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Apinforma n. 7/2019

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notiziario dell’ASSOCIAZIONE piccole e medie industrie

APINFORMA numero 7 15 aprile 2019

IN PRIMO PIANO LA RIFORMA DELLA CRISI D’IMPRESA

ApiNFORMA - Quindicinale di informazione dell’Associazione Piccole e Medie Industrie

FISCALE TRIBUTARIO ECONOMICO

LAVORO

SICUREZZA E AMBIENTE

EDILIZIA

EXPORT MARKETING

ORGANIZZAZIONE


notiziario dell’ASSOCIAZIONE PIccole e medie industrie

APINFORMA

numero 7 15 aprile 2019

Sommario LA NOSTRA POSIZIONE

FISCALE TRIBUTARIO ECONOMICO

Invio dei corrispettivi telematici

8

Misure per il rilancio delle imprese: “Decreto crescita”

10

La riforma della crisi d’impresa

20

Le lavorazioni intracomunitarie

24

Consultazioni fatture elettroniche

26

Confidi Friuli. Commissioni azzerate per il Pordenonese

27

Fondo Gorizia. Contributi e finanziamenti 2019

28

CCNL Unionmeccanica

33

Versamenti alla Cassa Edile di Udine

34

SOA: rinnovo quinquennale per la Alunord

36

Pubblicato il decreto sblocca cantieri

37

Nuove tutele per gli acquirenti di immobili in costruzione

40

LAVORO

EDILIZIA


ORGANIZZAZIONE

Servizi fuori sede della Motorizzazione FVG

43

ANAS. Veicoli eccezionali. Preavviso di transito

49

Autotrasporto. Riposo regolare in cabina

50

Trasporto di animali vivi della specie suina

51

Scadenze aziendali mese di maggio 2019

52

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Editore Redazione Associazione Piccole e Medie Industrie del Friuli Venezia Giulia - Confapi FVG Viale Ungheria, 28 33100 Udine Tel. 0432 507377 www.confapifvg.it

Direttore Responsabile Lucia Cristina Piu Registrazione presso il Tribunale di Udine n. 404 del 27.08.1977

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Invio dei corrispettivi telematici sulle imprese ancora burocrazia e costi inutili

Dal prossimo 1° luglio per i commercianti al minuto e i soggetti assimilati obbligati al rilascio della ricevuta o dello scontrino fiscale scatterà l’ennesimo adempimento burocratico rappresentato dalla trasmissione telematica dei corrispettivi. Il nuovo adempimento, istituito dal D.L. 119/2018, sarà obbligatorio per i soggetti con volume d’affari superiore a 400.000 euro e dal primo gennaio 2020 per tutti gli altri contribuenti. L’amministrazione finanziaria è così riuscita a trasformare in obbligo ciò che era una facoltà, allineando anche i soggetti che effettuano operazioni al dettaglio alle regole previste dalla fatturazione elettronica. A questo proposito, gli operatori dovranno acquisire supporti tecnologici digitali che consentano la trasmissione telematica dei corrispettivi, a fronte dei quali sarà riconosciuto un risibile credito d’imposta, anticipato dal fornitore, del 50% con un massimo di 250 euro in caso di acquisto ovvero di 50 euro in caso di adattamento del precedente apparecchio. Il nuovo adempimento sostituirà la certificazione dei corrispettivi con scontrini o ricevute, ferma restando l’emissione di un documento commerciale e della fattura qualora richiesta. Per alcune zone il Ministero dello Sviluppo Economico potrà individuare alcune operazioni per le quali si continuerà a certificare i corrispettivi con scontrino o ricevuta. Per le cessioni di farmaci, inoltre, l’obbligo potrà essere assolto attraverso il sistema di tessera sanitaria, i cui dati potranno essere utilizzati dall’amministrazione finanziaria anche per finalità diverse dalla dichiarazione precompilata. Si tratta dell’ennesima stangata destinata a colpire in maniera particolarmente pesante soprattutto le piccole realtà produttive e commerciali, per trasferire impropriamente funzioni dell’amministra-

zione finanziaria, sempre più interessata ad acquisire dati e informazioni in modo da poter sanzionare immediatamente i contribuenti attraverso le procedure di controllo automatizzate. In questi casi, infatti, i controlli vengono eseguiti direttamente dai software incrociando i dati delle varie e numerose banche dati a disposizione dell’Agenzia delle entrate. Queste verifiche automatizzate segnalano immediatamente i comportamenti omissivi o errati dei contribuenti, ma, è importante sottolinearlo, non riguardano in alcun modo l’evasione fiscale, attenendo a dati comunque dichiarati. Non serve dire che “la vendita in nero”, che si intende perseguire, è priva di ogni certificazione fiscale e quindi in nessun modo entra nel circolo di comunicazioni da inviare all’amministrazione finanziaria. Questo sistema consente così di attivare in tempo reale il processo accertativo. La nuova procedura produce come effetto secondario la profilazione, per ogni codice fiscale e quindi per ogni contribuente, delle abitudini relative ai consumi di alimenti, abbigliamento, sport, tempo libero, utilizzo di mezzi pubblici, uso autovettura propria, vacanze, spese sanitarie, abbonamenti, frequentazioni, spostamenti, disponibilità finanziarie, patrimoniali e molto altro ancora. È probabile che l’amministrazione conosca molte più cose degli stessi contribuenti, con buona pace del più elementare diritto alla privacy. È di tutta evidenza che quest’ultimo diritto nei confronti dell’amministrazione finanziaria non vale, in ossequio al supremo principio della lotta all’evasione fiscale. Emergono due elementi di criticità. Il primo è rappresentato dal rischio, se non dalla certezza, che in considerazione dei tempi rapidissimi con cui viene notificato al contribuente l’accertamento, gli sia precluso l’accesso all’istituto del ravvedimento operoso di cui all’art. 13 del D.Lgs. 472/97. Si tratta della possibilità riconosciuta al contribuente che si accorge di aver commesso delle irregolarità fiscali, di regolarizzare la propria posizione beneficiando di un regime sanzionatorio meno punitivo di quello ordinario. Questa possibilità è tuttavia riconosciuta esclusivamente ai contribuenti che non sono ancora stati raggiunti

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dal relativo provvedimento di accertamento, diversamente questa possibilità è preclusa. L’accelerazione della trasmissione dei dati produce come conseguenza l’invio immediato dell’atto di accertamento al contribuente con addebito delle sanzioni piene, precludendo l’accesso al ravvedimento operoso di cui sopra, ma con un indubbio vantaggio per le casse erariali. Circostanza questa che si verifica sempre più frequentemente considerati anche i numerosi adempimenti, invii e comunicazioni scaricati sulle imprese e loro professionisti che indubbiamente hanno aumentato il rischio di incorrere in errori involontari. Basti pensare solo alle numerose criticità legate all’obbligo della fatturazione elettronica, senza considerare, solo per citarne alcune, le liquidazioni periodiche Iva, lo spesometro, l’esterometro, le dichiarazioni d’intento, gli F24 telematici, eccetera. Il secondo elemento di criticità è rappresentato dai costi che l’invio telematico dei dati comporta in capo alle imprese. Si tratta di costi sia diretti (acquisti di software, canoni, rinnovi password, professionisti esterni e assistenza tecnica) che indiretti (personale dedicato, blocco rete telematica, linee intasate, perdite di tempo per invii e reinvii per quelli non andati a buon fine). Costi che devono essere moltiplicati per ogni singolo adempi-

mento telematico che ormai interessa ogni azienda con cadenze sempre più serrate. È evidente che questi costi, unitamente al know how tecnologico richiesto, creano delle barriere di entrata economiche, tecnologiche e professionali per qualsiasi nuova iniziativa imprenditoriale. Chiunque voglia oggi intraprendere una nuova attività imprenditoriale deve considerare, tra software, programmi, aggiornamenti, corsi formativi e consulenti diverse migliaia di euro da spendere ogni anno per adempiere ordinarie attività amministrative che l’Agenzia delle entrate ha talmente complicato da creare una vera e propria barriera d’ingresso. In questo modo si distoglie l’imprenditore di piccole e medie dimensioni da quella che dovrebbe essere la sua principale attività, incrementare le vendite e la redditività dell’azienda. Scaricando su queste ultime, continui costi di burocrazia improduttiva, non si fa altro che erodere il MOL (margine operativo lordo) spingendo fuori dal mercato le piccole realtà produttive che, è bene ricordarlo, rappresentano la spina dorsale del nostro paese. Fino a quando il legislatore non prenderà coscienza di questa situazione e continuerà a legiferare in maniera uniforme nei confronti delle grandi e delle piccole imprese, il processo di declino industriale del nostro paese è tracciato.

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Misure per il rilancio delle imprese: “Decreto crescita” nuovi interventi per rilanciare l’economia. l’azione dell’associazione per il “made in italY Premessa Con il decreto legge 30 aprile 2019, n. 34, pubblicato sulla G.U. n. 100 del 30 aprile 2019 e noto come “Decreto crescita”, è stata adottata una serie di misure finalizzate a sostenere la crescita dell’economia nazionale. Le misure sono suddivise in 4 direttrici, le cosiddette 4 I per far ripartire l’Italia e, precisamente: investimenti, incentivi, imprese, immobili e si strutturano nei seguenti 4 capi: I. misure fiscali per la crescita economica; II. misure per il rilancio degli investimenti privati; III. tutela del made in Italy; IV. ulteriori misure per la crescita. Di seguito si dà una rassegna sintetica dei provvedimenti più significativi, con la riserva di ritornare sull’intero impianto normativo, una volta che sarà stato convertito in legge, e sui singoli argomenti, una volta che, volta per volta, saranno stati emanati i provvedimenti attuativi.

CAPO I. MISURE FISCALI PER LA CRESCITA ECONOMICA Maxi ammortamenti (art. 1) Riproposta la possibilità di accedere ai maxi ammortamenti, l’agevolazione riconosciuta a tutti gli operatori economici consistente in una maggiorazione del 30% del costo ammortizzabile di nuovi cespiti. L’agevolazione interessa i beni materiali ammortizzabili nuovi acquistati dal 1° aprile 2019 al 31 dicembre 2019. La maggiorazione riguarda esclusivamente i beni che assumono carattere di strumentalità rispetto al processo produttivo, si deve trattare quindi di beni utilizzati durevolmente nell’azienda rimanendo conseguentemente esclu-

si i beni merce e i materiali di consumo. I beni interessati all’agevolazione possono essere acquistati in proprietà, in leasing, realizzati in economia oppure attraverso un contratto di appalto. L’obiettivo della norma è quello di incentivare l’acquisto di beni strumentali nuovi tramite una maggiorazione della percentuale di ammortamento valevole sia ai fini Ires che Irpef. L’agevolazione non assume rilevanza ai fini della determinazione della base imponibile Irap. Come per le passate edizioni l’agevolazione spetta anche per gli investimenti effettuati entro il 30 giugno 2020 a condizione che entro il 31 dicembre 2019: - sia accettato dal venditore il relativo ordine; - sia pagato un acconto pari almeno al 20% del costo di acquisto. Con riferimento all’acconto, il 20% deve essere calcolato con riguardo all’ordine o al contratto sottoscritto dalle parti, non rilevando l’effettivo valore dell’acquisto rilevabile in sede consuntiva. Sono esclusi dalla maggiorazione dell’ammortamento: - i fabbricati e le costruzioni; - i beni immateriali; - i beni strumentali nuovi la cui aliquota di ammortamento prevista dal D.M. 31.12.1988 sia inferiore al 6,5%, si tratta dei beni con un periodo di ammortamento relativamente lungo; - alcune tipologie di beni indicate in apposito allegato alla legge istitutiva rientranti nei Gruppi V, XVII e XVIII del citato D.M. Sono inoltre esclusi i beni destinati alla vendita e i beni di consumo. Per i beni concessi a noleggio, l’agevolazione interessa esclusivamente l’impresa noleggiatrice mentre l’utilizzatore è escluso. Per i beni concessi in comodato a terzi, la maggiorazione spetta al comodante a patto che i beni siano strumentali e inerenti alla propria attività. L’agevolazione è riconosciuta anche con riferimento ai beni utilizzati a scopo dimostrativo o per esposizione, importante che non siano mai stati utilizzati. Sono esclusi anche i veicoli di cui al comma 1 dell’art. 164 del TUIR, vale a dire: - i veicoli a deducibilità illimitata esclusivamente strumentali all’attività d’impresa e di uso pubblico di cui all’art. 164 comma 1) lett. a) del TUIR;

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- le autovetture, autocaravan, motocicli e ciclomotori aziendali ad uso promiscuo per quelli per i quali è prevista una deducibilità limitata al 20% di cui all’art. 164 comma 1) lett. b) del TUIR; - gli automezzi concessi in uso promiscuo ai dipendenti deducibili al 70% di cui all’art. 164 comma 1) alla lettera b-bis) del TUIR. L’esclusione non riguarda gli autocarri e furgoni che, non essendo richiamati nell’art. 164, possono accedere all’agevolazione. Per la corretta applicazione della norma si rende necessario individuare l’esatto momento in cui l’acquisto si considera effettuato. A differenza di quanto previsto per altre forme agevolative, incidendo sugli ammortamenti, per iniziare a beneficiare dell’agevolazione è richiesto che il bene entri in funzione. Si rende pertanto necessario rispettare due condizioni, la prima riferita al momento dell’acquisto, che come già ricordato deve essere effettuato entro la fine dell’anno in corso, o comunque entro questo termine deve essere accettato l’ordine ed effettuato il pagamento di un acconto di almeno il 20% del prezzo di acquisto. La seconda condizione serve per individuare il momento a partire dal quale è possibile calcolare le quote di ammortamento maggiorate, ed è rappresentato dall’effettiva utilizzazione del bene. In pratica è necessario che il bene sia entrato in funzione, non rilevando il periodo d’imposta in cui l’acquisto è posto in essere. L’amministrazione finanziaria ha precisato che per definire agevolato un investimento è necessario che lo stesso sia effettuato nel periodo temporale stabilito dalla norma, mentre l’ordinaria condizione dell’entrata in funzione rileva per determinare il momento in cui l’agevolazione produce i suoi effetti. Conseguentemente se un bene viene consegnato nel 2019, per accedere al maxi ammortamento nello stesso periodo d’imposta, deve entrare in funzione entro lo stesso anno, e tale condizione deve essere debitamente documentata. L’agevolazione prevede la possibilità di maggiorare l’ammortamento o canoni di leasing deducibili fiscalmente del 30% rispetto a quanto imputato a conto economico. La norma non impatta sul processo di ammortamento civilistico le cui norme richiedono la spalmatura del costo del bene ammortizzabile lungo la sua vita utile e considerando l’eventuale valore di realizzo. Pertanto la maggiorazione della deduzione non transita a conto economico ma si concretizza in una variazione in diminuzione da apportare in sede di dichiarazione dei redditi. In

particolare nel quadro RF per le imprese in ordinaria, nel quadro RG per quelle in semplificata. Nel primo esercizio di entrata in funzione del bene, sia la maggiorazione che la quota di ammortamento ordinariamente deducibile deve essere ridotta alla metà. Ricordiamo che il maxi-ammortamento opera anche con riferimento ai beni strumentali nuovi di costo unitario non superiore a 516,46 euro, anche se in virtù della maggiorazione quest’ultimo valore venga superato. Con riferimento ai beni utilizzati promiscuamente la maggiorazione del 30% rileverà nella misura del 50%. È utile ricordare che la norma non prevede divieti di cumulo dei maxi ammortamenti con altre agevolazioni a meno che, queste ultime, non lo prevedano espressamente.

Tassazione agevolata utili reinvestiti (art. 2) È stata totalmente riscritta la norma agevolativa contenuta nella legge di bilancio per l’anno in corso in merito alla tassazione agevolata per gli utili reinvestiti in azienda. Poco male, l’applicazione pratica di tale agevolazione comportava un livello di difficoltà di calcolo elevato. La nuova previsione normativa ricorda la vecchia DIT (Dual income tax) prevedendo l’applicazione della mini Ires alla presenza di utili accantonati. Più dettagliatamente viene previsto che a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2021, il reddito d’impresa dichiarato ai fini Ires, fino a concorrenza dell’importo corrispondente agli utili d’esercizio accantonati a riserva, diverse da quelle di utili non disponibili, nei limiti dell’incremento del patrimonio netto, è assoggettato all’aliquota del 22,5% per il 2019, al 21,5% per il 2020, al 21% per il 2021 e al 20,5% dal 2022 in poi. Ai fini del calcolo si considerano riserve di utili non disponibili le riserve formate con utili diversi da quelli realmente conseguiti, come ad esempio quelle derivanti da processi di valutazione. Rilevano gli utili realizzati a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018 e accantonati a riserva, ad esclusione di quelli accantonati a riserva non disponibile. Per quanto riguarda l’incremento di patrimonio netto, questo è dato dalla differenza tra quello risultante dal bilancio d’esercizio del periodo d’imposta di riferimento, senza considerare il risultato dello stesso esercizio, al netto degli utili accantonati a riserva, agevolati nei periodi d’imposta precedenti, e il patrimonio netto risultante dal bilancio d’esercizio del periodo d’imposta in corso al 31

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dicembre 2018, senza considerare il risultato dello stesso esercizio. L’agevolazione opera con uno schema a scalini, perché il risultato di uno specifico esercizio rileva solo una volta. Si prevede inoltre che la parte di utili accantonati a riserva agevolabili che eccede l’ammontare del reddito complessivo netto dichiarato è computata in aumento degli utili accantonati a riserva agevolabili dell’esercizio successivo.

