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Librarsi 1-2018

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e-mail: info@cremonaviolins.com piazza Stradivari,1

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LIBRARSI raddoppia e diventa online di Dante Fazzi

Con questo numero di Gennaio, il trimestrale raddoppia e si potrà leggere anche online. Il cartaceo continuerà a dettare la linea editoriale, ma sarà rinnovato ogni volta che una notizia meriti attenzione. Era l’ottobre 2013 quando la rotativa ci presentava il primo numero (nella foto), di otto pagine, al quale hanno fatto seguito sei anni d’intensa attività per diffondere la cultura del libro e tutti gli eventi e manifestazioni collegate, per dare forza all’associazione , la madre delle nostre attività, che nel 2011 ha ideato Apostrofoeditore. Abbiamo parlato e continueremo a farlo di libri e non solo quelli pubblicati dalla nostra casa editrice ma di tutti quanti meritino spazio; ci siamo interessati di teatro, di arte, di musica, di liuteria, il fiore all’occhiello di Cremona, degli amici cani e gatti. Ne abbiamo fatta di strada: dalle otto pagine iniziali siamo passati a dodici al 4° numero e sedici già alla sesta uscita, e vorremmo continuare a crescere per dare voce alle tante anime pure che non trovano spazio. Sul magazine hanno messo la firma 32 collaboratori, compresi alcune penne di quotidiani nazionali. In questo rinnovato progetto, proseguiremo a promuovere la cultura per soddisfare sia i sostenitori della lettura tradizionale, sia gli internauti. www.librarsi.online

LIBRARSI

notizie letterarie

------------------------------trimestrale d’informazione con sede in via Patrioti,62 26035-Pieve San Giacomo (CR) redazione@librarsi.online cell. 3463231792 ------------------------------Legale rappresentante:Dante Fazzi Direttore responsabile:Analisa Casali Redazione: Claudio Ardigò Primula Bazzani Simona Bodini Graziella Borgna Carmen Fazzi Annalisa Molaschi Erminio Morenghi Giancarlo Oliani --------------------------------A questo numero hanno collaborato:

René Porte Giorgia Cipelli Silvia Borghi In copertina:

“Africa” di Graziella Cresi Borgna www.graziellaborgna.it graziellaborgna@libero.it mostra permanente presso il centro d’arte IL TORCHIO Pieve San Giacomo (CR) per appuntamento tel. 3493979630

■ LIBRARSI viene distribuito nelle biblioteche di Cremona, Crema, Casalmaggiore, Soncino, Soresina, Castelleone, Pizzighettone, Vescovato, Pescarolo, Castelverde, Casalbuttano, Sospiro, Cella Dati, Bonemerse, San Daniele, Gussola, Persico Dosimo, Gadesco Pieve Delmona, Robecco d’Oglio, Ostiano, Piadena, Castelvetro Pc, Monticelli d’Ongina, Sabbioneta, Viadana, Codogno, Maleo. Librerie ed edicole di Cremona e provincia. Librerie di Mantova, Suzzara, Castiglione delle Stiviere, Brescia, Montichiari, Desenzano del Garda, Lodi, Codogno, Pavia, Stradella, Piacenza, Castelsangiovanni, Salsomaggiore Terme, Parma, Colorno, Firenze, Bologna, Motta di Livenza, Vittorio Veneto, Trieste, Venezia, Pordenone, Milano, Monza, Lecco, Arona, Verbania, Gravellona Toce, Bergamo, Genova, Torino, Messina. Tiratura 3.000 copie


La donna cucita Sabato 24 febbraio 2018 - mostra personale di Graziella Borgna La donna cucita Centro d’arte Il2018 Torchio - Pieve San Giacomo (Cremona) Sabato 24 febbraio - mostra personale di Graziella Borgna

di Renè PorteCentro d’arte Il Torchio - Pieve San Giacomo (Cremona) di Renè Porte

