MODELLO DI PACE
3 GIUGNO ANNO I NUMERO 27 Direttore Responsabile Antonio Di Maio Coordinatore di redazione Augusto Santojanni #MAGAZINE Diretto da Armando De Martino Redazione Graziella Tetta, Carmen Costabile Rosa Caputo, Annamaria Marmo, Emanuela Guarnieri, Francesca Rametta Luca Marsilia Giulia Compagnone, Roberta Luppino, Cristina Varchetta, Daniele De Falco, Matteo Esposito, Lello Consolo, Crescenzo Mele, Chiara Ferrante, Laura Perna Maria Palma Gramaglia
Supplemento de Il Corriere di Pianura del Tribunale di Napoli n° 5215 del 31/05/2001
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100 GIORNI DI GUERRA
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#Armando De Martino
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MIMMO D'ITALIA
#Chiara Ferrante
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CONFLITTO ISRAELIANOPALESTINESE
#Laura Perna
IL NOSTRO EVENTO #Graziella Tetta
#Daniele De Falco
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798 ANNI FEDERICO II
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NOSTALGIA #Maria Palma Gramaglia
Corrieremagazine
magazinecorriere@libero.it
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HASTAG DELLA SETTIMANA
#Lello Consolo
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LE DONNE DEL VINO #Roberta Luppino
#Armando De Martino
100 GIORNI DI GUERRA Oggi è il centesimo giorno del conflitto russo-ucraino. Cento giorni di morti, di affanni, di filippiche e di corsa agli armamenti. La bancarella dei missili che alza le polveri bagnate di Zelensky che ringrazia. Infatti MammAmerica ha inviato batterie diHimars che il premier ucraino ha accolto con entusiasmo. "Salveranno il nostro popolo". Ci siamo ricascati. In fondo gli Usa ci salvano sempre, liberatori del mondo alzano il ritmo di un conflitto che, a detta dei vertici NATO, può durare ancora a lungo. In cento giorni i russi hanno preso il controllo del venti percento del territorio ucraino. In cento giorni i morti sono migliaia ma pare essere l'ultimo dei problemi, sono rischi calcolati in un disegno che pare essere più grande e allargato di quanto si pensasse all'inizio. L'ONU attraverso le dichiarazioni di Amin Awad, sostiene che "questa guerra non avrà un vincitore" ed affronta il vero dramma di tale barbarie. "Morti, vittime innocenti, perdita di posti di lavoro e prospettive".
Appunto, chi restituirà agli Ucraini la propria terra? Chi la controllerà dopo? Quale è il prezzo da pagare per questa sovvenzione continua alla loro sacra Resistenza? Intanto l'Italia nel giorno della festa della Repubblica celebra l'auspicio della Pace ma risulta essere il terzo fornitore di armi alle truppe gialloblu. Tuttavia, è corretto porsi delle domande umanitarie e lecite sul futuro del popolo russo che subisce passivamente l'iniziativa bellica del suo presidente e vive una emarginazione completa persino culturale, sportiva e artistica. 100 giorni di guerra ci hanno consegnato, qualsiasi sia l'epilogo, due Paesi distrutti. La priorità deve essere il dialogo e la ricerca di negoziati partendo al presupposto dato che tutti i protagonisti mondiali siano interessati davvero alla pace.
