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N. 1 Anno IV gennaio-febbraio-marzo 2016
Il personaggio Valerio Varesi di Annalisa Molaschi pag. 3 Mantova capitale della cultura di Giancarlo Oliani e Simona Bodini pagg. 6 e 7 Teatro Ponchielli Stagione d’opera 2015-2016 Monteverdi festival 2016 di Analisa Casali pagg. 8 e 9 Le pubblicazioni di Apostrofoeditore pagg. 4, 12, 13, 16 Il coro Sicardo di Fulvio Rampi pag 10 La Grande Guerra di Erminio Morenghi pag. 15 Festival della piccola e media editoria
Modena, 20-21 febbraio pag. 5
Thermo Engineering Srl Via Giuseppina, 19 26030 ‐ Malagnino (Cremona) ‐ Italia C.F. e P.I. 00943900191 Tel. +39 0372 441441 Fax +39 0372 496277 info@thermoengineering.it WWW.THERMOENGINEERING.IT
Leggere è ri-creare di Primula Bazzani
“In argot francese leggere si dice ligoter che vuole dire incatenare. Nel linguaggio figurato un grosso libro è un mattone. Sciogliete quelle catene e il mattone diventerà una nuvola.” Un’autentica dichiarazione d’amore che Daniel Pennac dedica al libro in “Come un romanzo”, opera non recentissima, del 1993, ma davvero un must per chi trasforma la lettura in una piacevole regola di vita. Leggiamo per distrarci, divertirci, riflettere, conoscere, conoscerci. I libri sono storie in cui ci specchiamo, che ci coinvolgono emotivamente, viviamo come fossero nostre o riviviamo se hanno sfumature e contorni già noti. La lettura è un rapporto a due, confidenziale, ed è naturale che il lettore crei dentro di sé un luogo virtuale di discussione tra la sua visione del mondo e quella dell’autore, dia vita a un confronto intimo che può spaziare dalla totale condivisione al contrasto. La lettura è un colloquio silenzioso e perciò complementare all’atto della scrittura. A Parigi su uno dei frontoni del Palais de Chaillot campeggia questa frase di Paul Valéry: “Dipende da chi passa che io sia tomba o tesoro, che io parli o taccia. Spetta solo a te, Amico, non entrare senza desiderio” che può essere ragionevolmente riferita alla dinamica della lettura. Un libro da solo non vive, aspetta un individuo che lo sfogli, gli dia un’esistenza, lo trasformi da tomba in tesoro. Sussiste un rapporto di mutua creazione tra scrittura e lettura: se un testo parla dipende da un lettore attento e desideroso di dargli voce. Le parole, le idee rimarrebbero lettera morta se non fossero animate da un dialogo ideale tra chi scrive e chi legge, da quell’operazione di ri-creazione che è la lettura. Un romanzo o una raccolta di poesie continuano il loro destino in un essere vivente diventando loro stessi cosa viva. È la ragione per la quale interpreto la lettura come un modo per fermare il Tempo: il Tempo trascina con sé tutto, anni, sentimenti, fisionomie, fatti. L’opera d’arte che subentra a questi fattori umani, utilizzandoli, ne amplifica la percezione arricchendosi di una possibilità di espansione temporale pressoché infinita. Per dirlo ancora con Pennac “Il tempo per leggere … dilata il tempo per vivere.”
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------------------------------trimestrale d’informazione con sede in via Patrioti,62 26035‐Pieve San Giacomo (CR) librarsi47@gmail.com cell. 3463231792 ‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐ Legale rappresentante:Dante Fazzi Direttore responsabile:Analisa Casali Redazione: Claudio Ardigò Primula Bazzani Simona Bodini Graziella Borgna Lorenzo Marra Annalisa Molaschi Erminio Morenghi Giancarlo Oliani Eugenia Tumelero ‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐ Autorizzazione del Tribunale di Cre‐ mona n. 1254/2012 del 19/11/2012 Stampa: Fantigrafica srl Pubblicità: 0372‐64354 A questo numero ha collaborato: Alberto Achilli René Porte In copertina: “Cresi” di Graziella Cresi Borgna www.graziellaborgna.it graziellaborgna@libero.it mostra permanente presso centro d’arte IL TORCHIO Pieve San Giacomo (CR) per appuntamento tel. 3493979630
■ LIBRARSI viene distribuito nelle librerie, edicole, biblioteche e circoli culturali di: Cremona, Crema, Ca‐ salmaggiore, Mantova, Suzzara, Ca‐ stiglione delle Stiviere, Castellucchio, Brescia, Montichiari, Desenzano del Garda, Salò, Lodi, Codogno, Pavia, Voghera, Stradella, Piacenza, Castel‐ sangiovanni, Fidenza, Salsomaggiore Terme, Parma, Colorno, Firenze, Bo‐ logna, Modena, Formigine, Sassuolo, Rovereto, Treviso, Legnago, Motta di Livenza, Oderzo, Vittorio Veneto, Trieste, Venezia, Pordenone, Milano, Monza, Lecco, Arona, Verbania, Gra‐ vellona Toce, Bergamo, Lovere, Ge‐ nova, Torino, Messina.