Deducibilità IMU (art. 3) Sono state riviste le percentuali di deducibilità dell’IMU relativa agli immobili strumentali prevedendo nel tempo un graduale incremento. Per i titolari di reddito d’impresa e di lavoro autonomo la deducibilità, attualmente al 40%, sarà ricalibrata come segue: Anno

Deducibilità

2019

50%

2020

60%

2021

60%

2022 e successivi

70%

Patent Box (art. 4) Al fine di rendere più attraente il “Patent Box” a decorrere dall’anno in corso i titolari di reddito d’impresa avranno la possibilità di applicare il regime di tassazione agevolata derivante dall’utilizzo di taluni beni immateriali, senza un preventivo accordo con il fisco (rulling). Il Patent Box consente alle imprese che esercitano attività di ricerca e sviluppo, di beneficiare della parziale detassazione dei redditi derivanti dallo sfruttamento di determinati beni immateriali. L’opzione per tale regime ha una durata di cinque anni e riguarda sia l’utilizzo diretto sia il caso della loro concessione in uso a terzi. A cinque anni dall’adozione di questo regime, avvenuta con la legge di Stabilità 2015, i contribuenti che vogliono accedervi per la prima volta o rinnovare l’opzione, si troveranno a valutare la convenienza alla luce di vecchie e nuove particolarità. Ad esempio l’esclusione dei marchi porterà ad un maggior interesse verso i software protetti, brevetti industriali, disegni, modelli e know how. L’adesione inoltre richiederà comunque l’espletamento di una serie di adempimenti con conseguenti oneri amministrativi e professionali oltre ad eventuali costi per il mantenimento di un adeguato sistema di “traking and tracing”.

L’aspetto più delicato di questo istituto è rappresentato dalla valutazione della marginalità sul reddito attribuibile al bene immateriale. A questo proposito la circolare n. 11/2016 ha individuato due metodi, quello del confronto del prezzo (Cup) e il metodo reddituale di ripartizione dei profitti (Rps). Con il metodo Cup l’agevolazione è basata sull’analisi di transazioni realizzate da soggetti indipendenti aventi ad oggetto beni comparabili, ed è pari alla differenza tra il canone ottenuto dall’applicazione del tasso di royalty di mercato ai ricavi identificati, e i costi diretti e indiretti fiscalmente rilevanti, sostenuti per lo sviluppo e mantenimento dell’intangibile agevolabile. Il metodo Rps isola il reddito attribuibile alle attività cosiddette “routinarie” del risultato economico consentendo per differenza la determinazione dell’utile riferibile ai beni intangibili. Il beneficio si sostanzia in una variazione in diminuzione del 50% della quota di reddito agevolabile, pari al prodotto tra il contributo economico dell’intangibile e il nexus ratio, vale a dire il rapporto tra i costi di R&S e le spese complessive sostenute per l’intangibile da agevolare. Come si può intuire dall’analisi sintetica delle due metodologie, i conteggi richiedono una disponibilità di dati significativi e conteggi abbastanza complessi, fatto questo che per molte imprese l’accesso a questa agevolazione è stata di fatto preclusa. Le modifiche apportate dal decreto in argomento mirano a velocizzare la procedura, consentendo ai soggetti che utilizzano direttamente gli intangibili, di determinare autonomamente il reddito agevolato, senza quindi dover ricorrere al rulling. In ogni caso ai contribuenti che scelgono di non avvalersi del rulling, la norma prevede una copertura da sanzioni in caso di accertamento. In caso di scelta dell’autodeterminazione del reddito agevolato, riconosciuto sia alle imprese che già applicano il patent box o voglio uscire dal rulling in corso sia per le nuove richieste, le imprese dovranno adottare una specifica documentazione redatta secondo standard che saranno previsti da un futuro provvedimento delle Entrate. Il possesso di tale documentazione dovrà essere comunicato (come già avviene per la disciplina del transfer pricing) nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di detassazione.

Lavoratori rimpatriati (art. 5 commi 1 e 2) Il reddito di lavoro dipendente, assimilato e autonomo prodotti in Italia da lavoratori che vi trasfe-

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riscono la residenza, a decorrere dal 2020, concorrerà alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 30% qualora siano soddisfatte le seguenti condizioni: 1. i lavoratori non sono stati residenti nei due periodi d’imposta precedenti il trasferimento e decidano di rimanere nel nostro paese per almeno due anni; 2. l’attività lavorativa sia prestata prevalentemente in Italia. In precedenza la percentuale di detassazione era pari al 50% del reddito complessivo. Per i contribuenti residenti in alcune regioni disagiate, la percentuale di partecipazione al reddito è ridotta al 10% del reddito complessivo. L’agevolazione interessa anche i contribuenti che decidono di intraprendere un’attività d’impresa a decorrere dal 2020. L’agevolazione è prorogabile di cinque anni nella misura però del 50%, se il lavoratore rientrato ha almeno un figlio minorenne o a carico o diventi proprietari di almeno una unità immobiliare dopo il trasferimento in Italia o nei dodici mesi precedenti. Anche i cittadini italiani non iscritti all’AIRE che rientrano in Italia possono accedere alle agevolazioni di cui sopra, a condizione che abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai sensi di una Convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi nei due periodi precedenti il trasferimento in Italia. Norme agevolative sono previste anche per ricercatori e studenti residenti all’estero che decidono di rientrare nel nostro paese.

Regime forfetario (art. 6) I contribuenti che aderiscono al regime forfetario sono considerati sostituti d’imposta con effetto dal 1° gennaio 2019, ma limitatamente alle ritenute di lavoro dipendente e assimilato. Il decreto crescita ha quindi introdotto l’obbligo di operare le ritenute Irpef, in precedenza non previsto, ma limitatamente ai redditi di lavoro dipendente e assimilati così come individuati dagli articoli 23 e 24 del DPR 600/1973. Rimane invece l’esonero dall’obbligo di applicazione della ritenuta con riferimento ad altre tipologie reddituali. La modifica si è resa necessaria in virtù della possibilità, diversamente dal passato, per i forfetari, di avvalersi di dipendenti e collaboratori senza limitazioni quantitative, se non quella del volume di ricavi che non devono superare i 65.000 euro. Questo mutato quadro normativo ha comportato l’obbligo in capo al contribuente forfetario di operare le ritenute a decorrere dal 1° gennaio di quest’anno, poiché è saltata la causa ostativa sul

limite dell’ammontare degli emolumenti erogati a dipendenti e collaboratori. Le ritenute versate sulle somme già corrisposte nella prima frazione dell’anno in corso, dovranno essere versate in tre rate mensili di uguale importo, a valere sulle retribuzioni corrisposte a partire dal terzo mese successivo a quello di entrata in vigore del decreto crescita vale a dire agosto, e versate entro il 16 del mese successivo a quello in cui è stata operata la ritenuta. L’obbligo di applicazione della ritenuta è stato esteso anche ai soggetti che dal prossimo anno applicheranno la flat tax.

Rigenerazione urbana (art. 7) Le imprese di costruzione o ristrutturazione che acquistano dei fabbricati destinati alla demolizione al fine della ricostruzione beneficeranno dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa pari a 200, euro fino al 2021. L’agevolazione prevede quindi una riduzione significativa soprattutto per i fabbricati fuori campo Iva, per i quali l’imposta di registro è pari al 9%. L’agevolazione è riconosciuta a condizione che: - l’acquisto sia perfezionato entro il 31 dicembre 2021 da parte di un imprenditore che esercita attività di costruzione o di ristrutturazione di edifici; - l’acquisto riguardi un intero fabbricato, sia residenziale che commerciale; - il soggetto acquirente entro 10 anni dall’acquisto provveda alla demolizione dell’edificio e alla ricostruzione di uno nuovo anche con volumetrie diverse dal fabbricato preesistente; - il nuovo fabbricato deve avere le caratteristiche antisismiche previste sia dalla normativa nazionale che locale; - il nuovo fabbricato deve rientrare nella classificazione energetica A o B. La norma attualmente riguarda solo i casi sopra analizzati, mentre rimangono esclusi dall’agevolazione gli acquisti di fabbricati sui quali venga operato un importante intervento di ristrutturazione.

Bonus rischio sismico (art. 8) È stata estesa la detrazione per la riduzione del rischio sismico. L’agevolazione interessa gli interventi di demolizione e ricostruzione di interi edifici, anche con variazione volumetrica da parte di imprese di costruzione o ristrutturazione, che provvedono entro 18 mesi dall’ultimazione dei lavori alla loro vendita. Gli immobili devono essere ubicati nei Comuni a rischio sismico 1, 2 e 3, in precedenza vi rientrava solo la zona 1.

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La detrazione spetta all’acquirente dell’immobile oggetto di intervento diversificata in base alla riduzione del rischio sismico. Per una riduzione che determini il passaggio: - a 1 classe di rischio inferiore, la detrazione spettante sarà del 75%, - a 2 classi di rischio inferiore, la detrazione spettante sarà dell’85%. L’importo massimo della spesa agevolabile rimane fissata a 96.000 euro per ogni unità immobiliare.

Interventi di risparmio energetico e rischio sismico (art. 10) Per gli interventi su edifici ubicati in zone sismiche ad alta pericolosità, il soggetto avente diritto alle relative detrazioni per interventi di ristrutturazione edilizia e rischio sismico, può, in alternativa alle detrazioni, optare per un contributo pari all’ammontare delle detrazioni cui rinuncia. Tale importo viene anticipato dal fornitore in forma di riduzione del prezzo di acquisto e rimborsato sottoforma di credito d’imposta utilizzabile in compensazione in 5 quote annuali di pari importo. Ai fini della compensazione in argomento non operano i limiti di 700.000 previsti dall’art. 34 della legge 388/20000 e neppure di 250.000 euro previsti per i crediti da indicare nel quadro RU della dichiarazione die redditi. Un apposito provvedimento delle Entrate individuerà le modalità operative di gestione del contributo.

Aggregazioni d’imprese (art. 11) Riproposta la possibilità per fusioni, scissioni e conferimenti aziendali realizzati fino al 2022, di dare rilevanza fiscale al disavanzo o ai maggiori valori iscritti dalla conferitaria senza pagare l’imposta sostitutiva del 12%. Si ripropongono quindi le agevolazioni previste dal decreto legge 5/2009, con l’intento di favorire operazioni straordinarie che portino alla crescita dimensionale delle imprese. È richiesto che tutte le aziende interessate alle operazioni straordinarie di fusione, scissione o conferimento siano operative da almeno due anni e che le aziende che si aggregano non facciano già parte del medesimo gruppo. Rilevano quindi a questo proposito i rapporti di controllo anche indiretto di cui all’art. 2359 numero 1 del codice civile. L’operazione deve realizzare una effettiva aggregazione aziendale e non meri aggregati patrimoniali o immobiliari. Il requisito dell’indipendenza deve sussistere alla data dell’operazione straordinaria e ininterrottamente nei due anni precedenti.

Il bonus consiste nel riconoscimento fiscale (Ires e Irap) dell’avviamento o degli altri maggiori valori dei beni strumentali materiali e immateriali iscritti a fronte del disavanzo da concambio o nella contabilità della conferitaria, il tutto nel limite di 5 milioni. Il beneficio è dunque rappresentato dal risparmio dell’imposta sostitutiva del 12% prevista dall’art. 176 del TUIR. I maggiori ammortamenti potranno essere dedotti fiscalmente dall’esercizio successivo a quello dell’operazione. Si decade dall’incentivo, con l’obbligo di riversare le imposte risparmiate, qualora si effettuino ulteriori operazioni straordinarie o si cedano i beni rivalutati, nei 4 esercizi successivi all’aggregazione, salvo interpello disapplicativo.

Fatturazione elettronica con San Marino (art. 12) È stato esteso l’obbligo di utilizzo della fatturazione elettronica anche per le operazioni commerciali intercorse tra l’Italia e la Repubblica di San Marino. Per l’operatività di questa estensione si dovrà tuttavia attendere un provvedimento normativo di modifica del D.M. 24 dicembre 1993. Vengono fatti salvi gli esoneri soggettivi riferiti ai contribuenti forfetari e minimi.

Vendite con piattaforme digitali (art. 13) Sono state introdotte nuove regole Iva in merito alla vendita di beni tramite piattaforme digitali. Il soggetto passivo che facilita, tramite l’uso di un’interfaccia elettronica quale un mercato virtuale, una piattaforma, un portale o mezzi analoghi, le vendite a distanza di beni importati o le vendite a distanza all’interno dell’unione Europea, deve trasmettere, entro il mese successivo ad ogni trimestre una serie di dati relativi ad ogni fornitore. In particolare si dovranno trasmettere i seguenti dati: - la denominazione, la residenza o il domicilio, l’indirizzo di posta elettronica; - il numero totale delle unità vendute in Italia; - per le unità vendute in Italia, a scelta del soggetto passivo, il totale dei prezzi di vendita o il prezzo medio di vendita. La prima comunicazione dovrà essere trasmessa nel mese di luglio 2019. È precisato che il soggetto passivo che facilità le vendite a distanza è considerato debitore dell’imposta per le cessioni per le quali non ha trasmesso o ha trasmesso in modo incompleto i dati suddetti, a meno che non si dimostri che l’imposta è stata versata dal fornitore.

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L’Agenzia delle entrate con proprio provvedimento individuerà le modalità operative di trasmissione dei questi dati. Sono previste importanti sanzioni per l’omessa trasmissione di questa comunicazione, perché il soggetto che non la invierà o la invierà con dati incompleti sarà considerato, infatti, debitore dell’imposta qualora non sia in grado di dimostrare il corretto assolvimento degli obblighi Iva da parte del fornitore.

Rottamazione - ter anche per i tributi locali (art. 15)

Se le commissioni non sono contabilizzate separatamente, il credito d’imposta in esame spetta per la sola quota calcolata in base al rapporto tra il volume d’affari annuo derivante da cessioni di carburante e quello complessivo.

CAPO II. MISURE PER IL RILANCIO DEGLI INVESTIMENTI PRIVATI Fondo Garanzia delle piccole e medie imprese (artt. 17 e 18)

Gli enti locali quali Regioni, Provincie, Città metropolitane e Comuni, possono prevedere l’esclusione delle sanzioni relative alle proprie entrate, comprese quelle tributarie, non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale notificati dal 2000 al 2017 dai medesimi enti o dai rispettivi concessionari della riscossione. In sostanza si tratta di una sorta di estensione ai tributi locali della rottamazione - ter. Gli enti interessati dovranno adottare specifici provvedimenti entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto crescita, quindi entro il 30 giugno 2019. In questi provvedimenti si dovranno specificare una serie di informazioni quali: - il numero di rate e relative scadenze, che in ogni caso non dovranno oltrepassare il 30/9/2021; - le modalità di accesso alla definizione agevolata; - i termini di presentazione delle istanze di definizione; - i termini entro i quali trasmettere le comunicazioni contenenti l’ammontare delle somme dovute, le rate e le relative scadenze. La presentazione dell’istanza sospende i termini di prescrizione e decadenza relativi alle azioni di recupero delle somme dovute. In caso di omesso o insufficiente versamento anche di una sola rata la definizione non produce effetti e ritornano a decorrere i termini prescrizionali e di decadenza per il recupero delle somme dovute.

E’ istituita una sezione speciale per la concessione di garanzie del Fondo di garanzia delle piccole e medie imprese (di seguito Fondo) a copertura di finanziamenti di fino a 5 milioni di euro di durata ultradecennale e fino a 30 anni a favore di imprese con un numero di dipendenti inferiore a 500 e finalizzati per almeno il 60% a investimenti in beni materiali. A tal fine la dotazione del Fondo è aumentata di 150 milioni di euro. E’ elevato a 3,5 milioni di euro l’importo massimo delle garanzie concedibili dal Fondo per singola impresa. Viene eliminata la possibilità di limitare la garanzia diretta del Fondo in Regioni ove esistono fondi regionali di garanzia o di consorzi di garanzia fidi e consentire solo la controgaranzia, come attualmente accade in Friuli-Venezia Giulia per le garanzie di importo compreso fra 40.000 e 175.000 euro. Gli interventi del Fondo sono estesi al crowdfunding (sistema attraverso il quale imprese e famiglie sono finanziate tramite piattaforme telematiche da una pluralità di investitori) a al social lending (strumento attraverso il quale una pluralità di soggetti può richiedere su piattaforma telematica a una pluralità di potenziali finanziatori fondi rimborsabili per uso personale o per un progetto d’investimento)

Credito d’imposta distributori carburante (art. 16)

E’ istituita una sezione speciale per la concessione di garanzie del Fondo di garanzia delle piccole e medie imprese (di seguito Fondo) a copertura di finanziamenti di fino a 5 milioni di euro di durata ultradecennale e fino a 30 anni a favore di imprese con un numero di dipendenti inferiore a 500 e finalizzati per almeno il 60% a investimenti in beni materiali. A tal fine la dotazione del Fondo è aumentata di 150 milioni di euro.

Il credito d’imposta riconosciuto dalla Finanziaria 2018, pari al 50% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate dal 1° luglio 2018 legate all’utilizzo delle carte di credito, è riconosciuto per le cessioni di carburante effettuate sia ad imprese e professionisti sia a privati consumatori.

Fondo Garanzia delle piccole e medie imprese (artt. 17 e 18)

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E’ elevato a 3,5 milioni di euro l’importo massimo delle garanzie concedibili dal Fondo per singola impresa. Viene eliminata la possibilità di limitare la garanzia diretta del Fondo in Regioni ove esistono fondi regionali di garanzia o di consorzi di garanzia fidi e consentire solo la controgaranzia, come attualmente accade in Friuli-Venezia Giulia per le garanzie di importo compreso fra 40.000 e 175.000 euro. Gli interventi del Fondo sono estesi al crowdfunding (sistema attraverso il quale imprese e famiglie sono finanziate tramite piattaforme telematiche da una pluralità di investitori) a al social lending (strumento attraverso il quale una pluralità di soggetti può richiedere su piattaforma telematica a una pluralità di potenziali finanziatori fondi rimborsabili per uso personale o per un progetto d’investimento)

Nuova “Sabatini” (o “Sabatini” ter) e sostegno alla capitalizzazione (artt. 20 e 21) Sono introdotte alcune significative modificazioni all’operatività della legge 9 agosto 2013, n. 69, meglio nota come Nuova “Sabatini” o “Sabatini” ter, che vanno a modificare e ad estendere il suo campo d’intervento. Queste le novità: - aumento da 2 a 4 milioni di euro dell’importo massimo del finanziamento concedibile a ciascuna impresa, mentre quello minimo resta fissato a 20.000 euro; - erogazione del contributo sulla base delle dichiarazioni prodotte dalle imprese in merito alla realizzazione dell’investimento; - l’assegnazione del contributo in unica soluzione (anziché in quote costanti annuali) per i finanziamenti di importo non superiore a 100.000 euro. - introduzione di una nuova misura di sostegno alla capitalizzazione delle piccole e medie imprese costituite in forma societaria, impegnate a realizzare un programma d’investimento; l’agevolazione viene concessa a fronte dell’impegno dei soci a sottoscrivere un aumento di capitale sociale , da versare in più quote in corrispondenza delle scadenze del piano di ammortamento del finanziamento; in via convenzionale l’intensità contributiva è rapportata agli interessi calcolati su un finanziamento a un tasso annuo del 5% per le micro e le piccole imprese e al 3,575% per le medie imprese.

