Gilberto Guidi, Group Director Professional Coffee REPA, spiega: “REPA offre ricambi e accessori originali di oltre 2.000 marchi, sempre disponibili nei nostri centri di distribuzione in Europa, che garantiscono consegne rapide grazie a operazioni logistiche altamente automatizzate. Che siate importatori di attrezzature, fornitori di servizi, caffetterie o catene di fast food, le soluzioni REPA per i ricambi sono progettate per semplificare i processi, migliorare la soddisfazione dei clienti e portare avanti la vostra attività senza interruzioni”. La presenza di REPA al WOC di Dubai conferma l’interesse per il mercato del caffè nei paesi del Golfo Persico (GCC), nei quali il settore sta vivendo un forte sviluppo. Per rafforzare il team già attivo nella regione, REPA e Parts Town hanno nominato Luigi Tonon Business Development Manager GCC. Con la sua presenza stabile a Dubai, Tonon sarà il punto di contatto dedicato a tutti i clienti locali e agli OEM che cercano un partner di valore per la gestione dei ricambi. Visitare lo stand REPA al WOC di Dubai sarà l’occasione per approfondire il “World of Beans” e tutte le soluzioni dedicate agli specialisti del caffè. Avrete inoltre l’opportunità di incontrare il team e scoprire come REPA può aiutare il vostro business a raggiungere nuovi traguardi. Con la sua attività su scala globale, l’attenzione alle esigenze locali e l’impegno costante per la qualità, REPA è il partner perfetto per tutte le attività che desiderano affermarsi in un ambito in continua evoluzione: il mondo del caffè.


FLO CELEBRA 50 ANNI DI ATTIVITÀ INSIEME
AI PROPRI COLLABORATORI DA TUTTA EUROPA
Nel 2023 FLO, marchio storico nato a Fontanellato (PR) e specializzato nella produzione di stoviglie e contenitori per alimenti, per i settori retail & horeca e vending, festeggia i suoi primi cinquant’anni durante i quali ha saputo trasformarsi da impresa familiare a Gruppo internazionale con 5 sedi produttive tra Italia, Francia e Regno Unito e un fatturato di oltre 200 milioni e 720 dipendenti
“In quest’anno così particolare per noi, che riunisce non solo l’anniversario di FLO ma anche quelli di ISAP e Flo Europe, abbiamo voluto festeggiare insieme ai nostri collaborati, vero motore dell’azienda, e artefici insieme a noi dei successi e degli obiettivi raggiunti. È l’occasione per celebrare l’intero Gruppo, che in questi anni si è impegnato per portare avanti ogni progetto con grandissima attenzione alla sostenibilità, che guida ormai tutte le nostre scelte strategiche, sia sul medio-lungo periodo che nelle attività lavorative quotidiane –ha commentato Erika Simonazzi, Direttrice Marketing di FLO. Nella suggestiva cornice del Circolo di Lettura di Parma si è svolto l’evento celebrativo che ha visto protagonisti e ospiti i dipendenti del Gruppo, provenienti sia dall’Italia che dall’estero, dove alcuni storici collaboratori, hanno raccontato gli albori delle aziende che oggi fanno parte del gruppo FLO. Grande risalto è stato dato al lavoro di squadra delle tante persone che, pur lavorando fisicamente in città diverse, sono profondamente connesse le une alle altre, con l’obiettivo di creare prodotti di alta qualità, frutto di un’attenzione sempre maggiore all’innovazione e alla sostenibilità.
Il racconto della nascita di Flo, attraverso le parole dei figli del fondatore, Erika e Daniele Simonazzi, ha consolidato ulteriormente il senso di appartenenza aziendale. Nel 1973 Antonio Simonazzi, con un impianto industriale assemblato da lui stesso, inizia a produrre i primi bicchieri in plastica per i distributori automatici; con il boom economico degli anni ’80 e del mercato dei prodotti monouso per la casa, FLO entra nel settore retail e amplia la produzione a piatti e contenitori in plastica, grazie agli investimenti in nuovi macchinari. Gli anni ’90 sono quelli dell’internazionalizzazione, e FLO inizia il processo di espansione aprendo nuove sedi commerciali in Paesi strategici come Francia, Germania e Inghilterra.
Negli anni 2000 inizia la trasformazione da azienda familiare a multinazionale, a partire dalla creazione di FLO Europe a Ruiz in Francia nel 2003, per la produzione di stoviglie in plastica e tovaglioli di carta destinati ai mercati nord europei. Prosegue nel 2006 con l’acquisizione di ISAP, azienda veronese specializzata nella produzione di bicchieri per il canale Horeca e contenitori alimentari per il settore retail e industriale. È anche l’inizio della transizione ecologica: nel 2008 ISAP, per prima sul mercato, lancia Ecokay, una linea completa di bicchieri biodegradabili e compostabili e nel 2016 FLO Europe dà il via ad una trasformazione interna che si concluderà in soli due anni con la conversione totale dello stabilimento da plastica a carta. Questo percorso continua negli anni successivi: FLO adotta un approccio volto all’innovazione sostenibile applicata ai processi e ai prodotti, alle materie prime e alla gestione degli impianti, per offrire soluzioni più ‘green’ e ridurre il proprio impatto ambientale.


AQUAPROTEIN, LA PRIMA BEVANDA AD ALTO CONTENUTO DI PROTEINE TARGATA SAN BENEDETTO
San Benedetto presenta Aquaprotein, la nuova bevanda ad alto contenuto di Proteine (15gr), più Zinco e Magnesio, al piacevole gusto mela e lemongrass. Un’innovazione pensata per soddisfare le esigenze dei consumatori che prediligono uno stile di vita attivo e amano prendersi cura del proprio corpo. Le proteine contenute in Aquaprotein contribuiscono alla crescita e al mantenimento della massa muscolare e delle ossa, lo Zinco contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, il Magnesio alla riduzione di stanchezza e affaticamento e al normale funzionamento del sistema nervoso. Inoltre, Zinco e Magnesio contribuiscono alla normale sintesi proteica. Aquaprotein si presenta con un packaging caratterizzato da un design moderno e lineare associato all’icona di beneficio che rende riconoscibili ed immediati i plus del prodotto. Grazie al pratico formato on the go da 0,40L PET, è il prodotto ideale da portare con sé durante l’attività sportiva e in ogni momento della giornata. “Siamo entusiasti di presentare un prodotto innovativo come Aquaprotein e di entrare a far parte di un segmento, come quello delle bevande proteiche, in forte crescita con l’opportunità di lanciare sul mercato la prima bevanda a marchio San Benedetto” – afferma Vincenzo Tundo, Direttore Commerciale e Marketing Italia – “Ancora una volta San Benedetto è pronta a cogliere nuove sfide seguendo i trend di consumo che ci permettono così di soddisfare le esigenze dei consumatori alla ricerca di prodotti in grado di apportare benefici all’organismo. Con il lancio di questa nuova referenza non solo andiamo a completare il nostro ventaglio di proposte ma ci avviciniamo a nuovi target di consumo”.
ESSSE CAFFÈ A SIGEP 2024 CON IL “TAVOLO DEGLI AROMI”
Caffetteria in rinnovate declinazioni, in una vera fucina creativa: per Essse Caffè l’edizione 2024 di SIGEP è stata un teatro ricco di iniziative e stimoli sul mondo caffè, al bar e non solo. L’appuntamento di Rimini è stata l’occasione di vedere la nuova immagine dell’azienda a tutto tondo, anche nel merchandising fresco di rinnovamento. Qui alcune anticipazioni. Tra le novità arriva il “Tavolo degli Aromi”: una serie di appuntamenti, a numero chiuso per un pubblico di operatori ma anche appassionati, dedicati al mondo sensoriale del caffè, dal chicco verde alla tostatura, fino al risultato in tazzina. Al centro di questo percorso, il racconto dell’espresso da parte dei professionisti di Essse Caffè, storica torrefazione bolognese che di questa bevanda “simbolo” dell’identità italiana ha fatto un vessillo di Scienza, Sapienza e Specializzazione, ossia le tre “esse” che ne compongono il nome. Grande protagonista Miscela Masini, blend premium della torrefazione, insieme alle novità di prodotto, a partire dalle campane in latta Essse Caffè per macinadosatore, capaci di coniugare design, tecnologia e qualità. Non un pack usa e getta, ma un vero e proprio oggetto di elevato valore estetico, da riutilizzare o riciclare al 100%. Un progetto realizzato ad hoc per Essse Caffè dal design raffinato e minimal, con materiali nobili e linee eleganti, ad alto contenuto tecnologico. L’attacco filettato si applica direttamente al macinadosatore, garantendo massima stabilità. Tra le new entry a catalogo, anche l’ampliamento della gamma miscele per il mondo vending e nuovi prodotti in capsula, sia per il Sistema Espresso Essse Caffè che per il mondo compatibili.


Gruppo Evoca ha annunciato la chiusura dello stabilimento produttivo Ducale Macchine da Caffè srl, storico produttore di distributori automatici con sede a Parma, fondato nel 1954 da Ugo Sandei e acquisito dal Gruppo nel 2017. In una nota stampa diffusa ai canali di informazione, Evoca spiega le ragioni di una decisione inevitabile: “Il Gruppo Evoca ha annunciato oggi l’intenzione di chiudere lo stabilimento produttivo di Ducale Macchine da Caffè S.r.l. a Parma. Questa difficile decisione deriva della prolungata crisi che ha colpito sia la fabbrica che l’azienda negli ultimi anni.
La crisi è iniziata con l’esplosione della pandemia di COVID-19, che ha portato a una drastica diminuzione dei volumi di vendita e, di conseguenza, dei ricavi. A seguito della pandemia, Ducale si è trovata ad affrontare nuove sfide. La ripresa del mercato è stata limitata dalla razionalizzazione del parco macchine da parte degli operatori, mentre la domanda del mercato si è spostata verso macchine che offrono servizi essenziali, piuttosto che verso macchine progettate per una fascia di mercato medio-alto, come le macchine da caffè Ducale.
Prima di giungere a questa difficile decisione, sono stati apportati adeguamenti al personale attraverso riorganizzazioni interne, dimissioni volontarie e l’utilizzo di ammortizzatori sociali. Tuttavia, il continuo calo degli ordini unito alla sovraccapacità del sito produttivo di Ducale non ha permesso di attuare la strategia originale e di rimanere competitivi sul mercato. Ducale è ora costretta a interrompere la produzione nello stabilimento di Parma.
Evoca riconosce l’impatto che questa decisione avrà sui dipendenti di Ducale e si impegna a collaborare strettamente con le organizzazioni sindacali per fornire il miglior supporto possibile in questa fase. L’azienda è desiderosa di avviare un dialogo immediato con le parti sociali per identificare soluzioni ottimali per ridurre al minimo l’impatto di questa decisione”.
LAVAZZA LA RESERVA DE ¡TIERRA! CUBA PREMIATA AI BARAWARDS 2023
La miscela Lavazza La Reserva de ¡Tierra! Cuba ha conquistato il primo posto del Premio Innovazione dell’Anno 2023 di Barawards per la categoria “soft drink e bevande calde”.
Un riconoscimento di rilievo per Lavazza La Reserva de ¡Tierra! Cuba, prodotto pensato per il fuori casa, che riesce a coniugare eccellenza, sostenibilità e innovazione e offre un’esclusiva esperienza di gusto.
La miscela nasce dall’incontro di una pregiata selezione di Arabica e Robusta lavate e impreziosita dalla Robusta fermentata per 72 ore, che sprigiona note delicate di cacao e un retrogusto dolce.
Nasce nei territori di Cuba, dove la Fondazione Lavazza sostiene le comunità locali, aiutandole ad adottare pratiche agricole per migliorare la qualità del caffè e a coinvolgere donne e giovani all’interno della filiera produttiva. È un prodotto Lavazza certificato biologico, con una storia tracciabile grazie alla tecnologia blockchain.
Il premio, ritirato da Michele Cannone – Lavazza Brand Away from Home Director - rappresenta un ulteriore attestazione del percorso volto al costante miglioramento dei prodotti e alla ricerca di innovazione e sostenibilità.


