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Insegnare Oggi 4 - Storia e Geografia

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Centro di Ricerca Didattica Ardea Editrice

Schede e materiali di

STORIA GEOGRAFIA EDUCAZIONE CIVICA

4 La valutazione

8 La didattica inclusiva

STORIA

LE CIVILTÀ DEI FIUMI

12 Le civiltà dei fiumi

13 La Mesopotamia

I SUMERI

14 I Sumeri

15 Le città sumere

16 Le attività economiche dei sumeri

18 La Ziqqurat

19 Un agricoltore sumero

20 L’invenzione dell’aratro

21 La società sumera

22 Leggo una fonte Lo stendardo di Ur

24 La religione dei Sumeri

25 La scrittura

26 Invenzioni e scoperte

27 I SUMERI • è FACILE

I BABILONESI

28 I Babilonesi

29 Il Codice di Hammurabi

30 Babilonesi: società e attività

31 A tavola con i Babilonesi

32 I giardini pensili di Babilonia

33 La cultura dei Babilonesi

34 La religione dei Babilonesi

35 I BABILONESI • è FACILE

GLI ITTITI

36 Gli Ittiti

37 La società e la religione degli Ittiti

GLI ASSIRI

38 Gli Assiri

39 Le attività degli Assiri

40 L’organizzazione sociale degli Assiri

42 La religione degli Assiri

43 Il guardiano dei palazzi assiri

44 La biblioteca di Assurbanipal

45 GLI ITTITI - GLI ASSIRI è FACILE

GLI EGIZI

46 Gli Egizi

48 Inno al Nilo

50 Le attività degli Egizi

52 Il Faraone

53 L’abbigliamento del Faraone

54 La società egizia

55 Le tasse

56 I sacerdoti egizi

57 Il culto dei defunti

58 Le divinità degli egizi

60 La mummificazione

61 Il mito di Osiride

62 Le piramidi

63 Splendidi affreschi

64 La tomba di Nefertari

66 La scrittura geroglifica

68 A scuola con gli egizi

69 La stele di Rosetta

70 Conoscenze e invenzioni degli antichi egizi

72 La vita quotidiana

74 Il tempo libero presso gli egizi

75 GLI EGIZI • è FACILE

LA CIVILTÀ DELL’INDO

76 La civiltà dell’Indo

77 La città di Mohenjo-Daro

78 I sigilli di Mohenjo-Daro

79 Attività e scrittura

80 La civiltà dell’Indo per immagini

81 LA CIVILTÀ DELL’INDO è FACILE

LA CIVILTÀ CINESE

82 La civiltà Cinese

83 Attività nell’antica Cina

84 La religione

85 L’organizzazione sociale

86 Un esercito senza tempo

88 L’arciere di terracotta

89 La Grande Muraglia

90 I bronzi sacri

91 La scrittura cinese

92 Invenzioni dei cinesi • 1

93 Invenzioni dei cinesi • 2

94 La civiltà Cinese per immagini

95 LA CIVILTÀ CINESE è FACILE

GLI EBREI, UN POPOLO IN CAMMINO

96 Gli Ebrei

97 Vita da pastori

98 La religione ebraica

100 Il giorno della memoria Educazione civica

102 Le attività degli ebrei

103 L’alimentazione degli ebrei

104 La vita degli ebrei per immagini

105 GLI EBREI • è FACILE

I FENICI

106 I Fenici

107 La religione fenicia

108 Il dio Baal

109 Il mito di Baal e Anat

110 I fenici e il commercio

111 I marinai fenici

112 Nuovi prodotti: la porpora

113 Nuovi prodotti: il vetro soffiato

114 L’alfabeto fenicio

115 I FENICI • è FACILE

LA CIVILTÀ CRETESE

116 I Cretesi

118 La religione dei cretesi

119 Il salto del toro

120 Il palazzo di Cnosso

121 Gli affreschi di Cnosso

122 Le abitazioni a Creta

123 La raffinatezza cretese

124 Teseo e il minotauro

125 I CRETESI • è FACILE

LA CIVILTÀ MICENEA

126 I Micenei

127 La vita nelle città micenee

128 Le città micenee

129 La guerra di Troia

130 La scoperta archeologica di Troia

131 I MICENEI • è FACILE

FONTI E CIVILTÀ

132 Lo storico e le fonti

133 Le fonti materiali

134 Le parole della storia

136 Le fonti scritte

138 Le fonti iconografiche

GEOGRAFIA

GLI STRUMENTI DELLA GEOGRAFIA

140 Gli strumenti del geografo

142 Orientarsi sul planisfero

143 La riduzione in scala • 1

144 La riduzione in scala • 2

145 Simboli e colori sulle carte

146 Tanti tipi di carte

147 Gli strumenti numerici • 1

148 Gli strumenti numerici • 2

149 IL GEOGRAFO E I SUOI STRUMENTI • è FACILE

IL CLIMA

150 Il clima

152 Zone climatiche e ambienti della terra

153 Le regioni climatiche italiane

154 Il tempo atmosferico

155 Il clima • è FACILE

I PAESAGGI ITALIANI

156 L’Italia fisica

157 I rilievi

158 Le alpi

160 Vivere in montagna

161 Una vacanza in montagna a…

162 Gli appennini

164 I vulcani

165 Costruisci il tuo vulcano

166 Le principali attività nell’ambiente appenninico

167 Le colline • 1

168 Le colline • 2

169 ALPI E APPENNINI è FACILE

170 LA COLLINA • è FACILE

171 La montagna e la collina Educazione civica

172 I parchi nazionali Educazione civica

174 Le pianure

176 Alta e bassa pianura

177 La flora e la fauna della pianura

178 Le caratteristiche della pianura

179 LE PIANURE • è FACILE

180 La pianura: un tesoro da proteggere

Educazione civica

182 Il fiume

183 I fiumi italiani

184 Fiumi, città e regioni

185 I laghi

186 I laghi italiani

187 Il mare e i suoi elementi

188 Mari e golfi

189 Le attività e i porti

190 Le isole

191 I FIUMI • è FACILE

192 I LAGHI • è FACILE

193 I MARI • è FACILE

194 Difendiamo i fiumi, i laghi e il mare Educazione civica

POPOLAZIONE E SOCIETÀ

196 Quanti sono gli italiani?

197 Le caratteristiche della popolazione

198 Un mosaico di lingue e religioni

199 Il lavoro • 1

200 Il lavoro • 2

202 POPOLAZIONE E LAVORO è FACILE

EDUCAZIONE CIVICA

COSTITUZIONE

204 Le parole per crescere insieme

205 Parole che possono dividere

206 Parliamo di bullismo, capire per cambiare

207 Una storia per riflettere: Marta

208 Diritti e doveri • 1

209 Diritti e doveri • 2

210 La convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

212 I diritti degli animali

LO SVILUPPO SOSTENIBILE

214 Sviluppo sostenibile

215 Earth overshoot day

216 La repubblica tutela il paesaggio

218 In difesa dell’ambiente

219 L’inquinamento dell’acqua

220 Il riscaldamento globale

221 I cambiamenti climatici

CITTADINANZA DIGITALE

222 Che cos’è il web?

223 L’età giusta

224 La patente del cittadino digitale

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Responsabile editoriale: Roberto Capobianco

Redazione: Diana Perrotti, Federica Brosca Progetto grafico, impaginazione e copertina: Stefano Guarracino

Stampato in Italia da Arti Grafiche Italo Cernia s.r.l., Casoria (NA), ITALIA

LA VALUTAZIONE

La valutazione ha una funzione formativa fondamentale: è parte integrante della professionalità del docente, si configura come strumento insostituibile di costruzione per la scelta delle strategie didattiche e del processo d’insegnamento e apprendimento. Essa è lo strumento essenziale per attribuire valore alla progressiva costruzione di conoscenze realizzata dagli alunni, per sollecitare il dispiego delle potenzialità di ciascuno partendo dagli effettivi livelli di apprendimento raggiunti, per sostenere e potenziare la motivazione al continuo miglioramento a garanzia del successo formativo e scolastico. La legge n. 150 del 1°ottobre 2024, convertita con modificazioni dall’Ordinanza Ministeriale n. 3 del 9 gennaio 2025, ha previsto che, a partire dall’ultimo periodo del corrente anno scolastico, definito in base all’autonoma determinazione di ciascuna istituzione, la valutazione periodica e finale degli apprendimenti delle alunne e alunni delle classi della scuola primaria sia espressa attraverso un giudizio sintetico correlato alla descrizione dei livelli di apprendimento raggiunti La normativa ha individuato, per la scuola primaria, un impianto valutativo che consente di rappresentare gli articolati processi cognitivi e meta-cognitivi, emotivi e sociali attraverso i quali si manifestano i risultati.

L’ottica è quella della valutazione per l’apprendimento, che ha carattere formativo poiché le informazioni rilevate sono utilizzate anche per adattare l’insegnamento ai bisogni educativi concreti degli alunni e ai loro stili di apprendimento, modificando le attività in funzione di ciò che è stato osservato e a partire da ciò che può essere valorizzato. Le nuove disposizioni intervengono sulla valutazione periodica e finale degli apprendimenti riferita a ciascuna delle discipline di studio previste dalle Indicazioni Nazionali per il curricolo, ivi compreso l’insegnamento trasversale di educazione civica di cui alla legge 20 agosto 2019, n. 92, sostituendo i giudizi descrittivi con giudizi sintetici correlati alla descrizione dei livelli di apprendimento raggiunti.

Per quanto riguarda la valutazione in itinere, sono affidate ai singoli docenti le modalità di raccolta degli elementi maggiormente significativi ai fini delle valutazioni periodiche e finali, tali da restituire in modo comprensibile agli alunni e alle famiglie il livello di padronanza dei contenuti verificati, in conformità con i criteri e le modalità definiti dal Collegio dei docenti e inseriti nel PTOF. La valutazione in itinere, espressa nelle forme ritenute più opportune, registra il progresso negli apprendimenti degli alunni e consente ai docenti di rimodulare la progettazione curricolare anche ai fini dell’individualizzazione e della personalizzazione dei percorsi.

La legge n. 150 modifica e integra l’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 62, che norma le modalità per la descrizione del processo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti, la valutazione del comportamento e dell’insegnamento della religione cattolica o dell’attività alternativa.

La valutazione delle alunne e degli alunni con disabilità certificata è correlata a quanto previsto nel piano educativo individualizzato

La valutazione delle alunne e degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento tiene conto del piano didattico personalizzato predisposto dai docenti contitolari di classe.

I giudizi sintetici delle discipline, da riportare nel documento di valutazione sono individuati in una scala decrescente di sei livelli:

• Ottimo

• Distinto

• Buono

• Discreto

• Sufficiente

• Non sufficiente

Le Indicazioni Nazionali costituiscono il documento di riferimento principale per individuare e definire il repertorio degli obiettivi di apprendimento, oggetto di valutazione periodica e finale di ciascun alunno in ogni disciplina. Ai fini della progettazione annuale si considerano gli obiettivi delle Indicazioni Nazionali anche riformulati, espressi in modo che siano osservabili e che contengano sia l’azione che fa riferimento al processo cognitivo messo in atto che i contenuti disciplinari. I nuclei tematici delle Indicazioni Nazionali costituiscono il riferimento per identificare eventuali aggregazioni di discipline.

Al fine di rendere chiara, trasparente e comprensibile la valutazione degli apprendimenti, l’Allegato A all’ordinanza ministeriale 9 gennaio 2025 n. 3 descrive i sei giudizi sintetici, tenendo in considerazione diverse aree:

• la padronanza e l’utilizzo dei contenuti disciplinari, delle abilità e delle competenze maturate;

• l’uso del linguaggio specifico;

• l’autonomia;

• la continuità nello svolgimento delle attività anche in relazione al grado di difficoltà delle stesse;

• la capacità di espressione e rielaborazione personale.

Il giudizio sintetico riferito a ciascuna disciplina di studio nella sua interezza, non è riducibile alla semplice sommatoria degli esiti ottenuti in occasione delle singole attività valutative, ma rileva informazioni sui processi cognitivi in un’ottica di progressione e di continua modificabilità delle manifestazioni dell’apprendimento degli alunni. Uno spazio adeguato troverà l’attività di documentazione, praticabile all’interno del registro elettronico. Nel secondo quadrimestre dell’anno scolastico 2024/2025, nell’A.S. 2025/2026 e sino a nuova disposizione, si attuerà l’ordinanza in modo progressivo. In tale prospettiva, attraverso i criteri e le modalità attestate dalla normativa, il nostro istituto intende perseguire il fine formativo ed educativo della valutazione, da intendersi come processo centrato sull’apprendimento significativo, assumendo l’ottica per la quale “la conoscenza si costruisce e non si trasmette”, che concorre al miglioramento degli apprendimenti e al successo formativo, documentando lo sviluppo dell’identità personale e promuovendo l’autovalutazione di ogni alunno in ordine a conoscenze, abilità e competenze acquisite.

La nostra istituzione scolastica, in ottemperanza a quanto previsto dal decreto legislativo n. 62/2017, tenendo conto dell’efficacia e della trasparenza comunicativa nei confronti di alunni e genitori, e volendo sfuggire da semplicistici automatismi, propone in questa prima fase di applicazione della normativa, con riferimento alle valutazioni periodiche per l’anno scolastico 2024/2025, di inserire nel documento di valutazione i principali obiettivi disciplinari, rendendo più esplicita e funzionale la correlazione con la progettazione di classe. Si intende, in questo modo, confermare e valorizzare il lavoro, effettuato dalla nostra istituzione scolastica, nell’individuare e inserire nel PTOF gli obiettivi di apprendimento, oggetto di valutazione periodica e finale per ogni classe e ogni disciplina, ritenuti indispensabili per il raggiungimento dei traguardi per lo sviluppo delle competenze.

La valutazione degli apprendimenti acquisiti e del comportamento dell’alunno/a, nonché le decisioni relative alla promozione alla classe successiva, vengono adottate dai docenti della classe La valutazione viene registrata su un apposito documento di valutazione (scheda individuale dell’alunno) e lo stesso viene consegnato alla famiglia. Restano ferme le disposizioni di cui all’art. 3 del d.lgs. 62/2017 per l’ammissione alla classe successiva o alla prima classe di scuola secondaria di primo grado. Si ricorda che la non ammissione è disposta all’unanimità dai docenti della classe solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione, sulla base dei criteri definiti dal collegio dei docenti.

In ogni caso, tenuto conto del valore formativo della valutazione, la scuola provvede a segnalare tempestivamente e opportunamente alle famiglie degli alunni le specifiche strategie per il miglioramento degli apprendimenti che adotta nell'ambito della propria autonomia didattica e organizzativa, anche per personalizzare i percorsi e far emergere i talenti di ciascuno. I docenti di sostegno, contitolari della classe, partecipano alla valutazione di tutti gli alunni.

Per l’insegnamento della religione cattolica la valutazione è espressa con un giudizio sintetico redatto dal relativo docente, riferito all’interesse manifestato e ai livelli di apprendimento conseguiti con nota separata dal documento di valutazione.

La valutazione del comportamento dell'alunno viene espressa collegialmente dai docenti contitolari e dai docenti del Consiglio di classe attraverso un giudizio sintetico riportato nel documento di valutazione. (Art. 26 del d.lgs. 62/17).

Il giudizio sintetico fa riferimento allo sviluppo delle competenze di cittadinanza e al Patto di corresponsabilità approvato dall’istituzione scolastica. Il collegio dei docenti definisce i criteri per la valutazione del comportamento, determinando anche le modalità di espressione del giudizio (C.M 1865/2017). Nel documento di valutazione, ciascuna istituzione scolastica può adottare l’impostazione e la soluzione grafica che ritiene più funzionali ad una chiara e trasparente comunicazione alle famiglie della valutazione periodica e finale degli apprendimenti disciplinari.

L’ordinanza ministeriale n. 3 del 9 gennaio 2025 propone due esempi possibili per l’adeguamento del documento di valutazione.

ESEMPIO 1

DISCIPLINA GIUDIZIO SINTETICO DESCRIZIONE DEL GIUDIZIO

• L’alunno/a svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza, riuscendo ad affrontare anche situazioni complesse e non proposte in precedenza.

ITALIANO

OTTIMO

È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi, anche difficili, in modo originale e personale.

• Si esprime correttamente, con particolare proprietà di linguaggio, capacità critica e di argomentazione, in modalità adeguate al contesto.

ESEMPIO 2

Il documento riporta, per ciascuna disciplina, il giudizio sintetico e la relativa descrizione indicata nell’Allegato A.

• L’alunno/a svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza.

MATEMATICA

BUONO

È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi.

Si esprime correttamente, collegando le principali informazioni e usando un linguaggio adeguato al contesto.

In questa proposta il giudizio sintetico e la relativa descrizione indicata nell’Allegato A, sono integrati con i principali obiettivi di apprendimento disciplinari. Di seguito si allega proposta di documento di valutazione nel quale sono riportati i giudizi sintetici e le relative descrizioni, di tutte le discipline e per ciascun anno di corso, integrati con i principali obiettivi di apprendimento disciplinari individuati nel curricolo d’istituto.

• Leggere, scrivere e confrontare numeri decimali

• Disegnare figure geometriche e costruire modelli materiali anche nello spazio

• Classificare numeri, figure, oggetti, in base a una o più proprietà

ESEMPI DI VALUTAZIONE PER OGNI DISCIPLINA E PER TUTTE LE CLASSI.

LA DIDATTICA INCLUSIVA

L’integrazione scolastica e sociale dei soggetti in situazione di disabilità è stata il frutto di un processo difficoltoso che ha trovato un punto d’arrivo nella Legge-quadro n. 104/1992, che riconosce all’alunno disabile il diritto a una piena integrazione e a una promozione globale “nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società”. Allora si guardava soprattutto a disabili sensoriali e solo più tardi c’è stata un’apertura nei confronti dei deficit motori, come le cerebropatie o le distrofie muscolari, e verso disabilità caratterizzate da ritardo mentale e da tratti clinici particolari, come la Sindrome di Down.

Oggi la ricerca scientifica ha permesso di individuare disturbi dell’apprendimento e disabilità che un tempo non venivano riconosciuti. Vengono indicati con l’acronimo B.E.S. (bisogni educativi speciali).

Chi lavora nella scuola sa bene che la realtà del disagio scolastico, rappresentata con l’acronimo B.E.S., è molto variegata e complessa. In ogni classe, infatti, ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione. Le ragioni sono molteplici: dallo svantaggio sociale e culturale ai disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, ma anche bambini stranieri che non conoscono ancora la lingua e la cultura italiana.

Tutti questi soggetti rappresentano la nuova frontiera dell’integrazione/inclusione che la scuola deve affrontare attuando processi di ripensamento e di adattamento educativodidattico, al fine di divenire sempre più accogliente e conforme alle necessità formative di tutti i soggetti, nella consapevolezza che ogni alunno in classe costituisce una risorsa per tutto il contesto scolastico, così come si afferma nelle Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione.

In casi come questi, i bisogni educativi normali (sviluppo competenze, appartenenza sociale, autostima, autonomia ecc.) diventano bisogni educativi speciali che non è possibile soddisfare senza un percorso di personalizzazione dell’apprendimento (come previsto dalla Legge 53/2003 per gli alunni con disabilità).

Nel tentativo di costruire un quadro organizzativo che favorisca gli interventi di supporto a situazioni di disagio il MIUR ha identificato tre sotto-categorie di alunni con B.E.S.

1. Alunni con disabilità, per il cui riconoscimento è necessaria la presentazione della certificazione ai sensi della legge 104/92.

2. Alunni con disturbi evolutivi specifici, tra cui si inseriscono:

D.S.A. – disturbi specifici dell’apprendimento (per il cui riconoscimento è necessario presentare la diagnosi di D.S.A. ai sensi della legge 170/2010);

deficit di linguaggio;

deficit delle abilità non verbali;

deficit della coordinazione motoria;

ADHD – deficit di attenzione e iperattività.

3. Alunni con svantaggio sociale, culturale e linguistico. Nei casi in cui non sia espressamente prevista la certificazione con diagnosi del disturbo, sta agli insegnanti individuare il bisogno educativo speciale, facendo riferimento al concetto di funzionamento educativo-apprenditivo presente nel modello ICF dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’INTERVENTO DIDATTICO: GLI STRUMENTI

Nei casi di alunni con bisogni educativi speciali, lo strumento privilegiato per l’intervento didattico è il percorso individualizzato e personalizzato, redatto in un Piano Didattico Personalizzato (PDP). Questo ha lo scopo di definire, monitorare e documentare le strategie di intervento più idonee e stabilire i criteri di valutazione degli apprendimenti. Il PDP non deve essere inteso come mera esplicitazione di strumenti compensativi e dispensativi per gli alunni con DSA, ma come lo strumento in cui si potranno, per esempio, includere progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita (di cui moltissimi alunni con BES, privi di qualsivoglia certificazione diagnostica, abbisognano), strumenti programmatici utili in maggior misura rispetto a compensazioni o dispense, a carattere squisitamente didattico-strumentale (Direttiva Ministeriale BES – 27 dicembre 2013).

L’INTERVENTO DIDATTICO: LE MODALITÀ

Le Linee guida per il diritto allo studio degli studenti con disturbi specifici di apprendimento del luglio 2011, al fine di promuovere l’apprendimento di ciascuno, fanno riflettere sulla differenza tra didattica individualizzata e didattica personalizzata.

La didattica individualizzata consiste nelle attività di recupero individuale che può svolgere l’alunno per potenziare determinate abilità o per acquisire specifiche competenze, anche nell’ambito delle strategie compensative e del metodo di studio.

La didattica personalizzata, invece, calibra l’offerta didattica e le modalità relazionali, sulla specificità e unicità a livello personale dei bisogni educativi. La didattica personalizzata mira cioè a favorire l’accrescimento dei punti di forza di ciascun alunno e lo sviluppo consapevole delle sue preferenze e del suo talento. Per promuovere le potenzialità, il successo formativo e un apprendimento significativo in ogni alunno la didattica personalizzata si avvale di una varietà di metodologie e strategie didattiche:

uso dei mediatori didattici (schemi, mappe concettuali ecc.);

attenzione agli stili di apprendimento;

calibrazione degli interventi sulla base dei livelli raggiunti.

GLI STRUMENTI COMPENSATIVI E LE MISURE DISPENSATIVE

La legge 170/2010 (art.5 lettera b) richiama le istituzioni scolastiche all’obbligo di garantire “l’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere”.

Il DM 5669/2011 precisa che “le scuole – con determinazioni assunte dai consigli di classe, risultanti dall’esame della documentazione clinica presentata dalle famiglie e sulla base di considerazioni di carattere psico-pedagogico e didattico – possono avvalersi per tutti gli alunni con bisogni educativi speciali degli strumenti compensativi e delle misure dispensative previste dalle disposizioni attuative della L.170/2010”.

Gli strumenti compensativi consentono all’alunno di controbilanciare le carenze funzionali determinate dal disturbo. Non incidono sul contenuto, ma possono avere importanti ripercussioni sulla velocità e/o sulla correttezza dell’esecuzione della prestazione richiesta dall’insegnante. Sono strumenti compensativi: la tavola pitagorica, la tabella delle misure e delle formule, la calcolatrice, il PC, i dizionari di lingua straniera computerizzati, le tabelle, i traduttori ecc.

Le misure dispensative invece evitano allo studente di cimentarsi in forme di attività che sono destinate al sicuro fallimento, indipendentemente dall’impegno del soggetto. Sono misure dispensative per esempio: tempi più lunghi per le prove scritte, organizzazione di interrogazioni programmate, assegnazione di compiti a casa in misura ridotta, dispensa da attività in cui la lettura è valutata, dispensa dalla scrittura veloce sotto dettatura... È bene sottolineare che in ogni caso, non si potrà accedere alla dispensa dalle prove scritte di lingua straniera se non in presenza di uno specifico disturbo clinicamente diagnosticato.

VERIFICA E VALUTAZIONE

In relazione alla valutazione, è necessario richiamare alcune indicazioni proprio in funzione delle peculiarità individuali di ciascuno studente a cui la Direttiva fa più volte riferimento. Pur non facendo cenno al tema delle verifiche periodiche, è implicito che la scuola deve porre attenzione al fatto che le verifiche per gli studenti BES:

• siano preventivamente calendarizzate sulla base di un funzionale confronto fra i docenti del Consiglio di classe;

• vengano effettuate in relazione al PDP (se presente) e con l’uso degli strumenti compensativi e/o le misure dispensative (se previsti);

• possano essere uguali, semplificate o differenziate rispetto a quelle previste per la classe, sulla base di quanto declinato nel PEI.

La valutazione degli studenti con bisogni educativi speciali richiede di porre al centro alcuni principi guida:

• è necessario distinguere monitoraggio, controllo, verifica e valutazione degli apprendimenti;

• indispensabile che la valutazione non sia solo sommativa ma anche, e soprattutto, formativa.

La valutazione deve inoltre tener conto:

• della situazione di partenza;

• dei risultati raggiunti dallo studente nel suo personale percorso di apprendimento;

• dei risultati riconducibili ai livelli essenziali degli apprendimenti previsti per la classe frequentata e per il grado di scuola di riferimento;

• delle competenze acquisite nel percorso di apprendimento.

LA DIDATTICA INCLUSIVA

La normativa prevede che, oltre al PTOF, ogni scuola abbia un Piano Annuale per l’Inclusività (PAI) per individuare interventi e opportunità formative con particolare attenzione ai bisogni di alunni con disagio. Al termine di ogni anno scolastico, con il supporto di un Gruppo di istituto per l’inclusività, il PAI viene rivisto e aggiornato per incrementare il livello di inclusività generale della scuola nell’anno successivo. Prima di cominciare a lavorarci ricordiamo:

I principi della pedagogia inclusiva

• Tutti possono imparare

• Ognuno è speciale

• La diversità è un punto di forza

• L’apprendimento si intensifica con la cooperazione sinergica delle agenzie educative

Le caratteristiche della didattica inclusiva

Le differenze non sono uno svantaggio ma una risorsa, non solo quelle nel modo di apprendere degli alunni ma anche quelle nel modo di insegnare dei docenti.

Le differenze vengono accolte, stimolate, valorizzate come strumenti di lavoro e occasioni di crescita.

Gli obiettivi della didattica inclusiva

• Far raggiungere a tutti gli alunni il massimo grado possibile di apprendimento.

• Promuovere la partecipazione sociale di tutti gli alunni attraverso la valorizzazione delle differenze.

LE SCELTE DIDATTICHE CHE FAVORISCONO L’INCLUSIONE

Mettere l’alunno/a al centro del processo così che sia protagonista attivo della costruzione della propria conoscenza.

Valorizzare ciò che l’alunno/a sa/sa fare per arrivare a nuove conoscenze/abilità/competenze.

Aiutare a riflettere su ciò che si apprende e su come lo si apprende.

Rispettare i tempi di sviluppo dei singoli alunni.

Promuovere l’apprendimento cooperativo attraverso lavori di gruppo (piccolo o grande), tutoring.

Promuovere l’apprendimento per scoperta, lavorare con una didattica laboratoriale-esperienziale.

Non è l’alunno/a che si adatta all’attività didattica, ma i materiali e gli strumenti che vengono adattati ai bisogni dell’alunno.

L’alunno/a si sente accolto/a e trova motivazione per proseguire nell’apprendimento.

L’alunno/a prende consapevolezza delle proprie azioni e dei propri processi cognitivi e impara a strutturare un metodo di studio.

L’alunno/a non subisce inutili frustrazioni e non si demotiva, non perde autostima.

Nel piccolo gruppo si crea un clima collaborativo.

L’alunno/a si sente supportato/a, coinvolto/a e inserito/a in un gruppo di pari. La possibilità di condividere il proprio sapere/saper fare rafforza l’autostima e la motivazione.

La ricerca di una soluzione a problemi concreti sviluppa la capacità di analisi, sintesi e scelta.

L’alunno/a sente che l’apprendimento è finalizzato. Mette in atto il suo sapere. Sviluppa un pensiero creativo.

LE CIVILTÀ DEI FIUMI

Le prime civiltà sorsero circa 5500 anni fa in alcune fertili pianure attraversate da grandi fiumi In questi luoghi il clima favorevole, il terreno fertile e la disponibilità d’acqua permettevano di coltivare con successo.

Questi popoli erano dediti alla caccia, alla pesca e soprattutto all’agricoltura. Seppero costruire villaggi e poi vere e proprie città, in cui vivere in modo stabile e organizzato. Nel resto del mondo, invece, molti gruppi umani continuarono a condurre una vita nomade, praticando la caccia e la pastorizia.

Con la parola “civiltà” si indicano tutte le caratteristiche che definiscono un popolo: il modo di vivere, di lavorare, di organizzarsi, di credere e di costruire. Tutte le grandi civiltà del passato sono nate vicino all’acqua, lungo i fiumi o lungo le coste.

p Segna con una X le risposte corrette

࡟ Perché le più antiche civiltà si svilupparono attorno ai fiumi?

Le popolazioni avevano sempre a disposizione l’acqua.

Era possibile passeggiare lungo la riva.

I fiumi facilitavano le comunicazioni.

࡟ Perché le terre vicino ai grandi fiumi erano più fertili?

Si costruivano canali per irrigare i campi.

Non crescevano piante che sottraevano nutrienti al suolo.

Il clima era molto rigido.

࡟ Perché questi popoli costruirono villaggi e città?

Perché volevano difendersi meglio dagli animali.

Perché la vita agricola richiedeva stabilità e organizzazione.

Perché i fiumi cambiavano spesso corso.

LA MESOPOTAMIA

La Mesopotamia era una regione del vicino Oriente compresa tra due fiumi: il Tigri e l’Eufrate

Gli antichi chiamarono questa terra Mesopotamia, che significa “terra in mezzo ai fiumi”. Attualmente corrisponde all’Iraq. Prima che vi si stanziassero le prime popolazioni, questa regione era molto paludosa e il clima era caldo e secco; nelle pianure crescevano soltanto cereali selvatici

I nuovi abitanti, giunti intorno al 6000 a.C., bonificarono le paludi e costruirono dei canali per far scorrere l’acqua stagnante verso bacini (cioè piccoli laghi) artificiali, dove veniva raccolta e poi utilizzata per l’irrigazione dei campi. Queste popolazioni impararono a coltivare cereali come il frumento e l’orzo e costruirono degli argini di terra per difendere i terreni e le abitazioni dalle inondazioni dei fiumi.

Sumeri, Babilonesi e Assiri vissero in Mesopotamia più o meno nello stesso periodo:

Sumeri, Babilonesi e Assiri vissero in Mesopotamia più o meno nello stesso periodo:

• la civiltà dei Sumeri è durata dal 4000 al 2000 a.C.;

• la civiltà dei Sumeri è durata dal 4000 al 2000 a.C.;

• la civiltà dei Babilonesi è durata dal 2000 al 1100 a.C. e poi dal 600 al 500 a.C.;

• la civiltà dei Babilonesi è durata dal 2000 al 1100 a.C. e poi dal 600 al 500 a.C.;

• la civiltà degli Assiri è durata dal 1100 al 600 a.C.

• la civiltà degli Assiri è durata dal 1100 al 600 a.C.

p Rispondi alle domande.

࡟ Qual è il significato del nome "Mesopotamia"?

࡟ Perché i primi abitanti costruirono canali e argini?

࡟ Quali popoli vissero in Mesopotamia?

࡟ Quali importanti invenzioni si devono ai popoli della Mesopotamia?

࡟ Com’era il clima della Mesopotamia in passato?

I SUMERI

A partire dal 4000 a.C., una popolazione chiamata Sumeri si insediò nella zona meridionale della Mesopotamia, vicino alle foci dei fiumi Tigri ed Eufrate.

Essi furono la prima civiltà della Mesopotamia.

I Sumeri erano esperti agricoltori e allevatori: il nome Sumer significa infatti "terra coltivata".

Poiché i fiumi potevano straripare all’improvviso, causando gravi danni e distruzioni, i Sumeri impararono a controllare le acque costruendo argini lungo le rive.

Realizzarono anche bacini per raccogliere l’acqua e canali di irrigazione per portarla fino ai campi più lontani.

Grazie a queste ingegnose soluzioni, riuscivano a coltivare anche durante i periodi di siccità, ottenendo raccolti abbondanti.

Questa capacità di organizzazione agricola permise ai villaggi lungo i fiumi di trasformarsi in città sempre più grandi, ricche e potenti.

p Rispondi alle domande.

࡟ Quando e dove si stabilirono i Sumeri?

࡟ Cosa significa la parola “Sumer”? Perché questo nome è adatto a descrivere questo popolo?

࡟ Quali soluzioni ingegnose adottarono i Sumeri per difendersi dalle inondazioni dei fiumi e irrigare i campi?

LE CITTÀ SUMERE

Le principali città sumere erano Uruk, Ur, Lagash e Nippur

Ognuna era indipendente dalle altre e governata da un re-sacerdote

Queste città venivano chiamate città-stato perché avevano un proprio governo, leggi, esercito e territorio.

All’interno delle mura di ogni cittàstato, gli edifici erano costruiti con mattoni di argilla.

In posizione elevata si trovava il tempio dedicato alla divinità protettrice, chiamato ziqqurat, una piramide a gradoni molto imponente. Accanto al tempio sorgeva il palazzo reale.

Le città sumere non si unirono

mai in un unico Stato e spesso erano in guerra tra loro, soprattutto per il controllo dei canali d’acqua, fondamentali per l’agricoltura.

Tra il 2350 e il 1800 a.C., le città sumere vennero più volte invase da popoli nomadi, che le conquistarono, mettendo fine al loro splendore.

p Leggi le domande e sottolinea le risposte nel testo:

࡟ Cos’è una città-stato?

࡟ Qual era il ruolo del re-sacerdote?

࡟ Che importanza avevano la ziqqurat?

࡟ Perché le città sumere erano spesso in guerra tra loro?

࡟ Come erano costruiti gli edifici nelle città sumere?

࡟ Cosa accadde alle città sumere tra il 2350 e il 1800 a.C. e quali furono le conseguenze di queste invasioni?

LE ATTIVITÀ ECONOMICHE DEI SUMERI

L’agricoltura era l’attività economica più importante e diffusa tra i Sumeri. Grazie a un ingegnoso sistema di canali di irrigazione, riuscivano a coltivare un’ampia varietà di prodotti.

Tra i principali cereali coltivati vi erano: grano, orzo, lenticchie e fave.

La regione era inoltre rinomata per la coltivazione di datteri e fichi.

Accanto all’agricoltura, anche l’allevamento svolgeva un ruolo fondamentale.

Pecore e capre fornivano carne, latte e, soprattutto, lana, usata per produrre tessuti.

Bovini e asini venivano impiegati nei lavori agricoli e come animali da trasporto

La pesca era diffusa nei fiumi della regione.

L’artigianato sumero raggiunse livelli di grande raffinatezza.

La facile reperibilità dell’argilla favorì lo sviluppo della ceramica: si producevano vasi, recipienti, mattoni e tavolette per la scrittura cuneiforme.

Molto sviluppata era anche la lavorazione dei metalli, delle pietre dure e dei materiali preziosi.

Gli artigiani sumeri realizzavano gioielli, armi, strumenti e oggetti d’uso quotidiano, dimostrando grande abilità tecnica e gusto artistico.

I prodotti dell’agricoltura, dell’allevamento e dell’artigianato venivano utilizzati come merci di scambio per ottenere materie prime come metalli, legno e pietre.

Coroncina formata da foglie d’oro separate da perline di pietre preziose.

Vaso in argilla rinvenuto nella città di Ur.

p Segna la risposta corretta con una X

࡟ Qual era l’attività economica più importante e diffusa tra i Sumeri?

La pesca

L’agricoltura L’artigianato

࡟ Quale sistema permise ai Sumeri di coltivare una grande varietà di prodotti?

Le serre

La semina I canali di irrigazione

࡟ Quali cereali venivano coltivati dai Sumeri?