Pagamenti tra imprese (art. 22) È stato inserito un nuovo articolo (7 - ter) all’interno del decreto legislativo n. 231/2002, adottato per contrastare i ritardi nei pagamenti commerciali. Viene previsto che già dall’anno in corso, nel bilancio sociale si deve evidenziare i tempi medi di pagamento nelle transazioni effettuate nell’anno, evidenziando eventuali ritardi. Si dovranno esporre anche le politiche commerciali adottate con riferimento alle transazioni e le eventuali azioni attivate in merito ai termini di pagamento.

Agevolazioni per progetti di ricerca e sviluppo nell’ambito della c.d. economia circolare (art. 26) Sono introdotte agevolazioni a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare (sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo garantendo dunque anche la sua ecostenibilità), d’importo compreso fra i 500.000 e i 2 milioni di euro, finalizzati ad un uso più efficiente e sostenibile delle risorse tramite due alternative modalità di contribuzione: - finanziamento agevolato per una percentuale nominale delle spese e dei costi ammissibili pari al 50%; - contributo diretto fino al 20% delle spese e dei costi ammissibili. I progetti di ricerca e sviluppo devono essere presentati da imprese e centri di ricerca operanti prevalentemente nel ramo manifatturiero o di servizi diretti alle imprese manifatturiere, anche in maniera congiunta fino a un massimo di tre soggetti e devono prevedere anche un finanziamento bancario a tasso di mercato per almeno il 10% delle spese ammissibili. I fondi a disposizione ammontano a 140 milioni di euro e le modalità di accesso saranno stabilite con decreto del Ministero dello sviluppo economico.

Nuove imprese a tasso zero Smart & Start e digital trasformation (art. 29) Sono stati riformati gli incentivi per le nuove imprese c.d. a tasso zero. Ora sono ammesse anche le aziende costituite da non più di 60 mesi in luogo dei precedenti 12. Le imprese esistenti da oltre 36 mesi potranno beneficiare di agevolazioni più estese e sono state semplificate e accelerate le pro-

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cedure di accesso, concessione ed erogazione delle agevolazioni relative allo strumento denominato “Smart & Start” per le start up innovative. E’ introdotta una agevolazione denominata “digital transformation”, per favorire la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle micro, piccole e medie imprese, con almeno due bilanci approvati, secondo il piano di Impresa 4.0, riconoscendo un incentivo in misura massima pari al 50% secondo il regime “de minimis” delle spese ammissibili sostenute nella misura almeno pari a 200.000 euro.

CAPO III. TUTELA DEL MADE IN ITALY Il capo III (artt. 31, 32 e 33) reca misure per la tutela “made in Italy” e di contrasto al fenomeno di italian sounding, vale a dire il fenomeno evocante una presunta italianità ma che, in realtà, non trova fondamento nel prodotto stesso. Gli interventi riguardano: - la tutela dei marchi storici italiani, da utilizzarsi per finalità commerciali e promozionali, con istituzione di un apposito registro e di un fondo; - introduzione di una nuova agevolazione ai consorzi nazionali che operano in mercati esteri per tutelarne l’originalità dei prodotti italiani, anche agroalimentari, nonché in misura pari al 50% delle spese sostenute per la tutela legale dei prodotti vittime di italian sounding, entro un importo massimo annuale per beneficiario di 30.000 euro; - modifiche del codice di proprietà industriale, dirette ad ampliare la tutela dei segni e simboli riconducibili all’Italia e a contrastare la registrazione di “parole, figure o segni lesivi dell’immagine o della reputazione dell’Italia”; - introduzione di un voucher 3 I denominato “Investire in innovazione” a favore delle start up innovative, di cui alla legge 17 dicembre 2012, n. 221, a sostegno dei processi di innovazione nel triennio 2019/2021; il voucher finanzia le spese di brevettazione di un’invenzione, quali consulenza per ricerca sulla brevettabilità e ricerche di anteriorità, stesura domanda di brevetto, deposito presso l’ufficio italiano marchi e brevetti, estensione all’estero della domanda nazionale. - Introduzione di un’agevolazione diretta ad associazioni di categoria nella misura massima di 1 milione di euro all’anno, volta a sostenere la promozione all’estero di marchi collettivi o di certificazioni volontarie italiane, per assicu-

rare la piena informazione dei consumatori in ordine al ciclo produttivo e favorire l’esportazione di prodotti di qualità E’ il caso qui di rammentare che alcune di queste misure, fra cui il contrasto all’italian sounding, sono anche il frutto, seppure non nella desiderata maniera e misura, della costante opera svolta in questi anni dalla scrivente Associazione attraverso la Confapi per la tutela del “made in Italy”, considerata soprattutto la situazione di stallo in sede europea per la tutela del “made in”. L’azione associativa si ispira al principio che, in assenza di una di tutela a livello europeo per il contrasto d’interessi fra i vari stati membri, l’Italia debba, comunque, operare per la difesa dei propri interessi economici indipendentemente da concorsi o condivisioni esterne.

CAPO IV. ULTERIORI MISURE PER LA CRESCITA Obblighi informativi erogazioni pubbliche (art. 35) Sono stati riscritti i commi dal 125 al 129 dell’art. 1 della legge 124/2017, sugli obblighi di pubblicità richiesti ai percettori di contributi pubblici. In particolare per le associazioni, le onlus e le fondazioni, a partire dall’esercizio finanziario 2018, entro il 30 giugno di ogni anno, devono pubblicare sui propri siti Internet le informazioni inerenti le sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, di cui hanno beneficiato nel precedente esercizio finanziario, erogate da Pubbliche Amministrazioni, centrali e locali, comprese le Camere di Commercio e le Agenzie o da enti pubblici economici, società controllate da pubbliche amministrazioni e le società a partecipazione pubblica. L’obbligo pubblicitario interessa anche tutte le attività economiche iscritte al Registro delle Imprese presso le Camere di commercio. Interessa pertanto le imprese individuali, e tutte le tipologie di società. Per le società tenute alla redazione del bilancio ordinario le informazioni relative ai contributi e agevolazioni ricevuti dovranno essere inserite nella Nota Integrativa. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata o che non sono tenute a redigere la nota integrativa, come ad esempio le micro imprese, le imprese individuali e le società di persone, dovranno pubblicare i dati di cui sopra entro il 30 giugno di ogni anno nei rispettivi siti Internet o, in mancan-

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za, sul portale digitale delle associazioni di categoria di appartenenza. Gli obblighi di comunicazione non riguardano gli aiuti di Stato e gli aiuti “de minimis” pubblicati nella sezione trasparenza del Registro nazionale degli aiuti di Stato, a condizione che tale pubblicazione venga espressamente richiamata nella nota integrativa del bilancio o, per le imprese non obbligate a redigerla, sul proprio sito Internet o, in mancanza, sul portale digitale delle associazioni di categoria di appartenenza. Ricordiamo comunque che l’obbligo in esame non riguarda le somme inferiori a 10.000 euro nel periodo considerato. Per l’intero anno in corso è previsto un periodo transitorio, in cui la trasgressione degli obblighi di cui sopra non darà luogo a sanzioni. Dal prossimo anno invece, la trasgressione comporterà il pagamento di una somma a titolo di sanzione pari all’1% degli importi ricevuti, con un minimo di 2.000 euro e, come sanzione accessoria, l’obbligo di pubblicazione entro i 90 giorni successivi dalla contestazione, trascorsi i quali scatterà la sanzione della restituzione integrale del beneficio.

Controllo degli strumenti di misura. Proroga periodo transitorio (art. 42) In conclusione si segnala anche l’art. 42 del d.l. 34/2019 sulla verifica periodica degli strumenti di misurazione da parte di organismi abilitati a effettuare controlli periodici il quale proroga fino 30 giugno 2020 la scadenza del periodo transitorio cessato il 17 marzo 2019, per consentire agli organismi già abilitati, di continuare ad operare ai sensi delle disposizioni abrogate. La proroga era stata chiesta da più parti per la sostanziale mancanza sul territorio di laboratori accreditati secondo le nuove procedure.

Contributo per le fiere all’estero (art. 49) Previsto un credito d’imposta per le PMI che partecipano a fiere internazionali nella misura del 30% delle spese sostenute fino ad un massimo di 60.000 euro. Il bonus è riconosciuto alle sole PMI esistenti al 1° gennaio 2019 e per il solo periodo d’imposta in vigore alla data del decreto, vale a dire il 2019. È riconosciuto per le spese di partecipazione a fiere di settore che si svolgono all’estero relativamente: - alle spese di affitto degli spazi espositivi; - all’allestimento degli spazi utilizzati, - alle attività pubblicitarie, di promozione e di comunicazione connesse alla partecipazione. Il credito d’imposta è riconosciuto nel rispetto delle condizioni e dei limiti dei Regolamenti Ue 1407/13, 1408/13 e 717/14, relativi ai vari settori di applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato di funzionamento della Ue agli aiuti “de minimis”. Il contributo è ripartito in tre quote annuali di pari importo ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione. Le risorse disponibili ammontano a 5 milioni di euro ma le disposizioni attuative sono rimesse ad un apposito decreto del MISE da approvarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Il decreto oltre ad indicare le procedure per l’amissione al beneficio individuerà anche le manifestazioni fieristiche internazionali ammesse. L’assegnazione del contributo si baserà sull’ordine cronologico di presentazione delle domande. Il testo del decreto legge e altre informazioni possono essere richiesti all’ufficio fiscale-tributario e all’ufficio economico dell’Associazione.

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(PZ - AdT)


La riforma della crisi d’impresa nuovi oneri e adempimenti con vantaggi limitati Premessa Con il D.Lgs. 14/2019 si è data attuazione alla riforma della crisi d’impresa e dell’insolvenza, nonché delle procedure concorsuali. Si tratta di una riforma sistematica ed organica prevista dalla legge delega n. 155/2017 applicabile a tutti i soggetti esercenti un’attività economica sia in forma individuale che societaria. Gli obiettivi della riforma sono quelli di superare l’idea punitiva del fallimento, riorganizzare le procedure concorsuali e da sovraindebitamento e soprattutto, prevenire l’insolvenza con una diagnosi anticipata dello stato di crisi, al fine di attivarsi tempestivamente per affrontare la situazione contingente, garantendo così la prosecuzione dell’attività e la salvaguardia della capacità imprenditoriale. Le novità previste dalla riforma saranno applicabili dal 15 agosto 2020 tuttavia alcune disposizioni sono già operative.

Soggetti interessati Interessati alle nuove regole sono tutti i soggetti che esercitano un’attività imprenditoriale. Vi rientrano conseguentemente gli imprenditori individuali, i professionisti, le società di persone e quelle di capitali. Vi rientrano anche le società commerciali a totale o parziale partecipazione pubblica, a prescindere dalla composizione del loro capitale sociale. La norma prevede che i soggetti di cui sopra qualora si trovino in una situazione di sovraindebitamento, devono attivare specifiche procedure. Nella nuova disciplina incorrono anche i consumatori privati e i professionisti. Le situazioni di difficoltà si possono presentare in modi diversi, a questo proposito la norma disciplina specifiche fattispecie. La crisi d’impresa è uno stato di difficoltà econo-

mico finanziaria che rende probabile l’insolvenza del debitore, si manifesta con l’inadeguatezza dei flussi di cassa futuri ad onorare le obbligazioni assunte in modo regolare. Spetta all’imprenditore quindi valutare la propria situazione e prevedere l’evoluzione futura. L’insolvenza riguarda la situazione in cui l’imprenditore non è più in grado di far fronte in maniera regolare le proprie obbligazioni e si manifesta con inadempimenti o altri fattori esteriori. Il legislatore ha distinto la crisi dall’insolvenza soprattutto sulla base del fattore temporale, dove la prima precede la seconda. Durante la crisi è ancora possibile intervenire adottando misure in grado di riportare l’azienda in bonis, mentre con l’insolvenza non è possibile rimediare e l’unica possibilità sarà quella di trovare una soluzione concordata con i creditori. La norma disciplina anche il sovraindebitamento, includendovi sia la definizione di crisi sia quella di insolvenza, differenziandosi per lo più per il campo di applicazione soggettivo riservato alle imprese minori, imprenditori agricoli, start up innovative e ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziaria, alla liquidazione coatta amministrativa o ad altre procedure liquidatorie. La differenza tra un imprenditore insolvente, assoggettabile alla liquidazione giudiziale, e un imprenditore sovra indebitato, assoggettabile alla liquidazione controllata, resta l’applicazione penale. Nel primo caso si renderanno applicabili le fattispecie delittuose di bancarotta, mentre nel secondo caso l’imprenditore sarà esentato. In questo modo i piccoli imprenditori vengo assimilati ai consumatori privati e ai professionisti per i quali è prevista una specifica procedura di sovraindebitamento.

I nuovi obblighi in capo all’imprenditore Sono previsti specifici nuovi adempimenti in capo all’imprenditore affinché sia possibile individuare per tempo l’emersione di situazioni di crisi. In particolare l’art. 3 del decreto prevede che: - l’imprenditore individuale deve adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e assumere senza ritardi le iniziative necessarie a farvi fronte;

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- le società e gli altri soggetti collettivi devono adottare un assetto organizzativo adeguato, per rilevare immediatamente lo stato di crisi ed assumere le iniziative idonee. Più dettagliatamente e conformemente a quanto previsto dal nuovo comma 2 dell’art. 2086 del codice civile, l’imprenditore che opera in forma societaria deve: - istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita di continuità aziendale; - attivarsi senza indugio per adottare uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi ed il recupero della continuità aziendale. Segnaliamo che questi nuovi adempimenti sono già operativi, infatti, l’articolo 389 comma 2 del D. Lgs. 14/2019 espressamente prevede l’entrata in vigore di queste disposizioni dal 16 marzo 2019.

La procedura di allerta La procedura di allerta si basa sul principio secondo il quale la possibilità di salvaguardare i valori delle imprese in difficoltà è direttamente proporzionale alla tempestività dell’intervento risanatore. Mentre il ritardo nel recepire i sintomi di una crisi, nella maggior parte dei casi determina un’insolvenza irreversibile. Ecco perché alla presenza di indizi di crisi, l’organo di controllo è obbligato a segnalare immediatamente tale situazione agli amministratori. La segnalazione è stata estesa anche all’Agenzia delle entrate, all’INPS e all’agente della riscossione i quali saranno tenuti a monitorare l’andamento dell’esposizione debitoria nei loro confronti assumendo così un ruolo attivo nella gestione della crisi. Le procedure di segnalazione interna ed esterna di cui sopra rappresentano la fase preliminare, immediatamente precedente la procedura di segnalazione all’OCRI (Organismo di composizione della crisi) che viene instaurata solo quando la prima segnalazione non abbia generato in capo agli amministratori un’adeguata risposta. A questo proposito la norma prevede che gli amministratori, a seguito della segnalazione dello stato di crisi da parte dell’organo di controllo, devono attivarsi nei 30 giorni successivi per rimediare alla situazione di difficoltà. Se la segnalazione è attivata dai creditori qualificati (Entrate, INPS e Ag. Riscossione), gli amministratori avranno 90 giorni di tempo per re-

golarizzare la propria posizione o per presentare un’istanza di composizione assistita o di regolarizzazione della crisi. In definitiva se le segnalazioni interne non attivano l’organo amministrativo, si dovrà attivare una procedura di composizione presso l’OCRI e, in caso di fallimento anche di quest’ultima, aprire la procedura di composizione assistita della crisi al fine di salvaguardare la continuità aziendale. Procedura che dovrà essere svolta in modo riservato e confidenziale. Sono esclusi dagli obblighi di segnalazione le grandi imprese, le società quotate in borsa, le banche, le società di intermediazione mobiliare, i fondi comuni d’investimento, i fondi pensione, le imprese di assicurazione e le società fiduciarie.

L’OCRI L’Organismo di composizione della crisi (OCRI) è un organismo collegiale che sarà istituito presso tutte le Camere di Commercio e avrà la funzione di gestire e facilitare il procedimento di allerta, nonché di assistere l’imprenditore nel procedimento di composizione della crisi. Avrà quindi il compito di ricevere le segnalazioni di cui sopra, gestire le procedure di allerta e assistere il debitore nella procedura di composizione assistita della crisi. La competenza territoriale dell’OCRI è fissata dalla sede legale dell’impresa. L’Organismo è costituito e opera per il tramite delle strutture delle Camere di Commercio ed è composto dall’ufficio del referente e da professionisti accreditati. Per ogni procedura sarà nominato un collegio dedicato. Il referente OCRI, una volta ricevuta la segnalazione, nomina il collegio composto da professionisti iscritti nell’albo dei gestori della crisi. Entro 15 giorni dalla segnalazione l’OCRI convoca il collegio, il debitore e l’organo di controllo, se costituito, per un’audizione riservata e confidenziale. L’intera gestione deve essere fatta nella massima riservatezza al fine di evitare inutili allarmismi. Dopo l’audizione si possono aprire due soluzioni: - se l’organismo ritiene che non sussista una situazione di crisi, disporrà l’archiviazione; - se l’organismo ritiene fondato lo stato di crisi, individuerà con il debitore le procedure idonee al suo superamento, fissando un termine entro il quale il debitore dovrà riferire in merito alla loro attuazione. In quest’ultimo caso se il debitore non attiverà le procedure idonee adottate, il collegio dell’OCRI redigerà una relazione che trasmetterà al referente che ne darà notizia a coloro che hanno effettuato la

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segnalazione. A questo punto se la situazione non sarà sanabile, si darà inizio ad altre procedure di regolarizzazione della crisi o di composizione assistita, in cui saranno necessariamente coinvolti i creditori.