MASSIMO ZANETTI BEVERAGE GROUP
CEDE IL 50% A QUATTROR
Alla fine ha vinto il debito, una posizione stimata in 350 milioni impossibili da sanare con risorse proprie. E così Massimo Zanetti Beverage Group cederà il 50% al fondo italiano di Private equity QuattroR, che si porterà a casa anche la maggioranza dei diritti di voti. QuattroR, dopo un aumento di capitale da 90 milioni di euro, rimarrà nel capitale per alcuni anni per poi uscire, grazie al ritorno in Borsa del colosso del caffè Segafredo, non più a Milano, dove è rimasto quotato fino al 2021.A parlarne è lo stesso Massimo Zanetti ad un noto quotidiano nazionale, dopo che la ricapitalizzazione condotta con risorse personali, pari a 50 milioni, non è stata ritenuta convincente dalle banche "dopo un terzo anno di bilanci non belli".
QuattroR esprimerà l’amministratore delegato, che dovrebbe essere Pierluigi Tosato mentre la presidenza resterà in capo a Massimo Zanetti.
MIRIAM LEONE NUOVA TESTIMONIAL NESPRESSO
L’Italia come luogo magico, ricco di ispirazione e tradizione anche, e soprattutto, legata al caffè. Un caffè indimenticabile che ci porta in un viaggio tra gusto, quello di altissima qualità, ed emozioni.
È racchiuso qui il cuore della nuova campagna di Nespresso dedicata all’Italia, per raccontare la tradizione dell’espresso con i caffè della linea “Ispirazione Italiana”, questa volta con una declinazione tutta italiana che racconta un viaggio alla scoperta dell’amore per il caffè, e della sua tradizione nel Bel Paese, insieme a Miriam Leone, attrice e volto noto del piccolo e grande schermo, protagonista assoluta della campagna. Un viaggio senza tempo tra i valori della nostra tradizione attraverso un percorso guidato dai sapori e gli aromi di Nespresso, creando un parallelismo tra le emozioni indimenticabili di Miriam, legate al territorio italiano, e le sensazioni evocate dai caffè della gamma Ispirazione Italiana. Nel video emblema della campagna, Miriam racconta le emozioni suscitate da tre caffè Nespresso della linea Ispirazione Italiana, mettendone in risalto la qualità e collegando il loro gusto indimenticabile ad altrettanti ricordi legati al nostro territorio. Roma, con il suo carattere intenso e sorprendente, riporta Miriam all’emozione del primo ciak; Venezia, un caffè dal gusto indimenticabile e senza tempo, è l’emozione dei passaggi nelle calli e sul red carpet del Festival del Cinema; Ristretto, invece, la riporta alle sue origini in Sicilia, per lei un’ispirazione italiana forte e intesa, e che rende unica la sua Italia. Un percorso tra ricordi ed emozioni sempre vive, grazie ai caffè Nespresso ispirati alla diversità e alla ricchezza della cultura italiana del caffè. Per giungere poi al preferito di Miriam, Ristretto, con la battuta finale che invita a scegliere il proprio preferito. La domanda che Miriam pone alla fine del video, “Ristretto è il mio Nespresso preferito: qual è il tuo?”, è anche il claim della campagna, che invita gli spettatori a esplorare le proprie preferenze tra le varietà della linea più iconica e senza tempo di Nespresso, Ispirazione Italiana, creando quindi un collegamento diretto tra le emozioni e il legame unico con l’Italia che ogni spettatore è in grando di provare.



FANTAVENDING È UN BLOG INFORMATIVO PRESENTE NEL SETTORE DEL VENDING DA OLTRE 15 ANNI, UN TEMPO LUNGHISSIMO PER UN’ESPERIENZA DI SOCIAL MEDIA. FIN DAL SUO ESORDIO È DIVENTATO IL CENTRO INFORMATIVO DEL SETTORE. TUTTE LE PRINCIPALI AZIENDE DELLA FILIERA DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA SONO QUOTIDIANAMENTE CONNESSE AL SITO (WWW.FANTAVENDING.IT) E MIGLIAIA DI UTENTI OGNI GIORNO LEGGONO E SPESSO COMMENTANO LE NOTIZIE PUBBLICATE TUTTI I GIORNI FERIALI, 12 MESI ALL'ANNO E SENZA INTERRUZIONI PER ALMENO 50 SETTIMANE.
D.A. ITALIA PUBBLICHERÀ UNA SINTESI DELLE NOTIZIE RECENTI DI FANTAVENDING PIÙ LETTE IN RETE.
GLI STUDENTI PROTESTANO PER IL "CARO PREZZI" CHIUDENDO IL VANO MONETE....
I forti aumenti dei prezzi dei generi alimentari in tutti i canali distributivi, sono in piccola parte arrivati anche nel vending, anche se sembrano ancora decisamente insufficienti per coprire tutti gli aumenti di costi.
Nonostante l'evidenza, ci sono ancora categorie di persone che protestano per i pochi centesimi in più che devono sborsare.
Tra i diversi casi che ci segnalano, ha avuto una certa copertura mediatica l'iniziativa degli studenti di un Liceo di Ferrara che hanno tappezzato le macchine presenti nella scuola con cartelli di protesta.
Non hanno accettato l'aumento di 10 centesimi dell'acqua e, per boicottare la gestione che avuto l'ardire di fare un prezzo 4 volte inferiore a quello medio di bar/ristoranti/tavole calde, hanno messo del nastro adesivo nel vano delle monete.
Ovviamente a nessuno è venuto in mente di parlare di atti di vandalismo o di chiedere al Preside qual è il contributo che la scuola si porta a casa sulle spalle dei suoi

studenti... Si parla solo della protesta e di "ritrovare la fiducia di una clientela affezionata e che spende soldi tra una lezione e l’altra".
L'abbiamo messo tra virgolette perché è davvero la citazione letterale della chiusura dell'articolo della testata "la Nuova Ferrara".
SCIOPERO ALLA FILIALE DI MACERATA DI LIOMATIC. PREVISTI 11 TRASFERIMENTI.
Filcams Cgil Macerata, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno indetto uno sciopero nella filiale di Macerata di Liomatic per protestare contro il trasferimento di 11 lavoratori occupati nel reparto officina.
Le tre organizzazioni sindacali hanno dichiarato in una nota: "Lasciano con un futuro incerto 11 famiglie, e senza risposte il resto dei lavoratori e lavoratrici occupati non avendo avuto alcuna rassicurazione da parte di Liomatic Spa sul futuro della filiale di Piediripa"
Lo sciopero è stato proclamato visto l’esito dell’incontro del 23 gennaio, in seguito alla riorganizzazione e conseguente accentramento delle attività, in cui non si sono prospettate da parte delle società Liomatc Spa e S. Italia Spa (società controllate da IVS Group) soluzioni alternative al trasferimento dei lavoratori. Il 25 gennaio, è stato proclamato lo stato di agitazione. Ed è scattata la giornata di sciopero indetta per il 1° febbraio.
"Pur riservandoci di proseguire le azioni di lotta per il mantenimento dei posti di lavoro a Piediripa -concludono i sindacati - rinnoviamo la richiesta di individuare altre soluzioni per revocare i trasferimenti dal primo marzo dei lavoratori nella sede di Perugia".


A MIRAFIORI L'ACQUA PASSA DA 26 A 30 CENTESIMI
Finalmente i sindacati di Stellantis, la Rsa Fiom di Mirafiori Carrozzeria, hanno trovato una battaglia da combattere.
Con tutto quello che sta succedendo negli stabilimenti italiani e dopo l'intervento del Premier Giorgia Meloni, in difesa dell'occupazione, i sindacati hanno deciso di distribuire un volantino che si chiude con la minaccia "Non vorremmo arrivare a portarci acqua e caffè da casa"...
La guerra santa da combattere è infatti contro il nuovo gestore vending che ha modificato i prezzi dei distributori all'interno della fabbrica.
Tanto per farvi capire cosa sta succedendo, la RSA Fiom si lamenta che l'acqua sia passata da 26 centesimi a 30... e dichiara:"Con l'inizio dell'anno è cambiata la ditta che gestisce le macchinette degli snack e i prezzi sono lievitati incredibilmente, risultando irrispettosi per il nostro salario.
Un aumento che arriva durante un calo produttivo di tutti i modelli e dunque dovremo affrontare lunghi periodi di cassa integrazione, con un taglio del salario.
E non in tutti i reparti è possibile avere l'acqua in maniera gratuita".
Ci siamo capiti? L'acqua a Mirafiori è in vendita a 30 centesimi e in molti reparti è gratuita.
Secondo l'Osservatorio Nazionale di Federconsumatori, se si fa una pausa pranzo in bar, ristoranti e tavole calde, il prezzo medio in Italia dell'acqua da 500ml è di 1,99 euro. Sono dati ufficiali.
1,99 euro per una bottiglietta d'acqua se mangi fuori dalla fabbrica fa riflettere, perché se un dipendente decide di comprare tutti i giorni dal distributore automatico una bottiglietta d'acqua, spende al mese 88 centesimi in più di prima.

C'ERA UNA VOLTA MILANO. UNICREDIT SVUOTA
L'INTERA TORRE, UFFICI IN SUBAFFITTO...
Non so se l'avete notato, ma si parla sempre meno di smart-working e delle sue conseguenze. Ormai sembra quasi una cosa passata, tipo Covid. Certo un po' ne è rimasto, ma pian piano si sta tornando come prima.
Beh se vivete a Milano (ma è così in tutte le grandi città) lo smart working si fa sentire eccome e crea enormi scompensi nel vending, soprattutto ai quei gestori che hanno grandi locazioni. Pensate che il grattacielo ormai simbolo della città: quello di Unicredit in Gae Aulenti composto da due torri, ha subito un'incredibile trasformazione. L'intera Torre B è stata completamente svuotata.
Lo smart working è così spinto, che riduce la necessità di spazi e consente una rotazione delle postazioni. Così la banca ha pensato di subaffittare gli spazi a diverse società. 5 interi piani, dal terzo al settimo, ospiteranno da luglio un coworking. Per gli altri piani invece sono in corso trattative...
Ed Unicredit non è certo l'unica banca ad averci pensato. L'innovativa sede milanese di Deutsche Bank è stata "messa a reddito" per il 40% degli spazi totali. Bnp ha già ceduto due piani e il trend diventa sempre più incalzante e coinvolge non solo il mondo bancario.
Una situazione generalizzata che per ora ha un solo risultato, interi piani desolatamente vuoti e consumazioni vending in drastico calo, perfino nei grattacieli iconici della città...
Non ci bastavano le tensioni e le conseguenze umane (ma anche economiche) legate al conflitto tra Ucraina e Russia, è pure arrivata la guerra tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza. Ora però la situazione si sta ulteriormente aggravando, visto che in questi giorni tiene banco l’allargamento del conflitto in Medio Oriente. Infatti, dopo i raid aerei di USA e UK sulle basi degli Houthi in Yemen, è puntualmente arrivato al blocco delle navi da canale di Suez.
Forse non vi ricordate, ma nel marzo del 2021, un nave cargo si era incagliata nel canale di Suez e il ritardo comportato dalla sua complicatissima rimozione, aveva mandato in tilt il mercato del caffè solubile, perché in Europa non c'era scorte sufficienti. Figuriamoci cosa può succedere in caso di un conflitto...
L’Italia è tra i Paesi più esposti, il 40% dell’intero interscambio marittimo passa dal Mar Rosso... Ad esempio, l'enorme quantità di caffè Robusta che arriva ai porti di Trieste e Savona-Vado viaggiando sulla rotta che transita dal canale di Suez, oggi deve circumnavigare l'Africa, con evidenti aumenti di costo e di tempi di consegna.
Il risultato? Il prezzo del future del caffè Robusta ha ampiamente superato i 3.000 dollari... Per comprendere cosa significa questo aumento vi mettiamo il grafico in cui si può notare che il prezzo della qualità Robusta era di 1.300 dollari lo 01/01/2021.
Cosa succederà a breve nel vending? Appena le torrefazioni ricompreranno a questi prezzi (dipende dai loro magazzini) si troveranno nella difficile posizione di ritornare dai loro amati clienti e comunicare un aumento consistente del prezzo del caffè vending a base robusta. L'entità di questo l'aumento è di almeno 50 centesimi al chilo. Speriamo che in tempi brevi il prezzo scenda e limiti questa ulteriore inevitabile mazzata.