Mais e riso

Grano, orzo, lenticchie e fave

Avena e segale

࡟ Quale animale forniva principalmente lana ai Sumeri?

L’asino

Pecore e capre Il bue

࡟ Qual era l’uso principale di bovini e asini nella società sumera?

Cibo e pelle

Cibo

Lavori agricoli e trasporto

࡟ Quale materiale favorì lo sviluppo dell’arte ceramica sumera?

Il legno

L’argilla

Il ferro

࡟ Cosa realizzavano gli artigiani sumeri con i metalli e materiali preziosi?

Sculture e statue giganti

Armi, gioielli, strumenti e oggetti quotidiani

Abiti e tessuti

࡟ A cosa servivano i prodotti agricoli, di allevamento e artigianali?

Come tributo al re

Per la decorazione dei templi

Come merce di scambio per ottenere materie prime

LA ZIQQURAT

La ziqqurat era un’enorme piramide a gradoni che dominava su tutti gli edifici della città.

Grandi scale portavano ai piani superiori. In cima all’edificio si trovava il tempio dedicato al dio protettore della città. Il tempio era utilizzato anche come tor re di avvistamento: dalle sue terrazze, sacerdoti, oltre a celebrare i riti religio si, osservavano le stelle e i movimenti dei pianeti.

Nella parte bassa della ziqqurat si vavano grandi magazzini, dove i Sumeri conservavano i raccolti e le merci.

Sopra i magazzini c’erano gli edifici

C’erano inoltre le scuole, dove i figli dei ricchi imparavano a scrivere.

p Segna con una X le affermazioni corrette.

La ziqqurat era una piccola costruzione

In cima alla ziqqurat si trovava

Le scale portavano ai piani inferiori

Il tempio veniva usato anche come

I sacerdoti usavano le terrazze

I magazzini si trovavano nella parte

I raccolti e le merci venivano conservati

Le case dei sacerdoti si trovavano

Le scuole della ziqqurat erano

I figli dei ricchi imparavano a scrivere

UN AGRICOLTORE SUMERO

In questo disegno vediamo un agricoltore sumero e sua moglie nei loro

l’agricoltore? Cosa indossa sua moglie?

l’agricoltore? Cosa usa per mieterla?

così importante?

L’INVENZIONE DELL’ARATRO

L’agricoltura dei Sumeri fu molto produttiva anche grazie all’introduzione di nuovi strumenti di lavoro, come ad esempio l’aratro

p Come si giunse a questa invenzione? Osserva le vignette in disordine, attribuisci a ciascuna la descrizione appropriata scrivendo il numero nel riquadro e verbalizza a voce.

1. All’inizio, per lavorare la terra, l’uomo usò dei bastoni appuntiti. Questo sistema però era molto faticoso e costringeva a stare piegati per tutto il tempo.

2. Qualcuno allora pensò di legare un bastone più lungo ad uno più corto, in modo da lavorare stando quasi diritti. Si ottenne così una zappa rudimentale.

3. Il bastone lungo fu prolungato ulteriormente per essere trascinato da una o due persone, mentre un’altra teneva il bastone corto ben piantato nella terra. Era l’antenato dell’aratro.

4. Successivamente alle persone furono sostituiti gli animali, mentre il bastone che scalfiva il terreno fu sostituito con una lama di bronzo, molto più robusta del legno. Infine, fu aggiunto un imbuto per far cadere i semi nel terreno appena smosso.

LA SOCIETÀ SUMERA

Ogni città-stato della Mesopotamia era governata da un re, che aveva moltissimi poteri: comandava l’esercito, faceva rispettare le leggi ed era anche il capo religioso. Infatti, la religione aveva un ruolo fondamentale per i Sumeri. Accanto al re, c’erano anche i sacerdoti Essi organizzavano i riti religiosi, controllavano le scorte di cibo nei magazzini e gestivano la costruzione dei canali per l’irrigazione.

C’erano i funzionari, che erano nobili e appartenevano a famiglie ricche con molte terre. Essi aiutavano il re nel governo della città.

Gli scribi, esperti nella scrittura, tenevano i registri e scrivevano i documenti ufficiali.

I guerrieri proteggevano la città e combattevano in caso di guerra.

La maggior parte della popolazione era composta da artigiani, mercanti, contadini e pastori. Essi erano persone libere, ma non possedevano terre.

Gli artigiani costruivano oggetti utili per la vita di tutti i giorni. I mercanti viaggiavano su carri o navi per comprare e vendere beni, anche in terre lontane.

I contadini e i pastori si occupavano di coltivare la terra e allevare gli animali.

Infine, c’erano gli schiavi, che erano in genere prigionieri di guerra o persone che non riuscivano a pagare i propri debiti. Essi potevano essere comprati e venduti come oggetti.

p Completa le frasi.

࡟ Il re nelle città-stato aveva moltissimi poteri .......................................................

࡟ I sacerdoti erano considerati importanti perché

࡟ I funzionari aiutavano

࡟ Gli scribi tenevano ...................................................................................................

࡟ La maggior parte della popolazione era composta da

࡟ C’erano infine gli schiavi che

p Cosa pensi del fatto che in molti Paesi del mondo esista ancora disuguaglianza sociale ed economica? Esprimi la tua opinione e confrontati con la classe.

LEGGO UNA FONTE LO STENDARDO DI UR

Lo Stendardo di Ur è una scatola in legno decorata con mosaici e pietre preziose. Risale al 2600 a.C. circa. Su uno dei lati sono rappresentate scene di pace, sul lato opposto scene di guerra. Questo oggetto ci dà molte informazioni sulla società e sul modo di vivere dei Sumeri.

LATO DELLA PACE

Sul lato dedicato alla pace vediamo la scena di un banchetto reale.

1 Seduto sul trono c’è il re.

2 Di fronte al re siedono i funzionari che brindano.

3 Sono presenti i musicisti.

4 Ci sono anche i servitori che conducono capre e buoi.

LATO DELLA GUERRA

Sul lato dedicato alla guerra è raffigurata l’organizzazione militare e la potenza dell’esercito sumero.

1 Il re è al centro della striscia in alto: è disegnato più grande per sottolineare il suo ruolo centrale e importante.

2 I prigionieri di guerra, ridotti in schiavitù, vengono condotti davanti al re.

3 Sono raffigurati i carri da guerra trainati da asini.

4 Alcuni soldati sumeri combattono a piedi, armati di lance e scudi.

5 Anche il re possedeva un carro, facilmente riconoscibile perché è più grande degli altri e vuoto, simbolo della sua autorità.

p Divisi in piccoli gruppi create un nuovo stendardo che rappresenti oggi la pace e la guerra. Successivamente, confrontate le vostre idee con il resto della classe.

LA RELIGIONE DEI SUMERI

I Sumeri erano politeisti, cioè adoravano molti dei; ogni città aveva la propria divinità, alcune però erano adorate in tutta la Mesopotamia.

Gli dei sumeri erano immortali, ma avevano aspetto umano; si comportavano dunque come gli uomini, provavano sentimenti e passioni, avevano bisogno di una casa, di vestiti e di cibo. Gli uomini erano i loro servitori. La statua della divinità era conservata nel tempio, luogo in cui si riunivano i fedeli per venerarla. Nell’antica Mesopotamia se la divinità del tempio era maschile, il sommo sacerdote, cioè il sacerdote più importante, era una donna, mentre se la divinità era femminile, il sommo sacerdote era un uomo

Le divinità più importanti erano: An, dio del cielo; Enlil, dio del vento; Uras o Ki, dea della terra, che partorirà Inanna e Nintu, dee dell’amore e della fecondità; Enki, dio dell’acqua. C’era poi Mamitu, dio della morte.

p Rispondi alle domande.

࡟ Cosa vuol dire che i Sumeri erano politeisti?

࡟ Che aspetto avevano le divinità sumeriche? Come si comportavano?

࡟ Quali erano le divinità dei quattro elementi della natura (aria, cielo, acqua e terra)?

࡟ Dove venivano venerati gli dei?

࡟ Qual è la religione che tu professi? È di tipo politeista o monoteista?

LA SCRITTURA

Intorno al 3300 a.C., i Sumeri inventarono le prime forme di scrittura per registrare i prodotti depositati nei magazzini e le merci vendute. Inizialmente, si servirono di caratteri che assomigliavano a dei disegni (pittogrammi e ideogrammi); con il passare del tempo questi caratteri divennero sempre più schematici. Per scrivere i Sumeri utilizzavano tavolette rettangolari in argilla, che poi incidevano con uno strumento appuntito, triangolare, lo stilo, che dava ai caratteri segnati la forma di cuneo, cioè di chiodo. Per questo gli studiosi l’hanno chiamata scrittura cuneiforme. Una volta fatte asciugare, queste tavolette erano troppo pesanti per essere trasportate né adatte per far circolare parole e testi lontano dal luogo in cui erano stati scritti. Per questa ragione, venivano riposte in un luogo sicuro e lì conservate a lungo. Infatti, durante gli scavi archeologici della biblioteca della città di Ebla in Mesopotamia (ora in Siria), furono ritrovate ben ventimila tavolette. Nella società sumera, solo gli scribi sapevano leggere e scrivere. Per imparare la scrittura, bisognava studiare per molti anni sotto la guida di severi maestri. Soltanto i figli maschi delle famiglie più ricche potevano frequentare la scuola.

p Rispondi alle domande.

࡟ Quando i Sumeri inventarono la scrittura?

࡟ In che modo si sono evolute le forme di scrittura sumeriche?

࡟ Su che tipo di supporto scrivevano i Sumeri? Perché secondo te?

࡟ Per imparare la scrittura sumerica occorrevano molti anni di studio, perciò solo poche persone sapevano leggere e scrivere. Chi erano?

࡟ Dove venivano conservate le tavolette con le iscrizioni?

࡟ La scrittura sumerica ti sembra semplice? Assomiglia ai caratteri che tu usi per scrivere?

INVENZIONI E SCOPERTE

LA RUOTA

Furono i Sumeri a inventare la ruota, una delle più importanti invenzioni della storia. All’inizio era in legno pieno, quindi molto pesante, ma in seguito fu sostituita dalla ruota con i raggi, più leggera e facile da usare.

Quando fu applicata ai carri, il trasporto divenne molto più semplice: si potevano spostare più oggetti con meno fatica. I carri, seppur difficili da guidare, vennero impiegati anche in guerra, rendendo gli eserciti più rapidi e potenti.

IL MATTONE

Anche il mattone fu inventato dai Sumeri. Si otteneva con argilla bagnata messa in stampi di legno e asciugata al sole.

Con questi blocchi solidi si costruivano ziqqurat, mura e si rafforzavano argini e canali.

IL TORNIO A PEDALE

Grazie all’invenzione della ruota, i Sumeri crearono il tornio a pedale, usato per modellare l’argilla. Era composto da due dischi: il vasaio faceva girare quello inferiore con il piede e, con le mani, dava forma ai vasi. Una volta modellati, i vasi venivano asciugati e poi cotti.

p Segna con una X se l’affermazione è vera (V) o falsa (F).

࡟ La ruota non fu inventata dai Sumeri V F

࡟ La ruota con i raggi era più leggera di quella piena V F

࡟ I carri a ruote rendevano più facile il trasporto di oggetti pesanti V F

࡟ I mattoni venivano cotti subito dopo essere fatti V F

࡟ I mattoni permettevano di costruire edifici grandi e resistenti V F

࡟ Il tornio a pedale serviva per costruire le case V F

࡟ Il vasaio usava i piedi per far girare il tornio V F

࡟ Le ziqqurat erano costruite con mattoni V F

I SUMERI

DOVE E QUANDO SI STABILIRONO I SUMERI?

Quella dei Sumeri fu la prima civiltà della Mesopotamia. Si stabilirono intorno al 4000 a.C. in Mesopotamia.

COSA FONDARONO?

I Sumeri fondarono numerose città: ciascuna formava un piccolo Stato indipendente con le sue leggi e le sue usanze. Le città erano governate da un re-sacerdote.

COM’ERA ORGANIZZATA LA SOCIETÀ?

Il re era a capo di tutti. Poi c’erano i sacerdoti. I funzionari e gli scribi che aiutavano il re. La maggior parte della popolazione era formata da artigiani, mercanti, contadini. Infine c’erano gli schiavi, che non erano liberi.

QUALI ATTIVITÀ PRATICAVANO?

I Sumeri praticavano l’agricoltura, l’allevamento, l’artigianato e il commercio.

COM’ERA LA RELIGIONE?

I Sumeri erano politeisti, cioè adoravano molti dèi che rappresentavano gli elementi della natura. Ogni città aveva un proprio dio che la proteggeva, al quale veniva dedicata la ziqqurat.

CHE COSA INVENTARONO?

I Sumeri inventarono la scrittura, l’aratro, la ruota, i mattoni e il tornio.

I BABILONESI

p Completa il testo con le seguenti parole:

Codice • Hammurabi • stele • Babilonia • invasa • mura • dio • leggi • pensili • mura • Eufrate

La Mesopotamia, intorno al 2000 a.C., fu da un popolo arrivato da ovest, che conquistò le città dei Sumeri e ne fondò di nuove.

Il re più famoso di questo popolo fu , che riunì tutte le città in un unico grande impero con capitale Babilonia.

Egli è ricordato soprattutto per il suo : un insieme di 282 leggi scritte che regolava la vita dell’impero.

In precedenza le venivano tramandate a voce e ogni giudice o potente poteva modificarle come credeva.

Le leggi raccolte da Hammurabi, invece, furono incise su di pietra sistemate nei punti più frequentati delle città, in modo che tutti potessero conoscerle e rispettarle.

era la città più grande e importante del tempo. Era attraversata dal fiume e circondata da costruite con mattoni di argilla cotti al sole o nelle fornaci. Nelle si aprivano otto porte, dedicate ad altrettante divinità. La ziggurat della città era dedicata a Marduk, il più importante babilonese.

Babilonia è ricordata anche per i giardini , realizzati in epoca successiva su grandi terrazze. Vi crescevano alberi e fiori ed erano decorati con fontane di acqua zampillante.

IL CODICE DI HAMMURABI

p Le leggi del Codice di Hammurabi, il re babilonese che regnò tra il 1792 e il 1750 a.C. circa, sono giunte fino a noi perché incise su una stele di pietra ora conservata nel Museo del Louvre, a Parigi (Francia).

Ecco alcune leggi che riguardano le offese fisiche.

࡟ Se un nobile fa perdere un occhio a un suo pari, gli si toglierà un occhio.

࡟ Se un nobile fa perdere un occhio a uno suo inferiore, pagherà una moneta d’argento.

࡟ Se un uomo libero fa perdere un occhio a uno schiavo di un altro uomo libero, pagherà metà del suo prezzo.

Ecco ora altre leggi che riguardano la proprietà.

࡟ Se un uomo ha rinforzato il suo argine e questo cede e i campi dei vicini vengono spazzati via dall’acqua, dovrà pagare per il grano che è andato perduto.

࡟ Se nella casa di un uomo è scoppiato un incendio e un uomo accorso a spegnerlo prende un oggetto del padrone di casa, quell’uomo sarà buttato in quell’incendio.

Ecco infine alcune leggi che riguardano la responsabilità di chi lavora.

࡟ Se una casa crolla uccidendo il padrone, e il crollo è dovuto all’architetto poco abile, sia ucciso l’architetto.

࡟ Se durante un intervento chirurgico un uomo muore o perde un occhio, il chirurgo sia condannato al taglio della mano.

p In base a quanto hai appreso dalla lettura delle leggi, indica se le seguenti affermazioni sulla società babilonese sono vere (V) o false (F). Poi, a voce, trasforma le frasi false in vere.

࡟ La legge è uguale per tutti: uomini liberi e schiavi. V F

࡟ Non esiste la pena di morte. V F

࡟ Il furto è considerato un crimine grave. V F

࡟ I lavoratori sono responsabili delle proprie opere e azioni. V F

BABILONESI: SOCIETÀ E ATTIVITÀ

La società babilonese era composta da: re, uomini liberi, uomini semiliberi e schiavi.

Il re governava su tutto il regno ed era capo dell’esercito e dei sacerdoti.

Gli uomini liberi erano soprattutto proprietari terrieri. Anche gli artigiani, i mercanti, i medici, gli architetti e gli scribi erano considerati liberi, anche se non possedevano terre.

Gli artigiani fabbricavano armi, utensili in bronzo e lavoravano la pietra.

Gli uomini semiliberi erano contadini e pastori al servizio dei proprietari terrieri.

Gli schiavi erano proprietà degli uomini liberi. Di solito erano prigionieri di guerra e svolgevano i lavori più umili e pesanti.

p Segna con una X la risposta corretta:

࡟ Chi era a capo della società babilonese?

Gli scribi

Gli artigiani

࡟ Chi erano gli uomini liberi?

Schiavi che avevano ottenuto la libertà

Soltanto i soldati

Solo i sacerdoti

Il re I mercanti

Proprietari terrieri, artigiani, mercanti, medici, architetti e scribi

࡟ Chi erano gli uomini semiliberi?

Uomini liberi che non avevano terre

Contadini e pastori al servizio dei proprietari terrieri

Prigionieri di guerra

Commercianti stranieri

࡟ Che tipo di lavori svolgevano gli schiavi?

Lavori religiosi

Lavori più umili e pesanti

Compiti militari

Lavori agricoli

A TAVOLA CON I BABILONESI

I Babilonesi erano un popolo di contadini e pastori; per questo si nutrivano soprattutto di cerali: orzo, grano, miglio, con i quali cucinavano zuppe (pare che conoscessero 100 tipi di minestre!) oppure ricavavano farine con cui preparavano il pane, che veniva cotto su terrecotte ardenti. Questo tipo di pane era simile al pane arabo o alla piadina.

I Babilonesi mangiavano molta frutta: datteri, fichi, albicocche, mele, pere, pistacchi. Consumavano anche melanzane e altri tipi di verdure. Dal latte ottenevano il formaggio che veniva addolcito con il miele.

Il pesce era un altro cibo molto frequente, perché veniva pescato nel fiume. Più scarso era il consumo di carne: gli animali allevati non si macellavano perché dovevano produrre latte. Si mangiava invece la cacciagione: volatili, piccoli mammiferi e cavallette. I ricchi mangiavano due volte al giorno, mattina e sera. I commensali mangiavano i cibi serviti su vassoi comodamente distesi in camera o in giardino.

p Rispondi alle domande.

࡟ Quali, tra i cibi consumati dai Babilonesi, mangi ancora oggi? Quali invece non ti piacciono o non mangeresti mai?

࡟ Hai mai mangiato il pane arabo?

࡟ Noti delle differenze tra l’alimentazione dei Babilonesi e quella odierna?

࡟ Quali sono gli eventi che nel mondo d’oggi vengono festeggiati con ricchi banchetti? Tutti gli avvenimenti più importanti: matrimoni, vittorie militari, vendite di terre, venivano festeggiati con lussuosi banchetti. II più memorabile di questi, che durò ben 10 giorni, fu quello offerto nell’870 a.C. dal re Assurnasirpal II, nella città assira di Kalhu, ai suoi 69.517 sudditi per festeggiare la ricostruzione del suo palazzo.

I GIARDINI PENSILI DI BABILONIA

I Giardini Pensili di Babilonia sono considerati una delle Sette Meraviglie del Mondo Antico Secondo la leggenda, furono costruiti dal re Nabucodonosor II (605–562 a.C.) per la moglie.

Questi giardini si chiamavano “pensili” perché sembravano sospesi, essendo disposti su terrazze sovrapposte. Per irrigarli, gli antichi architetti potrebbero aver usato ingegnosi sistemi idraulici, come vasi, carrucole o viti a spirale, per portare l’acqua alle terrazze superiori.

Si racconta che fossero pieni di piante rigogliose, alberi da frutto, fiori e arbusti profumati, simbolo della ricchezza e raffinatezza della civiltà babilonese.

Tuttavia, non ci sono prove archeologiche certe della loro esistenza a Babilonia. Alcuni studiosi ipotizzano che i racconti si riferiscano in realtà a giardini costruiti a Ninive, nell’Assiria. Rimangono comunque una meraviglia leggendaria celebrata dai testi antichi.

p Rispondi alle domande.

࡟ Chi fece costruire i Giardini Pensili di Babilonia?

࡟ Perché si chiamano “pensili”?

࡟ Come veniva portata l’acqua fino ai giardini?

࡟ Che tipo di piante si trovavano nei giardini?

࡟ Esistono prove certe della loro esistenza?

LA CULTURA DEI BABILONESI

p Leggi il testo e sottolinea le risposte alle domande.

L’ASTRONOMIA

I Babilonesi pensavano che le stelle influenzassero la vita delle persone. Per questo studiavano il cielo e osservavano i movimenti delle stelle e dei pianeti. Grazie a queste osservazioni, riuscirono a capire con abbastanza precisione quanto dura un anno e un mese.

Creavano un calendario: l’anno era di 365 giorni, diviso in 12 mesi

Ogni mese durava 29 giorni e mezzo e iniziava dopo la luna nuova (quando la luna non si vede). L’anno cominciava in primavera, con l’equinozio.

p Rispondi alle domande.

࡟ Perché i Babilonesi osservavano il cielo e i movimenti delle stelle?

࡟ Cosa riuscirono a calcolare i Babilonesi grazie all’osservazione del cielo?

࡟ Come era organizzato il calendario babilonese?

࡟ Quando iniziava l’anno per i Babilonesi?

࡟ Cosa segnalava l’inizio di un nuovo mese nel calendario babilonese?

LA MEDICINA

I Babilonesi credevano che le malattie fossero causate da una colpa verso un dio. Per capire quale dio fosse stato offeso, c’erano i medici-sacerdoti, che facevano preghiere e magie. Per curare davvero le malattie, c’erano anche medici che usavano piante ed erbe. I chirurghi curavano ferite, ossa rotte e infezioni.

p Rispondi alle domande.

࡟ Secondo i Babilonesi, quale era la causa delle malattie?

࡟ Chi cercava di scoprire quale dio fosse stato offeso?

࡟ Quali pratiche usavano i medici-sacerdoti per curare?

࡟ Quali rimedi usavano gli altri medici per curare le malattie?

࡟ Che tipo di interventi facevano i chirurghi babilonesi?

LA RELIGIONE DEI BABILONESI

I Babilonesi erano politeisti, cioè credevano in molti dèi.

Ogni dio aveva un tempio e venivano fatte preghiere e offerte per ottenere protezione, salute e buoni raccolti. Il dio più venerato era Marduk, considerato il creatore dell’umanità e protettore della città di Babilonia.

Ogni anno, i Babilonesi organizzavano una grande processione religiosa, che attraversava le strade della città per raggiungere il suo tempio, tra canti, offerte e celebrazioni.

Tra le altre divinità importanti c’era Ishtar, potente dea della guerra e della fertilità. I miti a lei dedicati sono numerosi e affascinanti: il più celebre racconta il suo viaggio nel mondo dei morti, alla ricerca del suo amato.

C’era anche Nabu, figlio di Marduk, dio della scrittura e della saggezza. I sacerdoti lo consideravano il protettore degli scribi e degli studiosi.

■ Unisci correttamente ogni frase.

Babilonesi erano politeisti

Ogni città aveva

Marduk era

Ogni anno si svolgeva

Ishtar

Nabu era

࡟ il figlio di Marduk e dio della scrittura.

࡟ il dio più venerato e protettore di Babilonia.

࡟ una grande processione religiosa in suo onore.

࡟ una divinità protettrice.

࡟ era la dea della guerra e della fertilità.

࡟ credevano in molti dèi.

I BABILONESI

DOVE E QUANDO SI STABILIRONO I BABILONESI?

I Babilonesi si stabilirono in Mesopotamia, una terra tra i fiumi Tigri ed Eufrate, intorno al 2000 a.C. Qui costruirono una delle civiltà più importanti dell’antichità.

QUALI ATTIVITÀ SVOLGEVANO?

I Babilonesi si occupavano principalmente di agricoltura e allevamento. Erano anche abili artigiani e commercianti: producevano oggetti in ceramica e scambiavano merci con altri popoli.

COM’ERA LA RELIGIONE?

I Babilonesi erano politeisti, cioè credevano in molti dèi. Ogni dio aveva un tempio e venivano fatte preghiere e offerte per ottenere protezione, salute e buoni raccolti.

CHE COSA STUDIAVANO E INVENTARONO?

I Babilonesi erano molto curiosi e studiosi. Approfondirono l’astronomia osservando il cielo e i movimenti delle stelle e dei pianeti, e fecero importanti scoperte in medicina, cercando cure per varie malattie.

COM’ERA ORGANIZZATA LA SOCIETÀ?

La società babilonese era divisa in gruppi: uomini liberi, semiliberi e schiavi. Gli uomini liberi avevano più diritti, mentre gli schiavi dovevano ubbidire ai loro padroni.

CHE COSA FECE IL RE HAMMURABI?

Il re Hammurabi fece scrivere un codice di leggi su una grande stele di pietra. Queste leggi servivano per mantenere l’ordine e spiegavano come comportarsi nella vita di ogni giorno.

GLI ITTITI

Originari delle steppe dell’Asia Centrale, gli Ittiti si stabilirono intorno al 2000 a.C. in Anatolia, un territorio montuoso che oggi corrisponde alla Turchia. Gli Ittiti praticavano l’agricoltura, l’allevamento, il commercio e l’artigianato. Furono tra i primi a lavorare il ferro, una scoperta che rivoluzionò la produzione di utensili e armi. Le loro spade, molto più resistenti di quelle in bronzo, diedero al loro esercito un grande vantaggio. Ma non fu solo il ferro a renderli potenti: seppero addomesticare i cavalli e usarli per trainare carri da guerra leggeri e veloci, con ruote a raggi. I nemici, invece, disponevano di carri più lenti e pesanti, trainati da buoi o asini. Grazie a queste innovazioni, gli Ittiti riuscirono a costruire un grande impero, con capitale Hattusa, che si estendeva dall’Anatolia alla Siria. Intorno al 1600 a.C. conquistarono anche parte della Mesopotamia, inclusa Babilonia. La loro potenza terminò però verso il 1200 a.C., quando furono sconfitti da popoli provenienti dal Mediterraneo.

p Segna con una X la risposta corretta.

࡟ Da dove provenivano originariamente gli Ittiti?

Dal Nord Africa

Dall’Asia Centrale

Dalla Mesopotamia

Dalla Grecia

࡟ Quale fu una delle principali innovazioni tecnologiche degli Ittiti?

La scrittura cuneiforme

L’invenzione della ruota

La lavorazione del ferro

La coltivazione del grano

࡟ Perché i carri da guerra ittiti erano più efficaci di quelli dei nemici?

Perché erano decorati con simboli religiosi

Perché erano trainati da elefanti

Perché erano più leggeri e avevano ruote con i raggi

Perché avevano un motore a vapore

LA SOCIETÀ E LA RELIGIONE

DEGLI ITTITI

Gli Ittiti erano guidati da un re eletto da un’assemblea di nobili guerrieri

La società era divisa in: uomini liberi e schiavi.

Gli Ittiti erano politeisti. Adoravano le forze della Natura.

Gli dei più importanti erano: Arinna, dea del sole, Telipinu, dio dei boschi e della pioggia, Teshub, dio del tuono e della tempesta, chiamato anche Taru.

LEONI A GUARDIA DELLA CITTÀ

Hattusa, l’antica capitale degli Ittiti, era costruita a 900 metri d’altezza, sull’altopiano dell’Anatolia (oggi Turchia), ed era circondata da mura imponenti.

p Osserva la fonte visiva, che rappresenta la Porta dei Leoni: una delle porte d’ingresso alla città, poi rispondi alle domande.

p Rispondi alle domande sul quaderno.

࡟ Perché secondo te gli Ittiti costruivano le città in zone elevate e con mura molto robuste?

࡟ Qual è il significato simbolico del leone?

࡟ I due colossali animali sono ritratti con le fauci spalancate. A chi dovevano incutere timore?

࡟ Che impressione trasmette questa porta a chi entra nella città?

GLI ASSIRI

p Attribuisci il giusto titolo a ogni sequenza. Scegli fra:

La biblioteca di Ninive • Fine del regno L’espansione • Guerrieri e costruttori Nuovi strumenti di guerra

Intorno all’800 a.C. gli Assiri iniziarono a espandere il loro impero, conquistando gran parte della Mesopotamia.

࡟ ...........................................................................

Gli Assiri avevano scoperto come lavorare il ferro ed erano diventati abili nel costruire armi Utilizzavano carri da combattimento dotati di ruote a raggi rinforzate con cerchioni di ferro, molto più robuste di quelle di legno usate da Sumeri e Babilonesi. Inoltre, avevano realizzato macchine da guerra in grado di sgretolare le mura delle città nemiche. Gli Assiri, perciò, sconfissero facilmente l’esercito babilonese e conquistarono tutta la Mesopotamia.

࡟

Gli Assiri attaccarono con successo anche i territori confinanti. Tornavano con ricchi bottini, costituiti da oro, argento, pietre preziose, cavalli e schiavi da utilizzare nei lavori faticosi. Queste ricchezze permisero agli Assiri di costruire nelle loro città immensi palazzi circondati da giardini e arredati lussuosamente.

࡟

Oltre che per la loro abilità in guerra, gli Assiri sono ricordati per una grande opera culturale. Verso il 650 a.C., il re assiro Assurbanipal inviò i suoi scribi nei templi di tutte le città dell’impero, con l’incarico di riportare i documenti scritti più interessanti. Si riuscirono così a raccogliere più di 25.000 tavolette di argilla, che furono conservate nella biblioteca della città di Ninive Molte delle notizie che abbiamo sulle antiche civiltà mesopotamiche derivano proprio da quelle tavolette.

࡟

Assurbanipal fu l’ultimo re assiro. Nuovi invasori erano in arrivo già prima della sua morte, avvenuta nel 626 a.C.

LE ATTIVITÀ DEGLI ASSIRI

Gli Assiri sapevano lavorare bene i metalli come il bronzo, il ferro e il rame, con cui costruivano armi e armature come scudi, elmi, pugnali, frecce e lance per i loro soldati. Con l’oro invece facevano gioielli molto belli, che usavano anche per mostrare il loro potere.

Allevavano cavalli, usati soprattutto per la guerra e per trainare i carri da combattimento, un’arma molto importante. Allevavano anche cammelli, utili per trasportare merci e materie prime.

Ma gli Assiri erano anche bravi agricoltori e allevatori. Usavano l’acqua dei fiumi Tigri ed Eufrate per irrigare i campi, dove coltivavano grano, ulivi, frutta, legumi e verdure.

Lavoravano in modo organizzato e avevano grandi magazzini per conservare il cibo.

Gli Assiri facevano anche commercio: scambiavano prodotti con altri popoli fino all’Anatolia e al Mediterraneo, diventando così anche una grande potenza economica.

p Leggi attentamente e sottolinea le parole sbagliate in alcune di queste frasi

࡟ Sapevano lavorare bene i metalli come il bronzo, il ferro e il legno.

࡟ Costruivano armi e armature come scudi, elmi, pugnali, frecce e lance.

࡟ Con l’oro invece facevano gioielli molto costosi.

࡟ Usavano l’acqua dei laghi Tigri ed Eufrate per irrigare i campi.

࡟ Coltivavano grano, ulivi, frutta, legumi e cereali.

࡟ Allevavano cavalli, usati soprattutto per la guerra e per trainare i carri da combattimento.

࡟ Allevavano anche cammelli, utili per trasportare merci e materie prime.

࡟ Gli Assiri erano anche abili commercianti, scambiando prodotti con altri popoli.

L’ORGANIZZAZIONE SOCIALE DEGLI ASSIRI

RE

Emanava le leggi e decideva le tasse da pagare.

Era aiutato da funzionari che governavano le terre più lontane. Era il capo dell’esercito e il primo sacerdote.

GUERRIERI,

SACERDOTI, NOBILI

CONTADINI, PASTORI, ARTIGIANI

Erano persone ricche che possedevano la maggior parte delle terre.

Costituivano la maggioranza della popolazione e conducevano una vita povera alle dipendenze dei ricchi.

DONNE E SCHIAVI

Le donne non godevano di libertà e non avevano diritti.

Erano sottomesse prima al padre e poi al marito.

Gli schiavi erano prigionieri di guerra, costretti a fare lavori pesanti.

p Segna con una X solo le affermazioni vere.

Il re era solo un capo militare e non aveva potere religioso.

I funzionari aiutavano il re a governare le terre lontane.

I guerrieri erano per lo più poveri e non possedevano terre.

I nobili erano persone ricche e possedevano molte terre.

I contadini e i pastori conducevano una vita agiata e indipendente.

La maggior parte della popolazione era composta da artigiani e sacerdoti.

Le donne assire godevano di ampia libertà.

Le donne erano sottomesse prima al padre e poi al marito.

Gli schiavi erano liberi cittadini che lavoravano per scelta.

Gli schiavi erano spesso prigionieri di guerra costretti a fare lavori pesanti.

p Completa il testo.

La società assira era organizzata in modo molto rigido.

Al vertice c’era il che aveva tanto potere.

Egli faceva le leggi, decideva le e guidava l’ .

Era anche primo .

Per controllare tutto, si faceva aiutare da fidati.

Subito sotto al re c’erano i , i e i .

Erano persone molto , possedevano tante

La maggior parte della popolazione era fatta da , e .

Lavoravano molto e spesso dipendevano dai più

Infine c’erano le e gli .

Le donne non avevano e dipendevano prima dal padre e poi dal .

Gli schiavi erano spesso di guerra e facevano i lavori più

p Qual è la tua opinione? Rispondi e confrontati con la classe.

࡟ Secondo te, era una società giusta quella degli Assiri?

LA RELIGIONE DEGLI ASSIRI

Anche gli Assiri erano politeisti, credevano in più divinità che però avevano carattere violento e crudele I sacerdoti, in questo contesto, avevano il compito di interpretare la volontà degli dei. Il dio più potente era Assur, vendicativo e sanguinario, dio della forza e della potenza. La civiltà assira credeva che Assur andasse in guerra a fianco del re e proteggesse l’esercito. Essi veneravano anche la dea babilonese Ishtar, protettrice della giustizia e dell’amore e Adad, dio dei cieli. Anche gli Assiri come i Babilonesi costruirono le ziqqurat.

dio Assur

Ishtar

p Illustra nel riquadro un nuovo dio o una nuova dea del popolo assiro, immaginando che possa incarnare il coraggio o le paure di questa antica civiltà.

Dea
Il

IL GUARDIANO DEI PALAZZI ASSIRI

Davanti alle porte dei palazzi dei re assiri erano collocate statue gigantesche e imponenti, chiamate lamassu. Queste creature fantastiche erano considerate protetto ri del sovrano e del palazzo, capaci di tenere lontani spiriti malvagi e nemici.

Il lamassu è una creatura mitologica formata da:

࡟ Corpo di toro o leone → simbolo di forza

࡟ Ali d’aquila → simbolo di potere divino

࡟ Testa umana → simbolo di intelligenza e saggezza

Era una figura androcefala, cioè con volto umano, scolpito con tratti nobili e solenni.

p Disegna il tuo guardiano ispirato al lamassu. Scegli: un corpo di un animale forte, un volto umano o di un altro animale, elementi magici (ali, corna, fuoco, ecc.). Poi spiega: Dove si trova? Chi protegge? Ha un nome? Quali poteri ha?

LA BIBLIOTECA DI ASSURBANIPAL

A Ninive, il re Assurbanipal fece costruire la più grande biblioteca del mondo antico. Conteneva più di 25.000 tavolette d’argilla sulle quali, con la scrittura cuneiforme, erano stati scritti testi di letteratura, poesia, matematica, scienze, astrologia e medicina. Tra i vari testi ne sono stati trovati moltissimi dedicati alla magia, fatto che testimonia l’importanza e la diffusione nelle culture mesopotamiche di questa pratica, considerata una “forma d’arte”. Oggi le tavolette ritrovate sono conservate presso il British Museum di Londra e il Dipartimento delle Antichità dell’Iraq.

p Leggi quanto scritto dal re Assurbanipal su una tavoletta, poi rispondi.

