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Apinforma n. 4/2021

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notiziario dell’ASSOCIAZIONE piccole e medie industrie

APINFORMA numero 4 28 febbraio 2021

IN PRIMO PIANO TEST RAPIDI ANTIGENICI RINOFARINGEI E SERVIZIO INFERMIERISTICO IN AZIENDA

ApiNFORMA - Quindicinale di informazione dell’Associazione Piccole e Medie Industrie

FISCALE TRIBUTARIO ECONOMICO

LAVORO

SICUREZZA E AMBIENTE

EDILIZIA

EXPORT MARKETING

ORGANIZZAZIONE


notiziario dell’ASSOCIAZIONE PIccole e medie industrie

APINFORMA

numero 4 28 febbraio 2021

Sommario LA NOSTRA POSIZIONE

FISCALE TRIBUTARIO ECONOMICO

LAVORO

SICUREZZA E AMBIENTE

Campagna di vaccinazione anche nelle sedi aziendali

8

Il credito d’imposta per gli investimenti 4.0

9

Registro Imprese: sottoscrizione digitale pratiche telematiche

19

Inail. Incentivi alle imprese

27

Somministrazione: regime “acausale” oltre i 12 mesi

28

Regolarizzazione domande trattamenti integrazione salariale 2020

29

Nuovi congedi parentali Covid-19 e bonus baby sitting

30

Congedo di paternità 2021: sale a 10 gg. Chiarimenti Inps

31

Contrattazione collettiva: rappresentanza OO.SS.

32

Test rapidi antigenici rinofaringei in azienda

52

MUD: servizio per la compilazione e presentazione denuncia

54

ANAC: rimozione amianto rientra categoria SOA

55

ANAC: le carenze dell’offerta non sono sanabili

56

ANAC. Indicazioni in materia di affidamenti in house

58

Illegittima legge siciliana appalti

59

EDILIZIA


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ORGANIZZAZIONE

Test rapidi antigenici rinofaringei e servizio infermieristico

60

Scambi fra Soci

66

Misure di contenimento dell’epidemia da Covid-19

67

Proroghe UE di validità di patenti CQC e altre abilitazioni

69

Riorganizzazione Ministero infrastrutture e trasporti

71

Dateci il vostro indirizzo di posta elettronica per comunicare più facilmente, per fornirvi informazioni in tempo reale e per realizzare economie di scala. info@confapifvg.it

Editore Redazione Associazione Piccole e Medie Industrie del Friuli Venezia Giulia - Confapi FVG Viale Ungheria, 28 33100 Udine Tel. 0432 507377 www.confapifvg.it

Direttore Responsabile Lucia Cristina Piu Registrazione presso il Tribunale di Udine n. 404 del 27.08.1977

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LEGNO

ARIA COMPRESSA


Campagna di vaccinazione anche nelle sedi aziendali aggiornamento sull’operato di confapi fvg

Pag. 8 - ApiNFORMA / La nostra posizione - numero 4 - 28 febbraio 2021


Il credito d’imposta per gli investimenti 4.0 Soggetti esclusi

benefici più generosi per gli investimenti realizzati nell’anno in corso Premessa La legge di bilancio per il 2021 (legge n. 178 del 30 dicembre 2020) all’art. 1 commi da 1051 a 1065 ha riproposto, con caratteristiche più vantaggiose, gli incentivi per gli investimenti di beni strumentali, sia 4.0 che “ordinari”. I benefici riguardano gli investimenti in beni materiali ordinari e quelli “Industria 4.0” di cui alla Tabella A allegata alla legge di bilancio 2017 nonché i beni immateriali di cui alla Tabella B della stessa legge. Le nuove disposizioni agevolative si sovrappongono in parte quelle previste per lo scorso anno, in particolare per gli investimenti effettuati dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2020, per i quali si dovranno fare alcune valutazioni.

Soggetti interessati L’agevolazione in questione riguarda tutte le imprese, quindi le società di persone e quelle di capitali compresi gli imprenditori individuali. Non assume alcuna rilevanza il regime contabile adottato, pertanto rientreranno sia le imprese in contabilità ordinaria sia quelle in contabilità semplificata. Il regime agevolato è riconosciuto anche ai soggetti che determinano il reddito con criteri forfettari ex legge 190/2014. I professionisti possono accedere solo al credito d’imposta per gli investimenti ordinari.

Non possono beneficiare del credito d’imposta le imprese in stato di: - liquidazione volontaria; - fallimento; - liquidazione coatta amministrativa; - concordato preventivo senza continuità aziendale; - altra procedura concorsuale di cui al RD n. 267/42, al D.Lgs. n. 14/2019 ovvero da altre leggi speciali nonché quelle che hanno in corso un procedimento per la dichiarazione di una di dette situazioni; - imprese destinatarie di sanzioni interdittive ex art. 9, comma 2, del D.Lgs. 231/2001.

Condizioni aggiuntive Per accedere al credito d’imposta è necessario inoltre: - rispettare le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili ad ogni settore, - aver adempiuto agli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dei lavoratori.

Beni esclusi Sono esclusi dalle agevolazioni: - i fabbricati e le costruzioni; - i veicoli di cui all’art. 164 comma 1 del TUIR; - i beni strumentali nuovi la cui aliquota di ammortamento prevista dal D.M. 31.12.1988 sia inferiore al 6,5%, si tratta dei beni con un periodo di ammortamento relativamente lungo; - alcune tipologie di beni indicati nei seguenti gruppi

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Gruppo V

Industrie manifatturiere Specie 19 – Imbottigliamento Condutture alimentari di acque minerali naturali

8%

Specie 2/b – produzione e di- Condotte per usi civili (reti urbane) stribuzione di gas naturale Condotte dorsali per trasporto a grandi distanze dai centri di produzione Gruppo XVII

Gruppo XVIII

Industrie dell’energia elettrica, del gas e dell’acqua

Condotte dorsali per trasporto a grandi distanze dai giacimenti gassoso acquiferi; condotte di derivazione e di allacciamento

8% 10%

12%

Specie 4/b – stabilimenti ter- Condutture mali, idrotermali

8%

Specie 4 e 5 – ferrovie, com- Materiale rotabile, ferroviario e trampreso l’esercizio di binari di viario (motrici escluse) raccordo per conto terzi, l’esercizio di vagoni letto e ristorante. Tramvie interurbane, urbane e suburbane, ferrovie Industrie dei trasporti e metropolitane, filovie, funicoladelle telecomunicazioni ri, funivie, slittovie ed ascensori

7,5%

Specie 1, 2 e 3 – trasporti ae- Aereo completo di equipaggiamento rei, marittimi, lacuali, fluviali e (compreso motore a terra e salvo norlagunari me a parte in relazione ad esigenze di sicurezza)

12%

Sono inoltre esclusi i beni gratuitamente devolvibili riguardanti le imprese concessionarie od operanti a tariffa dei settori dell’energia, acqua, trasporti, infrastrutture, poste e telecomunicazioni, raccolta e depurazione delle acque di scarico e smaltimento rifiuti. Esclusi inoltre gli investimenti effettuati entro il 30 giugno 2020 per i quali entro il 31 dicembre 2019 è stato effettuato l’ordine e pagato un acconto pari almeno al 20% per i quali è fruibile l’iper o il maxi ammortamento.

L’investimento Beni materiali Industria 4.0 Il primo credito d’imposta interessa gli investimenti altamente innovativi rientranti nella tabella A allegata alla legge di bilancio del 2017. Deve riguardare beni strumentali nuovi destinati a strut-

ture produttive situate in Italia, il cui acquisto deve essere effettuato dal 16 novembre 2020 e: - fino al 31 dicembre 2022; ovvero - fino al 30 giugno 2023 a condizione che entro il 31 dicembre 2022 sia accettato l’ordine e siano versati acconti pari almeno al 20% del costo di acquisizione. Le caratteristiche soggettive e oggettive per l’accesso all’agevolazione rimangono quelle previste dalla legge di bilancio dello scorso anno mentre la percentuale del credito d’imposta è stata resa più vantaggiosa come di seguito indicato. Il primo credito d’imposta interessa gli investimenti altamente innovativi rientranti nella tabella A allegata alla legge di bilancio del 2017 ed è scaglionato secondo la seguente tabella. CREDITO D’IMPOSTA

INVESTIMENTO

Investimento fatto dal 16.11.2020 al 31.12.2021 (o entro il 30.6.2022 con 20% di acconto entro 31.12.2021)

Investimento fatto dal 1.1.2022 al 31.12.2022 (o entro il 30.6.2023 con 20% di acconto entro 31.12.2022)

fino a 2.5 milioni

50%

40%

da 2.5 a 10 milioni

30%

20%

da 10 a 20 milioni

10%

10%

Il limite massimo di costi ammissibili per ogni esercizio è di 20 milioni di euro.

Di seguito l’elenco dei beni materiali agevolabili rientranti nell’allegato A.

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ALLEGATO A (Articolo 1, comma 9) Beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello «Industria 4.0» Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti: - macchine utensili per asportazione, - macchine utensili operanti con laser e altri processi a flusso di energia (ad esempio plasma, waterjet, fascio di elettroni), elettroerosione, processi elettrochimici, - macchine utensili e impianti per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali e delle materie prime, - macchine utensili per la deformazione plastica dei metalli e altri materiali, - macchine utensili per l’assemblaggio, la giunzione e la saldatura, macchine per il confezionamento e l’imballaggio, - macchine utensili di de-produzione e riconfezionamento per recuperare materiali e funzioni da scarti industriali e prodotti di ritorno a fine vita (ad esempio macchine per il disassemblaggio, la separazione, la frantumazione, il recupero chimico), - robot, robot collaborativi e sistemi multi-robot, - macchine utensili e sistemi per il conferimento o la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti o la funzionalizzazione delle superfici, - macchine per la manifattura additiva utilizzate in ambito industriale, - macchine, anche motrici e operatrici, strumenti e dispositivi per il carico e lo scarico, la movimentazione, la pesatura e la cernita automatica dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati, AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di riconoscimento dei pezzi (ad esempio RFID, visori e sistemi di visione e meccatronici), - magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica. Tutte le macchine sopra citate devono essere dotate delle seguenti caratteristiche: - controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller), - interconnessione ai sistemi informatici di fab-

brica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program, - integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo, - interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive, - rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro. Inoltre tutte le macchine sopra citate devono essere dotate di almeno due tra le seguenti caratteristiche per renderle assimilabili o integrabili a sistemi cyberfisici: - sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto, - monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo, - caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico), - dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti, - filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche e organiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o di fermare le attività di macchine e impianti. Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità: - sistemi di misura a coordinate e no (a contatto, non a contatto, multi-sensore o basati su tomografia computerizzata tridimensionale) e relativa strumentazione per la verifica dei requisiti micro e macro geometrici di prodotto per qualunque livello di scala dimensionale (dalla larga scala alla scala micro-metrica o nano-metrica) al fine di assicurare e tracciare la qualità del prodotto e che consentono di qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica, - altri sistemi di monitoraggio in process per assicurare e tracciare la qualità del prodotto o del processo produttivo e che consentono di qualificare i processi di produzione in maniera

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documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica, - sistemi per l’ispezione e la caratterizzazione dei materiali (ad esempio macchine di prova materiali, macchine per il collaudo dei prodotti realizzati, sistemi per prove o collaudi non distruttivi, tomografia) in grado di verificare le caratteristiche dei materiali in ingresso o in uscita al processo e che vanno a costituire il prodotto risultante a livello macro (ad esempio caratteristiche meccaniche) o micro (ad esempio porosità, inclusioni) e di generare opportuni report di collaudo da inserire nel sistema informativo aziendale, - dispositivi intelligenti per il test delle polveri metalliche e sistemi di monitoraggio in continuo che consentono di qualificare i processi di produzione mediante tecnologie additive, - sistemi intelligenti e connessi di marcatura e tracciabilità dei lotti produttivi e/o dei singoli prodotti (ad esempio RFID - Radio Frequency Identification), - sistemi di monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine (ad esempio forze, coppia e potenza di lavorazione; usura tridimensionale degli utensili a bordo macchina; stato di componenti o sotto-insiemi delle macchine) e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e/o con soluzioni cloud, - strumenti e dispositivi per l’etichettatura, l’identificazione o la marcatura automatica dei prodotti, con collegamento con il codice e la matricola del prodotto stesso in modo da consentire ai manutentori di monitorare la costanza delle prestazioni dei prodotti nel tempo e di agire sul processo di progettazione dei futuri prodotti in maniera sinergica, consentendo il richiamo di prodotti difettosi o dannosi, - componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni, - filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o di fermare le attività di macchine e impianti. Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica «4.0»: - banchi e postazioni di lavoro dotati di soluzio-

ni ergonomiche in grado di adattarli in maniera automatizzata alle caratteristiche fisiche degli operatori (ad esempio caratteristiche biometriche, età, presenza di disabilità), - sistemi per il sollevamento/traslazione di parti pesanti o oggetti esposti ad alte temperature in grado di agevolare in maniera intelligente/ robotizzata/interattiva il compito dell’operatore, - dispositivi wearable, apparecchiature di comunicazione tra operatore/operatori e sistema produttivo, dispositivi di realtà aumentata e virtual reality, - interfacce uomo-macchina (HMI) intelligenti che coadiuvano l’operatore a fini di sicurezza ed efficienza delle operazioni di lavorazione, manutenzione, logistica. Beni immateriali Industria 4.0 Il secondo credito d’imposta è quello previsto per i beni immateriali inseriti nella tabella B allegata alla legge di bilancio 2017, per i quali la percentuale del credito è stata incrementata dal 15 al 20%. Per questi investimenti realizzati nel periodo dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022, o il 30 giugno 2023 in caso di versamento di un acconto di almeno il 20% entro il 31.12.2022, il credito d’imposta è pari al 20% del costo entro il limite massimo di costi ammissibili di 1.000.000 euro. Per questi investimenti è previsto un unico periodo di riferimento dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2022 con un unico limite di spesa di un milione di euro. Non si deve quindi considerare il limite per ogni periodo d’imposto ma complessivamente. Di seguito l’elenco dei beni immateriali agevolabili rientranti nell’allegato B. ALLEGATO B (Articolo 1, comma 10) Beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali «Industria 4.0» - Software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la progettazione, definizione/qualificazione delle prestazioni e produzione di manufatti in materiali non convenzionali o ad alte prestazioni, in grado di permettere la progettazione, la modellazione 3D, la simulazione, la sperimentazione, la prototipazione e la verifica simultanea del processo produttivo, del prodotto e delle sue caratteristiche (funzionali