Il 25 novembre scorso è Nazioni Il 25istituita, novembredalle scorso è stataUnite istituita, dalle Nazioni la giornata contro Unite, la violenza giornata contro la donne conviolenza unasulle sol donne con una solenne celebrazione in Parlamento, celebrazione in Parlamento, ma questo argomento è un prob questo argomento è un problema di giorni tutti giorni può e di tutti e non epuònon essere archiviato facilmente. archiviato facilmente. contemporanea L’arteL’arte contemporanea può darepuò un dar   contributo per sostenere questa qu contributo per sostenere iniziativa. Oggi, tanti sono i progetti iniziativa. Oggi, tanti sono i pro Uno scorcio del Centro d'arte IL TORCHIO al riguardo: a Milano artisti e artisti stilisti e s Uno scorcio del Centro d'arte IL TORCHIO al riguardo: a Milano problema l’estate scorsa non della moda hanno partecipato a un evento che ha messo a fuoco il problema; problema l’estate scorsa della moda hanno partecipato a un evento che ha messo a fuoco il problema; sono state da meno, con performance, Torino e una mostra collettiva in Basilicata. sono state da meno, con performance, Torino e una mostra collettiva in Basilicata. L’arte contemporanea si può schierare ed essere attenta oltre che nelle grandi città e nelle piazze L’arte contemporanea può schierare istituzionali, ugualmentesinei piccoli centri. ed essere attenta oltre che nelle grandi città e nelle p istituzionali, ugualmente neiilpiccoli Il 24 febbraio 2018, infatti, Centrocentri. d’arte il Torchio ospiterà la mostra personale “La donna Il cucita” 24 febbraio 2018, infatti, il Centro d’arte il Torchio ospiterà la mostra personale “La d di Graziella Borgna, artista poliedrica. Proviamo a intervistarla. cucita” di Graziella Borgna, artista poliedrica. Com’è nata questa iniziativa? Proviamo a intervistarla. L’ideanata mi èquesta venuta iniziativa? quando ho riflettuto sul significato o dell’arte. In passato avevo sempre inseguito Com’è temi di fantasia con uno sguardo attento ai colori, ricercando l’equilibrio, l’eleganza sia per le L’idea mi è venuta quando ho riflettuto sul significato o dell’arte. In passato avevo sempre inse sculture, sia per i quadri. Oggi, credo molto nell’arte come mezzo di denuncia. temi di fantasia con uno sguardo attento ai colori, ricercando l’equilibrio, l’eleganza sia p Che cosa significa “La donna cucita”? sculture, sia della per idonna quadri. Oggi, credo delle molto nell’arte comegenitali mezzofemminili), di denuncia. Il concetto cucita è partito problema molto MGF (mutilazioni femminili) Che cosa significa “La donna radicato, come tradizione, in cucita”? vari Paesi africani ma anche in Europa. La donna cucita non è solo Il concetto della donna cucita è partito problema m delleeMGF (mutilazioni genitali femminili) segnata nel fisico, è anche quella imbrigliata inconsapevole dellefemminili), proprie convinzioni vittima dettate dall’ambiente in cui in vive, o di oppure paure ancestrali un amore sbagliato sbagliato, radicato, come tradizione, vari Paesi africani ma anche in soggiogata Europa. Ladadonna cucita non è che la rende incapace di reagire. segnata nel fisico, è anche quella imbrigliata e vittima inconsapevole delle proprie convin Quali materiali ha adoperato? dettate dall’ambiente in cui vive, o di un amore sbagliato, sbagliato oppure soggiogata da paure ance Giacché scolpisco il marmo dal 1979, ho usato to questo materiale, ma anche il legno e materiali che la rende incapace di reagire. diversi per i quadri. Quali materiali ha adoperato? Giacché scolpisco il marmo dal 1979, ho usato to questo materiale, ma anche il legno e mat diversi per i quadri. 3


Il chiostro che libera ed emancipa la donna di Erminio Morenghi Nel Medioevo la via privilegiata dalle donne per accedere alla conoscenza, al sapere è quella del chiostro. Rinunciando al secolo, alle seduzioni del mondo, al riparo delle mura delle abbazie e dei monasteri la donna il più delle volte di nobili natali intraprende un cammino ascetico, spirituale e intellettuale che la porta, grazie alle frequentazioni delle ricche biblioteche conventuali benedettine, agostiniane, cistercensi o domenicane e sotto la diretta guida spirituale di insigni e colte badesse, a dedicarsi intensamente allo studio delle Sacre Scritture, dei classici latini di orientamento cristiano, in particolare Terenzio, della filosofia neoplatonica e dei trattati di medicina e di botanica disponibili. Il chiostro inteso come claustrum (serratura, chiusura al secolo) spesso a forma quadrata, fruito però dalle monache in modo circolare antiorario (quadratura del cerchio) si presenta in verità come spazio delimitato a cielo aperto con all’interno un hortus conclusus, ossia un giardino recintato con al centro un pozzo. E’ un percorso religioso e intellettuale sorprendente scandito da capitelli ricchi di simboli delle forze del male e del bene e da piccole edicole dedicate alla Vergine Maria (il vaso spirituale, la sede della sapienza per eccellenza), che arricchisce l’anima e la eleva verso la Gerusalemme celeste. Il chiostro prefigura il Paradiso, è la schola Christi, il giardino della Sapienza, l’unione di finito e infinito, di spirito e natura. Ogni sua componente ha un forte valore simbolico, ad esempio il pozzo che rappresenta la sorgente di vita, di amore, di unione che è Dio. Il termine chiostro usato in senso lato designa il monastero, anche se si sa che è un suo elemento architettonico portante. La scelta del chiostro ha permesso a un nutrito gruppo di monache di valorizzare al meglio le loro doti intellettuali spesso non disgiunte da una capacità profetica e visionaria fuori dal comune, in un’ottica ante litteram di emancipazione e liberazione dai pregiudizi teologici ed etico-morali del tempo (creatura discendente dal male primigenio, inferiore e debole soggetta all’uomo). Alcuni esempi ci sono offerti da Rosvita di Gandersheim (935-973) autrice di drammi assai suggestivi e leggende cristiane redatti in latino e di uno scritto agiografico su Ottone I e sulla fondazione del monastero di Gandersheim, Ildegarda di Bingen (1098-1179), poetessa, musicista, filosofa, linguista, cosmologa, erborista, visionaria, consigliera di principi e sovrani e Matilde di Magdeburgo (1212-1283), grande mistica, la cui opera La luce fluente della divinità influenzerà non poco la spiritualità di sacerdoti e di monache. Non ci si deve dimenticare poi di Brigida di Svezia, Beatrice di Nazaret e Angela da Foligno. Il chiostro (nella foto il monastero di San Sigismondo a Cremona) diventa perciò per la donna lontana dal secolo una vera e propria palestra dell’anima e un’autentica Università dello spirito e dell’intelletto.