“Io, Assurbanipal, re degli eserciti e delle nazioni, al quale gli dei dettero orecchie attente e occhi aperti, ho letto tutti gli scritti che i miei predecessori hanno accumulato, ho raccolto tutte le tavolette, le ho fatte trascrivere e le ho messe insieme nel mio palazzo, sigillandole con il mio nome”.

࡟ Che cosa ti fa pensare l’espressione “gli dei mi hanno dato orecchie attente e occhi aperti”?

࡟ A quali tavolette fa riferimento Assurbanipal?

࡟ Perché il re fece trascrivere tutti i testi?

࡟ Dove fece conservare le tavolette? .....................................................................

࡟ Sei mai stato in una biblioteca? Se sì, dove?

࡟ A cosa servono secondo te le biblioteche?

࡟ Ha senso ancora oggi costruire biblioteche? Perché? .......................................

GLI ITTITI

DOVE E QUANDO SI STABILIRONO

GLI ITTITI?

Gli Ittiti si stabilirono in Mesopotamia verso il 2000 a.C., in una zona ricca di risorse naturali.

QUALI ATTIVITÀ SVOLGEVANO?

Gli Ittiti erano allevatori e artigiani. Lavoravano il ferro per costruire utensili e armi. Erano anche abili guerrieri.

COM’ERA LA RELIGIONE?

Gli Ittiti erano politeisti: adoravano tanti dèi, spesso legati alla natura, come il dio del sole, dei boschi, della pioggia, del tuono e della tempesta.

COSA INVENTARONO?

Inventarono la ruota a raggi, utile per i carri da guerra, e le armi in ferro, che li resero più forti in battaglia.

COM’ERA ORGANIZZATA LA SOCIETÀ?

Gli Ittiti erano guidati da un re eletto da un’assemblea di nobili guerrieri. La società era divisa in: uomini liberi e schiavi.

GLI ASSIRI

DOVE E QUANDO SI STABILIRONO

GLI ASSIRI?

Gli Assiri si stabilirono a nord della Mesopotamia intorno all’800 a.C.

QUALI ATTIVITÀ SVOLGEVANO?

Erano un popolo guerriero con un forte esercito. Si dedicavano anche all’agricoltura, allevamento, artigianato e commercio.

COM’ERA LA RELIGIONE?

Gli Assiri erano politeisti: credevano in tanti dèi, ai quali dedicavano templi e cerimonie. Il dio più potente era Assur.

COSA INVENTARONO?

Il re Assurbanipal fece costruire a Ninive la prima grande biblioteca, dove erano raccolti molti testi scritti su tavolette d’argilla.

COM’ERA ORGANIZZATA LA SOCIETÀ?

La società degli Assiri era costituita dal re, da sacerdoti, guerrieri, nobili, contadini, pastori, artigiani, donne e schiavi.

GLI EGIZI

La civiltà egizia si sviluppò lungo le rive del fiume Nilo Ogni anno, tra giugno e novembre, il fiume allagava i campi e lasciava, ritirandosi, uno strato di fango scuro (limo). Il limo rendeva molto fertili i campi e gli abitanti potevano coltivare orzo, grano, lino, ecc.

Gli abitanti dei villaggi che sorgevano lungo il fiume cominciarono ben presto a costruire argini per difendere le case, canali per regolare lo scorrimento delle acque e bacini per poter raccogliere l’acqua e utilizzarla durante i periodi di siccità.

Con il tempo si resero conto che per sfruttare nel modo migliore le piene del Nilo e limitarne i danni, era necessaria un’autorità più forte di quella dei capivillaggio; c’era bisogno di leggi che garantissero una giusta distribuzione delle acque e di un sovrano in grado di farle rispettare.

Nel IV millennio a.C., da una prima unione dei territori tra loro vicini, si formarono due regni, quello dell’Alto Egitto (a sud, con capitale Tebe) e quello del Basso Egitto (a nord, con capitale Menfi). In seguito, dall’unione di questi due regni ebbe origine il Regno d’Egitto con a capo il faraone.

p Segna con una X le affermazioni corrette.

Il fiume Nilo inondava i campi ogni anno tra giugno e novembre.

Il limo lasciato dal Nilo rendeva i campi sterili e inutilizzabili.

Gli abitanti non fecero nulla per controllare le acque del Nilo.

Era necessaria un’autorità forte per gestire le acque e le piene del Nilo.

Il Basso Egitto si trovava a sud e aveva come capitale Tebe.

L'Alto Egitto aveva come capitale Tebe.

L’unione dell’Alto e del Basso Egitto diede origine al Regno d’Egitto.

Il re del Regno d’Egitto era chiamato imperatore.

GLI EGIZI

p Sottolinea in ogni paragrafo la risposta alla domanda scritta accanto.

La civiltà egizia si sviluppò lungo le rive del Nilo. Questo fiume periodicamente inondava i campi circostanti, depositando il limo, uno strato di fango che rendeva il terreno molto fertile.

Le inondazioni però variavano di anno in anno: a volte erano scarse e i raccolti ne risentivano; altre volte erano così abbondanti da danneggiare interi villaggi.

Gli Egizi, perciò, costruirono dighe, argini e canali per regolare le acque del Nilo.

Nel corso del tempo, i villaggi sorti lungo le rive del fiume formarono un unico regno, guidato da un re-sacerdote chiamato faraone.

Secondo gli Egizi, il faraone veniva scelto dagli dèi per assicurare al popolo pace e giustizia e per difendere il regno dai nemici. Il faraone era il figlio del dio Sole, aveva tutti i poteri ed era il padrone assoluto di tutte le terre e le ricchezze dell’Egitto.

Alla sua morte, diventava faraone il primo dei figli maschi. Se era troppo giovane, sua madre regnava fino a quando non fosse cresciuto. Per questo motivo, nell’antico Egitto anche una donna poteva diventare faraone, anche se questo accadeva di rado. Il faraone viveva in un grande palazzo circondato da mura che racchiudevano anche le abitazioni dei funzionari e dei servi, il tempio dedicato al dio Sole, le cucine e i magazzini.

Nei magazzini era custodito il tesoro reale, formato dai tributi versati al faraone da ogni suddito egizio.

Quale caratteristica del Nilo favorì lo sviluppo della civiltà egizia lungo le sue rive?

Quali problemi potevano causare le inondazioni del Nilo?

Che cosa fu fatto per evitare gli inconvenienti causati dalle inondazioni?

Come si formò il regno dell’antico Egitto?

Perché il faraone aveva tutti i poteri?

Chi diventava faraone?

Dove viveva il faraone?

A che cosa servivano i magazzini del palazzo del faraone?

INNO AL NILO

Salve a te, Nilo, che vieni a fecondare la terra, che giungi misteriosamente a dare vita all’Egitto.

Tu inondi i campi creati da Ra, nutri ogni essere vivente.

Quando tu manchi, gli uomini muoiono, i cuori sono tristi e le pance vuote.

Tu fai crescere il grano, tu crei la gioia.

Tu sei il Signore del pane, tu fai vivere il popolo.

Gli dèi ti lodano, gli uomini ti celebrano.

Tu sei il dono divino, tu sei la vita.

p Rispondi alle domande.

࡟ Chi è il protagonista del testo?

࡟ Perché il Nilo è definito “dono divino”?

࡟ Quali sono gli effetti positivi del Nilo sull’Egitto?

࡟ Quali emozioni trasmette quest’inno?

p Immagina di essere un contadino dell’ antico Egitto: scrivi una lettera al Nilo, ringraziandolo per ciò che ti dà.

EDUCAZIONE CIVICA

p Cerca informazioni sull’importanza del Nilo per i Paesi moderni: Egitto, Sudan, Etiopia, annotale e confrontati con la classe.

LE ATTIVITÀ DEGLI EGIZI

La ricchezza dell’antico Egitto si basava soprattutto sui prodotti agricoli, in particolare orzo e grano, utilizzati per la produzione di pane e birra. Venivano coltivate anche verdure, alberi da frutto, viti, lino e papiro, da cui si ricavavano i fogli per scrivere Anche l’allevamento era un’attività fondamentale: i bovini venivano impiegati per trainare l’aratro, mentre ovini, caprini e suini erano destinati all’alimentazione.

Gli Egizi praticavano inoltre la caccia e la pesca, utili per integrare la dieta. Erano abili artigiani: producevano ceramiche, oggetti in vetro, tessuti in lino e cotone, lavoravano il legno e il metallo, e fabbricavano mattoni per le costruzioni.

Infine, svolgevano attività commerciali con i popoli vicini, scambiando i propri prodotti agricoli (grano, orzo, papiro, oggetti preziosi) in cambio di legname, rame e oro.

I contadini egizi ricavano i prodotti della terra facendo meno fatica di chiunque altro al mondo. Essi infatti non si affannano ad arare e a zappare. Quando ci sono le piene del Nilo, le acque salgono a irrigare i campi; quando le acque si ritirano, i contadini seminano i campi, poi vi fanno entrare i maiali perché calpestino i semi e li facciano entrare nel terreno. Infine attendono la mietitura, poi fanno pestare il grano raccolto dal bestiame, perché i chicchi escano dalle spighe, quindi lo ripongono nei granai. Erodoto

p Indica con una X il completamento corretto di ciascuna frase.

࡟ I principali prodotti agricoli coltivati dagli Egizi erano: riso e mais grano e orzo frutta e spezie

࡟ Il papiro serviva per: scrivere costruire barche produrre birra

࡟ Gli animali da allevamento usati per trainare l’aratro erano: suini caprini bovini

࡟ Gli Egizi erano abili artigiani e producevano: ceramiche oggetti in vetro solo oggetti in legno

࡟ Nel commercio con i popoli vicini, gli Egizi scambiavano: solo oro prodotti agricoli oggetti preziosi

p Osserva gli affreschi egizi e scrivi accanto a ciascuno quale attività vi è rappresentata.

IL FARAONE

Nell’antico Egitto, il faraone era considerato il padrone di tutto e di tutti Si credeva che il faraone fosse il figlio del Sole e quindi un dio anch’egli. Gli Egizi dicevano che i precedenti re erano suoi parenti e che erano stati scelti dal cielo. Il faraone portava uno scettro e una frusta d’oro e, quando decideva una cosa, non ci si poteva opporre, perché altrimenti si veniva giustiziati. Il faraone era anche un giudice e, quando prendeva una decisione, era definitiva. Alcune volte il faraone si riuniva con la sua famiglia nel palazzo reale e intanto i suoi servi gli facevano aria con delle piume di struzzo. Durante le cerimonie il re portava una corona, anzi due corone, quella dell’Alto Egitto e quella del Basso Egitto Il faraone decideva tutto, per esempio anche quanto grano lasciare alle famiglie e quanto metterne nei magazzini del regno.

p Rispondi alle domande.

࡟ Chi era, secondo gli antichi Egizi, il faraone?

࡟ Cosa portava con sé il faraone per dimostrare il suo potere?

࡟ Cosa succedeva se qualcuno si opponeva alle decisioni del faraone?

࡟ Cosa dovevano fare i servi quando il faraone si riuniva con la sua famiglia nel palazzo?

࡟ Perché il faraone indossava due corone?

L'ABBIGLIAMENTO DEL FARAONE

Il faraone, sovrano dell’antico Egitto, era spesso raffigurato con abiti e accessori simbolici che ne esaltavano il potere, la sacralità e il ruolo centrale nella società. Uno dei capi più caratteristici era lo shendit (o skentis), un gonnellino corto formato da due lembi pieghettati e arrotondati, uniti al centro da una cintura

Da sotto questi lembi spuntava un pannello centrale più lungo, anch’esso pieghettato. Sebbene fosse tipico del faraone, lo shendit poteva essere indossato anche da nobili e funzionari in occasioni speciali, specialmente quando rappresentavano il sovrano.

Un altro abito cerimoniale importante indossato all’heb sed (“festa sed”), era il mantello del giubileo reale. Questo manto aderente, incrociato sul petto e avvolgente, veniva indossato dal faraone durante la celebrazione del trentesimo anno di regno, simbolo del rinnovamento della sua forza e autorità.

Durante cerimonie e riti religiosi, il faraone poteva indossare altri elementi simbolici:

࡟ La coda di toro, spesso raffigurata appesa al gonnellino, rappresentava forza, virilità e coraggio.

࡟ Grembiuli riccamente decorati realizzati con perline, oro e materiali preziosi, venivano indossati durante eventi solenni.

࡟ Cinture ornamentali aggiungevano prestigio all’abbigliamento regale.

Quando il faraone svolgeva funzioni religiose o sacerdotali, veniva rappresentato con una pelle di pantera o leopardo, oppure con una sua imitazione.

Questo indumento, conciato ma non cucito, con zampe, coda e testa visibili, veniva portato appoggiato su una spalla e rappresentava un forte simbolo spirituale, collegato ai poteri magici del re.

p Sottolinea la parola corretta.

࡟ Il faraone dell’antico Egitto era spesso rappresentato con abiti simbolici per mostrare il suo potere / timore.

࡟ Lo shendit / La tunica era un gonnellino corto indossato dal faraone.

࡟ Lo shendyt era formato da lembi pieghettati e uniti da una cintura / sciarpa.

࡟ Il mantello del giubileo reale era usato nella celebrazione del trentesimo / ventesimo anno di regno.

࡟ La coda di toro / piuma d’oca simboleggiava forza e coraggio.

LA SOCIETÀ EGIZIA

p Leggi le frasi e scrivi nei riquadri la lettera corrispondente. Poi scrivi il nome come nell’esempio.

A) Era all’ultimo posto della piramide sociale

B) Lavoravano la terra e dovevano portare i prodotti nei magazzini reali

C) Avevano il compito di difendere il regno dai nemici

D) Producevano vasi o tessuti o armi o altri oggetti

E) Facevano eseguire gli ordini del faraone

F) Tenevano i conti e facevano pagare le tasse ai cittadini

G) Comandava su tutto e tutti

H) Svolgevano riti religiosi ed erano consiglieri del faraone

LE TASSE

p Gli Egizi dovevano versare al faraone molte tasse, sotto forma di beni o di giornate di lavoro, e i funzionari e gli scribi controllavano che ognuno consegnasse il dovuto. Osserva attentamente le illustrazioni e leggi i testi, poi scrivi un titolo per ogni tassa dovuta.

I popoli conquistati dovevano versare tributi. Poiché non esisteva il denaro, si pagava con merci o con giorni di lavoro.

࡟ ...............................................................

Gli artigiani dovevano versare un tributo per ogni oggetto che producevano.

࡟ I mercanti pagavano una tassa sulle merci che importavano o esportavano.

࡟ ...................................

Ogni contadino doveva versare una certa quantità di grano o di altri prodotti agricoli. La quantità dipendeva dalla terra posseduta.

I pescatori e i cacciatori pagavano tasse su ogni animale ucciso nel fiume, nel mare o nel deserto. ࡟ ....................................................

Ogni famiglia doveva mettere a disposizione una persona perché lavorasse per diverse settimane a un’opera d’interesse comune: dighe, canali, manutenzione degli argini...

I SACERDOTI EGIZI

p Leggi il documento dello storico greco Erodoto.

I sacerdoti si radono tutto il corpo ogni due giorni, per timore che i pidocchi o altri insetti immondi contaminino coloro che servono la divinità; indossano solo una veste di lino e calzari di papiro.

Si lavano due volte al giorno con acqua fredda e due volte durante la notte.

Godono di non pochi privilegi: per esempio, non consumano né spendono nulla di proprio, perché vivono con cibi preparati con cereali sacri, e ognuno ogni giorno dispone di molta carne di bue e di oca, senza contare che viene loro distribuito vino d’uva.

Erodoto, Storie

࡟ Perché i sacerdoti si radono tutto il corpo ogni due giorni?

Per rispettare un voto di purezza religiosa

Per evitare che pidocchi o altri insetti contaminino la divinità

Per imitare gli dèi

࡟ Quali vestiti indossano i sacerdoti secondo il brano?

Tuniche di lana e sandali di cuoio

Vesti di lino e calzari di papiro

Abiti di seta e scarpe di pelle

࡟ Quante volte al giorno si lavano i sacerdoti?

Una volta al giorno

Tre volte al giorno

࡟ Da dove proviene il cibo dei sacerdoti?

Lo coltivano personalmente

Lo cucinano da sé ogni giorno

Due volte al giorno e due volte durante la notte

Ricevono cibi preparati con cereali sacri

࡟ Quali privilegi alimentari hanno i sacerdoti secondo Erodoto?

Possono mangiare solo frutta e verdura

Ricevono ogni giorno molta carne di bue e di oca

Sono costretti a digiunare frequentemente

IL CULTO DEI DEFUNTI

p Leggi la confessione che il defunto doveva rendere a Osiride, il dio dei morti.

Non ho fatto del male agli uomini.

Non ho maltrattato gli animali.

Non ho commesso peccati nel tempio.

Non ho conosciuto ciò che è vietato.

Non ho bestemmiato contro gli dèi.

Non ho fatto violenza al povero.

Non ho commesso ciò che gli dèi disprezzano.

Non ho diffamato lo schiavo dinanzi al suo padrone.

Non ho fatto ammalare alcuno.

Non ho fatto piangere alcuno.

Non ho ucciso.

Non ho dato ordine di uccidere.

Non ho fatto soffrire alcuno.

Non ho rubato gli averi dei templi.

Non ho danneggiato il cibo degli dèi.

Non ho alterato le misure del grano.

Non ho aggiunto peso alla bilancia.

Non ho allontanato il bestiame dal suo pascolo.

Non ho estinto un fuoco quando doveva restare acceso.

Non ho trascurato le offerte agli dèi.

Non ho rubato il loro bestiame.

Non ho fermato un dio nella sua processione.

Sono puro!

p Quali frasi ti hanno colpito di più? Sottolineale.

p Quali comportamenti elencati sono ancora considerati gravi oggi? Confrontati con la classe.

p Scrivi le tue confessioni positive. Ispirandoti alla struttura del testo, scrivi un elenco di cose buone che hai fatto o che cerchi di fare nella tua vita quotidiana.

LE DIVINITÀ DEGLI EGIZI

Anche gli antichi Egizi, come i popoli della Mesopotamia, erano politeisti: credevano in molti dèi. Le divinità egizie avevano corpo umano e testa di animale, per rappresentare le loro qualità e poteri. Ecco alcune delle principali divinità:

RA

DIO DEL SOLE

Era raffigurato con testa di falco e un disco solare circondato da un cobra. Era considerato il creatore di tutto.

OSIRIDE

DIO DEI MORTI E DELLA RINASCITA

HORUS

DIO DEL SOLE NASCENTE

Figlio di Osiride e Iside, rappresentava il faraone in terra. Aveva testa di falco e corona reale.

SETH

DIO DEL CAOS, DELLE TEMPESTE E DELLA GUERRA

Aveva una testa strana, simile a un asino o a un animale fantastico. Era il fratello di Osiride.

THOT

DIO DELLA SCRITTURA E DELLA SAPIENZA

Con testa di ibis, proteggeva scribi e studiosi dei segreti.

ANUBI

DIO

DELL’IMBALSAMAZIONE E DELLA VITA OLTRE LA MORTE

Aveva testa di sciacallo e guidava le anime nel mondo dei morti.

Gli Egizi veneravano anche molti animali sacri come il gatto, il coccodrillo, il falco e l’ibis. Questi animali erano ritenuti speciali perché proteggevano le case e i raccolti o annunciavano eventi importanti, come la piena del Nilo.

p Osserva bene le divinità egizie e rappresenta la tua divinità con dettagli significativi. Scegli:

࡟ Un animale da cui prendere ispirazione.

࡟ Un potere o un valore importante (es. protezione, amicizia, giustizia, creatività, ecologia...).

࡟ Un nome originale che suoni “egizio”.

࡟ Simboli o oggetti che porterà con sé.

p A lavoro ultimato fai una breve descrizione.

LA MUMMIFICAZIONE

Gli Egizi credevano nell’immortalità e quindi nella vita dopo la morte; per questo cercavano di conservare intatto il corpo del defunto. I cadaveri delle persone più ricche venivano infatti imbalsamati Per prima cosa, un sacerdote estraeva dal corpo gli organi interni e li collocava in quattro vasi detti canopi. Successivamente il corpo veniva ricoperto con sostanze a base di sale e oli profumati per disidratarlo. Dopo circa 70 giorni le cavità interne venivano riempite con lino, aromi e spezie. Successivamente il corpo era avvolto con sottili bende di lino; fra queste si ponevano amuleti e scarabei in pietre preziose per tenere lontane le forze del male. Infine, il sacerdote indossava la maschera del dio sciacallo Anubi e celebrava la cerimonia “dell’apertura della bocca”, con la quale si intendeva ridare vita ai sensi del defunto. A questo punto, la mummia veniva sistemata all’interno di sarcofagi, in legno e in pietra, e portata in processione fino alla tomba.

p Dopo aver letto il processo della mummificazione, sintetizza le varie fasi. 1.

p Trova sul vocabolario il significato delle seguenti parole. canopo amuleto scarabeo

IL MITO DI OSIRIDE

Figlio della Terra e del Cielo, Osiride regnò sul mondo con saggezza e giustizia, insieme a Iside, sua sorella e sposa: stabilì le leggi e insegnò agli uomini a coltivare e a venerare gli dèi. Ma il loro fratello, Seth, geloso di Osiride, lo uccise e ne gettò il corpo fatto a pezzi in vari punti dell’Egitto. Iside, disperata, viaggiò a lungo alla ricerca del corpo dello sposo, lo scoprì e con l’aiuto di Anubi, signore delle mummie, ridiede la vita a Osiride. Questi, resuscitato, diventò il re dei morti. Horus, il dio del cielo, figlio di Osiride e Iside, volle vendicarsi di Seth, suo zio: iniziò così l’interminabile lotta fra il bene e il male, in cui nessuno è mai definitivamente sconfitto.

p Dopo aver letto il testo rispondi alle domande.

࡟ Presso quale popolo ha avuto origine il mito?

࡟ Chi è Osiride?

࡟ Chi è Iside?

࡟ Chi è Seth? ...............................................................................................................

࡟ Perché Seth uccide Osiride?

࡟ Chi è Anubi e cosa fa per Iside?

࡟ Chi è Horus? Di chi vuole vendicarsi? ...................................................................

p Prova ad illustrare la scena del mito che ti ha maggiormente colpito.

LE PIRAMIDI

p Osserva la fotografia e rispondi alle domande.

࡟ Come si chiamano le costruzioni rappresentate nell'immagine?

Templi Piramidi

࡟ Qual era la loro funzione principale?

Servivano come tombe

Erano utilizzate come abitazioni di lusso

࡟ Quali materiali sono stati utilizzati per costruirle?

Mattoni di argilla Blocchi di roccia

࡟ Quanto erano grandi queste costruzioni?

Avevano dimensioni ridotte

Alcune superavano i 100 metri

࡟ In quale luogo venivano generalmente costruite?

Al centro delle città

In una necropoli situata a ovest del Nilo

࡟ Chi poteva essere il destinatario di queste strutture?

I faraoni Gli scribi

࡟ Che cosa si trovava all’interno di queste costruzioni?

Un tempio, un granaio e una scuola

La camera con il sarcofago e oggetti del defunto, oltre a corridoi e stanze

SPLENDIDI AFFRESCHI

Analizzando gli splendidi affreschi che decorano le pareti delle tombe egizie, gli studiosi hanno notato un dettaglio sorprendente: in queste immagini, i paesaggi e le attività rappresentati sono tratti dalla vita quotidiana, spesso gli stessi luoghi e gesti vissuti dal defunto in vita.

Questo suggerisce che l’aldilà, per gli Egizi, fosse una continuazione ideale dell’esistenza terrena, un riflesso familiare del mondo conosciuto.

Osservando da vicino questi affreschi, ci troviamo di fronte a testimonianze preziose, autentici ritratti del passato: vere e proprie “istantanee” della civiltà egizia e delle persone che la popolavano.

p Immagina di essere un bambino o una bambina vissuto/a nell'antico Egitto. I tuoi genitori stanno dipingendo bellissimi affreschi all’interno di un palazzo. Scrivi un breve racconto in cui descrivi i colori, gli oggetti e le scene disegnate.

LA TOMBA DI NEFERTARI

La tomba di Nefertari, moglie del faraone Ramses II, si trova nella Valle delle Regine, vicino alla famosa Valle dei Re, ed è considerata una delle più belle e affascinanti dell’antico Egitto

Nefertari era una donna molto importante, conosciuta per la sua intelligenza e abilità politica.

La sua tomba è così ricca di decorazioni da essere chiamata la “Cappella Sistina dell’Antico Egitto”. Le pareti sono coperte da splendidi dipinti che raccontano il suo viaggio nell’aldilà.

In alcune immagini, Nefertari è raffigurata mentre gioca a senet (un antico gioco da tavolo egizio), incontra il dio della scrittura e viene accolta dalle divinità. Ci sono anche parti del Libro dei Morti, un testo sacro che descrive il percorso dell’anima dopo la morte secondo gli antichi Egizi.

La tomba fu scoperta nel 1904 ed è stata una delle più grandi scoperte archeologiche, aiutandoci a conoscere meglio la vita di Nefertari e il suo ruolo nella storia dell’Egitto.

p Sottolinea nel testo le seguenti informazioni

࡟ Chi era Nefertari

࡟ Dove si trova la sua tomba

࡟ Cosa la rende speciale

Immagine di Nefertari su una parete della sua tomba.

࡟ Cosa rappresentano i dipinti

࡟ L’importanza della scoperta

Nefertari si trova davanti al dio seduto Thot, dio della sapienza e della scrittura con la testa di un ibis.

Nefertari offre due vasi agli dèi.

Nella prima scena Nefertari è raffigurata mentre gioca al gioco senet, nella seconda immagine è rappresentata come un uccello dalla testa umana appollaiato su un sacrario. Nella terza immagine Nefertari è inginocchiata con le braccia alzate in adorazione.

p Riproduci l’affresco che ti ha maggiormente colpito cercando di imitare lo stile degli antichi Egizi. Al termine del lavoro descrivi brevemente le tue sensazioni. Poi confrontati con la classe.

LA SCRITTURA GEROGLIFICA

Gli Egizi inventarono la scrittura intorno al 3000 a.C., poco dopo i Sumeri. La scrittura egizia è chiamata scrittura geroglifica ed è formata da segni che riproducono, in maniera stilizzata, gli dei, gli edifici, le attività, gli animali, le armi e altri aspetti della vita e dell’ambiente nella Valle del Nilo. Si tratta di segni molto complessi da tracciare, che richiedevano tempo e grande abilità. All’inizio ogni segno costituiva una parola, ma con il passare del tempo la scrittura geroglifica si semplificò e ogni segno passò ad indicare una lettera o una sillaba. I geroglifici venivano incisi sulle pareti dei templi e delle tombe dei re, per riportare preghiere e lodi agli dei o commemorare i defunti.

p Sopra vedi alcuni geroglifici con la corrispondente lettera italiana. Scrivi il tuo nome e altri tre nomi a piacere utilizzando i geroglifici.

p Prova a decifrare i geroglifici qui sotto:

p Riordina e numera le varie fasi di preparazione dei fogli di papiro e associale ai disegni.

Le strisce erano poi sovrapposte, incrociate e incollate con il succo del papiro stesso.

I fogli essiccati venivano attaccati l’uno all’altro, in modo da formare una striscia lunga diversi metri.

Le fibre interne del fusto venivano tagliate in strisce lunghe e sottili.

Il foglio così ottenuto veniva appiattito con un sasso, levigato e lasciato essiccare al sole.

La lunga striscia di papiro veniva arrotolata.

A SCUOLA CON GLI EGIZI

Le scuole egizie si trovavano accanto ai templi.

Le lezioni iniziavano nelle prime ore del mattino e finivano a mezzogiorno; dopo le lezioni, gli allievi avevano tempo per giocare.

La scuola era divisa in due livelli:

• il livello elementare, della durata di quattro anni

• il livello superiore, chiamato anche "Casa della Vita"

Il maestro era uno scriba in pensione, che insegnava agli alunni il calcolo e la scrittura, soprattutto attraverso la memorizzazione e la copiatura.

I “libri” degli scolari potevano essere fatti di pietra, stoffa, legno o papiro, mentre i “quaderni” per svolgere gli esercizi erano spesso frammenti di coccio o tavolette di legno imbiancate, che potevano essere lavate e riutilizzate.

Voglio che tu ami la scrittura. Un ragazzo che conosce la scrittura, appena cresce, viene salutato e rispettato da tutti. Io ho osservato il fabbro al lavoro: la pelle delle sue dita è ruvida come le scaglie di un coccodrillo.

Ogni falegname che lavora di pialla è più stanco di un contadino e la notte si sente le ossa rotte. Se un tessitore trascorre una giornata lasciando inoperoso il suo telaio, riceve cinquanta frustate. Vedi, non c’è lavoro in cui non si ricevano ordini, tranne quello dello scriba: lui è lì e dà ordini, e non c’è scriba senza cibo.

p Utilizzando le informazioni di questa scheda e aiutandoti con le domande, scrivi sul tuo quaderno un testo dal titolo: Sono uno scolaro egizio.

࡟ Come ti chiami?

࡟ Quanti anni hai?

࡟ Dove vai a scuola?

࡟ Chi è il tuo insegnante?

࡟ Che cosa ti insegnano a scuola?

࡟ Perché stai imparando la scrittura geroglifica?

࡟ Trovi delle difficoltà? Quali?

࡟ Tuo padre ti incoraggia a studiare? Perché?

࡟ Da grande quale lavoro ti piacerebbe svolgere?

LA STELE DI ROSETTA

p La stele è una lastra di pietra che reca un’iscrizione, di solito dedicata a un re, a una divinità o a un defunto. Leggi attentamente le tre descrizioni e scrivi per ciascuna un titolo adatto.

La scrittura geroglifica fu decifrata soltanto duecento anni fa circa. Nel 1799 nella città di Rosetta, in Egitto, venne ritrovato un blocco di pietra che conteneva la stessa iscrizione in tre alfabeti, tra cui geroglifico e greco. Partendo dalla lingua greca, uno studioso francese riuscì a decifrare i geroglifici.

Tra le zampe della Sfinge si trova una stele di pietra L’iscrizione che vi è incisa racconta una storia affascinante...

Ci fu un tempo in cui la sabbia del deserto aveva quasi completamente sommerso la Sfinge, lasciandone emergere solo la testa. Un giorno, il giovane Thutmosi, dopo una faticosa caccia nel deserto, si fermò a dormire all’ombra di quella immensa testa. Durante il sonno la Sfinge gli apparve e gli promise che l’avrebbe fatto diventare faraone se l’avesse liberata dalle sabbie. Thutmosi fece liberare la Sfinge e anni dopo divenne effettivamente faraone. Egli incaricò i suoi scultori di raccontare la storia nella stele di pietra che oggi si trova tra le zampe della Sfinge.

I testi letterari nell’antico Egitto avevano quasi sempre uno scopo pratico: raccontavano le imprese di grandi personaggi, contenevano insegnamenti o preghiere. L’iscrizione su questa stele, per esempio, risalente al 1300 a.C. circa, è un inno al Sole.

CONOSCENZE E INVENZIONI DEGLI ANTICHI EGIZI

Gli antichi Egizi possedevano conoscenze avanzate in molti campi: matematica, medicina, astronomia, ingegneria e scrittura.

■ MATEMATICA E GEOMETRIA

Per costruire templi e monumenti, gli Egizi utilizzavano calcoli precisi e strumenti per misurare lunghezze e angoli. Usavano come unità di misura il cubito (o “gomito”), lungo circa 52 cm. Grazie a queste conoscenze, progettavano edifici imponenti e perfettamente allineati.

■ MEDICINA

La medicina egizia era molto avanzata per l’epoca. Conoscevano molte malattie e usavano rimedi naturali, interventi chirurgici e anche formule magiche. Le loro conoscenze sono raccolte in testi antichi, come il Papiro di Ebers, che descrive

■ ASTRONOMIA E CALENDARIO

Osservando il Sole, le stelle e gli Egizi svilupparono un calendario di 365 giorni Questo calendario era importante

• l’agricoltura (prevedere la piena

• le feste religiose

■ SCRITTURA

Gli Egizi usavano i geroglifici molto complesso. Scrivevano ufficiali, conti economici e tasse. incisi nella pietra o scritti sul papiro “carta” ottenuta da una pianta

p Segna con una X la risposta corretta.

࡟ Quale unità di misura utilizzavano gli antichi Egizi per costruire edifici?

Il metro

Il cubito (o gomito)

Il piede

Il chilometro

࡟ Quale documento antico raccoglie oltre 700 trattamenti medici egizi?

Il Codice di Hammurabi

Il Libro dei Morti

Il Papiro di Ebers

Il Manuale di Tebe

࡟ A cosa serviva principalmente il calendario egizio di 365 giorni?

Per organizzare i turni di lavoro

Per calcolare gli stipendi

Per prevedere le piene del Nilo e fissare le feste religiose

Per programmare le costruzioni dei templi

࡟ Cosa usavano gli Egizi per scrivere i testi sacri e i documenti ufficiali?

L’alfabeto latino

I geroglifici

I numeri romani

I segni cuneiformi

࡟ Quale delle seguenti affermazioni è vera sulla medicina egizia?

Usavano esclusivamente strumenti moderni

Curavano solo con la magia

Combinavano rimedi naturali, chirurgia e formule magiche

Non conoscevano nessuna malattia

LA VITA QUOTIDIANA

L’ABBIGLIAMENTO

Le donne indossavano collane e orecchini. Vestivano tuniche aderenti con cinture e talvolta sopra le tuniche indossavano abiti dai colori vivaci. Le calzature erano sandali di fibra vegetale o di cuoio.

Gli uomini indossavano un panno fermato sui fianchi e una parrucca per proteggere la testa dal sole.

Gli Egizi tenevano molto al loro aspetto, erano molto diffusi gli specchi in rame o in bronzo lucidato. Uomini e donne usavano i trucchi per evidenziare il contorno degli occhi e unguenti e profumi per ammorbidire e profumare la pelle.

p Rispondi alle domande.

࡟ Perché gli Egizi indossavano una parrucca?

࡟ In che modo uomini e donne curavano il loro aspetto? ...............................................................................................................................

࡟ A cosa servivano gli specchi in rame o bronzo lucidato?

࡟ Come veniva trattata la pelle dagli Egizi?

...............................................................................................................................

L’ALIMENTAZIONE

Il pane e la birra erano gli alimenti più diffusi. Il pane veniva preparato con diversi ingredienti, come orzo, farro e frumento.

Gli Egizi erano anche grandi consumatori di pesce, sia di mare che di fiume.

Dall’allevamento e dalla caccia nelle paludi provenivano anatre, oche, piccioni, quaglie e le loro uova. Consumavano anche latticini, verdura, frutta, miele e datteri.

p Rispondi alle domande.

࡟ Quali alimenti, oltre al pane e alla birra, facevano parte della dieta degli Egizi?

࡟ Quali alimenti sono presenti anche nella tua alimentazione?

LE ABITAZIONI

Le abitazioni cambiavano a seconda del ceto sociale.

Le famiglie comuni vivevano in case costruite con mattoni grezzi o essiccati al sole, con stanze di forma quadrata e finestre piccole.

Il tetto piano veniva usato spesso come vano abitativo, soprattutto come cucina.

Le case dei nobili, invece, erano molto più grandi e a più piani, costruite con materiali pregiati, abbellite da affreschi, cortili interni e giardini.

Gli arredi erano semplici: bauli di legno, contenitori in terracotta e cesti intrecciati di papiro o palma.

p Come cambiavano le abitazioni in base alla classe sociale nell’antico Egitto?