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e di impatto ambientale) e/o l’archiviazione digitale e integrata nel sistema informativo aziendale delle informazioni relative al ciclo di vita del prodotto (sistemi EDM, PDM, PLM, Big Data Analytics), software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la progettazione e la ri-progettazione dei sistemi produttivi che tengano conto dei flussi dei materiali e delle informazioni, software, sistemi, piattaforme e applicazioni di supporto alle decisioni in grado di interpretare dati analizzati dal campo e visualizzare agli operatori in linea specifiche azioni per migliorare la qualità del prodotto e l’efficienza del sistema di produzione, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della produzione con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio, come la logistica di fabbrica e la manutenzione (quali ad esempio sistemi di comunicazione intra-fabbrica, bus di campo/ fieldbus, sistemi SCADA, sistemi MES, sistemi CMMS, soluzioni innovative con caratteristiche riconducibili ai paradigmi dell’IoT e/o del cloud computing), software, sistemi, piattaforme e applicazioni per il monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e/o con soluzioni cloud, software, sistemi, piattaforme e applicazioni di realtà virtuale per lo studio realistico di componenti e operazioni (ad esempio di assemblaggio), sia in contesti immersivi o solo visuali, software, sistemi, piattaforme e applicazioni di reverse modeling and engineering per la ricostruzione virtuale di contesti reali, software, sistemi, piattaforme e applicazioni in grado di comunicare e condividere dati e informazioni sia tra loro che con l’ambiente e gli attori circostanti (Industrial Internet of Things) grazie ad una rete di sensori intelligenti interconnessi, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per il dispatching delle attività e l’instradamento dei prodotti nei sistemi produttivi, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione della qualità a livello di sistema produttivo e dei relativi processi, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l’accesso a un insieme virtualizzato, condiviso e configurabile di risorse a supporto di processi produttivi e di gestione della produzione e/o della supply chain (cloud computing),

- software, sistemi, piattaforme e applicazioni per industrial analytics dedicati al trattamento ed all’elaborazione dei big data provenienti dalla sensoristica IoT applicata in ambito industriale (Data Analytics & Visualization, Simulation e Forecasting), - software, sistemi, piattaforme e applicazioni di artificial intelligence & machine learning che consentono alle macchine di mostrare un’abilità e/o attività intelligente in campi specifici a garanzia della qualità del processo produttivo e del funzionamento affidabile del macchinario e/o dell’impianto, - software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la produzione automatizzata e intelligente, caratterizzata da elevata capacità cognitiva, interazione e adattamento al contesto, autoapprendimento e riconfigurabilità (cybersystem), - software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l’utilizzo lungo le linee produttive di robot, robot collaborativi e macchine intelligenti per la sicurezza e la salute dei lavoratori, la qualità dei prodotti finali e la manutenzione predittiva, - software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione della realtà aumentata tramite wearable device, - software, sistemi, piattaforme e applicazioni per dispositivi e nuove interfacce tra uomo e macchina che consentano l’acquisizione, la veicolazione e l’elaborazione di informazioni in formato vocale, visuale e tattile, - software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l’intelligenza degli impianti che garantiscano meccanismi di efficienza energetica e di decentralizzazione in cui la produzione e/o lo stoccaggio di energia possono essere anche demandate (almeno parzialmente) alla fabbrica, - software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la protezione di reti, dati, programmi, macchine e impianti da attacchi, danni e accessi non autorizzati (cybersecurity), - software, sistemi, piattaforme e applicazioni di virtual industrialization che, simulando virtualmente il nuovo ambiente e caricando le informazioni sui sistemi cyberfisici al termine di tutte le verifiche, consentono di evitare ore di test e di fermi macchina lungo le linee produttive reali. Ricordiamo che la legge di bilancio per il 2019 ha ampliato la gamma di beni immateriali agevolabili, aggiungendo alla tabella B le seguenti voci: - sistemi di gestione della supply chain finalizzata al drop shipping nell’e-commerce; - software e servizi digitali per la fruizione im-

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mersiva, interattiva e partecipativa, ricostruzioni 3D, realtà aumentata; - software piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio (comunicazione intra-fabbrica, fabbrica-campo con integrazione telematica dei dispositivi on-field e dei dispositivi

mobili, rilevazione telematica di prestazioni e guasti dei dispositivi on-field). Beni materiali e immateriali “ordinari” Per ultimo è previsto un credito d’imposta anche per gli investimenti generici, estendendolo anche ai beni immateriali e rendendo più vantaggiosa la percentuale di credito e di seguito indicata.

CREDITO D’IMPOSTA Investimento fatto dal 16.11.2020 al 31.12.2021 (o entro il 30.6.2022 con 20% di acconto entro 31.12.2021)

Investimento fatto dal 1.1.2022 al 31.12.2022 (o entro il 30.6.2023 con 20% di acconto entro 31.12.2022)

10% 15% per strumenti e dispositivi tecnologici destinati dall’impresa alla realizzazione di forme di lavoro agile

6%

Il limite massimo di spesa è di 2.000.000 di euro per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi e di 1.000.000 di euro per quelli immateriali non rientranti nella tabella B allegata alla Legge di Bilancio 2017. Questo credito d’imposta è riconosciuto anche ai professionisti.

L’individuazione del costo Con riferimento ai costi di acquisto valgono i chiarimenti forniti per iper e maxi ammortamenti dall’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 152 del 15 dicembre 2017, comprendendo gli oneri accessori di diretta imputazione previsti dall’art. 110, comma 1, lett. b) del TUIR. Per le opere murarie di modeste dimensioni che non presentano una consistenza volumetrica apprezzabile, e non possano conseguentemente essere considerate costruzioni ai fini della disciplina catastale, possono assumere rilevanza come oneri accessori ai fini dell’investimento. Sono considerate costruzioni e quindi non possono rientrare nel costo agevolabile i fabbricati, le tettoie, i pontili, le gallerie, le opere di fondazione e di supporto in genere, le opere di sbarramento, approvvigionamento, contenimento e restituzione di materiali solidi, liquidi e gassosi come le dighe e le opere di presa e di scarico delle acque, i canali, i serbatoi, le cisterne, le vasche, le torri, le ciminiere, e i pozzi posti a monte o a valle di siti produttivi. Il costo della perizia o dell’attestazione di conformità richiesta per beneficare dell’agevolazione in chiave industria 4.0 non può essere considerato nell’importo dell’investimento, a prescindere dalla modalità di contabilizzazione in bilancio. Si tratta, infatti, di un onere burocratico richiesto esclusivamente per accedere al beneficio fiscale. Per quanto riguarda le attrezzature, normalmen-

te non rientrano nella tabella A, tuttavia, qualora costituiscano dotazione ordinaria del bene agevolato, possono rientrare nel costo agevolabile a condizione che: - siano assolutamente necessarie al funzionamento del macchinario; - costituiscano normale dotazione dell’investimento. Al fine di evitare incertezze interpretative nell’applicazione delle disposizioni di cui sopra, in un’ottica di semplificazione è stata individuata una percentuale forfettaria del 5% del costo del bene principale. Sarà così possibile considerare il costo delle dotazioni, accessorie al costo di acquisto, nel limite del 5% dell’investimento e a patto che sia sostenuto e debitamente documentato. L’impresa potrà considerare anche costi superiori al limite del 5%, ma in questi casi dovrà dimostrare, in sede di controllo, gli elementi a supporto dei maggiori costi inclusi nell’agevolazione. Non assumerà alcuna differenza la circostanza che gli elementi accessori siano acquisiti in un unico atto d’investimento, oppure siano acquisiti separatamente anche presso altri fornitori. Come anticipato, l’agevolazione consiste in tre distinti crediti d’imposta come di seguito indicato.

Beni in leasing Hanno accesso a tutte e tre le tipologie di credito d’imposta anche gli investimenti realizzati attraverso contratti di locazione finanziaria. Per questi il beneficio riguarda la quota capitale inclusa nel canone, la cui estrapolazione deve essere effettuata sulla base della procedura forfettaria di cui al DM 24/4/1998, ancorché tale norma sia stata abrogata. Il bonus in questi casi si applica sulla stessa base utilizzata nel caso di acquisto diretto,

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in sostanza si considera il costo sostenuto dal concedente. Sono esclusi dalle agevolazioni in argomento i beni destinati alla vendita, i beni di consumo, mentre per i beni concessi a noleggio, l’agevolazione interessa esclusivamente l’impresa noleggiatrice mentre l’utilizzatore è escluso. Per i beni concessi in comodato a terzi, la maggiorazione spetta al comodante a patto che i beni siano strumentali e inerenti alla propria attività. L’agevolazione è riconosciuta anche con riferimento ai beni utilizzati a scopo dimostrativo o per esposizione, importante che non siano mai stati utilizzati.

Utilizzo del credito d’imposta Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione tramite il modello F24 in 3 quote annuali di pari importo a decorrere dalla data di entrata in funzione dei beni o, per i beni rientranti nelle Tabelle A e B dall’anno in cui è intervenuta l’interconnessione. È stati quindi introdotta una modifica importante perché la compensazione decorre da subito, senza necessità di aspettare l’anno successivo l’entrata in funzione del bene o dell’interconnessione. Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante F24 senza la preventiva presentazione della dichiarazione dei redditi a decorrere dall’anno di entrata in funzione del bene o della sua interconnessione. Per gli investimenti effettuati nel periodo 16 novembre 2020 – 31 dicembre 2021 da parte di soggetti con un volume di ricavi inferiore a 5 milioni, il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione in un’unica quota annuale. Se l’interconnessione avviene in un periodo d’imposta successivo a quello di entrata in funzione, per il primo anno si applicherà la percentuale del 10% o 6% prevista per i beni non rientranti nelle Tabelle A e B. L’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 37/2021 ha istituito i codici tributo 6935, 6936 e 6937 per la compensazione rispettivamente dei crediti “ordinari”, nei beni materiali Industria 4.0 e nei beni immateriali di cui alla Tabella B. È stato anche chiarito che nel campo “anno” si deve indicare l’anno di entrata in funzione o di interconnessione dell’investimento. Come già ricordato i crediti sono condizionati al rispetto della normativa in materia di sicurezza sul lavoro e alla correttezza dei versamenti contributivi e previdenziali dei lavoratori dipendenti. Per tutte le fattispecie di credito d’imposta di cui sopra non si applica il limite alle compensazioni di 700.000 euro di cui all’art. 34 della legge

388/2000 né il limite di 250.000 euro di cui al comma 53 dell’art. 1 della legge 244/2007. Il credito d’imposta non è soggetto a tassazione ai fini Irpef, Ires e Irap e non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi. È cumulabile con altre agevolazioni riferite agli stessi investimenti. Negli incontri dell’Agenzia delle entrate con la stampa specializzata (Telefisco 2021) è stato precisato che la rateizzazione in tre quote di un terzo rappresenta il limite massimo di fruizione del credito. In caso di mancato utilizzo in tutto o in parte di tale importo, l’ammontare residuo può essere utilizzato nei periodi d’imposta successivi senza correre il rischio di perderlo. Così per un credito d’imposta di 30.000 euro da utilizzare in compensazione in tre quote da 10.000 euro nel 2021, 2022 e 2023, l’impresa che nel 2021 utilizza il bonus solo per 8.000 euro potrà utilizzare l’eccedenza di 2.000 aggiungendolo alla quota del 2022 arrivando in tale annualità a 12.000 euro.

Cessione del bene agevolato Nelle ipotesi in cui si benefici del credito d’imposta, l’eventuale cessione a titolo oneroso del bene agevolato o destinazione dello stesso all’estero, anche in strutture appartenenti allo stesso soggetto, entro il 31.12 del secondo anno successivo all’investimento, il credito d’imposta è ridotto in misura corrispondente, escludendo dall’originaria base di calcolo il relativo costo. Il maggior credito se utilizzato in compensazione deve essere riversato entro il termine di versamento del saldo delle imposte riferito al periodo in cui si è provveduto alla cessione. La sostituzione del bene agevolato con uno che rientri sempre nella tabella A, non determina la perdita del beneficio per le residue quote. Anche in questo caso è necessario produrre l’attestazione e provvedere all’interconnessione. Con riferimento a quest’ultimo caso, qualora il nuovo investimento abbia un costo inferiore a quello originario, la fruizione del beneficio continua con riferimento alle quote residue fino a concorrenza del nuovo investimento.

Comunicazione al MISE Per l’accesso ai crediti rientranti nel piano “Industria 4.0” è richiesto l’invio di apposita comunicazione telematica al MISE al solo fine di acquisire le informazioni necessarie per valutare l’andamento e la diffusione delle misure agevolative. Con apposito provvedimento saranno individuati il mo-

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dello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione in relazione a ciascun periodo d’imposta agevolata. La comunicazione interessa i crediti d’imposta relativi ai beni rientranti nelle tabelle A e B allegate alla legge di bilancio del 2017, è esclusa quindi per gli altri beni. Visto il dilungarsi dell’adozione del modello, il MISE ha precisato che tale comunicazione, anche con riferimento agli investimenti effettuati lo scorso anno, ha finalità esclusivamente informativa e non condiziona l’efficacia del bonus. La stessa potrà essere inviata nel corso del 2021 dopo l’emanazione del provvedimento direttoriale.

La perizia o la dichiarazione del legale rappresentante Per accedere alle agevolazioni di cui sopra, vale a dire i crediti d’imposta per i beni materiali e per quelli immateriali rientranti nel piano industria 4.0, la norma prevede particolari adempimenti. I soggetti interessati sono tenuti ad acquisire una dichiarazione del legale rappresentante ovvero, per gli acquisti di costo superiori a 300.000 euro, una perizia tecnica asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi Albi professionali o un attestato di conformità di un ente di certificazione accreditato, nella quale si attesti che il bene: - possiede le caratteristiche tecniche previste dagli allegati A e B alla norma che contemplano i beni agevolabili; - è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Viene richiesto sostanzialmente che il bene entri attivamente nella catena di valore dell’impresa. Si evidenzia che la legge di Bilancio 2021 ha innovato la modalità di redazione della perizia tecnica perché ora è richiesto che la stessa sia asseverata e non più semplice. La dichiarazione e la perizia devono essere acquisite dall’impresa entro il periodo d’imposta in cui il bene entra in funzione, ovvero, se successivo, entro il periodo d’imposta in cui il bene è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. In quest’ultimo caso l’agevolazione sarà fruibile dal periodo d’imposta in cui si realizza l’interconnessione. Il MISE con la circolare n. 547750 del 15 dicembre 2017 ha individuato le modalità e i tempi di redazione della perizia e dell’attestazione, rendendo anche noti gli schemi di perizia e quelli riferiti all’analisi tecnica. Quest’ultima, da allegare alla perizia deve riguardare l’investimento effettuato,

la verifica dell’interconnessione e la rappresentazione dei flussi produttivi e informativi. Ricordiamo che al fine di assicurare un valido supporto alle aziende in questo processo di modernizzazione abbiamo stretto con il RINA Services SPA, una collaborazione per consentire alle imprese di operare in un quadro di certezza e affidabilità, sia per quanto riguarda la pianificazione degli investimenti innovativi sia per la certificazione degli stessi in una logica 4.0. Il RINA è un ente di certificazione autorizzato da Accredia a rilasciare l’asseverazione in argomento.

L’interconnessione Si sottolinea che l’agevolazione in argomento è condizionato all’interconnessione del bene al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Più precisamente affinché un bene possa essere considerato interconnesso è necessario che: - scambi informazioni con sistemi interni quali il gestionale, sistemi di pianificazione, di progettazione e sviluppo e/o esterni quali clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo, per mezzo di un collegamento basato su specifiche che siano documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCP-IP, HTTP, MQTT, ecc.); - sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (indirizzo IP). Solo quando il bene diventa effettivamente connesso al sistema aziendale è possibile beneficiare del credito d’imposta. In assenza di interconnessione il bene non potrà usufruire del credito maggiorato per l’Industria 4.0 ma solo di quello residuale indicato di seguito.