LA GUERRA DELLE CAPSULE COMPATIBILI.
CHIESTI A NESPRESSO 300 MILIONI DI EURO.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera sono ben undici i creditori di Ethical Coffee Company (Ecc), società fondata nel 2008 da Jean-Paul Gaillard, ex ad di Nespresso, a fare causa a Nespresso con una richiesta di danni di 280 milioni di franchi svizzeri, circa 300 milioni di euro.
A guidare mediaticamente lo schieramento dei creditori è il noto presentatore radiofonico e televisivo francese transalpino Jacques Essebag, conosciuto con lo pseudonimo di Arthur (in foto), che aveva investito 8 milioni di euro in Ecc. E' lui che ha promosso una class action.
Ecc aveva lanciato le capsule in Svizzera, ma Nespresso ha subito intrapreso un'aspra battaglia legale a seguito della quale a Ecc è stato vietato di vendere i suoi prodotti per tre anni, dal 2011 al 2014.
Solo nel 2014 gli avvocati di Ecc sono riusciti a far revocare il divieto di commercializzazione delle capsule, ma nel frattempo altri concorrenti si sono affacciati sul mercato ed Ecc non è più riuscita a competere, tanto da aver dovuto cessare l’attività nel 2017 e dichiarare fallimento nel 2018.
Però, nel 2021, un Tribunale federale svizzero ha stabilito che il divieto di commercializzazione imposto a Ecc nel 2011 era infondato e per i danni causati da questo divieto, si è scatenata la corsa al risarcimento...
Per sapere l'esito dello scontro dovremmo attendere ancora qualche mese...
ZOCCHI È IL NUOVO CFO E COO DI CAFFITALY
Nel settembre del 2023, aveva fatto molto rumore la nostra breaking news (CLICCA QUI) delle dimissioni con effetto immediato di Andrea Zocchi dalla carica di Amministratore Delegato di Evoca. Zocchi era in azienda da 21 anni e mezzo e con ruoli di primissimo piano: per 10 anni come Chief Financial Officer (CFO) e per altri 11 come Chief Executive Officer (CEO). Il top manager veniva da importanti esperienze in PWC e in McDonald's italia e ha guidato con successo la trasformazione di Evoca in leader mondiale nella produ-

zione di macchine da caffè professionali. Secondo alcune indiscrezione giunte a Fantavending, Andrea Zocchi è in procinto di diventare il nuovo CFO e COO di Caffitaly, uno tra i primi 5 produttori di caffè monodose al mondo.
Una nuova importante sfida professionale che ripropone il manager come uno degli attori protagonisti del mondo del caffè dei prossimi anni...
CONTRATTO DI SOLIDARIETÀ PER 901 DIPENDENTI
SU 967 IN EVOCA
Da qualche settimana eravamo a conoscenza che sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell'elenco di aziende con provvedimenti C.I.G.S (Cassa integrazione guadagni straordinaria) era comparsa Evoca Group con la causale d'intervento "Contratti di solidarietà" per tutte le unità produttive: Valbrembo, Mapello, Cenate Sotto, Mozzo e Grassobbio.
Però l'ampiezza dell'ammortizzatore sociale è stata rilevata solo oggi, grazie ad un lungo articolo pubblicato, con richiamo in prima pagina, dall'Eco di Bergamo. A quanto riporta il quotidiano, la solidarietà è stata chiesta per 901 dipendenti su un totale di 967, fino al 10 giugno 2024 e con una riduzione massima dell’orario di lavoro del 50%.
Secondo quanto dichiarano i sindacati (Fim, Fiom e Uilm), l’applicazione dell’ammortizzatore sociale viene valutata su base settimanale ed è stato necessario attivarlo per salvaguardare i livelli occupazionali, visto che l’azienda sta subendo una forte contrazione di ordini soprattutto nel vending.



Qual è il percorso umano e professionale che ti ha portato a fondare Target Informatica? Sono uno dei pionieri dell’informatica, svolgo questa attività da quando ancora eravamo in pochissimi ad occuparcene: all’epoca non c’era il pc IBM, non c’era nulla di “Personal”. Ho iniziato con il Sinclair ZX81 e poi lo ZX Spectrum, in quegli anni scrivevo articoli per le riviste specializzate, programmavo, sviluppavo software anche per il mondo Atari. Naturalmente erano ancora piccoli progetti, però sono entrato subito nel mercato, tant’è che mentre facevo ancora il liceo classico lavoravo in un negozio della città qualche pomeriggio, perché non c’era modo di trovare computer e apparecchiature. Uno dei miei primi lavori fu pagato con l’accesso a un lettore di barcode, che usavo per poter controllare quello che programmavo!
Dopo il liceo mi sono iscritto a Ingegneria e dopo il biennio mi sono reso conto che non era la mia strada. Nei primi anni ’90 ho creato una software-house personale, era una rarità, perché molti vendevano computer, ma pochissimi si occupavano di software, era considerato un accessorio. In quel periodo sviluppai un software Windows per le scuole guida che ebbe un discreto successo, coincise con il momento in cui venne introdotto il nuovo codice della strada. Per l’epoca si trattava di un programma davvero innovativo.
TARGET INFORMATICA, ATTRAVERSO IL SOFTWARE PER IL VENDING GD, OFFRE DA OLTRE 25 ANNI UNA SOLUZIONE OTTIMALE E PERFORMANTE PER DECINE DI GESTIONI GRAZIE ALL'AUSILIO DI TERMINALI PORTATILI E SMARTPHONE.
L’AZIENDA TERNANA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI CLIENTI UN’ESPERIENZA
PROFESSIONALE MATURATA NEL TEMPO, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLO
SVILUPPO DI SOFTWARE IN AMBIENTE MICROSOFT.
LA NOSTRA REDAZIONE HA INCONTRATO ED INTERVISTATO ALBERTO RATINI, CEO
DELL’AZIENDA, PER AVERE TUTTI I DETTAGLI SULLE NUOVE SOLUZIONI DELLA
STORICA SOFTWARE-HOUSE ITALIANA
Qual è l’idea alla base dell’offerta di Target Informatica?
La mia filosofia, che ho trasferito in Target Informatica, fondata con altre due persone con un pregresso simile, uno è Francesco Trappetti che da sempre è anche il nostro Responsabile Commerciale, è sempre stata quella di lavorare su prodotti a grande diffusione e non sulla customizzazione del codice per il cliente. Siamo partiti con Microsoft come modello e in tempi che definire “non sospetti” sarebbe riduttivo, siamo andati verso un software pacchettizzato. Tutto quello che abbiamo fatto non lo abbiamo pensato come un progetto studiato ad hoc, ma come un pacchetto il cui utilizzo può esser più o meno personalizzato anche dall’utente finale. Inizialmente gli upgrade avvenivano online (con i modem!), parlo della versione Windows 3.1, era il 1994.
A livello di formazione, ho ottenuto la varie certificazioni Microsoft fin dagli albori e l'e ho mantenute fino a quando è stato rilevante continuare.
Fondare una software house in una città del centro Italia come Terni è stato un limite per lo sviluppo?
A Terni, il particolare tessuto imprenditoriale è sempre stato un punto dolente del territorio. Le aziende esistenti erano satelliti delle due grandi madri: le acciaierie di Terni e la Polymer, perciò avevamo intorno realtà che erano molto difficili da agganciare come clienti, perché anche a livello software venivano spesso “servite” dall’azienda centrale e quindi era molto difficile avere un mercato locale per noi piccolissime realtà. Siamo partiti con l’idea di approcciare diversi settori e di concentrarci dove avremmo trovato qualcosa di interessante (come nel caso del vending) per il quale sviluppare un prodotto
e venderlo come Office, un pacchetto che l’utente può gestire come vuole. Naturalmente abbiamo sempre fornito anche assistenza tecnica, ma restavamo nell’ottica di offrire un pacchetto gestibile in autonomia. Nonostante oggi i nostri prodotti siano cresciuti e siano stati cambiati più volte, la filosofia rimane la stessa: non esiste in tutto il mercato un GD diverso da un altro, tutti hanno la stessa versione, anche se ne fanno utilizzi diversi. Naturalmente un gestore vending che ha dieci ARD userà solo alcune funzioni e configurerà il prodotto in modo diverso da chi ne ha cento, ma continuano entrambi ad usare lo stesso software.
Quando siete arrivati al vending? La prima commessa è stata con un piccolo gestore di Terni, che ci fece conoscere un collega torinese, Silvio Bertero di Alfa Matic 80, che lavorava in Olivetti. Silvio era davvero uno dei pionieri del vending. Ricordo che mi trasferii da lui alcuni giorni per capire davvero cosa facesse un’azienda di distributori automatici, un mondo per me completamente sconosciuto. Ancora oggi, chi è fuori dal vending ha difficoltà a capirlo. Una cosa che mi ha colpito fin da subito è che un’azienda con soli tre addetti impegnati nei giri aveva paradossalmente le stesse problematiche di una con trecento, perché nel vending hai comunque una serie di cose da fare e una mole notevole di aspetti da tenere sotto controllo.
L’idea è stata fin da subito dargli uno strumento informatico, è questa l’intuizione che ci ha guidati: ai nostri occhi il vending sembrava l’El Dorado dell’informatica: milioni di transazioni, gestione del denaro, dei mezzi, la logistica, magazzino alimentare…esiste un altro settore che abbia tutto questo

contemporaneamente? Ci è piaciuto, abbiamo sviluppato una prima versione di un gestionale insieme a questo imprenditore e abbiamo iniziato a venderla ad altri operatori del settore. Un aiuto alla diffusione ci è stato dato anche dall’aver pensato, realizzato ed assistito i prodotti software tecnici per Zanussi Vending/Necta/N&W per quasi dieci anni.
Qual è il vostro cliente-tipo del vending? Siamo arrivati sul mercato sette-otto anni dopo i nostri principali competitor, anche per questioni anagrafiche, quindi non siamo riusciti ad arrivare alle aziende di grandi dimensioni, ma nel tempo ci siamo ricavati il nostro mercato. I nostri clienti sono spesso clienti storici: oggi ne abbiamo circa 150, di varie dimensioni. Negli anni sono stati tantissimi, poi le aggregazioni nel vending sono aumentate e noi ci siamo posizionati sul mercato dei medi e piccoli operatori. Se perdiamo un cliente - e fortunatamente accade di rado - è perché viene acquisito e si trova ad adottare un software del nuovo Gruppo a cui appartiene, mentre gli altri scelgono di continuare ad affidarsi a noi. Il fatto di essere radicati qui a Terni è stato, come si diceva, un grosso limite. Oltretutto noi non siamo partiti come emanazione di qualcuno, ma come tecnici informatici puri, eppure a distanza di trent’anni siamo ancora qui: lo ritengo un successo clamoroso!
GD oggi è un ecosistema software, avete cinque livelli a seconda delle esigenze del cliente: come sono stati studiati? Siamo partiti con il prodotto completo, che per un po’ di tempo ha rappresentato la nostra unica offerta. Poi, una decina di anni fa, abbiamo “ritagliato” alcune versioni in cui l’interfaccia è notevolmente semplificata, ci sono meno funzioni ma sono quelle chiave per quel livello di utilizzatore e sono complete (ad esempio il conteggio moneta, che è lo stesso in tutti i prodotti), così abbiamo creato questa nuova famiglia di soluzioni. Prima abbiamo sviluppato GD Easy, che gestisce anche la parte dei prodotti, quindi la consegna
della merce, poi le rilevazioni, le battute, ecc. Poi abbiamo creato un altro prodotto che esclude la parte alimentare ma si concentra su incassi, statistiche e sistema di pagamento (quando GD è nato il sistema di pagamento era un accessorio, ora è al centro della macchina).
Poi c’è una derivazione che è Il software GD Shop, per clienti che nel tempo hanno anche sviluppato il business aprendo negozi fisici di cialde, ecc.
L’ultimo arrivato è Telecorr, un’applicazione per la raccolta dati da distributori automatici, sistemi di pagamento e telemetria per la memorizzazione e l’invio telematico dei corrispettivi.
Target Informatica è stata tra gli attori tecnici della Commissione che ha elaborato il Protocollo e che ha condotto tutta la parte di sperimentazione con l’Agenzia delle Entrate. Un lavoro impegnativo per una piccola azienda come noi, che ci ha consentito, però, di essere in prima linea anche su questo aspetto.
Anche Telecorr, per l’invio telematico dei corrispettivi, deriva dal nostro prodotto principale. In questo modo il cliente che vuole evolvere verso la soluzione più grande, mantiene tutto lo storico e aggiunge le nuove funzionalità, passando dal prodotto base a quello in cui va a gestire la nuova problematica che intende affrontare. Quindi deve solo inserire le informazioni che mancano, pagare la differenza di investimento, ed è operativo in tempi molto brevi.
L’evoluzione l’abbiamo sempre intesa con questa modalità ed è stata un’idea vincente, perché il cliente ti cerca e questo è fondamentale, perché oggi l’informatica si basa su questo: fidelizzazione e assistenza. Avere una clientela storica ci ha permesso anche di sviluppare software di alto livello e questa esperienza rappresenta un ulteriore vantaggio per il cliente. Siamo orgogliosi di essere una delle più significative realtà del settore del vending e del rapporto che abbiamo costruito con la clientela, un aspetto che ci fa capire che abbiamo lavorato nel modo corretto.
Rispetto alla Trasmissione telematica dei Corrispettivi con il vostro software come si attesta il tasso di errore? Il nostro sistema lavora autonomamente sulla macchina del cliente. La rilevazione e l’invio avvengono direttamente attraverso il palmare, non ci sono in mezzo server esterni. Da un lato questo è garanzia di sicurezza, dall’altro per avere le percentuali di errore abbiamo dovuto richiedere le autorizzazioni e farci mandare i dati dai clienti (non abbiamo archivi né siamo collegati ai server se non richiesto dal cliente) Da alcune statistiche, le nostre percentuali di errore sono in linea con quelle dei due principali prodotti sul mercato.
A quale versione di GD siete arrivati? Siamo alla 7.5-a. Rispetto alla versione 7 abbiamo rinnovato completamente l’interfaccia. La prima versione di GD aveva superato la certificazione Office Compliant di Microsoft. L’abbiamo mandata negli USA, dove Microsoft ovviamente non ha valutato il prodotto in quanto tale, ma la rispondenza dell’interfaccia ai dettami in vigore in quel momento. Questo ci ha permesso di avere un prodotto che per molti anni è stato affidabile e che non ha conosciuto grossi cambiamenti estetici, un software di facile fruibilità, un aspetto su cui abbiamo puntato fin da subito e che ci distingue dai competitor. Oggi le persone sono mediamente più smart, ma in passato non era così. L’attenzione a determinati aspetti per noi è sempre stata fondamentale, proprio perché parte del prodotto. Con il passaggio alla versione 7 abbiamo riscritto gran parte di questa interfaccia, rendendola sempre uniforme e fruibile ma dandole anche un look più moderno. A breve arriverà la versione 8, con la quale aggiorneremo SQL server che passerà ad essere 2022, mentre molti usano ancora il 2012 o 2014. Le cose si evolvono, quindi noi ci adeguiamo. Stiamo anche ragionando su ulteriori notevoli evoluzioni per Venditalia 2024. Ci riaggiorneremo prima possibile.
La filosofia di base è che GD è come una casa in cui si fanno molte ristrutturazioni, perché non ha senso demolirla, visto che lo usano centinaia di aziende. Anche in questo caso andiamo avanti a pacchetti: l’aggiornamento è uguale per tutti, c’è una comunicazione ufficiale che viene inviata con un certo anticipo.
Cosa significa per un gestore investire in un software
Target Informatica? Partiamo dal presupposto che, per chi acquisisce uno strumento informatico, quel sistema diventa il cuore dell’azienda, talmente radicato nella tua attività che cambiarlo significa rivoluzionare l’azienda stessa, perché cambiare qualcosa che ti segue sul campo comporta una trasformazione radicale e adottarlo è complesso. L’investimento è sicuramente un aspetto che incide su un’attività e il nostro è sempre stato pensato come scalabile. GD viene commercializzato come un pacchetto iniziale che acquisti, più un canone opzionale per assistenza e aggiornamento. Questo canone segue il numero di licenze che pc e terminali richiedono. Il canone ammonta a circa il 25% del valore del prodotto e ha cadenza annuale.
Da quest’anno abbiamo introdotto la possibilità di acquistare il prodotto con un canone annuale pagato a rate mensili che dà accesso a tutti i moduli in base alla configurazione scelta.
Stiamo provando a promuovere anche il prodotto come servizio con la formula SaaS (Software as a Service). Abbiamo avuto un paio di adesioni, sta partendo adesso questa proposta, perché abbiamo dovuto un po’ adattare il software. Facciamo un preventivo generale e vediamo tutto quello che serve, includendo anche un anno di assistenza: il nostro interesse non è vendere ma aiutare il cliente, se serve, perché vogliamo che utilizzi il software.
Perché ritenete importante che il cliente sia autonomo nell’utilizzo del software GD? Il nostro target è la medio-piccola gestione, che spesso non ha al suo interno la figura che può portare avanti un software gestionale. Un’azienda vending è una realtà complessa, che richiede una grande attenzione ai costi e non si può permettere un IT manager. Quando entrammo nel settore rimanemmo stupiti sulla poca information technology, perché è un settore in cui è assolutamente indispensabile. Nei periodi d’oro del vending, gli alti guadagni hanno coperto le disfunzioni informatiche perché i margini erano eccellenti. Adesso che le aziende vending sono strutturate e hanno una dispersione dei costi enorme, si rendono conto che quella marginalità non esiste più. Il software permette di controllare con precisione i costi ed evitare sprechi, ad esempio attraverso l’ottimizzazione dei giri di tecnici e ARD.Il nostro ruolo è quello di affiancare il gestore offrendogli uno strumento più performante e allo stesso tempo più semplice possibile da gestire anche senza figure specializzate dedicate.
Quali saranno le novità principali delle prossime versioni? Ogni nostro aggiornamento include molteplici migliorie nelle varie aree prodotto, tuttavia due riteniamo possano essere quelle più interessanti: la possibilità di integrare una piattaforma che offre un dispositivo di localizzazione di nuova generazione che si collega direttamente al veicolo, dal quale raccoglie moltissime informazioni utili alla gestione flotte e al controllo costi, anche per i veicoli elettrici di nuova generazione. Questo permetterà di superare i limiti delle varie soluzioni che abbiamo adottato negli anni, avendo a disposizione una vera gestione dei dati motore valida e ben fatta per la quasi totalità dei mezzi sul mercato. La seconda novità riguarda l'integrazione nel motore di gestione della telemetria di GD del sistema CRMCode di nostra realizzazione, che permette di stampare delle etichette completamente personalizzabili dotate di uno più QRCode da applicare sui distributori, per consentire all'utente finale di segnalare guasti o alert di fine prodotto effettuando una semplice scansione col cellulare, mostrando info personalizzabili sulla gestione e la con possibilità di inserire eventuali dati aggiuntivi. Una sorta di telemetria manuale che però funziona ovunque e a costo quasi zero...
Un controllo così efficiente può generare problemi con la normativa per la Privacy? Fortunatamente le cose sono un po’ cambiate e sono meno restrittive nell’ottica del controllo, se si parla di uno strumento aziendale. Un furgone può cambiare operatore ogni giorno, quindi se controllo quel veicolo non stai seguendo il lavoratore, tracci le attività del tuo furgone per la gestione dell’azienda e per una migliore distribuzione delle risorse.