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Donatella Di Pietrantonio si racconta ad Annalisa Molaschi Donatella Di Pietrantonio è nata ad Arsita, in provincia di Teramo. Si è laureata in Odontoiatria a L’Aquila e, attualmente, vive a Penne, piccolo comune in provincia di Pescara, dove lavora come dentista pediatrico. Ha esordito nel 2011 con il romanzo Mia madre è un fiume (Elliot edizioni), vincitore del Premio Letterario Tropea che racconta il rapporto, a volte conflittuale e sofferto, tra una madre e una figlia. Nel 2013 ha pubblicato, sempre con Elliot, il romanzo Bella mia ambientato a L'Aquila dopo la tragedia del terremoto del 2009 sul tema del dolore e della perdita, ma anche della speranza. Con questo libro ha vinto il Premio Brancati 2014. Nel 2017 è uscito con Einaudi il suo terzo romanzo, L'Arminuta (termine dialettale traducibile in «la ritornata») con cui ha vinto il Premio Campiello. Il Corriere della Sera ha segnalato Donatella Di Pietrantonio tra le cinquanta donne più importanti del 2017. Il suo libro L’Arminuta affronta un tema complesso e profondo come quello della maternità vista nelle sue sfaccettature più nascoste. Come si è avvicinata a questo tema così delicato? E’ il mio tema ricorrente. Il mio demone. Se è vero che uno scrittore scrive, in fondo, sempre lo stesso libro, io scrivo sulla maternità. Probabilmente l’interesse per questo tema ha radici molto lontane che affondano nella mia infanzia. Vivevo in un piccolissimo borgo rurale. Mia madre e le altre donne della zona erano contadine soggette al potere del patriarca della famiglia che spesso era il suocero e trascorrevano tutte le ore di luce diurna a lavorare nei campi. La sera, quando rientravano, iniziavano a fare le casalinghe e il tempo dedicato ai figli, alle coccole e a tenere in braccio i bambini era molto scarso e considerato tempo perso. Naturalmente questa era una perdita sia per le madri che per i figli. Io me la sono portata avanti nella vita come una ferita. Questa madre fisicamente presente ma intoccabile e che non mi toccava. La ragazzina protagonista del suo libro vive il duplice abbandono da parte della famiglia biologica e di quella affidataria. Sono molte le frasi toccanti e coinvolgenti che pronuncia: “Ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come la salute, come un riparo, una certezza. E ancora “Un vuoto che conosco ma non supero”. Il dolore per il rifiuto è per sempre? Non si supera mai veramente? Credo che ne portiamo sempre la memoria poi la possibilità di superarlo o meno è una questione molto soggettiva. Io, personalmente, non ho avuto vissuti traumatici di abbandono, però ho avuto questa esperienza problematica con il materno e quelle frasi che lei ha riportato sono valide per me: è qualcosa che conosco, ma non supero nel senso che, comunque, ce l’ho addos-

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so e, tuttora, nella mezza età, continuo a leggere i miei comportamenti come originati da lì. In questo senso non è superato il problema con il materno. Si riesce in qualche modo ad addomesticarlo, a conviverci, però è sempre una sorta di fondamento che manca. Quando scrivo libri per ragazzi, mi viene spontaneo narrare in prima persona perché penso di coinvolgere di più i giovani lettori e riesco a immedesimarmi meglio nel protagonista. E’ stata una sua scelta precisa quella della narrazione in prima persona per L’Arminuta? No. Ho scritto sempre in prima persona e credo di non essere capace di scrivere in terza persona. E’ per me un modo di vivere più intensamente l’identificazione con il protagonista. E’ qualcosa che mi viene naturale e spontaneo. Finora non mi sono imposta niente, ho sempre seguito questo impulso. Si ricorda il momento in cui ha deciso di scrivere un libro, il momento in cui ha capito che aveva davvero una storia da raccontare? Io non riesco mai ad avere prima un piano dell'opera. Non sono una scrittrice sistematica: a un certo punto ho una specie di singola illuminazione e quella è la prima idea del libro e poi procedo per addizioni successive. Per quanto riguarda L’Arminuta è stata quella della “restituzione” perché la restituzione corrisponde a un secondo abbandono e volevo scrivere una storia su questo tema: quale può essere il vissuto profondo di un bambino che viene abbandonato due volte. Non ricordo esattamente il momento, ma l’idea della restituzione. Una bambina prima data e poi restituita. Per il mio primo libro non lo ricordo, mentre per il secondo (Bella mia, ambientato a L’Aquila ndr) la scintilla c’è stata nel momento stesso del terremoto anche se poi ha avuto una lunga fase di incubazione. Sta lavorando a nuovi progetti? No. Al momento non ho il tempo né la concentrazione necessari. Scrivo articoli e racconti per giornali e riviste, ma non è per me ancora il momento di iniziare un nuovo libro. Adesso la mia vita è tutta spezzettata tra viaggi e ritorni. Non c’è la giusta atmosfera per iniziare un lavoro continuativo come scrivere un libro. Ultimamente sono molte le persone che vorrebbero diventare scrittori. Che consigli si sentirebbe di dare a chi vuole iniziare? Io credo sia necessario avere dentro un’urgenza, un dolore. Questo è quello che è capitato a me. Poi immagino che si possa anche scrivere con il piacere di scrivere, ma per me non è stato così. Ora ci sono anche tante opportunità di apprendere tecniche per scrivere libri come le scuole di scrittura creativa che possono essere utili, ma mi resta sempre l’idea che la prima scintilla debba scoccare in zone profonde di noi stessi che abbiano a che fare con i nostri vissuti.