La cumulabilità L’agevolazione in argomento non presenta limitazioni al cumulo con altre agevolazioni, a meno che queste ultime non dispongano diversamente. In linea generale i crediti di cui sopra sono cumulabili con eventuali altre agevolazioni come ad esempio il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo, il patent box o le start up. Oltre alle agevolazioni di natura fiscale sarà possibile accedere anche incentivi di natura diversa come ad esempio la Sabatini-ter. Le agevolazioni del piano Industria 4.0 avendo portata generale, sono escluse dal calcolo degli aiuti “de minimis” e sono quindi cumulabili tra loro salvo divieto espresso. Unico limite da rispettare quello previsto dalla

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circolare 5/2016 e dalla risoluzione 66/2016 che vietano di superare il costo complessivo dell’investimento.

Trattamento contabile I crediti d’imposta di cui sopra dal punto di vista contabile devono essere iscritti come contributi in conto impianti, nel bilancio dell’esercizio in cui sono effettuati gli acquisti. Secondo l’OIC 16 non rileva quindi il momento in cui il credito viene compensato con il modello F24. Il credito d’imposta deve essere rilevato nell’attivo dello stato patrimoniale alla voce CII 5-bis al momento in cui esiste una ragionevole certezza che le condizioni poste dalla norma sono state rispettate e che coincide con l’esecuzione dell’investimento. A fronte dei crediti si dovrà rilevare un provento alla voce A5 del conte economico, da rilasciare in proporzione all’ammortamento del bene, con la tecnica dei risconti passivi, oppure iscrivendo l’importo a riduzione dell’investimento, ammortizzando la differenza. Quest’ultimo metodo pone qualche problema di coordinamento. Nel primo caso, infatti, l’impresa ammortizza e deduce le quote calcolate sul costo lordo e contemporaneamente effettua una variazione in diminuzione del provento iscritto alla voce A5; nel secondo caso lo stanziamento delle quote ridotte non può essere integrato per via della mancata imputazione a conto economico e la detassazione non ha formalmente alcun provento cui riferirsi. I due metodi, entrambi consentiti, non possono portare a risultati fiscali differenti e conseguentemente dovrebbe essere consentita una variazione in diminuzione. Sul punto si attendono conferme da parte dell’amministrazione finanziaria.

Indicazione in fattura La norma richiede che i documenti e le fatture riportino l’espresso riferimento alle disposizioni normative in esame. È infatti, previsto quanto segue: “Ai fini dei successivi controlli, i soggetti che si avvalgono del credito d’imposta sono tenuti a conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei

costi agevolabili. A tal fine, le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolabili devono contenere l’espresso riferimento alle disposizioni della norma”. È importante quindi richiedere al fornitore, al momento dell’acquisto, di inserire una frase del seguente tenore:” Bene agevolabile ai sensi dell’art. 1 commi da 1051 a 1063 della legge 178/2020”. L’Agenzia delle entrate con le risposte agli interpelli numero 438 e 439 del 5 ottobre 2020 ha chiarito come comportarsi qualora la fattura manchi dello specifico riferimento alla norma agevolativa. In particolare la fattura sprovvista del riferimento normativo, non è considerata documentazione idonea e determina, quindi, in sede di controllo la revoca della quota corrispondente di agevolazione. La regolarizzazione della mancata indicazione della norma può essere sanata come di seguito indicato. Per le fatture emesse in formato cartaceo, il riferimento all’articolo 1, commi da 1051 a 1067, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 può essere riportato dall’impresa acquirente sull’originale di ogni fattura, sia di acconto che di saldo, con scrittura indelebile, anche mediante l’utilizzo di un apposito timbro. Con riferimento alle fatture elettroniche, il beneficiario può, alternativamente: - stampare il documento di spesa apponendo la predetta scritta indelebile che, in ogni caso, dovrà essere conservata ai sensi dell’articolo 34, comma 6, del d.P.R. n. 600 del 1973 (il quale rinvia al successivo articolo 39 del medesimo decreto IVA); - realizzare un’integrazione elettronica da unire all’originale e conservare insieme allo stesso con le modalità indicate, seppur in tema di inversione contabile, nella circolare n. 14/E del 2019. Le fatture elettroniche veicolate tramite SdI, a fronte dell’immodificabilità della stessa, il cessionario/committente può, senza procedere alla sua materializzazione analogica e dopo aver predisposto un altro documento, allegarlo al file della fattura in questione, contenente sia i dati necessari per l’integrazione sia gli estremi della fattura stessa e inviare tale documento allo SdI.

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(PZ)


Registro Imprese: sottoscrizione digitale pratiche telematiche Si riporta di seguito il testo del documento.

cciaa pn-ud: trasmissione nuove note esplicative L’Ufficio Registro Imprese della Camera di Commercio di Pordenone-Udine informa che il 1° aprile 2021, d’intesa con gli altri uffici del Registro delle Imprese del Triveneto, si completa il processo di riorganizzazione per la digitalizzazione delle pratiche telematiche rivolte al Registro delle Imprese. Infatti, a partire dal 1° aprile p.v., tutte le tipologie di pratiche dovranno essere sottoscritte digitalmente da un soggetto obbligato o legittimato alla presentazione delle stesse e non sarà più possibile delegare la sottoscrizione digitale delle pratiche a persona diversa individuata con la cd. “procura speciale cartacea” firmata manualmente dal soggetto obbligato. L’obbligo, già introdotto per le società e gli altri enti collettivi iscritti nel Registro delle Imprese, si estenderà quindi anche alle imprese individuali e ai soggetti Rea. Tuttavia non verrà meno l’attività degli intermediari che continueranno a svolgere il compito di predisposizione e conseguente invio delle pratiche telematiche che però dovranno essere sottoscritte appunto con firma digitale dell’obbligato/legittimato. I commercialisti potranno continuare a firmare digitalmente le pratiche telematiche ai sensi dell’articolo 31 comma 2 quater della legge 340/2000. Al fine di favorire la predisposizione delle pratiche, l’Ufficio Registro Imprese della Camera di Commercio di Pordenone-Udine ha predisposto le nuove note esplicative sulle modalità di sottoscrizione, esemplificando i casi più ricorrenti e individuando alcuni casi di esonero. Sarà quindi indispensabile che i soggetti che ne sono ancora privi acquisiscano per tempo i dispositivi di firma digitale, mentre coloro che ne sono già in possesso verifichino il corretto funzionamento degli stessi e la relativa scadenza.

Modalità di sottoscrizione delle istanze al Registro Imprese/REA a seguito dell’eliminazione del mod. PROCURA SPECIALE dal 1° ottobre 2020 per Società, Cooperative, Consorzi e altri Soggetti Collettivi iscritti nel Registro delle Imprese dal 1° aprile 2021 per Imprese individuali e Soggetti iscritti nel R.E.A. La Comunicazione Unica prevede la presentazione di domande, denunce, comunicazioni o SCIA destinate non solo all’Ufficio del Registro delle Imprese ma anche ad altre pubbliche amministrazioni (es. SUAP, Agenzia delle Entrate, INPS e INAIL). I flussi telematici destinati a tali Enti sono soggetti a regole proprie. La modalità di sottoscrizione delle istanze da inviare al Registro Imprese e REA, a seguito dell’eliminazione del modello della Procura Speciale dal 1° ottobre 2020, sarà regolamentata come di seguito precisato.

1) Soggetti obbligati/legittimati alla intestazione e sottoscrizione con firma digitale della distinta relativa alla modulistica del Registro delle Imprese Il modello di Comunicazione Unica, come anche la distinta Registro Imprese, devono riportare come soggetto intestatario dichiarante, esclusivamente uno dei tre soggetti sotto indicati, che sottoscrive con la propria firma digitale. a) Amministratori/liquidatori/sindaci/titolare di impresa individuale b) Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili c) Notai

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2) Intermediario (colui che cura materialmente la sola trasmissione della pratica) Le domande/denunce di iscrizione al Registro delle imprese o al REA potranno essere “inviate” anche da intermediari (es. Associazioni, Agenzie, Professionisti in genere). L’intermediario continuerà quindi a svolgere un ruolo importante nelle interlocuzioni con l’Ufficio per le domande/denunce presentate, non potrà più però qualificarsi come “dichiarante”, e quindi non sarà più obbligato a firmare a tale titolo la domanda di iscrizione o di deposito, che deve invece riportare i dati dei soggetti indicati al precedente punto 1), e deve essere da questi firmata digitalmente. La domanda di iscrizione o deposito, ovvero la distinta ComUnica, deve essere firmata digitalmente anche dall’intermediario, nel caso in cui, come domicilio elettronico della pratica, venga indicata la casella PEC di posta elettronica certificata dell’intermediario stesso.

3) Casi di esonero della sottoscrizione digitale da parte dei soggetti obbligati 1. a) Amministratori/ Liquidatori/Sindaci/ Titolare di impresa individuale Si tratta di istanze che vengono presentate direttamente dal soggetto obbligato (amministratore, liquidatore, sindaco, titolare di impresa individuale, legale rappresentante di Soggetto iscritto nel R.E.A., ecc.) con l’apposizione della propria firma digitale. Elenco esemplificativo di alcuni tra i più frequenti adempimenti: - Iscrizione delle nomine, conferme e cessazioni degli amministratori/liquidatori Ogni amministratore/liquidatore nominato o confermato deve firmare digitalmente la domanda di iscrizione. Se la società è dotata di un organo di controllo, in caso di cessazione di uno o più amministratori/liquidatori, la domanda deve essere firmata digitalmente anche da un sindaco effettivo, soggetto obbligato a comunicare la cessazione. Per favorire l’acquisizione delle firme digitali di tutti gli amministratori/liquidatori può

essere utilizzato il MODELLO FIRME ISCRIZIONE NOMINA, che va compilato e sottoscritto individualmente da ogni amministratore/liquidatore nominato/confermato o sindaco effettivo per cessazione amministratori, fermo restando che almeno uno degli amministratori obbligati all’adempimento deve comunque risultare quale “dichiarante” e firmare digitalmente la domanda di iscrizione. - Iscrizione delle nomine, conferme e cessazioni dei sindaci/revisori legali La domanda di iscrizione del sindaco/revisore legale nominato, confermato o cessato deve essere firmata digitalmente da un amministratore. Deve inoltre risultare l’accettazione dell’incarico da parte del sindaco nominato o confermato che è normalmente documentata dalla presenza della firma digitale del sindaco sul modello di domanda. Il sindaco può accettare l’incarico mediante propria autonoma dichiarazione firmata digitalmente da allegare alla pratica utilizzando il MODELLO FIRME ISCRIZIONE NOMINA. - Scioglimento della società di capitali accertato dagli amministratori La domanda di iscrizione della dichiarazione di scioglimento della società, qualora intervengano una delle cause previste dall’art. 2484, comma 1, numeri da 1 a 5, cc., deve essere firmata digitalmente da uno dei componenti l’organo amministrativo. Alla domanda di iscrizione deve essere allegato l’atto da iscrivere, cioè la dichiarazione con la quale tutti i componenti l’organo amministrativo attestano che si è verificata una delle cause di scioglimento sopracitate, firmata digitalmente da tutti i soggetti che la rendono. In luogo della dichiarazione può essere allegata la copia del verbale/decisione dell’organo amministrativo, con il/la quale lo stesso, presenti tutti i membri e all’unanimità, accerta il verificarsi della causa di scioglimento della società; il verbale dell’organo amministrativo va prodotto: * in “copia per immagine” di documento in origine cartaceo, firmato digitalmente dall’amministratore che sottoscrive la domanda di iscrizione, dichiarato conforme all’originale con la seguente dichiarazione: “Il/La sottoscritto/a ………….., nato a ………. il …………….. dichiara, consapevole delle responsabilità penali previste ex art. 76 del D.P.R. 445/2000 in caso di fal-

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sa o mendace dichiarazione resa ai sensi dell’art. 47 del medesimo decreto, che il presente documento è stato prodotto mediante copia per immagine dell’originale analogico e che ha effettuato con esito positivo il raffronto tra lo stesso e il documento originale ai sensi dell’art. 4 del D.P.C.M. 13 novembre 2014” * in originale informatico con firma digitale di tutti i sottoscrittori (art. 21, comma 2, del d.lgs. 82/2005), formato ai sensi dell’art. 2215 bis cc - Denunce REA (avvio, modifica, cessazione dell’attività economica) La denuncia/domanda (mod. S5, mod.UL., mod.R) deve essere firmata digitalmente da un componente l’organo amministrativo/socio amministratore o socio accomandatario/ legale rappresentante dell’impresa/del soggetto Rea. - Domande al R.I. (iscrizione, modifica, cessazione) e denunce al R.E.A. di impresa individuale La domanda/denuncia deve essere firmata digitalmente dal titolare dell’impresa individuale. - Autocertificazioni o dichiarazioni sostitutive da allegare alle domande/denunce di iscrizione In generale le autocertificazioni/dichiarazioni sostitutive di atto notorio, devono essere prodotte: a) se rese da chi firma digitalmente il modello di domanda/denuncia cui sono allegate, con sottoscrizione digitale dello stesso soggetto. Tali dichiarazioni possono essere rese nel modello Note della pratica se chi la rilascia è colui che è indicato come “dichiarante” nella domanda/denuncia di iscrizione. b) se rese da soggetti diversi da quelli indicati al punto precedente, devono essere firmate digitalmente dai soggetti che le rendono. Se l’autocertificazione/dichiarazione sostitutiva è resa da coloro che a vario titolo operano nell’impresa (es.: responsabile tecnico), ma non sono obbligati all’adempimento, la stessa può essere sottoscritta con firma autografa dal soggetto che la rende, scansionata e allegata alla pratica di iscrizione al registro imprese/ REA. Deve inoltre essere allegata la fotocopia del documento di identità personale di colui

che la sottoscrive. (art. 38 D.P.R. 445/2000). Il documento informatico contenente l’autocertificazione/dichiarazione sostitutiva, sottoscritta con firma autografa, e il documento di identità di cui sopra devono riportare la firma digitale del “dichiarante” cioè del soggetto che firma digitalmente l’istanza, per assicurare l’integrità del documento digitale.