#DANIELE DE FALCO
Il 25 maggio si è tenuto il processo d’appello per i reati ascritti a Mimmo Lucano e ad altri 22 imputati. Simbolo della battaglia contro la strumentalizzazione degli sbarchi, Mimmo Lucano è stato eletto sindaco di Riace, piccolo comune della provincia di Reggio Calabria, per ben tre volte. Le ingiurie inflitte ai suoi danni e le sentenze di recente approvazione non sono bastate a scardinare l’immagine di colui che, secondo la rivista Forbes, rientrava tra i 50 leader più influenti del mondo nel 2016. Non a caso, quest’ultimo avrebbe ricevuto il premio per la pace di Dresda nel 2017 e un articolo a lui dedicato sarebbe stato pubblicato sul Los Angeles Time. Riace è stata, grazie a lui, faro dell’integrazione culturale del nostro paese. Il suo modello, un barlume di speranza per il futuro. Nel 2009 diede la sua parola all’allora sindaco di Lampedusa Dino De Rubeis: il comune di Riace avrebbe offerto ospitalità a buona parte dei migranti sbarcati sull’isola quell’estate. Un gesto di amore, di solidarietà e di coraggio avrebbero attratto l’attenzione della compagine di destra del nostro paese, che da anni strumentalizza la questione degli sbarchi per il proprio tornaconto elettorale. Uno dei meriti dell’ex primo cittadino di Riace consiste nell’aver rispolverato quelli che sono i mestieri di un tempo. Gli immigrati sarebbero stati impiegati nei laboratori di artigianato per il vetro, la tessitura e la confettura. Il tutto sarebbe stato possibile con i fondi regionali dello SPRAR, utilizzati per la ristrutturazione delle case adibite all’accoglienza. Tutto sembra funzionare a meraviglia, una favola frutto dell’immaginazione di un bambino che si realizza grazie alle idee geniali di uomo qualunque, ma dotato di grande spirito di iniziativa e tanta buona volontà. L’ingranaggio si inceppa quando nel 2017 il prefetto di Reggio Calabria Michele Di Bari si accorge che il modello in questione presenta delle irregolarità. Per la gioia dell’allora leader leghista Matteo Salvini, la giustizia decide di mettere i bastoni tra la.
e ruote a un uomo che dal nulla era riuscito a creare un luogo di incontro tra culture, valorizzando un paesino del meridione sito in una delle regioni più povere d’Italia, da sempre preda della criminalità organizzata. Lucano viene accusato di truffa ai danni dello Stato, concussione, abuso d’ufficio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, reato che gli costerà gli arresti domiciliari. Ennesima stangata, il divieto di dimora a Riace, inflitto in seguito alla revoca dei domiciliari imposta dal tribunale del riesame. Nel settembre 2021 il colpo di grazia, condanna in primo grado a 13 anni e 2 mesi per truffa, peculato, falso ideologico e abuso di ufficio. Secondo la sentenza del giudice del tribunale di Locri, Mimmo Lucano, insieme alla compagna Tesfahin Lemlem condannata a 4 anni e 4 mesi, avrebbe costituito una associazione a delinquere finalizzata a compiere delitti contro la pubblica amministrazione. Una sentenza dura e inaspettata anche per il p.m., che aveva richiesto poco più della metà della pena inflittagli. Nessun cumulo giuridico, nessuna attenuante, oltre ala incensuratezza, e il reato di abuso di ufficio riqualificato come truffa aggravata. Questi i tre fattori che hanno inciso pesantemente su una condanna che ha dell’inverosimile. Secondo il giudice, le attenuanti per aver agito secondo motivi di particolare valore morale o sociale non sarebbero state attribuibili. Secondo quanto emerso nelle intercettazioni, l’intento di Mimmo Lucano sarebbe stato quello di sfruttare, per il proprio interesse personale, la presenza degli immigrati sul territorio. Nonostante le indagini della Guardia di Finanza abbiano accertato che il profitto di questa ipotetica associazione a delinquere sarebbe stato pari a zero, il guadagno, secondo quanto emesso nella sentenza, non sarebbe stato pecuniario, ma ne avrebbe giovato la sua immagine di uomo e politico. << Non sono stato rispettoso della legalità, perché quelle erano solo linee guida. Se le avessi rispettate, come sindaco, cacciando ogni
migrante dopo sei mesi di assistenza profughi, non sarei incorso nel reato di truffa e abuso d’ufficio>>. Queste le parole di Mimmo Lucano, affranto per l’accanimento giuridico subito negli ultimi anni. Una aggressione vera e propria, avvenuta non solo nei confronti della persona, ma nei riguardi di un sistema da dover osannare anziché reprimere a colpi di sentenze in tribunale. La speranza è che i legali riescano a rivalersi con il ricorso in appello, scardinando le certezze espresse dai magistrati in assenza di prove concrete. L’utilizzo strumentale delle intercettazioni e l’assenza di scambio politico potrebbero scagionare, almeno in parte, l’ex sindaco di Riace, la cui condanna è in ogni modo frutto di una visione globale delle vicende distorta e in buona parte infondata.