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La magia della Persia al museo del Bijou di Casalmaggiore di Giorgia Cipelli

Tutta la magia dell'antica Persia riflessa in gioielli e ornamenti. Il Museo del Bijou di Casalmaggiore ospita, fino al 28 gennaio, la mostra "Splendida Persia, visioni nel Gioiello", inaugurata alla presenza del console iraniano Amir Masoud Miri e curata dalla storica del gioiello Bianca Cappello insieme con la designer persiana Sogand Nobahar. Un allestimento unico in Italia, che rivela ai visitatori perle e gioielli antichi provenienti dalla regione dell’antica Mesopotamia, mettendo al contempo in luce le peculiarità di questa cultura, con i suoi simboli e i suoi materiali identificativi, espressione della variegata e millenaria tradizione persiana. Ma il vero punto di forza della mostra è la capacità di proporre un percorso dedicato all'arte orafa che intreccia in maniera indissolubile la storia dell'Iran e dell'Italia, attraverso tradizioni millenarie e linguaggi contemporanei in un unico fil rouge. Bozart anni ‘80


Dall'esclusiva selezione di ornamenti del passato si passa al gioiello di ricerca iraniano contemporaneo, evidenziando l’eco che ha avuto nella grande bigiotteria italiana dagli anni Sessanta a oggi. I rimandi estetici e culturali, tra un Paese e l'altro, sono molteplici e ricchi di fascino. Nelle teche si trovano così gioielli contemporanei di alcuni tra i principali designer iraniani che reinterpretano temi e simboli della tradizione persiana arabo-islamica, ma anche Sharra pagano zoroastrica e apotropaica popolare. Si affianca un’inedita selezione di gioielli made in Italy dagli anni Sessanta ai Duemila, creati da grandi firme della bigiotteria italiana e ispirati all’iconografia, ai colori e alla poesia persiana. Non manca una sezione con i gioielli concettuali di un gruppo di talentuosi studenti del corso di Design del Gioiello dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. L'esposizione è arricchita dagli scatti tratti dal reportage documentario in Iran del fotografo Federico Wilhelm. Per info e visite Tel. 0375 205344 dal martedì al sabato: 10.00 – 12.00 e 15.00 – 18.00 domenica e festivi 15.00 – 19.00

Il Museo del Bijou di Casalmaggiore, unico in Italia, fondato nel 1986, storico e importante distretto di bigiotteria sorto nel XIX secolo, ospita oltre ventimilamila pezzi, dalla fine dell’Ottocento alle soglie del nuovo Millennio.

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Arcimboldo a Palazzo Barberini Roma 20 ottobre 2017 – 11 febbraio 2018 di Simona Bodini Ha aperto lo scorso ottobre a Palazzo Barberini a Roma la mostra Arcimboldo1 organizzata dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica e da Mondo Mostre Skira, sotto la direzione curatoriale di Sylvia Ferino-Pagden, una delle maggiori studiose dell’artista. Per la prima volta nella capitale è possibile ammirare una ventina di capolavori autografi, disegni e dipinti, che celebrano l’estro dell’autore delle famose “teste composte”. Un percorso dedicato al pittore milanese composto da un centinaio di opere di artisti coevi oltre ai capolavori più noti di Arcimboldo: dipinti e opere d’arte oltre ad una serie di oggetti delle famosissime Wunderkammern imperiali e di manufatti provenienti da diversi musei nazionali e internazionali. La mostra è divisa in sei sezioni che sviluppano la parabola artistica di Arcimboldo ed esaltano la sua pittura illusionistica, minuziosa e fantastica allo stesso tempo, legata sia al manierismo sia alla pittura lombarda d’estrazione leonardesca. Tra le opere esposte nella sezione dedicata alle Teste reversibili (cesti di frutta o ortaggi che, se ruotati, assumono una conformazione del tutto diversa) vi è il cosiddetto Ortolano, proveniente dal Museo Civico “Ala Ponzone” di Cremona. Si tratta in realtà della rappresentazione di Priapo, dio custode degli orti e della fertilità, cui rimandano gli organi sessuali individuabili al centro del viso. A prima vista l’opera appare come una vera e propria natura morta: una scodella colma d’ogni genere di ortaggi. Il piano di appoggio è indefinito e diventa sfondo neutro nell’immagine capovolta: così la scodella diventa una calotta sulla testa del dio. Una noce e una nocciola al posto degli occhi, un ravano bianco diventa il naso, le guance sono definite da una cipolla e una rapa. Due funghi ricreano le labbra, mentre barba e capelli sono composti da radici e foglie d’insalata. «L’Ortolano rappresenta una rarità - spiega Mario Marubbi, Conservatore della Pinacoteca di Cremona - e il fatto di averlo tra le nostre opere è un valore immenso. Lo abbiamo prestato recentemente anche per una mostra a Tokyo, dove ha riscosso un enorme successo. Crediamo che anche per la mostra di Roma rappresenterà un punto attrattivo notevole.» Fino a febbraio è possibile ammirare questa e altre bizzarrie che pongono l’Arcimboldo come vero e proprio precursore della natura morta, dando una visione innovativa agli oggetti del quotidiano e aprendo così la strada a quella nuova pittura della realtà, di cui Caravaggio sarà un illustre interprete. 1