Gli indicatori della crisi Le situazioni di tensione o di difficoltà economica sono rappresentate da squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell’impresa nonché dell’attività imprenditoriale svolta dal debitore. Queste situazioni sono rilevabili attraverso specifici indici in grado di evidenziare: - la sostenibilità dei debiti per almeno i 6 mesi successivi; - le prospettive di continuità aziendale per l’esercizio in corso o, se la durata residua dell’esercizio al momento della valutazione sia inferiore a 6 mesi, per i 6 mesi successivi. Gli indici dovranno dimostrare la capacità dell’azienda di onorare con adeguati flussi di cassa, gli impegni e gli oneri legati all’indebitamento. Gli indici da utilizzare per valutare lo stato di crisi, saranno elaborati con cadenza almeno triennale dall’Ordine dei dottori commercialisti e approvati dal MISE con specifici decreti. Se l’impresa ritiene che gli indici approvati non siano adeguati alle proprie caratteristiche, ne deve indicare le ragioni nella nota integrativa indicando quali indici devono ritenersi più idonei per individuare lo stato di crisi. Questi ultimi tuttavia, dovranno essere certificati da un professionista con una specifica attestazione da allegare alla nota integrativa, ma in ogni caso produrranno effetti dall’esercizio successivo alla loro elaborazione.

Gli obblighi di imprenditori e amministratori L’art. 3 del D.Lgs. 14/2019 responsabilizza esplicitamente l’imprenditore prescrivendo l’adozione di ogni misura diretta alla tempestiva rilevazione del proprio stato di crisi, al fine di porvi rimedio immediatamente mentre per le società, impone all’organo amministrativo e per le stesse finalità, l’adozione di specifici assetti organizzativi adeguati alle caratteristiche aziendali. La norma ha modificato anche l’articolo 2086 del codice civile modificando la definizione di direzione gerarchica dell’impresa, in gestione dell’impresa, comportando l’assunzione di un maggior grado di responsabilità. Responsabilità che viene individuata anche nell’adozione di una struttura societaria e organizzativa adeguata alle dimensio-

ni e alla natura dell’azienda. Il senso di questa disposizione normativa è legato alla considerazione che un imprenditore attento e organizzato offre maggiori possibilità e garanzie di salvaguardare la continuità e il patrimonio aziendale. Nell’azienda disorganizzata, viceversa, la situazione di crisi può rimanere latente. Tra le novità previste dalla riforma si segnala la possibilità di proporre l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori nel caso in cui il patrimonio risulti insufficiente al soddisfacimento dei relativi crediti. In questo caso la responsabilità degli amministratori è quantificabile nella misura pari alla differenza tra il patrimonio netto alla data di cessazione della carica o di apertura della procedura concorsuale e quello riferito alla data in cui si è verificata la causa di scioglimento.

La nomina dell’organo di controllo Il decreto ha previsto un allargamento della platea di società tenute alla nomina di un organo di controllo. Per le SRL viene confermata la nomina qualora sia l’atto costitutivo a prevederla mentre sono stati modificati al ribasso i limiti al superamento dei quali scatta l’obbligo. La nomina dell’organo di controllo o del revisore è ora obbligatoria quando: - la società è tenuta a redigere il bilancio consolidato; - vi è un controllo su una società obbligata alla revisione dei conti; - ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti: a) totale attivo dello stato patrimoniale

€ 2.000.000

b) totale ricavi delle vendite e prestazioni

€ 2.000.000

c) dipendenti occupati in media durante l’esercizio

10 unità

L’obbligo viene meno quando per tre esercizi consecutivi non viene superato alcuno dei sopra indicati limiti. Rispetto alla previgente normativa si segnala che l’obbligo decorreva al superamento di due dei tre vecchi limiti previsti dalla norma, limiti che in ogni caso erano più elevati. Si segnala che sono state modificate anche le regole che ne modificano l’obbligo di nomina nel senso che qualora l’assemblea che approva il bilancio nel quale vengono superati i limiti, non provveda entro 30 giorni, alla nomina dell’organo di controllo, sarà lo stesso Tribunale a provvedere o su richie-

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sta di qualsiasi interessato o su segnalazione del conservatore del Registro delle imprese. Per le società a responsabilità limitata e le cooperative esistenti al 16 marzo 2019, l’obbligo di nomina dell’organo di controllo decorrerà dal 16 dicembre 2019. La norma prevede infatti un periodo transitorio di 9 mesi, dal 16 marzo, per adeguare lo statuto alle novità introdotte dalla riforma. Su quest’ultimo aspetto tuttavia si segnalano posizioni divergenti.

L’intervento di modifica sullo statuto si può rendere necessario nell’ipotesi in cui non sia previsto nulla in merito all’organo di controllo o quando la sua nomina sia subordinata al superamento dei limiti di cui all’art. 2435-bis del codice civile. Per la prima applicazione dei nuovi limiti si dovrà fare riferimento ai parametri dimensionali dei due esercizi precedenti vale a dire il 2017 e il 2018.

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(PZ)


Le lavorazioni intracomunitarie regole stringenti da osservare scrupolosamente Premessa Gli art. 38 e 41 del D.L. 331/93 hanno recepito, con l’art. 13 della legge n. 115/2015, le indicazioni normative previste a livello europeo a seguito della sentenza dalla Corte di Giustizia UE nelle cause riunite C-606/12 e C-607/12 del 6 marzo 2015. La sentenza aveva rilevato l’illegittimità delle disposizioni interne in materia di lavorazioni comunitarie. In base al nuovo testo normativo l’invio di beni in altro paese comunitario per subire una lavorazione, viene considerata cessione intracomunitaria assimilata se i beni, a fine lavorazione, non rientrano in Italia. In assenza di rientro è obbligatorio identificarsi o nominare un rappresentante fiscale nel paese in cui viene eseguita la lavorazione.

La lavorazione Per lavorazione s’intendono tutte le tipologie di lavori eseguiti su beni mobili materiali quali: trasformazioni, manipolazioni, esami qualitativi, taratura di strumenti, miglioramenti e perfezionamenti. Vi rientrano anche i servizi nei quali il prestatore nazionale, utilizzando in tutto o in parte beni forniti dal committente, soggetto passivo di altro stato membro, esegue per conto di quest’ultimo lavorazioni dirette a produrre un nuovo bene o ad apportare modifiche al bene ricevuto. Sono considerate lavorazioni anche le manipolazioni usuali, volte alla conservazione dei beni, al miglioramento della qualità commerciale, alla loro preparazione per la successiva distribuzione e vendita. Dal punto di vista Iva le lavorazioni su beni mobili rientrano nelle prestazioni di servizi generiche di cui all’art. 7-ter del DPR 633/72. In altri termini nelle operazioni B2B trova applicazione l’ordinario criterio di tassazione nel paese di destinazione.

Manutenzioni escluse dal monitoraggio statistico È importante evidenziare che gli interventi di manutenzione e riparazione sono esclusi dall’obbligo di compilazione e presentazione dei modelli Intrastat ai fini statistici. Per interventi di riparazione s’intende il ripristino di un bene nella funzione originaria, senza modificarne in alcun modo la natura, anche se questo comporta lavori di ricostruzione o di miglioria. Per questi interventi si rende obbligatorio l’invio del solo modello Intrastat servizi e non quelli relativi ai beni.

La modifica normativa per i beni in entrata Come accennato in apertura, il legislatore è intervenuto per adeguare la norma nazionale a quella comunitaria inserendo l’obbligo, per i beni lavorati per conto di un soggetto comunitario, di rispediti a quest’ultimo e non ad altri operatori comunitari o extracomunitari come previsto in precedenza dal nostro ordinamento. Se il bene non viene restituito al committente da cui è partito, l’operazione viene considerata acquisto intracomunitario nel momento in cui la restituzione nel paese di origine non viene soddisfatta. In pratica il legislatore è intervenuto sull’art. 38 comma 5 lett. a) del D.L. 331/93 richiedendo che i beni, una volta subita la lavorazione, siano rispediti esclusivamente nello stato membro di provenienza. In precedenza la norma richiedeva la semplice restituzione che poteva avvenire per conto del committente anche in altro stato membro ovvero fuori dal territorio della comunità. In pratica risultava irrilevante la successiva destinazione dei beni lavorati.

Beni lavorati in Italia per conto di soggetto comunitario Alla luce delle modifiche apportate al citato art. 38, nel caso in cui determinati beni siano trasportati nel nostro paese per subire una lavorazione, per beneficiare del regime di sospensione impositiva, al termine della stessa dovranno essere trasportati esclusivamente nel paese di provenienza. In pratica se un operatore economico austriaco

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invia dei beni in Italia per assoggettarli ad una lavorazione e al termine della stessa, i beni vengono rispediti all’operatore austriaco, l’invio dei beni in Italia non è considerato acquisto intracomunitario e l’operatore italiano dovrà: - annotare i beni ricevuti nel registro di cui all’art. 50 comma 5) del D.L. 331/93; - emettere la fattura senza Iva ai sensi dell’art. 7-ter del DPR 633/72 per la lavorazione eseguita; - presentare l’Intrastat 1-quater dei servizi e, se mensile, l’Intrastat 2-bis e 1-bis per la sola parte statistica. Se invece i beni al termine della lavorazione non vengono rispediti nel paese di provenienza, vale a dire l’Austria, ma vengono spediti in altro paese comunitario o extracomunitario (ad esempio Slovenia o Svizzera) non opera più il regime di sospensione impositiva e l’introduzione dei beni nel nostro paese viene considerato acquisto comunitario con obbligo, per l’operatore austriaco, di dotarsi di una posizione Iva in Italia. Non ricade, infatti, sull’operatore italiano il carico dell’acquisto comunitario in quanto giuridicamente quest’ultimo ha posto in essere un contratto di appalto per la sola lavorazione e quindi a lui non può essere addossato l’onere della liquidazione dell’imposta conseguente alla riqualificazione dell’operazione quale acquisto Ue. Il successivo trasporto dei beni lavorati in altro paese comunitario o extracomunitario (Slovenia o Svizzera) configurerà rispettivamente una cessione comunitaria o un’esportazione con assunzione, da parte della posizione Iva italiana dell’operatore austriaco, dei conseguenti obblighi amministrativi e fiscali (emissione di fattura in art. 41 o art. 8).

La modifica normativa per i beni in uscita Cosi come visto per l’art. 38 il legislatore è intervenuto anche sull’art. 41 del D.L. 331/93 per i beni che vengono spediti dal nostro paese in altro paese comunitario per subire una lavorazione. Anche in questi casi la norma interna prima della modifica considerava irrilevante che i beni a lavorazione ul-

timata fossero trasferiti in altro paese comunitario o extracomunitario. Era comunque riconosciuto un regime di sospensione impositiva a prescindere dalla successiva destinazione dei beni lavorati. Il nuovo art. 41 comma 3 del D.L. 331/93 ha previsto il regime sospensivo per le lavorazioni in altri paesi comunitari solo quando i beni vengono rispediti in Italia al committente soggetto passivo.

Beni trasferiti in ambito comunitario per lavorazioni Volendo anche in questo caso fare un esempio, si pensi ad un’impresa Italiana che invia in Francia dei beni per delle lavorazioni, al termine delle quali gli stessi beni vengono rispediti nel nostro paese. L’invio dei beni in Francia non è considerata cessione comunitaria e l’operatore Italiano sarà tenuto ai seguenti adempimenti: - annotare i beni spediti nel registro di cui all’art. 50 comma 5) del D.L. 331/93; - integrare la fattura estera relativa alla lavorazione con l’indicazione dell’imposta e registrarla sia nel registro degli acquisti e delle vendite; - presentare l’Intrastat 2-quater dei servizi e, se mensile, l’Intrastat 1-bis e 2-bis per la sola parte statistica. Se i beni al termine della lavorazione in Francia invece di essere rispediti in Italia vengono consegnati in altro paese comunitario o extracomunitario (Austria o Svizzera), per il committente Italiano l’invio dei beni in Francia si configura come una cessione intracomunitaria con l’onere di identificarsi e acquisire una partita Iva francese. Il successivo trasporto dei beni lavorati in altro paese comunitario o extracomunitario (Austria o Svizzera) configurerà rispettivamente una cessione comunitaria o un’esportazione con assunzione, da parte della posizione Iva assunta in Francia, dei conseguenti obblighi amministrativi e fiscali previsti in tale paese.

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(PZ)


Consultazione fatture elettroniche differiti i termini per aderire al servizio Con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2019 sono stati differiti i termini stabiliti nel precedente Provvedimento del 21.12.2018, per l’adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici. L’Agenzia metterà a disposizione questa funzionalità dal prossimo 31 maggio, mentre l’adesione sarà possibile fino al 2 settembre 2019; dopodiché, per ragioni di privacy, l’Agenzia cancellerà i file xml “completi” memorizzati nel periodo transitorio, conservando soltanto le informazioni dell’o-

perazione fiscalmente rilevanti. Il contribuente può aderire al servizio direttamente o tramite un intermediario abilitato, appositamente delegato al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche e dei loro duplicati informatici. A proposito delle deleghe, segnaliamo che nella risposta contenuta nella FAQ n. 61 pubblicata il 18 aprile 2019, l’Agenzia delle Entrate ha affermato che quelle rilasciate agli intermediari prima dello scorso 21 dicembre non permettono di perfezionare l’adesione al servizio per conto della propria clientela, occorrendo a tal fine il rilascio di una nuova delega. Maggiori informazioni su questo argomento sono disponibili nella sezione dedicata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate, raggiungibile dal seguente link: https://www.agenziaentrate. gov.it/wps/content/nsilib/nsi/aree+tematiche/ fatturazione+elettronica

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(C)


Confidi Friuli. Commissioni azzerate per il Pordenonese stanziato un plafond di 15 milioni di euro per il rilascio di garanzie a commissioni azzerate Si fa seguito a quanto comunicato con circolare prot. n. 9/PN/Adt del 6 maggio 2019 per segnalare che il Consiglio di amministrazione del Confidi Friuli nella seduta del 16 aprile 2019 ha deliberato lo stanziamento di 15 milioni di euro per il rilascio di garanzie a favore di piccole e medie imprese insediate nel territorio dell’ex provincia di Pordenone con commissioni pari a 0 (zero).

Nell’iniziativa rientrano le imprese che abbiano sede legale o almeno unità operativa nell’anzidetto territorio, ma anche in quello delle “Province limitrofe venete” (nominalmente delle province di Venezia, Treviso e Belluno, n.d.r.). L’iniziativa ricomprende tutte le operazioni sia a breve che a medio termine indipendentemente dalle finalità e le garanzie possono arrivare al 60% per i migliori rating aziendali. Le commissioni del Confidi Friuli saranno, dunque, pari a 0 (zero), mentre le spese d’istruttoria varieranno a seconda dell’importo delle garanzie rilasciate come di seguito indicato. Per altre informazioni le imprese interessate possono rivolgersi all’ufficio economico dell’Associazione.

Importo della garanzia

(AdT) Spese d’istruttoria

fino a 50.00 euro

200 euro

da 50.001 a 100.00 euro

300 euro

da 100.001 a 250.000 euro

400 euro

da 250.001 a 400.000 euro

500 euro

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Fondo Gorizia. Contributi e finanziamenti 2019 presentazione delle domande: dal 18 marzo al 31 dicembre 2019 Premessa Si fa seguito alla circolare associativa prot. n. 13/ GO/AdT del 23 aprile scorso per segnalare che a valere sul Fondo Gorizia, disciplinato dalla legge 29 gennaio 1986, n. 26, sono operanti dal 18 marzo e fino al 31 dicembre 2019 i seguenti strumenti agevolativi: - agevolazioni alle micro imprese di produzione del settore industria e artigianato per la realizzazione di iniziative economiche; - realizzazione di iniziative economiche per imprese del settore industriale ed artigianale; - iniziative finalizzate allo sviluppo del settore aeronautico; - incentivi alle imprese industriali ed artigiane per lo sviluppo del settore nautico; - realizzazione di iniziative economiche per imprese dei settori del commercio e dei servizi; - realizzazione di iniziative economiche per le imprese dei settori turismo e pubblici esercizi. Tutte le iniziative sono riferite a imprese aventi sede o unità locale nel territorio e operanti o in procinto di operare nell’ex provincia di Gorizia. Per tutti gli strumenti le domande vanno presentate alla C.C.I.A.A. - Ufficio Fondo Gorizia, utilizzando la modulistica pubblicata sul sito www. vg.camcom.gov.it, dalle ore 09.00 del 18 marzo fino ad esaurimento dei fondi e fino al 31 dicembre 2019 ed esclusivamente tramite posta elettronica certificata (PEC), all’indirizzo: agevolazioni@pec. fondogorizia.it. La domanda è valida se inviata dall’indirizzo PEC dell’impresa richiedente o da quello del professionista indicato dall’impresa. La domanda va sottoscritta con firma digitale del legale rappresentante oppure va firmata in originale, successivamente scansita e inviata tramite PEC unitamente ad un documento d’identità del legale rappresentante in corso di validità. La trasmissio-

ne della domanda senza il documento di identità valido allegato costituisce motivo di archiviazione. Si rammenta che i finanziamenti agevolati, di seguito trattati, sono concessi ed erogati dal medesimo Fondo, a cui andranno poi restituiti conformemente ai piani di ammortamento. Si dà sommariamente conto delle anzidette misure con la sola eccezione dell’ultima (turismo e pubblici esercizi), per la quale ci si può comunque rivolgere all’ufficio economico dell’Associazione.