Qual è stata la più grossa sfida che avete dovuto affrontare nel vending? Siamo stati i primi a pensare di entrare nel settore con la Business Intelligence, un’idea che anni fa era considerata fuori dal mondo, anche se è quello che serve. Siamo entrati customizzando tutti i report, personalizzandoli su ogni aspetto aziendale, pronti da utilizzare, semplici ed intuitivi anche da un punto di vista grafico, per individuare immediatamente guadagni o situazioni critiche. Il problema è che il vending è complesso e i problemi del grande gruppo li ha anche il piccolo gestore e se non li affronta con il giusto controllo di gestione, subisce perdite proporzionalmente uguali.
Introdurre questi prodotti non è stato semplice: innanzitutto da un punto di vista concettuale e poi anche pratico, perché abbiamo dovuto sviluppare un prodotto compatibile con le possibilità di aziende poco strutturate. Un altro limite con cui ci siamo scontrati nel vending in passato è la difficoltà nel comunicare le novità, che spesso vengono recepite con una certa diffidenza.
La vostra Business Intelligence è un investimento comunque oneroso. Può essere gestito in autonomia? Il nostro prodotto a pacchetto ci ha aiutati anche in questo senso. Se avessimo studiato una Business Intelligence da introdurre in azienda sarebbe alla fine costata tantissimo perché di solito si tratta di strumenti perché l’azienda possa costruirci sopra la propria Business Intelligence; invece siamo riusciti a mantenere i costi bassi ed offrirla ad un prezzo compatibile con il mercato, perché abbiamo già strutturato decine di report e il nostro cliente può imparare a gestire facilmente in autonomia i dati. Stiamo comunque aprendo il sistema anche a tool più moderni come PowerBI per consentire ulteriore libertà agli utenti che sono in grado di farlo.
Per i vostri clienti oggi è possibile riuscire a lavorare con un semplice smartphone? La differenza sostanziale la fa
la dimensione dell’azienda. Spesso si preferisce lo strumento professionale anche per evitare frequenti rotture degli smartphone che possono cadere e danneggiarsi. Le aziende familiari o di piccole dimensioni, soprattutto nell’OCS, rimangono sullo smartphone Android: non hanno l’IrDA a bordo ma possono ugualmente operare. Quindi allo stato dell’arte ne abbiamo circa 50% che usano prodotti professionali e 50% con smartphone Android. Però la gestione attraverso terminale portatile uno svantaggio potenziale ce l’ha: dove l’operatore è dipendente non controllato, avere un cellulare è un elemento di criticità, se viene usato anche per altre cose… insomma avere uno strumento blindabile, che garantisca anche sicurezza, è indubbiamente più affidabile. Come sempre, dipende molto dall’utilizzo.
Il vostro sistema come si integra con le App di pagamento? Siamo collegati con tutti i sistemi di telemetria più diffusi e con le loro App. In partenza il nostro sistema di pagamento è virtuale, accentra e omogeneizza i dati che arrivano secondo dei criteri che sono schemi già pronti spesso forniti dagli stessi produttori dei dispositivi, e questo permette di gestire facilmente anche situazioni miste, cosa assai frequente nelle realtà più piccole. Dove c’era la necessità abbiamo sviluppato l’integrazione e oggi occuparci di questi processi è diventato molto più semplice, perché tutti i sistemi di telemetria hanno un approccio web.
Hai detto che GD utilizza diversi servizi distribuiti su internet come mappe e telemetrie. State ragionando su un approccio web per il futuro? Certo che sì, il futuro dell’informatica è ormai tracciato in questo senso e quindi, pur consentendo comunque una gestione locale dei sistemi e dei dati, avremo grosse novità in un futuro non troppo lontano, magari anche mettendo in campo qualche partnership di peso, anche per affrontare i notevoli investimenti necessari.

Rho, PAD.

Venditalia, il più importante Salone del Vending, rappresenta un’opportunità unica per scoprire le ultime novità del settore e un’occasione concreta per incontrare i protagonisti del Vending internazionale. Vi aspettiamo a Fieramilano Rho, un quartiere fieristico all’avanguardia, in grado di soddisfare ogni esigenza degli espositori grazie ai numerosi servizi a disposizione. La location ideale dove fare business.
32.000 mq
Superficie
Espositiva
300 Espositori (26% internazionali)
15.000 Visitatori (31% internazionali)
promosso da organizzato da media partner