IL TEMPO LIBERO PRESSO GLI EGIZI

Nell’antico Egitto, i passatempi e i giochi erano molto diffusi e apprezzati.

Le donne amavano ascoltare musica e danzare, mentre gli uomini si dedicavano ad attività fisiche come l’equitazione, il canottaggio e il tiro con l’arco. I faraoni, in particolare, praticavano spesso la caccia nel deserto.

Il gioco più popolare era quello dei giochi da tavolo, come:

• il Senet, simile alla dama, che si giocava su una scacchiera rettangolare e rappresentava la lotta tra il bene e il male.

• il Mehen, detto anche “gioco del serpente”, che si giocava su una scacchiera rotonda a forma di serpente attorcigliato. Vinceva chi portava per primo la sua pedina al centro.

Un gioco molto amato dalle ragazze era quello della stella: due fanciulle, tenute ai polsi da due ragazzi robusti, ruotavano velocemente intorno a loro.

senet

mehen

Venivano praticati anche: la lotta, il nuoto e una specie di scherma con bastoni. I bambini si divertivano con giocattoli di legno come cavallucci, leoni, ma anche con bambole e palle di cuoio.

p Rispondi alle domande.

࡟ Quali erano i passatempi e i giochi diffusi presso gli Egizi?

࡟ In che modo si divertivano i bambini?

࡟ Quale gioco o passatempo ti sarebbe piaciuto praticare se fossi vissuto/a nell’antico Egitto? Perché?

GLI EGIZI

DOVE E QUANDO SI STABILIRONO GLI EGIZI?

Gli Egizi si stabilirono in Egitto, lungo il fiume Nilo, a partire dal 3100 a.C.

QUALI ATTIVITÀ SVOLGEVANO?

Gli Egizi erano soprattutto contadini, ma c’erano anche artigiani, pescatori, cacciatori e commercianti.

COM’ERA LA RELIGIONE?

Gli Egizi erano politeisti: credevano in molti dèi con forma umana o animale. Credevano anche nella vita dopo la morte, per questo i corpi dei defunti venivano fasciati con le bende.

QUALI INVENZIONI E CONOSCENZE SVILUPPARONO

GLI ANTICHI EGIZI?

Costruirono le piramidi per seppellire i faraoni.

Inventarono la scrittura con i geroglifici.

Conoscevano la medicina, l’astronomia, la matematica e la geometria.

COM’ERA ORGANIZZATA LA SOCIETÀ?

La società egizia era divisa in diversi gruppi. Al vertice c’era il faraone, che comandava su tutto e su tutti.

Sotto di lui c’erano:

1. funzionari

2. sacerdoti

3. scribi

4. soldati

5. artigiani

6. mercanti

7. contadini

8. schiavi

LA CIVILTÀ DELL’INDO

Intorno al 2500 a.C., nel bacino dell’Indo, si era sviluppata una fiorente civiltà fluviale, che aveva come città principali Mohenjo-Daro, a sud, e Harappa, a nord. Gli abitanti avevano realizzato un complesso sistema di canali e praticavano principalmente l’agricoltura (grano, orzo, legumi, riso), l’allevamento (di mucche, bufali, elefanti) e il commercio. Verso il 1600 a.C., nella penisola indiana giunsero gli Arii, nomadi provenienti da nord, che sottomisero gli abitanti della regione.

Harappa e Mohenjo-Daro decaddero

Gli Arii imposero il loro potere su un territorio molto vasto, dall’Indo al fiume Gange.

Dopo l’arrivo degli Arii la società fu divisa in caste: i sacerdoti, i guerrieri, gli uomini dediti alla vita economica (mercanti, agricoltori, pastori) e i servi. C’erano poi i paria o “intoccabili” o “i senza casta”, mendicanti o uomini che si dedicavano a lavori considerati spregevoli come il macellaio o il becchino.

p Rispondi alle domande.

࡟ In che millennio si è sviluppata la civiltà dell’Indo?

࡟ Quali erano le principali città?

࡟ Cosa accadde intorno al 1600 a.C.?

࡟ In quante classi era divisa la società degli Arii? Quali erano?

caste: classi sociali chiuse a cui si appartiene per nascita.

LA CITTÀ DI MOHENJO-DARO

Gli antichi abitanti dell’attuale Pakistan costruivano case con mattoni cotti, molto resistenti all’acqua. Molte abitazioni avevano più stanze, cortili e bagni. Quasi tutte erano dotate di acqua corrente, grazie alla presenza di pozzi, e la città era servita da una rete fognaria che correva sotto le strade e portava le acque sporche lontano dalle case.

Mohenjo-Daro era una città grande e ben organizzata. Le sue strade erano ampie e si incrociavano in modo ordinato, formando una specie di griglia, proprio come nelle città moderne.

La città era popolosa e probabilmente governata da un re-sacerdote, anche se non abbiamo certezze assolute.

p Leggi le frasi e segna Vero o Falso.

࡟ Mohenjo-Daro si trovava in Egitto. V F

࡟ Le case erano fatte con mattoni cotti. V F

࡟ Le strade della città erano strette e disordinate. V F

࡟ Gli abitanti avevano pozzi per prendere l’acqua. V F

࡟ Non c’erano fognature nella città. V F

࡟ Non è sicuro che Mohenjo-Daro avesse un re. V F

I SIGILLI DI MOHENJO-DARO

Questi sigilli di pietra provengono dalla Valle dell’Indo. Durante gli scavi a Mohenjo-Daro, gli archeologi ne hanno riportati alla luce più di 1200.

p A che cosa servivano questi sigilli?

A contrassegnare dei prodotti, come facciamo noi con le etichette.

A dimostrare la ricchezza dei proprietari delle merci.

p Ogni sigillo era forato da entrambe le parti, e questo permetteva di introdurvi un filo. Per quale scopo?

p Alcuni sigilli di Mohenjo-Daro sono stati trovati in alcune città della Mesopotamia. Che cosa dimostra questo fatto?

Degli artigiani dell’India si erano trasferiti in Mesopotamia. Fra i due Paesi esistevano dei rapporti commerciali.

ALUNNO:

ATTIVITÀ E SCRITTURA

• DATA: È tempo di... organizzare le conoscenze

p Scrivi accanto a ogni sequenza la parola adatta; scegli fra: commercio • artigianato • fauna • cotone • coltivazioni.

Attività e scrittura nella valle dell’Indo

I contadini della valle dell’Indo coltivavano orzo, grano, sesamo, meloni, palme da dattero.

• Scrivi accanto a ogni sequenza la parola adatta; scegli fra: commercio • artigianato • fauna • cotone • coltivazioni

Furono tra i primi a coltivare il cotone. Lo filavano e lo tessevano, ricavandone stoffe per gli abiti e reti per pescare.

I contadini della valle dell’Indo coltivavano orzo, grano, sesamo, meloni, palme da dattero.

I mercanti trasportavano le merci via terra con robusti carri trainati da buoi o via mare con imbarcazioni a vela a un solo albero.

Furono tra i primi a coltivare il cotone. Lo filavano e lo tessevano, ricavandone stoffe per gli abiti e reti per pescare.

..............................

Oltre ai contadini e ai fabbricanti di mattoni, c’erano artigiani esperti in diversi mestieri: orafi, intagliatori di pietre, ceramisti…

Oltre ai contadini e ai fabbricanti di mattoni, c’erano artigiani esperti in diversi mestieri: orafi, intagliatori di pietre, ceramisti...

Le foreste e le praterie circostanti erano abitate da tigri, leoni ed elefanti. Questi ultimi, insieme a mucche e bufali indiani, erano usati come animali da trasporto e da lavoro.

Le foreste e le praterie circostanti erano abitate da tigri, leoni ed elefanti. Questi ultimi, insieme a mucche e bufali indiani, erano usati come animali da trasporto e da lavoro.

p Leggi il testo, poi completa la mappa.

I mercanti trasportavano le merci via terra con robusti carri trainati da buoi o via mare con imbarcazioni a vela a un solo albero.

• Leggi il testo, poi completa la mappa.

Tra gli oggetti trovati ci sono molti sigilli. Si tratta di piccole lastre di pietra su cui sono incise figure di animali e scritte. Premute su materiali malleabili come l’argilla, lasciavano la loro impronta. Servivano probabilmente ai mercanti per marchiare i loro prodotti. Le scritte sui sigilli dimostrano che gli abitanti della valle dell’Indo utilizzavano una scrittura, ma per noi essa è ancora un mistero.

Tra gli oggetti trovati ci sono molti sigilli. Si tratta di piccole lastre di pietra su cui sono incise figure di animali e scritte. Premute su materiali malleabili come l’argilla, lasciano la loro impronta. Servivano probabilmente ai mercanti per marchiare i loro prodotti.

Le scritte sui sigilli dimostrano che gli abitanti della valle dell’Indo utilizzavano una scrittura, ma per noi essa è ancora un mistero. Alcuni sigilli indiani sono stati ritrovati in Mesopotamia, a testimonianza degli scambi commerciali che avvenivano tra le popolazioni.

Alcuni sigilli indiani sono stati ritrovati in Mesopotamia, a testimonianza degli scambi commerciali che avvenivano tra le popolazioni.

Sono piccole lastre di Hanno incisioni di Lasciano l’impronta su

Servivano

SIGILLI

LA CIVILTÀ DELL’INDO PER IMMAGINI

p Osserva i disegni, poi attribuisci il numero giusto alle didascalie. 1 2 3 4 5

Gli abitanti della valle dell’Indo usavano elefanti, mucche e bufali indiani come animali da trasporto e da lavoro.

Vicino al fiume Indo sono stati ritrovati i resti di antiche città.

Le case della valle dell’Indo erano fatte con mattoni d’argilla cotti.

Oltre ai contadini e ai fabbricanti di mattoni, c’erano bravi artigiani: orafi, intagliatori di pietre, ceramisti.

I contadini coltivavano orzo, grano, sesamo, meloni, palme da dattero e, per la prima volta, la pianta del cotone.

LA CIVILTÀ DELL’INDO

DOVE E QUANDO SI SVILUPPÒ LA CIVILTÀ DELL’INDO?

La civiltà dell’Indo si sviluppò lungo il fiume Indo a partire dal 2500 a.C.

Nel 1500 a.C. arrivarono gli Arii e la civiltà finì.

QUALI ATTIVITÀ SVOLGEVANO?

La principale era l’agricoltura. Praticavano anche l’artigianato e il commercio.

COM’ERA ORGANIZZATA LA SOCIETÀ?

Le città come Harappa e Mohenjo-Daro erano ben costruite e governate da un re-sacerdote e dai suoi funzionari.

La classe più numerosa era quella dei contadini.

Dopo l’arrivo degli Arii, la società fu divisa in caste.

COM’ERA LA RELIGIONE?

Gli Indi erano politeisti. Essi adoravano molti dèi.

COSA INVENTARONO O REALIZZARONO?

Gli Indi realizzarono sigilli di pietra con disegni e simboli incisi, usati per marcare merci e oggetti. Inventarono anche una scrittura, che si può osservare su molti oggetti ritrovati dagli archeologi.

LA CIVILTÀ CINESE

La civiltà cinese sorse nelle valli intorno al Fiume Giallo e si sviluppò poi verso sud, fino al Fiume Azzurro e anche oltre. I piccoli villaggi di contadini crebbero progressivamente fino a diventare città e, intorno al 1700 a.C., il territorio venne unificato in un unico regno. A partire dal 2000 a.C. e fino al secolo scorso, la Cina è stata governata da varie dinastie; il re era considerato anche un sacerdote e il potere veniva trasmesso di padre in figlio. Nella società c’erano poi i nobili, i contadini e, infine, gli schiavi

La prima dinastia fu quella degli Shang (17001500 a.C. circa), che pose la capitale ad Anyang; successivamente la popolazione nomade degli Chou spodestò gli Shang e diede origine ad una dinastia che regnò fino al 770 a.C. circa. Seguì un periodo di lotte, da cui risultò vincitore nel 221 a.C. ShiHuang-ti, capostipite della dinastia Qin, che riunì la Cina sotto un unico vasto impero e assunse il titolo di imperatore.

p Rispondi alle domande.

Shi-Huang-ti

࡟ Quali erano i nomi dei principali fiumi che attraversavano la Cina?

࡟ Come era divisa la società cinese?

࡟ Da quali dinastie fu governata la Cina a partire dal 2000 a.C.?

ATTIVITÀ NELL’ANTICA CINA

p Il testo è diviso in sequenze. Attribuisci un titolo a ogni sequenza, scegliendo fra:

Coltivatori di miglio, frumento e riso • Artigiani del bronzo

Levigatori di giada • Costruttori di canali • Allevatori di bachi

࡟

Gli antichi Cinesi temevano molto la siccità e le inondazioni. Diventarono quindi esperti nella costruzione di canali per contenere le piene dei fiumi e irrigare i campi.

࡟

Vicino al Fiume Giallo si coltivavano miglio e frumento. Il riso cresceva in campi che venivano allagati dalle acque del Fiume Azzurro.

࡟

Si coltivavano anche ortaggi e piante da frutto, ma soprattutto gelsi, le cui foglie servivano per allevare il baco da seta

࡟

Oltre ai contadini, c’erano abili artigiani del bronzo, che realizzavano armi, utensili per la vita quotidiana e preziosi oggetti giunti fino a noi.

࡟

Altrettanto abili erano gli artigiani che lavoravano la giada, una pietra durissima che non poteva essere tagliata, ma solo limata e levigata. Veniva utilizzata per le lame di spade e pugnali e per raffinatissimi oggetti decorativi. C’erano anche bravi ceramisti, un’attività la cui tradizione è durata fino a oggi.

p Metti in ordine le fasi della lavorazione della seta.

Quando i bachi formavano i bozzoli, costituiti da un unico filo di seta, questi venivano raccolti e immersi in acqua bollente. Alla fine i tessuti venivano tinti.

Presso le case di quasi tutti i contadini venivano allevati bachi da seta, nutriti con le foglie dei gelsi.

Il filo veniva avvolto in rocchetti utilizzati per la tessitura.

I bozzoli venivano srotolati e il filo di seta veniva separato.

LA RELIGIONE

Gli antichi Cinesi credevano molto nella natura e nelle sue divinità, come quelle del Sole, del mare e delle montagne

Un aspetto molto importante per loro era il culto degli antenati: pensavano che gli spiriti dei loro familiari morti potessero influenzare il favore degli dèi e il destino delle persone.

In passato, i re prima di ogni decisione importante si recavano nei templi per chiedere consiglio agli spiriti degli antenati. Poi questa usanza si diffuse nelle famiglie comuni: ogni casa aveva un altare con oggetti sacri, offerte e bracieri per bruciare l’incenso.

Tra il VI e il V secolo a.C. visse in Cina un importante filosofo: Confucio.

Egli insegnava che ogni persona doveva essere onesta, leale e rispettosa verso gli altri. Secondo lui, i governanti dovevano dare il buon esempio e governare in modo giusto e saggio. Confucio diceva anche che i funzionari pubblici dovevano essere scelti per il loro merito, e non per la ricchezza o il nome della famiglia. Le sue idee furono molto seguite e influenzarono la Cina per molti secoli.

p Segna con una X il completamento corretto.

࡟ Gli antichi Cinesi adoravano: solo il dio della guerra solo Confucio le divinità della natura come Sole, mare e montagne nessuna divinità

࡟ Il culto degli antenati era importante perché si credeva che: gli spiriti degli antenati portassero ricchezza gli spiriti potessero influenzare gli dèi e il destino delle persone gli antenati tornassero in vita era un’usanza straniera

࡟ Confucio sosteneva che i funzionari pubblici dovessero essere scelti: per ricchezza per fama per il loro merito per eredità familiare

L’ORGANIZZAZIONE SOCIALE

Nel tempo i villaggi si ingrandirono e si trasformarono in tanti regni. Ogni regno era governato da un re-sacerdote che, alla sua morte, trasmetteva il potere solo ai membri della sua famiglia Questo sistema dinastico garantiva la continuità del potere.

A partire dal 1600 a.C. circa, per molti secoli, la Cina fu governata da diverse dinastie, ovvero famiglie reali che si succedevano al potere. Tra le prime e più importanti vi fu la dinastia Shang, nota per l’uso del bronzo e per le prime forme di scrittura cinese. Per amministrare il regno e difenderlo dai nemici, il re si avvaleva della collaborazione di nobili funzionari chiamati mandarini. Essi erano spesso selezionati attraverso esami molto difficili, incentrati sulla filosofia di Confucio. In cambio del loro servizio, il re assegnava ai mandarini delle terre, che venivano coltivate dai contadini, i quali costituivano la maggior parte della popolazione e vivevano in condizioni piuttosto umili.

Nel 221 a.C., il re Shi Huangdi, della dinastia Qin (che si pronuncia “cin”), unificò tutti i regni in lotta e formò un impero centralizzato, diventando il primo imperatore della Cina. Il suo governo fu molto rigido, ma efficace: fece costruire strade, canali e avviò la costruzione della Grande Muraglia per proteggere il Paese dalle invasioni.

Dal nome della dinastia Qin deriva il nome attuale della Cina.

p Completa scrivendo correttamente le seguenti parole: regni – re-sacerdote –dinastico – dinastie – Shang – mandarini – Confucio – Shi Huangdi – Qin –imperatore – Grande Muraglia.

Nel tempo, i villaggi si trasformarono in , ciascuno guidato da un .

Il potere passava di padre in figlio, secondo un sistema

Dal 1600 a.C., la Cina fu governata da varie ............................. , tra cui la dinastia

............................. , famosa per il bronzo e la scrittura.

Il re si faceva aiutare da funzionari chiamati , selezionati con esami basati sulla filosofia di .

Nel 221 a.C., il re della dinastia unificò i regni e divenne il primo ............................. della Cina.

Costruì strade, canali e diede vita alla per difendere il Paese.

UN ESERCITO SENZA TEMPO

Un’area archeologica di eccezionale valore fu scoperta per caso da un contadino nel 1974 e rappresenta una delle scoperte più sensazionali del secolo scorso: migliaia di fosse, sepolte sotto 5 metri di terra, contengono oltre 7000 statue di soldati in terracotta, carri e cavalli a grandezza reale L’area archeologica, che si estende per 56 km², si trova nei pressi della città di Xi’an, nella Cina occidentale. Essa fa parte del mausoleo dell’imperatore Qin Shi Huangdi (259 - 210 a.C.), la cui costruzione durò circa 40 anni e coinvolse oltre 700.000 lavoratori da ogni parte della Cina. Il mausoleo è una delle tombe imperiali più imponenti e affascinanti al mondo. L’esercito di statue simboleggia la protezione eterna della tomba dell’imperatore. I soldati, tutti diversi tra loro e armati, colpiscono per la loro realistica fattura e ricchezza di dettagli. Nelle fosse, oltre ai guerrieri, si trovano anche statue di servitori, cavalli e oggetti d’uso quotidiano.

p Rispondi alle domande mettendo una X sulla risposta corretta.

࡟ Che cosa rappresenta l’esercito di terracotta?

Un’armata moderna di difesa

Statue per decorare i templi

Soldati simbolici per proteggere la tomba dell’imperatore

Un’opera teatrale cinese antica

࡟ Dove si trova il sito archeologico?

Pechino

Xi’an Shanghai Nanchino

࡟ Quando fu scoperto il sito?

Nel 221 a.C.

Nel 1945

Nel 1974 Nel 2001

࡟ Quante statue di terracotta sono state ritrovate?

Circa 500

Più di 2000

Oltre 7000

Una decina

࡟ Quale importante costruzione fu iniziata da Qin Shi Huangdi?

Il Tempio del Cielo

Il Palazzo d’Estate

La Grande Muraglia

Il Teatro Imperiale

࡟ Perché il mausoleo è considerato importante a livello mondiale?

È molto costoso da visitare

Contiene oggetti religiosi

È stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO

È stato costruito in marmo bianco

L’ARCIERE DI TERRACOTTA

p Questa è un’immagine di un guerriero di terracotta dell’Esercito di Terracotta. Completa le risposte utilizzando correttamente le seguenti parole: proteggere • Qin Shi Huang • potere • complesso funerario • militarizzata espressioni facciali

Che cosa è rappresentata in questa fonte visiva?

È rappresentata una statua di un guerriero inginocchiato dell’Esercito di Terracotta, parte di un grande cinese.

A quale civiltà appartiene?

Appartiene alla civiltà cinese dell’epoca dell’imperatore , fondatore della dinastia Qin.

Qual era la funzione di queste statue?

Avevano una funzione rituale e simbolica: dovevano .......................................... l’imperatore nell’aldilà e simboleggiare il suo .......................................... anche dopo la morte.

Quali elementi rendono ogni statua diversa dalle altre?

Ogni statua ha caratteristiche individuali: , acconciature, posizioni, abbigliamento e armature, per rappresentare la varietà e la complessità dell’esercito.

Che tipo di informazioni ci fornisce questa fonte sulla società cinese antica?

Ci mostra una società altamente organizzata e .......................................... . Indica anche l’importanza della religione e della vita dopo la morte.

LA GRANDE MURAGLIA

Nel 221 a.C. il primo imperatore della Cina, Qin Shi Huangdi, ordinò la realizzazione, lungo i confini settentrionali dell’impero, di una poderosa costruzione nota come la Grande Muraglia Cinese

p Rispondi alle domande.

࡟ Che cosa ti sembra?

࡟ Che scopo pensi avesse questa costruzione?

࡟ Ci sono torri di vedetta?

࡟ Quanti anni può aver richiesto la sua realizzazione?

࡟ Di che tipo di fonte si tratta?

I BRONZI SACRI

Durante il regno degli Shang (1500-1000 a.C.), la lavorazione del bronzo raggiunse livelli altissimi. Gli artigiani crearono splendidi recipienti rituali e arredi per il culto, usati per onorare gli antenati e gli spiriti Questi oggetti non erano solo strumenti religiosi, ma anche simboli di potere e prestigio. I vasi venivano impiegati per offerte di cibo e vino durante le cerimonie religiose, come oggetti funerari posti nelle tombe dei nobili e come simboli di autorità nelle corti reali. Nell’immagine vedi un recipiente a forma di tigre, destinato a contenere il vino per le offerte agli dèi e agli antenati.

p Rispondi alle domande.

࡟ Che cosa tiene questa tigre tra le fauci spalancate?

࡟ L’uomo è appoggiato alla tigre o cerca di scappare?

࡟ Che cosa esprime il suo volto?

࡟ Il corpo della tigre è ricoperto da alcuni animali? Sai identificarne qualcuno?

È un antico vaso cinese dotato di piedi, coperchio e due manici. Si tratta di una delle più importanti e diffuse tipologie di bronzi usate per le offerte di cibo a dèi e antenati.

p Disegna sul quaderno il tuo vaso cinese ispirato a quelli antichi. Poi confrontalo con i disegni dei tuoi compagni!

LA SCRITTURA CINESE

Una leggenda racconta che la scrittura cinese fu inventata un imperatore che osservava le impronte lasciate sul terreno dagli uccelli. Le più antiche testimonianze di scrittura, data bili intorno al 1500 a.C., sono i segni incisi su ossa di bue. Questi segni erano le domande che i sacerdoti rivolgevano agli dei. La scrittura cinese è fatta di tantissimi segni che sono detti ideogrammi. Ognuno, infatti, rappresenta un’idea o un oggetto. La scrittura cinese è cambiata molto nel tempo: in origine i segni erano i disegni del Sole, della Luna, degli alberi e di tutte le cose visibili; in seguito, sono stati riuniti e trasformati per esprimere un me di idee: per esempio, due mani che si incontrano significano amicizia; nel corso dei secoli, molti caratteri sono stati aggiunti e modificati. Poiché ogni segno di questa scrittura rappresenta una parola, i Cinesi di oggi possono comprendere anche messaggi scritti migliaia di anni fa. Gli antichi Cinesi scrivevano con pennelli su assi di legno, strisce di bambù o su seta fino a quando inventarono la carta, nel 105 d.C.

p Rispondi alle domande.

࡟ Perché i caratteri della scrittura cinese vengono chiamati ideogrammi?

࡟ Hai già incontrato una scrittura simile? Se sì, a quale civiltà apparteneva?

࡟ Secondo te, la scrittura con ideogrammi ha tanti o pochi caratteri? Perché?

p Scrivi un breve testo di confronto fra le scritture che hai conosciuto finora.

INVENZIONI DEI CINESI • 1

I Cinesi impararono a fabbricare la carta a partire dalle fibre della canapa nel II secolo a.C., ma i fogli risultavano ruvidi e poco adatti alla scrittura. I Cinesi, quindi, continuarono a scrivere su seta, gusci di tartaruga, strisce di bambù, piccole lamine di metallo.

Oltre 300 anni dopo, all’inizio del II secolo d.C., le tecniche di preparazione furono perfezionate e si riuscì a fabbricare una carta sottile, di qualità migliore.

Ecco le fasi della lavorazione:

1. si mettevano a macerare le fibre della canapa in acqua e amido;

2. l’impasto veniva messo in un setaccio e fatto colare in uno strato sottile;

3. quando lo strato era secco, veniva pressato e lisciato per ottenere il foglio di carta.

Nei secoli successivi vennero adoperate anche altre materie prime: corteccia d’albero, stracci e canne

Nel resto del mondo si imparò a fabbricare la carta solo molti secoli più tardi. In Italia, per esempio, la lavorazione cominciò a Fabriano nel 1276, cioè più di mille anni dopo.

p Rispondi alle domande.

࡟ Com’era la carta inventata dai Cinesi nel II secolo a.C.?

࡟ Su quali materiali scrivevano i Cinesi prima dell’invenzione della carta?

࡟ Quando si riuscì a migliorare la qualità della carta?

࡟ Quali erano le fasi della lavorazione?

࡟ Quali materie prime, oltre alla canapa, furono usate nei secoli successivi?

࡟ Quando si imparò a fabbricare la carta nel resto del mondo? E in Italia?

INVENZIONI DEI CINESI • 2

I Cinesi inventarono la polvere da sparo e anche la bussola.

Queste invenzioni straordinarie dimostrano quanto fosse avanzata la civiltà cinese già in tempi antichi.

La polvere da sparo

La polvere da sparo fu scoperta in Cina intorno al IX secolo da alchimisti che cercavano l’elisir di lunga vita.

Era una miscela di zolfo, salnitro e carbone.

Inizialmente venne usata per creare fuochi d’artificio e spaventare gli spiriti maligni, ma col tempo fu impiegata anche in ambito militare. Fu introdotta in Europa nel Medioevo, rivoluzionando il modo di combattere.

Le armi da fuoco, come cannoni e moschetti, cambiarono radicalmente le battaglie e portarono alla fine dell’uso delle armature medievali.

La bussola

La bussola è un altro esempio di grande ingegno cinese.

I Cinesi scoprirono che un ago magnetizzato si orientava sempre verso il nord.

Questo strumento si basa sulla forza magnetica, una forza invisibile della Terra che attira oggetti di ferro.

All’inizio la bussola fu usata per pratiche religiose, ma poi venne impiegata per la navigazione. Quando arrivò in Europa, nel XIII secolo, cambiò profondamente la vita dei marinai. Grazie alla bussola, le esplorazioni divennero più sicure e precise, aprendo la strada alle grandi scoperte geografiche.

p Rispondi a voce alle domande.

࡟ Che cosa cercavano gli alchimisti cinesi quando scoprirono la polvere da sparo?

࡟ A cosa serviva inizialmente la bussola in Cina?

p Completa questa definizione.

La bussola magnetica è uno strumento che serve per ....................................... ; è provvista di un ago calamitato che indica sempre lo stesso punto cardinale, cioè il .

LA CIVILTÀ CINESE PER IMMAGINI

p Completa i testi scrivendo al posto giusto:

chicchi • grano • buoi • aratri • terrazze • carriola • terra • martelli

I Cinesi usavano di ferro trainati da

Per trebbiare, cioè pestare le spighe di grano per ricavarne i ......................... usavano ......................... a pedale.

Per non far franare la costruivano sulle colline campi a ..................... .

Per mietere, cioè tagliare il ......................... usavano le falci.

Per trasportare gli oggetti avevano inventato la

LA CIVILTÀ CINESE

DOVE E QUANDO SI SVILUPPÒ LA CIVILTÀ CINESE?

La civiltà cinese nacque tra il Fiume Giallo e il Fiume Azzurro a partire dal IV millennio a.C.

L’impero cinese terminò nel 1912.

QUALI ATTIVITÀ PRATICAVANO?

Gli antichi Cinesi praticavano l’agricoltura, allevavano bachi da seta per produrre tessuti preziosi come la seta. Erano anche bravi artigiani.

COM’ERA ORGANIZZATA LA SOCIETÀ?

A capo di tutti c’era l’imperatore seguito dai suoi funzionari (i mandarini). Poi c’erano i contadini.

Erano organizzati in regni governati da dinastie di re-sacerdoti, solo più tardi i regni formarono un impero, governato da un imperatore.

COM’ERA LA RELIGIONE?

Gli antichi Cinesi erano politeisti e praticavano il culto degli antenati.

COSA INVENTARONO?

Gli antichi Cinesi inventarono la scrittura composta da ideogrammi, cioè simboli che rappresentano parole o concetti. Fecero molte invenzioni utili: inventarono la carta per scrivere, la seta per realizzare tessuti preziosi, la bussola per orientarsi nei viaggi e la polvere da sparo, usata prima nei fuochi d’artificio e poi anche in guerra.

GLI EBREI, UN POPOLO IN CAMMINO

p Leggi il testo sugli spostamenti degli Ebrei e traccia il loro cammino sulla carta.

Circa 4000 anni fa, tra i popoli nomadi in cerca di una terra stabile c’erano gli Ebrei. Erano divisi in dodici tribù guidate da patriarchi.

La loro storia è raccontata nella Bibbia, che narra come alcune tribù di pastori partirono dalla Mesopotamia, guidate da Abramo, verso Canaan (l’attuale Palestina), terra promessa da Dio.

Dopo un lungo viaggio, arrivarono in Palestina intorno al 1700 a.C., ma a causa di carestie o invasioni si trasferirono in Egitto. Inizialmente accolti, furono poi perseguitati e ridotti in schiavitù. Verso il 1250 a.C., guidati da Mosè, lasciarono l’Egitto e, dopo un lungo cammino nel deserto, tornarono in Palestina. Solo secoli dopo, intorno al 1000 a.C., le tribù si unirono per formare un unico regno: il Regno di Israele, con a capo un re. Nei secoli successivi furono costretti a lasciare di nuovo la loro terra e a disperdersi Nel I secolo d.C., persero definitivamente la patria, ma conservarono la loro identità religiosa e culturale.

p Ordina cronologicamente le affermazioni, numerandole da 1 a 6:

Essi giunsero in Palestina verso il 1700 a.C.

La Bibbia racconta che gli Ebrei, guidati dal patriarca Abramo, partirono dalla Mesopotamia in cerca di una terra da coltivare.

In Egitto si dedicarono al commercio e all’artigianato, ma poi vennero trattati quasi come schiavi.

Intorno al 1250 a.C., guidati da Mosè, gli Ebrei lasciarono l’Egitto e, dopo un lungo viaggio nel deserto, tornarono in Palestina e fondarono il regno d’Israele.

Gli Ebrei vissero in Palestina per qualche tempo ma, a causa di carestie e invasioni, dovettero trasferirsi in Egitto.

Nel I secolo d.C. gli Ebrei furono costretti ad abbandonare le loro terre e a disperdersi nel mondo.

VITA DA PASTORI

p Inserisci al posto giusto le seguenti parole.

patriarca • greggi • tribù • pellame • carne • teli • tende • vino • corde

Inizialmente gli Ebrei vivevano come pastori nomadi organizzati in .................... , ciascuna comandata dal proprio , ossia l’uomo più anziano, capostipite del gruppo familiare. Si spostavano continuamente da un luogo all’altro, alla ricerca di buoni pascoli per le loro L’esistenza degli Ebrei dipendeva, infatti, dalle pecore e dalle capre, da cui si ricavavano , latte, lana e Quando le tribù trovavano un luogo favorevole, si fermavano; i bambini o i pastori si occupavano degli animali, le donne invece montavano le ................... .

Le tende erano fatte con di pelo di capra o di cammello tesi su una struttura di legno e ....................................... . Erano coperte da strisce di pelle cucite insieme che rendevano impermeabili i teli.

I prodotti dell’allevamento erano venduti per poter acquistare altri beni necessari, come grano e .

LA RELIGIONE EBRAICA

Gli Ebrei sono stati l’unico popolo monoteista dell’antichità. Essi per primi, infatti, credettero che tutta la natura, compreso l’uomo, fosse opera di un unico Dio. La fede in questo Dio ha permesso agli Ebrei di restare sempre uniti e fedeli alle loro tradizioni, anche quando sono stati sottomessi e dispersi da popoli più forti.

Il testo sacro degli Ebrei è la Bibbia, che è divisa in due parti. Nel Vecchio Testamento ci sono una serie di libri che contengono la storia, le preghiere, le leggi e le usanze del popolo ebraico. Nel Nuovo Testamento si parla di Gesù e del patto stretto tra Dio e gli uomini. La Bibbia è, quindi, un libro sacro per gli Ebrei, ma anche per i Cristiani.

p Leggi il seguente brano, sulle usanze degli Ebrei, dello storico greco Tacito.

Gli Ebrei non bruciano i cadaveri dei loro morti, ma li seppelliscono come fanno gli Egiziani. Gli Egiziani adorano molte bestie e figure strane; gli Ebrei invece adorano un unico Dio, e solo con la mente; condannano coloro che fabbricano con materie mortali le immagini degli dèi, in forma di uomini, stimando che il loro Dio sia sommo, eterno, immutabile, immortale. Perciò, sia nelle loro città che nei loro templi, non si vedono statue, e non onorano con statue né re né principi. Gran parte della popolazione abita in villaggi: poche, infatti, sono le città. Capitale è Gerusalemme, con tre cerchie di mura: dopo la prima cerchia si trova la Reggia e nella parte più interna vi è un tempio di ricchezza infinita, al quale soltanto gli Ebrei si accostano e ove solo i sacerdoti hanno la possibilità di entrare.

Tacito

p Segna con una X se le affermazioni sono vere o false.

࡟ Gli Ebrei seppelliscono i morti come gli Egizi. V F

࡟ Gli Ebrei adorano più dei. V F

࡟ Gli Ebrei fabbricano statue e immagini del loro Dio. V F

࡟ Il Dio degli Ebrei è sommo, eterno, immutabile, immortale. V F

࡟ Gran parte della popolazione ebraica abita nelle città. V F

࡟ La capitale degli Ebrei è Betlemme. V F

࡟ Gerusalemme è circondata da tre cerchie di mura. V F

࡟ Il tempio di Gerusalemme è di una ricchezza infinita. V F

࡟ Tutti possono entrare nel tempio. V F

࡟ Il brano di Tacito è una fonte orale. V F

PER PREGARE

p Sotto sono raffigurati alcuni oggetti usati dagli Ebrei per il culto religioso. Collega con una freccia ogni oggetto al suo nome e alla sua descrizione.

MOSÈ

Rotolo della Torah: rotolo su cui è trascritta la Bibbia.

Scialle da preghiera: viene indossato per pregare.

Menorah: candelabro a sette bracci, simbolo dell’unità del popolo ebraico.

Filatteri: due scatolette di cuoio contenenti sottili rotoli su cui è riportato un brano della Bibbia; vengono legati intorno alla fronte e al braccio sinistro.

Secondo quanto riportato nella Bibbia, Mosè fu l’uomo scelto da Dio per liberare il popolo ebreo dalla schiavitù egizia. Si narra che Dio mandò sugli Egizi dieci catastrofi per costringere il faraone a lasciar partire gli Ebrei, che alla fine attraversarono il Mar Rosso e ritornarono in Palestina.

p Leggi il passo biblico che narra la traversata del Mar Rosso e prova ad illustrarla.