Giuseppe Arcimboldo (Milano 1526 – 1593) è stato un pittore italiano, passato alla storia (dell’arte) per il suo modo bizzarro di ritrarre i suoi committenti. Nelle sue celebri “teste composte”, l’artista sfruttava oggetti inanimati (ortaggi, frutta, libri) per riprodurre teste e volti. Operò prevalentemente negli anni del Manierismo ma le sue opere, per il carattere originale e innovativo, sfuggono ad ogni catalogazione. 10


Teatro Ponchielli Stagione concertistica 2017/18 da scoprire e da ascoltare • di Analisa Casali

♫ - A dicembre, come da tradizione, è stata inaugurata la stagione concertistica. Il compito è stato affidato alla Ukrainian Radio Symphony Orchestra di Kiev diretta da Vladimir Sheiko con il pianista Giuseppe Albanese. Gli appuntamenti proseguiranno fino ad aprile con grandi orchestre (sinfoniche e da camera), solisti e direttori d’orchestra prestigiosi, nonché proposte singolari.

♥ A gennaio ritorna sul palco del teatro Ponchielli di Cremona l'Orchestra da Camera di Mantova, a cui si unirà il pianista Benedetto Lupo, considerato come uno dei talenti più interessanti e completi della sua generazione. Il programma prevede brani di Salieri, di un Mozart perfettamente padrone del genere, che tratteggia un concerto spensierato e gioioso e il Concerto n. 2 in si bemolle maggiore op.19 di un giovane Beethoven che scrive il suo primo Concerto importante nella stessa tonalità del concerto di Salieri. Tre Concerti legati da una fitta trama di coincidenze e suggestioni e che saranno qui riproposti in ordine cronologico. Sempre a gennaio si esibirà il quartetto formato da Pietro De Maria (pianoforte), Enrico Dindo (violoncello), Marco Rizzi (violino) e Alessandro Carbonare (clarinetto), in occasione del centenario della morte di Debussy. Suoneranno la Première Rhapsodie per clarinetto e pianoforte e le due sonate per violino e violoncello e pianoforte; concluderà il concerto Le Quatuor pour la fin du temps di Messiaen che vedrà protagonisti sul palco tutti e quattro i solisti.

♣ A febbraio la Filarmonica Arturo Toscanini festeggerà con Antonio Ballista e Bruno Canino i sessant’anni del celebre duo eseguendo il Concerto per due pianoforti e orchestra FP 61 F di Poulenc e il brano dedicato loro dal Maestro Ennio Morricone. Nello stesso mese si svolgeranno i due appuntamenti del DiversaMente. Sul palcoscenico il Signum Sax Quartet e la Spira Mirabilis. Il primo interpreterà un frizzante programma, BACHianas; grazie all’unione della giovane violoncellista olandese Harriet Krijgh, il quartetto di sax disegnerà un arco tra Bach a Piazzolla, la Spira Mirabilis, che salta subito agli occhi per essere un’orchestra senza direttore, eseguirà le Danze Slave di Dvorak. ♠ A marzo il Ponchielli ospiterà la Junge Deutsche Philharmonie diretta da David Afkham, e con loro si esibirà Steven Isserlis, acclamato violoncellista sia per la sua sensibilità musicale quanto per la strepitosa tecnica strumentale.