1. b) Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili L’art. 31, commi 2 quater e 2 quinquies della Legge n. 340/2000 (come introdotti dalla legge n. 350/2003) prevede che gli iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, muniti di firma digitale, incaricati dai legali rappresentanti della società, possono richiedere l’iscrizione nel Registro delle imprese di tutti gli atti societari per i quali la stessa sia richiesta e per la cui redazione la legge non richieda l’intervento del Notaio. Il Decreto Legislativo 28 giugno 2005, n. 139 “Costituzione dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, a norma dell’articolo 2 della legge 24 febbraio 2005, n. 34”, all’art. 1 “Oggetto della professione”, comma 4, lettera f, più in generale prevede, inoltre, che agli iscritti “è riconosciuta competenza tecnica per l’espletamento delle seguenti attività: … il deposito per l’iscrizione presso enti pubblici o privati di atti e documenti per i quali sia previsto l’utilizzo della firma digitale, ai sensi della L. 15 marzo 1997 n. 59, e del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al D.P.R. 28.12.2000, n. 445, e loro successive modificazioni” e che pertanto gli iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili sono da ritenersi in tutto e per tutto soggetti legittimati al deposito di atti, domande e denunce presso gli enti pubblici. Le citate disposizioni di legge consentono pertanto di estendere l’ambito di applicazione oltre che alle Società commerciali, anche agli altri soggetti non societari iscritti nel Registro delle imprese, segnatamente le imprese individuali e Soggetti collettivi iscritti nel R.E.A. Come specificato in una nota del Ministero dello Sviluppo Economico del 09/10/2019 i richiami agli iscritti nell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili si intendono riferiti agli iscritti nella Sezione A Commercialisti dell’Ordine. I professionisti iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili che sottoscrivono la distinta della domanda/denuncia ai sensi dell’art. 31, della Legge N. 340/2000, indicano nella stessa la loro qualità di “Professionista Inca-

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ricato”, riportando la seguente dichiarazione nel MODULO NOTE della distinta del Registro delle imprese - da utilizzare per tutte le nature giuridiche e per tutte le tipologie di adempimenti: “Il sottoscritto Dott./Rag. _________, consapevole delle responsabilità penali previste in caso di falsa dichiarazione, ai sensi degli artt. 46 e 47 D.P.R. n. 445/2000, dichiara, ai sensi dell’art. 31, comma 2 quinquies della Legge n. 340/2000: 1) di essere iscritto alla sezione A dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili della Provincia di ____________ al n. _____e di non aver procedimenti disciplinari in corso che comportino la sospensione dall’esercizio dell’attività professionale 2) di essere stato incaricato da tutti i soggetti obbligati per legge alla presentazione della presente domanda/denuncia, ivi compresi i soggetti indicati nei modelli Intercalari P, se allegati alla presente, allo scopo di assolvere a tutti gli adempimenti pubblicitari in essa contenuti, così come previsto dalle corrispondenti disposizioni normative di riferimento. Il punto 1) della dichiarazione può essere omesso se la distinta viene sottoscritta digitalmente dal commercialista con il “certificato di ruolo” rilasciato dall’Ordine, e lo stesso si qualifica in distinta come “Professionista incaricato”. Elenco esemplificativo di alcuni tra i più frequenti adempimenti: - Iscrizione delle nomine, conferme e cessazioni degli amministratori/liquidatori Ogni amministratore/liquidatore nominato o confermato può incaricare il Commercialista perché sia chiesta l’iscrizione della sua nomina. L’amministratore può incaricare il commercialista anche per la comunicazione di cessazione degli amministratori, se la società è priva di organo di controllo. Se la società è dotata di un organo di controllo, in caso di cessazione di uno o più amministratori/liquidatori, il sindaco, soggetto obbligato all’adempimento, può incaricare il commercialista che firma digitalmente la domanda. Se il commercialista non riesce ad acquisire l’incarico da tutti gli amministratori/liquidatori, coloro che non hanno conferito l’incarico possono essere ricompresi nell’unica domanda di iscrizione firmata dal commercialista (incaricato da almeno un soggetto obbligato/ legittimato) se sottoscrivono digitalmente ed individualmente il MODELLO FIRME ISCRIZIONE NOMINA.

- Iscrizione delle nomine, conferme e cessazioni dei sindaci/revisori legali La domanda di iscrizione del sindaco/revisore legale nominato, confermato o cessato può essere firmata digitalmente dal Commercialista su incarico di un amministratore. Deve inoltre risultare l’accettazione da parte del sindaco nominato o confermato che può dare l’incarico al commercialista. - Scioglimento della società di capitali accertato dagli amministratori La domanda di iscrizione della dichiarazione di scioglimento della società, qualora intervengano una delle cause previste dall’art. 2484, comma 1 numeri da 1 a 5, cc, deve essere firmata digitalmente dal Commercialista incaricato dall’amministratore unico/un componente dell’organo amministrativo. Alla domanda di iscrizione deve essere allegato l’atto da iscrivere, cioè la dichiarazione con la quale tutti i componenti l’organo amministrativo attestano che si è verificata una delle cause di scioglimento sopracitate, firmata digitalmente da tutti i soggetti che la rendono. In luogo della dichiarazione può essere allegata la copia del verbale/decisione dell’organo amministrativo, con il/la quale lo stesso accerta il verificarsi della causa di scioglimento della società. Il verbale dell’organo amministrativo può essere prodotto: a) copia informatica in PDF/A che riproduce il contenuto del documento originale, completa dell’indicazione dei sottoscrittori; b) copia per immagine di documento in origine cartaceo; c) in originale informatico con firma digitale di tutti i sottoscrittori (art. 21, comma 2, del d.lgs 82/2005), formato ai sensi dell’art. 2215 bis cc. I documenti di cui ai punti a) e b) devono riportare la dichiarazione di conformità all’originale del professionista con la seguente dichiarazione: “Il sottoscritto ………………………, ai sensi dell’art. 31 comma 2 quinquies della Legge 340/2000, dichiara che il presente documento è conforme all’originale depositato presso la società”. - Altre iscrizioni di atti e fatti al Registro delle Imprese I professionisti devono essere incaricati alla trasmissione dal soggetto tenuto all’adempimento

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presso il Registro delle Imprese; a tal fine riportano le apposite dichiarazioni nel MODULO NOTE di ciascuna pratica trasmessa. - Denunce REA (avvio, modifica, cessazione dell’attività economica) La denuncia/domanda (mod.S5, mod.UL, mod.R), può essere firmata digitalmente da un commercialista appositamente incaricato da un componente l’organo amministrativo/ socio amministratore o socio accomandatario/legale rappresentante dell’impresa/del soggetto Rea, riportando le apposite dichiarazioni nel MODULO NOTE di ciascuna pratica trasmessa. - Domande al R.I. (iscrizione, modifica, cessazione) e denunce al R.E.A. di impresa individuale La domanda/denuncia può essere firmata digitalmente da un commercialista appositamente incaricato dal titolare dell’impresa individuale, riportando le apposite dichiarazioni nel MODULO NOTE di ciascuna pratica trasmessa. - Autocertificazioni o dichiarazioni sostitutive da allegare alle domande/denunce di iscrizione In generale le autocertificazioni/dichiarazioni sostitutive di atto notorio, devono essere prodotte: a) se rese da chi firma digitalmente il modello di domanda/denuncia cui sono allegate, con sottoscrizione digitale dello stesso soggetto. Tali dichiarazioni possono essere rese nel modello Note della pratica se chi la rilascia è colui che è indicato come “dichiarante” nella domanda/denuncia di iscrizione. b) se rese da soggetti diversi da quelli indicati al punto precedente, devono essere firmati digitalmente dai soggetti che le rendono. Se l’autocertificazione/dichiarazione sostitutiva è resa da coloro che a vario titolo operano nell’impresa (es.: responsabile tecnico), ma non sono obbligati all’adempimento, la stessa può essere sottoscritta con firma autografa dal soggetto che la rende, scansionata e allegata alla pratica di iscrizione al registro imprese/ REA. Deve inoltre essere allegata la fotocopia del documento di identità personale di colui che la sottoscrive. (art. 38 D.P.R. 445/2000). Il documento informatico contenente l’autocertificazione/dichiarazione sostitutiva, sotto-

scritta con firma autografa, e il documento di identità di cui sopra devono riportare la firma digitale del “dichiarante” cioè del soggetto che firma digitalmente l’istanza, per assicurare l’integrità del documento digitale.

1. c) Notaio La normativa attribuisce al Notaio la legittimazione a richiedere al Registro Imprese l’esecuzione di tutte le formalità che dipendono dagli atti da lui rogati o autenticati (art. 31 comma 2-ter, Legge 340/2000). Inoltre, per domande di iscrizione di vicende strettamente collegate al completamento-perfezionamento della pubblicità di atti notarili rogati o autenticati dal Notaio e già iscritti (es. comunicazione di avveramento/non avveramento della condizione sospensiva presente nell’atto notarile), il Notaio stesso è comunque ritenuto soggetto legittimato in via autonoma al deposito al Registro Imprese. Più in generale, il Notaio è legittimato anche per ogni altra iscrizione che non risulti immediatamente collegata/dipendente ad un atto notarile dallo stesso ricevuto, in quanto la sottoscrizione della domanda con l’utilizzo della firma digitale di ruolo/funzione presuppone il conferimento anteriore di un incarico professionale da parte dell’imprenditore. Al riguardo, la Commissione congiunta del Consiglio Nazionale del Notariato e UnionCamere nazionale, ha elaborato la seguente massima: “La domanda di iscrizione nel Registro delle Imprese da parte di un Notaio, di atti e fatti per i quali non sia obbligato al relativo deposito, firmata con utilizzo del certificato di firma rilasciato dal Consiglio Nazionale del Notariato (in senso conforme vedasi circolare MISE 1° agosto 2003 n. 3563 /C), non richiede l’allegazione di una procura speciale su modello cartaceo o informatico. La certificazione di funzione è infatti conforme all’art. 34 del D.Lgs. n. 82/2005, in quanto sopporta l’efficacia privilegiata prevista per i documenti provenienti da una pubblica autorità ed inoltre è diretta a dotare il documento informatico notarile di tutte le garanzie di sicurezza e certezza sulla provenienza. L’utilizzo della firma digitale da parte del notaio essendo firma “di funzione” presuppone in ogni caso il conferimento di un incarico professionale specifico da parte del cliente. Per tale motivo non appare necessaria la produzione di una formale procura speciale né una dichiarazione esplicita di incarico in tal senso”. Pertanto anche per la sottoscrizione delle doman-

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de di iscrizione nel Registro delle Imprese di atti e fatti, ovvero denunce di iscrizione nel Repertorio Economico Amministrativo R.E.A., per le quali il Notaio non sia obbligato al relativo deposito, riguardanti Società, Cooperative, Consorzi, Imprese individuali ed altri Soggetti Collettivi iscritti nel Registro delle Imprese, nonché i Soggetti iscritti nel R.E.A., non è necessaria la formalizzazione dell’incarico in una formale procura speciale né alcuna dichiarazione esplicita di incarico in tal senso. - Autocertificazioni o dichiarazioni sostitutive da allegare alle domande/denunce di iscrizione Qualora alla denuncia al R.E.A. sia necessario allegare una autocertificazione o dichiarazione sostitutiva, laddove la stessa non sia firmata digitalmente dal soggetto che la rende, dovrà essere sottoscritta con firma autografa dal soggetto che la rende, scansionata e allegata alla pratica di iscrizione al Registro Imprese/ REA. Deve inoltre essere allegata la fotocopia del documento di identità personale di colui che la sottoscrive (art. 38 D.P.R. 445/2000). Il documento informatico contenente l’autocertificazione/dichiarazione sostitutiva, sottoscritta con firma autografa, e il documento di identità di cui sopra devono riportare la firma digitale del Notaio, per assicurare l’integrità del documento digitale.

3. Casi di esonero della sottoscrizione digitale da parte dei soggetti obbligati In deroga all’obbligo di sottoscrizione digitale delle domande da parte di coloro che per legge ne sono obbligati alla presentazione, sono previste le seguenti ipotesi di esonero: 1. Scioglimento di diritto della società di persone con contestuale richiesta di cancellazione Trattandosi dell’ultimo adempimento dell’impresa, le pratiche di scioglimento di diritto della società di persone con contestuale richiesta di cancellazione vengono accettate anche con il modello cartaceo “Procura speciale” rilasciata al “Soggetto incaricato”(*), che allega le dichiarazioni di scioglimento delle società di persone per causa operante di diritto sottoscritte graficamente dai soci con allegata copia del documento di identità dei sottoscrittori. Ovviamente la pratica può essere presentata anche dal professionista incaricato che allegherà

le dichiarazioni di scioglimento delle società di persone per causa operante di diritto sottoscritte graficamente dai soci con allegata copia del documento di identità dei sottoscrittori. 2. Cancellazione delle società di capitali e delle società di persone Trattandosi dell’ultimo adempimento dell’impresa, le pratiche di cancellazione vengono accettate anche con il modello cartaceo “Procura speciale” rilasciata al “Soggetto incaricato”(*), che allega la dichiarazione dovuta sottoscritta graficamente dal liquidatore con allegata copia del documento di identità. Ovviamente la pratica può essere presentata anche dal professionista incaricato che allegherà la dichiarazione dovuta sottoscritta graficamente dal liquidatore con allegata copia del documento di identità. 3. Deposito bilancio finale di liquidazione con contestuale cancellazione e dichiarazione di approvazione espressa dello stesso Trattandosi dell’ultimo adempimento dell’impresa, queste pratiche vengono accettate anche con il modello cartaceo “Procura speciale” rilasciata al “Soggetto incaricato”(*), che allega la dichiarazione dovuta sottoscritta graficamente dal liquidatore con allegata copia del documento di identità. Ovviamente la pratica può essere presentata anche dal professionista incaricato che allegherà la dichiarazione dovuta sottoscritta graficamente dal liquidatore con allegata copia del documento di identità. 4. Trasferimento quote di S.r.l. per causa di morte Trattandosi di adempimento unico da parte dell’erede, questa pratica viene accettata anche con il modello cartaceo “Procura speciale” rilasciata al “Soggetto incaricato”(*), che allega la dichiarazione dovuta sottoscritta graficamente dall’erede con allegata copia del documento di identità. Ovviamente la pratica può essere presentata anche dal professionista incaricato che allegherà la dichiarazione dovuta sottoscritta graficamente dall’erede con allegata copia del documento di identità. 5. Cancellazione di impresa individuale e di Soggetto iscritto nel R.E.A. Trattandosi dell’ultimo adempimento dell’impresa/Soggetto R.E.A., le pratiche di cancellazione vengono accettate anche con il modello cartaceo “Procura speciale” rilasciata al “Soggetto incarica-

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to”(*), che allega la dichiarazione sottoscritta graficamente dal titolare dell’impresa individuale o dal legale rappresentante del Soggetto iscritto nel R.E.A., con allegata copia del documento di identità dell’interessato. Ovviamente la pratica può essere presentata anche dal professionista incaricato che allegherà la dichiarazione dovuta sottoscritta graficamente

dall’obbligato con allegata copia del documento di identità. Marzo 2021

(*) Associazioni di categoria, Agenzie di pratiche amministrative, Professionisti del settore in genere

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Inail. Incentivi alle imprese reso noto il calendario delle scadenze per l’accesso alle agevolazioni Si fa seguito alla circolare associativa prot. n. 20/ AdT del 22 gennaio 2021 in merito all’Avviso pubblico Isi 2020 (di seguito Avviso), recante incen-

tivi alle imprese per la realizzazione di interventi in materia di salute e di sicurezza sul lavoro, per segnalare che l’Inail ha adottato il calendario per la compilazione e l’invio telematico delle domande di partecipazione all’Avviso anzidetto, prevedendo nello specifico quanto riportato nella sottostante tabella. Il calendario è pubblicato sul sito web dell’Inail (www.inail.it) e può essere richiesto unitamente ad altre informazioni all’ufficio economico dell’Associazione. (AdT)

AVVISO ISI INAIL 2020 – CALENDARIO DELLE SCADENZE apertura della procedura informatica per la compilazione della domanda

1° giugno 2021

chiusura della procedura informatica per la compilazione della domanda

15 luglio 2021, ore 18.00

download codici identificativi

dal 20 luglio 2021

regole tecniche per l’inoltro della domanda in via telematica e entro la chiusura della procedura informatica (v. sopra) sarà date dell’apertura dello sportello indicata la data di pubblicazione delle regole tecniche pubblicazione elenchi cronologici provvisori

entro 14 giorni dall’apertura dello sportello informatico

upload della documentazione (efficace nei confronti degli am- il periodo di apertura della procedura sarà comunicato con la messi agli elenchi, pena la decadenza della domanda) pubblicazione degli elenchi cronologici pubblicazione degli elenchi cronologici definitivi

alla data indicata contestualmente alla pubblicazione degli elenchi cronologici provvisori.