Mosè stese la sua mano sopra il mare e Dio mosse il mare con un forte vento dell’est tutta la notte, e mise a secco il mare. Il mare si separò. I figli di Israele vennero in mezzo al mare all’asciutto e l’acqua era per loro un muro a destra e a sinistra. Gli Egizi li inseguirono e tutti i cavalli del faraone, con i suoi carri, i suoi cavalieri, giunsero dietro a loro in mezzo al mare. Dio disse a Mosè: «Stendi la tua mano sopra il mare e l’acqua torni sugli Egizi, sui loro carri e sui loro cavalieri». Mosè stese la mano sul mare. L’acqua ritornò e coprì i carri, i cavalieri e tutto l’esercito del faraone.

IL GIORNO DELLA MEMORIA

Prima della Seconda Guerra Mondiale (dal 1933 al 1945), in Germania e in Italia furono promulgate le leggi antisemite, ovvero le leggi che discriminavano gli Ebrei, considerati di razza inferiore rispetto a quella tedesca. In base a queste leggi, gli Ebrei vennero privati dei diritti di cui godevano gli altri cittadini (per esempio, i bambini e gli insegnanti non potevano recarsi a scuola), poi vennero arrestati e rinchiusi nei campi di concentramento: qui erano costretti a lavorare duramente e alla fine venivano uccisi.

Difficile da riconoscere, ma era qui.

Qui bruciavano la gente.

Molta gente è stata bruciata qui.

Sì, questo è il luogo.

Nessuno ripartiva mai di qui.

I camion a gas arrivavano là...

C’erano due immensi forni...

e dopo, gettavano i corpi in quei forni, e le fiamme salivano fino al cielo.

Fino al cielo?

Sì.

Era terribile.

Questo non si può raccontare.

Nessuno può immaginare quello che è successo qui. Impossibile. E nessuno può capirlo.

E anche io, oggi...

Non posso credere di essere qui.

No, questo non posso crederlo.

Qui era sempre così tranquillo. Sempre.

Nei campi di concentramento, come quello di Auschwitz, morirono sei milioni di Ebrei, insieme a zingari e ad altre persone perseguitate. Noi chiamiamo tutto questo olocausto; gli Ebrei, invece, lo chiamano Shoah, che vuol dire “catastrofe”. Ogni anno il 27 gennaio si celebra il “giorno della memoria” per ricordare quei terribili eventi.

Quando bruciavano ogni giorno 2000 persone, ebrei, era altrettanto tranquillo.

Nessuno gridava. Ognuno faceva il proprio lavoro. Era silenzioso. Calmo.

Come ora.

(tratto da “Shoah” di Claude Lanzmann)

p Rispondi alle domande.

࡟ A scuola con la tua maestra avete già parlato del “giorno della memoria”? Se sì, come l’avete ricordato?

࡟ Ti è capitato di leggere libri o vedere film che riguardino la Shoah? Se sì, quali? Parlane.

࡟ Perché è importante, secondo te, non dimenticare lo sterminio degli Ebrei?

࡟ Celebrare il “giorno della memoria” e continuare a parlare a distanza di anni dello sterminio degli Ebrei significa soprattutto apprendere il valore della tolleranza e del rispetto verso chi è diverso da noi. Sei d’accordo? Attorno a te (a scuola, in palestra, in parrocchia, ecc.) ci sono “diversi” da te? Qual è l’atteggiamento che tu assumi nei loro confronti?

LE ATTIVITÀ DEGLI EBREI

p Per ogni titolo-domanda sottolinea la risposta nel testo.

Come vivevano gli Ebrei quando erano nomadi?

Quando erano pastori nomadi, gli Ebrei si spostavano continuamente alla ricerca di pascoli per i loro greggi. Vivevano perciò in tende, facili da montare e smontare, fatte con pelli di capra o di cammello sostenute da pali di legno. Quando si fermavano in un luogo, le donne si occupavano dell’accampamento, mentre gli uomini e i bambini badavano agli animali

Per avere una riserva d’acqua, scavavano un pozzo; l’imboccatura veniva coperta con una pietra per evitare che sabbia o sporcizia vi cadessero dentro o che l’acqua evaporasse.

Com’erano fatte le abitazioni degli Ebrei?

Dopo il periodo trascorso in Egitto, gli Ebrei iniziarono a costruire case, villaggi e città. Le abitazioni erano vicine tra loro, con tetti piatti, raggiungibili con scale esterne. Le case più povere erano formate da una sola stanza in cui viveva tutta la famiglia, anche con gli animali; altre venivano usate come botteghe.

Per raccogliere l’acqua piovana, si usavano cisterne a forma di pera, in modo che l’acqua entrasse ma non uscisse facilmente.

Che cosa coltivavano in Palestina gli Ebrei?

Il clima della Palestina, con estati calde e inverni miti, era adatto alle colture mediterranee: alberi da frutto (olivo, vite, fico, mandorlo, palma da dattero), cereali (grano, miglio, orzo) ortaggi e legumi (cipolle, lattuga, lenticchie, fave).

Quali

erano le altre attività degli Ebrei?

La pastorizia rimase l’attività più diffusa: allevavano soprattut to capre e montoni. Si dedicavano anche alla pesca nel fiume Giordano e nel lago di Tiberiade.

Gli artigiani erano pochi: tessitori, tintori, sarti, orafi, fabbricanti sandali. Alcuni indossavano orecchini con il simbolo della loro esempio un truciolo per i falegnami o una piuma per gli scribi.

p Con l’aiuto delle frasi sottolineate, esponi oralmente le caratteristiche della vita degli antichi Ebrei.

L'ALIMENTAZIONE DEGLI EBREI

p Questo brano della Bibbia spiega i cibi permessi e quelli vietati agli Ebrei. Leggilo e sottolinea in blu gli animali che possono mangiare, in rosso quelli proibiti.

Il Signore disse a Mosè e ad Aronne: "Riferite agli Israeliti: questi sono gli animali che potrete mangiare fra tutte le bestie che sono sulla terra.

Potrete mangiare d’ogni quadrupede che ha l’unghia bipartita, divisa da una fessura, e che rumina. Ma fra i ruminanti e gli animali che hanno l’unghia divisa, non mangerete i seguenti: il cammello, perché ruminante ma non ha l’unghia divisa; il porco, perché ha l’unghia bipartita ma non rumina.

Questi sono gli animali che potrete mangiare fra tutti gli acquatici: quelli che hanno pinne e squame, sia nei mari che nei fiumi. Fra i volatili non dovete mangiare: l’aquila, il nibbio, ogni specie di falco, corvo, struzzo, civetta, gabbiano, cigno, cicogna…”

Levitico 11,1-19

p Leggi ora un testo sui pasti degli Ebrei.

Non esisteva qualcosa di simile alla nostra colazione, ma la gente quando usciva per andare a lavorare portava con sé del cibo in un cesto o in un panno.

Un tipico “pranzo al sacco” era costituito da pane, olive, uva passa o un dolce di fichi secchi pressati insieme, formaggio di capra e acqua o vino da bere.

La sera, la famiglia si riuniva davanti a una grande pentola di zuppa di verdure: a turno i commensali vi intingevano il loro pane.

Nella maggior parte delle famiglie la carne si mangiava solo nelle grandi occasioni, mentre i ricchi la consumavano più spesso.

p Cerchia i cibi che non potevano essere mangiati dagli Ebrei.

LA VITA DEGLI EBREI PER IMMAGINI

p Osserva attentamente e completa i testi.

All’inizio, gli Ebrei erano pastori. Allevavano soprattutto . Quando arrivavano in un luogo, piantavano le loro e scavavano un per avere acqua.

Si recarono poi in Palestina, attraverso un lungo viaggio, in cerca di terre da coltivare. Vissero lì per un certo tempo, ma poi ci fu una carestia: la terra non produceva nulla e il cibo scarseggiava. Andarono perciò a lavorare in

Quando fecero ritorno dall’Egitto, gli Ebrei costruirono in Palestina villaggi e città. Le case erano a piano, con il tetto

Il clima della Palestina era mite. Venivano coltivati il .................................. , l’......................... , la ......................... , il la palma da

GLI EBREI

DOVE E QUANDO SI STABILIRONO GLI EBREI?

Dalla Mesopotamia gli Ebrei si spostarono in Palestina, poi in Egitto. Nel 1250 a.C. tornarono in Palestina.

QUALI ATTIVITÀ SVOLGEVANO?

L’attività principale degli Ebrei era la pastorizia, cioè l’allevamento di pecore e capre.

Praticavano anche l’agricoltura.

COM’ERA ORGANIZZATA LA SOCIETÀ?

All’inizio gli Ebrei erano divisi in 12 tribù, ognuna guidata da un patriarca.

Nel 1000 a.C. le tribù si unirono e formarono il Regno di Israele con a capo un re.

QUALI RELIGIONI PRATICAVANO GLI EBREI?

Erano monoteisti, cioè credevano in un solo Dio chiamato Jahvè.

Seguivano i Dieci Comandamenti, che Mosè ricevette da Dio e che indicavano come comportarsi nella vita.

I FENICI

Verso il 2000 a.C., una popolazione proveniente dalla penisola arabica occupò la Fenicia (dal greco phoinikia, che significa “terra della porpora”), l’attuale Libano. Il territorio scelto dai Fenici era prevalentemente arido e montuoso e praticarvi l’agricoltura e l’allevamento era difficile. Sulle montagne, però, crescevano grandi foreste di cedri, alberi da cui si ricavava il legname per la costruzione delle navi e di edifici. L’attività economica principale era il commercio marittimo. I Fenici, infatti, furono abili navigatori; esplorarono tutto il Mediterraneo e crearono lungo le coste e sulle isole un gran numero di basi commerciali. Sulla costa i Fenici fondarono grandi città-stato indipendenti. Le città-stato erano governate da un re che riuniva in sé tutti i poteri; nel governo, il re era affiancato da un consiglio degli anziani, formato dai mercanti più ricchi. I sacerdoti avevano un ruolo molto importante.

Le prime città-stato fondate dai Fenici furono Ugarit e Biblo, poi sorsero Sidone e Tiro. Cartagine fu una delle colonie più potenti, tanto da competere con Roma. La civiltà fenicia raggiunse il periodo di maggiore splendore tra il 1200 a.C. e il 500 a.C.

p Rispondi alle domande.

࡟ A quale Stato corrisponde oggi l’antica Fenicia?

࡟ Com’era il territorio occupato, a partire dal 2000 a.C., dai Fenici?

࡟ Quale fu l’attività economica principale praticata dai Fenici?

࡟ Da chi erano governate le città-stato fenicie?

࡟ Quali furono le principali città fondate dai Fenici?

LA RELIGIONE FENICIA

I Fenici erano politeisti; le divinità più importanti erano El, il padre degli dei, Baal, dio del Sole e delle forze della natura, e una divinità femminile di nome Astarte Vi erano poi divinità minori come Reshef, padrone della luce, e Dagon, dio del mare. A tutti questi dei i Fenici offrivano sacrifici di animali, ma anche di esseri umani al dio Moloch. I sacrifici si svolgevano in un recinto sacro scoperto, di forma triangolare, chiamato tophet, al centro del quale si trovava la statua del dio. I Fenici credevano che dopo la morte l’anima continuasse a vivere; per questo decoravano le tombe e attribuivano grande valore al culto dei morti.

p Rispondi alle domande.

࡟ Quali erano le divinità fenicie più importanti?

Statuetta del dio Baal

࡟ Che cos’era il tophet? A cosa serviva?

࡟ Trova gli elementi che accomunano la religione fenicia a quella degli Egizi.

IL DIO BAAL

Questa stele, che raffigura il dio Baal, è stata scoperta a Ugarit, un’antica città costiera della Siria.

p Osserva l’immagine e rispondi alle domande:

࡟ Come è raffigurato il dio Baal?

࡟ Che cosa impugna nella mano destra?

࡟ Secondo te, che cosa potrebbe rappresentare questo oggetto?

࡟ Baal regge con la mano sinistra una lancia che rappresenta un fulmine. La parte superiore del fulmine termina con una pianticella: quale legame pensi possa esserci tra il fulmine e la pianticella?

࡟ Sulla stele, in basso a destra, compare un piccolo personaggio: secondo gli studiosi si tratta del re della città di Ugarit. La figurina sembra sospesa a un filo tenuto da una terza mano di Baal. Quale significato pensi possa avere questo dettaglio?

Il re di Ugarit dipendeva interamente dal dio

Il re di Ugarit fu catturato dal dio Baal

IL MITO DI BAAL E ANAT

Il dio Ei ebbe due figli: un maschio, Baal, e una femmina, Anat.

Secondo il mito, all’inizio di ogni inverno Baal moriva, evento che simboleggiava la scomparsa della vita e della fertilità dalla terra. Baal scompariva sotto terra, come se fosse stato sconfitto dalle forze oscure dell’inverno.

Era un momento di grande dolore per Ei e per gli altri dèi, che non potevano impedirlo. Durante questo periodo, la terra diventava arida, senza germogli, fiori né frutti.

Toccava allora ad Anat, sorella coraggiosa e guerriera, scendere nel regno sotterraneo per cercare il corpo del fratello. La missione era pericolosa, ma con forza e determinazione, Anat combatteva le forze oscure e riusciva a riportare Baal sulla terra.

Con l’arrivo della primavera, Baal, dio del Sole e della tempesta, tornava a vivere. Risaliva dalla terra e portava con sé il risveglio della natura: spuntavano i germogli, sbocciavano i fiori e i frutti iniziavano a maturare.

p Cosa rappresenta il mito di Baal e Anat? Segna con una X le affermazioni corrette.

Una storia di morte e rinascita

Anat è la dea della distruzione

Baal ritorna sulla terra in primavera il mito spiega la creazione del mondo e degli dèi

p Disegna sul quaderno la dea Anat nel regno sotterraneo, mentre combatte le forze oscure per riportare sulla terra il fratello Baal. Poi confronta il tuo disegno con quelli dei compagni di classe.

I FENICI E IL COMMERCIO

Nel porto di Tiro arrivavano merci da ogni parte del mondo conosciuto:

࡟ Dalla Spagna giungevano argento, ferro, stagno e piombo.

࡟ Dalle coste ioniche e dal Mar Nero arrivavano schiavi, utensili di rame, cavalli e muli.

࡟ Rodi e molte isole erano al servizio di Tiro e vi portavano corni d’avorio e legni d’ebano.

࡟ I mercanti a sud del Mar Morto scambiavano le merci di Tiro con smeraldi, porpora, ricami, stoffa fine di lino, coralli, rubini e bardature per cavalli.

࡟ I mercanti di Israele offrivano in cambio frumento, farina, miele, olio e balsamo.

࡟ I mercanti della Siria portavano vini prelibati, lane e grano.

࡟ Dall’Arabia arrivavano agnelli, montoni, capri, aromi, pietre preziose e oro.

࡟ Dalla Mesopotamia giungevano vesti di lusso, mantelli di porpora ricamati, tappeti screziati, corde ritorte e robuste.

(Dal Libro di Ezechiele)

p Rispondi alle domande.

࡟ Quali merci arrivavano nel porto di Tiro dalla Spagna?

࡟ Cosa giungeva dalle coste ioniche e dal Mar Nero?

࡟ Quali beni portavano Rodi e le isole? ....................................................................

࡟ Che cosa scambiavano i mercanti a sud del Mar Morto?

࡟ Cosa offrivano i mercanti di Israele?

࡟ Quali prodotti portavano i mercanti della Siria?

࡟ Che merci arrivavano dall’Arabia?

࡟ Cosa giungeva dalla Mesopotamia? ......................................................................

I MARINAI FENICI

I Fenici erano marinai esperti: sapevano navigare in mare aperto, cioè lontano dalla costa, e orientarsi con la Stella Polare. Inventarono l’ancora, il timone e dotarono le loro navi di file di remi. La chiglia delle loro navi andava molto al di sotto del livello dell’acqua e dava stabilità alla nave; si trattava di una robusta asse di legno fissata sul fondo della nave stessa.

Le navi fenicie erano conosciute in tutto il Mar Mediterraneo. Quelle che trasportavano merci erano larghe per permettere il carico degli og getti e dei materiali. Le navi da guerra, strette e molto veloci.

I Fenici avevano capito che servivano sostare, far rifornimento di viveri e acqua depositare le merci. Gli scali commer ciali, cioè i porti dove si fermavano le navi per fare rifornimento e per scambiare le merci, divennero poi delle vere e proprie città, le colonie, che mantenevano stretti contatti con la terra d’origine.

p Osserva il disegno di una nave fenicia e indica con una freccia dove si trovano i seguenti elementi.

Vela quadrata

Chiglia

Remi Prua

NUOVI PRODOTTI: LA PORPORA

La città fenicia di Tiro era rinomata per la produzione di porpora, tanto che Plinio il Vecchio la elogiava come il principale centro di questa industria.

I Fenici, grazie alla loro abilità nella lavorazione della porpora, divennero famosi in tutto il Mediterraneo, esportando tessuti tinti molto ricercati.

Plinio, nella sua opera Naturalis Historia, descrive come i Fenici ottenevano la porpora:

I molluschi dai quali si ricava la porpora venivano pescati con piccole reti gettate sul fondo del mare.

A queste reti si attaccavano come esca delle conchiglie dette nicchi.

Una volta presi e tirati fuori dall’acqua, i molluschi venivano liberati dal guscio, cosparsi di sale, poi messi a bollire in un vaso di piombo, a fuoco molto lento.

Dopo circa dieci giorni di bollitura, il liquido della caldaia cominciava a tingersi: dapprima chiaro, poi sempre più scuro.

Immergendovi della lana grezza si faceva la prova del colore. Dopo un bagno di cinque ore la lana veniva tolta e fatta asciugare. Se necessario, veniva immersa nuovamente per ottenere una tinta più intensa.

p Completa il testo scrivendo correttamente le parole mancanti: nicchi • Tiro • sale • lana • Plinio • Mediterraneo • porpora • piombo • bollire • reti

La città fenicia di era famosa per la produzione della , un colorante molto pregiato. Gli abitanti della città, grazie alla loro abilità, esportavano tessuti tinti in tutto il

Lo storico il Vecchio descrisse questo procedimento nella sua opera Naturalis Historia.

I molluschi venivano pescati con piccole ................................. gettate in mare, usando come esca delle conchiglie chiamate .

Dopo essere stati raccolti, i molluschi venivano cosparsi di e messi a in un vaso di .

Dopo circa dieci giorni, il liquido cominciava a colorarsi. Per provare il colore si immergeva della grezza, che poi veniva fatta asciugare e, se necessario, immersa di nuovo.

NUOVI PRODOTTI: IL VETRO SOFFIATO

I Fenici divennero famosi soprattutto per la produ zione del vetro

Nelle città fenicie c’erano artigiani del vetro così abili che si credeva, erroneamente, che fossero stati loro a inventarlo. In realtà, oggetti in vetro erano già stati realizzati dagli Egizi, ma furono i vetrai della città di Sidone a inventare la canna da soffio e la relativa tecnica di soffiatura

Questa innovazione permise di creare in vetro più leggeri, sottili e dalle forme varie, rendendo la produzione più velo ce ed economica.

I manufatti fenici, come collane, bottiglie, coppe e piccoli contenitori decorati, erano molto apprezzati e venivano esportati in tutto il Medi terraneo

Grazie a questa grande abilità artigia nale, il vetro fenicio divenne un pro dotto di lusso e molto ricercato

p Correggi solo le affermazioni false

࡟ I Fenici inventarono il vetro.

࡟ I vetrai di Sidone inventarono la canna da soffio.

࡟ La soffiatura del vetro permise di creare oggetti pesanti.

࡟ I prodotti in vetro fenicio erano usati solo nelle città fenicie.

࡟ Il vetro fenicio era considerato un prodotto di lusso.

L’ALFABETO FENICIO

p Con l’aiuto delle parole in neretto, scrivi una breve sintesi a lato.

I Fenici, forse per la necessità legata al commercio, idearono un sistema semplice di scrittura. I mercanti fenici, infatti, avevano bisogno di registrare il tipo e la quantità di merci, ma non potevano permettersi uno scriba Dovevano quindi imparare a leggere, scrivere e fare i conti Ma come avrebbero potuto memorizzare le centinaia di segni della scrittura cuneiforme o geroglifica?

I Fenici si resero conto che un certo numero di suoni era comune a tutte le lingue. Li raggrupparono e li rappresentarono con 22 segni, semplici da scrivere e facili da ricordare. Combinando questi segni, era possibile scrivere qualsiasi parola

L’alfabeto fenicio però non comprendeva le vocali: esse furono aggiunte in seguito dai Greci.

p Dove scrivevano i Fenici? Collega ogni illustrazione con la relativa didascalia.

I Fenici scrivevano su legno, cuoio, cocci di terracotta, lamine di metallo...

Sono giunte fino a noi iscrizioni fenicie su stele.

I documenti più importanti erano scritti su rotoli di papiro, detti biblo, provenienti dalla città fenicia nella quale si commerciava il papiro proveniente dall’Egitto.

I FENICI

DOVE E QUANDO SI STABILIRONO I FENICI?

Verso il 2000 a.C., una popolazione proveniente dalla penisola arabica si stabilì nella regione della Fenicia, l’attuale Libano.

QUALI ATTIVITÀ SVOLGEVANO?

I Fenici praticavano l’agricoltura, ma erano famosi soprattutto per il commercio marittimo e l’artigianato. Costruirono navi e realizzarono vasi, gioielli in vetro soffiato e tessuti tinti con la porpora.

COM’ERA ORGANIZZATA LA SOCIETÀ?

A capo di tutti c’era un re che riuniva in sé tutti i poteri; nel governo, il re era affiancato da un consiglio degli anziani, formato dai mercanti più ricchi. I sacerdoti avevano un ruolo molto importante.

QUALI RELIGIONI PRATICAVANO?

Erano politeisti: credevano in più dèi. Le divinità principali erano Baal, Astarte, Dagon, Moloch.

COSA INVENTARONO?

I Fenici inventarono l’alfabeto fonetico, dove ogni segno rappresenta un suono. Inventarono l’ancora, il timone, la chiglia che rendeva più solide le navi, la tinta di porpora per i tessuti e la tecnica della soffiatura.

Introdussero l’uso della moneta.

LA CIVILTÀ CRETESE

Creta è l’isola più grande dell’arcipelago greco e si trova al centro del Mediterraneo. La civiltà degli antichi Cretesi si sviluppò a partire dal 2300 a.C.; la civiltà cretese è detta anche minoica dal nome del primo re, Minosse. Grazie alla sua posizione geografica strategica, i Cretesi potevano commerciare con tutte le popolazioni che abitavano le terre bagnate dal Mediterraneo. Con le loro navi, potevano facilmente raggiungere le coste della penisola greca e del vicino Oriente e qui scambiare i propri prodotti. Oltre al commercio, anche l’agricoltura e l’allevamento erano attività economiche molto importanti. I Cretesi coltivavano grano, orzo, legumi, fichi, mandorle, pistacchi, mele, pere e anche il lino, da cui ricavavano le stoffe. La vera ricchezza di Creta era costituita, però, dagli olivi e dalle viti, che servivano per la produzione di olio e di vino. I Cretesi allevavano soprattutto pecore, ma anche maiali, asini e api e praticavano la pesca. Erano anche abili artigiani: producevano vasi di pietra e di ceramica, oggetti in bronzo, oro e argento.

Le città più importanti furono Cnosso, Malia e Festo; qui, tra il 2300 e il 1500 a.C. Ciascuna città era governata da un re-sacerdote che aveva il compito di amministrare la giustizia e celebrare le cerimonie religiose insieme ai sacerdoti. I Cretesi furono bravi architetti, costruirono grandi e lussuosi palazzi e inventarono la scrittura (lineare A), che gli storici non sono ancora riusciti a decifrare.

Intorno al 1500 a.C., una spaventosa eruzione colpì la vicina isola di Thera (oggi Santorini), provocando un maremoto che, molto probabilmente, distrusse la flotta cretese. I Micenei, un popolo della penisola greca, approfittarono della situazione; nel 1450 a.C. si insediarono nel palazzo di Cnosso e conquistarono l’isola di Creta.

p Rispondi alle domande.

࡟ Dove si trova l’isola di Creta?

࡟ Perché la civiltà cretese è detta anche minoica?

࡟ Che tipo di attività economica favorì la posizione strategica che i Cretesi occupavano nel Mediterraneo?

࡟ Quali prodotti coltivavano?

࡟ Quali animali allevavano?

࡟ Da chi fu conquistata l’isola di Creta nel 1450 a.C.?

p Osserva la cartina.

࡟ L’isola di Creta è equidistante da tre continenti: quali?

࡟ Attraverso gli scambi commerciali, con quali Paesi e terre erano in contatto i Cretesi?

࡟ Quali prodotti i Cretesi acquistavano da altri popoli?

࡟ Quali prodotti i Cretesi vendevano ad altri popoli?

LA RELIGIONE DEI CRETESI

I Cretesi praticavano una religione politeista, credevano in molte divinità. La più importante la Grande Madre, simbolo della vita e della fertilità. Le loro divinità avevano per lo più aspetto umano (erano antropomorfe), anche se alcune avevano caratteristiche animali: ad esempio, uomini con teste di capra o donne con volti di uccello.

Le dee erano molto presenti nella religione cretese rappresentavano vari aspetti della vita quotidiana: famiglia, i raccolti, le città e persino il regno dei

Tutte erano viste come diverse forme della Grande Madre

All’inizio, i riti religiosi si svolgevano all’aperto, in luoghi naturali come grotte o montagne. Le cerimonie comprendevano danze rituali e spettacoli con i tori, animali considerati sacri. Con il tempo, anche le sale dei palazzi diventarono luoghi di culto.

Durante le cerimonie, il re indossava corna di toro, per simboleggiare il legame tra il potere e il sacro. Gli archeologi hanno trovato, nei palazzi come quello di Cnosso, molti simboli religiosi:

• il serpente, legato alla terra;

• la doppia ascia, simbolo della divinità;

• la colomba, associata alla fertilità.

p Indica con una X se le affermazioni sono V (vere) o F (false).

࡟ Le divinità cretesi avevano tutte forma completamente animale. V F

࡟ La Grande Madre era simbolo di vita e fertilità. V F

࡟ I riti religiosi si sono sempre svolti solo nei palazzi. V F

࡟ I Cretesi consideravano sacro il toro. V F

࡟ La colomba era simbolo della guerra per i Cretesi. V F

La Grande Madre

IL SALTO DEL TORO

I Cretesi organizzavano cerimonie religiose in onore degli dèi.

La più famosa era il Salto del toro, una spettacolare festa sacra.

Durante questa cerimonia, ragazzi e ragazze si esibivano Un toro veniva fatto correre le sue corna, darsi uno slancio, saltare sopra il dorso dell’animale ed atterrare dietro di esso, dove un altro atleta li aiutava a scendere. Questa serie di esercizi acrobatici prende il nome di tauromachia, un termine greco che significa “combattimento con il toro”; ma nei riti cretesi non si trattava di un combattimento, bensì di una prova di coraggio, abilità e armonia col sacro.

p Osserva l'immagine e rispondi.

࡟ Quali elementi visivi ti colpiscono di più?

࡟ Quanti personaggi vedi?

࡟ Cosa stanno facendo?

p Immagina di essere uno degli atleti cretesi che partecipano al Salto del toro. Scrivi sul quaderno un breve racconto in prima persona, raccontando cosa provi durante la cerimonia.

IL PALAZZO DI CNOSSO

Fino a circa un secolo fa, nessuno immaginava che l’isola di Creta, nell’antichità, fosse stata la culla di una civiltà così avanzata.

Tutto cambiò quando gli archeologi scoprirono i resti di quattro grandi palazzi nelle città di Cnosso, Mallia, Zakros e Festo.

Il più imponente era il Palazzo di Cnosso: un grande complesso formato da edifici a più piani disposti intorno a un ampio cortile centrale, dove si svolgevano gare, cerimonie e spettacoli

Gli scavi hanno rivelato circa 1300 stanze, tra cui: appartamenti reali, laboratori artigianali, botteghe e magazzini, frantoi, forni e fornaci per ceramica e metalli, vasche per produrre e tingere stoffe. In molte stanze sono stati ritrovati grandi vasi in terracotta, usati per conservare olio, vino e cereali.

Una scoperta sorprendente è il sistema idraulico del palazzo: una rete di tubi in terracotta raccoglieva l’acqua piovana per alimentare bagni e servizi igienici, e permetteva lo smaltimento delle acque sporche.

Le pareti delle stanze reali erano decorate con affreschi colorati, come quelli che mostrano delfini tra le onde o scene di vita di corte.

Nel palazzo vivevano il re, la sua famiglia e i funzionari, mentre tutto intorno abitava il resto della popolazione.

p Quale delle seguenti affermazioni descrive correttamente il palazzo di Cnosso, secondo il testo?

Era un semplice edificio a un piano, utilizzato esclusivamente come residenza del re.

Era un complesso architettonico articolato, con molte stanze e un sistema idraulico avanzato.

Era una fortezza militare, priva di decorazioni e strutture per la vita quotidiana.

Era un tempio religioso dedicato esclusivamente al culto dei delfini.

GLI AFFRESCHI DI CNOSSO

Gli affreschi che osserverai in questa pagina vengono dal Palazzo di Cnosso. Sono importanti, non solo perché sono molto belli ma anche perché offrono agli studiosi la possibilità di avere informazioni sulla vita dei Cretesi.

p Osserva le immagini e prova a rispondere alle domande. Poi, insieme ai compagni e alle compagne, prepara un breve testo per spiegare quali informazioni possiamo ricavare da questi affreschi.

࡟ I delfini dipinti nelle “stanze della Regina” e gli altri pesci, secondo te, sono dipinti con colori corrispondenti alla realtà?

࡟ Perché, secondo te, i pesci sono molto presenti negli affreschi e negli oggetti cretesi?

࡟ Che cosa rappresenta l’affresco?

࡟ Gli abiti indicano grande attenzione nel vestire. Che cosa noti in particolare?

࡟ Di che cosa sono fatti, secondo te, gli ornamenti tra i capelli?

࡟ L’acconciatura dei capelli era importante quanto l’abito. Da che cosa lo capisci?

LE ABITAZIONI A CRETA

Le abitazioni dei lavoratori, costruite attorno ai grandi palazzi, erano molto semplici: realizzate con mattoni di argilla seccati al sole, si trovavano in villaggi con vicoli stretti e irregolari. Le case erano molto vicine tra loro, spesso addossate le une alle altre.

Diversi frammenti di affreschi e mosaici in ceramica mostrano invece abitazioni più eleganti, appartenenti ai consiglieri del re e ai funzionari di corte. Queste case erano di solito a due piani, con porte d’ingresso, molte finestre e circondate da porticati. Spesso si trovavano in mezzo alla vegetazione, in un ambiente curato e piacevole.

Nei pressi delle abitazioni più eleganti dell’antichità, spesso si trovavano grandi contenitori in terracotta chiamati pithoi

Questi vasi servivano per custodire alimenti a lungo termine.

p Osserva attentamente l’immagine dei pithoi e rifletti sul loro uso.

p Immagina di essere un mercante dell’antica Grecia. Devi riempire i tuoi pithoi per un lungo viaggio. Scegli solo gli alimenti adatti alla conservazione in questi grandi vasi e sottolinea quello non adatto:

l’olio il vino il grano la frutta

p Cosa ci raccontano queste differenze sulle condizioni di vita delle due classi sociali?

LA RAFFINATEZZA CRETESE

Un mestiere molto esercitato a Creta era quello del fabbricante di profumi, di unguenti (cioè creme oleose) e belletti (trucchi per colorare il viso), esportati fino in Siria, Fenicia ed Egitto. I cosmetici non avevano solamente lo scopo di coprire il cattivo odore della gente, ma avevano anche una funzione magica, religiosa e addirittura medicinale. Servivano per ungere e profumare le persone vive, i cadaveri e gli idoli divini. Le stanze da bagno erano rare, invece erano frequenti nei santuari le stanze per purificarsi. I fabbricanti di profumi preparavano cosmetici per gli occhi, per le guance e le labbra.

La celebre “parigina” di Cnosso (una dea o una sacerdotessa) ha l’or lo delle palpebre dipinto di nero cosicchè l’occhio sembra più grande. Le guance e il naso sono ricoperti di una polvere color ocra. Il colore rosso scarlatto che ha sulle labbra veniva messo con un pennellino e conteneva polvere rossa di origine minerale, diluita con una crema oleosa. Nelle tombe cretesi si sono trovate spesso piccole pinze per la depilazione. Anche gli uomini si truccavano, perciò l’industria dei prodotti di bellezza fu nell’isola di Creta tra le più importanti.

Adatt. da La vita quotidiana a Creta…, Rizzoli

p Dopo aver letto il brano, rispondi alle domande.

࡟ Quale era il mestiere più esercitato a Creta?

࡟ A cosa servivano i cosmetici?

࡟ Osservando l’affresco della “parigina”, ti sembra che il trucco sia molto simile a quello usato dalle donne oggi?

TESEO E IL MINOTAURO

Nel palazzo di Cnosso è ambientata una delle leggende più famose dell’antichità, quella di Teseo e il Minotauro.

Minosse teneva rinchiuso nel labirinto il Minotauro, un essere mostruoso, con la testa di toro e il corpo di uomo, che si nutriva di carne umana. Ogni anno, i cittadini di Atene (una città della Grecia al tempo sotto il dominio cretese) erano costretti ad inviare 14 giovani a Minosse per sfamare il mostro e salvare così la città.

Teseo, figlio del re di Atene, decise di partire con gli altri ragazzi per affrontare il Minotauro e ucciderlo. Giunto a Creta, fu ospitato per un giorno nel palazzo del re e la principessa Arianna, figlia di Minosse, vedendolo se ne innamorò. Ella consegnò al giovane Teseo un gomitolo di filo ed egli, svolgendolo dietro di sé, segnò il suo cammino per ritrovare la via del ritorno. Il Minotauro apparve, gigantesco, e si lanciò verso Teseo che lo colpì, uccidendolo. Così il giovane eroe ritornò incolume ad Atene.

da Annalisa Vada, “Storia e Geografia per la classe 4a”

p Scrivi sotto a ciascuna scena la relativa didascalia.

I CRETESI

DOVE E QUANDO SI STABILIRONO I CRETESI?

La civiltà cretese si sviluppò sull’isola di Creta a partire dal 2300 a.C. Era una civiltà avanzata, nata in mezzo al mare.

QUALI ATTIVITÀ SVOLGEVANO?

I Cretesi erano grandi commercianti e praticavano soprattutto il commercio marittimo.

Praticavano l’agricoltura, l’allevamento e la pesca. Erano anche abili artigiani: producevano vasi di pietra e di ceramica, oggetti in bronzo, oro e argento.

COM’ERA LA RELIGIONE?

I Cretesi erano politeisti. La più importante divinità era la Grande Madre, simbolo della vita e della fertilità.

COM’ERA ORGANIZZATA LA SOCIETÀ?

La società cretese era organizzata in città governate da re-sacerdoti.

COSA INVENTARONO?

I Cretesi inventarono un tipo di scrittura, chiamata Lineare A, che gli storici non sono ancora riusciti a decifrare. Erano abili architetti.

LA CIVILTÀ MICENEA

p Completa il testo inserendo al posto giusto le seguenti parole:

classica • Peloponneso • Argo • guerrieri • Dori • 1400 ceramica • ferro • mura • Troia • Creta

La civiltà micenea si sviluppò dal 1600 a.C. al 1200 a.C nella penisola greca del , terra montuosa e protesa verso il mare. Gli Achei, noti anche come Micenei, dal nome della loro città più importante, Micene, furono agricoltori, pastori, artigiani, e commercianti, ma soprattutto abili ................................. . Essi fondarono importanti città come Tirinto, , Pilo, tutte circondate da possenti ................................. . Intorno al ................................. a.C., condussero una grande spedizione armata contro l’isola di e distrussero la città di Cnosso. Famosa fu anche la spedizione contro la potente città di ................................. , nell’Asia Minore, che si concluse con la distruzione della stessa. Dai popoli conquistati, soprattutto i Cretesi, i Micenei impararono a commerciare e a lavorare la . Dopo la conquista di Creta, i Micenei svilupparono una scrittura chiamata dagli studiosi Lineare B che utilizzarono per registrare le merci e gestire le attività amministrative. I Cretesi erano degli esperti artigiani, soprattutto nella lavorazione dei metalli. Intorno al 1100 a.C., la penisola greca fu invasa dalla popolazione dei , che sconfissero facilmente gli Achei grazie alle loro armi di .