100 Paesi Partecipanti

Presidente Lunel, com’è cambiata l’attività di un’impresa di gestione negli ultimi anni? E quali sono le sfide che i gestori si apprestano ad affrontare nel 2024? L’attività di una gestione della distribuzione automatica negli ultimi anni è diventata sempre più complessa. In particolare, a partire dall’introduzione della memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi, che ha comportato una serie di nuove procedure per le nostre aziende e per gli addetti al rifornimento dei distributori. L’ARD ha dovuto imparare a gestire nuove attività come la rilevazione e l’invio dei dati all’Agenzia delle Entrate. Inoltre, accanto alla gestione operativa del servizio, con la riduzione dei margini e l’aumento dei costi e della complessità delle aziende di gestione è diventata più impegnativa anche la gestione amministrativa e finanziaria dell’impresa.
Anche i nostri clienti e i consumatori sono cambiati diventando più esigenti. L’offerta alimentare si è ampliata e differenziata sulle esigenze del cliente che, sempre più, vuole condividere la scelta dei prodotti. E anche i prodotti sono cambiati. La gamma del vending si è allargata a nuove referenze anche per target specifici di consumatori: celiaci, vegani o prodotti senza zucchero o con ridotte quantità di zuccheri e grassi saturi.
Infine, anche le macchine sono cambiate. Sempre più tecnologiche e digitali, le vending machine da un lato offrono prestazioni migliori e consentono di fare attività impensabili fino a qualche anno fa, ma dall’altro
DAL 2018 GUIDA I GESTORI DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA ITALIANI ASSOCIATI A CONFIDA: È PIO LUNEL, IMPRENDITORE TRENTINO E PRESIDENTE DEL GRUPPO WEYOU, CHE CI ACCOMPAGNA IN UN VIAGGIO NELLE IMPRESE DI GESTIONE ITALIANE PER CAPIRE COME SONO CAMBIATE E QUALI SONO LE SFIDE CHE SI APPRESTANO AD AFFRONTARE NEL 2024.
DOPO L’IMPEGNO SUI CAM (CRITERI AMBIENTALI MINIMI) DEI SERVIZI DI RISTORO LA PROSSIMA SFIDA SI CHIAMA “PPWR”, IL REGOLAMENTO EUROPEO SUGLI IMBALLAGGI CHE DOVREBBE ESSERE APPROVATO A BREVE.
ALTRO PUNTO CENTRALE È L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA SEMPRE PIÙ DIFFUSA NEL SETTORE MA CHE DEVE ESSERE ABILITATA DA UN NUOVO PROTOCOLLO INFORMATICO CHE SOSTITUISCA I PROTOCOLLI ESISTENTI ORMAI OBSOLETI.
richiedono nuove competenze per gli addetti al rifornimento distributori automatici e soprattutto per i tecnici, figure professionali peraltro molto difficili da reperire sul mercato del lavoro.
Per quanto riguarda le sfide che i gestori si apprestano ad affrontare nel 2024, riguardano in particolare le transizioni sostenibile e digitale.
La sostenibilità è sempre più un tema centrale e non solo per le grandi imprese di gestione ma ormai anche per la medio piccole? La sostenibilità, che lo vogliamo o no, è una tematica con cui dobbiamo confrontarci perché, se è vero che oggi sono solo le grandi imprese ad essere obbligate a stilare un report di sostenibilità, è anche vero che tra queste imprese ci sono i nostri clienti e inevitabilmente parte di questi obblighi si riversano sui fornitori e quindi sulle imprese di gestione. A questo si aggiungono le spinte in avanti delle istituzioni italiane e soprattutto europee che stanno promuovendo molte legislazioni in materia di sostenibilità.
Ma questo non vuol dire che dobbiamo accettare passivamente questo cambiamento anche quando mette in difficoltà le nostre imprese e il nostro modo di lavorare. Tutt’altro. Confida già da qualche anno ha potenziato l’attività di lobbying monitorando tutte le normative a livello locale, nazionale o europeo che possono avere un impatto negativo sul nostro settore e poi intervenendo per proporre modifiche e soluzioni. Ne sono un esempio i cosiddetti CAM (Criteri Ambientali Minimi) dei servizi di ristoro.
Il primo testo diffuso dal Ministero dell’Ambiente del Governo Conte II, se si fosse applicato così com’era, avrebbe impedito di svolgere il nostro servizio nella Pubblica Amministrazione, comportando una perdita del 18% del fatturato dell’intero comparto. Confida è tempestivamente intervenuta una prima volta chiedendo e ottenendo di essere inserita nel gruppo di lavoro e stimolando anche le associazioni dei produttori alimentari a fare altrettanto. Poi è iniziata una lunga serrata attività di confronto (e spesso anche di scontro) nel gruppo di lavoro durata oltre tre anni, per far capire come funziona un’attività di distribuzione automatica, che ha portato graduali modifiche nel testo. Il testo definitivo è stato pubblicato lo scorso 2 dicembre ed è profondamente modificato rispetto alla prima versione. Sarà comunque impegnativo per i gestori della distribuzione automatica, ma oggi contiene almeno indicazioni realizzabili.
Risolto un problema, ce n’è già un altro all’orizzonte ossia il nuovo Regolamento Europeo sugli Imballaggi (PPWR). Sì anche qui Confida, insieme a Confcommercio e alle altre associazioni datoriali italiane, ci sta lavorando da tempo in quanto il regolamento presenta diversi punti critici. Ad esempio, il PPWR chiede di rendere riutilizzabili degli imballaggi degli alimenti da asporto, in particolare le bevande. Ma consentire al consumatore di inserire una propria tazza riutilizzabile nel distributore automatico significa contaminarlo e non poter garantire più la sicurezza alimentare. Inoltre, si prevede l’adozione di sistemi di deposito cauzionale per bottiglie di plastica monouso e contenitori
di metallo monouso. Tuttavia, la restituzione di una cauzione nel nostro settore risulta pressocché impossibile. Poi si prevede di rendere compostabili le capsule del caffè e abolire i bicchieri monouso in plastica (queste ultime due previsioni sono state stralciate dalla versione del testo modificata dal Parlamento europeo). Ora siamo nella fase dei cosiddetti “Triloghi” in cui le tre istituzioni europee (Commissione, Parlamento e Consiglio) si devono accordare sul testo definitivo. Speriamo che ci ascoltino e si riescano a smussare queste criticità. Vorremmo infatti un’Europa che non imponesse soluzioni uguali per tutti, ma che ponesse degli obiettivi anche ambiziosi consentendo però agli Stati di raggiungerli anche con diverse soluzioni.
L’Italia infatti, si sa, è lo Stato europeo più virtuoso nel riciclo degli imballaggi e il nostro settore ha dato vita al progetto RiVending che permette di raccogliere e riciclare gli imballaggi in plastica del vending e dargli nuova vita.
L’altro tema centrale per le aziende di gestione è l’innovazione tecnologica L’evoluzione tecnologica in questi anni è stata rapida in tutti i settori e anche nel nostro. L’interconnessione e il digitale possono rendere più efficiente il lavoro delle gestioni. Col rifornimento e la manutenzione predittiva, ad esempio, si potranno efficientare i giri di ARD e tecnici. Il problema che vedo semmai è un altro. C’è una grande offerta di tecnologia di cui però
non riusciamo a sfruttarne a pieno le potenzialità. Molti gestori, anche grazie all’incentivo della Transizione 4.0, hanno investito negli scorsi anni in macchine interconnesse ma ancora sono poche le funzioni da remoto che possiamo sfruttare. Tutto questo per un problema, ossia che i protocolli di comunicazione delle vending machine sono obsoleti. A questo proposito Confida ha realizzato già da alcuni anni uno studio col Politecnico di Milano per la realizzazione di un nuovo protocollo. Questo protocollo consentirebbe alle vending machine e alle altre periferiche collegate alla macchina (sistemi di pagamento, strumenti di telemetria ecc.) di scambiarsi facilmente le informazioni e abiliterebbe tutte le funzionalità avanzate delle nuove tecnologie consentendo alle vending machine di fare un salto di qualità in termini di innovazione e di servizio.
Essendo i nostri protocolli internazionali, il progetto realizzato da Confida e dal Politecnico di Milano è stato consegnato all’associazione europea EVA. È vero che nel frattempo c’è stato il Covid che ha, per qualche anno, cambiato le priorità del settore; tuttavia ritengo che non si possa più aspettare. Pertanto penso che il vending italiano possa dare fiducia all’associazione europea ancora per un anno, ma se il prossimo anno non sarà partita la fase operativa, ritengo che il vending italiano dovrebbe farsi lui stesso promotore del progetto.



“SI CONFERMANO GLI OTTIMI RISULTATI DELLA SCORSA EDIZIONE, CON VISITATORI PROVENIENTI DA 160 PAESI. INTERNAZIONALITÀ, VISIONE, ARTIGIANALITÀ, INNOVAZIONE, IDENTITÀ TERRITORIALI CHE DIVENTANO GLOBALI E SI CONIUGANO CON IL MONDO. QUESTO E MOLTO ALTRO HA ESPRESSO LA 45A EDIZIONE DI SIGEP”. COSÌ MAURIZIO ERMETI, PRESIDENTE DI ITALIAN EXHIBITION GROUP, HA COMMENTATO LA CONCLUSIONE, OGGI ALLA FIERA DI RIMINI DEL SALONE INTERNAZIONALE DI GELATO, PASTICCERIA, PANIFICAZIONE, CAFFÈ E CIOCCOLATO.
“LA MANIFESTAZIONE SI CONFERMA PUNTO DI RIFERIMENTO PER L’INDUSTRIA DEL FOODSERVICE DOLCE - HA DETTO ERMETI - PROPONENDO SFIDE SEMPRE PIÙ ALL’AVANGUARDIA E TECNOLOGICHE. UN APPUNTAMENTO DI BUSINESS UNICO CHE A RIMINI, VOCATA ALL’INNOVAZIONE, HA TROVATO UN ENORME VALORE AGGIUNTO”.
NUMEROSE LE PRESENZE ESTERE PROVENIENTI DA EUROPA (SPAGNA, GERMANIA, ROMANIA, FRANCIA, GRECIA), AREA BALCANI (CROAZIA, SERBIA, ALBANIA), MEDIO ORIENTE (TURCHIA, ARABIA SAUDITA, IRAQ, LIBANO), AFRICA (MAROCCO, EGITTO, TUNISIA), NORD AMERICA (USA, CANADA), CENTRO SUD-AMERICA (BRASILE ARGENTINA, MESSICO), ASIA E SUD EST ASIATICO (CINA, COREA DEL SUD, GIAPPONE, INDIA).
Un ricco palinsesto di eventi nei cinque giorni di manifestazione, con ben tre competizioni internazionali e 25 Paesi partecipanti a Gelato World Cup, Juniores Pastry World Cup e European Challenge del Gelato.
Sono stati oltre 5.000 i business meeting negli stand dei 1200 brand espositori, grazie agli oltre 500 top buyer provenienti da 84 paesi del mondo tramite la preziosa collaborazione col Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dell’Agenzia ICE e la rete dei regional advisor di IEG.
Una fiera che ha registrato una grande visibilità: mediatica e social. Su questi ultimi con una community da 161mila professionisti, con 2 milioni di visualizzazioni dei contenuti online e 780mila visualizzazioni sull’app TEO – The eating out Hub d’interesse anche per la nuova funzione “Offerte di lavoro” dedicata all’incontro di domanda e offerta, in particolare per i giovani. I contatti media totali, ad oggi, superano i 561 milioni lordi con 660 giornalisti accreditati, dei quali 56 dall’estero.
L’ultima giornata di Sigep ha visto inoltre la partecipazione di 3.250 studenti da 70 scuole alberghiere e istituti professionali per un educational tour che ha abbinato la formazione pratica all’interazione con le aziende. L’iniziativa rientra nel progetto Sigep Academy che ingloba Sigep Giovani e Sigep per le scuole.
Sigep 2024 ha raccolto le principali proposte del mondo del foodservice dolce, tra incontri su innovazioni di prodotto, nuovi trend di consumo e show-cooking con i grandi Maestri del dolce artigianale che hanno coinvolto distributori, catene di ristorazione e pubblici esercizi. In esposizione le aziende leader di macchine e ingredienti per la gelateria e la pasticceria, la panificazione e la pizza, le filiere del cioccolato e del caffè.
La sostenibilità è stato il filo conduttore di questa edizione. E mentre la green economy sbarca in gelateria, investe anche la pasticceria, che strizza l’occhio al vegetale ed esplora nuove frontiere, tra cui l’intelligenza artificiale. Anche il cioccolato ha mostrato un’inclinazione ai processi produttivi consapevoli, mentre il comparto del caffè si rivolge a un consumatore sempre più attento che predilige le imprese più sostenibili. Sono stati accesi i riflettori sull’ingegno e le start up nell’Innovation District: il nuovo grande progetto nel cuore della Vision Plaza della fiera, l’Innovation Award che ha premiato le migliori idee di business degli espositori e delle start-up.
Un’edizione, questa di Sigep 2024, che gode del patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e di quello del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. E che, nel concludersi, apre nuovi dialoghi grazie alle virtuose relazioni intessute con le associazioni di settore, grande punto di forza.
Italian Exhibition Group dà appuntamento per Sigep 2025 dal 18 al 22 gennaio, sempre alla Fiera di Rimini.

















IL VICEMINISTRO DELL'AMBIENTE
GAVA ANNUNCIA LA FIRMA
DEL DECRETO SUI CAM DELLA
DISTRIBUZIONE AUTOMATICA
Nei primi nove mesi del 2023 il settore della distribuzione automatica ha continuato sì a crescere ma lentamente, registrando 1,2 miliardi di fatturato (+1,8%), e oltre 3 miliardi di consumazioni (+1,7%): ripresa più contenuta quindi rispetto allo stesso periodo del 2022 quando le consumazioni erano cresciute dell'8% (dati IPSOS per CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica) Smart working, guerre, crisi economica e delle materie prime continuano a impattare in maniera negativa il settore che, stima CONFIDA, nel 2023 soffrirà ancora una perdita superiore al 10% rispetto al 2019 A trainare i consumi in questi nove mesi sono sicuramente gli snack (+8%) sia dolci che salati; mentre le bevande fredde, a causa anche del luglio più piovoso degli ultimi anni, hanno registrato una perdita del 3%, come anche i gelati che hanno segnato quasi -6% Il caffè, che resta il prodotto più venduto (57% del totale delle consumazioni), registra una crescita del 0,33% Da gennaio a settembre sono stati consumati ai distributori automatici oltre 1,7 miliardi di caffè, ben 6 milioni al giorno
L'Italia, nel campo della distribuzione automatica, è leader a livello europeo: il comparto genera un indotto occupazionale di oltre 33mila persone e include più di 3mila imprese A questi numeri si devono aggiungere altre imprese che intervengono nella filiera come i produttori alimentari e i fabbricanti di accessori e di tecnologie. Proprio per queste ultime, l'Italia è un'eccellenza: il 70% delle macchine prodotte viene esportato così come anche molti accessori utilizzati nelle vending machine.
Confcommercio
Sala Orlando
Piazza G.G. Belli, 2
Roma

"La produzione italiana di distributori automatici – ha dichiarato Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA durante gli Stati Generali del Vending – è un Made in Italy e come tale va tutelato, soprattutto dalla concorrenza asiatica che spesso copia i modelli e arriva sul mercato europeo con macchine che talvolta non rispettano le normative italiane ed europee. L'Italia deve farsi promotrice in Europa di maggiori controlli doganali: non vogliamo certamente penalizzare le merci che arrivano dall'estero ma esigiamo di "giocare tutti con le stesse regole". In Parlamento si sta discutendo il DDL "Made in Italy" nel quale riteniamo che la distribuzione automatica debba essere inclusa, come giustamente è stato ipotizzato per altri importanti settori. Oltre a questo, vi è l'urgenza di rifinanziare la transizione 4.0 che ha promosso l'innovazione anche nel nostro comparto".
"Anche le società di gestione del servizio della distribuzione automatica hanno in questi anni subito delle gravi perdite - continua il Presidente di CONFIDA - La crisi legata alla pandemia da Covid -19, lo smart working diventato ormai strutturale in grandi imprese, banche e pubbliche amministrazioni e il ridotto numero di utenti nelle strutture sanitarie hanno contratto le consumazioni. A questo si aggiungono le preoccupazioni per il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR), le difficoltà sui pagamenti elettronici e le concessioni pubbliche per il nostro servizio diventate sempre più onerose".