#LAURA PERNA
LO STUDIO
IL CONFLITTO ISRAELIANO PALESTINESE: LE ORIGINI
Il conflitto arabo-israeliano si configura come uno dei conflitti più complessi che la storia contemporanea ha visto combattersi e, soprattutto, una delle poche guerre che ha determinato il coinvolgimento o, almeno, lo schieramento dell’intera Comunità internazionale. Definita come la “questione meridionale” per eccellenza, trova le sue ragioni nel senso di appartenenza e di identità, nella religione e nell’etnia. Infatti, da un punto di vista geografico, sin dall’era del dominio turco-ottomano, la Palestina era considerata la patria di appartenenza ebraica, mentre per il movimento nazionalista palestinese era senza dubbio la terra della popolazione araba palestinese. Il ritorno degli ebrei in Palestina diventò oggetto di interesse verso la metà dell’Ottocento, quando si verificarono le prime ondate migratorie di rientro nella Terra promessa. Tuttavia, nonostante abbia origini molto antiche e nonostante l’impegno di più attori - mossi da interessi economici o ragioni geopolitiche - nel raggiungere una tregua, il conflitto non ha mai visto il raggiungimento di una soluzione stabile. Dopo l’uccisione di Alessandro II a Palazzo d’Inverno nel 1881 per mano dei decabristi ed il sorgere dei pogrom (le rivolte popolari contro movimenti religiosi numericamente inferiori) in Russia, venne a realizzarsi la prima fase di sviluppo del movimento sionista, voluto nel 1889 da Theodor Herzl, che fu caratterizzato dai primi due flussi migratori palestinesi, rispettivamente nel 1882 e 1904, che videro l’afflusso di circa 25mila persone di ritorno in Palestina. Con la Dichiarazione Balfour del 1917, documento politico che, a seguito della Prima guerra mondiale, vedeva il favore dei britannici nel costruire un luogo di appartenenza ebraica in Palestina, con l’occupazione inglese della Palestina e dopo la fine di tale mandato, si verificò un importante flusso di migranti ebraici, accanto ad una più forte consapevolezza della sussistenza del problema arabo da parte dei sionisti; tali eventi sfociarono negli scontri che si conclusero nel 1929.
A questo periodo di tensione seguì la grande rivolta del 1936-1939, che dieci anni dopo, alla fine mandato britannico, assunse la forma della prima guerra arabo-israeliana nel 1948-1949. Il conflitto scoppiò a seguito del rifiuto degli arabi di riconoscere la Risoluzione delle Nazioni Unite che prevedeva la divisione della Palestina in due Stati e la nascita dello Stato di Israele. In particolare, il 14 maggio del 1948 fu proclamato lo Stato di Israele a seguito di un accordo tra Stati Uniti e l’allora Unione Sovietica; questo provocò le reazioni degli Stati arabi, che avevano fondato la Lega Araba comprendente anche Siria, Egitto, Libano, Yemen e Iraq, che invasero Israele. Per questi Stati fu una grande sconfitta, nella misura in cui persero il controllo di numerosi territori a favore di Israele, che riuscì a giungere fino a Gerusalemme. Israele accolse 600mila ebrei provenienti dagli Stati arabi, ma 650mila profughi palestinesi furono cacciati dai propri territori. Come in ogni conflitto che possa definirsi tale, la partita fu giocata da attori statuali e la società, così come i palestinesi, non fecero altro che subire il trauma della catastrofe del 1948.