il r pe n so g ag io
Lo Scrittore Valerio Varesi si racconta ad Annalisa Molaschi*
Valerio Varesi giornalista e scrittore di romanzi gialli, noir e storici è nato a Torino e vive a Parma. Laureato in filosofia, lavora nella redazione bolognese del quotidiano la Repubblica. Dal 1998, anno del suo esordio come autore, ha pubblicato numerosi libri di successo. Ha creato il personaggio del commissario Soneri protagonista di alcuni romanzi come Il commissario Soneri e la mano di Dio, E’solo l’inizio, Commissario Soneri, Il commissario Soneri e la strategia della lucertola editi da Frassinelli a cui è ispirata la serie televisiva Nebbie e delitti in onda su RaiDue con Luca Barbareschi e Natasha Stefanenko. Ha vinto diversi premi letterari come il Premio Fedeli e il Premio del Giallo e del Noir Mediterraneo, nel 2009 il premio alla carriera Lama e Trama “per aver impresso al giallo italiano suggestioni paesaggistiche e complessità psicologiche degne della grande letteratura” e, nel 2010, il Premio Serravalle Noir. Nel 2001 è stato finalista al CWA International Dagger per la narrativa gialla. Di recente l’uscita di Lo stato di ebbrezza edito sempre da Frassinelli, una spietata ricostruzione dell’Italia degli ultimi trent’anni. •Autore in particolare di gialli e noir, una scelta influenzata dal tuo lavoro di giornalista? Anche. Per le numerose suggestioni che la cronaca offre. Tuttavia, se scrivo noir, è perché credo che questo registro narrativo sia particolarmente efficace nel raccontare l’oggi. Indagare su un delitto mettendosi dal punto di vista del “perché è successo”, si finisce per indagare su di un contesto sociale che ha prodotto il male. E’ soprattutto questo che mi interessa. Qui sta la mia differenza col giallo classico conandoliano. •Come lettrice e anche come autrice, ho molto apprezzato il tuo modo straordinario di coniugare le trame coinvolgenti con la profonda indagine psicologica e l’ambiente in cui si muovono i protagonisti. Con questa scelta, quali messaggi vuoi comunicare ai lettori? La peculiarità di una narrazione che è sì attenta all’indagine e alla ricerca del colpevole, come dicevo, ma molto di più a raccontare la scaturigine dell’azione criminale. Si potrebbe dire che la trama poliziesca sia un pretesto per un’analisi sul mondo in cui viviamo. •C’è qualche episodio curioso legato alla tua attività di scrittore? La vita di uno scrittore è fatta anche di casualità. Tutte le storie hanno bisogno di muscoli e ossa per camminare e più volte m’è capitato di imbattermi in personaggi o vicende reali che si adattavano perfettamente a “vestire” il mio racconto. Lo scrittore è ladro di vite altrui, ma l’incontro con le storie reali è sempre casuale. •Le tue storie sono state sceneggiate. Quali sono i rischi che corre un libro quando approda al piccolo o grande schermo? Quello che tutto venga snaturato e piegato alle esigenze del racconto per immagini. L’ultima roboante versione cinematografica del “Grande Gatsby”, per esempio, è una boiata che stravolge la delicata narrazione di Fitzgerald. In televisione le cose sono ancora differenti. Lì il rischio, per storie ‘impegnate’ come le mie, è che *scrittrice professionista
(segue a pag. 4 →)
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LE NOVITA’ EDITORIALI di APOSTROFOEDITORE LE NOVITA’ EDITORIALI di APOSTROFOEDITORE Rosalinda Grazioli Busseti
Rosalinda Grazioli Busseti - HOTEL POESIA
Hotel Poesia
HOTEL POESIA di Rosalinda Grazioli Busseti 100 pp. - 10 € -diISBN : 978-88-97819-38-7 HOTEL POESIA Rosalinda Grazioli Busseti Ho allogato100 il gregge delle mie pecorelle in un emblematico HoH pp. - (disperso) 10 € - ISBN : 978-88-97819-38-7 tel, allogato un po’ rifugio, un (disperso) po’ galleriadelle per mie variapecorelle umanità,innelle cui stanze siHos soHo il gregge un emblematico emblem sta più o meno a lungo dopo aver percorso di fortuita condivisione (la tel, nelle cui stanze si soun po’ rifugio, un po’ galleria per variaspazi umanità umanità, hall,più le oscale, i giardini sta menoi corridoi, a lungo dopo aver …). percorso spazi di fortuita condivisione (la Già dal potenziale dialogo tra limoni …). (!) risulta l’auspicio, per me, prima hall, le scale, i corridoi, i giardini che e per altri, di un nuovo piano del (!) cuore, silenzio silenzioprima Già dal potenziale dialogo tra limoni risultaconseguenziale l’auspicio peralme, l’auspicio, colloquiale favorito ambitipiano che ospitano, ma conseguenziale non imprigionano. che per altri, di undanuovo del cuore, al silenziosilenzio colloquiale favorito da ambiti che ospitano, ospitano ma non imprigionano.
Lei per me è Poeta. I suoi versi ri�lettono l’anelito, il travaglio, la giusta posizione in merito al valore e alle possibilità della poesia nella vita quotidiana. Poesia che vive attraverso l’impegno nel sociale, nel promuovere attività letterarie, nel preparare o inventare qualcosa di concreto insieme a un Gruppo Mamme da decenni presente sul territorio per chi è in dif�icoltà. Rosalinda è pittrice. Riesce a coniugare pittura e poesia in una moltiplicazione di messaggi, di segnali privati alternativi ai colori, ai soggetti, come quello che scrive al silenzio, all’assenza. La sua arte insorge lontano dalla sussurrante casualità di un mondo preso in prestito.
Claudio Ardigò
In copertina: acquerello di Rosalinda Grazioli Busseti (2010) DIALOGO Omaggio alla poesia di Eugenio Montale “I limoni”
ITALO UNGARI
RITORNO A PIEVE Italo Ungari - RITORNO A PIEVE
Per rivivere e raccontare anni affascinanti e spensierati della mia vita
RITORNO A PIEVE di Italo Ungari 228 pp. – 15 € - ISBN : 978-88-97819-39-4 RITORNO NO A PIEVE di Italo Ungari Ciascuno di noi vorrebbe lasciare qualcosa di sé, un segno, qualche briciola 228 pp. – 15 € - ISBN : 978-88-97819-39-4 della propria esistenza. Il filo lungo e sottile che legava l’autore a Pieve San Ciascuno di noi vorrebbe rebbe lasciare qualcosa di sé, un segno, qualche briciola Giacomo non si è mai spezzato. I ricordi sono riapparsi, ha h rivisto fotogradella propria esistenza. Il filo lungo e sottile che legava l’autore a Pieve San fie e riletto lettere rimaste imaste per decenni nel cassetto. cassetto Giacomo non si è mai spezzato. I ricordi sono riapparsi, ha h rivisto fotogra“É ritornato a Pieve” per rivivere e raccontare, soprattutto a se stesso, i difie e riletto letto lettere rimaste per decenni nel cassetto. cassetto ciotto anni più affascinanti e più spensierati della sua vita di ragazzo. “É ritornato a Pieve” per rivivere e raccontare, soprattutto a se stesso, i di“É ritornato a Pieve” per ricordare quell’umile e laboriosa comunità rurale, ciotto anni più affascinanti e più spensierati della sua vita di ragazzo. quel modo di vivere e di essere, lontano anni luce dal mondo attuale. “É ritornato a Pieve” per ricordare quell’umile e laboriosa comunità rrurale, I proventi venti della vendita del libro saranno devoluti alla Fondazione quel modo di vivere vere e di essere, lontano anni luce dal mondo attuale. a Laudato Sì per il completamento di un ospedale oncologico a RivoltelRivolte la, nel comune mune di Desenzano del Garda. Garda Quando ho terminato di scrivere il libro, con un certo disagio, mi sono chiesto: “a chi può interessare la mia storia e quella di una società rurale che non esiste più? Ai parenti? A qualche amico?” Come a volte accade quando mi sento in difficoltà, ho pensato ed ascoltato don Pierino. “… e se questo libro diventasse un’opportunità, un’occasione per fare qualcosa di bene?” D’accordo con Albertina, daremo copia del libro a chi lo desidera. Ciascuno, liberamente, potrà devolvere il prezzo di copertina o una personale donazione alla Fondazione Laudato Sì, per il completamento della struttura e, in particolare, per accelerare l’apertura di alcuni reparti dell’ospedale oncologico. Al libro viene accluso un bollettino postale precompilato. Don Pierino Ferrari, per chi non lo avesse conosciuto, ha dedicato tutta la sua vita agli “ultimi”, realizzando strutture per disabili e persone abbandonate, ambulatori di prevenzione e cura. Ha avviato, dopo tante traversie, la costruzione di un ospedale oncologico a Rivoltella, nel comune di Desenzano del Garda, affidandosi alla sola Provvidenza, attraverso l’opera ed il contributo della gente, delle Sentinelle. Don Pierino è deceduto il 31 luglio 2011, ma la sua figura carismatica è impressa nel cuore di tutte le persone che hanno avuto la fortuna di incontralo e di conoscerlo.