♦ In aprile, l’Orchestra di Padova e del Veneto proporrà un programma cucito sulla figura di Olli Mustonen, artista finlandese che si esibirà nella triplice veste di compositore, direttore e pianista. Chiusura di stagione d’eccellenza con un duo di caratura internazionale: il celebre violinista greco Leonidas Kavakos e il pianista Enrico Pace. INFO: Fondazione Teatro A. Ponchielli C.so Vittorio Emanuele II, 52 - 26100 CREMONA segreteria 0372.022010/011 fax 0372.022099 e-mail: info@teatroponchielli.it sito: www.teatroponchielli 11


Giuseppe Diotti a Casalmaggiore • di Giorgia Cipelli Casalmaggiore si 'riappropria' del suo genio artistico per antonomasia. Giuseppe Diotti (1779-1846), nome di spicco nel panorama pittorico dell'Ottocento, è infatti protagonista della mostra allestita presso il palazzo ottocentesco che fu sua dimora e studio. Fino al 28 gennaio, il Museo Diotti - che nel nome celebra da sempre l'importanza dell'artista casalasco ospita un centinaio di opere fra dipinti, disegni e incisioni, che tracciano le tappe più significative del suo percorso. La mostra, promossa dal Comune con il patrocinio di Regione e Camera di Commercio, presenta tele provenienti dai principali musei lombardi, come il Museo Civico Ala Ponzone di Cremona, la Pinacoteca di Brera, l'Accademia Carrara di Bergamo, Musei Civici di Brescia, Pavia e Lodi e collezioni private. Diotti, protagonista della pittura tardo neoclassica, sensibile alle istanze del Purismo e interprete originale del Romanticismo storico, ricoprì un ruolo di spicco nell'Accademia Carrara di Bergamo. La sua fama si diffuse a tal punto che il critico Defendente Sacchi arrivò a definirlo "primo pittore lombardo", «riconoscendo in lui un primato oggettivo nella ripresa dell'antica tecnica dell'affresco e nel campo della pittura sacra» come ricorda il curatore della mostra Valter Rosa. L'allestimento propone in sequenza le tappe fondamentali della formazione e della carriera del Diotti: lo studio del luminismo cinque-seicentesco attraverso le copie dei maestri, il periodo romano, guidato a distanza da Giuseppe Bossi e sotto la protezione di Antonio Canova, sino alla maturità. Tra le tele di maggiore importanza, l'incompiuto Giuramento di Pontida, ora conservato nella sala consiliare del Municipio, e la ritrovata pala Petrobelli, esposta per la prima volta. Tre, in particolare, i 'pezzi forti' della mostra: La Corte di Ludovico il Moro del 1823, proveniente dal Museo Civico di Lodi, Antigone condannata a morte da Creonte del 1845 dell'Accademia Carrara di Bergamo e Il conte Ugolino nella torre del 1832 dai Musei Civici d'Arte e Storia di Brescia. L'altro aspetto legato all'attività del Diotti, quello del collezionista d'arte, è oggetto di una sezione dedicata alla raccolta di stampe, allestita nella sala di Palazzo Diotti che il pittore aveva destinato a ospitare la collezione di dipinti e oggetti d'arte dei decenni trascorsi a Bergamo e poi dispersi dagli eredi. Info e visite da martedì a venerdì: 14.30 - 18.30 (mattino su prenotazione per scolaresche e comitive) sabato e domenica: 10.00 - 12.30 e 14.30 - 19.00 Tel: 0375 200416, e-mail: info@museodiotti.it

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La trama di Penelope è un inno lirico sull’attesa d’amore, una sinergia tra poesia, musica e pittura. Pagine inedite di Maria Enrica D’Agostini e la voce di Elias Canetti a cura di Beatrice Sellinger e Monica Biasolo + CD pag. 256 - 18 € - ISBN : 978-88-97819-30-1 Il volume corredato da un CD con un’inedita intervista al Nobel 1981 per la letteratura Elias Canetti e quattro sue lettere autografe, è stato concepito e delineato nella sua essenza nel 2001. Alex e la voce del fiume di Annalisa Molaschi pag. 83 - 6,50 € - ISBN : 978-88-97819-18-9 Sulle rive del Po accade un fatto eccezionale. Il grande fiume confida ad Alex, un ragazzino di dieci anni, che la sua vita è in pericolo: i veleni lo stanno uccidendo e ha urgente bisogno di aiuto.

Nel segno della Sibilla Tiburtina Dagli incunaboli della Palatina alla Tempesta di Giorgione riletta in chiave asburgica di Erminio Morenghi pag. 172 - 20 € - ISBN : 978-88-97819-08-0 La Tempesta di Giorgione è senza dubbio uno dei più enigmatici e affascinan capolavori della pittura del Cinquecento italiano. La tempesta di interpretazioni ti è tutt’ora in corso e non sembra minimamente placarsi. Racconto biblico? Leggenda cristiana? Mito classico? Episodio letterario? Evento storico?

Calipso e fuliggine catalogo d’arte di Erminia Ganassali pagine: 36 - 15 € - ISBN : 978-88-97819-43-1 Come Erminia Ganassali, che per dipingere ruba immagini, le intrappola nella trama della carta e le ricopre di colore, così le fotografie, i quadri, le sculture che erano all’origine dei disegni si trovano sepolti sotto strati di pennarelli, pastelli a olio, acquerelli e chine colorate. I contorni sfumano, le figure si dissolvono, si sovrappongono, si mescolano, rivelando altre immagini all’insaputa dell’artista.