#CHIARA FERRANTE
Nel 5 giugno 1224 a Siracusa, Federico II di Erboristiche, sta svolgendo un tirocinio Svevia dettò la generalis lictera, con la formativo presso la farmacia del suo istituto quale istituì l’Università degli Studi di penitenziario. Oppure la vicenda di Sakina Napoli. La fondazione di un’università Hassani, studentessa Afghana scampata all’assedio dei talebani dello scorso agosto laica non fece di Federico stupor mundi solo una figura innovativa del suo tempo grazie alla forte collaborazione tra Ministero dell’interno e Università. Per concludere i due storico (anche se malvisto perfino da Dante) ma anche una manifestazione del intensi giorni di festeggiamenti, ci sarà un concerto dell’Orchestra di Piazza Vittoria. “Sarà Centenario di desiderio di emancipazione che solo lo un messaggio di pace, interculturale e di grande ENRICOpoteva BERLINGUER studio determinare. Dunque, a attualità”, ha dichiarato Lorito. Sicuramente breve la Federico II compirà ben 798 anni possiamo affermare che la Federico II sia un po’ e l’Ateneo federiciano è già pronto a fuori tempo massimo per i servizi e la celebrare il suo compleanno. Per farlo funzionalità dei suoi enti amministrativi, ma sono previsti due giornate ricche di eventi: l’offerta formativa dell’ateneo è senza dubbio impareggiabile. Ciò che veramente conta è Il 9 giugno il cortile della sede centrale tenere vivo il suo spirito corsaro ed vedrà una lezione del professor anticonformista che da quasi 800 anni la Castagnaro sullo sviluppo urbano di caratterizza. Non ci resta che dire allora, buon Napoli, dall’antica Grecia sino a giungere compleanno Federico II! all’età dei comuni. Seguirà poi sullo Scalone della Minerva una performance teatrale del gruppo “Muricena Teatro”, un’esibizione del gruppo “Aftersat”, composto interamente da studenti e, dulcis in fundo, una sinfonia di archi e corde che proverrà dalla maestria della Nuova Orchestra Scarlatti. Il 10 giugno invece, sarà una giornata dedicata totalmente agli studenti meritevoli ed ai laureati illustri, che verranno premiati dalla professoressa Messa, ministro dell’Università e della ricerca. Tra i nomi dei laureati illustri troviamo Paolo Ascierto, Miriam Candurro e il giurista Claudio Tesauro, presidente di Save The Children. Durante la conferenza stampa tenutasi in questi giorni, la Federico II ha dato ampia dimostrazione del suo prestigio, non solo tramite i preziosi interventi del Rettore Lorito e della Prorettrice Mastrullo, ma anche grazie ad alcune video Ilcorrieredipianura testimonianze di studenti che, raccontandosi, dimostrano quanto lo spirito coriace della Federico non sia mai svanito. A raccontare la propria storia sono stati uno studente del Polo Universitario Penitenziario, detenuto di alta sicurezza che, iscritto all’ultimo anno del corso di laurea in Scienze e Tecnologie
ANTONO BASSOLINO ENZA AMATO NINO DANIELE
ARMANDO DE MARTINO ANTONIO DI MAIO
L'EVENTO #GRAZIELLA TETTA
Il 2022 è l’anno del centenario della nascita di Enrico Berlinguer. Alla sua figura, alle sue idee, alla sua influenza sul mondo politico a lui contemporaneo e su quello futuro, sabato 28 maggio stato dedicato un incontro organizzato dal “Corriere di Pianura” nella Casa della Cultura e dei Giovani, messa a disposizione dal Comune di Napoli su richiesta della redazione che, guidata dal direttore Antonio di Maio, ha potuto ospitare, così come ha detto Nino Daniele ex assessore alla Cultura e al Turismo della giunta guidata da De Magistris “tre generazioni di militanti di sinistra”. A rispondere alle domande del direttore Di Maio e di Armando De Martino sono stati, infatti il già