CANTANDO CONTANDO E DANZANDO di Barbara Riccardi 60 pp.+ CONTANDO CD room – 12 E€ DANZANDO - ISBN : 978-88-97819-40-0 di Barbara Riccardi CANTANDO È una collezione di canti, , selezionati dall’esperienza didattica nella scuola scu 60 pp.+ CD room – 12 € - ISBN : 978-88-97819-40-0 attraprimaria, che possono favorire la memorizzazione di conte e t tabelline È una collezione di canti, selezionati selezionat dall’esperienza didattica nella scuola di sicuro inteverso il canto e la danza. È una raccolta che presenta mel melodie primaria, che possono favorire la memorizzazione di conte e tabelline attraattr condibrani delinteXII resse allegramente in contatti i bambini ba melodie verso musicale il canto e elamette danza. È una raccolta che presenta sicuro int melodie Bach. sec., Maria, brani tradizionali popi bambini popolari, XII resseCantigas musicaledie S. mette allegramente in contatti con di b J.S.del brani Nel libro sono presenti suggerimenti didattici, indicazioni storiche e la ddesec., Cantigas di S. Maria, brani tradizionali popolari, melodie di J.S. Bach. scrizione precisa per realizzare alizzare le danze. Nel libro sono presenti suggerimenti didattici, indicazioni storiche e la ded scrizione precisa per realizzare le danze. (←dalla pagina precedente) (←dalla pagina precedente) vengano edulcorate o rese
banali per adattarle al politicamente corretto e al gusto del pubpu vengano edulcorate rese banali per adattarle politicamente corretto e al gusto del pubpu blico di fascia moltoobassa. Per fortuna ‘Nebbieale delitti’ è stata un buon compromesso. blico di fascia molto bassa. Per fortuna ‘Nebbie e delitti’ è stata un buon compromesso. •Negli ultimi tempi sono moltissime le persone che vorrebbero diventare scrittori. Consigli •Negli Negli sono moltissime le persone che vorrebbero diventare scrittori. Consigli C per chiultimi vuole tempi iniziare? per chi vuole iniziare? Il solito: leggere, leggere e leggere. Libri di qualità, non quelli delle classifiche italiane. I Il solito:per leggere, leggerepoie leggere. di qualità, nondelquelli delle classifiche classici cominciare, ognuno siLibri regola a seconda proprio gusto. Quindiitaliane. tanta cuc I classici per cominciare, poi ognuno si regola a seconda del proprio gusto. Quindi tanta ced riosità e la dote infantile della meraviglia. Per fare gli scrittori bisogna restare bambinicuriosità capaci e la dote infantile stupore. della meraviglia. raviglia. Per fare Scrivere gli scrittori restare ilbambini ed essere di provare Infine esercitarsi. vuolbisogna dire timbrare cartellino tutti i giorni. 4
IX° FESTIVAL DELLA PICCOLA E MEDIA EDITORIA IX° FESTIVAL DELLA PICCOLA E MEDIA EDITORIA IX° FESTIVAL DELLA PICCOLA E MEDIA EDITORIA Modena 20 – 21 febbraio 2016 Modena 20 – 21 febbraio 2016 Modena 20 – 21 febbraio 2016
Ad aprire la primavera 2016 dei festival letterari italiani, sabato 20 e domenica 21 alletterari Foro BoaAd Ad aprire aprire lalaprimavera primavera 2016 2016dei deifebbraio festival festivalletterari itaitario di Modena, ancora2121 una volta BUK Festival, liani, liani, sabato sabato 2020e sarà edomenica domenica febbraio febbraio alalForo Foro BoaBoal’evento letterario davolta ProgettArte Modena rio rio didiModena, Modena, sarà saràpromosso ancora ancorauna una voltaBUK BUKFestival, Festival, per la direzione dell’autore e regista Franl’evento l’evento letterario letterarioartistica promosso promosso dadaProgettArte ProgettArte Modena Modena cesco Zarzana la direzione generale di Rosita Piper per laladirezione direzioneeartistica artistica dell’autore dell’autore e eregista regista FranFransacane. L’IX edizione di BUK, con 100 case editricesco cesco Zarzana Zarzana e elaladirezione direzione generale generale didiRosita Rosita PiPici, 60 L’IX incontri, reading, eventi econ atélier letterari, si sacane. sacane. L’IXedizione edizione didiBUK, BUK,con 100 100case case editrieditriconferma appuntamento di riferimento la piccoci,ci, 6060incontri, incontri, reading, reading,eventi eventi e eatélier atélierper letterari, letterari, sisi la e media editoria italiana, che porteràper in la anteprima conferma conferma appuntamento appuntamento didiriferimento riferimento per lapiccopiccoi esuoi autori e leitaliana, novità.che Nottetempo, Quodlibet, lala emedia media editoria editoria italiana, che porterà porteràininanteprima anteprima Keller, Acar, Exòrma, Neo, Verdechiaro e Sagoma alcune delle case Quodlibet, editrici proi isuoi suoi autori autorisono e elelesolo novità. novità. Nottetempo, Nottetempo, Quodlibet, tagoniste, con presentazioni riservate al efestival di sono Modena. Keller, Keller, Acar, Acar, Exòrma, Exòrma, Neo, Neo,Verdechiaro Verdechiaro eSagoma Sagoma sonosolo soloalcune alcunedelle dellecase caseeditrici editriciproproOspiti d’eccezione di Buk riservate Festival saranno alcune tra le più note rappresentanti della lettetagoniste, tagoniste, con conpresentazioni presentazioni riservate alalfestival festival didiModena. Modena. ratura della Svizzera francofona quali le scrittrici Chappuis, Marie-Christine Buffat Ospiti Ospitid’eccezione d’eccezione didiBuk BukFestival Festival saranno saranno alcune alcuneMélanie tratralelepiù più note noterappresentanti rappresentanti della dellalettelettee Mélanie Richoz che rappresentano ilscrittrici meglio Mélanie diMélanie una letteratura poco conosciuta Buffat e Buffat che il ratura ratura della dellaSvizzera