CRITERI AMBIENTALI MINIMI (CAM) DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA
Il Viceministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava, durante gli Stati Generali del Vending, in un videomessaggio ha annunciato l'avvenuta firma del Decreto sui Criteri Ambientali Minimi (CAM) per la distribuzione automatica. Il testo contiene delle linee guida ambientali per il servizio di somministrazione di alimenti e bevande tramite distributori automatici nelle Pubbliche Amministrazioni. I CAM aiuteranno la transizione ecologica delle imprese del settore: i distributori automatici di uffici pubblici, scuole e ospedali diventeranno infatti sempre più sostenibili.
CONCESSIONI PUBBLICHE: IL SETTORE RICHIEDE DI RIEQUILIBRARE I CANONI
Sempre per quanto riguarda le concessioni pubbliche del servizio di somministrazione di alimenti e bevande tramite distributori automatici, durante il congresso sono state illustrate le problematiche del settore per i canoni concessori che le imprese di gestione pagano per installare i distributori automatici nelle Pubbliche Amministrazioni. Tali canoni sono sempre più alti a fronte di consumazioni diminuite tanto da rendere molti bandi di gara antieconomici. Il settore pertanto richiede di riattivare una norma che consenta di ridare un equilibrio economico a tali concessioni legandole ai consumi attuali.
REGOLAMENTO
EUROPEO SUGLI IMBALLAGGI E RIFIUTI DA IMBALLAGGIO (PPWR)
Durante l'assise sono emerse inoltre preoccupazioni per il nuovo Regolamento Europeo sugli Imballaggi (PPWR) in votazione in Parlamento Europeo il prossimo 23 novembre. Il PPWR punta, infatti, sulla riduzione ed eliminazione degli imballaggi, la valorizzazione dei prodotti sfusi e dei contenitori riutilizzabili, penalizzando così l'Italia che ha invece investito sul riciclo raggiungendo il ragguardevole risultato del 74% contro il target europeo del 65% fissato per il 2025. Anche il settore della distribuzione automatica, che col progetto RiVending ha installato 13mila cestini in tutta Italia che raccolgono e riciclano la plastica, è penalizzato dal PPWR che propone soluzioni non compatibili con l'ambito operativo della distribuzione automatica.
PAGAMENTI ELETTRONICI E "TRANSIZIONE 5.0"
Il settore richiede anche l'aggiunta delle App e degli strumenti "a spendibilità limitata" all'interno di quelli previsti dalla legge sui pagamenti elettronici: i consumatori apprezzano questo tipo di pagamento e già il 24% delle macchine oggi, infatti, include App di pagamento. CONFIDA chiede infine che si rifinanzi, attraverso il piano "Transizione 5.0" e i fondi del PNRR, lo strumento dei benefici fiscali che – prima che venissero tagliate le aliquote degli incentivi – aveva aiutato a promuovere l'innovazione.
RELAZIONE DI PRESIDENZA - MASSIMO TRAPLETTI
“Caro Presidente Sangalli, Gentilissimi Rappresentanti delle Istituzioni, Cari Amici, Cari Colleghi, benvenuti alla dodicesima edizione degli Stati Generali del Vending! Inizio con un doveroso ringraziamento al Presidente della nostra Confederazione Carlo Sangalli che come ogni anno apre questo nostro evento portando il suo saluto e il suo incoraggiamento al nostro settore ascoltando e facendo proprie le nostre esigenze e richieste. Grazie Presidente! Ringrazio poi i Rappresentanti delle Istituzioni presenti e permettetemi di ringraziare anche quelli che non ci sono, ma che abbiamo incontrato nell’ultimo anno, perché abbiamo registrato un atteggiamento nuovo sia verso il mondo delle imprese in generale sia verso le associazioni che le rappresentano. Un atteggiamento positivo, di ascolto delle esigenze delle imprese e dei lavoratori pur nel pieno rispetto dei diversi ruoli. Sembra infatti lasciato alle spalle, e speriamo per sempre, quel periodo caratterizzato dal disinteresse per chi fa impresa e dal sospetto verso le associazioni che li rappresentano. Ringrazio infine tutti voi, amici e colleghi, che con la vostra presenza sempre numerosa agli Stati Generali restituite ogni anno una fotografia nitida

dell’importanza del nostro settore per questo Paese. Sì, perché va ricordato che la distribuzione automatica è un Made in Italy, un settore in cui l’Italia è leader a livello internazionale. Innanzitutto i distributori automatici sono un prodotto della tecnologia italiana fabbricati nel nostro Paese e venduti in tutto il mondo. E come tali vanno tutelati. In particolare dalla concorrenza esterna all’Europa che spesso si presenta sul mercato europeo con macchine che talvolta non ne rispettano neanche le normative, quali ad esempio l’etichettatura energetica o gli FGas. Esiste infatti un problema di controlli. I prodotti italiani quando sono esportati all’estero sono sottoposti a certificazioni e controlli talvolta estenuanti con merci che rimangono nelle dogane per mesi.
Mentre in Europa vediamo entrare prodotti asiatici e non, senza che ci sia un analogo controllo e verifica all’arrivo sul territorio. Pertanto, la prima cosa che chiediamo ai rappresentanti delle istituzioni qui presenti è che il nostro Paese si faccia promotore in Europa di maggiori controlli doganali in entrata per le attrezzature e più in generale per tutte le merci che provengono dai mercati esteri. Non vogliamo certamente penalizzare i prodotti che arrivano dall’estero ma esigiamo di “giocare tutti con le stesse regole”, almeno per quelle normate, per le
quali tutti noi siamo chiamati a fare investimenti continui per adeguarci. Siamo già penalizzati dai costi della mano d’opera, molto diversi dai loro, e dai costi delle materie prime che compriamo nella maggior parte dei casi dal far est, per lo meno chiediamo che rispettino le nostre stesse certificazioni.
Secondariamente, oggi che in Parlamento si discute di un Disegno di Legge sul Made in Italy occorrerebbe tutelare, come giustamente è stato ipotizzato per altri importanti settori italiani come quelli della ceramica o della nautica, anche il vending. Magari instituendo dei Distretti del nostro settore: ad esempio in Lombardia ce n’è uno ma in Italia non certamente è l’unico. Peraltro la leadership europea del nostro settore è riscontrabile anche nel comparto delle fiere. La nostra associazione infatti organizza ormai da oltre vent’anni una fiera che si chiama Venditalia e che è la principale vetrina internazionale della tecnologia e dei prodotti alimentari italiani. Quest’anno la competenza del team di Venditalia è stata richiesta anche all’estero, in Francia, dove insieme all’associazione francese NAVSA abbiamo fatto rinascere la fiera del vending di Parigi che oggi si chiama Vending Show. Le fiere, internazionali, come Venditalia sono una grande opportunità per le imprese italiane di accedere a mercati internazionali. Perciò vanno sostenute secondo noi in due modi: sia finanziandole, in modo che crescano soprattutto a livello internazionale, sia aiutando le imprese che espongono per far sì che anche le PMI possano cogliere l’opportunità di parteciparvi. ****** Negli ultimi anni lo strumento che ha promosso meglio l’innovazione tecnologica nel nostro Settore e che ha permesso a tutto il comparto di accelerare nel ricambio generazionale della tecnologia e recuperare parzialmente le perdite registrate durante il Covid è stato la “Transizione 4.0” che ha incentivato l’acquisto di distributori automatici nuovi interconnessi.
L’interconnessione permette lo scambio di informazioni in tempo reale tra la vending machine e l’azienda che le gestisce, consentendo di controllare da remoto alcune funzioni della macchina e fare una manutenzione e un rifornimento predittivi migliorando così il servizio e massimizzando la soddisfazione del cliente. Purtroppo la riduzione del credito d’imposta dal 50% del 2021 al 20% del 2023 ha ridotto drasticamente tali investimenti in seguito al fatto, che bisogna ricordare, che il Settore ancora oggi non ha recuperato il fatturato del 2019 dovuto soprattutto allo smart working. Guardiamo quindi con fiducia al nuovo piano “Transizione 5.0” nella speranza che rifinanzi, anche attraverso i fondi del PNRR, uno strumento che aveva portato buoni risultati al nostro settore e più in generale a tutto il comparto economico italiano. ****** La definizione di “Made in Italy” che affianchiamo al nostro settore però non si giustifica solo con la produzione nel nostro Paese delle vending machine ma anche con la rete distributiva. L’Italia ha infatti la più ampia catena distributiva automatica d’Europa: 835 mila distributori automatici installati in tutta Italia. Più della Francia che ne ha 630 mila e più della Germania che ne ha 613 mila. E questi 835 mila distributori automatici sono installati e gestiti da circa 3 mila operatori del settore che danno lavoro a oltre 33 mila persone,
senza considerare l’indotto dei produttori di prodotti alimentari e di bevande. Le imprese di gestione della distribuzione automatica sono una realtà capillare, presente in tutte le provincie italiane e svolgono un’importante funzione sociale: portare ristoro anche in luoghi dove non ci sono altri punti vendita alimentari. Si pensi a ospedali, caserme, ma anche fabbriche, uffici e luoghi di transito. Le imprese di gestione hanno sofferto molto delle chiusure prima dovute al Covid e poi allo smart working che ha ridotto i loro fatturati lasciando invece inalterati i costi. Ciò nonostante stanno affrontando, col supporto della nostra associazione, che ha investito risorse in un progetto realizzato con la consulenza di EY, le cosiddette transizioni digitale e sostenibile. Transizioni difficili, in particolare per un comparto fatto in prevalenza da piccole e medie imprese che stanno investendo molto dei loro guadagni per adeguarsi ai cambiamenti che il mercato e le istituzioni gli stanno chiedendo. In questo panorama mi riallaccio allo slogan che la nostra Premier On. Giorgia Meloni ha lanciato all’inizio dell’esperienza di questo Governo, ossia: "Non disturbare chi vuole lavorare e produrre ricchezza". E, in questa assise, chiediamo ai Rappresentanti delle Istituzioni presenti di aiutarci a rimuovere proprio quegli impedimenti che stanno rallentando la ripresa del nostro settore. In particolare penso al: 1) decreto 179/2012 poi modificato dal DL 36/2022 che ha introdotto l’obbligo ad accettare pagamenti elettronici. Qui la doverosa premessa è che il nostro settore, primo tra i comparti commerciali, fin dal 2017 invia i dati dei corrispettivi elettronici all’Agenzia delle Entrate e quindi non ha problemi di compliance fiscale. Detto questo il decreto in questione è vecchio di oltre dieci anni e prevede come strumenti per il pagamento elettronico solo carte di credito, di debito o prepagate. Ma negli ultimi anni i pagamenti elettronici si sono dematerializzati e il mobile payment, ossia le cosiddette APP di pagamento, sono il sistema che si sta diffondendo di più, anche nel nostro settore. Attualmente più del 20% dei distributori automatici installati in Italia hanno montato questo sistema.
A questo proposito abbiamo presentato una proposta per ampliare gli strumenti del decreto aggiungendo quelli a spendibilità limitata, come le app del nostro settore che sono tracciate fiscalmente. Infine sempre lo stesso decreto prevede che l’obbligo dei pagamenti elettronici non si applichi “nei casi di oggettiva impossibilità tecnica”. Tuttavia questa impossibilità tecnica non è mai stata definita. Per quanto ci riguarda, alcune delle nostre vending machine hanno profili di impossibilità sia per motivazioni meramente tecniche, mancanza di connessione o tecnologie che non possono accettare i pos, sia per motivazioni economiche ossia si tratta di macchine che incassano così poco che installare un sistema di pagamento elettronico Pos sarebbe antieconomico. 2) In relazione invece alla “Transizione sostenibile”, da tre anni stiamo lavorando all’interno del Gruppo di lavoro del Ministero dell’Ambiente ai CAM (Criteri Ambientali Minimi) della Distribuzione Automatica. Il documento, nato all’epoca del Ministro Costa, risentiva di un approccio di ideologica opposizione ai distributori automatici. Le prime versioni dei CAM del nostro settore miravano di fatto ad eliminare
i distributori automatici dalla Pubblica Amministrazione anziché aiutarli a fare una transizione sostenibile. In questo senso con l’avvento del nuovo Governo, l’approccio del Ministero dell’Ambiente è radicalmente cambiato. C’è stato un maggiore ascolto e un’apertura al dialogo che ha consentito di rendere il documento uno strumento per orientare le imprese alla gestione sostenibile del servizio non certo a danneggiarle. Di questo vogliamo ringraziare il Viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Onorevole Vannia Gava che come ricorderete lo scorso anno in questa stessa assise ci aveva promesso un “cambio di rotta” che effettivamente si è realizzato. Tra poco sentiremo a riguardo un video messaggio del Viceministro Gava che sebbene sia a Rimini per la fiera Ecomondo ci ha tenuto a salutarci e ad annunciarci in anteprima che i nostri CAM sono stati firmati ieri e che presto il testo sarà disponibile. 3) Sempre sul tema della transizione sostenibile, invece sono molte le preoccupazioni del nostro settore (e non solo) per il nuovo Regolamento Europeo sugli Imballaggi o anche detto PPWR. Questo regolamento presenta diversi punti critici a partire dallo strumento normativo proposto, poiché la scelta di un Regolamento, e non di una Direttiva, penalizza specifiche peculiarità e investimenti di alcuni Stati tra cui l’Italia che, sul fronte degli imballaggi, ha già raggiunto il 74% di riciclo superando il target europeo del 65% previsto per il 2025. A questo proposito si segnala che il comparto italiano della distribuzione automatica ha dato vita, unico in Europa, ad un progetto di economia circolare chiamato RiVending (www.rivending.eu) volto al recupero e riciclo di bicchieri e bottigliette in plastica promosso da CONFIDA insieme al e a UNIONPLAST. Ad oggi, sono stati già installati in aziende, scuole, università e uffici pubblici, in tutta Italia, oltre 13 mila cestini che raccolgono e riciclano la plastica dei distributori automatici consentendo un risparmio di oltre 1.000 tonnellate di CO2 all’anno. La PPWR, invece, punta sulla riduzione e l’eliminazione degli imballaggi, sulla valorizzazione dei prodotti sfusi, sui contenitori da riutilizzare attraverso l’introduzione vincolante e restrittiva di forme e modalità di cauzione inapplicabili nella distribuzione automatica. Una scelta che vanificherebbe tutti gli sforzi e gli investimenti che il nostro Paese e il nostro settore hanno fatto negli ultimi anni e obbligherebbe le nostre imprese di gestione a dover investire in strumenti e attrezzature che penalizzerebbero ulteriormente il conto economico senza aumentare minimamente le vendite. 4) Infine, l’ultimo degli “impedimenti” che non consentono al nostro settore una piena ripresa sono le concessioni pubbliche del nostro servizio che i gestori del vending pagano per installare i distributori automatici nelle Pubbliche Amministrazioni. Questi canoni negli anni sono cresciuti sempre più obbligando i gestori in alcuni casi a pagare canoni fissi garantiti troppo alti rispetto al fatturato ed in altri a gareggiare con regole che prevedono la doppia leva del più alto ristorno e del più basso prezzo tanto da far diventare molte concessioni pubbliche antieconomiche. Bene occorre trovare un nuovo equilibrio nelle concessioni pubbliche del nostro settore. I canoni devono essere proporzionati rispetto ai consumi reali consuntivati che, specie nelle strutture
sanitarie, dopo il Covid non sono più tornati al livello del 2019, mentre le pubbliche amministrazioni ancora richiedono gli stessi canoni. Oltre a questo va eliminata la doppia leva che non permette agli attori di poter rendere redditizie le concessioni. D’altra parte tutto questo accade nella maggior parte degli altri paesi europei. Questi sono i principali temi, che verranno approfonditi dai nostri Presidenti durante la tavola rotonda che seguirà. In questa edizione dei nostri Stati Generali, infatti, “Innovazione” e “Sostenibilità” saranno le due parole chiave che ricorreranno nei temi che verranno trattati. Ed il punto di vista sarà quello dei protagonisti della filiera della distribuzione automatica e pertanto il titolo di quest'anno mette il “Vending al Centro”. È sugli argomenti trattati nel mio intervento che chiediamo un confronto con i Rappresentati delle Istituzioni presenti perché è da Assisi come questa che possiamo spiegare meglio il nostro punto di vista e farlo conoscere a voi che giustamente non potete avere una visione generalizzata di tutti i settori dell’economia italiana in particolar modo di quelli che sono veramente il Made in Italy. Grazie a tutti per l’attenzione, vi auguro buon lavoro!”
INTERVENTI DEI POLITICI
On. Giorgio Mulé, Vicepresidente Camera dei Deputati “Grazie perché mi sento di essere tra amici, nel senso di una naturale condivisione che non nasce oggi ma negli anni, quindi essere di nuovo qui tra voi significa che c’è un feeling che ci lega da un punto di vista della prospettiva, quindi grazie al presidente Sangalli, al presidente Trapletti e a tutti voi. Lo scorso anno ci trovammo qui per tirare le fila di quello che è stato un periodo terribile: la pandemia, il rincaro dell’energia e delle materie prime a seguito del conflitto in Ucraina: già allora dissi che ci trovavamo a fronteggiare un’economia di guerra. Oggi, a tutto questo dobbiamo aggiungere, purtroppo, ciò che sta succedendo in Medio Oriente. Tutto questo c’entra perché, a distanza di un anno, il numero di vending machine installate nel nostro paese è cresciuto di 15.000 unità: è bello dire che siamo a 835.000 in più rispetto al nostro diretto concorrente europeo che è la Francia, con la prospettiva di arrivare tra qualche anno a un milione di vending machine installate nel nostro paese. Nulla rende l’idea meglio di questi numeri di quanto sia competitivo e innovativo il settore che voi rappresentate. Senza contare tutte le imprese che sono coinvolte nella vostra filiera. E non si tratta di cifre da poco, perché c’è tutta una filiera un che nasce dal territorio: tutti i produttori italiani di vending machine sono leader a livello mondiale, esportano il 70% dei loro articoli. Significa allora che voi producete ricchezza per il paese, pagate tasse ed erario con cui poi lo Stato eroga i servizi ai cittadini. E bisogna investire e continuare a sostenere questa crescita, nonostante il vostro fatturato 2022 sia inferiore di oltre il 15% rispetto al periodo della pre-pandemia.
Allora a me sembra doveroso, non solo nei vostri confronti, ma nell’interesse dell’Italia che, come è stato chiesto, la politica si faccia carico con responsabilità di ciò che voi chiedete e considerando questo parterre, sicuramente quello che condividerà…sto per dirvi ciò che penso. Da un punto di vista parlamentare, io mi sento di rassicurarvi. Quando arriveranno alle Camere i provvedimenti di vostro interesse (quello di materia ambientale, quello fiscale, industriale, ecc.) saranno tutti affrontati con l’attenzione e la sensibilità che merita proprio perché, grazie a dio, questa maggioranza che governa questo paese non ha quel pregiudizio e da quando ha assunto questo incarico di governo lo fa con spirito di collaborazione autentico e ringrazio il presidente Trapletti per averlo riconosciuto. (aneddoto cartello pubblicitario mostra sulla storia della moneta: donna con banconota e abiti 900 e donna in jeans con smartphone davanti a due vending machine per acquistare).
“Taciturnitas stulto homini pro sapientia est”: “Stare zitti è la saggezza dello stolto”, recita Publilio Siro: abbiamo quindi non solo il dovere di parlare, ma abbiamo il dovere di confrontarci e di fare. La strada si trova: quello che è certo è che il buonsenso obbliga a eliminare un lacciolo che è antistorico sull’uso delle moderne tecnologie, per favorire quello che spesso è la competitività del nostro sistema imprenditoriale, anche per semplificare la vita dei cittadini”.
Intervento On. Vannia Gava, Viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (videomessaggio, non è presente)
“Buongiorno a tutti, mi dispiace non essere presente, ci tenevo particolarmente, ma sto lavorando su alcuni dossier importanti e sono in partenza per un’importante manifestazione sul tema dell’ambiente. Ci tenevo a farvi comunque un saluto, anche perché è un piacere portare i miei saluti a questa edizione degli Stati Generali del Vending. Ringrazio come sempre Confida per l’invito a partecipare all’evento voluto dall’Associazione di un settore importante come è quello del vending per il nostro paese. Se ricordate, lo scorso anno ci siamo lasciati con una promessa: il mio impegno nel riattivare il tavolo tecnico presso il Ministero per la riscrittura dei CAM sulla DA, superando quelle che erano le logiche, le precondizioni ideologiche che avrebbero condannato il settore e adottando invece un principio di neutralità tecnologica per valorizzare le tecnologie disponibili e perseguire comunque gli obiettivi ambientali prefissati. Ebbene, vi aggiorno che nella giornata di ieri 7 novembre è stato firmato il decreto con i CAM che, dopo un anno di concertazione tra …, Confida, organizzazioni industriali, ecc. e anche con la giusta sostenibilità ambientale e la programmazione degli investimenti e anche per il settore che aveva chiesto che fosse uno strumento sostenibile anche economicamente. Non sono più esclusi a priori certi tipi di prodotto, non sono più demonizzate le bevande in bottiglia, non sono più previsti gli obblighi di il prezzo in ogni ufficio pubblico ma sono valorizzate le migliori pratiche di economia circolare come RiVending. Quindi io ringrazio voi, perché l’anno scorso mi avete dato degli spunti importanti e vi