La civiltà micenea ebbe così termine e iniziò un periodo di decadenza, che si sarebbe concluso solo nell’VIII sec. a.C. con l’inzio della civiltà della Grecia .

LA VITA NELLE CITTÀ MICENEE

p Scrivi un titolo per ogni sequenza.

࡟

I Micenei costruirono città-stato indipendenti l’una dall’altra.

Al centro, su un’altura, sorgeva la cittadella fortificata in cui vivevano il re e la regina con nobili, guerrieri e servi.

Nella parte bassa della città abitavano agricoltori, pastori e artigiani.

࡟

Una delle attività più rilevanti dei Micenei fu la manifattura della lana, prodotta in abbondanza dalle numerose greggi di pecore.

La filatura e la tessitura erano riservate alle donne.

࡟

I lavoratori più apprezzati erano quelli del bronzo: producevano attrezzi agricoli e di uso quotidiano, ma soprattutto armi; corazze, lance e lame dei pugnali erano in bronzo.

࡟

La maggioranza degli abitanti si dedicava all’agricoltura e all’allevamento: producevano grano, orzo, ortaggi, frutta, olio, vino, carni ovine e di maiale, formaggio e miele, destinati sia al consumo sia al commercio.

࡟

Lungo le coste era diffusa la pesca, mentre nelle zone più interne si praticava la caccia di cervi, cinghiali, anatre e pernici.

࡟

I Micenei erano politeisti: credevano in molte divinità che furono poi adorate in Grecia anche nei secoli successivi. Non costruivano templi, ma spesso destinavano una stanza della propria abitazione al culto degli dèi.

࡟

Nelle tombe, accanto ai morti, gli Achei deponevano gli oggetti che si pensava potessero essere utili nell’aldilà: armi, specchi di bronzo, statuette d’avorio… I membri della famiglia reale venivano sepolti con il viso coperto da una maschera d’oro.

LE CITTÀ MICENEE

Le città-stato micenee erano governate da un re guerriero. Al re appartenevano la maggior parte delle terre. Un ruolo importante avevano i sacerdoti, i capi militari e i funzionari, che amministravano le terre, le tasse e la giustizia Poi c’era il popolo formato da artigiani, contadini e schiavi. I Micenei attribuivano grande importanza alla protezione delle loro città. Ogni centro miceneo era costruito su un’altura ed era difeso da spesse mura di pietra. Nella parte più alta della città, chiamata acropoli, si trovavano gli edifici più importanti, come il palazzo reale, composto da varie strutture su più livelli. Qui risiedevano anche i funzionari del re.

All'interno del palazzo vi era una sala maestosa, il megaron, decorata con affreschi colorati, simbolo della ricchezza e del potere del sovrano.

Le provviste erano conservate nei magazzini, mentre gli scribi annotavano tutte le merci su tavolette d’argilla.

La maggior parte della popolazione abitava nella parte bassa della città, al di fuori delle mura. Solo in caso di pericolo o emergenza, i cittadini cercavano rifugio all’interno della cittadella fortificata.

p Completa le frasi con le seguenti parole: acropoli • scribi • magazzini • megaron • mura • palazzo • cittadini

࡟ Il cuore del potere miceneo era il del re.

࡟ L’ era la parte più alta della città.

࡟ Le città micenee erano protette da alte ................................. di pietra.

࡟ I funzionari e il re abitavano vicino al .

࡟ Nei si conservavano le scorte alimentari.

࡟ Gli ................................. registravano le merci su tavolette d’argilla.

࡟ I vivevano solitamente fuori dalle mura.

LA GUERRA DI TROIA

Molte notizie riguardanti la civiltà micenea possono essere vate da un famosissimo poema: l’Iliade, in cui è narrata guerra di Troia, chiamata anche Ilio L’opera, attribuita poeta Omero e datata al 750 a.C., è la trascrizione di chi canti e leggende tramandate a voce.

Le vicende narrate risalgono al periodo miceneo, ma ti storici sono mescolati ad elementi di fantasia. Secondo il racconto di Omero, contenuto nell’Iliade, la guerra scop piò a causa dell’amore del principe troiano Paride per Elena, moglie del re di Sparta Menelao. Paride rapì Elena e la a Troia. Menelao, allora, chiese aiuto agli altri re achei che mossero guerra alla città. L’assedio della città di Troia durò 10 anni e si concluse con la vittoria degli Achei grazie all’eroe greco Ulisse. Egli fece costruire un cavallo di legno e nascose dei guerrieri al suo interno; poi fece credere ai Troiani che gli Achei erano partiti, lasciando il cavallo come offerta agli dei per propiziare il ritorno in patria. I Troiani portarono il cavallo in città. Di notte, però, i guerrieri nascosti dentro il cavallo uscirono e aprirono le porte ai compagni: Troia fu incendiata e distrutta.

p Rispondi alle domande.

࡟ Quale fu l’episodio che scatenò la guerra di Troia?

࡟ Per narrare i fatti relativi alla guerra di Troia, rispondi brevemente alle seguenti domande:

࡟ Quando?

࡟ Dove?

࡟ Chi?

࡟ Cosa?

࡟ Perché?

࡟ Quanto tempo durò la guerra?

࡟ Come cadde la città di Troia e a chi viene attribuito il merito dell’espediente finale?

LA SCOPERTA ARCHEOLOGICA DI TROIA

Per molto tempo storici e letterati hanno pensato che le vicende raccontate nell’Iliade fossero soltanto una straordinaria leggenda costruita nel tempo dal popolo greco. Nel 1870, tuttavia, un ricco commerciante e archeologo tedesco, Heinrich Schliemann dimostrò che Troia era realmente esistita; seguendo infatti le indicazioni geografiche contenute nell’Iliade, egli scoprì sulla collina di Hissarlik, in Turchia, le rovine non di una ma di ben sette città, costruite nel tempo una sopra l’altra.

Oltre che a Troia, Schliemann scavò anche a Micene dove scoprì sei tombe definite reali per il ricco corredo composto da armi e da una maschera d’oro, nota come “maschera di Agamennone”. Schliemann credette che le tombe fossero dei re spartani dell’Iliade, Menelao e Agamennone; in realtà appartengono a un’altra epoca.

p Quale fra le tre maschere riprodotte qui sotto è secondo te quella attribuita ad Agamennone? Segna con una X.

LABORATORIO

p Prova a riprodurre una delle maschere sopra uno dei seguenti supporti:

࡟ foglio di rame;

࡟ foglio di carta (colorandola poi di giallo);

࡟ creta o DAS.

I MICENEI

DOVE E QUANDO SI STABILIRONO I MICENEI?

La civiltà micenea si sviluppò dal 1600 a.C. al 1200 a.C. nella penisola greca del Peloponneso.

QUALI ATTIVITÀ PRATICAVANO?

I Micenei erano soprattutto abili guerrieri. Si dedicavano all’agricoltura, all’allevamento e all’artigianato. Commerciavano via mare.

COM’ERA LA RELIGIONE?

I Micenei erano politeisti: credevano in molte divinità. Nelle tombe, accanto ai morti deponevano gli oggetti che si pensava potessero essere utili nell’aldilà perché credevano nella vita dopo la morte.

I membri della famiglia reale venivano sepolti con il viso coperto da una maschera d’oro.

COM’ERA ORGANIZZATA LA SOCIETÀ?

Erano organizzati in città-stato governate da un re guerriero. Un ruolo importante avevano i sacerdoti, i capi militari e i funzionari, che amministravano le terre, le tasse e la giustizia. Poi c’era il popolo formato da artigiani, contadini e schiavi.

COSA INVENTARONO?

I Micenei utilizzarono la scrittura Lineare B, per registrare le merci e gestire le attività amministrative.

FONTI E CIVILTÀ

p Per ricostruire il passato gli storici analizzano le fonti, ossia tutti i tipi di reperti trovati dagli archeologi. A quali civiltà ti fanno pensare queste fonti?

LE FONTI MATERIALI

p Gli strumenti, gli oggetti preziosi e quelli per la vita quotidiana (gli edifici, le tombe, i templi...) portati alla luce dagli archeologi sono fonti materiali. Ecco alcune fonti materiali delle civiltà antiche. Abbina a ogni immagine la giusta didascalia, scrivendo il numero corrispondente.

1. Sandali di papiro.

2. Fondina per pugnale.

3. Animale giocattolo.

4. Vasetto di vetro.

5. Ziqqurat, tempio mesopotamico.

6. Giara di ceramica.

7. Disco rituale di giada.

LE PAROLE DELLA STORIA

p Ti presentiamo ora un piccolo glossario delle “parole della storia” che hai incontrato quest’anno. Dopo averlo letto, esercitati a scoprire la parola partendo dalla sua definizione o a spiegare tu il significato delle varie parole.

Baratto: compravendita attraverso lo scambio di merci.

Civiltà: l’insieme delle caratteristiche di un popolo, come il suo luogo di vita, il periodo di sviluppo, le conoscenze e le tecniche, il sistema di governo, l’organizzazione sociale, le tradizioni e le consuetudini, le attività e i lavori, la lingua e la scrittura, la religione, le opere d’arte, i contatti e le comunicazioni con altri popoli...

Classe sociale: ciascuno dei gruppi in cui è suddivisa una comunità di persone; i membri di una stessa classe sociale svolgono professioni e hanno stili di vita, conoscenze, ricchezze e diritti simili.

Colonia: territorio, possedimento di una nazione all’estero; nell’antichità, in particolare, il termine indicava una città fondata da un gruppo di persone provenienti da un certo luogo (madrepatria) e che manteneva stretti rapporti con il Paese d’origine.

Crisi: momento di difficoltà che può essere causato da guerre, epidemie, carestie...

Cultura: l’insieme delle conoscenze che un popolo possiede, che ha ereditato dal passato, che sviluppa continuamente e che tramanda alle generazioni successive.

Cuneiforme (scrittura): scrittura mesopotamica con segni a forma di cuneo. Decadenza: periodo in cui una civiltà si impoverisce e si indebolisce.

Dinastia: serie di sovrani di una stessa famiglia che si succedono al trono.

Geroglifica (scrittura): è la più antica scrittura egizia, in cui i caratteri sono piccoli disegni; la parola significa “segni sacri”.

Invenzione: strumento prodotto dagli uomini per sfruttare al meglio le forze della natura (l’aratro, la ruota...).

Labirinto: il nome deriva da “labrys”, l’ascia a due lame affrescata nel palazzo di Cnosso; il palazzo aveva un tale intrico di stanze che la parola ha assunto il significato di “percorso da cui è difficile uscire”.

Micenea: la civiltà degli Achei è chiamata così dal nome di Micene, la città più importante fondata da questo popolo.

Minoica: la civiltà dei Cretesi è chiamata così dal nome Minosse, che probabilmente in cretese significava “re”.

Monoteismo: religione che professa la fede in un solo Dio.

Mummia: salma che è stata sottoposta a un processo di imbalsamazione e avvolta in bende.

Nomade: che non ha una dimora stabile; lo è un popolo che vive di caccia e pastorizia.

Politeismo: religione in cui sono venerati dèi.

Scoperta: comprensione e conseguente sfruttamento di ciò che esiste in natura (il fuoco, i metalli...).

Scriba: chi sapeva leggere e scrivere; gli scribi erano talmente pochi che quella dello scriba era una professione importante e stimata.

Sedentario: che ha una dimora stabilo è un popolo che vive di agricol-

piccola lastra di pietra su cui sono figure e/o scritte.

Splendore: tempo in cui una civiltà è al massimo del suo sviluppo. territorio, più o meno ampio, all’indel quale la vita degli abitanti segue una precisa organizzazione.

lastra in pietra che reca un’iscrizione.

Sviluppo: periodo in cui una civiltà comincia ad assumere sue caratteristiche.

LE FONTI SCRITTE

p Ecco alcune fonti scritte delle civiltà antiche. Completa le didascalie con le parole.

geroglifici • cinese • alfabetici • Bibbia • decifrata • demotica illeggibile • cuneiformi.

Le tavolette mostrano l’evoluzione della scrittura dai disegni ai caratteri

La stele di Rosetta reca lo stesso testo scritto in caratteri e in greco.

Le più antiche forme di scrittura sono state trovate su ossa di animali e gusci di tartaruga.

Le scritte sui sigilli dimostrano che gli abitanti della valle dell’Indo avevano una forma di scrittura, che per noi, tuttavia, rimane

La religione, le norme del comportamento e la storia degli Ebrei sono narrate nella il loro Libro Sacro.

I caratteri della scrittura fenicia sono caratteri : non rappresentano idee né oggetti, ma i suoni della lingua.

Nei templi dell’Antico Egitto, i sacerdoti scrivevano su fogli di papiro usando una scrittura chiamata , una versione semplificata dei geroglifici.

La scrittura micenea è stata solo in parte, ma ha comunque fornito importanti informazioni sulla società del tempo.

LE FONTI ICONOGRAFICHE

p Affreschi, dipinti, statue, sono fonti iconografiche, che offrono informazioni sotto forma di immagini. Collega ogni fonte alla giusta descrizione.

affresco di un principe dal palazzo di Cnosso

statua di terracotta

pittura su vaso

cassetta di legno decorata con lapislazzuli e conchiglie

dipinto sulle pareti di una tomba

bassorilievo di nave fenicia

statua di pietra nera

GEOGRAFIA

GLI STRUMENTI DEL GEOGRAFO

Il geografo è colui che studia gli ambienti in cui viviamo, analizzandone sia le caratteristiche fisiche (il mare, le montagne, i fiumi, le pianure, ecc.) sia le attività praticate dagli uomini che li abitano.

Per effettuare le sue indagini sul campo e per la raccolta dei dati necessari al suo lavoro, il geografo ha bisogno dei seguenti strumenti:

• un taccuino per annotare e disegnare gli elementi naturali osservati dal vivo;

• un binocolo per guardare gli oggetti più lontani e vedere ingranditi alcuni aspetti particolari dell’ambiente;

• una macchina fotografica per fotografare fiumi, monti, laghi o altri elementi caratteristici dell’ambiente in corso di studio;

• una bussola per orientarsi nelle sue esplorazioni;

• una carta geografica della zona da studiare, per potersi meglio orientare e per avere alcune informazioni più generali.

I PUNTI CARDINALI

I Punti cardinali sono quattro: il nord (N) o settentrione; il sud (S) o meridione; l’est (E) o oriente e l’ovest (O) o occidente.

In assenza di punti di riferimento noti, si possono utilizzare i punti cardinali per orientarsi: l’Est è la direzione in cui nasce il

Sole; l’Ovest è quella in cui tramonta; il Sud è la posizione del Sole a mezzogiorno Di notte il Nord è indicato dalla Stella Polare

p Osserva il disegno e prova a descriverlo utilizzando i punti cardinali.

I MERIDIANI E I PARALLELI

Per individuare e indicare esattamente i diversi punti della Terra, i geografi hanno tracciato sulla superficie terrestre un reticolo immaginario.

Le 180 linee orizzontali sono i Paralleli. Il parallelo fondamentale è l’Equatore che rappresenta il diametro massimo della Terra e che divide il globo in due emisferi, quello settentrionale o boreale e quello meridionale o australe. La distanza di un punto sulla Terra dall’Equatore si chiama latitudine.

Le 360 linee verticali sono i Meridiani. Il meridiano fondamentale è il Meridiano 0 che passa per Greenwich, vicino Londra. La distanza di un punto sulla Terra dal Meridiano di Greenwich si chiama longitudine.

p Osserva la cartina dell’Italia e indica a lato la posizione delle seguenti città:

Milano · Bologna · Ancona · Roma · Napoli · Bari · Palermo · Cagliari

Milano

44/46 ϒ - 8/10 ϒ

Bologna

Ancona

Roma

Napoli

Bari

Palermo Cagliari

ORIENTARSI SUL PLANISFERO

p Indica sul planisfero dove passano l’Equatore e il Meridiano di Greenwich; poi scrivi i nomi dei cinque continenti e colorali con colori diversi.

࡟ In quale emisfero si trova l’Italia?

࡟ L’Italia è più vicina al Polo Nord o all’Equatore?

࡟ Il meridiano di Greenwich è a est o a ovest dell’Italia?

࡟ Quali continenti si trovano nell’emisfero settentrionale? E quali nell’emisfero meridionale?

࡟ Qual è il continente più vicino al Polo Nord? E quale è più vicino al Polo Sud?

LA RIDUZIONE IN SCALA • 1

“Ridurre in scala” significa rimpicciolire la realtà per poterla rappresentare.

Tutte le carte geografiche riportano la riduzione in scala, indicano di quante volte la realtà è stata rimpicciolita (ad es. di diecimila volte, di un milione di volte ecc.). La scala può essere rappresentata in due modi diversi: la scala numerica e la scala grafica.

La scala numerica è rappresentata da due numeri, di cui il primo è sempre 1 (non cambia mai perché indica la realtà) ed il secondo, invece, indica di quante volte è stata ridotta la misura reale (esempio: 1:10.000, 1:1.000.000, ecc.)

Per capire se una carta è a piccola o a grande scala, basta osservare il secondo numero: più il numero è grande più la scala è piccola.

La scala grafica viene rappresentata da un segmento suddiviso in tante parti uguali su cui è indicata la misura corrispondente nella realtà.

Le carte che hanno una scala di 1:10.000 oppure una scala maggiore (1:5.000, 1:2.000) vengono chiamate mappe o piante e rappresentano una città o parte di essa.

Le carte che hanno una scala da 1:10.000 a 1:100.000 vengono chiamate carte topografiche. Di solito, vengono utilizzate per rappresentare territori più grandi come una grande città o una provincia.

Le carte che hanno una scala inferiore a 1:100.000 (1:500.000, 1:1.000.000) vengono chiamate carte geografiche e rappresentano territori più vasti come regioni o Stati.

p Completa.

࡟ La scala numerica ....................................................................................................

࡟ La scala grafica

Conoscere gli elementi della geografia.

LA RIDUZIONE IN SCALA • 2

p Per capire come funzionano le scale di riduzione, prova a fare un po’ di allenamento. Ingrandisci o riduci secondo le indicazioni.

࡟ Disegna un quadrato e poi riducilo in scala 1:2.

࡟ Disegna un rettangolo e poi riducilo in scala 1:3.

SIMBOLI E COLORI SULLE CARTE

Le carte geografiche sono simboliche: il geografo, cioè, quando disegna una carta, utilizza dei simboli per rappresentare tutti i particolari del territorio. I simboli cartografici, che costituiscono la legenda, sono molto utili per il lettore e lo aiutano nell’interpretazione della carta. Molti di questi sono a colori (ad esempio: si usa il verde per le pianure, il giallo per le colline, il marrone per le montagne, ecc.)

p Osserva la cartina fisica del Piemonte.

Montagne

Colline

Pianure

Laghi

Conoscere simboli e colori sulle carte.

TANTI TIPI DI CARTE

Le carte geografiche vengono rappresentate in base agli elementi che rappresentano.

p Collega con una linea il tipo di carta alla sua definizione.

Carta fisica

Carta tematica

Carta politica

Rappresenta gli aspetti antropici di un territorio (confini, Stati, regioni, province, ecc.)

Rappresenta gli aspetti naturali di un territorio (fiumi, laghi, monti, ecc.)

Mostra un aspetto specifico del territorio (coltivazioni, parchi, ecc.) utilizzando simboli particolari.

p Che tipo di carta è? Scrivilo accanto a ciascuna.

GLI STRUMENTI NUMERICI • 1

p Abbina le descrizioni degli strumenti alle immagini, scrivendo il numero relativo nel riquadro.

1. L’ideogramma è una rappresentazione grafica in cui i dati sono rappresentati mediante immagini simboliche.

2. L’istogramma è un diagramma a colonne che rappresentano lunghezze o altezze di corsi d’acqua, montagne, fiumi e altri fenomeni geografici misurabili.

3. L’areogramma, detto anche diagramma a torta, è un grafico in cui i diversi settori circolari rappresentano dei dati parziali rispetto ad un dato totale.

4. La tabella è uno schema in cui i dati sono presentati in righe e colonne.

Sfruttamento del suolo

Precipitazioni sud Italia

Provincie della Toscana

GLI STRUMENTI NUMERICI • 2

p Rappresenta con un areogramma la seguente tabella dei fiumi.

Fiume Lunghezza in Km Po

Adige

Tevere

Adda

Oglio

Tanaro

Ticino

Arno

Piave

Reno

p Chiedi ai tuoi compagni di classe in che mese dell’anno sono nati. Poi, con i dati raccolti, costruisci un istogramma.

IL GEOGRAFO E I SUOI STRUMENTI

COSA STUDIA IL GEOGRAFO?

Il geografo studia la Terra, i luoghi e come vivono le persone

A COSA SERVONO I PUNTI CARDINALI?

I punti cardinali servono per orientarsi.

QUALI SONO I PUNTI CARDINALI?

I punti cardinali sono: nord, sud, est, ovest.

COSA SONO MERIDIANI E PARALLELI?

I paralleli e i meridiani sono linee immaginarie che aiutano a trovare un luogo preciso.

COME SI RAPPRESENTA UN TERRITORIO?

Un territorio si rappresenta con le carte geografiche.

COME SI CHIAMANO LE CARTE IN BASE ALLA SCALA DI RIDUZIONE?

Le carte si distinguono in:

• Mappe o piante: piccole zone (es. città).

• Carte topografiche: zone più ampie.

• Carte geografiche: regioni o Stati.

COME POSSONO ESSERE LE CARTE GEOGRAFICHE IN BASE AGLI ELEMENTI CHE RAPPRESENTANO?

Le carte si distinguono in:

• Fisiche: monti, fiumi.

• Politiche: città, confini.

• Tematiche: coltivazioni, parchi, industrie, abitanti...

IL CLIMA

Il clima è l’insieme di tutti i fattori atmosferici (detti anche elementi climatici) che caratterizzano una particolare zona geografica per un lungo periodo (un anno o anche più). Mentre il clima si riferisce a periodi lunghi, il tempo atmosferico si riferisce a un giorno ben preciso p Scrivi accanto a ciascuna descrizione di quale elemento climatico si tratta.

DESCRIZIONE

È l’indice preciso di quanto fa caldo o freddo.

Si misura con il termometro.

Sono spostamenti orizzontali di masse d’aria.

ELEMENTI CLIMATICI

temperatura

È la quantità di vapore acqueo presente nell’aria. Può provocare fenomeni come la nebbia e la foschia. umidità

Pioggia, neve, grandine.

È la pressione che l’aria esercita sulla superficie terrestre. Si misura con il barometro.

I FATTORI CLIMATICI

Il clima è il risultato di diversi fattori: la latitudine; l’esposizione al sole; l’altitudine e la distanza dal mare e dai laghi.

p Osserva le vignette sotto con le relative descrizioni e attribuisci a ciascuna il fattore climatico giusto.

La posizione del globo terrestre rispetto al sole influisce molto sul clima; all’equatore, infatti, i raggi del Sole arrivano perpendicolari e fa molto più caldo.

cos’è il clima e da che cosa è determinato.

Nelle zone esposte al sole il clima è più caldo rispetto alle zone in ombra.

Il clima delle terre vicino al mare o a un lago è più mite perché l’acqua accumula calore e lo restituisce lentamente.

Comprendere cos’è il clima e da che cosa è determinato.

A mano a mano che si sale di quota e ci si allontana dal livello del mare, il clima diventa più freddo.

ZONE CLIMATICHE E AMBIENTI DELLA TERRA

In base alle caratteristiche climatiche, gli studiosi suddividono la superficie terrestre in tre grandi aree climatiche principali: fredde, temperate e calde o torride. Queste aree corrispondono a tre distinte regioni geografiche: le regioni polari, le regioni temperate e le regioni equatoriali o tropicali. Ogni regione presenta condizioni climatiche specifiche che influenzano profondamente l’ambiente naturale, la vegetazione, la fauna e anche le modalità di vita delle popolazioni umane che vi abitano.

Nelle regioni polari, situate vicino ai Poli Nord e Sud, il clima è estremamente rigido, con temperature molto basse per la maggior parte dell’anno e paesaggi dominati da ghiacci e tundra.

Le regioni temperate, situate tra le aree polari e quelle tropicali, sono caratterizzate da stagioni ben distinte, con inverni freddi ed estati calde o miti. In queste zone si sviluppano la macchia mediterranea, le praterie e le foreste di latifoglie.

Le regioni equatoriali o tropicali, situate intorno all’equatore, presentano un clima caldo durante tutto l’anno, spesso accompagnato da abbondanti piogge. Queste condizioni favoriscono la crescita di foreste pluviali, savana e, in alcune zone, anche di deserti, dove le piogge sono scarse.

p Leggi attentamente le affermazioni e scrivi V se l’affermazione è vera o F se è falsa.

࡟ Gli studiosi dividono la superficie terrestre in quattro V F grandi aree climatiche principali.

࡟ Le regioni polari si trovano vicino all’Equatore. V F

࡟ Nelle regioni temperate ci sono stagioni ben distinte. V F

࡟ Le regioni equatoriali o tropicali hanno temperature V F basse tutto l’anno.

࡟ Nelle regioni tropicali si possono trovare sia foreste pluviali V F che deserti.

࡟ Il clima delle regioni polari è mite con estati calde. V F

࡟ La macchia mediterranea si sviluppa nelle regioni temperate. V F

࡟ Le condizioni climatiche influenzano la vita delle persone V F e degli animali.

LE REGIONI CLIMATICHE ITALIANE

p Assegna a ciascuna regione climatica un colore diverso. Poi colora la cartina dell’Italia.

Regione alpina inverni lunghi e gelidi, estati brevi e fresche.

Regione tirrenica inverni miti, estati calde, ma ventilate.

Regione appenninica inverni freddi, estati fresche.

Regione mediterranea inverni miti, estati calde.

Regione padana inverni freddi e nebbiosi, estati calde e afose.

Regione adriatica clima mite, ma più freddo di quello tirrenico.

IL TEMPO ATMOSFERICO

p Che tempo fa oggi in Italia, giorno 2 novembre 2025? Osserva la carta e, utilizzando i simboli in essa presenti, disegna a fianco la legenda.

p La tabella sotto riporta le temperature massime (max) e minime (min) registrate nello stesso giorno in alcune città italiane. Calcola la temperatura media.

Aosta 11° 24°

Bari 21° 28°

Bologna 15° 24°

Cagliari 15° 26°

Campobasso 15° 23°

Firenze 15° 22°

Genova 19° 21°

Milano 16° 22°

Napoli 22° 25°

Palermo 23° 29°

Perugia 14° 22°

Roma 16° 25°

Torino 15° 22°

Venezia 12° 22°

࡟ Qual è la città con la temperatura più alta? In quale regione climatica si trova?

࡟ Qual è la città con la temperatura più bassa? In quale regione climatica si trova?

IL CLIMA

CHE COS’È IL CLIMA?

Il clima è l’insieme dei fenomeni atmosferici (temperatura, umidità, piogge e venti) che caratterizzano un territorio durante l’anno.

DA COSA È INFLUENZATO IL CLIMA?

Il clima dipende da diversi fattori:

• Latitudine

• Altitudine

• Vicinanza a mari e oceani

• Presenza di laghi

• Presenza di montagne

COME SI DIVIDONO LE REGIONI CLIMATICHE DELLA TERRA?

Gli studiosi dividono la Terra in tre grandi aree climatiche:

• Fredde (regioni polari)

• Temperate

• Calde o torride (regioni equatoriali)

QUALI AMBIENTI SI TROVANO NELLE REGIONI POLARI?

• Ghiacciai

• Tundra

• Prateria

QUALI AMBIENTI SI TROVANO NELLE REGIONI TEMPERATE?

• Macchia mediterranea

• Foresta di latifoglie

• Prateria

• Steppa

QUALI AMBIENTI SI TROVANO NELLE REGIONI EQUATORIALI?

• Foresta pluviale

• Savana

• Deserto

QUANTE REGIONI CLIMATICHE CI SONO IN ITALIA?

In Italia ci sono sei regioni climatiche:

• Alpina

• Padana

• Ligure-Tirrenica

• Adriatica

• Appenninica

• Mediterranea

L’ITALIA FISICA

p Colora la cartina dell’Italia fisica utilizzando il marrone per le montagne, il giallo per le colline, il verde per le pianure e l’azzurro per i corsi d’acqua.

In Italia la superficie occupata da montagne è pari al 35%, quella occupata da colline è pari al 42% e quella occupata da pianure corrisponde al 23%.

p Con i dati citati sopra costruisci un areogramma.

LE PAROLE DELLA MONTAGNA

Massiccio

p Guarda la foto e scopri il significato di ogni parola.

࡟ Ghiacciaio:

࡟ Vetta (o cima): ...........................................................................................................

࡟ Catena:

࡟ Versante:

࡟ Passo (o valico): ........................................................................................................

࡟ Massiccio:

Ghiacciaio
Vetta
Catena
Versante
Passo

LE ALPI

Le Alpi sono il sistema montuoso più elevato d’Europa, comprendono infatti moltissime vette oltre i 3000 m. All’Italia appartiene solamente il versante meridionale della catena montuosa, che si estende per ben 1300 km. dalla Liguria fino al confine con la Slovenia. Le Alpi si dividono in due grandi sezioni: Alpi Occidentali e Alpi Orientali. I rilievi alpini sono in gran parte formati da rocce molto dure e resistenti all’erosione. Sui rilievi più alti sono presenti numerosi ghiacciai che alimentano corsi d’acqua. Torrenti e ghiacciai erodono le rocce formando valli fluviali a V e valli glaciali a U. Fin dall’antichità, l’uomo è riuscito ad attraversare le Alpi grazie ai numerosi passaggi naturali, passi o valichi, che però restano chiusi in alcuni periodi dell’anno a causa della neve. Negli ultimi decenni sono stati realizzati tunnel e trafori che garantiscono i collegamenti ferroviari e stradali tutto l’anno.

p Segna con una X se le affermazioni sono vere o false.

࡟ La catena montuosa alpina costituisce un confine naturale tra V F l’Italia e l’Asia.

࡟ Le Alpi sono il sistema montuoso più elevato d’Italia. V F

࡟ Le Alpi si dividono in tre sezioni: Alpi Occidentali e Alpi Orientali. V F

࡟ Il sistema alpino si sviluppa ad arco per circa 1400 km. V F

࡟ Le Alpi hanno cime che raggiungono al massimo i 3000 m. V F

࡟ Sui massicci alpini non vi sono ghiacciai. V F

࡟ L’arco alpino presenta numerosi valichi che consentono il V F passaggio da un versante all’altro.

5. p Osserva il profilo delle Alpi ed elenca, in ordine di altezza, le cinque vette più elevate, scrivendo anche in quale settore delle Alpi si trovano. Con i dati ottenuti costruisci un areogramma.

VIVERE IN MONTAGNA

Le montagne, soprattutto quelle alpine, sono poco favorevoli all’insediamento degli uomini e allo sviluppo delle loro attività economiche. Tuttavia essi hanno imparato, col tempo, a sfruttare le risorse del territorio e a renderlo più ospitale.

In alcune valli si pratica l’agricoltura specializzata; i prodotti più comuni sono le mele e l’uva.

Il turismo, sia estivo che invernale, ha assunto grande importanza. Sono stati costruiti alberghi, funivie, strade, piste da sci, sentieri attrezzati.

Gli abitanti dei paesi alpini si dedicano allo sfruttamento del legname dei boschi, utile per costruire case, mobili, attrezzi, ma anche per produrre carta e ricavare legna da ardere.

L’abbondanza di legname ha favorito lo sviluppo dell’artigianato.

In passato e ancora oggi una delle principali risorse degli abitanti delle Alpi è l’allevamento dei bovini. Durante il periodo estivo le mandrie vengono portate sui pascoli più alti, mentre i prati del fondovalle vengono tagliati per ricavare scorte di fieno per l’inverno. Il latte degli animali viene lavorato nei caseifici situati a valle, per produrre formaggi e latticini.

L’acqua viene sfruttata per produrre energia idroelettrica.

LA FLORA E LA FAUNA DELLE ALPI

Il disegno sotto mostra le principali specie di animali e vegetali che si trovano sulle Alpi alle diverse quote.

p Prova a riconoscere le piante e gli animali illustrati e collegali al nome corrispondente con una freccia.

UNA VACANZA IN MONTAGNA A…

p Trova una cartolina o una foto di una località di montagna e incollala nel riquadro. Poi, fai una ricerca e completa la scheda descrittiva.

CARTA D’IDENTITÀ

CARTA STRADALE

Nome ............................................................. Posizione ...........................................

Provincia Strade

Regione ......................................................... Trafori .................................................

Altitudine ...................................................... Valichi ................................................

CARATTERISTICHE GEOGRAFICHE PER I TURISTI

Monti Servizi turistici

Laghi Feste

Fiumi

Parchi

Sagre

Prodotto alimentare tipico

Flora ............................................................... Artigianato .........................................

Fauna

GLI APPENNINI

p Completa il testo con le seguenti parole.

Etna · arrotondata · sud-est · fluviale · Gran Sasso · frane

Castellana · erosione · Frasassi

Gli Appennini costituiscono la spina dorsale dell’Italia; si estendono, infatti, da nord-ovest a per ben 1350 km.

Si suddividono in tre parti principali: l’Appennino Settentrionale, l’Appennino Centrale e l’Appennino Meridionale. Le cime, di forma , non superano i 3000 m (fatta eccezione per il vulcano ). Le rocce sono meno compatte, perché nel tempo sono state erose dal vento, dalla pioggia e dalla neve.

Non vi sono ghiacciai (a parte quello del che sta però scomparendo) e le valli, di origine , sono profonde e poco ampie.

I fiumi, anche se numerosi, non hanno acqua in abbondanza perché non sono alimentati da ghiacciai.

L’erosione e le sono molto diffuse; queste ultime si manifestano con il distacco improvviso di grandi masse di terreno o di roccia. Sono invece presenti in alcune zone i fenomeni di , in particolare, come quelli delle grotte di , o , dovuti alle infiltrazioni di acqua tra le rocce calcaree.

p Osserva il profilo degli Appennini ed elenca, in ordine di altezza, le cinque vette più elevate, scrivendo anche in quale settore degli Appennini si trovano. Con i dati ottenuti costruisci un areogramma.

I VULCANI

p Completa il disegno con i numeri giusti.

p Completa il testo con le seguenti parole:

1. Lava

2. Cratere

3. Eruzione

4. Bocca secondaria

5. Cono vulcanico

6. Vapore

7. Ceneri e lapilli

attivi · rare · eruzioni · Eolie · tirrenico · vulcanesimo · gas calda · bollenti · Veneto

In Italia ci sono numerosi vulcani, alcuni spenti, altri ancora I vulcani attivi sono l’Etna, in Sicilia, che ha frequenti e il Vesuvio, in Campania, che ha ............................. eruzioni, ma molto violente. Sono attivi anche due vulcani su due isole dell’arcipelago delle

............................. : Stromboli e Vulcano. I vulcani spenti si trovano soprattutto in Italia centrale lungo il versante

............................. (Monte Amiata e Colli Laziali), ma anche nel ............................. (Colli Euganei e Monti Berici). Ci sono poi fenomeni legati al ............................. minore. In Toscana ci sono i soffioni, che sono emissioni di e vapori dal terreno. A Pozzuoli, vicino Napoli, ci sono zone dove fanghi emettono gas nocivi. In molte zone d’Italia, inoltre, ci sono sorgenti di acqua che vengono utilizzate nelle terme, centri per la salute e il benessere.