Svizzera francofona francofona quali qualilele scrittrici Chappuis, Chappuis, Marie-Christine Marie-Christine modo dirappresentano apprezzare neiildue giorni del Festival. e epubblico Mélanie Mélanieavrà Richoz Richoz che che rappresentano ilmeglio meglio didi una una letteratura letteraturapoco pococonosciuta conosciutae eche cheil il Ci sarà anche uno spazio denominato BUKids per coinvolgere pubblico pubblico avrà avràmodo modo didiapprezzare apprezzare nei neidue duegiorni giorni del del Festival. Festival. i ragazzi delle scuole con atlaboratori, presentazioni di libri appositamente create per loro, indelle collaborazione con Citività, Cisarà saràanche ancheuno unospazio spaziodenominato denominato BUKids BUKids per percoinvolgere coinvolgere i ragazzi i ragazzi delle scuole scuolecon conatatla casa editrice VerbaVolant ed il multicentro educativo M.E.Mo del Comune di Modena. tività, tività,laboratori, laboratori,presentazioni presentazionididilibri libriappositamente appositamentecreate createper perloro, loro,inincollaborazione collaborazionecon con lalacasa casaeditrice editriceVerbaVolant VerbaVolantededil ilmulticentro multicentro educativo educativoM.E.Mo M.E.Model delComune ComunedidiModena. Modena. INFO: www.bukfestival.it ufficiostampa@volpesain.com cell.www.bukfestival.it Daniela Volpe 3922067895 – Paola Sain 3356023988 INFO: INFO: www.bukfestival.it ufficiostampa@volpesain.com ufficiostampa@volpesain.comcell. cell.Daniela DanielaVolpe Volpe3922067895 3922067895– –Paola PaolaSain Sain3356023988 3356023988
* Cronaca Cremona Liuteria ** Cronaca Cronaca Cremona CremonaLiuteria Liuteria Il filo di Arianna si sta riannodando! Il quotidiano La Provincia in data 24 dicembre 2015 pubblica in prima pagina “Caso Zanchi, ipotesi omicidio. Il corpo verrà riesumato”. La Procura di Cremona, dopo 14 anni, riapre il fascicolo e affida a 4 consulenti tecnici medico legali che valuteranno e confronteranno il DNA delle persone vicini alla 25enne con quello trovato sugli indumenti intimi della ragazza. Inoltre il corpo sarà sottoposte a TAC per esaminare le fratture e la loro causa. La collana enigma pubblicata nel corso del 2014 ha acceso i riflettori su questo cold case. Non ci vogliamo accreditare meriti, ma saremmo contenti se il caso trovasse finalmente il suo epilogo.
Il Consorzio Liutai “Antonio Stradivari” Cremona è nato nel 1996 allo scopo di promuovere e valorizzare la liuteria contemporanea cremonese, che opera nel rispetto della tradizione artigianale. Al Consorzio aderiscono sessanta maestri di Cremona e provincia. Il marchio “Cremona Liuteria” garantisce che lo strumento è costruito artigianalmente da un maestro liutaio professionista cremonese. Showroom: piazza Stradivari, 1 - Cremona tel. 0039 0372 463503 fax 0039 0372 464490 e-mail: info@cremonaviolins.com www.cremonaliuteria.it 5
s m pec an ia to le va
Cultura: Mantova incoronata di Giancarlo Oliani*
Mantova capitale italiana della cultura 2016. Con questa elezione la città dei Gonzaga si assicura un milione di euro. Questa somma servirà a realizzare un progetto che coinvolgerà quattordici Comuni. L’amministrazione che è al lavoro ha già stanziato tre milioni e mezzo di euro per gli investimenti. Sono in cantiere molti progetti, tra cui il restauro della parte interna del teatro Bibiena e il recupero della Torre della Gabbia, con il quale sarà restituito il miglior belvedere della città. L’apertura dell’anno da capitale è prevista per il marzo prossimo. Capitale, a dire il vero, due volte nel giro di poco tempo: nel 2016 della Cultura e nel 2017 dell’Enogastronomia europea con Bergamo, Brescia e Cremona. Un titolo che porterà un rilancio turistico in grande stile per una città, già nota in tutto il mondo, per il Festival della Letteratura. Mantova ha vinto il confronto con altre nove concorrenti: Aquileia, Como, Ercolano, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni grazie a un progetto che punta sul recupero del patrimonio culturale e artistico della città, la rigenerazione urbana legata alle imprese culturali e, non poteva mancare, l’enogastronomia. Un museo urbano diffuso da visitare sia fisicamente che virtualmente. Prevista una serie di eventi che vanno dalle mostre d’arte alle celebrazioni per il 150° di Mantova italiana; Palazzo Te (nella foto) vedrà la sua esedra trasformarsi in una sala da concerti mentre con il recupero degli Istituti Gonzaga si aprirà una scuola di alta specializzazione enogastronomica. Prevista anche l’istituzione del Premio Internazionale Virgilio, dedicato alla letteratura contemporanea e un concorso nazionale legato agli amanti di Valdaro. Il tutto tra febbraio e ottobre. In marzo invece sarà inaugurato il museo del tempo, che narrerà la storia dell’orologio astronomico della torre del Podestà. Tra novembre 2016 e marzo 2017 le celebrazioni del 150° dell’annessione della città al regno d’Italia con mostre e spettacoli teatrali. Sempre tra il 2016 e il 2017, per una settimana, si organizzerà lo Street art festival: gli artisti dipingeranno sui muri messi a disposizione. *scrittore e giornalista de La Gazzetta di Mantova Pubblicità PRIMAL
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di Simona Bodini *
le ia a e c ov sp ant m
Mantova capitale italiana della cultura