ringrazio soprattutto per il vostro prezioso contributo che sono certa sarà uno strumento utile per migliorare le performance del settore, accrescerne il valore aggiunto e contribuire soprattutto agli obiettivi di transizione energetica. Il bivio di fronte al quale il paese si trova è quello di intraprendere un percorso di innovazione capace di incrementare la competitività e l’efficienza insieme alla sostenibilità. E quindiquesto è il nostro obiettivo. Continueremo con l’interlocuzione costante perché credo che la collaborazione con il mondo produttivo dobbiamo continuare a mantenerla, perché se vogliamo raggiungere gli obiettivi più importanti, dobbiamo farlo insieme. Dobbiamo salvaguardare l’ambiente senza penalizzare l’economia di questo paese che deve continuare ad andare avanti e anche insegnare ad altri stati europei che insieme si cresce. Salutandovi, vi lascio con un’altra promessa, quella di esserci di persona, il prossimo anno. Grazie e buona giornata”
On. Alberto Bagnai
“Ringrazio il presidente Trapletti per l’invito a partecipare agli Stati Generali del Vending organizzati da Confida, l’associazione di categoria del vostro settore, che rientra a pieno diritto tra le eccellenze italiane. Non è la prima volta che ho il privilegio di rivolgermi a una platea così qualificata e quindi nel corso del mio intervento traccerò un breve bilancio e farò una breve considerazione politica, che spero mi sia concessa. Nell’immaginario collettivo esiste una rappresentazione un po’ distorta di innovazione e digitalizzazione, legati a settori come l’aerospaziale, l’intelligenza artificiale ecc. Il commercio, come altri settori ritenuti maturi (come il primario) viene spesso considerato, a torto, come poco innovativo, mentre in realtà l’innovazione è fatta in gran parte di filiere meno avveniristiche, come quella del vending, ma in continua crescita (quasi 2%) ed è anche fatta di continuo progresso tecnologico: le vending machine dotate di App sono quasi ¼ del totale e su questo torneremo, perché comporta dei risvolti a livello legislativo. Ovviamente questo insieme alla rilevanza numerica del settore, sia per la consistenza degli addetti della filiera sia per il contributo dato alle esportazioni richiama l’attenzione dei politici, sensibili agli interessi del paese, sul vostro mondo. Vorrei ripercorrere brevemente quanto è successo rispetto a dove eravamo un anno fa, considerando sostanzialmente tre unti: uno su cui è stato fatto un passo avanti, uno su cui non sono stati fatti passi indietro e uno su cui rimangono dei margini di ambiguità, dei dettagli da definire in sede legislativa. Partirei da quest’ultimo. Permane ambiguità sul tema dei pagamenti elettronici, per cui personalmente mi adopererò per sostenere la vostra richiesta di abilitare le App di pagamento (dettaglio normativo del DL 179/2021) perché se si vuole essere innovativi bisogna esserlo fino in fondo, non si può avere il POS ma non le App. Anche perché il POS ci rinvia alla possibilità del pagamento elettronico: non è solo un tema tecnico, come la mancanza di rete, ma è anche un tema di impossibilità economica, di non redditività. Consentitemi anche un breve elogio dell’analogico: dobbiamo anche dire che il digitale è uno strumento di antiresilienza. Intendo dire che il contante, con tutti i suoi difetti, rimane una struttura di pagamento che resiste a tanti shock, dal banale blackout a all’intervento di hacker. Se i contanti esistono da tanto tempo, forse un senso di esistere ce l’hanno. Il secondo tema, su cui si sono fatti dei progressi, è quello dei CAM. Sono molto lieto di potermi associare alla Sottosegretaria Gava per riconoscere che è stato fatto un grande lavoro e che questo lavoro ha raccolto delle istanze motivate avanzate dalla vostra categoria. Vorrei qui essere ideologico per dieci secondi e permettetemi di dire che sono contrario all’ideologia green come strumento di killeraggio selettivo delle eccellenze italiane, perché poi qui si va a cadere. Questo ci porta alla plastic tax che dall’anno scorso si è arricchita di una nuova sfumatura, il regolamento imballaggi. Chissà perché

quello che in certe sedi non piace, è quello che facciamo meglio. Se sui pagamenti digitali c’è ancora ambiguità, se sui CAM abbiamo fatto progressi, sulla plastic tax non è stato fatto un passo indietro. Siamo riusciti a rinviare questa misura e cercheremo di rinviarla fin quando e se le mutate condizioni politiche ci consentiranno di ripensarla radicalmente. Tra l’altro non si parla di plastic tax ma di plastic levy, perché si tratta di fatto di un prelievo dal budget degli stati membri dovuto all’UE ed eventualmente gli stati possono poi recuperare quanto versato introducendo delle tasse. Tra i 4 paesi grandi dell’UE, la Spagna ha adottato una plastic tax.
Per quel che riguarda gli altri paesi, in Francia non si stanno ponendo il problema di imporre misure simili, in Germania e Olanda se ne sta parlando, anche se in entrambi i casi quei governi si scontrano con una marcia indietro rispetto alle posizioni green percorse negli scorsi anni. Non possiamo essere sempre più realisti del re in un contesto in cui negli altri paesi sta prevalendo, in virtù della sacrosanta democrazia, un minimo di ragionevolezza. Perché noi siamo sempre così scrupolosi ad applicare tafazzianamente alla nostra economia delle normative proposte da altri stati membri che, dopo averle proposte, le aggirano? (es. Germania e carbone) Dobbiamo chiederci come smettere di farci del male. Non voglio sembrare ideologico, ma credo che ognuno di noi viva nel mondo che ha contribuito a costruire co suo voto, in democrazia. Questa maggioranza è a favore di un approccio reale, sostiene la libertà d’impresa, l’innovazione e l’eccellenza italiana. Però la capacità di questa maggioranza è naturalmente condizionata dal voto degli italiani, che determineranno se questo governo potrà continuare a difendere l’impresa e gli interessi del paese”.