citato Nino Daniele, l’ex sindaco di Napoli ed ex presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, Enza Amato, Presidente del Consiglio Comunale di Napoli. Tre personalità che, in modo diverso, hanno offerto al pubblico attento e partecipe la loro descrizione di una delle figure politiche che ha sicuramente influenzato e caratterizzato il panorama politico italiano ben oltre gli anni ’80. Le domande poste sono state precise e soprattutto hanno mirato a conoscere meglio il pensiero e l’aspetto umano di uno dei politici che ha incarnato i valori della sinistra in un momento storico difficile e pieno di tensioni che in ambito mondiale ci trovava partecipi della guerra fredda e in ambito interno ci vedeva vivere gli anni di piombo del terrorismo segnati dalla morte di Aldo Moro. Il presidente Bassolino ha abilmente descritto il suo incontro con Berlinguer, il suo avvicinarsi alla politica di sinistra richiamando, poi alla mente due episodi che hanno colpito particolarmente gli astanti. l primo ha ricordato il doloroso terremoto dell’80, la visita congiunta nei paesi distrutti dal sisma, lo sguardo di Berlinguer serio e consapevole e il saluto orgoglioso e rispettoso di un gruppo di donne col capo ricoperto da scialli neri che, avevano visto tante personalità politiche avvicendarsi in quei giorni nei loro paesi che erano di solito dimenticati da tutti, ma che riconoscevano non l’uomo politico in cerca di visibilità, piuttosto qualcuno che
aveva sentito l’esigenza di portare il suo conforto a chi aveva perso tutto. Il secondo ricordo è stato raccontato in risposta alla domanda del direttore Di Maio che faceva riferimento al rapporto rispettoso tra il leader di un partito di sinistra e la Chiesa, Bassolino ha ricordato che, al momento del passaggio del feretro di Berlinguer,in tanti di sinistra furono quelli che lo salutarono con il segno della croce, mischiandosi ai pugni chiusi alzati. Legame con gli ideali di rispetto e accoglienza sottolineati anche nell’intervento di Enza Amato che ha ricordato come Berlinguer avesse rivendicato nella sua intervista con Scalfari la sua visione europeista e il fatto di aver abbracciato tra i primi i temi della disuguaglianza, della parità femminile, temi che hanno reso il suo pensiero un punto di partenza importante. Nel suo intervento la Presidente del Consiglio Comunale ha tenuto a precisare che risulta difficile analizzare il pensiero di Berlinguer senza tener conto delle accuse che gli sono state rivolte per aver tentato di dare vita quello che è stato definito il compromesso storico e, proprio l’analisi di questo momento difficile è stato chiesto da Armando De Martino a Nino Daniele che, a margine dell’intervento ha definito tale domanda spinosa. Il suo intervento è stato introdotto da una citazione “La memoria è una lotta culturale, non è una lotta pacifica” per ricordare quanto sia stato difficile per Berlinguer perdere il suo interlocutore diretto, Aldo Moro, e dover appoggiare, votando la fiducia, il governo Andreotti per cercare di porre fine alle stragi terroristiche. All’annuncio del ritrovamento del cadavere di Moro ricorda Daniele, probabilmente Berlinguer ha avuto la consapevolezza che un’epoca, quella che avrebbe potuto modificare le sorti politiche del suo partito, ma soprattutto dell’Italia fosse terminata bruscamente.
Durante il convegno gli occhi di tutti, relatori e pubblico erano catturati dalle immagini affisse sulle pareti della sala, splendide foto in bianco e nero del pianurese Mario Riccio, storico fotografo de L’Unità che hanno permesso di “vivere” momenti ed espressioni del leader della sinistra italiana.