Lo scorso ottobre il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, ha designato la città di Mantova “Capitale Italiana della Cultura” per l’anno 2016. Un ricco programma di eventi e appuntamenti animerà la cittadina lombarda, offrendo così l’occasione di poterla visitare e riscoprirne tutta la bellezza. Mantova rappresenta infatti uno dei momenti più alti della civiltà urbana in Italia: è tutta un capolavoro, al cui fascino contribuiscono quartieri medievali ed edifici rinascimentali posti sulle acque dei laghi del Mincio che circondano la città. Già proclamata, insieme alla vicina Sabbioneta, città Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco nel luglio 2008, Mantova racchiude in sé un’atmosfera unica. Indissolubilmente legata alla famiglia dei Gonzaga, che l’ha resa una delle corti signorili più vivaci d’Europa, Mantova ebbe un periodo di grande splendore a partire dal XIV secolo. La visita alla città non può che partire dalla piazza dedicata a Sordello da Goito: è la piazza su cui si affaccia il Palazzo Ducale, residenza dei Gonzaga dal 1328. Una delle regge più estese d’Europea con i suoi molteplici edifici, gallerie, giardini e cortili. Dal Palazzo Ducale ci si dirige al Castello di San Giorgio (nella foto) dove è possibile ammirare la celeberrima ”Camera degli Sposi” di Andrea Mantegna, dipinta tra il 1465 e il 1474. Centro ideale di questo vasto complesso è la basilica di Santa Barbara, progettata dall’architetto Giovan Battista Bertani nella seconda metà del Cinquecento. Uno sguardo rapido anche al Duomo di Mantova, dedicato a San Pietro apostolo (XI secolo), per arrivare poi in piazza Broletto con l’imponente palazzo del Podestà, alle spalle del quale è piazza delle Erbe e la medievale Rotonda di San Lorenzo. Nella vicina piazza Mantegna si affaccia la chiesa dedicata a S. Andrea, ( foto a lato) progetto mirabile di Leon Battista Alberti. Una lunga, ma piacevole passeggiata, porta quindi il visitatore all’esterno del centro storico, verso quel “poco di luogo da potervi andare e ridurvisi tal volta a desinare, o a cena per ispasso” (G. Vasari). Il visitatore potrà aggirarsi incantato per le fastose sale affrescate di Palazzo Te, opera commissionata a Giulio Romano nel 1525 da Federico II Gonzaga. Ma Mantova offre molto altro. Non resta che scoprire questo scrigno di tesori e, fra una sosta e l’altra, non perdersi un buon piatto di tortelli di zucca o una fetta di sbrisolona in una delle numerose trattorie dove è possibile gustare i piatti della tradizione. * laureata in Storia e Conservazione dei Beni Culturali e Artistici simonabodini@libero.it
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o at r te
►La stagione concertistica del teatro Amilcare Ponchielli di Cremona è stata inaugurata lunedì 14 dicembre scorso con un ensamble cameristico tra i più rappresentativi del nostro Paese: il Trio di Parma. Il programma prosegue tra gennaio ed aprile per un totale di 8 concerti con nomi quali David Garrett, l'Orchestra da Camera di Mantova, Luis Bakalov, Ramin Bahrami, Danilo Rea, Misha Maisky e l'Orchestra della Svizzera Italiana. Si tratta di proposte che coinvolgono soprattutto orchestre sinfoniche e da camera, e grandi solisti di fama internazionale. Le opere presentate vanno da brani di Brahms, a Mendelssohn, Dvoràk, Poulenc e Mozart, capisaldi del concerto classico. Continua inoltre l'iniziativa inaugurata la stagione scorsa con tre incontri dal titolo DiversaMente concerti, che intende proporre una rivisitazione innovativa di capolavori classici. Gli appuntamenti concertistici si concludono ad aprile con il Concerto in re maggiore per violino e orchestra op.35 di Cajkovskij, una delle composizioni per antonomasia del repertorio violinistico, interpretato da David Garrett, alla sua prima esibizione a Cremona, e il suo famoso Stradivari.
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►Cogliamo l’occasione per fare anticipazioni sul programma futuro, ma già in calendario, del
Vergini, Ninfe, Regine… volti cangianti di donne affollano la prossima edizione del Monteverdi Festival 2016: un prisma di affetti al femminile, ora passionale, ora materno, spirituale, ardente, celeste, ambizioso, languido… Infinito il vocabolario delle ‘qualità’ delle donne protagoniste dei tanti concerti in programma, dedicati in particolar modo al ‘divino Claudio’, in vista delle celebrazioni del 450° della nascita del compositore cremonese nel 2017. Nei lunghi weekend di maggio, ai prestigiosi ensemble si intrecciano nuove scoperte per aprire inesplorati Orizzonti della musica antica e dare spazio ai giovani talenti che muovono i primi passi della loro carriera, come Justin Taylor, giovane ensemble nordeuropeo. Come di consueto, il Monteverdi Festival si estende in città, alla ricerca di luoghi inconsueti, solitamente chiusi al pubblico, disseminando i concerti in città: la musica sacra risuonerà in alcune delle più belle chiese barocche, mentre i concerti di musica profana saranno ospitati in chiostri, giardini, cortili, palazzi, e intorno al Festival crescono le iniziative del Monteverdi OFFicine: incontri e dibattiti con autori ed artisti. Sull’onda del successo dell’iniziativa del 2015, il Monteverdi Festival salpa per una nuova Crociera musicale sul Po, consolidando il trait d’union tra le tre città monteverdiane Cremona, Mantova e Venezia. Concerti e pillole in battello, ma anche nelle città in cui si approda, per rivivere il viaggio del divino Claudio e valorizzare l’indubbia vocazione diturismo culturale del territorio lombardoveneto.