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Somministrazione: regime “acausale” oltre i 12 mesi interpello n. 2 del 3 marzo 2021 del ministero del lavoro e delle politiche sociali Con l’Interpello n. 2 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il 3 marzo 2021 ha sciolto il nodo interpretativo in merito all’applicazione, anche per i contratti di somministrazione, della proroga o del rinnovo oltre 12 mesi in assenza delle causali così come previsto per i contratti a tempo determinato ai sensi dell’art. 8, comma 1, lettera a), del D.L. 14 agosto 2020, n. 104, convertito con modificazioni dalla Legge 13 ottobre 2020, n. 126 e successivamente modificato dall’art. 1, comma 279, legge 30 dicembre 2020, n. 178 (Legge di bilancio 2021). In altri termini, l’Interpello in esame afferma come le agenzie di somministrazione, in qualità di datori di lavoro, hanno la facoltà, una sola volta ed entro il 31 marzo 2021, di rinnovare o prorogare il contratto a termine oltre i dodici mesi fino a un massimo di ulteriori dodici mesi senza l’obbligo di inserire le causali giustificatrici (di cui all’art. 19, comma 1, D. Lgs. 15 giugno 2015, n. 81). Inizialmente fissata al 30 agosto 2020 e poi estesa al 31 dicembre 2020, la Legge di bilancio 2021 ha infatti prolungato ulteriormente i termini per la scadenza del regime derogatorio sulle causali, confermando la possibilità per i datori di lavoro di esercitare questa facoltà entro il 31 marzo 2021 sia per i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, sia per la somministrazione di lavoro a tempo determinato.

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Giova peraltro ricordare come l’art. 22 del CCNL per le agenzie di somministrazione sottoscritto il 15 ottobre 2019 ha previsto una ulteriore deroga al massimale delle cinque proroghe applicato ai contratti a termine, vale a dire: - 6 proroghe nell’arco del limite legale di 24 mesi; - 8 proroghe nell’eventualità in cui il CCNL applicato dall’utilizzatore estenda la durata massima oltre i 24 mesi. A tal riguardo, occorre precisare come la durata dei contratti di somministrazione, ai sensi dell’art. 34, comma 2, D. Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 può prevedere anche una durata superiore al limite legale dei 24 mesi nel caso in cui il CCNL dell’utilizzatore fissi una durata massima superiore al limite legale, fermi restando gli altri vincoli normativi tra cui l’obbligo delle causali nei casi previsti dall’art. 19, comma 1, d. lgs. 15 giugno 2015, n. 81. In conclusione, è opportuno ribadire come laddove l’agenzia di somministrazione abbia già utilizzato una volta la proroga o il rinnovo “acausale” oltre i dodici mesi non sarà possibile esercitare di nuovo tale facoltà a quel singolo rapporto di lavoro, indipendentemente dalla durata complessiva del rapporto. Ad es., se l’agenzia “Alfa” ha sottoscritto un contratto a termine di 8 mesi ed ha già prorogato di ulteriori 8 mesi il rapporto a termine non potrà prorogare ulteriormente tale contratto entro il 31 marzo 2021. Ne consegue che l’utilizzo reiterato di tale facoltà, a fronte di tali limiti normativi, determina la trasformazione automatica del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato tra agenzia di somministrazione e singolo lavoratore ai sensi dell’art. 19, comma 1-bis, del D. Lgs. 15 giugno 2015, n. 81. (LOP)


Regolarizzazione domande trattamenti integrazione salariale 2020 covid-19. con messaggio inps n. 1008 differiti al 31.03.2021 i termini decadenziali Si fa seguito alla circolare associativa prot. n. 80/ LOP del 10 marzo 2021 per ricordare che il messaggio n. 1008 INPS ha chiarito come la Legge 26 febbraio 2021, n. 21, di conversione, con modificazione, del decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183 (c.d. Milleproroghe) abbia previsto, entro certi limiti, il differimento al 31 marzo 2021 dei termini decadenziali per le domande di trattamenti di integrazione salariale riconducibili al Covid-19. Piu in particolare, l’Istituto ha anzitutto precisato come rientrino in tale ambito tutte le domande di Cassa integrazione (ordinaria e in deroga), di Assegno Ordinario (ASO) dei fondi di solidarietà bilaterali, del Fondo di integrazione salariale (FIS), nonché quelle di Cassa integrazione speciale operai agricoli (CISOA), a condizione che tali domande siano riconducibili alla causale da “Covid-19”. In secondo luogo, le domande che potranno beneficiare di tale differimento sono solo ed esclusivamente quelle riferite ai periodi del 2020 terminati entro novembre 2020 (compreso), ovvero quelli la cui autorizzazione è stata notificata all’azienda entro il 1° dicembre 2020. A fronte di questi limiti, fermo restando il rispetto del termine decadenziale del 31 marzo 2021, i

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datori di lavoro potrebbero dunque regolarizzare ex post le richieste di accesso ai trattamenti di integrazione salariale del 2020 in modo differenziato a seconda della situazione pregressa, secondo queste tre ipotesi: 1. il datore di lavoro non ha presentato istanza di accesso ai trattamenti. In questo caso il datore deve presentare una nuova domanda; 2. il datore di lavoro ha presentato una domanda tardiva per l’intero periodo che è stata conseguentemente respinta dall’INPS. In questo caso, il datore non dovrà ripresentare nuova istanza; 3. il datore di lavoro ha presentato domanda tardiva con parziale accoglimento per i soli periodi per i quali non era intervenuta la decadenza. In questo caso il datore dovrà presentare domanda esclusivamente per i periodi decaduti e rientranti nei termini di differimento previsti. Si precisa altresì che nel caso di pagamento diretto da parte dell’INPS, è richiesto l’invio dei modelli “SR41” ed “SR43” solo se non è stata presentata domanda (si veda ipotesi 1). In caso di domanda tardiva (anche parziale) non sarà necessario l’invio di tali modelli e saranno direttamente le strutture territoriali competenti che provvederanno alla liquidazione dei trattamenti autorizzati (si veda ipotesi 2 e 3). Il Messaggio INPS n. 1008 del 9 marzo 2021 può essere consultato al seguente link: https://servizi2.inps.it/Servizi/CircMessStd/VisualizzaDoc. aspx?sVirtualUrl=/messaggi/Messaggio%20numero%201008%20del%2009-03-2021.htm (LOP)


Nuovi congedi parentali Covid-19 e bonus baby sitting decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30

Con il Decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30, il Governo ha reintrodotto i congedi parentali per figli minori nell’ipotesi di sospensione delle attività didattiche in presenza, oppure nel caso di infezione da Covid-19 del figlio e quarantena, che erano scaduti il 31 dicembre 2020. In linea con quanto era emerso dalle prime anticipazioni politiche alla stampa, i congedi avranno efficacia retroattiva dal 1° gennaio 2021 e saranno vigenti fino al 30 giugno 2021. Più nello specifico, il Decreto prevede, solo per il genitore lavoratore con figlio convivente minore di 14 anni, la possibilità di astenersi dal lavoro per un periodo corrispondente, in tutto o in parte, alla sospensione dell’attività didattica in presenza, o alla durata della infezione e della quarantena del figlio. In ogni caso, il genitore può richiedere tale congedo solo a condizione che: 1. la sua prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile; 2. che l’altro genitore non fruisca dell’astensione. Per le giornate di congedo fruite è prevista una

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indennità pari al 50 per cento della retribuzione con relativa copertura della contribuzione figurativa. Oltretutto, come trattamento di miglior favore, è possibile convertire con efficacia retroattiva eventuali periodi di congedo parentale già richiesti in congedi parentali Covid-19 con applicazione della indennità al 50 per cento ed esclusione di tali periodi dal calcolo della durata massima del congedo parentale ordinario. Nel caso di figli con età compresa fra i 14 e i 16 anni, il lavoratore ha la facoltà di poter astenersi dal lavoro, ma non ha diritto alla retribuzione, alla indennità e alla contribuzione figurativa, stante il divieto di licenziamento prescritto al datore di lavoro e quindi il diritto alla conservazione del posto di lavoro riconosciuto al lavoratore. Infine, sempre per i genitori lavoratori con figli minori di 14 anni, ma iscritti alla gestione separata INPS, nonché per altre figure professionali (ad es. il personale del comparto sicurezza, i lavoratori del settore sanitario, medici, infermieri, tecnici di laboratorio etc.) è prevista la possibilità di richiedere un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite complessivo di 100,00 euro settimanali, nei casi previsti per il congedo Covid-19. In attesa di una circolare chiarificatrice da parte dell’INPS, si rinvia al testo del Decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30. Con riserva di ulteriori informazioni. (LOP)


Congedo di paternità 2021: sale a 10 gg. Chiarimenti Inps circolare inps n. 42

Con la Circolare n. 42, lo scorso 11 marzo l’INPS è intervenuta in materia di congedi di paternità obbligatori e facoltativi di cui all’articolo 4, comma 24, lettera a), della legge 28 giugno 2012, n. 92, a seguito delle modifiche apportate dalla legge 30 dicembre 2020, n. 178 (Legge di Bilancio 2021) al fine di fornire alcuni chiarimenti sulle principali novità normative in materia per il 2021. L’Istituto precisa infatti come, a decorrere dal 01 gennaio 2021, la durata del congedo obbligatorio di paternità è estesa da sette a dieci giorni, con la possibilità di fruire del congedo anche in via non continuativa e comunque entro i cinque mesi di vita del minore. In caso di adozione/affidamento il periodo di cinque anni decorre, tuttavia, solo a partire dall’ingresso in famiglia del minore. Resta inteso che nel caso di domande presentate

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nel 2021 per nascite/adozioni/affidamenti relativi al 2020, la durata massima del congedo è fissata, come da precedente normativa, in sette giorni in quanto non rientranti nell’ambito di applicazione della Legge di bilancio 2021. Con riferimento alle modalità di presentazione della domanda, si precisa che nel caso di anticipo delle indennità da parte del datore di lavoro, quest’ultimo è tenuto a comunicare le giornate fruite dai dipendenti tramite il flusso Uniemens. Il dipendente, in tal caso, deve solo limitarsi a presentare in forma scritta domanda al datore di lavoro senza rivolgersi all’INPS. Nel caso di pagamento diretto dall’INPS, invece, il lavoratore deve presentare autonomamente domanda telematica all’Istituto all’interno del portale dedicato. Da ultimo, l’INPS illustra sinteticamente anche l’ampliamento di tutele previste per il congedo di paternità obbligatorio e facoltativo in caso di morte perinatale del figlio. Il testo della Circolare INPS n. 42 dell’11 marzo 2021 è consultabile al presente link. Con riserva di ulteriori informazioni. (LOP)


Contrattazione collettiva: rappresentanza OO.SS. convenzione inps, ispettorato nazionale del lavoro e confapi, cgil, cisl, uil per l’attività di raccolta, elaborazione e comunicazione dei dati. circ. inps n. 108 del 24 settembre 2020 Si fa seguito alla circolare associativa prot. n. 411/ EI/mcs del 26 ottobre 2020 per rammentare che con la circolare n. 108 del 24 settembre 2020 l’Inps ha fornito le istruzioni operative in merito alla convenzione siglata il 27 settembre 2019 da Confapi/CGIL - CISL - UIL, in attuazione dell’Accordo Interconfederale sulla Rappresentanza del 26 luglio 2016 e s.m.i. Le parti, con la sottoscrizione della convenzione, hanno affidato all’Inps il servizio di raccolta, elaborazione e comunicazione del numero delle deleghe sindacali rilasciate per ciascun ambito di applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro riconducibili all’area di rappresentanza di Confapi. Relativamente alla rilevazione del dato associativo, l’Istituto ha predisposto una sezione nella denuncia contributiva, attraverso la quale le aziende forniranno le informazioni relative al contratto collettivo nazionale di lavoro applicato e alle Organizzazioni sindacali cui aderiscono i lavoratori. In particolare, nell’ambito della sezione “Denuncia Aziendale” dovranno essere compilati gli elementi relativi a: - contratto collettivo nazionale di lavoro applicato ai dipendenti; - federazione sindacale di categoria cui i dipendenti aderiscono; - numero dei lavoratori aderenti, con separata evidenza del numero degli iscritti appartenenti a unità produttive con più di quindici dipendenti ove siano presenti rappresentanze sindacali

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aziendali (RSA/RSU), oppure non sia presente alcuna forma di rappresentanza sindacale. A tal fine, sono stati attribuiti dei codici identificativi (si veda l’Allegato 2) specifici e relativi ai contratti collettivi nazionali riferibili all’area di rappresentanza di Confapi, nonché è stata effettuata una codifica (Allegato 3) anche delle Organizzazioni sindacali firmatarie dell’Accordo Interconfederale del 26 luglio 2016. I dati raccolti verranno elaborati dall’Inps che aggregherà, per ciascun contratto collettivo nazionale di lavoro, il dato relativo al numero delle deleghe conferite a ciascuna Organizzazione sindacale di categoria, relativamente al periodo gennaio-dicembre di ogni anno. Prima di poter procedere all’invio delle informazioni, le imprese o i loro intermediari, dovranno ottenere dall’Inps, attraverso la funzionalità denominata “Rappresentanza Sindacale” - accessibile all’interno del Cassetto Previdenziale Aziende/ Gestione Istanze online - per ciascuna matricola associata allo stesso codice fiscale, il codice di autorizzazione “OY” avente il significato di “Azienda che conferisce i dati relativi alla rappresentanza delle organizzazioni sindacali per la contrattazione collettiva nazionale di categoria - industria”. L’Inps evidenzia che, sul piano temporale, i datori di lavoro potranno fornire, con cadenza mensile, gli elementi informativi utili per la rilevazione delle deleghe sulla base delle indicazioni descritte, con la presentazione delle denunce Uniemens relative ai periodi di competenza decorrenti da ottobre 2020. Si precisa, altresì, che, in fase di avvio, con la denuncia afferente al mese di ottobre 2020, saranno accettati anche i dati informativi sulla rappresentanza sindacale, già disponibili, riferiti al periodo gennaio 2020 - settembre 2020. Nel caso in cui non fosse possibile rispettare i tempi prescritti ovvero ci fosse la necessità di integrare/sostituire i dati già trasmessi, i datori di lavoro potranno fornire tali informazioni con le dichiarazioni contributive Uniemens relative alle mensilità immediatamente successive, ma per periodi di riferimento non anteriori a gennaio 2020. (EI)


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Allegato 2 contratti Confapi in <CodContrattoRS> Codice