#MARIA PALMA GRAMAGLIA
"La conoscenza è nella nostalgia. Chi non si è perso non possiede" questa frase di Pierpaolo Pasolini fa da prologo a Nostalgia, l'ultimo film diretto da Mario Martone presentato al Festival di Cannes 2022. A distanza di meno di un anno da Qui rido io, il regista partenopeo porta sulla scena ancora Napoli, riproposta attraverso gli occhi di Felice, che lasciata la sua città poco più che adolescente, ne fa ritorno, recuperando un rapporto interrotto quaranta anni prima. Felice gira il mondo, il Medioriente prima, l'Africa poi, diventando un imprenditore di successo. Si stabilisce in Egitto, sposa una dottoressa e si converte all'Islam. Felice torna a casa per due motivi, uno dei quali è la madre, ormai anziana che morirà di lì a poco, un altro motivo è il suo amico Oreste, compagno di scorribande, con il quale da ragazzi amava scorazzare per la città in scooter, spesso in cerca di guai. I destini dei due ragazzi, a un certo punto, si sono divisi in seguito ad un accadimento tenuto segreto che segna le loro vite e segna anche la partenza di Felice. Entrambi sono implicati nell'omicidio di uno strozzino al quale volevano fare una rapina che però degenera in omicidio, nel quale rimane coinvolto anche Felice ma che in realtà è stato consumato da Oreste che diventerà un famigerato boss. Da qui la partenza di Felice, poi il suo ritorno e il racconto di una Napoli che non è solo la città sovente al centro della cronaca nera ma anche quella che ha voglia di ricominciare proprio come Felice, la Napoli di padre Rega, che sottrae alla malavita tanti ragazzi e restituisce loro la dignità e l'orgoglio. Per il personaggio di padre Luigi Rega, Martone si è ispirato a don Antonio Loffredo, prete di strada del rione Sanità. Proprio questo rione, lo stesso dove era nato Totò e dove Eduardo aveva ambientato il Sindaco del rione Sanità, fa da sfondo a questa storia; un rione difficile ma che, nel film come nella realtà, attraverso l'opera di questo prete e di tutta la brava gente che ci vive, si riscatta da una fama che ne offusca la bellezza e l'identità. Felice ripercorre le strade del quartiere, rivede con uno sguardo rinnovato le case, le vestigia di
una stori a che affonda l e radi ci i n un passato l ontano ma che si respi ra e si percepi sce i n ogni suo angol o. Numerosi fl ashback ri portano Fel i ce i ndi etro nel tempo, a quel l o del l ' i nfanzi a e del l ' adol escenza, un ri torno al passato che qui ri vi ve attraverso i l dol ore ma che è appunto attenuato dal l a nostal gi a che da poi i l ti tol o al fi l m. Lo spettatore è trasportato i n un conti nuo al ternarsi di sequenze, dal passato al presente, dal sogno al l a real tà, dal l a l eggerezza al l a gravi tà così come Fel i ce che, attraverso i l passato pri ma e i l ri torno al presente dopo, si perde i n questa di mensi one oni ri ca. Lui che appena ri entrato a Napol i , non sa quasi pi ù parl are l ' i tal i ano ora i nsi eme al l e sue radi ci , ri scopre i l di al etto, si ri nnamora del l a sua ci ttà tanto che non vuol e far ri torno i n Egi tto anzi , sarà l a mogl i e a trasferi rsi a Napol i . I l fi l m di Martone si i spi ra al l ' omoni mo romanzo di Ermanno Rea, scri ttore e gi ornal i sta napol etano, scomparso nel 2016. Per tutta l a vi ta Rea, aveva pensato di scri vere questa stori a che era real mente accaduta nel ri one Sani tà nel qual e aveva vi ssuto da bambi no con i nonni , e qui si era consumata una stori a di sangue, l a stori a di un del i tto, che era di ventata per l ui moti vo di angosci a dal l a qual e ha tentato di l i berarsi propri o scri vendol a. Martone con questa pel l i col a ri costrui sce appunto l a stori a di un ri scatto e l o fa i n mani era magi stral e grazi e anche al l e eccel l enti i nterpretazi oni di attori come Pi erfrancesco Favi no/Fel i ce, Tommaso Ragno/Oreste, Francesco Di Leva/padre Rega. Rea avrebbe apprezzato, amava i l ci nema che come l a l etteratura ri teneva non fosse gi à una fuga dal l a real tà ma servi va a cambi arl a.