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Cantare in coro di Fulvio Rampi
Il coro Sicardo La mia, a ben vedere, non è una testimonianza diretta, nel senso che non sono un cantore, ma uno che cerca di far cantare. Allo svantaggio di non cantare si contrappone il vantaggio di osservare e devo dire che il punto di osservazione di un direttore contribuisce a svelare una realtà sorprendente. Già è sorprendente pensare che un numero sterminato di persone comuni facciano parte di cori parrocchiali, lirici, popolari e quant’altro. È una realtà consolidata, enorme, profondamente radicata nella cultura sociale ed ecclesiale, colma di sentimenti forti, di esiti imprevedibili, di progetti ambiziosi, di momenti esaltanti come di profonde crisi che compromettono a volte persino le amicizie. Troppo spesso le istituzioni liquidano come “passatempo” ciò che, a uno sguardo più attento, si rivela invece un’icona dell’esigenza e della dinamica relazionale fra individui. Un coro non è un insieme di voci, ma un intreccio di sensibilità e storie diverse: vi confluiscono pregi e limiti, sacrificio e vanagloria, spirito di servizio e pura soddisfazione personale, umiltà e narcisismo, condivisione e invidia. Trovo ancora sorprendente che le persone s’incontrino regolarmente una o più volte la settimana. Ciascuno arriva alla prova con la giornata di lavoro sulle spalle, nell’inconfessata convinzione che i suoi problemi siano più pesanti di quelli degli altri: la rigorosa liturgia laica della prova dissipa all’istante questa sottile tentazione del pensiero, liberandolo da spazi troppo angusti e inaccessibili a chiunque. Su un’iniziale adesione necessariamente un po’ vaga, sincera ma piena di punti di domanda, nasce un percorso fondato sui rapporti umani che lentamente conduce alla condivisione di un progetto. Potrà trattarsi di servizio liturgico sostenuto da un cammino di fede, di un ideale culturale o - perché no? - del puro piacere di cantare. Ci si abitua, ignari dell’ossimoro, a
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“condividere un protagonismo”, a stare assieme nel modo giusto, partecipando attivamente ma senza strafare, senza esagerare. Il coro, oltre a essere una scuola di relazione, è una grande scuola di gratuità. Nella nostra “condividere protagonismo”, a stare nel modo giusto, partecipando attivamente società fondataunsull’individualismo e assieme il profitto, un coro si fa voce stonata: ecco perché ma senza strafare, senza esagerare. spesso anche le istituzioni faticano a comprendere in profondità i segni e le implicazioni veoltre a essereanomale una scuola è una grande scuola di gratuità. Nella nostra reIldicoro, queste presenze e, di in relazione, fondo, inutili. società fondata sull’individualismo e il profitto, un coro si fa voce stonata: ecco perché Sarebbe interessante sapere, a tale proposito, se lo slogan “Cremona città della musica” , spesso anche le istituzioni faticano a comprendere in profondità i segni e le implicazioni vesorretto da pur importanti considerazioni di opportunità economica per la città, sia almeno re di queste presenze anomale e, in fondo, inutili. parimenti sostenuto da una radice “spirituale” (anche laica del termine) Sarebbe interessante sapere, a tale proposito, se lo slogannell’accezione “Cremona cittàpiù della musica” , che osa anteporre l’identità al profitto e che accetta il difficile confronto con una logica di sorretto da pur importanti considerazioni di opportunità economica per la città, sia almeno gratuità chesostenuto ribalta clamorosamente ciò che il(anche viverenell’accezione quotidiano ritiene acquisito. parimenti da una radice “spirituale” più laica del termine) Lache realtà fa memoria un’ esigenza spirituale. Non siconfronto contanocon le ore lavoro osa corale anteporre l’identità aldiprofitto e che accetta il difficile unadilogica di e nulgratuità che ribalta clamorosamente ciò che il vivere quotidiano ritiene acquisito. la viene retribuito. Questo dà il senso di un’autentica libertà, di un’idealità che trascende La realtà corale fa memoria di un’libero, esigenza spirituale. Non si contano le dalla ore divoglia lavoro oe nulampiamente la logica del tempo dell’impegno condizionato dalla pura la viene retribuito. Questo dà il senso di un’autentica libertà, di un’idealità che trascende evasione. Cantare in coro si fa vera esperienza, credibile perché sorretta da un serio percorso ampiamentee la logica delditempo libero, dell’impegno condizionato o dalla pura individuale collettivo maturazione, di consapevolezza e didalla una voglia progettualità condivisa evasione. Cantare in coro si fa vera esperienza, credibile perché sorretta da un serio percorso da realizzare. individuale e collettivo di maturazione, di consapevolezza e di una progettualità condivisa Il da coro è lo specchio dei buoni talenti umani, culturali, artistici, religiosi, ma è anche la spierealizzare. tata fotografia dei limiti relazionali. Ovunque si sono verificate situazioni traumatiche, Il coro è lo specchio dei buoni talenti umani, culturali, artistici, religiosi, ma è anche la spie- ennesima prova che trattarelazionali. di una vera “passione” cheverificate interessasituazioni il cuore dell’uomo, tata fotografia deisilimiti Ovunque si sono traumatiche, con en- le sue vette e suoi abissi. Chi s’impegna in un’esperienza seria di questo tipo non lo fa per evadere nesima prova che si tratta di una vera “passione” che interessa il cuore dell’uomo, con le sue daivette problemi, ma per dar loro un senso che trascende senza rinnegarlo e, e suoi abissi. Chi s’impegna in un’esperienza seria il di vivere questo quotidiano tipo non lo fa per evadere problemi, ma per loro un senso che trascende vivere quotidiano senzad’ala, rinnegarlo e, per indai qualche modo, perdar trasfigurarlo e assumerlo in ilpienezza. È un colpo un modo in qualche modo, per trasfigurarlo e assumerlo in pienezza. È un colpo d’ala, un modo per trasformare la parola che, da strumento della nostra relazione ordinaria, diviene suono, mutrasformare parola che,a da nostra relazione ordinaria, diviene mu-signifisica, bellezza,laallusione un strumento “oltre”, adella una nostalgia che non può tacere in suono, noi, a un sica, bellezza, allusione a un “oltre”, a una nostalgia che non può tacere in noi, a un significato che ci supera e al quale siamo invitati come a una festa, con una gioia di cui solo chi cato che ci supera e al quale siamo invitati come a una festa, con una gioia di cui solo chi canta conosce l’ampiezza. canta conosce l’ampiezza.
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Care amiche e amici, se cercate un nuovo amico a 4 zampe, ricordatevi che l’amore non si compra. Andate al canile o al gattile della vostra città e rimarrete stupiti di quanto amore vi aspetta. Non dovete affrettarvi a cercare, ma sarà lui o lei a venirvi incontro. Da quassù vedo tanti amici scodinzolare dietro le sbarre nel freddo di una gabbia, lontano dal calore di una famiglia. Aggiungete un posto a tavola, ne sarete largamente compensati. Ci conto La vostra Camilla
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I girasoli di Château de Berne di Fausta Limonta 295 pagine 15 € ISBN : 978-88-97819-33-2
L’ombra di Maccastorna di Dante Fazzi 203 pagine 15 € ISBN : 978-88-97819-31 31-8
Binari Divaganti di Matteo Melotti 158 pagine 13 € 97819-37-0 ISBN : 978-88-97819
Temporale di Lorenzo Marra 100 pagine 10 € ISBN : 978-88-97819-10-3 3
L’uomo dalle ciglia intrecciate di Alessandro Cuppini 210 pagine 9,90 € ISBN : 978-88-97819-14-1
Il cancello non cigola più di Alessandro Cuppini 118 pagine 8,50 0€ ISBN : 978-88-97819 97819-19-6
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Il diario di don Bonvicini a cura di Dante Fazzi 254 pagine 15 € ISBN : 978-88-97819-04-2
Campane sull’acqua di Giuseppe Ghisani 165 pagine 12,50 € ISBN : 978-88-905286-8-22
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Inchiostri di carattere di Barbara Taglioni 104 pagine - 12 € Il libro è lo studio del gesto sulla carta, una disciplina appassionante, un connubio di arte e scienza che analizza i rapporti tra il segno grafico e il carattere di chi lo traccia. Il campo di applicazione è l’Uomo nella sua complessità mobile e contraddittoria, a volte persino sconcertante, che non
Nel segno della Sibilla Tiburtina di Erminio Morenghi, 172 pp. - 20 €
Erminio Morenghi, in questo suo studio pluridecennale, sulla scorta del quadro in chiaro Auguste et la Sibylle de Tibur di Antoine Caron conservato al Louvre, ha riletto la più reticente delle opere di Giorgione nel segno della Sibilla Tiburtina, della sua tradizione iconografica e della sua valenza storica, approdando ad una interpretazione in chiave asburgica della Tempesta, calandola nel contesto politico e culturale della Serenissima e del Sacro Romano Impero. Questo libro è un viaggio suggestivo nel mondo misterioso del grande maestro di Castelfranco Veneto.