Teatro filodrammatici

Segreteria 334 8985081 CIRCOLO FILODRAMMATICI 0372 21519 (Ore: 18-24) piazza filodrammatici 4 - 26100 cremona Teatro Filodrammatici 349 8310931 - 338 5205044 info.filodrammatica@gmail.com - info.cinemafilo@gmail.com Il ricavato verrà devoluto in favore di A.R.M.R. Fondazione Aiuti per la Ricerca Malattie Rare Onlus Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare “Aldo e Cele Daccò” - Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

L’impegno comune ci consentirà di sostenere la ricerca sulle malattie rare e di raggiungere insieme, uniti, quegli ideali di solidarietà di impegno civico e sociale che sono alla base della Fondazione A.R.M.R. Responsabile Delegazione Cremona Dott. Alberto Consolandi

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Museo del Violino

Concerti all’auditorium Giovanni Arvedi

sabato 20 gennaio, ore 21

VIRTUOSI Ksenija Sidorova fisarmonica - Avi Avital mandolino martedì 6 febbraio, ore 21

DA MONTEVERDI A FRESU Paolo Fresu tromba - I Virtuosi Italiani mercoledì 21 marzo, ore 21

CONCERTO IN DUE Angelo Branduardi - Maurizio Fabrizio pianoforte Abbonamenti e biglietti 14

presso le biglietterie del Museo del Violino (0372.080809) e del Teatro Ponchielli di Cremona (0372.022001 e 0372.022002) on line vivaticket.it


“Il mio cane del Klondike” di Romana Petri l'amore visto con gli occhi di un cane di Silvia di Borghi “Il mio canecommento del Klondike” Romana Petri l'amore visto con gli occhi di un cane commento di Silvia Borghi Attraverso il passaparola e vari consigli, mi è capitato tra le mani questo libro che non è una storia qualunque. Il protagonista non è una personailqualunque, è affatto persona. nuovo Attraverso passaparola anzi e varinon consigli, mi èuna capitato tra le Il mani romanzo di Romana Pozza) racconta la storia,non in parte questo libro che non Petri è una (Neri storia qualunque. Il protagonista è una persona qualunque, non affatto una persona.inIlmezzo nuovo alla autobiografica, del cane anzi Osac, delè suo ritrovamento romanzo di rapporto, Romana Petri (Neri Pozza) racconta la storia, in parte strada e del morboso, nato con la nuova padrona. Osac, autobiografica, del cane Osac, del suo ritrovamento in mezzo allacane non a caso anagramma di caos, si dimostra fin da subito un strada e del rapporto, morboso, nato con la nuova padrona.che Osac, difficile, indisciplinato, possessivo, bipolare e ribelle, sente non a caso anagramma di caos, si dimostra fin da subito un cane dal “il richiamo della foresta”. Discende da una razza proveniente difficile, indisciplinato, possessivo, bipolare e ribelle, che sente Klondike, territorio freddo e rigido del Canada (ha ispirato la fantasia di Jack London), dal “il richiamo della foresta”. Discende da una razza proveniente dal quale ha ereditato la forza, la resistenza avversità all’abbandono. Klondike, territorio freddolaetestardaggine, rigido del Canada (ha ispiratoalle la fantasia di eJack London), dal Per questo motivo quando è raccolto da terra e rimesso in sesto dalla nuova padrona si lega quale ha ereditato la forza, la testardaggine, la resistenza alle avversità e all’abbandono. Pera lei in maniera opprimente. relazione a edue corsie, perché colei chepadrona lo ha si accolto (della questo motivo quando èUna raccolto da terra rimesso in sesto dalla nuova lega a lei quale non si conosce il nome perché non è la sua storia) lo ama, lo accudisce anche in maniera opprimente. Una relazione a due corsie, perché colei che lo ha accolto (dellase le “arrucina le si budella” portanon con una problematica vacanza, quale non conosce (nda), il nomeloperché è lasésuainstoria) lo ama, lo accudisce anchecondivide se le “arrucina le ebudella” (nda), lo porta configlio, sé inimprovviso una problematica vacanza, condivide momenti brutti belli, come l'arrivo di un e non calcolato. Sarà proprio momenti brutti e belli, come l'arrivo di Osac un figlio, e non proprionon questa notizia a stravolgere le loro vite: nonimprovviso accoglie bene la calcolato. notizia e Sarà la padrona questa notizia a stravolgere le loro vite: Osac non accoglie bene la notizia e la padrona non Si può fare altro che agire di conseguenza lasciandolo alla madre che vive in campagna. può altro cheabbandono? agire di conseguenza madre che vive Si e tratta di fare un secondo O l'arrivolasciandolo di un figlioalla giustifica tutto perinlacampagna. sua sicurezza tratta di un secondo abbandono? O l'arrivo di un figlio giustifica tutto per la sua sicurezza e incolumità? In parte la risposta si trova tra le pagine del libro stesso “Osac mi devi credere incolumità? In parte la risposta si trova tra le pagine del libro stesso “Osac mi devi credere e perdonare … è stato tutto il resto dell’universo mondo (…) che giorno dopo giorno, e perdonare … è stato tutto il resto dell’universo mondo (…) che giorno dopo giorno, paragonato a questo figlio che mi cresco, si è trasformato in piscio di gallina”. Una labile paragonato a questo figlio che mi cresco, si è trasformato in piscio di gallina”. Una labile giustificazione o una motivazione In parte partequesto questoè èproprio proprio libro di scuse, giustificazione o una motivazionepiù piùche che valida? valida? In unun libro di scuse, per per Osac, perper quell’amore altrove;per perquel quelcane cane così feroce Osac, quell’amoredato datoeedonato donato in in parte parte altrove; così feroce concon il il mondo che a sua volta aveva scatenato la malvagità contro di lui tempo prima; mondo che a sua volta aveva scatenato la malvagità contro di lui tempo prima; per per quell’animale cheche comunque modo,per perquell’amore quell’amore così diverso da quello quell’animale comunquesia, sia,amava amava aa suo suo modo, così diverso da quello umano, puro, vero, sacro, umano, puro, vero, sacro,“così “cosìunico unicoeeassoluto”. assoluto”.