#LELLO CONSOLO
#HASTAGDELLASETTIMANA
Ogni anno, a inizio estate, Canta Twitter, Twitter calciomercato, eh, eh! Ebbene sappiate che anche questo social non è avulso dai richiami del pallone, anzi qualche settimana fa ne avevo già parlato. D' altra parte noi tifosi siamo bulimici di notizie quando riguarda il calciomercato. Chi ha venduto il Napoli, ma soprattutto chi ha comprato? Ricordo un aneddoto per raccontare quanto fossimo interessati noi tifosi a questo evento estivo. In era non social il tutto avveniva sui giornali, per non far vedere che sulla spiaggia si leggesse solo lo sport, si compravano giornali con nomi altisonanti e cominciando dalla prima pagina parlando ad alta voce, elencavi le notizie del giorno. Per esempio: caduto il governo Italia alle urne, arrestato il boss della mafia, terremoto di magnitudo 8 in Giappone, ma proprio mentre stavi cercando di capire come avevano fatto a rimanere in piedi i palazzi giapponesi, mentre noi ce la facciamo sotto ogni qualvolta che passa sotto casa un camion della monnezza e fa tremare tutto, ti interrompeva il classico amico vicino e ti diceva: " azz, davvero? Sì ma ' o Napoli a chi ha accattate?" e tu, facendo finta di essere indignato da quest' essere troglodita che non aveva interesse per nessuna notizia finanche la più tragica, passavi direttamente alla pagina sportiva. Lo stesso avviene sui social oggi, il covid, la guerra in Ucraina, ma sotto sotto, la nostra sbirciatina alle vicende mercatali della nostra squadra, la diamo sempre. #ADL è l' hashtag con il quale il nostro "
beneamato" presidente annuncia gli acquisti e naturalmente le vendite. Quest' anno ci ha preso in contropiede, ha gia comprato due giocatori e confermato un altro prendendo finalmente il famoso e agognato terzino sinistro, non mi chiedete nomi, io tifo e cerco di capire, ma non sono un esperto, molti invece pensano di esserlo e tutti parlano di soldi, milioni come noccioline, chi vuole spendere e chi dice che dobbiamo risparmiare manco li dovesse cacciare lui. Una cosa è sicura, da come ha cominciato a parlare il "beneamato", mi sa che anche quest' anno "facimme marenna a sarachiello" Vedremo forse un film già visto, di cui non ci piace il finale, ma occhio sempre all' #ADL, non si può mai sapere e #ForzaNapoliSempre.
Vesuvio - Campi Flegrei – Irpinia - Procida 10-13 Giugno 2022 “LE SFIDE DEL FUTURO NELLA TERRA DEI MITI” DA TUTTA ITALIA ALLA CAMPANIA PER LA CONVENTION NAZIONALE DE “LE DONNE DEL VINO” Quattro giorni di iniziative, degustazioni, visite in cantina e ai territori, dal Parco nazionale del Vesuvio ai Campi Flegrei, dall’Irpinia, all’isola di Procida. Tra i momenti più attesi dell’evento, il confronto tra massimi esperti del settore sul tema “Il domani del vino è ora” Da tutta Italia ai Campi Flegrei per la Convention nazionale delle Donne del Vino: è un vero e proprio boom di adesioni quello che si registra in vista dell’importante evento che si svolgerà in Campania dal 10 al 13 giugno prossimi presso il Grand Hotel Serapide di Pozzuoli (Napoli). “Le sfide del futuro nella terra dei miti” sarà il filo conduttore dell’iniziativa promossa dall’associazione che dal 1988 riunisce produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier, giornaliste e quante sono quotidianamente impegnate nell’attività di promozione del settore del vino. Un percorso itinerante che toccherà alcune tra le aree della Campania maggiormente vocate alla vitivinicoltura, in quattro giorni per vivere e raccontare la regione, dal Parco Nazionale del Vesuvio ai Campi Flegrei, dall’Irpinia all’isola di Procida, Capitale italiana della Cultura 2022, con iniziative, degustazioni, visite in cantina e ai territori. Momento centrale della Convention sarà quello di sabato 11 giugno con “Il domani del vino è ora”, meeting in cui interverranno massimi esperti del settore per illustrare lo stato dell’arte del mondo del vino e offrire spunti per affrontare il futuro del comparto. Tra i relatori ci saranno Luigi Moio, Ordinario di Enologia presso il Dipartimento di Agraria dell'Università “Federico II” di Napoli, Eugenio Pomarici, Ordinario presso il Dipartimento di Territorio e Sistemi agro-forestali presso l’Università degli Studi di Padova, Giuseppe Festa, Presidente del Comitato Scientifico del Corso di Perfezionamento Universitario e Aggiornamento culturale in “Wine Business” presso l’Università degli Studi di Salerno, Carlos Santos, Amministratore Delegato di Amorim Cork Italia. A moderare i lavori sarà la giornalista Antonella Amodio.