Agevolazioni alle micro imprese di produzione del settore industria e artigianato per la realizzazione di iniziative economiche - Stanziamento: 500.000 euro. - Beneficiari: Micro imprese secondo la definizione comunitaria (meno di 10 dipendenti, fatturato annuo o attivo di bilancio non superiore a 2 milioni di euro) operanti nei settori manifatturieri (v. l’elenco dei codici ATECO ammessi). - Iniziative ammissibili, in via generale e, comunque, nell’osservanza degli specifici regimi di aiuto (v. infra): Realizzazione di un nuovo stabilimento, ampliamento di uno stabilimento esistente, diversificazione della produzione mediante prodotti aggiuntivi, trasformazione radicale di uno stabilimento esistente, razionalizzazione, ristrutturazione, ammodernamento di uno stabilimento esistente. L’iniziativa deve riguardare una sola unità produttiva. - Spese ammissibili: Progettazioni, acquisizione di immobili, inclusi i terreni, e opere murarie, infrastrutture aziendali, impianti, macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica, hardware e software, per un minimo di spesa di 10.000 euro. - Contributo: In conto capitale sulle spese ammissibili nelle seguenti misure: a) 20% in equivalente sovvenzione lordo (ESL) sulla spesa ammessa secondo il “regime di esenzione”; b) 30% in ESL secondo il regime degli aiuti di Stato a finalità regionale (comune di Cormòns); c) 30% secondo il regime “de minimis”

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Nel caso di utilizzo del regime “de minimis” è possibile avviare l’investimento (in questo caso data della prima fattura) prima della presentazione della domanda, ma saranno riconosciute solo le spese sostenute dopo la presentazione della domanda; negli altri due regimi l’investimento deve tassativamente essere avviato dopo la presentazione della domanda. Il contributo non può eccedere i 75.000 euro e il 25% delle spese dell’investimento deve essere sostenuto dall’impresa ed essere esente da qualsivoglia aiuto. - Procedura: procedimento valutativo a sportello; il contributo viene concesso entro 90 giorni dalla presentazione della domanda; l’investimento va concluso e rendicontato entro 18 mesi dalla data di concessione del contributo, salvo proroga di 6 mesi; il contributo viene erogato dopo 90 giorni dalla data di presentazione del rendiconto.

ziamento agevolato solo secondo il regime “de minimis” per localizzazioni in tutto il territorio regionale o secondo il regime degli aiuti di Stato a finalità regionale (comune di Còrmons). E’ ammesso il cumulo degli aiuti entro i limiti massimi d’intensità stabiliti dai regimi “de minimis” e “in esenzione”. Il finanziamento agevolato può essere erogato, a scelta dell’impresa, in un’unica soluzione a compimento dell’iniziativa, ovvero entro 3 mesi dalla data di comunicazione della concessione. - Procedura: Procedimento valutativo a sportello secondo l’ordine cronologico di presentazione della domanda; l’istruttoria viene ultimata entro 90 giorni dalla data di presentazione della stessa; l’investimento va concluso e rendicontato entro 18 mesi dalla data di concessione del finanziamento agevolato, salvo proroga di 6 mesi.

Realizzazione di iniziative economiche per imprese del settore industriale ed artigianale

Iniziative finalizzate allo sviluppo del settore aeronautico

- Stanziamento: 2.000.000 euro. - Beneficiari: Imprese, anche di grandi dimensioni, secondo le definizioni comunitarie, operanti nei settori manifatturieri (v. l’elenco dei codici ATECO ammessi). - Iniziative ammissibili, in via generale e, comunque, nell’osservanza degli specifici regimi di aiuto (v. infra): Insediamenti di nuove imprese, riattivazioni, riconversioni, ristrutturazioni, ammodernamento e ampliamento di imprese esistenti. - Spese ammissibili: Progettazioni, acquisto o costruzione di immobili, impianti, macchinari, attrezzature, arredi nuovi di fabbrica, rilascio di garanzie, per un minimo di spesa di 50.000 euro, ridotto a 10.000 euro per le micro imprese; sono ammesse le sole spese sostenute dopo la presentazione della domanda. - Agevolazione: Finanziamento agevolato a tasso 0 (zero) della durata di 4, 6 od 8 anni, a scelta dell’impresa, con una copertura massima del 75%. Il restante 25% deve essere sostenuto dall’impresa ed essere esente da qualsivoglia aiuto. Il finanziamento può essere concesso: a) secondo il “regime di esenzione”; b) secondo il regime degli aiuti a finalità regionale (comune di Cormòns); c) secondo il regime “de minimis” Le grandi imprese possono accedere al finan-

- Stanziamento: 1.000.000 euro. - Beneficiari: Imprese, anche di grandi dimensioni, secondo le definizioni comunitarie, operanti o in procinto di operare nel settore aeronautico (v. l’elenco dei codici ATECO ammessi); le grandi imprese possono accedere all’agevolazione solo per un investimento iniziale riferito a una nuova attività produttiva. - Iniziative ammissibili in via generale e, comunque, nell’osservanza degli specifici regimi di aiuto (v. infra): Attivazione di nuovi stabilimenti, ampliamento di stabilimenti esistenti, diversificazione della produzione, trasformazione radicale di un processo produttivo. L’iniziativa deve riguardare una sola unità produttiva. - Spese ammissibili: Progettazioni di varia natura, acquisizione di immobili, inclusi i terreni, e opere murarie, manutenzione straordinaria di fabbricati, infrastrutture aziendali, impianti, macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica, mezzi mobili e beni necessari al ciclo di produzione, hardware e software, rilascio di fidejussioni bancarie per un minimo di spesa di 50.000 euro, ridotto a 10.000 euro per le micro imprese. - Agevolazione: Finanziamento agevolato a tasso 0 (zero) della durata di 4, 6 od 8 anni, a scelta dell’impresa, con una copertura massima del 75%. Il restante 25% deve essere sostenuto dall’impresa ed essere esente da qualsivoglia aiuto. Il finanziamento può essere concesso:

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a) secondo il regime “in esenzione” a finalità regionale (comune di Cormòns); b) secondo il regime “in esenzione”; c) secondo il regime “de minimis”. Nel caso di utilizzo del regime “de minimis” è possibile avviare l’investimento (data della prima fattura) prima della presentazione della domanda, ma saranno riconosciute solo le spese sostenute dopo la presentazione della domanda; negli altri due regimi l’investimento deve tassativamente essere avviato dopo la presentazione della domanda. E’ ammesso il cumulo degli aiuti del regime “de minimis” con il regime “in esenzione”, nel qual caso l’intensità contributiva massima è quella delle lettere a) e b). Il finanziamento agevolato può essere erogato, a scelta dell’impresa, in un’unica soluzione a compimento dell’iniziativa, ovvero entro 3 mesi dalla data di comunicazione della concessione. - Procedimento valutativo a sportello secondo l’ordine cronologico di presentazione della domanda; l’istruttoria viene ultimata entro 90 giorni dalla data di presentazione della stessa; l’investimento va concluso e rendicontato entro 24 mesi dalla data di concessione del finanziamento agevolato, salvo proroga di 6 mesi.

Incentivi alle imprese industriali ed artigiane per lo sviluppo del settore nautico - Stanziamento: 1.000.000 euro. - Beneficiari: Imprese, anche di grandi dimensioni, secondo le definizioni comunitarie, operanti o in procinto di operare nel settore nautico (v. l’elenco dei codici ATECO ammessi); le grandi imprese possono accedere all’agevolazione solo per un investimento iniziale riferito a una nuova attività produttiva. - Iniziative ammissibili, in via generale e, comunque, nell’osservanza degli specifici regimi di aiuto (v. infra): Attivazione di nuovi stabilimenti, ampliamento di stabilimenti esistenti, diversificazione della produzione, trasformazione radicale di un processo produttivo. L’iniziativa deve riguardare una sola unità produttiva. - Spese ammissibili: Progettazioni di varia natura, acquisizione di immobili, inclusi i terreni, e opere murarie, manutenzione straordinaria di fabbricati, infrastrutture aziendali, impianti, macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica, mezzi mobili e beni necessari al ciclo di produzione, hardware e software, rilascio

di fidejussioni bancarie per un minimo di spesa di 50.000 euro, ridotto a 10.000 euro per le micro imprese. - Agevolazione: Finanziamento agevolato a tasso 0 (zero) della durata di 4, 6 od 8 anni, a scelta dell’impresa, con una copertura massima del 75%. Il restante 25% deve essere sostenuto dall’impresa ed essere esente da qualsivoglia aiuto. Il finanziamento può essere concesso: a) secondo il regime “in esenzione” a finalità regionale (comune di Cormòns); b) secondo il regime “in esenzione”; c) secondo il regime “de minimis”. Nel caso di utilizzo del regime “de minimis” è possibile avviare l’investimento (data della prima fattura) prima della presentazione della domanda, ma saranno riconosciute solo le spese sostenute dopo la presentazione della domanda; negli altri due regimi l’investimento deve tassativamente essere avviato dopo la presentazione della domanda. E’ ammesso il cumulo degli aiuti del regime “de minimis” con il regime “in esenzione”, nel qual caso l’intensità contributiva massima è quella delle lettere a) e b). Il finanziamento agevolato può essere erogato, a scelta dell’impresa, in un’unica soluzione a compimento dell’iniziativa, ovvero entro 3 mesi dalla data di comunicazione della concessione. - Procedura: Procedimento valutativo a sportello secondo l’ordine cronologico di presentazione della domanda; l’istruttoria viene ultimata entro 90 giorni dalla data di presentazione della stessa; l’investimento va concluso e rendicontato entro 24 mesi dalla data di concessione del finanziamento agevolato, salvo proroga di 6 mesi.

Realizzazione di iniziative economiche per imprese dei settori del commercio e dei servizi - Stanziamento: 2.000.000 euro. - Beneficiari: Imprese di ogni dimensione secondo le definizioni comunitarie operanti o in procinto di operare nei settori del commercio, all’ingrosso e al dettaglio, e dei servizi (v. l’elenco dei codici ATECO ammessi). - Iniziative ammissibili: Realizzazione di nuove iniziative imprenditoriali, rinnovamento e potenziamento di imprese esistenti, acquisizione di uno stabilimento chiuso o che sarebbe stato chiuso senza tale acquisizione, a condizione che la nuova impresa non abbia relazioni con

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il venditore e che l’acquisizione avvenga a condizioni di mercato. - Spese ammissibili: Acquisto, costruzione e ristrutturazione di immobili, inclusi i terreni, e opere murarie, manutenzione straordinaria di fabbricati, infrastrutture aziendali, acquisto e rinnovo di impianti, attrezzature, arredi di nuova produzione, rilascio di fidejussioni bancarie per un minimo di spesa di 50.000 euro, ridotto a 10.000 euro per le micro imprese. E’ possibile avviare l’investimento (data della prima fattura) prima della presentazione della domanda, ma saranno riconosciute solo le spese sostenute dopo la presentazione della domanda. - Agevolazione: Finanziamento agevolato, secondo il regime “de minimis”, a tasso 0 (zero) della durata di 4, 6 od 8 anni, a scelta dell’impresa, con una copertura massima del 75%. Il restante 25% dell’investimento deve essere sostenuto dall’impresa ed essere esente da qual-

sivoglia aiuto. Il finanziamento agevolato può essere erogato, a scelta dell’impresa, in un’unica soluzione a compimento dell’iniziativa, ovvero entro 3 mesi dalla data di comunicazione della concessione. - Procedura: Procedimento valutativo a sportello secondo l’ordine cronologico di presentazione della domanda; l’istruttoria viene ultimata entro 90 giorni dalla data di presentazione della stessa; l’investimento va concluso e rendicontato entro 18 mesi dalla data di concessione del finanziamento agevolato, salvo proroga di 6 mesi. Per tutta la documentazione, i necessari approfondimenti e ogni altra informazione gli interessati possono rivolgersi all’ufficio economico dell’Associazione.

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(AdT)


CCNL Unionmeccanica lavoro a termine in somministrazione presso il medesimo utilizzatore. sommatoria con contratti a termine. chiarimenti Si riporta circolare esplicativa Unionmeccanica in materia di durata massima del contratto a termine e del contratto di somministrazione a termine. oOo

Lavoro a termine in somministrazione presso il medesimo utilizzatore - Sommatoria con contratti a termine - Previsione contrattuale nel CCNL Unionmeccanica. Chiarimenti. Sono giunte da parte di alcune associazioni territoriali richieste di chiarimenti in merito alla circolare di Assolavoro Servizi del 15 marzo scorso, inviata alle Agenzie per il lavoro in merito alla durata massima della successione di contratti a termine del lavoratore somministrato presso il medesimo utilizzatore. Con l’Accordo di rinnovo del Ccnl delle Agenzie di somministrazione, sottoscritto lo scorso 21 dicembre 2018, le parti hanno stabilito che, nelle ipotesi di somministrazione di lavoro con il medesimo utilizzatore, la durata massima della

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successione dei contratti a termine tra Agenzia e Lavoratore è individuata dalla contrattazione collettiva applicata dall’utilizzatore. Per quanto concerne il vigente Ccnl Piccola e Media Industria Metalmeccanica - Unionmeccanica Confapi, nella circolare di Assolavoro la durata massima dei contratti a termine viene fatta erroneamente coincidere con il limite massimo di 44 mesi di cui all’articolo 4., paragrafo A) che, invece, si riferisce al limite di utilizzo del medesimo lavoratore presso la medesima azienda attraverso la “sommatoria” di contratti a termine e periodi di missione in somministrazione per lo svolgimento di mansioni equivalenti, ai fini dell’acquisizione del diritto del lavoratore alla stabilizzazione del rapporto di lavoro. A differenza di quanto sostenuto nella sopra citata circolare di Assolavoro, si evidenzia che attualmente il Ccnl Piccola e Media Industria Metalmeccanica - Unionmeccanica Confapi non prevede una disciplina derogatoria ai limiti di durata previsti dalla legge in caso di successione di più contratti a termine. Pertanto, nell’ipotesi di somministrazione di lavoro con il medesimo utilizzatore la durata massima delle missioni del lavoratore, per lo svolgimento di mansioni dello stesso livello e categoria legale, non può superare, nel nostro settore, i limiti massimi legali di 12 mesi, ovvero di 24 mesi in presenza di una delle causali previste dalla legge, in linea con quanto previsto dal D.lgs. n. 81/2015 così come modificato dal D.L. n.87/2018 (c.d. Decreto Dignità). Roma, 30 aprile 2019 (C)


Versamenti alla Cassa Edile di Udine recepimento dell’accordo nazionale del 12 marzo 2019 in riferimento alla situazione delle nostre imprese In data 12 marzo 2019 è stato sottoscritto un accordo nazionale tra Confapi Aniem e Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil relativo alla confluenza della nostra Confederazione in qualità di parte costituente ai seguenti Fondi: - Fondo Prepensionamenti (con una contribuzione pari allo 0,10% dell’imponibile contributivo) - Sanedil (con una contribuzione pari allo 0,35% per gli operai e 0,26% sugli impiegati da calcolarsi rispettivamente su Minimo + Contingenza + Edr + Its per gli operai e su minimo + contingenza + Edr + premio produzione per gli impiegati) - Fondo Incentivo all’Occupazione (con una contribuzione pari allo 0,10% da calcolarsi su minimo + contingenza + EDR + Its). Detta intesa prevede versamenti comprensivi degli arretrati per i mesi aprile, maggio e giugno 2019. Nel territorio regionale, però, e specificamente in provincia di Udine le imprese iscritte alla Confapi FVG o in ogni caso afferenti al sistema contrattuale Confapi con applicazione del relativo CCNL, versano la contribuzione al sistema bilaterale Cassa Edile e pertanto dal mese di gennaio 2019 le imprese edili hanno effettuato i versamenti ai fondi di cui sopra indipendentemente dalle previsioni del proprio CCNL.

L’intesa del 12 marzo 2019, infatti, non poteva tener conto di situazioni atipiche come la nostra e solo con un’integrazione al verbale del 12 marzo 2019, sottoscritto in data 30 aprile 2019, si è prevista la possibilità di regolamentare a livello territoriale, le eventuali specificità regionali o provinciali. In ragione della situazione sopra descritta le nostre imprese il mese di marzo hanno versato le aliquote contributive maggiorate degli arretrati, proprio in conseguenza dell’intesa del 12 marzo 2019, recepita integralmente dalla Cassa Edile di Udine. L’Associazione, consapevole del disagio subito dai propri soci già il 29 marzo 2019 aveva sottoscritto con le OO.SS. di settore, specifico accordo finalizzato a garantire a tutte le imprese del settore parità di versamenti. Pertanto in data 2 maggio 2019 la Cema, riconoscendo a tutti gli effetti la legittimità del nostro CCNL, ha sottoscritto con tutte le parti sociali versanti alla Cassa Edile di Udine, Confapi Fvg inclusa, un accordo che regolamenta le aliquote di versamento per le aziende che applicano il CCNL Confapi Aniem per i mesi di aprile e maggio 2019 tenuto conto dei versamenti già effettuati dal mese di gennaio. Vi è poi una nota riferita al Sanedil (che, come da noi segnalato, non avrebbe dovuto essere versato in quanto non rientrando nella base contributiva non concorre al rilascio del DURC) con disponibilità dell’Ente Bilaterale allo scomputo dalla contribuzione dei prossimi mesi di eventuali versamenti in eccesso. Si allega, a tal proposito la tabella relativa ai versamenti dei mesi di aprile e maggio e da giugno. Il Servizio Relazioni Industriali dell’Associazione è a disposizione per ogni ulteriore chiarimento. (FT)

In vigore per le imprese che applicano il CCNL Confapi Aniem Per i mesi di aprile e maggio 2019

Impresa

Dipendente

Contributo Cassa Edile (assistenze contrattuali, gestione, prestazioni assistenziali)

1,875

0,375

Contributo Prestazioni Sanitarie

0,250

0,250

F.N.A.P.E.

4,430

4,430

Contributo Formazione e Sicurezza-CEFS

0,600

0,600

Quote Adesione Contrattuale

0,825

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Carico

0,825

Totale 2,250

1,650


In vigore per le imprese che applicano il CCNL Confapi Aniem Per i mesi di aprile e maggio 2019

Carico Impresa

Dipendente

Totale

Fondo Prepensionamenti

0,270

0,270

TOTALE CONTRIBUTI

8,250

Eventuale: Contributo RLST

0,100

0,100

Eventuale: Sanzione imprese non regolari o per le quali non si sia potuto determinare il diritto alla riduzione contributiva

0,200

0,200

1,200

9,450

Carico

In vigore per le imprese iscritte alla Cassa Edile di Udine da giugno 2019

Impresa

Dipendente

Contributo Cassa Edile (assistenze contrattuali, gestione, prestazioni assistenziali)

1,875

0,375

Contributo Prestazioni Sanitarie

0,250

0,250

F.N.A.P.E.