On. Ugo Cappellacci
“In un primo momento ci si poteva chiedere il perché della mia presenza, dato il mio ruolo. Cosa ci faagli SG delvending, tanto piùquando siparla diquelle che sono leconseguenze sull’ambiente di determinatepratiche,quandopassa il concetto ormai sempre più attuale (cambia il paradigma) di one health, una salute che è l’insieme di tre cose: il sistema, l’ambiente in cui viviamo.; i cibi, quindi la sicurezza alimentare; la cura, in senso stretto. Io invece vengo molto volentieri a dare un contributo positivo e propositivo a un settore che sul tema si sta impegnando molto e che ovviamente si può impegnare nei limiti in cui ha le competenze e l’area per farlo. Vorrei citare Einaudi: “Migliaia,milionidiindividuilavorano,produconoerisparmiano nonostante quello che noi possiamo inventarci per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge, non solo la sete di guadagno. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria aziendaprosperare, acquistare credito,ispirare fiducia, avere una clientela sempre più vasta, ampliare gli impianti. Costituiscono una bolla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse non si spiegherebbe come mai ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie e investono tutti i loro captali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente ottenere con altri impegni”. Mi occupo di Salute ma sono un uomo di impresa, perché vengo dal mondo delle imprese, ma credo che ogni progresso, ogni miglioramento debba essere fatto con la giusta misura e con il giusto passo e con buonsenso ed equilibrio. I DA di bevande e alimenti vendono esattamente quello che si vende nei supermercati, vendono quello che il mercato richiede. E allora è evidente che non si può e non si deve immaginare che sia il vostro settore ad attuare una rivoluzione culturale ed educare la gente alla corretta alimentazione, al corretto stile di vita, ecc. Voi, con i vostri prodotti, avete già un’offerta pensata per questo, avete fatto uno sforzo straordinario sulla


sostenibilità, avete un’attenzione al riciclo, come dimostra il progetto RiVending, che tiene conto di queste misure. Quindi io credo si debba ringraziare un settore di questo tipo per due ragioni: intanto perché è un’eccellenza internazionale, fa fare bella figura al paese, produce ricchezza e paga le tasse, quindi sostiene il paese. Ed è dovere di ciascuno di noi, in particolare della politica, fare tutto il possibile perché questa realtà non solo continui a esistere, ma possa anche migliorare. C’è anche un altro passaggio fondamentale: l’educazione delle persone non ècompito vostro! Io nei prossimi giorni presenterò, l’hogià discusso con il MinistroSchillaci, l’introduzione dell’insegnamento dieducazionesanitaria:ècompitodellascuolae della famiglia indirizzare lepersone verso lo stile di vita. Nel momento in cui questo passo sarà realizzato, è chiaro che cambieranno le richieste del consumatore. E il settore del vending non farà che adeguarsi, come è giusto che sia e lo farà con tutta la volontà di andare verso quel concetto di one health, perché lo state già facendo e sono sicuro ci siano tutte lepremesse per fare un percorso insieme. A questo proposito, concludo assumendo due impegni: il primo impegno è quello di venire a visitare le vostre realtà, perché voglio rendermi conto di persona di quello che so che esiste, ovvero catene alimentari e processi perfetti, che seguono i protocolli e che non devono invidiare nell’ambito della sostenibilità e della frontiera più avanzata nell’ambito dell’innovazione. E naturalmente, per quanto riguarda la Commissione Salute e Affari sociali, la giusta attenzione a tutte quelle norme che permettano di evitare le follie, le assurdità. Mulé ha citato lo stolto: io credo che quando nella mente di un politico passa il concetto che un DA debbaerogare una mela senza imballaggio, bisognerebberegalare un libercolo dell’800 che si intitola “L’arte di tacere”, perché in alcune occasioni tacere è molto meglio che parlare a sproposito. Evitiamo stupidaggini che distruggono realtà importanti e di conseguenza danneggiano il paese. Parliamo di meno e facciamo di più. Io sono pronto ad assumermi questo impegno. Grazie”.

Ad alternarsi sul palco del convegno, tra gli altri, Carlo Corazza – Direttore Ufficio Italia del Parlamento Europeo. Leonardo Mirone – Direttore Acquisti Packaging Barilla, Rosario Rago – Vicepresidente Confagricoltura, Mauro Nicastro – Presidente Fondazione Air, Maria Claudia Luchetti – Professore Ordinario Università degli Studi Roma Tre. In chiusura, è intervenuto inoltre il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
Di particolare interesse per il vending l’intervento di Pio Lunel, Presidente Imprese di Gestione CONFIDA , che ha ancora una volta messo in luce le criticità di una normativa che sembra non tener conto delle difficoltà oggettive per la distribuzione automatica, settore in cui la plastica rappresenta un insostituibile materiale tecnico, necessario a salvaguardare la sicurezza alimentare dei consumatori. Ecco il suo intervento integrale:
“Nella distribuzione automatica siamo ‘monouso’ per definizione. Abbiamo bisogno che questi prodotti siano salubri, non possono essere contaminanti. Abbiamo un problema di fondo: noi non presidiamo i nostri distributori, ci andiamo al bisogno, quindi tutto questo passa attraverso il fatto che i prodotti che vendiamo debbano essere controllati e controllabili. Il bicchiere, ad esempio per noi è un imballo tecnico, non un semplice bicchiere. Sostituire il bicchiere di plastica in un distributore automatico (ecolgo l’occasione per sottolineare che
IL 5 DICEMBRE LO SPAZIO ESPERIENZA EUROPA DI ROMA HA OSPITATO
IL CONVEGNO DI OSSERVATORIO PLASTICA “GREEN DEAL E DIGITALIZZAZIONE: GLI IMBALLAGGI DI PLASTICA NEL REGOLAMENTO EUROPEO PPWR”
MARCO BERGAGLIO, PRESIDENTE UNIONPLAST, HA PRESO PARTE ALLA TAVOLA ROTONDA INSIEME A RAPPRESENTANTI DEL MONDO DELL’IMPRESA E DELLE ISTITUZIONI, PER UN CONFRONTO SUL PRESENTE E SUL FUTURO DELLA PLASTICA ALLA LUCE DEL REGOLAMENTO EUROPEO SUGLI IMBALLAGGI PPWR (PACKAGING AND PACKAGING WASTE REGULATION) DETTATO DA BRUXELLES E DELLE SUE RISCHIOSE RICADUTE SUL MONDO DEL PACKAGING E DELLA FILIERA ALIMENTARE E DISTRIBUTIVA.
siamo un’eccellenza a livello europeo nella produzione di questo supporto) non è semplice, per tante ragioni. Noi usiamo il termine ‘macchinabilità’: un prodotto per essere adatto al vending deve essere macchinabile, ovvero deve poter essere erogato senza difficoltà. Lo scorso anno, nel nostro settore sono state eliminate le palette di plastica, come da Direttiva UE, non possiamo più usarle: sapete quanti problemi abbiamo avuto per trovare un prodotto che possa essere erogato da un distributore automatico altrettanto facilmente? Il legno si piega, altri materiali non funzionano, la carta non è utilizzabile per questo scopo…quindi cambiare il bicchiere all’interno di una vending machine diventa difficile. Anche perché in Italia sono installate 835.000 macchine (la Germania ne ha 600.000, per dare un’idea) e siamo leader nel settore, perché esportiamo il 70% di quanto produciamo. Quando ci parlano di riuso, come possiamo noi controllare che nella tazza di un utente non ci sia nulla di contaminante non solo per la bevanda che eroghiamo, ma per la bevanda dell’utente successivo? Abbiamo tutti imparato quanto sia centrale la salubrità, a causa del Covid, quindi io dico: il nostro settore, che rappresenta una nicchia ma dà pur sempre lavoro a 33.000 addetti in Italia, dà la possibilità ai nostri utenti di bere o mangiare qualcosa in locazioni altrimenti inaccessibili (ad esempio all’interno di una fabbrica) garantendo loro igiene e sicurezza alimentare. Abbiamo però il limite, come dicevamo, di non avere qualcuno che vigili davanti al distributore, quindi è ancora più importante garantire la salubrità, lo ripeto
e la plastica è un alleato formidabile, un’arma vincente per leggerezza, macchinabilità e igiene ed è tutto provato da studi fatti nel corso degli anni. Per noi è fondamentale che il packaging sia fatto in un preciso modo, perché deve essere erogato senza intoppi.
Non è la plastica ad essere cattiva, è chi ce l’ha in mano, il problema! Quindi noi abbiamo il dovere di educare. Nel vending stiamo già riciclando con successo da alcuni anni attraverso il Progetto RiVending, in collaborazione con Corepla e Unionplast. Un progetto che conta già 13.000 cestini installati accanto ad altrettante aree break, con l’obiettivo del cup-to-cup, ovvero da un bicchiere, un nuovo bicchiere. Spingiamo questo progetto, lo adottiamo noi per primi all’interno delle nostre aziende e lo proponiamo ai nostri clienti, in modo che il bicchiere, eliminando alcuni passaggi, arrivi direttamente a riciclo.
Noi facciamo tutto quello che è nelle nostre possibilità. Certo che, davanti ad alcune norme, siamo spaventati, perché la loro applicazione significherebbe per noi non poter più vendere molti prodotti, quindi una grossa perdita.
Mi rivolgo in particolare a Unionplast: parlate con noi, confrontiamoci, il dialogo porterà un beneficio a tutti, perché se tutti facciamo filiera e andiamo nella stessa direzione, otterremo dei risultati. La plastica deve essere riciclata, ma facciamolo insieme e dandoci degli obiettivi realistici e raggiungibili”.

LE CONTINUE RICHIESTE DI PARTECIPAZIONE DA PARTE DI PLAYER INTERNAZIONALI DEL SETTORE DEL VENDING STA DANDO CONFERMA AGLI ORGANIZZATORI DI VENDITALIA 2024 CHE LA GRIGLIA ESPOSITIVA DEI PADIGLIONI 8-12 DI FIERAMILANO RHO SI STA VELOCEMENTE RIEMPIENDO.
PRENOTARE UNO STAND A VENDITALIA È UN’OPPORTUNITÀ IMPERDIBILE PER GLI ESPOSITORI PERCHÉ PERMETTE DI PRENDERE PARTE AD UN EVENTO CHE SARÀ IL PRINCIPALE PUNTO DI INCONTRO PER I PROFESSIONISTI DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA. L’EDIZIONE DEL 2024 PROMETTE DI ESSERE PIÙ CHE UNA FIERA: SARÀ IL CUORE PULSANTE DEL VENDING EUROPEO PER QUATTRO INTENSE GIORNATE DI BUSINESS.
1. Presenza Internazionale: Venditalia attira buyer da tutto il mondo, offrendoti una vetrina internazionale per la tua azienda e il tuo marchio.
2. Il Mercato Italia: I buyer italiani, attori chiave del principale mercato europeo, garantiranno una presenza davvero consistente
3. ROI Significativo: Investire in uno stand a Venditalia significa assicurarsi un ottimo ritorno sull’investimento grazie alla visibilità e alle opportunità di networking. Abbiamo formule vantaggiose anche per chi desidera investire con budget limitati. Ad esempio, si può optare per una formula “all-inclusive”, un pacchetto completo per lo spazio fieristico, che include tutto il necessario, senza la preoccupazione di spese aggiuntive o di organizzare l’allestimento.
La tua occasione a partire da solo euro 5.260:
• Quota di iscrizione
• Area espositiva di 16 mq. con 1 lato libero
• Servizi digitali e sicurezza
• Preallestito “Venice”, un allestimento elegante e funzionale
Non perdere l’opportunità di far crescere il tuo business in uno degli eventi internazionali più rilevanti del vending. Milano ti aspetta per offrirti il palcoscenico che la tua azienda merita. Per maggiori informazioni o per prenotare il tuo spazio, non esitare a contattarci.
L’appuntamento con Venditalia 2024 e con il futuro del vending è dal 15 al 18 maggio 2024 nei padiglioni 8-12 di Fieramilano Rho.

VAI SUL SITO WWW.DAITALIA.IT
¨ ABBONAMENTO CARTACEO (+ DIGITALE OMAGGIO): EURO 65,00 (IVA INCLUSA)*
¨ ABBONAMENTO DIGITALE: EURO 20,00 (IVA INCLUSA)*
VANTAGGI PER GLI ABBONATI: NEWSLETTER
RIVISTE CONSULTABILI IN .PDF
ARTICOLI SCARICABILI PER RASSEGNA STAMPA
ACCESSO ALL’ARCHIVIO STORICO DI DA ITALIA DAL 2004 AD OGGI
INVITI AD EVENTI ORGANIZZATI DA ART&WORKS SRL
AGGIORNAMENTI SULLE PRINCIPALI NOVITÀ E MANIFESTAZIONI DI SETTORE
* Durata degli abbonamenti: 12 mesi