La Convention nazionale de Le Donne del Vino si aprirà venerdì 10 giugno con la tappa al Parco Nazionale del Vesuvio, uno dei vulcani attivi più famosi al mondo, depositario di una tradizione vitivinicola antichissima per la presenza di piedirosso, caprettone, falanghina, aglianico e catalanesca. Sul Vesuvio si terranno tasting e visite presso la Cantina del Vesuvio a Trecase e la cantina Sorrentino a Boscotrecase. Sabato 11 giugno si apriranno i lavori della Convention presso il Grand Hotel Serapide di Pozzuoli con il meeting “Il domani del vino è ora” e, a seguire, ci si sposterà nei Campi Flegrei, territorio vulcanico dalla storia millenaria, una vasta area che si caratterizza per fenomeni legati a sorgenti termali e fumarole, un luogo magico e dalla viticoltura di eccellenza soprattutto per la presenza di falanghina e piedirosso. Si A L L ’ I N T E R N O D E L L A visiteranno i vigneti di Cantine Astroni e S A L A D E L G R A N D H O T E L Salvatore Martusciello Wines (all’interno SERAPIDE, del parco archeologico di Cuma). Infine le UN’INSTALLAZIONE DI P A N N E L L I C U R A T A D A socie si ritroveranno per la cena all’Alma R E L E G N O , I D E A T A D A Beach Events di Pozzuoli. Il terzo giorno “LE DONNE DEL VINO D E L L A C A M P A N I A ” E vedrà protagonista l’Irpinia. Domenica 12 giugno, il più grande distretto delle Docg DISEGNATA DALLA GRAFICA CATERINA della Campania con il Fiano di Avellino, il PERROTTA, CONDURRÀ Greco di Tufo e il Taurasi, racconterà la sua LE SOCIE IN UN S I M B O L I C O V I A G G I O storia attraverso le cantine Quintodecimo, T R A M I T I E C R E D E N Z E Tenuta Cavalier Pepe e Terredora. In POPOLARI CHE serata degustazione di pizze presso la PORTANO CON SÉ R A C C O N T I D I D O N N E pizzeria “10 Diego Vitagliano” di Bagnoli DALLE TRADIZIONI (Napoli). A chiudere la Convention ANTICHE CONSOLIDATE nazionale de Le Donne del Vino, lunedì 13 NEL TEMPO. giugno, sarà l’isola di Procida, Capitale Italiana della Cultura 2022, la più piccola delle isole del Golfo di Napoli, con una visita all’antico borgo marinaro. Si ritornerà poi a Pozzuoli per il pranzo alla darsena presso il ristorante “Abbascio u’ Mare”. Quattro giorni dedicati alle Donne del Vino, una realtà unica che abbraccia tutto il Paese e che in Campania si confronterà, in luoghi unici al mondo per fascino e suggestione, sul futuro di uno dei settori strategici del sistema produttivo italiano. #ROBERTA LUPPINO