4,430

4,430

Contributo Formazione e Sicurezza -CEFS

0,600

0,600

Quote Adesione Contrattuale

0,825

Fondo Prepensionamenti

0,200

TOTALE CONTRIBUTI

8,180

Eventuale: Contributo RLST

0,100

0,100

Eventuale: Sanzione imprese non regolari o per le quali non si sia potuto determinare il diritto alla riduzione contributiva

0,200

0,200

Totale

0,825

2,250

1,650 0,200

1,200

9,380

Imponibile Fondo Incentivo all’occupazione

0,100

Ore lavorate X (minimo + contingenza + Edr + Its)

Contributo SANEDIL Fondo Sanitario OPERAI

0,350

Ore lavorate (MINIMO 120) X (minimo + contingenza + Edr + Its).

Contributo SANEDIL Fondo Sanitario IMPIEGATI

0,260

Da calcolare sommando i seguenti elementi della retribuzione mensile: minimo + contingenza + edr + premio di produzione.

Pag. 35 - ApiNFORMA / Lavoro - numero 7 - 15 aprile 2019


SOA: rinnovo quinquennale per la Alunord recentemente ha vinto il 1° premio per la categoria “nuove realizzazioni - commerciale” con il progetto “the lodge villaverde” di fagagna La Alunord srl, con sede nella Frazione di S. Salvatore n. 2 a Majano, ha rinnovato l’attestazione per la categoria OS6 per la II classifica pari a 516.000 euro. L’azienda nasce nel 1978 e attualmente presenta come soci i coniugi Elvio Bortolotti e Morena Minisini.L’Alunord si occupa di costruzione/fornitura e posa in opera di serramenti in alluminio, facciate vetrate, pareti vetrate, manufatti legati al mondo dell’edilizia ed in particolare: serramenti per costruzioni civili, vetrate per fabbricati commerciali, uffici, serramenti e vetri di sicurezza, ingressi controllati per Istituti bancari, porte automatiche, porte antincendio, uscite di sicurezza.Il mercato di interesse in cui opera l’azienda è prevalentemente rivolto al Triveneto, ma con episodi di fornitura in ambito nazionale e extra nazionale. L’azienda è attualmente composta da cinque dipendenti per la produzione interna, due dipendenti in ufficio tecnico, due persone che seguono la parte amministrativa. L’azienda si avva-

Pag. 36 - ApiNFORMA / Edilizia - numero 7 - 15 aprile 2019

le anche di strutture esterne sia per la fornitura di serramenti e di squadre artigiane per la posa dei serramenti. Segnaliamo con piacere che l’Alunord ha recentemente partecipato al XXI Concorso Internazionale “Sistema d’Autore 2019” indetto da Metra spa vincendo il 1° Premio per la categoria “Nuove realizzazioni-Commerciale” con il progetto “The Lodge Villaverde” (Fagagna, UD); la cerimonia di premiazione si è svolta in occasione del Made Expo 2019 presso il Centro Fiera Rho di Milano. Per quanto riguarda i lavori pubblici l’azienda questo rinnovo, le consente di eseguire fino ad un importo massimo di 619.200 Euro: finiture di opere generali in materiali lignei, plastici, metallici e vetrosi; categoria che riguarda la fornitura e la posa in opera, la manutenzione e ristrutturazione di carpenteria e falegnameria in legno, di infissi interni ed esterni, di rivestimenti interni ed esterni, di pavimentazioni di qualsiasi tipo e materiale e di altri manufatti in metallo, legno, materie plastiche e materiali vetrosi e simili. Ricordiamo che l’attestazione SOA costituisce condizione indispensabile per la partecipazione alle procedure d’aggiudicazione dei lavori d’importo superiore ai 150.000 euro. Al fine d’assistere gli imprenditori, l’Associazione ha predisposto un servizio d’informazione ed assistenza alle proprie imprese sui requisiti e sulla documentazione richiesti per la qualificazione. (CS)


Pubblicato il decreto sblocca cantieri per le soa si potranno dimostrare i requisiti tecnico-economici degli ultimi 15 anni Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 92 del 18 aprile 2019, il decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32 in materia di “disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici” (cosiddetto «sblocca cantieri»). Tra gli aspetti positivi l’abrogazione di una disposizione che aveva provocato non pochi problemi alle imprese quali l’indicazione della «terna» dei subappaltatori. Modificato il calcolo della soglia di anomalia previsto dall’articolo 97 del Codice. Viene ridimensionato il ruolo dell’ANAC e le Linee guida che l’Autorità predisponeva verranno riproposte in un Regolamento generale. È prevista la procedura negoziata con almeno tre operatori fino a 200.000 euro, mentre si farà la procedura aperta a partire da 200.000 euro per i lavori. Vediamo in sintesi i maggiori punti di interesse per le imprese del decreto.

Regolamento unico per i Contratti pubblici La norma prevede che il vecchio sistema fatto di linee guida predisposte dall’ANAC e di regolamenti attuativi resti valido fino all’arrivo del nuovo regolamento da varare entro 180 giorni dal decreto.

Commissari straordinari per sbloccare le opere Il decreto Sblocca-cantieri prevede un ampio ricorso alla figura del commissario straordinario per sbloccare le opere in stallo. I commissari avranno pieni poteri, potranno svolgere le funzioni di stazione appaltante e by-passare ogni paletto normativo o autorizzazione, a eccezione delle disposizioPag. 37 - ApiNFORMA / Edilizia - numero 7 - 15 aprile 2019

ni antimafia. I commissari saranno nominati con decreti del presidente del Consiglio su proposta del ministero delle Infrastrutture di concerto con l’Economia. I costi per mettere in piedi le strutture commissariali dovranno essere sostenuti attingendo alle risorse previste nei quadri economici dei diversi progetti.

Appalto integrato libero fino al 2021 Le stazioni appaltanti avranno più di due anni e mezzo di tempo per approvare progetti fino al livello definitivo e mandarli in gara senza tutti i paletti che attualmente sono previsti (complessità tecnologica o lavori particolarmente innovativi). La misura infatti prevede la possibilità di ricorrere all’appalto integrato per i progetti definitivi approvati entro il 31 dicembre 2020. L’altra condizione da rispettare è quella di pubblicare il bando entro 12 mesi dall’approvazione del progetto. È stata reinserita la possibilità, contenuta nel vecchio Codice del 2006 il D.Lgs. numero 163, di partecipare agli appalti integrati utilizzando la qualificazione SOA per progettare ed eseguire, ovvero indicando o associando un progettista qualificato.

Subappalti gara per gara con tetto al 50% Sale dal 30% al 50% la quota di contratto subappaltabile dall’impresa principale. La grande novità è relativa al fatto che la percentuale di subappalto ammissibile dovrà essere rimessa alla valutazione discrezionale gara per gara con i bandi dalle Stazioni appaltanti. Viene abrogata la norma che obbligava l’impresa all’indicazione della terna dei subappaltatori, e anche quella che vietava di affidare in subappalto a soggetti che hanno partecipato alla gara.

Massimo ribasso per le gare sopra 200mila euro Nella fascia delle opere sotto la soglia Comunitaria (circa 5,5 milioni di euro) si abbandona l’offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV) a favore del criterio del prezzo più basso, con l’obbligo di escludere le offerte anomale, cioè quelle


con percentuali di ribasso superiori alla soglia di anomalia. Con il nuovo Decreto il ricorso al criterio dell’OEPV diventa possibile solo previa motivazione da parte della stazione appaltante, inoltre, è stata eliminata la previsione di un tetto massimo del 30 per cento, al punteggio attribuibile all’elemento prezzo. Resta a 40mila euro la soglia per gli affidamenti diretti da parte delle Stazioni Appaltanti ma sale da 150mila a 200mila euro il tetto massimo per assegnare gli appalti con procedura negoziata e invito ad almeno tre operatori. L’altra grande novità, è che oltre i 200mila euro il decreto prevede infatti l’obbligo di procedere con asta pubblica (procedura aperta). Di norma ci sarà l’aggiudicazione al massimo ribasso (con l’applicazione dell’esclusione delle offerte anomale); questo evita, per le Stazioni Appaltanti, l’obbligo di rivolgersi a commissari esterni e valutare complicati aspetti tecnici.

Criteri di aggiudicazione Come abbiamo visto, se da una parte si esprime una netta preferenza (meglio: obbligo, salvo motivazione) per il massimo ribasso sotto soglia Comunitaria, da un’altra il decreto integra l’elenco degli appalti da aggiudicare esclusivamente con l’offerta più vantaggiosa (OEPV), dunque, niente massimo ribasso anche per servizi e forniture particolarmente innovativi da 40mila euro in su. Viene inoltre cancellato il tetto massimo del 30% al prezzo negli appalti con l’offerta più vantaggiosa.

Commissari di gara Per quanto riguarda le commissioni di gara, si concede alle stazioni appaltanti di formare le commissioni di gara (anche solo parzialmente) con esperti interni, in caso di indisponibilità di professionisti iscritti nell’albo tenuto dall’Autorità Anticorruzione.

Centralizzare gli appalti non è più un obbligo I Comuni non capoluogo potranno gestire da soli le procedure di gara di maggior rilievo, senza ricorrere a centrali uniche di committenza o stazioni uniche appaltanti. Il decreto, elimina l’obbligo per le amministrazioni comunali non capoluogo di ricorrere a formule di aggregazione per l’acquisizione di lavori, beni e servizi oltre certe soglie. I Comuni non capoluogo, pertanto, dal momento dell’entrata in vigore del decreto-legge possono Pag. 38 - ApiNFORMA / Edilizia - numero 7 - 15 aprile 2019

scegliere se gestire in proprio le procedure di gara per appalti di valori superiori alle soglie dell’articolo 35 del Codice per beni e servizi o superiori alle soglie interne stabilite dallo stesso articolo 37 per i lavori, oppure continuare a fare ricorso alle centrali uniche di committenza o alle stazioni uniche appaltanti.

Gare e imprese in crisi Lo sblocca-cantieri anticipa le norme del decreto sulle crisi d’impresa. Le novità vengono introdotte attraverso la riscrittura dell’attuale articolo 110 del Codice. Tra le norme di impatto più immediato c’è la cancellazione della possibilità, ammessa dall’attuale articolo 110 del codice, che l’impresa fallita, ma in esercizio provvisorio di continuità, possa partecipare a nuove gare, sia direttamente sia come subappaltatore. Resta la possibilità di portare a termine i contratti in essere. Viene inoltre equiparato il concordato in continuità al concordato liquidatorio, in linea appunto con il nuovo codice sulle crisi d’impresa.

Verifica delle offerte prima dei requisiti Viene prevista la possibilità per le stazioni appaltanti, negli appalti sotto-soglia comunitaria, di esaminare le offerte prima della verifica dell’idoneità dei concorrenti. Questa facoltà è applicabile solo se prevista nel bando di gara o nell’avviso e previa verifica a campione sui partecipanti, oltre che sull’aggiudicatario, che sembrerebbe doversi effettuare dopo la determinazione della soglia di anomalia, con eventuale ricalcolo della stessa.

Qualificazione SOA requisiti più comodi per i costruttori A oggi per dimostrare i requisiti tecnico-economici le imprese potevano attingere ai risultati ottenuti negli ultimi dieci anni. Ora questo limite viene innalzato a 15 anni antecedenti il contratto con le SOA.

Per le varianti niente passaggio al Cipe Per velocizzare l’approvazione dei progetti arriva una misura che cancella l’obbligo di un nuovo passaggio al Cipe per l’approvazione delle varianti alle infrastrutture strategiche previste dal vecchio piano della legge obiettivo. La norma vale per le varianti che determinano aumenti di costo contenuti entro il 50% del valore del progetto definitivo


già approvato dal Cipe. E si applicherebbe sia nella fase di approvazione del progetto esecutivo che in quella di realizzazione dei lavori. In questo caso ad approvare la variante sarebbe la stessa stazione appaltante.

Cancellato il rito super accelerato per i ricorsi Addio al rito super accelerato negli appalti, che imponeva di contestare subito ammissioni ed esclusioni e stabiliva una corsia accelerata per la decisione dei giudici. Da questo punto di vista il decreto cancella i riferimenti al rito speciale contenuti nel codice del processo amministrativo.

Demolire e ricostruire le città Anche una norma sulla rigenerazione urbana ha trovato spazio nel decreto. Il tentativo è spingere gli interventi di demolizione e ricostruzione che ora saranno possibili rispettando le distanze «legittimamente preesistenti» tra gli edifici, senza

Pag. 39 - ApiNFORMA / Edilizia - numero 7 - 15 aprile 2019

dunque dover applicare gli standard attuali, molto più restrittivi.

Entrata in vigore del Decreto Sblocca Cantieri e gare in corso Il Decreto Legge, come di consueto, entra in vigore dal giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Come si legge nel medesimo Decreto, le nuove modifiche del Codice Appalti entrano in vigore per i bandi pubblicati in data successiva all’entrata in vigore del Decreto Legge, quindi a partire dal 19 aprile 2019, mentre in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, si applicheranno alle procedure in cui, alla medesima data, non sono ancora stati inviati gli inviti a presentare le offerte. Ricordiamo che il provvedimento è stato trasmesso al Senato per l’avvio dell’iter di conversione in legge, che andrà ultimato entro i prossimi 60 giorni (ossia entro il 17 giugno p.v.). (CS)


Nuove tutele per gli acquirenti di immobili in costruzione si prevede l’obbligo di stipulare il contratto preliminare con l’intervento del notaio Sono entrate in vigore il 16 marzo le nuove tutele a favore degli acquirenti di immobili in costruzione introdotte con il Decreto Legislativo n. 14 del 12 gennaio 2019 relativo al “Codice della crisi d’impresa” che ha modificato il d.lgs. 122/2005, e con il quale si integra e dà piena attuazione alle garanzie già inserite nel 2005. A suo tempo con il d. lgs. 122/2005 il legislatore si era preoccupato di tutelare le persone fisiche, che stipulano con un’impresa di costruzioni un contratto che ha come effetto il trasferimento non immediato di un immobile in corso di costruzione, dal rischio che, a causa della crisi dell’impresa costruttrice, l’acquirente subisca la perdita degli acconti versati per l’acquisto. In sintesi era prevista una tutela per chi compra che obbligava il costruttore a consegnare all’acquirente una fidejussione, che garantisce il rimborso, in caso di crisi dell’impresa, di tutte le somme pagate o da pagare prima del trasferimento definitivo della proprietà. Inoltre, era già previsto l’obbligo di consegnare all’acquirente, al momento del trasferimento della proprietà, una polizza assicurativa di durata decennale (decennale postuma) che garantisca il risarcimento dei danni materiali e diretti all’immobile, derivati dalla rovina totale o parziale o da gravi difetti costruttivi. Lo scopo della norma non è solo migliorare le tutele a favore dell’acquirente in caso di crisi dell’impresa, ma anche la previsione da parte dell’impresa di costruire a regola d’arte, obbligando a garantire quanto costruito. Con la nuova legge (d. lgs. n.14/2019) si prevede l’obbligo di stipulare il contratto preliminare (mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata) con l’intervento del notaio, al quale impone di verificare ed attestare la correttezza della fidejusPag. 40 - ApiNFORMA / Edilizia - numero 7 - 15 aprile 2019

sione (che deve essere conforme ad un modello ministeriale). In pratica, il notaio non potrà stipulare l’atto in assenza del rilascio di una fidejussione da parte del costruttore. Inoltre, in base alle nuove norme, la fidejussione garantisce il rimborso delle somme versate dal futuro acquirente anche in caso di mancato rilascio della polizza indennitaria decennale postuma in occasione dell’atto di compravendita dell’immobile. La fidejussione è efficace fino a quando l’assicurazione o la banca che l’ha rilasciata ricevano copia autentica dell’atto di trasferimento dell’immobile contenente l’attestazione del rilascio della polizza assicurativa decennale postuma. Fino a quel momento, la somma garantita dalla fidejussione può essere pretesa dal futuro acquirente in caso di crisi dell’impresa costruttrice, se il futuro acquirente abbia comunicato di voler recedere dal contratto oppure se il notaio abbia attestato di non aver potuto ricevere l’atto di trasferimento per il mancato rilascio della polizza decennale postuma. Il notaio dovrà assicurare che fin dal momento del preliminare siano effettuate tutte le verifiche (visure ipotecarie) riguardanti l’esistenza di ipoteche o altri vincoli sull’immobile da costruire. Inoltre, il notaio è obbligato a trascrivere il contratto preliminare nei registri immobiliari, con l’effetto di proteggere l’acquirente dal rischio di ipoteche o vincoli successivi alla trascrizione stessa (purché la vendita intervenga entro tre anni). Oltre all’indicazione del rilascio della fidejussione ed all’attestazione della sua conformità al modello ministeriale, il preliminare deve contenere: - la descrizione dell’immobile da costruire, con i suoi confini, e delle pertinenze; - l’indicazione degli eventuali atti d’obbligo, nonché l’esistenza di ipoteche o trascrizioni pregiudizievoli; - il termine pattuito per l’esecuzione dei lavori, il prezzo e le modalità di pagamento; - gli estremi del permesso di costruire e l’indicazione dell’esistenza di imprese appaltatrici; - il capitolato con le caratteristiche dei materiali e gli elaborati di progetto. Va segnalato che il mancato rispetto dell’obbligo di stipulare il preliminare con atto pubblico o


Gli obiettivi non sempre si possono raggiungere da soli

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scrittura privata autenticata comporta la nullità assoluta del contratto per mancanza di forma. L’intervento del notaio nella stipula del contratto preliminare e del contratto definitivo garantisce il rispetto dell’obbligo di consegna della fidejussione (nel preliminare) e della polizza decennale (nel definitivo), che il notaio è tenuto ad indicare nel contratto.