COSTRUISCI IL TUO VULCANO

OCCORRENTE

࡟ buste di carta di pane;

࡟ un barattolino di metallo;

࡟ nastro adesivo;

࡟ aceto;

PROCEDIMENTO

࡟ bicarbonato;

࡟ tempera rossa;

࡟ un giornale per proteggere il piano dove si esegue l’esperimento.

1 Con la carta di pane e l’adesivo costruisci una forma di vulcano e sistema al centro il barattolino di metallo.

2 Versa prima un po’ di aceto e poi il colore rosso diluito.

3 Versa infine il bicarbonato. Dopo qualche minuto il tuo vulcano comincerà ad eruttare.

LE PRINCIPALI ATTIVITÀ NELL’AMBIENTE APPENNINICO

Nell’ambiente montano appenninico si praticano diverse attività legate alle caratteristiche del territorio. Le principali sono: allevamento di ovini: è molto diffuso soprattutto nelle zone collinari e montane, dove il pascolo naturale è abbondante. Si allevano pecore per la produzione di latte (da cui si ricava il formaggio), carne e lana.

Estrazione del marmo: particolarmente importante nelle Alpi Apuane (Toscana), dove si estrae il famoso marmo di Carrara, conosciuto a livello internazionale. L’attività è antica e ha un impatto economico rilevante. Turismo: si sviluppa grazie alla bellezza paesaggistica, alla natura incontaminata e alla presenza di borghi storici. Comprende attività come escursionismo, sci, arrampicata, turismo culturale e gastronomico. Importante anche il turismo naturalistico nei parchi nazionali.

LA FLORA E LA FAUNA DEGLI APPENNINI

p Inserisci nella tabella in basso, in corrispondenza della giusta altitudine, le specie animali e vegetali presenti nei riquadri.

lupi · orsi · donnole · daini · camosci · scoiattoli · volpi · tassi cinghiali · lepri · aquile reali · picchio · gufo · falco · civetta

abeti · prati · faggi · querce · pini · castagni · conifere · uliveti · vigneti Flora Fauna

Fra i 1800 e i 1500 metri

Fra i 1500 e i 1000 metri

Fra i 1000 e i 500 metri

LE COLLINE • 1

Le colline sono rilievi di altitudine compresa tra i 200 e i 600 metri. In Italia il 42% del territorio è collinare. Si trovano ai piedi delle Alpi e degli Appennini.

Le colline italiane presentano una grande varietà paesaggistica: a volte sono dolci ondulazioni intensamente coltivate; altre volte il paesaggio è aspro, roccioso con versanti ripidi, erosi dalle acque o scavati da frane e smottamenti.

p Collega con una freccia il nome alla tipologia di collina.

Si sono formate per l’erosione di antichi vulcani spenti.

Si sono formate in seguito all’accumularsi dei detriti (ghiaia e sabbia) portati a valle dai ghiacciai.

DI ORIGINE VULCANICA

COLLINE DI ORIGINE SEDIMENTARIA (TETTONICHE)

Derivano da depositi marini sollevatisi per i movimenti del magma e delle diverse zolle della crosta terrestre.

COLLINE MORENICHE
COLLINE

LE COLLINE • 2

Riporta al posto giusto sulla carta i numeri che si riferiscono alle principali colline

1. Langhe e Monferrato

2. Carso

3. Colli Euganei

4. Colli Laziali (Volsini, Cimini e Sabini)

5. Colline Metallifere

6. Colli Albani

7. Monti Lepini

8. Le Murge

9. Gargano

10. Monti Iblei

p Osserva la carta e rispondi.

࡟ Quali sono le principali colline del nord Italia?

࡟ E quelle del centro?

࡟ E quelle del sud?

LE RISORSE DELLA COLLINA

Le colline sono territori favorevoli a diverse coltivazioni. In queste zone si coltivano principalmente alberi da frutto, ulivi e viti. Nei pendii più ripidi, per facilitare la coltivazione, si costruiscono terrazzamenti, ovvero gradoni sostenuti da muretti che permettono di rendere coltivabili anche le aree più scoscese. Le colline sono anche importanti per la produzione di vino, grazie alla presenza dei vigneti. Oltre alle attività agricole, in molte aree collinari si sono sviluppate attività legate al turismo rurale. Tra queste, l’agriturismo è molto diffuso, così come le escursioni nella natura, che permettono di scoprire il paesaggio e le tradizioni del territorio.

ALPI E APPENNINI

COSA SONO LE ALPI?

Le Alpi sono il sistema montuoso più elevato d’Europa

DOVE SI TROVANO LE ALPI?

Le Alpi si trovano a nord dell’Italia e si estendono da ovest a est.

COME SI DIVIDONO LE ALPI?

Le Alpi si dividono in due sezioni: Alpi Occidentali e Alpi Orientali.

QUALI SONO LE CIME PIÙ ALTE DELLE ALPI?

Monte Bianco, Gran Paradiso, Monte Rosa, Cervino.

QUALI ATTIVITÀ SI PRATICANO NELL’AMBIENTE MONTANO ALPINO?

• Agricoltura (nelle valli)

• Allevamento di bovini

• Energia idroelettrica

• Turismo

• Artigianato

DOVE SI TROVANO GLI APPENNINI?

Gli Appennini attraversano l’Italia da nord a sud.

COME SI DIVIDONO GLI APPENNINI?

In tre sezioni: Appennino Settentrionale, Appennino Centrale e Appennino Meridionale.

QUAL È LA CIMA PIÙ ALTA DEGLI APPENNINI?

Il Gran Sasso.

QUALI ATTIVITÀ SI PRATICANO NELL’AMBIENTE MONTANO APPENNINICO?

• Allevamento di ovini

• Estrazione del marmo

• Turismo

LA COLLINA

CHE COS’È UNA COLLINA?

La collina è un rilievo che non supera i 600 metri di altezza, con cime arrotondate e pendii dolci.

DOVE SI TROVANO LE COLLINE IN ITALIA?

Si trovano ai piedi delle Alpi e degli Appennini. L’Italia è un Paese prevalentemente collinare.

QUANTI TIPI DI COLLINE ESISTONO?

A seconda dell’origine, le colline possono essere:

• Moreniche

• Vulcaniche

• Tettoniche

• Strutturali

COSA SI COLTIVA IN COLLINA?

In collina si coltivano:

• alberi da frutto

• ulivi

• viti

Sui pendii più ripidi si costruiscono terrazzamenti.

COSA SI PRODUCE E QUALI ATTIVITÀ SI PRATICANO IN COLLINA?

Nelle zone collinari si producono vini. Inoltre, sono diffuse attività legate al turismo rurale, come agriturismo ed escursioni nella natura.

EDUCAZIONE CIVICA SVILUPPO SOSTENIBILE

LA MONTAGNA E LA COLLINA

La montagna è un posto meraviglioso, pieno di alberi, fiori, animali e panorami spettacolari. Anche la collina, con i suoi dolci pendii e i paesaggi verdeggianti, è un ambiente prezioso da conoscere e rispettare.

Montagna e collina sono tesori da proteggere con amore e attenzione, perché sono la casa di tante creature e anche luoghi dove possiamo divertirci, respirare aria pulita e stare bene.

Per vivere la montagna e la collina in modo sostenibile, basta seguire alcune semplici regole. Per esempio:

࡟ Camminiamo solo sui sentieri segnati, per non rovinare le piante e non disturbare gli animali.

࡟ Non lasciamo mai rifiuti in giro! Portiamo con noi un sacchetto per raccoglierli.

࡟ Non facciamo rumori forti e non diamo da mangiare agli animali selvatici: hanno bisogno di tranquillità!

࡟ Usiamo la bici, i mezzi pubblici o andiamo a piedi, così non inquiniamo l’aria.

Anche quando scegliamo dove dormire o mangiare, possiamo fare scelte intelligenti: preferiamo rifugi ecologici, guide locali che conoscono bene il territorio e aiutano a proteggerlo.

Ci sono anche luoghi speciali, chiamati parchi naturali o riserve protette, dove piante e animali vivono in pace e vengono studiati da esperti. Questi posti fanno parte della rete Natura 2000, un gruppo di aree protette in tutta Europa!

La montagna e la collina ci regalano tanto: sentieri da esplorare, aria fresca, silenzio e colori meravigliosi.

p Rispondi alle domande, poi confrontati con la classe.

࡟ Sei stato qualche volta in montagna e in collina?

࡟ Hai passeggiato in un bosco?

࡟ Quali scoperte hai fatto?

࡟ Come ti sei comportato?

࡟ Hai lasciato rifiuti tra gli alberi?

࡟ Hai disturbato gli animali?

p Utilizzando materiali trovati in natura, come foglie secche, rametti, pietre, muschio, cortecce, ghiande e pigne, ma senza danneggiare alcuna pianta (niente deve essere spezzato, staccato o strappato), realizza il tuo custode immaginario: una pianta o un animale.

EDUCAZIONE CIVICA

SVILUPPO SOSTENIBILE

I PARCHI NAZIONALI

I parchi naturali e le riserve protette sono aree in cui la natura viene tutelata per preservare la biodiversità e l’equilibrio degli ecosistemi. In questi luoghi, gli elementi naturali come animali, piante, fiori, fiumi, laghi e montagne sono protetti da leggi speciali, per evitare che vengano danneggiati o distrutti. In Italia esistono numerosi parchi nazionali e regionali, creati per salvaguardare ambienti di particolare interesse ambientale, paesaggistico e scientifico.

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso è il più antico parco italiano: fu istituito nel 1922 per proteggere lo stambecco, un animale simbolo delle Alpi che rischiava l’estinzione. Il parco si estende tra il Piemonte e la Valle d’Aosta e ospita numerose specie di animali selvatici, come camosci, marmotte, aquile reali e volpi, oltre a una grande varietà di piante alpine.

Un altro importante parco italiano è il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, fondato nel 1923. Questo parco ha avuto un ruolo fondamentale nella protezione di specie rare come l’orso marsicano, il lupo appenninico e il camoscio d’Abruzzo. Il territorio del parco è ricco di boschi, montagne e laghi, ed è un esempio di convivenza tra natura e attività umane sostenibili.

Un altro esempio di grande rilievo è il Parco Nazionale del Pollino, che si estende tra la Basilicata e la Calabria. È il parco nazionale più grande d’Italia e ospita paesaggi spettacolari, tra cui cime montuose, vallate profonde, fiumi e boschi secolari. Il simbolo del parco è il pino loricato, una specie rara che cresce solo in questa zona. Il Parco del Pollino è anche un’importante area per la biodiversità e per le tradizioni culturali delle popolazioni locali.

Parco Nazionale del Gran Paradiso

Ci sono altri parchi come il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, in Veneto, fa parte delle Dolomiti, dichiarate Patrimonio Naturale dell’Umanità. Il parco è caratterizzato da paesaggi spettacolari, vette imponenti e habitat montani che ospitano specie rare e protette.

Il Parco Nazionale delle Cinque Terre, in Liguria, protegge un territorio unico al mondo, dove i paesaggi naturali si fondono con borghi antichi arroccati sulla costa. Il parco promuove pratiche agricole tradizionali e sostenibili, come la coltivazione dei vigneti a terrazza.

Il Parco Nazionale del Cilento situato in Campania, è uno dei più estesi d’Italia. È stato riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO per la sua straordinaria ricchezza naturalistica e culturale. Qui si trovano grotte, fiumi sotterranei, coste incontaminate e una grande varietà di flora e fauna mediterranea.

p Rispondi alle domande.

࡟ Che cos’è un Parco Nazionale?

࡟ Qual è il Parco Nazionale più antico d’Italia?

࡟ Quale animale voleva proteggere il Parco Nazionale del Gran Paradiso?

࡟ Quali animali vivono nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise?

࡟ Come sono i boschi e le montagne di questo Parco?

࡟ Quali sono le principali caratteristiche degli altri Parchi citati?

p Cerca su Internet informazioni sullo stambecco o sull’orso marsicano, poi confrontati con la classe.

Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi
Parco Nazionale del Cilento

LE PIANURE

La pianura è un territorio piatto e senza rilievi, cioè senza colline o montagne.

p Scrivi al posto giusto il nome delle principali pianure italiane.

Pianura Veneta · Pianura Padana · Tavoliere delle Puglie · Pianura Maremmana

Agro Pontino · Campidano · Piana di Catania · Pianura Campana · Valdarno

p Collega il tipo di pianura alla sua definizione.

pianura alluvionale

pianura vulcanica

pianura di sollevamento

࡟ Ha avuto origine dal sollevamento dei fondali marini.

࡟ Si è formata in seguito all’accumulo di sabbia, argilla e altri detriti trasportati dai fiumi.

࡟ È nata dalla lava raffreddata fuoriuscita durante le eruzioni dei vulcani.

p Dopo aver osservato attentamente la carta delle pianure in Italia, indica con una X la risposta esatta.

࡟ Dove si trova la più estesa delle pianure italiane?

Al Sud Al Nord Al Centro

࡟ Dove si trovano, per la maggior parte, le altre pianure?

Lungo la costa adriatica

Lungo la costa tirrenica

Lungo la costa ionica

࡟ Come si presenta il territorio della Sicilia e della Sardegna in relazione alle pianure?

Privo di pianure

Ricco di pianure

Con poche zone pianeggianti

࡟ In quale parte della Sardegna si trova la pianura del Campidano?

Nella parte settentrionale

Nella parte centrale

Nella parte meridionale

࡟ Dove si trovano le pianure in Sicilia?

Lungo le coste

Solo sulla costa ionica

Solo sulla costa mediterranea

࡟ Quale pianura si trova all’estremità meridionale della costa adriatica?

Il Tavoliere

L’Agro Pontino

Il Salento

࡟ Osservando la carta, quanta parte dell’Italia è occupata da pianure?

Più della metà

La metà

Circa un quarto

ALTA E BASSA PIANURA

p Completa il testo con le parole.

fontanili · alluvionale · ghiaia · colline · foraggio · falde arida · gelso · argilla · impermeabili

La Pianura Padano-Veneta, come le altre di origine , non è uniforme, ma presenta due aree distinte: l’alta e la bassa pianura. L’alta pianura è la zona più elevata, situata ai piedi delle montagne o delle ; è formata da frammenti più grossolani, come ciottoli e , attraverso cui l’acqua penetra nel sottosuolo. Quando raggiunge uno strato impermeabile, l’acqua crea dei depositi di acqua sotterranei (le acquifere). L’alta pianura è piuttosto asciutta e ; per questa ragione si coltivano le piante che hanno meno bisogno di acqua, come i cereali, il ................................ e la vite. La bassa pianura occupa la parte più bassa ed è costituita da detriti fini e leggeri, come sabbia e ................................ , che formano uno strato impermeabile e ricco di acque di superficie. Nella bassa pianura le colture principali sono il riso, il ................................ , e gli alberi da frutta. L’alta e la bassa pianura sono divise dalla linea delle risorgive o ................................ , ovvero sorgenti che affiorano quando le acque sotterranee incontrano i terreni .

LE ATTIVITÀ PRODUTTIVE DELLA PIANURA

p Osserva le fotografie, poi scrivi sotto ciascuna di esse a che tipo di attività produttiva si riferisce.

LA FLORA E LA FAUNA DELLA PIANURA

La pianura è coltivata e modificata dall’uomo Non c’è più molta vegetazione spontanea e non ci sono più molti animali selvatici, cioè non abituati a vivere con l’uomo. Rimangono solo alcuni tipi di piante spontanee lungo i corsi d’acqua come i salici e i pioppi e piante sempreverdi come l’alloro, l’olivo e il pino marittimo lungo le coste. Gli animali più diffusi sono quelli allevati dall’uomo, allo stato brado o in stalla: ovini, bovini, suini e pollame; mentre tra gli animali selvatici più diffusi vi sono i tassi, le lepri, i ricci e le volpi.

Le poche zone paludose, che esistono ancora oggi nella pianura, sono diventate parchi naturali. In queste zone vivono molte specie di anfibi (rane, rospi) e fanno il nido uccelli, come gli aironi e le cicogne.

p Riconosci e colora le piante e gli animali illustrati; scrivi il loro nome sui puntini.

LE CARATTERISTICHE DELLA PIANURA

p Scrivi nei cartellini, al posto giusto, i nomi degli elementi che puoi trovare in pianura, scegliendo tra:

fiumi · campi coltivati · allevamenti · industrie · vie di comunicazione · città

p Dopo aver sistemato i cartellini, scrivi una breve descrizione di ciò che si trova in pianura.

LE PIANURE

CHE COS’È UNA PIANURA?

La pianura è un territorio piatto e senza rilievi, cioè senza colline o montagne.

DOVE SI TROVANO LE PIANURE IN ITALIA?

In Italia ci sono poche pianure, la più estesa è la Pianura Padana, situata nell’Italia settentrionale. Questa pianura si è formata grazie all’azione del fiume Po e dei suoi affluenti.

Altre pianure, più piccole, si trovano vicino alle coste, in corrispondenza della foce dei grandi fiumi.

QUALI SONO LE ORIGINI DELLE PIANURE?

• Alluvionale: si formano nel tempo grazie ai depositi lasciati dai fiumi.

• Sollevamento: hanno avuto origine dal sollevamento dei fondali marini.

• Vulcanica: nascono dall’accumulo di antichi depositi di lava e cenere.

QUALI ATTIVITÀ SI SVOLGONO IN PIANURA?

Sono diffusi agricoltura, allevamento e l’industria. La presenza di una fitta rete di strade favorisce i trasporti e il commercio.

EDUCAZIONE CIVICA

SVILUPPO SOSTENIBILE

LA PIANURA: UN TESORO DA PROTEGGERE

La pianura è un territorio fondamentale per la nostra vita quotidiana. Qui si estendono vasti campi coltivati che ci offrono tanti alimenti preziosi: frutta, verdura, cereali e molto altro. Ma per continuare a godere dei suoi benefici, è importante prenderci cura della terra, dell’acqua e dell’aria. Solo così potremo vivere in un ambiente sano e sostenibile. Scopriamo insieme come possiamo fare la nostra parte! Nelle pianure si concentra gran parte dell’attività agricola. Grazie al terreno fertile, si coltivano tantissimi prodotti che finiscono sulle nostre tavole. Tuttavia, un uso eccessivo di fertilizzanti e pesticidi chimici può danneggiare il suolo, inquinare le falde acquifere e mettere a rischio la biodiversità, cioè la varietà di piante e animali.

Per evitare questi danni, è meglio scegliere metodi più sostenibili, come l’agricoltura biologica e la rotazione delle colture. Queste pratiche rispettano i cicli naturali della terra e riducono l’impatto sull’ambiente, mantenendo fertile il terreno per le generazioni future.

L’acqua è un bene preziosissimo, indispensabile per irrigare i campi, dissetare gli animali e far crescere le piante. Ma spesso ne viene usata troppa, oppure finisce per essere inquinata da sostanze nocive che arrivano dai campi o dalle attività industriali.

Per ridurre gli sprechi, si possono adottare sistemi moderni ed efficienti, come l’irrigazione a goccia, che porta l’acqua direttamente alle radici delle piante, senza dispersioni. Inoltre, è fondamentale tutelare fiumi, canali e falde acquifere, evitando di scaricare rifiuti e sostanze tossiche.

Le pianure ospitano anche molte città, industrie e vie di comunicazione. Questo comporta un aumento del traffico e delle emissioni inquinanti, che rendono l’aria pesante e pericolosa per la salute, soprattutto nei mesi invernali. Per migliorare la qualità dell’aria, possiamo scegliere mezzi di trasporto sostenibili, come la bicicletta o i mezzi pubblici, piantare alberi che assorbono l’anidride carbonica, e favorire l’uso di energie rinnovabili, come il sole e il vento.

Ogni piccolo gesto può fare la differenza!

In molte zone di pianura, lo spazio è occupato da case, strade, fabbriche e centri commerciali. Ma non dobbiamo dimenticare l’importanza delle aree verdi: parchi, boschi, siepi e campi incolti sono fondamentali per l’equilibrio della natura.

Questi spazi offrono rifugio a molte specie animali, purificano l’aria, riducono il rumore e ci regalano luoghi piacevoli dove rilassarci, giocare e stare in contatto con la natura. Difenderli significa investire nel benessere di tutti.

In pianura, la sostenibilità ambientale passa soprattutto attraverso un uso responsabile della terra e dell’acqua, promuovendo un’agricoltura che rispetti la natura e tutelando le aree verdi per il benessere di tutti.

Prendersi cura della pianura non è solo compito di agricoltori, scienziati o amministratori: sta anche a noi contribuire ogni giorno con piccoli gesti responsabili. Riciclare, risparmiare acqua ed energia, rispettare gli spazi verdi e fare scelte consapevoli sono azioni semplici ma importanti.

PARLIAMONE INSIEME

p Rispondi alle domande e confrontati con i compagni e le compagne.

࡟ Secondo voi, perché è importante prendersi cura della pianura e dell’ambiente in cui viviamo?

࡟ Quali piccoli gesti potreste fare ogni giorno per aiutare la natura?

࡟ Siete d’accordo su tutto o avete opinioni diverse? Perché?

IL FIUME

p Osserva il disegno e inserisci nei riquadri i termini esatti tra quelli scritti di seguito. Poi completa il testo.

rive · foce a delta · sorgente · ghiacciaio · foce a estuario · cascata · lago

Il fiume nasce solitamente sui rilievi, da una ............................ o dall’acqua di scioglimento di un . Il solco in cui scorre, scavato dall’acqua stessa, si chiama letto o alveo ed è delimitato dalle due sponde o . Il fiume sfocia poi o in un altro fiume (chiamato affluente) o in un lago (si tratta di un fiume immissario) o nel mare.

Quando un fiume incontra un dislivello forma una ............................ . Il tratto finale del fiume si chiama foce. La è a forma di ventaglio e si ha quando le acque si ramificano in prossimità della costa; la è invece allargata e ha un unico sbocco.

I FIUMI ITALIANI

I fiumi italiani nascono principalmente dalle Alpi e dagli Appennini. I fiumi alpini sono lunghi e ricchi d’acqua mentre quelli appenninici sono più brevi.

Il fiume offre risorse per l’agricoltura, la pesca, la produzione di energia elettrica, le attività estrattive.

p Osserva la carta dei fiumi italiani e scrivi nella tabella i nomi dei maggiori fiumi nella colonna del mare in cui sfociano.

FIUMI, CITTÀ E REGIONI

p Consulta un atlante, poi completa la tabella scrivendo in quale regione italiana si trova ciascuno dei seguenti fiumi e quali sono le principali città che attraversano.

Regione città

Po

Adige

Tevere

Adda

Oglio

Tanaro

Ticino

Arno

Fiumi nella tua città

࡟ Qual è il fiume più vicino al luogo dove abiti? Quanto è lungo? Da dove nasce? Dove sfocia? Quali città attraversa?

Il Po

p Ricerca e completa il testo.

Il maggiore fiume italiano, il Po, nasce dal Dalla sorgente di Pian del Re, a 2200 metri sul livello del mare, fino al mar ........................... , dove sfocia. Il fiume percorre 652 chilometri.

Il Po riceve le acque di numerosi affluenti: quelli che scendono dalle Alpi sono ; quelli che scendono dagli Appennini sono

I LAGHI

I laghi sono una grande distesa d’acqua dolce, che si trova in una conca naturale della superficie terrestre. A differenza dei fiumi, che scorrono, i laghi rimangono fermi e possono essere alimentati da corsi d’acqua, sorgenti o precipitazioni.

I laghi possono essere di origine diversa, come:

࡟ glaciali (si sono formati in seguito allo scioglimento dei ghiacciai);

࡟ vulcanici (si trovano nei crateri di vulcani spenti);

࡟ costieri (si formano lungo le coste, isolati dal mare da cordoni sabbiosi);

࡟ tettonici (formati da sprofondamenti della crosta terrestre);

࡟ artificiali (creati dall’uomo tramite dighe o sbarramenti).

Molti laghi, soprattutto quelli artificiali creati tramite dighe, vengono utilizzati per alimentare le centrali idroelettriche.

In Italia, i laghi sono numerosi e spesso molto belli, situati soprattutto nelle regioni settentrionali. Tra i più famosi ci sono il Lago di Garda, il Lago Maggiore, il Lago di Como e il Lago d’Iseo. Questi laghi sono mete molto apprezzate per il turismo, grazie ai loro paesaggi suggestivi, alla natura circostante e alle possibilità di attività all’aperto, come la vela, il kitesurfing, il windsurf e le escursioni.

Nei territori affacciati sui laghi si coltivano viti, ortaggi, agrumi, ulivi e fiori. Si pratica la pesca, molto fiorente è il turismo.

p Scegli uno dei laghi italiani citati nel testo e fai una breve ricerca per scoprire quali attività all’aperto si possono praticare in quella zona.

I LAGHI ITALIANI

p Segna con una X le affermazioni vere o false.

࡟ L’Italia è un Paese ricco di laghi. V F

࡟ I laghi più grandi si trovano al Nord, ai piedi delle Alpi, e sono V F di origine glaciale.

࡟ L’Italia centrale è ricca di laghi di origine morenica. V F

࡟ Il lago Trasimeno si trova in Toscana. V F

࡟ I laghi costieri si trovano in Italia centro-meridionale e in Sardegna. V F

࡟ Una delle principali attività economiche praticate sui laghi è la caccia. V F

࡟ I laghi artificiali si ottengono sbarrando il corso di un fiume con la diga. V F

࡟ A differenza dei fiumi, i laghi non sono mai stati importanti vie V F di comunicazione.

p La forma di un lago è indicativa della sua origine. Osserva i profili e, con l’aiuto di un atlante, scrivi sotto ciascuno di che lago si tratta.

IL MARE E I SUOI ELEMENTI

Il mare è un’immensa massa di acqua salata.

p Collega i nomi alle definizioni corrispondenti.

costa bassa isola baia golfo promontorio penisola arcipelago

costa alta

࡟ gruppo di isole vicine spiaggia

࡟ costa rocciosa a picco sul mare

࡟ terra bagnata su tre lati dal mare

࡟ terra completamente bagnata dal mare

࡟ fascia costiera bassa e pianeggiante

࡟ insenatura della costa ampia all’interno e più ristretta verso il mare aperto

࡟ insenatura con larga apertura verso il mare

࡟ costa caratterizzata da litorali sabbiosi

࡟ alta sporgenza della costa sul mare

p Riconosci gli elementi del mare e della costa e attribuisci a ciascuno il numero corrispondente.

1. spiaggia 2. costa alta

MARI E GOLFI

p Osserva la cartina dell’Italia, poi scrivi il nome dei principali mari che la bagnano e dei principali golfi. Sotto trovi i nomi da inserire.

Golfo di Genova · Golfo di Taranto · Mar Adriatico · Golfo di Venezia

Mar Tirreno · Mar Ionio · Mar Ligure · Golfo di Trieste · Mar di Sardegna

Golfo di Napoli · Golfo di Manfredonia · Mar di Sicilia

LE ATTIVITÀ E I PORTI

Le principali attività legate al mare sono: la produzione di saline, la navigazione e i trasporti marittimi, il commercio marittimo, il turismo costiero.

p Completa il testo con le seguenti parole.

imbarcazioni · marittimi · baie · foce

Bari · Marche · Africa mercantili · lacustri · sbarramenti

Il porto è lo spazio di mare dove le navi sostano per l’imbarco e lo sbarco delle merci, il movimento dei passeggeri, le riparazioni ecc. In Italia ci sono numerosi porti naturali, posti dentro golfi o , e porti artificiali, realizzati costruendo di protezione che si allungano nel mare.

A seconda delle posizioni, si distinguono: i porti , che si aprono sul mare; i porti fluviali, posti sulle rive di un fiume ma lontani dalla ; i porti di estuario, posti sull’estuario di un fiume; i porti , situati su un lago e non in comunicazione con il mare. Tra i principali porti ............................ italiani vi sono Genova, Venezia, Trieste e ............................ . Si trovano sulle rotte commerciali che collegano l’Europa Meridionale con il resto del mondo. In Sicilia e in Sardegna, alcuni porti sono collegati alla lavorazione del petrolio, che arriva attraverso oleodotti, soprattutto dall’............................ del Nord. Importanti sono anche i porti per pescherecci, come quelli di Mazzara del Vallo in Sicilia e di San Benedetto del Tronto nelle , attrezzati con laboratori e magazzini frigoriferi per la lavorazione del pesce. I porti turistici si trovano invece in quelle località attraenti dal punto di vista naturalistico e sono attrezzati per il ricovero di non mercantili.

LE ISOLE

p Che cos’è un’isola? Scegli la definizione corretta.

Territorio, in gran parte circondato dall’acqua del mare, che possiede almeno un porto ed è raggiungibile dalla terraferma.

Territorio circondato dall’acqua marina e collegato alla costa attraverso traghetti.

Territorio circondato dall’acqua marina o lacustre, che emerge dal fondale marino e che può avere diverse caratteristiche.

p Leggi il testo sulle isole italiane e attribuisci il numero corrispondente.

Le isole occupano circa il 20% del territorio nazionale italiano. Le due principali isole, che si trovano nel Mar Mediterraneo, sono la Sicilia 1 e la Sardegna 2 . Molte isole minori sono raggruppate in arcipelaghi. Alcune sono di origine continentale come l’Elba (che fa parte dell’Arcipelago Toscano), altre sono di origine vulcanica, come Stromboli e Vulcano (che fanno parte dell’Arcipelago delle Eolie 3 ).

Nel Mar Tirreno ci sono: l’Arcipelago Toscano 4 , l’Arcipelago Campano 5 , le Eolie 6 e le Egadi 7 . Nel Mar

Adriatico troviamo le isole della Laguna Veneta 8 e l’Arcipelago delle Tremiti 9 . In prossimità delle coste sarde, sorgono le seguenti isole: Maddalena e Caprera 10 a nord-est, l’Asinara a nord-ovest, San Pietro e Sant’Antiaco 11 a sud. Tra le coste meridionali della Sicilia e quelle settentrionali dell’Africa, vi sono invece le Isole Pelagie 12 e Pantelleria.

I FIUMI

CHE COSA SONO I FIUMI?

I fiumi sono corsi di acqua dolce che nascono da una sorgente e terminano alla foce.

DOVE NASCONO I FIUMI IN ITALIA?

I fiumi italiani nascono principalmente dalle Alpi e dagli Appennini, cioè dalle due grandi catene montuose del nostro Paese.

COM’È L’ACQUA DEI FIUMI ALPINI E APPENNINICI?

• I fiumi alpini sono lunghi e ricchi d’acqua, perché alimentati dallo scioglimento delle nevi e dei ghiacciai. Hanno un corso regolare e costante.

• I fiumi appenninici sono più brevi.

QUAL È IL FIUME PIÙ LUNGO D’ITALIA?

Il fiume più lungo d’Italia è il Po, che attraversa la Pianura Padana.

A COSA SERVONO I FIUMI?

I fiumi servono per:

• Irrigare i campi agricoli

• Produrre energia elettrica

• Pescare

• Estrarre ghiaia e sabbia

I LAGHI

CHE COSA SONO I LAGHI?

I laghi sono una grande distesa d’acqua dolce, che si trova in una conca naturale della superficie terrestre

DOVE SI TROVANO I LAGHI IN ITALIA?

In Italia ci sono molti laghi diversi per origine e grandezza. Si trovano sia nelle zone montuose che nelle pianure.

QUALI TIPI DI LAGHI CI SONO IN ITALIA?

• LAGHI GLACIALI: formati dallo scioglimento dei ghiacci.

• LAGHI VULCANICI: si trovano nei crateri di vulcani spenti.

• LAGHI TETTONICI: formati da sprofondamenti della crosta terrestre.

• LAGHI COSTIERI: si trovano vicino al mare.

• LAGHI ARTIFICIALI: costruiti dall’uomo, spesso usati per produrre energia.

QUALI ATTIVITÀ SI PRATICANO VICINO AI LAGHI?

Molti laghi vengono utilizzati per alimentare centrali idroelettriche.

Nei territori affacciati sui laghi si coltivano viti, agrumi, ulivi, fiori e ortaggi.

Si pratica anche la pesca, grazie alla ricchezza di fauna acquatica. I paesaggi dei laghi attraggono molti turisti.

I MARI

CHE COS’È IL MARE?

Il mare è un’immensa massa di acqua salata

QUALI MARI BAGNANO L’ITALIA?

L’Italia è circondata dal mare su tre lati, ed è bagnata dal Mar Mediterraneo. A seconda della posizione, prende nomi diversi:

• Mar Ligure

• Mar Tirreno

• Mar Ionio

• Mar Adriatico

• Mar di Sardegna

• Mar di Sicilia

COM’È

LA COSTA ITALIANA?

Le coste italiane sono molto varie. In alcune zone sono alte, rocciose e frastagliate. In altre sono basse, sabbiose e regolari.

QUALI ISOLE FANNO PARTE DELL’ITALIA?

L’Italia ha molte isole, sia grandi che piccole. Le più importanti sono:

• La Sicilia e la Sardegna.

• Ci sono anche molti arcipelaghi, come quello toscano, campano, delle isole Eolie…

QUALI ATTIVITÀ SI PRATICANO LUNGO LE COSTE E NEI MARI?

Le attività legate al mare sono: la pesca, la produzione di saline, la navigazione e i trasporti marittimi, il commercio marittimo e il turismo.

DIFENDIAMO I FIUMI, I LAGHI E IL MARE

L’acqua è una risorsa essenziale per la vita sulla Terra: senza di essa nessun essere vivente, che sia persona, animale o pianta, potrebbe sopravvivere. Fiumi, laghi e mari rappresentano le principali fonti di acqua e svolgono un ruolo essenziale per l’equilibrio degli ecosistemi. EDUCAZIONE

I fiumi, che attraversano montagne, colline e città, portano l’acqua dove è necessaria e sostengono la vita di piante, animali e persone. Tuttavia, sono sempre più minacciati dall’inquinamento e dalla distruzione delle sponde È fondamentale non gettare rifiuti nelle acque e rispettare le specie che vi abitano.

I laghi, grandi bacini di acqua dolce, forniscono acqua potabile e offrono habitat a numerose forme di vita. Sono luoghi preziosi anche per il benessere umano, ma vulnerabili agli effetti dell’inquinamento È importante mantenere pulite le rive, usare imbarcazioni ecologiche e comportarsi in modo rispettoso dell’ambiente circostante.

Il mare, vasto e misterioso, ospita una biodiversità straordinaria ma oggi è seriamente minacciato dalla plastica, dai rifiuti e dalle reti da pesca abbandonate. Per proteggerlo bisogna raccogliere i rifiuti trovati in spiaggia, ridurre l’uso della plastica e partecipare ad attività di pulizia delle coste.

EDUCAZIONE CIVICA

SVILUPPO SOSTENIBILE

p Rifletti e rispondi alle domande, poi confrontati con la classe.

࡟ Perché l’acqua è così importante per tutti gli esseri viventi?

࡟ Che cosa possiamo fare per proteggere i fiumi, i laghi e il mare?

࡟ Hai mai visto un fiume, un lago o il mare inquinato? Come ti sei sentito?

p Partendo da queste parole, crea uno slogan per la tutela degli ambienti d’acqua.

“L’acqua è vita. Rispetta fiumi, laghi e mari: sono parte della tua casa.”

QUANTI SONO GLI ITALIANI?

Gli abitanti d’Italia, come di ogni Stato del mondo, aumentano o diminuiscono con il passare degli anni; quindi, il numero degli abitanti non è sempre lo stesso. È importante conoscere il numero degli abitanti di uno Stato e capire quanto è aumentata o diminuita la popolazione. Per conoscere questi dati, ogni 10 anni si fa un censimento delle persone che abitano in Italia. Questo censimento viene fatto dall’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica.