Descrizione

CP0001

CHIMICA, CONCIA E SETTORI ACCORPATI, PLASTICA E GOMMA, ABRASIVI, CERAMICA E VETRO (Confapi)

CP0002

METALMECCANICO (Confapi)

CP0003

TESSILE, ABBIGLIAMENTO, MODA, CALZATURE, PELLI E CUOIO, PENNE, SPAZZOLE E PENNELLI, OCCHIALI (Confapi)

CP0004

ALIMENTARE (Confapi)

CP0005

EDILIZIA (Confapi)

CP0006

LATERIZI, CEMENTO, CALCE, GESSO E MALTE, LAPIDEI (Confapi)

CP0007

LEGNO E ARREDAMENTO, BOSCHIVO E FORESTALE (Confapi)

CP0008

COMUNICAZIONE, INFORMATICA, SERVIZI INNOVATIVI E MICROIMPRESA (Confapi)

CP0009

SERVIZI DI PULIZIA E SERVIZI INTEGRATI MULTISERVIZI (Confapi)

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Allegato 3

Organizzazioni sindacali firmatarie/aderenti A.I. sulla rappresentanza sindacale CONFAPI / CGIL-CISL- UIL Codice

Descrizione

F00001

CGIL FILCAMS

F00002

CGIL FILCTEM

F00003

CGIL FILLEA

F00004

CGIL FILT

F00005

CGIL FIOM

F00006

CGIL FLAI

F00007

CGIL FLC

F00008

CGIL FP

F00009

CGIL NIDIL

F00010

CGIL SLC

F00011

CISL SCUOLA

F00012

CISL FAI

F00013

CISL FELSA

F00014

CISL FEMCA

F00015

CISL FILCA

F00016

CISL FIM

F00017

CISL FISASCAT

F00018

CISL FISTEL

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CISL FIT

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CISL FLAEI

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CISL FP

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CISL SLP

F00023

UIL FENEAL

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UIL FPL

F00025

UIL POSTE

F00026

UIL SCUOLA

F00027

UIL UILA

F00028

UIL UILCOM

F00029

UIL UILM

F00030

UIL UILAPESCA

F00031

UIL UILTEC

F00032

UIL UILTEMP

F00033

UIL UILTRASPORTI

F00034

UIL UILTUCS

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Test rapidi antigenici rinofaringei in azienda istruzioni operative

Da tempo ci siamo attivati per agevolare le nostre Imprese Associate nel sottoporre il proprio personale ai tamponi garantendo loro una libera scelta tra varie possibilità: 1. Fare il tampone rapido/molecolare presso l’impresa associata convenzionata Friuli Coram; 2. Chi acquista da noi il tampone rapido ha tre opzioni per fare il tampone in azienda: A. farlo fare dal proprio medico competente con il tracciamento di tutti i tamponi effettuati; B. farlo fare da Friuli Coram con il tracciamento di tutti i tamponi effettuati; C. farlo fare dall’infermiera senza tracciamento, sottoponendo solo gli eventuali casi di positività a tampone molecolare presso Friuli Coram, che effettuerà il tracciamento e la procedura conseguente. L’opzione C è pensata per contenere i costi.

In questo modo l’impresa avrà uno strumento, a costo contenuto, per monitorare i frequenti casi di contatto con soggetti positivi al COVID, accertando immediatamente i negativi e i positivi, potendo sottoporre solo questi ultimi al tampone molecolare e al tracciamento.

L’impresa è sempre tenuta ad informare il proprio medico competente dei casi di contatto con soggetti positivi e delle procedure che ha attivato sottoponendo il proprio personale a tampone qualunque sia la forma scelta. Si ricorda che l’adesione da parte del lavoratore sarà comunque volontaria. Per i casi di positività accertati con tampone molecolare l’impresa, nel rispetto del Protocollo del 24 aprile 2020, attenderà che il dipendente la informi dei provvedimenti che il dipartimento di Prevenzione ha adottato nei suoi confronti. In particolare, il dipendente sarà tenuto a segnalare tempestivamente la propria assenza all’azienda e dovrà farsi rilasciare il certificato di malattia da parte del proprio medico curante, senza necessità di alcun provvedimento da parte dell’operatore di sanità pubblica. L’esecuzione dei tamponi, se effettuata in azienda, dovrà prevedere la disponibilità di un locale areato e di metratura adeguata ad accogliere 2 persone contemporaneamente (l’operatore che effettua il test e 1 lavoratore). L’esecutore del test e il lavoratore dovranno utilizzare tutti i dispositivi di Protezione individuale necessari. È necessario aggiornare il Protocollo aziendale COVID 19, indicando le procedure scelte e nel caso di test rapidi fatti in azienda si specificano le misure precauzionali messe in atto per evitare contagi. L’aggiornamento del protocollo deve essere approvato oltre che dal datore di lavoro anche dal medico competente e dal rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) che devono essere opportunamente informati.

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(CSC-EI-LOP)


MUD: servizio per la compilazione e presentazione denuncia la scadenza è fissata al 16 giugno 2021

Come ogni anno garantiremo il servizio per la compilazione e l’invio della denuncia annuale dei rifiuti speciali prodotti e smaltiti durante l’anno 2020. Infatti, per tempo le nostre Imprese Associate riceveranno la nostra circolare informativa. Quest’anno il MUD andrà presentato entro il 16 giugno 2021. La presentazione del MUD deve avvenire dai seguenti soggetti, identificati sulla base del Decreto Legislativo n. 152/2006 e dal DPCM del 17 dicembre 2014: - chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto rifiuti; - commercianti e intermediari senza detenzione; - imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti; - imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi; - imprese ed enti produttori che hanno più di 10 dipendenti e sono produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali e da attività di recupero e smaltimento rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi (così come previsto dall’articolo 184, comma 3, lettere c, d e g). Il D.P.C.M. del 23 dicembre 2020 “Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2021” è stato pubblicato sulla GU Serie Generale n. 39 del 16 febbraio 2021 - Suppl. Ordinario n. 10. Il Modello Unico di Dichiarazione ambientale, che sarà utilizzato per le dichiarazioni da presentare nel 2021 con riferimento all’anno precedente, come disposto dalla legge 25 gennaio 1994, n. 70, è articolato in Comunicazioni che devono essere presentate dai soggetti tenuti all’adempimento: 1. Comunicazione Rifiuti 2. Comunicazione Veicoli Fuori Uso

3. Comunicazione Imballaggi, composta dalla Sezione Consorzi e dalla Sezione Gestori Rifiuti di imballaggio. 4. Comunicazione Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche 5. Comunicazione Rifiuti Urbani, assimilati e raccolti in convenzione 6. Comunicazione Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche Deve essere presentato un MUD per ogni unità locale che sia obbligata, dalle norme vigenti, alla presentazione di dichiarazione, di comunicazione, di denuncia, di notificazione. In base all’articolo 6 comma 2-bis della Legge 25 gennaio 1994 n. 70, il termine per la presentazione del modello è fissato in centoventi giorni a decorrere dalla data di pubblicazione e quindi al 16 giugno 2021. L’invio telematico del MUD dovrà essere effettuato esclusivamente tramite il portale www.mudtelematico.it. Sul medesimo portale sarà resa disponibile un’applicazione che consente a chiunque di eseguire il controllo della correttezza del formato del file da inviare telematicamente. I soggetti dichiaranti che intendono, o che devono avvalersi di questa modalità di invio, debbono essere in possesso di un dispositivo di firma digitale (Smart Card o Carta Nazionale dei Servizi o Business Key) valido al momento dell’invio. Fanno eccezione: - Comunicazione rifiuti semplificata: la presentazione della comunicazione di cui in Allegato 2 avviene via PEC all’indirizzo comunicazione mud@pec.it - Comunicazione Rifiuti urbani, assimilati e raccolti in convenzione: la presentazione deve avvenire esclusivamente tramite il sito www. mudcomuni.it - Comunicazione Produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche: la presentazione deve avvenire esclusivamente tramite il portale dedicato raggiungibile dal sito www.registroaee.it - Comunicazione imballaggi, Sezione Consorzi la compilazione deve avvenire esclusivamente tramite il software MUD predisposto da Unioncamere. (CS)

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ANAC: rimozione amianto rientra categoria SOA obbligatoria anche l’iscrizione all’albo dei gestori ambientali

Con delibera n. 119 del 10 febbraio 2021 l’Autorità ha deliberato ina materia di rimozione coperture in cemento amianto definendone l’obbligo di qualificazione per la partecipazione ad appalti pubblici. In particolare, è stato chiarito che le attività di rimozione delle coperture in cemento amianto sono riconducibili all’area dei lavori e l’impresa chia-

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mata alla relativa esecuzione è tenuta al possesso della qualificazione nella categoria SOA OG12, accompagnata dall’iscrizione all’Albo dei Gestori Ambientali per la categoria 10°. Condizione necessaria e sufficiente, negli appalti di lavori, il sistema di qualificazione basato sull’attestazione SOA che costituisce un sistema unico per la dimostrazione del possesso dei requisiti di partecipazione, con la conseguenza che il possesso dell’attestazione SOA per le categorie e le classifiche corrispondenti ai lavori da eseguire è condizione necessaria e sufficiente per la partecipazione alla relativa procedura, senza che sia possibile alla stazione appaltante individuare ulteriori requisiti di partecipazione. (CS)


ANAC: le carenze dell’offerta non sono sanabili lA SOTTOSCRIZIONE DELL’OFFERTA COSTITUISCE UN ELEMENTO ESSENZIALE

Con Delibera n. 98 del 3 febbraio 2021 l’Autorità, a seguito di istanza di parere per la soluzione delle controversie, ha deliberato in relazione alla carenza di un elaborato dell’offerta tecnica, in particolare, della carenza della sottoscrizione di un componente del raggruppamento in un’associazione temporanea di imprese. Secondo l’ANAC le carenze di elementi dell’offerta tecnica non sono sanabili tramite soccorso istruttorio, in ossequio al disposto dell’art. 83, co. 9 d.lgs. 50/2016, e pertanto l’esclusione è legittimamente disposta qualora fondata sulla carenza di un elaborato consistente in un elemento costitutivo essenziale dell’offerta stessa. La carenza della sottoscrizione di un componente del raggruppamento è sanabile qualora, in concreto, tutti gli elementi a disposizione della Stazione Appaltante possano far ritenere che l’offerta tecnica sia nel suo complesso sia certamente riconducibile al costituendo raggruppamento. Nel caso di specie, emerge dal verbale di gara, richiamato anche dalla Stazione Appaltante nelle proprie memorie, che uno dei files dell’offerta tecnica risultava “impossibile da aprire”. In relazione alla carenza della sottoscrizione dell’offerta, l’Autorità ha da tempo aderito all’orientamento sostanzialistico affermato anche dalla giurisprudenza, e ha quindi in molteplici occasioni affermato il principio per cui la sottoscrizione della domanda o dell’offerta costituisce un elemento essenziale; tuttavia, non impattando sul contenuto e sulla segretezza dell’offerta, la sua eventuale carenza, per l’ANAC, si ritiene sanabile, ferma restando la riconducibilità dell’offerta al concorrente che escluda l’incertezza assoluta sulla provenienza. L’ANAC ha ritenuto quindi l’illegittimità dell’esclusione nei casi in cui, in base alle circostanze concrete, l’offerta risultava con Pag. 56 - ApiNFORMA / Edilizia - numero 4 - 28 febbraio 2021

assoluta certezza riconducibile e imputabile a un determinato soggetto o operatore economico (V. Parere reso con delibera n. 265 del 17 marzo 2020). La carenza strutturale dell’atto viene in tal caso superata in considerazione del superiore interesse dell’amministrazione nella procedura di gara a non escludere un concorrente che è identificabile con assoluta certezza sulla base di altri elementi acquisiti nell’ambito della documentazione prodotta. Ciò sulla base del fatto che nelle gare pubbliche la funzione della sottoscrizione dell’offerta è quella di renderla riferibile al presentatore, vincolandolo all’impegno assunto, con la conseguenza che laddove tale finalità risulti in concreto conseguita, con salvaguardia del sotteso interesse dell’Amministrazione, non vi è spazio per interpretazioni puramente formali delle prescrizioni di gara. E pertanto, qualora la mancanza della sottoscrizione non precluda la riconoscibilità della provenienza dell’offerta e non comporti un’incertezza assoluta sulla stessa, il vizio è da ritenere sanabile mediante soccorso istruttorio e non idoneo a cagionare l’immediata ed automatica estromissione dalla procedura selettiva (V. Pareri resi con delibere n. 46 del 22 gennaio 2020; n. 685 del 18 luglio 2018; n. 1358 del 20 dicembre 2017; n. 432 del 27 aprile 2017; n. 1298 del 12 dicembre 2017; n. 953 del 7 settembre 2016; n. 10 del 4 febbraio 2015; determinazione n. 1 dell’8 gennaio 2015; in giurisprudenza, cfr. ex multis Cons. Stato, Sez. V, 22 giugno 2020, n. 3973; id., 9 marzo 2020, n. 1655; id., 21 novembre 2016, n. 4881; TAR Lazio, Roma, sez. III-bis, 3 dicembre 2019, n. 13812 e Sez. I, 16 giugno 2016, n. 6923; TAR Toscana, 31 marzo 2017, n. 496). Per l’ANAC le clausole del disciplinare vadano interpretate, in ossequio al principio di tassatività delle cause di esclusione, circoscrivendo la sanzione escludente alle sole ipotesi di vizi radicali (difetto totale di sottoscrizione della relazione tecnica o incertezza della sua provenienza), evitandone l’applicazione a fronte di vizi meramente formali che non precludono la riconoscibilità della provenienza dell’offerta. Infine, che la carenza della sottoscrizione di un componente del raggruppamento sia sanabile solamente qualora, in concreto, tutti gli elementi a disposizione della Stazione Appaltante, ad esem-


pio il fatto che tutti i restanti elaborati risultassero sottoscritti da tutti i componenti del raggruppamento, possano far ritenere che l’offerta tecnica

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sia nel suo complesso certamente riconducibile al costituendo raggruppamento. (CS)


ANAC. Indicazioni in materia di affidamenti in house le linee guida saranno adottate all’esito della consultazione pubblica

L’ANAC ha deliberato l’adozione delle Linee guida relative alle “Indicazioni in materia di affidamenti in house di contratti aventi ad oggetto servizi disponibili sul mercato in regime di concorrenza ai sensi dell’articolo 192, comma 2, del decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50 e s.m.i.”.