Pag. 42 - ApiNFORMA / Edilizia - numero 7 - 15 aprile 2019

Le maggiori tutele previste dalla nuova legge si applicano a tutti i contratti (preliminari o definitivi) relativi a fabbricati abitativi per i quali il titolo abilitativo (permesso di costruire/SCIA/DIA) sia stato richiesto o presentato al Comune a decorrere dal 16 marzo 2019. (CS)


Servizi fuori sede della Motorizzazione FVG diritti per attività e servizi resi per operazioni della motorizzazione civile del friuli venezia giulia al di fuori dalla sede istituzionale Con deliberazione della Giunta regionale 23 novembre 2018, n. 2174 (di seguito deliberazione), pubblicata sul B.U.R. n. 213 del 17 aprile 2019, è stato adottato l’atto di indirizzo per la determinazione dei diritti a carico dell’utenza per l’effettuazione di attività, richieste da soggetti privati, afferenti alle funzioni della Motorizzazione civile regionale per l’attività svolta fuori dalle sedi istituzionali (di seguito atto d’indirizzo). Alla deliberazione è allegata la tariffa strutturata in tabella, recante i diritti a carico dell’utenza da riconoscere in funzione delle tipologie di prestazioni di motorizzazione civile (allegato A). L’atto di indirizzo, che ha anche lo scopo di uniformare detta tariffazione in Friuli Venezia Giulia, trova applicazione per le anzidette operazioni rese al di fuori dalle sedi istituzionali degli uffici territoriali della Motorizzazione civile di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine, mentre alle sedute che si tengono nelle sedi degli uffici territoriali non si applica alcun ulteriore onere per prestazione, se non i meri diritti istruttori e relativi bolli. Esso trova applicazione per i primi 6 mesi in via sperimentale, subordinata ad una verifica con possibilità di apportare correttivi, adeguamenti e miglioramenti. L’atto d’indirizzo “trova applicazione il mese successivo all’intervenuta pubblicazione della deliberazione giuntale di approvazione della contrattazione integrativa aziendale per l’istituzione e commisurazione dell’indennità di cui all’art. 7 del contratto collettivo di comparto del personale non dirigente per il triennio 2016-2018”, approvazione intervenuta con delibera della Giunta regionale 29 marzo 2019, n. 512, pubblicata sul medesimo B.U.R. Di conseguenza, la tariffazione si applica dal 1° maggio 2019.

Strutturazione della tariffa La tariffa viene istituita per coprire i costi di operazioni tecniche (revisioni, collaudi e aggiornamenti), ispezioni ed esami eseguite da personale della Motorizzazione regionale a ciò abilitato. La tariffa, così come specificato nell’allegato A, si articola in una gamma di opzioni distinte sulla base di diversi fattori che tengono conto della durata delle prestazioni erogate, della natura delle stesse e della distanza media del luogo dello svolgimento rispetto alle proprie sedi territoriali di riferimento, in osservanza delle vigenti disposizioni ministeriali in relazione alle modalità e ai tempi di svolgimento delle prestazioni. Sei sono le tipologie di prestazione, comprensive dei tempi di viaggio e, precisamente: a) antimeridiana, compreso il sabato, tarata su un nastro operativo di 6 ore; b) pomeridiana breve, tarata su un nastro operativo di 3 ore; c) pomeridiana lunga, tarata su un nastro operativo di 4 ore; d) singola - principalmente dedicata a veicoli di difficile movimentazione, oppure a candidati di autoscuola con il foglio rosa in scadenza tarata su un nastro operativo di 2 ore; e) aggiuntiva breve - tarata su un nastro operativo di 1 ora; f) aggiuntiva lunga - tarata su un nastro operativo di 2 ore; Le tipologie di cui alle lettere e) ed f) si rendono necessarie per ampliare una seduta antimeridiana effettuata il sabato o una seduta pomeridiana, per es. in caso di necessità ed urgenze sopravvenute. Per non penalizzare il nastro operativo della seduta principale, le medesime tipologie di cui alle lettere e) ed f) potranno essere utilizzate soprattutto in caso di anomali incrementi della richiesta di operazioni esterne o in caso di utenti con sedi molto distanti (oltre i 30 km) dalle sedi territoriali della Motorizzazione civile regionale. In casi di eccezionali esigenze operative, le sedute identificate come pomeridiane, di cui alle lettere b) e c), potranno venire effettuate in orario antimeridiano su specifica autorizzazione del responsabile.

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Destinatari della tariffa La tariffa è applicata principalmente nei confronti dell’utenza secondo le due seguenti categorie alle quali, per ragioni operative, vengono applicate distinte modalità di pagamento previste: 1. “utenza non professionale”, composta da soggetti che richiedono saltuariamente (meno di 3 volte anno), l’effettuazione di operazioni tecniche, ispezioni ed esami nella propria sede (principalmente utenti privati); 2. “utenza professionale”, composta da soggetti accreditati (su istanza annuale), che richiedono abitualmente, l’effettuazione di operazioni tecniche, ispezioni ed esami presso la propria sede (principalmente studi di consulenza, allestitori, autoscuole, scuole nautiche, associazioni di categoria di autotrasportatori, nel limite concesso dall’attuale normativa, nonché officine autorizzate all’effettuazione di attività di revisioni veicoli).

Modalità della richiesta Al fine di un’adeguata programmazione, le sedute potranno venire calendarizzate su base fissa o dovranno essere richieste entro il giorno 15 del mese precedente la data di effettuazione delle prestazioni. Richieste urgenti, non presentate nei termini indicati, possono venire accolte con riserva di conferma. La riserva si applica anche in caso di difficoltà operative o logistiche del servizio Motorizzazione causate da eventi contingenti e imprevedibili. Le sedute singole, di cui alla lett. c), potranno essere richieste soltanto in motivati casi eccezionali e con riserva di conferma. L’assegnazione delle sedute richieste durante l’orario d’ufficio, potrà venire concessa, solo dopo la verifica del mantenimento del normale standard operativo del servizio motorizzazione, con possibile posticipazione delle date di effettuazione delle prestazioni al verificarsi di criticità funzionali. Infine, una seduta potrà venire richiesta anche da due, o più imprese diverse, ma i rapporti contabili con l’Amministrazione regionale saranno a carico di una impresa capofila.

Attivazione delle sedute Le sedute saranno attivate solo al raggiungimento di prenotazioni pari al numero delle prestazioni previste nella tabella dell’allegato A e l’attivazione si svilupperà in due fasi: - controllo della conformità alle specifiche secondo tempistiche e modalità prestabilite per ciascuna tipologia di attività;

- conferma della seduta richiesta al positivo riscontro dei requisiti prescritti. In caso di inadempienze nella prima fase i richiedenti potranno sanare le irregolarità entro le 12.30 del giorno lavorativo successivo alla comunicazione dell’ufficio. In caso di omessa integrazione dei requisiti prescritti, la seduta sarà annullata con tempestiva comunicazione ai soggetti richiedenti.

Versamenti dei diritti L’utenza “non professionale” (v. sopra) è tenuta a versare in via anticipata all’Amministrazione Regionale la tariffa corrispondente alle prestazioni richieste. L’utenza “professionale” (v. sopra) è tenuta a versare la tariffa corrispondente alle prestazioni richieste entro il 3° giorno lavorativo successivo alla data della seduta. I versamenti potranno avvenire, anche in forma cumulativa anticipata per più operazioni da determinarsi su previsione del richiedente, anche per più mensilità. In ogni caso l’importo versato non potrà mai risultare inferiore a quello dovuto per le prestazioni effettivamente ottenute. I versamenti dovranno essere effettuati, mediante bonifico, sul conto corrente bancario aperto alla tesoreria dell’Ente, intestato a “Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia”, indicando nella causale, “oneri conto privato”. Qualora l’istanza non venga accolta per cause non imputabili al richiedente gli oneri già versati saranno rimborsati o, a richiesta, potranno essere imputati a successive analoghe operazioni. Qualora, poi, nella seduta non vengano effettuate tutte le operazioni previste per motivi non imputabili all’Amministrazione, il pagamento dovrà avvenire in ogni caso applicando per intero la tariffa prevista per la tipologia di seduta richiesta. Infine, nel caso in cui la seduta non venga effettuata a seguito di rinuncia del richiedente, gli oneri potranno venire rimborsati previa trattenuta del 15% sul totale dell’importo versato quale rimborso per spese di istruttoria. Se la rinuncia non perviene entro le 24 ore precedenti l’intervento, non si darà luogo ad alcun rimborso.

Adeguamenti tariffari Annualmente, l’Amministrazione regionale potrà procedere, con effetto a partire dall’esercizio successivo a quello di applicazione del presente atto d’indirizzo, alla verifica dei corrispondenti costi e al conseguente adeguamento della tariffa, con provvedimento del Direttore centrale infrastrut-

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ture e territorio. Per i primi due anni di vigenza dell’atto d’indirizzo la verifica potrà avvenire semestralmente, se si riscontreranno forti scostamenti dei costi.

Il testo dell’atto d’indirizzo e altre informazioni possono essere richieste all’ufficio trasporti dell’Associazione. (AdT)

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22

11

330

413

16

11

2

esami nautici

esami nautici a vela

revisioni solo tecnico

revisioni tecnico + assistente

aggiornamenti

collaudi

ispezioni officine

-

188

revisioni tecnico + assistente

ispezioni officine

150

revisioni solo tecnico

5

5

esami nautici a vela

collaudi

10

esami nautici

7

2

esami guida superiori

aggiornamenti

4

N° prestazioni

esami guida A, B

Tipologia prestazione

5

esami guida superiori

311

192

192

311

192

246

148

192

148

tariffa

-

98

98

157

98

125

75

98

75

tariffa

FASCIA A (dist. max 5 Km)

8

N° prestazioni

esami guida A, B

Tipologia prestazione

FASCIA A (dist. max 5 Km)

319

200

200

319

200

254

156

200

156

tariffa

-

5

7

175

140

5

9

2

3

N° prestazioni

165

106

106

165

106

133

83

106

83

tariffa

FASCIA B (dist. 6-17 Km)

2

11

16

400

320

11

21

5

8

N° prestazioni

FASCIA B (dist. 6-17 Km)

-

4

6

150

120

4

8

2

3

N° prestazioni

1

9

13

338

270

9

18

4

7

N° prestazioni

341

222

222

341

222

277

178

222

178

tariffa

FASCIA D (dist. 31-45 Km)

-

114

114

174

114

142

92

114

92

tariffa

-

3

5

113

90

3

6

1

2

N° prestazioni

-

128

128

187

128

155

106

128

106

tariffa

FASCIA D (dist. 31-45 Km)

SEDUTA POMERIDIANA BREVE

328

209

209

328

209

263

164

209

164

tariffa

FASCIA C (dist. 18-30 Km)

2

10

15

375

300

10

20

5

7

N° prestazioni

FASCIA C (dist. 18-30 Km)

SEDUTA ANTIMERIDIANA

TABELLA “allegato A”

353

234

234

353

234

288

189

234

189

tariffa

-

2

3

75

60

2

4

1

2

N° prestazioni

-

139

139

199

139

167

117

139

117

tariffa

FASCIA E (dist. 46-60 Km)

1

8

12

300

240

8

16

4

6

N° prestazioni

FASCIA E (dist. 46-60 Km)

372

253

253

372

253

307

208

253

208

tariffa

158 -

-

158

218

158

186

136

158

136

tariffa

1

2

38

30

1

2

1

1

N° prestazioni

FASCIA F (dist. 61-80 Km)

1

7

11

263

210

7

14

4

5

N° prestazioni

FASCIA F (dist. 61-80 Km)

389

271

271

389

271

325

226

271

226

tariffa

-

-

-

-

-

-

-

-

-

N° prestazioni

-

-

-

-

-

-

-

-

-

tariffa

FASCIA G (dist. 81-100 Km)

1

6

9

225

180

6

12

3

5

N° prestazioni

FASCIA G (dist. 81-100 Km)

414,2

295

295

414

295

350

251

295

251

tariffa

-

-

-

-

-

-

-

-

-

N° prestazioni

-

-

-

-

-

-

-

-

-

tariffa

FASCIA H (dist. 101-130 Km)

1

5

8

188

150

5

10

3

4

N° prestazioni

FASCIA H (dist. 101-130 Km)


Pag. 47 - ApiNFORMA / Organizzazione - numero 7 - 15 aprile 2019

14

7

210

263

10

7

1

esami nautici

esami nautici a vela

revisioni solo tecnico

revisioni tecnico + assistente

aggiornamenti

collaudi

ispezioni officine

-

113

revisioni tecnico + assistente

ispezioni officine

90

revisioni solo tecnico

3

3

esami nautici a vela

collaudi

6

esami nautici

4

1

esami guida superiori

aggiornamenti

2

N° prestazioni

esami guida A, B

Tipologia prestazione

3

esami guida superiori

208

129

129

208

129

165

99

129

99

tariffa

-

66

66

106

66

84

51

66

51

tariffa

FASCIA A (dist. max 5 Km)

5

N° prestazioni

esami guida A, B

Tipologia prestazione

FASCIA A (dist. max 5 Km)

216

137

137

216

137

173

107

137

107

tariffa

-

3

4

100

80

3

5

1

2

N° prestazioni

-

74

74

114

74

92

59

74

59

tariffa

FASCIA B (dist. 6-17 Km)

1

7

10

250

200

7

13

3

5

N° prestazioni

FASCIA B (dist. 6-17 Km)

225

146

146

225

146

182

116

146

116

tariffa

-

2

3

75

60

2

4

1

1

N° prestazioni

-

83

83

123

83

101

68

83

68

tariffa

FASCIA C (dist. 18-30 Km)

1

6

9

225

180

6

12

3

4

N° prestazioni

FASCIA C (dist. 18-30 Km)

-

1

2

38

30

1

2

-

-

N° prestazioni

-

96

96

136

96

114

82

-

-

tariffa

FASCIA D (dist. 31-45 Km)

-

159

159

238

159

196

130

159

130

tariffa

SEDUTA SINGOLA

-

5

8

188

150

5

10

2

4

N° prestazioni

FASCIA D (dist. 31-45 Km)

SEDUTA POMERIDIANA LUNGA

TABELLA “allegato A”

-

171

171

250

171

207

141

171

141

tariffa

-

-

-

-

-

-

-

-

-

N° prestazioni

-

-

-

-

-

-

-

-

-

tariffa

FASCIA E (dist. 46-60 Km)

-

4

6

150

120

4

8

2

3

N° prestazioni

FASCIA E (dist. 46-60 Km)

-

190

190

269

190

226

160

190

160

tariffa

-

-

-

-

-

-

-

-

-

N° prestazioni

-

-

-

-

-

-

-

-

-

tariffa

FASCIA F (dist. 61-80 Km)

-

3

5

113

90

3

6

2

3

N° prestazioni

FASCIA F (dist. 61-80 Km)

-

208

208

287

208

244

178

208

178

tariffa

-

-

-

-

-

-

-

-

-

N° prestazioni

-

-

-

-

-

-

-

-

-

tariffa

FASCIA G (dist. 81-100 Km)

-

2

3

75

60

2

4

1

2

N° prestazioni

FASCIA G (dist. 81-100 Km)

-

232

232

312

232

269

203

232

203

tariffa

-

-

-

-

-

-

-

-

-

N° prestazioni

-

-

-

-

-

-

-

-

-

tariffa

FASCIA H (dist. 101-130 Km)

-

1

2

38

30

1

2

1

1

N° prestazioni

FASCIA H (dist. 101-130 Km)


Pag. 48 - ApiNFORMA / Organizzazione - numero 7 - 15 aprile 2019

4

2

60

75

3

2

0,3

esami nautici

esami nautici a vela

revisioni solo tecnico

revisioni tecnico + assistente

aggiornamenti

collaudi

ispezioni officine

0,7

150

revisioni tecnico + assistente

ispezioni officine

120

revisioni solo tecnico

4

4

esami nautici a vela

collaudi

8

esami nautici

6

2

esami guida superiori

aggiornamenti

3,0

N° prestazioni

esami guida A, B

Tipologia prestazione

1

esami guida superiori

51

31

31

51

31

41

24

31

24

tariffa

103

63

63

103

63

81

48

63

48

tariffa

FASCIA A (dist. max 5 Km)

1,5

N° prestazioni

esami guida A, B

Tipologia prestazione

FASCIA A (dist. max 5 Km)

0,7

4

6

150

120

4

8

2

3,0

N° prestazioni

103

63

63

103

63

81

48

63

48

tariffa

51

31

31

51

31

41

24

31

24

tariffa

FASCIA B (dist. 6-17 Km)

0,3

2

3

75

60

2

4

1

1,5

N° prestazioni

FASCIA B (dist. 6-17 Km)

0,7

4

6

150

120

4

8

2

3,0

N° prestazioni

0,3

2

3

75

60

2

4

1

1,5

N° prestazioni

51

31

31

51

31

41

24

31

24

tariffa

FASCIA D (dist. 31-45 Km)

103

63

63

103

63

81

48

63

48

tariffa

0,7

4

6

150

120

4

8

2

3,0

N° prestazioni

103

63

63

103

63

81

48

63

48

tariffa

FASCIA D (dist. 31-45 Km)

SEDUTA AGGIUNTIVA LUNGA

51

31

31

51

31

41

24

31

24

tariffa

FASCIA C (dist. 18-30 Km)

0,3

2

3

75

60

2

4

1

1,5

N° prestazioni

FASCIA C (dist. 18-30 Km)

SEDUTA AGGIUNTIVA BREVE

TABELLA “allegato A”

51

31

31

51

31

41

24

31

24

tariffa

0,7

4

6

150

120

4

8

2

3,0

N° prestazioni

103

63

63

103

63

81

48

63

48

tariffa

FASCIA E (dist. 46-60 Km)

0,3

2

3

75

60

2

4

1

1,5

N° prestazioni

FASCIA E (dist. 46-60 Km)

51

31

31

51

31

41

24

31

24

tariffa

0,7

4

6

150

120

4

8

2

3,0

N° prestazioni

103

63

63

103

63

81

48

63

48

tariffa

FASCIA F (dist. 61-80 Km)

0,3

2

3

75

60

2

4

1

1,5

N° prestazioni

FASCIA F (dist. 61-80 Km)

51

31

31

51

31

41

24

31

24

tariffa

0,7

4

6

150

120

4

8

2

3,0

N° prestazioni

103

63

63

103

63

81

48

63

48

tariffa

FASCIA G (dist. 81-100 Km)

0,3

2

3

75

60

2

4

1

1,5

N° prestazioni

FASCIA G (dist. 81-100 Km)

51

31

31

51

31

41

24

31

24

tariffa

0,7

4

6

150

120

4

8

2

3,0

N° prestazioni

103

63

63

103

63

81

48

63

48

tariffa

FASCIA H (dist. 101-130 Km)

0,3

2

3

75

60

2

4

1

1,5

N° prestazioni

FASCIA H (dist. 101-130 Km)


ANAS. Veicoli eccezionali. Preavviso di transito invio del preavviso di transito per le autorizzazioni periodiche di massa superiore alle 44 t. intervento dell’associazione Si fa seguito alla circolare associativa prot. n. 145/ AdT del 29 aprile 2019 per ricordare che con nota prot. CDG 0556290-P del 10 aprile 2019, Anas aveva comunicato che a partire dal 15 aprile 2019, i titolari di autorizzazioni periodiche per veicoli e trasporti eccezionali con massa autorizzata superiore a 44 t in corso di validità, prima di ciascun viaggio dovranno inviare un preavviso di transito tramite la piattaforma informatica ANAS TEWeb (Trasporti eccezionali web, n.d.r.), mentre le relative comunicazioni di inizio e fine viaggio dovranno essere trasmesse tramite TEWeb APP. Di conseguenza, dalla medesima data le Condizioni generali dell’ANAS per il rilascio delle autorizzazioni di tipo periodico, singole e multiple, aventi massa complessiva superiore a 44 t sono modificate nel modo che segue: - Preavviso di transito: almeno 48 h prima dell’inizio di ciascun viaggio, il titolare dell’impresa deve obbligatoriamente inviare il preavviso di transito attraverso il portale Anas TEWEB; la ricevuta del preavviso costituisce parte integrante dell’autorizzazione. In mancanza di invio, il trasporto eccezionale deve ritenersi non autorizzato; per i viaggi da effettuare nelle 48 ore immediatamente successive al rilascio dell’autorizzazione, il preavviso può effettuarsi con un minore anticipo; nel preavviso di transito delle autorizzazioni periodiche, dovranno essere indicate le aree compartimentali attraversate e gli effettivi tratti di strada statale interessati.