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a cura di Beatrice Sellinger e Monica Biasolo. 256 pp. - 18 € con CD audio
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Un affascinante viaggio nella letteratura dei paesi di lingua tedesca tra ricerca e mediazione culturale In collaborazione con l’Università di Parma Dipartimento di Antichistica, Lingue, Educazione, Filosofia
Paolo Origgi – … e quel suon che nell’anima si sente 68 pp. e tante fotografie – 6 € Biografia di Giovanni Vailati (1815-1890) detto per gloria il cieco di Crema o il Paganini del mandolino. Vailati rimasto cieco fin dalla prima infanzia si dedica, da autodidatta, al mandolino. Approfondisce lo studio della musica con diversi maestri diventando uno dei più sensibili esecutori. Comincia a guadagnarsi da vivere suonando nei caffè di Crema e in poco tempo approda in vari teatri della Penisola, fino ad esibirsi sui più importanti palcoscenici d'Europa.
Il cardinale e l’architetto - Girolamo Aleandro (1480-1542) e il Rinascimento adriatico veneziano di Alfonso Vesentini Argento, 130 pp. – 20 € Il romanzo cerca di dare una lettura più profonda rispetto alla sola estetica e diffondere i concetti ai meno esperti che restano esclusi da una lettura appropriata, a volte per la mancanza di conoscenza del linguaggio in esso contenuto. Quando Venezia diventa Venezia, con un proprio carattere architettonico, con degli architetti per la prima volta noti, quando le autorità comunicano attraverso i loro monumenti, nascono le città rinascimentali. Un romanzo storico, tra il 1480 e 1540, in cui l'autore, vede, descrive e racconta da un punto di vista privilegiato, attraverso la vita del cardinale Girolamo Aleandro e la riscoperta dell'architetto Mauro Codussi. 13
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♦ Luigi Bulla: “ L’Arcano Sentiero della Cartomanzia “, 476 pp. 21 € - Kimerik di Anna Russo
A chi non piacerebbe conoscere il futuro o semplicemente comprendere gli avvenimenti quotidiani? Spesso si chiede aiuto alle carte, magari però senza essere coscienti di ciò che si sta facendo. Un ottimo strumento si rivela allora il libro L'Arcano Sentiero della Cartomanzia di Luigi Bulla, che partendo dalla sua esperienza nel settore, svela i segreti per leggere i Tarocchi. Descrivendo Arcani Maggiori e Minori, Sibille e altri giochi da fare anche con le comuni carte da poker o napoletane, l'Autore insegna come approcciarsi alla Cartomanzia: bisogna tener conto di moltissimi fattori. Last but not least, trucchi e regole da seguire: un manuale da non perdere! perdere
♥ Alessandra Benassi: “ IL MARE, UNA VELA … UN SOGNO “ , 70 pp. 10 € - Youcanprint
di Renè Porte
Cosa spinge una giovane ragazza, che ama cucinare e sbizzarrirsi ai fornelli, a scrivere dei versi tanto to profondi? È quello che ci si domanda leggendo le pagipag ne de Il mare, una vela… un sogno,, prima opera di Alessandra Alessand Benassi. L’estro creativo di questa giovane Scrittrice si trasforma in poesia, nelle ne pagine emozionate del suo libro. “Ho sempre amato il mare”, afferma, ed è lì che ritorna in cerca della sua ispirazione, della sua dimensione ogni volta che sente di scrivesc re. Ed è proprio lì che cambia tutto, lì incontra “quell’uomo che non scappava ma andava incontro al mare” ed in lui riconosce la sua stessa passione. Amore e mare, il binomio perfetto che ispira i versi della giovane Autrice.
♣David Liss: “ La banda dei Falsari “ , 436 pp. 9,90 € - Newton Compton editori di Alberto Achilli
Bemjamin Weaver, ex pugile ebreo, si dedica al recupero crediti e a rintracciare ladri per facoltosi clienti. La morte del padre avvenuta in circostanze poco chiare lo costringe a riallacciare i rapporti con la famiglia e a calarsi in un ambiente sconosciuto, popolato da speculatori di borsa, nobili decaduti d e rivalità finanziarie tra la Banca d'Inghilterra e la Compagnia dei mari del sud. La ricostruzione zione urbanistica della Londra del ‘700 (vicoli stretti e insalubri, bettole popolate da ladri e prostitute) prost e della società sono molto attendibili. L'espediente narrativo di affiancare al protagonista l'amico medico Elias, ricorda molto da vicino i personaggi di Sherlock Holmes e del dottor PRODOTTI ZOOTECNICI Watson (medico pure lui), ma permettono al pubblico di terminare questo SPECIFICI PER UN’ALIMENTAZIONE triller finanziario e pensare: "Stavolta non è per niente elementare Watson!!!". MODERNA E PROFICUA
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di Erminio Morenghi
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Riflessioni sui monumenti della Prima Guerra Mondiale
All’indomani delle celebrazioni del Centenario dell’entrata dell’Italia nella Grande Guerra, alcune considerazioni s’impongono sul pensiero che ha ispirato la corsa all’erezione dei monumenti ai caduti nell’immediato dopoguerra e negli anni a venire. Un fenomeno, questo, che ha interessato non solo l’Italia, ma tutti i paesi belligeranti d’Europa. I forti contrasti tra i socialisti italiani e i nazionalisti si appianarono, in certa qual misura, in occasione dell’inumazione del Milite Ignoto avvenuta al Vittoriano di Roma il 4 novembre 1921, che sancì di fatto l’elaborazione del lutto nazionale, collettivo. Il dolore privato delle madri venne celebrato nelle figure muliebri di gusto liberty presenti nei monumenti nel periodo antecedente l’avvento del Fascismo (28 ottobre 1922) che, offrendo un serto d’alloro, piangono meste la perdita dei loro figli caduti al fronte. La rivoluzione fascista monopolizzò ben presto il culto dei caduti della Grande Guerra, ricollegandola a se stessa e alle guerre d’indipendenza. La marcia su Roma funse, in un certo senso, da spartiacque tra le tipologie di monumenti eretti in onore dei caduti prima di essa e all’indomani di essa. La retorica di regime puntando sulla sacralità della Nazione intesa come corpo mistico, sulla figura del soldato-martire nonché sull’esaltazione della guerra, favorì di fatto il proliferare di monumenti, di stele, di parchi e viali della rimembranza, rimuovendo così, quasi censurandolo, il