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L’obiettivo principale è quello di fornire chiarimenti alle Stazioni appaltanti per la formulazione della motivazione richiesta dall’art. 192, comma 2, del Codice dei contratti pubblici nel caso di affidamento diretto a società in house. Come noto, infatti, la norma prevede un onere di motivazione aggravato che presuppone lo svolgimento di un’indagine comparativa volta a dimostrare la convenienza economica e sociale dell’affidamento diretto rispetto al ricorso al mercato. Le Linee guida saranno adottate, all’esito della consultazione pubblica, ai sensi dell’articolo 213, comma 2, del Codice dei contratti pubblici. (C)


Illegittima legge siciliana appalti aveva introdotto un sistema alternativo di aggiudicazione dei lavori La Corte Costituzionale con la sentenza n. 16/2021 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della Legge siciliana sugli appalti che prevedeva un sistema di assegnazione delle gare, basato su un metodo di calcolo delle soglie di anomalia delle offerte in aperto contrasto al Codice degli appalti, che di fatto limitava i ribassi. Segnatamente, la norma faceva sorgere in capo alle Stazioni Appaltanti un vero e proprio vincolo all’utilizzo del criterio del minor prezzo, “che in-

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vade la sfera di competenza esclusiva statale in materia di “tutela della concorrenza”, adottando previsioni in contrasto con quelle del codice dei contratti pubblici”. La Corte ha pertanto concluso che “in definitiva, rileva qui che il legislatore siciliano – come del resto si evince dagli stessi argomenti addotti dalla difesa regionale, che ragiona espressamente della disposizione in esame come di un «correttivo» alla norma statale – abbia adottato previsioni che introducono un criterio alternativo di aggiudicazione dei lavori sotto soglia, nonché di verifica della anomalia delle offerte. Ciò, all’evidenza, alla luce della giurisprudenza costituzionale più sopra richiamata, determina la violazione dell’art. 117, secondo comma, lettera e), Cost”. (C)


Test rapidi antigenici rinofaringei e servizio infermieristico Il kit è così composto

la nostra proposta

Da subito ci siamo attivati sottoscrivendo le convenzioni con la nostra Associata Friuli Coram per l’esecuzione dei test rapidi e dei test molecolari, da effettuarsi presso Friuli Coram o in Azienda. La convenzione prevede anche la possibilità del solo servizio con kit messo a disposizione dall’azienda da effettuarsi in azienda. Con l’obiettivo di contenere i costi aziendali, da oggi integriamo questa offerta con la possibilità di acquistare, tramite l’Associazione, i test rapidi al prezzo di 5,00 euro ciascuno. Il prezzo è esente IVA per la cessione di beni necessari per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID (art. 1, co. 452/453 Legge 178/2020). In questo modo l’Azienda avrà uno strumento per monitorare i frequenti casi di contatto dei propri dipendenti con soggetti positivi al COVID, accertando immediatamente i negativi e i positivi, potendo sottoporre solo questi ultimi al tampone molecolare e al relativo tracciamento. Il test rapido da noi proposto è un dispositivo medico conforme alla normativa CE 98/79/EC, approvato dal Ministero della Salute e distribuito in Italia. Si tratta di un test immunocromatografico rapido per il rilevamento quantitativo degli antigeni SARS-CoV-2 presenti nella rinofaringe umana.

Caratteristiche Risultati del test: pronto in 15 minuti

Performance Valore CT< 33 - Sensibilità relativa: 98,00% - Specificità relativa: 99,7% Valor CT < 37 - Sensibilità relativa: 92,00% - Specificità relativa: 99,7%

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25 involucri per i test 25 reagenti estrazione 25 tamponi sterili 25 tubi di estrazione 25 puntali contagocce 1 work station 1 foglietto illustrativo

Per acquistare i kit le Imprese associate dovranno compilare e restituire all’indirizzo email direttore@confapifvg.it l’allegata conferma d’ordine e provvedere al pagamento secondo le istruzioni ivi contenute. Per una migliore gestione degli ordinativi, tutte le prenotazioni ricevute dalle Imprese nell’arco della settimana saranno raccolte in un unico ordine settimanale che trasmetteremo al fornitore ogni venerdì, pertanto le Imprese interessate a questo servizio potranno farci pervenire il modulo di conferma ordine entro ogni venerdì mattina. I tamponi rapidi potranno essere ritirati presso i nostri Uffici oppure, su richiesta, recapitati tramite corriere, con spese a carico dell’azienda. Per ogni altra informazione e/o chiarimento potete telefonare al numero 0432/507377 - signora Barbara Vergolin. All’atto dell’acquisto l’Impresa dovrà dichiarare che gli esami saranno svolti da professionista sanitario abilitato alla professione medica o infermieristica e iscritto al relativo albo professionale, con l’ausilio di dispositivi di protezione individuale adeguati e in ambiente idoneo alla sua esecuzione o dal medico competente, o da Friuli Coram convenzionata con l’Associazione, pertanto contestualmente all’ordine siete pregati di inviarci anche la dichiarazione allegata.

Tamponi rapidi: servizio infermieristico in azienda Per tutte le Imprese associate che per nostro tramite vorranno acquistare i tamponi rapidi da eseguirsi in azienda proponiamo un servizio con infermiera, alternativo rispetto alla possibilità di

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farli con la nostra convenzionata Friuli Coram o con il medico competente. Il servizio è a pagamento al costo di 10,00 euro a tampone, oltre alle seguenti spese una tantum: - 25,00 euro di spese per l’organizzazione del servizio (nella stessa voce aggiungeremo il 4% di Cassa previdenziale); - eventuale trasferta per le distanze più lunghe che l’infermiera dovrà coprire (importo tra i 20/25 euro). Le imprese interessate possono prenotarlo compilando il modello riportato più oltre da trasmettere a: direttore@confapifvg.it, provvedendo al pagamento anticipato tramite bonifico bancario alle seguenti coordinate: Unicredit Spa – ag. di Udine – Via Vittorio Veneto IBAN: IT 97 E 02008 12310 000040033100 Intestato a: Apiservizi S.r.l. CON UNICO SOCIO - Viale Ungheria, 28 – 33100 Udine P.IVA/C.F.: 01793740307

Seguirà fattura.

Chi acquista da noi il tampone rapido ha tre opzioni per fare il tampone in azienda: 1. farlo fare dal proprio medico competente con il tracciamento di tutti i tamponi effettuati; 2. farlo fare da Friuli Coram con il tracciamento di tutti i tamponi effettuati; 3. farlo fare dall’infermiera senza tracciamento, sottoponendo solo gli eventuali casi di positività a tampone molecolare presso Friuli Coram, che effettuerà il tracciamento e la procedura conseguente. L’opzione 3 è pensata per contenere i costi.

Per ogni altra informazione e/o chiarimento potete telefonare al numero 0432/507377 – signora Barbara Vergolin.

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(LCP-BV)


33100 Udine - Viale Ungheria, 28 - tel. 0432 507377 - fax 0432 295922 e-mail: info@confapifvg.it web: www.confapifvg.it https://www.facebook.com/confapifvg/

Associazione Piccole e Medie Industrie del Friuli Venezia Giulia - Confapi FVG

DICHIARAZIONE DI RESPONSABILITA’ Gentile Associato, con riferimento al test in oggetto (di seguito, “Test”) siamo a sottoporTi, per Tua rigorosa osservanza, le seguenti condizioni, funzionali a garantirne il corretto uso in ossequio alla normativa di riferimento e alle indicazioni del produttore. Il Test deve essere effettuato da un professionista sanitario abilitato alla professione medica o infermieristica e iscritto al relativo albo professionale, con l’ausilio di dispositivi di protezione individuale adeguati e in ambiente idoneo alla sua esecuzione. Il professionista sanitario deve essere qualificato ed esperto nel settore, svolgere la propria attività nell’ambito e nei limiti imposti dalla propria professione ed osservare tutte le disposizioni vigenti di carattere nazionale, regionale/provinciale e locale di riferimento. Nell’effettuazione del Test il professionista sanitario è tenuto al rigoroso rispetto delle modalità indicate all’interno del foglietto illustrativo e della guida rapida contenuti nella scatola del Test. Confapi FVG e Apiservizi Srl con u.s. non sono responsabili per un utilizzo difforme rispetto a quanto sopra precisato nonché per la mancata osservanza della normativa vigente. Ti chiediamo, quindi, l’impegno a trasferire quanto sopra ai professionisti sanitari che verranno dotati dei Test. Confapi FVG e Apiservizi Srl con u.s. non forniscono alcuna garanzia circa il funzionamento ed i risultati dei Test per i quali non saranno in alcun modo responsabili, segnalando in ogni caso che il Test non può considerarsi analogo al classico “tampone molecolare” e che il suo esito deve essere confermato dal suddetto tampone molecolare.

Dichiari, pertanto, sin da ora di manlevare Confapi FVG e Apiservizi Srl con u.s. da qualsiasi responsabilità civile o penale, anche nei confronti di terzi, riguardo l’uso improprio dei Test e/o la violazione delle indicazioni contenute nel foglietto illustrativo, con particolare riferimento alle precauzioni ed alle limitazioni ivi previste. Le obbligazioni, garanzie di impegni che accetterai con la presente dichiarazione avranno effetto e permarranno in relazione a tutti gli acquisti di Test anche successivi. La presente dovrà restituirsi firmata per presa visione ed accettazione. Udine, 9 marzo 2021

Il Direttore Lucia c. Piu

Per presa visione ed accettazione __________________________________ Timbro e firma del legale rappresentante

SA 8000:2014 Certified Social Accountability System

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Data ___________________________

ISO 9001:2015 Certified Quality System


33100 Udine - Viale Ungheria, 28 - tel. 0432 507377 - fax 0432 295922 e-mail: info@confapifvg.it web: www.confapifvg.it https://www.facebook.com/confapifvg/

Associazione Piccole e Medie Industrie del Friuli Venezia Giulia - Confapi FVG

EMERGENZA COVID-19 CONFERMA D’ORDINE TEST RAPIDI ANTIGENICI RINOFARINGEI Azienda ______________________________________________________________________ Indirizzo _____________________________________________________________________________ Tel. __________________________

e-mail ________________________________________

P.I./C.F. _________________________________ Codice SDI _____________

pec____________________________________________

Confermiamo l’ordine di: Quantità (multipli di 25)

Descrizione Test rapidi rinofaringei antigenici – COVID-19

Prezzo unitario (esente IVA) 5,00 Euro

Prezzo Totale (esente IVA)

alle seguenti condizioni: Consegna: 10 giorni lavorativi dai venerdì (giornata in cui parte il nostro ordine al fornitore) Modalità di consegna:  Ritiro in Associazione  Consegna tramite corriere (con spese a vostro carico) Pagamento: contestualmente all’ordine alle seguenti coordinate bancarie: Unicredit Spa – ag. di Udine – Via Vittorio Veneto IBAN: IT 97 E 02008 12310 000040033100 Intestato a: Apiservizi S.r.l. CON UNICO SOCIO - Viale Ungheria, 28 – 33100 Udine P.IVA/C.F.: 01793740307 Si allega: - copia della contabile del bonifico; - dichiarazione di responsabilità datata e sottoscritta. Data, _____________________

Timbro e firma _______________________________

SA 8000:2014 Certified Social Accountability System

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ISO 9001:2015 Certified Quality System


Da restituire a CONFAPI FVG tramite e-mail: direttore@confapifvg.it

SERVIZIO INFERMIERISTICO PER TEST RAPIDI ANTIGENICI RINOFARINGEI

AZIENDA _____________________________________________________________________________________________________ INDIRIZZO ___________________________________________________________________________________________________ TEL. ___________________________________ E-MAIL: ______________________________________________________________ DATA EFFETTUAZIONE DEL SERVIZIO ____________________________________________ ORA: _______________________ INFERMIERA ADDETTA AL SERVIZIO: GABRIELLA CROSILLA ELENCO LAVORATORI DA SOTTOPORRE AL TEST N.

COGNOME

NOME

DATA NASCITA

NOTE

Pagamento anticipato tramite bonifico bancario alle seguenti coordinate: Unicredit Spa – ag. di Udine – Via Vittorio Veneto IBAN: IT 97 E 02008 12310 000040033100 Intestato a: Apiservizi S.r.l. CON UNICO SOCIO - Viale Ungheria, 28 – 33100 Udine P.IVA/C.F.: 01793740307 Si allega: - copia della contabile del bonifico; Data:

Firma _______________________________________

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IL FUTURO È ANCORA DI PIÙ NELLE NOSTRE MANI

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Scambi fra Soci

le ultime segnalazioni ricevute

cevute, ricordando che per ogni ulteriore informazione o per la documentazione eventualmente disponibile le Imprese interessate possono contattare il p.i. Claudio Scialino dell’ufficio edilizia e territorio dell’Associazione.

Vendita terreno industriale a Manzano L’Associazione mette in contatto Imprenditori interessati a vendere, acquistare e/o a qualsiasi altro scambio che possa costituire un’opportunità per l’attività aziendale, come ad esempio cessioni di capannoni, di aree fabbricabili, di attività, di attrezzature per chiusura attività, ... Riportiamo di seguito le ultime segnalazioni ri-

Azienda Associata, con sede a Manzano, propone la vendita di un terreno edificabile industriale di 15.000 mq in zona PIP di Manzano, di cui 10.000 mq ghiaiato pronto per la costruzione con utenze allacciate.

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(CS)


Misure di contenimento dell’epidemia da Covid-19 decreto legge 23 febbraio 2021, n. 15

Con il decreto legge 23 febbraio 2021, n. 15, pubblicato sulla G.U. n. 45 del 23 febbraio 2021 ed entrato in vigore il 24 febbraio 2021 sono state introdotte “Ulteriori disposizioni urgenti in materia di spostamenti sul territorio nazionale per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19”. Il provvedimento, oltre alle misure sugli spostamenti, codifica la denominazione delle zone di rischio Zona bianca, Zona gialla, Zona arancione” e Zona rossa, già utilizzata nella prassi, in modo da semplificare la lettura delle disposizioni di contenimento oggi articolate per scenari e livelli di rischio. Si riporta, di seguito, un riassunto dei contenuti del provvedimento.

Classificazione del territorio nazionale in zone (art. 1) La disposizione integra l’attuale quadro regolatorio dato dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, al fine di formalizzare, anche dal punto di vista normativo, la denominazione delle zone in cui è suddiviso il territorio nazionale e, cioè, “Zona bianca”, “Zona gialla”, “Zona arancione” e “Zona rossa”, i cui parametri restano disciplinati dall’art. 1, commi 16-quater, 16-quinquies e 16-sexies della citata legge 74/2020. In particolare, la norma definisce: - Zona bianca: le Regioni nei cui territori l’incidenza settimanale di contagi è inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti, per tre settimane consecutive, e che si collocano in uno scenario di tipo 1, con livello di rischio basso (art. 1, co. 16-sexies della legge 74/2020); - Zona arancione: le Regioni nei cui territori l’incidenza settimanale dei contagi è superiore a 50 casi ogni 100 mila abitanti e che si collocano in uno scenario di tipo 2, con livello di rischio almeno moderato, nonché quelle che, in pre-

senza di un’analoga incidenza settimanale dei contagi, si collocano in uno scenario di tipo 1, con un livello di rischio alto (art. 1, co. 16-quater e 16-quinquies della legge 74/2020); - Zona rossa: le Regioni nei cui territori l’incidenza settimanale dei contagi è superiore a 50 casi ogni 100 mila abitanti e che si collocano in uno scenario di tipo 3, con un livello di rischio almeno moderato (art. 1, co. 16-quater della legge 74/2020); - Zona gialla: in via residuale, le Regioni, i cui territori presentano parametri differenti da quelli sopra indicati per le zone bianche, arancioni e rosse. Per una migliore comprensione si rammentano sommariamente anche le tipologie degli scenari: - scenario 1: situazione di trasmissione localizzata con indice di trasmissione del contagio (Rt) regionali sopra la soglia per periodi limitati (inferiore a 1); - scenario 2: situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa, ma gestibile dal sistema sanitario nel breve-medio periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente compresi tra 1 e 1,25; - scenario 3: situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente compresi tra Rt 1,25 e Rt 1,5; - scenario 4: situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente maggiori di 1,5.