-

Annotazione viaggio: sempre per le predette autorizzazioni, l’annotazione della data e dell’ora di inizio e fine viaggio va eseguita obbligatoriamente tramite la TEWEB APP; dopo l’inizio del viaggio, il dispositivo mobile utilizzato per l’annotazione dovrà rimanere attivo a bordo del trasporto eccezionale o di uno dei veicoli di scorta; in presenza di comprovate difficoltà tecniche all’utilizzo di TEWEB APP per i predetti adempimenti, è possibile procedervi via telefono al numero verde Anas 800.841.148; in mancanza di annotazione il trasporto verrà ritenuto non autorizzato. La modifica delle Condizioni generali si applica anche alle autorizzazioni già rilasciate, per il periodo di validità residua. L’Anas ha previso un periodo transitorio, dal 15 aprile al 31 maggio 2019, in cui i titolari di permessi periodici con massa autorizzata superiore alle 44 t, in alternativa alle modalità sopra descritte, potranno inviare il preavviso di transito tramite posta elettronica certificata PEC alle aree compartimentali interessate, e comunicare l’inizio e la fine del viaggio al già citato numero verde. Scaduto questo periodo, dal 1° giugno 2019 le nuove modalità di comunicazione saranno le uniche utilizzabili. A fronte di queste nuove prescrizioni, che aggravano l’operatività di questa tipologia di trasporti, l’Associazione è intervenuta a livello nazionale attraverso Conftrasporto, la quale nei prossimi giorni incontrerà la Direzione generale dell’ANAS. Ci si riserva di ritornare sull’argomento non appena si saranno avuti elementi di novità. Frattanto, per altre informazioni e aggiornamenti gli interessati possono rivolgersi all’ufficio trasporti dell’Associazione.

Pag. 49 - ApiNFORMA / Organizzazione - numero 7 - 15 aprile 2019

(AdT)


Autotrasporto. Riposo regolare in cabina divieto di eseguire controlli su strada. chiarimenti della commissione europea

Con una lettera del Direttore dell’Unità trasporto stradale del Direttorato generale per mobilità e trasporto della Commissione europea (s.d., ma dell’aprile 2019), è stato chiarito che in sede di controlli su strada, non è consentito esigere dal conducente la documentazione comprovante che i riposi settimanali regolari (quelli di almeno 45 ore) presi nei 28 giorni precedenti, non sono stati effettuati nella cabina dei veicoli industriali. Il chiarimento è stato sollecitato dalla rappresentanza permanente dell’International Road Transport Union (IRU) presso l’Unione europea, dopo che in passato alcuni Stati europei - Spagna su tutti - avevano dato istruzioni di senso opposto ai rispettivi organi di controllo. Pertanto - precisa la lettera - “i conducenti sono passibili di sanzione solo nel caso di mancata conformità con tale divieto, quando cioè sono sorpresi da un controllo da parte delle autorità competenti mentre effettuano il loro normale riposo settimanale all’interno del veicolo.” In altre parole, il divieto di effettuare il riposo settimanale regolare sul veicolo si può sanzionare soltanto in flagranza, cioè quando l’organo di po-

lizia sorprenda il conducente sul mezzo a riposare e, da una verifica effettuata sulle registrazioni del tachigrafo, risulti che stia effettuando un riposo settimanale regolare di almeno 45 ore. Qualora vi fossero conducenti che abbiano subito sanzioni in contrasto con questo orientamento, la Commissione U.E sostiene che debbano “fare ricorso presso le autorità nazionali competenti per ottenere il rimborso delle sanzioni ricevute.” Ciò detto, per quanto riguarda l’Italia si aggiunge che il Ministero dell’interno con propria nota del 30 aprile 2018 era giunto alla medesima conclusione (v. Apinforma n. 7/2018, p. p. 30), sostenendo che: - il riposo settimanale regolare preso sul veicolo va considerato come non goduto, applicandosi di conseguenza la sanzione prescritta dal comma 7 art. 174 del codice della strada (pagamento di una somma da 434 a 1.738 euro - aumentata di 1/3 se la violazione è stata commessa dopo le 22 e prime delle ore 7, e con la riduzione del 30% prevista per il pagamento nei 5 giorni dalla contestazione – seguito dal ritiro temporaneo dei documenti di guida e dall’intimazione a non riprendere il viaggio fino a completamento del riposo prescritto). - la violazione può essere accertata soltanto in flagranza, quindi nel momento in cui viene commessa. Copia della lettera in oggetto e altre informazioni possono essere richieste all’ufficio trasporti dell’Associazione.

Pag. 50 - ApiNFORMA / Organizzazione - numero 7 - 15 aprile 2019

(AdT)


Trasporto di animali vivi della specie suina raccomandazioni del ministero della salute, per prevenire il rischio della peste suina africana (psa) In relazione all’aumentato rischio di diffusione della Peste suina africana, dall’Europa dell’est verso quella centrale, con nota dell’11 Aprile scorso il Ministero della Salute ha ricordato le prescrizioni legate al trasporto di animali vivi che, se osservate, possono contribuire a mitigare questo rischio. In particolare, la nota richiama alcuni aspetti essenziali che devono essere oggetto di verifica da parte dei Servizi veterinari locali e delle altre autorità competenti per i controlli: - corrette ed opportunamente documentate procedure di pulizia e disinfezione degli automezzi, da eseguire presso l’allevamento, il macello o le più vicine stazioni di disinfezione autorizzate. Presso queste strutture – prosegue il Ministero – il protocollo per assicurare una corretta igiene, dovrebbe prevedere la pulizia

a secco (con la rimozione del materiale grossolano senza trascurare le parti più nascoste del veicolo – parafanghi, sottoscocca, pedaliera, ecc..), la detergenza e la disinfezione. I veicoli ancora non disinfettati vanno identificati con la scritta “da disinfettare”, mentre su quelli già trattati deve essere apposto un cartello giallo con la scritta “disinfettato”. - Modalità di carico/scarico di suini, da effettuare all’esterno dell’area di pertinenza dell’allevamento o, in alternativa, dentro l’allevamento purché il veicolo vuoto, pulito e disinfettato trasporti solo suini provenienti dalla stessa azienda (mono – carico), e che il trasportatore rispetti le misure di biosicurezza di base (es. calzari mono uso). Nell’ambito dei controlli su strada eseguiti dai veterinari ufficiali in collaborazione con il NAS e le altre Forze di Polizia, circa gli adempimenti richiesti dal Reg. 1/2005 sul benessere animale, il Ministero ricorda di verificare anche la corrispondenza tra le informazioni presenti nel Mod4 e gli animali sul mezzo, oltre che la presenza della documentazione sull’avvenuto lavaggio e disinfezione dello stesso.

Pag. 51 - ApiNFORMA / Organizzazione - numero 7 - 15 aprile 2019

(C)


Scadenze aziendali mese di maggio 2019 il calendario delle scadenze per il mese di maggio 2019

Martedì 7 ELENCO BENEFICIARI 5 PER MILLE - Scade il termine per l’invio telematico da parte degli enti di volontariato e associazioni sportive della domanda d’iscrizione dei soggetti beneficiare del 5 per mille Irpef per il 2019, per i soggetti non inseriti nell’elenco permanente.

Mercoledì 15 FATTURAZIONE DIFFERITA - Scade il termine per l’emissione delle fatture riferite a cessioni di beni consegnati o spediti, previa emissione di un documento di trasporto, nel mese di aprile. Le stesse fatture devono essere registrate entro il termine di emissione e con riferimento al mese di consegna o spedizione.

Giovedì 16 IVA - LIQUIDAZIONE MENSILE - Scade il termine per il versamento dell’Iva relativa al mese di aprile. I versamenti vanno effettuati utilizzando il modello F24. IVA - LIQUIDAZIONE TRIMESTRALE - Scade il termine per il versamento dell’Iva relativa al 1° trimestre 2019. Sull’ammontare del tributo dovuto si devono aggiungere gli interessi dell’1%. I versamenti vanno effettuati utilizzando il modello F24. IVA ANNUALE - RATEIZZAZIONE - Scade il termine per il versamento della 3^ rata dell’Iva, relativa al 2018 con la maggiorazione dello 0,33% per ogni mese o frazione di mese a decorrere dal 16 marzo 2019 utilizzando il codice tributo 6099. IRPEF - Scade il termine per il versamento delle ritenute operate nel mese precedente su: - redditi di lavoro autonomo;

- redditi derivanti dall’utilizzazione di marchi ed opere dell’ingegno e contratti di associazione in partecipazione; - obbligazioni e titoli similari; - redditi di capitale diversi da dividendi e interessi, premi o altri frutti di obbligazioni e titoli similari; - provvigioni; - redditi di lavoro dipendente e assimilati; - prestazioni effettuate nei confronti dei condomini; - bonifici relativi a ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico. I versamenti vanno effettuati utilizzando il modello F24. INPS - CONTRIBUTO GESTIONE SEPARATA Scade il termine per il versamento del contributo INPS della gestione separata secondo le seguenti aliquote: - 25,72 per i lavoratori autonomi titolari di partita Iva; - 34,23 % (prima fascia) per i soggetti che non sono iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie; - 24% per i soggetti già iscritti ad altra gestione obbligatoria. Il contributo così calcolato è posto: - per un terzo a carico dei percettori dei compensi, - per due terzi a carico del soggetto che eroga i compensi. I versamenti vanno effettuati utilizzando il modello F24. ADDIZIONALE REGIONALE E COMUNALE SU CONGUAGLIO DI FINE RAPPORTO - Scade il termine per il versamento dell’addizionale regionale e dell’eventuale addizionale comunale, da trattenere all’atto del conguaglio di fine rapporto effettuato e liquidato nel mese precedente. Il codice tributo per il versamento è il 3802 per l’addizionale regionale e il 3848 per l’addizionale comunale. I versamenti possono essere effettuati presso gli sportelli di qualsiasi concessionario o banca convenzionata, nonché presso gli uffici postali abilitati, utilizzando, in tutti i casi, il model-

Pag. 52 - ApiNFORMA / Organizzazione - numero 7 - 15 aprile 2019


lo unico di pagamento fisco/inps/regioni (Mod. F24). ADDIZIONALE REGIONALE E COMUNALE 2018 - Scade il termine per versare le rate di addizionale regionale e addizionale comunale trattenute sulle retribuzioni del mese precedente. Tale versamento è da effettuarsi insieme alle ritenute IRPEF. Il codice tributo è il 3802 per l’addizionale regionale e il 3848 per l’addizionale comunale; l’anno di riferimento è il 2018. ACCONTO ADDIZIONALE COMUNALE 2019 - Scade il termine per versare la rata di acconto dell’addizionale comunale trattenuta ai dipendenti sulle retribuzioni del mese precedente. Tale versamento è da effettuarsi insieme alle ritenute IRPEF. Il codice tributo è il 3847. L’anno di riferimento è il 2019 CONTRIBUTI INPS LAVORATORI DIPENDENTI - Scade il termine per il versamento all’Inps, tramite mod. F24, dei contributi relativi ai lavoratori dipendenti. CONTRIBUTI COLLABORATORI - Scade il termine per il versamento tramite mod. F24 telematico dei contributi trattenuti il mese precedente dai committenti per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa. CONTRIBUTI INPS DIRIGENTI (EX INPDAI) Scade il termine per il versamento dei contributi, tramite il mod. F24, della contribuzione Inps dei dirigenti per le retribuzioni di competenza del mese precedente. INPS - FONDO DI TESORERIA - Scade il termine per i datori di lavoro con almeno 50 dipendenti di versare al Fondo di tesoreria la quota mensile di TFR, totale o parziale, maturata nel mese precedente e non devoluta alle forme pensionistiche complementari. INPS - ARTIGIANI E COMMERCIANTI - Quota fissa - Versamento dei contributi IVS da parte dei soggetti iscritti alla gestione INPS artigiani e commercianti (quota fissa sul reddito minimale). FONDAPI - Scadenza per l’invio della distinta FONDAPI per il bimestre marzo/aprile 2018. INAIL AUTOLIQUIDAZIONE - Scade il termine per il versamento del premio di autoliquidazione in anticipazione e regolazione, per la presentazio-

ne della dichiarazione delle retribuzioni comprensiva dell’eventuale comunicazione di pagamento in quattro rate (di cui le prime due in ogni caso da versarsi entro il 16/05).

Mercoledì 22 CONTRIBUTI ENASARCO - Versamento dei contributi on-line per gli agenti e rappresentanti di commercio relativi al 1° trimestre 2019 (1° gennaio - 31 marzo) al Fondo di Previdenza e al Fondo Assistenza. Qualora il contributo al Fondo di Previdenza non raggiunga l’importo minimale, lo stesso va integrato a carico del preponente. FONDAPI - Scade il termine per effettuare il versamento dei contributi per il bimestre marzo/ aprile 2019; Il bonifico deve essere ordinato con data valuta e disponibilità massima per il beneficiario il giorno 21.

Sabato 25 (posticipa a lunedì 27) IVA INTRACOMUNITARIA MENSILI - Scade il termine per la trasmissione degli elenchi riepilogativi delle cessioni intracomunitarie di beni e servizi relativi al mese di aprile. I modelli da presentare sono: - l’INTRA 1, l’INTRA 1-bis, l’INTRA 1-ter, l’INTRA 1 - quater e l’INTRA 1 - quinquies per le cessioni; - l’INTRA 2, l’INTRA 2-bis, l’INTRA 2-ter, l’INTRA 2 - quater e l’INTRA 2 - quinquies per gli acquisti. La presentazione deve essere effettuata in via telematica.

Venerdì 31 CONTRATTI DI LOCAZIONE - Scade il termine per la registrazione dei nuovi contratti di locazione di immobili con decorrenza 1° maggio 2019 e versamento dell’imposta di registro per i contratti di locazione con annualità scaduta il 30 aprile 2019. LIQUIDAZIONI IVA - Scade il termine per l’invio telematico da parte di tutti i soggetti passivi Iva, delle liquidazioni di gennaio, febbraio e marzo (per i mensili) e del primo trimestre 2019 (per i trimestrali). ESTEROMETRO - Scade il termine per la trasmissione telematica dell’esterometro, riferito alle operazioni di aprile 2019. DEFINIZIONE AGEVOLATA PVC - Scade il termine per il versamento della prima rata o dell’uni-

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co versamento per la definizione senza versamento di sanzioni e interessi dei PVC consegnati entro il 24 ottobre 2018. DEFINIZIONE AGEVOLATA CONTROVERSIE TRIBUTARIE - Scade il termine per presentare per ogni distinta controversia tributaria in essere, la domanda di definizione agevolata ed effettuare il relativo versamento. IRREGOLARITÀ FORMALI - Scade il termine per il versamento in soluzione unica o della prima rata relativo alla definizione delle irregolarità, infrazioni e inosservanze di obblighi o adempimenti di natura formale non rilevanti ai fini del versamento delle imposte. L’importo da versare è pari a 200 euro per ciascun periodo d’imposta. ESTROMISSIONE IMMOBILE STRUMENTALE - Scade il termine per effettuare l’estromissione dell’immobile strumentale posseduto dall’imprenditore individuale alla data del 31 ottobre 2018, con effetto dal 1° gennaio 2019. È richiesto il versamento di un’imposta sostitutiva dell’8% da versarsi in due rate di cui la prima entro il 2 dicembre 2019.

LIBRO UNICO - Scade il termine per le registrazioni relative al mese precedente. DENUNCIA UNIEMENS - Scade il termine per l’invio delle denunce contributive e retributive relative alle retribuzioni del mese precedente. DIFFERIMENTO PER FERIE COLLETTIVE - In considerazione della situazione di difficoltà organizzativa che può determinarsi in occasione della chiusura delle aziende per ferie collettive i Comitati provinciali dell’INPS possono autorizzare il differimento degli adempimenti contributivi al periodo successivo a quello in cui cadono le ferie. In questo caso le aziende interessate al differimento per ferie collettive devono presentare la domanda all’INPS entro il 31 maggio. FASI - DIRIGENTI INDUSTRIALI - Le aziende industriali devono versare al Fasi mediante bollettino bancario o domiciliazione bancaria, i contributi trimestrali (2° trimestre 2019) a carico azienda e dirigente all’assistenza sanitaria integrativa dei dirigenti industriali.

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