    amici e amiche, CariCari amici e amiche, stavolta pongo alla vostra attenzione il programma di Rete4 “dalla parte degli animali” stavolta pongo alla vostra attenzione il programma di Rete4 “dalla parte degli animali” per sensibilizzare e aiutare la causa degli animali. Il programma è condotto dalla presidente per della sensibilizzare e aiutare causa degli animali.Michela Il programma dalla Lega Italiana DifesalaAnimali e Ambiente, Vittoriaè condotto Brambilla, notapresidente per le dellasueLega Italiana Difesa Animali e Ambiente, Michela Vittoria Brambilla, battaglie in difesa degli essere senzienti e dei loro diritti. È un appello al vostronota cuoreper e le sue alla battaglie difesa degli loro diritti. È un appello vostro cuore vostrainsolidarietà per essere trovaresenzienti una casa eadei cani, gatti e tanti altri piccolialamici che si e alla trovano vostra solidarietà per trovare una casa a cani, gatti e tanti altri piccoli amici che in difficoltà. Per adottare i miei amici è attiva la mail: si trovano in difficoltà. Per adottare i parte miei degli amici è è presente attiva sul la web, mail: portamiacasa@dallapartedeglianimali.it.Dalla animali” www.dallapartedeglianimali.it, e sui social Facebook, e Instagram, mentre sul va inweb, portamiacasa@dallapartedeglianimali.it.Dalla parteTwitter degli animali” è presente onda ogni sabato alle ore 11.00 eelasui domenica ore 14.00, su Rete4. www.dallapartedeglianimali.it, social alle Facebook, Twitter e Instagram, mentre va in onda ogni sabato alle ore 11.00 e la domenica alle ore 14.00, su Rete4. 15


 A febbraio la pubblicazione del catalogo di Osvaldo Boldori L’artista sarà finalmente presentato alla città

Boldori (Cremona il 27 maggio 1934 – 17 dicembre 211) era una persona dal carattere socievole e di compagnia, animato da grandi passioni a partire dal restauro del mobile antico e dell’intarsio, e un grande sportivo (frequentava lo stadio Zini a tifare Cremonese) ma soprattutto si cimentava in varie discipline come il pugilato, la scherma e il nuoto. Nei primi anni ’60 con la sua straordinaria Alfa Romeo, la mitica osso di seppia, nelle domeniche post meridiane assolate, afose e forse anche un po’ aride di contenuti, era solito portarsi nei mercatini bresciani di antiquariato. Nel ritorno poi, tolta la cappotta di tela nera, marciava a cielo aperto, e cantava, con quel piglio da vero tenore, le arie più amate: La fanciulla del west o Nessun dorma. Nel tempo libero frequentava il Museo Civico di Cremona e la Pinacoteca Brera a Milano per osservare da vicino le opere dei grandi maestri. I colori lo affascinavano e così la pittura. Osvaldo Boldori, per gli amici Jàlo, non si dedicò solamente al commercio di metalli, attività che svolse con il fratello Paolo, non è diventato un pugile, nemmeno un cantante lirico e neppure un intarsiatore, ma un pittore. Il suo lavoro è rimasto sospeso, sotto un manto di apparente silenzio, per tanti anni. Ora la città potrà apprezzarlo interamente attraverso la pubblicazione del catalogo di alcune sue opere e di una mostra personale.

------------------------Giovedì 8 marzo - ore 18,00 libreria Feltrinelli Parma - strada Farini, 17 “Arno Schmidt e la sua lingua in ZETTELS TRAUM” di Silvia Dello Russo Lo studio pregevole di Silvia Dello Russo Arno Schmidt e la sua lingua in “Zettels Traum”, che si avvale della prefazione dei germanisti Maria Enrica D’Agostini ed Erminio Morenghi, è dedicato precipuamente al primo libro “Das Schauerfeld, oder die Sprache von Tsalal” (Il Schauerfeld o la lingua di Tsalal) del famoso romanzo Zettels Traum di Arno Schmidt (1914-1979), un autore che si è imposto nel panorama della letteratura tedesca del dopoguerra come capostipite delle sperimentazioni linguistiche fiorite tra gli anni Cinquanta e Sessanta non disgiunte da quelle di ambito austriaco. Zettels Traum, uscito nel 1970, suscitò un forte interesse sia da parte dei lettori sia della critica che lo definì “un autentico trauma letterario”.

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