Ulteriori disposizioni urgenti per il contenimento della diffusione del Covid-19 (art. 2) Sull’intero territorio nazionale, viene esteso fino al 27 marzo 2021 il divieto attualmente previsto di spostarsi tra Regioni o Province autonome diverse, salvo che per motivi di lavoro, situazioni di necessità, o motivi di salute. Resta, comunque, consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

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Fino alla medesima data, entro i confini regionali per la Zona gialla ed entro i confini comunali per la Zona arancione, è consentito una sola volta al giorno, tra le 05.00 e le ore 22.00, lo spostamento verso un’altra abitazione privata abitata, nei limiti di 2 ulteriori persone oltre a quelle ivi già conviventi, esclusi i minori di 14 anni su cui si esercita la potestà genitoriale e le persone disabili o non autosufficienti conviventi. Tale facoltà di spostamento in altre abitazioni non è più consentita all’interno della Zona rossa. Conseguentemente, viene abrogato l’art. 1, co. 4 del decreto legge 14 gennaio 2021, n. 2, che lo consentiva fino al 5 marzo 2021. Nei casi di mobilità limitata all’ambito comunale, si conferma, invece, la possibilità di spostamenti in altri Comuni, a partire da quelli con una popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 km dai relativi confini, con esclusione, in ogni caso, degli spostamenti verso i capoluoghi di Provincia.

Regime sanzionatorio (art. 3)

conferma l’applicazione dell’art. 4 del decreto legge 22 maggio 2020, n. 35. Pertanto, salvo che il fatto non costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento dell’epidemia è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 1.000 euro e non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall’art. 650 del codice penale o da ogni altra disposizione di legge attributiva di poteri per ragioni di sanità. Se il mancato rispetto delle predette misure avviene mediante l’utilizzo di un veicolo, la sopradetta sanzione amministrativa pecuniaria è aumentata fino a un terzo. In caso di reiterazione della stessa violazione, la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima. Il testo del d.l. 15/2021 è reperibile al link: https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto. dataPubblicazioneGazzetta=2021-02-23&atto.co diceRedazionale=21G00024&elenco30giorni=fal se. Può anche essere richiesto unitamente ad altre informazioni alla scrivente Associazione

Per quanto riguarda l’impianto sanzionatorio si

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(AdT)


Proroghe UE di validità di patenti CQC e altre abilitazioni emergenza covid-19. istruzioni ministeriali

Premessa Facciamo seguito alla circolare associativa prot. n. 68/AdT del 1° marzo 2021 sull’argomento in epigrafe e a quanto pubblicato su Apinforma n. 3/2021 per informare che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Direzione generale per la Motorizzazione (di seguito Ministero) ha diramato la circolare prot. 0007203 del 1° marzo 2021, per illustrare la nuova disciplina delle proroghe di validità delle patenti, delle Carte di qualificazione del conducente (CQC) e altre abilitazioni disposta con il regolamento (UE) del Parlamento e del Consiglio europeo 2021/267 del 16 febbraio 2021. Dette proroghe fanno seguito ad altre disposizioni che sono state adottate sulla stessa tematica, quali: - l’art. 103, co. 2 della legge 24 aprile 2020, n. 27 (c.d. decreto Cura Italia), il quale prevede che “Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, …(omissis)…in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e la data della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di

emergenza”; ora alla luce della proroga dello stato di emergenza - in vigore ad oggi - al 30 aprile 2021, dette proroghe hanno fine il 29 luglio 2021; - la decisione della Commissione europea C(2020) 5591 final del 20 agosto 2020, che ha autorizzato l’Italia ad applicare la proroga di 7 mesi prevista dall’art. 2 del regolamento (UE) del Parlamento e del Consiglio europeo 2020/698 del 25 maggio 2020 non solo alle CQC in scadenza nel periodo fra il 1° febbraio e il 31 agosto 2020, ma anche a quelle con scadenza 1° settembre 2020 – 31 dicembre 2020; - per i trasporti in regime ADR l’accordo M330, ai sensi del quale tutti i certificati di formazione dei conducenti ed i certificati di formazione come consulente per la sicurezza, la cui validità scade fra il 1° marzo 2020 e il 1° febbraio 2021, rimangono validi fino al 28 febbraio 2021 per i trasporti effettuati tra gli Stati firmatari ed a condizione che vengano superati entro il 1° marzo 2021 gli esami prescritti per il loro rinnovo di validità. Di conseguenza, il quadro riepilogativo delle principali proroghe aggiornato dal Ministero con la circolare in oggetto risulta essere il sottostante.

Patenti di guida Per la circolazione nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo (SEE) con le patenti italiane, e per la circolazione in Italia con le patenti rilasciate in altro Stato della UE o del SEE, salvo diversa indicazione dello Stato di rilascio, le proroghe sono le seguenti:

Scadenza originaria 1° febbraio 2020 – 31 maggio 2020 1° giugno 2020 – 31 agosto 2020 1° settembre 2020 – 30 giugno 2021

Scadenza prorogata 13 mesi a decorrere dalla data di scadenza originaria* 1° luglio 2021* 10 mesi a decorrere dalla data di scadenza originaria**

*

Si applicano i 7 mesi di proroga, decorrenti dalla data originaria di scadenza, di cui all’art. 3, par. 1, del reg. (UE) 2020/698 e, a seguire, gli ulteriori 6 mesi di cui all’arti. 3, par. 2, del reg. 2021/267, ma non oltre la data del 1° luglio 2021. ** Si applicano i 10 mesi di proroga di cui all’art. 3, par.1 del reg. (UE) 2021/267.

Per completezza d’informazione si fa presente anche che: - alcuni Stati membri, giusta facoltà riconosciuPag. 69 - ApiNFORMA / Organizzazione - numero 4 - 28 febbraio 2021

ta dal regolamento 2020/698, hanno deciso di non adottare le proroghe su esposte o sono stati autorizzati ad adottarle con modalità differenti;


- la stessa facoltà può essere esercitata in virtù delle disposizioni del regolamento 2021/267.

Per la circolazione sul suolo italiano, la validità delle patenti rilasciate in Italia è così prorogata:

Scadenza originaria 31 gennaio – 29 settembre 2020 30 settembre 2020 – 30 giugno 2021

Scadenza prorogata 29 luglio 2021* 10 mesi a decorrere dalla data di scadenza originaria**

*

Si applicano le disposizioni dell’art. 103, commi 2 e 2 sexies del d.l. 18/2020. In questi casi, la disposizione nazionale è di maggior favore rispetto a quelle europee. ** Si applicano i 10 mesi di proroga di cui all’art. 3, par.1 del reg. (UE) 2021/267.

CQC Per la circolazione nella UE o nello SEE con documenti comprovanti la qualificazione CQC rilasciati in Italia e per la circolazione in Italia con

documenti comprovanti la qualificazione CQC rilasciati in altro Stato UE o dello SEE, salvo diversa indicazione dello Stato di rilascio, le proroghe sono le seguenti:

Scadenza originaria 1° febbraio – 31 maggio 2020 1° giugno – 31 agosto 2020 1° settembre 2020 – 30 giugno 2021

Scadenza prorogata 13 mesi a decorrere dalla data di scadenza originaria* 1° luglio 2021* 10 mesi a decorrere dalla data di scadenza originaria**

*

Si applicano i 7 mesi di proroga, decorrenti dalla data originaria di scadenza, di cui all’art. 3, par. 1 del reg. (UE) 2020/698 e, a seguire, gli ulteriori 6 mesi di cui all’art. 3, par. 2, del reg. 2021/267, ma non oltre la data del 1° luglio 2021; ** Si applicano i 10 mesi di proroga di cui all’art. 3, par.1 del reg. (UE) 2021/267.

Per completezza d’informazione si fa presente anche che: - nessuno degli Stati membri ha beneficiato della giusta facoltà riconosciuta dal reg. (UE) 2020/698 di non adottare le proroghe su esposte; - secondo il reg. (UE) 2021/267 alcuni Stati membri hanno la facoltà di non adottate le

proroghe su esposte o potrebbero aver avuto autorizzazione ad adottarle con modalità differenti; del che è dato conto nelle pubblicazioni della GUUE. Per la circolazione sul suolo italiano, la validità dei documenti comprovanti la qualificazione CQC rilasciati in Italia in Italia è così prorogata:

Scadenza originaria 31 gennaio – 29 settembre 2020 30 settembre 2020 – 30 giugno 2021

Scadenza prorogata 29 luglio 2021* 10 mesi a decorrere dalla data di scadenza originaria**

*

Si applicano le disposizioni dell’art. 103, commi 2 e 2 sexies del d.l 18/2020; in questi casi, la disposizione nazionale è di maggior favore rispetto a quelle europee. ** Si applicano i 10 mesi di proroga di cui all’art. 3, par.1 del reg. (UE) 2021/267.

Gli attestati rilasciati al termine dei corsi di qualificazione iniziale e di formazione periodica ai sensi della direttiva 2003/59/CE (per il primo ottenimento della CQC) in scadenza fra il 31 gennaio 2020 e 30 aprile 2021, conservano la loro validità fino al 29 luglio 2021. Infine, restano confermate le altre proroghe commentate nella circolare ministeriale prot. 2143 del 21 gennaio 2021 (v. circolare associativa prot. n. 31/AdT del 1° febbraio 2021), in materia di patenti, CQC, certificati ADR e attestazioni sanitarie.

La circolare ministeriale appena esaminata può essere prelevata dal link: https://www.mit.gov. it/sites/default/files/media/normativa/2021-03/ Circolare_protocollo_7203_del_01-03-2021.pdf oppure essere richiesta unitamente ad altre informazioni all’ufficio trasporti dell’Associazione. Si fa, comunque, riserva di ritornare sull’argomento ogni qual volta interverranno istruzioni ministeriali su queste e altre proroghe in materia di trasporti su strada.

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Riorganizzazione Ministero infrastrutture e trasporti nuova denominazione in ministero delle infrastrutture e della mobiliTà SOSTENIBILI Con decreti del Presidente del Consiglio dei ministri 23 dicembre 2020, n. 190 e 191, pubblicati, sulla G.U. n. 56 del 6 marzo 2021, sono stati adottati due regolamenti con i quali si è provveduto a riorganizzare l’allora Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - ora ridenominato Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili nonché gli uffici di sua diretta collaborazione del Ministro. I due decreti entrano in vigore il 21 marzo 2021. Dunque, la riforma organizzativa è stata adottata dal precedente Governo “Conte”, ma le relative norme sono stata pubblicate ed entrano in vigore con l’attuale Governo “Draghi” Più precisamente il d.P.C.m. 23 dicembre 2020, n. 190 interviene sull’organizzazione del Ministero, mentre il d.P.C.m. 23 dicembre 2020, n. 191 interviene sull’organizzazione degli “uffici di diretta collaborazione del Ministro”. Senza entrare troppo nel merito delle riorganizzazioni, si richiama l’attenzione sulla principale novità, consistente nell’istituzione di un nuovo dipartimento, che si aggiunge ai due precedenti e al Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia costiera, con lo scopo di potenziare le capacità del Ministero di programmare e realizzare infrastrutture e sistemi a rete sostenibili. Con il che è reso evidente il fatto che la stessa nuova denominazione del Ministero era già stata concepita dal precedente Governo. Pertanto, oltre al citato Corpo delle capitanerie, il Ministero ha ora tre dipartimenti e, precisamente: 1. il Dipartimento per la programmazione, le infrastrutture di trasporto a rete e i sistemi informativi; 2. il Dipartimento per le opere pubbliche, le risorse umane e strumentali; 3. il Dipartimento per i trasporti e la navigazione. Il primo assume le competenze di programmazione e gestione delle infrastrutture e dei sistemi a

rete (es. trasporti), alle quali si aggiungono quelle relative ai sistemi informativi, cruciali per monitorare tempestivamente la progettazione e la realizzazione delle infrastrutture, degli investimenti nel settore dei trasporti, delle reti idriche, dell’edilizia pubblica, ecc. Parallelamente, la rivoluzione digitale dovrà’ entrare nella progettazione e nella gestione di ponti, strade, edifici, dighe attraverso sensori e sistemi per la manutenzione “predittiva”, così da aumentare la sicurezza dei cittadini e la competitività’ del sistema economico. Il secondo si occupa, come in passato, di opere pubbliche e di altri progetti di grande rilievo per la qualità della vita delle persone e per favorire il superamento dei divari territoriali esistenti nel nostro Paese: dai programmi di edilizia pubblica e rigenerazione urbana (come quello sulla “qualità dell’abitare”) all’ammodernamento e potenziamento delle reti idriche, attività fondamentali anche per contrastare gli effetti della crisi climatica. Questo dipartimento sovrintende anche al funzionamento dei provveditorati interregionali per le opere pubbliche e provvede alla gestione delle risorse umane e strumentali. Il terzo ha competenza, come in precedenza, sulle diverse articolazioni del sistema dei trasporti (stradale, ferroviario, aereo, il trasporto pubblico locale, i porti e gli aeroporti), da cui dipende la realizzazione della mobilità sostenibile e il miglioramento della capacità del “Sistema Paese” di competere sul piano economico a livello europeo e internazionale. A questo dipartimento afferiscono anche le quattro Direzioni generali territoriali nelle quali opera la Motorizzazione civile, fatte salve, ovviamente, le competenze in materia delle Regioni a statuto speciale, fra cui la Regione Friuli Venezia Giulia, e le Province autonome: - Direzione generale territoriale del Nord-Ovest per gli uffici della MC aventi sede in Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Liguria; - Direzione generale territoriale del Nord-Est per gli uffici della MC aventi sede in Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Marche; - Direzione generale territoriale del Centro per le uffici della MC aventi sede in Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo e Sardegna;

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- Direzione generale territoriale del Sud per le UMC aventi sede in Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Nel Dipartimento per i trasporti e la navigazione opera anche il Comitato centrale per l’Albo nazionale delle imprese di autotrasporto di cose per conto di terzi. Copia dei due decreti unitamente ad altre informazioni può essere richiesto all’ufficio trasporti dell’Associazione. oOo A margine di questa riorganizzazione e, soprattutto, dell’eloquente ridenominazione del Ministero non si possono nascondere - anche a livello locale, accanto quello nazionale - la delusione e la per-

plessità di vedere omessa dalla nuova denominazione la parola “trasporti”, sostituita dall’anodina “mobilità” e dall’introduzione dell’aggettivo “sostenibili”, riferito tanto alle infrastrutture quanto alla mobilità stessa. La cosa suona come subordinazione di entrambe a logiche che devono preordinatamente prevalere sull’importanza economica del sistema dei trasporti e delle infrastrutture nello sviluppo del Paese. L’Associazione ha rappresentato questi dubbi a Conftrasporto, confederazione nazionale di riferimento per la categoria dei trasporti e della logistica, la quale, nel condividerli, ha assicurato la massima attenzione a che in questi campi si non attuino politiche contrarie all’interesse nazionale.

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