Udine

Bologna

Secondo gli ultimi dati ISTAT, al 1° gennaio 2025, la popolazione residente in Italia è scesa sotto i 59 milioni. A partire da questo dato gli studiosi possono calcolare e conoscere la densità di popolazione, cioè il numero di abitanti che vivono in un chilometro quadrato. Per calcolare la densità, occorre dividere il numero di abitanti che vivono in un luogo per il numero di chilometri quadrati della superficie di quel luogo. La densità media della popolazione oggi in Italia è di 194 abitanti per chilometro quadrato; ovviamente ci sono zone con più alta densità e zone con più bassa densità.

p Rispondi.

࡟ Che cos’è il censimento?

࡟ Che cos’è la densità di popolazione?

p Prova a calcolare la densità di popolazione della regione in cui vivi. Devi sapere quanti sono gli abitanti di tutta la regione e il numero dei chilometri quadrati di tutta la regione.

Formula

numero abitanti

numero di chilometri quadrati : = densità della popolazione

Rivoli
Siracusa
Catania
Palermo
Reggio di Calabria
Messina
Cosenza
Taranto
Bari
Potenza
Foggia
Salerno Napoli
Roma
Pescara
Cagliari Sassari
Torre del Greco

LE CARATTERISTICHE DELLA POPOLAZIONE

I dati ISTAT, oltre a dirci il numero di abitanti in Italia, forniscono altre informazioni sulla popolazione italiana. Ecco alcuni dati generali sull’Italia: la popolazione italiana è composta da un numero sempre maggiore di femmine e da un numero minore di maschi, perché le donne vivono più a lungo; in italia gli anziani (età maggiore di 65 anni) sono circa 1 su 4 abitanti (24%), mentre i giovani fino a 14 anni sono circa 1 su 8 (12%), secondo i dati Istat aggiornati a inizio 2025.

Un altro dato interessante è quello che riguarda i cittadini stranieri che vivono in Italia: i cittadini stranieri sono il 9,2% della popolazione. Per questo la popolazione italiana sta diventando multietnica, cioè formata da più etnie.

p Segna con una X se le affermazioni sono vere o false.

࡟ La popolazione femminile è più numerosa di quella maschile. V F

࡟ In Italia le persone giovani sono più numerose delle persone anziane. V F

࡟ I cittadini stranieri che vivono in Italia sono il 5,5% della popolazione. V F

p Rispondi alle domande.

࡟ Che cos’è l’etnia? Cerca la definizione sul vocabolario.

࡟ Nella tua classe ci sono bambini/e di etnia diversa dalla tua? Se sì, di quale?

࡟ Nella città o nel paese in cui vivi, ci sono molti abitanti di etnia diversa da quella italiana? Ti capita spesso di incontrali? Qual è il tuo atteggiamento nei loro confronti?

UN MOSAICO DI LINGUE E RELIGIONI

La maggior parte della popolazione usa come lingua principale l’italiano; qualcuno, soprattutto in famiglia, usa ancora il dialetto. I dialetti sono lingue usate in determinate zone geografiche, solitamente abbastanza ristrette. In alcune parti d’Italia, di solito quelle poste ai confini con altri Stati, si parlano lingue e dialetti che non sono italiani; questo accade perché nei secoli passati sono arrivate in queste zone uomini di altre nazioni che parlavano lingue straniere. Le popolazioni che parlano queste lingue diverse dall’italiano si chiamano minoranze linguistiche La maggioranza degli italiani è di religione cattolica, ma ci sono gruppi di persone che professano altre religioni: protestanti, ebrei, induisti, buddisti e soprattutto musulmani (cioè coloro che credono nell’Islam). In Italia i musulmani sono il gruppo più numeroso, dopo quello dei cattolici.

p Rispondi alle domande.

Cos’è il dialetto? Cosa sono le minoranze linguistiche? Qual è la religione che tu e la tua famiglia professate? Nella tua classe ci sono compagni che professano altre religioni oltre la tua? Vi è mai capitato di confrontarvi e discutere assieme di Dio e della religione?

EMIGRAZIONI E IMMIGRAZIONI

A partire dal 1800, molta gente è andata via dall’Italia; per questo si dice che l’Italia è stato un Paese di forte emigrazione. Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, molti italiani sono emigrati verso gli Stati Uniti d’America, l’Argentina e l’Australia per cercare lavoro e migliori condizioni di vita. Molti altri italiani sono emigrati dopo la Seconda Guerra Mondiale e hanno trovato lavoro nelle miniere del Belgio e della Francia o hanno fatto lavori umili e faticosi in Svizzera e in Germania. Intorno al 1960 c’è stata, invece, una forte immigrazione interna, cioè molte persone dal Sud Italia si sono trasferite al Nord per lavorare nelle fabbriche di grandi città come Torino o Milano. Anche molte persone che abitavano in zone di montagna si sono spostate verso le zone di pianura, le città e le coste. Oggi l’Italia è diventata una terra di immigrazione: infatti da Paesi come l’Asia, l’America del Sud, l’Africa, l’Europa dell’Est, arrivano in Italia molti immigrati per cercare lavoro.

p Rispondi alle domande.

Cos’è l’emigrazione? Cos’è l’immigrazione? Nella tua famiglia, tra i tuoi nonni o parenti lontani, ci sono storie di emigrazione? Raccontale.

IL LAVORO • 1

Il lavoro è molto importante per una nazione, perché offre ai cittadini la possibilità di ottenere uno stipendio in cambio del proprio lavoro, così da poter pagare una casa e tutto ciò che è necessario per vivere. I tipi di lavoro si possono dividere in tre grandi gruppi chiamati settori produttivi

SETTORE PRIMARIO

(agricoltura, allevamento, pesca, sfruttamento di risorse)

Il settore primario comprende le attività che forniscono le materie prime necessarie all’alimentazione e alla preparazione di prodotti alimentari e le materie prime che poi verranno lavorate nell’industria e nell’artigianato.

L’agricoltura si definisce di sussistenza quando basta a soddisfare i bisogni alimentari di chi la pratica; di mercato quando, invece, una parte dei prodotti viene destinata al mercato e, quindi, alla vendita.

SETTORE SECONDARIO

(industria e artigianato)

Il settore secondario comprende tutte le attività che comportano la lavorazione e trasformazione delle materie prime. Ne fanno parte l’artigianato, l’industria e lo sfruttamento delle risorse minerarie. L’Italia è uno dei Paesi più industrializzati al mondo; lavora e trasforma le materie prime che acquista da altri Paesi e rivende poi i prodotti finiti.

SETTORE TERZIARIO

(commercio, istruzione, sanità, trasporti, turismo e cultura)

Comprende tutte le attività che non producono beni ma servizi: commercio, turismo, comunicazioni e tutti i servizi utili ai cittadini (amministrativi, culturali e assistenziali). Negli ultimi decenni il settore terziario in Italia si è molto sviluppato.

Comprendere l’importanza

IL LAVORO • 2

p Scrivi nella colonna giusta i seguenti lavori e trovane almeno altri tre per ciascun settore.

panettiere · falegname · operaio · meccanico · contadino · allevatore insegnante · guida turistica · pescatore · vigile urbano · poliziotto

p Osserva i grafici e rispondi.

࡟ Qual è il settore lavorativo che impegna più italiani oggi?

࡟ Dal 1900 al 2023 quale settore è diminuito?

࡟ Quale settore è aumentato di più? Perché? .......................................................

Comprendere l’importanza del lavoro e i settori. Leggere grafici.

p Osserva la tabella del tasso di occupazione in Italia (aggiornata al 2020).

࡟ In quale parte d’Italia la disoccupazione è più alta?

࡟ Quali sono le regioni italiane con più occupati? E quali quelle con meno occupati?

࡟ Perché secondo te ci sono così grandi differenze tra Nord e Sud d’Italia per quel che riguarda i livelli di disoccupazione?

࡟ In quale regione d’Italia vivi? Attorno a te, tra parenti o amici di famiglia, vedi molta gente che non lavora?

POPOLAZIONE E LAVORO

CHI FA PARTE DELLA POPOLAZIONE?

La popolazione è formata da persone di ogni età che vivono in un determinato spazio geografico.

CHE COS’È IL SETTORE PRIMARIO?

Comprende le attività che utilizzano direttamente le risorse naturali, cioè le materie prime. Come:

• Agricoltura

• Allevamento

• Pesca

• Sfruttamento dei boschi (es. raccolta legna)

• Estrazione dei minerali (es. miniere)

CHE COS’È IL

SETTORE SECONDARIO?

Comprende le attività che trasformano le materie prime in prodotti finiti, cioè in oggetti utili per la vita quotidiana. Come:

• Industria (es. fabbriche, impianti di produzione)

• Artigianato (es. falegnami, ceramisti, sarti)

CHE COS’È IL SETTORE

TERZIARIO?

Comprende le attività che non producono beni, ma offrono servizi alle persone o alle imprese. Come:

• Turismo (alberghi, guide, strutture ricettive)

• Commercio (negozi, mercati, supermercati)

• Trasporti (strade, treni, autobus, compagnie aeree)

• Istruzione (scuole, università, educatori)

• Sanità (ospedali, medici, ambulanze)

• Cultura (teatri, musei, cinema, biblioteche)

EDUCAZIONE CIVICA

LE PAROLE PER CRESCERE INSIEME

A casa, a scuola, con gli amici, vivere insieme è più bello se seguiamo alcune regole semplici. Alcune parole ci aiutano a scegliere come comportarci.

RISPETTO

Il rispetto è alla base di ogni buona relazione. Vuol dire ascoltare gli altri, avere cura degli spazi comuni e dell’ambiente.

Al parco, tutto funziona meglio se nessuno urla, sporca o impone agli altri il proprio volere.

RESPONSABILITÀ

Ogni nostra azione ha conseguenze sugli altri.

p Prova a riflettere su queste situazioni:

Martina ha finito tutti i fogli da disegno senza pensare ai suoi compagni.

Alessia e Giulio sfrecciano in bici tra i bambini che giocano, mettendo tutti in pericolo.

Roby, anche se la strada è libera, aspetta il verde al semaforo: sa che l’esempio conta.

Isa, dopo aver fatto cadere la carta a terra, si ferma e raccoglie tutto.

p Chi di loro si è comportato in modo responsabile? Chi no?

Colora di verde i comportamenti corretti e di rosso quelli sbagliati, poi confrontati con la classe.

RACCONTA

SOLIDARIETÀ

Essere solidali vuol dire aiutare anche chi non conosciamo bene. Prova a pensare:

࡟ Un compagno è triste e tu lo ascolti.

࡟ Una persona del quartiere ha bisogno di aiuto e ti offri volontario.

࡟ Vedi un animale ferito e chiami i soccorsi.

Essere solidali fa bene a tutti.

p Hai vissuto esperienze in cui rispetto, responsabilità o solidarietà sono stati importanti? Raccontale in classe. Ascoltare le storie degli altri ci aiuta a capire meglio come crescere insieme, da cittadine e cittadini consapevoli.

PAROLE CHE POSSONO DIVIDERE

Ci sono parole e comportamenti che possono dividere e ferire profondamente, anche senza rendercene conto. Imparare a riconoscerli è il primo passo per evitarli e per costruire insieme un ambiente più sereno, giusto e accogliente per tutti.

p Rifletti sul significato di queste parole ostili e scrivi una tua riflessione, poi confrontati con la classe.

INDIFFERENZA

Significato: Mancanza di interesse, attenzione o partecipazione verso gli altri e le loro emozioni o problemi.

Riflessione: ...........................................................................................................

PREPOTENZA

Significato:

Riflessione: EGOISMO

Significato:

Riflessione: RAZZISMO

Significato:

Riflessione: ...........................................................................................................

PARLIAMO DI BULLISMO, CAPIRE PER CAMBIARE

Che cos'è il bullismo?

Il bullismo è quando un bambino o una bambina fa del male a un altro bambino più volte, di proposito. Non si tratta di un gioco, e non è una cosa normale! Chi dice “succede sempre” sbaglia: il bullismo è un problema serio e bisogna parlarne Forse ti è capitato di vedere qualcuno preso in giro o trattato male a scuola.

O magari è successo anche a te.

Ecco alcuni esempi di bullismo:

࡟ Un bambino viene picchiato o spinto da un compagno.

࡟ Qualcuno gli dice sempre cose cattive o lo prende in giro.

࡟ Un gruppo lo esclude e non lo fa mai giocare.

࡟ Gli rovinano lo zaino, le matite o gli nascondono la merenda.

࡟ Lo insultano o gli danno soprannomi brutti.

Tutte queste sono forme di bullismo. Non è solo uno scherzo se l’altra persona ci sta male.

Il bullismo può colpire tutti: maschi e femmine. Anche i bulli o le bulle possono essere maschi o femmine. A volte agiscono da soli, altre volte in gruppo. Chi subisce bullismo spesso non riesce a difendersi da solo. Ecco perché è importante aiutarsi e parlarne con gli adulti.

COSA PUOI FARE TU?

Se qualcuno ti prende in giro, ti fa del male o ti esclude sempre, parlane con la maestra o con i tuoi genitori.

Se vedi qualcuno in difficoltà, non ridere con i bulli: aiuta chi ha bisogno.

Ricorda: chiedere aiuto non è da deboli, ma da coraggiosi!

UNA STORIA PER RIFLETTERE:MARTA

Tutto è cominciato quando ho cambiato casa all’età di 7 anni. Ero la nuova arrivata, tutti i bambini della mia classe avevano fatto gruppo e già questo era molto difficile da gestire, in più soffrivo di obesità.

Fortunatamente riuscii a legare con molte bambine ma dopo alcune settimane, quando i pomeriggi dopo la scuola ci incontravamo sotto casa, si univano a noi “i maschi”, molti anche più grandi. Con il loro ingresso le cose cambiarono radicalmente, il gruppo si scagliò contro di me. Venivo offesa nel peggiore dei modi, con parole che a quell’età neanche conoscevo: “Sei brutta”, “ritornatene da dove sei venuta” erano le più ricorrenti. Inoltre, lo stesso gruppo aveva messo in giro la voce che io avessi i pidocchi... da quel momento rimasi davvero sola.

Il mio problema è sempre stato quello di non aver avuto il coraggio di parlarne con qualcuno, facevo sempre finta che andasse tutto bene.

p Confronta le tue risposte con quelle dei tuoi compagni e compagne di classe.

࡟ Come pensi si sia sentita Marta quando è arrivata in una nuova scuola e ha trovato un gruppo già formato?

࡟ Perché credi che il fatto di soffrire di obesità abbia influenzato il modo in cui gli altri bambini l’hanno trattata?

࡟ Che effetto può avere su una persona vittima di insulti e pettegolezzi, come quelli raccontati da Marta?

࡟ Perché pensi che Marta abbia deciso di non parlare con nessuno del problema?

࡟ Come si potrebbe aiutare una persona che si trova nella stessa situazione di Marta?

DIRITTI E DOVERI • 1

DIRITTI

Il diritto è qualcosa che tutti noi abbiamo, ci serve per vivere bene.

Per esempio: tutti hanno il diritto di stare in salute, di mangiare, di avere una casa, di andare a scuola e di dire quello che pensano.

Ad esempio, a scuola ogni bambino e ogni bambina ha il diritto di:

࡟ imparare;

࡟ trovarsi in un ambiente pulito e ben organizzato;

࡟ sentirsi al sicuro durante tutta la giornata;

࡟ avere spazi e tempi dedicati al gioco;

࡟ essere sempre rispettato e rispettata dagli insegnanti e dai compagni.

DOVERI

Il dovere è un comportamento obbligatorio. In ogni gruppo come la famiglia, la scuola, lo Stato, ci sono dei doveri che tutti devono rispettare.

Questi doveri sono essenziali affinché il gruppo possa raggiungere il proprio scopo e perché tutte le persone che ne fanno parte vivano in armonia.

Per esempio, rispettare gli orari o pagare le tasse sono doveri fondamentali per mantenere l’ordine e il benessere comune.

Ad esempio, a scuola ogni bambino ha il dovere di:

࡟ imparare;

࡟ mantenere gli spazi puliti e ordinati;

࡟ rispettare le regole di sicurezza;

࡟ utilizzare l’intervallo in modo corretto;

࡟ trattare gli altri con rispetto;

࡟ avere cura dei propri libri.

DIRITTI E DOVERI • 2

p Elenca tre diritti e tre doveri...

QUANDO SI VISITA UN MUSEO

DIRITTI

QUANDO SI VIAGGIA SULLO SCUOLABUS

LA CONVENZIONE INTERNAZIONALE SUI DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA

La Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza è un importante accordo approvato dalle Nazioni Unite nel 1989. Quasi tutti i Paesi del mondo, compresa l’Italia (che l’ha accettata nel 1991), hanno deciso di rispettarlo.

Questo documento dice che tutti i bambini e le bambine e i ragazzi e le ragazze sotto i 18 anni hanno diritti importanti, e i Paesi che lo hanno firmato devono istituire delle leggi per proteggerli.

Ecco alcuni dei diritti dei bambini e degli adolescenti elencati nella Convenzione.

p Rifletti, rispondi alle domande e confrontati con la classe.

࡟ Nella tua vita quali tra i diritti elencati sono rispettati?

࡟ Quali non sono rispettati?

p Per un bambino quali sono i diritti più importanti tra quelli elencati nella pagina precedente? Scrivine cinque e confronta le tue scelte con quelle del resto della classe. 1. 2. 3. 4. ..................................................................................................................

5.

p Leggi l’articolo 27 della Convenzione.

Gli Stati riconoscono il diritto di ogni fanciullo a un livello di vita sufficiente per consentire il suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale e sociale.

p Ciò che rende questa frase molto importante è il richiamo allo sviluppo integrale di ogni bambino: fisico, mentale, spirituale, morale e sociale. Secondo te, la povertà è un ostacolo allo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale e sociale di un bambino? Perché?

DIRITTI A COLORI

p Dividetevi in piccoli gruppi e ciascun gruppo realizzi un cartellone dedicato a un diritto specifico (diritto alla salute, all’istruzione, alla famiglia, ecc.) usando disegni, scritte e ritagli.

I DIRITTI DEGLI ANIMALI

Il rispetto e la responsabilità sono valori fondamentali per una convivenza armoniosa. Questi principi non devono essere rivolti solo agli esseri umani, ma estesi a tutte le forme di vita. Impariamo insieme a riconoscerli e a metterli in pratica.

La vita di tutti è molto importante: la tua, la mia, quella di una formica, di un cane o di una pianta. Io devo rispettare la vita che mi circonda, devo darle spazio, lasciare che duri. La devo trattare bene, per quanto mi è possibile, e anche tu.

La vita appartiene alla natura, non a noi. Non dobbiamo togliere la libertà, non dobbiamo far soffrire qualcosa che vive. Dobbiamo fare quello che possiamo per dare nutrimento e protezione a chi ne ha bisogno.

Se ci viene affidata una vita, o se decidiamo di occuparcene, dobbiamo continuare a farlo finché la natura lo vuole, dando cibo e cure o assicurandoci che altri lo facciano nel modo giusto.

L’ambiente intorno a noi è la casa preziosa che la natura ha prestato a tutti, anche a chi nascerà dopo di noi. Curarlo e rispettarlo è dovere di chi lo abita adesso.

Lorenzo Terranera – Susanna Mattiangeli, Dieci cose che devo fare, UNICEF

Nel mese di ottobre del 1978, l’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) ospitò l’approvazione di un documento storico: la Dichiarazione universale dei diritti dell’animale. Si trattò del primo atto internazionale volto a promuovere una cultura di rispetto verso ogni essere vivente.

Sebbene inizialmente priva di valore giuridico, la Dichiarazione ha assunto un’importante funzione simbolica e morale, rappresentando un’assunzione di responsabilità dell’uomo nei confronti degli animali. Oggi, tale principio trova riscontro anche nel diritto positivo: il Codice penale italiano prevede infatti il reato di maltrattamento di animali (art. 544), punito con la reclusione, sancendo così una tutela concreta del benessere animale.

Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all’esistenza.

Nessun animale dovra essere sottoposto a maltrattamenti e ad atti crudeli.

Ogni animale ha diritto al rispetto. L’uomo non puo attribuirsi il diritto di sterminare gli animali o di sfruttarli.

Ogni animale che appartiene a una specie selvaggia ha diritto a vivere libero nel suo ambiente naturale. L’abbandono di un animale e un atto crudele.

Ogni essere vivente merita rispetto e protezione.

p Rifletti, rispondi alle domande e confrontati con la classe.

࡟ Quali articoli ti colpiscono di più? Perché?

࡟ Pensi che gli animali debbano godere di diritti simili a quelli degli esseri umani?

࡟ Secondo te ci sono difficoltà nell’applicazione di questi principi? , , ,

Comprendere che tutti gli esseri viventi hanno diritti e vanno rispettati.

LO SVILUPPO SOSTENIBILE

Che cos’è lo sviluppo sostenibile?

Lo sviluppo sostenibile è un modo per far crescere il nostro mondo senza rovinarlo, vuol dire imparare a vivere nei limiti di un solo pianeta. Significa aiutare le persone di oggi a vivere bene (con cibo, acqua, case, scuole...), ma senza sprecare le risorse della natura, così anche i bambini di domani potranno avere tutto quello che serve per vivere felici. Qual è la strada giusta da seguire per realizzare uno sviluppo sostenibile? La risposta è nell’Agenda 2030, un programma sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

Al suo interno sono stati individuati 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile come ad esempio la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico.

p Rifletti, rispondi alle domande e confrontati con la classe.

࡟ Secondo te, cosa significa vivere nei limiti di un solo pianeta? Perché è importante non sprecare le risorse naturali? Cosa succede se consumiamo troppo?

Comprendere la necessità di uno sviluppo ecosostenibile.

EARTH OVERSHOOT DAY

Immaginate che la Terra sia come una grande dispensa di cibo: ogni anno produce frutta, verdura, acqua e tante altre cose buone che possiamo "mangiare" e usare.

L'Earth Overshoot Day, che potremmo chiamare il "Giorno del Debito con la Terra", è come il giorno in cui svuotiamo tutta la dispensa. In quel giorno, abbiamo usato tutte le risorse che la Terra può "produrre" in un anno. Da quel momento in poi, e per tutto il resto dell'anno, iniziamo a prendere le risorse che la Terra avrebbe dovuto produrre per l'anno successivo! È come se spendessimo i soldi della paghetta di Natale già a settembre!

Per l'Italia, nel 2025, questo giorno è stato il 6 maggio. Questo significa che noi italiani, per vivere come viviamo, abbiamo bisogno di tantissime risorse: se tutti sul pianeta vivessero come noi, non ci basterebbe una sola Terra, ma ce ne servirebbero quasi tre!

L'Earth Overshoot Day ci dice proprio questo: stiamo prendendo troppo dalla Terra, più di quanto lei riesca a rimettere a posto in un anno. Dobbiamo imparare a usare meno e meglio le risorse, così da non rubare il cibo dalla dispensa del futuro!

INSIEME

p Divisi in piccoli gruppi, su un cartellone disegnate o incollate immagini delle risorse che pensate facciano parte della "dispensa" della Terra (es. acqua, alberi, cibo, energia, ecc.). Potete anche scrivere i nomi delle risorse. Decidete insieme quali pensate siano importanti (acqua, energia, cibo, alberi per il legno, pesce, ecc.).

p Accanto ad ogni risorsa importante disegnate e scrivete delle azioni concrete che, a casa o a scuola, potete compiere per non sprecarla e per aiutare la Terra a "rigenerarla" o a usarne di meno.

p Infine condividete il vostro lavoro con gli altri gruppi.

Cogliere il valore delle scelte individuali nella tutela dell’ambiente.

LA REPUBBLICA TUTELA IL PAESAGGIO

L'Italia tutela il paesaggio protegge l'ambiente, lo cura.

L'Italia vuol dare alla gente acqua, terra e aria pura.

È questa la grande ricchezza promessa ai suoi cittadini e vuole che tutti ne godano i grandi, gli anziani, i bambini.

Non è una ricchezza infinita eppure c'è chi non capisce: la spreca, la ignora, la oltraggia, oppure se ne impadronisce.

Riempie di case le coste e versa veleni nei fiumi appicca il fuoco nei boschi e soffia nell'aria i suoi fumi.

Anna Sarfatti

p Leggi la poesia, rifletti e rispondi.

࡟ Secondo la poesia, chi è che "tutela" e "protegge" il paesaggio e l'ambiente in Italia?

࡟ Quali sono le cose importanti che l'Italia vuole dare a tutte le persone, anche a te?

࡟ La poesia dice che la ricchezza del nostro ambiente "non è infinita". Cosa significa questa frase?

p La poesia parla di persone che "non capiscono". Cosa fanno queste persone di sbagliato al nostro ambiente? Elenca almeno due azioni.

࡟

࡟

࡟ Quando la poesia dice "riempie di case le coste", a cosa si riferisce? È un bene o un male per l'ambiente? Perché?

࡟ Secondo te, perché è importante che anche i bambini come te possano godere di un ambiente pulito e bello?

࡟ Qual è il messaggio più importante che questa poesia ci vuole lasciare?

INSIEME

L’AMBIENTE VICINO A NOI

p Divisi in piccoli gruppi, pensate all’ambiente vicino alla scuola o a casa (il parco, la strada, il fiume o ruscello, il cortile...). Fate una "fotografia mentale" di questo ambiente. Su di un cartellone, disegnate e scrivete le cose belle e preziose che vi vengono in mente e le cose che non vanno bene, cioè quello che "oltraggia" o "sporca" l’ambiente che avete scelto. Ispiratevi anche agli ultimi versi della poesia ("veleni nei fiumi", "fuoco nei boschi", "fumi nell'aria").

p Per ogni "cosa che non va bene" identificata, scrivete e disegnate una azione da “Guardiani dell'Ambiente" che voi stessi (bambini, classe, scuola) potreste fare per migliorare quella situazione.

p Ogni gruppo presenta il proprio cartellone, mostrando le bellezze e i problemi del proprio ambiente e le soluzioni proposte. Insieme raccogliete le idee più significative e stendete il "Patto del Guardiano dell'Ambiente di Classe" che tutti vi impegnerete a rispettare a scuola e, se possibile, anche a casa. Questo patto può essere appeso in classe.

IN DIFESA DELL’AMBIENTE

Chi difende l’ambiente?

Per aiutare la natura, per la sua difesa e protezione, lavorano tante persone e associazioni. Eccone alcune!

Greenpeace è un’organizzazione che lavora in tutto il mondo, con l’ obiettivo di far capire a tutti quanto sia importante proteggere il nostro pianeta. I suoi volontari combattono contro l’inquinamento, cercano di salvare gli animali e di fermare chi distrugge le foreste o inquina i mari. Vogliono educare le persone a vivere in modo più “verde” e promuovere la pace.

Il WWF è un’organizzazione internazionale molto famosa, il cui simbolo è un simpatico panda! Il WWF si occupa di proteggere gli animali a rischio di estinzione, come il panda stesso, si prende cura della natura e lavora per far sì che le persone usino le risorse del pianeta in modo più intelligente, senza sprecarle.

In Italia c’è un corpo speciale dei Carabinieri: il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri. Tutti lo conoscono come Corpo Forestale. Sono veri e propri guardiani della natura! Si occupano di controllare e proteggere la natura e gli animali.

In Italia abbiamo un’importante associazione che si chiama Legambiente. Organizzano giornate per pulire le spiagge e i boschi, fanno progetti per insegnare ai bambini come riciclare bene e risparmiare energia, e combattono l’inquinamento nelle città. Lavorano per rendere i nostri paesi e le nostre città più verdi e più a misura d’uomo, difendendo il territorio e promuovendo la sostenibilità.

SCOPRO DI PIÙ

p Svolgi una ricerca per approfondire la conoscenza di una queste associazioni e realizza una presentazione da condividere con la classe.

L’INQUINAMENTO DELL’ACQUA

I fiumi, i laghi e i mari vengono inquinati soprattutto:

࡟ dalle sostanze chimiche usate in agricoltura. I concimi penetrano nel sottosuolo e inquinano le acque sotterranee;

࡟ dagli scarichi delle industrie e dall’uso eccessivo dei detersivi nelle abitazioni. I depuratori non riescono sempre a filtrare tutte queste scorie;

࡟ dal petrolio riversato in mare dalle petroliere in seguito ad incidenti.

Per proteggere le acque, l’uomo ha pensato di creare dei Parchi naturali e delle Aree Protette.

Parco Sommerso della Gaiola

Situato davanti alla costa di Posillipo, nel Golfo di Napoli, il Parco Sommerso della Gaiola prende il nome dai due isolotti vicini. È un’area marina protetta ricca di elementi vulcanici, archeologici e naturali. Oggi è un importante centro per la ricerca, la divulgazione e l’educazione ambientale

Parco Adda Nord

Il Parco Adda Nord si trova in Lombardia e segue il corso del fiume Adda. È un ambiente verde con boschi, campi e molta fauna. Lungo il fiume si trovano importanti testimonianze storiche di epoche diverse.

Lago di Cornino

La Riserva del Lago di Cornino, in Friuli-Venezia Giulia, ha grande valore naturalistico. Negli anni Ottanta è stato avviato un progetto per la conservazione del grifone, creando una colonia stabile. La riserva promuove anche ricerca e attività scientifiche.

p Rispondi alle domande.

࡟ Cosa rende speciale il Parco Sommerso della Gaiola?

࡟ Quali sono due azioni che, secondo te, possiamo fare quando visitiamo un parco come l'Adda Nord per mostrare rispetto per la natura?

࡟ Perché i grifoni sono tornati a volare liberamente sul lago di Cornino? Cosa ci insegna questo sul lavoro delle aree protette?

IL RISCALDAMENTO GLOBALE

L’atmosfera che circonda la Terra sta aumentando la sua temperatura. Questo provoca nelle varie parti del pianeta fenomeni meteorologici che fanno parte di un unico grande cambiamento climatico In molte zone sta aumentando l’avanzata del deserto, a causa di lunghi periodi di siccità; allo stesso tempo, in altre zone stanno verificandosi sempre più spesso violente piogge, alluvioni, uragani. Questo cambiamento interessa tanti ecosistemi, come i boschi, i campi coltivabili, le regioni montane e gli oceani e mette in pericolo le piante, gli animali e le persone che vi vivono.

p Che cosa sta succedendo al nostro pianeta Terra? Guarda le immagini e descrivi ai tuoi compagni ciò che vedi, poi racconta quale emozione provi e perché.

I CAMBIAMENTI CLIMATICI

Che cosa succede al nostro pianeta? La Terra sta cambiando a causa dell’inquinamento La produzione eccessiva di anidride carbonica trattiene il calore del Sole nell’atmosfera e causa pericolosi cambiamenti climatici. È come se il nostro pianeta indossasse una coperta troppo pesante!

In molte parti del mondo fa più caldo di prima, nevica di meno e piove in modo strano: a volte troppo, a volte per niente. I cambiamenti climatici fanno sciogliere i ghiacciai, innalzando il livello del mare e alcune terre rischiano di essere sommerse dall’acqua. Anche gli animali e le piante fanno fatica a vivere con questi cambiamenti: molte foreste rischiano di bruciare, l’equilibrio di tanti ecosistemi è in grave pericolo.

Cosa possiamo fare noi? Piccole e semplici azioni quotidiane possono fare la differenza.

p Quali azioni concrete ti vengono in mente? Scrivile nei riquadri vuoti.

Spegnere le luci quando non servono.

Riciclare carta, plastica, metallo e vetro.

p Rispondi alle domande:

Andare a scuola a piedi o in bici.

࡟ Che cosa sono i cambiamenti climatici?

࡟ Qual è una delle principali cause dei cambiamenti climatici?

࡟ Cosa succede ai ghiacciai?

࡟ Qual è la conseguenza per gli ecosistemi?

Interpretare le trasformazioni ambientali, comprese quelle globali, conseguenti all’azione modificatrice dell’uomo.

CHE COS'È IL WEB?

Il Web (World Wide Web) è come una grandissima ragnatela che collega tutti i computer del mondo. Questa ragnatela viene chiamata Internet Grazie al Web, possiamo scambiare informazioni di ogni tipo con altre persone, fare ricerche, giocare, guardare video o ascoltare musica. Il Web è nato grazie a Tim Berners-Lee e in breve tempo è cresciuto tantissimo; ogni giorno ci sono sempre più siti web da visitare.

PARLIAMONE

IL WEB: MANEGGIARE CON CAUTELA

Il Web offre tantissime opportunità per imparare, divertirsi e scoprire cose nuove, ma è importante usarlo con attenzione, un po’ come quando si gioca fuori casa. Ecco alcune regole da seguire per navigare in sicurezza:

࡟ Non dare mai informazioni personali a sconosciuti: non dire ad esempio il tuo vero nome, dove abiti, il tuo numero di telefono, quale scuola frequenti.

࡟ Chiedi sempre aiuto ai grandi: se vedi qualcosa che non capisci o che ti fa paura, o se qualcuno ti chiede qualcosa che ti mette a disagio, parlane subito con mamma, papà o un adulto di cui ti fidi. Loro ti aiuteranno a capire e a stare al sicuro.

࡟ Non credere a tutto quello che leggi: sul Web ci sono tantissime informazioni, ma non tutte sono vere, spesso sono fake news. Chiedi sempre l’aiuto dei grandi per capire se una notizia è affidabile.

p Leggi le domande, rifletti sulla tua esperienza personale, poi condividi le risposte con la classe e discutete sui vantaggi e gli svantaggi del Web.

࡟ Usi Internet? Dove?

࡟ C’è qualche adulto con te mentre navighi?

࡟ Quali siti visiti di solito?

࡟ Ti piace fare ricerche scolastiche su Internet?

L’ETÀ GIUSTA

Abbiamo visto che per usare internet in modo sicuro, devi seguire delle regole. Ci sono delle leggi che dicono a che età puoi iscriverti ai siti. Molti ragazzi dicono di avere più anni per registrarsi, ma questo li mette in pericolo. Inoltre, dire bugie sulla tua età è un reato, e i tuoi genitori ne sono responsabili.

VIDEOGAMES

Quando scegli un videogioco per il computer o la console, controlla il simbolo che indica l’età minima. Non ci sono leggi che ti impediscono di usare un gioco non adatto alla tua età, ma è sempre meglio ascoltare i consigli dei grandi. I giochi online spesso hanno delle chat dove puoi parlare con altri giocatori, anche sconosciuti. È meglio giocare con persone che conosci nella vita vera. Se qualcuno in chat si comporta male, fa scherzi o dice cose offensive, chiedi aiuto a un adulto.

SOCIAL NETWORK

Per iscriverti a Facebook o Instagram, devi avere almeno 14 anni (o 13 se i tuoi genitori danno il permesso). Per TikTok, devi avere 13 anni, mentre per usare WhatsApp, devi avere 16 anni. Lo sapevi?

p Rispondi, poi confrontati con la classe.

࡟ Per quante ore al giorno utilizzi Internet?

࡟ Ti sono capitate esperienze negative?

࡟ Quali social conosci? Li usi?

࡟ Che cosa pensi di chi dichiara il falso pur di aprire un profilo social?

࡟ Cosa pensi delle leggi sui limiti di età per i social network?

࡟ Usi i videogames? E le chat dei videogames? ……………

࡟ Rispetti i bollini sull'età?

LA PATENTE DEL CITTADINO DIGITALE

Essere un bravo cittadino o una brava cittadina digitale significa comportarsi in modo responsabile quando si usano computer, tablet e cellulari, come quando si guida un’automobile o uno scooter. Immagina allora il Web come una grande città virtuale. Per poterti muovere lungo le sue strade, in piena sicurezza, evitando incidenti di percorso, devi rispettare delle regole e rispettare gli altri. Sarà necessario avere una patente. Costruiamola insieme.

p Completa la tua patente di cittadino/a digitale.

LA PATENTE DEL CITTADINO/A DIGITALE

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Ho meritato la patente perché ho rispettato le seguenti regole:

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