dolore privato dei parenti, amici e sopravvissuti per la perdita dei loro cari a favore di un’allegorica e trionfante trasfigurazione del sacrificio: il fante rappresentato nei monumenti risponde, con eroica fermezza, alla chiamata della Patria gloriosa; è un onore immolarsi per lei. Un esempio eloquente di questo processo di fascistizzazione della memoria della Grande Guerra ci è offerto dal concorso indetto dal regime per innalzare un Monumento al Fante sul Monte San Michele, concorso vinto dallo scultore Eugenio Baroni (1880-1935). L’ideologia guerrafondaia del Fascismo non poteva affatto avallare il messaggio che il progetto vincitore, avrebbe potuto veicolare ossia la rappresentazione tragica della guerra intesa come Calvario o Via Crucis. Le reazioni non si fecero attendere. Margherita Sarfatti definì fuorviante comunicare il senso di un “olocausto o sacrificio tragico, immane a discapito dell’esaltazione della nazione vittoriosa”. Ardengo Soffici, dal canto suo, definì il progetto di Baroni “teatrale e disfattista”, pregno di “un’enfasi piagnucolosa” per arrivare al 6 gennaio 1923, quando il Duce comunicò sul quotidiano “Il Popolo d’Italia” lo scioglimento definitivo del comitato per l’erezione del Monumento al Fante, dichiarando che “non sarebbe stato eretto né ora né mai”. Lettere d’amore dal fronte di Giancarla Arisi, 168 pagine 12 € Apostrofoeditore ha voluto celebrare e ricordare la ricorrenza del centenario della Grande Guerra pubblicando un libro straordinario. Lettere dal fronte, ma d’amore, di un soldato che dalla trincea e dalla prigionia in Germania, dopo la disfatta di Caporetto, ma aiutato con parole d’amore la moglie, i figli e la mamma a casa in ansia per le sue sorti.
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ALEX E LA VOCE DEL FIUME
una stupenda favola per il rispetto dell’ambiente Il fiume Po confida ad Alex, un ragazzino di dieci anni, che la sua vita è in pericolo: i veleni lo stanno uccidendo e ha urgente bisogno di aiuto. Come fermare la banda di PROGETTO TRIDIMENSIONALE avvelenatori? musicando parole, note e colori Alex insieme a tre suoi amici decide di La trama di Penelope ( Apostrofoeditore ) racchiude poesia, pittura e musica: versi, quadri ascoltare l’appello disperato del Po. Con il e un CD, dove la voce di Graziella Borgna, autrice anche delle illustrazioni, recita i versi di Eugenia Tumelero sulle musiche ( i quaderni di Buenos Aires ) di Fabio Turchetti. fiume che guiderà i loro passi, vivranno In un ordito di parole, colori e suoni, l'elegante e preziosa pubblicazione racconta la storia, ora stupìta, ora dolorosa di un'Umanità che non si vuole arrendereavventura e si ostina ad amare. un’incredibile tra colpi di scena e momenti di paura travolgenti. Una storia che 64 pagine contengono 21 poesie avvicina i bambini al rispetto della natura e 21 quadri 12 brani musicali aiPrezzo temi ambientali. 83 pagine a solo 6,50 € di copertina 15 € -----------------------------------------
La trama di Penelope versi, note, colore
ISBN: 978-88-97819-36-3
L’articolata silloge di poesie di Eugenia Tumelero La trama di Penelope esprime significativamente --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------la vocazione del femminino all’amore, e quindi al mandato generativo ed affettivo. Si tratta di una navigazione a originale e aggiornato didattico.primordiale Il lettore – studenteLucy di Conservatorio, direttore mare aperto che prende avvio dalla strumento capostipite la di coro, cantore, operatore liturgico-musicale o altro – è condotto per mano e guidato alla negra e dalle sue figlie che hanno saputo dare un imprinting all’arte del scoperta di un vero tesoro: storia, liturgia ed estetica – quest’ultima considerata alla luce delle sedimentate acquisizioni, degli studi più recenti e delle nuove della semiovivere in tutte le sue sfaccettature, comprese quelle artistiche e prospettive mnestiche, in una pronuncia logia gregoriana – si integrano vicendevolmente in un percorso tracciato a più mani che afcorale che abbraccia tutta l’umanità anche nelle sue declinazioni più sofferenti e meschine. fronta spesso temi comuni, ma da punti d’osservazione differenti. Così, ad esempio, la decisiva vicenda storica, iniziata a metà del XIX secolo, che va sotto il nome di restaurazione L’amore come orizzonte salvifico viene condiviso dalla donna con l’amante‐uomo, entrambi novelli gregoriana e che ha visto protagoniste le gigantesche figure dei monaci benedettini di Solesmes, non sidi esaurisce in una trattazione storica, ma investe necessariamente e da vicino ardentemente Odissei in cerca di un approdo fronte al travaglio dell’esistenza, cui desiderano tanto la questione melodica quanto la questione ritmico-estetica, ampiamente considerate dare un senso. Questo inno lirico alla vita e all’amore è reso in maniera simpatetica dalle opere nei rispettivi capitoli. Dopoche i significativi contributi repertorio in ‘parallelo’ tropari, sul repertorio preziose di Graziella Borgna illustrano il sul volume una dei sorprendente giustapposizione dell’Ufficio Divino e su alcuni aspetti della vocalità in relazione alle concrete esigenze delimmaginifica e cromatica ben esecutiva resa dida un’action istintiva, dissolvente ma così la prassi questo repertorio, ilpainting volume è completato da un rapida, prezioso e originale itinerario bibliografico che porta a sintesi il percorso storico-notazionale attraverso la dettacarica di emozioni nel ricucire i quadri del vissuto a tutto tondo. gliata descrizione dei libridell’esistenza, di canto gregoriano pubblicati lungo i secoli, a partire dalle pri-Alla sinfonia di me edizioni a stampa. parole e di colori partecipano anche le note vibranti e struggenti dei brani musicali di Fabio Turchetti tratti da Quaderni di Buenos Aires e qui presentati nel CD allegato al volume in una prospettiva di avvincenti intersezioni artistiche che non perdono mai di vista il capo intenzionale, (prof. Erminio Morenghi) ossia la celebrazione dolce o disperata della vita e dell’amore.
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